Diversamente… diversi

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Commedia brillante in due atti di Salvatore Sottile

Personaggi :

ALFONSO MARIA BELLANO

RODOLFO CICERO

KATIA ACERBI

ROSARIO GALLI

SERENA  GALLI

A  Andrea

ATTO PRIMO

L’elegante ed eccentrico tinello dell’appartamento abitato da una coppia di maturi gay, uno, Rodolfo Maria Bellano, un po’ attempato, l’altro, Rodolfo Cicero, prossimo ai cinquanta. La comune al centro; a sinistra porta che introduce in cucina, quindi ampia finestra dalla quale si scorge un panorama fiorito; a destra ampio mobile bar, e a seguire, ripiano sul quale sono posizionati vari soprammobile e piccole sculture. Un tavolo circondato da quattro poltroncine a sinistra, e divanetto a tre posti a destra. Il sipario si apre su una mattina di un qualsiasi giorno della settimana. Sono da poco passate le nove e l’andirivieni di Alfonso Maria dalla cucina al tinello si giustifica dalla necessità di apparecchiare per la prima colazione. I coperti sono due. Ad un certo punto si sente suonare alla porta. Dopo qualche attimo di perplessità, Alfonso sparisce per la comune dalla quale vi rientra, seguito da Katia.

ALFONSO  -  Ma sei pazza? Venire qui, a quest’ora, per giunta? Sai  che non sono

                       solo!

KATIA        -  Lo so, c’è la tua dolce metà.

ALFONSO -  Per favore, finiscila! Te ne devi andare! Subito!

KATIA        -  Se pensi che io abbia paura, ti sbagli!

ALFONSO  - Io non penso a nulla! So solo che te ne devi andare!

KATIA        - Ti ostini a non volerne parlare?

ALFONSO  - Ne abbiamo parlato fin troppo, e non intendo cambiare idea!

KATIA        -  Lo fai per orgoglio?

ALFONSO -  Orgoglio? Ma per carità! Sei fuoristrada, mia cara! E’ la natura!

KATIA       -   Me l’hai ripetuto fino alla nausea!

ALFONSO -  Ecco, brava, hai visto che non vale la pena perdere tempo?

KATIA        -  Ma tu non mi vuoi proprio bene?

ALFONSO  -  Zitta, per pietà! E abbassa la voce!

KATIA        -  Anche se abbasso la voce , la domanda non cambia!

ALFONSO  - Ti voglio bene come una figlia! Perché, fra l’altro, ti potrei

                      venir padre! E non potrebbe essere altrimenti, anche se io passassi

                      dall’altra parte della barricata! Trent’anni di differenza pesano , mia

                      cara!

KATIA        -  Perché, non sono gli stessi trent’anni che ti separano dalla

                      tua dolce metà?

ALFONSO  - Ma con la mia dolce metà è diverso!

KATIA         - Ah, ecco, è diverso! Solo questo riesci a dire?

ALFONSO  -  Senti, non mi mettere in difficoltà, ti prego! Da brava!

KATIA         - Hai paura che si svegli?

ALFONSO  -  No! Cioè: sì! Succederebbe una tragedia! Sai com’è….

KATIA         -  Tra donne!

ALFONSO   -  Ecco, appunto! Vedo che hai capito! Ti accompagno.

KATIA         -  Sei un’escremento di forma cilindrica galleggiante!

ALFONSO   -  Che detto così, potrebbe pure  sembrare inoffensivo!

KATIA        -  E ti preoccupi solo del fatto che possa  sembrare inoffensivo?

                       Ah, certo, dimenticavo, Alfonso Maria Bellano è sempre ossessionato

                       dalla forma! Dall’estetica! Dall’arte!

ALFONSO  -  Sai com’è, deformazione professionale!

KATIA        -   Per il più noto gallerista della città, il rispetto dell’armonia è un

                       imperativo categorico! E quindi meglio dire: escremento di forma

                       cilindrica galleggiante, piuttosto che….

ALFONSO  -  (interrompendola) Ti prego, non la dire quella parola!

KATIA         -  Stronzo!

Katia si avvia spedita per la comune.

ALFONSO  - L’ha detta! Mah, che volgarità!  

Alfonso completa la preparazione della prima colazione. Dopo qualche minuto entra Rodolfo.

RODOLFO  -  Ciao.

ALFONSO   -  Ciao.

RODOLFO  -  Mi sono svegliato all’improvviso! Ho sentito un tale casino…Hai acceso

                        per caso la televisione?

ALFONSO   -  La televisione…? Sì, ho acceso la televisione.

RODOLFO  -  E perché l’hai spenta?

ALFONSO   -  Non mi interessava! Sai com’è, la solita telenovelas…

RODOLFO  -  Che schifo!

ALFONSO   -  Appunto! La classica storia di quella che si è innamorata…

RODOLFO  -  Innamorata donna?

ALFONSO   - Sì! E che schifo! Guarda, uno strazio! Ho spento subito!

RODOLFO  - Perché, scusa, potevi lasciare….

ALFONSO  -  No, guarda, certe cose mi fanno venire il voltastomaco! La mattina ci

                       si vorrebbe rilassare, invece…

RODOLFO  - Dov’è la Nutella?

ALFONSO   - La Nutella ti fa male!

RODOLDO  - Io non ti ho chiesto se la Nutella mi fa male, io ti ho solo domandato:

                       dov’è?

ALFONSO   - Non c’è!

RODOLFO  - Fino a ieri sera c’era…

ALFONSO   - Poi, l’ho buttata!

RODOLFO  - E chi ti ha dato il permesso di buttarla? Posso sorvolare su tutto, ma

                      sulla Nutella, no!  Chiaro? Io alla Nutella non ci rinuncio! Se c’era, la

                      dovevi lasciare!

ALFONSO  - Ma ti sei guardato allo specchio? Sembri Platinette!

RODOLFO – Me ne frego dello specchio! Anzi, vuoi sapere cosa faccio? Ora li spacco

                       gli specchi! Tutti!

ALFONSO  -  Ma sei pazzo? Sette anni di disgrazia per uno, sono quattro…non

                       so se mi spiego!

RODOLFO   - Li spacco! Vado subito!

ALFONSO    - Fermati!

RODOLFO   - Hai ragione! Prima finisco la colazione, e poi li spacco!

ALFONSO    - Voglio solo farti ragionare! La Nutella fa ingrassare!

RODOLFO   - Perché, pane, burro e marmellata, no?

ALFONSO    - Ma la Nutella ti fa venire anche i brufoli!

RODOLFO   - Già, che orrore! Stamattina devo andarmi a fare la pulizia del viso,

                       se Serena mi trova i brufoli, chi la sente?!

ALFONSO   -  Serena?

RODOLFO  -  Sì, Serena! Perché?

ALFONSO   -  Ma scusa, non andavi da Gessica?

RODOLFO  - Ho cambiato.

ALFONSO   - E come mai?

RODOLFO  - Così!

ALFONSO  -  In effetti Gessica , ultimamente, lasciava un po’ desiderare!

                       Specialmente da quando ha avuto la sbandata…

RODOLFO – La sbandata?

ALFONSO  -  Perché, non lo sai? Si è innamorata!

RODOLFO  - E di chi?

ALFONSO   - Guarda, mi vengono persino i brividi a pensarci: di una donna!

RODOLFO  - Cosa?

ALFONSO   - Incredibile!

RODOLFO  - Gaetano, in arte Gessica è passato dall’altra sponda?

ALFONSO   - Sì! Pensa che fino a questa estate si voleva operare! Ed io a dissuaderlo!

                      Beh, la vuoi sapere l’ultima? Mi ha mandato un messaggio nel quale mi

                      ringrazia per averlo salvato! Oggi l’avrebbe rimpianto! Mah! Io continuo

                      a non capire come si può cambiare così!

RODOLFO  - Non è difficile!

ALFONSO   - Ma smettila! Non si può passare dal merluzzo  alla vongola con

                      disinvoltura! E’ una questione di coerenza!

RODOLFO  - Nulla mi fa più meraviglia!

ALFONSO   - Stupido!

RODOLFO  - Ah, guarda che io stamattina non posso passare dalla galleria.

ALFONSO   - Me l’hai detto, devi andare a fare la pulizia del viso, ma poi ci vediamo

                      a pranzo. Checco mi ha promesso che oggi ci fa trovare le polpette

                      di neonato! Sai, Checco vorrebbe cedere il suo ristorante, ed io ci

                      sto facendo un pensierino…

RODOLFO – Lo sai che sono negato in cucina…

ALFONSO  -  Ma che c’entra? Tu staresti alla cassa!

RODOLFO  - Perché, in cucina, ci staresti tu?

ALFONSO   - A parte che io in cucina non sono da meno a nessuno, ho troppo

                      da fare in galleria per mettermi davanti ai fornelli. Assumerei un

                      cuoco…anzi, una cuoca!

RODOLFO  - Perché, una cuoca?

ALFONSO   - Perché è meno pericolosa! Con te alla casa, un lui in cucina… ti do

                      il tempo di una settimana, e divento cervo a primavera!

RODOLFO  - Una settimana? Esagerato!

ALFONSO   - Appunto! A te bastano poche ore! Ti conosco, sai!

RODOLFO  - Tu non hai fiducia di me!

ALFONSO   - Esatto! Me ne hai messe tante, di corna, che ho perso ormai il conto!

RODOLFO  - Tu, invece, no, vero?

ALFONSO  -  Ci stai ancora a pensare? Acqua passata, ormai! Da troppi anni sono

                       diventato fedele come un cane da caccia!

RODOLFO – Un cane da caccia a cui non mancano gli ammiratori…anzi: le

                       ammiratrici!

ALFONSO  -  Hai detto: ammiratrici?

RODOLFO – Sì!

ALFONSO  - Mah! Questa mi giunge nuova! Lo sai che sono stato sempre fedele

                      alla mia parrocchia!

RODOLFO – E quella cretina che è venuta stamattina? Cos’è?

ALFONSO  -  Quale cretina? Non è venuto nessuno stamattina….

RODOLFO -  Vi ho sentiti, sai?! “Ti ostini a non volerne parlare…” , “Guarda che

                       potrei venirti padre…”…..

ALFONSO  -  Ma te l’ho detto, quella era una telenovelas….

RODOLFO -  Trasmessa in diretta dagli studi di casa nostra? Ma finiscila , una buona

                       volta! Sei patetico! Ecco quello che sei! Mentirmi spudoratamente!

                       Sei un bugiardo! Hai capito? Anzi, no: un escremento di forma cilindrica

                       galleggiante!

ALFONSO   - Hai finito?

RODOLFO  - Mi chiedi se ho finito? No, che non ho finito! Fedifrago!

ALFONSO   - Qua c’è la Nutella!

RODOLFO  - Ah, ma benissimo! Mi vuole corrompere, comprare con un barattolo

                      di Nutella! Ci vuole ben altro, bello mio!

ALFONSO  - Di una sette veli cosa ne dici?

RODOLFO – Sette veli, hai detto?

ALFONSO  - Esatto!

RODOLFO  -Guarda, lo faccio solo perché nella vita bisogna perdonare!

ALFONSO  - E allora, niente torta?

RODOLFO – Ma sei scemo? Che c’entra la torta? Ormai l’hai promessa, e come si

                       dice? Ogni promessa è debito!

ALFONSO -   E va bene! E comunque, tanto per essere precisi, tra me è quella…

RODOLFO – Katia!

ALFONSO  -  Come fai a sapere che si chiama Katia?

RODOLFO – Ho i miei informatori personali!

ALFONSO  -  Beato te! Perché i miei non mi dicono mai niente!

RODOLFO  - Non ti dicono niente, perché non c’è niente da dire!

ALFONSO  -  Sarà! Ma insisto nel dirti che tra me e questa Katia non c’è stato mai

                       niente…

RODOLFO  - Mai niente?

ALFONSO   - All’infuori di lunghe chiacchierate su face book!

RODOLFO  - Ah, ecco, ora ci siamo!

ALFONSO   - Perché, non chatti anche tu su face book? Anzi, il signorino non si limita

                      solo a facebook, ma si allarga anche a Badoo, C6, Nirvam….

RODOLFO  - Lo sai che sono molto socievole! Mi chiedono l’amicizia…

ALFONSO   - E lui, poverino, accetta! Non vuole essere scortese! Giusto?

RODOLFO  - Questo tuo sarcasmo mi sembra fuori luogo! Io sono un libro aperto,

                      mio caro! Basta sapermi leggere!

ALFONSO   - Tu sei diventato un libro giallo, altro che storie!

RODOLFO  - Esagerato!

Suona lo smartphone di Rodolfo, ma lui non risponde.

ALFONSO   - Perché non rispondi?

RODOLFO  - Non mi va….

Lo smartphone continua a suonare.

ALFONSO   - Ma chi è?

RODOLFO  - Ma niente, niente di importante….

ALFONSO   - Vuoi che rispondo io?

RODOLFO  - No!!!!

ALFONSO   - Perché, no?!

RODOLFO  - Perché? Perché non ne vale la pena!

Lo smartphone ha cessato di suonare.

RODOLFO  - Hai visto? Ha smesso! L’ha capito anche lei….

ALFONSO   - Lei?

RODOLFO  - Cioè: lui!

ALFONSO  -  Lui?! E’ un lui o una lei che ha telefonato?

RODOLFO – Loro!

ALFONSO  - Cos’è, un’ammucchiata? Una telefonata di gruppo?

RODOLFO – Ma è così importante, scusa? Se ci tenevi tanto a saperlo, potevi

                      rispondere tu!

ALFONSO  - Io avrei risposto, ma tu me l’hai impedito! E se me l’hai impedito, ci

                      sarà pure una ragione, noh?

RODOLFO – Ma te l’ho detto, è una sciocchezza….Ha telefonato quello del cactus!

ALFONSO  -  Vorrai dire colui che , grazie a te, mi ha riempito la galleria di quadri

                      aventi come unico soggetto il cactus?

RODOLFO  - Perché, non ne hai venduti, scusa?

ALFONSO   - Li ho dovuti spacciare per opere d’arte!

RODOLFO  - Ne abbiamo presi anche noi due, noh?

ALFONSO  - Infatti! Eccoli là!

RODOLFO – Mi pare che adornino felicemente il tinello!

ALFONSO  - Certamente! Sono proprio in tema!

RODOLFO – Sono quadri del cactus!

ALFONSO  - In tutti i sensi!

RODOLFO  - Questa non l’ho capita!

ALFONSO   - Fregatene! Dimmi, piuttosto, cosa voleva?

RODOLFO  - Chi?

ALFONSO   - Ma come, chi? Non mi hai detto, poc’anzi, che a telefonarti era quello

                      del cactus? Quindi, dimmi che voleva?

RODOLFO  - Gli ho risposto?

ALFONSO   - No…

RODOLFO  - E allora, come faccio a sapere quello che voleva?

ALFONSO   - Giusto! Il tuo ragionamento non fa una piega.

RODOLFO  - E allora non rompere!

ALFONSO   - Io non rompo, mio caro! Io voglio soltanto capire!

RODOLFO  - Vuoi capire? E allora cerca di capire che voglio un altro caffè.

ALFONSO  - Io il caffè te lo posso anche andare a fare, ma vedi che non finisce qui!

Alfonso esce per la cucina, e Rodolfo, dopo qualche secondo, curandosi di non essere ascoltato, digita un numero sullo smartphone. Nel cominciare la conversazione, commette l’errore di dare le spalle alla porta della cucina, dalla quale inevitabilmente sbuca Alfonso ad origliare. Rodolfo ingenuamente non se ne rende conto.

RODOLFO  - (a bassa voce) Pronto…Serena….Tesoro!...Ma come ti è venuto in mente

                       di telefonare a quest’ora?....Lo sai che c’è lui e non posso parlare?...Ti

                       telefono io, stai tranquilla…..

ALFONSO  - (Ad alta voce, con intenzione) Il caffè è pronto!!!

RODOLFO – (cercando di concludere la conversazione) …stai tranquilla, siamo

                       interessati….dopo il cactus, la cozza è quello che ci vuole!....D’accordo..

                       ….portateci le tele e noi le compriamo! …Arrivederci!”

Rodolfo chiude la conversazione.

ALFONSO   - Chi era?

RODOLFO  - Chi era……? Quella del cactus!

ALFONSO   - Quella? Non si trattava di un lui, un pittore?

RODOLFO  - Ma infatti, non era lui, ma la sua segretaria?

ALFONSO   - Una segretaria donna?

RODOLFO   - All’anagrafe Carmelo!

ALFONSO    - Adesso ci siamo! E cosa voleva la segretaria?

RODOLFO   - Proporci i nuovi quadri: cozze!!! Hai capito? Dal cactus è passato alla

                       cozza!

ALFONSO   - Lui?

RODOLFO  - Certo, lui! Di chi stiamo parlando, scusa?

ALFONSO  -  E tu?

RODOLFO  - Cosa c’entro io, adesso?

ALFONSO   - Tu non sei passato alla cozza?

RODOLFO  - Ma che domande?

ALFONSO   - E invece, sì! Non sono un cretino come credi! Lo faccio, se voglio, ma

                       non lo sono! E non accetto di essere preso per il fondoschiena! O

                       almeno, decido io le circostanze!

RODOLFO  - Ah, ecco!

ALFONSO   - E questa non è proprio la circostanza adatta! Va bene! Cominciamo

                      subito col dire che la fantomatica segretaria, all’anagrafe non fa

                      Carmelo, ma Serena, Serena Acerbi! E mettiamo pure che non faccia

                      nemmeno la segretaria!

RODOLFO  - Sta parlando il Commissario Montalbano….

ALFONSO   - E aggiungiamo, per completezza, che veramente c’è qualcuno che è

                      passato dal cactus alla vongola, ma non è il pittore, ma sei tu!

RODOLFO – Io non ho mai dipinto….

ALFONSO   - Non intendevo artisticamente, ma metaforicamente!

RODOLFO  - Come hai fatto a saperlo?

ALFONSO   - Ho anch’io i miei informatori…

RODOLFO  - Ma se hai detto che non ti dicevano niente.

ALFONSO   - Ti ho mentito!

RODOLFO  - Ah, ecco, bravo! Mi hai mentito!

ALFONSO   - Perché, tu, no?

RODOLFO  - Ma tu mi hai mentito prima…

ALFONSO   - E tu, invece, mi hai tradito! Vergogna! Vergogna! Adesso tu mi dici

                      tutto, va bene?

RODOLFO  - Ma cosa vuoi sapere?

ALFONSO  -  Tutto!

RODOLFO  - Ma proprio tutto tutto?

ALFONSO  - Tutto tutto!!!

RODOLFO  -Tutto tutto tutto tutto?

ALFONSO  - Parla!!!!

RODOLFO  - Sei masochista!

ALFONSO  - Fatti miei!!!!

RODOLFO – Da dove comincio?

ALFONSO  -  Da dove vuoi cominciare? Dall’inizio, noh?

RODOLFO  - Ti volevo fare un regalo per il nostro anniversario che è dopodomani..

ALFONSO   - E me l’hai fatto , il regalo! Anche anticipato!

RODOLFO  - Veramente, ancora non te l’ho dato…

ALFONSO  - E non voglio niente! Va bene?

RODOLFO  - Peccato, perché ti sarebbe piaciuto….

ALFONSO  - Regalalo alla tua squinzia!

RODOLFO  - Infatti l’ho regalato anche a lei! Sapessi, un amore! Uno Yoghi di

                      peluche a cui manca solo la parola! Tu ne vai pazzo…Ed anche lei!

                      E’ curioso che abbiate gli stessi gusti, noh?

ALFONSO  - Non me ne frega niente se abbiamo gli stessi gusti, vai avanti!

RODOLFO – Ecco, ci siamo conosciuti proprio lì, nel negozio dei pupazzi di peluche,

                      e poi…

ALFONSO  - E poi…?

RODOLFO -  E poi…è successo quello che doveva succedere!

ALFONSO  -  In che senso? Cerchiamo di essere precisi!

RODOLFO -  Nel senso che ci siamo conosciuti…

ALFONSO  -  Come, conosciuti?

RODOLFO  - Abbiamo mangiato la mela come fecero Adamo ed Eva!

ALFONSO   - Stai scherzando?!

RODOLFO  - No…

ALFONSO   - E ti è piaciuto?

RODOLFO  - Ecco…

ALFONSO  - (quasi urlando) Rispondi: ti è piaciuto?!!!

RODOLFO  - Ebbene…sì! Da impazzire, guarda! Non so come abbia fatto tutti

                       questi anni a dire che non mi piaceva!

ALFONSO   - (in controtempo, ostentando una calma illogica, data la situazione)

                       D’accordo! Ne prendiamo atto! Il tricheco invertito che ritrova una

                       insperata quanto improbabile virilità!

RODOLFO  - Sull’insperata posso anche convenire, ma sull’improbabile…

ALFONSO   - A questo punto, guarda, non intendo nemmeno approfondire

                      l’argomento! Posso soltanto sapere cosa hai deciso?

RODOLFO  - Mi sono innamorato e quindi…

ALFONSO   - Quindi…?

RODOLFO  - Abbiamo intenzione di sposarci.

ALFONSO   - Auguri e figli maschi! Ti do una settimana per traslocare, anzi, due,

                      e poi ciascuno per la sua strada!

RODOLFO  - La prendi così?

ALFONSO  -  Perché, come la dovrei prendere, scusa?

RODOLFO -   Pensavo che tra noi restasse l’amicizia…

ALFONSO  -  (ridendo)L’amicizia? Ma certo, si capisce, fra tanti amici, che cosa

                        mi costa ad inserire pure te!

RODOLFO   -  Pensavo che la volessi conoscere…

ALFONSO    -  Cosaa? Ma ti ha dato di volta il cervello?

RODOLFO   -  Visto che io sono solo al mondo, potresti fare le veci di mio padre.

ALFONSO    -  Ma che carino?! Ma che tenero! Che gentile! Non ha pensato a

                        presentarmi eventualmente come il fratello maggiore; no! Lui mi

                        ha assegnato il ruolo di padre! Perché mi trovi vecchio, vero? E dillo,

                        abbi il fottuto coraggio di confessare che mi trovi vecchio!

RODOLFO  -  Non sei giovane…

ALFONSO   -  Ma nemmeno decrepito, come pensi tu! E se credi che io mi presti

                        a recitare la parte del tuo genitore , ti sbagli di grosso!

RODOLFO  -  Non fare così, ti prego…

ALFONSO   -  Sempre che io accetti di conoscerla, sarò disposto a presentarmi

                       esclusivamente nel ruolo di fratello! Chiaro? O così o niente!

RODOLFO  - E va bene, d’accordo! Vorrà dire che stasera lei e suo padre verranno

                      A conoscere il mio affezionato fratello maggiore!

ALFONSO  -  No, aspetta, fammi capire: tu avresti invitato questa sera a casa mia…

RODOLFO -  (interrompendolo) Nostra!

ALFONSO  - Nostra fino a stamattina, prima della rivelazione…

RODOLFO – (acido) Grazie!

ALFONSO  - Prego! E comunque, tu avresti organizzato questa serata senza dirmi

                      niente? Servendomela così…?

RODOLFO – Cotta e mangiata!

ALFONSO   - Appunto!

RODOLFO  - Confidavo nel tuo senso di responsabilità e soprattutto sulla tua

                      comprensione.

ALFONSO  - E confidavi male!

RODOLFO  - E dài, non fare così. Io lo so che tu all’inizio abbai, ma poi non mordi!

                      E poi ci tengo a fare bella figura! Specialmente con suo padre! Sai

                      è un tipo un po’ all’antica e non sa niente di certe cose…

ALFONSO  - Non mi dire che ti sei spacciato per donnaiolo impenitente in procinto

                      di attaccare le scarpe al chiodo?

RODOLFO  - E anche se fosse?

ALFONSO   - E il tuo futuro suocero ci ha creduto?

RODOLFO  - Sì!

ALFONSO   - Col fisico che ti ritrovi?

RODOLFO  - Col fisico che mi ritrovo! E allora?

ALFONSO   - E allora tuo suocero è scemo!

RODOLFO  - Non ti permetto di offenderlo!

ALFONSO   - Se non è scemo è miope!

RODOLFO  - Né l’uno, tantomeno l’altro!

ALFONSO   -  E immagino che , senza sapere se io avrei accettato, tu gli avrai

                       parlato comunque di questo fratello maggiore!

RODOLFO  - Bravo! Come hai fatto ad indovinare?

ALFONSO   - Ti conosco, mio caro, sei prevedibile!

RODOLFO  - E’ un complimento o una constatazione?

ALFONSO  - Francamente, non riesco a codificarla. Prendila come una “boutade”

                      priva di significato!

RODOLFO  - Massì, tanto sono abituato a prendere tutto!

ALFONSO   - Appunto! E comunque, mi vuoi dire cosa gli hai detto di me?

RODOLFO  - Che sei mio fratello.

ALFONSO   - E questo l’abbiamo accertato. Vai avanti.

RODOLFO  - Certo, non gli potevo dire che sei sposato…

ALFONSO   - E perché?

RODOLFO  - Come, perché? Sei forse sposato, tu?

ALFONSO   - No. Ma se è per questo non sono nemmeno tuo fratello!

RODOLFO  - Che c’entra? Tu fingi di essere mio fratello…

ALFONSO  - E allora, scusa, finzione per finzione, non potevo anche essere sposato?

RODOLFO  - E chi ci avrebbe creduto?

ALFONSO   - Ah, ho capito! A te dovrebbero credere quando millanti di essere un

                      donnaiolo, e a me, invece, no, se cerco di far credere di avere una

                      moglie? Senti, bello, vedi che in quanto ad effeminatezza tu non mi

                      batti ai punti, ma per K.O.! E se c’è tra noi due uno credibile

                      nella parte del maschio, sono io!

RODOLFO  - Punti di vista.

ALFONSO  - Ma quali punti di vista?! E in conclusione, come mi hai rappresentato?

RODOLFO – Come uno spretato!

ALFONSO  - Cosa?

RODOLFO – Sì, gli ho detto che hai frequentato il seminario per farti prete, poi

                      hai avuto una crisi e l’hai lasciato.

ALFONSO  - E scommetto che la crisi è dipesa da una donna?

RODOLFO – Esatto!

ALFONSO  -  Ah, bene. E allora?

RODOLFO – Ma una volta dismesso l’abito talare, nella prospettiva di vivere la

                      tua storia d’amore, hai scoperto l’amara, orrenda verità.

ALFONSO  - (altamente preoccupato) E quale?

RODOLFO – Hai scoperto di essere impotente!

ALFONSO  - No!

RODOLFO – Sì! E a quel punto hai detto alla tua amata: “Mi dispiace, tesoro, ma

                       questa è la punizione che mi è stata inflitta per la mia scelta! Addio!”

                       E fu così che hai trascorso la tua vita nello studio e nella meditazione!

ALFONSO  -  Che destino infame!

RODOLFO  -  Hai detto bene: infame!

ALFONSO   -  Io proprio non so come ringraziarti.

RODOLFO  -  Prego, figurati!

ALFONSO   -  No, perché mi hai riservato proprio un bel personaggio!

RODOLFO  -  Hai visto? Pensa che il mio futuro suocero sulle prime si è messo a

                       ridere pensando che tu non funzioni.

ALFONSO  -  Che caro!

RODOLFO  - Ma poi ha riflettuto e ha pensato che meritassi un gran rispetto! Non

                       compassione…

ALFONSO   - Ma rispetto!

RODOLFO  - Esatto!

ALFONSO   - Ha una sensibilità non comune tuo suocero.

RODOLFO  - In un certo senso.

ALFONSO   - Quindi, riepiloghiamo. Io dovrei interpretare la parte dell’attempato

                       fratello maggiore, impotente, e che altro?

RODOLFO  - E non ti basta? Mi sembra che sia inguaiato abbastanza!

ALFONSO   - Che caro! Non hai voluto infierire, vero? Perché in questi casi, visto

                      che c’eravamo, perché non renderlo, oltre che impotente, menomato?

RODOLFO – Menomato?

ALFONSO  -  Sì! Con una protesi al posto dell’arto inferiore destro o sinistro.

RODOLFO  - E ce la faresti?

ALFONSO   - E magari anche con una punta di Alzheimer?

RODOLFO  - Dai, mi piace!

ALFONSO   - E a questo punto, crepi l’avarizia, gli mettiamo il pannolone a questo

                      fratello!

RODOLFO  - E’ vero! Lo facciamo soffrire anche di incontinenza!

ALFONSO   - Ma con chi ho vissuto io tutti questi anni, con un mostro? Ma sei

                       scemo?

RODOLFO  - Perché?

ALFONSO   - E mi chiedi anche il perché? Ma ti rendi conto? A parte che su certe

                       cose non si scherza, e poi mi meraviglio come ti possano venire certe

                       idee! Senti, ringrazia Iddio se faccio la parte del fratello maggiore, ma

                       non mi chiedere altro! E se mi gira, guarda, lo faccio anche un po’

                       dell’altra sponda!

RODOLFO  - No! Questo no! Assolutamente no!

ALFONSO   - Perché?

RODOLFO  - Perché? Ecco, perché…

ALFONSO   - Perché il tuo futuro suocero non gradirebbe, vero?

RODOLFO  - In un certo senso.

ALFONSO   - Impotente sì, ma dell’altra sponda, no!

RODOLFO  - Esatto! Hai afferrato il concetto! A questo punto, non mi resta

                       altro che sovrintendere alla cura della mia persona. Vado alla

                       toelette.

ALFONSO   - Sua signoria ha pensato come organizzare la cena?

RODOLFO  - No…

ALFONSO   - Perché?

RODOLFO  - Perché ci pensi tu!

Rodolfo esce intonando le note di una canzone di Julio Iglesias del tipo “Pensami”, o “Sono un pirata sono un signore”.

ALFONSO   - Disgraziato! Hai creduto di umiliarmi così? Ti faccio vedere io!

Alfonso digita sul cellulare un numero.

KATIA         - (solo voce) Pronto…

ALFONSO  -  Tesoro…

KATIA        -  Sei Alfonso?

ALFONSO  - Sì, amore mio!

KATIA         - E ti senti bene?

ALFONSO  - No…

KATIA         - Ah, ecco, mi sembrava strano!

ALFONSO  - Quando stamattina ti ho visto, ho avvertito una scossa! Mi hai

                      fulminato!

KATIA         - Veramente?

ALFONSO  - Sì! Rompiamo gli indugi, cara, e andiamo al punto: mi sono innamorato.

KATIA         - Di chi?

ALFONSO  - Ma come, di chi? Di te, noh?

KATIA         - Ti ripeto la domanda: stai bene?

ALFONSO  - Prima no. Ma adesso sì! Stasera devi assolutamente venire a casa

                      mia! Dobbiamo festeggiare!

KATIA        -  Non credo che mi stai prendendo in giro, vero?

ALFONSO -  Ma figurati! Potrei mai fare una cosa simile?

KATIA        -  Ma allora, è il mio sogno che si realizza! Sono felice! Non sto più nella

                      pelle dalla gioia!

ALFONSO  - Ti aspetto stasera, cara!

KATIA         - Certo, tesoro. Ma un attimo, alla tua “lei” l’hai detto?

ALFONSO  - Alla mia “lei” credo non gliene possa importare più di tanto, si è

                      fidanzato.

KATIA         - Ti ha lasciato per un altro?

ALFONSO  - No, per un’altra!

KATIA         - Anche lui?

ALFONSO  - Già!

KATIA         - Ma per caso, avete contratto entrambi un virus? No, perchè nel caso,

                         non voglio che guarite! Almeno tu!

ALFONSO     - Sciocchina, l’amore non è un virus!

KATIA           -  Ma che ne so?! Non ci sto capendo più nulla! Sono eccitata,

                         emozionata! Vorrei cantare, ballare…Non lo so manco io quello che

                         vorrei fare! Ti amo!

ALFONSO    -  Anch’io!

KATIA          -  A stasera, tesoro!

ALFONSO   -  A stasera!

Alfonso chiude la conversazione.

ALFONSO   - Vuoi la guerra, mio caro? E guerra sia! Vedremo chi di noi due

                      sarà il vincitore! Intanto, prepariamoci a vivere la serata più

                      strana della mia vita! Katia è cotta di me! Mi adora! Ed io, invece…

                      Già, io? No, io…Beh, ecco…Per me è un gioco, non mi devo lasciare

                      prendere troppo dall’entusiasmo…Anche se – diciamolo – non mi

                      dispiace! Stamattina quando ha fatto irruzione in casa mia, con

                      quella passionalità, con quell’entusiasmo…non nego che…sì, insomma,

                      non mi sarebbe dispiaciuto cedere..No, no, proprio non mi sarebbe

                      dispiaciuto! E…a volere essere sinceri fino in fondo, se non fosse

                      stato per la presenza di quel tricheco che dormiva in camera da letto,

                      io…Sì, io…Oh, mamma mia! E se veramente mi fossi innamorato

                      anch’io? Ma stiamo scherzando? Non è possibile! No, Alfonso,

                      ragiona: sai che non è possibile che ti sia invaghito di lei! Però

                      potrebbe succedere…E se succedesse?

Buio. Sottofondo musicale.

Dopo qualche ora. Entra in scena Rodolfo che indossa un buffissimo accappatoio, ha in viso una maschera antirughe, ed alcuni bigodini in testa. Dopo qualche secondo entra Alfonso, che vedendolo così conciato, scoppia a ridere.

ALFONSO  - Cos’è? La nuova versione del macho moderno?

RODOLFO  - Sì, e allora?

ALFONSO   - Io, più che di macho, parlerei di micio! E nemmeno moderno, se

                       vogliamo!

RODOLFO  - L’igiene personale è bisex! Almeno quella!

ALFONSO   - Sì, certo, ci mancherebbe! Solo che – vorrei capire – come pensi che

                      potrebbe reagire la tua futura sposa, vedendoti la mattina conciato in

                      quel modo? Pensi che, travolta da un desiderio irrefrenabile, ti

                      costringerebbe a seguirla in camera da letto?

RODOLFO  - Perché, non sono appetibile?

ALFONSO   - Se hai una domanda di riserva lo preferisco!

RODOLFO  - Devo piacere a lei, non a te!

ALFONSO  -  E tu pensi che così le piaci?

RODOLFO  - Sì!

ALFONSO   - E’ normale la tua fidanzata?

RODOLFO   - Normalissima!

ALFONSO    - Sono curioso di conoscerla!

RODOLFO   - Vedrai che sarà una sorpresa!

ALFONSO   -  E visto che siamo in tema di sorprese, anch’io ne ho una da farti.

RODOLFO  -  Ma è meraviglioso! Vuoi vedere che indovino? Si tratta di un regalo!

                        Un regalo per il mio fidanzamento! Che caro! Sei unico Alfonso!

                        Unico!

ALFONSO   -  No, veramente, il regalo non c’entra. Certo, te lo farò, è chiaro. Ma

                        non era questa la sorpresa a cui alludevo. E’ un’altra.

RODOLFO  -  Un’altra? E di che si tratta? Così, su due piedi, non riesco proprio a

                        immaginarla.

ALFONSO    - E infatti, sono convinto che tu non la possa immaginare.

RODOLFO    - E allora, non farmi stare in ansia, sputa il rospo.

ALFONSO     - Mi sposo!

RODOLFO    - Sì, vabbè! Questa, guarda, non è la migliore del tuo repertorio.

                         inventatene un’altra!

ALFONSO     - Guarda che sto parlando sul serio: mi sposo!

RODOLFO    -  Cosaaa?

ALFONSO     - Ho deciso di convolare a giuste nozze!

RODOLFO    -  E quindi hai deciso di andare in Spagna?!

ALFONSO     -  Perché in Spagna, scusa?

RODOLFO    -  Perché solo li certi matrimoni sono ammessi!

ALFONSO     -  Il mio lo posso celebrare anche in Italia! Ovunque!

RODOLFO    -  Ma sei pazzo? Cosa dici? Ti ha dato di volta il cervello? Non ti

                         ricordi che Gerardo per unirsi con Sebastiano è dovuto andare

                         proprio in Spagna?

ALFONSO    -  Per unirsi in matrimonio con Sebastiano…Si fosse dovuto sposare

                         con Katia, per esempio, non ci sarebbe stato bisogno di andare

                         all’estero!

RODOLFO   -   Sì, Gerardo con Katia?! Ma stai scherzando? Stai dando numeri,

                         te lo dico io! E poi, scusa, chi sarebbe questa Katia?

ALFONSO    -  La mia fidanzata!

RODOLFO   -  Okay, il suo nome di battaglia è Katia. Ma all’anagrafe?

ALFONSO    -  Katia!

RODOLFO   -  Porta un nome da donna?

ALFONSO    -  Non solo il nome.

RODOLFO   -  In che senso?

ALFONSO    -  Nel senso che è una donna!

RODOLFO   -  Ho capito tutto! Da quando è donna?

ALFONSO    -  Da quando è nata!

RODOLFO   -  Una donna…nata donna?

ALFONSO    -  Esatto! Una donna D.O.C. : con denominazione di origine

                         controllata!

RODOLFO    -  Ho capito. Bene! Auguri e figli maschi!

ALFONSO      - E perché no? Non poniamo limiti alla provvidenza!

RODOLFO     - Comunque, ti sei rivelato per quello che sei.

ALFONSO     -  E come sono?

RODOLFO    -  Un uomo senza scrupoli.

ALFONSO    -  Io?

RODOLFO   -   Sì, tu! Perché nella prospettiva di restare da solo non hai esitato a

                         metterti con la prima che ti è capitata per le mani.

ALFONSO   -   Veramente, la conosco da un pezzo.

RODOLFO   -  Ah, sì? E allora è ancora peggio, mio caro! Perché hai mancato nei

                        miei confronti! Hai tradito la mia fiducia!

ALFONSO   -   Perché, tu cos’hai fatto?

RODOLFO  -   Io mi sono innamorato!

ALFONSO   -   E se permetti, anch’io mi sono innamorato!

RODOLFO    - Tu? Innamorato?

ALFONSO    -  Sì, io!

RODOLFO    - Ma raccontalo a un altro, o a quella cretina che stai prendendo in

                        giro !

ALFONSO    - Io non sto prendendo in giro nessuno! Va bene? Pensa, piuttosto, a

                        quello che stai facendo tu!

RODOLFO   - Io sono a posto con la mia coscienza!

ALFONSO    - Anch’io!

RODOLFO   - Senti, guarda , è meglio che tronchiamo questo discorso! Fai pure

                       quello che vuoi, tanto è improbabile che io la conosca.

ALFONSO   - E invece, è probabilissimo.

RODOLFO  - Ti dico di no.

ALFONSO   - E io ti dico di si! L’ho invitata stasera.

RODOLFO  - Cosa? Hai invitato quella a casa mia?

ALFONSO  - Ti vorrei ricordare ancora una volta che da qualche ora è diventata

                      solo casa mia…

RODOLFO – Sei meschino!

ALFONSO   - Nessuno è perfetto, mio caro!

RODOLFO  - E comunque, ti rendi conto di quello che hai combinato? Come

                       glielo giustifichiamo a mio suocero? Quello sa che sei impotente,

                       vedendoti con la fidanzata, mi prende per bugiardo.

ALFONSO   - Non me ne importa niente!

RODOLFO  - Bell’amico che sei!

ALFONSO   - Non dovevo fare la parte di tuo fratello?

RODOLFO  - Nella finzione, ma nella vita dovresti essermi amico…

ALFONSO   -  No, mi dispiace, non sono amico! Va bene? Non li sopporto quelli

                       che si lasciano con la pretesa di restare amici! Che poi, non è manco

                       una pretesa, è un’utopia! Mi dispiace, ma quando finisce una storia,

                       basta! Ne ho conosciuti di ipocriti che si intestardiscono a considerare

                       amica la loro ex moglie. Poi che fanno? Si mettono con un’altra. Anche

                       la loro ex si rifà una vita, e con i rispettivi nuovi compagni, si riuniscono!

                       Tutti insieme, appassionatamente! Lui si trova di fronte al nuovo

                       compagno della sua ex, con cui ha diviso tutto, anche l’intimità; e

                       guardandolo pensa che sarà lui, adesso, a condividere quella stessa

                       intimità! Ora sarà lui a fare certe cose con lei! E magari lei starà già

                       facendo il confronto  fra i due! E i confronti sono pericolosi!

RODOLFO  - Quindi dovrei concludere, dopo questa bella lezione, che noi non

                       saremo mai amici?

ALFONSO   -  Mai!

RODOLFO  -  Certo che sei proprio…Alfonso!

ALFONSO  -  Mi hanno chiamato così!

RODOLFO  - E ti sta proprio bene!

ALFONSO   - Me l’hanno detto in molti!

RODOLFO  - Nel tuo caso è anche un termine onomatopeico!

ALFONSO  -  Questa faccio finta di non averla sentita!

RODOLFO -  Io vado a vestirmi.

ALFONSO  -  Vai…fratello!

RODOLFO  - Fratello dillo a tua sorella!

ALFONSO   - A mia sorella dico sorella e non fratello! Piuttosto a te potrei dire:

                      sorella!

RODOLFO  - Perché?

ALFONSO   - (con estrema intenzione) Pensaci un po,!

RODOLFO  - Sei un cretino! Ecco quello che sei! Un cretino! E con i cretini non ci

                       voglio avere a che fare!

ALFONSO   - Hai ragione! Non ci devi avere a che fare! La c’è la porta, vedi quello

                       che devi fare!

RODOLFO  - Ti piacerebbe che io me ne andassi, così, subito, immediatamente…

ALFONSO   - Ti consiglierei prima di vestirti, perché come sei conciato, in

                       accappatoio e bigodini, saresti arrestato dalla buon costume…

RODOLFO  - Volgare!

ALFONSO   - Oppure verresti prelevato da qualche veterinario! Ti prenderebbero

                       per un animale scappato dallo zoo o da qualche circo!

RODOLFO  - Alfonso! Ecco quello che sei! Ma io la soddisfazione di andarmene

                      subito, così come vorresti, non te la do! Perché io lo so qual è il vero

                      motivo perché tu vuoi che io me ne vada! Non vuoi conoscere la mia

                        fidanzata perché non ti vuoi fare il sangue acqua!

ALFONSO   -  Sei fuoristrada perché non me ne frega proprio niente!

RODOLFO  -  Bugiardo! Sei solo un bugiardo! E’ questo il vero motivo, ma tu non lo

                        vuoi ammettere!

ALFONSO   -  Di tu, piuttosto, che non hai digerito il fatto che anch’io mi sia

                        fidanzato!

RODOLFO  -  E’ un bluff!

ALFONSO   -  Ti farò vedere io se è un bluff! Queste parole te le farò rimangiare

                        una per una, quanto è vero che mi chiamo Alfonso!

RODOLFO   -  Sei tu che ti dovrai rimangiare tutta l’ironia che hai espresso nei

                        miei confronti dicendo che sono un micio! Vedrai il micio cosa ti

                        combina!

ALFONSO   -  Sarò io quello che ti sorprenderà, stanne pur certo!

RODOLFO  -  Io!

ALFONSO   -  Io!

Suonano alla porta.

RODOLFO   -  Vai ad aprire.

Rodolfo scappa per la comune e Alfonso va ad aprire. Viene introdotta Katia che,

spinta da un impulso irrefrenabile, cerca di ripetere la stessa scena di inizio d’atto, adesso a maggior ragione indotta dalla consapevolezza di essere finalmente ricambiata da Alfonso. Quindi sulle note di un famoso tango inizia il tentativo da parte di Katia di sedurre Alfonso.

ALFONSO    -  Ti prego, cara, calmati…

KATIA          -   Non mi posso calmare! Sono tutta un fremito!

Katia cerca di sbatterlo sul divano, ma lui riesce a sfuggire alla sua presa, facendoci finire, invece, lei.

ALFONSO    -  Anch’io, cosa credi? Sono tutto un bollore…

KATIA          -  E allora, cosa ci impedisce di dar libero sfogo ai nostri istinti? In

                        questo momento tu sei il mio Adamo ed io la tua Eva…Dài,

                        vieni…

Katia torna alla carica, alzandosi dal divano, e cercando di stabilire un nuovo contatto, ma anche stavolta Alfonso riesce a sfuggirle.

ALFONSO    - Ma non siamo nel paradiso terrestre!

KATIA           - E noi facciamo finta di esserlo! Dài, mangiamo la mela!

ALFONSO    -  Katia, ti supplico! Tutto a suo tempo! Calmati adesso!

KATIA          -   Dimmi almeno che mi desideri!

ALFONSO   -   Ti desidero!

KATIA          -   E quanto mi desideri?

ALFONSO   -   Tanto.

KATIA          -   Ma tanto, quanto?

ALFONSO   -   Tanto tanto!

KATIA            -  Ma tanto tanto? O tanto tanto tanto?

ALFONSO     -  Tanto tanto tanto!

Si sente suonare il campanello.

ALFONSO     -  Scusami , cara.

KATIA           -  Chi può essere?

ALFONSO    -  Sicuramente sarà la fidanzata di Rodolfo col padre.

Alfonso va ad aprire ed introduce Serena.

ALFONSO    -  Prego, si accomodi.

SERENA       -  Grazie.

ALFONSO    -  Le posso presentare la signorina Katia?

SERENA       -  Piacere, Serena.

KATIA          -  Katia.

SERENA       -  (ad Alfonso) Lei è il fratello, vero?

KATIA          -  Come, il fratello…..?

ALFONSO   -  (lanciando degli sguardi  a Katia ) Sì, sono il fratello!!

SERENA      -  Rodolfo mi ha parlato molto di lei.

ALFONSO  -   Sì? Spero che le abbia parlato bene.

SERENA      -  Ha un affetto e una stima nei suoi confronti…

ALFONSO  -  Mi fa un immenso piacere.

KATIA         -  Effettivamente Alfonso è un uomo eccezionale! Non perché è il mio

                       fidanzato, ma è adorabile!

SERENA     -  Come? Alfonso è il suo fidanzato?

KATIA        -   Sì! E abbiamo deciso di sposarci!

SERENA    -  (alquanto meravigliata) Sposarvi? Incredibile!

Suona lo smartphone di Alfonso.

ALFONSO  - Scusate.

SERENA     -  Prego, prego…

ALFONSO  -  (a Katia) Scusami anche tu, cara, ma è una telefonata importante.

KATIA        -  Fai pure.

Alfonso si allontana per rispondere alla chiamata, e alla fine sparisce per la comune.

KATIA        -  Ma perché ti sembra incredibile che ci sposiamo?

SERENA    -   Non so…Ma tu lo conosci da molto tempo?

KATIA       -   Non molto. Qualche mese.

SERENA    -   Ah, ecco.

KATIA       -   Perché, scusa?

SERENA   -   Perché? Ecco, non è facile…non so se faccio bene a dirlo…

KATIA      -   Parla, parla pure liberamente. C’è qualcosa che non so?

SERENA  -    Forse sono parecchie le cose che non sai.

KATIA      -   E allora, dimmele, ti prego.

SERENA    -  Ma mi raccomando, massima discrezione!

KATIA        - Ci mancherebbe.

SERENA    -  Alfonso è…

KATIA       -  E’…? Ti prego, non mi fare stare sulle spine!

SERENA    -  E’ un uomo duramente provato dalla vita!

KATIA       -  Sì?

SERENA    -  Da giovane ne ha passate di cotte e di crude.

KATIA        -  Poveretto!

SERENA    -  Era persino entrato in seminario..

KATIA       -  Pensa che animo nobile!

SERENA    -  Già. Solo che ad un certo punto ha sentito che quella non era la sua

                      strada e ha abbandonato.

KATIA        -  E ha fatto bene.

SERENA    -  Solo che….

KATIA        -  Che…?

SERENA    -  Ha scoperto quasi subito di essere ….impotente!

KATIA       -   Cosaaa?

SERENA    -  Purtroppo questa è la verità!

KATIA       -   Ecco perché ha resistito ai miei assalti!

SERENA    -  Infatti!

KATIA        - Ora capisco perché è sempre stato sordo al richiamo della carne!

                     Poveretto!

SERENA    - E fosse solo questo!

KATIA       - Perché c’è dell’altro?

SERENA   -  Ha anche una punta di Alzheimer!

KATIA      -  No!

SERENA  -   Sì!!!!

KATIA       - Poveretto!

SERENA    - E ci potessimo fermare a questo!

KATIA        - C’è dell’altro?

SERENA    - Porta il pannolone! Soffre di incontinenza!

KATIA       -  No!

SERENA    -  Sì, purtroppo!

KATIA        -  Poveretto!!!!

Rientra Alfonso. Ha i pantaloni bagnati.

ALFONSO  - Scusate.

Katia nota che Alfonso ha i pantaloni bagnati.

KATIA         - Ma che hai fatto?

ALFONSO  - Quello sciocco di mio fratello, senza volerlo, ha rotto la manopola del

                      rubinetto del lavabo; ed io  senza saperlo l’ho aperto ed è schizzata

                      l’acqua. Così mi sono bagnato i pantaloni.

Dopo uno rapidissimo sguardo di intesa tra Serena e Katia, quest’ultima cede a un pianto disperato.

ALFONSO  - (a Katia) Ma non ti preoccupare, cara, si ripara! Non è successo niente!

Suona il cellulare di Katia.

KATIA         -  Pronto?

ROSARIO   -  (solo voce) Amore mio!

KATIA         -  (sgarbata) Cosa vuoi?

ROSARIO   -  Amore mio, tu non mi puoi lasciare così! Ti prego, ripensaci!

KATIA         -  Non ho nulla a cui ripensare!

ROSARIO   -  Ma io non posso fare a meno di te!!!

KATIA         -  Ed io sì, invece!

ROSARIO   -  A questo punto non mi resta che pensare che tu ti sia messa con un

                       altro! Parla! Ti sei messa con un altro?

KATIA         -  Nel caso sono affari miei!

ROSARIO   -  Eh, no, mia cara! Non mi puoi dare il benservito così! Io scoprirò

                       chi è questo disgraziato, e ti giuro che lo ammazzerò!

KATIA         -  Devi sparire! Va bene?

Katia chiude di scatto la conversazione.

KATIA         -  Scusate.

ALFONSO  -  Chi era?

KATIA        -  Uno scocciatore! Ma l’ho mandato bellamente a quel paese.

SERENA     -  Hai fatto bene. Quando sono così è meglio liberarsene.

KATIA        -  Poi, dico io, che insistono a fare? Non lo vedi che non c’è trippa

                      per gatti? Cambia strada!

SERENA    -  Ma gli uomini, si sa, difficilmente mollano la presa! Però anche noi

                      donne quando ci mettiamo sappiamo essere peggio di loro.

ALFONSO  - Ma a proposito, non doveva venire anche suo padre?

SERENA     -  L’ho preceduto. A momenti è qua. Sta passando anche lui un

                      momento poco felice. E’ vedovo, e dopo tanti anni di solitudine

                      aveva incontrato una donna che pareva facesse al caso suo. Io non

                      l’ho mai voluta conoscere. Pensate che non so nemmeno come si

                      chiama, ma sembrava lo facesse felice, e questo mi bastava.

                      Ebbene: non lo va a lasciare?!

KATIA        -  Che stronza!

SERENA    -  Brava! Hai interpretato il mio pensiero! Io non la volevo dire

                      quella parola!

Suona il cellulare di Serena.

SERENA     - Ecco, questo è lui. Chissà cosa sarà successo. Scusate. Pronto….

ROSARIO  - (solo voce) Figlia mia!

SERENA     - Papà! Dove sei? Qui ti stiamo aspettando!

ROSARIO  - Sono per la strada…

SERENA     - Di che umore sei?

ROSARIO  -  E me lo domandi? Mi ha distrutto! Quella donna mi ha rovinato!

                      Ma se mi capita per le mani quello con cui si è messa, lo ammazzo!

SERENA    - Tu non ci pensare più! Pensa , invece, che devi conoscere Rodolfo,

                     e suo padre che, credimi, è una persona squisita!

ALFONSO – Grazie.

SERENA     - Dài, fai presto.

ROSARIO   - Sto arrivando!

Serena chiude la conversazione.

SERENA     - Eh, povero papà! Speriamo che lo superi questo momento. Piuttosto,

                      ma dov’è?

ALFONSO  - Chi?

SERENA      - Come, chi?

KATIA         -  Tuo fratello!

ALFONSO  -  Mio fratello? Perché, ho un fratello?

KATIA         -  Oh, mio Dio!!!

SERENA     -  Ma come, non ti ricordi? Tuo fratello Rodolfo!

ALFONSO  -  Ah, già Rodolfo! Mio fratello! Scusate ero soprapensiero! Lo vado

                      a chiamare. Scusate!

Alfonso sparisce per la comune.

SERENA     - Altro che soprapensiero…

KATIA        - E’ Alzheimer!!!

SERENA    -  Ed io cosa ti ho detto?

Sipario velocissimo.

F I N E    D E L    P R I M O    A T T O

 

    

     

                        

         

 

ATTO SECONDO

La stessa scenografia dell’atto precedente. Fa il suo trionfale ingresso Rodolfo. Veste un abito dal colore acceso (blu elettrico o salmone), foulard, ed un vistoso e pacchiano fiore all’occhiello. Ostenta modi sbrigativi e un po’ grevi che non gli appartengono.

RODOLFO   -  Ciao bambolina! Tutto okay?

SERENA       -  Rodolfo! Eravamo in pensiero per te. Sapevamo che eri in bagno.

ALFONSO    -  Per un attimo abbiamo pensato che fossi caduto nel vaso! Ma è

                         stato un attimo, credimi!

RODOLFO    -  Devo ridere?

ALFONSO     -  Fa un po’ come vuoi.

RODOLFO    -  No, perché nel caso, mi dovrei fare il solletico. E forse non basterebbe

                         nemmeno!

KATIA           -  Che simpatico!

ALFONSO     -  Trovi? (a Rodolfo) Ti presento Katia.

RODOLFO    -  Katia?

ALFONSO     -  La mia fidanzata.

RODOLFO    -  Beh, più che fidanzata, la chiamerei crocerossina. O badante! Ecco,

                         badante mi sembra la giusta definizione.

ALFONSO     -  Questa non mi ha fatto ridere!

RODOLFO    -  E manco la tua! Quindi siamo pari! (a Katia) Comunque, molto lieto,

                         Rodolfo!

KATIA           -  Che bel nome! Rodolfo! Come Rodolfo Valentino!

ALFONSO    -  Sì, ma lui di Valentino non ha proprio nulla!

RODOLFO   -  Invece lui è tutto Alfonso!!!

KATIA          -  Questa non l’ho capita…

SERENA      -  Alfonso fa rima con…

ALFONSO   -  (interrompendola) Basta! Penso che il concetto sia chiaro!

KATIA          - Voleva intendere: escremento di forma cilindrica galleggiante e

                       maleodorante!

SERENA      -  Bellissima definizione!

ALFONSO   - (a Katia, in tono di rimprovero) Ecco, ci mancava!

SERENA      - Questa è la dimostrazione che si può dire tutto senza sporcarsi la bocca.

KATIA         -  E’ vero!

SERENA      -  La prostituta, per esempio. Perché chiamarla così? O in modo ancora

                       più ingiurioso?! Meglio definirla: dispensatrice di relax a titolo

                        oneroso!

RODOLFO  -  Sembra una definizione da commercialista!

KATIA         -  Beh, visto che ci siamo, perché non chiamarla: operatrice del gemito

                       incontrollato !

RODOLFO  - Bello questo gioco! Mi piace! L’impotente, per esempio, come lo

                       potremo chiamare?

KATIA         -  Viagradipendente?

ALFONSO  -  Ma siete così interessati all’argomento?

RODOLFO  - (con intenzione) Noi no! Ma altri…

ALFONSO   -  Altri chi, scusa?

RODOLFO  -  Se ti metti davanti uno specchio, forse, lo scopri!

ALFONSO   -  Cretino!!!!!

SERENA      -  Io, scusate, lo chiamerei : scarsamente operativo!

RODOLFO  -  Scarsamente operativo è bellissima!

SERENA      -  Non offende e rende comunque il concetto!

RODOLFO  - Lo rende alla grande!!!

ALFONSO   - ( a Rodolfo, minaccioso) Vai in peristalsi !!!!!!

RODOLFO  - Vacci tu!

SERENA      -  Io sono andata ovunque, ma in peristalsi non ci sono andata mai!

ALFONSO  - (con sarcasmo e cattiveria) Ma veramente? Mai?

SERENA      - Mai!

ALFONSO   - (c.s.) Ma è grave!

SERENA      -  Perché?

RODOLFO  - ( Ad Alfonso, a mezza voce) La vuoi smettere?!

ALFONSO   - (noncurante di Rodolfo) Ma veramente non c’è mai andata?

SERENA      - Io, in peristalsi? Giuro, mai!

ALFONSO   - Incredibile!

SERENA      - ( A Rodolfo) Ma che significa?

RODOLFO  - Lascia stare, cara…

ALFONSO   - Non sa cosa si è persa!

SERENA      - Veramente?

RODOLFO  - (ad Alfonso) Ti ho detto di smetterla…

SERENA     - Resta comunque aperta la questione relativa alla…com’è che l’ha

                      chiamata?

ALFONSO  - Peristalsi?

SERENA     - Ecco, appunto! Io non ci sono mai andata…

RODOLFO – (interrompendola) Basta! (A Serena) Ti fai prendere in giro da mio

                       fratello? Peristalsi è il termine medico che suole indicare quella

                       funzione che quotidianamente compiamo tutti in bagno prima

                       di attivare lo scarico!

ALFONSO  -  Stipsi permettendo!

RODOLFO – (Ad Alfonso) Cretino!

SERENA      - Ah, ecco! Mi sembrava strano non conoscerla! Io che ho girato il

                       tutto il mondo!

KATIA         - Scusate, ma io dovrei andare in bagno.

ALFONSO  - Prego, cara. Sei a casa tua.

RODOLFO  -  Sentendo parlare di peristalsi si è ispirata?

ALFONSO   - (A Rodolfo) Questa te la potevi risparmiare.

KATIA         -   Voleva soltanto essere una battuta. Non me la sono presa. Con

                        permesso.

Katia sparisce per la comune.

ALFONSO  -  (A Rodolfo, minaccioso) Hai intenzione di fare tutta la sera così?

                       Almeno abbi il fottuto coraggio di dirlo!

RODOLFO  -  Ma perché, cosa sto facendo?

ALFONSO   -  Cosa stai facendo? Hai anche il coraggio di fare lo gnorri?

Suonano alla porta.

SERENA      -  Questo deve essere mio padre.

ALFONSO   -  (sempre a Rodolfo) Ti avverto: o la smetti, o passo anch’io al

                        contrattacco! Chiaro?

SERENA      -  Vi supplico non litigate davanti a mio padre. E’ un uomo all’antica

                        e potrebbe ricavarne una brutta impressione.

RODOLFO  - (Ad Alfonso) Hai capito?

ALFONSO   -  Se non vengo provocato so stare al mio posto.

Suonano nuovamente alla porta.

SERENA      -  Vi supplico, non lo lasciamo ancora tanto fuori alla porta.

ALFONSO  -  Già, mi scusi. Vado subito.

Alfonso esce per la comune.

SERENA     -  E anche tu! Ricordati che non sei più un bambino, hai cinquantanni.

RODOLFO -  Ogni tanto lo dimentico.

SERENA     -  E sarebbe bene, invece, che te lo ricordassi più spesso.

RODOLFO -  E’ che quando sono vicino a te, mi sento più giovane, fresco, leggero…

SERENA     -  Beh, più leggero, non esageriamo!

RODOLFO -  Hai ragione! Sono un falso magro!

Rientrano Alfonso e Rosario.

ALFONSO  -  Prego, si accomodi.

ROSARIO   -  Grazie.

SERENA     -  Papà.

ROSARIO  -  Serena.

Abbraccio fra i due.

RODOLFO  - Signor Galli.

ROSARIO    - Rodolfo.

ALFONSO   - (a Rosario) Ma prego, si accomodi.

ROSARIO    - Lei è di una squisitezza rara. Direi: antica.

ALFONSO   - Grazie.

SERENA      - Mio padre è un cultore delle buone maniere.

ROSARIO   - Sì, mi piace l’educazione, l’ordine e la pulizia! Oggi non si capisce

                      più niente! C’è troppa confusione! Non ci sono più quei valori di una

                      volta! La famiglia, per esempio! Ditemi voi se c’è ancora la cultura

                         della famiglia? Ognuno è per conto suo! I figli non ascoltano più

                          i genitori; i genitori non sanno più a che Santo appellarsi perché

                          i figli non prendano cattive strade! E poi, tra marito e moglie,non

                          C’è più quell’unione che c’era una volta. Si tradiscono a vicenda!

                          Uno schifo!

ALFONSO     -  Ha ragione. E’ proprio uno schifo!

ROSARIO      -  E poi, ci sono questi “invertiti”, questi “diversi”, come li chiamano

                          oggi! Ma chi ci capisce più niente? Si vogliono sposare tra loro!

                          Capite?

RODOLFO e

ALFONSO     - (insieme) Che schifo!

ROSARIO      -  Bravi, diciamolo ad alta voce: che schifo! Se penso che ai tempi di

                          mio nonno…Quelli sì che erano tempi! A questi invertebrati li

                          mandavano al confino! Giusto?

Non risponde nessuno.

ROSARIO      -  Dico: giustooo?

ALFONSO     -  Beh, ecco, diciamo che basta stare a debita distanza…

RODOLFO    -  Appunto! Uno se ne sta lontano, e loro facciano quello che vogliono!

ROSARIO      -  Eh, no, mi dispiace, ma non sono d’accordo. Una mela marcia,

                          a lungo andare, macchia anche le altre! Questa è la verità!

SERENA        -  E va bene, calmati. (Ad Alfonso e Rodolfo) Lo dovete scusare, ma in

                          questo periodo è abbastanza provato. Sta smaltendo una delusione

                          d’amore, e quindi…

ROSARIO      -  Credevo, mi ero illuso di avere trovato quella giusta, e invece…dopo

                          quasi un anno di relazione, mi ha lasciato! E sono convinto che si

                          sia messa con uno smidollato, uno che se lo incontro, gli faccio

                          fare una brutta fine! Parola mia d’onore! Scusate, ma io sono un

                          uomo esuberante! Ho un temperamento passionale! Modestamente,

                          ancora oggi, alla mia età…Rocco Siffredo si deve mettere da parte!

Serena lancia al padre occhiatacce ed altri segnali affinchè tronchi la discussione.

ROSARIO      -  Oh, mi dovete scusare! Dimenticavo…(Ad Alfonso) Sono desolato!

                          Parlare davanti a lei di certe cose! Lei che è stato duramente

                          provato dalla vita!

ALFONSO     -  Io?

ROSARIO      -  Lei! Ho saputo…Mi hanno detto…E mi dispiace, mi creda! Le giuro

                          che mi dispiace…

ALFONSO     -  Ma io sto benissimo!

ROSARIO      -  Questo mi fa piacere! E l’ammiro, sa? L’ammiro perché ha saputo

                          farsene una ragione! Io, al posto suo, chissà cosa avrei fatto, chissà

                          come avrei reagito…

ALFONSO     -  Ma reagito a cosa?

ROSARIO      -  Ah, ecco, non se lo ricorda! Certo, c’è anche questo! (A Rodolfo

                          e Serena) L’Alzheimer! (Ad Alfonso) Stia tranquillo! Non ne

                          parliamo più!

ALFONSO     -  No, parliamone!

SERENA        -  Ma non c’è bisogno!

ROSARIO      -  Appunto!

ALFONSO     -  Non pensi che non la capisca. La comprendo perfettamente. Perché

                          anch’io avverto ancora certe esigenze…

ROSARIO      -  (A Serena e Rodolfo) Sta “sragionando”!

ALFONSO     -  Ed è proprio per sopperire a queste esigenze mi sono fidanzato!

ROSARIO      -  Fidanzato?

ALFONSO     -  Sì, fidanzato! Con una splendida creatura che è qua con noi stasera!

ROSARIO      -  E’ qua con noi…? (A Serena e Rodolfo, a mezza voce) Che faccio, lo

                          assecondo? Perché io non vedo nessuno…

ALFONSO     -  Non vede nessuno, perché la persona di cui sto parlando è in bagno!

ROSARIO      -  Per me può stare dove vuole! (Agli altri) E’ pazzo! Completo!

SERENA        -  Veramente, è vero, la fidanzata del signor Alfonso è in bagno!

ROSARIO      -  Ah, ma allora c’è?! (agli altri) Avvertitemi, però!

ALFONSO     -  E le dico di più, io me la sposo!

ROSARIO      -  Ah, certo! Ma si capisce! (Agli altri) Come, se la sposa?

ALFONSO     -  Lei si chiederà come uno come me si possa sposare?!

ROSARIO      -  No, le assicuro che io non me lo chiedo…

ALFONSO     -  ( urlando ) No!! Lei se lo chiede!!!

ROSARIO      -  E va bene, la prego, non si arrabbi! Diciamo che qualche domanda me

                          la sono posta…

ALFONSO     -  (Interrompendolo) Sapendo che io sono…

ROSARIO      -  (interrompendolo a sua volta) Non la dica quella parola! Mi fa male

                          anche a sentirla!

ALFONSO     -  Ho risolto tutti i miei problemi, mio caro signore!

ROSARIO      -  Sta scherzando?

ALFONSO     -  (guardando Rodolfo con intenzione) Anziché non si scoprano altre

                          pentole, o aprano certi armadi col rischio di trovare più di uno

                          scheletro, diglielo anche tu , fratello mio, che siamo andati a Parigi

                          da quel professorone…

RODOLFO     -  (costretto a questo punto a stare al gioco) Sembrava il classico

                          viaggio della speranza, ed invece…Un successo! E’ bastato che

                          intervenisse, e ha ripreso a funzionare più e meglio di prima!

ALFONSO     -  (a Rosario) Ha sentito?

ROSARIO      -  Ma veramente? Parlate sul serio?

RODOLFO    -  Pensi che era combinato talmente male che nemmeno il Viagra gli

                         faceva più effetto.

ROSARIO      -  (facendo involontariamente una gaffe) A chi lo dice!

RODOLFO    -  L’intervento del professore gli ha ridato una seconda giovinezza!

ROSARIO     -  Lei adesso mi deve dare l’indirizzo di questo professore!

ALFONSO    -  Se mi dice che le serve per un amico, mi dispiace, ma non glielo do!

ROSARIO     -  E’ proprio per un amico mi serviva…

ALFONSO    -  Gliel’ho detto: mi dispiace! Fosse servito a lei, non avrei avuto alcun

                        problema a darglielo! Ma del suo amico, francamente, chi se ne frega!

ROSARIO     -  Non gliene frega niente a lei. Ma a me, se permette, sì. Trattasi di

                         fraterno amico!

ALFONSO    - Non insista! E ringrazi, piuttosto, il Cielo ,lei che non ne ha bisogno!

ROSARIO     - Ah, certo, io non ne ho bisogno…..Sentite, togliamoci la maschera!

                       sono io quello che ne ha bisogno!

TUTTI          -  No!

ROSARIO    -  Sì! Purtroppo è una questione molto delicata! Io vi ho fatto credere

                       che ero ancora in gran forma, invece, purtroppo è l’esatto contrario!

                       E sono sicuro che la mia lei mi ha piantato proprio per questo! Le ho

                       provate tutte, ma non c’è stato niente da fare! Ammettere certe cose

                       per un uomo è tremendo! Capite? La vergogna!

ALFONSO   -  Quindi lei è un caso disperato?

ROSARIO    -  Sì, disperato! E lei mi sta ridando la speranza! La prego, mi dia

                       quell’indirizzo! Gliene sarò grato a vita! E guardi ora che faccio!

Prende il suo cellulare e digita il numero di Katia.

ROSARIO    -  Pronto…amore..

KATIA         -  ( Solo voce )Cosa vuoi?

ROSARIO   -  Tesoro, ho risolto tutti i miei problemi! Tornerò ad essere quello di

                       una volta!

KATIA         -  Impossibile…

ROSARIO   -  E’ possibile, invece. Sono qui con degli amici, e mi hanno consigliato

                       un luminare a Parigi che fa miracoli! C’era uno combinato peggio di me,

                       che grazie all’intervento di questo Professore, ha riacquistato la sua

                       vitalità!

KATIA        -  Parli sul serio?

ROSARIO  -  Te lo giuro.

KATIA        -  E allora, dammelo.

ROSARIO  -  Che cosa?

KATIA        -  L’indirizzo di questo medico.

ROSARIO  -  Ancora non me l’hanno dato, ma è questione di minuti. Ma a te a

                      che serve, scusa?

KATIA        -  Non è per me, è per mio padre.

ROSARIO  -  Stai tranquilla. Appena me lo danno…

KATIA        -  (Interrompendolo) Mi telefoni. Ciao.

ROSARIO    -  Pronto..pronto…(ai presenti) Sarà caduta la linea!

TUTTI          -  (insieme, con ironia) Certo!

ROSARIO    -  Sono emozionato, eccitato…Non lo so manco io come sono! Mi ci

                        vorrebbe un bicchiere d’acqua.

RODOLFO   - Glielo porto subito.

ROSARIO    -  No, se permette, vengo anch’io in cucina . Mi voglio sgranchire un po’

                        le gambe.

RODOLFO   -  Mi segua, allora.

SERENA       -  (a Rosario) Sei sicuro di sentirti bene?

RODOLFO   -  Mai sentito meglio! Mi aspetta una nuova vita!

Rodolfo e Rosario vanno in cucina. Dalla comune sbuca Katia, festosa.

KATIA          - (andando incontro ad Alfonso) Amore mio! Amore mio! Sei salvo!

                       Fra poco mi comunicano il numero di un professore di Parigi che fa

                       miracoli! Ti operi e tornerai ad essere forte e vigoroso come un

                       ragazzino!

Dalla cucina rientrano Rodolfo e Rosario; quest’ultimo, alla vista di Katia, emette un urlo.

ROSARIO    -  Katiaaa!

KATIA         -   Rosariooo!

ROSARIO   -   Che ci fai qua?

KATIA         -   Che ci fai tu?!

ROSARIO   -   Io sono in casa del fidanzato di mia figlia! Tu?

KATIA         -   Io in casa del mio fidanzato!

ROSARIO   -   Il tuo fidanzato?

KATIA         -   Sì, il mio fidanzato! Non devo rendere conto a te!

ROSARIO   -   E chi sarebbe questo disgraziato? Parla! Dimmi chi è!

KATIA        -    Cretino! Quanti uomini ci sono in questa stanza? Quanti ne vedi?

ROSARIO  -    Due.

KATIA        -    Quindi, se uno è il fidanzato di tua figlia, l’altro…

ROSARIO  -    (Ad Alfonso) Lei? Lei mi ha rubato la mia Katia?

ALFONSO  -  Io non ho rubato niente a nessuno.

ROSARIO    - Non è vero! Me l’ha rubata! Come ha potuto?

ALFONSO   - Io non sapevo che stava con lei, sia chiaro!

ROSARIO    - E prendeva informazioni!

ALFONSO   - Nel duemilaquindici ancora questa storia delle informazioni? Ma

                      andiamo, per cortesia!

ROSARIO    - (A Serena) Serena! Alzati immediatamente ed andiamocene! Mi

                       rifiuto di imparentarmi con chi mi ha tolto la gioia di vivere!

RODOLFO  - Che gliel’ha tolta, ma che gliela potrebbe ridare!

ROSARIO    - Io con questa non mi ci rimetto più! Minestre riscaldate non ne voglio!

ALFONSO   - Bravo!

ROSARIO    -  Grazie!

RODOLFO  -  Non mi sono saputo spiegare. Io mi riferivo all’indirizzo del

                        luminare di Parigi.

ROSARIO    -  Già, è vero, che stupido! Me lo dia!

RODOLFO  -  Ad una condizione, però.

ROSARIO    - Quale?

RODOLFO  - Che lei si dimentichi dell’accaduto e dia il suo consenso alle mie

                      future nozze con sua figlia!

ROSARIO    - Questo è un ricatto bello e buono.

SERENA      - Chiamalo come vuoi, ma io a Rodolfo non ci rinuncio! E’ un uomo

                      meraviglioso, e da quando sto con lui mi sembra di trovarmi in

                      paradiso!

RODOLFO  - Hai sentito, fratello mio, da quando è con me le sembra di stare in

                       paradiso! Raccogli e porta a casa!

KATIA         - (a Rosario) Ma scusa, chi ti dovrebbe dare l’indirizzo, Rodolfo?

ROSARIO   - E’ stato lui ad accompagnare il fratello a farsi operare.

KATIA        -  Eh, no, io adesso voglio capire come stanno veramente le cose!

                      (a Serena) Non sei tu che mi hai detto che Alfonso oltre a non,

                      funzionare, essere incontinente, portare il pantalone, aveva anche

                      una punta di Alzheimer?

ALFONSO  - (divertito) Addirittura?!

KATIA        -  (Ad Alfonso) Taci! (A Serena) Avanti, non me le hai confidate tu

                       tutte queste cose?

SERENA     -  E’ quello che mi ha detto Rodolfo!

KATIA        -  E ora da dove spunta questa storia del Professore di Parigi?

SERENA    -  L’ho saputa anch’io adesso.

KATIA       -  Ma è vera o no?

ROSARIO  - Ma certo che è vera! Metti in dubbio quello che dicono?

SERENA    - (A Rodolfo) A questo punto sono io a chiederti spiegazioni.

RODOLFO – Ma perché ti interessa molto sapere se questo medico esiste…

ROSARIO    - Interessa a me!!!

TUTTI          - (insieme) Taci!!!!

SERENA      - Cosa c’è di vero in tutta questa storia?

RODOLFO  - Mi hai chiesto cosa c’è di vero in questa storia?

Pausa.

Rodolfo scoppia in una fragorosissima risata.

RODOLFO  - Niente ! Assolutamente niente!

TUTTI (tranne Alfonso)  -  Cosa?

RODOLFO  - Bugie! Solo ed esclusivamente bugie!

SERENA      - Mi avresti mentito?

RODOLFO  - Certamente.

ROSARIO   -  Ma il professore di Parigi esiste?

RODOLFO -  Di professori a Parigi ce ne sono tanti…

ROSARIO   -  Meno male.

RODOLFO -  Ma si da il caso che io non ci sia andato mai a Parigi. E nemmeno

                      Alfonso. Almeno da quando stiamo insieme.

ROSARIO   - Ma allora, non c’è speranza?

RODOLFO – No.

ROSARIO   - (ad Alfonso) Pazienza! Come si dice: mal comune, mezzo gaudio!

ALFONSO  - E qui, mi dispiace, devo intervenire. (a Rodolfo) Posso?

RODOLFO – Prego. La scena è tua.

ALFONSO  -  Grazie. Chiedo scusa a chi  ha creduto il contrario, ma io ancora sono

                       un uomo integro. Per fortuna, naturalmente. E se mi doveste chiedere

                       perché mi sono stati attribuiti tutti questi deficit, rispondo che l’idea

                       non è stata mia, ma di chi, dovendomi presentare al suocero, non

                       aveva il coraggio di rivelare la mia vera identità; ma soprattutto,

                       voleva sottacere il ruolo che io, prima che lui si fidanzasse, avevo

                       nella sua vita. Perché – diciamocelo – come fratello, gli stavo un po’

                       stretto. (A Rodolfo) Giusto?

RODOLFO  - Perfetto.

ALFONSO   - Continuo io o continui tu?

RODOLFO  - Continua tu.

ALFONSO   - A questo punto, perché non confessare una volta per tutte che

                      noi non siamo fratelli?

ROSARIO   - Ma quale Alzheimer! Questo è pazzo da legare!

ALFONSO  - Ha ragione. Sono pazzo. Perché ho pensato per un attimo di poter

                      fare una belle inversione a u e cambiare la direzione del mio

                      percorso di vita. Credendo che bastasse qualche bugia per risolvere

                      tutto. Perché a questo mondo difficilmente si ammette che uno

                      possa cambiare idea, figuriamoci…Che poi, chi ci impedisce di

                      pensare che uno che, per una vita abbia sempre guardato da una

                      parte, possa improvvisamente decidere di guardare dall’altra?

                      E soprattutto perché classificarlo! Il privato – lo dice la parola

                      stessa – dovrebbe essere al riparo da qualsivoglia forma di

                      pubblicità! Ma non è così! Altro che lotta all’omofobia! Il diverso,

                      comunque si manifesti, per il solo fatto di essere tale, fa paura!

SERENA     - Ma allora voi due non siete fratelli?

ALFONSO e

RODOLFO  - NO !

ROSARIO  - E allora cosa sono?

SERENA    - Sono due dell’altra sponda! Hai capito, papà?

ROSARIO  - Coosaaa? Due “invertebrati” invertiti?

SERENA   -  Papà, andiamo.

ROSARIO -  Non voglio restare un minuto di più in questa casa!

KATIA       -  Vengo con voi.

ALFONSO – ( a Katia) Anche tu te ne vai? Eppure tu sapevi di me e Rodolfo!

Katia non risponde. Lo fissa per qualche secondo e poi esce per la comune con Rosario e Serena. Pausa.

RODOLFO – Vuol dire che non mi amava abbastanza.

ALFONSO  - E lo stesso lo posso dire io di Katia.

RODOLFO  - Però ti posso fare una confidenza? Io mi ero veramente innamorato

                      di Serena.

ALFONSO  - Ti credo. Perché la stessa cosa – ti potrà sembrare strano – l’ho

                      provata per Katia!

RODOLFO  - Ma allora, noi….come càspita siamo?

ALFONSO  - In che senso, scusa?

RODOLFO – Se ci siamo innamorati di due donne, non siamo più…

ALFONSO  -  Più, come?

RODOLFO  - Dai che l’hai capito!

ALFONSO   - Ma che fai, ti discrimini da solo? Non ci bastano gli altri che quando

                       pensano a noi hanno anche paura di nominarci; ti ci metti anche tu?

RODOLFO  - Io voglio sapere una volta per tutte chi sono!

ALFONSO  - Quello che sei sempre stato!

RODOLFO – Eh, no, scusa! Tu mi fai un po’ schifo!

ALFONSO  -  Guarda che anche tu mi sei diventato indifferente! Non l’avere a

                       male! Era da tanto che te lo volevo dire!

RODOLFO  - Anch’io, te lo giuro! Non riuscivo a trovare il coraggio! Non so,

                      non mi dicevi più niente..

ALFONSO  - E allora, guarda, sincerità per sincerità: è da un anno che penso a

                      Katia!

RODOLFO – Ed io sono nove mesi che non faccio che pensare a Serena.

ALFONSO  - Ogni ora..

RODOLFO  - Ogni minuto della giornata…(emette un urlo) Alfonso!

ALFONSO  - Che ti succede?

RODOLFO  - Alfonso! Non è che per caso abbiamo contratto un virus, vero?

ALFONSO   - Non ti ci mettere anche tu con la storia del virus! Stiamo

                       benissimo! Io scoppio di salute! Tu scoppi….e basta!

RODOLFO  - Sempre gentile!

ALFONSO   - Una battuta me la vorrai concedere?

RODOLFO  - Concessa.

ALFONSO  -  Grazie.

RODOLFO  - A questo punto, che facciamo?

ALFONSO   - Che vuoi fare? Archivia l’episodio e guarda avanti.

RODOLFO  - E’ una parola. Chi ha più il coraggio di guardare una donna.

ALFONSO   - Perché?

RODOLFO  - Perché nel momento in cui mi piace si pone il problema di doverle

                      dire chi sono, da dove vengo. E così sono tentato di raccontarle

                      un sacco di bugie.

ALFONSO  - Ed è questo l’errore. Bisogna dire la verità e sperare in un mondo

                     migliore! Un mondo che abolisca gli steccati, le divisioni, le

                     classificazioni derivanti dall’orientamento affettivo. Dobbiamo

                     poter essere in condizione di non dover essere costretti a rendere

                     conto di chi divide con noi il privato! In una stanza da letto ci si

                     deve poter andare con chi si vuole. Ma fuori da quella stanza

                     siamo tutti uguali e godiamo degli stessi diritti. E ci dobbiamo

                     tutti voler bene! Poi è fuori discussione che un bambino nasca da un

                     papà e una mamma, che lo devono educare. Ma quando è grande

                     deve fare le sue giuste scelte, e non deve preoccuparsi di rispondere

                     di fronte all’opinione pubblica, di quale scelta abbia fatto in

                     materia di intimità o sentimenti! E soprattutto due come noi

                     non si devono sentire in difficoltà se si innamorano di due donne!!!

RODOLFO  - Ma allora, alla fine, noi come siamo?

ALFONSO  - Continui ad essere fissato con queste classificazioni?! Allora ho

                      sprecato il fiato per niente fino adesso? Cosa vuoi che ti dica? Ci

                      definiscono diversi.

RODOLFO – Ma noi siamo diversi?

ALFONSO  - Semmai, diversamente  diversi !!!!!!

RODOLFO  - Te li fai due spaghetti?

ALFONSO  -  Aglio, olio e peperoncino?

RODOLFO  - Peperoncino piccante!

Mentre i due si industriano nella preparazione della cena si chiude lentamente il sipario.

F I N E    D E L L A    C O M M E D I A

 

 

                         

 

                                        

 

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