Era una notte buia e tempestosa

Era una notte buia e tempestosa


SOGGETTO

Il vedovo commendator Netta, vive in una bella villa alle porte di Roma con sua figlia Loretta. Ha tre dipendenti che lo accudiscono: Rosina (la domestica ciociara), Olivio il giardiniere, fratello di Rosina e Guido: autista e factotum.

Mo accade che una mattina viene alla villa il ragionier Pirlone a consegnare a Mario il modulo gi compilato della denuncia dei redditi.

Il ragioniere accompagnato dal prof. Dupale, docente di filosofia e innamorato perdutamente di Rosina.

Quella stessa mattina arriva alla villa insieme al fratello Miscia, Olga, la fidanzata russa di Mario, conosciuta su internet in realt i due non sono russi, ma napoletani travestiti cos perch truffatori, andati in villa per rubare.

Durante la visita dei due, appare allimprovviso Dorotea, la sorella del commendatore. Dorotea accompagnata dalla figlia Ottavia, le due sono venute per parlare col commendatore allo scopo di dirgli che sia lei che Ottavia sono incinte.

Le due donne aspettano un bambino. Dorotea da Guido (autista della villa) e Ottavia dal marito (che non vedremo mai perch separata da due mesi).

Il guaio che anche Loretta (figlia del commendatore) incinta di Olivio Pardi, vecchio compagno di scuola di Ottavia.

Durante una telefonata sia di Loretta che di Ottavia ad Olivio Pardi, Rosina, presente alla telefonata, crede che sia stato suo fratello Olivio (invece Olivio Pardi) ad aver messo incinte le due ragazze.

Quando Loretta rivela alla zia Dorotea il suo stato, le chiede aiuto per dirlo al padre. Dorotea le consiglia di essere ferma e decisa dicendogli: Aspetto un figlio da Olivio!

Questa frase, Dorotea, la dice in presenza di Rosina e proprio per questo che immagina che tutte e tre le donne siano state messe incinte da suo fratello Olivio.

Ora nasce il problema di come dirlo al commendator Mario anche perch Olivio talmente ignorante in maniera di sesso che immagina fosse stato sufficiente pensare intensamente ad una donna per metterla incinta.

FINE PRIMO ATTO


Ora, per Rosina, nasce il problema di come dirlo al commendatore.

A facilitare ci, ci penser il ragionier Pirlone che si offre per dirlo al posto di lei a patto che Rosina accetti le avances del professor Dupale.

La stessa mattina arriva in villa anche il commissario Cacace perch una pattuglia probabilmente ha visto due personaggi le cui sembianze corrispondono a due lestofanti napoletani da tempo ricercati e precisamente:

I fratelli EspositoAssuntina e Gennariello.

Ora succede il caos perch quando il ragioniere dice che le tre donne sono incinte di Olivio, a Mario quasi prende un infarto.

E un vero marasma generale perch allentrata in scena del giardiniere (Olivio fratello di Rosina), Mario gli salta addosso.

FINE SECONDO ATTO

A SIPARIO CHIUSO rientra Olivio che spiega al pubblico che i fatti rappresentati fino ad allora, sono accaduti un anno primaora le cose sono cambiatetutti si sono spiegati e tutti i problemi sono stati appianati.

Si RIAPRE IL SIPARIO per far vedere la situazione attuale.

Quindi LEPILOGO DELLA COMMEDIA:

Mariosi sposato con Olga e ha un bimbo.

Dorotea si sposata con Guido e anche loro hanno un figlio.

Loretta si sposata con Olivio Pardi ed anche loro hanno un bimbo; i due sono rimasti a vivere in villa. Anche Ottavia, figlia di Dorotea e nipote dellcommendatore, sono l per festeggiare i sei mesi del loro bambino.

Alla festa parteciper anche Rosina che entrer in scena con due fagottellii gemelli avuti dal marito il prof. Dupale.

Il colpo di scena finale che durante la festa arriva Olivio il giardiniere dicendo che deve dire una cosa tra le braccia tiene un neonato e dice di averlo trovato sotto un cavolo del suo giardino.

pi che certo che sia suo figlio perch circa nove mesi prima, si ricorda di aver sognato, in una notte buia e tempestosa, di stare, lui, unico uomo, ad una festa per sole donne.era l8 marzo.


PRIMO ATTO

Il sipario si apre nel grande salone di casa del commendator MarioNetta.

Lambiente molto elegante e raffinato e i mobili, belli e ricercati, mettono in mostra buon gusto e denotano una certa agiatezza economica del commendatore.

A sinistra un divano con sopra, poggiati alla rinfusa, un paio di jeans ed un maglione. Sempre a sinistra, una vetrinetta con dentro dei libri e a destra una scrivania con sopra dei fogli, alcuni libri, un telefono ed una lampada.

Nelle due quinte laterali si aprono tre porte. Una a destra e due a sinistra che vanno nelle altre stanze della grande casa. Nel fondo una porta-finestra d accesso al giardino e dalla quale si intravedono degli alberi. Lazione si svolge nei nostri giorni.

Allaprirsi del sipario, la scena vuota. Dopo qualche secondo entra dalla porta-finestra, il commendator MarioNetta in tuta da ginnastica. Ha un asciugamano intorno al collo. E sudato come se avesse corso. Una volta entrato al centro della scena continua a fare movimenti ginnici dandosi il tempo.

luce di servizio

buio

01 SIGLA DI APERTURA

PIAZZATO

sfumare

MARIO: Uno due Uno dueUno due! (sbuffa)Auff!

MARIO: Che sudata! Il medico dice: fa movimento che te fa bene S, alla mia et (ansimando) Ciavr pure ragione (sbuffa ancora)ma io non ce la faccio pi. (si siede pesantemente sul divano)na volta ero forte!... Na voltano, dicevo na volta solaquella volta rimasta nella storia perch tutte laltre volte(e mentre si asciuga il viso con lasciugamano, chiama la cameriera)Rosina(pausa)Rosina (pausa)E quanno te sente! (grida)Rosinaaa!!

ROSINA: (entra con il vassoio e il caff)E calma, calma commendat arrive

MARIO: Quando ti chiamodevi venirecome faccio iodi corsa.

ROSINA: Se venivo di corsa me pigghieva o fiatone comm a voje, e adesso stavo stravaccata sul divano, comunque io ho corruto!

MARIO: Ho corso si dice ho corso!

ROSINA: Ehhhho corso o ho corruto sempre a schizze ho arrivata

MARIO: Come sei arrivata?

ROSINA: Di corsa a schizze sziiiummmhhh. ecche qua pigliateve il caff.

MARIO: A schizze!

ROSINA: No, no o caff senza schizze.

MARIO: Beh vorrei vedere dai qua dopo il footing un buon caff quello che ci vuole.

ROSINA: Commendat voi la dovete smettere e futting.

MARIO: di fare cosa?

ROSINA: O futtuio l quella cosa ca dite vuje.

MARIO: Intanto si dice footing, e poi il medicodice che fa bene alla salute.

ROSINA: Eh giPensate si ve faciva male. A questora stavate cu a cravatta rossa.

MARIO: Con che?

ROSINA: A cravatta rossaa lingua de foraah, ah, ah

MARIO: Ah, ah, ah dagli anni 70 che non sentivo pi questa battuta.

ROSINA: Infatti la diceva sempre Nino Manfredinon per niente era mio paesano.

Entra Guido dalla porta finestra del giardino. E vestito di scuro in giacca e cravatta ed ha in testa un berretto classico da autista.

GUIDO: (fermandosi davanti alla finestra)Buongiorno commendatore!

MARIO: (voltandosi)Buongiorno Guido!Proprio te cercavohai lavato le macchine?

GUIDO: Si commendatoreinsaponate e lavate.

ROSINA: Lavite anche stese ad asciugare?

MARIO: (a Rosina)Rosinaa!Glielho detto io di insaponarle. Ma mai possibile che te devi sempre intromette in cose che non ti riguardano? (a Guido)E tu vieni avantiche mi viene il torcicollo.

GUIDO: (avanzando)Mi scusi commendatore, la signora Dorotea mi ha chiesto se alle nove e trenta posso andare a prenderla a casa

MARIO: Va benevai pure ma non prende la macchina grandeprendi la Smart!

GUIDO: Quella di sua figlia Loretta?

MARIO: Perch, quante Smart abbiamo!?... Una ce ne abbiamo, e non di Loretta la guida lei, ma la macchina mia e indovina chi lha pagata?

ROSINA: Indovina? (Mariorimane interdetto) Allora?... Che dovemo fa an ghin gpe sapello?... Io nun tengo na liraqui semo in due?!... Fa un po te?

GUIDO: Ma sicuro commendatore?

MARIO: Certo che so sicuro, un bigliettone sullaltro contanti.

GUIDO: No, volevo dire sicuro che la Smart vada bene per sua sorella Dorotea?

MARIO: Perch, pe mia sorella Dorotea ora ci vuole la Cadillach? ... La Smart Guido, la Smart!

ROSINA: M te lha detto no? Se la Smart la guida pure il commendatore te pare che non la pu guida la sorella?

MARIO: A Rosio non che guido la Smart lui che se chiama Guido.

ROSINA: Ambnun ci avevo pensato che se chiama Guido perch fa lautista.

MARIO: No, lui non se chiama Guido perch fa lautista, se chiama Guido perch se chiama Guido, a Ros, ma se questo se chiama Guido lo vuoi chiam Giovanni?

ROSINA: Giovanni?...Ma lo sai commendat che me piacerebbe de pi?

MARIO: Te piacerebbe e te piacerebbe!...Certo che sei proprio tosta!

GUIDO (simpaticamente benevolo) Rosina, io mi chiamo Guido e basta

ROSINA: Ahmo s capito. Guido lu nome ebasta lu cognome.

GUIDO: S, vabb! Il mio nome GuidoGuido solo.

ROSINA: Ma allora se guidi solo perch vi port cu tte pure la signora Dorotea?

GUIDO: Perch mi ha chiesto che deve venire con me.

ROSINA: Per guidi.

MARIO: Certo che guida, fa lautista?!

ROSINA: Allora commendato, mo ho capito perch fa lautista.

MARIO: E perch farebbe lautista?

ROSINA: Perch se chiama Guido.

GUIDO (scocciato) A Ros, ma va ffannn

MARIO (inbattuta ) Guido!... Che sono queste parole.

GUIDO: Scusi commendatore, ma questa te le leva proprio dalla bocca

MARIO: Pensa un po io che ce devo combatte tutto il giorno!

GUIDO: Allora vado eh?!

MARIO: E cerca di sbrigarti che poi mi servi.

ROSINA: Guido mariccomanne, nun fa guid la signora Dorotea guida tu, ca te fregatanto te chiami Guido?!?

GUIDO: (sta per uscire ma si ferma) meglio che vado commendatore prima che questa me fa divent matto(Guido esce).

ROSINA: (le grida dietro) Guardalolo faccio divent matto!? Ma tu da mo che s matto pe conto tuo.

MARIO: Rosinaora basta per favore.

ROSINA: Commendat ma hai sentito quello che me stava pe d?

MARIO: Certo che ho sentitote stava a mann a quel paese.

ROSINA: E meno male che non ce so annata...Pensa se ci annavomo chi ve le faceva le pulizie de la casa?....Lui ve le faceva?

MARIO: (Mario si alza con fatica dal divano)Vabb, vabb!Ah! Rosinavado a farmi una doccia. Quando viene il ragionier Pirlone, accompagnalo in giardino nel gazebo. Che oggi non mi va di lavorare in casa, con il caldo che fa si sta bene solo con il gazebo.

ROSINA: Infatti con questo caldo col gazebo che si sta bene!

MARIO: (rimproverandola bonariamente) Rosinacosa sono questi sottintesi eh? Opop

ROSINA: Mi scusi commendatore!

02 USCITA MARIO

Mario esce in quinta sinistra correndo e dandosi il tempo.

ROSINA: Ilcommendatore proprio scinnicatoMa chi glielo fa a fane dico io.Dalla porta-finestra entra il ragionier Pirlone insieme al professor Dupale. Il ragioniere ha in mano una borsa porta documenti.

PIRLONE: (entrando) Buongiorno Rosina.

ROSINA: Buongiorno ragionier Pirlonema come mai venite dal giardino?

PIRLONE: Mi ha aperto il cancello suo fratello Olivio. Non pensavo che fosse diventato cos bravo come giardiniereho potuto constatare che stava potando il rosetocon perizia.

ROSINA: Eh smio fratello tene sempre il solito viziaccioun giorno Giovannaun altro Peppiniella e adesso perizia quello quanno vede una donna non ci capisce pi nu ciufolo.

PIRLONE: Ma noperizia vuol dire che le stava potando con attenzionepiano, piano

Durante tutto il colloquio con il ragioniere, il professor Diupal non toglie gli occhi di dosso a Rosina.

ROSINA: Eh sOlivio fa tutto piano pianofin da bambino stato sempre nu poco ritardatoma vedo che vi siete portato un aiutante.

PIRLONE: (ridendo) No lui che voluto venire.il professore, venuto, per voi!

ROSINA: Per me?E perch?

PROFESSORE: Permettete che mi presenti? Sono il professor Diupal docente di filosofia allUniversit la Sorbona di Parigi. Ma la mia citt Bordauxla conosce?

ROSINA: Non la conosco, ma limmagino.tetti rossitutte case rosse strade rosseinsomma una citt tutta bord.

PROFESSORE: (va subito al sodo) Behnon proprio cos, me j ne p ven is pur sette sciose, me pur avrircom dire vavrir le core. (le prende la mano)

ROSINA: Ahvulite corevulite futting comme il commendatore?

PROFESSORE: noooo.come dire voi.io voglio aprire vostro cuore.

ROSINA: (togliendogli la mano dalla sua) Che dovite aprine?

PROFESSORE: Il vostro cuore. (tenta di riprenderle la mano)

ROSINA: Ahfate o chirurgo.

PIRLONE: Ma no signorina Rosina avete frainteso perch lui parla frans!

ROSINA: E allora certo che non lho capito, se parla fra se?! Parlasse cu mme che almeno se capimoe poi tutte ste parole straneintanto stateve buono co ste mani e poi cercate di parlare italiano come mene.

PROFESSORE: Da quando vi ho vistaaffascinante come nessun altrami sono sentito subito conquistato da voi

ROSINA: (ironica) Asine? Ve siete sentito conquistato?

PROFESSORE: Ebbenesi! Ed ora voglio aprire il mio cuore che ora invaso, da una dolcezza infinita

ROSINA: Tenite il vostro cuore in un vaso e ora lo volete aprire?

Uhma chisto proprio fissato co a chirurgia.

PROFESSORE: S!... E invaso da una dolcezza infinitama che nella sua discrezionefatica a soddisfare i suoi bisogni

ROSINA: Siete stitico!?... (ironica)

PIRLONE: Nomessier Diupal, non voleva dire questo.

ROSINA: E noio laggio sentito benelui ha detto che fatica a soddisfare i suoi bisogni.

PIRLONE: Ssvabblui voleva dire che da quando lha vista, si innamorato di lei.

ROSINA: O mamma miae pe na vorda che mi siete visto successe tutto sto casino? E quando sarebbe stato?

PROFESSORE: Ierial supermercato! Da lontano!La vostra figura sintravedeva tra mazzetti di puntarelle, ciuffettini dinsalatina e casse di peperonie allora mi sono dettoora vado l e le faccio.

ROSINA: (entrando in battuta) Na bella peperonata!!!

PROFESSORE: Ma no.una dichiarasion damur!

PIRLONE: Behio vi lascio. Chiss quante cose avrete da dirvi e quante speranze lei gli dar.

ROSINA: A chi!A questo?... Io nun ci da daje manche nu cazze!

PIRLONE: Ma Rosina!

PROFESSORE: Che dolci parole. (a Pirlone) era soltanto un sottinteso.

ROSINA: Bravo! Ma come hai fatto a ndovinare che sta sotto. Ragioniere io a chisto non ge so da d proprio niente!

Rosina tenta di uscire dalla porta di destra ma il professore la blocca.

PROFESSORE: Anima miai venti che fanno tremare le Nereidile obbligano ad uscire dalle loro umide grotteper resuscitare i Tritoni

ROSINA: (entrando in battuta) Che state dicenno!

PROFESSORE: Parlo dei languidi Tritoniche si ridestano per i loro pescie anchio come Tritone in amoreil pesce mi ha ridestato e io lo dono a voi.

ROSINA: (strattonandolo si libera) E m che s ridestato o pesce proprio a me o vulite dare?

PIRLONE: Lo prenda, lo prenda.

ROSINA: Io?!... Mapigghietelo tu o pesce del professore.

PROFESSORE: (mentre Rosina esce le va dietro) Che avete capito anima mia, ci che dico il mito greco delle Nereidi e dei Tritoni.

PIRLONE: Ma ora basta parlare di questo. Dov il commendator Netta?

ROSINA: Se sta facenno a doccia perch ha futingato fino a mo.

PIRLONE: Che ha fatto?

ROSINA: Ha futingato! Lavite presente quanno una persona corecorecore e se je domandate ma ndo cori? te risponde che nun ge lo sa?Behquello ha fatto!

PIRLONE: Aaaah! Ha fatto footing.

ROSINA: E io caggio dittoma ora andate il commendatore col gazebo vuole lavor.

PIRLONE. Meno male, perch anche a me non che oggi mi va tanto.

ROSINA: Ma che avete capito. Vuole lavora nel gazebo in giardino, al fresco e riparati dal sole. E portatevi via pure o professore che pure lui ha bisogno di un poco daria fresca..

PIRLONE: Allora andiamo!

PROFESSORE: Perch mi scacciate? Voi siete il visibile effetto di una gradevole causaper questo sono qua!... Ma voi siete pronta ad amarmi?

ROSINA: Col gazzebovi riparate dal sole. Doppo ne parliamo, ma ora sci

Mentre si avviano verso la porta-finestra.

PIRLONE: Alloraal gazebo?

ROSINA: (spingendoli fuori) Al gazebo..al gazebo! Mo il commendatore scende! (Il professore e il ragioniere escono. Rosina tira un sospiro di sollievo) Ce mancava pure linnamorato. (Rosina sta per uscire dalla porta di destra quando dalla porta di sinistra entra Loretta.)

LORETTA: Rosinadov mio padre?

ROSINA: Buon giorno signorina Loretta. Vostro padre se sta facenno una docciascende subito.

LORETTA: Quando lo vedidigli che ho bisogno di parlare con lui. E una cosa importante.

ROSINA: Va bene signorinaquando ha finito ce lo dico subito!

LORETTA: Io sono in camera mia. AhRosinasul divano ci sono un paio di jeans ed un maglioneper favore mettili in lavatrice

ROSINA: Ce li vado a mettere subito.

LORETTA: Grazie! (esce)

Mentre Rosina sta cercando tra gli indumenti lasciati in disordine i jeans ed il maglione di Loretta, rientra furtivamente il professor Diupal mettendosi, non visto, alle spalle di Rosina ed inginocchiandosi, le cinge le gambe facendola cadere, con un grido, sul divano.

03 IL PROFESSORE PRENDE ROSINA

ROSINA: Ah!Ma siete scito pazzo?

PROFESSORE: Si pazzopazzo a sopportare il tuo duro cuore. Ma Ovidiomi insegnanella sua Arte damare che a un vero innamorato nulla deve risultare troppo amaro.

ROSINA: E allora mettetece o zucchero

PROFESSORE: Lo zucchero di canna?

ROSINA: Solo lo zuccherola canna lasciatela n do sta, cos mi lasciate in pace.

PROFESSORE: Per favorenon affettate di parlare per figure il vostro cuore che amaro. Ma se voi privilegiate lantitesi per parlare damoreusate pure le litote

ROSINA: (interdetta) Che devo da usane?

PROFESSORE: Le litoteusatele pure. (Rosina si mette a cercare) Cosa fate oh fulgida stella del creatooh fiore del mattino

ROSINA: Sto cercando le cose l, le litote. Giuro che le avevo messe proprio qui (cerca in tasca), che se trovo chi me lha fregate

PROFESSORE: Oh, oh! Il sarcasmo piacevole e il caco zelo labile.

ROSINA: Che labile?

PROFESSORE: Il caco zelo!

ROSINA: Ma come vi permettete di parlare de cacozzelli a me? Io ho gi tanti cacozzelli pe conto mio, pensate se mi servono i vostri!

PROFESSORE: Non inquietatevi anima miail cacozelo un eccesso di zelo retorica.

ROSINA: Sar quello che ve pare ma adesso fuori di quaneche devo lava sti jeans e sta majetta.

PROFESSORE: Mi cacciate?

ROSINA: Si!(lo spinge verso la porta-finestra)

PROFESSORE: Ahcrudeleahbaccante!

ROSINA: E mo che fate?!... .Offendete pure?

PROFESSORE: Dellelemento nitroso il parto pi fiero si mostrerebbe pi sensibile di voi alle mie preghiere.

ROSINA: Ma vatinne, vatinne! (apre la porta-finestra e lo spinge fuori) Ma tu guarda che doveva capitamme oggi. (prende dal divano di nuovo i jeans) Andiamo a lav sta robach meglio! (esce a sinistra)

Entra MARIO in quinta destra.

MARIO: Una bella doccia proprio quella che mi ci voleva(accenna due flessioni) ammazza che fustoora mi sento proprio bene. (guarda nei cassetti) Qui non ce stanno (guarda sotto i fogli sopra la scrivania) Quinemmeno.(chiama) Rosinase po sape dove hai messo le bollette? (pausa) Rosinasei diventata sorda?

ROSINA: (rientrando) Che v successo mo?

MARIO: Vorrei sapere dove hai messo le bollette da pagare?

ROSINA: Quelle di ieri?

MARIO: Perch sono arrivate bollette pure oggi?

ROSINA: None!

MARIO: Meno male!

ROSINA: Oggi solo multe.ecco qua (dalla tasca tira fuori una multa) Tenite! Ottantacinque euro per guida senza cintura di sicurezza.

MARIO: Unaltra!

ROSINA: Ne vulite unaltra? Eccove accontentato! Altri ottantacinque eurodivieto di sosta!

MARIO: (guardando la multa) Ancora!!!

ROSINA: No commendatse ne vuole ancora bisogna aspett dimane.

MARIO: Lo sapevotutte multe di Lorettaehhhma ora mi sente.

ROSINA: A propositoLoretta mha detto che vle parla co voi di una cosa importante. , vostra figlia lho vista strana.

MARIO: Strana?Vorrei sapere quando non lo .

ROSINA: Bravo!Ahunaltra cosa arrivato o ragionier Pirlone co un altropi pirlone e lui!... Li ho fatti accommida in giardino come avete ditto voi.

MARIO: Bravagrazie. Per adesso trovami le bollette dei consumi che devo fare i conti.

ROSINA: Ehcommendatore miovoi non trovate mai gnente (prende le bollette tra la varia cartaccia) Eccole quine!

MARIO: E tu metti le bollette dei consuminel cestino?

ROSINA: Pe forzase so dei consumise so consumate.

MARIO: Fai pure la spiritosa, ma ricordati che se poi dovr pagare una morai soldi a te che li chieder.

ROSINA: Uehhhma stiamo pazianno?... Io le vostre donnacce non le pagoo more o bionde, i vostri vizi ve li pagate da solocon tutto rispetto parlando.

MARIO: Ed io, con tutto rispetto sai che ti dico?... Sai che ti dico?

ROSINA: Dimme tutto ma nu me di baccante.

MARIO: Uuuuh(Marioparla agitando una multa) ma chi me lha mandata questa.chi me lha mandata.

ROSINA: (che crede sia una domanda rivolta a lei) Faciteme vedere... (d una fugace occhiata alla multa e) i vigili lhanno mandatai vigili.

MARIO: Vavai viaprima che commetta un cretinicidio! (Rosina sta per uscire, ma viene richiamata)... Rosina, aspettaquando viene la mia fidanzata accompagnala da meMi trovi quio in giardino.

ROSINA: (stava per uscire poi si ferma di scatto) Quale fidanzata?

MARIO: Comequale fidanzata? Io una sola ce ne ho!

ROSINA: Commendato a chi vulite pij in girovoi siete uno sciupafemmene.

MARIO durante il colloqui con Rosina, fa i conti delle bollette e multe.

MARIO: Una volta cara Rosina, una volta! Sono finiti quei tempi.

ROSINA: Ma quale finitiio sono sempre a vostra disposizione.

MARIO: Ma cosa dici Rosina!!!!

ROSINA: Intendevo direa vostra disposizione per darvi dei consigli.

MARIO: Avevo capito unaltra cosa. Comunque lhai gi conosciuta. Olga Ccutzcontessa russa che discende direttamente dallo zar.

ROSINA: Discende!

MARIO: Eh.discende!

ROSINA: Commendato datemi rettaio quella, la farei subito risalire! Posso davve uno di quei consij che ve vulivo da?

MARIO: No!.

ROSINA: E io ve lo do lu stessocos non potete dicere che nu consijo non ve lho datoperch se ve do nu consijo vle di che il consijo ve lho dato.

MARIO: Senti Rosinanon ho bisogno dei tuoi scioglilingua.

ROSINA: Lasciate perde la cocuzza co tutto o cucuzzaro. La signorina cia trentanni meno de voi

MARIO: Eallora?

ROSINA: Quella respira pe i vostri soldi.

MARIO: Aspira, Rosinasi dice aspira.

ROSINA: Aspirarespirasempre aria di soldi si tratta. Insomma date retta a me... non cosa!

MARIO: Invece cosava bene? E poia Ros sono due anni che morta mia mogliepace allanima suae Loretta ha bisogno di una madre che laccompagni nel cammino della vitae io di una che mi accompagni

ROSINA: (in battuta) A fare o futtingh!

MARIO: Mbsarebbe ora! (Poi come ripensandoci) Cosa mi fai dire!!Va va e chiama tuo fratello Olivioche mi deve fare una commissione.

ROSINA: Fate come vi pareio u consijo ve laggio dato! (si avvia verso la porta della quinta di sinistra)

MARIO: Ecco bravama ora chiama Olivio. Va, va!

ROSINA: (mentre esce) E va b (esce)

MARIO si alza dalla sedia e va alla parete dove c un quadro appeso e lo sposta. Nel frattempo parla da solo.

MARIO: Ma tu guarda che sfacciata! (dietro la cornice c una cassetta di sicurezza che lcommendatore apre) Se non fosse cos difficile trovare una cameriera gi lavrei gi licenziata da un pezzo. (prende il denaro e lo conta) Dunque1150 euro le bollette dei consumipi 190 di multefanno1240 euro. (conta i soldi che prende) 500 pi 500... fanno mille pi (entrano dalla porta-finestra il professor Dupale e il ragionier Pirlone)

PIRLONE: (entrando) Buon giorno commendatore

MARIO: (voltandosi verso i nuovi entrati) Buongiorno ragioniere (chiude in fretta la cassetta di sicurezza) Vi avevo chiesto di aspettarmi in giardino!

PIRLONE: Lo soma passato tanto tempo che ho pensato Vuoi vedere che Rosina si dimenticata di avvertire il commendatore?

MARIO: Nome lo ha detto. Ho avuto un po da fare con le bollette dei consumi. Ha portato la mia denuncia dei redditi?

PIRLONE: Si commendatore..

MARIO: e il signore sarebbe?

PROFESSORE: Permette che mi presentiSono il professor Dupale docente di filosofia comparata alla Sorbona di Parigi.

MARIO: Piacere mio professore ma

PIRLONE: (entrando in battuta) Commendatore. Il professore qui presente, venuto perch ha preso una bella cotta per Rosina

MARIO: (basito) RosinaRosina?

PIRLONE: RosinaRosina!

PROFESSORE: Sicommendatore vero. (con foga) Come si pu rimanere insensibili di fronte alla grazia di quei lineamenti.

MARIO: (sempre pi basito) DiRosina?

PROFESSORE: Certo! Come si pu rimanere insensibili di fronte alla leggiadria del suo modo di parlare

MARIO: (c.s.) Sempredi Rosina?

PROFESSORE: Certo! Come si pu rimanere insensibili di fronte alla luminosit del suo sguardoalla bellezza del suo sorriso

Come si pu?

MARIO: (ironico) Me lo domando pure io. Come si pu?

PROFESSORE: Non si pu!

MARIO: Bravo!... Non si pu!

PROFESSORE: Lamore un cieco potere che si muove senza averne coscienza.

MARIO: Infatti lei proprio un bellincosciente!Volevo dire incosciente damore.

PROFESSORE: Vedo che comprende!

MARIO: Io comprendo tuttoma francamentequesto mi riesce difficile! E Rosina che dice?

PIRLONE: Qui il problema

PROFESSORE: Rosinaancora non presta orecchio alla purezza primigenia del mio amore.

MARIO: Non presta orecchio a cosa?

PIRLONE: Ha detto: alla purezza primigenia del suo amore.

MARIO: Ahquella cosa l!Non avevo capito! (rivolto a Pirlone) Ma dove lhai conosciuto a questo!... Vabb! (chiama) Rosina Rosina!

ROSINA:(entrando dalla quinta di sinistra) Mavite chiamato commendat?

MARIO: Rosina vero che tu non presti orecc

ROSINA:(vede il professore Dupale) Arrivederci! (la seguono con lo sguardo uscire dalla porta di destra)

PROFESSORE: Che le dicevo?... Non presta orecchio.

MARIO: Se lo tiene pe se!... Comunque caro professore. non si preoccupicon Rosina ci parlo io!

PROFESSORE: Volete occuparvi del mio amorecome farebbe una mezzana?

MARIO: Di pi! Per voifar la mezzala e pure il terzinobasta che ora

PROFESSORE: (interrompendolo) Grazie! Lanima di Rosina ancora non rientra in queste mie definizioni e quindi non riesce ancora a comprendere quali sono le sue virt.

MARIO: Acerto! Ma adessomessereandate pure in giardino,

aspettatemi sotto al gazebo e non angustiatevi. (Quasi spingendolo fuori) Verr subito da voi per continuare a parlare ancora dellincorruttibile forza della passione!

PROFESSORE: Benevi aspetto a pie fermo!

MARIO: E no! Il piede non deve sta fermo, ma deve(fa la mossa con la mano per mandarlo via)eh?

Mentre escono Mario sottovoce al ragionier Pirlone.

MARIO: (minaccioso) Poi io e te famo i conti!

PIRLONE: Andiamo professoreandiamo! (i due escono dalla porta-finestra)

MARIO: Oggi ce mancava solo questo!

Entra Olivio dalla porta-finestra quasi scontrandosi con gli altri due. Indossa un cappellone di paglia e un grembiule dalla quale si vedono spuntare delle cesoie da giardiniere.

OLIVIO: Ecchime qua!!... Mi sorella mha ditto che me cercate!

MARIO: Ah s Olivioaspetta un attimo. (va alla scrivania e prende le bollette) Ecco quaquesti sono conti correnti questi sono i soldivai dal direttore dellufficio postale e gli consegni il tutto dicendogli che sono da parte di Mario Netta.

OLIVIO: meglio se gli dico prima il cognome e poi il nome altrimenti sembra che vi faccio passare pe nu burattino.

MARIO: Mario Netta il mio nomeMario, staccatoNetta... e non centra niente col burattino.

OLIVIO: O saccio ma meglio dire Netta Mario.

MARIO: Vabb!... Comunqued al direttore che sono i conti correnti del commendatorelui capisce lo stesso.

OLIVIO: Se capisce luiallora stamo a posto!

MARIO: (mentre Olivio esce dalla porta-finestra) E sbrigati! (tra s) Beharmiamoci di santa pazienza e andiamo in giardino da messer Dante Alighieri!

ROSINA: (entrando) Commendato arrivata la cocuzza co tutto o cucuzzaro!

Olga entra spingendo Rosina di lato.

OLGA: Il mio nome Ccutze non cocuzza.

Rosina fa il segno di chi le vuole cacciarle un occhio.

MARIO: Mia cara Olga.

OLGA: Mio caro Marioio felice di rivedere te! Moltomolto.

Mario le offre le labbra per un bacio invece Olga gli prende la testa e abbassandogliela lo bacia in fronte. Nel frattempo entra anche Miscia. Veste come un cosacco e ha in testa un colbacco ed in mano una valigia. Rosina lo guarda girandogli intorno ridendo.

MARIO: Hai fatto un buon viaggio?

OLGA: Dada. Io fatto bene viaggio. Finalmente io visto di nuovo mia madremio padree mio fratello che venuto anche lui

in Italia per conoscere mio futuro marito.

MARIO: (si volta verso la porta) Ahquesto signore tuo fratello?

OLGA: Da, mio fratelloMiscia!

ROSINA: Ueeee!... Non sazzardasse a fallo qui davanti a tutti e?

MARIO: (ridendo nervosamente) Scusatela un po sciocchina!

ROSINA: Ma qua sciocchina, commendato, ma avite sentito quello che jha detto da fa?

MARIO: Ma no, che hai capito! Piacere di conoscerti Miscia!

Va per stringergli la mano ma Miscia, alla maniera russa, lo prende per le braccia e violentemente lo bacia per tre volte sulle guance.

MISCIA: Dasvidanja tovarish! Mio piacere conoscere te. (tre baci)

MARIO: Immagino che sarete stanchidopo questo lungo viaggio.

OLGA: Daio molto stanca. Moltomolto!

MISCIA: Anche io molto stanco. Moltomolto!

ROSINA: (ironica) Sono tutti molto stanchi. Moltomolto!

MARIO: Rosinavai a preparare la stanza degli ospitiprima Olga e poi Miscia. (Rosina fa un versaccio un po schifato) Anzi no!... Prima Miscia

ROSINA: Ce lavite cumme ingegn?

MARIO: E con chi senn!

ROSINA: Quidavanti a tutti?

MARIO: E che lo vuoi fare in separata sede?

ROSINA:(incredula) Noooo!?!

MARIO: Miscia nel suo letto

ROSINA: Ahhh!? Se la fa nel suo lettogi va meglio.

MISCIA: Spassiba!Tu capire nostra cultura russa! (lo prende per le spalle e lo bacia unaltra volta)

MARIO: (ridendo) Tuo fratello espansivo oppure ce sente male?

OLGA: Dalui molto espansivo.(insieme a Rosina) Moltomolto

ROSINA: E anche uno pisciasotto, molto, molto.

MARIO: Rosnaaaa!Ho capito. Vogliamo andare in giardino? E una bella giornata ed gradevole stare fuori.

OLGA: Tu grande ideacos noi parlare di nostro matrimonio.

MARIO: Non vedo lora! Rosinadopo aver preparato le stanze degli ospitiportaci una tazza di t!

OLGA: (a Rosina) A me portare caffgrazie!Piacere molto

caff(insieme a Rosina) Moltomolto!

MISCIA: Molto, molto.

ROSINA: Abbiamo o pappagalle russo. Allora vado!

OLGA: Vai, vai!

ROSINA: (tra s) Questa manco arrivata che gi comanda! A me i russi sempre antipatici me so stati. (esce)

MARIO: (sorridendo) Allora vogliamo

Irrompe in scena Dorotea. Apre la porta e a braccia spalancate urla in francese

DOROTEA: Bonjour a tout le monde!

MARIO : Ci mancava soltanto mia sorella ! (a Dorotea) Ma tu non avevi da fare?

DOROTEA: Gi fatto caro fratellonesono venuta apposta per parlare con te. Non sei contento di vedermi?

MARIO: (con un sorriso forzato) Come no! Olgati presento mia sorella Dorotea.

DOROTEA: Chi sono questi signori?

MARIO: La mia fidanzata Olga e suo fratello. Ti ricordi? Te ne ho parlato tempo fa!

DOROTEA: Simi ricordo! La principessa russa conosciuta su internet.

OLGA: Io molto contenta di conoscere sorela di mio futuro marito. MARIO parlato molto di leimolto molto!

MISCIA: Molto, molto.

DOROTEA: (pizzicandogli la guancia) Spero che tu ne abbia parlato benecaro il mio fratellone.

MARIO: Aiohme fai male!

DOROTEA: Mi piace pizzicare le tue belle guanciotteE allora questo bel giovane, sarebbe?

OLGA: Mio fratello Miscia

DOROTEA: Miscia!? Che bel nome! Vestito cos sembra appena uscito da un romanzo di Tolstoi.

MISCIA: Da Russia con amore.

OLGA: Quello era Fleming!

DOROTEA: Oh cara noi a certe cose non ci facciamo caso.sempre uscito da un romanzo !

MISCIA: (improvvisamente a Dorotea) Io felice di conoscere te Dasvidanja! (la prende per le braccia e con forza la bacia sulle guance)

DOROTEA: Aioh!

MARIO: Sai Miscia molto espansivo.

OLGA: Posso io dire parola a mio fratelo?

MARIO: Certo caraparlate pure! Io e mia sorellaandiamo un attimo in giardino!

OLGA: (sorridente)Solopoco poco. Ma tu tornare subito subito. Io volere stare con tesempre!

MARIO: Conter i secondi che mi terranno lontano da te! (tra s)Porca zozzaa forza di sentire il professore parlo come lui.

DOROTEA: (mentre escono verso la porta-finestra)Che professore?

MARIO: Vieni... ora te lo presento.

Marioe Dorotea escono mentre Olga e Miscia rimangono soli.

OLGA: (contrariata)Gennarietaggio ditto che dasvidanija vuo dicere arrivederci. Hai capito mo? Se ce fai scopri.. te rompo a capa!

MISCIA: Assuntie me lo so addimenticato!Ioo russo nun lo saccio. Non potevi di chero franciosooppure spagnolo?

OLGA: Cretino io so russa e mio fratello francese o spagnolo? Che eri scemo lo sapevo, ma fino a questo punto!?!

MISCIA: (accennando 2 passi di flamenco) Assunt... te paro n torero?

OLGA: Qua torero! Tu nu toro parie cuorna tieni. Tu meglio che stai zittonha dda dicere niente, se non s interrogato. Va buono?

MISCIA: Ma se non posso dicere nientefaccio a figura do fesso.

OLGA: Pecch tu s nata cosa?... .E va buono! Da m, a chillo ca diche io, tu addevi dare solo una conferma.

MISCIA: Cosa?

OLGA: Conferma!

MISCIA: Cosa?

OLGA: Conferma.(Miscia sta per ripetere, ma Olga lo zittisce) s me ripeti natra vota cosa?... Io taccide. Tumeno parli e meglio .

MISCIA: Assunt셒n ci faccio a sta zitto!

OLGA: E va bbuono! Se proprio devi a parl ripeti quello ca dico io, anzi aumenta pure qualcosa, che facimme cchi bella figura. Ce simmo capiti? Devi aumentareaumenta sempre

MISCIA: Aggio capito: devo dire quello ca dici tu e in pi pure aumentare nu poco.

Rientra Mario

MARIO:(a Olga) Allora mia cara Rosina ha preparato le vostre stanze. Vogliamo andare? Olgaquesta notte riposerai nella mia camera da letto.

OLGA: Niet! Non possibile. Anche io volere riposare con te ma prima io mogliee poi riposare insieme. E usanza russa!

MISCIA: Da!Si dice prjecocjecome dire in italiano?Morale di nostro paese. Prima matrimonio e poi fare toctoc!

Entra Rosina

MARIO: Che vuol diretoctoc?

ROSINA: Vuol di che stanotte annate in bianco, ingeni!!

MARIO: Zitta tu! Ti infili sempre nei discorsi che non ti riguardano!

ROSINA: io me infiler pure nei discorsi, ma mes che vuie questa notte nun ve infilate dinte a niente!!! (Esce)

OLGA: Quando noi sposati, poi fare sempre molto molto toctoc!

MARIO: (deluso) Non si potrebbebussare prima?... Fare uno strappo alla regola?

OLGA: Nietniente strappi!

MISCIA:(canta)Si o mellone uscito bianco m co ta vuoi pigghi! Zan, zan!

Olga da uno schiaffone a Miscia

MARIO: (sbalordito) Ma Olga!

OLGA: Tu no preoccupa caroquesto no schiaffo usanza russa, in nostro Paese questa essere carezza. Per tu tranquilloquesta usanza, solo co russico italiani, no!

MARIO: Meno maleOlga, non sapevo che tuo fratello conoscesse le canzoni napoletane e poiin perfetto dialetto.

OLGA: Mio fratelo girato tutto mondo. Piasce cantare canzoni de Italialui conosce canzoni di tutte nazioni lui visitati tanti paesi molto molto, vero Miscia?

MISCIA: Da, da, daio girati paesi molto moltoRoccacannuccia, FrattocchieLanuvio

OLGA: (gli d un altro schiaffo per farlo zittire) Che caro fratelo!

MARIO: Lanuvio?

OLGA: Mario, ascusa tu, molto molto. Mio fratelo no parla bene italiano, voleva dire diluvio, no Lanuvio, in senso che paesi Nord Europa che lui visitato, piove tutto sempre, molto molto. Forza Miscia racconta a signor Mario quando noi stati in Norvegia.come pioveva a dirotto. Dire come piovevasu Miscia dire come pioveva

MISCIA: (canta) Come pioveva.Come piovevaceravamo tanto amati per un ann.

OLGA: (imbarazzata a Mario) Eh, slui piasce cantarelui bravo molto moltoma tu, caro fratelo d a lui come pioveva a dirotto.

MISCIA: Ehhh.certi rutti!!!

MARIO: Come?

OLGA: Nietlui vole dire che amici di Norvegia quando beve birra molto molto allora

MARIO: Beh, certo! E le norvegesile norvegesi come sono?

MISCIA:(imbarazzato perch non sa come rispondere, guarda Olga) Come sono.!

OLGA: Alte. Sono alte

MISCIA: Dadieci, ventimetri.

OLGA: Deficiente! (dandogli un altro schiaffo) Ascusa lui che non conosce bene italianovoleva dire due di metri.

MARIO: Mia cara Olga, figurati se io non avevo capitoe le tedesche, le tedesche vero quello che dicono che sono un po teutoniche?

MISCIA: (a Olga sottovoce) E vero?

OLGA: Behnon proprio tutte.

Entra Rosina

MISCIA: Danon tutte teutonichenon tutte molto molto da qui a qui no teutonicada qui moolto moolto teutonica. Io girato tanto. Su e gi, su e gi, (mentre dice cos fa flessioni) su e gi (poi canta) Volga Volga nanna-nanna nanna Volga Volga nanna- nanna na. Questo qui il ballo della stecca.

OLGA: Oh, oh, oh, che riterelui fa appostaper fare scherzo, invece di Steppa dice sempre stecca. Oh, oh, oh. (sottovoce)La stecca in ta capa te la darei. Statte zitto cretine.

ROSINA: Commendatquesto mi sembra tutto scinniccato.

Rosina esce

MARIO: Olgatuo fratello ha proprio il portamento di un cosacco del Don

MISCIA: Bravo! Io giro sempre con sacco pieno campane di Don, ma oggi sacco lasciato casa perch troppo rumoreDin-Don, Din-Donio vado spasso e Din-Don, Di-Don..io vado casa e Din-Don, Din-Donio vado su bus e Din-Don, Din-Don

OLGA: E vero, tante campane molto, molto

MISCIA: Ehhhpi di cento campane (riprende le flessioni e canta) Din DonDin Don amoreeee cento campane stanno a di de noooo (fine canto)

Altro schiaffo

OLGA: Che caro mio fratelo balla e canta perch piasce musica di tutto mondo. Lui girato molto molto

MARIO: Si vede che un tipo che ha dirato molto.

MISCIA: Sio girato, girato sempre. Quando io arrivato a Roma subito me chiamare Er Trottola

MARIO: Ah, er trottola. Bella questa. Allora sarai stato anche in Egitto ecome sono le piramidicome sono?

Entra Rosina

MISCIA: Tutte mignottetutte mignotte.Olga da un calcio a Miscia

MARIO: Ma Olga!.

OLGA: Comprendo tuo stupore, ma in Russia noi fare carezze anche con calci

ROSINA: Commendat pensate quanno fanno lamore tra schiaffi e calci le botte che se danno.

MARIO: Olga vieni che ti faccio vedere il mio giardino

ROSINA: Tutte mignotte

Rosina esce e entra Loretta

LORETTA: Pap ti devo parlare.

MARIO: Loretta finalmente. (Ad Olga) Lei mia figliaLoretta.

OLGA: Piascere!

LORETTA: Piacere!

MARIO: E lui il fratelloun vero cosacco del Don.

MISCIA: (balla e canta) Casaci, il ballo della steccana, na, na

OLGA: (lo ferma e da una parte) Gennari a vi fern de fa o scemo!

LORETTA: Papti devo parlare di una cosa importante!

MARIO: Ho capitomi devi parlare. Stamattina tutti mi devono parlare di una cosa importante. Non puoi aspettare?

LORETTA: No!

MARIO: Ma cara tornata la mia fidanzata dalla Russia e tu vuoi parlarmi proprio ora?

LORETTA: Ma ti dico che importante!

MARIO: Dopodopo. Ora andiamo in giardinoanzi vieni anche tuti far bene un po daria.

LORETTA: (delusa) Nonon ne ho voglia!

MARIO: Dai, non te la prendere(abbracciando la figlia) dopo parliamo! Lo sai che pap sempre presente nella tua vita, no? Dopo, dopo! (mentre esce con Olga e Miscia) Questi ragazzi sempre pieni di sciocchi problemi.

Sbuffando Loretta si siede sul divano e dopo qualche secondo entra Ottavia.

OTTAVIA: Ahfinalmente tutto il giorno che ti cerco, dico, sei sparita?

LORETTA: Magari potessi sparire, lo farei in un attimo, non sai cosa mi successo.

OTTAVIA: S(si siede sul divano) Non sai cosa successo a me. (abbracciandola) Loretta, voglio che tu sia la prima a saperlo

LORETTA: Sapereche cosa?

OTTAVIA: Una cosa bellissimauna cosa che ho saputo proprio oggi.

LORETTA: E cosa hai saputo?

OTTAVIA: (felice) Cheaspetto un bambino.

LORETTA: Aspetti un bambino?! Ma ti sei separata da tuo marito due mesi fa

OTTAVIA: Infatti sono incinta di tre mesi.

LORETTA: (triste) Sono felice per te!

OTTAVIA: (preoccupata) Dalla tua faccia non direi proprio. E

accaduto qualche guaio?

LORETTA: Guaio!? Una tragedia!E non so come fare!

OTTAVIA: (sorridendo e cercando di rincuorarla) Suvviaa tutto c rimedioCosa pu esserti accaduto di tanto grave?

LORETTA: (c.s.) Sono incinta anchio!

OTTAVIA: (facendosi improvvisamente seria) Che cosa?

LORETTA: Ho detto che sono incinta anchio! Tu almeno sei sposata ed anche se separatail padre del bambino sempre tuo marito.

OTTAVIA: (basita) Incinta anche tu! Edi chi ?

LORETTA: E miodi chi vuoi che sia!

OTTAVIA: Volevo direchi il padre. Lo conosco?

LORETTA: Certo che lo conosci. Possibile che non riesci ad immaginarlo?

OTTAVIA: E che ne socon tutta la gente che frequenta questa casa!?

LORETTA: (trasale arrabbiata) Ottavia, ma per chi mi hai preso!?

OTTAVIA: Scusa mi sono espressa maleallora?... Chi il

LORETTA: Se te lo dicessinon ci crederesti mai

OTTAVIA: Beh, tudimmelo!

LORETTA: Reggiti forte. Il padre Olivio.

OTTAVIA: (sbalordita quasi schifata) OmioDio! Olivio! (ripete sempre pi basita) Olivio! Ma come hai fatto a fare sesso con lui.

LORETTA: Perch un uomo come un altroe poi un bel ragazzo!

OTTAVIA: Olivioun bel ragazzo? Capisco che bello ci che piace.. ma a tutto c un limite. Dire che Olivio il giardiniere un bel ragazzoci vuole un bel coraggio.

LORETTA: (ride) Ma che hai capito! Ahah..ah! Olivio il giardiniere. (si fa seria) Ma sei scema? Io parlavo di Olivio Pardiil tuo vecchio compagno di scuola.

OTTAVIA: Olivio Pardi! (tira un sospiro di sollievo) Ameno male! Scusavolevo dire meno male che non quellaltro Olivio.

LORETTA: Ottaviaio il bambino ho deciso di tenerloma tu mi devi aiutare.

OTTAVIA: (ridendo) Perch non ce la fai a tenerlo da sola?

LORETTA: (guardandola torva) Ottavia!!!

OTTAVIA: Scusascherzavo. Se possoti aiuto volentieri!

LORETTA: Mi devi aiutare a dirlo a Olivio. Lui ancora non lo sa!

OTTAVIA: Behse hai bisogno di un sostegno morale... eccomi a tua disposizione.

LORETTA: Grazie!Allora telefonadigli che dobbiamo parlargli

OTTAVIA: Noi due?E va bene(si alza dal divano e va verso la scrivania) Se soltanto questolo faccio volentieri.

(prende la cornetta) Dimmi il numero!

LORETTA: 0687.253742!

OTTAVIA: Squilla! (Loretta si avvicina ad Ottavia) Pronto? Vorrei parlare con Olivio per favore(pausa) Grazie! (a Loretta) Ora lo chiamano!

LORETTA: (agitata) Ottavia Ottavia d che sei tu Loretta.

OTTAVIA: Ma comeprima devo digli che gli dobbiamo parlare ed ora invece devo far finta di essere te?... Ma ti pare che non riconoscerebbe la mia voce?

LORETTA: No al telefono le voci cambiano! Ti prego... ti prego.

OTTAVIA: Non dire stupidate. (al telefono) Pronto Olivio? Ciao sono (guarda Loretta che a mani giunta la sta pregando) Sono Loretta. (Loretta tira un sospiro di sollievo) Nonon ho cambiato voce il telefonosai vecchio. Sentiho bisogno urgente di parlartiPuoi venire diciamosubito? (pausa) Perch? (Nel frattempo entra Rosina con il vassoio del caff. Non vista dalle ragazze perch le voltano le spalle) Senti inutile cincischiare te lo dico subitoOlivio(al nome del fratello, Rosina si ferma) aspetto un figlio da te! (Rosina per non urlare si mette una mano in bocca ed esce dalla porta-finestra mentre Ottavia continua a parlare al telefono) OlivioOlivio?

LORETTA: Che dice?

OTTAVIA: E svenuto!

LORETTA:(preoccupata) Oddioavr sbattuto la testaNon potevi essere pi diplomatica? Gli hai sparato questa notizia allimprovvisoDairiprova ancora.

OTTAVIA: S, cosi sviene unaltra volta! Chiamalo tutanto ormai lo sa preparato!

LORETTA: Giustohai ragione! (prende la cornetta dalle mani di Ottavia e fa il numero) Squilla!(pausa) Pronto Olivio? Sono ancora Loretta (Pausa e a Ottavia, mettendo una mano sul microfono) Si ripreso. No..non ho cambiato ancora voce. Hai capito cosa ho detto prima? (Rosina rientra ancora) Come non hai capito beneOlivioio aspetto un figlio da te!

ROSINA: (urla facendo cadere il vassoio vuoto che aveva in mano) Madonnina mia santapure lei! (esce di corsa)

OTTAVIA: (girandosi di scatto) Che le ha preso?.

LORETTA: (sottovoce ad Ottavia) Nientenon ti preoccupare! (al telefono) Hai capito Olivio? Per questo avevo bisogno di parlarti. Quando? (pausa) Va bene, ti aspetto! (attacca il telefono) Ha detto che verr presto.

OTTAVIA: Beneora occorrer pensaretu, come dirlo a zio Mario, ed io, come dirlo a mia madre.

Entra Dorotea.

DOROTEA: State qui voi due? Di l c una contessa russa che parla, parla, parla non ce la faciuevo pi. Sono felice di trovarvi da sole specialmente te picciuina mia.

LORETTA: Zia ora che non ci sono i russi, vuoi fare perfavore la Dorotea che conosciamo?

DOROTEA: Ragazze, quella discende dallo Zar, io da una borgata romana, ora che grazie a Mario so venuta ad abit ai Parioli fateme lev qualche soddisfazione! Allora diciuevate. Tutti e tre scoppiano a ridere. Ah ah ah ah

OTTAVIA: No, eri tu che eri felice di trovarci da sole. Perch?

DOROTEA: (sedendo sul divano le prende le mani tra le sue) Perch cara Ottavia mi sono detta che prima di parlarne a mio fratello sarebbe stato meglio dirlo a te, del resto tra donne pi facile confidarsi le cose pi Insomma devo rivelarvi una cosa che ho saputo proprio questa mattina.

OTTAVIA e LORETTA: Anche tu?

DOROTEA: Che significaAnche tu?

OTTAVIA: Significa che anche noi dobbiamo confidarti un segreto.

DOROTEA: Behchi comincia per prima?

OTTAVIA: Comincia tumamma!

DOROTEA: BeneSono incinta!

OTTAVIA e LORETTA: Cosa? (si guardano a bocca aperta allibite)

DOROTEA: Sono incintaaspetto un bambino!

OTTAVIA: Mamammasei vecchia!

DOROTEA: Evidentemente non lo sono abbastanza.

OTTAVIA: Ma tu sei divorziatanon puoi essere incinta!

DOROTEA: Perchi divorziati non fanno sesso?

OTTAVIA: Ee chi il padre?

DOROTEA: Guido!

LORETTA E OTTAVIA: (guardandosi stupefatte) Guido?!?

LORETTA: il nostro autista?

DOROTEA: S. A forza di venirmi a prendere in macchinadagli oggi e dagli domani

OTTAVIA: Una curva a destra.

LORETTA: Una a sinistra

DOROTEA: Poi sempre dritto e

OTTAVIA: (entrando in battuta) Sei rimasta incinta! E Guido lo sa?

DOROTEA: Certolabbiamo saputo insieme questa mattina. Sono venuta proprio per parlarne con te e con tuo zio. Io e Guido ci sposiamo.

LORETTA: Vi sposate!?

OTTAVIA: Oh, no!!! Un padre tassinaro no!!!

DOROTEA: Prego, autista. E poi perch no? Un mestiere vale laltro. Ci sposeremoe lo faremo presto. E voi?Qual il vostro segreto?

LORETTA: (ad Ottavia) Diglielo tuper tutti e due. Tanto ormai!

DOROTEA: (ridendo) Ragazzemi state facendo preoccupare.

OTTAVIA: Siamo incinte anche noi!

DOROTEA: (il sorriso le rimane strozzato) Cosa? Incinte tutte e due allunisono? Macome avete fatto?

OTTAVIA: Come lhai fatto tu mammacome si fa normalmente. Io con mio maritoanche se separati

DOROTEA: (entrando in battuta a Loretta) E tu... con chi normalmente lhai fatto?

LORETTA: Con uno che conosci anche tuOlivio!

DOROTEA: (atterrita) Olivio!(schifata) Olivioil fratello di Rosina.

LORETTA: (sbuffando) Possibile che al mondo esiste soltanto Olivio il fratello di Rosina?

DOROTEA: Perch... non lui?

OTTAVIA: Nomamma. E Olivio Pardi

LORETTA: il mio vecchio compagno di scuola. Te lo ricordi?

DOROTEA: Ah si!Gran brava famiglia. Scusa se per un momento avevo pensato.

LORETTA: Ziami devi aiutare a dirlo a pap. Tu lo conoscimeglio di me. Quando lo verr a sapere dar in escandescenze.

DOROTEA: Se vuoi un consiglioricordati che con tuo padre devi essere sempre diretta ferma e decisa.

LORETTA: In che modo?

Rosina entra con uno straccio per pulire in terra dove prima era caduto il vassoio.

DOROTEA: Cos! (si alza dal divano guardando verso la porta-finestra dicendo con fare stentoreo) Ti devo dire una cosa importante(Rosina si alza da terra indicando se stessa)aspetto un figlio da Olivio.

ROSINA: Pure issa! (Rosina lancia un altro urlo e scappa dalla quinta di destra)

DOROTEA: Ma che le ha preso a quella?

LORETTA: Non fateci caso. E fatta cosE da questa mattina che urla e scappa!

DOROTEA: (felice lanciando unidea) Ragazzesapete che facciamo?. E una bella giornatavogliamo andare tutte e tre neo-mamme a comprare qualche tutinaqualche vestitino per i nostri bimbi che nasceranno?.

LORETTA: Non un po prestino? Mancano sei mesi!

OTTAVIA: Non fa nienteusciamo lo stesso con la mia macchina ci fa bene stare un po insieme. (mentre escono) Andiamo tutte al centro commerciale.

Le tre donne escono. Dalla porta di destra fa capolino Rosina.

ROSINA: Se ne so andate! (entra. Piagnucolando) E adesso come faccio? Che gli dico al commendatore? Che mi fratello ha messo incinta tutte e donne de casa? Prima la sorellapoi la nipote e pe non fasse manca gnentepure la fija? Quello ammazza a me e a Olivio. Oddiose ammazzasse solo a lui sarebbe anche giusto ma io che centro?

Entra dalla porta di sinistra Olivio.

OLIVIO: Ciao Rosiche stai a fane qui da sola? (avvicinandosi verso la sorella) Vi che te faccio compagnia?

ROSINA: (si tuffa dietro il divano) Fermate..nun te move, io so tu sorella

OLIVIO: (ridendo da ebete) Lo saccio che sei mi sorellanun so mica stupido, sa? (cercando di prenderla)

ROSINA: E allora se lo sainun te move

OLIVIO: Te va de gioca a chiapparella, eh? E allora io te chiappo e poi te faccio vede io!

ROSINA: Che me vi fa vedeaohsta bono! Io so tu sorella

Girando intorno al divano Rosina tenta di fuggire ad Olivio che, con uno scarto improvviso la prende.

OLIVIO: (ridendo con la sua solita strana risata) Presa!

ROSINA: (minacciosa gli prende le cesoie) Se tazzardite lo taijo!

OLIVIO: (cantilenando) Rosina me lo taijaRosina me lo taija! (ripensandoci) Ma che me devi taijane?

ROSINA: Ahnun lo sai,eh?

OLIVIO: None! (felice e sorridente continua a girare intorno al divano) Daijeadesso acchiappame tune!

ROSINA: (triste sedendosi sul divano) Nonon cio voija de giocane!

OLIVIO: E daijemo che non c nessunogiocamo un altro pone!

ROSINA: Ma come ti va de giocane dopo quello che hai fatto!

OLIVIO: Perchchho fatto?

ROSINA: Ahnon lo sai?Pensace!

OLIVIO: (pensa) So andato alla postapoi (pensa) so annato alla posta(pensa) poialla posta ce so andato ioe co me me so purtato li conti correntico i srdi

ROSINA: Non ti so ditto quello chhai fatto moma(fa il gesto con il braccio) quello chhai fatto!

OLIVIO: Aaah(ripete il gesto) quello chho fatto! Mo so capito. Echho fatto?

ROSINA: Fai finta de non sapello, eh? Behte lo dichio quello chhai fattohai messo incinta la signora Doroteala fija Ottaviae Loretta.

OLIVIO: A sine?E quanno?

ROSINA: E che ne saccio io. Dimmelo tune!

OLIVIO: Aspetta che mo me lo ricordo. (pensa) Vi vede ch stato quella notte che ho fatto quer sogno?

ROSINA: Quale sogno?

OLIVIO: (malizioso) Quel sogno! Stamme a sentinemo te lo aricconto Era na notte buia e tempestosa

ROSINA: (entrando in battuta) E sei andato nella stanza de Loretta.

OLIVIO: Sproprio cos!... Ma che tu conosci li sogni?

ROSINA: Chiamali sogni!E poi?

OLIVIO: Poisempre sognando, lho incondrata ner giardino col

ROSINA: (entrando in battuta) Col gazebo!

OLIVIO: Bravacol gazebo!... Ma mica ceri pure tuio nel sogno non tho incontrata.

ROSINA: E meno male!... Comunque basta!Quello che successo

non lo voijo sape

OLIVIO: (piagnucolando) Ma io mica lho fatto apposta stato lu sogno che mha portato nel giardino andove ce steva spaparanzata Loretta io je so zompato addosso, ma se sapevo che co li sogni se rimanesse incinte mica ce facevo quello che ci ho fatto... ... sempre in sogno eh?

ROSINA: E Dorotea e su fija Ottaviate sei sognate pure isse?

OLIVIO: Sun po de tempo famo te lo racconto.Era na notte buia e tempestosa

ROSINA: (in battuta) Aridaije!La prossima notte buia e tempestosape tenette svejo e nun fatte sogn te do il bromuro.

OLIVIO: Ma quello invece de tenemme svejo me fa addorment tutti li sensi.

ROSINA: E quello te deve da facos non sogni pi.

OLIVIO: (piagnucolando) Ma ionun lho fatto apposta (si sdraia e poggia la testa sulle gambe di Rosina come un bambino) stato lu sogno.

ROSINA: Olitu meijo che li sogni non li fai piune!... E aricordate che co le bucie se v allinferno! Li sogni, (pausa)se co li sogni se rimanesse incinta sai quanti fij dovrei avecce io? Comunque, mo dovemo parla col commendatorema tu te devi prende le responsabilit di padre.

OLIVIO: Che me le devo sposa tutte e tre?

ROSINA: Sebuonanotte!

Olivio poggia la testa sulle gambe di Rosina che accarezza i capelli cercando di rincuorarlo.

OLIVIO: (piagnucolando ancora) Nu lho fatto apposta stato lu sogno!Nun lho fatto apposta!

ROSINA: Statte calmo mo!Devo trova il momento bono pe dillo al commendatore. BACCANTI

OLIVIO: (piagnucolando ancora) A chi lo dici.

Si chiude lentamente il sipario con i lamenti di Olivio e le rassicurazioni di Rosina.

04 - chiusura primo atto

buio

LUCI DI SALA E luce di servizio

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

Il sipario si apre sulla scena vuota.

Entra sbuffando Rosina dalla porta di sinistra. agitata e nervosa.

Va a guardare in giardino attraverso i vetri della porta-finestra. Parla da sola.

luce di servizio

buio

05 - sigla di apertura secondo atto

piazzato

ROSINA: (piagnucolando) E mocome glielo dico al commendatore CommendatOlivio ha messo incinta su sorellasu nipote e su fija. Che volemo fa?Sisigli dico cos Anche Dorotea ha ditto che bisogna da esse subito diretti, schietti! (piagnucolando ancora) Ma se so cos schietta, va a fin che poi schiatta! Oddio che faccio? (indignata) Oli tepossino acciaccatte a tea le fregole che ciai e a li sogni fregolosi (Va di nuovo a guardare in giardino) lu commendatore ride e scherza (pausa) Ridiridivedrai pi tardi. (entra Guido dalla porta di destra) E tu da dove si entrato?

GUIDO: Dalla porta dingressoera apertaDov Dorotea?

ROSINA: E scita con Ottavia e Loretta. So andate tutte a o centro commerciale.

GUIDO: (felice) Rosi (si avvicina e labbraccia)

ROSINA: (divincolandosi) Sei scito pazzo! Mo pure a tune te pijeno le fregole?

GUIDO: ScusaTi devo dare una notizia che non sa nessuno. Dorotea incinta!

ROSINA: E sai che novit!A me me lha ditto la diretta interessata e il responsabile de o misfatto

GUIDO:Il responsabile!? (atteggiandosi)Io veramente ancora non ti ho detto niente!

ROSINA:Che centri tune stato mi fratello.

GUIDO: (basito) Cometuo fratello! Chi te lha detto?

ROSINA:Me lha detto Olivio che poiha confessato o crimine.

GUIDO:Guarda che ti sbagli! Non pu essere!

ROSINA:Nun me sbaijo pe gnente! Mo te racconto (con fare drammatico)Era na notte buia e tempestosa insomma piovevalui va in giardinoe mentre sogna succede il patatraccheteper tutta colpa del gazebo.

GUIDO: E mo cosa centra il gazebo

ROSINA: Il gazebo centraeccome se centrale trova tutte spaparanzate e le mette sotto il gazebo?!?

GUIDO: (sempre pi basito) No! E Doroteac stata?

ROSINA:C stata sine! Lha confessato pure issa in persona. Stavo per entrare nella stanza quando lei fa: Aspetto nu fijio da Olivio!

GUIDO: E tu?

ROSINA: Io so scappata.

GUIDO: (sempre pi attonito) No! (tra s)Ecco perch voleva che la sposassiera gi incinta di Olivioe lo sapeva.

ROSINA:E nun mica finita quane. Noc un altro problema anzi due.

GUIDO:Altri due? E quali?

ROSINA:Mi fratello ha messo incinta pure Loretta e Ottavia!

GUIDO: (basito) Cosa?E quando?

ROSINA: E che ne so?....Era una notte buia e tempestosa?!

GUIDO: E gibravo tuo fratello!...quando la notte buia e tempestosa invece di piantare i fiori?

ROSINA: Pianta i piselli! Io je lo so ditto! La prossima notte de tempestachiudete dentronon se sa mai che te sognassi nu convento de monache.sai quanti chierichetti?! Quando piove, fora della stanza de Olivio mejo mettece un biglietto: Vietato entrareil mandrillo sta sognando.

Entra in scena improvvisamente Olivio dalla quinta di sinistra.

OLIVIO:Mhai chiamato Rosi? Je lo s ditto al commendatore?

GUIDO:Noper lha detto a me. (a Rosina)Ti dispiace se dico una parolina a quattrocchi a tuo fratello?

ROSINA:Nono. (sedendosi)Anzi daije pure na bella lavata a lu capo cos certi brutti sogni se li leva dalla testa na vorta pe tutte.

GUIDO:Una lavata di testa?Altro che! (a Olivio minaccioso)Vieni di l vieni che ti dico una bella cosa!

OLIVIO:Che me devi dine?

GUIDO: (con la mano sulla spalla) Una cosinapiccolapiccola!

OLIVIO: (ridendo ignaro) Nun meijo grossa?

GUIDO:Se ti fa piacere! (mentre escono Guido davanti e Olivio di dietro) E mettiti davanti a menon se sa mai! (escono)

ROSINA:Na bella strapazzata a mi fratello je far bene!

Si sente il rumore di uno schiaffone e la voce di Olivio che grida.

OLIVIO: (voce fuori scena) Aiho!

GUIDO: (voce fuori scena) Vie quanon scappa! (si sentono altri rumori di lotta e la voce di Olivio che continua a dire)

OLIVIO: (c.s.) Aioh!basta so capitonun lo fo piune!

ROSINA: E nun lo fa pi noneormai le donne de casa se l fatte tutte?!Na bella lavata de capoje ce vuleva propio!

GUIDO: (esce dalla porta di sinistra con la giacca in mano rivoltandosi le maniche della camicia) Ecco fatto! (senza degnare di uno sguardo Rosina va verso la porta di destra)

ROSINA: (a Guido mentre esce) E stato duro a lu comprendonio?

GUIDO:Noha capito tuttosubito! (esce)

ROSINA:Lo si visto mo che co u liscio e bussocapisce? (parla ancora tra s)Doncaal commendatore je parlo prima di Loretta cos me levo subito lu pensiero pi grosso

Fuori scena si sentono ancora alcuni lamenti di Olivio.

ROSINA: Famme and a ved che j successo a mi fratello va. Speriamo che nun jabbia menato de bruttoanche se de na razza focosa, sempre m fratello ! (esce)

Dalla porta-finestra MARIO fa entrare in casa Pirlone e Dupale.

MARIO:Entrate! Accomodatevi pure. (poi allesterno)Torno subito caradue minuti e sono subito da te! (chiude la porta-finestra)Bravo ragionier Pirlonecon la sua denuncia dei redditi mi ha fatto risparmiare un bel po di euro.

PIRLONE:Un bel po?Centomila sullunghia!

MARIO: (alzando il quadro dietro cui c la cassaforte) E per la sua prestazione professionale (prende trenta euro)Ecco quatrenta euro uno sopra laltro. Non li spenda tutti insieme.

PIRLONE:Noli metto in banca e ci campo di rendita!

PROFESSORE: Scusate amicipermettetemi di usar su di voi questo titoloma mi abbisogna il vostro aiuto. Faccio leva sulla solidariet maschile e sulla vostra disponibilit ad aiutare questo disperato amore ad avere soddisfazione!

PIRLONE:Io veramentenon so come aiutarla professore. Forse solo il commendator Netta pu farlo.

MARIO:Io?! E in che modo?

PIRLONE:Come datore di lavoro della signorina Rosinapu forzarla ad accettare le avance del professore.

MARIO:Insomma dovrei fare da ruffiano.

PROFESSORE: Ruffiano? No meglio dire mezzano o anche, paraninfo!

MARIO:Para che?!

PIRLONE: Ninfo!

PROFESSORE: Ma come commendatorenon conosce i paraninfi?

MARIO: I paraninfiehh!...Se viene di l ce ne ho una stanza piena.

PIRLONE:Da parte mia, caro professore, posso consigliarla di affascinare Rosina presentandosi a lei come un uomo moderno e nonscusi eh (indica come vestito con i pantaloni alla zuava. Il papillon e una giacca a quadrettoni fuori moda)Cos!

PROFESSORE: (guardandosi) Perch?Sono vestito sportivo!

MARIO:Sportivo? Cos si vestiva mio nonno nel 1920. Scusi professore se mi permetto

06 - dupale viene spogliato

MARIO:Via questo farfallino che non va pi di moda(gli toglie il papillon)Via questa giacca che non va pi di moda(gli toglie la giacca)

PROFESSORE: Ma che fa?

MARIO:Lasci fare a me.Si tolga i pantaloni!

PIRLONE:Che non son pi di moda

PROFESSORE: Mami vergogno.

MARIO:Susu. Siamo tra uomini!

Il professor Dupale si toglie i pantaloni e rimane comicamente con un paio di boxer a cuoricini rossi e i reggi calzini.

PROFESSORE: (con le mani davanti cercando di coprirsi) Mi devo togliere anche le mutande?

MARIO:Noquelle sono di moda! Ora venga con me professore, le dar qualcosa di sportivo da mettersi. E si tolga quegli occhiali.

PROFESSORE: Ma non ci vedo senza!

PIRLONE:Provi!

MARIO: (uscendo) Andiamo!

Il professore si toglie gli occhiali e nel seguire Mario sbatte la testa sullo stipite della porta che lcommendatore aveva aperto.

PROFESSORE: Aioh!

PIRLONE:Si rimetta gli occhiali! (MARIO e il professore escono a sinistra)

Dalla porta di destra rientrano Rosina e Olivio

OLIVIO: (entrando)Ohiohiohi!

PIRLONE:Che ha fatto suo fratello?

ROSINA:Ha sbattuto addosso a du papagnicos sempara.

OLIVIO:Nun lho fatto apposta stato lu sogno!

ROSINA:Falla finita co stu sognoche quello screanzato lazzarone che ci hai tra le gambe te lo taijo, sa?!

PIRLONE:Posso sapere che successo?

ROSINA:Lo vle sape? Io jelo dicoper me deve giura che non lo dice a nessuno(indica il commendatore)perch se lo dice a qualcuno poi va a feni che qualcuno lo dice a nessuno (c.s.)e nessuno poi se la pija co me perch lho ditto a qualcuno. Si capito mo?

PIRLONE:No!

OLIVIO: Io s capito e mo te spiego! Je devi giura che non lo dici a nessuno(indica il commendatore)perch se lo dici a qualcuno poi va a feni che qualcuno lo dice a nessuno (c.s.)e nessuno poi se la pija co lei perch lha ditto a qualcuno.

PIRLONE: Sembra scemo!

ROSINA: Nvece strunze!

PIRLONE: Ah..ah! Siete proprio fratello e sorella e come il professore, quando parlate non si capisce niente: lui in una maniera e voi in unaltrae questo mia cara Rosina, la prova provata che tu e il professore siete proprio fatti luno per laltra!

ROSINA:Nun me parli de o professore. A propositondo sta?

PIRLONE:E di l collcommendatoree quando verrfarai fatica a riconoscerlo.

ROSINA:Chillo appena apre boccalo riconosco subbito!

PIRLONE:Anche io quando parli tu! Allora posso sapere che successo a Olivio?

OLIVIO:Diglielo Rosicos po darsi che ce possa daiuta a dillo al commendatore in modo che lu commendatore dopo che lha saputo non mi mena!

PIRLONE:Non ci sono dubbivoi due siete proprio fratelli. (a Rosina)Allora? Vuoi dirmi cosa successo che il commendatore prima non doveva sapere e che poi il commendatore deve sapere ora?. (tra s)Mamma miasto parlando come loro!

ROSINA:Allora jelo dico!

OLIVIO:Era na notte buia e tempestosa...

ROSINA: (a Olivio) Statte zitto lo dico io!Era na notte buia e tempestosa

OLIVIO: (entrando in battuta e ridendo) A me di notte quanno piove e tira vento me sarizza lalbero maestro eme vengheno certi sogni pieni de fregole

ROSINA: (dandogli uno scapaccione) E statte nu poco zitto!

PIRLONE:Ma che state dicendo?Io non capisco niente. Quale notte? Quale tempesta? Quale albero maestro.

OLIVIO: Se vi ca te lo faccio vede, ce metto nu secondo, mica no!

ROSINA: Fermate fratca qui ce restano pe atti scenici! Insomma ragionie, pe falla breveogni volta che piove, mi fratello mette incinta na persona. Tre mesi fa toccato a Dorotea

PIRLONE: (basito) Dorotea!Dorotea la sorella del commendatore incinta di Olivio?

ROSINA:Sie non finita quine! Poi toccato a Ottavia

PIRLONE: (sempre pi basito ripete) Ottavia!Ottavia la figlia della sorella dellcommendatoreincinta di Olivio?

ROSINA:Sie poi toccato a Loretta.

PIRLONE: (c.s.) Loretta!Loretta la cugina della figlia della sorella del commendatoreincinta di Olivio?

ROSINA:Ragioniela vulite fini de recita lalbero ginecologico del commendatores?

PIRLONE:Genealogico Rosisi dice genealogico. E meno male che la moglie del commendatore mortapace allanima sua senno metteva incinta pure a lei. Oliviodammi rettatu meglio che scappi su unisola deserta.

OLIVIO:Rosiio me ne vado.

ROSINA:E indove?

OLIVIO:Sullisola dei famosicos se me scappa nu sogno metto incinta pure la Venturaca quella me piace tanto!

ROSINA: (scapaccione) Tepossinacciaccatte in de la crapa. Nun t bastato? Ragionie che pozzu fane co stu portatore sano derotismo?

PIRLONE:E che vogliamo fare?Dobbiamo per forza dirlo al commendatoree forse meglio se glielo dico io.

ROSINA:Bravo ragioniere meijo se ce pensate voime tojiete nu peso dallo stommaco.

PIRLONE:Si pernon si fa niente per nientetu mi devi giurare che presterai orecchio alle profferte amorose del professore.

ROSINA:Che devo da fane?

PIRLONE:A Rosico u professorece devi da staneche a chillu non lareggo piune. S capito mo?

ROSINA:Mo che parlate la lingua miaso capito.

PIRLONE:Brava! Alloraci stai?

ROSINA:Dicemoche prester lorecchio!

PIRLONE:Ecco bravadicemo!

OLIVIO: (ridendo stupidamente) A Rosi mo s capito puro ioprima je presti lorecchioe poiquellantra cosa!

ROSINA: (dandogli uno scappellotto) Ma lo tuo nu pensiero fisso!

OLIVIO:Aioh! A forza de damme li sganassoni in de la crapaoggi me sento mezzo scemo!

ROSINA:A sine?Allora sei mijiorato! Vord che stai mejo de ieri.

PIRLONE: (a Olivio) Tu oravieni con me e ti chiudi nella tua camera. Non so quale sar la reazione del commendatore quando lo sapr.

ROSINA: (mentre escono) Ragioniedicitelo co molto tatto!

PIRLONE:Non ti preoccuparema tu mantieni la promessa che mi hai fatto con il professore. (escono a sinistra)

Dalla porta di destra entra lcommendatore.

MARIO:Rosina!

ROSINA: Oddio Commendat nantro corpo accuss e ce rimango stecchita

MARIO:Rosina di l c una persona che quando la vedrai farai fatica a riconoscere, ma mi raccomando prestagli orecchio.

ROSINA:Aggio capito chi .

ROSINA:Commendatio lho giuratoma solo lorecchio je do nientaltro!

MARIO:Brava! Ora vado di nuovo in giardino a raggiungere la mia fidanzata. (mentre esce)

ROSINA:A proposito, il ragionier Pirlone dopo je deve dine na cosa!

MARIO:Va bene grazie! (uscendo in giardino)Eccomi a voi.

Rosina spiando dalla porta-finestra del giardino non si avvede che dalla porta di destra entra il professore. E comicamente vestito in maniera moderna (alla Verdone di troppo forte). Jeans stretti a vita bassa, una canotta aderente e corta che fa intravedere la panza, un giubbotto nero di pelle con la scritta dietro le spalleme le faccio tutte, occhiali da sole e bandana.

ROSINA: (guardando fuori) Speramo che lu commendatore la pija bene(il professore al centro della scena si d le arie)perch se la pija male(il professore si alza il malloppo davanti e si avvicina a Rosina che ancora non si accorta di nulla)ce tocca scappane.

PROFESSORE: (allargando le braccia) Anima mia!

ROSINA: (grida) Aaah!Allanima vostra! Non avite un altro modo de presentavve? Mi siete apparito come nu fantasma. (guardandolo)Macome vi siete conciato?

PROFESSORE: Mi sono vestito cosper piacervi ed ora ascolta il mio dire!

ROSINA:Nun posso(va verso il divano) Profess, vestito accuss mi avete troppo scompigliata.(il professore prendendola per le spalle la fa sedere con forza sul divano)

PROFESSORE: Non chiamarmi professorechiamami Dupale.

ROSINA: E vabbDupalle.

PROFESSORE: Con una elle sola.

ROSINA:Come vulite voi professor Dupale co na palla sola.

PROFESSORE: Lascia perdere anima miachiamami pure professore e se vuoise ti piaceposso altres abbassarmi ad esempi volgari e come uomo ti amer sempre come il pero ama la perati amer come il melo ama la melati amer come il fico ama

ROSINA:Fermate profess ca se dite nantra parola, songo io ca ve zompo addossosiete il mio Pirata dei Caraibiil mio uomo Ramboluomo dei miei sogniquello che mi appare sempre nelle notti buie e tempestose

PROFESSORE: (al pubblico) Ma allora un vizio di famiglia.

ROSINA: Non ti chiamer pi du palle, ma Nando, perch somigli a Rambo e io sar la tua donna perduta. (Fa il verso della tigre che graffia) Aaaarggghhh!

PROFESSORE: (voglioso entrando in battuta) Schiamami pure Nando e fammi quello che vuoi, ma non una volta: dieci, cento, mille volte.

ROSINA: To faccio na vota solala tua donna perduta m lhai ritrovata! Mo statte fermo e non te move de qua che quanno aritorno te stenno. (esce)

PROFESSORE: (grindandole dietro) Amabile e caro oggettola tua dipartita, ferisce duramente lo spirito di un amante (Il professore va davandi allo specchio e compiacendosi) Per ammazza come so forte, qual figura sublime appare allo specchio? Nandos mi piace Nando Rambo, perfetto.

Parte la musica di Mambo Rambo. Il professore balla per tutto il tempo che serve a Rosina di cambiarsi e poi uscire con un vestito da Ultra-Vamp.

07 BALLO NANDO RAMBO E ROSINA

Rosina e Professore mentre ballano parlano

PROFESSORE: Rosinafacciamo un figlio insieme?

ROSINA:E che vulimo apri o riparto di maternit qua dentro?E pognente fijso ostritica!

PROFESSORE: Si dicesterile anima mia!

ROSINA:Lo so ma a me me piaciono lostriche.

Nel bel mezzo della musica entra in scena il ragionier Pirlone, Dorotea Ottavia e Loretta. Hanno delle buste regalo in mano che poggiano sulla scrivania. Dorotea ha anche un girello, e vedendo i due rimangono allibiti.

PIRLONE: Ma come vi siete conciati. Professor du Pale va bene che il commendatore le aveva detto che sembrava uno degli anni 20 ma ora

ROSINA: E uno ca viene dal passato, ragioni!

PIRLONE: S e tu una che viene dal marciapiede.

DOROTEA: Ma cosa diciui fantastica.

ROSINA: Graziue.

PIRLONE: Ti consiglio di andare subito a cambiarti se non vuoi che il commendatore vedendoti conciata cos ti licenzi in tronco.

Rosina si dilegua seguita dal professore che non si avvede della porta aperta e d una craniata sullo stipite.

PROFESSORE: Aioh! (esce)

OTTAVIA: Mamma mia che capocciata!

DOROTEA: Scherzando e ridendo questi si sono innamorati sul serio.

PIRLONE: (alzandosi dal divano)Ma ora devo assolutamente trovare il modo di dire al Commendatore quello che ha combinato Olivio. (mentre esce)Prevedo che succeder un gran casino!(esce dalla porta-finestra)

Dalla porta di sinistra entrano Dorotea,

DOROTEA: (entrando) E da molto che non uscivamo pi da sole.

OTTAVIA: Infatti, dovevamo rimanere incinteper passare un pomeriggio insieme.

LORETTA: (ridendo) Se lo sapevolavrei fatto prima!

DOROTEA: (felice) Avete visto che bella tutina che ho comprato per mio figlio quando verr? (dal pacco prende la tutina e la mostra alle due donne)E una meraviglia.

OTTAVIA:Molto bella mamma!E che dire del vestitino per la mia bimba? (lo mostra aprendo anche lei il pacco regalo)Bello, no?

LORETTA: Bellissimo!...E il mio non stupendo forse?(apre un pacco e mostra il suo vestitino)Che ne dite?

DOROTEA: (entusiasta) Veramente bello!

OTTAVIA: Stupendo.

LORETTA: Lho pagato tanto, ma ne valeva la pena.

OTTAVIA: (ridendo) Ma stanto paga zio Mario.

DOROTEA:Ed ora andiamo in giardino. Dobbiamo trovare il modo giusto per dire a mio fratello che siamo tutte e tre incinte

OTTAVIA: (a Loretta) E tu mi raccomando con tuo non fare con tuo padre tutta quella manfrina che hai fatto con Olivio sii diretta e sicura!

LORETTA: E gi ti sembra facilecomunque ci prover andiamo!

Escono e quasi si scontrano con Olga e Miscia che invece entrano.

OLGA: (parlando verso il giardino) Arrivo subito caro.

MISCIA: (c.s.) Io e mia sorela andare a sciacquettarsi pe o viaggio dalla Russia. (entrano e Olga gli d uno schiaffone)Aioh!

OLGA: (ripetendo) Io e mia sorella andare a sciacquettarsi! pe o viaggio(parlando in dialetto napoletano)Ma si scemo?

MISCIA:Perch tu o sape comme se dice sciacquettarsi in russo?

OLGA:Noma io non mi vago a infilaco e pparole che non saccio o significato.

MISCIA:E va buonoe la stessa cosa!

OLGA:Cerca ndo tene i soldi il commendatoreche poi ce ne jmmo primma che te fai scopri!

Guardano nella scrivania, nei cassetti, nella vetrinetta.

MISCIA:Me sa che qui dentronon ci sono!

OLGA:Eppureo saccio che stanno qui.

Entra Olivio.

OLIVIO: (entrando da sinistra ancora con una mano sullocchio e a testa alta non vede Olga e Miscia) OhiohiOhi ohi!

MISCIA:Dasvidanija tovarich!

OLGA: (dandogli un calcetto poi sottovoce) Nata vota co sto dasvidanija! Tho detto che vuo di arrivederci. (a Olivio)Bono giorno!

OLIVIO: (togliendosi la fettina dagli occhi) Bono giornobono giorno!

OLGA:Io essere Olgafidanzata di commendatorelui mio fratello Miscia.

OLIVIO: (ammirando la bellezza di Olga) Ammazzas trattato bene lu commendatore eh?

OLGA:Tuchi sei.?

OLIVIO:Songo Olivio u giardinierefratello di Rosina a cammerierae se e cose vagano comme dichio, probabile cognatogenero e nipote del commendatore!

MISCIA:Tutte e tre e cose insieme?

OLIVIO:E sineperchssstnon lo dicite a nessuno bastato nu sogno(sottovoce) e ho messo a cintola a tutte e tre le donne della casa, e adesso, aspettano nu beb da me!

OLGA:Tutte e treda te?

OLIVIO:E sine! Io cio li sogni ingravidosi!

OLGA: (ridendo forzatamente) Che simpatico che sei!

OLIVIO:Te so simpatico? (pausa) Scusa che dormi quine stanotte?

OLGA:Certo!

OLIVIO:Eindove?

OLGA:Nella stanza degli ospiti!

OLIVIO:Allora spero che a notte sia buia e tempestosa.

MISCIA:E perch?

OLIVIO: (ridendo da ebete) U saccio ioperchu saccio io!

OLGA: (a Miscia sottovoce) Chesto mi sembra nu poco scemo.

MISCIA:Allora lascia parla a me

OLGA: E gi tra scemi vi capite meglio

MISCIA: Ce facimmo dicere dove il commendatore tene a casciaforte, laprimmo, rubammo e ce ne jimmo!

OLGA: E va buono mausa tatto e diplomazia!

MISCIA: Tranquilla! (a Olivio) Tu sapere dove tenere e sorde o commendatore?

OLGA: (sottovoce dandogli un calcetto) Tavivo dittotatto e diplomazia! (a Olivio) Mio fratello volesse dire (togliendosi la collana) dov la cassaforte. Devo mettere questa preziosissima collana.

OLIVIO:Me dispiace ma nu lo pozzo dicere.

OLGA:Perch?

OLIVIO:Perch se lu commendatore vene a sape che vho ditto che la cassaforte sta dietro a lu quadrosencavola co me.Gi se deve ncazza pe quella cosase vene a sape pure chesto, bonanotte! Nun so mica stupido, sa?

OLGA:Hai ragionetu non sei stupido Tu sei. moooolto intelligente.

MISCIA: Cumma mme

OLIVIO: Behm nun esageriamo se no, mi fate.vergognare

OLGA: Allora tu scusare me, per tua vergogna.

OLIVIO:Prego. Adesso momo me ne vado. (si rimette la fettina sugli occhi e lamentandosi esce a destra) Ohiohi!

OLGA: (concitata) La cassaforte dietro o quadro!

MISCIA:E tuche ne sai?

OLGA:Lha detto mo mo o scemoe tu oltre che scemo pure sordo! Guarda che vanno facenno in giardino(Miscia va verso la porta-finestra)E non te fa vere!

Olga alza il quadro, vede la cassetta di sicurezza. Improvvisamente si apre la porta di destra ed entra Rosina inseguita dal professore.

ROSINA: (entra) Professocio da fane!

Olga abbassa velocemente il quadro.

PROFESSORE: (subito dietro a Rosina) Invano tu cerchi di sfuggirmi.. poich in virt della tua grazia divinatu devi strappare dal mio cuore ogni pena. (escono tutti e due dalla porta di sinistra)

MISCIA: Ma tu s sicurache chesto non o manicomio, si?

OLGA: Ha parlato Zichichi. Dai sbrigammoce che tu s cchi matto e tutti!

Olga alza nuovamente il quadro quando da destra entra nuovamente Olivio. Olga abbassa nuovamente il quadro.

OLIVIO: (entrando) Rosina mi ha detto che per guarire locchio ci devo mettere una fettina di carnema dove la pijo na fettina io.(esce a sinistra)

MISCIA:Assuntice ne volimmoa i? Io sto furto lo vego male.

OLGA:Statte nu poco zitto e guarda di fuori.

Olga alza di nuovo il quadro. Entra da destra Rosina con il commissario Cacace seguita dappresso dal professore. Olga sbuffando abbassa di nuovo il quadro.

ROSINA:Sincomodisca commissa, vado a chiamare il commendatore.

PROFESSORE: (mentre escono dalla porta-finestra) Fermati anima miaascolta ancora il mio dire! (escono)

MISCIA: (sottovoce a Olga) Assuntiche tavevo detto? Mo o commissario ce riconosce e ce sbatte a la galera.

OLGA: (sottovoce a Miscia) Gennariestatte nu poco zitto. Ce penzio! (al commissario)Drastvuijeio essere fidanzata russa di commendatore.

CACACE:Piacere! Commissario Cacace.

MISCIA:Drastvuije anche me! (lo tira a se e lo bacia sulle guance)

CACACE:Pianopiano! (pausa) E cosvoi sareste la fidanzata

OLGA:Dadafidanzata!

CACACE:Del qui presente fidanzato.

MISCIA:Dadaanche io fidanzato. Qui tutti fidanzatidinto a sta casa no fidanzamiento continuo.

OLGA: (ridendo forzatamente) Scusa noima Miscia non parlare bene italianonon capire benelui mio fratello russo da Mosca.

CACACE:Behcerto se russo da Mosca come fa a capire?. (guardando Miscia)Per che stranosomiglia molto a un mariuolo italianoun certo Gennaro Esposito, detto Gennariello.

MISCIA: Tutti uomini somigliare molto. Mio fratello gemello somigliare me molto molto.

CACACE: Ma guarda che stranezza. Anche il ladro Gennarielloha un fratello gemello

OLGA: (dando un calcio al fratello) I casi della vita!

CACACE: Gi..a volte proprio strana. (a Miscia) Ecome si chiama vostro fratello?

MISCIA: Come?

CACACE: Come si chiama vostro fratello?

MISCIA: (guarda la sorella per chiederle aiuto) Come se chiamma mio fratello?

OLGA: (sottovoce a Miscia) Dima non dillo!

MISCIA: (c.s.) Eh?

OLGA: (c.s.) Dima non dillo!

MISCIA: (c.s.) Insomma o devo dicere o no?

OLGA: (c.s.) Certoo devi dicere ma non lo devi dicere.

CACACE: Allora..come si chiama vostro fratello?

OLGA: (c.s.) Dima non dillo!

MISCIA: Dindondillo.

CACACE: Dindondillo? E che nome io non ho mai sentito un nome simile.

OLGA: NoDindondillo il suo sopranome

MISCIA: S, amici chiamavano cos perch io quando nato suonavano campaneallora Dindondillo (si mette a cantare) Din don, din don amoreeeee.

OLGA: Statte sitte deficiente. Lui piace cantare suo sopranome, ma lui vero nome Ugo.

MISCIA: (dopo una spallata di Olga) Ugo

CACACE: (con finta meraviglia) Anche lui!? Ecco unaltra starnezza.

OLGA: Mio fratello non spiegato bene. Per Ugointendeva Ugolinoconte Ugolino!

CACACE: Aaaahconte Ugolino. Come quel nobile della Divina Commedia rinchiuso in una torre a morire di fame.

MISCIA: Sera mobile...noi non sapere...ma chera nu conte morto de famme s! Comunque, drasvidanijaio salutare io andare!

CACACE: (prendendolo per un braccio) Ma dove varimanga qui.

MISCIA: Se proprio insiste!

CACACE: Certoinsisto!

MISCIA: (sottovoce a Olga) Assuntiio la vego male!

CACACE: E cossiete russo di Mosca.

MISCIA: Daio russo da Moscaio moscone!

OLGA: (sottovoce a Miscia) Gennarietu si tutto scemo!

CACACE: Non sapevo che gli abitanti di Moscasi chiamassero mosconi.

MISCIA: E i bambini moschini!

CACACE: Eh gipoi ci sono i moschettieri

MISCIA: (entrando in battuta) Bravoquelli sono i poliziotti che arrestano i mariuoli.

OLGA: (ridendo nervosamente) Gennai腒a vuoi fern de d strunzate(poi a Cacace) Mio fratello gran giocherellone

CACACE: (con finta meraviglia) Aaaahsta giocando?!

Entra MARIO dalla porta-finestra.

MARIO: (entrando e dandogli la mano) Buongiorno commissario..

CACACE: (entrando in battuta) Cacace commissario Cacace!

MARIO:In cosa posso esserle utile?

CACACE:Mi scusi del disturbo commendatorema una pattuglia crede di aver visto girare da queste parti una coppia di ladri patentati fratello e sorellasi chiamano Gennaro e Assuntina EspositoSono i re del raggiro e della truffa!

MARIO:Come vededa me non c nessun ladro e nessuno mi truffa(sorridendo)Ci vuole altro per raggirare me!

CACACE:E gilei furboVero signorina?

OLGA:Mio fidanzato molto furbo

MISCIA:Moltomolto!

MARIO:Permette che le presenti la mia fidanzata? Olga Ccutz e suo fratello Miscia.

MISCIA:Drastvuije! (lo prende per le braccia e lo bacia unaltra volta)

OLGA:Noi gi conosciuti. (al commissario)Scusare Miscialui molto espansivomoltomolto.

MISCIA:Da! Moltomolto!

CACACE:E cos vi chiamateOlga e Miscia Ccutz, eh?

MISCIA:IoMiscia!

CACACE:Sisi. Ho capito. Ma lo sa che pi la guardo e pi assomiglia a Gennariello Esposito? Certe volteva a capire che scherzi fa la natura!

OLGA:Succede, anche in Russia capitare che somigliare a altre persone.

CACACE:Lo penso anchio!

MARIO:La mia fidanzata tornata proprio oggi dalla grande madre Russia e stiamo progettandoa breve termineil nostro matrimonio.

CACACE:Ahvi sposate?Alloraauguri.

Entra Pirlone dalla porta-finestra.

PIRLONE:Commendatoreho inteso che c un commissario di pubblica sicurezzaci sono problemi?

MARIO:Nonessun problemavero commissario?

CACACE:Se lo dite voi!

MARIO:Posso invitarla in giardino a prendere qualcosa di fresco e farci compagnia? Io e la mia fidanzata ne saremo felici. Vero cara?

OLGA:Io molto felice

MISCIA: (Entrando in battuta) Anche iomolto..molto

CACACE:Come posso non fare felici i fratelli Ccutz? Accetto volentieri.

MARIO:Allora andiamo!

Stanno per uscire dalla porta-finestra quando Pirlone chiama lcommendatore.

PIRLONE:Commendatoreposso parlarle a quattrocchi?

MARIO:Ah si! Rosina mi ha detto che voleva parlarmi Commissariolei mi scuser vero?

CACACE:Faccia pure. Nel frattempo sar la sua fidanzata a farmi compagnia.

OLGA:Io prima andare in mia camerae poi tornare.

MISCIA:Anche ioprima andare in mia camera e poi tornare.

CACACE: (sorridendo furbescamente) Ma noma no! Capisco la signorina Olgache come tutte le donne ha bisogno di imbellettarsi ma noi siamo uomininon abbiamo bisogno di salire in cameravero signor Miscia?

MARIO:Ma certo! Ti dispiace Miscia accompagnare il commissario in giardino?

MISCIA: (tidubante) Io dovere accompagnare commissario, dentro?

MARIO: Ma certo Miscia qui tu sei di casa e non ci vedo nulla di strano

MISCIA: Invece s, perch di solito essere commissari che accompagnare me in loro casa.

CACACE: (Olga gli da uno schiaffo e il commissario sorpreso a Mario) Ma perch.

MARIO: Niente commissario una carezza, in Russia si usa cos.

OLGA: Mio fratelo in Russia amico di commissari molto molto e sono loro che ospitano in loro casa. (a Miscia, piano) Deficiente.

MARIO: Bene, bene! Al gazebo caro commissario trover anche mia figlia Loretta, mia nipote Ottavia e mia sorella Dorotea che le faranno gli onori di casa.

MISCIA: (preoccupato) Molto..molto!

CACACE:Graziemolto gentile(appoggiando il braccio sulle spalle di Miscia)Vogliamo andare?

MISCIA: (c.s.) Anche leimolto espansivo.

CACACE:Simoltomolto! (Escono)

OLGA:Vado un attimo in camera caro!

MARIO:Vai, vai! Ci vediamo dopo. (Olga esce)Allora caro ragioniere (vede i pacchi regalo sulla scrivania e va vederne il contenuto mentre continua a parlare) che mi deve dire di cos urgente?

PIRLONE:Ecco..vede

MARIO: (entra in battuta e alzando una tutina) Che questa roba da neonato?

PIRLONE:Eccoproprio di questo le volevo parlare.

MARIO:Lavranno comprata per la Caritas! Guardi anche il girello!

Entra Rosina dalla porta di destra seguita come unombra dal professore che continua imperterrito a parlare con ricercatezza. Rosina davanti e il professore dietro.

PROFESSORE: (entrando) Potrei ringiovanire pi dello stesso Esone e sfidando il rigore del truce destinorubare a Cloto il filo dei miei anni

ROSINA: (vedendo lcommendatore e Pirlone) Astate quine?

MARIO:Certo. Non hai detto che il ragioniere voleva parlarmi? Behlo sta facendo

ROSINA: (al ragioniere) Ecome lha presa?

PIRLONE:Ancora non lha presanel senso che ancora non glielo ho detto!...E il professore, comelha presa?

ROSINA: Anche lui ancora non lha presanel senso che ancora non glielho data.

MARIO:Insomma si pu sapere di cosa state parlando e cosa mi dovete dire?

ROSINA: Dicitelo!

PROFESSORE: (come sente dicitelo ricomincia a parlare) Subito!Con la rara virt di una sovrumana sapienzaconfondere il mio essere con lOnnipossente

ROSINA: (girandosi di scatto verso il professore) La vi finisi? Non ce lavevo co te. Te lo dichio quanno devi parlane. (il professore tace improvvisamente)Scusateloma quando inizianun la finisce chi! (a Pirlone)Avanti dicitelo allcommendatorece voijo esse purio (al professore)E tune non parlasenno te dongo nu leccamuffo.

PROFESSORE: (abbassando lo sguardo) Certoanima mia!

MARIO e il ragioniere si guardano esterrefatti.

MARIO:Cara Rosina vedo che sei riuscita a domare il professore.

ROSINA: (allargando le braccia) Quanno ce voce vo!

MARIO:Allorache dovete dirmi?

PIRLONE:Commendatoredevo dirle una cosa delicataa proposito di quei vestitini da neonato.

ROSINA:Alla larga ragionieprendetela alla larga!

MARIO:Che state dicendo? Cosa deve prendere alla larga.?

ROSINA: (ripete quasi piagnucolando aspettandosi una reazione) Alla larga ragionie alla larga.

PIRLONE:Alla larga? E va bene commendat Olivio ha messo incinta sua sorella sua nipote e sua figlia Loretta.

MARIO: (basito) Cosa? (sbianca in volto)Cosa ha fatto Olivio? (urla)Ahhh!!! (sviene sul divano e tutti lo soccorrono)

ROSINA: (sventolandolo) Oddio mre!

PIRLONE: (c.s.) Sucommendatore susi faccia forza.

ROSINA: (a Pirlone) Fortuna che javevo ditto de pialla alla larga se je dicevo de pialla strettache faceva? Le portava a partori quine? (Dandogli schiaffetti sulle guance)Su coraggio!

(al professore) E tuva a prende nu bicchiere dacqua.

PROFESSORE: Vado!Queste braci son tanto violenteche per la loro virt

ROSINA:Se dici natra parolate dongo nu papagno!

PROFESSORE: Vado amor mio! (Va velocemente alla porta di destra che si apre improvvisamente. E Guido che entra e lo prende in pieno) Aiho! (esce)

GUIDO: (svelto verso il divano) Che successo al commendatore?

PIRLONE:Gli ho detto che Olivio ha messo incinta la figliala nipote e la sorella.

GUIDO:E morto dinfarto?

ROSINA:Che vai dicenno! (dando schiaffetti sulla guancia)Susu.. faceteve forza!

Entra il professore velocemente con il bicchiere di acqua in mano.

PROFESSORE: Ho portato lacqua amore miosei contenta?

Non fa in tempo a terminare la frase che inciampa e il contenuto del bicchiere arriva in faccia allcommendatore svenuto sul divano.

MARIO: (sputazzando lacqua si riprende e urlando) Aaaahhh! (si alza di scatto dal divano)Dov quel farabuttoquel traditore(apre la porta di destra minaccioso seguito dai presenti che tentano invano di calmarlo) Dov quel furfante(apre la porta di sinistra. Gli altri come sopra)quel mascalzone lapostata.

ROSINA:E veroOlivio nu mascalzone co a prostatama mo non varrabbiate che varivie il coccolone!..

GUIDO:Vengasi calmi!

PROFESSORE: (a Rosina) Visto amore mio? Sono stato io a farlo riprendere.

ROSINA:Sibravo!

PROFESSORE: Lamore un gran dio che anima ogni cosaLessere ama il proprio principiocome gli effetti la loro causa (Rosina gli tura la bocca con la mano)

MARIO: (gridando alla porta di destra aperta) Scendifatti vedere manigoldo. (a Rosina)Dov quel fedifrago di tuo fratello dov!

ROSINA: (piagnucolando) Nu o saccio!

MARIO:Mi devo togliere la soddisfazione di ammuffirgli un occhio.

GUIDO:Uno glielho gi ammuffito io!

MARIO:Allora gli ammuffisco laltro!

Dalla porta-finestra entrano velocemente Dorotea, Ottavia, Loretta con il commissario e Miscia. La scena piuttosto concitata.

LORETTA: (preoccupata) Papche successo?

MARIO: (minaccioso) Tufedifraga non sai niente, eh? Rispondimi vero che aspetti un bambino da Olivio?

LORETTA:Si papte ne volevo parlare ma non ho avuto il tempo

DOROTEA: (entrando in battuta) Anche io

MARIO: (entrando in battuta) Zitta tu! Fedifraghe tutte e due.

OTTAVIA:Ma zio

MARIO: (c.s.) Tutte e tre!

LORETTA:Papguarda che ti sbagliil mio Olivio

MARIO: (entrando in battuta grida) Aaaahhh! Avete sentito? Mi siete testimoniha detto il mio OlivioMa io ti diseredo... ti mando a dormire sotto i pontialtro che il mio Olivio (corre dietro a Loretta che scappa)

DOROTEA:Vuoi stare calmoe comportarti da persona civile?

MARIO:Iocivile? (alzando ancor di pi la voce)Io civile?Ma tutu incivile come hai potuto

GUIDO: (entrando in battuta) Come hai potutoglielo dico io!(a Dorotea)Tu come hai potuto? Eri gi incinta e lo sapevi

DOROTEA:Come facevo a saperlose lo abbiamo saputo insieme questa mattina?

GUIDO:Non vero!

MARIO:Si vero!

DOROTEA:Tu stai zittoche ne sai?

PROFESSORE: Pace amici! Senza speme di guarigionedonde viene questa fiamma folgorante?Questa furia tanto opera del diavolo che

GUIDO: (con una spinta lo getta sul divano) Ma la faccia finita!

ROSINA: (al professore) Accussla finisci!

Il commissario e Miscia guardano stupiti ed in silenzio la confusione che avviene sotto i loro occhi, accanto alla porta-finestra. Anche Olga, entrata in scena accanto a loro.

08 - CAMPANELLO

Entra Olivio con Olivio Pardi dalla porta di destra.

OLIVIO:C nu certo Olivio pe Loretta.

PARDI: (entrando) Buon giorno!Ciao Loretta!

MARIO: (furioso e fuori di se minaccia Pardi) Tumascalzone (guardandolo) Ma tu che vuoi?Che cerchiChi sei?

PARDI: (titubante) Ioveramente

LORETTA va ad abbracciare il ragazzo.

DOROTEA:Marioascolta

MARIO:Stai zitta ho detto! (avanzando minaccioso)Qualcuno oggi mi deve spiegazioni o faccio un gruppocidio

OLIVIO: (indietreggiando) Stateve buono commendatnun me menate.

MARIO:Tu?Allora sei tu il farabutto

OLIVIO: (indietreggiando) E stato lu sogno

Con un urlo Mario prende Olivio gettandolo a terra. Tutti cercano di separarli e tra il caos generale si chiude lentamente il sipario. Poi a sipario chiuso esce Olivio.

CHIUSURA SIPARIO

SEGUIPERSONA AL CENTRO SU OLIVIO

OLIVIO:Chillo che avite visto signore e signorisi capitato propio n anno fa. Le botte chho prendutoca se ce penso.. me fanno male ancora tutte lossa per so capito e mo lo so che non se rimane incinta solo per un semplice sogno, ma che li fijli porta la cicogna! Insomma pe falla brevele cose songo cambiate a casa dellcommendatore... Loretta s aspusata quellaltro Olivioche nun songo io Dorotea s aspusata co Guido(pausa)No meijo se ve lo faccio vedeperch se ve lo racconto membroijo e non ce capisco pi nienteVoi state comodica finimo primo de mocomodi..comodi(esce)

EPILOGO

Il sipario si apre con Loretta che seduta sta facendo la maglia e Olivio Pardi seduto sul divano che sta leggendo un giornale. Dopo qualche attimo di pausa si sente il pianto di un neonato e:

09 - INTRO EPILOGO

APERTURA SIPARIO

10 entrata mario

PIAZZATO

11 bimbo che piange (fuori campo)

LORETTA:Olivioil bambino piange! Vai a vedere.

PARDI:Avr fameo forseavr fatto la cacchetta e si sentir sporco!

LORETTA:Noha mangiato e gli ho gi cambiato il pannolino. (pianto del bambino) Quindivai a vedere cosha!

PARDI:Uffasempre a me tocca! (Si sente ancora il pianto del bimbo Pardi esce e dopo una breve pausa rientra con il bambino in braccio e avvolto in una copertina.)Susu. Piropiropbello di pap non piangere. Ninna ohninna oh! (pianto del neonato. A Loretta)Niente non si calma.

LORETTA:Vuole andare in giardino

PARDI:Te lha detto lui?

LORETTA:Portalo fuorie senza fare lo spiritosoNon vorrei che svegliasse

Non fa in tempo a finire la frase che si sente il pianto di un altro bambino e la voce fuori scena di Olga.

12 bimbo che piange (fuori campo)

OLGA: (voce fuori scena) Marioo bambino chiagne.

LORETTA:Hai visto?Si svegliato mio fratello.

MARIO: (c.s.) Vado io cara!

LORETTA:Dallo a metu non sei capace di far niente.

PARDI: (dandogli il bambino) Tieni!

LORETTA:Vieni dalla mamma tuaChe ti fa questo cattivo pap?

13 bimbo che piange (fuori campo)

Entra MARIO con il bambino in braccio avvolto in panni.

MARIO:Perch piange mio nipote?

PARDI:Io dico che ha fame..e se non ha fameha sonnoe se non ha sonnosar sporco.

LORETTA:Come sei monotono! Vuole andare in giardino.

MARIO:E arrivata tua zia?

LORETTA:Noancora non si vista.

MARIO:Sempre lultimaanche quando c da festeggiare. (a Loretta)Facciamo cambio. Dammi mio nipote che lo voglio riempire di baci e tu prendi tuo fratello. (si scambiano i bimbi. Poi al nipotino)Sei contento che oggi compi sei mesi? Quanto sei bello, somigli tanto a tua madre.

PARDI:Ma gli occhi sono miei..e anche la fronte.

LORETTA:Si ma la bocca e il mento sono miei.

MARIO:Ma dove lavete comprato allIkea?

Entra Ottavia con un bambino in braccio.

OTTAVIA: (entrando da destra) Eccoci arrivate!

MARIO:E tua madre?

OTTAVIA:Sta parcheggiando la macchina in garage. (avvicinandosi agli altri bimbi)Come sta mio nipote?E mio cugino?

LORETTA: (accarezzando il bimbo di Ottavia) E laltro mio cuginetto?

Entra Dorotea con un bambino in braccio seguita da Guido.

DOROTEA: (entrando da destra) Siamo in ritardo?

MARIO:Come sempre!

DOROTEA: (a Guido) Reggi un attimo tuo figliovoglio prendere in braccio mio nipote. (prende il bambino dalle braccia di Mario)Come sei bello?Meno male che non hai ripreso da tuo padre.

MARIO:Guarda che ti sbagliQuesto il figlio di Loretta il mio ce lha lei.

LORETTA: (dandole il nipote) Tieni zia!

DOROTEA:Con tutti questi bambiniuno si pu anche confondere.

MARIO:Che ne dite se gli mettessimo una medaglietta di riconoscimento?

GUIDO: (odorandogli il sederino) Sento puzza di cacchetta

DOROTEA:Non cacchetta unaltra cosa! (al nipote)Come sei bello?Meno male che non hai preso di tuo padre.

MARIO:Proprio non vedevi lora di dirgli sta cosa, eh?

Entra Olga. E vestita elegante.

OLGA: (entrando) Buon giorno cara cognata. (baciando Dorotea)

DOROTEA:Ciao AssuntinaChe bel vestito che hai?

OLGA:Ti piace? Me lha fatto Mario per loccasione. Vulimmo comincia a festa?

Entra anche il commissario.

CACACE: (entrando da destra) Buon giorno a tutti. Ho trovato aperto e sono entrato.

MARIO:Buon giorno commissarioCome mai da queste parti?

CACACE:Sono venuto a sincerarmi come si comporta il mio amico Gennariello Esposito

OLGA:Sta buono commissamo nu grande lavoratore!

CACACE: (a Mario) Commendatnoi poliziotti siamo sempre pronti a intervenire ma almeno le porte.chiudetele.

Entra Miscia con il grembiule da giardiniere che aveva Olivio.

MISCIA:Commendatc una visita pe vuie. Buonogiorno commissario

CACACE:A Gennarie, de fa il russo ormai non ti serve pi, a meno che vuoi and in galera per scambio di persona.

MISCIA: Ma quando mai commiss!Scherzavo! Io so napulitane napulitane verace.

MARIO:Bene arrivata anche lei. Falla passare!

Entra Rosina.

ROSINA: (entrando) Eccome commendateccome acca! Nun potevo ammanca alla festa. Come stongo i bambini?

MARIO:Bene! Stanno tutti bene.

ROSINA:Fatemeli nu poco avvede! (coccolando i bambini ora in braccio ad una ora in braccio ad unaltra)Quanto si bellosomigli a tu madresomigli a tu padree tu a chi somigli?..Bohnun se capisceemb, certo qui si fa tutto in coperativa?!

MARIO: RosinaRosina Piuttosto tu come stai.

ROSINA:Stongo buono! (guarda alla porta da dove entrata)Guarda se si vede. (chiama)Professovulite veno no?

Entra il professore e il ragionier Pirlone. Ognuno di loro ha un bimbo in braccio.

PROFESSORE: (entra parlando con Pirlone) Io sostengo che tutti i gimnosofisticosmografi del cieloe tutti i mitologisti era gi bellal mondoquando Marte conobbe sua madre e fece allamore con lei.

TUTTI: Ehhhh!

PIRLONE: (a Mario) Commendatnon lo reggo pi!

MARIO: E colpa sua che ha voluto fare da compare ai gemellini di Rosina e del professore.

ROSINA: (al professore) Si finito di chiacchera?

DOROTEA:Fatemi vedere i gemelli di Rosina!

LORETTA e OTTAVIA: Anchio!Fatemeli vedere!

Mentre le donne fanno i complimenti ai due bimbi, MARIO si fa un po in l con Rosina.

MARIO: Dimmi Rosin confidenza! Come si vive da sposata?

ROSINA:Si vive buono! U professore me fa na capa tantavuole sempre fa na cosama nu bravomo!

PROFESSORE: Colei che discese dalla volta stellataper farsi ammirare alle nozze di Peleo

ROSINA: (entrando in battuta) Ma ti vuoi zittire nu minitecome si scucciante!

MARIO:Ora che ci siamo tuttivogliamo cominciare la festa?

OLIVIO: (Entra improvvisamente tenendo in braccio un fagottello) Nu mumento, ce manche io, e ce manca pure questo.

Curiosi, tutti si fanno incontro ad Olivio

TUTTI: E m questo chi !!!

OLIVIO: Nun lo sacciolo so trovato nel giardino proprio m steva sotto nu cavolo...lo deve av portato la cicogna.

Le donne si fanno attorno a Olivio per veder il neonato

MARIO: Ma la madreOliviotu sai chi la madre?

14 - sigla di chiusura (TENERE BASSA ALLINIZIO)

OLIVIO: E che ne saccio io?!...Per m che ce pense, tempo fa me so sognato de sta a un ristoranteio, uomo soloin mezzo a tutte donne che steveno a fa na festa.

MARIO: E quando successo?

OLIVIO: Lotto marzo alla Festa della Donna di nove mesi fa! Mo vi aricconto: dunque

TUTTI: Era una nottebuia e tempestosa

ROSINA: A frat, a me mo pu dicere, allora?...Di chi figlio?

OLIVIO: E facile, no? E figlio de na Cooperativa!!!

buio

CHIUSURA SIPARIO

15 - uscita attori

APERTURA SIPARIO

PIAZZATO

FINE


uscita attori

1.OLIVIO PARDI....................... MARCO ROSSI

2.RAGIONIER PIRLONE............. FRANCESCO TESTA

3.ISPETTORE CACACE............... MAURIZIO PEDINI

4.GUIDO................................. MARCELLO GALLETTI

5.OTTAVIA.............................. VERONICA MARIA GENOVESE

6.LORETTA.............................. MONIA BUCCHI

7.DOROTEA............................. PINA ROSSETTI

8.MISCIA................................ ROCCO AVERSANO

9.OLGA.................................. ANNARITA MANNOZZI

10.PROFESSOR DUPALE.............. SALVATORE LAMBIASI

11.OLIVIO................................ MAURIZIO MELARAGNI

12.MARIO NETTA....................... ARMANDO GIACOMOZZI

13.ROSINA............................... TOMMASO ZEVOLA

SI RINGRAZIANO PER LA lORO COLLABORAZIONE

AIUTO REGISTA......................... MARIA DALESSANDRO

scenografie............................ armando giacomozzi

costumi................................... tina de marco

luci e fonia............................. fabio massimo forzato

grafica................................... alessia lambiasi

ORGANIZZ.NE e OTTIMIZ.NE........ GABRIELLA GALLI E RITA PUCCI


signore e signori buonasera BUON POMERIGGIO.

LASSOCIAZIONE CULTURALE QUELLI DEL PIANO DI SOPRA vi da il benvenuto e vi augura un buon DIVERTIMENTO CON LA COMMEDIA IN DUE ATTI ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA di CLAUDIO NATILI E CARLO GIUSTINI CON LA REGIA DI CLAUDIO NATILI.

TRA IL PRIMO e SECONDO ATTO PREVISTO UN INTERVALLO DI 10 MINUTI.

CHIEDIAMO CORTESEMENTE DI PRENDERE POSTO IN SALA E DISATTIVARE I TELEFONI cellulari.

BUON DIVERTIMENTO.

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