D O N N E
Commedia in tre atti (12 quadri)
di Clare Boothe Luce
(Versione di Vinicio Marinucci pubblicata su IL DRAMMA, Anno 21, n. 2-3 del 1 e 15 dicembre 1945)
PERSONAGGI
MARY HAINES
SILVIA FOWLER
CRYSTAL ALLEN
PEGGY DAY
EDITH POTTER
NANCY BLAKE
CONTESSA DE LAGE
SIGNORA MOREHEAD
MIRIAM ARONS
PICCOLA MARY
MISS FORDYCE
MISS WATTS
MISS TRIMMERBACK
OLGA
JANE
LUCIA
HLNE
SIGNORA WAGSTAFF
1a PARRUCCHTERA - 2a PARRUCCHIERA
PEDICURE
MASCHERA DI FANGO
EUPHIE
INGRID
CAPO REPARTO
1a COMMESSA - 2a COMMESSA - 3a COMMESSA
1a INDOSSATRICE - 2a INDOSSATRICE - SARTA
PRINCIPESSA TAMARA
ISTRUTTRICE - INFERMIERA - MAGGIE
1a RAGAZZA - 2a RAGAZZA
1a DONNA DI MONDO - 2a DONNA DI MONDO
SADIE
VENDITRICE DI SIGARETTE
VECCHIA SIGNORA
DEBUTTANTE
UNA RAGAZZA IN IMBARAZZO
♦ Negli Stati Uniti d'America, oggi.
ATTO PRIMO
PRIMO QUADRO
Stanza di soggiorno in casa di Mary Haines. Oggi, le stanze di soggiorno in Park Avenue sono arredate con una significativa indifferenza verso il fatto che la nostra societ non ancora ridotta a un unico sesso. Esse riflettono in tutto il gusto delle loro proprietarie, senza la minima considerazione del perdonabile diritto del proprietario di trovarsi a suo agio nell'arredamento di casa propria. La stanza di soggiorno di Mary Haines non cos. Un uomo la riterrebbe perfettamente confortevole. Questo, senza sacrificare nulla del suo sottile fascino femminile. Sul caminetto v' un grazioso ritratto dei figli di Mary, una bambina di undici anni e un bambino di cinque o sei. A destra, una porta verso l'interno, a sinistra, un'altra che conduce all'ingresso. Nel centro un divano, una poltrona, un tavolinetto da t con le sedie. In buona luce verso la finestra, un tavolo da bridge.
(Al levarsi del sipario, Jane, una graziosa e correttissima camerierina di origine irlandese, sta preparando il tavolo da t. Quattro donne stanno giocando al bridge, in una nuvola di fumo da vettura fumatori. Esse sono: Nancy, che tagliente, ma non acida; smilza, ma non elegante; di mondo e ancora vergine a 35 anni. La sua compagna Peggy, graziosa, dolce, di 25 anni. Quindi Silvia, elegante, levigata, felina, di 34 anni. E la sua compagna Edith, che una grassoccia matrona di 33 o 34 anni, costosamente vestita. Indifferente a tutto tranne che a se stessa, Edith incapace tanto di una deliberata malizia quanto di una spontanea generosit).
SilviaE cos ho detto a mio marito : Che vorresti che facessi? Che me restassi in casa a rammendarti le calze? Allora, perch si hanno i denari? Perch si tengono i servitori?.
NancyNon li tenete a lungo, veramente... (Poggiandoil mazzo di carte) A voi, Peggy.
Peggy Non spetta alla signora Potter? Io ho aperto con quattro picche. (Silvia pone con fermezza le carte dinanzi a Peggy. Peggy, di nuovo in errore, distribuisce).
Silvia La seconda mano, hai fatto. E sei andata sotto di mille. (Con aria di protezione) Tesoro, credo che sia troppo per te.
Peggy No, cara. Non sono povera.
Silvia Se il tuo bridge non migliora, lo diventerai presto.
Nancy Oh, basta, Silvia. Gioca soltanto finch non torna Mary.
Silvia (pettegola) Jane, che cosa sta facendo la signora Haines?
Jane (in tono di rimprovero) Sta con quella venditrice di biancheria che le avete mandato voi, signora Fowler.
Silvia Glie l'ho mandata per liberarmene, e non perch comprasse qualcosa. (Jane esce) Peggy offri.
Peggy Oh, io? Passo.
Silvia (fissando Peggy) Non vuole concentrarsi.
Nancy E' innamorata, Dio la benedica. Quando sar sposata da tanto tempo quanto lo siete voi, forse sar capace di concentrarsi su un argomento cos vitale come il bridge.
Silvia (annoiata) Un'altra conferenza sulla donna moderna?
Nancy Me ne guardo bene. Passo.
Silvia Io mi considero un'ottima moglie. Ho sacrificato una quantit di cose per Howard Fowler. Duo picche. Dedico ai miei bambini altrettanto tempo quanto ogni altra mia amica.
Nancy Eccetto Mary.
Silvia Oh, Mary, naturalmente. Mary un'eccezione.
Nancy Giustissimo. (Di nuovo aspettano Peggy) Peggy?
Peggy (incerta) Non era un atout? (Edith si alza improvvisamente. Ha delle nausee).
Silvia (in tono di stanchezza) Edith! Non mi dirai che sei ancora...
Edith Non avrei dovuto mangiare quella pera! Mi far peso tutto il giorno: Ah, questa l'ultima volta che passer attraverso questi maledetti guai! Quattro picche. Se fossero gli uomini a fare i figli... non ci sarebbe mai...
Nancy Pi di un bambino in ogni famiglia. E sarebbe un maschio. Passo. (Edith si abbandona sull'orlo della sedia, poggiando le sue carte).
Peggy Vorrei averlo io, un bambino. Ma non possiamo permettercelo ancora.
Silvia E non ci arriverai mai, se non impari a giocare. (Aggiustando le carte di Edith) Ma, Edith! Potevi fare uno slam!
Edith (alzandosi in fretta) Oh, non posso resistere. Aspetta quando ne avrai tre anche tu, Peggy. Rimpiangerai le bambole, allora. (Esce precipitosamente).
Silvia Io voglio molto bene a Edith, ma certe volte non riesco a sopportarla. Sembra che passi chiss che cosa, e invece il dottore mi ha detto che per lei come sbucciare un pisello. Avrebbe dovuto provare quello che capitato a me. Hai un re, Peggy? (Peggy, compiacente, gioca il re) Grazie, cara. Slam. Quando venuta Cinzia, ho avuto il taglio cesareo. (Si alza, accende una nuova sigaretta e va ad appollaiarsi sulla poltrona) Ma ho mantenuto la linea. Per non si pu fare una colpa a suo marito se si diverte un po'...
Peggy Come, suo marito?...
Silvia Oh, ha fatto approcci con tutte. Veramente, di cattivo gusto per un uomo passarsi le amiche della moglie, specialmente quando grasso e calvo. Una volta gli ho detto: Phelps Potter, la prossima volta che mi stringete, vado difilato da Edith.
Nancy E ci sei andata?
Silvia No! Non darei un dispiacere ad Edith per qualsiasi cosa al mondo. Beh, non si possono incolpare gli uomini. Per, bisogna dire una cosa a favore di Edith: non stupida come certe mie amiche. Sa tutto di lui.
Peggy E credi che lui sappia di lei?
Silvia Che cosa vuoi dire?
Peggy Se la sentissi come parla di lui!
Silvia Cara Peggy, che ne sappiamo di quello che dicono di noi gli uomini, quando non li possiamo sentire?
Nancy Qualcosa si sa...
Silvia Oh, ben poco! Tu sei sposata da troppo poco tempo per esserti fatta un'opinione personale di tuo marito.
Peggy Beh, se l'avessi, la terrei per me. Credi che andrei a parlare delle liti che facciamo io e John per il denaro? Sono troppo orgogliosa! (Edith rientra. Si avvicina al tavolo da t e prende una manciata di sandwiches).
Silvia Tutto a posto?
Edith Oh, era un falso allarme. Novit?
Silvia Soltanto uno slam, cara.
Edith Scommetto che mi avete cucinato a puntino.
Silvia Io non dico mai alle spalle delle mie amiche quello che potrei dire loro sul viso. Dicevamo che dovresti dimagrire.
Edith E' inutile digiunare, nelle mie condizioni. E poi, ho una cuoca meravigliosa. Era quella di Mary. Mi ha detto che Mary l'ha licenziata perch faceva cibi troppo stravaganti. Ma la nuova cuoca di Mary tutto il contrario. (Esamina un sandwich) Crescioni. Mi sembra di ruminare in un prato.
Silvia Mi pare che Mary sia andata gi terribilmente, in questo inverno. Avete notato quei solchi, qui? (Fa segno col dito intorno alla bocca).
Nancy Le rughe del sorriso. Tragiche, no?
Silvia Forse s. Certe volte, ci si preparano dei dispiaceri, quando... quando ci si abbandona troppo.
Nancy Vuoi dire... quando si felici?
Peggy Suo marito le vuoi bene in un modo!
Silvia (lanciando ad Edith uno sguardo significativo, e una risatina di soppiatto) Gi, vero?
Nancy (freddamente) E tu non puoi proprio sopportarlo, no, Silvia?
Silvia Sopportare cosa?
Nancy La felicit di Mary. Ti avvilisce.
Silvia Oh, senti! se c' una cosa che posso dire di me stessa che non sono mai stata gelosa di un'altra donna. Perch dovrei essere gelosa di Mary?
Nancy Perch tranquilla, soddisfatta. Soddisfatta di essere quello che .
Silvia E che cos'?
Nancy Una donna.
Edith E si pu sapere, che cosa siamo noi?
INanct Femmine.
Silvia Davvero?... E che cosa sei, tu tesoro?
Nancy Quello che alla mia et la natura aborre maggiormente, una vergine. Un essere gelato.
Edith Vorrei tornare ad essere una vergine. L'unico divertimento che ho avuto stato quello di resistere a mio marito. Dovresti ringraziare Dio tutte le notti di non dover fare sacrifici per un uomo.
Peggy Vorrei poter fare un po' di soldi scrivendo come voi, signorina Blake.
Nancy Non ne faresti troppi, scrivendo come me.
Silvia Non sei una scrittrice molto popolare, vero, cara?
Nancy Per te, no. Ma ho buone notizie: ho finito il mio libro e mi preparo a lasciarvi ancora una volta.
Peggy Oh, vorrei tanto poter viaggiare! Dove andrete stavolta, signorina Blake?
Nancy In Africa, a caccia.
Silvia Ti approvo, cara. Preferirei trovarmi ogni giorno dinanzi a una tigre, piuttosto che agli articoli che hanno scritto sul tuo ultimo libro.
(Entra Mary. E' un'amabile donna sui 35 anni. Il suo aspetto quello delle nostre figlie felicemente sposate. Porta numerose scatole bianche).
Mary Scusatemi ragazze. (Scherzando) Silvia, devi proprio mandarmi sempre delle creature afflitte e lacrimose come quella venditrice di biancheria? E' stata una mezz'ora molto costosa, per me.
Peggy (guardando Silvia) Anche per me, signora Haines.
Mary (ridendo) Sciocchezze, Peggy, giocavi per me. Tieni (porge a Peggy una scatola). Non aprirla. ora. E' un giacchettino da letto o un giubbetto da t. O qualcosa imbottita. Non so bene. Piangeva tanto.
Silvia Non avrai mica creduto alle storie patetiche di quella donna?
Mary Certo che le ho credute. (In realt non vero) In ogni modo, si trova molto peggio di te e di me. (Poggiando un'altra scatola) Edith, piccole guarnizioni...
Edith Quanto sei cara! (Di nuovo le riprendono i suoi disturbi) Oh, mio Dio! Sono proprio mal ridotta. (Siede).
Silvia E' una femmina. Le femmine danno molte noie.
Nancy Anche prima di nascere?
Edith Non m'importa cosa sia. Ho perduto tutto, compresa la mia curiosit. Perch Dio lo fa durare
Nancy (incoraggiante) Per gli elefanti, dura sette anni.
Edith Vorrei essere un elefante. Ci somiglier prima di finire, ma non doversi preoccupare pi per sette anni, sarebbe il paradiso.
Mary (ridendo) Oh, Edith, lo so che penoso, ma quando finito, non la cosa pi splendida del mondo, avere i piccoli?
Edith Li amerei ugualmente se nascessero sotto i cavoli.
Nancy E tuo marito si accorgerebbe appena della differenza.
Jane (entrando con la teiera) Signora, il signore vorrebbe parlarvi al telefono.
Mary Oh, me lo sentivo! (Alle altre) Dovr rimanere in ufficio anche stasera. (Esce).
Silvia Digli tante cose da parte mia, tesoro.
Mary (fuori scena) Bene.
Silvia (non ne lascia passare una) Nancy, non potresti sbagliarti di pi riguardo a me e Mary.
Nancy Ti sei offesa?
Silvia Sono addolorata per lei, piuttosto.
Nancy E perch?
Silvia (misteriosamente) Beh, per quanto se ne sa, lei vive nelle nuvole, riguardo a Stefano.
Nancy Rimandiamo questo a pi tardi, Silvia. Jane, sono tornati i bambini?
Jane S, signorina. Appena ora, dal parco. (Edith si alza. Silvia, coi gesti, le fa segno di non lasciare la stanza. A Nancy, che si avviata, non sfugge. Per un momento ella esita sulla porta).
Peggy (alzandosi) Mi piacerebbe vedere la bambina, signorina Blake.
Nancy (precedendo Peggy) Venite, piccola. E' il nostro turno sulla graticola, ma non c' da preoccuparsi. Voi avete un marito povero, io non ho nessuno. (Escono).
Edith (va al tavolo da t e riempie due tazze. Jane vuota i portacenere) Questa l'ultima volta che gioco a bridge con Nancy. Non perde occasione per lanciare una frecciata. Eppure, non le restano che le amiche. (Jane esce da sinistra, chiudendo la porta di destra con aria furtiva) In che modo ti perseguitava per Mary! Mi ha fatto diventare cos nervosa! Avrei gridato. E nelle mie condizioni...
Silvia Edith, devo dirtelo per forza! Scoppio se sto zitta!
Edith Avevo capito che c'era qualcosa! (Porta con s la tazza e un piatto ben fornito e si aggiusta con aria felice accanto a Silvia sul divano).
Silvia Morirai!
Edith Mary?
Silvia No, Stefano! Pensa!
Edith Non vorrai dire che...
Silvia (annuendo) Ma s!... Stefano inganna Mary!
Edith Non ci credo.
Silvia Aspetta! (Ora lanciata) Tu sai che vado da Michele a farmi i capelli. Dovresti andarci anche tu, cara. Chiunque faccia i tuoi, un assassino. Bene, l c' una meravigliosa manicure venuta da poco. (Mostra le sue unghie scarlatte) Non divino? Rosso Giungla...
Edith Semplicemente divino. Continua.
Silvia E' venuto tutto fuori nel modo pi straordinario, stamattina. Ho cercato di telefonarti...
Edith Ero nel bagno.
Silvia Questa manicure, che meravigliosa, mi stava facendo le unghie. Io sfogliavo un numero di Vogue, quello dove c' Mary nel suo costume al ballo degli Artisti...
Edith Con quella parrucca bianca che le donava tanto?
Silvia (annuendo) Bene, allora questa manicure dice : Oh, signora Fowler, quella l la signora Haines, che cos terribilmente ricca .
Edith E' strano come quella gente creda che le persone come noi siano terribilmente ricche.
Silvia Non ricordo pi quello che ha detto dopo. Sai come sono quelle ragazze: chiacchierano, chiacchierano, chiacchierano e non la smettono un minuto. Quando all'improvviso mi dice: Io conosco la ragazza che mantenuta dal signor Haines!.
Edith No!
Silvia Te lo giuro!
Edith (emozionata) Qualcuna che conosciamo?
Silvia No! E questo il pi tremendo. E' un'amica di quella manicure. Oh, non sarebbe stato male se Stefano avesse scelto qualcuna della sua classe. Ma una sgualdrinella bionda!
Edith Come avr fatto ad incontrare una ragazza di quel genere?
Silvia Come fanno gli uomini ad incontrare ragazze di quel genere? Non vivono che per questo, quelle iene!
Edith E allora?
Silvia Non posso entrare in dettagli, ora. Ma fantastico!
Edith Credi che Mary sappia?
Silvia No. E' il tipo che non potrebbe fare a meno di dimostrarlo.
Edith (annuendo, con la bocca piena della sua terza fetta di torta) Non si controlla. Beh, un giorno se ne accorger. Se una donna ha un minimo d'istinto,sente subito quando il marito uscito dalla riserva. Io me ne accorgerei immediatamente.
Silvia Tu certo, cara, ma Mary... (Si alza, e cammina per la stanza, dibattendo tra s il triste problema di Mary) Se ci fosse qualche modo per avvisarla!
Edith (con orrore, seguendola) Non vorrai mica dirglielo?!
Silvia No, certo. Morirei, prima di farle un male simile!
Edith Non sipotrebbe far tacere quella manicure?
Silvia Con una storia di questo genere? Sai quanto te ne importano, quelle l, di rovinare la vita degli altri! Non sarebbe un gran male se lo sapessero soltanto le amiche di Mary. Noi potremmo tenere la bocca chiusa.
Edith Oh, io so tante di quelle cose sui mariti delle mie amiche e non respiro nemmeno!
Silvia Figurati io! (Si scambiano un improvviso, tagliente sguardo di sospetto) Ma una disgustosa ingiustizia verso Mary. Mi sembra quasi di essere una traditrice, a saperlo e non...
Edith Io le voglio troppo bene...
Silvia Io l'adoro. E' la pi cara amica che abbia al mondo... (Voci fuori scena. Esse seggono al tavolo da gioco e cominciano a disporre in fretta un solitario. Nancy e Peggy rientrano).
Nancy Ebbene, Silvia, ti senti meglio?
Silvia (con innocenza) Che vuoi dire?
Nancy Dev'essere un caso. Avete un'aria cos sollevata...
Silvia Stavi ad ascoltare alla porta?
Peggy Oh, signor Fowler, eravamo dai bambini... (Entra Mary).
Silvia (subito) Ebbene, tesoro, come sta quel caro Stefano? Gli hai detto tante cose da parte mia?
Mary S. Stefano non si sente troppo bene...
Silvia Oh... Di che soffre?
Mary Disturbi nervosi allo stomaco. Per questo ho preso una cuoca che cucina molto semplicemente.
Silvia Non c' nulla... che lo preoccupi?
Mary Oh, no. Ha lavorato troppo, in questi ultimi tempi. Anche stasera non pu tornare a casa. Oh, vorrei proprio... (Bruscamente ridendo) Beh, l'amore, nella vita di un uomo, una cosa a parte, mentre per la donna...
Silvia Sei sicura che si tratti di lavoro, cara, e non di qualche bella bionda?
Mary Stefano? (Ridendo, forse un po' affettatamente) Oh, Silvia!
Edith (temendo che Silvia si spinga troppo) Continuiamo a giocare!
Silvia Stefano molto attraente.
Mary Vero? Non riesco a immaginare come non m'abbia abbandonato da molto tempo per qualche creatura affascinante.
Nancy (allarmata) Mary, non dirai mica...
Mary Oh, Nancy, non si pu mai essere troppo sicuri.
Silvia Io non sarei sicura nemmeno di un santo. Dico sempre ad Howard: Se riuscirai ad ingannarmi, me lo sar meritato.
Nancy Certamente. (Affrontandola) Beh! Silvia, ora diciamoci tutto.
Silvia Tutto di che?
Nancy Di quello che pensavi quando hai detto che Mary vive tra le nuvole.
Mary Cosa?
Silvia (con ira) Nancy, non essere assurda! (Pausa. Poi, trovando l'uscita) Oh, Mary, cercavo di dire una tipica freddura alla Nancy Blake. Ho detto. Il paradiso di una donna sempre fra le nuvole!.
Mary Non c' male, vero, Nancy? Ma io sono felice ugualmente. Taglia le carte, Nancy.
Silvia (si esamina accuratamente le unghie, quindi le mostra improvvisamente a Mary) Che ne dici di questo smalto?
Nancy (senza guardare) Oh, adorabile!
Silvia Non puoi immaginare come resiste. Me lo hanno fatto da Michele. Dovresti andarci anche tu, Mary!
Edith (protestando) Oh, Silvia!..,
Silvia Una meravigliosa nuova manicure. Olga, si chiama. E' magnifica.
Edith Vuoi tagliare le carte, Silvia?
Silvia Guarda, Rosso Giungla.
Nancy Sembra che tu abbia tagliato la gola a qualcuno.
Silvia Smettila, Nancy!
Mary Ma Silvia, per dimostrare che anche lei intelligente.
Silvia Ogni cosa che dico, una freddura. Anche sulle mie unghie!
Mary (ridendo) Beh, hai ragione! Mi piace! E' nuovo ed elegante. (Le batte sulla mano) Da Michele. eh? Olga? Rosso Giungla. Non dimenticher. (Taglia il mazzo di carte) Tu ed io, Silvia. Mi sento in vena di fortuna, oggi.
Silvia (con un dolce sorriso di compassione) Davvero, cara! Beh, sai come si dice: Fortunato alle carte....
SECONDO QUADRO
Un pomeriggio, alcuni giorni dopo. Una cabina di parrucchiere da Michel, elegantemente attrezzata. A destra, uno specchio incastrato nel muro. A sinistra, dall'alta asta divisoria, una tenda fino a terra, La parete di fondo un semplice tramezzo. Nel dentro, una poltrona girevole da parrucchiere, sulla quale pende il groviglio della macchina per la permanente. Nel muro, su degli scaffali, ferri da ricci, asciugacapelli, necessario per la manicure, scannetti per la pedicure.
(Al levarsi del sipario, la cabina , per esprimersi moderatamente, piena. La signora Wagstaff, una donna grassa ed anziana, sulla poltrona, sottoposta alla penitenza della permanente. Fili ed uncini, a guisa di Medusa, si levano dalla sua testa fino alla sommit della macchina. Olga, alla sua destra, le sta facendo le unghie. Il suo grasso piede nudo riposa in grembo alla pedicure. La prima parrucchiera le asciuga i riccioli fumanti con una pistola elettrica. La seconda parrucchiera, con l'orologio alla mano, regola il tempo dell'operazione e maneggia i fili. Quando la macchina in moto, una piccola luce rossa brilla in mezzo ai fili. La signora Wagstaff, evidentemente abituata alle operazioni in pubblico, fuma, legge una rivista che ha in grembo, di tanto in tanto morde un sandwich che la manicure le passa da un vassoio accanto ai suoi strumenti. L'asciugature, ogni volta che funziona, produce un forte rumore, sommergendo le voci, che sono costrette a levarsi aspramente. Ora l'asciugatore in moto, le voci altissime).
Signora Wagstaff Mi brucia il collo!
Seconda Parrucchiera Siate coraggiosa, signora! Unminuto ancora!
Signora Wagstaff (lamentandosi) Oh-o-ooo!
Prima Parrucchiera E' un sacrificio che vale la pena di essere fatto, signora Wagstaff!!
Signoria Wagstaff Le mie orecchie!
Seconda Parrucchiera Siate coraggiosa!
Signora Wagstaff Oh-o-o! I miei nervi! Oo... mio Dio! (Alla pedicure) Il mio sandwich... (Olga le porge il sandwich).
Seconda Parrucchiera Dieci secondi. Bisogna soffrire per essere belle, (La tenda si apre e una figura in un bianco fluttuante entra a met. E', a giudicare dalla voce, una donna, ma il suo viso completamente nascosto sotto una maschera di fango).
Maschera di fango Oh, scusate... Credevo fosse mia... oh, salve, signora Wagstaff. (Civettuola) Indovinate chi sono? (Un secondo viso appare oltre la spalla dell'intrusa. Dapprima, sembra un'altra maschera fango; non lo . E' l'inserviente negra, Euphie. Prende la maschera di fango per la spalla).
Euphie Non dovete parlare, signora, o vi spezzerete tutta. (La maschera di fango esce, seguita da Euphie).
Signora Wagstaff Chi era?
Prima Parrucchiera La signora Phipps... (Spegne l'asciugatoio. Ora tutte abbassano le voci al tono normale) Ecco qui, cara, l'agonia terminata. (Tolgono gli uncini della permanente dai capelli della signora Wagstaff. Un asciugatore in moto nella cabina accanto. Si ode una voce fuori scena che grida al di sopra del suo rumore).
Voce ...e cos mi sono sentita terribilmente male. Avevo mangiato un'aragosta all'inaugurazione del Ritz. L'asciugatore si spegne).
Olga (alla signora Wagstaff) La signora Mordie Barnes. E' stata all'ospedale. Ma non si trattava di pesce guasto. Era un abor...
Seconda Parrucchiera Olga! Ti sente...
Signora Wagstaff (pensosamente) Credo che far bene a farmi una maschera di fango...
Seconda Parrucchiera (passando fuori l'ordinazione) Euphie! Prepara il fango per hi signora Wagstaff!
Signora Wagstaff (con invidia) La signora Phipps ha una pelle cos liscia!
Prima Parrucchiera Mai pi della vostra, signora Wagstaff.
Coro (seconda parrucchiera, Olga, pedicure) Oh, la vostra splendida! Non c' confronto! Pi liscia della vostra?
Signora Wagstaff (civettuola) Credo che sia abbastanza bella per una donna della mia et.
Prima Parrucchiera Parlate come se foste vecchia, signora.
Signora Wagstaff (mentendo) Ho 42 anni.
Seconda Parrucchiera Non ditelo a nessuno! No dimostrate un giorno pi di 35!
Coro (seconda parrucchiera, pedicure, Olga) Oh, nessuno lo crederebbe! Neppure un giorno! Non lo dimostrate affatto!
Seconda Parrucchiera Ora che vi siete tanto dimagrita!
Signora Wagstaff Sono diventata pi magra, vero?
Coro (pedicure, Olga, 1a parrucchiera) Oh, come un'ombra! Terribilmente magra! Proprio giusta, ora!
Signora Wagstaff (ammirandosi lo smalto delle unghie) Delizioso!
Olca Rosso Giungla. Tutte lo adorano. Conoscete la signora Fowler?
Pedicure (alzandosi, riunendo le sue cose) Non mettete ancora le calze, signora Wagstaff, imbrattereste il vostro bel pollice... (Esce).
Olga Dicono che il signor Fowler abbia guadagnato una fortuna con certe azioni. Ma una delle signore che la signora Fowler mi ha mandato, mi diceva che al signor Fowler piace bere! Proprio ieri!
Prima Parrucchiera (seccamente) E' pronto, signora Wagstaff. (La fa alzare) Ora li sbroglieremo nello shampoo. (Chiamando) Euphie!
Seconda Parrucchiera (accompagnando la signora Wagstaff alla porta) Da questa parte, signora. Che ve ne pare della vostra permanente? Sar magnifica a vedersi... (La guida fuori della cabina, e la signora Wagstaff esce camminando sui calcagni, perch le dita dei suoi piedi sono ancora imbottite di cotone. Entra Euphie, che, durante il dialogo seguente, spazza i rifiuti dal pavimento).
Olga Quella vecchia barcaccia! Cinquantadue, e manco un giorno...
Prima Parrucchiera Un'altra permanente e non le rester pi un capello in testa.
Olga Ce n'ha abbastanza sulla faccia e sul labbro superiore!
Euphie Certo che ne spreca, eh?
Olga Sfido! Cos pazza da sposare un uomo dieci anni pi giovane!... Sai che m'ha detto una cliente? Che suo marito era la prima volta... (Esce, seguita dalla parrucchiera).
Seconda Parrucchiera (entrando) Pronto?
Euphie S, pronto. (La seconda parrucchiera tiene aperta la tenda).
Mary (fuori scena) Cos, stamattina, mi sono svegliata, e senza nessun motivo ho deciso di cambiare (entra, seguita da Nancy) la mia pettinatura. (Euphie esce).
Seconda Parrucchiera Il signor Michele sar libero tra dieci minuti, signora. Desiderate particolarmente qualche manicure?
Mary Chi fa le unghie alla Signora Fowler?
Seconda Parrucchiera Olga. Vado subito. (Esce).
Nancy Oh, Dio, mi piacerebbe tanto fare le unghie alla signora Fowler, fino ai polsi, con una splendida sega.
Mary Silvia una buona amica, dopo tutto.
Nancy Ah s! dopo tutto?...
Mary Oh, tu l'hai offesa. Non ha fatto che ridirmelo continuamente. (Cogliendo la sua immagine nello specchio) Invecchio, Nancy?
Nancy Chi te lo ha messo in testa, Silvia?
Mary Dimmi la verit.
Nancy La bellezza nell'occhio di chi guarda, il resto sono sciocchezze.
Mary Ma cos pauroso vedere quelle piccole rughe che s'insinuano...
Nancy I topolini del tempo.
Mary E quelle prime striature bianche nei capelli. E' come se si avvertisse l'autunno, sapendo che non ci sar primavera.
Nancy (bruscamente) Non c' che una tragedia per una donna.
Mary Invecchiare.
Nancy Perdere il proprio uomo.
Mary E' per questo che ci spaventiamo tanto d'invecchiare.
Nancy E tu sei spaventata?
Mary Sai, ero molto carina quand'ero giovane. Non ci pensavo due volte, allora. E invece, era per quello che Stefano mi amava. L'ho capito ora.
Nancy Meglio tardi...
Mary E non faccio che pensarci, da allora.
Nancy Non amor quell'amore che il mutamento muta. Shakespeare.
Mary Il giorno del mio compleanno m'ha detto che sarei rimasta sempre la stessa, per lui.
Nancy Molto grazioso. Niente gioielli?
Mary Pioveva, quel giorno. Mi dette una bottiglia di profumo chiamato Pioggia d'estate.
Nancy Di che grandezza?
Mary Tu non sei mai stata innamorata.
Nancy Chi lo dice?
Mary (sorpresa) Ah s?... Non me ne hai mai par lato.
Nancy Non me lo hai mai chiesto... (Melanconica) E nemmeno lui. (Olga entra con una bacinella d'acqua) A te, ingenua. (D un libro a Mary) Il libro atteso dai miei lettori con tanta indifferenza.
Mary Tutte le donne morte?
Nancy Titolo originale: Dal silenzio del grembo. L'editore ha creduto che avrebbe fatto troppo chiasso.
Mary Di che tratta? (Olga comincia a limare le unghie di Mary).
Nancy Delle donne che io detesto: le signore.
Olga (togliendo dall'acqua la mano di Mary) E' ancora presto, per l'acqua.
Mary Oh, Nancy!
Nancy Non approvi? Peccato. E' la frecciata d'addio. Vado via.
Mary Dove?
Nancy In Africa.
Mary Ma... non partirai oggi?
Nancy Se te l'avessi detto prima, ti saresti messa in agitazione, a preparare chiss quante cose. Cestini di frutta acre per il mal di mare. Mai cos acre come i telegrammi spiritosi che le tue amiche mi avrebbero mandato. Quindi non muoverti. Niente lagrime. E' ancora presto per l'acqua, no? Arrivederci, Mary.
Mary Arrivederci, Nancy. Sentir la tua mancanza.
Nancy Ne dubito. Quasi nessuno sente la mancanza di una donna intelligente. (Esce).
Olga Curiosa, no?
Mary E' tanto cara.
Olga (limando le unghie di Mary) E' una scrittrice? Come fanno queste scrittrici a pensare quegli intrecci... Non tanto l'intreccio, che difficile da pensare, quanto la fine. Io credo che la vita di ognuno sarebbe un intreccio interessante, se potesse avere una fine interessante. Vi ha mandato la signora Fowler? (Mary, assorta nella lettura del libro, annuisce) Mi ha mandato gi tre clienti, questa settimana. Conoscete la signora Parrish, che prima era la signora Leeds? Mi raccontava del suo divorzio. Sembra che il signor Parrish sia tornato a casa una sera con del rossetto sulla camicia. Prima era riuscito sempre a spiegare tutto, ma stavolta non ci si prov nemmeno. Conoscete la signora Potter? E' terribilmente incinta.
Mary (che desidera leggere in pace) Lo so.
Olga Bagnate, prego. (Mette nell'acqua le dita di Mary e incomincia l'altra mano) Conoscete la signora Haines?
Mary Cosa?
Olga Immagino che la signora Fowler ve l'avr raccontato. E' rimasta cos male per lei!
Mary (ridendo) Ma di che?
Olga Conoscete quella ragazza?
Mary Quale ragazza?
Olga La Crystal Allen.
Mary Crystal Allen?
Olga S, la ragazza che vive con il signor Haines. (Mary sussulta violentemente) Vi d fastidio la limatura? La signora Potter dice che fa alligare i denti al suo bambino che deve nascere.
Mary (indignata) Chi vi ha detto una cosa simile?
Olga Credevo lo sapeste. La signora Fowler non vi ha...
Mary No.
Olga Allora v'interesser. Sapete, Crystal Allen amica mia. E' una terribile cacciatrice d'uomini. Bagnate, prego. (Mary, istupidita, affonda la mano nell'acqua) E' una commessa di profumeria, da Saks. Lo ero anch'io, prima di venire qui. E' cos che lo ha conosciuto.
Mary Il signor Haines?
Olga Un paio di mesi fa. Era un giorno in cui pioveva terribilmente. Cos questo signore entra e si avvicina al banco. Era un tipo serio, simpatico, un po' calvo in cima. Crystal immediatamente lo agguanta. Voglio un profumo, dice lui. Per che tipo di donna?, dice Crystal, in un tono molto mondano. Questo non significava nulla, perch gli avrebbe venduto ad ogni modo Pioggia d'estate, che era l'unico rimasto. E' giovane? dice Crystal. No, dice lui, un po' imbarazzato. E' un tipo affascinante?, dice Crystal. No, grazie a Dio, dice lui. Grazie aDio?, dice Crystal, e mette in moto gli occhi. Ha degli occhi che corrono su e gi per un uomo, come un riflettore. Bene, allora si mette il profumo nel palmo della mano e nella piega del braccio per farglielo odorare. Cos lui ha cominciato ad odorare e credo che gli sia piaciuto, perch udimmo che le diceva il suo nome, che una delle ragazze ramment di aver letto in una rubrica del Mirror,.. uh, come siete nervosa... E' stato poco dopo che sono andata via. Non ci avrei pi pensato se un paio di settimane fa non mi fossi fermata dove abitava Crystal per salutarla. La padrona di casa mi dice che si era trasferita in un appartamento dove avrebbe potuto ricevere il suo amico liberamente. Che amico?, dico io. Oh, quel signor Haines che venuto a trovarla tutte le ore della notte, dice la padrona... (Mary ritira la mano) Uno strato o due? (Prende una bottiglia rossa).
Mary Niente. (Si alza e si dirige alla sedia su cui ha lasciato la borsetta).
Olga Ma non eravate venuta per questo? Tutte le amiche della signora Fowler...
Mary Credo che le amiche della signora Fowler non desiderassero altro. (Lascia del denaro sul tavolo).
Olga (prendendo il denaro) Oh, grazie. Ebbene... arrivederci. Le dir che siete venuta, signora.
Mary Signora Haines.
Olga Signora!... Oh, Dio, Dio! Signora Haines... perdonatemi! Posso... posso fare qualcosa per...
Mary Smettete di raccontare questa storia.
Olga Oh, certo, certo, senza dubbio!
Mary E vi prego, non dite a nessuno (la sua voce si frange) che l'avete raccontata a me...
Olga Oh, potete contarci, ve lo prometto! Sarebbe troppo umiliante per voi! (Come per difendersi) Ma da un certo punto, signora, sono quasi contenta che lo abbiate saputo. Crystal una ragazza terribile... terribilmente furba, voglio dire. Ed terribilmente carina, anche, signora Haines... voglio dire che se fossi in voi non perderei tempo ad allontanare il signor Haines da lei... (Mary si volge bruscamente) Dico, ora che lo sapete, signora Haines! (Olga, a disagio, guarda il denaro che ha in mano, lo poggia sul tavolo ed esce. Mary, sola, fissa lo sguardo nello specchio, poi, rilevando all'improvviso la sua immagine, si china in avanti scrutandosi il volto fra le mani tremanti. Un asciugatore si mette in moto nella cabina a fianco. Una voce acuta si leva sul suo ronzio).
Voce Non cos caldo! Le mie orecchie! E allora lei ha detto: Non vorrei che un'anima viva lo sapesse. E io ho detto: Cara, sai bene che puoi fidarti di me!.
TERZO QUADRO
Un'ora dopo. Il boudoir di Mary. Squisito, naturalmente. Una porta a destra, verso la stanza da letto, una a sinistra, verso l'ingresso. Una poltrona a sdraio e vicino ad essa un tavolino con libri, fiori e il telefono. Una toletta.
(Al levarsi del sipario, Mary distesa sulla poltrona e si sforza di leggere. Jane entra dall'ingresso. E' agitata per qualche motivo. Di tanto in tanto si asciuga gli occhi).
Mary Il t, Jane?
Jane Sta venendo, signora.
Mary Mia madre sar qui tra qualche minuto. Una tazza anche per lei.
Jane S, signora. (Aspirando lievemente, come stesse per piangere) Signora...
Mary E dite alla cuoca di preparare la cena in tempo. Andiamo a teatro, e il signore desidera arrivare al principio. Metter il mio abito scuro, Jane.
Jane (guardando nervosamente verso la porta dietro a lei) S, signora.
Mary No, meglio il blu, quello nuovo.
Jane Signora, c' la cuoca. Vuole parlarvi. (In tono di difesa) Si tratta di me. Dice che io...
Mary Pi tardi, Jane.
Jane Non crediate una parola di quello che dice, signora. La colpa tutta di lui.
Mary (accorgendosi per la prima volta dell'agitazione di Jane) Colpa di chi?
Jane Di suo marito. Ford.
Mary (sorpresa) Che cosa ha fatto Ford? E' un ottimo maggiordomo.
Jane Oh, certo, fa il suo lavoro, signora. Ma voi non sapete come si comporta con noi. Non fa che scherzare con le ragazze. Nulla di male, ma la cuoca... (Entra bruscamente la cuoca, con il vassoio del t per Mary. E' una donna grassa, gentile, con un forte accento scandinavo. In questo momento arrabbiatissima).
Cuoca Buon giorno, signora. (Fissando Jane) Vorrei parlarvi da sola, signora.
Jane Ve l'ho detto, non colpa mia.
Cuoca Tu lo hai provocato!
Jane Non vero. (Rompendo in lacrime) Sono con la signora Haines da sette anni. Lei sa che non ho mai fatto nulla di male. (Esce verso l'ingresso).
Mary Ebbene, Ingrid?
Cuoca Voi siete la signora pi buona che ho mai avuto, ma me ne devo andare. Devo allontanare mio marito da quella ragazza.
Mary (con fermezza) Jane non una cattiva ragazza.
Cuoca (rompe in lagrime) Oh, s, vero! E' lui, che stato sempre cos. Certe volte vorrei morire, per la vergogna!
Mary (gentilmente) Lo mander via, e voi resterete.
Cuoca (pi calma) No, non lo fate, signora.
Mary Vi dar cento dollari. E' pi della met di quello che guadagnate insieme.
Cuoca Grazie, signora, ma ce ne andiamo tutti e due.
Mary Vi sembra ragionevole?
Cuoca No. E' la stupidaggine pi grossa.
Mary E allora, perch?
Cuoca (dopo una pausa, dondolandosi da un piede all'altro) Oh, nessuno lo capirebbe. Certo, stata disgrazia sposarlo. Mia madre mi diceva sempre Che era un Don Giovanni. Non lo sposare, diceva, sua moglie sar un'infelice. Oh, terribile. Ma, a parte le donne, un uomo buonissimo. Dice sempre: Ingrid, prendi tu il denaro. Sei una brava amministratrice. Non ha voluto sposare che me. Questa una cosa molto importante, signora.
Mary E' questa la cosa che veramente importa?
Cuoca Con donne come noi, s, signora. Ci darete le referenze? (Mary annuisce) E non direte niente di lui?
Mary No.
Cuoca (dirigendosi verso la porta) Zuppa di fagioli neri, fricassea, frittura e torta di mele per cena, signora. (Apre la porta. Jane rimasta ad origliare. A bassa voce ma con veemenza) Sgualdrina! (Esce).
Jane (entrando con l'altra tazza su di un vassoio) Avete sentito cosa mi ha detto, signora?
Mary Ti prego, Jane.
Jane (allegramente) Preferirei esserlo, piuttosto che lasciarmi portare in giro da un uomo! (Entra miss Fordyce. E' un'efficiente, ossuta zitella inglese di 32 anni).
Miss Fordyce Posso parlarvi, signora Haines?
Mary Certo, miss Fordyce.
Miss Fordyce Si tratta della piccola Mary. Dovreste rimproverarla severamente, signora. Ha colpito il suo fratellino, fortemente. Senza motivo, soltanto per uno scatto.
Mary Che cosa le aveva fatto il piccolo Stevie?
Miss Fordyce E' successo mentr'ero di sotto a prendere il t. Quando sono salita, era cos sconvolta da sentirsi male. Non ha voluto discutere l'incidente con me. Ma sono certa che il caro bambino non le aveva fatto nulla.
Mary Siete sempre disposta a difendere il ragazzo, signorina Fordyce.
Miss Fordyce Non si tratta di questo. Ma in Inghilterra, signora Haines, le nostre ragazze non sono cos viziate. Dopo tutto, il nostro mondo un mondo di uomini, e quanto prima si insegna alle ragazze ad accettare graziosamente questa realt...
Mary (gentilmente) Mandatela a me, signorina. (Miss Fordyce esce) Oh, Jane, non riesco a capirlo. La signorina Fordyce preferisce realmente Mary, ma insiste nel dire che dobbiamo fare di Stevie un piccolo Iddio. (Esce dirigendosi in camera da letto, lasciando la porta aperta).
Jane Queste inglesi tengono sempre per i ragazzi. Ma si dice che dopo la guerra, laggi da loro, ci sono sei donne per ogni nomo. La concorrenza dev'essere forte! Qui, invece, possiamo permetterci di trattare gli uomini come si meritano, ce ne sono abbastanza. (Entra la piccola Mary. E' una bambina ben sviluppata per la sua et, sana, pensosa, dalla fronte alta).
Piccola Mary Dov' mamma?
Jane Ora le prendi. Battere il fratellino. (Imitando miss Fordyce) Un ragazzo cos caro, cos dolce...
Vergogna. (La piccola Mary non risponde) Che c'? Il gatto ti ha mangiato la lingua? (Entra Mary, in vestaglia).
Mary Vieni qui, cara. Non vuoi darmi un bacio? (La piccola Mary non si muove) Che occhi rossi! Che ti ha fatto Stevie? Ti burlava? (La piccola Mary guarda Jane imbarazzata. Jane capisce e va via) Ebbene, cara?
Piccola Mary Mamma, non so come cominciare.
Mary (sedendo sulla sdraia e tendendole la mano) Vieni qui. (La piccola Mary non si muove) Vuoi aspettare pi tardi e dirlo al babbo?
Piccola Mary (atterrita) Oh, no, mamma, non potrei mai dirlo a lui! (Con fierezza) E morirei prima di dirlo a quella vecchia risecchita della signorina Fordyce...
Mary Non il modo di parlare, per la mia cara bambina.
Piccola Mary (stringendo la mascella) Non voglio essere la tua cara bambina. (Improvvisamente corre in lagrime nelle braccia tese di sua madre) Oh, mamma, mamma cara !
Mary Piccina, che c'?
Piccola Mary 'Quello che ha detto Stevie!
Mary Che ha detto, quel cattivaccio?
Piccola Mary (sciogliendosi dalFabbraccio) Dice... che ho i bernoccoli. (Pausa) S, dice che sono coperta di disgustosi bernoccoli.
Mary (allarmata) E dove?
Piccola Mary (toccandosi le anche e il petto vergognosa, delicatamente, con la punta delle dita) Qui e qui!
Mary Oh... (controllando la sua risata di sollievo e attirando la bambina al suo fianco) Ma certo, cara. Soltanto, non sono dei disgustosi bernoccoli, ma delle piccole, graziose sporgenze, e le hai perch... perch sei una bambina.
Piccola Mary (lamentandosi) Ma io non voglio essere una bambina, mamma cara, non voglio. Le odio, le bambine! Sono sceme, e chiacchierano, chiacchierano...
Mary Ma no, Mary.
Piccola Mary S, mamma, lo so. Oh, mamma, che divertimento c' ad essere una donna? Che cosa pu fare una donna?
Mary (allegramente) Oggi, cara, le donne possono fare le stesse cose che fanno gli uomini. Volare in aeroplano attraverso l'oceano, occuparsi di affari e di politica...
Piccola Mary Ma tu non lo fai, mamma.
Mary Perch sono pi contenta di fare quello che faccio.
Piccola Mary E che cosa fai, mamma?
Mary Mi occupo di te, di Stevie e del babbo.
Piccola Mary Non vero, mamma. Questo lo fanno i servi e la signorina Fordyce.
Mary (scherzando) Ho capito, non c' pi bisogno di me da queste parti.
Piccola Mary (abbracciandola) Oh, mamma, non volevo dire questo. Non ci sarebbe pi nessun divertimento senza di te. Per, mamma, anche quando le signore fanno le cose sul serio, smettono sempre quando cominciano le svenevolezze.
Mary Cosa?
Piccola Mary S, come al cinema. Finiscono sempre in un modo cos stupido. (Disgustata) Sbaciucchiamenti e sbaciucchiamenti ogni minuto!
Mary Cara, sei troppo piccola per capire...
Piccola Mary Ma, mamma...
Mary Ma, mamma; ma, mamma!. C' una cosa che una donna pu fare e nessun uomo pu farla.
Piccola Mary (ansiosa) Che cosa?
Mary Avere una, bambina. (Teneramente) Come te.
Piccola Mary Oh, questo! Ma questo lo sanno tutti. E' un divertimento, forse, mamma?
Mary No. Ma ... una gioia. (Abbracciandola) Una gioia molto particolare.
Piccola Mary (sgusciando via) Beh, non mi sembra tanto emozionante... Ti voglio bene, mamma. Ma scommetto qualunque cosa che babbo si diverte pi di te! (Vede l'espressione malinconica della madre e la bacia con trasporto) Oh, perdonami, mamma! Ma tu non capisci, ecco! (Dopo una pausa) Dovr essere punita, ora?
Mary (che sta pensando a qualcos'altro) Che ne dici, tu?
Piccola Mary L'ho colpito molto forte... Vuoi che scelga io la punizione?
Mary Dovrai sceglierla abbastanza severa.
Piccola Mary (solennemente) Allora, non andr a colazione con pap n domani n dopodomani. Va bene, mamma?
Mary Va bene. (La piccola Mary si dirige, a capo chino, verso la porta. Entra Sane ed ella mette fuori la lingua).
Piccola Mary Ecco la lingua. Sei contenta? (Esce saltellando).
Jane (ridendo) Non la d vinta a nessuno, vero, signora?
Mary Povera piccola. Non vorrebbe essere una donna.
Jane E chi lo vorrebbe?
Mary Io, per esempio, non ci ho mai pensato. (Entra la signora Morehead, madre di Mary. E' una borghese aristocratica di 55 anni. Mary si alza e la bacia).
Signora Morehead Buongiorno, cara.
Jane Buon giorno, signora Morehead.
Signora Morehead Buon giorno, Jane. (Jane esce dalla camera da letto).
Mary Cara mamma! (Si dirige lentamente alla toletta).
Signora Morehead (allegramente) Bene, che c' di grave? (Siede).
Mary (volgendosi) Come hai pensato che...
Signora Morehead La tua voce al telefono. Si tratta diStefano?
Mary Come lo sai?
Signora Morehead Hai chiamato tua madre. Perci devetrattarsi 'di lui. (Pausa).
Mary Non so come cominciare, mamma.
Signora Morehead (compiaciuta che la sua intuizione giusta) C' una donna. Chi ?
Mary Si chiama Crystal Allen. E'... una commessa di Saks. (I modi allegri e pratici di sua madre le scoraggiano le lagrime e cos ella prende invece a passarsi sul viso la crema e il tonico).
Signora Morehead Immagino che sia giovane e carina.
Mary S. (In difesa) Ma volgare.
Signora Morehead Naturalmente. Stefano te ne ha parlato?
Mary No, l'ho saputo oggi.
Signora Morehead Fino a che punto arrivato?
Mary Sono circa tre mesi...
Signora Morehead Stefano sa che tu lo sai?
Mary (scuotendo il capo) Ho voluto prima parlare con te. (Le lagrime le sgorgano ugualmente) Oh, mammache dovr dirgli?
Signora Morehead Niente.
Mary Niente? (Entra Jane con l'abito nuovo).
Jane Gli dar una toccatina col ferro.
Mary Fai vedere... (Jane solleva il vestito) Come sono faticose, queste gonne strette con le tuniche...
Signora Morehead Personalmente, ti preferisco in abiti pi semplici. (Jane esce).
Mary Mamma, dici sul serio che non debbo dirgli nulla?
Signora Morehead Certo.
Mary Ma come posso...
Signora Morehead Mia cara, anch'io mi sono sentita come te, vent'anni fa.
Mary Come, pap...
Signora Morehead Tuo padre era un uomo eccezionale in molte cose (filosoficamente) ma non in questa, disgraziatamente.
Mary E non gli hai mai detto niente?
Signora Morehead Niente. E avevo una madre molto saggia, anche. Senti, cara, questa non una storia nuova. Succede a molte mogli.
Mary Ma Stefano...
Signora Morehead Stefano un uomo. E' stato sposato per dodici anni...
Mary E si stancato di me, vuoi dire!
Signora Morehead Smetti di piangere. Ti farai il naso rosso.
Mary Io non piango. (Si massaggia il tonico sul viso) E' questo che brucia.
Signora Morehead (avvicinandosi a lei) Stefano stanco di s. Stanco di sentire le stesse cose dentro di s anno per anno. Viene il momento in cui ogni uomo ha bisogno di sentire qualcosa di nuovo... sentirsi ancora giovane, proprio perch sta diventando vecchio. Per le donne lo stesso. Ma quando noi ci sentiamo cos, cambiamo pettinatura, o prendiamo una nuova cuoca o facciamo rinnovare i parati alla casa da cima a fondo. Ma un uomo non pu rifare il suo ufficio o licenziare la segretaria. Non pu nemmeno cambiare pettinatura. E generalmente questo impulso lo assale con tanta violenza proprio quando incomincia a perdere i capelli. No, mia cara, un uomo non ha che un modo per sfuggire al suo vecchio se stesso: vederne uno diverso, nello specchio dello sguardo di qualche donna.
Mary Ma, mamma.
Signora Morehead Probabilmente, questa ragazza non ha pi importanza per lui di quel vestito nuovo per te.
Mary Ma, mamma.
Signora Morehead Ma, mamma; ma, mamma!. Non le d nulla che appartenga a te, altrimenti te ne saresti accorta molto tempo prima.
Mary Oh, pensavo sempre che me ne sarei accorta. Gli voglio tanto bene.
Signora Morehead E anche lui te ne vuole, bambina. (Attirando Mary accanto a s sulla poltrona) Ora ascoltami: parti, vai lontano per un mese o due. Non c' niente di meglio che una buona dose di un'altra donna per fare apprezzare ad un uomo la propria moglie. Parlo per esperienza.
Mary Ma non c' mai stata una bugia tra di noi, prima...
Signora Morehead Vuoi dire che non c' mai stato un silenzio tra di voi, prima. Bene, ora tempo. Mantenersi calme quando l'impulso a parlare diventa un dolore, l'unico sacrificio che le donne deluse come noi debbono fare.
Mary Ma io lo perdonerei.
Signora Morehead (con impazienza) E di che cosa? Di essere un uomo? Accusalo, e non avrai mai la possibilit di perdonarlo. Lo costringerai a giustificarsi...
Mary Come potrebbe!
Signora Morehead (sospirando) Meglio non farglielo provare. Lo perderesti. Ricordati, cara, che quello che realmente importa di rimanere insieme alla fine. (Alzandosi) Un altro piccolo consiglio materno: non confidarti con le tue amiche.
Mary Credo che ormai lo sappiano tutte.
Signora Morehead E pensano che tu non lo sappia? (Mary annuisce) Lascia stare cos, allora. Se chiederai consiglio a loro, faranno in modo, in nome dell'amicizia, di farti perdere il marito e la casa. Sono vecchia, cara, e conosco il mio sesso. (Dirigendosi alla porta) Vado a prendere i biglietti.
Mary I nostri biglietti?
Signora Morehead Mi accompagni alle Bermude, cara. I miei reumatismi ne hanno molto bisogno. Non te l'ho detto prima per non preoccuparti, ma il dottore vuole assolutamente...
Mary Oh, mamma! Grazie!
Signora Morehead Non ringraziarmi, cara. E'... quasi piacevole sapere che hai ancora bisogno della mamma. (Esce. Il telefono suona. Mary va a rispondere).
Mary Pronto? Oh, Stefano. Di', caro... (desolata) Oh, Stefano! No, no... non sono arrabbiata. E'... che desideravo vedere quel lavoro. Oh, certo, posso andare con la mamma... farai molto tardi? (Un po' di lotta, poi riesce a dare alla sua voce un tono allegro) Oh, s, va bene. Divertiti. Certo, so che si tratta di lavoro... No, caro, non ti aspetter... io ti... (Uno scatto. Dall'altro lato lui ha riagganciato. Entra Jane. Mary si volge di spalle, perch il suo viso tradirebbe la calma della voce) Jane... io e i bambini pranzeremo soli...
QUARTO QUADRO
Due mesi dopo. In una sartoria. Vediamo due cabine di prova, del medesimo arredamento: grandi specchi su tre pareti, attaccapanni, tavolini per fumare, due piccole sedie. Sono divise da un tramezzo a specchio. In fondo a ciascuna cabina, una tenda e una porta, che da su di un corridoio che conduce al salone.
(Al levarsi del sipario, la cabina di sinistra vuota. L'altra zeppa di vestiti. Due commesse se li stanno caricando sulle braccia).
Prima Commessa (con vivace risentimento contro una cliente appena uscita) Bene, e ora possiamo pure rimetterli a posto! Ti fa tirare fuori tutto il negozio e non compra nemmeno una pancera!
Seconda Commessa Eppure ne avrebbe bisogno.
Prima Commessa Oh, mi piacerebbe lavorare in un negozio per uomini, una volta tanto!
Seconda Commessa Hai mai visto un uomo provarsi dei cappelli? Per quello che ti fanno passare, si direbbe che una testa sia una cosa mai vista. (Escono. La capo-reparto entra nella cabina di sinistra, d'ora in poi chiamata la cabina di Mary).
Capo Reparto Signorina Myrtle, entrate un momento qui. (Una graziosa ragazza, in un neglig molto succinto, entra).
Indossatrice Dite, signorina Shapiro.
Capo Reparto Vi ho detto cento volte che quando indossate quella combinazione, dovete camminare col petto in fuori. Se camminate cos (la imita) toglierete tutto il fascino. Questa, invece, la seduzione! (Dimostra in un modo per nulla convincente la sua concezione di una andatura affascinante).
Indossatrice (con voce lagrimosa) Prover, signorina Shapiro.
Capo Reparto Bene, signorina Myrtle, dovete decidervi o perdete il vostro posto! (Esce l'indossatrice. Nella cabina di destra, d'ora in poi chiamata la cabina di Crystal, entra una terza commessa).
Terza Commessa (alla prima e alla seconda, che sono tornate a prendere un altro carico di vestiti) Sbrigatevi, ho una cliente che aspetta. (La seconda commessa esce con gli ultimi vestiti, mentre Crystal entra, seguita dalla terza commessa. Esce anche la prima commessa, e la si vede attraversare il corridoio da destra a sinistra).
Capo Reparto (nella cabina di Mary, alla prima commessa, dandole un bigliettino mentre passa) Portate gi le prove della signora Haines. (Esce, lasciando vuota la cabina).
Tebza Commessa (nella cabina di Crystal) Desiderate aprire nn conto?
Crystal (togliendosi i guanti e il cappello) S, prego.
Terza Commessa Posso avere il nome?
Crystal (con grande sicurezza di s) Allen. Signorina Crystal Allen. Hotel Waverly.
Terza Commessa La vostra banca, prego?
Crystal Non ho depositi, per il momento. (Mary entra nella sua cabina, con una sarta e la capo reparto, che porta il suo abito in prova. Durante la scena seguente, Mary si sveste, indossa un brillante abito da sera e lo misura).
Capo Reparto (a Mary, entrando) Desiderate vedere le ultime cose arrivate durante la vostra assenza?
Mary S, grazie! Ma vorrei vedere degli abiti pi giovanili di quelli che indosso generalmente.
Terza Commessa (nella cabina di Crystal) Scusate, signorina Allen, ma necessario un riferimento.
Crystal (disinvolta) Oh, certamente. Il signor Stefano Haines, 40 Wall. E' un vecchio amico di famiglia.
Terza Commessa (scrivendo) Molto bene. La signora Haines una nostra ottima cliente.
Crystal (alla sprovvista) Ah, s?
Terza Commessa Provate subito, o volete terminare di vedere la rassegna?
Crystal Non ho mai conosciuto la signora Haines.
Terza Commessa E' molto simpatica.
Crystal Quindi preferirei che non le diceste che ho dato il nome di suo marito come riferimento.
Terza Commessa (con uh leggero sorriso) Oh, certo, signorina. Capisco.
Crystal (con ira) Ah, capite? E che cosa capite?
Terza Commessa (imbarazzata) Volevo dire...
Crystal (con aria molto offesa) Non importa.
Terza Commessa Vi prego, non crediate che io...
Crystal (ridendo, di nuovo disinvolta) Oh certo. E' terribile, vivere sola in una citt sconosciuta. Bisogna stare cos attenti a non far nulla che si possa interpretare diversamente. Capite, io non sono stata ancora presentata alla signora Haines, e quindi non vorrei dare un'impressione sbagliata, prima di conoscerla ufficialmente.
Terza Commessa (dimostrandosi convinta) Naturalmente. Le donne sono strane, per certe piccole cose.
Silvia (entrando nella cabina di Mary) Yu-huu! Posso entrare?
Mary (niente affatto lieta di vederla) Vieni, Silvia.
Terza Commessa (nella cabina di Crystal) Che cosa v'interessa di pi, signorina? Abiti da sera?
Crystal No... Finch... finch non avr organizzato la mia vita in societ, non avr molto bisogno di abiti da sera.
Terza Commessa Allora vi mostrer delle belle cose da giorno. (Deliberatamente senza alcun tono) E abbiamo della biancheria da notte emozionante... (Escono entrambe).
Silvia (nella cabina di Mary gira intorno a questa esaminando con occhio critico l'abito in prova).
Mary Oh, Silvia, perch non ti siedi?
Silvia (alla sarta) Non mi piace questa linea. (La indica su Mary) La gonfia di dietro. Le fa il sedere di un'oca.
Mary (tirando via) E' cos stretta questa cabina, che la signora Fowler non pu nemmeno sedersi.
Capo Reparto Signora Fowler, vado a vedere se le vostre prove sono pronte?
Silvia Grazie, mi avvertiranno.
Mary (indicando il vestito che la capo reparto ha sul braccio) Hai visto quello?
Capo Reparto (spiegando il vestito) Ha una linea molto graziosa, indosso. Cos non sembra niente. (Porge il vestito a qualcuno fuori la cabina) Fate vedere questo modello, ragazze.
Silvia (accomodandosi su di una sedia e accendendo una sigaretta) E cos, ti sei divertita, alle Bermude?
Mary Mi sono riposata, soprattutto.
Silvia (con inavvertita ironia verso di s) Mio marito vorrebbe sempre che facessi il giro del mondo. A proposito, cara, come va Stefano?
Mary Splendidamente. (Sorride, molto felice di poter dare a Silvia questa risposta) Non ha pi tanto lavoro. Non ha passato una sera... in ufficio da quando sono tornata. (Entra l'indossatrice di prima con un elaboratissimo neglig. Mary scuote il capo) Grazioso, ma non ne ho bisogno...
Silvia Oh, tu no, di certo. Un numeretto piccante, per dei pomeriggi intimi... (L'indossatrice esce) Mio marito dice che Stefano non si pi fatto vedere al club, nel pomeriggio, da mesi.
Mary (il pensiero che Stefano abbia potuto mutare il suo orario extra-coniugale le attraversa la mente per un istante, ma ella immediatamente lo allontana: Stefano non ha mai lasciato interferire nulla con le sue ore di lavoro) Non preoccuparti tanto di Stefano, Silvia. Gli bado io. (Entra una seconda indossatrice. con un bustino. E' molto ben fatta. Da capo a piedi cerca di dare la maggior grazia possibile al pugno di merletti che indossa, ma non pu far nulla che la natura non abbia gi fatto meglio per lei).
Seconda Indossatrice Questo il nuovo busto in un sol pezzo, di nostra creazione. (Fa una piroetta) Rialza le spalle senza stecche. (Esce).
Silvia Proprio quello di cui avresti bisogno, Mary, di essere un po' rialzata. Ho sempre detto che ti saresti pentita di avere allattato. Guarda un po' me. Non credo che ci sia un'altra ragazza della nostra et che abbia dei seni come i miei. E' perch io ne ho avuto sempre cura. Acqua gelata ogni mattina, canfora la notte.
Mary Avrai odore di una vecchia pelliccia. (La principessa Tamara, una indossatrice, passa nel corridoio).
Silvia E chi se ne importa?
Mary Eh, tuo marito...
Silvia (con un riso aspro) Mio marito!
Capo Reparto (chiamando fuori della porta) Principessa Tamara, fate vedere qui. (Entra la principessa Tamaro, in un abito da sera vistoso. E' russa, dall'aspetto regale, sognante).
Mary Oh, Tamara, com' bello!
Tamara Dovreste prenderlo. Vostro marito sarebbe stupefatto.
Mary Lo credo bene. E' troppo vistoso per me.
Silvia (Si alza) E poi non si adatta al tuo fisico. (D un'assestata al vestito) Tamara, non lo indossate bene. L'ho visto in Vogue. (Lo tira). Alto qui e lungo di l.
Tamara (battendo sulla mano di Silvia per togliersela di dosso) Smettetela di tormentarmi!
Capo Reparto Principessa!
Tamara Che ne sapete di come s'indossano gli abiti?
Silvia Non faccio l'indossatrice, Tamara, ma nessuno ha mai discusso il mio modo di portare gli abiti!
Tamara Perch nessuno vi ha mai preso per un modello di eleganza !
Capo Reparto Principessa Tamara! Vi consiglio di chiedere scusa.
Mary (alla capo reparto) Semplice gelosia professionale. Ma sono tanto buone amiche!
Silvia (maliziosamente) Vuoi dire che Tamara e mio marito sono tanto buoni amici.
Tamara (dimostrandosi disgustata al solo pensarci) Mi accusate di civettare con vostro marito?
Silvia (allegramente) Fate pure quello che volete. Ma vi assicuro che perdete tempo.
Tamara (molto arrabbiata) Ma forse qualcun'altra no! (La capo reparto la spinge nervosamente) Attenta a non scivolare, cara! (Esce adirata, seguita dalla capo reparto).
Silvia Hai capito l'allusione? Mi piacerebbe che mio marito cercasse d'ingannarmi! L'ho sempre detestata, quella donna. Mette in mostra il suo titolo in quel modo! (Crystal e la terza commessa entrano nella cabina di Crystal).
Terza Commessa (chiamando per il corridoio) Principessa, fate vedere alla signorina Allen. (La capo reparto rientra nella cabina di Mary e ode la chiamata).
Capo Reparto Ragazze, mostratevi nel numero 3 alla signorina Allen.
Silvia (sempre vigile) La signorina Allen?
Capo Reparto S.
Silvia Crystal Allen?
Capo Reparto S. L'ho vista in salone. E' cos attraente che le ho domandato il suo nome.
Silvia (osservando strettamente Mary) Ah, e cos anche Crystal Allen si serve qui? (Mary siede improvvisamente).
Capo Reparto E' una nuova cliente. Signora Haines, vi sentite male? (Mary ha colto nello specchio lo sguardo di Silvia. Ora Silvia sa che Mary sa).
Mary No. Sono un po' stanca. (Tamara entra nella cabina di Crystal).
Sarta Vi ho tenuto in piedi troppo a lungo...
Capo Reparto Vi porter un cordiale. (La sarta e la capo reparto escono. Silvia chiude la porta).
Crystal (ammirando l'abito da sera di Tamara) Voglio prenderlo, anche se dovessi portarlo a colazione.
Terza Commessa Mandatelo qui, principessa. (Tamara esce).
Silvia Mary, tu sai! (Con tono di profonda simpatia) Perch non ti sei confidata con me?
Mary Silvia, va via.
Silvia (sdegnata) Stefano un infame. Sprecare Il tuo denaro con una ragazza come quella!
Mary Silvia, ti prego, occupati dei tuoi affari.
Silvia Ti ha reso ridicola davanti a tutte le tue amiche. Credi che le commesse non sappiano chi paga i conti?
Mary (disperata) Non me ne importa, ti dico, non me ne importa!
Silvia Oh, s, invece. (Indicando nello specchio il viso eloquentissimo di Mary) Non fare come lo struzzo, Mary. (Pausa. Indica la cabina accanto) Va' l dentro.
Mary Vado a casa. (Si alza e comincia a vestirsi).
Capo Reparto (sporgendosi dentro) Il cordiale.
Silvia (lo prende e le chiude la porta sul viso) Grazie. (A Mary) E' il momento. Ora sei tu che puoi umiliare lei. Non le devi dire che poche parole, calmissima. Dille che renderai un inferno la vita di Stefano finch lei non l'abbandoner.
Mary Stefano non l'abbandoner finch non sar stanco di lei.
Silvia Gi, ma quando sar stanco di lei?
Mary Stefano non innamorato.
Silvia Ma tu non sai di che sono capaci le donne come quelle, una volta che hanno accalappiato un uomo.
Mary Silvia, ti prego, lascia decidere a me che cosa sia meglio per me stessa e per la mia famiglia. (Nella sua cabina, Crystal si svestita, ammirandosi nello specchio. Ora ella scivola nell'emozionante neglig).
Silvia Beh, pu darsi che quella donna eserciti una magnifica influenza su Stefano, ma non si pu dire certo altrettanto per i tuoi bambini!
Mary (volgendosi a lei) Che vuoi dire?
Silvia (con aria di mistero) Non ci pensare.
Mary (avvicinandosi a lei) Dimmelo!
Silvia Lungi da me l'idea di dirti delle cose che non vuoi sentire. Io sapevo tutto da molto tempo. (Nobile) Ho mai detto una parola?
Mary (violentemente) Che hanno da vedere con questo i miei bambini?
Silvia E' stato mentre tu eri lontana. Edith li ha visti. Stefano, quella vagabonda e i tuoi bambini... insieme, a far merenda al Central Park.
Mary Non vero!
Silvia Perch Edith avrebbe dovuto mentire? Ha detto che si divertivano moltissimo. Il piccolo Stefano mangiava seduto in grembo a quella donna. Lei lo baciava ad ogni boccone. Quando ho sentito questo, ho provato un tuffo al cuore, te logiuro! (Si accorge di aver colpito nel segno. Festeggia il suo successo ingoiando il cordiale di Mary).
Crystal Oh, prendete quell'abito da sera. Questa roba mi d fastidio.
Terza Commessa Subito, signorina Allen. (Esce).
Silvia Ma, come tu dici, cara, non affare mio, ma tuo. (Si dirige alla porta, con espressione molto offesa perch Mary ha rifiutato il suo consiglio) Senza dubbio quella ragazza riuscir una perfetta matrigna per i tuoi bambini! (Esce. Mary, ora vestita, sola. Fissa il tramezzo che la separa da quell'ancora ignoto nemico della sua ben ordinata tranquillit familiare, l' altra donna. Il suo buon senso le suggerisce di tornare a casa, ma ora prova un violento desiderio di parlarle. Lo combatte per un po', quindi, amaramente decisa, si reca alla porta. Esce. Un secondo dopo si ode bussare alla cabina di Crystal. Crystal sola).
Crystal Avanti! (Mary entra e chiude la porta) Desiderate?
Mary ... Sono la signora Haines.
Crystal (con una posa perfetta) Scusate... ma non credo di conoscervi.
Mary Per favore, non recitate.
Crystal E cos, Stefano finalmente ve l'ha detto?
Mary No, me ne sono accorta io. (La terza commessa fa capolino).
Crystal Restate fuori! (La commessa esce).
Mary L'ho saputo fin dal principio.
Crystal Interessante. E ora?
Mary Sono rimasta calma...
Crystal Molto di spirito. (La seconda commessa fa dei segni lungo il corridoio ad un'altra ragazza di unirsi a lei. Entra nella cabina di Mary. Ad una ad una, durante il seguito della scena, le sarte, le commesse e le indossatrici entrano in punta di piedi nella cabina di Mary e applicano le orecchie al tramezzo).
Mary Non si tratta di spirito. Ho voluto risparmiare a Stefano la vergogna. Ma ora siete andata troppo oltre. Non vi permetter di toccare i miei bambini!
Crystal Per amor di Dio, non fate l'isterica. Che me ne importa dei vostri bambini? Non ne posso pi sentir parlare.
Mary Non ne sentirete pi parlare. Quando Stefano rifletter all'umiliazione che mi costata, vi lascer immediatamente,
Crystal Chi lo dice?
Mary Stefano si sarebbe stancato ugualmente di voi.
Crystal Parlate per esperienza? Posso garantirvi che non ancora stanco di me.
Mary (con disprezzo) Perch si diverte, con voi.
Crystal E si diverte largamente.
Mary (volgendosi alla porta) Dovrete fare altri progetti, signorina Allen.
Crystal Sentite, i miei ordini di marcia non li prendo che da Stefano.
Mary Stefano non vi ama.
Ckystal Fa quello che pu, date le circostanze.
Mary Non potrebbe amare una donna come voi.
Crystal Che cosa credete che abbiamo fatto, in questi sei mesi, le parole incrociate? E voi, che avete da protestare? Tutte le cose che importano veramente sono vostre: il nome, la posizione, i denari...
Mary (perdendo il controllo) Non m'importa altro che di Stefano !
Crystal Oh, chiudete il rubinetto, signora Haines. Credete che sia la prima volta che Stefano v'inganna? Non fatevi illusioni che sia rimasto con voi per affetto...
Mary Affetto?
Crystal Voi non siete che una vecchia abitudine, per lui. Sono quei marmocchi, che ha paura di perdere. Se non fosse uno stupido sentimentale, se ne sarebbe andato da anni!
Mary (con fierezza) Non vero!
Crystal Oh, s, invece! Vi dico delle semplici verit, che non potreste mai sentire da Stefano.
Mary Stefano mi ha sempre detto la verit.
Crystal (maliziosamente) Beh, non direi... (Dopo una pausa) Sentite, Stefano soddisfatto di questo accomodamento. Non cercate di forzare le cose, se non volete andare incontro a guai.
Mary Siete voi che mi costringete a questo! Dove sperate di arrivare?
Crystal Al vostro posto, signora Haines!
Mary Avete molta fiducia.
Crystal Pi restate qui e pi acquisto fiducia. Santa o non santa, siete una donna veramente scipita!
Mary (la fissa con gli occhi spalancati, colpita dall'orrido pensiero che possa essere la verit. Improvvisamente si vergogna di essersi lasciata condurre cos patetica mente sulla difensiva) Oh, ma perch resto qui a parlare con voi? Sono cose che riguardano me e Stefano! (Esce).
Crystal (sbattendo la porta dietro a lei) All'inferno!
Terza Commessa (nella cabina di Mary) E questo, secondo lei, significherebbe conoscerla ufficialmente.
Prima Commessa Oh, mi dispiace per la signora Haines. E' tanto cara.
Indossatrice Avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa. Ora ha fatto la frittata.
Capo Reparto Certo, uno sbaglio terribile, mettere un ultimatum ad un uomo.
Prima Indossatrice Questa Allen furba. Ha fatto in modo che qualunque cosa avesse detto la signora Haines, sarebbe sembrata dalla parte del torto.
Prima Commessa La spunter?
Sarta Guardate che corpo!
Seconda Commessa L'ha gi spuntata.
Seconda Indossatrice (in tono di lamento) Anche...
FINE PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
PRIMO QUADRO
Due settimane dopo. Piccola sala di ginnastica nell'istituto di bellezza di Elizabeth Arden. A destra, una parete a specchi. In fondo, una porta. A sinistra, un fonografo a valigia sotto una finestra aperta. Sul pavimento, un materasso di satin rosa.
(Al levarsi del sipario, Silvia, in mutandine, distesa sul materasso e descrive dei leziosi archi con le gambe, al ritmo sensuale di un disco di tango; l'istruttrice, una ragazza intelligente e graziosa in un costume da bagno di seta rosa, in piedi di fronte a lei e le d ordini con voce esperta).
Istruttrice Su... alto... su... gi... su... stesa... su... insieme... su... stesa... su...
Silvia Naturalmente, tutte le mie simpatie sono per la signora Haines. Bisogna sempre sostenere le donne contro gli uomini.
Istruttrice (ad alta voce, decisa ad ignorare e, se possibile, a scoraggiare le chiacchiere di Silvia, per l'onore dell'istituto) Su... alto... su... gi... Su... stesa... su... insieme: Su...
Silvia Per, si comportata proprio da idiota.
Istruttrice Stesa... su... insieme. Per favore, non parlate, signora Fowler.
Silvia Ma certe donne non riescono a mantenere la testa a posto...
Istruttrice (torva) Stesa... su... insieme... su...
Silvia Fanno delle cose che poi rimpiangono per tutta la vita...
Istruttrice (afferra la gamba troppo languida di Silvia e le d uno strattone) Stesa!
Silvia Oh! Le mie cicatrici!
Istruttrice (insensibile) Fa molto bene per le adesioni. Su...
Silvia (risolutamente inerte) Sono sfinita.
Istruttrice Riposatevi. (Silvia manda un lamento di sollievo) E rilasciate i muscoli del diaframma, signora Fowler. (Amaramente) Se potete. (Cambia il disco in un fox trot).
Silvia Naturalmente, vorrei che la signora Haines si decidesse, se vuol divorziare. E' terribile, per le sue amiche, non saper nulla. Non si pu certo domandarlo a loro...
Istruttrice Naturalmente. Ora, sul fianco. (Silvia si rotola sul fianco, appoggiandosi sulla spalla) Pronta? Su... gi... su... gi... (Schiocca le dita. Silvia dondola in alto una gamba inerte) Non piegate il ginocchio.
Silvia (pensosamente) Certo, per il bene dei bambini, farebbe meglio a rimanere. (In tono pio) Io resterei. (La stoe ginocchio sono pi che piegale).
Istruttrice (implorante) Non piegate, per favore...
Silvia E non avrebbe dovuto affrontare suo marito in quel modo. Quando un uomo si trova cos sprofondato in una relazione, bisogna dargli tempo...
Istruttrice (raddrizzando con forza considerevole la gamba di Silvia) La coscia in dentro, non in fuori.
Silvia (dolorante ma non doma) Ma la signora Haines non d mai ascolto alle sue amiche. E' una donna molto strana.
Istruttrice Dev'esserlo proprio. Ora, prego... su... gi... sa... gi...
Silvia (raddoppiando i suoi sforzi e i suoi errori) Oh, io dico a tutti che qualsiasi cosa lei voglia fare, la cosa giusta. Devo restare fedele a lei, naturalmente. Oh, sono semplicemente esausta. (Si affloscia sul ventre ansimando).
Istruttrice Vogliamo provare qualcosa di pi semplice... l'arrampicata sul muro? (Silvia leva un viso da martire. L'istruttrice cambia il disco con un valzer).
Silvia (rimettendosi in piedi) Cosa bisogna soffrire per mantenere la linea! (Siede contro il muro di fondo).
Istruttrice Ruotate sulle natiche. (Silvia esegue, poi giace all'indietro, le ginocchio tirate su fino al mento, le piante dei piedi contro il muro) Braccia inerti. Arrampicatevi lentamente per il muro.
Silvia (arrampicandosi) Speravo che non me l'ordinaste.
Istruttrice (inginocchiandosi accanto a lei) Non parlate.
Silvia C un paio di persone che mi piacerebbe di avvelenare.
Istruttrice Ora al contrario. (Silvia discende, mentre Peggy entra in tenuta d'esercizio. L'istruttrice sorride) Come state, signora Day? (A Silvia) Gi, lentamente.
Peggy (allegramente) Bene, e voi? Ciao, Silvia.
Silvia Ancora in ritardo Peggy.
Peggy Scusami.
Silvia (sedendosi) Dopo tutto, li pago io i tuoi esercizi.
Peggy Sai bene che ti sono grata, Silvia...
Silvia Beh, non piangerci sopra. Non sono che cinquanta dollari.
Peggy E' molto, per me...
Silvia (con dolcezza) Per te o per tuo marito, cara?
Istruttrice Prego, signore. Cominciamo con gli esercizi di camminatura. (Silvia si alza) Una signora entra sempre in una stanza in posizione eretta.
Silvia Una quantit di amiche mie escono in posizione orizzontale. (Silvia e Peggy si dirigono al muro coperto di specchi e vi rimangono con le spalle contro).
Istruttrice Ora... ginocchia staccate. Sedete al muro. (Esse seggono su sedie immaginarie). Rilasciatevi (Esse si piegano in avanti col busto, toccando il pavimento con la punta delle dita) Ora, alzatevi lentamente contro il muro... premendo ogni piccola vertebra contro la parete pi forte che potete... Spalle indietro. Testa indietro. Sollevatevi perpendicolarmente. Mento in alto. (Mette una mano al livello del mento sforzato di Peggy) No, signora Day, pi alto. Gomiti piegati... alzatevi sulle punte dei piedi... braccia in fuori... spingete avanti il basso della schiena... via! (Silvia e Peggy incedono vicine per la stanza a passetti minuti).
Peggy (sussurrando) Silvia, perch insinui sempre che John sia un avaro?
Istruttrice (riferendosi alle anche ondeggianti di Peggy) Tenetevi rigida!
Silvia Tu hai la tua piccola rendita. Perch la dai a John?
Istruttrice Indietro, prego! (Esse riattraversano la stanza camminando all'indietro).
Peggy John guadagna cos poco...
Istruttrice (riferendosi all'addome rilasciato di Silvia) Controllate i muscoli!
Silvia In questo modo gli fai perdere ogni senso di responsabilit. Lo fai diventare un gigol. Un po' di danaro proprio, che nessun uomo tocchi, l'unica protezione di una donna. (Sono giunte di nuovo contro lo specchio).
Istruttrice Vi trovate tutte e due nella stessa posizione in cui avete lasciato il muro?
Silvia (sorridendo, con sicurezza) Io s.
Istruttrice No, invece. (Imita l'atteggiamento di Silvia, mostrando come il suo didietro sporga, contro i dettami dell'eleganza, se non della natura) Non cos, signora Fowler. (Rettifica di colpo la posizione) Ma cos! (Conduce avanti Silvia) Provate per favore. (L'una di fronte all'altra, eseguono un paio di mosse al contrario) Ora, riposatevi sul materasso. (Le due donne si pongono l'una a fianco dell'altra con le braccia diritte sopra il capo. Al conto di uno da parte dell'istruttrice, ciascuna lascia cadere inerte una mano, dal polso. Al conto di due cade l'altra mano, quindi la testa sul petto, le braccia si afflosciano sui fianchi, il busto si piega, le ginocchia vengono meno ed esse cadono, come disossate, sul materasso. L'istruttrice cambia il disco) Pronte, ora? Piegare... stendere, sapete. Cominciate. (Eseguono un altro esercizio di gambe sul materasso) Piegare... stendere... piegare... gi... tirate bene i muscoli delle cosce, prego! Piegare... stendere... piegar... gi...
(Entra Edith. E' avvolta in un lenzuolo bianco. La sua faccia sta subendo un trattamento di sostegno, ossia reca delle larghe strisce bianche sotto il mento e attraverso la fronte. Appare profondamente angosciata).
Edith Oh, Silvia! Ciao, Peggy...
Silvia (ponendosi a sedere) Edith, che cosa fai qui?
Edith Un trattamento al viso, dal basso. Oh, Silvia, sono cos contenta di averti vista. Ho fatto una cosa terribile...
Istruttrice Scusate, signora Potter, ma siamo a met del nostro esercizio... ,
Silvia (all'istruttrice) Per favore, volete avvisare di prepararmi un bagno di paraffina?
Istruttrice Ma, signora Fowler.
Silvia Sono esausta.
Istruttrice Se non avete mosso un muscolo!...
Silvia (con pazienza di sopportazione) Di chi questa carcassa, mia o vostra?
Istruttrice E' vostra, signora Fowler, ma io son pagata per tenerla in esercizio.
Silvia Parlate come un allenatore di cavalli.
Istruttrice Bene, signora, riposate pure. (Esce).
Edith Ho fatto una cosa spaventosa... Avvicinatevi. (Peggy e Silvia si avvicinano. Edith si lascia cadere pesantemente in mezzo a loro sul materasso) Me ne sono accorta quando sono arrivata qui, durante l'esercizio. Vorrei tagliarmi la lingua, quando ci penso...
Silvia Beh, che cos'?
Edith Stavo a pranzo con Frances Jones e...
Silvia Ho capito!
Edith Ho dimenticato che...
Silvia Hai dimenticato che Frances Jones Dolly dePeyster.
Edith Ma io non ho mai letto la sua terribile rubrica che lei firma cos.
Silvia (con veemenza) Le hai detto qualcosa di me? Cosa?
Edith Oh, cara, sai che di te non direi mai nulla! (Con rimorso) Le ho raccontato di Stefano e di Mary...
Silvia (sollevata) Ah!
Peggy Oh, Edith, verr stampato su quei terribili fogli scandalistici!
Edith Lo so... mi sono torturata il cervello per ricordarmi esattamente quello che le ho detto. Credo di averle detto che quando Mary entr in quella cabina di prova, strapp la pelliccia di ermellino di dosso alla ragazza...
Silvia Le hai detto cos?
Edith Beh, non mi ricordo se ho detto di ermellino o di visone, ma ho detto certamente che prese a schiaffi la ragazza!
Peggy Edith!
Edith E' quello che mi ha raccontato Silvia!
Silvia Mai ho detto questo!
Edith S, invece!
Silvia (offesa) Ad ogni modo, non avrei mai creduto che lo avresti riferito a una cacciatrice di scandali...
Edith Beh, del resto, poco importa, ormai. Il divorzio praticamente deciso.
Silvia (prontamente) Chi l'ha detto?
Edith Tu!
Silvia (spiegando con pazienza) Io ho detto che Mary non avrebbe potuto raccontare ai quattro venti i suoi affari privati senza trovarsi coinvolta in uno scandalo.
Peggy Mary non li ha raccontati ai quattro venti!
Silvia E chi, allora?
Peggy Voi! Voi avete fatto tutto il possibile per non lasciarle altra soluzione che il divorzio!
Silvia Ci lusinghi, cara. Non sapevamo di avere tanta influenza sulle vite delle nostre amiche!
Peggy Tutte vanno da lei, tutte le dicono che una vittima.
Silvia Invece, io le ho detto che avrebbe fatto un grande errore. Che cosa ha da guadagnare una donna, divorziando? Qualsiasi somma ottenga, non avr mai quello che aveva come moglie. E poi, tu sai bene quanto me che lui sposer quella ragazza. Con tutto quello che ha speso per lei, dovr farlo se non altro per proteggere l'investimento del suo capitale! (Dolente) Ma io, cara Peggy, ho tanta influenza su Mary quanta ne ho su di te! (Rientra l'istruttrice).
Istruttrice Il bagno di paraffina pronto, signora Fowler.
Silvia (si alza) Bene, non preoccuparti, Edith. Telefoner alla De Peyster. Posso aggiustare tutto.
Edith E come?
Silvia (graziosamente) Le dir che hai mentito.
Edith Non farai una cosa simile!
Silvia (stringendosi nelle spalle) E allora, lascia che la storia circoli. Domani sar dimenticata. Ti ricordi tutte le cose terribili che pubblicarono su di... come si chiama?... prima che si gettasse dalla finestra? Vedi, non mi ricordo pi nemmeno il suo nome, perci, chi se ne importa, Edith? (Esce).
Istruttrice Signora Potter, ritornate nel vostro reparto.
Edith Oh, si direbbe che stiamo a scuola!
Istruttrice Ma, signora Potter, uno spreco di denaro...
Edith Ma il riposo fa parte del trattamento.
Istruttrice (freddamente) Allora, dovreste riposarvi completamente signora, dal mento in su. (Esce).
Edith Ma senti, terribile l'antipatia di classe diffusa al giorno d'oggi! (Si rimette in piedi) Sono cos stanca di pagare della gente come questa per essere insultata...
Peggy (avvicinandosi a lei) Edith, faremmo bene ad avvertire Mary!
Edith Di che?
Peggy Ma... del giornale...
Edith Mia cara, come possiamo farlo senza coinvolgere Silvia?...
Peggy Ma colpa sua... Oh, una donna tremenda!
Edith Non ne pu fare a meno. La sua disgrazia di non essere nata cieca e sorda. Ma noi, che ci possiamo fare? L'ha passata liscia sempre. E' un anno che ha una relazione con un impiegato di suo marito...
Peggy (impressionata) Edith!
Edith Proprio sotto il suo naso! Ma lui se ne infischia. Perci non affare nostro. Da' retta a me: tieniti fuori dei pasticci delle altre donne. Io non ho mai avuto una lite con un'amica. E sai perch? Non vedo, non sento e non parlo!
SECONDO QUADRO
Alcuni giorni dopo. Stanza della servit, in casa di Mary. Mezzanotte. A sinistra, una portiera che immette alla cucina. A destra, una piccola ghiacciaia a muro. Nel centro, un tavolo e due sedie.
(Al levarsi del sipario, Jane, la cameriera, e Maggie, la nuova cuoca, stanno facendo uno spuntino notturno. Maggie, una donna florida di mezza et, porta una vestaglia e delle pantofole da camera).
Jane (piegando un giornale che ha appena finito di leggere a Maggie) E allora lui ha detto: Una storia come questa bisogna smentirla coi fatti.
Maggie T'ho detto che avrebbe ricominciato. Una volta che un affare di questo genere viene fuori, tra marito e moglie, non c' altro che da litigare fino alla fine. Dipende da chi si stanca prima di litigare o di stare insieme. I
Jane Ce n' abbastanza per farti perdere la fiducia nel matrimonio.
Maggie Fiducia? E chi ce l'ha?
Jane Tu non credi al matrimonio?
Maggie Oh, s, per le donne. (Sospira) Ma sono i figli di Adamo che bisogna sposare. Continua.
Jane E cos, infine, lui ha detto alla signora: Non l'ho lasciata, forse? E sono stato anche un vigliacco, per il modo in cui l'ho fatto. Come credi che l'abbia fatto, Maggie?
Maggie Le avr detto: Squagliati, mia moglie sa tutto.
Jane La signora non ci ha creduto. Ha detto: Stefano, davvero non l'hai pi vista?.
Maggie E lui, gi bugie...
Jane Da come rispondeva, gli ho quasi creduto. Ma la signora continuava a dire: Oh, come posso crederti?. Era terribilmente triste. Lui diceva: Mary, Mary, cara Mary, Mary.
Maggie Cara Mary. Ci vuoi altro per convincerti.
Jane Allora, credo che abbia cercato di baciarla, perch lei ha detto: No, ti prego. Non potr baciarti mai pi senza pensare a lei nelle tue braccia....
Maggie (in tono di apprezzamento) Proprio come al cinema. Pensa un po', attaccarsi a una ragazza come quella...
Jane Diceva alla signora: E' vergine.
Maggie E allora, perch se la prende tanto?
Jane Ma non lo pi, ora. Lo era, prima. (Pausa) Ha detto alla signora che stato fedele per dodici anni.
Maggie Beh, oggi qualche cosa. Ma lei ci ha creduto?
Jane Ha risposto: Come posso sapere se sei stato fedele?.
Maggie Oh, lei non lo sa davvero.
Jane Ma dal modo in cui l'ha detto...
Maggie S, se riescono a mantenersi per sei mesi, credono gi di avere un'aureola intorno alla testa.
Jane Ad ogni modo, dice che la ragazza molto cara, affezionata a lui. Dice che non ha voluto niente da lui per mesi e mesi...
Maggie Furberia. Oh, conosce i suoi polli. Se lo sa spolpare bene.
Jane E' quello che ha detto la signora. Ha detto: Stefano, non vedi che quella donna interessata solo al tuo denaro? .
Maggie Tz, tz, che sbaglio! A un uomo non piace sentirsi dire che soltanto sua moglie cos pazza da volergli bene.
Jane E' vero ! Ti ho gi detto che ragazza , ha cominciato a dire. Te l'ho spiegato.... E allora si sono arrabbiati tutti e due.
Maggie (si alza, esce a prendersi il caff) Me l'immaginavo. (Entra col bricco del caff) La solita storia. Tutti quelli che sono sposati la conoscono.
Jane E a un certo punto la signora ha detto: Stefano, tu vuoi divorziare. Soltanto, non hai il coraggio di chiedermelo. E lui: Ah, no, mio Dio, non voglio, Mary. Non te l'ho gi detto?. E lei: Ma tu non mi ami pi!. E lui: Oh mio Dio Mary, ma io ti voglio molto bene. E poi ci sono i bambini, Mary. Maggie, questa una cosa che non capisco. Perch lei va su tutte le furie ogni volta che lui le dice di pensare ai bambini? I bambini dovrebbero essere lo scopo del matrimonio, no?
Maggie Ma nessuna donna contenta di sentirsi dire che il marito la tiene solo per dirigere un asilo d'infanzia. (Va alla ghiacciaia a prendere una bottiglia di crema).
Jane E cos la signora ha detto: Stefano, non voglio che tu ti sacrifichi per i bambini. E' qui che lui si arrabbiato terribilmente. Ma perch, in nome di Dio, Mary, ha detto. Tu hai sempre saputo tutto. Perch hai aspettato fino adesso a mettermi in questa posizione?.
Maggie Come se avesse avuto bisogno dei suoi consigli!
Jane E allora, improvvisamente, lei dice, con una terribile voce bassa: Stefano, oh, Stefano, non possiamo andare avanti cos. Non degno del nostro amore, del nostro passato!. E lui dice: E' vero Mary, vero.
Maggie Sei proprio un'attrice tu, eh?
Jane Il mio fidanzato dice che ho gli occhi di Claudette Colbert.
Maggie E ha detto niente delle tue gambe? Prendi una tazza di caff. (Versa il caff).
Jane E' stato allora che la signora ha detto: Stefano... sono io che vaglio divorziare. Stefano, io voglio il divorzio!.
Maggie Abdicazione!
Jane Mio Dio, Mary, ha gridato lui, non vorrai dire sul serio. E lei ha risposto, con una voce strana: S, invece. Tu hai ucciso il mio amore per te, Stefano. Lui ha detto di non dire sciocchezze, e che era sconvolta per quella storia dei giornali, ma che avrebbe dovuto aspettarselo, dal momento che andava raccontando i suoi affari a un mucchio di pettegole. Poi le ha detto di andare a letto e ripensarci bene che lui usciva a prendere una boccata d'aria.
Maggie Vecchio trucco.
Jane E la signora, subito: Tu vai a trovare quella donna. E lui: Oh, Mary, per amor di Dio! Un momento fa non volevi pi vedermi, ora non posso nemmeno andare a prendere un po' d'aria!.
Maggie Bisognerebbe farli uscire col guinzaglio.
Jane Elei: Tu vai a trovarla. E lui: E che importa, dal momento che tu vuoi divorziare?. E lei: Oh, tu non capisci. Va, Stefano, ti prego, e non tornare mai pi. (Comincia a piangere).
Maggie (impaziente) E poi?
Jane Non ho sentito le ultime parole di lui, perch, naturalmente, quando ha detto che se ne andava, mi sono allontanata. Ma ho sentito lei che chiamava: Stefano!. Lui si fermato in cima alle scale e ha detto: Che vuoi, Mary?. E lei: Niente. Ti prego di non sbattere la porta, uscendo. La servit ti sentirebbe. E allora sono scesa. Oh, Maggie, che succeder?
Maggie Lei chieder il divorzio.
Jane Oh, mi fa tanta pena.
Maggie A me no.
Jane Perch?
Maggie Perch si abbandona ad un orgoglio, che non ha il diritto di avere. Il matrimonio una faccenda in cui si tratta di aver cura del marito e dei figli. Non un'eterna luna di miele. Quanto tempo durerebbe un marito, se si comportasse sempre come un amante focoso? Che importa se lui non l'ama pi?
Jane Come puoi dire una cosa simile, Maggie!
Maggie Questo non la dispensa dall'obbligo di non fargli fare delle sciocchezze.
Jane Credi che sposer quella donna?
Maggie Quando un uomo ha preso l'abitudine di mantenere una donna, non gli sembra naturale se non continua a farlo.
Jane Ma ha detto alla signora che l'idea di sposarla non gli era nemmeno passata per il cervello.
Maggie Non importa se gli sia passata o no. Bisogner vedere quale delle due donne sar capace di avere il sopravvento.
Jane Ma la signora ha detto che lui che deve decidere. Ha detto: Stefano, o tu ami lei o ami me.
Maggie E lui, che cosa ha risposto?
Jane Niente, per molto tempo. Non ha fatto che camminare su e gi, su e gi, su e...
Maggie Pensava. Il primo uomo che riuscir a trovare una buona spiegazione di come si possa essere contemporaneamente innamorati della moglie e di una altra donna, vincer quel premio che si d ogni anno in Svezia!
TERZO QUADRO
Un mese dopo, La stanza di soggiorno in casa di Mary. La stanza ora nuda di quadri, libri, vasi, ecc. Il tappeto arrotolato. Le sedie e le poltrone sono coperte da fodere.
(Al levarsi del sipario, Mary, vestita da viaggio, sta camminando in su e in gi. Sua madre, la signora Morehead, vestita da passeggio, la osserva dal divano).
Signora Morehead Quando parte il treno?
Mary (guardando il suo orologio da polso) Tra un'ora. La sua segretaria avrebbe dovuto essere gi qui. Non avrei mai creduto che ci fossero tante carte da firmare.
Signora Morehead Hai affidato tutto agli avvocati!
Mary Non fanno che dirmi la stessa cosa, che non un accordo conveniente...
Signora Morehead (allarmata) Ma allora, Mary...
Mary Oh, non vero. Stefano stato molto generoso.
Signora Morehead Non direi. Se Stefano ricco, oggi, lo deve largamente a te.
Mary Stefano sarebbe sempre arrivato dov' oggi, con o senza di me.
Signora Morehead Non aveva un soldo quando lo hai sposato.
Mary Mamma, vuoi amareggiarmi ancora di pi?
Signora Morehead Non so cosa dirti. Se dimostro simpatia per Stefano, mi accusi di prendere le sue parti, se la dimostro per te dici che ti amareggio ancora di pi. La cosa migliore per me quella di tacere. (Pausa. Poi, con veemenza) State facendo tutti e due uno sbaglio terribile!
Mary Mamma, ti prego!
Signora Morehead Lui ti vuole un gran bene, e...
Mary Per piacere, mamma, non usare quella frase! Ad ogni modo, ora troppo tardi.
Signora Morehead Non mai troppo tardi quando si ama. Perch non mandi tutto a monte? Sono sicura che Stefano non aspetta che questo.
Mary (con amarezza) Non lo ha dimostrato affatto, per non spettava a lui di venire da me?
Signora Morehead No, Mary, sei tu che hai insistito per divorziare.
Mary Ma non capisci: se non l'avesse voluto, avrebbe lottato contro la mia volont.
Signora Morehead Stefano non il tipo che lotta.
Mary Nemmeno io. (Entra Jane da destra).
Jane La segretaria del signor Haines, signora.
Signora Morehead Fatela entrare. (Jane esce) Vai a rinfrescarti gli occhi, ora. Non farti vedere cos da quella macchina calcolatrice. E non tardare. Ricordati che hai un altro compito spiacevole.
Mary Mary?
Signora Morehead Gi, bisogna dirlo alla bambina.
Mary (abbattuta) L'ho rimandata sempre, perch...
Signora Morehead Perch speravi che fino all'ultimo minuto un miracolo ti avrebbe impedito di rovinare la tua vita. Hai mai pensato che Stefano potrebbe sposare quella donna?
Mary (molto fiduciosa) Non lo far.
Signora Morehead Perch ne sei tanto sicura?
Mary Perch in fondo mi ama. Ma non se ne accorger finch io non sar realmente andata via... (Sulla porta) Penserai tu ai bambini, mamma? E mi farai scrivere da loro a Reno, una volta la settimana? E ti prego, mamma, non li viziare troppo. (Esce da sinistra).
Signora Morehead Come se non avessi mai allevato dei bambini! (Entrano da destra la signorina Watts e la signorina Trimmerback. Sono entrambe delle ragazze mollo comuni. La signorina Watts, la pi anziana, e la pi comune delle due, ha in mono una borsa) Buon giorno signorina Watts.
Signorina Watts Buongiorno, signora Morehead. La signorina Trimmerback, del nostro ufficio".
Signorina Trimmerback Piacere.
Signorina Watts La signorina notaio. Abbiamo delle carte da far firmare alla signora Haines.
Signora Morehead C' qualcosa che posso fare io?
Signorina Watts I bambini rimangono con voi? (La signora Morehead annuisce) Per ogni spesa, mandate i conti in ufficio. Ma, naturalmente, i conti che arrivassero dopo il divorzio, sarebbero a carico della signora Haines, secondo l'accordo.
Signora Morehead La signora Haines sar da voi tra un minuto. Vi prego di risparmiarle tutti i dettagli superflui. E'... in ritardo per il treno. (Esce da destra).
Signorina Trimmerback Ti dispiace per la signora Haines?
Signorina Watts (amaramente) iNon posso provare dispiacere per una donna che crede suo diritto ricevere ogni mattina la colazione a letto.
Signorina Trimmerback Non ti simpatica.
Signorina Watts Oh, non ha mai dato fastidio in ufficio.
Signorina Trimmerback Forse per questo che lui riuscito negli affari.
Signorina Watts Sarebbe andato ancora pi avanti senza di lei. In ogni affare grosso andava sempre troppo cauto, pensando a lei ed ai bambini. (Apre la borsa, estrae carte e penna e dispone le carte sul tavolo, pronte per essere firmate) Per fortuna siamo alla fine. Possiamo tornare a lavorare, lui ed io. (Siede).
Signorina Trimmerback Gi, e la Allen? Non credi che la sposer?
Sicnorina Watts Non mi immischio nelle sue faccende private. Non ho certo un debole per lei, ma devo dire che da quando l'ha conosciuta ha preso un nuovo interesse al lavoro. Prima, si stava abbandonando, e questo mi preoccupava.
Signorina Trimmerback (affondandosi nel divano) Oh, fortunata, quella l.
Signorina Watts Credi?
Signorina Trimmerback Vorrei trovare un uomo che imi pagasse i conti. Sono stufa di prepararmi la colazione, precipitarmi per la strada alle 8 del mattino, piova o splenda il sole, a lavorare come un cane. A che scopo? L'indipendenza! Bella indipendenza che hai, con i salari che pagano alle donne! La manderei al diavolo per qualsiasi cosa decente che mi offrissero... e anche indecente!
Signorina Watts Oh, tu s!
Signokina Trimmebback Perch, tu non la vorresti, una casa?
Signorina Watts Io ce l'ho, una casa.
Signorina Trimmebrack Vuoi dire a Plattsburg, dove sei nata?
Signorina Watts No. L'ufficio. L'ufficio la mia casa.
Signorina Trimmerback Bella casa! Capisco, la moglie di ufficio.
Sicnorina Watts (in tono di sfida) Riuscirebbe ad andare avanti senza la signora Haines o senza la Allen assai meglio che senza di me.
Signorina Trimmerback Oh, lo so che sei molto brava, cara, ma che cosa ti fa credere di essere indispensabile?
Signorina Watts Lo libero da un'infinit di dettagli superflui, gli ricordo le cose che dimentica, compresa, specialmente in questi giorni, la sua buona opinione di se stesso, non piango e non lo annoio. Non divorzier mai, da me!
Signorina Trimmerback (stupefatta) Ma... tu sei innamorata di lui! (Si alzano entrambe e si confrontano adirate).
Signorina Watts E con questo? Preferisco lavorare per lui piuttosto che sposare qualche mezzo idiota che riuscirei a trovare (quasi in lagrime), solo per avere un uomo! (Da sinistra entra Mary).
Mary Buon giorno, signorina Watts.
Signorina Watts (ricomponendosi rapidamente) Buon giorno, signora. Questi sono gli inventari dei mobili. I trofei del golf, i libri, i disegni, i portacenere li ho fatti mandare al club del signor Haines. (Pausa) Il signor Haines domanda anche se puavere il ritratto dei bambini.
Mary (guardando lo spazio vuoto sul caminetto) Oh, ma io...
Signorina Watts Ha detto che non importava, se voi non desideravate mandarglielo.
Mary Si trova in magazzino.
Signorina Watts (poggiando una carta sul tavolo) Potr ritirarlo con questa. Firmate qui. Le referenze della cuoca. Firmate qui. (Mary siede e firma) Le cedole di assicurazione. Firmate qui. (La signorina Trimmerback firma ciascuna carta dopo Mary) La voltura della macchina. Dove volete custodirla?
Mary Ma io...
Signorina Watts Trover una rimessa. Firmate qui. Se qualcuno volesse rilevare l'appartamento, al vostro prezzo?
Mary Ma... ho pensato...
Signorina Watts Questa una delega fino al vostro ritorno. Firmate qui.
Mary Ma io...
Signorina Watts Oh, perfettamente regolare, signora. Il signor Haines poi, si preso la libert di preparare un nuovo testamento per voi. (Mette dinanzi a Mary un documento blu dall'aria legale).
Mary (indignata) Ma, davvero...
Signorina Watts Se qualcosa dovesse succedervi a Reno, met della vostra propriet sarebbe andata a lui. Un dettaglio che sfuggito ai vostri legali. Il signor Haines ha stilato con codicillo che lo estromette.
Mary Non capisco il linguaggio legale, signorina Watts. Credo che il mio avvocato...
Signorina Watts Come volete. (Rigidamente) Il signor Haines ha suggerito questo nel vostro interesse non nel suo. Sono sicura che voi crediate che egli ha soltanto a cuore il vostro interesse. (Pausa) Firmate qui. (Mary firma, la pignorino Watts firma) Occorrono tre testimoni. (Entra da destra Jane con una scatola di fiori) La vostra cameriera andr benissimo.
Mary Jane, per favore, firmate qui come testimone. E' il mio testamento.
Jane (in lagrime) Oh, signora Haines! (Firma).
Signorina Watts (raccogliendo tutte le carte) Potete sempre fare delle modifiche, nel caso di un vostro nuovo matrimonio. (Mary si alza) E non esitate a comunicarmi in ufficio qualunque cosa di cui possiate avere bisogno.
Mary (freddamente) Non avr bisogno di nulla, signorina Watts.
Signorina Watts (allegramente) Oh, ci sono sempre degli strascichi in un divorzio. E voi sapete che il signor Haines detesta di essere annoiato con futili dettagli. Buon giorno, signora Haines, e buon viaggio! (Esce da destra, seguita dalla signorina Trimmerback).
Jane (con voce di pianto, mettendo la scatola sul tavolo) Il signore mi ha detto di darveli, per portarli durante il viaggio. (Esce bruscamente. Mary apre lentamente la scatola, ne trae delle orchidee ed un biglietto. Legge ad alta voce).
Mary Che posso dirti? Stefano. (Getta violentemente i fiori in un angolo. Entrano la signora Morehead e la piccola Mary, vestita da passeggio).
Signora Morehead Tutto pronto, cara?
Mary (cupa) Tutto pronto. Mary, mamma ti vuol parlare prima di partire.
Signora Morehead Ti aspetto da basso. (Esce).
Mary Siedi, cara. (La piccola Mary salta sul divano e siede. Pausa. Mary si accorge che sar ancora pi difficile e penoso di quanto ha immaginato) Mary...
Piccola Mary Di', mamma.
Mary Mary...
Piccola Mary (perplessa per il tono della mamma, che non le fa prevedere nulla di buono per lei) Ho fatto qualcosa di male, mamma?
Mary Oh, no, cara, no. (Siede accanto alla figlia e le prende le mani) Mary, tu sai che babbo andato via da qualche tempo.
Piccola Mary (con tristezza) E' gi un mese...
Mary Devo dirti perch?
Piccola Mary Perch?
Mary Tu sai, cara, che cosa fanno un uomo e una donna, quando sono innamorati?
Piccola Mary Si baciano sempre...
Mary Si sposano...
Piccola Mary Oh, s, e poi hanno i bambini!
Mary Ma qualche volta, le persone sposate non si amano pi.
Piccola Mary E come, mamma?
Mary Finiscono di amarsi.
Piccola Mary Ma perch lo fanno?
Mary Non c' un perch... cos. E quando non si amano pi, si dividono. Capisci?
Piccola Mary No.
Mary Pure, cos. Fanno... quello che si chiama un divorzio.
Piccola Mary Ah, quello?
Mary Tu non sai che cos' un divorzio, ma...
Piccola Mary S, l'ho visto al cinema. E tante mie compagne hanno la mamma e il pap che sono divorziati.
Mary (sollevatala, la bacia) Tu sai che io ti voglio tanto bene, vero Mary?
Piccola Mary (dopo una pausa) Certo, mamma.
Mary Tuo padre ed io stiamo per divorziare. E' per questo che io parto. E' per questo che... Oh, cara, non ti posso spiegare tutto. Ma ti assicuro che quando sarai pi grande capirai. E mi perdonerai. Ne sono certa. Guardami, piccola, ti prego!
Piccola Mary (le sue labbra cominciano a tremare) Ti guardo, mamma. Forse che pap... non ti vuole pi bene?
Mary No...
Piccola Mary E tu non vuoi pi bene a lui?
Mary Io... no, Mary.
Piccola Mary Oh, mamma, perch?
Mary Io... io... non so. Ma non colpa n del babbo n della mamma...
Piccola Mary Ma, mamma, credevo che quando si vuole bene a qualcuno durasse fino al giorno della morte!
Mary Con i bambini cos, ma i grandi sono diversi. I grandi possono finire di volersi bene.
Piccola Mary Io non finir mai di voler bene a te e al babbo, quando sar grande. E tu, finirai di volermi bene?
Mary Oh, no, cara, ma anche questo diverso.
Piccola Mary (desolata) Non capisco come...
Mary Devi credermi, piccola, cos. Questo divorzio non ha niente a che vedere con il nostro affetto per te.
Piccola Mary Ma se tu e babbo...
Mary (alzandosi e traendo a s la figlia) Cara, ti spiegher meglio nella macchina. Vieni con me alla stazione.
Piccola Mary Mamma, ma se tu e babbo divorziate, chi di voi due non dovr pi vedere?
Mary Tu e di fratellino resterete con me. Succede cos quando... quando ci si divorzia. I bambini vanno con la mamma. Per, vedrai anche il babbo... qualche volta. Ora andiamo, cara. (Mentre si dirige verso la porta vede le orchidee sul pavimento e le prende. La piccola Mary rimane a fissarla con grande emozione, mentre ella torna ad allontanarsi per uscire. Quindi all'improvviso si appressa alla sedia dov'era seduta la mamma e l'abbraccia. Poi, piangendo, la batte con i suoi piccoli pugni).
Piccola Mary Oh, mamma, mamma cara! Babbo caro! Perch non fate qualcosa! Perch, perch non fate qualcosa! (Mary, che rimasta per un momento sulla soglia, immobile, colpita, si avvicina di nuovo a lei).
QUARTO QUADRO
Un mese dopo. Stanza di una clinica di maternit. A sinistra, una porta che immette al corridoio. A destra, una finestra assiepata di fiori costosi. Nel centro, un letto in cui giace Edith, rialzata contro un mare di cuscini di merletto, con un fagottino al seno. Un'infermiera in uniforme bianca siede accanto alla finestra. Da tutto il suo atteggiamento evidente che Edith una paziente che mette a dura prona chi l'assiste.
(Al levarsi del sipario, Edith allunga un braccio al d sopra del fagottino per prendere una sigaretta dal comodino, ma non ci riesce).
Edith (in tono lamentoso) Infermiera!
Infermiera (alzandosi con stanchezza) Dite, signora Potter.
Edith Datemi una sigaretta.
Infermiera Non potete aspettare almeno di aver finito di allattare?
Edith Dite, quanti bambini avete allattato voi? lo quattro. (L'infermiera le accende la sigaretta. Edith fa muovere leggermente il fagotto) Ahi! Accidenti, morde come un dinosauro. (Entra Peggy con una scatola di fiori).
Peggy Salve, Edith.
Edith (con voce debole) Ciao, Peggy. (Peggy poggia i fiori sul letto) Che pensiero! Infermiera, volete vedere se si trova un vaso decente, in questa maledetta clinica? (L'infermiera prende la scatola, l'apre e dispone i fiori insieme agli altri presso la finestra).
Peggy (chinandosi sul bambino) Fammi vedere, Edith. Oh, magnifico!
Edith Non posso sentire quell'odore di latte.
Peggy (allarmata) Che cos'ha sul naso?
Edith Che naso? Oh, cenere. (Soffia via la cenere. Porge a Peggy una lettera dal comodino).
Peggy Mary.
Edith (annuendo) Non parla che dell'aria salubre di Reno. Nemmeno una parola su come si sente. Credevo che le importasse di pi di Stefano. Manda i suoi saluti a te e a John.
Peggy (Legge. Dall'esterno giunge il vagito di un neonato).
Edith Infermiera, chiudete quella porta. (L'infermiera chiude la porta) Non vi so dire quanto mi diano ai nervi le urla di quel neonato. (A Peggy) Perch fai quella faccia? Anche a me dispiaciuto, ma stata Mary che ha voluto farlo. E a giudicare da quella lettera, non se ne pente troppo.
Peggy Cerca di farsi coraggio!
Edith Ma perch dovrebbe farlo con le amiche ? Ecco, infermiera, ha finito. (L'infermiera prende il fagottino da lei) Ho detto a mio marito di non dimenticarsi di dire a Stefano che Mary perfettamente felice. Credo che questo gli rialzer il morale. Andava in giro come un cane frustato.
Peggy Ti prego, Edith, lasciamelo tenere! (L'infermiera porge a Peggy il bambino).
Infermiera (sorridendo) Attenta alla schiena, signora Day.
Peggy (va alla finestra, stringendo a s il fagottino) Oh, mi piace tanto sentirmelo tra le braccia!
Edith Ti piacerebbe un po' meno se l'avessi appena fatto! Ho passato giorni terribili, vero, infermiera?
Infermiera Oh, no, signora Potter. E' stato facilissimo, invece. (Con ira improvvisa) Oh, le donne come voi non sanno che cosa siano i giorni terribili! Provatevi a portare avanti un bambino e a pulire i pavimenti. Provatevi a partorire in una cucina fredda e sporca, senza etere, senza pannolini da cambiare, senza cibo adatto, e provate ad alzarvi il giorno dopo per fare da cucina a vostro marito! (Si controlla) No, signora Potter, non stato affatto terribile. Datemi il bambino, prego. (Vede l'espressione riluttante sul viso di Peggy) Spero che un giorno possiate averne uno vostro, signora Day. (Esce col bambino. Peggy rompe in lagrime).
Edith Per amor del cielo, Peggy, non te la prendere per quella chiacchierona! Sono tutte eguali. Se non ti viene la peritonite o non partorisci cinque gemelli, credono che sia una scampagnata! (Peggy siede accanto al letto, piangendo) Che cos'hai?
Peggy Oh, Edith... io e John divorzieremo!
Edith (battendole sulla mano) Oh, cara, l'avevo saputo !
Peggy (stupefatta) Ma se l'abbiamo deciso questa notte!
Edith (allegramente) Oh, cara, chiunque avrebbe potuto accorgersi che era destino. Per il denaro, immagino?
Peggy (annuendo) Oh, vorrei che Mary fosse qui...
Edith Beh, invece la troverai l... (Ride) Scusami, cara. Mi dispiace infinitamente per te. Ma buffo.
Peggy Che cosa?
Edith Ci sar una vera riunione del circolo, a Reno. (Siede nel letto, piena di energia per annunciare con grande effetto la notizia) Howard Fowler ha messo fuori Silvia! L'ha minacciata di chiedere lui il divorzio, qui, a New York, se lei non fosse andata a Reno. E riguardo a quel giovanotto suo impiegato...
Peggy Allora, sapeva...
Edith Certo. L'ha preso apposta, per avere il tempo libero per gli affari suoi. Ora Howard ha una ragazza che vuole sposare, ma nessuno riuscito a sapere chi sia! E' un volpone, quello! (Ride ) E' formidabile! Quando penso che Silvia credeva sempre di essere la pi furba di tutte! (Ride cos forte da farsi venire un dolore. Ricade all'indietro sui cuscini, inerte e martirizzata).
Peggy (amaramente) Oh, la vita terribilmente triste, vero?
Edith (sbadigliando) Ah, io non mi lamenterei, solo che questa maledetta cicogna cominciasse a volare da un'altra parte!
QUINTO QUADRO
Poche settimane dopo. Salotto di Mary in un albergo di Reno. Nella parete di fondo, una vasta finestra sporgente mostra una veduta dei tetti piatti di Reno e dei lontani boschi del Nevada. A sinistra, porte che conducono alla cucinetta e alla camera. A destra, una porta sul corridoio. Una poltrona imbottita, un divano. In un angolo, valigie e bagagli di Mary, semi disfatti. Tutto molto brutto e trasandato.
(Al levarsi del sipario, Lucia, una donna di mezza et ruvida e sciatta, sta riunendo gli abiti gettati sulla poltrona e sul tavolo. Canta in un falsetto nasale).
Lucia Nel mio vecchio giardino era cresciuto il pioppo:
perdei l'innamorato per aspettare troppo.
Piacere far l'amore, dolore la partenza:
di un falso innamorato meglio farne senza.
(Peggy entra da destra. Indossa una giacca da polo e una sciarpa di lana. Sta quasi per piangere).
Peggy Lucia, dov' la signora Haines?
Lucia Sta gi, aspetta la posta. Vi sentirete sola, domani, quando se ne andr. (Peggy annuisce e, affranta, si lascia cadere sul divano) La signora Haines la pi simpatica di tutte quelle che ho visto.
Peggy Io odio questa citt.
Lucia Non ci si viene per divertimento. (Continua a riordinare e a cantare)
Andiamo tutti quanti la terra ad ingrassare:
su mille non c' nn uomo di cui ti puoi fidare.
Peggy Chiss quante divorziate avrai visto, Lucia.
Lucia Ho cucinato per loro da dieci anni.
Peggy E ti fanno pena?
Lucia A dire la verit, signora, no. Abbiamo gi abbastanza dispiaceri per conto nostro. Santo Dio non ci avanza troppo tempo.
Peggy (risentita) Si vede che non sei stata mai sposata, Lucia.
Lucia (indignata) Ne ho avuti tre...!
Peggy Di mariti?
Lucia No, di figli!
Peggy Oh, allora sarai stata molto felice!
Lucia Santo Dio, signora, ho smesso di pensare ad essere felice da un sacco di anni.
Peggy Non pensi pi ad essere felice?
Lucia Non c' tempo. Con i figli e tutto il resto. E quel diavolo di mio marito, quando ha bevuto, dovreste vederlo. Questi uomini grossi e forti, dalla testa rossa, sono dannati!
Peggy Oh, Lucia, terribile! Ti batte?
Lucia E come no! Quando si pensa che una quantit di donne in quest'albergo dovrebbero essere battute peggio di me!
Peggy Ma tu abiti a Reno, potresti divorziare in un minuto.
Lucia Oh, non una cosa che si decide in un minuto. Ci ho pensato, una volta. E avevo i soldi, anche. Ma poi ho lasciato perdere.
Peggy Perch?
Lucia Mi sono accorta che sono troppo attaccata alla famiglia. (Una bussata alla porta).
Peggy (avvicinandosi a lei) Lucia, di' alla signora Haines che devo parlarle.... da sola... prima di cena...
(Entra da sinistra la contessa De Lage. E' una sciocca, amabile donna di mezza et, con dei capelli platino accuratamente ondulati. Porta uno sfarzoso costume da cavallo, un enorme sombrero nuovo e una fiaschetta di acquavite di grano).
Contessa De Lage Oh, Peggy, come state, cara bambina?
Peggy Bene, contessa.
Contessa De Lage Ho galoppato come una pazza per il deserto tutto il giorno. Lucia, ecco una fiaschetta. Dobbiamo festeggiare il divorzio della signora Haines.
Peggy Oh, contessa, non credo che un divorzio sia una cosa da festeggiare.
Contessa De Lage Aspettate di aver perduto tanti mariti quanto me, Peggy. (Nostalgica) Sposata, divorziata, sposata, divorziata! Ma io vado dove l'Amore mi conduce. E perci eccomi qui, a Reno.
Peggy Oh, io vorrei essere dovunque, tranne che qui.
Contessa De Lage Oh, l, l, vi abituerete. Il mio terzo marito era uno svizzero. Quando si vive in Svizzera, cara Peggy, bisogna accettare le Alpi. Dicevo sempre a me stessa: Flora, queste dannate Alpi sono qui, e c' ben poco da fare.
Peggy Certo, contessa De Lage. (Esce in fretta da sinistra).
Contessa De Lage Oh, avrei fatto meglio a non ricordarmi delle Alpi, Lucia. Mi viene sempre in niente quel giorno terribile in cui Gustavo cerc di farmi salire in cima a un monte. (Siede nella poltrona) Lucia, tirami gli stivaloni. (Lucia si inginocchia ed esegue) Come Dio volle, ci arrivammo. E all'improvviso mi accorsi che Gustavo mi aveva dato una spinta. (Tragicamente) Scivolai per mezza montagna prima di capire che Gustavo non mi amava pi. (Allegramente) Ma l'amore un gran medico, Lucia. Scivolai diretta nelle braccia del mio quarto marito, il conte.
Lucia (si alza, con gli stivaloni) Ma non quello da cui vi divorzierete adesso?
Contessa De Lage Oh, certo Lucia. (Lamentevolmente) Che cos'altro potevo fare quando mi accorsi che metteva l'arsenico nelle mie cartine per il mal di testa? Ah! L'amour! L'amour! Lucia, sei mai stata innamorata?
Lucia S, signora.
Contessa De Lage Raccontami tutto, Lucia.
Lucia Beh, signora, non c' molto da raccontare. Quando mi faceva la corte, mi divertivo. Ma voi sapete come sono questi uomini grossi e forti, dalla testa rossa. Devono avere quello che vogliono, a tutti i costi. Cos ci sposammo. E naturalmente, da quel giorno, non ho pi avuto occasione di pensare all'amore...
Contessa De Lage (che non stata ad ascoltare) Il mio male, Lucia, di aver sposato troppi stranieri. Credo che torner a sposare degli americani.
(Entra da destra Miriam. E' una rossa lampeggiante e salace, di circa 28 anni. Indossa un ampio pigiama di aspetto teatrale).
Miriam Come va, Lucia?
Lucia Buona sera, signora Arons. (Esce da destra).
Miriam Come vanno le canzoni della prateria, contessa? (Vede la fiaschetta sul tavolo, versa da bere a s e alla Contessa).
Contessa De Lage Si galoppa follemente pei boschi e per le valli! Ma ora, Miriam, voglio concedere un riposo al mio cuore. Tra due settimane sar libera, libera come un uccello da quel piccolo bastardo francese. Ma dove, dove voler mai?
Miriam Nelle braccia di quel cow-boy della fattoria vicina.
Contessa De Lage (con aria pudica) Che dite, Miriam...!
Miriam Oh, pazzo per voi, contessa. Gli piacete pi del suo cavallo, ed un cavallo maledettamente grande.
Contessa De Lage (si alza e si dirige al divano camminando lentamente, senza scarpe) Certo, Buck Winston simpatico. Cos giovane. Cos forte. Avete notato il gioco dei suoi muscoli? (Distendendosi) Musicale. Musicale.
Miriam Romperebbe una noce di cocco in mezzo alle gambe. E quel tipo non ha svegliato il vostro istinto al matrimonio?
Contessa De Lage Oh, s, ma io sono diversa da tutte voi. Ho sempre avuto fede nell'amore. Eppure, ho fatto quattro divorzi. Posso rischiarne un quinto?
Miriam Che cosa rischiate, contessa, se la domanda non indiscreta?
Contessa De Lage Voglio dire, che non potrei mai presentare Buck in societ.
Miriam E perch? Anche la signora Astor dovrebbe riconoscere che un bel ragazzo. Se avessi i vostri soldi lo porterei prima a Hollywood e poi a New York.
Contessa De Lage Hollywood? Perch no? Potrei farne un divo del cinema. In fondo, il mio secondo marito era un gondoliere e dopo un mese che l'avevo sposato una duchessa fugg con lui! Ah, l'amour!
(Entra Silvia da destra. Indossa un elegante abito da sera. Il suo viaggio a Reno l'ha resa amara, ma non l'ha domata).
Miriam Come va, Silvia? Andate a un ballo?
Silvia (si versa da bere) Giro per la citt con un amico. Non ho intenzione di starmene seduta a piagnucolare, come Mary.
Contessa De Lage Povera Mary. Se suo marito le offrisse la minima possibilit lo riprenderebbe subito.
Silvia E' senza orgoglio. Io arrostirei nell'inferno piuttosto che riprendermi Howard Fowler. Mettermi fuori in quel modo, dopo tutto quello che gli ho sacrificato!
Miriam Per esempio?
Silvia Gli ho dato la mia giovent!
Contessa De Lage (sognante) E che altro pu fare una donna alla sua giovent, se non darla ad un uomo?
Miriam Eh, gi, non pu conservarla sott'aceto.
Contessa De Lage (pratica) Ma, come ha potuto mettervi fuori, vostro marito, se eravate una moglie fedele?
Silvia Certo che ero una moglie fedele. (Miriam d in una risata) Che cosa avete da ridere, voi?
Miriam Alle due specie di donne, le civette e gli struzzi. (Alza il bicchiere) Alle nostre sorelle piumate! Alle ragazze che ricevono doppia paga! (Confidenziale) E voi ne avete ricevuta abbastanza!
Silvia Avrei voluto vedere!
Contessa De Lage Io non ho mai avuto un soldo dai miei mariti, eccetto il primo, il signor Strauss, che mi lasci tutto il suo patrimonio, ma mi proib di amministrarlo.
Miriam (a Mary, che entra da destra) Come va, regina?'
Mary (E' depressa, porta delle lettere) Bene.
Miriam Bugia.
Contessa De Lage Mary, io muoio di fame. (Lucia entra da sinistra e prende il cappello di Mary).
Mary La cena quasi pronta. Come mio ultimo gesto ufficiale in Reno, ho cucinato tutto con le mie mani. Vero, Lucia?
Lucia Tutto, tranne le bistecche, il sugo e il dolce, signora Haines. (Esce da sinistra).
Mary (d una lettera a Silvia, guardando, nel porgerla, l'indirizzo) Per te, Silvia. Da Edith?
Silvia Non si pu sbagliare, con quella calligrafia infantile. (Con intenzione) E tu, hai avuto notizie da qualcuno?
Mary No.
Silvia Cara, ho sempre detto che non valeva la pena di prendersela tanto per Stefano.
Mary Meno parli di me e di Stefano e pi mi fa piacere!
Silvia Cercavo di sollevarti. Non si pu dire che tu faccia altrettanto con me!
Mary Ti rispondo, ed gi troppo.
Silvia Oh, Dio, cara, hai i nervi, oggi!
Miriam Stiamo tutte nella stessa barca, qui. Mary vi lascia tranquilla, e voi, perch non la lasciate in pace?
Silvia Oh, volevo solo farle capire che la vita non finita se Stefano non s'interessa pi di lei. (Apre la sua lettera. Dai fogli cadono delle strisce di ritagli di giornale. La Contessa le prende e le scorre distrattamente, mentre Silvia continua a leggere la lettera).
Contessa De Lage Che altro c' per una donna oltre l'amore?
Miriam C' rimasto un altro po' di whisky. (Si versa un altro bicchierino).
Contessa De Lage Cinica!
Miriam (a Mary) Un goccetto? (Mary scuote il capo) Perch no? Starete meglio.
Contessa De Lage (improvvisamente interessata dai ritagli caduti dalla lettera di Silvia) Miriam, gattina furba, non ci avete mai detto che conoscete il marito di Silvia.
Silvia (alzando il capo dalla tua lettera) Che?!
Contessa De Lage (si alza) Sentite questo. Silvia: Miriam Arons, lasciata la ribalta, sta attualmente "rinnovandosi". (Silvia le strappa il giornale di mano).
Miriam Questi pidocchiosi a caccia di scandali potrebbero lasciare in pace chi cerca di divorziare nel miglior modo possibile!
Contessa De Lage (leggendo un altro ritaglio) Noto avvocato (piano) vostro marito, Silvia (proseguendo) ed ex ballerina prossimi a salire l'altare.
Silvia (a Miriam) Ipocrita che non siete altro! (Durante questa battuta Peggy entrata e si avvicina al divano. Ascolta ma non si unisce al gruppo).
Mary (avvicinandosi a Silvia) Andiamo, Silvia...
Silvia Tu lo sapevi?
Mary Oh, ma che importa, ora? Tu non ami pi Howard...
Silvia (scostandola bruscamente) Questo non c'entra. (A Miriam, in tono bellicoso) Quanto vi ha dato, finora?
Miriam Con me ha pagato per quello che voleva; con voi pagava per quello che non avrebbe voluto.
Silvia Non lo sposate che per il suo denaro!
Miriam E voi, per che cosa lo avete sposato? Con la differenza che io, una volta comprata, rester sua.
Silvia Avventuriera da quattro soldi!
Miriam Non cominciamo coi complimenti, pappagallo da salotto! (Silvia le d un terribile ceffone. In un batter d'occhio si afferrano per i capelli. Mary prende Silvia per un braccio ma questa si libera. La Contessa tira la cintura di Miriam mentre Lucia entra, d un'occhiuta alquanto professionale ed esce per andare a prendere i sali).
Contessa De Lage Ferma, Miriam! Non siate volgari! (La sua interferenza permette a Silvia di dare un altro schiaffo a Miriam senza impedimento).
Miriam (gettando la Contessa sul divano) Levatevi dai piedi, vecchia barcaccia! (Silvia afferra i capelli di Miriam) Ahi! Lascia! (Silvia sta per usare le unghie. Mary si intromette).
Mary Non posso permettere, capite! (L'intervento di Mary permette a Miriam di dare a Silvia un terribile calcio negli stinchi).
Silvia (piegandosi, in singhiozzi) Oh! Mi ha spezzato una gamba, quella cagna! (Mentre si volge, Miriam le d un altro calcio ben piazzato che la fa raddrizzare).
Miriam Piglia questo! (Silvia, gridando di rabbia e di umiliazione, afferra di nuovo il braccio di Miriam e vi affonda i denti. Miriam l'agguanta, la scuote tutta e la getta piangente nella poltrona).
Mary (a Miriam) Ora basta.
Miriam Dov' lo iodio? (Mary indica la camera da letto) Bisogna stare attenti all'idrofobia. (Esce da destra).
Silvia (tra i singhiozzi, medicandosi le ferite) Mary, come hai potuto permettere questo?
Mary (freddamente) Mi dispiace moltissimo, Silvia.
Silvia La difendi! Dopo tutto quello che ho fatto per te!
Mary Che cosa hai fatto per me?
Silvia Ti ho avvisato!
Mary (amaramente) Non credo di doverti essere grata per quello che hai fatto.
Silvia (isterica) Ah, no? Stai a sentire, e sgonfiati la superbia. Non credere di essere l'oggetto della piet universale. La gente si diverte un mondo per quello che ti sta succedendo. Hai meritato di perdere Stefano, per il modo idiota in cui ti sei comportata. Ma io ti ho sempre difesa, come un'amica leale, e questo e il ringrazia mento che ricevo! Tu sai tutto di lei, la difendi, e mentre io...
Mary Esci di qui! Va via!
(Lucia entra dalla camera da letto con una boccetta di sali ammoniacali mentre Silvia si abbandona completamente all'isterismo e urlando dalla rabbia, lancia violentemente contro il muro portacenere, bicchieri e scatole da sigarette).
Silvia (urlando con quanto fiato ha in petto) Ti odio! Ti odio! Odio tutti!
Lucia (afferra Silvia per le spalle e le mette di forza sotto il naso la boccetta dei sali) Signora Fowler, avete l'isterismo! (La spinge verso la porta, ansimante e piangente).
Silvia Quando avrai bisogno di un'amica ti ricorderai di me...
(Escono da destra Lucia e Silvia, che si dibatte sfinita).
Contessa De Lage (alzandosi dal divano) Povere creature. Hanno perduto l'equilibrio perch hanno perduto la fede nell'amore. Ricordate quella canzone che Back ha fatto per me? (Si versa da bere e canta)
Cavalca l'uomo, e vola a tutte l'ore,
la donna vola sulle ali d'Amore.
Coma-a-ti-yi-yippy-ya!.
(Si getta la fiasca a tracollo ed esce da destra, sempre cantando, mentre Miriam rientra, rimessa in ordine dopo la lotta).
Miriam Il terreno sgombrato?
Peggy Oh, stata la cosa pi disgustosa che abbia mai visto.
Miriam Siamo un paio di gatte selvagge...
Mary Non avresti dovuto venire qui, Peggy, a vedere tutto questo. (Raccoglie i portacenere, ecc.)
Miriam Perch diavolo ci siete venuta?
Mary Voleva comprare una macchina.
Peggy Col mio denaro!
Mary E suo marito ha detto che non poteva permetterselo.
Peggy Lui non poteva, ma io s.
Mary Quello che suo tuo. Quello che tuo tuo. Giustizia ed uguaglianza.
Peggy La miglior protezione per una donna un po' di denaro tutto suo.
Mary La miglior protezione per una donna un uomo tutto suo. (Con gentile sarcasmo) Ma evidentemente John e Peggy non erano fatti l'uno per l'altro e lei avr dimenticato tutto fra qualche settimana.
Peggy Oh, no, no. Non posso. Perch... perch... (Rompe in lagrime) perch debbo avere un bambino. Oh, Mary, che posso fare?
Mary Qual il suo numero di telefono?
Peggy (subito) Eldorado 5-2075. (Miriam va subito al telefono e si fa dare il numero) Ma io non posso dirglielo, Mary!
Miriam Perch, non suo?
Peggy Oh, s, certo!
Miriam Fate svelto, signorina!
Peggy L'ho sempre desiderato. Ma ora, senza di lui, non so...
Mary Tu hai diviso con lui il tuo amore. Il tuo bambino divider con lui il tuo sangue, i tuoi occhi, i tuoi capelli, le tue virt e i tuoi difetti. Ma il tuo piccolo fondo personale, quello, naturalmente, non puoi dividerlo mai.
Peggy Oh, Mary, so di avere torto. Ma inutile... tu non sai tutto quello che mi ha detto. Anch'io ho il mio orgoglio.
Mary (amaramente) Reno piena di donne che non hanno pi altro che il loro orgoglio.
Miriam (al telefono) Il signor Day, per favore. Chiama Reno. Il signor Day? Mio Dio, avr vissuto accanto al telefono. Tenete la linea... (Peggy accorre al telefono).
Peggy Pronto, John... (Si schiarisce la voce velata da un singhiozzo) No, non sono ammalata. Cio, s, ma in un altro modo... No, io... John, devo avere un bambino... Oh, caro, proprio vero? Oh, caro, s! Certo, anch'io... S, ti perdono... S, amore, s... Col prossimo treno! John? (Un bacio nel telefono) Oh Johnny, quando ritorner sar tutto diverso... John, ti dispiace se pagher tutto io, qui? (Riaggancia) Non posso rimanere a cena. Devo fare i bagagli.
Mary Quando sarai tornata... non frequentare troppo le amiche.
Peggy Oh, puoi stare sicura, Mary. E' tutta colpa loro se ci troviamo qui.
Mary Non tutta...
Peggy Arrivederci! Sono cos felice, che piangerei. (Esce da destra).
Miriam Diventata saggia, eh?
Mary Una volta lo ero.
Miriam E allora, perch siete qui?
Mary Mi hanno dato molti consigli. (Il telefono suona. Miriam va a rispondere).
Miriam Pronto? No, la telefonata finita, grazie. (Riaggancia).
Mary Una sigaretta?
Miriam (all'improvviso) Sentite.
Mary Non c' niente che possiate dirmi che non abbia gi sentito.
Miriam Davvero? Io vengo da un mondo dove una donna dev'essere una stella... o fare una vita d'inferno. Forse posso dirvi qualcosa di nuovo.
Mary (stanca) Va bene, Miriam, parlatemi della sicurezza, della posizione legale, e di tante altre belle cose. A che si arriva? Al compromesso.
Miriam E che diavolo importa? Una donna deve fare compromessi dal momento in cui nata.
Mary Gi, ma non quando si sconfitti. Lui non mi vuole.
Miriam Come lo sapete?
Mary Allora, perch sarei qui?
Miriam (pausa. Quindi, in tono tragicomico) Perch non avete fegato. E' successo a me pure. Anch'io ho perduto il mio uomo.
Mary (sorridendo) Voi?
Miriam Oh, successo una volta sola. Ho imparato, da allora. Sapete come l'ho perduto? Non avevamo abbastanza soldi per sposarci, e io non volevo andare a letto con lui prima. Avevo i miei ideali, capite? Dio sa dove li avevo presi. Tenni duro, e... (sospira). Mi piaceva come non m' piaciuto mai nessuno. Non ho pi tenuto duro... Cosa credete che abbia fatto, il mio Romeo? Si prese un'altra ragazza. Io feci il finimondo. Ma non avrei dovuto dirgli addio. Ero come voi, capite? Avrei dovuto vincere quella ragazza dove lei aveva battuto me: sul morbido.
Mary Miriam!
Miriam E' cos che si vince alla prima ripresa. Equant' vero che conosco gli uomini, sempre questa l'ultima cartuccia. (Mary si allontana) Vi fa impressione? Siete troppo modesta. Ma la mia idea dell'amore che l'amore non ha vergogna di, niente.
Mary (volgendosi a lei) Un buon sistema. Moderno. Cura fisica per una causa fisica. Ma troppo semplice. Queste battaglie d'amore sono per gli amanti, non per un uomo ed una donna che sono stati sposati da dodici calmissimi anni. Oh, non dico che non mi piacerebbe sentire ancora le braccia di Stefano intorno a me, ma non potrei ritrovare la nostra passione giovanile. Era una cosa meravigliosa, ma era parte della nostra giovinezza, come i bambini. E non la cosa che ha fatto di lui mio marito, di me sua moglie. Stefano aveva bisogno di me. Ne ha avuto bisogno per dodici anni. Ora non ne ha pi.
Miriam Capisco. (Il telefono suona) E' per questo che sposo quel Fowler. Ha bisogno di me come un dannato. Se non lo sposo, si ubriacher a morte in un mese, povero scemo.
Mary (al telefono) S? No, signorina, finita... Come dite? New York chiama la signora Haines? S, s, ricevo io. (A Miriam) Stefano!
Miriam Fategli quel discorso che mi avete fatto poco fa!
Mary (raggiante) Sapevo che mi avrebbe chiamata. Sapevo che all'ultimo momento si sarebbe accorto che ha bisogno di me.
Miriam Ma per amor di Dio, ditegli che voi avete bisogno di lui!
Mary Pronto? Pronto? Stefano? Mary. S. Molto bene. E' cos bello sentire la tua voce, Stefano... Io... s, fissato per domattina alle dodici, ma io posso... (Spaventata) Ma Stefano!!! No, naturalmente, non ho visto i giornali. Come potrei, qui... (Una lunga pausa) S, meglio che me lo abbia detto tu... Certo, capisco la nostra posizione. No, nessuna amarezza, vi auguro di essere felici, molto felici... No, non ho nessun progetto, nessun progetto... Scusa, Stefano, preferirei smettere... Addio, Stefano... addio... (Riaggancia).
Miriam La sposa?
Mary Oh, perch ho lasciato che succedesse questo? Eravamo sposati. Eravamo una persona sola. Avevamo una vita felice. Oh, Dio, che pazza sono stata!
Miriam Pazza? Ma non lo siamo un poco tutte?
Mary Lei non lo ama. Io s e allora... (Va alla finestra, guarda fuori, poi, violenlemente) Ma quando il cuore dice che non finita, non finita! Non finita!
FINE SECONDO ATTO
ATTO TERZO
PRIMO QUADRO
Prima sera. Due anni dopo. La stanza da bagno di Crystal. A sinistra, una vasca mormorata con tendine crespe intorno alla doccia. In una nicchia dietro la vasca un telefono dorato. A destra, una toletta coperta di bottiglie scintillanti e vasetti di cosmetici. Asciugamani ricamati pendono dai reggipanni. Nel centro, una porta che immette alla stanza da letto di Crystal.
(Al levarsi del sipario, Crystal distesa nel bagno, legge una rivista e fuma, mentre Hlne, un'elegante cameriera francese, entra).
Hlne Madame nell'acqua da un'ora.
Crystal (ruvidamente) E con questo?
Hlne Ma, monsieur...
Crystal Monsieur uscir con me e con i miei amici, gli piaccia o no. La ragazzina tornata?
Hlne La signorina Mary ha appena finito di cenare col pap. Monsieur desidera moltissimo che le diciate buona notte.
Crystal Sentite, quella ragazzina desidera darmi la buona notte quanto lo desidero io. Ha provato per due anni di farci saltare l'una al collo dell'altra. Non serve. La mandi a casa da sua madre. (Porge a Hlne un bruschino) Tenete, strofinate. Un giorno o l'altro le dar un ceffone... (Hlne strofina troppo forte) Ehi! Mi
levate la pelle! Sono cos seccata che... (Lancia il sapone in mezzo alla stanza) Hlne, non sposate mai un uomo che abbia lasciato una brava donna. E' allegro come se avesse ammazzato la sua vecchia mamma. (Il telefono suona) Uscite! Oh, Hlne, se venisse la signora Fowler, tenetela da basso, a costo di sedervici sopra!
(Hlne esce. Crystal alza il ricevitore. La sua voce si distende) Pronto, caro, sono nel bagno. Mi sono raggricciata tutta, ad aspettare la tua chiamata. Oh, Buck, sento la tua mancanza come non l'ho mai sentita! Non so dirti quello che ho provato quando ho chiuso la porta del nostro appartamentino. Come siamo stati felici! Come... coma--ti-yi-yippy-ya!. Oh, no, di' pure tutto quello che vuoi. Questo l'unico posto in cui nessuno pu sentirmi. (Crystal volge le spalle alla porta. Non ode una breve bussata) Senti, tesoro, devi andare davvero in California?
(Entra la piccola Mary e rimane esitante contro la porta)
Caro, non hai bisogno di dirmi i sacrifici che hai fatto per il cinema. Ho visto quel rudere che hai sposato. S, Flora una contessa come io sono la Duchessa di Windsor. Va bene, Buck, non sar cos scema, per... (Vede la piccola Mary) Oh, richiamami tra due minuti. Devo interrompere. (Riaggancia) Chi ti ha detto di venire qui?
Piccola Mary (educatamente) Pap. Buona notte. (Si volge per uscire).
Crystal (dolcemente) Oh, non andare, cara. Dammi quel bruschino.
Piccola Mary (gentilmente) Per piacere.
Crystal Per piacere. (Mary le d il bruschino).
Piccola Mary Buona notte. (Si avvia alla porta).
Crystal Oh, che fretta di andarlo a raccontare a tuo padre!
Piccola Mary Che cosa?
Crystal Il mio discorso al telefono.
Piccola Mary Non capisco quello che dicono i grandi al telefono. Sembrano tutti cos stupidi... Buona notte.
Crystal Buona notte, e poi? (Pausa) Ti hanno detto di chiamarmi zia Crystal. (Pausa) perch non lo fai?
Piccola Mary (sempre ritraendosi verso la porta) S.
Crystal S, cosa?
Piccola Mary S, buona notte.
Crystal (con rabbia) Siediti!
Piccola Mary Fa troppo caldo qui. E ho il cappotto.
Crystal Siediti, ho detto! (La piccola Mary siede su di uno sgabello vicino alla toletta) Dobbiamo risolvere questa faccenda. Io ho cercato maledettamente... ho fatto tutto quello che potevo perch noi due fossimo amiche, ma tu non vuoi collaborare.
Piccola Mary Cosa?
Crystal Collaborare.
Piccola Mary (annuendo meccanicamente) Collaborare.
Crystal (esasperata) Rispondimi! Io non ti piaccio. Perch?
Piccola Mary (alzandosi) Beh, buona notte, Crystal.
Crystal Ho detto, perch?
Piccola Mary (con molta pazienza) Mamma mi ha raccomandato di non essere sgarbata con te.
Cristal Spiegami perch non mi puoi vedere!
Piccola Mary Non ho mai detto questo.
Crystal Ma vero!
Piccola Mary S, ma non l'ho mai detto. Sono stata sempre molto gentile con te, che sei una specie di mostro!
Crystal Aspetta che tuo padre senta questo!
Piccola Mary (improvvisamente in tono di sfida) Non credere che pap ti veda pi tanto meravigliosa.
Crystal Te lo ha detto lui?
Piccola Mary No, pap finge sempre che tu sia una donna per bene, perch si vergogna di far sapere a mamma che stupida e misera moglie si preso! E neanch'io dico a mamma quello che penso, perch tu l'hai gi fatta piangere abbastanza! Per questo non collaborer, mai!
Crystal Va via!
Piccola Mary (sulla porta si volge, con aria superiore) E un'altra cosa: questa stanza da bagno proprio ridicola! Buona notte, Crystal! (Esce. Il telefono suona. Crystal lo afferra, con ira).
Crystal S, caro. Quella dannata della piccola Haines. Mi fa saltare i nervi! No, non ha sentito niente. E poi, me ne infischio. Parti domattina? Dio sa se siamo stati prudenti... Cosa? Tu?... (Ride) Pranzi con la prima signora Haines? Bene, caro, sta attento al gin. Ti fa parlare troppo. S, stai attento, caro.
(Entra Silvia, senza bussare. Indossa un complicato abito da sera ed ha in mano un cocktail. I due anni trascorsi non hanno avuto alcun effetto apprezzabile su Silvia. E' la stessa del primo atto, irriducibile).
Silvia Yuhuu! Posso entrare?
Crystal (al telefono) No, non l'Acquario. E' la stazione centrale. (Riaggancia).
Silvia Chi era?
Crystal Uno sbaglio.
Silvia Stavi parlando con un uomo.
Crystal Passami quella spugna... per piacere.
Silvia (eseguendo) Oh, sai bene che puoi fidarti di me.
Crystal E quella vaschetta per gli occhi.
Silvia Conosco Stefano da anni. Non il tuo tipo. Mi sono domandata spesso come voi due possiate andare d'accordo. Ne ho parlato anche al mio psicanalista. Sai, a lui bisogna dire tutto.
Crystal Dev'esserti costato uno sforzo terribile.
Silvia Non m'importa parlare di me stessa, ma parlare delle mie amiche mi fa sentire sleale. Dice che Stefano ha un complesso di colpevolezza.
Crystal Cosa?
Silvia (allegramente) Dice che gli nomini della generazione di Stefano sono stati allevati nell'idea che l'infedelt sia un peccato. E' per questo che ha permesso a Mary di divorziare da lui ed per questo che ha sposato te. Ti ha dovuto sposare per convincersi di non essere un depravato sessuale.
Crystal Ah s? Se Stefano un depravato sessuale, la psicanalisi liquidata.
Silvia E dice che tu, invece, hai il complesso di Cenerentola. Dice che moltissime donne americane lo hanno. Crescono con l'idea che il matrimonio con un uomo ricco sia l'unico scopo della loro vita. Dice che non danno la felicit ai mariti e non funzionano come animali da riproduzione...
Crystal (annoiata e adirata) E tu vuoi funzionare in quell'altra stanza?
Silvia (offesa) Non dovresti parlarmi cos, dopo tutto quello che ho fatto per te. Quando hai sposato Stefano, non conoscevi un'anima. Non stato facile farti accettare dovunque. Tutti erano dalla parte di Mary.
Crystal E lo sono ancora. Non perdono mai l'occasione per ricordarmi che donna nobile e utile sia diventata Mary da quando ha lasciato Stefano.
Silvia (soddisfatta) Oh, cara, una bugia. Non vede un'anima, avvintissima!
Crystal Stasera ha invitato a cena un gruppo di amici.
Silvia Me l'ha detto Edith. Lei ci va. E anche Flora.
Crystal Flora?
Silvia La Contessa De Lage, la moglie di Buck Winston. Quando penso che Flora ha trasformato veramente quel cowboy in un divo del cinema! Naturalmente, lui non il mio tipo, ma la delizia delle cameriere.
Crystal (violenta) La vuoi smettere?
Silvia Ma, Crystal.
Crystal Ho detto smettila! (Chiamando) Hlne!
Silvia Oh, sei veramente ingrata!
Crystal Beh, raccontalo al tuo psicanalista. (Hlne entra) Hlne, tirate la tendina. Voglio farmi la doccia. (Silvia si reca alla porta, mentre Hlne tira la tendina) Aspettami pure in camera da letto.
Silvia (coglie la sua immagine nello specchio e vi si avvicina) Ho cambiato il colore del mio rossetto. Come lo trovi? Devo ricordarmi di dirlo al mio psicanalista. Sai, ogni cosa ha un significato. (La doccia entra in funzione. Hlne esce. Durante il seguito della battuta, Silvia esamina ad una ad una le bottiglie e i vasetti sulla toletta di Crystal)
Dice che non dovrei prendermi tanta pena par tante cose, come faccio. Che do troppo valore alle mie amicizie femminili. Dice che ho il complesso di Damone e Pizia. Credo anch'io di aver dato troppo di me stessa alle altre donne. Dice che le donne sono delle nemiche naturali. (Prende una boccetta) Oh, Crystal, non sapevo che ti ritoccassi i capelli... (Odora del profumo) Cara, se fossi in te non userei questo. Si sente addosso a tutte le sgualdrine di New York. A proposito. (Si avvicina alla tenda della doccia) Se hai qualche relazione, sii prudente, per amor di Dio. Ricordati di quello che mi ha fatto mio marito, quella iena. (Facendo capolino dentro la tenda) Ehi, stai diventando grassa! (Ritorna alla toletta, siede e comincia a curiosare in tutti i cassetti) Gli uomini hanno una mentalit mercenaria. Credono di possedere il tuo corpo e la tua anima soltanto perch sono loro a pagare i conti. Ho provato anch'io questa crema. Mi ha fatto venire i foruncoli. Sai, se tu fossi furba, dovresti avere un bambino. E' l'unico modo per una donna di tenere un uomo... (Entra Hlne).
Hlne Monsieur desidera sapere se madame tarder molto.
Silvia Non vedete come sta facendo in fretta? (Hlne esce. Il rumore della doccia cessa) Gli uomini sono cos egoisti. Eppure ci facciamo belle solo per loro. (Apre un altro cassetto) Vorrei poter trovare un uomo che comprendesse il bisogno che ho di un compagno... (Trova una chiave, la esamina) Ma, Crystal, checosa fai con una chiave degli Appartamenti Gotici? (La testa di Crystal spunta dalla tenda).
Crystal Che? Oh! (Nervosamente) Quella! (Cercando di prender tempo) Gettami un asciugamano, Silvia!
Silvia (portandole l'asciugamano) E' proprio l che Howard mi ha fatto seguire. Il portinaio un ricattatore di professione.
(Crystal si avvolta in un grande asciugamano ed ora esce da dietro la tenda e siede sul bordo della vasca per asciugarsi le gambe)
Ho domandato al mio psicanalista, e mi ha risposto che i ricattatori sono dei pervertiti che non riescono a trovare un buon pervertimento e cos finiscono col ricattare la gente.
Crystal (andando alla toletta) Davvero? Beh, non pu pi ricattarmi, ora. (Nel passare davanti a Silvia, le prende di mano con leggerezza la chiave) Era l che andavamo io e Stefano prima del divorzio. La conservo per ragioni sentimentali. (Sorridendo, lascia cadere la chiave nel cassetto e lo chiude).
Silvia Povero Stefano! Che aspetto stanco ha preso stasera; invecchiato. Senti, io ti ho detto sempre tutto. Dimmi sinceramente: quanto tempo credi di poter rimanere fedele a Stefano?
Crystal (truccandosi) Beh, la vita fa degli scherzi curiosi. Potrebbe venirmi l'idea anche domani.
Silvia Ne dubito, tesoro. Tu sei una tipica bionda.
Crystal Beh?
Silvia (soavemente) La maggior parte delle bionde sono frigide.
Crystal Davvero?! Questa la pi sporca trovata propagandistica delle brune!
SECONDO QUADRO
Le undici della stessa sera. Stanza da letto di Mary. Una stanza semplice e graziosa. A sinistra, la porta dello spogliatoio. A destra, una porta che conduce all'ingresso.
(Al levarsi del sipario, lane sta disponendo sul letto un certo numero di mantelli da sera. Miriam, Mary e Nancy stanno entrando).
Miriam Un milione di grazie, cara! Non ho mai bevuto tanto, ad una cena!
Mary Sono contenta che sia riuscita bene. Ho lasciato Reno due anni fa, oggi. Era una cena commemorativa per tutte voi veterane di Reno, e per i vostri nuovi mariti.
Nancy Mary, se un'eroina di qualche mio romanzo si comportasse come te, i miei lettori non lo crederebbero mai. Nessun uomo degno di tanto.
Miriam Mi hai fatto ricordare il mio caro marito Howard, quella epugna. Ho bisogno di un whisky soda, ora.
Nancy Facciamo due. (Jane esce da destra).
Miriam Sto all'asciutto, quando c' Howard. Lo sto svezzando dalla bottiglia apoco a poco. Ora al secondo stadio.
Nancy Sarebbe?
Miriam Mette il ghiaccio nel bicchiere.
Mary Come va il matrimonio, Miriam? Riesce bene?
Miriam Sto facendo un lavoro di ricostruzione tale che la diga del Niagara diventa un porta-uovo. (Entra Peggy da destra).
Peggy Oh, Mary, non potremmo uscire subito? Vorrei tornare a casa presto. Il mio piccolo John si sveglia sempre. L'altro giorno ha detto la cosa pi carina che abbia mai sentito. (Pausa drammatica) Ha detto: Da-da.
Nancy Quando entra all'universit? (Entra Jane col vassoio e i cocktails).
Mary Jane, dite alla signora Winston che le signore sono pronte per uscire.
Jane La signora Winston sta bevendo con i signori...
Mary Ditele di venire qui, allora. (Jane esce).
Miriam Che fretta c'? Un altro paiodi bicchierini, e Flora gallegger nell'aria da soda. (Entra Edith da destra).
Edith (lamentandosi) Dovrebb'esserci un ascensore, in questo palazzo. E' cos difficile per me fare le scale, nella mia condizione. Sono i tuoi vecchi mobili, questi?
Mary S.
Edith Avresti dovuto liberartene. Non c' niente che rattristi di pi una donna nel dormire in un letto pieno di vecchi ricordi. Questa tua vita da monaca durata troppo. Come puoi trovare qualcun altro, se non fai nessun sforzo?
Mary Non desidero trovare nessuno, Edith. (Con cinismo burlesco) Odio gli uomini! Gli uomini sono mostri.
Edith Oh, non sono tutti come Stefano, cara.
Mary Ho visto molti uomini, da quando sono tornata da Reno. Sono tutti uguali. Non ti lasciano mai sulla porta di casa senza dover fare una lotta.
Edith Una volta ho domandato a mio marito: Perch gli uomini si comportano sempre da Don Giovanni nei taxi?. E lui mi ha risposto che era un'abitudine della loro vita da scapoli, quando l'amore era condizionato agli scatti del contatore.
Miriam In un taxi, l'uomo pi simpatico diventa uno scimpanz.
Edith Mary, vuoi sentire l'ultima novit di Silvia? (Mary, Miriam, Nancy e Peggy in coro: No!) Bene, Silvia va da uno psicanalista. Dice che tu hai distrutto la sua fede nell'amicizia.
Mary Come se una donna avesse bisogno di uno psicanalista per accorgersi che non pu aver fiducia nelle altre donne.
Edith Mary, sei diventata terribilmente cinica da quando hai lasciato le tue vecchie amiche.
Mary Non sarebbe meglio dire saggia? Ho cominciato a capire le donne.
Nancy Peccato! E' cos che le donne diventano disumane tra di loro.
Edith (dirigendosi alla porta di sinistra) Oh, si sono messe a parlare di filosofia, Peggy. Vieni con me mentre m'inciprio il naso.
(Escono, mentre entra da destra la signora Morehead, in abito da passeggio).
Signora Morehead Oh, salve, ragazze! Buona sera, cara. La cena finita?
Mary Ti sei divertita al cinema, mamma?
Signora Morehead Vorrei riuscire a capire se Shirley Temple mi piace o no.
(Entra da destra la contessa De Lage. E' un garbuglio di tulle e di gingilli ed anche un po' allegra).
Contessa De Lage Che cena squisita! E' meraviglioso vederci tutte riunite, in pace, tranquille, ordinate, momentaneamente !
Mary Mia madre, la signora Morehead, la signora Winston, Buck Winston.
Signora Morehead (cercando di ricollegare il nome) Buck Winston?
Mary Il divo del cinema.
Signora Morehead Ah, s! (Piacevolmente) La mia nipotina adora vostro figlio, sullo schermo.
Contessa De Lage (di buon umore) Ah, gi! Il pubblico considera il mio Buck come un ragazzo. Ed io non mi sono ancora abituata ad essere la moglie di un divo. Non potete credere, signora Morehead, quante delle mie amiche di Newport, che mi hanno derisa spietatamente qnando l'ho sposato, ora mi assediano letteralmente per essere invitate a Hollywood!
Signora Morehead Oh, lo credo bene. (Si ritrae verso la porta che immette al corridoio).
Contessa De Lage Signora Morehead, cacciatevi in qualche abito e venite con Mary alla mia festicciola. Sulla terrazza del Casino. Mi hanno detto che ci verranno tutti. Non ho alcuna idea di quello che succeder.
Signora Morehead Senza dubbio, dovete conoscere molte persone. (A Mary) A pi tardi, cara? (Mary annuisce. La signora Morehead sfugge da destra).
Contessa De Lage (prendendo il suo mantello) Mary, non vieni, allora?
Mary Sono molto stanca, Flora.
Contessa De Lage Oh, sei arrabbiata perch Buck ha bevuto un goccetto di pi! Via, Mary, vieni! E' la mia festa d'addio! Non torner mai pi a New York.
Mary Che cosa trovi di male a New York, Flora?
Contessa De Lage (sussurrando) Mary, posso fi darmi?
Mary Ma certo!
Contessa De Lage (alle altre) Promettete che questo rimarr tra noi quattro?
Miriam E' di interesse nazionale?
Contessa De Lage (sedendo accanto a Mary ai piedi del letto) Bene, ti ricordi com'era Buck una volta? (Nostalgica) Cos... cos ardente e appassionato?
Miriam Aveva qualcosa, quel ragazzo!
Contessa De Lage Beh, ora non ce l'ha pi. Prima, ho creduto che fosse il gin ad esercitare un'azione deprimente... (Lamentandosi) Ma ora penso che Buck m'inganni!
Nancy E' incredibile!
Contessa De Lage Non ho nessuna prova, eccetto il fatto che ogni pomeriggio ritorna a casa con uno strano profumo addosso.
Mary Dove dice di essere stato?
Contessa De Lage A visitare il suo cavallo. Ma il cavallo stato mandato a Hollywood la settimana scorsa. (Pratica) E' perci che credo sia pi prudente tenerlo lontano dai centri abitati.
Mary Capisco... l'amour
Contessa De Lage L'amour, s, ma jamais, jamais l'amour senza conclusione!
Mary (ridendo) E' sempre meglio di niente, cara Flora. Lascia pure che ti porti in giro, finch resta con te. Si prende la pena d'ingannarti? E' gi molto. (Quasi a se stessa) Se si prende questa pena, vuol dire che non indifferente...
Nancy La voce dell'esperienza.
Miriam (alla Contessa) Andiamo, testa in alto!
Nancy Proprio cos! Per tutte e due!
(Entrano Peggy ed Edith).
Contessa De Lage (alzandosi) Oh, cheries, voi non avete sentito! Stavo dicendo... promettete che questo rimarr tra noi sei?... Stavo dicendo che sospetto che Buck mi tradisca. E' colpa mia. Avrei dovuto sorvegliarlo di pi. Ma vorrei poter sapere dove ha trovato quell'appartamento!
Peggy Un appartamento ?
Contessa De Lage E dove avrebbe potuto andare?
Peggy Oh, ho sempre sentito dire che la gente va negli alberghi.
Contessa De Lage Ma cherie, Buck non potrebbe andare all'albergo. E' troppo conosciuto. Gli chiederebbero subito l'autografo. Ma domattina, partenza per Hollywood! Hollywood un posto sicuro! (Dirigendosi alla porta) Il caro signor Hays mi protegger dalla Garbo e dalla Dietrich. (Esce da destra).
Edith (prendendo il suo mantello) Cara, davvero non vieni alla festa di Flora?
Mary No, Edith.
Edith Allora posso dirtelo. Naturalmente, tu sai quello che penso del tuo ex... e del suo nuovo stato. Silvia mi ha telefonato stasera. Lei, Crystal e Stefano vanno al Casino con della gente di teatro. Anch'io non ho troppa voglia di andarci. Detesto quest'abito. Mio marito dice che gli sembro una cantante, quando lo metto. (Esce da destra).
Nancy Credo che ci andr anch'io, Mary! E' una buona occasione per studiare la flora e la fauna di Park Avenue. Sto scrivendo un nuovo libro sulla famiglia e sul fascino femminile. (Esce con Peggy).
Miriam (a Mary) Senti, regina, cambia idea! Andiamo alla festa!
Mary No, Miriam.
Miriam Beh, io ci vado. Dovresti vedere i festeggiamenti che Howard ed io facciamo a Silvia! Devo sputare in un occhio di Crystal da parte tua? (Mary scuote il capo) Perdi una buona occasione! Dove sputo io non cresce pi l'erba! (Esce).
(Entra Jane da destra. Mary comincia a sbottonarsi il vestito, si toglie i gioielli e li poggia sul cassettone).
Mary Jane, preparami il letto.
Jane S, signora. (Mary va nel boudoir, a sinistra).
Mary (fuori scena) E' stata allegra Mary, da suo padre?
Jane (preparando il letto) Eh, signora, sapete come si comporta quando 'va a casa...
Mary (fuori scena) Temo che non si abituer mai.
Jane Ha preso di voi, signora, se posso permettermi. Sempre rattristata. Certe volte penso che sarebbe meglio che non andasse a trovare suo padre. O forse, signora, bench non sia una cosa che mi riguardi, sarebbe ancora meglio se voi trovaste qualche brava persona...
(Entra da destra la signora Morehead in vestaglia e pantofole).
Signora Morehead Vai a letto, cara?
Mary (fuori scena) S, mamma.
Signora Morehead Vogliamo chiacchierare un momento? Fumer una sigaretta, Jane.
Jane (sorpresa) Signora Morehead!
Signora Morehead Quelle donne terribili mi hanno fatto diventare nervosa. Come mia figlia riesca a tollerarle, sia pure una volta l'anno, al di l della mia comprensione!
Mary (entra in pigiama da notte) Mi serve da lezione pratica. Fumi, mamma?
Signora Morehead Oh, anche tu!
Mary Anche io?
Signora Morehead Ho sentito l'ombra di tuo padre darmi un pizzico. Dopo dieci anni, avrebbe potuto essere pi tollerante.
Jane Buona notte, signora. (Spegne le luci laterali).
Mary e la signora Morehead Buona notte, Jane.
(Jane esce. Mary entra nel letto, apre un libro e lo scorre).
Signora Morehead (sedendosi sul letto) Buon libro?
Mary Non so. Me lo ha dato Nancy. Parla... d'amore. Poesia. Tutta sull'amore. (Legge) Quando l'amore giunto a voi, seguitelo, anche se la sua via aspra e faticosa. Quando le sue ali vi avvolgono, serratevi a lui, anche se la sua voce infrange i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Signora Morehead Beh, mi pare che Nancy non ha molto tatto. (Improvvisamente) Oh, Mary, vorrei che tu potessi trovare...
Mary (chiude il libro di colpo) ...qualche brava persona. Abbiamo gi parlato di tutto questo, mamma. Io avevo l'unico uomo che avessi mai desiderato; l'ho perduto...
Signora Morehead Non stata poi tutta colpa tua.
Mary Se avessi dato ascolto solo al mio cuore!...
Signora Morehead L'amava veramente?
Mary E l'ama ancora. Bench non ne sia pi tanto sicura.
Signora Morehead Perch?
Mary Perch troppe persone, come Edith, per esempio, si affannano a dirmi quanto si amino. Oh, mamma, sono terribilmente stanca.
Signora Morehead Beh, non essere triste, cara. Vivere da sola ha i suoi vantaggi. Puoi andare dove vuoi, metterti quello che vuoi e mangiare quello che vuoi. Ho dovuto aspettare vent'anni per poter ordinare il pranzo che mi piaceva! E Dio sa se non splendido potersi distendere nel letto come una svastica. Buona notte, cara.
Mary Buona notte, mamma.
Signora Morehead Non leggere con questa luce. Ti far male agli occhi. (Esce. Mary si stende contro i cuscini e incomincia a leggere).
Mary Ma se cercate solo nell'amore pace e piacere, meglio che restiate fuori della sua soglia, nel mondo che non ha pi stagioni, dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e dove potrete piangere, ma non tutte le vostre lagrime.
(Entra la piccola Mary in camicia da notte, a piedi nudi e molto assonnata).
Piccola Mary Mamma?
Mary Che c', cara?
Piccola Mary (avvicinandosi al letto) Ho fatto un brutto sogno!
Mary Che sogno, cara?
Piccola Mary Non lo ricordo pi. Lasciami restare vicino a te, mamma.
Mary (aiutandola a entrare nel letto) Sono tanto irrequieta...
Piccola Mary Non m'importa se mi darai calci. Sai, l'unica cosa buona del divorzio che si pu dormire con la mamma. (La bacia. Pausa) Sento il sapore del rossetto.
Mary Non mi sono ancora lavata. Buona notte, cara.
Piccola Mary (dopo una pausa) Quanto stupida!
Mary Chi?
Piccola Mary Crystal.
Mary Ssss...
Piccola Mary L'ho detto anche al babbo, stasera.
Mary Oh, non gli devi dire cose che gli fanno dispiacere.
Piccola Mary Mamma?
Mary Ssss...
Piccola Mary Credo che babbo, ormai, le voglia bene quanto te.
Mary Che cosa te lo fa credere?
Piccola Mary Me lo ha detto lui, dopo che ero stata da Crystal.
Mary Cosa?!
Piccola Mary Ma ha detto che non dovevo dirtelo, perch ormai a te non importa pi niente di lui. (Pausa) Mamma?
Mary S?
Piccola Mary Perch si mettono i telefoni nel bagno?
Mary Non lo so. Ssss...
Piccola Mary Crystal ha il telefono nel bagno. E' andata su tutte le furiequando sono entrata mentre stava parlando.
Mary Dormi, Mary.
Piccola Mary Mamma, chi la Duchessa di Windsor?
Mary Che domanda!
Piccola Mary Crystal diceva al telefono: E' contessa come io sono la Duchessa di Windsor!.
Mary Ah, s?
Piccola Mary Buona notte, mamma.
Mary Buona notte, piccola. (Pausa).
Piccola Mary Chiss se era lo stesso uomo che venuto qui a cena.
Mary Sssst!...
Piccola Mary Credo proprio di s.
Mary (incuriosita) Chi? Quale uomo?
Piccola Mary Quello con cui parlava Crystal, tutta svenevole.
Mary (in tono di protesta) Oh, Mary!
Piccola Mary Beh, il principio era lo stesso.
Mary (dopo una pausa) Il principio di che?
Piccola Mary Del nome di lui, mamma!
Mary (prendendola per le spalle) Ma di che parli?
Piccola Mary Dell'uomo che stava parlando al telefono con Crystal, nel bagno.
Mary (quasi scuotendola) Cosa vuoi dire?
Piccola Mary Voglio dire che il principio del suo nome era Buck, mamma! (Mary esce rapidamente dal letto e suona il campanello sul tavolo) Oh, mamma, che fai, ora?
Mary Dormi, cara. (Comincia ad infilarsi le calze).
Piccola Mary I grandi fanno tutto all'improvviso. Ti vesti?
Mary S, cara.
Piccola Mary Ti sei dimenticata di qualche invito?
Mary Certo!
Piccola Mary Arriverai tardi. Che farai quando arriverai l, mamma?
Mary Non lo so ancora. Ma qualche cosa far.
Piccola Mary Mamma! (Improvvisamente si mette a sedere).
Mary S?
Piccola Mary Mi ricordo ora che dovevo dirti una cosa!
Mary (pronta) Cosa?
Piccola Mary (contrita) Sono stata molto sgarbata con Crystal...
Mary Questa volta ti perdono.
(Entra Jane)
Jane La signora ha suonato?
Mary S. Il mio abito da sera, Jane, e un taxi... Non restare l a guardarmi... Presto! Presto!
TERZO QUADRO
Pi tardi, la stessa notte. La stanza di toletta alla terrazza del Casino. La decorazione sfarzosa e moderna. A destra, una portiera dal vestibolo. A sinistra, un'altra che immette ai lavandini. Il resto delle pareti, a destra e sinistra, occupato da tolette e specchi, una accanto all'altra. La parete di fondo tutta una grande finestra che guarda sullo scintillio notturno di Manhattan. Un divano super-imbottito e una poltrona di sagoma moderna. Accanto alla porta di destra un paravento nasconde il guardaroba: presso di questo, una sedia per Sadie, una vecchietta in uniforme nera con grembiule.
(Al levarsi del sipario, Sadie sta leggendo un giornale, che depone quando due ragazze vistosamente abbigliate entrano dal vestibolo: Esse depositano i loro mantelli).
Prima Ragazza Non ci si pu muovere.
Seconda Ragazza Oh, il mio amico trover un tavolo. (Entrano due donne di mondo. Si dirigono direttamente, attraverso la scena, ai lavandini).
Prima Donna Non ti vuole dare il permesso?
Seconda Donna Non vuole.
Prima Donna Che infamia!
Seconda Donna Mi si spezza il cuore, ma devo prenderla con filosofia. Dopo tutto, rinunciare per un inverno a Palm Beach, non mi far morire. (Entra una venditrice di sigarette, una graziosa ragazza con una blusa di satin bianco e una corta gonna nera. Porta un vassoio con delle sigarette).
Prima Ragazza (muovendosi verso sinistra) Credevo che aveste litigato.
Seconda Ragazza Infatti.
Prima Ragazza E per che cosa?
Seconda Ragazza Per sua moglie.
Prima Ragazza Sua moglie? E che diritto ha d'immischiarsi dei fatti vostri?
Seconda Ragazza Le venuta la strana idea che dopo nove anni di matrimonio non pu metterla non di casa. (Escono dalla destra).
Sigarette Non riesco a capire come non si stufino di questo posto, ogni sera! La stessa musica, gli stessi numeri, le stesse facce, invece di trascinarsi per il pavimento, starebbero pi comodi in un letto!
Sadie In un letto? Ma se fossero arrivati a questo, che cosa avrebbero pi da dirsi?
(Entrano da destra una vecchia signora e una debuttante. Si dirigono subito attraverso la scena).
Vecchia Signora Ballare in quel modo! Che cosa penseranno di te i giovanotti?
Debuttante (in tono stanco) Oh, mamma!!!
Vecchia Signora Bere champagne in quel modo! Dopo tutto quello che ho speso per la tua educazione!
Debuttante Oh, mamma !
Vecchia Signora Una cosa andare fuori e un'altra andare sotto la tavola! (Escono da sinistra).
Sadie Quando ti sposi, cara?
Sigarette (appoggiandosi, molto stanca, al bracciolo di una sedia) Appena Roberto avr un posto. Non giusto! Potremmo sposarci e prendere una casa con quella pelliccia l. Che penseresti se ti dicessi che sono comunista?
Sadie Penserei che non servirebbe a niente. Una volta giravo per le strade con i cartelli: ebbene, dove sono arrivata?
(Entra la Contessa), pilotata da Nancy e da Miriam. E' ubriaca e piagnucolosa. Miriam e Nancy la conducono al divano, con una certa difficolt).
Contessa De Lage Come ha potuto farmi questo, Buck?!
Miriam Calmati, Flora, se no rovinerai la sua carriera.
Contessa De Lage E alla mia carriera, non ci pensi? Cinque mariti, ho avuto. Buck il primo che mi abbia detto quello che pensava di me... in pubblico.
Nancy Ci vogliono tutti i generi di mariti per completare una carriera come la tua, Flora.
Contessa De Lage Mi ha detto che m'ingannava da mesi. E me l'ha detto mentre suonava l'organetto! (Lancia in aria le scarpe) Oh, mi sento cos... superflua!
Miriam (a Sadie) Un po' di bromuro.
Contessa De Lage Bromuro? Qu'est-que c'es que a?
Nancy Metter a posto la tua... superfluit. Ti ha detto il nome dell'altra?
Contessa De Lage (indignata) No, cara. Non ubriaco fino a questo punto.
Miriam (mentre Sadie esce da destra) E un altro whisky per il signor Winston!
Contessa De Lage Non ha voluto dirmi il suo nome, perch una donna maritata. Buck molto proletario, ma non un indiscreto. Ha detto solo che era una bionda naturale.
Nancy Questo dovrebbe restringere il campo notevolmente.
Contessa De Lage Ha detto che era bella come un carrozzone dipinto.
Miriam In quanto a questo, anche tu... Oh, andiamo Flora, confessa che finirai col perdonarlo.
Contessa De Lage (con fermezza) Potrei perdonare l'infedelt ma non la bassa ingratitudine. Io l'ho tirato fuori da quelle praterie. L'ho sposato, e che ringraziamento ricevo? (Lamentandosi) Ha detto che vorrebbe essere una cocotte strabica piuttosto di portare al pascolo in California una vecchia mucca come me.
Nancy E' una bella lezione. La prossima volta non permettere a tuo marito di diventare finanziariamente indipendente da te.
Contessa De Lage Oh, non farmi la predica. Ogni volta che prendo un marito imparo qualche cosa. Questo mi ha insegnato una volta per tutte che non ci si pu aspettare della noblesse da un cowboy. (Sedendo Oh, i miei occhi! Tutti pieni di rimmel!
Nancy (aiutandola ad alzarsi dal divano, a Miriam) Dobbiamo riportarla a casa. Vai a chiamare Buck e veniteci incontro nell'ingresso.
Mirian (uscendo da destra) Galoppo finale!
Contessa De Lage C' un telefono, qui? voglio chiamare Samuele Goldwin. (Esce da sinistra con Nancy mentre Sadie entra da destra col bromuro, seguita dalla venditrice di sigarette).
Sigarette Di che si tratta?
Sadie (prendendo le scarpe della Contessa) Di qualche uomo.
Sigarette Scommetto che non vale la pena.
Sadie E' una scommessa sicura. (Esce da sinistra mentre rientrano la vecchia signora e la Debuttante).
Vecchia Signora Ridere e scherzare ton quei giovanotti in quel modo!
Debuttante S, mamma.
Vecchia Signora Che devono pensare di te?
Debuttante S, mamma.
Vecchia Signora E non credere che non abbia sentito quando quello studente mi ha chiamato vecchia bavosa! (Escono da destra).
Sadie (entra a sinistra. A Sigarette) Vuole il bromuro al gin.
(Entrano da destra Mary e Miriam).
Miriam (protestando) Crystal non qui. Credo che non sia nel locale.
Mary Verr. Lo so certamente.
Miriam E che farai quando l'incontrerai? (Sadie prende il mantello di Mary).
Mary Non so. Ma devo trovarla stanotte. Buck partir per Hollywood domattina.
Miriam Senti, perch non metti a posto la faccenda con Stefano?
Mary Non ho le prove, ti dico. Ma se Buck ubriaco come dici tu, me le dar lui le prove.
Miriam Ha cercato di convincere il portiere a prendersi Flora. Hai un biglietto da venti dollari?
Mary S.
Miriam Servir a tenerlo chiuso nella toletta degli uomini finch avremo U'sogno di lui. (Esce da destra con Mary, mentre entrano da sinistra le due donni d mondo. Esse attraversano la scena).
Prima Donna Dici davvero? Tre libbre?!
Seconda Donna Tre libbre!
Prima Donna E' fantastico! Devi sentirti una regina!
Seconda Donna S, ma soprattutto La soddisfazione morale. Banane latte per una settimana intera! Ci vuole un 'carattere di ferro! (Escono da destra).
Sigaretta (a Sadie) Un carattere di ferro! Ne avr bisogno quando verr la rivoluzione, altro che dieta!
(Entrano da destra Peggy ed Edith. Si incipriano ad uno specchio).
Peggy Avrei preferito non venire.
Edith Beh, nessuno ti ha costretta.
iPeggy (va a prendere il suomantello) Flora stata disgustosa.
Edith Ma buffa, anche. Perfino il negro della batteria rideva.
Peggy Ti diverti per ogni cosa, tu. (Sadie d a Peggy e ad Edith i loro mantelli).
Edith Mia cara, chi potrebbe sopportare la vita che facciamo senza un po' di umorismo? Ma Flora una pazza. Ricordati, Peggy, che un suicidio matrimoniale essere gelose quando ce n' davvero motivo.
Peggy Non ti stancherai mai di dare consigli?
Edith Senti, io sono l'unica donna felice che tu conosca. E sai perch? Perch non chiedo mai a mio marito o a qualsiasi altro nomo di capirmi. Come potrebbero? Sono una donna... (Si aggiusta il mantello) Ed io non cerco di capire loro. Sono semplicemente degli animali. E che diritto ho io di arrabbiarmi, per il modo con cui Dio li ha fatti? (Escono da destra mentre da sinistra entrano le due ragazze).
Seconda Ragazza (incipriandosi allo specchio) E cos la notte di sabato eravamo ad Atlantic City. E lui fa : Devo tornare a casa, domattina, baby. E io dico: (Si tira su le calze) Perch ci devi andare?. E lui: Mia moglie mi aspetta sempre a casa la domenica di Pasqua. Allora gli ho detto: E perch ti aspetta? Per fare un uovo?.
Prima Ragazza Non hanno nessun sentimento.
(Entra da destra una ragazza in imbarazzo. Una spallina del suo bassissimo decollet si rotta).
Ragazza in imbarazzo (a Sadie) Avete uno spillo? Non mi sono mai sentita cos imbarazzata! (Sadie prende lo spillo).
Seconda Ragazza (attraversando la scena da destra) E poi gli ho detto : Io avevo una grande carriera davanti a me quando mi hai fatto abbandonare il teatro, zucca vuota che sei. E per che cosa? Per un paio di braccialetti e per una pidocchiosa macchina, che ogni volta che si rompe devi farti mandare i pezzi dall'Italia! (Le due ragazze escono).
Ragazza in imbarazzo E cos lui ha detto: Non guardare, ora, ti caduto qualcosa!.
(Entrano da destra Crystal e Silvia. Si dirigono verso Sadie per depositare i loro mantelli).
Sadie Un minuto, per favore.
Silvia (andando allo specchio) Stefano nervoso, stasera.
Crystal Faccia un po' quello che gli pare.
Ragazza in imbarazzo (a Sadie) Si vede, ora?
Sadie Non come prima, signorina.
Ragazza in imbarazzo Grazie. (Esce da destra. Sadie prende i mantelli di Crystal e d Silvia).
Silvia Non sei mica venuta qui per vedere qualcuno, eh?
Crystal Non potresti smetterla almeno per un minuto?
(Entrano da sinistra Mary e Miriam).
Mary (avanzandosi risolutamente) Signora Haines, un vero piacere! Temevo proprio che non sareste venuta. (Presentando Crystal a Miriam, Miriam a Silvia) La signora Haines, la signora Fowler... la signora Fowler, la signora Fowler.
Miriam (graziosamente) Incantata.
Silvia (sdegnata) Questa un'umiliazione!
Mary La vita moderna complicata. Quando siete entrate stavo giusto dicendo a Miriam...
Crystal Oh, andiamo, Silvia. La signora ha bevuto.
Silvia Da quando hai cominciato a bere?
Mary (a Crystal) Fin dal principio della serata, con il signor Winston. Voi conoscete il signor Winston, vero?
Crystal (sulla porta) Mi pare di no.
Silvia Ma s, ti ho presentato io a lui. Non ti ricordi?
Crystal Oh, s, a un ricevimento.
Mary Bene, nell'ingresso, ora e aspetta qualcuno, signora Haines, ubriaco quanto non potete immaginare. Dovrete faticare molto a farlo comportare come si deve dinanzi a Stefano. (Improvvisamente Crystal cambia idea e invece di andare verso l'ingresso si dirige ai lavandini).
Silvia Crystal, dove vai?
Crystal Non posso restare qui, ad ascoltare questi vaneggiamenti!
Mary Se fossi in voi, signora Haines, non entrerei nemmeno l dentro: c' sua moglie, l, che sta calmandosi da un attacco isterico. Ha scoperto che Buck la ingannava, e...
Crystal Davvero! E che cosa c'entro io, in tutto questo?
Mary Parecchio,temo. Sembra che la donna siate voi.
Silvia (con delizia) Oh, Crystal! Sei davvero tu?
Crystal Se ha usato il mio nome, una menzogna! Del resto, proprio il tipo. Lo dir a mio marito.
Mary Farete bene, perch domani sar sulle bocche di tutti. E non credo che Stefano ne sar lieto.
Crystal (avvicinandosi a lei) Che state cercando di fare? Calunniarmi davanti a dei testimoni?
Silvia Qualsiasi intenzione abbia (indica Miriam) stata quella vagabonda ad aiutarla!
Crystal (a Silvia) Tieniti fuori da quest'affare!
Miriam Sta buona, Silvia, sei in minoranza, stasera.
Crystal Bene, signora Haines, voi avete dato ascolto alle fantasie di un ubriaco. Che cosa vi ha detto?
Mary (cercando di prender tempo per avere un'ispirazione) E' molto imbarazzante...
Crystal Lo credo. Che cosa sapete di me, esattamente?
Mary Tutto! (Pausa. Crystal ride).
Crystal E allora, perch state qui a parlare con me? Dovreste essere di l, a spifferarlo a mio marito! E tutto un bluff. Andiamo, Silvia!
Mary (si dirige anche lei alla porta. Crystal si ferma) E' un buon consiglio. Vado a dirlo a Stefano.
Crystal Oh, non vi creder.
Silvia Non ti fidare! E' sempre affezionato a Mary!
Crystal State a sentire, signora Haines: voi mi avete passato vostro marito su di un piatto d'argento (entra Nancy da sinistra) ma io non ho intenzione di ricambiarvi la gentilezza. Non mi lascer sopraffare dalle chiacchiere. Quello che credete voi e quello che creder Stefano non servir a far muovere un dito al tribunale. Voi avete bisogno di prove e non ne avete. Quando il signor Winston ritorner in s, chieder scusa. E Stefano non avr altra scelta che di accettare le mie spiegazioni. E questo tutto. Buona notte!
Mary (disperatamente) Spero che anche la signora Winston accetti le vostre spiegazioni...
Crystal Che cosa devo spiegare a lei?
Mary (con una convinzione che realmente non sente) L'appartamento, per esempio.
Crystal Che appartamento?
Mary Sapete benissimo quale...
Crystal Oh, smettetela di tirare a indovinare...
Mary Ci ha gi pensato la signora Winston. E ha fatto qualcosa di pi che indovinare: vi ha visti.
Crystal (in tono di sfida) Dove?
Mary Entrare e uscire.
Crystal Entrare e uscire da dove? (Pausa) Mentite!
Silvia (ammonitrice) Non essere tanto sicura, Crystal!
Miriam Mi sembra che ci sia poco da dire, ormai, Crystal!
Crystal Moltissimo invece!
Silvia Crystal, perch non ti sei confidata con me?
Mary (delusa) Perch? Non lo ha fatto?
Silvia Certo che no! (Crystal, sulla porta, sorride compiaciuta) E' una gatta solitaria. (Si avvicina a Crystal) Se lo avessi fatto, avrei potuto insegnarti un posto molto pi sicuro degli Appartamenti Gotici!
Crystal (esplodendo) Sta zitta, altoparlante idiota!
Silvia Come osi...!
Crystal Vorrei prendere a schiaffi quel tuo muso da imbecille!
Silvia (indietreggiando) Oh, Mary, ma perch?
Miriam Ho un'ambasciata per Flora. (Batte sulle spalle a Silvia affettuosamente) Ti do un bacio quando torno. (Esce da sinistra).
Nancy Ed io vado a spiegare a Stefano le stranezze della vita. (Esce a destra).
Crystal (a Mary, con violenza) State cercando di spezzare il mio matrimonio!
Silvia Quello che hai fatto tu a lei, pallone gonfiato!
Crystal Bene, accomodatevi pure. se vi contentate dei miei avanzi.
Mary (calma) Grazie, li prender.
Silvia Mary, dov' il tuo orgoglio?
Mary Finito. E' un lusso che una donna innamorata non si pu permettere.
(Entrano da sinistra la Contessa e Miriam. Miriam va da Sadie e prende il mantello suo e della Contessa).
Contessa De Lage (precipitandosi su Crystal) Oh, mon Dieu, mon Dieu!
Mary (fermandola) Flora...
Contessa De Lage (indicando Crystal) E' questa?
Crystal E cos siete decisa a fare uno scandalo, signora Haines.
Contessa De Lage Sono io quella che far uno scandalo. Oh, Mary, non pi bionda naturale di me! Qual il nome di questa donna? Miriam ha dimenticato di dirmelo.
Mary La signora Haines, momentaneamente.
Contessa De Lage E Stefano ti ha lasciato per questa. Come ha detto? Ah! carrozzone dipinto! Ah! cherie, sei una vera ingenua! Spero di non vedere mai il giorno in cui un tipo da strapazzo come questo mi batter sur les champs d'amour!. (Esce da destra, seguita da Miriam).
Crystal (a Mary) Quella pazza dannata non sapeva niente! (Sadie d a Mary il suo mantello).
Mary Gi, temo proprio di no...
(Entra Nancy da destra).
Nancy Il signor Stefano Haines in macchina alla porta del Casino e sta aspettando sua moglie. E' molto tempo che aspetta. (Crystal fa per andare a prendere il suo mantello).
Mary (tagliando il passo) Digli pure che vengo io. (Nancy esce rapidamente).
Silvia Mary, che sporco tranello da donna!
Crystal La grande, nobile signora! Non siete che una gatta, come tutte noi!
Mary Beh, ho avuto due anni di tempo per aguzzare i miei artigli. (Agitando allegramente la mano verso Silvia) Rosso Giungla, Silvia; buona notte, signore! (Esce).
F I N E
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