Echelon: il ciclope

Libert in dialetto siculo

ECHELON: IL CICLOPE

Il mito di Er: libert e giustizia

Commedia

in

due atti

di

Giancarlo Buccheri

La commedia Echelon: il ciclope con sottotitolo Il mito di Er: libert e giustizia regolarmente registrata alla S.I.A.E sezione/qualifica DOR posizione N129648.

E-mail: giancarlo.buccheri@tiscalinet.it

Tel. 0923651619

Breve sinossi della commedia Echelon: il ciclope

Con sottotitolo : Il mito di Er: libert e giustizia

La commedia Echelon:il ciclope, con sottotitolo: Il mito di Er: libert e giustizia una rivisitazione del Mito di Er, riportato nella Repubblica di Platone. Alla fine della sua opera, nel X libro, Platone ci parla del giudizio delle anime, mettendo in evidenza principi di libert e giustizia. Personaggi principali della commedia sono: Ulisse, Er, Dante e un quarto personaggio Anima che con i suoi interventi fa da filo conduttore nei dialoghi. Ulisse personaggio dell Odissea di Omero anche personaggio della Divina commedia e del Mito di Er. Ulisse rappresenta il viaggio delluomo sulla terra, con la sua curiosit, con lirrefrenabile desiderio di andare sempre pi oltre nella conoscenza (Il folle volo) e con la sua proverbiale astuzia. Nella commedia, Echelon: il ciclope ,Ulisse un uomo che deve fare di necessit virt, un uomo con tanti pregi e nello stesso tempo tanti difetti quale potrebbe essere un uomo qualunque.

Gli inserimenti di passi della Divina Commedia seguono il filo logico del susseguirsi dei dialoghi tra i personaggi, sottolineandoli . Sono stati utilizzati principalmente i passi in cui Dante ci parla di libero arbitrio , di degrado morale, di attaccamento da parte delluomo ai beni materiali, ma non solo. Le tre fiere vengono immaginate come una proiezione delluomo al cospetto di s, Freud direbbe Io, Es; e super Es, che ci in impediscono di viaggiare

nellinconscio (oltre le colonne DErcole). Er con la sua ingenuit espressa in dialetto siciliano d alla commedia un tono di ilarit e smitizza le situazioni. La commedia si conclude con alcuni frammenti dellopera di Platone!

Mazara 19/09/2006 Giancarlo Buccheri

ECHELON IL CICLOPE

Il mito di Er: libert e giustizia

In apertura di sipario ci sar gi la scena che viene descritta da Platone nel mito di Er (in la Repubblica). Sulla scena ci saranno le anime, che indosseranno delle tuniche bianche o celesti e delle tuniche marrone scuro e logore. Le anime si muoveranno sul palco come se si trovassero in un quadrivio, da una parte e dallaltra del palcoscenico ci saranno delle scale con pochi gradini al cui culmine lingresso e luscita saranno mascherate da un tulle celeste da una parte, scuro dallaltra. Le anime, in quattro file, procederanno lentamente e saliranno o scenderanno i pochi gradini . Al centro della scena un trono su cui sar seduta Ananke, da una parte del palcoscenico ci saranno le tre Moire (Atropo, Cloto e Lachesi) e dallaltra ci saranno i giudici delle anime. Altro personaggio in scena laraldo divino, che annuncer di volta in volta i movimenti delle anime.

I giudici, le tre Moire, Ananke, Laraldo Divino entreranno in scena alla fine del secondo atto.

PERSONAGGI:

Er

Anima

Ulisse

Penelope

Anima del futuro Dante

3 anime denigratrici

Atropo

Cloto

Lachesi

Ananke

Laraldo divino

I giudici delle anime

Comparse: anime con la tunica azzurra e anime con la tunica marrone

PRIMO ATTO

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero ad Er . Rivolto pi a se stesso che ad Er e recita la sua battuta. O voi che siete in piccioletta barca, desiderosi dascoltar, seguiti dietro al mio legno che cantando varca, tornate a riveder li vostri liti. Voi altri pochi che drizzaste il collo per tempo al pan delli angeli, del quale vivesi qui ma non sen vien satollo, metter potete ben per lalto sale vostro navigio, servando il mio solco. Quel che di Er dellanime argomenta simile a ci che qui si vede! (Voi lettori, che con la barchetta della vostra intelligenza naturale dotati di scarsa dottrina, desiderosi di ascoltare il mio canto avete seguito finora la nave del mio ingegno, che ora si spinge nelle pi difficili acque della sapienza filosofica e teologica tornate indietro ai lidi in cui avete finora navigato, perch non avendo capacit sufficienti per seguirmi rischiereste di perdervi. Invece voi che fin da giovanetti alzaste la mente alla vera ed eccelsa scienza, che sono il pane degli angeli, del quale si vive quaggi sulla terra , ma non si pu mai essere sazi, voi s che potete spingere per il mare profondo il naviglio della vostra intelligenza, mantenendovi sulla scia della nave del mio ingegno. Ci che Platone dice delle anime nel mito di Er quello che voi vedrete.) (annuendo, si discosta e si allontana da Er) (Paradiso, canto II, 1-4 e 10-14, canto IV 49-50)

Er: Ma unni capit? Ma chistu comu parra, chi foddri? Vossignoria comu sapi lu me nomi? Boh! E cu ci capisci nenti! (Poi si rivolge allanima che ha davanti nella fila) Scusasse il disturbo, mi potesse dire in che broccolo di posto ci troviamo?

Anima: Broccolo? Spiegatevi meglio, non capisco cosa vogliate dire!

Er: Continentale siete?

Anima: Ma che continentale e continentale, voi, piuttosto, vi esprimete come un barbaro!

Er: Vidissi broccolo, p un diri nautra cosa!Broccolo uguale cavolo, cavolo ugualissimo a minchia! La quale parola internazionaleinternazionalissima. Mi sentu capiri?

Anima: Adessocapisco! Venite dalle colonie sicule! Ditemi, visto che venite dalle colonie sicule, avete conosciuto per caso ?

Er: Tutti li stessi li continentali, ci pari chi li colonii siculi su granni comu na casaria e chiddri chi ci stannu comu li peri di pitrusinu intra sta casaria, e chi quindi savissiru a canusciri tutti tra iddri medesimi. Comunqui No! Un nni lu canusciu! Ora chi vi liv sta curiosit potreste avere la cortesia darrispunnimi? Dove broccolo nni truvamu?Iu finu a un momentu fa era in battaglia , come broccolo ci sono finito qua?

Anima: Sciocco, non vedete che qui siamo nel mito di Er? Che spiega come avviene il giudizio delle anime.

Er: Il mito di Er? Ma Er iu sugnu, n persona! Mizzica, lu sapia chi prima o poi qualcunu avissi scrittu qualchi cosa supra di mia, il mio coraggio, i miei nobili natali di schiatta Panfilia sugnu, non sono certo acqua frisca! Ditemi, cu lavissi scrittu questo mito? Se lecitu addumannari! ?

Anima: Platone! Lha scritto Platone al termine di una sua famosa opera.

Er: Platuni? Il discepolo di Socrati? Ma propriu propriu, Platuni lu filosofu?

Anima: S, proprio lui!

Er: Mizzicazza.picciotti minnacchian ! Famoso diventai e ora cu mi ferma cchiSono un mito

Anima:Calmatevi, questo non il posto giusto per sentirvi qualcuno.. Qui siamo tutti uguali e tutti abbiamo gli stessi diritti e le stesse possibilit!

Er: Tutti uguali? Ma di sta cosa sinnavissi a teniri cuntu. Perci, chi veni a diri iu sugnu nt lu me mitu e non posso aviri mancu un privilegiu?

Anima: Tutti uguali voi che venite dalla colonia sicula, volete accampare sempre privilegi in ogni situazione., ma qui eh! Qui non avete proprio un bel nulla da accampare!

Er: Un cantati vittoria, pirch셔a mali estremi, estremi rimedi. Iu, si mi giranu li cabbasisi , fazzu un comiziu, fondo un partito politico e il gioco fatto.e, se questo non dovesse bastare, cci mannu un pizzinu a certi amici dra nella colonia sicula e iddri eh iddri lu sannu chiddru chi hannu a fari.

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! (annuendo, si discosta e si allontana dalle due anime) (purgatorio, canto VI, 76-78)

Er: Voscenza mhavi a perdunari, ma potessi sapiri chistu cu ?

Anima: Per ora lasciate perdere, poi ve lo dico! Per ora vi dir che potete scordarvi di poter mandare qualsivoglia pizzinu, perch da qui usciremo tutti senza poter comunicare niente a nessuno e il pizzino, come lo chiamate voi, saremo noi a riceverlo e dopo, dopo dimenticheremo tutto quello che ci sta capitando. Tra poco capirete.

Er: Veterano della situazione siete? Come fate a sapere tutte queste cose? Studiato avete?

Anima: Ma che studiato e studiato! Sono gi stato qui altre volte e so come vanno le cose!

Er: Perdonare mi dovete, ma ora ora mi dicistivu chi dopo essere stati qua unu si scorda tutti cosi, e a mia lu discursu un mi fila: comu faciti a ricordare? Siete raccomandato? O avete qualche permesso speciale?

Anima: Che raccomandato! Qui le raccomandazioni non esistono e i giudici sono imparziali, qui la giustizia una sola e non guarda in faccia nessuno

Er: E chi c di straordinariu?Lu cap, lu cap c la giustizia precisamenti comu supra la terra i.m.p.a.r.z.i.a.l.i un ci su n giudici mancini, n destrorsi. Sono tutti ambidestriOgni tantu pi veritLassamu perdiri va

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? (annuendo, si discosta e si allontana dalle due anime) (purgatorio, canto XVI, 97)

Er: .Ma. mi lu vuliti livari stu pisu e dirimi cu stanima accuss strana?

Anima: Vi ho gi detto che per ora dovete pazientare,poi ve lo dico!

Er: Va beni Mi stavate dicennu di comu faciti a ricordare tuttu chiddru chi succedi, putissi, me medesimo, esseri misu a canuscenza di questo arcano?

Anima: Non dovrei dirvelo, ma se promettete di non parlare con nessuno di quanto vi dir, vi confider il segreto!

Er: Mizzica un segreto? Avete trovato luomo giusto. Lu sapi, vossignoria, come mi chiamavano lamici a lu paisi? Er acquainbocca! Tranquillo potete stare, tranquillissimo!

Anima: E io proprio di acqua volevo parlarvi! Tra poco sceglieremo la nostra vita futura, poi ci porteranno al fiume Lete e qui dovremo bere ; lacqua del fiume ci far dimenticare tutto.

Er: Lavia sintutu nta la pubblicit chi stacqua Leteera bona, ma no finu a stu puntu. Perci stacqua fa scurdari tutti cosi? Mizzica! megghi du vinu j!

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Da questa parte con virt discende che toglie altrui memoria del peccato; dallaltra dogni ben fatto la rende. Quinci Let; cos dallaltro lato Euno si chiama; e non adopra se quinci e quindi pria non gustato: a tutti altri sapori esto di sopra. (annuendo, si discosta e si allontana dalle due anime) (purgatorio, canto XXVIII, 127 - 133)

Er: Beddra matri, ancora chistu, ma chi dissi? Un nn cap nenti.

Anima: Lasciate perdere,vi stavo dicendo che, per non dimenticare tutto, baster che voi non beviate, o meglio che facciate finta di bere. In mezzo a tanta confusione nessuno si accorger di niente, e voi potrete ricordare tutto quello che avviene.

Er: Mizzica! Chi cristianu ntelligenti! E stu fattu scoperto da solo lo avete? Oppuru ve lo ha confidato qualchi autra anima?

Anima: Io, per conto mio lavevo qualche sospetto, mi chiedevo come mai ci dessero da bere, noi siamo anime e non abbiamo bisogno n di bere, n di mangiare. Poi unanima che era qua da pi di mille anni mi conferm che lacqua del Lete a dare loblio.

Er: Mille anni? Un ni dunanu n manciari e nemmancu viviri? Ma iu tuttu stu tempu cc un nni lu possu perdiri e po, se devo essere sincero, mi sentu cc nt la vucca di lu stomacu un pirtusu. Staju muriennu da fami! Mi manciassi un pistuluni cc pumaroru, ogghiu, furmaggeddu musciu, sardi salati e arianu, mii un pezzu di pani di chissu facissi arrivisciri un mortu. Si nveci di tutta sta paraccata nni dassiru un pezzu di pani cunsatu, autru chi milli anni, ognunu avissi tanta prescia di turnari supra a terra chi un ci fussi bisognu di nuddru giudiziu di li animi.

Anima: Vedo che avete dei gusti piuttosto rustici. Un pezzo di pane cos condito sicuramente vi metterebbe una gran sete e qui si beve solo quando ci sar detto di farlo, quando ci porteranno al fiume Lete.

Er: Chiuttostu un mi possu fari persuasu , ma lacqua di stu ciumi Lete di unni nesci ? Va stu ciumi comu si forma? Chi fa chiovi puru cc ?

Anima: Lacqua si forma dalle lacrime di una grande statua che si trova in una caverna del monte Ida.

Er: E pirch chianci sta statua?

Anima: Piange per il degrado morale delluomo!

Er: Mischina va sta statua, sempri a chianciri !

Anima del futuro Dante: Dentro dal monte sta dritto un gran veglio che tien volte le spalle inver Damiata e Roma guarda come suo speglio. La sua testa di fino oro formata, e puro argento son le braccia e il petto, poi di rame infino alla forcata; da indi in giuso tutto ferro eletto, salvo che il destro piede terracotta; e sta n su quel pi che n su laltro eretto

(Inferno canto XIV 103 111)

(Il sogno di Nabuccodonosor interpretato dal profeta Daniele. Si tratta di una statua rappresentante un gran Veglio, formata di vari metalli, loro con cui fatta la testa che rappresenterebbe la rettitudine morale della prima et delluomo. I metalli, scendendo verso il basso, divengono meno preziosi fino al piede destro, che di terracotta. La statua poggia su questo piede anche se fragile perch rappresenterebbe la chiesa, mentre il piede sinistro di ferro, lo stato. Le forze materiali dello stato non servono a nulla se le coscienze non sono rette dalla forza morale. Le lacrime del Veglio si infiltrano nel terreno di una grotta situata sul monte Ida e formano il fiume Acheronte)

Er:Vossignoria parra parra, ma si si spiegassi un pocu megghiu, iu nn capissi qualchi cosa!

Anima: Se abbassate la voce, vi spiego io quello che ha detto! La statua fatta da vari metalli, la testa doro rappresenta la correttezza morale, scendendo in basso i metalli perdono di preziosit, fino al piede destro su cui poggia che di terracotta e rappresenterebbe la chiesa, laltro piede in ferro e simboleggia lo stato. La forza dello stato non serve a nulla se le coscienze non sono rette dalla forza morale.

Er: Mpratica chianci pirch cc fa mali u peri ! Mischinu va, (gridando rivolto allanima di Dante) ci passassi un pocu di pumata.

Anima: Tacete, volete farvi sentire dai giudici a tutti i costi? Se si accorgono dei nostri discorsi, sono capaci di tenerci qui allinfinito. Tanto pi che per loro il concetto di tempo non ha senso, qui il tempo non esiste, qui ci sono anime del passato, del presente e del futuro.

Er: Perdonate la mia ignoranza, capisciu chi ci su anime del passato e del presente, ma comu ci ponnu essirima anime del futuro?

Anima: Sciocco! Ve lho gi detto: qui il tempo non esiste. Immaginate di essere appena morto, e che la vostra anima sia appena arrivata qui, (Er fa gesti di scongiuro) inutile che facciate gesti di scongiuro perch proprio la situazione in cui vi trovate in questo momento! Per me che sono qui da pi di mille anni e sono gi andato e venuto molte volte, voi siete il futuro ed io per voi il passato. Avete compreso?

Er: S vabe , lu cap, ma cc a mia mi pari chi manca lu presenti!

Anima: Il presente? Il presente sono le anime che sono giunte qui contemporaneamente alla vostra. E poi, anche se non dovrei dirvelo, anche voi siete gi andato e venuto diverse volte. Ecco, per esempio guardate quellanima

Er: Mizzica, che beddra, voi fate tutto il sostenuto, un aviti fami, un aviti siti, per li fimmini li taliati, eccomu li taliati. Caminati cchi lestu, passamu avanti, emuci vicinu, cu lu sapi, si puru iu ci piaciu, putissi aviri unavventura celestiali.

Anima: Siete il solito, non capite mai nulla, io non vi stavo indicando quellanima, bens quellaltra!

Er: Ddru masculu cu la varva?E chi mi nn fari! Oh, ma pi cc mi pigghiastivu? Iu masculu siculu sono! Capisciu che voi greci della capitale non andate tanto per il sottile: masculi, fimmini picciriddri abbasta chi respiranu e si movinu, vannu tutti beni, ma a mia sulu li fimmini mi piacinu!

Anima: Ma cosa avete capito? Io vi dicevo di guardare lanima di quelluomo solo per dirvi che quello Ulisse, il figlio di Laerte e di Anticlea, il padre di Telemaco, insomma il Re di Itaca e marito di Penelope!

Er: Odisseo? Quelluom di multiforme ingegno? Leroe dei due mondi?

Anima: Ma cosa dite?! Leroe dei due mondi non ancora arrivato, ma prima o poi arriver anche lui! E poi perch eroe dei due mondi? Che cosa centra con Ulisse questo appellativo?

Er: Centra.. centra. Voi siete qui da molto tempo e non sapete che Odisseo diventato un simbolo , mizzica tutti nhannu parratu.. poeti, scrittori, drammaturghi

Anima: Ma certo che lo so, anche se sono qui da molto tempo, chiunque sa che Ulisse il simbolo dellAstuzia!

Er: Non solo, non solo Ulisse, eroe dellastuzia e dellinganno nel passato, diventato per luomo moderno il simbolo della smania di conoscenza, capace di andare oltre il conosciuto senza paura dellignoto. In una parola, il simbolo delluomo libero.

Anima: E sorprendente quello che mi dite, ho conosciuto Ulisse prima che diventasse Ulisse e vi posso assicurare che era unanima molto semplice, niente di tutto quello che mi dite.

Er: E chi vuliti, lu tempu passa e unu cu let va maturannu. Certu, a quantu mi diciti, pi esseri jutu e vinutu tanti voti. e pi essiri cc di tuttu stu tempu veru grossa lavistivu a cumminari . Che cosa avete fatto? Di quali colpe siete accusato? A mia mi lu putiti diri.

Anima: Se permettete , questi non sono affari che vi riguardano, comunque per vostra tranquillit sappiate che i miei peccati non sono cos gravi altrimenti non avrei la tunica azzurra. I peccatori pi incalliti sono quelli che vedete l con le tonache marrone scuro. Quelle s che sono anime dannate! Alcune di loro sono destinate a stare qui in eterno .

Er: E capisco che non vogliate parlare dei vostri peccatucci, ma di quelli dei monaci ne parlate, ne parlate eccome. La privacy solo per voi, dei monaci ve ne fottete!

Anima: Ma di che monaci andate parlando, quelli non sono affatto monaci! E poi voi come sapete dellesistenza dei monaci?

Er: Monaci o sacerdoti del tempio, chi cancia? Allora, che fate, smentite? Avete paura dei monaci? I monaci vi intimoriscono?

Anima: Vi ho gi detto che quelli non sono monaci!

Er: Scusate, ma non avete parlato di tonache marroni scure? E quindi avete parlato di tonache di monaco, o sbaglio? E le tonache di monaco chi se le mette? Chi se le mette? Non vorrete negare levidenza? Le indossano i monaci . E quindi quelli sono monaci. Il discorso non fa una piega, negate se potete!

Anima: La piega ve la farei io qui in mezzo agli occhi con una randellata!

Er: Siamo alle minacce? Lei non sa chi sono io! Se continua a infastidirmi chiamo in aiuto i monaci!

Anima: Imbecille! Quelli sono tiranni, altro che monaci! Sono condannati a rimanere qui per leternit. Quando cercano di uscire, le altre anime dannate li tirano indietro e si sente un pauroso boato!

Er: Siete stato voi a parlare di monaci e adesso tirate fuori i tiranni. Allora qui monaci non ce ne sono? Non possibile, con tutto quello che hanno combinato, altro che tiranni. I tiranni al confronto diventano innocui. I monaci di sicuro sono dietro i tiranni, sono loro che li tirano indietro. Poveri tirannucci, mi fanno pena .

(Nello stesso momento unanima con la tonaca marrone cerca di venire fuori dalla tenda scura dove si presuppone ci siano le anime dannate, ma diverse braccia non le consentono di uscire, la tirano indietro e si sente un pauroso boato)

Anima: Diavolo dun Barbariccia (Barbariccia il capo del drappello di diavoli che d il segnale di partenza ai suoi sottoposti con una sonora scorreggia)

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Ed egli avea del cul fatto trombetta!. (annuendo, si discosta e si allontana dalle due anime) (Inferno, canto XXI, 139)

Er: (cerca di interloquire con lanima di Dante non ottenendo per alcuna risposta) A vossignoria stu tronu (tuono) trombetta cc parsi? Autru chi trummetta, chistu trummuni j!

Anima: Se non fosse che c il rischio di essere punito con altri mille anni di pena, vi prenderei a calci nel di dietro!

Er: Non potetevi siete scordato che siamo anime e che quindi non c il di dietro. E poi calmatevi, se continuate cos, vi prender un colpo, e non vorrei avervi sulla coscienza.

Anima: Ma che colpo e colpo, noi siamo gi morti non potrebbe accadermi niente di peggio oltre a dover avere a che fare con uno come voi. Se proprio volete che ve lo dica, mi fate pena, ogni volta che sono tornato qua, ritrovarvi e sentirvi fare quella sciocca domanda: dove broccolo mi trovo?Come broccolo sono arrivato qui? Non ne potevo pi, per questo vi ho confidato le mie supposizioni. Sappiate che oltre me ci sono altri che sono a conoscenza dei poteri dellacqua del fiume Lete. Quello di cui volevate sapere , per esempio, che di tanto in tanto si avvicina con unaria stralunata, lo sapete chi ?

Er: E cu fussi? Quali? Chiddru cu dru nasu chi pari un pappaaddru, chi allavanca paroli a la scicchigna? Chiddru chi ora ora parrau di culu chi fa comu na trummetta? (facendo con la bocca un pernacchio)

Anima: S, proprio lui, mi ha confidato che al momento della scelta sceglier di diventare un famoso scrittore, anzi a suo dire il sommo poeta per eccellenza. Anche lui a conoscenza del nostro segreto, e mi ha confidato di avere preso un bel po di appunti su come vanno le cose qui, per poi poter scrivere la sua aspetta, come lha chiamata? Ah s , lha chiamata commedia! Da quando qui diventato amico di Ulisse, non fanno altro che chiacchierare

Er: Mi piacissi di canuscilu, cos come mi piacerebbe conoscere Odisseo. Mi putissi fari fari un autografo e mi lu sarvassi pi quannu ritornu supra la terra. Emuci a rrivari, jemu jemu.

Anima: Ulisse,vorrei presentarti un amico! Si tratta del famoso Er, di schiatta Panfilia, leroe di questo mito, un po come se fosse il padrone di casa di questi luoghi!

Er: Nenti! Nenti, io al confronto di vossignoria non sono niente, perci voi siete il famoso Odisseo? Mizzicazza, un grande onore pi mia canuscivi!

Ulisse: Siculo siete?

Er: Mizzicazza! Mancu du paroli ci dissi e gi saddunau chi sugnu siculo. E propriu veru chi lastuzia non acqua!

Ulisse: Per carit, in questo caso lastuzia non centra per niente! Dovete sapere che ho molto viaggiato e che quando numi avversi mi fecero approdare l nella vostra isola, nellinsenatura dove vivono i ciclopi, per farmi capire dovetti imparare in fretta la vostra lingua.

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Voi che vivete ogne cagion recate pur suso al cielo, pur come se tutto movesse seco di necessitade (annuendo, si discosta e si allontana dalle tre anime) (Voi che vivete ancora la vita mortale, attribuite ogni causa al cielo, proprio come se il moto dei cieli traesse necessariamente con s ogni cosa che accade quaggi) (Purgatorio, canto XVI, 67-69)

Er: A mia un mi pari veru.perci Ulisse cu mi lavia a diri chi vinennu cc avissi canusciutu il famoso Odisseo!

Ulisse: . Ebbene s! Io sono proprio Ulisse, figlio di Laerte e di Anticlea . Odisseo padre di Telemaco e consorte di Penelope, regina di Itaca, famosa tessitrice. Sono convinto che mi chiederete che diavolo ci faccia qui! Sono come voi in attesa della scelta della nuova vita! Tra poco chi verr giudicato pronto per tornare sulla terra, potr scegliere tra le varie opportunit .

Pi in l, da una parte del palcoscenico ci sar un gruppetto di anime che denigreranno alcuni dei comportamenti di Ulisse, i dialoghi proseguiranno ,comunque, come se queste anime non parlassero.

Anime denigratici: (anima denigr. N1) Pensa di essere figlio di Laerte, ma non sa che sua madre proprio qualche giorno prima del matrimonio, trad Laerte con Sisifo. (Anima denigr. N 2) Ulisse proprio figlio di Sisifo. (anima denigr. N3) Del resto Sisifo insieme ad Autolico, padre di Anticlea, erano i pi astuti ladri e furfanti della Grecia

Er: Eccellentissima vostra maest, mi piacessi di sapiri non tanto chi ci faciti qua, ma comu ci finistivu.? Di morte naturale siete arrivato qua, o qualcunu vaiut a veniri cc prima di lu tempu?

Ulisse: Purtroppo fu mio figlio adarmi una mano,ma lui, poverino, non sapeva che iofossisuopadre!

Er: Telemaco? Ma veramenti io la storia del vostro ritorno a Itaca la ntisi e non mi risulta che vostro figlio Telemaco abbia osato levare la sua mano contro di voi.

Ulisse: No! Non Telemaco fu a levare la mano contro di me, ma Telegono!

Anima: Nessuno di noi era al corrente che aveste un altro figlio.

Ulisse: Per la verit nemmeno io ne ero al corrente! Secondo quanto mi aveva detto loracolo, sapevo solo che sarei morto per mano di mio figlio.

Er: Mischinu, Telemaco s quantu colliri si pigghi quannu loracolo ci dissi chi a ammazzari Ulissi avissi statu il medesimo figghiu.

Ulisse: S! La cosa lo sconvolse al punto che si allontan da Itaca per non farvi pi ritorno.

Er: E stu Telegono di dunni sat fora? (Tradizione risalente a Eugammone VI sec. A.C.)

Ulisse: Telegono il figlio che mi fu dato dalla maga Circe, ma di cui io non seppi mai nulla!

Er: Mizzicazza, avete copulato con la maga Circe? Deve essere stata unavventura magica. Lo sapevo che Circe trasformava gli uomini in porci, deve essere stata una cosa nimalesca. Buttana di la miseria, ma pirch a mia sti cosi un mi capitanu ma?

Anima: Siete sempre il solito, ma smettetela di dire queste stupidaggini! Piuttosto, invece sarebbe bello sapere qualcosa sulla guerra di Troia da chi in prima persona vi ha combattuto e addirittura stato lartefice della vittoria Achea!

Ulisse: La storia lunga, sappiate, innanzitutto, che tutte le mie azioni le nostre azioni sono dettate dalla necessit (Ananke) e, se devo essere sincero, io per questa maledettissima guerra di Troia non volevo partire arrivai persino a fingermi pazzo pur di non partire. Mi feci trovare ad arare la spiaggia e a seminare sale sulle rive di Itaca, ma per la buona sorte di mio figlio fui costretto a partire. Che posso dirvi, se gli dei avevano deciso che io dovevo partire non potevo certo andare contro il loro volere; e una volta in ballo uno deve ballare.

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Se cos fosse, in voi fora distrutto libero arbitrio, e non fora giustizia per ben letizia e per male aver luttoLume v dato a bene e malizia e libero voler!

(Se cos fosse, resterebbe in voi distrutto il libero arbitrio e non sarebbe giusto avere come premio del bene il gaudio celeste e come punizione del male il pianto e il dolore eterno.) (annuendo si discosta e si allontana dalle tre anime) (Purgatorio, canto XVI, 70 -71- 75 )

Er: Autru chi ballari! vossignoria, a iddri facistivu ballari. Ma lidea du cavaddru comu vi vinni?

Anime denigratrici: (N 1)Il solito conta balle adesso dir che lidea del cavallo venne a lui, ma tutti sanno che fu Prilide ad avere lidea del cavallo di Troia, ispirato in sogno da Atena. (Anima denigr.N 2) E lui se ne arrog presso gli Achei il merito!

Ulisse: Cosa volete che vi dica, ero stufo di tutto quel sangue e per molto tempo mi arrovellai!

Er: Vasoccu facistivu?

Ulisse: Mi spirniciai va! U capistivu?

Anima: Perdonatelo, lo sapete no che viene dalla colonia sicula?

Er: E batti a coppi cu sta camurria di la colonia sicula! Ma chi vi pari chi pirch vegnu di la colonia sicula sugnu gnoranti? Livativillu di la testa pirch j in qualit di siculo a tutti nsacchetta mi mettu.

Ulisse: Lunico modo per vincere questa guerra era quello di poter penetrare nella citt con linganno e aprirne le porte! E lidea di unofferta votiva agli dei di un cavallo di legno che propiziasse il viaggio di ritorno mi venne da un sogno che feci alcuni giorni prima: sognai che Penelope a Itaca era insidiata dai Proci che la costringevano a rapporti con la violenza, da questi rapporti nasceva un fanciullo deforme (Pan) con caratteri caprini e nel sogno fuggivo inorridito, mentre fuggivo io stesso fui trasformato in cavallo da Minerva! (Elio Donato IV Sec.) (Nanos nome etrusco di Odisseo con significato di errabondo o anche di cavallo)

Anima: Questo pi che un sogno un incubo, per fu provvidenziale!

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Lo mondo ben cos tutto diserto dogni virtude e di malizia gravido e coverto. (annuendo, si discosta e si allontana dalle tre anime) (purgatorio, canto XVI, 58)

Er: Certu chi voscenza cc lAde gi autri voti cci ha avutu a chi fari, tanticchia ha statu allaldil, tanticchia allaldiqu, ormai veterano della situazione j.

Ulisse: La stessa Circe mi indic il sistema per sapere come poter tornare a Itaca, visto che gli dei mi erano avversi! Mi recai nellAde per interrogare lindovino Tiresia!

Er: E chi cera bisognu di iri nta lAde ! Nuautri supra la terra puru lavemu lindovini c lu magu Otelma chi liggiutu a lu contrariu signifia Amleto, chiddru di: essere o non essere e chi schifiu essere?

Anima: Sciocco, altro che Otelma, nel passato Tiresia fu il pi grande veggente!

Er : Cu c? Chi arrivaugenti?

Anima: Il solito ignorante!

Er: Ma chi ignoranti e ignoranti, u dicicistivu vuatri v gente e io il taliano lu capisciu e comu!

Anima: Io ho detto veggente e non v gente. Veggente vuol dire colui che in grado di sapere prima quello che accadr poi!

Ulisse: Seguendo le indicazioni di Circe armammo la nave, vi caricammo le vittime da sacrificare e salpammo verso il paese dei morti. Giungemmo ai confini delloceano, dove abitano i Cimmeri, popoli misteriosi che vivono sotto una perpetua notte.

Er: E comera stu paisi di li Cimmeri? Comu chistu cc du mitu di Er?

Ulisse: Cosa volete che vi dica, ognuno il regno dei morti lo immagina come pu! Comunque qui nel mito di Er, posso dire che mi trovo molto meglio, l latmosfera era pi cupa e poi ci andai da vivo e vi posso assicurare che fu unesperienza sconvolgente!

Er: Vi cacastivu di ncooddru? Un ci possu cridiri, voi siete sempre stato nellimmaginario astuto e coraggioso!

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Temer si dee di solo quelle cose / channo potenza di fare altrui male / de laltre no ch non son paurose! (Inferno, canto II, 88-90) (annuendo si discosta e si allontana dalle tre anime)

Ulisse: No non mi spaventai, se questo quello che volete dire, ma vedere lombra di mia madre fu per me un grande dolore! Vedere gli eroi della guerra di Troia ridotti a miserabili ombre per la vana ricerca della gloria, vedere quegli uomini possenti, allapparenza immortali, mendicare il sangue delle vittime sacrificali, mi riemp il cuore di tristezza! Quanto pi dolce sarebbe stata, per tutti noi, una vita serena in seno alla famiglia, una vecchiaia rallegrata di nuove nascite e una morte nel talamo della propria casa!

Anima: Non crucciarti, forse tra poco ritorneremo in vitae, se lesperienza vissuta nellanostravitaprecedente ci sar stata dinsegnamento, sapremo ben orientare le nostre scelte.

Er: E Achille lu viristivu? Mischinu un semidiu comu a iddru iri a moriri a dra manera.

Ulisse: S! Anche laggi era circondato di rispetto e da reverenza, ma crucciato sdegnava gli onori. Meglio, mi disse, mi gioverebbe essere un bifolco e vivere ancora, che essere onorato in mezzo ai morti! Quando tutte le ombre si furono dileguate, risalii sulla nave e ritornai verso le case di Circe con lamarezza di non aver potuto abbracciare mia madre, tre volte provai ad abbracciarla e tre volte la sua ombra mi usc fuor dalle braccia!

Anime denigratrici: (Anima denigr. N 1) Perch non racconta anche la storia di Palamede che, con i suoi loschi inganni, fece condannare a morire lapidato ingiustamente? (Anima denigr.N 2) Sicuramente lavr visto l nellAde, e di sicuro non gli avr detto niente di garbato!

Anima: E il vate? Cosa ti disse il vate?

Er: Il Water? Biii pirch allautru munnu parranu puru li cessi?

Anima: Ma che cessi e cessi, vate e non water vuol dire indovino!

Er: E pirch un parrati chiaru ?

Ulisse: Tiresia mi rivel che il mio ritorno in patria era osteggiato da un nume a me nemico, Nettuno era sdegnato per locchio di Polifemo a cui spensi il lume.

Er: IhhChi carattirazzu stu ciclopi, pun lumi astutatu fari tuttu stu fracassu. Si ci avissuru astutatu un lampiuni chavissi fattu?

Anima: Siete sempre il solito ignorante, Polifemo aveva un solo occhio e dopo aver divorato alcuni dei compagni di Ulisse si addorment ubriaco. Nel sonno Ulisse e i suoi compagni laccecaronoil lume rappresenta la luce dellunico occhio del ciclope!

Ulisse: Quando vidi il Ciclope divorare i miei compagni pensai che per tutti noi fosse finita, poi mi venne lidea di accecarlo, ma ci che ci salv fu lidea di non dire il mio vero nome al ciclope. Gli dissi che mi chiamavo Nessuno, ma se devo dire la verit fu il ciclope stesso ubriaco comera a non capire bene il mio nome!

Anime denigratrici: (anima denigratrice N 1) Il ciclope non cap il suo nome perch la paura gli attanagliava la gola. (Anima denigr.N 2) Non fu capace di pronunziare nemmeno il suo nome. (Anima denigr.N 3) Storpi il suo nome in Oudis che in greco significa nessuno.

Er: Bonu facistivu a annurvallu, comu si dici occhio per occhio Vaviavu a fari manciari tutti di ddru mostru? Certu chi stavvintura cu u ciclopi sconvolgente deve essere stata! Mancu sta vota vi scantastivu, maest?

Ulisse: Certamente, fu unesperienza sconvolgente, ma non ebbi tempo di avere paura, mi arrovellavo, mi spirniciava va, per trovare unidea che ci potesse dare il modo di salvarci dalle fauci.

Er: Puru li fauci avia lu ciclopu?

Anima: Intervenite sempre per dire corbellerie, le fauci di cui parla Ulisse non hanno niente a che vedere con lo strumento che serve per la mietitura. Si sta parlando di bocca del ciclope che con il suo comportamento amimalesco ricorda la bocca di un predatore.

ER: Chi sacciu? Mavia parutu chi puru li ciclopi eranu comu a chiddri di fauci e marteddruAvanti populuAhhFauci .Vucca Pi cchistu dicinu chi si mancianu li picciriddi.

Anima: Ma cosa farneticate? Queste sono cose di cui noi non possiamo essere a conoscenza!

Er: Questo lo dice vossignoria, io modestia a parte qui mi feci un amico, che dice di essere lanima di Calcante, lindovino chi fu alla corti di Menelao! E iddu stesso medesimo mi confid chi tra milli e milli anni ci sar un popolo cu la bannera di la fauci e un popolo cc la bannera cc li stiddimezzu precisu c la democrazia, chi po chiddra chi a li nostri tempi fici fora a Socrati!

Anima: E voi credete alle storie inventate da un simile cialtrone?

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Libert vo cercando, ch s cara, come sa chi per lei vita rifiuta. (annuendo si discosta e si allontana dalle tre anime)

Er: Eccomu si ci criu..! Un sulu chistu, ma Calcanti mi dissi puru chi tra milli e milli anni ci sar la teleunmarriordu!

Anima: Tele un mi riordu? E che cosa sarebbe questaltra cavolata!

Er: Avete presente il mito della caverna? Sempre delleccellentissimu Platuni!

Anima: S! Ne ho sentito parlare! Se non sbaglio, quello dei cittadini tenuti in catene fin da bambini, in una caverna, che scambiano le immagini che si proiettano sul fondo della caverna per realt!

Er: Si propriu chiddruE sta teletele.

Anima: Si, ho capito! Visto che proietta immagini, probabilmente si chiamer tele visore!

Er: Mizzicazza, ma lu sapiti chi siti veru ntelligenti! Propriu televisori lu so nomi e un sulu si po taliari, ma Ma puru sona e canta, chi unu di davanti un ci si po livari

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Io son cantava io son dolce serena, che marinari in mezzo al mar dismago; tanto son di piacere a sentir piena! Io volsi Ulisse del suo cammin vago al canto mio; e qual meco si ausa, rado sen parte; s tutto lappago!(Cantava: Io sono la dolce sirena che affascino e svio i marinai in mezzo al mare, tanto sono piena di piacere che diffondo e comunico a chi mi sente! Io attrassi al mio canto Ulisse , sebbene desideroso di proseguire il suo cammino; e chi si abitua alla mia compagnia, raramente se ne riparte tanto riesco ad appagarlo tutto quanto!)(purgatorio, canto XIX, 22-24) (annuendo si discosta e si allontana dalle tre anime)

Ulisse: Gi proprio come le sirene che incontrai nel mio viaggio di ritorno da Itaca! Per impedire che i miei uomini subissero il nefasto influsso del loro canto tappai loro, su consiglio di Circe, le orecchie con la cera. Io per volli ascoltare il loro canto e per non lasciarmi coinvolgere nelle mie azioni dal loro canto ammaliatore, mi feci legare allalbero maestro! Poi le correnti ci spinsero verso larcipelago dove regnava Eolo!

Er: Eolo? Unu di setti nani?

Anima : Ma che sette nani e sette nani! Eolo il dio dei venti!

Er: Vinti? Ma quali vinti, di chistu sugnu sicuru, li nani eranu setti!

Anima: Non avete ancora capito che qui non si parla affatto di nani. Eolo il dio dei venti. E venti in questo caso non un numero, ma corrisponde a tramontanalibecciochiddri chi sciuscianu va. (Facendo la simulazione del soffiare del vento)

Ulisse: Eolo fu molto ospitale e ci don un otre dove erano racchiusi tutti i venti tranne quelli favorevoli al nostro viaggio!

Anime denigratrici: Certo che fu ospitale e generoso! Eolo padre di Sisifo e quindi nonno di Ulisse!

Ulisse: Sarebbe filato tutto liscio e saremmo rientrati in patria se avessimo ascoltato il consiglio di Eolo e miei uomini non avessero aperto lotre pensando che contenesse oro! La tempesta si scaten e fummo spinti nuovamente indietro. Questa volta per Eolo non volle pi aiutarci!

Anima del futuro Dante: O insensata cura de mortali quanto son difettivi sillogismi quei che ti fanno in basso batter lali. (Paradiso canto XI, 1-3)( O stolti desideri dei mortali, quanto son difettosi quei ragionamenti che vi fanno starnazzare con le ali terra terra e volgere ai beni mondani.)

Anima: Poh! Disse Giove: incolper luom dunque sempre gli dei? Quando a se stesso i mali fabbrica, de suoi mali a noi d carco, e la stoltezza sua chiama destino! (Il concilio degli dei, Odissea, Omero)

Er: Ma chi vi successi ? Vi sintiti mali? Unnhaiu caputu stultima battuta!

Anima: No! Non mi sento affatto male, stavo riflettendo ad alta voce!

Er: Ancora per nenti ci avete detto, a confronto di chiddru chi tutta la storia del vostro ritorno in patria! CalipsoNausicaLi Proci

Ulisse: Nausica la principessa che tutti sognano di incontrare. Bella, disinvolta, nel fiore degli anni, piena di grazia e di umanit. Quanto pudore, quanta saggezza, quanta femminilit; per qualche istante la mia smania di ritornare a Itaca fu messa a dura prova! Ma come tradire laffetto per una moglie virtuosa come Penelope, lasciata giovanissima dopo pochi anni di matrimonio ad accudire il piccolo Telemaco e gli interessi della reggia!

Er: Na beddra figghia comu Nausica, fu un peccatu lassalla iri, vostra maest savissi pututu maritari cu iddra e abbannunari lidea di turnari a Itaca! U bellu telegramma a PenelopeCara Penelope impossibilitato ..ritorno causa: pirch persi la strata! Firmato Ulissie bonanotti a li sunatura!

Anima: Siete il solito, ma non avete sentimenti? Per chiunque risulta impossibile resistere al richiamo della propria terra! Ricordo che in una delle mie vite passate ero un emigrante, ma quando sopraggiunse la vecchiaia sentii irresistibile il bisogno di ritornare alla mia terra! Nessuno vuol morire in terra straniera!

Er: Ihh..quantu stori cc sta terra natia. Vi stati scurdannu chi Nausica oltre chi beddra puru ricca. Vavissivu pututu passari la vicchiaia cu na mugghieri beddra, ricca e china di sentimentu. Vavissivu pututu passari tutti li piaciri di la vita.

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta)

Frate lo mondo cieco e tu vien ben da lui. ( purgatorio, canto XVI, 64) Per, se l mondo presente disvia in voi la cagione, in voi si cheggia; e io te ne sar or vera spia (purgatorio, canto XVI, 82) Di picciol bene in pria sente sapore; quivi singanna , e dietro ad esso corre, se guida o fren non torce suo amore. (perci se il mondo presente fuori strada, la causa in voi, e io ti sar verace rivelatore di questo. Dapprima lanima sente il sapore dei beni limitati della terra e , se la guida dellautorit o il freno della legge non indirizza al vero bene il suo amore cade in inganno e corre dietro ad essi) (purgatorio, canto XVI, 91)

Er:Viatri tutti mi parrati di giustizia, di correttezza e onestma iu tutti sti cosi supra la terra un nn lhaiu vistu ma! Aviti propriu raggiuni! La genti senti sulu lu sapuri di li picciuli.. comu dissi ora ora stu cristianupicciol bene

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta)

Per che la gente, che sua guida vede pur a quel ben fedire ondella ghiotta, di quel si pasce, e pi oltre non chiede. Ben puoi veder che la mala condotta la cagion che l mondo ha fatto reo, e non natura che n voi sia corrotta. (purgatorio, canto XVI, 100 106) (La gente che vede la sua guida dirigersi a quei beni mondani di cui essa stessa tanto avida, si pasce soltanto di tali beni e non chiede di essere condotta oltre, ai beni spirituali. Puoi quindi ben vedere come il malgoverno sia la causa che ha reso il mondo colpevole, e non gi la natura umana che sia in voi corrotta dallinflusso degli astri)

Fine primo atto

Sipario

SECONDO ATTO

Er: Taliatista arrivannu na nfurnata di animi frischi frischi! Mizzica! Un saccu di fimmini cc su ! Taliati a chiddra, puru la scupa si purt!

Ulisse: Ma quella Penelope e che ci fa qua con quella scopa?

Er: Vostra maest dovrebbe saperlolu dicistivu ora ora chi Penelope la donna pi virtuosa chi esisti a lu munnu!

Ulisse: S, ma qui non ha bisogno certo di ramazzare.

Er: E vossignoria chi nn sapi, un po essiri chi cc voli fari avvidiri a li giudici di lanimi di quantu assistimata?!

Ulisse: Guardate, sta chiacchierando con quelle tre anime antipatiche che durante la nostra conversazione non facevano altro che ascoltare, mugugnando commenti! Vedendola, non posso fare a meno di intenerirmi qui nel profondo del cuore!

Anima del futuro Dante: Tanto gentile e tanto onesta pare..la donna mia quandella altrui saluta

Er: Pi carit, onesta sar onesta, gentili sar gentili, ma a mia mi pari chi Penelopi tanticchieddra addimurata, comu vi potti lu cori lassari a Nausicaa Circia Calipsu pi na racchiuna di chista?Puru li baffi havi !

Anima: Ne abbiamo gi parlato e poi potevate evitare di fare questo commento di fronte a Ulisse!

Er: Perdonate se fui indelicato, ma iu sugnu fattu accuss, quannu na cosa lha diri un mi possu teniri.

Anima: Anche a costo di fare una tale gaffe?

Er: Gaffe? E cu sta tali gaffe?

Anima: Gaffe insomma come direQuesto qui pro quo.

Er: Comu dicistivu? Qui, quo, qua?

Anima: Oltre che scemo pure sordo siete? Ho detto qui pro quo che significa direuna cosa al posto di un altraal momento sbagliato Dire una cosa che pu causare imbarazzo alla persona a cui la dite!

Er: Imbarazzu di stommaco?

Anima: Ma cosa avete capito? Scemo io che sto a perdere il mio tempo con voi.

Er: (rivolto a Ulisse)Mi scusasse maest, se sono stato indelicato.

Ulisse: Non crucciatevi per quanto avete detto. Ho capito che per voi dire quello che pensate un bisogno irrefrenabile nella vostra natura.siete un istintivo!

Er: S, lu sacciu, a lu paisi mi lu dicianu tutti chi sugnu distintivu!

Ulisse: Piuttosto speriamo che lanima di Penelope si ricordi di me. Da quando arrivata nei suoi occhi ho potuto vedere una strana luce, non il solito sguardo pieno damore che era solita avere!

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Quando Lachsis non ha pi del lino, solvesi dalla carne, ed in virtude ne porta seco e lumano e l divino: laltre potenze tutte quante mute; memoria, intelligenza e volontade (Quando la parca Lachesi ha finito di filare il filo della vita, lanima si scioglie dal corpo e conserva in potenza le inferiori facolt vegetative e sensitive e quelle intellettive, ricevute da Dio) (purgatorio, canto XXV, 79 81)

Penelope:(rivolta ad Ulisse) Sospesa di stupor sono, ed un sol detto formar non valgo, una dimanda sola , sappiano solo i Numi quantio vorrei mirarti in faccia. Ma se sei Ulisse e della tua casa ricordi le fattezze, disvelami larchitettura delle maritali stanze.

Ulisse: Bella doliva rigogliosa pianta sorgea nel mio cortile,i rami larga, e grossa molto,dicolonna in guisa. Io di commesse pietre ad essa intorno mi architettai la maritale stanza! Cos il sostegno mi fec io del letto, lintarsiai doro, davorio e dargento!

Penelope: (abbraccia Ulisse In lacrime) Ah! Tu con me non tadirare, Ulisse, che in ogni evento ti mostrasti sempre degli uomini il pi saggio. Alla sventura condannavanci i Numi, a cui non piacque che de verdi godesse anni fioriti luno appo laltro, e quindi a poco a poco lun vedesse imbiancar dellaltro il crine. Ma, se il mirarti e labbracciarti un punto per me non fu, tu non montare in ira.

Ulisse: Penelope!

Penelope: Ulisse!

Er: Vostra maest scusasse se interrompo il vostro idilliaco incontro! Mi piacessi di sapiri comu mai la vostra rispettabilissima sposa si purtau cc la scupa .!?

Anima: Siete sempre il solito rompiscatole, ma non potevate tacere ancora un po lasciando che Ulisse e Penelope si riabbracciassero!

Er: Pirch gi un sabbrazzaru ? Ancora avia a durari sta sceneggiata? (facendo loro il verso, in falsetto) UlissiPenolopiPenelopiUlissi.

Penelope: Chi costui che osa rivolgersi a te in modo cos poco ortodosso?

Ulisse: Perdonalo, un sempliciotto che viene dalle colonie sicule!

Er: Ma chi sempiciottu e sempliciottu! Permettesse che mi presenti, Er sugnu, di schiatta Panfilia e chistu, si vossignoria lu voli propriu sapiri, lu me mitu! Il padrone di casa qui sono!

Penelope: Bene, se siete il padrone di casa dovreste sapere che per noi greci essere ospitali un dovere i r r i n u n c i a b i l e! Noi non faremmo mai nulla per indispettire un ospite!

Er: Ca quali indispettiri iu ospitali sugnu, ospitalissimu!

Penelope: Comunque visto che proprio volete sapere perch ho portato la scopa presto dettoe vi dir la verit, del resto penso che qui nessuno possa raccontare fandonie!

Ulisse: Per la verit la cosa incuriosisce pure me, mai mi sarei sognato di rivederti qui e per di pi con una scopa per le mani!

Penelope: Prima che io arrivassi qui.

Er: Mpratica prima di moriri, no?

Penelope: Siate cortese, non interrompetemi!

Er: E ccu la sta disturbannu?Parrassi parrassi.

Penelope: Bene mi erano giunte voci che il mio rispettabilissimo consorte, nel suo vagabondare durante il viaggio di ritorno a Itaca, ha disseminato sua prole nelle isole in cui trov rifugio Mi parlarono di maghe, dee, e principesse che a lungo si concessero a lui.

Er: Scusasse linterruzione, ma pi che disseminato aviavu a diri inseminato! E po nautra cosama sta Itaca precisa a lu me paisi, unu un po fari na cosa di chissa chi subitu tutti lu sannu e po, pi eccessu di bont, ci la vannu a cuntanu al rispettivo consorti!

Penelope: Benevisto che la cosa fu da me saputa dopo la tua morte (rivolta ad Ulisse) e, trovandomi io stessa a dover venire in questi luoghi, mi dissi se non era il caso dare una spolverata al regale fondo schiena del mio rispettabilissimo consorte!

Ulisse: Ma come puoi pensare una cosa simile!Mai! Nemmeno col pensiero ti tradii!

Penelope: Mentitore!Fedifrago! Come puoi mentire? Ti ricordo che fra poco ci sar il giudizio delle anime, ti conviene confessare le tue colpe, se non vuoi allungare la tua permanenza qui!

Er: Ora capisciu pirch cci stastivu tantu a turnari a Itaca, cc na mugghieri comu a chissaautru chi turnari, avissivu fattu megghiu a ristari dd, nt terra di Feaci, cc Nausica.

Ulisse: Fatevi gli affari vostri, tacete!

Er: Ma chi tacete e tacete! Oppuru dd cu Calipsu chi vavissi fattu immortali, oppuru dd cu la maga Cicce chi trasforma lomini in porci.

Anima del futuro Dante: Ondhanno s mutata lor natura, che par che Circe li avesse in pastura. In brutti porci, pi degni di galle che daltro cibo fatto in uman uso.

(Purgatorio canto XIV, 40 43 44)

Anima: Avreste agito con pi sensatezza se vi foste fatto gli affari vostri!

Penelope: A quanto pare qui tutti sanno gli affari nostri! Solo io sono rimasta sempre alloscuro di tutto. Con questa (agitando la scopa) avrei voluto punirti, ma adesso comprendo che sarebbe poco regale da parte mia un simile comportamento!

Er: Maest, perdonatelo (rivolto a Penelope)lu sapiti o no che luomo non di legno? Cc tutti dri beddri fimmini Ulissi chi avia a fari.sulu taliari?

Penelope: So bene che luomo non di legno .ma il manico di questa scopa s! Toglietevi di mezzo se non volete saggiarne la sua consistenza. Se mi avessero messo al corrente prima di tutti i tuoi tradimenti mi sarei accompagnata con un Procio al giorno!

Er: Comu si dici: un procio al giorno leva Asclepio di tornu!

Penelope: Tacete voi! Ho pensato una punizione pi adatta! Quando sceglieremo una nuova vita, farai in modo di scegliere la vita di un comune cittadinobasta con i viaggi; ed io cercher di fare lo stesso, mi bastato una volta essere regina. Cercheremo di ritrovarci nello stesso posto per poter vivere finalmente unintera vita insieme. Cos adesso ritorno al mio posto tra le anime, tra poco sceglieremo e non vorrei essere ultima a poter scegliere.

Ulisse: Penelope perdonami! Se tu mi avessi visto sulla spiaggia dellisola di Calipso piangere disperato per la nostalgia di te di nostro figliodi Itaca..Per te ho rinunziato allamore di Calipso, allimmortalit!

Penelope: Certo che hai rinunziato allimmortalit! Penso che tu ne avessi sgomento, che cosa avresti potuto fare...viaggiare allinfinito? (fa un cenno di saluto ad Ulisse e si allontana)

Er: Tanto gentili e tantu onesta pari.mizzica maest, Penelopi pari onesta e gentili, ma u beddru spicchiu. ju vi consigliassi di fujrivinni a la scicchigna.senza pinsarici mancu un momentu.

Ulisse: No! Penso che Penelope abbia ragione, mentre ero in viaggio avevo nostalgia della mia terra, mi struggevo per il desiderio di ritornare! Sceglier una vita pi normale, una vita senza pericoli e avventure!

Er: E cu vi dici chi po quannu avrete una vita normale non vi struggerete per la nostalgia dei viaggi, per il desiderio di andare incontro allignoto?

Anima del futuro Dante: Considerate la vostra semenza: fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza.

(Inferno, canto XXVI , 118 121)

Er: Avi raggiuni stu pappaaddru di Danti. Voi, maest, non siete fatto per una vita tranquillasiete il potritipo delluomo moderno.

Anima: Potritipo? Forse volevate dire prototipo? Pezzo di ignorante che non siete altro!

Er: Prototipopotritipo chi cancia? Ulisse luomo giusto per viaggiare alla ricerca di cose nuove ..alla ricerca della giustizia e della libert. Pi esempiu si ci fussi nautru ciclopu dannurvaricu lu putissi annurvari se non Ulisse?! Cc cuntassivu quattru minchiati, lu facissivu viviri finu a mbriacarisi e po nautru bellu travu arroventatu e il gioco sarebbe fatto!

Anima: E inutile ormai, di ciclopi non ne esistono pi! Si sono tutti estinti!

Er: Chistu lu dici vossia! Iu inveci sacciu chi c nautru ciclopu ma no un ciclopu qualsiasiun ciclopu tecnologico Un ciclopu chi un si chiama Polifemuchi cchi granni assa di Polifemu..un ciclopu chi controlla dr, supra la terra, tutti lomini chi unu un po fari un piritu chi iddru lu sapie quinci tutti lomini caminanu abbuttati. Lu nomu di stu ciclopu Echelon ed chi terribilu di un mostru terribilu .

(Echelon il sistema di controllo satellitare che in ascolto di tutte le comunicazioni, il cosddetto grande fratello)

Anima: Equesta notizia chi ve lavrebbe data? Lindovino Calcante? Non fidatevi di lui, gli indovini sono tutti uguali tirano ad indovinare!

Ulisse: In questo caso devo contraddirvi, Calcante iscritto allalbo degli indovini e gi pi volte

previde cose che poi si verificarono veramente. Vi posso garantire che professionalmente uno dei migliori indovini!

Anima: E dove albergherebbe questo ciclope di nome Echelon?

Er: Addrabbanna di li colonni dErcoli! Dd, dunni lu mari addiventa infinito!

Anima: Nessuno mai andato oltre le colonne dErcole, se qualcuno si avventurato in quei mari non mai tornato per raccontarlo!

Er: Bonu, aviti raggiuni, Nessuno andr oltre le colonne dErcole ma nuautri cc avemu a NessunoOudis Odisseo e vi possu assicurari chi Oudis ci va ..cc va eccomu , veru Maest?

Ulisse: Certo un viaggio al di l delle colonne dErcole una cosa stimolantee francamente parlando inter nos unintera vita insieme a Penelope da tranquillo cittadino non molto allettante come sorte da scegliere.

Anime denigratrici: Guardatelo sta per ordire un nuovo inganno, sta per partire contro un nuovo ciclope, anche questa volta tradir la fiducia di Penelope! Anche questa volta sar nessuno

Ulisse: (rivolto alle tre anime denigratrici)

Ebbene s, io sono nessuno, ma voi, voi chi siete ? Men che niente!

Anima del futuro Dante: Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di loro, ma guarda e passa.

Er: Raggiuni havi Dantifuttitivinni di sti figghi di bbona matri .Maest iu sugnu prontu! Mizzicazza partiri cc Ulissi pi navventura di chissa fussi un veru onuri.

Ulisse: E voi, Anima, sareste disposto a dividere con noi questa nuova avventura?

Anima: Per dirla come il nostro amico Ermizzicazza!Un viaggio al di l delle colonnedErcole come compiere un viaggio nellinconscio! Sar felice di essere della partita.

Er: E soccu stinconsciu?

Ulisse: Linconscio ci che non si conosce intorno a noi, ma anche il nostro mondo interiore!

Anima del futuro Dante:(Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Tre fiere mi sbarravano lo passo, a compiere lo viaggio in me stesso (annuendo si discosta e si allontana dalle tre anime)

Er: Comu? Vinnistivu a la fera? E chi fera era? La fera del ponente? O la fera del levante?

Anima: Ma cosa dite?! Da pi di duemila anni ci giunge un messaggio a cui noi non diamo alcun ascolto!

Er: Messaggio? Comu chiddru chi u naufragu metti nta buttigghia?

Ulisse: In un certo senso s, ma non scritto in un pizzino. Siete stato mai a Delfi?

Er: S, ci fu! E chi c di straordinariu?

Ulisse: Avrete notato che sul frontone del tempio di Apollo c uniscrizione!

Er: S, ma un mi riordu tantu bonu, la ligg un saccu di voti, ma ora comu ora

Anima: Oltre che stupido anche superficiale, ma non c da meravigliarsi, quasi tutti si comportano in modo stupido e superficiale! La gente quando in mezzo alla gente si comporta in modo stupido e superficiale. Tutti assumono latteggiamento come se fossero qualcuno, dimenticando o fingendo di dimenticare, che tutti, chi pi chi meno, siamo oudis, siamo nessuno! E tanto pi oudis siamo, tanto pi grande la nostra tracotanza! Mi viene il voltastomaco a veder i loro comportamenti!

Er: S , ma ancora non mi avete detto chi c scrittu na lu tempiu di Delfiu sapi che cos ora chi mi mittistivu sta puci nta loricchia divento nervoso, se non me lo dite! Buttana di la miseria haiu un lapis, un vuoto cc nta lu ciriveddru e non riesco a ricordare!

Anima: Non cera bisogno che me lo diceste, mi ero gi accorto del vuoto che avete nel cervello!

Er: Oh, ma chi faciti. offendete?

Anima: No, vi stavo solo dicendo la verit!

Er: Ah va be, ora ci semu!

Ulisse: Conosci te stesso liscrizione che c sul tempio:

Er: E chi ci voli?!Perch vossignoria non conosce s stesso? Si mittissi davanti u specchiu e si dicissi taliannusi: permette che mi presenti io sono lanima tal dei tali, e il gioco fatto!

Anima: S, ma dimenticate le fiere, non cos facile uscire dai condizionamenti che per secoli hanno mortificato le nostre coscienze!

Anima del futuro Dante:(Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Purgatorio canto XX , 10 Maledetta sie tu, antica lupa, che pi di tutte laltre bestie hai preda per la tua fame sanza fine cupa! (sii maledetta, tu antica lupa della cupidigia, che pi di tutti gli altri vizi fai preda e strage per la tua fame abissale e senza fine.)

Anima: Guardate, i giudici delle anime stanno prendendo posto, tra poco alcuni di noi potranno tornare sulla terra e vivere una nuova vita.

Ulisse: Mi raccomando, visto che ormai tutto deciso, cercate di non avere ripensamenti al momento della scelta.

Araldo divino: Parole della vergine Lachesi, sorella di Ananke. Anime dalleffimera esistenza corporea, incomincia per voi un altro periodo di generazione mortale, preludio a nuova morte.

Non sar un demone (daimon) a scegliere voi, ma sarete voi a scegliere il demone. Il primo che la sorte designi scelga per primo la vita cui sar poi irrevocabilmente legato. La virt non ha padrone; secondo che la onori o la spregi, ciascuno ne avr pi o meno. La responsabilit di chi sceglie, il dio non responsabile . (Subito dopo vengono lanciati verso le anime un gran numero di pizzini sui quali riportato il numero di successione secondo cui le anime avranno precedenza di scelta)

Er: Ma chi dissi? Prendere il numero come al supermercato dobbiamo? E comu na specie di tombola? Mii!.. Ju fortunatu sugnu !E si fazzu quaterna o cinquina chi mattocca?

Anima: Ma che quaterna e cinquina del cavolo, ci sar consentito di scegliere un solo numero!

Dovremo, in ordine, scegliere un nuovo daimon!

Er: Daimon? E chi stu daimon?

Anima: Il daimon il nostro spirito interiore, quello spirito che animer tutte le nostre decisioni, le nostre passioni, ma che nello stesso tempo, non interverr mai da solo nel determinare le nostre azioni, sar anche la nostra mente a decidere.

Er: Insomma una specie di consigliori.

Anima: S, il consigliori che vive dentro di noiil nostro io che i sacerdoti del tempio hanno demonizzato, mortificando le pulsioni creatrici come se fossero istinti bestiali

Er: Miih veru Daimon .Demoniu e lu demoniu havi sempri laspettu dun capruni comu chiddru di li satiri!

Anima: Bravo, questo uno degli aspettiper meglio dire delle dimensioni che caratterizzano un uomo. Vedo che non siete del tutto scemo!

Er: Noquali tuttu scemu? Forsi tanticcheddra, ma tuttu no!

Anima: Passione e irrazionalit, e tutti gli altri impulsi irrefrenabili che vanno al di l del bene e del male! O come avete detto voi, il mondo dionisiacoquello dei satiri.

Er: E po quali fussiru lautri dimensioni?

Anima: La coscienza morale, i limiti e le regole che ci vengono inculcate fin da bambini.

Er: Comu dicistivu? In..cul..cate e chi veni a diri?

Anima: Chi vennu dati ..vaLa religionela razionalitla giustizia ..in una parola il mondo apollineo.

Er: Iu tra religgioni e razionalit un cci viu propriu nenti in comuni!

Anima. In questo forse devo darvi ragione!

Er: E la terza fiera quali fussi?

Anima: La terza dimensione cerca di tenere a bada le altre due, fa da bilancia per equilibrare i nostri comportamenti. Superare questi ostacoli un po come superare le colonne dErcole. Al di l delle quali si apre un oceano infinito a noi sconosciuto. Un mondo difficile da esplorare pieno di pericoli, un oceano in cui puoi finalmente incontrare te stesso, il mare del tutto e del nulla in cui

dolce abbandonarsi!

Er: Pi chistu si chiama Papa..cificu?

Anima: Dovete per forza dire delle stupidaggini? Il pacifico da tuttaltra parte!

Er: Va beni, lassamu perdiri tutti sti discursa annacquati, pirch cc vulissi addumannari a Ulissi unaltra cosa chi mi veni in menti e chi di la testa un mi la possu livari!

Ulisse: Dite pure senza tema.

Er: Tema? E chi veni a diri?

Anima: Siamo alle solite, lignoranza castigo di Dio . Ulisse voleva dirvi di parlare senza timore.

Er: Veramentia mia mi risulta chi la vicchiaia castigu di Diu, no lignoranza! Comunqui gnuranza pi gnuranza vulia sapiri di Ulissi chi nni pensa di sta cosa.

Ulisse: Parlate dunque!

Er: Eccellentisima vostra maest, parrannu parrannu iu mi fici lu cuntu di tutte le vostre avventure e livannuci a Nausica chi un fu na prova di superari, a mia comu cuntu mi torna dudici precisu ..precisu, comu li fatichi di Erculi

( 1Lestrigoni, 2 Circe, 3 Calipso, 4 Polifemo, 5 Lotofagi, 6 Scilla e Cariddi, 7 Le sirene, 8 I Ciconi, 9 Il regno dei morti, 10 le vacche del dio Sole, 11 Eolo, 12 I Proci)

Ulisse: Se lo dite voi, devo crederci, del resto visto che per Ercole le fatiche furono dodici, non vedo perch per me avrebbero dovuto essere in numero diverso.

Er: Vede, maest, c genti chi si passa lu tempu a spirniciarisi supra lantichi miti, circannu di trovare spiegazioni e messaggi nascosti dentro questi miti.

Anima: E quali sarebbero le conclusioni di questa gente?

Er: Si vi lu dicu, dovete promettere chi poi non vi mettete a ridere e a diri chi sugnu lu solitu nchiappastaddri!

Ulisse: Parlate pure in tutta tranquillit Nessuno vi dir nulla di offensivo.

Er: Vossignoria joca cu li paroli; Nessuno siete voi, ma lautri?Lautri su sempri pronti a denigrari comu lanimi di dri figghi di b..ona matri , comunqui essennu chi iu di tutti stanimi denigratrici mi nn futtu, vi dir quello che ho sentito.

Anima: Avete finito per incuriosire pure me, anche perch adesso che ci penso il numero dodici si ritrova in modo impressionante in tutto ci che ci circonda.

Er: Gi, le costellazioni, li misi dellanno, lapostoli, ma chissi ancora a li nostri tempi non sono stati inventati e tanti autri li dudici cavalieri

Ulisse: Dunque?

Er: Dunque, sembrerebbe che chiddru chi al centro di ogni avventura, quannu ci sono dodici prove da superare, lu Suli. Lu suli chi duna vita, ma chi la pu puru livari. Voi, maest, alla fine delle vostre peripezie, ammazzati con le frecce li Proci pi qualcuno le frecce sono i raggi del Sole e i Proci sono lumanit. Il vostro viaggio negli inferi corrisponde al periodo invernalealla morte e quando tornate in patria si salvano solo le persone giuste e si ha una rinascita.

Anima: E voi credete a simili stupidaggini? Ulisse uccise i Proci perch la libert spesso deve essere bagnata dal sangue degli uomini ingiusti. Lasciate perdere queste storie, non hanno alcun fondamento logico.

Er: Avete ragione queste sono solo fantasie, ma a volte si sentono discursa chi unu non sa se crederci o no, ma chi vuliti, la fantasia naiuta a viviri la vita

Ulisse: Adessotacete, vediamo di raccogliere la sorte che abbiamo deciso!

Araldo divino: (detto ci aveva scagliato al di sopra di tutti i convenuti le sorti e ciascuno raccoglieva quella che gli era caduta vicino. Chi laveva raccolta vedeva chiaramente il numero da lui sorteggiato. Subito dopo laraldo aveva deposto per terra davanti a loro i vari tipi di vita) Questi che deporr davanti a voi sono vari tipi di vita, sono in numero di gran lunga maggiore al numero delle vostre anime. Non v per una gerarchia di anime,perch la vostra animadiventerdiversa a seconda della vita che sceglierete. Tutto mescolato insieme: ricchezza e povert o malattie e salute; e v anche una forma intermedia tra questi estremi.

Tutte le anime raccolgono da terra i numeri di successione.

Er: (rivolto ad Anima) A tia chi numeru ti capitau?

Anima: Il tredici!

Er: Mi veru furtunatu fustivufacistivu tridici.

Araldo divino:Anche chi si presenta ultimo, purch scelga con senno e viva con regola, pu disporre di una vita amabile, non cattiva. Il primo cerchi di scegliere con cura e lultimo non si scoraggi.

Er: Mizzicazza, ma ora chi stannu facennu? Vossignoria chi gi ha statu cc autri voti volessi mettirimi a canuscenza di tuttu chiddru chi succedi?

Anima: Guardate, adesso laraldo guider le anime da Cloto, a confermare, sotto la sua mano e sotto il giro del fuso, il destino che hanno scelto dopo il sorteggio. Poi la condurr alla trama tessuta da Atropo rendendo inalterabile il destino una volta filato. Di l, senza volgersi, ciascuno si recher sotto il trono di Ananke. Dopoch tutte le anime che hanno scelto le rispettive vite, si presenteranno a Lachesi nellordine stabilito dalla sorte. A ciascuno Lachesi dar come compagno il demone prescelto, perch gli sia guardiano durante la vita e adempia il destino da lui scelto. Infine le anime saranno portate al fiume Lete dove bevendo dimenticheranno tutto ci che qui avvenuto.

Anima del futuro Dante: Let vedrai, ma fuor di questa fossa, l dove vanno lanime a lavarsi quando la colpa pentuta rimossa. (Inferno canto XIV 136)

Er: Beddra matri puru animi darmali cii su e puru ogni forma di vita umana.

Anima: Ci sono tra esse tirannidi, quali durature, quali interrotte a met e concludentisi in povert, esilio e miseria. Ci sono pure vite di uomini celebri o per laspetto esteriore, per la bellezza, per il vigore fisico in genere e per lattivit agonistica, o per la nascita e le virt di antenati; e vite di gente oscura da questi punti di vista .

Ulisse: Qui appare tutto il pericolo per luomo e per questo ciascuno di noi deve stare estremamente attento e cercare di avere la capacit e la scienza di discernere la vita onesta e la vita trista e di scegliere sempre e dovunque la migliore di quelle che gli sono possibili: calcolando quali effetti hanno sulla virt della vita tutte le cose che abbiamo visto, considerate insieme o separatamente, sapere che cosa produca la bellezza mescolata a povert o la ricchezza, quale effetto producano con la loro reciproca mescolanza la nascita nobile e ignobile, la vita privata e i pubblici uffici, la forza e la debolezza, la facilit e la difficolt dapprendere, e ogni altra simile qualit connaturata allanima o successivamente acquisita.

Anima: Cos, tirando le conclusioni di tutto questo, potremo, guardando la natura dellanima, scegliere una vita peggiore o una vita migliore, chiamando peggiore quella che la condurr a farsi pi ingiusta, migliore quella che la condurr a farsi pi giusta. .

Araldo divino: Se mi darete ascolto e penserete che lanima immortale, che pu soffrire ogni male e godere ogni bene, sempre vi terrete alla via che porta in alto e coltiverete in ogni modo la giustizia insieme con lintelligenza, per essere amici a voi stessi e agli dei, sia finch resterete qui, sia quando riporterete i premi della giustizia, come chi vince nei giochi raccoglie in giro il suo premio, per vivere felici nel mondo e nel millenario cammino che avete qui visto.

Anima del futuro Dante: (Si avvicina soprappensiero al gruppo formato dalle anime di Er, Ulisse e Anima. Rivolto pi a se stesso che al gruppetto di anime, recita la sua battuta) Voi altri pochi che drizzaste il collo, non vi stupite de lo verbo osceno , l pasto condir per pascer lo volgo!

FINE

CHIUDE SIPARIO

Di

Giancarlo Buccheri

La commedia Echelon, il ciclope con sottotitolo Il mito di Er: Libert e giustizia regolarmente registrata alla S.I.A.E. Sezione/qualifica D.O.R posizione N129648. e-mail. giancarlo.buccheri@tiscalinet.it Tel 0923651619

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