Dramma in platea

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DRAMMA IN PLATEA

Una scena

di t. anstey guthrie

PERSONAGGI

LA GRASSA SIGNORA

PAPA’

GIMMY

UNO SPETTATORE

LA SIGNORA CON CAPPELLO

IL MARITO DELLA SIGNORA CON CAPPELLO

LA MASCHERA

LA FOLLA

Commedia formattata da

La scena rappresenta la platea di un teatro di Londra. Il velario sta per aprirsi su una ri­vista-féerie in cinque atti.

La grassa signora          - (al marito) Stai bene lì, papà?

Papà                              - Ob, Dio! più o meno... Non inquie­tarti...

Gimmy                          - (loro figlio, un ragazzetto colla testa a cocomero, e la voce in falsetto) Io però non posso veder niente di qui!

La grassa signora          - Ma, bimbo mio, non c'è ancora niente da vedere... (si apre il vela­rio) Ah, Gimmy, guarda che bello, i nani che ballano intorno al fuoco... E quella bella fata che si avvicina... Guarda!

Gimmy                          - Ma se non posso vede niente... Dove sono i nani? E la fata?

La grassa signora          - Mio Dio, come è noioso questo bambino! Chetati, Gimmy, non dimenarti così... Sta buono...

Gimmy                          - Ma non è colpa mia, mamma, se non posso veder niente... C'è quel cappello lì davanti a me!

La grassa signora          - (riconoscendo l'esattezza dell'osservazione) Papà, Gimmy dice che non vede niente per il cappello di quella si­gnora.

Papà                              - (filosoficamente) E cosa ci posso fare io? Io non c'entro col cappello della signora.

La grassa signora          - No, ma dovresti cambia­re il posto con quello di tuo figlio.

Papà                              - Siamo sempre alle solite con te: an­diamo, passami Gimmy.., (cambiano di po­sto) Vada come vuole, (si siede dietro al cap­pello che non è che un ammasso di piume, nastri e fiori). Per...! Ma che cappello!

La grassa signora          - - Ora capisco perché il po­vero Gimmy non vede niente. Potresti pre­gare la signora di levarselo quel cappello.

Papà                              - (toccando la spalla della signora dal cap­pello) Perdoni, signora, vorrebbe avere la compiacenza di togliersi il cappello?

La signora dal cappello          - (non si degna di ri­spondere).

Papà                              - (insistendo) Le dispiacerebbe tanto, si­gnora, togliersi il cappello? (identico risul­tato) Dica, dunque, signora, son già due volte che la prego cortesemente di togliersi il cappello... (c. s.).

La grassa signora          - E poi pretenderà di es­sere una signora elegante... Con questa ridi­colaggine piena di piume coinè un « higìaii-der »!... E non risponde più di una faraona impagliata!

Papà                              - (al marito della signora) Scusi, vuol pregare la sua signora di togliersi il cappello?

La signora dal cappello          - (al marito) Bada che me la paghi, se ti salta in mente di farlo!

La grassa signora          - Oh, oh! Ma guarda che gentaglia! E' una bella disgrazia che il ma­rito non possa insegnarle le buone maniere!

Papà                              - Lui?! Se ne guarderebbe bene! Con un ostrogoto di donna come la sua!

La signora dal cappello          - Sani, e tu mi lasci insultare in questo modo?

Il marito                        - (tremante) Signore... lei... lei... lei mi farebbe un favore non facendo più al­lusione al cappello di mia moglie... Non si sente nulla di quel che dicono gli artisti...

Papà                              - Ho pagato mezza corona per vedere la rivista e non il cappello di sua moglie... (alla propria sposa) E tu, zitta: ne ho abbastanza. Gimmy si metterà in piedi sulla poltrona: ecco tutto, (e così avviene).

Uno spettatore dietro a Gimmy - (toccando la spalla di papà col manico del parapioggia) Scusi, vuol pregare il suo bambino di stai-seduto? Non si vede niente!

Papà                              - Sarebbe mio piacere: se lei però po­tesse ottenere dalla signora seduta qui da­vanti di togliersi il cappello... Altrimenti non c'è nulla da fare... Resta lì, Gimmy, pie colo mio, e non muoverti.

Lo spettatore                 -  Ah, è così? E allora anch'io mi metto in piedi. Voglio vedere, io.

La folla                         - Seduto! Seduto! Seduto! Ma è matto! (lo spettatore si rimette a sedere in­furiato).

GlMMY                        - (con un grido) Papà! Quello lì die­tro mi ficca l'ombrello dietro!

Papà                              - Ma scusi, signore, cosa le salta in mente? Cosa le ha fatto il mio bambino?

Lo spettatore                 - E allora lo faccia star seduto!

Papà                              - Faccia sparire il cappello della signo­ra, prima.

La folla                         - Silenzio! Seduti! Se-du-ti! se-du-ti! Portate via il bambino! E si levi il cappello! Silenzioso, per! Fuori! E' una vergogna!

Il marito della signora dal cappello    - (come un soffio, nell'orecchio della moglie) Senti... levati il cappello, così la finiamo...

La signora dal cappello          - (colla voce strozzata dalla bile) Eh? Levarmi il cappello? Sei matto! Piuttosto me ne vado, piuttosto! Hai capito? (si chiama una maschera).

La maschera                  - Signore, per favore: è vietato stare in piedi sulle poltrone... Faccia sedere il bambino! (Gimmy si risiede. Piange silen­ziosamente. Tutto si calma. E, provvisoria­mente, la signora dal cappello è trionfante).

La grassa signora          - Non piangere, piccolo... Ti darò il mio posto... Si vede che la signora ha delle buone ragioni per non togliersi il cappello... Povera donna!

Papà                              - (comprendendo a volo) Eh, già, è vero. Non ci avevo pensato. Naturalmente! Se si levasse il cappello, se ne verrebbero anche i capelli!

La grassa signora          - Eh, l'hai detto... E allo­ra non bisogna prendersela a male...

La signora dal cappello          - (levandosi all'improv­viso il cappello e volgendosi verso il nemico) Ah! Siete soddisfatti ora?

Papà                              - Meglio tardi che mai, signora. E vi ringraziamo. Perché poi non riuscivamo a capire per qual ragione non ve l'avevate tolto subito:... state molto più bene senza cappello che con... Non è vero, mammina?

La grassa signora          - Hai perfettamente ragio­ne, papà.

La signora dal cappello          - (conquistata) Sam, domanda al signore seduto dietro a noi se al suo bambino piacciono le “nougatines”.....

FINE

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