DUE GENTILUOMINI
Una scena
di ENRICO RAGGIO
PERSONAGGI
PRIMO GENTILUOMO
SECONDO GENTILUOMO
UN MAGGIORDOMO
Commedia formattata da
Una sala nel palazzo del Primo Gentiluomo. L'arredamento consiste in esemplari di ogni stile messi alla rinfusa come in una bottega dantiquario. Nell'angolo di sinistra. in fondo, un pannello cubista fra ricchi drappeggi di velluto.Un'alta costruzione d legno ingombra l'angoli opposto della sala. E' mite inoltrata. Splende, nel tuo, un grande lampadario di Boemia. Su alcuni mobili brillano delle candele, in altro punto della stanza un riflettore ad arco proietta un fascio di luce bianca sul soffitto. Il padrone di casa un tipo altrettanto originale. Sembra non avere et, come se vivesse fuori dal tempo. Il suo volto ha la rigida espressione di una maschere. Indossa il frac e sulle spalle un ampio mantello di velluto. E' immobile dinnanzi a uno specchio. Dopo qualche secondosi accarezza le tempie e allora ci accorgiamo che le sue mani, diafane e cosparse di anelli, escono da polsini di merletto. Un orologio a cuculo batte le due. Altri, di epoche diverse, gli fanno eco.
Primo Gentiluomo - (al maggiordomo che apre sulla porta, senza voltarsi) E' qui?
Maggiordomo - Non ancora.
Primo Gentiluomo - Mi raccomando i cani.
Maggiordomo - Allontanati.
Primo Gentiluomo - Luci spente.
Maggiordomo - Fatto. (Pausa). Il cancello aperto.
Primo Gentiluomo - Benissimo. Nessuno sapere di questa visita. Dovete condurlo direttamente in questa stanza.
Maggiordomo - Bendato:?
Primo Gentiluomo - Non occorre. (Il maggiordomo va alla finestra e si assicura che le imposte siano chiuse) Tirate bene la tenda. Che la luce non filtri fuori.
Maggiordomo - Il palazzo in completa oscurit.
Primo Gentiluomo - La servit?
Maggiordomo - Dormono tutti.
Primo Gentiluomo - Siete certo?
Maggiordomo - Ho fatto mia ispezione. Russano.
Primo Gentiluomo - Questo eccessivo. Basta che dormano. (Pausa). Un momento. (Sta in ascolto). Dei passi sulla ghiaia. E' lui. Andategli incontro,. (// maggiordomo si avvia). E se v'interroga, non una parola. Intesi? (Il maggiordomo annuisce, esce. Il gentiluomo si avvicina al caminetto, stende le braccia aperte sulla mensola di marmo, guarda impassibile la porta. Dopo qualche minuto il maggiordomo, senza annunziare, introduce il Secondo Gentiluomo e si ritira. Il nuovo venuto liti uomo di media et, forte, slanciato. Indossa un abito sportivo e il suo volto roseo, lucido, pieno, sembra di celluloide. Lunga pausa, durante la quale i due gentiluomini si fissano a distanza). Siete puntuale. (Indicando vagamente alcune poltrone). Accomodatevi.
Secondo Gentiluomo - Grazie. Preferisco stare in piedi. E' mia abitudine...
Primo Gentiluomo - (tracciando ironicamente con l'indice dei cerchi) Girare?
Secondo Gentiluomo -Precisamente. Girare.
Primo Gentiluomo - (secco) E allora stiamo in piedi.
Secondo Gentiluomo - Perch mi avete fatto chiamare?
Primo Gentiluomo - Per un grave motivo. Di vita o di morte.
Secondo Gentiluomo - Una minaccia?
Primo Gentiluomo - Tutti dicono che volete attentare alla mia vita. Confermatemelo.
Secondo Gentiluomo - (sorridendo) Gliattentati, signore, non si confessano! in anticipo. Se manca la sorpresa non ha pi ragione di esistere l'attentato.
Primo Gentiluomo - Dunque, non confessate. E sta bene. Vi avverto, per, che non uscirete da questa stanza se non avremo dissipato quanto c' di equivoco nei nostri rapporti.
Secondo Gentiluomo - E' quello che desidero, signore..
Primo Gentiluomo - Sar rapido. Voi siete molto pi giovane di me. Non eravate ancona nato che io trascorrevo una vita colma di quella serena agiatezza che pu soltanto derivare da una salda reputazione. Ero al riparo da ogni imprevisto. La vita assicurata: per sempre. Ho seguito i vostri primi passi con sorriso indulgente. Eravate un bel bimbo, pieno di vivacit. Promettevate. Dopo qualche anno - prodigioso in un ragazzo! bruciaste la vostra adolescenza, e mi appariste uomo: forte, spregiudicato, insolente. Sicuro: l'insolenza di una rapida e colossale fortuna traspirava da tutti i vostri pori. (Fissandolo con sguardo glaciale). Come adesso.
Secondo Gentiluomo - Signore, se mi avete invitato in casa vostra per potermi insultare...
Primo Gentiluomo - Vi do ragione: siete mio ospite. Anche se rubate, giornalmente, il mio "danaro, anche se avete sedotto, a una a una, le mie dilette figliole.
Secondo Gentiluomo - Colpa vostra. Dovevate proteggerle meglio.
Primo Gentiluomo - (scattando per la prima e unica volta) Signor Cinema!
Secondo Gentiluomo - (sfidandolo) Signor Teatro! (Pausa, durante la quale i due gentiluomini si misurano con lo sguardo).
Primo Gentiluomo - (riprendendo il suo tono freddo) Sedetevi, prego. Potremo meglio ragionare. Siamo entrambi eccitati. (Gli porge una sedia).
Secondo Gentiluomo - (sedendosi) Grazie.
Primo Gentiluomo - Una tazza di caff? Pardon, voi' non bevete che whisky. Dimenticavo. (Si alza e si dirige verso un armadietto dal quale toglie una bottiglia di whisky, un'altra di soda, e un bicchiere). Ho anche la soda. (Ritorna al tavolo e versa da bere all'invitato).
Secondo Gentiluomo - Grazie. (Beve un sorso). Buono. (Guarda l'etichetta). Ottima marca. (Vuota il bicchiere).
Primo Gentiluomo - Dovete avere uno stomaco eccezionale!
Secondo Gentiluomo - Risultato del lavo all'aperto. (Con gesto vago). Aria, sole, mare, foreste! E voi, vivete sempre fra queste quattro mura?
Primo Gentiluomo - Non sono quattro. Evidentemente nell'oscurit non vi siete accorto che al mio palazzo manca il muro esterno,
Secondo Gentiluomo - Le vostre camere hanno soltanto tre pareti ? Come le case in demolizione?
Primo Gentiluomo - S.
Secondo Gentiluomo - Dev'essere piuttosto scomodo. Chiunque pu entrare.
Primo Gentiluomo - No. Ho un mia sistema.
Secondo Gentiluomo - Quale?
Primo Gentiluomo - Di sera - perch solo di sera il pericolo - accendo una lunga fila di lampade da un capo all'altro delle stanze, sul limitare. Una specie di barriera di luce, Nessuno osa superarla. Si resta soggiogati.
Secondo Gentiluomo - (che il bicchier di whisky ha messo, evidentemente, di buon rimo. re) Io, invece, per soggiogare adopero il buio. Un ottimo alleato. Ah! Ah! (D un fogno vigoroso sul tavolo).
Primo Gentiluomo - Attenzione, signor Cinema. Un altro di quei pugni e mi fracassate il tavolino.
Secondo Gentiluomo - Perdonate. Non sono abituato ai mobili antichi. I miei, anche 6e antichi, sono sempre moderni. Mentre questo, se non sbaglio, (indica la stanza) un autentico museo.
Primo Gentiluomo - Precisamente. Ho raccolto attorno a me i migliori esemplari del passato. Perch ho un passato di secoli, signor Cinema. (E' di questo intimamente orgoglioso, ma non lo dimostra).
Secondo Gentiluomo - Ho capito: vestigia. Liberatevene. La mia forza di non avere unpassato.
Primo Gentiluomo - Vi prego, signore, di non offendere memorie! che mi sono sacre.
Secondo Gentiluomo - (ridendo) Eccovi, finalmente, a una vostra frase fatta. Mi sembrava impossibile non udirla. Voi non parlate che con frasi fatte e non vi accorgete che il vostro discorso ha, in tutto, il bisbiglio d'un morituro,.
Primo Gentiluomo - Che siate proprio voi ad accusarmi di questo semplicemente buffo, Voi che non sapete, che non potete parlare! (// secondo gentiluomo che aveva, poco prima,agitato il bicchiere, rimane in quella attitudine, trafitto). Signor Cinema, vi sentite male?
Secondo Gentiluomo - Avete colpito, giusto signor Teatro! (Depone il bicchiere sulla tavola e prosegue in tono pacato). E' notte di confessioni, e voi stesso avete detto ch' necessario dissipare gli equivoci. Ebbene, il mio dramma cominciato precisamente il giorno in cui volli imprigionare nei dispositivi di metallo la parola.
Primo Gentiluomo - (con una voce di cristallai) La parola! Perenne luce della mia vita! Prodigio divino che fiorisce e muore sulle labbra degli uomini! Suono dalle mille risonanze impalpabili' ch'io solo posso far vibrare! (come se il cristallo andasse in frantumi) Ladro!
Secondo Gentiluomo - Ladro perch volli evadere dal recinto chiuso nel quale avrei finito per morire d'inedia? Oh, signore, se sapeste l'orribile peso di quel silenzio: rimanere per l'eternit un'ombra muta! (Il momento, non si direbbe, patetico. Dopo una pausa, risponde). Avevo esaurito ogni risorsa. Non potevo che ripetermi. Il pubblico, ingrato, minacciava di non prendermi pi sul serio.
Primo Gentiluomo - Ma il pubblico l'avete tuttora! E' da me che diserta.
Secondo Gentiluomo - Non lo nego, e velo spiego,. A parte la novit di venirmi a vefere balbettare, il pubblico ama raccogliersi inbelle sale ariose, moderne. Io sono per lui unpadrone di casa ideale perch gli offro morbidepoltrone, dolce penombra, e salotti nei qualipu a suo agio circolare. In poche parole:lutto il confort moderno. Provate, signore, ademolire quelle vostre sale a palchetti, senzaalcun dubbio ottime quando le dame venivanoa trovarvi in portantina, ma decisamente fuori posto in tempi d'aeroplano. Pu darsi chequesto vi serva a fare un passo avanti.
Primo Gentiluomo - (cammina per la stanza a testa bassa, borbottando) Danaro... danaro... occorre molto danaro.
Secondo Gentiluomo - Precisamente. Danaro. (Con sincera commiserazione). E voi sietein bolletta.
Primo Gentiluomo - (piantandosi di fronte al suo interlocutore) Per colpa vostra.
Secondo Gentiluomo - Signor Teatro, sedile qui, vicino a me. Nessuno sa di questo nostro incontro notturno; e nessuno verr a saperlo. Ci si potrebbe anche abbracciare. (Il primo gentiluomo istintivamente s scosta) Non vi allontanate! Pensate in quante insegne luminose i nostri nomi sono accoppiati: Cinemateatro. (// Primo si convince. Il Secondo, appoggiandogli affettuosamente una mano sulla spalla, prosegue). Sono di carattere generoso perch sono giovane e ricco. Posso, di conseguenza, dimenticare che mi avete accolto ostilmente per darvi qualche altro consiglio. (Il primo gentiluomo vorrebbe protestare) Suggerimento; Diciamo suggerimento. (Si versa da bere) Ancora due dita di whisky. (Beve) Proprio squisito. Quando avr finito mi direte dove lo prendete. (Depone il bicchiere).
Primo Gentiluomo - Sbrigatevi.
Secondo Gentiluomo - Cosa volevo dire?... Ah, ecco! Mi avete accusato di aver sedotto, a una a una, le vostre dilette figliole. Ebbene, siate sincero, quale diritto avevate per tenerle ancora presso di voi? Che cosa offrivate loro? Una vita di lavoro estenuante e mal ricompensato. Nulla che servisse a metterle in valore dando a esse una personalit. Prove, sempre prove. Teatro e casa. Nient'altro. Cenerentole erano diventate quelle vostre attrici. Naturale quindi che si rivolgessero a me. Il primo bisogno di ogni1 folla di poter andare in visibilio per qualcuno, e questo qualcuno , nella maggioranza dei casi, una donna. E' un piccolo segreto che io tengo in grande conto. Ecco perch non mi stanco di creare ce stelle a rotazione. Voi invece, signor Teatro, sembra che abbiate dimenticato questo. Riparate.
Primo Gentiluomo - Io non so che interpretazione dare a questo vostro consiglio.
Secondo Gentiluomo - Buona, signor Teatro. Buona. Sono in perfetta buona fede. E passiamo a un altro punto. Voi, malgrado abbiate detto dianzi di avermi seguito con benevolenza nella prima infanzia, nutrite un'avversione irriducibile a mio riguardo. Meglio: mi disprezzate. Per voi appartengo a una razza inferiore.
Primo Gentiluomo - Esattissimo.
Secondo Gentiluomo - Ebbene, signor Teatro, non pecco di presunzione affermando che tale vostro disprezzo non vi ha giovato. Seguendomi pi da vicino, approfondendo certi miei procedimenti, potevate arricchire la vostra incontestata esperienza.
Primo Gentiluomo - Sarebbe a dire?
Secondo Gentiluomo - La tecnica, signor Teatro. Potete dire di avere assimilato la mia tecnica? No. E questo male. Rendendomi conto della rapidit di percezione del nostro pubblico - dico nostro perch il mio pubblico anche il vostro, io ho adottato una tecnici che sincronizza con quella percezione. Procedo per rapide sintesi, a scorci. Detesto indugiare pi del necessario. Appena ho la certezza che un'emozione si impressa nel cuore o nel cervello degli spettatori passo a un'emozione successiva. La mia tecnica , insomma, un veloce succedersi di emozioni colte in quello che fanno d'essenziale. Voi, invece, procedete ancora con lentezza esasperante. Vi occorrono, talvolta, tre ore per far dire a due persone che si amano. E non vi accorgete che mentre i vostri personaggi continuano a girare attorno, a una situazione, il pubblico gi arrivato al traguardo ove li aspetta sbadigliando. Voi, mio caro signore, soffrite oggi le conseguenze di quello che chiamerei uno squilibrio di velocit. La velocit vostra, identica a quella del passato, e la velocit tutta moderna del pubblico. E' necessario che vi mettiate al passo con lui. (// Primo Gentiluomo rimane a testa bassa, assorto. Pausa). Non avete nulla da oppor-re? Come vedete non stato del tutto inutile questo nostro incontro.
Primo Gentiluomo - (mettendo la sua mano su quella dell'interlocutore) Signor Cinema, vi ringrazio.
Secondo Gentiluomo - Nessun ringraziamento. Mi basta avervi convinto che non affatto nelle mie intenzioni derubarvi. Le nostre due esistenze non si escludono a vicenda. E non sono certo io quello che vi allontana il pubblico. (Con forzata disinvoltura) E poi, signor Teatro, non detto ch'io abbia lunga vita. Sono ricco, vero, molto ricco, ma anche le persone ricche non possono sottrarsi a certi mali che le insidiano. Per il momento difende le mie posizioni. Con spavalderia. Ma, forse, non lontano il giorno... '
Primo Gentiluomo - (abbracciandolo, per l'unica volta, in questa notte che rester me-morabile) Signor Cinema, non voglio sentire queste brutte parole. Suvvia, animo!... (Pausa). Curioso: mentre vi stringevo mi sera-brava che il vostro petto fosse come una corazza.
Secondo Gentiluomo - (toccandosi il petto con un sorriso un po' imbarazzato) Oh!... niente... Rotelle, nastri di celluloide, ingranaggi. Io, invece, ho sentito in voi qualcosa di morbido, di caldo.
Primo Gentiluomo - (toccandosi, a sua volta, il petto, con semplicit) Il cuore.
FINE
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