Dramm

Prologo secolo 1900

spot di 3/5 minuti di ambientazione temporale nel 900

solo musica e immagini

Personaggi della prima scena

_ Giornalista, inviato speciale di guerra dallAmerica, con in mano un blocco notes, una macchina fotografica e una penna appoggiata allorecchio.

-suonatore di organetto = Francesco

-uomo sulla bicicletta = Gerardo

-venditori di giornali = Laura e Antonio

-uomo che legge il giornale = Michele

-marito e moglie = Stefano e Felicia

-mamma e bambino = Carla e Antonio Farina

-due donne (che fanno la spesa) = Donatella e Rosa De Francesco

-ragazzi che entrano giocando = Giosu e Antonio Martino

-donna che vende fiori = Fiorina

(Bombardamento n .1)
Discorso del giornalista

Guernica, la pi antica citt delle province basche e centro delle loro tradizioni culturali, ieri pomeriggio stata completamente distrutta da un attacco aereo dei rivoltosi. Il bombardamento della citt indifesa, ben lontana dal fronte, durato esattamente tre quarti dora, durante i quali un fitto stormo di aerei di provenienza tedesca ha lanciato ininterrottamente sulla citt bombe fino ad un peso di 500 chilogrammi. Contemporaneamente aerei di caccia in volo radente hanno aperto il fuoco con le mitragliatrici sugli abitanti che cercavano rifugio nei campi. In breve tempo tutta Guernica era in fiamme

Questo quanto si legge nel numero del Times di Londra del giorno 27 aprile 1937, una cronaca fredda e distaccata di un evento che, invece, grazie allinterpretazione del pittore Pablo Picasso nella opera intitolata Guernica, assumer il carattere di evento del secolo.
Per capire meglio la sua posizione di fronte alle guerre, abbiamo immaginato di intervistare questo grande artista, che merit lappellativo di genio del secolo e che realizz lopera pittorica, utilizzata come sfondo del nostro viaggio.

Musica spagnola (Preludio) n.2

Dialogo (G = giornalista; I = intervistato, lautore Pablo Picasso)

G: Maestro, in che anno nato?

I: Nel 1881 ?

G: Dove nato?

I: A Malaga, in Spagna.

G.: Qual la sua attivit preferita?

I.: Larte, lunico scopo della mia vita!

G: Come diventato pittore?

I.:Io sono nato pittore, ce lho nel sangue, come mio padre. Ho cominciato a dipingere quando avevo dieci anni.

G.: In che anno ha realizzato il quadro intitolato Guernica?

I.: Tra maggio e giugno del 1937 su commissione del governo repubblicano della Spagna.

G.: A cosa doveva servire questo quadro?

I.: Il governo mi chiese di contribuire con un dipinto di grandi dimensioni alla decorazione del padiglione spagnolo allEsposizione Universale di Parigi di quellanno.

G.: A che scopo?

I.: Il Fronte popolare spagnolo voleva sensibilizzare lopinione pubblica sulla guerra civile che dilaniava la Spagna.

G: Quando ad aprile venne bombardata la citt di Guernica da una squadriglia aerea tedesca, lei come si sent?

I: Provai grande dolore e sgomento. Certamente non potevo rimanere indifferente a questo massacro, perci decisi di farne il tema del mio dipinto.

G: Ma ora questo nome passato alla storia!

I.. Certo perch quest opera non lho fatta io, ma lavete fatta voi! .

G.: Casa vuol dire?

I.: Io ero convinto che il bombardamento di Guernica sarebbe stato solo linizio di una tragedia pi grande, che avrebbe coinvolto tutto il mondo.

G.: Qual stato il suo intento nel realizzarlo?

I.: Ho voluto perpetuare nella memoria del mondo questo atroce avvenimento.

G.: Vorrei vederlo questo quadro. Come pu fare un quadro a descrivere una cosa cos atroce?

I.: Lo vedr costruirsi un pezzo alla volta e capir perch io non ho mai considerato la pittura unarte di puro piacere.

(Le onde n. 9) n. 3

( di nuovo il preludio) n. 4

G.: ma questo fino ad allora nellarte non era mai successo!

I.: Certo! Ho voluto con il disegno e il colore, che sono le mie armi, penetrare sempre pi nella coscienza degli uomini e del mondo.

G.: Secondo lei questo pu bastare a risvegliare le coscienze?

I.: Pur avendo lottato con la mia pittura da vero rivoluzionario, ho capito che neppure ci pu bastare!

Casa si pu fare allora?

I.: Tutti questi anni di continue guerre e oppressioni, mi hanno insegnato che devo combattere non soltanto con la mia arte, ma anche con tutto me stesso!!!

G.: Bene, maestro, abbiamo recepito il messaggio! Prenderemo esempio da lei e cercheremo di lottare con tutte le nostre forze contro ci che produce guerre.

Adesso, partiamo per questo viaggio nella storia nel tentativo di Capire la guerra per costruire la pace.

Introduzione

(Gershwin) n. 5

GIORNALISTA : Quanti cambiamenti sono intervenuti nella vita quotidiana dei nostri nonni ( Entrano Laura ed Antonio)e nelle loro abitudini per larrivo dellelettricit, dei primi elettrodomestici dellautomobile.

Antonio: La Fiat ha messo sul mercato una Cinquecento chiamata Topolino

Giornalista: Si d impulso ad attivit industriali e commerciali (FIORINA).

(MICHELE): L invenzione assicurata, i salari sono aumentati.

GIORNALISTA: La popolazione mondiale raddoppiata

Donatella: attraverso mari, oceani e binari

Rosa: si saluta la foca che sta al Polo

Donatella: lorso bruno in Canada

Rosa : Si conosce l Antartide ( I DUE CONIUGI ), continente inesplorato.

Stefano: Per le strade, oramai illuminate (SINCONTRANO)

GIORNALISTA : c la macchina a motore ,che cammina a venti allora.

C la Ford , c la Fiat, sono gruppi industriali che alimentano i rapporti commerciali.

GERARDO: Nasce il calcio, c il ciclismo e la Gazzetta dello Sport organizza il primo giro

ALESSANDRO: Il progresso ormai avanzato, la natura si allietata: prati verdi per saltare e uno spazio per giocare (Comincia la musica dellorganetto)

(CON LORGANETTO ENTRA FRANCESCO insieme ad Alessia, che si fa il suo giro per chiedere lelemosina).

Alessia: La musica qualcosa che d gioia ai nostri cuori. (Escono insieme continuando a suonare)

Andrea: Ma .....si sente dalla radio, si legge sui giornali che il mondo va un po male. Lodovico: Aristotele, Plinio, Cicerone dicevano che l uomo era un grande essere e sapeva cavar fuori qualcosa dalla materia

Andrea: ma per farlo non doveva distruggere la natura.

(Entrano MAMMA e BAMBINO)

Il progresso si accumulato ma non c spazio pi per pregare. Non c spazio pi da amare; l uomo deve conquistare territori coloniali:

se la pace non ci sta il pericolo imminente. Ci pu essere la guerra ...

Musica per far entrare Rosa (Le onde n.9) n.6

Poesia detta da Rosa

La guerra che verr

Non la prima.

Ci sono state altre guerre.

Alla fine dellultima

Cerano vincitori e vinti.

Fra i vinti la povera gente faceva la fame

Fra i vincitori faceva la fame la povera gente

Egualmente.


scena prima

Gershwin n. 5

Inizia con la colonna sonora del Motivo di inizio della durata di un minuto.

Quindi, entra da dietro il ragazzo con la corda, lo segue il ragazzo che gioca con lo strummolo; i due ragazzi si mettono a parlare e a giocare davanti al palco. I ragazzi si siedono sul bordo del palco.

Entrano i giornalai, vestiti poveramente, ma decentemente, Laura mette a posto i giornali e Antonio prende dei giornali e se li mette sul braccio sinistro appesi poi li offrir ai passanti quando cominceranno ad arrivare.

La fioraia entra da sinistra con una cesta di fiori appesa al collo e si va a sistemare sulla destra in fondo e comincia a mettere a posto i fiori nella cesta.

Entra da destra un signore, che si dirige dai giornalai, compra un giornale, si va a sedere sulla panchina e legge;

Due donne entrano da sinistra e vanno dalla fioraia a comprare dei fiori ed escono a sinistra. Entrano marito e moglie da destra

Le due donne rientrano da sinistra.

Si incontrano con le due donne, si salutano; le due donne si trattengono a chiacchierare con luomo seduto sulla panchina,in fondo a sinistra, una delle due donne estrae dalla borsa un lavoro a maglia e si mette a sferruzzare; mentre i coniugi di dirigono dal giornalaio per comprare il giornale.

Mentre i coniugi sono dal giornalaio, l uomo sulla bicicletta entra da destra fa un giro intorno alla quinte ed esce, contemporaneamente lo segue Alessandro, facendo rimbalzare un pallone a terra.

I coniugi vanno, quindi, dalla fioraia e, mentre il marito compra dei fiori, la moglie estrae dalla borsetta la cipria e si aggiusta il trucco.

Entra il ragazzo con l organetto, accompagnato da un bambina che chiede lelemosina e suona un motivo del 1915/20.

I due coniugi si fermano ad ascoltare la musica, come fanno pure le due donne di prima, il signore del giornale e la giornalaia. Mentre la musica va, tutti stanno fermi ai loro posti ed ascoltano in silenzio e fanno unofferta in moneta alla bambina che passa a chiedere lelemosina.

Finita la musica, Francesco e la bambina escono dal fondo e i coniugi pure da destra.

Subito entrano, facendo finta di leggere, due studenti, Lodovico e Andrea, con in mano dei libri, vanno lentamente a comprare il giornale e si trattengono a commentare le notizie, quindi verso la destra del palco.

RICOMINCIA LA MUSICA DELLINIZIO. Gerschwin n. 5

Entra la mamma, che ha una busta della spesa, con il bambino ( ANTONIO), che porta rotolando un rucolicchio e va a farsi vedere dai due ragazzi che giocano davanti al palco e ai quali ruba per gioco lo strummolo.

La mamma si rivolge alle due donne e commenta la vivacit dei ragazzi.

Quindi i ragazzi cominciano a rincorrere il bambino intorno alle quinte per acchiapparlo ( prima a destra poi a sinistra, girano attorno alle quinte di sinistra, alla loro uscita si aggiunge allinseguimento Cristian ed escono tutti dal fondo.

Anche la mamma con le altre due donne, dopo qualche secondo di indecisione, fanno finta di volerli acchiappare, quindi escono tutti, mentre la musica finisce.


(can-can) n. 7

Inizia la musica del can-can, si blocca ed entrano Marilde e Giusy

Seconda scena

Entrano due ragazze, Giusi e Marilde, che fanno le piroette e dicono:

Giusi: Alba del Novecento sei festosa!

Marilde: La tua musica vitale, elettrizzante!

(entrano i ballerini)

Giusj: il can-can rivoluzionario,entusiasmante!

Musica (ragazze ballano il can-can)

Scena terza

Personaggi della terza scena:

Marco

I soldati

Antonella

Lucrezia

Antonio

Stefano

Il ballo viene interrotto, quasi alla fine dalla voce di Gerardo, che scendendo lungo il corridoio con un megafono di cartone, grida forte.

Gerardo: Silenzio per favore, silenzio....., E scoppiata la guerra

Fermate la musica, abbandonate i balli!!

( Gerardo porta un pacco di giornali legati con una corda ed vestita da scugnizzo, con la coppola a tre quarti).

GERARDO,arrivato sul palco, annuncia lo scoppio della guerra.

Oggi 24 maggio 1915, LItalia entrata in guerra!

I giovani abili alle armi si preparino a partire

(Ingresso Mangiafuoco) n. 8

Mentre Gerardo cammina verso il palco, arriva un carretto, spinto da due burattini, carico di armi e di alcune divise militari, e seguito da Ivan, che rappresenta Mangiafuoco, con una folta barba, che manovra con i fili i due burattini ( Antonio e Stefano

(Dal fondo salgono nuvole di fumo che rappresentano i bombardamenti, contemporaneamente si odono rumori e suoni di guerra).

Anche il coro si prende posizione sulla sinistra del palco e vi rimane, facendo da eco a ci che accade.

Mangiafuoco pronuncia le seguenti parole:

I giovani sono chiamati alle armi

sono pronti cannoni e fucili

soldati, avvicinatevi al carro

Vengono chiamati i nomi dei soldati di Buonalbergo caduti in guerra, presi dal monumento ai caduti:

Antonaccio Donato

Belmonte Michele

Ianovale Donato

Martino Feliciano

Scrocco Giuseppe

Zerillo Donato

I ragazzi escono da postazioni sparse tra il pubblico presente e si dirigono uno ad uno sul palco, cominciando a vestirsi e ad armarsi, mentre in sottofondo si sente la musica suonata dalla trombe.

M.: abbracciate i fucili!

Indossate le divise!

Musica con le trombe (trombe) n. 9

Mangiafuoco: Sentite le trombe?

Sentite i boati?

Preparatevi ad assistere ad un grande macello.

CORO

Innumerevoli stragi accadranno

in questa parte del mondo.

Non vedrete pi colori vivaci

ma solo il verde scuro dei carri armati

il nero dei campi bruciati

il grigio delle case distrutte

il rosso del sangue dei feriti.

MANGIAFUOCO

Attenzione!Ecco che arriva colei che governa il mondo: la guerra!

Il coro in ununica voce chiede:

Chi la guerra?

Musica di entrata per la guerra (entrata guerra n.10)

Colei che rappresenta la guerra dice ( Antonella):

Sono io la guerra

ferisco e distruggo tutta la terra

uccido tutti

belli e brutti,

bianchi e neri,gialli e rossi.

Tutti hanno paura della mia potenza

e della mia forte arma: la violenza.

Ogni cosa faccio cadere

e da tutti mi faccio vedere. ( ENTRA LA PACE)

Ma c qualcosa che vuole fermarmi

ed il successo vuole rubarmi,

ho sentito parlare di pace........

lei che vuole rubarmi ogni mio seguace.

Insieme alla pace entrano anche i familiari dei soldati.

Pace

Sei tu guerra che distruggi ogni cosa

con la tua lingua di fuoco strappi ogni rosa.

Tu nasci da odio e rancore

che rendono duro ogni cuore.

Tu dividi la gente del mondo

portando solo lutto e pianto.

Musica di prima per far uscire la guerra (uscita guerra n. 11)

Marco: Soldati, giunta lora, preparatevi a partire!!

Scena quarta

Musica ( Addio mia bella addio) n. 12

I personaggi, che rappresentano i familiari dei soldati che partono per la guerra li salutano da lontano con le mani, i fazzoletti; i soldati rispondono alzando i cappelli e muovendo le mani. Entrano anche la mamma con il bambino.

Canzone per la partenza Cantano il coro e i soldati sul palco tre strofe della canzone. Saluti tra i soldati e i familiari con scambio di baci e abbracci, poi, i soldati scendono gi dal palco per la scaletta e si dirigono per uscire verso il centro della sala da cui sono venuti allinizio.

Rimangono solo la mamma con il bambino, che hanno un dialogo con la guerra.

Bambino

Mamma, cos la guerra?

Mamma

La guerra la strage pi spaventosa

che luomo abbia mai conosciuto, figlio mio!

Bambino: E lei la guerra?

Mamma: S, lei!

B.: Mamma, la voglio conoscere, ci voglio parlare!

Bambino: Dai, mamma, mi ci fai avvicinare?

Mamma: Va bene, ma stai attento!

B. : Quando sei nata?

Guerra: Sono nata insieme allumanit.

( ad ogni domanda il bambino fa un passo avanti)

Bambino: Perch sei nata?

G.: Sono nata perch gli uomini si odiano.

B.: Perch si odiano?

G.: Per il potere, per il denaro, per le terre, perch considerano gli altri inferiori e tanti motivi ancora!

B.: Ma non possono fare la pace?

G.: Gli uomini sono molto cattivi e spesso non vogliono trovare un accordo.

B.: E tu non sei troppo vecchia? Come fai ad esistere ancora? ( il bambino le gira intorno deridendola)

G.: Io non sono mai troppo vecchia ed esister finch gli uomini non impareranno ad amarsi.

La guerra ride a lungo. Il bambino va al centro

Bambino: Allora, Cosa comporter la guerra?

n. 1 del secondo CD

Musica con rumori di guerra di sottofondo ( Stravinsky n. 10 , continua per tutto il tempo che parla il coro)

Scena quinta

Video con

Visioni di guerra. Coro. Potere. Libert.

Coro: Enormi scintille coprono il cielo.

Sono le esplosioni che fanno la luce

Rumori, rumori, rumori.

Sono eruzioni, sono terremoti?

Sono le bombe che fanno i boati.

Per le strade non c pi nessuno.

Tutti oramai saranno al riparo,

quando carri armati, fucili, razzi illuminati

daranno inizio a temporali imbestialiti.

Futurismo (Stravinsky n.16) n. 2 del secondo CD

Entrano dei ragazzi vestiti con cartoni che rappresentano laereo, il treno, lautomobile, nave. Si animeranno e declameranno il Manifesto del Futurismo.

Le ragazze porteranno dei cubi, con cui dovranno giocare come a dadi, su cui sono segnate delle lettere dellalfabeto che serviranno a formare alcune delle parole della poesia.

-Antonio M.: Noi vogliamo cantare lamor del pericolo

-Angelo: Noi affermiamo la bellezza della velocit.

-Antonio: Noi vogliamo inneggiare all uomo che tiene il volante.

-Andrea: Non v pi bellezza, se non nella lotta. Noi vogliamo glorificare la guerra sola igiene del mondo-

-Antonio: militarismo

-Angelo: patriottismo

-Antonio: gesto distruttore

Maria Grazia: Canteremo le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi;

Rosa: i piroscafi avventurosi che fiutano lorizzonte

Marilde: le locomotive che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli dacciaio imbrigliati di tubi,

Donatella: il volo scivolante degli aeroplani, con lelica che garrisce al vento come una bandiera.

Antonio: E dall Italia

Antonio: che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria

Andrea: col quale fondiamo oggi il Futurismo.

Donatella: Bisogna distruggere la sintassi

Maria Grazia: si deve usare i verbo allinfinito

Rosa: si devono abolire laggettivo e lavverbio

Marilde: Ogni sostantivo deve avere il suo doppio

Angelo: Si deve abolire anche la punteggiatura

Giovanni: Noi inventeremo insieme limmaginazione senza fili.

Antonio: Noi entriamo nei domini sconfinati della libera intuizione.

Andrea: Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in libert!

Bombardamento di Adrianopoli

Ogni 5 secondi ( Marilde)

Cannoni ( Donatella)

Sventrare ( Rosa)

Spazio ( M. Grazia)

Nel centro di Tam-tuuumb Spiaccicati ( Antonio)

Balzare ( Angelo)

Scoppi ( Antonio)

Tagli (Andrea)

Pugni (Donatella)

Batterie ( Rosa)

Tiro rapido ( Marilde)

Violenza ( M. Grazia)

Folli agitatissimi acuti della battaglia (Andrea)

Tarattata delle mitragliatrici ( Antonio)

Scenari di fumo (Angelo)

Non sento pi i miei piedi gelati (Donatella )

Odore di salnitro ( Marilde)

Odore di marcio ( Rosa)

2000 granate (Antonio)

Strappate con schianti capigliature (Andrea)

Tenebre ( M. Grazia)

Zang-tumbZang-tuuum tuuumb ( Antonio, Andrea, Angelo, Antonio)

Orchestra dei rumori di guerra ( Rosa)

Gonfiarsi sotto una nota di silenzio ( Marilde)

Tenuta nell alto cielo (Donatella )

M. Grazia: Hanno voglia di mettere terrore e paura

Marilde: Di seminar e morte e distruggere tutti.

Donatella: Nel cielo nero non c pi un uccello.

Rosa: I monti tremano ed un gran flagello.

Andrea: E civilt?

Video Guerre Ballo Carmelina ( Motivo n.16) n. 3

La musica incorporata nel video

Immagine fissa video + brano Levi

(Einaudi i giorni n. 5) n. 4

LEVI (Mara Grazia) Legge con il testo sul leggio

Eravamo stati catturati, mia madre ed io, il 13 dicembre 1943.

quel giorno eravamo l, alla fermata del tram, che d sull incrocio tra Via Mazzini e Via Cavour.

Che follia.

Abbandonare la nostra soffitta per recarsi dalla zia.

Erano cinque mesi che non avevamo pi sue notizie.

Di certo fummo vittime di un delatore.

La delazione: un comportamento che ho avuto modo di conoscere a fondo nei mesi che seguirono.

Eravamo stati catturati il 13 dicembre 1943.

Come ebrei venimmo inviati a Fossoli, presso Modena, in un vasto campo di interamento.

Al momento del nostro arrivo io e mia madre fummo divisi.

Quando entrai nel campo gli ebrei italiani erano 150 circa, ma dopo poche settimane il loro numero avrebbe superato le 600 unit.

Cosa strana la domanda mi venne in mente per la prima volta solo quella notte.

Perch?

Canzone Auschwitz +animazione ( Auschwitz n. 18) n. 5

( Ouverture J.Ch. n.19) n. 6

Poesia di Marianna

A lungo discussero il pro e il conto,

e infine,

vennero

a una decisione, gli abitanti della citt

presero ad erigere dovunque strumenti di morte,

e si vide gente mite invocare sangue,

e nelle piazze si levavano supplizi

e alla loro paura diedero il nome di giustizia.

Entrata di Ges

Entra la folla divisa in due file separate da destra e da sinistra e si incrociano sul palco.

Esce Mario e parla.

Mario: Chi cercate?

Nicola: Il perseguitato!

Ges: Sono io!

Jusy: Jessica: S, proprio lui

Antonio. No, lui non centra niente!

Marilde: S, lui che predicava alla folla

Ges. Ve lho detto che sono io, perch non mi credete?

Erminia: S, lui!

Alessio .Prendetelo!

Liliana: Prendiamo i bastoni!

Felicia: A morte!

Danilo: Portiamolo da Pilato

Lucrezia: Ma, lasciamolo andare!

Fiorina: Anche questuomo stava con lui!

Stefano: Donna, io non lo conosco!

Adele: Bendiamolo e portiamolo da Pilato!

Mentre i centurioni lo bendano, la folla lo deride e si accalca dietro di lui, sputandogli addosso e lanciandogli delle pietre.

Giusy: Chi si crede di essere!

Erminia: Si crede il capo del mondo!

Armando: Con noi non ce lo vogliamo!

Alessio: Mandatelo via!

Nicola lancia una pietra dietro Ges, mentre lo portano da Pilato.

Antonio: Indovina chi ti ha colpito?

Arrivano da Pilato e i centurioni gli tolgono la benda.

Larresto di Ges

Pilato: Quale accusa portate contro questuomo?

Guisy: Abbiamo trovato questuomo mentre sobillava la nostra gente!

Nicola: Se costui non fosse un malfattore non te lavremmo consegnato.

Pilato: Prendetelo e giudicatelo voi secondo la vostra legge.

Angelo: A noi non permesso mettere a morte nessuno.

Pilato. Tu sei il capo dei ribelli?

Ges: Tu lo dici1

Pilato: Dunque tu dici il vero?

Ges: Mi trovo qui per testimoniare la verit!

Pilato. Io non ho trovato in lui nessuna colpa. Giudicatelo voi!

Folla: A morte costiu!

Vogliamo libero il bandito!

Pilato. Ma che male ha fatto costui? Lo far flagellare e poi lo liberer!

Folla: Crocifiggilo! Crocifiggilo!

Pilato. Perch?

Folla: A morte costui!( Pi volte ripetute le frasi di prima)

Balletto della flagellazione con musica di Jesus Christ superstar

( flagellazione n. 7 CD n. 2 guernica)

Animazione della crocefissione su musiche dello stesso disco. ( crocefissione n. 8)

(deposizione n. 9)

Alla fine i centurioni slegano Ges e lo depongono tra le braccia della madre

( Isabella).

Mentre Rosa dice la poesia i ragazzi celle due schiere rimangono immobili con il telo bianco alzato sulle loro teste.

(Einaudi i giorni n. 13) n. 10

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda;

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

- tho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. Tho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senzamore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

Quando il fratello disse allaltro fratello:

Andiamo ai campi. E quelleco fredda, tenace,

giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

Salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Video con immagine fissa

(let it be) n. 11

Giusy: Come sei lontano da noi

Dolce ragazzo che non possiedi nulla

Alessandro.: Che sogni un libro soltanto

Gianni : Leggendo nella tua stanza

Fai il giro del mondo

Circumnavighi la terra

Solcando il mare profondo.

Erminia: Dolce ragazzo della TV, mi fissi impaurito.

Stefano: Hai la mia et.

Lorena: Gli occhi nascondono un mondo perduto

I libri, i giochi, i compagni, la scuola

Laura: Sento il profumo della tua casa.

S.. Hai la mia et.

Felicia: Lanima chiusa senza orizzonti

Trema a rumori che non conosco.

Fiorina: Gridi e preghiere lungo le strade.

S.. Hai la mia et.

M. Grazia: ragazzo ebreo, africano, iracheno

Raccolgo i tuoi sogni gettati via.

Alessia: Sono gli stessi che ho dentro anchio.

S. : Hai la mia et.

Donatella: Ragazzo lontano sei come me.

La luna che io guardo, la vedi anche tu,

come le stelle che sono lass!

Giuseppina: Lalba schiarisce lo stesso cielo

che si fa rosso sempre di sera.

Rosa: Conosco il computer, vado per mare

Viaggio in aereo senza paura,

ma quando cerco del mondo il perch

io non mi sento diverso da te.

Katia: Ragazzo lontano, dammi la mano,

brindiamo insieme cantando al Tremila.

Fiorina : Io ti dir cosa c sulla luna

Erminia: Tu come fare a parlare con Dio.

Grenda: C la violenza? C lindifferenza?

Giusy: Lottiamo insieme e spazio allamore!!

Canzone Generale e animazione ( generale n. 12)

Entrano gli alunni delle prime

Musica n. 13

Ecco le nostre armi per affrontare il mondo

e vincere le prove del gioco della vita:

armi della pazienza

armi della costanza

armi della solidariet e della tolleranza.

Armi del coraggio, della cultura e del buon senso.

Ma larma pi terribile

che nascondiamo nel cuore

ve lo diciamo amici

larma dellamore!

Musica n. 14 ( entra Francesca con lombrello)

Musica n. 15 (quando escono i bambini da sotto lombrello)

Musica n. 16 ( i ragazzi si sistemano in semicerchio chi seduto, chi in piedi)

C un paese dove regna la pace.

Pace un paese dove le case parlano,

i giardini ridono,

quando i ragazzi giocano,

dove le piazze ballano,

dove le torri suonano,

dove i merli ascoltano,

quando i ragazzi cantano.

Dove le rane pensano

dove le piante crescono

dove le stelle pregano

dove le mamme vegliano.

E dove i lupi tacciono

quando i ragazzi seguono

dove le acque sgorgano

dove le strade aspettano

quando i ragazzi arrivano.

Musica n. 17 (Tutti cantano We are the world)

Musica n. 18 (Saluti).

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