Esplorazioni armoniche di coppia

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ESPLORAZIONI

ESPLORAZIONI

ARMONICHE

DI COPPIA

Commedia in un solo atto di

Marco Badi

PERSONAGGI

Una Donna

Un Uomo

Un Maggiordomo…

Una Voce fuori scena…

NOTE DI PRESENTAZIONE

Uno sguardo "scientifico" sul misterioso mondo della coppia.

Un’ "artificiale" relazione uomo-donna tenuta costantemente sotto osservazione dallo sguardo vigile di una società alla ricerca del "filo di Arianna" per il labirinto di sentimenti, pensieri, passioni che si dipanano in un (più o meno) normale sodalizio amoroso.

Armonie e disarmonie, tra spirito e corpo, del complicato meccanismo che sostiene l’imprevedibile cinetica del rapporto di coppia.

ATTO UNICO

Scena

Da un lato del palco, verso il proscenio, una tavola apparecchiata; al centro di essa un candelabro con due candele. Sullo sfondo una finestra. Dall’altra parte del palco, verso il fondo, due poltrone che possono essere unite per formare un piccolo divano. Tra di esse un tavolino basso con delle bottiglie e dei bicchieri. E’ sera, poco dopo il tramonto. Durante lo svolgimento dell’azione, lentamente, si vedrà filtrare la luce della luna in modo sempre più evidente. Un vento leggero, qualche raro verso di un uccello notturno. Una donna si affaccenda intorno alla tavola entrando e uscendo dalla scena. E’ chiaro che sta attendendo qualcuno ma non appare nervosa. Sta ascoltando, ad un volume piuttosto alto, la canzone "Exit music (for a film)" dei Radiohead. Dopo un po’ la musica si interrompe bruscamente e si sente suonare alla porta.

Donna- (la recitazione di U.e D. dovrà essere abbastanza incolore, tranne dove indicato; durante il dialogo, in sottofondo, ci potrà essere (ad libitum) la stessa musica iniziale ma nella versione strumentale per pianoforte di B. Mehldau) Salve.

Uomo- Ciao.

D.- Vieni.

U.- Grazie. (entra, si guarda intorno)

D.- Ti piace?

U.- E’ carino.

D.- Vuoi bere qualcosa?

U.- (osservando la tavola) La tavola è già apparecchiata…

D.- E’ tutto pronto. Se vuoi possiamo metterci subito a tavola…se non ti va di bere qualcosa…

U.- No, grazie. Preferisco di no.

D.- Sicuro?

U.- Certo. Sono sicuro. Preferisco così. Sicuro…

D.- Come vuoi. Vogliamo sederci, allora?

U.- Perché no. E’ già apparecchiata…carino…(si siedono a tavola, poi la donna si rialza ed esce, l’uomo continua a guardarsi intorno, la donna rientra con dei vassoi coperti) Molto ben apparecchiata…

D.- Come?

U.- La tavola…molto ben apparecchiata…

D.- Ah, sì…grazie…sei molto gentile…

U.- E’ la verità.

D.- Non è niente di particolare…

U.- No, davvero…una delle migliori apparecchiature che abbia mai visto…

D.- Mi lusinghi…

U.- Dico solo ciò che penso…

D.- E’ un pensiero carino…

U.- Non so…un pensiero…

D.- Io lo trovo carino…

U.- E’ carino che tu lo trovi carino…

D.- Bè, è solo ciò che sento…

U.- Un sentimento carino…(pausa)

D.- Sai…è carino che tu trovi carino che io lo trovi carino…(pausa)

U.- Già…e…tutto questo…voglio dire…tra di noi…

D.- Già…proprio così…carino (pausa)…credo sia giusto dirlo…è la verità…

U.- Esatto. Sono d’accordo.

D.- E’ qualcosa di carino…perché non dovremmo dirlo…

U.- Già…(silenzio imbarazzato, ma d’un imbarazzo apparente che denota più che altro un’ assenza di coscienza; lo stesso vale per le note successive) che bei vassoi…

D.- Vero? Li comprai qualche anno fa…

U.- Da Harold’s?

D.- Già…(silenzio imbarazzato)

U.- Che bei coprivassoi…

D.- Ti piacciono? Li ho comprati da Harold’s, insieme ai vassoi…

U.- Ben fatto…è più conveniente…comprarli insieme, voglio dire…

D.- Indubbiamente…(silenzio imbarazzato)

U.- Che buon profumo che viene da questi bei vassoi…

D.- Trovi?

U.- Assolutamente…(silenzio imbarazzato) chissà cosa c’è di buono sotto questi bei coprivassoi…

D.- Oh, niente di particolare…quello che avevo in casa…(lunga pausa)

U.- Apparecchiata benissimo…

D.- E’ carino che tu lo noti…

U.- Salta subito agli occhi…(lunga pausa)

D.- Mi fa piacere che tu sia venuto, stasera…

U.- Stavo per dirlo io…

D.- Ti fa piacere che io sia venuta? E’ carino da parte tua…davvero carino…ma io ero già qui quando tu sei arrivato…

U.- Davvero?…(pausa) Ora che mi ci fai pensare mi sembra di ricordare qualcosa…sì, credo che tu abbia ragione…dovevi essere già qui quando sono arrivato…

D.- Ne sono assolutamente certa…voglio dire, se no chi avrebbe preparato tutto questo?…

U.- Hai ragione…tu eri già qui…prima che arrivassi io, voglio dire…

D.- Già…(pausa)

U.- Però…

D.- Sì?…

U.- Stavo pensando…se io fossi stato già qui quando tu non c’eri…e se fossi uscito prima che tu arrivassi…e poi fossi tornato quando tu ormai eri già qui…potrei aver preparato io la tavola…prima che tu arrivassi, voglio dire…

D.- Dici?

U.- Potrebbe essere…

D.- E’ quello che è successo?

U.- Non so…magari è andata così…

D.- Strano…non mi ricordo di essere uscita…

U.- Dovrai pur essere uscita, una volta o l’altra…

D.- Probabilmente è quello che ho fatto…

U.- Per forza…e io devo essere entrato quando tu eri fuori…ho preparato tutto e poi sono uscito di nuovo…semplice…efficace…

D.- Non mi ricordo niente del genere…

U.- Non puoi ricordarlo…l’ho fatto io…non puoi ricordare quello che non hai fatto…

D.- Credi…?

U.- Certo…(pausa)

D.- E’ carino…che tu l’abbia fatto…preparare tutto…sei proprio un tesoro…

U.- L’ho fatto per amore…

D.- Amore?…Carino…

U.- Già…(pausa)

D.- Noi ci amiamo?(pausa)

U.- Qualcosa del genere, credo…

D.- Ci amiamo?…

U.- Più o meno…

D.- E quindi?

U.- E’ una domanda difficile…(silenzio)

D.- Non sapevo di amarti…

U.- Bè, io qualcosa avevo intuito…

D.- Davvero?

U.- Qualcosa…

D.- Tipo? (pausa)

U.- Un formicolio…

D.- Un formicolio?

U.- Dentro la testa…

D.- La testa?

U.- Come…come tanti animalettini che ti passeggiano dentro…nel cervello…

D.- Non era il cuore?

U.- Come?

D.- Non era il cuore…voglio dire…l’organo dell’amore, non era il cuore…?

U.- Il cuore? (si guarda il petto)…Bè…non saprei…io l’ho sentito dentro la testa…

D.- Magari era un'altra cosa…

U.- Un’altra cosa?…Che poteva essere?…(pausa)

D.- Un idea?

U.- Tu dici che…che…cioè…io potrei avere avuto un’idea?…

D.- Non si può escludere…

U.- (colpito) Un’ idea…

D.- Chi ci dice il contrario?

U.- Tutta mia?

D.- Chissà…(pausa)

U.- Carino da parte tua dire questa cosa…mi fa capire quanto mi stimi…(pausa)

D.- Anche tu mi stimi quanto ti stimo io? (lunga pausa)

U.- Credo di amarti…che buon profumo da questi bei vassoi coperti con dei bei coprivassoi…

D.- E’ di più o di meno?

U.- Cosa?

D.- Amare…

U.- Più di cosa?

D.- Stimare…

U.- Ah…(pausa)

D.- Molto ben apparecchiata…

U.- Cosa?

D.- La tavola…

U.- Carino da parte tua…

D.- E’ la verità…(pausa)

U.- Di più…

D.- Della verità?

U.- Quale?

D.- Non so…(pausa)

U.- Dove hai detto che li hai presi?

D.- I vassoi?

U.- Già…

D.- Da Harold’s…credo…

U.- Già…è plausibile…(pausa) belli…davvero belli…(lunga pausa) non ti sembra carino?

D.- Cosa?

U.- Quello che ho detto…

D.- Oh, certo…davvero carino…(silenzio imbarazzato)

U.- Bella apparecchiatura…(pausa)

D.- Grazie…è carino da parte tua dire questa cosa, ma credo che sia stato tu ad apparecchiare…(pausa)

U.- Dici sul serio? Voglio dire…tu credi veramente che io possa aver fatto qualcosa di simile?…Lo credi veramente?…Qualcosa di creativo…

D.- Sì…credo di sì…certo…sì, lo credo…(pausa)

U.- E’ creativo…quello che ho fatto, voglio dire…non ti sembra creativo?

D.- Creativo…certamente, davvero creativo…(pausa)

U.- E’ carino…che tu pensi questa cosa di me…voglio dire…proprio carino…

D.- E’ carino che tu pensi che sia carino…(silenzio imbarazzato, dopo un po’ entra il maggiordomo)

Maggiordomo- I signori desiderano qualche altra cosa?

U.- (lievemente sorpreso) Un maggiordomo…carino…come idea voglio dire…

D.- Trovi?…Anche a me sembra un’ idea carina…

M.- Un caffè? Un dessert? Un amaro?

D.- Vorrei presentarti il nostro…il mio…maggiordomo…

U.- Salve. Lietissimo…

M.- E’ un onore, signore…anche se io mi considero più un consigliere…un’ eminenza grigia…

D.- Davvero? Carino…

U.- Veramente un pensiero…

M.- (interrompendolo) Carino…sì, capisco…grazie…adesso posso suggerire a lor signori di spostarsi sul divano? Forse preferiscono continuare la serata con un simpatico diversivo…(insinuante) un gioco…o qualcosa da leggere, magari…

U.- (pausa, U. e D. si guardano come se si sforzassero di capire, poi) Un idea proprio…

M.- (interrompendolo) Carina…ehm, certo…adesso, però, se vogliono seguirmi…(si spostano nella zona del piccolo salotto)…unendo le due poltrone…in questo modo…starete comodissimi…più intimi…ecco fatto…

D.- Non ti sembra una persona carina?

U.- Davvero carina…

M.- Ehm, per carità…voi siete molto più carini…

U.- Lei è molto più carino di noi…

M.- (innervosito) Vi assicuro signori che voi siete molto più carini di me…

D.- Assolutamente…lei è la persona più carina che io conosca…

M.- (ancora più nervoso) Mi perdoni signora ma le assicuro che voi siete di una carineria assolutamente inimitabile…

U.- In tutto l’universo non esiste un essere vivente più carino di…

M.- (interrompendolo bruscamente) Benissimo…ehm, allora, se permettete, io mi ritirerei…se avete bisogno di me non avete che da chiamarmi…(fa per allontanarsi, poi come ricordandosi) ah, dimenticavo…(insinuante) forse i signori desiderano leggere qualcosa…(silenzio)

D.- Credo che sia un’idea…

M.- (interrompendola) Bene…vi porto subito il libro…scusatemi…

D.- Grazie.

U.- Grazie.

D.- Una persona carinissima.

U.- Una pasta d’uomo. (silenzio imbarazzato, poi rientra il maggiordomo con un grosso libro dove, sulla sovracoperta, si può leggere "La coppia che non scoppia: manuale d’uso pratico")

M.- Ecco a voi. Buona lettura. Io sarò nella stanza accanto, per ogni necessità…(esce, silenzio imbarazzato, dopo un po’ aprono il libro, tenendolo in alto in modo da coprire i loro volti; appaiono immersi nella lettura, dopo un po’)

U.- Carino…

D.- Proprio…(silenzio, leggono, poi)

U.- Caspita…

D.- Accidenti…(silenzio, leggono, poi)

U.- Interessante…

D.- Carino direi…

U.- E’ la parola giusta…(silenzio, leggono, poi)

D.- Noi siamo una coppia, non è vero?

U.- Una coppia…sì, una coppia…direi di sì…certo, siamo una…coppia…

D.- (breve pausa, guarda U., poi) Carino…

U.- Vero?

D.- Assolutamente…(pausa)

U.- Allora…tu non credi che…bè, voglio dire…non credi che dovremmo tenere un atteggiamento tipico…?

D.- Tipico di cosa?

U.- Di una coppia…

D.- Ah…

U.- Vediamo…qui dice che una cosa che distingue due innamorati da due semplici amici è…(legge) l’atteggiamento intimo…

D.- Ah…ed esattamente che cosa sarebbe?

U.- Mmm…ecco…(leggendo) "…ella allora appoggia dolcemente il capo sul petto di lui, talvolta ponendo il proprio volto nell’incavo formato dal collo dell’uomo e, talvolta, rilasciandolo semplicemente sul suo petto, con lo sguardo rivolto in lontananza e l’orecchio teso a cogliere i battiti del suo cuore…" (si guardano poi cercano di mettere in pratica quanto letto, alternando le due posizioni; la scena dovrà svolgersi in maniera quasi clownesca, poi sempre da quella posizione)

D.- (incerta) Carino…

U.- Già…veramente…intimo…(continuando a leggere) "…essi si scambiano sovente piccoli baci in punta di labbra…quindi i baci diventano più lunghi e appassionati, fino a scatenare in loro una forte eccitazione che li porterà a ardite esplorazioni delle parti più nascoste del corpo; colti allora dalla frenesia del momento giungeranno a spogliarsi in modo da poter finalmente raggiungere il fine della loro passione…il rapporto sessuale…n.b. vedi capitolo relativo…" (sfogliando il libro giungono al capitolo in questione, leggendo insieme a voce bassa con numerose esclamazioni di stupore)

D.- Carino…

U.- Carinissimo…(finiscono di leggere)…com’era l’inizio?…

D.- Credo…i piccoli baci in punta di labbra…

U.- Ah, bene…vediamo…(a questo punto cercheranno di eseguire tutte le istruzioni, ancora una volta in modo goffo e grottesco; al momento in cui si spoglieranno, l’operazione dovrà avvenire in modo assolutamente indipendente per U. e D. e senza nessuna sensualità, molto meccanicamente e distaccatamente; una volta spogliati i due riprenderanno il libro per seguire le istruzioni del capitolo relativo al sesso e, sempre tenendolo in mano, cercheranno di eseguire quanto scritto ma, al momento più scabroso, il maggiordomo entrerà precipitosamente con una coperta, interrompendo le loro azioni)

M.- (coprendoli con la coperta) Ehm…magari i signori preferiscono leggere qualche altro capitolo…quello sulla comprensione reciproca, per esempio…

D.- No, no…grazie…questo va benissimo…

U.- (con il sorriso sulle labbra) Carinissimo…

M.- Ehm…mi permetto di insistere…un altro capitolo forse sarebbe più appropriato…

D.- Gentile da parte sua preoccuparsi tanto…ma questo è perfetto…grazie…

U.- (idem) Carinissimo…

M.- Bene, allora mettiamola così…diciamo che suo padre desidera fortemente che passiate ad un altro capitolo…

D.- Mio padre…

U.- (idem) Carinissimo…

M.- Già…suo padre…(pausa)

D.- Bè…se lo vuole mio padre…allora forse…effettivamente…dovremmo passare ad un altro capitolo…

U.- (colpito) Un altro capitolo?

M.- Bene…così mi piacete…come vi ho già detto, mi permetto di suggerire quello sulla comprensione…

D.- Comprensione?

U.- Comprensione?

M.- Già vedrete che lo troverete di vostro gradimento…

D.- (poco convinta) Carino…

U.- (deluso) Già…anche questo però era carino…tanto carino…tanto tanto carino…

M.- (insinuante) Capisco, ma…suo padre…ricorda?…

U.- Mio padre?

M.- Suo padre…

D.- (incerta) Mio padre…

U.- Tuo padre?

D.- Nostro padre…

M.- Vostro padre…

U.- Nostro padre?

M.- (perentorio, indicando il cielo) Il Padre…

U.- Ah…(pausa) la comprensione, eh?…

M.- Reciproca…

D.- (poco convinta) Carino…

U.- Sì?

M.- Ottimo…vi lascio soli, allora…buona lettura…(esce rapidamente)

D.- Grazie…che persona carina…

U.- Un bijou…(ancora sotto la coperta, lentamente riprendono in mano il libro e iniziano a sfogliarlo)

D.- Ecco…"Comprensione reciproca"…c’è un test da fare…

U.- Un test?

D.- Sì…dice che è il modo migliore per non avere brutte sorprese in seguito…

U.- Ah…

D.- Dunque…il primo è questo…(leggendo) "…per gli uomini: Avete appena comprato una meravigliosa auto nuova fiammante che sognavate di possedere fin da quando eravate bambini. Il giorno seguente vostra moglie si mette alla guida dell’auto nuova fiammante per andare a trovare la sua amica del cuore che abita ad un solo isolato di distanza, cinque minuti con un passo da vecchietta con il bastone. Lungo la strada c’è una sola curva, praticamente impercettibile che anche vostro figlio di due anni saprebbe fare comodamente. Vostra moglie sale in macchina, mette in moto e parte ad una velocità alla quale è ancora difficile capire se la macchina sia in movimento oppure no. Improvvisamente però, colta dalla frenesia dell’imminente pettegolezzo, accelera, pestando a tavoletta sull’acceleratore. Per la prima volta l’auto appare chiaramente in movimento. La donna continua ad accelerare e adesso, come vi verrà raccontato da un testimone oculare (il vostro più odioso vicino che continuerà a ridere ancora per molti mesi dopo il fatto), percorre le poche centinaia di metri che la separano dalla sua agognata meta ad una velocità che passa rapidamente da quella di un go kart a quella di un turbo jet in fase di decollo. Giunta a quell’unica e insignificante curva, con un’ espressione totalmente priva di una qualsiasi parvenza umana, ad una velocità da poleposition in F1, finisce per centrare l’unico albero del quartiere distruggendo così la vostra auto nuova fiammante. Quindi uscita completamente illesa dal pauroso incidente compie a piedi gli ultimi metri che la separano dall’abitazione dell’amica e con un’espressione di assoluta noncuranza si reca al suo appuntamento …"

U.- Molto dettagliata…voglio dire, come descrizione…davvero carina…

D.- "…Quali sono le vostre prime parole?…a. "L’importante è che tu stia bene"…b. "Il destino a volte è beffardo"…c. "Complimenti per la mira!" d. "Non ti preoccupare. Basterà mettere all’asta tutti i tuoi gioielli"…e. "Razza di incapace impedita rincoglionita psicopatica lobotomizzata etc…etc…"…(breve pausa) Carino…

U.- Assolutamente…(pausa)

D.- Bè?

U.- Sì?

D.- Che rispondi?

U.- Io?

D.- Certo…

U.- Ah…

D.- Carino…"L’importante è che tu stia bene"…

U.- Davvero?

D.- Già…è la risposta a…"L’importante è che tu stia bene"…

U.- Ah…

D.- Esatto…a…è proprio carino da parte tua…

U.- Bè…

D.- Adesso vediamo il profilo corrispondente…dunque…ecco…(leggendo)…"…se avete scelto la risposta a. "L’importante è che tu stia bene", siete un tipo assai comprensivo, del tipo "tappetino da preghiera" oppure avete molto da farvi perdonare da vostra moglie (come uno stuolo di amanti rapaci alle quali riservate le più costose attenzioni) oppure è lei che vi mantiene e il patrimonio, di cui vi pavoneggiate in giro, le appartiene interamente…complimenti per la scelta!…"

U.- Grazie…carino…voglio dire, farmi i complimenti…

D.- (leggermente dubbiosa) Già…davvero carino…(pausa, si guardano)

U.- Bene…ora direi di vedere il test per le donne (le prende il libro di mano)…allora…"…per le donne…E’ ormai da molto tempo che non state un po’ da sole con vostro marito. Avete deciso di dedicare una intera serata, nell’accogliente tepore della vostra casa, a voi due soltanto. Fissate con la vostra dolce metà per la sera successiva. Passate tutto il pomeriggio tra i fornelli dopo aver trascorso tutta la mattina in giro a fare la spesa, in cerca delle più esotiche, raffinate e costose prelibatezze. Avete anche comprato un completo di lingerie di tale arditezza da scatenare i più salaci commenti da parte delle commesse che potete ancora vedere ridere mentre vi allontanate di tutta fretta dal negozio. Avete persino tirato fuori il pregiatissimo servizio di porcellana inglese, ancora mai usato, che vi era stato regalato per il vostro matrimonio e il servizio di posate d’ argento che la vostra famiglia si tramanda da generazioni e che finora era stato usato solo in ricorrenze particolari quali l’ascesa al soglio pontificio di un membro della famiglia. Avete sfacchinato come una schiava nelle piantagioni di cotone ma il risultato è straordinario! Tutto è perfetto. Mancano ormai solo pochi minuti all’ora in cui avete detto a vostro marito di rientrare. Gli ultimi ritocchi et voilà! siete pronte per una serata indimenticabile…I minuti passano inesorabilmente e voi cominciate ad inquietarvi…un piccolo ritardo, vi dite, non c’è bisogno di agitarsi…Dopo un’ ora state quasi per addormentarvi sopra il prezioso servito di porcellana ma, improvvisamente, sentite uno strano rumore sordo, tipo un tuono in lontananza, provenire dall’esterno. A mo’ di indiano vi sdraiate con l’orecchio rivolto a terra ed iniziate ad ascoltare per capire di cosa si tratti. Ad un tratto la porta di casa si spalanca e in una frazione di secondo una cinquantina di persone sudate e sporche di fango fanno irruzione, urlando, nel soggiorno. Si tratta dell’intera squadra di rugby di vostro marito, comprese riserve, massaggiatore, arbitro e qualche spettatore incallito. Molti vi chiedono di poter fare la doccia. In mezzo a quella fiumana di gente scorgete il volto di vostro marito, sorridente che vi chiede se avete avuto una buona giornata e se quell’espressione così sofferente che vi si è improvvisamente dipinta sul volto è dovuta alle mestruazioni che, in realtà, avete avuto appena la settimana prima…Che cosa fate?…"

D.- Questi test hanno dei racconti veramente carinissimi…

U.- "…a. "Decidete di avere rapporti sessuali, all’istante, con l’intera squadra di rugby" b. "Inseguite vostro marito con un forchettone del preziosissimo servizio d’argento di famiglia" c. "Invitate tutte le vostre amiche e mettete su un pigiama party" d. "Parlate a vostro marito dicendogli: se mi avvertivi ti avrei tenuto in caldo la minestra" e. " Parlate a vostro marito dicendogli: i tuoi amici sono sempre i benvenuti"…" (silenzio) Allora, hai deciso?

D.- (assorta) Eh?

U.- e. …dunque…" Parlate a vostro marito dicendogli: i tuoi amici sono sempre i benvenuti"…carina…

D.- (poco convinta) Già…

U.- Carinissima…grazie tesoro…sei la persona più carina che conosca…se si eccettua il maggiordomo…(pausa) bè, ora vediamo il tuo profilo psicologico…allora…ecco qua…(legge) "…l’uso eccessivo di ansiolitici nei lunghi anni della vostra relazione ha ormai completamente distrutto la vostra capacità di giudizio e ottenebrato in maniera irreversibile la vostra mente. Le condizioni in cui versate vi rendono simili a forme di vita animale assai basse nella scala evolutiva, come la vongola o l’insetto stecco, inoltre le vostre risposte sono ormai dovute a puri riflessi condizionati. In una parola, siete pronte per la rottamazione!…Grazie per aver giocato con noi…"(silenzio imbarazzato)

D.- Un libro davvero carino…

U.- Indubbiamente…carino…(silenzio)

D.- Questo divano è proprio comodo…

U.- Comodo…sì…davvero comodo…(silenzio)

D.- Forse ti va di bere qualcosa…

U.- No, grazie…preferisco di no…(breve pausa) davvero, sono sicuro…(silenzio)

D.- Vogliamo sederci a tavola, allora?

U.- Che bella, è già apparecchiata…complimenti per l’apparecchiatura…la migliore che abbia mai visto…

D.- Carino…voglio dire, notare questo…

U.- Oh, non è niente…è la verità…(breve pausa) è carino da parte tua…cioè, dire che è carino ciò che ho detto…voglio dire…(entra precipitosamente il maggiordomo)

M.- Se lor signori permettono, vorrei suggerire un’atmosfera più romantica…un po’ di musica, magari…un ballo…(silenzio)

U.- Mi sembra un’ idea carina…

M.- Lo immaginavo…bene, provvederò io a mettere della musica adatta all’occasione…che ne dite di un valzer?…(silenzio, poi mentre stanno entrambi per dire "carino", interviene anticipandoli) perfetto…scusatemi…(esce; pausa, dopo poco parte un valzer viennese)

U.- Dovremmo ballare…

D.- Credo di sì…(si alzano e goffamente iniziano una sorta di danza, sempre spogliati; dopo poco interviene il maggiordomo)

M.- Credo sia meglio che i signori ballino…diciamo…un po’ più vestiti…(pausa)

U.- Te lo dicevo io che era una persona proprio carina…

D.- Preoccuparsi così per noi…che carino…

M.- Già…già…ma adesso, vi prego, vestitevi…(misterioso) o vostro padre potrebbe incupirsi…

U.- (incerto) Nostro padre…

D.- (incerto) Mio padre…

U.- Tuo padre…

M.- (solenne) Il Padre…(pausa)

U.- Ah…certo…

D.- Certo….(pausa)…bè, rivestiamoci…

U.- Giusto…

M.- Bravi…(qui inizia una pantomima clownesca in cui i personaggi si passano i vestiti scambiandoseli sovente e coinvolgendo anche il maggiordomo. Il tutto al suono di "Grazie", "Prego", "Mi scusi", "Si figuri", "E’ suo", "E’ mio", "Carino", "Carinissimo" etc.; alla fine, faticosamente riescono a venirne a capo)…oddio…ecco fatto…finalmente…(pausa, si riprende dalla fatica) bè, io ora vado di là…a mettere della musica un po’ più moderna…così magari riusciamo a cavarne qualcosa…con permesso…(esce, dopo poco si sente la musica iniziale dei Radiohead)

D.- Questa musica…è come se la conoscessi…

U.- Davvero?

D.- Sì…non so…mi ricorda qualcosa…

U.- Ah…(pausa) vogliamo ballare?

D.- Ballare…certo…carina come idea…(iniziano a ballare, molto lentamente, in maniera goffa, dapprima a grande distanza, poi sempre più vicini, fino a stringersi fortissimo; alla fine cadono, come morti, sul divano; interviene precipitosamente il maggiordomo, cercando di rianimarli)

M.- Coraggio…non è successo niente…coraggio…ecco, da bravi…su, state su…così…benissimo…

U.- (stentatamente) Carino…

D.- Sì?

M.- Direi che forse è meglio sospendere i balli…

U.- Forse…

D.- Se lo dice lei…

M.- Al loro posto, se i signori permettono, proporrei un bel gioco…(silenzio)…non vi sembra un’idea ca…ehm…una bella idea?

D.- Molto…

U.- Carina…

M.- Bene…sono sicuro che vi piacerà…

D.- Già…(silenzio, il maggiordomo cerca di scorgere in loro una qualche reazione, inutilmente, quindi rassegnato)

M.- Allora, se i signori sono d’accordo, inizierei a spiegare il gioco…(silenzio, come sopra) bene…dunque il suo nome è "Gioco della Condivisione e dell’Attenzione"…(silenzio, come sopra)…consiste in questo…(idem)…ehm, in parole povere si tratta di condividere con l’altro quante più cose possibile di se stessi e, successivamente, quando io lo suggerirò, di cogliere i bisogni più profondi del partner prevenendoli e soddisfacendoli…(idem)…mi sono spiegato…?…Bè, credo che possiamo iniziare allora…(idem)…forse i signori preferiscono fare una prova?…(pausa)

D.- Carino…come gioco, voglio dire…

U.- Lui è carino…come persona, voglio dire…una persona davvero carina…

M.- Sì…ehm, grazie…comunque adesso direi di fare questa prova…con il vostro permesso…

D.- Certo…

U.- Ovvio…

M.- Bene…allora, al mio via dovrete condividere qualcosa di voi stessi, l’uno con l’altro…

D.- Tipo?

M.- Bè, qualunque cosa…quello che volete…la cosa migliore è provare praticamente…quindi partiamo…siete pronti?…tre…due…uno…via! (silenzio) forza, provate…buttatevi…

U.- Ehm…io vorrei condividere con te…un po’ del mio tempo…

M.- Bene…continuate…

D.- Io…un po’ del mio spazio…

M.- Di più…

U.- Condividerò con te i miei sogni…

D.- Io i miei pensieri…

U.- I miei sguardi…

D.- Le mie emozioni…

M.- Ottimo…avanti…

U.- Le mie braccia…

D.- Le mie gambe…

U.- Le mie ossa…

D.- I miei muscoli…

U.- Le mie cellule…

D.- Le mie molecole…

U.- Gli atomi…(pausa)

D.- (di slancio; le affermazioni si susseguiranno velocemente, con sempre maggiore energia, il M. li osserverà attonito) La mia Barbie…

U.- I soldatini…

D.- La casa delle bambole…

U.- Il garage con le macchinine…

D.- Il Dolceforno…

U.- Il Subbuteo…

D.- Cicciobello…

U.- Il mantello da Zorro…

M.- (interrompendoli bruscamente) Ehm…sì, fantastico…benissimo…avete capito perfettamente…ottimo…ehm, ora, però, direi di passare alla seconda parte del gioco…ovvero quella che riguarda l’Attenzione…(silenzio)…sì…dunque (si schiarisce la gola)…(incerto, continuando ad osservarli) il gioco consiste nell’essere il più possibile attenti ai bisogni dell’ altro…al fine di prevenirli e di soddisfarli…per fare questo, però, prima dovrete osservarvi reciprocamente, con grande attenzione…essere profondamente concentrati sul compagno…chi poi si convincerà di aver colto un preciso desiderio dell’altro, dovrà immediatamente soddisfarlo…capito?…(fanno cenno di sì con la testa) bene, proviamo allora…e vediamo fino a che punto sarete capaci di comprendervi…pronti?…concentratevi…via! (si fissano in maniera esagerata)…benissimo…ora cercate di capire cosa l’altro desidera…(continuano ad osservarsi poi U. si alza ed esce, dopo poco rientra con un bicchiere d’acqua)

D.- Grazie. (beve)

U.- Non c’è di che. (riprendono l’osservazione; dopo un po’ è D. ad uscire; rientra con un panchetto per appoggiare i piedi)

U.- Perfetto.

D.- Vuoi toglierti le scarpe?

U.- Magari.

D.- (gliele toglie) Ecco fatto.

M.- Bene. Adesso però cercate di cogliere i desideri più reconditi…(si osservano nuovamente in silenzio; ad un certo punto U. fa una carezza a D., quindi è D. a fare un massaggio alle spalle a U.; poi di nuovo silenzio)…avanti…cercate di entrare in sintonia l’uno con l’altro…(ancora un lungo silenzio, poi U. esce e rientra dopo poco con tutto il necessario per una pedicure; quindi inizia a farla a D.; M. osserva incredulo)

D.- Perfetto…sei proprio carino…non potevo chiedere di meglio…

U.- Oh, non è niente…davvero…

D.- No, dico veramente…sei una persona carinissima…la più carina…eccettuato…

U.- Il Maggiordomo…ovviamente…(finisce di fare la pedicure mentre M. continua ad osservare, ancora attonito; quindi assumono di nuovo una posizione che rivela una intensa e reciproca attenzione; silenzio, poi D. esce e rientra dopo un tempo abbastanza lungo; durante questo tempo M. mostrerà una crescente agitazione ed irrequietezza mentre U. inizierà ad osservare sempre più intensamente M.; prima che D. rientri, U. uscirà e rientrerà dopo poco con una guêpiere di pizzo nero)

U.- Questa è per lei…so che la desidera molto…

M.- (molto imbarazzato e stizzito) Ma, signore, non capisco…non so a che cosa si riferisca…(pausa)

U.- (rattristato) Non la vuole? (pausa)

M.- Bè…se è per farle un piacere…la prenderò…per mia moglie…(la prende velocemente e altrettanto velocemente la fa sparire; di nuovo come prima; dopo un po’ rientra D.)

D.- Ecco…c’è voluto un po’ ma credo che sia proprio questa…(porge a U. un oggetto non ben identificato)

U.- (osservandolo) Oh…ma è proprio lei…magnifica…un pensiero incredibilmente carino…una riproduzione assolutamente fedele della stele di Rosetta in pietra serena…

D.- Laccata…

U.- La cosa che desideravo di più nella mia vita…tutto ciò è davvero troppo carino…

D.- Un pensierino…

M.- Ehm…credo che possa bastare…cioè…voglio dire che il…il gioco mi sembra concluso…ehm, adesso vi prego di scusarmi un momento…dovrei ritirarmi…con permesso…(esce velocemente, silenzio; U. e D. si risiedono sul divano e iniziano a sfogliare il libro, poi)

D.- Toh…un foglietto…sembrano degli appunti…

U.- Fammi vedere…mmm…hai ragione…carino…

D.- Che c’è scritto?

U.- Te lo leggo…"…seguendo i preziosi consigli di questo formidabile libro, sono convinto che si riesca ad ottenere una grande armonia spirituale, una precisa adesione di due anime che finiscono per combaciare perfettamente tra loro...questa armonia rappresenta il vero amore…l’amore è armonia e l’armonia si raggiunge smussando le asperità del nostro essere al fine di raggiungere la capacità massima di unione, come due frammenti che riescono a riunirsi in maniera del tutto esatta…la minaccia a questa armonia spirituale è portata principalmente da due fattori: l’egoismo e le passioni…le seconde rappresentano certamente un elemento indissolubilmente legato alla natura umana; attraverso di esse l’anima stessa può comunicare con il corpo; l’anima è in contatto con il mondo per mezzo del corpo e il corpo avverte l’anima per mezzo di tali sensazioni…l’eccesso nelle passioni è però causa di gravi danni all’armonia spirituale; gelosia, rancore, ira, desiderio smodato, paura, possessività etc, finiscono per incrinare e quindi distruggere tutto quello che si è faticosamente costruito nell' intesa tra i due amanti…bisognerà quindi lavorare molto su questo aspetto…un terzo elemento è rappresentato dalla mancanza di sincerità…il disgregarsi della fiducia conseguente alla mancanza di sincerità e chiarezza è una delle cause principe per il dissolversi dell’armonia spirituale…"

D.- Carino…anche se qualcosa mi è sfuggito…

U.- Già…qualcosa, qua e là…(silenzio)

D.- Tu credi di essere sempre stato sincero con me? (breve pausa)

U.- Certo…e tu?

D.- Oh, sì…sincera…(pausa)

U.- Nemmeno una piccola bugia…non so…senza accorgertene…(pausa)

D.- Bè…il test…

U.- Sì?

D.- Sai, la risposta al test…

U.- Ah, sì…carina……" Parlate a vostro marito dicendogli: i tuoi amici sono sempre i benvenuti"…

D.- Bè, non era proprio quella la mia vera scelta…

U.- No?…E qual’era? (pausa)

D.- La a.

U.- La a., eh? Vediamo…(prende il libro) "…a. "Decidete di avere rapporti sessuali, all’istante, con l’intera squadra di rugby"…

D.- Esatto…(silenzio)

U.- (molto arrabbiato) Tu…tu veramente…voglio dire…tu…tu faresti…io…a me…(lungo silenzio, poi molto più calmo)…bè, in fondo tutti abbiamo i nostri piccoli scheletri nell’armadio…(beve pausa)

D.- Non capisco…

U.- Qualche piccola bugia può sfuggire a tutti…

D.- Sì?

U.- Certo…

D.- Vuoi dire che anche tu…

U.- Bè…

D.- Ovvero…? (breve pausa)

U.- La stele…quella in pietra serena laccata…che mi hai regalato…

D.- Sì?

U.- Bè…la odio…davvero…la trovo orrenda…insopportabile…di pessimo gusto…la cosa più brutta che abbia mai visto…

D.- Questo non è carino…(lungo silenzio carico di rabbia, poi ritrovando il controllo di sé) in fondo hai ragione tu…una piccola bugia può sfuggire a tutti…una disattenzione…un’ imprecisione…(breve pausa)

U.- Hai in mente qualcosa di preciso?

D.- Mah, non saprei…forse…

U.- Sì? (breve pausa)

D.- Ricordi quando ti ho detto che avevi fatto qualcosa di creativo…apparecchiando la tavola, voglio dire?

U.- Allora?

D.- Non c’era assolutamente niente di creativo in quella tavola apparecchiata.

U.- Hai ragione…visto che l’avevi preparata tu…

D.- Non è vero!

U.- Oh, sì che lo è!

D.- No.

U.- Sì. (pausa)

D.- (innervosendosi sempre più) A ballare sei un disastro.

U.- (idem) I tuoi vassoi sono agghiaccianti.

D.- Sei il peggiore amante che abbia mai avuto.

U.- La tua cucina è davvero ignobile.

D.- Leggi da fare schifo.

U.- Non sei per niente carina. (lunga pausa)

D.- (sconvolta dalla rabbia) Cosa?!

U.- Non sei carina.

D.- Io non sono carina?!

U.- E’ così…per niente…

D.- Io non…tu non sei carino…

U.- Io sono molto carino…tu per niente…

D.- Io sono carina quasi quanto il Maggiordomo…

U.- Impossibile…quanto il Maggiordomo…figuriamoci…tu…

D.- E’ la verità…è così…è così…io sono carinissima…(lungo silenzio durante il quale la tensione sale moltissimo, quindi D. si scaglia contro U.; si accende una lotta furibonda che terminerà con la "morte" di entrambi; D. colpirà U. in testa con il vassoio e, contemporaneamente, U. romperà la riproduzione della stele di Rosetta in testa a D.; quindi, precipitosamente, farà la sua comparsa in scena M., trafelato ed in subbuglio)

M.- Oddio! Guarda che disastro!…Hey, ma nessuno li stava controllando?!

VOCE FUORI SCENA- (timidamente) Non abbiamo potuto fare niente…

M.- Quante volte vi ho detto di non perderli mai di vista?!

V.- Non abbiamo fatto in tempo…sono stati troppo veloci…

M.- Che disastro! Non ci si può allontanare neppure per andare al cesso! Con degli incapaci come voi…ma guarda, giorno di lavoro buttati al vento!…Ora dovremo ricominciare tutto da capo…un’altra volta…

V.- (timidamente) Credo che ci siano dei problemi nei circuiti di controllo delle reazioni emotive…

M.- Complimenti…un osservatore finissimo…

V.- Forse il nuovo processore…

M.- E poi vorrei proprio sapere da dove sono usciti tutti quei "carino", "carini", "carina"…

V.- Ho pensato che un po’ di gentilezza in più potesse giovare…

M.- Tu non devi pensare! Ogni volta che lo fai riesci a renderci ridicoli…

V.- Mi dispiace…

M.- Già…dovremo rivedere anche i meccanismi di coordinazione dei movimenti…il ballo era un disastro…e anche la reazione condizionata all’input della parola chiave "Padre" deve essere più immediata…(allusivo) ho anche notato che dimostrano un po’ troppo interesse per il sesso…tu che ne pensi?…

V.- Bè…credo che sia importante riuscire ad osservare tutti gli aspetti di una relazione…

M.- Già…soprattutto quelli che tu preferisci…

V.- Ehm, vuole analizzare subito i dati che abbiamo raccolto?

M.- Mmm…forse…intanto manda qualcuno a prendere gli androidi e fai preparare la Sala della Manutenzione…voglio che siano pronti per la fine di questa settimana…ho intenzione di riprendere l’esperimento al più presto…questa volta ho notato alcune cose interessanti…

V.- Benissimo…mando subito qualcuno…

M.- (musica iniziale) Bravo, vediamo se riesci a non fare danni…(pausa, poi uscendo, fra sè) una stele di Rosetta…una stele di Rosetta in pietra serena laccata!… Che roba!… Carina, non c’è che dire… proprio carina… carinissima… (ridacchiando) quasi quanto il Maggiordomo!…(continua a ridere; mentre M. esce si vede la guepiere che cade a terra uscendo da una qualche tasca; la luce indugia su di essa, poi lentamente buio)

SIPARIO

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