E la nave va?


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E LA NAVE VA?

di Federico Cristiani

Quadro Primo

AMBIENTE A - UFFICIO AGENZIA

Introduzione: Orfeo ed Euridice.

GAIA (Si presenta alla segretaria. Sorride. Mostra il biglietto) Senta, io sono

qui per …

JOY (La interrompe) …sì, vedo; prego signora Gaia, si accomodi nella sala

attigua.

GAIA Mi scusi, potrebbe dirmi dove andiamo? Sa, sono così emozionata che non sto

nella pelle…

JOY Signora, la comprendo benissimo; fra qualche minuto la nostra Responsabile

le spiegherà tutto. Prego, si accomodi…

AMBIENTE B - SALA CONVOCAZIONE

Sparpagliati nella sala: scienziato, politico, suora, attrice, imprenditore. Lo

scienziato è seduto nella prima fila di sedie e legge, la donna politica girata

di spalle, scrive, l’imprenditore in piedi sta telefonando, suora e attrice

confabulano fittamente.

GAIA (Entra, si guarda attorno. Appare smarrita. Si avvicina allo scienziato).

…buonasera… mi scusi… viene anche lei in crociera? Sa che il viaggio io l’ho

vinto? Pensi che fortuna! È capitato anche a lei?

ULISSE (Solleva appena lo sguardo) Come dice? Ah, sì, certo, l’ho vinto anch’io

… (si rimette a leggere)

GAIA Ah, lei non immagina l’immensa felicità che provo! Per me la crociera è

un’esperienza così elettrizzante che ne farei una al mese. Lei ci va spesso in

crociera? (Lo scienziato la guarda senza dire nulla) Io adoro viaggiare per

mare; fosse per me sarei sempre in giro per il mondo. Ma sa, con quel che costa

viaggiare! E con quel che si guadagna ad insegnare! Lei che mestiere fa?

ULISSE Io? Dirigo il Laboratorio Farmaceutico Europeo…

GAIA (Entusiasta) Ah, uno scienziato… molto interessante…

ULISSE Sì, ma se non le spiace vorrei leggere il mio …

GAIA (Lo interrompe) Permette? Mi chiamo Gaia Tollà e sono una docente. Sì,

insegno all’Istituto Sperimentale di Scienze Alimentari Alternative. Facciamo

tante belle cosine, sa? E soprattutto cerchiamo di orientare i giovani. Ne hanno

così bisogno…

ULISSE (Sarcastico) Ah, sì… allo Sperimentale. Sì, comprendo benissimo. E fate

tante belle cosine… sì, me l’immagino. Deve essere interessante, e soprattutto

utile! Appena avrò un attimo di tempo sarò felice di ascoltarla signora Tollà

(Si rimette a leggere. Gaia si allontana, verso l’Imprenditore.)

SETTIMIO (In piedi, sta parlando al cellulare, presumibilmente con la

segretaria)Sì Alessandra, sono arrivato (guarda l’orologio) da una mezzora.

Come? Dove andiamo? Non lo so, non ci hanno detto ancora niente. Avrò fatto bene

a venire? Mah…speriamo bene. In ufficio come va? È venuto l’architetto? Ah…

senti, per l’altra questione, fa’ come ti ho detto ieri notte, Sandrina: se la

quotazione è ancora sotto 580, compra, compra tutto! Anzi, fa’ una cosa:

telefona al … (Oosserva la Newage che gli si avvicina gesticolando ) Aspetta un

attimo, c’è una tipa che mi sta dicendo qualcosa. Aspetta, non riattaccare.

GAIA Salve! Anche lei dei nostri, vero? È vero che andiamo su un’isola deserta?

Sarebbe bellissimo! Non piacerebbe anche a lei andare in mezzo alla natura

selvaggia ed aspra?

SETTIMIO (La guarda perplesso) Che cosa? Natura selvaggia ed aspra? Di che sta

parlando signora? Non riesco a seguirla…

GAIA Pensi, un paradiso incontaminato, traboccante di energia rigenerante, ricco

di colori e suoni rilassanti, di ruscelli mormoranti, di uccellini cinguettanti…

SETTIMIO (Sempre più perplesso e impaziente) Signora, andiamo al punto! Mi dica

di che cosa ha bisogno. Per caso non si sente bene? Se è così me lo dica, vedrò

cosa posso fare. In caso contrario vorrei terminare la mia conversazione. Sa,

qui ci sono in ballo milioni di Euro, mica i suoi uccelli … cinguettanti! (Si

gira e prosegue la telefonata. Gaia si avvicina a Germana, di spalle.)

GAIA Chiedo scusa … signora… per caso lei conosce la meta della nostra crociera?

GERMANA (Si volta, sta scrivendo su un blocco notes.) …prego? Dice a me?

GAIA È vero che andiamo su un’isola? Perché tanti misteri? Non capisco.

GERMANA Ha proprio ragione, non li capisco neanche io tutti questi misteri!

(Sorride, Pausa) Ora però, la prego, non mi faccia perdere altro tempo; (mostra

il suo notes) …devo finire di scrivere un’importantissima relazione.

GAIA Relazione? Ma allora è un’insegnante anche lei!

GERMANA Insegnante io? Oh no! Santo cielo, non mi dica che sembro un’insegnante!

(Con sussiego) No, sono Dirigente Nazionale del Movimento “Casalinghe e

Politica” (Pausa) Se vuole, quando avrò terminato la relazione, le spiegherò

tutto. (Gaia perplessa si siede e si mette a leggere)

AMBIENTE A - UFFICIO AGENZIA

Entra Rose. ROSE Buongiorno, sono Rose Mostowska, è qui ufficio che devo venire

per questo? (Mostra biglietto)

JOY (Non la guarda neppure) Sì signora Mostowska, è qui… si accomodi pure nella

ROSE (La interrompe) È regolare mio biglietto? È valido, vero signora?

JOY Sì, certo, è valido. Si accomodi di là, troverà …

ROSE (La interrompe) Ah, ecco, per fortuna! Ero a stazione quando ho sentito mio

nome in comesichiama … sì, autoparlante! Che paura, io penso disgrazia; invece è

vinto crociera. Ma voi come sapete che ero a stazione?

JOY Signora, la prego, si accomodi di là; fra qualche minuto saprà tutto.

AMBIENTE B - SALA CONVOCAZIONE

ROSE (Entra molto circospetta. Ha un mazzo di rose in mano)Buongiorno signore.

Per favore, vuole …

ULISSE (La vede avvicinarsi. Tra sé e sé) Oddio… un’altra… (la guarda appena)

no, guardi, non compro niente…!

ROSE Comprare? Per chi mi ha preso, per venditore ambulante? Volevo solo

chiedere dove siamo, perché io non conosco questo posto. (Racconta) Prendevo

treno per Varsavia e a improvviso mi hanno portata qui senza dire spiegazione.

Lei sa dove andiamo?

ULISSE No signora, non so niente…

ROSE Ma almeno sa quando partiamo?

ULISSE Senta, devo dirglielo in polacco che non so niente?

ROSE Ma almeno quando torniamo lei sa? Perché io ho molti impegni. Sa, sono

pianista concertista, diplomata a conservatorio di Wroclaw.

ULISSE Signora, non so niente di niente! Sono venuto perché speravo di poter

leggere in pace i miei libri… ma a quanto pare ho commesso un errore madornale!

ROSE (Lo fissa a lungo) …lei signore è persona malinconica, vero signore? Si

vede. E anche si capisce da suo sguardo. Lei emana pessimismo e sfiducia.

(Pausa) Posso fare domanda?

ULISSE (Rassegnato) Se proprio insiste, avanti, faccia questa domanda, ma in

fretta!

ROSE Può dire prego a Rose suo nome-cognome completo?

ULISSE Ma che c’entra ora “mio nome-cognome completo”? Per cortesia! Si rende

conto che sta parlando ad uno scienziato? Ma che domande sono? (Bisbiglia tra sé

e sé) …ci mancava anche la sensitiva adesso!!

ROSE Lei non crederà, ma nome è specchio di anima. Prego, dica suo nome-cognome

competo…

ULISSE (Rassegnato) Guardi, se mi promette di andare a torturare qualcun altro

le dico anche il mio codice fiscale, ok? Purché poi se ne vada, d’accordo? (Lei

annuisce) Bene, allora ascolti bene: mi chiamo Ulisse Li Doni. Li e poi –

staccato e maiuscolo – Doni! ULSLDN50L24C615G…

ROSE (Lo interrompe verso la fine del CF) Rose Mostowska ha ragione. Signor

Ulisse, in suo nome c’è sua storia!

ULISSE (Ironico) Sì, certo, tutta la mia storia! Compreso il fatto che oggi

avrei incontrato lei, giusto? L’avessi saputo…!

ROSE Signore, non scherzare. Rose dice verità. Studia bene suo nome.

ULISSE Senta, visto che lei sa tutto, me lo dica lei cosa c’è scritto nel mio

nome, così facciamo prima!

ROSE (Sorride dolcemente) Ah sì, capisco suo concetto. Ma Rose non sa svelare

segreto di nome. Rose capisce solo se nome nasconde mistero. Il resto deve

scoprirlo Ulisse da solo. Studia bene suo nome e scoprirà!

ULISSE Va bene, le prometto che lo farò, ma ora mantenga lei la sua promessa e

mi lasci finire di leggere… Buonasera signora. (Si rimette a leggere)

ROSE Ok, vado signor Ulisse, vado…ma ricorda parole di polacca Rose… (Si

allontana e si siede)

AMBIENTE A - UFFICIO AGENZIA

Sale la No-Global

MANU Buonasera. Chiedo scusa per il ritardo, ma ho avuto qualche contrattempo

con …

JOY (La interrompe) …buonasera, signora Rossi, la stavamo aspettando. Problemi

al negozio?

Renato ascolta il dialogo. È vestito da Yachtman. MANU Sì, proprio al negozio.

Il solito cliente ritardatario. (Scruta la segretaria, perplessa) Ma scusi, lei

come fa a sapere del mio negozio?

RENATO (Con ostentazione) Signora Manu, la nostra organizzazione – glielo dico

con orgoglio – è estremamente efficiente. (Sorride) Abbiamo informatori in ogni

angolo del globo! In un certo senso si potrebbe affermare che noi sappiamo tutto

di tutti. (Ride, risata inquietante) Prego, si accomodi… (La accompagna verso la

zona B., si ferma al confine della zona A)

Entra Irene, Joy la segue. Attraversano il palcoscenico. Restano ad osservare.

AMBIENTE B - SALA CONVOCAZIONE

LEONA (Mostra il biglietto) …insomma lo stavo cestinando! Poi invece ho deciso

di venire: “Ma sì – mi sono detta – mi riposo, mi distraggo e così chissà,

magari mi dimentico quel … vigliacco … !” Ah, los hombres, los hombres… Lei sì

che ha fatto la cosa giusta Suor Rossella! Avrei dovuto farmi monaca anch’io!

ROSSELLA (Sorride) Ma lo sa che il suo volto non mi è nuovo? Dove posso averla

vista? È di nazionalità spagnola, Leona?

LEONA No, ma ho lavorato molti anni in Spagna. L’ha capito dal mio accento,

vero?

ROSSELLA (Annuisce) Eppure sono sicura di averla già vista. (Pensa) Leona…

Leona… ma sì, lei è Leona De’ Suero l’attrice! Sì, ne sono certa, non mi

sbaglio!

LEONA (Bisbiglia) Sì, è vero, sono io, ma mi raccomando, che resti tra noi! Mi

creda, la notorietà è una immensa scocciatura! Sono venuta in crociera per

starmene in pace e distrarmi. Se lei ora mi tradisce, l’ammazzo!

ROSSELLA Sì fidi Leona, non saprà niente nessuno. (La fissa) Che begli

orecchini… vengono dalla Spagna? Glieli ha regalati il suo amante, vero? Mi

parli di lei, delle sue appassionate storie d’amore Leona… (Leona è perplessa.

Entra Irene. Si fa silenzio.)

IRENE Buonasera signore e signori. Mi chiamo Irena Prosp e rappresento la Trans

S. Travel Agency. Naturalmente lor signori avranno tutti ricevuto l’invito per

l’esclusiva crociera Trans Souls, riservata solo a pochi fortunati. Voi! Vi

chiederete la ragione di questo “premio-crociera”. Ebbene, vi chiedo di

pazientare ancora un po’; vi prometto che durante il viaggio tutto sarà

chiarito. Permettetemi ora di presentarvi il signor Renato K, che oltre ad

essere il mio più stretto collaboratore sarà anche il nostro animatore. Sarà lui

a informarvi sui dettagli del viaggio. Prego Renato. (Rose è molto agitata)

RENATO Buonasera a tutti, v’informo che domani mattina alle ore 7.30 sarete

condotti a bordo della “Contessa Nazaria Pegli”, la nostra nave ammiraglia che

proprio domani avrà il suo battesimo del mare. Prima tappa della nostra crociera

sarà l’isola “I Grandi Elfi”, luogo incontaminato e di bellezza …

raccapricciante! (Risata satanica) Ecco, è tutto signori; se non ci sono

domande… (Passano alcuni secondi. Rose accanto allo scienziato, agitatissima.)

ROSE Sento influssi negativi, molto negativi. Nomi sono malvagi, cattivi. Ho

paura.

ULISSE (Con sufficienza) Ma no Rose, non c’è alcun pericolo. Stia tranquilla.

IRENE Bene signori, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento a domani.

Dopo le formalità d’uso sarete accompagnati nelle vostre stanze. Buonanotte. (Fa

per uscire. Si sente un grido dalla platea)

KABUL Ehi, ehi, aspettate, dove andate? Ci sono anch’io, ehi, mi sentite?

(Mostra il biglietto) Aspettatemi, ce l’ho anch’io il biglietto! (Si arrampica

sul palcoscenico. Gli cadono le sue cianfrusaglie. Irene e Renato si guardano

sconcertati e si scambiano sguardi. Kabul mostra il suo biglietto) È quello

giusto, no? È buono, vero…(squadra Renato dalla testa ai piedi) maresciallo?

RENATO Non sono maresciallo! (Guarda il biglietto) …sì, certo, il biglietto è

valido. Ma mi scusi … (lo squadra anche lui) …signore… lei chi è?

KABUL Io? Mi chiamo Kabul, e (mostra la mercanzia) ho una attività commerciale.

Sì, commercio al dettaglio. (Mostra qualcosa a Irene e a Renato) Guardate com’è

grazioso questo angioletto di peluche che sbatte le ali! V’interessa? Lo

accarezzi, senta come è soffice. (Glielo mette in mano)

RENATO (Lo restituisce subito. Disgustato) No, l’angioletto non ci interessa! Ci

dica piuttosto come fa ad avere il biglietto. Noi sapevamo che era andato

smarrito. Come l’ha avuto?

KABUL Come l’ho avuto? Già… come l’ho avuto? … (Pensa) … l’ho trovato, ecco come

l’ho avuto! Semplice, no? (Preoccupato)…perché, scusi, i biglietti trovati non

valgono? ( tra sé e sé) …sta’ a vedere che l’unica volta che ho la fortuna di

avere fortuna, non posso godermela!

RENATO (Guarda Irene, che annuisce) No no, il suo biglietto è valido,

validissimo…

KABUL Beh, se è valido allora ho il diritto di venire anch’io in crociera con

voi, vero marescia…? (tra sé e sé) …no, non è maresciallo!

RENATO (Guarda la Manager che annuisce d esce di scena.) Certo che ne ha

diritto, anzi, lei ne ha più diritto degli altri. E sa perché signor Kabul?

Perché per lei ha deciso direttamente il destino! (Kabul annuisce. Renato

prosegue con sussiego) Deve sapere che per noi il destino è legge! (Pausa ) E se

il destino ha voluto bussare proprio alla sua porta, evidentemente lei deve aver

fatto qualcosa per meritarselo! (Sorrisino perfido) Giusto signore?

KABUL Meritarmelo? Ah, sì, è vero… parla proprio bene lei! Sì, certo, se il

destino ha bussato alla mia porta, si vede che me lo merito! Io non mi lamento,

no no… anzi, penso che il destino abbia fatto già un mezzo miracolo solo a

trovarla la mia porta… (pausa) anzi, la mia portiera… visto che abito da anni in

una vecchia Fiat scassata! (Ride)

RENATO Bene, molto bene! Signori non resta che augurarvi una serena e salutare

dormita. A domani! (Joy accompagna tutti fuori di scena. Rose, agitatissima,

confabula con lo scienziato.)

FINE PRIMO QUADRO

…E la Nave Va? Quadro Primo

AMBIENTE A - UFFICIO AGENZIA AMBIENTE B - SALA CONVOCAZIONESparpagliati nella

sala: scienziato, politico, suora, attrice, imprenditore. Lo scienziato è seduto

nella prima fila di sedie e legge, la donna politica girata di spalle, scrive,

l’imprenditore in piedi sta telefonando, suora e attrice confabulano fittamente.

NOTE: Introduzione: Orfeo ed Euridice. PERSON. BATTUTE PERSON. BATTUTE

GAIA (Si presenta alla segretaria. Sorride. Mostra il biglietto) Senta, io sono

qui per …

JOY (La interrompe) …sì, vedo; prego signora Gaia, si accomodi nella sala

attigua.

GAIA Mi scusi, potrebbe dirmi dove andiamo? Sa, sono così emozionata che non sto

nella pelle…

JOY Signora, la comprendo benissimo; fra qualche minuto la nostra Responsabile

le spiegherà tutto. Prego, si accomodi…

GAIA (Entra, si guarda attorno. Appare smarrita. Si avvicina allo scienziato).

…buonasera… mi scusi… viene anche lei in crociera? Sa che il viaggio io l’ho

vinto? Pensi che fortuna! È capitato anche a lei?

ULISSE (Solleva appena lo sguardo) Come dice? Ah, sì, certo, l’ho vinto anch’io

… (si rimette a leggere)

GAIA Ah, lei non immagina l’immensa felicità che provo! Per me la crociera è

un’esperienza così elettrizzante che ne farei una al mese. Lei ci va spesso in

crociera? (Lo scienziato la guarda senza dire nulla) Io adoro viaggiare per

mare; fosse per me sarei sempre in giro per il mondo. Ma sa, con quel che costa

viaggiare! E con quel che si guadagna ad insegnare! Lei che mestiere fa?

ULISSE Io? Dirigo il Laboratorio Farmaceutico Europeo…

GAIA (Entusiasta) Ah, uno scienziato… molto interessante…

ULISSE Sì, ma se non le spiace vorrei leggere il mio …

GAIA (Lo interrompe) Permette? Mi chiamo Gaia Tollà e sono una docente. Sì,

insegno all’Istituto Sperimentale di Scienze Alimentari Alternative. Facciamo

tante belle cosine, sa? E soprattutto cerchiamo di orientare i giovani. Ne hanno

così bisogno…

ULISSE (Sarcastico) Ah, sì… allo Sperimentale. Sì, comprendo benissimo. E fate

tante belle cosine… sì, me l’immagino. Deve essere interessante, e soprattutto

utile! Appena avrò un attimo di tempo sarò felice di ascoltarla signora Tollà

(Si rimette a leggere. Gaia si allontana, verso l’Imprenditore.)

SETTIMIO (In piedi, sta parlando al cellulare, presumibilmente con la

segretaria)Sì Alessandra, sono arrivato (guarda l’orologio) da una mezzora.

Come? Dove andiamo? Non lo so, non ci hanno detto ancora niente. Avrò fatto bene

a venire? Mah…speriamo bene. In ufficio come va? È venuto l’architetto? Ah…

senti, per l’altra questione, fa’ come ti ho detto ieri notte, Sandrina: se la

quotazione è ancora sotto 580, compra, compra tutto! Anzi, fa’ una cosa:

telefona al … (Oosserva la Newage che gli si avvicina gesticolando ) Aspetta un

attimo, c’è una tipa che mi sta dicendo qualcosa. Aspetta, non riattaccare.

GAIA Salve! Anche lei dei nostri, vero? È vero che andiamo su un’isola deserta?

Sarebbe bellissimo! Non piacerebbe anche a lei andare in mezzo alla natura

selvaggia ed aspra?

SETTIMIO (La guarda perplesso) Che cosa? Natura selvaggia ed aspra? Di che sta

parlando signora? Non riesco a seguirla…

GAIA Pensi, un paradiso incontaminato, traboccante di energia rigenerante, ricco

di colori e suoni rilassanti, di ruscelli mormoranti, di uccellini cinguettanti…

SETTIMIO (Sempre più perplesso e impaziente) Signora, andiamo al punto! Mi dica

di che cosa ha bisogno. Per caso non si sente bene? Se è così me lo dica, vedrò

cosa posso fare. In caso contrario vorrei terminare la mia conversazione. Sa,

qui ci sono in ballo milioni di Euro, mica i suoi uccelli … cinguettanti! (Si

gira e prosegue la telefonata. Gaia si avvicina a Germana, di spalle.)

GAIA Chiedo scusa … signora… per caso lei conosce la meta della nostra crociera?

GERMANA (Si volta, sta scrivendo su un blocco notes.) …prego? Dice a me?

GAIA È vero che andiamo su un’isola? Perché tanti misteri? Non capisco.

GERMANA Ha proprio ragione, non li capisco neanche io tutti questi misteri!

(Sorride, Pausa) Ora però, la prego, non mi faccia perdere altro tempo; (mostra

il suo notes) …devo finire di scrivere un’importantissima relazione.

GAIA Relazione? Ma allora è un’insegnante anche lei!

GERMANA Insegnante io? Oh no! Santo cielo, non mi dica che sembro un’insegnante!

(Con sussiego) No, sono Dirigente Nazionale del Movimento “Casalinghe e

Politica” (Pausa) Se vuole, quando avrò terminato la relazione, le spiegherò

tutto. (Gaia perplessa si siede e si mette a leggere)

Entra Rose. ROSE Buongiorno, sono Rose Mostowska, è qui ufficio che devo venire

per questo? (Mostra biglietto)

JOY (Non la guarda neppure) Sì signora Mostowska, è qui… si accomodi pure nella

ROSE (La interrompe) È regolare mio biglietto? È valido, vero signora?

JOY Sì, certo, è valido. Si accomodi di là, troverà …

ROSE (La interrompe) Ah, ecco, per fortuna! Ero a stazione quando ho sentito mio

nome in comesichiama … sì, autoparlante! Che paura, io penso disgrazia; invece è

vinto crociera. Ma voi come sapete che ero a stazione?

JOY Signora, la prego, si accomodi di là; fra qualche minuto saprà tutto.

ROSE (Entra molto circospetta. Ha un mazzo di rose in mano)Buongiorno signore.

Per favore, vuole …

ULISSE (La vede avvicinarsi. Tra sé e sé) Oddio… un’altra… (la guarda appena)

no, guardi, non compro niente…!

ROSE Comprare? Per chi mi ha preso, per venditore ambulante? Volevo solo

chiedere dove siamo, perché io non conosco questo posto. (Racconta) Prendevo

treno per Varsavia e a improvviso mi hanno portata qui senza dire spiegazione.

Lei sa dove andiamo?

ULISSE No signora, non so niente…

ROSE Ma almeno sa quando partiamo?

ULISSE Senta, devo dirglielo in polacco che non so niente?

ROSE Ma almeno quando torniamo lei sa? Perché io ho molti impegni. Sa, sono

pianista concertista, diplomata a conservatorio di Wroclaw.

ULISSE Signora, non so niente di niente! Sono venuto perché speravo di poter

leggere in pace i miei libri… ma a quanto pare ho commesso un errore madornale!

ROSE (Lo fissa a lungo) …lei signore è persona malinconica, vero signore? Si

vede. E anche si capisce da suo sguardo. Lei emana pessimismo e sfiducia.

(Pausa) Posso fare domanda?

ULISSE (Rassegnato) Se proprio insiste, avanti, faccia questa domanda, ma in

fretta!

ROSE Può dire prego a Rose suo nome-cognome completo?

ULISSE Ma che c’entra ora “mio nome-cognome completo”? Per cortesia! Si rende

conto che sta parlando ad uno scienziato? Ma che domande sono? (Bisbiglia tra sé

e sé) …ci mancava anche la sensitiva adesso!!

ROSE Lei non crederà, ma nome è specchio di anima. Prego, dica suo nome-cognome

competo…

ULISSE (Rassegnato) Guardi, se mi promette di andare a torturare qualcun altro

le dico anche il mio codice fiscale, ok? Purché poi se ne vada, d’accordo? (Lei

annuisce) Bene, allora ascolti bene: mi chiamo Ulisse Li Doni. Li e poi –

staccato e maiuscolo – Doni! ULSLDN50L24C615G…

ROSE (Lo interrompe verso la fine del CF) Rose Mostowska ha ragione. Signor

Ulisse, in suo nome c’è sua storia!

ULISSE (Ironico) Sì, certo, tutta la mia storia! Compreso il fatto che oggi

avrei incontrato lei, giusto? L’avessi saputo…!

ROSE Signore, non scherzare. Rose dice verità. Studia bene suo nome.

ULISSE Senta, visto che lei sa tutto, me lo dica lei cosa c’è scritto nel mio

nome, così facciamo prima!

ROSE (Sorride dolcemente) Ah sì, capisco suo concetto. Ma Rose non sa svelare

segreto di nome. Rose capisce solo se nome nasconde mistero. Il resto deve

scoprirlo Ulisse da solo. Studia bene suo nome e scoprirà!

ULISSE Va bene, le prometto che lo farò, ma ora mantenga lei la sua promessa e

mi lasci finire di leggere… Buonasera signora. (Si rimette a leggere)

ROSE Ok, vado signor Ulisse, vado…ma ricorda parole di polacca Rose… (Si

allontana e si siede)

Sale la No-Global MANU Buonasera. Chiedo scusa per il ritardo, ma ho avuto

qualche contrattempo con …

JOY (La interrompe) …buonasera, signora Rossi, la stavamo aspettando. Problemi

al negozio?

Renato ascolta il dialogo. È vestito da Yachtman. MANU Sì, proprio al negozio.

Il solito cliente ritardatario. (Scruta la segretaria, perplessa) Ma scusi, lei

come fa a sapere del mio negozio?

RENATO (Con ostentazione) Signora Manu, la nostra organizzazione – glielo dico

con orgoglio – è estremamente efficiente. (Sorride) Abbiamo informatori in ogni

angolo del globo! In un certo senso si potrebbe affermare che noi sappiamo tutto

di tutti. (Ride, risata inquietante) Prego, si accomodi… (La accompagna verso la

zona B., si ferma al confine della zona A)

Entra Irene, Joy la segue. Attraversano il palcoscenico. Restano ad osservare.

LEONA (Mostra il biglietto) …insomma lo stavo cestinando! Poi invece ho deciso

di venire: “Ma sì – mi sono detta – mi riposo, mi distraggo e così chissà,

magari mi dimentico quel … vigliacco … !” Ah, los hombres, los hombres… Lei sì

che ha fatto la cosa giusta Suor Rossella! Avrei dovuto farmi monaca anch’io!

ROSSELLA (Sorride) Ma lo sa che il suo volto non mi è nuovo? Dove posso averla

vista? È di nazionalità spagnola, Leona?

LEONA No, ma ho lavorato molti anni in Spagna. L’ha capito dal mio accento,

vero?

ROSSELLA (Annuisce) Eppure sono sicura di averla già vista. (Pensa) Leona…

Leona… ma sì, lei è Leona De’ Suero l’attrice! Sì, ne sono certa, non mi

sbaglio!

LEONA (Bisbiglia) Sì, è vero, sono io, ma mi raccomando, che resti tra noi! Mi

creda, la notorietà è una immensa scocciatura! Sono venuta in crociera per

starmene in pace e distrarmi. Se lei ora mi tradisce, l’ammazzo!

ROSSELLA Sì fidi Leona, non saprà niente nessuno. (La fissa) Che begli

orecchini… vengono dalla Spagna? Glieli ha regalati il suo amante, vero? Mi

parli di lei, delle sue appassionate storie d’amore Leona… (Leona è perplessa.

Entra Irene. Si fa silenzio.)

IRENE Buonasera signore e signori. Mi chiamo Irena Prosp e rappresento la Trans

S. Travel Agency. Naturalmente lor signori avranno tutti ricevuto l’invito per

l’esclusiva crociera Trans Souls, riservata solo a pochi fortunati. Voi! Vi

chiederete la ragione di questo “premio-crociera”. Ebbene, vi chiedo di

pazientare ancora un po’; vi prometto che durante il viaggio tutto sarà

chiarito. Permettetemi ora di presentarvi il signor Renato K, che oltre ad

essere il mio più stretto collaboratore sarà anche il nostro animatore. Sarà lui

a informarvi sui dettagli del viaggio. Prego Renato. (Rose è molto agitata)

RENATO Buonasera a tutti, v’informo che domani mattina alle ore 7.30 sarete

condotti a bordo della “Contessa Nazaria Pegli”, la nostra nave ammiraglia che

proprio domani avrà il suo battesimo del mare. Prima tappa della nostra crociera

sarà l’isola “I Grandi Elfi”, luogo incontaminato e di bellezza …

raccapricciante! (Risata satanica) Ecco, è tutto signori; se non ci sono

domande… (Passano alcuni secondi. Rose accanto allo scienziato, agitatissima.)

ROSE Sento influssi negativi, molto negativi. Nomi sono malvagi, cattivi. Ho

paura.

ULISSE (Con sufficienza) Ma no Rose, non c’è alcun pericolo. Stia tranquilla.

IRENE Bene signori, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento a domani.

Dopo le formalità d’uso sarete accompagnati nelle vostre stanze. Buonanotte. (Fa

per uscire. Si sente un grido dalla platea)

KABUL Ehi, ehi, aspettate, dove andate? Ci sono anch’io, ehi, mi sentite?

(Mostra il biglietto) Aspettatemi, ce l’ho anch’io il biglietto! (Si arrampica

sul palcoscenico. Gli cadono le sue cianfrusaglie. Irene e Renato si guardano

sconcertati e si scambiano sguardi. Kabul mostra il suo biglietto) È quello

giusto, no? È buono, vero…(squadra Renato dalla testa ai piedi) maresciallo?

RENATO Non sono maresciallo! (Guarda il biglietto) …sì, certo, il biglietto è

valido. Ma mi scusi … (lo squadra anche lui) …signore… lei chi è?

KABUL Io? Mi chiamo Kabul, e (mostra la mercanzia) ho una attività commerciale.

Sì, commercio al dettaglio. (Mostra qualcosa a Irene e a Renato) Guardate com’è

grazioso questo angioletto di peluche che sbatte le ali! V’interessa? Lo

accarezzi, senta come è soffice. (Glielo mette in mano)

RENATO (Lo restituisce subito. Disgustato) No, l’angioletto non ci interessa! Ci

dica piuttosto come fa ad avere il biglietto. Noi sapevamo che era andato

smarrito. Come l’ha avuto?

KABUL Come l’ho avuto? Già… come l’ho avuto? … (Pensa) … l’ho trovato, ecco come

l’ho avuto! Semplice, no? (Preoccupato)…perché, scusi, i biglietti trovati non

valgono? ( tra sé e sé) …sta’ a vedere che l’unica volta che ho la fortuna di

avere fortuna, non posso godermela!

RENATO (Guarda Irene, che annuisce) No no, il suo biglietto è valido,

validissimo…

KABUL Beh, se è valido allora ho il diritto di venire anch’io in crociera con

voi, vero marescia…? (tra sé e sé) …no, non è maresciallo!

RENATO (Guarda la Manager che annuisce d esce di scena.) Certo che ne ha

diritto, anzi, lei ne ha più diritto degli altri. E sa perché signor Kabul?

Perché per lei ha deciso direttamente il destino! (Kabul annuisce. Renato

prosegue con sussiego) Deve sapere che per noi il destino è legge! (Pausa ) E se

il destino ha voluto bussare proprio alla sua porta, evidentemente lei deve aver

fatto qualcosa per meritarselo! (Sorrisino perfido) Giusto signore?

KABUL Meritarmelo? Ah, sì, è vero… parla proprio bene lei! Sì, certo, se il

destino ha bussato alla mia porta, si vede che me lo merito! Io non mi lamento,

no no… anzi, penso che il destino abbia fatto già un mezzo miracolo solo a

trovarla la mia porta… (pausa) anzi, la mia portiera… visto che abito da anni in

una vecchia Fiat scassata! (Ride)

RENATO Bene, molto bene! Signori non resta che augurarvi una serena e salutare

dormita. A domani! (Joy accompagna tutti fuori di scena. Rose, agitatissima,

confabula con lo scienziato.)

FINE PRIMO QUADRO

QUADRO SECONDO

Buio. Musica per 15” (Chopin, op. 17, N. 4) Ponte della Nave. Rose suona il

pianoforte per altri 30”. Joy Joker gira tra i tavoli con un vassoio. Settimio

passa davanti a Gaia e Manu. Gli squilla il cellulare..

GAIA Quello lì deve essere un imprenditore. Puzza di soldi da turarsi il naso.

(Lei e Manu si turano il naso, Kabul le osserva e comincia ad annusarsi temendo

che stiano parlando di lui)

MANU Di sicuro li avrà guadagnati speculando sui Paesi del Terzo Mondo. Io, in

quanto Commerciante Equosolidale nonché No-Global, non voglio avere niente a che

fare con quella gente. Sa che non volevo neppure venire? Poi ci ho ripensato. –

Ci andrò! – mi sono detta! – Ma con spirito critico! Ecco perché ho accettato di

venire. Non sono certo tipa da crociere io…

GAIA È vero, ciò che conta non è come ci si comporta, ma se e quanto si è

pervasi di spirito critico! Prenda quel filmaccio con quelle scene di sesso

esplicito che è stato in programmazione le settimane scorse. L’ha presente, no?

Ne parlavano tutti…

MANU Sì, certo che l’ho presente. Si riferisce a “Petali di passione”, vero?

GAIA Sì, quello. Beh, io sono andata a vederlo, e non certo per banale

curiosità. No, l’ho fatto esclusivamente per poter esercitare il mio spirito

critico in piena autonomia.

MANU Sa che noi due siamo sulla stessa lunghezza d’onda? Anch’io sono andata a

vederlo. E con le stesse motivazioni.

GAIA Beh, però ammettiamolo: qualche effervescenza si è palesata … (Sorride)

Ovviamente di carattere puramente cerebrale! Niente a che vedere con la triviale

libidine che permeava il resto della sala..

MANU No, assolutamente niente a che vedere! (pausa) …Però io il film me lo sono

proprio goduto!

Brano Beethoven, op. 31, N. 2) Renato va da Settimio e Germana. RENATO (Applaude

all’indirizzo di Rose) Buon pomeriggio signori, posso interrompere la vostra

conversazione e chiedervi se la crociera è di vostro gradimento? (I due

annuiscono)

GERMANA Sì, molto. Io e il signor Folesani ci stiamo proprio divertendo.

L’organizzazione è perfetta, senza la minima sbavatura…

SETTIMIO Congratulazioni signor Renato, fa piacere constatare che esistono

ancora aziende che badano più alla sostanza che all’immagine. Basta con tutta

questa pubblicità!

RENATO Sì, ha ragione, ormai è diventata opprimente! D’altra parte però non

siete stati proprio voi uma… cioè sì… voi imprenditori, a coniare la frase: “La

pubblicità è l’anima del commercio!”? (Sorride) Che paradosso! Attribuire

un’anima anche al commercio! (tra sé e sé) Come se non ce ne fossero già

abbastanza!

GERMANA Però... (Sorride) …me lo conceda signor Folesani… che un imprenditore

sia ostile alla pubblicità è singolare...

SETTIMIO Come lo è stato per me scoprire che lei, donna raffinata e di buon

gusto, si occupa di politica… (Sorride)

RENATO Più che alla pubblicità tout court credo che il signor Settimio sia

contrario al suo uso indiscriminato. Ho inteso bene?

SETTIMIO Ha inteso benissimo. Io sono tra quei pochi nostalgici rimasti – come

altro chiamarli? – che ritengono la moralità più importante della vanità! Chi si

occupa dell’interesse pubblico non dovrebbe essere equiparato ad un deodorante…

RENATO Si riferisce a qualcuno in particolare, signore?

SETTIMIO Un po’ a tutti… non è disgustoso questo uso dell’immagine a fini di

potere? Attori che diventano presidenti, attricette che si fanno eleggere in

Parlamento, conduttrici televisive che sfruttano la loro popolarità per favorire

il loro tycoon! Sono anch’io un imprenditore, ma francamente lo trovo

scandaloso…

Kabul si guarda attorno. Joy si avvicina a Gaia e Manu JOY Buon pomeriggio

simpaticissime ospiti! Posso versarvi un po’ del nostro squisito Succo di

Melograno Caucasico? (Versa nei bicchieri) E le tartine le gradite? Le ho fatte

io con le mie mani. (Sorride) Una mia personale ricetta. (Con aria complice)

…alcune sono anche … sì… leggermente afrodisiache.

MANU (Perplessa) …come? Afrodisiache?

JOY Sì, ma niente di eclatante… (sorride)… sempreché ovviamente non si ecceda

nella quantità.

MANU Sì, certo, capisco… (pausa) lasci qui tutto il vassoio, grazie! (Gaia

osserva interdetta. Joy appoggia il vassoio)

GAIA Uhmmm… l’aspetto è invitante, ma sarà agricoltura biologica? (Guarda

ancora) Ce ne sono ai germogli di soia, alle alghe o al tofu? (A Joy) Niente

carne, vero?! Sa, sono vegetariana convinta e seguo una dieta rigorosamente

macrobiotica. Solo così mi sento in piena sintonia con la natura.

JOY Ah sì, dieta macrobiotica, (la squadra) …si vede … (Squadra Manu da capo a

piedi) …anche lei signora Manu?

MANU (A Gaia) Davvero mangia solo cibo macrobiotico? (ironicamente) Come la

invidio! Ci ho provato anch’io, ma purtroppo non sono mai riuscita a valicare il

muro del terzo giorno. (S’infila in bocca una tartina)

JOY Signora Manu, non esistono muri se si è determinati. È solo un problema di

motivazioni…

MANU L’ultima volta ero motivatissima! Poi però, al fatidico terzo giorno, ho

cominciato a rifletterci. Alla fine mi sono detta: – Manu, ma se rinunci anche

ai peccati di gola… che cavolo di peccati ti restano? Mi comprende vero? (Prende

un’altra tartina)

GAIA Sa che diceva mio padre, buonanima? “Gaia, metteresti del gasolio nella tua

auto a benzina? No, vero?” Allora – dico io ai miei studenti – perché

ingurgitate cibo senza preoccuparvi degli effetti devastanti che può produrre

nel vostro organismo?

MANU (Con ironia palpabile) …ah, così lei a scuola parla di alimentazione… ma

che brava! Insegna all’università? (Continua a mangiare)

GAIA Sì, insegno Scienza dell’Alimentazione Alternativa. È un corso

sperimentale. Praticamente una mia creatura. Se vuole, in cabina ho la dispensa

del mio corso...

MANU Come? (Finge Entusiasmo) Ah, sì, certo… la leggo molto volentieri. Anzi, sa

che faccio? Prima di andare a letto passo da lei e la prendo. Così me la gusto

prima di addormentarmi.

GAIA Sì, la legga. Mio padre lo diceva sempre: “È bene sapere che anche

l’alimento più innocuo…” (pausa, si guarda attorno, indica il vassoio) – quelle

tartine ad esempio! – “introdotto nello stomaco nel momento sbagliato, può avere

conseguenze catastrofiche!” (Manu smette di masticare e si porta la mano sullo

stomaco)

MANU Ah, suo padre era uno studioso di alimentazione… ora capisco… è stata una

fortuna per lei! L’avessi avuto anch’io…

GAIA Perché, scusi, suo padre che faceva?

MANU Mio padre? (Lunga pausa) Era pasticciere, pensi un po’!

Rose suona un brano della Settima (15 sec). Renato si avvicina al piano.(altri

20 “) RENATO Complimenti vivissimi Rose, lei ha talento. Posso chiederle di

essere così cortese da accompagnarmi? Conosce il brano:“IL TUO DESTIN MAI

CAMBIERÀ”?

ROSE (Annuisce senza alcun entusiasmo) …sì, lo conosco.

RENATO Bene, allora proviamo? (Sorride. Rose inizia a suonare. Renato canta.)

Tutti voi sì qui con me dainella nave, oggidì vailascerete dietro a voi làle

passioni, i valori, tutto ciò che umano è.Se poi la tua vita tu vuoi un po’

cambiarenon devi far altro che in fondo guardar...

Finisce la canzone, applausi. Renato ringrazia e torna da Germana e Settimio

GERMANA Congratulazioni! Lei signor Renato ha una bellissima voce! Ha studiato

canto per caso?

RENATO Sì, ma molti anni fa. Ho avuto un maestro severissimo: il diavolo in

persona! (Ride luciferinamente) …ma torniamo alla nostra interessante

conversazione… di che stavamo parlando signori?

GERMANA Il signor Settimio ce l’aveva coi TYCOON! Si ricorda? (Sorride)

RENATO Ah, sì, è vero… (a Settimio) non le sono simpatici, vero? (Settimio fa

una smorfia espressiva) A proposito di TYCOON, lo sapete che … (si avvicina ai

due e bisbiglia.)

GERMANA Nooooooo! Davvero? Dice sul serio? Non posso crederci. Lui… proprio lui?

RENATO Sì Germana, proprio lui. Del resto, che abbia lavorato nel settore

crociere è di dominio pubblico. In pochi invece sanno che è stato nostro

collaboratore.

GERMANA Addirittura vostro collaboratore! È sorprendente!

RENATO Le dirò di più: senza l’aiuto della nostra organizzazione non sarebbe mai

arrivato dov’è arrivato. Praticamente gli abbiamo insegnato tutto noi!

GERMANA E… quanto tempo è durata questa vostra … sinergia?

RENATO Molti anni (pausa) …e prosegue tuttora. Ci interpella spesso per consigli

e suggerimenti. Viene spesso a trovarci.

GERMANA Vuol dire che è stato anche su questa nave? Proprio qui dove siamo noi?

Sarebbe magnifico, entusiasmante… eccitante!

RENATO Certo, proprio qui dove siamo noi! Anzi, a questo proposito voglio farvi

una confidenza. Purché mi promettiate di non propalarla.

GERMANA Dica pure, non abbia remore, saremo muti come due tombe! (Settimio fa

una serie scongiuri)

RENATO (Si guarda attorno e bisbiglia) …un paio d’anni fa, all’apice del suo

successo politico nazionale ed internazionale… (lunga pausa, si guarda attorno)

GERMANA Allora? Dica! Non ci tenga sulle spine! Che ha fatto un paio d’anni fa?

RENATO Insomma signori, per farla breve, la “Contessa Nazaria Pegli”… sì, la

nave che ci ospita… è un suo omaggio! (Germana è esterrefatta)

GERMANA Un suo regalo? Ma è fantastico! L’ho sempre detto che è un uomo

fantastico!

RENATO Pensi, una nave come segno tangibile della sua riconoscenza. (Con

perfidia) …del resto è comprensibile, sa bene che senza il nostro sostegno

sarebbe ancora a strimpellare la chitarra su qualche nave bulgara in crociera

sul Bosforo! (ride apertamente, poi nascostamente)

GERMANA Dovreste far sapere queste cose al pubblico. Dovreste farne il vostro

fiore all’occhiello…

SETTIMIO Signora, andiamoci piano con i fiori all’occhiello. Nessuno fa niente

per niente, soprattutto gli uomini politici. Se l’ha fatto vuol dire che …

RENATO (Lo interrompe) …aveva il suo tornaconto? Vuol dire forse che i politici

sono venali?

SETTIMIO Venali i politici? Che assurdità! (Pausa) Sono coccodrilli, pescecani,

pirañas, ecco cosa sono! Ma cambiamo discorso che è meglio…

Rose suona un breve brano.

RENATO Scusatemi, ma ora devo occuparmi dello spettacolo. (Va verso il centro

della scena) Signori, perché non chiediamo alla nostra eccellente pianista di

cantarci qualcosa? (Applausi) Rose, su, ci canti qualcosa. Magari un suo brano.

Sappiamo che lei compone…

ROSE (sorpresa) Come dice signore? Un mio brano?

RENATO Sì, qualcosa che renda il nostro primo pomeriggio in crociera ancor più

piacevole. Glielo chiedo a nome dei presenti… (Tutti applaudono)

ROSE D’accordo, allora canterò brano tratto da autore tedesco di 18° secolo, dal

titolo “Ogni destino si può svelar” (Inizia a cantare) In ogni nome c'è il suo

destin lo saicerca se puoi con me, scoprir ancor potrai,fuggir se vuoi .Non ti

fermare se lusinghe avrai,ma tu, tu capirai.Siam tutti qui perchédobbiam scoprir

chi è, chi ci chiamò.Siam tutti qui perchédobbiam scoprir chi è chi ci chiamò.

Rose finisce di cantare. Renato va da Manu e Gaia.

RENATO Brava, bravissima! Suggestiva voce e bellissima canzone. (Applaude)

Amabili ospiti, avete apprezzato la stupenda musica della nostra valente

compagna di viaggio?

GAIA Sì, Ci siamo godute ogni singola nota. Una musica meravigliosa, un viaggio

meraviglioso, un’accoglienza meravigliosa!

RENATO È una gioia per me sapere che c’è chi apprezza i nostri sforzi. Ma … non

voglio distrarvi… vi prego, continuate pure la vostra conversazione. Di che

stavate parlando?

MANU Parlavamo di alimentazione, ma nulla ci vieta di cambiare argomento. Ma sì,

cambiamo argomento che è meglio!

Joy gira tra i tavoli con vassoio. Si avvicina.

RENATO No no, continuate pure… è un argomento molto interessante. Vero signora

Gaia?

GAIA Stavo per l’appunto dicendo alla signora Manu che la gente è diseducata:

mangia, mangia, mangia senza rendersi conto dei danni irreparabili che arreca al

proprio equilibrio psicofisico. (Pausa, indica gli altri ospiti che si

abbuffano) Li guardi! Io li compatisco, mi fanno una gran pena! (Manu ingurgita

un'altra tartina.)

Renato fa un cenno a Joy che tocca la spalla di Rose. Musica. Manu è immobile,

con la tartina in mano

GAIA (Lussuriosamente) Oddio, non resisto; quelle tartine sono meravigliose, me

le mangerei tutte! Basta con il tofu, voglio i bignè alla crema! (Cambia tono)

No, non posso! Come potrei continuare a bocciare gli studenti che preferiscono

gli hamburgers alle alghe? No, no, sana, Igienista e Salutista! Questo è il mio

motto! (pausa)…Sì, ma intanto come sopportare la vista di queste bocche voraci

che ingurgitano di tutto? E questa qui poi, questa Manu che prima mi riempie la

testa con il suo commercio equosolidale, la fame nel mondo e poi si strafoga di

tartine fino a scoppiare! La odio! Come godrei a vedere tutti questi ingordi con

il tubo della lavanda gastrica infilato nello stomaco!

Joy tocca Gaia . Renato si avvicina. Joy esce.

GAIA (Come risvegliatasi da un sonno profondo) …come? Glielo ripeto signora

Rossi: Sana, Igienista e Salutista! Questo è il mio motto. (Gaia e Manu

riprendono a parlottare sommessamente)

RENATO Signori croceristi, come avrete notato, abbiamo compagni di viaggio di

nazionalità e culture variegate. La signora Mostowska ci ha fatto conoscere le

sublimi tradizioni musicali dell’Europa Continentale. Che ne dite se ora

invitiamo il signor Kabul? Prego, venga signor Kabul… ci faccia avvolgere dalle

suggestive atmosfere del continente nero…

KABUL (Sta masticando qualcosa, defilato nella penombra, deglutisce) eh…? Come?

Continente nero?

RENATO Sì signor Kabul, venga, ci parli della sua terra arida eppur generosa.

KABUL (Si avvicina a tutta la sua mercanzia, ci sono anche dei tamburi.)La mia

terra? Ah sì sì, certo, la mia terra… l’ho lasciata da molti anni, ma i miei

ricordi sono ancora vivi. (Ci pensa) D’accordo… vi racconterò della mia infanzia

al villaggio.

RENATO Molto bene. Sarà certamente un racconto molto suggestivo… prego…

KABUL Tutti gli anni, al terzo mese di siccità, il mio vecchio nonno … (pensa)

Kabal, all’alba veniva a svegliarmi... – (Con pathos esagerato) Kabul, piccolo

Kabul, svegliati… – mi diceva. – Prendi i tamburi degli antenati e accompagnami

nel deserto. Chiederemo al dio … (pensa) Temporalu di mandarci la pioggia… – Ma

nonno, è ancora notte… e io ho sonno… – rispondevo io, ancora addormentato.–

Alzati piccolo Kabul, il gregge sta morendo di sete, dobbiamo andare... (Pausa)

– Nonno, che stai dicendo? Non abbiamo nessun gregge! – dicevo io al vecchio

nonno smemorato. Ma lui continuava…– Dimmi nipote, che abbiamo da offrire al dio

Temporalu in cambio della pioggia?– Nonno, abbiamo solo una capra secca secca…

ma molto sterco di dromedario… (pausa, con orgoglio) …il miglior sterco del

villaggio. – gli rispondevo io. E il nonno, che era saggio, diceva:– Molto bene,

allora gli offriremo due sacchi del nostro ottimo sterco di dromedario. Ci si

riscalderà durante le rigide notti del deserto! Così diceva mio nonno. Allora io

mi alzavo, riempivo due sacchi di sterco, (si annusa le mani e arriccia il naso)

prendevo i tamburi e partivamo. (Con pathos) Camminavamo per ore e ore; poi, in

un punto del deserto che solo lui conosceva, ma che non era mai lo stesso, ci

fermavamo a pregare il Dio Temporalu di mandarci la pioggia … per il gregge che

non avevamo. Il canto propiziatorio faceva così: (Si mette a tambureggiare e a

cantare qualcosa di assolutamente improbabile…)

RENATO (Quando vede che la fa lunga, lo interrompe) …sì… un racconto davvero

incantevole! Un bel applauso a Kabul, il berbero! (Tutti applaudono, Kabul

ringrazia e cerca di vendere le sue cianfrusaglie agli ospiti. Renato s’avvicina

al tavolo del politico e dell’imprenditore) Bello vero? Avete respirato anche

voi gli aromi e le sfuggenti fragranze dei deserti africani?

SETTIMIO Sì, davvero molto suggestivo. Questa crociera non finisce di stupirmi…

(Arriva Joy con il vassoio. Offre i pasticcini.)

RENATO Che stavamo dicendo quando ci siamo lasciati? Ve lo ricordate? (Un attimo

di esitazione)

JOY (Anticipa tutti) Me lo ricordo io! Lei signore (indica Settimio) aveva

appena detto che i politici sono tutti coccodrilli, pescecani e pirañas!

SETTIMIO È vero, ho detto esattamente così... (A Joy) Ma lei come fa a saperlo

che neppure c’era?

RENATO (Sorride) Sorpreso? La capisco… la nostra Joy è assolutamente singolare:

ne sa sempre una più del diavolo! Si fa per dire, ovviamente… (Ride

satanicamente)

GERMANA (A Settimio) In ogni caso signor Settimio le sue parole sono ingiuste e

offensive nei confronti di tutti quelli che, come me, svolgono la loro attività

politica con abnegazione e spirito di servizio. Non si può fare di tutta l’erba

un fascio! Sarebbe come dire che tutti …

JOY …che tutti gli imprenditori sono evasori fiscali? E’ questo vuol dire, vero

signora Maliver?

GERMANA Dico solo che non è giusto criminalizzare un’intera categoria per colpa

di poche mele marce. Anche se – nel caso dell’evasione fiscale – la questione

riguarda la stragrande maggioranza degli imprenditori… almeno a credere

all’ISTAT.

SETTIMIO Gentile signora, io non mi chiamo Settimio per caso, no. Sono il

settimo di nove figli e provengo da una famiglia poverissima. Pensi, mio padre

era postino e mia madre andava a servizio. Erano umili, è vero, ma ci hanno

insegnato a contare solo su noi stessi e a non fare i parassiti… (la guarda) non

so se mi spiego! Sa quanti anni di duro lavoro mi ci sono voluti per aprire

prima un cantiere, poi un altro, poi una, due, cinque, dieci imprese edilizie?

Tutta una vita! E s’immagina i salti mortali che ho dovuto fare per avere

l’infinità di licenze, permessi, autorizzazioni, concessioni e nulla osta che mi

servivano? E ha un’idea di quanto mi sia costato?

JOY Sta forse alludendo … alle tangenti?

SETTIMIO Sì, alludo proprio alle tangenti! Ho pagato milioni di Euro per avere

quel che mi spettava di diritto, capite? Negli ultimi dieci anni ho foraggiato

due interi consigli comunali, lo sa? Comprendete ora perché ce l’ho a morte con

i politici?

RENATO Sì, la comprendo. Purtroppo certi esecrabili episodi si sono verificati.

È innegabile.

GERMANA È vero, esempi di malgoverno ci sono stati... ma solo nelle zone più

arretrate del Paese. Mai dalle nostre parti!

SETTIMIO Già, e dove crede che abbia aperto i miei cantieri? Sui monti del

Gennargentu? No, signora, le tangenti io le ho pagate proprio da queste parti,

nel Nord-Est opulento e mitteleuropeo! E ora lei mi accusa di essere un evasore

fiscale? Io che ho praticamente azzerato il problema della disoccupazione?

RENATO Non si arrabbi, non credo che la signora Germana si riferisse a lei

Settimio …

JOY No di certo! E neppure che Settimio accusasse Germana d’aver preso delle

tangenti. (Pausa) Anche se – ad onor del vero – la signora era assessore

comunale esattamente in quell’epoca… vero signora?

GERMANA Sì, è vero… lo sono stata per oltre dieci anni.

SETTIMIO Ah, bene, benissimo! Quindi è il suo partito che ho foraggiato … Bella

roba!!

GERMANA Il mio partito? Io non ho partito, io cammino sulle mie gambe! I partiti

vanno e vengono, sono gli individui che contano, con le loro ambizioni e il loro

spirito d’iniziativa! Sa quanti partiti ho cambiato in trent’anni di carriera?

Almeno una decina! Ho circumnavigato l’intero arco costituzionale avanti e

indietro come minimo un paio di volte. Altro che Vasco Da Gama! E sa perché l’ho

fatto? Perché nessuno ha saputo valorizzare appieno le mie qualità, né tantomeno

darmi le gratificazioni che merito!

SETTIMIO Ah sì? Bel esempio di moralità! Lei ha usato il potere per i suoi

interessi privati, altro che spirito di servizio! Non si vergogna? (Pausa) Sa

che cosa le auguro? Di venire scaraventata all’istante all’Inferno! Così

perlomeno non si godrà più la villa che si è costruita con i miei soldi!

GERMANA (Sorride sarcasticamente) Non venga a darmi lezioni di moralità proprio

lei, caro il mio padroncino venuto dalla gavetta! Lei non ha certo sborsato fior

di milioni per diventare un cittadino virtuoso! Al contrario, (gli punta il dito

contro) lei si è fatto beffe della legge! Ci vorranno decenni per rimediare ai

danni che lei ha provocato al territorio, lo sa? E quel progetto per la

costruzione di lebbrosari in Africa? Perfino su quelli ha speculato! Sa dove

finirà lei? Nel girone dei ipocriti! Glielo auguro di tutto cuore!

SETTIMIO (A Renato) …se non le spiace vorrei andarmi a sedere altrove.

Altrimenti perdo la pazienza e … (si alza e se ne va)

RENATO Che peccato signori che il dialogo sia degenerato! Stavate così bene

insieme! In ogni caso, se può darvi sollievo, vi garantisco fin d’ora che

esaudiremo i vostri auspici reciproci. Contateci! (Pausa) Arrivederci! (Settimio

si allontana e va a sedersi nel tavolo della suora e dell’attrice)

Renato va al centro. Kabul prende qualcosa da un tavolo e mangia di nascosto.

RENATO Prego signori, venite a cimentarvi, venite ad esibirvi, liberate lo

straripante narcisismo che è in voi, fate godere il vostro io ipertrofico! (Ride

satanicamente. Gli ospiti rumoreggiano, ma nessuno si fa avanti.) Lei ad

esempio, signor Ulisse; si sbarazzi degli abiti dell’austero scienziato e dia

libero sfogo alla sua passione per la poesia! Forza, ci legga una sua lirica.

Sappiamo che si diletta a scriverne, su, ci renda felici! (Tutti applaudono,

sollecitati da Renato. Lo scienziato si alza e lentamente si avvicina al

microfono. È molto perplesso)

ULISSE …una mia lirica? Ah, va bene… d’accordo … vi leggerò la mia ultima

poesia… l’ho appena finita di scrivere. (Estrae dalla tasca un foglio piegato in

quattro, lo apre meticolosamente. Si rivolge a Renato) …ma mi vuol dire come

diavolo fate a sapere tutte queste cose sul mio conto?

RENATO (Sorride) Lo saprà signor Ulisse, lo saprà, non dubiti. Al momento

opportuno saprete tutto di tutti! (Ride) Ma ora, la prego, venga, si accomodi.

(Applaude e sollecita l’applauso degli altri) Come s’intitola la sua

composizione?

ULISSE Il titolo è: “Lo Scienziato”

RENATO Ah, bene… a quanto pare si tratta di una poesia autobiografica … molto

bene, molto bene. Prego… (Si allontana con ampi gesti e lascia il microfono allo

scienziato)

ULISSE Perché si gira il mondo sempre intorno?Perché non resta mai niente

com’era?(si rivolge a Rose) - ti prego Rose… (Rose, al piano,lo

accompagna)Perché la notte insegue sempre il giornoe fugge via l’inverno a

primavera?Questo volli capire, sempre e ovunquevolare in alto, conquistar la

vetta,piegare tutto all’utopia perfetta:la scienza: leggi e principi ovunque.Ma

la verità non ha consistenzaè un soffio, un vortice, una banderuola, se ti si

mostra è sol per compiacenza,ma quando l’hai afferrata ti si immola.(Rose suona

un valzer. Settimio e attrice si mettono a ballare. Kabul chiede a Manu di

ballare.)Del vero o verosimilmente talecercai di cogliere la vera essenza e per

nobilitar la mia semenzascelsi l’erudizione al bene e al male.Cercai validità,

significatie senso. Poi seppi ch’era tutto vano:il vero si cattura da lontano o

con tranelli, trappole ed agguati. Mi trovai infin davanti ad un sopruso:

l’assioma, che non ha confutazione.Al giusto, al bello e al terzo esclusodovetti

dar fiducia e fondazione.(Rose si mette a suonare un valzer. Le copie

ballano.)Ora son qui senza più luci e lentisenza illusioni e senza ipocrisiaa

rivangar i miei esperimenti che non guariron la mia malattiaOra son qui senza

l’incantamento dell’utopia, la via dritta e sicurache sa acquietare il dubbio ed

il tormentoe che dal cuore estirpa la paura.Ora son qui, con l’unico

confortodella poesia, che rasserena il viso,vola l’animo mio, contempla

assortoInferno, Purgatorio e Paradiso. (Rose e Ulisse ballano.)

FINE II SCENA

QUADRO TERZO

Salone delle feste della Nave. Alcune coppie ballano Moonlight Serenade. Un

unico tavolo.

RENATO Buonasera signore e signori e benvenuti alla nostra serata di gala. Vi

comunico che fra pochi istanti procederemo alla designazione del vincitore del

concorso “Arte in Crociera”, tenutosi nel pomeriggio e al quale hanno

partecipato la bella e simpatica Rose, che ci ha intrattenuto con una sua soave

composizione (applausi), l’austero poeta Ulisse, che ha recitato una sua …

pungolante poesia (applausi) e, per ultimo, il pittoresco Kabul, che ci ha

raccontato un toccante episodio della sua infanzia (applausi). Molto bene.

Nostro compito ora è l’elezione del vincitore di tappa. Passiamo dunque alla

votazione: chi pensa che sia la pianista Rose a meritare il premio, alzi la

mano. (Alzano la mano 6 persone). Giù le mani, grazie… chi è per il

poeta-scienziato Ulisse? (Alzano la mano in 4) Molto bene… E ora votate per il

simpatico Kabul. (Alzano il braccio tutti, grida d’entusiasmo) Bene, il

risultato è inequivocabile: vince la prima tappa Kabul, il berbero! (Applausi)

Prego signor Kabul, si avvicini. (Kabul si alza ed esitante raggiunge Renato) Il

premio, un elegante “Credit-Card Folder”, le verrà consegnato dalla nostra

ammaliante Joy Joker. Prego Joy… (Joy consegna il premio a Kabul)

KABUL Grazie, grazie, sono commosso... è proprio bello… (gira e rigira il regalo

tra le mani. Si rivolge a Renato.) …come ha detto che si chiama? (Renato

suggerisce: “porta carte-di-credito”) … sì sì, certo, per tenere insieme tutte

le mie carte di credito. Che bello, mi viene da piangere, non me l’aveva mai

regalato nessuno. Grazie, grazie, un regalo utilissimo, signor Renato. (Pausa)

…che però non credo di meritare …

RENATO Lei è troppo modesto Kabul, e questo le fa onore. Ma vede, sono stati i

suoi compagni di viaggio a conferirle il premio: evidentemente l’hanno ritenuta

meritevole, anzi il più meritevole. E io non posso certo dar loro torto. La sua

storia era veramente toccante.

KABUL La ringrazio signor Renato, ringrazio tutti, ma non posso accettarlo… non

sarebbe onesto…

MANU Perché dice questo? La sua storia era tenerissima! A dimostrazione che

tutte le culture vanno salvaguardate come patrimonio inestimabile dell’umanità.

Non dobbiamo consentire al mostro della globalizzazione di triturare tutto e

tutti. (Con molto pathos) Dobbiamo impedire che la cultura del profitto prevalga

a livello planetario! (Con ardore) Dobbiamo lottare, lottare e ancora lottare

affinché il mondo non diventi una colonia a stelle e strisce. Cavolo! (Pausa,

più forte.) CAVOLO!!

GAIA Io concordo con la signora Manu. Sottoscrivo ogni sua parola.

KABUL Sono d’accordo anch’io signora Manu, ma proprio non posso accettarlo, (fa

per restituire il regalo a Joy) non sarebbe onesto…

RENATO (Si rivolge a Suor Rossella) Suor Rossella, provi lei a convincere il

nostro amico Kabul… gli dica qualcosa...

ROSSELLA Mah... non saprei… che posso dirgli? Se non lo vuole avrà le sue buone

ragioni… non saprei… è una decisione difficile. (Si rivolge a Kabul) Perché non

vuole accettare il premio?

KABUL Perché non sono la persona che credete. Non merito la vostra generosità.

La mia vita, i miei errori … in passato …

LEONA (Lo interrompe) …gli errori? Il passato? Signor Kabul, rivangare il

passato è come sprofondare nelle sabbie mobili. Chi di noi non ha commesso

errori in passato? Pochi, pochissimi… anzi, nessuno! Io ne ho fatti un’infinità.

Vuole che glieli elenchi? (lo guarda) Troppo disponibile, troppo ingenua, troppo

generosa, troppo sincera, troppo comprensiva…

KABUL Mi scusi signora, ma a me questi non sembrano sbagli. E neppure difetti…

LEONA (Con pathos ridondante) …lo sono lo sono… è proprio qui che si sbaglia:

riporre troppa fiducia nel prossimo e amare troppo sono errori madornali e

portano solo dolore e angoscia! Sa quante volte mi sono fatta guidare dal

sentimento e sono finita nelle braccia di … non mi ci faccia pensare! No, dia

retta a me signor Kabul, dimentichi il passato e accetti il premio. (Kabul

scuote la testa, perplesso. Fa per replicare. Rossella lo anticipa.)

ROSSELLA Venga, si sieda con noi… Parliamone. (Tutti si siedono)

ROSE Signor Ulisse, prego, ascolta Rose, prego: sento influssi negativi molto

potenti in aria, forze malvagie e distruttive.

ULISSE Si rilassi Rose, non c’è alcun pericolo, è solo una sua fissazione.

ROSE No, credi a Rose: in nave accadrà qualcosa, nostra vita è in pericolo, nave

nasconde segreti atroci. Ho paura, signor Ulisse.

ULISSE Si calmi, non c’è alcun pericolo… venga, si sieda e si tranquillizzi, le

sue sono solo superstizioni… (l’accompagna a sedere e si siede )

ROSE No, non è così! I nomi parlano a Rose. Nomi qui dentro sono malvagi!

ULISSE Anche il mio? Mi sta dicendo che Ulisse Li Doni è un nome malvagio?

(Sorride, bonario) Ma no! Un nome è solo un nome…

ROSE No, suo nome non cattivo. Suo nome racconta suo cuore. Se leggi bene puoi

scoprire mistero.

ULISSE Sa che le dico? (Sorride) Visto che lei suona così bene Chopin e

Beethoven, voglio farla contenta. Adesso le faccio vedere che non c’è nessun

mistero nel mio nome… così poi si tranquillizza. (Prende una penna dalla tasca e

si mette a scrivere su un foglio di carta)

Kabul, Leona e Rossella. ROSSELLA Capisce? Non deve farsi tutti questi scrupoli,

Kabul. Ognuno di noi ha le sue colpe…

KABUL Sì, lo so, ma il premio non posso accettarlo, non sarebbe onesto. Voi non

sapete niente di me… io … cinque anni fa … ero disperato, pensavo al suicidio …

Rose va a sedersi al pianoforte.

LEONA (Lo interrompe) Problemi sentimentali? S’era innamorato d’una donna

sposata? La capisco… ah, come la capisco signor Kabul! Io a quell’epoca ero in

Spagna ed ero mucho, mucho desesperada ... (Con pathos) …purtroppo caro Kabul

l’amore è questo: vivere perennemente sull’orlo dell’abisso. E chi non l’ha

provato, non può dir d’aver amato!

KABUL No no, l’amore non c’entra niente. Io ero disperato perché la fabbrica di

infissi dove lavoravo era fallita e io ero disoccupato! (Mortificato) Sì, lo so

signora De’ Suero che non è romantico, ma purtroppo è la verità! È questa la

dura legge del Mercato!

ROSSELLA E poi com’è andata? È riuscito a trovare lavoro?

KABUL No! E sa perché? Sono troppo vecchio. Alla mia età non c’è mercato, come

dicono loro! Io non lo capisco proprio questo mercato: prima vuole mandarci in

pensione a 70 anni e poi ci licenzia a 50 perché siamo troppo vecchi! Ma come

diavolo ragiona ‘sto Mercato? (Scuote la testa)

ULISSE Rose, Rose, guarda! Guarda qui! Avevi ragione. Il mio nome… sì, guarda!

(Rose si accosta. Ulisse mostra il foglietto: si legge la parola DISILLUSIONE)

Hai visto Rose? Ulisse Li Doni è l’anagramma di “Disillusione”!

ROSE Ora credi a Rose signor Ulisse? Rose capisce segreto di nome, non

dimenticare mai.

ULISSE Sì, aveva ragione lei Rose, c’era un segreto… (Sorride, tra sé e sé) …è

proprio vero, disillusione è la parola giusta per me! (Pausa, la guarda con

dolcezza) Che posso fare per sdebitarmi? Va bene se imparo la lingua polacca?

(Ridono. Poi Ulisse si ferma a riflettere) …però, se c’è il segreto nel mio

nome… allora deve esserci anche negli altri! (La guarda) Vero Rose? (Rose

annuisce) Venga, proviamo a trovarli! (Si mettono a scrivere e confabulare)

MANU Eh sì, sempre ‘sto cavolo di dio Mercato! Sono d’accordo con Kabul: questo

Mercato, per essere un dio, non è né giusto né imparziale!

SETTIMIO Ma no, ma che dice! Non si può ridurre tutto ad uno slogan! La

questione è molto più complessa, signora Manu. Non dimentichi che il Mercato,

come tutti noi del resto, ha le sue piccole incongruenze, le sue storture, le

sue impercettibili contraddizioni. E la disoccupazione è una di queste…

KABUL Sì, certo, storture. Adesso sono diventato una stortura…

GERMANA (Con saccenteria) …storture peraltro che solo la politica è in grado di

attenuare al fine di rendere lo sviluppo armonioso e compatibile con le esigenze

delle famiglie…

MANU Sviluppo compatibile? Ma che sta dicendo? Il pianeta è allo stremo,

violentato dal vostro modello di produzione e lei ha il coraggio di parlare di

sviluppo armonioso e compatibile?

GAIA …per non dire dei veleni che ci somministrate quotidianamente solo per far

produrre le aziende alimentari. Vi rendete conto che viviamo in un mondo di

obesi? Signor Kabul, la prego, finisca il suo racconto.

KABUL Ah, c’è poco da aggiungere: per sbarcare il lunario, ho provato a vendere

(indica il suo baracchino) … qualche cianfrusaglia.

MANU E ci è riuscito? Non è mica facile: vendere è un’arte!

KABUL Niente, all’inizio non vendevo niente! E del resto, che affidamento può

dare uno di Rovigo che vende elefantini d’avorio?

GERMANA Di Rovigo? Come sarebbe a dire? Ma lei non è maghrebino?

KABUL Io maghrebino? No, signora, maghrebino lo sono diventato per causa di

forza maggiore, pensi un po’…

MANU Forza maggiore? Che vuol dire Kabul?

KABUL Semplicemente questo: allo scoccare del 50esimo anno di età, Toni Manarin,

nato a Valdagno il 22/8/1950, per poter fare l’ambulante è diventato Kabul,

figlio di Kabol e nipote di Kabal! (Pausa, tutti allibiti. Kabul è contrito)

Ecco, questa è la mia storia. (Li guarda) Onestamente, avete mai conosciuto uno

più sfigato di me? (Lungo silenzio. Sguardi perplessi) Capite adesso perché non

posso accettare il premio? Ho mentito, non vi ho detto la verità.

Entrano Joy e Renato e ascoltano le parole di Rossella.

ROSSELLA La verità? Signor Kabul, la verità non ha mai avuto molto successo tra

gli uomini, da che mondo è mondo! Basta guardare i verbi per rendersene conto:

per le menzogne ce ne sono tanti: mentire, fingere, ingannare, ecc. Per la

verità, nessuno! Non è illuminante? (Pausa) Mi creda, nessuno qui dentro può

dire di non aver nulla da nascondere. (pausa, guarda Kabul) Non ci crede? Bene,

allora glielo dimostro! (Si rivolge a tutti gli altri) Chi di voi non ci ha

nascosto nulla della sua vita? (Passano diversi secondi. Nessuno alza la mano)

Ha visto? Che le dicevo?

Renato e Joy vanno al centro.

RENATO Carissimi ospiti, senza volerlo Suor Rossella mi ha suggerito un gioco

istruttivo e intrigante: il gioco del “Segreto nascosto”, lo conoscete? (Nessuno

parla. Ulisse e Rose, all’estremità del tavolo, sono sempre più inquieti)

SETTIMIO Io non lo conosco. In che consiste esattamente?

RENATO Il gioco è molto coinvolgente, Settimio. A condurlo sarà la nostra Joy,

che, come avrete intuito, è dotata di straordinarie capacità medianiche. (A Joy)

Spiega tu il resto, Joy.

JOY La spiegazione è semplicissima: con un fugace contatto fisico entrerò nella

vostra mente e vi svelerò i segreti più inaccessibili della vostra psiche. (Ride

compiaciuta)

MANU E quale sarebbe l’utilità, di questo gioco?

RENATO Consentirà a tutti voi di allargare gli orizzonti della vostra

consapevolezza e di scoprire di voi stessi cose inimmaginabili! (Sorride. Tutti

si guardano perplessi) …bene, se è tutto chiaro, direi che possiamo iniziare.

Chi si offre come … apripista? (Ride)

LEONA (Joy solleva una mano sopra la testa di Leona, che alza il braccio) …io,

vorrei iniziare io! (Pausa) Chissà, magari scopro perché sono tanto sensibile e

sfortunata in amore ... (Renato l’accompagna al centro del palcoscenico.) Ho

mentito… ho mentito a mio figlio… Gli ho fatto credere che suo padre era morto.

Così me lo sono tenuto tutto per me! Sì, ho ingannato mio figlio!

JOY (Joy ripete il gesto. Leona è confusa) …bene, molto bene Leona. Per un bel

segreto, un bel applauso! (Applausi) Chi vuole essere il prossimo? Lei signora

Manu? (Si avvicina a Manu e ripete il gesto d’imposizione. Manu annuisce)

MANU (Solita prassi) Ho fatto arrestare alcuni giovani No-Global che volevano

fare un esproprio proletario… (pausa) nel mio negozio…! Nessuno sa che sono

stata io a chiamare la polizia! (Pausa) Hanno passato un sacco di guai. E li

conoscevo pure. (Pausa) Cavolo! (Kabul è sempre più esterrefatto)

RENATO Uhm… davvero interessante, la sua coerenza è ammirevole, Manu. (A tutti)

Vedete signori quante cose istruttive s’imparano con questo gioco?

JOY (Ride. Indica la suora). Rossella, anzi, “Suor” Rossella, ora tocca a lei…

ROSSELLA (Stessa prassi) Suora? Io non sono affatto una suora! (Pausa. Tutti

commentano stupefatti. Rossella si toglie il velo e si rassetta i capelli) Sono

una giornalista televisiva. (Pausa, commenti) Mi camuffo per carpire la

buonafede altrui e fare degli scoop che aumentano i miei ascolti, la mia

popolarità… e il mio conto in banca!

LEONA (Inorridita, grida) NOOOO! Ditemi che non è vero, vi prego! Una

giornalista televisiva? Oh, Dio mio… non è possibile, ho raccontato la mia

storia, i miei segreti più intimi, ad una giornalista travestita da suora? No,

non può esser vero. Yo te mato, puta! (Fa per aggredire Rossella. La fermano.)

Si vergogni, lei è un mostro, una vigliacca! (Melodrammaticamente) …no, ditemi

che è solo un incubo! No, no puede ser verídico… es todo un incubo… vi prego…

(tutti parlano, si schierano e litigano tra di loro)

RENATO Bene, signori… un attimo di silenzio, prego. Scusate, ma per noi si è

fatto tardi… ci ritiriamo nelle nostre cabine. Tanto il gioco – come vedete –

ormai procede benissimo anche da solo. Vi lasciamo alle vostre amichevoli

conversazioni. Buonanotte e a domani. (Joy e Renato si allontanano.)

LEONA Ma non capite? Ma vi rendete conto? La mia privacy in pasto ad una

giornalista sanguisuga e ipocrita! (A Rossella) Si vergogni!

ROSSELLA La finisca di sputare sentenze, la smetta con il suo moralismo!

(Sarcastica) …Leona De’ Suero… la star internazionale in perenne crisi d’amore…

la diva che non vuole essere riconosciuta… Ma chi vuole che la riconosca? Al

massimo qualche bifolco andaluso…

LEONA La disprezzo! Sparisca dalla mia vista! Lei la parola “amore” non è degna

neppure di nominarla!

ROSSELLA Ha parlato Madre Teresa di Calcutta! Amore, amore… lei ci si riempie la

bocca e non sa neppure cosa sia. Con che coraggio accusa me di non esserne

degna, lei che ha fatto del narcisismo la sua ragione di vita, la sua religione?

La smetta con questa sceneggiata!

GAIA (Come riflettendo tra sé e sé) Rossella… Rossella… (A Rossella) Non sarà

mica lei la giornalista che un paio d’anni fa fu al centro dello scandalo delle

adozioni clandestine? (A Manu) Non si chiamava Rossella anche quella?

ROSSELLA Sì, sono io, proprio io!

MANU (Indignata) Ah, dunque è stata lei a trasmettere l’intervista a quella

minorenne? Cavolo, che schifo!

GAIA Sì, è stata proprio lei, la nostra ineffabile Suor Rossella…

ROSSELLA Non c’era altro modo per denunciare il traffico illegale di neonati… e

d’altra parte l’informazione non può essere sottoposta a censura!

MANU No, carina, la censura qui non c’entra affatto! Era proprio necessario far

sapere al mondo intero che la ragazzina era incinta? Lo sa che è sprofondata in

una crisi depressiva da cui non è più uscita? (Silenzio assoluto)

KABUL Ah… sarebbero questi i miei virtuosi compagni di crociera? E pensare che

io che mi vergognavo di essermi finto un Vucumprà! Ma dove sono capitato,

all’INFERNO?

ULISSE (Subito) No, signor Kabul, non siamo all’Inferno… ma ci stiamo andando!

(Tutti lo guardano sbalorditi)

GERMANA All’inferno? Che sta dicendo? Sta scherzando, vero?

SETTIMIO Ma sì, certo che sta scherzando! Ci sta prendendo in giro!

ULISSE No, non sto affatto scherzando. E non sto prendendo in giro nessuno! Ne

ho le prove. Inconfutabili!

GERMANA Le prove? Ma di che prove sta parlando?

ROSSELLA Vuol dire che ha le prove che stiamo andando all’Inferno? Ce le riveli

allora, che aspetta? Ci riveli la sua fonte!

ULISSE È stata Rose a mettermi sulla strada giusta: ricordate il nome della

nostra MANAGER? Sì, quell’antipatica che si dà tutte quelle arie…

GAIA Sì, certo! C’è scritto anche qui… (Legge da un cartoncino preso sul tavolo)

si chiama esattamente Irene Prosp Mirth…

ULISSE Sì, appunto. A parte Mirth, che è solo un vezzo, volete sapere come

diventa il suo nome a leggerlo diversamente? (Pausa, guarda gli altri)

…PROSERPINA! Sì, proprio lei, Proserpina, la Regina degli Inferi. (tutti

allibiti. Silenzio per alcuni istanti.)

GERMANA (Ride) …e secondo lei questa sarebbe la prova inconfutabile che andiamo

all’Inferno? E se fosse solo un caso? Possibile che uno studioso come lei non

abbia tenuto conto di questa eventualità?

Entra Joy, non vista.

ULISSE Signora, se fosse la mia unica prova lei avrebbe ragione, ma non è così,

ahinoi! Ce ne sono altre: prendiamo il nostro ANCHORMAN. Si chiama Renato K,

giusto? (Tutti annuiscono) Bene! Scambiamo qualche lettera qua e là e compare il

suo vero nome: CARONTE! Già, avete capito bene, lui, il traghettatore di anime.

(Tutti stupefatti, commentano a voce alta)

ROSE …e nave? Ricordate nome nostra nave? “Contessa Nazaria Pegli” è anagramma

di: “Lasciate ogni speranza.”, sì, come Porta d’Inferno di signor Dante

Alighieri. (Commenti generalizzati)

ULISSE Per ultimo l’isola dove stiamo andando…

Esce Joy. GAIA No!! L’isola “I Grandi Elfi”? Che significa? Che non ci andiamo

più?

ULISSE Spero proprio di no, signora Gaia! Sa cosa si nasconde dietro quel nome?

La nostra vera meta: l’ISOLA DEGLI INFERI. Altro che luogo incontaminato! Ci

stanno portando all’Inferno! E, in tutta sincerità, dopo aver sentito i vostri

segreti, non si può dire che non lo meritiate! (Pausa, tutti sono angosciati ed

esterrefatti) Ma noi (guarda Rose) non vogliamo certo finire all’inferno per

colpa vostra!

ROSSELLA Che significa? Voi due avete avuto il biglietto come noi; quindi

qualcosa avrete fatto! Non mettetevi a fare le vittime anche voi adesso!

GERMANA Sì, è vero, siamo tutti sulla stessa barca, inutile cercare di

dissociarsi per farla franca.

KABUL Ehi, ehi, aspettate un attimo! Io con voi non c’entro niente! Io l’ho

trovato per terra il mio biglietto! (In stretto veneto) Sta’ a vedere che

l’unica volta che ho un po’ di culo, finisco all’Inferno!

Irene osserva, non vista MANU Perché invece di perder tempo in accuse

reciproche, non cerchiamo una soluzione?

SETTIMIO Sì, giusto, basta con le chiacchiere, servono idee, idee geniali, se

vogliamo salvarci.

LEONA Secondo me bisogna fermare la nave, non vedo altra strada.

GAIA Oppure si potrebbe provare a scappare…

ROSE Già, ma dove? Siamo in mezzo a mare…

GERMANA Ci saranno delle scialuppe di salvataggio, no? Ci sono in tutte le navi!

ROSSELLA È vero. Sì, ottima idea, scappiamo con le scialuppe. Pensate che scoop

meraviglioso sarebbe!

MANU (Scandalizzata, aggressiva) Non posso crederci! Lei continua a pensare agli

scoop? Cavolo, ma allora è proprio cretina!

KABUL Possibile che neppure davanti al rischio di finire all’inferno siate

capaci di rispettarvi e di collaborare? Ma che gente siete?

LEONA Sì, Kabul ha ragione… dobbiamo provare a comprenderci, a volerci bene, ad

amarci…

GERMANA Amarci? Adesso non esageriamo… io dico che basterebbe un po’ di

cooperazione.

ULISSE Sì, cooperare è la nostra unica possibilità di salvezza! Dobbiamo

organizzarci per sopraffare l’equipaggio e prendere il controllo della nave!

(Gli altri annuiscono a voce alta)

Entra Irene. Silenzio. Renato a Joy Joker sono alle sue spalle, a distanza.

IRENE Ah, dunque siamo all’ammutinamento! Bravo signor Ulisse! E a quanto pare i

suoi ingenui compagni di sventura sono pronti a seguirla. (Pausa, sorride con

ostentazione) Lo saranno ancora quando sapranno chi è lei veramente? (Guarda

tutti) Già signori miei… perché il qui presente Ulisse Li Doni non è affatto

l’integerrimo scienziato che vuol far credere. No, se è vero com’è vero che

qualche anno fa, dopo aver fatto un’importantissima scoperta in campo

farmacologico, invece che renderla di pubblico dominio preferì vendere il

brevetto ad una multinazionale pur sapendo che il farmaco non sarebbe mai stato

messo in produzione. (Pausa) Sa quanta sofferenza avrebbe risparmiato ai suoi

simili se fosse stato onesto, signor poeta? (Lungo silenzio)

LEONA Signor Ulisse, è vero quanto ci è stato detto?

ULISSE Sì, è vero, ha anteposto la mia ambizione alle esigenze della mia gente,

del mio prossimo: la colpa più odiosa di cui si può macchiare un uomo. (Silenzio

cupo)

ROSE Io sono da sua parte signor Ulisse, lei non cattivo, io sento.

IRENE AH, AH, AH… così la nostra premurosa pianista, difende il suo degno – e

tardivamente pentito – compare! (pausa) E magari ora ci dirà che s’è pentita

anche lei! Rose, l’eterea Rose che per il suo tornaconto ha lasciato che sua

madre morisse da sola in un ospizio! (Pausa) Ecco chi è Rose, la sensibilissima

Rose! (Pausa. Sarcastica) E questi due (indica Rose e Ulisse) sarebbero i

campioni di rettitudine ai quali vorreste affidare le vostre sorti? Sette

volgari individualisti che si affidano a due sordidi opportunisti? Qual nobile

sodalizio! (Pausa) Signori miei rassegnatevi, il vostro destino è segnato. Per

voi umani non c’è speranza! Lo afferma Proserpina, Regina egli Inferi! AH, AH,

AH, AH, AH!! (Con riverbero e con eco. Silenzio lungo e cupo. )

MANU (Fieramente) Sapete una cosa? Da manager mi stava parecchio antipatica, ma

così non la sopporto proprio! Io me ne strafrego se è la Regina degli Inferi!

Preferisco mille volte i miei dissoluti compagni umani a quella creatura

infernale! Cavolo e poi cavolo!!

GAIA Le nostre responsabilità verso i nostri simili sono gravi, gravissime, ne

siamo tutti coscienti. (Borbottii di approvazione di tutti gli altri) Non è a

lei, ma a loro, ai nostri fratelli, che renderemo conto. È da loro, e solo da

loro, che ci faremo giudicare!

SETTIMIO Sì, è giusto! (A Irene) Non ha alcun diritto di condannarci come

stirpe. Né ora né mai!

ROSSELLA Combatteremo, combatteremo strenuamente!

LEONA Lotteremo con tutte le nostre forze e oltre ogni limite! Non c’è

esitazione nei nostri cuori!

ULISSE No Proserpina, non c’è né esitazione né rassegnazione nei nostri cuori.

Siamo capaci delle peggiori abiezioni, è vero, ma siamo ma anche pronti ad

assumerci le nostre responsabilità e a espiare le nostre colpe. Questo siamo,

Proserpina: uomini! E’ questa la stirpe a cui apparteniamo! Non sarai tu a

giudicarci, creatura infernale!

IRENE La mia collera vi annienterà, cuori spauriti! Dissolverà le vostre anime

fragili, creature imperfette! (Rumori infernali. Allarga le braccia.) Se è

questo che volete, che sia! (Pausa) Che il fato si adempia! (Uragano)

FINE III SCENA

QUADRO QUARTO

SETTIMIO (Si svolge tutta al buio, con effetti sonori e di luce) Correte,

correte! Scappiamo da questo inferno!

GERMANA Stiamo vicini, così non ci perdiamo… (Effetti sonori)

MANU Dove siete? Non vi vedo, non vedo più niente, che sta succedendo?

GAIA Sono qui Manu, davanti a lei. Afferri la mia mano.

ULISSE Sì, ottima idea, corriamo tenendoci per mano, così non ci perdiamo.

(Rumori di corsa, con fermate e ripartente. Effetti sonori)

GAIA Alt, fermatevi, qui non c’è nessuna uscita… da qui non si esce. Ma almeno

siamo al riparo…

GERMANA E ora che facciamo? Andiamo a destra o a sinistra?

KABUL Aspettate, prima di ripartire controlliamo se ci siamo tutti.

SETTIMIO Giusto, ognuno dica il suo nome, ad iniziare dal primo della fila!

GAIA Ok. Davanti a tutti ci sono io, Gaia. Sono io la prima.

MANU Dietro Gaia ci sono io, Manu, numero due.

SETTIMIO Il numero tre sono io, Settimio.

ROSE Rose è numero quattro.

GERMANA Germana, cinque!

ULISSE Ulisse, sono io il sesto!

ROSSELLA La settima è Rossella.

KABUL L’ottavo sono io, Kabul. (pausa) E come al solito sono l’ultimo!

ROSE Otto? Allora manca uno. Eravamo nove.

MANU Sì, è vero, manca Leona. (Commenti) Che facciamo adesso?

GAIA Proviamo a chiamarla! (Gridano in diversi) Leona, ci sente? Riesce a

vederci? (Lo ripetono due o tre volte)

LEONA (Dall’altra parte) Sì, sì, vi sento. Sono qua, accanto al divano, mi

vedete? Voi dove siete? Non vedo niente. Non andatevene, non lasciatemi sola…

ROSSELLA Vado io a prenderla … credo di aver capito dove si trova.

GERMANA Faccia in fretta Rossella, dobbiamo andarcene prima possibile! (Effetti

sonori. Passi veloci che attraversano la scena)

ROSSELLA L’ho trovata, è qui, l’ho trovata! Aspettateci, arriviamo! Prenda la

mia mano, Leona, la tenga ben stretta e mi segua. (passi. Effetti sonori)

ULISSE Ah, finalmente siete arrivate! Tutto bene? State tutte e due bene?

LEONA Si, stiamo bene, ma ora andiamocene, che stiamo aspettando? Escapamos,

adelante! (Effetti sonori)

SETTIMIO Già, dice bene lei, se sapessimo da che parte scappare saremmo già

scappati! Dove scappiamo con questo buio? Prendiamo una direzione a casaccio?

GAIA Aspettate… forse… sì, mi sembra di scorgere una luce là in fondo, sì… vedo

dei bagliori. Chissà, forse è una via d’uscita. Che dite, proviamo ad andare da

quella parte? (Commenti) Siete tutti d’accordo? O restiamo qui al sicuro?

(Commenti)

KABUL Secondo me è meglio che io resto qui. Se là è sicuro vi raggiungo,

altrimenti tornate da voi da me. Ok?

MANU Sì, giusto, ottima idea Kabul. Bene, allora teniamoci stretti uno all’altro

e seguiamo Gaia. Forza Gaia, parti!

BAGLIORE ACCECANTE. Fine Quarto Quadro

Sala convocazione. Rossella, vestita da suora, è seduta. Entra Leona. Appeso c’è

il quadro con la nave. QUADRO QUINTO

LEONA Buongiorno Rossella, finalmente si parte per la crociera!

ROSSELLA (Si alza e le va incontro, si abbracciano e si baciano) Sì Leona,

finalmente. Come stai?

LEONA Insomma… non proprio benissimo. Tu?

Entra Manu e Gaia. ROSSELLA Un po’ assonnata. Ho dormito poco e male. Tu hai

dormito bene?

LEONA No, malissimo. Devo aver fatto un brutto sogno, un incubo.

ROSSELLA Un incubo? Ti ricordi cos’hai sognato?

LEONA No, non ricordo niente. A parte un lampo di luce accecante, non ricordo

assolutamente nulla.

ROSSELLA (Perplessa, sorride) Ma lo sai che è capitato qualcosa del genere anche

a me? Anch’io ho sognato una luce accecante! Poi devo essermi svegliata.

Entrano gli altri GAIA State parlando di un bagliore accecante? Ho capito bene

Rossella? (Rossella annuisce) Allora la faccenda si fa inquietante, molto

inquietante…

SETTIMIO Non ditemi che avete sognato la stessa cosa anche voi! Io me lo ricordo

benissimo: un bagliore fortissimo, come quando esplode una stella.

ULISSE Sì, proprio così, una supernova! Io ho pensato subito ad una supernova!

MANU (Esterrefatta) Cavolo! Allora a quanto pare, abbiamo fatto tutti lo stesso

sogno. (Tutti annuiscono, ci sono commenti preoccupati) Non posso crederci, non

è possibile.

GAIA Io dico che non può essere una coincidenza! Deve esserci qualcos’altro,

qualcosa di oscuro e inspiegabile.

GERMANA Perché inspiegabile Gaia? Basta pensare ad un fulmine notturno durante

un temporale e tutto diventa spiegabile, spiegabilissimo! Non c’è bisogno di

interpretazioni esoteriche!

MANU E tu Kabul? Hai sognato anche tu la luce accecante?

KABUL Io? Magari avessi sognato! Non ho chiuso occhio tutta la notte! È inutile,

non sono più abituato ai materassi, ormai riesco a dormire solo sui cartoni! Di

una cosa però sono sicurissimo: stanotte non ci sono stati né temporali né

fulmini. Ma io … (Lo interrompono e commentano tutti insieme. Rose è silenziosa,

isolata, scuote la testa)

SETTIMIO Sentiamo anche Rose. Tu che hai sognato Rose? Le stesse cose che … ?

ROSE (La interrompe) …non era sogno! Nessuno ha sognato. Non era sogno! (Tutti

la fissano allibiti)

ULISSE Non era un sogno? Che vuoi dire Rose? Cos’era allora?

ROSE Era realtà: nave, tempesta e grande luce abbagliante… tutto reale!

LEONA Che sta dicendo? Io non la capisco. Tempesta? Nave? Che nave?

MANU Parli della “Contessa Nazaria Pegli”, la nostra nave da crociera?

ROSE Sì, parlo di quella nave. Tutti noi eravamo su nave … poi …

GERMANA (Interrompe) …ma sei impazzita Rose? Non ci siamo ancora neppure saliti

sulla nave! La crociera non è ancora iniziata.

ROSE No, tu sbagli Germana. Crociera è iniziata. Nave è partita e poi è

scoppiata tempesta… e a fine è arrivata grande luce… (Restano tutti allibiti, e

commentano a voce alta. Kabul fa per dire qualcosa, ma viene anticipato)

ULISSE Rose, sei proprio sicura di star bene?

SETTIMIO Per me le è venuta la sindrome da crociera in anticipo! (Parlano tutti

assieme. Kabul cerca di parlare, nessuno ci bada)

GERMANA Non sarà il caso di farla visitare? È chiaramente in stato confusionale.

(Tutti commentano. Kabul alza il braccio, nessuno ci bada)

KABUL Ehi, volete ascoltarmi per piacere? (Tutti lo guardano perplessi)

ULISSE Che devi dire Kabul? Parla!

KABUL Rose ha detto la verità. Siete voi a sbagliare!

GAIA Kabul, ti prego, non è il momento di scherzare, la situazione è fin troppo

complicata.

KABUL Gaia, non sto scherzando! È vero, siamo partiti con la nave, poi Ulisse ha

scoperto che volevano portarci all’inferno ed è successo il finimondo! E’ la

verità. (Intanto Manu sta osservando un quadro appeso alla parete con la foto di

una nave)

ULISSE E perché solo voi due ricordate tutto, mentre noi non ricordiamo niente?

Come si spiega?

ROSE E’ stato lampo di luce.

GAIA Il lampo di luce ci ha fatto scordare tutto? E’ questo che vuoi dire Rose?

(Rose annuisce)

LEONA E tu perché ricordi tutto allora?

ROSE Sì, Rose comprende tua domanda, ma Rose non sa spiegare questo. (Sorriso

disarmante) Rose è Rose…

SETTIMIO E lui? (Indica Kabul) Perché anche lui ricorda tutto? (A Kabul) Sei un

sensitivo anche tu, Kabul?

KABUL No, io non sono sensitivo, ma io non ero assieme a voi. Ero rimasto

indietro. Il lampo l’ho visto anch’io, ma non mi ha colpito.

GERMANA (Molto perplessa) E noi dovremmo credere a questa inverosimile storia di

diavoli e di lampi di luce? Siete due brave persone, ma per me vi siete

inventati tutto!

LEONA Sì, sono convinta anch’io che si siano inventati tutto! Chissà poi perché?

(Commenti. Si avvicina Manu con il quadro in mano)

MANU (Sconvolta, trafelata) Gente, guardate, leggete qua… è terribile… ma dove

siamo capitati? Che sta succedendo? Non ci capisco più niente! (Tutti la

guardano esterrefatti, Gaia prende il quadro in mano e legge tra sé e sé. Manu

le resta accanto)

GAIA Parla della nostra nave, la “Contessa Nazaria Pegli”.

SETTIMIO Leggi, avanti, che aspetti, non tenerci sulle spine! Che c’è scritto di

tanto terrificante?

MANU Qui dice che la costruzione della nave fu terminata all’inizio del secolo e

che fece il suo viaggio inaugurale il 17 maggio … (la data del giorno dello

spettacolo)

GERMANA (Interrompe) …cioè oggi, esattamente quello che sapevamo già! E’ la

prova che Rose e Kabul hanno troppa fantasia. (Commenti sollevati da parte di

tutti gli altri)

GAIA …aspetta! Qui si parla del 17 maggio… ma … dell’anno 1903! Cioè di un

secolo fa! E che …

ULISSE 1903? Ma no! Dovevano scrivere 2003. Hanno sbagliato secolo, è così

evidente…

GAIA …no no, non è così! Qui dice anche che quello fu il suo primo e ultimo

viaggio! (Molto lentamente) Della Contessa Nazaria Pegli nessuno seppe più

nulla…! (Suono di sirena nave, vibrazioni. Sgomento generale, tutti immobili.

Lentamente si fa buio.)

FINE

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