Don Giuseppe cappellano alla bersagliera

DON GIUSEPPE CAPPELLANO ALLA BERSAGLIERA

Commedia in tre atti di Alfredo Pitteri e Tommaso Carrara

Personaggi:

Don Giuseppe

Don Ignazio

Bruno Bicelli

Giacinto

Gemma

Eufemia

Assunta

Gregorio: Campanaro

Nella canonica di un villaggio di collina nel 1948

SCENA UNICA PER I TRE ATTI

Ampia stanza piena di luce in un villaggio di collina. Una grande porta comune d sul cortile, una porta a destra conduce alla chiesa, una a sinistra in cucina. La stanza serve di andito, di studio per il parroco e in pari tempo di sala da pranzo. Ovunque affisse ai muri immagini sacre. Contro la parete di fondo un inginocchiatoio sottostante ad un crocifisso davanti al quale arde una lampada votiva. A sinistra una tavola con sedie, a destra uno scrittoio antico stile e una poltrona. Sullo scrittoio libri, carte, occorrente da scrivere ecc. Mattina destate.


ATTO PRIMO

A sipario ancora chiuso si sente prima piano poi pi forte il suono di una fanfara (marcia dei bersaglieri), simmagina che una colonna di bersaglieri con fanfara intesta, passi nei pressi della canonica. Mentre il suono si allontana si alza il sipario.

D. Ignazio (cammina su e gi per la stanza, leggendo il breviario).

Rita = (una vecchia perpetua bonaria, appare subito sulla comune, vi si ferma intenta a guardare qualche cosa che le fa scuotere la testa e sorridere).

D. Ignazio = Gi qui Rita?

Rita = Sissignore.

D. Ignazio = Curiosate, vero? Ah, quella benedetta curiosit!

Rita = Nossignore! Guardo i bersaglieri che corrono! Da quando si sono fermati in paese sembra che la vita sia diversa! Non le pare, signor parroco?

D. Ignazio = Si, si, me ne sono accorto!

Rita = C...non so...pi allegria. Hanno ventanni loro! E poi c quella fanfara!

D. Ignazio = Me ne sono accorto! Come mi sono accorto che da quando c il reggimento in paese, anche li figlie di Maria..... proprio meglio non parlarne. Senza calcolare che Don Giuseppe...si anche lui, ora pi bersagliere che mai e se la canticchia, capite? Canticchia allegramente le strofette militari, lui! Un cappellano!

Rita = Eh, Don Ignazio, noi siamo vecchi, ma lui ancora giovane...ha fatto la guerra con loro, se li sente nel cuore quei ragazzi e quando li vede...non pu fare a meno...

D. Ignazio= Perch ridete?

Rita= Rido perch...Ecco, dovrei tacere, ma proprio non posso....Sa Don Ignazio chi stavo guardando sulla porta? Proprio lui...

D. Ignazio= Don Giuseppe?

Rita= Si!

D. Ignazio= Ma dov?

Rita= Dietro i bersaglieri...Se la pedala con loro....

D. Ignazio= Lui?

Rita= Certo! E canta anche!

D. Ignazio= Ah, b! Questa poi!

Rita= Non lo rimproveri per carit; altrimenti comprende che io...

D. Ignazio= No, no! Non gli dir nulla! Tanto, che vale? Ho provato altre volte ma senza raggiungere mai lo scopo! Eh, quel Don Giuseppe! Mi ha tutta laria di un prete fatto pi per caso che per vocazione. Gli starebbe meglio in testa il fez dei bersaglieri che il tricorno.

Rita=Eh, lo credo anchio. Malgrado tutto, per, un cuor doro...

D. Ignazio= Si, non dico il contrario, ma...b, Rita, andate per le vostre faccende.

Rita= (Si avvia verso la cucina e poi si ferma) Scusi, Don Ignazio, tornata in canonica la mia Gemma?

D. Ignazio= Veramente io sono rientrato ora soltanto e non lho vista.

Rita= Sar ancora allasilo dalle suore.

D. Ignazio= Certo, adesso allasilo non possono pi fare senza di lei. E diventata il braccio destro della superiora.

Rita= Signor Parroco, debbo proprio dirlo: sono orgogliosa di quella figliola e tutto grazie al suo buon cuore. Se ha avuto la sventura di perdere il suo povero babbo, posso ben dire che lei ha preso il posto in tutto.

D. Ignazio= Rita, come sarebbe a dire?

Rita= Intendo nei riguardi della piccina.

D. Ignazio= Tutto quello che mi stato possibile lho fatto, per la Gemma e se potr ancora...

Rita= Non ne dubito. La mia Gemma le vuole cos bene. Non pu offrirle altro che questo suo affetto vero, sincero e anchio vorrei....

D. Ignazio= Voi dovete preoccuparvi di una sola cosa: tenermi in ordine chiesa e casa e la chiesa prima ancora della casa. Capito?

Rita= Non pensi, signor parroco, far del mio meglio (via a sinistra).

D. Ignazio= (riprende a passeggiare leggendo il breviario).

Don Giuseppe = (Si sente fuori un campanello di bicicletta ed entra D.G. con la tonaca tirata su, sulla sua bicicletta da corsa. Appoggia la bici ed entra ripulendosi la veste e asciugandosi il sudore della fronte. E un tipo franco e simpatico. Un prete bonario, dinamico e tumultuoso).

Eccomi giunto, Don Ignazio.

D. Ignazio= Accomodatevi Don Giuseppe.

Don Giuseppe = Che polverone! Che sole bruciante!

D. Ignazio= (con ironia) Certo che correre per le strade assolate e specialmente come fate voi, a passo di carica.....

Don Giuseppe = No, di marcia, marcia bersaglieresca, caro Don Ignazio.

D. Ignazio= Gi di marcia!

Don Giuseppe = Capirete la parrocchia vasta....le case sono sparse e se non si va di buon passo non si giunge a tempo....

D. Ignazio= ....a fare una pedalatina con i bersaglieri di passaggio? Vero? B...insomma: Semel in anno licet insanire. Masemel una volta sola...intendiamoci, non di pi!

Don Giuseppe = Ebbene si, Don Ignazio, mi ci sono trovato. E la vera espressione...forse non avrei voluto, ma quelle piume quella fanfara faceva come un mulinello e mi sono tornati alla mente quei tempi quando ero cappellano, al fronte, in mezzo ai miei ragazzi, ai miei bersaglieri....

D. Ignazio= Veramente, ora la guerra terminata e voi......

Don Giuseppe = Gi; la guerra terminata, ma i ricordi sono rimasti nel cuore e non se ne vogliono andare. Se anche voi foste stato con loro...... Vi giuro che si aveva un bel sapersi sacerdoti....ma alle volte si sentivano certi brividi nel sangue, uneccitazione addosso che veniva proprio la voglia...(sollevando il pugno per colpire)...di....

D. Ignazio= Che?

Don Giuseppe = (si riprende) Niente, niente.

D. Ignazio= Meno male.....

D.Giuseppe = Quando scavalcavano il parapetto delle trincee gli occhi li seguivano e il cuore saliva alla gola, sembrava quasi che volesse uscire dal petto per correre con loro. Poi, uno cadeva, poi due, cinque, dieci e allora quatti quatti si andava vicino a loro che morivano, e qualche volta il crocefisso si bagnava del loro sangue. Don Ignazio, in quei momenti il prete era anche bersagliere.

D. Ignazio= (con lieve rimprovero) Don Giuseppe! Don Giuseppe! Per fortuna la guerra finita, altrimenti ho il sospetto che del prete, in voi, non sarebbe rimasto che il bersagliere.

D.Giuseppe = La guerra finita ed io sono tornato quass a fare il sacerdote volante!

D. Ignazio= Don Giuseppe! Spero che non vorrete scherzare sul vostro sacro ministero?

D.Giuseppe = Macch scherzare! Scusate: Voi curate la chiesa, la canonica; ed io? che faccio? Corro, corro sempre fra case ed abituri....dunque ho detto bene, sacerdote volante.

D. Ignazio= Siete incorreggibile (cambia tono) Novit?

D.Giuseppe = Mi sono spinto fino alle Pioppette. Biagio migliora continuamente, anzi si spera che domani o dopodomani gli si potranno togliere i punti.

D. Ignazio= Ben, bene. E che gli avete detto?

D.Giuseppe = Che in avvenire si guardi dalle corna!

D. Ignazio= Dalle corna?

D.Giuseppe = Certo. Non stato un toro a dargli una cornata? Dunque?.....

D. Ignazio= Ma un cappellano non parla cos. Un cappellano avrebbe dovuto dirgli che il Signore ha voluto punirlo per tutto quello che gli usciva da quella boccaccia sacrilega e che nostro Signore.....

D.Giuseppe = ........ ha incaricato un toro di prenderlo a cornate per punirlo (ride).

D. Ignazio= Per ricondurre un peccatore alla chiesa, ci si giova anche di questi ingenui concetti. Ricordatevelo per unaltra......

D.Giuseppe = .......cornata! Ho capito.

D. Ignazio= E proprio inutile! (con un sospiro, poi, cambiando) E niente altro?

D.Giuseppe = No. Cio, si, c dellaltro. Un guaio anche.....

D. Ignazio= Di che si tratta?

D.Giuseppe = Di un matrimonio.

D. Ignazio= E perch chiamarlo un guaio? Mi sembra.....

D.Giuseppe = No....non il matrimonio, il guaio, ma il seguito....No, lantefatto

D. Ignazio= Insomma volete spiegarmi?

D.Giuseppe = Si. La Rosina delle Tre strade. Vi ricordate quella contadinotta?.

D. Ignazio= Cos? Sta male? Ha bisogno dei sacramenti?

D.Giuseppe = ....(ridendo) Ha bisogno di qualche altra cosa!

D. Ignazio= Volete spiegarvi!

D.Giuseppe = Come potrei dire? Fra bersaglieri avrei trovata subito lespressione adatta, ma con voi unaltra cosa...... Bh.....diremo che in via di maturazione?

D. Ignazio= Eh! Che scandalo! Spero che vi sarete comportato verso di lei con quella severit adeguata alla vostra missione e che gli avrete detto che nostro Signore per punirla.....

D.Giuseppe = ........le ha mandato (con un cenno sfuggevole indica la donna in stato interessante).....Si glielho detto!

D. Ignazio= Ma no! Don Giuseppe, questo un caso molto diverso...Le avrete pur detto....

D.Giuseppe = Che si sposi! Che volete dire ormai? Non resta che benedire lui, lei e la creatura che viene in anticipo a pigliarsi la sua parte di benedizione e tutto finito.

D. Ignazio= (mettendosi le mani nei capelli) Don Giuseppe, Don Giuseppe! Insomma!?

Eufemia = Permesso?

D. Ignazio= Avanti, avanti signora Eufemia.

Eufemia = (Compare sulla soglia tenendo per mano suo figlio Giacinto. La signora Eufemia una beghina anziana, ipocrita, strisciante, maldicente; suo figlio: ventanni circa, pallido, allampanato, semplicione, ingenuo e piuttosto bruttino) E permesso, signor parroco?

D. Ignazio= Avanti, avanti, signora Eufemia. Come va il nostro Giacinto?

Giacinto (Va a baciare la mano del reverendo) Ringraziando la divina provvidenza bene, signor parroco. E lei?

D. Ignazio= Non c male, grazie. Si accomodi, signora Eufemia.

Eufemia = (si siede di fronte a D. Ignazio, il figlio rimane vicino a lei) Si perfettamente ripreso dalla scarlattina, ora un fiore, un vero fiore di purezza, il mio GIACINTO... Ed un fiore ancora ben fresco il nostro cappellano, non vero?

D.Giuseppe = (Vedendo entrare la Sig. Eufemia. avr sbuffato e si sar spostato a sinistra, sedendosi sulla tavola)Non proprio un giacinto, ma insomma.....

Eufemia = (maligna) Lo vedo spesso dalle mie finestre passare di volata in bicicletta e ....qualche volta mi giunge anche il suono del suo canto..........

D.Giuseppe = (borbotta a fior di labbra)

D. Ignazio= Canta? Per la strada? Anche da solo?!

D.Giuseppe = Ma................

Eufemia = Sa, signor parroco, qualche volta accade, anche senza volerlo che non si sa come tenere la bocca chiusa.

D.Giuseppe = (da s) Come lei!

D. Ignazio= Comunque, spero, che il suo canto si intoni a motivi liturgici.......

Eufemia = Veramente........

D.Giuseppe = No, vero, signor Eufemia? Ma forse quei ritornelli che qualche volta canto sono ugualmente sacri, perch li cantavano i miei ragazzi al fronte, gemendo, morendo,....ma lei non cera e queste cose non le pu capire.

D. Ignazio= Dora inanzi cercate di camminare in silenzio e se non sapete come tenere la bocca chiusa, c questo (prende in mano il breviario), questo che non si letto mai abbastanza.

D.Giuseppe = Va bene.

Giacinto = Sa, Don Giuseppe, che ho trovato i nuovi chierici? E poi la mamma ha rimesso a nuovo le cotte, ha cambiato i pizzi cos faremo tutti miglior figura.

D.Giuseppe = Bravo Giacinto, bravo! (gli fa una carezza, poi gli lascia andare uno schiaffo, un p per scherzo e un p sul serio).

Giacinto = Mamma! (si allontana da D.G. avvicinandosi alla mamma, con una espressione spaurita e buffa)

D. Ignazio= (Avr intanto parlato con Eufemia. sottovoce) Si, venga quando crede, Signora Eufemia, la mia porta le aperta a tutte le ore.

Eufemia = Grazie, grazie. Ecco la mia offerta mensile, Signor parroco: tremila per la Madonna del Rosario e duemila per S. Antonio (porge cinquemila lire.) Sperando di ottenere sempre la protezione per il nostro corpo e per la nostra anima!

D. Ignazio= Grazie signora Eufemia. Grazie! E si faccia vedere presto.

Eufemia = Non dubiti. A pi tardi, signor parroco; andiamo Giacinto? (lo prende per mano e si avviano, arrivati sulla porta si girano assieme):

Eufemia./Giacinto = Sia lodato Ges Cristo!

D. Ignazio/D.Giuseppe = E sempre sia lodato!

Eufemia = (Via con Giacinto)

D. Ignazio= E un vero angelo quella signora Eufemia e Giacinto; naturalmente un angioletto. Non vi sembra?

D.Giuseppe = Si, si.

D. Ignazio= Che ne pensate?

D.Giuseppe = Penso che come angeli starebbero meglio in Paradiso che in terra

D. Ignazio= Come dire che voi li spedireste al creatore prima che la legge umana e Divina ve li chiamasse.

D.Giuseppe = Pressapoco.

D. Ignazio= Ma perch? La signora Eufemia la donna pi caritatevole della parrocchia.

D.Giuseppe = Non posso dire il contrario, ma che volete... pare che voglia fare un abbonamento alla protezione dei santi e non mi va.

D. Ignazio= Don Giuseppe! Quando si indossa la nostra veste non si possono coltivare antipatie personali! Voi siete troppo intelligente per non capirlo. Voi siete un buon prete; un ottimo sacerdote, ma avete bisogno di mitigarvi. Venite qui, sedete vicino a me. Sapete che malgrado tutto vi voglio bene, molto bene, anzi per dimostrarvelo voglio affidarvi una missione assai delicata.

D.Giuseppe = (si gratta in testa preoccupato)

D. Ignazio= No...(ride bonario) Non vi preoccupate, non si tratta di cosa grave; ecco qua: sapete che la figliola della nostra perpetua........

D.Giuseppe = La Gemma?

D. Ignazio= Precisamente. E cresciuta qui, vicino a me.

D.Giuseppe = Potete dire che lavete allevata voi.

D. Ignazio= Si, si, grazie. In tanti anni...... nato in me un affetto quasi paterno. Vederla crescere qui, sotto i miei occhi e senza padre, poverina e oggi... proprio una donnina.

D.Giuseppe = Ma a ventanni si donne.

D. Ignazio= Quindi io vorrei...; insomma vorrei sistemarla nel miglior modo possibile. Veramente avevo accarezzato per lei un magnifico sogno, ma purtroppo svanito.

D.Giuseppe = Che sogno.

D. Ignazio= Speravo di fare di lei una sposa del Signore! Ma ora comprendo....

D.Giuseppe = Che meglio sposarla con qualchedun altro!

D. Ignazio= Gi!.......Ma che mi fate dire D.G.? Insomma, in poche parole, il marito per la Gemma gi trovato!

D.Giuseppe = Davvero?......e di chi si tratta?

D. Ignazio= Come, non lo indovinate? Chi potrebbe essere il marito degno della Gemma? Pensateci un pochino.......ci siamo?........Giacinto.

D.Giuseppe = Giacinto? (ride)

D. Ignazio= Perch, non vi piace?

D.Giuseppe = A me no! Ma alla Gemma che deve piacere.

D. Ignazio= E un bel ragazzo....Robusto....di ottima famiglia, si; di una famiglia che ha fatto tanto bene alla chiesa......

D.Giuseppe = Questo innegabile, che volete che vi dica.....quel Giacinto una marmitta!

D. Ignazio= D.G. mitigate quel vostro frasario da caserma e veniamo al solido perch proprio per questo matrimonio che mi occorre la vostra opera.

D.Giuseppe = No! Questa volta no! Cappellano per gli ammalati, va bene; cappellano per i moribondi, troppo giusto;..........ma cappellano per gli amori, no!......perch vedete io......

D. Ignazio= Appunto voi siete pi adatto alla cura dei giovani. A me si porta maggior rispetto, quindi maggiore distanza, un p per la mia et e un p perch sono il signor parroco, ma con voi, pi alla mano, pi, scusate, di manica larga............

D.Giuseppe = Per questo larghissima.

D. Ignazio= Appunto, con la vostra manica larghissima potrete tastare il terreno, scrutare i sentimenti di Gemma e convincerla; Perch bisogna convincerla.

D.Giuseppe = E se la Gemma non ne vuole sapere?

D. Ignazio= Insomma; Don Giuseppe, bisogna che la Gemma sposi Giacinto!

D.Giuseppe = Ma scusatemi un p, questa che mi date proprio una mansione da cappellano?

D. Ignazio= Che centra.....parroco e cappellano, per il momento, lasciamoli da parte. Questo un piacere che D. Ignazio chiede a D.G........ e voi che mi volete bene....non vorrete rifiutarmelo..vero?

D.Giuseppe = Siete un bel brigante, D. Ignazio; sapete che vi voglio bene e ve ne approfittate. Non che io non voglia farvi un piacere.... ma mi sento inadatto a questo incarico. Si, mi hanno fatto prete, ma mi ci hanno fatto troppo in fretta........Mi verrebbe da dire che anche prete mi ci hanno consacrato alla bersagliera!

D. Ignazio= Anche prete!

D.Giuseppe = Si, anche prete, appunto. Mi manca la rifinitura di scuola....Quella scuola speciale dove si apprende ad usare lampio vocabolario delle paroline ad hoc.......quelle che fanno dire di si.

D. Ignazio= Ebbene, bisogner che questo vocabolario entri anche nei vostri usi, altrimenti resterete sempre....;

D.Giuseppe = ......un sacerdote volante! Lo so e mi ci rassegno.

D. Ignazio= (dopo una pausa) E allora......?

D.Giuseppe = Allora.....se proprio ci tenete........far del mio meglio per convincere la Gemma, ma, intendiamoci, senza nessun impegno.

Rita= (entra in scena dalla cucina) Buongiorno Don Giuseppe.

D.Giuseppe = Buongiorno cara Rita, ora.....(fa un cenno come per dire ora di mangiare? )

Rita= Preparo il pranzo , signor parroco, quasi mezzogiorno.

D. Ignazio= Quasi mezzogiorno? Come passa il tempo! ed io dovevo essere dal maresciallo dei carabinieri alle due per mettermi daccordo circa la processione di domenica. Aspettate un momentino, Rita, vado e torno.

Rita= Si, signor parroco, e se incontra la mia Gemma le dica di affrettarsi, cos mi d una mano.

D. Ignazio= Va bene, va bene....e voi D.G. tastate il terreno, parlate, convincete.....vado e torno....(via dalla comune)

D.Giuseppe = Speriamo che il maresciallo abbia appetito, altrimenti si mettono a chiaccherare e non la finiscono pi......

Rita= E lei ha appetito D.G.?

D.Giuseppe = Lo credo.......con tutti quei chilometri fatti per i cascinali.......

Rita= E......con quelli fatti dietro il reggimento!........

D.Giuseppe = (le fa segno di stare zitta, si assicura che non ci sia nessuno e poi) quelli non contano, Rita, non contano. Li ho fatti tutti di un fiato.....come si beve una sorsata di acqua cristallina e poi facendo quelli si cantava, non avete sentito: (canta) E le stellette che noi portiamo son disciplina di noi sold. E tu biondina capricciosa.....

Rita= Zitto! Zitto! per lamore di Dio! Siamo in canonica, D.G. potrebbero udire.

D.Giuseppe = Avete ragione, ma mi ero entusiasmato.

GEMMA .= (entra dalla comune; bella ragazza di 20 anni con laria un p triste e preoccupata)

Rita= (vedendola) Sei qui, finalmente.

GEMMA .= Ho dovuto terminare un lavoro urgente. Buongiorno, D.G.

D.Giuseppe = Ciao Gemma! (si siede a destra e si gratta il capo preoccupato).

Rita= Fai prestino ad apparecchiare la tavola, il signor parroco uscito un momento, ma torner subito. Ha fatto una capatina in caserma.

GEMMA .= Lho incontrato.

Rita= Fai prestino, sbrigati. (via in cucina seguita da Gemma che viene fermata da D.G.)

D.Giuseppe = Gemma.........

GEMMA .= Comandi.

D.Giuseppe = ............ciao....

GEMMA .= Buongiorno.

D.Giuseppe = Volevo dirti.....sarebbe necessario..... ....mi capisci?

GEMMA .= No!

D.Giuseppe = Neanchio!

GEMMA .= Come?!

D.Giuseppe = No, volevo dirti che oggi...... una bella giornata.

GEMMA .= (poco convinta) Si, una bella giornata.

D.Giuseppe = Bella, ma un p umido.

GEMMA .= Forse si.

D.Giuseppe = Un p umida ma bella! (vedendo che Gemma rimane perplessa) Ma non di questo che volevo parlarti.

GEMMA .= Mi pareva.

D.Giuseppe = Volevo dirti.......devi sapere....che......ho tanta fame, perci sbrigati ad apparecchiare.

GEMMA .= (lo guarda ancora perplessa, poi va in cucina per prendere loccorrente per apparecchiare). (La scena che segue si svolger mentre Gemma apparecchier).

D.Giuseppe = Devono capitare tutte a me. (a Gemma che torna) Ma lo sai, Gemma che sei proprio una donnina!

GEMMA .= Passano gli anni, D.G., purtroppo!

D.Giuseppe = Purtroppo alla tua et? Alla tua et non si contano neppure, alla mia che sincomincia a sentirne il peso.

GEMMA .= Ma che dice? Se sembra ancora un giovanotto.

D.Giuseppe = Gi sembro! e tu mi sembri ancora quella monellaccia, che sotto il pulpito, con gli occhi imbambolati, volti in su, mi guardavi quando io facevo, Dio me lo perdoni, le prime prediche ai fedeli. Ti ricordi su quel pulpito che cazzotti: Fedeli voi dovete ascoltare......E gi un cazzotto (e infatti fa tremare la tavola).

GEMMA .= Don Giuseppe!

D.Giuseppe = Si hai ragione. Ed ora saresti da marito.

GEMMA .= (rimane male, ma si riprende subito) Gi sarei da marito.

D.Giuseppe = (ha preso un panino dal cestino che Gemma avr portato e incomincer a mangiarselo tranquillamente) Quindi tempo di pensare al dovere cristiano di formarsi una famiglia, con la benedizione di nostro Signore.

GEMMA .= Chiss, D.G. che un giorno non debba essere proprio lei a benedire le mie nozze.

D.Giuseppe = Fosse domani ne sarei felice.

GEMMA .= Domani no, ma un giorno forse........

D.Giuseppe = ..........forse......

GEMMA .= Qualcuno al mondo ci sar anche per me!

D.Giuseppe = Si capisce.....ma intendiamoci bene: Uno solo!

GEMMA .= Uno, uno solo.

D.Giuseppe = Ma occorre essere molto guardinghi nella scelta, non lasciarsi trasportare dagli impulsi della giovent. Calcolare che la vita non poi tanto breve e acciocch la pace e la felicit possano essere duraturi, bisogna che loggetto degli affetti sia veramente degno.

GEMMA .= Certo.

D.Giuseppe = Non cedere alle lusinghe dei capi scarichi in moda al giorno doggi.

GEMMA .= Ha ragione D.G.

D.Giuseppe = Saper scegliere quella persona, fra quelle vissute sempre nel santo timore di Dio e che, nella continua pratica della dottrina cristiana abbia sempre condotta una vita onesta. Ti pare?

GEMMA .= ....si,si.

D.Giuseppe = (sino a qui ci siamo) Quantunque i tempi siano cambiati, si trova ancora qualche giovane veramente a posto, qualche perla rara.......

GEMMA .= Si, se Dio vuole!

D.Giuseppe = E credo sarebbe facile.......Insomma, guardati attorno, Gemma, (Gemma si guarda attorno) No, non qui. Voglio dire senza uscire dalla nostra parrocchia e vedrai un tale esempio di virt, di cui la chiesa pu andare superba, orgogliosa!

GEMMA .= Mi scusi, a chi vuole alludere?

D.Giuseppe = Per esempio.......

GEMMA .= Per esempio?

D.Giuseppe = .........a Giacinto!

GEMMA .= Giacinto???!!! (ride) poverino!

D.Giuseppe = Giacinto deve avere allincirca la tua et.

GEMMA .= Infatti. E sarebbe quella la perla rara?

D.Giuseppe = Perch no? Ti piacerebbe?

GEMMA .= ??? no! Decisamente no!

D.Giuseppe = Lo sapevo!

GEMMA .= Lo sapeva anche lei, vero?

D.Giuseppe = ??Volevo dire....Sapevo che questo sarebbe stato il sogno di D. Ignazio

GEMMA .= Povero D. Ignazio! Ma che cosa gli passato nel cervello?

D.Giuseppe = E quello che dico anchio....No, ecco.......anchio supponevo che vedendolo cos di frequente......

GEMMA .= Io mi fossi innamorata di lui? Di Giacinto? (e ride ancora) Giacinto, il bel fiorellino coltivato con tanta cura dalla signora Eufemia e coccolato, riguardato perch laria non lo guasti e il vento non lo sciupi! Giacinto sar lideale dei ragazzi per bene, dei chierici perfetti, ma tutto ci non basta, D.G., non basta!

D.Giuseppe = Hai ragione, non basta.

GEMMA .= Lo dica lei a Don Ignazio.

D.Giuseppe = No, no

GEMMA .= Se io, come spero, potr sposarmi voglio un marito tuttanima, tutto fuoco, tutto ardore; franco, schietto, pronto a qualsiasi sacrificio a qualsiasi prova e sempre gaio, svelto, come....come....

D.Giuseppe = Come un bersagliere!

GEMMA .= Sicuro, come un bersagliere! Un uomo fatto tutto fuoco e senza timori come il mio Brun.....

D.Giuseppe = Ah! Dunque?!.....

D. Ignazio= (rientra) Vedete D.G., qualche volta anche il vecchio parroco va a passo di carica; ho fatto presto?

D.Giuseppe = Si, si (allingresso di D. Ignazio si sar voltato per non far vedere che sta mangiando)

D. Ignazio= Gemma, va ad avvertire la mamma che sono tornato

GEMMA .= Sissignore. (fa segno a D.G. di tacere, via a sinistra).

D.Giuseppe = (la rassicura)

D. Ignazio= Da quanto ho potuto capire il colloquio avvenuto, vero?

D.Giuseppe = I primi approcci.

D. Ignazio= E il risultato?

D.Giuseppe = E ancora prematuro parlare di risultato, sapete la Gemma.... cos timida!

D. Ignazio= Sino a questo punto? Scusate, avrete pur compreso se disposta a prendere marito?

D.Giuseppe = Per questo si, certamente.

D. Ignazio= (con gioia) Ma; allora siamo a cavallo!

D.Giuseppe = (siamo a piedi!)

D. Ignazio= Gi ero sicuro del fatto vostro. Ed ora che il ghiaccio rotto, continuate. Convincetela che si parla e si opera per il suo bene e che Giacinto proprio il marito che ci vuole per lei.

D.Giuseppe = Ma scusate, perch ora non intervenite voi? Con la vostra autorit di parroco.......

D. Ignazio= Ma appunto perch sono il parroco non posso......

D.Giuseppe = ...gli amori sono mestieri per il cappellano.

D. Ignazio= Oggi mi accoster alla nostra povera mensa col cuore felice perch mi avete aperto il cuore a una dolce speranza. (questo colloquio si far avanti a destra, mentre a sinistra Rita e Gemma prepareranno la minestra nei piatti).

Rita= Pronto in tavola (via in cucina) (D. Ignazio prender posto di fronte al pubblico, D.G. alla sua destra, Gemma a sinistra. D.G. guarder nei piatti e vedendo brodo brontoler. Tutti si segnano e pregano. D.G. anche pregando non dimentica di scuotere la testa guardando il brodo, poi alzer gli occhi al cielo rassegnato. Si segna e fa per sedersi, ma ad unocchiata di D. Ignazio si rialzer e riprender a pregare. D. Ignazio si segna e siede, ma D.G. lo ha preceduto largamente e mangia a sette palmenti).

GEMMA .= Le va D. Ignazio?

D. Ignazio= Eccellente! Una minestrina direi quasi da sposi, non vero D.G.

D.Giuseppe = (vorrebbe rispondere, ma il brodo gli andato per traverso. Intanto si udir lontana, poi sempre pi vicina la fanfara dei bersaglieri)

GEMMA ;= Ecco il reggimento che torna dalle esercitazioni!

D.Giuseppe = (al suono della fanfara non pu pi contenersi, batte il tempo, poi vedendosi osservato da D. Ignazio china il capo e continua a mangiare, ma non riesce a stare fermo, infatti rifiler una pedata a D. Ignazio)

D. Ignazio= Che fate D.G.? State buonino, pensate a mangiare!

D.Giuseppe = (non ne pu pi, si alza di scatto tira su la veste e fa per partire).

D. Ignazio= Dove andate D.G.?

D.Giuseppe = Mi ero dimenticato, un moribondo mi aspetta, gli porto lolio santo e torno subito; (inforca la bici e via fra le risate di Gemma e le dimostranze di D. Ignazio La fanfara si sar avvicinata ed ora sar vicinissima).

FINE ATTO PRIMO

ATTO SECONDO

La stessa scena, qualche giorno??? nellora del tramonto. Allaprirsi del sipario D.G. seduto dietro la scrivania e scrive su di un registro. Di fronte a lui ASSUNTA, una giovane contadina tutta in lacrime.

D.Giuseppe = Su, coraggio, Assunta! Iddio ha voluto cos e dobbiamo consolarci pensando che chi ci manca s avviato alle vie del Signore.

ASS.= Mi mancato troppo presto, D.G., era ancora tanto giovane!

D.Giuseppe = Si, purtroppo, ma ci vuole fede! Fede e coraggio!

ASS.= Allora a che ora i funerali?

D.Giuseppe = Domattina alle otto, va bene?

ASS.= Benissimo. Mi raccomando a lei, D.G. Siamo povera gente, non ho che mio padre ed anche lui disoccupato, ma si vorrebbe fare le cose per bene per onorare il mio povero marito.

D.Giuseppe = State tranquilla: verr il signor parroco, io, tutti i chierici e se lo vorrete potrete far precedere il feretro dalle bimbe dellasilo.

ASS.= Si, D.G. si, povero Renzo! Si salvato in guerra ed venuto a morire qui!

D.Giuseppe = (colpito) Ha fatto laguerra?

ASS.= Due anni, nei carristi!

D.Giuseppe = Perbacco non lo sapevo!

ASS.= E si anche guadagnato una medaglia di bronzo!

D.Giuseppe = (c.s.) Anche una medaglia?

ASS.= Si, e ora non c pi! Scusatemi D.G. A domani.

D.Giuseppe = Assunta, quella medaglia puntategliela sul petto.

ASS.= Gi fatto, ci teneva tanto alla sua medaglia!

D.Giuseppe = E per i funerali, dato che siete povera gente, non prenderemo nulla. Anzi aspettate voglio darvi i denari per fargli fare una bella ghirlanda a nome del signor parroco. (estrae il portafoglio, ma dentro c ben poco. Si gratta in testa, poi ricorda che nella cartella vi devono essere ancora le 5000 lire che qualche giorno prima la signora Eufemia ha dato a D. Ignazio Le trova e le porge ad Assunta. Ecco, a voi!

ASS.= Grazie, grazie (vorrebbe baciargli la mano, ma lui non lo permette) Siete un santo uomo!

D.Giuseppe = Macch santo, andate, andate in pace e fatevi forza.

Eufemia = Permesso?

D.Giuseppe = Avanti, avanti. A domani, Assunta.

ASS.= A domani e grazie ancora (esce incontrandosi con Eufemia. e suo figlio che sempre tenuto per mano dalla mamma).

Eufemia./Giacinto = Sia lodato Ges Cristo!

D.Giuseppe = E sempre sia lodato!

Eufemia = E rimasta vedova, poverina, gi morto quel suo Renzo, e giovane anche. Me ne dispiace, sebbene, detto fra noi; in chiesa non lo si vedesse mai. Era.....era.......come dire.....era...

D.Giuseppe = Era un bravo soldato e tanto basta!

Eufemia = Gi un bravo soldato. (pausa imbarazzata) Ho portato un bel mazzo di fiori allaltare della Madonna!

D.Giuseppe = Oh, signora Eufemia, lei non perde mai occasione per mettersi nelle buone grazie dei santi!

Eufemia = Ne abbiamo necessit tutti, D.G., tutti!

D.Giuseppe = Tutti, tutti, signora Eufemia! Ma lasciati un p ammirare Giacinto! Mi sei diventato un vero damerino! Non comincerai a fare il discolo, spero.

Eufemia = Per amor del cielo! Il mio Giacinto ben diverso dai giovani del giorno doggi, per questo ne garantisco io!

D.Giuseppe = Non c bisogno di garanzia: si vede!

Eufemia = E tutto casa, tutto mamma, tutto chiesa e basta. In lui cera lindole per farne una brava ragazzina!

D.Giuseppe = Sar stato un errore di censimento!

Eufemia = Mah, chiss? Ci non toglie che non possa essere una perla anche come uomo, non vero?

D.Giuseppe = Non potrebbe essere diversamente, ha una madre perla..... sar una perla anche lui.

Eufemia = Lei mi lusinga D.G.

D.Giuseppe = No, signora Eufemia...verit, verit!

Eufemia = Senti un p, cocco mio, vai un pochino in chiesa; vorrei parlare un momentino, da sola, a D.G.

Giacinto = Si, mamma. (fa per andare)

Eufemia = Cocco! Un bacino alla mamma (Giacinto. eseguisce) Un altro. (eseguisce) Vai, caro.

Giacinto = Sia lodato Ges Cristo! (via dalla comune)

D.Giuseppe = E sempre sia lodato.

Eufemia = Lha visto bene?

D.Giuseppe = Chi?

Eufemia = Il mio Giacinto.

D.Giuseppe = Si, si.

Eufemia = E non sa spiegarsi il motivo per cui il mio figliolo sia pi elegante del consueto ed abbia con s, per di pi, un bel mazzo di fiori?

D.Giuseppe = I fiori li offrir alla Madonna.

Eufemia = Scusi, ma questa volta lei non ha capito. I fiori li offrir, certo, ma questa volta non alla Madonna.

D.Giuseppe = E a chi?

Eufemia = Ma come, D.G.?!...

D.Giuseppe = (fingendo di comprendere solo ora) Ah, ah!.... Quei fiori sarebbero per..... (e indica la porta di sinistra)

Eufemia = Ma si! Non conosce, forse i progetti del signor parroco e miei?

D.Giuseppe = Qualche cosa....

Eufemia = Dunque! Lei stesso ha detto a D. Ignazio che la ragazza pronta a sposarsi e allora non resta che decidersi.

D.Giuseppe = Gi, fuori il dente, finito il dolore.

Eufemia = Ecco, cos. E molto che anchio cerco di sospingerlo, di incoraggiarlo.....ma come si fa...? tanto timido! e non gli do torto: sempre stato cucito alle mie sottane ed ora non sa pi......

D.Giuseppe =.........Come cambiare sottana.

Eufemia = Per arrivare a questo occorrerebbe una persona di cuore, svelta, intelligente, che, comprendendo il caso, sappia, intromettersi. Io, veramente questa persona lavrei gi scelta.......

D.Giuseppe = Davvero?.... e chi pensa che potrebbe essere adatto.........

Eufemia = Lei, D.G., lei!

D.Giuseppe = Io?!!!!...... ma le sembra che io sia il tipo da essere immischiato in faccende cosi delicate?

Eufemia = Non forse unopera buona adoperarsi per la felicit di due credenti?

D.Giuseppe = Si......pu essere unopera buona.....ma anche una cosa assai antipatica.

Eufemia = Come? Non ricorda forse ci che disse quel bravo predicatore che venne per il quaresimale?

D.Giuseppe = No.

Eufemia = Dio incoraggia e benedice, tramite i suoi ministri, lamore delle creature, qualora....

D.Giuseppe = ......ma non soggiunge che i ministri di Dio devono trasformare la chiesa e la parrocchia in un agenzia matrimoniale!

Eufemia = Ma il matrimonio non forse uno dei Sacramenti? Dunque: se il sacerdote deve usare tutte le sue forze morali per convincere i fedeli a seguire ed onorare gli altri sacramenti, perch non dovrebbe adoperarsi per questo? eh?

D.Giuseppe = (ho trovato un altro parroco). Ma veramente......

Eufemia = No! no! Non aggiunga parola.

D.Giuseppe = Ma io......

Eufemia = No!...... su questo, siamo perfettamente daccordo.

D.Giuseppe = Scusi....

Eufemia = No, no, no! Basta!

D.Giuseppe = Basta.

Eufemia = D.G.?

D.Giuseppe = Signora Eufemia? (sullo stesso tono di lei)

Eufemia = Io torno in chiesa a pregare la Madonna perch possa......(cerca le parole) assisterla....ispirarla.....illuminarla.... D.G.?

D.Giuseppe = Signora Eufemia? (sullo stesso tono di lei)

Eufemia = Sia lodato Ges Cristo!

D.Giuseppe = E sempre sia lodato! (con un sospiro mentre la signora Eufemia parte per la comune, prender il breviario come per scaraventarglielo dietro, poi si accorger che il breviario e lo bacier) Ma guarda un p! Ma guarda un p!

Rita= (Entrando dalla comune tutta agitata) D.G. sa chi desidera parlarle?

D.Giuseppe = Se non me lo dite.......

Rita= Bruno.....pensi un p......il figlio di quel mangia preti....di lui....

D.Giuseppe = Il figlio del mangia preti?!!...Bruno....aspetta.....Bi....celli!

Rita= Proprio lui!

D.Giuseppe = Vuole me?

Rita= Proprio lei! Pare impossibile anche a lei? Incontrandomi mi ha detto : potrei parlare col prete? Con quale, rispondo io? Col parroco o col cappellano? Che ne so io, fa lui....con quello....Bersagliere!

D.Giuseppe = Anche lui?!

Rita= Gi, anche lui. Io gli ho risposto che D.G. era in canonica mentre il signor parroco era in visita ai fedeli. Allora, dice lui, se non c quellaltro prete - quellaltro prete: - senta che rispetto! - allora vengo. Ed qui.

D.Giuseppe = Ma che vorr?

Rita= Non lo so davvero. Da quando sono qui quella soglia non lha mai passata di certo.

Bruno Bic.= (Appare sul fondo - Bel giovane, simpatico, franco e....bersagliere) E permesso?

D.Giuseppe = Avanti.

Rita= Posso andare, D.G.

D.Giuseppe = Andate pure. (Rita via a sinistra) (si segna)

Bruno Bic.= (dopo una pausa, durante la quale si sar guardato attorno con curiosit e interesse) Le fa meraviglia la mia visita, D.G.?

D.Giuseppe = Per essere franco, si

Bruno Bic.= Ed ha ragione, anchio mi sento....

D.Giuseppe = Come un pesce fuor dacqua...

Bruno Bic.= No, questo no. Anzi al contrario. Sto notando questo senso di pace, questa quiete, questo silenzio che....ristora.....veramente ristora.

D.Giuseppe = Qui la pace non manca certamente e neppure il silenzio. Il maggior rumore quello delle nostre campane, una delle quali anche sorda. Daltronde non possono far rumore due poveri sacerdoti che trascorrono le loro lente giornate nella preghiera. Gi, pregando anche per quelli che non pregano; distribuendo qualche tiratina dorecchie ai parrocchiani restii e benedicendo tutti quelli che nascono, quelli che si sposano e quelli che se ne vanno.....perch si presentino al Signore nel miglior modo possibile!

Bruno Bic.= (ridendo) Lei, D.G., parla schietto, no di quei preti che.....(allocchiata significativa di D.G......beh!.....lasciamo andare........

D.Giuseppe = E meglio!

Bruno Bic.=.....ed per questo che in paese incontra le simpatie di tutti, di tutti, sia di quelli che vanno in chiesa e di quelli che non ci vanno........

D.Giuseppe = Come lei!

Bruno Bic.= (ci rimane un p male, ma si riprende subito) Gi, come me! Perch lei ......

D.Giuseppe = Di manica larga.......

Bruno Bic.= Non solo per questo, ma perch franco, schietto, alla mano..... e per questo mi permetto di disturbarla.

D.Giuseppe = Macch disturbare, io sono qui a disposizione dei fedeli........e anche dei poco fedeli.

Bruno Bic.= Si, vero, io non sono un assiduo frequentatore della chiesa, per malgrado ci, non ho mai fatto male a nessuno e mi sento di essere un bravo ragazzo, onesto e sincero. Son venuto qui per chiedere il suo aiuto per compiere, appunto, unopera buona.

D.Giuseppe = Se veramente si tratta di unopera buona, lei avr tutto il mio appoggio e tutta la mia benevolenza.

Bruno Bic;= Grazie, grazie, D.G., veramente non mi aspettavo meno da lei. Forse un altro prete non mi avrebbe risposto cos....Ma lasciamo perdere.

D.Giuseppe = (un p seccato).....lasciamo perdere e veniamo al sodo. Si accomodi. (lo fa accomodare vicino alla scrivania, mentre lui prender posto a cavalcioni di una sedia, vicino al tavolo).

Bruno Bic.= Grazie. (una piccola pausa dimbarazzo)

D.Giuseppe = Dunque?

Bruno Bic.= Sappia, D.G., che tempo fa minnamorai di una brava ragazza del paese...

D.Giuseppe = Dica, dica pure, questi sono proprio affari per il cappellano.

Bruno Bic.= Come?

D.Giuseppe = Non badi e vada avanti.

Bruno Bic.= E naturalmente ci si mise a fare allamore, ma....di nascosto...di soppiatto....

D.Giuseppe = Male, molto male! Queste cose non si fanno.

Bruno Bic.= Aspetti, D.G., cera il motivo....

D.Giuseppe = Se cera il motivo....non parlo pi. I genitori della ragazza non vedevano di buon occhio questo fidanzamento?

Bruno Bic.= Forse...anzi si...immagini che fra me e la famiglia della ragazza vi una distanza...come fra me...

D.Giuseppe = ...e la chiesa!

Bruno Bic.= ....preciso! Esatto!

D.Giuseppe = E allora?

Bruno Bic.= Allora...sa come vanno queste cose...il tempo passa....lamore cresce..ci si vede pi di frequente...sempre pi spesso...

D.Giuseppe = ....i genitori se ne accorgono e sono legnate.

Bruno Bic.= Ma no, D.G., non sa che i genitori e i mariti sono sempre gli ultimi ad accorgersene? (e fa con la mano il segno delle corna)

D.Giuseppe = (si alza, seccato) La prego di non dimenticare il rispetto che deve al luogo e alla veste.

Bruno Bic.= Ha ragione, mi scusi. Fatto sta che la ragazza.....

D.Giuseppe =....la ragazza?.....(si rimette a sedere)

Bruno Bic.= .....la ragazza.....

D.Giuseppe = ....non pi ragazza.

Bruno Bic.= Ed mamma, per giunta!

D.Giuseppe = (lascia andare un cazzottone sul tavolo e si alza passeggiando nervosamente) Male! malissimo! Mi permetta di essere sincero anche se la mia sincerit dovesse offenderla. Lei, poco fa, si vantava, pur non frequentando la chiesa, di essere un giovane a posto, un ragazzo onesto; ma questa, caro ragazzo, non certo unazione onesta, anzi quanto di pi basso, volgare e disonesto vi possa essere.

Bruno Bic.= Ma....

D.Giuseppe = Non c nessun ma che possa attenuare il suo fallo. Santo Dio! Tutte a me devono capitare! (pausa) Ma ora inutile brontolare perch brontolando non si rimedia a nulla. Sentiamo che intenzioni ha riguardo a quella ragazza?

Bruno Bic.= Una sola: sposarla.

D.Giuseppe = Meno male!

Bruno Bic.= Lo vede che sono onesto?

D.Giuseppe = Senti che faccia tosta! E allora?

Bruno Bic.= E allora lei dovrebbe mettere a posto le cose.

D.Giuseppe = Gi! Lui fa il male ed io la penitenza.

Bruno Bic.= D.G., non che io abbia paura, ma....solo lei pu mettere le cose a posto!

D.Giuseppe = Ho capito! Io dovrei convincere i genitori della ragazza?

Bruno Bic.= Ecco...si...

D.Giuseppe = Perch lei non va daccordo...con questi genitori?

Bruno Bic.= Pressa poco....

D.Giuseppe = Vuol dire che far del mio meglio....e spero che davanti a una situazione tanto grave....anche i genitori si renderanno conto. Chi la ragazza?

Bruno Bic.= (si gratta la testa assai preoccupato)......la ragazza?....

D.Giuseppe = No! Mia nonna!

Bruno Bic.= .....la ragazza......

D.Giuseppe = Si decida!

Bruno Bic.= (prende il coraggio a due mani) La ragazza la Gemma!

D.Giuseppe = (rimane come fulminato, poi assesta un cazzottone tremendo alla tavola, fa il giro di questa, con la testa fra le mani e sulla comune simbatte con la signora Eufemia)

Eufemia = (che entra) D.G.

D.Giuseppe = Signora Eufemia.

Eufemia = Ho tanto pregato la Madonna!

D.Giuseppe = Brava, signora Eufemia! Torni a pregare!

Eufemia = D.G., ho detto anche il rosario.

D.Giuseppe = Ne dica un altro!

Eufemia = Ma.....

D.Giuseppe = Signora Eufemia, bisogna pregare per tutti i peccatori!

Eufemia = (scorge ora Bicelli).....pregher! pregher! (via dalla comune scandalizzata, facendosi il segno della croce)

D.Giuseppe = (si rivolge ora a Bruno) Lei non pu capire in quali acque io mi trovi....perch io...si io...dovevo combinare...Ma guarda un p se doveva capitare che lei, proprio lei, che non ha mai varcato la soglia della chiesa, dovesse innamorarsi, innamorarsi poco, di una brava ragazza, quieta, onesta, tranquilla, che vive qui, accanto a due preti....due! Due!??....perch fosse per me..un bel matrimonio e tutto....ma c il parroco, D. Ignazio, che.....Madonna santa aiutami tu, altrimenti questa la volta buona per me!

Bruno Bic.= Via, D.G., non se la prenda cos! Lei troppo intelligente per non sapere come deve comportarsi.

D.Giuseppe = Lei parla cos perch non sa che cosa c sotto, sotto.

Bruno Bic.= (brusco, duro) A me non importa sapere cosa c sotto! A me preme sposare la Gemma! E non intendo, per la caparbiet di quellaltro prete, rinunciare alla mia felicit. Io voglio bene alla Gemma con tutto il cuore, voglio quindi sposarla e dare cos il mio nome alla creatura che nascer, vogliano o non vogliano!

D.Giuseppe = Calma, giovanotto!

Bruno Bic.= Ma che calma dEgitto! Se tutti in paese hanno paura del parroco, io le dimostrer che non ne ho e sapr strappargli il consenso, che mi occorre, con le buone o con le cattive, dovessi buttare per aria la chiesa e la canonica!

D.Giuseppe = Ora basta, giovanotto! Le assicuro che lei porter rispetto alla chiesa, alla canonica, al signor parroco, altrimenti dovr fare i conte con me! E si metta bene in mente che non ho paura dei villanzoni come lei!

Bruno Bic.= D.G., badi come parla!

D.Giuseppe = E lei badi a quello che fa! E se si ritiene offeso, per quanto ho detto; ricordi bene che sono pronto a darle soddisfazione dove e quando vorr, ma non qui! Questa la canonica, l vi la casa di Dio e lei deve rispettare questi luoghi sacri, cos come deve rispettare il signor parroco, cos come deve rispettare me, prete e uomo! (pausa) Mi sono spiaciute assai le sue parole, mi ero fatto un altro concetto di lei, molto diverso, molto migliore.

Bruno Bic.= ( confuso, china la testa) Mi scusi, D.G.

D.Giuseppe = Ora va meglio.

Bruno Bic.= Mi sono lasciato trasportare....Ho fatto male!

D.Giuseppe = Ora va bene! Le confermo che far del mio meglio per trarla da questa situazione.

Bruno Bic.= Grazie! e ancora mi scusi!

D.Giuseppe = Non ne parliamo pi! Certo non ha compiuto un nobile gesto, un eroismo facendo quello che ha fatto.

Bruno Bic.= Lo so, lo so, D.G.

D.Giuseppe = Meno male.

Bruno Bic.= Ho fatto tre anni di fronte e so quali sono gli eroismi!

D.Giuseppe = (colpito) Ha fatto il fronte lei?

Bruno Bic.= Si, in Francia e in Russia.

D.Giuseppe = Bravo, mi fa piacere!.... e in che corpo?

Bruno Bic.= Bersagliere!

D.Giuseppe = Bersagliere?!

Bruno Bic.= Sergente maggiore dei bersaglieri!

D.Giuseppe = Brigante! ora capisco tutto! Ti sei detto: andiamo da D.G. lui ha un debole per i bersaglieri e.....penser ad accomodare tutto.

Bruno Bic.= No........

D.Giuseppe = Va l.....brigante (e gli lascia andare, scherzoso, qualche pugno, poi gli stringe la mano)

Bruno Bic.= E, per non vantarmi, mi sono guadagnata anche una medaglia dargento.

D.Giuseppe = Davvero? Mi fa piacere. E come te la sei guadagnata?

Bruno Bic.= Ma che centra? Ora si tratta di sposare la Gemma.

D.Giuseppe = Ma per sposare Gemma ci vorr il suo tempo....quindi, per ora, raccontami come ti sei guadagnata questa medaglia.

Bruno Bic.= Se proprio ci tiene, ecco qua: ci eravamo appostati da tre giorni ai piedi di una collina, in attesa di avanzare. Una sera il tenente raduna il plotone e ci dice: ragazzi, vedete quei cespugli in cima alla collina? Sono nidi di mitragliatrici nemiche; dobbiamo farle saltare! Preparatevi! Lazione inizier a mezzanotte. Infatti a mezzanotte usciamo dai ripari, ci disponiamo a semicerchio e protetti dalloscurit, poich la luna era nascosta dalle nubi, incominciamo a salire. A qualche centinaio di metri dalla vetta, il nemico ci individua e apre un fuoco dinferno. Vedo non so quanti dei miei compagni cadere falciati. Come se ci non bastasse, da una nube spunta la luna illuminandoci in pieno. Cerchiamo di ripararci alla meglio, ma inutilmente perch dopo pochi minuti rimaniamo in pochissimi. Il tenente, ferito ad una gamba e al petto, mi chiama e mi dice: Bicelli, siete rimasti in pochi, ma dovete farcela. Se non fate saltare quelle maledette mitragliatrici, il battaglione non potr avanzare e sar accerhiato. Va Bicelli, raduna gli altri e che Iddio ti protegga. D.G., si ha un bel dire coraggio, ma in quei momenti sentivo certi brividi per la schiena! I pochi superstiti erano vicino a me e mi guardavano. Io mi guardai attorno, vidi il tenente, i miei compagni immersi nel loro sangue, molti senza pi vita....Un brivido mi scosse...gridai: avanti ragazzi! E ci slanciammo avanti incuranti del fuoco nemico....Non so come in cinque o sei raggiungemmo l in cima.....solo ricordo che ordinai di togliere le sicure alle bombe a mano.....che piombammo vicino a quelle mitragliatrici....poi grandi fiammate...scoppi....urli.....e poi pi nulla! Rinvenni allospedale da campo, al mio fianco era il maggiore comandante il battaglione, sorridendo mi disse: bravo, Bicelli! Con tre pallottole in corpo te la sei cavata! Il battaglione fiero di te! Cos ho guadagnata la mia medaglia dargento!

D.Giuseppe = (si sar commosso al racconto, ora rialza il viso, i suoi occhi sono bagnati di pianto, tira su col naso, poi molla una pacca sulla spalla di Bruno dicendo: Bravo!

Bruno Bic.= Non ho fatto che il mio dovere. Per comprender che, come ho saputo difendere la mia bandiera e la mia patria, sapr difendere mia moglie e la mia creatura!

D.Giuseppe = Bene! Questi sono sentimenti che ti fanno onore, ma devi anche.....

Bruno Bic.= Mi dica, che devo fare per convincere quellaltro prete?

D.Giuseppe = Sentimi bene. Devi sapere che quellaltro prete una persona degnissima, una persona anziana, il parroco del paese ed lui che ha fatto da padre alla tua Gemma che rimasta orfana a due anni. Quindi tu devi portargli rispetto per tutte queste ragioni e non devi chiamarlo....quellaltro prete, perch non lo hai trovato in mezzo alla spazzatura.

Bruno Bic.= Va bene, me ne ricorder.

D.Giuseppe = Ora vai a casa. Penser io a convincere il signor parroco. Appena sapr qualche cosa di positivo, verr a trovarti.

Bruno Bic.= Grazie mille e arrivederci. (p.p.)

GEMMA .= (entra dalla comune, vede Bruno, capisce tutto e scoppia in pianto) D.G.! D.G.! (D.G. si avvicinato, ma lei si rifugia fra le braccia di Bruno)

D.Giuseppe = Ah! Don Giuseppe! D.G. ma intanto (fa cenno con le braccia di uno che abbraccia)

Bruno Bic.= Su, Gemma, non fare cos. (intanto laccarezza e la bacia)

D.Giuseppe = E anche tu non fare cos (e li divide)

Bruno Bic.= Cerco di farle coraggio!

D.Giuseppe = Ci penso io a farle coraggio. Lacrime di coccodrillo.

Bruno Bic.= Non temere, Gemma tutto si accomoder. Anche D.G. ci protegge.

D.Giuseppe = Cosa? Io non proteggo certamente questa bella roba qui!

Bruno Bic.= Ma perch vuole accorarla maggiormente?

D.Giuseppe = Gi le dir addirittura: bene! benissimo! Perch non ricominci da capo? Non pensate alla burrasca che si scatener quando D. Ignazio verr a sapere.......io rabbrividisco solo al pensarlo!

Bruno Bic.= Rabbrividire lei? Un bersagliere che ha fatto il fronte?

D.Giuseppe = Vorrei esserci ancora al fronte.

Bruno Bic.= Si, si sente ancora soldato; per combattere unaltra battaglia e vincerla! Glielo chiedo con tutto il cuore, D.G.

D.Giuseppe = Va bene, faremo anche questa battaglia e cercheremo di vincerla. Per, sino al giorno del suo matrimonio, devi promettermi che non cercherai di vedere la Gemma in nessun modo.

Bruno Bic.= D.G.....

D.Giuseppe = E lunica condizione che pongo e non transigo. Esigo la tua parola di bersagliere!

Bruno Bic.= Parola di bersagliere, non cercher di vedere la Gemma!

D.Giuseppe = Ora dietro-front e marc!

Bruno Bic.= (Si avvicina a Gemma e la bacia) Coraggio, Gemma. Vedrai che tutto si accomoder e che fra non molto saremo felici nella nostra nuova casetta. (si mette sullattenti) Ha ordini, signor tenente?

D.Giuseppe = No, niente!

Bruno Bic.= sirrigidisce ancora sullattenti poi via di corsa)

D.Giuseppe = (risponde al saluto col saluto militare. Partito Bruno, gira per il palcoscenico come ricordando i bei tempi, poi il suo sguardo si posa su Gemma e scuote la testa sconsolato) Io vorrei sapere cosa ti passato per la testa.

GEMMA .= La testa si smarrisce quando comanda solo il cuore.

D.Giuseppe = (fra s) E vero. (poi forte) Ci non toglie che non sappiate che combinare guai, dare noie, dispiaceri; a quella povera vecchia di tua madre...che quando sapr.....a D. Ignazio che avrebbe diritto a tanta riconoscenza.....e a...tutti!

GEMMA .= Ha ragione D.G., ha ragione!

D.Giuseppe = Adesso ho ragione! Adesso che tutti i nodi vengono al pettine e io, naturalmente dovr districarli! Non potevi cercare di farmelo sapere prima....avrei potuto provvedere.....ma ora....

GEMMA .= Come potevo confidarmi con lei?

D.Giuseppe = Ma adesso che il pericolo sovrasta correte tutti da me a cercare un consiglio e, quel che peggio, un paladino!

GEMMA .= (si avvicina a D.G. che in piedi, avanti, appoggiato alla tavola) D.G., non mi creda cattiva, lo so, la colpa enorme, ma io gli voglio tanto bene. Bruno ha un cuore tanto nobile e generoso! E gi tanto che ci vogliamo bene...fin da quando venne congedato! Una sera dopo la benedizione, mi fermo presso il campanile.......

D.Giuseppe = Dove?...

GEMMA .= Vicino al campanile.

D.Giuseppe = Ora capisco a che cosa serve il campanile!

GEMMA .= (prende in mano distrattamente la veste di D.G. e gliela tira) Aveva ancora addosso la sua bella divisa (D.G. le leva la veste di mano) il fez in testa........

D.Giuseppe = Non mi riguardano questi particolari.

GEMMA .= (riprende la veste come s.) E sul petto cera la medaglia.........

D.Giuseppe = Lasciami la veste!

GEMMA .= Mentre mi sussurrava tante parole affettuose, i miei occhi fissavano quella medaglia e su quella medaglia ho appoggiato il capo, mentre lui mi dava il primo bacio! D.G., gli voglio bene, mi aiuti, mi aiuti! (e piange disperata)

D.Giuseppe = Ora piangi? Ora comprendi il male che hai fatto! E non me lo sarei mai aspettato, da te mai! Tu cresciuta qui, al nostro fianco, coi nostri esempi, guidata dai nostri consigli......e tu......Gemma mi hai dato un grande dispiacere!

GEMMA .= Ha ragione, D.G., ha ragione, ma, per carit, non ci abbandoni.

D.Giuseppe = No, non temere non ti abbandono. Non si abbandona il peccatore, specie quando in pieno peccato! Non piangere pi. Prega piuttosto la misericordia Divina perch mi aiuti a compiere questopera di pace e di bene. Non piangere pi, piangendo non rimedi nulla! Va piuttosto in quella chiesa che ti ha vista bambina, inginocchiati ingenua nella preghiera e prega, prega il buon Dio come lo pregavi allora.

GEMMA .= Si.....si..(arriva sulla porta di d. si volta, D.G. col gesto, con gli occhi le indica la chiesa) (via)

D.Giuseppe = ( commosso) E una brava ragazza, malgrado tutto. Ha sbagliato, ma tutti possiamo sbagliare. Non sta a noi condannare. Se ha sbagliato in qualche modo rimedieremo.

Eufemia = (E entrata dalla comune ed ora vicinissima a D.G.) Don Giuseppe!

D.Giuseppe = (ha un gesto di noia, ma si riprende subito) Signora Eufemia.

Eufemia = Don G., ho tanto pregato e le mie preghiere sono state esaudite.

D.Giuseppe = Come?

Eufemia = Appena ho veduto entrare la Gemma in chiesa, ho pensato: lha mandata D.G. per.....(si ferma vedendo lespressione di D.G.)

D.Giuseppe = ....per.....

Eufemia = (ora timida)....per...non ricorda il nostro accordo di poco fa?

D.Giuseppe = E lei pu solo pensare che io porti cos poco rispetto alla casa del Signore per farlo diventare il posto per gli appuntamenti amorosi?

Eufemia = (ora smarrita).....Mi perdoni, D.G......

D.Giuseppe = Non sono io, signora, che posso e debbo perdonarla, ma il Signore la cui santa casa ella ha offeso con le sue parole, con le sue intenzioni.

Eufemia = .....ma....io

D.Giuseppe = Perci, signora, ritorni a pregare!

Eufemia = (cerca di ribellarsi) Ma ho pregato sinora!

D.Giuseppe = Signora torni in chiesa per fare un atto di contrizione per quanto ha detto e pensato.....devo comandarglielo?

Eufemia = No...pregher! Pregher! (via tutta umiliata)

Rita= (entrando dalla cucina) Ecco il signor parroco che arriva, lho veduto dalla finestra della cucina. (e gli va incontro)

D.Giuseppe = Allora prepariamoci ad aprire il fuoco.

D. Ignazio= (rientra con Rita)

Rita= Stanco, signor parroco?

D. Ignazio= (con aria affaticata) Eh, un pochino. Oramai sono passeggiate un p troppo lunghe per me! Buonasera, D.G.

D.Giuseppe = Buonasera, D. Ignazio

Rita= Si riposi dunque.

D. Ignazio= (siede allo scrittoio) Credevo di non farcela (durante le scene precedenti la scena si oscurata, ora quasi notte e D. Ignazio accende la lampada che sulla scrivania)

D.Giuseppe = Non avete voluto che io vi accompagnassi.

D. Ignazio= Gi, per stancarsi in due! Bellutile! E poi non si pu certo lasciare la canonica abbandonata. Ci pu sempre essere qualche cosa di imprevisto. Non per nulla c il parroco e il cappellano.

D.Giuseppe = (per niente non c il cappellano)!

Rita= Le occorre qualche cosa, D. Ignazio?

D. Ignazio= No, nulla, Rita; andate pure. (Rita via a s. - dopo una pausa) Niente di nuovo, D.G.?

D.Giuseppe = Quasi niente!

D. Ignazio= Come sarebbe a dire, quasi?

D.Giuseppe = Prima di tutto venuta lAssunta a combinare i funerali, per il suo povero Renzo. Povera donna/! Mi ha fatto veramente pena. E rimasta con tre creature, nella pi squallida miseria. Io le ho promesso, a nome vostro, tutto il nostro appoggio morale e materiale, per quanto ci sar possibile.

D. Ignazio= Avete fatto bene.

D.Giuseppe = Le ho anche detto che per i funerali non prender nulla.

D. Ignazio= Avete fatto bene.

D.Giuseppe = Grazie. Pensate poverina che non aveva neppure i soldi per fare una corona al suo povero marito.

D. Ignazio= Quanta miseria! E cos ha dovuto rinunciare anche a questa consolazione!

D.Giuseppe = (lo guarda e si gratta un orecchio) No! Veramente non vi ha rinunciato.

D. Ignazio= E come ha fatto?

D.Giuseppe = Le ho dato i denari io.

D. Ignazio= Voi? Ma se non avete mai nulla!

D.Giuseppe = Per forza, non me ne date!

D. Ignazio= E allora?

D.Giuseppe = Li ho presi in prestito.

D. Ignazio= Da chi?

D.Giuseppe = Da voi! (e sorride)

D. Ignazio= Avete sempre voglia di scherzare. Io ero assente e allora.....

D.Giuseppe = Voi eravate assente, ma in quella cartella cerano le 5000 lire della signora Eufemia e gliele ho date.

D. Ignazio= (rimane un momento perplesso, ma poi) Avete fatto bene! Quando si tratta di aiutare chi pi povero di noi...Vuol dire che il Signore le ascriver a nostro conto per il Rede rationem. E poi?

D.Giuseppe = Poi.....c in chiesa la signora Eufemia, sta pregando!

D. Ignazio= Capisco; capisco; la signora Eufemia non fa che intensificare le sue visite.

D.Giuseppe = Anche troppo.

D. Ignazio= Vuol dire che le sta molto a cuore la faccenda. E voi?

D.Giuseppe = Io? sto bene!

D. Ignazio= Ne godo, ma veramente non ci che intendevo. Non avete nessuna novit, D.G.? Avrete certamente ripreso largomento con la Gemma.

D.Giuseppe = Si, ho parlato con la Gemma.

D. Ignazio= Bravo! Bravo, D.G......e....

D.Giuseppe = D. Ignazio, vedete..oggi........ una giornata un p fuori dellordinario...Sii...Non riesco a trovare quelle paroline che occorrerebbero.....In ogni modo cercher di spiegarvi tutto, scusatemi se sar troppo crudo, troppo...brutale....ma voi sapete che tipo sono io...e...

D. Ignazio= Calmatevi, D.G., calmatevi. Non occorre scaldarsi cos! Ditemi tutto con calma e io vi ascolter.

D.Giuseppe = Meno male che almeno voi siete calmo! E allora preparatevi ad udire delle notizie inattese, troppo inattese e assai dolorose.

D. Ignazio= Parlate.

D.Giuseppe = Vi nel paese la minaccia di uno scandalo che potrebbe colpire, non solo il vostro cuore di parroco...ma potrebbe anche ferirvi nei vostri affetti pi cari!

D. Ignazio= Naturalmente si tratta di donne!

D.Giuseppe = ..E di uomini...Tutti assieme.

D. Ignazio= Si capisce.

D.Giuseppe = Una ragazza si trova nelle condizioni di dover subito provvedere al matrimonio....

D. Ignazio= .....per legittimare........

D.Giuseppe = Proprio cos. Ma c un inconveniente, grave inconveniente; la famiglia della ragazza in aperto contrasto con la famiglia del giovanotto....quindi.....

D. Ignazio= Ma si accomoderanno, perbacco! Si accomoderanno! Quando c di mezzo quel p p....chi volete che possa resistere? Cederanno, cederanno...Un bel matrimonio e tutto sar sistemato!

D.Giuseppe = (gli stringe la mano) Bravo!

D. Ignazio= E chi sono i giovani?

D.Giuseppe = Il giovanotto Bruno Bicelli.....

D. Ignazio= (scrivendo su un foglio) Bruno Bi...il figlio del mangiapreti? Benone! Metter giudizio anche lui! Sono contento!...E la ragazza?......(D.G. non risponde) D.G. la ragazza chi ?.....mi avete capito?

D.Giuseppe = D. Ignazio,se mi vedete cos preoccupato ci deve essere un grave motivo......poco fa io vi dissi che questa faccenda avrebbe potuto colpirvi nei vostri affetti pi cari....Quindi.....

D. Ignazio= Spiegatevi, D.G.! Ditemi il nome di quella ragazza (ora molto preoccupato)

D.Giuseppe = Lo avete gi indovinato.

D. Ignazio= No!!!!......ditemelo voi.....

D.Giuseppe = La Gemma!

D. Ignazio= D.G., spero che avrete fatto questo nome per uno scherzo, un cattivo scherzo......

D.Giuseppe = Non mi permetterei mai di scherzare su una faccenda tanto grave e delicata.

D. Ignazio= La Gemma!?..... (si accascia sulla poltrona vinto dal dolore, ma si rialza di scatto) D.G. questo un tranello!

D.Giuseppe = Che dite?

D. Ignazio= E mi meraviglio che abbiate potuto prestare man forte a una faccenda tanto vergognosa......Ora comprendo la vostra antipatia per la signora Eufemia ed io? ingenuo, incaricavo proprio voi...E una vigliaccheria!

D.Giuseppe = D. Ignazio (si domina subito) Comprendo che solo il dolore vi fa parlare cos e non voglio replicare, perch se laccusa lanciatami fosse stata pronunciata con calma e ponderazione avrei dovuto replicarvi...

D. Ignazio= E impossibile che non foste a parte della faccenda!

D.Giuseppe = Basta! Basta! D. Ignazio!

D. Ignazio= Basta a me?

D.Giuseppe = (con calma forzata) Vi domando scusa e con tutto il rispetto che vi debbo vinvito a troncare questo colloquio e a riprenderlo in un momento di maggior serenit! (p.p)

D. Ignazio= No.....fermatevi....vi prego! Non lasciatemi solo, in nome di Dio! E il dolore che mi ha fatto dire ci che non avrei dovuto....Perdonatemi.....(col pianto nella voce) Ma perch, Signore benedetto, gettare sulla mia, che anche la Tua casa tutto il dolore e la vergogna....perch?!....perch!.....(si accascia piangendo, si rialza subito con ira) Ma fuori! Fuori di qui!

D.Giuseppe = No! Don Ignazio, no! Non potete proprio voi allontanarli dal vostro cuore e vorrei essere io a ricordarvi che il perdono ci che illumina lombra del peccato! La Gemma....

D. Ignazio= Faccia ci che vuole, ma fuori, fuori da questa casa!

D.Giuseppe = D. Ignazio, non sarete mai voi a permettere che una ragazza, in quelle condizioni, possa allontanarsi dal conforto della religione! Non permetterete mai che la Gemma, accorata dal rimorso, possa allontanarsi da quella fede che, sola, potr permetterle di attendere serenamente la sua creatura, purificandola col pensiero alzato a Dio!

D. Ignazio= Ma stata lei stessa ad allontanarsi dalla fede, accostandosi al peccato!

D.Giuseppe = Ma siamo stati tutti dei peccatori e non dobbiamo....Comprendo il vostro dolore, D. Ignazio e Dio sa quanto avrei dato per risparmiarvelo! Ma al di sopra del nostro dolore vi un dovere sacro santo da compiere! Quel dovere che anche lui, il suo seduttore, pur lontano dalla chiesa, riconosce ed invoca, quel dovere che pi di tutti avete voi: benedire lunione di due creature che vogliono tornare fra.......le braccia di Nostro Signore!

D. Ignazio= (cocciuto) No! Assolutamente no!

D.Giuseppe = Pensateci, D. Ignazio, pensateci! Parlando cos voi smarrite la fede!

D. Ignazio= Io?

D.Giuseppe = Si! Proprio voi! Voi, che davanti a un fatto compiuto, che annulla i vostri progetti e le vostre speranze, negate la vostra benedizione ad un vincolo cristiano, ponendo cos la fede dietro le vostre aspirazioni e, scusatemi, dietro la vostra cocciutaggine.

D. Ignazio= (con forza) Don Giuseppe! Vi proibisco!

D.Giuseppe = Ma si! Potrete proibirmi tutto, valendovi della vostra autorit di parroco potrete anche scacciarmi dalla vostra casa come un colpevole, potrete privarmi della gioia dellaltare......Potrete tutto! Ma non potrete mai proibire a me.....a questo povero, indegno prete di manica larga......a questo prete bersagliero, di offrire la sua benedizione a quei due giovani, cerco di interpretar la fede pi di quanto voi ora la rifuggiate!

D. Ignazio= Contro di me?

D.Giuseppe = Non contro di voi....Non mi fraintendete: ma con la fede! Con la mia vera grande fede! Don Ignazio! (via di fondo)

D. Ignazio= Dio mio! Mio buon Dio! Proteggimi tu! Illuminami tu! (le campane suonano lAve Maria e mentre D. Ignazio si accascia cala il sipario)

FINE ATTO SECONDO

ATTO TERZO

E trascorso circa un mese dallatto precedente. E mattino.

D. Ignazio= (E seduto allo scrittoio, pallido e triste.)

Eufemia = (E seduta di fronte a lui.)

D. Ignazio= Lei non pu credere, cara signora Eufemia, che cosa siano costate al mio cuore queste giornate.....Non so darmi pace!

Eufemia = Lo credo, D. Ignazio, lo credo!

D. Ignazio=Da un mese la mia povera casa un inferno! Un inferno, creda! E pensare che prima era tutta pace e serenit. Persino D.G. che non stava mai zitto......ora non dice pi una parola.

Eufemia = Ah! Quel D.G.!

D. Ignazio= In fin dei conti, che centra D.G.?...Non dico che sia senza torti.....Ma lopera nefasta di satana.....Sempre di satana!

Eufemia = E D.G. gli alleato!

D. Ignazio= Signora Eufemia!

Eufemia = Creda, D. Ignazio, quello un prete fuori serie! E vestito da prete, ma sotto quella veste si nasconde un mezzo scavezzacollo! Troppa spregiudicatezza! Troppa!

D. Ignazio= Non crede.....

Eufemia = Per esempio, stamattina lho visto passare alle sei e non ancora tornato, che io sappia, dove va? dove gironzola?......Mistero!

D. Ignazio= Macch mistero......Va in giro per la parrocchia, com suo dovere.

Eufemia = Per fortuna che il cappellano, perch se fosse il parroco, le assicuro, sarei andata ad abitare altrove!

D. Ignazio= Ma no.....Non dica cos......

Eufemia = Tutta colpa sua! Sua!

D. Ignazio= Che cosa?

Eufemia = Che tutto sia andato a monte......(quasi piangendo).....il mio povero Giacinto!......Non sa darsi pace!...Mi morir.....

D. Ignazio= Ma no! Vedr che si consoler!......Circa D.G. non ha nessuna colpa....La fatalit ha voluto che giungesse in ritardo!

Eufemia = Che oscenit! Locchio dritto della superiora! Me ne rallegro!

D.Giuseppe = (Entra dal fondo leggendo il breviario) Domando scusa.....(p.p.)

D. Ignazio= Avanti, avanti, D.G. che diamine!

Eufemia = (si alza di scatto come sente la voce di D.G.) Sono di troppo?

D. Ignazio= Neppure per sogno, signora Eufemia! Rimanga comoda!

Eufemia = Grazie! (dura, rigida si risiede).

D. Ignazio= Siete stanco, D.G.?

D.Giuseppe = Oggi no.

D. Ignazio= Avete percorso molto strada?

D.Giuseppe = Abbastanza.

D. Ignazio= E che c di nuovo?

D.Giuseppe = Nulla.

D. Ignazio= Possibile? Avrete pur parlato con qualcuno.

D.Giuseppe = Con nessuno (p.p. a sinistra)

D. Ignazio= E vi occorre qualche cosa?

D.Giuseppe = Si, una tazza di caff. Con permesso. (via in cucina)

Eufemia = Prego!

D. Ignazio= Ha visto? Sempre cos. Non gli si leva una parola di bocca pi dellindispensabile. Persino a tavola legge i fioretti di S. Francesco.

Eufemia = Ha bisogno dimparare.

D. Ignazio= A tacere?

Eufemia = Anche.

D. Ignazio= Il male che oggi bisogna parlarne, ed io non so nulla.....N dove si trovi la Gemma.....n dove sia laltro....Cosa stiano combinando.....nulla!

Eufemia = E lasci che facciano, tanto ora mai....

D. Ignazio= Gi, bel parroco sarei comportarmi cos! Ma che sventura, sig. Eufemia! Che sventura!

Eufemia = (alzandosi) Vuole allora che andiamo per queste tovagliette dellaltare?

D. Ignazio= Simmagini, signora Eufemia. Con tutte queste cosaccie mi era passato di mente....Che disgrazia!....che disgrazia...(via a d. con Eufemia.)

D.Giuseppe = (entra sorseggiando il caff seguito da Rita).

Rita= E troppo carico?

D.Giuseppe = Questo troppo scarico! (raschia lo zucchero e lo ingoia) Mandiamo gi lo zucchero, fra tanto amaro non guasta! Ecco fatto (d la tazza a Rita).

Rita= (fa per andare, ma poi si ferma e piangendo) D.G., mi...dica qualche cosa....mi rassereni....mi dica dov la mia Gemma! Abbia piet di me. Pensi che non chiudo occhio...non mangio... non ne posso pi!

D.Giuseppe = Su, Rita, non piangete. Pensate soltanto che la bont di nostro Signore infinita.

Rita= Mi dica, dunque.......

D.Giuseppe = Che posso dirvi? Fidatevi di me. Sapete che non sono tipo da abbandonare le cose a met. Quando promisi di fare mia la causa della Gemma, ero sicuro del risultato...ma occorre lasciarmi agire! Vedrete che anche D. Ignazio finir per cedere...Certo non sar facile....ma ceder...oh!..se ceder!

Rita= Quanti giorni ancora di sofferenza!

D.Giuseppe = Forse meno di quanti pensiate. Pi presto di quanto crediate la Gemma torner per chiedervi quel perdono che voi...le avete gi accordato.

Rita= Che posso fare?....Sono sua madre!

D.Giuseppe = Sicuro! e guai se parlasse diversamente! E allora la signora Rita si preparer a fare il suo passo nella via gerarchica...(Rita guarda e non capisce)....nonna, perbacco! nonna! E si cominceranno a trovare anche qui, fra le tovagliette dellaltare, certe cuffiettine.....rosa o celesti?...questo non lo so..e la signora Rita, nonna, stirandole lascer cadere una lacrimuccia che avr il sapore di un bacio....D. Ignazio continuer per una settimana e forse meno a fare il broncio....poi, un bel giorno....incaricher proprio Giacinto di tenere ben pulito, terso il fonte battesimale per....battezzare la creatura di Gemma!

Rita= Fosse domani! (e quasi sorride)

D.Giuseppe = Sar cos, vedrete.

Rita: Io vorrei che il Signore parlasse per bocca sua.

D.Giuseppe = Ed io ho proprio creduto di interpretare la volont del Signore, comportandomi come mi sono comportato. Se invece avr sbagliato........vuol dire che il Signore mi metter a debito anche questa..tanto una pi una meno.......

Rita= Basta, speriamo bene.

D.Giuseppe = Coraggio, Rita, tutto sta per finire.

Rita= Grazie, D.G. (via a s.)

D.Giuseppe = Povera vecchietta! (siede alla tavola e legge il breviario)

D. Ignazio= (Rientra da d.) (guarda D.G. spera che questo parli, ma siccome non cos, sbuffa, va alla comune, guarda il cielo) Che magnifica giornata! Che sole! Sembra persino che Iddio voglia mettere in contrasto la serenit del cielo, con lanimo travagliato dei suoi figli indegni......non vi pare, D.G.?

D.Giuseppe = (senza alzare gli occhi dal libro) Mah!

D. Ignazio= Dov mai la nostra quiete di un tempo?

D.Giuseppe = Beh!

D. Ignazio= ( seccato ma si trattiene) Sembra proprio una punizione del cielo!

D.Giuseppe = Mah!

D. Ignazio= Mah, beh!!.....non sapete dire altro?

D.Giuseppe = E che posso dire?

D. Ignazio= Mi pare che potreste parlare un p pi schietto. Da un mese si fatica a levarvi una parola di bocca.

D.Giuseppe = E vero! Tardivo, ma utile ravvedimento. Mi sono finalmente accorto di avere sempre chiaccherato troppo, ed ora: chiusura (con un fischio fa latto di mettere un catenaccio alla bocca) Faccio conversazione di dentro; cos non nascono guai.

D. Ignazio= I guai nascono anche tacendo! Invece di tenere la bocca sigillata, dovreste venire in aiuto a questo povero vecchio prete, che non sa pi dove sbattere la testa!

D.Giuseppe = Ma che dite, D.G.? Come posso io, come pu questo povero scampolo di cappellano, permettersi di dare dei consigli a voi, vecchio parroco pieno di esperienza e di buon senso!

D. Ignazio= Temo di essermi comportato come un vecchio imbecille!

D.Giuseppe = Lo credo anchio! (si tura la bocca, ma ormai detta.) Sentito? Appena apro bocca questa maledetta lingua mi va di traverso! E meglio che stia zitto. (si rimette a leggere).

D. Ignazio= (dopo una pausa) Alle corte, D.G., dov la Gemma? Che fa?

D.Giuseppe = (ha un sospiro di sollievo che nasconde)....ma....io

D. Ignazio= (ora assume unaria grave, autoritaria) D.G., vi ricordo che io sono il parroco e voi il cappellano! (ora concitato, commosso) E un mese che non se ne parla! E ci male! Molto male! Il pensiero di quei due ragazzi mi tormenta giorno e notte.....e anche voi, in questo frattempo, vi siete allontanato da me.

D.Giuseppe = (ha lasciato il suo libro e si alzato) No, D. Ignazio, questo non doveva dirlo! Non sono stato io ad allontanarmi da voi, ma sono stati gli avvenimenti. In questo periodo doloroso io vi sono stato vicino, col mio cuore, pi di quanto possiate immaginare, sperare! E, mentre voi, smarrito, non sapevate che fare, io, io solo cercavo di riparare, di sopire lo scandalo, giungendo faticosamente l dove di comune accordo si sarebbe giunti subito. Se voi, invece di recriminare, vi foste lasciato convincere, saremo giunti, senza perdere tanto tempo, a quella conclusione alla quale ho dovuto giungere io da solo, visto che il signor parroco non ne voleva sapere!

D. Ignazio= (crede di comprendere, la voce gli trema) Don Giuseppe......fate......voi......

D.Giuseppe = Li ho benedetti come avevo promesso a me stesso!

D. Ignazio= Grazie! Grazie! Don Giuseppe (vorrebbe baciargli la mano, ma D.G. lo stringe al petto)

D.Giuseppe = D. Ignazio, ora vi riconosco, riconosco il vostro cuore! La Gemma vi vuol pi bene di prima.....

D. Ignazio= ....Davvero?.....

D.Giuseppe = Si, perch ha compreso il male che ha fatto. E non fuggita, come dicevano le buone lingue, tipo la signora Eufemia. Lho condotta io stesso, una mattina allalba, in un asilo sicuro poco lontano da qui, e non ha mai veduto Bruno! Io, daccordo con Bruno, ho provveduto affrettatamente a tutte le formalit necessarie e stamattina....

D. Ignazio= Stamattina.....

D.Giuseppe = Senza alcuna pompa nellaustero clima di un rito semplice e soave, ho celebrato il loro matrimonio.

D. Ignazio= (gli stringe la mano commosso e grato)

D.Giuseppe = (lo fa sedere e siede anche lui) Non tanto lontana da qui, sulla collina, quasi nascosta dai pini, vi , e voi lo sapete, una bianca chiesetta e pare che il Signore labbia posta proprio l in cima per ricevere quei pochi veramente cristiani che per arrivare sino a lui, devono faticare, sudare per il faticoso sentiero! Quarantanni fa in quella piccola chiesetta voi avete celebrato la vostra prima messa. Fu l che iniziaste la vostra vita di fede e di rinuncia! A pochi passi dalla chiesa vi un cimiterino e in quel cimiterinon allombra di una misera croce, riposa quella santa donna che fu vostra madre. (si segnano) Dio labbia in gloria! L sono conservati i vostri pi cari ricordi ed l che stamane mi sembrava di rivedervi per rivivere, assieme alle speranze di quei due giovani, le vostre speranze di un tempo...ma;...purtroppo voi non ceravate! Cera solo un povero prete e due ragazzi che chiedevano perdono a Dio; e lo supplicavano di benedire un alore????? che in quel momento stava diventando il vincolo di tutta una vita!...E subito dopo...quegli...stessi ragazzi...cogli occhi bagnati di pianto....ma con la gioia nel cuore....si sono inginocchiati dinanzi alla tomba di vostra madre per deporre un fiore e recitare la...pi calda preghiera.....(il pianto gli vela la voce) cos il cappellano rende conto al parroco del suo operato!

D. Ignazio= ( commosso pi di D.G.) Grazie, D.Giuseppe.....siete proprio un sacerdote....un sacerdote.....alla....

D.Giuseppe = .....alla bersagliera!

D. Ignazio= Si, alla bersagliera! (si abbracciano)

D.Giuseppe = Finalmente! Mi avete levato un peso da qui (indica il petto) di qualche tonnellata! Ve lo immaginate: un mese senza parlare; io! Roba dellaltro mondo!

D. Ignazio= Ma perch tacevate sempre?

D.Giuseppe = Tacevate anche voi!

D. Ignazio= Io tacevo come un mulo!

D.Giuseppe = No! D. Ignazio, queste cose non voglio sentirvele dire! Il mio parroco non pu essere un mulo.....

D. Ignazio= Grazie, D.G.

D.Giuseppe = ...un asino, si!!

D. Ignazio= D.G., ricominciate?

Eufemia = (d.d.) Cose...cose dellaltro mondo! (entra dal fondo furibonda accompagnata da Giacinto tutto mogio mogio)

D. Ignazio= Che cosa accade, signora Eufemia?

Eufemia = Che accade? Ma come non sa?....Non sa?

D. Ignazio= Veramente.....

Eufemia = (al colmo dellindignazione) Insieme! Insieme!...e a braccetto.... Cos...(e fa latto)

D. Ignazio= Ma chi?

Eufemia = Ci vuole della faccia tosta!

D. Ignazio= Ma chi?

Eufemia = La Gemma e il ganzo! (col massimo disprezzo) La scomunica ci vorrebbe! La scomunica!

D. Ignazio= Ma che scomunica!

Eufemia = Come?!....Anche lei? Finch si trattava di D.Giuseppe transeat???? ma proprio lei!....

D. Ignazio= (un p sostenuto) Si, signora Eufemia, io non posso che approvare il contegno della Gemma e di suo marito!

Eufemia = (come se fosse colpita da una mazzata) Suo marito?......e da quando?

D. Ignazio= Da stamane.

Eufemia = E chi ha celebrato?

D.Giuseppe = (si avanza tutto tronfio, col petto in fuori, indicando s)

Eufemia = Lui?!

D. Ignazio= E col mio consenso.

Eufemia = E va bene! Accettiamo anche questa!

D.Giuseppe = Vorrei vedere il contrario!

Eufemia = Per, caro D. Ignazio mi ritenga sin dora dimessa dalla carica di anzian delle terziarie! (prende per mano Giacinto p.p.)

D. Ignazio= Come crede!

Eufemia = Nonch dallordine del Corpus Domine e Giacinto...far altrettanto! Ho detto e.....tanti saluti! (via come un bolide trascinandosi Giacinto.)

D. Ignazio= La signora Eufemia mi ha veramente stupito. Non lavrei creduta capace di tanto!

D.Giuseppe = Che vi dicevo? Quella un p per volta diventava il parroco, qui dentro, voi andavate a suonare le campane!

D. Ignazio= (comicamente dubbioso) Mah!

Rita= (dalla cucina, sempre triste) Signor parroco, preparo per la colazione?

D. Ignazio= Si, brava e provvedete a farla pi accurata del solito....

D.Giuseppe = .....e pi abbondante!

D. Ignazio= Perch oggi abbiamo due invitati....vero, D.Giuseppe.?

D.Giuseppe = Due e.........mezzo!

D. Ignazio= D.Giuseppe!!......

Rita= Due invitati?

D. Ignazio= Non capite? La Gemma e suo marito!

Rita= (sbalordita) La Gemma e suo marito.....Ma veramente? Ah! D. Ignazio che gioia.......(vorrebbe baciargli la mano)

D. Ignazio= No, Rita, lui che dovete ringraziare, perch lui che ha fatto tutto!

D.Giuseppe = .......Io?........D. Ignazio!

Rita= D.G., come potr dimostrarle la mia riconoscenza?

D.Giuseppe = C un modo: mi preparate un piatto di pasta asciutta cos, una bistecca tanto.........e siamo pari!

Rita= Ma subito, subito......Vado a comperare il necessario. Ma come sono felice! Come sono felice (via dalla comune)

D.Giuseppe = Avete visto che ci voleva per renderla felice?

D. Ignazio= Siete proprio un cuor doro!

Rita= (rientrando tutta agitata) Sono qui, sono qui......ma forse non hanno il coraggio di entrare.......

D.Giuseppe = Invitateli voi, D. Ignazio

D. Ignazio= (va sulla porta) Avanti, avanti, entrino!

Bruno Bic. (entra con la Gemma che si butta fra le braccia di sua madre) Signor parroco, tardi ma sono arrivato anchio!

D. Ignazio= Avanti, caro giovanotto. Oggi, forse, comprender che la santa chiesa sempre pronta ad accogliere nel suo grembo anche coloro che ne furono sempre lontani e, se, fino ad oggi non stato un buon cristiano si prepari a diventarlo, non solo, ma si prepari ad essere un buon pap!

Bruno Bic.= Non dubiti! La scuola di D.G. mi stata molto salutare!

D. Ignazio= Bravo!

Bruno Bic.= E, se lei lo permetter, il primo maschio che avremo porter il suo nome!

D. Ignazio= Grazie, Bruno; accetto il pensiero. Ma il merito tutto di D.G., quindi dovete rivolgervi a lui.

Bruno Bic.= Certo, si chiamer: Don Giuseppe......Giuseppe.

D.Giuseppe = No! no...Piuttosto, se volete dimostrarmi la vostra benevolenza, vorrei suggerirvi un altro nome: quello del mio povero fratello morto fra le mie braccia. Povero Tonino!......(a Bruno) Sai....era capitano dei bersaglieri!

Bruno Bic.= Si chiamer Tonino!

D. Ignazio= Ed ora.....va, Gemma, ad aiutare la mamma a preparare la colazione.

Rita= Si, altrimenti non si va pi a tavola!

D.Giuseppe = Rita, non facciamo scherzi col mangiare.

Rita= Non si preoccupi, D.G., non ho fatto a tempo ad andare a prendere la bistecca, ma in cortile ci sono delle belle gallinelle..... tiro il collo a due di quelle.....

D.Giuseppe = Meglio quattro! (tutti ridono)

GEMMA .= Permette, signor parroco, che Bruno venga di l con noi?

D. Ignazio= Andate, andate, cari figlioli.

GEMMA .= Grazie, D. Ignazio, e mi perdoni. (gli bacia la mano)

Bruno Bic.= Io....(non so cosa dire).....non so esprimerle la mia gioia...(gli baciala mano).....grazie! (via in cucina con Gemma - Rita li ha gi preceduti).

D. Ignazio= Avete visto, D.G.? ( raggiante) Tutte le pecorelle smarrite ritornano allovile!

D.Giuseppe = E tutte le gallinelle verranno qua (indica la pancia).

D. Ignazio= E tutto in grazia vostra. Siete un santuomo! Ora vado in chiesa a ringraziare il Signore per aver ridonata a questa casa la quiete e la serenit! (via a destra)

D.Giuseppe = (apre la porta di cucina e grida) Rita facciamo presto altrimenti.....troverete qui un cadavere! - Eppure una bella coppia! E questo nulla....quando ci saranno una dozzina di bersaglierini....(fa cenno analogo con la mano) E pensare che D. Ignazio non ne voleva sapere, ma io lo conosco e sapevo che avrebbe finito per essere felice! Insomma anche questa fatta! (si guarda attorno, vede che non c nessuno e incomincia a cantare linno dei bersaglieri):

QUANDO PASSANO PER LA VIA GLI ANIMOSI BERSAGLIERI,

SENTO AFFETTO E SIMPATIA PEI GAGLIARDI MILITARI,

VANNO RAPIDI E LEGGERI QUANDO SFILANO IN DRAPPELLO

QUANDO IL VENTO SUL CAPPELLO FA LE PIUME SVOLAZZAR

D. Ignazio= ( entrato e veduto D.G. tutto entusiasmato) D.G.?! D.G.?!.....Ma cosa fate? (con finta severit) Siete impazzito? (vedendo il viso contrito di D.G.) Ma via, cantate, per oggi cantate pure! Ve lo siete meritato!

D.Giuseppe = Davvero? Posso cantare? Oggi mi sfogo! E scommetto che quasi quasi oggi cantereste anche voi, il male che non la sapete, ma ve la insegno io.

D. Ignazio= (lo precede e canta) QUANDO PASSANO ecc...........

D.Giuseppe = (rimane sbalordito) Brigante! La sapete meglio di me! E allora cantiamo insieme: (stanno per cantare, ma prima lontana poi sempre pi vicina si sente la fanfara dei bersaglieri! Venite, venite a vederli! (si tra su la tonaca e si precipita alla comune imitato da D. Ignazio, tira fuori il berretto da bersagliere da una tasca e se lo calza) Salutate! Salutate! (agita il berretto, fa salti di gioia, imitato dal corpulento D. Ignazio La fanfara ora vicinissima e CALA LA TELA.

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