Don Giovanni e l’hotel della Speranza

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DON GIOVANNI E L’HOTEL DELLA SPERANZA

Commedia brillante-comica

di CHIARA TAMBANI (Posizione SIAE n.229455) e di PASQUALE CALVINO (Posizione SIAE n. 180531)

(Scena unica-11 personaggi-6m+5f o 5-7f+ 4-6m)

La commedia si può avere con un numero diverso di personaggi, battute…scrivendo a:

calvinopasquale@gmail.com

tcell.347-6622400

PERSONAGGI

1m-DON GIOVANNI - Ama far felici tutte le donne!

2m-DIO (solo voce)

3m-PASQUALINO - giovane garzone (può essere un doppio ruolo)

1f-CARMEN - Anche lei ama far felici tutti gli uomini!

2f-DOLORES - sorella di Carmen- molto fredda, le piace comandare.

3f-ANGELICA - sorella di Carmen e Dolores, dolce e sensibile

4m-NONNO NINO – arzillo ottantenne con giovane amante

4f-SABRINA - ventenne amante di Nino

5f-NONNA SANDRA – arzilla nonna di Renato (età scenica 70-80anni)

5m- RENATO - 35enne nipote di Sandra (può anche essere interpretato da una donna)

6m-FRANCOIS - Stilista molto “gaio” (idem)

TRAMA-

Don Giovanni vuole andare in Paradiso perché ha amato molto le donne e le ha rese felici. Dio gli prospetta una prova di obbedienza: ritornerà sulla terra e non dovrà avere nessun rapporto sessuale…se vi riuscirà avrà un posto in Paradiso. Le varie dissolvenze incrociate di luci con momenti di buio e lenta riaccensione luci su situazioni diverse degli attori da il senso del trascorrere del tempo nei vari momenti della giornata.

1° QUADRO.

SCENA DIO E DON GIOVANNI.

Luogo scuro, indecifrabile, flebilmente illuminato. Entra Don Giovanni, guardandosi intorno spaventato.

Oppure a sipario chiuso e con fascio di luce su Don Giovanni.

Dopo poco una voce tuona:

DIO (si sentirà solo la voce): Avanti il prossimo!

DON GIOVANNI: Ee..cc..omi…

DIO: E tu chi sei?

DON GIOVANNI: Io sono don… don… Giov…

DIO: Stupido! Chi credi di prendere il giro! Certo che so chi tu sei! Io so tutto… di tutti… anzi di più… io so tutto del mondo… io so tutto dell’universo…sono onnisciente… io so tutto… vabbe’ insomma, hai capito!

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DON GIOVANNI: Sì sì… scusate il disturbo Vostra Eccellenza… Vostra Eminenza… Vostra Santità…

DIO: Ma che cavolo vai dicendo! Hai capito chi sono io? Io sono colui che sono e non puoi nominare il mio nome invano!

DON GIOVANNI: Oh sì, avete ragione certo… e allora come vi devo chiamare?

DIO: Mi devi chiamare, ecco… dunque… non mi puoi nominare invano… e poi io sono colui che sono… e sono anche tantissime cose altre cose … dunque… Ma che diamine! Tu non mi devi chiamare! E non perdiamo il tempo in queste quisquiglie e pinzellacchere… Sono molto impegnato io! Da quando vi ho creato non mi sono più potuto concedere neanche un’ora di sonno, con tutti i pasticci che combinate! E io lì a tirarvi fuori dai guai e voi neanche ve ne accorgete e me ne create subito altri… Accidenti a voi!! Comunque, torniamo a noi… Come tu sai, io concedo pochissime udienze private… Però il tuo caso mi è stato caldamente sollecitato dal mio collega e amico fraterno del piano di sotto… (Don Giovanni lo guarda sconcertato) Oh certo! Che non lo sapevi? Io e il senor El Diablo siamo molto amici! Se non ci fosse lui chegusto ci sarebbe? E poi mi dà una grossa mano prendendosi tanti di voi! Comunque, il mio amico El Diablo mi ha detto che tu ti vai continuamente lamentando, che sei veramente un grande scocciatore… E quindi ha passato a me questa patata bollente! So che eri un amante delle patate bollenti…calde! Allora, se ho ben compreso tu… piccolo infimo esserino… tu peccatore, fornicatore e bestemmiatore… ti rifiuti di stare all’inferno, dove ti ha posto la giustizia divina…. Cioè io?

DON GIOVANNI: Ebbene sì! Illustrissimo reverendissimo. Io… io mi rifiuto di stare all’inferno! Non è il posto che mi spetta!

DIO: Ma allora sei davvero un bestemmiatore! Anche da morto ti ribelli al tuo Dio?

DON GIOVANNI: Ma io non ho fatto nulla di male!

DIO: Cooooosaaaaaa? Ma se hai passato la vita a compiere atti impuri, lussurie! E per questo sarai punito… per l’eternità!

DON GIOVANNI: Ma vostra Santissima Trinità… io non ho fatto altro che portare a compimento la mia vocazione… la mia missione!

DIO: La tua cosa?

DON GIOVANNI: Vostra Serenissima… voi mi avete creato con un animo buono e generoso… non cattivo!

DIO: Sì questo è vero…

DON GIOVANNI: E fin da piccolino il mio desiderio era solo quello di fare felici le persone…

DIO: Sì anche questo lo riconosco: eri un bambino molto simpatico e socievole…

DON GIOVANNI: E con il tempo mi sono accorto di avere un certo… diciamo… ascendente sulle donne…

DIO: Ti ho fatto anche abbastanza caruccio… è vero mi sei riuscito proprio bene…

DON GIOVANNI: E poi… Vostra Beatitudine…mi avete dato la bellezza, l’intelligenza, l’ars amandi e anche un bell’armamentario…

DIO: Sì ti ho dato anche un bel pis…. (poi rendendosi conto di ciò a cui sta facendo riferimento Don

Giovanni) Ma come ti permetti? Come osi dire certe sconcezze di fronte al tuo Dio?

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DON GIOVANNI: Ma mi avete dato voi… quello strumento… che io ho sempre ritenuto divino… perché grazie a quello rendevo tanto felici le donne, certo usavo anche le mie tecniche, la mia psicologia, la strategia…poi spesso le signore si passavano le informazioni, come fanno con il parrucchiere…dicevano: Don Giovanni è molto bravo…è un buon massaggiatore…e le donne venivano loro da me…e io le accontentavo tutte!! Vostra Immensità mica è un peccato…sono stato un volontario…giuro che non ho preteso mai una lira…mi hanno fatto dei regali spontaneamente ma a caval donato non si guarda in bocca…Vostro figlio Gesù, è venuto sulla terra a predicare l’amore…io ho eseguito il comandamento: Ama il prossimo tuo come te stesso! Ho amato il prossimo mio e me stesso!

DIO: Ma è non è quello l’amore predicato… quello è peccato! Forse ho sbagliato a mandare Gesù sulla terra…non manderò più nessuno…gli uomini non devono avere certezze…devono vivere decidendo loro cos’è il bene e cosa è il male! E poi non confondiamo le cose: l’amore è una cosa ma il sesso sfrenato è peccato!

DON GIOVANNI: Perché peccato Vostra Immortalità? Grazie alla mia bellezza e al mio… strumento…alle mie arti… ecco… finalmente potevo realizzare la mia vocazione… rendere felici quante più persone potevo! Oh quale gioia, Vostra Luminosità, nel vedere quanto erano contente quelle donne quando giungevano al pia…

DIO: Sì sì Don Giovanni ho capito! Il concetto è chiaro. Ma, comunque, non va bene, Don Giovanni!! Resta sempre un peccato!

DON GIOVANNI: Ma perché Vostra Operosità!

DIO: Perché quelle donne erano sposate, altre fidanzate, altre… O mio Dio… cioè volevo dire… O me stesso… altre consacrate alla verginità!

DON GIOVANNI: Ma vostra magnanimità! Io non le ho allontanate dai loro mariti o dai loro fidanzati e nemmeno dalla fede! Io ho solo regalato loro qualche ora di felicità! E quando se ne andavano erano così contente e cantavano: “Grazie mio bel Don Giovanni grazie!”…Io ho volute a tutte veramente bene…non solo sul piano fisico…io mi sono affezionato a tutte loro, mi sono interessato a loro…il mio è stato un POLIAMORE!

DIO: E tu per questo… pensi di meritare il Paradiso?

DON GIOVANNI: Certo Vostra Perfezione! Io mi sono dedicato anima e corpo alla mia vocazione, a rendere felici le persone… ho messo a frutto i talenti che VOI mi avete dato… anche se non sempre è stato facile…e credetemi Voi o il vostro amico diavolo…avete creato anche tanti mali, la miseria, le malattie e tante brutture che io con un’ora d’amore ho reso più sopportabili! Non è stata tutta rose e fiori la mia vita, io ho sofferto anche per colpa vostra perché le donne possono rendere felici cento uomini al giorno io no! Pur essendo ehm… dotato… non riuscivo a superare più di dieci buone azioni giornaliere…così le chiamo…cioè una decina di amples…

DIO: Oh Santiiddio… cioè… Santo me!  Hai fatto all’amore tutta la vita e ti lamenti?

DON GIOVANNI: Ma Vostra Enormità… non ho dato solo gioia alle belle giovani! Tutte le donne avevano bisogno di me… si innamoravano di me e io, per non venire meno alla mia missione, ho reso felici anche quelle racchie, anche quelle vecchie… aihmé… certe sdentate con l’alito puzzolente… Ma io ho dato gioia pure a loro Vostra Bontà, perché mai mi sarei permesso di venire meno al compito che Voi mi avevate affidato sulla terra!

DIO: Ecco… veramente non è che io ti abbia affidato proprio questo compito…

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DON GIOVANNI: E voi ora mi volete punire per questo? Altri che hanno portato a termine con passione la loro missione, il loro amore verso il prossimo, li avete fatti Santi! Io non pretendo questo, Vostra Giustizia ma almeno, dico… almeno un posticino di riguardo in Paradiso credo di meritarlo!

DIO: Be’, ascoltando la tua storia, devo dire che non hai tutti i torti… (poi sottovoce) Ma come faccio a giustificarmi con San Pietro e tutti gli altri… insomma… ho sempre detto che fare certe cose è peccato e ora dovrei fare salire te in Paradiso!

DON GIOVANNI: Ma Vostra Incandescenza…. Non l’avete detto voi!

DIO: Ah no?

DON GIOVANNI: No, Vostra Iridescenza! Sono stati gli uomini a farlo! Loro hanno deciso che certe cose fossero peccato! Voi… voi avete parlato solo di AMORE… di amore e basta!

DIO: Caspita… è vero!

DON GIOVANNI: Allora… posso salire in Paradiso?

DIO: Aspetta un attimo… Non la fare così facile! Non sono ancora convinto e pertanto… ho deciso di metterti alla prova!

DON GIOVANNI: Alla prova Vostra Enormità? Ancora?

DIO: E che diamine, il Paradiso bisogna meritarselo con tanta fatica! Ho deciso che… che… ti farò tornare sulla terra Don Giovanni!

DON GIOVANNI (felice): Davvero Vostra Supremazia?

DIO: Sì! Dove vivrai per una settimana insieme a delle donne… molto piacenti!

DON GIOVANNI: Oh che meraviglia! E dovrò fare le mie buone azioni… farle tutte felici vostra Immensità?!

DIO: Eh no, mio bel Don Giovanni, troppo facile! Per provare la tua devozione nei miei confronti tu dovrai… resistere!

DON GIOVANNI: Resistere Vostra Incredulità?

DIO: Sì… starai a stretto contatto con loro ma dovrai resistere alla tentazione! Non potrai assolutamente compiere nessun “fattaccio” o come tu sostieni “buona azione”! Se le vorrai fare felici, come chiede il tuo animo buono e generoso, dovrai trovare un altro modo!

DON GIOVANNI: Ma io non posso stare vicino a una donna senza… Vostra Perplessità… è la mia natura, è la mia vocazione… io devo per forza! Insomma, il mio Divin strumento…

DIO:  E smettila di chiamarlo Divino! Qui di divino ci sono solo io! E’ la tua ultima occasione per

guadagnarti il Paradiso: prendere o lasciare…

DON GIOVANNI: Una settimana… con delle belle donne… e non fare niente…

DIO:  Assolutamente niente!

DON GIOVANNI: Neanche un bacetto?

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DIO: Ma allora sei sordo? Nieeeenteeeeeeee!!! Ma se questo è troppo per te… tornatene pure all’inferno.

DON GIOVANNI: Nooooo! All’inferno no! Va bene, vostra Crudeltà… cioè Vostra Bontà… mettetemi alla prova. Tornerò sulla terra.

DIO: Bravo Don Giovanni: Che la tua redenzione abbia inizio.

ROMBO DI TUONI. BUIO

2° QUADRO.

SCENOGRAFIA- E’ il salone e ricezione di un albergo…(In fondo al centro porta d’ingresso dell’albergo…poltrone, divani, tv…accettazione clienti con quadro chiavi…tutto secondo la fantasia dello scenografo- la scena è unica per tutta la commedia)

PASQUALINO (fuori scena) Basta! Io me ne vado! Non ne posso più! (entra rincorso da Carmen) Qui è peggio di un manicomio!

CARMEN (brancandolo) No! Aspetta, Pasqualino, non abbiamo ancora finito!

PASQUALINO (divincolandosi) Mi lasci andare! Lei è una… una pazza assatanata! Non resterò qui un minuto di più.

DOLORES (entra di corsa) Ma che succede qui?

PASQUALINO: C’è che mi licenzio: seduta stante!

DOLORES: Come ti licenzi… e il preavviso? Guarda che ci sono ancora tutte le camere da sistemare, bisogna portare dentro la legna per il camino, andare a fare la spesa in paese… Non puoi andartene così!

PASQUALINO: Be’… arrangiatevi un po’ voi!

DOLORES: Ma come ti permetti Pasqualino… dopo tutto quello che abbiamo fatto per te?

PASQUALINO: Dodici ore al giorno mi fate lavorare… per una misera paga! E poi di notte (guardando

Carmen) mi tocca anche fare gli straordinari!! Trovatevi un altro somaro che sgobbi per voi! (Entra

Angelica, che guarda tristemente la scena in un angolo).

PASQUALINO: (si rivolge ad Angelica in tono più dolce) Mi dispiace tanto signorina Angelica… ma io proprio non posso… (guarda di nuovo le altre due) no… proprio non posso!! (Esce di corsa).

DOLORES (a Carmen) Se n’è andato! E’ tutta colpa tua, accidenti a te! Ma non potevi lasciarlo in pace?

CARMEN: Adesso sarebbe colpa mia!! Io sono l’unica ad aver dato un po’ di gioia a quel povero ragazzo… mentre tu… tu… lo hai solo schiavizzato!! E Pasqualino fai questo, fai quello, corri di qua, corri di là, sempre con quel tuo tono da comandante delle SS!

DOLORES: Ma come ti permetti! Se non ci fossi io qui chi manderebbe avanti la baracca! Io pretendo solo ordine e disciplina dai miei sottoposti. Tu piuttosto… che andavi da lui tutte le notti e non lo lasciavi dormire…

ANGELICA: Basta! Volete smetterla tutte e due! Ormai Pasqualino se n’è andato e noi siamo di nuovo senza un garzone… Come facciamo adesso è mandare avanti l’hotel?

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CARMEN: Dillo a tua sorella… Herr Kommandant!

DOLORES: Parla con tua sorella… la pazza assatanata! Non riesce a stare lontana da un uomo neanche a legarla!(Suonano alla porta, ma le due donne sono talmente impegnate a litigare che non se ne accorgono).

CARMEN: Tutta invidia… pezzo di ghiaccio che non sei altro!

DOLORES: Be’, meglio essere un pezzo di ghiaccio che una ninfo…

ANGELICA: Zitte!! Non avete sentito che hanno suonato… Vado a vedere chi è? (Esce per andare ad aprire la porta che dà sulla strada. Le altre due intanto continuano a battibeccare e farsi smorfie).

ANGELICA: (Rientra trafelata) C’è un uomo alla porta…

CARMEN: E cosa aspetti a farlo entrare?

DOLORES: Ma non abbiamo niente da offrirgli… La dispensa è vuota, abbiamo anche finito il caffè!

ANGELICA: E le stanze sono tutte in disordine…

CARMEN: Fallo entrare. (In tono suadente) Qualcosa mi inventerò. (Angelica esce, rientra seguita da Don Giovanni).

CARMEN: Buongiorno mio bel forestiero, si accomodi!

DON GIOVANNI: (sfoderando un bel sorriso e con molto “charme”) Buongiorno mie belle signore… (Bacia la mano di Carmen che nel frattempo gli si è avvicinata).

CARMEN: Cosa la porta nel nostro hotel? Un viaggio di lavoro o… (suadente) di piacere?(Fermo immagine. Le tre donne si bloccano nella posizione in cui si trovano. Occhio di bue su Don Giovanni. Si sente tuonare la voce di DIO).

DIO: Don Giovanni! Che cosa stai combinando? Cos’è quell’atteggiamento da marpione? Ti ricordi o no che ti sto mettendo alla prova?

DON GIOVANNI: Scusate Vostra Soavità! Sapete… deformazione professionale!

DIO:  E allora vedi di disabituarti in fretta, sennò sai già cosa ti aspetta.

DON GIOVANNI: No… no per carità! Non succederà mai più!

DIO: Ma tu cosa credi? Di essere in vacanza?

DON GIOVANNI: Be’, effettivamente questo hotel non è proprio di prima qualità, l’arredamento è un po’ “agé”…

DIO (interrompendolo, arrabbiato) Don Giovanni! Tu non sei qui per riposarti! Tu sei qui per lavorare!

DON GIOVANNI: Ma Buon Dio! Cioè… Buon Voi! Io non ho mai lavorato in vita mia…

DIO: E allora mi sembra il momento giusto di cominciare no? Hai visto quel giovane che usciva dall’hotel correndo a più non posso…

DON GIOVANNI: Sì, molto maleducato, mi è venuto addosso e non si è neanche scusato…

DIO: Bene, quello era il garzone dell’hotel!

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DON GIOVANNI: Grazie a Dio… cioè, grazie a Voi che se n’è andato… Non avrei sopportato di essere servito da un tipo così rozzo…

DIO: Servito?!? Don Giovanni forse tu non hai ancora capito bene l’antifona… Quel giovane se n’è andato e quindi….

DON GIOVANNI: Quindi?

DIO: O porco Zio!!! Ho detto… ehm… Zio!! Sei proprio un po’ duro di comprendonio. E quindi tu sarai il nuovo garzone dell’hotel!

DON GIOVANNI: Io cosa? Don Giovanni garzone? Ma neanche morto… Cioè volevo dire… no, ecco, confermo, proprio neanche da morto!

DIO: Nessun problema mio bel Don Giovannino!! Faccio subito una telefonatina al mio amico del piano di sotto e gli dico che non hai superato la prova…

DON GIOVANNI: Noooo!!! Aspettate Vostra Impazienza!! E va bene… sarò il nuovo garzone dell’hotel…

DIO: Oh, così mi piaci Don Giovanni… Allora… (in tono ironico) buon lavoro!!! (Si riaccendono le luci, il discorso riprende da dove si era interrotto).

DON GIOVANNI: No, mie care signore… aihmé non sono qui in vacanza e nemmeno in viaggio di lavoro, anzi, a dirvi la verità… molto umilmente… sono qui a cercare lavoro!

ANGELICA: Oh, siete venuto a cercare lavoro in città… come avvocato, dottore…

DON GIOVANNI: No, signorina. Mi trovo al momento in una situazione un po’ delicata e ecco…qualsiasi lavoro… semmai voi doveste aver bisogno dei miei servigi qui…(prende un foglietto pubblicitario dell’Albergo e lo legge)

DOLORES: Qui?

CARMEN: All’hotel?

DON GIOVANNI: Sì, signore, qui nel vostro hotel… (leggendo il foglietto:) HOTEL DELLA SPERANZA-MIRAMARE-AMALFI…scusate ma cosa c’entra Amalfi, miramare…se siamo in periferia di Napoli…circa 5 km lontani dal mare???

CARMEN: Poiché è l’albergo della speranza…si può sperare sicuramente di vedere Amalfi, di mirare il mare blu cobalto della divina costiera…la grotta dello Smeraldo! Facciamo delle gite…qui vi sono le foto di questi luoghi divini…(pausa impacciata) ma…ma torniamo a noi…mi stava dicendo di voler lavorare qui nel nostro albergo?

DON GIOVANNI- Si …si si…ma forse voi avete già il personale al completo e in tal caso tolgo subito il disturbo…

ANGELICA: Ma intendete… come garzone tuttofare? Un bel signore distinto come voi?

DON GIOVANNI: Sì… ecco… come garz… garz… (non riesce a dire la parola, in quanto fare il “garzone” è troppo umiliante per lui, pronuncia quindi la parola tra i denti) garzone….tuttofare…

CARMEN (accendendosi improvvisamente): Ma è il buon Dio che vi ha mandato!

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DON GIOVANNI (guardandosi intorno sospettoso) Come fate a saperlo?

DOLORES: Aspettate un attimo… devo prima parlare con le mie sorelle!! (Fa cenno alle sorelle, si appartano in un angolo, sottovoce.)

DOLORES (a Carmen) vuoi frenare l’entusiasmo? Non sappiamo neanche chi è?

CARMEN: Ma cosa te ne importa! Hai visto che bell’uomo…che volto meraviglioso…che pezzo di Marcantonio… che spalle… che torace… che…

DOLORES: Carmen! Ma tu solo a quello pensi! Bisogna vedere se è anche affidabile, volonteroso, lavoratore…

CARMEN: Oh, ma quanto la fai lunga! Abbiamo o non abbiamo disperatamente bisogno di un uomo?

DOLORES: Sì… ma lui non deve capirlo, altrimenti tirerà sulla paga! Deve sembrare che siamo noi a fargli un favore.

ANGELICA: Poverino, così distinto, così elegante, disposto a fare il garzone… chissà che storia triste avrà alle spalle…

CARMEN: Tranquilla sorellina, ci penserò io a fargli tornare il sorriso… (Carmen fa cenno alle sorelle di tacere.)

DOLORES: Dunque signor…

DON GIOVANNI: Don… Don… Donino… Donino Giovanni!

DOLORES: Bene signor Donino… Giovanni…la chiameremo Don Giovanni…le piace? (Giovanni accenna un sorriso)… Noi non siamo solite assumere personale così, alla cieca, senza referenze… Come benpuòvedere il nostro è un hotel di prima qualità, frequentato da clienti molto, molto altolocati… Ma poiché ci sembra di capire che lei sia in difficoltà, e trovandoci noi al momento, ma solo provvisoriamente, si capisce, sprovviste di personale… be’, per il nostro buon cuore abbiamo pensato di assumerla…

DON GIOVANNI: Oh grazie signora!

DOLORES: in prova…

DON GIOVANNI: sì, sì certo…

DOLORES: per una settimana…

DON GIOVANNI:  (illuminandosi) non chiedo di meglio…

DOLORES: la paga sarà quella base naturalmente…

DON GIOVANNI: non pretendo più del dovuto…

ANGELICA (tra sé): Oh, che modi gentili e rispettosi…

CARMEN (tra sé): Che pettorali, che cosce ben tornite…

DOLORES: Bene, allora affare fatto! (a Angelica) Angelica, mostra al signor Giovanni dov’è la sua stanza… (A Don Govanni) Avrà dieci minuti per rifocillarsi e poi… la voglio subito da me! Ci sono alcuni lavoretti da sbrigare subito!

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DON GIOVANNI (in tono non troppo convinto): Ai suoi ordini… signora!

ANGELICA (dolcemente) Mi segua…(Escono)

3° QUADRO.

CARMEN E DOLORES

CARMEN: Che gran colpaccio sorellona! Ma hai visto che pisellon…che pezzo di…

DOLORES: (con tono molto autoritario) Non ti azzardare ad avvicinarti a lui! Anzi, non guardarlo, non rivolgergli la parola, non …. non pensarlo neanche!! Lui è off-limits capito?! Altrimenti questa volta dovrai vedertela con me!

CARMEN: Uhhhh… che paura!!! Che c’è… ghiacciolona!! Lo vuoi tutto per te eh? L’Everest comincia a sciogliersi! Ah ah… Forse ora ti vuoi avvicinare alla mia filosofia di vita!!? Non lo devi volere tutto per te, lo devi dividere con le altre donne come io ho sempre diviso gli uomini con tutte le donne. Non credere che io sia stata egoista…il mio maggior piacere derivava dal vedere un uomo gioire, raggiungere il piacere! Certo, quando posso, anche io voglio raggiungere il piacere, ma è secondario…Io vorrei dare a tutti gli uomini e anche alle donne che mi desiderano, a tutti , belli, brutti, giovani, vecchi, intelligenti e non…il mio amore! Noi donne, a differenza degli uomini possiamo accontentare molte persone in un unico giorno, tutti quelli che ci vogliono o quasi. L’unica condizione per giacersi con me è ed è stata la bontà, la trasparenza, l’onestà di chi mi stava di fronte…Io vorrei, mi ripeto, dare a tutti belli e brutti, giovani e vecchi, uomini e donne il mio amore…vederli gioire, essere felici anche se per poco, orgasmare e per quei pochi istanti diventare allegro, calmo, sereno, fuggire la depressione, l’ansia e soprattutto la noia…La vita è piena di dolori…non perdiamo anche quel poco di piacere che può darci l’amore, il sesso! Non mi gratifica tanto il mio piacere quanto il piacere della persona a cui mi dedico…quello è il mio orgasmo, la mia grande gioia! Avrei voluto dare a Giacomo Leopardi il piacere fisico…che se fatto con affetto diventa amore…ho dato l’amore a persone molto più sofferenti di Leopardi…brutti o vecchi non mi ha mai interessato…anzi bruttezza e vecchiaia mi hanno maggiormente gratificata di coloro a cui mi dedicavo. Quando ti dai a una persona che difficilmente avrebbe trovato una donna disponibile, senti l’atmosfera della riconoscenza di quella persona…il suo ringraziamento… questo mi da un grande, enorme piacere! Se ti dai a uno bello, palestrato, giovane e forte…sei tu che devi ringraziarlo…! Certo anche il palestrato, il bello come Don Giovanni va accettato, non rifiutato…Io mi sento come una sacerdotessa dell’amore…sono una donna che ama dare la fe…la felicità a più persone possibili… Hai mai sentito parlare di Poliamore, io sono POLIAMOROSA!

DOLORES: Smettila di fare la filosofa…qui c’è da fare, da lavorare…Muoviti, vai a tirare fuori la biancheria pulita. Io intanto vedrò di dare una sistemata qui, i primi ospiti arriveranno a breve!(Escono. Dissolvenza incrociata di luci)

4° QUADRO.

DIO, DON GIOVANNI, CARMEN

Hotel vuoto. Entra Don Giovanni, dolorante, piegato in avanti, con una mano sulla schiena. Si guarda intorno, vede che non c’è nessuno e si accascia sua una delle poltrone.

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VOCE DI DIO: Don Giovanni!

DON GIOVANNI (si raddrizza di colpo ma sempre seduto sulla poltrona, come colto di sorpresa): Sì, vostra maestà!

DIO: (prendendolo in giro): Mi sembri un po’ stanco, Don Giovanni…

DON GIOVANNI: (con finta sicurezza): Stanco… io? Ma figuriamoci. (Si alza con un balzo, ma poi rimane bloccato, piegato in due con la schiena dolorante).

DIO: Eh, mio caro Don Giovanni… non sei più quello di una volta…

DON GIOVANNI:(in tono un po’ lagnoso) Ma vostra Beltà, voi non potete neanche immaginare cosa mi ha fatto fare quella… quella… megera!

DIO: Don Giovanni, attento a come parli… ti potrebbe sentire qualcuno!

DON GIOVANNI: Ma Vostra Sommità, quella mi ha… schiavizzato!

DIO: Addirittura!

DON GIOVANNI: Mi ha fatto correre per tutta la mattina: e spazza il cortile, e corri in paese a procurare venti sacchi di farina, e vai nel capanno a prendere la legna per il camino e… rifai i letti delle camere! Io, Don Giovanni, rifare i letti!

DIO: (sempre prendendolo in giro) Davvero terribile, povero Don Giovanni!! Be’… una soluzione ci sarebbe!

DON GIOVANNI: Ecco, lo sapevo che avreste capito. Mi basterebbero un paio di moine, due complimenti e quell’arpia cadrebbe ai miei piedi come una pera cotta… e sarei io a farmi servire da lei!

DIO: (fingendo di accondiscendere) Certo Don Giovanni, certo… (poi con voce tuonante) e ti si spalancherebbero immediatamente le porte dell’inferno!

DON GIOVANNI: No! Vostra Ammirazione no! Per pietà… all’inferno no!

DIO: Su, su, Don Giovanni! Un po’ di sano lavoro non ha mai fatto male a  nessuno Anzi fa benissimo!

(attimo di pausa) All’erta Don Giovanni!! Pericolo in arrivo!! E ricordati… il mio sguardo veglia su di te!! (Risata. Don Giovanni fa un gesto come per mandarlo a quel paese, poi si ricompone).Ricordati questiconcetti che sono di grande saggezza: Il lavoro nobilita l’uomo…Industriam adiuvat Deus, cioè : Chi lavora Dio gli dona…Chi lavora caccia via i brutti pensieri…Chi non lavora non…(stava per dire: non fa l’amore ma si corregge)…non va in Paradiso! (Musica suadente. Da una porta spunta un piedino, poi una gamba e poi a poco a poco, esce Carmen.)

CARMEN: Buongiorno, mio bel Giovannino…

DON GIOVANNI (fingendo di essere molto preso a spazzare per terra, si volta, la vede, trasale, ricomincia a spazzare molto agitato, si capisce che gli sta già ribollendo il sangue) Buongiorno signorina Carmen.

CARMEN: Oh, basta con questi convenevoli. Puoi chiamarmi semplicemente Carmen… (gli si avvicina provocante)

DON GIOVANNI: S… sì… Carmen…

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CARMEN: Ma non sei stanco di scopare, spazzare…lavorare?

DON GIOVANNI (sempre imbarazzato) Stanco… io… macché! Io non sono mai stanco di scop…lav… lavorare… (Carmen gli toglie di mano la scopa e gli si avvicina carezzandogli la schiena)…Il lavoro nobilita l’uomo…e scaccia via i brutti pensieri!

CARMEN: Ma come sei saggio eteso Giovannino… su, rilassati un po’…Una volta ogni tanto si può nonessere saggi…Semel in anno licet insanire!(una volta all’anno è lecito far pazzie!)

DON GIOVANNI: No… no… io non sono teso… io… io… (ha per un attimo l’istinto di avvinghiarla,

mentre sta per farlo si sente la voce di DIO che tossicchia: ehm… ehm…)..io voglio sempre essere saggio! Mi scusi signorina Carmen… cioè Carmen… ma ho davvero molto da scopa…da fare…da lavorare…

CARMEN: E non ti puoi neanche prendere una piccola pausa? (Carmen si distende sul divano mettendo in bella vista le sue grazie…)

DON GIOVANNI: Be’, in effetti una pausa mi ci vorrebbe… (ha ancora l’istinto di brancarla, poi si trattiene, il tutto dovrà avere un effetto molto comico) No… no… ecco, non credo sia una buona idea… io…devo ancora andare a…

CARMEN: (suadente)A…

DON GIOVANNI (avvicinandosi lentamente, si capisce che ha voglia di baciarla) A… A… a ritirare il bucato, sì devo andarci subito! Com’è bello il buc…ato…Il bucato mi aspetta!

CARMEN (un po’ risentita ma ancora suadente) Che c’è Giovannino… non ti piaccio?

DON GIOVANNI Eccome se mi piace!

CARMEN E allora vieni qui mio bel puledrone (si alza e gli scompiglia i capelli)

DON GIOVANNI (cercando di fermarla…): Ecco lei… mi piace… o meglio mi …piacerebbe… molto… seeee (Carmen continua a “spupazzarlo”, Don Giovanni si trattiene a fatica) Seee… seeee... mi piacessero quelle come lei!

CARMEN Che cosa vorresti dire? Mi stai dando della…

DON GIOVANNI Ma cos’ha capito, Carmen! No… intendevo… se mi piacessero quelle come lei che hanno la… cioè che hanno (mima il seno) le..tette…insomma le…le … le donne!

CARMEN (resta impietrita) Vuoi dire che tu preferisci il…che tu sei… sei…

ON GIOVANNI (con aria affronta) Eh sì…purtroppo!

CARMEN (con aria incredula) Ma davvero…

DON GIOVANNI Cosa ci vuol fare Carmen… è la natura…la mia natura…la natura matrigna” O natura, o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor…perché di tanto inganni i figli tuoi?”…Quando ero ragazzo pensavo di sposarmi, di avere dei figli…poi da adolescente non mi piacevano più le…le donne…ma gli uomini…

CARMEN Ma proprio…solo gli uomini (fa segno come se non ci fosse proprio niente da fare)

DON GIOVANNI (ripetendo lo stesso segno) Si…niente donne… Niente… solo maschietti…e maschioni…

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CARMEN Oh mio Dio ma è terribile!! Ma neanche se io…cercassi di sedurti (gli si avvicina soffiandogli leggermente nell’orecchio)

DON GIOVANNI (trattenendo l’eccitazione dandosi dei pugni in testa) Niente!

CARMEN (iniziando a baciargli il collo) E neanche se io…

DON GIOVANNI (sul punto di cedere ma si trattiene) N… n…. niente! Un pezzo di ghiaccio…

CARMEN Oddio… non mi era mai successa una cosa simile!

DON GIOVANNI Su.. su… Carmen non è colpa sua … è il buon Dio che mi ha fatto così…

DIO Ah ah!!! Questa è proprio bella  Giovanni!!!

CARMEN (affranta) Se solo il buon Dio ti avesse fatto un po’ meno attraente…almeno bisex…

DON GIOVANNI Cosa vuole farci Carmen… Sapesse quante donne hanno provato in tutti i modi a farmi cambiare… ehm…orientamento… Ma niente da fare!! E’ la mia croce, la mia condanna. (Si sentono delle voci provenire dall’altra camera) Ora devo proprio andare: se sua sorella mi trova qui son guai! (Don Giovanni esce. Carmen resta sola)

CARMEN (sguardo perso nel vuoto) Oh che “débacle”! Che vergogna, che tremenda sconfitta! (poi rianimandosi) Ah no!! Non sia mai che Carmen getti la spugna!! Il buon Dio l’ha fatto così? Be’, alloradovrà vedersela con me!! Mio bel Giovannino, non sai ancora di cosa è capace la tua Carmen: che la sfida abbia inizio! (Carmen esce)

DIO (a scena vuota)Ah, mio povero Don Giovanni, mi sa che si sta mettendo male per te: voglio proprio vedere come riuscirai a cavartela! (Dissolvenza incrociata di luci con momenti di buio per permettere a Dolores di essere in scena)

5° QUADRO.

NONNO NINO, SABRINA, DOLORES, CARMEN, RENATO, NONNA SANDRA, DON GIOVANNI, FRANCOIS.

Entra nonno Nino (età teatrale 75-80) con bella ragazza ventenne)

NONNO Buongiorno Dolores!! Eccoci arrivati!!

DOLORES Buongiorno signor Nino!! Ben arrivato!! E questa bella signorina deve essere…

NONNO Mia nipote ovviamente! Sabrina!

DOLORES (in tono ironico) Certo che lei signor Nino ha una famiglia davvero molto numerosa…con molte nipotine! (in tono ironico al Nonno, sottovoce) Ogni settimana porta una nipotina diversa!

NONNO Eh sì infatti… siamo proprio in tanti!!(ma specifica)…Sono tutte nipotine maggiorenni…ho i documenti!

SABRINA: Senti… ehm… nonno, vado un attimo in camera! Tu aspettami qui… torno subito!

DOLORES: Giovanni, Presto! Accompagna la signorina nella sua camera!

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DON GIOVANNI: (entra di corsa, si ferma ammirato davanti alla bella Sabrina) Buongiorno (tono suadente)… prego… da questa parte… (con estrema galanteria fa strada a Sabrina)

DOLORES: Ma… Giovanni… i bagagli!!

DON GIOVANNI: (come ridestandosi dall’incanto) Ah, sì certo… (prende goffamente i bagagli) Prego… per di qua… (Sabrina lo guarda con interesse. Escono)

DOLORES: Tutto bene Professore?

NONNO: Non c’è male…il mio motto è sempre: “Meglio così che peggio!”…da buon filosofo pratico…in parte epicureo ma in parte anche stoico!

DOLORES: Fin quando la vedrò con le sue… nipotine…. vorrà dire che sta bene in salute!

NONNO: Si ma è sempre la stessa storia…a lei che è un’amica posso dirlo: le aiuto a lavarsi le spalle sotto la doccia, le aiuto a lavarsi altre parti, le asciugo, le inciprio (fa vedere la borsa) qui ho il talco, i profumi, tutto l’occorrente…ma spesso tutto questo non basta… la natura non mi è di grande aiuto! Be’, per fortuna che mi sono portato una bella scorta di… “pilloline blu”… sono davvero un portento!

DOLORES: A me quando avevo vent’anni piacevano molto gli uomini maturi…con le mie amiche li chiamavano “uomini navigati” perché avevano stile, tecnica, classe, erano bravi nei preliminari…cosa che non capivano i ventenni che volevano subito arrivare al sodo…

NONNO: Il problema è che io non faccio i preliminari per proseguire…io faccio solo preliminari e giochini vari: il ballo in maschera…lei è mascherata e balla con me…la bella addormentata nel bosco…lei finge di dormire e io faccio tutto quello che voglio senza che lei si svegli…il solito gioco del dottore e dell’ammalata…e tante altre stupidate che per poco tempo mi distraggono e mi tengono lontano dai miei problemi e dalla signora che mi aspetta…”Abstineas avida, Mors, modo, nigra manus; abstineas mors atra precor” il senso dei versi del grande Tibullo è” O nera Morte, tieni ancora lontane da me le tue avide mani, ti prego!”…stupendi versi!…Eros e Thanatos!

DOLORES: Professore lei ha una grande cultura…mi lasci un suo motto…poche parole da tenere sempre a mente…

NONNO:  Il mio motto come lei saprà è semplice: “Meglio così che peggio!” ma parole che mi rimangono in

memoria sono quelle di Orazio: “Vina liques e spatio brevi spem longam receses. Dum loquimur fugerit invidia aetas: Carpe diem quam minimum credula postero” che tradotto sempre a senso dice” Bevi i tuoi vini e in poco tempo smetti di credere a una speranza troppo lontana…Mentre discutiamo fugge il tempo invidioso: Cogli l’attimo, credendo il men possibile nel futuro!”

SABRINA: (rientra tutta euforica con indosso un minutissimo abito) Eccomi pronta!!

NONNO: Pronta… per cosa?

SABRINA: Per andare in spiaggia !! Su su, è una così bella giornata!!

NONNO: Ma io sono stanco Sabrina…

SABRINA: Stanco? No, dico… mi porti a fare un misero week end fuori stagione in questo alberghetto, che diciamolo non è certo un quattro stelle, che dista almeno cinque chilometri dal mare… Quindi ora caro mio… marsch, mi porti subito in spiaggia!

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NONNO: Ma fa un caldo terribile Sabrina e poi ho la schiena a pezzi…io soffro molto il caldo…tu nipotina vuoi far morire il tuo nonnino?

SABRINA: Nonnino caro, non sono venuta qui per farti da infermiera. Mi hai promesso che mi avresti portato al mare, poi a fare shopping, a mangiare il pesce in un bel ristorantino… Su hop… hop!(Nel frattempo entrano il giovane Renato con la nonna. Renato è un tipo bruttino, con gli occhiali, dall’aria goffa e impacciata. La nonna invece è una signora appariscente, vestita in colori sgargianti).

RENATO: (a Dolores) Buongiorno, sono Renato Gattapelata, ho prenotato due stanze per me e mia nonna per questo fine settimana…

DOLORES: Ah sì, buongiorno signori! Spero abbiate fatto buon viaggio!!

SABRINA: (Non appena sente il nome Gattapelata si volta e rimane di ghiaccio. Si nasconde immediatamente dietro il nonno, per non farsi vedere da Renato)

NONNO:  Che c’è… che ti prende Sabrina…

SABRINA: (spingendolo fuori dalla porta dove si immagina ci sia la scala che porta alle camere) Sì sì, certo… sei stanco devi riposare su forza in camera… presto presto…

NONNO: Ehi, ma non c’è tutta questa fretta Sabrina… fai piano!!! Escono

NONNA: (l’unica ad aver visto la scena) Oh, che coppia bizzarra…

RENATO: (che intanto ha consegnato a Dolores i documenti) Come dici nonna?

NONNA: Oh, niente niente Renato. Ma in che bel posticino mi hai portato! E’ tutto così vintage! Mi ricorda un po’ la mia giovinezza… (rivolgendosi a Dolores) Sa, il mio nipotino si preoccupa tanto per la mia salute, soffro di reumatismi… e ha tanto insistito per portarmi al mare!

DOLORES: Oh, è davvero un tesoro suo nipote. Vedrà che l’aria di mare le gioverà moltissimo!! Giovanni, vieni a prendere i bagagli dei Signori (Giovanni non arriva). Scusate, torno subito. (esce)

RENATO: (sottovoce alla nonna) Nonna piantala con questa storia, sei stata tu che mi hai costretto a portarti con me al mare.

NONNA: Ma certo! E cosa ti credevi? Che ti lasciassi andare in vacanza da solo? Con tutte le cose brutte che succedono nel mondo?

RENATO: Nonna non sono più un bambino, ho trentacinque anni.

NONNA: Be’, per me non fa alcuna differenza: tu per me sei e sarai sempre il mio nipotino prediletto.

RENATO: Nonché unico…

NONNA: E la tua nonna sarà sempre lì pronta a difenderti e a proteggerti.

RENATO: Non mi sembra che ci siano molti pericoli qui intorno…

NONNA: E comunque… (Entrano Dolores con Don Giovanni, la nonna si illumina vedendo Don Giovanni) un po’ di aria di mare non può farmi che bene…

DOLORES: Bene signori, Giovanni si occuperà di portare le valige nelle vostre camere.

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NONNA: (a Don Giovanni guardandolo con ammirazione) Però… mi piacerebbe che portasse in camera anche me mio bel giovanotto!

DON GIOVANNI: Da questa parte signora…

NONNA: (sottovoce) Intendevo… se mi potevi portare in braccio!! (gli fa l’occhiolino e gli dà un colpetto sul sedere). Renatino io vado a disfare la valigia… Ci vediamofra poco! (Don Giovanni e la nonna escono.)

RENATO: Sì nonna… (a Dolores guardandosi intorno con un po’ di apprensione) Le spiace se mi siedo a leggere il giornale?

DOLORES: Prego, si accomodi! Gradisce qualcosa da bere?

RENATO: Sì, un tè freddo per favore! (Dolores esce. Renato si guarda intorno nervosamente, prende il giornale, inizia a leggerlo, poi lo richiude mentre si apre la porta dell’hotel. Ogni volta che si apre la porta suonerà il campanello, in modo che le albergatrici sappiano quando ci sono ospiti. Entra François, dall’abbigliamento e dai modi palesemente gay).

FRANCOIS: Mais bonjour à tout le monde!! (Parla un francese maccheronico)

(Entra Carmen)

CARMEN: Mon cher François!! Quel bon vent!!

FRANCOIS: Oh, ma chérie, sei sempre più charmant, sempre più ammaliant, (le bacia la mano con enfasi) Ti trovo davvero in splendida forma, mon trésor!!

CARMEN: Sai com’è François… cerco di tenermi sempre in allenamento… (gli strizza l’occhio) Allora, ti sei preso qualche giorno di relax?

FRANCOIS: Oh si ma chérie… (in tono esageratamente drammatico) dopo la rottura con Bertrando ho attraversato dei momenti terribili, sono stato così male… e così mi sono detto: François, devi lasciarti tutto alla spalle e ricominciare a vivere… e cosa c’è di meglio che trascorrere qualche giorno al mare, in compagnia delle mie care amiche… (entra Don Giovanni) Oh…. Mon Dieu de la France… Ma chi è costui?!

(Sia François che Carmen lo guardano languidi)

DON GIOVANNI: Ho sentito suonare il campanello e ho pensato…

CARMEN: (guardandolo con sensualità) Hai fatto benissimo…

DON GIOVANNI: Porto la valigia in camera del signore?

FRANCOIS: Sììì… e il signore ti segue molto volentieri… Ma tu chi sei?

DON GIOVANNI: Giovanni, per servirla signore.

FRANCOIS: (con sensualità) Mm… non mi dire così che mi vengono già i brividi lungo la schiena… Andiamo mio bel Giovanni, mostrami la mia stanzetta…(Don Giovanni imbarazzato, esce, guardandosi continuamente alle spalle, François lo segue con aria molto “gaia”)

CARMEN: (li guarda con aria persa nel vuoto, poi come rendendosi conto all’improvviso…) Oh mio Dioooo…. Nooooooo!!!!! Non sia mai che io sia sconfitta da… da… François!! Aspettate!! La mostro io la camera a François!! Giovanni… aspetta!!! (esce rincorrendoli)

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BUIO

6° QUADRO.

NONNA, RENATO, NONNO, DON GIOVANNI, CARMEN

Si riaccendono le luci. Renato è ancora seduto sulla poltrona. Apre e chiude giornali e riviste. Entra la nonna, vestita con un pareo a fiori, indossa occhiali da sole, con un’enorme borsa da spiaggia.

NONNA: Ma Renatino… non sei ancora pronto?

RENATO: (nervosamente) Pronto per cosa?

NONNA: Ma per andare in spiaggia!!

RENATO: No… guarda nonna… non ne ho proprio voglia…

NONNA: Ma dico Renatino… ti sei rincretinito? Fai il diavolo a quattro perché vuoi andare al mare, io mi sacrifico per accompagnarti (sguardo di Renato come a dire “cosa stai dicendo?”) be’… insomma… per non lasciarti solo… e tu adesso te ne stai lì come un pesce lesso…

RENATO: Nonna, davvero… sono molto impegnato!

NONNA: Ah sì? E a far cosa? A guardare le incrostazioni nel muro? Su, adesso ti vai a mettere il costumino e mi porti al mare!

RENATO: Nonna non parlarmi come se fossi un bambino. Ti ho detto che ho molto da fare! Hai organizzato tutto alle mie spalle… Quando hai scoperto che venivo qui all’hotel della Speranza, origliando le mie telefonate…

NONNA: Oh quante storie! Stavo per caso passando lo straccio davanti alla tua camera…

RENATO: Che coincidenza eh? Hai subito telefonato per prenotare una stanza anche per te e questa mattina… senza neanche avvisarmi… ti sei fiondata in macchina dicendo…

NONNA: Renatinooooo! Vengo al mare con te, non sei contento! E dai… Renatino… ti ho fatto una sorpresa, non sei contento?

RENATO: No, nonna, proprio per niente. E se io non fossi venuto da solo?

NONNA Tu? (Scoppia a ridere) E chi ti si piglia?

RENATO: Nonna adesso è troppo! Se vuoi andartene al mare ci vai con le tue gambette. Io certo non ti accompagno!

NONNA: Ma sono quasi cinque chilometri!

RENATO: E allora… buona passeggiata!!

NONNA: E intendi costringere la tua nonnina, tanto ammalata, piena di reumatismi… a fare tutta quella strada da sola?

RENATO: Io non costringo proprio nessuno, sei tu che insisti!

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NONNA: Con tutti i malintenzionati che ci sono in giro!

RENATO: Sono sicuro che riuscirai a farli scappare…

NONNA: Ma Renatino…

RENATO: Ciao nonna…(Entra il NONNO)

NONNO: Buongiorno Signori! Anche voi pronti per andare al mare?

NONNA: Oh, buongiorno! Sì io sono pronta, mentre quella mummia di mio nipote non si vuole alzare dalla poltrona…

NONNO: Allora è proprio un’epidemia mia bella signora! Anche mia nipote che, questa mattina era così smaniosa di andare in spiaggia, ora se ne sta distesa sul letto a guardare il soffitto. Dice che le è venuto un terribile mal di testa… Ah… questa gioventù!

NONNA: Una generazione di mammalucchi… ecco cosa sono!!! (Guarda stizzita Renato)

NONNO: Signora, se posso permettermi. Se suo nipote non la può accompagnare, può venire con me! Ho la macchina qui fuori!

NONNA: Ma sarebbe meraviglioso signor…

NONNO: Antonio… ma può chiamarmi Nino!

NONNA: Sandra (gli dà la mano) tanto piacere di conoscerla Nino! (Al nipote) Hai visto Renatino? Ci sono ancora uomini che gradiscono la mia compagnia? Quindi se permetti…

RENATO: Oh sì nonna… permetto, permetto!! (A Nino, dandogli la mano calorosamente) La ringrazio infinitamente signor Nino, lei è davvero molto gentile…

NONNO : Ma per così poco… Andiamo mia bella signora! (Le dà il braccio)

NONNA: Ciao Renatino!! E… buon divertimento!!

RENATO: Ciao… nonna… (sbuffa, poi si rimette a leggere il giornale… Ogni poco guarda l’orologio.

Entra Don Giovanni con un vassoio con un bicchiere di tè.

DON GIOVANNI: Ecco il suo tè signore…

RENATO: Ah… sì, grazie… (nel guardare l’orologio, urta leggermente il vassoio, il bicchiere si rovescia e un po’ di tè gli finisce sui pantaloni) Accidenti!! I miei pantaloni nuovi…

DON GIOVANNI: Aspetti… aspetti… puliamo subito… (prende lo straccio che ha sul braccio, e si inginocchia davanti a Renato per pulirgli i pantaloni, in una posizione molto “equivoca”).

RENATO: Ecco bravo… lì… (entra Carmen che rimane impietrita guardando la scena) ecco un po’ più su… lì lì… un po’ più giù… bravo… bravo…

CARMEN: Oooooh miooooo Dioooooooo!!!

DON GIOVANNI (al pubblico) No… adesso ditemi voi che scusa posso inventare!

DON GIOVANNI: Carmen… Carmen… non è come pensa lei… Io non stavo affatto…

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RENATO: Oh sì… invece…. Mi ha proprio rovesc…

DON GIOVANNI: Stavo solo cercando di fregare via…

RENATO: E molto bene anche…

CARMEN: Oh… mio Dio… che terribile sconfitta… Non ho mai subito una simile umiliazione… Preferire quel… quel… “coso” a me???(Esce. Giovanni la segue)

RENATO (stupito dalla reazione di Carmen, in fondo si tratta solo di un bicchiere rovesciato) : Signora… non è così grave… Giovanni è stato bravo…. Si è già asciugato!!!

Dissolvenza incrociata con momenti di BUIO

6° QUADRO.

DIO, DON GIOVANNI, FRANCOIS

Don Giovanni è in scena, sta spolverando i mobili.

DIO: Allora, Don Giovanni! Mi sembra che cominci a prenderci gusto.

DON GIOVANNI: Vostra Indulgenza… Qui mi tocca sgobbare come un mulo… Non posso stare fermo un attimo che quella megera subito mi fa correre di qua e di là…

DIO: Su, su, Don Giovanni… Sei stato per secoli a non fare niente! Guarda che c’è gente che lavora così tutti i giorni per una vita intera…

DON GIOVANNI: Sì, ma questi non erano i patti!

DIO: Ah no? E quali erano i patti? (inizia ad arrabbiarsi, si sente un tuono) Vorresti per caso contraddirmi?

DON GIOVANNI: No… no… Vostra Maestà Illustrissima...

DIO: Comunque devo dire che per il momento… ti stai comportando abbastanza bene…

DON GIOVANNI: Abbastanza bene? Ma avete visto cosa ho dovuto sopportare? Quella Carmen… no dico… un fuoco di donna, una bomba di sensualità e io ho dovuto… ho dovuto… O mio Dio… cioè… O mio Voi… mi vergogno di me…

DIO: Hai solo resistito a una tentazione Don Giovanni…

DON GIOVANNI: Ah sì? E quella Sabrina… L’avete vista… no dico… l’avete vista vero?

DIO: Don Giovanni che domande mi fai… Lo sai che io vedo sempre tutto!!

DION GIOVANNI: Ecco appunto… appena arriviamo in camera… poso le valige e lei si era già tolta il vestito e stava lì, di fronte a me, con quella lingerie… con quei pizzi… con quei… (come ad indicare due splendidi seni)

DIO: Be’ sì, devo dire che Sabrina mi è riuscita a piuttosto bene…

DON GIOVANNI: (facendo la voce di Sabrina) “Vado a farmi una doccia” mi dice… “vieni con me per lavarmi le spalle?”… E io… Don Giovanni… io… che ho soddisfatto la metà delle donne del pianeta…

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DIO: Sempre modesto, eh?

DON GIOVANNI: Io… sono scappato!

DIO: Vedo che stai iniziando a imparare la lezione…

DON GIOVANNI: E vogliamo parlare della nonna? Quella aveva già chiuso a chiave la camera! Mi si stava avventando contro!!

DIO: Be, lì non ti sarà stato difficile resistere alla tentazione…

DON GIOVANNI: Ma Buon Dio… cioè… Buon Voi! Per calmarla le ho detto che dovevo tornare al lavoro ma che stasera sarei passato a darle la buonanotte…

DIO: Povero… povero Don Giovanni… Tormentato da una nonnina…

DON GIOVANNI: Vostra Animosità… non credete che abbia già superato la prova?

DIO: Cosa??? Per così poco… Oh, dovrai saper resistere a ben alte tentazioni don Giovanni e, a proposito, una sta arrivando proprio adesso…Buona fortuna! (Entra François).

FRANCOIS: Ma dov’eri finito mio bel Giovannino…

DON GIOVANNI: Buongiorno signore…

FRANCOIS: Sei scappato via di corsa. Quella Carmen ci ha inseguiti come una furia, credo proprio che sia un po’ gelosa…

DON GIOVANNI (imbarazzato) E perché dovrebbe essere gelosa…

FRANCOIS: Un così bel ragazzo come te! Ma ora che siamo soli, possiamo conoscerci meglio cosa dici?

DON GIOVANNI: Mi piacerebbe molto… ma vede… ho molto lavoro da fare…

FRANCOIS: E lo chiami… lavoro questo? Ma dico, uno splendore di ragazzo come te, con quel portamento… con quegli occhi… con quel… (lascia intendere che ha anche un gran bel fisico) ridotto a fare lo sguattero?

DON GIOVANNI: Garzone tuttofare, prego…

FRANCOIS: Ma io potrei cambiare la tua vita da così a così…(fa il gesto con la mano) nel giro di un secondo…

DON GIOVANNI: La ringrazio sul serio ma io… (Francois lo blocca)

FRANCOIS: Ma tu lo sai chi sono io? Io sono François Catecchiò!!! (Lo dice con accento francese, ma chiaramente è un cognome tipicamente meridionale. Don Giovanni lo guarda interdetto, quel nome non gli dice nulla). Il famoso stilista! Possibile che tu non abbia mai sentito parlare di me?

DON GIOVANNI: Ecco… io… non leggo molte riviste di moda…

FRANCOIS: Io potrei cambiare la tua vita, mon chèr!!! Ti potrei fare diventare il mio modello di punta, la mia musa ispiratrice! Già ti vedo sulla passerella, indossare le mie ultime creazioni, quei pantaloni di pelle così attillati che si vede quasi… siiiii… e poi quelle camice sbottonate sul petto (è quasi in estasi)

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DON GIOVANNI: Sono lusingato Signor Catecchio…

FRANCOIS: No… Catecchiò… con l’accento sulla O, francese naturalment…. Ma tu chiamami François ti

prego…

DON GIOVANNI: Sì.. ecco… François, la ringrazio davvero per il gentile pensiero, ma io….

FRANCOIS: Non vorrai certo rifiutare la mia proposta?

DON GIOVANNI: No no lungi da me, ma…

FRANCOIS (Gli si avvicina suadente) Bene…

DON GIOVANNI: (sempre imbarazzato) E’ una proposta davvero moooltoooo moooltoo interessante….

FRANCOIS: Lo sapevo che ti sarebbe piaciuta… (gli si avvicina sempre di più, Don Giovanni indietreggia, cerca una via di fuga)

DON GIOVANNI: E la ringrazio… ma io proprio… non posso abbandonare le mie tre padrone… Come farebbero a mandare avanti l’hotel senza di me?

FRANCOIS: Oh, che animo nobile… che cuore generoso…

DON GIOVANNI: Sapevo che avrebbe capito, ora se non le dispiace…

FRANCOIS: (brancandolo) Mio bel Giovannino… guadagnerai tanti di quei soldini che potrai anche comprartelo questo albergo… basta che tu mi dica “Sìììì”… (molto provocante)

DON GIOVANNI: Che io…dica…

FRANCOIS: (sussurrando) Sììììì….

DON GIOVANNI: C’è solo un piccolo problemino…

FRANCOIS: Quale…

DON GIOVANNI: Ecco signor François a me… piacciono… FRANCOIS (sempre sensuale) Si…. DON GIOVANNI: Mi piacciono…

FRANCOIS: Dimmi cosa ti piace mio bel Giovannino…

DON GIOVANNI: Mi piacciono… LE DONNE!!!

FRANCOIS: Oh be’, nessuno è perfetto!!! (Lo abbraccia e lo bacia con trasporto… In quel momento entra Carmen)

CARMEN: Giovanni sei qui? (vede la scena) Ahhhhhhhhhhhhh!!!!! (Cade a terra svenuta)

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

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1° QUADRO

RENATO, SABRINA, FRANCOIS, NONNO E NONNA

La sala dell’hotel è vuota. Entra Renato sempre più agitato. Cammina avanti e indietro.

RENATO: Niente… non la trovo da nessuna parte… eppure ero sicuro che… (Estrae dalla tasca un biglietto, lo legge ) Hotel della Speranza - Marechiaro- Amalfi- Torre del greco… è questo! Ma cosa c’entraAmalfi?...Comunque la via è questa il telefono pure…Non posso essermi sbagliato… Oh accidenti… (si siede nuovamente in poltrona sconsolato. Entra Dolores ).

DOLORES: Gradisce un altro tè freddo?

RENATO: (trasale) No… no!! Per carità!! (Dolores lo guarda stupita. Esce)

(Si apre con circospezione la porta che dà alle camere. In punta di piedi entra Sabrina. Indossa un foulard che le copre un po’ il viso e un paio di occhiali da sole. Renato non la vede in quanto la poltrona si trova più avanti rispetto alla porta. Sabrina si dirige, cercando di fare la massima attenzione, verso la porta di uscita, che è sull’altro lato della stanza. Improvvisamente si spalanca la porta che dà sulle camere. Entra François).

FRANCOIS: (in tono piuttosto forte) Giovanni!! Giovanni… dove ti sei nascosto!!! (Renato e Sabrina si voltano verso François, poi Renato e Sabrina si guardano e lanciano un urlo).

RENATO e SABRINA: Ahhhhhhhhhhh!!!!!

FRANCOIS: (li guarda un attimo interdetto, poi non sapendo cosa fare urla anche lui) Ahhhhhhhhhhh!!!

RENATO: Lo sapevo, lo sapevo!! Ma cosa ci fai qui?!

SABRINA: Noooo!!! Cosa ci fai TU qui???

FRANCOIS: Ecco… se permettete… io toglierei il disturbo!! (Esce)

SABRINA: Tu la devi smettere di seguirmi dappertutto, hai capito?

RENATO: Seguirti? Ma io non ti seguo affatto!! Sono per caso anch’io venuto qui in vacanza all’hotel della Speranza…

SABRINA: Ma guarda che coincidenza!!! Con tutti posti che c’erano sei finito “per caso” proprio in questo alberghetto sperduto…in provincia di Napoli…

RENATO: Sì! Lo trovi così strano…

SABRINA: (ironica) Strano? No… per niente!! Come non è strano che ti trovi tutte le mattina al bar sotto casa mia…

RENATO: Ma ti offro sempre cappuccino e brioche!

SABRINA: (ironica) Molto gentile, davvero…. E non è strano che tutte le volte che vado al supermercato ti

trovi sempre appostato dietro il bancone dei surgelati…

RENATO: Sai, mia nonna ama i sofficini…

SABRINA: E quando sei venuto a farti tagliare i capelli dalla mia parrucchiera?

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RENATO: Sì avevo bisogno di una bella sfoltita…

SABRINA: Per non parlare di quando ti ho trovato nella sala d’aspetto della mia estetista!!

RENATO: Ecco… sì… ho il petto molto villoso… volevo farmi una ceretta…

SABRINA: (molto arrabbiata) Tu la devi smettere di seguirmi, di perseguitarmi…

RENATO: Ma io non ti perseguito Sabrina…

SABRINA: Nooo!!! Certo… E quei duecento messaggini al giorno che mi mandi, (con aria schifata) con tutti quei cuoricini, si spediscono da soli vero?

RENATO: E’ un modo per farti capire che ti penso!

SABRINA: Ma tu non mi devi pensare proprio! Io per te non esisto, capito?

RENATO: Dopo tutto quello che c’è stato fra noi…

SABRINA: Ma non c’è stato niente fra noi!

RENATO: Come puoi avere dimenticato quella notte…

SABRINA: Dieci minuti, Renato, dieci minuti!!!

RENATO: Sì… ma mooooltoooo intensi… (con aria da latin lover) Cosa non è successo in quei dieci minuti Sabrina!!

SABRINA: Un bacio…

RENATO: Sì, ma che baaacioooo…

SABRINA: Sulla guancia Renato!!!

RENATO: Sì, ma quello che mi hai detto dopo…

SABRINA: Ti ho detto “sei tanto carino Renatino, ma non sei il mio tipo…”

RENATO: Ecco sì!! (con aria sognante) Mi hai detto che sono… “taaanto carinoooo”… Oh, Sabrina, nessuno mi aveva mai detto una cosa simile… a parte mia nonna!

SABRINA: Ma tu senso dell’ironia proprio zero eh?

RENATO: Sabrina… ho capito subito che tu provavi per me quello che io provo per te.

SABRINA: Credo che tu ti stia sbagliando di grosso Renato…

RENATO: No Sabrina… Io ti amooooo!!! E so che anche tu…

SABRINA: No Renato!! Te lo posso garantire… no!!

RENATO: Ma magari con il tempo…(Sabrina lo guarda malissimo)… conoscendoci meglio…

SABRINA: Credo che sarebbe anche peggio, fidati!

RENATO: Ma io non posso stare senza di te Sabrina!

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SABRINA: Bene, prima o poi ti ci dovrai abituare!! Quindi ti saluto!!

RENATO: Ma dove vai?

SABRINA: (Sabrina è vestita con un pareo) Secondo te?

RENATO: Al mare!

SABRINA: Sei proprio un genio!!

RENATO: E allora… vengo con te!!

SABRINA: Ma neanche per idea…

RENATO: Perché non vuoi che venga con te?

SABRINA: Allora forse non mi sono spiegata bene…

RENATO: (in tono accusatorio e drammatico) Ho capito… tu… mi tradisci… con un altro uomo!!

SABRINA: Tu non stai bene!

RENATO: Ah, allora non lo neghi!! Ti ho scoperta… traditrice!!

SABRINA: Io ti tradirei se noi stessimo insieme… se fossimo una coppia! Ma noi non stiamo insieme Renato!

RENATO: Ma neanche un pochino?

SABRINA: Noooooo!!!

RENATO: Allora lo ammetti!

SABRINA (disperata) Che cosa?!?

RENATO: Che hai un altro uomo! No… perché io non potrei tollerarlo… non potrei sopportare un dolore così grande… (si inginocchia in modo patetico) Sabrina, ti prego, dimmi che non c’è un altro uomo… Dimmelo! Altrimenti mi uccido qui davanti a te!!

SABRINA: L’idea non mi sembra malvagia…

RENATO: Vuoi che mi uccida?

SABRINA: Il fatto è che… non sopporto la vista del sangue…

RENATO: Ti pregoooo Sabrina… dimmi che non c’è un altro uomo…

SABRINA: (esasperata) Calmati Renato!! No… non c’è nessun altro uomo, contento?

RENATO: Lo sapevo, lo sapevo!! Oh, Sabrina… tesoro!! (Fa per baciarla, ma lei lo blocca schifata)

SABRINA: Non ci provare neanche!

RENATO: Però aspetta…. Se non c’è un altro uomo… con chi sei venuta qui?

SABRINA: Visto che mi hai seguita dovresti saperlo… 23


RENATO: Oh no!! Io non ti ho affatto seguita!! Non sono mica uno stalker io!

SABRINA: Ah no? E allora come sai che sono qui?

RENATO: Ecco… l’altro giorno sono casualmente passato dalla tua parrucchiera… dovevo farmi dare un’aggiustatina alla frangetta…mi ha detto che tu venivi qui…

SABRINA: Quella maledetta pettegola! Mai che si facesse gli affare suoi!

RENATO: Allora con chi sei venuta qui?

SABRINA: Non potrei essere venuta da sola?

RENATO: No! La tua auto è dal meccanico!

SABRINA: Anche questo ti ha detto?!?

RENATO: No… questo me l’ha detto la panettiera…

SABRINA: (lo prende a borsettate) Impiccione, ficcanaso che non sei altro…

RENATO: Va bene va bene, hai ragione scusa!! Però…. Ti prego… dimmi con chi sei venuta qui!!

SABRINA (con aria furba) Lo vuoi proprio sapere?

RENATO: Sì!! Anche se sarà dura… saprò farmene una ragione…

SABRINA: Sicuro?

RENATO: Sì…

SABRINA: E va bene… te lo dico… sono venuta qui… con mio nonno!

RENATO (stupito) Con tuo nonno?

SABRINA: Sì!

RENATO: (contento) Con tuo nonno? Oh, tesoro… Sabrina!! Lo sapevo lo sapevo che non mi avresti mai tradito (accenna ad avvicinarsi a lei)

SABRINA: Provaci ancora e ti stendo!

RENATO:  E dov’è ora tuo nonno?

SABRINA: Ecco lui è… (fintamente triste) malato… tanto tanto malato..

RENATO: Oh, mi dispiace Sabrina…

SABRINA:(finge di piangere) Anzi a dire il vero… siamo alla fine!

RENATO: Ma è terribile!!

SABRINA: L’ho portato qui… per fargli trascorrere in serenità gli ultimi giorni che gli sono rimasti… Lui ama molto il mare!

RENATO: Oh Sabrina, hai un animo così sensibile…ma qui il mare si vede solo in fotografie…è a 5 km…

24


SABRINA: (cambia discorso) Ora se mi vuoi scusare, vorrei starmene da sola con il mio dolore.

RENATO: Oh, certo certo. Ma tu volevi andare al mare, con tuo nonno in punto di morte?

SABRINA: Eh?... No… ma che mare e mare! Sto andando in… farmacia, sì… a prendergli una medicina che gli faccia sentire meno il dolore…

RENATO: Oh ma che storia triste. Se posso fare qualcosa per te.

SABRINA: No!!! (raddolcendosi) No… non c’è più niente da fare per lui…(La porta d’entrata si apre. Entrano Nonno Nino e la Nonna cantando una canzone allegra tipo “ A San Tropè… la luna si chiede perché”)

NONNO: (salutandola con la mano mentre balla con la nonna) Nipotina miaaaaa!!!

RENATO: (Stupefatto) Quello… è tuo nonno?

SABRINA: (anche lei stupefatta) Così parrebbe!!

NONNO: Ah, che splendida giornata!! Erano anni che non mi sentivo così bene!! Scateniamoci Sandrina!!

NONNA: Dacci dentro Ninetto mio!! Ninetto detto il nonnetto!(Ricominciano a ballare cantando “San Tropé”)

RENATO (a Sabrina): Ma è un miracolo Sabrina… tuo nonno sta bene!!

SABRINA: Non ti fare ingannare dalle apparenze…sono gli ultimi miglioramenti prima della fine…

RENATO: Ma… guardalo!!! (Il nonno balla scatenato)

SABRINA: (fintamente addolorata) E’… il canto del cigno, Renato!

RENATO: Cosa?

SABRINA: Oh, ma non capisci proprio niente. Sono le medicine, che gli danno ancora qualche momento di euforia, ma poi quando l’effetto sarà svanito… (fa segno che non ci sarà più niente da fare)

RENATO: Ma ne sei proprio sicura…

SABRINA: I medici hanno detto che non c’è più speranza… è una questione di giorni…

RENATO: Povero nonno Nino…

SABRINA: Forse di ore…

RENATO: Oddio no…

NONNO: (avvicinandosi a Sabrina e Renato) Sabrina mia cara, permetti che ti presenti la mia amica Sandra!

NONNA: E’ un vero piacere signorina!

SABRINA: Piacere mio signora Sandra…

NONNA: (A Renato) E tu mummia? Ancora qui stai? Non sarai stato qui a deprimere questa bella signorina con i tuoi piagnistei vero?

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SABRINA: (sorpresa e divertita) Ah quindi lei è…

NONNA: La nonna di “allegria” sì!! Non si direbbe vero? Che una nonna sprint come me debba tirarsi dietro questo musone…

RENATO: Nonna vuoi darci un taglio?

NONNA: Be’ cosa ho detto di male? Non credo che tu sia stato qui a intrattenere Sabrina raccontandole barzellette.

SABRINA: (cercando di salvare Renato dall’imbarazzo) Oh no signora… Devo dire che suo nipote è stato… ecco… sì… tanto carino con me…

(Renato si ringalluzzisce) Ma ora nonno, dobbiamo davvero andare in camera!

NONNO: In camera, ma stai scherzando? Non trattarmi come se fossi un vecchio rimbambito…

RENATO: Ma signor Nino… è per la sua salute!!

SABRINA: (sottovoce) Zitto tu!! Il nonno non sa niente…

NONNA: Per la sua salute? Ma pensa alla tua piuttosto!! (A Sabrina) Erano anni che non conoscevo un uomo così pieno di energia come tuo nonno!! Abbiamo fatto una lunghissima passeggiata sulla spiaggia, poi un bel bagno nel mare…nuota a farfalla, a dorso, a rana, libero…mi sembra un pesce di mare…un pescione…

NONNO: (tutto allegro) E c’erano un sacco di onde… E noi ci tuffavamo in mezzo (fa segno come di tuffarsi) splash splash…

NONNA: Poi ci siamo fermati in un bel ristorantino sul lungo mare…

NONNO: Risotto alla marinara, spaghetti alle vongole veraci, quelle profumate di mare… frittura mista di calamari e grigliata di pesce…e ci siamo riposati anche un poco in una matrimoniale…riposati si fa per dire!!!...

RENATO: (pensando alla salute del nonno) O mio Dio ma è terribile…poteva venirgli un infarto!! (il nonno si gratta)

NONNA: Un bel litro di vino bianco della casa e poi… via di nuovo in spiaggia!

RENATO: Ma avete rischiato un ictus, un aneurisma, sicuramente una congestione… un colpo di sole…

NONNA: Ma te lo do io un colpo sulla testa! La vuoi smettere di fare il beccamorto… Lo scusi eh signorina… non è sempre così!

RENATO: Nonna…

NONNA: A volta è addirittura peggio!! (ride a crepapelle)

SABRINA: Sono davvero contenta che abbiate passato una bella giornata, ma davvero nonno, adesso dobbiamo tornare in camera!

NONNO: Ma scherzi? Adesso andiamo a berci tutti insieme un bell’aperitivo, poi pizzettina e poi… tutti a ballare fino all’alba!

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RENATO: Nooo!!! E’ davvero impossibile!!

NONNA: Ma tu una botta di vita mai eh?

SABRINA: Mi piacerebbe tanto.. davvero… ma nonno… è l’ora della tua pillolina….

NONNO: Che pillolina?

SABRINA: “La” pillolina… (sottolineando il “la”. Si capirà che Sabrina intende la “pillolina blu”…)

NONNO: (con aria furba) Ah… la pillolina…

SABRINA: Non te ne eri dimenticato vero?

NONNO: Certo che no… Sandrina cara, mia nipote ha ragione… a quest’ora devo prendere la mia pillolina e poi devo… ehm… (guarda Sabrina) stendermi un po’.

NONNA: Non preoccuparti Nino!! Effettivamente anch’io mi sento un po’ stanca ora…

RENATO: Sì, anch’io sono un po’ stanco…

NONNA: (prendendolo in giro) E certo! Tu sì che hai avuto una giornata pesante…

RENATO: Nonna!!

NONNO: Allora… a domani!!! (Il nonno esce dalla porta che dà sulle scale)

SABRINA: A domani….

RENATO: (serio) Aspetta Sabrina!! C’è una cosa che non mi è chiara…(Sabrina lo guarda preoccupata, ha paura di essere stata scoperta) Ma tu, non dovevi andare in farmacia?

SABRINA: Oh sìììì, certo!! Che sbadata!!! Senti Renatino, fammi un piacere… non è che ci andresti tu per me?

RENATO: Sicuro Sabrina! Qualsiasi cosa per aiutare tuo nonno, dimmi che cosa devo prendere…

SABRINA: Sì ecco… una confezione di… di… FANCULAX (o fanculax retard)! (si potrebbe mettere per sottofondo Alberto Sordi in “Te c’hanno mai mandato a quel paese…)

RENATO: Fanculax!! Perfetto!! (Sabrina fa per andarsene) In pastiglie o in polvere?

SABRINA: Quello che c’è non ha importanza… anche in supposte…tanto ormai… (fa ancora per uscire)

RENATO: Ma ci vuole la ricetta?

SABRINA: Per il Fanculax? Oh no!! Lo possono prendere tutti… non ci vuole la prescrizione del medico!! (Esce mentre Renato diventa molto triste, la nonna invece sta canticchiando e si muove per la stanza a piccoli passi di danza…)

NONNA: Proprio carina quella ragazza vero? Così a modo…. Così premurosa con il nonno!! Si vede proprio

che è una ragazza seria e dai sani principi!! Mica come le ragazze escort..le cam girls…e altre scemenze…E nemmeno come te, cuore di pietra, che volevi abbandonare la tua povera nonna da sola a casa, indifesa, incapace di badare a sé stessa…astenica, abulica, depressa…

RENATO: Nonna non ricominciare…

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NONNA: E devo dire che anche il Nonno Nino è proprio un bel tipo… così giovanile, allegro, così pieno di energia… si vede proprio che scoppia di salute!! E’ meglio di un trentenne!

RENATO: (scoppia a piangere) Oh… nonna… se sapessi…

NONNA: Ma tu una risata in vita tua mai eh?

RENATO: (sempre piangendo) Nonna io… no… lasciamo stare… non voglio rovinarti questi ultimi momenti di felicità!!

NONNA (al pubblico) Ma chi lo capisce questo?

RENATO: Ora nonna scusami ma devo proprio andare… è una cosa urgentissima… direi una questione di vita o di morte..

NONNA: E dove devi andare?

RENATO: (serio, come se dovesse andare a compiere una missione speciale) Devo andare a prendere il Fanculax nonna... (La nonna lo guarda come se non capisse. Renato esce con passo deciso, orgoglioso della missione che sta per compiere)

(Altra diminuzione luci fino al buio totale e poi lento ritorno della luce)

2° QUADRO

DOLORES E DON GIOVANNI:

E’ sera. La sala dell’hotel è vuota. Entra Dolores.

DOLORES: Giovanni! Giovanni! Ma dove sei finito! Giovanni!

DON GIOVANNI (entra trafelato, ha l’aria molto stanca): Eccomi… eccomi… signora Dolores!

DOLORES: Ma dov’eri?

DON GIOVANNI: Io... stavo andando in camera mia signora Dolores… Gli ospiti si sono ritirati e io pensavo…

DOLORES:… di andare già a dormire? Ma bisogna ancora controllare la dispensa, andare a prendere le damigiane di vino in cantina…

DON GIOVANNI (con l’aria affranta) Va bene… signora Dolores vado…

DOLORES: (lo guarda intenerita) Aspetta… Giovanni!

DON GIOVANNI:  Si... signora?

DOLORES: Ecco… forse tu penserai che io sia un po’ troppo dura…

DON GIOVANNI: Lei dura? Ma no... (fa capire che vuole intendere tutt’altro)

DOLORES… un po’ dispotica…

DON GIOVANNI: Be’ insomma….

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DOLORES: … un po’ arcigna…

DON GIOVANNI: Ecco, forse un tantino…

DOLORES: (con enfasi) Il fatto è Giovanni che il mio cuore… si è indurito… è diventato come di ghiaccio…

DON GIOVANNI: Mi dispiace tanto signora, ora però se non le dispiace… (fa per andarsene)

DOLORES: per la sofferenza, il dolore… capisci Giovanni?

DON GIOVANNI: Sì, signora capisco… però io… (vorrebbe andarsene, ma Dolores lo trattiene)

DOLORES: Vedi Giovanni… questo hotel è tutto ciò che mi rimane…

DON GIOVANNI (ormai rassegnato ad ascoltarla): Sì…signora…

DOLORES: E’ tutto quello che mi resta del mio povero Ettore… (piange. Don Giovanni guarda il pubblico come a dire “cosa mi doveva capitare”)Apparteneva al mio povero marito… Lo manderemo avanti insieme,mi diceva, tu ed io… Ed ora che lui non c’è più... Gestire l’hotel dà un senso alla mia vita. … ed è come se il mio Ettore fosse ancora qui come me… (piange disperata)

DON GIOVANNI: Vedo che porta ancora il lutto signora… deduco che sia passato poco tempo da…

DOLORES: (con enfasi, sempre trattenendo Don Giovanni) Dieci anni! Dieci lunghissimi anni senza il mio Ettore…

DON GIOVANNI: E soffre ancora così…

DOLORES: Terribilmente…

DON GIOVANNI: Sicuramente il vostro matrimonio sarà stato molto felice…

DOLORES: Oh sì… una splendida unione…Cinque meravigliosi anni di fidanzamento… durante i quali il mio Ettore mi ha sempre rispettata! Capisci Giovanni?

DON GIOVANNI (sottovoce) però… che resistenza…

DOLORES: Poi finalmente ci siamo sposati… Un matrimonio meraviglioso, fiori ovunque, l’orchestra che suonava, io nel mio meraviglioso abito bianco… e poi… finalmente, la prima notte di nozze… Ettore non stava più nella pelle…

DON GIOVANNI: (sottovoce) E te credo…

DOLORES (con sempre maggiore enfasi e passioni) Finalmente in camera soli, io e il mio Ettore…

DON GIOVANNI: Signora Dolores, non è il caso che entri nei dettagli…

DOLORES: Io mi tolgo il vestito bianco e tutto il resto e resto lì, nuda, davanti a lui…

DON GIOVANNI: Signora, la prego non è il caso…

DOLORES: Lui mi guarda e… AHHHH…. AHHHH…. AHHH (emette un orribile rantolo… Don Giovanni

la guarda atterrito) Morto!!! Morto sul colpo!!!

DON GIOVANNI (gli viene da ridere ma non lo dà a vedere) Davvero… terribile… 29


DOLORES: E io sono rimasta lì… davanti a lui… come mamma mi ha fatta…

DON GIOVANNI: Nuda…

DOLORES: No… sì, be’ anche… intendo dire… come mamma mi ha fatto…. Intatta!!! Capisci Giovanni?

Illibata!! O che terribile tragedia!!

DON GIOVANNI: (nascondendo il riso) Signora… avrà almeno posto rimedio… in seguito… a questa cosa….

DOLORES: Ma cosa dici Giovanni!!! Dopo il mio Ettore, non c’è più stato nessun uomo… e io mi struggo, mi dispero…

DON GIOVANNI (sottovoce) Per non avergliela data prima!! Lo dico sempre: Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi! Non bisogna arrivare al matrimonio vergini…può essere fatale!

DOLORES: Eppure oggi Giovanni… dopo tanto tormento…. Ecco, oggi… mi è parso di vedere un

bagliore… di sentire un leggero tremito nel mio cuore..

DON GIOVANNI: Signora, non si sente bene?

DOLORES: Oh no, Giovanni… Sono dieci anni che non mi sento così bene! (afferrandogli improvvisamente la mano e portandosela al petto) Tu! Tu Giovanni, per la prima volta, hai fatto di nuovo battere questocuore… Tu Giovanni, così educato, così umile, così servizievole… e anche così… (fa capire che è anche un gran bel pezzo di…) mi hai ricordato tanto il mio buon Ettore…

DON GIOVANNI (sottovoce facendo anche il gesto) Tiè!

DOLORES: (avvinghiandosi a lui) Oh Giovanni!! Consola questo cuore afflitto!! Dai sollievo a quest’anima in pena…

DON GIOVANNI (cercando di sciogliersi dall’abbraccio) No… no… no… (improvvisamente scoppia a piangere con forti singhiozzi) Oddiooo… La mia povera Ernestinaaaaa!! (Piange disperato)

DOLORES: Cosa ti succede Giovanni? Chi è Ernestina?

DON GIOVANNI: (piangendo disperato) Oh, come posso comprendere il suo dolore… anch’io… o povero me… la mia cara Ernestinaaaa!!!

DOLORES: Tua moglie?

DON GIOVANNI: Sìììì!!!

DOLORES: Morta?

DON GIOVANNI: Sei mesi fa… una terribile tragedia… Oh, che sofferenza, oh che dolore… (sempre piangendo in modo enfatico)

DOLORES: Mio povero Giovanni… Ma come potevo immaginare… e di cosa è morta?

DON GIOVANNI (un attimo perplesso) … e di cosa è morta?

DIO: Si… Giovanni, di cosa è morta???

DON GIOVANNI (nuovamente disperato) Un incidente d’auto! Una cosa orribile!!!

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DOLORES: (ne approfitta per abbracciarlo ancora) Vieni qui, mio piccolo Giovanni…

DON GIOVANNI: E la cosa terribile… è che guidavo iooooo!!! Ahhhhh!!! Non potrò mai perdonarmelo!!! Io… io dovevo morire al suo posto… Oh, la mia povera Ernestina!!! (il pianto e la disperazione saranno tanto finti da risultare comici).

DOLORES: Caro Giovanni, fatti consolare dalla tua Dolores…

DON GIOVANNI: Sììì… sìììì….. mi consoli signora Dolores (si pasce sempre più nell’abbraccio) sìììì…

DIO: (in tono di ammonimento) Don Giovanni…

DON GIOVANNI (divincolandosi) No… no… signora Dolores… la ferita è ancora troppo fresca… ovunque io guardi… vedo ancora la mia cara Ernestina che mi guarda… con occhi di rimprovero!! Anch’io adesso guardo lei ma… vedo la mia povera Ernestina… Ora mi scusi signora Dolores, sono molto stanco, è meglio che vada in camera mia…

DOLORES: Ma certo Giovanni… vai e cerca di riposare… Vedrai il tempo guarisce tutte le ferite… Buonanotte Giovanni.

DON GIOVANNI: Buonanotte signora Dolores. (Esce)

DOLORES: Vai vai Giovannino… che ci penserà la tua Dolores a consolare… il tuo… dolore…le tue pene!!

DIO: Caro il mio Don Giovanni, qui la faccenda si fa sempre… sempre più intricata!!

BUIO.

3° QUADRO

CARMEN, DOLORES, FRANCOIS

E’ mattina, Dolores sta prendendo la colazione, è vestita con uno sgargiante abito a fiori, i capelli cotonati, canta un’allegra canzone.

Entra Carmen, l’aria buia, vede la sorella nel suo nuovo “look” e rimane esterrefatta.

DOLORES: Buongiorno sorellina! Dormito bene?

CARMEN: O mio Dio Dolores! Ma cosa ti è successo? Ti è andato a fuoco l’armadio delle becchinerie?

DOLORES: Sciocchina! Ho deciso di fare qualche piccolo cambiamento…

CARMEN: Da zia di Dracula a… sorella di Moira Orfei! Non male come piccolo cambiamento…

DOLORES: Sei la solita insensibile! Ho portato il lutto per tutto questo tempo in segno di rispetto… per il mio povero Ettore!

CARMEN: Sì… la buonanima!!

DOLORES: Il ricordo del mio povero marito mi ha accompagnato ogni momento in questi lunghissimi dieci anni…

CARMEN: Che bella compagnia…

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DOLORES: Finché… (con un mezzo sorriso)

CARMEN: Finché?

DOLORES: Finché ho capito che… avevo versato tutte le mie lacrime… ed era giunto il momento di… tornare a vivere!!

CARMEN: Alla faccia della buonanima! E che cosa… o meglio… chi ti avrebbe spinta a questo cambiamento?

DOLORES: Ehm… nessuno! L’ho fatto solo per me stessa…

CARMEN: (ironica) Certo… certo…

DOLORES: (per cambiare discorso) Tu piuttosto non hai una bella cera…

CARMEN: Infatti… ho trascorso una bruttissima nottata!

DOLORES: Oh mi dispiace…non hai dormito?

CARMEN: No, anzi! Ho dormito benissimo!

DOLORES: E ti lamenti?

CARMEN: Io non sono abituata a… dormire…di notte!!

DOLORES: Ah ah!! Non hai trovato pane per i tuoi denti, eh?

CARMEN: Lasciamo perdere…

DOLORES: Ma nemmeno il timido Renatino?

CARMEN: Senti Dolores… a tutto c’è un limite!

DOLORES: Be’, François lo escludiamo a priori… Non ci resta che… Giovanni! Ah ah!! Non dirmi che Don Giovanni non ha ceduto alle tue grazie…

CARMEN: (con aria di sufficienza) Giovanni… non… non mi interessa ecco!!

DOLORES: Cosa? Quell’adone, quel Dio greco… non ti fa gola neanche un po’?

CARMEN: Non è il mio tipo…

DOLORES (ironica): No certo…

CARMEN: Dacci un taglio Dolores…Voglio un uomo brutto, vecchio, demente…voglio fare del bene…una buona azione…non voglio Giovanni…

DOLORES: Ma chi lo vuole quel marcantonio…

CARMEN: Non provocarmi…

DOLORES: (ad alta voce, prendendola in giro) Non ti ha voluta!! Non ti ha voluta!! Ah ah!! Allora un Dio esiste!!!

DIO: Perché? Ne dubitavate??

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DOLORES: Evvai!! Finalmente un uomo ti ha detto di no!! E bello come Giovanni!! (sempre in tono da presa in giro) E chissàcome mai…

CARMEN: Ti ripeto che Giovanni non mi interessa…

DOLORES: Forse perché ha trovato QUALCUNO che gli interessa più di te (in realtà Dolores si sta riferendo a sé stessa) Qualcuno che soddisfi di più i suoi gusti…

CARMEN: Non mi parlare di gusti…

DOLORES: Qualcuno di più affine… alla sua sensibilità…

CARMEN: Dolores basta…(Si apre la porta. Entra François. E’ allegrissimo)

FRANCOIS: Mai bonjouuuuuuuur!!! Mademoiselles!!! Che splendida giornale!! Il sole brilla, gli uccellini cinguettano!!

CARMEN: (in tono sarcastico)… sì… e il cielo è azzurro…

FRANCOIS: Sììì!!! Il cielo è meravigliosamente azzurro!! (guardando Dolores) Ma chéri, ma che incredibile trasformazione!! Lasciati guardare!! Ma sei divina… sei spettacolare!!

DOLORES: Oh, giusto un piccolo tocco di colore… (alla sorella) Vedi mia cara, c’è qualcuno che mi apprezza!! Non è che per caso sei invidiosa della mia… ritrovata avvenenza?

CARMEN: (ironica) Mia cara, se la tua ritrovata avvenenza è per chi dico io, non farti illusioni, sei sulla strada sbagliata! (Dolores la guarda, non capisce cosa intenda dire la sorella)

FRANCOIS: Su su ragazze non bisticciate! Siete meravigliose tutte e due!! E poi oggi… vedo solo amore e gioia intorno a me!! (A Dolores) Posso avere una tazza di tè mia cara?

DOLORES: Ma certo François!

CARMEN: (il tono di Carmen sarà sempre sarcastico, lei è gelosa perché immagina una tresca tra François e Giovanni) Hai già dimenticato le tue pene d’amore?

FRANCOIS: Pene d’amore? Ah, per quel cicisbeo di Bertrando? Acqua passata mie care!!

DOLORES: Hai conosciuto qualcun altro?

FRANCOIS: Qualcun altro… ma ho conosciuto LUI!!! L’unico, grande vero amore della mia vita!!! (Carmen è sempre più nervosa, è certa che si tratti di Giovanni) L’essere più meraviglioso che ci possaessere sulla faccia della terra!! Un adone… un Dio Greco… In un solo momento ha spazzato via tutti gli altri… Ora so che è lui l’uomo della vita!!

CARMEN: Senti François… non è che stai correndo un po’ troppo? Non vorrei che ti facessi delle illusioni…

FRANCOIS: Illusioni?!? Dopo la meravigliosa notte d’amore che abbiamo trascorso insieme???

CARMEN: Cooooosaaaaaa????!!!!

FRANCOIS: Oh sì, Tesoro!! Abbiamo trascorso dei momenti indimenticabili, abbiamo vissuto delle emozioni così intense… Ah… l’amour l’amour!!!

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DOLORES: (incantata) Oh, come sono felice per te François, ma si può sapere… chi è il fortunato?

FRANCOIS: Ecco… per ora direi che è un’informazione riservata…

DOLORES: mmm… non credo che riuscirai a mantenere a lungo il tuo segreto!! Vado a prepararti il tè!! (Dolores esce)

CARMEN: (arrabbiata) Ma come ti sei permesso? Non hai proprio un minimo di decenza!

FRANCOIS: Ehi, ma cosa ti prende Carmen…

CARMEN: Qui… nel mio albergo… sotto i miei occhi?

FRANCOIS: Ecco… veramente abbiamo fatto tutto in camera mia ma… non capisco Carmen! Da quando sei diventata così bacchettona! Proprio tu poi…che non perdi mai occasione per… (la guarda un attimo, poi capisce) Aspettaun attimo…non dirmi che… (scoppia a ridere) ma come ho fatto a non capirlo subito: Seigelosa!

CARMEN: Io non sono gelosa, solo che non mi sembra corretto…

FRANCOIS: Sì sei gelosa!!! Ah ah!! (poi si ricompone) Scusami, Carmen… non avevo capito che anche tu… be’, insomma, forse avrei dovuto intuirlo… un così bel ragazzo… Ma non è colpa tua Carmen… E’ una lotta ad armi impari!! Insomma… chi potrebbe mai preferire quel bel ragazzo tra me… (pavoneggiandosi) e te… (guardandola con compassione) Andiamo Carmen… sei una… una… donna!!!

CARMEN: Accidenti a te François!! Nessuno mi aveva mai rifiutata in tutta la mia vita!! A parte te… ovviamente… ma tu sei un caso lampante!! Ma lui… lui…

FRANCOIS: Non ti avvilire Carmen…

CARMEN: Se non fossi arrivato tu… sarei riuscita, con ogni mezzo, a cambiarlo!

FRANCOIS: Non ne sarei tanto sicuro mia cara…

CARMEN: Rubauomini a tradimento che non sei altro!!!

FRANCOIS: Su… Carmen… smettila di rosicare!! Anche se devo ammettere che per te… è stata una bella perdita! (Scoppia nuovamente a ridere. Carmen gli tira addosso qualcosa)

CARMEN: Sparisci François!! Non voglio vederti più!!!

FRANCOIS: Andrò a prendere un bellissimo mazzo di fiori per il mio… amato!!! A frappe’ Carmen!!! (esce)

BUIO

4° QUADRO

DON GIOVANNI E ANGELICA

Entrano Don Giovanni e Angelica, hanno in mano della legna, che vanno ad appoggiare vicino al caminetto.

DON GIOVANNI: Grazie Angelica per avermi aiutato…

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ANGELICA: Figurati Giovanni… so quanto è dura la vita del garzone… e so anche che Dolores è un capo esigente, per usare un eufemismo… Ma adesso Giovanni, ti meriti un po’ di riposo… Siediti, ti porto un bel bicchiere di vino.

DON GIOVANNI: Grazie Angelica ma è meglio di no, se arriva la signora Dolores sono rovinato!

ANGELICA: Le dirò che ti ho concesso io cinque minuti di pausa. Su Giovanni, siediti, riposati un attimo (nel frattempo va a versare un bicchiere di vino che porterà a Giovanni).

DON GIOVANNI: Sei davvero gentile Angelica…

ANGELICA: Mi sembra il minimo…

DON GIOVANNI (guardandola con tenerezza) Sei sempre così gentile con tutti…

ANGELICA: La gentilezza dovrebbe essere il modo naturale di vivere, e non l’eccezione!

DON GIOVANNI: (sorride) E poi sei sempre così allegra… si vede proprio che sei una persona felice!

ANGELICA (si rabbuia un momento, poi con un sorriso malinconico) Oh Giovanni, sapessi invece che peso porto sul cuore…

DON GIOVANNI: Tu… un peso sul cuore…

ANGELICA: Sì Giovanni… io…. Io… oh no, non voglio rattristarti con i miei problemi…

DON GIOVANNI: Ma no Angelica, davvero, me ne puoi parlare se vuoi…

ANGELICA: Giovanni io… io… sono innamorata!! Perdutamente innamorata!!

DON GIOVANNI: (leggermente ironico) Ah capisco… pene d’amore… E lui… non ti contraccambia?

ANGELICA (illuminandosi) Oh no, anche lui mi ama… moltissimo… assaissimo!!! Ma è dovuto partire… e non so quando tornerà… (rattristandosi) Mi manca terribilmente…

DON GIOVANNI: (leggermente ironico) Eppure… non sembri affatto triste Angelica, sei sempre così allegra e sorridente…

ANGELICA: Perché amo! E il solo fatto di provare tanto amore dentro di me, mi fa sentire grata e felice, e mi dà la forza di superare i momenti in cui mi sento sola… E poi sono certa che tornerà da me! Non so quando ma so che tornerà… E io continuo a pensare a quel momento, a quando lo vedrò entrare dalla porta e gli correrò incontro…

DON GIOVANNI: (sempre leggermente ironico) Sei proprio una sognatrice Angelica…

ANGELICA: Sì… sono una sognatrice! E so che i sogni, se ci credi davvero, prima o poi si realizzano! Non bisogna abbattersi se la vita ora non è come la vorremmo, ma sperare sempre, con la certezza che i nostri desideri prima o poi si avvereranno… e io sono sicura che prima o poi Pasqualino varcherà quella soglia e…

DON GIOVANNI: Chi?

ANGELICA: Pa..pasqualino sì!! Il garzone… che c’era prima di te!

DON GIOVANNI: Be’, mi sembra che non ci abbia pensato due volte ad andarsene a gambe levate…

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ANGELICA: Ma perché le mie sorelle lo facevano impazzire…. Dolores lo faceva lavorare senza tregua,

Carmen gli si trusciava continuamente addosso come una gatta morta…

DON GIOVANNI: Eh sì… capisco! Ma dimmi Angelica… ora che Pasqualino non c’è e non si sa quando tornerà… (facendosi suadente)… se un bel giovane ti si avvicinasse sorridendoti… (le si avvicina con un sorriso seducente)

DIO: Attento… Don Giovanni!!

DON GIOVANNI:… ti dicesse che sei una delle ragazze più incantevoli che hai mai conosciuto…

DIO: Don Giovanni!!

DON GIOVANNI: … e magari ti facesse una carezza… così (le accarezza dolcemente il viso)

DIO: Don…

DON GIOVANNI: E che diamine Vostra Interferenza!!! Questa volta sono IO a mettere alla prova LEI, voglio vedere quanto saprà resistere in nome “dell’amore”! Quindi… lasciatemi lavorare! (si rivolge di nuovo ad Angelica la quale non si sarà accorta della conversazione don Dio). Cosa faresti,Angelica…

ANGELICA (prima imbarazzata per le “avance” di Don Giovanni, poi riacquistando sicurezza e sorridendo) Ringrazierei il bel giovane per le attenzioni,gli direi che ne sono lusingata ma che… il miocuore appartiene ad una altro uomo! (allontana la mano di Don Giovanni).

DON GIOVANNI: Il cuore ma… il resto?

ANGELICA: Anche il resto Giovanni!

DIO: Ben ti sta Don Giovanni!!

DON GIOVANNI: (scoppia a ridere) Ah… l’amore l’amore…

ANGELICA: Non ridere del mio amore Giovanni!! L’amore è ciò che mi fa sentire viva, che mi fa guardare con gioia ogni cosa che mi circonda, che mi fa provare affetto per le persone, che mi fa voler essere gentile con loro… Se gli uomini capissero che è l’amore il vero desiderio della loro anima e l’unica vera fonte di gioia… come potremmo essere tutti felici! E ci guarderemmo sorridendoci e desiderando solo il bene dell’altro… Com’è misera la vita di chi non sa amare… (Don Giovanni si fa improvvisamente serio, quasi commosso dalle parole di Angelica)… E tu… e tu… non dovresti nascondere il tuo amore… DonGiovanni!!! (Corre via… Don Giovanni resta paralizzato)

DON GIOVANNI: Aspetta Angelica! Come mi hai chiamato?

DIO: (ironico) Don Giovanni… credi di avere l’esclusiva? Guarda che non parlo solo con te!

5° QUADRO

NONNO, NONNA, RENATO

Entrano dalla porta che dà sull’esterno il nonno e la nonna. Sono euforici.

NONNO E se io dico… (cantando) Rose roooosseee per te…

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NONNA: Ho portato staseeeraaaa!!!

INSIEME: E il mio cuore lo saaaa…. Cosa voglio da teeeeeee!!!

NONNO: Questa è più difficile… (canta) Il maaaareeeeeee…

NONNA: (Canta) E’ la voce del mio cuooooreeeee….

INSIEME: E’ la voce del mio cuor… che ci unisce ancoooooraaaaaa!!!

NONNO: Sei un portento Sandrina!

NONNA: Ma scherzi? Sono cinquant’anni che frequento le balere… Le so tutte!!

NONNO: Una mazurca Madame?

NONNA: Avec plaisir Monsieur! (Ballano cantando “è la mazurca di periferia, senza pensieri, tutta allegria”….Poi pian piano si guardano negli occhi)

NONNO: Sai Sandrina… è da tanto che non mi sentivo così… così…

NONNA: Felice?

NONNO: Sì!! Felice e … a mio agio con una persona!! Tu mi capisci subito Sandrina, abbiamo gli stessi gusti! Se io dico Coppi tu dici…

NONNA: Bartali!

NONNO: Se io dico Paolo Panelli tu dici…

NONNA: Bice Valori!

NONNO: Se io dico Hemphry Bogard tu dici…

NONNA: Lauren Bacall… (un po’ spazientita) Abbiamo capito Nino…

NONNO: Ecco vedi? Fra noi c’è un’alchimia perfetta… una chimica irresistibile…

NONNA: Be’… sì… devo ammettere che anch’io…

NONNO: (la abbraccia con passione e in modo teatrale) Sandrina… Sandrina io….io…. (la mette in

posizione di casché, fa per baciarla quando la porta che dà sulle scale si apre. Entra Renato. RENATO : Oh Buongiorno!! (li guarda un attimo sorpreso) Ho interrotto qualcosa? NONNA: (imbarazzata) No… no… figurati! Siamo appena rientrati da una passeggiata… RENATO: Davvero? Avete fatto benissimo!! Oggi è davvero una magnifica giornata!! NONNA: Oddio Renatino!! Non ti senti bene? Hai la febbre? Fammi sentire… RENATO: Ma cosa dici nonna! Sono semplicemente… felice!!

NONNA: Felice tu? Allora non stai proprio bene… devo cominciare a preoccuparmi…

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RENATO: Sto benissimo nonna! E come non si potrebbe stare bene quando il mondo è così… così meraviglioso!!!

NONNA:  Meraviglioso… non hai mai usato questa parola da quando sei nato…

RENATO: Ma nonno Nino… (nonno Nino lo guarda un attimo preoccupato) Che splendida cera! La trovo benissimo!

NONNO: In effetti non sono mai stato meglio.

RENATO: Ma davvero!!! Anche senza il Fanculax?? Che meraviglia!!! (lo abbraccia con trasporto)

NONNO: (alla nonna, sottovoce) Secondo me tuo nipote… (fa segno che è matto)

RENATO: Ero così preoccupato!! L’ho cercato dappertutto!! Sono stato in tutte le farmacie della costa!

NONNA: Cercato…cosa?

RENATO: Ma il Fanculax!!! Deve essere una medicina molto rara, non lo conosceva nessun farmacista. Anzi… devo dire che qualcuno è stato anche cafone, mi ha cacciato via a male parole!!

NONNO: (sottovoce alla nonna) Non c’è dubbio… è davvero suonato!

RENATO: E così sono tornato a notte fonda… sono andato subito a bussare alla camera di Sabrina e… e….

NONNO: e….

RENATO: Be’, ecco è successo che…(Entra Sabrina)

SABRINA:  Buongiornoooo nonni!!!! Dormito bene?

NONNA: Benissimo, mia cara!! Oh, sei davvero splendida! Anche tu hai dormito bene?

SABRINA: (in tono sempre un po’ malizioso) Dormito… be’… ecco… non tanto…

NONNA: Oh, mia cara mi dispiace…

SABRINA: Non si preoccupi… ci sono abituata… E poi… (in tono malizioso a Renato) non sono l’unica ad aver dormito poco, vero Renatino?

RENATO: (imbarazzatissimo) Ecco… io… non ricordo…

NONNA: Non ricordi sei hai dormito questa notte?

RENATO: E no… volevo dire… ero un po’ distratto… da…

SABRINA: E dai… Renatino… non c’è nulla di cui vergognarsi… mio bel puledrone…

NONNO: Sabrina? Mah…

NONNA (al nonno) Vuoi vedere che questi due…(Come controscena Sabrina continua a fare delle moine a Renato)

NONNO: In effetti questa notte non sono andato in camera di Sabrina…

NONNA: Perché? Tu vai in camera di tua nipote di notte?

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NONNO: Ah… sì… per… per raccontarle una favola! L’ho abituata quand’era piccola ed ora… se non le racconto una favola non riesce ad addormentarsi!

NONNA: Oh, che nonno premuroso che sei!!

SABRINA: Nonni! Noi usciamo a fare una passeggiata!! Renatino e io… abbiamo molte cose da dirci!! A dopo!!

RENATO: Ciao Nonna! Ciao nonno Nino!! (Escono)

NONNA: (euforica) Oh mio Dio!!! Si sono fidanzatiiiiiiiii!!!

NONNO: (un po’ sconsolato) E va be’… prima o poi doveva succedere…

NONNA: Ma non sei contento? Guarda che mio nipote è un bravissimo ragazzo eh? Sì ecco, magari, non è un vulcano di simpatia… però… serio, volonteroso, onesto… vedrai che quei due saranno molto felici insieme!

NONNO: Se lo dici tu…

NONNA: Ma certo! Fidati della tua Sandrina… io capisco subito quando nasce un amore!! E a questo proposito (questa volta lo abbraccia lei) dove eravamo rimasti?

NONNO: (cantando) Besame… besame mucho…

NONNA: Come si fueres esta noche la ultima…(Ballano abbracciati, le luci sfumano) BUIO.

6° QUADRO

(Entra Dolores concitata)

DOLORES: Giovanni! Giovanni! Ma dove ti sei cacciato!

CARMEN: Giovanni!! Giovanni!! Sei qui? (Si guardano un attimo in silenzio, imbarazzate.)

DOLORES: Ah… lo stai cercando anche tu!

CARMEN: Credi di essere l’unica a potergli dare degli ordini? Ah, in questo nessuno ti batte!! Sicuramente sarà andato a nascondersi da te… lo fai sgobbare come un mulo dalla mattina alla sera!

DOLORES: Ma senti! E tu invece per cosa lo stavi cercando… sicuramente per saltargli addosso, assatanata che non sei altro! Povero Giovanni, avrà sentito la tua voce e se la sarà data a gambe….

CARMEN: Ma come ti permetti!! Il mio rapporto con Giovanni è… di altra… natura…

DOLORES: Ah ah!!! Ti rode eh? Che il bel Giovanni non sia caduto tra le tue sgrinfie… Chissà come mai!! (Si pavoneggia, pensa che in realtà Don Giovanni sia interessato a lei). Giovanni è un ragazzo sensibile, cheha sofferto molto, e sicuramente non sa cosa farsene di una mangiauomini come te…

CARMEN (improvvisamente capisce) Ahh!! Ma tu credi che… (ride divertita) Ah ah!! Povera illusa!!

Questa è proprio bella!! Tu credi che lui… e te… Ah ah!!!

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DOLORES: Embè! Cosa ci sarebbe di strano? Guarda che non sono per niente male sai? E so ancora come si fa a far stare bene un uomo!!

CARMEN.: Tuuuu!! Ma se non hai mai…tromb…suonata la tromba! Non hai pratica…esperienza…

DOLORES: Oh insomma questi sono dettagli… Tu sei gelosa perché Giovanni ha preferito me a te!

CARMEN: (ridendo a crepapelle) Sei davvero uno spasso Dolores…

DOLORES: Ma insomma cosa ci trovi di così divertente?

CARMEN: Che Giovanni non sceglierà mai te, mai!

DOLORE: Ne sei proprio sicura?

CARMEN: Mai stata più sicura in vita mia!

DOLORES: Ti credi tanto superiore a me?

CARMEN: (rabbuiandosi) Lui non sceglierà mai né te… ne me…

DOLORES: Ma cosa stai dicendo?

CARMEN: No sorellina mia… dobbiamo ammettere la nostra sconfitta… Lui ha scelto…(Entra François)

FRANCOIS: Voilà les fleurs pour mon amour!!!!

CARMEN: Ecco… lui!

DOLORES: Coooooosaaaaa?

FRANCOIS: Mie chérie! Vi vedo un po’ cupe!! Su, su con la vita!! La vità è joie, la vita è amour!!!

DOLORES: Ma non capisco… che cosa succede?

CARMEN: Ma non ti è ancora chiaro?

FRANCOIS: Cosa?

CARMEN: Che Giovanni e François…

DOLORES: Giovanni e François… cosa???

CARMEN: Tesoroooo!! Devo farti un disegnino?

DOLORES: Giovanni e François? (scoppia a ridere) Ma non è possibile! Ti sbagli di grosso!

FRANCOIS: Purtroppo sì… mia cara ti sbagli di grosso!!

CARMEN: Come mi sbaglio?

FRANCOIS: Ecco… volevo dire… non che non ci abbia fatto un pensierino… ma… non è Giovanni il mio nuovo amore!

DOLORES: Ma certo che non poteva essere Giovanni!! (A Carmen) Ma che idee ti saltano in mente?

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CARMEN: Ah, non è Giovanni? E allora chi cavolo è?? (Si apre la porta dell’ingresso. Entrano Sabrina e Renato. Renato appena vede François si illumina).

FRANCOIS: Mon amour!! Sei arrivato finalmente!!! (Gli porge i fiori)

RENATO: François… come mi sei mancato!! (Si abbracciano)

SABRINA: E pensare che non si vedono da solo mezz’ora… questo è amore! (Si sentono da fuori delle voci che cantano “Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare”. Entrano il nonno e la nonna)

NONNO E NONNA: Buongiorno a tutti!!! Abbiamo una notizia sensazionale da darvi!! (poi vedono la scena e si bloccano)

NONNA: Ahhhhhhh!! Ma cosa succede qui!!! Cosa stai facendo Renato!!! (Ha un mancamento, cade tra le braccia del nonno)

RENATO (restando abbracciato a Francois): Ciao Nonna! Buongiorno Nonno Nino!

NONNO: Ma figliuolo! Ti senti bene?

RENATO: Mai stato meglio grazie! E anche lei nonno Nino ha un ottima cera! Non sembra proprio che stia per morire…

SABRINA: Zitto! Ma cosa stai dicendo! (La nonna che aveva un attimo ripreso fiato, crolla di nuovo.)

NONNA: O mio Dio!! Come?? Per morire…

RENATO: Be’… ecco volevo… dire… che magari Sabrina si è sbagliata…

NONNO: Sabrina? Ma cosa cavolo sei andata a dire? Io non sto per morire!

NONNA: Non stai per morire vero?

NONNO: Ma no! Almeno… credo! Sabrina… tu sai qualcosa che io non so?

SABRINA: No, nonno stai benissimo… quel cretino deve avere capito male quello che ho detto!

RENATO: Ma mi hai mandato a prendere il FANCULAX!

NONNA: (crolla ancora) Oh… no… ancora con questo Fanculax!

FRANCOIS: (a Renato in tono suadente) E per fortuna che c’è stato il Fanculax… tesorino mio!

RENATO: (guardando teneramente Francois) Già… Galeotto fu il Fanculax!!

NONNA: No… io non credo proprio di sentirmi bene…

SABRINA: Eh… già… tutta colpa del Fanculax…

NONNO: Ma si può sapere che cosa state blaterando!

RENATO: Ma certo! La medicina per lei… nonno Nino!!

NONNO: Che cosa?

SABRINA: Lascia perdere, non complicare le cose!

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RENATO: Ho girato tutta la notte per…

SABRINA: Sì… questo lo sappiamo, vai al dunque!

RENATO: Ecco, quando sono arrivato in albergo… ero stanco… sono salito al primo piano… ho bussato alla camera di Sabrina per darle il Fanculax, per il nonno, solo che…

FRANCOIS: Ha sbagliato camera… ed ha bussato alla mia porta!!

RENATO: E lì…

FRANOIS: E li…

NONNA (distrutta) E… li???

RENATO: E’ stato amore a prima vista nonna! Non mi ero mai sentito così in vita mia!

NONNA: Amooooreeeee???? Ma come fai ad esserti innamorato di questo… coso…

FRANCOIS: Con tutto il rispetto signora io sono uno stimato stilista!

NONNA: Non mi importa un cavolo di chi sei tu! Renato si doveva sposare con Sabrina!

SABRINA:  E questo chi l’avrebbe deciso?

NONNA: Ma sono mesi che è innamorato pazzo di te!! Non faceva altro che parlare di te, ti tempestava di messaggi, ti pedinava…

NONNO: Cosaaaaa???

RENATO: Acqua passata…

NONNO: Ehi, aspetta un attimo… cosa facevi tu alla mia… nipotina?

SABRINA: Lascia perdere…

NONNO: Brutto depravato!

SABRINA: Non è il caso, non complichiamo ulteriormente le cose… Guardalo adesso!

NONNA: Meglio depravato per una donna che… che… Oddio non riesco neanche a dire questa parola!

RENATO: Vuoi dire “felice” nonna? Sì, perché io con François mi sento felice!

SABRINA: Posso confermarlo! Hanno trascorso una notte davvero strepitosa…

NONNA: Oddio… e tu li hai pure sentiti!! E non hai fatto niente!!

SABRINA: E che cosa dovevo fare? Unirmi a loro?

FRANCOIS: Oh, per carità… che orrore!

SABRINA: Stia tranquilla nonna Sandrina! Credo che ora Renato avrà trovato finalmente chi calmerà i suoi bollenti spiriti!

RENATO: Mi perdoni Sabrina?

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SABRINA: Perdonarti? E per cosa?

RENATO: Per averti illuso! Prima ti ho professato tutto il mio amore e poi ti ho tradita così!

SABRINA: (ironica) Me ne farò una ragione Renato! Che ci vuoi fare? All’amore non si comanda!

NONNO: Brava! All’amore non si comanda!

NONNA: Io comunque continuo a non sentirmi bene…

RENATO: Su, su nonna… sono sicura che con Francois andrai molto d’accordo!

FRANCOIS: Ma certo! Con una nonna così… charmant... così giovanile!! Ma Renatino… sei sicuro che sia tua nonna e non… tua sorella?

NONNA: (riprendendosi) Ohhh… be’… non esageriamo….

FRANCOIS: Ma lei è meravigliosa chérie! Pelle liscia come una pesca, portamento da mannequin… ho già in mente un paio di abiti che potrei disegnare per lei!

NONNA: Ma dice sul serio? Che tesoro? Guardi, a me piacciono molto i colori sgargianti, poi vorrei un bel decolté qui e…

RENATO: Eh, aspettate un attimo! Ma voi non dovevate darci una notizia sensazionale?

NONNA: Oh, be’… magari ora non è il momento…

FRANCOIS: Ma no, ma no, dite dite…

NONNO: Be’… ecco… sì in effetti… ehm… volevamo dire che…

SABRINA: Su nonno! Non essere timido!

NONNO: che… ecco…

NONNA (euforica, prendendo coraggio) Che io e nonno Nino ci siamo innamorati e vogliamo sposarci!

RENATO: Cosaaaa? Ma nonna sei impazzita?

FRANCOIS: Renatino, su, non fare il bacchettone!!!

RENATO: Ma sono… anziani!

FRANCOIS: E tu sei gay! Non siete proprio la famiglia del mulino bianco!

NONNO: Senti bamboccio! Noi non siamo anziani… siamo… diversamente giovani, capito?

NONNA: Già e dentro siamo molto ma molto più giovani di te!

FRANCOIS: Ben ti sta amore!

RENATO: Ma vi siete appena conosciuti!!

SABRINA: Perché tu e François no eh?

RENATO: Sì ma… oddio… pensare a mia nonna che fa certe cose….

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NONNA: Scusa… e pensare a quello che fai tu con François… con tutto il rispetto eh? Che poi mi stai proprio tanto tanto simpatico!

SABRINA: Insomma alla fine qui l’unica che è andata in bianco sono io…

CARMEN: Ehm… non è l’unica, signorina Sabrina!

FRANCOIS: E’ vero!! Eravamo tutti così presi dai nostri amori che non abbiamo pensato a…

TUTTI INSIEME: Giovanni!!!! (Entra Angelica, molto preoccupata.)

ANGELICA: L’ho cercato dappertutto… Non c’è più! Giovanni se n’è andato!

DOLORES: Ma come…. Così, senza dire nulla? Senza dirmi neanche addio? Povero Giovanni… forse non

ha sopportato il dolore…

CARMEN: Quale dolore? Il mal di schiena da tanto lo facevi lavorare?

DOLORES: Ma cosa dici? Il terribile lutto che sta portando…

FRANCOIS: Oh, povero caro… quale lutto?

DOLORES: La perdita della moglie…

CARMEN: Cosa?

DOLORES: Ma certo! Questo è l’unico motivo per cui ancora non si sente pronto a legarsi con me… il dolore è ancora troppo forte. Ma come lo capisco… io per il mio Ettore anni interi ho pianto!

CARMEN: (Scoppia a ridere) Questo ti ha raccontato! Ah, che fervida fantasia!

DOLORES: Ma come puoi pensare che non sia vero? Chi si inventerebbe mai una scusa simile?

CARMEN: Chi è capace di inventarsi di essere… gay!!

DOLORES: (Scoppia a ridere) Si è inventato di essere gay… per non venire a letto con te! Ah ha!!! Ma allora Dio proprio esiste!

DIO: Ripeto: su questo non c’è dubbio!!

CARMEN: C’è poco da ridere carina. Ci ha ingannate tutte e due!

DOLORES: Già… quel farabutto… imbroglione!

ANGELICA: Non vi passa neanche per la testa che forse ve lo siete meritato?

CARMEN: Ma come ti permetti? Nessuno può osare mancarci di rispetto!

ANGELICA: Se magari foste un po’ voi più rispettose nei confronti degli altri! Non aveva forse il diritto Giovanni di dirvi di no? Ma essendo alle vostre dipendenze, non ha avuto il coraggio di contraddirvi!

DOLORES: Ah certo! Ma il coraggio di piantarci in asso senza neanche un preavviso l’ha avuto eccome!

CARMEN: Ed ora eccoci di nuovo al punto di partenza: sole e senza aiuto! (Si apre la porta. Entra Don Giovanni.)

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DON GIOVANNI: Buongiorno mie belle signore! Accidenti, riunione dell’hotel? Ci siete proprio tutti!

CARMEN: Accidenti a te Giovanni! Dove sei stato!?

DOLORES:  Ci sono un sacco di lavori da fare!

DON GIOVANNI: Calme… calme… signore!! Innanzitutto (guardando le coppie che si sono formate)… vedo che ci sono delle belle novità! Ne avevo avuto il sentore, girando e rigirando su e giù per l’albergo e vi faccio le mie congratulazioni! Direi che tutti e quattro, non potevate fare scelta migliore!

DOLORES: Bando ai convenevoli Giovanni! Ci devi parecchie spiegazioni!

GIOVANNI: Quali spiegazioni… (le guarda in tono malizioso, come a dire che è meglio non rivelare oltre) Non c’è nulla da spiegare! Sono andato in paese a fare una commissione!

ANGELICA: Quale commissione?

DON GIOVANNI: Una commissione davvero importante… forse la più importante! (Fa un cenno a qualcuno fuori della porta. Entra Pasqualino).

ANGELICA (raggiante) Pasqualino!

PASQUALINO (correndo ad abbracciarla) Angelica!

ANGELICA: Sei tornato amore mio!

PASQUALINO: Non potevo vivere senza di te Angelica!

DOLORES: Non mi sembra che tu sia tornato proprio “spontaneamente”…

PASQUALINO: Sono sempre stato in paese, non me ne sono mai andato. Ogni giorno volevo tornare da te, ma come fare? Ero senza un lavoro, sapevo che avevate già preso un nuovo garzone, e pensavo che tu mi odiassi…

ANGELICA: Io odiarti? Ma come potrei? Con tutto quello che hai dovuto sopportare (guarda le sorelle) per amor mio.

PASQUALINO: Non avrei mai dovuto andarmene!

ANGELICA: E invece hai fatto bene! Non potevi permettere che ti trattassero in quel modo!

CARMEN: Ma ora abbiano un nuovo garzone… e qui non c’è più posto per te.

DON GIOVANNI: Avevate, mie belle signore! Perché io, seduta stante, do le mie dimissioni!

DOLORES: Ma non puoi!

DON GIOVANNI: Non mi sembra di aver firmato nessun contratto! E tra l’altro non ho percepito ancora nessuna paga da voi!

CARMEN: Sì…ma… non puoi andartene! Come faremo senza di te!

DON GIOVANNI: Avete di nuovo un valente garzone! Che da ora in poi però tratterete con tutti i riguardi, perché… da quanto ho capito… diventerà uno di famiglia!

PASQUALINO: Sì… Angelica! Vorresti diventare mia moglie?

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ANGELICA: Con tutto il cuore!

DOLORES: Un garzone come cognato io non lo voglio!

ANGELICA: Ah sì? E allora adesso i mestieri li fai tu cara, e vai anche a fare la spesa e a prendere la legna e…

DOLORES: E va bene, va bene, ho capito…

ANGELICA: Diventerò tua moglie e tu non sarai più un garzone! Ci aiuterai a mandare avanti l’hotel ma non dovrai più sgobbare come prima! Prenderemo altro personale perché possiamo permettercelo… vero sorelle?

CARMEN: Ma il personale costa!

ANGELICA: Vero sorelle?

DOLORES: E va bene!

ANGELICA: Allora affare fatto! Ma tu Giovanni… resterai con noi vero?

DON GIOVANNI: Io? Be’… io… (Rombo di tuono. Tutti restano immobili. Solo Don Giovanni può sentire e parlare.)

DIO: Allora… Don Giovanni! E’ un po’ che non ci sentiamo!

DON GIOVANNI: Vostra Dimenticanza! Qual buon vento?

DIO: Vento di pace, direi! Allora… siamo giunti alla resa dei conti!

DON GIOVANNI: Il periodo di prova è… finito?

DIO: Credo di avere visto abbastanza, Don Giovanni!

DON GIOVANNI: Oh, vostra Lungimiranza! E qual è il vostro verdetto?

DIO: Hai rispettato i patti Don Giovanni… Certo, con qualche aiutino da parte mia…

DON GIOVANNI: Sì sì, grazie vostra Benevolenza…

ULTIMA PARTE - PRIMO FINALE (se non gradito c’è , a scelta, un secondo finale) DIO: Ma soprattutto, credo che tu abbia anche imparato qualcosa… o sbaglio? DON GIOVANNI: … sull’amore? Vostra Amabilità?

DIO: Proprio così Don Giovanni? Sull’amore! Credi ancora che sia solo per gli sciocchi e gli illusi?

DON GIOVANNI: No… vostra Bontà… no! Credo che l’amore vero esista, che esista la fedeltà e la sincerità tra le persone…

DIO: Bravo Don Giovanni, bravo!

DON GIOVANNI: Ecco… è cosa rara… non si trova molto spesso, ma esiste!!

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DIO: E che cavoli Don Giovanni! Sempre a polemizzare!

DON GIOVANNI: Scusi, vostra Bellezza, scusi…

DIO: E quindi Don Giovanni ho deciso che…

DON GIOVANNI: che…

DIO: che… (parte una musica celestiale)  che ti schiuderò le porte del Paradiso!

DON GIOVANNI: (entusiasta) Davvero vostra Beatitudine?

DIO: Sì, Don Giovanni! Ora puoi salire: il Paradiso ti aspetta!

DON GIOVANNI: Che faccio… salgo?

DIO: Sali, Don Giovanni, Sali! Su, forza, un piede dopo l’altro!

DON GIOVANNI: (titubante) Ma così… solo per curiosità…. Che cosa si farebbe poi in Paradiso, vostra

Onnipotenza?

DIO: O bella, Don Giovanni! Ma che domande sono? Lo sanno tutti che cosa si fa un Paradiso!

DON GIOVANNI: Sì, ecco, più o meno. Ma così, tanto per capire… nello specifico?

DIO: Be’, dunque, si canta…

DON GIOVANNI: Ah, bello! E poi?

DIO: E poi, vediamo, ah sì! Ci si sorride!

DON GIOVANNI: Ah, piacevole… e poi?

DIO: E poi, dunque, vediamo… si canta, ci si sorride e…. e… e che diamine Don Giovanni! Si prega, no?

DON : Ah certo… e poi?

DIO: E che altro vuoi Don Giovanni! Siamo in Paradiso! Cosa altro vuoi che si faccia!

DON GIOVANNI (un po’ deluso) No ecco… pensavo… sinceramente… che ci fosse un po’ più di vita!

DIO: Don Giovanni? Stai forse avendo dei ripensamenti? Dopo tutto quello che mi hai fatto fare? Ma lo sai che ho litigato con San Pietro?

DON GIOVANNI: Mi dispiace tanto vostra Litigiosità, ma ecco… visto che mi sono comportato bene… non è che potrei chiedervi un ultimo favore?

DIO: Ancora? Ma che altro vuoi Don Giovanni? Su, dai, fai presto!

DON GIOVANNI: Non è che mi potrebbe concedere, se non è troppo disturbo… di restare qui ancora un altro po’?

DIO: Ancora un altro po’ sulla Terra? E per fare cosa?

DON GIOVANNI: Vostra Immensa Comprensione… queste povere donne…

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DIO: Ecco, ci risiamo…

DON GIOVANNI: Ma le avete viste? Sono distrutte all’idea che vada via!

DIO: Che spirito caritatevole…

DON GIOVANNI: Ma Vostra Intelligenza… Mi avete fatto voi così!

DIO: E mannaggia a me e al giorno che ti ho creato!

DON GIOVANNI: Devo farle felici Vostra Bontà! Volete che le lasci qui a disperarsi…

DIO: Be’, in effetti…

DON GIOVANNI: Potrei mai io essere felice in Paradiso pensando che quelle poverine…

DIO: Sì, sì va bene Don Giovanni… ho capito! Ti concederò di stare ancora… un anno sulla Terra!

DON GIOVANNI: Vi ringrazio Vi ringrazio Vostra Illuminosità!

DIO: Ehi… aspetta un attimo! Ma se resti qui sulla Terra per fare… quello che vuoi fare… tornerai a peccare!

DON GIOVANNI: E vabbe’, pazienza…

DIO: E non potrai più venire in Paradiso!

DON GIOVANNI: Me ne farò una ragione Vostra Intuizione!

DIO: Diavolo di un Don Giovanni!! Pensavi di fregarmi eh?

DON GIOVANNI: Ma buon Dio… io farvela a Voi? Andiamo!

DIO: E va bene Don Giovanni, ho capito… Tu dal mio amico El Diablo non ci stai così male vero?

DON GIOVANNI: A dire il vero… be’… non ci si annoia mica sapete? Si fanno delle feste con musica pazzesca, un rock da sballo, e poi c’è un sacco di gente simpatica con cui chiacchierare e poi.. be’… capirete anche voi che… (fa capire che si fa all’amore)

DIO: E va bene Don Giovanni! E allora… te ne starai qui per un anno e poi (con tenerezza) potrai tornare a casa.

DON GIOVANNI: (capisce che Dio sapeva già tutto) Ma mio buon Dio… voi… voi… lo sapevate già fin dall’inizio?

DIO: Ma senti un po’, con chi credi di avere a che fare? Con un principiante? Sono del mestiere ragazzo mio… già da un po’!

DON GIOVANNI: Diavolo di un Dio!!!

DIO: Ah ah questa è bella! Abbi cura di te Don Giovanni, magari ci incontreremo ancora un giorno o l’altro!

Il futuro, a volte, è così strano pure per me!

DON GIOVANNI: Mi farebbe molto piacere vostra Fantasia! Venite a trovarmi qualche volta!

48


DIO: Vedrò quello che si può fare! Basta che non lo sappia san Pietro altrimento so’… caaaaazz…. (la

parola però non si sentirà tutta)

DON GIOVANNI: Che simpatico di un Dio!! (Si riaccende la luce, tutti tornano a “rianimarsi”.)

ANGELICA: Allora Giovanni, resterai con noi?

DON GIOVANNI: Be’, dipende cosa dicono le signore, mi sembravano piuttosto arrabbiate con me…

CARMEN: Eh certo! Fingere di essere gay per sottrarti alle mie grazie… una cosa inaudita!

DOLORES: Spacciarti per vedovo e prenderti gioco dei miei sentimenti! Non si fa Giovanni!

DON GIOVANNI: Avete ragione, mie belle signore… ma sapete com’è… sono timido… non sono abituato a così tante attenzioni!

DOLORES: E’ timido… che tenerezza (a Carmen) Lo vedi? Con la tua aggressività lo spaventi!

CARMEN: E tu no invece? Che sembri pronta a zompargli addosso?

DOLORES: E comunque non ti sei comportato bene con noi Giovanni, quindi… ecco… noi… (poco convinta) non vogliamo che resti qui… ecco… no!! Vero sorella?

CARMEN: (anche lei poco convinta) Ti sei preso gioco di noi e quindi penso proprio che tu… che tu… ecco… sì, te ne debba andare Giovanni!

SABRINA: Senti Giovanni, visto che qui sembra che non ti vogliano che cosa ne dici di darmi uno strappo fino in città? Il nonno si sposa e credo non abbia più bisogno della sua nipotina (la nonna dà una gomitata al nonno facendogli capire che in realtà sapeva tutto), lo stalker ormai ha trovato di meglio da fare… credo siail caso che levi le tende…

DOLORES: Ehi bella aspetta un attimo…noi siamo molto arrabbiate con lui, ma se volesse farsi perdonare allora forse…

CARMEN (facendosi suadente) Be’, si forse potremmo anche ripensarci…

SABRINA: Sentite voi due, avete avuto la vostra occasione e vi ha scaricate, adesso Giovanni torna in città con me!! Vero Giovanni?

NONNA: (anche lei suadente) Adesso che ci penso… anch’io ho un “discorsetto” in sospeso con te Giovanni, ti ricordi?

NONNO: Sandrina, ma cosa ti prende!

NONNA: Ninetto mio, non siamo ancora sposati! Sono ancora una donna libera… e poi fino all’altro ieri tu ti divertivi con la tua “nipotina”… Allora Giovanni, dove eravamo rimasti? (Le donne cominciano a farsi sempre più concitate e attorniano Don Giovanni.)

CARMEN: Giù le mani voi! L’ho visto prima io!

DON GIOVANNI: No, no, signore…

DOLORES: Eh no! Sono stata io a volerlo assumere…

SABRINA: Su, su Giovanni, andiamo presto!!

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DON GIOVANNI: Signore, vi prego…

NONNA: Giovanni, avevi detto che saresti venuto a farmi un salutino in camera…(Anche Francois guarda con un certo interesse Don Giovanni, ma Renato gli dà una gomitata)

RENATO: Non ci provare neanche eh? Guarda che ti tengo d’occhio!

FRANCOIS: Ma figurati… non è proprio il mio tipo! (poi con tenerezza) E poi ora ci sei tu, puledrone mio!! (La scena diventerà sempre più concitata che le donne che attorniamo Don Giovanni volendolo per sé, mentre le altre due coppie, abbracciate, assistono divertite alla scena)

DON GIOVANNI: Signore signore calme, una alla volta, una alla volta per carità… O mio Diooooooo!!!!

DIO: Don Giovanni io ti avevo avvertito!!! Ora cavatela da solooooooo!!!! Ah ah ah!!!

Sarebbe bello come finale un canto dove tutti i personaggi inneggino all’amore.

FINE

SECONDO FINALE ( Sempre considerando che si tratta di un lavoro del genere surreale se il regista lo ritenesse opportuno potrebbero essere anche recitati entrambi i finali chiedendo, se si vuole, la preferenza del pubblico all’uno o all’altro mediante battimani)

DIO- Caro Giovanni e cari figlioli in ginocchio, per piacere…SONO COLUI CHE E’…Giovanni ho riflettuto molto sui tuoi comportamenti, su quelli di Carmen e di tutti voi e ho deciso, cioè vi permetto, se siete d’accordo, quanto segue:

PRIMO- Tu e Carmen che professate l’amore e il sesso verso tutti, che voi chiamate POLIAMORE, potreste fare coppia e continuare entrambi nella vostra missione poliamorosa ma dovreste logicamente accontentare anche la sorella di Carmen che ha perduto suo marito prima di congiungersi con lui e non ha ancora provato l’amore fisico a due…

SECONDO- La nipotina del nonno, chiamiamola così…potrà continuare il suo mandato di sacerdotessa dell’amore ma non dovrà più pretendere molti soldi per i suoi diciamo consulti…massaggi…ma solo offerte dai…bisognosi delle sue cure…diciamo pellegrini, viandanti, che, secondo le loro possibilità non faranno mancare l’essenziale alla ragazza…

TERZO- Pasqualino sposerà il suo amore così il nonno e la nonna e se vorranno saranno fedeli gli uni agli altri…Anche i gay potranno amarsi come desiderano…insomma se vivrete tutti volendovi bene e amandovi secondo il vostro concetto d’amore che poi è quello che io ho impresso nel vostro DNA… accoglierò in paradiso tra cent’anni tutti quelli che hanno agito con amore e altruismo e vi prometto che anche lì non ci saranno solo preghiere e canti liturgici…ma anche banchetti e amori…pensateci e fatemi sapere!

Don Giovanni è contento e pure Carmen…la nipotina dissente ma il nonno-finto cerca di convincerla…Don Giovanni e Carmen ballano e pure Pasqualino con la sua bella…Carmen si abbraccia con l’altra sorella…pure i gay ballano…solo la nipotina non sembra convinta ma alla fine balla da sola o con una scopa che vede sul palcoscenico… FINE

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