DREAM GIRL
La sognatrice
Commedia a quadri in due parti
di ELMER RICE
Versione italiana di Mino Roli
PERSONAGGI
GEORGINA ALLERTON LUCY ALLERTON
UN ANNUNCIATORE RADIOFONICO
IL DOTT. J. GILMORE PERCIVAL GEORGE ALLERTON
MIRIAM ALLERTON LUCAS L'OSTETRICO
L'INFERMIERA JIM LUCAS - CLARA BAKELEY
UNA DONNA GRASSA - UN DOTTORE CLARK REDFIELD
UN POLIZIOTTO - IL GIUDICE
IL PROCURATORE DISTRETTUALE GEORGE HAND - BERT
UN MESSICANO - DUE ALTRI MESSICANI - UN CAMERIERE ARABELLA - LUIGI UNA MASCHERA - MISS DELEHANTY
ANTONIO SALERIO - UN DIRETTORE DI TEATRO
UN CAPO-CAMERIERE - UN CAMERIERE -
BILLINGS, giudice di pace - UN AUTISTA
PARTE PRIMA
(Mentre si alza il sipario sulla scena buia, una cam-pana in lontananza batte cupamente le otto. All'ottavo rintocco una sveglia comincia il suo incessante trillo e, mentre si fa luce, lentamente e debolmente, nel centro della scena appare un letto accanto al quale c' un tavolino da notte su cui sono la sveglia e una piccola radio. Nel letto, una ragazza, che lotta contro il brusco risveglio, si gira e s'avvolge nelle coperte, poi siede sull'orlo del letto. Georgina Allerton, giovane, sottile, bella. Scuote la testa e si stropiccia gli occhi chiusi con i pugni. La sveglia continua a suonare).
Georgina - (sbadigliando'gravemente)Ohhhhh! (Poi, stizzita, alla sveglia) Per amor del cielo, vuoi fare il favore di smetterla? (Ferma la sveglia; si sporge dal letto e apre le tende di un'immaginaria finestra. Il letto invaso dalla luce del sole mattutino. Georgina geme, scuote la testa e stira le braccia) Oh, Signore! Un altro giorno! Chi ha detto: -Dobbiamo avere un altro giorno? Doroty Parker, mi sembra. Vorrei proprio sapere se ha detto davvero tutte queste cose! (Con un sospiro) Bene, ora d'alzarsi, credo. (Si lascia cadere nuovamente sul letto e accomoda la testa sul cuscino).
La signora Allerton - (fuori scena) Georgina! ora d'alzarsi!
Georgina - (ad alta voce) Lo so. un paio d'ore che sono alzata! (Indignata) Santo Dio, si direbbe che per te dormire un delitto. (Melan-conicamente guardando verso la finestra) S, un altro giorno! E che giorno! Un sole splendido. Non una nuvola. Dev'essere meraviglioso poterselo godere! (Sospira, poi, decisamente) Su, Georgina, finiscila e salta fuori dal letto! (Apre la radio e si ode un'orchestra che suona dolcemente Paris in the Spring ) Vorrei proprio sapere per quanto tempo uno pu andare avanti in questo modo senza ridursi all'esaurimento nervoso. Per quello che mi riguarda dovrei esserci gi. Povera me, che pensieri! Vorrei poter ricordare l'orribile incubo che ho avuto l'altra notte. Ad ogni modo dicono che sia piuttosto difficile agire indipendentemente dai propri sogni. D'altra parte non conosco neanche troppo bene i simboli dei sogni. I pi comuni... come l'albero della cuccagna e i campanili... e non mi sembra di averli mai sognati. Oh, beh, al diavolo! (Getta via le coperte, allunga le gambe fuori del letto, calza le pantofole e indossa la vestaglia. La musica cessa e si ode la voce dell'annunciatore radiofonico).
La voce dell'Annunciatore - terminato il nostro programma di mezz'ora di musica riprodotta. Amici, non dimenticate l'appuntamento di questa sera, alle venti e trenta, con il vostro consigliere sui rapporti umani, il dottor J. Gilmore Percival, nella trasmissione offerta dalle pasticche Kellogg's Kidney. Se siete tormentati, preoccupati da qualche problema sentimentale, venite a confidare i vostri guai al dottor Percival, il cui saggio e gentile consiglio ha aiutato centinaia di persone a risolvere...
Georgina - (indignata, spegnendo la radio) Ridicolo! Come se quel piccolo ciarlatano potesse veramente risolvere i problemi sentimentali! I poveri illusi che vanno da lui ricevono una specie di aiuto per il solo fatto che hanno modo di confidare i propri guai a qualcuno! Dopo tutto, la psichiatria ... solo su una base scientifica, naturalmente. (Siede meditabonda sul letto, il mento tra le mani) Forse dovrei provare la psichiatria. Ma a che cosa mi servirebbe, se so benissimo quello che mi succede? Forse un buon psichiatra potrebbe aiutarmi a dimenticare Jim. Ma, io voglio dimenticare Jim? E supponiamo che non sia Jim il mio guaio! (Vivacemente) Assurdo! In primo luogo, viene a costare un patrimonio. E poi, ho forse bisogno di uno psichiatra? Sono una persona perfettamente sana e normale. Tutti i miei guai derivano dal fatto di essere innamorata dell'uomo sbagliato. Tutto qui. Comunque, come posso sapere se sono realmente una ragazza normale? Forse che qualcuno lo ? (Indispettita) Ma vergognoso che si segua un ciarlatano, come quel dottor Percival della Radio! Ma pensa un po': uno se ne sta diritto davanti il microfono e racconta le cose che... (Non appena si seduta, la radio,si accesa, e si ode la voce dell'annunciatore).
La voce dell'Annunciatore - E ricordatevi, amici, che i reni sono la chiave della salute. Ed eccovi ora il dottor Percival.
La voce di Percival - Buona sera, amici. Questa sera inizieremo con il problema della signorina G. A. Ora, signorina s'accomodi al microfono e mi dica ci che la preoccupa. (Georgina prende la lampada e vi parla nell'interno, come se fosse un microfono).
Georgina - (a bassa voce) Ecco, io...
La voce di Percival - Un poco pi forte, prego, che tutti possano udire. Non c' motivo d'essere nervosa.
Georgina - Non sono nervosa. che... che un po' difficile discutere i propri problemi con milioni di persone in ascolto.
La voce di Percival - Non posso aiutarla, a meno che...
Georgina - Lo so. Allora, vede, sono innamorata di un uomo che si chiama Jim...
La voce di Percival - Niente nomi, prego! In questo programma non si pu rivelare identit di nessuno.
Georgina - Oh, mi dispiace! Io...
La voce di Percival - Vada avanti. innamorata di un uomo che si chiama J. Ed egli non ricambia il suo sentimento, non cos?
Georgina - Oh, non questo il punto! che lui... lui...
La voce di Percival - Che cosa?
Georgina - mio cognato.
La voce di Percival - Un momento, prego! Ha detto di essere innamorata di suo cognato?
Georgina - S, s, lo sono. Lo sono da anni e anni.
La voce di Percival - Questo un caso straordinario! E, se ho capito bene, lui non innamorato di lei.
Georgina - Credevo che lo fosse. Ma poi, improvvisamente, ha sposato Miriam e...
La voce di Percival - Niente nomi, per favore!
Georgina - Scusi! Spos mia sorella, due anni fa, e questo per me fu la fine di tutto.
La voce di Percival - E sa del suo sentimento per lui?
Georgina - (indignata) Certamente no! Che ragazza crede che sia? Preferirei morire, prima di farglielo sapere. Nessuno sa e nessuno sospetta. (Piagnucolosa) Ma io non posso pi tenerlo nascosto. Per questo ho pensato di...
La voce di Percival - S. Lei nutre un sentimento... colpevole verso di lui, no?
Georgina - In un certo modo, credo di s. Sa, essere innamorata del proprio cognato... beh, sembra alquanto... alquanto incestuoso.
La voce di Percival - (rapidamente) Un momento, signorina A. Questo termine, alla Radio, non lecito.
Georgina - Sono molto spiacente. Io...
La voce di Percival - Allora, ragazza mia, se vuole un consiglio, deve dimenticare completamente suo cognato.
Georgina - S, facile a dirsi! Ho cercato, ho provato... Infatti c' un tale che mi ha invitata a colazione, un certo signor...
La voce di Percival - Stia attenta!
Georgina - Oh, s, sono stata attenta. Oh, lei vuole dire per il nome. un certo signor H.
La voce di Percival - E questo signor H. s'interessa di lei?
Georgina - Quando un uomo chiede spesso a una ragazza di uscire con lui... specialmente un uomo sposato...
La voce di Percival - Le sue complicazioni sentimentali sembrano derivare esclusivamente da uomini sposati!
Georgina - Lo so.
La voce di Percival - Signorina A., a parer mio la sua situazione molto seria. difficile per me...
La signora Allerton - (fuori scena) Georgina! Siamo da capo? Stai sognando ad occhi aperti? Sono quasi le nove!
Georgina - (trasalendo) Va bene, mamma, sono quasi pronta. (La luce si spegne e si riaccende a sinistra, sulla camera da bagno di Georgina, in cui ella entra, continuando a parlare) Forse tua madre ha ragione, Georgina. Forse tempo che tu la smetta di sognare ad occhi aperti... tempo che tu la smetta di andare in giro pensando a te stessa come a una creatura straordinaria con una vita psicologica complessa e affascinante. (Si tolta la vestaglia e ha indossato un accappatoio; ora si muove avanti e indietro per il bagno, invisibile ma udibile. Viene aperta una doccia) Accidenti! Fredda come ghiaccio! Oh, cos va meglio! (Canta Night and Day vigorosamente. Poi la doccia viene chiusa e Georgina riappare avvolta in un largo asciugamano e, volgendo le spalle al pubblico, prende ad asciugarsi decisamente) Eppure, onestamente parlando, devo ammettere che, paragonata alla media delle ragazze che incontri, tu sei veramente complessa. Intelligente, colta, buona conversatrice... (Indignata, si accorge che qualcuno la sta guardando) Per l'amor del cielo! Certa gente! (Chiude la persiana di una immaginaria finestra e la scena cade nell'oscurit. La sua voce viene dal buio) Non che mi debba vergognare del mio aspetto. Ho una figurina ben proporzionata e le mie gambe sono veramente belle. B, il naso un po' ridicolo, ma il viso ha indubbiamente un carattere... non come quelle gatte morte delle copertine delle riviste. (Con uno sbadiglio) Oh, non dormo mai abbastanza! (Ritorna la luce, poich Georgina ha rialzato l'immaginaria persiana. in sottoveste, calze e scarpe. Siede alla toilette, di fronte al pubblico e si spazzola i capelli) Se solo potessi fare a meno di star sveglia per delle ore, sognando tutte le cose eccitanti che potrebbero accadermi, e non . accadono mai! Forse questo potrebbe essere il giorno in cui comincer ad accadere qualcosa. Forse Wentworth e Jones accetteranno il mio romanzo. Lo hanno da pi di un mese, tutti gli altri editori me lo hanno restituito in meno di due settimane. Il ritardo lascia sperare bene. Specialmente ora, con la raccomandazione di Jim. Sarebbe meraviglioso. Pubblicando un romanzo sarei veramente qualcuno. Recensioni su tutti i giornali; diritti d'autore, donne, che si danno di gomito e mormorano: - Non voltarti subito, ma quella ragazza... s, quella con quell'elegante cappellino... Georgina Allerton, la scrittrice. (Andando al lavabo) Caspita, sarebbe emozionante! Sentire che ho fatto qualche cosa! Sentire che ho uno scopo nella vita. Sentire che... (Comincia a lavarsi i denti e, per il momento, diviene incomprensibile) Ubbie... ba... glug... abb... lup... mum... Solo che non compenserebbe la perdita di Jim. (Ritornando alla toilette) Cinquanta romanzi non compenserebbero la perdita di Jim. Se solo Miriam lo apprezzasse! Ma no, non lo capisce. Tutte le sue belle qualit d'intelligenza... sono assolutamente sciupate con lei. Oh, ironia della sorte! (Scoprendo i denti) Caspita! I miei denti hanno bisogno di una ripassatina. terribile la mancanza di volont di andare dal dentista. Forse anche questo un fatto psicopatico. Che cosa fare? Che cosa fare? Ho ventitr anni, no, diciamo la verit, ventiquattro, il mese prossimo! Praticamente, sono trenta! Trenta anni e non ho combinato nulla! E supponiamo che non mi accada nulla. un pensiero spaventoso! Continuare cos fino ai cinquanta, fino alla vecchiaia senza avere avuto un'esperienza... Bella prospettiva! (Cominciando a truccarsi) D'altra parte, suppongo che, arrivata ad un certo punto, non ci sia nulla di anormale nella verginit. Ma il problema : come si pu essere sicure di non aver oltrepassato quel punto? Santo Dio, un capello grigio? No, grazie al cielo. Che spavento! S, ci sono moltissime donne che arrivano vergini fino al giorno della morte e stanno benissimo. Sar possibile, immagino. Per quanto non sembri molto divertente. (Si alza e indossa il vestito) Questo mi fa ricordare George Hand. Forse non avrei dovuto accettare il suo invito per oggi. Ma cos insistente! Naturalmente, non pu avere nessuna intenzione. No, un uomo troppo preso dagli affari per occuparsi di una ragazza senza avere qualche cosa in mente. Ma questo dipende da me. Comunque, se sto per giocare con il fuoco, far del mio meglio. Andiamo.
La signora Allerton - (fuori scena) Georgina, sono stanca di tenerti il caff in caldo.
Georgina - Vengo, vengo! (Mentre attraversa rapidamente la scena, la luce si spegne sul bagno e si accende a destra, su un tavolo pronto per la colazione, intorno al quale sono seduti i suoi genitori. La signora Allerton,una bella donna solida e piacente, in vestaglia. Il signor Allerton, dalla simpatica faccia rotonda, legge il giornale. Georgina, vivacemente, sedendosi al tavolo) Buon giorno, mamma. Buon giorno, pap.
Allerton - (guardando al di sopra del giornale) Oh, buon giorno, Gergie.
La signora Allerton - Non mi dire che hai messo il vestito nuovo per andare a lavorare.
Georgina - Sono invitata a colazione.
La signora Allerton - (con vivo interesse) Oh!
Georgina - No, mamma, nessuna prospettiva matrimoniale. Andremo solo in uno di quei posti di lusso...
La signora Allerton - Non ho parlato... non ho detto... (reprimendo uno sternut) non ho detto una sola... solissima... parola. (Lo starnuto scoppia improvvisamente) Scusatemi.
Georgina - Salute, mamma! Ti sei preso un raffreddore?
La signora Allerton - Beh, ti sembra che sia un attacco d'appendicite?
Georgina - Ti avevo pur detto di non smettere ancora la pelliccia.
La signora Allerton - (acidamente) Non ha nulla a che vedere con la pelliccia... assolutamente nulla! (Un altro sternuto) Oh, dannazione! Detesto i raffreddori!
Georgina - Ti ci vorrebbe un'aspirina.
La signora Allerton - Con i raffreddori non c' niente da fare! E se vuoi proprio sapere come me lo sono preso, ti dir che stato perch dormivo con la finestra aperta. Tuo padre, dopo aver consultato il calendario, ha deciso che la primavera arrivata, perci ha aperto la finestra.
Allerton - (dolcemente) Ti ho detto di cambiare il tuo letto con il mio.
La signora Allerton - Ci significa che il raffreddore lo avresti preso tu e non solo avrei dovuto curarti ma l'avrei preso anch'io. Era molto pi semplice che lo prendessi direttamente dal mio letto.
Geokgina - (versandosi il caff) Ma perch non avete chiuso la finestra?
La signora Allerton - Discutemmo il pr e il contro per parecchio tempo, al secondo rifiuto di tuo padre, mi sono addormentata, con il risultato che... (Uno starnuto).
Allerton - Burro, Gergie?
Georgina - Pap, quando ti metterai in mente che non prendo mai burro?
La signora Allerton - Come puoi mandar gi quei crostini asciutti?
Georgina - Ci si abitua.
La signora Allerton - Non mi ci abituerei mai, io. Non hai mai pensato che se la natura avesse voluto mettere in mostra il nostro scheletro, lo avrebbe messo all'esterno... all'esterno del corpo? (Starnuto).
Allerton - Oh, c' una lettera per te, Gergie. (Gliela porge).
Georgina - Da Wentworth e Jones! (Strappa la busta impazientemente, poi manifesta una profonda delusione) Oh, dannazione! Mi hanno respinto il romanzo!
Allerton - Peccato! Ma non devi scoraggiarti.
Georgina - una parola! Ero sicura che l'avrebbero accettato. Specialmente dopo la raccomandazione di Jim.
La signora Allerton - Questa, caso mai, era un'eccellente ragione per respingerlo.
Georgina - Non capisco perch tu debba sempre beccare quel povero Jim.
La signora Allerton - Oh, sono stanca del povero Jim. Un ragazzo della sua et non dovrebbe starsene seduto a un tavolino a leggere manoscritti per trentacinque dollari la settimana.
Allerton - Oh, concedigli un po' di tempo. Non ha ancora trovato se stesso.
Georgina - Proprio cos!
La signora Allerton - Ma io sono stanca di finanziare la ricerca. Primo: mi sarebbe piaciuto che studiasse legge, secondo...
Georgina - Oh, non cominciare di nuovo, mamma. Solo perch troppo sensibile per adattarsi a...
Allerton - S, vero. La legge, come intesa oggi, professione per niente adatta a un idealista.
La signora Allerton - Tu dovresti saperlo! Qual il caso per cui vai Washington?
Allerton - Quello dei Figli di Salomone,
Georgina - Chi sono, pap?
Allerton - Una setta religiosa di Montana che stata citata in giudizio per aver predicato la poligamia. Siamo stati battuti su tutta la linea, ma ho molta fiducia nella vittoria in Corte Suprema.
La signora Allerton - Nel qual caso tu riceverai una rispettabile parcella, non vero?
Allerton - (alzandosi) Nessun compenso, vittoria o sconfitta. Mi sono interessato del caso per principio. Libert di parola, libert di religione.
Georgina - Ma tu, pap, credi nella poligamia?
Allerton - Personalmente, no.
La signora Allerton - Gli farebbe molto bene se ci credesse!
Allerton - Ma posso dire con Voltaire: disapprovo quello che dite, ma difender fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
Georgina - Voltaire ha detto questo?
La signora Allerton - George, non capita mai che venga nel tuo ufficio qualcuno che ha rubato una macchina fuori serie o svaligiato una banca e sia disposto a darti... a darti met... per farsi tirar fuori dai pasticci? (Uno starnuto).
Georgina - Oh, mamma! Non ci son gi abbastanza avvocati che corrono dietro alle ambulanze e fanno la coda ai commissariati senza che ci si metta anche pap?
Allerton - Grazie, Gergie. (La bacia) Arrivederci, cara. (Fa per baciare sua moglie) Arrivederci, Lucy.
La signora Allerton - (tirandosi indietro) Non mi baciare se non vuoi che l'intera Corte Suprema starnutisca con te.
Allerton - (premuroso) Mi dispiace, Lucy. Forse un'aspirina...
La signora Allerton - Se parlate ancora d'aspirina... io... io... io... (Uno starnuto) Qualche volta penso che si sia esagerato con la monogamia.
Allerton - Torner tardi, stasera. Non ti preoccupare per il romanzo, Gergie. Queste cose richiedono tempo.
Georgina - S, cos. (Allerton esce).
La signora Allerton - C'era proprio bisogno di incoraggiarlo?
Georgina - L'ammiro perch sostiene disinteressatamente i suoi princpi, invece di praticare la legge su sporche basi commerciali.
La signora Allerton - Oh, s, non c' pericolo che ci sia la minima traccia di commercialismo in questa famiglia, comprese le parentele acquisite con il matrimonio. Ed una fortunata coincidenza che io possa tirare avanti con la rendita dello sporco patrimonio commerciale del nonno.
Georgina - Ho tutte le intenzioni di contribuire con la mia quota, non appena... (La signora Allerton starnutisce).
La signora Allerton - Scusa. Quanto avete perduto il mese passato, in libreria?
Georgina - Solo centodiciotto dollari. Clara dice che da quando abbiamo aperto, questo stato il mese pi fortunato.
La signora Allerton - (alzandosi) Certo, siete sulla strada del successo. (Starnutisce) Bene, io me ne vado a soffrire in solitudine.
Georgina - Ciao, mamma, spero che... (La signora Allerton esce da destra. Georgina sospira, mentre da sinistra entra Miriam Lucas, una bella ragazza).
Miriam - Ciao, sorella!
Georgina - Salve, Miriam.
Miriam - Salve. Ehi, ma cosa vuol dire questo abito abbagliante?
Georgina - Son invitata a colazione al Canard Rouge , perci ho pensato...
Miriam - Oh! oh!
Georgina - No, ti sbagli. un tale che si occupa di libri. Da quando in qua ti alzi all'alba?
Miriam - Ho un appuntamento con un dottore. Dove sono mamma e pap?
Georgina - Pap andato a Washington e la mamma ha un terribile raffreddore.
Miriam - Benissimo. Non mi piace confidarmi al cospetto dell'intera famiglia. Detesto le reazioni collettive.
Georgina - Qualche guaio?
Miriam - Secondo i punti di vista. Sembra che il vecchio dottore abbia fatto un consulto con certi topi o conigli che si tiene in casa e insieme hanno deciso che tu stai per diventar zia.
Georgina - Ma, Miriam, meraviglioso! Quando?
Miriam - Fra non molto... cinque o sei mesi buoni, comunque. Tutti questi ingegneri con i loro progetti, fanno saltare delle ore ai voli trascontinentali, ma non risparmiano nemmeno un giorno a noi madri! Beh, sar bene che vada a dare la notizia alla mamma.
Georgina - Jim sar contento.
Miriam - Non lo sa ancora. Non c'era ragione che lo mettessi in eccitazione fino a che non ne ero proprio sicura. (Violentemente) E per essere precisi, non m'importa niente che sia felice o no!
Georgina - (imbarazzatissima) Beh, questo cambier tutta la vostra vita. Caspita, proprio t'invidio!
Miriam - Ed io invidio te. Eccomi qua: un brulicante ammasso di sintomi spiacevoli, ed eccoti l: tranquilla come un papa e tutta accesa del facile entusiasmo di una maternit delegata.
Georgina - Comunque sia, vorrei essere al tuo posto. Ecco tutto.
Miriam - anche troppo! Spero che tu abbia un bambino, una volta o l'altra.
Georgina - Magari una coppia di gemelli.
Miriam - Non dirlo! Non sai chi ti ascolta. (Esce a destra. Georgina si siede e segue Miriam con sguardo sognante. Poi, mentre la luce si affievolisce, un coro di voci femminili prende a cantare Sleep, Baby, Sleep . La scena rimane buia per qualche istante, la canzone si smorza e viene ripresa da un coro di pianti infantili. La luce ritorna lentamente nel centro della scena, illuminando un letto d'ospedale, completamente sommerso da fiori, sul quale siede Georgina appoggiata ai cuscini. Indossa una giacca da letto di seta e tiene due grosse bambole, tra le braccia; una avvolta in una coperta azzurra, l'altra in rosa. A un lato del letto c' l'ostetrico, che rassomiglia a Allerton; dal lato opposto, un'infermiera, che rassomiglia alla signora Allerton).
L'Ostetrico - Mia cara, tutto andato magnificamente.
Georgina - Grazie a lei, dottore. stato un padre per me.
L'Ostetrico - In tutti i miei anni d'esperienza, non ho mai visto un parto pi difficile e una paziente pi brava. S, lei una donnina coraggiosa.
Georgina - Fortunata, vuole dire. (Sorridente ai piccoli) Guardate i miei tesori!
L'Ostetrico - Non ne ho mai visti di pi belli.
L'Infermiera - invidiata da tutte le madri dell'ospedale.
Georgina - (radiosa) Che cos' un po' di sofferenza paragonata a questo? Inoltre, il dolore parte della vita, e per vivere pienamente, dobbiamo provare ogni forma d'esperienza umana.
L'Infermiera - Oh, come l'ha detto bene!
Georgina - E, dottore, non intendo assolutamente che siano allevati artificialmente. L'allattamento una tale gioia!
L'Ostetrico - (carezzandole la fronte) Brava ragazza! (Appena il dottore uscito, entra Jim Lucas. E un bel giovanotto, dal volto e i modi fin troppo sensitivi).
Jim - Georgina, cara!
Georgina - Oh, Jim!
L'Infermiera - Non troppo a lungo, signor Lucas. Non dobbiamo stancarla.
Jim - No, no. Comprendo. (Non appena l'infermiera uscita, corre da Georgina).
Georgina - Oh, Jim, non meraviglioso?
Jim - Stupendo! La nascita, l'esperienza pi universale e, insieme, il pi grande dei miracoli. Sei felice, cara?
Georgina - Guardami! Ho tanto aspettato che questo giorno arrivasse, e avevo paura che non venisse mai. Ora sono una donna nuova, Jim.
Jim - Ed io sono un uomo nuovo... con qualcuno che mi comprende, qualcuno che ha fiducia in me.
Georgina - E un nuovo mondo da costruire per noi... e per loro: Geraldo e Geraldina.
Miriam - (entra da destra, fumando una sigaretta) Dammeli immediatamente, Georgina! Ho la sciato la macchina ferma davanti una bocca d'incendio.
Georgina - (stringendosi ai bimbi) No, non li avrai! Sono miei!
Miriam - (avvicinandosi al letto) - Tuoi? Guarda, cara, che non stata mia l'idea di avere un figlio! Ma giacch ho prodotto una coppia di marmocchi, secondo le regole classiche, non mi sembra irragionevole pretendere che siano miei.
Jim - Solo nel pi brutale senso fisiologico, sono tuoi.
Miriam - Oh, scusate! C' qualche altro senso?
Georgina - Si capisce che c'.
Jim - Non sarebbe necessario dirti queste cose, Miriam, se tu avessi un'ombra di sensibilit per i pi profondi sentimenti umani. Non c' vero matrimonio tra me e te... non amore, non comprensione, non comunione spirituale. I figli del mio spirito saranno sempre di Georgina.
Miriam - Benissimo. gi deciso. (Chiamando) Infermiera!
L'Infermiera - Eccomi.
Miriam - (cercando di prendere un bimbo e indicando l'altro) Avanti, prendete quello. E fate presto, prima che mi diano la multa.
L'infermiera - (prende il limbo e segue Miriam che esce, starnutendo sulla faccia del piccolo).
Miriam - (uscendo) E badate agli starnuti!
Jim - (facendo un passo verso di lei) Miriam, io...
Georgina - (mentre la luce si spegne) Jim! Jim! Non mi lasciare! Non mi lasciare!
Jim - (tendendo le braccia verso l'invisibile Miriam) Mi dispiace, Georgina! So che non giusto! So che non dovrebbe essere cosi! Georgina! Georgina! Georgina! (Esce).
La signora Allerton - (dall'esterno) Georgina, Georgina! Sei ancora qui? (Ritorna la luce e Georgina seduta, come prima, accanto al tavolo).
Georgina - (trasalendo) Come? S, s, sono qui. (In fretta si asciuga gli occhi; entra la signora Allerton).
La signora Allerton - Farai tardi al negozio. Che cos'hai, che sei cos triste?
Georgina - Felice vorrai dire, per Miriam. E un poco preoccupata dalla prospettiva di essere una zia zitella. Non ti senti come...
La signora Allerton - Son troppo furiosa per sentire qualche cosa.
Georgina - Perch? Che cosa successo?
La signora Allerton - Non ti ha detto niente Miriam, di Jim?
Georgina - (ansiosamente) No, che cosa?
La signora Allerton - di nuovo senza lavoro.
Georgina - Ha lasciato Wentworth e Jones?
La signora Allerton - Beh, anche questo un modo di dire. In termini meno diplomatici, lo hanno licenziato.
Georgina - Ecco perch era tanto sconvolta. Povero Jim!
La signora Allerton - Che cosa vuoi dire, povero Jim? E allora la povera Miriam?
Georgina - Per lui peggio. perseguitato dalla cattiva sorte, ecco tutto.
La signora Allerton - Da come parli si direbbe che sei pazzamente innamorata di lui.
Georgina - (con rabbia) Non dire sciocchezze! Avere un po' di simpatia per un ragazzo che...
La signora Allerton - Va bene, puoi avere per lui tutta la simpatia che ti pare ma, secondo me, Miriam farebbe bene a dividersi al pi presto da quello stupido sognatore.
Georgina - Spero che tu non le abbia detto una cosa del genere.
La signora Allerton - Proprio in questo momento... proprio in questo momento... ho appena finito di dirglielo. (Starnuto).
Georgina - Come hai potuto, sapendo che sta per avere un bambino?
La signora Allerton - Appunto per questo. Sarebbe sciocca a contare su di lui, ora che sta per compiere l'atto probabilmente pi importante della sua vita.
Georgina - Ma proprio il momento in cui una donna ha pi bisogno del proprio marito!
La signora Allerton - Leggi troppi libri seri. Per quale ragione dovrebbe aver bisogno di lui?
Georgina - Non riesco a capire come tu possa essere tanto cinica quando si tratta della felicit di tua figlia.
La signora Allerton - Non sono affatto cinica. Se si libera di quel sovraccarico avr la possibilit di rifarsi una vita. Altrimenti seguir la sua sorte. Sembra che tutti lo licenzino. Perch non lo dovrebbe piantare?
Georgina - Spero e prego che Miriam non ti dia retta. Ed ora le telefoner per dirglielo.
La signora Allerton - No, non lo devi fare. Se Miriam avr bisogno dei tuoi consigli, verr a domandarteli. E se quell'Art disoccupato venisse a piangere da te, vorrei che gli dicessi da parte mia... che... che... che... (Starnutisce) Per amor del cielo, vuoi andartene al negozio prima che io usi un linguaggio indecente per una donna?
Georgina - Va bene! Arrivederci, allora! E, per amor di Dio, curati.
La signora Allerton - (mentre Georgina esce) Se... tu... tu... (La luce si spegne e si riaccende, a sinistra su un angolo di libreria. Il telefono suona. Al terzo trillo Clara Bakeley, una vivace ragazza della stessa et di Georgina, entra e risponde).
Clara - Libreria Marmaid. No, signora. Mi dispiace moltissimo. Questa non la Clinica della Cicogna. Deve aver sbagliato numero. (Entra una donna grassa e Clara si dirige verso di lei).
La Donna - Vorrei sapere se per caso hanno una copia di Always Opal .
Clara - No, mi dispiace, ma perii momento...
La Donna - Oh, peccato! il quinto negozio che provo.
Clara - Ne avevamo una dozzina di copie, ma sono terminate. Abbiamo una lista di cinquanta prenotazioni. Ma guardi qui forse c' qualcosa che la pu interessare: l'ultimo romanzo di Mary Myrtle Mivens Il mio cuore come una tromba . la storia dell'idillico amore di due cavalli. Molto tenera e poetica.
La Donna - No, non credo veramente che...
Clara - C' Il Dnieper segue il suo corso . E un nuovo romanzo russo sull'elettrificazione delle fattorie collettive. Molto vero e forte.
La Donna - No, vorrei proprio Always Opal . Vede, tutti i miei amici lo stanno leggendo e ho quasi vergogna a non conoscerlo! Capisco che molto... molto...
Clara - Beh, certamente non lascia troppo all'immaginazione, nel senso che...
La Donna - S, capisco. (Fa per andare) Oh, per caso, non ha un francobollo da tre cent?
Clara - S, credo di s. (Apre la cassa).
La Donna - (cercando nella sua borsetta) Oh, peccato, ho paura di non aver spiccioli. Cinque dollari. Potrebbe?...
Clara - Credo di s. Uno, e quattro fanno cinque.
La Donna - Oh, grazie.
Clara - Non c' di che. Ritorni.
La Donna - Certamente! (Esce dalla destra, mentre entra Georgina).
Georgina - Ciao, Clara. Scusa il ritardo. Hai fatto un affare mattutino?
Clara - Puoi scommetterci! Ho indirizzato due persone da Oppenheim Collins, una ragazza voleva consultare l'elenco telefonico, un'altra doveva andare al gabinetto e ho fatto un'operazione di cassa per un francobollo da tre centesimi.
Georgina - scoraggiante!
Clara - Oh, sapevo che c'era ancora un'altra cosa! Frank McClellan ha telefonato per annunciare che la sua asma peggiorata e il dottore gli ha ordinato d'andare immediatamente in Arizona.
Georgina - Oh, povero ragazzo! Ma che ne sar della sua libreria?
Clara - Pensa che noi potremmo rilevarla.
Georgina - (eccitata) Oh Clara, stupendo! Paragonato a questo buco...
Clara - Puoi risparmiarmi il paragone. Dice di rimetterci cinque o seicento dollari al mese.
Georgina - Quasi quanto noi.
Clara - S, cara.
Georgina - Allora diciamogli di s, prima che cambi idea.
Clara - Vuole diecimila dollari.
Georgina - Diecimila dollari! Santo Dio!
Clara - Credevi che ci volesse fare un regalo? Sai mica dove possiamo pescare diecimila dollari?
Georgina - Chi, io?
Clara - No, credo di no. Beh, tanto peggio. (Con fermezza) Gergie, non mi sembra che tu ed io si sia tagliate per gli affari. Credo che ci convenga chiudere questo buco e considerarlo una giornata finita.
Georgina - Come, abbandonare gli affari, quando vi abbiamo impiegato tanto denaro?
Clara - Con quello che vi abbiamo impiegato avremmo potuto comprarci due pellicce di zibellino.
Georgina - Ma le pellicce di zibellino non c'interessano!
Clara - Dici?
Georgina - Quello che voglio dire che non siamo tipi frivoli, capaci solo di vagabondare e di sprecare il loro tempo.
Clara - Ma che tipi siamo? A che cosa siamo adatte? Che cosa possiamo fare?
Georgina - Potremmo andare alla scuola delle segretarie.
Clara - Tornare a scuola a ventiquattro anni? Ascolta, cara, ho cominciato ad andare a scuola a tre anni, e da allora... fammi fare il conto... sedici, diciassette, diciotto, diciannove!... Dio mio, diciannove anni consecutivi! Diciannove anni, migliaia di dollari, e gli sforzi di centinaia di persone appositamente istruite sono stati impiegati per fare di noi gente che vuole fare tutto, ma non sa come.
Georgina - Ed io sono terribilmente scoraggiata per il mio romanzo. Wentworth e Jones me lo hanno restituito. Dopo che Jim Lucas l'aveva raccomandato! Sto cominciando a pensare che forse non sono una scrittrice.
Clara - Oh, non prendertela cos, ora! William De Morgan ha pubblicato il suo primo libro a' sessantasei anni.
Georgina - Ma avr avuto qualcos'altro da fare, nel frattempo. Ho ancora una speranza. Jim Lucas ha dato il manoscritto a Clark Redfeld. Sai... il critico letterario.
Clara - Oh, s.
Georgina - Se anche lui lo rifiuter, io... Oh, meglio non pensarci. Oh, a proposito di Jim Lucas, Miriam sta per avere un bambino.
Clara - Congratulazioni! Credo che questa sia una cosa che comunque sapremmo fare.
Georgina - Dicono che bisogna essere in due.
Clara - Questo l'inconveniente. Bisogna che qualcuno ci venga a scegliere. Ma non facciamo le disfattiste. Cerca di farti venire in mente qualche idea per trovare quei quattrini. L'eredit di tuo nonno? un investimento assolutamente sicuro...
Georgina - Neanche a parlarne! depositata in banca, fino alla morte di mia madre.
Clara - Penso che ci vogliano almeno altri venticinque anni.
Georgina - Eh, son cose da dire?!
Clara - Oh, non volevo dire in quel senso. Dicevo che... che... oh, lo sai... c' sempre qualche mano morta che ci tira indietro. Oh, bene, ora devo mettermi a fare i conti. (Fa per andarsene) Non prendere pi prenotazioni per Always Opal . Il nostro contratto scadr prima che si esauriscano tutte quelle che abbiamo. (Scompare dietro gli scaffali. Georgina sospira, accende una sigaretta, si alza e cammina per il negozio, meditabonda. Improvvisamente il telefono squilla).
Georgina - (senza avvicinarsi al telefono) Pronto! S, sono io. Come? Oh, no, impossibile! S, s! Vengo subito. (Mentre si sposta rapidamente al centro, si accende una luce che illumina un uomo in camice da chirurgo con uno stetoscopio al collo) Oh, dottore, dottore, non pu essere vero d mia madre!
Il Dottore - S, mia povera cara. Ho paura di s.
Georgina - Ma che cosa... il cuore?
Il Dottore - Il cuore... ed altro. Accade, qualche volta. Abbiamo cercato di salvarla, ma era un caso disperato.,
Georgina - Avete provato con il sodio pentathol?
Il Dottore - S, mia cara. Tutto quello che la scienza medica pu fare, stato fatto. Ma ci sono ancora molti problemi che non sappiamo risolvere. Ora ti lascio con tuo padre. Ha bisogno di te, mia cara. (Rientra nell'oscurit e Allerton viene avanti).
Georgina - (gettandoglisi tra le braccia) Pap!
Allerton - Sono solo ora, Gergie... mi rimani solo tu!
Georgina - C' anche Miriam, pap.
Allerton - (scuotendo la testa) Ha da badare a Jim. E sta per avere un bambino. Solo tu.
Georgina - Puoi contare su di me, pap. Non ti lascer mai. Sei tutto quello che ho al mondo.
Allerton - Sei ricca, ora, Gergie. Tutto quello che il tuo cuore vuole...
Georgina - Oh, non m'importa del denaro. Se lo adoperer, sar solo per far s che Clara ed io... (Clark Redfield, un ragazzo di ventotto anni, entra da sinistra. Vacilla sotto il peso di una pila di libri. Va al banco, li lascia cadere pesantemente, guarda verso il centro, tossisce per attirare l'attenzione. Non appena Georgina si volta e lo vede la luce si spegne rapidamente su Allerton).
Clark - Buon giorno, signorina Allerton.
Georgina - (avvicinandosi) Oh, buon giorno, signor Redfield.
Clark - Sembra preoccupata. Spero di non aver fatto deragliare qualche treno di pensieri cosmici.
Georgina - (un po' confusa) Certamente no. Stavo... (Guardando i libri) Dio, tutti libri recensiti? . Clark - Sicuro! Ho preso...
Georgina - (preoccupata) Le spiace attendere un minuto che telefono a mia madre? Questa mattina non si sentiva bene e...
Clark - Nulla di grave, spero.
Georgina - Credo che sia solo un raffreddore, ma lei sa come si complichino spesso queste affezioni respiratorie. (Forma il numero. Un telefono suona a destra e un riflettore illumina la signora Allerton. E seduta su una poltrona, vestita come dianzi, e sta leggendo un libro).
La signora Allerton - Pronto!
Georgina - Sono io, mamma. Come ti senti?
La signora Allerton - Che cosa dici, come mi sento? Mi sento... mi sento bene. (Starnutisce).
Georgina - Mi sembra di no, invece.
La signora Allerton - Ho un raffreddore di testa e ogni tanto devo pur starnutire. Perch mi hai telefonato?
Georgina - Per sentire come stai, naturalmente. Ero preoccupata per te.
La signora Allerton - Vuoi dire che mi hai telefonato per sapere dei miei starnuti? Devi aver molto poco a che pensare.
Georgina - B, potresti pure apprezzare...
La signora Allerton - Sto apprezzando la storia piccante di Opal con Monsignor de Montouget e tu mi hai interrotta proprio quando essi stavano per... per... (Starnutisce e attacca il ricevitore).
Georgina - (mentre si spegne la luce sulla signora Allerton) Beh, allora. Sono contenta per te... (Attacca il ricevitore).
Clark - Sta bene?
Georgina - Sembra di s. Solo starnut e un po' di debolezza.
Clark - La tipica madre americana. (Fregandosi le mani) Ebbene, pronta per gli affari, ora?
Georgina - Che cosa ha?
Clark - Un po' di tutto. Tre biografie insignificanti, un paio di poemi epici sulla terra, una relazione sulle risorse naturali della Bolivia ed un volume che si chiama Scherzo con un Piatto Riscaldato. Ed ecco il gioiello del mazzo: i due volumi della Vita di Napoleone del professor Oglethorpe, con le pagine ancora intonse.
Georgina - Non l'ha letto?
Clark - Ho proprio la faccia di uno che, dopo aver finito gli studi da sei anni, torna a impegolarsi in mille e cento pagine su Napoleone?
Georgina - Ma io ho letto la sua recensione sul Globe .
Clark - Non ho detto di non averlo recensito. Ho detto di non averlo letto.
Georgina - Ma come pu criticarlo senza averlo letto?
Clark - Facile. Anzitutto, cito liberamente dall'introduzione e dico il contrario dell'autore. Poi, sfoglio rapidamente le pagine e mi fermo su tre errori tipografici. Quindi elogio le illustrazioni, critico le note a pi-di-pagina e dichiaro che il libro aggiunge ben poco a quello che stato gi scritto. Risultato: un'erudita colonna e tutto in cinquantasette minuti esatti.
Georgina - E questa, per lei, sarebbe critica letteraria?
Clark - Ecco, vede: io sono un giornalista iscritto all'Associazione della Stampa, il cui contratto mi garantisce un minimo di paga per un massimo di lavoro settimanale. Non c' ragione per cui io mi debba rovinare la vista e guastare il cervello su un villano rifatto della Corsica.
Georgina - Ho sentito dire sovente che i giornalisti sono cinici, ma non avrei mai creduto che un uomo al quale stata affidata la critica letteraria, potesse avere tanto poco senso della responsabilit.
Clark - Mi fa sentire un enorme bruto.
Georgina - Non ci vedo nulla di comico. Penso che sia vergognoso.
Clark - Non sguaini la spada, signorina Allerton! Mi dia il prezzo della mia vergogna e mi lasci andare in pace. Beh, che cosa dice? Quanto mi offre?
Georgina - (esaminando i libri) La maggior parte non c'interessano. Vanno bene cinque dollari?
Clark - Come tutti gli idealisti, inflessibile negli affari. Ma non voglio portarmi dietro questi maledetti libri un minuto di pi: perci sono suoi.
Georgina - Ah, ma non voglio che lei pensi che io ci guadagni sopra. Facciamo sei dollari.
Clark - (fermandola con la mano) No! No! Anche un cinico giornalista ha il suo orgoglio! Dia!
Georgina - (porgendogli una banconota) Non c' bisogno d'essere sarcastici. Non abbiamo affatto bisogno dei suoi libri usati. Anzi, d'ora in avanti, far bene a rivolgersi altrove.
Clark - Sfortunatamente io sono una creatura che vive di abitudini, signorina Allerton. Solo che mi metta una rivista sotto il braccio e immediatamente si sviluppa un movimento e tutta una serie di riflessi muscolari che mi portano direttamente al suo negozio.
Georgina - Se la critica letteraria non l'interessa, perch la fa?
Clark - Vede, ho un appuntamento periodico con il mio stomaco. E ho scoperto che la critica letteraria richiede un lavoro di gambe inferiore a quello che occorre a spostarsi da un commissariato all'altro. E, per non tacerle nulla, attendo l'apertura della pagina sportiva per migliorare la mia posizione.
Georgina - (meravigliata) Vuole dire che preferisce scrivere sullo sport piuttosto che sulla letteratura?
Clark - Ho paura che lei non afferri le pratiche realt del giornalismo. Quello che lei, eufemicamente chiama critica letteraria rende soltanto un miserabile penny la riga mentre un giornalista sportivo guadagna agevolmente molto di pi.
Georgina - Ma io non volevo dire dal lato economico...
Clark - Perdoni l'indelicatezza. Cos lei pensa che scrivere di letteratura sia pi nobile che scrivere di sport?
Georgina - - Non credo che si possano fare paragoni.
Clark - Ha ragione; non si pu. Qualunque pivello, uscito fresco dall'universit, pu fare il critico letterario. Cosi come un qualunque attore principiante pu interpretare Polonio. Infatti, la tecnica la stessa. Ci si mette un paio di baffi finti e si sputano sentenze a voce alta e penetrante. Ma da questo, a interpretare Amleto o, nel caso nostro, analizzare la strategia di una complessa squadra di calcio e giudicare un incontro in dieci rounds... ci passa una bella differenza! Per fare questo, si deve conoscere a puntino la materia.
Georgina - Oh, s, lei molto bravo e paradossale!
Clark ------------------ - Grazie per il complimento, per quanto un po' acido. Ma, vede, arrivare alla pagina sportiva uno dei pi alti obbiettivi del giornalista. Per un buon scrittore sportivo, tutte le porte sono aperte: la letteratura, il cinema; la politica; tutto. Guardi Ring Lardner. Guardi Heywood Broun. Guardi John Pegler. Quando sogno ad occhi aperti, immagino di scrivere un romanzo sulla partita decisiva del Campionato Mondiale di baseball che molto pi interessante della Convenzione Democratica e che mi porta direttamente alla Casa Bianca. E nel mio pro-memoria lei destinata al Ministero del Lavoro. Arrivederci, signorina Allerton, ci rivedremo a Washington.
Georgina - (mentre Clark sta per uscire) Oh, un momento, prego. Jim Lucas non le ha dato...
Clark - Ho sentito bene? Ha nominato proprio Jim Lucas?
Georgina - Ha qualche botta ironica da dargli?
Clark - Nessuna botta ironica, mia cara fanciulla. L'ironia uno strumento assolutamente inadeguato per commentare quell'epico temperamento. Ma forse lei non sa l'ultima di Jim.
Georgina - Ho saputo che ha lasciato la societ Wentworth e Jones, se questo che vuol dire.
Clark - Ha lasciato, ha detto? Veramente, signorina Allerton, lei ha il dono delle dichiarazioni iperboliche. L'urto della violenta espulsione di Jim ha scosso la Casa Editrice fin dalle fondamenta. Vuol dire ad un reporter, signorina Allerton, che impressione si prova ad essere cognata dell'uomo che ha rimandato il manoscritto di Always Opal, senza averlo letto?
Georgina - vero? Jim, ha fatto questo?
Clark - Oh, non lo sapeva? Un intraprendente venditrice di libri come lei dovrebbe essere pi informata! Questo Lucas una celebrit, la pi grande testa dura da quando Fred Merkle si dimentic di fare goal.
Georgina - Bene, quel libro meritava di essere rimandato. Non altro che un mucchio di volgarit pornografiche, scritto atrocemente, e con pessimo gusto, se vuol sapere la mia opinione.
Clark - Aspetti un momento, Carrie Nation. Il verdetto della storia gi stato pronunciato. Non cerchi alibi per Jim o la gente creder che abbia per lui un interesse maggiore di quello lecito a una cognata.
Georgina - (scattando) Questa un'osservazione che non le avevo richiesto, ed molto impertinente.
Clark - O quello che di solito si dice: una mano lava l'altra?
Georgina - Che cosa vuole insinuare?
Clark - Ho avuto l'impressione che Jim pensasse troppo a quel suo romanzo che mi ha dato da leggere.
Georgina - (impaziente) Oh, allora gliel'ha dato?
Clark - S.
Georgina - E, suppongo che lei, seguendo il suo metodo, non l'abbia letto.
Clark - No, si sbaglia. L'ho letto. Tutto... b, quasi tutto.
Georgina - (dopo una pausa) Ebbene?
Clark - Vuole sapere la mia opinione, vero?
Georgina - Perch avrei detto a Jim di darglielo, se no?
Clark - Non ne ero sicuro. Beh, per mettere le cose il pi delicatamente possibile, penso che puzzi.
Georgina - (furiosa) Oh, lei... lei!...
Clark - S, penso proprio che sia cos. (Contemplativo) Gi, veramente un malloppo puzzolente. In primo luogo...
Georgina - (quasi piangendo) - - Non dica nulla! Non m'importa quello che dice!
Clark - Oh, allora non voleva veramente la mia opinione. Mi sembrava.
Georgina - Questa non un'opinione. una sporca, insultante...
Clark - Capisco! Lei voleva solo un'opinione favorevole!
Georgina - Nessuno vuole una critica puramente distruttiva. Io dico che se la critica non costruttiva...
Clark - Vuole dire che la critica dovrebbe creare ci che non riuscita a creare lei? Se questa fosse la funzione della critica, potremmo benissimo fare a meno degli scrittori. Ora, se permette che le dia un consiglio amichevole...
Georgina - Non voglio i suoi consigli. Non avrei mai permesso che Jim le desse in lettura il mio manoscritto se avessi saputo che lei solo un fanatico dello hockey.
Clark - C' una buona partita d'hockey al Garden, sabato sera. Vuole venirci?
Georgina - No! Ho da fare, se lei permette...
Clark - Lei non ha niente da fare. Lei sta tutto il giorno seduta in questo negozio per dare a se stessa l'impressione di fare qualcosa.
Georgina - Mi fa il piacere di andarsene?
Clark - Sensibile come un foruncolo, vero?
Georgina - Niente affatto. La trovo sgradevole. Penso che lei non sia solo indolente e disonesto, ma anche sadico e volgare.
Clark - B, son contento che non se la sia presa. Il suo romanzo, credo, la cosa pi spaventosa che ho letto dopo Guerra e Pace .
Georgina - Un'altra cosa: desidero che lei non si faccia pi vedere.
Clark - Me lo ricorder. Arrivederci, per ora. E grazie per i cinque dollari. (Esce a destra).
Georgina - (piangendo di rabbia) Scimmione! (Lo segue un momento con gli occhi, tremando di rabbia e di umiliazione. Indi comincia a camminare su e gi per il negozio, con furia incontenibile. A gran passi va verso il banco e getta violentemente a terra i libri di Clark. Poi tende i pugni chiusi in direzione di lui e, con improvvisa decisione, va verso il centro della scena, nell'oscurit. Un lampo e uno scoppio di tuono. Nel negozio la luce si spegne e si accende a destra, mentre si ode il lamentoso miagolio di un gatto. Clark, in maniche di camicia e sotto la luce di un paralume verde, siede davanti una macchina da scrivere su un sudicio tavolo, coperto di libri. Accanto a lui, sul pavimento, c' un gatto al quale Clark sta torcendo la coda. Il miagolio si ripete. Clark sorride diabolicamente, si versa un bicchiere di whisky, lo beve, e comincia a scrivere a macchina. Ancora un lampo e un tuono, seguito da un lieve colpo ad una porta).
Clark - Chi diavolo ? (Si sporge dal tavolo e di nuovo torce la coda del gatto. Un miagolio di dolore, mentre entra Georgina, con un mantello a cappuccio. Clark, ghignando) Oh, lei!
Georgina - S, sono io. Sono proprio io.
Clark - Stavo giocando con Kitty.
Georgina - (ferocemente) Ed io voglio giocare con lei! (Prende una rivoltella dall'interno del mantello e la punta contro di lui).
Clark - (nascondendosi terrorizzato) No! No! Questo no! (Georgina spara due colpi. Clark urla e cade a terra. Un poliziotto accorre dalla destra e afferra rudemente Georgina).
Il Poliziotto - Venite, voi!
Georgina - (con calma e dignit) Benissimo. Ma con le buone maniere. Sono stata io e sono pronta a subire le conseguenze. (Mentre il poliziotto la porta via, la luce si spegne. Un tumulto di voci e il suono di un campanello. La luce torna nel centro della scena. Un giudice, che somiglia ad Allerton, seduto allo scanno accanto al quale, sulla sedia dei testimoni, siede Georgina. Il procuratore distrettuale e Jim Lucas siedono al tavolo degli avvocati).
Il Giudice - (agitando furiosamente il campanello) Ordine! Ordine! Al primo incidente far sgombrare l'aula. (Non appena torna il silenzio) Pro segua, signor Procuratore Distrettuale.
Il Procuratore - (puntando un dito accusatore) Allora lei ammette di essere andata in casa di Clark Redfield con la deliberata intenzione d'ucciderlo?
Georgina - S, l'ammetto. Ma ho tutte le giustificazioni. Era un selvaggio brutale, un uomo senza...
Il Procuratore - Mi oppongo!
Il Giudice - (suonando il campanello) Opposizione accolta.
Jim - (alzandosi) Vostro Onore, protesto. Questa ragazza si sta battendo per la sua vita. Deve essere mandata alla sedia elettrica senza che abbia potuto dire una parola in propria difesa?
Il Giudice - Accolta la protesta. Proceda, signorina Allerton.
Georgina - Permetta che le ponga una domanda. Se fossi stata aggredita non avrei avuto il diritto di...?
Il Giudice - Un momento! Vuole dire che Clark Redfield avrebbe tentato di?...
Georgina - No. Ma pensando a quello che mi ha fatto, sarebbe stato facile che avesse preteso di... di... Beh, non facile, ma preferibile. Egli offese la mia dignit, mi umili, calpest il mio orgoglio. E se voi, uomini, pensate che l'offesa fatta al corpo di una donna sia il pi grande movente d'omicidio, pi grande dell'offesa al suo spirito, allora non conoscete nulla dell'animo femminile. Questo tutto! Questo il mio caso. (Si guarda attorno con fiera aria di sfida).
Il Procuratore - Vostro Onore, il popolo dello Stato di New York domanda la pena di morte.
Il Giudice - L'avvocato della Difesa parler alla giuria. La parola al signor Lucas.
Jim - (alzandosi e rivolgendosi verso un'invisibile giuria) Signori e signore della giuria. Vi parlo non come difensore di Georgina Allerton, ma come suo fratello. E non mi riferisco, con questo, all'incidentale parentela che ho acquisito sposando sua sorella, ma al profondo vincolo, spirituale e fraterno, che esiste da lungo tempo tra la patrocinata e me. Posso affermare, in tutta verit, che nessuno la comprende meglio di me; nessun altro al mondo ha sondato meglio le profondit di quell'anima tenera e sensibile. E, alla luce della mia conoscenza e comprensione, vi dico che quando ella spar contro Clark Redfield non commise un atto delittuoso, ma un semplice, umano gesto di auto-difesa. (Mormorio dell'invisibile giuria) S, signore e signori, auto-difesa! Perch, che cosa rappresentava per lei quel romanzo che Clark Redfield cerc di annientare con le crudeli frecciate della sua lingua e del suo spirito distruttore? Era il suo bambino, signore e signori, il figlio della sua anima, cos vero e cos amato come se fosse veramente la creatura del suo sangue e della sua carne. E mentre io cullava in seno, Clark Redfield attent a suo figlio, con le sue armi letali. E con il nobile, infallibile istinto della maternit offesa, ella lo uccise, uccise colui che1 avrebbe potuto essere l'assassino di suo figlio. Un'altra madre, un'altra donna, avrebbe fatto diversamente? Lascio la risposta a voi. (Siede tra le acclamazioni e gli applausi).
Il Giudice - (suonando per ristabilire l'ordine) Qual il vostro verdetto, signore e signori della giuria?
Coro dell'invisibile Giuria - Innocente! (Il Procuratore Distrettuale esce sbuffando).
Il Giudice - L'accusata in libert.
Georgina - (stringendogli la mano) Grazie, Vostro Onore.
Il Giudice - (scendendo dallo scanno) Prego. Ma vorrei darle un consiglio paterno,s signorina Allerton. Nel futuro cerchi di non scherzare con le armi da fuoco.
Georgina - (seriamente) Procurer, Vostro Onore. (Voltandosi a Jim, non appena il giudice uscito) Oh, Jim, caro! Sapevo che potevo fidarmi di te! (Va verso Jim, ma poich il telefono suona nella libreria, ella ignora le braccia tese di Jim e corre a rispondere. La luce si spegne sul tribunale e ritorna, a sinistra, sulla libreria) Libreria Marmaid. No, signora, mi dispiace; abbiamo esaurito Always Opal . Sar la benvenuta.
Clara - (che entrata) Che ti succede? Sembra che tu stia per ammazzare qualcuno.
Georgina - Oh, nulla. Sono stata sciocca a perdere il controllo di me stessa.
Clara - Chi stato?
Georgina - Non vai la pena di parlarne. stato qui Clark Redfield e ha cominciato a sputar sentenze su... Veramente, di tutti gli imbecilli acidi ed egoisti che ho incontrato...
Clara - L'ho visto una o due volte, ma ho capito di che genere . Gli piaciuto il tuo romanzo?
Georgina - Oh, veramente non lo so. Non ho avuto tempo di domandarglielo.
Clara - Mi dispiace. Scusa. (Esce. Mentre Georgina sta raccogliendo i libri caduti, Jim Lucas entra da destra).
Jim - Ciao, Georgina.
Georgina - Oh, buon giorno, Jim.
Jim - Hai da fare?
Georgina - Ho un appuntamento all'una e mezzo.
Jim - Hai tempo, allora!
Georgina - Devo passare prima da Colette, per ritirare il cappello nuovo. Ma non fa nulla. Siedi.
Jim - (lamentoso) Ho qualche cosa da dirti. Ma forse te n'ha gi parlato Miriam.
Georgina - Del tuo licenziamento?
Jim - Questo, s! Miriam non ha perso tempo ad andarlo a raccontare a tutti!
Georgina - Non stata Miriam a dirmelo. Clark Redfield stato qui ...
Jim - Il vecchio Clark? Sempre reporter. Ti avr detto perch mi hanno licenziato?
Georgina - Bene, aveva cominciato a dirmi di Always Opal...
Jim - Non cercare di risparmiarmi. Non me ne importa niente. Se potessi tornare indietro, lo rifiuterei un'altra volta. Quel libro materiale di scarto.
Georgina - Proprio come ho detto a Redfield.
Jim - Brava! Ma sono venuto per dirti che Miriam ed io divorzieremo.
Georgina - Non mi sembra giusto. E vedrai, che pensandoci sopra...
Jim - No, non pi, ormai. tutto sistemato e Miriam felicissima della decisione che abbiamo presa. Erano anni che non mi sentivo cos libero e cos pieno di fiducia. Beh, farai bene a correre al tuo appuntamento. Ho voluto darti la mia versione della situazione prima che tu la conoscessi dall'altra parte della famiglia.
Georgina - Sono contenta che tu l'abbia fatto.
Jim - (andando verso di lei) Ed io? meraviglioso poter parlare con qualcuno che capisce quello che tu fai. Una delle cose che desidero di pi, Georgina, che tu ed io si ritorni come al tempo delle nostre passeggiate. M' sembrato d'essere stato come in prigione in questi ultimi due anni e...
Georgina - (molto turbata) Io...
Jim - S, credo che fosse abbastanza naturale. Non posso pi continuare cos. Ora possiamo essere amici come prima.. (Prendendole la mano) Arrivederci, Georgina. Ci rivedremo presto.
Georgina - S, Jim. (Jim esce rapidamente. Georgina, che sta per piangere, lo guarda uscire).
Clara - (entrando) Non avevi detto che avevi un invito a colazione?
Georgina - (trasalendo) Come? (Guardando l'orologio) Oh, mio Dio, far di nuovo tardi.
Clara - un tipo interessante?
Georgina - (con studiata noncuranza) Solo George Hand.
Clara - Ancora George Hand?
Georgina - Che c' di male? un grossista di libri e noi teniamo una libreria...
Clara - Che ci sta a fare quel noi? . Io non sono invitata a colazione.
Georgina - Che cosa stai dicendo? Solo perch il signor Hand ed io abbiamo scoperto di avere qualche cosa in comune...
Clara - Lui, magari, spera, eventualmente, di includerci un letto.
Georgina - Clara, vuoi smetterla, per favore? Mi rendi cosi nervosa che non sapr pi che cosa dirgli.
Clara - Beh, se non ti viene in mente altro, puoi sempre dirgli di no.
Georgina - Forse farei bene a telefonare al Canard Rouge e dire che non posso andare. Sono terribilmente in disordine e non sono in vena di schermaglie.
Clara - Santo cielo! Una baruffa con Clark Redfield ti fa...
Georgina - Certamente no! Ho completamente dimenticato l'esistenza di Clark Redfield. Jim Lucas venuto a dirmi che sta per divorziare con Miriam. Non terribile?
Clara - La gente lo fa ogni giorno con la pi grande facilit. E, a mio parere, Miriam fa bene a liberarsi di Jim.
Georgina - Sembra che tutti la pensino cos, ma io non sono di quest'opinione. Oh, ma perch non dovrei andare con George Hand? Torner presto.
Clara - (mentre Georgina esce da destra) Non aver fretta! E non dire no, se non dopo i liquori. (Suona il telefono) Libreria Marmaid. No, signora, mi dispiace, abbiamo esaurito Always Opal . Lo stiamo aspettando... (La luce si spegne e ritorna a destra, su un imbottito separ semicircolare in un angolo del Canard Rouge , un ristorante chic del centro. Georgina e George E. and, seduti a un tavolo, stanno prendendo il caff. Hand un bell'uomo di quaranta anni. Georgina porta un allegro cappello piumato).
Hand - Un altro brandy?
Georgina - Nient'altro, grazie. Forse una sigaretta.
Hand - (dandogliene una e accendendola) Ma certo! Che cosa la fa tanto rispettosa del proibizionismo?
Georgina - Due cocktails e due brandies a colazione! Lo considera proibizionismo, questo?
Hand - Conosco una ragazza che prende tre negroni prima del pranzo.
Georgina - Conosce gente interessante! Lavora, questa ragazza?
Hand - Non di giorno, credo. una telefonista notturna. La libreria la tiene occupata?
Georgina - Ho paura di no. Infatti, abbiamo deciso di chiuderla.
Hand - una buona idea. Quale astrologo vi ha consigliato di aprire quell'orribile bottega?
Georgina - Suppongo che non abbiamo fatto un buon affare, vero?
Hand - Immagino che lei non sia tagliata per il commercio.
Georgina - Lo dice anche la mia socia. Ma per quale carriera sono tagliata?
Hand - Ha provato l'amore?
Georgina - Lei non vuole prendermi sul serio, vero?
Hand - Certo, se non posso averla in nessun altro modo.
Georgina - No!
Hand - Perch mai dovremmo prenderci sul serio? una sciocchezza esagerare le cose.
Georgina - Lei crede che io mi prenda troppo seriamente?
Hand - Diciamo abbastanza seriamente.
Georgina - Forse vero. E, male?
Hand - Terribile!
Georgina - Perch?
Hand - Pensi a tutta la felicit che perde.
Georgina - S, forse si. Ho desiderato spesso di poter essere... assolutamente imprudente e irresponsabile... come... come... oh, non so come chi.
Hand - Come Opal?
Georgina - Oh, s, ora che la nomina! questa la ragione per la quale vanno tutti matti per leggere quel libro cos sciocco?
Hand - Chi crede di essere? Quel libro un autentico dono per tutte le donne. Per due dollari e mezzo o tre centesimi al giorno, ogni serva della citt, pu identificarsi con la femmina pi smielata di tutta la letteratura.
Georgina - questo quello che le donne desiderano veramente?
Hand - Io posso giudicare solo dai dati delle vendite.
Georgina - Cos lei pensa che noi, nell'intimo, siamo tutte prostitute?
Hand - Io non porrei la questione in questo modo.
Georgina - Ammesso che lei abbia ragione, c' tuttavia un gran numero di donne che si occupano di...
Hand - Lo so. Questo ci che rende tanto difficile la vita di un uomo.
Georgina - Oh, povero signor Hand! Le rendiamo la vita difficile?
Hand - Molto. Ma non mi lamento. Non c' vittoria senza lavoro, diceva un mio professore. E, gi che ci siamo, mi chiamo George.
Georgina - S, George. '
Hand - Cos va meglio. George e Georgina. Sembriamo una coppia di ballerini. Lo considero un auspicio favorevole.
Georgina - il nome di mio padre.
Hand - Ora non mi dica che attratta da me perch le ricordo suo padre.
Georgina - Lei non mi ricorda affatto mio padre. E chi le ha detto che mi piace?
Hand - Sa, che sto cominciando veramente a pensare troppo a lei? (Scuotendo la testa) Non posso credere di essermi sbagliato.
Georgina - Vuole dire che c' qualche cosa che lei non sa calcolare?
Hand - Uh... uh... Una cosa sola. Lei.
Georgina - Oh, cos io sarei un enigma! Divertente!
Hand - Non scherzi. Come fa una ragazza come lei ad essere cos libera?
Georgina - Forse per le mie virt... no, questa non la parola adatta! Forse il mio fascino non cos visibile agli altri come lo per lei.
Hand - Non credo! O forse lei una di quelle ragazze che pensano solamente al matrimonio.
Georgina - Non m'interessa affatto il matrimonio.
Hand - No? Perch?
Georgina - Perch da quello che ho visto le probabilit sono tutte contro di noi.
Hand - Ha ragione! Beh, questo rende le cose pi facili.
Georgina - Per chi?
Hand ------------------ - Per lei, naturalmente. Non urta il suo stile, non limita il campo delle sue esperienze. a
Georgina - vero. Lei ha la virt meravigliosa di rendere tutto facile.
Hand - Non faccia la modesta, Georgina. Non vorr farmi credere che una ragazza raffinata come lei non ha mai avuto delle esperienze.
Georgina - Gi, difficile credere che una ragazza raffinata come me sia arrivata ai ventidue anni senza aver avuto la minima esperienza.
Hand - Perch mai? La sua avversione al matrimonio s estende anche agli uomini sposati?
Georgina - Qualche volta mi piacerebbe sapere che cosa si prova ad essere moglie. Questo non troppo raffinato, vero?
Hand - Affatto. Fa onore alla sua educazione. Mollie non cosi. Andiamo d'accordo solo quando ella ha bevuto troppo per ragionare. Altrimenti io non interferisco con lei, e lei non interferisce con me.
Georgina - cos che intendo il matrimonio.
Hand - Sono d'accordo con lei. Ma, ammetter, io non sono uno di quei giovanetti che vengono a piangere simpatia perch non sono compresi.
Georgina - No, vero. Sapevo che lei era diverso.
Hand - Non mi aduli, la prego. Mi dica, mai stata nel Messico?
Georgina - Grazie per aver cambiato argomento. No, mai stata. Ma ho sempre desiderato andarci.
HaNd - Stupendo! Ma non ho cambiato argomento. Devo andarci il prossimo mese e stavo pensando quanto sarebbe stato bello poterci ritrovare l!
Georgina - Oh, davvero?
Hand - un gran paese! Io ci sono gi stato e lo conosco. Assisteremo ai combattimenti dei galli e alle corride.
Georgina - Direi di no!
Hand - Bene, non vedremo le corride. Comunque, andremo a qualche fiesta paesana, guarderemo gli affreschi di Rivera, e, con le barche infiorate, ci porteremo fino a Xochimilco. E non parliamo del mangiare! Ha mai mangiato la talpa?
Georgina - No, credo di no.
Hand - tacchino con salsa al cioccolato e quindici tipi differenti di pepe. Sembra disgustoso, no?
Georgina - Lo certamente.
Hand - Le dico che inarrivabile! Specialmente se innaffiato con una bottiglia di tequila. Ha mai sentito parlare di Taxco?
Georgina - S, certo.
Hand - Bene, un mio amico possiede una casa a Taxco che usa molto raramente. su una collina e guarda gi, verso la piccola piazza del villaggio. Pranzeremo nel patio e i popolani verranno a cantarci le loro serenate. Io la vedo benissimo drappeggiata in un rebozo e...
Georgina - un mediatore, lei? (Prima che Hand possa rispondere un uomo entra da sinistra e attraversa la scena).
L'Uomo - (passando vicino al tavolo) Ciao, George, che stai facendo? (Barcollando esce).
Hand - Ciao, Berto! (Rapidamente a Georgina) Siamo proprio fortunati! Sa chi ? Berto Glover, il padrone della casa di Taxco. (Alzandosi) Mi scusi! Torno subito!
Georgina - No, aspetti, la prego!
Hand - Un minuto! (Esce rapidamente da destra. Georgina guarda verso di lui per un attimo, piuttosto agitata, poi si siede, sognante, perduta nel suo fantasticare. La luce si spegne lentamente e frattanto si ode una canzone. La luce ritorna su un angolo di un esotico patio, illuminato dal chiaro di luna. Un trio di suonatori messicani sta suonando la chitarra e canta una canzone sentimentale spagnola. Il capo del trio, un bell'uomo forte, ha il volto di Clark Redfield. Dopo un momento Georgina e Hand vengono da destra, Georgina con la mantiglia e il ventaglio. Hand la stringe a s. Si fermano ad ascoltare la musica. La canzone finisce. I cantanti si toccano il cuore con i loro sombrero e s'inchinano).
Georgina - (battendo le mani) Oh, bello, bello! Buena, buena! Muchas gradasi
Hand - Era bellissima! (Frugandosi nelle tasche) Questo per voi, ragazzi. (Il capo viene avanti, tendendo il sombrero. Hand vi getta una manciata di monete).
Il Cantante - Gracias senor! Muchas gracias! Buenas noches, senor! Buenas noches, senorita! (Si china sulla mano di Georgina e la bacia).
Georgina - Buenas noches! Hasta la vista, caballero!
Il Cantante - Hasta la vista, senorita! Viva los Americanos! (Inchinandosi, sorridendo escono).
Georgina - Viva il Me... hi... co! veramente un paradiso qui! Quella luna meravigliosa, questa aria fresca, il profumo dei fiori e quella bella canzone...
Hand - E il bel cantante? Ringrazia che io sono uno di manica larga. Quell'uomo sembra innamorato di te.
Georgina - strano. C' qualche cosa di familiare in lui. Non mi riesce di ricordare a chi somiglia! (Si fa vento).
Hand - Beh, non preoccupartene. Credo che dovresti concentrarti su me. Ma, a proposito, da dove hai preso tutto quello spagnolo? Parli come una del luogo.
Georgina - Non essere sciocco. Sono stata sempre brava nelle lingue straniere e il senor Gonzales, della Berlitz, diceva sempre che ho un buon accento.
Hand - La prossima volta che lo vedi puoi dirgli che a mio parere tu sei la pi bella ragazza dei dintorni.
Georgina - Sono contenta che lo pensi. Oh, che cibi squisiti! Chi avrebbe potuto credere che il tacchino al cioccolato fosse cos buono.
Hand - Non avevo ragione?
Georgina - Certamente. Hai ragione in molte cose. Solo... solo non posso pensare che domani sia tutto finito.
Hand - Georgina, vorrei dirti una cosa. Sapevo benissimo che noi saremmo andati d'accordo, ma sei venuta solo perch hai pensato che io ti potessi aiutare a dimenticare qualcuno che ti ha reso infelice. Non cos?
Georgina - S, la verit. Cercavo di fuggire, cercavo disperatamente di togliermi da una situazione che non sapevo come affrontare.
Hand - Ancora un'altra cosa. Ti ho aiutato a dimenticare?
Georgina - S, George. Ecco perch cos difficile... No, non voglio dirlo!
Hand - Hai detto tutto quello che era necessario dire. Tutto quello che volevo sapere. Georgina, credevo di non avere pi nulla da imparare sulle donne, ma sbagliavo. Non voglio che questa sia la fine, ma soltanto il principio.
Georgina - Perch dici questo, quando sai che impossibile?
Hand - No, non impossibile. Ho sistemato tutto. Questa mattina, mentre eri al mercato, ho telefonato a mia moglie e le ho chiesto il divorzio...
Georgina - No, questo no! Io non sono una di quelle che rovinano i matrimoni. Questa la ragione per la quale ti dissi che non tutti gli uomini sposati...
Hand - Aspetta. Tu non rovini nessun matrimonio. Mia moglie saltata dalla gioia quando ha sentito parlare di divorzio. Sembra che sia innamorata di un maestro d'orchestra.
Georgina - Dici la verit?
Hand - Come potrei mentirti? Ti rispetto troppo, e comunque sei troppo intelligente per poterti dire bugie. Georgina, siamo veramente fortunati! Non puoi dire di no!
Georgina - Non... non lo so, George. Devi darmi il tempo di riflettere... (Mentre si allontanano, la luce si spegne) Devo riflettere! (La luce ritorna lentamente sul ristorante. Georgina seduta al tavolo come prima, perduta in sogni e sventolandosi con il men. Non vede Hand che viene frettolosamente dalla destra).
Hand - Siamo fortunati. Ogni cosa ...
Georgina - (quasi saltando dalla sedia) Oh, per l'amor del cielo! Mi ha spaventata!
Hand - Mi scusi! Sembra come se fosse mille miglia lontana da qui. (Sedendo accanto a lei) Ascolti, Georgina, ho sistemato tutto con Berto.
Georgina - Berlo?
Hand - S, per la casa a Taxco. ritornato proprio ora e per qualche mese la casa libera: sta aspettando noi. Che cosa ne dice?
Georgina - Oh, non posso risponderle!
Hand - S che pu! Non soffochi le sue inclinazioni. Prenda esempio da me, le cose che veramente rimpiangeremo nella vita non sono quelle che facciamo, ma quelle che non facciamo.
Georgina - Devo pensarci.
Hand - Ha tutto il tempo che vuole... due giorni, una settimana?
Georgina - Ha tanta fretta?
Hand - Sicuro. Perch, quando una gioia perduta, perduta per sempre.
Georgina - Bene... ci penser. (Guardando l'orologio) Santo cielo! Quasi le tre! Devo ritornare in negozio. (Si alza).
Hand - (firmando il conto) Ed io ho il tavolo pieno di pratiche da sbrigare. Posso accompagnarla?
Georgina - No, vada pure. Voglio incipriarmi il naso. (Stendendogli la mano) Grazie per la splendida colazione.
Hand - (stringendole la mano) Ricordi che la voce dell'esperienza le ha detto: non soffocare le tue inclinazioni. Arrivederci! Non la lascer in pace per molto tempo.
Georgina - (mentre egli esce) Bene... (Lo guarda uscire, molto agitata. Entra un cameriere, prende il conto, e comincia pulire il tavolo) Crede che potrei avere un brandy?
Il Cameriere - Certamente, signora. D'importazione?
Georgina - Come? Oh, s, d'importazione, in tutti i sensi!
Il Cameriere - S, signora. (Esce. Georgina siede al tavolo).
Georgina - (triste) Cos, ora stai per bere. Come tutti quelli che non sanno affrontare i loro problemi, cerchi di fare dell'alcool un surrogato del carattere. Oh, Georgina, ragazza mia, stai veramente per metterti su una cattiva strada! (Scuote la testa dolorosamente, e, mentre la luce si spegne, cala il sipario).
PARTE SECONDA
(Mentre si alza il sipario una luce cade sulla libreria, a sinistra, come nel primo atto. Clara sta ordinando i libri negli scaffali. Un attimo dopo entra Georgina, piuttosto di buon umore)
Georgina - Sono tornata.
Clara - Stavo appunto per telefonare al Tribunale dei Minorenni. (Scorgendo il cappello nuovo) Santo cielo! (Lo esamina a distanza) Colette ha veramente superato se stessa!
Georgina - Ti piace?
Clara - Sono verde d'invidia. Come si comportato il signor Hand?
Georgina - stato molto gentile.
Clara - Racconta. Andiamo, confida alla zia Clara tutto quello che successo.
Georgina - Abbiamo mangiato e mangiato, bevuto e bevuto, parlato e parlato.
Clara - Di che cosa avete parlato?
Georgina - Oh, di tante cose. Avevi ragione sulle sue intenzioni. Vuole che vada al Messico con lui.
Clara - Solo questo? chiaro che non un uomo che si lascia crescere l'erba sotto i piedi.
Georgina - No, non lo . gi stato nel Messico e conosce tutti i posti dove andare. Inoltre un suo amico possiede una casa a Taxco e potremmo servircene.
Clara - Com' romantico!
Georgina - S. Ed io ho sempre desiderato andare nel Messico.
Clara - Dicono che i viaggi aprano la mente e quello certamente un uomo dalla mente aperta.
Georgina - Devo dire, per, che stato carino e sincero in tutte le cose. Non ha cercato d'impormi nulla e nulla ha preteso. Mi ha fatto la proposta francamente.
Clara - Uh... huh! Attacco frontale e appello all'intelligenza! Dopo tutto viviamo nel secolo ventesimo. Meglio essere moderni in queste cose. Molto furbo.
Georgina - SI, ma diverso dal solito. Se dovr fare una cosa del genere, meglio stare con gli occhi ben aperti.
Clara - Ci andrai?
Georgina - Gli ho promesso che ci avrei pensato.
Clara - Georgina Allerton!
Georgina - Ti stupisce?
Clara - Non da te. Dimmi, sei innamorata?
Georgina - un brav'uomo, simpatico, buona posizione. Mi piace. Non mi ha domandato nulla e non pretendo che sia innamorato di me. Se va bene per lui, perch non dovrebbe andar bene per me?
Clara - Sei disperatamente logica.
Georgina - Perch? Solo gli uomini devono avere il monopolio della logica?
Clara - Non lo so. Ma, comunque, quando una donna cade nella logica...
Georgina - Questo poteva andare quando le donne conducevano una vita ritirata. ora che la smettiamo di comportarci come un branco di sempliciotte ingenue e adulate che possono contare solo su quella cosa che si chiama intuizione. Perch non dovremmo risolvere da sole i nostri problemi, come gli uomini, usando la nostra intelligenza?
Clara - Mi sembra proprio che il signor Hand abbia usato una tecnica perfetta!
Georgina - Non mi ha annoiata con nessuna tecnica. Sto pensando molto seriamente a tutta la faccenda e soltanto con la mia testa. Dopo tutto, che danno ne potrei avere? Non insolito, al giorno d'oggi, che una ragazza...
Clara - Oh, non credo che ti metterebbero alla gogna e ti condannerebbero ad andare in ; giro con la lettera scarlatta - (i).
Georgina - Pensi che potrebbe costituire per me un urto psichico? Va bene, sia pure, sarebbe un'ottima cosa... proprio quello di cui ho bisogno. Se non comincio a fare qualche esperienza ora, quando dovr cominciare?
Clara - Eppure non ho mai conosciuto una ragazza che avesse meno voglia di andare a compromettersi con George Hand.
Georgina - Crede che io sia una puritana, e ho paura che abbia ragione.
Clara - Paura?
Georgina - Beh, dopo tutto, che cos' un puritano? Uno con una serie di potenti desideri che non osa manifestare.
Clara - Oh, di questo hai paura! Tu credi che dicendo di s a quell'Hand, saliresti il primo scalino dell'Inferno?
Georgina - Non sarebbe terribile?
Clara - Oh, naturalmente!... Mi dispiace, carina, ma devo uscire per fare qualche commissione. Sarai capace di badare da sola a tatto?
Georgina - Oh, speravo che tu mi avresti aiutata.
Clara - No, cara. Questo riguarda te e il tuo angelo custode... e io non ho tempo di aspettare per vedere chi vincer!
Georgina - (mentre Clara esce) Nemmeno io! (Siede immersa nei suoi pensieri mentre la luce si spegne. Al suono di Poor Butterfly , la luce ritorna sul centro della scena, su un lampione, appeso al quale c' la cassetta rossa antincendio. Nel fondo, un'insegna luminosa mostra la scritta Joyland . Georgina entra e, camminando in modo -provocante, va ad appoggiarsi al lampione. Indossa un soprabito da poco prezzo con un collo di pelliccia di gatto e un vistoso cappello appollaiato su una parrucca bionda spettinata. George Hand, con una ragazza che rassomiglia a Miriam, emerge dall'oscurit, dalla destra).
Hand - (camminando) Oh, Arabella, se non hai mangiato da Antoine a New Orleans, non sai che cosa sia mangiare veramente.
Arabella - S, l'ho sentito dire.
Hand - (dando un'occhiata a Georgina mentre le passa davanti) Cominceremo con ostriche alla Rockefeller, descritte da Ford Madox Ford, un grande epicureo, galleggianti in un mare di salsa verde. (Fermandosi) Scusa un momento. (Si volta e torna da Georgina che fa per andarsene, non appena lo vede avvicinare).
Hand - (trattenendola) Un momento, prego.
Georgina - (con voce dura) Vattene!
Hand - (girandole intorno) Ma avevo ragione! Georgina Allerton!
Georgina - Beh, e che t'importa?
Hand - Che cosa stai facendo qui, ad un angolo di strada?
Georgina - Cerco lavoro!
Hand - Ma... una ragazza come te! Come mai ti sei ridotta cos?
Georgina - Sarebbe un colpo per te, se te lo raccontassi. Siete tutti uguali, voi uomini!
Hand - Ma nel Messico eri una ragazza allegra, orgogliosa, piena di vita; parlavi delle cose che avresti voluto fare!
Georgina - (aspramente) Non sapevo come sarebbe stato facile dire s la seconda volta che me lo avrebbero chiesto. E dopo la seconda, stato ancora pi facile. Poi non me lo hanno pi domandato... sono stata io a chiedere. Ora sai tutto. Vattene!
Hand - Georgina, se potessi esserti utile...
Georgina - Al diavolo! Non voglio la tua piet!
Hand - Io vorrei... (Prende una banconota dal portafoglio e gliela offre. Georgina l'afferra e la straccia).
Georgina - Vattene! Vattene! La tua amica ti sta aspettando! (Hand sospira, scuote la testa e s'allontana).
Arabella - (non appena Hand l'ha raggiunta) Santo Dio! Di che cosa si tratta?
Hand - (uscendo) tragico. Conoscevo quella ragazza, anni fa, e, credimi, era dolce, modesta... (Escono. La canzone finita ed ora si ode Broadway Rose . Georgina si nasconde il volto tra le mani, ma sente un uomo che, fischiettando, viene da destra; si ricompone e torna sotto il lampione. Clark Redfield entra in iscena, fischiando allegramente. D un'occhiata a Georgina, passandole davanti).
Georgina - Un appuntamento per stanotte, bellezza?
Clark - Mi dispiace, pupa, ma ho una mogliettina che mi aspetta. (Sta per uscire ma si volta e torna indietro) Dico, non ti ho vista in qualche parte?
Georgina - (sfrontatamente) Dici?
Clark - Ma s, certamente! Tu sei la ragazza che teneva quel negozietto di libri sulla Fast...! Beh, che mi prenda un accidenti!
Georgina - (selvaggiamente) tanto comico?
Clark - Chi l'avrebbe immaginato? Signorina... come ti chiami? Il genio letterario in embrione, la donna laureata, che mi ha dato lezioni sul modo di comportarmi e considerava lo scrittore sportivo come un uomo volgare. Beh, mi sembra che ti sia data anche tu allo sport!
Georgina - Piantala..., scimmione! (Lo schiaffeggia).
Clark - (rabbiosamente) Ah, la prendi a questo modo? Te la far vedere! C' un posto per le vagabonde come te! (Va verso sinistra) Guardia! Guardia! (Si allontana nell'oscurit. Georgina si guarda intorno con terrore, apre la borsetta, prende una bottiglietta e beve. La canzone , ora, Hearts and Flowers ).
Jim - (dall'esterno) Georgina! Fermati! Per l'amor del cielo, non lo fare! (Si precipita in iscena).
Georgina - (con un debole sorriso, gettando la bottiglietta) Troppo tardi, Jim. Nulla pu salvarmi, ora.
Jim - Perch lo hai fatto, Georgina? Perch? Perch non sei venuta da me? Avrei...
Georgina - No, Jim, non potevo farlo. Tu hai Miriam e quei tre bei bambini. Dopo che vi ho riconciliati non c'era pi posto per me nella tua vita. Non c' posto per me da nessuna parte. (Vacilla) Aiutami, Jim, aiutami, io... (Gli cade tra le braccia).
Jim - Georgina, io...
Georgina - (morente) Non dire nulla, Jim. Sorreggimi. Volevo vivere nelle tue braccia, ma non stato possibile. Lasciamici morire, la sola gioia della mia vita. Addio, Jim. Bacia la mamma e il pap per me. E di' loro di dimenticarmi. Ma tu non mi dimenticare, Jim. Non c' stato nessuno per me, tu solo...
Jim - Non ti dimenticher mai... mai!
Georgina - Grazie, Jim. Addio, caro... (Cercando di alzarsi) la cosa migliore che io abbia fatto. il miglior sonno che io abbia mai conosciuto. (Si comprime l'addome nell'agonia, gira su se stessa e cade a terra inerte).
Jim - (inginocchiandosi accanto) Georgina, Georgina, mia cara! (Clark riappare da sinistra accompagnato da un poliziotto).
Il Poliziotto - lei?
Clark - S, mi ha abbordato! Non altro che una... Dio mio, che cosa successo?
Jim - (alzando la testa) Nessuno pu pi farle del male, adesso...
Clark - (togliendosi il cappello) Vuoi dire che...
Jim - S, Clark Redfield, s.
Clark - (con un grido disperato) Oh, no! Ma perch l'ha fatto? Se solo fossi stato un po' pi umano con lei! (Voltandosi al poliziotto) Agente, arrestatemi, portatemi via!
Il Poliziotto - Perch?
Clark - Sono un assassino. Sono colpevole della morte di questa ragazza proprio come se le avessi veramente trafitto il cuore!
Il Poliziotto - Allora, andiamo! (Gli mette le manette, mentre la luce si spegne e il suono di un clackson-da-automobile-della-polizia invade l'aria. Il suono si dissolve in quello di un telefono che trilla. La luce ritorna sulla libreria, a sinistra. Georgina, seduta con i suoi pensieri, sussulta allo squillo. Corre a rispondere).
Georgina - (agitata) Pronto! Libreria Marmaid! (Mentre parla si accende una luce a destra, su una cabina telefonica nella quale Clark Redfield).
Clark - C' la signorina Allerton?
Georgina - Sono io.
Clark - Oh, non avevo riconosciuto la sua voce. Sembra spaventata a morte.
Georgina - (rapidamente) Chi parla, prego?
Clark - Clark Redfield.
Georgina - (con il tono di chi sa tutto) Oh, lei! Che cosa vuole?
Clark - Voglio chiederle...
Georgina - Non mi interessano affatto le sue scuse. Si tratta di una faccenda da nulla. stato sciocco, da parte mia, darle importanza. E, per quanto mi riguarda, l'incidente chiuso.
Clark - S, ha fatto male a darle importanza. Ma lei crede che io le abbia telefonato per chiederle scusa?
Georgina - stupido aspettarsi da lei una... simile gentilezza. Guardi, sono occupata e se non le...
Clark - Scommetto che non ha avuto nulla da fare in tutto il pomeriggio!
Georgina - Se permette, signor Redfield...
Clark - Aspetti un momento! Non tolga la comunicazione! Volevo chiederle...
Georgina - Che cosa? Perch non parla?
Clark - Ho due biglietti per uno spettacolo di stasera e ho pensato che forse le sarebbe piaciuto venirci.
Georgina - Ah, di tutte le insolenze...! Lei ha proprio la pelle di un elefante! Che cosa le ha fatto credere che avrei accettato?
Clark - la prima del Mercante di Venezia , con James Zerney nella parte di Shylock. Pensavo che avrei potuto appellarmi al suo amore per i classici.
Georgina - In circostanze normali avrei senz'altro accettato, specialmente con Hilda Vincent nella parte di Porzia, ma mi dispiace...
Clark - la sua attrice favorita?
Georgina - Siamo state in collegio insieme e...
Clark - Ma una coincidenza!
Georgina - (indignata) Non affatto una coincidenza! Ma, grazie, ugualmente, sebbene non] riesca ad immaginare...
Clark - Neanche io. stato un impulso e...
Georgina - - Lei non mi sembra un tipo impulsivo. Non posso vederla che come un freddo calcolatore.
Clark - Va bene! Allora come sistemiamo quest'impulso calcolato? (Al centralino che vuole togliere la comunicazione) Aspettate, un minuto solo!
Georgina - Che cosa c'?
Clark - (cercando nelle tasche) Il centralino : vuole il raddoppio.
Georgina - Ma non necessario prolungare..,
Clark - No, aspetti un momento, Georgina! Ma no, non sto parlando con voi. Sentite, non trovo un nichelino. (Brandendo un biglietto) Potete cambiarmi cinque dollari? No? Ma che razza di servizio..Un attimo; Georgina, vuole richiamarmi lei, la prego?
Georgina - Ma io non ho niente...
Clark - No, mi richiami! Il numero Circle 5-7933. Pronto! Pronto! Al diavolo! (Abbassa il ricevitore, esce dalla cabina e accende una sigaretta),
Georgina - Le dico che... pronto! (Abbassa il ricevitore, annota il numero su un taccuino e siede, fissando il telefono. Alza il ricevitore, ma poi lo! riabbassa. Il telefono squilla ed ella risponde) Pensavo che non avesse... (Al centro della scena, si accende rapidamente un riflettore su George Hard, seduto al suo tavolo, con il telefono in mano. Per tutta la durata della scena Clark guarder il telefono,impazientemente aspettando che suoni).
Hand - Pronto! lei, Georgina?
Georgina - (avendo capito benissimo) S. Chi I parla?
Hand - George che parla. Qualche guaio? Sembra arrabbiata.
Georgina - Devono essere stati tutti quei brandies. Non sono abituata a...
Hand - Le avevo pur chiesto se voleva che l'accompagnassi con la macchina. Ascolti, cara, k un pranzo d'affari mi stato rimandato proprio in questo momento, perci ho pensato che forse lei avrebbe avuto piet di un povero figliolo con una serata libera tra le mani e...
Georgina - Oh, veramente, non posso stasera, George... (Clark comincia ad innervosirsi).
Hand - Si potrebbe andare in qualche posticino a fare un buon pranzetto e poi a ballare... o a teatro, se preferisce.
Georgina - Mi piacerebbe, se fossi libera. Se mi avesse telefonato solo mezz'ora prima! Proprio in questo momento ho promesso a una persona di andare insieme a teatro.
Hand - Quando si dice la sfortuna! Le ho telefonato appena ho avuto un minuto libero. Non pu disdirlo?
Georgina - Non vedo come, dopo aver promesso solo dieci minuti fa.
Hand - Allora potremmo pranzare insieme? 0 un cocktail dopo teatro?
Georgina - Temo che sia tutto compreso.
Hand - Ma, dico, chi questo monopolista? Lo denuncio al Procuratore Distrettuale!
Georgina - No! Solo una di quelle cose nelle quali si entra e non si sa pi come uscirne.
Hand - Allora cerchi di uscirne almeno in parte. Voglio vederla.
Georgina - Va bene. Far del mio meglio.
Hand - La richiamo?
Georgina - No, sto per uscire. Se posso combinare, le telefoner io. (Clark lascia la cabina e fa per uscire, ma cambia idea e torna indietro).
Hand - Allora incrocer le mani e aspetter. Penso sempre a lei. E se non potr vederla stasera, faremo colazione insieme, domani... s?
Georgina - Va bene. Arrivederla, George. E, grazie.
Hand - Arrivederla, cara. (Abbassa il ricevitore e la luce che lo illumina si spegne. Georgina sospira, guarda il numero di Clark e dopo una breve esitazione, comincia lentamente a formarlo).
Clark - (con rabbia) Oh, al diavolo! (Lascia la cabina e esce dalla destra. Il telefono suona ancora e ancora. Georgina, infastidita, sta per abbassare, ma Clark ritorna correndo e solleva il ricevitore, appena in tempo) Pronto! lei?
Georgina - Fa i suoi comodi prima di rispondere, vero?
Clark - Mi ero addormentato aspettando la sua chiamata. Che l' successo?
Georgina - Ho ricevuto un'altra telefonata. Lei dimentica che sono negli affari.
Clark - Questo le d l'idea dell'attivit?
Ceorgina - La sola ragione per la quale le ho ritelefonato che non voglio che lei abbia la falsa impressione che io abbia dato una qualunque importanza a ci che lei ha detto, questa mattina o un altro giorno, per dimostrare che non nutro alcun risentimento.
Clark - (fischiando) Phew! Temevo che non arrivasse mai alla fine di quella concione! Allora, si va al Mercante di Venezia?... .
Georgina - S,- precisamente. Ma bene che sappia che non star a sentire chiacchierare lei. Ma poich voglio vedere Hilda Vincent in Porzia...
Clark - Va bene. Allora verr?
Georgina - Vuole lasciarmi finire di parlare?
Clark - Dobbiamo vederci alle otto e mezzo, lo sa?
Georgina - Stavo per dirle che la tratter su un piano strettamente commerciale.
Clark - Ho l'impressione che nessuno dei due sappia quello che lei sta dicendo.
Georgina - Voglio dire che se ha un biglietto in pi, sar molto lieta di acquistarlo.
Clark - Impossibile. Sono riservati alla stampa.
Georgina - (interessata) Deve fare la critica dello spettacolo?
Clark - No. Sostituisco il critico cinematografico. Sua madre si sposa stanotte ed dovuto partire.
Georgina - I critici cinematografici hanno le poltrone riservate anche nei teatri?
Hand - Guardi, Georgina, questa una di quelle cabine nelle quali bisogna stare in piedi. A che ora...
Georgina - gi vestito?
Clark - No! Nessuno si mette in smoking per Shakespeare! A meno che non ci sia Bea Lillie.
Georgina - Allora ci vedremo alle otto e mezzo nel vestibolo del teatro. Ma se lei volesse lasciarmi il biglietto alla cassa con il mio nome...
Clark - No, no! E per il pranzo?
Georgina - Spiacente. Ho gi un impegno.
Clark - Lei una ragazza piena di risorse. Ed io altrettanto. Forse pranzeremo allo stesso posto... per pura coincidenza, naturalmente.
Georgina - Grazie, ma non m'interessa...
Clark - Senta, una cosa che assolutamente detesto mangiar solo. Mi fa sentire cos strano! Lei non dovr dire una parola. Parler io. E lei potr leggere un libro o borbottare nella sua birra quanto vuole.
Georgina - Va bene... ma andremo da Dutch.
Clark - Avevo intenzione di portarla in un ristorante italiano. Conosce Emilio?
Georgina - No.
Clark - un accoppiamento di spaghetti e inchiostro rosso; ma, come direbbero in Francia, una ditta seria. Hanno...
Georgina - Non c' nessuna ragione per pranzare insieme ed io...
Clark - Ci sono due ragioni... entrambe valide, dal mio punto di vista. La prima che quei suoi cinque dollari mi bruciano nelle tasche. E la seconda che ho qualche cosa da festeggiare.
Georgina - Ma io non ho niente...
Clark - O. K., allora potr guardare me, mentre festeggio quella cosa. Ascolti, sta per prendermi un violento attacco di claustrofobia. Da Emilio alle sette.
Georgina - Non so proprio perch le dia retta.
Clark - Benissimo! Questo le d qualche cosa su cui pensare, a pranzo, mentre io parler. Arrivederci.
Georgina - Un momento. Dov' Emilio?
Clark - Oh, dovrebbe saperlo! 47-sima, a ponente dell'Ottava. Arrivederci.
Georgina - Oh, un'altra cosa... (Poi, frettolosamente, mentre entra Jim) Va bene, da Emilio, alle sette. (Abbassa il ricevitore e la luce si spegne su Clark. Nervosa) Oh, ciao, Jim!
Jim - S, sono di nuovo qui. Ma solo per domandarti se puoi pranzare con me.
Georgina - Oh, mi dispiace, Jim! Ho preso in quest'istante un appuntamento. Forse potrei disdirlo... ma non so come...
Jim - Oh, che peccato! Speravo che si potesse...
Georgina - E per la colazione, domani? Ho una specie di appuntamento, ma credo di poterlo rimandare.
Jim - Non sar qui, domani. Parto per Reno stanotte.
Georgina - Vai a Reno? Ma credevo che avessi detto a Miriam...
Jim - S, ho avuto un'altra discussione con Miriam... Ha fatto un monte di storie giacch non si vuole separare dal suo ostetrico, perci ho detto che sarei andato io. Georgina, ho qualche cosa da dirti, molto importante, e poich ho solo pochi minuti, scusami se ti sembrer brusco.
Georgina - Che cosa c'?
Jim - Venni qui, stamattina, senza sapere perch; era per un semplice impulso. Ma ora so la ragione. Perch sei tu quella che ho sempre desiderato; perch, inconsciamente, sei tu quella che ho sempre cercato di raggiungere.
Georgina - (agitatissima) Ma te lo stai immaginando. cos che si comporta la gente quando attraversa una crisi sentimentale.
Jim - Sapevo che avresti detto questo. Tu credi che io stia tornando all'attacco. Ma non cos, solo che ora tu sei la risposta a tutto quello che voglio e di cui ho bisogno. Ti rendo infelice?
Georgina - Oh, no, Jim! Non infelice. Ma non me lo aspettavo.
Jim - Beh, se non ti infastidisce vuol dire che anche tu... anche tu... Non vero, Georgina? Ti prego, sii sincera con me.
Georgina - Va bene, sar sincera! S, ti amo, da sempre, da quando ti ho conosciuto.
Jim - E allora perch ti preoccupa tanto?
Georgina - Perch ho paura che tu possa cambiare idea, stando a Reno per sei settimane, con tutto il tempo a tua disposizione per pensarci. Perch non aspettiamo e non vediamo se sei della stessa idea, al tuo ritorno a New York?
Jim - Non torner a New York. Ne ho abbastanza delle citt e della vita esagitata che vi si I deve condurre. Voglio poter respirare, una volta tanto. Cercher un posto dove si possano vedere ; le stelle e odorare la terra.
Georgina - S, l'ho sognato anch'io tante volte! Fuggire in qualche posto, dovunque... e con te!
Jim - E, allora, perch non parti con me?
Georgina - Non una cosa semplice, Jim. La gente sogna ad occhi aperti molte cose. Ma quando -deve affrontare la realt, deve fermarsi a riflettere. I Se un uomo e una donna stanno per unire le loro t vite, devono avere qualche progetto, qualche idea sul modo di vivere.
Jim - Naturalmente. Ma perch non potrebbe [ essere un modo semplice? Non potremmo avere -una piccola fattoria o un ranch? Lavoreremo la I terra insieme e insieme tutto il resto. Ho sempre desiderato dipingere e tu scriverai...
Georgina - No, non credo che continuer a scrivere. Clark Redfield dice che il mio romanzo orribile.
Jim - Perch gli dai retta? Il tuo libro esprime tutte le cose nelle quali tu ed io crediamo, e le esprime magnificamente. Georgina, se non sei disposta a partire con me, ora, promettimi che verrai pi tardi e che mi sposerai non appena avr ottenuto il divorzio.
Georgina - Tutto questo troppo per me, Jim, perch ti possa dire subito di s. Prima di tutto voglio essere assolutamente sicura che sia bene per ambedue.
Jim - Ho piena fiducia nelle tue decisioni, perch so che saranno giuste. Ora devo andare a comperare il biglietto. Vorrei vederti ancora, prima di partire, magari solo per pochi minuti.
Georgina - Anch'io. Ma temo che non sar libera prima della fine dello spettacolo.
Jim - L'aereo non parte che all'una. Perch non ci vediamo all'agenzia verso mezzanotte e non mi accompagni all'aeroporto? (Suona il telefono).
Georgina - Scusami, Jim. Libreria Marmaid. (Mentre risponde, la luce viene a destra sulla signora, Allerton, seduta accanto al telefono, in vestaglia, come nel primo atto. Un libro accanto a lei).
La signora Allerton - Ho da darti una notizia, Georgina.
Georgina - Aspetta un momento, per piacere. (Coprendo il trasmettitore) Va bene, Jim, ci vedremo all'agenzia verso mezzanotte.
Jim - Grazie, Georgina. (Le stringe la mano ed esce).
Georgina - Scusami mamma. Ho dovuto liberarmi di un cliente.
La signora Allerton - Hai fatto bene. Non li incoraggiare. Dimmi, hai saputo di Miriam?
Georgina - No.
La signora Allerton - Neanche di Jim?
Georgina - No, perch? C' qualche cosa che non va?
La signora Allerton - Al contrario. Divorziano. Jim parte per Reno stanotte. Miriam non vuole andare e poich Jim di nuovo a spasso, abbiamo deciso di spedirvi lui. Naturalmente, gli ho pagato il biglietto, ma questa una spesa che il povero nonno avrebbe certamente approvata.
Georgina - Io non approvo. terribile!
La signora Allerton - Me lo aspettavo. Per questo ti ho telefonato... per avvertirti di non complicare le cose, nel caso che Jim venisse a lamentarsi da te.
Georgina - Che cosa ti fa pensare che stia per fare una cosa del genere?
La signora Allerton - Ho veduto una gobba. Ho il sospetto che sia sempre stato innamorato di te. (Starnutisce).
Georgina - Come puoi dirlo, mamma?
La signora Allerton - Forse sar questa mia irritazione alle mucose a farmelo pensare. Ma se venisse da te, sii prudente e non dirgli nulla che possa trattenerlo. Spero solo che soffra di mal d'aria. (Uno starnuto) Adesso che tutto sistemato, posso ritornare a Opal. sottinteso che la invidio.
Georgina - Davvero, mamma?
La signora Allerton - Solo non riesco a capire come possa stare tanto tempo senza vestiti e non morire di raffreddore. Allora, arrivederci.
Georgina - Oh, mamma, torner tardi, stasera. Pranzer fuori e andr alla prima del Mercante di Venezia ... e pili tardi ho un altro appuntamento.
La signora Allerton - Oh, spero che sia un uomo promettente.
Georgina - No, affatto. un giornalista presuntuoso e villano per il quale nessuno potrebbe avere il minimo interesse.
La signora Allerton - Allora, passerai una serata deliziosa.
Georgina - Oh, non vado a una prima da anni. Inoltre, Hilda Vincent fa la parte di Porzia e voglio vederla.
La signora Allerton - E che cosa c'entra il giovanotto?
Georgina - Non lo so. Non ho idea perch mi abbia invitata, eccetto che un sadico e che sta preparandosi a farmi passare una brutta serata.
La signora Allerton - Sembra proprio l'uomo che ti ci vuole! Divertiti. (Mentre abbassa il ricevitore, la luce si spegne su di lei. Georgina siede per un momento, immersa in sogni malinconici, poi si alza e prende il cappello).
Georgina - (guardando il cappello) No, per quel tanghero no! (Lascia il cappello sul tavolo ed esce. La luce si spegne e ritorna al centro, su Clark).
Clark - ( seduto a un tavolo di Emilio, un modesto ristorante italiano. Mastica del pane, ascoltando un disco).
Georgina - (entrando, mentre finisce il disco) Scusi il ritardo.
Clark - (alzandosi a met) O. K. Stavo ascoltando Caruso e mi domandavo se lei avesse deciso di farmi rimanere qui.
Georgina - (sedendosi) Non il mio modo di comportarmi.
Clark - Va bene. Non cominciamo a bisticciare. Abbiamo tutta la serata per noi. (Chiamando) Luigi!
Luigi - (entrando) SI, signor Redfeld.
Clark - Possiamo ordinare, ora. (A Georgina) Un aperitivo?
Georgina - Un Martini, grazie.
Clark - Non con una buona cucina italiana. Le dispiace se faccio io la scelta?
Georgina - Oh, no! Lei sa meglio di me quello che voglio!
Clark - Ora parla ragionevolmente. Va bene, Luigi, cominceremo con Vermut... due parti secche e una dolce e una buccia di limone.
Luigi - 0. K., signor Redfeld. Antipasto?
Clark - No, niente di quei pasticci. Qualche oliva amara e del prosciutto.
Luigi - Poi minestrone?
Georgina - Non per me, grazie. Sono a regime e, a colazione, ho mangiato molto.
Clark - (a Luigi) S, minestrone. Poi spaghetti.
Luigi - Alla marinara?
Clark - No, alla bolognese. E dopo, forse, delle belle scaloppine alla parmigiana.
Luigi - Sono squisite!
Clark - No, un momento. Scaloppine al marsala. E fettuccine alla parmigiana, per contorno.
Luigi - 0. K.
Georgina - Spero che non abbia ordinato tutte quelle cose anche per me, perch io, veramente...
Clark - (ignorandola) E un'insalata verde mista. C' zuppa inglese, stasera?
Luigi - Credo di s.
Clark - Allora una porzione doppia per noi.
Georgina - (acidamente) Ha gi ordinato la minestra!
Clark - Minestra? Oh, vuole dire la zuppa inglese. S, letteralmente minestra inglese , ma, in effetti, una specie di focaccia al rum. Gli inglesi la chiamano trifle . un difetto degli inglesi quello di render insipido ogni cibo.
Luigi - Vino? Chianti? 0, forse, Lacrima Christi?
Clark - Vi rimasto il Falerno?
Luigi - Poche bottiglie, credo.
Clark - Falerno, allora. Va bene, credo che sia tutto, per ora.
Luigi - O. K., signor Redfield. (Esce).
Georgina - Che cosa ne faremo di tutta quella roba?
Clark - La mangeremo. Non sono sicuro che il Falerno sia migliore del Lacrima Christi; ma mi d l'impressione di bere un vino che il diretto discendente del Falerno degli antichi Romani. Attica nectareum turbatis mella Falernum . Il miele dell'Attica rende denso il Falerno, che come nettare. Non so pi chi l'abbia detto. Lo sa, lei?
Georgina - No. Conosco solo lingue moderne. Spagnolo e...
Clark - Ho provato una volta a rendere denso il vino con il miele. Ma forse avevo la formula sbagliata. O i Romani avevano un gusto differente. Cosi lei amica di Hilda Vincent?
Georgina - Non amica, esattamente. Siamo state in collegio insieme. Perci, naturale, sono stata sempre interessata al suo lavoro.
Clark - Capisco, il vecchio legame scolastico.
Georgina - Inoltre, una volta, anch'io ho interpretato Porzia.
Clark - Lei, che cosa?
Georgina - stato alla scuola superiore. Naturalmente, era solo uno spettacolo di dilettanti, ma non credo di essere andata troppo male. Ricordo ancora tutta la parte. In quel tempo, desideravo diventare un'attrice.
Clark - E allora, perch?...
Georgina - Oh, non lo so. Mio padre voleva che studiassi legge, cos ho abbandonato il teatro. Ho frequentato per sei mesi la facolt di legge. (Sospirando) Ed ora, naturalmente, troppo tardi per ritornare al teatro.
Clark - E perci si rivolta alla letteratura.
Georgina - Non tocchiamo questo argomento, se non le dispiace.
Clark - Che mi fa ricordare di averle riportato il manoscritto. (Mostra una grande busta).
Georgina - (acidamente) un pensiero commovente da parte sua. Ma poteva essere un po' pi pratico riportandomelo domani, invece di portarcelo dietro a pranzo e a teatro.
Clark - Si dimenticata di avermi proibito di mettere piede nel suo negozio?
Georgina - (a labbra strette) Poteva mandarmelo per posta.
Clark - (soppesando la busta) Troppo pesante, troppi francobolli. E supponga che a qualche ispettorino postale gli venisse la voglia di curiosarci dentro? Quei poveri diavoli hanno gi una vita abbastanza dura.
Georgina - Ha detto che doveva festeggiare qualche cosa, stasera. morto qualche suo amico?
Clark - Quasi. Oliver Quinn lascia il giornale.
Georgina - Credo che dovrei conoscere questo Oliver Quinn.
Clark - Si, dovrebbe conoscerlo. Scrive le tre migliori colonne sportive di tutta l'America.
Georgina - Scusi la mia ignoranza. Ma non leggo mai la pagina sportiva...
Clark - S, me lo ha detto. Ma la legge molti i altra gente. Certo non gente importante in genere, I ma, come sentir dire da Porzia questa sera, Diol li ha fatti, perci ammettiamo che siano uomini, Comunque Oliver lascia il posto al giornale peri prendere la cattedra di letteratura islandese all'Universit di Michigan. Questo significa promozioni j per tutto il personale, dal basso in alto, come! mi ha detto il principale. (Entra Luigi) Ed ecco! Luigi, opportunamente, cos brinderemo alla mia buona fortuna. (Prende il bicchiere che Luigi k ; messo davanti a lui. Luigi esce).
Georgina - (prendendo il bicchiere) Se la considera buona fortuna...
Clark - Certamente e grazie per il brindisi.
Georgina - (gustando il liquore) proprio buono!
Clark - Prudenza! Non si comprometta.; Queste olive lo accompagnano ottimamente.
Georgina - (prendendone una) Grazie.
Clark - E provi un po' di questo prosciutto I crudo. (Ne mette qualche fetta nel suo piatto).
Georgina - Spero che non faccia venire la I trichinosi!
Clark - Che diavolo ?
Georgina - Un orribile disordine intestinale prodotto dal maiale crudo.
Clark - Veramente? Beh, se verr, sar lai sola cosa che avremo in comune, perci speriamo che ci venga. (Ne prende un gran boccone).
Georgina - Non credevo che dicesse seriamente, questa mattina, di volere diventare giornalista sportivo.
Clark - Se ho un difetto, Georgina, quello di essere incline alla seriet.
Georgina - Non riesco a capirla. Perch la gente si eccita tanto a veder calciare un pallone?
Clark - Non affatto difficile. Ogni volta cheun campione spara in porta, quarantamila spettatori pregano Iddio che quella cannonata vada a finire sulla testa del loro capufficio o dell'agente che dirige il traffico. E quando il Re delle Sventole tira il pallone al di l delle tribune, un milione di mingherlini gira la testa per vedere dove va a finire.
Georgina - Ma non nient'altro che un evasione momentanea.
Clark - Ha ragione. Come quelle ragazze che, uscite dal collegio, sbattono la porta con Nora, fanno un tuffo nel ruscello con Ofelia, e cadono dentro gli innumerevoli letti di Luigi XIV con Opal.
Georgina - Lei dimentica i casi concreti e divaga nell'astratta questione se l'interesse per lo sport o l'interesse per la letteratura...
Clark - Non c' cosa pi bella di una conversazione astratta tra un uomo e una donna.
Georgina - Questo rivela una mente limitata e convenzionale.
Clark - Perch parlare personalmente, ora? Vede, ogni strada porta al suo romanzo.
Georgina - La vuole finire di parlarne! Che cosa c'entra il mio romanzo!... Sono stata proprio un'idiota a mostrarglielo!
Clark - Ma l'ha fatto! Solo perch credeva di aver creato qualche cosa e voleva mostrarlo.
Georgina - Niente affatto! L'ho scambiata per un critico letterario e volevo...
Clark - Storie! Lei una di quelle tenere mammine che mostrano il loro bambino senza ricordare che non altro che una bambola cenciosa imbottita di paglia. Parlare di evasioni! Ma se non c' una frase sincera... solo un miscuglio di tutte le signore scrittrici da Jane Austen a Virginia Woolf!
Georgina - Basta! Ne ho abbastanza!
Clark - Crede? Ma, Dio mio, una ragazza che stata in circolazione per ventitr o ventiquattro anni, non...
Georgina - Ventidue, se non le dispiace.
Clark - Non mi dispiace affatto. Se vuole scrivere, non pu pensare qualche cosa di meglio dei sogni idioti di una coppia di giovani imbecilli che detestano gli ascensori e l'idraulica moderna e vanno a vivere nei grandi spazi aperti, in semplice e sporca felicit tra le zanzare e le mosche? C' un piatto gustoso per lei, L'Amore tra le Vacche , una pastorale in nove canti con costumi di Abercrombie e Fitch.
Georgina - ovvio che tutto diventa sciocco e ridicolo, se lei lo considera da un punto di vista stupidamente letterale. Ho scritto una fantasia su due persone sensibili che si trovano circondate dall'acciaio e dalla pietra di una citt e che possono trovare la libert solo nel...
Clark - Me ne dispensi! Crede che una ragazza con il cervello a posto si comporterebbe come la sua eroina?
Georgina - Certo! Perch una donna innamorata non dovrebbe essere disposta a sacrificare tutte le cose che per lui non significano niente?
Clark - Ah, s? E partire strombettando verso qualche paese inesistente con quello scemo di Jim Lucas come compagno?
Georgina - Che c'entra Jim Lucas?
Clark - Mi scappata! Ma credo di averci azzeccato, ad ogni modo. Non c' da meravigliarsi che pensi che la sua storia faccia epoca. Perch, comincio a credere che sia stato lui il modello.
Georgina - Spero di non avere una mente tanto meschina da dover scrivere...
Clark - Lo so, lo so! Ma perch mai disturbarsi ad uscire per vedere la vita, quando cos comodo rimanere nell'intimit e c' uno scaffale di libri a portata di mano? Per l'amor del Cielo, non le mai successo niente? Non mai stata ubriaca? Non ha mai dato uno schiaffo a un giovanotto perch si era permesso un passaggio? Non ha mai perduto le mutandine nella Quinta Strada?
Georgina - Lei spera di farmi arrabbiare, vero? Ma sono dolente di doverla deludere. Comunque la trovo pi offensivo di quanto mi aspettassi, perci, vorr scusarmi, ma credo che la lascer al suo splendido antipasto, mentre io... (Fa per alzarsi).
Clark - (spingendola indietro sulla sedia) Lei non si muover! Le ho detto che non mi piace mangiar solo. E ci che pi importante, ho il dovere di proteggere i nostri ospiti. Sono artisti: la preparazione e il servizio delle vivande sono un affare molto serio per loro. (Entra Luigi) Ecco Luigi con il minestrone e una bottiglia polverosa di Falerno. Crede che le permetterei di offendere i loro sentimenti, lasciandola andar via prima di mangiare la minestra? No! ora che impari le buone maniere!
Georgina - (spaventata) Chiedo scusa! Rifletter meglio prima di accettare un altro invito da lei...
Clark - Questo il suo errore. Come ho sbagliato io a mancare all'incontro Wilinski-O' Con-nel, al Garden. Ma fino a quando saremo qui, lei dovr sopportare. Lei pu fare e dire qualunque cosa le fa piacere sul mio conto, ma non permetter che si manchi di riguardo al minestrone di Emilio!
Luigi - (sorride mentre serve) buona e calda.
Georgina - (con un grande sforzo, si controlla) Va bene, manger il minestrone.
Luigi - Formaggio, signorina?
Georgina - No, grazie.
Luigi - (afflitto) Oh, non buona senza formaggio.
Georgina - Allora, un poco. (Mentre Luigi eseguisce) Grazie, deve essere molto buona.
Clark - A me, Luigi, molto.
Luigi - (raggiante) Certo, signor Redfieldf (Serve Clark ed esce).
Clark - Fanno veramente un buon minestrone, qui, non vero? (Georgina mangia senza rispondere) Lei dovrebbe mangiare qui almeno tre o quattro volte alla settimana, per rimettersi. troppo magra! (La guarda ma ella non risponde) Personalmente, trovo che le curve del corpo femminile sono molto eccitanti. (A Luigi che rientra con la bottiglia del vino) Ah, ecco Luigi! Credi che gli antichi Romani bevessero questo vino?
Luigi - Oh, non lo so. Vengo da Napoli, io. (Riempie i bicchieri ed esce).
Clark - (annusando il vino) Voglio che l'assaggi. Ma finisca la minestra, prima. Sono contento di vederla concentrata sul cibo. Non posso sopportare le ragazze che parlano troppo mentre mangiano. (Georgina gli getta un'occhiata fulminante. Apparentemente noncurante, Clark d un morso a un panino e comincia a masticarlo. Mentre stanno mangiando la luce si spegne. Al suono di un quartetto d'archi che eseguisce un motivo elisabettiano, la luce ritorna a sinistra sulla sezione di un teatro, formato da otto o dieci posti sistemati in tre file. Le poltrone guardano a destra e il palcoscenico presumibilmente in quella direzione, al di l dell'arco di proscenio. Tutti i posti sono occupati, eccetto due nella prima fila e due nella terza. Dopo una breve pausa entra, da sinistra, una maschera , seguita da Clark e Georgina, Clark ha il manoscritto di Georgina sotto il braccio).
La Maschera - (fermandosi alla terza fila) Le prime due di canale. (D a Clark la matrice dei biglietti e il programma ed esce a sinistra).
Georgina - Sono contenta di non essere in ritardo. Detesto entrare a sipario gi alzato.
Clark - Conosco una ragazza che fu espulsa dalla societ per aver visto il primo atto di una commedia. Si suicid con una dose doppia di caviale.
Georgina - Perch non va mai a teatro, lei?
Clark - Mi sembra idiota aprire una parentesi fra l'aperitivo e il digestivo.
Georgina - La prego di non nominare pi n cibi e n liquori.
Clark - stato un bel pranzo, vero?
Georgina - Oh, s! Il pranzo era buono.
Clark - Qualche riserva?
Georgina - (guardando il programma) bella questa musica. Vorrei sapere che cosa .
Clark - Sembra Purcell.
Georgina - (avendo trovato sul programma) Ma Purcell!
Clark - Scusi! Non c'indovino mai!
Georgina - Lei proprio un mistero per me...
Clark - Su, continui!
Georgina - Volevo dire che proprio non riesco a capire come mai una persona colta come lei non comprenda la natura umana.
Clark - Vuole dire che io non comprendo la sua natura?
Georgina - Ma la natura di chiunque! C' anche di peggio; lei prova un gusto matto a mettere in disagio la gente.
Clark - A disagio?
Georgina - Le sarebbe piaciuto se per tutta la serata avessi parlato dei suoi difetti?
Clark - Sarebbe stato molto istruttivo.
Georgina - E ancora continua a dire che mi dispiace che si parli dei miei difetti! Ma non ] questo che volevo dire.
Clark - Che cosa, allora?
Georgina - C' modo e modo per dire le cose. Nessuna persona sensibile troverebbe qualcosa da obiettare, a sentirsi rivelare i propri difetti, al patto beninteso, che...
Clark - Vedo! Ritorniamo ancora sul criticismo costruttivo contro quello distruttivo.
Georgina - Appunto. E c' un consiglio che vorrei darle, in via d'amicizia. Migliorerebbe molto sotto certi aspetti, se...
Clark - In altre parole, a lei piacerebbe che s parlasse dei suoi difetti in modo tale da illuminare le sue virt.
Georgina - Se continuer ad ascoltarla, mi persuader di non avere nessuna virt. Non sol nulla. Non posso far nulla. Sono fallita su tutta la linea. Fortunatamente, non d nessuna importanza alle sue opinioni.
Clark - per questo che si arrabbiata?
Georgina - (indignata) Che cosa crede che sia, una specie di polipo che si siede e la lascia...
Clark - Se lei avesse mai provato a mettersi nei panni di un polipo, saprebbe che sono creature tutt'altro che sottomesse. (Georgina guarda il programma. La maschera entra, seguita da George Hand e da una giovane donna in un abito da sera spettacoloso. La maschera si ferma avanti la fila libera).
La Maschera - Queste due.
Hand - (mentre la maschera s'allontana) Grazie! (Vede Georgina e va verso di lei) Salve, Georgina! Non immaginavo d'incontrarla qui!
Georgina - Buona sera, George. (Clark si alza).
Hand - Le presento la signorina Delehanty. Tessie, la signorina Allerton.
La signorina Delehanty - Hi!
Georgina - Piacere. Questo il signor Redfield Signorina Delehanty, il signor Hand.
La signorina Delehanty - (a Clark) Hi!
Hand - (stringendo la mano a Clark) Redfield, il critico?
Clark - (guardando la signorina Delehanty) Temo di s.
Georgina - Ma non legge i libri.
Hand - Ringraziamo Iddio! Pensi che cosai direbbe, se li leggesse. Tessie, forse faremo bene a I sederci, ora.
La signorina Delehanty - Sii! (Siedono nella prima fila).
Clark - (sottovoce) Come si chiama?... Hand?
Georgina - George Hand. uno dei pi grandi librai di...
Clark - Ah, s! Mi sembrava di conoscerlo!
Georgina - Qualche cosa che non va?
Clark - No, nulla. Se i libri devono essere venduti, deve pur esserci qualcuno che li venda. Scommetto che bisticcer con Tessie, quando lei si accorger che questa non una rivista musicale. Sono sicuro che uno dei suoi inviti a pranzo. Non vero?
Georgina - S, infatti. Ma non ho potuto accettare.
Clark - Perch?
Georgina - Perch avevo gi accettato il suo.
Clark - Poteva telefonarmi.
Georgina - Bella risposta, questa! Infatti l'avrei fatto, se avessi saputo dove trovarla.
Clark - Chiami sempre al giornale. Se non ci sono, qualcuno sapr dirle dove sono andato a finire.
Georgina - Me lo ricorder... ma non credo che mi serva.
Clark - Dicono che questo Hand sia un donnaiolo.
Georgina - S? Non lo sapevo.
Clark - Credevo.
Georgina - Perch mai?
Clark - Non lo so. Qualche volta mi succede di essere chiromante. Ho sangue indiano nelle vene.
Georgina - Spero che nel futuro si voglia risparmiare...
Clark - (applaudendo) Shhh! Si alza il sipario. (La luce si spegne, ma rimangono illuminati i volti di Georgina e Clark. Un applauso seguito da squilli di tromba e indi la voce di attori invisibili si ode da. destra).
Antonio - Non so davvero il perch della mia tristezza. Essa mi stanca e, a quel che dite, stanca pure voi; ma ho ancora da sapere come l'ho presa o trovata, o come me la sono procurata, di che sostanza sia e donde sia nata. una tristezza che mi rende tanto stupido che stento a riconoscermi.
Salerio - Il vostro pensiero ondeggia sull'Oceano dove le vostre ragusee dalle vele maestose, simili a signori e a ricchi borghesi dei flutti o, in certo modo, simili a ricchi carri trionfali del mare, guardano dall'alto i piccoli trafficanti che ad essi s'inchinano e fanno riverenza quando filano loro da presso con le ali intessute. (Durante l'ultima parte della battuta di Salerio, la sua voce si fa pi debole, mentre l'attenzione di Georgina si distrae dalla scena. Solo un lontano mormorio si ode, ora. Dopo un attimo il Direttore del teatro, in smoking, rassomigliante a Allerton, entra frettolosamente da sinistra. Va direttamente verso Georgina e passa davanti a Clark per arrivare da lei).
Il Direttore - (nervosamente) Mi scusi, lei la signorina Georgina Allerton?
Georgina - (sorpresa) S, sono io.
Il Direttore - Sono il Direttore del teatro. La signorina Vincent, che interpreta, Porzia, svenuta nel suo camerino e...
Georgina - Oh, terribile! una cosa grave?
Il Direttore - Spero di no. Ma non pu continuare a recitare. E noi non abbiamo nessuna attrice di riserva.
Georgina - Che cosa farete, allora?
Il Direttore - per questo che sono venuto da lei.
Georgina - Da me?
Il Direttore - S, la signorina Vincent crede che lei conosca la parte di Porzia...
Georgina - L'ho recitata una volta. Ma a scuola, molti anni fa.
Il Direttore - Ricorda la parte?
Georgina - Oh, parola per parola. Ma impossibile che io...
Il Direttore - Non vuole aiutarci?
Georgina - (esitante) Ma, non lo so. (A Clark) Che cosa ne pensa, Clark?
Clark - (ridendo) diventata matta? Lei non pu andare sul palcoscenico a recitare la parte in una serata di prima.
Georgina - (al direttore) Credo che abbia ragione. Non posso.
Il Direttore - La prego! O vi rimediamo in qualche modo oppure dobbiamo rifondere migliaia di dollari e mandar via il pubblico scontento. La signorina Vincent mi ha detto di chiederglielo in nome della vostra alma mater di...
Georgina - Va bene! Lo far! Tenter!
Clark - (cercando di trattenerla) diventata matta?
Georgina - (ributtandolo indietro) Preferisco essere matta che vile!
Il Direttore - Questo spirito, signorina Allerton! So che ci salver. Da questa parte, prego. (A testa alta ella lo segue, attraversando la scena oscura. La luce si spegne a sinistra, dove c' un applauso, seguito dalla voce del direttore, dall'esterno) Signore e signori, ho il dolore di annunciare che la signorina Hilde Vincent, che doveva interpretare Porzia, impossibilitata ad apparire. (Mormorii ed esclamazioni dell'invisibile pubblico) Comunque, per coincidenza, in platea era presente una giovane signora, Georgina Allerton, la quale, sebbene non sia un'attrice di professione, conosce la parte e ha graziosamente consentito a sostituire la signorina Vincent. (Applausi e mormorii). Clark - (a bassa voce) Buum!
Il Direttore - Sono sicuro che considererete la signorina Allerton con tutta la vostra indulgenza, poich interpreter la parte dopo aver saputo della cosa solo un momento la e senza nemmeno una prova. Grazie. (Applausi seguiti da una dissolvenza di musica, indi la luce torna a sinistra, su una piccola sezione di palcoscenico elevato. Georgina, nelle vesti di dottoressa veneziana, sta sul palcoscenico, di fronte al pubblico che a sinistra e tra il quale si scorge Clark. Egli ghigna sardonicamente, non appena Georgina comincia a recitare).
Georgina - La natura della clemenza di non essere forzata. Essa scende dolcemente come la soave pioggia dal cielo sul terreno sottostante, ed due volte benefica. Fa felice colui che la dispensa e colui che la riceve; presso i potenti, pi potente; adorna il monarca sul trono meglio che la sua corona. Lo scettro di lui l'emblema della forza, del potere terreno, degli attributi della reverenza e della maest, e in esso risiede il terrore e la paura che ispirano i re; ma la clemenza al disopra del potere scettrato. Essa ha il suo trono nel cuore dei re ed un attributo di Dio stesso. Il potere terreno appare allora pi simile a quello divino quando la clemenza addolcisce la giustizia. Tu, quindi, ebreo, bench ci che domandi sia la giustizia, pensa a questo, che, a rigor di sola giustizia, nessuno di noi potrebbe veder la propria salvezza. Noi invochiamo la clemenza, e questa invocazione ci insegna a tutti che dobbiamo far atti di clemenza. (Mentre ella recita, l'espressione di Clark si ammorbidisce, fino ad arrivare quasi al pianto. Quando la battuta finita, c' uno scoppio d'applausi, acclamazioni, e grida di Bravali). Clark prende un fazzoletto e si soffia il naso. Georgina s'inchina, sorride, manda baci al pubblico. Due maschere vengono da sinistra portando un enorme cesto di fiori che dispongono accanto a Georgina. Le mani piene di fiori, s'inchina ancora. Poi scompare. Altri applausi mentre la luce si spegne. Clark si alza in piedi mentre vede Georgina avanzarsi, e le va incontro).
Clark - Georgina! stata meravigliosa!
Georgina - (andando alla sua poltrona) Non cerchi di adularmi. So che non sincero.
Clark - Non vero! Le assicuro che stata superba, sincera, affascinante, drammatica, eloquente, piena di forza.
Georgina - Troppo per una ragazza che non sa far niente, una ragazza che non pu far niente, non vero?
Clark - Ritiro tutto, Georgina... ogni parola. Le ho fatto un torto...
Georgina - La prossima volta, forse, sar pi prudente. Temo solo che non ci sar una seconda volta per lei, almeno per quanto mi riguarda. (Si sono seduti).
Clark - Georgina, intende dire che vuole liberarsi di me?
Georgina - S, ed una felice liberazione!
Porzia - (fuori scena) Una piacevole liberazione! Suvvia, richiudete la tenda. Che tutti del suo colore mi possano scegliere cos! (Applausi e l'invisibile sipario scende. Non appena ritornano le luci sulla sinistra, Georgina trasalisce e prende ad applaudire. La musica elisabettiana viene ripresa e continua).
Clark - (a Georgina) Sono contento che sia ritornata tra noi. (Gli altri spettatori si alzano e cominciano ad uscire).
Georgina - Non bello?
Clark - Sono sicuro che non ne ha sentito una parola!
Georgina - (indignata) Perch? Non mi sfuggita una sillaba! Che cosa vuole dire?
Clark - Andiamo! Lei era in qualche Castello in Aria!
Georgina - Ma niente affatto!
Clark - (guardando verso Hand e la Delehanty) Shhh! Non dobbiamo dar loro l'impressione che non andiamo d'accordo. Inoltre, muoio dalla voglia di sapere come Tessie ha interpretato la scena dello scrigno. '
Hand - (unendosi a loro, con la sua amica) Dico! Quella Vincent, un'ottima Porzia! Ad incontrarla per la strada non si direbbe che abbia tutto quel fuoco.
Clark - Il mondo pieno di ragazze come lei. \ Deve vivere con loro, per conoscerle bene. Una sigaretta, signorina Delehanty?
La signorina Delehanty - S, perch no?
Clark - (andando con lei verso sinistra) Ci potrebbe essere un monte di ragioni. Vediamo, prima, dal lato puramente estetico... (Escono).
Hand - Cos mi tradisce con un critico!
Georgina - Avevo gi accettato quando lei...
Hand - Non ha importanza. Ma, ricordi, domani al Canard Rouge. Ho scoperto tante altre cose sul Messico. Sembra che...
Georgina - Se le riservi per domani. Dovremmo unirci agli altri.
Hand - (mentre escono) S, credo di s. Una nullit, quel Redfield, vero?
Georgina - Oh, s... infatti. (Appena usciti lo. luce si spegne e la musica si cambia in un ritmo I di jazz. La luce ritorna, al centro, su un tavolo d I un club notturno. Un capo cameriere, entra, da I sinistra, seguito da Georgina e Clark, che ancora I porta il manoscritto).
Il Cameriere - Va bene, questo?
Clark - S, benissimo. (Si siedono).
Il Cameriere - Che cosa ordinano, i signori?
Georgina - Niente per me. Ho solo una mezz'ora...
Clark - sufficiente per un bicchierino. Scotch e soda?
Georgina - Non guasti le cose cominciando a domandarmi quello che voglio.
Clark - (al capo cameriere) Due Scotch con soda. E due crostini di segala con pesce affumicato.
Georgina - Crede di poter mangiare due
crostini?
Clark - Allora ne porti uno, per cominciare.
Il Cameriere - S, signore. (Esce. La musica cessa).
Clark - Ora possiamo riposarci e parlare un poco.
Georgina - Non potrei riposarmi se dobbiamo parlare di qualche cosa. Non riesco a capire perch mi sono lasciata trascinare qui, quando dovrei...
Clark - Lo so! Ho gli occhi fissi sull'orologio! Dove ha l'appuntamento a mezzanotte, Cenerentola?
Georgina - Non fa troppe domande?
Clark - Giornalista. Trovare notizie o cambiare mestiere.
,
Georgina - Se ci tiene a saperlo, devo andare all'aeroporto a salutare una persona che parte.
Clark - Bene! Verr con lei!
Georgina - Niente affatto!
Clark - Deciso! (Improvvisamente ride).
Georgina - (indispettita) Sono cos divertente?
Clark - Sto pensando a George Hand.
Georgina - E che c' di comico?
Clark - All'uscita del teatro, mi chiese dove eravamo diretti e gli risposi che saremmo andati al Blue Grotte e perch non ci raggiungeva. Ora, me lo immagino in giro per quel simpatico localetto in cerca di noi, mentre la signorina Delehanty siede immersa nei suoi pensieri... la semplice creatura!
Georgina - Come un bambino... (Ride tra se) Ride solo per quel ritratto della signorina Delehanty...
Clark - Va tutto bene. Non mi chieda scusa. George Hand ha cercato di sedurla?
Georgina - Cielo, chi che parla come un libro stampato?
Clark - Ho imparato che non devo usare la prima parola che mi capita sulle labbra. Naturalmente, se non le d fastidio, le chiedo se Hand ha cercato di...
Georgina - (in fretta) No, non avrei permesso. Mi ha proposto di andare con lui nel Messico. E pu darle la sua interpretazione, adesso.
Clark - Gi fatto. La cosa non mi preoccupa.
Georgina - Perch dovrebbe preoccuparla?
Clark - Le ho appunto detto che non sono preoccupato. E neanche lei dovrebbe esserlo.
Georgina - Chi li ha detto che sono preoccupata?
Clark - (preoccupato) Nessuno. Mi dica una cosa, Georgina. vergine?
Georgina - Non ha detto che l'Associazione della Stampa limita le sue ore di lavoro?
Clark - (meditabondo) Non c' davvero troppo da fare. Sono contento di essere andato a teatro con lei. Perch, improvvisamente, ogni cosa diventata chiara. Ricorda che le ho detto che era caduta in trance?
Georgina - Ha detto che ero volata in qualche Castello in Aria.
Clark - S, l'ho guardata per caso e ho capito che lei, in quel momento, non era Georgina Allerton, la ragazza laureata che ha un negozio di libri. Era improvvisamente diventata qualcuno dei personaggi della commedia, immaginava di essere Porzia di Belmonte che, a sua volta, immaginava di essere un avvocatessa in un'immaginario tribunale veneziano.
Georgina - Si suppone che questa sia la funzione dell'arte. Identificare noi stessi con...
Clark - No, l'arte ci dovrebbe rivelare la realt. Dovrebbe essere il mezzo per proiettarci nella realt.
Georgina - Se non sbaglio, sta cercando di dirmi che... che io sfuggo dalla realt?
Clark - S. Seduto accanto a lei, in teatro, e guardandola...
Georgina - Non s'interessava della commedia?
Clark - Che cosa me ne importa?
Georgina - Volevo sapere che cosa la spingeva a guardarmi.
Clark - Mi lasci arrivare al punto, per favore.
Georgina - Scusi.
Clark - Il punto che lei una sognatrice. Lei vive in un mondo di fantasie invece che in un mondo di realt.
Georgina - Qual la realt di cui lei sta parlando?
Clark - Non me lo domandi, perch non sono sicuro di sapere la risposta. Ma sono sicurissimo che significa che lei deve vivere la sua vita e non sognarla.
Georgina - Se un sogno reale perch non dovrebbe esserlo come qualunque altra cosa?
Clark - Perch sognare facile e vivere diffcile. Perch quando sogna, stabilisce lei le proprie regole, ma quando cerca di fare qualche cosa le regole sono imposte per lei dalle limitazioni della sua natura e dal mondo in cui vive. Perch, non ha nessuna importanza che lei vinca, nei sogni; sono vittorie illusorie, e lei ne uscir sempre a mani vuote. Ma, nella vita, sia quando perde che quando vince, avr sempre qualcosa da mostrare... magari solo la cicatrice, di un ricordo doloroso.
Georgina - Le cicatrici sono brutte e il dolore fa male.
Clark - Senza il brutto non ci pu essere il bello. E se lei ha paura di conoscere il dolore, non conoscer mai il valore del piacere.
Georgina - Lei duro!
Clark - Ho dovuto combattere per aprirmi una strada nella vita, a quanto ricordo. O si duri, o si perde.
Georgina - Non sono stata educata come lei. Ho sempre avuto qualcuno a proteggermi.
Clark - Se tiene fasciato un muscolo per troppo tempo, si atrofizza. E questo vale anche per le sue emozioni. Se le soffoca con i sogni, periranno dopo poco tempo.
Georgina - Non lo dica. di questo che ho paura.
Clark - ora che qualcuno glielo dica.
Georgina - Lo so. Buttalo in acqua e imparer a nuotare. Ma supponga che io non sia quella che riesce a stare a galla. Supponga che io sia la sola che va sott'acqua.
Clark - Va bene, allora. Se la pensa cos, rimanga seduta per il resto della vita sulla riva e lasci che i raggi della luna cambino il suo sangue in acqua.
Georgina - No, non devo. Mi dica. Non devo. Ma che cosa farebbe lei, se le si presentassero davanti le cose che ha sempre sognato? Supponga... supponga di avere molto interesse per qualcuno. Non pu levarselo dalla mente, notte e giorno. E, contemporaneamente, sa che tutto inutile, sa che non potr averlo mai. Ma continua a pensarci, piangendo e desiderando e sognando. E allora, ad un tratto, quello che credeva non potesse mai succedere, improvvisamente diventa possibile. Quello che ha sempre desiderato avere, suo, basta volerlo. Ma tutto differente... completamente differente dai suoi sogni. E anche lui differente. Ma questa realt, non pi un sogno! Questa la sua ricetta... realt! Perci, che cosa dovrei fare, secondo lei?
Clark - Non secondo me, affatto.
Georgina - Ma lei ha detto...
Clark - Ho detto di vivere la sua vita. Molta gente si diverte a rovinarsi l'esistenza correndo dietro al sacco d'oro che sta dietro l'arcobaleno. Ma quando l'arcobaleno si dilegua, e scopre che il sacco pieno di cenere, quella gente non ha nulla da stringere al petto. E allora fa finta di niente e dice: Beh, guarda come mi sono tirato fuori dai guai . Cos avviene, se si ha un po' di senso di umorismo. Se lei pu far s che un sogno divenga realt, se rie impadronisca. Ma se le muore, si rimbocchi le maniche e gli dia una sepoltura decente, invece di portarsi il cadavere in giro. (L'orchestra comincia a suonare un altro ballabile).
Georgina - (alzandosi) Grazie, maestro.
Clark - (alzandosi) Deve gi andare?
Georgina - L'autobus dell'aeroporto non aspetta.
Clark - tanto importante andare?
Georgina - Le ho detto che ho promesso che sarei andata...
Clark - Che succederebbe se non andasse?
Georgina - Nulla, credo. Tranne che rimarrebbe deluso.
Clark - (mentre entra un cameriere con i liquori e il crostino) Se deve proprio andare manger e berr da solo, e le ho detto che non mi piace.
Georgina - (esitante) Se non ci vado, dovrei almeno telefonare all'aeroporto e dirgli che non posso.
Clark - Perch? Se non si fa vedere, sar chiaro che non andata.
Georgina - S, credo che sia vero.
Clark - Naturalmente, se vuole prendersi la gioia di una telefonata non necessaria...
Georgina - No, proprio non voglio.
Clark - (risiedendosi) Allora sediamoci.
Georgina - (obbediente) Vorrei sapere perch le d ascolto.
Clark - Ho una personalit magnetica. (Alzando il bicchiere) Mi si seccata la gola parlando. Alla sua salute.
Georgina - (alzando il bicchiere) Alla sua. Mi dispiace che la sua gola si sia seccata, ma sono contenta di aver parlato con lei. Mi sa dire perch?
Clark - (scrollando le spalle) Non lo so. Credo sia perch detesto vedere qualcuno, con quel paio di gambe, andare in giro in trance. (Danno un morso al crostino) Dico, maledettamente buono!
Georgina - Potrei averne un po'?
Clark - Certo! Forse sar meglio ordinarne un'altro.
Georgina - No, finiamo prima questo. (Assaggiando) buono. Ha sempre ragione, lei!
Clark - Il novanta per cento delle volte. Beh... diciamo il novantacinque. Spero d'aver ragione anche per l'incontro Wilinski-O' Connell. Ho puntato su. Wilinski a due a uno.
Georgina - (con la bocca -piena) Peccato che non ci sia andato.
Clark - Oh, non fa niente. Per una volta tanto...
Georgina - Grazie, caro.
Clark - Dovrebbe mangiare di pi. troppo magra.
Georgina - Me lo ha gi detto.
Clark - (guardandola) Jim Lucas?
Georgina - (trasalendo) Come?
Clark - Mi ha sentito benissimo. Ho detto Jim Lucas.
Georgina - Come l'ha intuito?
Clark - Ho un abilit speciale per sistemare uno e una insieme.
Georgina - Va a Reno per divorziare.
Clark - E per quale altra ragione si andrebbe a Reno?
Georgina - Vuole che lo raggiunga.
Clark - E lei?...
Georgina - Forse.
Clark - Dico, mi piacerebbe avere un pezzo dell'agenzia che le sistemer il viaggio. E se andr, che cosa succeder?
Georgina - Ci sposeremo e prenderemo un ranch.
Clark - Un ranch. (Improvvisamente) Dio mio, proprio uscito fuori dal suo romanzo.
Georgina - Buttare in acqua la gente non basta a lei. La deve prendere a calci. (Alzandosi) Si alzi!
Clark - Perch?
Georgina - Voglio ballare.
Clark - Con me?
Georgina - Io sono una ragazza timida. Mi vergognerei ad invitare un estraneo. Non le piace ballare?
Clark - (alzandosi) Dipende con chi.
Georgina - Lei ha un modo delizioso di dire le cose. Anni di esperienza, suppongo. (Ballano avanti e indietro per la scena, un riflettore segue).
Clark - Lavorando in un giornale si gira il mondo.
Georgina - Questo quello che volevo dire.
Clark - I suoi occhi sono mica male.
Georgina - Ora, non le pare d'andare troppo oltre?
Clark - Questa critica. L'esagerazione uno dei miei peggiori difetti.
Georgina - Sono sicura che ne pieno.
Clark - Ah... abbastanza!
Georgina - questa la ragione per cui nessuna ragazza l'ha sposato?
Clark - Non l'ho mai chiesto a nessuna.
Georgina - Mai incontrata una degna, suppongo.
Clark - In parte. Ma anche perch penso che sarei un pessimo marito.
Georgina - S? Perch?
Clark - In primo luogo... (Separandosi) ... Vuole veramente saperlo?
Georgina - un argomento come un altro.
Clark - Noi non dovremmo parlare.
Georgina - Questo vero. Il fatto che lei non sembra troppo felice quando non parla.
Clark - Ecco, questa la prima cosa. Sono un chiacchierone.
Georgina - Forse perch ha molte cose da dire.
Clark - Non mi persuade. Il mondo pieno di palloni gonfiati. Poi sono rude e caustico. Affronto le cose direttamente.
Georgina - Potrebbe essere onest.
Clark - Come per l'egoismo... questo il mio secondo nome.
Georgina - una qualit che sembrano avere molte persone di genio.
Clark - Sono un tipo difficile da trattare.
Georgina - Le persone complesse di solito lo sono.
Clark - Manco di rispetto.
Georgina - Forse perch troppo acuto per farsi ingannare.
Clark - Mi secca ascoltare i guai della gente.
Georgina - Forse pensa che ognuno dovrebbe risolvere da s i propri problemi.
Clark - L'idea di sopportare una moglie mi disgusta.
GeorgiNa - Un uomo indipendente, non pu rispettare una donna sana, disposta a sottomettersi.
Clark - Sono un animale intrattabile. Se ho un forte impulso, difficile che non lo segua.
Georgina - Denota immaginazione, coraggio. (La musica cessa. Si fermano e applaudono meccanicamente, entrambi animati di una nuova emozione).
Clark - Lei balla bene.
Georgina - Grazie. Anche lei.
Clark - (mentre ritornano al tavolo) Perch non ordiniamo da bere?
Georgina - (sedendosi) Questa un'idea meravigliosa.
Clark - Ordini lei. Devo fare qualche telefonata. (Cercando nelle tasche) Ha qualche nichelino? Sa, non riesco mai ad avere nichelini.
Georgina - (aprendo la borsa) Credo di s. Quanti?
Clark - Oh, tre o quattro. (Georgina gli porge qualche monetina) E non dimentichi di ordinare da bere.
Georgina - Va bene.
Clark - Anche un altro sandwich.
Georgina - Va bene.
Clark - (prendendo i resti del crostino) Lo finir telefonando. (Gli d un morso ed esce. Mentre Georgina lo segue con lo sguardo, la luce si spegne. Colpi persistenti si odono b attere su una porta che fuori la scena. La luce ritorna sulla scena al centro, momentaneamente vuota. Un uomo in pantofole e camicia da notte di flanella, viene da sinistra, portando una lampada a petrolio. Somiglia a Allerton).
L'Uomo - (guardando fuori della scena, dove continuano i colpi) Porca miseria, chi diavolo ?
Clark - (dall'esterno) Il Giudice di Pace Billings in casa?
Billings - Dove diavolo crede che io me ne stia a quest'ora?
Clark - (dall'esterno) Allora apra e ci faccia entrare.
Billings - Che accidenti vuole?
Clark - (dall'esterno) Ci vogliamo sposare.
Billings - Beh, sangue di Giuda, non potete aspettare fino a domani mattina?
Clark - (c. s.) No, non possiamo. un caso urgente.
Billings - (andando ad aprire) Certa gente non sa neanche perch nata! (Suono di catenaccio aperto e di una porta che cigola. Poi Billings riappare, seguito da Clark e Georgina).
Clark - (mostrando una carta) Ecco la licenza, Giudice. Ora mettetevi al lavoro.
Billings - (guarda la licenza mentre suona un orologio a cuc) Che mi prenda un accidenti! Le due! A quest'ora dovreste stare a letto, voi giovani, invece di gironzolare!
Clark - Lo sappiamo. Ma pensavamo che era bene sposarci, prima.
Billings - (leggendo la licenza) Vuoi tu, Georgina Allerton, prendere questo giovanotto, Clark Redfield, come tuo legittimo marito?
Georgina - S.
Billings - E tu, Clark Redfield, desideri prendere questa ragazza, Georgina Allerton, come tua legittima moglie?
Clark - per questo che sono qui.
Billings - Per amarla e sostenerla. Per onorarla e ubbidirla.
Clark - No.
Georgina - (contemporaneamente) No!
Billings - Che c'?
Clark - Togliete quellobbedire.
Billings - (di cattivo umore) Fa parte della cerimonia. La gente non pensa di prenderlo alla lettera.
Georgina - Noi siamo gente molto seria... molto seria e molto onesta.
Billings - Quando celebro un matrimonio non voglio ripetere. In malattia e in salute. Nella gioia e nel dolore. Fino a che morte vi separi.
Clark - S.
Georgina - Io... (Si ferma, un rumore di zoccoli di cavalli si ode da sinistra).
Jim - (dall'esterno) Alt! (Il zoccolare del cavallo cessa e Jim irrompe, vestito da cowboy) No! No! Fermatevi!
Georgina - Jim!
Clark - Oh, sei qui!
Jim - S! E appena al momento giusto, sembra.
Clark - Che vuole?
Jim - (ignorandolo) Georgina, hai riflettuto su quello che stai facendo?
Georgina - Non troppo, Jim. Ma mi sembra una cosa meravigliosa! Come se fossi per la prima volta veramente viva.
Jim - Stai cedendo a un impulso romantico, stai gettando via te stessa.
Clark - (a Jim) Non t'immischiare, Lucas. Sei finito per la ragazza, ed io prendo il sopravvento.
Jim - Rispondigli, Georgina!
Georgina - Non so che dire. Non ho mai incontrato nessuno come lui prima d'ora. un ragazzo duro... Mi affascina come una luce viva.
Jim - Va bene. Risponder io a lui, allora. (.4 Clark) mia, mia. Hai capito?
Clark - Che cosa te lo fa credere?
JiM - Perch mi ama... mi ha sempre amato. Per anni ha costruito la sua vita segreta intorno a me... interessandosi, sognando, sperando contro la speranza. Ed ora sono libero e la voglio... e la voglio far mia.
Georgina - la verit. Egli mi vuole, e io l'ho sempre amato e...
Clark - Sciocchezze! Non sa e non sapr mai quello che vuole. E tu non l'ami e non l'hai mai amato. Tu sei stata innamorata di qualche Romeo della tua immaginazione, che non sta n in mare n in terra.
Georgina - Credi? Credi che sia cos?
Jim - Non l'ascoltare, Georgina.
Georgina - Devo ascoltarlo, Jim. Potrebbe aver ragione. Ha... ha ragione il novantacinque per cento delle volte.
Billings - (impazientemente) Beh, giovane signora, io me ne vado a letto. La legge non mi obbliga a stare in piedi tutta la notte, aspettando che la gente si decida.
Georgina - No, aspetti! vero. Devo decidermi. Se non lo faccio ora, non lo far mai pi. Va bene, Giudice, prosegua.
Billings - Oh, finalmente! Vuoi, Georgina Allerton...
Jim - No, Georgina, non puoi farlo.
Billings - Lei se ne vada, amico, se non vuole passare la notte in guardina.
Clark - Vattene, cowboy. Fila! (Jim guarda Georgina ma ella volta la testa ed egli esce pieno di dolore).
Georgina - Benissimo. Sono pronta. In malattia e in salute. Nella gioia e nel dolore. Fino alla morte... (S'interrompe mentre la musica da ballo del tabarin suona con tono alto) No, no! Fermati, Georgina! Non devi farlo! Non devi! (Clark e Billings sono usciti e, mentre, appare di nuovo la scena precedente, ella ritorna al suo posto al tavolo) Ci siamo da capo... mi sto ubriacando di sogni. E quando sono in me, non desidero altro che prenderlo a schiaffi. A lui non importa niente di me. Si sta divertendo alle mie spalle... mi prende in giro, ecco tutto. Sta a telefonare per sapere se ha vinto la sua scommessa... questo quello che gli importa. (Balzando in piedi) No, no! Non voglio pi vederlo. Me ne andr prima che ritorni. Io... io... io, oh, non lo so. Qualunque cosa, qualunque cosa pur di non ascoltare l'amara verit da lui. (Fa per uscire).
Clark - (entrando) Ho vinto! Wilinsky l'ha messo knock-out alla... (Guardandola) Sembra che se ne voglia andare.
Georgina - Infatti. Arrivederci e faccia le mie congratulazioni a Wilinsky.
Clark - Gli manderemo un telegramma. Dove va?
Georgina - Vado a prendere un taxi per andare all'aeroporto a prendere l'aeroplano con Jim.
Clark - Perch?
Georgina - Perch lei mi ha convinta che fare qualche cosa meglio di non fare niente. E se non vado via con Jim, non avr pi niente.
Clark - Naturalmente, se questo che vuole fare! Solo avrei voluto che me lo dicesse qualche minuto prima.
Georgina - Perch?
Clark - Lei sa, quegli impulsi improvvisi. Ho deciso sull'istante di finire la serata andando in giro a spendere quel denaro. Ho vinto con Wilinsky. Cos ho ordinato a una di quelle macchine che si prendono in affitto, di venirci a prendere. L'autista porta berretto con la visiera e guanti. Una cosa impressionante.
Georgina - Dove aveva deciso d'andare?
Clark - Oh, ho pensato che potevamo deciderlo insieme. Possiamo fare un giro di un paio d'ore per il Central Park e poi passare al Bronx... o pi in l. una bella notte per una passeggiata, e sedendo in un automobile, si pu parlare e... Non sono stato buono di dire una parola sensata in tutta la sera. (Paga il conto) Oh, non ha ordinato l'altro sandwich?
Georgina - Oh, mi scusi! Mi sono completamente dimenticata.
Clark - Ancora sognava ad occhi aperti?
Georgina - Ho paura di s. Di me e lei.
Clark - Sta migliorando. Penso che questo sia veramente un inizio. (Un autista in livrea entra).
L'Autista - Mi scusi, lei il signor Redfield?
Clark - S. Aspetti un momento. Veniamo subito.
L'Autista - S, signore. (Esce).
Clark - (guardandolo uscire) Che cosa le ho detto? Ebbene, pronta?
Georgina - Clark... Clark... io sono una ragazza seria. Non vorrei pi scherzare.
Clark - Anche io ho i miei momenti seri. Guardi, se non vuole la mia compagnia, l'accompagner all'aeroporto e poi andr a fare una passeggiata con me stesso. Solamente, andiamo. La macchina si paga anche quando sta ferma. (Prende il suo braccio e, mentre escono a destra, la luce si spegne. Un telefono suona a sinistra e la luce ritorna sul letto della signora Allerton, che accende la luce sul tavolo da notte che accanto a lei. In un altro letto, accanto, c' Allerton che grugnisce e si rivolta).
La signora Allerton - (prendendo il telefono, ancora dormendo) Pronto! (Starnutisce e tasta il cuscino per pulire la fodera mentre una luce, a destra, illumina rapidamente un letto doppio. Georgina, telefono alla mano, seduta sul letto con Clark accanto a lei).
-
Georgina - Pronto, mamma! Santo Cielo, mi sembra che tu stia peggio!
La signora Allerton - (irritata) Che c'? Che numero avete chiamato? (Allerton grugnisce ancora).
Georgina - Sono Georgina, mamma-.
La signora Allerton - Per l'amor di Dio, che ora ?
Georgina - Le tre e mezzo circa, credo. Ascolta, mamma io mi...
La signora Allerton - Perch telefoni a quest'ora? Sei in prigione?
Georgina - No, sono a Greenwich.
La signora Allerton - Che cosa stai facendo?
Georgina - Mi sono sposata.
La signora Allerton - (starnutendo) Come? Parla pi forte. Questo maledetto raffreddore sembra che mi sia entrato nelle orecchie.
Georgina - Ho detto che mi sono sposata.
La signora Allerton - Oh, mio Dio! George, hai sentito? Si sposata? (Allerton mormora intelligibilmente).
Georgina - Pensavo che...
La signora Allerton - (furiosamente) Aspetta un momento! Non posso parlare contemporaneamente a due persone. (Scuotendo Allerton) George, ti vuoi svegliare? Si sposata.
Georgina - (a Clark) Si arrabbiata perch l'ho svegliata.
Clark - Non la biasimo.
Allerton - (mettendosi a sedere sul letto) Chi si sposato?
La signora Allerton - Georgina, naturalmente! Chi credevi?
Allerton - Con chi?
La signora Allerton - Come faccio a saperlo?
Allerton - Domandaglielo.
La signora Allerton - (al telefono) Georgina, tuo padre vuole sapere con chi ti sei sposata.
Georgina - - Oh, con uno che conosco.
La signora Allerton - Lo spero bene! (Ad Allerton) Non mi riesce a farglielo dire.
Allerton - Fammi parlare. (Prendendo il telefono) Pronto, Georgina.
Georgina - Pronto, pap! Mi sono sposata!
Allerton - Ci puoi dire chi tuo marito?
Georgina - Si chiama Clark Redfield. Mi ha portata a pranzo, poi a teatro e poi...
La signora Allerton - (ad Allerton) Chi ?
Allerton - (alla moglie) Non ho capito il nome. Qualcuno che l'ha portata a pranzo, poi a teatro e poi...
La signora Allerton - Santo Cielo! (Prendendo il telefono) Non mi dire che quel giornalista presuntuoso e villano!
Georgina - (felice) S, proprio lui. Aspetta, ti ci faccio parlare. (D a Clark il telefono).
Clark - Pronto, signora Allerton. Questo il suo nuovo genero, Clark Redfield.
La signora Allerton - Clark, come? Parli un po' pi forte! (Starnutisce).
Clark - Redfield, Red, rosso come in Russiafield, campo, come per il football. Ha preso un raffreddore?
La signora Allerton - Solo un giornalista poteva farmi questa sciocca domanda. (Starnutisce).
Clark - Ha provato con...
La signora Allerton - Guardi, giovanotto, non mi dia consigli. Deve tenerseli tutti per la ragazza che ha sposato. (Ad Allerton) Credo che Georgina avr il fatto suo.
Clark - Come?
Allerton - Fammici parlare. (Prendendo il telefono) Pronto. Sono il padre di Georgina.
Clark - Oh, s. Io sono il marito.
Allerton - S, ho capito. Vorrei proprio sapere se avete qualche progetto.
Clark - Vuole dire progetti per il futuro o immediati?
Georgina - Fammici parlare. (Prende il telefono) Buona notte, pap. Di' alla mamma...
Allerton - meglio che glielo dica tu stessa... (Porge il telefono alla moglie).
Georgina - Volevo dirti solo buona notte, mamma.
La signora Allerton - Hai tutto quello che ti serve?
Georgina - S, abbiamo comperato gli spazzolini da denti e le noccioline da Mamaroneck.
La signora Allerton - Fa piuttosto freddo, non gli permettere di tenere la finestra aperta. (Starnutisce).
Georgina - Va bene. Buona notte. (Abbassa il ricevitore).
La signora Allerton - (abbassando) Spero di non essere sembrata troppo sentimentale. (Allerton starnutisce forte, mentre la luce si spegne).
Clark - (guardando l'orologio) Sono le tre e mezzo. Non sono mai andato a letto cos tardi. (Mette la lampada accanto al letto lasciando la scena in semioscurit).
Georgina - Aspetta! C' una cosa che vorrei sapere. Devo finire di sognare, finire del tutto? 0 non potrei appena appena...
Clark - Sar ragionevole, se sarai tu a far correre i tuoi sogni, invece di permettere che loro facciano correre te.
Georgina - Lo so. Se puoi sognare e non fare dei sogni i tuoi padroni!... . Credi che Kipling abbia ragione?
Clark - (mentre chiude un'immaginaria finestra) Senti, non ho fatto tutta questa strada per parlare di letteratura! (La scena cade nell'oscurit).
FINE


