EFFICIENZA
Monologo
di ALDO NICOLAJ
PERSONAGGI
CATERINA
Commedia formattata da
CATERINA
Dicono che sia diversa dalle altre. Pu darsi, non posso certo dirlo io. Semplice e pratica, sono una determinata, che dice pane al pane e vino al vino. E che, quando parla o discute, cerca di arrivare subito al cuore dellargomento, senza cazzeggiare e perdere tempo. Mi piace lefficienza, specie sul lavoro, anche se posso sembrare troppo intransigente. Mi giudichino come vogliono, io alla seriet ci tengo e cerco di essere semplice e fare buona impressione sulla gente. Sul lavoro cerco di non dare nellocchio, non mi metto quei fronzoli che piacciono tanto alle ragazze, evito gli abiti vistosi, non uso acconciature complicate. In faccia solo fondotinta, unombra di rossetto ed un cenno di matita sugli occhi: tutto l. Niente profumi, appena un po di acqua di colonia Non mi piace farmi notare, cerco di presentarmi in modo serio. Scarpe basse, giacca e pantaloni neri ed una camicetta. bianca o pastello. Niente collanine, spille, bracciali, orecchini, medaglie o pendaglietti vari Lorologino al polso, ma solo per sapere lora e non perdere tempo. Le colleghe, con addosso tutti i colori dellarcobaleno e con tanta bigiotteria che sembrano alberi di Natale, non me lo perdonano ed ironizzano domandandomi se la mia ununiforme e se appartenga a qualche comunit religiosa. Non perdo tempo a rispondere a quelle stronze, che si seccano perch non faccio comunella e non amo far chiacchiere per sciorinare il mio privato. Non sono come loro che, appena possono, si buttano a capofitto per raccontarmi la loro vita sessuale, i segreti dalcova con particolari morbosi ed imbarazzanti. Pretenderebbero che anchio raccontassi quello che faccio a letto precisando il numero degli orgasmi e la loro intensit Ma io zitta, non dico nulla, nemmeno se ho un ragazzo o no, non faccio che ripetere che non ho niente da raccontare e che mi lascino lavorare. Io ho la mia moralit e mi secca la loro mancanza di pudore. Cos mi guardano male, stupite che non mi incuriosiscano i dettagli delle loro fornicazioni. E questo mi indigna e mi disgusta perch non certo lufficio il posto per parlare di certi argomenti. Quando sono davanti al computer, penso soltanto a portare avanti il mio lavoro. E mi d noia sentirle raccontare storie banali: del fratellino che ha bagnato il letto, della mamma, che ha pollice valgo, della nonna alcolizzata, del fidanzato che non vuole il preservativo perch soffre di eiaculazione precoce. Chiacchierano, non fanno altro e pretenderebbero che facessi altrettanto. E, poi, mi d noia che si diano tanto da fare per interessare gli impiegati uomini cercando continuamente di attirarli nel loro raggio dazione. A me non interessa il sesso della persona con cui lavoro, mentre per loro ogni maschio terra di conquista. Gli lanciano sguardi dolci od assassini, lo blandiscono, lo stuzzicano, lo eccitano, tentano di sedurlo in modo ridicolo e sfacciato e trascurano il lavoro. Ma gli uomini, che stupidi lo sono soltanto fino ad un certo punto, scherzano e si divertono con loro, ma non le stimano e le lasciano perdere. Invece io sono portata sul palmo di mano perch si rendono conto che sono seria ed integerrima, non mi presto a compromessi e sul lavoro rendo Certo, siccome brutta non sono pi duno ha cercato di farmi la corte. Qualcuno anche con molta insistenza. Ma io gli uomini dellufficio li ho sempre tenuti a distanza, con gentilezza ma con determinazione. Le mie colleghe, naturalmente, non se ne sono mai capacitate. Specie quando mi faceva la corte Massimo, senzaltro il miglior fico del bigoncio di tutta la nostra azienda: alto, bruno, occhi come due violette, un fisico da modello, una parlantina a cui nessuno sa resistere Ebbene, io ho non me lo sono mai filato. Sono fatta cos, il lavoro il lavoro, il sesso il sesso. E non per la carriera. Della carriera me ne sono sempre infischiata. Per principio, perch sono una persona seria. Mi colpevolizzano anche perch nella vita privata, non le frequento ed uscendo dallufficio, salgo sul mio macinino e me ne vado. Sola. Non familiarizzo. Stiamo insieme durante le ore di lavoro, perch continuare a farlo quando non ce n motivo? Mi accusano di essere troppo rigida, troppo seria, di sacrificare la mia vita. Ed anche se fosse sono cavoli miei. Marilena, che con laltro sesso sempre stata generosa, continuava a dirmi che sciupavo la mia giovinezza e che con gli anni avrei avuto dei rimpianti. Ma cosa ne poteva sapere Marilena della mia vita? Prendevo troppo sul serio il mio lavoro? Pu darsi, ma entrati insieme in questo ufficio, lei rimasta allo stesso livello, mentre io sono gi nella sfera dirigente. E questo perch la moralit e la seriet sul lavoro sono importanti e negli alti vertici le tengono in giusta considerazione. Io per non lho fatto per la carriera, ma perch la mia natura So cosa devo fare perch nella vita sono sola e non ho altra protezione che la mia moralit, la mia seriet e la mia dedizione al lavoro. Ho sempre ignorato pettegolezzi e chiacchiere fino a quando una mattina mi viene incontro quella pettegola di Marilena, mi guarda bene in faccia e con sfida mi dice che in discoteca aveva visto una cubista quasi nuda, che mi assomigliava come una goccia dacqua. Ho tagliato corto, e senza darle peso, ho continuato a lavorare. Credevo che la storia fosse finita l. Invece ha cominciato a raccontarlo in giro e tutti venivano a domandarmi se sapevo di una cubista scatenata che era uguale a me E quella cretina di Marilena si divertiva a dare particolari: nuda o quasi, aveva solo una coda di tigre tra le gambe e ballava con un enorme fallo di plastica, con in testa un parruccone biondo-rosa, ballava scatenandosi con mosse lussuriose e procaci. Tutte erano daccordo nel dire che non poteva certo assomigliarmi perch io sono riservata, algida e misurata. Ma la cretina insisteva, una goccia dacqua, diceva, una goccia dacqua! E continuava ad elencare particolari sempre pi fastidiosi. Mi ha fatto rabbia, perch la colpa stata mia, devo ammetterlo. Avevo visto quella stupidina entrare in discoteca, ma, invece di nascondermi, come per sfida, mi ero esibita con ancor pi ardore, assolutamente convinta che non mi avrebbe riconosciuta col trucco pesante che avevo e quel parruccone biondo. Pensavo non potesse nemmeno sospettare che fossi io. Invece quella che cretina lo , ma anche fisionomista, mi aveva immediatamente beccata. Ed ora continuava a ripetere a tutti, che la cubista era tale e quale a me. come la mia gemella. Mi controllavo, ma ero furiosa: Come avevo avuto ragione a tener fuori dalla mia vita tutte quelle cialtrone, che ora come mi vedevano, facevano sorrisetti dintesa, ed ammiccavano. Vollero sapere quale fosse la discoteca in questione e ci andarono tutte, chi una sera e chi unaltra, rimanendo per deluse perch io mi guardavo bene dal tornarci. Per quella cretina ho dovuto anche rinunciare a questo mio innocente diversivo Le altre cominciarono a dire che quella stupida doveva aver bevuto, perch non cera una cubista che mi assomigliasse nemmeno un po. Lei seccatissima ribatt che conosceva qualcuno della discoteca e che si sarebbe fatta dire nome e cognome della cubista. E se quel nome fosse stato il mio ci avrebbe smerdate tutte. Uso i suoi termini. Poi successo quello che nessuno avrebbe mai potuto immaginare: nellintervallo mensa, Marilena aveva labitudine di andare a mangiarsi i suoi tramezzini sulla terrazza dellufficio. Qualche volta con unamica che laccompagnava, ma anche sola, perch era una maniaca della tintarella e se cera un po di sole non voleva perderselo Anche quel giorno ci and sola, perch io laccompagnai, ma poi, andai subito via. Cosa successe non si sa, fatto sta che la trovarono nel cortiletto dellufficio gi cadavere. stata una brutta sorpresa: tutti. si abbracciavano e piangevano disperati perch , in fondo, nonostante i suoi difetti, Marilena era giovane, era una buona diavola e non meritava quella fine. Non si mai capito come possa essere successa la disgrazia. Lavevo accompagnata io in terrazzo, era allegra e chiacchierona, come sempre. Cosa mai sar successo? Forse un capogiro. Curiosa comera, per vedere cosa succedeva gi, si sar affacciata troppo. Motivi per uccidersi non ne aveva, poverina. In ufficio le hanno dato una bella dimostrazione daffetto, allestendole la camera ardente a pianterreno, nellatrio a vetri, con tanti di quei fiori Di uomini deve averne avuti molti se si considera il numero di quelli che sono venuti a salutarla per lultima volta Il funerale stato commovente, quasi straziante Piangevamo tutte. Ed io pi delle altre. Dopo che, caricata la bara con la salma, il furgone stava per avviarsi, sentii una mano posarsi sulla mia spalla. Ebbi un sussulto che mi fece trasalire. Non osavo voltarmi. Rimasi immobile, terrorizzata. Poi sentii la voce gentile del direttore generale, che cercava di consolarmi. Si era reso conto dello choc che avevo avuto e cercava di aiutarmi a superarlo Visto che io continuavo ad essere molto scossa, volle che andassi con lui a fare colazione. Sar come una colazione di lavoro, mi disse. stato qualcosa di pi, invece. Lui, con gentilezza squisita, mi confess che da tempo mi aveva notato, apprezzandomi per il mio rigore e per la mia seriet; ero proprio il tipo di donna che gli piaceva. Sempre pi affabile, precipit i tempi ed al dolce mi chiese di sposarlo, facendosi promettere che non mi sarei pi vestita di nero e avrei cercato di non essere pi cos severa. Ho accettato anche per dimostrare che non sono una che pensa solo alla carriera Non che ne sia innamorata, ma questo un particolare senza importanza. In fondo, sposare un alto dirigente dellazienda era proprio quello che mi ero proposta quando avevo preso la decisione di andare a lavorare in quellufficio
FINE
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