Du’ ‘ntricusu di me’ nannu

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UNA NORMALISSIMA FAMIGLIA COMPOSTA DALLA MADRE DAL PADRE DAL FIGLIO E A TURNO DAL NONNO INVALIDO

Mi chiamo Angela Bambina e sono autrice della commedia brillante in dialetto siciliano, regolarmente depositata alla SIAE con n.prot. 01/2013 dal titolo:

 “Du’ ‘ntricusu di me’ nannu”.

Autorizzo  a pubblicare questa commedia sul vostro sito, al fine di farla conoscere e realizzarla.

La mia email è: bambina.angela@gmail.com – cell.3335780168

Breve commento.

Don Totò è un vecchietto che trascorre la sua vita stando un mese dal figlio Bastiano, dove si svolge la storia, e un altro dal figlio Vincenzo. Lui ha due amici che giocano a carte con lui e gli vanno a fare compagnia. La posta in gioco però è qualcosa che il nipote Antonino con cui ha continui alterchi, e la nuora Sarina non riescono a capire.

La scena si complica quando Don Totò, prende la magnesia e non riesce a tratttenere il suo bisogno fisiologico scatenando in casa una divertente scenetta. La cameriera, ingannata dall’odore e dal disordine che regna in casa, chiama le vicine per raccontare loro che in quella casa ci sono stati i ladri. Sarina il cui sogno è che suo figlio si faccia dottore, organizza con la comare Assunta un fidanzamento tra Maria figlia di Assunta e Lorenzo figlio di la Zà Vicenza, ma lei non sa che Maria è la fidanzatina di suo figlio Antonino, e quindi le cose si ingarbugliano un po’, anche perché in scena c’è  sua figlia Tania. E i Carabinieri che cercano in casa di Bastiano?

Forse hanno scoperto loro la posta che si giocano i vecchietti a carte?  

Gli attori sono 16 di cui 8 femmine e 8 maschi

            

                               “DU’ ‘NTRICUSU DI ME’ NANNU”

                          

                                     Commedia brillante in due atti

                                           di Angela Bambina             

                       

                                                    Personaggi

Lu Zu Totò                            il nonno di circa 85 anni pensionato

Antonino                               di circa 24-25 anni nipote, figlio di Bastiano

Sarina                                    la nuora di circa 42 anni, commessa in una merceria

Bastiano                                figlio di Totò, manovale di circa 45 anni

Tania                                     figlia di Sarina, bella ragazza di circa 21 anni

Michele                                 amico di lu Zu Totò, pensionato celibe di circa 78 anni

Aspano                                  amico di lu Zu Totò, pensionato coniugato

Gnazina                                 una aiutante a ore di Sarina, di circa 38 anni

Ciccina                                  vicina di casa di Sarina di circa 47 anni

‘Nzina                                    vicina di casa di Sarina  di circa 52 anni                                    

Assunta                                 comare di Sarina, madre di Mariai

                                             

Maria                                     fidanzatina di  Antonino e figlia di Assunta

Lorenzo Gallo                       giovane contadino di circa 28 anni

Za Vicenza                            madre di Lorenzo, casalinga di circa 70 anni

                                      

Carabiniere                            giovane di 30-32 anni

Pietro                                     garzone della farmacia

Tutta la commedia si svolge in una stanza.  Una sala adibita a soggiorno dove c’è una porta che va nelle stanze da letto della famiglia, a destra c’è una finestra che permette di affacciarsi sulla strada, vicino alla finestra c’è un corridoio che da l’accesso alla cucina e alla porta d’entrata.

Nella parete di fondo una credenza, con le stoviglie “buone”, dei quadri appesi ai muro.Una libreria con sopra uno specchio e delle piante.  Nella scena davanti c’è un piccolo televisore, una poltrona, tre sedie e un tavolino a destra, un tavolo con quattro sedie a sinistra. Al centro del palcoscenico un tappeto stile “persiano”   Suppellettili varie.

                                                     PRIMO ATTO

                                                    

Totò è un anziano uomo ottantacinquenne, vedovo, che da quando gli è morta la moglie sta  un mese da suo figlio Vincenzo e l’altro mese da suo  figlio Bastiano. Ha problemi alle gambe e quindi sta seduto sulla poltrona, e per spostarsi ha bisogno di essere accompagnato da qualcuno.

Antonino, figlio di Bastiano è il nipote di Totò, è un ragazzo di venticinque anni, gli piace uscire con gli amici e tutte gli svaghi dei ragazzi dei suoi tempi  studia per laurearsi in medicina, ha la ragazza, ma la madre non lo sa.

Zu Michele è un uomo dall’età di settant’anni, in pensione da un pezzo, chei passa il tempo stando in piazza con gli amici e ogni giorno va a giocare a carte con l’amico Totò. Ha un piccolo difetto: è balbuziente.

                                              

                                                             Scena prima

Zu Micheli                 E ora pigghiu iu quattru e quattru e fazzu scupa e vincivu

                                   picchi antura avia deci punti ora ni misi sicuru quattru e allura 

                                   vincivu!

Nonno                        Senti a mia, cuntamu li carti, tu marpiuni si, tu ‘mroghi!

Zu Michele                Ma chi c’è di mrughiari, si antura n’avia deci, ora li cuntu e ti

                                   fazzu cunvintu!

Antonino                    Ma chiù araciu un putiti iucari, un si arreggi, cu tuttu lu

                                    manicomio chi faciti, pari chi vi stati iucannu li casi!

Nonno                        Megghiu! Megghiu! Michè voghiu la rivincita subitu!

Antonino                    E chi si stannu iucannu chisti, si un pusserinu mancu li sordi pi

                                   li sicaretti?

Nonno                        Allura Michè, sta attentu a mia, un mi mrughiari picchi stasira

                                   n’haiu bisognu! E quindi e vinciri iu!

Antonino                    Ma di socchè chi ha bisognuu si po’ sapiri?

Nonno                        Ma chi ti ‘nteressa, leggiti lu giornali e fanni iucari, chi ann’atra

                                   anticchia veni puru me cumpari Aspanu.

Antonino                    E chi rapemu la cammara? Appena veni me mamà, cu l’avà

                                   sentiri!

Zu Michele                Ma Aspanu picchi unna vinutu?

Nonno                        Picchi avia na visita prenotata, nà l’androcolo…andricolo..

Zu Michele                Ma chi dutturi è? Andricoli? Chi malatia avi Aspanu, non è

                                   chi n’avissi a nfittari? Va si no’ mi ni vaiu, ma basta la me          

                                  “manciatina”, ci voli puru sta andricolina!

Nonno                        No, unne malatia chi mischa, l’addummannavu a me niputi.

                                   unne vero Antonì, chi l’”andricolina” un mischa?

Antonino                   “ l’andricolina” no di sicuru.

Nonno                        Due più due e pighiu quattru, ti lu ricia chi un miscava!

Antonino                    L’andricolina, un misca picchi unn’asisti! Si po’ avi natra cosa

                                   unni lu sacciu!

SI SENTE SUONARE IL CAMPANELLO

                                                

                                                      Scena     Seconda

Aspano, compare solo di nome, di Totò, come si usa nei paesi, è un uomo sulla settantina, sposato, che  dopo aver sbrigato le uscite di casa gli piace giocare a carte con gli amici. La sua qualità, se così si può dire, è che ride sempre, qualsiasi cosa dice la presenta come una barzelletta.

                                                   Detti e cumpari Aspanu

Aspanu                          Prontu pi iucari sugnu, allistivu! Mi fici lu giru turisticu

Nonno                           E nuvatri aspittamu a tia, dunni isti?

Aspanu                          Certu, tu,  sti scance unni là, sta matina me mughieri

                                      mi rissi: “o ti scrivi a la palestra o ti fa lu Tour-Duttu-Mutua,

Nonno                           E tu ti scrivisti a la palestra?

Aspanu                          Si cumannassi iu nintra ni mia! No decisi, su cunsighiu di me     

                                      muggheri, di fari lu tur.

Nonno                           E socchè?

Aspanu                          Un giru chi fazzu na matina si, e una nò, nanticchia

                                      accavaddu a li scarpi e un pizzuddu cu  la la machina.

Micheli                          E po’ ti lamenti chi sta sempri nintra! Ma, all’urtimu dunni

                                       isti?

Aspano                          Allura ivu prima ni lu dutturi, pò a la Cassa Mutua, di la

                                      Cassa Mutua, ivu nintra a pighiari a me mughieri, po’ ivu arrè

                                      ‘nà lu dutturi  poi ivu a pighiari li miricinali e pò purtavu a

                                     me mughieri  nintra e siccomu avia caminatu piccaredda

                                     a idda, ci parsi giustu  mannarimi  a pigghiari lu pani. Tuttu

                                     lu Tur, lu giru turisticu, nanticchia a la ‘pperi, picchi posteggi

                                     un si na trovanu, e nanticchia cu la machina, quannu pinsava

                                     dunni l’avii posteggiata!

Nonno                          Mi ti facisticisti veniri l’arteri scorosi? Chi ti scordi dunni

                                     posteggi la machina?

Aspanu                         Se! Dopu deci voti chi l’avia posteggiata na vota cà e na vota 

                                     dà, cu ci pinsava ‘cchiù dunn’era! Pensa chi l’urtima vota ivu  

                                     a la casa a dumannari a me muggheri dunni l’avia misu,

                                     e siccomu idda avi un roggiu a postu di la testa, risorvivu

                                     subitu!

Nonno                          Picchi era posteggiata ‘dà vicinu!

Aspano                         Vicinissimu! Rarre la Cassa Muta, e iu staiu a la Monna

                                     Razia, du’ chilometri di passiata!

Michele                        Mi! Li ammi l’ha ra viriri beddi sciughiuti!

Aspano                         Tantu sciughiuti chi caminanu suli.                                      

Michele                        Quantu chilometri facisti?

Aspanu                         5 chilometri cu la machina e 20 a la ‘pperi, si vo fari na gara,

                                     sugnu beddu allenatu, amunì…

Nonno                          Ma lu dutturi chi ti rissi, tutti cosi a postu?                                                             

Michele                        Non è chi mischi! ( allontanandosi con la sedia)

Aspanu                         Ma chi t’è mmiscari?

Michele                        L’andricolina!

Aspanu                         E socch’è?

Michele                        La tò malatia.

Nonno                          Un mi lu ricisti tu, chi avii a iri  nni lu “Androlico”

Aspanu                        “Androloco”, ma non è chi cura la malattia chi si chiama

                                     androcolia, ma…

Michele                       Un mi riri chi è chidda chi pensu iu? Chidda di dà ( fa il

                                     gesto per indicare la periferia del corpo), chidda chiù sutta,

                                     chidda chi veni a li Omini.

Aspanu                         Propriu chissa di li “Omini”.

Nonno                          E comu ti finì, malatu si?

Aspanu                         No mi fici fari la cura, ma ora mi rissi è tuttu a postu.

Michele                        Allura un ti servi ( fa il gesto per indicare quello che si

                                      giocano).

Suonano alla porta

                                                                                                                

                                                    

                                                      Scena terza

Detti e Maria la giovane ragazza che Antonino frequenta all’insaputa della   

             madre.

Dietro le quinte.           Antonino:“Ma tu com’è chi passasti di ccà?

Maria                          Era ccà vicinu e mi rissi ora ci vaiu, po’ essiri chi è sulu e

                                     chi  so nonnu dormi!

Antonino                     No… arruspighiatu è, pi fari dormiri a iddu di iornu ci voli

                                    un  corpu ‘ntesa, ma trasi trasi.

Nonno                         Mariù mi vinisti a truvari? Quannu ti viu sugnu sempri

                                     cuntentu!

Maria                           Iu puru, vi pozzu salutari?

Nonno                         Certu, dammi puru un bacettu, un semu nonnu e niputi a

                                     natranticchia!

Michele                       A cu apparteni sta picciuttedda?

Nonno                          Ti ‘nteressa?

Michele                        Unni lu sacciu!

Antonino                      E continua a unni lu sapiri, veni ‘cca Maria, ma dimmi. Stasira

                                     Chi fa niscemu, ni viremu na’ la piazzetta cu tutti li amici,

                                      chi dici?

Maria                            Viremu si pozzu veniri, picchi me matri pi ora avi cacchi cosa

                                      ‘ntesta chi un mi piaci!

Antonino                       Ci su problemi?

Maria                             Mannaru un partitu pi mia e me matri è accussì ‘agitata

                                       chi pari chi lu mannaru pi idda!

Antonino                        Lu partitu, a sti tempi ancora sti cosi si fannu? Chi dici di fari

                                       allura e parrari cu me matri, e la fazzu veniri?

Nonno                            Lassala stari a tò matri picchì chidda ti voli sulu dutturi!

Antonino                        Nò…li ammi un ti caminanu, ma la ‘ntisa l’ha perfetta! Fatti

                                       l’affari tò!

Maria                              Iu mi ni vaiu, po’ ti fazzu sapiri, lu salutu Don Totò.

Nonno                            Ciao Mariù, quannu passi di ‘cca fatti a viriri!

Maria esce di scena

Antonino                      Gioventù, pi staennata lu centru diurnu chiui’,  putemu fari chi

                                      continuati dumani, picchi ora e tardu!

Nonno                           E cu vinci accussi, Aspanu mancu na partita ha fattu?

Micheli                         Pi stasira mi la pigghiu iu picchi hai avutu nanticchi di

                                      storii.

Aspanu                          No prima s’allesti tuttu lu torneu e po’ si sparti!

Antonino                       Iu un sacciu soccu a tà spartiri e mancu ci voghiu pinsari,

                                      però ora vi na ta iri picchi sta arrivannu me matri, ora basta!

                                      Sti riscursi di vecchi mi stannu deprimennu, “ lu catarru mi 

                                      sta vinennu” mi sentu già la tussi! ( fa finta di tossire)

Nonno                           Ancora a fari lu spertu! Vaiti vinni picciò, ni viremu dumani

                                      a  la stessa ura, a mentri chi me nora è a travaghiari!

ESCONO GLI AMICI E RIMANE IL NONNO CON IL NIPOTE

                                                          Scena quarta

Nonno                        Stancu sugnu, ora ‘ma riposu nanticchia, anzi no, n’haiu

                                   tempu di arripusari quannu moru! Addumami sa televisioni!

Antonino                    Pronto! Vò atri cosi?

Nonno                        No, pi ora un voghiu nenti.

(Antonino gli accende la televisione)

Antonino                   Viri chi mi staiu assittannu cerca di un mi chiamari!

Nonno                        A viriri cu è chi ti chiama!

(Dopo nemmeno un minuto il nonno lo chiama)

Nonno                        Antonì,

                                   viri chi avi stà televisioni, chi mè viriri lu firm.

Antonino                    Accuminciamu, dici chi unna vii bisognu di mia?

                                   Un ti firi aggiustalla nonnò?  U ni là ‘docu vicinu la televisioni?

                                   Unni lu viri chi staiu liggennu lu  giornali?

Nonno                        Un mi firu  Antonì, veni cà, aggiustamilla e subitu.

Antonino                    Subitu, subitu!!! Ora accuminciasti puru a cumannari !!

Nonno                        Picchi un pozzu cumannari? Si un sbagliu sugnu to nannu.

Antonino                    Lu sacciu chi si mè nannu, picchi mi lu ricordi cinquanta voti lu

                                   iornu.

Nonno                        Pi un ti lu scurdari lu fazzu.

Antonino                    Bonu fa’… a tò niputi Rosetta, puru cinquanta voti lu iornu ci        

                                   lu  ripeti?

Nonno                        Unn’aiu bisognu di ripeticcillu, picchi idda mi tratta comu so  

                                   nannu…la matina mi pripara lu latti cu lu pani, a li voti mi fa

                                   puru lu cafè, mi fa la varva, mi tagghia li capiddi, e pò mi runa

                                   lu  bacettu, e tu mancu la televisioni mi vo aggiustari!

Antonino                    Picchi cà lu latti un ti lu manci?

Nonno                        Mi lu manciu, ma cu la crusta di lu pani e meci a mia mi piaci

                                   cu la muddica, e to cucina Rosetta mi lu fa accussi.

Antonino                    Cu la muddica? E lu putii riri puru prima stu riscursu, chi  la

                                   crusta me matri  l’avissi fattu siccari, e l’avissi macinata pi fari

                                   muddica e po’ fari li purpetti!

Nonno                        E lu cafè, ti lu scurdasti? Ogni tantu tò matri mi fa nanticchia di

                                   Orzo bimbo , chissu cafè è? Chissu sulu acqua lorda è!

Antonino                    Pi tia lu fa, lu sa chi lu cafè ti fa mali!

Nonno                        Mali fa… ma a la so sacchetta, chi è tirchia, ma tirchia  

                                   di moriri!

Antonino                    Tirchia è me matri? Sparagnatuta vo’ riri, me’ matri nà lira la

                                   fà addivintari du’ liri!

Nonno                        Chi poteri chi avi to’ matri, fà li magii, na lira addiventa du liri!

                                    E la varva, chi mi rici di la varva?

Antonino                     Chi ti ricu? Chi la longa! Chiama a lu varveri e ti la fa’ fari!

Nonno                         E finì chi na lira addiventa du liri!

Antonino                     E a chi veni lu varveri fatti taghiari li capiddi, chi pari  

                                    Binirittu Timpuni! Ma quantu capiddi ha? A mia mi carinu e a

                                    tia ti criscinu! Avissi a essiri a la riversa, si un sbagliu, tu si lu

                                    ‘vecchiu e iu lu picciottu!

Nonno                         Di fora! Ma di nintra no! Di nintra iu sugnu chiù picciottu di

                                    tia! Si un fussi pi sti ‘ammi chi un mi accompagnano chiù e

                                    sta manu chi mi trema, ti facissi  viriri iu!

                                   ‘Mmeci  mi pari chi sugnu sempri ‘ncapu ‘nà varca!

                                    Ma veru tinta mi finì, quannu era picciottu un fici lu 

                                    marinaru picchi mi ammaraggiava, e ora mi ci ficiru acchianari

                                    pi forza’ncapo sta varca! Menu mali chi mi passà lu rovesciu!

Antonino                     E li ammi e la manu e li peri, e la sciatica, e si stiticu e un po’                                   

                                    iri di corpu, e la purga chi t’ha pigghiari tri voti la simana,

                                    e li rizzi  di friddu , e li cosi chi ti scordi e chiddi chi dici

                                   survecchiu  e si cercu natranticchia na’ lu calendariu, dunni me’

                                    matri scrivi tutti  li miricinali chi ti  pigghi,  ancora nà trovu!

                                    Però ‘ncapu la  testa un pozzu riri nenti!

Nonno                         Certu, la testa marreggi precisa!

Antonino                     Haiu li me dubbi, però li capiddi l’ha ancora tutti, ma nintra la

                                    testa unni lu sacciu si ci su tutti li rotelli a lu postu o cacchi  

                                    cosa  camulì!

Nonno                         Camulì, camulì, iu sempri la naftalina haiu usatu pi profumu,

                                    quindi…

Antonino                     Ora capisciu  la puzza chi sentu quannu m’avvicinu a tia..

                                    naftalina, fetu di camula!

Nonno                         Sciavuru di gioventù vo riri!

Antonino                     Gioventù camuluta però!

Nonno                         Dicemu, gioventù bedda cantiata!

Antonino                     Tantu cantiata chi un si po’ truvari!

Nonno                         Finiscila, di fari lu spertu, picchi ha vintanni! Puru iu l’appi

                                     vintanni, e a me nannu lu trattava bonu, nò comu tu fà cu mia!

Antonino                      E lu bacettu ci lu ravi a to’ nannu!

Nonno                          Tannu un si usavanu sti cosi, ma lu rispettu se’, chiddu ci lu

                                     purtava sempri, quannu lu viria ci ricia sempri: “ossa binirica”

                                     e iddu m’arrispunnia sempri: “Binirittedda”

Antonino                      Picchi eri siccu ‘cci ricii “ di biniriciti l’ossa”?

Nonno                          Si gnuranti comu “la calia”! Vinia a diri “BINIRICITIMI!

Antonino                      E la birrittedda, pi cu era?

Nonno                          Pi tia! Pi cummigghiari li pirtusa di gnuranza di lu sicilianu

                                     chi ha!                              

Antonino                      Iu sugnu picciottu, e lu sicilianu unni lu capisciu tuttu!

Nonno                          A lu postu di leggiri lu giornali picchi un t’ha ccatti lu

                                     vocabolario di sicilianu e ti fa ‘na cultura!

Antonino                      Finu a chi tu si vivu un c’è bisognu di vocabolariu!

Nonno                          Fa’ lu spertu picchi, ha la furtuna di ‘iri a la scola  

                                     la ‘lavura’, s’ha va pigghiari, stu picciotto!

                                     Sa và “Lavurari” comu voli me’ nora, ma iddu

                                     leggi lu giornali e sfutti a so’ nannu!

Antonino                      Iu un sfuttu a nuddu! Si tu chi mi li scippi di mucca li paroli!

                                     E mi scippi sia chiddi boni chi chiddi tinti!

Nonno                          Tinti,  picchi boni unn’haiu ‘ntisu! Propriu un mi tratti comu

                                      to’ nannu!

Antonino                      Iu ricu chi cà nintra ti trattamu truppu bonu, pari lu principi di  

                                     Sirignanu! La poltrona, lu scialliteddu ‘ncapu li ammi, lu

                                     biscutteddu…

Nonno                         Viri chi lu principi di Sirignanu, sa’ và pigghiari la magnesia,

                                     picchi haiu un pocu di cosi di fari!

Antonino                      Cosi di fari cà o dà rintra?

Nonno                          Prima, fammi pighiari la magnesia, e po’ quannu sugnu

                                     prontu ti lu ricu dunni l’è fari!

Antonino esce e va a prendere la magnesia   

Antonino                    ‘Cca c’è la magnesia, ‘cu l’acqua ti l’ha pigghiari?          

Nonno                        Unni lu sa comu si pigghia la magnesia?                              

Antonino                    No, picchi iu unnaiu bisognu, ci vaiu sulu!

Nonno                        Puru iu ci vaiu sulu.

Antonino                    E allura a chi ti servi sta magnesia?

Nonno                        Pi farimi cumpagnia…lu sa a la vicchiaia…ni ramu na manu e

                                   ni facemu cumpagnia.

Antonino                    Tu e la magnesia?

Nonno                         Iu e la magnesia, un po’ essiri? Ognunu avi l’amici chi merita!

Antonino                     Zittuti nanticchia, megghiu chi t’aggiustu la televisioni, e talia

                                    però!

Antonino                    ( aggiustando la televisione) Accussi bona è?

Nonno                        Spostati, pagghiri cà, natranticchia, no.. no un ti moviri chù, chi

                                   si viri bona, fermala docu precisa è, lassalu docu, su firm

                                   vogghiu viriri!

                Antonino controlla la televisione se è sintonizzata bene ma…                             

Antonino                    ‘Nò… ma stu firm tà viriri, un ti ni pari vriogna a la to età?

Nonno                         Picchi chi avi la me età?

Antonino                    Chi avi? Si vecchiu, e sti cosi ti fannu mali, ti po’ veniri un

                                    infartu!

Nonno                         A tia ti veni un infartu! E levati di docu davanti!

Antonino                     Nonnò!... Ma a li vicchiai ‘nfuddisti? Sti cosi a taliari?

Nonno                         Sti cosi!

Antonino                     Ma picchi si po’ sapiri?

Nonno                         Picchi, quannu era picciottu, la  televisioni un c’era, e sti

                                    cosi unnili putia viriri.

                                    Quannu avia a li me fighi nichi, ni curcavamu tutti ni na stanza

                                    e la televisioni unni  la  putia addumari!

                                    Ora chi la pozzu  taliari, ma va canciari canali, talia che

                                    beddu!!!

Antonino                     ‘Nò… ma unni lu viri chi ci sugnu iu?

Nonno                          Si un ti piaci lu firm, ti ni po’ iri, ma tu lu canali unni lu

                                     canci!

Nonno                          E, po’, dopu chi ci si tu? Quannu ti li talii, la sira quannu tutti

                                     su curcati, un ci si puru tu? E mi pari chi un ti scrupulii! Ti              

                                     pari  chi un ti sentu ah? Quannu ti ricu chi dormu picca tu un

                                     ‘cci criri!

Antonino                     Ma un po’ apittari chi nesci me’ matri pi mettiri a su canali? La

                                     fari  scandalizzari? Unni lu sà chi chidda si viri sulu telenovele

                                     e dici sulu rusari! Cosa chi fussi bonu puru pi tia!

Nonno                          Pi mia un ci n’è bisognu di rusari!

Antonino                      Picchi ti fannu mali?

Nonno                          No, ma c’è già to matri chi ni rici trenta lu iornu, e vinticincu   

                                     t’assicuru mi trasinu ntesta!

Antonino                      Ma tu, picchi un ti nivà, un pocu ‘a la cammara, comu fannu

                                     tutti  li tò amici? Scanciu di stari tuttu lu iornu nintra a fari

                                     disperari a nuvatri?

Nonno                          Antoni’ lu sa chi haiu li ammi e un pozzu caminari?

Antonino                      Lu sacciu nonno, chi ha li ammi!

Nonno                          E chi mi fannu mali, e mi veni tintu  caminari

Antonino                      Ma, chi ti ci pozzu accumpagnari iu cu la machina.

Nonno                          E zittuti chi un mi fa’ capiri nenti, e po’ a la cammara un ci

                                     voghiu iri!

Antonino                      Nonno’ astuta chi c’è me matri!

Nonno                          No, unnastutu! Semu na lu meghiu

                                                     

                                                      Scena quinta

Sarina, la nuora di Totò, è una signora sui quarantanni, molto devota, ma con unico pensiero quello di far laureare al più presto il figlio Antonino. Entra nella stanza, dopo aver posato la borsa, si rivolge al figlio:

                                              Detti e la nuora Sarina.

Sarina                        Antoni sturiasti? Tutti cosi facisti?

Antonino                   Se mamà, a sira sturiavu finu a mezzanotti, e a natr’anticchia

                                  accumenciu arrè.

Nonno                       Veru è, finu a mezzanotti lu sintia ripetiri…veru è…

Antonino                   No’, quannu rici tu…finiscila!

Sarina                      Antonì, ma chi sta liggennu lu giornale di Sicilia? Appena allesti,

                                  fammillu viriri picchi ntisi ‘na notizia a la putia e voghiu viriri

                                  si è  vera!

Antonino                   Chi sintisti?

Sarina                        Chi dicisti?...Papà…papà ma picchi un mittiti la televioni chiù 

                                  araciu, papà…papà!

Sarina si avvicina alla televisione per abbassare il volume.

Antonino                   Mamà, lassalu stari.

Sarina                        Ma, si un si arreggi!

            

( Il nonno è  troppo intento a guardare la televisione)

                                  Papà surdu siti? Ma chi c’è a sta televisioni un si po

                                  astutari!

( si avvicina)             Oh!! Matri mia!!! Papà, ma ‘sti cosi tagliati?!!!!

Il nonno salta sulla sedia spaventato, dicendo “Chi c’è, chi c’è, chi successi?

Nonno                      Chi è Sarì, mi facisti scantari, chi bo? Un mi nociri!

Sarina                       Sti cosi vi aviti a taliari meci di diri lu rusariu?

Nonno                      Lu rusariu dicitillu tu, e l’applichi a l’anima me, e iu mentri mi

                                 viu lu   firm, accussì peccatu unni fazzu.

Sarina                       Ma un vi ni pari vriogna, a viriri sti cosi davanti a stu

                                  picciutteddu, a  st’arma ‘nnoccenti, chi criri ancora a li favoli

                                  chi ‘ci cuntu la sira?

Nonno                       Stu ‘ nnoccenti li favoli si fa cuntari? E po’ quannu tutti

                                  dorminu si viri li cartoni armati…

Sarina                        Ma chi diciti papà! Viriti chi lu ricu a me maritu stasera quannu

                                  veni, e viremu si la ta finiri di riri sempri fissarii!

Nonno                       Ci lu po’ diri a tò maritu, e a ‘ccu vo’ tu, ma pi piaciri, vattinni

                                  paghiri dà chi  me viriri lu  firm!

Antonino                   Mamà lassalu stari, unni lu viri chi ci stanno vinennu l’arteri

                                  scorosi, Cu iddu ti metti?

Nonno                       L’arterii scorosi la tu Antoni, e tutti sa’ mici tò chi ti porti

                                  nintra.

Antonino                   Mamà, lu viri puru li me amici ci fannu mpacciu, di chiddi so

                                  unni parra però!

Sarina                        Ma cu su, Micheli  Quattrocchi e Aspanu lu Tiranti! Beddi

                                  amici!

Nonno                       Su beddi chiddi tò, chissi almenu su sicuri, mi vennu a trovanu,

                                  e senza ‘nteressi!

Antonino                   Senza ‘nteressi unni lu sacciu, prima o dopu l’è scopriri socchè

                                  chi vi iucati!

Sarina                        Un c’è scantu chi iocanu a li carti pi’ sordi?

Nonno                       Un c’è nuddu scantu, picchi sordi unn’haiu, sulu assegni ci

                                  pozzu fari, postergati a quannu moru, cusà avissi arristari

                                  cacchi cosa.

Sarina                        Non è chi avissimu a truvari soppresi?

Nonno                       E ccu’ lu sapi!

Sarina                        Chi avissimu a fari?

Nonno                       Chiddu chi dici tu!

                                  Di quant’avi  chi fazzu n‘anticchia cà e n’anticchia ni to ‘zu     

                                  Vicenzu, li rana li viu cu lu cannocchiali, si l’avissi!                                   

Sarina                        Ma chi a tà fari cu sti rana? Un manciati? Bulletti unn’atà

                                   pagari e allura a chi vi servinu?

Nonno                      Certu parrà la cumpatente, chidda chi avi na’ cultura di li sordi

                                   me e di me fighiu Bastiano, la ragionera, chidda chi fà li

                                   acrobazii cu li rana e chi nà lira la fa addivintari du’ liri. La                

                                   maga…!

Sarina                         Allististivu di riri fissarii? Quannu mi canuscistivu riciavu a

                                   tutti chi era nà brava picciotta, chi era tirata, chi stava

                                   sempri rarrè la vitrina, chi unn’avia canusciutu mai a nuddu

                                   e  chi travagghiava sempri, ora un sugnu chiù bona, unnè

                                  veru!

Nonno                        Chissu lu sta ricennu tu! Chi eri tirata è sicuru, pigghiasti tutta

                                  di to mà.

Sarina                        Chi avissivu di riri ‘ncapu me matri?

Nonno                        Chi si un fussi morta iu criu chi ancora tirassi!

                                   E cù lu sapi? Macari si strarria dà ‘ncapu cu San Petru pi

                                  scipparici lu paradisu!

Sarina                           Bonu, bonu, pì la famighia lu facia non è chi sordi ci n’eranu  

                                     assa’ tannu!

Nonno                          Picchì ora cci ‘né assà? Ti pari chi mi lu’ scurdavu, quantu

                                     tirà quannu iemu a fari la mobilia!

Antonino                      Assà tirà nonnò?

Nonno                          Assà? Tu un ti lamenti sempri chi ‘ni l’armadiu di to’ mà

                                     un ci và nenti? E chissu fu picchi to’ nanna tirava  e tirava.

                                    Allura la  mobiliera pi unn’appizzarici lu ramu e lu stagnu ci

                                     mannà lu mobili senza un pezzu!

Antonino                      Mamà, ma la nonnò nenti ci rissi?

Sarina                           Se me matri ci lu rissi a la mobiliera, ma idda ci arrispunni

                                     chi puru  idda tirava!  Tira di cà e tira di dà, si ci ni vinni 

                                    ‘nmanu   un pezzu di  mobilia.

Antonino                      Mamà, sti cosi unni li sapia!

Sarina                           Stori vecchi.

Nonno                          Storii vecchi, ma li me robi ancora nintra la valigia su, picchi

                                     un c’è dunni appizzalli!

Sarina                           Ma chi vi lamintati, a natri ‘du iorna un ‘vi ni iti ni Vicenzu?

                                     E allura picchi ‘a mà perdiri tempu a appizzalli? 

Nonno                          Tutta so mà, mancu me mugghieri!

Antonino                      Comu era la nonnò?

Sarina                           Pizzola!

Nonno                          Me mugghieri pizzolà? Ma lavati la vucca cu la muchina

                                     quannu parri di du ciuri chi fu me mugghieri!  

Sarina                           Stati sparrannu sicuru! Quannu vi srarriavavu vi lu

                                     scurdastivu!

Nonno                          Srarrii? Chissi eranu spini di rosi!

Sarina                           E li piatta chi vi tirà chi foru?

Nonno                          A mia li tirà? Cci careru di ‘mmanu iu stava passannu e ci

                                     ‘mpincivu.

Sarina                           La stati santificannu, ma quannu vi srarriavavu lu sintia tuttu   

                                      lu quarteri!

Nonno                          Sarì, quannu pari a tia t’attuppi la vucca, mi pari chi ora

                                     troppu assa ti sta allargannu!

Antonino                      Mi chi bedda famighia chi capitavu! Me mà chi è tirata di

                                     moriri e me nannu e me nanna chi facianu la lotta libera!

                                     Ma dunni la canuscistivu a me nanna?

Sarina                           Fattillu cuntari, fattillu cuntari!

Nonno                          Storii vecchi.

Antonino                      Ma dunni la canuscistivu si po’ sapiri?

Sarina                           Moderna era to nanna, abballava ‘ncapu lu cubu, comu  

                                     fannu ora li picciotti quannu vannu a la discoteca.

Antonio                        Veru è nonnò?

Nonno                           Ma tu a to mà criri? Veru abballava quannu la vitti iu, ma

                                        ‘ncapu lu puzzu, e iu pi unni la fari cariri l’acchiappavu, e la

                                        fici scinniri.

Antonino                         E idda tutta cuntenta s’abbrazzà a tia!

Nonno                             Macari! Mi retti nà gran manata ni la faccia chi ancora li

                                        cincu irita c’haiu!

Antonino                         E po’ com’è chi vi maritastivu?

Nonno                             Com’è? Picchi secunnu tia idda avia a vinciri? Masculu

                                        sugnu, li cavusi portu, lu sacciu comu si fa a acchiappari na

                                        fimmina!

Antonino                         Chi avi focosi chi haiu, ora capivu di cu pigghiavu!

Sarina                             Va sturia, Antonì, va sturia picchi avanti chi tu ti fa dutturi

                                        a li malati ci passanu  tutti cosi! Va’ sturia, spirugghiati!

Nonno                             E pi turnari a lu discursu di antura,  li rana un servinu sulu pi 

                                        manciari e pi paari li bulletti,  ci su atri cosi di fari, no chi

                                        unu si l’avà iucari a li carti, soccu ci servi!

Sarina                             Quannu chissu parra unni lu capisciu!

Nonno                             Certu picchi un ti cummeni.

Sarina                              Se, se, appena veni to patri c’è cuntari tutti cosi e viremu

                                        accussi,   si la finisci!

Nonno                            Quannu pari a vatri la finiti tutti e dui, chi unni staiu

                                        capennu nenti di stu firm!

Antonino                         Picchi chi c’è di capiri ni su firm?

Nonno                            Ti pari chi si tu, iu per cultura taliu. E zittuti chi mè taliari lu

                                        firm!                                                          

Sarina                             Quannu era nicu scola unni vosi e ora s’avà fari ‘nna

                                        cultura!

Antonino                       Ma rici chi ti interessa la trama? E chissa cu l’aricchi si

                                       attenta!

Sarina                          Antoni, lassalu stari, natra simanatedda na vemu, e po’ va duna

                                       nguesta a so fighiu Vicenzu.

Nonno                            E ci rugnu la nguesta cu tutta la pensioni!

Sarina                             No lu viri, la pensioni stu misi tocca a nuvatri!

Nonno                            Bellu e comodu iu fici la guerra pi vatri!

Antonino                        Nonno, pi la tò patria la facisti.

Nonno                          Ma chi patria e patria, chi si avissi pututu disertari, mi ni avissi  

                                      turnatu l’nnumani chi arrivavu, atru chi patria! Ora ci avissi a                 

                                      essiri la guerra, pi tutti sti picciotti di papà chi sturianu vannu             

                                      a la scola, pi pighiari pi fissa tutti li cretini comu me fighiu

                                      Bastianu!

Sarina                           Antoni, un ci rari cuntu, e vattinni a sturiari, chi tu dutturi ta

                                      fari, mi la dari sta soddisfazioni, magari sulu pi fari zittiri sta

                                      lingua longa di to nannu.

Antonino                     Mamà, sturiavu un ti lu rissi, fammi leggiri lu giornali, chi chiu

                                     tardu e  nesciri cu li me’ amici.

Sarina                          Ma la materia chi sta priparannu quannu ti l’ha dari?

Antonino                     A natri quinnici iorna un ti preoccupari chi già a bon puntu è!

Nonno                         Lu puntu sicuru chi c’è, ma si c’è cacchi cosa nintra la so’ testa

                                     nun si sapi! Chissu tannu a dari a tia, giornali e amici, picchi

                                     un ci lu rici a  to matri chi nesci cu la picciotta!

Sarina                          Veru è Antoni?

Antonino                     Ma tu a iddu criri mamà, unniluviri chi lu fa pi farini strarriari?

Sarina                          Antoni, dimmilla la verità, lu sa chi addivintari dutturi! E a

                                     sturiari, e po’ si ancora nicu, unne ora di pinsari a sti cosi…                                    

Antonino                      La magnesia ancora unna fattu nenti!

Sarina                           Antonì, ma chi è sta puzza?

Nonno                          Ancora nenti, anzi… mi pari chi cacchi cosa si va muveddu.

Antonino                      A mia mi pari chi cacchi cosa vaiu sintennu!

Nonno                          Sciavuru di gioventù!

Antonino                      Se! Di gioventù camuluta!

Nonno                          Di gioventù bedda cantiata!

Sarina                          Papà, ma quannu l’atà tirari fora sta gioventù, e accussi viremu

                                     stu picciottu quanti cosi sapi fari, oltri chi murmuriarisi tuttu                       

                                     lu iornu!

Nonno                          Un iornu o l’atru ti fazzu a viriri iu!

Sarina                          Aspettu su iorno ardentemente, avà pariri un miraculu, tutti li

                                    giornali ni hannu a parrarinni, “ Lu zu Toto’ ringiovanì” tirà

                                    fora la gioventù chi avia cantiata!

Nonno                         Bonu, bonu, un mi sfuttiri chiù, chi iu sugnu giovani nintra,

                                    e unn’aiu bisogno di falla abbiriri a nuddu la me’ gioventu!

                                    Siti sulu ‘mmiriusi!

Antonino                     Nonno, viri chi iu vintanni haiu!

Nonno                         Cu vintanni un ti po’ cantiari nenti, viri iu chi n’haiu ottanta,

                                    quanto n’haiu cantiata!

Sarina                          Ora capivu soccu c’era ni di pezzi agghiummuniati, e chi un

                                    mi vuliavu fari viriri. La so gioventù!

Nonno                         Antonì, mi pari chi la magnesia si fa sentiri!

Sarina                          E si fa sentiri si, ivi chi puzza! Ma già di ‘ncapu vi facistivu!

Nonno                          Ma quali ‘ncapu! Antonì curremu, criu chi niscì!

Antonino                     Acchiappati a mia nonnò, curremu araciu araciu, ormai chiddu

                                     chi successi, successi, però ti putii mettiri ‘ncapu lu gabinettu,

                                     quannu ti pigghiasti la magnesia! O ti putii mettiri lu

                                     pannoloni!

Nonno                          Un diri chiù sa parola picchi pi mia è un offesa!

Antonino                      Nò, una necessità, vo riri!

Nonno                          Bedda nicissità, sti cosi ‘nmezzu li ammi!

Sarina                           Sta attentu, Antonì, ‘cu ‘sà, allordà lu tappitu!

Antonino                     Ormai chiddu chi succeri, succeri!

                                    ‘cu li manu ci la pozzu firmari.

Nonno                         Unna firmari nenti curremu!

                                                                                                          

                                           Scena sesta

In scena rimane Sarina, ed entra la figlia Tania

Tania                      Mamà, staiu niscennu, ma chi è sta puzza cà nintra, veni di

                                rovesciare!

Sarina                     Tò nannu, niscì la gioventù cantiata e ‘nfittà tutta la casa!

Tania                       Chi si fici di ‘ncapu?

Sarina                      Lu sa chi è stiticu e quannu pigghia la magnesia, po’ a ma

                                curriri tutti.

Tania                       Ma lu pannoloni un si ci po’ mettiri a stu santu cristianu!

Sarina                      Ci pari vriogna a fari mettisillu di mia! La sira però di tò

                                 patri si lu fa metteri!

Tania                       E menu mali, va si no tutti li linzola allurdassi!

Sarina                      Un ci lu riri davanti a iddu picchi va si nò si pigghia corruli!

Tania                        Ma si mi sfutti sempri!

Sarina                      E  lu fa picchi è l’ultima cosa chi ci arristà: “La lingua”

Tania                       La lingua longa, e rispustera! Mi certi voti mi fa sulu arrabbiari!

                                Un si ci po’ diri nenti, ti arrispunni sempri a scoppu, ma po’

                                 chi l’avi nfilati!

Sarina                       E tu ricci sempri si, calaci sempri la testa, e iddu resta        

                                 cuntentu!

Tania                        Se na’ parola è…    

Sarina                       Lu sacciu, puru a mia fa perdiri la pacenza, e spissu, ma chi

                                 a mà a fari, un misi si e unu no na tocca stu paccu, e ogni vota

                                 c’è sempri la sorpresa! Menu mali chi porta sa pinziunedda cu

                                 iddu, zucchero un guasta bevanda, ora chi tu e to frati siti a

                                 l’università li sordi unna bastanu mai!

Tania                       A proposito mamà, stasira pozzu iri a na festa che fa n’amica

                                 mia?

Sarina                       La canusciu? To frati cu tia veni?

Tania                        La canusci mamà, a li voti ha vinuto a sturiari ca’ Amelia,

                                 chidda cu li capiddi longhi, la canusci!

Sarina                       No chi è zita cu to frati? Picchi iddu sa va laureari prima!

Tania                        Unni lu sacciu mama’ si me frati è zitu, ma iu ricu di no.

Sarina                       Dammi su Gornali di Sicilia, picchi ‘ntisi nà cosa staennata!

Tania                         Chi sintisti?

Sarina                     Aspe’, aspè, eccola cà la notizia: “Persone anziane che spacciano!    

                               Ma chistu unnè lu  nostro quarteri?” la polizia sulle loro tracce.

                               Un c’è chiù munnu, puru li vecchi si misiru a spacciari!

Tania                      Ma ti pari chi tortu hannu cu sa miseria di pensioni chi

                               pigghianu, cu tutti li miricinali chi accattanu, li pannoloni,

                               hannu a manciari? Hannu a pagari l’affittu? Comu hannu a                                                   

                               fari?

                                 

                                                Scena settima

                                    Detti e il nonno e Antonino

( Rientra il nonno accompagnato dal nipote)

         

Nonnu                          Comu hannu a fari cu?

Tania                            Unni l’ha ‘ntisu chi puru li vecchi si misiru a spacciari!

Nonno                          A manciari! E hannu a stari addiunu?

Sarina                           A spacciari  papa’, a spacciari…

Nonno                          Ma soccu spaccianu?

Sarina                           Na lu giornali un c’è scrittu, ma unu si lu ‘mmagina!

Antonino                       Ma chi pensi nonnò, un ti preoccupari chi un si parra di tia, cu

                                      tutta sa gioventù chi ha cantiata, unna bisognu di fari sti cosi.

Nonno                           Ma po’ picchi le fari iu sti cosi unni l’haiu caputu!

                                      Soccu amministranu, me niputi e me nora unni lu sacciu!

                                      Senti a mia dumani, travagghi di matina o di dopu manciari?

Sarina                            Picchi c’è festa? Quannu lu attu un c’è li surci abballanu?

Nonno                           Unni lu sacciu si abballanu, iu ci hai misu la codda, e mi pari

                                      chi abballari cu li peri ‘ncuddati unn’è tantu facili, lu viu iu

                                      chi codda nà li peri unn’haiu, ma sparati si vonnu caminari!

Tania                             Nonnò, un ci pinsari ormai li tò li facisti, ora po’ sulu

                                      aspittari!

Nonno                           Attenta a mia Gaetana …

Tania                             Ancora nonnò, iu mi chiamu Tania!

Nonno                           Tu ti chiamu Gaetana comu la bonarma di me mugghieri…

                                      Gaetana, si po’ vo accurzari lu nomu ti po’ chiamari: Tana.

Antonino                       Rifugiu!

Nonno                           Chi veni a diri?

Sarina                            Nenti, Tania la chiamamu, e vatri la tà chiamari accussi!

Nonno                           Va beni, tu cumanni ca nintra, tu si la cumannera, a tutti

                                      cumanni, puru a iddu a lu grandi omo: Bastianu, quindi iu

                                      pozzu sulu diri comu Garibaldi: “Obbedisco”.

Sarina                            Poco sfotto’, giovavotto!

Nonno                          Antoni’ lu capisti, un sfuttemu a tò matri! E tu Rifugiu sempri

                                      sull’attenti!

Tania                              Mamà, ma lu senti, ma nuvatri ancora cu chissu a mà

                                       cummattiri?

Nonno                           Chissu è to nanno Totò, lu patri di tò patri Bastianu, si unnì

                                       ha atri patri…

Sarina                             E no! Ora basta chi voli diri cu sti riscursi, chi sta facennu?

Nonno                            Nenti, chi voghiu diri, non è chi iu sugnu sempri cu tia!

Sarina                            Ancora continua…ma veru camurriusu siti! Stasira, stasira…

Tania                             Ma, un ci lu putemu purtari ora a lu Zu Vivenzu?

Antonino                       Macari!

Nonno                           Tutti traditori siti ni sta casa! E li traditori, qunnu iu era

                                      ‘nguerra li fucilavanu…mittitivi tutti da nfacciu!

Sarina                            Chi na ma fari la fotografia?

Nonno                          Vatri mittitivi tutti da ‘nfacciu…puru tu Tana, e puru tu

                                     Antonì, Sarì spirugghiati chi tu sula manchi…a la

                                      carneficina!

( I nipoti e la nuora si dispongono al muro per farlo contento)

Nonno                              (Posiziona  il bastone  come se avesse il fucile ed inizia a

                                         sparare)

                                         Bum…Bum…Bum…e ora GIACETE IN PACE!

( I nipoti e la nuora sono ancora in piedi e lo guardano sbalordito)

Nonno                         Putiti moriri tranquilli! Ma picchi un cariti ‘nterra?

Sarina                         Allististivu cu sta farsa?

Nonno                         Mori fimmina cu la lingua longa!

Sarina                          Si un fussi chi siti me soggiru!

Nonno                         In questo mumentu iu sono il tuo nemico!

Sarina                          Sulu in questo mumentu…iu ricu sempri  ‘hatu statu lu me

                                    nemicu! E finitila cu sti iochi!

Tania                           Mamà, lu nonnò mi fa scantari quannu fa accussi!

Nonno                         Zitta, nemica mia e amica di me nora! Morì e rifugiati

                                    ‘nterra!

Antonino                     Nonnò, allistemu, picchi avissi a nesciri!

Nonno                         Non ti moviri aisa li vrazza, e accumencia a priari!

Tania                           Nonnò, ma un ti ni facemu pena?

Nonno                         Taci rifugiu, e ‘spremi l’urtimu desideriu!

Tania                            Iu, veramenti avissi a nesciri cu li me amici!

Nonno                          Desiderio bocciato! E tu Antonì spremi puru tu l’urtimu       

                                     desiderio!

Antonino                      Mi vurrissi fari lu cafè, picchi unn’haiu pighiatu, chi ni

                                     rici?

Nonno                          Ricu chi sbagliasti a parrari di cà un si movi nuddu, siti

                                     tutti sutta tiru!

Sarina                          A mia un mi ni attoccanu desideri?

Nonno                         Ti lu stava ricennu, chi disideriu vo’ ‘spremiri tu?

Sarina                          Avissi a iri ni lu bagnu!

Nonno                         Ti metti lu pannoloni! Comu rici a mia!

Sarina                          Ma veramenti tintu siti, ‘ntricusu e camurriusu! Unu ava essiri

                                     prigioneru nintra  la so casa!

                                                   

                                                  Scena ottava

                                      Detti e il marito Bastiano.  

( Bastiano è un uomo sui quarantacinque anni, che sta tutto il giorno al lavoro, è lui che insieme a sua moglie porta avanti la famiglia..)

Entra da fuori perché viene da lavorare

Bastiano                             Sarì, ma chi c’è ammutinamentu!

Nonno                                Lu capu tribù arrivà, da ‘nzemmula cu l’atri!  

Bastianu                             Ma comu ii a finiri cà nintra? Un cristianu un po’ iri chiù a

                                           travagghiari, chi trova tutta la famighia prigionera, a lu

                                           postu di iri a travaghiari me mettiri a fari la guardia? E

                                           po’ vatri vi scantati di un vecchiu di ottantanni?

Tania                                  E si spara ‘pi di veru?

Bastaino                            Ma comu ava’  sparari, cu lu vastuni?

Sarina                                Cu lu vastuni no, ma cu la linguazza longa chi avi se!

Bastaino                            Chi potenza chi aviti, stasira tiniti in ostaggiu tri

                                          cristiani sulu cu la putenza di lu vostru vastuni!

Nonno                               Ancora parri, camina ‘nsemmula a l’atri!

Bastianu                            Ma stati ricennu ‘pi diveru?

Nonno                               Pi diverissimu, va si nò sparu! Ormai unn’aiu chiù nenti

                                          di perdiri! La polizia arrivà, rarre la porta è?

( I nipoti fanno segno al padre che il nonno ha perso la testa)

Antonino                           Arrivà nonno e vonnu sapiri soccu vò pi lassarini liberi!

Nonno                                Bastià parraci tu e dicci chi voghiu na machina grossa e

                                           un borsinu chinu di rana, va si nò ammazzu a Sarina ora!                                            

Sarina                                Ma chi gran pezzu di….

Bastianu                            Zittuti Sarì, unni lu viri chi unni a reggi!

Nonno                               Arreggiu benissimu, chistu e unu di li tanti desideri chi

                                          haiu ni lu me’ cori!

Sarina                                Mi  belli desideri ! Disiderari la morti di l’atri desideri su ?

Nonno                                Ragiuni ha, un su disideri, su nicissità!

Sarina                                Ci vaiu Bastià, e lu affucu sta vota!

Bastià                                Carma, carma Sarì, chissi l’arterii scorosi su!

Tania                                 Arterii scorosi o no, chiamamu la polizia chi sta

                                          addivintannu pericolosu!

Nonno                               Allura arrivà la machina?

Sarina                                Ma chi avi a fari ‘cu sta machina?

Nonno                               Zittuti guerriera nemica, la machina mi servi pi iriminni di

                                          ccà.

Tania                                   Ma si patenti unn’aviti!

Nonno                                 Quannu parri sbagli sempri, Antonino mi fa di autista.

Antonino                             Ma chi c’entru iu?

Nonno                                 C’entri, c’entri, tu mi fa d’autista e iu ti rugnu mità di lu

                                            borsinu chinu di rana.

Bastiano                              A tutti cosi pinsasti, comu  camina  la testa a vatri , mancu

                                            a lu rogiu di la chiazza ‘cci camina!   

Nonno                                 Li ammi un mi accumpagnanu, ma la testa firria comu un

                                            cuculuni,  ma cririri…

Bastiano                              Lu bellu è chi iu vaiu crirutu sempri! Mi parianu oru

                                            culatu  li vostri paroli, finu a che unn’arrivava me matri.                                                  

Nonno                                 Diccillu a tò mugghieri e a li tò figghi, chi c’era la

                                            democrazia nintra di nuvatri,  cu è chi cumannava, cu è

                                            chi cumannava nintra?                                         

Bastiano                              Me matri!

Nonno                                 Quannu un c’era iu!

Bastano                               No, sempri, idda cumannava sempri! E iu era prigionero

                                            di tia e di me mà, ora però sta storia finì, me matri muri’

                                            e di tia un mi scantu chiù! E allura mi ni vaiu!

Bastiano si gira e il padre lo fa spaventare

Nonno                                    Buu!!!

( Bastiano salta in aria)   

Bastiano                               Vi vegna un corpu! Mi facistivu scantari!   

Nonno                                   Marrinesci sempri! Ah Ah Ah…

                                             

                                                  FINE PRIMO TEMPO

                                                   

                                              SECONDO TEMPO

                                                 

                                                      Scena prima

Gnazina è una giovane aiutante nelle pulizie di casa, di età fra 30 e35 anni è scaltra e sa mischiare fatti e parole, le piace lavorare, ma con calma senza troppo affaticarsi.

Viene chiamata da Sarina per le grandi pulizie.

                                                   

                                                      Detti e Sarina

Gnazina:             Donna Sarina mi telefonà pi veni a dari na puliziata, cà rintra.

                             Ma di lu fetu chi sentu, cà na squadra di pulizia ci voli!

                             Ma si ficiru tutti di ‘ncapu? Chi manciaru, cosi di nintra, trippa,

                             fasoli. Ma cà la maschera antigas ci voli, rapemu sti finestri,

                             arieggiamu la stanza. Ora mi mettu lu falari, lu fazzulettu ntesta,

                             la masherina e accumenciù, ma di runni accumenciu?

Sarina                   Allura Gazì, cà a ma disinfettari, picchi ci fu na cuminazioni,

Gnazìna                Cu si cuminà lu Zu Totò?

Sarina                   La curpa di la magnesia fu ,e a iddu ci scappà.

Gnazina                E tuttu stu manicomiu chi successi?

Sarina                   Chi successi!

Gnazina                Chi successi?

Sarina                   Ci fu na speci di ammutinamentu ‘ncasa e ni ficiru a tutti

                             prigioneri.

Gnazina                Corpa di li scoppa, e quant’eranu? Quattru,

                             cincu, e chi si pigghiaru?

Sarina                   Era unu, ma paria chi eranu setti, tantu lu manicomiu chi facia!

Gnazina                Corpa di li scoppa! E chi facistivu, comu facistivu a

                              scappari! Docu lu Zu Totò si fici di ‘ncapu? Comu finì sta storia?

Sarina                   Finì sta storia quannu  arrivà me maritu Bastianu e chiddu si scantà

                             e la finì  e lu Zu Totò già avia ratu e avia ‘nfittau tutti cosi.

                             e mi raccumannu un mettiri lu bannalò!

Gnazina                No, iu muta sugnu comu lu pisci, accussi viriti!

Sarina                   Se ti canusciu, comu lu pisci, ma ha và  essiri  pisci parlanti!

                             Senti a mia tu accumencia a puliziari chi iu vaiu a fari nanticchia

                             di spisa e tornu subitu.

Gnazina                Issi tranquilla chi mi mettu a travagghiari. Megghiu chi rapu la

                             finestra  picchi va si nò la Protezione Civili arriva, ora capisciu

                              picchi  sintia sunari l’allarmi di li vicini!

                                                    

                                         

 

                                                   

                                           Scena seconda

                                    Detti e  ‘Nzina e Ciccina

(‘Nzina e Ciccina sono due comari sempre pronte, a parlare con chiunque passi per la strada, in questo caso è Gnazina a chiamarle quando si affaccia alla finestra per metterle accorrente di quello che è accaduto in casa di Sarina)

‘Nzina è una signora di circa quarant’anni, casalinga.

                                     

Gnazina                   Signura ‘Nzina, Signura ‘Nzina,  successi la guerra, cà su tutti

                                cosi suttasupra, eranu tutti prigioneri, e lu Zu Totò pi lu scantu

                                si fici di ‘ncapu! Cu è chi li tinni prigioneri? Unni lu sacciu!

                                sacciu sulu chi avianu a essiri tri o quattru, ma viniti, acchianati,

                                no la signura Sarina un c’è, viniti chi vi rapu!

La signora ‘Nzina curiosa di sapere come è andata sale le scale ed entra in casa di Sarina per vedere con i propri occhi cosa èsuccesso.

Gnazina                  Trasiti, taliati chi manicomiu, corpa di li scoppa!

‘Nzina                     Ivi chi macellu, allura veru l’arrubbaru! E nuvatri ‘ntisimu

                                sulu, BUM BUM, ma ni parianu li picciotti chi iucavanu

                               ‘nmezzu a la strata…mischini sa’ comu s’appiru a scantari!

Gnazina                   Mi la signura Sarina era gianna stamatina, e iu ci rissi:” si issi a

                                 fari na passiata e accussi viri di pigghiari nanticchia d’aria”…

‘Nzina                      Bonu facisti, ma picchi unni la facii veniri ni mia chi ci calava la

                                 panza?

Gnazina                   Un ci pinzavu, ma appena veni ti la mannu, ma tu la ‘razioni’ la

                                 sa?

‘Nzina                      A me nanna ci sintia riri, ‘passa chi ti passa, passa chi ti passa e

                                 si un ti passa torna arrè’, e iu ricu accussi.

Gnazina                    E a li cristiani, ci passa lu scantu?

‘Nzina                      Unni lu sacciu, però tornanu arrè!                             

Gnazina                    Ma soccu sa và sentiri oggi giornu, li cristiani sunnu nintra

                                  tranquilli, e arrivanu iddi, e fannu chiddu chi vonnu!

Nzina                        Ma, tutti nintra eranu?

Gnazina                     C’era Sarina, Antoninu, Tania e lu zu Totò, e chiddi li ficiru

                                  metttiri tutti a lu muru cu li vrazza aisati, e accuminciaru a iccari

                                  cosi nall’aria, suttasupra sicuru circavanu cosi di arrubbari!

‘Nzina                       E iddi chi facianu?

Gnazina                     Tania chiancia,  Antoninu pinsava comu scappari, Sarina priava  

                                   e…

‘Nzina                        E lu Zu Totò si cacava!

Gnazina                     Accussi appiru a iri li cosi! Corpa di li scoppa!

‘Nzina                        Ma soccu ci pigghiaru!

Gnazina                      Oru, argentu…anchi si  veramenti di quant’avi chi vegnu cà un

                                    ci   naiu vistu mai, però po’ essiri chi l’avianu ammucciatu!

‘Nzina                        Mi puru tuttu l’oru! Appena lu sentinu ni la strata!

SI SENTE BUSSARE ALLA PORTA

                                                         Scena terza

                                                 Detti e donna Ciccina

Ciccinaè l’altra vicina di casa che vive la sua vita a spiare e curiosare per vedere quello che succede nelle case altrui. Sentendo parlare fuori dal balcone si affaccia,  non vedendo nessuno sale dalla signora Sarina per sapere cosa è successo.

Gnazina                       Trasiti, trasiti, taliati puru vatri, chi sintistivu li vuci!

Ciccina                         No, vitti curriri la signura ‘Nzina comu ‘na saitta.

Gnazina                       Iu la chiamavu pi lu scantu chi mi pighiavu quannu trasivu ccà.

Ciccina                        Ma, chi virinu li me occhi, tutta la casa suttasupra, e cu nuvatri

                                     nintra cà vicinu e un tisimu nenti, mischini, chi scantu chi

                                    s’appiru a pighiari! Ma quant’eranu?

Gnazina                       Cu rici cincu e cu rici ottu!

Ciccina                        Mi tutti sti cristiani pi arrubbari ni stu pirtusu di casa, chi ci

                                     paria chi era un macasenu?

Gnazina                       Ti parinu assa? Dui eranu davanti la vitrina, pi viriri si vinia

                                     caccarunu, dui tinianu prigioneri lu zu Totò e Sarina, dui

                                     taliavanu Antoninu e Tania cu s’à scappavanu e dui circavanu

                                     li rana e l’oru, secunnu mia puru chiossa avianu a essiri!

Ciccina                        Mi casata di cristiani! Avia a pariri na festa, no n’arrubbatina

Gnazina                       Accussi pari! Ti pari a stari ‘nsemmula po’ s’addiventa amici.

‘Nzina                         Amici cu li latri?

Gnazina                       Picchi un su  puru cristiani li latri?

Ciccina                        Giustu, unu avà essiri bonu cu tutti, ma di runni traseru?                           

Gnazina                       Si un capivu mali, di la finestra!

Ciccina                        Ma la finestra è vicinu lu me finistruni, allura traseru puru ni

                                     mia! Sdisonesti  m’arrubbaru, la casa mi cunsumaru,

                                    sdisonesti!

‘Nzina                         Perciò puru ni tia traseru?

Ciccina                        Puru ni mia traseru?

‘Nzina                         Gnazina ora lu cuntà.

Ciccina                        Ivi puru ni mia arrubbaru!

Gnazina                       Sicuru tutti cosi suttasupra misiru!

( Ciccina si mette a girare e le due comari giano dietro di lei ripetendo le sue parole)

Ciccina                        Ivi, la me bedda casa, tutta suttasupra!

‘Nzina                         Di sicuru si pighiaru lu beddu tappitu di la stanza di pranzu!

Ciccina                        Puru lu tappitu si pighiaru!

Gnazina                       Lu beddu lumi!

Ciccina                        Puru lu beddu lumi si pighiaru!

‘Nzina                         Li tendi, li beddi tendi novi!   

 Ciccina                       Puru li tendi, ancora unn’avia finutu di pagalli!

Gnazina                       E lu portagioielli, d’argentu?

Ciccina                        Puru lu portagioielli? Ivi pi tutti cosi si parteru!

‘Nzina                         Genti senza Diu!

Ciccina                        Ma la casa, la casa c’è chiù? Puru chissa si pighiaru?

Gnazina                       Aspetta chi taliu di la finestra.

Ciccina                        Ancora c’è?

Gnazina                       Li mura ci su, ma nintra unni lu sacciu!   

Ciccina                        E du disgraziatu di me maritu dunni era?  Mancu un minutu

                                     pozzu nesciri chi si fa trasiri cristiani  nintra! Mancu bonu a

                                     chissu è, a taliarisi li so proprietà!

Gnazina                      Certu un maritu meghiu ti lu putii pighiari!

Ciccina                       Quannu mi lu pighiavu era bonu, cu lu tempu cancià.

Gnazina                      Un ci assumighia a li zorbi.

Ciccina                        Picchi li zorbi beddi su?

Gnazina                      Chi c’entra? Lu proverbi urici: “Cu lu tempu e cu la paghia

                                    si maturanu li zorbi”

Ciccina                        E iddu appi a pighiari di la paghia, picchi lu tempu un ci fici

                                    Beni, speramu ni la paghia!

Gnazina                       Ma tu dunni eri?

Ciccina                        Ivu un minutu ni donna ‘Nzina, addumannarici soccu era su

                                    fetu chi stava ‘nfittannu la strata. Ivi mi scantu un ci voghiu

                                    iri nintra mi scantu, e s’a trovu tutti cosi sutta supra? Forsi è

                                    meghiu chi vaiu a chiamu a me maritu a lu cafè…

‘Nzina                         A lu cafè sula? E li cristiani soccu annu a pinsari?

Ciccina                        Chi m’arrubbaru! Chi annu a pinsari chi mi voghiu iri a

                                     pighiari lu cafè?

‘Nzina                         Amuni’ ci iu vegnu cu tia,  aspetta chi pighiu lu marruggiu

                                    di la scupa, tu pighia lu  marruggiu pi lu cannavazzu e iemu

                                    a viriri soccu cuminaru ni  tia!

Gnazina                      Armativi boni, e iti a viriri soccu successi cus’à aviti

                                     bisognu  iccati na vuci. Però ma ta fari un piaciri unni la ta

                                    diri a nuddu soccu successi cà, la signura Sarina un mi

                                    rissi atru!

‘Nzina e Ciccina         Picchi tu a cu lu cuntasti?

Gnazina                      A vatri!

‘Nzina e Ciccina         E nuvatri muti semu, comu lu pisci!

Gnazina                       Secunnu mia n’acquariu stamu facennu di pisci muti! Un vi

                                       prioccupati ormai soccu successi successi!

Nzina                         ( appena esce fuori: Marannì, l’arrubbaru!

Ciccina                       M’arrubbaru!

                                                        

                                                              

                                                         Scena quarta

                                                       

                                                   Gnazina  e Sarina

Sarina                            Ma ancora unn’à fattu nenti?

Gnazina                         Ah si sapissivu, soccu successi!

Sarina                            Chi successi? Chi scappà focu?

Gnazina                         Chiù tintu! Chiù tintu!

Sarina                            Chiù tintu di lu focu?

Gnazina                         Chiù tintu… arrubbaru a donna Ciccina!

Sarina                            Ma chi dici, a donna Ciccina? Finistra cu finistruni?

                                       e quannu fu?

Gnazina                          Nisceru di cà e traseru dà.

Sarina                             Ma ccà unnà unna rubbatu nuddu!

Gnazina                          Ma a mia accussi mavia parsu!

Sarina                            ‘Mmucca a tia tutti cosi ponnu succeriri! E soccu ci pighiaru?

Gnazina                         Ancora avianu a fari lu suprallogu, però si un capivu mali,ci

                                       pighiaru lu borsinu cu li rana, picchi l’avia lassatu ‘ncapu

                                       la tavula, l’oro di so figghia di quannu si vattià e lu vasu

                                       d’argentu di quannu si fici zita, lu lumi, lu tappitu, li tendi!

Sarina                            E ancora hannu a fari lu soprallogu e già si pighiaru tutti sti

                                      cosi! Secunnu mia prima chi  fannu lu suprallogu, un

                                      trovanu chiù nenti!                                                                  

Gnazina                         Mischina, tutti cosi ci pighiaru, sulu li mura ci arristaru!

Sarina                            Vurrissi sapiri soccu vannu circannu li latri nintra di li 

                                      cristiani chi a malu appena arrivanu a mettiri ‘nsemmula lu

                                      manciari pi ‘menziorno cu chiddu di la sira!

Gnazina                         Li latri sperti su, chiddi pensanu chi ‘na li casi di li scarsi

                                      “si un c’è formaggiu c’è pani”, cacchi cosa sempri si trova!

Sarina                            Ma veramenti ‘nformata si! Non è chi pi casu quannu

                                       finisci di puliziari ti ‘rù  a ‘rubbari!

Gnazina                          Ma chi diciti, accussi mi affinniti!

Sarina                             Iu un ti vurrissi affenniri, ma tu troppu ‘nformata mi pari!

Gnazina                          Se…picchi avia… haiu ‘n’amicu chi fa su sirvizzu.

Sarina                             Beddu sirvizzu si truvà lu tò amicu!

Gnazina                          Sapiti ‘ntempu di caristia “li vacchi sicchi parinu

                                       grassi”

Sarina                             Cerca di unni lu purtari paghiri cà lu tò amicu!

Gnazina                          No, nuvatri travagghiamu su du’ tirreni diversi e accussi

                                        unni ‘mpincemu. 

Sarina                             Ma a cu mi misi nintra? Speriamu bonu!

                                       Ora, però accuminciamu a puliziari va si nò stasira  

                                       allistemu, e secunnu mia pi la prossima vota mi cummeni

                                       chiamari lu tò amicu latru chi chiù picca mi veni a custari! 

                                       E spirughiamuni piccchi me soggiru sta vinennu.

                                       Accuminciamu a puliziari di la stanza di lettu, amunì da

                                       rintra.

Gnazina                          Ora, ora ci iemu, prima voghiu salutari lu zu Totò, chi sta

                                       matina unni l’haiu vistu!

                                                       

                                                      Scena quinta 

                                        Detti …il nonno e Antonino

Gnazina                           Don Totò comu semu?

Nonno                              Bonu, bonu!

Antonino                         Nonnò vi carmastivu? Sta passiata ci vulia unn’è veru?

Nonno                             L’ura d’aria, puru a li carcerati si runa!

Sarina                              Ma chi aviti chi vi lamentati? Vi la rinfrescastivu la menti?

Nonno                             Iu sempri friscu l’haiu lu ciriveddu.

Gnazina                          Vi vaiu a fazzu na tazzina di cafè pi farivi ripighiari? Chi

                                        diciti zu Totò? O vi vaiu accattu un coppu di scantu!

Nonno                             Si vo fari lu cafè l’accettu, ma corpa di scantu unni voghiu

                                        già ci a bastanu iddi cu tutti li corpa chi mi runanu a farimi

                                        scantari.

Sarina                             Arrè accuminciamu, arrè! Quali corpa ci ramu, si po’ sapiri?

Nonno                             Ti li facissiri sentiri si corpa, no sapiri! L’arma mi tocchi

                                        quannu rici: “Lu pannoloni”!

Sarina                              Sempri cosi tragichi avi! Po’ fari l’attori!

Nonno                             Antonì, va chiama a Micheli e a Aspanu chi mi voghiu fari

                                         na partita a li carti!

Antonino                         Nonnò, ma un ti po’ taliari n’anticchia lu telegiornali, chi me

                                         matri a va finiri di puliziari tutti li cosi chi     

                                        ‘mpirugghiastivu  vatri.

Gnazina                           Ca rintra allistivu, signura Sarina vaiu a fari lu cafè a lu zu

                                        Totò, tu ni vo Antonì?

Antonino                          Si lu fa ti l’accettu.

Gnazina                           Antonì, ma tu la zita quannu ci l’ha fari canusciri a to

                                         matri?

Sarina                               Me fighiu un’avi ziti, pi ora avà sturiari, po’ si ni parra!      

Nonno                              Lu capisti Antoni, quannu po e’ ura di fariti zitu, ti lu rici to 

                                         matri …. Eh babbu! A la to età sei già na via babbiatu…si

                                          viri    chi pighiasti di la parti di to matri!

Sarina                             Picchi la me parti com’è ah!

Nonno.-                         Com’è? Unni lu viri chi to soru Maria è ancora schietta, e

                                       tu si unn’era pi  du babbu di me  fighiu Bastianu, astura

                                       facii compagnia a to soru.

Sarina                             Me soru pi scelta arristà schietta, picchi c'era cu la vulia!

Nonno                            L’orvu di la chiazza, sulu iddu si la putia pigghiari, di comu  

                                       é laria!

Sarina                             La finiti ora!

Antonino                        Mamà, un ci rari cuntu, lassalu cociri na lu so broru.

Nonno                            E chi addivintavu adduzzu, chi me cociri  ni lu broru!

                                       A discursu, stu misi quannu va pighi la pensioni voghiu                  

                                       cinquanta mila liri!                                      

Sarina                             Già su assà si sordi, vossia ci leva puru si cinquanta mila                       

                                       liri,chi arrestanu!!

Nonno                            Arrestanu, tricentu mila liri, un tà bastanu? Stu misi sulu tri  

                                       voti naiu  manciatu carni, tri voti pisci, e na vota pollo,

                                       perciò sti rana va bastanu..

Sarina                            Picciò, puru lu cuntu di soccu mancia fa, si ci fussiru cristiani

                                       stranii,  putissiru diri chi lu tinemu addiuni?

Antonino                       Mamà, ma tu cu iddu ti metti? Chissu nascì pi fari soffriri a

                                       nuvatri, un    putia moriri iddu e arrestava viva la nonnò?

Nonno                            E si arrestava viva idda, lu vulia viriri comu savia a strarriari

                                       cu to matri. Chidda era  rarrera e pizzola, atru chi diri rusari

                                       tuttu lu iornu!!!

Sarina                             Certu chi na bedda coppia aviavu a essiri tuttirù!

Nonno                            Meghiu di tia e di me fighiu Bastianu, sicuru….siti beddi  

                                        tutti ‘rù…

Sarina                             Certi voti un vi capisciu propriu, chiossà una vi voli pighiari

                                        cu lu bonu, chiossà paroli ritti avi, e va passari picch’iddda

                                        chi unnè, certi voti ricu,  ma cu mi lu misiru li morti!

Nonno.-                           E a mia cu mi li misiru li vivi? Chi e stari tuttu lu iornu

                                        nintra a cummattiri cu vatri!

Sarina                             Ta là ch’è beddu, di ‘ncapu pigghia, ora iddu cummatti cu

                                        nuvatri!  No chi è a la riversa, chissu foddi mi fa nesciri!

Nonno                             Sarì,  cà unna và nesciri foddi nuddu, purtatimi a “lu  

                                        muccuni  di lu poviru” e accussi semu tutti cuntenti!

Sarina                              Pariti fighiu di dissanguati, famighia unni faciti!

Antonino                          Ora affaccià stu “Muccuni di lu poveru”! Tirastivu l’assu di

                                         la   manica!

Nonno                              E chi stamu iucannu a li carti?

Antonino                          Ti piacissi! Ma antura avianu vinutu Micheli e Aspanu e ci

                                         rissi chi stavavu durmennu.

Nonno                              Sdisonestu si, va chiamali e ci rici chi m’à ‘ruspighiavu!

Antonino                         A natr’anticchia, cu la carma, appena me matri si ni va a

                                           travaghiari.

Nonno                           Lu viri…si un fussi pi sti ammi chi un m’accumpagnanu,                                             

                                     astura avissi satatu di sta seggia e mi n’avissi iutu!

Gnazina                        Don Totò, pighiativi lu cafè chi è cavuru cavuru!

Nonno                           Quanti zuccaru ci mittisti?

Gnazina                         Sei cucchiaini comu piaci a lei!

Nonno                           Ti rissi chi ci ni a mettiri sei cucchiaini e mezzu!

Gnazina                         La prossima vota sarà fatto e tu Antonì ni vò?

Antonino                       Ti l’accettù.

Nonno                           Un ci ni rari cafè a me’ nora picchi chidda già è arraggiata!

Gnazina                        Vaiu da rintra a lavari li tazzini.

Sarina                           Va beni Gnazì, e vatri chi aviti chi vi lamintati sempri?

Nonno                           Perciò a Micheli e a Aspanu avia a fari iri?

Antonino                       Nonnò un ti prioccupari, chi a natra anticchia vennu arrè,

                                      statti cuetu!

Nonno                           Statti cuetu a mia! Si l’avissi rittu a me nannu astura un ci

                                      fussi chiù!

Sarina                            Ci lu putiavu riri però!

Nonno                           Avia ragiuni: “antura t’avia ammazzari!”

Antonino                       Nò, unna diri sti cosi, amunì camina chi ti portu a la

                                      cammara! ( Il nipote cerca di farlo alzare, ma lui si dimena

                                      sulla sedia)          

Nonno                           A la cammara un ci voghiu iri… lu sentisti? Da, su tutti

                                      vecchi!!

Sarina                            Se picchi vatri siti picciutteddu, cu li renti di latti….

Nonno                           Di latti no, ma di porcellana se. E chissi sicuru un mi carinu.

Antonino                       Nò, quannu pari a vossia la finiti di fari riscursi matula.

Nonno                            Matula, matula, e astuta sa televisioni, chi m’annuià,  

                                       un mi faciti capiri nenti!

SI SENTE BUSSARE ALLA PORTA

Sarina                              Ma cu è chi tuppulia, ?

Nonno                             Ma va rapi e lu viri, appostu di fari riscorsi matula.

Sarina                              Antonì, va rapi.

Antonino                         Mamà, vacci tu, unni lu viri chi staiu liggennu?

Nonno                             Si mi rati na muttuneddu, ci vaiu iu a rapiri!

Sarina                              Sempri spiritusu siti… Gnazì vacci tu!

(dietro le quinte: Va bene signura sarina ci vaiu iu!)

 (APRE LA PORTA)

                                                    Scena sesta

                            Detti e la commare di Sarina, donna Assuntina

Assunta è una donna sui quarantanni, simpatica e giovanile uno dei suoi pensieri è quello di fare fidanzata la sua unica figlia: Mariuccia.  

Sarina                        Cummà,  quali bon ventu vi porta paghiri ca!

Nonno                       Sciloccu o tramontana,  Donna Assuntì  comu stati,

                                  e vostru maritu bonu sta, e vostra figlia, ancora schietta è?

Sarina                        Papà, ancora! Facitivi canusciri mi raccumannu….Assittativi,

                                  cummà….aspettati chi vi va pighiu un cuscinu chiù comodu da

                                  rintra.

Nonno-                     A li voti a me nora unni la capisciu, mi rici un vi faciti canusciri,

                                  e chi è stari in ncognita?

Assunta                     Comu sta don Totò, frevi ‘n’atu avutu? Cu stu tempu tintu chi ci

                                  ha statu, semu tutti mezzi colpiti.   Lu sapiti me soggiru, avi na

                                  simana chi è curcatu, e me soggira ci va appressu…

Nonno                       Li piscà la ‘nfruenza?

Assunta                    E si, ormai su fatti viccchiareddi e su comu li picciriddi, lu primu 

                                  suli e lu primu ventu li fannu arrifriddari!

Nonno                       E si, to soggiru chiù vecchiu di mia è, e chiù dilicatu ci hà statu

                                  sempri!

Assunta                     Chiù granni di vatri è? Si un mi sbagliu me soggiru mi rici chi

                                  un vi livati assa, vatri quant’anni aviti?

Nonno                       Quanta’anni haiu? Du misi menu di to soggiru!

Assunta                     Si viri chi siti chiù picciottu!

Antonino                   Me nonnu è giovani, nintra e fora.

Sarina                        E si viri e si senti!

Assunta                     Vi avia dumannatu comu siti, arrifriddatu atu statu?           

Nonno                       No, iu bonu mi sentu, cu stu scialliteddu ncapu li spaddi, staiu

                                   beddu cavuru…ogni tantu po’ addumanu la stufa, e mi quariu

                                  ‘natra ‘nticchia.  

                                  (certu cu la pensioni chi si pighianu la putissiru addumari

                                  chiossa’)

Sarina                        Papà, chi aviti chi vi murmuriati….sempri cosi storti?

                                 Cummà,  cuntatimi com’è chi vinistivu a truvarimi, no o, chi

                                  successi  cacchi cosa?

Assunta                     No, ma chi iti pinsannu, vinni a farivi na visita, avia assà chi

                                  un viria a lu zu Totò, e me soggiru mi fa la testa tanta, mi la

                                  dumannatu vinti voti ni sti iorna, si lu zu Totò avia murutu!

Sarina                        Ancora no!

Nonno                       Assù, si viri chi to soggiru, chiffari unn’avi. Chi razza di pinseri:

                                  “viriri si murivu!”

Assunta                      Non è chi siti picciriddu… prima o dopu vi a v’attuccari!

Nonno                        Dopu…dopu. ( Fa un segno scaramanzia)

Sarina                         E si è un pocu prima un ci fa nenti!

Nonno                        Appena semu suli ti sparu un corpu cà ni la frunti, e viremu cu

                                   è chi avà moriri prima!

Assunta                      Ma chi è arrabbiatu zu Totò?

Nonno                        E chi sugnu cani, chi sugnu arrabbaiatu?

Antonino                    Nonnò, amuninni da rintra ‘na la tò stanza, amunì…

Nonno                        Perciò, na vota chi veni na parenti le lassari sula? Un mi pari

                                   giustu!

Assunta                      Un vi prioccupati zu Totò, un m’affennu si vuliti iri da rintra!

Nonno                        No…no, m’affennu iu a lassarivi sula!

Sarina                         Papà ci sugnu iu, vaitivinni da rintra, chi a natr’anticchia vennu

                                    Micheli e Aspanu.

Nonno                        Appena vennu mi ni vaiu, pi ora un ci lu pozzu fari stu sgarbu a

                                   Assunta e li so’ soggiri chi hannu a diri!

Sarina                        Cummà un c’è versu di fallu smoviri, facemu finta chi un c’è,

                                   chi vuliavu sapiri?

( Il nonno cerca di avvicinarsi per sentire i discorsi delle due che si allontanano con le sedie, ma a forza di muoversi cade dalla sedia. Ad accorrerlo è Assunta e Antonino mentre la nuora grida al miracolo)

Nonno                       Murivu, murivu! Mammazzaru!

Sarina                        Miracolo!

Assunta                      Chi si fici Don Totò?

Nonno                        Idda fu!

Sarina                        S’avissi statu iu, vavissi lassatu longu longu ‘nterra!

Nonno                        Ti lu ricia chi fu idda!

Antonino                   Un ti facisti nenti, bonu bonu!

Assunta                    ‘Zu Totò, vuliti un bicchieri d’acqua?

Nonno                       A ‘natra ‘nticchia lu “fiori chi unnà marcisci” mi aviavu a fari!

Assunta                     Sia scantu e sia nenti! Allura cumma’, essennu chi semu tutti

                                  boni continuamu, iu  vulia sulu na’ nformazioni.

Sarina                        Si pozzu, tuttu chiddu chi vuliti: parrati!

Assunta                     Vatri sapiti chi me fighia Maria oramai è na signorina, e avutu

                                  tanti pritinnenti, ma idda ancora un sa decisu,

Nonno                       E’ troppu indecisa la picciotta.

Sarina                        Papà!

Assunta                     Lassalu parrari, allura stavu ricennu, ora ci arrivà un partitu, un  

                  certu Larenzu, però me maritu unni lu canusci, e siccomu mi

                  rissiru chi    è niputi di na cucina di vostra matri, vulia sapiri si

                  mi putiavu dari  qualche nformazioni.

Sarina                       Accussi, Maria già è ura di maritarisi…avi assà chi unni la viu…

Nonno                       E iu avi picca..

Sarina                        Chi dicistivu papà?

Nonno                        Nenti…parrava sulu, sa l’arteri scorosi puru a mia stanno

                                   pighiannu, stannu cà nintra cu vatri!

Antonino                   Ora puru l’arteri scorosi ci facemu veniri…

Sarina                         Ricistivu… Larenzu, ma di cognomi comu si chiama?

Assunta                      Mi rissiru, Larenzu Gallari, lu canusciti?  Dicinu chi è parenti

                                   vostru a la luntana sapiti mi interessassi, picchi a quantu pari si

                                   la passa bona, e mi piacissi chi me fighia Maria facissi un

                                   beddu matrimoniu  Saccciu chi avi circa 30, 32 anni, ma chi ci  

                                   fa , sapiti comu si rici l’omu 28 e la fimmina diciotto..

Nonno                        E la soggira 38..

Assunta                      Chi dicistivu, don Totò?

Nonno                        Nenti, nenti, pinsava a la frevi di to soggiru, un dicisti chi avi la 

                                   frevi a  38?

Assunta                       Se na sira puru a 40 ci arrivà…mischinu comu facia..li duluri si 

                                    lu stavavu rusicannu vivu, la notti la facia iornu, la vicchiaia

                                    unn’avissi a veniri mai!  Ah stavu ricennu cummà, allura lu

                                    canusciti?

Sarina                         Iu veramenti un mi ricordu tantu bonu, di chistu, lu nomu un mi

                                    rici nenti….mi staiu sficiarnu..ma

Nonno                         E ti po’ sfirniciari finu a dumani, cu su nomu lu po canusciri

                                    mai?

Sarina                         Picchi vatri lu canusciti?

Nonno                         E certu, chissà è razza di Addi, ci ricinu Larenzu Addaru…

Sarina                          Ora lu capivu cu è.  Larenzu, lu fighiu di la za Vicenza,perciò,

                                    ma avi assai chi unni lu viu!

Assunta                        E com’è, chi sapiti di iddu, dicitimi..

Sarina                         L’urtima vota chi lu vitti era beddu longu, simpaticu, schirzusu,

                                    un beddu picciottu, modernu, vistutu a la moda, anchi si

                                    travaghia ‘ncampagna.

Assunta                       E com’è chi ancora un s’ha maritatu?

Sarina                          La za Vicenza, tisulidda è… si li cosi un su comu rici idda un

                                    Su boni, s’ha fattu zitu na para di voti, ma ogni vota s’ha

                                    allicinziatu.                          

Assunta                       E picchi sa lassatu ogni vota? Pi curpa di la picciotta

                                   sicuramenti!

Sarina                         Ma quali picciotta,  sempri pi curpa di so matri. La za Vicenza  

                                    avi sempri cosi di riri, ci fa li raggi a li ziti

                                    troppu precisa, pinsati chi l’urtima vota ci avia statu già lu

                                    corredu esposto e idda picchi la parti di idda un ci vosi pagari

                                    un tappitu o na tenda, un mi ricordu bonu….l’allicinzia’.

Assunta                       E iddu un dissi nenti? Cu cumanna nintra sa casa?

Nonno                         So mà, comu in tutti li casi.

Assunta                       Accussì pinsati zu Totò?

Nonno                         Accussi pensu.

Assunta                      E pinsati bonu. A la me casa si usa puru accussi.

Nonno                        L’avia caputu!

Sarina                        Cu cumanna unni lu sacciu, però iddu è stancu di farisi zitu e

                                   po’ di lassarisi, e sempri pi curpa di so matri.

Nonno                       Vicenza curiusa è, quannu s’avia a maritari idda facia chistu

                                   mi piaci e chistu no.

Assunta                      E po’ comu si marità?

Nonno                       Turiddu, quannu vitti la carta malataghiata, si la fuì.

Assunta                     E idda?

Nonno                       Allistì di fari la sperta, e ora voli fari la sperta cu so fighiu chi

                                  è troppu bravu e unni la voli dispiaciri, essennu fighiu unicu.     

Assunta                     Matri mia …di arristari ‘mpassuluta, ma ancora sti  cristiani ci 

                                  su! A li tempi d’oggi, ancora  matri chi si intricanu ni li cosi di

                                  li fighi!  Staiu arristannu ditta ditta comu na cannila!

Sarina                        Allura è meghiu chi s’assetta un vurrissi chi avissi a

                                  squaghiari!

Nonno                       Si intricanu sulu? Ci ricinu puru quannu sannu a fari ziti… puru

                                  di chissi ci n’è…( e guarda la nuora, scotendo la testa)

Sarina                        Papà,  quannu pari a vatri la finiti di parrari matula

Nonno                        Quannu lu riscursu unn’appatta parru matula.

Sarina                         Cummà ancora sconvolta siti? Un ci pinsati, sicuramente l’atri

                                   ziti unn’eranu boni  pi iddu, e so matri picchissu sappi a

                                   miscari, e fici bonu! Ma vostra fighia, è na brava picciotta  e

                                   sugnu sicura chi a so matri appena la viri ci piaci sicuru.

Assunta                      Accussi riciti?

Sarina                         Accussi ricu. Anzi m vinni n’idea.

Assunta                      Chi stati pinsannu cummà?

Sarina                         Putemu cuminari n’incontru cà nintra ni mia, e accussi si

                                    canuscinu, e po’ di cosa nasci cosa.

Assunta                      Ca nintra? E comu? 

Sarina                         Un vi preoccupati, a la za Vicenza ci ricu chi haiu bisognu di

                                   nà sinzalaria, e siccomu so fighiu e bravu pi sti cosi, ci ricu si

                                   po’ veniri e accussì stamu  n’anticchia ‘nsemmula.

                                   Sicuru chi dici di si.

Assunta                      Accussì riciti?

Sarina                         Accussì ricu, a tutti li fimmini piaci taghiari e cusiri!

                                   E la za Vicenza la lingua, longa l’avi!

Assunta                      E iu cu me fighia comu fazzu a veniri cà?

Sarina                        Vatri e vostra fighia, viniti dopu, accussi a casu, comu si mi

                                   vinissivu a fari na visita, la za Vicenza sicuru chi a vostra

                                   fighia unni la canusci,  e na lu stessu tempu vostra figlia

                                   canusci a iddu e na ucchiata ora, na ucchiata dopu…po’ essiri

                                   chi di cosi nasci cosi!

Nonno                        Mi… ti po’ rapiri na’ putia pi zitaggi, chi progetti chi

                                    sà fari! Ma a mia mi fa diri la testa, chi di cosi nascinu atri

                                    cosi…

Sarina                         Chi vuliti diri papà?  Li vostri riscursi unne’ sempri chi li

                                   capisciu..

Nonno                        E secunnu mia è meghiu, unnè veru Antonì?

Antonino                    Nonnò vaiu a chiamu a Micheli e a Aspanu accussi vi faciti

                                   na partitedda, chi ni riciti?

Nonno                        Dicu chi lu riscursu un ti piaci, unn’è veru?

Antonino                    Ma di quali discursu parri?

Sarina                        Antoni’, ma tu la canusci a la fighia di me cumari?

Antonino                    Forsi…cacchi vota l’haiu vistu.

Nonno                        Cacchi vota l’ha vistu, cacchi vota l’ha abbrazzatu, cacchi

                                   vota l’ha vasata…

Sarina                        Ma chi stati ricennu chi vi murmuriati?

Nonno                        Nenti vulia accuminciari lu rusariu.

Antonio                      Nonnò chi amu a fari?

Nonno                        Chiddu chi dici tu, rici chi di vista la canusci?

Sarina                         Ah… la vistu cacchi vota?

Antonino                    Quannu nesciu cu l’amici, a li voti l’haiu vistu.                                 

Sarina                         Bedda è fatta?

Antonino                    Ma chi dumanni mi fa?

Nonno                        Ma chi dumanni ci fa?  Bedda laria, a lu cori un si

                                   cumanna!

Antonino                     Si un mi cunfunnu, cu cacchi atra, mi pari chi la canusciu di

                                    vista, di luntanu pari biddicchia poi lu sacciu com’è?

Nonno                         Puru cunfusu è lu picciottu.

Assunta                       Ma chi voli riri tò soggiru?                                       

Sarina                          Ti pari l’interpriti ci voli a li voti pi capillu,  nenti, dicia la

                                    vista l’avi bona so fighia, cumma’?

Assunta                       Perciò, mancu l’occhiali porta pi nesciri,  lu dutturi ci rissi

                                    sulu per leggiri. -Lu sa cu è Antonì, pi faritillu capiri

                                    meghiu, da picciotta chi a la missa si metti sempri nà lu

                                    coru, morettina, cu li capiddi longhi..

Nonno                         Chi si assetta sempri,  a la terza fila…

Sarina                          Picchi vatri la canusciti papà?

Nonno                         Picchi iu la duminica a la missa un ci vaiu?

Sarina                          Se ci iti, ma rici chi un ci viriti di luntanu?

Nonno                         Senza occhiali un ci viu bonu…ma siccomu iu la viu sempri

                                    di vicinu…lu sacciu com’è fatta.

Sarina                         Allura la canusciti! Non è chi pi casu è amica di me fighia

                                   Tania?

Nonno                        Si su amici unni lu saccciu, ma di sicuru di vista si canuscinu!                                       

Antonino                    Di vista, senza vista, quannu pari a tia la finisci di parrari!

Assunta                      Cummà ma vostru fighiu sa va fari dutturi?

Sarina                        E di comu lu capistivu?

Assunta                     Siccomu parranu di vista pinsava chi s’avia a fari oculista.

Sarina                        E si picchiss’u sta sturiannu pi farisi dutturi!

Nonno                  Antonì pighia un tovagliolino accussì to matri si stuia li vavi! Sarina                       Però pi ora ava  stari cuetu, unna va  pinsari a nenti va si no un ci

                                  a rinesci laurearisi.

Nonno                       Ragiuni aviti, li fimmini ci fannu perdiri la testa a sti picciotti

                                  e po un si concentranu chiù.

Antonino                   Ancora nonnò, sonnu unn’aviti stasira?

Nonno                        Sonnu? Cu dormi un pighia pisci, e a discursu di manciari,

                                   la me panza si lamenta.

Antonino                  Abbasta chi un si lamenta natra cosa, mi raccumannu

                                  dicimillu prima.

Nonno                       Un ti prioccupari, sarai lu primu a sapillu!                         

Sarina                        Allura cummà, ni mittemu daccordu pi sta  

                                  sira…..

Nonno                       Antonì, tu ci si sta sira?

Antonino                   Picchi chi ci  avi a essiri?

Sarina                       Ava veniri me cummari cu so fighia e Larenzu cu la za        

                                 Vicenza e   atru natru masculu, atru me maritu  sulu…

Nonno                        E iu chi sugnu fimmina?

Sarina                        Unni lu sacciu, picchi curiusu comun a fimmina è sicuru

                                 chi  ci siti, e ‘ntricusu po’…unni parramu!

                                 Ca nintra una a va pisari li paroli, la valanza a va

                                  pighiari….mancu li robi avissiru a mmicchiri, avi ragioni

                                  me matri!

Assunta                     Lassatilu perdiri cummà, consideratilu è anzianu…..

Sarina                       Anzianu…chissu un si capisci socchè, ..certi voti si un fussi

                                 lu patri di    me maritu…

Assunta                    Carmativi, carmativi un c’è nenti, cosi chi vennu e passanu,

                                 fa accussi, ma poi è un bravu cristianu.. ma turnamu a

                                  sta sira, allura iu vegnu versu li 9.oo

Sarina                       Un ca’ bonu,.. accussi runa a parrari a me soggiru…picchi 

                                  si nò chissu si intrica sempri. Arrivederci cummà

                                  v’accumpagnu a la porta…

Assunta                     Ni viremu  sta sira.

Sarina                       V’aspettu.                                          

                                                 

                                                 

                                                    

                                                    Scena settima

                               

          Sarina, il nonno, Tania,  Bastiano e Antonino

( Tutti vestiti bene perché aspettano ospiti)

Sarina                       Papà mi raccumannu stasira , parrati picca chi è

                                 miricamentu.

Nonno                      Natru miricinali!

Tania                        Mamà, chi c’è sta sira?

Nonno                      La canuscenza.

Tania                        Cu è chi s’avà canusciri?

Nonno                      Tò frati cu la zita!

Sarina                      Arrè papà un vi lu rissi chi unne ura? Quannu è ura po’ si viri.

Antonino                  Mamà, puru tu, pari chi fussi un picciriddu, un ti prioccupari

                                 quannu me fari zitu lu sacciu!

Nonno                       Fatti canusciri chi si me niputi, accussi, diciccinni natri quattru

                                  paroli a to matri e si vo ci po’ rari puru un pugnu!

Tania                         Nonnò, ma lu sapiti chiddu chi diciti?

Sarina                        Iddu quannu parra spara!

Nonno                       Prima o dopu sempri pighiari t’ haiu!

Antonino                   Basta nonno!

Tania                         Mamà pi forza e arristari?

Bastiano                    Stasira semu tutti arruolati!

Nonno                       Tutti arrollati semu! Lu viristi chi mi misi lu scialliteddu novu!

Sarina                        Picchi si livà la cravatta?

Nonno                       Picchi tu un ci arrinesci a affucarimi…parramuni chiaru!

Bastiano                    Certu camurriusu è purtari la cravatta, ma pi na sira…si po’

                                  fari!

Nonno                       Tu lu rici, ma ni un minutu si nasci e ni un minutu si mori!                                    

Tania                         Sempri cosi tragichi havi  me nannu!

Suonano alla porta

Sarina                         Tania va viri cu è?

Tania                          Va beni mamà

Sarina                         Me cummari un po’ essiri, mi pari ancora prestu, viremu cu è.

Tania                          Mamà c’è Aspanu e Micheli , l’è fari trasiri?

Sarina                         Veramenti aspittamu cristiani, ma ancora è pristuliddu…

Nonno                        Aspà, Michè trasiti cà sugnu!

Sarina                         Sempri iddu cumanna!

                                                           Scena ottava

                                                 Detti e Aspano e Michele

(enrano i due amici)                                 

Aspanu                         Totò, ma sempri dormi? Aviamu vinutu pi iucari a li carti, ma

                                     to niputi ni rissi chi durmii. Ma chi si mutatu chi c’è stasira?                       

Nonno                         Ora sugnu arruspighiatu assittamuni e facemu sta partita.

                                    sposta su tavulinu paghiri cà. Accuminciamu Michè, cu è chi

                                    facia l’urtima vota?

Michele                       Cu facia facia, ora la partita è nova accuminciamu arre da capu

                                    allura facemu lu toccu e iucamu.

(iniziano a giocare a scopa)

Nonno                          Ni iucamu sempri la stessa cosa giustu? Picchi stanotti appi na

                                     nuttata!

Aspanu                         Ti pari chi l’atri meghiu stannu?

Nonno                          Ma a tia l’andricolina ti passa?

Aspanu                         Ma quali andricolina, lu sa soccu haiu, la stessa cosa tò!

Michele                       Vulemu iucari si o no? Va si nò stasira mi li pighiu tutti li

                                     bustini iu.

Sarina                          Antonì, ma di soccu parranu? Un vurrissi chi avissimu aviri

                                    ‘mpirugghi? Sti vecchi mi pari chi stannu rimbambennu!

(mentre i tre giocano a carte abbastanza animatamente)

Tania                            Mamà iu nesciu, vaiu a lu cinema.

Sarina                           Di cà un si movi nuddu. Stasira un si nesci.

Bastiano                       Stasira amà fari cuntenta a tò matri, assettati

Aspanu                         Tania ti vo fari na partitedda?

Tania                             Ioca Aspà…mamà, perciò un pozzu nesciri? Chi è fari tutta

                                      la siritina ‘nzemmula a tutti sti bacucchi?

Nonno                           E fazzu scupa! Li bacucchi fannu scupa!

Tania                             Mi chi ‘ntisa chi avi me nannu!

Micheli                          Mi sa tantu chi stasira, ti l’è dari a tia, e mi dispiaci, picchi ci

                                      tinia.                                                                                      

Tania                             Cu dicisti chi avà veniri?

Sarina                            Nenti, me cummari Assunta so fighia e Larenzu lu fighiu di

                                      la  za’ Vicenza, na parenti di me matri.

Tania                             Ma chi sta cuminannu, ti canusciu a tia!

Sarina                            Nenti,  stamu cuminannu un matrimoniu.

Tania                             E cu su li furtunati?

Sarina                            Unni li canusci tu.

Tania                             Ma cu su un si po’ sapiri?

Sarina                            Sunnu Maria la fighia di me cummari Assunta e Larenzu lu

                                      fighiu di la za’ Vicenza!

Tania                             E iddi lu sannu?

Sarina                            No…è ‘na sorpresa!

Tania                             Na’ bella sorpresa, un ti permettiri di farimi sti sorpresi a mia,

                                      picchi mi ni vaiu!

Nonno                           E iu vegniu cu tia!

Tania                            Allura arrestu cà.

Sarina                           Ti lu ricia chi unnà dunni iri!  

Tania                             Speriamu chi stu Larenzu unnè cretinu e capisci lu iocu, e   

                                      si la va a circari fora la zita!

Sarina                            Ma chi dici…chiddi cuminati sunnu li meghiu zitaggi!

Tania                             Se se e va canciaci la testa, l’avi chiù dura di un mulu!

Sarina                            Ma chù araciu un putiti iucari? Un s’arreggi, chi vi stati

                                       iucannu?

(I tre si fermano imbambolati)

Nonno                            Chi ni stamu iucannu? Nenti, pi nenti iucamu!

Sarina                             E pi nenti faciti tuttu stu manicomiu? Cosa di nesciri foddi!

Michele                          Bastà, picchi un ti fa’ na partitedda cu nuvatri?

Aspano                          Veni, assettati, chi ni divirtemu!

Bastiano                         Aspà, va viri si ti na iri a la casa, camina, spirugghiati! Na

                                       partita me fari cu iddi, pari chi atru sirvizzu unn’haiu!

 Sarina                           Antonì,  mi vaiu  a canciu e ci ricu a Gnazina di

                                       priparari ‘du taralli pi l’ospiti,  mi raccumannu, a natra  

                                       menzura ieccali fora!

Antonino                        A lu nonnò puru?

Sarina                             A iddu lu primu!

Suonano alla porta                   

                                                     Scena nona

                          Detti e Petru il ragazzo della farmacia che fa le consegne

Bastiano                          E chi è la casa di lu Sinnacu? Tutti udienza vonnu?

                                        Meghiu chi vaiu a rapu! Petru e tu chi vo?

Pietro                               C’è Micheli?

Michele                          ‘cca sugnu chi vò Petru?

Pietro                              Ti scurdasti chisti, (sottovoce…li bustini) mi rissi 

                                        la  farmacista.

Miclele                            Ragiuni ha, portali ccà.

Pietro                              Un mà dari nenti?

Nonno                             Dacci nà cunfetta!

Pietro                              Nà cunfetta? Ma….issi a du paisi…

Esce di scena Pietro 

                                    

                                        

                                                  Scena terza

                                                   Detti

Tania                                A mia mi sta annuiannu, ora mi ni vaiu!

Bastiano                           Dunni va? Mavissi a fari srarriari cu to matri,chidda avi

                                         tutti cosi organizzati!

Antonino                          Nà para d’uri e finiscinu tutti cosi!

Bastiano                           Papà finì sta partita?

Nonno                              Ti ramu ‘mpacciu?

 Bastiano                          A mia no, ma si veni Sarina!

Nonno                              Si veni Sarina ci la…

Bastiano                           Papà! Ma a li vicchiai iti a piggiurari?

Nonno                              Ma mi faciti iucari ‘nsanta paci va si nò perdu, e po’

                                        stasira sunnu ratteddi…

Bastiano                           Si un ti senti bonu ti portu na lu dutturi…a postu di aviri

                                         ratteddi.

Tania                               Chi su sti ratteddi? Comu parri nò?

Nonno                             Comu parri tu: modernu!

Tania                               Ma chi vo diri?

Nonno                             Voghiu diri a postu di aviri “cosi di diri” haiu  “ratteddi”

                                         lu capisti ora?

Tania                               No,  e po’ si rici “mi sono spiegato”?

Nonno                             No, un ti spiegasti pi nenti, tu sulu ratteddi ha!

Bastiano                           Papà, la finisci n’anticchia, a tutti ‘nguesta ru’! 

Bussano alla porta

Bastiano                               Rapi tu Sarì?

( da dietro le quinte)

Sarina                                   Se, se ci vaiu iu! ( apre la porta e trova un carabiniere

                                            Ma chi vuliti, chi successi, picchi siti ccà?)

                                                   Scena decima

                                            Detti e Carabiniere

 Bastiano                             Sarì, ma cu c’è’?

Sarina                                  Ci su li Carabineri!

Nonno, Michele e Aspanu   Li Carabineri? E chi vonnu?

( si alzano tutti tranne il nonno)

Carabiniere                       Comodi, sedetevi che vi dobbiamo fare delle domande.

Nonno                               Tutti assittati semu, putiti parrari.

Carabiniere                       Ci hanno detto che da queste parti c’è un certo giro…

Nonno                               Mancu chiù  un giru a li carti si po’ fari?

Bastiano                            Chi giru c’è?

Antonino                           Papà fallu parrari…

Bastiano                            Parrati, di chi giru parrati?

Nonno                               Avà essiri di lu giru di riscursi chi si fici aeri Gnazina.

Carabiniere                        No, ci hanno detto che in questa zona ci sono dei

                                          vecchietti che spa…cci…a…no

Nonno                               Allura vi ni putiti iri, cà lu chiù vecchiu sugnu iu, e

                                           un smanciu!

Sarina                                Ma picchì vi quariati accussi? Aviti cosi di ammucciari?

Nonno                                Iu unn’aiu nenti, tu Aspà ha nenti?

Aspano                               Iu? Sugnu sanu comu un pisci!

Nonno                                E tu Michè ha nenti?

Michele                              Ma chi è aviri, un pusseru nenti, s’anticchia di pinsioni

                                           chi haiu cu na manu mi la runanu e cu l’atra si la

                                           pighianu. Chi è aviri?

Nonno                                Sarina, sicuru idda l’avi!

Sarina                                Ma di soccu mi stati accusannu? Chi stati ricennu chi

                                           spacciu?

Bastianu                             Sarì, ora accuminciasti?

Sarina                                  Ma accuminciavu a fari soccu?

Nonno                                 A scacciari!

Sarina                                  Ma soccu mi viristivu scacciari?

Nonno                                 Aeri, li mennuli chi purtà me fighiu Bastianu! Idda di

                                            sicuru fu a scacciari picchi iu un mi firu cu li manu idda

                                           ‘meci puru cu li renti li scaccia avi na rintera chi pari

                                            chidda di un cavaddu!

Carabiniere                         Carmamuni un pocu! Cu è chi spaccia?

Nonno Aspano E michele    Sarina!

Bastiano                              Li vecchi!

Antonino                             Me nannu!

Tania                                   Iu un sugnu!

Carabiniere                          Po’ essiri chi fu iu e unni lu sacciu?

Michele                               A li voti li cosi succerinu senza chi unu sinni adduna!

Aspanu                                A mia puru mà successu!

Nonno                                 E li cosi succerinu! Ma cu l’avia a diri chi un carabineri

                                            scaccia!

Tania                                   No’, SPACCIA!

Nonno                                  Scaccia, spaccia? Chi cancia?

Carabiniere                          Cancia, cancia… ma insomma chi è che comanda qui?

Tania                                    Me patri.

Antonino                              Me matri

Sarina                                   Me maritu

Nonno                                  Me nora

Carabiniere                       Ora basta! Voglio sapere chi è che spaccia, se nò

                                          controllo uno per uno!

Bastiano                            Nuvatri unna vemu nenti di ammucciari!

Tania                                 Ni po’ arrisceriri comu voli, cà c’è la mia borsetta!

Antonino                           Taliassi, taliassi…accussì viri chi unna trova nenti!

Nonno                               (rivolto a Michele) ammuccia sa cosa, spirugghiati!

Carabiniere                       Che ha detto signor Totò?

Nonno                               Cu è chi ha parratu?

Carabiniere                       Lei! Che cosa deve nascondere  il suo compare?

Nonno                               Michè cosi di ammucciari ha?

Michele                             Iu pulitu sugnu unn’aiu nenti mi putiti puru arriscerimi!

Carabiniere                        Ed è quello che farò, tutti al muru!

Sarina                                La scena si ripete!

Nonno                               Ammuttatimi chi un pozzu caminari, voghiu veniri cu

                                          vatri a lu muru!

Antonino                          A lu nonnu ni scurdamu!

Tania                                 Nonnò staiu vinennu!

Nonno                               Spirugghiati Rifugiu, chi mi scantu di l’Arma!

Carabiniere                       Perché non ci pensavate prima di iniziare a spacciare!

Nonno                               Iu a chistu unni lu capisciu… ma soccu voli?

Sarina                                Socchè chi vi iucati quannu faciti tuttu du manicomiu?

Aspano                              Nenti…na bustina…

Michele                             Zittuti cretinu!

Carabiniere                        Parli, parli Aspano, dove l’avete preso questa bustina

                                          chi è che vi fornisce, a chi la vendete, quanto ci

                                          guadagnate? Parli!

Aspano                              A tutti sti dumanni ‘nsemmula?

Nonno                                lu stati facennu cunfunniri a du picciutteddu!

Carabiniere                       E allora parlate voi che siete suo complice!

Bastiano                            Parra papà chi è chi cuminasti, cu è chi ti rava li bustini?

Nonno                               Micheli li purtava!

Carabiniere                       E a lei Michele chi è che lo forniva?

Michele                             La…la signura di la farmacia!

Carabiniere                       Una persona insospettabile le forniva la roba?

Michele                             No mittemu li cosi ‘nchiaru li robi mi li passa Aspanu

                                          quannu un ci vennu chiù.

Carabiniere                        Non faccia finta di non aver capito, “la roba” “la roba”!

Nonno                                La roba chi ti lassà tò patri, babbu!                      

Michele                             Me patri la roba la lassà tutta a me soru picchi lu sirvì,

                                           a mia un mi lassà nenti.

Carabiniere                        Ma ci stiamo girando intorno al discorso? Voglio la roba

                                           che prendete!

Bastiano                              Papà nesci la roba lu capisti ? Va si no chistu a tutti

                                            arresta.

Nonno                                    Michè chi am’affari? Iddi la chiamanu “roba”, ma iu

                                               criu hi su li bustini chi porti tu!

Sarina                                    Allististivu di fari lu spertu, li manetti v’aspettanu,

                                               lu carceri!

Nonno                                    Un ti prioccupari, po’ fazzu un misi ni Vicenzu, un misi

                                               cà e un misi na lu carceri!

Sarina                                     E no, cà un vi voghiu chiù si trasiti na lu carceri,

                                               carcerati na la me casa un ci n’annu a trasiri!

Carabiniere                            Ancora è tuttu da vedere, prima datemi la roba, Michele

                                               sbrigatevi!

Michele                                  Ma proprio tutti li vuliti, una un mi la po’ lassari?

Carabiniere                             Li metta sul tavolo, si sbrighi!

Aspano                                   Daccilli, ammatti po la farmacista un ti li runa arrrè?

Carabiniere                             Ah…continuate ancora a pensare di spacciare?

Sarina                                     A viriri sti vecchi rimbambiti comu ni fregaru a tutti, e a

                                                nuvatri ni paria chi iucavanu a li carti, e bravi! E bravu

                                                me soggiru!

Nonno                                     Sarì la curpa e tutta tò, picchì si tu m’avissi ratu cacchi

                                                euru, iu u n’avissi avutu bisognu di iucarimilli a li carti

                                                sti cosi, ma mi li putia iri accattari a la farmacia!

Antonino                                 Ancora continui nonnò, t’avissi a vriugnari!

Nonno                                     E di soccu? Di aviri manciatina?

Carabinuiere                            Ora basta!    Mi dia le bustine!

(Michele esce le bustine)

Carabiniere                              Allontanatevi tutti, nessuno si avvicini!

Aspano                                     Secunnu mia chissu avi puru manciatina!

( Il Carabiniere prende in mano con circospezione le bustine e li soppesa, li guarda e li controlla)

Carabiniere                      Ma queste sono bustine per il prurito?

Nonno                              E pi soccu ci paria chi sirvianu? Pi la manciatina.

Michele                            La farmacista mi li regala quannu vaiu a pighiu li miricinali.

Aspano                             E po’ ni li iucamu a li carti!

Bastiano                           E pi la manciatina chi aviti, arrivaru puru li carabineri!

Sarina                               E finì di iri a finiri ‘ncarceri!

Nonno                              Sa suddisfazionii un ti la putisti livari!

Sarina                               Pi ora!

Tania                                Ma insomma la finiti? E vatri Carabineri siti suddisfattu?

Carabiniere                      Suddisfattu no, però ho capito la situazione e farò rapporto

                                         a chi di dovere.

Sarina                               Ma cuntatici tutti li accusi e riaccusi a chi di dovere, cu sà

                                         po’ fari cacchi cosa pi farici passari ‘na misatedda di

                                         carceri!

Carabiniere                      Il carcere è una cosa seria, signora!

Sarina                               E infatti è propriu picchissu chi vurrissi chi me soggiru 

                                         lu pruvassi!

Carabiniere                      Va bene essendo che abbiamo chiarito le cose io vado a

                                         fare rapporto al comando.

Nonno                              Sarì vacci puru tu, a lu cumannu ci vannu li cumannanti

                                         e tu si na cumannanti nasciuta!

( esce il carabiniere tutti i componenti della scena si accasciano sulle sedie in silenzio, guardandosi in cagnesco”)

Suonano alla porta

                                                     Scena  undicesima

                                    Detti,  Assunta e la figlia, Lorenzo e la madre

Sarina                           E ora cu è? Di scantu mi vonnu fari moriri!

Tania                            Mamà, statti assittata chi ci vaiu iu, sta tranquilla, un ti

                                     agitari!

Sarina                           Puru un me agitari, ni sta casa di ‘mmriachi!

Bastiano                       Teni ccà viviti un bicchieri di acquicedda frisca, chi troppi

                                     cosi hannu successu cà nintra!

Tania                            Mamà, Mamà, l’amici tò ci su, vacci tu chi a mia vriogna

                                     mi pari, macari piatusi mi parinu di picciutteddi!

Sarina                           Arrivaru, arrivaru! Rativi ‘na sistimata, la cravatta Bastià,

                                     Antonì addizzati, Tania mi raccumannu, fa la brava, e vatri

                                     papà un pipitiatì!

( Sarina, va ad accogliere gli ospiti)

Dietro le quinte

Sarina                             Za Vicenza, ma chi piaciri chi staiu pruvannu, mi quant’avi

                                        chi unni viriamu,  ci vulia sta sinzalaria, ma trasiti,

                                       accomodatevi!

Za Vicenza                     Don Totò, ma stati propriu bonu, m’avianu rittu chi eravu

                                       sfasciateddu, ma viu chi siti, ancora ‘npositu mi fa

                                       veramenti piaciri! A me fighiu Larenzu vi lu ricordati?

Nonno                            Vicinzì, li picciotti criscinu e si trasformanu, lu pozzu

                                        canusciri mai,  un beddu picciottu si fici, pighià tuttu di la

                                       parti di tò maritu, ma tu picchi si ccà’?

Za Vicenza                     Pi la sinzalaria, un ci lu ricistivu Sarì?

Sarina                             ( facendo dei segnacci al suocero) Un vi lu rissi papà?

                                       Mutu!

Nonno                            Perciò, mi lu ricisti, ma mi lu scurdavu! Larè, piaciri, pari

                                       tuttu tò patri, Tania fallu assittari!

(Tania, resta incantata a vedere quel bel ragazzo, e rimane ammutolita )

Nonno                              Rifugiu, arruspighiati e fallu assittari!

Suonanno alla porta             scena dodicesima

                                        

                                         Detti …Assunta  Maria e Gnazina

Gnazina                          Ci vaiu iu! Signura Assunta  arrè ‘cca siti? Trasiti!

Sarina                             Assunta, trasi trasi! Levati la giacca, chi ti l’appizzu!

Assunta                            Bonasira a tutti, zu’ Totò comu semu?

Nonno                             Su per giù comu antura!

                                        Tana Tana, ma a cu talii? Fa assittari a stu

                                         giovanottu…arruspighiati però!

Tania                                Signor Lorenzo, si accomodi!

Lorenzo                           Tania, “signore”, accussi vecchiu ti paru

Tania                                No, però…

Lorenzo                           Dammi di tu, picchi puru parenti semu.

Tania                               Si va bene però iu ancora un ti canusciu bonu.

Lorenzo                           A mia veramenti mi piacissi canusciti meghiu, dumani chi

                                        ni pensi ni putemu viriri pi fari na passiata?

                                        Lu sa di quannu trasivu ca nintra  e ti vitti mi pari

                                        chi lu me cori rincretinì, chi la me testa si confunnì, e mi

                                        sentu li me ammi chi tremanu tutti, secunnu tia chi po’

                                        essiri?

Nonno                             Cacchi viru, a va essiri!

Tania                               Unni lu sacciu, ma iu puru aiu li stessi tò cosi, assittamuni

                                        e parramu un pocu!

Nonno                              Secunnu mia la ‘nfruenza a tutti sta vinennu!

Sarina                              Assunta, ma chista Maria è? Ma comu è fatta bedda!

Maria                               Signora Sarina, ma accussì mi cunfunniti!

Sarina                              No, Mariù, ma chi dici si veramenti ‘na bella ragazza,

                                        chi ni pinsati Lorenzu?

( Lorenzo è intento a conversare con Tania e nemmeno la sente, ma Antonino che vede Maria, la sua ragaza lì presente, incomincia a dare segni di irriquietezza)

Nonno                                Larenzu unni pensa nenti, picchi mancu ti senti, li cunti

                                           chi ti facisti, accuminciaru a un turnari chiù!    

Sarina                                 Ma chistu chi sta pinsannu di fari cu me fighia Tania?

Za Vicenza                         Lassatili parrari li picciotti, a mentri si canuscinu!

Sarina                                 Se, ma cu Maria s’avia a canusciri, iddu cancià sunata!

Antonino                            Mamà picchi un mi la presenti a mia sta bella ragazza!

Sarina                                 Antonì taliala di luntanu picchi unnè pi tia!

Antonino                            Picchì pi mia cu è chi è bona la principessa sul pisello?

Sarina                                 Chi c’entra tu si nicu ha sturiari!

(Antonino si avvicina a Maria e la prende per mano e rivolgendosi alla madre,che lo guarda attonita…)

Antonino                            Basta cu sta storia, mamà, sugnu nicu e sugnu ranni!

                                           Appena trovu chidda giusta, mi fazzu zitu! Maria, fatti

                                           viriri, to matri ha caputu chi semu ziti?

Maria                                  No, avi tuttu lu iornu chi mi parra di Lorenzu, dici chi è

                                            bravu chi è benestante, chi è travaghiaturi…

Antonino                             Ma tu chi vo fari?

Maria                                  Iu sulu a tia voghiu!

Antonino                             Lu sa chi iu è sturiari, picchi me matri voli chi me

                                            laureari, e po’ iu un sugnu benestanti comu chiddu dà.

Maria                                  A mia un mi ‘nteressa, e iu sugnu pronta a aspittariti

                                            natri vint’anni!   

Sarina                                  Maria, dici chi ha diciott’anni? ‘Ntisi diri vint’anni?

                                            Ma chi aviti tu e me fighiu di parrari fittu fittu, picchi un   

                                            vi unciti cu Tania e Lorenzo e accussi vi canusciti meghiu

                                            tutti e quattru!           

Assunta                               Cummà, unni st’aiu capennu chiù nenti lu partitu, Larenzu

                                            lu mannà pi Maria e ‘mmeci ora sta ‘ncuddatu a vostra

                                            fighia, comu a mà fari a scuddalli!

Sarina                                  Pari puru a mia chi li nostri piani un stannu iennu pi lu

                                            versu giustu, c’è cacchi cosa chi un mi cumminci!

( La Zà Vicenza si avvicina a Bastano per discutere dell’affare)

Za Vicenza                         Allura soccu è chi aviavu accattari?

Bastiano                             Lu pezzu di terra chi si trova vicinu la galleria, ci retti na

                                           occhiata e mi piaci.

Za Vicenza                       Chissa terra bona è, ma vi cummeni parrarini cu me figghiu

                                            iddu la canusci picchi travagghia docu a latu, Bastià,

                                            dimmi nà cosa, ma chiddu unnè Micheli?

Bastiano                              Iddu è, picchi lu canusciti?

Vicenza                               Perciò, viremu però si mi canusci chiù!

( Rivolgendosi a Michele che continua a giocare con Aspano)

                                           Ma va scusari si la disturbu, ma tu un si Micheli?

Aspanu                               A tia rici Michè.

Michele                              Micheli sugnu, ma vossia cu è?

Za Vicenza                         Cu sugnu? Vicinzina, la fighia di la Za Nitta, chidda chi

                                           stava a la scinnuta di la Maronna da iusu! Ci pensi chi

                                           iucavamu ‘nsemmula…

Michele                              Ora ti staiu canuscennu, Vicinzì, ma si precisa comu ti

                                           lassavu quarantanni narrè!

Za Vicenza                         Un mi riri sti cosi picchi va si no ci criu!

Micheli                               E ci po’ cririri, picchi quarantanni narrè  accussi eri!

Nonno                                O è cretinu Micheli o Vicenza era accussi laria a decianni.

Michele                              Ma mi sta parennu attruvata, e to maritu ancora vivu è

Za Vicenza                         No, murì cinc’anni narré. E tò mughieri?

Michele                              “I” a fari cumpagnia a to maritu, subitu dopu!

Za Vicenza                        Tutti dui allura liberi semu! Ma ci pensi sulu tu e sula iu!

Michele                              Sula tu e sulu iu, ma ci pensi, finarmenti putemu…

Za Vicenza                         Finarmenti putemu coronari lu sognu di quannu eramu

                                           nichi!

Michele                              Lu facemu, chi dici lu facemu?            

Za Vicenza                         E facemulu, avi chi aspettu stu mumentu quarant’anni!

Nonno                                Ma chisti chi pensanu di fari? Aspà mettiti li manu

                                           davanti l’occhi picchi tu sti cosi unni li po’ taliari!

Aspano                               Picchi chi sta succirennu?

Nonno                                Unni lu sacciu, ma tu mettiti li manu davanti l’occhi.

Michele                              Pronta sì Vicinzì?

Za Vicenza                         Pronta sugnu!

( si abbassano le luci e si sente Michele che dice:

 “ Viri ca’ vegnu” … “Quattro e quattr’otto scarica botto aceddu cu li pinni scarica e vattinni     

(Questo era un gioco che facevano i ragazzini, si metteva uno a carponi e gli altri al grido di “viri ca vegnu” gli saltavano addosso superandolo, e dicendo:  quattru e…..)

                                             

                                       FINE SECONDO ATTO

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