Due partite
DUE PARTITE
di
Cristina Comencini
ATTO PRIMO
PERSONAGGI
Beatrice
Claudia
Gabriella
Sofia
Un salotto borghese degli anni sessanta. Un tavolo da gioco. Un divano, delle poltrone. Un carrello con le tazze da t e i pasticcini.
Tre donne sui trentacinque anni giocano a carte. Una delle sedie vuota, scostata dal tavolo, come se la quarta giocatrice si fosse momentaneamente assentata.
GABRIELLA (a Claudia) Smettila di terrorizzarla! inutile dirle cosa laspetta, lo capir da sola, com successo a tutte.
CLAUDIA Cosa le ho detto?
GABRIELLA Ti sembrer di morire e quando ti sentirai che proprio non ce la fai pi, che sei morta, allora pensa che i dolori sono appena cominciati.
CLAUDIA (giustificandosi) Ma le ho anche detto che quando avr il bambino tra le braccia, dimenticher tutto.
SOFIA Io non ho dimenticato niente...
CLAUDIA E ne hai fatta una sola, io tre!
SOFIA Diciamo che non sono pi venuti.
CLAUDIA Non c esperienza della vita che vale il bambino attaccato al seno.
GABRIELLA Ha parlato la madonna...
SOFIA Dai, giocate, non cominciamo...
Nel salotto entra la quarta donna, incinta allultimo mese, va verso il divano, prende la borsetta, estrae un rossetto
BEATRICE Sono cos carine! Sapete: giocano a essere noi, si sono vestite da donne, con le borsette, tutte e tre sedute in circolo, danno le carte, prendono il t, parlano, fanno le signore...
GABRIELLA Povere bambine, neanche da bambine...
CLAUDIA A che gioco dovrebbero giocare? Tu a che gioco giocavi?
GABRIELLA Alle signore
CLAUDIA E allora? Lo fanno anche loro...
GABRIELLA Non se ne esce...
SOFIA (a Beatrice) Beatrice, tocca a te!
BEATRICE Ah, s, scusate... (Sedendosi al tavolo da gioco) Come vorrei anche io una bambina! La tua, Gabriella, si messa i tacchi alti e il rossetto, e racconta alle altre due che suo marito non c mai e a lei tocca fare tutto, che lui un egoista, e che lei ha sacrificato la sua vita a lui, che ha smesso di suonare e si sente sola, cos sola... Sapessi come lo dice fingendo di singhiozzare, uno spasso tua figlia!
GABRIELLA (balbettando) Ma io non mi lamento mai con Sara...
CLAUDIA Ma Sara capisce...
GABRIELLA (stizzita) Cosa capisce?
CLAUDIA Che sei infelice...
GABRIELLA Perch, a te non capita mai di sentirti un po sola e infelice?
CLAUDIA (come dicesse mai ) Qualche volta...
BEATRICE Infatti tua figlia nel gioco la pi contenta: mentre le altre prendono il t, lei culla i bambini e li cambia, culla i bambini, li fa mangiare e li cambia... Ogni tanto pulisce la casa.
GABRIELLA Gi, a te non interessano questi argomenti. SOFIA Infatti, sempre gli stessi discorsi. Tu sei piena di risentimento e Claudia ci d lezioni di maternit perfetta.
GABRIELLA (ridendo) Povera Cecilia...
SOFIA Chiuso.
CLAUDIA Che fortuna!
SOFIA Voi discutete e io gioco.
GABRIELLA Gi, a te non interessano questi argomenti.
SOFIA Infatti, sempre gli stessi discorsi. Tu sei piena di risentimento e Claudia ci d lezioni di maternit perfetta.
CLAUDIA Non do lezioni ma non mi sento infelice, ho scelto di avere tre bambini, Cesare lavora, io li cresco, ci ritroviamo la sera e ognuno sente di aver fatto qualcosa di importante.
GABRIELLA (mischiando le carte) Che quadretto fantastico! Leterna illusione...
CLAUDIA (con rabbia, tendendole un mazzetto d carte) Hai dimenticato queste!
BEATRICE A me sembra una cosa bella, non bello avere bambini?
GABRIELLA S, bello Beatrice, una cosa bellissima!
CLAUDIA (a Gabriella) Perch illusione? Avanti, cosa vuoi dire?
SOFIA Basta! Vi prego, giochiamo. Le nostre bambine fanno meno chiasso di noi!
Un silenzio
BEATRICE Sofia, ma sai che tua figlia ti somiglia molto?
SOFIA Non penso: Rossana assomiglia a Bruno.
GABRIELLA Lo dici come fosse un difetto.
SOFIA Ma figurati. migliore di me, concreto, sa quello che vuole, non ha dubbi.
GABRIELLA Lo descrivi come un cretino.
SOFIA Lo ammiro invece, e spero che Rossana abbia il suo carattere piuttosto che il mio.
BEATRICE A me, Sofia, tu sembri una donna meravigliosa, intelligente, e sei sempre elegante, io timmagino come la protagonista di un romanzo damore.
SOFIA Grazie...
GABRIELLA Spesso si suicidano...
BEATRICE Io non intendevo dire questo...
SOFIA Ma io non lo far, non ti preoccupare, non sogno un romanzo damore che duri tutta la vita come Gabriella, perci non posso essere delusa. A chi tocca?
GABRIELLA (pesca una carta) vero, hai ragione, sono una pazza: voglio amare Sandro tutta la vita. Quando torna dai suoi viaggi, non gli do pace. Voglio sapere dove stato, con chi. Mi sento cos sola e nervosa quando torna a casa, pi lui dolce e gentile e pi io mi innervosisco. Odio i regali che mi porta, gli leggo negli occhi solo una cosa, la voglia di fare... quello...
Il gioco si ferma per un attimo, la guardano.
SOFIA (a Gabriella) Pesca!
GABRIELLA (pescando) ... ma rivederlo mi mette davanti tutte le giornate senza di lui, le sere senza di lui in cui sento che sono nata per fare qualcosa di pi che aspettare il suo ritorno no?
SOFIA Pesca!
GABRIELLA ... le telefonate in cui non riesco a parlargli di niente perch mi viene da piangere.
CLAUDIA Scarta!
GABRIELLA Ah, s, scusate... Tutto questo mi passa davanti agli occhi quando lo rivedo. Allora sento che lui mi guarda come fossi matta e io per questo divento ancora pi matta e cattiva. cos buono e gentile, quando torna. Mi porta sempre un regalo dai suoi viaggi: uno per me uno per la bambina, uno per me uno per la bambina... Ma io lo so, gli leggo negli occhi solo una cosa, la voglia di fare... quello!
Stesso effetto di prima: il gioco si ferma, la guardano. Esce.
SOFIA Pesca!
GABRIELLA ... e alla fine litighiamo a morte per colpa mia. Ma poi, quando tra noi sembra tutto finito, e anche lui odia la vita come la odio io, allora sento di amarlo pi di ogni altra cosa al mondo! Gli preparo da mangia re Passiamo giorni perfetti... facciamo lamore!
Le altre tirano un sospiro di sollievo.
GABRIELLA Ma poi lui riparte e tutto ricomincia.
SOFIA Che fatica...
BEATRICE Ma quando si hanno dei bambini succedo. no tutte queste cose?
CLAUDIA Non sempre, Beatrice, non ti preoccupare. (A Gabriella) Lo vedi che sei tu che la terrorizzi? La mia sar pure unillusione, ma meno faticosa... chiuso!
Guarda lorologio, fruga nella borsetta, si alza.
CLAUDIA Scusate. Sofia, fai i conti tu, torno subito, devo dare lantibiotico a Cecilia.
Esce.
SOFIA Quanti punti hai?
GABRIELLA Trenta.
SOFIA Lhai ferita, smettila di provocarla, non sa.
GABRIELLA Sa tutto, se no perch si sarebbe sentita ferita?
SOFIA Che timporta, contenta cos, lasciala in pace. (A Beatrice) E tu quanti ne hai?
BEATRICE Dieci.
GABRIELLA Deve smetterla di fingere e darci lezioni.
BEATRICE Ma forse sono solo malignit quelle che si dicono sul matrimonio di Claudia.
GABRIELLA Non fare sempre lingenua. Il marito di Claudia ha unaltra donna fissa e unaltra casa.
SOFIA Anchio, se per questo...
BEATRICE (sorpresa, mischiando le carte) Davvero?
GABRIELLA Ma dai, non la stessa cosa. Tu non hai mai amato Bruno e se non fossi rimasta incinta di Rossana, non lavresti sposato.
BEATRICE Ma cosa ci fai con due case?
SOFIA In una la madre, nellaltra lamore.
BEATRICE Ah, ce ne vogliono due?
SOFIA Quando sbagli tutto, s.
GABRIELLA Non le fare questo quadro drammatico! Non sei poi cos infelice!
SOFIA No, certo, non oggi. Oggi il pomeriggio in cui gioco a carte, il migliore della settimana! Ci penso dalla domenica sera. Per questo vorrei giocare e smetterla di parlare!
Torna Claudia, infila la medicina nella borsetta, si siede al suo posto.
Beatrice le tende il mazzo di carte.
BEATRICE Claudia, le ho gi date io per te le carte...
CLAUDIA Brava, grazie...
Silenzio.
GABRIELLA Cosa stanno facendo le bambine?
CLAUDIA Ritagliano la principessa Grace di Monaco sulle riviste, le figlie, i vestiti...
GABRIELLA Non se ne uscir mai!
Giocano in silenzio.
BEATRICE un po di giorni che non sento pi muovere il bambino.
CLAUDIA normale, non ha pi spazio.
SOFIA Avete deciso i nomi?
BEATRICE Carlo se un maschietto, e Giulia se una bambina. Vorrei tanto una bambina...
GABRIELLA Giulia un bel nome.
CLAUDIA Per Cesare erano importanti solo i nomi dei maschi. Cecilia lho scelto io. Ma devo ammettere che anchio in fondo preferisco i maschi, sono cos ingenui e teneri quando sono piccoli!
GABRIELLA Povera Cecilia...
CLAUDIA Perch dici cos? Adoro Cecilia, la sento molto vicina a me, so che saremo sempre amiche. Ma lemozione del primo maschio... Cesare era cos felice!
BEATRICE A mio marito piacerebbe molto una bambina...
CLAUDIA Non ci credere, lo dicono ma in realt preferiscono i maschi.
GABRIELLA (canticchiando) Preferiti dalle mamme, preferiti dai pap...
SOFIA Ma ancora dobbiamo parlare di maschi, femmine, non possiamo parlare di persone?
GABRIELLA Hai ragione, dopotutto siamo persone... (Guardando Claudia) Dopotutto... In fondo sono ottimista, io penso che per le nostre figlie, per Sara, Rossana, Cecilia e anche per la piccola Giulia, se sar femmina, sar diverso.
SOFIA Chiuso.
CLAUDIA Senti, hai una fortuna sfacciata!
SOFIA La fortuna dalla mia parte perch lamore mi ha abbandonato.
Un silenzio.
CLAUDIA Ti ha lasciato?
BEATRICE Bruno, tuo marito?
GABRIELLA Ma che marito, dai!
SOFIA La moglie gli ha detto che lo lasciava e lui ha lasciato me.
GABRIELLA Quando successo?
SOFIA Ieri. arrivato in ritardo, non lo fa mai perch abbiamo poco tempo lavora molto. Avevo comprato i fiori, del salmone, cera dello champagne gelato in frigorifero, le lenzuola di lino nel letto, anche se lamore non lo facciamo mai l. Non lo so, forse gli ricorda la moglie. Lo abbiamo fatto in tanti posti diversi in questi anni: sul divano, sul pavimento, in bagno...
CLAUDIA Come sei triviale!
GABRIELLA Tutta invidia! Lasciala raccontare!
SOFIA Per qualche volta, dopo aver fatto lamore, si riposa nel letto prima di tornare a lavorare lavora molto cos avevo messo le lenzuola di lino. Mi piace che si senta a casa...
GABRIELLA Anche un amante bisogna farlo sentire a casa Non se ne esce...
CLAUDIA Lo vedi che sei tu che la interrompi!
BEATRICE Lasciatela parlare! In fondo ci sta raccontando com stata lasciata...
SOFIA Si seduto, non mi guardava, fissava un punto a terra, era pallido. Ho pensato che le due vite, il lavoro - lavora cos tanto, poverino - gli avrebbero fatto venire un infarto. Un attimo dopo, quando ha cominciato a parlare, ho pensato che linfarto stava venendo a me. Mi sono seduta al tavolo, da vanti al piatto del salmone, mi tremavano le gambe, il cuore mi batteva, mi sentivo morire. Lodore di salmone che saliva dal piatto era terribile
BEATRICE In gravidanza gli odori sono insopportabili..
CLAUDIA (a Sofia) Perch, sei incinta?
SOFIA Ma che incinta!
BEATRICE No, ma io parlavo di me...
GABRIELLA (a Beatrice) Ma cosa dici? (A Sofia) Ma lal tra volta ci hai detto che aveva deciso di se pararsi.
CLAUDIA Forse intendeva dire da lei, non dalla moglie.
GABRIELLA Cosa ti ha detto, che la moglie se nera ac corta?
SOFIA No, questo me lo ha detto dopo, quando gli ho tirato contro il piatto col salmone.
BEATRICE Peccato...
Gabriella le lancia unocchiataccia.
BEATRICE Scusa...
GABRIELLA Come te lha detto? Vorrei proprio sapere come te lha detto!
CLAUDIA ... che era costretto a farlo, anche se poi lo avrebbe rimpianto tutta la vita...
SOFIA S, faceva la vittima, come fossi io a lasciar lo e non lui.
GABRIELLA (a Claudia) E tu come fai a saperlo?
CLAUDIA Un bigliettino, nei pantaloni da mandare in tintoria, mio marito non ha avuto il coraggio di inviarlo alla sua amante.
BEATRICE Oddio! Ma lamante di Sofia il marito di Claudia?
GABRIELLA Ma no, Beatrice, ti prego! Sofia ha un amante e Claudia ha un marito che ha unaltra amante.
BEATRICE Ah, meno male che non sono la stessa persona!
GABRIELLA Meno male s, sarebbe stata una bella sfortuna: con tutti gli amanti che ci sono in giro, proprio quei due...
Un silenzio.
SOFIA Credi sia facile fare la donna di un uomo sposato?
CLAUDIA E la moglie di un uomo con lamante?
SOFIA Mille volte ho pensato al letto in cui si addormentavano insieme, le vacanze con i bambini, il Natale, le domeniche pomeriggio. Le cene con gli amici, in cui la moglie chiacchiera con le mogli dei colleghi, di scuole e donne di servizio!
GABRIELLA Che orrore! Hai invidiato queste cose orribili?
SOFIA S, e molte altre, le pi insulse, le pi banali, come portare il suo nome.
CLAUDIA Ho fantasticato mille volte sul sesso che fanno insieme. Non odoro mai le camicie da lavare per paura di vedere i loro corpi abbracciati. Penso a come lo fanno stare bene... quelle cose...
SOFIA Per poco...
CLAUDIA Perch io non sono in grado di farle? Mi sento bella, piena di vita, eppure morta. S, il Natale bello, vero, ma dura cos poco... Non posso pensare a un altro uomo, non ci riesco, non ne sono capace. Ogni figlio ha qualche cosa di lui, ma Cecilia che gli assomiglia di pi. Lo amo per via dei figli, ma anche perch mi sembra di conoscerlo bene, no? No?
GABRIELLA (poco convinta) S...
CLAUDIA No, invece! Non so niente di lui. La verit che so fare solo la moglie.
SOFIA Io lamante.
CLAUDIA (con rabbia) Perch non mi lascia?
SOFIA Perch per un uomo il sesso meno importante del Natale. Per una donna invece tutto. (Un silenzio) Appena abbiamo finito di fare lamore, lui chiude gli occhi. Lo stringo, per qualche secondo mi appartiene. Il sesso mi lega a lui in un modo totale. Io posso farlo solo con lui e invece lui lo fa anche con la moglie e ora con altre... Ma il Natale pu passarlo solo con la moglie, per questo non la lascia.
CLAUDIA Leterna illusione...
GABRIELLA Lamore...
SOFIA La passione...
GABRIELLA Beatrice, coshai? Perch piangi?
BEATRICE (singhiozzando) tutto cos orribile come faccio a fare un bambino, se penso che voi siete cos infelici, che alla fine va tutto male? Io e Carlo ci addormentiamo la sera pensando al bambino, lui mi mette una mano sulla pancia e dice che saremo felici, che mi vuole bene... abbiamo comprato i mobili per la sua stanza e lui ha pensato a tutto... E preoccupato del parto, mi chiama ogni momento. Come posso pensare che poi tutto diventer orrendo? Che forse avr bisogno di due case, una per fare lamore e laltra per il bambino, o che sar sempre sola e dovr tormentarlo per sentire se mi ama ancora, o che avr paura di odorare le sue camicie...
CLAUDIA Non piangere, Beatrice, bellissimo avere un bambino, la cosa pi bella che c, te lo assicuro.
GABRIELLA Unesperienza fondamentale per ogni donna...
SOFIA Ma certo...
CLAUDIA (alle altre due) Ora siete contente?
GABRIELLA Ah, perch tu pensi di essere stata molto incoraggiante? Pensi che se qualcuno ti avesse ascoltata, magari una delle nostre bambine, avrebbe detto che bello sposarsi, che bello avere bambini!? (Fuori di s) Suora si sarebbe fatta piuttosto che fare la tua vita...
CLAUDIA (si alza, in lacrime) Vado a prendere Cecilia e me ne vado. Non mi chiamate pi, mai pi per giocare...
Claudia prende la borsetta, il cappotto, lo infila piangendo.
SOFIA (a Gabriella) Vai, su... vai da lei...
GABRIELLA No, no... lasciala andare... basta!
SOFIA Dai, Claudia... Gabriella, vai...
BEATRICE (a Gabriella) Non rovinate tutto...
Gabriella raggiunge Claudia e la ferma.
GABRIELLA Scusa... sono una deficiente, una completa cretina... Giudico la vita degli altri senza vedere la mia, perdonami. che non sopporto di sentirti cos arresa...
Inizia a piangere anche lei. Ora piangono tutte e due.
GABRIELLA Cesare fa quello che vuole e tu non gli dici niente... Ti voglio troppo bene! Ti conosco da cos tanto tempo... da quando eravamo bambine, scusami...
Si abbracciano piangendo. Al pianto si unisce anche Beatrice.
Sofia le guarda come fosse sempre la stessa storia.
SOFIA E io vado dalle bambine, cos non si spaventano...
Esce. Le altre smettono di piangere a poco a poco.
CLAUDIA Su, Beatrice, smettila di piangere... Avere un bambino la cosa pi bella che c al mondo, mi credi?
BEATRICE Eh, s, s...
CLAUDIA Davvero! Anche Gabriella lo pensa, vero?
GABRIELLA Certo... Oddio, i primi tempi si dorme poco... Raccontale tu qualcosa di bello, a te riesce meglio.
CLAUDIA Ascolta: Cecilia era nata da poche settimane, la stavo cambiando di notte. Ero stanca perch mi ero appena addormentata e lei si era messa a piangere. Facevo tutto meccanicamente, non la guardavo. Dun tratto mi accorgo che mi sta fissando, immobile, con gli occhi sgranati. Mi sorride come una donna adulta, unamica che mi conosce bene. Sveglio Cesare. Mi viene accanto mezzo addormentato e lei sorride anche a lui, passa con lo sguardo da me a lui, come seguisse una partita di tennis, continua a sorridere allo spettacolo: me e lui in pigiama, mezzi addormentati, con laria da imbecilli.
Ridono.
CLAUDIA Gabriella, raccontale anche tu una cosa! Raccontale di quella volta nella casa al mare!
GABRIELLA No, no, mi vergogno, per favore, dai!
CLAUDIA Va bene, te la racconto io!
GABRIELLA Ecco...
CLAUDIA Lei e Sandro erano nella casa al mare e stavano facendo... quelle cose l. Facevano tutto piano, per non svegliare la bambina che dormiva accanto a loro: baci insonorizzati, movimenti rallentati per non far cigolare il letto, un po... allorientale! Insomma, finiscono tutto quanto, pensavano che la bambina avesse dormito tutto il tempo e invece... Ah! Un gridolino festoso!
GABRIELLA S, insomma, come se avesse voluto festeggiare levento, ecco...
CLAUDIA Gli aveva dato il tempo, capito?
BEATRICE Ma che carina...
Ridono. Rientra Sofia.
CLAUDIA Cosa stanno facendo le bambine?
SOFIA Giocano tranquille, sembrano noi da piccole, prima che il letto, il coltello, lago di spilla e il balsamo ci inchiodassero in questa parentesi.
BEATRICE Santo cielo! Ma chi lha scritta questa cosa?
SOFIA Sylvia Plath, prima di ammazzarsi.
BEATRICE Dio mio!
CLAUDIA Dai, Sofia! Beatrice sta per avere un bambino, raccontale anche tu una cosa, una sola, per cui vale la pena di essere madre.
Sofia ci pensa, fuma, non le viene niente.
CLAUDIA Una...
SOFIA Rossana e io siamo identiche, anche se di aspetto fisico somiglia cos tanto al padre. Quando la guardo, mi pare qualche volta di amare anche mio marito tanto gli rassomiglia.
Un silenzio. Le altre al tavolo riprendono a distribuire le carte.
SOFIA Piccolina... Ha solo sette anni ma sa tutto di me. A tavola ci fissa come volesse dirci: So che non vi amate, vi siete sposati perch nascevo io. Fuori di qui ridete, vi vestite eleganti e andate a incontrare persone che non conosco. Mi date il bacio della buonanotte e fuggite via. Vi separate sotto casa, da buoni amici. Rientrate a notte fonda, separati, piano, come due adolescenti spettinati, i vestiti sgualciti, lalito dalcol, felici. La felicit si spegne sui vostri visi con il clic della luce allingresso, tornate a fare i genitori tesi. So tutto, ma a tavola almeno parlate un po, almeno mentre mangiamo fate finta?. Noi le rispondiamo con i rumori delle forchette, dei bicchieri, della masticazione... (Le viene da piangere)
Un silenzio.
SOFIA Scusate... (Torna al tavolo, prende le carte) Tutto forse sarebbe andato meglio se avessi potuto lavorare, avere unoccupazione, far funzionare il cervello su altre cose. Forse avrei anche sopportato la mancanza damore, non sarei andata a caccia di amanti.
CLAUDIA E i bambini a chi li avremmo lasciati, la casa e tutto il resto?
GABRIELLA Quando nata Sara, io non ho pi potuto toccare il pianoforte. Ogni sera mi dicevo che lo avrei fatto la sera dopo, che ero stanca. Non lho aperto mai pi. Mi fissava scuro dallangolo del salotto, sembrava dirmi: smettila di pensare a me, fai la madre, io ho bisogno di qualcuno che mi si dedichi totalmente, che mi ami in un modo assoluto, che sacrifichi la sua vita per me. Lo odiavo, mi sembrava un catafalco. La musica la suona tuo marito in giro per il mondo, tu la insegnerai a tua figlia. Certo che gliela insegner, e se Sara avr talento laiuter a non mollare, sar lei a riaprirlo!
CLAUDIA Sar difficile per lei come per te, sar sempre cos, finch si faranno bambini.
BEATRICE Per avevi una forza quando suonavi, unenergia... Che peccato!
GABRIELLA Lultima volta che ho suonato, Sara era nata da un mese. Lavevo lasciata a casa con Sandro, era la prima volta. Ero cos angosciata di averla dovuta lasciare. (Una pausa, cambiando tono) Poi me la sono dimenticata completamente. Cancellata. Suonavo e non avevo pi una figlia, non ero sposata, non ero neanche una donna. Suonavo meglio di qualsiasi altra volta. Dun tratto, nel buio della sala, mi passato davanti agli occhi il viso di Sandro: teneva in braccio la bambina, mi guardava serio. Chi sono?, ho pensato, chi sono quei due, cosa vogliono da me? Mi sembrato di averli uccisi per tutta la durata del concerto. Comera avvenuto? Forse succede cos alle donne che uccidono i figli e non ricordano pi nulla. Ho avuto una paura terribile. Non doveva pi capitarmi, dovevo concentrarmi su loro, stamparmelo in testa per sempre: ero madre, quella era mia figlia.
CLAUDIA Mi succedeva una cosa del genere quando facevo ancora i viaggi con Cesare, prima della nascita del terzo, prima che lui mi tradisse. Piangevo per tutto il viaggio dandata. Il giorno dopo mi dimenticavo completamente di loro, della casa. Cesare mi ricordava ogni tanto che forse dovevamo chiamarli. Mi sentivo cos leggera, mi piaceva girare per le strade, guardare linterno di ogni casa, sognavo di abitarci in unaltra esistenza. Immaginavo di essere una zitella cattiva con molti gatti o una ragazza con un amante diverso ogni sera. I miei bambini, i miei bambini adorati - qui mi sembrava di vivere per loro -, invece erano scomparsi. Se non cera Cesare a riportarmi indietro, penso che sarei rimasta via per sempre. Ci credete? Io, la madre perfetta, come dite voi, ecco di cosa ero capace! Mi chiedo dove seppellivo, ogni giorno, quello che ero in quei giorni. Quando ritornavo, e li prendevo in braccio, sentivo che dovevo aggrapparmi ai loro piccoli corpi per non perdermi, altrimenti sarei stata portata via dalla corrente ovunque, senza meta.
GABRIELLA Meno male che non ci sono uomini qui, che siamo tra donne. Se qualcuno ci sentisse ci prenderebbe per delle pazze, delle assassine...
SOFIA Forse lo siamo.
CLAUDIA Ssshhh... le bambine!
SOFIA La vogliamo finire questa partita, o oggi che vinco io non vi va di giocare?
GABRIELLA Ma s, giochiamo va, che tra poco dobbiamo andare a casa.
Beatrice ha calato la testa sulle carte, sussulta.
CLAUDIA Beatrice, che c, perch piangi di nuovo?
BEATRICE Non piango, ho un dolore fortissimo...
Si alzano tutte insieme.
CLAUDIA Dove?
BEATRICE (indicandosi il ventre) Qui...
GABRIELLA Facciamola stendere... Respira a cagnolino!
Respira ansimando. La fanno stendere sul divano.
CLAUDIA passato?
BEATRICE S...
CLAUDIA solo una primissima contrazione preparatoria. Quelle vere possono arrivare anche tra molto tempo e sono molto, molto pi...
SOFIA E dai!
GABRIELLA (guardando lorologio) Intanto cominciamo a misurare gli intervalli. Se sono regolari, allora sono doglie. Devi dirci quando ne hai unaltra.
Silenzio. Beatrice le guarda tremante.
CLAUDIA Senti qualcosa?
BEATRICE No, niente... (Speranzosa) Dici che non tornano pi?
CLAUDIA No, no, tornano, tornano...
GABRIELLA Intanto parla, cos ti distrai.
BEATRICE (tremante) Cosa vi devo dire?
CLAUDIA Quello che vuoi. Per esempio, come vi siete conosciuti tu e Carlo, non ce lhai mai detto?
BEATRICE A una festa, due anni fa. Se ne stava da una parte, aveva preso un libro dalla libreria. Lui vive di libri, insegna. Ma forse era anche timido. Ho guardato la copertina, erano le poesie di Rilke. A me piacciono tanto, non ho potuto non attaccare discorso. Abbiamo parlato di altri scrittori, delle sue preferenze, delle mie. Mi era cos familiare. Guardavo la mano lunga che si muoveva mentre parlava e avevo voglia di toccarla, di accarezzarla. Ho deciso che sarebbe stato mio marito.
GABRIELLA Cos, allimprovviso?
BEATRICE S, anche se non glielho mai detto e lui crede che sia stato lui a chiedermi di sposarlo. La mattina dopo la festa, nella cassetta delle lettere, ho trovato uno scritto di Rilke che lui aveva ricopiato per me, lo tengo sempre nella borsa, la sua dichiarazione damore.
SOFIA Molto romantico...
BEATRICE Se volete ve lo leggo. Lo tengo sempre nel portafogli. Passami la borsa Gabriella, per favore... Ve lo voglio proprio leggere perch ne vale la pena...
Gabriella prende la borsetta di Beatrice, gliela tende. Beatrice la lascia cadere.
BEATRICE (tenendosi il ventre) Aiuto, ne arriva unaltra...
GABRIELLA Respira...
Beatrice respira a cagnolino, ma il dolore dura pochissimo.
GABRIELLA Gi finito?
CLAUDIA Finte, sono finte, non valgono niente, non durano niente, non sono quelle vere. Quelle vere sono delle spade, delle punte...
GABRIELLA Sono solo i dolori preparatori, c tutto il tempo!
SOFIA Allora forse possiamo riprendere a giocare...
GABRIELLA E dai! Te li diamo i soldi della vincita!
SOFIA Cosa vuoi che mimporti dei soldi della vincita! Credi che gioco per vincere?
GABRIELLA Io s, non ho mai una lira mia.
CLAUDIA Cesare e io abbiamo la firma congiunta, i suoi soldi sono anche i miei.
GABRIELLA Lo so, Claudia, anche Sandro mi d quello che gli chiedo, ma non la stessa cosa. Guadagnare vuol dire che per un certo lavoro ti danno dei soldi. I soldi che vinco al gioco sono proprio miei, quelli s, li ho guadagnati e li spendo come voglio, capito?
CLAUDIA Capito.
Un silenzio.
SOFIA Io gioco per non pensare, quando gioco non penso a niente.
Silenzio.
GABRIELLA Perch non ti separi?
La guardano ammutolite.
BEATRICE Io vado un attimo in bagno...
Esce.
GABRIELLA Cosho detto?, non una bestemmia. Non si amano, dormono in stanze separate, la bambina ne soffre, perch non si separano?
SOFIA Vuoi sapere perch. Ci ho pensato: perch Bruno non mi lascerebbe la bambina? Perch non ho il coraggio di far soffrire Rossana, di toglierle il padre? Oppure perch non mi darebbe una lira? Per nessuna di queste ragioni. La verit che non ho il coraggio di dirlo a mia madre.
GABRIELLA A tua madre?
SOFIA Mia madre si sacrificata per me e mio fratello e non ha lasciato mio padre, me lo ripete ogni volta che vado a pranzo da lei. Mi dice: Sofia, tu sei come me, sei paziente e sai costruire anche sul dolore. Sei brava, sei coraggiosa - come me, aggiunge sempre - e Rossana te ne sar grata. Daltronde puoi fare quello che vuoi. Intende dire avere degli amanti. E mi abbraccia. Quando eravamo piccoli abbracciava pi volentieri mio fratello, e lui si sottraeva. Mia madre odora di acqua di colonia al mughetto, mi viene sempre da piangere tra le sue braccia. La stringo, non riesco a staccarmi. E lei che si stacca da me e ridiventa lontana, come sempre. No, non avr mai il coraggio di dirglielo. Quando morir mia madre, forse allora avr il coraggio di lasciarlo, ma longeva come tutte le donne.
Rientra Beatrice.
BEATRICE Va meglio. Adesso mi stendo un pochino. Andate a giocare voi, su!
GABRIELLA e CLAUDIA No, no... figurati!
BEATRICE Ma gioved.., non sprecatelo!
GABRIELLA Va bene, allora magari...
CLAUDIA Solo una partitina...
Si alzano, vanno al tavolo da gioco, iniziano una nuova partita a tre.
Beatrice si stende sul divano.
GABRIELLA Stavo pensando: come si rispetto alle proprie madri? Si fanno le stesse cose o le cose opposte per differenziarsi, chiss. Io ho fatto tutto lopposto. Mia madre mi spingeva a suonare, mi diceva di non sposarmi, di non fare figli. Ero la sua rivincita. Mancata.
BEATRICE Mia madre aveva un chiosco di giornali, le piaceva molto leggere. Vendeva i giornali e leggeva i libri, i classici soprattutto. Mio padre era rappresentante farmaceutico. Lei non voleva fargli sapere dei libri che leggeva, non voleva che si sentisse inferiore. Ne parlava a me la sera e me li regalava. Si stendeva sul letto accanto a me, me li leggeva. Aveva una voce calda la mamma. Mi sembra che tutta la mia vita sia stata orientata dalle letture di mia madre. Ho conosciuto mio marito attraverso i libri. Quando tengo un libro in mano, mi sembra che mia madre sia ancora viva. Ma forse sono unillusione anche i libri o un riparo dal dolore, eh?
Le altre giocano e non lascoltano.
BEATRICE Eh?
LE ALTRE Eh?
BEATRICE No, niente, stavo solo pensando... Far molto male il parto?
CLAUDIA Be, non ti nascondo che sar una cosa terri...
GABRIELLA Sopportabile... lo abbiamo fatto tutte.
SOFIA E continuiamo a farlo, questo incredibile...
CLAUDIA Pensa se nessuna pi restasse incinta. Magari i bambini si svilupperebbero lo stesso nelle incubatrici, o in altri posti adatti. Quello che sarebbe perduto per sempre che un essere umano ne contenga un altro.
GABRIELLA Quando aspettavo la bambina, non riuscivo a immaginare i tratti del suo viso, ma sentivo la presenza di un volto accanto a me. Un volto umano di cui ero totalmente responsabile, il primo.
BEATRICE S, anchio lo sento accanto a me...
SOFIA Lalieno...
CLAUDIA Sentite, se fosse una cosa cos importante, non lavrebbero certo lasciata fare a noi. Guardiamoci - adesso, Beatrice, non ti mettere subito a piangere...
BEATRICE No, no...
CLAUDIA ... abbiamo studiato, Gabriella suonava, io ero bravissima in matematica, e ora queste cose cerchiamo di insegnarle ai nostri figli e cosa valiamo? Zero, meno di zero. Tu dici che per loro sar diverso, per le bambine intendo, io dico che sar la stessa identica cosa, che non cambier mai...
GABRIELLA Come sei pessimista!
CLAUDIA Realista...
BEATRICE Eppure io penso che cambier, forse sono unidealista, ma penso che cambier in meglio, che il mondo degli uomini e quello delle donne si riavvicineranno. (Si china per prendere la borsa) Devo assolutamente leggervi lo scritto di Rilke che Carlo mi ha ricopiato quando ci siamo conosciuti... Oddio! I dolori! Arrivano di nuovo...
Beatrice ansima, respira a cagnolino. Il dolore questa volta lunghissimo, sembra non finire mai.
Tutte le sono intorno. La contrazione finisce. Beatrice si accascia sul divano.
GABRIELLA Questa era gi pi seria.
CLAUDIA Ma niente in confronto...
BEATRICE (disperata) Non ce la far mai!
CLAUDIA Il primo parto pu durare anche venti ore...
GABRIELLA (interrompendola) Ogni parto diverso dallaltro. Certo che se la prossima pi lunga e pi forte, ti portiamo in clinica.
SOFIA (irritata) E va bene, abbiamo smesso di giocare. Ma io vi voglio dire una cosa, una verit. Io penso che questa cosa - sopportabile - che sta per affrontare Beatrice sia una barbarie, ora Beatrice non ti mettere a piangere...
BEATRICE No, non piango...
SOFIA Labbiamo affrontata tutte... ma perch non dire che una bella scopata senza conseguenze pi piacevole?
CLAUDIA Come sei triviale! il punto di vista di un uomo, di un amante, non di una donna.
SOFIA Forse, ma superiore al nostro. moderno, essenziale.
CLAUDIA Troppo comodo!
SOFIA E perch no? molto piacevole.
BEATRICE Guarda che io e Carlo lo volevamo un bambino!
SOFIA Certo, Beatrice, anche loro lo volevano. Io forse meno, ma non questo il punto. Perch si deve soffrire in questo modo, rinunciare a suonare il pianoforte, sopportare di essere tradite? Dov la ragione di tutto questo? Non c.
CLAUDIA S che c!
SOFIA (in un crescendo) No, non c! Noi siamo delle creature primitive, questa la ragione. Abitiamo ancora nelle caverne. Noi non vogliamo ci che semplice, efficiente. No, noi amiamo le cose contorte, complicate, come il tormento che Gabriella d a Sandro. Non possiamo diventare moderne, ha ragione Claudia. Se diventiamo moderne, smettiamo di essere donne. Ma come si pu essere moderne quando lutero si deve aprire di dieci, dodici centimetri per far passare la testa del bambino - scusa, non piangere Beatrice, la pura verit...
BEATRICE (sconvolta, in lacrime) Non piango...
SOFIA Quando ti verr da pisciare e cacare senza vergogna in faccia al dottore! Noi siamo la barbarie del mondo: facciamo lesperienza pi antica che c, lunica rimasta, contenere un altro. Il latte esce dal capezzolo che simile a quello di una capra! La mia portiera, quando ho partorito, ha chiesto a mio marito: Ha sgravato la signora?. Noi godiamo a essere abitate da un alieno, a rinunciare al talento, alla libert. Noi vogliamo essere legate a qualcuno anche se ci strozza. Vogliamo essere di qualcun altro. E non c fine, non c rimedio.
Un silenzio. Sono spossate come avessero di nuovo partorito tutte.
GABRIELLA Tutto questo peso eccessivo dato allamore fin dallinizio, fin da quando ritagliamo le figurine delle principesse di Monaco... Il malumore perch non mai come dovrebbe essere, lamore. Ondate di nervosismo omicida e le pasticche per calmarsi. Ma come dovrebbe essere poi questamore? Chi lo sa? una malattia, non amore. Povero Sandro, non deve mai fare il primo gesto. Se tende la mano per accarezzarmi, io mi scanso. Minnervosisce, mi sembra finto, mi sembra che lo faccia per farmi un piacere. Mentre dovrebbe desiderarmi passionalmente, amarmi con tutto se stesso, ma senza mostrano troppo.
CLAUDIA Povero Sandro...
GABRIELLA Povero Sandro lo posso dire io, non tu! Sono una moglie fantastica, sai? Se mi sento amata, io posso fare qualsiasi cosa per lui, potrei inginocchiarmi davanti a lui, accetterei anche di essere tradita.
CLAUDIA Non dirlo...
GABRIELLA No, infatti, si fa per dire... Glielo taglierei piuttosto, tanto senza di me a cosa gli servirebbe? Tutto questo amore, questo amore! Possibile che non ci sia unaltra cosa al mondo che valga cos tanto!
CLAUDIA I bambini per mi chiedo, quando saranno cresciuti, come far a riempire le giornate?
SOFIA Con i nipoti...
BEATRICE Con la lettura...
GABRIELLA Col gioco... E poi dopo aver giocato torniamo a casa, la casa vuota e buia, il pianoforte scordato, la televisione accesa. Vuota, senza figli, senza marito, I musicisti lavorano anche da vecchi, una professione che fa restare giovani...
SOFIA La casa resta vuota comunque. Le donne sono longeve, gli uomini muoiono prima di noi...
CLAUDIA O se ne vanno con una pi giovane.
GABRIELLA Ecco...
CLAUDIA Casa vuota in ogni caso. Dobbiamo abituarci fin dadesso: fare degli esercizi ogni mattina quando i bambini sono a scuola. Dei vocalizzi: (cantando) Sono sola, sono sola, sar sola.
Cantano tutte e tre con lei, ridono.
BEATRICE Mia madre diceva: Con un libro non sei mai sola.
TUTTE Eh!
CLAUDIA La mia: Fai un figlio e sei salva.
SOFIA La mia: Sposata, sistemata.
GABRIELLA La mia: Uomo ricco mi ci ficco.
BEATRICE La mia: Lamore tutto pu.
CLAUDIA Moglie e buoi dei paesi tuoi.
SOFIA Ha sgravato la signora?
Ridono di nuovo.
BEATRICE Vi prego, non fatemi ridere, mi torna il dolore.
LE ALTRE No, per carit!
SOFIA A proposito di madri, vi racconto questa, non ve lho mai detto: mia madre sincontrava di sabato col suo amante. Mio fratello in realt figlio suo.
BEATRICE No! Come in un romanzo...
CLAUDIA (guardando verso la quinta) Ssshhh... le bambine!
SOFIA Lamante di mamma, il pap di mio fratello, veniva da noi a cena la domenica. Mio padre ci scherzava, erano amici, parlavano di donne: in fondo avevano gli stessi gusti, scopavano con la stessa donna.
CLAUDIA Come sei triviale! Vai avanti...
SOFIA Durante la cena, lamante di mia madre accarezzava la testa di suo figlio, gli chiedeva della scuola. Mio fratello non sapeva niente, io s. Mia madre si era confidata con me - avevo quindici anni - e mi aveva fatto giurare di non dire niente a lui. Secondo voi perch aveva deciso di dirlo solo a me?
GABRIELLA Perch eri sua figlia, pensava che tu avresti capito, che eri come lei. La stessa cosa che tu pensi ora di tua figlia.
SOFIA Non se ne uscir mai.
BEATRICE E tuo fratello?
SOFIA Non sa niente, adora mio padre, fanno la stessa professione, il suo erede. Lerede maschio figlio di un altro, basta crederci.
BEATRICE Lha detto solo a te perch ti amava pi di tutti.
SOFIA (scossa) Lo credi?
BEATRICE S, anche mia madre mi parlava sempre del suo dolore quando mi leggeva i libri. Sceglieva sempre quelli con i personaggi femminili disperati, che finivano suicidi, soli, o in convento...
GABRIELLA Bellamore...
CLAUDIA Guai a essere pi felici di loro...
GABRIELLA Ma forse ci avrebbero volute diverse, forse te lha detto per metterti in guardia. Mia madre, quando le ho detto che mi sposavo, mi ha guardato con odio. Nel portafogli ha sempre e solo la mia fotografia a cinque anni, seduta al piano. Quella sua figlia, quella bambina.
SOFIA Mi ricordo il giorno che mi ha fatto la confessione. Non riuscivo a guardarla negli occhi, fissavo il seno che si alzava e si abbassava, le mani con gli anelli. Perch mi dava quel peso? Che cosa avevo fatto per meritarmelo? E ora io non riesco a staccarmi dal suo abbraccio, che cretina! Io mi auguro che Rossana mi abbandoni, che mi lasci in un ospizio, che sia libera di non vedermi per tutta la vita!
CLAUDIA In caso scambiamoci lindirizzo dellospizio, per giocare a carte e chiacchierare un po...
GABRIELLA Ci rimettiamo a giocare alle signore, a ritagliare la principessa Grace...
BEATRICE Forse sono unidealista, ma penso che a poco a poco tutto questo cambier... queste cose che ci fanno soffrire cos tanto, non esisteranno pi. Io lo sento accanto a me il bambino, come diceva Gabriella, una cosa cos, soprannaturale. E vedo mia madre che mi legge a letto. E morta. Farei qualsiasi cosa per averla vicino ora. Non si pu capire una madre se non si madri, credo. Ma lei se n andata troppo presto. E stata infelice, mio padre non la capiva, diceva che non aveva il senso della realt... Non laveva infatti, i ragazzini le rubavano i giornaletti mentre lei si distraeva a leggere. (Una pausa) Si uccisa pochi armi dopo che sono andata via di casa. Al telefono mi parlava sempre del silenzio, il silenzio che la circondava...
Un silenzio.
GABRIELLA Io lo sento gi ora quel silenzio, a volte, la sera, anche se Sandro in casa... un silenzio che annienta, come se tutto lamore del mondo fosse spento. Solo in gravidanza taceva. Per questo continuiamo a farli...
BEATRICE (chinandosi a prendere la borsetta) Devo assolutamente leggervi lo scritto di Rilke che mi ha ricopiato Carlo... I dolori! Arrivano! Eccoli! Eccoli! Troppo male! Aiuto!
Beatrice urla.
GABRIELLA Vado dalle bambine, se no si spaventano...
Esce.
CLAUDIA Io vado a chiamare Carlo...
Esce. Beatrice urla sempre pi forte.
BEATRICE Non ce la faccio! Muoio!
SOFIA Non urlare, Beatrice... Poi passa... Respira, respira, respira...
SIPARIO
ATTO SECONDO
PERSONAGGI
Cecilia (figlia di Claudia)
Rossana (figlia di Sofia)
Sara (figlia di Gabriella)
Giulia (figlia di Beatrice)
La stessa casa del primo atto, trentanni dopo. Spoglia e con i mobili coperti da teli bianchi. Il tavolo e le quattro sedie sono le stesse dellatto precedente.
Lo squillo di un telefonino a sipario chiuso. Udiamo la voce di Rossana che cerca affannosamente il telefono nella borsa. Risponde.
Si apre il sipario. Rossana sola nel salotto, passeggia e parla al telefonino.
ROSSANA Dagli un appuntamento domani. Alle sette? Ma io e Saverio volevamo partire per il weekend! Va bene, Saverio capir, in fondo lui che me lo ha mandato. No, oggi non vengo: il funerale, s, la mia amica, quella che ha perso la madre. Adesso ti devo lasciare, ciao, chiamami solo se ci sono urgenze.
Riattacca, guarda verso la quinta, poi digita veloce un numero. Aspetta.
ROSSANA Saverio, stai visitando? S, siamo qui da Giulia. Sconvolta. No, non vogliamo lasciarla sola. Senti, quel tuo paziente posso vederlo solo alle sette di domani. Prima non posso.
Nella stanza entra Cecilia.
ROSSANA Lo so che vuoi partire, ma non mi hai detto che era urgente? E dai, partiremo dopo. A che ora torni stasera? Mi raccomando fai piano quando vieni a letto, non mi svegliare. Ciao.
Rossana chiude, va verso Cecilia.
ROSSANA (come scusandosi della telefonata) Abbiamo i turni sfalsati in ospedale, non ci vediamo da tre giorni. Giulia riposa?
CECILIA Ci prova. Che cosa terribile.
ROSSANA Terribile.
CECILIA Tua madre non venuta al funerale?
ROSSANA Non ho avuto il coraggio di dirglielo. Comunque lavrebbe dimenticato un attimo dopo, ha lAlzheimer.
CECILIA Ah, gi!
ROSSANA La farei soffrire inutilmente. (Guardando il tavolo da gioco vuoto) Erano cos unite, si vedevano tutte le settimane per giocare.
CECILIA Noi anche.
ROSSANA Gi... Ti ricordi, ritagliavamo il guardaroba delle figlie della principessa Grace...
CECILIA Che brutta fine...
ROSSANA Noi?
CECILIA Le figlie della principessa Grace...
ROSSANA Ah... E con Sara vi vedete spesso?
CECILIA Fra un suo viaggio e laltro. Io ora sono molto libera.
ROSSANA Gi, hai lasciato il lavoro.
CECILIA Per un anno. Mi sono detta, ora o mai pi. Il riposo molto importante, sai.
ROSSANA (cercando di cambiare discorso) Che dici, ci possiamo sedere?
Si siedono sul divano.
CECILIA Ma il lavoro non mi manca per niente.
ROSSANA Non riesco a immaginarlo.
CECILIA Ho tanto da fare, sai, vedo gli amici, faccio torte, metto a posto i cassetti...
ROSSANA I cassetti?
CECILIA Mia madre diceva che in una casa c sempre un cassetto da mettere in ordine... bello stare a casa, sai.
ROSSANA Perch sai che per un anno.
CECILIA Forse. Pensa, alla mia et mia madre aveva gi tre figli, fortunata!
ROSSANA Per tuo padre la rendeva molto infelice...
CECILIA Pensi?
ROSSANA Non lo so, ce lo hai detto tu che lha tradita tutta la vita.
CECILIA Per era cos felice di stare con noi! Quando ci veniva a prendere alle attivit, cantavamo in macchina, nel traffico, per far passare il tempo. Era cos allegra! Quando doveva partire con pap, piangeva, piangeva, non voleva lasciarci. E tutti i giorni che era fuori, io pensavo a come avrebbe pianto per tutta la vacanza, a come le saremmo mancati!
ROSSANA Magari se ne fregava, come la mia che non vedeva lora di uscire col suo amante. Mangiavamo alle sette, era sempre incazzata. Ora malata e non posso pi rimproverarle niente.
CECILIA Se solo mi riuscisse questa volta.
ROSSANA (rassegnata) Quante volte ci hai provato?
CECILIA Quattro, questa lultima. Se non riesce, non posso neanche adottarlo, a una donna sola non lo danno. E tu, non ne vuoi fare?
ROSSANA (come fosse un argomento di poca importanza) Ci abbiamo pensato vagamente, qualche anno fa. Ora lavoriamo cos tanto tutti e due. Te lho detto, abbiamo i turni sfalsati. (Una pausa) Non sai quante malattie del sangue girano, curo tanti bambini. Meglio cos.
CECILIA (andandole vicino) Mi hanno imbottito di punture di ormoni sulla pancia...
ROSSANA Forse la volta buona...
CECILIA Mi vedi cambiata?
ROSSANA I baffi? Ti stanno bene!
CECILIA Dai! Viso gonfio, occhio dilatato, occhiaie, ho preso un chilo sai... Per dicono che non sono cose necessarie. Ad alcune non succede niente e sono incinte. Altre lo sognano di notte e restano incinte...
ROSSANA Come la madonna!
CECILIA Eh... Io lo sogno di notte il bambino. Mi pare di vedere il suo viso e poi vado dal medico, a Londra, e non successo niente. Sto spendendo un sacco di soldi. (Si tocca il seno, poi delusa) Il seno non mi si gonfiato neanche un po, quello dicono tutte che deve succedere per forza.
Come un tornado entra in scena Sara, con le valigie, il cappotto, gli occhiali da sole.
Si toglie tutto parlando, bacia le amiche.
SARA Ciao. Ho fatto tardi, non sono riuscita a venire al funerale, non sono passata da casa. Ora Mario chi lo sente... (Fruga nella tasca) E il cellulare? Oddio, non vedo niente.
ROSSANA Gli occhiali!
SARA (togliendosi gli occhiali) Che stupida! (Ad alta voce, come ricordandosi in quel momento) E Giulia?
ROSSANA Ssshhh... Riposa.
SARA Oh, scusate... Dio, che cosa terribile ma aveva una malattia o qualcosa del genere?
CECILIA No, stava benissimo.
Squilla il telefonino di Sara, un pezzo di sonata per pianoforte. Lei guarda lo schermo.
SARA Mario... Scusate, se non rispondo chiama lobitorio dellaeroporto. (Al telefono) Pronto, Mario, ciao, no, non sono riuscita a passare da casa, non facevo in tempo. S, laereo ha avuto un po di ritardo...
CECILIA (a Rossana) Mario un uomo doro...
SARA (al telefonino) Grazie, amore, sto bene. No, non sono troppo stanca, davvero possiamo uscire stasera se vuoi. No, te lo giuro, non sto facendo i complimenti. S, allora torno alle otto. Va bene, alle sette. (Con una rabbia improvvisa) Alle sei non ce la faccio, Mario, sono appena arrivata!
Le altre due si scambiano unocchiata.
SARA (al telefonino) Ci vediamo stasera e ne parliamo. Ora stacco il telefono, va bene? Va bene, non lo stacco, ma non mi chiamare! Mario sono qui, non mi succede niente, sono ferma qui, non mi muovo. Ciao, amore.
Chiude il telefonino. Si volta verso le altre due.
SARA Dio, che angoscia! Ogni volta che torno da un viaggio cos. Lui rientra prima dal lavoro, mi aspetta. Ha fatto la spesa, ha detto alla donna cosa deve preparare. Mi ha comprato un regalo, i fiori, il vino. Tutta la casa perfetta. cos buono, cos caro, cos amorevole. Non vuole che io faccia niente. Mi dice: Siediti, hai lavorato, sei stanca. Penso a tutto io.
ROSSANA Un uomo doro.
SARA Gi, ma pi lui fa cos, pi lo tratto male. Mi sembra di impazzire. Sto seriamente pensando di fargli fare un figlio, cos almeno avr qualcuno di cui occuparsi.
ROSSANA Ma non lavora?
SARA S, diciamo che lavora, con i tempi delle orchestre italiane. Io mi ammazzo di concerti e lui ha un sacco di tempo libero.
CECILIA Si sentir un po frustrato, poverino...
SARA Ma sarebbe meglio parlarne, sarebbe meglio mi odiasse, invece mi ama. Quando ci mettiamo a letto, si avvicina piano piano, mi chiede educato se non sono troppo stanca per fare lamore. Ma che si fa cos? Ma un po di energia ci vuole, un po di virilit necessaria per...
CECILIA Ssshhh... Forse si addormentata.
SARA Ah, s, scusate!
CECILIA Ha pianto sempre.
Un silenzio.
SARA Ma la nonna non si era suicidata anche lei?
CECILIA S, pi o meno alla stessa et.
SARA Ma da una madre si pu ereditare pure il suicidio?
ROSSANA Sindrome imitativa... Non ci voglio pensare.
CECILIA Giulia ci penser, quando il dolore sar meno forte, anche se cos diversa da sua madre.
SARA E quel suo fidanzato come si comportato?
CECILIA Le stato molto vicino, ora andato a lavorare...
SARA Ma la sposasse! Giulia glielo ha chiesto tante di quelle volte. E lui: Ci devo pensare, non stiamo bene anche cos?. A cosa deve pensare, coglione, ha quarantanni, dove la trova una come Giulia!
CECILIA Le consiglierei di non insistere, i miei ultimi fidanzati... scomparsi.
Rossana e Sara si lanciano uno sguardo.
ROSSANA Be, ma tu li ammorbi tutti con la faccenda del figlio...
CECILIA Vi giuro di no, mai parlato di un figlio! Avevo solo chiesto se potevamo almeno cominciare, vagamente, a pensare di vivere insieme... scomparsi.
Entra Giulia, si alzano tutte e tre, le vanno incontro.
GIULIA Sara, sei arrivata!
Giulia e Sara si abbracciano.
SARA Giulia, come stai?
CECILIA Vado a prendere il t di l, tutto pronto...
Cecilia esce. Si siedono al tavolo.
ROSSANA Sei riuscita a dormire un po?
GIULIA Non ci riesco. Penso sempre allultima volta che lho vista. Alla casa... (Le viene da piangere) Le luci spente, mio padre chiuso nel suo studio e lei seduta in salotto, mi aspettava. Mi aspettava sempre, e io non riuscivo ad andarci. Certi giorni lavvisavo anche allultimo momento: il mio capo, quello stronzo, non se ne andava mai, non cera niente da fare in ufficio, ma lui non se ne andava. E lei sicuramente aveva preparato anche il dolce...
SARA Non sei colpevole, Giulia, il lavoro per tutti cos. Riesco a vedere mia madre una volta al mese e le devo tutto quello che sono. Mi ha insegnato a suonare e io non ho tempo di andare a trovarla. Per so che sta con mio padre, che si tengono compagnia. Anche tua madre, non era mica sola, no?
GIULIA Infatti glielo dicevo al telefono: Mamma, ma non sei sola, c pap, perch ti senti cos sola?.
SARA E lei?
GIULIA Niente, mi diceva di non preoccuparmi, che andava tutto bene, che la torta lavrebbe mangiata con lui.
ROSSANA Ma stato un matrimonio felice, no?
GIULIA Non lo so... Pap parlava cos poco. Le scriveva dei messaggi, delle lettere. Diceva che gli era pi facile scrivere che parlare. Le scriveva delle cose bellissime.., ma non le bastato.
ROSSANA Scrivere una cosa, vivere unaltra.
GIULIA Cosa vuoi dire?
ROSSANA No, niente... si amavano, scopavano?
CECILIA Rossana, sei pazza!
Cecilia torna con il vassoio del t.
GIULIA No, ci ho pensato anche io, sai... Lui era sempre gentile con lei, la baciava sulla guancia al mattino, le parlava sempre con calma, di libri, di tante cose, ma non ho mai avuto lidea che scopassero, neanche tanto da bambina, anche se mi sembravano innamorati.
ROSSANA I miei dopo che sono nata io non lhanno pi fatto.
SARA I miei in genere dopo aver litigato si chiudevano in stanza.
ROSSANA Mia madre scopava molto fuori casa.
CECILIA Anche mio padre.
GIULIA Quando andavo a trovarla, lei era piena di gioia, mi stringeva. Si era vestita tutta elegante. Certe volte mi sembrava di essere io il suo innamorato. Si era scritta la lista delle cose da chiedermi, per non dimenticare niente, per approfittare dei momenti che ero l. La sentivo piangere dietro la porta quando me ne andavo. Ma non una cosa normale, non una cosa normale tutto questo amore, tutto su di me. Almeno se avesse fatto altri figli, ma non sono venuti.
CECILIA A me non ne viene neanche uno, finir sotto i ponti...
ROSSANA Bisogner avere una buona assistenza privata, dei badanti.
CECILIA Ora che non lavoro, vado pi spesso da mia madre. Ma lei non ha mai tempo, sta tutto il giorno a chattare sul computer. Dovete vedere com veloce, ha un sacco di amici, sinventa una vita diversa con ognuno. Racconta un sacco di balle: che ha ventanni, lavora in banca, d consigli sugli investimenti; a un altro ha detto che un travestito, che cambia uomo ogni sera, ma che il suo amore vero un piccolo caimano che alleva nella vasca da bagno.
ROSSANA Ma sempre stata cos pazza?
CECILIA Ma che! Una donna normalissima, una madre, (sospirando) beata lei... Dice che finalmente pu vivere tutte le vite che vuole. Pap pensa che un giorno dar un appuntamento a qualcuno e la troviamo morta per strada.
SARA I miei sono andati a vivere fuori. Mio padre qualche volta suona ancora, mia madre si occupa di lui. Le ho chiesto se dopo tutta la vita passata a litigare e rappacificarsi, avevano trovato infine la pace. Mi ha risposto: La pace la morte, e noi per fortuna siamo ancora vivi.
Rossana e Cecilia le fanno cenno di tacere, guardano Giulia.
GIULIA Non sai come ha ragione...
SARA Oddio, scusa Giulia, non ci ho pensato...
ROSSANA E quando mai...
SARA Cosa vuoi dire?
ROSSANA Un po di sensibilit, ma per una primadonna difficile.
CECILIA (indicando Giulia) Su, smettetela...
GIULIA No, lasciale parlare, almeno mi distraggo.
SARA Vuoi dire che sono egoista?
ROSSANA No...
SARA Ma dillo, se lo pensi...
ROSSANA E chi ti vede mai... Stai sempre fuori a suonare. (Una pausa) Mi fa pena tuo marito, questo s.
Un silenzio.
SARA E il tuo allora, poveraccio, che deve aspettare di andare nella casa al mare, nei weekend, per fare lamore?
ROSSANA Chi te lo ha detto?
SARA il mio ginecologo, no?
ROSSANA E mentre ti visita vi mettete a parlare della nostra vita sessuale?
SARA Ma no, figurati... Una volta mi ha solo chiesto perch non facevo un bambino, se mi mancava. E lui mi ha detto che ci pensava sempre a fare un bambino...
CECILIA Poverino, come lo capisco...
SARA Ma che tu non ne avevi voglia, che non riuscivate a vedervi neanche la sera...
CECILIA Hanno i turni sfalsati...
SARA E che dovevate andare nella casa al mare per fare lamore...
GIULIA Praticamente hanno bisogno di due case, una per dormire e una per fare lamore...
CECILIA Che situazione particolare...
GIULIA Mica tanto... Perch pensi che Marco non voglia sposarmi?
CECILIA Be, i miei fidanzati mi dicevano: Perch una grande responsabilit che va presa con calma, bisogna pensarci bene, poi nascono i figli, pensa a quanti s dividono, non vorrai farli soffrire. Ma chi devo far soffrire se qui non c proprio nessuno, n uno straccio di padre, n un bambino intero perch le statistiche dicono che ne facciamo mezzo a testa...
GIULIA Marco non accetta mai di fare lamore da me, dice che gli fa impressione, che tutti i miei oggetti in giro gli mettono il panico, gli sembra di scopare con sua sorella. Dobbiamo sempre andare da lui, il sabato sera, dopo aver cenato in un certo ristorante, mi devo vestire elegante come le prime volte che uscivamo insieme. Ha comprato i fiori, il letto perfetto, sul comodino opposto al suo non c rigorosamente niente, come fosse quello d un albergo. E l funziona, funziona piuttosto bene. Poi per, prima di uscire, devo raccogliere tutti i miei oggetti, perch so che gli danno fastidio se li lascio in giro...
CECILIA Che fatica!
ROSSANA S, nella casa al mare tutto pi facile. Chiudiamo i telefonini, i pazienti sanno che non siamo raggiungibili. Io mi metto in cucina, Saverio legge il giornale, gli servo da bere, apparecchio, lui viene a mangiare e dice che tutto buonissimo. Quando abbiamo finito, vorrebbe aiutarmi, ma io gli dico: No, vai di l a fumare il tuo sigaro. Sparecchio, lavo i piatti, metto tutto a posto, anche se so che lindomani verr la donna. Ma a Saverio piacciono i rumori dei piatti in cucina, lo eccitano molto... qualche volta li esagero per farglieli sentire... Anche a me eccita vederlo seduto in poltrona con il sigaro acceso, mentre vado e vengo dalla cucina al salotto per mettere tutto a posto... Mi piace sentire il suo sguardo su di me quando mi chino, sulle mie gambe... Tira lunghe boccate dal sigaro... Poi lentamente lo spegne, lo schiaccia nel posacenere, si alza, mi toglie i piatti dalle mani, li appoggia sul tavolo... Qualche volta non riusciamo ad arrivare al letto!
SARA Che meraviglia! No, no, invece di fargli fare un bambino, io prendo una bella casa al mare! Magari in unaltra casa Mario riuscirebbe a non chiedermi se sono troppo stanca per fare lamore, potrebbe anche avere un raptus...
CECILIA A me non me ne frega pi niente di scopare cos, senza scopo, senza costruire niente! Scopare, scopare! Voglio un bambino! Non scopo da mesi, non me ne importa niente!
ROSSANA Guarda che se linseminazione riuscita, come se avessi scopato.
CECILIA Non proprio: come se lui, alto, bruno, 1.85, spalle larghe, fianchi stretti, occhi neri...
SARA Lo conosci?
CECILIA No, ti danno una scheda. pi come se lui si fosse fatto una sega guardando una strafica nuda sulla rivista che gli danno insieme alla provetta.
ROSSANA O uno strafico nudo, che ne sai?
Un silenzio.
CECILIA Be, questo un po mi turberebbe...
GIULIA Lo vuoi cos tanto il bambino?
CECILIA Perch, voi no?
Un silenzio.
ROSSANA Mia madre ha un fratello che si sposato con una ragazza che ha trentanni di meno, hanno fatto due bambini...
CECILIA Per gli uomini tutto facile...
ROSSANA Mia madre ha lAlzheimer, capisce poco, ma le piacciono molto questi bambini del fratello, forse perch io sono figlia unica e non ne ho fatti. Gli d le caramelle. Alla fine della visita, appena sono usciti dalla stanza, mi sussurra sempre la stessa cosa: Quello non il vero padre dei bambini, fa finta, un bugiardo. Ho cercato di capire, ma inutile. Lo so io, lo so io, ripete come una matta. Forse una fissazione, o forse anche la ragazza ha fatto linseminazione, magari perch lui sterile, chiss... Cos alla fine, vedi, nessuno sa pi niente di chi sia il padre di chi.
GIULIA Be, ma almeno lha fatto con un uomo accanto.
Cecilia la guarda.
GIULIA Scusa, io non so se riuscirei a fare un bambino senza un uomo.
SARA Neanche io. Ma Mario troppo debole, non glielo lascerei mai, ha paura di tutto: delle malattie, ha paura che io muoia, che cada laereo, ha paura che entrino i ladri in casa e ci ammazzino. Come potrebbe dare la forza a un figlio, se non la d neanche a me?
Squilla il telefonino di Sara, la solita sonata. Lei guarda lo schermo.
SARA Eccolo...
Si apparta in un angolo, le altre ascoltano.
SARA (al telefonino) Pronto, Mario.., ti avevo detto di non chiamarmi S, sono ancora qui... Non lo so, non passata neanche una mezzora, cosa ti devo dire, i minuti? Ti chiamo quando esco da qui, va bene? Mario, scusa, possiamo deciderlo stasera se uscire o no? Ti prego, Mario, non fare cos! Ti prego, non mi chiamare pi!
Sara chiude il telefonino,
SARA Io lo spengo, penser che sono morta, fa niente!
Squilla il telefonino di Rossana, lei lo tira fuori dalla borsa, guarda lo schermo, risponde.
ROSSANA Saverio... No, non posso dargli un appuntamento prima, te lho detto, non posso! Per partiamo, partiamo, te lo assicuro, arriviamo solo un po pi tardi... (Abbassa il tono della voce) Lo so che per te importante, lo so che ci tieni a mangiare a casa... Faccio la spesa, cucino.., non ti preoccupare, come al solito... Ciao, stai tranquillo!
Chiude il telefonino. Le altre la guardano.
ROSSANA Gli uomini sono diventati cos apprensivi!
SARA Ma sar colpa nostra... Forse Mario dovrebbe lasciarmi, dovrebbe trovare una ragazza pi giovane che lo rassicuri...
GIULIA Ma s, scriverle delle lettere appassionate, farla rinunciare al lavoro, farle fare dei bambini e poi farla morire di solitudine.
CECILIA Dai, Giulia, non fare cos...
GIULIA Io non posso pi incontrarlo mio padre. Mi guarda senza dirmi niente, non una spiegazione. Gli ho chiesto: Pap, come hai fatto a dormirle accanto tutta la notte, e non accorgerti che era morta?. Mi ha risposto che mamma ha sempre respirato leggermente e non si muoveva quasi nel sonno, cos per lui era una notte come le altre. (Piange) Ho trovato nel cassetto del comodino di mamma uno scritto meraviglioso di pap... (Lo tira fuori dalla tasca) Non so quando glielo abbia scritto, non so niente!
CECILIA Vuoi leggercelo, ti fa piacere?
GIULIA Non ci riesco... Ma com possibile, com possibile che vada a finire sempre tutto male...
ROSSANA Io ti capisco Giulia, dopo quello che successo... ma non sempre cos, no? (Guardando le altre) Ditele qualcosa anche voi... Non sempre cos!
SARA Certo che no... In fondo io e Mario ci vogliamo un bene dellanima, ci capiamo al volo. Lui sa come mi deve prendere il giorno prima del concerto e io lo faccio esercitare davanti a me prima del suo. Andiamo daccordo, ci conosciamo cos bene, parliamo di tutto, come fossimo cresciuti insieme, come fossimo...
GIULIA ... fratello e sorella, direbbe Marco: lorrore! Il giorno che andiamo da lui per fare lamore - io lho capito, sapete - non pu sentirmi troppo vicina, troppo familiare. Lo disturbano i miei oggetti, se vedesse il mio spazzolino, un assorbente, la camicia da notte che uso ogni giorno, gli farebbe impressione, non ci riuscirebbe...
ROSSANA Una volta Saverio venuto a trovarmi allistituto. Non lo sapevo, non lavevo visto arrivare. Parlavo con i colleghi, ci stavamo lasciando le consegne. Poi mi sono accorta di lui: mi stava osservando dietro il vetro, gli sono andata incontro. Mi ha detto: Mi ha fatto impressione come parlavi, sembravi un uomo.
SARA Anche a me, quando suono bene, per farmi un complimento, mi dicono che ho proprio il tocco di un uomo!
ROSSANA Ho pianto tutta la notte. E mi venuto un desiderio terribile di fare un bambino. Volevo essere incinta, volevo essere diversa da lui, contenere un piccolo suo... Da allora ci ho provato senza dirglielo. Lui non lo sa, Sara, pensa che non lo voglio fare, ma solo che... Ora che lo voglio cos tanto, il bambino non viene pi...
CECILIA Ma io ti posso aiutare, ho tutti gli indirizzi, so tutto...
ROSSANA No, preferisco che lui pensi che sia io a non volerlo. Non mi va di passare attraverso tutta quella trafila, le iniezioni sulla pancia, le sue seghe... Non mi sento capace di adottarne uno. Curo i bambini degli altri. Ne ho uno adesso in corsia che mi piace molto, si affezionato a me. Lho sognato questa notte: si infilava nel mio letto, lo tenevo al caldo accanto a me. Mi sono svegliata con un cuscino sulla pancia, in lacrime.
CECILIA Allora, scusate, ma la pazza non sono io...
SARA Mia madre mi ha sempre detto che se volevo suonare non dovevo sposarmi, non dovevo fare figli. Ma poi come farei? Non potrei crescerli, non ci sono mai. Dovrei smettere di suonare per un po, uscire dal giro... Forse non mi chiamerebbero pi, chi lo sa? (A Cecilia) E tu come pensi di fare, sei anche sola...
CECILIA Ah, ma gli uomini adorano le donne con figli...
ROSSANA Ma non dire cretinate!
CECILIA Te lo giuro, statistica: se se li trovano gi fatti, gli piacciono molto. Non dico che ti sposano, questo no, ma nel weekend fanno un po il pap, meglio di niente.
ROSSANA (a Sara) Tu dovresti provarci, Sara, magari ti viene ancora. Hai anche Mario che te lo tiene...
SARA S, cos quando torno li trovo in lacrime, avvinghiati luno allaltro nel lettone! Te li immagini i sensi di colpa: mi aspettano sulla porta in due, ogni albergo una telefonata, manda il bacino alla mamma, torna presto, il bambino ti pensa tanto... E dopo devo anche suonare, ma come faccio?
ROSSANA Ma non si pu finire a piangere abbracciate al cuscino...
CECILIA Sentite, io ho altre sei eiaculazioni del mio bruno alto 1.85...
Tutte la guardano come fosse matta.
ROSSANA E che vogliamo fare tutti fratelli?
CECILIA Almeno non sono figli unici, e poi ce li teniamo a vicenda, per esclusione conosciamo i difetti di carattere del padre, sappiamo come prenderli...
Un silenzio.
ROSSANA Ma come ci siamo ridotte cos?
SARA Perch non vogliamo pi procreare, come dicono i preti.
GIULIA Mia madre andava a parlare con un prete, gli ultimi mesi prima di morire. Non mi ha chiamato, non mi ha detto niente di come stava! Lho conosciuto al funerale.
CECILIA La predica in chiesa stata un po dura...
GIULIA Almeno le hanno fatto il funerale. Lei ci teneva alla religione, per questo ho lasciato perdere...
SARA Cosha detto il prete?
CECILIA Che una donna per vocazione pi vicina alla vita che alla morte, che la sua mamma ha commesso una grave colpa, in un momento di debolezza.
GIULIA Colpa? Quale colpa! Colpa di chi lha lasciata sola, di chi le ha fatto pensare che con me e pap aveva una vita piena! Io non lo faccio un figlio, alla faccia dei preti! Se fosse una cosa cos importante dedicare la propria vita a un bambino, a un uomo, non si sarebbe ammazzata, si sentita di non valere nulla, nulla per nessuno! I preti sono gli ultimi che possono capire una donna...
CECILIA A loro effettivamente piacciono solo le madri e le suore...
ROSSANA Voi vi capite?
SARA Io di me niente... Anche Mario, poverino, non so come faccia.
CECILIA Una cosa di me io invece lho capita.
ROSSANA Che vuoi un bambino, questo labbiamo capito anche noi!
CECILIA No, quello venuto dopo. Ero rimasta sola, senza neanche un fidanzato. Nella mia casetta, con il mio lavoro, un po di soldi da parte, le mie amiche, mia madre e mio padre... Sola in sostanza, completamente sola. Avrei potuto aggiungere altre mille cose, comprarmi unaltra casa, un cane, realizzare la pi formidabile delle carriere come avvocato, sempre mi sarebbe mancato un altro io, cio il tu per cui mi sento di essere nata.
GIULIA Un bambino, un uomo, un marito, un amante, non sei cos originale...
CECILIA No, ti sbagli, nessuno da usare come compagnia. Qualcuno a cui dedicarmi... A cui dedicare la mia intelligenza, le mie capacit.
SARA Ogni volta che entro nella sala del concerto, saluto, mi siedo, calano le luci e nel buio vedo il volto di qualcuno che mi guarda... Non ha lineamenti precisi, non n uomo n donna, solo un volto che ascolta la mia musica...
GIULIA Mia madre mi parlava sempre di quando mi aspettava. La sera si addormentava con lidea precisa che gi aveva di me. Mi diceva che sentiva che il suo tempo aveva uno scopo e il suo corpo serviva a qualcuno.
ROSSANA Per questo mi piace fare il medico. Sei autorizzato a toccare il corpo dellaltro, a conoscerlo a fondo... Senti il cuore che batte, il sangue che pulsa, la febbre, il freddo, guardi nella bocca aperta... metti lorecchio sul petto dun bambino, il cuore gli batte cos veloce per la paura, ti guarda severamente: Non giocare con me, ti dice con lo sguardo, sono una cosa seria. Certe volte, quando torno a casa allalba, dopo il turno di notte, Saverio ancora addormentato, io vorrei abbracciarlo, toccano, senza che si svegli, senza che tra noi riprenda sempre quella stessa cosa...
CECILIA Quella che funziona solo nella casa al mare?
ROSSANA S, o al contrario la paura che mi veda troppo decisa, forte, come quella volta attraverso il vetro...
GIULIA O troppo familiare...
SARA O irraggiungibile. Non se ne esce.
CECILIA Sapete, io penso che dobbiamo rassegnarci, siamo donne dopotutto.
ROSSANA S, dopotutto.
CECILIA E dunque dobbiamo essere elastiche: saper fare un po di tutto, fingere di non saper fare niente, dedicarci completamente a qualcuno, farne a meno, lavorare, farne a meno, essere belle, brutte, vecchie, giovani, sole...
GIULIA Se non ce la fai, ti puoi sempre ammazzare...
ROSSANA Dai, Giulia! Cosa credi, che tua madre si sia ammazzata perch si sentiva sola? Non per questo... E ora non metterti a piangere...
GIULIA No, non piango...
ROSSANA Nessuna di loro ha mai lavorato. Si vedevano una volta alla settimana, giocavano a carte, si raccontavano quanto fossero infelici...
CECILIA Mia madre era piuttosto contenta, veramente...
ROSSANA Dio mio, Cecilia, dai! molto pi contenta ora che libera di allevare caimani!
CECILIA Se lo inventa, mica vero... Mio padre non glielo permetterebbe mai.
ROSSANA Ecco, appunto. Permetterebbe, non permetterebbe. Noi facciamo quello che vogliamo, nel bene e nel male, loro potevano al massimo decidere il nome dei figli!
CECILIA Il mio lha scelto mio padre...
ROSSANA Neanche quello...
SARA E va bene, allora, se volete fare un paragone tra noi e loro, dovete prendere me!
ROSSANA E chi altri!
SARA Io ho fatto lesatto contrario di mia madre. Lei ha rinunciato a suonare, ha aspettato incazzata tutta la vita mio padre che tornava dai suoi viaggi. Io suono e Mario mi aspetta tutta la vita che ritorno incazzata dai miei viaggi. Cosa cambiato?
CECILIA Niente. Incazzata era lei, incazzata sei tu.
GIULIA Per tu sei una bravissima pianista.
SARA S... ma loro hanno ottantanni e litigano ancora. Quando li vado a trovare, entro piano, ho le chiavi. Mia madre si rimessa a suonare, s, da vecchia, con le mani accartocciate dallartrosi. E mio padre laiuta, le d lezioni, ci credete? Sento le loro voci. Una volta ho sentito mia madre che piangeva e lui la consolava. Le diceva: Sei bravissima, Gabriella, alla tua et, sei ancora cos brava! Non piangere... come avrei fatto io senza di te? Come avrebbero fatto i figli? Io sapevo che a casa ceri tu, cerano loro, e suonavo con tutto questo nel cuore... Anche se eri arrabbiata, mi avevi aspettato.... Ma lei continuava a piangere e diceva che non era vero, che la sua vita era stata un fallimento, che lo diceva solo per consolarla... Allora ho sentito la voce di mio padre, quella che usava per sgridarci quando eravamo piccoli: Ora basta piangere, Gabriella, non sei una bambina, sei una donna, hai cresciuto i nostri figli, mi hai tenuto testa, e mi chiuderai gli occhi perch non voglio nessun altro accanto a me quando muoio. Lei ha smesso di piangere, e ho sentito che si abbracciavano e si baciavano a lungo, come due ragazzi.
GIULIA I preti non capiscono nulla delle donne: una donna vicina alla vita e alla morte. Se hai avuto la vita intorno per tanti anni, e ti sei dedicata a farla crescere, sai quanto poco ci vuole per perdere tutto... Sai gi che devi perdere tutto.
ROSSANA Per questo stiamo meglio noi delle nostre madri, perch ci distraiamo un po dal pensiero degli altri. Lavoriamo, per non portare tutto il peso che portavano loro. Come lo pu capire questo un prete, se neanche Saverio lha capito?
SARA Neanchio, se per questo... Povero Mario, glielho dato tutto a lui il peso. Se non ci fosse lui, abiterei in un residence, entrerei in una stanza buia, vuota e fredda come la morte. E lui invece mi fa sempre trovare le luci accese, i fiori, la tavola apparecchiata...
ROSSANA Povero Mario...
SARA Povero Mario lo posso dire io, non tu! Gli voglio molto bene, sai, non lo lascio mai senza notizie...
ROSSANA Certo, certo... Solo che a vederle fare a un uomo, tutte quelle cose che hai detto, uno ci pensa a quanto sono state grandi le nostre madri...
CECILIA Per io lo vorrei tanto ora un po di peso in pi, e ho preso soltanto un chilo! Lutero proprio fabbricato per questo, sapete, si pu dilatare di dieci, dodici centimetri, cos elastico! Io mi sento tutta cos elastica, pronta a fare tutto: giuro che dopo riprendo a lavorare, che lavorer anche meglio di prima, far tutto da sola, non voglio avere nessuno che mi aiuti, non chiedo niente a nessuno, solo vorrei non morire senza...
Sara la ferma. Guardano Giulia che piange in silenzio.
SARA Giulia non piangere, non fare cos...
ROSSANA Dai, Giulia...
GIULIA Io non capisco come mio padre non abbia capito nulla... le scriveva delle cose cos belle erano innamorati dei libri tutti e due
ROSSANA Perch non ci leggi quella lettera? Io vorrei tanto che ce la leggessi...
Giulia guarda la lettera che ha in mano, poi la tende a Rossana.
GIULIA Leggila tu, io non posso.
Rossana apre il foglio.
ROSSANA (leggendo) Un giorno esister la fanciulla e la donna, il cui nome non significher pi soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per s, qualcosa per cui non si penser a completamento e confine, ma solo a vita reale: lumanit femminile. E questo progresso trasformer lesperienza dellamore... (Tende la lettera a Sara) Leggila tu... Non ce la faccio, mi viene da piangere, non so perch...
SARA (leggendo) ... E questo progresso trasformer lesperienza dellamore, che ora piena derrore, la muter dal fondo, la riplasmer in una relazione da essere umano a essere umano, non pi da maschio a femmina. E questo pi umano amore somiglier a quello che noi faticosamente prepariamo, allamore che in questo consiste: che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.
Sara cala la lettera. Un silenzio.
CECILIA (con la voce rotta) Veramente non capisco come tuo padre abbia potuto scrivere una cosa cos meravigliosa sulle donne... e non si sia accorto che quella che gli dormiva accanto non respirava pi.
SIPARIO