Pietro Favari
EDIPO A DISNEYLAND
Personaggi
MARCO: Sceneggiatore e disegnatore di fumetti, di mezza et.
GIO CASTA: Pupazzo protagonista di un fumetto per bambini.
Lattrice che la interpreta ricopre anche il ruolo di SANTA e di DOMINA.
EDDY PO: Altro pupazzo.
Lattore che lo interpreta ricopre anche il ruolo di PADRE CONFESSORE, di DON GIOVANNI e di SCHIAVO.
SAMANTHA: Prostituta.
Una luce illumina un settore della scena lasciando nel buio le altre zone. Appare una giovane donna in veste di suora e in atteggiamento estatico. Contempla un crocifisso, con le dita sfiora amorosamente le piaghe del costato di Cristo.
SANTA: O piaghe del costato di Nostro Signore! Sembrate labbra dischiuse, e che eloquenza sgorga come sangue da queste dilettissime ferite! Parlate, o sante ferite! Cosa mi chiedete? Di soffrire come Voi? Che il cielo esaudisca la Vostra santa volont! Vi prego, dolcissimo Signore, fate che le mie sofferenze siano degne di Voi! Io Ve le offro in tutta umilt (Cade in ginocchio).
Unaltra luce illumina un sacerdote in abito talare.
PADRE CONFESSORE: Umilt, umilt Quanti peccati di superbia si compiono in tuo nome! Nell'umilt, come in tutte le cose, l'esagerazione ingenera orgoglio, e quest'orgoglio mille volte pi sottile e pi pericoloso di quello mondano, che per lo pi soltanto una futile vanit. Acquieta il tuo orgoglio, sorella in Cristo. Come puoi comparare le tue sofferenze a quelle di Nostro Signore sulla croce?
SANTA: Padre, perdonatemi perch ho molto peccato, ma non privatemi delle mie dolcissime tribolazioni, mia gioia e conforto!
PADRE CONFESSORE: Quali sono queste tribolazioni di cui tanto ti compiaci, Sorella?
SANTA: Non si pu esaltare abbastanza, n descrivere gli atti con cui Dio ferisce lanima: il dolore talmente intenso da trarla fuori di s, ma altres cos dolce che non c alcun piacere, a questo mondo, che dia maggior felicit. Lanima vorrebbe star sempre morendo di questo strazio beatificante.
PADRE CONFESSORE: Dunque hai ancora avuto visioni?
La luce cala fino al buio. Si sente la voce di Marco intento nella pratica buddista. La Santa e il Padre Confessore escono.
MARCO: Nam-Myoho-Renge-Kyo, Nam-Myoho-Renge-Kyo, Nam-Myoho-Renge-Kyo, Nam-Myoho-Renge-Kyo
La luce si rialza lentamente ad illuminare il monolocale di Marco, utilizzato anche come studio. Sulla sinistra un grande tavolo da disegno, sulla destra un divano-letto. La parete di fondo dipinta su tulle che, opportunamente illuminato, diventa trasparente lasciando intravedere unaltra scenografia, dipinta a colori sgargianti, dove si svolgono le sequenze dei fumetti disegnati da Marco. Anche tutta la stanza potrebbe assomigliare a un fumetto, o a un quadro di Lichtenstein: definita dal tratteggio e dal retino ingranditi.
Marco seduto al tavolo da disegno intento al suo lavoro, anche se dallespressione si direbbe poco convinto dei risultati. Suona il campanello della porta, Marco ha un soprassalto, sembra preso dal panico.
MARCO: Oh santo Buddha! Fa che non sia Don Giovanni, fa che non sia Don Giovanni! Nam-Myoho-Renge-Kyo, Nam-Myoho-Renge-Kyo Ti prometto che far pratica con pi assiduit, ma fa che non sia Don Giovanni! Madonnina santa, gratia plena, anche tu fa che non sia Don Giovanni, fa che non sia Don Giovanni (Si alza e va ad aprire. Entra Don Giovanni in abito talare, lo stesso attore che interpreta il ruolo di Padre Confessore). Oh, Don Giovanni, buongiorno, che bella sorpresa. Pensavo proprio a lei! Come sta?
DON GIOVANNI: Buongiorno figliolo. Non credo proprio che la mia salute possa interessarti.
MARCO: Certo che mi interessa la sua salute, in questo momento lei la mia unica fonte di sostentamento
DON GIOVANNI: Ancora per poco
MARCO: Come sarebbe a dire?
DON GIOVANNI: E hai il coraggio di chiedermelo? Ancora una volta sei in ritardo con la consegna delle tavole del fumetto sulla Santa per il quale hai gi ricevuto pi di un anticipo
MARCO: Lo so, lo so, Se mi lascia parlare le posso spiegare tutto. Intanto si accomodi. (Marco si siede al tavolo da disegno, Don Giovanni si sistema sul divano). Ho avuto una settimana infernale, una valanga dimpegni, non sono stato bene e poi ho dovuto portare mio figlio dal dentista
DON GIOVANNI: Credevo che tu fossi separato da tua moglie e che tuo figlio vivesse con lei.
MARCO: E cos ma la mia cara ex moglie si ricorda di me solo per gli alimenti e quando nostro figlio ha qualche problema, quasi sempre costoso. Si figuri se non ho bisogno di lavorare (Pausa). Abbia pazienza, lo sa che in genere sono puntuale
DON GIOVANNI: Figliolo tu hai la memoria corta o dici le bugie, in questo caso dovresti confessarti. Ti sei dimenticato di quella volta che abbiamo dovuto saltare una puntata perch non avevi consegnato in tempo le tavole?
MARCO: Ma quando mai?! Quella volta non fu per colpa mia! Le prometto solennemente che non succeder pi
DON GIOVANNI: Me lo dici tu che ci metto sul giornalino se non arrivano in tempo le tavole?
MARCO: Non sia cos melodrammatico, Don Giovanni Guardi, io unidea ce lavrei Ci metta una foto di Talarico a tutta pagina, cos le mamme possono usare il suo faccione per minacciare i bambini quando fanno i capricci. (Altera la voce) Se non stai buono chiamo Talarico che ti porta via
DON GIOVANNI: Non mi pare bello prendere in giro un collega valente come il nostro Talarico
MARCO: Eh via! Non posso neanche scherzare per sdrammatizzare un po? La credevo pi di spirito, Don Giovanni, altrimenti perch dirigerebbe un giornalino di fumetti? Lo so, lo so che Talarico il suo protetto (Altera la voce per imitare Don Giovanni) Ne ho abbastanza dei suoi ritardi, lei non un professionista! Dora in poi la vita della Santa la faccio disegnare a Talarico, almeno con lui sto tranquillo, lui s che un vero professionista, sempre puntuale!.
DON GIOVANNI: (Seccato) Io non parlo cos!
MARCO: Non vero, dica la verit, Don Giovanni, la imito bene, eh? Al telefono nessuno si accorgerebbe che non lei Mi venuta unidea, un giorno telefono proprio a Talarico, imitando la sua voce, e gli dico che licenziato. Gli verrebbe un colpo. A lui e a tutti i suoi cari. Lo credo che puntuale nelle consegne, Talarico, ha messo sotto tutta la sua famiglia: lui disegna, la moglie inchiostra, la figlia maggiore fa il lettering, laltra colora. Quella di Talarico non un nucleo famigliare, una piccola azienda
DON GIOVANNI: Direi piuttosto che un bellesempio di famiglia cristiana.
MARCO: Comunque Talarico non vale nulla, e lei lo sa benissimo un negato, professionista ma negato
DON GIOVANNI: E insisti a parlar male di un collega
MARCO: Che vuol dire che non si deve parlar male dei colleghi? Dire che Talarico uno stupido solo dire la verit (Pausa) Ma si pu chiamare un personaggio Bombo?
DON GIOVANNI: Talarico mi ha detto che lo chiamavano cos da bambino
MARCO: Lo so anchio. chiaro che non riuscito a superare i suoi traumi infantili. Ho visto che sullultimo numero Bombo ha trovato una fidanzata, che naturalmente si chiama Bomba. Cos si sposeranno e faranno dei figli che si chiameranno Bombini (Pausa). Guardi, Talarico un caso patologico. Quando penso che i suoi fumetti vanno in mano a dei bambini mi convinco che il mio dovere sarebbe chiamare il telefono azzurro per salvare delle menti innocenti dalla stupidit di Talarico
DON GIOVANNI: Non sar invidia, la tua? Lo sai che linvidia un peccato mortale? (Pausa) Da quanto non ti confessi?
MARCO: Non invidia la mia! Non vorr mica paragonare il mio Eddy Po al suo Bombo, spero? Se il suo giornalino vende copie, e tante anche, pu ringraziare solo me Eddy Po pubblicato in Germania e in Francia, e anche in Bulgaria. Talarico fuori dal suo condominio non lo conosce nessuno
DON GIOVANNI: In Germania e in Francia? Non mi risulta proprio
MARCO: Sicuro, anche in Francia, e lei lo sa benissimo, Don Giovanni. Leditore Dargaud interessato a Eddy Po ed quasi sicuro che prender i diritti
DON GIOVANNI: Sei sicuro di star bene, figliolo?
MARCO: No, non sono deliri, i miei E poi Fresnault-Deruelle ha citato Eddy Po in un suo saggio
DON GIOVANNI: E chi sarebbe, costui?
MARCO: Come, non sa chi Fresnault-Deruelle? Mi meraviglio di lei, Don Giovanni, una vita che dirige un giornalino a fumetti, e non sa chi Fresnaul-Deruelle il pi importante studioso di fumetti della Francia, unautorit, ha scritto saggi universitari sullargomento
DON GIOVANNI: Immagino che ti avr citato in una nota
MARCO: No, non mi ha citato in una nota Le mander la fotocopia del saggio
DON GIOVANNI: Veramente preferirei che tu mi mandassi le tavole
MARCO: Ho capito, Sar fatto, oggi stesso
DON GIOVANNI: E ricordati, sia la Santa che Eddy Po.
MARCO: Ho capito, ho capito Solo mi dica lei come faccio a lavorare se c qualcuno che mi tiene unora a chiacchierare?
DON GIOVANNI: Preferirei che riservassi il tuo spirito ai fumetti comici
MARCO: Non se la prenda, Don Giovanni, lo sa che le voglio bene Ha notato che ho disegnato il Padre Confessore somigliante a lei?
DON GIOVANNI: Francamente non so se sentirmi lusingato per questo. Figliolo, piuttosto che con questi puerili tentativi di adulazione preferirei che tu cercassi di conquistarti la mia stima con la professionalit e la puntualit, soprattutto.
MARCO: Daccordo, sar professionale e puntuale come Talarico! (Si alzano e si dirigono alla porta) Stia bene, e preghi per me! Arrivederci, Don Giovanni!
DON GIOVANNI: Mi raccomando a te, figliolo Arrivederci.
Don Giovanni esce. Marco chiude la porta con espressione esasperata. Riprende a disegnare. La parete di fondo sillumina a mostrare lepisodio a cui sta lavorando Marco. Appaiono Eddy Po e Gi Casta, pupazzi grotteschi tenuti insieme da un cordone ombelicale che parlano con voci alterate da cartone animato.
EDDY: Il cordone ombelicale
Mi fa tanto, tanto male,
io lo voglio tagliare
e mi devo emancipare.
Mamma, mamma mia bella,
brilli come una stella,
le chiavi di casa dammi
senza fare tanti drammi.
GIO: Che cosa ne vuoi fare?
Vuoi farmi disperare?
Di mamma ce n una sola,
il buon figlio la consola,
non lascia le braccia mie
per le cattive compagnie.
Se fai tardi alla notte,
io ti riempio di botte.
Eddy canta
VOLER BENE ALLA MAMMA
Voler bene alla mamma
la cosa pi bella,
succhiare il latte
dall'apposita mammella.
Ma ormai son cresciuto
e a trent'anni son nervoso
se la mamma non mallatta
al suo seno formoso.
Voglio dire che mi piace,
con trasporto e diletto,
di sognare la mamma
stesa sopra il letto.
Io la guardo e l'abbraccio
con trasporto e passione
e l proprio sul pi bello
lei mi d uno schiaffone
e mi dice Cretino,
fermiamoci qua,
sono quasi le otto,
sta tornando pap.
Ritornello
Mamma, mamma, mamma,
tu sei la mamma, tu sei l'amor.
Mamma, mamma, mamma,
il mio cuore si infiamma
solo al tuo odor.
Gi canta
Voler bene alla mamma
la cosa pi bella,
succhiare il latte
dall'apposita mammella.
Esser mamma vuol dire
per tuo figlio soffrire
e lavarlo, accudirlo,
al futuro educarlo.
Ma tuo figlio poi cresce,
vuol le chiavi ed esce.
Temo vada al bordello,
io gli taglio il pisello.
Mi sacrifico e piango,
la notte, sveglia, languo,
ma lui a me vicino rimane
le altre donne son tutte puttane.
EDDY: Ma tu sei bevuto il cervello? Che cazzate ci fai dire? Non siamo mica personaggi di un fumetto underground
GIO: A Don Giovanni verr da bestemmiare quando vedr queste tavole.
EDDY: E poi ti pare di buon gusto lidea del cordone ombelicale?
GIO: Abbiamo una responsabilit, noi Dobbiamo essere carini, amabili, suscitare positivi fenomeni didentificazione nei nostri piccoli lettori.
MARCO: Per quel che minteressa, vi ci potete impiccare, con quel cordone ombelicale.
EDDY: Non sei gentile, oggi.
GIO: Cosa c che non va? Confidati con le tue creature
MARCO: Posso vedere mio figlio solo una volta alla settimana, perch cos ha deciso il tribunale, e invece sono costretto a vedere voi tutti i giorni, per otto ore al giorno.
GIO: Anche noi siamo figli tuoi, creature partorite dalla tua immaginazione, nelle nostre vene scorre il tuo inchiostro
EDDY: Noi siamo limmagine dei tuoi fantasmi.
MARCO: Gi, proprio vero, ognuno ha i fantasmi che si merita. Io, in ricordo della mia infanzia, ho partorito due ridicoli e patetici mostri
GIO: (D una potente sberla a Marco che cade a terra). Non sei per niente carino con noi, che pure ti aiutiamo a esorcizzare la tua infanzia disastrata.
EDDY: Siamo meglio di uno psicoanalista e non ti costiamo nulla
GIO: Anzi, ti pagano pure per quegli ignobili scarabocchi con cui ci rappresenti
MARCO: Se fosse solo per me sareste ancora pi mostruosi, ma non credo proprio che Don Giovanni sarebbe disposto a pubblicarvi E ora sparite! (Strappa il foglio da disegno facendo scomparire Eddy Po e Gi Casta). Eccomi qui, alla mia et, a dovermi occupare di queste idiozie per bambini scemi (Si rivolge a una statuetta di Buddha che tiene vicino al tavolo da disegno). Caro il mio Buddha, lo sai che Buchner morto a ventiquattro anni e ha trovato il tempo di scrivere La morte di Danton, Leonce e Lena, Woyzek? Io, a ventiquattro anni, tentavo per la seconda volta lesame di Scienza delle Costruzioni senza riuscire a passarlo Volevo fare larchitetto e non sono riuscito neanche a laurearmi. Colpa di Scienza delle Costruzioni, al terzo tentativo ce lho fatta a strappare un miserabile diciannove ma per lo sforzo non sono pi riuscito a dare gli ultimi esami. Sai adesso quanto mi frega di saper calcolare il cemento armato che serve a far star su un condominio? Crollassero pure tutti i condomini, a incominciare da questo E Kleist? Suicida a trentaquattro anni insieme alla sua donna e aveva trovato il tempo di scrivere una serie di capolavori E io, a trentaquattro anni, che avevo fatto? Certo, Eddy Po e Gi Casta erano gi stati pubblicati. Forse avrei dovuto suicidarmi anchio a trentaquattro anni, se non altro per la vergogna di aver concepito quel fumetto E pensare che Fresnault-Deruelle ne ha scritto davvero Certo che ne scrivono di cazzate, i francesi! Soprattutto avrei dovuto convincere mia moglie a suicidarsi, come la donna di Kleist Prima lei, poi magari io ci avrei ripensato Forse la mia vita sarebbe stata diversa, chiss S, figurarsi, diversa Perch diversa? E diversa da che? inutile che dia sempre la colpa a Giulia, solo un alibi. E tu, Buddha, che facevi a ventiquattro anni? E a trentaquattro? Sai che non sarebbe mica male lidea di fare un fumetto su di te? Anzi, ho unidea pi eccitante Il papa, non quello di adesso, magari il prossimo, improvvisamente si converte, diventa buddista Immaginati lo scompiglio in Vaticano, i cardinali che cercano di tenere segreta la notizia, poi tentano di avvelenare il papa buddista Ma lui fugge e va in giro a predicare la nuova fede Potrei proporlo a Don Giovanni un fumetto cos Timmagini la faccia di Don Giovanni?
Canta dal Don Giovanni di Mozart
Don Giovanni, a cenar teco
Minvitasti e son venuto.
Non lavrei giammai creduto:
Ma far quel che potr.
Leporello unaltra cena
Fa che subito si porti.
Altro che cena, Don Giovanni non mi ha mai offerto neppure un caff Chiss quellanticipo che gli ho chiesto Certo che se non mi sbrigo a mandargli almeno qualche disegno Vediamo, cos pi urgente? Eddy o la Santa? Un po di cavalleria, la precedenza alle signore Non si pu far aspettare una Santa! Perdonami Buddha, ma devo occuparmi della concorrenza!
Marco riprende a disegnare. La luce sabbassa su di lui mentre sillumina unaltra zona del palcoscenico a mostrare la Santa e il Padre Confessore.
SANTA: Volle il Signore che io vedessi un angelo accanto a me, a sinistra, in forma corporea. Non era un angelo grande ma piccolo, bellissimo, con il volto cos infuocato che pareva di quegli angeli dei cori pi alti, che paiono ardere tutti damore. Lo vedevo tenere in mano una lunga freccia doro, che sulla cuspide mi pareva avesse un po di fuoco. Mi pareva che me la conficcasse pi volte nel
cuore, spingendola verso le viscere, e quando la estraeva avevo limpressione che se le tirasse dietro, lasciandomi tutta ardente di un immenso amore di Dio. (La Santa assume unespressione in cui estasi religiosa e orgasmo si confondono). Il dolore era tale che mi faceva emettere gemiti, ma la dolcezza al tempo stesso era cos copiosa che lanima non poteva desiderarne la fine n volere altra consolazione che Domine Iddio. (Urla) Gemiti di dolore, questo voglio sentire da te, lurido schiavo!
La Santa e il Padre Confessore si strappano velocemente i loro abiti da religiosi e restano in succinti costumi sado-masochisti: cuoio nero, borchie di metallo, fruste. La Santa si tramuta in Domina, il Padre Confessore in Schiavo che si butta ai piedi della sua padrona.
SCHIAVO: Umile e rispettoso, di bellaspetto, cerco Padrona autoritaria desiderosa di umiliarmi e calpestarmi con disprezzo sotto i suoi divini piedini per trasformarmi in un cagnolino timoroso e adorante. Amo indumenti intimi in pelle e stivali e scarpe con tacchi alti, la mia lurida lingua e tutto il mio corpo a completa disposizione della mia regina. Amo anche pioggia dorata e punizioni corporali. Gradite anche coppie purch lei autoritaria. Assicuro massima discrezione, disinteresse, seriet e pulizia. Scrivere fermo posta.
DOMINA: Umile e rispettoso facile dirlo! Umilt, umilt, quanti peccati di superbia si compiono in tuo nome! Chi ti autorizza a pensare che io sia disposta a calpestarti sotto i miei divini piedini? un onore che bisogna saper meritare!
SCHIAVO: S, s, fai di me quello che vuoi
DOMINA: (Fa schioccare la frusta). Fai di me quello che vuoi Padrona!
SCHIAVO: Fai di me quello che vuoi, padrona!
Lo Schiavo e la Domina cantano
PERVERSION
Mi piaci di pi
se sei vestita di caucci,
mi piaci di pi
se mi frusti da sotto in su,
per farmi godere
colpiscimi proprio sul sedere,
mi metto in ginocchio
e schiaffami un dito dentro l'occhio.
Ritornello
Senza un momento di relax
fino al climax.
Perversion.
O come godo
se dei miei polsi
fai un bel nodo,
ah, che piacere
un Black & Decker nel sedere,
per dirti il mio amore
nella pentola a vapore
ti infilo una mano
e la faccio bollire piano piano.
Ritornello
I miei tacchi a spillo
l'infilzo tutti nel tuo cervello
e sono giuliva
quando ti sanguina la gengiva,
mi sento pi amata
se la tua prognosi riservata,
non ho alcun rimorso
se ti mando al pronto soccorso.
DOMINA: Per essere degno di strisciare ai miei piedi devi prima passare lesame!
SCHIAVO: S, padrona.
La Domina prende un pennarello rosso dal tavolo da disegno di Marco e scrive delle formule sulla schiena nuda dello Schiavo che d le spalle al pubblico.
DOMINA: Incominciamo con un problema facile, facile Un arco a tre cerniere!
SCHIAVO: Larco a tre cerniere no! Ti prego padrona!
DOMINA: Oh s, invece! Questo lo schema (Disegna)
DISEGNO DELLARCO A TRE CERNIERE
Ora ricava la formula
SCHIAVO: Non sono capace
DOMINA: Vergogna! Questa la formula! (Scrive)
FORMULA DELLARCO A TRE CERNIERE
Sei un incapace, sei un fallito, non passerai mai lesame di Scienza delle Costruzioni! Sei indegno di laurearti in Architettura Finirai a disegnare fumetti!
SCHIAVO: No, i fumetti no! Ti prego
DOMINA: Osi ribellarti alla tua signora e padrona?!
SCHIAVO: Ti prego! Subir qualunque umiliazione, ma non puoi chiedermi questo
Squilla il telefono e il suono fa scappare la Domina e lo Schiavo. Marco solleva il ricevitore.
MARCO: Ah! lei Don Giovanni? Ha ricevuto la busta con la vita della Santa? Ha visto che son stato di parola? (Pausa). Don Giovanni, non mi sarei mai aspettato un simile linguaggio proprio da lei! (Pausa). Oh, santo cielo! Ho capito! Ho sbagliato busta Se si calma un attimo posso spiegarle Vede, le tavole nella busta che le ho spedito erano invece destinate a un altro editore (Pausa). Ebbene, s, devo confessarglielo. Il bisogno fa di necessit virt, anzi, vizio in questo caso. lei sa che ho sempre bisogno di soldi, cos disegno anche per quel fumetto porno, Sapore di Sade si chiama, lo conosce? Ah, no, non lo conosce un fumetto sado-masochista Pagano bene, il doppio di quello che mi paga lei Che ci posso fare? Se lei mi pagasse di pi non sarei costretto a prostituirmi disegnando quelle porcherie Non la sto ricattando, Don Giovanni, solo la nuda verit. Di nudi ne ha gi visti abbastanza nei miei disegni, ho capito Le mando subito le tavole con la vita della santa Arrivederci, Don Giovanni, e mi scusi ancora (Riappende il ricevitore). Gi, le tavole con la vita della Santa Dove sono finite? Ma se ho spedito a Don Giovanni il fumetto sado-maso vuoi vedere che a Sapore di Sade ho mandato la vita della Santa? (Solleva il ricevitore e compone un numero). Pronto, Giancarlo? Devi scusarmi, ma temo di aver fatto un terribile sbaglio (Pausa). Come? Ti piaciuta moltissimo lultima puntata di Frustami, frustrato che ti ho spedito? Trovi molto eccitante lidea di far apparire una santa in un fumetto porno? Ho capito Sei ansioso di sapere come va a finire Senti Giancarlo, c stato uno sbaglio, dovresti rimandarmi con un pony quelle tavole, non erano destinate a te Peccato, dici? Una volta tanto che avevo avuto un guizzo di genialit No, niente genialit, solo uno sbaglio Davvero vuoi pubblicarle lo stesso? Ma non possibile Giancarlo, quelle tavole mi servono, devo mandarle durgenza a un altro editore (Pausa). Dici di mandare le fotocopie? No, aspetta Giancarlo! Ha riattaccato! (Riappende il ricevitore). E adesso che cosa faccio? Potrei davvero mandare le fotocopie a Don Giovanni, cos mi resterebbe il tempo di finire Eddy Po Gi, poi esce la stessa puntata pubblicata su Sapore di Sade e su Bimbobello. Va bene che dovrebbero essere lettori diversi, ma non si pu mai essere sicuri.
Marco riprende a disegnare. Appaiono Gi e Eddy che salta la corda utilizzando il suo cordone ombelicale.
EDDY: Il cordone ombelicale
mi fa tanto, tanto male,
io lo voglio tagliare
e mi devo emancipare.
Col cavolo e la cicogna
farla finita bisogna.
Mamm, svelami adesso
tutti i misteri del sesso!
Gi lo frusta con il cordone ombelicale.
GIO: Figlio mio depravato!
Sesso mortal peccato,
se lo pensi o se lo fai
sono sempre e solo guai!
Il cordone ombelicale
uno scudo verginale,
se lo tagli col coltello
io ti strappo il pisello!
EDDY: Mamma cara abbi piet,
dimmi il sesso come si fa.
Mammina fammi vedere
la sorgente del piacere,
da dove sono uscito
fammi mettere il dito,
fammi toccare con mano
quellantro bello e arcano.
GIO: Figlio amoroso giglio,
figlio bianco e vermiglio,
la mamma devi amare
ma non puoi penetrare
nellantro buio e umido
con il bastone tumido.
Il pap fai arrabbiare
se larcano vuoi svelare.
EDDY: Il pap uccido tosto
Se sinfila in quel posto!
GIO: Figlio mio porta rispetto,
non ti voglio nel mio letto!
EDDY: Il tuo bimbo non castrare,
solo lui ti sa amare!
GIO: Tu farai scoppiare un dramma,
allontanati da mamma!
EDDY: Ancor io, fiero e lesto,
vo commettere lincesto!
Eddy usa il cordone ombelicale a mo di lazo per catturare Gi. Insieme cantano
IL TANGO DELL'INCESTO
Non una tragedia e neppure un dramma,
se il figlio sposa la sua mamma.
Se il padre s'innamora della figlia
pi felice tutta la famiglia.
Mi stringo al cuore appassionatamente
soltanto chi mi stretto parente.
La cosa per me pi bella
impalmare mia sorella.
L'amore pi stuzzicarello
se lo fai con tuo fratello.
Mi stringo al cuore appassionatamente
soltanto chi mi stretto parente.
tanto cara mia cugina,
me la prendo come concubina.
Lo confesso, il grande amore mio
l'ho provato soltanto con lo zio.
Mi stringo al cuore appassionatamente
soltanto chi mi stretto parente.
Mi levo certe voglie
solo con la madre di mia moglie.
Non corro dietro ad ogni gonna
bramo solo la mia cara nonna.
La soluzione certo garantita,
con l'incesto pi unita la famiglia sar.
Mi batte tanto il cuoricino
quando vedo l'adorato nipotino.
Nel cuore provo una gran malia
quando mi bacia la prozia.
La soluzione certo garantita,
con l'incesto pi unita la famiglia sar.
Se il cugino non almen di primo grado
con lui a letto proprio non ci vado.
La cosa che sempre ho sognata
di avere un flirt con mia cognata.
La soluzione certo garantita,
con 1'incesto pi unita la famiglia sar.
FINE PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
Lo stesso ambiente del primo tempo. Eddy seduto al tavolo da disegno e si diverte a scarabocchiare su un foglio da disegno. Marco sdraiato sul divano-letto con Gi e con una bottiglia di whisky a cui attinge generosamente
.
MARCO: Tanto era compreso nel prezzo del viaggio New York by night!
EDDY: Pensa te! Visita guidata al peccato in torpedone, il brivido della trasgressione nella metropoli tentacolare Champagne compreso, servito in bicchieri di plastica!
MARCO: Daccordo, non me ne poteva fregar di meno di andare in giro intruppato nel gregge degli italiani in gita nella Grande Mela Io avevo i miei indirizzi, roba vera, roba hard, altro che il peccato inclusive tour. Ma cera laccompagnatrice, una che me la sarei fatta anche sullaltalena
GIO: Eh no! Subire il racconto dellavventura di viaggio anche peggio che vedere le diapositive del medesimo! Se la serata prende questa piega, ditemelo subito che tolgo lincomodo
MARCO: Altro che avventura di viaggio, qui comincia la sventura del Signor Bonaventura Sta a sentire: allora, cera questa accompagnatrice Garantisco che da sola valeva la gita E poi era lunica spaiata della comitiva, le altre erano gi accoppiate oppure erano pezzi dantiquariato, e cos mi dico: Marco, perch non ci provi. Giulia mi aveva Avevo appena lasciato Giulia, il viaggio era proprio per dimenticare la madre di mio figlio, e allora mi dico: Marco, non fare lo stronzo, buttati.
EDDY: Allora, per farla breve
MARCO: Per farla breve un corno! La storia mia e la racconto come pare a me! Dunque, la serata procede come da programma fornito in fotocopia: cena in locale caratteristico, allietata da un famoso complesso di musica jazz Una mensa aziendale con le luci basse per non far vedere quello che non cera nei piatti e unorchestrina assordante di anziani signori vestiti con delle giacche che anche lOrchestra Spettacolo Casadei si sarebbe vergogna dindossare Proseguimento della serata in una discoteca alla moda Era talmente sorpassata che poteva tornare di moda giusto come locale retr
EDDY: Ma terreno adatto per braccare la preda!
MARCO: Giusto. La invito a ballare, lassedio condotto con classe ma con fermezza: sono insinuante, suadente, convincente, metto in scena tutto il mio repertorio migliore.
GIO: (Con uno sbadiglio) Sono impressionata. Quando arrivi al dunque svegliami.
MARCO: Finalmente, quando balliamo un lento allacciati stretti lei mi sussurra nellorecchio: duecentocinquanta
EDDY: Duecentocinquanta? Cosera, la cifra richiesta dallaccompagnatrice per farti compagnia?
MARCO: Ma che dici? Duecentocinquanta, certo, il numero della sua camera. Capito?
GIO: Molto romantico, e poi?
MARCO: Se Dio vuole torniamo allalbergo, potete immaginare la mia impazienza Lei prende la sua chiave e io la mia Per non dare nellocchio, capite? Mi precipito nella mia stanza, rapidissima doccia, poi mi rivesto e mi fiondo davanti alla duecentocinquanta armato di una bottiglia di champagne. La porta si apre solo dallinterno, invece di bussare di pare pi carino graffiare alla porta, come un gattone che vuole le coccole. Micia, apri, sono il tuo micio che fa le fusa, sussurro Improvvisamente la porta si apre di scatto e tre energumeni mi saltano addosso: uno mi afferra per un braccio e me lo torce dietro la schiena, laltro mi tira un tremendo pugno nello stomaco, il terzo mi afferra per i capelli e mi infila la canna di una pistola in bocca urlando qualche frase incomprensibile in spagnolo
GIO: Ammiratori gelosi della tua bella?
MARCO: No, guardie del corpo del dittatore di qualche staterello sudamericano in visita alla Nazioni Unite che mi avevano scambiato per un terrorista.
EDDY: Avevi sbagliato camera?
MARCO: No, avevo sbagliato donna. La stronza, per farmi uno scherzo, mi aveva sussurrato allorecchio il numero della suite che lei sapeva occupata dal capo di stato e dai suoi gorilla, tutta la notte di guardia alla porta. Vi garantisco che non stato facile spiegare a quei tre bestioni perch in piena notte graffiavo la porta del loro capo con una bottiglia di champagne in mano un po perch io non parlo lo spagnolo e un po perch quello che mi interrogava aveva labitudine di sottolineare ogni domanda con un pugno nello stomaco e in quelle condizioni vi assicuro che difficile rispondere a tono. Alla fine in qualche modo lequivoco si chiarito. Il mattino dopo era prevista la partenza, io mi presento nella hall insieme agli altri della comitiva, non voglio dare soddisfazione alla stronza e cos la saluto con distaccata cortesia, come se niente fosse accaduto Purtroppo leffetto era un po sciupato da un occhio nero e dal naso che continuava a sanguinarmi. Certo che quella notte me la sono vista brutta, credevo che quei tre gorilla mi avrebbero fatto fuori e che sarei morto nella Grande Mela.
GIO: Unesperienza istruttiva, lattesa della morte. Almeno la tua vita ti passata davanti agli occhi come in un film?
EDDY: Veramente sarebbe stato pi giusto rivederla come in un fumetto, visto il mestiere che fai
Eddy mostra a Marco la caricatura che gli ha fatto nel frattempo. Marco strappa il foglio seccato.
MARCO: S, scherzate pure sulla morte, voi potete permettervelo, potenzialmente siete immortali, voi personaggi dei fumetti: potete non invecchiare, potete sopravvivere al vostro creatore ed essere disegnati da qualcun altro Potete anche resuscitare se i lettori lo reclamano. Che vi frega della morte, a voi?
GIO: Aspettavamo giusto che ce ne parlassi tu, alle due del mattino.
MARCO: Noi lo sappiamo di dover morire, come una condanna a morte che non sappiamo quando verr eseguita. Siamo tutti condannati a morte in attesa dallesecuzione. Quando venni condannato a morte avr avuto sette anni No, forse sei curioso, non mi ricordo quanti anni avevo e invece ricordo benissimo quel momento, fin nei minimi particolari. Fu mia zia ad emettere la sentenza Io la chiamo zia ma in realt era la mia biszia, la sorella della mia nonna materna. Era una donnina minuta, sempre vestita di nero per chiss quale lutto, maestra di scuola in pensione, non si era mai sposata. Era attraversata da periodiche crisi di follia, una follia tranquilla, badate bene, soave Improvvisamente decideva di partire, avr avuto pi di settantanni, e allora andava alla stazione senza avvertire nessuno e senza portare con s neppure uno spazzolino da denti, e saliva su un treno scelto a caso Chiss poi se li sceglieva a caso, i treni, o forse era attratta da qualcosa in particolare. Fatto sta che il giorno dopo telefonava qualcuno da una stazione ferroviaria o da un posto di polizia e chiedeva a mia nonna: Conosce una certa Emma Ballarelli? Dice che si persa e non sa come tornare a casa. Magari la telefonata veniva, che so?, da Ancona e quando la zia Emma tornava in qualche modo a casa mia nonna le chiedeva: Ma che ci sei andata a fare ad Ancona? Non conosciamo nessuno, ad Ancona, la zia Emma rispondeva che voleva appunto conoscere qualcuno di Ancona. Una follia ragionevole, insomma, cera del metodo, in quella follia, ma tutto questo non centra e ci porterebbe lontano, come i treni di mia zia Emma.Ma perch vi ho parlato di mia zia Emma?
GIO: Effettivamente ce lo chiedevamo anche noi.
MARCO: Ah s, certo, vi stavo dicendo che fu lei ad emettere la sentenza di morte nei miei confronti. Sono passati tanti anni ma ricordo ancora la scena, perfettamente: ero nel corridoio della casa al mare, sapete quelle vecchie case liberty, con corridoi lunghissimi, su cui si aprono le porte di tutte le stanze Io amavo quel corridoio perch non ci arrivava mai la luce del sole e destate era fresco come in primavera. E poi era cos lungo, il corridoio, che potevo usarlo come una pista per correre, persino per andarci in bicicletta, anche se poi quella che abitava al piano di sotto protestava con mia madre per il rumore che le impediva di fare il riposino pomeridiano
Unantipatica, quella vicina, una milanese che si dava un sacco darie Per non aveva la televisione, a quei tempi poche famiglie avevano la televisione e lei veniva a casa nostra a vedere la televisione. Siamo stati i primi ad averla, nel palazzo, e io pensavo: Perch ti dai tante arie se non hai neppure la televisione?. Ma perch vi ho parlato della vicina antipatica?
EDDY: Non lo sappiamo ma intuiamo che ce lo dirai tu.
MARCO: Ah s, per via del corridoio Ecco, io ero nel corridoio, avr avuto cinque, sei anni, non so, comunque ero nellet dei perch, avete presente?
GIO: Abbiamo presente. Vai avanti, se proprio necessario.
MARCO: Sapete, quando scopriamo il mondo, le cose, e di tutto chiediamo spiegazione per appropriarcene e farlo nostro, il mondo. Ero nel corridoio davanti alla cucina e mia zia Emma stava mettendo qualcosa nella ghiacciaia Perch allora non avevamo ancora il frigorifero
Curioso, avevamo la televisione ma non avevamo il frigorifero Chiss perch.
EDDY: Mi pare che tu non sei ancora uscito dallet dei perch.
MARCO: Nella ghiacciaia bisognava mettere un grosso pezzo di ghiaccio tutte le mattine Mi ricordo che lo portava un uomo con la tuta blu, come quelle dei meccanici A me da grande sarebbe piaciuto portare il ghiaccio, ma solo destate, perch dinverno mi sarebbero gelate le mani
Ho sempre avuto le mani fredde
Senti? (Prende fra le sue mani quelle di Gi).
Mi viene in mente la prima ragazza con cui ho fatto lamore, era dinverno e quando le toccavo la pelle nuda con le mie mani gelate, urlava.
Non mi puoi dire che non ti faccio venire i brividi, le dicevo
GIO: A noi invece fai venire sonno se continui a divagare cos.
MARCO: Perch vi ho parlato delle mie mani gelide?
GIO: Questi sono i grandi interrogativi della vita, proprio quelli da affrontare a questora della notte.
MARCO: Minterrompete sempre e mi fate perdere il filo del discorso Ah s, luomo del ghiaccio, la ghiacciaia Mia zia stava mettendo via qualcosa nella ghiacciaia, quando disse rivolta a mia nonna: Hai sentito Luisa?. Mia nonna veramente si chiamava Luigia, per via del suo nonno materno, Luigi Scuffi, ma tutti la chiamavano Luisa
EDDY: Giuro che se non la finisce mi metto ad urlare
MARCO: Hai sentito Luisa, lha detto la radio. morto Ollio Poveretto. Chi morto?, disse mia nonna. Ollio, come si chiamava? Oliver Hardy! Quello di Stanlio e Ollio, hai capito? Quei due comici cos buffi. A me colp quella parola, morto, cos rotonda, cos piena Forse era la prima volta che la sentivo pronunciare e chiesi a zia Emma che cosa volesse dire. E lei, immagino fosse un po imbarazzata, tent di spiegarmela: come quando ci si addormenta e si chiudono gli occhi Solo che non ci si risveglia pi.
(Con voce infantile) Come non ci si risveglia pi?, chiesi io.
Non ci si risveglia pi su questa terra. Se si stati buoni ci si risveglia in paradiso.
(Con voce infantile) E anchio diventer morto, come il signor Ollio?.
Si dice morir, disse mia zia che era maestra e ai verbi ci teneva. Certo anche tu morirai, ma c tempo, tanto tempo.
(Con voce infantile) E tu quando diventerai morta?, chiesi alla zia.
Non lo so caro, quando piacer al Signore. Adesso per fammi il piacere, vai a giocare.
Ecco, fu cos che venni condannato a morte, fino ad allora non sapevo che si doveva morire e quindi ero immortale. Da quel giorno in cui mi fu spiegato cosera la morte persi limmortalit sapevo che prima o poi anchio avrei chiuso gli occhi per sempre, come Ollio, e chiss se mi sarei risvegliato da qualche altra parte, come credeva mia zia.
Eddy e Gi cantano
MO, MO MORTE
Mo, Mo, Morte
smettila di uccidere
che farai, che farai
quando tutti uccisi ci avrai?
Anche tu
morirai...
Mo, Mo, Morte
pensa alla vecchiaia
risparmia un po' di vite
per allora
o Signora
attenta all'inflazione
di putrefazione.
Mo, Mo, Morte
tu non hai paura
della congiuntura?
Risparmia un po' di vite,
fa un po' d'economia,
comincia dalla mia.
Mo, Mo, Morte
e cos sia.
GIO: Oh insomma, trovo tutto questo molto deprimente. Invece di dire tante cazzate perch non ti prendi un bel sonnifero cos fai la nanna e ci lasci in pace?
EDDY: Lavora piuttosto, che oggi non hai combinato nulla.
MARCO: A che serve? Dopo lo scambio delle buste Don Giovanni non ne vorr pi sapere di farmi lavorare.
GIO: Beh, ti resta sempre quellaltro, leditore porcellone
MARCO: Bella roba! Quellidiota adesso si messo in testa di nobilitare la pornografia citando i classici. (Mostra dei fogli dattiloscritti). Ecco qua, una sceneggiatura che mi ha mandato perch la illustri Goethe, nientemeno, ma con una piccola modifica: Le affinit erettive, capito? Non solo
Charlotte tradisce suo marito Eduard con il Capitano ma seduce anche Ottilie e in una notte buia e tempestosa violenta il proprio guardiacaccia.
EDDY: E allora? Adesso ti fai venire degli scrupoli sul lavoro, proprio tu?
MARCO: No, certo, ma che tutto questo mi sembra privo di senso
GIO: Il senso che cos riesci a pagare laffitto e a mangiare facendo un lavoro tutto sommato meno dannoso alla societ che spacciare droga.
MARCO: Non solo questo, che ormai il foglio bianco da riempire mi d il panico, tutto quel bianco mi abbaglia, mi d le vertigini, mi sembra un abisso che aspetta dinghiottirmi, come nei peggiori incubi. Quando ho cominciato a disegnare fumetti ero convinto che prima o poi sarei riuscito a fare qualcosa di veramente buono, il mio capolavoro. I capolavori I capolavori sono ingannatori, sembrano facili, alla portata di tutti, proprio perch sono capolavori. Sono le schifezze, gli aborti, che ti riportano alla realt, ti fanno capire quanto sia difficile fare qualcosa di decente.
GIO: C solo una cosa pi insopportabile dellartista che si vanta ed lartista che si piange addosso.
EDDY: Guarda che nessuno pretende da te dei capolavori, solo di riempire quei maledetti fogli da disegno con qualcosa di plausibile.
MARCO: E ti pare poco? Quei fogli erano alberi una volta, vorrei che il loro sacrificio non fosse avvenuto invano.
GIO: Oddio, ci mancava proprio la retorica ecologica a questora!
EDDY: Tutti alibi per la tua impotenza creativa. Le tragedie di una volta erano provocate dal protagonista che commetteva un atto trasgressivo, qualcosa di proibito dalla morale comune. Oggi che non c pi niente di proibito lunica tragedia possibile quella determinata dallincapacit di agire, di fare. La vera tragedia limpotenza.
MARCO: Siete una compagnia insopportabile. Per fortuna che ho in serbo qualcosa meglio di voi, anche a questora
(Sfoglia unagendina telefonica) Trovato! Samantha! Ve lo faccio vedere io se sono impotente!
GIO: Chi? Quella trucidona? Una sua visitina ti costa lequivalente del compenso per una pagina di fumetto. Non te la puoi permettere in questo momento.
MARCO: Non mi far certo dire da voi quello che devo o non devo fare
(Compone un numero di telefono) Samantha? Ciao, sono Marco, ti ricordi di me? Lo so che un po
tardi, ma per me non mai troppo tardi per ricevere una tua visita Davvero mi hai pensato? Come
sei carina (Pausa) Daccordo, tariffa doppia. Ti aspetto, prendi un taxi.
Buio. La luce si riaccende, passata circa una mezzora e nel monolocale di Marco ora c anche Samantha, vistosa e prosperosa come richiede il ruolo, che ovviamente non vede Eddy e Gi.
SAMANTHA: Ma lo sai quello squalo del padrone di casa quanto ha avuto il coraggio di chiedermi daumento per laffitto di quel buco fetente che lui chiama pied--terre? Prova a dire
MARCO: Non saprei
SAMANTHA: Prova a dire!
MARCO: Non saprei Duecentocinquanta euro?
SAMANTHA: Magari! Il doppio, cinquecento! Che sommato ai millecinquecento che pago adesso fanno due mila euro tondi tondi! Per il pied--terre! Il pied glielo metto in culo, a quello! Ma ti pare possibile? Me li sudo, io, i soldi, che si crede quello? Mica li rubo come lui La gente diventata pazza te lo dice la Samantha. Ma hai visto che prezzi ci sono in giro? Per esempio, questo capetto (Indica il succinto vestito che indossa). Quanto credi che mi sia costato? Prova a dire
MARCO: (Le accarezza il vestito). Non saprei
SAMANTHA: No, prova a dire!
MARCO: Non mi intendo molto di vestiti da donna Duecentocinquanta?
SAMANTHA: Ma tu credi che costi tutto duecentocinquanta euro? Settecentocinquanta, settecentocinquanta euro, caro mio! Che poi di stoffa ce n ben poca, qui Ma dico io, in proporzione quanto dovrei farla pagare una marchetta? No, guarda, lunica cosa rimasta a buon mercato proprio la Samantha qui presente A proposito caro, me lo fai adesso il regalino? Scusa sai, non per sfiducia nei tuoi confronti ma la regola della ditta
(Marco le porge dei soldi che lei infila nel reggicalze). Grazie caro. Questa la mia banca, il mio salvadanaio Non mi fido a tenerli in borsetta con tutta la malavita che c in giro. Da quando ci sono tutti questi extracomunitari una donna mica pu andare in giro da sola e stare tranquilla Guarda, io non sono mica razzista, lo sai come voglio bene agli animali, figurati se sono razzista proprio io! Ma tutti questi stranieri dovrebbero tornarsene a casa loro, compreso il Papa. Qua che cosa ci stanno a fare? O spacciano o lavano i vetri delle macchine Che poi io le prime volte i soldi glieli davo anche quando mi lavavano i vetri, ma adesso no, sono troppi. Io che son sempre in giro con la macchina se dessi retta a tutti alla fine della giornata quanto avrei speso? Che io con la macchina mica vado in giro a divertirmi, per me lavoro. Mi sono anche dovuta fare il sito in Inter-
net: www.samantha.com. Un successo! Devi vederlo. La home page si dice cos, vero? si apre su uno sfondo rosso molto allusivo Il rosso il colore della passione, non per nulla il mio colore preferito. Su questo sfondo domina una foto mozzafiato della tua Samantha
MARCO: Una tua foto Nuda?
SAMANTHA: Quasi. Sono nuda ma nei posti strategici, indovina quali, ho fatto mettere i link si dice cos, vero? se fai click sulla mia tetta sinistra, quella del cuore, appare la mia gallery si dice cos vero? con foto mooolto eloquenti, se vai sulla tetta destra puoi sapere tutto delle prestazioni che offro alla mia affezionata clientela, con tutti i dettagli. E poi c il link posizionato sulla micina sulla pussy insomma, hai capito. L ci sono le tariffe. Non si accettano assegni. Sapessi quante fregature ho preso Bisogna stare al passo con i tempi, bisogna informatizzare anche le marchette Una spesa anche, ma ne vale la pena, il fatturato aumentato da quando ho il sito. Prova a dire quanto mi costato farmelo aprire? Lascia perdere, tanto mi dici duecentocinquanta euro.
Adesso pensiamo a noi. Che vogliamo fare caro?
MARCO: Vorrei fare qualcosa di speciale, oggi il mio compleanno.
SAMANTHA: Auguri tesorino! Quanti anni compi?
MARCO: Giorni, non anni. Ho calcolato che oggi compio diciottomila giorni
SAMANTHA: Fa una certa impressione Bisogna festeggiare! Hai calcolato anche quante scopate ti sei fatto?
MARCO: Quelle sono pi difficili da calcolare, non me le ricordo tutte.
SAMANTHA: Quella di stasera, ti prometto, sar indimenticabile. Dimmi i tuoi desideri
MARCO: Mi piacerebbe che tu indossassi un vestito
SAMANTHA: Mmmmh Che roba ? Una divisa da infermiera? Da ufficiale nazista? Da magistrato? Da marinaretto? Da boy-scout? Da prete?
MARCO: Vado a prenderlo. (Esce di scena).
SAMANTHA: Ah, il mio porcellino! Sei un cerebrale, eh? Anchio, sai, se non c un po di fantasia trovo che il sesso sia noioso. Su e gi Sembra di fare ginnastica!
MARCO: (Rientra con un abito da donna simile a quello di Gi). questo.
SAMANTHA: Tutto qui? Chiss che mi credevo (Prende il vestito). Ma fuori moda! molto meglio quello che ho addosso.
MARCO: Provalo, ti prego!
SAMANTHA: Va bene, il cliente ha sempre ragione.
Samantha si toglie il suo vestito e indossa quello che le ha dato Marco e si guarda in uno specchietto che ha preso dalla borsa.
SAMANTHA: Ma mi invecchia! Mi sembra di essere mia nonna
EDDY: Non il vestito della mamma di Marco?
GIO: Certo, quello che fa indossare anche a me e che tiene in fondo allarmadio.
EDDY: Hai capito il nostro Marco? un feticista.
GIO: Oltre che mammista.
SAMANTHA: E adesso che cosa vuoi che faccia?
MARCO: Chiedimi le tabelline
SAMANTHA: Le tabelline?
MARCO: S, le tabelline, ti prego, non discutere
SAMANTHA: Ah, come vuoi, sei tu che paghi Del resto, a questora di notte che c di pi eccitante che ripassare le tabelline? Allora Sette per otto?
MARCO: No, no Mia madre incominciava sempre da quella delluno
SAMANTHA: Qualcosa mi dice che sar una notte lunga e tormentata. Allora, uno per uno?
MARCO: Uno.
SAMANTHA: Uno per due?
MARCO: Due.
SAMANTHA: Uno per tre?
MARCO: Tre
La luce si abbassa progressivamente e insieme sfumano le voci di Marco e Samantha, coperte dalla musica di Voler bene alla mamma. Le luci si riaccendono. Eddy e Gi rifanno i gesti di Marco e Samantha. Marco, seduto per terra e completamente regredito, disegna il ritratto di Samantha con segno infantile.
SAMANTHA: (Ironica) Bravo! Molto somigliante Senti, bello, tutto ci molto tenero e anche istruttivo, abbiamo ripassato le tabelline, i fiumi dItalia, i laghi, le capitali dEuropa, abbiamo fatto i disegnini, ma mi pare con poco costrutto. Sicuramente passeresti lesame di quinta elementare ma rischi una bocciatura in unaltra materia Mi pare che non sei regredito solo tu! (Lo tocca in mezzo ai pantaloni).
MARCO: (Furioso) Queste cose la mia mamma non le faceva!
SAMANTHA: Ho una notizia sconvolgente da darti, non sono la tua mamma. Meglio abortire piuttosto che avere un figlio impotente come te!
GIO: E tu ti lasci insultare cos da questa donna che si rifiuta di essere tua madre?
EDDY: E poi tu non sei impotente! Falle vedere tutta la tua potenza!
Eddy porge il suo cordone ombelicale a Marco che lo avvolge intorno al collo di Samantha fino a strozzarla. La scena si svolge in un succedersi di immagini fisse, come le vignette di un fumetto dellorrore.
MARCO: E ora?
GIO: Togli il vestito a questa sgualdrina, non degna di indossarlo.
Marco toglie labito a Samantha con gesti da automa. Eddy lo aiuta a indossare lo stesso vestito, mentre Gi dalla borsetta di Samantha prende cipria e rossetto e trucca il volto di Marco fino a trasformarlo in un grottesco mascherone simile al suo.
MARCO: E ora?
EDDY: Il cordone ombelicale,
mi fa tanto, tanto male,
io lo voglio tagliare
e mi devo emancipare.
Col cavolo e la cicogna
farla finita bisogna.
Mamm, svelami adesso
tutti i misteri del sesso!
MARCO: Figlio mio depravato!
Sesso mortal peccato,
se lo pensi o se lo fai
sono sempre e solo guai!
Il cordone ombelicale
uno scudo verginale,
se lo tagli col coltello
io ti strappo il pisello!
Le luci si abbassano progressivamente mentre sfuma la voce di Marco coperta da un coro infantile che canta Voler bene alla mamma.
BUIO
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