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EL CAN

EL CAN

COMMEDIA IN DUE ATTI

di Alberto Borra e Roberto Davide Valerio

Anteprima: Maserada sul Piave, maggio 1998

Prima rappresentazione: Concordia Sagittaria, 29 maggio 1998


Personaggi[1]

ARTEMIO

LELIO, nipote di Artemio

ANSELMA, moglie di Lelio

ONORIO, nipote di Artemio

ORNELLA, infermiera

MOMI, padrone di Tommy

NINA, moglie di Momi

AMBROGIO DIOCISALVI, medico

Prof. DEMENTIS, psichiatra

ANNA, amica di Artemio

TONY, paziente

DON MARIO, sacerdote

ANTONIA, moglie di Tony

cane

L’azione si svolge ai giorni nostri.


ANTEFATTO

Onorio, nipote dell’anziano Artemio, cerca da tempo di ridurre, grazie all’aiuto del dottor Diocisalvi, lo stato schizzofrenico in cui versa l'anziano zio, che sta dilapidando tutti i propri beni. I tentativi sino ad allora messi in atto non hanno dato alcun esito particolare se non quello di veder crescere il conto in banca del medico a discapito di quello del nipote. Questa volta però Onorio è deciso ad andare sino in fondo e pretende dal medico la prescrizione di un fantomatico farmaco miracoloso per ottenere il quale i nipoti sono disposti a impegnare tutti i loro beni.

L’azione si svolge in uno studio medico: l’ambientazione richiede un tavolo dietro il quale lavora l’infermiera e una scrivania ingombra di farmaci per il medico. Tre porte, una sulla parete di fondo e le altre lungo le pareti laterali costituiscono rispettivamente l’accesso all’anticamera dell’ambulatorio, all’ufficio privato del dottore e alla sala d’aspetto dello studio medico.

ATTO PRIMO

Il dottor Diocisalvi si dispone farmaci e strumentazione medica sulla propria scrivania, preparandosi ad una giornata di consulenze. Entra dall’ingresso centrale Ornella, avvenente infermiera, che introduce nello studio Onorio dall’ingresso riservato ai pazienti.

SCENA PRIMA

ORNELLA, ONORIO e DOTTOR DIOCISALVI

ONORIO       Buongiorno dottor Diocisalvi, sono qui sempre per il solito problema... lo zio Artemio.

DOTTORE     Bene, accomodatevi pure e parliamo del caso... mi dica con precisione dei nuovi sviluppi ... dei nuovi sintomi che accusa il vostro caro zio.

ONORIO       Il caso lo conosce bene dottore, ogni giorno che passa lo zio peggiora sempre più, va continuamente fuori di testa e spesso cade nella più totale amnesia. Poi, è diventato completamente sordo e si ostina a non usare l'apparecchio acustico; a volte sembra (avvicinandosi al medico e parlando sottovoce)… schizzofrenico, con risvolti maniacali a carattere sessuale... ne sa qualcosa la sua assistente Ornella.... quando viene a mezzo servizio da noi.

ORNELLA    Noi me fassa pensar, doveva esser solo un breve periodo de asistensa sanitaria, così gaveva dito el dotor, e invesse son diventada la cameriera, la cuoca de una casa de mati, con un vecio che una ne pensa e cento ne fa ... sensa parlar de tute quele volte che go rischià de perder la me... ciamemola pure i-l-l-i-b-a-t-e-z-z-a.

ONORIO       Illibatezza? Mah! Comunque visti i fatti bisogna ammettere che lo zio non gode di una visione chiara della realtà!

DOTTORE     (scuotendo più volte la testa) Mah... la situazione a questo punto mi sembra senza via d'uscita... non saprei più cosa fare... forse, signor Onorio, sarebbe opportuno che lei si rassegnasse alle bizzarrie del vecchio zio.

ONORIO       Rassegnarmi alle bizzarrie del vecchio? Eh no! Dottore, allora lei non ha capito bene la situazione… Io sono il nipote prediletto, il più adorato dei nipoti, quindi…

DOTTORE     Quindi?

ONORIO       Quindi... dottore, è chiaro che mi stanno a cuore, oltre che la salute fisica, anche la salute dei suoi... beni.

Il dottor Diocisalvi cambia subito atteggiamento e comincia ad interessarsi maggiormente al caso.

DOTTORE     Ah, perché… ci sono beni? (Comincia ad annotare su un foglio di carta) Ci sono… dei… beni.

ONORIO       Certo, qualcosuccia… che però lo zio non è in grado di amministrare e quando vuol farlo mi crea disastri indicibili. Sapesse come è difficile curare i suoi interessi...

DOTTORE     (continuando ad annotare e dimostrando una crescente attenzione) Ah! Ci sono interessi?

ONORIO       Certo, qualcosuccia... e poi tener conto delle rendite, dei crediti, dei titoli bancari, degli affitti… e se non bastasse ancora, sopportare le lamentele degli inquilini dei tre palazzi...

DOTTORE     Un momento... un momento, con calma ... allora rendite, crediti, affitti, titoli bancari... e... un palazzo.

ONORIO       Tre palazzi!

DOTTORE     Tre palazzi... bene, bene, molto interessante.

ONORIO       Sì, dottore, tutta roba interessante, una fortuna, ma... non è tutto oro quel che luccica, io in mano non ho niente, solo grattacapi e preoccupazioni. Chi decide della roba è il vecchio zio e solo lui. Sapesse, dottore, in questi ultimi tempi che fortune ha dilapidato, sapesse, dottore, sapesse.

DOTTORE     (tra sé e sé ma a voce alta) Rendite, conti bancari, affitti, crediti, palazzi… una patologia… molto interessante. (Con tono risoluto) Caro Onorio, devo dirle che anche se il caso è complicato, riuscirò senz'altro a trovarvi un rimedio. Faccia pure conto sulle mie capacità professionali.

ONORIO       Grazie! Grazie, dottore, ma... faccia presto perché, con le sue stranezze, il caro zio potrebbe dilapidare... tutto il patrimonio in un colpo solo. Si pensi, dottore, che l'altra settimana si era intestardito a comprare un intero ippodromo per il suo cavallo, un ippodromo completo di pista, scuderie e tribune!

DOTTORE     Beh, certo una spesa non indifferente... ma non trovo nulla di strano... l'amore per gli animali porta anche ad eccessi come quello di vostro zio.

ONORIO       Sì! Egregio dottore, il suo ragionamento fila liscio, solo che il cavallo dello zio non mangia non beve e non sporca!

DOTTORE     E che razza di cavallo è mai?

ORNELLA    Xe de pura razza... a dondolo!

ONORIO       Proprio così dottore... si tratta di un semplice cavallo a dondolo! Per fortuna che l'affare non è andato a buon fine… si pensi, dottore, che ce la siamo cavata perdendo solo i dieci milioni della caparra.

DOTTORE     Certo i venditori hanno capito la situazione…

ORNELLA    Macché capito la situazione, el contrato xe saltà perchè, par fortuna, el cavallo... xe morto!

DOTTORE     Il cavallo a dondolo è morto?

ORNELLA    Ma no morto come morto.... «morto» nel senso che el se ga rotto!

DOTTORE     Beh! Se le cose stanno così avete ben ragione di preoccuparvi, tutti quei beni… in balìa di una mente svanita... ma ditemi, le punture che avevo prescritto? Dovevano calmarlo: come mai non hanno avuto effetto?

ONORIO       Non lo so come mai non hanno avuto effetto… forse non erano abbastanza forti?

ORNELLA    Te sfido che non le ghe ga fato niente! Non son riuscida a farghene nemeno una!

DOTTORE     E come mai signorina?

ORNELLA    Come mai? Ghe domandi al signore che vizietto che el ga el so caro zietto! Ghe domandi pur.... (Silenzio) Beh! Nol parla? Alora ghe dirò che el caro zio xe un vecio sporcacion, come che el tira so le braghe per l'iniezione, el va subito fora de testa, ghe vien uno sguardo da maniaco sessuale... dopo con la man sinistra me afferra el collo, con l'altra el me tien i polsi, con la destra me alza 'na gamba, con un'altra ancora me tapa la boca e infine con l'ultima me...

ONORIO       Ma non la faccia tanto grande, quante mani vuol che abbia questo povero vecchio? E anche se fosse, una robusta e giovine come lei ha paura di un ultra settantenne, par giunta anche ammalato!

DOTTORE     Va bene... va bene! Ora l'unica cosa da fare è verificare se vostro zio abbia la completa avversione per queste punture, quindi ho bisogno che me lo portiate qui in studio. Vada Ornella... vada a prendere il signor Artemio e lo porti qui.

Mentre Ornella esce, Onorio e il dottore s’intrattengono ancora a discutere del caso.

ONORIO       Egregio dottore, ora che siamo soli possiamo parlare da uomo a uomo... Lo zio più che dalle medicine, potrebbe essere fermato… insomma basterebbe una sua semplice firma!

DOTTORE     Non capisco!

ONORIO       Ma come non capisce! Basterebbe che lei lo dichiarasse incapace di intendere e volere, cosicché io potrei amministrare i beni con saggezza e tranquillità, in modo tale da custodirli per tutta la durata della vita dello zio. Garantirei così pace e sicurezza sopratutto a lui.

DOTTORE     (ridacchiando) Eh, bastasse una firma! Ci vuole un consulto con uno specialista, uno psichiatra e poi non è così facile... l'infermità mentale è una delle malattie più difficili da riconoscere, per essere sicuri bisognerebbe forzare la mano... come dire... dovremmo far si che lo zio vada del tutto fuori di testa, dovremmo far in modo che rimbambisca definitivamente.

ONORIO       E rimbambiamolo pure!... e mi dica professore per caso ha già qualcosa in mente?

DOTTORE     (pensa intensamente, poi a mezza voce) Forse... forse un prodotto che fa al caso nostro o meglio vostro c'è (si reca all’armadietto dei farmaci, prende dalla vetrinetta delle scatole molto impolverate e legge) ... rab... ral... rial... rim... ecco l'ho trovato: «Rimbambinol»! Un prodotto nuovissimo, l'ultimo ritrovato della scienza... farmacologica, prodotto sugli altopiani della Mongolia. (Legge le indicazioni sulla scatola) Principio attivo: «ebetina», coadiuvante: «insulsicretinato»[2]… il farmaco riduce la tonicità muscolare, provoca un rilassamento delle funzioni neurologiche, induce uno stato di perenne assopimento e rallentamento generico delle attività cerebrali... (rivolto a Onorio) ecco qua, questo è il massimo! Non è ancora in commercio, quindi purtroppo è... costosissimo.

ONORIO       Va bene, per la salute dei beni.. cioè dello zio, sono disposto a tutto. Basta che si faccia presto! Allora mi dica, dottore... la spesa… quanto verrà la spesa?

DOTTORE     Per l'amor del cielo, ma non se ne parli nemmeno di queste cose, assolutamente se mai vedremo più avanti, giusto un qualcosa per le spese però sempre a cura ultimata.

ONORIO       (rivolto al pubblico) Che professionista, che animo nobile e... che bell'uomo. Grazie dottore, grazie ... per un momento mi era parso che lei volesse...

DOTTORE     Un anticipo?

ONORIO       Proprio così!

DOTTORE: Beh! Se proprio ci tiene tanto, (fa un po' di conti a mezza voce)... dunque per le prime spese, poi per la visita psichiatrica del prof. dott. Dementis, per il farmaco mongolo, per il servizio della mia assistente Ornella… diciamo ... venti!

ONORIO       Ventimila?

DOTTORE     (risata divertita del dottore a cui fa seguito quella di Onorio)... Ma che simpatico, che burlone! Venti… m-i-l-i-o-n-i: preferisce pagarti in contanti o facciamo qualche cambialuccia?

ONORIO       (accusa un momentaneo mancamento. Poi si riprende) Ho... capito bene? Un anticipo di venti... milioni?

DOTTORE     Ma sì, caro signor Onorio, ha capito bene! Naturalmente, per il saldo finale... farà con comodo, con comodo.

ONORIO       Saldo finale? Povero me!

DOTTORE     Bene! Bene! Venga... venga signor Onorio perfezioneremo l'affare nel mio ufficio privato, davanti a due bei bicchierini di cordiale.

Onorio e il dottore Diocisalvi si ritirano nell’ufficio privato. Bussano dalla sala d’aspetto. Non ricevendo alcuna risposta entrano nell’ambulatorio medico Momi e la moglie Nina, che tiene al guinzaglio il loro cane.

SCENA SECONDA

NINA, MOMI, CANE TOMMY, TONY PITTON e DOTTOR DIOCISALVI

NINA  Permesso… Xe nessuno? …Xe nessun dottore qua?

MOMI (spinge davanti la moglie ed entra con il cane) Dai, movete… entra, se no xe nessun vorà dir che speteremo.

NINA  Momi, te xe sicuro che vada ben un dotor de cristiani pal nostro Tommy?

MOMI Tommy el ga da contentarse: d'altronde el nostro vetrinario de fiducia gera serà e altri no ghe ne gavemo trovai.

NINA  A mi me par che no xe la stessa roba.

MOMI    (innervosendosi) Oooh! Scoltime Nina, el nostro can soffre de stitichessa cronica canina: xe tre mesi che el magna, el magna, el magna e… e nol (Nina mette la mano davanti alla bocca del marito)… «va de corpo», al punto che el podaria sciopar da un momento all’altro! E ti in 'sto momento de emergensa assoluta te pensi alla capacità e bravura del dotor?

NINA  Sarà come te disi ti… Momi, Momi, me par che el gabia un premito… cossa fasso?

MOMI Un premito?... I bisogni!... Svelta, svelta, portelo subito fora in giardin, che 'l ciapi aria… fora, distante!

Nina esce con il cane mentre Momi, rimasto solo, si aggira per l’ambulatorio ricordandosi che da bambino il suo più grande desiderio era quello di diventare medico. Prende in mano lo stetoscopio, lo guarda, indossa il camice, farfuglia qualche frase sconclusionata atteggiandosi a luminare. Poi, mentre sta per togliersi il camice entra un paziente, preceduto dal rumore di una moto che si arresta.

TONY    (si slancia disperato verso Momi) Dotor… dotor… finalmente che lo trovo! Son disperà, el fassa qualcosa, me dia un rimedio… nol me abandoni anca lu… in 'ste condision no posso più viver… lu el xe la me ultima spiaggia…

MOMI (togliendosi in fretta il camice) Ma caro signore… forse le aparense inganano, non son dotor … mi… mi son Momi… e no posso proprio aiutarla… son qua anca mi per una visita… beh, a dir el vero go compagnà qua la vipara… cioè la me signora moglie… sa… problemi de femene… problemi seri de… stitichessa cronica canina.

TONY Go capio… go capio… anca lu xe come tuti i altri dotori: nisun vol aiutarme… son solo e bandonà… a 'sto punto no me resta che… (estrae una pistola) farla finia per sempre! Un colpo e finisso de sofrir.

MOMI Che mente! Che trovata! Che cervello! Bravo! (Spinge il paziente verso la porta) Vedo che el rimedio lo ga trovà da solo…adesso el vada fora in giardin e… el sistemi tuto: un colpo e via tuti i pensieri. arrivederci, bon viaggio e grazie.

TONY (un po’ stupito) Sì! Forse xe l'unica solusion ai me problemi .. .farò come che 'l dise lu… (nuovamente baldanzoso) però prima fasso 'na strage, a scominsiar da quei maledeti dotori che noi ga vossuo curarme… Scominsio proprio da lu! (Punta la pistola verso Momi)

Momi, terrorizzato, decide di riprendere il ruolo del medico.

MOMI Fermo, el speti un attimo, forse go capìo come aiutarla… (Si rimette il camice, cerca di darsi un contegno e di assumere un’aria professionale) Buongiorno caro paziente, mi riferisca il suo problema che cercherò tosto di rimediarlo.

TONY Grassie... grassie dotor Memi.

MOMI Momi, prego... signor dotor Momi. Non sia mai che un dotor abandona un pasiente. nol ga mai sentìo parlare del famoso giuramento dell’Ippocrita[3], dove tutti gli appartenenti alla setta i stabilisce, che mai e poi mai i dovarà permetar che un pasiente el mora da sé, ma i dovarà loro stessi intervenir per far in modo de semplificarghe le robe…(Si siede alla scrivania del medico)

TONY El me scusa signor dotor Momi, ghe dirò subito e brevemente la me disgrassia. El ga da savere che do anni fa, dopo vent’anni de vita dissoluta, spinto anca dalla famiglia e dagli amici, go deciso de metter la testa a partito e, dato che son sempre sta… mona, Me son sposà! E lo go fato co 'na tosa alta, bionda, la più bella del paese e… la xe anca più giovane de mi de vent’anni! Insomma go avuo un colpo de testa. [4]

MOMI Beh, più che colpo de testa me par proprio che el ga avuo un colpo de culo…

TONY El me lassa finir... dopo el matrimonio tuto xe andà a gonfie vele... ma purtroppo solo par do mesi… dopodichè, sarà l'età, sarà i pensieri… non son più riusìo a… a contentar la mia giovine moglie… Son diventà un mezzo omo, povero mi, povero mi...

MOMI E... me diga. La femena. cioè la giovine signora ga bisogni giornalieri?

TONY Altro che giornalieri, la ga bisogni continui.

MOMI Continui...

TONY Sì, dotor, al punto che quel che no posso darghe mi ... lo cerca da 'n'altra parte. Mi go 'sto sospetto. Chissà quante volte sarà successo!

MOMI El caso xe interessante… forse go trovà la solusion ai me'… ai so problemi, ma bisogna far presto… se el me da l’indirisso esatto… mi fasso un salto da so mojer, la visito… par ben e… a fondo e co son de ritorno, ghe dirò cossa…

TONY Basta! Lu nol va da nessuna parte… mi no go tempo da perdare, me trovi subito 'na cura efficace altrimenti fasso 'na strage, cominsiando proprio da lu! (Innervosito, punta nuovamente contro Momi la pistola)

MOMI No… no… par carità el meta via quella pistola… adesso ghe troverò 'na cura che fa al caso suo… vedemo un po’… (Momi comincia a cercare mettendo mano all’armadio dei farmaci)

TONY E che no la sia amara!

MOMI , (assaggia qualche medicina a caso e alla fine consegna il… Rimbambinol a Tony) Ecco: trovata! Questa fa al caso suo… do cucchiai prima dei pasti… cioè prima… de… e vedarà che la so signora rimarrà, contenta e anca sodisfata in pieno.

TONY Me dia qua… (guarda sospettoso la scatola) caro dotor el preghi che 'sta cura sia quella giusta parchè se no fa effetto… (estrae nuovamente la pistola) torno qua e me sparo… ma prima… fasso 'na strage!

Momi accompagna alla porta il paziente armato e alterato proprio nel momento in cui sta rientrando la moglie con il cane. Nina dapprima ha un moto di spavento di fronte all’uomo armato, poi, vedendo il marito vestito da medico, lo rimprovera.

NINA  Ciò, ebete de marìo, cossa che te fa concià in quella maniera?

Momi con fare brusco chiude la porta facendo ampi gesti per invitare la moglie a rimanere in silenzio. Rimette a posto a caso i medicinali gettati alla rinfusa sopra la scrivania. Entrano in scena dalla porta dello studio privato Onorio e il dottore. Quest’ultimo, vedendo gente invita Onorio a lasciare l’ambulatorio. Poi si rivolge ai nuovi pazienti.

DOTTORE     Buon giorno signori, prego sedetevi.

NINA  Buongiorno dotor, noi avremmo un piccolo problema…

DOTTORE     Mi dica signora, cosa le succede?

NINA  No dotor, no riguarda mi, se trata de Tommy, el nostro piccolo adorato.

DOTTORE     Ho capito… si tratta della vostra creatura: allora ditemi quanti anni ha e cosa succede al vostro caro Tommy.

NlNA  El veda dotor, el me Tommy ga pena compiuo tre ani e fin adesso noi ghe ga da tanti problemi, el xe tanto simpatico.

MOMI Tanto simpatico vero... ma anca tanto dispetoso dotor! Se pensa che col resta a casa da solo el se diverte a rosegar tuto quel che ghe capita a tiro. L'altro ieri el se ga divorà do pari de pantofole, un calseto, la panciera de la me signora e… el capel de paja della me signora!

NlNA  Xe vero dotor, purtroppo el Tommy el fa tanti danni, par questo che spesso semo costretti a darghe qualche bastonada giusto parchè el capissa che nol ga da comportarse in 'sto modo.

MOMI Sto ultimo inverno, par castigo, più de qualche note el ga dormìo fora de la porta, sul zerbino... fa mal al cor castigarlo ma lo fasemo par el so ben.

DOTTORE     Ma signori... non capisco... stento a credere che tutto ciò che dite sia vero... comunque, dato che non ho molto tempo da dedicarvi, ditemi qual è il problema fisico di Tommy.

NINA  Dotor, el Tommy xe tre mesi che 'l magna, el magna… el magna, ma in quanto a… scaricare... niente, nol riesce proprio ad andar de corpo!

DOTTORE     Tre mesi che non va di corpo? Ma cosa gli date da mangiare?

MOMI Ah, se xe par questo el magna le cose migliori e de marca! Per esempio, spesso el se fa fora anca do o tre scatolette, qualche volta i croccantini e la domenica anca un bel osso da brodo.

DOTTORE     Sfido io che sono tre mesi che non va di corpo... povera creatura, con tutte le porcherie che gli date! Ma, ditemi, ha fatto il morbillo, la varicella o altro?

NINA  No! No! Ancora no... fin desso el ga avudo solo problemi de zecche e pulci. ... ah, desmentegavo, un ano fa ghe xe vegnudo un po' de cimurro.

DOTTORE     Bastonate, croccantini, zecche, cimurro... ma, signori, mi state descrivendo i problemi di un cane non di un bambino!

MOMI (Prende in braccio il cane e lo depone sulla scrivania) Ma dotor ... Tommy no me par proprio un... bambino, ansi me par proprio un can, un bel can de rassa!

DOTTORE Tommy sarebbe quello? Mah volete forse prendermi in giro? Cose da pazzi... un cane nel mio ambulatorio!

MOMI (rivolto a Nina) Te gavevo dito che no gera el dotor giusto!

DOTTORE     Fuori… fuori da questo studio… e porti via la bestia!

Momi prende per un braccio Nina e la trascina verso la porta.

DOTTORE     Ma non quella… questa bestia (indicando Tommy)!

Momi prende il cane e scappa mentre Nina insiste per avere una medicina. Il dottore Diocisalvi, pur di liberarsi della coppia, prende una confezione di medicinale qualsiasi e la getta nella loro direzione.

SCENA TERZA

ORNELLA, ARTEMIO e DOTTOR DIOCISALVI

Ritorna Ornella inseguita da Artemio che entra a cavalcioni di un cavallo di legno. Ornella, spaventata, si rifugia nello studio privato del medico.

ARTEMIO     (Accorgendosi del medico, lascia scappare Ornella) Oh! bongiorno dotor Diocisalvi, come mai da 'ste parti? Gaio anca lu problemi de salute? Come mai xelo vegnuo anche lu dal dotor?

DOTTORE     Signor Artemio, lei ha sempre voglia di scherzare. Se l’ho fatta venire sin qua è per chiederle come mai non vuole assumere la medicina che le ho prescritto… cioè le punture.

ARTEMIO     Vede dotor penso che el problema sia tuto nell'infermiera o nella tecnica da ela applicada: quando che la ga l'ago in man la dovarìa star ferma, immobile... invesse la se agita massa al punto che…

DOTTORE     Certo, certo sarà come dice lei caro Artemio, comunque sta di fatto che le punture in qualche modo deve farle...

ARTEMIO     Mah! Dotor, no so cosa farghe co 'ste punture. El problema xe che un atimo prima de tirarme zo le braghe son bel che tranquilo, ma un attimo dopo averle tirade zo... forse sarà i ricordi, forse sarà un riflesso condisionà o no so cossa altro, ma mi me sento invader da strani stimoli… fin che l'infermiera scampa.

DOTTORE     Va bene signor Artemio, adesso venga che facciamo una visitina e vediamo di prescriverle qualcosa che le sia più congeniale.

Il dottore chiama Ornella per dargli una mano durante la visita. Il dottore testa i riflessi di Artemio, che ne approfitta per accarezzare l’infermiera. Ornella inutilmente tenta di sfuggire alle attenzioni dell’anziano.

DOTTORE     (Dopo un istante di riflessione) Come pensavo, come pensavo... si tratta di un rarissimo disturbo: il «De cuius interruptus», una malformazione genetica, che può anche portare in breve tempo alla… ma non voglio metterle preoccupazioni inutili, la malattia è curabile con un medicamento raro che solo io sono in grado di procurare. Si tratta di un farmaco proveniente dagli altopiani della Mongolia, il «Rimbambinol»!

ARTEMIO     Povero mi, povero mi! Adesso i me ga trovà che son "interruptus"… E la cura? Basta che non sia a base «cul-in-aria»… par intenderse: niente supposte, clisteri…

DOTTORE     Qualche punturina, se vuole guarire in breve tempo… deve farla!

ARTEMIO     Va ben, va ben... se no posso fame a meno vada par 'ste punture... chissà quanto me costerà 'sta cura!

Si sente bussare. Entra Onorio.

DOTTORE     (Accoglie Onorio. Poi si rivolge nuovamente ad Artemio) A lei non costerà proprio niente! Sarà il vostro caro nipote ad accollarsi tutte le spese: cure, medicine, visite… tutto a carico della sua amorevole generosità! Non le costerà nulla… nemmeno la visita di un grande luminare, un luminare della medicina, il famoso prof. Dementis che, a cura, ultimata la visiterà e certificherà la guarigione.

ARTEMIO     Alora el meta in conto anca le prestasion dell'infermiera parchè vojo essere seguìo passo passo dalla signorina... magari la me podarìa far anche assistenza notturna...

Ornella lancia un’occhiaia di disappunto al medico, che le rivolge un cenno d’intesa.

DOTTORE     (Prende la scatola del Rimbambinol non sapendo che il farmaco all’interno è stata sostituito da Momi) Ecco le fialette signor Artemio, vedrà che la guarigione sarà questione di... qualche giorno.

Artemio e Onorio se ne vanno ringraziando. Nello studio rimangono il dottore ed Ornella .

DOTTORE     (con tono confidenziale) Hai visto, Ornella... il mondo è pieno di polli che non aspettano altro che farsi spennare… e con il tuo aiuto… vedrai come li spenneremo! Diventeremo miliardari e forse anche milionari...

ORNELLA    Speriamo...

SCENA QUARTA

ANSELMA, DOTTORE, LELIO e ORNELLA

Entrano in ambulatorio gli altri due nipoti di Artemio ovvero Anselma, che ha una nutre una certa attrazione per il dottor Diocisalvi, e Lelio. Anche loro sono preoccupati per la salute psichica dello zio: temono infatti che Onorio possa approfittare dello stato dell’anziano, per appropriarsi con l'inganno dei beni dell'eredità.

ANSELMA    Permesso… buongiorno dottore! (Chiude la porta alle proprie spalle lasciando inavvertitamente fuori Lelio)

DOTTORE     Venga avanti, signora Anselma... che piacere rivederla, come mai da queste parti?

ANSELMA    Ma dotor… el piacere… xe tutto mio… Dunque, mi e me mario Lelio semo vegnui a trovarla perché ne serve un consulto o un consiglio in merito sempre al stesso problema. Se tratta del zio Artemio.

DOTTORE     Bene… ma diceva di essere qua con suo marito… Non lo vedo…

ANSELMA    (Si gira e s'accorge di essere sola) Ma varda che ebete! (Apre la porta e lo trova ritto in attesa di entrare) Ma caro… cosa fai lì imatonito? Vien dentro e no sta perderte come al solito.

LELlO Bongiorno profesor.... la me gaveva serà fora!

 

DOTTORE     Allora sedete e parliamo un po’ di questo zio che tanto vi preoccupa! Sentiamo…

LELlO Caro profesor… el zio…

ANSELMA    Lo scusi dotor, ma me marìo non sa esprimerse ben... ghe dirò mi el problema, poche parole ma ciare, come forse lu el sa. Quest'anno el zio Artemio vive col nipote Onorio detto «Sanguisuga», el prossimo anno toccherà a noi prenderse cura del zio, un anno a testa per volontà della nonna.

LELIO            Per volontà della nonna.

ANSELMA    Dotor, la me paura... la nostra paura la xe che quel nevodo sanguisuga possa profitar del nostro caro e amato zio, magari trovando el modo de farse far 'na delega par amministrar i so beni, magari co un certificato che zio xe incapace de intendere e volere, allo scopo de farghe fora tuti i beni o intestarseli a lui, naturalmente con l'inganno.

LELIO            Naturalmente con l'inganno.

DOTTORE     Sì! Certo, il vostro mi sembra proprio un timore fondato, un certificato d'incapacità d'intendere e volere al giorno d'oggi è facilissimo da ottenere, con poche migliaia di lire e con qualche medico senza scrupoli il gioco è fatto.

LELlO (comincia a manifestare segni d’insofferenza) Me scusi profesor… volevo dimandarghe…

ANSELMA    Tasi e non parlar a vanvera! (Rivolgendosi nuovamente al medico) Ghe disevo appunto: la nostra preoccupasion xe che se possa verificar 'na roba del genere… e dato che noi semo par el zio Artemio i nipoti prediletti, ne sta tanto a cor la salute sua e… in via secondaria quella dei so beni... me capisse dotor?

LELlO Me scusi... profesor… volevo dimandarghe…

ANSELMA    Toco de ebete, te go dito che qua se xe qualcun che ga da far le domande al dotor, quel qualcun son mi!

LELIO            Ben… alora sbrigate a dimandarghe al dotor dove xe un cesso parché xe do ore che me tegno e adesso no ghe la fasso più!

Mentre l’infermiera accompagna Lelio al bagno, Anselma, rimasta sola, cerca di sedurre il medico.

ANSELMA    Caro dottore… (sfiora la mano del dottor Diocisalvi) el deve aiutarme… Dotor par cossa no ghe mette una man lu su 'sta storia. Dotor el fasa qualcosa e mi ghe sarò (con voce suadente) … riconoscente… par tuta la vita… dalla vita in zo… dalla vita in su… anzi, se vol posso anticiparghe… qualche spesuccia!

Il tentativo di seduzione viene interrotto da Lelio e Ornella che rientrano nell’ambulatorio.

DOTTORE     Bene! Eravamo rimasti ai vostri timori… dunque per prima cosa dobbiamo fare in modo d’evitare che lo zio possa in qualche maniera essere ridotto nelle capacità pisco-fisiche. A tale scopo dovrebbe esserci un nuovissimo prodotto, non ancora in commercio (passa in rassegna nell’armadio dei farmaci scatole di medicinali vecchie e polverose) …ga… gaf… gapi… gas… ecco… «Gasatox»! (Legge le indicazioni sulla confezione)… Potente ricostituente a base vegetale… concentrato oppiaceo… ristabilisce e raddoppia le facoltà e capacità psico-fisiche… perfetto! Questo è il prodotto che fa per voi… anzi per il vostro caro zio. Si tratta dell’ultimo ritrovato della farmacologia moderna, uno sciroppo portentoso… un rarissimo prodotto che proviene dagli altopiani mongoli… però è molto caro…!

Lelio posa il portafoglio, l’orologio, l’anello e tutti gli altri oggetti di valore in suo possesso sulla scrivania del medico.

ANSELMA    Dotor… (guardando perplessa e inorridita il marito) el xe partio coi sentimenti[5]!

DOTTORE     Beh! Oramai che c’è… ci togliamo il pensiero! (Mette da parte gli effetti di valore di Lelio, con l’aiuto di Ornella).

ANSELMA    Alora dotor diseva del prodotto rarissimo…

LELIO            … del prodotto carissimo!

DOTTORE     Sì! Si tratta di un estratto vegetale molto potente… dopo poche somministrazioni lo zio diventerà ipereccitato sia fisicamente come psichicamente, ogni freno inibitore scomparirà, al punto che non sarà compito facile ridurne le volontà. La sua mente, quindi, non potrà essere preda di chi gli è vicino, cioè il nipote Onorio.

LELIO            … il nipote Onorio.

DOTTORE     Esatto… così potrete aspettare con tranquillità che passino questi due mesi… e poi… sarà il vostro turno.

ANSELMA    Ah! Dotor che mente… che bravura…! E che bel omo!

DOTTORE     (ripete prendendo appunti)… che bel omo.

ORNELLA    (s’intromette stizzita) Scolti… sior Rimam… el porti via la so femena che el dotor Adesso ga Un’altra visita esterna… urgente… e nol ga tempo da perder.

LELIO            Ma… mi sarìa vegnuo qua anca par mi… xe un po’ de tempo che sento come 'na pesantessa… alla testa, specie quando son fora de casa, al lavoro… nol podarìa darme un rimedio?

Anselma non lascia il tempo al medico d’intervenire e gli parla nuovamente con tono suadente e allusivo.

ANSELMA    Ma no sta far perder tempo co le to monae… invesse ghe dirò, dotor, che forse sarìa el caso che me dia un’ociada parchè xe un periodo che me sento come dei strani… bruciori… formicolii… al basso ventre.

ORNELLA    (in modo sbrigativo) Ecco la cura per lei, signora… (le consegna una borsa di ghiaccio) una bella borsa di ghiaccio! Un’applicazione la mattina e una la sera, specie nei momenti in cui il marito è fuori per lavoro… la metta là… dove che sente brusor.

LELIO            E par mi no ghe xe rimedio?

ORNELLA    Par lu no serve niente! El suo xe un disturbo psicosomatico! Basta che la so signora se curi el brusor… el vedarà che de riflesso ghe sparirà subito la pesantessa alla testa.

ANSELMA    (Rivolta al marito) Contento adesso? La te ga dato del «psico» e anche del «somatico»… Di’ qualcosa!

LELIO            (Al medico) Grassie... grassie de tuto e… quanto pago per el giasso?

ANSELMA    (Spazientita) Ma tasi! Vien via!

LELIO   Per fortuna che el giasso no xe un prodotto rarissimo!

Escono.

SCENA QUINTA

DOTTORE, ORNELLA, NINA, MOMI, TONY e ANTONIA

Il dottore, rimasto solo con Ornella, si sfrega le mani e si apparta con l’infermiera nello studio privato. Momi e Nina bussano alla porta dell’ambulatorio.

NINA  Permesso… xe nessuno? Semo sempre noi... quei del Tommy… permesso.

MOMI Movite... entra, no te sa che qua no xe mai nesun!

NINA  Momi... seto sicuro che fasemo ben a servirse da soli? Me par che non sia tanto regolare.

MOMI Ma cossa xelo regolare? Forse xe regolare che par liberarse de noi el dotor ne gabia dato 'na medicina vecia e scadua che, oltre a no far effetto, la ga rimbambìo e inebetìo fora misura el nostro povero Tommy? Dai, controlla che no rivi nesun… go come un presentimento…

Mentre Momi rovista e controlla le scatole medicinali in cerca del farmaco adatto al problema del suo cane, si sente in lontananza il rombo del motore di una motocicletta. In preda al panico, cerca di nascondersi sotto la scrivania del medico.

TONY (irrompe nella stanza con piglio deciso e, vedendo Nina) Dove xe... dove xe ... el dotor? Devo trovarlo... a tutti i costi. Siora, me diga dove xe el dotor Momi.... dove xe?

NINA  (terrorizzata indica la scrivania) Momi… xe .... là.

MOMI (esce dal suo nascondiglio con le mani alzate in segno di resa e si rivolge alla moglie) Brutta vipera dei boschi… con un dito hai sentensiato la condanna a morte del tuo uomo. (Momi si prostra davanti al Tony, attendendo un colpo di pistola)

TONY Ma quale condanna a morte? Dotor Momi, son qua par dirghe grassie... grassie! Lu el ga salvà un omo alle soglie della pazzìa! Ghe sarò riconoscente par tutta la vita: mai nesun dotor el xe riussìo a far quel che ga fato lu! El xe sta grande: xe successo tutto come che el ga dito… un po’ de sciroppo e via! El ga fatto effetto subito! Son andà avanti per ore!… fantastico.

MOMI (si riprende dallo spavento iniziale, si vanta della sua abilità di medico e ne approfitta per… bere qualche sorso della pozione miracolosa)Caro paziente… come le ho dito… no gavevo dubbi sulle me capacità professionali… anni e anni de esperienze e studi… e la so giovine signora… contenta?

TONY Ah! Me desmentegavo… Antonia vien dentro che te fasso conosar l’artefice della nostra felicità.

Entra nello studio una donna che avanza con aria sfinita. Cammina molto lentamente e si avvicina a Momi.

MOMI Buongiorno siora… mi sarìa el scienziato che ga rimesso in sesto suo marìo… xela contenta, finalmente?

Antonia rovista nella borsetta. Momi pensa ad una ricompensa; la donna estrae invece una pistola, che punta in direzione del falso medico.

ANTONIA     Assassino… maledetto assassino… adesso la me vita la xe un inferno co 'sta specie de toro da riprodusion… no gavarò più tregua… la me vita la xe distruta per sempre, tanto val che me sparo… ma prima faso 'na strage cominciando proprio da lu…

Il marito si slancia verso la moglie, la blocca, si scusa con Momi, che nel frattempo si era messo al sicuro… dietro all’attaccapanni, ed esce trascinandosi dietro Antonia.

MOMI Nina… che giornata… che stress… Nina, me par che el cuor nol batte più… addio, Nina!

NINA  Momi! Momi! No sta farme ciapar paura… su, bevi qualcosa che te tira su… ecco, bevi 'sta roba… me par un… «carciotonico».

MOMI Grassie Nina… grassie… se no te ghe fossi ti a 'sto mondo… grassie… (beve tutto d’un fiato) Oh, cara Nina… Nina… Nina! Me sento tutto strano… go come un premito… Nina! Brutta vipara, cossa me gatu fatto bere… cossa?

NINA  Momi, Momi… no lo so proprio… te sa che sensa ociai no ghe vedo…

Momi strappa di mano la confezione a Nina, legge le indicazioni terapeutiche e si alza, allarmato, di colpo.

MOMI «Cacamox Ultra Rapido»! Via, via, Nina… a casa… a casa! Presto! Speremo de far in tempo!

Momi e Nina escono precipitosamente.

FINE PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

L’atto è ambientato nella casa di Artemio. Una credenza con specchio sulla parete di fondo e un tavolo con poltroncine in primo piano costituiscono l’essenziale arredo. Tre usci si aprono lungo le tre pareti consentendo la comunicazione del vano con altre stanze dell’appartamento e con l’esterno dell’abitazione.

SCENA PRIMA

ARTEMIO, ORNELLA e DON MARIO

Entra Artemio proveniente dalla propria camera da letto. Ha in mano un quotidiano e commenta le notizie tra sé a voce alta.

ARTEMIO          «Cento milioni per il muro del cimitero»… spese insulse! Quelli che sono dentro… non possono uscire, quelli che son fuori non vogliono entrare… Inutile! (Controlla poi i necrologi) … Mario Rossi… Luigi… Bianchi… No! Per fortuna, neanche oggi ghe son! E restemo in vita… e ci facciamo fare le punture… Ornella! (Chiama a gran voce l’infermiera) Ornella![6]

Entra Ornella con la siringa in mano. Cerca invano la fialetta del medicinale, nascosta da Artemio.

ORNELLA         Mah!. .. non riesco più a trovare il flacone per la puntura... Signor Artemio, per caso, ha visto in giro la medicina?

ARTEMIO          No! Mi non la go vista.

ORNELLA         (sospettando che la sparizione del farmaco sia opera dell’anziano muta il tono di voce che assume un’inflessione sempre più decisa) Signor Artemio... mi dia la medicina... altrimenti le faccio subito un clistere!

ARTEMIO          Clistero? ...No! No! Par carità... forse la podarìa esser dentro un de' quei casseti...

Ornella si china per controllare i cassetti ed Artemio ne approfitta per avvicinarsi alla ragazza. Nel mentre entra don Mario, il parroco del paese, che equivoca il contatto tra i due.

DON MARIO     Permesso.... permesso... sia lodato Gesù... Gesù... Gesù! Ma cosa sta succedendo in questa casa?

ORNELLA         Buongiorno, signor parroco... ma non penserà mica che si stava... cioè che io e il signor Artemio ...

Artemio, sprovvisto dell’apparecchio acustico, non si accorge dell’arrivo del parroco e continua a cercare la fialetta.

DON MARIO     (Rivolto a Ornella) Per Santa Maria Goretti… io penso… quel che vedo, e quel che ho visto basta ed avanza! Un povero vecchio insidiato da una giovine di dubbia moralità! In questa casa è presente lo spirito di… Sodoma e... Camorra[7]… «vade retro, Satana»[8]… vade retro!

ORNELLA         Ma mi faccia il piacere… ma quale satana, sodoma e camorra, ma non vede che sto cercando di fargli una semplice puntura… e poi la pensi pure come vuole… tanto…

Mentre Ornella, stizzita, si ritira in un’altra stanza, don Mario si avvicina ad Artemio.

ARTEMIO          (Artemio si gira e si accorge del sacerdote) Oh! Caro reverendo, che sorpresa… come mai da 'ste parti?

DON MARIO     Buongiorno signor Artemio, ero in giro per la benedizione elemosiniera e… visto che mi trovavo da queste parti, ho pensato bene di entrare e…

ARTEMIO          (Improvvisamente si finge sordo) Ma reverendo, parchè el move la bocca e nol dise gnanca 'na parola? Par caso ghe xe ciapà anca a lu una paresi linguale?

Don Mario prende l’apparecchio acustico e glielo porge.

ARTEMIO          Me desmentego sempre… e alora me diga, don, come mai da 'ste parti?

DON MARIO     Caro signor Artemio, lei certamente sa che ogni anno passo par le case per portare la benedizione divina e per chiedere, agli animi più generosi, un contributo per la costruenda canonica nuova… con i doppi servizi…

A questo punto Artemio comincia a sbattere l’apparecchio sul tavolo fingendo di non riuscire a intendere le parole del sacerdote.

ARTEMIO          Speremo nol se sia rotto, forse xe 'na question de baterie scariche. E sì! Xe proprio le baterie scariche… e  purtroppo non ghe ne go altre… che sfortuna, proprio adesso che se stava fasendo do bele ciacare.

Don Mario, ben conoscendo la tirchieria di Artemio, ha con sé delle batterie nuove. Ne porge una all’anziano.

ARTEMIO          Grasie, grasie… ecco fatto… adesso sento ben e… se no me sbaglio se gera rimasti che el pasava par la benedision annuale e che ghe dispiaceva tanto de non poderse fermar, parchè el deve visitar ancora tante case… lo capiso, lo capiso e par questo non vojo farghe perdere ancora del so tempo prezioso.

Don Mario, sperando in una cospicua donazione «post mortem» come ricompensa, è deciso a raccontare al vecchio le trame che i nipoti stanno tessendo alle sue spalle per l’eredità.

DON MARIO     Sì! Sì! Vado via subito… ma prima mi preme informarla di qualche fatto strano che succede intorno alla sua persona. S’intende che lo faccio solo per… amicizia, senza secondi motivi… vorrei dire quasi per spirito cristiano.

ARTEMIO          Beh… El vada avanti… ma el se sbrighi che le baterie le pol finir da un momento all’altro.

DON MARIO     Si tratta dei suoi nipoti. Mi risulta… mi hanno riferito… che… Onorio sta dando fondo a tutti i propri averi in cambio di certe… prestazioni del dottor Diocisalvi.

ARTEMIO          Certe prestazioni… col dotor? Ah!... go… capìo… povero mi… povero el casato de Roccaspissa… cossa penserà adesso la zente… el più caro e prediletto dei me nevodi se la intende col dotor…

DON MARIO     Ma signor Artemio… lei ha capito male, io intendo dire che suo nipote Onorio se la intende con il dottore per altre cose… ad esempio per una questione di strane medicine, per una cura…

ARTEMIO          Ah... par la malatia rara che el dotor me gà trovà, xe vero,  xe vero! El me ga trovà che soffro de «cognatus interruptus», una malattia mongola.. e xe par questo che me tocafar dele punture rare...

DON MARIO     Esatto! Solo che qualcuno mormora che le punture le sarebbero… speciali...cioè che le…

ARTEMIO          Che le te fa diventar prima giallo, poi te perdi el pelo, te deventi seco fa 'na mumia e dopo... amen!

DON MARIO     Proprio così... vedo che sa molte cose... e per caso sa anche che l'Anselma...

ARTEMIO          Che l'Anselma se l'intende co Remo el pessivendolo, col direttor della banca e… e anca col dotor par via de certe cure a base de sciroppo che mi dovarìa assumere? No, questa proprio no la savevo... La sento adesso par la prima volta.

DON MARIO     Comunque la gente del paese è sicura che i suoi nipoti hanno cattive intenzioni nei suoi confronti. Ho sentito che vogliono mettere le mani su tutto il suo patrimonio... E pensare che erediteranno tutto... e magari faranno feste e ... baldoria sopra la sua tomba.

ARTEMIO          E no! Prima che i fassa scempio de la me tomba mi… li deseredo, li lasso a bocca suta[9], e affinché non ghe vegna altre strane idee par la testa, mi… sul testamento lasso tuto a…

DON MARIO     Bravo Artemio, faccia vedere a questi avvoltoi di nipoti cosa significa cercare di fare i furbi con una persona gentile, nobile e generosa come lei. Vedrà che rabbia proveranno ogni volta che passeranno davanti alla canonica nova, coi doppi servizi... (legge un’immaginaria targa) «manufatto dono della generosità immensa di Artemio Grattati».

ARTEMIO          Canonica nova coi doppi servisi? Donata da mi?

DON MARIO     Vedrà, signor Artemio... vedrà che si troverà contento. E poi, sul manufatto, le farò mettere anche una bella targa a perenne ricordo del benefattore.

ARTEMIO          La canonica, la targa... a ricordo? Par caso nol penserà miga che mi in quatro e quatr'otto!

DON MARIO     Per carità signor Artemio, la donazione avverrà solo in concomitanza della sua chiamiamola dipartita… solo allora e... chissà quando!

ARTEMIO          Beh... se nol ga premura... se poi ragionar, anca parchè go ancora molte robe da far, ad esempio vendicarme de quelle vipere dei me nevodi.

DON MARIO     Ma certo! Vedrà... vedrà che il buon Signore le darà tutto il tempo che le serve diciamo… un paio d'anni dovrebbero bastare.

ARTEMIO          Un par de anni? Ma nol vorrà miga che mi tra venti mesi sia sottoterra! Vada via, via!

Artemio scaccia in malo modo don Mario e chiama Ornella per l’iniezione.

SCENA SECONDA

ORNELLA, ANSELMA, ARTEMIO e LELIO

ORNELLA    (Rientra dalla cucina) Vengo... vengo un momento.

Mentre Ornella si accinge all’iniezione entrano nella stanza Anselma e Lelio.

ANSELMA    Oh, par carità, varda Lelio, varda adesso i ghe prova anca con le punture e chissà che punture! Ferma lì, carina! Cossa che le xe? Chi le ga ordinae?

ORNELLA    Mi stupisco della sua intelligenza… signora… il dottor le ga prescritte!

ANSELMA    Poche storie, bella mia. In 'sta casa comando mi! E da oggi con le punture stop! Sciroppo! Prego cara, la vada, cara…

Ornella stizzita se ne va.

ARTEMIO     Adesso basta... possibile che a 'sto mondo no se possa inisiar tranquillamente una cura sensa dover render conto de come e de cossa... ben alora vada a remengo anca el mongolo e la so malatia, vorrà dire che morirò... interruptus... e amen!

LELIO  Morirà... interruptus .. e amen!

ANSELMA    Ma no, zietto... no te morirà de nessuna malatia! La to Anselma ga pensà a tuto, no le serve le punture! Basta un sciropeto ricostituente e te vedarà che te guarirà tuto de un colpo.

LELIO            Te morirà tuto de un colpo!

ANSELMA    (Rivolgendosi minacciosa al marito) Toco de ebete e sempio te dovevi dir «te guarirà» e no «te morirà»! Scusalo, zietto… ogni tanto Lelio el se distrae.

ARTEMIO     Che famegia... prendi lo sciroppo, fai le punture... adesso me ritiro in camera mia e se qualcun voi farme inisiar la cura el vegna.... el vegna pur dentro che mi lo speto!

ANSELMA    E adesso cossa fasemo, Lelio?

LELIO  Ma... mi no savaria, forse penso che te dovarìa provar a darghelo ti el sciropeto.

ANSELMA    Bruto sempio de marìo... no te gavarà miga l'intension? No te vorà miga butarme in pasto alla belva? To mojer, la mare dei to fioi!

LELIO  Ma quai fioi ? No 'vemo fioi!

ANSELMA    Beh! Pol darsi che un giorno me decido. Par adesso potensialmente son la mare dei to fioi!

LELIO  Va ben! Va ben... e alora fallo par mi... par to marìo.

ANSELMA    Par carità, rivai a sto punto preferisso farlo par... par quel sior vecio e spenotà de to cognà.

 

LELIO  Beh... fallo par chi te vol, ma sbrigate... va... va!

ANSELMA    Vago .... Vago ... un momento. Zio, arriva Anselma tua!

Anselma entra in camera dello zio Artemio. Si odono dei rumori… Lelio attende con apprensione vantandosi con il pubblico dell’abnegazione della moglie. Dopo un breve silenzio esce, Anselma, un po' scomposta.

LELIO  Ma Anselma...

ANSELMA    (Si siede sfinita) Go corso drio a to zio fin adesso. E l’urlava «Chi si ferma è perduto»! E intanto l’entrava e l’usciva dall’armadio

LELIO  Ma allora, contime Anselma... dime ... alla fine ... ghe la gatu data?

ANSELMA    Ciò, sempio de marìo... ma par chi te me ga ciapà, par un distributor automatico?

LELIO  Ma alora? La medicina?

ANSELMA    Ah! se te intendi la medisina, quella no ghe la go data, el sciropeto no lo ga vossuo, almeno par oggi... ma doman sicuramente ghe riproverò! L’Anselma ha perso una battaglia ma non la guerra!

Entra Onorio.

SCENA TERZA

ONORIO, ARTEMIO e ANNA

ONORIO       Chissà cosa avranno fatto allo zio quelle due sanguisughe! (Tira fuori dalla tasca una bottiglietta e ne versa il contenuto su un bicchiere) Lo zio la puntura non la vuole fare… allora io gliela faccio bere !

Artemio esce dalla sua camera esultando. Sta allegramente fumando.

ONORIO       Ma... zio... stai fumando... ma come?

ARTEMIO     Eh sì! Dopo ogni battaglia! Onorio, no te ga idea de quanto tempo sia passà dall’ultima fumada che me son fatto. La gera mora, forte… la faseva la maestra! Alta, co do oci verdi… la se ciamava Anna… Xe passai tanti anni, tanti che me par un secolo, ma se per un momento sero i oci... me par de vederla e me par anca de sentir la so vose! Ma chissà parchè i nostri destini no i ga fato la stessa strada... Me vien malinconia…

ONORIO       Su zio, via queste malinconie, non pensare al passato pensa al futuro, al domani! Contro la tristezza non c'è miglior cura che un buon bicchiere de vin sincero! (Gli porge il bicchiere con il medicinale e versa per sé del vino)

ARTEMIO     Ma da quando te bevi vino?

ONORIO       Sai, zio, ho conosciuto un enologo… Bello, alto sembra Richard Gere!

Suonano alla porta: Artemio invita il nipote ad andare ad aprire. Mentre Onorio raggiunge l’uscio, l’anziano scambia il proprio bicchiere con quello del nipote.

ONORIO       ( raggiungendo l’uscio) Zio.... e se fosse don Mario? Quello ci beve tutto il vino! È meglio che brindiamo subito!

Onorio e Artemio bevono. Suonano nuovamente alla porta. Onorio si accinge ad aprire. È improvvisamente malfermo sulle gambe.

ONORIO       Zio…

ARTEMIO     Beh parla, chi xe adesso?

ONORIO       C'è... una certa… Anna!

ARTEMIO     (con disappunto) Basta che te bevi un po’ de vin e te stravedi subito! Te par che dopo trenta anni ghe sia qua… Anna?

Onorio, confuso e offeso, si ritira nella propria stanza. Anna entra. È fortemente miope: entra e cerca di ambientarsi nella stanza.

ARTEMIO     (guarda bene la nuova arrivata e la riconosce stupito) Anna!

ANNA   (Inforca un paio di occhiali e raggiunge Artemio per abbracciarlo) Ciao... Artemio, ti ricordi di me?

ARTEMIO     (commosso) Anna! Come fasso a non ricordarme de ti... cara, cara Anna(si abbracciano)… proprio un momento fa parlavo de ti con me nipote Onorio.

Onorio rientra sentendo il suo nome. Instupidito dall’effetto del «Rimbambinol» si comporta in modo poco controllato: canta, balla, si contorce. Alla fine esce nuovamente.

ANNA   Ah... questo è tuo nipote?

ARTEMIO     Ma non de sangue! Disemo acquisìo! Sentate Anna... sentate qua che dovemo contarse tante robe… quanti anni, quanti anni xe passai!

ANNA   (si siede) Dimmi Artemio, raccontami di te ! Sei sposato, hai figli?

ARTEMIO     No! No! Par carità, son solo... cioè vivo coi me nipoti, ansi i xe i me nipoti che vive con mi, insomma i me accudise e in cambio... lori i pensa… I lo fa per i schei… ma lasemo star le sanguisughe! Anna .. quanti anni xe passai... contame!

ANNA   E si !.. .. Artemio, sono passati tanti anni, forse troppi, nemmeno io sono sposata, dopo che te ne sei andato mi sono chiusa nel lavoro e non ho visto più niente, niente (agitando le braccia con enfasi colpisce inavvertitamente Artemio) e nessuno! A volte i pensieri andavano indietro, a quegli anni... abbiamo passato momenti felici e poi... tutto finito, non so neppure per colpa di chi! Ma via le malinconie!

ARTEMIO     Brava... Anna, via le malinconie, l'importante xe esserse rivisti dopo tanto tempo e... a proposito come te ga fato a trovarme?

ANNA   Mi ha parlato di te Gustavo... te lo ricordi Gustavo?

ARTEMIO     Gustavo? Ah sì... Gustavo, quel tenente piccolo come un tappo… e orbo come 'na talpa co do lenti che pareva el cul de 'na bottiglia! Si accorge con imbarazzo che Anna porta degli occhiali molto spessi) Beh ! Alora ringrasio Gustavo perché te rivedo proprio in un momento delicato della me vita. Son attornià da nipoti avidi che i fa de tutto per accapararse i me beni, e anca el prete noi vede l'ora de farme la... cerimonia pur de farse la canonica nova… coi dopi servissi!

SCENA QUARTA

ORNELLA, ARTEMIO, ANNA, ONORIO, DEMENTIS, ANSELMA e LELIO

Mentre Artemio finisce di raccontare entra in Ornella alquanto agitata.

ORNELLA    Signor Artemio, signor Artemio, Onorio, è impazzito, ha due occhi...

Compare Onorio: è fuori di sé. Scomposto nell’aspetto, insegue Ornella.

ARTEMIO     Povero Onorio, sarà i effeti collaterali del sciroppo. El xe diventà matto! (Si agita e si esalta all’idea di aver ripagato in questa maniera la mala fede del nipote)

ANNA   Ma Artemio... non sarà per caso opera tua?

ARTEMIO     Occhio per occhio , dente per dente... e non è finita qui! El voleva farme bever el sciroppo… e mi ghe lo go dato a lu! Matto el xe diventà! Chi de spada ferisse… de spada perisse! Te vedarà! Non la xe finìa qua! El zio Artemio el sa come vendicarse!

Suonano alla porta. Mentre l’anziano ancora si congratula con se stesso per il suo piano di vendetta, anna va a d aprire. Entra la psichiatra Suanita Dementis.

DEMENTIS   Buongiorno, sono la prof.ssa Suanita Dementis e sono qui per visitare il paziente...

ARTEMIO     Egregia luminescenza, se la me da do minuti de tempo vedo de recuperarghe subito el matto cronico... ansi meno de do minuti parchè dalle voci me sembra che 'l sia già qua!

DEMENTIS   Senta signor...

ARTEMIO     Artemio... Artemio Grattati nobile di Rocaspissa...

DEMENTIS   Signor Artemio, mi dica... la patologia di questo individuo è sempre stata accompagnata da eccessi parossistici, o la cosa ha carattere saltuario, episodico?

ARTEMIO     La deve scusarme, ma no go afferà ben el conceto finale

DEMENTIS   Le ho chiesto se l'individuo è sempre stato così oppure lo è solo in certi momenti.

ARTEMIO     Ah ! Alora gavevo capìo ben. Certo signora psichica, il losco individuo el xe cussì fin dalla nascita! Posso garantir che 'l xe un mato cronico e anca pericoloso.

DEMENTIS   Bene! Bene! Se le cose stanno così il caso è molto interessante, devo portarlo via subito... se lei è un parente serve una sua firma per l'internamento in un istituto psichiatrico.

Dalla camera rientra Onorio: è apparentemente calmo.

ARTEMIO     Altro che parente... mi son Artemio lo zio prediletto del matto... però no posso proprio permettere che el più caro dei me nevodi el finissa i so giorni in manicomio! No! Mai e poi mai! (Improvvisamente Onorio riprende atteggiamenti inconsulti)... Me diga, dotor dove go de firmar?

La dottoressa porta via Onorio che pare più calmo.

ANNA   Scusa Artemio ma non posso credere che tu ... possa aver organizzato tutto questo!

ARTEMIO     Non solo questo... el bel ga ancora da rivar! Fermate, Anna, fermate se te vol divertirte.

Anna, disgustata dalla meschinità di Artemio lo schiaffeggia e se ne va. Entra Lelio.

LELIO   Zio, me manda l'Anselma par veder se par caso te poi darghe un pò de giasso per uso medico, la dovarìa meterselo su un posto dove la ga sempre formicolìo.

ARTEMIO     Me dispiase Lelio, me dispiase tanto, ma el giasso lo go pena finìo. Dighe all'Anselma che par stasera, el formicolìo, se lo fasi passar col sistema tradizional.

LELIO   Va ben zio, grasie lo stesso. Adesso ghe parlo all’Anselma… Anselma! (Si rivolge parlando attraverso la porta chiusa alla moglie che si trova nella sua camera da letto), no ghe xe più giasso. Bisogna che te te rinfreschi in altra maniera.

ANSELMA    (Parlando da dietro le quinte) Va ben, vol dir che me rinfrescherò versendo la finestra!

LELIO   Ecco, brava. (Rivolgendosi ad Artemio) Ben, zio, vado a lavorar. Spero che almeno stanotte, in fabbrica, no me vegna quela pesantessa de testa che go da un po’. Se saludemo, arrivederci.

ARTEMIO              Ciao caro... ciao... bon lavoro e me racomando co te va fora, sbassate… se no te te… incastri[10]!

Artemio si siede e legge: è soddisfatto e sembra stare in attesa di… un segno. Dopo poco dalle stanze di Anselma giungono dei rumori e dopo poco si sentono anche dei lamenti.

ARTEMIO     (Apre la finestra e chiama a gran voce Lelio che è appena sceso in strada) Lelio! Lelio! Corri subito a casa, ma subito parchè penso che all'Anselma ghe sia ciapà mal! Sento come dei lamenti... fa presto! Fa presto Lelio!

LELIO   (Concitato) Zio... son qua!

ARTEMIO     Corri Lelio fa presto! (Si ritira dalla finestra quando si accorge che il nipote è già alle sue spalle. Parla a Lelio con tono di finta apprensione) Bravo Lelio te ga fato proprio presto! Ma adesso corri... corri in camera che la to Anselma la se lamenta... senti come che la se lamenta, svelto passa par la me stansa che la porta della tua la xe serada.

Lelio entra dalla moglie. Si sentono urla e colpi dietro la porta, che improvvisamente si apre. Escono velocemente dall’appartamento, attraversando la stanza dove Artemio guarda divertito, almeno tre uomini e Anselma, tutta contusa. Per ultimo esce dalla camera da letto Lelio, anche lui malridotto e costernato.

LELIO   Zio… zio te savessi... te gavessi visto! La me Anselma... la gera là che la se buratava con quei…

ARTEMIO     Ma no! Non sta gnanca a pensar certe robe: secondo mi quel che te ga visto xe solo frutto de pura ilusion otica, ansi par quel che conoso mi l'Anselma, te posso garantir, anche contro l'evidensa, che l' Anselma non la te ga mai... dico mai, tradìo!

Dicendo quest'ultima frase Artemio apre la porta e spinge Lelio a cercare la moglie.

ARTEMIO     Adesso calmate, va a cercar l'Anselma e... daghe daghe tante botte che la ga tanto bisogno e... se la te sgrifa no star a preocuparte... ti continua e te vedarà alla fine quanto ben che la te vorrà!

SCENA QUINTA

ARTEMIO, ANNA, DON MARIO, ONORIO, DE MENTIS, LELIO, ANSELMA, DOTTORE, ORNELLA, MOMI, TONY, ANTONIA, NINA e TOMMY

Artemio ha un’aria soddisfatta perché i nipoti hanno avuto la lezione che meritavano. Si congratula a voce alta con sé per la propria furbizia.

ARTEMIO     Cari nipoti, ecco cossa capita a chi vol farghela a uno più furbo! I pensava de metarme in manicomio o magari de metarme soto 'na bea lapide e magari brindar alle fortune ereditate o meglio rubate! Gavè pensà male e così adesso pagarè par tuta la vita la vostra avidità... all'inferno sensa ritorno! (Risata).

Mentre Artemio si compiace dell'accaduto, compare Anna.

ARTEMIO     Oh! Anna... non mi ero accorto di te... da quant'è che sei qui?

ANNA   Da pochi minuti... ma sono più che sufficienti per capire sino a che livello è potuto arrivare il tuo cinismo. Con il miraggio dei tuoi soldi hai offuscato le menti dei tuoi nipoti e li hai portati alla più completa confusione. Basta! Artemio, basta!

ARTEMIO     (Molto arrabbiato) El me comportamento... xe sta anca troppo onesto, i se meritava de peso, mi me son comportà come se comporta un omo de onesto valor militare!

ANNA   Artemio... quanto tempo è passato .. non sei più quello di una volta! Per un momento mi ero illusa… con l'età ti sei inacidito, hai perso il significato dei veri valori della vita, la vendetta è l'unico tuo divertimento...

ARTEMIO     (alterato) Oh adesso basta lo digo mi! Cossa te credi che mi gabia tempo de sentir le to prediche? E dopo gnanca ti te son più quela de un tempo… ansi par dir la verità ti son cambiada in tuto... e se ti son qua anca ti per i schei... etete in coda come tutti.. (ironico) Forse con un pò de fortuna…

Anna, senza dire parola, schiaffeggia Artemio e lo abbandona offesa.

ARTEMIO     Va là, va là cara, torna ai to ricordi e lassa star i mei!

A questo punto Artemio è stanco delle emozioni della giornata e si appisola, per qualche istante, sul tavolo. Quando si risveglia sembra non ricordarsi nulla.

ARTEMIO     Ornella... come mai el caffè nol xe in tavola?

Il tavolo è tutto sotto sopra e rovistando Artemio trova un giornale.

ARTEMIO     Par fortuna, stamattina, Onorio se ga ricordà de torme el giornal. (Legge ma si accorge che il giornale è quello del giorno precedente). Onorio... perché stamatina no te ga tolto el giornal novo? Onorio…

Artemio si alza e cerca i nipoti anche nelle loro stanze.

ARTEMIO     No risponde nessun! Perché no risponde nessun? (Pausa) Lelio... Anselma! Anselma! I xe sparidi… tutti! I me ga bandona come un can. Ma .. .forse Anna… sì, sicuramente Anna no la xe andada via, ela no! No la me ga abandonà! La sarà qua fora, drìo la porta. (Apre la porta) Anna .... Anna!( Sempre più desolato e incredulo) Solo! Son rimasto... solo e vecio, vecio rimbecillìo che el zoga ancora coi cavai a dondolo... forse son anca malà… E se non lo son adesso me ammalerò presto… e nessun se curerà de mi... e forse, quando sarà tuto finìo, i me trovarà dopo mesi o anni e i dirà... Povero vecio tacagno, co tutti i so schei, nol xe riuscio gnanca a morir ben!

Artemio è disperato e smarrito: gli mancano le cure dei nipoti, ma anche il loro affetto e la loro presenza. Solo ora si rende conto di quanto importante era sentire le loro voci.

Ad un certo punto, con un impeto d’orgoglio, vuole convincersi che può farcela anche da solo.

ARTEMIO     Calma Artemio, calma, durante la guerra te ga passà momenti anca più bruti de questi. Se tratta solo de cominsiar 'na nova vita... e intanto par rilassarme un po’ ... me fasso un bel caffè così me svegio del tutto... non sarà miga difficile far un caffè?

Artemio trova a fatica il caffè, ma non riesce ad accendere il fornello. Le mani gli tremano: è maldestro e rovescia o danneggia tutto quello che trova. Sconsolato si siede, con la consapevolezza che non sarà mai in grado di vivere da solo. D’un tratto ricorda gli eventi recenti e solo ora si rende conto di essere lui l'unico e vero responsabile della sua solitudine.

Dopo qualche istante si sente suonare alla porta. Artemio ha un sussulto.

ARTEMIO     I sona alla me porta... come mai? Chi è?

Entra Don Mario.

DON MARIO            Sia lodato Gesù Cristo...

ARTEMIO     Sempre sia… Don Mario, come mai qua… pensavo me gavese abandonà anca lu.

DON MARIO            Caro Artemio, un prete è anche un uomo e l'uomo a volte può sbagliare, come ho sbagliato io con tutte le cretinate che le ho detto, tutto par una canonica nuova, seppur coi doppi servizi. Ma adesso son qua per scusarmi e per cercare di rimettere tutte le cose al loro posto.

ARTEMIO     Mi lo ringrasio tanto... della so intension ... ma ormai non se pol più tornar indrìo. L'irreparabile xe sta fatto... e no par colpa sua, lu non c’entra niente, Don Mario. Mi gavevo già tutto in testa e go ciapà in giro anca lu, come tutti gli altri... la colpa xe solo e solo... mia, de 'sto vecio imbecille che ga zogà coi sentimenti e con le mancanse umane. Adesso son solo e gnanca più i me schei me fa compagnia... ansi... sento de odiarli! Don Mario, me dia un toco de carta e 'na pena… prima de morir lasso tutto... a la so chiesa e alla canonica nova... coi doppi servissi.

DON MARIO            Ma quale canonica nova! E quali dopi servissi! No me serve niente.

ARTEMIO     Grasie... Don Mario, grasie me gavè risolevà, go avuo el vostro perdono e par mi xe già tanto.

DON MARIO            Io ti ho perdonato e come prete ti do anche l'assoluzione... divina (benedice Artemio con tanta acqua) ma no so se quella persona, dietro la porta vorrà perdonarti!

Artemio si alza di scatto e guarda la porta aprirsi. Compare Anna, che dopo aver ascoltato il dialogo tra l’anziano e il sacerdote, crede al pentimento di Artemio. Poche parole, richieste di perdono e poi i due si abbracciano.

DON MARIO            La tenga da conto questa donna, è stata proprio lei a mettere tutto a posto... era sicura che il suo Artemio non poteva essere quel cinico e malvagio conosciuto in questi giorni...

ARTEMIO     Ma... mi no capisso più niente... volo dir che xe tutto a posto come prima?

DON MARIO        Oh! Santo cielo, ci vuoi tanto a capirlo? Onorio è qua...

Onorio compare al braccio della psichiatra perfettamente ristabilito: il farmaco ha terminato l’effetto. Mentre Onorio e Artemio, dopo essersi chiesti reciprocamente perdono, si abbracciano, entra Lelio seguito da Anselma, affettuosa e servizievole nei confronti del marito.

ARTEMIO     Oh... caro Lelio, scusame de tutto el mal che te go fato ...

LELIO            Ma no, zio... no te devi scusarte de niente!

Artemio abbraccia Lelio e Anselma, ma il momento di commozione viene interrotto dall’ingresso precipitoso del dottor Diocisalvi e di Ornella, entrambi turbati.

DOTTORE     (Concitato) Signor Artemio... signor Onorio... come state... come vi sentite? Le medicine... le punture.... per carità non le avrete mica prese? C'è stato un errore: qualcuno è entrato nel mio studio ed ha scambiato tutti i flaconi... così non so più cosa posso avervi dato!

I presenti rassicurano il dottore. Improvvisamente si presenta in casa Momi che si rivolge minaccioso al medico...

MOMI       Xe do ore che ghe coro drìo... finalmente son riuscìo a raggiungerlo... (Momi estrae una vecchia pistola) dotor el so purgante el me ga avvelenà el can! Adesso el xe morto e mi son disperà... son distrutto patocco... a 'sto punto no me resta che... spararme un colpo! Però prima fasso 'na strage cominsiando proprio da lu, dotor assassina bestie!

Mentre tutti cercano di mettersi al riparo dietro i mobili, entra Tony.

TONY (Toglie la pistola di mano a Momi) Fermo, se xe qualcun che deve spararghe al dotor, quel son mi! (Rivolge la pistola contro Momi) Assassino, rovina fameje... ciarlatano de un dotor ... la to cura ga funsionà solo par un giorno e adesso…

Entra la moglie di Tony, fiera e spavalda.

ANTONIA     (Si scaglia sul marito, disarmandolo) Buta via quella pistola e lassa star el dotor che xe 'na brava persona e che 'l ga fatto tutto el possibile... grassie, grassie, dotor Momi... de tutto quel che... no 'l ga fato.

Entra in scena Nina.

NINA Momi, fermo... fermo, no spararghe al dotor... speta: el can… el can… la ga fatta!

Esclamazioni di sollievo e di soddisfazione. Entra in scena Tommy, il cane, vispo e allegro come non mai!

FINE



[1]El can   personaggi ed interpreti:

Infermiera Ornella

Elisa Bortolusso

Onorio

Antonio Ferrigno

Nina

Tecla Floss

Tony

Filippo Facca

Artemio

Roberto Davide Valerio

Anselma

Alida Miot

Don Mario

Ottavio Drigo

Dottor Diocisalvi

Giulio Cesco

Dottoressa Dementis

Giulia Gradini

Momi

Alberto Borra

Antonia

Anna Morandini

Anna

Paola Steffanon

Lelio

Gabriele Scatolini

Regia

Roberto Davide Valerio e Angelo Tabaro

Luci e suoni

Cristin drigo , M Zanotto e Leonardo Bucciol

Costumi e trucco

Riccarda Bianco e Norma Stefanutto

Scenografie

Paolo Sedrani

[2] Sostanze inventate dal chiaro effetto.

[3] Ci si riferisce al giuramento d’Ippocrate. Momy lo parafrasa in maniera… creativa

[4] Il personaggio di Tony ha subìto un vistoso cambiamento durante la messa in scena. Nella versione originaria era un vedovo attempato.

[5] Modo di dire che equivale ad affermare che il marito ha perso il lume della ragione.

[6] Battuta  aggiunta in sede di messa in scena, non contemplata nel copione iniziale.

[7] Il riferimento è alle due città di Sodoma e Gomorra, luoghi di vizio e perdizione la cui distruzione, narrata nelle Sacre Scritture, è stata inflitta da Dio come punizione. Don Mario travisa il significato e Gomorra diventa… camorra.

[8] Don Mario equivoca il contatto tra i due e legge la scena come un tentativo di Ornella di sedurre il vecchio Artemio.

[9] Asciutta.

[10] Il riferimento è a un metaforico… «paio di corna», ovvero ai tradimenti della moglie che Lelio inconsapevolmente deve sopportare.

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