Eppur si muovono


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Eppur si muovono

Eppur si muovono

di

Anna Mauro e Aldo Reina

Personaggi

Diavolo uomo

Diavolo TV

Psicologo

Antropologo

Sociologo

Creativo

Regista

Pazzo

Donne

 Uomini

 bambini

Sipario. A sinistra del palcoscenico una tavola rotonda, attorno alla quale siedono uno psicologo. un antropologo e un sociologo.

Psicologo

Allora siamo tutti d’accordo sul fatto che la possessione sia uno stato alterato della coscienza, vero?

Sociologo

Non si discute.

Antropologo

Perfettamente d’accordo.

Psicologo

Il nostro compito è ben preciso. Dobbiamo fare in modo di iniettare dose massicce di fluidi visivi paranoici in flashback, creare disordine mentale ai nostri zimbelli fino all’aspirazione frenetica di una nuova identità. Dobbiamo produrre una serie di stimolazioni Belzeniane di livello omega, finalizzate a condizionamenti plurimi.  Nuovi modelli di vita, i nostri, ehehe, a cui tutti dovranno omologarsi. Facciamo in modo che gli stati alterati della coscienza producano creatività. Devono avere esperienze fuori dal corpo (trance, estasi). Dobbiamo far sì che il reale, il virtuale e il mediatico si confondano e si compenetrino. Tutto questo deve dare vita ad una realtà che i soggetti dovranno riconoscere come vera.

Buio sul palco. Luce in platea.

Voci dalla platea.

Eccolo, è lui! Ascoltalo! E’ completamente pazzo. E’ qui. Dove? Sta scendendo da quell’automobile bianca. Lo vedi? Ha il megafono in mano.

In platea una luce illumina un uomo (il pazzo) che gira fra le poltrone con un megafono.

Pazzo

L’uomo vuole essere preso in considerazione! Non è un individuo con una personalità spiccata! E’ un contenitore vuoto e sente il bisogno di essere riempito per non rimanere isolato. Loro vogliono riempirlo

Voci dalla platea

Loro chi?

Pazzo

Tutto ha una regia.

Voci dalla platea

Guarda! E’ lui! E’ di nuovo qui. Il pazzo è di nuovo qui. Ma è un personaggio, è divertente!

Pazzo

(urla) Tutto ha una regia. L’uomo è aggressivo, è istintivo. Ha una fame insaziabile di emozioni forti. E allora lo stanno portando all’autodistruzione, a non distinguere più il reale dal falso.

Voci dalla platea

Ma no! Cercano solo di inculcarci delle idee.

Pazzo

(al megafono) Voi siete convinti che vi inculcano idee nel cervello. Non è così. Il cervello ve lo inculano. Non fatevi inculare il cervello!

Buio in platea. Luce sul palco.

Sociologo

La bomba atomica è una sciocchezzuola di fronte a quella chesarà la nostra arma batteriologica psichica. La televisione deve propagare un modello che la gente deve emulare e fare proprio. In una parola: suggestione.

Tutti esaltati

Suggestione! Suggestione!

Psicologo

E’ chiaro quindi che, per agire, dobbiamo ricondurre il tutto ad uno stato di trance. Ricordiamoci che la coscienza ha la necessità vitale di regolare il flusso di veglia e vigilanza per interpretare altri ruoli e altre età. Prendiamo in considerazione i quattro ritmi fondamentali dell’attività elettrica cerebrale e cioè Beta, normale, Alfa, calma interiore, Theta, ritmo pre-sonno e Delta, sonno profondo. Fra la veglia e il sonno il cervello produce le onde Theta in grande quantità. Stiamo parlando dello stato ipnagogico, durante il quale avvengono illuminazioni creative, allucinazioni.

Creativo

Dobbiamo rendere l’uomo simile a un sarcofago di carne. La mummia posseduta la creeremo noi, condizionandone le scelte e facendole smarrire il libero arbitrio. Li bombarderemo di immagini pubblicitarie e istigheremo desideri triviali. Non dovranno pervenire a livelli di coscienza superiore. Il virus dell’assassinio deve contagiare la psiche e la causa scatenante dev’essere suscitata dai media. Per controllare le menti dobbiamo stimolare la zona della penombra e la televisione è il nostro mezzo più potente. Grazie a lei possiamo manipolare e trasformare la realtà.

Psicologo

Dobbiamo far sì che la gente si addormenti col televisore acceso durante la notte, in modo che le zone d’ombra possano essere occupate grazie ad una forma di ipnopedia. Chiaramente a tarda notte verranno trasmessi soltanto film horror e film erotici. Dev’essere studiata un certo tipo di musica in grado di provocare alterazioni della coscienza, modificare il ritmo cardiaco, far provare emozioni forti.

Buio sul palco. Luce in platea.

Pazzo

Ascoltatemi! Datemi retta. La psicanalisi ci porterà all’autodistruzione.

Voci dalla platea o dal proscenio

La psicanalisi?…Oggi ce l’ha con la psicanalisi. Perchè la psicanalisi, maestro?

Pazzo

Perché ci vuole imporre un mondo dove non esistono valori, non esiste generosità, non esiste bontà, non esiste fedeltà, non esistono sentimenti. La psicanalisi ci vuole imporre un mondo dove ci siano solo compensazioni di sensi di colpa. Non fidatevi dei manipolatori delle menti. Il fine che muove questi soggetti è il nostro annientamento.

Voci dalla platea o dal proscenio

E’ pazzo! Chiamate la polizia. Come si può permettere a un folle di parlare in questi termini…Come gli si può permettere di screditare una scienza…E’ pazzo!

Pazzo

Dite che io sono pazzo? Ah, io sono pazzo. E allora Freud? Quello sì era un pazzo. Lui cerca di farci vedere la malizia laddove non può essercene.. . Chi, se non lui, afferma che il bambino trova un appagamento sessuale nel seno materno… Chi dice che prova un piacere analogo nel succhiarsi il pollice o nella ritenzione delle feci?

Voci dalla platea o dal proscenio

Freud, ha preso di mira Freud! Non sembrerebbe un ignorante nel sentirlo parlare.

Pazzo

Non acquistate i giornali. Spegnete i televisori. I media fanno sì che certi fatti rimangano nell’ombra . Promuovono soltanto un certo tipo di notizie per indurre a dibattiti e stimolare la vena della follia sociale.

Voci dalla platea o dal proscenio

Magari torniamo all’età della pietra? Sì, sì, cancelliamo la civiltà (sghignazzano)

Pazzo

Oggi è il 25 Novembre 2006.

Voci dalla platea o dal proscenio

Sì. E allora?

Pazzo

Avete letto i giornali di oggi? Vogliono creare masse di veri e propri maniaci sessuali. Voi non sapete che esiste un tentativo per rendere tutti più sensibili agli stimoli sessuali. Sapete come si chiama questo processo?

Voci dalla platea o dal proscenio

Come?

Pazzo

Pansessualizzazione.

Voci dalla platea

Termine straordinario. Ma che significa? Pane e sesso? O cos’altro?

Buio in platea, luce a destra sul palco. Scena dell’aereo di linea. Un passeggero legge il giornale alla moglie

Passeggero

Ci mancava anche questo. Senti un po’ qui. (legge) Abusi in corsia nei reparti misti. Lo scandalo scuote Londra. Violenze sessuali in ospedale, bufera sul ministro. Ragazze sotto shock vittime di stupro costrette a dividere la stanza con uomini seminudi. Uomini che camminavano per il corridoio mostrando i genitali. Donne lavate dalle infermiere davanti a uomini seminudi. (commenta) Quasi quasi… mi faccio ricoverare pure io.

Moglie

Ti piacerebbe, eh? Sei il solito cafone!

Una donna quarantenne fa notare un articolo sul quotidiano alla figlia

Donna

(legge) India, a sedici anni bruciata viva dal suo violentatore. Non aveva voluto ritirare la denuncia che aveva sporto contro un trentaseienne di casta alta, accusandolo di averla violentata. L’uomo aveva ripetutamente provato a convincere la ragazza a ritirare la denuncia. Dopo l’ultimo tentativo fallito, avrebbe cosparso il corpo della ragazza di kerosene e le avrebbe dato fuoco dinanzi alla sua famiglia.

(commenta) Ti è finita bene, figlia mia! Secondo me quella ha raccontato ai giudici le stesse panzanate che hai raccontato tu e lui s’è incazzato. Ti è finita proprio bene! A noi stanno dando pure il risarcimento.

Un vecchio legge e commenta fra sé

Vecchio

(legge) Abusi sessuali su un minore. Quindici anni a un sacerdote ottantottenne. Condannata a cinque anni anche la perpetua. La turpe vicenda è emersa durante il procedimento di separazione fra la perpetua del parroco e il marito, che avrebbe accusato la moglie e il prete degli abusi commessi nei confronti del bambino che allora aveva cinque anni. (commenta) Se dieci anni fa il prete aveva settantotto anni, significa che certe cose funzionano…Perché non provare?

Un uomo sgomita la moglie seduta accanto a lui.

Uomo

Senti senti…arrestato per pedofilia il marito del sindaco. Paese sotto choc. La dodicenne si fermava spesso nel suo negozio per farsi aiutare  a fare i compiti. La particolare attenzione dell’uomo che non è sfuggita ai militari che, informati, hanno messo sotto controllo il negozio per qualche settimana.

Donna

Informati? Per questo allora non era sfuggita ai militari…

Uomo

(legge) Non è escluso che possano essere stati i genitori della ragazza ad accorgersi della simpatia speciale che l’uomo aveva per la loro figlia.

Donna

Interessante! Potremmo farlo anche noi…Quel candidato politico dovrà darci tutto quello che gli chiederemo. Appena torneremo a casa istruiremo nostra figlia.

Luce in platea

Pazzo

Tutto ha una regia. Dovete credermi!

Voci sghignazzanti dalla platea

Sì, sì, ti crediamo.

Pazzo

Ma non vedete come tutti gli stilisti spingono le donne a ripudiare il pudore? Ad andare in giro seminude?

Si sentono delle risate in platea e delle voci femminili.

Voci femminili

Evvai! Continua….vogliamo ascoltarti ancora.

Pazzo

Donne, cosa ridete? Voi non vi rendete conto del male che vi stanno facendo. Ma come fate a non accorgervi che vi istigano all’odio e al disprezzo di noi uomini.

Voce femminile

E tu saresti un uomo? (sghignazza)

Pazzo

Non ridere di me come fai con gli  tutti gli altri uomini che conosci. Tutto, tutto vi spinge a schernire gli uomini e a odiarli. Vi abituano sin da piccole con i cartoni animati. Ma non capite che tutto tende a rappresentarvi come vittime di un maschio spregevole?

Voci di donne

Ma stai zitto! Era ora che si accorgessero di noi! Matto, chiudi il becco. Sporco maschilista. Zitto!

Pazzo

Io zitto? Ma secondo voi la tanto agognata parità dei diritti è stata raggiunta?

Voci femminili

Ci siamo quasi.

Pazzo

Povere illuse! La diabolica regia mira soltanto a farvi raggiungere il piacere. Sì, perché sentirsi vittima di un prototipo di un maschio ignobile è un piacere, vincere la lotta contro questo maschio scellerato è di più. E’ orgasmico. (tutti ridono).

Pazzo

Gli stilisti spingono le donne a ripudiare il pudore, ad andare in giro seminude.

Buio in platea. Luce sul palco

Creativo

Ho un’idea. Dobbiamo creare un videogame che riesca a rilassare e a inviare messaggi apologetici durante lo stato di trance. Un videogame che aizzi al delirio di onnipotenza. So già come confezionarlo e una volta definito si deve spiattellare in tutti gli spazi pubblicitari possibili: giornali, radio, tv e soprattutto nelle riviste di gossip.

Buio sul palco. Luce in platea.

Pazzo

Non vi rendete conto che siete tutti condizionati dai messaggi subliminali? Non li avvertite in maniera cosciente, ma il vostro subcosciente registra tutto. Desiderate ciò che viene propagandato. Il vostro cervello lo cataloga come "vero" e "desiderato".

Buio in platea. Luce sul palco. Aereo di linea sulla sinistra del palco.

Ragazzina

Mamma, non ho niente da leggere.

Madre

Dai uno sguardo a questo quotidiano.

Ragazzina

Che schifo i quotidiani.

Madre

Ma no, dai, leggi questo foglio, parla degli ultimi giochini al computer.

Ragazzina

Che noia leggere…ma cos’è questo gioco? Non lo conosco. (legge) Rule of Rose. Una ragazza è sepolta viva dopo avere subito le violenze di alcuni coetanei. Un gioco così perverso che Sony lo ha tolto dal catalogo e venduto ad una casa indipendente. (alla madre) Mamma, ti prego, voglio questo gioco, ti prego.

Madre

Scrivimi su un foglietto il nome che te lo troverò, costi quel che costi.

Ragazzina

Grazie mamma! (Fra sé) Non vedo l’ora. Chissà quali sono queste violenze. Ho i brividi al solo pensiero.

Un bambino seduto accanto al padre che legge cerca di attirarne l’attenzione.

Maschietto

Papà, papà, leggi! E’ uscito un nuovo gioco, si chiama Bully.

Papà

Fammi vedere un po’. (legge) Una banda di naziskin in erba passa il tempo a prendere a calci e a pugni i passanti. (al figlio) Dev’essere veramente divertente.  Ci giocheremo insieme, anche se in Italia deve ancora uscire e si chiamerà canis canem edit. Lo prenoto subito.

Pazzo

State lontani dalle luci stroboscopiche. Vi debilitano la resistenza ai messaggi subliminali. Li assimilate! La resistenza del subconscio è perduta!

Psicologo

Nelle discoteche tre elementi devono fondersi per creare una nuova dimensione: musica, luce e compresse. E’ l’unico modo per far sì che si alteri la percezione spazio temporale.

Pazzo

Creeranno dipendenze. Stanno studiando i vostri sensi. Le sigarette, gli aromi, i cibi confezionati. Vi state consegnando!

Uomo in platea

E se avesse ragione?

Pazzo

Provate a mangiare delle patatine fritte in busta.

Donna in platea

Pure le patate fritte!

Pazzo

Ne verrete attratti in un modo tale che è stato studiato per condurvi al loro acquisto ogni volta che le vedrete esposte. Cucinatele a casa. Non fanno odore, ma sono di gran lunga più buone di quelle contenute nei sacchetti.

Uomo in platea

E’ vero. E se avesse ragione? Noi lo prendiamo per pazzo…

Pazzo

Dobbiamo stare uniti. Loro tendono a disgregare la società.

Membro

Dobbiamo disgregare la società. L’uomo deve perdere il senso del bene comune per raggiungere una forma di individualismo e egoismo tale da non potere ricevere più la collaborazione disinteressata di nessuno. Lo scopo finale è quello di portare l’uomo a preferire al bene proprio il male altrui. Più disuniti saranno, tanto più facile sarà per noi comandare. Non dovranno più credere in niente. Saranno più facili da dominare.

Pazzo

Il desiderio stimola il sentimento. Il sentimento produce la passione. Basta soddisfare immediatamente una voglia e il sentimento non nasce. Nessuno desidera più niente. Tutto è quotidianità. Tutto è sul piatto d’argento. Anche rinnegare la tradizione è quotidianità. Il fascino dell’attesa…

Buio

Caro Angelo, ti scrivo questa lettera…(la luce illumina parzialmente un volto)…Caro? No, tu non mi sei caro, ma sei l’unico a cui possa confessare la mia ansia. Il solo con cui mi possa confidare. Amici?  Io non ho amici, li ho barattati al mercato della vita per una manciata di soldi. Quanto fumo… li ho dispersi. Perché dovrebbero ricordarsi di me? Non ho mai dato voce e ascolto ai loro bisogni, il mio egoismo non ha valore. L’amicizia non esiste, è solo un ausilio extra alle illusioni. Ne ho beneficiato come l’esistenza di una mosca, quando ho avuto e ne hanno avuto bisogno… Che schifo la vita. Ho rinunciato all’amicizia, a qualsiasi amicizia, e adesso, per giunta, pretendo che qualcuno si ricordi di me? Eppure non era così quando la sorte era dalla mia parte. Che folla di seguaci, allora. Sorrido acido, se ci penso. Non rinnego niente, sono fatto così, sono un maledetto. Ho ucciso la fortuna, li avevo in pugno, erano con me, dentro di me, le loro menti scorrevano nella mia e il ritmo sincopato, continuo, assillante, allineava la trance, ballavano, sballavano. Una danza tribale che alterava i sensi e sprofondava nel candido fiume dello spirito universale. Una sola entità, la simbiosi perfetta. Io, lui, lei, noi. Un insieme compulsivo fra spire di musica e pasticche, e ondulate maree mistiche.

Sono morti tutti quella notte, volevo morire anch’io all’acme dell’angoscia sensuale, senza respiro, senza sporgenze di cielo dove conficcare il senno e inspirare la vita. Una morte indolore, un passaggio, un’estasi oscurata. Ho esagerato con la dose, ho dato loro l’impossibile: lo volevano. Volavano oltre il dovuto convergendo nella desolazione, il cervello aveva superato i recinti del piacere, il corpo i confini dei sensi; troppi colori, troppi odori, troppe illusioni, le menti cedevano alle menti, i cervelli s’irroravano di sangue purissimo e la linfa energetica di adrenalina tracimava nella follia annegando nei misteri primordiali della vita e della morte. Era tutto previsto: era il mio lavoro. Tu sai che vivevo per questo… per la vita e per la morte degli altri. Ogni volta la stessa storia: attraevo, adescavo, seducevo, circuivo, uccidevo. Cominciavo ad annoiarmi, questa vita umana mi stava scorticando il buio dell’anima. Intanto, questa era la mia manovalanza. Il capo blaterava e ordinava, sputava sempre le stesse sentenze. Ero a contratto predestinato, un diavolo dalle sembianze perfette. Non mi lamentavo. Avevo assicurato un dignitoso posto all’inferno, nel girone delle amicizie imperfette, se prima non mi avessero licenziato in tronco. E sì, tutto è successo così rapidamente che non ho avuto il tempo di difendermi. Passava il tempo e alla noia si era aggiunto un delirante rigurgito di commiserazione per le mie vittime. Cercavo di dissimulare al cospetto del boss, ma lui era furbo, molto più di me: era il male fatto persona. Come si fa a raggirare il diavolo? Potevo resistere per un altro secolo o un attimo, e poi? Volevo pensare al mio futuro, ma come? Ho sempre avuto in esclusiva il presente, non ho mai guardato il tempo alle spalle, non potevo, e non ho vista sufficiente per blandirmi nelle vaghezze a venire. Diavolo, quanti scrupoli, quanti dubbi. Scrupoli, capisci, io non ho mai avuto paura delle conseguenze delle mie azioni, altro che scrupoli, io godevo in mezzo ai miasmi della degenerazione… D’improvviso, invece,  ho preso il vizio di riflettere, di riflettere sulla mia vita. Dannazione, mi sono rincoglionito e sai perché? Perchè ho cominciato ad amare. Ecco, l’ho detto, capisci adesso perché sento la necessità di parlarti? Pativo una strana metamorfosi che mi strappava dall’incoscienza, mi carpiva la pace. Dovevo fare qualcosa, ero in piena sindrome di romanticheria acuta. Ti ripeto la trivialità, quasi me ne vergogno, l’Amore per la mia indole è parola vietata, in disuso. E adesso lo squarcio mi ammala, m’indebolisce...Tutto cominciò in quel dannato giorno.

Voce di donna

Ciao Angelo, ho bisogno di te. –

Volto

Cosa vuoi, vattene. –

Voce di donna

Ti prego, aiutami. –

Volto

Hai i soldi? –

Voce di donna

Sì, guarda. –

Volto

Chi hai lavorato, stanotte? –

Voce di donna

Un vecchio. Non ho provato ribrezzo. E’ stato buono. –

Volto

Buono, Maddalena? –

Voce di donna

Sì, è stato buono, non ha preteso extra. –

Volto

E la faccia tumefatta cos’è, eh, il marchio della sua bontà? –

Voce di donna

No, no, lui non ha colpe per questo. Non riusciva a venire, il mio corpo non gli bastava, aveva bisogno di qualcosa di più… -

Volto

E ti ha schiaffeggiata! –

Voce di donna

No, no, mi ha appena sfiorata, non mi ha fatto male. E’ stato generoso, adesso ho i soldi. –

Volto

Senti bellezza oggi l’ufficio è chiuso, torna domani.

Voce di donna

Domani? E come faccio? Ho bisogno della…

Volto

Morte? Hai bisogno della morte, vero? –

Voce di donna

Che cazzo dici? La morte? Io non ho scelta, capito? La devo prendere, ne ho bisogno, dammela! –

Volto

Sei proprio persa. Mi fai pena. –

Voce di donna

Maledetto bastardo, adesso ti faccio pena. Bastardo maledetto! –

Volto

Mi faceva pena per davvero. Com’era possibile? Stava minacciando la mia procace indifferenza. Ero terrorizzato. Avevo già notato che quando la vedevo mi faceva un certo effetto. Non la solita eccitazione sessuale, era qualcosa d’altro, non te lo so spiegare. Dovevo fermare quello strano impulso che mi provocava, mi aggrappavo al cinismo. Solo che quella sera era particolarmente bella, mi devi credere: era irresistibile. Dovevo reagire, la passione non era fatta per me, l’avevo sempre detestata, mi sembrava una cosa stupida, vischiosa, avvolgente, inutile, zuccherosa. Quella sera,  invece, tergiversando sui suoi occhi ho sentito le emozioni. Maddalena mi provocava emozioni! Diavolo, dovevo assolutamente cancellarla dalla mia mente, aveva intaccato la mia natura maligna, rischiavo di pregiudicare la mia posizione. Vieni con me. –Le dissi. E così la portai nella mia alcova. Volevo che provasse il lezzo delle mie pratiche carnali, la volevo possedere fino alla fusione totale dei nostri corpi, fino allo zenit del piacere. Volevo eliminarla dai miei pensieri, suggerne il corpo alla radice, saziarmi della sua carne fino alla nausea. Fu inutile. Più la possedevo e più mi perdevo. Il suo odore sapeva di bosco bagnato di pioggia e i suoi umori di ricci di mare appena dischiusi, la sua pelle  era delicata e cedevole, più la toccavo e più desideravo toccarla, il suo corpo mi calamitava, reiterava voglie inappagabili. La prendevo con violenza e lei si dava con slancio, volevo tacitarla con la forza, affrancarmi dal suo predominio di femmina, e ci stavo riuscendo… quando – ah, se ci penso - cominciò a gemere. I suoi occhi roteavano verso l’alto illuminati dalla grazia dell’orgasmo, ansimava in respiro caldo e i suoi mugolii erano libero canto di sirena. Non potevo resistere a tanta meraviglia, simultaneamente mescolai il mio piacere al suo e in quel preciso momento cedetti la mia anima divenendo schiavo.

Voce di donna

Angelo, Angelo mio. –

Volto

Mi sussurrava appagata, ed io mi abbandonavo alla sua malia, completamente soggiogato dalla sua entità. Non potevo permetterlo, capisci, scardinava ogni mio principio di apatia ai tristi sentimenti. L’amavo e l’odiavo… l’amavo! Dopo un po’ riuscii a sottrarmi dal suo abbraccio. Lei dormiva beata. Una parte di me si ribellava, la più fedele alla mia natura. Sono un essere spregevole, scostante, cattivo, io sono un essere cattivo, come potevo sopportare una prospettiva romantica. L’acqua fredda della doccia non riusciva a saturare il travaglio. Lei dormiva ancora, dolce come una dea. Mi avvicinai, la guardai ancor prima di girare lo sguardo e premerle le mani sulla gola. Strinsi forte, con rabbia, e sentii il disgusto delle lacrime che mi segnavano il volto. La uccisi. Non si accorse di niente, il suo viso era più che mai vivo e nemmeno la morte riuscì a deturparle il lieve sorriso di beatitudine che esaltava la sua bellezza. Ecco perché ti scrivo, avevo bisogno di parlare con qualcuno, con l’unico amico rimasto. Da quel giorno non ho avuto più pace, sono devastato dal rimorso, Maddalena mi perseguita, mi sorride, geme, mi ama…Ho rinunciato a tutto, al lavoro, alla gloria, al denaro… al mio angolo di inferno. Ho toccato il paradiso e non mi resta che…(buio) Quando questa lettera arriverà al destinatario, lui non ci sarà più. Rimarrà una vita chiusa in busta, dimenticata. La testimonianza di un uomo debole che non ha resistito alla voce dell’amore.

Voce di donna

Vieni, Angelo, ti aspetto, vieni… -

Voce del “Volto”

Così sia. Angelo.

Membro

Dobbiamo far di tutto per far dilagare la pedofilia. E’ l’unico modo per disincentivare la procreazione. Scoraggiare i futuri genitori a pensare che il proprio figlio cada nelle loro mani.

Luce in platea

Pazzo

Ogni giorno, in tutte le televisioni, su tutti i giornali, su tutte le riviste si cerca di fare credere alle donne di essere superiori agli uomini. E’ totale e continuato lavaggio del cervello. Quest’aria di sicurezza e di dispotismo le sfigura. Sono inacidite, arroganti, presuntuose.


Uomo

E’ vero!

Donna

Ma che dici…

Pazzo

Guardate le vetrine dei negozi femminili. I manichini, nelle vetrine, sono stati cambiati proprio per completare il lavaggio del cervello. Dove sono le linee morbide, sinuose? E dove la dolcezza nello sguardo? I manichini di oggi sono squadrati, rigidi nella postura. Lo sguardo è impietoso, furibondo, schizza lampi dagli occhi. Guardatevi, donne del futuro. Che schifo! E quell’uomo al guinzaglio che spesso pongono ai vostri piedi? Tutto è manovrato, tutto è programmato.

Uno sparo, poi buio fitto.

Scena finale

Scrivania al centro con un nugolo di giornali sparpagliati attorno e un fermacarte ben in evidenza raffigurante un serpente;  un grande quadro alle spalle con l’effige di una discinta Eva mentre morde la mela. Altri quadri e sculture qua e là raffiguranti i simboli del new edonismo: scene di carnevale,  logo di window, notorietà dell’effimero (Paris Hilton ed altri); un grande televisore al plasma a destra dove scorrono immagini di guerra, di miseria, pozzi petroliferi, sciagure naturali ed altro. Un specchio a misura d’uomo a sinistra. All’uscita della quinta di sinistra una porta chiusa con una scritta ben visibile – Sala Regia -

Diavolo uomo

(indossa una camicia rossa sopra un pantalone nero, all’estremità dorsale della camicia penzola una coda con la punta a freccia; una maschera diabolica fornita di corna in appendice gli avvolge la faccia. Rovista fra i giornali e ne sceglie uno a caso. Nel momento in cui comincia a leggere i titoli più salienti ad alta voce, lo schermo del televisore arresta  di trasmettere i servizi dal mondo e riflette la sua stessa immagine. Nei movimenti che seguono scodinzola la coda  in relazione al grado di eccitazione. Varia repentinamente di umore e si muove a scatti e con grande enfasi)

Uccide gli zii e li fa a pezzi. I corpi a brandelli vengono ritrovati in alcuni sacchi dell’immondizia.

Avvelena il marito e lo dà in pasto ai cani.


Diavolo tv

(stessa maschera)

Macabro rinvenimento: dagli scavi archeologi riemergono resti di corpi umani, presumibilmente una fossa comune. Le espressioni di terrore dei visi, seppur segnate dal tempo, fanno ritenere che si tratti di persone seppellite ancora in vita. Strani oggetti simboleggiano rituali demoniaci.

Colta da improvvisa pazzia, massacra la madre a coltellate.

Diavolo uomo


Due ragazzi dabbene sorpresi nella notte a dissacrare tombe.
(sbotta in un ghigno di soddisfazione.)

Bene, bene, bene, i pensieri del mondo fornicano con il male: ha fascino, il male è fascinoso!

Le seppioline abboccano, le loro tenere carni cedono facilmente al richiamo seducente del peccato; circola volitivo e conformante il sangue caldo, linfa e veleno della dannazione. Già pregusto il gusto succulento delle loro anime. Slurp!

Diavolo tv

Che buone le seppioline, slurp.

Diavolo uomo

(si passa volgarmente l’avambraccio sulla bocca, come a voler pulire i liquidi del pasto immaginato. Riprende a leggere i giornali.)

Terremoto in Giappone, strage aerea, altra strage aerea, ciclone nelle coste messicane, spara sui passanti, misterioso delitto di un bambino… (nervoso)

Blablablabla che noia, sempre le solite cose. Questi iniziati non hanno fantasia, non hanno la mia classe.
(raggruppa tutti i giornali in una palla di carta e li butta nel cestino.)

Vi vaporizzo.

(alla frase segue un effetto sonoro e/o visivo. Si sposta verso lo specchio e si rimira vanitosamente)

(guardandosi)

Sono bello o non sono bello? Forse devo risistemare i capelli, questo corpo umano mi sta un po’ stretto.

Ho lavorato bene in questi ultimi anni. Il capo è contento.

(fischiettando mentre si aggiusta il nodo della cravatta)

 La guerra imperversa ovunque, fame e siccità sono accuratamente propagate. I potenti sono alla mia mercè e sono avidi fino alla pazzia…

Diavolo tv

… e i ricchi divorano ogni sorta di beni, dimenticando di essere dei miseri mortali. Ahahaha

Diavolo uomo

Oh, come mi sento bene, come mi sento bene! (canticchiando) Ho talento e voce. (improvvisamente serio e con voce subdola) I messaggi subliminali diffusi nell’etere si sono rivelati micidiali, tutti si sono sottomessi al mio volere, tutti, i più grandi artisti, ed ogni forma d’arte ha il marchio maligno: video, musica, programmi televisivi e persino i cartoni animati ne sono contagiati. Un virus invisibile, intangibile, che ha avuto eccellenti risultati sui poveri di spirito.

(comincia a massaggiarsi le corna)

Questa notte potrò finalmente immergermi nei miasmi della perdizione del mio sabba. La notte sarà lunga e nera, la luna si nasconderà per la paura, festa, canti e balli e frenesia orgiastica mi ritempreranno lo spirito.

Bramo, bramo, bramo alle nuove vittime, bramo ai nuovi seguaci…

(continua a massaggiare le corna con sempre maggiore eccitazione)
Ricchezza, successo e sesso, oh si, sesso, ricchezza e successo … questo gli offro… l’umanità è debole, non può che accettare… ahahahahah

(si lascia cadere per terra simulando un orgasmo)

(Si rialza e procede alla vestizione sforzandosi di assumere un contegno umano, con palese impaccio)

(smanetta la coda trovando notevole difficoltà nel sistemarla nello spazio a cavallo dei pantaloni. La scena deve svolgersi con spirito ironico)

Diavolo di una coda, non scappare via. Vai dentro, così… non scappare… ti ho detto che non puoi apparire! Non posso, capisci, piacerebbe anche a me, non scappare: Dentro, ho detto!

(si toglie la maschera, l’accarezza e la depone con cura nel cassetto della scrivania chiudendolo a doppia mandata. Il televisore si spegne. Quindi dà un’altra sbirciata allo specchio lisciandosi i capelli)

Vorrei capire cosa ci trovano gli umani in questo spregevole aspetto. Le mie corna sono cosi vigorose, mah?... Il lavoro è lavoro!

(si avvia per la quinta di sinistra con decisione e prima di uscire si arresta improvvisamente; con aria sognante riprende lentamente il centro della scena)

Sono un genio… un genio.

Ho trovato il modo per diffondere i messaggi subliminali in tutte le menti, nessuno potrà scampare… L’ultima idea scheggiata dal mio ingegno satanico …

(estrae un cellulare)

I telefonini!

Belli, stilizzati, energetici, affascinanti… sensuali. I nuovi simboli fallici!

(lecca il cellulare con voluttà)

Nessuno ne può fare a meno… l’arma letale!

Squilli, driin, driin (imita una serie di squilli) e nel suono le voci di Belzebù confonderanno, insinueranno, annulleranno la memoria fino a scatenare … la bestialità!

(nel corso del monologo la crescente eccitazione deve essere fortemente trasfigurata. L’attore deve mimare leggerezza, con gesti ampi che tendono verso l’alto, fino ad esprimere, nell’epilogo la sensazione che stia levitando)

Semplice e diretto, come tutte le cose ingegnose… diabolico eheheh (con ghigno)… una serie di trilli viscidamente dominanti.

Si edificherà la nuova Babele, il caos comunicativo… e nel disordine delle menti… il trionfo del male!

(alla fine di questa frase l’attore si allunga con le braccia in alto e in punta di piedi, figurando un momento d’estasi. Nel riprendersi, “scende a terra”, tirandosi il didietro. Quindi, risoluto. si avvia verso la porta della “Sala regia”)

-trilli di telefono –

- Sipario -

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