Esecuzione capitale

ESECUZIONE CAPITALE

Commedia in un atto

di CLAUDIO NOVELLI

PERSONAGGI

CARTON

MARCEL

DE MATTIE'

BERENCON

IL GIUDICE

ANDRE' DUPONT

VOCE DI DONNA

VOCE DI UOMO

Commedia formattata da

Sulla scena. Un unico ambiente senza pareti. Due praticabili; il primo disposto al centro, quasi sul fondo; l'altro, obliquo, a destra. I praticabili sono congiunti alle tavole del palcoscenico tramite uno scivolo. Nella parte anteriore, un tavolo grigio e spoglio, una libreria che sale all'infinito, tre sedie e un banchetto. Ad apertura del velario, buio completo.

Speaker - La morte semplicemente un risultato... Che si pu discutere, che si pu anche non accettare come principio, ma che tuttavia giunge a riportare la nostra essenza entro le dimensioni dell'organico disfacimento. Oggi non si d pi peso alla morte... troppe distrazioni... troppo traffico... Anche se stato inventato il modo di non pensarci essa l... paziente, pietosa, innocente, giusta... Essa riceve tutti... dal malato di bronchite cronica... al suicida, dal rappresentante di commercio infortunato sulla statale numero venticinque... all'indesiderato cittadino che la giustizia... (Luce improvvisa su Carton che sta seduto alla scrivania).

Carton - (di scatto) Io non ammetto che si muovano critiche alla giustizia! (Tronfio) Sono secoli che l'umanit combatte per conquistare una civilt! E ora si pretenderebbe che la democrazia funzionasse senza prigioni, senza polizia e, magari, senza condanne! Grazie tante! Questo genere di ordinamento sociale non fa per me!

Speaker - Perch ti scaldi tanto?

Carton - Perch la legge legge! E quando si comincia...

Speaker - Va bene... Ho capito. Sei un conservatore.

Carton - Certo che lo sono. Se conservare significa proteggere, provvedere, prevenire, osteggiare certe turbolenze io sono il pi accanito dei conservatori!

Speaker - E quando arriver il tuo giorno... quando ti riceveremo nei nostri cimiteri, cosa farai?

Carton - Questa storia della morte mi ha nauseato. Quando arriver il mio turno me la vedr personalmente col Padreterno! Ora ho altri problemi... Io faccio... Io sono... (Schiarendosi la voce) Posso presentarmi? (Alzandosi in piedi) Alto funzionario di giustizia... non dipendente direttamente dal governo; stipendio considerevolmente superiore alla media; moglie rispettabile; figli intelligenti... o quasi...

Speaker - Amante...

Carton - Amante, s... Donna, per. Il nostro un mestiere difficile, abbiamo bisogno di distrazioni-In centinaia, in migliaia di occasioni, in una giornata, siamo costretti a ripeterci; sono il direttore di una prigione! Sono il direttore di quindici bracci maschili e otto femminili! Sono il direttore di venticinque celle di segregazione! Sono il direttore di tre celle della morte! Sono il... (Intervento musicale. Luce completa e ingresso di Marcel).

Marcel - Sono venuto a ricordarle l'esecuzione di domani mattina.

Carton - Ah, gi... Bravo, Marcel. E' arrivata anche per Berencon. Sembrava un processo senza fine e invece... Eppure avrei giurato che se la sarebbe cavata... Non mi dispiaceva questo Berencon. Aveva dello stile. Taciturno, serio,... educato. Sembrava pi un attore che un assassino. Dopo tutto avrebbero potuto accontentarlo con l'ergastolo.

Marcel - Ma... ha sparato al presidente della repubblica, signor direttore.

Carton - E con questo? Non l'ha mancato?

Marcel - (sconcertato) S.

Carton - E allora?

Marcel - Non si pu avere clemenza per un anaij chico.

Carton - Da un po' di tempo a questa parte piij di qualcuno avrebbe meritato la fine di Berencon, Eppure ancora circola. Comunque noi non siamo qui per discutere. Hanno deciso cos e cos fa remo. E' tutto in ordine?

Marcel - (timidamente) Quasi.

Carton - Quasi? E' una parola che tollero volentieri.

Marcel - Il signor De Matti...

Carton - Ha chiesto un nuovo aumento?

Marcel - No, no. Dice di non sentirsi troppo bene!

Carton - Che se ne vada a casa. Baster che i trovi qui domattina, un paio d'ore prima dell'esecuzione.

Marcel - Ha chiesto una visita fiscale.

Carton - E il dottore?

Marcel - Gli ha riscontrato una forma di esaurimento nervoso.

Carton - Esaurimento nervoso con sette esecuzioni l'anno! E se fosse vissuto ai tempi di Robespierre? Be'... lasciamo andare... Avvisate quel tale che lo sostituisce... Come si chiama?

Marcel - Poisson.

Carton - S, Poisson. Ditegli di trovarsi qui questa sera alle dieci.

Marcel - Poisson non in citt, signor direttore,

Carton - Lasciate una comunicazione alla moglie, in modo che quando rientri... Dovr rincasare, no?

Marcel - Poisson partito da parecchi giorni e non rientrer certamente questa sera.

Carton - E me lo dite adesso?

Marcel - Si rifugiato in un convento.

Carton - In un convento?!

Marcel - Dopo una crisi durata pi di due setti mane si allontanato senza lasciare traccia. Soltanto ieri mattina la famiglia ha ricevuto un biglietto dal padre superiore di non so quale monastero.

Carton - Poisson in un monastero! Dev'essere impazzito.

Marcel - La moglie non ha voluto dare molte spiegazioni... E noi, per discrezione...

Carton - (allarmatissimo) Chiamate De Matti.

De Matti - (illuminato da un riflettore a spiovente sul praticabile di destra) Sono qua, signor direttore.

Carton - Oh, caro De Matti... Sono stato informato proprio ora della vostra indisposizione.,. Mi diceva, appunto, Marcel di aver parlato col dottore e...

De Matti - (incominciando a scendere) Ad essere sinceri... la malattia non c'entra... Diciamo che un pretesto...

Carton - (rinfrancato) Ne ero convinto. Vi ho visto ieri pomeriggio giocare alle bocce... Non avete fallito un colpo. Ignoravo questa vostra attitudine sportiva.

De Matti - Proprio attitudine... Cos... tanto per passare il tempo.

Carton - No, no. Vi assicuro. Avete la stoffa del campione.

De Matti - Grazie, signor direttore.

Carton - Vedete, caro De Matti... I miei collaboratori mancano di tatto. Non vi capiscono... Voi siete una persona corretta, puntuale, sportiva... Tuttavia non priva di una certa, come dire, scaltrezza...

De Matti - Ma io...

Carton - No, non c' bisogno che vi scusiate... Essere furbi, oggi, una necessit... Anche in considerazione del fatto che non esiste un sindacato a tutela della vostra categoria.

De Matti - Siamo cos pochi...

Carton - Appunto... Perci voi aspettate... ve ne state tranquillo e alla prima occasione avanzate le vostre brave rivendicazioni... Insomma, proclamate il vostro sciopero.

De Matti - Questa volta i soldi non c'entrano...

Carton - (deluso) - Ah, no?

De Matti - No, signor direttore.

Carton - (cercando di guadagnare terreno) Allora... se non si tratta di soldi... Parliamone... discutiamone apertamente.

De Matti - Vedete, signor direttore... io credo...

Carton - Vi sentite stanco?

De Matti - No, per carit.

Carton - (dopo averci pensato un attimo) Vi ritenete vittima di qualche torto?

De Matti - Ma no, assolutamente. E' una ragione... strettamente personale.

Carton - (accennando a Marcel) Volete che restiamo soli?.

De Matti - No, no... anzi, ho molta stima del signor Marcel...

Carton - Allora?

Marcel - (vedendo che De Matti cerca le parole) Parlate pure con franchezza. De Matti... Il signor direttore uomo di mondo...

Carton - Prego, sedetevi.

Marcel - Coraggio!

De Matti - Ho deciso di cambiar mestiere, signor direttore...

Carton - E volete cominciare proprio oggi?

De Matti - S, signore, rassegno le mie dimissioni... E' cos che si dice?

Carton - Lasciamo stare le formalit... Io non posso che rammaricarmi per la perdita di un collaboratore prezioso come voi... e tuttavia prenderne atto. Voi mi conoscete. De Matti; ho sempre rispettato la libert individuale...

De Matti - La ringrazio, signor direttore.

Carton - Quello che non mi riesce di capire perch voi abbiate scelto proprio oggi. Mi capite, De Matti! Potevate scegliere un altro giorno... ieri, domani, la fine del mese; non cambiava assolutamente niente.

De Matti - La conclusione di un dialogo sempre imprevedibile. Essa, non avviene... interviene...

Carton - Dopo quindici anni che tagliate teste, sottilizzare su dodici ore mi sembra eccessivo.

De Matti - In un caso di coscienza il tempo diventa elemento trascurabile.

Carton - Per voi, forse. Per noi, no. Domattina alle cinque dobbiamo liquidare Berengon. Ecco perch... in fondo... pensavo... che rimandare di un solo giorno...

De Matti - Non mi proprio possibile, signor direttore. Mi dispiace...

Carton - Questo significa scortesia... e mancanza di sensibilit! Per quindici anni avete vissuto col nostro stipendio, con i nostri premi straordinari, con le nostre provvidenze... e ora che vi si chiede di rimandare di una sola esecuzione puntate i piedi!

De Matti - La mia una professione particolare, signor direttore.

Carton - Qui dentro siamo tutti uguali. Abbiamo tutti la stessa responsabilit. Da me all'ultimo secondino... Ed sempre una responsabilit che non va oltre il fatto di eseguire ordini... (A Marcel) Non siete d'accordo?

Marcel - D'accordissimo.

De Matti - Praticare una professione anche un po' condividerla... Crederci...

Carton - E con questo?

De Matti - Il giorno in cui ci si accorge, miracolosamente, che era tutto sbagliato, che la nostra coscienza andava avanti solo perch sollecitata da un inganno... allora... allora le assicuro, signor direttore, l'ultima testa pesa pi di tutte le altre messe insieme.

Carton - Con questi problemi morali!... Ne ho piene le tasche! Anche voi volete chiudervi in un convento? Perch... sapete l'ultima? Poisson s' ritirato in un convento...

De Matti - S, lo so...

Carton - Come, lo sapete?

De Matti - Io e Poisson, dopo lunghe discussioni, decidemmo di rifiutare alla prima occasione. Ma lui, temendo di non resistere alle sue pressioni, ha preferito rifugiarsi in un convento.

Carton - Bravi! Bravissimi! Il vostro comportamento mi lusinga! Mi lusinga e mi onora! Non potevate avvertirci un mese fa, invece di tramare con Poisson questo inqualificabile ricatto?

De Matti - Perch lo chiama ricatto?

Carton - Come volete chiamarlo? Signor De Matti, vi ordino di restare al vostro posto di lavoro fino a domattina alle sei, ora francese! Dopo di che sarete libero di scegliere la professione che vi piace...

De Matti - Le ripeto, signor direttore... proprio non posso...

Marcel - (allarmato a De Matti) Volete contraddire il signor direttore?

De Matti - No, non voglio contraddire la mia coscienza.

Carton - (in tono professionale) In questo caso sar costretto a prendere seri provvedimenti... E allora, anche se vi pentirete, sar troppo tardi.

De Matti - Arrivederla, signor direttore. Arrivederci anche a voi, signor Marcel. Spero di rincontrarvi fuori di questa prigione... Da domani mi occuper di irrigazione. E' un lavoro all'aperto e si guadagna bene. (Comincia ad allontanarsi tornando da dove venuto) Quanto ai provvedimenti... Mi fanno pensare alla vendetta... Che i nostri superiori applicano quando li mettiamo nei pasticci. Vero, signor Marcel? Bisogna sempre marciare con ritmo... e magari scandire il tempo... Avanti, signor Marcel... Uno, due! Uno, due! Uno, due! Uno, due! (La luce si spegne su De Matti).

Carton - Tre! Ne avrei trovato tre al posto vostro. Ma voi vi limitate ad osservare e a mettermi al corrente solo a situazione avvenuta.

Marcel - (scusandosi) Come potevo agire diversamente!

Carton - (alzando il ricevitore e formando un numero) Vi lasciate andare, Marcel... Vi adagiate!

Marcel - Io?

Carton - (parlando al telefono) Pronto... l'ufficio di sua eccellenza? Signorina, sono Carton... Dalle carceri, s, s, grazie, me lo passi. Pronto! E' Carton che parla. Bene, grazie e lei?... Mi rallegro... No, no, no... l'ho chiamata per via di Berengon... No, no... niente di nuovo... Mi venuta un'idea... Non sarebbe opportuno rimandare di qualche giorno?... Cos... nessun motivo preciso-Era pi che altro per evitare una certa concomitanza... Ho avuto delle informazioni circa un possibile sciopero di domani... uno sciopero in grande stile. (Mostrando, con dei segni, a Marcel che sta mentendo) S... ferrovieri... Sembra che il giovane Berencon, quattro anni fa, abbia prestato servizio per un mese circa in una linea secondaria di Aurillac... La stampa d sinistra potrebbe farci una speculazione politica... No, non li ho letti... Certo, con piacere... (Muovendo la testa come di chi ascolta delle cose importanti) Come?... Ah, non c' posto per gli anarchici in una societ perbene... Certo, certo... Non possiamo deludere... Benissimo. Stia tranquillo, eccellenza... No, no... Come al solito... Proceder tutto regolarmente. A pi tardi.

Berencon - (sul praticabile di centro) Mi avete fatto chiamare, direttore?

Carton - S, vi ho fatto chiamare io. Venite pure avanti, Berencon. (Berengon scende. Si fa presso il tavolo del direttore) Accomodatevi. (Berengon si siede guardando, ora Carton, ora Marcel) Sigaretta?

Berencon - (accettandola) Grazie.

Marcel - (tirando fuori l'accendisigari) Prego.

Berencon - (dopo aver acceso) Grazie.

Carton - Caro Berencon, volevo dirvi... che nonostante l'inalienabilit delle supreme decisioni... mi dispiace lasciarvi... Veramente. Siete stato un detenuto modello... Rispettoso... puntuale. Quasi un ospite, insomma... Vi stato servito il vitto speciale?

Berencon - S, s...

Carton - L'avete trovato d vostro gradimento?

Berencon - Cucina ottima... Se non fosse stato per il vino... Avevo chiesto del Bordeaux e invece...

Carton - Oh... Mi dispiace. Ripareremo immediatamente. Marcel, fate in modo che questa sera il signor Berencon abbia una bottiglia di autentico Bordeaux.

Marcel - Subito, signor direttore. (Esce).

Carton - Poco fa, prima che voi arrivaste qui, sostenevo coll'amico Marcel che la corte si dimostrata troppo severa nei vostri riguardi. Ma s... L'ergastolo andava benissimo. Anche vent'anni... (Scorgendo l'impassibilit di Berengon) Vi dispiace molto morire?

Berencon - Voi al mio posto sareste allegro?

Carton - Che c'entra... Mi rendo perfettamente conto della vostra situazione... Siete giovane... Tuttavia si pu sempre trovare un equilibrio tra volont e necessit... e allora si giustifica tutto... ci si sente pi trasportati che costretti. Molti hanno scelto questa via... Uscivano dalla loro cella tranquilli... e lentamente, senza un grido, senza la minima disperazione, si avviavano. In silenzio, con dignit... Chiss che anche voi, caro Berencon, si d il caso, straordinario e contraddittorio insieme, che la giustizia, quella stessa che vi ha giudicato colpevole e condannato, oggi si trovi nella necessit di chiedervi un favore.

Berencon - A me?

Carton - S, a voi.

Berencon - Nelle mie condizioni?

Carton - Anche nelle vostre condizioni si pu essere in grado di servire la giustizia. Sembra assurdo... eppure...

Berenqon - Ma voi sapete che fra poche ore... io...

Carton - E' proprio fra poche ore... Sentite, Berencon, improvvisamente una rotella del nostro delicato e complicato meccanismo si rifiuta di funzionare. S' inceppata, Berencon... ma nonostante questo impedimento noi dobbiamo procedere ugualmente. La giustizia non pu fermarsi davanti a nessun ostacolo... Ho voluto parlarvi per richiamare la vostra coscienza di cittadino. Anche se avete mancato e siete stato punito, non potete sottrarvi a certi doveri... E poi? La pena, cui fra poche ore vi sottoporrete, vi riabilita... vi restituisce cittadino integerrimo e quindi vi obbliga ad intervenire, se il meccanismo si blocca proprio nel punto in cui si prodotta una vostra interferenza. Poche ore fa abbiamo appreso che ambedue i funzionari addetti all'esecuzione capitale sono affetti da una grave malattia... Nessuno dei due potr essere presente.

Berencon - E allora?

Carton - Vi preghiamo di autoeseguire la vostra sentenza.

Berencon - Come potrei...

Carton - Oh, semplicissimo. Fate... come se ad assistervi fosse il tradizionale carnefice... Salite gli scalini... di legno... Vi infilate il cappuccio nero-Poggiate delicatamente il collo nell'apposita lunetta e... Alla fine premete il bottone a destra. Il resto si compir automaticamente.

Berencon - Mi dispiace... Temo di non potervi essere utile.

Carton - Paura?

Berencon - No... Coerenza.

Carton - Coerenza?

Berencon - Avete forse dimenticato la ragione vera per cui finir sotto la ghigliottina? I legalitari mi definiscono un anarchico... In altre parole, uno che non condivide la societ com' fatta adesso, ma la discute. Io e la societ ci siamo rifiutati, signor direttore... e in questa mancanza assoluta di reciproca comunicabilit che senso volete che abbiano la coscienza... la responsabilit?

Carton - Ora non hanno senso... perch ancora non siete morto... ma dopo, quegli stessi uomini che vi hanno punito, torneranno a rispettarvi come il cittadino pi nobile e laborioso.

Berencon - Questo, quando non ci sar pi!

Carton - E la vostra memoria?! Noi ci illudiamo di finire completamente... In realt si continua, caro Berencon... E come!

Berencon - Vi ringrazio, signor direttore... la mia memoria... ve la lascio tutta... in eredit. Io non far mai parte di questa societ. Nemmeno da morto.

Carton - Da uomo a uomo, Berencon, voi dovete morire. S o no? E allora. Che questo avvenga mediante l'intervento di uno appositamente pagato, oppure che lo facciate da solo, spontaneamente, non la stessa cosa?

Berencon - Forse per chi non deve morire...

Carton - (incalzando) Allora ritenetelo un favore personale fatto a me. Naturalmente dietro un cospicuo compenso...

Berencon - Apprezzo la vostra generosit... Vi metterei in imbarazzo.

Carton - Per carit... Non vi preoccupate... Lascerete certamente una famiglia... dei parenti... dei debiti... una donna...

Berenqon - E' una posta troppo rilevante...

Carton - Non temete, Berencon, coraggio; le casse della prigione sono abbastanza solide...

Berencon - Autoeseguir la mia sentenza...

Carton - (ansioso) S...

Berenqon - ...a patto che vengano uccisi tutti quelli che hanno firmato la mia condanna.

Carton - Ma... siete impazzito?

Berencon - (sorridendo) Avete visto...

Carton - Siate ragionevole, Berengon...

Berencon - Siatelo voi, signor direttore.

Carton - (alzandosi minaccioso) Allora tornate nella vostra cella! E sappiate che comunque arriver qualcuno a scaraventare la vostra testa bacata sotto la ghigliottina! (Mentre Berengon si allontana) E questa sera, niente Bordeaux! A pane e acqua!... Anzi, vi far morire digiuno!

Berencon - (quasi scomparendo) Cercate di capirmi... La mia coerenza, signor direttore...

Carton - Via! Anarchico! Marcel!... Marcel!

Marcel - (entrando quasi spaventato) Agli ordini, signor direttore.

Carton - Vi rendete conto in quale pasticcio mi avete cacciato?

Marcel - Ma... io, signor direttore.

Carton - Faremo ridere l'opinione pubblica! Possibile che non abbiate mai un po' d'intuizione!

Marcel - Come potevo prevedere che si scatenasse tutto all'ultimo momento!

Carton - Questo dimostra che non consultate mai l'assistente sociale! (Sempre furibondo) Io non so come ne usciremo. Poisson fuggito... De Matti ha la crisi... Berengon si rifiutato...

Marcel - Cosa vuole cavare da un anarchico...

Carton - Pretendeva la vita di quelli che l'hanno condannato.

Marcel - E lei?

Carton - L'ho cacciato come un cane.

Marcel - Ha fatto benissimo. Dar subito il contrordine per il Bordeaux.

Carton - Perch, avevate gi provveduto?

Marcel - Avevo ordinato di prendere una bottiglia vuota di Bordeaux e di metterci del vino comune.

Carton - Ah... cos che fate...

Marcel - Approfittiamo delle bottiglie vuote...

Carton - E non c' stato mai nessun reclamo?

Marcel - Qualcuno si lamentato... Ma noi abbiamo sempre risposto... che con la paura di morire, il palato non funziona pi.

Carton - (soddisfatto) Bravo! Marcel! Mi compiaccio. Ogni tanto qualche idea... bene o male... viene fuori. Ma torniamo a Berencon... Se foste voi a dover decidere come vi comportereste?

Marcel - (incoraggiato) In modo semplicissimo; agirei come se tutto avvenisse regolarmente. Stesso cerimoniale... Stessi procedimenti... Poi, all'ora stabilita, comunicherei che l'esecuzione stata consumata.

Carton - E Berencon?

Marcel - Con calma... quando avremo trovato uno disposto a sostituire De Matti, ci faremo un'esecuzione privata...

Carton - Ma no... no. Questo se si trattasse di un assassino comune. Berencon ha attentato alla vita del presidente della repubblica... E' stato per settimane sulle prime pagine dei giornali... Ci saranno osservatori, rappresentanti del governo, diplomatici. Ci vuole uno che prenda il posto di De Matti.

Marcel - Col tempo che abbiamo a disposizione non ci riusciremo mai... Ho parlato con i nostri secondini... Mi sono messo in contatto con tutte le prigioni della provincia... Ho perfino telefonato al manicomio. La crisi di De Matti ha avuto conseguenze catastrofiche... Non uno che abbia voluto accettare.

Carton - E noi dobbiamo trovarlo lo stesso. A tutti i costi. La giustizia un fatto serio!... Non pu coprirsi di ridicolo! (Guardando Marcel in una certa maniera) Sentite, Marcel... Voi sapete che... nonostante io vi copra di rimproveri in fondo... Se io... Vi chiedessi...

Marcel - Non possibile, signor direttore; non ammesso dal regolamento. Fra la mia mansione e quella cui lei allude esiste una evidente incompatibilit.

Carton - Ma questo un caso d'emergenza... Nessuno verr a saperlo.

Marcel - Non me lo chieda, signor direttore... Non me lo chieda. Non sar mai capace d premere quel bottone.

Carton - Non venite a raccontarmi che anche voi siete assalito da stupidi scrupoli...

Marcel - No, signor direttore... No.

Carton - Allora perch rifiutate?

Marcel - Non lo so. .

Carton - E invece lo sapete benissimo. Non avete neppure riflettuto... Avete risposto subito... come se vi avessi punto.

Marcel - Non l'ho mai fatto... Forse mi ripugna.

Carton - Nossignore. Ve la dico io la vera ragione: De Matti. Non cercate di negarlo. De Matti ha suggestionato anche voi. (Marcel non risponde) S o no?

Marcel - S, signor direttore. La decisione di De Matti mi ha colpito... Voi ve lo ricordate... Era un duro... Uno che non avrebbe esitato nemmeno di fronte a sua madre...

Carton - E' una vergogna, Marcel. Avete passato la vita in questa prigione. Avete assistito impassibile a centinaia di esecuzioni... Mettete vino comune nelle bottiglie di Bordeaux... e ora vi comportate come un seminarista. Siete suggestionabile, Marcel... e questo veramente incompatibile!

Marcel - Si tratta della vita di un uomo, signor direttore... Di uno come me... come lei. Non come spezzare un ramo oppure come schiacciare un verme... Un pensiero che non pensa pi... Uno spirito violentato che forse s'insinua nella coscienza di chi ha voluto fermarlo...

Carton - Perch, secondo voi, prima non eravate responsabile quanto gli esecutori diretti?

Marcel - Forse ha ragione lei... ma quel tanto di distanza mi permetteva di non pensarci, o perlomeno di non esserne del tutto cosciente.

Carton - Mentre ora, dopo l'esempio di De Matti, avete scoperto la grande verit!

Marcel - No... Non che io l'abbia scoperta perch contagiato da una psicosi... L'ho sentita proprio nel momento in cui lei me lo ha ordinato. E' stato un rifiuto immediato, istintivo, che mi si chiarito solo mentre mi giustificavo... S, perch... le cose, viste dal di fuori, hanno sempre una prospettiva diversa. Provi a pensarci lei, signor direttore.., Ecco... Immagini che questa incombenza... tocchi a lei...

Carton - Non siamo ridicoli... Nella mia posizione.

Marcel - Perch la sua posizione non rientra, forse, nella responsabilit generale?

Carton - S... ma io ho una veste giuridica precisa...

Marcel - E chi gliela contesta? Questo significa che lei d ordini e altri obbediscono. Ma il giorno in cui pi nessuno l'obbedisse... Lei dovrebbe comandare se stesso ed eseguire gli ordini che si d. Il tutto, mi creda, senza che la sua veste giuridica venisse a soffrirne... E poi...

Carton - Basta! Non diciamo assurdit! Informeremo il giudice...

Marcel - (impressionato) Sua eccellenza?

Carton - S, sua eccellenza. Decider lui... In fondo, ha tutta l'autorit per farlo.

Marcel - Questo... potrebbe dire, perdere il posto...

Carton - E va bene; perderemo il posto.

Il Giudice - (comparso sul praticabile di centro e incominciando a scendere) Non ci saranno pi posti...

Carton - (preso da immediata deferenza) Certo, eccellenza...

Il Giudice - ...La prima pi eccezionale dell'anno... Si precipiteranno da tutta la Francia...

Carton - E lei...

Il Giudice - Sono abbonato a tutte le prime di lirica e di prosa. Un uomo di legge ha il dovere di seguire la cultura... almeno con la presenza.

Carton - Sua moglie sta bene, eccellenza?

Il Giudice - Non troppo. Questa settimana... un nuovo attacco d'ulcera.

Carton - Oh... mi dispiace...

Il Giudice - E vostra moglie?

Carton - Si trova in viaggio, eccellenza...

Il Giudice - Capisco... (Guardando Marcel con insistenza).

Carton - Lui non sposato eccellenza.

Il Giudice - Ah, no?

Marcel - (timidamente) No, eccellenza.

Il Giudice - Peccato... Un vero peccato...

Carton - Ha fatto una capatina per controllare?

Il Giudice - Controllare non la parola esatta... A mettere il naso in faccende che, purtroppo, mi riguardano. Ve l'ho accennato anche per telefono; Berencon diventato un avvenimento nazionale... perci va trattato con tutte le regole. Domattina avremo visite importanti.

Carton - ...Se ne parlava proprio ora...

Il Giudice - Bene...

Carton - S... perch capitato che...

Il Giudice - Che cosa?

Carton - (in difficolt) ...Io non voglio darle fastidi, eccellenza... Lei mi conosce da anni... Mi sono sempre comportato come un orologio... Ma in certi casi... Sono sorte delle difficolt di procedura, eccellenza... E per quanto io e il signor Marcel si sia tentato in ogni modo...

Marcel - Pur spingendoci oltre l'ambito della nostra giurisdizione...

Carton - ...Ci siamo trovati di fronte... proprio all'impossibilit materiale...

Il Giudice - Non ditemi che in qualche modo c' di mezzo Berencon?

Carton - Purtroppo...

Il Giudice - Si suicidato?

Carton - (velocissimo) No, no.

Il Giudice - L'avete fatto ammalare...

Marcel - No, lui sta benissimo... ha chiesto perfino del Bordeaux...

Il Giudice - E allora?

Carton - La ghigliottina, eccellenza.

Il Giudice - Non funziona?

Marcel - ...Be', in senso lato...

Carton - Eccellenza... in queste ultime ventiquattro ore una crisi incredibile ha colpito la Francia...

Marcel - La crisi dei carnefici.

Carton - Si rifiutano... Capisce, eccellenza...

Marcel - Eppure ci siamo mossi, eccellenza... Io personalmente...

Carton - Abbiamo perfino tentato di corrompere il condannato perch autoeseguisse la sua sentenza...

Marcel - ...Anche lui si sottratto...

Il Giudice - Signori, io credo che voi abbiate sottovalutato l'importanza di questa esecuzione.

Carton - No, eccellenza... le assicuro... Io e Marcel ce lo siamo ripetuto centinaia di volte... Soltanto, e lei stesso pu confermarlo, le proporzioni di un inconveniente non bastano ad ovviarlo.

Il Giudice - Proporzioni o non proporzioni, domattina alle cinque Berencon dovr salire sul patibolo ed essere ghigliottinato!

Carton - Certo, eccellenza... e chi... sar a spingere il bottone?

Il Giudice - Arrangiatevi... Non affare che mi riguardi... Ci mancherebbe altro... se oltre tutti gli impegni e le responsabilit dovessi occuparmi anche... Non siete voi il direttore della prigione?!

Carton - Mi perdoni, eccellenza... Posso farle una domanda?... Chi ha stabilito che Berencon avesse a che fare con la ghigliottina?

Il Giudice - Berencon stesso... nel momento in cui ha preso la pistola e si dedicato a controllare le passeggiate del presidente della repubblica.

Carton - No, eccellenza, questo riguarda un altro aspetto... Berencon ha inventato una societ sua particolare... l'ha confrontata con quella attuale e ha subito realizzato che fra le due si delineavano differenze incolmabili. Si procurato un'arma e, molto diligentemente, si incollato all'automobile presidenziale... convinto che la morte del presidente risolvesse ogni problema di identificazione. Ma gli va male... Viene acciuffato. Da quel momento la sorte di Berencon appesa a un filo. Pu capitargli tutto... perfino di tornarsene a casa con un certificato di grazia in tasca.

Il Giudice - Cosa poco probabile... perch la legge scritta... la legge, caro Carton, prevede che gli attentatori vengano puniti con la pena capitale!

Carton - Allora se c' una legge scritta che prevede tutto, mi spieghi perch si fanno i processi!

Il Giudice - Per capire, Carton... per stabilire fino a che punto la colpa stata consumata... fino a che punto si pu parlare di partecipazione... o di casualit...

Carton - Una verifica, insomma...

Il Giudice - Se vi piace chiamarla cos...

Carton - ...Dalla quale, per, dipendono la pena e tutte le annesse conseguenze.

Il Giudice - Per forza.

Carton - ...Per cui la legge scritta non si esaurisce in se stessa... Ad essa si sovrappone la facolt degli uomini... di certi uomini...

Il Giudice - Dove volete arrivare, Carton... Siate pi chiaro... Evitate tutti questi giri di parole...

Carton - ...Magari lo potessi... Spiegare a lei non facile... Lei una eccellenza. Se si fosse trattato di un mio subalterno... non so... Fari... Batisse... o, magari, Marcel, avrei detto pi semplicemente: Lo ha condannato? Bene, se lo liquidi lei.

Il Giudice - (seccatissimo) E la risposta che vi beccavate sarebbe stata la seguente: da quando Berencon ha lasciato l'aula del tribunale egli era tutto vostro... fino alla fine!

Carton - No, eccellenza... lei non deve prenderla come un fatto personale... Forse sono stato troppo brusco... ma, le assicuro, certe volte si sente il bisogno di dire ci che si pensa... di sbatterlo in faccia... Perch questo qualche cosa rappresenta per noi una verit... Una verit cui noi partecipiamo con tutto il nostro essere... con tutti noi stessi,... ciascuno di noi ha una verit, giusta o sbagliata che sia. Ce l'ha dentro e non la dice mai; ha paura, eccellenza... Perch spesso si tratta di verit paradossali, che farebbero ridere... e, magari, perdere il posto. Invece, bisognerebbe dirle... sbatterle in faccia... Altrimenti si finisce per scoppiare. (Pausa) La parola di un giudice, eccellenza, non un significato detto o scritto che si esaurisce alla chiusura di un processo... E' una parola di fuoco... che continua inesorabilmente... Se lo mai domandato?... Come se, realmente, il giudice che ha pronunciato la sentenza si alzasse dal banco della corte, si togliesse la toga, prendesse l'imputato e, cos, davanti a tutti, gli staccasse la testa di netto.

Marcel - Oh... terribile.

Il Giudice - Per la vostra carica, Carton, avete troppa fantasia... Troppa. E la fantasia gioca brutti scherzi. Un giudice non agisce mai in proprio. Egli il risultato di una volont e di una responsabilit generali... D'accordo... spetta a lui decidere specificamente come e quando... perch tecnicamente possiede gli strumenti per farlo. Ha studiato... Ha sulle spalle un'esperienza... Ma la sua, Carton, sempre una decisione per conto di altri e la sua vera, reale responsabilit corrisponde a quella di un comune cittadino che vuole e sottoscrive una certa legge. Dall'interno... o dall'esterno, siamo tutti coinvolti.

Carton - Tutti coinvolti ma nessuno ha il coraggio di... giustiziare Berencon. Eppure... domattina alle cinque...

Il Giudice - Cercate di essere calmo, Carton,... Suppliremo anche alla vostra negligenza con la scelta di una persona che non potr rifiutare.

Carton - E chi... sar questa persona?

Il Giudice - Una a caso... Faremo un'estrazione a sorte, Carton...

Marcel - (che ancora non si reso conto completamente) A sorte?

Il Giudice - (avvicinandosi al telefono) Pronto!... L'istituto di statistica?... Mi passi il centro meccanografico. (Buio. Musica allegra in sottofondo. Cono di luce su una parte qualsiasi. Suono prolungato di campanello).

La Voce di Donna - Eccomi!... Un momento di pazienza! (Rumore di porta che si apre).

La Voce di Uomo - Abita qui il signor Dupont? Andr Dupont.

La Voce di Donna - S... mio marito, perch?

La Voce di Uomo - Sta in casa?

La Voce di Donna - E voi chi siete?

La Voce di Uomo - Polizia.

La Voce di Donna - Andr! Andr! C' la polizia!... Vi assicuro, signore... mio marito non ha fatto niente di male... Voi non lo conoscete...

La Voce di Uomo - Avanti... niente storie... Chiamate vostro marito.

La Voce di Donna - (sempre pi impressionata) Andr! Andr!

La Voce di Uomo - ...Andr Dupont?

La Voce di Dupont - (piuttosto frastornato) ...S ...sono io.

La Voce di Uomo - Vestitevi, devo condurvi con me.

La Voce di Dupont - S... subito...

La Voce di Donna - Ti portano via... Andr... Ti portano via... e non dici niente?

La Voce di Dupont - (debolmente) Avete... un mandato?

La Voce di Uomo - Ecco il mandato... Ma fate presto.

La Voce di Dupont - E... perch questa disposizione?

La Voce di Uomo - Saprete tutto pi tardi...

La Voce di Donna - Ma non ha fatto niente, signore... Vi scongiuro...

La Voce di Dupont - Sono pronto...

La Voce di Donna - Andr! Andr! Andr! (Stessa musica allegra che aveva preceduto l'inizio di questo dialogo e buio. Quando si riaccendono le luci, in scena si trovano il giudice e Carton. Il primo sta seduto davanti la scrivania e l'altro passeggia nervosamente fumando. Sul praticabile di destra si trova Dupont illuminato debolmente. I due non si sono accorti della sua presenza. Dupont si schiarisce la voce, ma non essendo ancora notato tossicchia timidamente).

Carton - (con soddisfazione) Il signor Dupont! (Va incontro a Dupont insieme al giudice. Anche dupont incomincia a scendere. Il giudice fa cenno a Carton di parlare per primo; Carton, sempre con un cenno, risponde che non sa cosa dire) ...Vi abbiamo disturbato, signor Dupont?

Dupont - ...Forse pi esatto dire, interrotto. Facevo solitari...

Il Giudice - ...Passatempo che apprezzo moltissimo. Consente un alto potere di rilassamento.

Dupont - Gi...

Il Giudice e Carton - Signor Dupont... (Carton fa un piccolo inchino come per scusarsi. Quindi si sottrae all'incombenza di parlare).

Il Giudice - ...Signor Dupont... non vi abbiamo fatto venire qui per un interrogatorio, come certamente avrete pensato...

Dupont - (sollevato) Ah, no?

Il Giudice - No... si tratta semplicemente di una cortesia... Vi chiediamo una cortesia, signor Dupont.

Dupont - ...Se per questo... consideratemi pure a vostra disposizione.

Carton - Noi... anzi la giustizia ha bisogno di una vostra consulenza...

Dupont - Da me?... Non sono che un modesto impiegato.

Il Giudice - Il novanta per cento dei francesi costituito da impiegati di ruolo secondario... Eppure nessuno di fronte al richiamo della patria... della giustizia...

Dupont - (nuovamente intimidito) No, no, signore... io non rifiuto... solo... ho voluto mettere in evidenza le mie modeste capacit.

Il Giudice - Tranquillizzatevi, signor Dupont... Per quello che dovete fare non saranno necessarie particolari attitudini.

Carton - Avete mai sentito parlare... di un certo... Berengon?

Dupont - (Dopo averci pensato un attimo) No, signore.

Il Giudice - Come, non leggete i giornali?

Dupont - Volete dire... l'anarchico... quello che ha sparato al presidente della repubblica?

Carton - Esattamente.

Il Giudice - Che cosa sapete di lui?

Dupont - (terrorizzato) Niente... signore.

Carton - Come, niente?

Dupont - Be', so che abitava ad Aurillac, prima di...

Il Giudice - (incalzando) ...E poi?

Dupont - ...Che aveva ventisette anni...

Carton - Su avanti, parlate!

Dupont - (difendendosi) ...Quando sono entrato mi avevate assicurato che non si trattava di un interrogatorio...

Il Giudice - Scusate, signor Dupont... avete ragione.

Carton - Desideriamo soltanto conoscere il vostro parere... qual il vostro giudizio...

Dupont - ...Su Berencon?

Il Giudice - S... Diciamo, politicamente...

Dupont - E' un fuorilegge... di cui la societ si deve liberare al pi presto...

Carton - Se ho ben capito... siete d'accordo con i giudici che lo hanno condannato a morte?

Dupont - D'accordissimo.

Il Giudice - Allora, signor Dupont, poich, attualmente, non disponiamo di carnefici... dovrete pensarci voi.

Dupont - Io?!

Carton - Voi, voi...

Dupont - Ma io... non ho mai... E poi perch proprio io?

Il Giudice - Abbiamo estratto a sorte... e siete uscito voi.

Dupont - ...Forse avrete fatto confusione... Ci sono migliaia di Dupont...

Carton - No, no... Il Dupont estratto... siete proprio voi.

Dupont - Potrei... rifiutare?

Il Giudice - Dovrete spingere, comunque, il bottone della ghigliottina.

Carton - ...Non avete detto di essere d'accordo?...

Dupont - Forse... sono stato un po' precipitoso. (Si sente suonare una pendola).

Il Giudice - (dando un colpetto sulla spalla di Dupont) Coraggio, signor Dupont.

Carton - Desiderate un cognac? Marcel.

Dupont - (con voce rauca) Grazie, signore... sono astemio.

Il Giudice - (a Dupont che vuole cedergli la precedenza) Prego, prego... Dopo di voi. (/ tre si avviano lentissimamente, come dando l'impressione dell'attesa di un improvviso colpo di scena. In sottofondo, pianissimo, una marcia funebre. Appena arrivati sul praticabile, i tre scendono per la scaletta posteriore. La luce si abbassa gradatamente; improvviso rullo di tamburi che termina con un colpo secco).

FINE

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