È tutta una congiura

E TUTTA UNA CONGIURA

COMMEDIA BRILLANTISSIMA IN TRE ATTI DI

RENATO FIDONE

Versione aggiornata e riveduta nel dicembre 2013

Prima edizione dicembre 1984

Tutti i diritti riservati e tutelati dalla SIAE

E TUTTA UNA CONGIURA

Commedia brillantissima in tre atti di

RENATO FIDONE

P e r s o n a g g i

Matteo Pappalardo/insegnante elementare

Maria/sua moglie

Emilio/suo figlio

Sara/sua figlia

Nicola/macellaio

Laura/portiera

Libero La Volpe/detective privato

Vittorio, detto Clic/fotografo

Attilio La Grua/avvocato

Antonio Moreschi/assicuratore

Signora Malacarne/vedova

Epoca presente. La vicenda si svolge in un qualsiasi paese della Sicilia.

Ogni riferimento a fatti, vicende o persone puramente casuale e dettato dalla fantasia dellAutore.

Renato Fidone, via Lido 47 97018 SCICLI (Rg)

0932.937912 333.6016300

NOTE DELLAUTORE

A seguito delle continue richieste di numerose compagnie di apportare allOpera alcune modifiche che consentissero di aumentare il numero dei personaggi femminili, e diminuire quelli maschili, ho operato i seguenti aggiornamenti:

1-Ho eliminato il personaggio di don Ciccio il portiere, unendo le sue battute a quelle della moglie Laura, dando a questo personaggio maggiore spessore e personalit.

2-Ho aggiunto il personaggio della vedova Malacarne con due entrate e che se ben caratterizzato, oltre a non passare inosservato, anzi, dar al personaggio stesso una maggiore consistenza e vis comica.

3-Ho, inoltre, apportato alcuni piccoli cambiamenti nelle battute con aggiunte o cancellazioni cos come pure nella didascalia, cambiamenti resi necessari per laggiornamento ai tempi nostri (2013) che ne migliorer la messa in scena rendendola attuale e pi dinamica.

Spero, in questo modo, di aver accontentato le Compagnie pi esigenti.

Buon lavoro.

Scicli, marzo 2013 Renato Fidone

Al 3 FESTIVAL NAZIONALE FITA di Termini Imerese (agosto 1986)

MIGLIORE COMMEDIA DI AUTORE MERDIONALE

Con la presente motivazione

E TUTTA UNA CONGIURA, E UN LAVORO TEATRALE SCORREVOLE, SAPIDO, CON TROVATE ORIGINALI , GAGS SPUMEGGIANTI E SENZA MAI SCADERE NEL BANALE O NELLA VOLGARITA, DEGNO DEL MIGLIORE DE BENEDETTI AD MAIORA SEMPER

Il Presidente della Giuria

IVANO STACCIOLI (attore)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

CODICE LAVORO 349723 A

I diritti dautore della commedia E Tutta Una Congiura di Renato Fidone sono tutelati dalla SIAE. Si diffida, pertanto, chiunque apporti sostanziali o parziali modifiche allOpera senza lautorizzazione dellAutore.

PRESENTAZIONE

E TUTTA UNA CONGIURA, di Renato Fidone, che tratta in modo semplice e brillante il tema della Gelosia, poteva indurre il nostro autore a scadere nelle banalit, vista la tematica trita e ritrita , con le solite frasi, le solite gags, usate da sempre dai tanti autori che si sono cimentati su questo tema. Occorreva, quindi, studiare e inventare nuove gags, nuove situazioni comiche, nuove trovate e battute per riuscire a rimediare quella originalit che oggi il teatro, specialmente quello leggero, ha bisogno. Con le battute e con le sue geniali trovate, il nostro Autore riuscito a non cadere nella trappola di cui si parlava prima e a creare un intreccio fluido, sapido, scorrevole, segno di una maturit artistica che non fa rimpiangere la riuscitissima Amuri di Frati . Non un momento di pausa , piena di ritmi incalzanti e di azioni sceniche esilaranti, E TUTTA UNA CONGIURA, non altro che la storia di un uomo, Matteo Pappalardo, che accecato dalla gelosia per la moglie Maria, e preso da quei sacri principi morali di cui paladino, fa scaturire una storia comico-grottesca che fomentata dal figlio Emilio e subita con spirito di sopportazione dalla figlia Sara e dalla stessa moglie Maria, si sviluppa in una cornice di personaggi divertenti e piacevoli, come linvestigatore La Volpe, il fotografo Clic, lassicuratore Moreschi, lavvocato La Grua, il macellaio Nicola, la vedova Malacarne e la portiere Laura, che lasceranno il sorriso sulle labbra degli spettatori. Caratteristi che si muovono attorno alla figura di Matteo senza per sovrastarne la personalit di protagonista che si staglia sopra di essi. Una commedia che non vuole essere un momento di riflessione sulla gelosia, ma che ripropone, invece, questo eterno problema delluomo in modo sdrammatizzante e con brillante leggerezza, che fa parte del rapporto coniugale o di coppia in genere. Una commedia che ricorda il grande De Benedetti, infine, che supera la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, e che pone Renato Fidone a pieno titolo nel panorama dei nuovi Autori del Teatro Siciliano.

dal Teatro Ambasciatori di Catania Jano Iacobello

15 novembre 1985 Attore e regista

PRIMO ATTO

Comune sul fondo, ricavata da un corridoio che a sinistra porta nella zona cucina, bagno ecc., a destra verso il portone dingresso che non si vede. Interno con pochi mobili, sulla sinistra , per chi guarda, tavolo con quattro sedie, sulla destra salottino, qualche quadro, un giradischi e sempre sulla destra uno specchio a muro. Porta a sinistra, che conduce nella camera di Matteo, un corridoio comune sul fondo che conduce a sinistra, nelle camere della figlia Sara e del figlio Emilio, oltre che nella restante parte della casa e a destra sempre del corridoio, si va verso luscita per la comune.

E in scena Emilio, il figlio maschio, una piaga per la famiglia, non ha voluto frequentare la scuola e non una cima dintelligenza. Ha in testa un casco, la tuta e mima un pilota mentre in curva, mentre con la bocca simula il rumore del motore, musica a tutto volume.

MARIA : (entrando, sulla 50na, ancora piacente) Matri Santa e chi ? (spaventata)

EMILIO : (togliendosi il casco) Mamma, chi nun ti piaciu accuss? Chi nun paru Valentinu Rossi? (si rimette il casco)

MARIA : Tu massumigghi a ncretinu di 17 anni! E leviti ss cosa ddocu, e stuta ss machina di scrusciu ( Emilio esegue, urtato )

EMILIO : Avaia, mamma, nun fari accuss. Tu nun mi capisci ppi nenti. Iu haiu bisognu di sfucarimi, mi sentu repressuMamma, a giovent di oggi nun nn comu a chidda de tempi vostrinoi abbiamo tante esigenze, abbiamo tante ambizionitanti interessi

MARIA : (ironicamente) Tanti interessi? Ma pirch nun continui a scola e ti cerchi ntravagghiuValentinu Rossi! (su tutte le furie) Nun ti pozzu vidiri cchi cumminatu di sta manera. A t patri u facisti esauriri e a mia mi stai facennu moriri suppilu suppilu. Ppi nun parrari, poi, di t soru ca ti cci manci a mmit di quantu guadagna.

EMILIO : Lunicu nta sta famigghia a sffriri sugnu iu, nuddu ca mi capisci. (imbronciato)

MARIA : Iu sacciu sulu ca nta sta casa persumu a paci e a tranquillit e t patri nun perda loccasioni di pigghiarasilla ccu mia, anchi ppi na cosa di nenti..

EMILIO : (con cattiveria) U pap sa pigghia cc tia pirch ci sarannu i mutivi(scostandosi dalla madre, per paura di una sua reazione)

MARIA : (risentita) E quali sunu sti mutivi, sintemu?

EMILIO : Enun u sacciuIddu dici

MARIA : Avantisintimu chi dici(aggressiva)

EMILIO : (timidamente) Iddu dicidici ca..dici ca tu.ci fai.nsumma u tradisciEccu!! (con decisione)

MARIA : (aggredendolo, girano attorno al tavolo) Disgraziatu, tu si a ruvina mia.

EMILIO : Ma iu chi cci curpu? U pap u dici. Eppoi vhaiu ntisu quannu vasciarriati(girano c.s.)

MARIA : E con chi lo tradisco, parra deficienti!

EMILIO : Cccc

MARIA : Nun fari a iaddinaparra ccu cui u tradisciu, scimunitu?

EMILIO : Cc macellaiu di cc nfacciu pap u dissi(si fermano, Emilio rimane a debita distanza)

MARIA : E tu ci cridi?

EMILIO : E iu chi nni sacciu? Quannu nesci chi ti vegnu appressu?

MARIA : Ah, si? Allura iu, secunnu tia, baccal ca nun si autru, fussi capaci di na cosa di chissi?

EMILIO : Ti dissi can un u sacciu!! (con cantilena)

MARIA : (accasciandosi sulla sedia, disperata) Chi vita disgraziata. (prendendosi la testa tra le mani, scoppia a piangere, poi subito via a sin., Emilio come se niente fosse accaduto, indossa il casco e ricomincia amimare un pilota in gara, tale e quale a primaentra dalla comune la sorella Sara, vicino ai 30 anni, ha dei libri sotto il braccio destroappena entra e alla vista del fratello ha come un sussulto, di spavento che le fa cadere i libri)

SARA : Maria Santissima!

EMILIO : Nun ti scantari, SaruzzaIu sugnu, Emiliu. (si toglie il casco e spegne il giradischi)

SARA : Chi ti ccattasti u muturi?

EMILIO : Nca quali, Saruzza! Macari a Diu! Ppi ora mi ccattai sulu u cascu e u scrusciuu muturi veni dopu. (sorridendo affettuosamente) Saruzza, mi presti 10 euru..appoi ti dugnu. (Sara apre il portamonete e gli porge una banconota da 10 euro)

SARA : Sta simana thaiu datu 30 euru, quannu mi duni ? E poi vulissi sapirichi nni fai?

EMILIO : Nun ti preoccupari, appoi ti dugnu, dammi tempu, sorellina, ciau..(via per la comune a destra)

SARA : (fra se) Ma chi nni fa tutti sti sordi? ( riprende i libri e chiama verso linterno) Mammamammina.( esce la madre asciugandosi le lacrime) Mamma, cchi hai? Parra!

MARIA : Figghia mia, nunnni pozzu cchi! Sta casa divintau un infernu. (si siedono sul divano)

SARA : Ma cchi successi, dimmillu? Chi fu u pap?

MARIA : Nca quali, sta vota iddu nun centraFu Emiliu, ssu scimunitu. Mi ha ferita a morte.

SARA : Ma cchi ti fici?

MARIA : Mi dissi ca iu tradisciu a t patri,ssu scimunitu!

SARA : Tu tradisci o pap? E cc cui?

MARIA : Cc macellaiu di cc sutta..delinquenti!

SARA : (meravigliata) Cc Nicola? E di unni ci vinni sta novit?

MARIA : Dici ca nha ntisu certi voti quannu nasciarriamu cc t patri

SARA : Ma pirch u pap sospetta di Nicola?

MARIA : Ma cchi nni sacciu, figghia mia! E un pazzo. Mi tortura da matina a sira. Dici ca quannu ci haiu iutu ppi ccattari a carni mha datu certi taliaturi comu e raggi X.

SARA : Ma chi tha fattu qualchi complimentucchi sacciuun po pesante..imbarazzante?

MARIA : Ma qualicchi dici gentilieducato e poi mi regala sempri carni supecchiu, chistu si

SARA : Ma allura tutta sta gilusia di unni ci vinni?

MARIA : Dici ca avi provi sicuri e che al momento opportuno li consegner al suo avvocato. (campanello, Sara va ad aprire, mentre Maria si ricompone guardandosi allo specchio, poi ricompare Sara seguita da Laura la portiera, sulla 40na, la classica donna che sa tutto di tutti)

LAURA : Signora mi deve scusare ma sono venuta perch ci devo dire una cosa molto importante che riguarda suo marito. (imbarazzata)

MARIA : Videmu cchi cosa cumminauchi vi fici?

LAURA : No, di fari nun nni fici nenti, ci hadiciamo cosiumiliati.

MARIA : Avanti, nun nni pirdumu nte preliminari..assittativi e cuntatimi tuttu. (si siedono)

LAURA : Ora ci cuntu tuttu. Lautru ieri, vinni nportineria e ni dissi Donna Laura, vui e vostru maritu, ppi chiddu ca po fari, mi dovreste fare un grosso piacere. Ho le provedico le proveche mia moglie mi tradisce con Nicola il macellaio, e siccome i vulissi pigghiari sul pi bello, quannu iddu veni a m casa e iu nun ci sugnu, mi dovete avvisareun colpo di telefono a scola o al cellulare e iu in un lampo mi sdurrubbu cc e i cchiappu in flagranza di reato Iu ci rispusi ca nuatri nun nn ca simu davanti a porta a vidiri cu trasi e cu nesci, puru nuatri avimu i nostri bisogni personali, e poi lei u sapi m maritu in quali condizioni .mischinu sulla sedia a rotelle, mancu parracomu si fa? Sparti ci pigghiau di supra! Vuatri siti paiati ppi fari i sintinelli e basta! Ci dissi ca nuatri avemu di manciari, m maritu ca nun po parrariU sapi cchi mi dissi? Ci ttacca na campanedda nto coddu e quannu vidi certi movimenti sospetti, u cristianu u movi, lei senti a campanedda e intervienee mi avvisa. Dui uri ciascunu, unu muntu e lautru smuntaVulennu si po fari tuttu. Volere potere! Ricordatevi, ho detto!! E locchi ci laveva russi cumu e vampiri, pareva indemoniato. Matri cchi scantu, nun si puteva taliari. E cchi erumu surdati? Eppoi a nuatri a fari a spia nun ni piaci, nun simu paiati ppi chissu.

MARIA : (stupefatta) Ma completamenti pazzu!

LAURA : Iu nun sacciu se pazzu, ma a ruffiana nun nnhaiu fattu mai.

MARIA : ( orgogliosa ) Ma cchi ruffiana e ruffiananun c bisognu ca faciti a guardia pirch iu sugnu comu allaria netta can un nnavi paura de trona. (si alza e sgarbatamente va via a sinistra)

SARA : Mamma, nun fari accuss, a signura Laura non voleva diri chissu(Maria gi fuori, poi rivolta a Laura) Poteva fare a meno di dire tutte quelle sciocchezze a mia madre

LAURA : Signurina, nuatri simu stanchi nun sulu cc so patri, ma

SARA : Avanticontinuati, ccu cui ancora. (decisa)

LAURA : (come se si togliesse un peso) Cc lei!

SARA : Ah, si? Chi vi parunu picca i sordi ca mi spillati? Parrati!!

LAURA : La situazione troppo delicata e pericolosa e nuatri nun nna sintema di fari sta cummediail rischio troppo grosso e nun vali a cannilasignorina Sara!

SARA : Haiu caputu, c bisognu di un piccolo aumento, veru? Parrati!!

LAURA : Il rischio grosso, signorina. So patri se sa della cosa ni spara, avi locchi comu mpazzu(si ode il campanello)

SARA : Silenzio, cc . Si scurdau i chiavi di sicuru. Facissi finta ca vinni ppi dirini cacasi ruppi a fognatura, va beni? (Laura annuisce, Sara va ad aprire, poi ritorna con Matteo, il padre, sulla 50na, porta una borsa, indossa un cappello modesto, il suo sguardo e il modo di parlare denotano una forte complicanza psichica, la voce sempre alterata)

MATTEO : OhohLa portiera capo a casa mia! Chiff vi licenziati?

SARA : No, pap. La signora Laura venuta perch si rotta la fognatura e occorrono dei soldi per la riparazione

MATTEO : E per una fesseria di tal fatta , non poteva telefonare, invece di sguarnire la portineria.e lasciare che entri questo o quello( occhi sbarrati alludendo al discorso che gli aveva fatto prima) maleintezionatonon vero signora portiera? Meno male che non era una cosa importante, senn sarebbe venuta con la forza pubblica?

LAURA : ( spaventata) Giustogiustovado al mio lavoroScusate lincomodo, prufissuri ( mentre si avia sul fondo a destra)

MATTEO : (distrattamente, armeggiando con la borsa e sedendosi) Andateandate al vostro lavoro e fate buona guardia

SARA : (a Laura a bassa voce) Per quel discorso(soldi), ne parliamo dopo. (via Laura)

MATTEO : ( a voce alta) Sara, lhandicappatu unn?

SARA : Emiliu niscu!

MATTEO : E unni sinnu ss deficienti? Nun si trova mai a casa, sempri in movimento. T matri unn ?

SARA : Chi ncuminciau linterrogatoriu?

MATTEO : Vidi ca iu sugnu t patri e ti pozzu fari tutti i ddummanni ca vogghiu, hai capito? (rif la domanda con calma ma in modo deciso) T matri unn?

SARA : Va chiamala!

SARA : Pirch nun ci vai tu?

MATTEO : (si alza con fare minaccioso) Ecco i risultati delleducazione che tua madre ti ha impartito.zero.Appena sposati mi disse Tu lavora, ai figli ci penso io Ccu tia questo il risultato, cc t frati peggio che andar di notte, una nullit. Un mollusco senza prospettive. Ma di questo ne parleremo dopo. Ora ti dissi di chiamari a t matri, scattare!! ( urlando ) (Sara va in cucina, poi ritorna con Maria)

MARIA : Che cosa vuoi? ( sfinita )

MATTEO : Senti tu, comu ti chiami.Vidi ca iu nella societ occupo una posizione molto importante. Mi occupo delleducazione dei futuri uomini, faccio il Maestro , linsegnante elementare.Devo insegnare come si vive, devo essere di esempio, mhaiu a fari stimare. E vero? (le due donne fanno finta di non sentire) E vero? (c.s.) E VERO ? (urlando)

MARIA E SARA : ( hanno quasi un sussulto di paura) Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

MATTEO : Brave, mi avete capito. ( pausa ) Che cosa posso insegnare quando io stesso non rappresento pi la via da seguirela strada

SARA : (decisa) Basta, pap, cc sti stupidaggini, ora mi pari ca stai esagerannu

MARA : Nono, fallu parrari, accuss videmu unni voli arrivari, na vota ppi sempriavanti parra

SARA : (alzandosi) Iu mi nni vaiu, sugnu stuffa. ( via sul fondo a sinistra nella sua camera)

MATTEO : Vattinnivattinni, tu non minteressi! (riprendendo con maggiore enfasi) Chi cosa chaiu a cuntari e carusi, ca sugnu cuntentu che mia moglie mi cornifica con Nicola il macellaio?

MARIA : Ma.

MATTEO : (interrompendola) Mutaparru iu! Che una cosa giusta? Che nella societ di oggi a mugghieri libera di fari

MARIA : Machi

MATTEO : Ti dissi muta, o ti scannomaledetta(aggressivo) .e a mugghieri libera di fari chiddu ca ci piaci e u maritu nun nnha parrari?

MARIA : Basta!! (risoluta) Ora parru iu!

MATTEO : Parra, tantu nun ti sentu.non hai argomenti validi.

MARIA : Ma pezzu di scimunitu, i provicchi provi haimi vuoi diri?

MATTEO : I provivoli, i provi! Tu stissa me lo dimostri, di comu ti vesti, di comu ti trucch, di comu tannachi, di comu ti mprofumiidi

SARA : E poi, di cosa ti sei accorto, parra

MATTEO : (trionfante) C tutta una corrispondenza epistolare che ho nelle mani, mia cara Messalina

MARIA : Ah, gi, i littri. Mava scurdatu!

MATTEO : Confessi, veru? Di fronte allevidenza dei fatti, confessi?

MARIA : (senza convinzione) Certo, di fronte allevidenza dei fatti. Mi puoi dari sti littri qua ntu i talu boni? Accuss, pp curiosit

MATTEO : (ridendo istericamente) Ah.ah..ah.ah, voli i littri. Curnutu si, ma fissa mai! Ricordatillu, concubina mia. Queste sono le prove del tuo tradimento. Cc chisti tu ti nni vai di sta casa, senza alimenti. Mia cara! Ti cerchi ntravagghiu puru tuo megghiu, ti minti a vinniri costati, sanceli e sasizza

MARIA : Iu mi nnavissi a gghiri di sta casa? Ma per lo meno tu si pazzu di manicomiu.

MATTEO : (meravigliato) Ma comu, non vuoi andare a vivere col tuo bel Nicolino? Avaia, Maria, non fare complimenti.

MARIA : Iu di sta casa nun mi nni vaiu mancu cch bummi! Tu poi scurdari

MATTEO : E tu inveci ti nni vai, tu dicu iu! (al pubblico) Mi tradiva col macellaio. Ma dicu, non potevi sceglierecchi sacciu..un ingegnereun medicoun idrauliconu dutturinmaistru no, a prova ci a facisti e nun ti bbastau! No!! Ci piaciu u macellaio. No ca iu abbia qualcosa contra i macellai, ma Diu miusunu sempri lurdi di sangu.

MARIA : ( Sfacciatamente) E cchi ci vuoi fari, mattraiu a puzza do sangu

MATTEO : Perversa!

MARIA : (andando via a sin. ) Maniaco! (via)

MATTEO : ( gridando verso linterno) E manu mali can un nnera pisciaru, pirch senn avevutu a mpistari na casanun si nni va a puzza do piscinon se ne va.( si siede affranto) Ora capisciu pirch u delinquenti mi faceva credito a volot Sinnissi prufissuri, appoi ma paia a carninun si preoccupassi..manciassipinsassi a saluti Certu, o restu ci pinsava iddu.si pagava in naturaDelinquenti! Nta vulanza abbiava carni ca mancu pareva sua ! Iu ci diceva..Nicola, mi dai mezzo chilo di sfasciatura E iddu mi dava nchilu di filettu Manciassi, prufissuri, comu lacqua, alla mia saluti e alla vostra Per un anno mi ha regalato perlomeno 50 polli, ero talmente stufo di manciari pennuti, ca ngnornu ci dissi Nicola, pp piaciri, cancia articolo ca sugnu stuffuagghiu a nausea E chiff nun si prisenta cch cunigghiSei misi di cunigghiInsomma, io pensavo che tutta questa sua magnanimit veniva dal fatto che ero stato il suo insegnate elementare, e invece, guardate che cosa mi toccato di subire! Ah, dimenticavo, molte volte veniva persino in casa a purtarimi a carniil miserabile( campanello, Maria va ad aprire, poi ritorna con Nicola che ha portato la carne ed un pollo ben visibileMatteo alla sua vista rimane di stucco, Maria fa dei segnali a Nicola) Ed ecco a voi lo squartatore di ParigiQuali onuri! Comu mai sta visita inaspettata? U telefunu senza fili, chiff nun funzionau sta vota? ( Matteo si alza furioso e aggressivo verso Nicola che indietreggia cadendo su una poltrona, Maria gli fa dei segnali di assecondarlo e di non reagire perch pazzo)

NICOLA : (spaventato a morte) Cicici purtai a carniprufissuri! Sosofigghia passau stamatina e mi dissi di purtalla iu stissu.

MATTEO : Dimmi na cosa, Nicolino, tu chi si spusatu? (con gli occhi fuori dalle orbite)

NICOLA : (c.s.) Nociosisi

MATTEO : Si o no?

NICOLA : S, sugnu spusatuper staiu divorziannu

MATTEO : Certu, accuss si libberu comu laria, veru?

NICOLA : Sisi..libberu comu lariaMa pirch mi faciti tuti sti ddummanni, prufissuri?

MATTEO : (dalla borsa prende una pistola, poi gliela punta, terrore di Nicola e Maria) Nun fari u fissa, delinquenti! Da quanto tempo la conosci? Parra!!

NICOLA : Ma a cui? Iu nun canusciu a nuddu, iu mi fazzu i fatti miei

MATTEO : A chissa ddocu.a Messalina.(indicando Maria che con le mani mima le risposte) Parra o ti sparu!

NICOLA : Tri..tri anni

MATTEO : Maronna mia, tri anni di corna, miserabili! E unni a canuscisti( a soggetto Maria mima laffettatricedella carne)

NICOLA : A macelleria, mentri ca mi tagghiava..a manu!

MATTEO : Mentri ca ti tagghiavutu a manu? Non dire fesserie ca ti sparu!

NICOLA : A carnimentri ca mi tagghiava a carnisisi a carni

MATTEO : Ora si. Gi a macelleria, certu. Idda ti fici quattru muini, tu ci dasti nchilu di carni supecchiu, ci dicisti Appoi ma paia e accuss accuminciau veru? Assassinoconfessa!

NICOLA : Sisi..accuss. Precisuprecisu(spaventato a morte)

MATTEO : Certamenti. Tu cca carni taccatti a tutti. Figuramini a tempu di guerra, tavissutu fattu na posizioni, boia.

MARIA : Matteu, lassulu stari, pp favuri, a curpa tutta mia. (entra Sara che vedendo la scena rimane di stucco) Iu fui ca u provocai. Iddu passivu era!

MATTEO : Passivu prima, doppu, per, attivu addivintau, veru?

NICOLA : Preciso a comu dicitiprufissuri..attivu addivintai

MATTEO : Attivissumu, veru? Disgraziati, assassini(pare che voglia sparare a Nicola, ma Sara..)

SARA : Pap, ma chi vuoi fari, chi si pazzu?

MATTEO : Ah, cc si? Tua madre ha confessato tutto. Da tre anni ca mi cornifica c stu cosa inutiliCi truvai i messaggi ca ci mannava lo squartatore di ParigiAspetta ca ti nni leggiu unu Amore mio, questa sera non poso venire perch debbbo antare a Catania per una partita di vitelli. Mi scusi? Lo sai che tiamo tuttu ncucchiatubestia, ma cu fu u maistru, animali, ah?

NICOLA : Nca vui, prufissuri!

MATTEO : ( pentito della domanda ) Gi! e senza di a te non poso restare; domani vieni al solito posto; tanti bacibacia presto gattina mia Gattina ma chiamaa picciriddaancora si cura u latti nto biberonPorci!! E qualera stu postu? Certamente nta stadda?

SARA : Pap, vidi ca ti stai sbagghiannu, ss littri erunu ppi mia e no ppa mamma(Maria la guarda con disappunto)

MATTEO : Sara, nun fari leroina, non il caso!

MARIA : Sara, nun diri stupidaggini e vai nta t stanza.

SARA : Ma chi vi paru na picciridda? Haiu 25 anni e pozzu fari chiddu e ccu ccu vogghiu

MARIA : Finiscila, Sara! Tu nun nnhai u dirittu

MATTEO : (gridando) Basta!! Cc u dirittu ci lhaiu sulu iu, intesi? Sara, il tuo intervento stato inutile e non stato richiesto. Non mi costringere a pinsari ca si comu a t matri!!

SARA : M matri na santa rispettu a mia!

MATTEO : T matri na santa? E iu, allura, sugnu U Cristu Ncruci! Ora basta!!! (campanello, Sara va ad aprire, poi rivolto a Nicola) Tu assettiti ddocu e nun fari mossi farsi, sinn ti sparu.

NICOLA : Si..si..iu nun mi movu, cc staiu, fermuimmobili! ( rientra Sara e la portiera che accompagna Emilio dolorante con il braccio destro e la gamba sinistra bendati, lo fanno sedere sul divano, la portiera comprende che meglio andare vista latmosfera)

LAURA : B, arrivederci, spiramu ca nun nn na cosa gravicompermesso.

NICOLA : Vegnu puru iu! (Nicola fa per andare pure lui assieme a Laurama Matteo lo blocca)

MATTEO : Tinta purtera, unni vaie tu macellaio di quattru sordi assettiti. (Nicola e Laura eseguono) Lhandicappatu turnau! Bestia, chi ti successi?

EMILIO : (parlando col casco indossato) Minvest cc muturi

MATTEO : Chi dici? E leviti stu schifu!! ( Emilio obbedisce) Avanti parracosa laria

EMILIO : Minvest cc muturi( proteggendosi, nella paura di essere picchiato)

MATTEO : U muturi? E stu muturi cu tu detti? (su tutte le furie)

EMILIO : Mu ccattai

MATTEO : Tu ccattasti? E i sordi cu ti detti?

EMILIO : (c.s.) Avaava qualchi risparmiu e poi fici qualchi cambiali

MATTEO : Chi facisti, scunchiurutu e cosa tinta?

EMILIO : (c.s.) Fici qualchi cambiali! (piangendo quasi)

MATTEO : Facisti qualchi cambiali? E u garanti cu tu fici?

EMILIO : (ancora pi spaventato di prima, indica Nicola) Iddu!! (si nasconde in un lampo dietro il divano, cos come Nicola che si nasconde come pu, le donne vicino al tavolo si abbassanoattendono una reazione abnorme di Matteo)

MATTEO : Ma allura tutta una congiura, mi vuliti pugnalari come a Cesare, tri pugnalati inveci di trenta.( Emilio si rimette il casco, Matteo brandisce la pistola a Nicola) Tutti contro di me. Bravi.bravi Tu divintasti il protettore della mia famiglia, bravo, hai fatto passi da gigante. Ti vuoi sistimari a casa mia? Su..sunun fari complimenti. Iu mi curcu nto ripostiglio e tu ti ficchi nta stanza mia. Ti piaci?

EMILIO : (c.s. togliendosi il casco) ) Sennu ca tu u muturi nun mu vulevutu ccattari

SARA : ( da dietro il tavolo ) Pap, dai, finiscila, circamu di parrari. (pausa) Ssi littri erunu nta borsa mia, nun capisciu comu i truvasti nta chidda da mamma.

MARIA : Non vero. I littri sonu miei

NICOLA : Iu nun centru, prufissurimi deve credereiu a so mugghieri nun nnhaiu vistu quasi mai

LAURA : Iu haiu fattu sulu mpiaciri, mi pregaudi purtari ogni tantu nu bigliettinuogni tantu.nuatri i ruffiani nun nnamu fattu maici giuru!!

MATTEO : Mi fati tutti schifu. (brandisce la pistola a tutti, poi a Nicola) Mi vuliti fari divintari pazzuChi ti paru pazzu?

NICOLA : Nonoma quali pazzu! Vui raggiunati chiassai di miae comu no!

MATTEO : E allura vistu can un sugnu pazzu(con gli occhi sbarrati) vogghiu sapiri cu cci misi ssi littri nta m borsa, mi sono spiegato? O vuliti ca fazzu na stragi(tutti si nascondono) Avantiparraticarogne! ( da dietro il divano si alza un dito, quello di Emilio)

EMILIO : Papi lili..i littri ci mi..mi..ci misi iu. (si rimette il casco e assieme al padre cadono sul divano, Matteo gli prende la testa come per mordergliela succede un pandemoi, Laura approfitta per scappare, Nicola e Maria sorreggeno Sara che sviene, sulle note di una musichetta allegra tipo films di Terence Hill e Bud Spencer, Altrimenti ci arrabbiamo)

Pian piano cala la tela

FINE DEL PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

Stessa scena dellatto precedente. E trascorso qualche giorno. La situazione molto tesa, Matteo conduce una vita autonoma, mangia carne in scatola, bicchieri e piatti di plastica, tovaglioli di carta. Un disordine indescrivibile regna sovrano. Suonano, entra Maria che va ad aprire, poi ritorna seguita dalla vedova Malacarne, sulla 50na, veste di nero, ancora piacente, abita nello stesso palazzo al secondo piano. E la solita impicciona, che non sa farsi i fatti suoi, parla con la bocca semichiusa, severa nei giudizi e nel comportamento in genere

MARIA : Pregoprego, saccomodassi, signora Malacarne, prego

VEDOVA : Non vorrei disturbare, signora Maria, vista lora

MARIA : ( si siedono sul divano) Ma cosa dice! Vi na vita ca stamu nto stissu palazzu e non ci siamo mai scambiati una parola, una visita, e ora ca lei vinnisi nni voli iri? Ci possu offriri na cosa friscaun latti di mandorla?

VEDOVA : No, grazie, ma non una visita di cortesia! (severa)

MARIA : (non capendo e risentita) Ah, no? Allura chi visita ?

VEDOVA : (come levandosi un peso) Signora,io sono imbarazzata e potevo fare a meno di confidarle questo terribile segreto, ma siccome mi produce un forti duluri di stomucu, mi devo sfocare, ecco ho detto. (soddisfatta)

MARIA : Terribile segreto, duluri di stomucu? Si vuole spiegare?

VEDOVA : (decisa) Accurzamula! Lei lo sa che in tutto il quartiere c un vo ciglione

MARIA : E qual stu vo ciglione?

VEDOVA : Ah, non lo sa? Ora ce lo dico io! ( alzandosi dal divano) Signora Maria, c in giro la voce insistente che leisi..insommalei lamanti di Nicola il macellaio, ecco!! ( rilassata )

MARIA : (ferita a morte) Ah, c in giro questa voce? E a lei chi cinteressa? Voli sapiri se veru? Chistu u duluri di stomucu. Lei moriva dalla voglia di sapere la verit!

VEDOVA : Diu ci nni scanzi! Io non ho bisogno di confermeIo stessa, con i miei occhi lho constatato

MARIA : (con i nervi tesissimi) E che cosa ha constatato? Pettegola che non altro, avanti si sfucassi

VEDOVA : Certamente che mi sfogo e come se mi sfogo! Lei, ieri sera, intorno alle 19.00, dopo che entrata nella macelleria del siuo Nicolino, si girata per accertarsi che non la seguisse nessuno. Non mi ha vista perch ero ancora fuori a debita distanza, ma mi consentiva, per , di assistere alla scena. Parlavate animatamente, poi tutto a un tratto siete scomparsi, evidentemente siete andati nel retrobottega. Io tentai di aprire la porta, ma lei, sicuramente, una volta entrata la richiuse a chiave per non essere disturbati. Ora io sono venuta per dirle che non giusto tradire il marito, e poi proprio suo marito, n umanamente e n cristianamente, specialmente quella perla di uomoVergogna!!!

MARIA : (aggressiva) E se ci pari na perla, pirch nun su pighia lei?

VEDOVA : Matri Santa del Carmelo, che cosa devono sentire le mie orecchie. Guardi bene , per, che lass (indicando il cielo) Qualcuno ci vede e giudicher.

MARIA : E chi ci pari che questo Qualcuno a lei non la vede e non la giudicher? A vidia vidiUa sapi ca quannu veni u pustinu st botti di uri sani nti lei.chi vi diciti u Rusariu?

VEDOVA : Ma come si permette?

MARIA : Appoi c u funtanerica veni ngnornu si e unu no.U sapemu..u sapemu tutti(ironica)

VEDOVA : Ah, mi tratta cos?

MARIA : Mi deve ringraziare ca nun pigghiu na seggia e ci a scassu nta testa. Si nni ssi via da sta casa, mavara e nzurtacristianivia!

VEDOVA : Io ero venuta per metterla in guardia e lei sparti ci pigghia i supra e mi sduvaca tuttu stu fangu ncoddu! Benibenivoli diri ca fazzu chiddu can un vuleva fari

MARIA : Ancora cc siVisciMalacarni di nomu e di fattu!! (minacciandola con una sedia, poi la vedova scappa via dal fondo e Maria si accascia su una sedia, disperata, poi entra Sara dal fondo)

SARA : Mamma, cchi hai?

MARIA : Sara, nta sta casa nun c cchi paci! ( si abbracciano )

SARA : Ma cchi successi?

MARIA : A vedova do secunnu pianu

SARA : A Malacarni?

MARIA : Idda! Dici ca c un vo ciglioneca mi vitti nta macelleria di Nicola

SARA : E chi mali c..?

MARIA : Dissi ca doppu ca iu trasii, chiusi a porta a chiavi e assemi a Nicola siamo andati nel retrobottega

SARA : Ma vero, mamma?

MARIA : Di essiri veru veru, ma io ero andata per dirgli che ero preoccupata, che tu avevi un ritardo di qualche giorno, per sapere le sue intenzioni. Sara, iu t matri sugnu,haiu o nun nnhaiu u dirittu di preoccuparmi?

SARA : (disorientata) Ma certu, mamma, certu! (si abbracciano) Ora stai tranquilla, ripositi. ( Maria va in cucina, subito dopo entra Emilio, bendato nella gamba destra e braccio sinistro, cerotto allorecchio destro, cammina appoggiandosi ad una gruccia, si siede dolorante su una poltrona; Sara, amorevolmente, gli accarezza la testa) Comu ti senti, Emiliuzzu?

EMILIO : (lamentandosi sempre) Comu mhaiu a sentiri? Scravaccatu! Appoi, se nun bastava, ci vula stu gran muzzucuni ca mi detti u pap. ( indica lorecchio destro)

SARA : Ma comu fici a dariti nmuzzucuni se avevutu u cascu?

EMILIO : E cchi nni sacciu. Iu nta ssu mumentu nun cap nenti. Mi parsi na belva. Locchi ca para ca ci niscevunu i forapareva nlupupunaru! Cchi mprissioni ca mi fici!

SARA : Ma tu pirch ci cumminasti ssu scherzu stubbitu! Cu ti cci purtava a mmucciari ssi littri nta borsa da mamma?

EMILIO : Pirch u pap nun mi voli beni comu a tia. (entra dalla cucina Maria, fermandosi sulla soglia della porta)

MARIA : Emiliuzzu, vieni ca ti sfasciu

EMILIO : Cchi sfasciatu di quantu sugnu?

MARIA : Ma chi capisti? Vieni ca ti canciu i bendi

EMILIO : (brontola) Mamma mi fai mali, appoi dumaniti pregu!

SARA : Avanti, Emiliu, ca ppoi ti dugnu 5 euru.

EMILIO : Allura mi fazzu sfasciari. ( si alza sorretto da Sara e appoggiandosi alla gruccia si avvia verso la cucina, entrano tutti, poi dalla destra entra Matteo seguito dallinvestigatore Lavolpe, sulla 50na, vestito tipo Scherlock Holmes ha la pipa, di tanto i tanto tartaglia, occhiali spessi, non una cima di intelligenza, porta sempre appresso una lente dingrandimentocon cui osserva tutto )

MATTEO : Saccomodassi, La Volpe, prego (La Volpe scruta tutto con la lente, i quadri, quando arriva a uno specchio e vede riflessa la sua immagine ha un momento di paura, poi la carne in scatola che sul tavolo...ed esclamacome se avesse vinto un premio)

LAVOLPE : Carne in scatola, eh?

MATTEO : Risposta esatta. (ironico) Noto che lei un acuto osservatore

LAVOLPE : Modestamente non mi sfugge niente, allura chi fussi un detective privato, eh? (preso di se) E poi, mi scusassi, basta solo il nomeLavolpe!

MATTEO : Gi, Lavolpe. Mah!! ( ricredendosi, sulla scelta fatta) Ma prego, sassittassi, Lavolpe. Chi ci pozzu offriri qualchi cosa?

LAVOLPE : Grazi, prufissuri Pappagallo.

MATTEO : Pappalardo(a m di rimprovero)

LAVOLPE : Mi scusassisignor PappalardoLimportante che non sia alcolica, pirch mi pu annebbiare la vista, idda ca gi si lascia a desiderarenon pocoe poi in servizio non il caso

MATTEO : Giustugiustuniente alcolici. ( si alza e si avvia in cucina, poi rientra subito con due bicchieri) Truvai sulu cazzusa, va bene?

LAVOLPE : Ottima, grazi!

MATTEO : Caro Lalince

LAVOLPE : E no, prufissuri, Lavolpechi mi sfutta?

MATTEO : Ma che dicie che abbiamo due cognomi che si possono confondere..quando maiio sfotterlasi figuri Allura, caro La..volpedeve sapere che la situazione un po elettrica

LAVOLPE : Qualche falso contatto?

MATTEO : E no, quale falso e falsoIl contatto c stato veramente, non lo metto in dubbio, e a causa di questo contatto

LAVOLPE : Un falso contattoimmagino

MATTEO : Ma quale falso e falsoIl contatto c stato veramente e io voglio sapere ccu ccu f e unni f. Voglio le prove, insomma, ha capito?

LAVOLPE : Ma allura si circassi nelettricista!

MATTEO : Ma che cosa dice? Allura lei nun nnha caputu nenti! Stu contattu nun fu elettricu

LAVOLPE : Ma se nun fu elettricu, di cchi contattu parrati?

MATTEO : (a bassa voce) E stato un contatto carnaleha capito? (arrabiato) c- a- r-n -a -l e !! Ha capito, Lagatta?

LAVOLPE : CORNA!!! (ad alta voce)

MATTEO : (sottovoce) Sc..sc..e parrassi pianu, ca c tutta a famigghia mmucciata ca sentiSisi, corna. E contento? Ma lei usa sempre un linguaggio cos volgare, dico?

LAVOLPE : Mi scusassi prufissuri, per lei si nni veni cc contattu elettricu, lalta tensioni, i fili da lucile cose hanno un nomechisti si chiamunu CORNA!! (come prima)

MATTEO : Lavaccama voli parrari pianu? Va beniva beni, si chiamunu corna, contento? Ma a lei chi cci pari co u chiamai ppi spiegarimi ca chisti si chiamunu corna?

LAVOLPE : Prufissuri Pappaficu, allura si spiegassi chiaru

MATTEO : (urtato) Senta, stabilimu na cosa, i cugnomi lassamili perdiri pirch nun semu cosasinn cc nun ci a finemu cchi, va beni?

LAVOLPE : Comu voli lei, prufissuri

MATTEO : (stoppandolo) e basta! Ok? Dunchi, avi dui uri ca staiu tentannu di spiegarimi, ma lei minterrompi in sicutanzaDunchi(campanello, dallinterno arriva Maria che non guarda nemmeno, Lavolpe, questi la saluta lo stesso, voi lei va ad aprire e ritorna seguita dal fotografo Vittorio Farruggia, in arte Clic, Maria col sorriso di compatimento, si ritira in cucina; questo tizio dallapparenza squattrinato, smilzo, sulla 30na, ha appesa una macchina fotografica, una borsa di plastica tipo spesa, un berrettino con la visiera sulla nuca, ride da ebete per un non niente, parla con voce nasale.si pu caratterizzare come si vuole) E lei cu? ( disgustato dalla sua presenza)

VITTORIO : Mi presento! (sciorinando tutto dun fiato) Vittorio Farruggia in arte Clic(risata da ebete) Servizi fotografici, fotocineoperatore, servizi matrimoniali, battesimi, cresime, funerali, foto segnaletiche, foto lei mi capisce(indicando le curve del corpo femminile), foto a colori, paesaggi in movimento e da fermo, a cavaddu e a pperiMolto lieto! ( Matteo sgomentoe stupefatto)

MATTEO : Ma lei signor..

VITTORIO : Mi chiamassi Clic(sorrisino)

MATTEO : Ma quali clic e cloclei cchi voli di mia?

VITTORIO : Nenti ci hai dittu o prufissuri? E comu iucamu, a battamuru?

MATTEO : Ma quali battamuru e battipaglialei cc cchi ci fa? Mu voli diri?

LAVOLPE : Non mi avete dato il tempo di spiegarvi, scusate. A Vittorio lho invitato io.prufissuri.(Matteo gli suggerisce con le manibastasenza cognome..)

MATTEO : Lei, e cu ci u dissi?

LAVOLPE : Vengo e mi spiego. Eccupinsaiche siccome in ogni operazione investigativa haiu bisognu di provi, testimonianzi, appostamentiecc., e siccome ppi vista nun sugnu unaquila, come avrete sicuramente notato, mi servo dellaiuto del mio amico qua rappresentatoecco tutto, ho reso lidea?

MATTEO : Si, va beni. Ma iu paiu sulu a lei? Poi va sprugghiati vuatri, siamo intesi?

LAVOLPE E VITTORIO : Okei!!! (nello stesso tempo entrano dal fondo Maria, Emilio con gruccia e con tutte le bende, cuffia stereo, Sara che ha un giornale, si siedono sul divano, Maria lavora a maglia, Sara legge)

MATTEO : (facendosi sentire apposta dai tre) I congiurati arrivarruAgrippina, Messalina e Bruto...

MARIA : Chi bella cumpagnia, ma unni 'i truvau o Circu Equestrinta caggia d scimmi.(risatina dei tre)

MATTEO : Parramu pianu, il nemico ci ascolta. Mintimini in prima linea, accuss nun ni sentunu. (si spostano tutti e tre vicino al proscenio) Dunchi, dovete sapere che io sono stato vittima di un tradimento(in questo preciso istante Clic con le spalle a terra scatta una foto a Matteo)

VITTORIO : Fermufermu., chi bella espressioni. (scatta una foto col flash, Maria si fa il segno della croce e Sara e Emilio ridono)

MATTEO : Ma dicoa tia per lo meno ti manca una rotella. Ma a vuoi finiri di fari u cretinu, se ti veni difficili, sforzitiLamorte, ma unni u truvau a chistu?

LAVOLPE : Nun ci facissi casu, nel suo mestiere in gamba, mi creda.

MATTEO : A mia mi pari canticchia debuli di murudda. Ppi piaciri, facitimi continuari:

MARIA : E un pazzu di manicumiu, chi tipi larii!

SARA : Stamu tuccannu u funnu!

MATTEO : (con collera) E ancora nun nnaviti vistu nenti, assassini!!

EMILIO : Mamma, iu mi sentu stancu, mi vaiu a curcari. ( piano piano si avvia sul fondo a sinistra, zoppicando e aiutandosi con la gruccia)

MATTEO : Linterdetto si senti stancutravagghia troppu di testaE tuttu sudatu, u criatura. Mollusco!! O nostru! (piccola pausa) Dicevo che io sono stato vittima di un tradimento(avvicinandosi a Lavolpe che ha un sogghigno di compiacimento)

LAVOLPE : Eheheh, vostra mugghieri, veru?

MATTEO : E chi ci truvati di ridiri?

VITTORIO : Fermu.fermuma siti propriu fotogenicua facci una sofferenza completa, aviti i nervi tisifatto(flash) Chista foto veritmio caru prufissuri Pappamolla

MATTEO : (minaccioso) Ma quantu si scimunitu

LAVOLPE : Ma no, non mi avete capito tra le righe.

MATTEO : Ma quali righi.

LAVOLPE : Ma tra le righe del mio sorriso ironico e diabolico nello stesso tempo.

MATTEO : biabolico, vui? Ma nun mi fati ridiri!

LAVOLPE : Non mi avete fatto finire di parlare, scusate. Quando avete detto che siete la vittima di vostra moglie, io pensai subito che lei la mia vittima..

MATTEO : (disorientato) Ma lei cuiiu?

LAVOLPE : Ma no..leilei, lei lei

MATTEO : Mi state facennu mpazziridisgraziatu a mia ca mi ntrigai ccu vui

LAVOLPE : Ma no lei..voi, lei vostra moglie!

MATTEO : Ma se vi dissi ca a vittima sugnu iu?

LAVOLPE : Sissignore, voi siete la vittima di vostra moglie, malei, vostra moglie la mia vittima

MATTEO : (distrutto) E se iu vi paiu e vi nni iti assemi a chissu ddocua Clipscomu schifiu si chiama, chi ni pinsati?

LAVOLPE : Ma no, prufissuri, vostra moglie la vittima del mio incessante, martellante, ossessionante p-e-d-i-n-a-m-e-n-t-o.

MATTEO : (riprendendo vigore) Non volete sapere chi lamante? (con le braccia, essendo al centro, abbraccia i due per avvicinarli a se, ma nella foga, li stringe troppo violentemente e le teste vanno a cozzare con la sua che sta al centro) (con dolore, toccandosi la testa) Disgraziatie cchi disgraziatu iu ca mi cci ivi a ntrigari! (Maria e Sara ridono)

VITTORIO : U forti mprima, poi ci fati labitudini e nun ci pinsati cchi! Iu canusciu ncucinu miu, mischinu(soggetto corna)

MATTEO : (su tutte le furie e prendendo Vittorio per il colletto della cravatta) Allura, cosa laria, mi vuoi provocari?

LAVOLPE : Ma no..noprufissuri. Clic intendeva parlare della botta che avete preso in testa. Mihcomu siti permaloso. Calmatevi! (le donne ridono e Matteo le richiama bruscamente)

MATTEO : Ora basta!! Cc nun simu o tiatru! Ma guarda quantu sunnu indisponenti, matri e figghia. E ricordatevi ca quannu ci sunu visiti ppi mia, io voglio essere lasciato solo. Solo capito? Scattare! (Clic alla parola scattare fa una foto, Matteo lo guarda con gli occhi pieni di collera)

VITTORIO : Scusati, prufissuri,vui dicistuvuscattari, e iu ci sparai na fotografia!

MARIA : Mi nni vaiu pirch nun vogghiu assitiri a queste buffonatemi fai pena..

SARA : Chi casa di pazzi. (via in fondo a destra sbuffando)

MATTEO : ( avvicinandosi alla moglie con fare minaccioso) Tu ti nni vai pirch tu dicu iualtro che, chista casa mia!

MARIA : Casa tua? Mi fai ridere, pazzu di catina. Sta casa puru mia, ricordatillu. Anzi, u sai chi facimu?

MATTEO : Chi vuoi fari? Ti vuoi fari i valigi? Macari a Diu.!!! (segno croce)

MARIA : (sorridendo) Ti piacissi? Facimu finalmente sta divisioni, tu ddocu e iu cc, accuss e comu si trova! Nun ni pozzu cchidi tiadella tua gelosiae della tua pazzia! Basta!!

MATTEO : Va beni! Accuss e comu si trova. A cucina dalla parte mia.

MARIA : Va beni. U bagnu nti mia!

MATTEO : U bagnu nti tia! ( poi ci ripensa) U bagnu nti tia? E iu unni mi nni vaiu, nta chiddu do varveri cc sutta?? Nun mi fari ridiri. U bagnu in societ! Ho detto!

MARIA : No, u bagnu miu! (categorica)

MATTEO : Ti dissi di no! Macarimacarini spartimu a cucina(come una concessione)

MARIA : A cucina ta poi teniri, non mi interessa

MATTEO : (ironico) Ti mintisti in dietavuoi fari a siluettaChi ci pari s di peso al tuo ganzoti voli cchi leggiaappoi ti porta a ballari u tangua picciridda.

MARIA : Io sto bene cos, tu hai problemi di dieta, no io!

MATTEO : Ora basta, ritirati nei tuoi appartamentiscimarciamu..(Maria via sul fondo, poi rivolto a Lavolpe) Scusate, Latrota, dove eravamo arrivati..? Ah, nta lamanti! U vuliti sapiri cu?

LAVOLPE : (con laria del saputello) Nicola!

VITTORIO : U macellaiu(c.s.)

MATTEO : ( stupefatto) E comu u sapiti?

LAVOLPE : (sogghignando) Veramente u sa tuttu u quarteri

VITTORIO : Tuttu.sisi proprio tutti.

LAVOLPE : (minimizzando) Si, va beni, ma parlano senza prove. Voce di popolo

VITTORIO : Voce di Dio! (sorridendo)

MATTEO : (disgustato) Lavolpe, a chistu nun nnu vogghiu

LAVOLPE : Le provecaro professoredove sono le prove. Siamo noi che dobbiamo trovare le prove, col nostro fiuto, con i nostri occhi

MATTEO : Simu persi

LAVOLPE : Col nostro tatto.

VITTORIO : e con la mia macchina fotograficaeh!

LAVOLPE : Tutti hanno fatto delle confetture

MATTEO : Si .i cutugnaMa che cosa dite? Volete dire congetture?

LAVOLPE : Esatto, comu diti vui..dietro quella bella sparata dellaltra volta. Ma avete perduto il seno

MATTEO : Ma comu parrati, Lavolta, quali seno? Volete dire senno

LAVOLPE : Esattoil senno..lo gnegnoil sentimento v! In questi casi bisogna far finta di niente, ingaggiare seri professionisti come noi, si trovano delle prove, si fabbrica il movente e poi, al momento opportuno, mentri da i dui piccioncini sono nel nido damore, pppp(imitando la pistola) , dui colpi di pistola nta testa e cu s vistu s vistu. E mentri ca i cadaveri sunu ancora cauri cauri, si telefona allavvocato e ci si appella articolo 47 del Codici Pinali

MATTEO : (sconcertato) Ma lei completamente pazzo!!

LAVOLPE : E noe no mio caro prufissuri Pappagallo.

MATTEO : (risentito) Pappalardo

LAVOLPE : Larticolo 47, in questi casi, un toccasana, ve lo dico io, credetemi!

MATTEO : Ma pirch, chi dici starticulu 47?

VITTORIO : Mortu ca parra!

LAVOLPE : Non propriamente, Vittorio. L articolo 47 difende il cittadino che cogliendo in flagranza di adulterio la moglie e la elimina da sola o insieme al ganzo, o caiccu o che dir si voglia, amante, con 5 anni di carcere paga la giustizia! Mi sono spiegato?

MATTEO : Ma iu nun vogghiu ammazzari a nuddu, Lavolpe. Iu vogghiu sulu ca mi circati i provi sicuri del tradimento di m mugghieri, puntu e basta.

LAVOLPE : Allura nun nni siti sicuru?

MATTEO : Ho molti indizi, questo si. Voi dovete pedinarla, seguirla, a idda e Nicola, al resto ci pensu iu. Nun sunu affari ca vi riguardunu, intesi?

LAVOLPE : Ma chi sunu provi scritti o provi deduttive basate su supposizioni( su questa parola, con intenzione, classico gesto, appena accennato, con la mano destra socchiusa..)

MATTEO : Ma quali supposizioni! (esce di tasca dei messaggi, ne porge uno a Lavolpe) Chista chi na prova deduttiva? (Lavolpe lo prende, lente di ingrandimento, e poi lo annusa , Vittorio scatta una foto)

LAVOLPE : Sisi ne ero sicuro! Puzza di carni tinta di terza qualitsfasciatura di vaccaSenza dubbiu si tratta di Nicola

MATTEO : Ci nnhaiu na trentina

LAVOLPE : (alzandosi assieme a Vittorio) Si, va b, si ci facissi u broru! A noi servo le prove fotografiche, quelle si che sono sicure, eh! Signor.Pappa..

MATTEO : (minaccioso) lardoPappalardo

LAVOLPE : Esatto, signor Pappalardo, non dubitate, noi vi forniremo tutte le prove di questo mondo, per.

MATTEO : per?

LAVOLPE : A presciala malaritta presciaNon ci fate prescia. Intesi? ( Mentre si avviano verso luscita, Vittorio li brocca)

VITTORIO : FermifermiChi bella coppia. (foto con flash)

MATTEO : (prendendolo a parte) Lavolpe, siete proprio convinto che questo Clic vi serva? A mia mi pari un po troppu assaiscattiatuSapitiiu, ccu m figghiu mhaiu fattu na bella esperienza.

LAVOLPE : Prufissuri, chiudiamo questo tastoArrivederciecalma.calma( gli avvicina la lente dingrandimento) Faciti a varvaca pariti n ursu. Arrivederciprufissuri.(si ferma) .e basta. (via dalla comune)

MATTEO : Mah!! (poco convinto sulla scelta dellinvestigatoreva in cucina e ritorna con un sacco di plastica per raccogliere tutte le scatolettebiccheri, piatti di plasticatutto quello che c da togliere, poi suonano.va ad aprire e poi ritorna seguito dalla vedova Malacarne, sulla 50na, ancora piacentecastigata e falsamente pudica) Signora, prego..prego, scusassi il disordine, ma per il momento sonodiciamo cosecco st facendo delle prove scientifiche di sopravvivenza autonoma e indipendente. Sapi, cosi di scola. Nun sannu chi cosa nvintari e sturienu sti cosi ppi cumplicarini a vita a nuatri poviri maistriE ci dobbiamo andare appresso, sparti, ha capito? Ma prego, saccomodassi.

VEDOVA : Prufissuri mi scusassi per linvadenza maleducata, ma io mi devo togliere un peso dallo stomaco

MATTEO : Ma io non sono pratico di sti cosi, signura, mi scusassi. Ddocu ci vonnu i massaggi, i paroli mammalucchini, logghiu specialisali.i cartiSignora, forse ha sbagliato personadico

VEDOVA : No..noprufissuri, il peso che ho so mugghieri!

MATTEO : M mugghieri?

VEDOVA : Si, vostra moglie. E se non mi libero scoppio!

MATTEO : E se ppi lei me mugghieri mpisu, ppi mia cchi , na valata i marmu di centu chili supra a panza? Allura sassittassi, se mi scoppia cc, cummina npastizzu, ppi carit, sassittassisassittassi

VEDOVA : (acconsente e si siede sullorlo del divano) Grazie! (lui le siede accanto)

MATTEO : E mi cuntassi comu mai arrivata a stu puntu, dicudi arrivari a scoppiari

VEDOVA : (decisa) Prufissuri, so mugghieri a tradisci cc Nicola, u macellaiu

MATTEO : (sorridendo) Ah, si? Ppi lei na novit, ppi mia no! Mia cara signora Malacarne! Io non ho bisogno di conferme, so tutto!

VEDOVA : Lho vista io, con i miei occhi. Si chiusunu nta macelleria e scumparerru nto retrobottega. Allura pinsai : Poviru Prufissuri, cornificato dal macellaio, chi fini ca fici!

MATTEO : Signora, la ringrazio per la solidariet, ma lei non ci creder, mi sta dando una bella notizia. (pausa) (prendendole le mani) E mi dica, b, lei sarebbe della signora, lei sarebbe disposta a testimoniare tutto in tribunaleeventualmente?

VEDOVA : (accettando la confidenza di Matteo e stringendosi a lui) Prufissuri, ppi lei anche in corte di castrazioni! Comu si fa a tradiri na pirsuna comu a lei, una perla duomo.forteaffascinantevirile

MATTEO : (desolato) Na votana vota, signura. Oramai sugnu a sprazzia met campu, vAnzi, a propositu megghiu ca si nni v, po arrivari m mugghieri da un momento allaltro

VEDOVA : (alzandosi di scatto) Sisi, megghiu! Prufissuri, quannu voli veniri, ci offru nu bellu t indianu e quattru viscuttedda fatti cche me manu. ( sulluscio, sospirando) So mugghieri non ha capito nentiArrivederci! (via)

MATTEO : Bene..beneAbbiamo pure il testimone. O nostru! (ricomincia a sistemare la stanzain cucina va a prende una corda, con i passi conta la larghezza del palco, poi lo divide per due e come punto di riferimento mette una sedia davanti al proscenio e laltra in fondo alla scena, gli annoda la corda, cos la stanza divisa in due parti; soddisfatto, apre una scatoletta di carne, indossa un tovagliolo di carta e incomincia a mangiare; campanello, entra Maria per andare ad aprire, si accorge della divisione)

MARIA : Chi ta stenniri i robbi?

MATTEO : No..no, ho creato la divisione. Di sta parti non si passanon passa lo straniero, zzzz (con la cadenza della famosa canzone bellica; Maria con un sorriso di scherno v ad aprire, poi ritorna seguita dallavvocato Lagrua, sui 50 anni, baffetti, una borsa in pelle, ben vestito, cappello, e da Nicolino, spaventato a mortesta sempre dietro lavvocato)

MARIA : Pregopregoacomodatevi. Avvocato, avanti avantiPrego, sig. Nicola, pure lei(entra, osservano la corda e rimangono meravigliati) Stamatina spuntau u Muru i Berlinu, cchi ci vuliti fari, mentalit di un malato di mente, mischinu(commiserandolo)

MATTEO : (alzandosi e pulendosi la bocca con la mano) Scusati se mi truvati mentri consumo il mio frugale desco. Sapeteho poco tempo, e poi ho avuto la sfortuna di trovare una moglie che non si cura del proprio marito, un figlio demente.ecc ecc disgrazie che possono capitare, lei sarebbe.(commiserandosi e porgendo la mano sporca allavvocato che ha un po di titubanza) Pappalardo, piacere

LAGRUA : Avvocato Lagrua, piacere. (provando schifo)

MATTEO : Siete amico dello squartatore? (indicando Nicola, che sta sempre dietro lavvocato)

LAGRUA : Prego?

MATTEO : Volevo dire se siete amico di quello l! (verso Nicola)

LAGRUA : E il mio cliente.

MATTEO : Stassi attentu quannu ci duna a carni, se ci nni duna supecchiu voli diri ca c limbroglio. (alla moglie) Ah, a proposito, comu ti chiami! Ho saputo poco fa che lo squartatore oramai ti riceve direttamente in macelleria, nel retrobottega, accuss nun pirditi tempuDoppu lo sfogo della passione amorosa na bella fedda di carni per tirarvi su e cos viabenebravi!! (si risiede come niente fosse accaduto)

MARIA : Chi ci vuoi fari, mi piaci a carni frisca, sugnu fissata(con smacco) Avvocato, ci vogliamo sedere? (siedono tranne Nicola che sta sempre alle spalle di Lagrua) Scusassi se m figghia nun nn presente, si sente poco bene, ha vomito e duluri di rini!

NICOLA : (preoccupato) E ora comu sta?

MARIA : E curcata nto lettu.

NICOLA : (timidamente) Cchi fa a putissi vidiri?

MARIA : (imbarazzata e guardando sottecchi Matteo che smette di magiare e assume un atteggiamento severo esprime la sua contrariet) B, veramentenon so senon vorrei che si stancasse

LAGRUA : Signora, gli dia in consensopoverino ha il diritto

MATTEO : Lei nun si miscassi(autoritario)

NICOLA : Un minutu precisu

MARIA : Se si tratta di un minutu, allura va beni. (Nicola via dal fondo a sinistra)

MATTEO : Il permesso glielo devo dare io, Messalina!

MARIA : E m figghia, spetta a me!!

MATTEO : Allura vuoi mintiri in discussioni ca iu sugnu u patri?

MARIA : Ppi sua disgrazia no!! E poi, chista la mia zona e pozzu fari chiddu ca vogghiu

LAGRUA : Signor Pappalardo, le vorrei spiegare perche sono qu stamattina

MATTEO : Non mi interessa, lei dalla parte di quella donna e po fari chiddu ca voli

LAGRUA : Ma non che io sono dalla parte della signora

MATTEO : E pirch, forsi da questa parte? No! Quindi dalla sua parte. Ovvio!

LAGRUA : Ma lei parla di parte geografica, geometricaIo le volevo dire che sono qua perch hanno chiesto la mia consulenza

MATTEO : E su che cosa, se lecito?

LAGRUA : Sul suo comportamento di qualche giorno fa.

MATTEO : Il mio comportamento di qualche giorno fa? E che cosa avrei fatto, sintimusintimu!!

LAGRUA : Lei ha tenuto sotto la minaccia della pistola tutta la sua famiglia, Nicola, la portiera..

MATTEO : iddi mhannu fattu stari nto nfiernu ddumatu

LAGRUA : Ma le cose si possono chiarire, se ne pu parlare, non si pu reagire cosDonna laura, mischina da tre giorni che ha una diarrea di chiddi acutie suo marito, don Ciccio, appena saputo della cosa, ci pigghiau un altro ictus per non parlare di Nicola che ha dovuto chiudere la macelleria

MATTEO : Piccatu

LAGRUA : Con tutte le conseguenze economiche che ne provengono.

MATTEO : Ma lei ha sentito solo la loro versione, la pi comoda, per lei e per loro. Lei non lo sa che Nicolino mi regalava addirittura i polliio ero il pollo..Lei non lo sa che mi regalava chili di carne al mese, e per quale motivo? Lei non lo sa le occhiate ca ci dava a m mugghieri. Lei sti cosi nun nni sa. E poi non voglio parlare dei massaggi che si scambiavano i due concubini, ci lhaiu tutti cc..(nella borsa accanto al tavolo da pranzo)

LAGRUA : Ah, ecco, i famosi messaggi! Ma lei quei messagi non sa a chi erano indirizzatiLei li ha trovati nella borsa di sua moglie e basta.

MATTEO : Ma allura lei propriu ingenuo, o ci pari ca iu sugnu rimbambitu!

LAGRUA : (sciorinando tutta la sua arte oratoria) Lei, caro professore Pappalardo, solo preso dalla cieca gelosia. Lei non pu condannare sua moglie solo in base al fatto che le ha trovato quelle lettere. Allora se un ladro mentre sta scappando, sentendosi braccato, le lascia la refurtiva in tasca e poi gliela trovano i carabinieri, vuol dire che il ladro leinon mi pare!!

MATTEO : Sta versione lho gi sentita. Sono tutti contro di me. Addirittura mi dissunu ca u deficienti di m figghiu fu iddu a mintiricci ssi littri nta borsa di mdi chissa ddocuppi farimi nu scherzu. Ma nun ci cridu, tutta sta furbizia nun ci lavi

LAGRUA : (c.s.) In tutti i casi, il suo solo un sospetto e come dicevano i latini Suspicio non est sententiam quod probantur res.

MATTEO : E inutili ca si sforza di fari lavvocatunidi gridotantu iu nun ci cridu. A tal fine ho provveduto affinch possa avere tute le prove possibili per consegnarle al mio avvocatoe chiddu si che un avvocatoFiguramini! U prufissuri Sanfilippu, u canusci? (con superiorit)

LAGRUA : Lo conosco benissimo, stato mio insegnante di diritto e proprio per questo non penso che la star a sentire. Comunque, lei pu andare dove vuole e quando vuole, non sono affari che ci riguardano. Io sono venuto per cercare di mettere pace in questa controversia, ma visto che lei non ne vuole sentire di addivenire ad un accordo, ho preparato una denuncia che sar firmata da Nicola, dai portieri, da sua moglie e dai suoi figli. Per lultima volta, le chiedo di smetterla con suo comportamento infamante e provocatorio e di fare le scuse a tutti.

MARIA : Avvocato, inutile. E statu sempri tistardu comu nmulu di quantha ca u canusciu!

MATTEO : (senza oltrepassare la corda, incomincia un dialogo serrato con in mezzo lavvocato a fare da paciere, ma ci rimette spintoni e altro) Iu si ca ti canusciu. U sapa cc quanti tavevutu misu prima di mia, ma non mimportava(con enfasi) ti amavo!!!

MARIA : E cc cui mi misi, sintemu, disgraziatu?

MATTEO : Cc Salvatore Muscar, chiddu ca faca u nfirmeri e a t patri nun ci piaca.

MARIA : Ma se nun nn vitti mai nta facci, chi vai decennu, pazzu!

MATTEO : Nta facci no, ma nta lautri parti si, eccomu ( Maria tenta di acchiapparlo ma lavvocato le fa da scudo e prende un pugno in faccia e una pedata da Matteo)

MARIA : Disgraziatoporco

MATTEO : E mentri ca erutu zita cc mia, ta facevutu contemporaneamente cc Natali Manciaficu. Nega se hai il coraggio.

MARIA : Tu sei stato la mia rovina. (sputa allavvocato e Matteo gli da una gomitata)

MATTEO : Senza considerare quando sono stato a Milano per un corso di aggiornamento di sei giorni, cu u sapi quantu mi nni cumminasti?

MARIA : Mi stai facennu moriri, delinquenti. (tenta di acchiapparlo, lavvocato c.s.)

LAGRUA : Bastabastapp carit. Ma siete due pazzi!! (si calmano)

MARIA : Iddu mi sta facennu impazziri, avvocato. (esce Nicola dalla stanza di Sara)

MATTEO : E tu. Vidi ca nta sta casa nun ti vogghiu vidiri cchi, mi sono spiegato?

NICOLA : E iu nun vinni pp truvari a lei! (ingenuamente)

MATTEO : U sacciu, bestia. Appuntu pp chiss!

LAGRUA : (minaccioso) Guardi che la sua posizione si sta aggravando sempre di pi. Minaccia a mano armata, sequestro di persona, crudelt mentale, percosse, diffamazione, intimidazioni e per ultimovilenza ad un avvocato del foro

MATTEO : E se nun si nni va pp subitu, ss foro ci u fazzu divintari il traforo del Monte Bianco, parola donore

LAGRUA : Ma come si permette!!

MARIA : (lo tira a se) Avvocato, u lassassi stari. Venga ca ci haiu a parrari. ( si appartano, Matteo si sforza di ascoltare, Nicola segue lazione, spaventato e non capendo niente) Ci siamo capiti?

LAGRUA : Come vuole lei, signora. Tanto per la firma c sempre tempo. (le bacia la mano) Nicola, viene pure lei? ( Nicola annuisce, poi prima di uscire) Non finisce qui, caro signor Pappalardo!!! (Maria accompagna i due alla porta, poi rientrando..)

MARIA : Mi fai piet!! (via in cucina)

MATTEO : (aggressivo) E tu mi fai schifo!! ( va nella sua stanza a sinistra, poi subito ritorna con della biancheria intima, una maglia di lana, una canottiera, mutande, calzeappender il tutto nella fune messa come divisorioDopo di che si sente una voce)

VOCE : Permessopermesso

MATTEO : Nun potti stari un minutu in pace. Avantiavantica haiu cchi fari(un tizio sulla 40na, veste di nero, ombrello nero, cappello nero, pizzetto, quasi uno jettatore, alla fine di ogni sua battuta ha un risucchio tipo asma bronchiale e usa spesso uno spray che inala semprepoi a soggetto, ripete sempre: E Vero)

MORESCHI : Buogiorno(si accorge del separ e cerca di svicolarsi nella zona di Matteo, che subito, per, blocca)

MATTEO : Altsi firmassi ddocu, immobile! Lei pp cc vinni?

MORESCHI : Eccoveda..(imbarazzato) Io sono lagente principale della Securitas Vitae et Labor

MATTEO : Pompe Funebri?

MORESCHI : No..noper carit

MATTEO : Agenzia delle Entrate?

MORESCHI : No, ma che dice?

MATTEO : E da RAI? A televisioni mprovasa po pigghiari

MORESCHI : Ma quali

MATTEO : Ma allura cu schifu ? Cchi voli di mia?

MORESCHI : Assicurazioni, ecco! (crisi asma)

MATTEO : Voli acqua?

MORESCHI : No, grazie, ora mi passa. Dunquetre giorni fa un certo Pappalardo Emilio ha avuto un incidente con un nostro assistito vero

MATTEO : Ha detto : Pappalardo Emilio? ( Moreschi annuisce) Allora lei deve andare da quella parte, si accomodi.zona salotto(Moreschi si sposta) Ecco l. Quella la sua zona di residenzase ci voli parrari, lo posso chiamaresolo questo

MORESCHI : Ma visto che lei dovrebbe essere il padre, immagino

MATTEO : Eroil padre! Lho diseredato. Ci luvai la patri postest. (fra se) Tantu iu la potest non lho mai avutae quindi

MORESCHI : Per minorenne! vero

MATTEO : Si minorenne, ma anche minorato!

MORESCHI : Siccome minorenne, lei che ne risponde civilmente e penalmente. Lei, insomma ha la curatela, vero! (crisi asma) Tutto quello che suo figlio pu percepire da questo incidente non spetta a lui finch non compie 18 anni vero!

MATTEO : (interessato) E che cosa ci spetta, pp casu galera? O ha di nesciri sordi?

MORESCHI : Ma quale galera! Soldi si, vero, ma non sar lui ad uscirli, vero

MATTEO : E cui, allura? Iu mancu a parrarini. Ci dissi ca ci luvai a patria

MORESCHI : Ma li uscir la mia assicurazione, vero!

MATTEO : (rimane di stucco, cambiando tono e atteggiamento) B., veramente, la patria potest ce la volevo togliere, poi mi fici pena, u criatura, e lho perdonato. Ma pregopregosaccomodassi da questa parte, passassi cc banna, visto che linterdet, insomma visto ca Emiliuzzu non ancora maggiorenne, sono sempre io che ne rispondo, giustu? Quindi possiamo dire che lei venuto per parlare con me, o no?

MORESCHI : Anche, in un certo senso, vero! (crisi asma)

MATTEO : Voli ca u chiamu? Sapissipari a mummia i Tutancamendi comu nfasciatu, fa puru mprissioni.

MORESCHI : Sisi lo chiami che ci sbrighiamo in un minuto. (Matteo va sul fondo per chiamare Emilio con voce affettuosa prima, un paio di volte, poi diventa rude )

MATTEO : EmilioEmiliuzzu.nescica hai visiti EMILIU!!! ( entra appoggiandosi alla gruccia, ha paura che il padre lo picchi, vuole tornare indietroma Matteo lo blocca prendendogli lorecchio) Nun ti scantari, Emiliuzzu. (a Moreschi, come per giustificarlo ) Sapi, ispetturi, abbiamo avuto quattro chiacchiere per lincidente, vero? Avanti, assettiti, Emiliu, questo signore ti vuole fare qualche domanda(si siede piano piano)

MORESCHI : E solo una questione di cinque minuti. Ecco, lei mi deve raccontare come sono andati i fatti, su per gi! (in mano ha un grosso notes con dei moduli da riempire) Allora!

MATTEO : (prendendolo amorevolmente per lorecchio) Parra, spieghici o dutturi a dinamica(a denti stretti) Avantisbrighiti ca avi primura

EMILIO : Iuiu calava nt cursu Mazzini pp fatti miei, appena arrivai a farmacia do dutturi Cardarella, chiddu ca so mugghieri u lassau(soggetto corna, i due annuiscono) A via si chiama Leonardo da Vinci. Eccu, di ss vanedda niscu.(Moreschi appunta) Nononun mi pari chissaNo, non era quellaera chidda primavia Michelangelo Buonarroti( lassicuratore strappa il foglio, lo appallottola con malcelata pazienza e lo butta in prima fila, giocando co pubblico)

MORESCHI : Sei sicuro, figliolo? Via Buonarroti? (crisi..Matteo prende la bomboletta spray e gliela inala) Grazie

MATTEO : Prego. U scusassi, ispetturisbattiu a testa..idda ca era un po malandatadi naturaConcentriti figghiu miucalmacalma!

EMILIO : Alluradi ss vanedda niscu na Panda bianca(Moreschi scrive) O no? Mi para ca era celestiSisi, celesti!

MORESCHI : Sei sicuru ca era celesti? (strappa il foglio e poi c.s.)

EMILIO : Sisi. (Moreschi appunta) Anzi, supra o culuri nun nnhaiu dubbi, supra a machina ca haiu qualchi perplessit(guarda Moreschi spaventato)

MORESCHI : (con gli occhi di fuorco) Per esempioquali perplessit hai? Sentiamo!

EMILIO : ( guarda il padre, spaventato) Ci sugnuera una Volkswagen, chidda comu a coccinella

MORESCHI : (su tutte le furie, strappa nuovamente il foglio e lo butta c.p.) Sei sicurosei sicuro? (crisi pi grave come se perdesse lariasprayacqua)

MATTEO : (a difesa del figlio) Lo deve capire, ispitturiha subito un trauma. Ci dissi ca gi era debuli di muruddae comu ci lhaiu a diri? Emiliuzzu, comu ti senti? Ti vuoi riposari, o pap?

EMILIO : (quasi piangendo) Ppi forza, papuzzu, mi para ca mi sta facennu linterrogatorio alla Perry Mason!

MORESCHI : Sei in grado di continuare?

EMILIO : (c.s.) Sisi, va beni, per nun mi facissi cunfunniri, la prego. Dunchi, unni eru arrivatu?

MORESCHI : Veramente, ancora dovevamo partire. Mi pare che dovevamo identificare questa macchina misteriosa

EMILIO : Ah, siEra una Ford. (Moreschi prende i fogli li butta in aria, crisi preoccupante, Matteo gli inala lo spraylo soccorrono..poi si riprende econ calma malcelataa mano a mano per aumenta la foga))

MORESCHI : In sostanza, questa macchina misteriosa e indescrivibile ti tagghia a strata e tu ppi evitallu vai a sbattiri supra o furguni del nostro clienti ca era in divieto di sosta. E andata cos? ( deciso e su di tono ) E andata cos?

EMILIO : (arrogante) Ma se lei sapa tutti cosi, pirch vinni cc? (Matteo gli tira lorecchio)

MATTEO : Statti mutu bestia!

MORESCHI : Lei non sporge denuncia verso il nostro cliente, immagino?

MATTEO : Ma chi dici, quali denuncia

MORESCHI : Bene! Allora firmi qua(gli porge un foglio)

MATTEO : Mi scusassi, ispetturi, quannu si nni parra ppi.(soggetto soldi)

MORESCHI : B, potranno passare due o al massimo tre mesi. Non di pi. Poi mi far vivo io. (alzandosi per andare, leggero risucchio)

MATTEO : Sempri se ci campati

MORESCHI : Ci campuci campu.(entra donna Laura con una busta in mano)

LAURA : Scusati, truvai apertu e trasii. Ci devo consegnare questa lettera alla signorina Sara.

MATTEO : Datela a me!

LAURA : Ma personale!

MATTEO : In questa casa io sono il dominatore e padrone assoluto di tutto e di tutti e mi tocca di controllare ogni cosa. Specialmente le cose che portate voi! A me! (le strappa dalle mani la lettera e Laura esce quasi di corsa temendo il peggio; Matteo legge la busta) Laboratorio Analisi Dott. Mezzasalma. (la apre) Sig.na Sara Pappalardo TEST DI GRAVIDANZA - POSITIVO!! (fuori di se) E che significa? (Moreschi, impassibile, fa dei gesti come a indicare lo stato di gravidanza delle gestanti) Sarapositivo!! Allura incinta?? Ma allura Nicolachi bestia ca haiu statu! (si d dei pugni in testaEmilio si nasconde sotto il tavolo, Moreschi c.s.) SceccusceccuCchi immaginazioni chaiu avutu. A carnii taliaturii pollia nnacatau truccu Povira Maria E Sara? Allura staiu divintannu nannu(poi si gira e cerca Emilio) EmiliuEmiliu, ma unni si? (Moreschi gli indica col ditosotto il tavolo, Matteo si abbassa) Emilio, iu nannu e tu ziu!! Ma Sara stava mali? Nun cridu ca c bisognu do dutturi? SaraSaruzza mia(si lancia verso il fondo ma non si accorge della corda e fa cadere tutto rovinando su Moreschi col sottofondo del tango della Gelosia.)

(Velocemente cala la tela)

FINE DEL SECONDO ATTO

TERZO ATTO

Sono passati due mesi. La situazione molto pesante. Matteo si chiuso in un mutismo esagerato e da a intendere che fa lo sciopero della fame. Maria ha assunto un comportamento di indifferenza e di superiorit verso Matteo. Emilio ha fasciato solamente il braccio sinistro che tiene appeso con un fazzoletto annodato al collo. La scena la stessa degli atti precedenti, ma tutto in ordine. Il divisorio stato tolto. Maria sta sparecchiando.

MARIA : (con distacco) Tu nun manci, veru?

MATTEO : (seduto sul divano che legge, in giacca da camera, sciarpa lunghissima arrotolata sul collo, barba lunga) No! Haiu inappetenza.

MARIA : Megghiu accuss, risparmiamo. ( fa per andare in cucina, ma Matteo)

MATTEO : Maria, ti devo parlare ( pietosamente)

MARIA : E iu no!

MATTEO : Avi dui misi che ti devo parlare

MARIA : Non abbiamo niente da dirci!

MATTEO : Inveci avimu tanti cosi di dirini!

MARIA : Forsi tu, iu no!

MATTEO : Almenu fammi parrari! Facimu ca iu parru e tu no!

MARIA : Comu vuoi fari fai! Sbrighiti ca hai cchi fari!

MATTEO : Non lo vedi che soffro? (recitando la parte del sofferente) Avi dui misi can un manciu quasi nenti, ca mi staiu dipirennu a vista docchio

MARIA : Nun mi pari

MATTEO : Psicologicamentepsicologicamente..ti dico. E poi nun nnhaiu famimi si chiusi a ucca di larma.sugnu fattu accusschi ci pozzu fari..

MARIA : Munzugnaru tintuA notti ti susi e ti vivi nlitru i latti, thaiu vistu..tutti i notti. Col latte si pu vivere benissimo

MATTEO : Ma per i liquidi. Se perdo i liquidi addio. Maria, ti chiedo perdono. Chista la centesima volta che ti domando perdono. Ti ho giurato che non sarai stato pi geloso di nessuno. Che sono stato un cretino, un povero disgraziato. Cchi vuoi di cchi?

MARIA : Mi ddummanni chi vogghiu? Mi hai distrutto la vita, siamo diventati lo zimbello del paese, a genti quannu nesciu mi tala cc na facci ca mi pari bruttu sulu a mintiri u peri fora da porta. A Sara lhai costretta a scappari. Cuscenza, in quello stato! A Nicola ci facisti svinniri a macelleria. Scapparru comu dui profughi da Libia. Mancu sacciu unni sunu e quannu venunu e ora mi chiedi che cosa voglio? Mi dovresti ringraziari se ti fazzu ancora a serva!

MATTEO : Ma nun nnhai piet di questo povero disgraziatu!

MARIA : A disgraziata sugnu iu, no tu! (via in cucina)

MATTEO : (cambiando tono e atteggiamento) Irremovibile! Ha un carattere di ferro, mah! ( da sotto la giacca da camera esce fuori un filone enorme, imbottito al massimo e lo addenta come un lupo famelico..) U latti! Ma cchi sustanzia mi putissi dari u lattiNiente! ( dopo qualche secondo appare dal fondo Emilio che si accorge della scena)

EMILIO : Pap!!!

MATTEO : (quasi soffocandosi) Disgraziatumi statu facennu affucariCchi vuoi?

EMILIO : Ma nun nnerutu in sciopiru? Cchi nu sciopiru a singhiozzo?

MATTEO : A tia nun nt interessa. Anzi, ti ordino di non farne parola con nessuno

EMILIO : Il silenzio costa.

MATTEO : Mi vuoi ricattari?

EMILIO : Chistu nun nn ricattu

MATTEO : E cchi ? N opira di beni? Delinquenti!

EMILIO : Io devo essere finanziato, eccu!

MATTEO : E quantu vuoi, carogna?

EMILIO : Eccucinqu euru o iornu..domeniche comprese

MATTEO : Tu si pazzu! Vuoi i marchi pp pinsioni? (pausa) E se poi parri?

EMILIO : Nun mi cummeni.

MATTEO : Gi, strozzinu! Tenippi oggi si paiatu e stai attentu(si alza e va verso linterno per mangiare in pace, Emilio mette in tasca i soldi e conta gli altri che ha ne portafoglipoi entra Maria e lo vede..)

MARIA : Ncassasti?

EMILIO : Mamma, thaiu a parrari di na cosa mportanti!

MARIA : Avanti, parra.

EMILIO : Teniti forti mamma. U pap mancia!!

MARIA : Ma quantu si deficienti! U pap mancia! U sacciuu sacciuA notti si susi e si vivi nlitru i latticchi avi dora?

EMILIO : Nun sulu! Antura u vitti ca si manciava npaninu ccu quattru ganascica pareva nlupu.

MARIA : Ah si? Beni! Iddu mi fa cridiri ca fa u sciopiru d famie poi manciadici ca u latti ppe liquididelinquentiMa ora ci a fazzu vidiri iu

EMILIO : Fici bonu, mamma? E chi nun mi duni nenti?

MARIA : E cchi vuoi?

EMILIO : Qualchi cosachi sacciu 5 euruMa comu na nutizia accuss importantinun ma paj?

MARIA : Nca leviti i cc, debosciatu ca siTroviti ntravagghiu ca megghiu, ca a curpa se simu arrivati a stu puntu cc pap, tutta tuae nun nnarreplicari can un ti fazzu manciari cchi, ha caputu?

EMILIO : (con gli occhi bassi, imbronciato) E va benimi nni vaiu a scriviri a littra o nonnu Pappalardu.(come un bambino) I morti si stannu avvicinannuPpi tia ci pensu iuappoi vidi(minaccioso)

MARIA : E fai chiddu ca voi! A diciassetti anni ancora mi scrivi a littra o nonnu mortupaci allanima suaDa vivo ci nni facisti pigghiari vilena

EMILIO : Da vivoOra ca mortu chi gustu c? Comunchi, iu ppi farimi pirdunari ci scrivu ogni annu na bella littrae ci spiego unu di tuttu

MARIA : Bestia quatrupete. O pap lannu scursu u facisti arrisultari di una tirchieria unica

EMILIO : E iddu pirch nun mi vosi ccattari a televisioni ppa m stanzaiu pigghia e u dissi o nonnu Pappalardu

MARIA : Ma vattinnivattinnicosa lariaCi stai facennu odiari puru o nonno, pirch ogni cosa ca ci capita sa pigghia ccu idduleviti di cc(via verso il fondo, campanello, Maria va ad aprire poi ritorna seguita dallavvocato) Avvocato..si accomodi..prego (siedono sul divano, Lagrua tenta di sedurre Maria) E mi dicaha avuto notizie dei ragazzi?

LAGRUA : Tutto bene, mia cara signora. Stanno bene e la mandano a salutare. Forse oggi stesso saranno di ritorno. ( sempre pi interessato) Sa, ho trovato un locale per Nicola. Vuole aprire una salumeria, tanto per cominciare.

MARIA : Avvocato, io la ringrazio tanto. Non so come disobbligarmi. Chi doveva credere che sarebbe andata a finire cos? (pausa) Quando mi venne in mente di farmi pervenire quel certificato con le analisi di mia figlia, lo feci con la complicit di mia figlia, per convincere mio marito che tutto quello che pensava di me era falso, frutto della sua immaginazione. Non potevo immaginare che la mia piccola Sara era veramente incinta. Il destino. Avvocato.

LAGRUA : Non mi dica che stato il destino a mettere incinta sua figlia!

MARIA : Ma no questo, ci mancherebbe. Voglio dire che quella trovata che mi venne in mente, poi si rivelata la verit. Lo capisce?

LAGRUA : Ma lui come si comporta?

MARIA : E sempri u stissu. Mi ha fatto credere di fare lo sciopero della fame. E invece non era vero. Mi pigghiava in giro. Sono distrutta! (quasi piangendo)

LAGRUA : (cercando di circuirla, le prende la mani) Signora, quello li la st facendo consumare come una candela, ma si guardi allo specchio. Sembra una vecchia di 60 anni. Dio mio c un limite a tutto. Abbia il coraggio di dire basta. (Matteo si affaccia e guarda la scena seminascosto dietro il tendone dellarco sul fondo, imbufalito, Maria si accorge della sua presenza e fa finta di accettare la corte di Lagrua e reciter con un enfasi ostentata) Lei ancora cos giovane, affascinante, ha ancora una vita davanti e soprattutto c ancora qualcuno che la pu comprendere, che la pu fare sentire donna(la stringe a se)

MARIA : Lei mi capisce, avvocato

LAGRUA : Io la capisco,signora, e come se la capisco

MARIA : Mi sento sola, distrutta, senza qualcuno che mi protegga, che mi stringa a seche mi faccia sentire donna.mi capisce

MATTEO : (compare alla loro vista improvvisamente, suscitando il soprasalto di Lagrua..) Macari iu staiu capennu. Fati una bella coppia, complimenti. (poi si ricompone, si siede dietro il tavolo, e apre il giornale) Continuate, prego. Io mi isolo, ma controllo. Di davanti corna nisbazerocapitoavvocato dei miei stivali?

LAGRUA : Guardi che non c proprio niente da controllare perch io ero venuto

MATTEO : U sapemuu sapemulei la legge.lei del foro.blablau sapemu

MARIA : Io debbo parlare col mio avvocato. Vorremmo rimane soli!

MATTEO : E no! Mi dispiaci, non si po. Per rimanere soli le cose sono due: o andate in cucina o nella stanza da lettotantu iu nun mi ci curcu da due mesiAltri posti non ce ne sono.prendere o lasciare, io di qua non esco..intesi? (riprende a leggere il giornale come niente fosse successo; campanello, Maria va ad aprire ritorna seguita da Lavolpe e Clic )

MARIA : Signore e signori, Nero Wolf e Tom Sberla. (poi va a sedere vicino allavvocato; durante questa scena i due faranno le stesse movenze di prima, Maria , a soggetto, sar ancora pi esagerata per far ingelosire Matteo, tanto che ascolter con superficialit quello che i due nuovi arrivati diranno)

LAVOLPE : Professore, le ricerche sono state lunghe e laboriose. Abbiamo impiegato tutti i mezzi a nostra indisposizione, pensate che ci siamo rivolti anche alla CIA e all Effebbittie alla Siae.abbiamo utilizzato anche il Gruppo Cinofit.CinefiticiCinofilici.insomma..i cani poliziottotutto, per trovare le provelevidenza

MATTEO : (verso la moglie, con gli occhi di fuoco dalla gelosia) E chista chi nun nn unevidenza? Mi voli fari impazziri..fidifraga

VITTORIO : A signura fotografa?

LAVOLPE : Ma no, Vittoriu. Fedigrafa una ca si nni frega d fedi. (anello) Dunchi, prufissuri. Dopo diversi appostamenti, li abbiamo pescati alluscita del loro nodo damore

VITTORIO : Ci sparai na fotografia ca parsi ncolpu di revolveri(prende dalla borsa e gli porge la prima foto e la porge a Matteo)

MATTEO : Ma chistu nvecchiu intra ntabbutuMaronna quantu bruttu

VITTORIO : Scusati, prufissurisbagghiai era chidda do funerali di m nannutinissi chista(gliene porge unaltra)

MATTEO : Ma cc ci sunu quattru picciriddi.a giostra. (Vittorio c.s.)

VITTORIO : Eccuchista , prufissuriscusati

MATTEO : Ma sunu di spaddi? Appoi chistu tignusuNun nn Nicola!

LAVOLPE : Si, va beni, ma dalla corporatura chiff nun si po stabiliri se sunu iddia mia mi parunu iddi di sicuruDal cappotto, dai capelli della donnaE poi puo darsi ca Nicola si minti na parrucca, chi ce lo dice?

MATTEO : Ma livativi di cc. Avete perduto un sacco di tempo pp nenti.

LAGRUA : (deciso) Signora, lei deve prendere una decisoneo si o no! (in modo che Matteo senta)

MARIA : Avvocato, la prego, mi dia un po di tempo, sono ancora indecisa.

MATTEO : (ironico) Si deve ancora decidere, mischina, a picciridda. MESSALINA!

VITTORIO : (con decisione, si alza e va verso i due e spara una foto) Fermifermiche vi immortalo. Chi bella coppia!! (porge un biglietto da visita a Lagrua) Dumani pronta, veni lei a ritirarla? (Lagrua annuisce)

LAVOLPE : Vittoriu, lassa perdirinun nn u casu! (lo tira a se)

MATTEO : Ma chistu pazzu, Lavolpe!

LAVOLPE : Vittoriu, chista a mugghieri d prufissuri

VITTORIO : U sacciuu sacciuMa chi c di mali. Visto che si devono separare giustu ca a signura si consola ccu qualchi autru, giustu no?

MATTEO : (prendendo Vittorio per il colletto e stringendolo fino a soffocarlo) Tu da quando sei venuto in casa mia , mi ha fatto antipatia. A Lavolpe lo dissi subito. questo tizio non mi piace . Ora mi fai u schifu do piaciri di iratinni cc quantu peri hai, sinn mi fazzu girari i sentimenti e nun sacciu comu mi comportu?

VITTORIO : Se mi lassati iri, vi giuru ca mi nni vaiu e cc dintra nun ci mintu cchi peri! (Matteo molla e Vittorio scappa per la comune)

MATTEO : Finalmenti. Dunchi! Circamu di strinciri. Tutti sti pedinamenti, a Cia, lFBt, lunit cinoficili, lInpslIva.e a morti buttana ca vi carricanon sono serviti a niente, pirch ss fimmina di spaddi della fotografia, nun nn m mugghierici siamo capiti?

LAVOLPE : Ma non possibile. Di spaddi precisa e poi, pedinandola arrivata ritta ritta a casa vostra, questa casa. Chi poteva essere se non vostra moglie. Elementare.

MATTEO : Ah, si? ( ironicamente ) E durante questi mesi non vi siete chiesto dove i due piccioncini avrebbero preso il volo. Come mai non si vedevano pi?

LAVOLPE : Certamente! Appena mi sono accorto che Nicola aveva venduto la macelleria ho ritenuto che si fosse trasferito fuori paese per non dare nellocchio. A vostra moglie non lho pi vista fuori, quindi pinsai I dui sono forgitiossia, la classica fuitina, poviru prufissuri

MATTEO : Ah, pinsastuvu chistu? Bravo! E ora, vistu ca m mugghieri cc, che cosa ne pensate, detective Colombo?

LAVOLPE : B, devo riconoscere che la cosa mi stupisce un po. Voli diri, forsi, ca si lassarru?

MATTEO : E u vuliti sapiri di mia?

LAVOLPE : E di cui, allura?

MATTEO : Ma nun siti vui Sherlo ro Commisu?

LAVOLPE : Ma, scusate, questo stato un tradimento senza logica. Na mugghieri ca tradisci u maritu non pu ritornare con questultimo, cos, come se niente fosse avvenuto. Non normale, per dinci, abbiate pazienza. Ci vuole una reazioneuna mossa del traditoo siti fattu di petra o nun nnaviti sangu nte vini.

MATTEO : (minaccioso) Iu u sangu t fazzu nesciri do nasu, rimbabbitu can un si autru. Mi veni a parrari di reazioni, mossa e fissarii variIo dovevo reagiri appena vinistuvu a m casa, pigghiannivi a pidati nto.

LAGRUA : Le pratiche le possiamo iniziare anche subito, cos nel giro di qualche settimana possiamo sbrigare tutto

MARIA : Avvocato, mi sembra un po prematuro(lavvocato le prende le mani)

LAGRUA : Le ripeto che non se ne pentir. Lei non pu continuare a vivere con questuomo, impossibile! (Matteo ha sentito tutto)

MATTEO : Mi pari ca lei sta oltrepassando i limiti del foro. Lei nun sta facennu lavvocato, no! Lei sta facennu u cretinu cc m mugghieri. E ora mi staiu siddiannu, mi sono spiegatu?

MARIA : (alzandosi avvicinandosi, minacciosa, al marito) Lavvocato mio, non ti riguarda.

MATTEO : E cu t tocca, dinniscanza! (Lavolpe si trova in mezzo ai due)

MARIA : E poi non avevi detto che non saresti stato pi geloso di nessuno? Sono fatti miei e che a te non riguardano. Nella mia vita tu non centri pi. (spingendo Lavolpe)

MATTEO : E iu ti dicu ca ci trasu. (spinge Lavolpe c.s.)

MARIA : E iu ti dicu ca nun ci trasi! (c.s.)

MATTEO : E iu ci trasu(c.s.)

MARIA : Tu nun ci trasiMai pi! (c.s.)

LAVOLPE : ( che non ne pu pi) Signura, ppi piaciri, ci facissi trasiri can un nni pozzu cchi!!

MATTEO : Tu non centri, Lavolpe! (entrano Sara e Nicola con una valigia in mano, unaltra la porta donna Laura, Matteo fa per abbracciare Sara ma Maria si frappone al marito, in difesa della figlia) Ma iu sugnu t patri, u nannu di t figghiuPirch nun mi vuoi abbrazzari? Pirch? Ti chiedo perdono, va beni? Vhaiu fattu tantu mali, u sacciu. Perdonatemi. Haiu statu malatunon lo capite? Non lho fatto appostala mia una malattiacredetemi! (poi ritenta di abbracciarlama Sara c.s.) Ti rifiuti? (risoluto) Nun nnhai cori! Ora vi fazzu vidiri iu(entra in cucina)

NICOLA : Ma peggiorato!

SARA : Mamma, come ti tratta?

LAGRUA : Male, credetemi, un pazzo! (rientra Matteo con una pistola, panico di tutti che cercano di nascondersi alla ben meglio, sembra aver perso i sensi)

MATTEO : E ora vasatimi tutti!! Vi fazzu vidiri iu. Se nun mi vasati, vi sparu, prima sparu a vuatri e poi mi sparu( tutti lo baciano spaventati, poi si fanno avanti lavvocato e linvestigatore, imbarazzati) E vuatri cchi centrati? (indietreggiano piano piano) Vi perdono a tutti (abbassa la pistola, tutti si sentono risollevati ) Haiu fattu troppu mali...ora pozzu moriri..(poi nuovamente Matteo la punta alla sua tempia e tutti si nascondono, tranne Lavolpe, come prima, fino scomparire visibilmente dalla scena )

LAVOLPE : ( lo guarda scuotendo la testa)

MATTEO : Pirch fai no? Nun ci cridi?

LAVOLPE : (calmo) Scusati prufissuri, se prima vi mmazzati vui, a nuatri cui nammazza?

MATTEO : (riflettendo) Giustu! Allura mmazzu prima a vuatri(brandisce la pistola verso i presenti che sono ancora nascosti, poi Maria)

MARIA : Dai, Matteo, finiscila..nun ni parramu cchi!. Ti perdono, va beni?

MATTEO : Mi perdoni pirch haiu chista. (soggetto pistola) (entra Moreschi e rimane di stucco, spaventato a morte)

MORESCHI : Scu..scusati, truvai apertu. Fo..foforsi sbagghiai u mumentuchiedo scu..scu..scusa. Me ne vado.

MATTEO : (pensando al premio assicurativo) Moreschi, nun simpressionassi. Stiamo provando il finale di una commedia di mio genero. E vero, Nicola?

NICOLA : (preso alla sprovvista) Comu? Ah, gicertu. Si tratta di una mia commedia. Iu scrivusa!

MATTEO : Avissi a vidiri comu scrivi, nun ci fa mancu nerruri

MORESCHI : (risollevato) Ah, bravo. E come si intitola?

NICOLA : Eccoveramente.

MATTEO : veramente un dramma

MATTEO : Si intitola La Congiura.

MORESCHI : (che non gli importa niente) Ah, bellobello, veramente!

MATTEO : Ma lei vinni ppi parrari ccu mia, se non sbaglio?

MORESCHI : Ma possiamo parlarne qui, alla presenza dei signoritanto

MATTEO : Nonono, e chi centra. Accomodiamoci dentro. Prego, prima lei!

MORESCHI : Come vuole leicompermesso. (via sul fondo a sinistra)

LAURA : Signora Maria, tolgo il disturbo, m maritu a manciarimischinu(Laura abbraccia Sara e Nicola poi via fondo a destra)

MARIA : In questi due mesi mi avete fatto stare in pensiero. Ma pirch scappastuvu comu a dui latri?

SARA : E comu si puta stari nta sta casa. Nta stu paisi. Ma dimmi, chiuttostu, Emiliu unn?

MARIA : E nta stanza sua. Sta scrivennu a littra o nonnu Pappalardu! A 17 anni ancora scrivi i littri e morti!

SARA : E ancora mpicciriddu, mamma.

MARIA : Si, mpicciriddu stordu, per.

LAGRUA : Signora Maria, ritornando al discorso di prima, non so se lei ancora disposta a.

MARIA : Ma allora lei non ha capito che io lho fatto per fare ingelosire mio marito(intanto sono entrati dal fondo Matteo e Moreschi che hanno sentito )

LAGRUA : A me, invece era parso che lei era disposta a.

MATTEO : Mia moglie non era disposta a niente, avvocato. E penso che lei da questo momento si pu sentire sollevato dal suo incarico e io mi sentir sollevato dalla sua presenzaTenga(gli consegna una busta e ironicamente) per il suo disturbo (Lagrua li prende e)

LAGRUA : Peccato, addio!

MATTEO : Piccatu beddi sordi!!

LAVOLPE : Bh, professore, mi pare che non abbia pi bisogno di me.

MATTEO : Veramente non mi serviva mancu prima, comunque, ecco qua, il danno fatto e devo pagare. A Clic ci pinsati vui e limportante che in questa casa non vi fate vedere mai pi! Mi sono spiegato?

LAVOLPE : Ok, sempre agli ordini. Scappo, ossia, mi dileguo! (via per la comune)

MATTEO : Moreschi, veniamo a voi. Vi ringrazio per la velocit, anche se me lavete fatta pagare cara.

MORESCHI : Una mano lava laltrae tutte e due si lavunu a facci! (risucchio crisi asma)

MATTEO : Se ho bisogno so su chi contare, giusto?

MORESCHI : Una telefonata e mi faccio vivo io(C.S.)

MATTEO : Sempri se ci campati!

MORESCHI : Ci campuci campu Buona giornata.(via dal fondo)

MATTEO : A voi. Bene, mi pari ca sbrigammu tuttu. (entra Emilio)

EMILIO : Allura a ssicurazioni paiau?

MATTEO : Si, va beni, ma nun ti mintiri grilli intesta. Nun ti dugnu na lira prima ca fai 18 anni. Se poi ti comporti benicasomaiti passu un piccolo stipindiulu a simana

EMILIO : E quantu mi detti?

MATTEO : Quantu detti a mia? Vui diri? 50 mila euru!

EMILIO : Mih..Sara, Nicolaturnastuvu? Chi bella sorpresaOra vi fazzu sentiri a littra ca scrissi o nonnu Pappalardu.

MARIA : E bravu Emiliuzzu. Ppi fari na cosa bona sebbi a struppiari tuttu, mischinu

MATTEO : (spazientito) Interdettu, tava dittu lannu scursu ca tu ccu sti littri la dovevi smettere veru?

MARIA : Matteu, nun ti preoccupari. Stannu Emiliu bonu ti trattau.

MATTEO : Comunchi, ti avverto ca haiu nta sacchetta lassegnu dellassicurazioni. Una parola di supecchiu e il giorno prima ca fai 18 anni, mu scanciu e fazzu beneficenza ma a tia nun ti dugnu mancu neurumi sono spiegatu?

EMILIO : E iu ti denunziu per appropriazione indebita e furtuCumunchi, inutili ca mi ricatti, ormai scritta. Assittativi ca va leggiu. (tutti si siedono, Matteo nervosissimo Carissimo Nonno Pappalardo, io non tanto bene per via di una caduta dal motore, cos, invece, spero di te, che dove sei stai meglio che da noi e che la presente venga a trovarti(Matteo commenta con i gesti la povert di linguaggio del figlio) Questanno sono successe cose turche. Tutto sembrava filare per il verso giusto quando, pap, ossia, tuo figlio, si mise in testa che la mamma, ossia, tua nuora, lo tradiva con Nicola il macellaio. Tu non lo ricorderai perch quando sei partito, lui non era ancora arrivato. (Matteo scalpita) Ma quello che pensava pap non era vero. La mamma sempre onesta stataera la mente di pap che era andata in tilt. Insomma si era fissato..

MATTEO : (scalpita) Delinquentidisgraziatusei la mia rovina

EMILIO : Nicolino, invece, era fidanzato con Sara e

MATTEO : Deficientidiccillu d littridiccillu ca fusti tu.carogna(Maria lo trattiene)

MARIA : Emiliu, u nonnu tutti sti cosi i sadai, continua

EMILIO : Nun cridu ca poi si siddia? Insomma, nonnu, Sara aspetta. incinta, v!

MATTEO : I littridebosciatuscansafatichii littri diccillud littri(come un pazzo furioso)

EMILIO : Pap uscito fuori di testa e Sara e Nicola, poverini, sono scappati. E successo un macello.

MATTEO : Avanti, cosa laria, passa alle responsabilit. Vidumu st annu a cui cunnannimicrofecalo congelato..avantiE nun ti scurdari dellassegno. Sei ancora minorenne, oltre che minorato!! Io ho ancora la patria potest, ricordati, appena fai 18 anni a pigghiu e a bruciu.e ti sdirregnuanimali quatrupeti

SARA : Ma dai, pap, nu scherzu.

MATTEO : ( c.s.) Scherzu o non scherzuogni annu mi colpevolizza. Non obiettivo. Vogghiu vidiri comu distribuisci i responsabilit. Le percentualisissignoriparra mollusco.(ascolta a braccia conserte aspettando il momento di aggredirlo) Voglio proprio sentire.

EMILIO : Appoi fai ricursu o viscuvu( Matteo lo vuole acchiappare ma Maria e Sara lo trattengono ) (silenzio di tutti) Dunchi: Il 5% lo diamo a Sara, un po di colpa ci lavi puru idda; il 10% lo diamo alla mamma

MARIA : Ma iu chi centru?

EMILIO : Il 5% lo diamo a Nicolail 2% ci lhaiu iu

MATTEO : Delinquenti

EMILIO : il 2% i portieri.e.il 76%.ci laviu pap.(Matteo lo vuole afferrare, Maria lo trattiene e anche Sara e Nicola)

MATTEO : Peggiu di lannu scursu, lo sapevointerdetto e rachitico

NICOLA : Pap, sugnu prontu a pigghiarimu il 10 % in pidi responsabilit

MARIA : E iu nautru 5%e poi sugnu sicura ca Emiliuzzu qualchi cosa sempri ci a levaE veru Emiliu?

MATTEO : Si deve assumere perlomeno il 50%, un punto in meno ci rimettoaltrimenti nun ci dugnu un centesimo

EMILIO : E iu ti denunziu! (Maria gli parla allorecchio e ammansisce il figlio) E va benimi assumo il 40%...chi assai nun pozzuprendere o lasciare

MARIA : (contenta) Ohmi pari ca avemu sistaimatu tuttu

MATTEO : ( prende il braccio destro del figlio e glielo gira dietro le spalle, stringendolo a se, con finto affetto) Visto che sono luomo della pace e che abbiamo sistemato tutto democraticamente e civilmente, caro Nicola, ti comunico che tuo cognato Emilio ti far un regalo

EMILIO : Ma veramenti.(Matteo gli torce ancora di pi il braccio, smorfia di dolore di Emilio)

MATTEO : Bravo! Emilio ti presta 20 mila euro per aprirti una bella macelleria, cos potrai continuare la tua attivit tranquillamenteIu cca mamma, inveci, ni nnimu a Parigi nti m frati Carmelupenso che questo viaggetto ce lo meritiamo con la mamma, veru, Maria. (lei annuisce amorevolmente) A tia, Emiliuzzuappena fai 18 anni, taccattu na bella machina di terza manuti piaci?

EMILIO : Bellu sforzu, cch sordi miei! (Matteo c.s., smorfia dolore di Emilio)

MATTEO : Ah, Nicola, mava scurdatu! Tu mi devi promettere, per, una cosa. Me la prometti?

NICOLA : Parrassi, pap!

MATTEO : (con gli occhi di fuoco) Quannu iu vegnu nti tia ppa carni, LA VOGLIO PAGARE. INTESI!!!!! (risata generale, cala lentamente la tela)

FINE DELLA COMMEDIA

BIOGRAFIA DI RENATO FIDONE

SETTEMBRE 2014

RENATO FIDONE nato a Scicli (Rg) il 13.4.1950. Laureato in Scienze Sociali alluniversit DAnnunzio di Chieti/Pescara, ha lavorato presso il di D.S.M di Modica (Rg) coordinando dal 1990 il Servizio Sociale Dipartimentale della AUSL 7, oggi ASP Ragusa. Dall 1.10.2011 in pensione.

Da oltre 40 anni impegnato con il Teatro Amatoriale e dal 1984 dirige la Compagnia Teatrale Gli Amici di Matteo, di cui ne il Presidente/Legale Rappresentante.

Nel 1988 fonda, assieme agli altri componenti dellepoca della compagnia, il Teatro Piccolo Stabile, una struttura teatrale di 99 posti, adiacente alla sede della compagnia, utile per le prove degli spettacoli e per eventuali rappresentazioni.

Come autore ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui:

Premio Speciale alla Carriera dal Comune di Scicli per il 60 anno det 2010 Primo Premio al Concorso Internazionale Teatro di Locarno 1998 Premio Regionale Alessio Di Giovanni sez. Teatro Raffadali (Ag) 1999 Premio Ulivo dOro Catania 1995 Premio Ulivo dArgento Ragalna 1991 Secondo classificato al Premio Scena Zafferana Etnea 1992 Premio Speciale del Comune di Agnone (prov. di Isernia) 1992 Targa di Riconoscimento Speciale dalla Compagnia Le 4 C di Agnone (Is) 1992 Secondo Premio al Concorso Internazionale San Giuliano Milano 1989 Terzo Premio al Concorso Regionale Scrivere in Dialetto Catania 1988 Terzo Premio al Concorso Regionale Ulivo dArgento Ragalna 1998 Migliore Testo di Autore Meridionale Soveria Mannelli (Cz) 1988 Migliore Novit Teatrale al Festival Nazionale di Termini Imerese 1987 Premio Speciale come Miglior Autore alla Rassegna Nazionale di Rosarno (RC) 1988 Premio Speciale come Miglior Autore alla Rassegna Nazionale di Rosarno (RC) 1989 Premio Sezione Cultura Giornale di Scicli 1985

Ha ricoperto per conto della F.I.T.A. ( Federz. Italiana Teatro Amatori ) la carica di Presidente Provinciale e Regionale. Al Congresso Nazionale FITA del 16.5.2000 stato eletto Presidente del Collegio dei Sindaci.

Nel 2008 viene eletto Consigliere Regionale con la delega di Direttore Artistico e responsabile delle attivit teatrali e dei rapporti con le compagnie affiliate. Nellultimo congresso FITA SICILIA del giugno 2012 a Pergusa, stato rieletto Consigliere Regionale e riconfermato Direttore Artistico regionale

Ha scritto diversi monologhi recitati dallattore Enrico Guarneri, in arte Litterio e ha svolto in alcune occasioni le funzioni di esperto nei progetti PON delle scuole pubbliche e di direttore artistico in particolari avvenimenti artistici e teatrali. Viene chiamato di sovente, vista la sua ampia conoscenza ed esperienza nel panorama teatrale siciliano, dalle compagnie amatoriali, come consulente per gli allestimenti dei cartelloni teatrali.

Autore, tra laltro, di poesie dialettali e in lingua, collabora con un gruppo di musica folk , scrivendo i testi di alcune canzoni, racchiuse in un cd e recentemente pubblicato e regolarmente registrato alla siae.

I suoi lavori teatrali, rappresentati in Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata, Toscana, Lombardia, Belgio, Svizzera, Francia, Canada, e N.Y., da numerose compagnie della Sicilia e oltre, sono tutelati dalla SIAE, cui iscritto dal 1984, divenendone Socio il 12.3.1997. Dal 22 maggio 2010 ha acquisito il diritto allassegno mensile di professionalit, riconoscimento riservato agli autori ultra sessantenni pi rappresentativi. Da oltre 25 anni socio del sindacato ANART, associazione nazionale autori radiotelevisivi e teatrali.

Elenco dei suoi lavori depositati alla SIAE :

1.AMURI DI FRATI (1981) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

2.E TUTTA UNA CONGIURA (1982) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 11 personaggi

3.LA CASA POPOLARE (1982) commedia in 1 quadro e 3 tempi (scena unica nei 3 tempi) 9 personaggi

4.ALLE DONNE PIACE COLA (1980) commedia in 3 quadri e 2 tempi (3 scene in un unico spazio)11 personaggi

5.LA COSCIENZA NON BASTA (1980) commedia in 2 tempi ( scena unica )9 personaggi

6.LA POESIA E UNA COSA SERIA (1986) commedia in 3 atti ( scena unica )12 personaggi

7.LA POSIZIONE SOCIALE (1984) commedia in un atto (scena unica) 6 personaggi

8.IL PROBOVIRO (1986) da G.Fava rid. e adatt.in 3 atti (3 scene in un unico spazio) ( 50% dei diritti) 12 personaggi e 3 comparse

9.SOLI SULLA NAVE DEL PIACERE AVVINTI DAL DESTINO (1987) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 13 personaggi

10.LO SPIRITO DI MIA MOGLIE (1988) commedia brillante in 2 tempi (scena unica)7 pers.

11.I SOLITI IDIOTI COLPISCONO ANCORA (1989) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

12.VI PRESENTO MIA SORELLA (1991)commedia in 3 atti (scena unica)versione in lingua italiana di Amuri di Frati 10 personaggi

13. MEGLIO UN UOMO VERO CHE UN PRETE FINTO (1992) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 11 personaggi

14.FERMATA A RICHIESTA (1992) atto unico grottesco (scena unica) 3 personaggi

15.DONNA PIACENTEQUASI VEDOVA, CERCA MARITO (1993) commedia brillante in 2 quadri e 3 atti (scena unica)11 personaggi

16.UN PRONTO SOCCORSO QUASI PRONTO (1993) farsa in un atto (scena unica) 8 pers.

17.IL FILO SPEZZATO (1994) dal romanzo di Nicola Caporale Lamica dinfanzia commedia drammatica (due scene in un unico spazio) 6 personaggi

18.NON TI PAGO (1994) da E.De Filippo- riduzione dialettale e adattamento in 3 atti- (30% dei diritti) 12 personaggi-scena unica

19.IL PARACADUTE, ovvero, come intrappolare un taccagno (1995) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

20.AVANTI A CHI TOCCA , storia tragicomica di un avvocato (1997) atto unico brillante (scena unica) 5 personaggi

21.LEREDI UNIVERSALI (1998) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

22.ASPETTA ESPERA (2002) commedia brillante in 3 atti (scena unica) 10 personaggi

23.IL RITORNO DEI SOLITI IDIOTI (2002) commedia brillante in 3 atti e 1 quadro (scena unica) 12 personaggi

24.U PARANINFU SICILIANU (2004) da Lu Paraninfu di L.Capuana, riduzione e adattamento-11 personaggi-(due scene)

25.MA CHE BELLA FAMIGLIA!! (2005)commedia tragicomica in 3 atti, 10 personaggi in unica scena

26.ALLOMBRA DELLA TORRE (2010) trasposizione teatrale e libero adattamento dal romanzo di M. Giardina La Risacca ( tre scene in un unico spazio con giochi di luci)

27.EMPORIO LOMAZZO, tutto a met prezzo (2012) commedia brillante in due tempi (scena unica) 12 personaggi

28.LULTIMO ESAME (2012) atto unico con finale a sorpresa (scena unica) 4 personaggi

29.ALBERGO SPLENDOR, storie di donne sole (2013) commedia in due tempi (scena unica) 12 personaggi

RENATO FIDONE

Via Lido, 47 97018 SCICLI (Rg) - Tel.: 0932 . 937912 casa 0932. 830008 estate e festivi

333.6016300 email fidoner@tiscali.it - fb