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Giacomo Dabbah

Personaggi

Lo Scienziato

La moglie

Il Topo

Ernesto

Il Falegname

Marinella

Due Topi

ATTO PRIMO

La camera da letto dello scienziato.

Nel letto grande a baldacchino la moglie dorme, lo scienziato si destato e si strofina gli occhi. Seduto, di fianco al letto, il Topo.

Lo scienziato: Io sto sognando, naturalmente. Vediamo cosa ho mangiato oggi? ..... Qualche cosa di pesantuccio!..... forse stata la bruschetta?

Il topo: A me la bruschetta non fa male.

Lo scienziato: Non dire sciocchezze! ....... Oh Dio! ....... gli sto parlando come se fosse vero.

Il topo: Sono vero e sono uno dei tuoi topi, da esperimento.

Lo scienziato: In questo caso non posso capire come mai hai assaggiato la bruschetta. No, smettila..... lo so che sei un sogno e tutto quello che dirai non mi potr convincere.

Il Topo: Bella attitudine scientifica.

Lo scienziato: So che sono io a darti la parola.

Il Topo: Veramente ti credi Dio. Perch non posso essere io se sono io. Difatti sono io stesso, il Topo, a parlarti e sono venuto a proporti una tregua.

Lo scienziato: Che tregua e tregua. Non siamo mica in guerra. Cosa hai da lagnarti? ..... non mangi bruschetta forse ma del buon grano tenero te lo diamo.

Il Topo: Un topo non vive solo per mangiare.

Lo scienziato: Avete gli stessi luoghi comuni vedo. Capisci adesso che parlo per te e che fra un secondo mi sveglio e vado a prendermi il bicarbonato.

Il Topo: Sei tutto gi sveglio. Eppoi siamo in guerra. Tu ci hai rinchiusi in un letamaio. Tu lo chiami Habitat (il latino serve sempre a confondere) per noi il Gulag.

Fai il padreterno, ci dai da mangiare in abbondanza, poi diventi tirchio e stai a vedere se per caso ci mangiamo lun laltro.

Se lo facciamo siamo delle bestie ripugnanti, se non lo facciamo siamo scemi.

Ci dai del veleno e registri sulle tue macchine i tremori e i sussulti delle nostre agonie. Poi ci dai molto ma molto da mangiare, invece di ingrassare come faresti tu, noi ci riproduciamo perch sappiamo che fa bel vivere dove i bambini sono numerosi. Per dopo un po siamo in troppi, non c pi posto da sedere; i giovani non possono pi mettere su casa, si disperano, diventano anarchici, vanno in giro con la P38 e tu sorridi e dici: Giusto e proprio come luomo.

Ma noi quando mai ci siamo messi da soli in un gulag? e quando mai ci mettiamo gli altri?

Lo scienziato: La scienza non la puoi capire. Bisogna sperimentare. Influenza dellambiente sulluomo, delluomo sullambiente, fattori genetici.

Il Topo: E pi ne hai pi ne metti. Ma va l. Che sono vecchie cose, vecchie come il mondo, che tu e io conosciamo gi senza sperimentare. Quello che fai un bellarticolo, cos ti fai dare un po di soldi per torturarci ancora un po meglio.

Guarda! Lascia stare gli argomenti pro e contro; tanto a cosa serve discutere con uno che se la prende con uno pi piccolo di s....

Taglio del baffo destro per vedere se il topo diventa mancino; taglio di tutti e due i baffi per vedere che cazzo far il topo e che cazzo vuoi che faccia: si sente nudo e va a nascondersi.

Ti proponiamo una tregua. Tu leggiti il giornale e beviti il caff e noi ti raccontiamo quello che vuoi sapere. Formiamo un comitato e ti diamo le risposte che ti fanno fare un passo avanti per lumanit o per chi so io!

Passano i topi coi cartelli e gridano gli slogan scritti:

I topi: ABBASSO IL GULAG

A MORTE LA SCIENZA

I NOSTRI PICCINI VOGLIONO GIOCARE

E NON DELINQUERE

Escono.

Lo scienziato: Come avete fatto a uscire dallhabitat?

Il Topo: Guarda bene (scopre gli incisivi) mentre ti parlo quelli si allungano. Abbiamo sempre bisogno di rosicare, se smettiamo per un attimo ci infilziamo il labbro inferiore.

Se vuoi sapere la differenza tra luomo e il topo, che la nostra natura ci impedisce di chiacchierare ed per questo che non abbiamo mai avuto degli scienziati.

Lo scienziato: Questo lho scritto io in un articolo.

Il Topo: Bella scoperta, noi labbiamo saputo senza leggerti perch ci capita nella carne.

Scusami un momento, vado a mangiarmi un pezzo del tuo letto.

Va dietro al letto

La moglie dello scienziato si scuote, si sveglia, guarda lorologio.

La moglie: Che noia sei sveglio!

Lo scienziato: C uno dei miei topi, il Topo, che qui.

La moglie: Mille volte tho detto di non portarti il lavoro a casa .

Scienziato: E qui dietro il letto sta rosicchiando un piede.

Il Topo riappare con un pezzo di legno .

Il Topo: Scusi signora un attimo e la vengo a salutare.

La moglie: E perch vuole salutare? E poi perch parla (al marito)? Ancora uno dei tuoi esperimenti assurdi ? Avevamo dei topi canterini, dei topi ballerini, adesso dobbiamo anche conversare con loro. E cosa si dice a un topo senza offenderlo? Specialmente quando ti mangia il piede del letto?

Scienziato: Tanto tutto un sogno .

La moglie: Forse il tuo sogno , perch io sono sveglia ...Ma fa fracasso!......Oh! Topo! Topo! Dico a te Topo, lascia un boccone per dopo .

Il Topo: Comandi, Signora. Ho finito.

La moglie: Scusami, non potresti ritornare nel tuo habitat; sono per lo sviluppo separato.

Il Topo: La Signora allude allapartheid.

La moglie: Come dici tu, ma che parola difficile, come mai? Hai studiato!

Il Topo: Modestamente signora sono un topo di biblioteca.

Lo scienziato: E smettetela tutti e due. Sembra che vi conosciate da tempo.

La moglie (al topo): Ti ho mai visto prima?

Il Topo: Non saprei, forse in fotografia, lui ci riprende sempre in tutte le posizioni. Mi avr visto nel kamasutra.

Passano i topi coi cartelli

I topi : ABBASSO IL VENDITORE DI FUMO

ABBASSO LUOMO SENZA PATTUMIERA

ABBASSO I GATTI NERI

Escono.

La moglie: Perch i gatti neri ?

Il Topo: Non si vedono di notte. Poi portano sfortuna quando incrociano la strada.

La moglie: Siete in piena contestazione. Una volta mio marito stato schiaffeggiato da uno studente.

Lo scienziato: Cosa centra! Un animale da esperimento non pu fare la rivoluzione e poi si sa, una lotta vecchia quanto lumanit quella di distruggere i topi, tanto sono bestiacce ripugnanti.

Il Topo: Sei tu il ripugnante! Hai cavato gli occhi al mio zio Alfonso e gli hai schiacciato la zampina destra poi hai detto che si comportava senza dignit perch gridava e che lo stress lha fatto vomitare.

La moglie: E come sta adesso?

Il Topo: Ve lo potete immaginare no! Trema ancora tutto. Sua moglie lassiste come pu ma a lei uno degli assistenti del Professore gli ha fatto fare la gravidanza extrauterina e ha un ventre enorme che gli duole. Trema tutta anche lei. Difatti tremiamo tutti quando vediamo un camice bianco e odiamo le viscere stesse della scienza.

Lo scienziato: Cosa vuoi capire? A noi serve sperimentare. Se devo torturare un milione di topi per salvare un essere umano lo faccio anche con piacere.

Il Topo: Nella tua strada maestra pavimentata con buone intenzioni, lasci morire di fame i bambini del terzo mondo ma a te basta salvare lundicesima figlia della tua portinaia per sentire che hai lavorato per lumanit. La tua umanit un lager fuori e dentro il lager.

Fammi il piacere! Puoi rovistarmi nelle carni e anche nellanima che il tuo bisturi tanto non ha mai trovato; puoi dare il cancro della mammella alla mia compagna e losteosarcoma al mio primogenito ma, ti supplico, non dire che lo fai perch sei cristiano. Io avrei rosicchiato la croce, ma tu ti sei soltanto lavato le mani e tutto il profumo dellArabia non ti lever il tanfo.

La moglie: Cos tutto questo baccano. Perch non gli hai tagliato le corde vocali?

Lo scienziato: Tanto non serve. Sono io che parlo per lui. Non crederai mica sul serio che sta parlando lui? Mia cara siamo nel mio sogno e la mia coscienza si sta ribellando. Ma io ho la scienza, che cosa me ne faccio della coscienza?

I profumi dellArabia: sar del muschio o della mirra, dolciastro e tanfoso come dice lui. Le mani non me le lavo. Ho leczema cronico.

La moglie: Che schifo !Hai toccato troppi topi. Forse ti piglierai il tifo murino e io sar vedova.

Entra Ernesto zoppicando.

Ernesto: La mamma dice di fare subito la tregua e di tornare, abbiamo bisogno di te. Il baby ha le convulsioni.

Il topo: Ha toccato larsenico. Vi avevo detto di non mangiare il grano della dispensa. Il cugino Enrico quando si avvelen mangiando di questo grano defec per avvertirci del pericolo prima di morire.

La moglie: Avete anche leroe!

Il topo: Non c niente deroico; pensiamo sempre agli altri noi. Suo marito ha scritto un articolo sullargomento e la sua conclusione era che larsenico fa defecare il topo. Perch uomo di scienza lui! A Ernesto! Di alla mamma di schiacciargli la testa col mortaio , non c niente da fare.

Ernesto: E troppo crudele! Non posso!

La moglie: Che orrore!

Lo Scienziato: Ha ragione piuttosto che farlo soffrire!

La moglie : Bella mentalit avete voi due!

Il Topo: Abbiamo la stessa logica del carnefice e della vittima; del padrone e dello schiavo. la malvagit che lui mette nellesperimento che lui stesso ritrova alla fine dellesperimento.

Noi siamo come cadaveri nelle sue mani eczematose. Signora, in tutto quello che si raccoglie si ritrova quello che si seminato. Io non sono la coscienza di nessuno. Ognuno si porti il proprio fardello.

Il mio fardello di essere il soggetto di un esperimento che dimostra soltanto quant laido luomo ed a che abissi di abiezione lo spirito umano si spinge, non per grandezza della propria visione, non per risollevarsi e travolgere il proprio orizzonte, non per sete di sapere, ma casualmente, cercando nel buio, infliggendo la morte per cercarvi la vita, insinuandosi nella materia morta per trovare il significato dellesistenza... e tutto senza genio, senza idee, senza speranze, senza creazione, senza niente, con la mediocrit e la routine blas del boia.

Lo scienziato: Ho una bella coscienza! Hai sentito?

La Moglie : Il topo non la coscienza di chicchessia, lha detto lui.

Lo Scienziato : Ma la bellezza che io stesso nego al Topo di essere la mia coscienza. Sono io stesso il soggetto e loggetto e sono io stesso il folle e il genio e le mie idee si ribaltano perch soltanto nella follia che la ragione sa di essere.

Il Topo : E tu coltivi i tuoi paradossi come lorchidea nera e prendi per ingegno il tutto e il suo contrario. Tu uomo tollerante verso i tuoi difetti. Tu indulgente verso le colpe che non sai mitigare. Tu torturatore dei topi per farti bello coi colleghi torturatori di farfalle. Coshai fatto della mia anima? Uno specchio della tua. Perch la mia non la scoprirai mai, perch io stesso non la conosco e non la cerco, perch sono io e io sono io, l dentro, l fuori, sono unico e nessuno ha mai n potr mai essere me.

Ernesto : Pap non scaldarti. Mi fai paura, rassomigli troppo a un uomo.

Un topo non deve discutere; va, viene, vive e respira; ama e mangia; defeca e si liscia i baffi e rosicchia. Per questo siamo fatti noi per rosicare tutto, tranne il cemento armato, come ha scoperto lui; ma il cemento armato non importa, il tempo lo rosica, il tempo lo rif sabbia e tondino, il tempo si rosica con infinita pazienza quello che noi non abbiamo potuto rosicchiare. E quello che non rosicchiamo.... ci pisciamo sopra.

La Moglie : Cos hai losteosarcoma?

Ernesto : S, ce lho e fra poco muoio.

La Moglie : - allo scienziato - Non puoi fare qualche cosa?

Ernesto : Me lha gi dato lui il tumore.

La Moglie : E diverso, prima eri un animale da esperimento, adesso sei un conoscente di famiglia, Sciur Ernesto.

Lo Scienziato : Se faccio uneccezione mi va a monte tutto. Tanto un sogno! Posso anche fare finta di dire di d o di no o anche dimenticare tutto e ricominciare il sogno con un altro topo che non si chiama Ernesto e che ha il carcinoma della coda.

Ernesto : La mia scalogna di essere nato nel sogno di uno che ha soltanto gli incubi perch digerisce male. Che nascita straziata e come vorrei morire, non di osteosarcoma, che pare una cosa nobile e piena di mistero, ma di semplice noia.

Lo Scienziato : E presto detto noia e che volete che faccia, listrione! Voi giovani volete vivere soltanto coi sensi come se pi nobile avere un mal di pancia che un mal di testa.

Ernesto : Per te vivere avere male in qualche posto.

Il Topo : Avr le emorroidi!

La Moglie : Ernesto, non cominciamo col gap generazionale. Vedrai che lo convinco io; un buono scienziato, ti salver.

Ernesto : E perch cosa dovrei essere salvato? Per tornare come prima e aspettare un altro male misterioso?

La Moglie : C lamore, la costruzione del nido, la prole...

Ernesto : Non c niente senza la libert! Noi viviamo nel gulag di suo marito. E lui il nostro destino, lui che scrive nel grande libro, e il nostro Dio non neanche lui, ma il grande capriccio della scienza. La casualit delle sue scelte; la tortuosit delle sue intuizioni.

Passano i topi coi cartelli:

ABBASSO IL DETERMINISMO DELLA SCIENZA

ABBASSO IL GULAG

ABBASSO LINTUIZIONE

W IL GRANDE TOPO BIANCO

Escono.

La Moglie : Chi il grande topo bianco?

Il Topo : Son mi!

La Moglie : Ah! Sei tu? E cosa vuoi? Da quando sei qui stai farneticando e non si arriva a capo di niente.

Il Topo : Vogliamo discutere e farneticare e passare il tempo del giorno; ogni tanto rosicare un pezzo di letto. Scusi!....

Va a prendersi un pezzo di legno; a Ernesto:

Ernesto, vuoi un boccone?

Ernesto : Dai!

Il topo gli d un pezzo.

Il Topo (rosicchiando) : Vogliamo la tregua. Che cominci subito e che non si sappia dove va a finire, perch siamo per il libero arbitrio. Vogliamo svegliarci, non a suon di sveglia, ma perch il nostro subconscio maturo e pronto a lasciarci la briglia per il giorno. Vogliamo gustare e pregustare gli eventi e raccontarli e deformarli e inventare anche le leggende e le saghe, e poi ricominciare daccapo se cos ci pare e piace; vogliamo inventare delle felicit e vogliamo anche piangere dinfelicit quando ci pare e piace.

Lo Scienziato : In India, lanno scorso avete mangiato 48 milioni di tonnellate di riso.

Il Topo : Teniamo una vecchia fame. E gli Indiani quante tonnellate di riso hanno mangiato? E i Filippini, quanti topi hanno mangiato?

Lo Scienziato , alla moglie: Nel nono secolo, il Re Popiel di Polonia and a meditare in unisola deserta. Fu ritrovato il suo scheletro con la corona di oro in testa.

I topi non avevano rispettato la sua meditazione.

Il Topo : Questo un colpo basso! E chi se lo ricorda Re Popiel e perch and a meditare in unisola deserta se non per fuggire i suoi simili? E che cosa valeva la sua meditazione di pi del suo peso in carne? E noi rispettammo la sua corona e lo scheletro e lasciammo la sua corona sul capo per significare che il potere soltanto la crudelt della morte scarna.

Lo Scienziato : Avevo dimenticato questa storia del Re Popiel. Chi sa cosa avr pensato prima di morire?

La Moglie : Forse meditava molto e non si accorto che i topi lo stavano mangiando.

Lo Scienziato : Che peccato non sapere a che cosa pensava!

Il Topo : Io lo so.

Lo Scienziato : Non dire balle, non ceri.

Il Topo: Abbiamo la tradizione orale. Re Popiel era stufo dellipocrisia delluomo e della malvagit della sua corte e decise di ritirarsi, nellisola deserta con la sua corona doro sulla testa. Io vi chiedo, se veramente volete capire le cose profonde, raggiungere la semplicit dellessere, frugare nei meandri della vostra anima, andreste in giro nellisola deserta con una corona doro sulla testa? Mi pare una contraddizione! E chi fece dire a Re Popiel che lisola era deserta? Lo decise lui, secondo le cronache. Ora ceravamo noi e lisola non poteva essere un deserto e cos lo cap Re Popiel e si lasci morire perch ovunque vai qualcuno c gi stato prima.

Lo Scienziato : A mio avviso stava meditando sullimponderabile e si perse in un lunghissimo sogno e quando si svegli ormai era ridotto a niente. A forza di disquisire si finisce con la dissezione della propria carne e quello che rimane quando tutto detto e fatto quello che cera prima quando niente era ancora stato detto e fatto. E il fuoco fatuo dei cimiteri, la morte che sprigiona il fosforo dalle ossa in luogo dellanima che non cera mai stata.

La corona doro sulla testa era la ricerca disperata dellidentit. Sono quello del simbolo che porto, sono io il Re, sebbene scheletro, fui e fui non Tizio, neanche Caio e a ben pensare non fui nemmeno Sempronio; fui quello incollato sotto alla corona. I topi anonimi che cibai sono tutti annegati nelle sabbie moventi della storia.

Io campeggio e sono simbolo e sono, nella Storia, dritto, gli occhi scavati, i femori tarchiati, il cranio lisciato brulicante di tarme ......

Ah! Se mi fosse almeno rimasto lo scettro!

Il Topo : Il racconto mi fu fatto in altro modo. Era una misera fine; questuomo poteva anche non esserci stato mai. La Storia inciamp sulle sue ossa ma poi subito le ributt con la marea sullisola deserta in un destino comune ai suoi topi.

Anche noi siamo protagonisti e non soltanto occasione di un pensiero che cannulla.

Ernesto : Pap, che stiamo a fare?

Firmiamo questa tregua e ritorniamoci a casa.

La Moglie : Lasciamoli partire, faranno tardi per il t.

Lo Scienziato : Che razza di tregua avete in mente?

Il Topo (togliendosi di tasca una pergamena comincia a leggere): Premessa: Nella Sua Infinita Saggezza, la Natura ha orrore dei Gulag. L dove lessere costretto suo malgrado, scopre ben presto che non l che vuole essere, anche se l il destino sembra averlo messo. La libert un bene troppo prezioso e raro pe r essere venduto allasta; ogni piccola briciola appartiene di diritto a chi ne ha bisogno e sa il posto dove la si trova....

La Tregua: La Tregua necessaria per tutti. Bisogna riflettere nellaspettativa di quello che non si ha ma si potrebbe possedere.

La Tregua permette, senza decidere (cosa che uno potrebbe considerare come una limitazione della libert futura) dimmaginare come la vita sarebbe bella se fosse diversa, o come diversa sarebbe la vita se fosse bella.

Modalit: Da mezzanotte, o anche cinque minuti prima, moratoria generale degli esperimenti. Come contropartita, io Topo Bianco, dichiaro la fine del nostro odio e la dimenticanza totale di quello che fu. Propongo che, seduta stante, ci mangiamo insieme, in segno di amicizia, i protocolli degli esperimenti eseguiti e facciamo fessa la Storia che tanto ha visto ben altro.

Lo Scienziato : Tutto l....

Il Topo : Seguono consigli vari, patti chiari e amicizia lunga. Ah durata! La durata della tregua di un anno e poi si vedr, e chi si visto si visto.

Lo Scienziato : Tu non vedrai niente. Sei un topo adulto e tutta la vita di un topo non supera lanno.

Il Topo : Mos non entr nella terra promessa; rimase sul monte Neb e Dio gli fece vedere il paese del latte e del miele.

Entrano i topi coi cartelli

LA TREGUA INSEGNA ALLUOMO CHE NON HA BISOGNO DEL TOPO

IL TOPO NON VUOLE SPERIMENTARE SULLUOMO

ABBASSO LA SCIENZA MALVAGIA

LA STORIA RINGRAZIA E SE NE VA

La Moglie : Cosa ti costa accettare, li fai contenti. Tanto loro non sapranno mai niente. E soltanto un sogno ; domani mattina puoi ricominciare a inoculargli il vaiolo e la peste bubbonica.

Lo Scienziato : Non posso contraddirmi neanche in sogno. Io sono un ricercatore e anche se non trovo niente, vuol dire che non cera niente da trovare e questa una grossa scoperta scientifica. S, cari Signori, s, cari benemeriti colleghi, vedete, io lo dichiaro dopo una lunga carriera e migliaia di topi sacrificati e crocefissi, ho scoperto con infinito orgoglio che niente mai scoperto ma che tutto un ritrovamento di quello che c gi, che quello che si sa e quello che si sapr non potr mai farci capire quello che non sapremo mai ed quello che non sapremo mai che mi preme di sapere ; tutto il resto come se si sapesse gi.

Allora cosa sto a cercare lintrovabile, tanto essere sveglio non che una coordinata sullabside del tempo. E se scopro che sono fatto di tempo e di foglie morte ? Che sono soltanto durata, tempo faticoso risalendo le colline da cui scendo da tempo ! Silenzio nelle parentesi di una storia scritta dai vincitori di una scommessa - che potesse interessare ad alcuno - le meditazioni ultime di Re Popiel di Polonia quando i topi rosicavano nel grasso della sua storia. O tempo ! Sei il Dio dellimponderabile e sei misurabile con il tuo proprio metro, il cammino imperscrutabile sulla tua propria scia del capriccio tuo che fa che tu sei quando non sei pi e di divenire quando sei gi passato. Fuggi, fuggi sempre tempo, e mi sei dietro e mi sei davanti e mi sei sopra la testa e sotto i miei coglioni e mi sei dentro che scoppi quando lultimo il mio sospiro. Tu fui e io fu.

La Moglie : Andatevene topi, lasciatelo riposare. Vedete, questo la canna pensante. Ha questo vizio ripugnante delluomo di interrogare le stelle, le foglie del t, il fegato dei polli, i topi persi nei labirinti del gulag, per sempre porre la stessa, unica, monotona, ossessiva, ridicola domanda : E chi sono io ?

SIPARIO

ATTO SECONDO

Stessa camera, fa giorno, lo scienziato si alza dal letto.

Lo Scienziato : Ho fatto un sogno.

La Moglie : Anchio, anchio!

Lo Scienziato : Nel mio sogno non ceri e non cerano i topi. Come, strano? Mentre ero con te nel tuo sogno, io ero altrove nel mio. Ero in un bar e bevevo un Martini dry....

Lasciami stare ! ..... Cos questo (vede un cartello lasciato sulla poltrona, legge: VIVA LA TREGUA). Che strano, lho gi visto.

La Moglie : Deve essere Jimmy, lascia sempre tutto in disordine.

Lo scienziato si rimette a letto e si copre la testa col lenzuolo.

La Moglie : Beh! Hai gi finito la giornata?

(Lo scienziato lancia un grido straziante.)

Oh Dio! E impazzito!

Lo scienziato si rialza dal letto.

Lo Scienziato : Non sono pazzo! Anzi! Ho deciso che pi semplice rimanere qui che andare altrove per poi ritornare qui per rimanere qui. Sfoltisco, niente pi parentesi, la vita sotto le coperte; che meraviglia! E chi me lo fa fare di essere luomo faber, sono luomo ghiro della pubblicit dei materassi a molle (tasta il materasso), a molle o no?

La Moglie : Ma s, s, a molle.

Lo scienziato si butta sul materasso dondolandosi.

Lo Scienziato (canticchiando): Guarda come dondolo, e avanti indr e cos arriver allinfinito meno uno e sar luomo pi veloce del mondo quando tutti avranno fatto il giro del mondo per ritrovarsi qui; io sar gi qui prima di tutti.

La Moglie : Non vai a lavorare oggi?

Lo Scienziato : Lavoro, non vedi che lavoro?

Mi preparo ad addormentarmi e fra poco si innalza il sipario, con il Grande Topo Bianco, seduto l (mostra la sedia) che si rosica un pezzo del letto e ci diciamo delle cose.... delle cose .... e ci sembra che siamo intelligenti, ma cos intelligenti! Vedi! Lui e io siamo gli intellettuali e mentre gli altri si sfibrano a produrre dei rottami dacciaio e del grano duro che entra nella pasta; noi ci facciamo il nostro minestrone di idee e chi vince sempre il Grande Topo Bianco.

La moglie : E perch il grande topo bianco?

Lo Scienziato : Perch lui non parla ma io parlo per lui e se c qualcuno che mi pu fregare, sono io medesimo. Lui usa il mio peso come un judoka per farmi basculare.

La moglie : Perch non lo anneghi?

Lo Scienziato : Sa nuotare meglio di me, anche controcorrente.

La moglie : Questo topo bianco una metafora che naviga e fa acqua. Insomma, ho capito, telefono allIstituto per dire che hai la febbre delle lagune.

Lo Scienziato : No! Di loro che sono lucidissimo e che perci me ne sto a letto. E soltanto quando ho la melma nel cervello che vado a lavorare. Eppoi che lavoro ? Sono il Direttore di un lager.

La moglie : Ma tratti bene i tuoi assistenti.

Lo Scienziato : Non alludevo a quelli. Parlo del lager dove abbiamo rinchiuso i poveri topi.

La moglie : Ma se fino a ieri li chiamavi bestioline ripugnanti.

Lo Scienziato : Le conoscevo allora in massa.

La moglie : Sei diventato lamico del Grande Topo Bianco?

Lo Scienziato : Una semplice conoscenza.

La moglie : Ma dov?

Lo Scienziato : Si siede l (mostra la sedia).

La moglie : Vuoi dire nel tuo sogno? Non nella vita reale. Svegliati! Sei qui con me (cerca sotto il letto) e non ci sono topi. (Va verso la porta con aria indaffarata)

Lo Scienziato : Dove vai?

La moglie : Vado a chiamare il falegname, c un pezzo di letto che manca.

(Esce)

Lo Scienziato : Oh Dio! (Si copre col lenzuolo. Entra il topo sulla punta dei piedi).

Il Topo : Dov che lavranno lasciato? (Vede il cartello). Ah! Eccolo qua! (Si dirige verso il cartello, lo prende in mano, cancella Viva e scrive Abbasso, mentre sta scrivendo legge: ABBASSO LA TREGUA, fissa bene il cartello, poi lo mette in bella mostra).

Ecco! ... (Fa per andarsene, si gira verso il letto, vede la sagoma dello scienziato, e gli fa col braccio un cazzotto, poi si dirige verso luscita).

Lo scienziato esce da sotto il lenzuolo e mormora:

Lo Scienziato : Hey, topo!

Il Topo (rigirandosi bruscamente): Dici a me?

Lo Scienziato : S! Stai a sentire, cosa fai?

Il Topo : Non si vede? Passeggio; cosa devo fare in una bella mattinata come questa? Non mi va di stare a letto come un ghiro su un materasso a molle, mi d la lombaggine spirituale.

Lo Scienziato : Molto spiritoso.... Sono in vena oggi.

Il Topo : Sei il solito padreterno. Ti sto parlando e fingi di essere tu. E diventata proprio una mania. Ma non lasci mai parlare nessuno?

Lo Scienziato : Va bene, va bene! Non ti montare. A proposito, accetto la tregua. Tanto sono stufo; puoi andare a dirlo agli altri.

Il Topo : Perch accetti se non sei convinto?

Lo Scienziato : Te lho detto, mi avete stufato voi, gli altri, lumanit, gli indiani, i filippini.... Io me ne sto qui bene al calduccio e voi potete girare come volete attorno al sole; siete in orbita. Ho messo il bonetto frigiano sul mio apogeo.

Il Topo : Il bonetto da notte.

Parli cos perch hai un attacco di malinconia.

Ma ti cureranno, caro mio, ti daranno il litio o il prezzemolo o il tranquillante o ti faranno la lobotomia frontale, o ti metteranno il pepe nel culo.

Sei luomo triste che non pu fare a meno di disturbare gli elementi; le terre rare gli devi coltivare; sei luomo triste che ha i rinvii di bile in bocca ma deve ancora assaggiare le lumache. Sei il disturbatore della quiete universale, il guidatore a cui non si deve parlare, il manipolatore, il millepiedi della creazione, il distruttore del giocattolo per vedere cosa c dentro.

Sei luomo triste perch non ti d gioia lessere con noi, con altri neanche, con gli alberi...

Sei solo nel cosmo perch distruggi quello che tocchi e tocchi tutto; sei il tuttofare del sistema solare. Adesso vuoi la tregua perch ti rigurgita lanima; ogni tanto lo specchio ti parla di te. Ma ti dico, uomo, non aspettare che le tue vittime diventino i tuoi complici. Volevamo la tregua perch abbiamo ragionato come te. Come te ci siamo allontanati

dalla natura e le tue pattumiere non contengono soltanto cibo, ma persuasione occulta, pezzi di plastica che mai e poi mai spariranno, detriti dellessere che accumuli dove mangi. Sei sporco, uomo! E ci fai sporchi tutti.

Entrano i topi coi cartelli

ABBASSO LA TREGUA

RIPRENDETE GLI ESPERIMENTI

LUOMO E UN PORCO

Escono.

Lo Scienziato : Cosa significa?

Il Topo prende il cartello in mano.

Il Topo : Ecco perch ero ritornato. Volevo lasciarti io il messaggio-legge: ABBASSO LA TREGUA.

Lo Scienziato : Fesso chi non si contraddice! Ma perch il voltafaccia? Non vimporta che vi scaviamo gli occhi e che vi polverizziamo lorecchio interno per darvi la nausea?

Il Topo : Cimporta, ma noi siamo poca cosa, una infima porzione della nostra gente. Cimporta ancora di pi di essere testimoni dellalba. Nessun individuo arriva alla fine delle sue pene, n conosce la completezza delle sue azioni, n il suo sapere spazia al di fuori della sua ombra. Dobbiamo sopravvivere, una necessit assoluta per compiere un destino che adesso non sappiamo valutare, n sappiamo se da valutare o se soltanto un destino.

Lo Scienziato : Come parli difficile!

Sei per la sopravvivenza della specie malgrado e contro tutti.

Il topo in evoluzione lenta verso i domani che contano.

Entra Ernesto con una gamba di legno.

Lo Scienziato: Toh, Ernesto! Ti hanno messo una gamba de legn!

Ernesto : Sono vivo! Con tre zampe, molte cose si possono ancora fare, e ho molto da fare.

Lo Scienziato : Io oggi mi riposo... Anche tu sei contro la tregua?

Ernesto : Ieri ci sembrava una cosa meravigliosa. Oggi abbiamo capito che siete dei pazzi e come si fa un compromesso con della gente che attraverso millenni non ha capito niente di niente. E passata da una generazione allaltra e ha trasmesso un delirio che a mano a mano si gonfia, straripa, si espande. Ha negato ogni istinto, ha negato il giusto e la percezione giusta per degli schemi costruiti a mezzaria. Non sa pi dove va, ma ci va a tutto spiano, rimuovendo gli ostacoli come se quello che conta la fine di tutto e non il cammino. Luomo va in fretta verso la sua meta, una meta che non sa ancora indovinare. Ci va, ci va, si sente gi l. Per arrivare ammazza tutti, esperimenta su tutti, carica di sofferenze e di violenza tutta la natura. Perch? Perch non cammina a passo duomo. Perch Signore lui ha fretta, non pu aspettare; la meta l, dietro a questa foresta... bruciamo la foresta, la meta l dietro lorizzonte: distruggiamo lazzurro del cielo... Deve arrivare prima di non so quale scadenza e deve arrivare proprio lui. Per questo ha il diritto di schiacciare i coinquilini della terra, ha il diritto di fare le rivoluzioni. Lui lo scopritore della linea dritta. Dal punto A al punto B tutto quello che c deve sparire, cos arrivo prima a B.

Prima di chi? Prima e basta!

Il Topo (a Ernesto): Ti hanno fatto lanestesia?

Ernesto : Macch! Per sul libro hanno scritto che lavevano fatta se per caso passava lispettore.

Il Topo : Hai sofferto, bambino mio.

Ernesto : Ho sofferto.

Entra la moglie.

La moglie : Scusate.... c il falegname.

Lo Scienziato: Non vedi che sono occupato.

La moglie : Non vedo niente.

Lo Scienziato : E i topi?

La moglie : Ho gi ordinato larsenico. Cos non mangeranno pi il nostro talamo.

Ernesto (ridendo): Che ingenuit! Noi riconosciamo subito larsenico.

La moglie : Cosa dici?

Lo Scienziato : Dicevo che riconosco subito larsenico.

La moglie : Toglier letichetta.

Esce mentre entra il falegname.

Il Falegname : Dov il letto?

Lo Scienziato : Perch, non si vede?

Il Falegname : Dicevo per dire.

Il Topo (va verso il letto): Aspetta, vorrei un altro pezzo.

Il Falegname : Non troppo grosso per, non ho portato molta legna. Vediamo un po. (Misura col metro e scrive su un pezzo di carta, poi mette la matita dietro lorecchio).

Se il Signore vuole alzarsi dal letto, potrei cominciare.

Lo Scienziato : Perch mi dovrei alzare?

Il Falegname : Il perch non lo so e non lo voglio sapere, ma non ho mai riparato un piede di letto con linquilino sopra. Sar una tradizione di famiglia, una saggezza tramandata dal mio nonno che fu il primo falegname di cui ci ricordiamo.

Il Topo : Siete falegnami di padre in figlio?

Il falegname si avvicina al topo, mette gli occhiali e lo guarda bene.

Il Falegname : E tu chi sei?

Il Topo : Non si vede?

Il Falegname : Insomma qui nessuno d una risposta chiara ma sempre ti fa unaltra domanda.

Il Topo : Sono il topo.

Il Falegname : Ah! Finalmente si sapr tutto. Cosa hai fatto al letto?

Il Topo : Te lo spiegher lui (indica lo scienziato), ho bisogno di rosicare.

Il Falegname : Capisco!.... Ma non mi rosicherai mica la riparazione?

Il Topo : Pu darsi, dipende dalla fame del momento.

Il Falegname (indicando Ernesto): Lui ha una gamba de legn, perch non la rosichi?

Il Topo : E mio figlio.

Il Falegname : Capisco.... Io dico... vivi e lascia vivere; toh, prendi (gli d una caramella).

Il Topo : Cos?

Il Falegname : Del buon arsenico prelibato.

Il Topo : Ma non dicevi: Vivi e....

Il Falegname : Si fa per dire. Me ne vado e ritorno. Ho dimenticato la pialla.

Esce.

Lo Scienziato : Io dico: il falegname? Cosa rappresenta?

Ernesto : Io dico: una testa di legno.

Lo Scienziato : Lui non ha fretta. Sapeva di avere bisogno della pialla, ma venuto senza. Non nella speranza che potesse farne a meno, ma per avere un pretesto per andare a cercarla.

Il Topo : Lui un savio. E nella misura in cui non perfetto che rassomiglia a un essere ragionevole. Tanto la pialla non la trova oggi.

Lo Scienziato : Vuoi dire?...

Il Topo : Buon legno, ben stagionato.... Ritorner domani, si dimenticher, lui non ha uno scopo ben preciso, lavoricchia, vivacchia. Si trascina da un piede di letto a un altro, a una velocit misurata, con pause intense, si guarda un po attorno, sghignazza perch furbo nel suo piccolo e la sua contemplazione non va oltre il cielo del letto. E uno dei venti come noi. Per lultimo albero della terra servir allultimo falegname della terra per fabbricare lultima cassa da morto della terra.

Ernesto : Lui listinto ce lha ancora. Sa che vivere vuole dire essere con s stesso, e tenersi compagnia: che non c scopo che non sia quello del momento. Ha la pazienza di un antico mestiere. La scienza tua troppo giovane, troppo orgogliosa, vuole le risposte istantanee.

Lo Scienziato : Lui la saggezza e la noia, la monotonia della ripetizione.

Noi siamo gli esploratori, andiamo avanti e quando siamo arrivati gridiamo: Non ancora qui! Avanti c dellaltro!, e questo ci d il diritto di essere spietati perch lanima contempla il vuoto ma ha la vertigine e la nostalgia di cose da avverarsi e cosa mimporta il singhiozzo sdi mille e uno topi?

Il Topo : Non ti sei mai chiesto se dopo tanta fatica e tanta tortura e tanta distruzione avevi sempre la risposta con te ed era: non fare soffrire, la bellezza della vita la vita stessa e non la ricerca del suo significato tanto il suo significato la sua bellezza incluso il topo che ti fa schifo.

Lo Scienziato : Perch non volete pi la tregua?

Ernesto : Te lo spiegheremo pi tardi.

Entra la Marinella con un pupazzo di Topolino tra le braccia.

Marinella : Oh! Il mio figlio, gli ho pestato la testa col mortaio. Oh! Il mio figlio! Non lo vedr mai pi e sono stata io. Potevo aspettare ancora un minuto, avrei visto muovere i suoi candidi baffi ancora qualche volta .... potevo aspettare cinque minuti, mi avrebbe leccato con la sua linguina rosa e fatto il solletico... potevo aspettare unora, mi avrebbe forse dato una ragione per non pestargli la testa. Potevo aspettare.... un giorno!.... tutto un giorno..... avrei saputo tutto di lui che ancora non so e che adesso so che non sapr mai. Un lungo giorno con mio figlio.

Il mio latte ormai si caglia nel mio seno. Ahim! Senza figlio! Col mortaio insanguinato.... Adesso non lo sento pi... Mi avrebbe consolato lui del mio grande dolore.... Ho perso il mio figlio! Con le mie mani lho spinto nel lungo corridoio dellignoto e io per lui ero tutta la sua conoscenza. E solo per la prima volta.

Il Topo : Marinella! Doveva morire... era avvelenato.

Marinella : Perch adesso non domani?

Il Topo : Non sentiva pi.

Marinella : Sentivo io per lui. Vuoi che non lo sappia? Lho tenuto dentro di me; sentivo ogni suo sussulto dentro o fuori di me.... Oh! Il mio figlio!

Lo Scienziato : Ne aveva dodici nella stessa portata, non esageriamo.

Marinella : Mostro!.... Lui solo conta perch lui solo che ho perduto.

Lo Scienziato : Io non ci sto col melodramma. Ritorno a letto.

Marinella : Vai mostro a leccarti le ferite dellanima. Io sono il ferro rovente. Una mamma che ha perso il proprio figlio come un sipario nero che cade sullavanscena del mondo e rimane niente che le grida che furono e rimane questo silenzio del dopo.

Ernesto (trascinandola): Vieni, mamma, andiamo. Gliene frega niente, ha orecchie ma non ascolta; ha occhi ma non piange; ha naso ma sente solo puzza; ha mani che spinge nelle viscere altrui; ha piedi che lo portano diritto allinferno. Arrostir come un pollo ma nessuno lo manger perch la carne sua avr spore di bile e di cadavere.

Escono.

Lo Scienziato : Tutti contro di me! Come? Nessuno si alza dalla sua poltrona per difendere un simile? Lasceremo dunque la vittoria dialettica ai topi?

Ma noi abbiamo mille ragioni per essere i padroni. Abbiamo sconfitto tutte le speci che non hanno saputo sviluppare i muscoli dorsali per alzarsi e guardare lorizzonte e non pi il buco in cui scavano e si riempiono gli occhi di polvere.

Siamo noi i dritti a torreggiare...

Il Topo : Superiori per un fatto di ginnastica, i muscoli dorsali come base della civilt, la civilt dei lombi.

Da quando ti sei alzato nessuno ha pi potuto riposare. Ma vai! Ritorna sulle quattro zampe che non hai saputo rimanere diritto senza fare storti tutti gli altri! E da quando hai perso la coda non hai pi neanche un timone. E giri e giri come un cane pazzo per afferrare la propria coda che non c pi.

Lo Scienziato : Invidia, soltanto invidia.

Abbiamo inventato lo strumento. Abbiamo il pollice separato.... Il pollice su, il pollice verso. Abbiamo guarito la peste bubbonica che tu e i tuoi simili spargevate nelle strade delle contrade.

Il Topo : Era lo sporco tuo che spargevamo.

Lo Scienziato : Abbiamo scoperto latomo, scemo! Lo sai che cos latomo? Platone, Plutone, Plutonium, acqua pesante, acqua passata. Reattori a reazione, acceleratore di particelle.....

Il Topo: Sempre la maledetta fretta tua!

Lo Scienziato : La bomba!.... La bomba!.... Buttiamo la bomba e disintegriamo e siamo Dio. Oh Dio!... Siamo Dio!.... Che bello!

Il Topo : Gli Dei hanno dato la parola alluomo per fregarlo.

Entrano i topi con Ernesto e i cartelli:

ENIWETOK ENIWETOK ENIWETOK

Girano attorno allo scienziato e ballano.

Lo Scienziato : Beh! Cosa significa?

Il Topo : Non lo sai?

Lo Scienziato : Sar una parola della vostra lingua!

Il Topo : Chiedevi perch rifiutiamo la tregua e io ti rispondo: ENIWETOK !

Lo Scienziato : Facciamo le parole incrociate?

Il Topo : Perch dobbiamo fare compromessi e magari avere qualche nostalgia delluomo quando non ci sar pi?

No, noi vogliamo odiarvi da qui alleternit, noi vogliamo vedere, noi o chi fa per noi, i nostri discendenti, ogni primavera, finch dura. Giocate uomini a farvi paura nel buio, a lanciarvi i missili sulla testa, a solleticarvi finch morte vi sorrida.

A lanciare la vostra bomba atomica, a idrogeno, nucleare.... parabimbambum!

E morirete tutti! .... Chi lavr ricevuto sul capo rimarr stecchito e chi non lavr ricevuto sul capo si trasciner nei campi, irradiato irrimediabilmente, irradiato, fosforescente.... ombre lasciate sul muro delle case.... irradiato.

(Agli altri) Ballate, ballate topi, anche il gatto se ne va, ballate la danza dellirradiato inverecondo.

Entrano tutti in convulsioni.

Lo Scienziato : E voi dove sarete? In fondo al mare?

Ernesto (col cartello): Noi rispondiamo, maestro, rispondiamo tutti.

Tutti : ENIWETOK !

Il Topo : Tok, tok, tok! Chi batte alla porta? E il destino... guarda caso... Ti dice niente ENIWETOK ?

Lo Scienziato : Cos, una parola magica? Un talismano del dio dei topi?

Ernesto : Eniwetok, gli atolli di Eniwetok..... L dove gli americani hanno esploso centinaia di atomiche per sperimentare.

Lo Scienziato : Ah! Gli atolli di Eniwetok?

Ernesto : S, dove gli americani avevano buttato gli animali da esperimento.

Il Topo : E come sempre anche dei topi.

Ernesto : solo il topo sopravvissuto a tutte le radiazioni nucleari.

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