Due volte Amelia
DUE VOLTE AMELIA
ovvero
OMBRE CARE
oppure
I VEDOVI
Di Carlo Terron
Alla memoria di Luigi Pirandello (se permette, senn pazienza)
PERSONAGGI
IL GENERALE BENIAMINO
TOM MIX
LA VEDOVA DEI DUE COLONNELLI
LA CARA OMBRA, ASSENTE GIUSTIFICATA
Senza fretta, per piacere, tanto gi minuto pi, minuto meno Si d la possibilit di guadagnar tempo creando quella che si dice unatmosfera e sarebbe da dissipati buttarla via, visto che la critica la tiene in grande considerazione. E allora, tanto per cambiare, si comincia al buio e poi musica a rompitimpani. Mica pezzi classici, grandi orchestre e direttori di cartello, no no. Solamente campane. Da morto. S da morto. E allegre. difficile? naturalmente. Senn i registi cosa ci stanno a fare? Bel merito far suonare delle campane da morto tristi, ogni sacrestano buono. Qui li voglio. Una volta risolto il piccolo problema, che, in fondo, non ci riguarda: luce. Ma da far male agli occhi, a scassapupille. C qualcosa di nuovo oggi, nel sole; che cielo terso, che aria cilestrina, che stimolante esortazione alla vita, che frullio dali! Ogni respiro come un aperitivo. Ah, si allarga il cuore! Siamo al camposanto. Anche qui, per, attenzione a non essere convenzionali. Che il solito scenografo sprecone non creda trattarsi dellultimo atto della Lucia e si vada ad ispirare al cimitero monumentale di Milano. Mostrerebbe di non capire niente, per questo il pericolo incombe. Qui da noi, i cimiteri sono piccini, verdi e gai: quieti, solitari, propensi al raccoglimento e alla confidenza, agli intimi colloqui coi cari estinti; non ci si portano a giocare i bambini solo per il timore si sa come sono i bambini, frugano dappertutto di trovarsi, poi, sotto il tavolo della sala da pranzo, qualche femore o qualche tibia scompagnata, mica per altro. Me laspettavo: no, niente Piccola citt, pista totalmente sbagliata. Si pu vivere anche senza lantologia si Spoon-river. Un po di pazienza, Cristo! Mettiamo, intanto, le mani avanti con una precisazione economica: il cimitero mica c tutto, soltanto un pezzettino, quel che basta; un angoletto fuorimano, a destra, presso il muro di cinta, dove c il sole alla mattina e lombra al pomeriggio, e quindi ci si possono coltivare le viole: un quadretto dipinto su un uovo di pasqua; e se il cipresso ancora in piedi, bene, altrimenti fa lo stesso; ma mi pare che si stato abbattuto durante la guerra per far legna e bruciarono anche le ossa sotto, ottimo combustibile. Era un bel cipresso, fine, svelto e stracarico di nidi, accidenti ci risiamo: Davanti San Guido (per quanto uno stia attento, si trova sempre a camminare fra le mine della letteratura: niente pi cipresso, sacrificato!). Piccolo rigurgito della memoria privata, senza dover niente a nessuno, se non vi dispiace, senn si salta il periodo e ci si capisce ugualmente. Oltre il muro di cinta, pochi metri, c la curva pigra del fiume, col canneto e la breve spiaggia sassosa, piena di carte unte e di barattoli vuoti, dove i ragazzi che marinano la scuola vanno a fare il bagno e poi si coricano ad asciugarsi al sole, e gettano sassi dentro al camposanto, raccontandosi storie da grandi piene di porcherie; e, ogni anno, uno sannega. Beh torniamo dentro. Quanti morti ci staranno? Mezza dozzina, e ne mancano cinque. Tomba con monumento, lampada votiva, cancellatine di ferro battuto e aiuola di gerani intorno ad una colonna in pietra bianca che tien su un busto di donna dallaspetto assai perbene. Somigliante? E chi lo sa? Lha scolpito un semplice scalpellino che non sent mai nemmeno nominare larte astratta e questo, per la rassomiglianza, dovrebbe gi essere una garanzia. Di pi non si pu dire. Personalmente, la signora noi non abbiamo avuto il piacere di conoscerla e Dio sa la voglia che avremmo avuta di potercene fare unidea personale. Chiss che, in seguito, visto e considerato che avr da parlar molto, qualcosa di pi preciso non si riesca a sapere dal vedovo che, in perfetta confidenza, con un panama in testa e un fazzolettone bianco intorno al collo, sta lucidando la dedica, in lettere di ottone non massiccio, che fa: ad Amelia Varon il vedovo inconsolabile pax in Deo. N pi n meno: tacitiana (anche per economia) e dispiace di non poter far figura con una bella epigrafe dettagliata ed aulica, tradotta dal latino. Intanto che lui sta l a lustrare, ci si sfoga con le campane e altri acconci rumori vegetali, animali e meteorologici, intonati allambiente, con proibizione assoluta di impiegare gufi, civette, pipistrelli, temporali, ulular di cani, folgori, lamentazioni di fantasime, vampiri e quanto possa, anche minimamente, offendere la lieta serenit del luogo pio che, nellintenzione del poeta, dovrebbe, gi a prima vista, suscitare nello spettatore uno struggente desiderio di andarcisi a trasferire senza perdere un minuto, ma si rende conto che chiedere troppo, pazienza. Questo indugio, questa ideal compiacenza, ha il suo scopo calcolato. Fin che il rumorista si fa onore, uno, intanto libero di mandare a spasso locchio da una parte e dallaltra del sepolcro ma non questa la parola giusta; si dovrebbe pensare piuttosto a un bel com, ingombro di soprammobili e rendersi conto che, intorno alla defunta, il terreno , per cos dire, ancora sfitto. Sfitto per non significa che, quello a sinistra sia disabitato o trascurato; e non solo un cartello, piantato in terra con un palo e sopra scritto: acquistato, a farcene capaci, ma anche, e pi le cose numerose e care, i comodi e lorganizzazione che il vedovo Varon, generale in pensione, grandufficiale Beniamino, detto Ben nellintimit, vi ha gi trasferito come savr modo di constatare, conoscendolo meglio, dalluso che ne far in seguito: i segni, insomma c perfino un rustico capannotto degli attrezzi di una frequentazione condominiale, familiare ed assidua. Niente di simile al lato destro. Qui tutto possibile e limprevisto ha via libera, pur che voglia approfittarne. Sotto!
BENIAMINO - Le senti le rondini, amor mio? Si d il caso che, non veduto, sia arrivato un tale vestito come Tom Mix, ma potrebbe essere suo padre e non n luno n laltro.
TOM - (cos ha nome, una combinazione) Perch mi chiama amor mio?
BENIAMINO - (che non n sordo, n cieco, si volta e lo vede) Perch lo dovrei chiamare amor mio?
TOM - Appunto.
BENIAMINO - Perch?
TOM - Sono stato io a dire perch.
BENIAMINO - No, sono stato io.
TOM - Io lho detto prima.
BENIAMINO - Non il prima o il dopo che conta. il perch del perch.
TOM - Sar meglio cominciare tutto daccapo. Prego. A lei!
BENIAMINO - Le senti le rondini?
TOM - E poi?
BENIAMINO - E poi cosa?
TOM - Se non ci aggiunge: amor mio, abbiamo finito prima di incominciare.
BENIAMINO - Ma sono io che devo dirlo.
TOM - Eggi!
BENIAMINO - Le senti le rondini, amor mio?
TOM - Ecco, bravo, perch mi chiama: amor mio?
BENIAMINO - Perch la dovrei chiamare: amor mio?
TOM - Cos va bene? Se non mi ha ancora visto in faccia, perch mi dovrebbe chiamare amor mio? questo che intendevo. Lei si fida sul sentito dire.
BENIAMINO - Io, in faccia lho visto.
TOM - E le sono piaciuto? Di solito, piaccio.
BENIAMINO - La divisa s, lei no.
TOM - Quando ha detto amor mio, stava voltato, come fa a dire che le piaciuta la divisa e io no? Ha detto amor mio alla divisa?
BENIAMINO - Ma non mica a lei che io ho detto amor mio.
TOM - Vede che ho ragione? Lo ha detto alla divisa. Lei ama le divise.
BENIAMINO - Non lo nego.
TOM - Tanto per dimostrarle come sono falsi i proverbi.
BENIAMINO - Me ne citi qualcuno.
TOM - Labito non fa il monaco, per esempio.
BENIAMINO - Perch? Lo fa?
TOM - Si direbbe di s.
BENIAMINO - Come pu affermarlo?
TOM - Se ha detto amor mio alla divisa, evidente.
BENIAMINO - Non lho detto n alluna n allaltro.
TOM - E sicuro di non mentire per tirarsi indietro?
BENIAMINO - Gliene d la parola donore: n alluna n allaltro.
TOM Ah no?
BENIAMINO - Le dispiace?
TOM - Non lo so. A esser sincero, forse s. S, s, un po mi dispiace.
BENIAMINO - Lei non si sa che si sta prendendo delle intollerabili confidenze.
TOM - E solo una conversazione che incontra una certa difficolt ad avviarsi, abbia pazienza.
BENIAMINO - Ora dica anche che sono incapace di sostenere una conversazione!
TOM - Non si adombri; noti il riguardo, ho detto adombri, un termine che non usavo da prima della guerra. Le dir: passare per il mondo e suscitare delle subitanee passioni con tralci di rondini in volo, non dispiacerebbe a nessuno. La persuade?
BENIAMINO - Sa, io non ho molta familiarit con la psicologia. La specialit sono le armi da fuoco e da taglio.
TOM - (togliendosi una delle pistole texane dalla fondina e offrendogliela graziosamente) Perch non lha detto prima? Tutto sarebbe andato pi spedito.
BENIAMINO - (un cortese gesto di rifiuto) Avrebbe mica, per caso, in cambio, un moschetto modello 91?
TOM - Cosha, qualche presidente della repubblica da far fuori? Guardi che, per i presidenti, non c di meglio che questa Colbert. Vengo dal Texas e lo so.
BENIAMINO - Ho fatto locchio sul modello 91, di altri non mi fido.
TOM - Spiacente, ne sono sfornito.
BENIAMINO - Grazie ugualmente.
TOM - Sar per unaltra volta.
BENIAMINO - La riverisco. Non abbiamo altro da dirci.
TOM - Vuol dire?
BENIAMINO - Penso di s. Incauto! Si rimette a lucidare lepigrafe. Laltro sembra che se ne vada, fa anche qualche passo, ma solo una convenzione scenica e non convince nessuno. Infatti si ferma, sta l, guarda, prende anche a calci un sasso, per far credere che, tanto, per lui, andare o restare lo stesso, e riattacca. Valeva la pena perder tempo con tutta sta manfrina? Ma, dicono, cos tutto sembra pi verosimile!...
TOM - Ha piena fiducia, l, in quel lustratutto che sta adoperando? Fossi in lei, io sarei pi cauto. Non conterr, per caso, qualche acido corrosivo?
BENIAMINO - E il meglio che si trovi in commercio. Lo uso da cinque anni, bisettimanalmente, ogni marted e sabato, e lo trovo ottimo. Oggi marted.
TOM - Sempre lo stesso tubo?
BENIAMINO - No. Vari.
TOM - Si vede che ha molte cose da lustrare.
BENIAMINO - Soltanto questa epigrafe.
TOM - E anche breve.
BENIAMINO - Ci non muta la situazione.
TOM - Lunga, avrebbe perso pi tempo e pi tubo.
BENIAMINO - Dice perso in senso spregiativo?
TOM - No no.
BENIAMINO - Per me un piacere.
TOM - Proprio un piacere, via
BENIAMINO - Ho detto un piacere.
TOM - E non le si proprio mai corrosa qualche lettera?
BENIAMINO - No. Come vede.
TOM - Che vuol dire? Avrebbe potuto sostituirla.
BENIAMINO - E invece, niente.
TOM - E stato fortunato.
BENIAMINO - Non mi lamento.
TOM - Lo credo bene. (Altro corso al pensiero) Mi levi una curiosit: sicuro che, prima ci fossero le rondini? Io non le ho sentite.
BENIAMINO - Che le devo dire? Sar sordo.
TOM - O non avr detto cos tanto per attaccar discorso?
BENIAMINO - Mi crede forse capace di ingannar un morto?
TOM - In questo caso, forse lei non se n accorto, le hanno sbagliato lepigrafe. Tutto tenderebbe a far credere che, l sotto, ci fosse una donna. E, invece, mi viene fuori a dire che un uomo. Dovr farla riscrivere.
BENIAMINO - Ho detto morto per dire morta.
TOM - Ammetter che era pi esatto dire morta.
BENIAMINO - Non ho nulla in contrario.
TOM - Adesso si offeso.
BENIAMINO - Neanche per idea.
TOM - No, lei si offeso.
BENIAMINO - Le dico di no.
TOM - E che, vede, io manco da molti anni dallItalia e mi trovo un po in difficolt con la lingua. Tornando, ho notato, per esempio, una gran confusione tra il maschile e il femminile. La separazione, voglio dire, non pi sicura come una volta. Comunque, se lei mi dice che, l sotto, c una donna, io le credo. Dopotutto, sono affari suoi.
BENIAMINO - E allora cosa ci fa tanto caso?
TOM - Compatisca, sono venuto in questo cimitero, appunto per esercitarmi nella lingua leggendo le epigrafi. Capir, se scrivono una cosa per unaltra, uno non fa che confondersi maggiormente.
BENIAMINO - Sssst!... Rieccole. Le senti le rondini, Amelia?
TOM - A?
BENIAMINO - Cosa a?
TOM - Ha detto a, mica o, ho udito bene?
BENIAMINO - A, a: Amelia.
TOM - Sar. Non che intendeva Amelio, e per gettare fu negli occhi, ha detto Amelia. Alcuni lo fanno.
BENIAMINO - Amelio un nome che non esiste.
TOM - E ben quello che sto dicendo. Allora, uno si fa chiamare Amelia, e cos lirregolarit passa inosservata. Amelia, bel nome! Mi ricorda qualcosa.
BENIAMINO - Ma lei non sa leggere? Sta scritto l da cinque anni.
TOM - Io non posso saperlo; la prima volta che entro in questo luogo, le ripeto. Mi corregga se sbaglio. Prendendo le cose alla lettera, il vedovo inconsolabile, allora, potrebbe anche essere lei.
BENIAMINO - Per servirla: Varon, GrandUff. Beniamino, detto economicamente, Ben.
TOM - Adesso lei non mi creder, ma, anche questo nome, io lo devo avere gi sentito.
BENIAMINO - Fa poca fatica. Per quattro anni, i bollettini di guerra lo portarono un giorno s e un giorno no.
TOM - I bollettini di guerra non sono una delle mie letture preferite. Deve trattarsi di qualcosaltro. Mica, per caso, scusi, faceva parte della banda di Luchy Luciano.
BENIAMINO - Chi ?
TOM - Niente, niente. Un mio amico laggi.
BENIAMINO - Forse se lascer che finisca di presentarmi, si orienter meglio. Lei ama la storia?
TOM - Non ne vado pazzo, ma nemmeno mi dispiace. La lascio fare.
BENIAMINO - E allora stia a sentire.
TOM - Son tutto orecchi.
BENIAMINO - Varon, GrandUff. Beniamino, fu Giobatta, generale in aspettativa. Le dice niente?
TOM - Chiedo scusa: no. Ma non si affligga, fino a un mese fa non mi diceva niente neanche Eisenhower.
BENIAMINO - A proposito, lei che viene da quelle parti, sa mica quante medaglie ha Eisenhower?
TOM - Proprio non ne ho idea. Tante, penso.
BENIAMINO - Non ne pu avere molte: non ha mai perso. Stia a sentire me, invece.
TOM - Le ho gi detto che son tutto orecchi. Non chiedo che di imparare.
BENIAMINO - Medaglia doro al valor militare per la velocit di fuga nella ritirata di Caporetto ed una; gran croce alla resa di Giarabub, medaglia dargento alla ritirata di El Alamein, medaglia dargento alla ritirata di Grecia, medaglia di argento alla ritirata di Russia e sono quattro, se uno sa contare. Pi un numero imprecisato di bronzo e una promozione sul campo per altre ritirate minori ma non, per questo, meno gloriose. Eh, che gliene pare?
TOM - Lei ha fatto carriera a forza di ritirate.
BENIAMINO - Lavrei potuta fare con le vittorie? Non per vantarmi, ma ho partecipato a tutte le sconfitte dellItalia, dal 1910 ad oggi. Le dice ancora niente?
TOM - Mi dice che un vero generale ma nulla pi, generale; eppure Beh, mi verr in mente. Complimenti! Tutto considerato, unattivit di servizio come pochi.
BENIAMINO - Ad esser giusti, invece, siamo in molti. Onore al merito. Ma, questo s, oso dirlo: nessuno ci ha messo la mia tenacia, il mio ardimento, la mia passione, il mio attaccamento al dovere, il mio amor di patria e cos via.
TOM - E ferite, ferite?
BENIAMINO - Le sembrer strano: neanche una scalfittura.
TOM - Che tempra!
BENIAMINO - In quarantanni di servizio: una colite in Abissinia e una storta ad un ginocchio in Albania. Nientaltro.
TOM - Destro o sinistro?
BENIAMINO - Mi ci faccia pensare. Il tempo di pensare. Abbiate pazienza, sar una pausa fuori luogo ma suo diritto; e se ha il pensiero lento non colpa sua e, tanto meno, nostra. Intanto, si pu intrattenere lo spettatore con un corale di Bach o un valzer di Chopin, c tutto il tempo. No. era una caviglia. Visto che c arrivato?
TOM - Una caviglia vale quanto un ginocchio.
BENIAMINO - Se non anche pi importante, sotto un certo punto di vista.
TOM - Onorato di stringere la mano a un valoroso vedovo, volevo dire soldato.
BENIAMINO - Luna cosa non esclude laltra.
TOM - Proprio piacere. E io: Tom Mix.
BENIAMINO - Ecco. Al cinematografo mi avr conosciuto: io stavo in platea.
TOM - In America, siamo tutti Tom Mix. Laltro nome una finta.
BENIAMINO - Americano, dunque?
TOM - Rimpatriato. Dopo trentanni, sono stato restituito alla terra natia.
BENIAMINO - E allora non perda tempo: ne baci un pugno e non si faccia scrupolo di trattenere le lagrime. Questo deve essere leffetto sulla memoria di unantica canzonetta: il Fox-trot della nostalgia, che, appunto, contempla codesto cerimoniale da parte di un vecchio emigrante di ritorno, appena sbarcato a Genova (o sar stata Napoli?) Senza riguardi. Se permette, ne approfitto e la bacio anchio. Sono riti che riportano lanimo alle scaturigini della stirpe.
TOM - (cosa gli succede?) Viva lItalia!
BENIAMINO - Viva! Sottovoce, con la palma della mano davanti alla bocca e vicino allorecchio dellinterlocutore. E anche il re. Pi forte naturalmente. Hai sentito, Amelia? Te che amasti tanto questo nostro paese. Nuovamente mormorato, come poco fa. E questo nostro povero re. Bravo! Sono cose che affratellano, che, in un momento, creano unamicizia. Nostalgia della madre patria. Le fa onore.
TOM - No. indesiderabile. Davano fastidio i miei successi con le donne, la mia fortuna a carte e le mie pistole.
BENIAMINO - Il solito campanilismo. Non ci perdonano di essere una terra di santi, di navigatori e di eroi. (E di generali).
TOM - Quello . Attivit antiamericane, hanno scritto sulla carta di rimpatrio, pensi un po.
BENIAMINO - Ascolta Amelia, ascolta, amerai maggiormente la tua gloriosa terra.
TOM - Crede che senta?
BENIAMINO - Credo che di lass mi senta.
TOM - E allora glielo dica guardando in alto e non sottoterra.
BENIAMINO - So io. Le notizie devono passare prima di l. Vada pure avanti che le vengo dietro.
TOM - Si fa due passi?
BENIAMINO - Avanti col discorso, intendevo.
TOM - Che vuol farci? Sono gente permalosa che non sopporta le corna, le perdite al gioco e le revolverate nella panciaE poi dicono di amare lo sport.
BENIAMINO - Gi, cos dicono. Confidenza per confidenza, anche quando li avevamo alleati, io non li ho mai capiti. Per carit! Nessuna conoscenza della scienza militare. Le basti dire che pretendono di fare la guerra vincendola. La confondono con una partita di rugby. Costituzionalmente incapaci di rendersi conto che, in guerra, la vittoria un incidente imprevisto che pu turbarne tutta larmonia. Sono educati cos. Di fronte a una ritirata: una ritirata: lora della verit, il momento magico di un esercito! Bene, si trovano persi, diventano bambin, bisogna condurli per mano. per questo che le trascurano e le evitano. Non hanno mai capito quello che noi sappiamo da secoli e cio che le guerre si vincono perdendole. Loro, pi vincono e pi si trovano nei guai; noi, pi perdiamo e pi stiamo bene. Quello che interessa il vero soldato combattere: il risultato un accidente secondario e trascurabile. La vittoria un caso, la sconfitta unarte. Ma gliela faccio entrare in testa, se ne capace. Si perdono nei particolari. Cosa vuole, sono popoli giovani; secoli in meno di civilt. In fondo, son dei dilettanti.
TOM - Nel mio piccolo, stavo, pressa poco, dicendo la stessa cosa Piccolo per modo di dire. Coi miei uomini, io tenevo a bada tre citt.
BENIAMINO - Di quanti abitanti?
TOM - Tutte sopra i due milioni.
BENIAMINO - Un campo doperazioni rispettabile, per un generale al comando di una sola divisione.
TOM - E per tutta ricompensa, con la scusa che non pagavo le tasse, mi hanno rispedito indietro.
BENIAMINO - Magari convinti che, in Italia, riescano a fargliele pagare.
TOM - Ma s, pensi un po.
BENIAMINO - Cari ragazzi!
TOM - Come ha ragione! Son proprio contento daverla conosciuta. Farei tanto volentieri qualche conversazione con lei.
BENIAMINO - A sua disposizione. Io traggo vita in questo ameno luogo, in mistiche nozze con una memoria cara. Dalle dieci alle diciassette dinverno e dalle nove alle venti destate, mi trova sempre qui. Dovrebbe soltanto evitare lora fra luna e le due perch faccio il mio pisolino, sotto la tenda. Vede? L.
TOM - Abbiamo le stesse abitudini. Non dubiti, ne approfitter. A proposito ha il telefono?
BENIAMINO - Non ancora, ma penso di farlo mettere.
TOM - Mi far premura di chiedere il numero. Tante cose. Unaltra falsa uscita, naturalmente. Dopo essersi allontanato di qualche passo, curioso, verso il sepolcro. Gotico?
BENIAMINO - Neoclassico. Gotico, con tutti quei buchi, un ricettacolo per i nidi di vespe e per gli escrementi dei piccioni. Ho fatto lesperienza con la mia prima moglie e non ci riprovo pi. Sconsigliabilissimo.
TOM - Bivedovo?
BENIAMINO - Campo ovest, quinta fila, tomba ventisei.
TOM - Campo ovest, quinta file, tomba?...
BENIAMINO - Ventisei.
TOM - Se non la trovo qui, dunque la trovo l.
BENIAMINO - No, l no, no no. A tre mesi dacch era morta, scoprii di essere stato cornuto e non ci misi pi piede. stata la mia ritirata pi tempestiva e repentina. Con me tutto deve essere nitido e dritto come il filo di una spada. Fu al tempo che incontrai questangelo e mi riammogliai. A Teodora, quellaltra, la tomba gliela coltiva il suo ganzo. Io qui, qui per sempre, presso Amelia, la donna pi sublime del mondo.
TOM - Tutto considerato, deve essere grato a quelle corna: le hanno fatto incontrare lanima gemella.
BENIAMINO - Ah, le benedico!
TOM - Congratulazioni.
BENIAMINO - Grazie.
TOM - A presto.
BENIAMINO - Ci conto.
TOM - Non dubiti. In attesa di dare uno scopo agli ultimi anni del mia vita, ho tutto il tempo libero. Scommessa che, neanche questa la volta buona che ve lo levate dai piedi? E difatti
BENIAMINO - Ah, mi dica una cosa. Lei si intende di terreni?
TOM - (tornando sui suoi passi, eh gi) Cos cos, dipende.
BENIAMINO - Questo qui qui, vede il cartello: acquistato?... lho acquistato io Questo qui, quanto pu valere al metro quadrato?
TOM - Dipende da quello che ci si pu costruire sopra.
BENIAMINO - Vorr dire sotto.
TOM - No, voglio dire sopra. Se, per esempio, uno ci fa un grattacielo con dancing, slot-machines, spogliarelli, snack-bar, sfruttando latmosfera funebre, pu farselo pagare quello che vuole.
BENIAMINO - Ma io lho comperato unicamente per essere vicino a lei.
TOM - A me? Vede che torna a battere sullo stesso argomento?
BENIAMINO - No. A lei. A lei. Alla mia indimenticabile Amelia.
TOM - Va bene. AllAmelia ci pu star vicino anche in un grattacielo. Si riserva un quartierino nello scantinato E anche pi comodo. Rimane allo stesso livello. E il resto lo affitta.
BENIAMINO - Ma no, no; io non faccio speculazioni edilizie. Non lho comprato per questo.
TOM - E per cosa allora?
BENIAMINO - Ma per la mia tomba, naturalmente; per coricarmi nelleternit presso di lei, quando verr il mio turno. Non c fretta, intendiamoci; in comunicazione come siamo, gi come mi ci trovassi, ma dovr pur venire quel giorno, un giorno o laltro, dico bene?
TOM - Che strano impiego del capitale.
BENIAMINO - Da bravo, faccia una stima, dunque.
TOM Niente. Per una tomba niente. Dovevano regalarglielo. Mancherebbe altro pagare la terra che ci deve ricoprire. In America, la terra da morto gratis.
BENIAMINO - Vuol sapere quanto me lha fatta pagare il Comune? 100.000 al metro quadrato. Tre metri quadrati: 300.000. La mia pensione di tre mesi.
TOM - E lei si va a fidare del comune? Son tutti ladri, non li mettono dentro soltanto perch le carceri sono troppo piccole. Almeno, io riferisco quello che deduco dai vostri giornali.
BENIAMINO - Che potevo fare? I cimiteri sono comunali, hanno il monopolio.
TOM - Mai visto un affare cos sballato.
BENIAMINO - Dice?
TOM - Certo che dico. Che bisogno ce nera? Una volta morto, avrebbero pur dovuto seppellirlo, no?
BENIAMINO - E se, nel frattempo, il posto veniva occupato da un altro? Sarei rimasto separato dalla mia met.
TOM - Poteva suicidarsi, fin che era sfitto.
BENIAMINO - E vero. Non m venuto in mente.
TOM - Cosa vuole, generale, non si pensa, mai a tutto. Si tenga su. La prossima volta non ricadr nello stesso errore. Di nuovo. Pan pan! Spara due fulminei colpi di revolver in aria e ha gi rimesso le armi nella fondina prima che si sia fatto in tempo a rendersene conto. Perch? Cos. Se questa volta non se ne va, libero chiunque di farlo fuori violentemente.
BENIAMINO - Di nuovo.
TOM - Non mancher. Se ne va, proprio.
BENIAMINO - - Hai visto, Amelia? Abbiamo avuto visite. Diversivo piacevole. Ma si dovr apportare qualche modificazione al ruolino di marcia della giornata. Dalle dieci alle dieci e mezzo era in programma la lettura del giornale. (Consulta lorologio) Dieci e trentasette. Siamo gi in ritardo di sette minuti sullorario del nostro concerto del mattino. Come preferisci? Rimandare il concerto e mettere, al suo posto, la lettura del Gazzettino, oppure rispettare lorario e fare a meno delle notizie? Domanda oziosa, chi conosca la musicalit del tuo animo. Vuol dire che cercheremo di rubar tempo in seguito e il giornale te lo legger nel pomeriggio; speriamo che ci sia un bel delitto, di quelli che ti piacevano tanto. Cos discorrendo, non stato fermo un momento. Fatto si che gi in funzione un radiogrammofono e si stanno diffondendo le prime note del valzer della Vedova allegra. Nessuno sa come reagisca, ascoltandolo, la defunta; per tutti possono vedere che suo marito apre una seggiola a sdraio, vi si adagia e accende la pipa. Altre mattine, si mette a lavorare a maglia. Uccellini fra i rami? No, grazie, no! Ah, che felicit, che accordo, che unione, anima mia tutti i matrimoni dovrebbero finire cos!.. Ascoltiamo pure, anche noi, ch si tratta di una melodia piacevole; purch non faccia scena vuota la vedova dei due colonnelli, che ora tocca a lei.
VEDOVA - A che una musica tanto frivola, generale?
BENIAMINO - Occupata con le tombe dei due poveri colonnelli, lei, cara collega ed amica, non sa che il concerto del mattino sempre dedicato alla musica leggera. Se si fosse fatta viva al pomeriggio, dedicato alla musica classica, ora potrebbe ascoltare la quarta sinfonia di Brahms diretta da Toscanini, che abbiamo in programma giusto oggi, prendendo il t.
VEDOVA - Ma oggi il ventiquattro maggio, generale!
BENIAMINO - (profondamente costernato) Smemorato che fui! Perdono, Amelia. E anche lei, signora.
VEDOVA - A lei io perdono tutto, generale.
BENIAMINO - Senza divisa e senza decorazioni! Chiss cosa avranno pensato i due colonnelli. Ha gi rimediato, sostituendo fulmineamente, sul grammofono; il valzer della Vedova allegra con La canzone del Piave.
VEDOVA - Le dispiace alzare un po il volume che possano udire anche i miei?
BENIAMINO - Dovere.
VEDOVA - Almeno Federico ho caro che la senta; Valerio non posso pretenderlo, era sordo come una campana gi prima di morire. Eppoi, lui prefer sempre lInno di Mameli.
BENIAMINO - E si capisce, il colonnello Valerio era un fanatico del Risorgoimento. Ascoltano sullattenti, quel poco che basta o quel tanto che credono.
VEDOVA - Non ha mica, per caso, sottomano il bollettino della Vittoria? La sua lettura avrebbe concluso degnamente la cerimonia.
BENIAMINO - Spiacente, no. Eppoi, io, sa, ho sempre diffidato delle Vittorie.
VEDOVA - Trattandosi dellunica che possediamo, si poteva fare uneccezione.
BENIAMINO - Giusto. Sar per il prossimo anno. Lo prometto.
VEDOVA - Vada l, generale, che, al passaggio di due vedovi come noi, sarebbe ancor poco esporre le bandiere.
BENIAMINO - In questa citt non c mai un filo di vento; e senza il vento a farle garrire al vento, cosa diventano le bandiere? Dei panni stesi.
VEDOVA - Nemmeno quella soddisfazione l. Mah! Sua moglie e i miei due morti, con licenza parlando, hanno fatto un affare a morire prima di noi.
BENIAMINO - Essi hanno quel che han donato. Sol chi non lascia eredit daffetti, poca gioia ha dellurna. Hanno lasciato eredit daffetti e, ora, hanno gioia dellurna, ecco tutto.
VEDOVA - Il problema a chi, uno, la lascia leredit degli affetti. Per loro, i conti tornano, ma per noi, soli come Giobbe? Chi curer la sua tomba, generale?
BENIAMINO - E chi curer la sua, amica mia? Noi siamo le ultime sentinelle del deserto, di guardia al fortino dellideale, destinate a soccombere, sole, con la baionetta in pugno. Godiamoci questa felicit e non pensiamoci.
VEDOVA - E invece, bisognerebbe pensarci. Noi avremo quel che abbiamo donato? Qui la voglio. Non eredit daffetti che si deve lasciare; un vedovo; e, nel suo caso, una vedova beninteso.
BENIAMINO - A lei, scusi, hanno lasciato anche due pensioni.
VEDOVA - Ecco il punto. Io mi domando sempre con una stretta al cuore a chi, lei lascer la sua. Lei si sente felice e non potr nemmeno lasciare in eredit una pensione. Dispersa con le sue ceneri: una pensione da generale, non lo dimentichi: il pi alto grado della gerarchia! Ma gi, alla base di tutto, c sempre una questione morale. Nessuno dei miei due, a me, ha dato questa soddisfazione. sembrata una fatalit; un infarto uno, larteriosclerosi laltro, e, al traguardo di colonnello: riposo! Si son fermati e mi hanno lasciato marciare sola.
BENIAMINO - Furono due valorosi soldati.
VEDOVA - Il numero non tutto, nella vita. Lei lo sa, meglio di me. Occhi negli occhi, generale a proposito che fieri occhi da sparviero ha sempre lei una mano sulla coscienza: pu dire che due colonnelli valgano un generale?
BENIAMINO - Materialmente forse s, moralmente certo no, questo vero.
VEDOVA - E le par poco?
BENIAMINO - Devo anche doverosamente aggiungere che ha due dardeggianti occhi azzurri pure lei.
VEDOVA - Grazie, residuati di giovent. Purtroppo, la mia stata una vita spezzata. E spezzata due volte. No, no, il destino ingiusto.
BENIAMINO - Questo lo lasci dire a Leopardi.
VEDOVA - Perch lui s e io no?
BENIAMINO - Perch lui era gobbo e lei ha ancora una schiena dritta come una pista da sci.
VEDOVA - Trova?
BENIAMINO - Senzaltro. Via, via, pensi piuttosto che certe comunioni ideali non hanno prezzo.
VEDOVA - Ma ben questo che intendevo dire.
BENIAMINO - Non riesco a seguirla.
VEDOVA - Proprio? O non sar vilt?
BENIAMINO - Parola donore.
VEDOVA - Insomma, il pensiero che, quando sar morto, non rester nessuno a gettare un fiore sulla sua tomba, non mi fa dormire e linsonnia minnervosisce. Compatisca e provveda.
BENIAMINO - Lei ha un animo sensibile e la ringrazio. Ma cosa vuol farci?
VEDOVA - Diventare la sua vedova, generale.
BENIAMINO - E sarebbero tre.
VEDOVA - Ubi maior, minor cessat.
BENIAMINO - Sssst, la prego. Amelia conosce il latino.
VEDOVA - Lei mi capirebbe. Sogni, purtroppo, soltanto sogni. Eh gi, il sogno di un mattino di primavera.
BENIAMINO - Chi non sogna, nella vita, amica mia?
VEDOVA - Ma io sogno proprio davvero, tutte le notti,
BENIAMINO - Ah s? Mi racconti, mi racconti. Ne ha di belli?
VEDOVA - Faccio sempre lo stesso ed bellissimo.
BENIAMINO - Non me ne privi. Lo ascolter volentieri anche Amelia. Le piacevano tanto. Purch non si tratti di un sogno osceno, si capisce.
VEDOVA - Generale, mi conosce! Comincia tutto con dei grandi squilli di tromba. lo smagliante mattino di una fragrante primavera. Io sono la Regina Margherita; ho un abito tricolore e la corona turrita in testa. Lungo un viale di magnolie, profumato da far venire lemicrania, due file di ufficiali, cavalleggeri a destra e marina a sinistra, presentano le armi al mio passaggio. Giungo davanti a un cancello chiuso, dove mi attende un cadetto dellAccademia di Modena che mi offre una chiave doro su un cuscino di velluto cremisi. Io la prendo, apro il cancello
BENIAMINO - E dove si trova, dove si trova? Ci segui Amelia?
VEDOVA - Qui. Proprio l, al posto della sedia a sdraio, fra due corazzieri immobili sullattenti, sta, preparato per me, un trono di avorio, incrostato di smeraldi.
BENIAMINO - Solo smeraldi?
VEDOVA - S, ma grossi come uova di piccione. Bianco e azzurro: i colori della Madonna e dei Savoia. Accanto a me, a destra, c la tomba di Federico, poi quella di Valerio; a sinistra, quella della povera signora Amelia, proprio cos, tali e quali. Fra sua moglie e i miei colonnelli, si erge, altissimo, un monumento di marmo di Carrara, con la statua di bronzo di lei a cavallo, sciabola in pungo, e, sotto, scritto: Al generalissimo
BENIAMINO - Varon, eroe di tutte le guerre, la vedova orgogliosa, pose. Intanto, dal cielo, scende la marcia reale, suonata da unorchestra di arpe, mentre, davanti, a perdita docchio, si svolge un saggio ginnico degli allievi dellArma di Finanza, tutti ragazzi stupendi, aldisotto dei venticinque anni, alti un metro e novanta.
BENIAMINO - In onor mio?
VEDOVA - Di tutti e due.
BENIAMINO - Una magnifica cerimonia, non c che dire.
VEDOVA - Talvolta vi partecipa anche Garibaldi come ospite donore,.
BENIAMINO - In compagnia dAnita?
VEDOVA - Senza. In sogno, leroe dei due mondi lha uccisa perch innamorato alla follia di me, o della regina Margherita, non si capisce bene, perch non s ancora spiegato. A presto. La rievocazione mi ha sconvolto. Devo ancora innaffiare i giacinti sui sepolcri e prendere il Bellergil. Dilegua come un fantasma e forse lo .
BENIAMINO - Che bella anima! Un po su di nervi, ma, egualmente, una gran bella anima! Che ne dici, Amelia? Meritava pi di due colonnelli. Una delle virt di questuomo rendersi utile anche quando non lo . Adesso, per esempio, mentre discorreva andato a verificare la situazione meteorologica su un barometro appeso dietro la colonna. Tempo secco, bello stabile, temperatura 26 centigradi e 21 Ramur. Non c una nuvola in cielo, Amelia; non tira un alito di vento e, per esser di maggio, fa piuttosto caldo. Ah, sono imperdonabile. Scusami tesoro. Si fa trovare in mano un ombrellino di pizzo e lo colloca, naturalmente aperto, sul capo dellestinta. Ci gli ha impedito di accorgersi, anche questa volta, del ritorno di Tom Mix (chiedo scusa, in questo cimitero i visitatori si contano sulle dita di una mano e, quando ne capita uno, bisogna sfruttarlo).
TOM - Usava lombrellino?
BENIAMINO - Ha sempre temuto il sole, per via del mal di testa.
TOM - Forse sarebbe pi comodo un berceau.
BENIAMINO - Ci avevamo pensato, ma di notte, i rampicanti portano lumidit.
TOM - Perch non usa rampicanti di plastica? In America, abbiamo intere foreste di plastica. Rimangono sempre verdi e nnn c bisogno di innaffiarle. Basta spolverarle, ogni tanto.
BENIAMINO - Costeranno care.
TOM - Certo, son lussi per nazioni ricche.
BENIAMINO - S rifatto vivo presto, lei.
TOM - Son tornato perch, forse, mi sta venendo in mente.
BENIAMINO - Dove mi hai conosciuto? Dica, dica, ho curiosit di sentire.
TOM - Con la memoria, sa, basta incominciare. Si sa dove si parte e non si sa dove si arriva. Metta lei, per esempio; lei si sta dileguando e, al suo posto, ancora a pezzi e bocconi, avanzano brandelli di ricordi di tutta una storia di passione, violenza e lussuria.
BENIAMINO - La prego: propriet di linguaggio.
TOM - Cosa ho detto?
BENIAMINO - Ha detto lussuria. Consideri il luogo e la memoria di colei che ci ascolta.
TOM - Parlo sottovoce?
BENIAMINO - Se essa non la pu ascoltare, si risparmi la fatica di raccontarla anche a me.
TOM - E se, nel frattempo, la distraesse con un pezzo di musica sacra? Perosi, ad esempio.
BENIAMINO - Sarebbe una frode indegna. Caso mai, Bach.
TOM - S che, a sentirvi parlare, sembrerebbe che non vi siate fatti mai nemmeno un corno.
BENIAMINO - Se trascorro il resto della mia vita qui presso di lei, anche da vedovo, vuol dire di no.
TOM - Quando emigrai io, lItalia era un paese dove le corna eran duso comune.
BENIAMINO - Noi facciamo eccezione, va bene?
TOM - Curioso, uno rimpatria dopo tanti anni e i primi che incontra sono uneccezione. Mah!...
BENIAMINO - E allora? Prende un vermut?
TOM - Grazie, volentieri. Prendono il vermut. Cinzano?
BENIAMINO - Punt e mes. pronto?
TOM - E passato tanto tempo. Cose di giovent.
BENIAMINO - Si controlli e io lascolto.
TOM - (il dito puntato contro il busto dellestinta) Ci somiglia?
BENIAMINO - Sicuro che ci somiglia.
TOM - A chi?
BENIAMINO - Alla mia Amelia.
TOM - Anche alla mia.
BENIAMINO - Ha conosciuto unAmelia anche lei? Senti, senti.
TOM - Chi non ha conosciuto Moly, a Chicago nel 1930? Si alza ah gi. Sera seduto gira intorno al busto, lo osserva da vicino e da lontano, con un occhio solo e con due. Eppure Aveva per caso, una gemella la sua signora?
BENIAMINO - Figlia unica. Ascolta che storia, Amelia.
TOM - Colore dei capelli?
BENIAMINO - Una notte senza luna in cui manchi la luce elettrica.
TOM - Volgarmente.
BENIAMINO - Neri.
TOM - Molly li aveva rossi.
BENIAMINO - E allora che sta tanto a discutere di somiglianze?
TOM - Per se li tingeva e, sotto, nessuno seppe mai di che colore fossero. E gli occhi?
BENIAMINO Si tingeva anche gli occhi, la sua?
TOM - Molly era capace di tutto, quella maledetta. Gli occhi?
BENIAMINO - Naturalmente neri, anche loro.
TOM - Potrebbe giurarlo?
BENIAMINO - Vuole che non sappia di che colore erano gli occhi della mia signora?
TOM - Non si sa mai.
BENIAMINO - Lo stesso potrei dire io degli occhi di sua moglie, allora.
TOM - Quale moglie?
BENIAMINO - Ma la sua; quella Molly, l, che dice che rassomiglia alla mia.
TOM - Ah, ma non ha niente a che fare.
BENIAMINO - E allora cosa centra Amelia, volevo dire Molly?
TOM - Pu anche dire Amelia.
BENIAMINO - E siamo gi a tre.
TOM - Due, due, Amelia e Molly sono la stessa persona, nome e diminutivo. Mia moglie, invece, aveva nome Betsy.
BENIAMINO - Ripeto la domanda: e allora cosa centra Molly con sua moglie?
TOM - Molly con Betsy? Centra perch fu lei a farla fuori, folle di gelosia, per poter convivere con me.
BENIAMINO - Come ha detto che lha fatta?
TOM - Fuori.
BENIAMINO - Cio?
TOM - Due parti di arsenico e una di stricnina. Uno spettacolo drammaticissimo.
BENIAMINO - E lei Amelia, ci segui?... Oh ma spaventoso Lei dovette vederla salire sulla sedia elettrica. Chiss che choc!
TOM - Era lultimo posto dove Molly si sarebbe andata a sedere.
BENIAMINO - Impiccata, allora, fucilata?
TOM - No. No no.
BENIAMINO - Capisco: camera a gas.
TOM - Sarebbe mancato altro!
BENIAMINO - Ma, allora, se non il patibolo, cosa, Dio del cielo?
TOM - Non le fu torto un capello.
BENIAMINO - Assolta?
TOM - Nemmeno processata. Era una dritta. Aspett il momento dei mesi. Cenava sempre al nostro tavolo, perch, a quel tempo, lavorava gi nel mio locale. La sera che finalmente ebbe visto Betsy mangiare un piatto di funghi: Quanti cucchiaini cara? le chiese, spingendole davanti la tazzina del caff. Tre cucchiaini erano la dose di Betsy, tutti lo sapevano. Fu tutto molto semplice ed elegante. E cos Betsy rese lanima, mentre Molly faceva delirare gli spettatori col suo numero di spogliarello. Sul certificato di morte il medico scrisse avvelenamento da funghi e nessuno volle saper altro. Avrei voluto vedere che volessero sapere di pi! Ci avrebbe pensato Al. Con Al cera poco da scherzare, anche la polizia.
BENIAMINO - Al, chi?
TOM - Ah, ma bisogna proprio spiegarle tutto. Capone, Al Capone.
BENIAMINO - Misericordia, Amelia, cosa ci tocca sentire.
TOM - Molly era lamante di Capone. Non resisteva nessuno agli spogliarelli di Molly. Era famosa dallAtlantico al Pacifico. Avrete pur sentito parlare di Molly-cocaina! Era il suo nome darte.
BENIAMINO - Per chi mi prende? Ma, abbia pazienza, se era la sua amante, dopo, quando la signorina Molly opt per lei, Capone come la prese?
TOM - Male, per da gentiluomo.
BENIAMINO - Vale a dire?
TOM - Ce la giocammo a poker, due mani su tre e, aiutando un po le carte, la vinsi io. Quando si dice la vita! Tale e quale come la fanciulla del West! Ma, anche se avesse vinto lui, sarebbe stato lo stesso. In un modo o nellaltro, essa avrebbe certamente fatto fuori anche lui. Era venuto il mio turno e quel che voleva voleva. Furono dieci anni meravigliosi e tremendi. Gelosa come una leonessa e infedele come una Messalina. Mi ha raccomandato propriet di linguaggio e la devo lasciar priva di particolari. Un ciclone! Eppure, guardi, se adesso, vecchia, deteriorata la vedessi l, passare fra due tombe, per lei tornerei a dar fuoco allAmerica. Cara indimenticabile Molly!
BENIAMINO - Era cos una donna eccezionale?
TOM - (gesto verso il busto) Glielho detto: laspetto della sua con un temperamento al contrario. Il paradiso e linferno. Faccia conto: il negativo ed il positivo di una fotografia. A proposito, come ha detto? Mi son dimenticato il colore degli occhi della sua.
BENIAMINO - Neri, come i capelli.
TOM - Molly li aveva verdi.
BENIAMINO - Mi pare neri.
TOM - Verdi verdi. Eh altro!...
BENIAMINO - Ho detto la mia. Mi pare neri.
TOM - Le pare?
BENIAMINO - Queste storie di briganti mhan confuso le idee.
TOM - Per cui, tanto adorata, non sappiamo nemmeno di che colore erano gli occhi di sua moglie. Ah, andiamo bene.
BENIAMINO - Si fa presto ad accertarsene. Ecco qui la sua carta di identit. Ma come fa trovarsi tutto fra le dita prima ancora di aver finito di parlarne?
TOM - (consultando il documento) Colore degli occhi: blu. E poi fidatevi della memoria dei mariti.
BENIAMINO - Blu?
TOM - Blu.
BENIAMINO - Mah, forse quando cambiava il tempo.
TOM - (sempre leggendo) Altezza 168 cm. Capelli neri, dentatura sana. Fra parentesi: dentiera; segni particolari
BENIAMINO - - Lasci stare. Sono peculiarit intime che non la riguardano.
TOM - Che male c? Sia buono, io le ho raccontato Molly, lei mi faccia conoscere Amelia. Se dobbiamo diventare amici! Segni particolari: cicatrice di arma da fuoco sul quadrante addominale destro, a due dita dallombelico Quando si dice le coincidenze! E resta pensieroso, ma pensieroso molto, tanto vero che la smette di parlare (per il momento).
BENIAMINO - Scusa Amelia, scusa tanto. Il nostro ospite indiscreto. Viene dallAmerica. Non dovevo: tu che eri tanto scrupolosa e riservata. Che ci non turbi la tua pace, angelo mio. Prima ancora che abbia finito, laltro gli ha messo in mano la carta didentit ed gi uscito senza dir pi niente. Si faccia cuore, non tutti possono avere avuto la fortuna di incontrare una compagna come Amelia. I confronti fanno sempre malinconia, specie quando minaccia scirocco Mah!... Disinfettiamo latmosfera. Ancor pi velocemente del solito, si fa uscire dalle tasche zufoletti ed arnesi da cacciatore per richiamo di volatili e improvvisa un concertino, mescolando il verso di vari uccelli pregiati, di passo e di volo. Odi, Amelia, lallodola gentile? E la capinera gelosa?... Attenzione! Ora giunge il merlo vendicativo come un baritono tradito. E, secondo il solito, il galante tenore si fa aspettare Ma eccolo, eccolo. Chiudi gli occhi e ascolta lusignolo, amor mio. Come faccia, poi, contemporaneamente, a soffiare negli zufoli e a parlare, lo sa solo quel disgraziato ammesso che si trovi, ma se ne trovano sempre il quale si avventurer a recitare questa stravagante buffoneria. Ci che premeva far sapere che, collusignolo, tornato anche
TOM - Mix. S, di nuovo. Eh, pazienza, bisogna pur arrivare in fondo! Cerco di rasserenarla. Le piacevano tanto gli uccelli.
TOM - Vuol dire?... Senta un po. Il segno particolare, la cicatrice, l, come se lera fatta, sullombelico?
BENIAMINO - Da bambina, mi disse, al tirassegno.
TOM - Guarda la combinazione; la stessa cicatrice, allo stesso posto, ce laveva anche Molly.
BENIAMINO - Il tirassegno anche lei?
TOM - No. Io. Pan! La quinta notte che la trovai nel mio letto col barista. Lavevo avvisata: fino a quattro sopporto, di pi reagisco. Il quattordici marzo 1931 e, da allora, fino al 34, fu un inferno.
BENIAMINO - Poi avete fatto pace e siete vissuti felici e contenti.
TOM - Poi scomparve, quella puttana.
BENIAMINO - La scongiuro, non questi termini!
TOM - Dissolta. Dileguata nellaria. Una notte usc dopo lo spettacolo e nessuno la vide pi Lei, a quel tempo, chiss da quanto era gi sposato, no?
BENIAMINO - Altro! Sbrigata Caporetto mi ammogliai, subito.
TOM - E sicuro di non sbagliare guerra, di non confondere una Caporetto con unaltra? Non si sar, per caso, ammogliato dopo la seconda guerra mondiale?
BENIAMINO - Ma nemmeno per sogno. Dopo la seconda guerra mondiale, fui operato alla prostata Eh, ma il mio primo, non fu un matrimonio felice come il secondo. Nemmeno da paragonare.
TOM - E il secondo, da quando data?
BENIAMINO - Quattro novembre 1937. Me ne ricordo bene non solo perch festa nazionale ma perch, da l, ha inizio la mia felicit.
TOM - Si frequentavano, penso, da molti anni.
BENIAMINO - Sei mesi, un colpo di fulmine. Tre settimane dopo che ci eravamo conosciuti, rimasi vedovo e cos potei fidanzarmi con lei.
TOM - Vuol dire?! E come mor, come mor la sua prima moglie?
BENIAMINO - Era andata a fare una gita in montagna con Amelia. Amelia adorava le grandi altitudini deserte. Aveva insistito tanto, per quella gita, loro due sole!... Un passo in fallo e gi in fondo a un burrone. Sfracellata. Una cosa orribile. Non le dico lassistenza morale di Amelia in quella circostanza! Non mi lasci un momento. Era una consolatrice nata. Una vera vocazione.
TOM - Me la figuro.
BENIAMINO - Mi aiut a superare il colpo, insegnandomi a lavorare a crochet. Facemmo, insieme, tanti di quei pullovers per beneficenza!... Del resto tornava dal fondo dellAfrica dove era stata, si pu dire missionaria a catechizzare gli indigeni.
TOM - Cosa ha sposato, una monaca?
BENIAMINO - Missionaria laica, diciamo. Oh, una mistica della beneficenza, fino allultimo giorno. Pensi: due anni a Johannesburg a insegnare il catechismo ai giovani minatori negri.
TOM - I giovani minatori, negri e bianchi, furono sempre la sua specialit.
BENIAMINO - Ah, non era certo razzista. Non solo i minatori, anche i metronotte. Lei s. Continuamente. Dopo il matrimonio, fra unopera di bene e unaltra, si figuri labnegazione: si dedic allassistenza dei metronotte. Non rincasava mai prima dellalba.
TOM - Stanca morta, mi figuro.
BENIAMINO - Certo non si risparmiava.
TOM - (per lui il caso risolto e getta le braccia al collo della statua come in estasi) Molly, Molly, cara; amor mio, tho cercata per ventanni!
BENIAMINO - (battendogli sulla spalla: il ritratto di una dignitosa indignazione) Signore signore, dico mi sente? Eviti, la prego, queste pubbliche manifestazioni di insano delirio. Una semplice rassomiglianza, non giustifica questi eccessi. Essi sono offensivi per la creatura incontaminata a cui si rivolgono e indegni sia di un italiano esportato come lei dice di essere, sia di un americano importato come io credo che sia.
TOM - Ma ho ritrovato Molly, capisce? Non sono pi solo. Ora ho, di nuovo, uno scopo nella vita.
BENIAMINO - La riesorto a smetterla con codeste sconvenienze colpevoli e scandalose.
TOM - Non mi tocchi Molly o pongo mano alle pistole.
BENIAMINO - Le sue prepotenze non mi impressionano. Questa violazione di domicilio. Lho capito. Cosa crede? Perch sono un militare che non labbia capito? Una torbida passione, unita ad un malinteso senso delleconomia, la spingono ad usurpare il condominio di un sepolcro, per offrire un domicilio gratuito ai suoi ricordi criminali.
TOM - (un bacio alla guancia del busto) Lo senti, Molly? Ma come hai fatto ad andare al letto co sto cornuto?
BENIAMINO - Lei un bandito da cimiteri, un seduttore di tombe, un violatore di cadaveri. Non tollero questo necrofiliaco tentativo di stupro sotto i miei occhi.
TOM - Non badarci, tesoro. Parla come combatte.
BENIAMINO - Metta gi subito le mani dalla mia Amelia e chieda scusa, o la faccio arrestare per appropriazione indebita e atti osceni in luogo pubblico.
TOM - Ma come glielo devo ripetere che, qui sotto, c la grande spudoratissima Molly, lAmelia mia?
BENIAMINO - Le proibisco di nominare quella delinquente. Ci vuol altro che una cicatrice sul ventre per far diventare disonesta una donna onesta e trasformare un angelo in un demonio!
TOM - Ah lei vuole le prove?! Stia buono. Adesso che mi viene in mente, ce n una che taglia la testa al toro. Oh non comincia a sbottonarsi la camicia e poi anche i pantaloni?
BENIAMINO - Cosa mi vuol far vedere, una cicatrice sullombelico anche lei?
TOM - Ho di meglio. Un autentico capo dopera che appartiene gi al patrimonio artistico internazionale, controllato dal Ministero delle belle arti, a firma del pittore Annigoni, ritrattista ufficiale dei reali dInghilterra? una garanzia sufficiente? Bene, io sono il detentore dellunico tatuaggio che egli abbia disegnato. Alla mia morte, debitamente incorniciato, finir alla galleria degli Uffizi. Dia unocchiata e mi dica chi .
BENIAMINO - Non vedo che uno sgorbio indecifrabile.
TOM - Osservi, osservi con calma, senza preconcetti.
BENIAMINO - E chi capisce niente? Potrebbe essere il volto di una donna, ma pi largo che lungo.
TOM - Il guaio che sono ingrassato, ho messo un po di pancia e, sviluppandosi di traverso, ha perduto la rassomiglianza. Dipende dalla elasticit della pelle.
BENIAMINO - Ma si rivesta: non aggiunga oscenit a oscenit.
TOM - Guardi, guardi cerco di restringermi, tiro in dentro la pancia continui a guardare. Le rammenta qualcuno? Riesce a riconoscerla?
BENIAMINO - Ancora un po, si contragga ancora un po Tenga il respiro
TOM - (aiutandosi anche con le mani a ridurre la superficie del tatuaggio) Cos va bene? Guardi che, se stringo di pi, poi non la riconosce perch viene troppo magra.
BENIAMINO - E infatti dimagrisce a vista docchio. Alt! lei. Dio del cielo, Amelia, dove sei finita?
TOM - Lasci perdere che, qui, sta benissimo. Guarda un po chi si rif avanti: la vedova dei due colonnelli.
VEDOVA - Che accade, generale? Vigilavo. Ho sentito gridare. A subito unaggressione? Ha bisogno di aiuto?
BENIAMINO - In un momento, mi crollato un universo, amica mia.
TOM - S persuaso finalmente?
BENIAMINO - Abbadono tutto. Mi ritiro.
TOM - Figurarsi se non ne avrebbe approfittato per una ritirata!
BENIAMINO - E che potrei pi fare, ormai?
TOM - Possiamo piangerla e commemorarla insieme. La signora Amelia una e due; una completa laltra. Sa che situazione pirandelliana!
BENIAMINO - E uno scrittore che non ho, mai potuto sopportare. sua, se la tenga. E anche tutto il resto. Ci costruisca pure su il suo grattacielo coi suoi dancing e i suoi casini.
TOM - Altro se ce lo costruisco! Vedrai che baldoria, Molly. Tornano le sette vacche grasse. Avrai un mausoleo di porfido al centro della pista da ballo.
BENIAMINO - Chi, per, crede che, con tutto ci, io desista dalla ricerca dellideale, si sbaglia.
VEDOVA - (leffige della ritrosia) Si guardi intorno, generale.
BENIAMINO - E quello che ho gi fatto.
VEDOVA - E che ha visto?
BENIAMINO - Vuol farmi lonore, signora, di diventare il suo vedovo?
VEDOVA - Non poniamo vincoli al destino. Le faccio anche quello di diventare la sua vedova.
BENIAMINO - Sarebbe a dire?
VEDOVA - Eguaglianza di diritti e di doveri, generale. Non dimentichi la mia collezione di pensioni.
BENIAMINO - A chi tocca tocca, dunque.
VEDOVA - Vedremo chi resister per ultimo.
BENIAMINO - Accetto la sfida. Alla guerra, come alla guerra. Stanno gi andandosene con un nuovo avvenire nelle pupille.
TOM - Ci vengano a trovare. Da noi, ci si diverte. Escono dal cimitero, mano nella mano, occhi negli occhi, e ci rientreranno fra ventiquattro ore, essendo finiti sotto un tram.
Fine
- Questo copione รจ stato visto: