E’ meglio perdere che lasciare

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E’ MEGLIO PRENDERE CHE LASCIARE

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Titolo

Eventuale sottotitolo

E’ meglio prendere che lasciare

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

01.02.2013

Anno di stesura

2013

Genere

Commedia brillante

Atti

1

Durata (minuti)

70

Lingua

italiano

Personaggi maschili

7

Personaggi femminili

4

Minimo attori maschili

7

Minimo attrici femminili

4

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINASSI:

Questa brillante cabarettistica  nasce da una riunione collaborativa con il direttivo della compagnia teatrale I SENZA ARTE NE PARTE (Follo – La Spezia) … il testo nato da un cumolo di idee e per merito di Miranda Malatesta e Roberto Valentia e di tutti gli attori: scritto quasi per gioco da Angeletti che ha uniformato tutte le creatività: la drammaturgia nel breve periodo  ha preso forma ed è divenuta una divertentissima trama che ruota attorno a  bustarelle, pellegrine non troppo devote , un sacrestano e la sua pecora e un prete un pò troppo libertino, buon divertimento …

E’ MEGLIO PRENDERE CHE LASCIARE

Commedia Brillante

di Giuliano Angeletti

PERSONAGGI

S.E. GABRIELE MORELLI (Vescovo)

DON CARLINO RICCI ( Parroco )

MARIETTO RATTI (il sacrestano)

DON MARCO PIATELETO (parroco)

LORENZA BERTELLONI (  pellegrina )

MARIELLA FERRARINI   (pellegrina)

AMABILE AMADORI ( donna innamorata)

CLEMENTINA SOLDANO (  compagna di Giovanni Tonelli)

GIOVANNI TONELLI (  compagno di Clementina Soldano)

SECONDO  SESSANTA ( appaltatore  napoletano)

ALIDAE MERAVIGLIAO (perpetua brasiliana)

ROBHINO (giocatore di football brasiliano)

SCENA 1

DON CARLINO

(Don Carlino è nella sua parrocchia a Bastremoli)

DON CARLINO: (chiama la perpetua) signora Maria, signora Maria … signora Maria( perplesso) non c’è nessuno …  (vede una lettera) e questa cos’è ( la guarda) è indirizzata a Don Carlino, a me non scrive mai nessuno: chissà cosa vorranno: chi mi scrive? (  legge a voce alta il mittente) S.E. Raffaele Morelli (perplesso quasi spaventato) e cosa vuole S.E. da me … cosa vuole: forse un rimprovero o una segnalazione di qualche parrocchiano … ma io non ho fatto niente, o forse ho fatto qualcosa che non dovevo fare … ma senza saperlo ed in buona fede … non mi rimane che andare a vedere.

(Don Carlino esce dalla scena)

SCENA 2

IL VESCOVO S.E. RAFFAELE MORELLI – DON CARLINO

(canto gregoriano)

(scena curia vescovile)

(  il vescovo nervoso gira per la stanza, sente bussare: si siede dietro la scrivania cercando di mantenere un contegno equo, Don Carlino con l’apparecchio per la sordità, sempre afflitto dai soliti acciacchi entra in scena leggermente claudicante con collare anti cervicale e bastone e con un alto grado di miopia  )

S.E. RAFFAELE MORELLI: (autoritario) avanti cosa aspettate

DON CARLINO: (timoroso) posso

S.E. RAFFAELE MORELLI: (autoritario) ma certo che può! Che cosa aspetta venga avanti

DON CARLINO: (timoroso) mi ha detto Don Fernando che mi avete convocato.

S.E. RAFFAELE MORELLI: ma certo che l’ho convocato

DON CARLINO: ma io non capisco il perché, io mi sono sempre comportato bene … i miei parrocchiani.

S.E. RAFFAELE MORELLI: i suoi parrocchiani, e rieccolo con la solita tiri tera , cosa c’entrano i suoi parrocchiani. Io lei, l’ho convocato per due cose di primaria importanza

DON CARLINO: (con voce soffocata) io per cose di primaria importanza, in tutta la mia vita di servitore del (segna con il dito verso l’alto) non mi era mai accaduta.

S.E. RAFFAELE MORELLI: (alterato) adesso è accaduta, e poi lei pensa che hai piani alti siano contenti del suo operato..

DON CARLINO: (titubante) io penso di si!

S.E. RAFFAELE MORELLI: (alterato) così lei ritiene di si! Così con arbitrio lei si ritiene un buon pastore: ma no si rende conto di quello che sta succedendo, bisogna guardare in faccia la realtà, Don Carlino, sveglia.

DON CARLINO: io sono un suo servitore Emminenza.

S.E. RAFFAELE MORELLI: bravo … allora apra bene le orecchie e ascolti: per esempio, Don Paolo Traverso € 2500, Don Francesco Calloni € 5000 Don Marco Piateleto che è un vero campione € 25000 penso, che sappia cosa sono queste!

DON CARLINO: (titubante) penso siano elemosine.

S.E. RAFFAELE MORELLI: (calmo) si elemosine … e adesso vediamo che cosa ha portato lei, vediamo  … vediamo …  (prende un quaderno e lo apre) il suo nome è scritto in piccolo … vediamo … Don Carlino Ricci € 50 (alterato) lei con la sua parrocchia ha donato alla chiesa e al sottoscritto solo € 50 e questo in un anno liturgico … ma non si vergogna!

DON CARLINO: ma la mia parrocchia è piccola

S.E. RAFFAELE MORELLI: piccola e grande per lei è lo stesso, quando era a Follo, ne portava ancora di meno (alterato) che cosa ne avete fatto delle elemosine

DON CARLINO: le elemosine le ho donate ai poveri.

S.E. RAFFAELE MORELLI: (alterato si alza dalla scrivania, minaccioso) le ha donate ai poveri, ma come si è permesso, lei è la rovina della chiesa! Le elemosine deve consegnarle a me, non ai poveri e poi  io ( calmo si atteggia) si io le dispenserò a chi di dovere … e poi (calmo e mieloso tira fuori dalla scrivania un dépliant  )faccia i suoi interessi, vede pecorella ha visto il nuovo catalogo dei PUNTI VATICANO … più soldi lei da al suo vescovo e più lei prende punti … vede ci sono viaggi premio, buoni sconto per il supermercato,  un telefonino 

(Don Carlino alza la testa, interessato )

DON CARLINO: un telefonino!

S.E. RAFFAELE MORELLI: si! Un telefonino dell’ultima generazione (tira fuori il cellulare) come il mio, le piace vero (il prete prende in mano il cellulare) collegamento perpetuo perfino con gli angeli e vede questo tasto verde, premendolo lei può comunicare con S. Pietro.

DON CARLINO: (meravigliato) con San Pietro! A Roma!

S.E. RAFFAELE MORELLI: ma che Roma, San Pietro lassù (indica con il dito)

DON CARLINO: (meravigliato) davvero … e il tasto rosso

S.E. RAFFAELE MORELLI: quello con quelli laggiù… (segna verso il basso) le peccatrici

DON CARLINO: (meravigliato) quelle da redimere.

S.E. RAFFAELE MORELLI: in un certo senso si… vuole vedere il cellulare, tenga, è un piccolo computer

DON CARLINO: (esamina in mano il cellulare del vescovo) bello … bello, il mio ormai non funziona neppure più, adesso tocco il tasto rosso.

S.E. RAFFAELE MORELLI: (strappa dalla mano del prete il cellulare) mi dia qua, il tasto rosso non va neppure sfiorato, perché lei Don Carlino non mi sembra preparato per entrare in un mondo pieno di tentazioni

DON CARLINO: no le tentazioni no! (  interessato ) Quanti punti prendo con 50 Euro

S.E. RAFFAELE MORELLI: (ride) con 50 Euro … niente … i premi partono dai 1000 punti in su, dai vedrà che se si impegna , riuscirà a vincere un telefonino anche lei

DON CARLINO: bene … bene

S.E. RAFFAELE MORELLI: (cambia discorso) bene …male … male … anzi bene, ha capito cosa deve fare lei porti le elemosine a me e avrà un giorno un telefonino nuovo o meglio criptato … prenda esempio da Don Piateleto (sottovoce) non dovrei neppure dirlo … ma lui ha già vinto una serie di telefonini e addirittura una vacanza in brasile

DON CARLINO: in missione nelle favelas

S.E. RAFFAELE MORELLI: ma che favelas! Don Marco è andato a Coppa Cabana: e in un albergo a cinque stelle, e tutto a spese della curia. Si aggiorni … Don Carlino si aggiorni, pensi che Marco ha preso in gestione , la sua parrocchia a Follo, una parrocchia che stava fallendo, ma con lui le donne sono tornate in chiesa e le cassette delle elemosine sono stracolme … Don Piateleto è un maestro nel curare sia le anime che i corpi e soprattutto pensa sempre alla santa madre chiesa e al suo vescovo che vuole diventare cardinale ( si alza e si atteggia) Cardinale Raffaele  Morelli suona bene , e poi magari divento anche papa (breve pausa) (alterato) ma con un prete come lei non farò mai carriera

(Don Carlino indietreggia dallo spavento)

DON CARLINO: (timoroso) sarà fatto … ma i poveri.

S.E. RAFFAELE MORELLI: (alterato) ma i poveri … non sa dire altro lei … i poveri … devono rimanere poveri perché così lassù (segna con il dito) entreranno per primi, (calmo) l’ha detto anche il principale

DON CARLINO: sarà fatto

S.E. RAFFAELE MORELLI: bravo … lo sapevo che mi diceva si … io lei Don Carlino lo voglio …esperto … capace, e questo mio insegnamento sono sicuro che ne farà tesoro … (breve pausa)  poi ci sarebbe una cosetta da niente

DON CARLINO: dica

S.E. RAFFAELE MORELLI: dovrebbe tornare a Follo

DON CARLINO: (sorridente) mi trasferisce a Follo, grazie Eccellenza … grazie (si alza dalla sedia e va per ringraziare ma S.E. lo ferma)

S.E. RAFFAELE MORELLI: si calmi, lei rimane dov’è … perché a Follo ha già fatto anche troppi danni, però tornerà nella sua vecchia parrocchia perché deve sostituire Don Piateleto. Ho scelto lei Don Carlino solo perché non ci sono altri preti disponibili, adesso vada e mi raccomando  si faccia pagare e (segna con il dito indice) sia lodato quello lassù

DON CARLINO: sempre sia lodato (va per baciare la mano ma il vescovo la retrae)

S.E. RAFFAELE MORELLI: la smetta con questi salamelecchi … vada … e si tolga di torno …

(Don Carlino zoppica, ed ha il collare per i cervicali  )

Mi scusi Don Carlino non le ho detto neppure come sta?

DON CARLINO: ho il collo che mi fa male, una sciatica che mi tormenta … come volete che sto ?

S.E. RAFFAELE MORELLI: (si alza dalla sedia e premuroso va incontro al parroco) ci sarebbe anche un buono per le cure termali, sa sono un toccasana per i cervicali

DON CARLINO: davvero e come posso fare

S.E. RAFFAELE MORELLI: (premuroso) semplice, le elemosine a me e le cure a voi, e si ricordi che è meglio prendere che lasciare

(canto Gregoriano)

(Don Carlino e S.E. Gabriele Morelli escono dalla scena )

SCENA 3

DON CARLINO - MARIETTO

(canonica di Don Piateleto)

(con Don Piateleto parroco, la canonica ha subito una notevole trasformazione, sembra una casa non troppo religiosa, Don Carlino entra e ne rimane sorpreso, Marietto Ratti  intento a pulire il locale entra ed esce di scena)

DON CARLINO: (entra ispeziona il locale e vedendo l’arredamento ne rimane deluso, il parroco parla tra se e se ma diretto verso il pubblico) che brutta fine che ha fatto la mia canonica e che arredamento strano, non sembra la casa di un parroco, non c’è un’immagine del signore, né di un santo ( vede il poster di una donna nuda appeso alla parete) e questa che santa è… io non la conosco (la guarda in maniera intensa, si mette a posto gli occhiali) ma è nuda! Si è poco vestita … sicuramente è una martire, Sant’Anna non mi sembra, Santa Cecilia, neppure… c’è scritto un nome in piccolo (si avvicina e lo legge a voce alta )  Belen  Rodríguez (sorride) sarà una delle nuove beate che ha fatto il Santo Padre. (a voce alta) Santa Belen Rodríguez  vergine e martire prega per noi . (gira per la stanza, riconosce un suo cassetto) il mio cassetto,  li tanti anni fa tenevo i miei rosari ( si avvicina apre il cassetto e tira fuori reggiseni e mutandine) e queste cosa sono … (le lancia in aria)

(entra Marietto Ratti e vedendo un uomo armeggiare intorno a dei cassetti scambia Don Carlino per un ladro)

MARIETTO RATTI: (grida) al ladro … al ladro … (minaccia il ladro con una scopa) al ladro  … stai fermo altrimenti te ne do tante … ma tante

(il ladro si gira e Marietto Ratti riconosce Don Carlino)

MARIETTO RATTI: (scusandosi) Don Carlino, chiedo scusa … io lo avevo scambiato per un delinquente … scusi.

DON CARLINO: non mi dare del lei … ci ridiamo del tu, come una volta

MARIETTO RATTI: ma lei è un ministro del signore.

DON CARLINO: signore o non signore (i due si abbracciano)

MARIETTO RATTI: che sorpresa Don Carlino, come sono contento di rivederti, ma ti è andata bene, ti avevo scambiato per un ladro

DON CARLINO: bravo, diamoci del tu … e poi io scambiato per un ladro (ridono)

MARIETTO RATTI: come stai … e come mai sei tornato?

DON CARLINO: mi ha mandato il Vescovo

MARIETTO RATTI: per sempre, meno male

DON CARLINO: no! Solo per pochi giorni

DON CARLINO: perché non ti trovi bene con Don Piateleto, è un buon parroco.

MARIETTO RATTI: sì ma con te era un’altra cosa.

DON CARLINO: (commosso cerca di sviare il discorso) ma qua vedo che è tutto cambiato.

MARIETTO RATTI: Don Piateleto, ha portato un po’ troppa modernità, comunque mi adatto.

DON CARLINO: figliolo, vedo che ti occupi sempre tu della casa del signore.

MARIETTO RATTI: certo se non le suono io, le campane non si trova più nessuno.

DON CARLINO:  ma Marietto: dimmi che vita fai: ti sei sposato, hai dei figli?

MARIETTO RATTI: (velocemente) si mi sono sposato con Clementina ed ho una figlia Clementina e una pecora rara Clementina: ma mia moglie mi ha lasciato, e ora si è messa  con un agricoltore di Voghera che si Chiama Clementino

DON CARLINO: figliolo, purtroppo non ho capito niente, ma la gente del paese.

MARIETTO RATTI: (velocemente)   A la gente del paese…. Per esempio  il commendator Tonelli, voleva fare il sindaco, ma non ha potuto fare il sindaco, allora se non ha potuto fare il sindaco, voleva fare il vicesindaco, allora non ha potuto fare il vicesindaco…. cosa ha fatto?  

DON CARLINO: cosa ha fatto?

MARIETTO RATTI: (velocemente) cosa ha fatto il commendatore?

DON CARLINO: come faccio a sapere, che cosa ha fatto il commendatore.

MARIETTO RATTI: (velocemente) ora mi viene l’imprend …. L ’imprend

DON CARLINO: l’imprenditore

MARIETTO RATTI: (velocemente) si … si … si l’imprenditore e anche l’Assessore, l’avevo sulla punta della lingua, fa lavori da tutte le parti.

DON CARLINO: lui ha fatto carriera e gli altri del paese.

MARIETTO RATTI: (velocemente) chi si è sposato … chi è andato via … a Follo c’è tanta gente nuova, e non tutti vengono a Messa.

DON CARLINO: capisco ormai Follo non è più un paese ma è una cittadina, nella mia parrocchia a Bastremoli c’è più umanità.

MARIETTO RATTI: (amichevole) qui le cose purtroppo sono cambiate, vieni Don Carlino che ti faccio vedere il nuovo arredamento della canonica

DON CARLINO: con piacere

(entrambi escono dalla scena)

SCENA 4

LORENZA – MARIELLA  – MARIETTO RATTI

( Lorenza e Mariella sono due donne vestite in abiti leggermente succinti che entrano in sacrestia con propositi più o meno seri )

LORENZA: chissà dov’è finita Mariella, dovevamo vederci qua, ma è passata mezz’ora e ancora non si vede

(entra Mariella) finalmente sei arrivata, sei sempre in ritardo

MARIELLA: non trovavo la busta con i santini che don Piateleto mi ha dato per sbaglio

LORENZA: ma che sbaglio … ti ha fregato

MARIELLA: noo si è confuso: al posto della busta con i soldi che mi doveva per “ i servizi speciali di alto livello “ mi ha lasciato questi santini! Ma in buonafede.

LORENZA: si aspetta e spera ! mi sa che quando dio ha distribuito il cervello eri in ritardo anche li … ormai distribuiva verdura e a te è capitata una zucca vuota che è l’unica cosa che hai in testa … dai tira fuori il libro delle orazioni

MARIELLA: macchè orazioni,, don Piateleto ha detto “ per farvi riconoscere tenete in vista una rivista” ed ecco la rivista

LORENZA: (prende la rivista dalle mani di Mariella) ma questo … è

MARIELLA: Raul Bova  … bel mio fustone … penso a lui tutti i giorni … e tutte le notti

LORENZA:  ( alterata, strappa il giornale alla sorella) interessante, questo lo requisisco io

MARIELLA: lasciamelo … lasciamelo…  

LORENZA: no … al massimo possiamo fare uno scambio.

MARIELLA: e tu cosa mi dai ? Cosa … mi dai?

LORENZA: ti posso dare … vediamo …  una foto di Roberto Valentia

MARIELLA: nudo

LORENZA: in costume …(eccola)

MARIELLA: ma è inguardabile … non ci sto a  fare  lo scambio, ridammi Raul , ridammi Raul

LORENZA: no io ti do due Valentia, ho anche una foto mentre raccoglie le olive

MARIELLA: ma cosa me ne frega di una foto di Roberto mentre raccoglie le olive, ridammi Raul

LORENZA: ma non ci penso nemmeno (apre la borsa)

MARIELLA: ma non valgono niente … io rivoglio… Raul

LORENZA: (apre la borsa e tira su una foto) ma sono tutte santine osè

MARIELLA: ( li guarda) si sono le santine di Marco, don Marco Piateleto

LORENZA: questa qua è tutta scema, adesso rimetti tutto dentro che arriva gente.

(Mariella rimette i santini nella borsa, entra Marietto)

MARIETTO RATTI: buon giorno, io sono il sacrestano,  cosa fate in sacrestia e voi chi siete?

LORENZA: siamo pellegrine

MARIETTO RATTI:  avete seguito il cammino della fede

LORENZA: no Fede , non ha  potuto venire, hanno fatto una retata e l’hanno portata in caserma

MARIETTO RATTI: è andata a convertire i militari.

MARIELLA: si lei li converte il giorno dello stipendio.

MARIETTO RATTI: ma che dedizione, che esempio da imitare.

LORENZA: noi siamo le sue discepole, ci ha portato lei sulla strada

MARIELLA: noi vorremmo parlare con il parroco.

MARIETTO: è lui che vi ha chiamato

LORENZA: in un certo senso

MARIETTO: io purtroppo devo andare a fare una commissione, ma voi aspettate … Don Carlino sarà qui a momenti

(Marietto esce dalla scena)

LORENZA: aspettiamo  … aspettiamo

MARIELLA: ma non è  Don Carlino che aspettiamo?

LORENZA: non importa noi lo aspettiamo

MARIELLA: ( fruga nella borsetta) eccole!!

LORENZA: ma che cosa! queste sono per le unghie

MARIELLA: ( con la limetta si aggiusta le unghie) certo funzionano bene  guarda

LORENZA: non siamo in un centro estetico, ricordati che noi siamo qui per lavorare.

MARIELLA: si ho capito ma non gridare

(si specchia) come sto

LORENZA: ti sembra questo il momento di fare la civetta, non sappiamo neppure chi è questo prete

MARIELLA: (si specchia) secondo  te questo rossetto mi sta bene o è meglio un colorino più tenue

LORENZA: finiscila , metti via la busta

MARIELLA: dove la metto

LORENZA: diamola al prete

MARIELLA: va bene ho capito, ma sei sicura che il parroco mi renda i miei soldi?

LORENZA: ssss  … sta arrivando

(entra Don Carlino)

DON CARLINO: buona sera, care parrocchiane, io sono Don Carlino

LORENZA: ed io sono Lorenza

MARIELLA: ed io sono Mariella

DON CARLINO: siete venute per confessarvi

LORENZA: veramente noi siamo due pellegrine.

MARIELLA: si pellegrine

DON CARLINO: brave le nostre pellegrine, ditemi avete seguito la strada di San Marco l’evangelista

LORENZA: si in un certo senso

MARIELLA: si... cercavamo proprio Don Marco

DON CARLINO: vi siete dedicate a lui

LORENZA: a lui …ed  anche agli altri

DON CARLINO: allora avete seguito il cammino di San Giovanni.

LORENZA: si quello di Giovanni Tonelli ? In effetti , noi dobbiamo, fare un servizio anche a lui … ma più tardi.

MARIELLA: ma Tonelli che tipo è … noi non lo conosciamo ancora

DON CARLINO:  Giovanni è un sant’uomo, anzi lo voglio andare a trovare per proporgli di fare da sponsor per una lotteria e il ricavato sarà tutto devoluto per opere di bene

MARIELLA: (grida) opere di bene per alleviare le pene … allora è per noi.

LORENZA: (da un colpo a Mariella)  finiscila cretina … opere di bene … ha detto opere di bene

DON CARLINO: fai tante moine ma poi, me la dai o non me la dai…… la busta dei santini

LORENZA: Eccoli

DON CARLINO: mi avete portato i santini, che brave!

(Mariella da, i santini al parroco)

DON CARLINO: che brave parrocchiane, questi li metto qui ( ai lati della scena) allora l’imprenditore

LORENZA: tra un paio d’ore passiamo noi dall’imprenditore, lo avvertiamo noi

DONO CARLINO: grazie, avvertitelo della mia visita mi raccomando ( fa l’atto di uscire, le due donne rimangono immobili ) ma voi non uscite

MARIELLA: ma non aspettiamo Don Marco

DON CARLINO: Don Marco, non arriverà tanto presto: è stato mandato in Brasile.

MARIELLA: è andato ad una scuola di samba, anch’io voglio andare in Brasile

LORENZA: andiamo brutta scema … la vuoi finire

(escono di scena … )

(breve pausa, rientra Don Carlino)

SCENA 5

DON CARLINO –  GIOVANNI TONELLI

DON CARLINO: sono passato a casa dell’assessore ma non c’è nessuno, allora sono andato in comune , ma non c’era nessuno: ma cosa sta succedendo? Non capisco? In questo comune sono spariti tutti … non si trova neppure il sindaco, è proprio cambiato tutto, il mondo è tutto alla rovescia?

(si affaccia da una finestra simbolica, l’assessore passa fuori dal palco, in platea)

Ecco l’assessore, va di fretta … almeno mi sembra … ora lo chiamo.

Signor Tonelli …

( il signor Tonelli fuori campo) chi mi cerca

DON CARLINO: Signor imprenditore, può salire un attimo

GIOVANNI TONELLI: (altezzoso)  signor parroco, non ho tempo sono oberato da impegni, ci sentiamo un altro giorno

DON CARLINO: ma io parlo in nome del signore.

(nel sentire questa voce l’assessore rimane perplesso … breve pausa … tonelli partendo dalla platea entra in scena)

GIOVANNI TONELLI: del Signore …… posso entrare

DON CARLINO: entrate, le porte sono aperte nella casa del signore.

GIOVANNI TONELLI:  Don Carlino, perché mi avete chiamato con tanta premura

DON CARLINO: signor Tonelli, non vi hanno ancora avvertito!

GIOVANNI TONELLI: (sospettoso)  avvertito e di che cosa

DON CARLINO: non è passato nessuno a casa sua.

GIOVANNI TONELLI:  non c’era nessuno in casa

DON CARLINO: allora nessuno le ha parlato della donazione.

GIOVANNI TONELLI:  della donazione?

DON CARLINO: si lei dovrebbe fare una donazione, ma naturalmente non è obbligato.

GIOVANNI TONELLI:  allora se non sono obbligato, posso andare

(fa l’atto di uscire di scena)

DON CARLINO: però dovrà renderne conto al signore

GIOVANNI TONELLI:  in questo caso conviene farla

(torna al cospetto di Don Carlino)

DON CARLINO: il prezzo lo stabilisce lei … ed in base a quanto versa, avrà un ritorno

GIOVANNI TONELLI:  (tra se e se) c’è anche un buon ritorno, questi preti sono proprio dei fenomeni

DON CARLINO: però deve farlo entro i termini.

GIOVANNI TONELLI:  e quando scadono i termini

DON CARLINO: io direi tra un paio di giorni.

GIOVANNI TONELLI:  un paio di giorni, sono pochi e sono tanti

DON CARLINO: sono più che ragionevoli

GIOVANNI TONELLI:  a me interessa il ritorno

DON CARLINO: dipende da quanto versa e poi sa … il signore saprà ricompensarla

 GIOVANNI TONELLI:  d’accordo

DON CARLINO: verrà un emissario a casa sua, e da lui avrà tutte le disposizioni necessarie

GIOVANNI TONELLI:  io allora aspetto

DON CARLINO: vada … vada!

GIOVANNI TONELLI: si,  vado a casa e aspetto, ma mi raccomando mi saluti il signore

DON CARLINO: questa sera nelle mie preghiere vi ricorderò.

( l’assessore esce di scena)

DON CARLINO: che anima gentile che è l’imprenditore, che uomo di cuore… spero tanto che nella lotteria ci esca anche il tetto dell’oratorio e qualcosa di più.

(Don Carlino esce dalla scena)

SCENA 6

(musica) ( suor Amabile fa due passaggi in scena cercando Albino e scompare)

( in scena un paravento) ( entra suor Amabile e voluttuosa a passo di danza vestita da suora entra dentro il paravento, una luce in penombra riflette la sua immagine, dopo lo strip si veste  in abiti succinti ed entra in scena)

SUOR AMABILE: (al pubblico) Basta…….da questo momento, io non sono più Suor Amabile, ma Amabile anzi Amabilissima … ciao belli (manda un bacio al pubblico ed esce di scena accompagnato da una musica)

SCENA 7

CLEMENTINA SOLDANO – AMABILE AMADORI – MARIETTO RATTI

(in strada)

(entra Clementina visibilmente alterata si ferma al centro della scena)

CLEMENTINA SOLDANO: (alterata) basta … non ne posso più!

(entra Marietto Ratti)

CLEMENTINA SOLDANO: (alterato) ma la vuole finire di seguirmi.

MARIETTO RATTI: ma noi percorriamo, la stessa strada

CLEMENTINA SOLDANO: e allora mi stia a debita distanza.

MARIETTO RATTI:  ma sono a dedita distanza

CLEMENTINA SOLDANO: però la mano l’hai allungata.

MARIETTA RATTI: si ma non volendo, era morta.

CLEMENTINA SOLDANO: si hai fatto la mano morta, e poi sentivo sempre dietro di me Clementina ti voglio bene … Clementina sei la mia vita.

MARIETTO RATTI: si io voglio bene a Clementina.

CLEMENTINA SOLDANO: io mi chiamo Clementina.

MARIETTO RATTI: ma quella è un’altra Clementina.

CLEMENTINA SOLDANO: ma ci sono solo io che mi chiamo Clementina.

MARIETTO RATTI: ma quella ha i (fa il gesto) capelli lunghi

CLEMENTINA SOLDANO:  ( fa il gesto)anch’ io ho i capelli lunghi.

MARIETTO RATTI: (fa il gesto) ma lei lisci

CLEMENTINA SOLDANO: (fa il gesto) anche i miei sono lisci

MARIETTO RATTI: (fa il gesto) ma lei è così sinuosa, così snella.

CLEMENTINA SOLDANO: (fa il gesto) anch’ io sono sinuosa e snella, basta adesso la smetta altrimenti chiamo i vigili, ma prima ti do due ceffoni.

(Amabile sente gridare e interviene)

AMABILE AMADORI: calmatevi … piano con le mani

CLEMENTINA SOLDANO: appunto di una mano si parla, mi ha toccato questo farabutto.

AMABILE AMADORI: allora è una cosa gravissima, e dove sei stata toccata Clementina.

CLEMENTINA SOLDANO: qui ( e mostra il fondoschiena)

MARIETTO RATTI: ma è stata una cosa non voluta.

CLEMENTINA SOLDANO: adesso dice non voluta.

MARIETTO RATTI: ma non volevo

CLEMENTINA SOLDANO: ma se mi ha toccato due volte

AMABILE AMADORI: (interessato) e come ha fatto, fammi vedere a me (si gira)

MARIETTO RATTI: no mi vergogno

AMABILE AMADORI: e dai dammi una toccatina anche a me, io sono un fuoco, non  come questa  (la indica) che è fredda come un frigorifero.

CLEMENTINA SOLDANO: io un frigorifero, ma come ti permetti.

AMABILE AMADORI: ma io sono più calda, dillo ad Albino.

MARIETTO RATTI: cosa c’entra padre Albino, io pensavo alla mia cara Clementina.

CLEMENTINA SOLDANO: ma allora è una fissazione.

AMABILE AMADORI: ma con tutte le donne libere o quasi e tutte disponibili, tu ti fissi con questo attaccapanni.

CLEMENTINA SOLDANO: e chi sarebbe l’attaccapanni.

AMABILE AMADORI: volevo dire che con una così non c’è niente da toccare, io si che sono capace di soddisfare un uomo, Marietto tocca me.

MARIETTO RATTI: io tocco solo la mia Clementina, lei si che ha due occhi neri come due braci ardenti e uno sguardo di fuoco.

CLEMENTINA SOLDANO: io ho gli occhi neri, ma non sono la tua Clementina.

AMABILE AMADORI:  io però posso essere la tua amabile, e sono amabile di nome e di fatto.

MARIETTO RATTI: basta … io voglio bene solo a Clementina.

CLEMENTINA SOLDANO: ma la devi smettere, io non sono l’unica donna che c’è in giro e poi io sono fidanzata.

AMABILE AMADORI: Marietto hai capito, Clementina è occupata ed io sono libera, perciò andiamo, se vuoi vengo a casa tua, e lì ti faccio vedere anche la biancheria intima

CLEMENTINA SOLDANO: ma cosa fai vedere , la biancheria intima!

AMABILE AMADORI: guarda ( fa vedere la giarrettiera) è più bella che la tua

CLEMENTINA SOLDANO:  anch’io ho la biancheria intima di prima qualità, ma io non la faccio vedere

MARIETTO RATTI: (non si accorge) ma Clementina, si  la mia Clementina è un’altra cosa, lei è dolce, e poi è vegetariana.

CLEMENTINA SOLDANO: io sono vegetariana

AMABILE AMADORI: io non sono vegetariana, a me piace la carne, carne cruda al sangue

CLEMENTINA SOLDANO:  sei una brutta  befana

AMABILE AMADORI: ma guardati, sei tutta ossi.

MARIETTO RATTI: io la migliore insalata la davo a lei.

AMABILE AMADORI: e  a me dai il bisteccone

CLEMENTINA SOLDANO: (rivolta a Marietto) Però adesso basta, finiscila di seguirmi altrimenti chiamo i carabinieri

MARIETTO RATTI: guardate….. io in tasca ho una sua fotografia, voglio farvi vedere quanto è bella

CLEMENTINA SOLDANO: Cosa hai  in tasca una mia fotografia, ma io ti denuncio.

MARIETTO RATTI: (tira fuori il portafoglio e la fotografia) ecco la foto, è bellissima.

AMABILE AMADORI: posso immaginare quanto sia bellissima.

MARIETTO RATTI: (bacia la fotografia) Clementina sei una femmina rara.

CLEMENTINA SOLDANO:  (strappa la foto dalle mani di Marietto)

MARIETTO RATTI: ma cosa fai , ridammela

CLEMENTINA SOLDANO: adesso la voglio proprio vedere ( sbigottito vede che è la foto di una pecora) ma è una pecora

AMABILE AMADORI: fai vedere (prende la foto) una pecora.

MARIETTO RATTI: (riprende la foto e se la bacia) Clementina è una pecora rara, ed io gli voglio bene come una figlia … sapete adesso vi racconto.

CLEMENTINA SOLDANO: (delusa) ed io che credevo che mi corteggiassi:  non ci sono più gli uomini di una volta

AMABILE AMADORI: è proprio vero, non ci sono più uomini in giro

( Clementina e Suor Amabile deluse escono di scena, lasciando solo Marietto)

MARIETTO RATTI:  avete visto è bellissima la mia Clementina,  lo sapete che è l’unico esemplare femmina di pecora zerasca

(si guarda intorno ma non vede nessuno)  dove siete aspettatemi che vi racconto

SCENA 8

CLEMENTINA SOLDANO –  GIOVANNI TONELLI – SECONDO SESSANTA

(casa dell’imprenditore Giovanni Tonelli)

GIOVANNI TONELLI: (seduto legge il giornale) guardiamo le ultime notizie, la borsa è a picco, lo spread è sempre più alto, la disoccupazione è ai massimi storici, non c’è niente di nuovo.

(entra Clementina Soldano, alterata)

CLEMENTINA SOLDANO: (alterata) non c’è proprio niente di nuovo, mi avevi promesso che mi regalavi quel braccialetto d’oro e diamanti di Bulgari e invece sono giorni che non vedo niente, e poi sei sempre attaccato a quel telefono e hai giornali e a chattare e tutte le volte che senti suonare alla porta hai un sussulto … ma cosa ti ha preso … e poi me ne stanno succedendo di tutti i colori … addirittura un tipo strano in strada mi ha paragonato a una pecora.

GIOVANNI TONELLI: una pecora che fa bbbbeeee … bbbeeee …

CLEMENTINA SOLDANO: e mi prendi anche in giro, guarda che ci metto poco a votare i tacchi e ad andarmene … voglio il bracciale che mi hai promesso capito.

GIOVANNI TONELLI : cerca di avere pazienza, è un momento particolare, vedrai che passerà : c’è crisi devi capire

CLEMENTINA SOLDANO: crisi o non crisi, non mi sembra che tu patisca la crisi: hai abiti alla moda e abiti di lusso : ma solo per te (sospira) alla tua povera compagna che ti segue nel bene e nel male … niente neppure un gioiello

GIOVANNI TONELLI: cerca di avere pazienza, ho un affare importante in corso e se va bene di bracciali, te ne regalo due.

CLEMENTINA SOLDANO: si, bracciali da galera

GIOVANNI TONELLI: fidati di me, te ne regalo due

CLEMENTINA SOLDANO: due … tre … quattro, non sai dire altro , io mi sono stufata … anzi sai cosa ti dico io me ne vado

( Giovanni si alza e cerca di dissuaderla)

GIOVANNI TONELLI: ma dove vai, aspetta dammi un pò di tempo, cerca di ragionare.

CLEMENTINA SOLDANO: con te non si può ragionare, e poi sai quanti ne trovo di uomini come te.

(suonano alla porta, l’assessore ha un sussulto)

GIOVANNI TONELLI: hanno suonato chi sarà? Chi sarà, io non apro?

CLEMENTINA SOLDANO:  ma di cosa hai paura, vado io ad aprire

 (Clementina apre e vede un uomo con accento napoletano)

SECONDO SESSANTA: signorina Soldano, posso entrare.

( l’assessore vedendo il tipo alla porta non è per niente preoccupato)

CLEMENTINA SOLDANO: come fa a sapere il mio nome, non credo di conoscerla.

SECONDO SESSANTA: la conoscono tutti, Clementina lei è la più bella di Follo.

CLEMENTINA SOLDANO: (rivolta verso il convivente) visto qualcuno mi apprezza, prego venga.

SECONDO SESSANTA: grazie (entra)

GIOVANNI TONELLI: (si danno la mano) piacere Tonelli.

SECONDO SESSANTA:  Secondo Sessanta

GIOVANNI TONELLI: (ironico) venga signor Sessanta secondi

SECONDO SESSANTA: e qui casta l’asino, il mio nome è Secondo Sessanta e in molti a dire il vero che si sbagliano.

CLEMENTINA SOLDANO: entri e si accomodi 

GIOVANNI TONELLI: (ironico) e fan centoventi, in che cosa posso esserle utile, sia ben certo che se è venuto per vendere qualcosa … io non compro niente

SECONDO SESSANTA: e chi vuole comprare qualcosa….. io sono il contitolare della ditta Sessanta s.r.l. e scusate avrei l’urgenza di fare quattro chiacchiere con lei

CLEMENTINA SOLDANO:  si sieda ( Secondo si siede)

GIOVANNI TONELLI: che cosa desidera

SECONDO SESSANTA: dovrei parlarle in privato, intanto ho portato un presente a Clementina  (da un pacchettino)

CLEMENTINA SOLDANO: (lo apre eccitata e vede il bracciale che desiderava ) grazie … grazie si avvicina ed abbraccia Secondo … (diretta verso Giovanni) visto come   si fa felice una donna

(Giovanni rimane allibito)

GIOVANNI TONELLI: signor Sessanta non doveva disturbarsi.

SECONDO SESSANTA: (verso Clementina) ma quale disturbo, è un dovere…. Ma  adesso pupa, lasciaci soli.

GIOVANNI TONELLI: si lasciaci soli

CLEMENTINA SOLDANO: ( eccitata) ci vediamo dopo, grazie Secondo

(esce dalla scena)

GIOVANNI TONELLI: per quale ragione è venuto a trovarmi signor Sessanta, non credo per corteggiare Clementina.

SECONDO SESSANTA: no … non mi permetterei mai … io sono venuto perché rappresento la ditta, lei sa quale.

GIOVANNI TONELLI: quella di quel signore che si è messo in contatto con me per avere in subappalto la rotonda sul Durasca.

SECONDO SESSANTA: si la rotonda, si farà … vero …

GIOVANNI TONELLI: si farà e… si farà presto, ho i progetti in mano … lo dica al signore.

SECONDO SESSANTA: capisce il signore aspetta sempre.

GIOVANNI TONELLI: (agitato) ho capito lei è il suo  socio.

SECONDO SESSANTA: (conta con le dita) si ma io sono socio della seconda ditta al sessantuno per cento

GIOVANNI TONELLI: ma non era il 60%

SECONDO SESSANTA: ma Sessanta sono io, ed ho il 61%.

GIOVANNI TONELLI: va bene, vedremo quanto mi offre.

SECONDO SESSANTA: ho carta bianca … però deve fare qualcosa per noi.

GIOVANNI TONELLI: capisco

SECONDO SESSANTA: (fa vedere la borsa piena di soldi) io ho portato questi.

(Tonelli fa per prenderli, ma Sessanta gli e li nega)

SECONDO SESSANTA: calma

SECONDO TONELLI: mi dia il malloppo e dopo vediamo.

SECONDO SESSANTA: ecco, lei mi fa avere in subappalto anche il ponte di Piana Battolla.

GIOVANNI TONELLI: non si preoccupi, però io ho bisogno dei suoi soldi .

SECONDO SESSANTA: io glie li do … ma mettiamo nero su bianco … ed in più consegni questa busta piena di dollari ad un uomo vestito di nero che verrà a trovarla

GIOVANNI TONELLI: ho capito so come funziona.

SECONDO SESSANTA: lei deve solo, fare quello che le dico io, e senza fare domande.

GIOVANNI TONELLI: e cosa devo fare

SECONDO SESSANTA: lei deve dare questa busta, ad un uomo vestito di nero, più chiaro di così

GIOVANNI TONELLI: di nero! Come! E poi chi è?

SECONDO SESSANTA: è uno sconosciuto che però io conosco bene.

GIOVANNI TONELLI: ma allora non è sconosciuto.

SECONDO SESSANTA: ma si che è uno sconosciuto, ma non a sessanta

GIOVANNI TONELLI: ma se lo sanno in sessanta che sconosciuto è?

SECONDO SESSANTA: ma io sono sessanta, lo vuole capire?.... e lei deve darli ad un uomo vestito di nero, che è sconosciuto a lei, ma non a sessanta, che poi sarei io!..... hai capito adesso…. Io sto puntando tutto su di voi .. su lei e sul nero… capisce ora?

GIOVANNI TONELLI: si, ho capito devo puntare sessanta sul nero

SECONDO SESSANTA: Nooooooo!!! Deve darli ad un uomo vestito di nero

GIOVANNI TONELLI: capito, capito…… nero… ma … perché?

SECONDO SESSANTA:  perché su sessanta io ci prendo il trenta, e sono dollari, che deve dare al nero

GIOVANNI TONELLI: ah! Ho capito tutto: praticamente senza fattura

SECONDO SESSANTA:  ma che fattura ( tra se e se) questo mi farà uscire pazzo!! Dollari ! si tratta di dollari da consegnare a quel signore in nero! Mi raccomando!!!

GIOVANNI TONELLI: Capito… chiaro…. Chiarissimo… boh!??

SECONDO SESSANTA:  allora io vado e ossequi alla signora

GIOVANNI TONELLI: presenterò

(Secondo Sessanta esce di scena)

(Giovanni Tonelli si sdraia in poltrona, suonano alla porta entra Don Carlino, le due buste con i soldi sono tutte sul tavolo)

SCENA 9

GIOVANNI TONELLI – DON CARLINO

DON CARLINO: posso

GIOVANNI TONELLI: prego … signor parroco ( ride)  (tra se e se, rivolto verso il pubblico) certo che le studiano proprio tutte … ma non mi fregano … io l’ho capito subito che questo non è un prete vero, ma devo stare al gioco

DON CARLINO: grazie signor imprenditore, io l’ho capito subito che lei è un buon parrocchiano

GIOVANNI TONELLI: (tra se e se) finge, ed anche bene.

DON CARLINO: Signor Tonelli, io sono venuto a trovarla, non solo per ringraziarla per il suo nobile gesto, ma anche … per benedire la casa … anche se non ha prenotato:  perché, sa che si deve mettere in nota.

GIOVANNI TONELLI: è vero io non ho prenotato.

DON CARLINO: lo sa che il signore è buono, potrebbe non essere contento …

GIOVANNI TONELLI: grazie … ma dica un po’ come si fa chiamare.

DON CARLINO: Don Carlino Ricci … il mio nome è Don Carlino e sono solo un umile uomo in nero  servo del signore.

GIOVANNI TONELLI: ho capito un uomo in nero……  praticamente un esattore

DON CARLINO: non proprio così ,diciamo per l’occasione, comunque lei aveva dato la sua parola.

GIOVANNI TONELLI: è vero, e quando Tonelli da una parola è quella …  tenga

(Don Carlino si siede e Tonelli, gli da una busta piena di soldi )

DON CARLINO: (comico e veloce via vai di buste nella confusione prende tutte le buste e ne guarda il contenuto, ne prende una dalla quale prende solo una parte dei soldi,  ma riconsegna a Tonelli l’altra e la rimanenza dei soldi) ma figliolo sono troppi … non doveva , con questi soldi ci viene anche il restauro dell’affresco … grazie : prendo quelli che mi servono … sono troppi … sono troppi … riprenda questi.

(veloce e comico via vai di buste, Don Carlino riconsegna le banconote all’imprenditore, ma Tonelli li ridà a Don Carlino e lui li riprende)

GIOVANNI TONELLI: (tra se e se) non è mica scemo questo, mi riconsegna i soldi , ma io non li accetto: tenete … tenete .. per i vostri poveri

( Tonelli riconsegna la rimanenza dei soldi al parroco, dopo si mette una  delle due buste di soldi in tasca)

DON CARLINO: Grazie … il signore vi ricompenserà.

GIOVANNI TONELLI: (parla dei dollari)  si li prenda e ringrazi il signore, e lo rassicuri dicendole che con me non ci sono problemi anche per il ponte della Durasca

DON CARLINO: si del ponte della Durasca dove passerà la madonna pellegrina

GIOVANNI TONELLI: a proposito di pellegrine,  se il signore ne ha bisogno … ne ho fra le mani un paio che non sono niente male … anzi devono venire a trovarmi, le ho trovate su internet

DON CARLINO: non capisco

GIOVANNI TONELLI: stasera glielo dica …. quando lo sente, io ho due pellegrine celestiali.

DON CARLINO: questa sera quando lo sento, glielo ricorderò.

GIOVANNI TONELLI: allora mi raccomando, mi fido … anzi mi dia il numero del cellulare voglio parlargli di persona.

DON CARLINO: ( segna con il dito indice verso l’alto) ma lo sa che lei è veramente simpatico, non credo proprio che il Signore abbia bisogno di un cellulare: si ricordi che lui la vede e la sente sempre ha orecchie dappertutto…

GIOVANNI TONELLI: che organizzazione……allora io mi fido di lei Don … come si fa chiamare.

DON CARLINO: Bond ….. Jeams Bond……Carlino … Don Carlino

GIOVANNI TONELLI: va bene, allora io aspetto, lì sul  ponte del Durasca

DON CARLINO: ho capito (ride) aspetta la madonna pellegrina.

GIOVANNI TONELLI: si la madonna come dice lei in codice e anche le pellegrine

DON CARLINO: grazie e il signore sia con voi.

GIOVANNI TONELLI: con tutti gli affari che abbiamo in comune, deve stare con me per forza

(Don Carlino esce dalla scena  … Tonelli esce di scena)

(Tonelli ritorna in scena per prendere la busta ma non la trova)

SCENA  10

GIOVANNI TONELLI – CLEMENTINA SOLDANO – SECONDO SESSANTA (fuori scena) – DON CARLINO (fuori scena)

(Tonelli, disperato gira per la stanza, vuota la scrivania, rimette le cose al suo posto)

GIOVANNI TONELLI: (cerca nella scrivania la busta dei soldi che ha in tasca, ma non li trova) non li trovo, non li trovo … dove sono finiti i soldi, erano qui … chi può averli presi (grida) Clementina … Clementina !

CLEMENTINA SOLDANO: cosa vuoi! Ma la vuoi finire di gridare, io non sono la tua serva, finiscila basta!

GIOVANNI TONELLI: va bene … basta … scusami.

CLEMENTINA SOLDANO: allora mi vuoi dire cosa vuoi ! Mi stavo truccando e tu mi hai disturbato, e questo vorrei che non si ripetesse più! Chiaro

GIOVANNI TONELLI: Clementina, hai per caso visto una busta sulla scrivania.

CLEMENTINA SOLDANO: brutto tamburo, io non ho visto nessuna  busta, adesso esco … vado a fare shopping

(esce dalla scena)

GIOVANNI TONELLI: nella confusione non se la sarà per caso ripreso Sessanta, adesso telefono.

(telefona a Sessanta che da fuori campo risponde)

GIOVANNI TONELLI: (telefona) Signor Sessanta, Signor Sessanta.

SECONDO SESSANTA: (fuori campo)  fan centoventi

GIOVANNI TONELLI: io ho telefonato per i Sessanta.

SECONDO SESSANTA: (fuori campo)  io sono Sessanta

GIOVANNI TONELLI:  ha per caso per sbaglio preso anche i miei Sessanta

SECONDO SESSANTA: problemi suoi, noi li abbiamo dati . In ogni caso ricordi che abbiamo messo tutto nero su bianco.

(stacca il telefono)

GIOVANNI TONELLI: signor Sessanta ( non risponde nessuno,) ma mi ha buttato giù il telefono

  ma come mai … chi ha preso i soldi … chi ha preso i soldi ( lampo di genio) forse ma perché non ci sono arrivato prima … (grida) Don Carlino!

(telefona a Don Carlino)

GIOVANNI TONELLI: Don Carlino !

DON CARLINO: (fuori scena) buona sera signor Tonelli, ma lo sa che lei è il più grande benefattore di tutto il comune , l’ho ricordato ieri sera al signore

GIOVANNI TONELLI: allora ha ricordato al signore che ci sono Sessanta  in più

DON CARLINO: (fuori scena) se ha donato di più … lei è veramente un santo.

GIOVANNI TONELLI: Ma no dovrebbe restituirne una parte.

DON CARLINO: (fuori scena) non mi sembra siano in più.

GIOVANNI TONELLI: ne possiamo parlare, possiamo almeno vederci in canonica

DON CARLINO: (fuori scena) in canonica no… è meglio in strada, noi non abbiamo niente da nascondere.

GIOVANNI TONELLI: va bene tra una mezzora

DON CARLINO: (fuori scena) a sua disposizione (stacca il telefono)

GIOVANNI TONELLI: (tra se e se) devo recuperare i soldi … devo recuperare i soldi, ma li recupero …e se li recupero …

(esce di scena)

SCENA 11

MARIETTO RATTI – LORENZA – MARIELLA

(canonica, preparazione per la lotteria, un gigantesco scatolone e tre sedie)

MARIETTO RATTI: adesso devo preparare la canonica per la lotteria, e tocca tutto a me e solo a me i lavori faticosi, ma io devo anche lavorare … ho le pecore da accudire, e poi i campi … ma non sono mica fatto di ferro

(entrano Lorenza e Mariella)

LORENZA: veniamo noi a darti una mano figliuolo .

MARIETTO RATTI: (sbalordito) meno male, è il signore che vi manda.

MARIELLA: no…passavamo per caso

LORENZA:  abbiamo sentito gridare dalla canonica, e allora ci siamo dette…

MARIELLA: magari è arrivato Marco

MARIETTO RATTI: Don Marco, volete dire

MARIELLA: Si Don Marco, noi lo aspettiamo

MARIETTO RATTI: Don Marco, non mancherà per la lotteria. Ed io devo preparare tutto

LORENZA: ma noi ti diamo una mano

MARIELLA: però non mi voglio rovinare le unghie.

MARIETTO RATTI:  va bene e vi ringrazio: siete disponibili a darmi una mano

MARIELLA: ma se proprio la vuoi te la diamo.

(tutti ridono)

MARIETTO RATTI: ( posiziona alcuni oggetti di scena, un gigantesco scatolone)

ecco il premio lo mettiamo lì e… (si volta)  l’estrazione la facciamo qui, proprio in questo posto

(Marietto cerca di disporre il tutto per una lotteria tradizionale , mentre le due donne cercano di posizionare gli oggetti di scena per un altro tipo di lotteria)

LORENZA: (rivoluziona tutta la scena cambiando posto agli oggetti) questo lo mettiamo qua.

MARIELLA: (cambia gli oggetti di scena) no Marietto è meglio che noi ci mettiamo in quel punto, e l’estrazione la facciamo nell’angolo, proprio lì …

(Lorenza e Mariella buttano di forza sulla poltrona Marietto che si rialza di scatto)

MARIETTO: non posso sedermi, sono io il responsabile , e poi sulla poltrona no … mi fa venire il mal di schiena)

LORENZA: siediti

(gioco delle sedie)

(le due donne modificano l’assetto della stanza a loro piacimento facendo confusione, infine ansanti si fermano)

(breve pausa)

MARIELLA: io mi metto qui

MARIETTO: perché?

MARIELLA: perché così … si mette in risalto il mio corpo statuario.

MARIETTO RATTI: volete mettere nella stanza, anche le statue delle sante.

LORENZA: (provocante) di sante ci siamo già noi

MARIETTO RATTI: si vede che siete donne di cuore.

MARIELLA: (provocante) certo al cuore non si comanda.

LORENZA: al soldo non si comanda

MARIETTO RATTI: non capisco!

LORENZA: solo con il soldo si comanda.

(prendono di peso Marietto)

MARIETTO RATTI:  dove mi portate!

MARIELLA e LORENZA: in paradiso

MARIETTO RATTI: Si   in paradiso in paradiso,

LORENZA:  scommetto che sei pieno di grana?

MARIELLA: quanto hai in tasca

MARIETTO RATTI: non mi lamento

(le due donne prendono Marietto a braccetto ed escono di scena)

SCENA 12

GIOVANNI TONELLI ­­– AMABILE AMADORI

( Amabile è eccitata da un appuntamento che ha avuto su internet con un uomo che non conosce e non ha mai visto)

AMABILE AMADORI: (euforica) ho conosciuto in chat, un uomo,  bello, prestante con un volto maschio, un santo… ( indica il pubblico) non certamente come voi che siete dei rammolliti. (mostra la foto al pubblico e la foto è quella di Giovanni Tonelli) adesso lo aspetto ed è questo che il cielo mi ha mandato

( guarda l‘orologio) ma è in ritardo … (agitata) ma quanto ci mette, ormai non resisto più … sono tutta un fuoco dentro … neppure tutti i pompieri della caserma riescono a spegnermi …

(si specchia) mi sono rovinato il trucco: che orrore … che orrore … adesso mi prendo qualche minuto e vado a rifarmi il trucco … tanto … anche se è una visione celeste, è sempre un uomo, ed un uomo è sempre meglio farlo aspettare

( Amabile esce di scena, entra in scena Giovanni Tonelli)

GIOVANNI TONELLI: (agitato) ma guarda un po’ è furbo quel prete, mi fa aspettare ma, bisogna vedere se mi riporta i soldi … e poi se li riporta, chissà a che compromesso, naturalmente visto che tipo è, non mi posso aspettare niente di buono, vedrò di fare buon viso a cattiva sorte.

(Tonelli nervoso gira per la scena, agitato per tutto quello che gli sta succedendo quando, ad un tratto sente una voce dietro le spalle)

AMABILE AMADORI: (guarda il poster del suo innamorato, lo mostra al pubblico ) è lui ! è lui colui che mi ha mandato, è lui quello che mi chiama ripetutamente amore

GIOVANNI TONELLI: (agitato) non viene nessuno …  mi ha fregato.

AMABILE AMADORI: sono io il tuo amore, ed io non ti ho fregato, anzi ti ho pregato, e sapessi quanto ho pregato perché tu venissi

GIOVANNI TONELLI: come sarebbe a dire, io non ti ho fregato …e ti ho pregato,  io non sto aspettando lei.

AMABILE AMADORI: si aspettavi me … ma sono anni che aspettavi  la mia mano che ti sfiora.

GIOVANNI TONELLI: io aspettavo lei, ma io non la conosco, io non l’ho mai vista.

AMABILE AMADORI: di persona, no …ma io sono il tuo amore di chat

GIOVANNI TONELLI: di chat … ma scherziamo, se ne vada,  ho un appuntamento importante

AMABILE AMADORI:   mascalzone, ti diverti, giochi con il mio cuore.

GIOVANNI TONELLI: ma io non la conosco

AMABILE AMADORI: si che mi conosci tesoro, mi hai sempre scritto delle cose meravigliose … ti amo Amabilina … sei il mio unico amore Amabilina … e ora fai così il difficile ( gli da un colpettino )  e dai mi dicevi … amore mio ti regalerò un mare di rose ( delusa)  

GIOVANNI TONELLI: non ho portato rose

AMABILE AMADORI: è lo stesso, l’importante è che mi ami pazzamente, e poi non sei neppure andato via

GIOVANNI TONELLI: ma io non posso andare via.

AMABILE AMADORI: andiamo via assieme, scappiamo da questo mondo, andiamo in un’isola deserta,

io e te soli.

GIOVANNI TONELLI: mi lasci,  ho un appuntamento.

AMABILE AMADORI: con una donna più bella di me

GIOVANNI TONELLI: no con una donna no

AMABILE AMADORI: allora con un …

GIOVANNI TONELLI: Si con un uomo, un uomo in nero …  io aspetto Don Carlino

AMABILE AMADORI: perché tra lei e Don Carlino, insomma voi siete.

GIOVANNI TONELLI: no, noi non siamo niente! Tra me e Don Carlino non c’è niente, io ho un con lui solo un appuntamento di affari.

AMABILE AMADORI: io ne ero sicura, … e poi io qua ho la sua foto ne ho fatto un poster … l’ho attaccato nella mia camera

GIOVANNI TONELLI: mi lasci perdere, io aspetto Don Carlino.

AMABILE AMADORI: lascia, perdere, Don Carlino e con i soldi che ti escono dalla tasca ce ne andiamo a Miami io e te soli … amore mio

GIOVANNI TONELLI: (euforico) con i soldi che mi escono dalla tasca ( li tira fuori) ecco i soldi … ecco i soldi (ringraziando la suora) grazie … grazie

AMABILE AMADORI: allora andiamo

GIOVANNI TONELLI: no, vado … via io… vado via io

AMABILE AMADORI: aspettami

(Giovanni Tonelli esce di scena, la suora arrapata lo insegue, la busta con i soldi gli cade sulla scena)

SCENA 13

DON CARLINO

(Don Carlino entra in scena)

DON CARLINO: (gira per la scena) ma dov’è il signor Tonelli, avevamo un appuntamento proprio qui, va bene che sono arrivato in ritardo, ma poteva aspettare almeno un minuto … ma sapete cosa dico io me ne vado (vede una busta per terra, la raccoglie e vede che è piena di soldi) guarda quanti soldi, un altro dono della provvidenza: chissà di chi saranno, (cerca nella busta) di nessuno … adesso li prendo io poi vedremo di restituirli … forse

(soddisfatto, esce dalla scena)

SCENA 14

MARIETTO RATTI -  DON CARLINO – LORENZA - MARIELLA

(Marietto euforico)

MARIETTO RATTI: (grida) è ritornato Don Piateleto, è ritornato Don Piateleto!

DON CARLINO: (meravigliato) ma come, è tornato in anticipo?

MARIETTO RATTI: è tornato … è tornato !

DON CARLINO:  è già arrivato a Follo?

MARIETTO RATTI: ha già pagato da bere a tutti, al bar!

DON CARLINO: ma qui non è ancora venuto?

(entrano Lorenza e Mariella euforiche)

MARIETTO RATTI: dove andate di fretta

LORENZA e MARIELLA: andiamo dal nostro Marco.

DON CARLINO: riprendete il cammino di San Marco?

LORENZA: si il cammino di Marco

MARIETTO RATTI: ma non potete aspettarlo qui?

MARIELLA: no … andiamo a raggiungerlo per prendere i soldi

MARIETTO RATTI: ma qui c’è da finire di preparare per la lotteria.

LORENZA: (passa una sedia a Marietto) tieni preparati la cerimonia da solo.

MARIETTO RATTI: (prende la sedia) e questa, dove lo metto.

MARIELLA: mettila, dove vuoi

MARIETTO RATTI: ma dove?

DON CARLINO: mettilo lì

MARIETTO RATTI: (alle pellegrine) ma allora ve ne andate davvero

LORENZA: torniamo

MARIELLA: noi torniamo con lui

MARIETTO: ma l’estrazione

DON CARLINO: sì l’estrazione

LORENZA: tanto per l’estrazione … bisogna aspettare Marco e Giovanni Tonelli.

DON CARLINO: fate presto

MARIELLA: ci mettiamo il tempo che ci vuole.

(escono dalla scena)

SCENA 15

MARIETTO RATTI -  DON CARLINO – CLEMENTINA SOLDANO

(Marietto e Don Carlino sono delusi per il susseguirsi degli eventi , Clementina notoriamente anticlericale viene in canonica a cercare una busta, quella persa dal suo imprenditore ,  secondo le indicazioni di Giovanni Tonelli)

MARIETTO RATTI: (vede entrare Clementina) Signorina Clementina come mai qua, e proprio lei poi

CLEMENTINA SOLDANO: perché non posso entrare.

MARIETTO RATTI: ma lei signorina

(rivolgendosi a Don Carlino)

 lo sa che non ha mai preso nessun sacramento ed in più vive una vita scellerata

DON CARLINO: ma Marietto ti metti a fare il moralista proprio tu … guarda che lo so, quello che hai fatto con le due pellegrine.

MARIETTO RATTI: (colto sul fatto, intimorito si mettono le mani sulla bocca) ma non è stato un peccato erano due angeli.

DON CARLINO: si, ma che ti hanno mangiato tutto il portafoglio

MARIETTO RATTI: sì però … (da qualche colpettino alla spalla come segno di complicità) capisci una volta ogni tanto.

CLEMENTINA SOLDANO:  cosa avete da confabulare

DON CARLINO: (rivolto a Marietto) di questa faccenda ne parliamo dopo, ma adesso accogliamo questa pecorella.

MARIETTO RATTI: si, accogliamo questa pecorella.

CLEMENTINA SOLDANO: (rivolta a Marietto) guarda che io non sono una pecorella di quelle che alludevi prima (a voce alta) pecorone, e non sono neppure una pecora come credi.

MARIETTO RATTI: io ho una pecora che è bellissima, ed è ricercatissima.

CLEMENTINA SOLDANO: allora falla arrosto

MARIETTO: (grida) arrosto! … arrosto! … la mia Clementina: ma sai cosa  sei … tu! Un’assassina! Un’assassina  !

CLEMENTINA SOLDANO: (ride) io un’assassina … questa poi ! (ad alta voce) sai cosa sei tu.

DON CARLINO: (facendo da paciere) calmatevi, siamo nella casa del signore.

MARIETTO RATTI: (agitato) io mi calmo solo perché lo dice Don Carlino , ma se non fosse una donna.

CLEMENTINA SOLDANO: (agitata) Don Carlino, toglimi di torno questo pazzo.

DON CARLINO: (rivolto a Marietto) adesso basta … e quando dico, basta è basta: chiaro!

CLEMENTINA SOLDANO: va bene … basta Marietto … Basta chiaro!

DON CARLINO: adesso calmiamo i ferventi animi. (rivolgendosi a Clementina) pecorella Clementina in cosa posso esserle utile

CLEMENTINA SOLDANO: perché deve per forza avere bisogno di qualcosa.

DON CARLINO: ma lei non è mai venuta

MARIETTO RATTI: si non è mai venuta

CLEMENTINA SOLDANO: e allora c’è sempre, una prima volta.

DON CARLINO: bene … bene … allora è venuta a dare una mano per la lotteria.

CLEMENTINA SOLDANO : cosa … la lotteria!

MARIETTO RATTI: si la lotteria!

CLEMENTINA SOLDANO: (stupita) va bene, la lotteria!

DON CARLINO: (capisce ) c’è altro?

CLEMENTINA SOLDANO: veramente, Giovanni … Tonelli mi ha detto che ha smarrito una busta da qualche parte ( fa l’atto di cercarla)

DON CARLINO: (occhi verso il cielo) che santo, che uomo magnanimo il commendator Tonelli , e che uomo di fede

CLEMENTINA SOLDANO: lasciamo andare i salamelecchi … ha visto per caso una busta in giro.

MARIETTO RATTI: una busta di che tipo

CLEMENTINA SOLDANO:  non so

DON CARLINO: di che colore e contenente cosa?

CLEMENTINA SOLDANO: non so! Giovanni non mi ha detto niente

MARIETTO RATTI: (prende la busta con i santini che avevano portato le pellegrine in precedenza) forse è questa l’ho trovata in sacrestia.

CLEMENTINA SOLDANO: (prende la busta) grazie, allora vado a portargliela.

DON CARLINO: bene … bene vada e mi saluti quel gran benefattore …

CLEMENTINA SOLDANO: Giovanni un benefattore questa poi.

DON CARLINO: (alterato) si è un grande benefattore ed io ne sono testimone, e adesso vado a farmi una camomilla.

(Don Carlino esce dalla scena)

MARIETTO RATTI: (calmo) Clementina, visto lo hai fatto arrabbiare.

CLEMENTINA SOLDANO: e adesso ci diamo anche del tu.

MARIETTO RATTI: si posso darti del tu

CLEMENTINA SOLDANO: (alterata) va bene, ed ora Marietto, spiegami il perché: prima mi paragonavi a una pecora e ora, mi stai facendo gli occhi dolci  come un pesce lesso …

MARIETTO RATTI: io mi vorrei scusare…

CLEMENTINA SOLDANO: va bene, oggi voglio essere brava, accetto le tue scuse.

MARIETTO RATTI: grazie … grazie Clementina

CLEMENTINA SOLDANO: Marietto dimmi, voglio sapere di Clementina.

MARIETTO RATTI: Clementina, la mia pecora

CLEMENTINA SOLDANO: (alterata) si la tua pecora ma io non sono una pecora!

MARIETTO RATTI: ma sapessi quanto vale

CLEMENTINA SOLDANO: e quanto vale!

MARIETTO RATTI: Clementina sapessi, è rara, è protetta.

CLEMENTINA SOLDANO: basta giri di parole, quanto vale in soldi!

MARIETTO RATTI: il suo nuovo valore è di 40.000 Euro.

CLEMENTINA SOLDANO: 40.000 Euro per una pecora, deve essere d’oro.

MARIETTO RATTI: (euforico) è rara , ed in via di estinzione, sai cosa faccio, la vendo… ho già trovato un appassionato che la compra.

CLEMENTINA SOLDANO: e chi è questo pazzo!

MARIETTO RATTI: (euforico) un allevatore di Tivegna, ho già trovato un accordo, e con i soldi.

CLEMENTINA SOLDANO: e con i soldi

MARIETTO RATTI: mi trovo una donna e mi sposo.

CLEMENTINA SOLDANO: (fa tutti i suoi conti) con 40.000 Euro per una pecora, quasi quasi (a voce alta) Marietto, con 40.000 Euro  ti sposo io diciamo per 6 mesi

MARIETTO RATTI: (ci pensa) per sei mesi mi sembra un pò poco.

CLEMENTINA SOLDANO: facciamo 9 mesi, ma dopo divorziamo

MARIETTO RATTI:(ci pensa)  va bene … va bene

CLEMENTINA SOLDANO: e dopo mi dai gli alimenti.

MARIETTO RATTI: ok … adesso andiamo

CLEMENTINA SOLDANO: si! Vai amore … fammi, strada

(escono dalla scena)

SCENA 16

MARIETTO – DON PIATELETO – ALIDAE MERAVIGLIAO - ROBINHO

(rientra in scena Marietto)

MARIETTO RATTI: (euforico) è proprio vero che quello che non succede in una vita, succede in un giorno, oggi ho trovato chi mi compra la pecora e l’amore …

(si sente il motivetto di una samba) cosa sento … una samba e questo vuole dire che è arrivato … è arrivato …

(entra in scena Don Piateleto, e un brasiliano)

DON PIATELETO: si Marietto, sono tornato….  purtroppo

MARIETTO RATTI: (euforico) Marco sei tornato, lo sai che sentivo la tua mancanza al tuo posto hanno mandato un prete (fa il gesto per dire palloso)

DON PIATELETO: un altro prete? … non preoccuparti, ora sono qua, ma Copa Cabana è un’altra cosa.

MARIETTO RATTI: da quando sei partito, molte cose sono cambiate, io mi sono fidanzato e ho venduto la pecora e me ne vado via con lei, per cui bisogna che ti cerchi un altro sacrestano …

DON PIATELETO: Marietto vai e non preoccuparti, morto un sacrestano se ne fa un altro (grida) tu vieni qua! ( chiama l’uomo che era con lui) ho portato un nuovo calciatore per il San Martino e vorrà dire che gli farò fare anche il sacrestano )

MARIETTO RATTI: e come si chiama

DON PIATELETO: Robinho, un bomber che ha il vizio di sgrafignare.

(entra Robinho, vestito da calciatore brasiliano, con un sacco di palloni)

( lo spinge) dai Robinho, saluta Marietto

ROBINHO: salutao (fa il gesto di rubare il portafoglio)

DON PIATELETO: Marietto attento al portafoglio

MARIETTO RATTI: (perplesso) prendi tanto è vuoto,,,  ma sarà in grado, di fare il sacrestano

DON PIATELETO: si ch’è in grado, vero Robinho, dai dillo. …e  dillo

ROBINHO: dilao … dilao  (pausa)

DON PIATELETO: hai visto come è sveglio … è timido, ma sarà un gran bomber, ecco questa è la maglia del San Martino( consegna la maglia con i colori del San Martino a Robinho) e adesso fatti onore, da te voglio almeno  venti goal a stagione

ROBINHO: venti golao … trenta golao … quaranta golao …

DON PIATELETO:  e dal Brasile ho portato anche… sua sorella

( motivetto di una samba) la regina di Coppa Cabana … Alidae Meravigliao …

(entra in scena Alidae a passo di samba)

ALIDAE MERAVIGLIAO: abbracciami Don Piatelao

DON PIATELETO: (abbraccia Alidae) questa bellezza sarà la mia nuova perpetua.

MARIETTO: ma non ne volevi di perpetue

DON PIATELETO: ma lei è speciale

(musica cacao meravigliao)

ALIDAE MERAVIGLIAO: (balla) Alidae Meravigliao (si avvicina a Marco) si Marcao i sarò la tua perpetuao

DON PIATELETO: (a Marietto senza farsi notare) e smettila un momento, , non la sopporto più appena gli scade il permesso di soggiorno la rispedisco in Brasile e ne faccio venire una meno esuberante, alla mia età è meglio non esagerare, una volta al giorno e basta.

MARIETTO RATTI: gagliardo!

DON PIATELETO: si fa quel che si può

MARIETTO RATTI: adesso devo farti conoscere il tuo sostituto, quello che ha organizzato la lotteria.

DON PIATELETO: dai chiamalo

MARIETTO RATTI: vado subito (esce dalla scena)

DON PIATELETO: adesso lasciatemi solo figlioli.

ALIDAE MERAVIGLIAO: ma devo proprio andarao

DON PIATELETO: (fa segno con le mani) si andarao … andarao …

(Robinho: e Alidae escono dalla scena)

SCENA 17

MARIETTO – DON PIATELETO – DON CARLINO

(entra Marietto)

MARIETTO RATTI : questo è Don Carlino, e questo è Don Piateleto

DON CARLINO: ben tornato signor parroco

DON PIATETETO: (perplesso) buon giorno

DON CARLINO: Signor Parroco, mi sono permesso di organizzare una lotteria in suo onore per festeggiare il suo ritorno.

DON PIATELETO: la ringrazio

MARIETTO RATTI: Marco sono venute due pellegrine a cercarti.

DON CARLINO: si le ho conosciute, ma come sono affettuose!

DON PIATELETO:  Lorenza e Mariella sono  due sante donne

DON CARLINO: due donne di grande cuore e di animo aperto

DON PIATELETO:  aperte sicuramente

MARIETTO RATTI: hanno donato anche dei santini alla parrocchia.

DON CARLINO: sono due sante pellegrine

DON PIATELETO: sante poco, pellegrine tanto

DON CARLINO: si sono donne che danno tutto loro stesse al signore.

DON PIATELETO: anche a più signori

MARIETTO RATTI: sì anche a più signori

DON CARLINO: comunque Lorenza e Mariella sono venute ed hanno contribuito molto, per il buon svolgimento della manifestazione

DON PIATELETO: si lo so che sono venute

MARIETTO RATTI: ed hanno trovato molti contribuenti.

DON PIATELETO: e il signor parroco ha preparato tutto con zelo

DON CARLINO: si tutto con zelo, per cui posso tornare alla mia parrocchia prima della lotteria.

DON PIATELETO: se vuole … vada, pure, ci pensiamo noi due.

MARIETTO RATTI: sì ci pensiamo noi

DON CARLINO: allora io vado, ho il pullman, proprio tra dieci minuti.

DON PIATELETO: sia lodato quello lassù

DON CARLINO: sempre sia lodato

MARIETTO RATTI: sia lodato

(Don Carlino prende le sue borse ed esce dalla scena)

MARIETTO RATTI: (rivolto a Don Piateleto) meno male … che palle

DON PIATELETO: deve essere proprio  un tipo noioso

MARIETTO RATTI: non mi dire niente,(gira per il palco)  comunque è tutto pronto per la manifestazione

DON PIATELETO: allora si comincia.

SCENA 18

MARIETTO – DON PIATELETO – SECONDO SESSANTA – GIOVANNI TONELLI – MARIELLA – LORENZA – AMABILE AMADORI  

DON PIATELETO: (al pubblico) LOTTERIA DI SAN MARTINO , lotteria solo per uomini veri: si dia inizio all’estrazione, fiato alle trombe ……. Marietto

MARIETTO: pronto!

DON PIATELETO: allora procediamo all’estrazione …… il terzo premio è Mariella

(Mariella entra e tutta conturbante, rullo di tamburi )

MARIELLA: (provocante sul palco)

(Marietto estrae il numero e lo passa a Mariella)

DON PIATELETO: vince il terzo premio, il numero 60

SECONDO SESSANTA: ma è il mio

DON PIATELETO: bene signor Sessanta ecco il premio

MARIELLA: prendimi tesoro

SECONDO SESSANTA: per quanto tempo

MARIELLA: sarebbero dieci minuti, se vuoi starci di più, ci mettiamo d’accordo, pagamento anticipato questa volta

(entrambi escono dalla scena) (Marietto estrae il numero)

(entra in scena Lorenza provocante, rullo di tamburi)

DON PIATELETO: il secondo premio è Lorenza……vince il secondo premio, il numero 4

(nessuno dice niente)

MARIETTO: ha vinto Don Carlino

LORENZA: vado subito da lui

(Lorenza esce dalla scena)

DON PIATELETO: ed ora il premio più ambito il primo premio, pronto Marietto

MARIETTO RATTI: prontissimo

(estrae il numero e lo passa a Don Piateleto, rullo di tamburi)

DON PIATELETO: il vincitore del primo premio è il numero 90

(nessuno si fa avanti)

MARIETTO: ma è il tuo Marco

DON PIATELETO: (euforico) è il mio … è il mio, ho vinto … ho vinto

(musica … si apre il pacco ed esce Amabile in sottoveste rosa)

AMABILE AMADORI : sono tua per una notte intera, e se vuoi anche di più … prendimi Marco.

(Don Piateleto deluso passa il biglietto a Tonelli)

DON PIATELETO: No, No io non ho vinto … ha vinto lui …

GIOVANNI TONELLI: (ritrovandosi il biglietto in mano) no… non è il mio (mangia il biglietto) adesso devo andare.

AMABILE AMADORI: sei sempre tu, allora è il destino che ci unisce, aspettami amore … aspettami..

(Tonelli fugge dalla scena seguito da suor Amabile)

(entra Clementina Soldano e abbraccia Marietto)

MARIETTO: (a Marco) io allora Marco, io me ne vado con Clementina.

CLEMENTINA SOLDANO: con le Clementine.

(entra in scena Alidae Meravigliao abbraccia Marco)

DON PIATELETO: ( abbraccia la donna) ed io vado a far vedere il paese alla nuova perpetua

(escono dalla scena)

SCENA 19

S.E. GABRIELE MORELLI– DON CARLINO (fuori scena)

 (canto gregoriano)

(Curia Vescovile,  S.E. entra in scena e vede una scatola confezione regalo sulla scrivania)

(entra in scena il vescovo, visibilmente nervoso)

S.E. GABRIELE CONFETTI: che giornata faticosa, com’è dura la vita del vescovo, un ricevimento qua, un ricevimento la, una messa sopra ed una sotto, alla fine arrivi alla sera che sei alla frutta: povero Gabriele, a volte mi dico… ma chi te lo ha fatto fare (guarda sulla scrivania e vede il pacco) e questo cos’è? Magari qualche mia ammiratrice mi ha fatto un regalino.

(squilla il cellulare del vescovo)

S.E. GABRIELE CONFETTI: (risponde) pronto … pronto ( si sente la musica di un tango) (cade la linea) adesso vedo, chi ha telefonato … numero privato! Chissà chi è, forse qualcuno che ha sbagliato numero?

(mette il telefono sul tavolino e fa per aprire il pacco, quando squilla il telefono, riprende il telefono e si risente la musica del tango)

Pronto … (cade la linea) chi sarà?

(cerca di aprire il pacco, lo apre, ma non ne vede ancora il contenuto)

(squilla di nuovo il telefono, il vescovo alza il cellulare, si sente la musica di un tango)

S.E. GABRIELE CONFETTI: (alterato) pronto!

DON CARLINO: ( voce fuori campo) Sono io Sua Emminenza, e abbassate quella musica (la musica cessa)

S.E. GABRIELE CONFETTI: (alterato) io chi!

DON CARLINO: sono io Don Carlino

S.E. GABRIELE CONFETTI:(autoritario) Don Carlino che fine ha fatto la questua, io voglio la questua

DON CARLINO: ( pacato) Emminenza io sono a Buenos Aires a curarmi dai cervicali ad una scuola di tango, e con me c’è Lorenza la pellegrina, io le ho telefonato per ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me.  Grazie a lei mi sono tenuto i dollari e gli Euro che ha donato Tonelli, ed in più mi sono tenuto le elemosine, intanto apra il pacco

S.E. GABRIELE CONFETTI: si il pacco!

(apre il pacco e vede mostrandola al pubblico, la veste talare di Don Carlino)

DON CARLINO: Emminenza legga il biglietto che troverà dentro il pacco.

S.E. GABRIELE CONFETTI: (fruga dentro il pacco, trova il biglietto e un abito talare che mostra al pubblico) prende il biglietto (lo legge ad alta voce)

Emminenza, il mio abito talare lo metta in naftalina anzi lo passi al mio sostituto, perché ho deciso di seguire il suo consiglio, si ricorda: è meglio prendere che lasciare, ed io mi sono preso delle lunghe ferie.  Il suo devoto Carlino

(stacca la comunicazione)

S.E. GABRIELE CONFETTI: (rimette l’abito talare nella scatola, la richiude e con calma va al centro del palco dicendo)  Come: è meglio prendere che lasciare: e poi! Lunghe ferie per Don Carlino, ma io non ci posso credere… il mondo va proprio alla rovescia.

Don Carlino e  Lorenza entrano in scena e ballano il tango.

(ed esce dalla scena)

SIPARIO

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