Eter che l’inno ed Mameli

ETER CHE LINNO ED MAMELI

di Alessandro Fabretti

NOTE SULLA SCENA

Figura 1la nostra scenografia

Lazione della commedia si svolge tra la casa di Achille Gagliardi, pi precisamente nella loggia di casa sua, e la piazza antistante il portone dingresso. La scena risulta essere divisa a met, una met che rappresenta la loggia e laltra che rappresenta la piazza (questultima in verit pi stretta rispetto allaltra)

Bench lazione si svolga prevalentemente in casa Gagliardi, in piazza c vita che non partecipa allazione vera; gli attori passano per la piazza dove si fermano chiaccherano ecc. ecc. prima di entrare nella scena attiva va da s che sia quelli dentro che quelli fuori si ignorino.

La loggia vista dal pubblico:

La loggia compresa tra il muro di destra e il muretto al centro scena

La porta sul fondo a ridosso del muro di separazione, funge da ingresso alla loggia, alla destra della porta larmadio.

Larmadio:

Deve aprire solo unanta, linterno deve essere scuro niente deve far supporre che abbia una seconda uscita nel lato coperto dallanta non apribile, anche il muro dietro ha unapertura che va coperta dallarmadio. Allinizio della commedia larmadio deve essere totalmente spostato dalla sua posizione di scena e il muro deve sembrare intatto (chiudere e mimetizzare bene lapertura nel muro); il pubblico deve pensare fino a che non diventa impossibile che la gente rimanga dentro larmadio. Sulle ante due m giustificano lattribuzione al Mameli.

La parete di destra:

Figura 2 la prete di destra

La parete di destra deve avere 2 porte, una sul fondo alla distanza dal fondo della larghezza dellarmadio pi 20 cm (allapertura del sipario larmadio deve essere appoggiato a ridosso di questa distanza) laltra a circa la stessa distanza dal proscenio nel mezzo delle due porte una consolle con specchiera (non vero specchio ma un legno ricoperto di cucki ) e un paio di sedie. La porta in fondo porta allo studio e alle camere di casa la porta avanti alla cucina.

La parete divisoria e la piazza:

Figura 3 parete di sinistra e piazza

Nellangolo tra la porta dingresso loggia e il muro a sx un attaccapanni e pi avanti frontalmente alla consolle un tavolino che abbia un cassetto, con sopra un vaso di fiori secchi o finti. Ai lati del tavolino due sedie.

Al centro stanza un tappeto

Altri arredi alle pareti (un quadro di famiglia e altro a piacere)

La piazza: sempre riferendosi alla figura 3

La piazza semplice; un tappeto con disegnato un ciottolato una panchina e un lampione

La parte difficile della scena il fondo piazza

Sul fondo della piazza un porticato (praticabile) nel primo volto, al centro scena, la porta principale. Gli attori suonano il campanello ed entrano da questa porta, lo spazio tra questa e la porta di accesso alla scena funge da corridoio dingresso (punto strategico per un suggeritore) La parte superiore del porticato presenta una parete liscia con al centro una finestra, questa si deve aprire ( da qui che si terr il discorso del sindaco).

Per dare maggior larghezza alla loggia il muretto si scelto di angolarlo riportandolo in posizione centrale solo allinizio del terzo atto dove la scena principale la piazza, (quando viene posto centrale va rimesso lo spicchio di ciottolato che completa la piazza) finito il comizio a sipario chiuso (Gino il bombardiere racconta una sua fola davanti al sipario chiuso) si risposta.

Figura 4 posizione del muretto centrale (qui in prova generale non avevamo ancora tagliato il ciottolato della piazza)

INIZIO: DIALOGO INIZIALE DEL VECCHIO.

Tutto spento. accesa soltanto la luce sulla panchina. Il vecchio seduto.

Vecchio. d stori l fata la nostra bela Zint. E m ed stori ins tanti. Vueter am gnus brisa, m invez a cgnoss dimondi ed qui chi en gn stasera. A sn n ed chi vic c vd a seder in tna panchna ai giarden! Oramai agh armes soul quelli... n volta aghera di post per ster a seder anch al quert quand a piuveva. Al march quert per esempi. I zven dincua agh scumt in savran gnanch il du lera. Pazienza....

Ah s i pizn quia s jn aems!

Comunque a gva che dei stori ain cgnoss tanti... ma viri... brisa cme zrton che al d dincua del stori in bn soul ed cunteren. A n vest dlacqua pasr sotta i pnt. Al sr per quest che incua a suffres acs tant dartrit. La storia animporta cl sia dal tot veira o un pc invintda... saviv... la memoria l tca a tradir, limpurtant l che la storia l saiuta a riviver cm disn inca a s uno spaccato di vita vissuta!

Donca tt av inezzi a Zint in tal 49 50... oh z per dal zirca, in c dal signor Achille Gagliardi. Che da ventann lera sendigh ed Zint. Um pr anch ed veddri... Gianni e Loris chi baccaieven a proposit dun zrt armari...

(si spegne la luce sulluomo e si accende la luce in casa)

1 atto

GIANNI No no e po no m a nin pos pj. L bele la quinta volta cal vol ca spusten ste tananon. Sag v ben ch se no cal sa rangia da per so cont che m a n bele i coion pen. Mo sculaz larmri ed Mameli.

Bem an lavegna bele scaruzz as so e z pral schel.

LORIS (sbadiglia beato)

GIANNI M a deg dun subbiol acs cussa sin fal in salot. M a touren a dir cusag mettel denter degghia ben o no! Oh oh, t cussag ag mitresset denter?

LORIS M... ag lho bele narmri.

GIANNI M al so che tal gl, ma facciamo per finta, non dabbuono che tu non ce lo abbia. T in comper un,dove ce lo metteresti tu, per sistemarlo da qualche banda in c t?

LORIS In curtel!

GIANNI In curtel, un armri in curtel?

LORIS S Gianni. E vut saveir perch?

GIANNI S Loris a son magarota curios.

LORIS. semplice perch ho sempre il raffreddore

GIANNI Fan capir, e t per curer al fardour tat caz larmri in curtel?

LORIS Sent Gianni, t et s che m ang brisa al cesso in c e anc al bagn a n brisa in c. A qualora a g da fer al bagn a vag in curtel e un ciap al fardour, se invezzi a ga vesh avsen al tinaz d a fag al bagn larmri, am pre vistir ficcandom denter, ergo senza correr per al curtel tot nud e bagn come un pipien.

GIANNI. Al set che dal volt armagn stup dal t truved! Al saveva caveva da der a ment al mi pover babbo cal geva, v a lavurer in campagna. Set lavour con di bua la cosa pj stoppida chin poln dir l muuu e invezzi me duro a vag a fer loperai comunel e la cosa pj stoppida clum capita l quela et lavurer avsen ad un sumar!

LORIS. A pr fr ogni tant, anca m muuu

GIANNI. Senti Loris ti ble sumar ed t, stat met a fer anc limbezel il quadro completo.

LORIS. Cusa gh Gianni? Tun per un poc agite!

GIANNI. Un poc? Totta coulpa ed cal sacrament ch, larmri ed Mameli.

LORIS. Chiss se as sent?

GIANNI . Se si sente, cosa ?

LORIS. Leffetto conchiglia, n? Se una cuncheglia cl vin dal mer la fa larmour dal mer, ascultand ste cs ch as spol senter linno n?

GIANNI. De s Loris tan m det forse una volta che durant la campagna dEritrea t attraverse a pia al desert?

LORIS. Sicuri, dodg d e dogd not sotta al soul!

GIANNI. Allora l tutto chiaro!

LORIS. Cuss cier!

GIANNI. Loris... la prossima vlta portet dria al capel !! perch ai pora che al zrvel lava ciap una sbuint.

LORIS. Mha n capes!

GIANNI. Animporta che tu lo dica Loris ! As sa che non capisci! Vut saveir perch seconda m il signor sindaco vuole questo nido di tarli qui in salotto?

LORIS. Perch?

GIANNI. Perch tra un po si vota! Ecco perch!

LORIS. Vut dir che al druara larmri come urna?

GIANNI. Um d limperssion che la temperatura interna dla t testa si stia bruscamente raffredando! Lassem che al to zrvel as congela pian pianen.

LORIS. rimane pensieroso guardando con occhi allins

GIANNI: eppur tra un poc as v a vuter per lelezion del nuovo sindaco. L as vol ricandidare per lennesima volta e sta gi organizzando le feste, da farsi qui in casa sua. Acs, quando arriveranno tutti i caporioni pi grossi potr vantarsi del suo armadio di Mameli.

LORIS. Al penset bon duna cosa acs?

GIANNI. Um per gi di sentirlo questo mobile la chiara manifestazione del mio attaccamento verso la patria, il mio programma politico

ACHILLE. unit, libert rinascita! Io vi amo tutti!!!

AMELIA. Ci metto il punto esclamativo?

ACHILLE. Ce ne metta tre! E belli grossi, che si vedano!

LORIS. Buongiorno, signor sindaco!

ACHILLE. Comd comodo!

GIANNI. Aven sitem ch larmri, signor sindaco come ci aveva ordinato lei.

ACHILLE. Donca, fem veder s s s s direi che ci pu stare in questa posizione.

LORIS. Signor sindaco Gianni al geva poc fa che tra un po si vota

GIANNI. Ts, imbezzel! Non ci faccia mica caso signor sindaco, totta coulpa dal tedesc!

ACHILLE. Tedesco? Quale Tedesco?!

LORIS. Cat quel cal m d una pca in c durant la guera ed al m fat un bus

GIANNI. Veddl col vent din ca al f un poc ed corrent.

ACHILLE. Bh comunque l veira tra venti giorni si vota per il rinnovo della carica di sindaco! A proposit ho un ciapen per voi due

GIANNI. Speren can seppa un eter armri!

ACHILLE. Dovreste passare da Giovanni il tipografo e ritirare i manifesti per la campagna elettorale, poi dovete uscire a tappezzare tot al paeis, campagna cumpreisa, ne voglio almeno due per ogni strada! E ben in vista! Aviv cap ben!

GIANNI. mi scusi signor sindaco se mi permetto ma a sen un poc stufut ecco siamo stanchi insomma! St armri al s scianch la vetta.

LORIS. E anch quel eter

ACHILLE. E alloura? Gninta ed mei che sgranchirsi attaccando i manifesti: ginnastica e politica soccia che bel! Signorina mi prenda un appunto!

AMELIA. ginnastica e politica che bello, mi piace!

ACHILLE. E poi lo sapete che voi siete gli unici operai comunali che abbiamo e che non possiamo permettercene altri?

LORIS. Ma ce li attacchi lei, no?

ACHILLE. Cosa?

LORIS. I manifesti! No a degh, si fan tant ben ala salut

ACHILLE. Fan bene a voi, brisa a m! M ai lartrosi! E poi io non posso, ho unimmagine, un clich da rispecchiare, da seguire!

LORIS. Gianni, et sintu? A pinseva cai tules per al mel ed testa, brisa per lartrosi!

GIANNI. Ma cosa??

LORIS. Il cachet, al sendig l appena det che lo usa per la sua artrosi!

GIANNI. Lui lo usa per lartrosi, e t per cosa ti drov per smunir al zrvel?

LORIS. M an mai av un ml ed testa in vita mia

GIANNI. Ahh vr vedder. A g dei fieri dubbi ca tagh lav una testa!

ACHILLE. Adesa basta litigher. Giovani avete un lavoro da fare. E ricordate voi lavorate per lunit, la libert e la rinascita di questo paese! Siatene fieri! Vi amo tutti!

LORIS. (uscendo) Dio, cum um sent patriota!

GIANNI. Set det? No Loris, ta te sbali, finisce sempre con iota. Ma non sei patriota, fidet m ed m. (escono entrambi)

ACHILLE. M bene, benone, e anche questa fatta! Dunque, signorina Amelia dove eravamo rimasti?

AMELIA. Negli ultimi dieci minuti non ci siamo mica mossi da qui signor sindaco!!

ACHILLE. Ma no, sgnurenna. Dicevo il discorso che le stavo dettando! A quale punto eravamo?

AMELIA. Ahh s s! Dunque: prima lei ha detto a proposito ho un ciapino da farvi fare a voi due poi Gianni ha detto sperem che non sia un altro armri! poi lei ha continuato dovete passare dal tipografo

ACHILLE. Sgnurenna?

AMELIA. S?

ACHILLE Un volla dir che ha scritto tutto il mio dialogo con quei due. Sc giovanotti?

AMELIA. Sicuro non ho perso una sillaba per strada! Me lo ha detto lei! Si ricorda? scrivi tutto ci che il tuo dolce orecchio sente!

ACHILLE. M am per dinsugnerom, lum per na comica. Sgnurenna facci una cosa, cestini tutto

AMELIA. Ho forse sbagliato in qualcosa, signor sindaco?

ACHILLE. No sgnurenna Amelia scherza? Vadi a ricomporsi un attimo nel mio studio! Io la raggiungo tra un minutino e poi le detter un altro discorso. Vadi, vadi!

AMELIA.(fa cadere i fogli che ha in mano) Mi scusi che sbadata! Sono proprio un po sbadata

ACHILLE. Cl vaga pur l.

AMELIA. (raccoglie tutto) allora io vado!

ACHILLE. Cla vaga sgnurenna, cla vaga a feres frezzer sgnurenna. V pur l c sen a post. Mo cus oia fat ed mel, totti a m oh, m advent mat, queng d, soul queng d a manca agli elezion... calma... calma Achille, arcordet la massima che t studi, in du ela ecco... ecco... an la trov pj! No... donca ecco... du loia pugeda. Ecco grazie al zil a l truveda! per un sindaco vincente il segreto lautocontrollo. E m che sono un sindaco vincente ora mi autocontrollo... guerda a confront un monaco tibetano al g bisogn ed valeriana! Tranquillo, Achille t semper al pj fort.

ERMINIA. Buon d Achille!

ACHILLE. Adio Ermina!

ERMINIA.(si accorge dellarmadio)Beh? Cu sela st nuvit?

ACHILLE. Un mobile nuovo che ho comprato. Cus in dit?

ERMINIA. Grezzo, povero stona con il resto dellarredamento. Roba da puvrett!

ACHILLE. un pezzo dantiquariato, unic al mond! Al m cust una furtuna!

ERMINIA. An ved loura che i vegnen el mi amighi a tor al t, per feri sciuper ed rabia. Dio che omen ed clas, ca i spus.

ACHILLE. Et pu direl fort! Quand a sar rielet, sendig, et vedr. Per prem cosa, amaument al stipendi.

ERMINIA. Ma ta sicur, chet sar rielet veira?

ACHILLE. Erminia, m ai bel fat sei su sei.! E la concorrenza, come al solit la far roba da sagra dal cudghen. Non ti preoccupare, cara, l praticament cosa fatta. A proposit per sabato sera ho organizzato una festa qu in c nostra. Al t compit l quel di pensare allaccoglimento degli ospiti,al rinfresco ed allintrattenimento, insomma come fer pj bela figura, et cap.

ERMINIA. An preocupret, a sar una padrnna ed c che a voi che al mia amghi i sciopen dallinvidia, un far aiuter da Giulia.

ACHILLE. Bene, benone acs tott i vradn che bel fam unita cal g il sindaco Achille Gagliardi.

LUISA. Signore! La s segretaria e il vice sindaco, i laspeten in tello studio.

ACHILLE. Bene, benone, ag vag sobit! Cara a sen allalba del mio trionfo.

ERMINIA. A dop, mio condottiero m Napolen.

LUISA. Quel ed Napolen al g giosta al nes.

Moh sorbla un mobile nuovo ed zec. E a chi tocca spolverare alla Luisa, manc a direl. Per legno buono, un pc tarul! A c mia con un bagai acs a mantegn la sta impieda per un an intir. Dem moh una uc denter. Mo boia moh quant spazi, se an al vls, invezziche i visti al pre attachereg i fiu quand i vinen for dalla tinozza dop aveir fat al bagn.

Moh boia, una maniglia per di fuori, una maniglia per di dentro! CHE LUSSO! Oh ag stag in pia che denter. E senza di gnch. Oh... oh... boia dna mastela ans vra pj! Aiuto! (con voce piano) Aiuto...! (con voce sempre pi forte).Oscia che bur. Set s fag, vest che incion a vin a vrir, ac cic una arpusadena ed dis minud! Oh l anc comed....

GIULIA.(entra con un foglio e legge)Cara Giulia, amore mio, non s neanche se riceverai questa lettera, perch chi mi ha dato il tuo indirizzo faceva il postino a Cento 20 anni f. Comunque speriamo bene che arrivi! Io ti penso sempre e ti sogno qualche volta. Per quando mi sveglio non mi ricordo pi che cosa ho sognato e mi viene lagitazione di stomaco e anche la colite... Moh che belez! E cos tutto un correre dietro i cespugli tutto il giorno.

Oggi mi sono alzato presto perch la scrofa doveva partorire e ha sfornato 8 bei ninazzini. stata tanta la contentezza che uno lho chiamato come te... A sen a post v pur l... Purtroppo la mucca non st bene, f il latte verdastro e la cacca molto sciolta, aspetto che venga il veterinario per capire cosa ci.

A parte questo tu come stai, spero bene... Anca m a sper con totti stel desgraz, (butta via la lettera)... Ma el pussebil con tant ammiradur c i, incion cum piesa. Va bn cuasch di ninen al n brisa al mi tip, set sa gh c son sfortuneda ecco cus a son. M avr on clum fs sugner... clum fes senter dna... brisa un veterinari... (apre unaltra lettera)...

Mia dolce Giulia... sperem can seppa un pastizir.. sono tornato, sono passati 20 lunghi anni ma non ho fatto altro che pensare a te ogni giorno ogni ora...

ANTONIO. Giulia, non vedevo lora di tornare per vederti...

GIULIA. Che sorpresa, stavo leggendo la tua lettera e come per magia tu mi dici le parole che stavo...

ANTONIO. Ma adesso sono qui e per restarci.

GIULIA. Vuoi dire per sempre...

ANTONIO. Si oddio... se anche tu lo vorrai...

GIULIA. Come se lo vorr... ma io... lo vorrei... ecco non s

ANTONIO. Non sai se lo vorresti...

LUISA. (da dentro larmadio)...soul casdezidenia perch m a voi durmir

GIULIA. Sarebbe molto bello... ti ricordi la promessa che facemmo prima che te ne andassi.

ANTONIO. Avevamo otto anni eravamo dei bambini!

GIULIA. Bhe, t ne avevi nove. Ti ricordi eravamo nel campo di grano dello zio Gaetano

ANTONIO. Ora ricordo, tu avevi quel fiocco rosa in testa, che non ti piaceva...

GIULIA. E la promessa che facemmo... la promessa, non ti ricordi...

LUISA. (da dentro larmadio).Moh ec zucn, anden donca fat gnir in ment, se n che anden ed long n sman!

ANTONIO. Se ricordo ci promettemmo che ci saremmo sposati un giorno o laltro

GIULIA. Che sciuch!

ANTONIO. Rob da putn!

INSIEME. Ben... minga tant (tentano di abbracciarsi)

ERMINIA. (da fuori) Giulia... Giulia... in dove sei?

GIULIA. Mi medr. Mia madre, come faccio a spiegarle se ti trova qui

ANTONIO. Spiegale la verit!

GIULIA. S con laria che tira troppo presto... adesso nasconditi!

ANTONIO. Ben m... dove?

GIULIA. An s... ecco... ecco... nellarmadio... s..s... nellarmadio!

ANTONIO. Questa bella. Nellarmadio!

GIULIA. Dai presto... che st arrivando! (Antonio entra nellarmadio e Giulia chiude dallesterno)

ERMINIA. Giulia... ah ti ch, perch non rispondi quand at ciam?

GIULIA. Scusa, sai stavo leggendo...

ERMINIA. Semper la testa tra el novl. Una lettera ed chi po?

GIULIA. Beh... ecco... ti ricordi i Testoni, i nostri vecchi vicini di casa?

ERMINIA. I nen quia che si sono trasferiti a Pordenone, 20 an f??

GIULIA. S ecco... e ti ricordi il bambino? Quel mio amico... Antonio!

ERMINIA. S... cal puten clera semper in sfrombel, in c nostra! Lera un pj bel putn.

GIULIA. Beh... tornato e questa lettera sua.

ERMINIA. El ch?

GIULIA. S.. cio no, arriva stasera e appunto mi diceva che tornava ad abitare qui!

ERMINIA. Dabn, moh che bela surpreisa. A son propri cuntenta! Degh cal vegna a truveres!

GIULIA. M certo, ce lo dico subito... cio appena lo vedr.

ERMINIA. M anzi f ben cos. Sabato il babbo d una festa per le prossime elezioni. Invida anch al t amigh Antonio. Et vedr che anch al babbo al sr cuntent ed cgnossrel!

GIULIA. Mah, dit da bn, posi da bn?

ERMINIA. Ohi,s tal degh m! Oia forse la faz dona cl vol scherzer.

GIULIA. Mam tia un anzel! Grazie!

ERMINIA. Moh sorbl che scuesi, che calour. N a degh e po un poc ed zittaden alla festa dar del lustro quel qualcosa in pi che ci manca! Semper el stessi faz da cuntaden. A proposit et vest al mobil che ha comperato il tuo genitore?

GIULIA. Ohi..ohi... s...s...s lo ammiravo un attimo prima che entrassi!

ERMINIA. Non , cum dir... in tono? Per non parlare dellinterno, che pu contenere un mucchio di roba! Eh cosa ne pensi?

GIULIA. Credo proprio... tanta da non immaginarselo neanche!

ERMINIA. Dacci moi una occhiata....

GIULIA. Ma non il caso... (si piazza davanti larmadio)

ERMINIA. A per quasi chet voi lugher quel!

GIULIA. No mam, perch oia da lugher quel?

ERMINIA. E aloura spostet!

GIULIA. Mama! ERMINIA apre larmadio e balbetta qualcosa -chi dentro non deve assolutamente farsi scorgere dal pubblico

GIULIA. Oddio mama!

ERMINIA. T s fet l denter?

GIULIA. Mama, non come pensi tu!

ERMINIA. Ai cap tott! T Giulia volevi coprire il misfatto! E t vin fora!

GIULIA. Povera me!

ERMINIA. Si spera che tu possa dare qualche spiegazione!

LUISA.(esce dallarmadio) S cio, m ai vest un armari... e a pinseva di essere, cum dir... in camera da let... e acs ai tach a spulvrer. Spolvra che t spolvra....

ERMINIA. T ti indurminteda! N a degh, in urari ed lavurir!

LUISA. Beh... brisa semper ma quelch volta un sured! N a degh che in c a s sgoba dalla matna alla neigra sera! E senza pausa!

ERMINIA. Tan tlamintar minga eh! Con la libert cat lasn! Ringrazia al zil che incua a sn in bouna, ma alla prossima... rauss... in mz alla str!

GIULIA (si affretta a chiudere larmadio)Mama, bisgna cumpatirla!

ERMINIA. Adesa v ed l Luisa e zeirca darmagner desdeda, altrimenti...

LUISA.(imitando Erminia)... Rauss...

ERMINIA. I domestici... in du andegna a finir?

GIULIA. Beh... adesa mama, calmati, e dimentica laccaduto!

ERMINIA. S fos per vueter, che in c eter che elezioni, rivoluzioni... rivoluzioni... eter ch!!!

GIULIA. Sl inviperida! (corre allarmadio)

ANTONIO. Mo sorbla ech strabiz, moh ela semper acs?

GIULIA. ... Per fortuna... mah tu non avevi visto Luisa?

ANTONIO. M con cal bur... non ho notato niente, cio a sinteva runfer, ma pensavo che fossero i tarli!

GIULIA. Moh sorbla Antonio i tarli sa gani, una gramadoura per magner al legn?

LUISA. Ad una gramadoura an nera mai steda paraguneda. Comunque ai vest incosa! (esce)

ANTONIO. Devo pensare che adesso dir tutto ai tuoi!

GIULIA. Speren ed n, anzi a son sicura. La Luisa pur ed lugher un quel ai mia las farev mazer!

(da fuori campo)

ACHILLE. Unit, libert rinascita, vi amo tutti... loia bele det?

AMELIA.mi pare di s signor sindaco.

GIULIA. Oddio! Mi peder

ANTONIO. M la denter non ci torno!

GIULIA. Anden, vuoi rovinare tutto proprio adesso? (lo spinge nellarmadio)

ACHILLE.(mentre entra in scena seguito da oreste ed amelia)

I manifesti, a mav cambi i manifesti!

ORESTE. T da capir Achille che i eren un poc furten!

ACHILLE. Sa vol dir forti! I eren giost. La foto lera bela...

ORESTE. La foto l armesa anch in quelli nuovi, aben soul cambi el parol.

AMELIA. Mi scusi eh, ma in quelli vecchi cosa cera scritto?

ACHILLE. Che ricordi io, niente di cos furten da doverli cambiare!

ORESTE. A ghera scret: tu non voti per Gagliardi? Morirai, non molto tardi.

AMELIA. Mah... mah era terribile!

ACHILLE. Beh lera una metafora!

ORESTE. Po in un altro a ghera scrett Per Gagliardi vota ancora, anche tu o vecchia zdra!

ACHILLE. Beh sul popolino una certa presa!

ORESTE. S una presa pral... lascem mo ander. Al piz et tot comunque lera chi non vota Gagliardi non f lamore...

ACHILLE. A na vri menga al curag ed dir che questa l brisa carna!

ORESTE. S ma l menga finida. La dis chi non vota Gagliardi non f lamore poi al cuntenua ma s muier s...:

AMELIA. Oddio mi manca laria... svengo... (sviene sul pavimento Oreste la soccorre)

ORESTE. Mo boia sl ed picai tender.. per acs poc?

ACHLLE. Oreste! Sent... sent! Adesa caven la possibilite ed scorrer liberament, senza clintrampel tra i pia! Lasla durmir un poc! P la storia del non f lamore l un scherz...

ORESTE. S m un scherz cal pol custer dimondi. Ascoulta Achille. T tia al favori, m a degh perch riscier! Calma Achille ci vuole calma e brisa feres ciaper dallagitazion e dir di sparasecuel. Achille vut fer al sendigh? (Achille annuisce) E aloura an fer gninta!!

ACHILLE. In che sens an n da fer gninta?

ORESTE. In cal sens, che se tin un cumez, d del cos banel. Glelettur in volen brisa esser infiammati is volen senter coccolati, addolciti!

ACHILLE. Sagh daghia di cioccolaten... e perch no! In fond lun costa anch manch! S per, per chi eter? I colti, qui con la pozza sotta al nes?

ORESTE. Pagina 102

ACHILLE. S det i nomer?

ORESTE. A degh pagina 102 del libro!

ACHILLE. Ah ... al leber.(cerca e recupera il libro).. pagina 102, sa disel come organizzare una festa da sindaco vincente! oscia l veira! La festa!

ORESTE. Giosta! Invida tott i piz da nuvanta ed Zeint e paf... al zugh l fat!

ACHILLE. Benone! Donca al dis per una festa che si rispetti, occorre prima di tutto una cucina eccellente che a taca i guai, perch mi muier una cucina eccellente poc!

ORESTE. Po s disel?

ACHILLE. importante scegliere degli ospiti donore che possano dar prestigio alla vostra causa. Si consiglia personaggi di cultura, della politica o dello sport.

ORESTE. Alt! Disel proprio sport?

ACHILLE. Agh vrev al gir dItalia, ascoulta Oreste, it dria pinser a quel c pens m?

ORESTE. Al gir dItalia, bisogna ca riuscegna a ferel girer per Zent!

ACHILLE. I campiun pj cgus daglitalian... Coppi...

ORESTE. E bartali...!

ACHILLE. Oreste! Al srev al coulp manzen per la concorrenza! Ci darebbe un prestigio grandissimo.

ORESTE.... con il minimo sforzo... per...

ACHILLE. Sagh di guai?

ORESTE. Agh du problema

ACHILLE. Ac sn no! Addio sogni di gloria!

ORESTE. An vr che Coppi e Bartali i fossen di idea politicament avversa!

ACHILLE. Bh da incua a saren n che ci adeguiamo alla loro idea, acs ai strumentalizen entrambi! Acs a schizaren tot come cchi!

ORESTE. Problema due! Cum femia a invideri? An spol minga rapirli! Ghet qualche idea in proposito?

ACHILLE. M an srev! Opur, mo s... il servizio dordine al personaggio del giro s la str cla v a Frera, gestito dal maresciallo...

ORESTE. Lo Castro!

ACHILLE. A dir al veira, al sar da ciamer lo pago n a degh, a gavven truv c, a g furn al ven per quatran e agl purt fen in canten, chi g slunghe i parsot e i salam che amavatanto?

ORESTE. Ma con tot quest l difezil che... che al cunvenza Bartali e Coppi a gnir ala festa! Set se fen a gen che verranno i vincitori della tappa! An n menga det cal le venza on di du, acs no a fen bela figura listes.

ACHILLE. A schizaren la concorrenza! Adesa v m da Lo Castro a diregh incosa.

ORESTE. A vag ed cursa!

ACHILLE. Ah! Portegh in scalmenter una ciopa ed cudghen e na sgavetla ed suzeza, cos tanto perch al capes mei al pian!

AMELIA.(risvegliandosi) Oddio che zurla, sono sbasita!

ACHILLE. Signorina come si sente? Siamo stati tanto in pena per lei!

AMELIA. Beh...ecco mi sento...moh...direi...cos...cos...s ecco... senta non potrebbe farmi una domanda pi semplice!

ACHILLE. Signorina? Ala sbat al zucon... cio volevo dire la testolina?

AMELIA. S... cio no... non proprio la testa... non che non abbia battuto la testa. Per lo ho fatto una volta sola, quattro anni fa o cinque. Bhe non che abbia importanza adesso perch la testa non lho sbattuta cio...(continua a straparlare)...sei... cinque insomma cosa centra...

ACHILLE. Addio lan sfeirma pj... signorina si riprenda... la festa il discorso... ma cusal una mla? (controscena col viso, si guarda attorno), chi non vota Gagliardi, non f lamore ma sua moglie s!

AMELIA. Ah... mama! (sviene)

ACHILLE. Oh! A s scargh la mla! Mo soccia ec piatola che ai assount! Mo chi a mla fat fer? A s m chi! Al cavalir Polastri, cal bdoc arfat cal s arrichi coi poi e i ninen! Industriale avicolo e suinicolo! Quel invezzi che la pozza sotta al nes, agl dappertott. La tant intelligent che del pochi volt cal taca a pinser lha da tor unaspirina per smetter. E adesa m ai s anvouda come segretaria tra i pi, con le elezioni alle porte e agh anc tott da fer! Ah, ma a tutto c rimedio, sopratott ades che ai scuert al mod e la manira di neutralizzarla.

Lo zioetto al vol cale trata ben? E m ag le fag durmir 24 our su vintquater! Almanc fen agli elezion ! dopo si vedr! Donca du la fwcchia... agh vol un nascondiglio sicuro, per a purteda ed man. Dria la tenda?... No! Sotta al tapeid...! E se i la pesten? La scrivania... al tevel...larmri...lattaccapanni? larmri!!! Chi vut cal vaga a ficher al nes in tlarmri? Venga... venga sgnurenna... mo socmel sl peisa!... In tot i sens. Adesa a la caz ch in coccia! (canticchia) fratelli dItalia, lItalia s desta, lo sai che se ti svegli, ti spacco la testa la..la..la..la..lala.. Achille, ti un boia un laiton... chi vut mai cal vaga a raner ch dentar? (apre larmadio e si spaventa quando vede la Giulia)

GIULIA. Salve pap!

ACHILLE. Ahahh! Mi fiola, sa vut ferum ciaper unazident! (fra s) chi vutmai... cal vaga... a raner eh?

GIULIA. S... stavo spolverando!.. quando...

ACHILLE. Spolverando un azident! (fra s) chi vutmai... cal vaga... a raner eh?

GIULIA. Dato che... la festa di sabato vicina... mah Amelia cosa ci?

ACHILLE. Ci che... chi Amelia? Oscia an laveva gnanc vesta! Ci che stanca, molto stanca... per via delle elezioni... shhhh... lassen cla dorma!

GIULIA. Dorme?

ACHILLE. Certo! Lag una malattia rera... la malattia del... (imita qualche animale)...dellorso!

GIULIA. La malattia.... ed chi?

ACHILLE. Donca lorso al v in letargo e si sveglia solo per mangiare! P al tourna a durmir. Lia invezzi, si sveglia soul per romper i coion... el scatol, p paf! La sindurmenta! Che starn eh?

GIULIA. Ma la malattia as curla?

ACHILLE. Cio?

GIULIA. N! A deg... lorso v in letargo dinverno, ma poi in primavera si sveglia. E lia?

ACHILLE. Sperem mo che linveren al sepp dimondi longh!

GIULIA. Come?

ACHILLE. Si certo! Vedi non c un tempo fisso, conoscendo il soggetto... Tuttavia m a direv che per la fen dal meis... dovrebbe... s a degh... riprendersi! Adesa... cara.. aiutami a rimuovere loggetto.

GIULIA. Va bene. Dove la mettiamo?

ACHILLE. Ah...beh... nellarmadio!

GIULIA. E n... come nellarmadio?

ACHILLE. Set per al letargo c bisogno di buio. Al bur concilia il sonno!

GIULIA.(si pone davanti allarmadio) No!

ACHILLE. Anden Giulia, z cle bela peisa, p ta tag met anca te! Dam a ment!

GIULIA. Che poi non dici che non ti ho avvertito!

ACHILLE. Ecco ve m cleg st!

GIULIA.(esterefatta) Mo boia quant edcla roba cag st in starmri!

ACHILLE. Oh, donca tala det t meder per la festa ed sabet. Bisogna fer tot a mod!

GIULIA. Io curer i giochi di societ per gli ospiti!

ACHILLE. Bene! Benone! A ved bele i artecol sol giurnel. Clamoroso in casa Gagliardi, Coppi e Bartali si sfidano a suon di tagliatelle! Che pubblizit!

GIULIA. Ah! Volevo dirti che per aiutarmi ho chiesto la mano di qualche amico.

ACHILLE. Bene! Benone... amigh, t? Tagh di amigh? E s fani?

GIULIA. Tutti bravei e intelligenti. Ti ricordi Antonio Testoni...

ACHILLE. I Teston.. di nome e di fatto! I scapen in svizzera per coulpa dla repression!

GIULIA. Beh, lui tornato!

ACHILLE. Chi Teston? Bene, benone anc un esule in tla mi c, tot a f brodo!

GIULIA. Possono allora venire?

ACHILLE. Sorbla se possono, devono venire. Gagliardi nemico della repressione! Sent mo ech zizla.

GIULIA. Allora pap procedo per gli inviti!

ACHILLE. Prozed fiola mia, sa vegn rielet at prumet ed deret al post dassessour alla cultura. Pensa... peder e fiola chi guiden il futuro ed Zeint! Ec fata paca! (esce)

GIULIA. Ma io non voglio... uffa, ec zucon! (bussano dallarmadio)

Ihhhh! Bemmo Antonio!

ANTONIO. Azident, al mi col (rotola anche amelia). E stetra ch d la mittegna?

GIULIA. Cosa ci vuole? Un piccolo sforzo eh... 1...2...3...

ERMINIA. Giulia! Ai pins che (nota i due con lAmelia svenuta) ... i adob...bi?? (Giulia abbandona le braccia e Antonio rimane con Amelia a gambe aperte)

GIULIA. Ecco mama... io noi... non vi ho presentati. Mia madre e questo Antonio Testoni..lamico che ti dicevo...

ERMINIA. E sa fal.. s a degh con lAmelia in man?...cio col gamb in man?

ANTONIO(mollando le gambe di Amelia). un vero piacere signora, anche se il frangente pu sembrare strano.

ERMINIA. Ohi un pucten l strano... cosa successo?

ANTONIO. Dove?

ERMINIA. Qui!

GIULIA/ANTONIO. Ah qu!

GIULIA(imbarazzata). Ci...ci...stavamo allenando!

ANTONIO. S! Ci stavamo allenando!

ERMINIA. E per cos, spol saveir, vi stavate allenando?

ANTONIO. Per cosa? Ecco vede, provi... ad immaginare, ecco... dunque..! Ha capito?

ERMINIA. No! Ecco vede, an n propria cap!

ANTONIO(fra s). M a zigar!

GIULIA. Ecco!! Ci stavamo allenando per la festa di sabato!

ANTONIO. Per cos?

GIULIA. Per la festa noooo?!

ERMINIA. Ah ecco cosa stavate combinando! E io che avevo creduto chissa cosa!

ANTONIO. Ma che cosa?

GIULIA. Vedet mama, Antonio ha una passione pe la magia, veira Antonio?

ANTONIO. Cusa gia m?

GIULIA. Ma s! per intrattenere gli ospiti... et cap...sabato gli ospiti!!!

ERMINIA. Ihhhh! Ma sorbla che csa straordinaria! Un mago! Un megh! Abbiamo un mago. Quand a le dir al mi amighi cavven un megh, et vedr ech surpreisa, veira?

ANTONIO. Ohi...ohi..cal le deg a m!

GIULIA.(gli d una gomitata).....Antonio eh!

ANTONIO. Mo soccia ech sgumit, t me bela sfund al stomegh! Ma certo che mago e mago... (occiata a Giulia)....illusionista...ecco illusionista e ipnotizzatore e sucessiva lievitazione.

ERMINIA. Lievitazione, a cardeva as gs livitazione!

GIULIA. N vedi mamma proprio lievitazione, la persona si gonfia...si gonfiafino a volare...

ANTONIO. S cl per una mongolfiera... a vleva dir, come un pallone che vola per la stanza!

ERMINIA. Mo soccia! Che emozion! Sar una meravei. Bene...bene...continuate ad allenarvi. A voi che sabet, i armagnen tt a bca avverta Antonio! L al ches ed diret c sn tottin tel t man... (esce)

ANTONIO. Ecco...ecco...appont, proprio magnifico!

GIULIA. Beh! It brisa cuntent? Con la scusa dellallenamento, as psn veder quand a vlen

ANTONIO. Al n brisa quest cum preocup! Anch s a dir la verit, ans cus a trar s con la lievitazione. Al problema pj grand l uneter!

GIULIA. E cio?

ANTONIO. Gli elezion!

GIULIA. Antonio! Beh...a nueter d cus as nifrega degli elezin?

ANTONIO(fra s).L propria ch al maron!

Vedet...m Giulia... an s cum dirtel! A son al candid dlopposizion! In pochi parol, a son in concurrenza con tuo padre...punto!

GIULIA. T cosa?

ANTONIO. Set, tant an al confino ai cgnus tanta zeint...e un son cunveint ed pseir fer dla politica per al ben dla nosta zit!

GIULIA....E mio padre... Sai cosa ti dico, battilo, s a degh...dagh na bela pega!

ANTONIO. Un vut fer creder che ti cuntenta c bata t peder?

GIULIA. Ma s! Ien bele queng an che mi peder l sendigh ed Zeint. E ormai che in c an s pj una fam qualunque. A sn la fam dal sendigh, e m son la fiola dal sendigh!

ANTONIO.(pensandoci un po) Ma scusa per! Se me a venz gli elezion e a se spusn t p edvent la muier dal sendigh!

GIULIA. E n caro mio, m an permetter mai che t advent come mi peder!

ANTONIO. See! E come penset ed riusciregh?

GIULIA. Beh! Vedet in tal coredo clum st fagand la mama ais vl na cos che lia la druveva con mi peder quand lera zouvna!

ANTONIO. Interessant e cuserela...cuserla...

GIULIA. Un bel matarel, cagaveva lasc in eredit mi nona!

ANTONIO. A tascicur che con m tanar brisa bisogn de dreverel... (sta per abracciarla)...(entra Erminia)..

ANTONIO..(fingendo di ipnotizzare giulia)..A m gli occhi... guardami... guardami... stai sprofondando in un sonno profondo, ma che dico, profondissimo! A m gli occhi! Et voil!

ERMINIA.(stupefatta). Dio che emozion a me gn tot un scramlez! Al per quasi veira. An ved loura c vegna sabet! (esce)

GIULIA. Agh manch poc eh! Ao fat una fadiga a ster seria. Ta gavev una faza quand ed gev a m gli occhi, tum parev una zvetta!

ANTONIO. Tu ridi ma la cosa qu las f brosca!

GIULIA. Sent Antonio, t ghet d amigh fide chit posn der una man?

ANTONIO. M s ci sarebbero...Giuseppe e Amedeo

GIULIA. Bene! Allora ascolta...(tutto bisbigliato allorecchio)...p t e i tuoi amici...intanto mio padre e gli ospiti... quanto al giornale...

ANTONIO. Una caccia al tesoro, che in c?

GIULIA. Non ti preoccupare vedrai che andr tutto liscio come lolio!

ANTONIO. Se per ogni tant con loli a s sles...oddio Amelia! E con questa s fegna ades?

GIULIA. Ih, me ne ero quasi scordata. Certo che con questa qui, non faresti fatica a dimostrare che sai ipnotizzare... a m gli occhi!!! Dai aiutami a portarla di l!

LUISA.(sbadigliando) eh...m che silenzi cagh. A per che gli animi si siano tranquilizzati...(lanta dellarmadio aperta)...guerda larmari l avvert, san efos m a tgnir in ourden in st c...(controscena con orologio a pendolo)...Zert che quesi quesi (entra nellarmadio poi torna ad uscire)... s un quelcdon um zeirca, amarcmand! Desdem!

Fine primo atto

2 atto

ACHILLE. .(entrando in scena seguito da oreste) Mah, al n brisa pussebil?

ORESTE. Dat na calmeda!

ACHILLE. Scurnein! Calmarmi? Et di ben t, ma ander agli elezion acs allarbozza senza saveir chi l lavversari!

ORESTE. Ai capi! Ma t da capir che il partito del popolo l unorganizzazion alla buna come dir, spontanea!

ACHILLE. Bouna o non bouna per i un tachen a gnir s per na brega...

ORESTE. S l veira! Per ien acs mel organiz che ian druv i noster manifest per fer la s campagna!

ACHILLE. Cosa...cosa... cusani druv?

ORESTE. An tl brisa det! Pensa a vin da m un sogt clum uffres un camion ed znt galin, in cambi ed znt manifest con la t faza e con scritto vota Gagliardi e m soia fat?

ACHILLE. Ta ghie d!

ORESTE. Sicuri ca gli h d ! Beli...grasi...tecc... da fer concorrenza a quelli del cav. Polastri. E p scusa, ai pins, cl tota pubblizit in pi. Scusa eh! Ma la zeint, la guerda el faz! E la t, a tal pos assicurer lan se scorda tant fazilment (e ride)

ACHILLE. S vresset dir con quest?

ORESTE.N set capi! A vleva sottolineer, che la t faza l acs oramai esposta. Agn una salgh oramai in gir per Zeint!

ACHILLE. Daccord, comunque lum brusa an saveir brisa chi l al mi avversari. In quant la mi faza cus sinfani p?

ORESTE. Moh s, st tranquel i la verniseran ed bianc e p ic scriveran souvra di s slogan. A tl det i nen brisa organiz!

ACHILLE. Beh! Edman a vreden. Eh boia, mah ed matna ai da fer al cumez aglong!

ORESTE. Moh v che cumbinazion! Anca lour i lhan organiz per aglong! Come t...!

ACHILLE. A s! Mo che blez veira? Cs genia una fres a testa? Mah a degh sbaioglet?

ORESTE. Achille... Achille... ai pins a incosa! Lour il tgniran in tl piazzetta e te invezzi ed surpreisa tal tgnir dalla fnestra, acs tot i saran custrett a guarder praria vers ed t, e lour invezzi i armagnaran l come di mamaloc!

ACHILLE. Ben ben.... speren. T per continua a indagher e zeirca ed saveir chi l al candid, acs quand a sar sendigh ag far cagher al zio... al far pentir di essersi opposto ad Achille Gagliardi!

ORESTE. S...s. quand et sar sendigh...et far tot quel chet vu, ma adesa calma, come dice il libro...calma!

ACHILLE. Ta gh rason! Ah proposit ! per la festa tutto a posto? Tutto procede secondo i piani?

ORESTE. Tot in orden com narloi! Gli ospiti... du oia lelenc... ah ecco... cav. Polastri e signora... il parroco ed san Pir, don Luigi, la cuntessa Fiorella Cozza de Mari

ACHILLE. T ciam anch quella?

ORESTE. Et capir! L una nobile

ACHILLE. S ! M nimbariagza !

ORESTE. Chiacchere ! diciamo che ci piace il vino !...

ACHILLE/ORESTE(insieme)l nimbariagza!

ORESTE. S, ma facultousa. L g una bela fabrica....

ACHILLE. Comunque al sr mi tgnirla luntan dal butteli ed vein. An vr cls fes ciaper la man e clum cumbines di maron!

ORESTE. V ben. Agdar nucceda m!

ACHILLE. Dnca! Et calcol che al gir ciclestic al pr avveir un pc ed riterd?

ORESTE. Tutto previsto. Lo Castro appostato! Appena al ved i curridur ai boc e ai porta ch!

ACHILLE. Ah....! A ved bele la faza ed zerton! Quand agh presenter i ospit! S tt a v ben at nominar vice sindaco!

ORESTE. Ma m a son bele vice sindaco!

ACHILLE. Uscente! Perci urcia! An fer di pastez! Ades a vag propria a ripaser al dascours per edman! Ai soquanti nuvit! (esce)

ORESTE. Eh, arcordet al leber... calma, un sorriso e niente alzare la vous! T red red semper...t red!!!

ACHILLE. Ch a forza ed surris a v finir cum gnir na paresi alla faza!

(Entrano in scena Gianni e Loris)

GIANNI. Signour Oreste, a sen ch!

LORIS. Ag scumet che non si aspettava di vederci cos presto. Surpreisa!

ORESTE. At dir chera quesi zert ed veddrov brisa prest. Aloura aviv fat quel c v urdn ?

GIANNI. Moh s anca m, avein zerch del person che avessero militato come partigian oh che i l pinsessen in cl manira...

LORIS. A gaven mess totta la ns. volont...

GIANNI. M a g mess totta la bouna volont perch t! Ta ti indurmint in tal furgunzen.

LORIS. Ma set... a un zert pont ai vest davanti a i ucc... com dla nebbia...

GIANNI. T la nebbia t gl in tal zervel...perennemente...

ORESTE. Basta, litigher...!! Aloura aviv cat quelchdon o no?

GIANNI. Una dna! Ed nom.....

LORIS.Consueto!

GIANNI. S buna sera! Consuelo!

ORESTE. Soccia ech nom stran. Cus un giv ed lia, a pert al nom?

GIANNI. Lha fat pert duna squedra dassalto partigiana. Una vera mangia tedesch!

ORESTE. Eh le altre persone?

LORIS. N, la magna soul i tedesch; gli altri li lascia stare!

ORESTE. Cusal det?

GIANNI. Loris?

LORIS. S Gianni!

GIANNI. Poscia saveir quanti volti ti casch dal scranon da cn?

LORIS. Una trintenna, perch al un poc dimpurtanza?

GIANNI. Noo! Soul per curiosit! Signour Oreste col scusa sal... ecco ne abbiamo rintracciato un altro cal sciama Gino Bevilacqua detto Gino al Bumbardir!!!

ORESTE. Al bumbardir??? Aviatore?

GIANNI. N ecco...lho la fat la guera a sentrel l...ma al g una piccola particolarit...

ORESTE. Eh ciov?

GIANNI. A volt ai spara s un poc grosi

ORESTE. A volte?

LORIS. M a degh spess...semper...

GIANNI. S...cio...per le brev eh!!!

LORIS. Ac cioca ed chel bomb... ed chel bel che latomica dIroshima a cunfront l gninta. Per quest i le ciamen il bombardiere

ORESTE. Eter ch avviatore; quest l un contabal. L un problema!

GIANNI. Ah no per quest an spreocup, a gh rimedi. Ogni volta cal taca a cunter dal bal, quelchdon ag deg fort...pronti...via...!

ORESTE. pronti...via eh l al sfeirma? Ma perch?

GIANNI.Perch as l cunt l. ...cumal det una reazione riflessa. La gh armeisa fen da la guera. (guardando Loris). Agn dimondi chi suffresen di questi residui riflessi!

ORESTE. Va ben, va ben ragaz, m a s che di riflesso per ades ai una gran confusion in tal zc! Andemo a mettrav al smoking, per servir in tevla, intant!

LORIS/GIANNI. Comandi! (Gianni estrae un fiasco di vino e st per dare un sorso)

ORESTE. Ah! Altol. A voi c sidi lozid stasera, dam sobit cl fiasc!

GIANNI. Mah, fora l freschen eh.....

ORESTE. Aloura vistesed ben. Adesa aria! (Gianni e Loris escono di casa e Oreste ripone il fiasco nellarmadio poi esce per la porta in fondo)

LUISA.(uscendo dallarmadio). El mai pussebil, can sposa ster tranquel gnanc ch denter? E moh ch! Porte aperte, gnanc chi gavessen al pardoz in c s! A per chi aven tot al fug sott al cul in st c...Ah proposit ed fugh... moh scurnen an star menga strinand al rag eh! (esce di scena andando in cucina)

GIULIA.(entra porta principale con dietro Antonio e 2 amici di lui, circospetta si guarda attorno) forza entrate e fate piano chin senten! Allora tutto pronto?

ANTONIO. S...s. tot a post e gninta in ourden, mah el propri al ches...?

GIULIA. Antonio anden dnca! Et vedr cal v tott les come loli!

ANTONIO. Ah, at present sti d mi amigh cai cgnus quand era via, Giuseppe e Amedeo.

GIULIA. Ciao, piacere!

AMEDEO. Piacere di conoscerti!!

GIUSEPPE. Come v?

GIULIA. Cos voi due siete dei giornalisti?

GIUSEPPE. Beh... proprio...proprio...scriviamo sul foglio la voce silenziosa delloperaio

GIULIA. Moh, che strano titolo (ad Antonio) sl silenziousa cum sfala a senter....

AMEDEO. Mai sentito parlare di questo giornale?

GIULIA. N mai sentito!

AMEDEO. un foglio molto letto...s insomma

ANTONIO. Ci siamo conosciuti quando ero via! Sai frequentavamo gli stessi ambienti..

GIUSEPPE. Senti Giulia cosa ne facciamo di questa roba?

GIULIA. Cusla? Ah scusa sai io ogni tanto parlo in dialetto, labitudine qui in casa, quando non si fanno comizi o si riceve gente di alto rango facciamo tutti cos!

ANTONIO. Vorresti dire che i miei amici non li consideri di alto rango?

GIULIA. Antonio non cominciamo con queste battaglie per la classe sociale...

GIUSEPPE. Senti Antonio, questa valigia pesa, cosa ne facciamo di tutta questa roba? Lasciamo perdere le guerre di classe e vai a prendere lattrezzeria!

GIULIA. Che attrezzeria?

ANTONIO. Moh s! La macchina fotografica il trepiede.....

GIULIA. Moh sorbla anche la macchina?

AMEDEO. S io mi diletto di fotografia; se lei volesse ho anche un mio piccolo studio, si potrebbe...

ANTONIO. Ah! Amedeo, guarda che ti ch per ferum un piaseir menga per fregherum lambrousa!

AMEDEO. Mo io dicevo in senso artistico mic...

GIUSEPPE. Piuttosto... Sappiamo tutti quello che facciamo? N dico, a cosa andiamo incontro?

ANTONIO. Dici degli effetti che pu avere questo scherzo sul padre di Giulia?

GIULIA. Non vi preoccupate una bella lezione gli far solo del bene!

AMEDEO. Oh se contenta lei? (esce)

GIUSEPPE. Questa dove la metto?

ANTONIO. L denter! (bigliettini in mano) dnca, questo qua per il cav. Polastri e lo metto qui, quest oh... per la contessa Cozza... qu... don LUIGI Paltrinieri.. al va ben ch!

GIULIA. Anch per l? Moh non un po fortino?

ANTONIO. Moh l al toc ed class! Asnacurzar gnanch!

GIULIA. Se sei sicuro t!

ANTONIO. E l fen al tsor ed pap! Al zug l fat, ag gnir un azident!

GIUSEPPE. Aspet...aspet...famel veder prema...(ride)

ANTONIO. L un caplavour, n veira?

GIUSEPPE. L dabon unopera darte!

ANTONIO. A voi propri veder la s faza! (nascondono la roba nellarmadio. Entra Erminia)

ERMINIA. Giulia...Giulia...oh...buongiorno

ANTONIO. Buongiorno signora...questi qui due, sono amici che abbiamo invitati alla festa di stasera!

ERMINIA. Moh che surpreisa, in savevet gninta t Giulia? (smarrita e confusa)

GIUSEPPE.Giuseppe Poletti, giornalista... reporter... eh... al suo di servizio (le bacia goffamente la mano)

ERMINIA. Oh...oh...lei ...giornalista?

AMEDEO.(rientra)Oh ecco ch,...(vede Erminia)...eccolo qua!

GIUSEPPE....Io sono il giornalista e questo ...ovviamente il fotografo per i servizi fotografici ovviamente...s dico se lavoriamo in coppia...o n?

AMEDEO. Amedeo Rinaldi...al...al suo servizio (le bacia la mano)...

ERMINIA. Anca l...volevo dire, mo sorbla che bello, anche un fotografo! Ma dem, come mai? Totta st zeint?

GIULIA. Ohi, vedett...mama...

ANTONIO. Data la circostanza...della serata...abbiamo pensato che era loccasione buona per avere anche la stampa...oh n? Abbiamo fatto male?

ERMINIA. Male??? Moh benissimo, ai fag murir toti dallinvidia chel bugaderi dal mia amighi! Ciap m s!!!

GIULIA. Zert mam, timmazinet, con tant ed foto...

ERMINIA ahhhh... (momento di panico) mah sa gh la stampa, avr da eser in ourden! Ah per una strega con st cav... Giulia vin ad aiuterom, am voi tirer in cazrola! A pi tardi carini! (esce)

GIUSEPPE/AMEDEO/ANTONIO. Buonasera (a m di spot pubblicitario)

GIULIA. Amarcmand eh!! M ala tegn impgneda e vueter sgomberare in foria.

ANTONIO. Non temere farfallina...

GIULIA. Ciao, dolcetto mio (gli manda un bacio)

ANTONIO. A presto...cocchina...patatina mia (le manda un bacio col soffio)

GIULIA: dio slum pies quand al f acs! (rimangono distanti a guardarsi)

AMEDEO. (guardandoli e cercando di imitare la scena). A m gn un arvoiament ed panza.

ANTONIO. Cus aviv da tor in gir? Naviv mai vest d chis volen ben?

GIUSEPPE. N, a rideven perch Amedeo al gev cal gaveva mel in tla panza e an saveva cum fer per ander in tal bagn.

ANTONIO. Vliv torm in prel? Al s c ridevi per prem, ma m a la Giulia agh voi ben dabon!!

GIUSEPPE/AMEDEO. Moh certo...patatone...

ANTONIO. Degh m un tai! aviv cap! Piutost el tot a post...per stasera al giochino?

GIUSEPPE. Moh certo...bel spumino....(e ride)

ANTONIO. Ai det abasta!

AMEDEO. Posi feret una domanda Antonio!

ANTONIO. Basta cl sep una dmanda seria!

AMEDEO. Quand fini tot st stroma come te la fai la patatina...buida o arost?

ANTONIO. Eh...eh...cum ti simpatich!

GIUSEPPE. N perch st larmesd dimondi agh ches cavegna fora un pur! (escono ridendo)

ORESTE.(suonano alla porta) Mai cag sep quelcdon cal v avrir la porta.

GIANNI. Signor vicesindaco cal scusa per il ritardo

ORESTE. Azident a cal ritardo!

LORIS. L che Gianni laveva pers la panzira e acs...

GIANNI. M ai pers la pazienza a ster con t...an s cum fag a soporteret!

ORESTE. Smitila moh, coi voster piagnistei e and in cusna a preparer al rinfresch...ed cursa!

GIANNI. Movet imbezl... sa ghet da guarderum con cl faza da ps bu?

LORIS: set c son stof di t sparazequel. M an son brisa imbzel, a son soul distrat, ecco!

GIANNI. Al set Loris cai pora che tav rason. Ien ste i t genitur ch sn distrat quand i tan vl!

LORIS: un can l trat mei!

GIANNI. S moh l quand ag degh quel al mov almanch l cova, t tan mov gninta ! Gnanch al zrvl

LORIS . perch m a son istintiv...ecco perch !

GIANNI. Senti Loris, ades ai cap perch quand is voln tr in gir, i disen c parn Stanlio e Olio!

LORIS. Perch t ti gras e me a son megher?

GIANNI va ben...lascm perder. (escono di scena utilizzando la porta che da in cucina)

ORESTE. Signora Luisa senta...signora Luisa....

LUISA. Sintn pur; cosa c...

ORESTE. (suonano il campanello). Il campanello!

LUISA. Erel per quest? Beh m a touren in cusna! Cai al rag cl sataca, al salut!

ORESTE. Roba da mat a m un per dinsugnerum, una c ed mat... (suona il campanello).. a vegn...a vegn...

ORESTE. (entra Consuelo) Buonasera, sono Oreste, Oreste Soriani, vice sindaco di Cento!

CONSUELO. Io n!

ORESTE. (imbarazzato). Bhe...certo perch di vicesindaco c n uno solo e sono io perci....

CONSUELO. Clum deg! Con tot sti lamp ed genio, s fal a temp pers, linventour?

ORESTE. Ah, ah, ah, ah! Che spiritousa. E lia, si dico se posso saperlo, cum sciamla?

CONSUELO. Ai cap sal vol dir! Al mi nom l Nella Benati, in arte Consuelo!

ORESTE. Consuelo?

CONSUELO. In cheren...os...e zanetti! D per la precision...ma grand acs. Consuelo...ovvero la pantera della Mesola.

ORESTE. Pantera?

CONSUELO. Lera al sopranom chi maveven d i mia compagni partigian. Perch quanderen denter in tal bosc m era semper s i alber e quand i paseven i tedesch m un buttev s ed lour cum a f la pantera s i ninen!

ORESTE. Una pantera che fa le imboscate ai maiali?

CONSUELO. Di s t, scirupen ct in bianc, cus in set t di gost del pantr? Eh... se a lour ag pis i ninn!

ORESTE. Beh, s se lo dice lei!

CONSUELO. Eh alloura ecco ts...se tia ignurant l mnga coulpa mia!

ORESTE. Beh...ecco io non vorrei...

LUISA. Boia dun mond leder... a glaveva det, cavevo al rag sol fugh, mo l n... al ma ciam ch a bambaner. Al staca a g det a cal zcom!

ORESTE. Al zcon a gal val dir, al far raport al sendigh per stel beli uffeis e....si vedr....

CONSUELO. T...moh tia t...la Luisa il Ghiro di Cento. Beh tancordet brisa ad m? A son la Nella Benati...

LUISA. Ehh...m s...m s, la Nella!

CONSUELO. Tarcordet ch temp...e la canzn... cum fevla...

Con in mano st mitraglia...

Io al crucco d battaglia...

LUISA.

Con in mano questo schioppo....

Scappa via se n ti accoppo........

LUISA/CONSUELO.

La mitraglia f cos......

Ta...ta...ta...ta...ta...

Ti inseguiamo notte e d...

S ti pigliamo, ti farm un....cos

ORESTE. Vcgnussiv?

CONSUELO. Com n, chi an cgnoseva la Luisa detta il ghiro. Lac ciucheva del runfed che i tedesch quand i sinteven starmour i cardeven cag foss dei mezzi cingolati! Beh s fet ch...in st c?

LUISA. A fag la cuga!

CONSUELO. La cug! Ah...ah...moh s quand eren in gura lonica cosa c sar salt fra da una galna e dal fugh lera dl pozza ed strn

ORESTE. Ecco sl per quest la n brisa cambieda!

LUISA. Sintel st ch!

CONSUELO. Chi? Leonardo da Vinci?

LUISA. Al m distrata acs ai brus tot al rag!

ORESTE. Mho lera per la zna ed stasera! Sagh cuntenia ades al sendigh!

CONSUELO. Ela n cosa acs grev?

ORESTE. Gravissima, un disastro un...

CONSUELO. Eh...adesa st m da veder cs fen. A vegn con t in cusna e a preparen un qualinen...

ORESTE. Ma non possibile...un ospite che si abbassi a cucinare indecente!

CONSUELO. Fat in l o et f la fen ed chi ninen...un bel limon in bca, una carota in tal cul...e via allo spiedo sl fugh!

ORESTE. Mi arrendo alla forza bruta. (escono) Eter ch partigiani, quelli ian pi leria ed do stregh! Al sr mei c tac a lavurer dabn!.

GIANNI. (rientrando in scena) Azident al papillon, un per cal strecca acs tant che al sangv al nariva alla testa.

LORIS. Gnanc a m!

GIANNI. Ads tan dag coulpa al farfallino. A t al sangv al nrriva brisa alla testa perch al srifiuta darriver fen less!

LORIS. Cussa vreset dir che m an gariv brisa a las dal pan?

GIANNI. Ma n, a gva acs per metafora

LORIS. Ahhhhh...cs vresset dir che m a son met-fora e met-denter?

GIANNI. N t tia tot fora! Guerda che metafora l come dire un esempio

LORIS. Ahhhhhh...a cred daveir pers al fil dal descours!

GIANNI. A zur, chera ble quesi cunvnt!

LORIS(suona il campanello) Agh vag m!

GIANNI. A m gn una goula sec a forza ed scorrer...(tira fuori una bottiglia di vino)

An vr chel vice sindaco un sequestres anch questa! Adesso Gianni trova un posticino dove nascondere il suo lambruschino! (si guarda attorno vede il vaso coi fiori finti)...per fortuna che climbambida dla Luisa an l brisa impin! A voi veder chi l trov....ti...(gesto con la mano).

LORIS. Gianni a gh Gino...Gino agh Gianni.

GINO. Avegna da continuer anch per dimondi? Moh sorbla ech bla c. Cumpliment. Lum per la residenza invernel dal m cher amigh Vittorio!

LORIS. Vittorio chi? Patela?

GINO. Mho no! Vittorio Emanuele. A sn st cumpagn ed banc agli elementer!

GIANNI. Sent Gino! A sen tot ble agit perci evita ed dir del bui!

LORIS. Eh cum andevel a scla?

GIANNI. Chi?

LORIS. Vittorio Emanuele, a son curious!

GIANNI. N t tia scemo, v ben Gino, guerda che con n angh brisa bisogn chet cont del bagian!

GINO. Guerda che m a geva da bn!

GIANNI. Ah.......aloura et vu propri c tal dga!

GINO. Csa!

GIANNI. Pronti...via!

GINO. Beh verament a neren propri cumpagn ed banc... diciamo che andavamo nella stessa scuola...n! ecco...andeven a scola in tal stes an!

GIANNI. Oh...ades ac sn! Amarcmand, apen et sent la fres...pronti via...cambia descours brisa lasr chit faghen del dmand ! et cap ben? Dobbiamo dare lidea di cultura. Dobbiamo convincerli che in st c, la cultura faccia parte dellarredamento!

LORIS. Ganniiiiii...

GIANNI. Dm Loris

LORIS. Cus in diresset ed metterne un poc in clangol l?

GIANNI. Ed cosa?

LORIS. Un poc ed cultura, set per arredare...

GINO. Mah l semper acs?

GIANNI. S vut mai, ognon al g l s crous! M ai la mia. Dnca aloura t cap, appena al descours cade t sparn on!

GINO. An preoccuperet lasa fr a Gino!

ACHILLE. Ah Loris e Gianni, bene benone eccovi qua!

GIANNI/LORIS. Signor sindaco!

LORIS. Le presentiamo Gino al noster amigh!

ACHILLE. Ah Gino! Ma chi?

GIANNI. Al bumbardir....il bombardiere!

ACHILLE. Il bomb...ah...il bombardiere! Moh bene benone... come v bomb...cio caro amico?

GINO. Bene, benissimo e lei?

ACHILLE. Moh, che lei e lei, degness dal t, in fond as cgussen da dimond

GINO. Chi n?

ACHILLE. Ohi...in guerra n (controscena col gomito) ah zuvnot st fingendo!

GINO. Beh...m, ahhh, scusi, cio scusa, an naveva brisa cap il sottointeso. Ma certo...che avventur caven pas insem!

ACHILLE. A marcmand, non si dimentichi, io e lei siamo stati due eroi di guerra vala bn?

GINO. S...s tranquel caro Achille al vdr,...

sei tranquillo sin dal mattino...

se al tuo fianco c il tuo Gino! Chpiesla?

ACHILLE. A m lum pr n bui, comunque...(campanello).Ien i ospit zertament! A marcmand professionel!

GIANNI/LORIS. Don Luigi Paltrinieri, parroco di S. Pietro!

LORIS. Di S. Pietro! (controscena con Gianni)

DON LUIGI. Buonasera a tutti. Pace e serenit. Sogn al prem?

GINO. Figuret! Per la pora darmagner senza quel l arriv in antezip!

ACHILLE. Don Luigi, quale onore! Chal permetta, le presento un caro vecchio amico, abbiamo combattuto assieme....

DON LUIGI. Davvero?

GINO. Davvero? Ah...ah... Eh si eravamo sulle Alpi. Cal pensa che abbiamo tenuto bloccati due reggimenti di tedeschi m e Achille, nueter du soul d per n! M e l...s!

DON LUIGI. Vueter du...due reggimenti?

ACHILLE. Pronti via!

GINO. Ecco...due reggimenti...i eren on e mezz...erano anche male armati...senza scherp, tot svist le st abbastanza fazil, gn moh acs!

ACHILLE. Moh, perch non andiamo di l a bever n cuslen?

DON LUIGI. Ecco, un guzten al bv vluntira. A f un frescot fora, a pinseva a chi curridur dal gir..

ACHILLE. Al gir...il giro, l veira me ne scordavo!

DON LUIGI. Cus veira?

ACHILLE. Don Luigi, lava paznzia e al vedr!!

DON LUIGI. Andn dnca chal dega, al l s cha son curious come n bendla!

ACHILLE. Al capir! L n surpreisa. Non vorrei scoprire le carte prima del gioco !

DON LUIGI. Qundl acs, an vi saver gninta. Iun piesen tant l surpreis!

ERMINIA. Don Luigi, quale onore!

DON LUIGI. Per m sempre un piacere

ERMINIA. Conoscete mia figlia Giulia vero?

GINO. Julia! Un nome leggendario, pieno di eroismo. Ho combattuto insieme alla brigata Julia, per ben due anni. Mai, dico mai, perso una battaglia!

DON LUIGI. L l combat con la brigata Julia?

GINO. Moh certo! M era semper la prem, l davanti. A spareva acs in fria c pareva n mitraglia; ai cpeva tt m. Quand i ariveven qu dla seconda fila lera ble tt fin!

DON LUIGI. Dabn?

ACHILLE. Pronti via!

GINO. S a degh dabn...certo. Bisogna precisare, che n incuntreven pc nemigh, solla str. D al masn tri! (guardando Achille, per consenso) val bn?

DON LUIGI. Mi compiaccio signor Gagliardi, la s c frequentata da autentici eroi di guerra. Questo le f onore.

ACHILLE. Capir monsignore, un autentico patriota come m!

DON LUIGI. Ah, al s, al s, beh e st guzzet?

ACHILLE. Eh moh l veira. Erminia, fmu al piaser, compagna Don Luigi al buffet e uffressegh quel da bevr!

ERMINIA. Beh, mo certo venghi monsignore!

DON LUIGI. Compermesso sul un mument!

ACHILLE(a Gino): M a capess che per l l diffezil controller quel cal dis, per sorbla ai spara grosi!

GINO. Beh al capir, ogni tant una bla bomba, lan f menga ml!

ACHILLE. na ogni tant? Moh brisa un burbardament! Eh p ad un prit!!...

GINO. S mo Don Luigi, aninsporta del pachi. Al g la gssa dura! Magari doppo a un confss!!

ACHILLE. (campanello) S stv l a bambaner! Csa lasegna i ospit fra ed c; and a vrir dnca!!

GIANNI. La esima signora contezza Cozza!!

LORIS. Al vleva dir contessa (ride)

ACHILLE. Ih...ih..ben...ben...la contessa. Giulia...i t amigh?

GIULIA. Calma babbo, a momenti saranno qui!

ACHILLE. Spern ch ariven premm dl surpreisa magari!!

COZZA. Mio Dio! Che bl sito! Lei il signor...signor...?

ACHILLE. Gagliardi...si ricorda

COZZA. Rammento, Gagliardi...della cantina Gagliardi vini sopprafini...

ACHILLE. N clum scusa; ai una cantna ma l priveda...mi chiami pure Achille!

COZZA. Oh, bene Achille, bene...lei mi chiami pure signora contessa, che va bene!

ACHILLE. Se lia lascuntenta!

GINO. Lei contessa?

ACHILLE. Moh che domande, ansved! Dai cav ai pa!

GINO. In questo caso, piacere Gino Bevilacqua, in arte il marchese del prillo

ACHILLE. Del Grillo!

GINO. Che grillo

ACHILLE. N dico il marchese del Grillo non del Prillo

COZZA. Ma se lui dice che del Prillo, lo lasci dire!

GINO. Aloura quello del grillo un altro. Io sono detto del prillo perch ballo la mazurka can gh di eter chi le blen acs!

COZZA. Cos, lei balla la mazurka?

GINO. Se la s ballare, ag fg fr tnt ed chi prl e pirot, che na trottola l gninta a confront!

ACHILLE. ...In italiano...in...italiano...

COZZA. Sono tentata, tanto che non ballo che quasi quasi..

ACHILLE. Pronti, via!

GINO. Um... adesso che ci penso, non il caso, cuntessa! Vede il pavimento... lo vede...

COZZA. Certo che lo vede, non sono mica orba!!

GINO. Ecco...appunto...vede il pavimento non adatto...vede? (acenna a scivolare)...si sguilla!

COZZA. Moh! A m non sembra

GINO. Se ci pare a lei ma...

ACHILLE. Signora contessa il signor Gino, voleva dirci...

GINO. ...si sguilla!

ACHILLE. Appunto...per lappunto, perch non vi accomodate al bar a bere una qualcosina?

COZZA. Oddio, eh gi, perch no? Me ne ero squasi dimenticata!!

GINO. Hoia da gnir anca m?

ACHILLE. In italiano...in italiano

GINO. Ci debbo venirci anche io?

COZZA. Direi ch duopo!!

GINO. Beh aloura m a vegn dop...

COZZA. Ma no che ha capito, dicevo non vedo perch no, sempre che a lei piaccia bere un goccetto!

GINO. Chi a m? Signora a m mi chiamavano Gino la spugna. A bveva ed tot! Una volta ho bevuto una bottiglia di fernet...al tt dun fi!

COZZA. Ma n!

GINO. Moh s!

ACHILLE. Pronti via!

GINO. Beh! Era da mezzo litro, poi il vetro era cos grosso...che...

COZZA. Beh, allora cosa aspettiamo per st goccetto??

GIULIA. Eccoli pap, credo di aver sentito la voce di Antonio

ANTONIO. Fatemi passare!

GIANNI. No! Lei non passa! Non invitato!

ANTONIO. Come non sono invitato? Ma lo s chi sono io?

GIANNI. Ohi! Fn chan ml dis anal s menga eh!!

ANTONIO. Sono il principe di Galles! E questi sono i miei ministri!

LORIS. Il Principe di Galles e tutta la sua corte!

GIANNI. Imbzl! At per cl sppa al principe di Galles?

LORIS. dir la verite ai av di dobbi, han g brisa al vist!!

GIANNI. S vt dir?

LORIS. A m lum per ed vigogna al vist!!

GIANNI. Basta m anin ps pi!!

ACHILLE. Calma, calma...un vliv arviner? Antonio prego, che si accomodi; con vueter fen i cont dp!! Caro Antonio come va?

ANTONIO. Adesso bene, mi dispiace per lincidente...ah dimenticavo i miei due amici... Giuseppe Bosi...cronista..

GIUSEPPE. Piacere mio signor sindaco!

ANTONIO. E...Amedeo Rinaldi...fotografo...

ACHILLE. Moh quale onore avervi qui in mezzo a noi!

GIUSEPPE. Sar un po nervoso

ACHILLE. Oh bl, perch?

AMEDEO. Abbiamo saputo che avr degli ospiti, a dir poco eccezzionali...

ACHILLE. Ah...lo ha saputo?

ANTONIO. Ma s...certo...gli ho detto io...capir...due giornalisti!!!

ACHILLE. Bmmo certo, ha fatto bene...benone... Eh per quale foglio lavorate?

AMEDEO. Noi? Ah...s...per la voce dellop...

GIUSEPPE. (gli allunga un calcione)... per la voce dellopulenza, come ben lei capir, aristocratico dal nome...

ACHILLE. Oh...beh...se per questo, stasera siete capitati nel luogo adatto, signorilit e classe, contraddistinguono la casa...s insomma...dico...e che la frequenta!!

ACHILLE. Mi scusate nevero! Intanto lei ci scatti qualche foto, si dico nel scalmentre io ci faccio gli onri di casa!

ANTONIO. Che vada...vada...

GIUSEPPE. Amedeo! Bazzurln...a momenti tarvinev incossa! Sta ben attenti quand ed scor!

AMEDEO. S vut cum maza? Al m scap!!

ANTONIO. V ben l inotil taraghigner... non perdismo la calma...signori!!!

GIUSEPPE. Et vedr che da luned il signor sindaco il ciamaran te e basta l!!

GIANNI. Il signor cavalier Edmondo Polastri e sua signora appresso!

ACHILLE. Cavalir, quale onore...signora!

MARGOT. Bonsoire! Pronuncia Bonsu

EDMONDO. Achille l semper un piacere trovarsi nella sua casa.

ACHILLE. L l troppo buono cavaliere!

EDMONDO. Mo ch cavaliere e cavaliere dEget! M a sn imbarazzato quand ium ciamen acs. Perch seconda m un cavaliere l on cal v a caval e m ag son mai and in vetta mia!! (ride sguaiatamente)

MARGOT. Rida...cal red... una battuta!

ACHILLE. Eh? Ah...bona questa. Che simpatich. Bhe del resto, essendo lei proprietario di un allevamento di galline e maiali an l ps mnga ciamer signor galliniere oh ninazziere! Ah....ah (ride sguaiatamente)

EDMONDO. (freddo senza ridere) Galliniere?...Ninazziere?

ACHILLE. S a degh...cio...mo s...l una battuda.

MARGOT. Non ci f mica ridere s! A mio marito ci piacciono solo le sue di battute; e se qualcuno f lo spiritoso a lui non ci piace mic s?

ACHILLE. Che mi scusi signora! Grazie comunque del suggerimento!

EDMONDO. E mia nipote? Dove ? Eh? In dove ?

ACHILLE ah...chi?

EDMONDO. Ohi! Amelia, la mia piccola Amelia, la s segretaria!

ACHILLE. Ah...eh s...che sbadato...moh ecco non saprei...cio...era qui...ah...ultimament non si sentiva troppo bene...eh...

EDMONDO. Stla poc ben? Qualcosa di serio?

ACHILLE. No! No! Un pc ed fiaca...sonnolenza. ecco...st zuven i ghan semper sn! Acs ci ho dato a lei un po di riposo

EDMONDO. Bene...eh...in dov?

ACHILLE. Beh...la sar ch a momenti... (entrano antonio giuseppe amedeo)... Vorrei aprofittare per presentarvi alcuni amici...Antonio il gallin....il signor Polastri

ANTONIO. Molto piacere...abbiamo sentito molto parlare di lei...

EDMONDO. speren bn...ah...ah... e lei mi scusi...

ANTONIO. Antonio Testoni, s sono tornato a Cento da poco...

MARGOT. Porquoi...era stato via? (pronunciare come scritto)

ANTONIO. S per motivi politici io e la mia famiglia, siamo stati per molto tempo in Svizzera!

MARGOT. In Svizzera: ma ch combinazione anchio sono svizzera!

ANTONIO. Bmmo no! (fra s agh mancheva anch questa!) S che lo avevo intuito dal suo accento, della zona francofona!

MARGOT. Eh...beh...s con questa umidit sono un po...afona...

ANTONIO. Ah... s...beh...io dicevo del cantone di Ginevra...

ACHILLE...le presento i signori Rinaldi e Bosi...due cronisti di un giornale famosissimo!

EDMONDO. Corpo di bacco! Anch la stampa agh stasra? Bravo...moh bravo il signor sindaco!

ACHILLE. Al capir, averla come ospite donore, richiedeva come menm la stampa...

ANTONIO. Perch non facciamo una bella foto tuttinsieme.

AMEDEO. Ecco...mettetevi li avsino allarmri!

ACHILLE. Cos??

AMEDEO. N! L pi in l...un bel sorriso...oppal...la foto ....

LORIS. Signor sindaco...signor sindaco... (rimane abbagliato dal flash e rovescia un vassio di bicchieri addosso a Edmondo).

AMEDEO....Fatta!!! Ecco!

EDMONDO. Santantoni benedet!

LORIS. Osci che imbarbagliamento!

AMEDEO. stato il flash!

LORIS. N l st cum son inscapuz!

GIUSEPPE. Un bel fuori programma, tipo le comiche

EDMONDO. La m giaca.

ACHILLE. Moh che disaster!

EDMONDO. Non... non...si preoccupi....

MARGOT. Mon diu...non si preoccupi, sono cose che possono succedere... (pronunciare come scritto)

ACHILLE. Sono confuso...ma non potevo...pensare...che un bazzurlone come questo (alludendo a Loris)

LORIS. Moh socca ech pzigour ai ucc!

ACHILLE. Brot...can...dun stopid, un vut spiegher set bambn, s curevet a pareva dgaves al pever in tal cl...?

LORIS. Volevo dircelo!

ACHILLE. Cosa??

LORIS. Ohi! Che stanno per arrivare!

ACHILLE. Moh chi? Spieghet! Per lamour dal zil! Completa la fres. Soggetto...predicato, complementi!

LORIS. Mah, m an fag brisa di cumpliment! Comunque la ciam al marescial Lo Castro che al gir l dria arriver!

ACHILLE. Moh...bene...benone...d a tt ed gnir in solri!

LORIS. A vag!

ACHILLE. Scusate linconveniente, mah ho una bella notizia, stanno per giungendo gli ospiti straordinari!

MARGOT. Oh parbleau! Mah chi st per sopraggiungere? (pronuncia parbl)

ACHILLE. Eh qui che ti voglio, una sorpresa. pronto il fotografo?

AMEDEO. Prontessum!

COZZA. Beh, cosa succede, un allarme...un incidente, un qualcosa di straordinario? N dico non avranno mica ricominciato i bombardamenti?

GINO. Mi ricordo di un bombardamento che ha f in tal 41...

ACHILLE. Pronti, via!

GINO. Ai cap, taccio e non favello!

ERMINIA. Sono arrivati... sono arrivati? Dove sono eh? In d eni?

GIULIA. Speriamo pure!

ANTONIO. Calma, tutto procede secondo i piani!

DON LUIGI. Eh, la surpreisa quella c gevi? Induela eh? Induela?

ORESTE. Debbo annunciarvi...che...!

ACHILLE. No, no a tcca a m set permet!

Prego un attimo dattenzione! Come saprete,domani si terranno le elezioni ed io e la mia gentile consorte, consapevoli della importanza di cotale occasione, ci abbiamo avuto il piacere di ospitarvi qui da noi questa serata per significarvi la nostra amicizia ed il piacere di avere ospiti si tanto significativi ed eccellenti che rappresentano la nostra cittadina di Cento, nel mondo dico, economico come il cavalier Polastri e signora, per non parlare di esponenti religiosi come monsignor Luigi Paltrinieri, la stessa contessa Cozza De Mari, ed in pi esponenti della stampa ed uomini che lasciatelo dire, hanno combattuto, con disprezzo del pericolo per dare un destino pi migliore alla nostra bella Cento ed alla nostra bella Italia. (applausogenerale) In questa bella sala in cui ci ho lonore di ospitare in mobile antico di cotanta importanza come larmadio appartenuto a Mameli, uno dei padri della nostra Italia unita, in questa nostra bella sala dico, fra poco ci avr lonore di ospitare due dei pi importanti esponenti dello sport nazionale! Nemici sulla strada ma amici nella vita, rivali sulla bicicletta, ma uniti nel nome dello sport ed esempio di come si dovrebbe fare politica oggi, per il bene comune e del comune di Cento dico... bene...ecco...dicevo...sono riuscito ad averli qui stasera...ed ho il piacere...

ORESTE. Achille...Achille...feirmt!

ACHILLE. S zuzd, tam interromp in tal bl mz dlannonzi!

ORESTE. Al marescial...Lo Castro...

ACHILLE. Ai cap e aloura, era dria a concluder in apoteosi al ma descours...

ORESTE. Mah, Lo Castro...

ACHILLE. Finsla oh at retroced a fer al bidl al scol elementeri!

Signori scusate...mah ho il piacere di annunciare larrivo qui a Cento di Coppi e Bartali!!!

TUTTI. Eh...oh...oh...per!

Lo Castro entra seguito da Micheloni entrambi investiti da un flash

EDMONDO. M che storia la questa? Cusela una tlta in gir?

ACHILLE. (che non si ancora accorto in quanto ancora voltato) Lo s...lo s non ci pare vero a lor signori eh...eh?

MARGOT. L incredible! (l anchreedible)

DON LUIGI.Mah...m an capess!

ERMINIA. A sent cai un smalven!

COZZA. Qul di d l Coppi?

GINO. Beh,m a pens cal seppa al pi mgher!

BEOZIO. Ostreg , quanta gente!

ACHILLE. (si volta e vede beozio) Ahh...e l chi l?...ma lui chi ?

BEOZIO. Beozio Michelon...ciclista per servirla...sior!

ACHILLE. Beh...cumla cl che l?...cio, al nar minga da eser l ch!

BEOZIO. Al m d non saverio anc m! Il m ganno ciap e portato ch mah gh giuro che m non ho fatto gniente!

ACHILLE: (arrabbiato) Marescial! Mah spl saver cs zzd?

LO CASTRO. Io ligio agli ordini. I primi due che arrivano portarli immediatamente a casa del signor sindaco!!

ACHILLE. A prt ch quest l on, p m aspteva Coppi e Bartali e brisa... cum sciamel?...Bighellon!!

ORESTE. Michelon... al sciama michelon... Adesa at spiegh Achille. Sicom i han modifich al gir, la tapa claveva da paser a Zeint i lhan fata paser da Bundn!

ACHILLE. E acs che per Zein la tapa lan psa pi? Ela acs?

ORESTE. S!

ACHILLE. E stuchech sa fl ch a Zeint?

ORESTE. Vdet, Michelon ch sicom lera in riterd sol grop duna cipa dour...

ACHILLE. Moh sorbla a cl riterd!

ORESTE. Bhe insomma per ferla curta, essendo attardato lha brisa vest i carta indicatur chiaveven mess i organizzadur e lha tir drt per Zeint! Chiaro?

ACHILLE. Chiaro un azzident! Mah, a voi dir...ch...Lo Castro snel brisa accort...s insomma nhal brisa cap chi neren brisa lour d i corridur?

LO CASTRO. Io quando sono in servizio prima il dovere...poi penso... mi f riferito di portare il primo...

ORESTE. S ai cap, ma mnga al prm basta ech sia!

ACHILLE. M un per dinsugnerom, sent Oreste, m av a finir che al maresciallo Lo Castro...al caster dbon!

ORESTE. Anden Achille, zrchem adesa di immacarunerla...se n davanti ai ospit...

ACHILLE. (con faccia da ebete)...Calma...calma... ades m a surd...s a la ti con filosofia...signori questo il primo scherzetto...

DON LUIGI. Che scherzt l?

EDMONDO. Perch navegna gnanch fin co scherz?

ACHILLE. N la sorte che ha voluto che luomo, il piccolo uomo della strada abbia battuto i giganti, i giganti del ciclismo, lodierno Davide che batte Golia

BEOZIO. N guardi mi son Michelon...e basta! Davide e Golia, nn sn gnianc compagni d squadra!

ACHILLE. Ma un paragone...un uomo comune nel comune di Cento...come domani il vostro sindaco, sar luomo comune che ancora una volta guider il comune di Cento, verso sempre pi fulgidi traguardi!

Tutti applaudono

ORESTE. Achille t grand, tal armasdda ben!

EDMONDO. Quesi...quesi l batd ieren mei ed quelli c dgh m!

MARGOT. Un discorso tres bon! (pronuncia trre bon)

ACHILLE. Grazie cavalir, grazie a tt

EDMONDO. M che cavalir e cavalir, ciamm Edmondo e basta!

ACHILLE. Grazie Edmondo!

ERMINIA. Dio sti st grand quand t det che Davide anca l lera in cmn e che Golia lera al s concorrent!

ACHILLE. Vrament Erminia lera tot unetra storia, moh f listess, limpurtant l chi aven cap lour! Intant tca m a panr ed l c tachen a zner!

ERMINIA. Ihh tagh rason, a vag a der una mosa alla Luisa prma clha sindurmenta !

GIULIA. (ad Antonio) Non ci voleva questo punto a s favour!

ANTONIO. An gh da preoccuperes!

GIUSEPPE. Lassen che al pavn al fga la roda, p et vedr! (ad Amedeo) t cuntenua a fotografer!

AMEDEO. Al guai l chan n quesi pi fotograf.

GIUSEPPE. Beh listss! T imbarbaii con al flash e f fenta ed fotografer

AMEDEO. Daccord a far acs!

EDMONDO. (rivolgendosi a Beozio) E cos lei arrivato primo? Moh bravo. S io ci ho da proporli un affare. Avendo io un noto allevamento di polli e maiali, s a degh ci offrirei di fare pubblicit ai miei prodotti, sin disel? Cosa ne pensa?

BEOZIO. Osta! Anca m g un pollaio in tel padovan

MARGOT. Magnifique, cosa ne pensa Mechelon? (mescelon)

BEOZIO. L un idea dbon! l mal d tutto l che m alle mie galline gh son affesion. Non le mangerei mai!

EDMONDO. Non vorr mica dirci a noi che lei si affeziona ai polli.

BEOZIO. Sissignor! G d un nome a ciascun e g fatto un pollarto per ognun! E cos ostrega...gh stanno pi comodi! Ato cap la furbisia?

EDMONDO. Genil...geniale, et cap Margot? Per ogni pulaster un monolochel! Davira inovativ!

ORESTE. Achille...achille... ai pora che Beozio, la cum sciamel...Michelon, al taca a romper i scatln e che la serata l tac a insgumbieres!

ACHILLE. Tagh rason! Bisogna correre ai ripari. Signori siete tutti pregati di...

ERMINIA. pronta la cena

ACHILLE. Ech cl...Luisa vt spiegeher ai signori che cosa ci hai preparato di buono?

LUISA. Beh...gninta ed particoler. Ch la mia amiga Consuelo lha ma d unidea ed quand insem a collaboreven con i partigian!

GINO. Anc m modestament, quand ai fat la guera in Abissinia .......

ORESTE. Pronti via!

BEOZIO inforca la bici e pedalando esce di casa e comincia a girare confuso tra le quinte e la piazza in cerca della direzione giusta

DON LUIGI. Mah, Michelon s fal?

ORESTE. N che lui, quando sente quella parola, ha un riflesso condizionato e dopo un incidente che ebbe al pronti via crede di dover andare in fuga!

ACHILLE. Fra pc la fuga a la fag m!

ERMINIA. Ecco al s piat Don Luigi

DON LUIGI. Eh...moh che blza. Ech bel colour e che bn udur! Cusela una spezialit?

CONSUELO. Una ricetta che avn impar in guera

ERMINIA. Eh che cosa cucinavate di buono?

CONSUELO. Tt quel c truveven in gir, in tal bosch...

LUISA. D lumbris, dl lumegh, d rosp... soi m... cose varie

MARGOT. Merd!

DON LUIGI. Beh...m ecco ed sra ai da str alzir...

ACHILLE. Azident! Questa l larvnna dincos

ORESTE. Propria acs, agh vr una soluzion!

ACHILLE. Beh trovla e in fria!

ORESTE. t f prest t a dir; cs sogna un megh?

ACHILLE. Osci buna! Signore e signori ci da fare una sorpresa

EDMONDO. (a Margot)Stasera l tt ona!

ACHILLE. Il qui presente signor Antonio un mago!!

DON LUIGI. Moh dabn? L l un mago? Eh moh che blezza!

ANTONIO. Chi m??

ERMINIA. S andn chan fag al scioc. Non faccia il timidone! Ci facci vedere qualche trucco dei suoi!

ANTONIO. Mah verament acs s d pia? Han savr cs fer!

ERMINIA. Moh s...ci facci...la lievitazione

ANTONIO. Clum credda, sgnora non il caso!

GIULIA. Al g rason mma, forse troppo pericoloso, come esperimento! Forse meglio ipnotizzare qualche duno? Sin dit Antonio eh?

ANTONIO. Cat oih! Al srv me!

GIULIA. Adesso ti rpocuro io unassistente adatta! La sgnurnna Amelia, per esempi. Sin dit? (la chiama)...

AMELIA entra stravolta

EDMONDO. V la m anvuda! Cara Amelia cum stt?

AMELIA. Benessom zio! Grazie. Cosa ho da fare?

ANTONIO. Signorina amelia, una cosa semplice semplice. Ora mi fissi nelle balotte degli occhi, e quando pronuncier la formula magica lei si indormenter per un po. Chiedo ai signori presenti comunque di tapparsi le orecchie!

DON LUIGI. Ohi bla e perch? S sintegna dop?

MATGOT. Parbleau! (pronunciare parbl) Mah a quale scopo, han caps?

GIULIA. Han s mai! No dicevo, nel caso la formula funzioni, non si vorrebbe che anche noi rimanessimo...come dire...

GIUSEPPE. Imbazzurliti! Cio a vleva dir in trance!

COZZA. Siamo proprio dimondi curiosi ed vder cum la v a finir!

ANTONIO. Anca m...dicevo anchio siccome la eseguo, sono curioso molto di vedere il risultato.

Tutti si tappano le orecchie

ANTONIO. (fissa amelia e gesticola da mago) ...chi non vota Gagliardi non f lamore...ma sua moglie s!

AMELIA. (sviene)...Ahhh..!

TUTTI. (sorpresi)...oh..oh...

MARGOT. Incredible! (anchreedible)

ANTONIO. Et voila! Aviv vest ?

DON LUIGI.Moh bravo, senzazionel, han cred brisa ai mi ucc !

MARGOT. Mah, e la povr Amelia?

ANTONIO. Oh...beh, nulla di preoccupante fra poco si riprender come prima

COZZA si accorge che dentro il vaso dei fiori finti c del vino e ne beve un sorso

GIANNI(mentre rientra dalla porta si accorge che la cozza beve dal vaso) Azzident al m vn!

COZZA. Orp se buono!.... (ne beve unaltro sorso) Ai un fugh denter clum brusa, sorbla slum brusa! (cerca di abbracciare Edmondo)

MARGOT. A me mi pare un po ubriaca!

EDMONDO. A m lum per dimondi imbarieg!

ACHILLE. A m lum per c seppa mei c la luga ch denter! Mi scuso ans cosa ci abbia preso!

ERMINIA. (ad achille) Dio la nostra festa!

ACHILLE. Dio gli elezion!

COZZA. entra nellarmadio ed esce con un fiasco

ACHILLE(nota il fiasco che ha in mano e dice rivolto ad Oreste) ...Basta clhan bevv anch!

ORESTE. Troppo tardi!

COZZA vede Beozio rientrato sempre in bicicletta in casa e lo insegue

BEOZIO. Che coss voll da m?

COZZA. A voi gnir in bizicletta con t a fr n bela cursa...s e z...per i rzen ed rn!!

BEOZIO. Mah gh sn sl di matti in st c ch...signora l si calmi che son spomp per la tappa...

COZZA. Ades agh pens m a feret fer al gir dItalia...

DON LUIGI. Moh sorbla lhan per indemonieda dbon! Ch gnanch con una benedizion speciel, angh vtta ed fermerla! Agh vr unintervento divino!

ORESTE. Per lamour dal zl. Qulla di-vino, agn bel trop in tal stomegh!

EDMONDO. M hal saveva, chan naveva brisa da gnir in st c ch che figura...che figura...

ACHILLE. Sgnr cavalir...tutto bene?

EDMONDO. Tutto bene unazident cat ciap! Moh cs diran i giurnalesti e la Zent edman soi giurnel? Anch nimbariega in c s!

ORESTE. La prego si calmi!

EDMONDO. Calmarmi un coren! M e m muir, messi in ridecel acs!

ACHILLE. Oreste l un disaster strlga quel... f quello!

ORESTE. Moh s vt c faga?

ACHILLE. F qullo...oh..et sar il primo vicesindaco a esser licenzi in tronc premma desser rielet!

ORESTE. Ah...prover! V pur l chaven invi un bl muln gazn...v pur la! (esce)

ACHILLE/ERMINIA. Cavalir a sn desol...

ERMINIA. A vleven sol divertirla, l e s muier...vedl lera tot un scherz organiz. Al ciclesta...la partigiana...la contessa...tt attur...pagh per movimenter...diciamo cos la festa....

EDMONDO. Zrt che dal muviment agn st dimondi...anch trop per i m gost!

MARGOT. Certament, (sertamonnt) che se per fer divertir la zint, a s da fer un casn cumpagn...pardon...n cunfusion cumpagna

DON LUIGI. Ah...par quest dlarmesd agn st as !

EDMONDO. Insomma alour lera tot un scherz per feres divertir ?

ANTONIO. Moh s. Chal simmazin chaveven prepare la caccia al tesoro!

ACHILLE. Moh s, guard, anch s ades, animporta pi...

DON LUIGI. N n, adesa a vlen veder listes...

EDMONDO. M s tant per reder...

ANTONIO. Questa era per Don Luigi!

DON LUIGI. Per m, eh cuserla?

ANTONIO estrae da un fagotto un colbacco

EDMONDO. Che idea originel! (ride)

DON LUIGI. Um stl ben?

ACHILLE uh...uh...che reder...un prit con al colbac!!

ANTONIO. Eh quest l per l cavalir...

DON LUIGI. Chal l vrra...

ACHILLE. Cusel?

EDMONDO. Un ninen ed zez...

ANTONIO. E questo per il signor sindaco

DON LUIGI. Cal faga veder!

ACHILLE. Anch per m...mah cusla st storia (una bandiera con stampate bottiglie di vino ecc. ecc.)

DON LUIGI. Una strana bandiera!!! Ch bel

ANTONIO. Ecco...ecco...una bella foto...cos

AMEDEO. Ecco...ecco... che immortalen lavveniment

ORESTE. A sn ch Achille

ACHILLE. Oreste...vin...vin a vedder e red anca t...

ORESTE. Moh cs szed?

ACHILLE. Tt a s mes a post...veir Edmondo...veir Don Luigi...?

ORESTE. Alour a ps deregh al zesten? Moh, spiegheg bn che quest l brisa un scherz!

ACHILLE. Edmondo ai un regal da feret..

EDMONDO. Un eter scherz...mah vueter un vl fer sciuper dal reder!

ORESTE. Achille... degh ben che quest l veira, brisa un scherz...

ACHILLE. Cavalir...m avr deregh, quest pur savand che l al n brisa ed bisogn...

EDMONDO. (lo apre)...Vden m!

DON LUIGI. A sn curious!

EDMONDO. N galena?

ACHILLE. Un camios ed glin!

EDMONDO. Un camios??

ACHILLE. Eh agh regal anch al camios!

DON LUIGI. Moh sorbla ech regal!

EDMONDO. (rimane perplesso poi lancia un urlo)...Eh quest an sar brisa un scherz...(porge il pollo a margot)

MARGOT. Parbleu!! (pronunciare parbl)

ACHILLE. Bla eh...da fer invedia ai s pulaster!

EDMONDO. Zertament! E clum degga al camios ed ch culour el?

ORESTE. Bl...praticament nv!

GIUSEPPE. (ad Antonio) S zzd?

ANTONIO. Boh! T scriv!!

EDMONDO. Acs l al vl fer al saraf con m veira!

ACHILLE. An capess...Edmondo...

EDMONDO. Edmondo un per ed sunai! Acs l premma al rba...e p al regala!

ACHILLE. Moh cs scopa la bla

EDMONDO. La bla l csar sciupeda a l sgnour sendigh, chel galn ien mia!

ACHILLE. S! Ma vlegna scherzer ah gv da bon?

ERMINA. Achille cuset cumbin, cusel st putiferi?

EDMONDO. Stl galin i ghan il marchio di fabbrica sol cul, guard moh ch!

ACHILLE. Moh l impussebil

EDMONDO. Eh propi 5 d f al camios l spar dal mia capann!

ACHILLE. Clum cred Edmondo m...ascoulta...moh in d let tlt cal camios?

ORESTE. Ohi...antl dt, as l d on di t nemigh puletich, in camb ed soquant manifest con la t fza !

ACHILLE. E t, t t lase fregher acs cm un pipin! Tarcordet almanc la fza ed quel chal t ft st bela proposta?

ORESTE. Ohi...agl ch stampeda davanti ai ucc...l l al marpin! (indica Giuseppe)

GIUSEPPE. Moh, m sag scipa la bla! una infamia, m anghenter gninta!!

ACHILLE. T brt sgaman, con lingn t tia intrufol in c mia. T tia una spia pultica! Agh scumet!

EDMONDO. Feirom!! Chan creda ed caversla acs darpiat! Accusand un pover giurnalesta clha fat al s dveir?

ACHILLE. Un pover giurnalesta, di mi...coon! quest l un facioni, eter ch...

EDMONDO. Silenzio!!! giunta la resa dei conti!

ANTONIO. (ad Amedeo).... Fotografa...fotografa... che ades a vn al bl ed tt lat!

LORIS(entra con una torta in mano)...Ohia d servir al doulz?

EDMONDO. Savv, a fer al furbn angh sant ech tgna...s guadagna soul del pc in tl ghgna! (prende la torta dalle mani di Loris e la spiaccica in faccia ad Achille)

Fine 2 atto

3 atto

La scena si apre con la piazza illuminata, la banda intona un brano, un gruppo di persone chiacchera. C in un angolo un palchetto da comizio.

ORESTE. Signori... signori...un attimo di attenzione! con tanta emozione che annuncio, che tra poco luomo che stato sindaco della nostra cittadina per circa 20 anni consecutivi... e dico consecutivi, si ripresenta a voi, chiedendo di tornarci a dare fiducia, per i prossimi... magari 20 anni. il sindaco uscente... vero...ma da amico e suo stretto collaboratore, chiedo per questo uomo leale...patriota... e democratico, la vostra fiducia!! Lascio la parola al concittadino Achille Gagliardi! (si apre la finestra ed appare Achille che fa ampi gesti con le mani. Il pubblico applaude).

ORESTE. (v davanti alla finestra). Dai Achille, faghl veder!

ACHILLE si schiarisce la voce

POPOLANO. Silenzio al taca!

ACHILLE. Concittadini! Siamo allalba di un grande momento. Come abitanti di Cento e come Italiani! (applausi)Ne abbiamo passate di cotte e di crude, ed ancor vivo nel nostro ricordo i momenti duri della guerra passata. E allora io ci dico, che ora di ricominciare di crescere e di fare un balzo nel futuro. (arriva Guidino e cerca di arrampicarsi su Gianni, per vedere qualcosa). Un futuro guidato da persone capaci, che io oggi rappresento e che mi auguro...

ANTONIO. (sale sul palchetto, con a fianco Giuseppe e Amedeo)Compagni concittadini...(tutti si voltano verso di lui con esclamazioni varie)

ACHILLE. T...t... brt monghen, ecco perch lera turn a Zent!

ANTONIO. A sn turn per restarci!

ACHILLE. Ecco tt i quiprocu che in zzes a c mia ier sra, sono il frutto di uno sporco piano al m spl!

ANTONIO. La pultica, l pultica!!

ACHILLE. Adsa at fgh vedr m brt zirion!

ORESTE. N, brisa Achille, non cadere in queste basse provocazioni, t ti superior, e p ti anch l praria!

ACHILLE. Gista! Non scender a basso, compromesso. Per av degh, che costui un menzoniere

POPOLANO. Cusal dt cl un cantoniere?

ANTONIO. Lo vedete, al vdv? Il suo programma politico fondato sulla calunnia e linganno!

ACHILLE. Ah..ah..ah.. a m lum f scapr da reder! Ormai lo sanno tutti su quali basi si fonda la mia politica...il sn anch i pipien dal cavalir Polastri... (il popolo applaude e sghignazza)

ANTONIO. Amici, concittadini, costui sarebbe capace di tutto per di essere rieletto e di avere il potere nelle sue mani!

ACHILLE. Concittadini, non ascoltate le parole di questo qui, vorreste mettervi nelle mani di uno qualunque, inesperto con ancora...in senso politico, i denti da latte?

ANTONIO.beh! alora, se la mettiamo su questo piano, m agaml! Amici! Sono rimasto lontano da Cento per ventanni. Ed ora al mio ritorno cosa ti trovo? Eh cosa ti trovo?

POPOLANO. Shal truv?

ANTONIO. Del nuovo che s troppo di vecchio. Camuffi ed altro ecco la rinascita nel futuro ambita dal nostro ex sindaco! Cambiare sponda a seconda di che aria tira!! (applausi e scoreggini)

ACHILLE. Mai sentite tante calunnie, senza un strazz ed prva!

ANTONIO. Vuole le prove, vuole le prove? Tomm! Ciap mo s!!!

Ste fi la prova! la voce delloperaio, appena atampato signor sindaco. Il signor sindaco che organizza feste di gran classe, ostentando mobili di antiquariato e ricchezza! Giocando a fare il partigiano, leroe della resistenza invezzi in l agh la doppia faccia. Cl faza che non esita a corrompere a truccare pur di avere prestigio nel suo sacotto. Tr o quater pvraz, istru per fr da comparse al suo sordido piano. Al vlva Coppi e Bartali campin dal gir e invezzi acs fagnd l campion l l dl tlta in gir! (applausi e scurzini)

ACHILLE. Cittadini, non credete a queste insolenze, m a sn ch per il vostro bene ed il vostro benessere!

ORESTE. N Achille non scendere a basse provocazioni!

ACHILLE. t sgurmel Oreste!! Ch si insulta al t sendigh e t et st l a bambaner, senza reagir!

ORESTE. Achille et vedr che tot as giosta e la verit verr a galla!

ACHILLE. M avr saveir chi lha aiut in totta st fazenda!

ORESTE. Per fortuna che ttt ien brisa daccord...

ANTONIO. Al signor sindaco, fr piacere che malgrado tutti i suoi ciappini, qualcuno non daccordo con lui!

ACHILLE. Avr propri gost ed cgnosser cal serpent, cl vrespa, cl vepera o cal burdigon, cal m zugh un tir acs al mi spal?

GIULIA. sale sul palchetto con Antonio

ACHILLE. Anche tu? Quoque Giulia figlia mia! Anca t! Sangv dal mi sangv!

GIULIA. Aspetta pap...las cat spiega...

ACHILLE. Tia brisa t c da spiegher, a sar m cavr da spiegher al giodiz perch a tavr cup!!

ANTONIO. Non permetter, che lei si rivolga a sua figlia, in questo modo! E sopratutto a chi sar la mia futura moglie!

ACHILLE. Brt sgrazi, lasa c vegna z, e p et vdre che la tua futura moglie, la sar anch la t vedva!!

ANTONIO. Que la partida las f brosca, l mi c rimandenia al cumzi a netra volta (con Giulia Giuseppe e Amedeo, portano fuori scena il palchetto. Viene chiuso il sipario).

GINO.(da davanti al sipario ancora chiuso) A marcord cl volta cheren m e Tonino dt rusgon. Eren in eilta muntagna e an saveven cma fer per purter z del munizion, anch perch a ghera tant giz e as sblisgheva. Allora m a pins ed metter el baionet sotta la sla di scarpn, per fer di pattini da giz! E z per la disceisa!! Bn vueter ham cardar brisa, moh fin la guera sn dvint campion mondiel ed patting!!

GIANNI(voce fuori campo) Pronti, via! (si riapre piano piano il sipario)

GINO.(guardandosi attorno in cerca della voce entra nel centro della scena) Bn...brisa dal mond...ma dItalia...

GIANNI. (voce fuori campo)Pronti, via!

GINO. Ai cap soul ed Zint, val bin? (esce dalla porta di fondo).

GIANNI. (entra con un fiasco in mano seguito da Loris) Bn...bn ech zpel!

LORIS. St Gianni ha steva pinsand...

GIANNI. Loris f un bel respir t vedr clat pasar!!!

LORIS. A gva, che cal tir manzen dAntonio al sendigh, lha insgumbi gli elezion!!

GIANNI. Ah zert che la zeint. Lhan g brisa na grn upinin dal sendigh

LORIS. Socml, i ghan d persen dal leder!

GIANNI. S moh, la zint, la cred qul che l vl creder... comunque m a degh che una lezin lagh st bn comm un vist nv! Tarcordet al pareva Garibaldi, con tott chi sparasecel...libert...unit...vi amo tutti... s socml, se ansar brisa rielet m e t as truvaren cl cl mi, in mz a n str!!

LORIS: moh perch?

GIANNI. Cm perch? L cir cm al sol. Se Antonio al vn elet sendigh, n al ciapn in tal bisachen. E bona not sunadur

LORIS. Ech bla pruspettiva. Bhe m a pr terner a fer al cuntadn, chi bi camp ed zch!

GIANNI. Ch shan pinsen quel in tal zc a l ciapn sl seri! Bisognarev fr in md che totta la zint la saves cl st tott nimbroi! Moh cocmel cum fnia gli elezion ien incua dopmezd!

LORIS. St s fn, quand la zint la gnir a vudr, nueter as piazn davanti al munizep, e po con disinvoltura a farn fenta ed scorrer, digand che l st un scherz organiz da nueter d, perch an vlen pi chak foss rielet. A qualoura as fev lavurer come d sumar!

GIANNI. Loris, cor da Don Luigi e fagh suner el campan!

LORIS. A vagh! Moh parch?

GIANNI. Perch incua l un d straurdinari, t fat lavurer al zrvel!

LORIS. Aloura a vagh...

GIANNI. Moh indov ?

LORIS. Ohi! A fer suner l campn!

GIANNI. Sgnour, quand l trop l trop, inveiet, imbezl !!

GIULIA. Ecco io...guerda !

ERMINIA. Moh perch fet acs?

GIULIA. Meh a le odi, guerda l dir poc!

ERMINIA. Dio sgnour, moh l t peder!

GIULIA. N! L al mia aguzzn! L n smna clum tin scizuneda in c!

ERMINIA. M Dio scizuneda! At controla ecco!

GIULIA. Sreda in tla camera, con davanti climbambi dal sgnor Oreste a fer da sentinela?

ERMINIA. Insomma, in fn di cont la colpa l p anch t? Feregh un scherz cumpagn?

GIULIA. Moh pussebil mama che t than ved pi in l dal t nes? Nueter per l a sen d voti in pi! Il senso della casa, a m lum per un cast. Guerda cum l cunz la nostra? Chal bagai l... larmari ed Mameli!

ERMINIA. Efettivament, lum pis poc anca m, tot tarul, moh set al gva che dava prestigio alla casa.

GIULIA. Mama, guarden in fza alla realt, per al prestigio as arvinn la vetta!

ERMINIA. Dl a m che i s prinzeppi al si porta anch a let!

GIULIA. Dabn anch a lett...?

ERMINIA. Oramai l dvint un menage a tri, m l e al leber dal professor Duilio Tirolesi, dal ttol come essere un sindaco vincente. Al srev mi cal fs pi vincente per etri cs! An s s mi spiego?

GIULIA. Oh mam, tum f scaper da reder... almanch t te mantgn al bn umor!

ERMINIA. Red...red...fiola mia, et vdr che a passar anch questa!

GIULIA. Moh intant Antonio cus faral senza ed m? Oramai l n vetta chan le sent. Ghet s nutzi?

ERMINIA. An preoccuperet, m a lho semper dett che cal ragazzol l brisa ed pici tender, et vedr chal truvar al sistema ed feres viv!

GIULIA. Spern mama che thav rason!

ORESTE(che aveva origliato) et vedr che se al farabt al tourna, al truvar pane per i suoi denti. (entrano Achille e Amelia)

ACHILLE. N, n e p n!! On dp un poc as romp anch i zanett!... che mi scusi, moh quando la scapa la scapa!

AMELIA. Deve andare in bagno?

ACHILLE. N a degh, la pazienza, sgnurenna!

ORESTE. Achille arcordet s ds al lebber...

ACHILLE. Set sat degh che m se al proffessour Tirolesi allinconter per str agh dagh tant ed chi cazt, da ferel armagner tuttoleso, per la vetta!

ORESTE. Un vut spiegher cus t suzs per feret arabir acs??

ACHILLE. A tl spiegh sbit! A vlva mander una lettra ed scs al cavalir Polastri, agh degh, snurena sala stenografer? E lia, s, ho fatto un corso di una settimana. Bene benone agh degh m! Comunque ce la mandi in fretta questa lettera! E st sla ft st imbambida?

ORESTE: no! A son curious!

ACHILLE. La g mand st bl cusln!

ORESTE. Boia, moh cusl?

ACHILLE. La mia lettra stenografata!

ORESTE. A m lum per pi un geroglefich egizian!

ACHILLE. Quand a g dmand ed trascrivrla cla simindana ch lha ma dett non sono capace di tradurla

ORESTE. Mah cm an l scretta?

AMELIA. S...moh il corso prevedeva che il luned... marted, mercoled, simparava a scrivere in steno! Gioved, venerd e sabato, insegnavano a tradurre...

ORESTE. Beh e aloura?

AMELIA. Ecco...io il gioved mi sono presa la diarrea e ho dovuto interrompere il corso!

ACHILLE. La diarrea et cap la diarrea...la poverina...ades l propria al ches ed dir c sn... nella merda totale!!

ORESTE. Achille arcordet i prinzeppi, primo non usare volgarit!

AMELIA. S vero, lo dir a mio zio che lei mi tratta male e che usa espressioni non adeguate alla mia persona e offende e per lo pi...

ORESTE. chi non vota Gagliardi non f lamore, ma sua moglie s (Amelia sviene)A nin pseva pi anca m, quand l trop l trop. Moh ech d zanet!

ACHILLE. Dl a m che a la support dalla matna alla sera!

ORESTE. St piotost sa i sav?

ACHILLE. Guerda cl brisa giurneda eh per l ntezi brotti!

ORESTE. A cred che Antonio staser al gnir da stel band!

ACHILLE. Chi? Com? quand? Dov? Con chi ? E prmma et tott, duvel al m fusel ?

ORESTE. S t gn al bl ed San Vito? Chelma rasunn. Agh pens m! T ti trop agit per affronter la situazion!

ACHILLE. Forse tha gh rason... manda ch Gianni e Loris... appena i sn quel del vutazion, ha voi esser al prem ad essere informato...oh e intant d mittegna la bella addormentata nel bosco? Pensegh moh t! Intant m a vagh ladl a mediter una quelch strategia (esce)

ORESTE. (si guarda intorno) A la fn di guai Mameli an manca mai! Oh e questa l sistmeda. Pinsen moh ad Antonio...

LUISA entra con una torta in mano

ORESTE. Chera Luisa...

LUISA. Sal prova a slungher l man agh fagh un scufit cm i han fat al sendigh!

ORESTE. Luisa t la mia salevezza! Cs vut per cl tourta?

LUISA. Han gl dagh gnanch slum mza !

ORESTE. Va bn...at dagh trenta franch !!

LUISA. L s!

ORESTE.(guardando la torta)... S...s...s!!!

LUISA. Ah sal le f tant cuntent aghin fagh na catinela!

ORESTE. No, no, questa l davanz, oh ades bisogna cum luga per ben donca... Mameli!!

LUISA. Ai pora che luomo ci dia di venello!!!

ERMINIA. (entra) Snt luisa, a sn dria a fr pulizia, ai tant ed chi lambech chan s d sbatri... m a direv...mo s...Mameli

LUISA. Anca lia!

ERMINIA tenta di aprire ma chiuso dallinterno

ORESTE(da dentro) occupato!

ERMINIA. Oddio, moh sagh i sperit?

LUISA. Dal sperit in st c um per a m c in vaga bv dimondi! L al vicesindaco (esce)

ERMINIA. Oreste! El l?

ORESTE. S sgnoura!

ERMINIA. Moh s fl l denter, zughel a dpa?

ORESTE(si sporge un po con la testa) Ssssssshh! A sn in incognito. Ai sav che forse Antonio al gnir ch in c stasera! E m allaspet!

ERMINIA. Ahhhh! Antonio, ai cap...ben...ben...al l las al s incaregh Oreste...auguri! (prende una sedia e la metter davanti allarmadio in modo che non si possa aprire)

ORESTE. Ben gentile! Grazie sgnura!

ERMINIA. (suonano alla porta e va ad aprire).. Moh l l mt! Cusa chselta in mnt ed gnir ch?

ANTONIO. Sgnaura! A sn stoff ed tott sti sotterfugh, ed ste tiraemola a distanza con s mar! l anc arab?

ERMINIA. l pr n belva!

ANTONIO. Bein mi acs. Finalment slum vd, discuteremo faccia a faccia

ERMINIA. Meh ai pra che pi che discoter qul la fza agl voi sciancher!

ANTONIO. Eh Giulia, indela? S disla?

ERMINIA. Sssssshh!. l mt, chal faga pian. Volel chissenten? A vag a ciamerla! Dio il fuoco dellamore sal f fr!!

ANTONIO. Grazie sgnura, lia lum cumprend.

ORESTE. (da una fessura intravede Antonio) L l, linfingardo. Ads... boia dun mond leder l bluccheda...propria ades...

ANTONIO. (sente arrivare qualcuno) Oh Giulia... anvdeva loura

LUISA. M n, cs fal l in c, ch da noialtri? l gn a fr uneter pc ed mlep?

ANTONIO. Lia l ingiosta, m a l fat per il bene della causa...eh...

LUISA. Oh, umarel, scorriamoci chiaro! M han son mnga neda la nt dal squassadn. Secondo io, t ed drov la Giulia per i t tcm! E m questo non mi garba! Shag szed quel a cl putletta, m at dagh tanti ed chel sgranadle, che soul a mnzunered n grane at vin al scramlez! In dunque oco amico...eh in campana!!

GIULIA. (entra insieme ad erminia).Antonio...

ANTONIO. St per abbracciare Giulia...ma vede il gesto di Luisa

LUISA. Allurcia!!

ANTONIO. Quant a t pins in sti d!

GIULIA. Anche io...sapessi quanto!

ERMINIA. I peren d pizunzen!

LUISA. Lamour l come un suffl, a volt hal lievita trop, a volt propr gninta... in ogni ches, al pi del volt at f gnir lindigestion! (esce)

GIULIA. Mah in d teret ardup?

ANTONIO. A sn st in c. Dopp quel che suzs, aveva bisogn ed pinser!

GIULIA. Pinser!! Ecco una cosa che in st c l dvinteda un opzional. I peren tott mat! An vd lora c vegna edman!

ANTONIO. Illusa s credet c psa cambier quel?

GIULIA. T et vinzar e tott al cambiar...

ANTONIO. T pder lum vr brisa veder, per l a sar semper come un pistot s un cal!

GIULIA. Oh! Than vr mnga mulegher propri ades c sn al traguerd finl?

ANTONIO. Tagh rason in fn di cont t steda t che tha me d al cocc per continuer...perci avanti e coraggio.(si prendono le mani. Voci di qualcuno)

ERMINIA. Per lamour dal sgnour, lughev da n quelch banda!!

GIULIA. (pensa)da Mameli!!

ERMINIA.(lancia un grido) N, l n, dp at spiegh, v in camera t e seret denter (Giulia ed Antonio escono)

ERMINIA(chiede dallanta dellarmadio) Oreste... ancora l?

ORESTE. Clamaiuta sgnoura, a sn armes intrigh che denter!

ERMINIA. (fingendo di provare) non mi ci riesce, a prov, mah non ci riesco...

ORESTE. Cl prova, perch agh cunfes c tach aveir i sudur fred a ster ch denter. E p un scapa anch da pisr!

ERMINIA. Resista Oreste...resista!

(entrano: Edmondo Margot Don Luigi)

ERMINIA. Oh cavalir, quale sorpreisa... era dria c pruveva a metter a post soquanti cslin! Don Luigi... sgnoura Margot...

DON LUIGI. Sgnoura Erminia cum vala?

EDMONDO. Signora Gagliardi, come v?

MARGOT. A spren tres bien!!

ERMINIA. Beh...ismma cum dir, l un periodo un pc arbalt...s dico agitato...

DON LUIGI. Avn sav, s...insomma e Achille cum stl eh...cum stl?

ERMINIA. l per un ln in gabia, semper agit!

EDMONDO. E lha rson! Ien szesi zerti cuslin, menga tant simpatighi! S a degh anch al giurnl al g d na bela svintl!!

DON LUIGI. Csa volel mai i giurnalesta i fn al lour mistir...

ERMINIA. I giurnalesta s...moh zrton invezzi...lasel m direl a m...i faren bin a fer i affaraz s!!

MARGOT. Mia cara, ma l chiaro cl st tutto un bluff. Una montatura per mettervi sulla bocca di tutti.

ERMINIA. Av ringrazi per la vostra comprension, an durm per la figuraza caven fat...

EDMONDO. Moh ci pare, ades l tot pas e a nin scurn pi!

ERMINIA. Sgnoura Margot, lasem i signori uomini ai loro discorsi che m ci faccio vedere il resto della casa.

MARGOT. Con molto plesire...ma cher! (con molto plasir.. ma scer)

ERMINIA. N animporta, lasn pur avert che se la Luisa l dander avanti e indria...Luisa...Luisa...snt dai signori se gradiscono un qualcosa da bere!

LUISA. Gradiscono un qualinino da bere? (aspetta eventuali ordinazioni)

DON LUIGI. Aloura Edmondo... procedono gli affari?

EDMONDO. Agh dir Don Luigi, c son dimondi cuntent. In sti d ch ai impiant un nv spazi per el galin, con del rz chi arn da der dimondi ov!

DON LUIGI. L dimondi interessant. On ed st d a gnir per der una benedizion speciel, al nv allevament...

LUISA. N a degh! Quand av fin ed metter a post al pler, a sper cum gdi sa i da purterov...di grazia!

EDMONDO. A m gninta grazie!

LUISA. Al le pseva dir anch premma invezzi ed laserom l in pia come un baccal (dice queste parole andando verso la porta)

DON LUIGI. Luisa...meh invezzi un guztn ed vermhout al tur... magari sa gh anch du biscutn...

LUISA. As vd che quand al dispensa del benedizin speciel, igh moven laptit!

DON LUIGI. Aloura Edmondo a geva i aferi i van bein e in tal puler...a vleva dir in c, come ...come v?

EDMONDO. A dir bein!

DON LUIGI. Edmondo...Edmondo...ognuno di noi s pl dir conosce i suoi polli! E m a cred ed saveir ch in c s agh un poc ed problema!!

EDMONDO. A l Don Luigi han pos brisa cunter del ftti. Verament... fra m e mi muier agh un pc ed crisi. La dis che si annoia, semper l stessi cs, i afferi la c...el galin...i ninn...lia lavre cambier aria...

DON LUIGI. Bhe lhan g brisa tort...n a degh fra i pulaster e i ninen agh sar n bela pza l datouren

EDMONDO. N...moh sl cap...a gva cambier aria, viazer, divertires...uscire dalla monotonia veder fz novi...

ACHILLE. (entra) Eccomi...eccomi...cavalir!

EDMONDO. Ecco...apnt...a gva faz novi...

ACHILLE: don Luigi...ch bla surpreisa! A che debbo lonore !

EDMONDO. Vdel...stamattina ai rizev st lettra e sol mument ai pins fra m e m, guerda st Achille ech faza ed bronz chal g. Dop quel che sezes! Lum manda un fi con di scarabc incomprensebil. P la curiosit l steda pi fort e ai dezis c vleva ander a fond e domandare spiegazioni e a sn gn ed persouna!!

ACHILLE. L l ft benessum...benissimo...

DON LUIGI. E anc m sl visto il mio coinvolgimento nellaccaduto, perch al capir, anch al vescov lha vl le dovute spiegazioni...e quindi al srev al ches che l s cuntess per fil e per segn i mutiv ed ttta la faznda!

ACHILLE. M a sn desolato, e a cpes, che al candide dellopposizione colpendo m lar culp anch vueter!

DON LUIGI. Mah se al candid lera lei, cus ghentregna no?

EDMONDO. In fen di cont noi eravamo soul degli ospiti...

ACHILLE. Appnt l con la s messa in scena lha ciap... come si sol dire d pizn con una fava, ridicolizzando il potere politico, economico e religioso... tt in tun cc!

DON LUIGI. Et cap cal birbn!

ACHILLE. Acs adesa i cittadini i vutran per l... nuovo paladino delle necessit del paese.

EDMONDO. Quindi vudand per l, nueter a saren fuori gioco, come si sol dire con cl ala guza! Oh pardon Don Luigi... moh quand agh vl agh vol!

DON LUIGI. A caps figlioli, in fnd a sen tott le stesse vittime, dal stss zugh!

ACHILLE. Zertament. E m in cl lettra a vleva appont spiegarmi e scusarmi per laccaduto!

EDMONDO. Eh tott chi segn stran souvra la lettra, s stani a significher?

ACHILLE. Ah chi segn... ecco...siccom in questo ambiente un fideva dincin... allora ho usato un codice segreto!!

DON LUIGI. Moh sorbla, anvr mnga dir che s insomma ch in c agh dal spiong?

ACHILLE. Piz! Anch i mur jhn egli urecc

EDMONDO. Aven pas i lemit!

ACHILLE. Ah n!! L per quest che ha i tlt una decision impurtanta al riguardo!...m ritir dagli elezion!!

DON LUIGI. Coiozzi!!!

EDMONDO. Moh l sicur?

ACHILLE. Sicuressm. Oramai l dvint un zg al massacher, e m agh stagh pi!!

Ultimament al mia matrimoni lera in crisi...

EDMONDO. Come m!

ACHILLE. Mi muier e mi fiola semper a rimprovererom. Che la causa dincosa l la mi ossession dl pletica...

EDMONDO. Come m!

ACHILLE. Mi muir ultimament lera furisa! Lum geva clera stfa dander a let col sendigh anzich con s mare! In pochi parol clera stfa ed ste tran tran ed monotonia senza allegria. E ancura cl vol cambier aria...

DON LUIGI. Perch la pzza del galin e di ninn arivla fn ch?

ACHILLE. Che pozza?

DON LUIGI. N a degh acs perch anch la muire dal signour Edmondo la vol cambier aria, quindi a pinseva chal fs al stes problema!

ACHILLE. Ah ecco a caps perch al cavalir al continueva a dir come m

EDMONDO. Eh, s caro Achille, se sapeste come lo comprendo... gli affari... i pensieri

DON LUIGI. I sold...

EDMONDO. Non c pi vita non c pi intimit!

ACHILLE. M av confess che dal volt ai pora chigh seppen dl spi dappertot, dria i oss, sotta al let... dria i mobil... chal tia la scrana cavalir che agh vo cunter lultma..

EDMONDO prende la sedia, si apre di scatto lanta dellarmadio e Oreste gli spiaccica la torta in faccia.

ORESTE. Cuc at ciap...eh...

ACHILLE. Oreste!! M sal ft?

ORESTE. Al vst signor sindaco ech scherzet c g prepar al nostro signor Antonio condottiero del popolo...

DON LUIGI. Mah l l brisa Antonio!

ORESTE. Ah n... e chi it... eh... chi it?? (comincia piano piano a togliere la panna dal viso di Edmondo) diccelo a noi!

ERMINIA. Santantoni benedet!!

MARGOT. Mah Edmondo?

ORESTE. Ca... ca... ca... ca...

EDMONDO. Cat cipa un azzident! (lo prende per il collo)

ACHILLE. Cavalir!! Edmondo?? Lo lasci!

EDMONDO. Csa!!

ACHILLE. A vi dir lo lasci che finss ed cperl m!! (anche lui lo prende per il collo)

MARGOT/ERMINIAcominciano a ridere

EDMONDO. (guardando sua moglie) L rd?

ACHILLE. (guardando sua moglie) L rd?

ACHILLE/EDMONDO. I rden!!!

ORESTE(liberato dai due) E p anch ed gost!

MARGOT. Dio che scena spassosa

ERMINIA. A nho mai rid acs tant... a moment um ps a ds!

EDMONDO. (in tono scherzoso sorridendo- si lecca le dita con la panna) E l anch bona!!

tutti ridono- meno Oreste che accenna un sorriso- ma Achille lo guarda arrabbiato

MARGOT. Mon amour! Sapessi come mi piaci... cos... cos... dolce! (Edmondo labbraccia e le trasferisce un po di panna sul viso)

Tutti ridono Erminia abbraccia Achille

DON LUIGI. Se l fss una fla as pr dir e tutti vissero felici e contenti

EDMONDO. Sgnour Achille m hal voi ringrazier!

MARGOT. E porquoi? (e porcuoi?)

EDMONDO. Adesa a tal speg. Se Achille ch, hal mavess brisa mande st lettra, m han sar brisa gn ch in c... e nare brisa scours con l e nare brisa...

ORESTE. Ciap la tourta sl grogn!!

EDMONDO. Giostapnt ecco! E t tant sareset divertida acs tant!

DON LUIGI. L propri veira. Le vie del signore sono infinite

ACHILLE. Sl acs... aloura ai da ringrazierel anca m per la turta in faza perch lera oramai di n che mi muier lhan rideva acs ed gost!

ORESTE. Saviv s fn? Vest che av s divert acs tant, tt i d m a prev sbater n tourta in fza sin gv? Eh...

ACHILLE. Adesa chan esageregna Oreste!

COZZA. (entra di corsa seguita da Beozio) Don Luigi... Don Luigi

DON LUIGI. Moh chi gh? Ah la cuntessa con al coridour!

COZZA. Don Luigi, ho unurgenza che solo lei pu soddisfare!

ORESTE. St moh da veder cl armesa soul con dlacqua e la vol che Don Luigi agh fag al miraquel ed trasfurmerel in vn!!

DON LUIGI. Sgnoura cuntssa, s ps bein vluntira!

COZZA. Io... mi ci vorrei sposare!

DON LUIGI. Moh sorbla a cardeva qul ed piz! S a caps che s isomma per li ogni lasciata persa, mah totta st foria... e p ci vogliono i documenti gli atti... e tante cose...

COZZA. Don Luigi, non tergiversiamo... s manca??

DON LUIGI. Zrt cl una situazin clum f scapr anch da rder! SantAntoni benedet, premma ed tot a manca al mar, non s se mi spiego eh?

COZZA. Algh! Ci ! Caro vuoi farti in avanti e dircelo che ci vogliamo sposare?

BEOZIO. Ecco m veramente ho scoperto che qu... insomma con la signora contessa... aven tante cose in comune...

DON LUIGI. Per esempi?

ORESTE. A tot e d agh pis dimondi al vn! (Achille lo fulmina con lo sguardo)

COZZA. Io non s come ringraziarvi! Signor Gagliardi, veda la sua festa si pu dire che stata la goccia...

ACHILLE. Che vi ha fatto traboccare il bicchiere... no cio a vleva dir...

COZZA. S, si pu dire cl steda galeotta. Io e Beozio ci siamo innamorati, s dopo la festa io e Beozio siamo andati a casa mia e per ore ci siamo scambiati i nosti sentimenti e sapete com... un bicchiere io... un bicchiere lui...

DON LUIGI. Av fat gnir matna. Bin, bin, ai cap!

MARGOT. Che romantic! Come... s come... come si chiamavano... Giulietta e Romeo... al balcone!

BEOZIO. N signora noi s ghra in cantina, proprio in cantina!!

ORESTE. Al gva m chi ern tot e d imbariegh...

ACHILLE. Ts Oreste, per piasir!

COZZA. Alloura Don Luigi, ci puole sposare?

DON LUIGI. Beh...vst la volunt di entrambi a dirv che edman matna...

COZZA. Per lamour dal zl. Domani troppo tardi!!

DON LUIGI. Oh bla, e perch? Sintn moh!

BEOZIO. Domattina gh parte il giro del Veneto e m non posso mancar!

COZZA. Hal cap Don Luigi, questione di vita o di morte

ORESTE. Figuret t, m a degh che se angh brisa Beozio, isnarcorzn gnanch!

ERMINIA. Per n Don Luigi angh brisa problema veira Achille, veira Edmondo? Agh fn da testimoni!

ACHILLE. Chet verament...

EDMONDO. An s al sr staria strana ma anca m ai un fat sburziglen, Don Luigi al prozda !

DON LUIGI. E v bin, cedo allimpeto dei sentimenti... (li f avvicinare) nel nome del padre...

Entrano Gianni, Lo Castro, Giuseppe ed Amedeo

GIANNI. Signor sndigh, aihaven buch

ACHILLE. Chi? Quand? Per csa?

LO CASTRO. Signor sindaco, dopo lungo appostamento, le mani sui malfattori misi!

AMEDEO. Adesa chan esagerenia, malfattori! P m invoco il diritto ad aveir un avvocato!

LO CASTRO. E vi servir; siete accusati di violazione di domicilio!

GIUSEPPE. Moh sagh sciop la bala a st che ch? Nueter eren ste invid!

ACHILLE. Moh sint sint, invitati! Vueter av viol un domicilio, eter ch. Veira Lo Castro?

LO CASTRO. Orpo! Altro ch! (entra Luisa)

LUISA. Beh Amedeo s ft ch. An naveven det...

ERMINIA. Luisa, moh ch storia ela questa?

LUISA. Vedl m e Amedeo, come dir al sar st tt chi flash, al m imbarbaieda... insomma per ferla corta, as sen inamure e... a s vrn spuser!

ACHILLE. A degh, moh s segna che in tnagenzia matrimonil ?

DON LUIGI. Moh saviv incua, cav scap a tt ed spuserov?

LUISA. Perch? Psegna brisa?

DON LUIGI. Moh cocmel! Avanti pur!

EDMONDO. Han spl brisa dir che a Zint angh seppa brisa n bona aria per i matrimoni!

ACHILLE. Aloura Amedeo... con la Luisa eh? Vdiv! M era zircond da una moccia davversari ch in c mia... e t cuset da dir a tua discolpa?

GIUSEPPE. Veddl anca m...

DON LUIGI. Sagh un etr contagi dal virus dellamore tot in tna volta?

GIUSEPPE. Ecco... ebbene s anchio a sn inamur!

ACHILLE. Oh bla ed chi? Dl gta? N perch ch in c agh arms sol lia ed fenm!

GIUSEPPE. Se mi permette, ads agh fagh veder! (si avvicina allarmadio, lo apre ed esce traballando Amelia)

TUTTI. Ohhhhhhh...!

MARGOT. Eh come nelle favole!

ORESTE. Ohi! La bella addormentata in tlarmari!!

EDMONDO. Amelia! Moh s fet in tlarmari?

AMELIA. (confusa) vedi zio anchio non s come spiegarmelo... toh... Giuseppe cosa ci fai qui?

EDMONDO. Perch? Tun dir menga cav cgnus?

AMELIA. Ci siamo amati fin dal primo momento che ci siamo visti

EDMONDO. Gnanch quand agh la muria di pii, as verifica un contagio smil!

ACHILLE. Mah cm Edmondo... han sentet pi cl buna aria... cm et det? Ed matrimoni...

EDMONDO. A tach a senter pzza ed strn, eter ch! Bein bein cumoia da dir... cusoia da fer...?

MARGOT. Eh lamour... lamour (ehhh lamur....lamur)

ORESTE. Questa pi che etr l mur ed sn!

EDMONDO. Avr dir c gnir a ster con no! Tant aven un pulr acs grand. Aintnd la c. In campagna !

DON LUIGI. Avanti pue. Ch i dziden tot lour!

ACHILLE. A degh! Agh armes sol oreste... come dir d per l!

ORESTE. Ohi! Totta la cuccagna l finida. l dn i slen totti accaparedi...

CONSUELO. Scusem, forsi a sn gnda in tun mument poch feliz...

ACHILLE. Anzi clsacomod... (vede Oreste che st per uscire)... Oreste!!!

ORESTE. Ecco m ar dei bisogni impellenti...

ACHILLE. (con fare sornione) Oreste... an fr brisa al tmid... l una buna uccasion, per metter tt i pz a post!

ORESTE. Moh socml, t ti scianch a m per giusteri? Ai da tr cal sacramnt l?

ACHILLE. L un pc grzza, ma l una brva dna! S curag!

ERMINIA. Forza Oreste!

EDMONDO. Agh manc sol l

LUISA. Dai Oreste... dezidet!

BEOZIO. Ghe s lultimo sforzo!

ORESTE. La n mnga n tpa dal fir dItalia questa!! Comunque... (sfarfuglia qualcosa a Consuelo)

CONSUELO. Csal det?

ORESTE. Ecco m (sfarfuglia qualcosa)

CONSUELO. M cs disel?!?

ACHILLE. L emozion!

EDMONDO. M dirv cl terroriz!

ORESTE. (prende coraggio) e v bein a voi dir che m asr cuntent ed spuser ch la sgnurenna Consuelo!

TUTTI. Ohh... finalment...

DON LUIGI. Benedt al zil... a cardeva cl g fessen pi... donca... siamo qui per celebrare... n... d... tri... quatr... (entrano Giulia e Antonio)

ANTONIO. Znch, cinque Don Luigi

DON LUIGI. A m un pr dinsugnerom...

ACHILLE. T ch... vueter d... Erminia s zuzd ??

ERMINIA. Achille! Non ci perdiamo la calma. T da saveir...

ACHILLE. M an voi saveir gninta: m a s soul cai dezis ed sparir dalla scena politica. E a spereva che l l spars da davanti ai mia ucc!!

ERMINIA. No Achille vedet...

ACHILLE. T st zetta! Vut can l sava che anca t hai immacaronato la faznda?

GIULIA. Pap la mma lhan ghentra brisa, a sn steda m cai vl totta st messa in scena. Mah adsa a sn stoff ed mentir. Nueter d a se vlin bin e as vlin spuser!

DON LUIGI. Moh aloura agh un virus dabn incua intlaria!

ACHILLE. Sviv chi stoff? M a son stoff per cui av degh cer e nt che m in c da m st qu non lo voglio!!!

ANTONIO. Signour Achille. M agh vleva dir (estrae un foglio con i risultati delle elezioni)che se anche i risultati delle elezioni le hanno dato contro, infatti il suo partito ha perso, io sono disposto a rinunciare alla mia nuova carica, se lei acconsente a concedermi la mano di sua figlia!!

TUTTI. Csa!!!

ANTONIO. Av cap bein! Am ritir dalla carica di sindaco, acs larmagn al sgnour Achille al vinzidur automaticament! Oh sbaglia?

ACHILLE(perplesso) N n an s sbaglia brisa! Mah chi un ds che i risult in seppen tt un imbroi??

ANTONIO. Caro Achille stavolta lha da fideres! (stringe locchio a Giulia)

ACHILLE. Gianni... Gianni... duvl Loris?

GIANNI. Seeeh?! A l las in cmn per senter i risult e appenna i eren pronti ed purteri ch

ACHILLE. A la faza dl tempestivit!!

ERMINIA. Achille! Moh agh penst? In fn di cont t utgn quel chet vlev!

EDMONDO. La g rason a l fn ttt a s agiust per al s vers!

ACHILLE. S s... moh che magonn a s da mander z! Giulia... it propri dezsa a... a... spuser Atonio?

GIULIA. S pap, dezisa come un pumpir!

ACHILLE. Cuntenta t!

ERMINIA. Dio Achille a pns ble al matrimoni, ai fagh sciuoer dallinvedia totti l ma amighi!

ACHILLE. Erminia chlma! Lultma volta grazie a la t organizzazion gn fra un bel maccarn, per cui calma e a rasunn...

DON LUIGI. Sint vest che oramai pi che una celebrazion l per una ammucchiata... vlegna concluder oh stegna che fen a dmn? Poscia ander avanti? Donca eren armes? Ahh! Siamo qui per celebrare 5 matrimoni

LORIS. (entra di corsa) Eccomi... eccomi

DON LUIGI. Savv sav degh, che m... un sn bel rot i coon... eh... quand lagh vol, lagh vol, a gn p in canonica savl spuserov e adesa salut sia lodato Ges Cristo!!

TUTTI IN CORO sempre sia lodato

ACHILLE. Mah, a spl saveir, cus et ft fn ades??

LORIS. Appena ian fin lo spoglio un sn fich soi risult com un falco, ce li ho... ce li ho! Ecco ch... il signor Gagliardi lha stravnt con luttanta per znt! E tt grazie a m e Gianni chaven spiegh a la popolazion soquant qualinini chaveva organiz clul (indica Antonio)!

ACHILLE. M at cop... brot fil dna troia! Tun vlev fregher netra volta!!!

ORESTE. Achille, ricorda al lebr, un sindaco non deve mai avere un calo di classe...

ACHILLE. Set Oreste d agl al calo m... (guardando tutti) Parent serpent, l propri veira signor Edmondo, il nemico dove meno te lo aspetti

EDMONDO Andn...andn Achille in fn di cont... come si dice... tt al ml non viene per nuocere! Ades m adirev ed fer un brindisi acs anin scurn pi!

LORIS. Ihhhh!!! proposit... allustaria as festeggia la vittoria, acs hn organizz una festa con brindisi e vn per tt!

BEOZIO/COZZA. Sl acs an spl mnga feregh un tort... noi n approffittiamo e avaspetn (escono insieme a Giuseppe, Amelia e Lo Castro)

LORIS/GIANNI. A sn ste brv eh?

ACHILLE. Acs invezzi ed purterom i risult sbit av s ferm a bever alla mia salut...?

LORIS/ACHILLE. s bvev gratis, acs avn invid anch la bnda!

ACHILLE. Gratis ? ma chi l clucarn cl pagh per la mia rielezion ?

LORIS. L!!

ACHILLE. L chi? Antonio?

LORIS. N l...l, lei, sgnor sndigh!

ACHILLE. S bacait m an n mnga d incion ordun per fer di brindisi!

LORIS. A laven d ni, lourdn, ciapti dalleuforia dl vittoria, avn dett tutti a bevr. Paga il signor sindaco!!

ACHILLE. Moh, bravi a immazin c navidi brisa ft fadiga a truver di clint?

GIANNI. N n! Anzi zrton an det chi andven a c a ciamer totta la fme!

ACHILLE. At parva! Beh! Oramai la fritt l fta. Vst cai pagh m, almanch canapprufitegnia!! Totta a brinder allustaria!

LORIS. Cento di questi giorni!!

ACHILLE. Troppa grazia santAntoni!!!

Tutti escono ridendo si abbassano le luci e cercando di farsi notare poco il vecchio si v a sedere sulla panchina

DIALOGO FINALE DEL VECCHIO

( SEDUTO SULLA PANCHINA APPOGGIATO AL BASTONE)

Oramai a s fat trd! Anch i pizn in and a durmir. Premma dander a c a passar al zmiteri a salutr la Giulia. (entra Juri con la chitarra al collo e sotto la finestra accenna qualche accordo).

VECCHIO. Anca t come m a sn dvint fuori moda!

Dm m n man, val. Acs in scalmenter tham cumpagn t vi cnter... m nt mai sint scorrer d?achille, dOreste ed cs... osci cm sciamel...Gino...Gino al bumbardir... perch vdet... Zint a chi temp...

musica, entra la banda FINISCE IL BRANO POI INTONA LA MUSICA DEI SALUTI, SI ESCE TUTTI IN FILA DALLARMADIO E CI SI POSIZIONA IN FILA DAVANTI AL PUBBLICO DOPO I PRIMI APPLAUSI CI SI METTE SU DUE FILE IN DIAGONALE E SI FANNO USCIRE SEMPRE DALLARMADIO IL REGISTA LE SUGGERITRICI E VIA VIA TUTTI I COLLABORATORI PER ULTIMI, DOPO ADEGUATA PRESENTAZIONE, GIORGIO ,VITTORIO E BRUNO (REALIZZATORI DELLA SCENOGRAFIA )

FINE

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