EVA NUDA
Commedia in tre atti
diPAOLO NIVOX
PERSONAGGI
ANDREINA
GIULIETTA
GERARDO
DUVIVIER
UNA CAMERIERA
UN PORTIERE
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
Una camera d'albergo, tipo comodit moderne, ma senza la nudit impersonale di una qualunque camera per viaggiatori.
Alcuni libri in scaffali, qualche stampa fissa al muro con puntine da disegno, e delle fotografie ne attenuano la banalit.
Si sente che la stanza abitata, ma chiaro che chi l'abita uno scapolo. Niente di quella intimit e di quella grazia che rivelerebbero la presenza di una donna.
A sinistra, in primo piano, mascherato da una tenda, un vano che d nello stanzino da toilette ; poi tavolino da notte con lume ad abat-jour e il letto disposto perpendicolarmente al muro. In fondo, addossato al muro, un armadio.
A destra, ricavata nel muro, la finestra. In primo piano, a destra, porta che d sul corridoio dell'albergo. Ai piedi del letto, per mascherarlo, un paravento.
Si capisce che, per l'affittuario, lo spazio a destra del paravento rappresenta il salotto .
Due poltrone, seggiole, un tavolino che fa da scrivania.
Quando si leva il sipario, Andreina e Gerardo sono coricati e dormono profondamente. La scena rischiarata ad intervalli regolari dalle rclames luminose sull'alto delle case, che si scorgono attraverso la finestra aperta. Nel salotto , sul tavolino: una bottiglia di Porto, bicchieri, biscotti, sigarette. Il disordine degli indumenti, gettati alla rinfusa sulle poltrone, rivela uno spogliarsi frettoloso. Un mantello da donna strascicato, per terra. Per un momento, sotto la finestra, le voci della strada, sole, vivranno: rumori di veicoli, ansito di motori, richiami di clacksons , strilloni che gridano i giornali della sera.
Ogni tanto squilla la soneria nel corridoio dell'albergo
Gerardo si sveglia, si leva a sedere sul letto: impiega qualche istante a rimettersi, poi accende il lume.
D uno sguardo alla sua vicina di letto, si alza: in pigiama.
Passa subito nel salotto , cerca i suoi indumenti, non trova quel che cerca, si impazienta un poco, finalmente si accorge che il suo panciotto sta sotto una poltrona. Prende l'orologio, guarda l'ora, ha un gesto di grande sorpresa, va a chiudere la finestra. Il rumore della strada cessa.
Si avvicina al caminetto, suona. Quasi subito si bussa alla porta. Gerardo apre: una cameriera appare sulla soglia.
Cameriera - Il signore ha suonato?
Gerardo - S. Nessuno ha chiesto di me al bureau ?
Cameriera - No, signore.
Gerardo - Va bene. Attendo da un momento all'altro un amico. Quando verr, pregatelo di aspettare nell'atrio. Siamo intesi?
Cameriera - S, signore.
Gerardo - Che ora ?
Cameriera - Le sei e venti.
Gerardo - Soltanto?
Cameriera - S.
Gerardo - Ne siete sicura?
Cameriera - S, signore.
Gerardo - Ah, mi fa piacere! Il mio orologio fa le sette. Temevo di essere in ritardo, (poggia l'orologio sul tavolino) Dite... Avete data una stiratina ai calzoni del mio smoking?
Cameriera - S, signore: e li ho gi appesi nell'armadio. Vado a prenderglieli... (fa un passo per entrare).
Gerardo - (impedendogli il passo) Non fa nulla: li trover da me, grazie, (una pausa: Gerardo vorrebbe congedarla). Sta bene, grazie.
Cameriera - Signore, credo di doverle avvertire che la padrona assai scontenta.
Gerardo - Ah s? Bene, mi spiegherete domani,.,
Cameriera - Ecco di che si tratta. Lei sa bene, signore, che questa camera le stata affittata a mese solo a patto che in nessun caso vi entrassero donne...
Gerardo - Ebbene; mi pare infatti che... mai...
Cameriera - Ah, s, finora lei era stato ai patti... Ma oggi!... La padrona ha lasciato che la signorina salisse, perch le sembrato che avesse un aspetto per bene. Credeva che fosse qualcuno della sua famiglia.
Gerardo - Proprio cos! E' una persona che mi riguarda assai da vicino.
Cameriera - Quattro ore rinchiusa nella sua camera... certo la padrona non la berr tanto facilmente.
Gerardo - Bene, s: non una parente... E' una segretaria che ho presa per qualche tempo... Ho molto lavoro in questo momento...
Cameriera - ... il lavoro la deve avere accaldata, se ha sentito il bisogno di spogliarsi.
Gerardo - Levatevi dai piedi!
Cameriera - Per quel che importa a me! Se la caver con la padrona!
Gerardo - (spingendola verso la porta) S, s... ditele che se non contenta, non ne far una malattia: di camere come queste... Se vuole che me ne vada, non ha che dirlo... Diteglielo chiaro e tondo da parte mia.
Cameriera - Certe cose si dicono di persona...
Gerardo - Va bene!
Cameriera - La lascio al suo lavoro...
Gerardo - (chiudendole la porta in faccia) Addio! (spinge il paravento verso il muro di fondo, accende la luce, nella speranza di svegliare Andreina. Constata di non esserci riuscito, consulta l'orologio, si riaccosta al letto con passo deciso... Assai sottovoce:) Andreina, dormite? (una pausa. Un po' pi forte:) Dormite...? (una pausa un po' pi lunga, e poi gridando quasi, ma con sorriso) Dormite? (Andreina non si muove. Gerardo si gratta la testa, seccatissimo, esita, poi tira un poco il lenzuolo... La ragazza si sveglia lentamente, si stropiccia gli occhi, si siede, si guarda attorno, stupefatta).
Andreina - Ma... cosa c'... (scopre Gerardo che sta in piedi, con un ginocchio sul letto, soddisfatto. Lei si getta violentemente sul cuscino in un gesto di pudore, nascondendo il viso sotto il braccio piegato).
Gerardo - (cortese) Avete dormito bene?
Andreina - Io!... Non ho dormito...
Gerardo - Scusate... mi era parso...
Andreina - (dopo una pausa) E' sciocco!
Gerardo - Che cosa?
Andreina - Essermi addormentata cos!
Gerardo - (conciliante) La fatica...
Andreina - Niente affatto!
Gerardo - S... (con un sorriso malizioso) Eravate assai stanca...
Andreina - (pudica) Oh! Volete star zitto?...
Gerardo - Non ho aperto bocca.
Andreina - (tenera) Venitemi vicino...
Gerardo - (sempre in piedi a capo del letto) Ma...
Andreina - Come?
Gerardo - (con uno sguardo all'orologio che sul tavolo) Sono le sette...
Andreina - (spaventata) Le sette!
Gerardo - S... sono due ore che dormite.
Andreina - E' incredibile!
Gerardo - Vi assicuro che l'ora esatta.
Andreina - (guardando verso la finestra) E' vero... fa gi notte!
Gerardo - (calando le doppie tendine) Gi! D'aprile il sole si leva alle cinque e quaranta e tramonta alle sei e quarantacinque... e sono le sette.
Andreina - Perch restate cos lontano?
Gerardo - (dal mezzo della stanza) A che ora cenate di solito?
Andreina - Non ho ora precisa.
Gerardo - Di solito... neanche io... ma questa sera...
Andreina - E voi...? Avete dormito?
Gerardo - No....
Andreina - Neppure un momento...?
Gerardo - Nel pomeriggio... mai.
Andreina - Allora che cosa avete fatto?
Gerardo - Niente... ho aspettato...
Andreina - Vi sarete seccato...
Gerardo - Vi guardavo dormire...
Andreina - E' un tradimento!... Dovevo esser ridicola...
Gerardo - (freddo ma cortese) Ma no...
Andreina - Con la bocca aperta...?
Gerardo - (sorridente) Semiaperta...
Andreina - (desolata) Dunque, vedete: ero brutta...
Gerardo - Nient'affatto... (ironico) Sembrava che le vostre labbra sorridessero ancora...
Andreina - Zitto... Non voglio che ricordiate...
Gerardo - Avete ragione: tardi... (prendendo il vestito di Andreina di su una seggiola) Scommetto che non impiegherete pi di tre minuti a vestirvi...
Andreina - E' graziosa questa stanza!
Gerardo - Una camera banalissima.
Andreina - Ma no... Se proprio ieri mi avete detto che per uno scapolo il modo migliore di risolvere il problema di un appartamento,,. Mi avete fatta una deponzione attraente della vostra camera...
Gerardo - S... ieri...
Andreina - Oggi vi piace meno?
Gerardo - Si prende quel che si trova!
Andreina - Certo questa stanza potrebbe essere arredata meglio... il letto messo in altro modo...
Gerardo - E' assolutamente proibito agli inquilini di spostare i mobili.
Andreina - anche questi scaffali... Siete voi che li avete disposti cos?
Gerardo - No... un falegname: i miei libri erano sempre fuori posto...
Andreina - Una buona idea, ma messa ad effetto senza gusto. Con questi stessi scaffali e un metro e cinquanta di percalle a quadrali bianchi e blu si pu avere una biblioteca rustica simpaticissima.
Gerardo - (indifferente ma cortese) Davvero?
Andreina - S... e non neppure difficile. Se vi fa piacere posso incaricarmene io.
Gerardo - Vi ringrazio, ma per l'uso a cui mi serve, mi basta in fondo cos.
Andreina - Con un po' di ingegnosit, si pu allestire questa stanza in un modo assai grazioso.
Gerardo - Non mi piace d complicare la mia vita...
Andreina - E' strano. Vi immaginavo assai differente...
Gerardo - Io non sono di quelli che guadagnano ad esser conosciuti.
Andreina - Non volevo dir questo. Ma ieri, insomma dacch ci conosciamo, abbiamo parlato degli argomenti pi varii, e soprattutto di arte; e le idee che voi esponevate mi attraevano assai. Vi credevo pi desideroso di abbellire la vostra vita.
Gerardo - Confesso di non averci pensato affatto, (vanitoso) Abbiamo avuto altri argomenti di conversazione...
Andreina - Anche in questo campo le parole non vi son mancate!
Gerardo - E dire che le ore sono passate cos presto!
Andreina - (amorosamente) Davvero?...
Gerardo - Siete venuta alle due e mezzo e sono le sette!...
Andreina - La mia gioia piena, se vedo felice anche voi... (lo guarda con tenerezza) Venitemi vicino... (prende la mano di Gerardo, lo attrae verso di s, ma, dato che resiste un po', Gerardo viene a trovarsi in una posizione assai incomoda) Sto bene cos... nelle vostre braccia sono piccola piccola... voi siete forte... mi sento al riparo, protetta...
Gerardo - Sentite...
Andreina - Tesoro?
Gerardo - Le sette, le sette che suonano! (La donna ha il viso teso verso quello di lui, nell'attesa di un bacio) Non sentite? (un breve silenzio non si sente nulla)
Andreina - (in un soffio) Abbracciatemi... (Gerardo l'abbraccia una sola volta, distrattamente) Stringetemi pi forte...
Gerardo - La questione ... che sono in una brutta posizione... e non facile...
Andreina - Ah!... vi ho fatto male... come sono sciocca... ma adesso... venitemi pi accanto... Forse siete stanco?...
Gerardo - (vanitoso) Io!... Per carit!.... (le si avvicina, e si siede sul letto).
Andreina - Ecco!... Uno accanto all'altro... come qualche ora fa! quando mi avete dato il primo bacio... Traditore! (imitando la voce e il fare di lui) Signorina, fatemi un solo favore... Toglietevi il cappello: vorrei vedere il colore dei vostri capelli... . E mentre io mi toglievo il cappello davanti allo specchio, mi avete baciata sulla nuca... Io avrei voluto difendermi, ma avete scoperto il punto sensibile: qui... dove nascono i capelli - (china la nuca, per offrirla a un bacio che non giunge; Gerardo d uno sguardo disperato all'orologio)... qui... (una pausa) Come resistere a un attacco simile!... Del resto, se anche avessi voluto... voi mi tenevate cos stretta... Su, baciatemi di nuovo cos...
Gerardo - Mia cara... un po' tardi...
Andreina - Tanta fretta avete...?
Gerardo - No...
Andreina - E dunque?
Gerardo - Scusatemi... Poco fa ve lo stavo dicendo: debbo cenare con un amico e ho paura di far tardi.
Andreina - Il vostro amico aspetter... (abbandonandosi) Io sto bene... e voi? ,
Gerardo - (distratto) Come...?
Andreina - State bene?
Gerardo - (c. s.) Benissimo...
Andreina - Meglio che col vostro amico?
Gerardo - Non si pu fare un paragone...
Andreina - (carezzandolo) Avete una pelle cos fine!... Perch avete una carnagione cos?...
Gerardo - Ho una pelle speciale!
Andreina - (una pausa; poi timidamente) Mi volete bene?
Gerardo - (freddamente) Certo...
Andreina - Un pochino?
Gerardo - (c. s.) Di pi.
Andreina - Molto... molto?...
Gerardo - Pazzamente!
Andreina - (afflitta) Non mi volete bene...
Gerardo - (nervoso) Come debbo dirvelo?
Andreina - Non si deve parlare: baciare bisogna.
Gerardo - (c. s.) Ma vi ho baciata per tre ore...
Andreina - Perch vi spazientite?
Gerardo - (c. s.) Io non mi spaziento affatto!
Andreina - (triste) Vi secco... Da qualche momento sto accorgendomi che non siete pi lo stesso... c' qualche cosa di mutato...
Gerardo - Cosa volete che ci sia?
Andreina - E' quel che mi sto chiedendo... quando sono entrata qui, eravate cos tenero, commosso, premuroso... e ora...
Gerardo - Io son sempre lo stesso...
Andreina - (triste) Ah, no!
Gerardo - Scusatemi... Forse sono un po' preoccupato... questa cena con un amico...
Andreina - Io dovevo prendere il t con un'amica alle cinque e mezzo... avete visto se mi passato per la mente...
Gerardo - Questo prova che la vostra amicizia non dev'esser molto solida...
Andreina - No; prova che una donna sacrifica sempre l'amicizia all'amore...
GeTrardo - Nell'uomo pi raro.
Andreina - Se cos siatemi amico...
Gerardo - Un momento fa mi chiedevate amore...
Andreina - Non potete accordarmi l'uno e l'altra?
Gerardo - (con un sorriso) Siete troppo esigente!
Andreina - Ah! Credete...? (un breve silenzio, con un sospiro) Peccato!... (Gerardo profitta di questo intervallo per alzarsi. Sta per passare nello stanzino da toilette , quando Andreina grida rabbiosamente, a se stessa) Imbecille!
Gerardo - (voltandosi di colpo) Come?
Andreina - Niente...
Gerardo - (avvicinandosi) Non avete detto?...
Andreina - Il complimento non per voi...
Gerardo - Ah!...
Andreina - E' per me...
Gerardo - Non capisco...
Andreina - Voi avete ragione...
Gerardo - E perch?
Andreina - E' inutile che vi spieghi... (recisa) Porgetemi la mia veste, per favore... salutiamoci ,al pi presto... quel che di meglio ci resta da fare...
Gerardo - (ha preso la veste e la tiene ridicolmente tra le mani; sorridente e indeciso) Che cosa vi piglia?
Andreina - Sognavo... e ora mi sono svegliata... Scusatemi... debbo aver detto frasi molto ridicole...
Gerardo - (c s.) Ma...
Andreina - Avanti! Presto! Il mio vestito... Sbrighiamoci!
Gerardo - Avete proprio tanta fretta?
Andreina - Molta... mi aspettano...
Gerardo - (scherzando) Ah, ah! Un cavaliere!
Andreina - Cosa volete che vi importi?
Gerardo - (con enfasi comica) E se fossi geloso?!...
Andreina - Non fate dello spirito! Porgetemi quella veste e andatevene!
Gerardo - Dove?
Andreina - Dove vi pare... Il pi lontano possibile!
Gerardo - (sorridendo) In questo stato! Permettete almeno che mi vesta. Andare in giro in questa tenuta mi procurerebbe qualche noia...
Andreina - Andate dietro il paravento...
Gerardo - Questo... pu darsi, (non si muove).
Andreina - (esasperata) Dunque: cosa aspettate?
Gerardo - Vi guardo!
Andreina - Le due ore che mi avete guardata mentre dormivo non vi son bastate?
Gerardo - Mi divertite!
Andreina - Che progressi!
Gerardo - Quegli occhi, che ho visti languidi, adesso sono ardenti!
Andreina - Non burlate! Non facile aumentare la rabbia che sento di trovarmi ancora qui...
Gerardo - Ingrata!
Andreina - Per cortesia... Smettete quel sorriso soddisfatto...
Gerardo - Anche il mio sorriso vi dispiace adesso?
Andreina - E' ridicolo... e mi d ai nervi!
Gerardo - (cercando di abbracciarla) Nervosa... anche! Perbacco!
Andreina - (lottando per liberarsi) Siete odioso! Andatevene! Andatevene dunque!
Gerardo - Dopo l'amore, non siete tutto miele, voi!
Andreina - Perch capisco il vostro errore...
Gerardo - Quale errore?...
Andreina - (scoppiando in una risata) Vi figurate che io vi ami!...
Gerardo - E se non mi amaste, perch sareste qui?
Andreina - E voi?
Gerardo - (ironico) Ma io, vi amo...
Andreina - Traduzione libera: ho voglia di andare a letto con voi!
Gerardo - Scusate...
Andreina - Ieri, quando mi avete chiesto di venirvi a prendere oggi in casa vostra, alle due e mezzo, per andare a vedere la Mostra degli Indipendenti, credete proprio che ci sia cascata? Sapevo benissimo che la visita a una mostra si sarebbe limitata a una visita a questa camera!
Gerardo - Ah! vedete dunque che mi amate!... se non avete potuto resistermi, per quanto aveste preveduto quel che sarebbe successo...
Andreina - Appunto perch prevedevo, son venuta...
Gerardo - Senza amore?
Andreina - E' un'offesa?
Gerardo - La confessione cinica!
Andreina - E perch il cinismo dovrebbe essere soltanto maschile?...
Gerardo - Macch! Non vi credo... Un momento fa vi stringevate a me con tanto amore...
Andreina - Con riconoscenza... Non confondete!
Gerardo - Se non mi amaste, non avreste scelto me...
Andreina - Ma perch? Mi siete piaciuto fisicamente... Perch non vorreste che io fossi - come voi - spinta soltanto da desideri fisici?
Gerardo - (alzandosi) Dunque: devo soltanto al mio aspetto fisico...
Andreina - Ma voi - dite un po' perch mi avete voluta nel vostro letto? ...
Gerardo - Che domanda!
Andreina - Rispondete! Siamo quasi tra uomini! Su: siate franco...
Gerardo - (divertito) E' difficile a dirsi...
Andreina - Fate uno sforzo...
Gerardo - (sorridendo) Ci tenete?
Andreina - Molto...
Gerardo - Se proprio vi diverte, tenter... che ricerca strana! Vediamo un po'... (la guarda) Mi pare che prima di tutto la vostra gamba abbia richiamato la mia attenzione...
Andreina - Quale?
Gerardo - (si tiene in ginocchio accanto il letto) Tutte e due! Avete la caviglia esile e il polpaccio alto, che si indovina saldo sotto la calza di seta... (carezzandole la gamba) Fa un bell'effetto!
Andreina - (liberandosi e mettendosi in ginocchio sul letto) Poi...
Gerardo - (alzando) Il seno...
Andreina - Io tremo...
Gerardo - Fate male...
Andreina - Respiro...!
Gerardo - E a ragione... non si pu dire tuttavia che il vostro seno colpisca...
Andreina - Discrezione!...
Gerardo - Il vostro seno si rivela d'un tratto per un fremito leggero, e si ha subito la voglia di carezzarlo... (tenta una carezza).
Andreina - Non perdiamo tempo... proseguiamo le indagini.
Gerardo - E' finito!
Andreina - Le gambe, il seno... tutto qui!...
Gerardo - Me l'avete chiesto voi!
Andreina - S, certo... Ma... il mio viso?... Non vi ha colpito affatto?
Gerardo - (convinto) Siete graziosa... Certo!
Andreina - Ah!
Gerardo - Nuovi aspetti si precisano...
Andreina - Mi avete scoperto altre attrattive?
Gerardo - S... cercando bene... Ieri sera, a teatro, vi guardavo...
Andreina - Di profilo...?
Gerardo - S... E allora mi preso il desiderio di avervi... e vi ho afferrata la mano...
Andreina - Siamo gi a questo!
Gerardo - La prima stretta di due mani?... Un godimento che non ha paragone! Non vi pare?
Andreina - (un po' commossa) S...
Gerardo - (prendendo la mano) Si cercano, si indovinano, un possesso...
Andreina - Il preludio... (una pausa: tutti due sognano).
Gerardo - (sincerissimo) Che peccato che abbiamo fretta!
Andreina - Vi chiedo scusa di avervi procurato un disinganno...
Gerardo - Io non ho avuto disinganni... l'accordo stato magnifico!
Andreina - (un po' triste) E ora... finita... (riprendendosi) e io non ho voglia di ricominciare...
Gerardo - (fatuo) Ma se io volessi... (cerca di abbracciarla).
Andreina - (respingendolo) No... non il caso di battere un a record ... risparmiatevi... Del resto, con tutta sincerit - e io ve ne ringrazio - voi mi avete provato che la mia presenza nel vostro letto l'ho dovuta a doti, per quanto varie, unicamente fisiche... Per le qualit del mio spirito e del mio cuore, non c' posto nella vostra nomenclatura...
Gerardo - Io non vi conosco...
Andreina - E io credo invece di conoscervi a fondo...
Gerardo - (un po' inquieto) Eppure io non vi ho dato che informazioni vaghe sulla mia vita...
Andreina - Eppure per me voi siete chiaro e senza un mistero...
Gerardo - Non possibile! E allora... ditemi... chi sono?...
Andreina - Un uomo!...
Gerardo - (si alza, divertitissimo) Che perspicacia! Brava!
Andreina - Non vi affrettate ad applaudire... Non un complimento...
Gerardo - (con grave seriet) Sentite... E allora... anch'io vi dir cosa siete voi... (finge di riflettere profondamente)... una donna!... (uno scroscio di risa).
Andreina - Niente meno!
Gerardo - E' un complimento...
Andreina - No... una parola che in genere suona credulit, disinganno, felicit mancata!...
Gerardo - (avvicinandosele) Che amarezza! Avete anche avuto dispiaceri di cuore?
Andreina - Cosa pu importarvene?
Gerardo - (sedendole accanto) E' interessante... raccontate...
Andreina - A che serve...
Gerardo - Giacch abbiamo fatto conoscenza...
Andreina - Se vi fa piacere... Del resto: la storia presto detta... A diciotto anni, ho fatto un matrimonio d'amore...
Gerardo - (allegramente, prendendola per le spalle) Siete sposata?
Andreina - Aspettate... Io fui di un'ingenuit enorme. Perbacco: cos giovane! Ero scusabile!... Ma mio marito fu spietato!
Gerardo - Lo avete ingannato.
Andreina - No... L'ho amato troppo... E' un errore che un uomo non perdona mai.
Gerardo - (allentando la sua stretta) Dunque, siete divorziata...
Andreina - S... un giorno mi minacci alzando le mani... io lasciai il domicilio coniugale... il divorzio stato pronunziato contro di me... ve l'ho gi detto: tutti i torti erano miei...
Gerardo - (le sta ancora vicino, ma non la stringe pi) E... poi?
Andreina - Poi?...
Gerardo - S... come vivete?
Andreina - (con un gesto vago) Vivo...
Gerardo - Siete sola? (esitando) Insomma: volevo dire...
Andreina - Non esitate... volete sapere se ho un amante...
Gerardo - Ecco!
Andreina - (guardandolo in faccia, enigmatica) E potete dubitarne?
Gerardo - Naturalmente, io son fuori di causa...
Andreina - (amara) Con che premura lo dichiarate... (lo guarda ancora) Bene, s; ho un amante...
Gerardo - (quasi liberato, avvicinandosi) Da molto tempo?
Andreina - No...
Gerardo - Lo amate?
Andreina - L'ho amato, ma ora... non so pi... sono in dubbio...
Gerardo - E lui si lasciato ingannare?...
Andreina - Quando una donna vuole...
Gerardo - Ma, da due giorni che vi conosco, mi siete parsa cos libera...
Andreina - E chi vi dice che lui non sia lontano, molto lontano da me in questo momento?
Gerardo - Ah, in viaggio!... (ride) Capisco. Io faccio un interim . Benone! E lui, naturalmente, non sospetta di nulla!...
Andreina - L'avete detto voi stesso: non deve essere malizioso!
Gerardo - E' buffa la cosa!... (La abbraccia alla vita) Poveretto! (la bacia).
Andreina - Non poi da compiangere!
Gerardo - Se all'oscuro di tutto! Da quanto tempo precisamente lo conoscete?
Andreina - (liberandosi) Non vi pare che abbiamo parlato abbastanza di lui?...
Gerardo - Vi secca?
Andreina - Ora sta a voi parlarmi di voi stesso... della vostra amante...
Gerardo - (reciso) Ah, che! Io non ho amante!
Andreina - Le sette sono suonate da un pezzo...
Gerardo - C' tempo...
Andreina - Mi fa piacere che voi apprezziate la mia conversazione...
Gerardo - Mi interessa... Il vostro spirito cos indipendente una cosa nuova per me... A voi, posso dirlo senza timore: non c' cosa che irriti di pi che una donna quando si gi data... quella valutazione eccessiva di quel che crede di aver fatto, quando invece si tratta di reciprocit... che abitudine seccante! In cambio bisogna promettere fedelt, amore eterno...
Andreina - E che perdita di tempo!
Gerardo - Tra noi, tutto pi semplice. Escluso l'amore, ogni ipocrisia diventa inutile. Siamo, uno di fronte all'altra, interamente nudi...
Andreina - Porgetemi il mio vestito...
Gerardo - Non ancora... (la prende tra le sue braccia) Abbiamo forse qualche altra cosa da dirci...
Andreina - No... Conversare con voi non mi interessa pi...
Gerardo - Davvero? (riflette) Insomma, l'amore non altro che il desiderio di fare l'amore... Noi che abbiamo soppresso il primo, compiamo l'altro senza astuzie. Io so che voi amate il piacere, e provo piacere nel soddisfarvi... Di che vi lagnate?
Andreina - E se il reciproco fosse vero? Fare l'amore forse amarsi un poco...
Gerardo - Non parliamo pi d'amore, noi che sappiamo che l'amore non esiste...
Andreina - (tenendolo per il pigiama) E se io avessi mentito. Se non avessi altri amanti che voi... Se vi dicessi che vi amo...
Gerardo - E' uno scherzo!
Andreina - Un esperimento... Rispondete... Che fareste?... (lo lascia andare).
Gerardo - (imbarazzato, e scostandosi con premura) Abbiamo pensato a tutto, fuor che a questo... Che farei? Non so dirvi...
Andreina - Rassicuratevi... E' molto tardi: voi mi trattenevate, ho voluto scostarvi... vedete che ci son riuscita...
Gerardo - (si riavvicina sorridendo) Siete molto furba...
Andreina - (ironica) E pericolosa...
Gerardo - Mi piacerebbe, se fosse.
Andreina - Per il vostro bene, lasciatemi andare. E' meglio che non ci rivediamo pi... (bussano alla porta della stanza) Sentite!...
Gerardo - Cosa?
Andreina - Bussano.
Gerardo - (accostandosi alla porta) Chi ?
Una voce d'uomo - Sono io.
Gerardo - Chi... Io?...
La voce - Io!...
Gerardo - Tu?...
La voce - S... Duvivier...
Gerardo - Un momento... (tornando da Andreina, sottovoce) E' il mio amico... che venuto a cercarmi...
Andreina - Non voglio che mi veda... (afferra i vestiti che Gerardo le porge rapidamente) Ditegli che se ne vada!
Gerardo - (tornando verso la porta) Scendi gi... aspettami in salotto...
Duvivier - No... Aprimi...
Gerardo - Se ti dico d'aspettarmi in salotto...
Duvivier - Ci sto da mezz'ora...
Gerardo - Va bene: prosegui...
Duvivier - No... mi secca...
Andreina - E' una cosa ridicola... (indicando lo stanzino, da toilette ) Andr a vestirmi di l: fatelo entrare ma spicciatelo presto.
Gerardo - Giusto: far cos...
Andreina - Che se ne vada subito!... (passa nello stanzino da ce toilette ).
Gerardo - State tranquilla! (prende una scarpina che Andreina aveva dimenticata, e la getta nello stanzino, abbassa la tenda che maschera il vano. Apre la porta) Avanti, entra. (Duvivier entra: in smoking, col soprabito sul braccio e guanti bianchi; solenne e leggermente ridicolo).
Duvivier - Caro... ti chiedo scusa di aver quasi forzato la porta... ma tu forse hai dimenticato che siamo a cena insieme...
Gerardo - Me lo rammento... (con un cenno alla propria tenuta) Io non sono proprio pronto... Se vuoi aver la cortesia di aspettarmi gi in sala... ti raggiungo tra cinque minuti...
Duvivier - Benone! Dunque... Spicciati! Hai una sigaretta?
Gerardo - No...
Duvivier - (scorgendo una, scatola di sigari sul tavolo) Oh! vedo dei sigari! Non ti disturbare... preferisco un sigaro... (esamina la scatola) Una buona marca... Permetti... (prende un sigaro).
Gerardo - Il fumo di sigaro, qui dentro... Sarebbe forse meglio fuori...
Duvivier - Credi?
Gerardo - S.
Duvivier - Bene. Allora questo lo fumer fuori, (intasca il sigaro e ne prende un altro che accende subito) Su, caro, vestiti: mi hai chiesto cinque minuti.
Gerardo - Hai fretta?
Duvivier - Nient' affatto,
Gerardo - Dove ceniamo?
Duvivier - Al Caff de Paris.
Gerardo - (sorpreso) Mi inviti al Caf de Paris, tu!
Duvivier - (generoso) Caro mio, quando io offro agli amici...
Gerardo - Va avanti. Fissa la tavola e ordina. Lascio a te la cura di scegliere i piatti... Io ti raggiungo tra un quarto d'ora... va!
Duvivier - No.
Gerardo - Il tempo di vestirmi e...
Duvivier - Un momento! Credi ai racconti delle fate?
Gerardo - Come?
Duvivier - Ai racconti delle fate?...
Gerardo - Non sono pi un bambino...
Duvivier - Guardami...
Gerardo - Bene?
Duvivier - (insistendo) Guardami...
Gerardo - Che c'? (squadrandolo da capo a piedi) Quei guanti bianchi ti imbarazzano...
Duvivier - Non si tratta di questo... Guardami... Io sono una fata!
Gerardo - Ah ah! (sorride divertito) Siedi, mio caro, siedi... (Duvivier siede) Quanti cocktails?
Duvivier - Come?
Gerardo - Ti chiedo quanti cocktails hai preso prima di venir qui?
Duvivier - Ingrato! Prendi in giro l'angelo, il buon genio che muter il tuo destino.
Gerardo - Senti... se un'idea fissa, non voglio contrariarti... Ma va ad attendermi nel salone... Mettiti accanto alla finestra, aprila e respira lentamente, profondamente e con metodo... Va caro, va!... (cerca di farlo alzare dalla seggiola, ma Duvivier si rannicchia anche pi comodamente nella sua poltrona).
Duvivier - No... Vestiti: t'aspetto qui.
Gerardo - T'assicuro che nel tuo stato...
Duvivier - M'infischio delle tue prese in giro, e ti dico solo: vestiti, fatti bello... Il tuo destino si decide stasera!...
Gerardo - (irritato) Insomma: che cosa vuoi dire? Il mio destino al Caf de Paris?
Duvivier - Sicuro... Al Caf de Paris!
Gerardo - (c. s.) Spiegati...
Duvivier - Ah! Puoi esser contento di avermi per amico!...
Gerardo - Io ne ringrazio il cielo tutti i giorni ma stasera particolarmente vorrei sapere perch...
Duvivier - - Eh! l'amicizia!... e me! (vorrebbe cominciare un discorso, dire qualche cosa di definitivo, ma gli mancano le parole; e si limita ad un gran gesto)... Eh, tu lo capisci!
Gerardo - S, lo so bene... ma che cosa c'entri il mio destino stasera...
Duvivier - Pazienza... mistero... celerit: vestiti.
Gerardo - Che cosa tutta questa storia? E, prima di tutto, questo invito? Hai cenato con me tre sere fa, e stamattina mi spedisci un biglietto postale per dirmi; E' un secolo che non ci vediamo; bisogna assolutamente che questa sera ceniamo insieme . E aggiungi: Sono io che invito . Questo poi il colmo!
Duvivier - Ti pare tanto sorprendente che io ti offra una cena?
Gerardo - No: imprevisto!
Duvivier - Ah mio caro: come mi conosci male! Se sapessi cosa si sta preparando qua dentro!... (si tocca la fronte).
Gerardo - Mi racconterai a tavola. Scendi in salotto... Io vado a vestirmi.
Duvivier - (trattenendolo) Un momento! Una domanda: a che punto sei?
Gerardo - Lo vedi da te: sono in pigiama...
Duvivier - Non si tratta di questo... Ti chiedo: a che punto sei... nella vita?
Gerardo - (stupefatto) Nella vita!
Duvivier - S... la tua situazione materiale?...
Gerardo - Non mi sembra questo il momento...
Duvivier - Sbagli! E' venuta l'ora di far l'inventario... vestiti e ricapitoliaimo...
Gerardo - Andiamo, su! Non tanti preamboli... Vuoi chiedermi un prestito per pagare la cena che mi offri... (tira fuori dall'armadio il suo smoking, prende una camicia e va a sedersi sul letto per infilarvi i bottoni da polso e da collo).
Duvivier - Non capisco perch tu ti accanisca cos a denigrarmi. E' vero: io ho messo qualche volta la tua amicizia alla prova... Ma oggi ti render quel che ti debbo al centuplo!
Gerardo - (la sorpresa lo ferma a sedere sul letto) Questa una buona notizia! E dunque...
Duvivier - (affermativo) Tu sei un po' imbarazzato...
Gerardo - (dubitoso) N... no.,.
Duvivier - Ma s... Sei in imbarazzo.
Gerardo - T'assicuro che...
Duvivier - Perch negarlo? Non mica un disonore... Succede anche a me di trovarmi in imbarazzo!
Gerardo - Spesso!
Duvivier - Che vuoi... Vedo le cose troppo in grande, io! (tira una enorme boccata dal suo sigaro). Ma non si tratta di me, stasera... Dunque, sei imbarazzato: questo indizio di una situazione materiale mediocre. Vivi mediocremente, ti dibatti nella mediocrit... non lo negare: un fatto. Guarda: questa stanza d'albergo... Come si pu vivere in una camera cos volgare?... (con una smorfia di disgusto) E' un albergo di terz'ordine!
Gerardo - (seccato) Puoi parlare tu, che abiti...
Duvivier - Per cortesia: non mi tirare sempre in ballo... (trascinandosi dietro la seggiola si avvicina in tre tappe a Gerardo che rimasto sempre seduto sul letto) Se sapessi con che attenzione e con che disinteresse sto esaminando il tuo caso! Pensaci: con tutto disinteressamento!
Gerardo - Ma io non ti ho chiesto nulla...
Duvivier - E ti pare che questo possa essere un motivo, perch io mi dimentichi di te? Tra poco mi ringrazierai... Finora non c' stato che un preambolo necessario.... Precisiamo qualche altro punto... La tua vita intima...
Gerardo - Come!
Duvivier - La tua vita amorosa, se preferisci...
Gerardo - Ah, io! Tu lo sai: le donne...
Duvivier - Lo so... oggi di moda disprezzare le donne: ma questo non ti impedir d'avere un'amica...
Gerardo - Non vero!
Duvivier - (tira fuori di tasca un taccuino e legge) Si chiama Anna... mannequin in Rue de la Paix. Alta, bruna, graziosa.
Gerardo - (con uno sguardo furtivo, ma disperato verso lo stanzino da toilette ) Una storia che finita da un pezzo!
Duvivier - Da un pezzo? Ne sei sicuro?
Gerardo - Sei mesi... almeno...
Duvivier - Hai passato da lei la notte scorsa... (consultando il taccuino) 13, via Vaugirard... Sei giunto all'una dopo mezzanotte, (giunge, dallo stanzino da toilette , un rumore di vasellame che va in pezzi. Dopo un breve silenzio) Cosa stato?
Gerardo - (senza scomporsi) Niente... non niente... Gli autobus nel passare... scuotono i mobili... Che cosa dicevi?
Duvivier - Qualche cosa si deve essere rotta... Va a vedere...
Gerardo - Non vale la pena...
Duvivier - Vuoi che vada io?...
Gerardo - No... lascia... (passa nello stanzino, ci resta qualche secondo, ricompare un po' frastornato).
Duvivier - Bene?
Gerardo - S, appunto. Proprio quel che pensavo: gli autobus... una bottiglia scivolata sul piano del lavabo, (avanza verso Duvivier, tentando di farlo alzare) Senti: ora scendi in salotto. Vedi: ci perdiamo in chiacchiere, e io non mi vesto. Finiremo per far tardi...
Duvivier - No... Ho fissata la tavola per le nove... (d uno sguardo al proprio orologio) C' tutto il tempo... Parlavamo della tua sartina... Le vuoi bene?
Gerardo - L'amore! Tu mi conosci... (alza le spalle, ironicamente).
Duvivier - Bravo! Quando cos, non ho pi scrupoli... Anna ti tradisce.
Gerardo - (senza voce) Come?
Duvivier - Dico: Anna ti tradisce.
Gerardo - No!...
Duvivier - S... ieri, nel pomeriggio, stata alle Corse a Chantilly...
Gerardo - E con questo? E' il suo mestiere...
Duvivier - Il suo mestiere la obbligava a far conoscenza, nel recinto del peso, con un argentino?
Gerardo - E poi?
Duvivier - E a tornare in citt con lui, nella sua macchina?
Gerardo - (irritato) Poi?
Duvivier - Poi! Si son trattenuti un'oretta e mezzo in una certa garsonnire di via Godot de Mauroy...
Gerardo - (furente) Che cosa vuoi che mi importi?
Duvivier - Piacere!
Gerardo - (c. s.) Ma certo!
Duvivier - Tu sei contentone... si vede! Io sono beato! Rallegriamoci a vicenda, (ride).
Gerardo - Un solo fatto mi mette in pensiero: tu ti occupi troppo di me... tanta premura... mi vizi, mi metti in imbarazzo!
Duvivier - Non ti pare naturale? Non sei il mio amico? E non ti sembra che basti?
Gerardo - Bene... continua pure... Chiacchiera, chiacchiera pure solo, io vado a vestirmi.
Duvivier - Insomma... (Gerardo colloca il paravento in senso parallelo alla scena tra Duvivier e lu, e cos pu cominciare a vestirsi. Duvivier parler col naso contro il paravento) Mi pare dunque di averti dimostrato che, tanto dal lato materiale quanto moralmente, tu non vivi!
Gerardo - (la cui testa compare al disopra del paravento) Di', le informazioni che con tanta cortesia mi hai comunicate... il ritorno dalle corse e il resto... come le hai avute?
Duvivier - E' l'abbicc del mestiere... una sciocchezza... lasciamo andare... (Gerardo scompare) un altro giorno ti spiegher il mio sistema... Dunque: parlavamo della tua posizione sociale... Dimmi un po' che posto occupi tu nella societ... una miseria, caro mio, una vera miseria!... (si ferma, stupefatto, con lo sguardo fisso sotto & letto. Si china e raccoglie una calza di seta, la tira a s, e la contempla in tutta la sua lunghezza. Poi, con gran disgusto)... una vera miseria! (mette la calza nella tasca della sua giacca).
Gerardo - Pure devi pensare...
Duvivier - Non ci sono corse oggi?
Gerardo - No... perch?
Duvivier - (con uno sguardo verso lo stanzino da toilette) No... pensavo a...
Gerardo - (che si infilati i calzoni dello smoking, spinge il paravento verso il fondo della scena, e percorre rabbiosamente la stanza, abbottonandosi le bretelle. E durante la scena finir di vestirsi) Questa storia preoccupa te, pi che me. Una donna che tradisce il suo amante: niente di pi naturale. Siamo tanto infedeli noi! Si parla del pudore femminile... che trucco! Un uomo piace loro, e ci vanno a letto insieme... senza neppure conoscerlo... E' disgustoso, ne convengo; ma perch dovremmo lagnarcene? Profittiamone, ecco tutto!
Duvivier - (con uno sguardo allegro verso lo stanzino da toilette ) Bravo!
Gerardo - Quel che importa non lasciarsi ingannare dalla loro ipocrisia...
Duvivier - (approvando) Bravo! Bravo!
Gerardo - Cosa mi dicevi? Ah, s! Mi dichiaravi che non sono nulla... bene: continua, non aver scrupoli!
Duvivier - Non voglio continuare. Se ho fatto cos nero il quadro della tua vita, per giungere ad una conclusione. E la conclusione eccola: tu meriti di pi dalla vita.
Gerardo - Grazie!
Duvivier - Persuaditi che non ti faccio complimenti inutili... Tu hai molte qualit... Innanzi tutto; sei giovane, sei bello... E poi non sei neppure mediocre... Ah! Fossi io giovane e bello... Eppure anch'io me la cavo! Ma tu non hai la posizione che meriti... e vivi in una catapecchia! E tu non sei fatto per questa vita... (Gerardo sta seduto sul letto; Duvivier si alza, gli si accosta, e come una fata benefica) Quel che ci vuole per te un appartamento lussuoso, comodo, borghese! Non discutere! Me l'hai confessato tante volte: i tuoi gusti sono borghesi! Conosco il tuo sogno: uno studio dolcemente rischiarato, un grande sof coperto di cuscini, un tappeto soffice, una bella biblioteca coi tuoi libri preferiti, una scrivania, fiori, poltrone molli e profonde... insomma: l'ideale borghese!
Gerardo - (intenerito) Ah! certo, non mi dispiacerebbe... Per ora posso farne a meno, ma mi auguro che le cose cambino... Forse meriterei una vita migliore...
Duvivier - Questo proprio mi diceva Brgier, parlando di te...
Gerardo - Brgier? Le automobili Brgier?
Duvivier - Lui, in persona!
Gerardo - Mi conosce?
Duvivier - L'hai conosciuto dai Balbel (si mette a sedere).
Duvivier - Oh! Ma c'era tanta gente, che non mi avr neppure notato...
Duvivier - Eppure, tu ci hai conversato...
Gerardo - Qualche parola...
Duvivier - Ebbene, caro mio: bastato! Si entusiasmato di te, Brgier!
Gerardo - A proposito di Brgier: da lui che tu passi tre mesi dell'anno, in Bretagna?
Duvivier - S... La stagione di caccia... per fargli piacere... io organizzo le cose... Brgier ha laggi un magnifico castello...
Gerardo - Gli dai molte stoccate? Dicono che...
Duvivier - I soliti maligni... (si alza, infuriato, si scosta da Gerardo) E' buffo: noi parliamo sul serio, e tu svii la conversazione... (trovandosi a portata di mano la scatola dei sigari, ne prende uno, e con quello minaccia Gerardo, riaccostandoglisi) Ti avverto, se ci tieni, che accanto a Brgier potresti farti una posizione di prim'ordine... (intasca il sigaro) E' stanco, e cerca, come collaboratore, qualcuno, in cui possa riporre fiducia assoluta...
Gerardo - E vorresti che fossi io! ...
Duvivier - E perch no? Se ti dico che gli piaci assai!
Gerardo - Ma sai che molto interessante quel che mi stai dicendo... Siedi un momento... C' tempo...
- (Si sente di nuovo un rumore di porcellana che va in frantumi).
Duvivier - (dopo un breve silenzio) Ah! questi autobus!
Gerardo ....................... - (irritato) Sono seccanti... Finir col- l'aver delle noie dalla padrona di casa... Sen ti: dovresti aspettarmi gi in sala
Duvivier - Gli autobus passeranno egualmente... Mi dici d andarmene, proprio quando sto per rivelarti il mio piano... un piano geniale!
Gerardo - (con uno sguardo verso lo stanzino) Parla... ma fa presto...
Duvivier - Quando tutto sar andato in pezzi, staremo tranquilli... Stammi a sentire: noi siamo a cena questa sera con Brgier...
Gerardo - Al Caf de Paris?
Duvivier - S... Sono io che ho organizzato quest'incontro... Brgier vuol proprio fare con te migliore conoscenza.
Gerardo - Tu scherzi!
Duvivier - Guardami in viso!
Gerardo - E tu credi che con l'intenzione di...
Duvivier - Te l'assicuro...
Gerardo - (commosso, stringendogli la mano) Ah! Caro, ti ringrazio. Sei proprio un ragazzo a modo. Sai: questo un gesto che non dimenticher.
Duvivier - Lo credo bene... (con noncuranza) Sua figlia anche sar a cena con noi...
Gerardo - (indifferente) Ah...
Duvivier - Tu non ti aspettavi una fortuna simile!
Gerardo - Ti confesso che Brgier... vedere attratta su di me l'attenzione del re dell'automobile...
Duvivier - Non si tratta pi di Brgier, ma di sua figlia...
Gerardo - La figlia mi interessa meno!...
Duvivier - Non ti piace?
Gerardo - Per quel che ho da fare con lei!...
Duvivier - Tu le piaci molto...
Gerardo - (sorpreso) Io!
Duvivier - S, tu! Eh, fai colpo, tu!
Gerardo - Come?
Duvivier - S... quella sera, dai Balbel, si parlava di sports... Ivonne Brgier si vantava di guidare una macchina a 130 l'ora... di dedicarsi alla scherma, alla corsa'a piedi, insomma a tutti gli sporta... I giovanotti si rallegravano con lei... Ma tu... Ricordi cosa le dicesti?
Gehardo - Non me ne rammento affatto...
Duvivier - Aspetta un po': Signorina, le ragazze che cercano di imitare gli uomini, sono proprio insopportabili. L'unica attrattiva di una donna l'essere debole e aver bisogno di protezione . Questo le dicesti... E puoi gloriarti di aver avuto un bell'effetto!
Gerardo - (sorridendo) Mi odier!
Duvivier - Le piaci enormemente! Ma scusa! Sei il primo che ha avuto il coraggio di tenerle testa... Son cose che contano per una ragazza multimilionaria...
Gerardo - Conclusione?
Duvivier - Sposala!
Gerardo - (soffocato) Eh?
Duvivier - Suo padre accetta in anticipo. Accetta tutti i capricci di sua figlia... Caro mio, tutto combinato. Il matrimonio si celebra tra un mese, a fine maggio. Quest'estate tu vai a Decauville. Io vi compero una villa magnifica, e neppure cara: tre milioni. Ho gi un'opzione. Ci sistemeremo l verso il venti di luglio. Tu sarai il re della stagione... (beato) Che cosa ne pensi?
Gerardo - (.si accostato a Duvivier e battendogli delicatamente la mano sulla spalla, senza alzare la voce) Alla porta! Subito!
Duvivier - (spaurito) Eh? Come?
Gerardo - (urlando) Alla porta! (sconcertato, Duvivier si alza) Sposarmi! Io! Sei proprio impazzito! E la mia libert?
Duvivier - A un prezzo simile... Yvonne ha una dote di...
Gerardo - (con un furore che andr crescendo) Me ne infischio! Le donne sono sempre stati cattivi acquisti nella mia famiglia! Quindi te lo grido chiaro e tondo: mai! Mi hai capito: mai! Io non prendo moglie!
Duvivier - S, ma pure... tu non puoi fare a meno di una donna... hai un'amica...
Gerardo - Che su di me non ha nessun potere... Buongiorno, buonasera, un salutino e tutto qui. Diffido talmente che nessuna donna ha mai messo piede qua dentro!...
Duvivier - (scettico) Mai?
Gerardo - (con forza) Mai! Ah! Ti assicuro che una donna che venisse a parlarmi di amore, troverebbe una accoglienza coi fiocchi!
Duvivier - Alle corte: tu rifiuti di diventare genero di Brgier!
Gerardo - Con tutte le forze!... Se invece Brgier vorr interessarmi ai suoi affari, avr tutta la mia devozione.
Duvivier - Un uomo dell'importanza di Brgier non pu accordare fiducia al primo venuto... Sposando la figlia, tu non saresti pi il primo venuto...
Gerardo - Bene: che vadano ai diavolo lui e sua figlia!
Duvivier - Questo non ti impedir di venire a cena...
Gerardo - Ora che son prevenuto? Ah, no! Puoi pure andartene, (spingendolo fuori della porta) Via... via...
Duvivier - (seccato) Come potr spiegargli?...
Gerardo - Digli... digli che sei un imbecille!
Duvivier - (uscendo) Va bene, ma lui non mi creder... Ah! Guarda un po'! Dimenticavo... Rendile questa! (nel pugno chiuso porge a Gerardo la calza di seta che teneva in tasca).
Gerardo - A chi?
Duvivier - (mostrando la calza) All'autobus! (Gerardo prende la calza. Duvivier esce). (Gerardo resta interdetto con la calza in mano. Andreina solleva la tenda che nasconde lo stanzino da toilette).
Andreina - (ridendo) Si pu? Le mie condoglianze!
Gerardo - Grazie... perch?
Andreina - Per la signorina Anna... Compatisco la vostra sventura!
Gerardo - Se tutti i miei pensieri fossero questo... m'era gi passato di mente!
Andreina - Pensavate a lei parecchio, se me ne avete taciuto l'esistenza, quando vi ho chiesto se avevate un'amante!
Gerardo - Si poteva far a meno di dirlo...
Andreina - (davanti allo specchio, infilandosi il cappello) Vi siete comportato come se mi aveste amato...
Gerardo - Come?
Andreina - Perbacco! Avete gi mentito! (ride) Porgetemi quella calza... (La prende) Grazie... (siede sulla sponda del letto e si infila la calza) Ecco! E ora vi lascio.
Gerardo - Adesso non ho pi fretta...
Andreina - L'ho io!
Gerardo - Certo: vi ho fatto perdere molto tempo...
Andreina - (con divertimento) Non me ne rammarico. Il dialogo col vostro amico mi ha rivelato molto del vostro carattere.
Gerardo - Che disinganno, no?
Andreina - Se vi amassi, forse! Ma io non sono la signorina Brgier...
Gerardo - Non mi parlate di questa storia sciocca, Quando penso che quell'imbecille era venuto a tendermi un agguato... Pensate un po'; io legato! Io! No, grazie!...
Andreina - (con ironia) Siete un uomo forte!
Gerardo - (convinto) Mi difendo benissimo...
Andreina - Anch'io...
Gerardo - (ride) E' vero... Noi due non corriamo rischio di restar vittime dell'amore!
Andreina - Con me c' da star sicuri! Libert assoluta! (ridono tutti e due; una pausa; poi chiaramente) Arrivederci!
Gerardo - (le stringe la mano, ridendo sempre) E' molto simpatico!... Che sicurezza! (la donna fa un passo verso la porta) Sentite: mi viene un'idea...
Andreina - (con la mano sulla maniglia della porta) Dite pure...
Gerardo - Noi potremmo stringere un patto...
Andreina - (c. s.) Cio?
Gerardo - Potremmo convenire di rincontrarci di tanto in tanto, per godere ancora il piacere di queste ore passate insieme, senza per questo essere altro che due buoni camerati...
Andreina - (lasciando la maniglia con un sorriso, e minacciando col dito) Senza per che si parli mai di amore!...
Gerardo - Beninteso!
Andreina - Quasi quasi acconsentirei!
Gerardo - (sconcertato) E il vostro amanite?
Andreina - (distrattamente) Quale amante?
Gerardo - (in guardia) Non avevate detto,..
Andreina - (riprendendosi) Ah, s! Vi assicuro che non sospetter mai di nulla!
Gerardo - (allegro) Vi sentite cos abile a fingere...
Andreina - Ma s! Quando si fatta l'abitudine...
Gerardo - Dunque... (tendendole la mano) Accettato?
Andreina - Se vi fa piacere! (prende la mano di lui) Dunque... a uno di questi giorni...
Gerardo - (trattenendole la mano) Dove cenate?
Andreina - Non so... tardi... in trattoria... o non so dove...
Gerardo - (tornando accanto dopo essersi scostato un momento per prendere il soprabito e il cappello) Vorreste che... (esita).
Andreina - ... cenassimo insieme? Ma non contrario al nostro patto?
Gerardo - Se foste un'amica come le altre, diffiderei. Ma con un camerata! Per, vi avverto, vi lascio alle dieci...
Andreina - Ma s: mi lascerete, quando vi far pi comodo...
(escono continuando rumorosamente la conversazione).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
Uno studio di stile assai moderno. A destra, inizio di corridoio che d sull'anticamera. A sinistra ingresso della camera, mascherato da una tenda. In fondo una finestra, che forma boto wndov . A destra, ricavato nel muro, un divano pieno di cuscini. La biblioteca ricavato nel muro del corridoio, accanto al divano.
Insomma la fedele esecuzione della stanza descritta al primo atto da Duvivier. A destra del divano, appeso al muro, uno specchio.
Su un tavolinetto, nel mezzo, il telefono, una fotografia in cornice, una bottiglia di Porto, qualche bicchiere.
Sono le otto di sera. Quando si alza il sipario, nessuno in scena. Bussano. Con frettolosa allegria Andreina esce dalla camera che a sinistra e traversa la scena. E' in pigiama. Va ad aprire.
Entra il portiere.
Il Portiere - Mi scusi, signora, se la disturbo... Ma l'ho vista rientrare e ne profitto per...
Andreina - Che c'?
Il Portiere - Bisognerebbe che lei mi desse una risposta...
Andreina - Ve l'ho gi detto: per il momento non possibile.
Il Portiere - Ma... ci sono molte richieste... un appartamento mobiliato come questo... in una casa seria... raro a trovarsi. Anche oggi venuto un signore molto distinto...
Andreina - Quando scade l'ultimo termine per dirvi se trattengo o no l'appartamento?
Il Portiere - Oggi il tredici ottobre... fino al 15: dopodomani.
Andreina - Benissimo; dopodomani avrete una risposta.
Il Portiere - (insistendo) Ma quel signore ha detto che sarebbe tornato domani.
Andreina - Torner.
Il Portiere - E se nel frattempo fissa un altro appartamento?
Andreina - (indifferente) Bah!...
Il Portiere - Sa: io ci terrei molto a quel signore. E' un ufficiale della Legion d'onore... dev'essere una persona importante... Del re-" sto non deve metter pensiero a lei di cambiar casa... Per quel che ci sta qui! almeno di giorno... Non pu credere, signora, quanto lei mi tiene in curiosit! Cosa viene a fare qui tutte le sere dalle otto alle cinque e mezzo... non l'ho indovinato...
Andreina - Mi raccolgo...
Il Portiere - Io quando lei mi chiede la chiave verso le undici e mezzo penso: l'amico della signora del primo piano non ancora venuto, stasera... .
Andreina - (offesa) Pu bastare, no?
Il Portiere - Non se l'abbia a male, signora... non volevo offenderla...
Andreina - Il proprietario verr domani?
Il Portiere - Non so... A volte sta quindici giorni senza farsi vedere,
Andreina - Vorrei parlargli della questione dell'affitto.
Il Portiere - Ah, bene! Siamo intesi; appena si fa vedere, l'avverto che lei vorrebbe parlargli.
Andreina - Appunto... grazie... buonasera.
Il Portiere - Buonasera, signora, (esce). (Il telefono suona. Andreina si precipita a rispondere)
Andreina - Pronto... pronto... sento, sento;... come?... Ma che numero vuole?... no, non qui... uno sbaglio... (indispettita, riaggancia, consulta l'orologio da polso, torna a sedersi sul divano. Suonano alla porta d'ingresso. Andreina s'alza di colpo, accorre verso la porta, si ravvede, afferra la sua borsetta, si ravvia i capelli davanti lo specchio, si incipria. Bussano di nuovo; Andreina va ad aprire).
- (Entra Giulietta. E' una ragazza graziosa, il tipo della modistina parigina. Porta un collettino di pelliccia semplicissimo).
Giulietta - Buon giorno, cara.
Andreina - (sconcertata) Giulietta...
Giulietta - Non mi aspettavi, eh? Come vai? Be', neppure un bacio?
Andreina - (Senza entusiasmo) S... (si baciano).
Giulietta - Quanto tempo passato dall'ultima volta che ci incontrammo alle Gallerie Lafayette?
Andreina - (c. s.) Non so... due mesi...
Giulietta - Ed avemmo appena il tempo di salutarci... Pensa un po'... Dopo quattro anni... Devi averne di cose da raccontarmi! Avevo una gran voglia di venirti a trovare all'indirizzo che mi avevi dato... Ma, che vuoi... un po' fuori mano... ho profittato di una commissione da fare qui nelle vicinanze.
Andreina - Ma s... entra... siediti...
Giulietta - (entra e va a sedersi accanto al tavolo che nel mezzo. Dando uno sguardo in giro) Ah! Grazioso!...
Andreina - Cosa? Di'...
Giulietta - E'... casa tua, questa?
Andreina - (divertita) Ma certo... Di chi vuoi che sia?
Giulietta - (schiacciata) Perbacco, cara mia!
Andreina - (sorridendo) Grazioso, no?
Giulietta - Altro che... Eh, gi, capisco... (tocca la poltrona) Si pu toccare?
Andreina - Sei in casa tua...
Giulietta - Mi prendi anche in giro...
Andreina - Ma no... sei in casa tua una forma di cortesia...
Giulietta - Quanto mi piace, questo... (tocca con dita esperte il velluto della poltrona) E' velluto di seta...
Andreina - (con trascuranza) Quel che c' di meglio...
Giulietta - Bene, cara, hai fortuna, tu. (sii alza) E i cuscini, i tappeti, i fiori... come sono graziosi! Si direbbero finti!
Andreina - Ma no... guardali, sono veri.
Giulietta - (odorando i fiori) E' vero... Eh! Sei arrivata, tu! Io l'avevo sempre pensato, e lo dicevo alle altre: Vedrete... Andreina... andr lontano!... .
Andreina - Eri anche invidiosa di me... Me ne bai fatti di sgarbi...
Giulietta - (ingenuamente) Ti pare?
Andreina - Del resto al laboratorio, eravate tutte invidiose delle prime lavoranti!
Giulietta - Di te, soprattutto!
Andreina - Perch?
Giulietta - Perch... Tu parlavi meglio di noi. Eri pi graziosa delle altre... Con le tue arie da principessa pareva sempre che fossi tu la cliente... E poi, un bel giorno: addio, Andreina... volata via!
Andreina - (con un sorriso malinconico) Il grande amore!
Giulietta - - Te lo ripeto... Hai sempre avuto gusti da donna ricca, tu! (dopo uno sguardo attorno) Di'?
Andreina - Cosa?
Giulietta - Dev'essere carico di quattrini?
Andreina - Chi?
Giulietta - Il tuo amico...
Andreina - (imbarazzata) Ah, s! (per cambiare argomento) Tu stai sempre da Denis et Georgette ?
Giulietta - Sempre, (si toglie il cappello e la pelliccia, che getta sul divano) Da quattro anni, niente di cambiato... C' ancora quella maligna di Bianca...
Andreina - Quattro anni! Gi quattro anni che me ne sono andata.
Giulietta - Perch non sei mai tornata?
Andreina - A che fare?
Giulietta - A ordinare un vestito; soltanto per vedere la faccia della padrona! L'avrei fatta crepare di bile, io! (si alza e con tono assai caricato) questa pieghettatura molto volgare... e questa ripresa non dovrebbe stare qui... . Ah, dovresti venire!
Andreina - No...
Giulietta - (intimidita) Capisco... Denis una sarta di secondo ordine... (la guarda) E tu sei cos elegante! Naturale: quando si ha un amico come il tuo (si guarda di nuovo intorno) Eh, s! Non avrei mai creduto che avresti fatto cos presto! E quanti libri... e che bellezza! (ne prende uno su uno scaffale, e, carezzando la rilegatura) Rilegato in tutto cuoio!
Andreina - Sono belle edizioni.
Giulietta - (conquisa) Gli piace la lettura.
Andreina - I suoi libri preferiti: poesie...
Giulietta - (meravigliata) Ah, capisco! Ti legge dei versi, come nei romanzi!... Eh, hai fortuna, tu! Che serate devi passare! Scommetto che lui ha un pigiama di seta!
Andreina - (risalendo verso il divano e mostrando un pigiama poggiato tra i cuscini) Eccolo l!...
Giulietta - (ammirando) E le pantofoline arabe! Coi ricami dorati! Perbacco, Andreina! Un racconto delle fate!
Andreina - Vuoi prendere un po' di Porto?
Giulietta - Non ti voglio disturbare... Lo aspetti, certo?... Sono le otto passate... verr a cena...
Andreina - (imbarazzata) Stasera non torna a casa...
Giulietta - Non dorme qui tutte le sere?
Andreina - (con forza) Ma s... (le versa un bicchierino di Porto).
Giulietta - (pudicamente discreta) Dove dormite?
Andreina - Nella camera che a destra. Solleva la tenda...
Giulietta - (esita un poco, poi si fa sulla soglia della camera da letto e guarda senza entrare) Oh, come elegante! Che larghezza, il piumino! Con lo stanzino da toilette accanto... E niente in disordine. E' cos bello, che si direbbe disabitato.
Andreina - (imbarazzata, la prende per mano e la guida verso la tavola) Su... bevi...
Giulietta - (sedendo) Se penso alla camera che avevi in casa di tua nonna... Era graziosa anche quella, ma qui! A proposito: come sta tua nonna?
Andreina - Benissimo, grazie.
Giulietta - Ah! Puoi dire di essere felice, tu!
Andreina - Vero?
Giulietta - (non molto convinta) Francamente sono contenta... Prima di tatto perch non sei vanitosa... Chiunque altra avrebbe cercato di strabiliarmi...
Andreina - (con un sorriso forzato) sembra ti lasci fredda...
Giulietta - Lo credo bene!
Andreina - Un altro biscotto?
Giulietta - Grazie... (prende un altro biscotto e, mentre mastica a bocca piena, gli occhi di lei scoprono la fotografia che sulla scrivania) E' lui?
Andreina - S.
Giulietta - E' un nomo distinto... Ha gli occhi di Ernesto...
Andreina - Ernesto... ?...
Giulietta - (pudica) S...
Andreina - Da risolto tempo?...
Giulietta - Cinque anni.
Andreina - Cosa fa?
Giulietta - Di giorno incoraggia il miglioramento della razza equina... (con un sospiro) come dice lui!
Andreina - E cio?
Giulietta - Perde quattrini alle corse.
Andreina - E non ha altra occupazione?
Giulietta - S... Quando non va alle corse, si occupa a spizzico di pubblicit. E poi la sera controllore alla Comdie Pari-sienne .
Andreina - E' una cosa che rende?
Giulietta - Per carit. I controllori sono della famiglia dei cassieri: si contano i soldi degli altri, ma vietato toccare...
Andreina - Ti vuol bene?
Giulietta - (senza entusiasmo) Oh! S!
Andreina - E tu?
Giulietta - (c. s.) Per questo, non posso lagnarmi: ci si intende bene...
Andreina - Tutto qui...
Giulietta - Si fa presto a dirlo, quando si ha un appartamento come questo... L'amore, per noi, alloggiato male.
Andreina - Che importa, se sei sicura di essere amata?
Giulietta - (furente) Ah! Mi fai ridere! Vorrei vederti, te, a casa mia! Una camera al sesto piano, sotto i tetti, con la finestra di sghembo, per cucina un armadio a muro e per ascensore... un paio di gambe!
Andreina - Ma Ernesto ti verr a trovare tutte le sere...
Giulietta - Sicuro! Dove vuoi che vada? A passeggio sotto i ponti? Dopo il teatro, torna a casa verso le dieci... E' una vita regolata come un orologio... Io l'aspetto, e lavoro al lume della lampada... Lui entra, si infila una vecchia giacca, un paio di pantofole e apre un giornale sportivo. E' appassionato di boxe... (con gli occhi al cielo) Ah! Non un poeta, lui! Alle undici e mezzo, andiamo a letto... Si addormentai russa... Ecco le nostre serate!
Andreina - (a se stessa) Tutt'e due sotto la lampada...
Giulietta - Una lampadina da venticinque candele, appesa al soffitto... (accostandosi al divano e indicando le lampade a luce filtrante) Questa luce per l'amore!
Andreina - (con tristezza) Credi? (sospira) Ah, non ti lagnare, va...
Giulietta - (siede sul divano) Lagnarmi... perch?... tanto non cambio niente... Ernesto, lui, ottimista... La sua frase preferita ... Vedrai: ci aspettano giorni migliori ...
Andreina - ... Ci aspettano... tu e lui?
Giulietta - S... noi due, insomma!
Andreina - (fascinata, accostandolesi) Noi due! Quanta dolcezza c' in questa parola: : noi due !
Giulietta - Non tutta la felicit!
Andreina - Perch tu non conosci la tristezza di tornare a casa, sola, la sera, senza trovare una persona che ti dica: Buonasera! Cosa hai fatto, oggi? .
Giulietta - (furente) Oh! Ernesto... E la sua mania che io gli racconti tutto!
Andreina - E questa la felicit... Trovare a casa un amico che si interessi alle banalit della nostra vita di tutti i giorni... Sentirsi dire: Sei un po' pallida; riposati... .
Giulietta - (c. s.) Anche questo me lo dice sempre...
Andreina - Piuttosto che esser sola, proprio sola... Non ti lagnare. Tu sei felice... (sta in piedi; si asciuga una lagrima).
Giulietta - Felice... s, vedi: quasi quasi lo credevo... Ma ora che ti ho rivista in mezzo a tutte queste cose che non avr mai... Eh, no! Lo sento chiaramente: io non sono felice!... (scoppia in singhiozzi, aspirando rumorosamente col naso. Una lunga pausa. Poi, volgendosi verso Andreina) Non importa... Tu puoi consolarmi! (si accorge che Andreina piange) Come... piangi anche tu?
Andreina - S... vedi... non posso... non posso farne a meno... (piangono).
Giulietta - (sempre piangendo) Sei cos cara, tu... S... non ho mai visto prender parte come te a... son cose che non si dimenticano... Qualche volta io son stata sgarbata con te: ti chiedo scusa... Tu sei migliore di me. Ma, per favore: non pianger pi! Se no, mi farai sentire anche pi infelice... (i singhiozzi di lei si fanno rumorosi).
Andreina - Calmati, Giulietta.
Giulietta - Grazie, grazie; come sei buona.,,
Andreina - Non mi ringraziare... Non ... (un singhiozzo) non di te che piango...
Giulietta - (stupefatta) Eh!
Andreina - E' di me stessa...
Giulietta - Di te!
Andreina - S!
Giulietta - Non sei felice?
Andreina - Oh! No!
Giulietta - (la guarda, stupefatta: il suo atteggiamento muta, si soffia il naso rumorosamente, si asciuga gli occhi con un gesto rabbioso). E non me lo dicevi!...
Andreina - No... credevo che tu fossi felice... e poi, dacch tu sei qui, mi pareva di esserlo un po' anch'io...
Giulietta - Me ne hai raccontate di frottole!
Andreina - Mi faceva cos bene!
Giulietta - (alzandosi, con irritazione) Cara mia... non stato simpatico da parte tua...
Andreina - Ti spiegher...
Giulietta - Non vale la pena... Insomma: questa casa tua?
Andreina - No... un appartamento mobiliato...
Giulietta - (soddisfatta) Mobil... (con una smorfia di disgusto) un appartamento mobiliato! Ah! ma sei davvero brava per darla a bere! (resta un momento muta) E cos: tu e lui vi incontrate qui di tanto in tanto... E' ammogliato?
Andreina - No...
Giulietta - Insomma: un pied--terre per vedersi dalle cinque alle sette...
Andreina - No... un appartamento a subaffitto...
Giulietta - Viene spesso a vederti?
Andreina - No...
Giulietta - Esiste poi quest'uomo?
Andreina - Ma s! Questo posso giurartelo!
Giulietta - E' molto che lo conosci?
Andreina - Cinque mesi...
Giulietta - Soltanto! Da che hai lasciato il laboratorio, devi aver visto un gran mondo, tu!
Andreina - Sempre la solita storia: un'avventura e poi un'altra... Altrettanti disinganni!
Giulietta - E questa volta?
Andreina - Ah! questa volta un'altra cosa! Non siamo due amanti soliti, noi... Io sono costretta a fingere... Faccio l'indifferente... Non sa che io l'amo...
Giulietta - Perci: ti adorer?
Andreina - Figurati! Non gli piacciono le donne!
Giulietta - (urtata) Ah!
Andreina - Non capisci... vuol restare indifferente, ecco tutto!
Giulietta - Cosa t'importa... se paga lui l'affitto!
Andreina - Non paga niente affatto...
Giulietta - E' uno sfruttatore?
Andreina - No, ingegnere. E' molto intelligente.
Giulietta - Lo credo bene! Viene a trovarti in un appartamento che tu prendi in affitto per riceverlo!
Andreina - Non mai venuto qui.
Giulietta - No? Mai! Allora, non capisco pi nulla.
Andreina - I primi tempi, andavo io da lui... Un'ora insieme e arrivederci. Molto cortese, ma mai una parola d'amore. Una notte ci siamo addormentati. E la mattina dopo io mi sono svegliata, nel suo letto... Avessi visto che viso ha fatto! Insomma; anche quella mattina stato cortese, ma io ho fatto una sciocchezza... eh, ma che sciocchezza!
Giulietta - Gli hai detto che l'amavi!
Andreina - Gli ho ricucito un bottone della giacca! Mi ha ringraziato con freddezza e il giorno dopo mi ha detto che non poteva pi ricevermi in casa sua, per non aver noie dalla padrona di casa...
Giulietta - Avr avuto paura che tu mettessi le radici... Ma se tu non vai da lui, e lui non viene qui, non capisco dove...
Andreina - A caso...
Giulietta - Siete complicati! E tu abiti sola in questo appartamento?
Andreina - Non ci abito. La seta verso mezzanotte rientro in via de Courcelles.
Giulietta - Da tua nonna?
Andreina - Si, vivo sempre con lei.
Giulietta - Ma allora cosa fai qui?
Andreina - Aspetto... Speravo che sarebbe venuto. Vive in una stanza d'albergo e non vi sta affatto bene. Sogna un appartamento comodo... Io l'ho saputo indirettamente... Non posso riceverlo in casa mia... e allora mi venuta l'idea che forse un appartamento come questo gli sarebbe piaciuto e ci sarebbe restato.
Giulietta - E ti costa cara questa tua trappola in velluto di seta?
Andreina - (sedendo accanto alla tavola) Ci vanno tutte le mie economie... Ah! Giulietta! Noi non siamo che povere donne... e infelici!
Giulietta - (con dignit) Infelici... Non bisogna esagerare.
Andreina - Soffriamo dello stesso malanno!
Giulietta - Non si pu dire!
Andreina - Avevi ragione, poco fa: la tua vita cosi misera...
Giulietta - (distante) Fra la mia e la tua non c' paragone...
Andreina - Si equivalgono... Gerardo intelligente, lavora molto, io l'amo, ma lui mi esclude dalla sua vita... Tu, vivi con l'uomo che hai scelto, ma senza gioia...
Giulietta - Scusa: ma Ernesto ed io ci amiamo.
Andreina - S... vero... ma che avvenire! Non far mai niente il tuo Ernesto!
Giulietta - E scusa poi: perch?
Andreina - Dev'essere un bravo ragazzo ma un buono a nulla...
Giulietta - (alzandosi e avvicinandosi ad Andreina; con protesta violenta) Un buono a nulla!
Andreina - Passare la propria vita alle corse...
Giulietta - Cara mia: il luogo di ritrovo dei ricchi... Son cose che non impediscono di far fortuna, anzi... Col binocolo a tracolla, Ernesto ci fa la sua figura, t'assicuro!
Andreina - Il binocolo a tracolla non una professione!
Giulietta - E il teatro! Non una professione?
Andreina - Il teatro! Controllore!
Giulietta - Tutte le sere in smoking... son cose che fanno piacere! Senza contare il palco di proscenio tutto per me nelle serate magre... Ah! No! Mi dispiace di contraddirti... ma fra la mia vita e la tua non c' paragone!
Andreina - Se tu stessa, un momento fa, dicevi...
Giulietta - Cosa dicevo? Che avremmo bisogno di una stanza di pi... Forse... ma la avremo... Sono ottimista, io! E poi: casa nostra! Non un appartamento mobiliato, eh! E che vista! Dalla finestra si vede il cimitero del Pre Lachaise... E' sempre fiorito... E di primavera d un odore che ma balsamo. Quando vuoi venire? Per una sera farai a meno di far la guardia qui...
Andreina - Fra due giorni dovr sloggiare... L'avevo fittalo per tre mesi, e il contratto mi scade dopodomani.
Giulietta - E per tre mesi sei venuta qui tutte le sere?
Andreina - S. Due o tre volte la settimana lui mi telefona per fissarmi un appuntamento... Mi aspetta in un caff... un piccolo caff a pochi passi di qua... Ceniamo insieme, andiamo a teatro, poi mi accompagna fino alla porta, ma mai... mai ho potuto convincerlo a salire in casa... T'assicuro... irritante!
Giulietta - E ogni volta che telefona, tu sei a sua disposizione, all'ora che gli fa comodo!
Andreina - Spesso son tentata di rispondergli che non posso. Quando sono sola con me stessa, mi spaziento e prendo grandi risoluzioni... mai poi, appena squilla il telefono e riascolto la sua voce, mi sento disarmata e non so resistere.
Giulietta - E cos tutte le sere tu torni in via de Courcelles?
Andreina - S. Dormir qui, non potrei... Una casa senz'anima, (squilla il telefono).
Andreina - (di soprassalto) E' lui!
Giulietta - Credi?
Andreina - Luned, mercoled e sabato: la sua regola... Sempre alla stessa ora. Ah! Se non ci fosse questo maledetto telefono, forse verrebbe!
Giulietta - Rispondigli che non sei in casa! Sar forse un modo per farlo venire.
Andreina - E' giusto! Parlagli tu.
Giulietta - (schernendosi) Cosa vuoi che gli dica?
Andreina - Che sei la cameriera...
Giulietta - (recitando rassegnata la sua parte) Pronto... Pronto... s... Lei parla con la cameriera... Il suo nome, per cortesia... vado a vedere se la signora in casa... (applicata la mano sul microfono, interroga Andreina con lo sguardo).
Andreina - (sottovoce in fretta) Non mi puoi disturbare...
Giulietta - (con uno sguardo di complicit) Se ha qualcosa da lasciar detto alla signora... Riferir..,. (con esitazione studiata) No... Non in casa... Ma s, ne sono sicura... Raggiungere lei al bar, per andare all'Opera?... Non so se la signora potr: glielo chieder...
Andreina - (c. s.) Sono chiusa nella mia stanza... e non sono sola...
Giulietta - Come? S, vero... la signora in casa, ma... (abbassando la voce) non sola, e non posso disturbarla... (ascoltano con grande attenzione e Giulietta si diverte, ma d'un tratto la faccia di Andreina muta; disperata, prende l'altro ricevitore).
Andreina - (con viva ansiet) Pronto... Pronto... pronto... (accorata e piangente) Eh! se 1 ne andato!
Giulietta - (stupefatta) E' un uomo strano, sai! Gli diciamo che un amante tradito e gli pare divertente!
Andreina - (tristemente) Non mi ama!
Giulietta - Ci hai messo molto tempo ad accorgertene! Molti saluti alla signora e ditele che questa conclusione mi pare proprio comica !
Andreina - (piangendo sempre) E' finita... Non lo rivedr pi!
Giulietta - Ma s!
Andreina - Dopo quel che ho saputo, non ci tengo neppure pi. A che serve? Se non mi ama!
Giulietta - Hai ragione. Un tipo come quello, io!... Pff!... (con un gesto della mano).
Andreina - (con rabbia improvvisa) E tutto per colpa tua!
Giulietta - Colpa mia!
Andreina - Ma certo... era stupida la tua idea!
Giulietta - La mia idea? Se sei tu che l'hai avuta!
Andreina - Ma se non fossi stata tu, non ci avrei mai pensato...
Giulietta - Bene... Strapazzami pure... Io dico un sacco di bugie, per farti un favore, mi fai fare una commedia ridicola, faccio una parte da stupida, e questa la ricompensa! Ah, molti ringraziamenti!
Andreina - Hai ragione: scusami. Ma il disinganno cos grave...
Giulietta - Non pensarci pi!
Andreina - (decisa) Voglio andarmene di qui subito subito. Quest'appartamento mi fa orrore... (piange) Insomma: finita... Si liquida e si va via.
Giulietta - Mi dispiace assai di vederti cos... Su: vieni a trovarmi stasera... sar una distrazione...
Andreina - Stasera preferisco starmene sola...
Giulietta - Bene: capisco... Io me ne vado... Verrai quando ti far piacere...
Andreina - Ti ringrazio... sei molto cortese... Ma! sai, questa sera... (squilla il telefono).
Andreina - (precipitandosi all'apparecchio) E' lui che; richiama! (prende il ricevitore col viso illuminato) Pronto... s... come?... Chi parla?... (tendendo il ricevitore a Giulietta, seccata) Ernesto...
Giulietta - No... dove sta?
Andreina - Dal portiere...
Giulietta - (al telefono. Irritata) Che fai? Ma certo che son qua... Ah! non ci credevi... il signore era geloso e ha voluto accertarsene... Ma s, scendo... (tenera) No, non ti tengo il broncio!... Subito, caro! Perch ti chiamo cos? Ma perch ti voglio bene! (aggressiva) Non posso mica stare a dirtelo tutto il giorno... (addolcita) Ma s: perch stasera ne ho voglia... Ecco... s... vengo subito... (poggia il ricevitore. Ad Andreina, che ha ascoltato il dialogo in un atteggiamento ironico e un po' sprezzante) Guarda un po': che geloso!
Andreina - (amara) Hai fortuna, tu...
Giulietta - Gli avevo detto che sarei tornata tardi, perch dovevo passare da un'amica... e mi aveva chiesto l'indirizzo, senza parere... E' venuto in ispezione... Ah! povero Ernesto! Non l'avrei proprio creduto...
Andreina - Fallo salire...
Giulietta - Venire lui, qui? Ah, no... no... no... Lo conoscerai a casa nostra, quando verrai... Ma qui no... Potrebbe far paragoni... No: arrivederci, arrivederci, (la bacia in fretta) A presto! (fa per uscire).
Andreina - (porgendole la pelliccetta che l'amica aveva dimenticato) Tieni! Non dimenticar qui il tuo zibellino! (resta sola. Si guarda attorno tristemente. Il suo sconforto chiaro: ma poi sembra che abbia preso d'un tratto una decisione. Al telefono) Il portiere? Sentite... ho riflettuto... E' inutile chiedere al proprietario una proroga... Non aspetto neppure la fine della locazione. Me ne vado stasera stessa... Vi consegner le chiavi nell'an-flarinen^, naturalmente... Potete riaffittare ili-che subito... (riaggancia l'apparecchio, fa un giro nella stanza per cominciare a raccogliere le sue robe: la fotografia sulla scrivania, il pigiama, le pantofole, ecc.. Passa nello stanzino da toilette, ne esce con in mano una borsetta da viaggio, e ci mette dentro alta rinfusa e rabbiosamente gli oggetti che ha raccolti. Torna di nuovo nello stanzino. In questo momento entra Gerardo: in abito da sera, col soprabito sul braccio. Si guarda attorno. Andreina ricompare. Stupefatta) Voi... ma... come...
Gerardo - (un po' imbarazzato) Scusatemi, mia cara, se turbo per la seconda volta la vostra serata. La cameriera vi ha detto...
Andreina - S... mi ha detto...
Gerardo - E non vi sorprende di vedermi qui?
Andreina - N... no!
Gerardo - Figuratevi che, mentre stavo salendo lo scalone dell'Opera, ho ricordato che tre mesi fa voi aggiungeste al mio mazzo di chiavi la chiave di questo appartamento... (tira fuori di tasca un mazzo di chiavi e ne stacca una) E allora sono tornato sui miei passi, ho chiamato un taxi, e sono venuto a riconsegnarvi l'oggetto. Avrei voluto essere discreto: lasciare la chiave in anticamera o al massimo consegnarla alla vostra cameriera... e, appunto per non disturbare, non ho voluto bussare alla porta... Ma invece mi trovo a faccia a faccia con voi... Vi assicuro che sono dispiacente e confuso...
Andreina - Non vi scusate oltre: vi ringrazio d'aver pensato a riportarmi la chiave.
Gerardo - Eccola.
Andreina - Grazie.
Gerardo - Per finire, vi auguro di proseguire piacevolmente la serata...
Andreina - Vi contraccambio l'augurio.
Gerardo - Io torner all'Opera: questione di cinque minuti.
Andreina - Il taxi vi aspetta gi?
Gerardo - (ritornando sui suoi passi) No... Lo chauffeur mi ha confessato che il suo stomaco non gli consente spostamenti d'orario... E questa appunto la sua ora di cena.
Andreina - (risalendo verso la finestra) E' una seccatura... Dopo le nove assai difficile trovare un taxi in questi paraggi... Correte il rischio di perdere il primo atto.
Gerardo - Sarebbe una fortuna, su cui non contavo.
Andreina - Perch?
Gerardo - Dormire subito dopo mangiato non mi fa bene...
Andreina - Dormite all'Opera?
Gerardo - Non cos bene come nel mio letto, ma pi presto!
Andreina - Questa sera si d il Rigoletto ...
Gerardo - (canticchia).
Andreina - Avete una bella voce. Continuate...
Gerardo - Il momento mi pare mal scelto. E poi, del Rigoletto tutto quel che conosco... E' quello che sanno tutti...
Andreina - Come siete allegro, stasera!
Gerardo - E dire che se fossimo due amanti come tutti gli altri, questo istante sarebbe drammatico. Figuratevi la scena: Signora, che cosa avete fatto?. Con una mano io brandisco una rivoltella, con l'altra faccio un gesto d'insulto, il vostro sangue scorre, il mio ritratto compare domani su tutti i giornali... Tra sei mesi sono assolto con le congratulazioni dei giurati e mi lancio come artista di variet...
Andreina - E rinunciate a tutta questa roba?
Gerardo - E' sciocco, lo so: tanto pi che ho una buona voce, voi anche ve ne siete accorta. Ma purtroppo - e questo nessuno me lo perdonerebbe - non so ballare... E allora, capite, esito...
Andreina - Certo quest'avventura vi diverte.
Gerardo - Mi diverte il pensiero di ci che sarebbe avvenuto se fossi entrato direttamente in camera vostra...
Andreina - Vi sareste proprio divertito?
Gerardo - Enormemente! Mi dispiace di averci rinunciato!
Andreina - (indicando la porta della camera da letto) Siete ancora in tempo... entrate... entrate!
Gerardo - (avanza sorridendo, ma giunto accorato alla porta fa dietro-front e torna dov'era) No... non c' pi l'imprevisto... E' una scena mancata; ma riconosco che avete impiegato ogni mezzo per attrarmi qui: astuzia, persuasione, caso.
Andreina - Giacche siete qui: sedetevi...
Gerardo - Scherzate... (scorgendo la borsetta da viaggio) Ah! capisco... Ritorna da un viaggio! Ed in bagno!
Andreina - La vostra perspicacia mi sorprende...
Gerardo - Ci pu sentire?
Andreina - No... la stanza da bagno lontana; in fondo ad un lungo corridoio...
Gerardo - (accostandosi alla valigetta, e tirandone fuori il pigiama) Molto carino, il pigiama, (lo getta per terra). E anche le pantofole! E' un signore elegante! (getta per terra anche le pantofole).
Andreina - Molto elegante!
Gerardo - Complimenti... (silenzio imbarazzato) Va bene... (sedendo sul divano) Mi pare che non abbiamo altro da dirci...
Andreina - Vi pare? (siede accanto al tavolo) cerchiamo bene... (fa finta di riflettere, e poi, con un tono da padrona di casa) Il tempo muta... Non mi sorprenderebbe che cominciassero le piogge...
Gerardo - (un po' aggressivo) Non vi burlate di me!
Andreina - Non ci provo neppure... Da molto tempo io speravo in una vostra visita... Questa gioia mi data e io tento di ricevervi con garbo...
Gerardo - (secco) E' sempre lo stesso?
Andreina - Come?
Gerardo - Vi chiedo se il signore del pigiama e delle pantofole lo stesso che voi conoscevate quando ci siamo incontrati.
Andreina - Cosa pu importarvi?
Gerardo - Curiosit... cronologica! Mi avete, s o no, tre mesi fa giurato che avevate rotta questa relazione il giorno dopo?
Andreina - Se ve l'ho giurato!...
Gerardo - - Ma io non ci ho creduto!
Andreina - Avete fatto bene... Dunque, non ne parliamo pi...
Gerardo - Scusate: vi ho chiesto se lo stesso...
Andreina - (come se dicesse una cosa di per s evidente) Ma no!
Gerardo - (un po' sconcertato) Ah! non ...
Andreina - (c. s.) Ma certo!
Gerardo - (con un riso forzato) Bene... Per lo meno non... non fingete!
Andreina - Non si mente che per interesse... ed io non ne ho nessuno per dirvi una bugia.
Gerardo - E' giusto... Cos: fate collezione!
Andreina - (sorpresa) Vi secca?
Gerardo - No... il meno che se ne possa dire che la cosa non molto pulita!...
Andreina - Un momento fa dicevate di aver accettato di buon grado...
Gerardo - Si trattava del mio predecessore...
Andreina - Ah! non sapevo che ci fosse un diritto di priorit!
Gerardo - A quello che inganniamo facciamo sempre un trattamento di favore!
Andreina - Contentatevi: ora godete voi di questo privilegio!
Gerardo - Ma non lo sapevo... Qui tutto! Avreste dovuto informarmene...
Andreina - Bisogna osservare un certo protocollo...
Gerardo - Salvaguardare una certa dignit...
Andreina - La vostra?
Gerardo - No... la vostra...
Andreina - Non vedo in che cosa la mia dignit...
Gerardo - (si sbarazza del soprabito e del cappello che teneva in mano) Ve lo spiego subito: non teniamo conto dei nostri atti. La nostra la situazione di due camerati che profittano di questa differenza.
Andreina - La definizione perfetta!
Gerardo - E appunto perch siamo due camerati, non c' bisogno di segreti. Se fra noi ci fosse amore, la questione sarebbe diversa: veri amanti non sono che quelli che mentono bene... Ma mentire con un camerata! Mi pare che sia almeno poco elegante...
Andreina - L'unico cruccio dunque che io vi abbia tenuto nascosto...
Gerardo - Nient'altro che questo!
Andreina - Se vi avessi avvertito, avreste accettato...
Gerardo - S. Ma essere informato da una cameriera antipatico!
Andreina - L'amor proprio.
Gerardo - Mettetevi nei miei panni!
Andreina - Nei vostri panni - ora che vi ho informato esattamente della situazione - io mi riterrei soddisfatta e me ne andrei con garbo...
Gerardo - (alzandosi) Divento importuno...
Andreina - Ci vedremo domani.
Gerardo - (protestando) Domani!
Andreina - Ieri non ci eravamo accordati?...
Gerardo - Ho cambiato idea...
Andreina - Bene... E allora quando? Dopodomani?
Gerardo - Mai!
Andreina - Perch?
Gerardo - E' inutile...
Andreina - Perch avete saputo... non volete?
Gerardo - Non per questo...
Andreina - Non mi pare che abbiate ragione di serbarmi rancore...
Gerardo - Nessun motivo... Anzi: vi debbo - se mai - riconoscenza. Io sono felice ogni volta che mi si d una riprova dell'opinione che ho delle donne.
Andreina - E volete privarvi di un piacere...
Gerardo - Per quel che vi riguarda, un piacere che non si rinnoverebbe... Ormai voi siete per me senza misteri... Ah! Mi ero fatto di voi un'immagine diversa... Vi sapevo indipendente, e ne godevo... Ma da questo a supporre che faceste della libert un uso cos volgare...
Andreina - Volgare...
Gerardo - (esaltandosi a poco a poco) Credevo che tra un uomo e una donna di idee moderne una certa amicizia fosse possibile... Un'amicizia che sostituisse quel che una volta si chiamava l'amore... Mi avete fatto perdere l'ultima illusione... Sapete... per l'amicizia una qualit indispensabile, ma voi donne...
Andreina - (a cui la collera di Gerardo d una gioia crescente) Abbiamo forse altre qualit...
Gerardo - (aggressivo) Nessuna... non ne avete qualit... non avete che un istinto: quello di asservirci... La donna! Ecco la catastrofe pi terribile di cui un nomo pu essere minacciato. Fortunatamente la vostra finta debolezza non trionfa pi. Vi concediamo appena un po' di attenzione che si accorda a un giuoco che non ha pi neppure il merito della novit. Oh! lo so! Non vi siete ancora rassegnate. E per vincerci meglio ci copiate. Fatica persa! Nonostante i vostri capelli corti, il vostro seno piatto e le vostre anche diritte, malgrado la vostra finta indipendenza restate donne, esseri sempre perfidi ma oramai inoffensivi!
Andreina - (come se avesse ascoltata una appassionata dichiarazione, china la testa all'indietro sulla spalla di Gerardo) Continuate... continuate...
Gerardo - No... Non ho altro da dire. Sono stato abbastanza ingannato! Eppure la nostra amicizia era graziosa! Non ci vedevamo che quando io ne avevo voglia, e ogni volta con piacere. Ho creduto a un'avventura nuova, con una donna forse pi intelligente delle altre, e vi dicevo tutto, pur senza esservi costretto!... Guardate: se avessi avuto un'altra amante, ve l'avrei certo raccontato... E come avete risposto voi a tanta sincerit? Con uria finzione di tutti i momenti... La menzogna... l'eterna menzogna femminile... (la guarda rabbiosamente. Andreina sorride) Ah! sorridete... la mia irritazione vi diverte (con furia) E se aprissi quella porta?... (indica la porta della camera da letto) se andassi a trovare il vostro amante... Chi ? Un profittatore... o un qualche vecchio ridicolo. Se un vecchio, lui che paga questa roba!...
Andreina - S...
Gerardo - E con me fingevate gusti modesti... Che menzogne! (Andreina sorride) Ah! Non sorridete pi! Vedete che faccio uno sforzo per trattenermi dal... (fa un passo verso Ut camera).
Andreina - Entrate!
Gerardo - Non mi provocate!
Andreina - (che si sforza per contenere la sua gioia) Ma entrate, su!
Gerardo - L'avete voluto! (si precipita verso la tenda, la solleva).
Andreina - (con un grande grido di gioia) Finalmente!
Gerardo - (stupefatto) Non c' nessuno...
Andreina - (accostandoglisi) Tesoro!...
Gerardo - Cosa significa?...
Andreina - Vuol dire che sono molto felice... (Gerardo guarda di nuovo nella camera) E' inutile cercare: non ci sono altre stanze... .
Gerardo - Di dove scappato?
Andreina - Non c' mai stato nessuno...
Gerardo - Ma insomma... al telefono... la vostra cameriera...
Andreina - Era una mia amica che si trovava qui.
Gerardo - (indicando la valigetta) E questa?
Andreina - E' mia... Guardate, qua c' la mia cifra...
Gerardo - (brandendo il pigiama) E questo pigiama... eh?... Di chi ?
Andreina ..................... - E' vostro l'ho comperato per voi...
Gerardo - Per me?... Non capisco...
Andreina - Ho subito capito che avremmo potuto metterci d'accordo... che volete, la mia natura: io spero sempre... Quante volte ho detto a me stessa: A venticinque anni ho ancora tempo! Un bel giorno la felicit ed io finiremo con l'incontrarci! . Soltanto, ho capito che la felicit bisogna trattarla con molti riguardi... Tutto qui vi aspettava. Ma questi fiori si sono appassiti parecchie volte: noi cominciavamo a perder la pazienza... Finalmente, eccovi qua. E' sciocco: ma sono cos contenta che mi vien voglia di piangere.
Gerardo - (assai imbarazzato) Quel che mi dite commovente... ma sono sorpreso, molto sorpreso
Andreina - Volete esser cortese?
Gerardo - Ma...
Andreina - Sedete. (Gerardo, sempre assai imbarazzato, fa per sedersi su una poltrona) Non... qui... (lo guida verso il divano) Starete meglio. (Gerardo obbedisce) E poi: tanto che sognavo di vedervi a questo posto... State bene? Volete un altro cuscino dietro 'e spalle?
Gerardo - (un po' commosso e sorridente) No, grazie... sto benissimo...
Andreina - S... starete meglio... (gli mette un altro cuscino dietro le spalle) Ecco... Appoggiatevi... Ah! aspettate... (prende la giacca del pigiama) Toglietevi la giacca...
Gerardo - E' inutile...
Andreina - (afflitta) Non vi piace?
Gerardo - S, molto grazioso.
Andreina - L'avevate notato in una vetrina un giorno che passavamo per il Boulevard de la Madeleine.
Gerardo - Infatti, ricordo... Il disegno delizioso. ..
Andreina - (supplichevole, offrendoglielo) Dunque?... (una pausa) Vi secco.
Gerardo - No.
Andreina - Se preferite leggere un poco... non dir pi niente... (indicandogli la biblioteca) Vedete: tutti i libri che preferite son l...
Gerardo - Ma come sapete?
Andreina - Li ho visti in camera vostra...
Gerardo - Che memoria!
Andreina - Un po' di Porto?
Gerardo - No, grazie...
Andreina - Per farmi piacere...
Gerardo - (sorridendo) Se volete... (se lo versa).
Andreina - Una sigaretta? Di quelle che vi piacciono...
Gerardo - (tenendo con una mano il bicchierino e con l'altra la sigaretta) Nessun particolare vi sfuggito...
Andreina - Son contenta... (siede ai piedi di lui, con la testa sui suoi ginocchi).
Gerardo - (intenerito) Tutto cos grazioso... ma perch tante attenzioni?
Andreina - Perch vi amo...
Gerardo - (sconcertato) Perch me lo dite questa sera? Contravvenite a tutti nostri patti... Perch?
Andreina - Stasera, posso parlare...
Gerardo - Perch?
Andreina - Perch anche voi mi amate...
Gerardo - (divertito) Io!
Andreina - S...
Gerardo - (c. s.) Che cosa vi ha fatto pensare?...
Andreina - Me l'avete detto voi.
Gerardo - (incredulo) Vi ho detto che vi amavo!
Andreina - Con una veemenza che non avrei sperato!
Gerardo - (divertito) Pu essere che abbiate accolto come una dichiarazione d'amore gli insulti che?...
Andreina - Mi avete fatta una vera scena di gelosia!
Gerardo - (interdetto) Geloso! Io!
Andreina - Ma s...
Gerardo - Geloso! E' vero! Forse avete ragione... Pu darsi che... Vi ringrazio! (si alza, prende il soprabito e il cappello di sul divano) Avete detto le due parole che ci volevano per rendermi padrone di me! Amore! Gelosia! Lasciatemi passare! (la respinge e si dirige verso la porta).
Andreina - Dove andate?
Gerardo - Me ne vado, e presto!
Andreina - (gettandogli, per trattenerlo, le braccia al collo) Gerardo!
Gerardo - (lottando per liberarsi dall'abbraccio) Ah! vedo chiaro! Tutta questa roba impiegata per suggellare la mia disfatta! Una catena che speravate di passarmi attorno al collo per tenermi avvinto. Ho indovinato il gioco; non vi riuscito... Buonasera! (re ultimo sforzo lo ha liberato. Andreina, respinta con violenza, cade in ginocchio).
Andreina - (sperduta) No! Non ve ne andate!
Gerardo - (tornando sui suoi passi e chinandosi su di lei) Amare! Sarebbe terribile! Sapete che ho sempre negato questo sentimento ridicolo e sorpassato!
Andreina - Non ve ne andate! Ve ne supplico!
Gerardo - E' colpa vostra! (fa un nuovo movimento per uscire).
Andreina - (con un grido) Gerardo!
Gerardo - Mai! (sta per uscire).
Andreina - Gerardo! Voi mi amate!
Gerardo - (al parossismo del furore, volto verso di lei) Non vero! Non vi amo! Sentitelo bene: non vi amo! (e fugge via). (Andreina restata ginocchioni. Si rende conto di epici che successo, versa qualche lacrima. Si alza, si guarda attorno disperatamente, va ad aprire la finestra. Piove forte e soffia vento. China verso la strada, guarda Gerardo che si allontana; poi chiude la finestra. Il viso le si rischiara di un sorriso enigmatico. Avanza verso il centro della scena di faccia alla porta, e aspetta. Gerardo entra. Ha il bavero del soprabito rialzato, e la tuba sul naso. E' fradicio di pioggia. Il suo aspetto non molto maestoso).
Andreina - (accostandoglisi con un sorriso) Come siete cortese!
Gerardo - (borbottando) Ma no! Non pensate che... Sono tornato perch piove... e naturalmente non si trova un taxi... (furioso) Abitate in un deserto, voi!
Andreina - Venite, venite... Toglietevi il soprabito... tutto bagnato... (glielo toglie) La pioggia passata anche sotto. Anche il frack prender cattive pieghe... Toglietevlo... (come, sopra) e infilatevi questa... (l'aiuta a infilarsi la giacca del pigiama). Speriamo che non abbiate preso freddo!
Gerardo - (inquieto) Non so... ho i piedi bagnati...
Andreina - Dio mio! Ha i piedi bagnati! Presto! Sedetevi... (lo spinge verso il divano; Gerardo siede, obbediente) E' naturale, con queste scarpine... (gli si inginocchia ai piedi).
Gerardo - Cosa fate?
Andreina - Bisogna toglierle... (gli toglie le scarpine. Prende una pantofola e gliela infila. Cercando l'altra). Sapete: sono imbottite di lana. Vi vanno molto bene... (Gerardo si guarda i piedi, con soddisfazione) avete freddo? Volete una coperta?
Gerardo - (mollemente) No... no... (senza dargli retta Andreina gli inette sulle ginocchia una pelle che adorna il divano) Del resto appena la pioggia smetter...
Andreina - (come se cullasse il capriccio di un bambino) Ma s... caro... appena la pioggia smetter... adesso vado a farvi un grog molto caldo... voglio curarvi bene... vedrete...
Gerardo - (con debole protesta) Ma... vi assicuro...
(Andreina gi passata nell'altra stanza. Geranio esita. Guarda le pantofole e facendo un ultimo appello alla sua energia e ai suoi principi, se le toglie con rabbia. Prende le scarpine: sono fradice. Tenendole in mano, si accosta alla finestra e l'apre. Una raffica di vento e di pioggia. Gerardo chiude precipitosaimente e alza il bavero del pigiama, tossendo. D uno sguardo verso il divano, sorride: vinto... Fa cadere le scarpine e si rimette le pantofole con soddisfazione. Beve un sorso di Porto, riprende la sigaretta che Andreina gli aveva offerta, l'accende, si sdraia sul divano, si dispone con cura i cuscini dietro la testa e fuma con beatitudine. Andreina compare sulla soglia della stanza, senza che Gerardo la scorga. Sta a guardarlo e poi, silenziosamente, sulla punta dei piedi, gli si fa dietro e gli passa le braccia attorno al collo).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La stessa scena.
Una scrivania a sinistra. Sulla scrivania: qualche fascicolo, un telefono. Accanto alla scrivania una seggiola bassa.
Gerardo - (al telefono: in veste da camera) Pensi che lei me l'ha detto soltanto stamattina... ed un lavoro considerevole... No, non posso partire stasera... bisogna che prima abbia ordinata la relazione con le cifre a posto... (seccato) Ma s, giunger a tempo... C' un servizio aereo Parigi-Amsterdam che parte domattina da Le Bourget: giunger ad Amsterdam per l'ora di colazione... Se le fa piacere, possiamo rivederci stasera, nel suo ufficio? Siamo intesi... a stasera... (riaggancia e si riassorbe nel suo lavoro) Vediamo... (in questo momento entra Andreina che indossa un abito da sera assai elegante. E' sorridente e gioiosa d'esser bella; Gerardo non ha alzato la testa).
Andreina - (gioconda, davanti lo specchio) Tesoro... (Gerardo non si muove, scrive. Una pausa) Tesoro... (Un nuovo silenzio. Andreina si volge verso Gerardo, di cui per non vede che la schiena poich egli chino a scrivere) Tesoro!... (Gerardo si assorbe nella lettura tappandosi le orecchie con le mani).
Gerardo - (senza alzare la testa e con un brontolio sordo) Hum!...
Andreina - (indispettita) Eh! Da stamattina che dura questa storia! A colazione ti sei spicciato in dieci minuti... non mi hai neppure rivolta la parola... S!... Per farmi un rimprovero, perch il caff era troppo caldo... (una pausa) Gerardo!
Gerardo - (c.s.) Hum!..
Andreina - (nervosamente) Oh! non vita questa! ne ho abbastanza... abbastanza! (nella rabbia prende un libro che stava sul divano e lo getta a terra con violenza).
Gerardo - (.si rivolta e guarda soltanto il libro per terra) Cosa significa?... Adesso vuoi anche distruggere la mia biblioteca! (si alza, raccoglie il libro, ne riassesta gli angoli piegati, lo rimette a posto su uno scaffale, e dopo una leggera alzata di spalle torna alla scrivania senza degnare di uno sguardo Andreina, che si era messa sulla sua strada nella speranza di farsi ammirare).
Andreina - Ah! neppure una parola!...
Gerardo - (senza voltarsi) Ma cosa vuoi?
Andreina - (sorridente) Guardami...
Gerardo - (squadrandola in fretta) Che ora ?
Andreina - (con nervosismo) Non so...
Gerardo - (tirando fuori il proprio orologio) Ah! mi hai fatto paura... Non sono che le cinque... Perbacco!... Tu sei in abito da sera... Credevo fosse molto pi tardi... (si rimette al lavoro).
Andreina - Non trovi altro da dirmi?
Gerardo - (voltandosi a met) E' vero, infatti... Perch ti sei vestita? Dove vai? Sai che stasera io non posso uscire... Non ci contare! Impossibile... proprio impossibile!
Andreina - Non ti chiedo di uscire... Ti chiedo soltanto di ammirare l'abito da sera, che mi stato consegnato poco fa...
Gerardo - (senza guardarla) Ah! un altro abito...
Andreina - (soddisfatta) T'assicuro che bello!
Gerardo - (c. s.) Bellissimo... quanto?
Andreina - E' tutto qui il piacere che ti fa vedermi vestita con gusto?...
Gerardo - Ne sono felicissimo, solo prevedo che il prezzo temperer la mia gioia...
Andreina - Ecco! Con le tue osservazioni sei capace di sciupare ogni cosa...
Gerardo - E' l'osservazione di un uomo che maneggia saviamente il proprio bilancio... Se non ti dessi di tanto in tanto qualche avvertimento, chiss dove andremmo a finire!
Andreina - Benissimo... Lo rivendo subito!
Gerardo - Col cinquanta per cento di perdita. Che bella operazione!
Andreina - La fattura sar diminuita di met...
Gerardo - Ma tu non avrai pi il vestito... Ah! Hai delle idee magnifiche!
Andreina - Dunque? Posso tenermelo?
Gerardo - Ma certo... (degnandola finalmente di uno sguardo) Tanto pi che ti sta benissimo...
Andreina - Vero... Ti piace?
Gerardo - (guardandola, soddisfatto) Molto... Forse un po' troppo scollato... Non molto decente...
Andreina - (divertita) Non decente? Ma se di moda...
Gerardo - Benissimo: la moda non decente...
Andreina - (cingendolo con le braccia, molto carezzevole) La prima volta che siamo andati a teatro insieme, avevo un abito anche pi scollato di questo... Eppure non te ne sei lagnato...
Gerardo - (liberandosi dolcemente) Su... su... siamo seri... Son cose molto simpatiche, ma non questo il momento di divertirsi! (siede di nuovo alla scrivania).
Andreina - (melanconica) Non ci si diverte spesso con te...
Gerardo - Ho altro da fare... Lavoro, (si assorbe).
Andreina - Il lavoro ti rende sgarbato! Ah! Da due anni sei proprio cambiato! Certo senza il lavoro non avresti venduto un brevetto per 300.000 franchi l'anno passato... (passa dall'altra parte della scrivania, di fronte a Gerardo) Sono quindici giorni che non usciamo di sera... Non una cosa divertente! Colla scusa che gli affari non ti vanno come vorresti, sei imbronciato, irritabile.... tutto quel che ti dico io ti d ai nervi... ho l'impressione di seccarti, (sedendo su un cuscino, accanto alla scrivania) A tal punto che non oso pi aprir bocca!
Gerardo - (seccato) Ti pare!
Andreina - Non lo vedi?
Gerardo - (seriamente e con, calma) Andreina, comprendimi... Ho da finire una relazione... E' cosa urgente e importante... Sar costretto a lavorare tutta la notte...
Andreina - Sei sempre deciso a partire in aeroplano?
Gerardo - Non posso fare altrimenti... Dunque, siamo intesi... Mi lasci lavorare - (si mette al lavoro).
Andreina - (dopo un silenzio) In aeroplano... che pazzia! Invece di viaggiare in ferrovia, come tutti quanti! A proposito: la cameriera t'ha gi preparato la valigia. Dovrai partire domattina presto... Ti ho fatto metter dentro i vestiti pesanti; avrai freddo laggi... Ho fatto bene, no? Un'altra cosa: ho pensato che per viaggio avresti bisogno di un ce pull over molto spesso... e non ce l'hai... Andr tra poco a comperartelo... Eh?... Cosa ne pensi? (sta in piedi, china sulla scrivania, di contro a Gerardo. Un breve silenzio) Su, rispondimi... Stavolta si tratta di te... Gerardo!
Gerardo - (esasperato, raccogliendo i fascicoli) Quando cos... inutile insistere... Se tu non puoi fare a meno di chiacchierare...
Andreina - Non ho neppure pi il diritto di preoccuparmi della tua salute! Ah, va benone! Dopo tutto quel che ho fatto per te! Ah! No! Questo non me lo meritavo! (si butta sul divano e piange).
Gerardo - (sorpreso, guardandola) Che hai?
Andreina - Niente... Lasciami, ora... Non mi sentirai pi. Sta tranquillo! Tu sei cattivo, e io faccio quel che posso per farti piacere.
Gerardo - (si alza, le si accosta) Su... su... ridicolo! Non piangere cos...
Andreina - (battendo il piede) S!...
Gerardo - Sai che mi fa male vederti piangere! Fallo quando io non sono presente.
Andreina - Perch tu mi tratti male?
Gerardo - Con tutta sincerit, non vedo...
Andreina - Se mi amassi, lo vedresti...
Gerardo - Ma io ti amo...
Andreina - Ah, no! Non come prima! Mi accade di rimpiangere i tempi in cui non abitavamo insieme... Le nostre scappate nei dintorni di Parigi... tu mi baciavi, mi stringevi tra le tue braccia...
Gekardo - Quando ti davo un appuntamento non avevo altro da fare... (indicando la scrivania)... mentre adesso... Non vorrai che ti stringa tra le braccia tinta la giornata?...
Andreina - (infantile) S!...
Gerardo - (divertito) E chi pagherebbe le tasse, i fornitori, la sarta?...
Andreina - Abbracciami...
Gerardo - (disarmato) Insomma, impossibile parlare con te seriamente?
Andreina - Si... abbracciami lo stesso! (Gerardo si china su di lei e la bacia) Il vestito scollato... Ti do il permesso di profittarne... (Gerardo la guarda sorridendo: Andreina cos graziosa che Gerardo non resiste e l'abbraccia lungamente. Queste carezze la fanno vacillare; piega dolcemente sul divano e attira Gerardo verso di se).
Gerardo - (meticoloso, nonostante) Bada, cara, ti sgualcisci l'abito.
Andreina - Hai ragione... Va a lavorare, va...
Gerardo - Ah! Finalmente! Mi dai il permesso! (non si muove).
Andreina - (c. s.) L'amore a ore fisse...
Gerardo - C' tempo per tutto...
Andreina - (alzando le spalle) Comodo!... (pausa). Perch non mi vuoi portare ad Amsterdam?
Gerardo - E' impossibile... Te l'ho gi detto... Vado laggi per affari... in missione ufficiale... non avrei tempo di pensare a te... senza contare che le spese di viaggio sarebbero doppie... (ipocrita) Tu sai che, se potessi... Se credi che sia un viaggio di piacere... una cosa che mi secca talmente!
Andreina - Dalla prima sera che restasti qui, non mi hai mai lasciata sola! Che freddo avr!
Gerardo - E io! Figurati: un cattivo letto di albergo; sono da compiangere pi di te.
Andreina - (si alza e l'abbraccia teneramente) Tesoro?...
Gerardo - Cosa vuoi?
Andreina ~ - In fondo, ci vogliamo bene, noi due, eh? Non potremmo pi vivere uno senza l'altra. Non credi?
Gerardo - S, s!...
Andreina - Ed ora, tesoro, ti lascio!
Gerardo - Dove vai?
Andreina - AI Boulevard de la Madeleine... Dal camiciaio dove ho comperato il tuo pigiama... Ricordi?... Hanno dei pullover magnifici... E sai: voglio comperartelo coi miei risparmi. Sono economa anch'io!
Gerardo - Come sei cara! (la prende tra le braccia) Che farai durante la mia assenza?
Andreina - Non so... mi annoier...
Gerardo - (condiscendente) Bisogna che tu ti distragga un poco!...
Andreina - Andr forse a teatro... Ecco: andr a vedere Giulietta! Le chieder qualche biglietto d'invito...
Gerardo - No! Te l'ho detto... Non voglio!
Andreina - Perch? Non una cattiva ragazza...
Gerardo - Pu darsi... Ma ogni volta che ci incontriamo, ha un modo d dirmi... (con un gesto della mano) Tanti saluti dalla cameriera!... che mi esaspera!
Andreina - (ridendo, e ripetendo il. gesto di Gerardo) Si diverte!
Gerardo - S: ma non io!
Andreina - Non una ragione perch io non la veda!...
Gerardo - (tornando alla scrivania) Insomma, semplice: ti proibisco di vederla! E ti prego di non disobbedirmi!
Andreina - Cos mi ami?
Gerardo - (c. s.) Rispondo alle tue minacce...
Andreina - (sedendo sulla scrivania senza rispetto per i fascicoli) Io non minaccio. caro... Non capisci che questo viaggio in aeroplano mi fa impazzire! Non sto tranquilla... E poi, mi dispiace di vederti partire!
Gerardo - (disarmato) E di': se dovessi star lontano a lungo?...
Andreina - Ti seguirei...
Gerardo - E se morissi?...
Andreina - Morrei anch'io!
Gerardo - (lusingato, in ogni modo) Cose che si dicono...
Andreina - Sta zitto! Sono superstiziosa! (tocca legno).
Gerardo - Bambina! (furtivamente, tocca legno anche lui).
Andreina - (sdraiata sulla, scrivania, tra le braccia di Gerardo) Ti amo tanto! (entra Duvivier).
Duvivier - (ironico) Ah! E' una cosa commovente! Siete ancora a questo punto!
Andreina - (sedendosi sulla scrivania) Vi d noia? Ma, innanzi tutto, di dove sbucale?
Duvivier - Dalla porta, che mi ha aperta la cameriera. Capisco che non abbiate sentito bussare: eravate cos occupati!
Gerardo - (alzandosi, tendendo la mano a Duvivier) E' simpatico da parte tua d'essermi venuto a salutare prima della partenza... (Andreina lo tiene per l'altra mano; Gerardo bilanciato tra Andreina e l'antico, ma finalmente la donna che la vince e lo riattira verso di se).
Duvivier - Vi disturbo... Buonasera.. .
Gerardo - Sai benissimo che tu non disturbi mai!
Duvivier - Andreina non del tuo parere. Capito in mal punto!
Andreina - Ma per carit! Lo stavo salutando!
Duvivier - Gi? (a Gerardo) Tu parti domattina, no?
Gerardo - S...
Duvivier - (ironico) Incominciare un po' presto coi saluti...
Andreina - Sono triste... Il mio amore mi lascia per otto giorni!
Duvivier - (motteggiando) E con questo? Torner, il vostro amore!
Andreina - Lo credo bene! Ma una cosa triste, egualmente! Oh! voi, voi non potete capire! (a Gerardo) Tesoro, vado a comperarti il pull over .
Duvivier - (ironico) Un pull over !
Andreina - Guardate com' invidioso, quello l! Vorrebbe averla una donnina come me!
Duvivier - Dio me ne guardi!
Andreina - Troppo tardi! Non ce ne sono pi!
Duvivier - Purtroppo, s! E dite, vi siete messa in abito da sera per andare a comperare un a pull over ?...
Andreina - (a Gerardo) E' proprio stupido... E' meglio che me ne vada... Caro, io vado a cambiarmi... (a Duvivier) E voi: state in guardia... Dalla camera mia si sente tutto quel che si dice qua... Vi sfido a dirgli male di me!
Duvivier - Rassicuratevi... Abbiamo temi di conversazioni pi interessanti!
Andreina - Che bruto! (fa una boccaccia a Duvivier ed esce).
Gerardo - E' una cara ragazza.
Duvivier - (furente) Deliziosa!
Gerardo - Quando sei tornato dal tuo viaggio?
Duvivier - Questa mattina... Ti ho telefonato subito... Avevo fretta di rivederti...
Gerardo - Novit?
Duvivier - Parecchie...
Gerardo - Racconta...
Duvivier - Non il momento questo... Tu parti domattina...
Gerardo - Ma da adesso a domattina c' tutto il tempo... Mi metti in curiosit... Al telefono mi hai detto che bisognava assolutamente che ci vedessimo prima della mia partenza...
Duvivier - Volevo stringerti la mano.
Gerardo - (battendogli amichevolmente la mano sulla spalla) Tu sei l'unica persona capace di farmi ridere... Accomodati.
Duvivier - (impermalito) Dammi addirittura del pagliaccio!
Gerardo - Non te la prendere... Un bicchierino di Porto? Un sigaro?
Duvivier - (prendendo un sigaro) Hai cambiato marca... Preferivo quelli di prima...
Gerardo - Scusami... Lo terr presente per l'avvenire... Dunque: t'ascolto...
Duvivier - Dopo... dopo... Parlami piuttosto di questo tuo affaracelo. Amsterdam...
Gerardo - Per ora non che un progetto... ma se mi riesce potr guadagnare un centinaio di mila franchi.
Duvivier - (con una smorfia d disgusto) E' tutto qui?
Gerardo - Mi stimerei fortunato se li guadagnassi!
Duvivier - Eh, gi... tu non hai la vista lunga... Centomila franchi ti danno alla testa...
Gerardo - Dimmi, ne hai imbroccati spesso, tu, affari di centomila franchi?
Duvivier - Ne ho imbroccato uno di milioni a Marsiglia. Il primo anno mi contento di un profitto di sei milioni... non pi.
Gerardo - E il secondo?
Duvivier - Il triplo! In seguito: non c' limite!
Gerardo - E organizzi l'affare in societ... per azioni?
Duvivier - Non so ancora... Ma i fondi me li sono gi assicurati.
Gerardo - Per intero?
Duvivier - Largamente!
Gerardo - Peccato!
Duvivier - Mio caro: ho avuto per un momento l'idea di scriverti e chiedere il tuo appoggio, ma non ho osato. So quanto sei prudente... timoroso... perch sebbene l'affare sia certo, c' naturalmente qualche alea...
Gerardo - (convinto) Ma certo... Se guadagno questi centomila franchi, e se veramente il commercio di Marsiglia s'interessa all'affare, li impiegherei volentieri...
Duvivier - (sconsolato) Troppo tardi!
Gerardo - Tanto peggio!
Duvivier - (riflettendo) Aspetta... Pu darsi che possa ancora... s, forse possibile... Non un atto delicatissimo ma per un amico come te... Accomoder la cosa... Contaci pure...
Gerardo - Grazie! (gli tende la mano) Dunque... di che si tratta?
Duvivier - (confidenziale e importante) Di corse d'asini!...
Gerardo - (con uno scoppio di risa) Di corse d'asini!
Duvivier - (impermalito) Non vedo cosa ci sia di ridicolo! Faresti meglio a starmi a sentire... (Gerardo continua a ridere) Se avessi saputo... E' inutile seguitare... smetto...
Gerardo - S... s... t'ascolto!
Duvivier - Dunque: qualche anno fa si organizzavano a Marsiglia corse d'asini... Ma s... anche con totalizzatore... queste riunioni avevano la specialit d'attirare tutti i garzoni di barbiere della regione... Se non vedi quel che pu venir fuori da un affare come questo, non hai proprio fantasia commerciale!
Gerardo - Continua.
Duvivier - Io comincio a Marsiglia... Creo delle scuderie... Organizzo il gioco delle scommesse... L'anno dopo creo un affare simile a Parigi, ma pi in grande... E in poco tempo il mio asinodromo far concorrenza a Long-champs e ad Auteuil! Ah! Che ne pensi?
Gerardo - (con ironica seriet) E' una cosa magnifica! Ne riparleremo....
Duvivier - Nel frattempo, fammi un favore...
Gerardo - Quale?
Duvivier - Un piccolo anticipo sull'affare... Te lo diffalcher sul tuo apporto di capitale... prestami cinquecento franchi...
Gerardo - (prendendo un portafoglio dal cassetto della scrivania) Eccoteli... Ma sai: tutto quel che posso investire nel tuo affare...
Duvivier - (intascando i cinquecento franchi) E' un peccato!. Tu sei intelligente, ma non sei audace (entra Andreina).
Andreina - Sono pronta... Me ne vado... A presto, caro... Dammi un bacio...
Duvivier - Ancora!
Andreina - S... ancora... signor presidente delle corse d'asini!
Duvivier - (a Gerardo) Vedi... ha sentito... non si pu parlare in pace, qua!
Andreina - Mi avete fatto proprio ridere!
Duvivier - Teste piccine! Siete proprio fatti per andar d'accordo, voi due! (intanto Andreina abbraccia Gerardo) Andiamo, su! Ecco! Abbracciatevi! E' una mania!
Andreina - S... ancora!... (abbraccia Gerardo che lascia fare con compiacenza) Ecco... ecco. (baci. A Duvivier) Son sicura che nessuno vi ha mai abbracciato cos, voi... Siete troppo brutto!
Duvivier - Cosa ne sapete voi?...
Andreina - (nell'uscire imita il raglio dell'asino) Hi-hon!... hi-hon! hi-hon!...
Gerardo - (vanitoso) Che vuoi, caro, quella donna mi adora!...
Duvivier - Ecco il tuo modo di ragionare! Hai rifiutato un matrimonio magnifico per non perder la tua libert... (alzando le braccia al cielo)... Indipendente. L'anno passato hai imbroccato il primo affare della tua vita, che ti ha reso 300.000 franchi, e che cosa ne hai fatto? Hai comprato un appartamento... un appartamento mobiliato!
Berardo - Non un cattivo impiego...
Duvivier - D'accordo! Ma la catastrofe di averci alloggiato quella donna! No... no! Non ti riconosco pi! E son due anni che dura! Se tiriamo le somme: tu vivi da buon borghese con tutti gl'inconvenienti del matrimonio e senza nessuno dei vantaggi! E' sciocco, idiota!
Gerardo - (cupo) Non mi dici niente di nuovo... Non passa giorno, capisci, non un giorno, che non mi venga voglia di farla finita!...
Duvivier - Ma caro, sei salvo! Deciditi una buona volta... E' abbastanza facile! Potrei indicarti mille modi...
Gerardo - E il dolore di lei?... Ne avr un gran dolore...
Duvivier - Le donne mentono come respirano!
Gerardo - Andreina...
Duvivier - Non come le altre... naturalmente! Bene, ti dir io come stanno le cose: Andreina una donna intelligente e tu non sei che un citrullo... Credi di conoscerla, ma non vedi in lei che il riflesso di te stesso...
Gerardo - Che cosa mi vai raccontando?
Duvivier - Ha finto successivamente gusti di indipendenza, poi borghesi, per venire incontro via via ai tuoi desideri... Ora fa la parte della creatura debole che ha bisogno di protezione...
Gerardo - E quando stata sincera?
Duvivier - Sempre... E' una donna, caro...
Gerardo - Dunque, secondo te, Andreina non mi ama...
Duvivier - Non dico che non ti ama... Ma quel che ama di pi in te la propria vittoria... Ha impegnata una lotta, l'ha vinta; ma il giorno che non ci prover pi interesse, se trover di meglio...
Gerardo - Ti ripeto che non chiedo che di separarmi da Andreina... Ma vorrei che fosse lei ad andarsene...
Duvivier - Pensa che potresti essere il genero di Brgier... E sai che cosa rappresenta oggi Brgier?
Gerardo - (seduto su un angolo della scrivania, malinconicamente) S..
Duvivier - (sedendoglisi accanto, con aria disinvolta) Ah! Avevi fatto davvero colpo sulla figlia! Sai che ancora non s' accasata... Scommetto che, se tu volessi, saresti ancora in tempo!
Gerardo - (interessato) Credi?
Duvivier - Vuoi scommettere con me? Cinque per cento sulla dote... Se fai fiasco, non mi devi nulla...
Gerardo - Non perdi mai un'occasione, tu...
Duvivier - Non voglio impegni scritti... Mi basta la tua parola... io combino un incontro, una cena. Ma stavolta, occhio!... Non ammetto diserzioni! Intesi?
Gerardo - E Andreina? Ne morirebbe!
Duvivier - (alzando le braccia al cielo) E noi le daremo sepoltura, cretino! (tornando verso di lui) Caro mio: per una donna l'onest consiste nel non avere un amante alla volta. Sta tranquillo: sarai presto sostituito!
Gerardo - Per te tutto facile.
Duvivier - Basta una prova... Io mi impegno di mostrarti cosa farebbe Andreina se tu la lasciassi: quando Andreina torna, io le dico che tu sei partito...
Gerardo - Per dove?
Duvivier - Partito definitivamente... Questo viaggio era un sotterfugio... Nascosto di l, tu coglierai le sue impressioni...
Gerardo - - E' crudele!... Andreina ha il cuore un po' debole... Ultimamente si fatta visitare dal medico, che le ha raccomandato di evitare le emozioni. Un colpo cos brusco potrebbe anche esserle fatale...
Duvivier - (inquieto) Credi?
Gerardo - Ne sono convinto... (quasi liberato)Vedi bene che non possibile!...
Duvivier - (riscaldandosi) Tu, caro, hai paura che non ti pianga abbastanza.
Gerardo - Che non mi pianga, lei! Ah, povero .te! Ebbene, tentalo il tuo esperimento! Sarai convinto. Ma in nessun caso le farai supporre che io mi sia prestato ad una commedia di questo genere...
Duvivier - Sta tranquillo...
Gerardo - Senti... Ci dev'essere di l anche una bottiglia d'etere... (passa nell'altra stan-za ma torna subito) Eccola! (poggia la bottiglia sulla scrivania).
Duvivier - (seccato) Di'... in caso di svenimento, chiamer anche te... mi darai una mano...
Gerardo - Ah! vedi! Gi non sei pi sicuro di te!
Duvivier - Ma s... solo... senti... (tende l'orecchio verso l'anticamera) L'ascensore! E' lei! Tanto peggio! Vedremo!
Gerardo - No, caro...
Duvivier - (spingendo Gerardo nell'altra stanza) S... va... fila di l... Aspetta, la valigia! Portatela via... presto!
Gerardo - (spinto via da Duvivier) Pensi a tutto, tu! Mi dai la nausea. (Duvivier siede sul cuscino che accanto alla scrivania, prende un atteggiamento di circostanza, cercando di attrarre l'attenzione di Andreina, che entra canticchiando).
Andreina - Ecco: ho preso un taxi che aveva un odore di sigaro cattivo, nauseante... Son stata l l per sentirmi male... (Duvivier sembra malsicuro e d sguardi inquieti alla bottiglia d'etere) Dov' Gerardo? Son contenta: ho trovato un ce pull over magnifico. Guardate. (Duvivier non si muove. Andreina spiega il pacchetto) Venite a vedere, (si accosta a Duvivier che volta la faccia da una altra parte con un cera funebre) Non volete vedere? Che carattere! Insomma: Gerardo star caldo, questo l'essenziale... Ah! questo viaggio in aeroplano! Dite: credete che possa succedergli qualche cosa? (Duvivier resta muto) Bene... potreste almeno rispondermi... (lo guarda) Eh! che faccia avete! Cosa vi prende?
- (Duvivier ha sempre lo stesso aspetto. Andreina poggia il pull over sul divano e si guarda allo specchio).
Duvivier - (angosciato, si alza, con la schiena alla scrivania e cercando con la mano la bottiglia d'etere) Andreina! Sentite...
Andreina - (ride) Non avete una faccia allegra! (un breve silenzio) Dov' Gerardo? (Duvivier apre le braccia con gesto sconsolato). E' uscito? Perch?
Duvivier - (fermandola colla voce) Mia povera Andreina!...
Andreina - (guardandolo) Ehi! Io non sono la vostra Andreina!
Duvivier - Ho detto mia povera... . Se sapeste com' penoso!... La notizia che vi debbo dare...
Andreina - (tormentata) Dio mio! Cosa successo? Gerardo! Dov'? Parlate, ma parlate, via!
Duvivier - (impazzito anche lui, la fa sedere e le passa la bottiglietta d'etere sotto il naso, senza neppure darsi tempo di aprirla) Calmatevi... calmatevi... sedete... respirate...
Andreina - La verit... voglio la verit...
Duvivier - Ve l'ho detta: Gerardo se n' andato.
Andreina - E torner?...
Duvivier - No... non torner. Non lo rivedrete pi...
Andreina - (rassicurata) Mio caro Duvivier uno scherzo, davvero funebre!
Duvivier - Non uno scherzo... E' la cosa pi seria che si possa dire...
Andreina - Andiamo, voi fate per giuoco!
Duvivier - (cupo) Vi pare che ne abbia la faccia?
Andreina - Gerardo se ne sarebbe andato... (ridendo) No, no: mi dispiace ma non attacca!
Duvivier - (che separato da Andreina dalla scrivania) In che modo bisogna ripeter-velo? Mi ha incaricato di dirvi quanto gli costata questa risoluzione... spera che capirete che ragioni di forza maggiore, la sua posizione, il suo avvenire... Insomma: non lo rivedrete pi... Ecco.
Andreina - (minacciosa) Come?
Duvivier - (afferrando istintivamente il sifone) Calma... calma... per cortesia...
Andreina - (annientata) Ah! questo poi... (dopo una pausa, riprendendosi) No!... Non possibile!
Duvivier - (scoprendo un argomento decisivo) Guardate infatti: la valigetta, l'ha portata via... (Andreina constata la cosa con un colpo d'occhio e resta in silenzio, come prostrata. Il silenzio di lei preoccupa Duvivier) Andreina? Andreina? Non guardate cos nel vuoto... Ditemi qualche cosa... Vi assicuro che era molto commosso all'idea del dolore che voi... Andreina... Parlate...
Andreina - (con lacrime di rabbia nella voce) Fare una cosa simile, dopo quel che ho fatto per lui!
Duvivier - (respira) Eh si! Piangete, sarmeglio!
Andreina - Piangere! Io? Ah, no:troppo sciocco!
Duvivier - (rassicurato) Per ricordo vi lasci l'appartamento... Coi mobili, beninteso!
Andreina - (furente) E si rivolto a voi pei farmi dare la notizia... Il viaggio: una cosi combinata... tutte queste bugie... Ah! che uomo volgare... volgare... volgare!
Duvivier - (ironico) Vi assicuro che io prendo parte al vostro dolore... per voi una pio. va penosa... Non si fa impunemente per due anni la stessa vita...
Andreina - S! Voi! Non mi seccate coi vostri discorsi! Due anni di devozione, di sacrificio per questa bella conclusione!
Duvivier - Per due anni siete stata felice...
Andreina - Felice! Con lui! Pensate proprio che sia stato un divertimento? Sempre affogato tra i suoi fascicoli, senza nemmeno potergli rivolgere, la parola! Qualunque cosa gli dicessi, gli pareva una sciocchezza... E' cos fine, lui! 0 almeno si crede... Tirando le somme: sapete cosa ? Un mancato!
Duvivier - (assai vicino alla camera da letto) 1 Non esagerate... l'anno passato...
Andreina - (accostandoglisi) Ha venduto un brevetto! Il perfezionamento di una scoperta fatta da un altro! Bell'affare!
Duvivier - (a voce alta) Vi assicuro che Gerardo...
Andreina - Ma s... smettetela... altre volte avete speso troppo fiato, per dimostrarmi che non vai nulla!...
Duvivier - (di soprassalto, respingendola lontano dall'uscio della camera) Io? Cosa inventate?
Andreina - - Cosa invento? Ah! Non manca la audacia, a voi! L'anno passato non finivate mai di ripetermelo...
Duvivier - Mai!...
Andreina - Fino al giorno in cui avete buscato un bel paio di schiaffi, per avermi voluto abbracciare per forza...
Duvivier - (preoccupatissimo, protestando) Ma no! Scusate... Vi ho fatto un po' la corte, per educazione... non pi che questo.
Andreina - E se vi foste riuscito, gli avreste anche messo le corna, per educazione...
Duvivier - (energicamente) Sbagliate... Gerardo il mio migliore amico...
Andreina - Non vi difendete... Non vi faccio nessun rimprovero... Avevate ragione, quando dicevate che Gerardo non pu fare la felicit di una donna. Era cos sicuro di s, , che non si accorgeva neppure che io ne avevo abbastanza... E vi dico: se non si fosse deciso lui, credo che avrei finito io per andarmene!
Duvivier - Immagino che vi sarete vendicata in anticipo?...
Andreina - No... Lo amavo! Eppure, che occasioni ho lasciate andare!... (apre la borsetta) Guardate, non pi tardi di ieri, leggete che lettera ho ricevuta... (porge una lettera a Duvivier) Leggete... (Duvivier obbedisce) Un giovanotto molto distinto che mi fa la corte da pi di sei mesi... Disperato, partito per un lungo viaggio... E, prima di partire, mi scrive questa lettera...
Duvivier - (leggendo) Il 20: fermo posta a Roma... Il 22: Venezia... 1125: Napoli... il 30: Costantinopoli... , l'Egitto, la Siria, le Indie... Perbacco! Ha il ballo di San Vito!
Andreina - L'itinerario completo... Un telegramma... Ricevo uno chque e parto...
Duvivier - (sorridendo) Povero Gerardo!
Andreina - Povero Gerardo! Lo compiangete, adesso! E poi: dov' andato? Voi dovete saperlo!...
Duvivier - (intascando la lettera) No... credo che sia andato a sposarsi...
Andreina - Marito, lui! Poveretta, la compiango! Non c'era che una donna sulla terra che sapesse sopportarlo, e l'aveva incontrata! Imbecille! Peggio per lui e tanto meglio per me!
Duvivier - Ora riprenderete il tempo perduto...
Andreina - Eh, s, vi assicuro... Anzi: volete farmi una cortesia?
Duvivier - Quale?
Andreina - Invitarmi a cena... al ristorante... Sono stufa di star qui... Ci siamo litigati pi di una volta, noi due, ma stasera faremo la pace... Un'idea! Vado a prendere Giulietta! Invitate anche lei! E' un po' ingenua, ma divertente! (consulta l'orologio a braccio) E' gi tardi: temo di non trovarla... bisogna in ogni modo che vada subito... M'aspettate qui?... Preferite accompagnarmi?
Duvivier - No... no... legger i giornali nella attesa...
Andreina - Benissimo.. A presto! Finalmente passer una serata simpatica! (esce).
Duvivier - (rimasto solo, dopo un breve silenzio) Puoi venire... se ne andata... (Gerardo compare d'un tratto, si precipita verso la-scrivania, si versa un bicchierino di cognac che vuota di un fiato. Cade sul cuscino, sbigottito. Duvivier, porgendogli la bottiglia di etere) Se vuoi odorare dell'etere, eccoti la bottiglia!
Gerardo - (con un gesto di impotenza) Per carit!
Duvivier - (modesto nel suo trionfo) Te lo avevo detto...
Gerardo - (voltandoglisi contro) Ma non avevi detto che sei l'ultimo dei mascalzoni!...
Duvivier - Ecco... me l'aspettavo... Continua... Insultami... Non te ne serbo rancore...
Gerardo - Non c' che dire: sei generoso!. Hai tentato di ingannarmi, e non me ne serbi rancore!
Duvivier - Gerardo, diffida! Tu sai che la nostra amicizia profonda, leale, disinteressata... Ne hai avuta la prova... Ora invece rischi di perderti in sospetti infondatissimi...
Gerardo - Sospetti... dopo quel che ho sentito?
Duvivier - Tempo fa tentai una prova... nien-t'altro che un esperimento... Dal giorno che me la presentasti capii che quella donna ti avrebbe tradito...
Gerardo - E saresti stato soddisfatto, se l'avesse fatto con te...
Duvivier - Se l'esperimento fosse riuscito, ti avrei avvisato...
Gerardo - Dopo!...
Duvivier - E' la vita! Migliaia di coppie la vivono senza conoscersi...
Gerardo - Non si amano...
Duvivier - Credono di amarsi perch un giorno hanno obbedito ai sensi che li spingevano l'uno verso l'altra... e poi hanno continuato per vigliaccheria e pef abitudine... Tu stesso non amavi Andreina...
Gerado - (senza convinzione) Ma s... (un breve silenzio) Una sola cosa certa: non mi ha tradito!
Duvivier - Conclusione?
Gerardo - Lei mi amava... anche un momento fa lo ha ripetuto...
Duvivier - Ma pronta, domani, a raggiungere il suo globe-trotter .... (tira fuori di tasca la lettera e l'agita sotto il naso di Gerardo).
Gerardo - (afferrandola) Ah! la lettera... Dai qua... Son curioso di sapere chi quel farabutto che...
Duvivier - (prendendogli di mano la lettera e gettandola sulla scrivania) Inutile... E ora che hai visto quanto dolore le causa la tua partenza... prendi la valigia e filiamo!
Gerardo - Hai ragione... A che serve?... Essere stato turlupinato fino a questo punto, che lezione!
Duvivier - Ceniamo insieme... E sai, sono io che t'invito... a casa mia... festeggieremo la tua liberazione!
Gerardo - (senza entusiasmo) E il mio viaggio? Bisogna che lavori...
Duvivier - Lavorerai domani!... Spicciati... Io bisogna che avverta subito la mia cameriera...
Gerardo - Dammi almeno il tempo di cacciare nel baule le cose che pi mi importano...
Duvivier - Perbacco! E' tardi: e lamia donna di servizio ha un brutto carattere!
Gerardo - Vattene a casa... io ti raggiungo subito. ..
Duvivier - Va bene, (diffidente) E se Andreina torna...
Gerardo - Giulietta abita in alto a Montmartre: Andreina non torna tanto presto... Puoi star tranquillo: io sar gi molto lontano! Di': ricordati di far sapere a Brgier...
Duvivier - Non ci pensare... Debbo vederlo domani... Tra due mesi sarai ingegnere capo delle officine Brgier... Non ti scordare la nostra scommessa...
Gerardo - Per carit, caro... E' una promessa... contaci pure... Scendendo, di' al portiere che vada a cercarmi un taxi...
Duvivier - Non dubitare... ma spicciati... Ah! il mio vecchio Gerardo. Finalmente lo ritrovo! (gli batte affettuosamente colla mano sulla spalla).
Gerardo - S, caro!
Duvivier - (abbracciandolo) Le gioie della amicizia sono le sole che contano! (esce). (Gerardo passa nell'altra camera, canticchiando. Rientra, portando un baule, poi ritorna nelValtra stanza, continuando a canticchiare, ma senza pi voglia; rientra con una gran bracciata di vestiti, che getta sul baule. Vuol chiudere il coperchio: operazione difficile perch il baule troppo pieno. Allora, poggia il ginocchio sul coperchio, facendo enormi sforzi... In questo momento entra Andreina. Tutti e due restano un momento immobili, lui col ginocchio sul baule, lei accanto la porta).
Andreina - Come! Sei qui?
Gerardo - S... ma non per molto...
Andreina - Non ti capisco...
Gerardo - Ero di l... Ho inteso tutto...
Andreina - Ah! Benissimo! Eravate d'accordo... Rallegramenti! Che ipocrisia!
Gerardo - Tu te ne intendi!
Andreina - Non avrai - spero - preso sul; serio tutto quel che ho detto... Ero furente...! E mi pare che ne avessi il diritto!
Gerardo - (brandendo la lettera, dopo averla pre. sa dalla scrivania) E questa?
Andreina - Cos'?
Gerardo - La lettera del tuo amante!
Andreina - Ah! Se poi prendi le cose su questo tono, inutile continuare... Ho ricevuto una lettera, e con questo? Non posso impedire che mi si scriva! Non ho risposto, e di conseguenza...
Gerardo - Non ti credo pi!
Andreina - Leggila, quella lettera, e vedrai se dico la verit!
Gerardo - La verit e te...
Andreina - La coscienza l'ho tranquilla, e tanto mi basta!...
Gerardo - Ti avevo dato una casa e tu non aspettavi che l'occasione per andartene...
Andreina - Ti ripeto: leggila quella lettera e vedrai che l'avevo trovata l'occasione! Se avessi voluto profittare...
Gerardo - Eh! Ti sei burlata abbastanza di nie, poco fa!
Andreina - Se credi che potessi mostrare il mio dolore a quel... (con disprezzo)... tuo amico! Ho ancora un po' di orgoglio, io, e non volevo che profittasse dell'occasione per consolarmi... Il tuo amico! Sapessi come ti trattava! Io gli ho fatto capire che era tempo perso, e lui se l' presa terribilmente... Oggi si vendica... Dev'esser soddisfatto...
Gerardo - Duvivier ti ha smascherata per rendermi un servizio...
Andreina - E tu sei felice d'avere un pretesto per sbarazzarti di me.
Gerardo - Non vero!
Andreina - Che facevi con questo baule?
Gerardo - Portavo via i miei vestiti... Ti lascio quest'appartamento... Non avrai bisogno di correre verso nuove avventure...
Andreina - Non sono in casa mia: rifiuto...
Gerardo - Raggiungerai lui! (brandisce la lettera).
Andreina - Dal momento che ci separiamo, non ho pi conti da renderti... (aprendo appena il baule) Povero Gerardo! Che disordine! Cola sar di te quando non ci sar pi io! (pesca qualche vestito; li poggia sul divano, torna verso il baule, ma poi bruscamente rinuncia a continuare) Ma insomma: se non hai pi bisogno di me... Domani mander a prendere la mia roba... Addio, Gerardo... (gli porge la mano).
Gerardo - (senza prendere la mano che Andreina gli ha porto) Stavo per intenerirmi... Ma tu non hai cuore! Insomma: ti mostri quale sei! Va bene; puoi pure andartene...
Andreina - Rendimi la mia lettera...
Gerardo - Eccotela...
Andreina - (prende la lettera, muove verso la anticamera. Al momento di uscire, guarda attorno la casa che non rivedr pi. D una occhiata alla lettera, riflette a lungo, e poi, dopo aver molto esitato) Gerardo...
Gerardo - (senza guardarla) Che c'?
Andreina - Io resterei... Ma ad un patto...
Gerardo - (prima la guarda stupefatto, ma poi, rassegnato, abbassando la testa) Quale?
Andreina - Non voglio che Duvivier metta pi piede qua dentro... Lui o me, scegli! (squilla il telefono).
Gerardo - (al telefono) Pronto... S... Ah, sei tu, Duvivier... (Andreina prende l'altro ricevitore) Senti, caro, dopo quanto accaduto Andreina un po' risentita contro di te... A dirla fra noi, comprensibile... In fondo lei non ha niente da rimproverarsi... Credo che sarebbe meglio che tu non venissi... Insomma... per un certo tempo... (un breve silenzio).
Andreina e Gerardo - (insieme, adontati) Ah!
Andreina - Che farabutto!
Gerardo - E' molto volgare!...
Andreina - Uno stoccatore... uno stoccatore maleducato... Ecco cos'era, il tuo amico!...
Gerardo - Hai ragione: non lo frequenteremo pi!
Andreina - Tesoro... il tuo viaggio... non partire pi!
Gerardo - Partiremo domattina, tutti e due.
Andreina - In ferrovia! ...
Gerardo - (vinto) Se ti fa fa piacere... Dammi quella lettera...
Andreina - (facendola in quattro pezzi) Guarda: ecco cosa ne faccio... (getta i pezzi da un canto) Ed ora, abbracciami!...
Gerardo - (abbracciandola) Ecco! (liberandosi) E ora bisogna riprendere il tempo perduto... Lasciami lavorare... (siede di nuovo alla scrivania. Andreina si toglie il cappello, i guanti, prende un pettine nella borsetta e va davanti lo specchio. Adesso tutt'e due stanno al posto in cui stavano al principio dell'atto. Andreina si ravvia i capelli. Un lungo silenzio).
Andreina - Dunque... vero... Ti sarebbe dispiaciuto di perdere la tua Andreina?
Gerardo - (immerso nel suo lavoro) Hum...
Andreina - (dopo un breve silenzio) Non ci lasceremo pi... eh, caro? Mai! (gli si mette di fronte; un silenzio) Su, rispondimi... (una pausa) Gerardo!
Gerardo - (c. s.) Hm-m!...
Andreina - (esasperata guarda prima Gerardo curvo sulla scrivania, poi, d'un tratto, attratta dai pezzi della lettera distrutta. Li guarda fsso per un istante. La risoluzione rapida. Sorvegliando furtivamente Gerardo raccoglie in fretta i pezzi della lettera e se li nasconde in seno. Poi un uff! soffocato fa prevedere la sua prossima fuga).
FINE


