DRACULA
MA NON TROPPO
di
Corrado Vallerotti
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corradovallerotti@yahoo.it
PERSONAGGI
Jonathan Harker
Dracula
Mina
Lucy
Primo uomo
Secondo uomo
Terzo uomo
PRIMO TEMPO
SCENA PRIMA
Jonathan Harker, Primo uomo.
(Luce notturna, fumo. Un uomo con una lampada attraversa il palco).
PRIMO: Bistrita! Stazione di Bistrita! Bistrita! Stazione di Bistrita! (Entra Jonathan
Harker con una valigia).
HARKER: Accidenti che freddo. E che nebbia. Non si vede niente. Possibile che
non ci sia nessuno in giro? Non riesco nemmeno a capire dove sono.
(Rientra luomo con la lanterna).
PRIMO: Bistrita! Stazione di Bistrita!
HARKER: Finalmente una persona. Scusi!
PRIMO: Bistrita! Stazione di Bistrita!
HARKER: Buon uomo!
PRIMO: Cosa c?
HARKER: Potrei sapere dove ci troviamo?
PRIMO: Non lo so. Chieda al capostazione.
HARKER: E dove posso trovarlo?
PRIMO: Glielo vado a chiamare. Bistrita! Stazione di Bistrita! (Esce).
HARKER: Che persona gentile. (Rientra lo stesso attore senza lampada).
PRIMO: Che cosa vuole?
HARKER: Ma lei ...
PRIMO: Il capostazione.
HARKER: Ah, scusi. Lavevo scambiata per...
PRIMO: Per chi?
HARKER: Per quelluomo con la lampada...
PRIMO: Un uomo con la lampada? Non capisco di cosa stia parlando.
HARKER: Quello che venuto a chiamarla.
PRIMO: Ah, quello con la lampada. Ma perch non lha detto subito?
HARKER: Non ci avevo pensato.
PRIMO: Cosa vuole?
HARKER: Mi sa dire che stazione questa?
PRIMO: Certo, facile. Che stazione questa?
HARKER: Mi scusi, non mi sono spiegato bene. Vorrei sapere se mi pu dire il nome
di questa stazione.
PRIMO: Il nome di questa stazione. Continuer ancora molto questo gioco?
HARKER: No, ho finito.
PRIMO: Bene. Ha bisogno daltro?
HARKER: No, grazie. E stato gi fin troppo gentile.
PRIMO: Come vuole. (Si allontana). Chiss perch tutti i matti devono scendere
proprio alla stazione di Bistrita. (Esce).
HARKER: Bistrita! Ma allora sono arrivato. E proprio la mia stazione. Che fortuna.
Adesso non mi resta che trovare il mio ospite. Aveva detto che avrebbe
mandato qualcuno a prendermi. Chiss che ora . (Rientra luomo con la
lampada).
PRIMO: Sono le undici e tutto va bene! Sono le undici e tutto va bene!
HARKER: Chieder a quelluomo. Mi scusi. Mi sa dire lora?
PRIMO: Non lo so. Non ho lorologio.
HARKER: Ah, grazie lo stesso.
PRIMO: Sono le undici e tutto va bene! Sono le undici e tutto va bene! (Esce).
HARKER: A questo punto non posso far altro che aspettare. Anche perch la lettera
con tutte le indicazioni che mi ha mandato parla chiaro. (Tira fuori la
lettera). Alla stazione di Bistrita trover ad attenderla un mio uomo di
fiducia che la condurr direttamente al mio castello dove potremo in breve
concludere il contratto per lacquisto della casa di Londra. Cordialmente.
Il Conte Dracula. (Si sente un tuono. Rientra il primo uomo).
PRIMO: Il signor Jonathan Harker?
HARKER: Eccomi, sono io. Lei ?
PRIMO: Sono il servitore del conte Dracula. (Tuono). La stavo cercando ma non
riuscivo a vederla.
HARKER: In effetti con tutta questa nebbia si vede poco.
PRIMO: Nebbia? Quale nebbia?
HARKER: Non vede che c molta nebbia questa sera?
PRIMO: No, non riesco a vedere nulla. C troppa nebbia. Ma mi dia la valigia.
HARKER: La ringrazio. E molto distante il castello?
PRIMO: Saranno undici o dodici chilometri. Ma in salita.
HARKER: Ha la carrozza qui fuori?
PRIMO: Carrozza? No, sono venuto a piedi.
HARKER: A piedi?
PRIMO: S, davanti alla stazione sempre molto difficile trovare parcheggio e allora
ho pensato che per lasciarla magari a un chilometro da qua facevo prima a
venire a piedi. E poi due passi le faranno bene.
HARKER: Se sono solo due passi...
PRIMO: Lunico rischio che sul primo dei due probabilmente troveremo la neve.
HARKER: Ah.
PRIMO: Ma una passeggiatina laiuter a digerire la cena.
HARKER: Non ho ancora mangiato cena.
PRIMO: Beh, allora due passi le faranno venire appetito.
HARKER: Spero di no, perch io non mangio mai cena dopo le undici di sera. Ho
problemi di digestione.
PRIMO: E allora le faranno digerire pranzo.
HARKER: Non ho mangiato nemmeno pranzo. Ero in treno.
PRIMO: E va bene, digerisca quello che vuole. Avr mangiato ieri, no? O laltro
ieri? O una settimana fa? Avr mangiato almeno una volta nella sua vita?
HARKER: Non si arrabbi. Se proprio insiste digerir il pranzo di domenica scorsa
che in effetti stato un po pesante.
PRIMO: E allora, ci voleva tanto? Avanti, andiamo.
HARKER: Ma che persona il conte Dracula? (Tuono).
PRIMO: Una bravissima persona. Vedr, sar facile concludere laffare con lui.
Certo, ha un carattere deciso, sanguigno, ma non deve preoccuparsi di
nulla.
HARKER: Io sono abituato ad avere a che fare con clienti sanguigni. Non mi
preoccupo. Anche perch io, modestia a parte, sono un gran bravo
venditore, ho un bel mordente.
PRIMO: Ah, anche lei?
HARKER: Perch anche lui
PRIMO: Il conte? (Parte un inizio di tuono che si blocca subito). Non ho detto il
nome. S, anche lui ha un gran mordente. Andiamo. (Escono).
SCENA SECONDA
Jonathan Harker, Primo uomo, Dracula.
(Un tavolo con dei candelabri, uno specchio, una caraffa e dei bicchieri. Al tavolo seduto il conte Dracula).
DRACULA: Ormai saranno qui a momenti. Speriamo di fare buona impressione. Ho
anche messo il mantello nuovo, appena stirato. Come star? (Afferra
lo specchio). Certo che una bella fregatura il fatto di non riflettere
la propria immagine negli specchi. Si fanno delle figuracce. Laltro
giorno sono uscito con tutto il mento sporco di sugo. Che sete. (Beve).
Che buono. Questo A positivo del 77 una favola. Devo andarne a
prendere dellaltro perch ormai lho quasi finito. Sta arrivando
qualcuno. Eccolo. E lui. (Entrano Jonathan Harker e il primo uomo).
Carissimo.
HARKER: Molto lieto, signor Dracula. (Tuono). Scusi il fiatone ma dalla citt a qui
a piedi stata un po lunghetta.
DRACULA: In effetti a piedi ci vuole parecchio. In volo tutto pi semplice.
HARKER: Lei ha un elicottero?
DRACULA: No, uso le ali.
HARKER: Le ali? Ah, bella battuta. (Jonathan ride, Dracula rimane impassibile).
Non era una battuta? Non era una battuta.
DRACULA: Ha portato il contratto della casa?
HARKER: Certo, ce lho qua.
DRACULA: Bene, me lo faccia leggere. Tu, Battista, puoi andare.
PRIMO: Dove?
DRACULA: Vattene in cucina.
PRIMO: A fare cosa?
DRACULA: A preparare la cena. Cosa puoi fare daltro in cucina?
PRIMO: E gi pronta.
DRACULA: E allora valla a impiattare, idiota.
PRIMO: Va bene, padrone. (Esce).
DRACULA: Bene, bene, bene. Mi sembra tutto a posto. La casa risponde
perfettamente alle mie necessit. Isolata, molto tranquilla. E il prezzo
incredibilmente basso. Non che c qualche magagna nascosta?
HARKER: In effetti un problema c. La posizione.
DRACULA: Ma la posizione straordinaria.
HARKER: Non troppo. Si trova tra il manicomio cittadino e un cimitero.
DRACULA: Appunto. E questo un incredibile valore aggiunto.
HARKER: Un valore aggiunto?
DRACULA: Certo. E stato proprio il dettaglio che mi fatto decidere per quella casa.
HARKER: In effetti il posto molto tranquillo, soprattutto da un lato, poi per se uno
desidera un po pi di diciamo vita, si pu affacciare dallaltro lato e
trova sicuramente molto pi movimento, in particolar modo durante lora
daria.
DRACULA: Fantastico. Mi fa sempre pi innamorare di quella casa. Non vedo lora
di trasferirmi.
HARKER: E sufficiente che firmi il contratto poi ancora qualche piccola formalit
e la casa sar sua.
DRACULA: Bene. Firmer subito. Ha una penna?
HARKER: Purtroppo no.
DRACULA: Non c problema. Il mio studio ne pieno. Vado, firmo e torno. Ma
lei si accomodi, il mio servitore le porter qualcosa da mangiare.
HARKER: Non deve disturbarsi. Io a questora non mangio mai.
DRACULA: Ah no? Ma sono le tre del mattino. Che ora vuole aspettare per
mangiare? Mezzogiorno?
HARKER: Beh.
DRACULA: Beh un corno. Come fa a digerire se mangia a mezzogiorno? Quella
lora per andare a dormire.
HARKER: In Inghilterra abbiamo usanze un tantino diverse.
DRACULA: Qui non siamo in Inghilterra.
HARKER: Se ci tiene cos tanto vorr dire che manger qualcosa, non sia mai detto
che voglia rifiutare la sua ospitalit.
DRACULA: Vado e torno.
HARKER: Laspetter qui. (Dracula esce). Bene. Laffare concluso. Certo che
lugubre questo posto. Che sete. L c una caraffa, quasi quasi Un
goccio solo. Non penso se ne accorger. (Afferra la caraffa e vi beve
direttamente). Non male. Cos? Ah, del vino rosso. Accidenti proprio
molto rosso. Sar una specialit del posto. Certo molto pastoso per
essere un vino. Ti lascia anche un retrogusto cattivo. (Ne beve ancora).
Gi meglio. Questo il classico vino che si apprezza al secondo assaggio.
Un vino difficile, complesso. Beh, se non avessi fatto il corso da
sommelier non sarei mai riuscito ad apprezzarlo davvero. (Entra il Primo
uomo).
PRIMO: Che cosa sta facendo? E pazzo.
HARKER: Ho solo assaggiato un po di vino. Avevo la gola secca.
PRIMO: Lo posi immediatamente. Lei in pericolo.
HARKER: Per un goccio di vino, che sar mai.
PRIMO: Quello non vino. E sangue (Rientra Dracula).
DRACULA: Come dici?
PRIMO: Sangue di bacco. Una specialit della nostra regione.
DRACULA: Non mi sembra di averti chiamato.
PRIMO: Mi perdoni. E che volevo avvisare che la cena pronta e impiattata.
DRACULA: Bene. Cosa hai preparato?
PRIMO: Sanguinaccio, Lagane e sangue alla rosetana, sangue di maiale in padella,
e braciole.
DRACULA: Ottimo. Cosa vuole mangiare?
HARKER: Direi una braciola. Come le fate?
PRIMO: Al sangue.
HARKER: Ah. Allora magari mangerei solo un dolce, se possibile.
PRIMO Abbiamo una crostata al sangue di cacciatrice.
HARKER: La cacciatrice cosa sarebbe? Un volatile?
PRIMO: No, una donna che passeggiava vicino al castello.
HARKER: Divertente come battuta. Una donna che passeggiava vicino al castello.
(Nessuno ride). Neanche questa era una battuta?
DRACULA: No.
HARKER: Scusate.
PRIMO: Rimaniamo sulla braciola, allora?
HARKER: Rimaniamo sulla braciola.
DRACULA: Tu vai a preparare.
PRIMO: Va bene, padrone. (Esce).
DRACULA: Ecco qua il contratto firmato.
HARKER: Bene, allora io quasi quasi mangio la braciola e poi me ne vado, cos
potr ripartire da Bistrita domani mattina, con il primo treno.
DRACULA: Andarsene? In piena notte? Non prudente. No, mio caro, non la
lascer certo andare via in questo modo, come un ladro.
HARKER: La ringrazio per la disponibilit, ma mi creda preferisco cos.
DRACULA: Assolutamente no.
HARKER: Ma davvero.
DRACULA: Ho detto di no. Lei mio ospite per questa notte.
HARKER: Va bene, se proprio insiste, non staremo l a farci sangue cattivo per
questo.
DRACULA: Come ha detto?
HARKER: Ho detto che va bene.
DRACULA: Ah. Lunica raccomandazione che le faccio quella di non mettersi a
girare per il castello senza il mio consenso. Certo lei ha una gran bella
giugulare.
HARKER: La ringrazio.
DRACULA: S, un gran bel collo. Molto attraente.
HARKER: Attraente?
DRACULA: Gi. Comunque adesso ho un po da fare, voglio sfruttare loscurit per
andare a fare due commissioni, quindi mi ritiro e la lascio mangiare in
pace.
HARKER: Lei non mangia?
DRACULA: Il lavoro purtroppo mi chiama. (Esce. Dopo qualche istante entra il
primo uomo con dei piatti da portata).
PRIMO: Ecco qua la sua cena.
HARKER: Veramente io non avrei pi molta fame.
PRIMO: Mangi, mangi per carit se vuole tornare a casa vivo.
HARKER: Va bene, mangio.
PRIMO: Bravo. Bravo. E se ha bisogno mi chiami. (Esce. Harker mangia). Beh, in
fondo non male questa braciola. Devono averla cotta nel vino, perch ha
lo stesso gusto del vino che ho bevuto prima. Devo ricordarmi di farmi dare
la ricetta dal conte. (Poco dopo rientra Dracula con una vistosa parrucca
bionda. Gli si avvicina da dietro e gli appoggia le mani sul collo).
HARKER: Mina, amore mio, sei tu? Riconoscerei il tuo tocco anche al buio. Ma...
Mina, che mani grandi che hai. (Si volta). E lei chi ?
DRACULA: Zitto che ti sentono.
HARKER: Scusi che stavo pensando alla mia fidanzata.
DRACULA: Hai una fidanzata? E bella?
HARKER: Molto.
DRACULA: Pi di me?
HARKER: Beh
DRACULA: Beh cosa?
HARKER: Diciamo che diversa
DRACULA: E che cosa ha di diverso da me?
HARKER: Ecco... Non bionda.
DRACULA: Bruna? Lo sapevo. E sempre cos. Eppure gli uomini non dovrebbero
preferire le bionde? (Il Conte esce da un lato. Harker si avvicina a quel
lato. Improvvisamente il conte entra dal lato opposto con una vistosa
parrucca nera. Si avvicina di nuovo ad Harker facendolo spaventare).
DRACULA: Mi aspettavi?
HARKER: Aaaah! Scusi. Ma i suoi capelli
DRACULA: Come sto? Sono stata dal parrucchiere. Ho fatto il colore.
HARKER: Il colore? Ha il parrucchiere pi veloce del mondo.
DRACULA: Ti piaccio?
HARKER: Non ho capito la domanda.
DRACULA: Sei timido? Mi piacciono gli uomini timidi. (Entra il primo uomo, con
un colpetto di tosse si fa sentire. Il conte Dracula lo vede e si
intimidisce). Arrivo. (Esce con il primo uomo). A presto. (Dalla parte
opposta rientra di nuovo il conte con una parrucca rossa. Jonathan si
volta e lo vede).
HARKER: No, per favore. Ecco, signor Conte...
CONTE: Lascialo stare dov il conte. Io non sono il conte. Sono la marchesa.
HARKER: Marchesa? (Rientra il primo uomo).
PRIMO: Ancora? (Il conte esce). Le scusi.
HARKER: Senta Le posso chiedere una cosa?
PRIMO: No.
HARKER: Come non detto.
PRIMO: (Guardandosi attorno guardingo). Se ne vada finch in tempo.
HARKER: Perch?
PRIMO: Lei in pericolo. Possibile che non labbia ancora capito? Il conte. Non
come tutti gli uomini... Lui ...
HARKER: Diverso.
PRIMO: Esatto, diverso.
HARKER: So tutto. Lho capito fin dal primo momento. Da quando mi guardava
avidamente il collo.
PRIMO: E non ha paura?
HARKER: Ecco, paura non il termine esatto. E poi perch dovrei avere paura?
Ognuno libero di fare le scelte che preferisce. E se il conte cos, per
me va bene.
PRIMO: Ma pericoloso. La sua una malattia.
HARKER: Andiamo, ma non siamo pi nel medioevo, quando qualsiasi diversit era
considerata malattia.
PRIMO: Lei non ha capito.
HARKER: No, io ho capito benissimo.
PRIMO: Il conte Dracula un vamp... (Si sente un tuono. Il primo uomo si spaventa).
Vabb, io ho fatto tutto il possibile. (Esce).
HARKER: Vamp. Oddio, proprio una vamp direi di no. In passato ho visto dei
travestiti molto pi vamp di lui. (Entra il Conte con un fucile a spalla, un
giubbino da cacciatore e un sacco di juta in mano).
DRACULA: Trallallero trallall. Oh, signor Harker, che piacere vederla ancora vivo.
HARKER: Ancora vivo?
DRACULA: Arrivo adesso da una straordinaria battuta di caccia. Sa, la caccia la
mia passione. Uscire di notte, illuminati solo dalla luna, appostarsi e
aspettare con lacquolina in bocca che passi qualche bel bambino.
HARKER: Bambino?
DRACULA: Ha detto bambino?
HARKER: No, ha detto lei bambino.
DRACULA: Vuole mangiare un bambino?
HARKER: Assolutamente no.
DRACULA: Peccato. Non sa cosa si perde. Comunque, dicevo, io amo la caccia. E
lei?
HARKER: Beh, io
DRACULA: Un giorno potremmo magari andarci insieme. (In lontananza si sente la
voce disperata di una donna).
VOCE DONNA: Ridatemi il mio bambino. Assassino!
HARKER: Che succede?
DRACULA: Oh, niente. Non si preoccupi. (Va verso la quinta, imbraccia il fucile e
spara. Si sente un urlo). A posto. Non la disturber pi. La deve
perdonare, la gente del luogo conosce poco leducazione.
HARKER: Si figuri.
DRACULA: Posso fare qualcosa per lei?
HARKER: Ecco, volevo mandare questa lettera alla mia amata Mina, per farle avere
mie notizie. Come posso fare?
DRACULA: La dia a me. (La afferra e la strappa). Serve altro?
HARKER: No, va bene cos. Sa dirmi che ora ? (Entra il primo uomo).
PRIMO: Sono le cinque e tutto va bene! Sono le cinque e tutto va bene! (Attraversa il
palco ed esce).
DRACULA: Purtroppo non lo so. Non sono solito usare orologi.
HARKER: Come non detto.
DRACULA: Comunque se domani per cena vuole mangiare una buona porchetta sar
meglio che faccia venire subito il mio servitore. Le piace la porchetta?
HARKER: Ecco... Io veramente avendo mangiato gi della carne oggi, per domani
preferirei mangiare vegetariano.
DRACULA: Vegetariano? E allora per lei prepareremo una bella porchetta
vegeratariana. Bat... (Entra il primo uomo).
PRIMO: Ha chiamato?
DRACULA: S, Battista.
PRIMO: Mi scusi se ci ho messo un po di tempo ad arrivare ma ero in cantina.
DRACULA: Per farti perdonare mi dovrai preparare una buona porchetta. Voglio
farla assaggiare al signor Harker.
PRIMO: Il signore sa che carne usate per la porchetta?
DRACULA: Non importa, tanto la vuole vegetariana.
PRIMO: Vegetariana? E come si fa?
DRACULA: Quando hai finito di farla cuocere mettici sopra due pomodori.
PRIMO: Va bene, signor conte. (Si sente lululato di alcuni lupi).
DRACULA: I bambini mi chiamano. Li vado un attimo a salutare. Torno subito.
(Esce).
PRIMO: Signore, vi scongiuro, prima che sia troppo tardi, fuggite. Ne va della vostra
vita.
HARKER: Ma ho appena accettato linvito del conte per la cena di domani sera,
sarebbe oltremodo maleducato scappare adesso.
PRIMO: Voi non sapete con che cosa viene fatta la porchetta.
HARKER: Maialino da latte?
PRIMO: Bambino da latte.
HARKER: Bambino?
PRIMO: A cui prima ha succhiato il sangue mordendolo sul collo.
HARKER: Oddio, comincio a capire. Va in giro a succhiare il sangue alla gente...
PRIMO: S.
HARKER: Mangia i bambini?
PRIMO: S.
HARKER: Oh mio Dio, ...
PRIMO: S.
HARKER: Un comunista.
PRIMO: Un deficiente. Ci hanno mandato un deficiente.
HARKER: Dov?
PRIMO: Talmente deficiente che se facessero il campionato mondiale dei deficienti
arriverebbe secondo. Se non sono riuscito a farglielo capire glielo dir in
faccia. Il Conte Dracula (Tuono) un vampiro.
HARKER: Un vampiro? Ma di quelli veri? Che vanno in giro a succhiare il sangue
alla gente?
PRIMO: S.
HARKER: Che rapiscono i bambini?
PRIMO: S.
HARKER: Ma allora devo scappare.
PRIMO: Finalmente lha capito.
HARKER: Un vampiro. Chi lavrebbe mai detto.
PRIMO: Attento, sta tornando. Deve guadagnare tempo. Lo faccia parlare cos
magari riuscir a tenerlo impegnato fino al sorgere del sole e poi sar al
sicuro.
HARKER: Di cosa posso parlargli?
PRIMO: Lui adora gli animali.
HARKER: Gli parler di gatti.
PRIMO: Ma no, che gatti, gli parli di pipistrelli o meglio ancora di lupi. Sono i suoi
animali preferiti. Quando sente parlare di lupi si incanta. (Entra il Conte con
una parrucca bionda).
HARKER: Eccolo. Si di nuovo travestito.
PRIMO: Ma no, non lui. E una delle sue tre mogli.
HARKER: Le sue tre mogli?
DRACULA: Battista...
PRIMO: Si, madame?
DRACULA: Avrei voglia di mangiare qualcosa di dolce.
PRIMO: Provvedo, madame.
DRACULA: Bene, mi raccomando facciamo in fretta. (Passa di fianco a Jonathan).
Battista, lui me lo prepari come aperitivo. (Esce).
HARKER: Devo prepararmi per laperitivo? Non vado bene vestito cos?
PRIMO: No.
HARKER: E come mi vuole?
PRIMO: Con le olive. (Esce il primo uomo. Entra il Conte).
DRACULA: Eccomi qua. Allora, come si trova nel mio castello?
HARKER: Benissimo.
DRACULA: Spero non si annoi. Se vuole fare qualcosa per ingannare il tempo mi
dica pure.
HARKER: Beh, potremmo leggere un buon libro.
DRACULA: Ama la lettura? Qual il suo libro preferito?
HARKER: Il lupo della steppa.
DRACULA: Fantastico. Lho letto anchio.
HARKER: Oppure le avventure di Arsenio Lupin.
DRACULA: Ancora meglio. Scelta sublime. Peccato per non avere il tempo di
metterci a leggere.
HARKER: Perch no?
DRACULA: Perch il sole sta sorgendo.
HARKER: Ah.
DRACULA: E purtroppo devo lasciarla. I miei affari mi chiamano. Le consiglio di
ritirarsi nella sua camera. In bocca al lupo.
HARKER: Crep...
DRACULA: Come?
HARKER: No, volevo dire. Crepe. Prima di andare in camera mangerei volentieri
una crepe. (Esce).
DRACULA: Jonathan Harker. La tua ultima ora ha appena suonato. Ho detto che ha
appena suonato. (Si sente un orologio che suona. Dracula esce).
SCENA TERZA
Mina, Lucy, Primo uomo, Secondo uomo.
(Musica, su un lato entra Mina).
MINA: Oh, una lettera della mia amica Lucy. Dice che oggi ha ricevuto una proposta
di matrimonio. Da un medico. Il dottor Seward. Direttore di un manicomio.
(Sul lato opposto entrano Lucy e il secondo uomo. Lui ha un cappellino di
carta, un fischietto di carnevale e dei cavi elettrici che gli escono da una
tasca).
SECONDO: Signorina Lucy, sarei cos felice di poterla avere ospite del mio
manicomio.
LUCY: Lei troppo gentile, dottore.
SECONDO: Potrei prendermi cura di lei.
LUCY: Ne sono sicura.
SECONDO: Non pu immaginmare quanto mi senta elettrizzato a stare vicino a lei.
LUCY: Forse perch si dimenticato di posare i cavi dellelettroshock?
SECONDO: Signorina Lucy, la sua ironia mi fa capire che forse la mia proposta di
matrimonio non andr a buon fine.
LUCY: Lei molto perspicace, dottore.
SECONDO: Il solo pensiero di vivere senza di lei mi fa impazzire.
LUCY: Quindi farebbe bene a tornare in clinica.
SECONDO: I miei omaggi, signorina. (Escono. Entra Mina).
MINA: Oh, unaltra lettera della mia amica Lucy. Dice che oggi ha ricevuto una
nuova proposta di matrimonio. Da un americano. Il signor Morris. (Entrano
Lucy e il secondo uomo).
SECONDO: Signorina Lucy, sarei cos felice di poterla avere ospite del mio ranch.
LUCY: Lei troppo gentile, signore.
SECONDO: Potrei prendermi cura di lei come faccio con le mie vacche.
LUCY: Ne sono sicura.
SECONDO: E quindi mi vuole sposare, signorina?
LUCY: Purtroppo il mio cuore gi stato offerto in pegno ad unaltra persona.
SECONDO: Peccato. Il mio amore sincero quindi non trover soddisfazione. Come
potr sopravvivere a questa delusione? Per caso ha mica una sorella?
LUCY: Una sorella?
SECONDO: Vengo dagli Stati Uniti e mi dispiacerebbe fare il giro a vuoto.
LUCY: Purtroppo no, signor Morris.
SECONDO: Unamica?
LUCY: Nessuna che possa fare al suo caso.
SECONDO: Fa niente. I miei omaggi signorina. (Fa per uscire poi torna indietro).
Una cugina, una zia, una nonna?
LUCY: Mi dispiace.
SECONDO: Anche a me. (Escono. Entra Mina).
MINA: Oh, una terza lettera della mia amica Lucy. Dice che oggi ha ricevuto una
nuova proposta di matrimonio. Spero si decida ad accettare perch mi
comincia a rompere le palle. (Entrano Lucy e il secondo uomo. Mina questa
volta rimane in scena).
SECONDO: Signorina Lucy...
LUCY: S!
SECONDO: S cosa?
LUCY: Accetto di sposarla.
SECONDO: Come faceva a sapere...
LUCY: Voi uomini siete piuttosto prevedibili.
SECONDO: Oh, Lucy, non vedo lora. (Entra il primo uomo).
PRIMO: Sono le undici e tutto va bene! Sono le undici e tutto va bene! (Attraversa
il palco ed esce dalla parte opposta).
SECONDO: Le dicevo che non vedo lora.
PRIMO: (Ripassa). Sono le undici e tutto va bene! Sono le undici e tutto va bene!
SECONDO: Signorina, non vedo...
PRIMO: (Entrando). Sono le...
SECONDO: Non vedo i suoi genitori da molto tempo...
PRIMO: Scusate. (Torna indietro ed esce).
SECONDO: Li vedrei molto volentieri. Cos potr immediatamente chiedere loro la
sua mano.
LUCY: Perch solo la mano? Il resto di me le fa schifo?
SECONDO: Come?
LUCY: Scherzavo. John, amore mio.
SECONDO: Sono Arthur, tesoro.
LUCY: Sicuro?
SECONDO: Certo.
LUCY: Il mio amore cos sincero per te mi fa anche confondere i nomi.
SECONDO: Ne sono lieto.
LUCY: Ormai ti amo cos tanto che se tu fossi un altro io ti amerei lo stesso, anzi
di pi.
SECONDO: Questa la pi bella dichiarazione damore che io mi sia mai sentito
fare.
LUCY: Baciami... ehm... Arthur hai detto, vero?
SECONDO: S, amore. Ma dovrai pazientare ancora un po. Prima voglio avere la
benedizione dei tuoi genitori. (Esce il secondo uomo. Mina si avvicina a
Lucy).
MINA: Lucy!
LUCY: Oh, Mina, amica mia, sono cos contenta che tu sia venuta a stare qualche
giorno da me.
MINA: Lo sai che per me sempre un piacere. E poi non ce la facevo pi a stare a
casa. Jonathan ancora in Transilvania e non ho pi sue notizie da diverso
tempo. Spero non abbia incontrato qualcuno che mi abbia fatta dimenticare.
LUCY: In Transilvania? Non credo che a Jonathan piacciano i trans.
MINA: Non si pu mai sapere. Ma basta parlare di Jonathan adesso, parliamo di noi.
LUCY: Sono cos felice.
MINA: Allinizio facile amica mia, ma aspetta a dirlo dopo qualche anno di
matrimonio, quando sar finita la passione e rimarranno soltanto i panni da
stirare, i bambini che frignano e un noiosissimo uomo stempiato e con la
pancia.
LUCY: Ma coso non cos.
MINA: Coso?
LUCY: Porca miseria, io con i nomi... Ah gi, Arthur.
MINA: Lo diventer.
LUCY: Dici?
MINA: Tutti gli uomini diventano qualcos altro prima o poi nella vita.
LUCY: Come mi trovi?
MINA: Hai le occhiaie molto profonde.
LUCY: Le occhiaie?
MINA: Guardati, sembri un panda.
LUCY: Ma non mi sembra.
MINA: E avresti anche bisogno di un buon parrucchiere. Sei tutta arruffata.
LUCY: Gi.
MINA: E poi sei pallida, e come sei magra. E tua madre mi ha detto anche che hai
ricominciato a parlare nel sonno e a fare la sonnambula. E poi questo vestito,
non adatto a te, questi colori ti sbattono.
LUCY: Non vero, sai a chi lho visto addosso?
MINA: Chiunque fosse era certamente qualcuno con un buon gusto sotto la soglia
della povert.
LUCY: Oh, Mina, come potrei fare a meno di te?
MINA: Lo sai che in me potrai sempre trovare unamica, una parola dolce quando
avrai voglia di ridere e una spalla per piangere quando ti sentirai triste.
LUCY: Vieni in casa, mia mamma si raccomandata ti portarti da lei perch ti
voleva salutare.
MINA: E sempre gentile la vecchia.
LUCY: E ci prenderemo anche una buona tazza di t.
MINA: T? Ma tu avresti bisogno di una bella bistecca, altro che il t. Sembri
anemica. E poi tu il t non lhai mai saputo fare... (Escono).
SCENA QUARTA
Primo uomo, secondo uomo, terzo uomo, Dracula.
Le luci scendono, magari con un effetto strobo, entrano il primo e il terzo uomo, il primo ha un timone in mano, indossano giacche incerate da marinai. Stanno conducendo una nave in mezzo alla tempesta.
TERZO: Capitano, ma che cosa sta succedendo?
SECONDO: Non lo so. Siamo partiti la settimana scorsa dalla Romania per
lInghilterra e in dieci giorni di navigazione non siamo ancora riusciti a
vedere il sole. Sempre nuvole fitte e questo mare agitato.
TERZO: E tutto per trasportare solo quattro casse piene di terra.
SECONDO: Nostromo, dove siamo adesso?
TERZO: Sulla tolda della nave.
SECONDO: Ho capito, intendevo dove ci troviamo con la nave.
TERZO: In mezzo al mare.
SECONDO: Ma in che punto del mare. Nostromo, lei che deve calcolare la nostra
posizione.
TERZO: Non lo so dove siamo, purtroppo non c un cartello che sia uno.
SECONDO: Guardi, l c qualcosa. Riesce a leggere? (Passa il primo uomo con un
cartello con due frecce, da una parte indica New York, dallaltra
Londra. Passa tenendolo in alto come la valletta degli incontri di
pugilato).
TERZO: Ah, ecco, deve girare a destra al prossimo incrocio.
SECONDO: Lho visto anchio. Non mi di nessun aiuto, nostromo.
TERZO: E allora la prossima volta invece di chiedere a me si prenda un navigatore.
SECONDO: Mi raccomando, controlli la rotta.
TERZO: Non posso.
SECONDO: Come non pu?
TERZO: Mi caduta e si rotta.
SECONDO: Si rotta la rotta?
TERZO: Affermativo, capitano.
SECONDO: Non ne abbiamo unaltra?
TERZO: Impossibile, capitano.
SECONDO: Almeno sapessimo che ora . (Attraversa il palco il primo uomo).
PRIMO: Sono le dieci e tutto va bene! Sono le dieci e tutto va bene!
SECONDO: Nostromo, stanno succedendo cose strane su questa nave.
TERZO: Che tipo di cose strane?
SECONDO: Presenze strane.
TERZO: Non capisco.
SECONDO: Non ha visto passare nessuno dietro di noi?
TERZO: S, passato un uomo.
SECONDO: Oh, era lora.
TERZO: Infatti, era lora.
SECONDO: No, intendevo, era lora che si accorgesse di qualcosa. E lei sa chi era
quelluomo?
TERZO: No, pensavo fosse un suo amico.
SECONDO: Sono giorni che lequipaggio sostiene che su questa nave ci siano delle
presenze.
TERZO: Che tipo di presenze?
SECONDO: Qualcuno parla di un uomo tutto vestito di nero e con un lungo
mantello, altri parlano di un grosso cane nero. Io pensavo stessero tutti
impazzendo ma forse non cos.
TERZO: La posso tranquillizzare capitano.
SECONDO: Perch?
TERZO: Innanzitutto quelluomo che passato adesso dietro di noi non aveva un
lungo mantello nero e non era un cane e poi anche se lequipaggio fosse del
tutto impazzito non c problema, tanto a parte il mozzo sono scomparsi
tutti.
SECONDO: Come scomparsi tutti?
TERZO: Tutti.
SECONDO: Mi dica che non vero. (Il mozzo, (primo uomo), attraversa il palco di
corsa, urlando, poco dopo si sente il rumore di qualcosa che cade in
mare).
TERZO: Ha ragione, non vero. E scomparso anche il mozzo.
SECONDO: Quindi saremmo rimasti soltanto io e lei?
TERZO: Gi. E contento?
SECONDO: Sono veramente felice.
TERZO: E per fortuna che non si ancora alzata la nebbia. (Si alza la nebbia).
SECONDO: Gi.
TERZO: Beh, per lo meno per fortuna che non piove. (Si sente un forte tuono
e rumore di temporale). E che questa nave molto robusta. (Si sente il
rumore di un albero che si spezza).
SECONDO: Nostromo, glielha mai detto nessuno che porta un po sfiga?
TERZO: No, capitano. Anche perch tutti quelli con cui ho lavorato sono morti o
hanno fatto naufragio.
SECONDO: Nostromo, averla al mio fianco confortante.
TERZO: Non labbandoner mai, capitano.
SECONDO: Regga il timone.
TERZO: Va bene. Dove va?
SECONDO: Ho bisogno dacqua. (Il secondo uomo parte di corsa uscendo di lato).
Ma vaffan... aaaahhhhhhhh (Si sente il rumore di un tuffo in mare).
TERZO: Non era il caso, capitano. In cambusa ce nera ancora. (Entra Dracula, si
avvicina al secondo uomo arrivandogli alle spalle).
DRACULA: Manca ancora molto?
TERZO: No, stiamo entrando nel porto. (Si sente il fischio di una locomotiva, il
primo uomo attraversa il palco con un cartello tipo stazione ferroviaria con
scritto Londra).
VOCE: Attenzione, la nave numero tre, due, uno, stella, proveniente da Bistrita e
diretta a Londra, in arrivo sul binario morto. Allontanarsi dalla linea gialla.
DRACULA: Londra, finalmente. Grazie per il passaggio. (Morde sul collo il terzo
uomo, avvolgendolo nel suo ampio mantello ed escono).
SCENA QUINTA
Mina, Lucy, Dracula, Jonathan.
(Entra Mina seguita da Lucy).
MINA: Su, vieni. Avanti, una bella passeggiata ti far sicuramente bene. Assumi
troppe calorie mia cara, e ti si depositano tutte sul giro vita. Guardati, hai
la pancia, vorrai mica andarti a sposare con la pancia.
LUCY: Ma io...
MINA: Non va bene, ci vuole un po di attivit fisica. E poi guardati le caviglie, ma
sono gonfie, Lucy, hai le caviglie gonfie. Non dirmi che hai anche le vene
varicose.
LUCY: Ma cosa dici...
MINA: Per fortuna che ci sono qua io, la tua amica Mina, a farti compagnia e a
tenerti di buon umore in vista del matrimonio.
LUCY: Hai sentito di quella nave che arrivata ieri sera in porto completamente
vuota?
MINA: Certo che lho sentito. Io li leggo i giornali, mica come te. Io non voglio
diventare una di quelle donne frivole che seguono solo il gossip.
LUCY: Un uomo che cera sulla banchina ha detto di avere visto saltar gi dal ponte
un grosso cane nero.
MINA: Fantastico. Su, vieni, andiamo. Possiamo parlare anche camminando, non
credi? Se ci fermiamo ogni dieci passi come fai a buttare gi calorie?
Scommetto che anche il colesterolo ce lavrai altissimo. (Mina si avvia, Lucy
tira fuori un coltello e lo brandisce sopra la testa pronta per colpire lamica,
ma appena si avvia, Mina torna indietro e la vede). No.
LUCY: No, cosa?
MINA: Questo no.
LUCY: No, che... non come pensi tu...
MINA: Guardati. Hai i bicipiti a tendina. Flessioni, mia cara, e pesi. A partire da
questa sera. (Esce. Entra Dracula).
DRACULA: Signorina Lucy.
LUCY: Lei conosce il mio nome?
DRACULA: Chi non la conosce. Una donna cos incantevole.
LUCY: Lei mi lusinga.
DRACULA: Mi permetta, io sono il conte Dracula. (Tuono).
LUCY: Oh, un tuono?
DRACULA: No, il mio biglietto da visita. Mi permetta di baciare la sua mano
deliziosa. (Si avvicina).
LUCY: Ecco, io... Lei molto galante. (Dracula fa per baciarle la mano, subito dopo
si avvicina al collo della ragazza. La morde. Entra Mina).
MINA: Lucy, non posso lasciarti sola un attimo che subito combini qualche pasticcio.
Chi il signore?
DRACULA: Sono il...
MINA: Non me ne frega niente di chi . La signorina Lucy fidanzata e quindi
farebbe meglio a girarle al largo.
DRACULA: No, non ha capito...
MINA: Io ho capito benissimo. Lei cerca di approfittare di lei, di raggirarla, conscio
che la non eccelsa intelligenza della mia amica possa costituire per lei un
facile gioco, ma si sbaglia di grosso.
DRACULA: Io non ho mai pensato una cosa del genere.
MINA: Ma mi faccia il piacere, io le conosco bene le persone come lei.
DRACULA: Posso spiegare...
MINA: Non c niente da spiegare. Cerchi di girare al largo, bel tomo. E se la vedo
ancora sfarfallare vicino alla mia amica dovr vedersela con me. E si pulisca
il mento che tutto sporco di rosso. Qualcuno che la vedesse in quello stato
potrebbe anche pensare che sia sangue.
DRACULA: Mi scusi.
MINA: Lucy, avanti march! Un due, un due, un due. (Lucy esce). Si ricordi
che la tengo docchio. (Dracula esce. Poco dopo entra Jonathan con una
grossa maschera da lupo in testa. Ha il fiatone. Si avvicina a Mina). E questo
che cos? Un cagnaccio che viene avanti minaccioso. Adesso gli faccio
vedere. (Lo afferra per il collo, lo butta per terra ed inizia a prenderlo a
calci). Prendi cagnaccio schifoso, cos ti insegno io ad andare in giro ad
aggredire la gente.
HARKER: Ah, Mina! Mina aiuto!
MINA: Ma questa la voce di Jonathan. Il mio Jonathan. Maledetto cagnaccio, te lo
sei mangiato intero? Adesso vediamo se non lo sputi. (Continua a prenderlo a
calci. Jonathan riesce a togliersi la testa da lupo). Jonathan, amore, sei
riuscito a decapitare il lupo. Vieni, ti aiuto.
HARKER: Oh, Mina.
MINA: Jonathan. Mio Dio ma quanto sei tirato. Sei stato via pochi mesi e sembri
invecchiato di dieci anni.
HARKER: Mina, tesoro!
MINA: Anche la tua voce, gracchiante. E guarda quante rughe. E poi sei dimagrito,
ma non un dimagrimento sano da sportivo, un dimagrimento da malato.
Sei sicuro di stare bene?
HARKER: Adesso che sono vicino a te sto benissimo.
MINA: Tu ti trascuri, mio caro, tu non ti vuoi bene, ma vedrai che la tua Mina ti
rimetter in forma.
HARKER: Non c tempo, dobbiamo chiamare qualcuno...
MINA: Non chiameremo proprio nessuno, sei appena tornato e vuoi gi andare a
fare festa in giro?
HARKER: Ma che festa. Lo dobbiamo fermare prima che...
MINA: S, va bene, tesoro. Lo fermeremo, non ti preoccupare, ma adesso vieni con
me.
HARKER: Mina, tu non capisci.
MINA: Mi stai dando della scema?
HARKER: Assolutamente no.
MINA: E meglio. (Mina lo porta fuori).
SCENA SESTA
Primo uomo, Secondo uomo.
(Entrano il primo e il secondo uomo, vestiti da strilloni, con un fascio di giornali in mano).
PRIMO: Edizione straordinaria!
SECONDO: Ultime notizie!
PRIMO: Londra: sordomuto tenta due rapine ma non riesce a farsi capire.
SECONDO: Edinburgo: svaligiato negozio di valigie.
PRIMO: Liverpool: uomo sfugge ad un incendio ma muore assiderato.
SECONDO: Glasgow: Cieco faceva da palo durante una rapina. Arrestato si
difende: io non ho visto niente.
PRIMO: Londra: chiuso ufficio di collocamento. Licenziato il personale.
SECONDO: Manchester: a fuoco negozio di estintori. (Escono. Entra Mina seguita
da Lucy. Lucy ha delle profonde occhiaie nere. Avanza stancamente).
SCENA SETTIMA
Mina, Lucy, Dracula, Jonathan.
MINA: Allora, Lucy, che dici di una bella passeggiata fino al molo?
LUCY: Ma saranno quattro chilometri.
MINA: Pensavo di pi. Comunque ti far bene. Ti servir per tonificare le gambe e
i glutei. Non vedi che sei tutta molliccia?
LUCY: Ma io sono stanca.
MINA: Lo vedo che sei molto stanca. E questo non va bene. Ti ho gi prenotato una
visita medica. Voglio che un dottore ti veda.
LUCY: Un dottore?
MINA: Un primario, direttore di una clinica, mica un dottorino qualsiasi. Io per te
cerco sempre il meglio.
LUCY: E chi sarebbe?
MINA: Il dottor Seward.
LUCY: Il dottor Seward? Ma il direttore del manicomio.
MINA: E con questo? Sempre direttore . E poi se non sbaglio era uno dei tuoi
pretendenti, anche se questo non depone a suo favore circa i gusti in fatto di
gentil sesso, comunque un amico di famiglia, quindi avr sicuramente un
occhio di riguardo per te.
LUCY: Ma io...
MINA: Basta protestare. Forza, andiamo, lo sai benissimo che chi bella vuole
apparire un pochino deve soffrire. (Mina si avvia, Lucy tira fuori una corda
con un cappio da una borsetta e torna indietro, uscendo dalla parte dalla
quale era entrata). E magari mentre cammini muovi le braccia portandole
sopra la testa, cos tonifichi anche i bicipiti. (Si volta e non vede pi Lucy).
Lucy? Dove sei finita? Lucy? (Entra Dracula. Come vede Mina si blocca e
silenziosamente le si avvicina per morderla sul collo. Non appena
vicinissimo, Mina si volta). Ancora lei? Ma proprio un bel tipo, sa? Le ho
gi detto di stare lontano da Lucy anche perch non sar mai interessata a lei.
Ha gusti migliori. Si guardi. E pallido come un morto, e avrebbe anche
bisogno di un dentista che le metta a posto la bocca. Con quei canini.
DRACULA: La smetta di importunarmi.
MINA: Se non se ne va subito chiamo il mio fidanzato e gli dico di darle una bella
lezione. Se le mette le mani addosso il sangue scorrer a fiumi.
DRACULA: Il sangue?
MINA: Paura, eh? Jonathan, vieni, ti prego, che c un uomo che mi importuna.
Uomo, se si pu chiamare uomo un essere cos.
DRACULA: No! No! (Scappa. Entra Jonathan. Si ritrova faccia a faccia con
Dracula).
HARKER: Aaaaaah. (Scappano entrambi uscendo di scena).
MINA: Non ci sono pi gli uomini di una volta. Lucy! Vieni, che il dottore ci aspetta.
(Esce per recuperare Lucy).
SCENA SESTA
Secondo uomo, Lucy.
SECONDO: (Entra portando una sedia su cui far accomodare Lucy). Prego,
signorina, venga, si accomodi. (Entra Lucy, si siede). Posso offrirle
qualcosa? Un valium, una scossettina?
LUCY: No, grazie.
SECONDO: Peccato.
LUCY: Ho un pochino freddo.
SECONDO: Se vuole le posso mettere una bella camicia.
LUCY: Mi terr il freddo.
SECONDO: Nella sua famiglia si sono gi avuti casi di schizofrenia? Sdoppiamento
della personalit? Allucinazioni?
LUCY: Niente di tutto questo.
SECONDO: Dunque lei la prima: Scossettina?
LUCY: Dottor Seward, vorrei tornare a casa, se potesse fare in fretta.
SECONDO: Ora la sottoporr ad un test. Si chiama il test delle macchie di
Rorschach. Le far vedere dei disegni e lei mi dovr dire cosa vede.
LUCY: Dei disegni.
SECONDO: Aspetti, non ho ancora cominciato. (Le far vedere dei disegni di oggetti
molto evidenti, far in modo che siano visibili anche al pubblico. Ad
ogni disegno Lucy dar sempre la stessa risposta).
LUCY: Pipistrello.
SECONDO: Bene, cara Lucy. Potrei sapere qual il tuo animale preferito?
LUCY: Pipistrello.
SECONDO: E quello che odi di pi?
LUCY: Pipistrello.
SECONDO: Qual il tuo colore preferito?
LUCY: Pipistrello.
SECONDO: Bene, Lucy, puoi andare. Torna a casa, mettiti a letto e riposati. (Lucy
si avvia).
LUCY: Pipistrello. (Esce).
SECONDO: Direi che il caso molto evidente. Abbiamo a che fare con una
animalista convinta. Di quelle che non vedono altro che gli animali.
SECONDO TEMPO
SCENA PRIMA
Lucy, Mina, Jonathan, Secondo uomo.
(Casa di Mina. Un letto. Lucy sdraiata. Vicino al letto c unapparecchiatura per lelettroshock).
MINA: Lucy cara, riposa tranquilla. Resta pure nel mio letto. Io dormir di l, nel
lettino degli ospiti, ma non preoccuparti, ci star comoda. E giusto che nel
lettone ci stia tu visto che sei moribonda. Sembri una vecchia. Ma non ti
preoccupare che io mi prender cura di te e tornerai a dimostrare non pi del
doppio dei tuoi anni, te lo assicuro. (Entra Jonathan).
HARKER: Mina, tesoro. Ho una cosa importante da dirti.
MINA: Tu che hai una cosa importante da dire? Sarebbe la prima volta.
HARKER: Io so che malattia ha Lucy.
MINA: Ma cosa vuoi sapere, amore. Nemmeno il dottor Seward ha saputo trovarle
una cura efficace. Continuiamo a sottoporla ad elettroshock come ci ha detto
di fare ma per il momento lunico risultato ottenuto stato di far aumentare
in maniera esponenziale la bolletta della luce.
HARKER: Non serve lelettroshock.
MINA: Amore, vuoi saperne pi di un primario nonch direttore di una delle pi
prestigiose cliniche di Londra? Proprio tu che sei ignorante come una capra?
HARKER: Io glielho visto.
MINA: A chi?
HARKER: A Lucy.
MINA: Le hai visto cosa?
HARKER: Guardaglielo anche tu.
MINA: Caro, ho come limpressione che la lunga lontananza da me ti abbia un po
confuso le idee.
HARKER: Ce lha sul collo.
MINA: Sul collo?
HARKER: Il marchio. E stata marchiata.
MINA: Ah, il marchio. E che cos? Una giovenca?
HARKER: Ma no, ha i segni della morsicatura sul collo.
MINA: Anchio li ho.
HARKER: Come anche tu?
MINA: Ma certo, qua ci sono delle zanzare grosse come piccioni.
HARKER: Ma che centrano le zanzare. Sono denti.
MINA: Probabilmente un succhiotto. Ieri cera un pappagallo che le girava intorno.
HARKER: Tu non capisci, Mina.
MINA: Ah, io non capisco? Tu mi dici che io non capisco? Ma se mi sto facendo in
quattro per aiutare quella poveraccia della mia pi cara amica che sembra un
cadavere ambulante, e in pi ci sei tu che da quando sei tornato dalla
Transilvania sembra che ti abbiano fatto una lobotomia.
HARKER: Mina, per favore, stammi a sentire.
MINA: Io non sto a sentire un bel niente. E adesso zitto e smamma.
HARKER: Ma Mina...
MINA: Ho detto di stare zitto.
HARKER: Ti prego, non dobbiamo permettergli di avvicinarsi a Lucy.
MINA: A chi?
HARKER: A lui. Il conte.
MINA: Il conte?
HARKER: Lui conosce tutti i trucchi. Ma non dobbiamo permettergli di avvicinarsi
a Lucy perch altrimenti le potrebbe essere fatale.
MINA: Ma cosa dici?
HARKER: Lui seduce le sue vittime e poi succhia loro il sangue.
MINA: Il sangue?
HARKER: S, lui si nutre del loro sangue.
MINA: Va bene, Jonathan, hai ragione. Allora faremo in modo che nessuno si
avvicini, sei contento?
HARKER: Rester io questa notte di sentinella.
MINA: Ci rester io. Anche perch sta arrivando il dottor Seward per la terapia. Tu
adesso ti vai a fare una bella dormita e domani mattina vedrai tutto sotto una
luce molto pi bella. (Lo spinge fuori).
HARKER: Ma mina...
MINA: Va bene, amore, hai ragione tu. (Escono. Dopo pochi secondi Mina rientra
con il secondo uomo). Dottore, a me sembra che al momento la cura non
abbia sortito alcun effetto.
SECONDO: Scherza? E molto rilassante.
MINA: Non mi sembra che Lucy si stia rilassando troppo.
SECONDO: Lei no ma io s. Carissima Lucy, come stai? Scossettina? Non risponde.
che non stia bene?
MINA: Dottore, questo dovrebbe dircelo lei.
SECONDO: Io?
MINA: Il dottore lei.
SECONDO: E vero, dunque...
MINA: Com la pressione?
SECONDO: Normale, me la sono misurata ieri sera.
MINA: Ma non la sua, quella di Lucy.
SECONDO: Ah, quella di Lucy. Lucy, com la pressione?
MINA: Gliela misuri.
SECONDO: Non serve per la nostra terapia.
MINA: Se lo dice lei.
SECONDO: Adesso le colleghiamo gli elettrodi, ecco qua, siamo pronti per la
scossettina. Via. (V via la luce). Che succede?
MINA: E andata via la luce.
SECONDO: Maledizione, proprio adesso. Avanti, faccia qualcosa.
MINA: Dobbiamo andare a cercare il contatore. Lei si intende di elettricit?
SECONDO: E me lo chiede? Lelettricit mi elettrizza.
MINA: Allora venga con me.
SECONDO. Va bene. (Escono. Sul fondale con un gioco di ombre cinesi vediamo
muoversi un pipistrello, che a poco a poco si avvicina a Lucy fino a
scendere su di lei. La morde. Immeddiatamente Lucy balza a sedere
sul letto, come ipnotizzata. Dal lato opposto a quello dal quale sono
entrati ed usciti tutti i personaggi, entra Dracula).
DRACULA: Vieni con me, mia sposa. (Escono. Poco dopo entra Jonathan con in
mano la maschera da lupo).
HARKER: Lucy! Lucy! Sono Jonathan. Stai dormendo? Ho io la soluzione a tutti
i tuoi problemi. Non serve a niente lelettroschock. Io so cosa ti
successo. Tu hai conosciuto il conte Dracula e lui ha succhiato il tuo
sangue. Lho incontrato anchio ma sono riuscito a scappargli. Non
stato difficilissimo. Lui ama i lupi, non li toccherebbe mai, e io mi sono
salvato mettendo una maschera da lupo. La devi indossare anche te e
vedrai che non si avviciner pi. Lucy. (Arriva vicino al letto). Lucy!
Dove sei finita? (Lascia la maschera sul letto ed esce dalla parte opposta
a quella dalla quale entrato. Torna la luce. Dopo pochi secondi
rientrano Mina e il secondo uomo).
MINA: Avanti, dottore, finisca la sua terapia una buona volta.
SECONDO: La mia? No, la mia la far questa sera in clinica.
MINA: Ma no, intendevo la terapia di Lucy.
SECONDO: Ah, non avevo capito. (Il secondo uomo si avvicina al letto, Mina
rimane pi distante).
MINA: Come la trova di viso?
SECONDO: Beh, mi sembra che si trascuri un po.
MINA: Glielo dico sempre, ha le occhiaie, il doppio mento, le rughe.
SECONDO: E la barba.
MINA: La barba? Non lavevo mai notata.
SECONDO: E anche piuttosto folta.
MINA: Le sar cresciuta solo recentemente. E dica, secondo lei ha la febbre?
SECONDO: Non penso. Il tartufo freddo.
MINA: Il tartufo?
SECONDO: Ma mi tolga una curiosit: fuori c la luna piena?
MINA: Non credo.
SECONDO: E Lucy ha mai sofferto di episodi di licantropia?
MINA: Licantropia? (Rientra Jonathan).
HARKER: Qualcuno ha visto la mia testa?
MINA: La tua testa? Linvolucro ce lhai sul collo, il contenuto non lo so. Da qui non
si vede.
HARKER: Ma non la mia.
MINA: Stai cercando la testa di qualcun altro?
HARKER: Ma non una testa nel vero senso della parola.
MINA: Dottore, ancora carico il suo marchingegno per lelettroshock? Credo se ne
possa ancora avere bisogno.
SECONDO: Certamente.
HARKER: Ah, eccola era sul letto. (La prende).
SECONDO: Ma che cosa fa? Ha decapitato la povera Lucy.
HARKER: Decapitato Lucy? Ma no, questa una testa di lupo. Lho usata per
scappare dalle grinfie del conte Dracula. (Si sente un tuono).
SECONDO: E chi sarebbe questo conte Dracula? (Un altro tuono).
HARKER: Un vampiro.
MINA: Jonathan, ho la netta sensazione che tu non stia ancora troppo bene. O
forse hai letto troppi libri dellorrore.
HARKER: Ma che libri dellorrore. Il conte Dracula (Tuono) un vampiro ed ha
morsicato Lucy, cos che diventata un vampiro anche lei.
MINA: Non gli dia retta. E un deficiente.
HARKER: Ma perch non mi credi? Bisogna fare qualcosa.
MINA: Hai ragione. Io vado a fare un buon t. (Esce).
HARKER: Dottore, almeno lei mi creda. Bisogna ritrovare Lucy.
SECONDO: Quindi non nel suo letto?
HARKER: Non vede che il letto vuoto?
SECONDO: Noi psichiatri spesso vediamo nella gente quello che non e non
vediamo ci che dovrebbe essere o che stato. Ma se stato.
HARKER: Dottore.
SECONDO: Va bene. Laiuter.
HARKER: Ottimo. Che ora ? (Entra il primo uomo).
PRIMO: Sono le sette e tutto va bene! Sono le sette e tutto va bene! (Esce).
SECONDO: Sono le cinque.
HARKER: Andiamo allora.
SCENA SECONDA
Primo uomo, secondo uomo.
(Entrano il primo e il terzo uomo, vestiti da strilloni, con un fascio di giornali in mano).
PRIMO: Edizione straordinaria!
TERZO: Ultime notizie!
PRIMO: Londra: Incendio a Piccadilly: Coniglio d l'allarme. Tutti si salvano, lui
arrostito..
TERZO: Edinburgo: Fermi tutti: E una rapina! Non gli credono e lo picchiano.
PRIMO: Liverpool: Funerali a costi ridotti. Cinquantasei rate a prezzi bloccati.
Affrettatevi.
TERZO: Glasgow: Candidato prende tre voti e la moglie lo accusa di avere
un'amante".
PRIMO: Londra: Pignorato l'ufficio pignoramento.
TERZO: Manchester: Causa inondazione il paese e' senz'acqua.
PRIMO: Leicester: Bimbo conteso tra due padri. Effettuato il test del dna. E' di un
terzo.
TERZO: Norwich: Il colpo in banca va a segno, ma la fuga a piedi. Rubate le
chiavi dell'auto dei rapinatori.
PRIMO: Londra: Altri due neonati spariti la notte scorsa. Un terzo stato ritrovato
con i segni di due incisivi sul collo e in condizioni di profonda anemia.
Panico tra le famiglie.
TERZO: Si cerca una giovane donna vista aggirarsi nella zona dei casi di
sparizione degli ultimi giorni. (Escono).
SCENA TERZA
Dracula, Lucy.
(Entrano Dracula e Lucy).
DRACULA: Senti, fino adesso che mangi.
LUCY: Dai, un sorso solo. Ho sete.
DRACULA: Smettila.
LUCY: E dai, draculuccio, per favore, fallo per la tua piccola Lucy.
DRACULA: Giuro che lultima volta che mordo una donna. Meglio gli uomini o
i bambini. Chiss perch le donne come le mordi si mettono a seguirti
e non ti mollano pi. Non mi bastavano le tre mogli che gi avevo, no,
dovevo mordere anche questa.
LUCY: Allora?
DRACULA: Senti, laggi, su quella panchina, c un vecchietto. Vallo a mordere
cos la smetti di stressarmi.
LUCY: Ma non mi piace il sangue invecchiato. Sa di aceto.
DRACULA: Quanto sei viziata. Va bene, vatti a prendere un neonato e poi torni qua.
LUCY: Grazie.
DRACULA: Mi raccomando, torna prima del sorgere del sole che col chiaro
pericoloso. (La segue).
SCENA QUARTA
Jonathan, Mina, Dracula, Lucy, primo uomo.
(Casa di Lucy. Entra Jonathan Harker).
HARKER: Niente. Abbiamo girato tutta la citt ma di Lucy nemmeno lombra.
Riprenderemo domani. Il dottor Seward dovuto anche tornare in clinica
ed io ne approfitter per riposare un pochino. (Entra Mina).
MINA: Eccoti, finalmente. E questa lora di rientrare?
HARKER: Sono stato con il dottor Seward.
MINA: Al bar a giocare a carte?
HARKER: No, a cercare Lucy.
MINA: E perch la stavi cercando? Vuoi tradirmi con la mia migliore amica?
HARKER: No, che...
MINA: Pensi che sia meglio di me?
HARKER: Assolutamente no.
MINA: Lei ha ben altri gusti. Non ti degnerebbe neanche di uno sguardo. Sono solo
io la poveretta che ti sopporta, amore.
HARKER: E di questo te ne sono grato, tesoro, ma...
MINA: Niente ma. Tu devi uscire solo con me, devi smetterla di andartene in giro
con quel dottorino.
HARKER: Ma un primario, nonch direttore di una clinica.
MINA: S, una clinica per i matti.
HARKER: Per sei stata tu a volere che curasse Lucy.
MINA: Ma certo, Lucy non ha niente, dice di essere malata solo perch le piace
essere sempre al centro dellattenzione ed allora anche un medico per i matti
poteva andare benissimo per assecondarla. Lho fatto solo per il suo bene.
HARKER: Se lo dici tu.
MINA: Certo che lo dico io. E tu sai benissimo che quando c da aiutare una persona
io non mi tiro mai indietro. Soprattutto quando si tratta di una poveraccia
come la mia amica Lucy o tu, amore mio. Tante volte mi chiedo come
fareste se non ci fossi io a vegliare su di voi.
HARKER: Amore.
MINA: Non devi ringraziarmi. La mia una missione. Quando saremo sposati potr
occuparmi di te a tempo pieno.
HARKER: Non vedo lora.
PRIMO: Sono le undici e tutto va bene! Sono le undici e tutto va bene! (Esce).
HARKER: Ora se non ti dispiace vorrei riposare un pochino.
MINA: Riposare? Ma se dobbiamo andare a scegliere le bomboniere per il
matrimonio.
HARKER: Le bomboniere no.
MINA: Le bomboniere s. E poi dobbiamo passare a trovare zio Charles e zia
Cathleen. Sai benissimo che ci tengono molto.
HARKER: Ti prego.
MINA: Niente ma. Preparati. E cerca di renderti presentabile. Non voglio vederti
sciupato come al tuo solito. (Esce. Poco dopo esce anche Jonathan. Entra
Dracula trascinando una grossa cassa. Poco dopo entra Lucy).
LUCY: Vuoi dire che questo sarebbe il nostro nido damore?
DRACULA: Ci staremo comodissimi, vedrai.
LUCY: Ma io non ci penso nemmeno a dormire l dentro.
DRACULA: Lucy, per favore, abbiamo fretta, sta per sorgere il sole.
LUCY: Mi avevi promesso un castello.
DRACULA: In Transilvania. Quando ci andremo. Ma qui devi adattarti un pochino.
LUCY: Io non mi adatto per niente. E scommetto che non nemmeno vero che sei
un conte.
DRACULA: Certo che lo sono.
LUCY: S, un conte decaduto.
DRACULA: Possiamo parlarne domani sera?
LUCY: S, rimanda sempre. Con tutto quello che io ho fatto per te. Ti ho dato tutto,
perfino il mio sangue.
DRACULA: Va bene, Lucy.
LUCY: Tra laltro ricordati che domani dobbiamo andare a conoscere i miei genitori.
DRACULA: Dobbiamo? Perch, tu non li conosci ancora?
LUCY: Spiritoso. Tu devi andarci. I miei ti vogliono conoscere.
DRACULA: No, ti prego.
LUCY: Niente ma. Andiamo domani a pranzo.
DRACULA: A pranzo non posso.
LUCY: Ti sarai mica preso un impegno? Lo sapevi che dovevamo andarci.
DRACULA: Non possiamo fare a cena? A pranzo non posso uscire.
LUCY: Perch?
DRACULA: C il sole.
LUCY: Beh, ne prendessi anche un po non ti farebbe affatto male. Sei pallido come
un cadavere.
DRACULA: Lo sai che lo odio.
LUCY: Vabb, allora gli dir che ci andiamo per cena.
DRACULA: Non potremmo fare dopo cena?
LUCY: Ma niente affatto. Mia madre ci tiene. Si va a cena.
DRACULA: Va bene, Lucy.
LUCY: Mia madre cucina benissimo. Ti piacer. E poi sei cos magro. Mangiare
qualcosa di sostanzioso non potr che farti bene.
DRACULA: Daccordo.
LUCY: E poi mia madre prepara una pasta olio aglio e peperoncino fantastica.
DRACULA: No, laglio no.
LUCY: Perch?
DRACULA: Sono... allergico allaglio.
LUCY: Non fa niente. La mangerai lo stesso. Per una volta farai sacrificio.
DRACULA: Ma mi fa proprio stare male.
LUCY: Quando sei delicato.
DRACULA: E adesso possiamo andare a dormire?
LUCY: Va bene, amore. (Escono).
SCENA QUINTA
Mina, Jonathan, Dracula, Lucy, primo uomo, secondo uomo.
(Su due poltrone sono seduti il primo e il secondo uomo, il secondo uomo vestito da anziana signora. Sono gli zii di Mina).
SECONDO: Caro Jonathan, proprio un piacere conoscerti.
HARKER: La ringrazio, signora Catheleen.
SECONDO: Sono sicura che con la mia cara nipote lei sar molto felice.
PRIMO: S, io...
SECONDO: Zitto, lascia parlare me.
PRIMO: Scusa.
SECONDO: Sai che mi da fastidio quando mi interrompi.
PRIMO: Non lo far pi.
SECONDO: E meglio. Come ti dicevo, caro Jonathan, Mina mi somiglia cos tanto
ed per questo che sono sicura che con lei sarai felice, come lo sono io
con il mio caro marito. Non abbiamo mai litigato. Anzi, se devo dirla
tutta lui non si mai permesso di alzare la voce contro di me.
PRIMO: S, e...
SECONDO: Allora non mi sono spiegata?
PRIMO. Scusa.
SECONDO: Dicevo che non si mai permesso di alzare la voce contro di me, anzi
non si mai permesso proprio di parlare, al punto che tu non ci crederai
ma io non ricordo nemmeno il suono della sua voce.
MINA: Non meraviglioso, amore?
HARKER: Gi.
SECONDO: E dimmi, caro, che lavoro fai?
HARKER: Ecco io...
MINA: Jonathan lavora per una agenzia immobiliare, zia.
SECONDO: E vivi a Londra?
HARKER: In...
MINA: S, zia, proprio in centro. Ha un bellissimo attico.
SECONDO: Adesso voglio fare la curiosa. Cosa ti ha colpito di pi della mia piccola
Mina?
MINA: Oh, lha colpito tutto di me. La mia bellezza, la mia simpatia, la mia
eleganza, e soprattutto la mia modestia.
SECONDO: Le stesse cose che di me colpirono Charles. Vero, tesoro? Ma tu
non te lo ricorderai nemmeno pi, con la sensibilit che ti ritrovi.
Guarda, meglio che non dici niente che fai sicuramente pi bella
figura. Cara Mina, non timmagini le figuracce che mi fa fare quando
parla.
MINA: Anche il mio Jonathan cos.
SECONDO: Caro Jonathan, tu dovresti ogni giorno baciare il terreno dove cammina
la nostra cara piccola Mina.
MINA: Glielo ricorder ogni mattina, ma adesso dobbiamo proprio andare.
SECONDO: S, anche Charles ha ancora qualcosina da fare: cucinare la cena,
apparecchiare il tavolo, sparecchiarlo, lavare i piatti, spazzare i
pavimenti, portare a spasso il cane, lavare i vetri. Sai, ogni tanto mi
aiuta nei piccoli lavoretti di casa.
MINA: Jonathan, amore, impara dallo zio Charles.
SECONDO: Jonathan stato davvero un piacere conoscerti e parlare con te oggi.
Tornate presto a trovarci.
MINA: Non mancheremo zia.
SECONDO: Saluti anche dallo zio Charles. Charles fai ciao ciao con la manina. (Lo
zio Charles esegue. Mina e Jonathan escono). Che figure che mi fai
sempre fare. Sei stato tutta la sera l, senza dire una parola. Se non ci
fossi stata io a reggere la conversazione sai che divertimento con te?
(Ora il primo e il secondo uomo diventano i genitori di Lucy. Entra
Lucy).
LUCY: Mamma, la tua cucina sempre speciale.
SECONDO: Grazie, cara.
PRIMO: Camillo come sta?
LUCY: Non lo so, sono venti minuti che in bagno. Ma non preoccupatevi, torner.
Oh, eccolo che arriva. (Entra Dracula, si trascina molto sofferente).
SECONDO: Tutto bene, Camillo? (Dracula annuisce).
PRIMO: Ti ha fatto male qualcosa?
DRACULA: Temo di non avere digerito la pasta.
SECONDO: Ma se cerano soltanto olio, peperoncino e aglio. (Alla parola aglio
Dracula scappa di nuovo fuori).
PRIMO: Ho come il sospetto che sia allergico allaglio.
LUCY: Gli passer.
SECONDO: Laglio cera solo nella pasta e nelle bruschette. Ah s, ce nera anche
un po nel ripieno dei calamari. (Rientra Dracula).
DRACULA: Tesoro, se non ti dispiace io andrei a casa. Ho bisogno di distendermi.
PRIMO: Hai laspetto un po sbattuto. Hai la faccia che sembra quella di un
cadavere.
DRACULA: In effetti finalmente sto riprendendo il mio colorito naturale ma mi
sento ancora lo stomaco sottosopra.
PRIMO: Ti serve un passaggio in carrozza?
DRACULA: No, grazie, andr in volo cos faccio pi in fretta.
PRIMO: In... volo?
LUCY: Intendeva dire che lui quando cammina vola, nel senso che ha un passo molto
spedito.
DRACULA: Gi.
SECONDO: Beh, allora, buona notte. Signor Camillo stato davvero un piacere
conoscerla.
DRACULA: Il piacere stato mio. (Escono tutti).
SCENA SESTA
Mina, terzo uomo.
(Mina torna a casa. Entra il terzo uomo vestito da cameriera).
MINA: Oh, finalmente a casa.
TERZO: Buongiorno, signora.
MINA: Genziana, mi prepari un t per cortesia.
TERZO: Va bene, signora.
MINA: Mi raccomando, un po pi buono della merda che mi prepara di solito.
TERZO: Certo, signora.
MINA: Genziana, va tutto bene?
TERZO: Certo.
MINA: No, perch la vedo un po sciupata.
TERZO: Io?
MINA: Ha le occhiaie e le rughe molto pronuciate.
TERZO: Non me ne sono accorta.
MINA: Sembra cos invecchiata.
TERZO: Se mi dice questo mi fa preoccupare.
MINA: Dovrebbe riguardarsi di pi.
TERZO: Ma io lavoro dodici ore al giorno.
MINA: Appunto. E nelle restanti dodici cosa fa? Va in giro a divertirsi, a darsi alla
pazza gioia. Non lo sa che una vita troppo dissoluta fa male?
TERZO: Ma io non conduco alcuna vita dissoluta.
MINA: Non nascondiamoci dietro un dito. Lei dovrebbe lavorare di pi.
TERZO: Ma io
MINA: Lo faccio per il suo bene, perch ci tengo alla sua salute.
TERZO: La ringrazio ma
MINA: Non mi deve ringraziare, Genziana. Lo faccio volentieri. E voglio essere
generosa fino in fondo con lei: non le aumenter nemmeno lo stipendio, cos
senza soldi in tasca sar costretta ad uscire molto meno.
TERZO: Lei davvero molto gentile.
MINA: E adesso avanti, vada a farmi il t.
TERZO: Va bene, signora. (Esce. Poco dopo entra Jonathan).
HARKER: E gi arrivato il dottor Seward?
MINA: E cosa dovrebbe venire a fare qui?
HARKER: Dobbiamo andare a caccia del conte Dracula. (Tuono).
MINA: E perch volete andare a caccia del conte Dracula? (Tuono).
HARKER: E un vampiro.
MINA: Ancora con questa storia?
HARKER: Ma perch non mi vuoi credere?
MINA: E dimmi, dove avreste intenzione di andarlo a cercare?
HARKER: Per Londra.
MINA: Per Londra. Lo sai quanto grande Londra?
HARKER: Per quello dobbiamo partire presto.
MINA: Non che per caso hai anche un piano b?
HARKER: Perch dovrei avere un piano b?
MINA: Nel caso non riusciste a girare tutta Londra.
HARKER: Ci penser. (Entra la cameriera).
TERZO: E arrivato il dottor Seward.
HARKER: Fallo entrare. (La cameriera esce. Poco dopo entrano il dottor Seward
ed il primo uomo).
SECONDO: Eccomi qua.
HARKER: E lui chi ?
SECONDO: Un mio paziente. Non posso perderlo di vista e non sapevo a chi
lasciarlo.
HARKER: E dobbiamo portarcelo dietro?
SECONDO: Non ci disturber.
HARKER: Mina, noi andiamo.
MINA: S, va bene, ma non fate troppo tardi. (Escono tutti. Nebbia. Entrano
Jonathan, il primo e il secondo uomo. Jonathan ha in mano un paletto di
frassino).
SCENA SETTIMA
Jonathan, Dracula, primo, secondo e terzo uomo.
SECONDO: E sicuro che in questo modo riusciremo a trovarlo?
HARKER: Ne conosce un altro?
SECONDO: Io? Non so nemmeno come fatto.
HARKER: Ha i denti appuntiti.
SECONDO: E come faccio a vederglieli?
HARKER: Conosce delle barzellette che facciano ridere?
SECONDO: Barzellette?
HARKER: Gliene racconta una e quando apre la bocca per ridere gli guarda dentro.
SECONDO: E se mi morde?
HARKER: E lui di sicuro.
SECONDO: E quello?
HARKER: E un paletto di frassino. Appena troveremo Dracula dovremo
conficcarglielo nel cuore.
SECONDO: Perch?
HARKER: Per ucciderlo.
SECONDO: Non potremmo semplicemente sparargli?
HARKER: No, questo il solo modo per ucciderlo.
PRIMO: Ho fame.
SECONDO: Ha fame.
HARKER: E allora?
SECONDO: Potremmo fermarci in questo bar a bere e mangiare qualcosa.
HARKER: Quale bar?
SECONDO: Questo. (Entra il terzo uomo portando un tavolo e delle sedie. Si
siedono).
HARKER: Non lavevo visto. Con questa nebbia.
TERZO: Nebbia?
HARKER: Non vede che c la nebbia?
TERZO: No, non vedo niente. C troppa nebbia. (Entrano Dracula e Lucy).
LUCY: C un bar. Sediamoci a bere qualcosa.
DRACULA: Non possiamo andare a bere a casa?
LUCY: Ho male ai piedi.
DRACULA: E va bene. Garcon. (Entra il terzo uomo).
TERZO: Il signore desidera?
DRACULA: Ha un tavolo?
TERZO: Per due?
DRACULA: No, per noi.
TERZO: Glielo preparo subito. (Il terzo uomo sistema un tavolo e due sedie alle
spalle di Harker, del secondo e del primo uomo).
HARKER: Cosa vuole prendere il suo... paziente? (Si sente il rumore di una mosca.
Tutti e tre seguono il suo volo con lo sguardo. Improvvisamente il primo
uomo con un movimento improssivo della testa mangia la mosca.
Comincia a masticarla).
SECONDO: Quante volte devo dirtelo che non si fa cos?
HARKER: Non si preoccupi, non un problema.
SECONDO: La prego di scusarlo.
HARKER: Le dico che non c problema.
SECONDO: Non sono ancora riuscito ad insegnargli leducazione. (Al primo uomo).
Chiedi scusa al signore.
PRIMO: Scusa.
HARKER: Scuse accettate.
SECONDO: E che sia lultima volta che mangi qualcosa senza prima offrirne un
pezzo a chi sta seduto al tuo tavolo.
HARKER: Le assicuro che va bene cos. (Entra il terzo uomo).
TERZO: Avete gi deciso?
HARKER: Caff per tutti?
SECONDO: Caff per tutti. (Il terzo uomo esce).
HARKER: (Al primo uomo). Buona?
PRIMO: Piscia.
HARKER: Come?
SECONDO: Presumo che debba andare in bagno. Se non le dispiace lo accompagerei
un attimo.
HARKER: Prego. (Il secondo e il primo uomo escono).
DRACULA: Allora, Lucy, cosa vuoi prendere?
LUCY: Il cameriere.
DRACULA: Accidenti, volevo prendere il cameriere anchio. Vabb, se lo vuoi tu,
vorr dire che io mi accontenter della cuoca. (Entra il cameriere).
TERZO: I signori hanno deciso?
DRACULA: S. Dov la cucina?
TERZO: Non abbiamo cucina. Non siamo un ristorante.
DRACULA: Ah, peccato. Allora non saprei.
TERZO: Vuole che torni dopo cos decidete con calma?
DRACULA: E una buona idea.
LUCY: No, rimanga. Io ho gi deciso.
DRACULA: Sei sempre la solita egoista, Lucy. Quando sei a posto tu sono a posto
tutti.
LUCY: Ma io ho sete.
DRACULA: Aspetterai ancora qualche minuto. La perdoni.
TERZO: Non c problema. (Si allontana).
DRACULA: Mi fai sempre fare delle figure barbine. (Rientrano il secondo e il primo
uomo). Che locale triste. Nemmeno la cuoca c. Sta a vedere che c
solo il cameriere. E se lo prendi tu io cosa mangio?
LUCY: Magari c un oste.
DRACULA: Vado a vedere. (Esce).
HARKER: Fatto tutto?
SECONDO: Fatto tutto. (Al primo uomo). Allora, cosa ti ho detto?
PRIMO: (Si tira fuori qualcosa dalla bocca). Un pezzo?
HARKER: Come?
SECONDO: In bagno ha trovato un ragno e per farsi personare per la mosca di prima
ha deciso di offrirle la parte pi gustosa.
PRIMO: Pi gustosa.
HARKER: Oh, ma non c problema, davvero.
SECONDO: Assolutamente no. Non mi faccia la scortesia di rifiutare. Il nostro
amico deve imparare leducazione e deve capire che importante saper
rinunciare a qualcosa a cui si tiene molto per condividerla con un amico.
HARKER: Ma davvero...
SECONDO: La prego, accetti. E importante per la sua terapia.
HARKER: Ma io... ho gi mangiato.
SECONDO: Non le far male.
HARKER: E che sono a dieta.
SECONDO: Lo faccia per carit. Per aiutare il nostro amico a guarire dalla sua
malattia.
HARKER: Ma ce laveva in bocca.
SECONDO: Appunto. Deve imparare a togliersi il pane di bocca per condividerlo
con i suoi fratelli affamati.
HARKER: Almeno fosse pane.
SECONDO: Il pane una metafora.
HARKER: S, ma il ragno vero. E poi io non sono n suo fratello, n affamato.
SECONDO: Jonathan. Io sto aiutando lei a cercare il conte. Lei aiuti me nella terapia.
HARKER: Ma cosa mi fa fare. (Afferra il pezzettino di ragno e se lo mette in bocca).
SECONDO: Che dice?
HARKER: Buono.
SECONDO: Bravo. E adesso, Renfield vieni con me che abbiamo ancora una
cosa da fare. Ti ricordi che ti ho detto che dopo che si andati in bagno
ci si devono lavare le mani?
HARKER: Ma come? Non se lera lavate?
SECONDO: Non poteva. Aveva in mano il ragno che doveva offrirle. (Il secondo e
il primo uomo escono. Entra il terzo uomo. Porta i caff al tavolo di
Jonathan).
TERZO: Ecco i caff. (Si sposta al tavolo di Dracula). La signora ha deciso cosa
prendere?
LUCY: Te.
TERZO: Va bene. Limone? Latte?
LUCY: No, cos come sei va bene.
TERZO: Ah. Nature.
LUCY: S, nature. (Entra Dracula).
DRACULA: Niente. Non c nessuno.
TERZO: Come?
DRACULA: Cosa vuole?
TERZO: No, cosa vuole lei.
DRACULA: Niente. Mia moglie le ha gi detto cosa vuole?
TERZO: Te.
DRACULA: Me?
TERZO: No, te.
DRACULA: Semmai te.
TERZO: S, infatti, cosa ho detto io?
DRACULA: Hai detto te.
TERZO: Appunto.
DRACULA: Te nel senso di te, non di me.
TERZO: Infatti, te nel senso di te.
DRACULA: E ci risiamo. No. Te nel senso di te.
LUCY: Caff va bene.
TERZO: Caff va bene. (Il terzo uomo esce. Rientrano il secondo e il primo uomo).
DRACULA: Allora?
LUCY: Vado.
DRACULA: A prendere il caff?
LUCY: No, il te. (Esce).
HARKER: Fatto tutto?
SECONDO: Niente. Non siamo riusciti a lavarci le mani. (Il primo uomo guarda
Jonathan).
HARKER: No!
SECONDO: Eh?
HERKER: Io non ho pi fame.
SECONDO: Lo faccia per lui. Guardi con che faccina la sta guardando. (Al terzo
uomo). Avanti, fagli vedere quale primizia sei riuscito a catturare. (Il
terzo uomo tira fuori un piccolo topolino). Sa che quasi quasi la invidio?
HARKER: No! (Jonathan scappa fuori tenendosi la bocca per non vomitare).
SECONDO: Sar andato a lavarsi le mani? (Il terzo uomo si volta, vede Dracula e gli
si avvicina porgendogli il topolino).
TERZO: Ne vuole un po?
DRACULA: (Afferra il topo e lo mangia in un boccone). Grazie.
TERZO: Il topo...
DRACULA: Delizioso. (Il terzo uomo torna al tavolo).
SECONDO: Bravo, Renfield. Stiamo facendo progressi a vista docchio. (Il secondo
uomo osserva attentamente Dracula, gli sembra di riconoscerlo. Rientra
Jonathan). Tutto bene?
HARKER: Bene.
SECONDO: Ho da darle una brutta notizia.
HARKER: Il suo paziente ha trovato qualcos altro?
SECONDO: No, ma il topo non c pi.
HARKER: Non si immagina quanto mi dispiaccia.
SECONDO: Gliene faccio cercare un altro?
HARKER: Non si disturbi.
SECONDO: Spero vorr perdonare il mio paziente.
HARKER: Lo perdono.
SECONDO: Grazie. (Al terzo uomo). Ringrazia il signore.
TERZO: Grazie.
SECONDO: Ecco, c unaltra cosa che le vorrei dire.
HARKER: Dopo. Adesso dobbiamo andare.
SECONDO: Ma prima di andare sarebbe importante che...
HARKER: Davvero, dottore, abbiamo gi perso anche troppo tempo.
SECONDO: E che dietro di noi...
HARKER: Mi ascolti, il tempo stringe e noi dobbiamo assolutamente trovare Dracula
e Lucy prima che sorga il sole. Londra molto grande e loro possono
essere dappertutto.
SECONDO: E proprio questo che...
HARKER: Io non credo che loro frequentino zone con molta folla, sarebbe
troppo alto il rischio di venire riconosciuti, quindi cinema, teatri, bar e
ristoranti sono da escludere.
SECONDO: Io non ne sarei cos sicuro.
HARKER: Senta, dottore, io lho conosciuto e so benissimo come si muove.
SECONDO: Se lo dice lei.
HARKER: Io inizierei la nostra ricerca dai parchi. L ha la possibilit di nascondersi
in maniera indisturbata.
SECONDO: Posso farle una domanda?
HARKER: Avanti.
SECONDO: Lei mi ha detto che Dracula tutto vestito di nero...
HARKER: S.
SECONDO: In testa ha una tuba?
HARKER: S.
SECONDO: E molto pallido, quasi cadaverico?
HARKER: S. E ha lunghi denti.
SECONDO: Lunghi denti.
HARKER: Altre domande?
SECONDO: No.
HARKER: Allora vado a pagare i caff. (Fa per uscire).
TERZO: Piscia.
SECONDO: Di nuovo? (A Jonathan). Mi scusi.
HARKER: S?
SECONDO: Mentre va a pagare i caff potrebbe mica accompagnare il signor
Renfield in bagno?
HARKER: Come accompagnarlo in bagno?
SECONDO: Ci deve di nuovo andare.
HARKER: Ma
SECONDO: Non si preoccupi, si tratta solo di accompagnarlo al bagno poi lui far
tutto da solo:
HARKER: Ah beh, se cos. Venga pure signor Renfield. (Il terzo uomo si alza).
SECONDO: Di solito.
HARKER: Come di solito?
SECONDO: Di solito. Nel caso contrario mentre l lo aiuti. (Escono Jonathan e il
terzo uomo. Il secondo uomo si avvicina a Dracula).
SECONDO: Buongiorno.
DRACULA: Buongiorno.
SECONDO: Bella giornata, vero?
DRACULA: Bellissima.
SECONDO: Viene proprio voglia di sorridere, non trova?
DRACULA: No.
SECONDO: Infatti. Posso raccontarle una barzelletta?
DRACULA: Non obbligato.
SECONDO: Ma no, mi fa piacere. Dunque, Un uomo seduto in un bar, davanti a
lui ha una birra. Entra un suo amico, vede la birra sul tavolo, la prende
e la beve. Luomo inizia a piangere. Lamico gli chiede Che cosa c?
Piangi per una birra? Guarda, la peggior giornata della mia vita.
Tutte le cose vanno in modo sbagliato. Stamattina, torno a casa dal
lavoro e trovo mia moglie a letto con un altro. Verso mezzogiorno mi chiamano quelli della ditta per comunicarmi che sono stato licenziato.
Nel frattempo mia moglie scappata con il suo amante e ha svuotato il
conto corrente. Sono rimasto praticamente senza soldi. Ho deciso di
suicidarmi perch la vita non ha pi senso. Ho preso una corda per
impiccarmi, ma la corda si spezzata. Ho tirato fuori la pistola ed ho
provato a spararmi, ma la pistola si inceppata. Sono usciro fuori e sono
andato a stendermi sui binari, ma hanno soppresso il treno. E cos con gli
ultimi soldi che mi sono rimasti in tasca, ho comprato del veleno che ho
versato nella birra, e tu me lhai bevuta. (Il secondo uomo ride, Dracula
rimane impassibile). Niente. Non ride?
DRACULA: Non fa ridere.
SECONDO: Ah, mi ero dimenticato di dirle che io sono un dentista e oggi facciamo
una visita assolutamente gratuita a tutti gli avventori di questo bar. Se
apre la bocca, provvedo subito.
DRACULA: Mi lasci in pace, per favore.
SECONDO: Va bene. (Entra Lucy, con la bocca sporca di sangue ed un topo in
mano).
LUCY: Amore, guarda cosa ti ho preso. Un pensierino. (Dracula sorride. Si vedono
i denti).
SECONDO: I canini. E lui. (Il secondo uomo torna a sedersi, Lucy si avvicina al
tavolo, Dracula mangia il topo ma ne avanza un pezzo).
DRACULA: Basta.
LUCY: Non lo finisci?
DRACULA: Non ne ho pi voglia.
LUCY: Buono?
DRACULA: Squisito. E tu?
LUCY: Meraviglioso. Uno zero positivo come pochi al mondo. (Rientra Jonathan).
SECONDO: Dov Renfield?
HARKER: Ancora in bagno.
SECONDO: Ho una notizia da darle...
DRACULA: Lucy, possiamo andarcene adesso? Comincia a farsi presto.
LUCY: Va bene. (Escono. Entra il primo uomo, vede il pezzo di topo abbandonato
e va a sedersi al tavolo dove era seduto Dracula).
HARKER: Che cosa?
SECONDO: Non si volti subito ma luomo seduto dietro di noi... E il nostro uomo.
HARKER: Sicuro?
SECONDO: Gli ho visto i denti.
HARKER: Allora al mio tre ci giriamo di scatto, lo buttiamo per terra e gli piantiamo
questo paletto di frassino nel cuore. Pronto?
SECONDO: Prontissimo.
HARKER: Uno...
SECONDO: Un attimo. Al tre ha detto?
HARKER: S.
SECONDO: E il tre quando lo dice?
HARKER: Dopo il due, quando vuole che lo dica?
SECONDO: Era solo per essere sicuro di non sbagliarmi.
HARKER: Uno...
SECONDO: Lha gi detto una volta uno.
HARKER: Lho ripetuto.
SECONDO: Perch?
HARKER: Perch ho ricominciato a contare da capo.
SECONDO: Ah, va bene.
HERKER: Uno...
SECONDO: Ha ricominciato da capo unaltra volta.
HARKER: Non mi interrompa, per favore.
SECONDO: Scusi.
HARKER: Due...
SECONDO: Perch non ha pi ricominciato da capo?
HARKER: Perch ho gi ricominciato tre volte.
SECONDO: Ricominci unaltra volta.
HARKER: Va bene. Uno... due... tre. (Si voltano di scatto, saltano addosso al terzo
uomo e gli piantano un paletto nel cuore). Dottore?
SECONDO: S?
HARKER: E proprio sicuro che sia Dracula?
SECONDO: In effetti non del tutto.
HARKER: Quindi direi che ci siamo sbagliati.
SECONDO: Beh... Daltra parte la scienza vuole le sue vittime. E poi in fondo il
signor Renfield era un caso... come dire... disperato.
HARKER: Gi. Che dice, andiamo?
SECONDO: S, si fatto tardi, forse meglio.
HARKER: E Dracula va trovato prima che sia giorno. (Si avviano).
SECONDO: Il paletto di frassino non lo riprende?
HARKER: Ne cercheremo un altro. Andiamo?
SECONDO: Io per magari nel frattempo farei sparire tutte le tracce. Che dice?
HARKER: Ottima idea. (Portano fuori Renfield, i tavoli e le sedie.) Bene. Andiamo.
Escono).
SCENA OTTAVA
Mina, Lucy, Dracula.
(Camera di Mina, entrano Lucy e Dracula).
LUCY: No e poi no. Io in quel tugurio non ci dormo.
DRACULA: Ma Lucy.
LUCY: Ti ho detto di no, non insistere. Io voglio dormire nel mio letto.
DRACULA: Ma qui pericoloso. Di giorno siamo del tutto indifesi.
LUCY: Sciocchezze. Sei tu che vedi tutto nero. E poi chi vuoi che ci venga a cercare?
DRACULA: Ma Lucy.
LUCY: Basta Camillo. La discussione finisce qui.
DRACULA: Per lo meno dormiamo nellarmadio.
LUCY: Nellarmadio?
DRACULA: E pi... intimo.
LUCY: E come dormiamo? Appesi ad una gruccia?
DRACULA: Pensa che romantico. Come i pipistrelli.
LUCY: Romantico un corno. Io mi metto nel letto. Tu dormi dove vuoi.
Nellarmadio, in un comodino, sul lampadario. Non me ne frega niente.
DRACULA: E va bene.
LUCY: Buonanotte.
DRACULA: Buongiorno. Lucy! Posso aiutarti a toglierti il vestito?
LUCY: Ho una leggera emicrania.
DRACULA: Leggera quanto?
LUCY: Leggera al punto giusto.
DRACULA: Al punto giusto?
LUCY: Giusto.
DRACULA: Ho capito. Vado un attimo in bagno. Ah, qual larmadio pi comodo?
LUCY: Quello della camera degli ospiti.
DRACULA: Grazie. Vengo dopo per il bacino della buonanotte.
LUCY: Se proprio devi. (Esce Dracula. Lucy sta per mettersi nel letto. Entra Mina).
MINA: Eccoti qua, finalmente. E questa lora di rientrare?
LUCY: Io...
MINA: Poche storie. Eravamo tutti in pensiero per te, soprattutto io. Ho anche
mandato Jonathan a cercarti in giro per Londra.
LUCY: Ma non c...
MINA: Abbi la gentilezza di stare zitta mentre ti parlo. Lucy, tu ti stai comportando
malissimo, a pochi giorni dal matrimonio non si fa cos.
LUCY: Lo so...
MINA: Non pensi al tuo povero marito? Non pensi alla tua salute? Stare fuori tutta la
notte non fa che ingigantire a dismisura le tue gi impressionanti occhiaie. Tu
continui a trascurarti mia cara. Te lho gi detto. Tutti i miei sforzi per
renderti un tantino presentabile stanno andando a rotoli. Se non vuoi farlo per
te fallo almeno per me. Vedi che fatica che faccio? Premia i miei sforzi.
LUCY: Ma non ti ho chiesto...
MINA: Certo, tu non mi hai chiesto niente, vero. Il mio interessamento per te del
tutto gratuito. Ma lo sai che sei proprio ingrata? Tu mi stai rendendo la vita
impossibile.
LUCY: Scusa...
MINA: E inutile che ti scusi.
LUCY: Posso andare a dormire?
MINA: Prima vatti a struccare. Non vedi che hai tutto il rossetto colato sul mento?
LUCY: Non ross... Ah, va bene, vado subito. (Lucy esce. Mina si siede sul letto).
MINA: Non so pi che fare per renderla presentabile. (Entra Dracula. Mina di
spalle).
DRACULA: Che fame mi venuta. Con tutto il sangue che si pappata Lucy questa
notte non credo si lamenter se gliene prendo un po. (Dracula afferra
Mina dalle spalle e la morde sul collo).
MINA: Jonathan?
DRACULA: Non muoverti e far di te la mia sposa.
MINA: Ma cosa fai? (Mina si volta).
DRACULA: Oh mio Dio, no! (Scappa).
MINA: Camillo! Mi vuoi sposare? (Lo rincorre).
TERZO TEMPO
SCENA PRIMA
Primo, secondo, terzo uomo, Dracula, Lucy.
PRIMO: (Attraversando il palco). Bistrita. Stazione di Bistrita. Bistrita. Stazione di
Bistrita. (Entrano il secondo e il terzo uomo. Il terzo uomo vestito da
donna).
TERZO: Non vedo il nostro treno.
SECONDO: E perch c molta nebbia, non si vede niente.
TERZO: A che ora dovrebbe partire?
SECONDO: Non ricordo. Chieder al capostazione. Ehi, buon uomo. (Entra il primo
uomo).
PRIMO: Dice a me?
SECONDO: Lei il capostazione?
PRIMO: S.
SECONDO: Mi sa dire a che ora parte il treno delle 23.36 per Bucarest?
PRIMO: Certo, facile: a che ora parte il treno delle 23.36 per Bucarest?
SECONDO: No, intendevo se mi sa dire lora.
PRIMO: Lora. Durer ancora molto questo gioco?
TERZO: A che ora parte il treno delle 23.36 per Bucarest?
PRIMO: Alle 22.18.
TERZO: Ci voleva tanto? (Il primo uomo esce).
PRIMO: No, che
TERZO: Che ora adesso?
SECONDO: Chiedo. (Entra il primo uomo).
PRIMO: Sono le 23.36 e tutto va bene. Sono le 23.36 e tutto va bene!
SECONDO: Mi scusi, mi sa dire che ora ?
PRIMO: Le 22.18.
SECONDO: Grazie. (Il primo uomo esce). Siamo in perfetto orario, tesoro.
TERZO: Non ci resta che trovare il nostro binario. Certo che con questa nebbia non
si vede proprio nulla.
SECONDO: Sbrighiamoci a cercarlo allora. Non vorrei perdere il treno o essere
costretto a prenderlo al volo. Provo ad andare a vedere da questa parte.
(Esce in quinta, si sente il rumore di un treno in transito e un urlo del
secondo uomo). Trovato!!!!!
TERZO: Bravo Amilcare. Aspettami che arrivo subito. (Rumore di un altro treno in
transito. Urlo del terzo uomo. Entrano Dracula e Lucy).
LUCY: Camillo, basta correre sono stanca.
DRACULA: Ma siamo quasi arrivati.
LUCY: Davvero andremo a vivere in un castello?
DRACULA: S. Te lho gi detto.
LUCY: Da soli io e te?
DRACULA: Quasi soli.
LUCY: Cosa intendi dire con quel quasi soli?
DRACULA: Che non saremo del tutto soli.
LUCY: E chi ci sar con noi?
DRACULA: Beh, la servit.
LUCY: La servit? Cuochi, camerieri, lacch, giardinieri
DRACULA: Uno.
LUCY. Uno?
DRACULA: Uno che fa tutto.
LUCY: Ah. E avr almeno delle dame da compagnia?
DRACULA: Quelle s. Tre.
LUCY: Tre? Fantastico.
DRACULA: Le mie tre mo ehm
LUCY: Mo?
DRACULA: Modiste. S, modiste.
LUCY: Non vedo lora di conoscerle.
DRACULA: Anche loro non vedranno lora di conoscerti.
LUCY: Ma se non sanno nemmeno della mia esistenza.
DRACULA: Beh, ma appena lo sapranno. Senti, non hai detto che eri stanca? E
allora risparmia il fiato e stai un attimo zitta. (Entra il primo uomo).
PRIMO: Padrone. Che piacere rivederla.
LUCY: E lui il nostro servitore?
DRACULA: S, si chiama Battista.
LUCY: Battista!
PRIMO: La signora sarebbe
LUCY: La tua nuova padrona, Battista.
DRACULA: Poi ti spiegher
LUCY: Battista, avanti, vai a prendere le mie valigie e fai attenzione a non far loro
battere dei colpi.
PRIMO: S, signora.
LUCY: Portale sulla carrozza dopo di che torni qui prendi me e porti anche me sulla
carrozza.
PRIMO: In braccio?
LUCY: Certo. Scansafatiche. Vorrai mica farmi camminare fino l.
DRACULA: Battista, fai come dice la signora, poi ti spiego.
PRIMO: Va bene, padrone.
LUCY: Hai gi preparato cena?
PRIMO: Io veramente
LUCY: Devo dedurre che non hai fatto niente tutto il giorno?
DRACULA: Vieni, Lucy, andiamo. (La spinge via).
LUCY: Camillo, tu non sai come trattare la servit. Non sai forti obbedire.
DRACULA: Va bene, ma adesso andiamo. (Escono su un lato. Il primo uomo esce
sullaltro lato. Entrano Mina con il secondo uomo vestito da donna).
MINA: Finalmente eccomi qua. Bistrita. E stato davvero un piacere fare il viaggio
insieme cos ci siamo fatte compagnia e non ci siamo annoiate.
SECONDO: Gi.
MINA: E comunque dia retta a me. Un po di ginnastica tutti i giorni e qualche bella
crema per la pelle riusciranno sicuramente a ringiovanirla e a toglierle
quellaria da vecchia decrepita.
SECONDO: Grazie.
MINA: E mi raccomando quando cammina. Mento in alto. Cos non le si vede la
gobba.
SECONDO: Io non pensavo di averla.
MINA: Ce lha, ce lha. Dia retta a me. Solo non riusciva a vederla perch ce lha
dietro.
SECONDO: Grazie ancora. Arrivederci.
MINA: Arrivederci. (Il secondo uomo esce). Adesso devo capire come fare per
arrivare al castello di Camillo. (Entra il primo uomo, carico di valigie, Mina
di spalle per cui lui convinto che sia Lucy).
PRIMO: Eccomi qua, signora. Il conte dove andato?
MINA: Il conte?
PRIMO: E gi andato alla carrozza?
MINA: Il conte Dracula? (Tuono).
PRIMO: S.
MINA: E quindi tu devi essere il suo servitore.
PRIMO: E lei chi ?
MINA: Sono la tua padrona.
PRIMO: Anche lei?
MINA: Avanti, scansafatiche, dimmi dov la carrozza di mio marito.
PRIMO: Suo marito?
MINA: Del conte.
PRIMO: Equi fuori, proprio davanti allingresso.
MINA: Bene. Su, forza, invece di stare l a fare niente vai al treno e prendi il mio
baule.
PRIMO: Il suo baule?
MINA: Avanti, non fare storie come al tuo solito.
PRIMO: Ma che cosa dice?
MINA: Sbrigati. E cammina diritto, che sembri uno sciancato. Dimostri almeno il
doppio dei tuoi anni e io un servitore che sembri un vecchio bacucco non lo
voglio. Non voglio fare figuracce. (Il primo uomo esce). Ti aspetto alla
carrozza. Sbrigati. (Mina esce. Entrano Jonathan e il secondo uomo).
SECONDO: E sicuro che sia questa la stazione giusta?
HARKER: Sicurissimo.
SECONDO: E come fa ad esserne cos sicuro?
HARKER: Ricordo che appena sceso dal treno si vedeva davanti un grosso muro
grigio. Lo stesso che abbiamo visto oggi.
SECONDO: Era la nebbia.
HARKER: Appunto. E questa la stessa nebbia che vidi quel giorno.
SECONDO: E come fa ad essere sicuro che sia la stessa nebbia?
HARKER: Ha lo stesso identico colore. Grigio.
SECONDO: Grigio?
HARKER: S, e poi ricordo che cerano i binari. E che su quei binari passavano i
treni. E anche prima ho visto passare un treno sui binari.
SECONDO: Allora proprio questa. Tutto coincide. (Entra il primo uomo).
PRIMO: Bistrita. Stazione di Bistrita. Bistrita. Stazione di Bistrita. (Esce).
HARKER: E questa la prova definitiva.
SECONDO: Di cosa?
HARKER: Che ci troviamo proprio a Bistrita. Il capostazione lha appena detto.
SECONDO: Ma non vuole dire niente. Tutti i capistazione possono dirlo stazione di
Bistrita. Questo non prova nulla.
HARKER: Si fidi di me, dottore.
SECONDO: Va bene. (Entra il primo uomo carico di bagagli).
HARKER: Senta, lei.
PRIMO: Eh no, basta. Se anche voi avete delle valigie da portare lo farete da soli.
Mica posso portare i bagagli di tutti i passeggeri del treno. E poi sulla
carrozza del conte Dracula (Tuono), pi di cos non ce ne stanno. (Esce).
HARKER: Ha sentito?
SECONDO: S, la manodopera oggi non fa altro che lamentarsi.
HARKER: Quello il servitore del conte Dracula. E sono sicuro che il conte
nascosto in una di quelle valigie.
SECONDO: Ne sicuro?
HARKER: Certamente. E lunico modo in cui possa viaggiare senza il rischio di
esporsi ai raggi del sole.
SECONDO: Ma non sono un po piccole quelle valigie?
HARKER: Si sar ripiegato su se stesso.
SECONDO: E quindi cosa dobbiamo fare?
HARKER: Inseguiamo quelluomo e gli prendiamo le valigie, dopo di che le
apriamo tutte, troviamo il conte e lo uccidiamo.
SECONDO: Sicuro?
HARKER: Andiamo, dottore, si fidi di me. (Escono. Si sente il rumore di una zuffa.
Rientrano in scena pesti).
SECONDO: Ragazzi, che botte.
HARKER: Chi lavrebbe mai detto che il servitore del conte campione nazionale
di pugilato?
SECONDO: E adesso cosa facciamo?
HARKER: Dobbiamo trovare una bistecca.
SECONDO: Le venuta fame?
HARKER: No, per locchio.
SECONDO: Allora io nel frattempo cercher un branzino.
HARKER: Per locchio?
SECONDO: No, mi venuta fame. (Escono).
SCENA SECONDA
Gli stessi.
(Il salone del castello di Dracula. Il tavolo, la caraffa del vino. Entrano Jonathan e
il secondo uomo).
HARKER: Questo il salone.
SECONDO: Bene. E adesso cosa facciamo?
HARKER: Aspettiamo.
SECONDO: Aspettiamo? Ci siamo fatti questa strada in fretta e furia solo per
aspettare?
HARKER: Ma certo. Limportante era arrivare prima del conte.
SECONDO: Va bene. Aspettiamo. E dopo che avremo aspettato?
HARKER: Non precipitiamo le cose. Una alla volta. Intanto aspettiamo. Poi quando
avremo finito di aspettare, qualcosa faremo.
SECONDO: I suoi piani sono sempre a prova di bomba.
HARKER: Mi faccia controllare se c del movimento. (Harker va a curiosare dalle
porte mentre il secondo uomo prende la caraffa).
SECONDO: Che caldo. Per fortuna c un po di vino. (Beve).
HARKER: No! Cosa fa? E pazzo?
SECONDO: Ho sete.
HARKER: Non deve bere.
SECONDO: E solo un goccio di vino. Non se ne accorger nessuno. Certo molto
pastoso per essere un vino. Direi quasi liquoroso.
HARKER: Quello non vino.
SECONDO: Ah no?
HARKER: E sangue.
SECONDO: Sangue? Ma non s mai visto tenere il sangue in una caraffa. Harker, lei
mi preoccupa. Sicuro di non volere una scossettina?
HARKER: La smetta. Sento dei passi. Qualcuno si sta avvicinando. Presto,
nascondiamoci.
SECONDO: Dove?
HARKER: Da questa parte. (Escono. Poco dopo entrano Dracula, Lucy e Mina).
MINA: Poche storie, si fa come dico io.
LUCY: Ma perch devi sempre decidere tu per tutti?
MINA: Perch indubbio che sono quella che ha pi buon senso ed anche la pi
intelligente.
LUCY: Camillo, possibile che tu non dici niente?
DRACULA: Vi ho detto che per me lo stesso, decidete voi.
LUCY: Ma non vedo perch lei, che arrivata dopo, debba dormire nella camera
vicina alla tua, mentre io debba andare a dormire nellaltra ala del castello.
MINA: Lucy, smettila di frignare. Non serve a niente se non ad aumentare la quantit
di rughe che da molto tempo ormai ornano la tua fronte. Per non parlare delle zampe di gallina.
LUCY: Io non ho le rughe.
MINA: Dovresti vederti.
LUCY: E come faccio a vedermi se in casa di Camillo non c uno specchio?
MINA: prova a passarci sopra il polpastrello di un dito. Se tu conoscessi il braille
probabilmente ci potresti leggere un romanzo.
LUCY: Smettila di offendermi.
DRACULA: Insomma, la volete smettere tutte e due?
MINA: Camillo, non ti permettere mai pi di alzare la voce nei miei confronti o in
quelli di quella poveretta di Lucy.
DRACULA: Io non alzo la voce per
MINA: Camillo.
DRACULA: Scusa, Mina, per se non vi dispiace adesso vorrei rimanere un attimo
da solo, ho qualche lavoretto da sbrigare.
MINA: Tu che lavori? Che novit. Non lavrei mai detto che con la tua modesta
intelligenza potessi svolgere qualche attivit lavorativa oltre a svolazzare
di qua e di l cammuffato da pipistrello.
DRACULA: La tua stima nei miei confronti mi commuove.
MINA: Lucy! Hai sentito? Camillo vuole restare un po da solo. Avanti, andiamo a
dormire, e mentre cammini muovi un po le braccia cos rinforzi quei muscoli
flaccidi che ti ritrovi.
LUCY: Ma Mina
MINA: Zitta e marcia. (Escono. Dracula si versa del vino).
DRACULA: Fammi bere un po. Non oso pensare a cosa succeder quando
scopriranno che ho altre tre mogli. Ma mi sta bene. Tutte le volte dico
che non devo pi mordere delle donne che poi sono costrette a
seguirmi, ma ci ricasco sempre. (Entra Jonathan con una parrucca
rossa). Oh mio Dio, eccone una qua.
HARKER: Bentornato, Camillo. (Dallaltro lato entra il secondo uomo con la
parrucca bionda).
DRACULA: Sono circondato.
SECONDO. Camillo. Sono ehm elettrizzato cio elettrizzata allidea che
tu sia finalmente tornato a casa.
DRACULA: Per favore, lasciatemi tranquillo. Sono stanco morto.
HARKER: Ma Camillo, almeno un saluto. (Gli passa dietro la schiena, tira fuori
il paletto di frassino).
DRACULA: Dov la terza?
HARKER: Adesso. (Il secondo uomo afferra Dracula, Harker sta per piantargli il
paletto ma entra Mina).
MINA: Insomma, che cosa succede? Camillo, possibile che non posso lasciarti solo
un attimo che ti trovo subito in compagnia di altre donne? Tra laltro anche
di discutibile avvenenza?
DRACULA: Ma io
HARKER: Mina?
MINA: Jonathan? Capisco che siamo in Transilvania e che tu voglia conoscere le
usanze locali ma mi sembra che esageri un po.
DRACULA: Adesso basta. Ne ho abbastanza di tutti. Guardatemi negli occhi. Ora
siete in mio potere. (Jonathan, il secondo uomo e Mina rimangono
ipnotizzati. Entra Lucy).
LUCY: Che cosa succede?
DRACULA: Anche tu sei in mio potere. (Anche Lucy viene ipnotizzata). Finalmente,
grazie allipnosi non vi sentir pi parlare. Ora venite tutti qua. Bene.
Ed ora vi ucciderete lun laltro. Senza piet. (Tutti cominciano a
muoversi lun laltro. Si sente in lontananza un gallo cantare). Anche
il gallo ci si mette. Lucy vallo a sgozzare.
LUCY: Subito mio signore.
DRACULA: E quando avrai finito buttati da una finestra nel fossato pieno dacqua
che c attorno al castello, cos la faremo finita anche con te.
LUCY: Vado, mio signore. (Si avvia).
DRACULA: Mi sembra di sognare.
LUCY: Mio signore, per fare pi in fretta ad obbedire ai suoi ordini uscir da questa
enorme finestra protetta da queste grandi tende nere. (Apre le tende di una
immaginaria finestra. Entra un raggio di luce che investe in pieno Dracula).
DRACULA: No! La luce del sole no! Muoio! (Tutti si bloccano, poi si risvegliano).
MINA: Jonathan.
HARKER: Amore.
LUCY: Chiedo scusa, signore.
MINA: Hai le occhiaie.
HARKER: Anchio ti amo.
LUCY: Devo richiudere la tenda?
DRACULA: Mrtccctuuuuua.
LUCY: Cosa ha detto? Non capisco.
DRACULA: Mrtccctuuuua. (Si accascia morto).
PRIMO: (Entrando). Mortacci tua, presumo. (Poi posizionandosi tra Mina e
Jonathan). E tutti vissero felici e contenti. O quasi.
SECONDO: Scossettina?
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