Durante un particolarissimo momento felice dell’ora

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DURANTE UN PARTICOLARISSIMO MOMENTO FELICE DELL’ORA CREPUSCOLARE

Dramma in due atti e prologo

di

Antonio Sapienza




Personaggi:


Una guida turistica.…..............Accompagnatore;

Una turista................…..……..Visitatrice;

Archimede..................….....….Scienziato siracusano;

Croma...........................………Serva di Archimede;

Jela.........……....….........…......Figlia di Archimede;

Gamma...........…..….........…....Stratego siracusano.

e, inoltre, turisti e cittadini siracusani dell'epoca.



Prologo.

Sulla scena sono ricostruiti ruderi di un antico teatro greco.A destra è stata posta una grossa pietra sulla quale si trova accovacciata una donna vestita da antica siracusana. Essa si dovrà confondere con i ruderi che la attorniano e fare tutt'uno con la pietra.
All’apertura del sipario, alcune comparse entreranno dalla sala: sono turisti, e, vocianti e allegri, si sparpagliano per la scena. Tra essi c'è una guida turistica. Gli attori, a soggetto, fanno esclamazioni di meraviglia indicandosi a vicenda i ruderi dell'antico monumento.
E’ il crepuscolo. Luci e musica adatti.
Gui.- Ecco signori il monumento piu` famoso della citta`. Qui, circa tremila anni fa, i nostri antenati, seduti su questi stessi gradoni, assistevano in riverente silenzio le rappresentazioni delle famose tragedie greche. Voi sapete, naturalmente, che ancora al presente, in questo stesso teatro, le rappresentazioni classiche vengono effettuate periodicamente e con grande successo, perche' quelle opere sono sempre attuali, anzi, sono eterne. Quelle gallerie che osservate alle estremita', della scena consentivano agli attori d'effettuare le entrate e le uscite sia da e per la campagna, che dalla città. .Le entrate spettacolari, ad effetto, invece le facevano dall'alto, per mezzo di marchingegni idraulici o meccanici. E mi riferisco alle entrate del Deus ex machina. E sapete cosa vi dico? Che ancora oggi non conosciamo il loro ipotetico funzionamento (si interrompe perché nota una ragazza che tocca la grossa pietra dove c'e` l’attrice che impersona Croma)..Signorina, scusi, ma non e' consentito toccare i ruderi, grazie. Dicevo, allora, che questo monumento e' il piu` antico e il piu` grande teatro della Sicilia e della Magna Grecia..( Intanto esce, seguito dagli altri, dalla quinta di destra. Resta in scena la ragazza.)
Rag.- (Guardando affascinata la pietra.) Accidenti, questa pietra sembra viva. ( Girando attorno alla pietra.) Pare una sagoma umana...si, una persona.. forse una figura femminile e..e credo che stia in preghiera..oppure..e' assorta nei suoi pensieri, o piuttosto, raccolta in preghiera. Che strana sensazione.. sembra che palpiti. E'..e' affascinante, a dir poco!-
Gui.- ( Rientrando assieme agli altri.) Signorina, prego.-(Fa cenno di seguirlo.)
Rag.- Vengo, vengo. ( Indietreggiando) Pietra, sei materia inerte, o sei viva?-
Gui.- Signorina, prego, si unisca al gruppo.
Ecco signori, come potete vedere, anche la vostra amica e' stata affascinata dalla straordinaria espressivita' di queste antiche pietre che i venti, le piogge, il sole, hanno graffiato, levigato, screpolato e, direi quasi, scolpito. Credetemi, spesso oso pensare che tutte le antiche passioni dei
nostri padri vi si siano calate dentro, e in esse conservate. E vi diro' di piu': In una zona non lontana da qui, tra vecchie pietre, ruderi di una Necropoli, a volte, alcuni turisti hanno avuto la sensazione di vedere delle donne velate di nero, sciolte in lacrime sui resti delle antiche tombe. E adesso vi confido un segreto: Un giorno quella stessa sensazione l'ebbi anch'io, che non sono un pivello e faccio la guida turistica da trent'anni.
Fu molti anni fa, in primavera, durante un particolarissimo momento felice dell'ora crepuscolare, quasi come questo...dal mare si levava una leggera e dolcissima brezza... che si muto' presto in vento fresco...ombre e luci si inseguivano...da lontano pareva che arrivasse un'eco di rumore d'antiche battaglie…udii un pianto di donna, o era forse il vento? Un brivido attraverso' il mio corpo quando credetti che alcune pietre si muovessero, e che.. e che da esse sgorgassero lacrime.. oppure trasudavano? Ebbi un capogiro, quindi improvvisamente, tutto cesso'.
Sensazioni? Mah, chi lo sa!
Bene, riprendiamo la nostra visita. Prego seguitemi, adesso vi mostrero' una grande e favolosa opera della natura e dell'uomo. Per di qua, prego. (Escono da
sinistra).


I ATTO

La scena si fa buia. Da lontano provengono canti lamentosi. Con una musica adeguata riprende la scena. Quando, un minuto dopo, la musica cala, la donna sulla pietra, lentamente si anima, scende e, con espressione addolorata, si aggira fra i ruderi. Ne tocca alcuni, quindi si rivolge verso la parte dove si suppone cali il sole. La donna si chiama Croma, ed e` la serva di Archimede. (Fine della musica di sottofondo).
Cro.- Ecco il crepuscolo che annuncia la sera. La sera, nemica degli afflitti, complice degli assassini, ruffiana degli amanti! Eccola che viene ancora, ancora una volta, a portarmi il ricordo di quel funesto giorno, quando questa superba citta` assaporo` il fiele della sua immensa perfidia!
Venite tenebre insidiose, venite e conducete le orde nemiche attraverso i varchi che iniqui traditori fecero nelle inespugnabili mura di questa fiera citta`.
(Calano le luci: e` notte.)
Ecco, le funeste tenebre s'appressano e portano la triste rievocazione, l'impietosa rievocazione di quella notte amara – assassina - quando le lance romane squarciarono il cuore dei valorosi difensori, e le frecce nemiche fecero scempio dei petti dei nostri coraggiosi soldati, e la daga romana si abbatte` sul collo dell'uomo piu` saggio, piu` buono, piu` ingegnoso di tutta l'umanita`! (Riprendono le luci. E` giorno. Si odono canti e risate.) Odo gia` le voci a me familiari, avverto nell'aria quei giorni di primavera e i rumori della gente forte e laboriosa che fece di questa citta` il naturale baluardo contro la barbarie! Ecco, li sento sempre piu` distintamente, si avvicinano, eccoli! (Esce intanto da sinistra)
Sulla scena man mano i ruderi sono stati sostituiti da colonne e are, rievocazione della citta` viva. Tutto e` avvenuto durante il monologo di Croma, al buio. Quando la donna sara` uscita, entreranno le comparse che si sparpaglieranno sulla scena compiendo azioni varie. Chi suona, chi balla, chi tesse, chi lavora, chi gioca ecc.(musica adatta).Dopo tre, quattro minuti, le comparse escono di scena portandosi le colonne ecc. e mettendo in scena una finestra antica che avra` per fondale il mare e le cime di alcuni alberi. Altri porteranno un tavolo da lavoro e uno scanno. Archimede, confuso tra le comparse si sara` seduto e avra` appoggiato la testa sul tavolo. E` il tramonto, le comparse escono tutte. Silenzio. Entra Croma.
Cro.- Mio signore, mio signore, svegliati...svegliati, chiedono di te.-
Arc.- (ancora insonnolito) Che vuoi Croma, cosa c'e`?-
Cro.- Mio signore, hai visite, il Generale Gamma chiede di parlarti.-
Arc.- Gamma? E che cosa vuole adesso?-
Cro.- Non saprei…forse le stesse cose della volta scorsa..-
Arc.- Che testa dura! Quando lo capira` che la risposta e` sempre no! Fallo passare. ( Intanto mette ordine alle carte sul tavolo.)-
Cro.- Vado, mio signore.-
Arc.- Non solo e` testone, ma anche un importuno mattiniero! ( brontola).-
Entra Gamma.
Gam.- Importuno, forse; ma mattiniero certamente no. Nobile Archimede, il sole e` oltre lo zenith, la giornata, per i comuni mortali, sta per volgere al termine. Solamente per te e` all'inizio..-
Arc.- ( sorpreso) E' il tramonto? Debbo essermi addormentato tardi, stanotte..-
Gam.- Ma, dormi li, sul tavolo?-
Arc.- Normalmente uso il mio letto, ma da qualche tempo certi calcoli mi tengono legato a questo tavolo come per stregoneria. Non riesco a distaccarmene.. almeno
finche' non avro` risolto il mio problema..-
Gam.- Su cosa studi adesso?-
Arc.- Niente di importante, almeno per te. Allora, dimmi, a cosa debbo questa visita mattuti....questa visita, insomma cosa vuoi Gamma?-
Gam.- Ho bisogno di te, scienziato. Devi aiutarmi.-
Arc.- Aiutarti? Io? Ma io non sono un uomo d'arme..( si alza). Croma, Croma..-
Gam.- Non fingere di non capire..-
Arc.- Scusami un momento, ti prego. Croma..(entra Croma)-
Cro.- Mio signore..-
Arc.- Croma, porta del vino per il nostro ospite.-
Cro.- Solo per il tuo ospite, mio signore, perche` per te ho preparato latte e miele.-
Arc.- Io voglio del vino.-
Gam.- Scusami se mi intrometto tra te e la tua serva, ma credo che ella abbia ragione. Ti sei appena svegliato..-
Cro.- E non mangia nulla da ieri mattina..-
Arc.- ( sconsolato) Fai come credi, donna. Allora, cosa stavi dicendo, Generale?-
Gam.- Dicevo, che ho bisogno di te. Devi aiutarmi. Non puoi rifiutarti!-
Arc.- T'ho detto che io ..-
Gam.- (interrompendolo) … non sono un uomo d'arme. Ho capito! Ma io voglio il tuo aiuto come scienziato e inventore..-
Arc.- ( sbuffando) Ci risiamo!-
Gam.- Si, ci risiamo. Ci risiamo perche` tu, non puoi sottrarti al tuo dovere di cittadino. La citta` ha bisogno della tua opera..-
Arc.- Gamma, io con le tue imprese non ho niente da spartire. E giacche` ci siamo, desidero dirti che con te, Generale, e con le tue battaglie io non voglio averci nulla a che fare. Capiscilo una buona volta per tutte!-
Gam.- Le mie battaglie sono anche le tue. Siracusa deve difendersi. Deve pur proteggere i suoi cittadini, i suoi beni, la sua civilta`. E se proteggo Siracusa, proteggo anche te, genio! Te e la tua scienza.-
Arc.- A quella lascia che ci pensi io. Poi, tu non proteggi, tu conquisti!-
Gam.- E in nome di chi?-
Arc.- Tuo e del Tiranno!-
Gam.- Che e` anche il tuo Tiranno!-
Arc.- Io non mi riconosco di nessuno.-
Gam.- Gli hai prestato giuramento di fedelta`.-
Arc.- Avevo vent'anni!-
Gam.- I giuramenti non hanno eta`!-
Arc.- Tutti i giovani siracusani, a vent'anni, prestano giuramento di fedelta`, nessuno escluso. E' un giuramento di prassi. E' una consuetudine. Ma dimmi, che valore ha un giuramento di massa?-
Gam.- Lo stesso di quello singolo, se si hanno il senso dell'onore e della fedelta`.-
Entra Croma con le bevande.
Cro.-(posando le bevande sul tavolo) Ecco mio signore. Quando termini chiamami.-
Arc.- ( Senza prestare ascolto a Croma) Caro Generale, da un bel pezzo ho gia` superato il livello sul quale e` posto il vostro senso dell'onore e della fedeltà. Io vivo al di sopra delle vostre beghe da femminucce; io appartengo all'umanita`, a tutta l'umanita`. E solo ad essa devo essere fedele e solo ad essa debbo riservare la mia intelligenza. Per cosa credi che gli Dei Immortali me l'abbiano data? Per me? Per te? Per il Tiranno? Per Siracusa? No, mio caro, essi me l'hanno data per il bene di tutto il genere umano, nella sua interezza!-
Gam.- E noi siamo una fetta di quel genere umano che tanto vuoi servire. Dacci il tuo aiuto!-
Arc.- Infatti ve lo do. Con le mie invenzioni allevio le vostre fatiche. Hai visto gli architetti come utilizzano la mia grande macchina con braccio snodabile? E i contadini? Li hai visti come puliscono il grano..(mostra dei modellini)-
Gam.- ( Interrompendolo) Non stai parlando con un muratore, ma con un soldato! Un Generale siracusano che vuole utilizzare le tue invenzioni per il bene della patria!-
Arc.- (con calma) Adesso puoi anche andartene, Generale..-
Gam.- Archimede, sei un grande scienziato, ma bada, non provocarmi e non insolentirmi!-
Arc.- Sai bene che non ti temo, generale..-
Gam.- (furioso) Sia io che il Tiranno pensiamo che la tua arroganza stia superando ogni limite.-
Arc.- La tua insistenza supera ogni limite.-
Gam.- E va bene. Va bene. Troveremo il sistema per abbattere la tua alterigia. Se non sara` con le buone..-
Arc.- Basta! Ti proibisco di continuare. Croma, Croma, il nostro generale ci lascia. Accompagnalo, ti prego.-
Gam.- Vado, Archimede, ma di questa storia se ne riparlera`. Addio!-
Arc.- Addio, addio. (rassegnato posa sul tavolo i modelli)-
Gamma esce. Entra Iela la figlia di Archimede.
Iel.- Padre, ho saputo che c'e` il Generale Gamma in visita, posso salutarlo? (si guarda attorno)-
Arc,- ( asciutto) E' andato gia` via!-
Iel.- Andato via? Senza salutarmi?-
Arc,- Cosi` pare.-
Iel.- Avete, avete di nuovo litigato?-
Arc.- Certo. E sai anche perche`!-
Iel.- Lo so, lo so. Pero`, padre, non credi che Gamma abbia dei buoni motivi per richiedere il tuo aiuto? Non credi che dovresti essere piu` malleabile? In fondo e` per Siracusa che si batte.-
Arc.- Per cosa?-
Iel.- Insomma per tutti. (pausa) Io penso che a volte bisognerebbe essere piu` comprensivi. Ecco credo che tu non abbia completamente ragione. Padre, io non sono contro le tue idee, i tuoi principi, ma a volte..-
Arc.- Quando avrai la mia eta`, quando raggiungerai i miei livelli, e sono sicuro che prestissimo li raggiungerai, allora capirai le mie motivazioni.-
Iel.- Puo` darsi che non viva abbastanza a lungo per capirli, se non aiuti la nostra citta`.(sconfortata)-
Arc.- Sei catastrofica, oggi. Poi, dimmi, oggi la citta` che pericoli corre?-
Iel.- Oggi nessuno, ma domani, in futuro..-
Arc.- Lascia perdere il futuro. E adesso scusami, ma dovrei ascendere in laboratorio..-
Iel.- Ti saluto, padre.-
Archimede esce. Iela resta in scena gironzolando attorno al grande tavolo, irrequieta.Entra Croma.
Cro.- E' andato via senza prendere niente, vero?-
Iel.- Gia`, non ha preso nulla.(secca)-
Cro.- (Prendendo le bevande) Che hai Iela?- 
Iel.- Nulla, nulla.-
Cro.- Hanno di nuovo litigato, lo sai?-
Iel.- Non lo sapevo, ma l'ho immaginato.-
Cro.- Io certe cose non le capisco. Ma se tuo padre e` cosi` ostinato, cosi` irremovibile, vuol dire che ha le sue brave ragioni, non ti pare?-
Iel.- Lui ha le sue ragioni, Gamma le proprie, e io? E io, che faccio? Eh?
Cro.- Tu dovrai pazientare, mia cara.-
Iel.- Ma fino a quando? Fino a quando! Io l'amo capisci, l'amo.
Croma, ti prego, aiutami tu. (l’abbraccia)-
Cro.- Piccola Iela, vedrai, col tempo le cose si aggiusteranno. Vedrai, prima o poi si metteranno d’accordo, poi Gamma ti chiedera` in sposa.(le accarezza il capo).-
Iel.- Come vorrei che le tue parole fossero oracolo degli Dei. Purtroppo temo che non sara` cosi`. Quei due litigheranno sempre, e intanto io diventerò vecchia.(si stacca da Croma)-
Cro.- Non dire sciocchezze! ( mette ordine sul tavolo)-
Iel.- Croma, tu credi ai sogni?-
Cro.- I sogni sono messaggi degli Dei.-
Iel.- (sottovoce) Allora sono perduta!-
Cro.- ( che ha sentito) Perduta? E perche`?-
Iel.- Sono tre notti che faccio sempre lo stesso orribile sogno. E' tanto brutto che mi svegli piangendo..-
Cro.- ( incuriosita) Raccontami.-
Iel.- Questo e` il sogno ricorrente: Una grande aquila scende dal cielo e assale alle spalle un cavallo bianco, e con l'adunco becco gli squarcia il forte collo, mentre, per terra, giace trafitta da un pugnale, una pantera nera...-
Cro.- Possenti Dei, che dici mai?-
Iel.- E' la verita`, Croma. vorrei morire, ma e` la verita`.-
Cro.- Taci! Non parlarne ad alcuno; non dire nulla! Hai capito?-
Iel.- ( spaventata) Ho capito, ho capito, ma non vedo cosa..-
Cro.- Tocca a me leggere nei sogni, non a te! Questo sogno e` funesto. Ci sara` lutto in questa casa, e la morte verra` da lontano...-
Iel.- ( riprendendo il controllo di se) Sono una donna di scienza e non mi lascero` spaventare dalle tue interpretazioni oniriche. Sono sogni di donnicciola, sogni bugiardi, assurdi e senza significato. Brutti sogni e basta!-
Cro.- Vorrei tanto che lo fossero.(tra se). In ogni caso, tu stai zitta lo stesso. Non fare parola con nessuno, capito?-
Iel.- Lo faro`, stai tranquilla, non voglio passare per una sciocca femminuccia senza cervello.-
Cro.- Tu di cervello, ne hai anche troppo, Sei tutta tuo padre.-
Iel.- Parlami di mia madre!-
Cro.- (sorpresa) Di tua madre? Io? (imbarazzata) Tua madre e` morta, nel darti alla luce.-
Iel.- Questo me lo hai gia` detto. Desidero sapere qualcosa di piu. Tu l'hai conosciuta> Sei stata la sua serva, prima di esserlo di mio padre, Dunque?-
Cro.- Si, certamente l'ho conosciuta...Era una principessa alessandrina; era bella, dolce e buona, ed amava tuo padre, tanto. E adesso basta!-
Iel.- Ma perche` ogni volta che ti chiedo di parlarmi di mia madre, tu tergiversi sempre?-
Cro.- Io? Ma no, io non so parlare bene come voi; io sono una serva e perdippiu` forestiera.Io so dire poche cose, e quelle dico.-
Iel.- (tagliando la discussione) E va bene. Ma non ti seccare mia buona Croma. Ora ti prego di scusarmi, avrei da fare..(esce di scena)-
Cro.- (seguendola con lo sguardo) Vai pure cara...(pausa) Sono anni che sopporto questa terribile tortura: Parlami di mia madre! Ma cosa mai posso dire? Come posso dire a quelle fiera fanciulla che sua madre era una plebea che Archimede
prese da un bordello alessandrino? Si innamorarono, ebbero una figlia, ma il nobile siracusano non poteva sposare una prostituta; ma neppure voleva perderla.E allora invento` la storia della moglie principessa alessandrina, morta nel dare alla luce la loro bambina, che poi fu affidata alla serva, a Croma. A Croma che la partori` tra lacrime di gioia e di dolore; a Croma, che l'ha accudita e
amata badando di non scoprirsi mai! A Croma che ama l'uomo piu` intelligente del mondo e deve accontentarsi solamente di servirlo con umilta` e fedelta'. A Croma, la serva! E io taccio. Taccio e ingoio lacrime amare; taccio e ottengo il suo bene. Come potrebbe il Generale Gamma amare la figlia della serva Croma? Come potrebbe Archimede presentare, con fierezza, a tutta la nobilta` siracusana, Iela la figlia della serva? Gli Dei mi vollero bella e povera, destinandomi al postribolo. Io ho disubbidito e mi sono attirata la punizione piu` atroce: Vivere accanto alla propria figlia senza poter dire: Figlia mia; e senza avere la felicita` d'essere chiamata madre!-
Rientra Archimede.
Arc.- Ah, sei tu?-
Cro.- Si, mio signore.-
Arc.- Iela dov'e`?-
Cro.- Di la`, vuoi che la chiami?- 
Arc.- No, per adesso no. Croma, ascoltami, sono molto preoccupato per nostra
figlia. La sento distante da me ogni giorno di piu`. Non si occupa con diligenza delle ricerche che le ho affidato, non risolve i miei quesiti, insomma, in una
parola, credo che sia in piena crisi..-
Cro.- Non e` crisi, e` amore.-
Arc.- Amore?-
Cro.- Amore, gia`. Pensi che l'amore, con noi due, abbia finito di sussistere? L'amore, istante per istante rigenera le sue meraviglie, da tono alle esistenze, esalta giovani cuori. E tua figlia non fa eccezione. Iela e` innamorata!-
Arc.- Sono sbalordito. Sicuri, sbalordito. Ma non perche` Iela sia innamorata, ma perche`, fino ad un istante fa, la credevo ancora una bambina. Adesso tu me la riveli gia` donna.
E mia cara buona compagna, stiamo diventando vecchi. E dimmi, chi sarebbe questo fortunato?-
Cro.- Il Generale Gamma, mio signore.-
Arc.- Come? Gamma? Ma tu sei impazzita, donna!-
Cro.- E invece no, mio signore. Iela ama Gamma, e penso che sia riamata.-
Arc.- Stupidaggini! Non puo` essere una cosa razionale! Mia figlia innamorata di un ...macellaio. Sciocchezze!-
Cro.- E invece e` proprio cosi`. E non sono sciocchezze! Forse hai dimenticato che si parla d'amore, e non di scienza.-
Arc.- Ma Iela e` una scienziata! Come puo` essere innamorata di quel bell'imbusto sanguinario?-
Cro.- E come poteva essere credibile che uno scienziato e nobile siracusano si innamorasse di una plebea e per giunta prostituta? Era impensabile, ma avvenne.
Datti pace, mio signore, l'amore e` qualcosa di diverso della scienza di voialtri grand'uomini.-
Arc.- Io lo impediro`. Impediro` questa scelleratezza - questa pazzia.-
Cro.- Ascoltami nobile Archimede: Tua figlia da te ha preso la grande intelligenza e l'amore per la scienza, ma da me, da me ha preso la caparbieta` e la capacita` di difendere il proprio amore con tutte le sue forze. Di lottare per esso e - di vincere!-
Arc.- Chiamami Iela!-
Cro.- La chiamo, ma ti prego, mio signore, parlale con calma, cerca di comprenderla, aiutarla.-
Arc.- Chiamala, presto!-
Esce Croma.
Arc.- Questa poi. Parlale, comprendila, aiutala. Aiutarla a far cosa? A mettersi con un uccisore di uomini? Con un ambizioso? Con un uomo crudele?Ma no, Iela non fara` mai una simile...stoltezza. Croma avra` male interpretato i suoi sentimenti.Croma e` una passionale e crede che anche la figlia lo sia.. Ma via, infine e` anche mia figlia, con tanto di raziocinio, mavvia...-
Entra Iela e Croma.
Arc.- Ah Iela, entra, ti debbo parlare. Tu puoi andare.( a Croma)-
Iel.- Salute padre. Cosa mi vuoi dire?-
Arc.- Vieni figlia mia, siediti. Ecco, siedi qua, vicino a me. Ascoltami cara, sono ormai parecchi giorni che mi scervello per quel postulato sulla composizione molecolare e atomica della materia, senza aver trovato, per il momento, la soluzione. Eppure la sento a tiro, l'avverto attorno a me che frulla e svolazza senza che io possa acciuffarla. L'avverto come una presenza reale. La sento sulla mia pelle, nella mia mente, nel mio midollo spinale, nell'aria che respiro. Ora sono sicuro che basta un nonnulla per farla mia, basta un piccolo evento, anche accidentale per trovare la risultanza. Per questo ti prego di aiutarmi. Ecco, prendi questi miei calcoli, controllali, elaborali e vedi se trovi qualcosa che sia sufficiente a darmi l'abbrivo,-
Iel.- Lo faro`, padre.-
Arc.- Senti Iela, in giro si dice, pare che tu abbia una simpatia per una certa persona. E' vero?-
Iel.- Si padre. E' vero.-
Arc.- Ah, e` vero. Ed e anche vero che il nome quella persona, è Gamma?-
Iel.- E' vero, padre.-
Arc.- Ma, ma sei in te, figlia mia?-
Iel.- Perche` mi dici questo?-
Arc.- Perche`? Perche` tu non puoi sposare un macellaio.- 
Iel.- Un macellaio? Gamma un macellaio? No padre, ti sbagli. Egli e` un soldato, un condottiero e fa il suo dovere come tu fai lo scienziato: con competenza e serieta`.-
Arc.- E' un uccisore e tu sei una donna d'ingegno. Non puo` esserci amore fra voi 
due. Siete troppo diversi!-
Iel.- Anche qui ti sbagli, padre. C'e` amore fra noi due. vero amore.-
Arc.- Sei una ragazzina, Iela.-
Iel.- Sono una donna, padre! Una donna che presto sposera` il suo uomo.-
Arc.- Tu, senza il mio consenso non sposerai nessuno!
Iel.- E allora dammelo il tuo consenso, fammi felice, permettimi di sposare l'uomo che amo. Ti prego, padre.-
Arc.- Ne riparleremo un'altra volta. Adesso puoi ritirarti.-
Iel.- Padre, ma perche`? Perche` questa ostilita`? Si d'accordo per far la guerra si e` costretti ad uccidere degli uomini, uomini nemici; ma se non li uccidiamo, essi uccideranno noi. Anzi voi, perche` a noi donne riservano un diverso trattamento. A noi ci fanno schiave e concubine. E gli Dei sanno se non preferirei morire anzicche` subire una simile sorte!-
Arc.- Se ognuno se ne stesse al proprio posto, se si restasse nella propria terra, se non si cercasse oro e gloria,non ci sarebbero nemici da uccidere. E il tuo Gamma cerca oro e gloria! E non si puo` uccidere per essi!-
Iel.- Egli e` diverso. Il Tiranno gli ha affidato la difesa della citta, non l'attacco delle citta` vicine.E la nostra Patria dev'essere difesa da una mortale minaccia che viene da molto lontano: Da Roma!-
Arc.- Da Roma? Suvvia, siamo seri, Roma, l'hai detto tu stessa, e` molto lontana, lontanissima.Eppoi ha il suo da fare con Cartagine, se non sbaglio.-
Iel.- Dopo Cartagine, tocchera` a noi. I romani sono conquistatori, i soldati sono fanatici mastini, e i generali sono ambiziosi e avidi. Tocchera` a noi,
stanne certo!-
Arc.- Quando tocchera` a noi, si vedra`. Stai sicura che il mio braccio sa ancora impugnare una spada e sara` al servizio della citta`.-
Iel.- Non il tuo braccio, ma la tua scienza dev'essere al servizio della citta`.Di braccia che sanno usare spade, lance ed archi, a Siracusa ce ne sono a migliaia, ma di scienziati, d'inventori, ce n'e` uno solo: Archimede da
Siracusa!-
Arc.- Parli come lui, sei proprio lui nei pensieri e nelle parole.Ma come diavolo puo` essere accaduto? Com'e` stato possibile corromperti? Oh Dei, questo e` il colmo! Mia figlia che parla come un soldataccio qualsiasi.-
Iel.- Forse un soldataccio vive coi piedi per terra, mentre tu vivi in un mondo astratto e irreale dal quale solo l'urlo della battaglia sotto le tue mura potra` farti risvegliare. Convincitene padre.-
Arc.- Questo e` plagio, plagio puro, plagio deliberato. Quel mascalzone!-
Iel.- Basta padre, non insultarlo piu`. Egli i nobile quanto te.E se non condividi le sue idee non devi neppure disprezzarle.Io lo conosco bene, ormai, e sono sicuro che non e` nel torto!-
Arc.- Bene, sei con lui.Evviva! Ti sei svelata finalmente! E allora vattene da lui. ci starai bene insieme! Vattene, che aspetti?-
Iel.- Padre, padre! ( esce di corsa)-
Arc.- Corri, corri dal tuo sanguinario amante, corri dal tuo generale.. Corri come una cagna in calore, corri femmina, corri!-
Archimede fa un gesto di stizza, quindi si pone davanti alla finestra. Entra Croma.
Cro.- L'hai cacciata via?-
Arc.- Non credo. L'ho solamente sferzata nel suo orgoglio.-
Cro.- Ne sei sicuro?-
Arc.- Sicurissimo.-
Cro.- Lo spero per te,.. e per lei.-
Arc.- So quel che faccio.-
Cro.- Lo spero. Mio signore, c'e` di la` un messaggero…-
Arc.- Cosa vuole?-
Cro.- Dice d'avere un messaggio per te, da parte del Tiranno.-
Arc.- Fattelo dare, ti prego.-
Cro.- Subito, mio signore.- (esce)-
Arc.- Chissa` cos'altro vorra` da me quel cialtrone!-(fruga fra le sue carte)-
Cro.- ( Entrando con un rotolo in mano) Ecco il messaggio. Credo che dovresti rispondere subito. Il messaggero e` di la` che aspetta.-
Arc.- ( Dopo avere trovato una carta ed esaminandola) Leggilo ti prego.-
Cro.- Io? Ma signore..-
Arc.- Leggilo Croma!-
Cro.- ( Aprendo lentamente il rotolo) “Al nobile cavaliere siracusano Archimede, illustre scienziato e inventore, salute...-
Arc.- Lascia stare queste sciocchezze e vai al sodo!-
Cro.- ( Leggendo prima fra se, quindi forte)... “Per cui vorrei averti alla mia presenza per esporti le necessita` mie e della citta`…-
Arc.- ( Interrompendola) Alle sue necessita` e alla citta` deve badate lui. E' lui il Tiranno? Che sappia accudire alle sue cose, allora. Che cosa c'entro io?-
Cro.- Ti chiedo scusa signore, ma il messaggio continua..-
Arc.- Leggi, leggi.(Esamina altre carte) -
Cro.- ( riprendendo a leggere)...”Io parlo anche nel tuo interesse.Sai bene quando tengo a cuore la sorte tua e di tua figlia, Povera figlia, orfana di una principessa alessandrina.Perche` sua madre era una principessa, vero?” Archimede, cosa significa cio`?-
Arc.- ( Pensieroso e preoccupato) Non lo so, proprio non lo so.-
Cro.- Questo insinua qualcosa, questo sa qualcosa!-
Arc.- Non credo. Cosa vuoi che sappia lui. Vent'anni fa quel porco pensava solo a divertirsi e ad insolentire gli altri. Ora sta provando a pescare a casaccio, chissa` se qualcosa non abbocchi. E' la sua tattica preferita.-
Cro.- Io tremo, mio signore. Tremo per nostra figlia.-
Arc.- ( Avvicinandosi e prendendola affettuosamente per le spalle) Non temere, tua figlia non sara` toccata da nessuno. Nemmeno da quel beccaio!-
Cro.- E adesso cosa farai?-
Arc.- Di al messaggero che domani, all'ora sesta saro` dal Tiranno.-
Cro.- Vado, mio signore.- ( Esce)-
Arc.- Quel maledetto sa. Quello ha spie e informatori dappertutto! Qualche sozzo ruffiano avra` parlato.. Comunque fra non molto sapro` quello che lui sa.. e quello che vuole da me!-

- Tela -



Atto II


Quando la luce riprende, si ode un malinconico e dolcissimo suono di flauto. E' una notte di luna piena. 
Archimede e` seduto sul davanzale della finestra e guarda verso l'esterno con lo sguardo fisso. In una mano regge una pergamena.
La musica dura uno, due minuti al massimo, poi l'uomo si scuote dal quel quasi torpore e si avvicina al suo tavolo da lavoro. Li giunto, lascia cadere la pergamena con un gesto sconsolato.
Arc.- Niente da fare. Queste sono notti fatte per l'amore, non per il lavoro, per la ricerca, per la creativita`. Meglio lasciar perdere tutto e andare a dormire.
Certo, in altra epoca, in altre circostanze, con una luna simile, con il tepore di questa notte ammaliatrice, beh, di certo non sarei andato a dormire, almeno da solo.Ma l'eta` incalza, la vecchiaia e` alle porte. Dunque Archimede, uomo che ha gia` finito la sua missione nella vita, uomo che ha inventato e scoperto tutto cio` che c'era da inventare e da scoprire, rassegnati al Fato e aspetta serenamente la morte.(sposta le carte dal tavolo). Scoperto tutto, o quasi tutto. Quel dannato postulato mi fara` impazzire. Sento che il segreto della materia e` vicinissimo alla mia comprensione, eppure non lo afferro.Giro attorno, mi approssimo, quasi lo stringo fra le mie dita, ma poi m'accorgo d'avere in mano solamente un pugno di mosche. Macche` mosche, solo aria, aria, aria. ( Si avvicina alla finestra) Perche` quella luna sta lassu`, in alto e non cade? Perche` gira attorno all'orizzonte? Perche` manda sulla terra quella splendida pioggia di luce? Perche` e` piena, e poi si assottiglia fino a scomparire? Ecco, il mio postulato dara` una risposta anche a questi quesiti.Le dara`, certo le dara`. ( guarda fuori) C'e` qualcuno la` fuori! Ehi, chi e` la`? Siete amici o nemici? Fatevi riconoscere per gli Dei! Croma, Croma, chiama i servi, c'e qualcuno in giardino.-
Entra Croma.
Cro.- Hai chiamato signore?-
Arc.- Corri, sveglia i servi, c'e` gente in giardino, e non sono certamente amici, non hanno dato voce!(Croma esce di corsa). E quel maledetto cane che fa? Perche` non abbaia, perche` non li azzanna!( corre alla finestra) Non si vede piu` nessuno, sono spariti. Erano certamente dei ladri, forse assassini. Mi e` sembrato che uno di loro fosse armato...( scorge i servi) Voi, andate in fondo al giardino, li ho visti andare da quella parte. Muovetevi dormiglioni!(pausa) Non trovano niente, quei lestofanti saranno gia` usciti..(torna dentro) -
Cro.- (Rientrando) Non c'e` nessuno la` fuori..-
Arc.- Lo credo bene, qui dormono tutti, in questa casa Morfeo ha il suo regno.
Senti donna, hai notato nulla di strano? Qualcosa fuori posto? In casa ci siamo tutti? Beh, rispondi!-
Cro.- Tutto in ordine signore.-
Arc.- Meno male.E Iela, Iela s'e` spaventata?-
Cro.- Tua figlia non e` in casa, mio signore.-
Arc.- Come sarebbe: Mia figlia non e` in casa. E dov'e` dunque per gli Dei!-
Cro.- Tua figlia, questa notte non ha dormito nel suo letto.-
Arc.- ( comprendendo) Quel beccaio? Eh, e` andata da quel beccaio?(pausa)
Ma certo, erano loro due le ombre che ho scorto... e uno di loro era armato... Gia`, Gamma! Vigliacco lestofante, pagherai cara questa prodezza! Fammi sellare il cavallo e ordinami due servi di scorta, vado dal Tiranno!-
Cro.- Aspetta l'alba, e` piu` sicuro..-
Arc.- No, vado subito, quel cialtrone mi dovra` dare soddisfazione. Si tratta di mia figlia..(e` esitante)-
Cro.- Di nostra figlia..-
Arc.- Vedo che tu sei calma, non ti spaventa questo ratto?-
Cro.- Non e` stato un ratto..-
Arc.- Non..e` stato..un ratto? E' stata una fuga? Era consenziente tua figlia? Rispondimi donna!-
Cro.- E' cosi`. Tua figlia e` andata col Generale Gamma di sua propria volonta`.
Ma ti prego, ti prego, mio signore, lasciala andare, lasciali sposare, quei due si amano.-
Arc.- Se non e` stato un ratto, mia figlia per me e` morta!-
Cro.- Mio signore, sii comprensivo.-
Arc.- Mia figlia e` morta!-
Cro.- Ma perche, perche` sei cosi` testardo?-
Arc.- Questo testardo, qualche ora fa, ha dato a quel bastardo del Tiranno la sua piu` recente invenzione da utilizzare per la guerra. Ho ceduto gli specchi ustori! Capisci? E questo sai perche`? Per proteggere l'onore di quella sgualdrinella che e` scappata col suo stallone! Capisci Croma, quello sapeva tutto e mi ha minacciato di far conoscere a tutta la citta` che Iela e` figlia di una puttana egiziana! Me l'avrebbe svergognata, se non accettavo di collaborare. Ed io ho ceduto. Ho accantonato i miei principi, le mie idee, forse lo scopo del mio destino. Ed ho servito un Principe che utilizzera` le mie macchine per la guerra! Per uccidere altri uomini, uomini come noi, uomini che vivono e amano come noi. Ecco allora chi ho protetto: un'ingrata, una cagna in calore.-
Cro.- (interrompendolo) Basta! Ti proibisco di continuare! E' tua figlia, ed e` andata a vivere con l'uomo che ama. Che ama! Capisci? Ed ora calmati, rifletti, e domani si vedra`.-
Arc.- Donna, tu dimentichi chi sei! Resta al tuo posto e non alzare la cresta. Io so quel che faccio! Mia figlia e` morta Io non ho mai avuto figlie! Tu sei solamente la mia serva!
Cro.- Certo, Croma, la serva. Cova il tuo rancore allora, riempiti il cuore e il cervello d'odio; scoppia la bile! Cosi` sarai utile all'umanita`. Ma l'umanita` e` anche tua figlia! ( scappa ed esce dalla scena)-
Arc.- Ecco da chi ha preso mia figlia. Con una simile madre, potevo aspettarmi da lei obbedienza e sottomissione? Al diavolo, le donne! ( si avvicina al tavolo, si siede e riprende in mano le carte. Ad un tratto scorge tra di esse, qualcosa che attira la sua attenzione) Ma cos'e` questa?... Ma questa e` la soluzione. E' la soluzione! Accidenti l'avevo davanti agli occhi, si beffava di me sotto il mio naso. Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta!(iniziano strani giochi di luce) Ora sono in possesso del segreto della materia. Con questa formula sapro` tutto sull'Universo e sull'atomo infinitesimale. Conoscero` lo scopo della vita..( si concentra sulla formula. Fa dei segni, dei calcoli. Gli effetti
luminosi diventano anche sonori, si odono esplosioni e si vedono grandi bagliori) Ma questo.. questo, oh Dei, non mi punite, vi prego.Ecco ho trovato il segreto dei mondi e dietro di esso scorgo la distruzione dell'Universo. Si, questa e` distruzione e morte! questo e` il finimondo. Questo e` il ritorno al Caos! ( si accascia sulla sedia, intanto i fenomeni, gradatamente, si attenuano fino a cessare del tutto)..Basta! La distruggo! ( prende il foglio, lo lacera e lo brucia sulla fiamma della lucerna, precedentemente accesa durante la scena con Croma)..Brucia formula distruttiva! Gli uomini non ti possederanno, non utilizzeranno la tua immensa energia. Essi sarebbero, anzi sono capaci di autodistruggersi per l'ambizione e l'oro. Questo misero bagliore disperdera` un bagliore ben piu` terrificante, un bagliore di morte!- 
Calano le luci.
Quando riprende la scena, e` giorno, e dalla finestra giunge rumore di battaglia. Entra Croma, che si dirige subito verso la finestra e resta a guardare.
Cro.- Dei immortali, le navi romane sono nel porto... Ecco, attaccano le nostre navi. La mischia e` furibonda...ma...ma che succede? Cos'e` quel mostro? Dei immortali, sono gli specchi ustori di Archimede..Bruciano! Le navi romane bruciano…tentano la fuga...ma hanno l'imboccatura del porto sbarrata da altre navi siracusane.I romani sono in trappola... la loro flotta e` in fiamme... gli uomini cercano scampo nell'acqua. Orribile! Vengono trafitti come tonni.
Non c'e` scampo per i vinti.. non ci sono superstiti in questa battaglia! Inizia la grande mattanza! Una spaventosa mattanza di nemici, di uomini, che col loro sangue arrossano le verdi acque del porto.. Ecco Gamma, fiero condottiero, che pone fine al massacro. Ecco la generosita` dei forti...( entra Archimede)-
Arc.- Croma, cosa fai alla mia finestra?-
Cro.- Osservo la battaglia, mio signore. Siracusa ha vinto. Gamma ha sbaragliato il nemico. Raccolgono i superstiti. Egli e` un valoroso e magnanimo condottiero.-
Arc.- Egli e` un beccaio!-
Cro.- Ma sta risparmiando i nemici che si arrendono…
Arc.- Dopo averne massacrati piu` della meta`.
Cro.- E` sempre generosita` la sua.-
Arc.- E` slealta` la sua.-
Cro.- Ma signore...-
Arc.- Quando detti gli specchi ustori al Tiranno, chiesi esplicitamente che i le navi incendiate fossero lasciati in vita. Ne ebbi formale promessa. Ed ecco quali sono le promesse che fanno i Tiranni e i loro generali. Hanno massacrato degli uomini non piu` in condizione di nuocere! Beccai!( si affaccia alla finestra) Eccolo la` il vincitore, il sa lvatore della patria.. Ed ecco il suo degno Tiranno che gli cinge il capo con l'alloro. Che spettacolo disgustoso! ( si avvia verso il tavolo, prende i modelli e tutte le carte) Croma, vieni mia buona e fedele compagna, getta nel tuo forno questi modelli, questi progetti, questi studi che un testone sognatore ha realizzato per il bene dell'umanita`. Gettali sul fuoco affinche` di essi non rimanga piu` traccia. Bruciali, e col loro fumo purifica il cielo dall'olezzo dei cadaveri di quei soldati mandati a morte per la cupidigia, per la gloria, per l'ambizione dei loro padroni. Poveri miserabili piccoli uomini, vi chiameranno eroi, caduti per la patria, vi faranno monumenti, le vostre donne vi piangeranno, per poi dimenticarvi. E vi oltraggeranno. L'oltraggio lo chiameranno vendetta! perche` manderanno i vostri figli a fare guerra e lutti, a perire in terre straniere, in acque lontane, a spargere il loro sangue ingenuo tra sassi e zolle sconosciute! Vai Croma, brucia tutto! Dalle loro pazzie, almeno io, voglio rimanere ancora incontaminato! Vai mia buona Croma! ( Croma prende alcuni oggetti ed esce silenziosamente) Oh Dei immortali, perche` avete fatto dell'uomo un essere cosi` meraviglioso e cosi` stupido? ( si accascia sulla sedia.)-
Calano le luci.
Riprendono le luci. Entra Iela.
Iel.- Padre, padre, posso avere il permesso d'entrare?-
Arc.- ( Senza alzare il capo) sono in me, o sogno. Odo la voce di mia figlia.-
Iel.- Non sogni padre, sono io, io in carne ed ossa.-
Arc.- Iela, figlia mia! ( si alza e la va ad abbracciare)-
Iel.- Padre..(L'abbraccia)-
Arc.- Dei del cielo, sei proprio tu, la mia piccola Iela. Sapessi quanto ho atteso questo giorno. Ti ho sempre aspettata, sai? Dicevo: Domani verra`. Poi trascorreva il giorno e tu non venivi, allora mi dicevo: Sara` stata impedita, ma certamente domani verra`, ne sono certo. Proprio ieri ho detto queste cose..-
Iel.- Anch'io ho sempre pensato di venire, ma mi fermavano le tue ultime parole, quel giorno... e,.. e...il pensiero d'averti fatto del male.-
Arc.- Quelle parole che ti dissi prima che tu partissi, arano le parole di un vecchio sciocco ed egoista, non le pensavo io, dimenticale.-
Iel.- Gia` fatto. Sono contenta d'essere di nuovo qui..( si guarda attorno, va alla finestra, poi ritorna al centro della scena, quindi entra Croma)-
Cro.- Iela, Iela, tu qui?-
Iel.- (Correndo ad abbracciarla) Si mia buona Croma, sono qui, sono venuta per vedere mio padre, e... te.-
Cro.- come sono felice, piccola mia.(Le accarezza i capelli)-
Iel.- ( Notando i rotoli che ha Croma in mano) Croma, ma cosa fai con quei rotoli? Dove li hai presi? Dove li porti?-
Cro.- Brucio queste cartacce.-
Iel.- Coosa?-
Arc.- Brucia i miei anni fecondi. Ho dato io quest'ordine.-
Iel.- Ma tu non puoi! Queste ricerche appartengono a tutta l'umanita`, non puoi distruggerli!-
Arc.- Posso.ho seguito i suggerimenti della mia coscienza.-
Iel.- Oh Dei immortali, perche` permettete questo sacrilegio?-
Arc.- Non chiedere agli Dei il perche` delle nostre azioni, ma volgiti verso te stessa e rifletti: Di perche`ne troverai a decine.-
Iel.- Io non ne trovo nemmeno uno. Padre ascoltami, per carita`, ci sono grosse e oscure nubi all'orizzonte della nostra citta`. Tempi bui si preparano per noi e per il nostro popolo..-
Arc.- (Ironico) Guerra? Carestia? Pestilenza?-
Iel.- Guerra!-
Arc.- Chi e` il nemico di turno?-
Iel.- Oggi Siracusa ha un solo mortale nemico: Roma!-
Arc.- Di nuovo? Brutto affare...-
Iel.- Brutto e mortale. Questa volta, nonostante la vittoria navale, se non ci sapremo difendere adeguatamente, la nostra liberta`, la nostra citta`, la nostra civilta` sara` distrutta!-
Arc.- Corsi e ricorsi delle umane vicende. E' la storia, credo.-
Iel.- Per te che sei distaccato; per te che sei al di sopra di queste cose; per te che riesci ad analizzarla ed incasellarla, e` storia. Ma per noi, per me, per Gamma, per il popolo essa e` la nostra vita. E' il presente, e lo viviamo, e siamo destinati a subirne tutte le traversie che esso ci imporra`. E nel giorno fatale, saranno fortunati quanti cadranno in battaglia, perche`, per i superstiti, ci sara` lutto, pianto e schiavitu`.
Padre, Siracusa e` in pericolo, aiutaci, devi aiutarci. Aiutaci a conservare la nostra liberta`, la nostra dignita`, la nostra cultura. Devi farlo, sei uno di noi!-
Arc.- Non posso. Come scienziato non posso.-
Iel.- Padre, ti supplico...-
Arc.- Parli come un soldato.-
Iel.- Padre, padre!-
Arc.- Pazza Umanita`..
Iel.- Padre...-
Buio. Escono Archimede e Iela.

Riprendono le luci. Entra Croma.
Cro.- E il Fato giro`il suo ago, e l'ago segno` Roma! Roma forte, crudele, barbara, ingorda; Roma che non riuscendo a vincere la nobile resistenza di Siracusa, che la tenne in scacco per molti mesi; Roma superba ricorse alla perfidia e al tradimento.Uomini indegni complottarono la rovina della citta`; uomini odiosi tradirono il, proprio sangue; uomini vili uccisero gli inermi.
La resistenza fu accanita e dura, e i romani si dovettero aprire la via snidando i difensori casa dopo casa.
Le perdite per entrambi furono cosi` forti che i cadaveri vennero bruciati nelle cave di pietra, ammonticchiati gli uni sugli altri. Difensori e invasori furono uniti in un'informe mucchio di ossa bianchi!
Archimede visse gli eventi chiuso nella sua casa. Aveva davanti a se la piu` grande scoperta del genere umano, e, forse la piu` terribile.- 
Calano le luci, Esce Croma.
Riprendono le luci. Entra Archimede.( Per non spezzare il ritmo, si suggerisce l'impiego di due occhi di bue.) 
Arc.- Sono riuscito a raggiungere il massimo dei traguardi consentito ad un uomo. Ma con quale risultato? Ho dovuto sacrificare la conoscenza e il benessere alla probabile distruzione e alla morte.Il passo successivo sarebbe stata la creazione. Ma essa e` prerogativa degli Dei. Solo essi conoscono il segreto e lo custodiscono gelosamente: Chi osa avvicinarsi ad esso e` un uomo morto!
Ma uno scienziato puo` capire da se i limiti della propria indagine? Riuscirebbe a fermarsi dinanzi alla rivelazione di quel mistero? Potrebbe fermarsi? No, meglio la sua morte che lasciarlo impossessare del segreto della vita. L'uomo e` creatura degli Dei, eppure riesce ad essere cattivo, e se fosse creazione l’uomo stesso, che diventerebbe? Il mostro! Ecco il triste destino che si
offrirebbe all'umanita`: I mostri!-
Calano le luci. Esce Archimede
Riprendono le luci, entra Croma.
Cro.- E il tradimento fu perpetrato. E le mura della citta`, prima solide e imprendibili, divennero teneri come il burro, sguarnite di soldati e piene di piccole brecce.Il nemico, col favore delle tenebre, entro` nella fortezza e sgozzo` le guardie sonnolente e ubriache. Quelle stesse guardie che poco prima i traditori avevano lodato e adulato con vistosi brindisi e levar di calici.
E la soldataglia romana dilago` tra le pietre levigate che ricordavano altre civilta`. I traditori caddero sotto il filo della spada di Gamma che li trafisse al cuore.
E la soldataglia romana dilago` per le strade che avevano visto giochi infantili e canti di giovani. Marcello, il romano, ordino` che il mio signore fosse preso vivo.
E la soldataglia romana dilago` nelle case che odoravano di pane e di recenti amplessi. ( Corre verso la finestra).. Ecco la battaglia infuria violenta piu` che mai. Piu` navi perdono, piu` ne mettono in campo. Sono diabolici e testardi questi romani. La nostra sorte dipende da cio` che accade laggiu`.. ma cos'e` quel mostro? Oh Dei aiutateci!- 
Entra Archimede.
Arc.- Perche` gli Dei dovrebbero aiutarci?-
Cro.- Guarda mio signore, un drago e` sceso in campo!-
Arc.- ( guardando dalla finestra) Ma quella, quella e` la mia macchina per sollevare pesi... ma se ne servono per sfondare le navi nemiche come un gigantesco maglio. Colpiscono di punta, di piatto, di taglio... sfondano, fracassano navi e maciullano gli uomini. Ma, ma come hanno avuto il mio progetto? Non ti ordinai di bruciare tutto?-
Cro.- Perdonami mio signore, ma quando mi ordinasti di bruciare le tue carte, venne Iela e mi prego` di dargliene alcuni: io ubbidii a lei e non a te.-
Arc.- Quanti ne hai dati?-
Cro.- Non piu` di quattro o cinque. Perdonami non sapevo che ti dispiacesse tanto.-
Arc.- Ecco i risultati della tua disubbidienza! Ecco come usano le mie invenzioni. Vedi i miei concittadini come sfondano navi romane dilaniando i corpi dei marinai? Vedi come la grossa tenaglia inventata per alleviare la fatica del loro lavoro, come fa strage di uomini? Quella macchina doveva servire per costruire, non per distruggere.
Ma la mia amarezza e` piu` profonda perche` e` stata mia figlia a consegnare al Tiranno la mia invenzione. Lasciami solo Croma, vai!-
Cro.- Mio signore…- (esce)-
Arc.- (pensieroso) Cos'altro avra` portato via? Bisogna che io sappia.. Mandero` Croma da Iela, me lo dovra` dire, per gli Dei!-
Si odono forti grida di battaglia provenienti dall'esterno.Archimede si affaccia alla finestra.
Arc.- Ma quelli sono soldati romani. E da dove sono entrati? Dove hanno sfondato? Oh Dei, Iela! Croma , Croma, vieni subito, Croma!-
Entra Croma.
Cro.- Hai visto, mio signore?-
Arc.- Si, ho visto. Ascoltami, prenditi una scorta di servi e vai a casa di Gamma, prendi Iela e portala qui. Presto!-
Cro.- Vado! (esce)-
Arc.- ( guardando fuori) Possenti Dei che massacro. Si lotta corpo a corpo, senza misericordia, all'ultimo sangue, con ferocia inaudita! Ecco Gamma con la sua guardia personale che si fa strada tra i soldati nemici.. C'e` Iela con lui.. la fa entrare qui, in casa.. si ributta nella mischia.. Gamma, come soldato sei un valoroso. Eccolo, si perde nella battaglia. Ed ora chi soccorrera` quegli uomini morenti? Ares, chi lavera` le strade con sangue umano, chi muore per te? Uomini, soltanto uomini! Sommo Zeus, guarda, commuoviti e lega, incatena, rendi innocuo quel Dio pazzo e sanguinario!-
Entra Croma.
Cro.- Mio signore, tua figlia e` qui, l'ha scortata Gamma in persona.-
Arc.- Ho visto. Falla entrare. Su, che aspetti?-
Cro.- ( contenta) Corro.-
Arc.- Corri Croma, corri..( fra se)-
Entrano Iela e Croma.
Arc.- ( premuroso) Iela, sei ferita?-
Iel.- No padre mio, non sono ferita nelle carni, ma nel mio spirito…-
Arc.- Guariscono anche queste ferite.-
Cro.- Mio signore, tua figlia e` incinta.-
Arc.- Incinta? E da quando? E perche` non me l'avete detto prima?-
Iel.- Volevo dirtelo quel giorno che rifiutasti di aiutarci, ma non ci riuscii. Volevo il tuo aiuto, non la tua pietà per il mio bambino.-
Arc.- Una figlia pietisce col padre? Mia figlia e` fiera, non superba.-
Iel.- Tua figlia e` una femmina sciocca, senza cervello. T'ho odiato senza capirti. Sono stata accecata dal timore di perdere la mia liberta`, e dall'amore per Gamma che immortalero` dandogli un figlio.-
Arc.- Sei coraggiosa e saggia, figlia mia, ma adesso stai serena, sei qui con me, e nulla potra` accaderti.-
Iel.- Come posso stare serena e vedere la mia citta` distrutta, il mio sposo esausto e ferito, la mia gente uccisa? Sai perche` sono qui?-
Arc.- Per essere protetta da me.-
Iel.- Si, proprio cosi`. Ma non da te uomo, bensi` da te scienziato di chiara fama. Gamma ha saputo che Marcello ha dato l'ordine di non ucciderti, di risparmiare te e la tua casa, cosicche` ha pensato che tutti coloro che si trovano qui, saranno risparmiati.-
Arc.- ( pensoso) Quest'ordine ha dato Marcello?-
Iel.- L'ha dato ai suoi soldati. E sai perche` ho accettato di venire qui, da te ? Ho accettato solo per il bambino. Gamma lo vuole vivo. Altrimenti sarei rimasta li, al suo fianco, fino alla morte!-
Arc.- Merito questo io?-
Iel.- No, lo merita il mio sposo!-
Cro.- ( vicina alla finestra) Iela, Iela, hanno preso Gamma, lo portano verso il carro di Marcello.-
Iel.- ( precipitandosi alla finestra) Gamma, Gamma, Gamma mio sposo, mio valoroso marito, mio signore, come puo` questa indegna sposa sopportate la vista della tua sconfitta? Come potra` vivere i suoi giorni al ricordo di te, insanguinato e lacero, legato al carro di Marcello? Cosa dira` al figlio tuo che nascera`? Gamma rispondimi!-
Cro.- Lo legano, lo trascinano. Fermi barbari!-
Iel.- Ucciditi Gamma! Perche` non t'uccidi?-
Archimede si è seduto al tavolo, sgomento. Iela con uno scatto lascia la stanza e corre in strada. Croma sara` illuminata dall'occhio di bue. Poi a meta` battuta, l'occhio di bue inquadrera` questa scena. Intanto Croma continuera` la sua tirata:
Sulla destra Archimede, al buio. Al centro Croma, al buio. A sinistra ci sara` Gamma inginocchiato col capo rivolto verso la quinta. Quindi arrivera` Iela, di corsa, trafelata, che mimera` lo sforzo per farsi largo tra i soldati per arrivare da Gamma. Quando sara` arrivata vicina all'uomo, prendera` la spada ad un ipotetico soldato , uccidera` Gamma, e si conficchera`l'arma nell'addome, cadendo morta al fianco del marito.
Cro.- E' riuscita a fuggire… va in strada… si fa largo tra la soldataglia… eccola, corre verso il carro di Marcello… ha preso una spada, vuole uccidere il romano... No! Uccide il suo sposo! Gamma cade… e` morto! ( Archimede resta immobile) No..-.nooo...-(lunghissimo e dolente)
Arc.- ( alzando il capo) Cosa accade ora?-
Cro.- Iela s'e` uccisa con lo stesso pugnale! Cade sul corpo di Gamma… oh Dei... oh figlia! Sono riversi sul lastricato, la folla viene dispersa, un romano si china sui loro corpi, e` Marcello.. egli rende onore… onore ( detto quasi con sdegno). Onore, dopo la morte!- 
Fine della scena. Le luci tornano su Croma, poi su Archimede.
Escono Iela e Gamma.
Arc.- (afflitto) Vai da Marcello, digli che voglio i corpi.-
Cro.- (trattenendo il pianto) Vado, mio signore.- (esce)
Arc.- (seduto e tenendosi la testa tra le mani) Ma che mi succede? Cos'e` questo peso allo stomaco? Non sara` rimorso? Dovevo aiutare la mia citta` a difendersi?
Ma perche` faccio questi pensieri, forse perche` il lutto mi ha colpito cosi` forte, perche` ho perso la persona piu` cara al mondo?
Ho fatto bene, oppure male? Oh Dei, Dei, che dovevo fare? Chi deve prevalere in questo caso, lo scienziato o il cittadino? Il padre o l'inventore? Possenti Dei, vi supplico, non fatemi uscire dalla gola il grido che mi pressa il petto. Vi prego, no, no Iela! Figlia mia! anima mia. mia gioia, consolazione dei miei pesanti anni, perdonami. Perdonami donna coraggiosa, lucido ingegno, fiera moglie. Perdonami dolce creatura morta per i tuoi piu` grandi amori: Gamma e la liberta`! Perdonami perche` forse potevo salvarti, potevo salvare la citta`... forse dovevo... forse, forse ( cita le parole di Iela)..E nel giorno fatale, saranno fortunati quanti cadranno in battaglia, perche` per i superstiti, ci sara` lutto, pianto e schiavitu`.- 
Buio su Archimede e luce sulla sinistra dove c'e` Croma che regge il corpo di Iela.
Cro.- ( stringendosi al petto il capo di Iela) ...E la grande aquila scende dal cielo e assale alle spalle il cavallo bianco squarciandogli il forte collo, mentre per terra giace trafitta da una spada, una pantera nera.. Sono sogni di donnicciola, sogni bugiardi, assurdi e senza significato. Brutti sogni e basta! Ed io vorrei che lo fossero figlia mia, il sogno e` funesto, ci saranno lutti...e la morte verra` da lontano.-
Cambio di luci. Luci su Archimede che sempre e` seduto al tavolo. Si udra` la voce di un soldato. Archimede capisce, ma non risponde, resta immobile.
Voce- Vecchio, chi sei? (pausa)
Sei tu Archimede? (pausa)
No? Allora muori!-
Archimede si accascia sul tavolo, morto. Entra in zona luce Croma.
Cro.- Sciagurato, hai ucciso Archimede! Mio signore, mio signore. ( prende il capo dell'uomo e se lo stringe al petto) L'avete ucciso, l'avete ucciso! Barbari! Avete assassinato il piu` grande uomo che sia mai esistito sulla terra. Sciagurati! E voi uomini, parlate! Come si puo` restare muti di fronte a questo sacrilegio? Siete forse di pietra? ( le luci si spostano verso il centro della scena dov'e` posta la grossa pietra)
E il romano rese onore ai loro corpi, e a me concesse di seppellirli; ma, mentre mi accingevo al triste ufficio, vennero i becchini, me li presero e li portarono laggiu`, nella cava, dove furono buttati sopra mucchi informi di cadaveri puzzolenti, quindi bruciati! (sale sulla pietra)
E il fumo si levo` bianco, nauseabondo, leggero, e, come un ricordo, si disperse per il mondo.- 
(Riprende la posizione).

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