Faccia da spia

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commedia in tre atti di Paolo Starvaggi

Personaggi e interpreti

Tanya, cantante‐spia

colonnello Seltz, militare tedesco

Helmut Kaufmann, ministro della guerra

capitano Duval, militare francese

Giaguaro, capo dello spionaggio

barone Voronoff, nobile russo

Maurice Battiston, proprietario dell’hotel

Enrichetta, moglie di Battiston

Le “artiste” Jasmine

eMargot

Ribot, soldatino francese

Rottenberg, soldatino tedesco

Paulette, cameriera dell’hotel

monsieur Lescure, cliente dell’hotel

lo Strillone


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PRIMO ATTO

Scena 1: QUARTIER GENERALE TEDESCO

Germania, 1918. Prima guerra mondiale. Siamo nel Quartier Generale del comando tedesco. Ambiente elegante: un paio di busti, una bandiera dell’Impero Germanico (tricolore orizzontale nero-bianco-rosso) e una scrivania sulla quale troviamo molti fogli e un telefono a candela.

All’apertura del sipario, troviamo il colonnello Seltz (vestito con la classica divisa da alto militare, stivali) passeggiare mentre legge un documento.

Squilla il telefono.

SELTZ (posa il documento e va a rispondere)Pronto? …(si mette dritto sugli attenti)Jawhol! Come? Oh,senz’altro!… Sarà fatto!… Provvedo immediatamente: un attimo solo, che prendo l’appunto… (prende dalla scrivania la penna e un foglio di carta) Un chilo di patate e un barattolo di zucchero. Vabene cara, ci vediamo stasera per cena. Ciao, tesoro. (ad alta voce) Rottenberg!

ROTTENBERG (è un giovane soldatino, naturalmente in divisa. Entra con passo marziale e si mette sugliattenti) Comandi, colonnello Seltz.

SELTZ (gli passa l’appunto)Tieni, questo è per te.

ROTTENBERG (legge)“Un chilo di patate… un barattolo di zucchero”. Ho capito: è un messaggiocifrato da portare al fronte!

SELTZ No, è la lista della spesa da portare al mercato.

ROTTENBERG (con rassegnazione)Sarà fatto, colonnello.

SELTZ E voglio le provviste su questa scrivania prima di stasera. Ora va’.

ROTTENBERG (saluto militare ed esce)

SELTZ Le pretese di mia moglie mi sfiancano più di questa guerra. Ma non si rende conto che sono ilcapo del controspionaggio? Dal mio lavoro e da quello delle mie spie dipende l’esito di questo conflitto e il destino di questa nazione.

ROTTENBERG (entra, di corsa)Colonnello Seltz! Colonnello Seltz!

SELTZ (infuriato)Soldato Rottenberg? Non ti hanno insegnato, durante il periodo di leva, che si bussaprima di entrare nell’ufficio di un superiore?

ROTTENBERG Ma veramente…

SELTZ Potevo essere a colloquio con una spia, parlare di piani internazionali segretissimi o… essere indeshabillé.

ROTTENBERG Lasciatemi spiegare. C’è qui…

SELTZ (non gli fa finire la frase)Non c’è niente da spiegare. Esci immediatamente dal mio ufficio o tisbatto in prima linea!

ROTTENBERG Agli ordini.(ed esce)

SELTZ (tra sé)E cos’è diventato, questo? Un ufficio pubblico? O il caffè della piazza?

KAUFMANN (è il ministro della Guerra. Entra, sta sulla soglia. Indossa occhialini, cappotto, bombetta, giornalesotto braccio, bastone da passeggio. Bussa)

SELTZ (non lo vede, pensa sia di nuovo Rottenberg. Tra sé)Riecco quell’imbecille!(ad alta voce)Noto conpiacere che hai imparato a bussare. Paura che ti sbatta in prima linea, eh?


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KAUFMANN Di solito questa frase la dico io!

SELTZ (spaventatissimo e confuso, scatta in piedi)Oh, ministro Kaufmann, siete voi! Quale onore: ilministro della Guerra in persona nel mio ufficio.

KAUFMANN L’onore è tutto vostro.

SELTZ Vi vedo perplesso. Avete qualche osservazione sul mio operato?

KAUFMANN Qualche osservazione? Nel mio ufficio ci sono interi dossier pieni di vostre corbellerie.

Ma oggi è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

SELTZ Quale goccia?

KAUFMANN Leggete.(gli porge il giornale)

SELTZ (legge)“Ancora una sconfitta per il Borussia Dortmund, che ha perso due a zero contro…” KAUFMANN Non lì, più in basso.

SELTZ (c.s.)“Le milizie francesi avanzano da sud ovest e sono pronte ad entrare in Baviera. Ancora unattacco imprevisto all’esercito tedesco: Si profilano all’orizzonte altre perdite umane, tra le nostre valorose truppe? Non perdete il giornale in edicola domani con tutti i dettagli sulla nostra disfatta”. Sempre pessimisti, questi giornalisti: ce la tirano, però!

KAUFMANN Non date la colpa alla stampa… Piuttosto i vostri informatori, profumatamente pagaticoi soldi dello Stato, non servono a un fico secco. Possibile che certe informazioni le sanno i giornali e noi no? E la prossima volta, dove le troverò le mosse del nemico, sulle parole crociate?

SELTZ Non so come sia potuto succedere.

KAUFMANN Bella grana mi avete lasciato! Ah, ma alla prossima che mi combinate, sarò costretto afarvi destituire.

SELTZ (avvilito)Quel che è giusto è giusto. Sono pronto a riconsegnarvi il mandato.

ROTTENBERG (bussa)

SELTZ Oh, Rottenberg… giusto te cercavo. Vieni pure.

ROTTENBERG (si avvicina)

SELTZ Permette un secondo, ministro Kaufmann?(prende Rottenberg in disparte)Brutto dummkopf! Maperché non mi hai detto che stava arrivando il ministro?

ROTTENBERG È quello che cercavo di spiegarvi, ma avete fatto una faccia talmente brutta!

SELTZ Vabbè, non importa… Che vuoi, hai portato patate e zucchero?

ROTTENBERG No, ma ho di meglio.

SELTZ Crauti e cioccolata?

ROTTENBERG No, un’informazione riservata giunta adesso dalla nostra controspia 2812.

SELTZ (gli si riaccendono gli occhi)Ah, benone! Vedete, signor ministro, che i miei uomini non sono tuttidei buoni a nulla? Sì, capisco che guardando Rottenberg si abbia un’impressione sbagliata, ma tra le nostre fila si annida il fior fiore dell’intelligenza spionistica tedesca.

KAUFMANN Avanti, leggete il dispaccio.

SELTZ (legge rapidamente il messaggio, poi esulta)Lo sapevo, lo sapevo! È come sospettavo.

ROTTENBERG Cosa sospettavate, colonnello?

SELTZ Beh, sospettavo che questa…(realizza)Ma di che t’impicci tu? Va’ a fare la spesa, piuttosto.

ROTTENBERG Jawohl!(ed esce)

SELTZ Questi soldatini sono sempre più impertinenti.


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KAUFMANN Allora, mi volete dire che c’è scritto?

SELTZ Ascoltate qua.(legge)“Essa intona melodia / quando sopra il palco sta, / ma finito il varietà /per Parigi fa la spia”.

KAUFMANN E chi è la controspia 2812? Goethe? SELTZ Ministro, siete mai stato al Wundertheater? KAUFMANN Ci vado ogni settimana: ho la tessera gratuita.

SELTZ Beato voi: io invece non ci sono mai stato, ma vorrei tanto andarci stasera.

KAUFMANN Mi meraviglio di voi, colonnello! La Germania è sul punto di crollare e voi pensate acome passare la serata?

SELTZ Mi spiego meglio: al Wundertheater si esibisce Tanya.

KAUFMANN E chi non la conosce? Sono andato a vederla, proprio la settimana scorsa. È molto bravacome cantante.

SELTZ Ma è ancora meglio come spia!

KAUFMANN Quella divina creatura, una spia?!

SELTZ Non fatevi ammaliare dal suo fascino: essa cospira al soldo dei francesi.

KAUFMANN Ma non mi dite! E io che le avevo chiesto pure l’autografo…

SELTZ Questa sera saremo in platea e, finito lo spettacolo, la andrò a trovare in camerino.

KAUFMANN (d’istinto)Vengo anch’io!(si ricompone)… per sorprenderla e farla arrestare. La vogliointerrogare personalmente.

SELTZ Molto bene.(va alla scrivania, afferra il telefono e fa il numero)Signorina, due biglietti per ilWundertheater!

(si chiude il sipario. Dopo qualche secondo spuntano dal sipario, che rimane chiuso, KAUFMANN, SELTZ e ROTTENBERG, che scendono in platea)

ROTTENBERG (guida il trio con una piccola lampada)Faccio strada, signori.

SELTZ Prego, signor ministro. Vedrete che bei posti ci hanno riservato.

KAUFMANN Le ricordo che siamo in servizio.

SELTZ Al servizio penseremo dopo lo spettacolo: prima il piacere, poi il dovere.

ROTTENBERG Eccoci arrivati.(i tre prendono posto in platea)

Scena 2: PALCOSCENICO DEL TEATRO

(si riapre il sipario. Siamo su un palcoscenico di un teatro. Qualche siparietto, qualche luce, qualche quinta)

PRESENTATORE (sentiamo la sua voce fuori scena)Meine Herren und damen, die tolle Tanya!(applausidel pubblico)

TANYA (entra, in elegante abito lungo e guanti bianchi. Saluta in platea con gesti ampi ed eleganti)Danke!Danke schön! Questa sera vi parlerò della creatura più dolce, eterea, affascinante, devastante, dirompente mai apparsa sulla faccia della Terra: la donna. La donna è la più complicata invenzione concepita dalla tecnologia divina. E all’uomo, inteso come maschio, non è stato neanche fornito il libretto d’istruzione. Sono millenni che i poveri maschietti ci scrutano, ci osservano, ci studiano,


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prendono appunti. Ma non è affatto semplice studiare le donne, anzi! Lo dice anche un mio carissimo amico ungherese: Franz Lehár! Prego maestro. (cenno verso la quinta)

“E’ scabroso le donne studiar” (dall’operetta “La vedova allegra”, di Franz Lehár)

TANYA      Con le donne, con le donne

Come agir state a sentir.

Una sì, quell’altra no,

non v’è regola perciò…

Per avere dalle donne fedeltà come si fa?

Èuna scienze inesplorata e non v’è sistema alcun!

Vuol esser una ossequiata (sì, così, così, così…)

e sempre sempre accarezzata (sì, così, così, così…)

Un’altra poi va comandata (sì, così, così, così…)

e poi se occorre stuzzicata (sì, così, così, così…)

La terza vuole esser baciata (sì, così, così, così…)

La quarta fa l’indiavolata (sì, così, così, così…)

La quinta al ballo è forsennata (sì, così, così, così…)

e voglion le altre ancor qualcosa (sì, così, così, così…)

E' scabroso le donne studiar,

son dell'uomo la disperazion,

dentro e fuori mister sempre son,

donne donne eterni dei.

Cherubin dal visin tutto ciel,

dallo sguardo più dolce del miel,

rosse, brune oppure biondine che fa,

l'uomo sempre burlato sarà!

Donne, donne, donne, donne, donne, donne… ah!

È scabroso le donne studiar …

(si odono applausi scroscianti. TANYA ringrazia raggiante la platea, portandosi in proscenio. Si chiude il sipario dietro lei, che continua a salutare il pubblico. Quando si riapre il sipario, la scena dietro di lei cambia.

Scena 3: CAMERINO DI TANYA

Siamo nel camerino di Tanya: divanetto, tavolino, sedia, consolle con specchio, appendiabiti sul quale è appeso un soprabito.

TANYA (alla riapertura del sipario cambia espressione: ora è malinconica)

KAUFMANN, SELTZ e ROTTENBERG (nel frattempo si alzano dalla platea e tornano dietro le quinte)

TANYA (si toglie i guanti, stancamente)E anche oggi abbiamo avuto la nostra razione quotidiana diapplausi. Piccoli, rumorosi premi di consolazione ad una vita così avventurosa e disordinata. Per questo devo esser grata al mio pubblico. Come suona bene: “Il mio pubblico”… Cosa non faccio per te! Per il tuo diletto canto, recito, faccio mossettine, sorrisi, addirittura ti faccio credere che sono felice. (si sente bussare)

TANYA Chi è?

VORONOFF (da fuori)Voronoff!


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TANYA Un momento solo.(va davanti allo specchio, si dà un velo di trucco. Comincia ad ostinarespensieratezza e allegria) Entrate, cheri.

VORONOFF (entra. È un nobile russo, indossa un elegante frac con papillon bianco)Mia cara!(baciamano) TANYA Allora, piaciuto lo spettacolo?

VORONOFF Anche stasera siete stata semplicemente eccezionale. E vi assicuro che il fatto che vi amoalla follia non influisce assolutamente sul mio giudizio critico.

TANYA Barone Voronoff, siete sempre più audace.

VORONOFF Ancora con questo “barone”?! Pensavo di essere in una certa intimità con voi. Vi prego,diamoci del tu.

TANYA Ma non so neppure il vostro nome di battesimo.

VORONOFF Nikolaj AleksandrovičVasilij Sergeevič.

TANYA (resta inebetita per qualche secondo. Poi, drammatica)Non complichiamo le cose, barone.

Manteniamo le distanze: è meglio per tutti e due, credetemi.

VORONOFF Esigo che mi spieghiate il perché.

TANYA È una parola…

VORONOFF Di quante lettere?

TANYA Ma no, intendevo dire: è una parola spiegarvi il perché. Non so da dove cominciare. Ecco… ioho una doppia vita!

VORONOFF Ma via, non dite sciocchezze! Sì, ultimamente siete un po’ ingrassata… ma addiritturauna “doppia vita” non direi.

(si ode bussare)

TANYA Ne parleremo un’altra volta, vi va?

VORONOFF Eccome se mi va! Con voi parlerei di tutto, perfino della riproduzione del lombrico.

TANYA (ad alta voce)Avanti, entrate.

GIAGUARO (entra, è vestito da sarto di scena. Ha modi molto zuccherosi ed estroversi, quasi effeminati)Tanya, anche stasera sei stata eccezionale.

VORONOFF Non vale, l’ho detto prima io!

GIAGUARO Ma chi è questo bel signore?

VORONOFF Giusto. Tanya, volete fare le presentazioni?

TANYA Barone, questo è Schumann, il mio sarto personale. Schumann, questo è…

VORONOFF Barone Nikolaj AleksandrovičVasilij SergeevičVoronoff, dei Voronoff di SanPietroburgo.

GIAGUARO Onoratissimo.(e gli stende mollemente la mano)

VORONOFF (gliela stringe virilmente)Piacere mio.

TANYA (si siede al divanetto)Mi dovevate dire qualcosa, barone?

VORONOFF In effetti, volevo sapere se accettereste il mio invito a colazione per domani, al Dressler.

Fanno dei matoschen agli spinaci che sono la fine del mondo.

TANYA Voi sapete come prendermi, barone. E va bene, accetto con piacere.(e si siede al divanetto)

GIAGUARO (caccia d’improvviso uno strillo)

TANYA Che c’è?


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GIAGUARO La toilette!

VORONOFF In fondo a sinistra.

GIAGUARO Ma che avete capito? Parlavo della toilette che indossa Tanya. Le ho detto mille volte che,

finito lo spettacolo, si deve subito cambiare d’abito. Invece questa disgraziata che fa? Si siede su questo divanaccio col costume di scena addosso, così mi sgualcisce la gonna. Levatela immediatamente!

VORONOFF Oh! Se madame si deve svestire, tolgo il disturbo.

GIAGUARO Per me puoi metterti tranquillamente in sottana: non mi formalizzo mica. VORONOFF Allora, mia dolce Tanya, ci vediamo domani all’una da Dressler. E per stasera, visto che

vidovete spogliare, il nostro incontro termina qui. (le bacia la mano. La guarda estasiato, sospirando. Quindi fa per uscire, e rivolto a Giaguaro) Beato voi che non vi formalizzate, Schumann… (esce)

GIAGUARO (uscito il barone, smette d’improvviso i modi effeminati rivelando la sua vera natura di uomo duroe un po’ rozzo. Si siede, spaparanzato, al divanetto accanto a Tanya) Ah, menomale che abbiamo trovatoil modo di levarci in fretta di torno quel minchione.

TANYA Ehi, Giaguaro, ma sai che lo fai bene, il sarto? GIAGUARO Non capisco che bisogno c’è di vederti con quel nobile. TANYA Non sarai mica geloso del barone Voronoff?

GIAGUARO Geloso io, di quello? E per cosa, poi? Mica siamo due innamoratini. Io, se non te loricordi, sono uno dei capi dello spionaggio internazionale. E, per essere precisi, il tuo capo.

TANYA Ah, perché me l’hai ricordato?!

GIAGUARO Quel Voronoff non è un militare, non ha con sé piani internazionali, non si interessa diguerra, pensa solo alla sua aristocrazia e ai ricevimenti. Per lui che ci sia la Prima Guerra Mondiale o il torneo di canasta, è la stessa cosa.

TANYA E chi se ne importa! Sta’ a vedere che adesso non posso neanche decidere da sola con chipassare il mio tempo.

GIAGUARO No, se sei la spia 319!(si ode bussare)

TANYA Chi sarà adesso?

GIAGUARO Meglio che mi nasconda.

TANYA No, resta qui! Mi diverto un mondo a vederti recitare quella parte.

GIAGUARO Questa me la paghi!

TANYA (ad alta voce)Avanti!

SELTZ (entra)Si può? I miei omaggi, signorina Tanya. Sono il colonnello Edgard Seltz!

TANYA Oh, colonnello! Che fortuna ospitare nel mio camerino uno dei valorosi che difendono lapatria tedesca.

GIAGUARO Già, davvero una gran fortuna! Vogliate scusarci, colonnello.(prende in disparte Tanya)Tusai cosa devi fare, vero?

TANYA Cosa??? Non pensavo di essere in servizio.

GIAGUARO Chi fa il tuo mestiere è in servizio 24 ore al giorno.(alza la voce, avvicinandosi a Seltz)Il

colonnello Seltz è una pedina fondamentale nelle strategie militari tedesche. (appoggiandogli confidenzialmente una mano sulla spalla) E poi dicono che è un duro.

SELTZ (toglie bruscamente la mano di Giaguaro dalla sua spalla)Con chi credete di avere a che fare?Ricordatevi che sono un alto grado dell’esercito tedesco. Quindi poca confidenza, signorino! O le mando a casa i miei soldati.


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GIAGUARO (interessato)Ah, sì?

SELTZ Se ne vada. È un ordine.

GIAGUARO Tanya, allora ci vediamo più tardi: ti aspetto all’uscita del teatro.(prima di uscire lancia unosguardo a Seltz, rimproverandolo bonariamente) Colonnellaccio… (esce)

TANYA Vogliate scusare il mio sarto, è un po’ eccentrico. Allora, colonnello, cosa vi porta da me? Sietevenuto a consegnarmi la cartolina di precetto?

SELTZ Ci mancherebbe altro. Anche se devo dire che una vostra presenza al fronte solleverebbe nonpoco il morale delle truppe.

TANYA Voi trovate?

SELTZ Da quel che si dice in giro, riscuotete un vivo successo, specie tra il pubblico maschile.

TANYA Beh anche questo è vero. Vi racconterò un episodio curioso: l’altra estate a Brema, mi esibivoin un grande teatro. E tutte le sere, al termine dello spettacolo, puntualmente mi staccavano i cavalli dalle carrozze.

SELTZ Che ammiratori appassionati!

TANYA Mi son detta, delle due l’una: o il pubblico mi ama alla follia o vogliono rifornire unamacelleria equina a mie spese.

SELTZ Anche spiritosa, oltre che maledettamente affascinate.

TANYA Via, non guardatemi con quegli occhi!

SELTZ Ho solo questi!

TANYA Colonnello, vi devo fare una confidenza: ho sempre subito il fascino del graduato.(e lo stringeappassionatamente e vigorosamente tra le braccia)

SELTZ Piano…

TANYA Oh, colonnello! Non vi si può resistere.

SELTZ Piano…

TANYA Non fate così!

SELTZ Piano!

TANYA E va bene, farò piano! Scusatemi per la foga: è la frenesia dell’estasi.

SELTZ Ma no, intendevo “il” piano. Il piano militare per l’attacco alle truppe francesi. È roba delicata:se al fronte arrivano degli ordini tutti raggrinziti, cosa racconto io? Che è stata la frenesia dell’estasi?

TANYA Avete perfettamente ragione, colonnello. Anzi, lo appoggiamo qui sulla consolle, così evitiamodi fare carta straccia delle vostre strategie.

SELTZ Vi ringrazio per la delicatezza.

TANYA (nasconde nella scollatura dell’abito il foglio coi piani)Ehm, anzi, se permettete… vado a dire alcustode del teatro di mandare via tutti. Così staremo un po’ più in intimità.

SELTZ Ottima idea.

TANYA Con permesso.(apre la porta ma trova

KAUFMANN pronto ad attenderla)Signorina Tanya!

TANYA (ha un sobbalzo)Ah! Ma questi ammiratori sono ovunque.

KAUFMANN Non sono un semplice ammiratore. Sono Kaufmann, il ministro della guerra. TANYA Anche un ministro! Ma quante belle sorprese questa sera!


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KAUFMANN Temo che invece la prossima sorpresa non sarà di vostro gradimento. Rottenberg,manette per la signorina!

ROTTENBERG (entra con le manette)Vi prego di seguirmi.

TANYA Cosa? Ci dev’essere un abbaglio. Non c’è motivo di arrestarmi! Io sono una grande diva!

KAUFMANN Oh, certo… una grande diva! Ma anche una grande spia!

TANYA (finta tonta)Io, una spia?

SELTZ Spia, spia! Avete anche tentato di rubarmi i piani militari, nascondendoli nel vostro bustino. ROTTENBERG Perquisisco, colonnello?

KAUFMANN Fermo! Semmai più tardi, nel mio ufficio…

TANYA E va bene, lo confesso. Sono la spia 319, lavoro per la Repubblica Francese e, più in generaleper chi mi paga meglio. Saltuariamente faccio anche spionaggio industriale nel campo della profumeria e dell’abbigliamento. È la parte più divertente del mio mestiere.

KAUFMANN Lavorate per chi vi paga meglio, dite? Ebbene, se lavorerete per noi, avrete unaricompensa molto, molto alta.

TANYA Quantificate.

KAUFMANN La vostra vita.

TANYA Porci schifosi!

SELTZ È la guerra, dolcezza. Voi spioneggiate un po’ per noi contro i francesi e avrete salva la vita.

Viceversa avrò l’onore di dirigervi nella vostra ultima esibizione, di fronte al mio plotone.

TANYA Ho la vaga impressione di essere spacciata.

KAUFMANN E non provate a scappare. I nostri uomini hanno l’ordine di spararvi a vista. E stavoltanon c’è neanche bisogno di foto segnaletiche. La città è tappezzata del vostro bel visino d’angelo. (così dicendo le carezza la guancia)

TANYA (allontana bruscamente la mano di Kaufmann)Giù le mani, canaglia.

SELTZ (minaccioso)Sta’ buona, bimba!

TANYA Che dovrei fare, di preciso?

SELTZ Andare a Parigi e sottrarre i piani d’attacco al caro capitano Duval.

KAUFMANN Prima che cadano nelle mani dei giornalisti.

SELTZ E io partirò con voi!

KAUFMANN Anzi, noi partiremo con voi!

TANYA (ironica)Quale onore!

SELTZ Vi seguiremo fino in capo al mondo!

KAUFMANN (guardandola estasiato)In capo al mondo…(si ricompone)Ehm.. il treno per Parigi partedomani alle 11. Noi prenderemo quello successivo, per non dare nell’occhio.

ROTTENBERG Prenoto i biglietti, signor ministro?

KAUFMANN Bravo Rottenberg.

TANYA Prima classe, Rottenberg. Ci tengo.

ROTTENBERG Allora un biglietto di prima classe per il treno delle 11 e tre per il treno dimezzogiorno.

SELTZ E chi sarebbe il terzo, scusa?


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ROTTENBERG Pensavo mi portaste con voi a Parigi.

SELTZ Rottenberg, non è una gita. È una missione speciale.

KAUFMANN Ma non capisci quale sacrificio è per noi, seguire la signorina passo passo…(guardandolasempre più estasiato) … ventiquattro ore su ventiquattro, ovunque, in qualsiasi situazione.

ROTTENBERG La nazione sarà fiera di voi!

KAUFMANN È ora di andare. A domani, Tanya.(esce, seguito da ROTTENBERG)

SELTZ (fa anch’egli per uscire, ma si ferma sulla soglia)Ah, dimenticavo: tenete pure i miei “piani dibattaglia”. Ormai non valgono più.

TANYA Contrordine?

SELTZ No, è la lista della spesa dell’altra settimana.(esce)

TANYA (tra sé)Maledizione a me e a quando ho cominciato a fare la spia! Non potevo continuare astudiare canto? A quest’ora sarei un mezzosoprano dalla vita tranquilla e perfetta, invece di star qui a rischiare la pelle. (prende il soprabito dall’attaccapanni e lo indossa, mentre va in proscenio) Non mi bastava questa vitaccia? Adesso anche il doppio gioco mi tocca fare! Sono un po’ in agitazione, è la prima volta per me: sono sempre stata una spia onesta, io. (si chiude il sipario dietro di lei, si dirige in platea) Che buio, stasera. E che freddo! Tanto freddo! Curioso: eppure è quasi primavera…

GIAGUARO (compare dal fondo della sala, sempre vestito da sarto. La raggiunge)Ehi Tanya!

TANYA Giaguaro! Non sei vestito un po’ leggerino?

GIAGUARO Ma non fa freddo stasera.

TANYA Sicuro? Io sto tremando!

GIAGUARO Allora, rubati i piani a quella cornacchia? TANYA Come dici? Ah già, i piani… No, non ho rubato nulla.

GIAGUARO Hai fallito, eh? Stupida! E io che ti avevo preparato tutto per benino.

TANYA Però ho captato un informazione importante: il colonnello andrà a Parigi assieme al ministrodella guerra.

GIAGUARO Bene, avviso subito il nostro reparto parigino.

TANYA No, se permetti me ne voglio occupare personalmente.

GIAGUARO E perché tanto interesse?

TANYA Adoro Parigi, lo sai. Farò organizzare dal mio impresario qualche serata in quel piccoloteatrino di Montmartre dove ho conosciuto il capitano Duval.

GIAGUARO Ah, ora capisco! Vuoi rivedere il tuo soldatino.

TANYA Ti prego, non farmi scenate di gelosia.

GIAGUARO E come potrei, vestito così?

TANYA Allora è tutto deciso: partirò domani col treno delle undici.

GIAGUARO Quanta fretta! E il tuo Duval, l’hai avvertito?

TANYA No. Gli farò.. una bella sorpresa.(e torna dietro le quinte con GIAGUARO, mentre si riapre ilsipario)


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Scena 4: QUARTIER GENERALE FRANCESE

Parigi, Quartier Generale del comando francese. Ambiente chic: quadri, un tricolore francese e una scrivania, sulla quale troviamo alcuni fogli e una scatola di marron glacé.

DUVAL (giovane, in alta uniforme, di bella presenza. È alla scrivania, sta firmando dei documenti. Dopo qualchesecondo, prende un marron glacé e lo mangia. Riprende a scrivere, ma dopo aver dato un’occhiata al foglio si blocca. Ad alta voce) Soldato Ribot! Soldato Ribot! (dato che non si presenta, lo chiama nuovamente, a voce un po’ più alta) Soldato Ribot! (quindi, sbotta) Soldato Ribot!

RIBOT Comandi, capitano Duval!

DUVAL Possibile che ti debba sempre chiamare tre volte?

RIBOT Ma è logico! Dopo la prima chiamata mi stacco dalla mia gentile compagnia, dopo la secondaprendo congedo, dopo la terza mi presento da voi.

DUVAL Ti ho detto mille volte di lasciar stare la cuoca, la mattina. Altrimenti il rancio chi lo prepara?

RIBOT Non mi stavo intrattenendo con la cuoca.

DUVAL E con chi, allora?

RIBOT La figlia del generale Delon!

DUVAL Temerario! Lo sai che il generale è gelosissimo della sua figliola.

RIBOT In amore e in guerra, tutto è permesso. E visto che io mi occupo di entrambe le cose… DUVAL Ah già, che siamo in guerra! A proposito, abbiamo notizie delle nostre truppe a Strasburgo? RIBOT A Strasburgo le truppe resistono strenuamente.

DUVAL Ah, benissimo!(s’incaglia con la lingua)A Strasburgo le trippe…

RIBOT No, no… Le truppe!

DUVAL Già! Le truppe resuscitano!

RIBOT (lo corregge)Le truppe resistono.

DUVAL Vabbè… buone notizie, insomma.

RIBOT I rifornimenti però scarseggiano!

DUVAL Ah sì?

RIBOT Sì, ci chiedono di inviare notevoli vettovagliamenti alla svelta.

DUVAL Benissimo!(s’incaglia nuovamente con la lingua)Allora manderemo tovagliette… totalmentesvelte!

RIBOT No, i vettovagliamenti prima! A che valgono le tovagliette in vacanza di vettovagliamenti!

DUVAL Eh, è quello che dico anch’io!

RIBOT E poi scarseggiano le munizioni. Ci chiedono di trovare trenta mitragliatori entro tre giorni.

DUVAL (rimase basito, stordito da tutti questi scioglilingua. Poi, ebete)Cos’è che chiedono?

RIBOT Trenta mitragliatori entro tre giorni.

DUVAL (risatina isterica)Ih ih ! Beh, ma certamente! Non sia mai che agli uomini della nostra valorosaspedizione non mandiamo trentamila attori…

RIBOT Trenta mitragliatori!

DUVAL Trenta rime…

RIBOT Entro tre giorni

DUVAL Tre triglie a mille lire…


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RIBOT Trenta mitragliatori entro tre giorni!

DUVAL Tre fiori dentro… Senti, ma non facciamo prima a mandare due cannoni?

RIBOT Come desiderate voi, capitano!

(si ode bussare)

DUVAL Avanti!

TANYA (entra, dietro di lei ha Kaufmann e Seltz vestiti da facchini)Capitano Duval!

DUVAL Mademoiselle Tanya! Ma che visione celestiale! Voi a Paris!

TANYA Foste in me non sareste tanto contento. Sono dovuta fuggire da Berlino: ho il sospetto cheabbiano scoperto la mia attività di spionaggio.

SELTZ (s’intromette)Chiedo scusa, la valigia della signora?

DUVAL Posatela pure per terra.

SELTZ Agli ordini.

DUVAL Ribot, dai il pourboire al ragazzo.

RIBOT (estrae una monetina di tasca ed esegue)

DUVAL Non tutti i mali vengono per nuocere, mia cara! Qui troverete ospitalità e amicizia. Come sietemessa?

RIBOT (guardandola ammirato)Ah, per me è messa proprio bene!

DUVAL Impertinente! Ma che hai capito? Ho chiesto a mademoiselle com’è messa come sistemazione,come alloggio.

TANYA Sto in un alberghetto di periferia, piccolo ma elegante. Per me andrà benissimo.

KAUFMANN (s’intromette)La trousse della signora?

DUVAL Qui, sulla sedia.

KAUFMANN Senz’altro, signore.

DUVAL Ribot, dai il pourboire al ragazzo.

RIBOT (estrae un’altra monetina dalla tasca ed esegue)

DUVAL Posso venirvi a trovare nella vostra suite?

TANYA Ma certo, sarete mio graditissimo ospite.

DUVAL Come avete detto che si chiama l’albergo?

SELTZ (s’intromette)La cappelliera?

DUVAL (indispettito)La cappelliera… qui, sulla mia scrivaniera! Ehm, sulla mia scrivania.

SELTZ Benissimo, signore.

DUVAL Ribot, il pourboire!

RIBOT (esegue nuovamente)

TANYA Si chiama Hotel Saint-Honoré.

DUVAL Hotel Saint-Honoré, bene. Ora mi piacerebbe chiederti dove ti esibisci, però… TANYA Però?

DUVAL Sta’ a vedere!

KAUFMANN (puntualmente s’intromette)I vestiti di madame?


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DUVAL (a Tanya)Che ti dicevo?(a Kaufmann, furibondo)I vestiti di madame, i mobili di madame, isoprammobili di madame, gli animali di madame e tutti gli accidenti di madame portateli di là e non chiedetemi più nulla! Chiaro???

KAUFMANN Come desiderate.

DUVAL Ribot!

RIBOT Comandi, capitano.

DUVAL Seppellisci questi due casse-pieds, sotto un unico, enorme, gigantesco pourboire.

RIBOT Subito! Voi due, seguitemi in segreteria.(uscendo)Jermaine, spiccioli!(ed esce, seguito daKaufmann e Seltz)

DUVAL (rimasto solo con Tanya, con fare da playboy)E così sospettate che qualcuno abbia capito che nonsiete solo la splendida, dolcissima cantante che affascina la Germania intera. (fa per abbracciarla, ma

TANYA si volta di scatto, dandogli le spalle, e va in proscenio)Oh, è più di un sospetto, caro Duval! DUVAL (rimasto inebetito, afferra l’aria, poi si ricompone)

TANYA Vedete, da qualche giorno mi sento soffocare, come se qualcuno mi afferrasse e mi stringesseforte la gola. Sono così agitata, Duval!

DUVAL Calma, mia cara Tanya! Volete favorire?(le porge la scatola dei marron glacé)

TANYA Oh, mon cheri!(e prende un marron glacé)

DUVAL Veramente sono marron glacé.

TANYA Ma no, sciocchino! Dicevo “mon cheri” nel senso di “mio caro”.

DUVAL Perdonatemi, la vostra presenza mi confonde.

TANYA La vostra, invece, mi rassicura.(civettuola)E mi sentirei ancora più al sicuro se questa sera,dopo cena, aveste la bontà di raggiungermi nella mia suite al Saint-Honoré.

DUVAL (guardandola inebetito)Beh, quando si può fare una buona azione…

TANYA Povero, piccolo Duval… non gli bastavano i grattacapi che la guerra gli fornisce, dovevaarrivare da Berlino anche questa sciagurata a dargli noia.

DUVAL Ma quale noia? Ho detto e vi ripeto che per me è un solluchero starvi accanto! TANYA Lo dite solo per farmi piacere.

DUVAL Sul serio! Io vi raggiungerei anche nell’atollo più sperduto in mezzo all’oceano, sulla vetta piùinesplorata delle Ande o nel bel mezzo del deserto sahariano. Patirei ogni fatica, mi ridurrei fino allo stremo delle forze, per farvi felice. (dopo qualche secondo) Ma c’è il riscaldamento nella vostra suite?

TANYA Naturalmente! Mi sono fatta dare la stanza più bella e accessoriata.

DUVAL Sarà il nostro nido.(abbracciandola con passione)

TANYA Capitano, vi prego: contenetevi!(e così dicendo si stacca dall’abbraccio)

DUVAL Ma per una volta che ero riuscito a…

TANYA (lo interrompe, fredda, avviandosi verso l’uscita)Accompagnatemi all’uscita del Quartier Generale,per cortesia.

DUVAL Sì, Tanya.(esce, frastornato)

SELTZ (rientra, di soppiatto, dalla parte opposta. Fa cenno alla quinta)Via libera

KAUFMANN (compare dietro Seltz)Accidenti, quel soldatino non finiva più di rifilarmi monetine.


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SELTZ A chi lo dite, signor ministro! Praticamente ho risolto il problema delle offerte per la messa finoalla prossima Quaresima.

KAUFMANN Presto, guardiamo dappertutto.

SELTZ e KAUFMANN (cominciano a rovistare sulla scrivania di Kaufmann)

KAUFMANN Controllate in quel cassetto.

SELTZ E voi guardate se questa scatola di marron glacé ha un doppio fondo.

KAUFMANN Non ci avevo pensato…(controlla)No, questa scatola non ha doppio fondo.(prende unmarron glacé e se lo mangia)

SELTZ Ma il vostro stomaco sì, mi pare di capire.

KAUFMANN Sotto lo scrittoio?

SELTZ (controlla)Niente! Dei piani, nemmeno l’ombra.

KAUFMANN Scommetto il mio ministero contro un marco bucato che quel giannizzero i piani li portanascosti con sé.

SELTZ E allora non abbiamo altra soluzione: lo seguiremo stasera in albergo.

TANYA (da fuori)Facchini???

SELTZ e KAUFMANN Eccoci!Arriviamo!(ed escono, precipitandosi)

FINE  PRIMO  ATTO


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SECONDO ATTO

Scena 1: HALL DELL’HOTEL SAINT-HONORÈ

Siamo nella hall dell’Hotel Saint-Honoré: qualche quadro, qualche pianta, un armadietto, un bancone con campanello e telefono.

PAULETTE (è una giovane cameriera dell’albergo. Quando si apre il sipario, sta annaffiando una delle piante inscena. Quindi prende la cesta della biancheria che sta sopra il bancone ed esce)

LESCURE (entra in scena pochi secondi dopo l’uscita di Paulette. È un distinto signore, cliente dell’albergo. Vaal bancone e suona il campanello per chiamare il direttore. Attende qualche secondo. Poi, non vedendo arrivare nessuno, suona nuovamente il campanello. Attende di nuovo e suona una terza volta. Il dito però gli rimane incastrato nel campanello, che non smette di trillare. Egli prova e riprova a districarlo, ma senza successo)

BATTISTON (spunta d’improvviso da dietro il bancone, con una matita in mano. È il proprietario dell’hotel:

paffuto, baffetti, giacca e farfallino) Monsieur Lescure!

LESCURE (si spaventa e caccia un urlo. Sobbalzando, si libera finalmente dal campanello. Soffiando sul ditodolorante) Ma che fate, monsieur Battiston? Giocate a nascondino?

BATTISTON Stavo cercando il lapis, che mi era caduto, ma ora eccolo qua. Dite pure, monsieur.

LESCURE Ah, sì, giusto voi cercavo. Per segnalarvi questo!(estrae, adirato, un paio di mutandoni con unevidente buco al centro)

BATTISTON Un nuovo modello? Sembrano comode, specie d’estate.

LESCURE Ma cosa usa la vostra servitù per stirare i vestiti dei clienti? I lanciafiamme?

BATTISTON Domando perdono. Faccio immediatamente detrarre dal vostro conto il corrispettivo dei,con rispetto parlando, mutandoni.

LESCURE Non ne faccio una questione economica: ci sono ragioni affettive. Me li aveva portati miocugino François dal Principato di Monaco, prima di partire soldato. E adesso… guardateli: più che da Monaco, sembra che vengano dalla Svizzera! (getta i mutandoni in faccia a Battiston ed esce, indignato)

BATTISTON (tra sé)Che figura…(gli sovviene)A proposito di mutandoni…(prende il telefono che sta sulbancone e compone il numero) Pronto? Monsieur Pellegrini? Battiston all’apparecchio. Quello delSaint-Honoré, sì… (si guarda intorno, circospetto) Ricordate che mi dovevate mandare… ma come “cosa?”! quelle due… quelle due… Sì, insomma… quelle due ragazze… Sì, le artiste! Esatto! Come come? Stasera stessa? Ah, magnifique! Mi raccomando, fatele arrivare dopo cena. Così la mia signora si sarà già ritirata in camera a dire la compieta e non ci disturberà. Ah, un’ultima cosa? Come ha detto che si chiamano le… artiste? Jasmine e Margot? Ah, Jasmine e Margot! Che nomi elettrizzanti! (e così dicendo pigia inavvertitamente il campanello. Si ricompone) Ehm, grazie Pellegrini! E

àbientôt! (riattacca. Di nuovo tra sé) Ah, Jasmine e Margot! Non vedo l’ora di vedervi! (con sguardo trasognato) Jasmine e Margot… Margot e Jasmine… No, meglio Jasmine e Margot… Jasmine eMargot…

ENRICHETTA (è la moglie di Battiston. Vestita in maniera molto austera, quasi monacale)Ma che fai, parlida solo?

BATTISTON (si desta)Eh?! No dicevo: Jas…

ENRICHETTA Jas??


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BATTISTON Jas… Già sei tornata, cara?

ENRICHETTA Eh, sì! Ah, ma gliel’ho detto a padre Gerard: le fate troppo brevi, le prediche! La messaè durata solo un’ora e un quarto, oggi.

BATTISTON Che vuoi farci? Quel prete ha il dono della sintesi.

ENRICHETTA Dovresti venire un po’ più spesso a messa, tu. Stai prendendo una piega che non mipiace. Non mi diventerai mica un accidioso, eh?

BATTISTON Eh?

ENRICHETTA Dico: non mi diventerai mica un accidioso.

BATTISTON Guarda, Enrichetta: di me tutto si può dire tranne che sia acidoso!

ENRICHETTA Accidioso!

BATTISTON Ah, sì: accidioso. Guarda, proprio ieri, uno m’ha incontrato per strada e m’ha detto: voimi sembrate un pochino… (non gli sovviene il termine)

ENRICHETTA … accidioso.

BATTISTON Sì, ecco: accidioso. Gli ho risposto: ma andatevene! Accidioso sarete voi e acetone vostrozio, va bene? Ho voltato i tacchi e me ne sono andato. Tzè!

ENRICHETTA Ma smettila di fare il cretino.(si tappa d’istinto la bocca)Uhm, guarda cosa mi fai dire. BATTISTON È la verità!

ENRICHETTA La verità è che tu non sai che vuol dire “accidioso”. Ecco perché lo diventerai! Vado incucina.

BATTISTON Ecco, brava! Per me una bella bistecca con tanta salsa al cognac! Ho una fame! Oggi homangiato solo un consommé.

ENRICHETTA No, Maurice. Oggi niente bistecca.

BATTISTON Lo sapevo: ti sei dimenticata un’altra volta di fare la spesa.

ENRICHETTA Ma no, caro. Non ricordi che giorno è oggi?

BATTISTON Lasciami indovinare: non sarà mica giorno di magro?!

ENRICHETTA E digiuno. Infatti io, la cena, la salto. Ma per te ho messo da parte un po’ di consomméda riscaldare e un tozzo di pane di ieri.

BATTISTON Tu mi vizi!

ENRICHETTA Allora fa’ presto! Ci vediamo alle sette in punto a tavola per la preghiera.(esce)

BATTISTON Senz’altro, cara.(rimasto solo. Tra sé)Pane secco e consommé: quella donna mi vuolevedere morto! Ma sì, mi rifarò nel dopo cena…

LESCURE (entra, infuriato)Monsieur Battiston!

BATTISTON Dite, monsieur Lescure!

LESCURE Sbaglio o mi avevate autorizzato ad entrare nel vostro magazzino per sbocconcellare un po’di camembert?

BATTISTON Ma certamente, ve l’ho già detto: la mia dispensa è la vostra dispensa.

LESCURE Ah, sì? E che ne dite di questo?(estrae la mano di tasca e notiamo che è impigliata in una trappolaper topi)

BATTISTON (aiutandolo a disincastrarsi)Oh, sono mortificato! Dovete sapere che a Parigi vivono duemilioni di topi.

LESCURE E mi avete scambiato per uno di essi?


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BATTISTON Sì!

LESCURE (indignato)Sì???

BATTISTON Cioè… no. È che da quando è morto il soriano, dobbiamo ricorrere ai metodi artificiali.

LESCURE Non c’è che dire: la mia permanenza al Saint-Honoré si sta trasformando in un incubo:prima i mutandoni flambé, poi mi scambiate per un sorcio. Che mi devo aspettare ancora? I bignè avvelenati a colazione?

BATTISTON Monsieur Lescure, non so come farmi perdonare… LESCURE Dite bene, Battiston.

BATTISTON (ha un’illuminazione)O forse sì… Avete da fare, dopo cena?

LESCURE Perché, volete invitarmi fuori a ballare?

BATTISTON No, volevo invitarvi al club dell’albergo. Stasera ci sarà un’esibizione privata. LESCURE Oh, grazie tante! Sarà un privilegio. Ma chi si esibirà?

BATTISTON È un segreto, non ditelo a nessuno! Si esibiranno due…(ammiccante)

LESCURE Due?

BATTISTON (sempre più ammiccante)Due…

LESCURE Due ballerine?

BATTISTON Di più, di più…

LESCURE Due attrici?

BATTISTON Non esattamente…

LESCURE Due canzonettiste?

BATTISTON Meglio, molto meglio…

LESCURE Due paracadutisti?

BATTISTON Sì, e dove li faccio atterrare? Nella buca dell’orchestra?

LESCURE Ma allora, si può sapere chi ci sarà sì o no?

BATTISTON Due stripteaseuse!

LESCURE (a voce alta)Due stripteaseuse????

BATTISTON Sssh! Volete che mia moglie ci senta?

LESCURE No no, per carità! Altrimenti caccia quelle due e al loro posto ci mette un coro di monaci chefa un concerto di canti gregoriani.

BATTISTON Allora ci vediamo alle dieci, al club! Saremo io, voi e pochi altri intimi. LESCURE Contateci!(e dà amichevolmente la mano a BATTISTON che gliela stringe fortissimo)

LESCURE (caccia un urlo esce con la mano dolorante)

BATTISTON Con i clienti la diplomazia è tutto.(e si mette a scartabellare il registro dell’albergo) ENRICHETTA (entra trascinando Paulette)Su, forza…

PAULETTE (cerca di divincolarsi)Ma signora, io non c’entro nulla…

ENRICHETTA Ah, davvero? Adesso andiamo dal signor direttore e sentirai che bella ramanzina! PAULETTE Ma io vi giuro che…


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ENRICHETTA Zitta! Scandalosa che non sei altro…

BATTISTON (vede la scena e interviene)Ma possibile che in quest’albergo non ci sia mai un po’ di pace?

Enrichetta, non dovevi essere in cucina tu?

ENRICHETTA E proprio lì stavo andando, quando ho visto Paulette in corridoio e a momenti mi vieneuna sincope!

BATTISTON Che hai fatto?

PAULETTE Ma ve lo posso assicurare, signor Battiston… Io non ho fatto niente! Stavo solo passando lospazzolone per terra.

ENRICHETTA Ah, e dovevi vedere come lo faceva! Si dimenava tutta e, ciò che è peggio, si era tiratasu l’orlo della gonna fin sopra il ginocchio! E dovevi vedere i clienti, come la guardavano!

BATTISTON (dispiaciuto)E io me lo sono perso…(torna nel ruolo)… ehm, altrimenti una solennesgridata non te la levava nessuno.

PAULETTE Ma come faccio a spazzare per terra con questo gonnone, che mi arriva fin sotto ai piedi?

ENRICHETTA Ragazzina, non ti hanno insegnato che la gonna lunga serve anche a quello? Strisciandoper terra, si dà una rassettata al pavimento.

BATTISTON Vabbè, faremo in modo che in futuro l’episodio non si ripeta: farò accorciare la tua gonnafin sopra il ginocchio.

ENRICHETTA Ma che sconcezze dici, Maurice? La gonna sopra il ginocchio? Dove s’è mai sentita? BATTISTON Oh, scusa cara… l’indignazione mi fa straparlare.

ENRICHETTA Ti capisco, sei giustificato. E tu, piccola sporcacciona, ricordati di andare da padreGerard a confessare questo tuo vergognoso comportamento. (esce)

PAULETTE Non mancherò, madame.(riverenza)

BATTISTON Paulette, Paulette… non devi far arrabbiare la signora Enrichetta: sai quanto ci tiene allamoralità dell’hotel.

PAULETTE Va bene, signore.

BATTISTON Ah, la prossima volta che lavi i pavimenti, vorrei controllare di persona. Va’ pure,adesso.

PAULETTE (fa la riverenza ed esce)

BATTISTON (riprende a lavorare sul registro)Allora… l’addition de la suite 25… madame Chevalier e lafiglia Antoinette… tre notti… dodici franchi a notte… farebbero trentasei franchi, ma la figlia ha un decolleté così adorabile… facciamo trenta! L’avvenenza va premiata!

GIAGUARO (entra, vestito questa volta da muratore: camice, cappellino di carta, secchio di vernice, pennello.Finge un marcato accento romanesco) Bon giorno, sor Morisse!!

BATTISTON E tu chi sei, ragazzo?

GIAGUARO So’ l’imbianchino!

BATTISTON Ah, le peintre! C’est merveilleux! Ti aspettavamo domani, a dire la verità.

GIAGUARO Davero?(abbozza)Embè? Me porto avanti, no?

BATTISTON Capisco… È la prima volta che ti vedo. Sei nuovo?

GIAGUARO Novo de pacca!

BATTISTON Dall’accento non mi sembri parigino.

GIAGUARO Sì, in effetti nun so’ proprio de Pariggi centro… so’ de Testaccio!


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BATTISTON Quoi?(che si pronuncia “qua”)

GIAGUARO No, nun so’ de qua! So’ de Testaccio… Roma… Italia, insomma. BATTISTON Ah, italiano! Come Tiziano, Caravaggio, Raffaello… GIAGUARO Sì, so’ colleghi. Bravini, pure loro…

BATTISTON Bene, allora la parete è quella. È stata un po’ maltrattata dall’umidità: bisogna scrostarla,prima. Sei avvezzo all’uso della spatola?

GIAGUARO So’ avvezzo, so’ avvezzo, ma… me diteme ‘na cosa: è qui che alloggia Tanya, ‘a celebbrecantante?

BATTISTON Quante cose vuoi sapere, ragazzaccio! Beh, comunque sì, alloggia qui. Ma non è ancoratornata. Certo che voi italiani, quando si tratta di belle donne, siete peggio di noi francesi! Buon lavoro, garçon! (esce)

GIAGUARO (rimasto solo)Ma dove si sarà cacciata? Tanya ha lasciato il quartier generale di Duvalun’oretta fa insieme a quei due: secondo i miei calcoli doveva essere già qui. (si odono dei passi) Arriva qualcuno: torniamo nella parte. (si mette a scrostare la parete, fischiettando)

PAULETTE (entra, portando una cesta di panni. Nota Giaguaro, lo scruta qualche secondo)Tu sei unimbianchino?

GIAGUARO (si gira, ironico)No, so’ er capo de li servizzi segreti!

PAULETTE (lo guarda con espressione stupita)

GIAGUARO E sto a scherza’! C’ho er camice, er cappello de carta de giornale, er pennello e pure ersecchio co’ ‘a vernice. Sto in alta uniforme da imbianchino, praticamente. (e riprende a lavorare)

PAULETTE (facendo cenno col capo di aver capito)Aaah! E io sono Paulette, la cameriera dell’albergo.

GIAGUARO Molto lieto.

PAULETTE È tanto che fai l’imbianchino?

GIAGUARO Mah, saranno du’ minuti…

PAULETTE Due minuti?!

GIAGUARO (inventa al volo)Ehm, volevo di’… “du’ mesi”. Cor francese ce sgnoccolo poco, scusa… PAULETTE E cosa sei venuto a fare, qui al Saint-Honoré?

GIAGUARO (con fare minaccioso)A regazzi’, me fai anna’ avanti cor lavoro? Guarda che te bbutto ‘avernice sulla gonna, sa’!

PAULETTE Oh, che maniere! Ma oggi ce l’avete tutti con la mia gonna...!(offesa, esce)

GIAGUARO (riprende a far finta di lavorare)

TANYA (entra nel frattempo dalla parte opposta con

SELTZ e KAUFMANN, travestiti da facchini, che trasportano come al solito bagagli. Arrivati in scena, liappoggiano malamente a terra, stremati)

TANYA E metteteci un po’ di grazia, che diamine! Si vede lontano un miglio che siete due marmittoni!

SELTZ Ehi, signorinella… un po’ di rispetto per le forze armate!

KAUFMANN Non siamo i vostri cicisbei!

SELTZ …tenuto conto poi che il ministro, in quanto tale, non è abituato a lavorare!

KAUFMANN Colonnello, farò finta di non aver sentito questa vostra impertinenza!

SELTZ Chiedo perdono, non era mia intenzione… posso riscattarmi offrendovi un buon boccale dibirra?


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KAUFMANN Una birra a Parigi… ma voi volete commuovere un vecchio cuore germanico! SELTZ Tanya, fateci compagnia.

TANYA Avviatevi pure. Io finisco di sistemarmi il trucco(ed estrae un rossetto)

SELTZ Come volete, ma non provate…

TANYA (completa stancamente la frase, a mo’ di tiritera)… a scappare!

SELTZ … perché l’albergo…

TANYA (c.s.)… è circondato dai vostri agenti…

SELTZ … e perciò…

TANYA (c.s.)… niente scherzi!

SELTZ Preparata, la ragazza!(ed esce, con KAUFMANN)

TANYA (rimasta sola, si sistema il trucco)

GIAGUARO (sempre di spalle, canticchia a mo’ di stornello)“Fior de cilieggi… t’ho pizzicata pure qua aPariggi”

TANYA (realizza, rimanendo bloccata dallo stupore)Giaguaro! GIAGUARO (si volta)Tanya! Ma che davero davero me volevi cojona’? TANYA (finta tonta)Non capisco… io volevo… gabbarti?

GIAGUARO (si avvicina a Tanya)Ci mettiamo a fare anche il doppio gioco adesso, eh? TANYA Posso spiegarti tutto. Io non…

GIAGUARO Quando ho saputo dai nostri infiltrati che lavoravi per quei due bellimbusti delcolonnello Seltz e del ministro, non ci volevo credere.

TANYA Ma quei due mi hanno…

GIAGUARO Zitta! E io che ti ho cresciuto come una figlia! Sono stato il tuo maestro, ti ho insegnato ilmestiere, i fondamentali dello spionaggio, t’ho fatto diventare una spia provetta… e tu mi pugnali alle spalle così? Non si fa, Tanya! Non si fa!

TANYA Scusa, Giaguaro. Se posso fare qualcosa per rimediare…

GIAGUARO Ci ho già pensato io. Due nostri infiltrati, insospettabili, vi stanno tenendo d’occhio. Estasera faranno fuori i due crucchi!

TANYA Fare fuori il colonnello e il ministro?

GIAGUARO Non posso dirti altro, lo sai: meno si parla, meglio è.

TANYA Ma chi sono i due sicari?

GIAGUARO Nemmeno io conosco la loro identità. So solo i loro nomi in codice: “Scotch” e“Camomilla”.

TANYA (manda a memoria)“Scotch” e “Camomilla”…

GIAGUARO E in quanto a te, piccola iscariota…(così facendo, la prende per collo)

TANYA Lasciami stare! Toglimi le mani di dosso, ti prego!

BATTISTON (rientra)Ma che succede qui?

GIAGUARO (leva le mani da

TANYA, che abbozza)Niente, monsieur Maurice… sa come sono, questi ammiratori: sono delle furie! GIAGUARO (riprendendo l’accento romano)E me faccio pija’ ‘a mano… Me devo controlla’…


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TANYA Nessun problema: ci sono abituata.(sottovoce a Giaguaro)Comunque mi piacevi di più comesarto.

GIAGUARO (sottovoce a Tanya)Io invece mi sento più a mio agio così, non so perché! Ci rivedremopresto, noi due.

TANYA (c.s.)Lo so…

GIAGUARO (ad alta voce)Beh, mo’ s’è fatta ‘na cert’ora. Se vedemo domani, sor Morì! Contace!(esce) BATTISTON Non c’è niente da fare: anche in bocca a quel buzzurro, la lingua italiana diventa poesia! TANYA Mi può accompagnare alla mia suite, caro Battiston? BATTISTON Ma con piacere!

TANYA Che sia ben riscaldata, stasera: avrò ospiti.

BATTISTON Quanto desidererei essere vostro ospite, madame…(escono)

SELTZ (rientra di soppiatto, va al telefono)Pronto? Signorina, mi passi Berlino. Sì, attendo… Generale,jawol! Sì, tutto bene qui a Parigi… a parte qualche nuvoletta oggi pomeriggio, ma i giornali dicono che domattina… Come? Chissenefrega delle previsioni meteorologiche, certo, generale! (sbarrando gli occhi) … Che cosa? Due spie stavano venendo qui in albergo per uccidere me e Kaufmann? Nonce n’eravamo accorti per niente! … No, non è per distrazione: è che… va bene, terremo gli occhi aperti! Generale, non so come ringraziarvi. Ma… gli spioni assassini? Già sul treno per la Germania? Che velocità! … Il tribunale militare, certo! … (furioso) Aspettate a processarli, che voglio vederli in faccia questi due… (d’improvviso, accondiscendente) Per direttissima, certo! (riprende il furore) … Ah, ma alla fucilazione voglio esserci! Dirigerò io il… (rassegnato) … il maggiore Kell! Sì,sì, è uno dei migliori… come fucila lui… Vabbè, generale, grazie di tutto, eh! E a buon rendere! (riattacca)

Buio in scena. Sentiamo il ticchettio di un orologio, quindi un pendolo che batte le nove. Quindi si riaccendono le luci. La scena è vuota, finché entrano JASMINE e MARGOT. Sono due belle ragazze, ben vestite, entrambe con una valigetta in mano.

JASMINE (pigiando il campanello)Ma non c’è nessuno, qui?

MARGOT Però! È proprio un bell’hotel!

JASMINE Eh, monsieur Pellegrini ha amici nel giro giusto: ci spedisce sempre in bei posti.

MARGOT Quasi sempre: ricordi quella volta che ci mandò ad esibirci all’inaugurazione di quellabrasserie malfamata? Che postaccio…

JASMINE Sì, ma ben frequentato! Era pieno di bei ragazzoni muscolosi…(continuando a pigiare)Manon arriva nessuno, qui?

BATTISTON (entra, con in mano il tozzo di pane e la tazza di consommé)Voilà! Eccomi! Scusate, stavoconsumando il mio frugale pasto serale. Chi devo segnare, scusate?

MARGOT Io sono Margot.

BATTISTON (s’illumina, emozionato)No! Ma allora voi… siete Jasmine!

JASMINE Esatto!

MARGOT Non credevo fossimo così popolari!

BATTISTON Popolarissime! Non ho fatto altro che pensarvi, oggi. Io sono monsieur Battiston: per me,fare la vostra conoscenza, è un onore! Voi permettete, vero? (e addenta con goduria il tozzo di pane)

JASMINE Beato voi che mangiate… noi siamo distrutte! Il viaggio ci ha molto provate. MARGOT Abbiamo dormito in quella cuccetta… un vero forno!

JASMINE Sul treno siamo state tutto il tempo in bustino e reggicalze. Voi non potete immaginare…


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BATTISTON (turbato)No, no… immagino, immagino!

MARGOT Vorremmo rifocillarci: abbiamo una sete…

BATTISTON Ah, ma si capisce! Vado subito. Voi intanto mettetevi a mio agio. Volevo dire… a vostroagio. Vi mando subito qualcuno del personale.

MARGOT Gentilissimo!

BATTISTON Beh, siete due artiste, no? E l’arte va sostenuta! A più tardi!(esce)

JASMINE Ha un’aria distinta, questo Battiston… quasi galante!

MARGOT Non illuderti! Sì, è gentile… ma nell’animo è un vizioso come gli altri.

JASMINE Tu dici?

MARGOT Ne sono certa! Col lavoro che facciamo, non possiamo certo illuderci di incontrare deimilord. E poi il mondo è cambiato! Siamo nel 1918: i veri galantuomini sono finiti da un pezzo.

JASMINE Non essere così drastica: qualche uomo come si deve c’è ancora in giro.

MARGOT Fammi un esempio.

JASMINE Beh, quel baronetto scozzese che avevamo incontrato a Calais… ricordi? Mi aveva propostodi sposarlo e di andare a vivere con lui nella sua tenuta in Alsazia.

MARGOT Certo che me lo ricordo: lo aveva proposto anche a me!

JASMINE Di sposarlo???

MARGOT E di andare a vivere con lui nella tenuta in Alsazia…

JASMINE e MARGOT (in coro)… con i vigneti e le stalle per i cavalli!

JASMINE Cialtrone farabutto!

MARGOT Non avertene a male, su!

JASMINE Guarda, sono così nervosa…

MARGOT E prenditi una camomilla, allora!

JASMINE Forse hai ragione! Tu, al contrario, sei po’ rigida: sembri un pezzo di legno. MARGOT E con ciò?

JASMINE Tra poco devi esibirti: così impalata sei pronta per sfilare come carrarmato in una paratamilitare, non certo per dimenarti sinuosamente alla dolce melodia di musiche orientali. (e accenna scherzosamente qualche movimento) Fatti uno scotch, ti farà bene.

MARGOT Ne sei sicura? Io sono quasi astemia…

JASMINE Fidati: con me ha sempre funzionato.

MARGOT Vada per lo scotch, allora.

JASMINE Ma sì, così ti sciogli un po’!

TANYA (entra, in disparte. Nota le due ragazze che parlottano)

MARGOT Sai, c’è sempre un po’ di paura. Temo sempre che qualche gerarca ci riconosca e che cisbatta al fronte a far le crocerossine. Io la mia cartolina di precetto l’ho distrutta.

JASMINE Io la porto sempre con me, anche come porte-bonheur. Comunque possiamo star tranquille:

questa guerra l’abbiamo scampata. Oramai sarà per la prossima.

TANYA (tra sé)Quelle due hanno un’aria misteriosa. Che siano i due agenti di cui parlava Giaguaro? MARGOT (indica Tanya all’altra)Guarda quella: dev’essere la cameriera. JASMINE Così elegante? Ma no… Sarà la moglie di Battiston.


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MARGOT Così giovane e bella? Non credo proprio.

JASMINE Hai ragione anche tu.

TANYA (c.s.)Quasi quasi vado da loro e glielo chiedo. Tanto, che avrei da perderci?(e si avvicinacircospetta alle due)

MARGOT Zitta, zitta… sta venendo verso di noi. JASMINE (sorriso di circostanza)Buonasera… TANYA (dopo averle squadrate)Scotch e Camomilla? MARGOT (fraintende)E voi come lo sapete? JASMINE (a Margot)Ci avrà udito parlare, prima. TANYA Sono pratica del mestiere. MARGOT Va bene, allora attendiamo.

TANYA Non c’è niente da attendere. Li troverete al secondo piano, stanza 207.

MARGOT (a Jasmine)Che gentili! Hanno preparato una stanza tutta per noi!

TANYA Ma no! È li che dovete… agire.

JASMINE Ah, è una cosuccia privata…

TANYA Privatissima! Si tratta pur sempre di un ministro e un colonnello dell’esercito. JASMINE E il signor Battiston?

TANYA Per carità! Lasciamolo fuori da questa storia, potrebbe rovinare tutto.

MARGOT Che ti avevo detto, prima? Sembrano tanto bravi, poi sotto sotto…

TANYA Contiamo su di voi. Siete in grado di portare a compimento il lavoretto?

JASMINE Potete star tranquilla: ci resteranno secchi!

TANYA Zitte! Volete farlo sapere a tutti? Allora addio. E ricordate: stanza 207.(esce, guardandosiattorno)

JASMINE Bah, non capisco tutto questo mistero.

MARGOT Assurdo! In pieni anni ’10, c’è ancora qualcuno che si scandalizza.

JASMINE E allora, Mata Hari… cos’è venuta al mondo a fare?

MARGOT Ma che c’entra? Quella era una spia: noi non abbiamo nulla da spartire con lei! JASMINE Hai detto bene. Andiamo a prepararci!(fanno per uscire)

MARGOT Certo, però, che sono un po’ delusa: mi aspettavo di avere almeno un piccolo palcoscenico,per noi. Esibirsi in una minuscola suite non è un po’ squallido?

JASMINE Ma ci sarà un ministro ad applaudirci: dobbiamo impegnarci come se ci esibissimoall’Opéra! Lo faremo impazzire, vedrai! E alla fine ci vorrà nominare grand’ufficiali della repubblica!

MARGOT Eh, esagerata!

JASMINE Beh, forse mi sono lasciata un po’ prendere dalla fantasia, però… non so… ho come lasensazione che questa serata darà una svolta decisiva alle nostre vite.

MARGOT (poco convinta)Se lo dici tu…

JASMINE Dai, andiamo a truccarci, carrarmato!(ed escono)

Mentre Jasmine e Margot escono, si chiude il sipario.


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Scena 2: TEATRINO DELL’HOTEL

A sipario chiuso, PAULETTE porta all’altezza della ribalta due sedie e si mette a spolverarle. La zona delle due sedie viene illuminata.

BATTISTON (entra da fondo platea, raggiunge Paulette)Oh, brava la nostra Paulette!

PAULETTE Qui in teatro ho sistemato tutto come mi avete detto voi, monsieur. Spengo la luce?

BATTISTON No, no… lascia pure acceso.

PAULETTE Perché, c’è spettacolo?

BATTISTON (esitante)Oui et non!

PAULETTE In che senso?

BATTISTON In questo senso: per me e qualche ospite della casa… oui! Per te… non! PAULETTE Madame non mi ha detto niente.

BATTISTON Madame non deve sapere niente. Altrimenti mi cerco un’altra cameriera, n’est-ce pas?Adesso va’ a casa: per oggi hai lavorato abbastanza.

PAULETTE Buonanotte, monsieur Battiston.(fa la riverenza ed esce)

BATTISTON (rimasto solo)Madame Tanya mi ha detto che quelle due deliziose creature erano giàandate a prepararsi. Lo spettacolo starà per cominciare, allora. Già, ma c’è mezza platea vuota: manca monsieur Lescure.

LESCURE (entra da fondo platea)Monsieur Battiston?

BATTISTON Lescure, sono qui.

LESCURE Qui dove?

BATTISTON Davanti al palcoscenico. Attento al gradino che è un po’ difet….

LESCURE (cade rumorosamente a terra. Indispettito)… toso? BATTISTON (accorre ad aiutarlo)Très desolé, Lescure! Très desolé!

LESCURE Quest’albergo è pieno d’insidie: se mi fossi avventurato in un campo minato, avrei avuto piùprobabilità d’uscirne indenne. Allora, questo spettacolino?

BATTISTON Ci siamo quasi. Non ci resta che sederci e aspettare.

LESCURE e BATTISTON si accomodano sulle due sedie e aspettano.

LESCURE Non vedo l’ora…

BATTISTON Vedrà, non se ne pentirà.

LESCURE Me lo auguro.

(per una decina di secondi i due aspettano, con imbarazzo e insofferenza)

BATTISTON Uno spettacolo di prim’ordine! Sono tra le migliori, nel loro campo.

LESCURE Me l’ha già detto…

(cinque secondi di imbarazzante silenzio)

BATTISTON Oggi le ho conosciute di persona.

LESCURE (poco interessato)Ah sì?


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BATTISTON Due angeli! Due angeli tentatori!

LESCURE E vediamo di essere tentati allora.

BATTISTON Già…

(altri cinque secondi di imbarazzante silenzio)

BATTISTON Ha visto che stasera ha messo freschino?

LESCURE (taglia corto)Fa freddo, sì.

BATTISTON Dicono che domani migliora.

LESCURE (lo guarda storto)

BATTISTON Dicono, eh…

(altri cinque secondi di imbarazzante silenzio)

BATTISTON (non sa che dire)Eh, questa guerra… brutta roba!

LESCURE (taglia corto)Brutta roba, sì.

BATTISTON Poveri ragazzi…

LESCURE Poveri ragazzi…

(altri cinque secondi di imbarazzante silenzio)

BATTISTON Ma ha notato che il burro è rincarato?

Buio.

Scena 3: HALL DELL’HOTEL SAINT-HONORÈ

Si riapre il sipario.

ENRICHETTA (è al bancone. Legge le preghiere, farfugliando qualcosa in latino)“Esuriéntes implévit boniset divites dimisit inanes. Suscépit Ísrael púerum suum, recordátus misericórdiæ…”

DUVAL (entra, seguito da RIBOT)Eccoci! L’hotel di Tanya è questo. Tu sai che devi fare, vero? RIBOT Certo che so quello che devo fare. E so anche quel che dovete fare voi, capitano!

DUVAL Ribot! Non sei qui per farmi da tutore, ma da scorta. Ma chi ti credi di essere, Cyrano? Siamoin guerra, non in una farsa!

ENRICHETTA (sollevando gli occhi dal libro delle preghiere)E la guerra che cos’è, se non la più tragicadelle farse?

RIBOT (incantato)Sublime lettura delle vicende umane! Sublime e convincente, tanto più che provieneda una bocca così gentile e delicata.

DUVAL Ribot! Ti ricordo che sei l’attendente di un capitano d’armata, non uno di quei filosofisvaporati e renitenti, capaci di scrivere qualsiasi idiozia per sfuggire alla chiamata della madrepatria.

RIBOT Agli ordini, capitano!(con grande charme)E voi, signora, vi prego di perdonarmi, se vi sietesentita importunata.

ENRICHETTA (emozionata come un’adolescente)Niente affatto, giovanotto: a una signora non piùgiovanissima, sentire ogni tanto un complimento non può che far bene.


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RIBOT Ogni tanto? Siete modesta! Una bella signora come voi, dovrebbe essere quotidianamentesubissata di lusinghe.

ENRICHETTA Giovanotto, sono una madre di famiglia!

RIBOT Beh, se è così, allora è probabile che abbiate infranto un numero incalcolato di cuori. ENRICHETTA Suvvia…(si fa interessata)voi credete?

DUVAL (seccato)Dolente di interrompere quest’idillio… Ribot, puoi venire qui un attimo?(e lo prendein disparte)

RIBOT Dite, capitano Duval.

DUVAL Ribot, aiutami a ricordare: ma l’appuntamento galante, stasera, non ce l’avevo io? RIBOT Non capisco.

DUVAL Possibile che tu debba fare la corte a ogni creatura femminile che incontriamo? Anche prima,con quella fioraia che abbiamo incontrato su rue de Rivoli… che bisogno c’era di comprarle quel mazzo di rose per poi offrirgliele?

RIBOT Intanto c’ho guadagnato un rendez-vous per giovedì sera. O era venerdì?

VORONOFF (entra nel frattempo, non visto da Duval e Ribot. A Enrichetta)Buonasera signora, sono ilbarone Nikolaj Aleksandrovič Vasilij Sergeevič Voronoff, dei Voronoff di San Pietroburgo.

ENRICHETTA I miei rispetti, barone. Desiderate una suite? Ne ho di molto graziose.

RIBOT Dovrò decidermi a comprare un’agenda. Ultimamente mi capita spesso di saltare unappuntamento o di presentarmi a casa della damigella sbagliata.

DUVAL Ribot, devi smetterla di concederti così tante distrazioni. O mi vedrò costretto farò rapporto algenerale Delon!

VORONOFF Niente suite, grazie. Cercavo la signorina Tanya, ho saputo che alloggia qui.

ENRICHETTA Veramente non sono tenuta a dare informazioni sui clienti dell’hotel.

RIBOT No, vi prego! Il generale Delon no!

VORONOFF Oh, questa è bella! Un nobile della grande Russia in terra straniera chiede una sempliceinformazione e guardate come viene accolto!

DUVAL E quando il generale saprà che sei avanzato verso la sua figliola con intenzioni belligeranti, titoccherà sposarla se non vorrai finire sbattuto al fronte. E allora… addio vita da libertino!

ENRICHETTA Chiedo scusa, non volevo apparirvi inospitale… è che chi viene qui esige riservatezza.

VORONOFF La signorina Tanya ed io siamo molto intimi. E giacché mi trovavo qui a Parigi, volevofarle una sorpresa. (così dicendo mette una banconota in mano a Enrichetta)

RIBOT Ma non si potrebbe firmare un armistizio?

ENRICHETTA (guarda ingorda la banconota. Tra sé)Cinquanta franchi… con questi padre Gerard potràfar accordare l’harmonium della chiesa. (a Voronoff) Mi pare una splendida idea: mademoiselle sarà felice di ricevervi: stanza 206.

DUVAL Il generale non firmerebbe armistizi neanche con il Kaiser in persona, figuriamoci con te. RIBOT Ma voi non mi farete rapporto, vero?

VORONOFF Obbligato, madame. Inutile dirvi che gradirei non essere disturbato e immagino che logradirebbe anche la signorina. Dunque, vi auguro una felice notte. (ed esce, elegantemente di soppiatto)

ENRICHETTA Altrettanto, barone.

DUVAL E va bene, sarò magnanimo con te. Voglio darti un’ultima opportunità. Però ricordati chequesta è la mia serata.


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RIBOT Ricevuto, capitano.(e tornano da Enrichetta) DUVAL La stanza della signorina Tanya, per cortesia.

ENRICHETTA Non sono tenuta a dare informazioni sui clienti, mi spiace.(e si allontana, rigirando labanconota tra le mani)

DUVAL Ma madame! Ho un appuntamento…(la segue, con Ribot)

ENRICHETTA Non insistete, vi prego.

DUVAL Vi ordino di rispondermi! Madame!(il sipario si chiude)

Scena 4: TEATRINO DELL’HOTEL

A sipario chiuso, si riaccendono le luci su Lescure e Battiston, che guardano sconsolati il sipario.

BATTISTON (prende la parola dopo il solito, interminabile silenzio)Quest’anno, per la villeggiatura,abbiamo scelto La Rochelle. Ci sono certi parenti di mia moglie che ci ospitano. Lei voleva fare due settimane in un convento di clarisse in Provenza, aveva già prenotato due celle… (ammiccante) Una fatica a convincerla!

LESCURE (sorriso forzato)

(solito imbarazzante silenzio)

BATTISTON (estrae di tasca una piccola scatola)Sigaro, monsieur Lescure?

LESCURE No. Grazie. Non fumo.

BATTISTON Fate bene, fate bene. Eh, anch’io certi sfizi dovrei dimenticarli…

LESCURE Ecco, uno io stasera l’ho già dimenticato!(si alza)Anzi, diciamo che c’ho messo una pietrasopra. E dire che avevo annullato un appuntamento galante con madame Courneau per venir qui a vedere… un sipario chiuso! Buonanotte Battiston. (e s’allontana indignato, verso la platea)

BATTISTON Vogliate accettare le mie scuse, Lescure.

LESCURE (dal buio)Buonanotte, ho detto.

BATTISTON (tra sé)Che pasticcio! Al momento dell’addition, devo ricordarmi di fare a Lescure unsostanzioso sconto, altrimenti perdo il cliente. (ad alta voce) Ah Lescure, ricordatevi…

LESCURE (cade rovinosamente, nel buio)

BATTISTON … il gradino. Ma dove si saranno cacciate quelle due? Devo trovare, prima che le troviEnrichetta! (sale sul palco) Jasmine? Margot? Signorine? Siete qui? (entrando dall’apertura del sipario, scomparendo dietro le tende)

FINE  SECONDO  ATTO


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TERZO ATTO

Scena 1: STANZA 207

Siamo nella stanza del colonnello e del ministro. Piccola, arredata in maniera spartana: giusto un armadio, due letti, due sedie e un tavolino sul quale è posto un grammofono.

PAULETTE (mentre si apre il sipario, sta rassettando uno dei due letti)

Entrano dopo qualche secondo SELTZ e KAUFMANN: entrambi indossano i vestiti da facchini e i baffi posticci.

Subito però si levano i baffi e gli abiti.

KAUFMANN (all’inizio non nota Paulette)… e devo confessarvi, colonnello, che comincia a piacermiquesto soggiorno parigino: anche stasera abbiamo banchettato in maniera eccellente.

SELTZ Sì… niente male, il rancio.

KAUFMANN Quella tartare di salmone poi mi ha fatto letteralmente impazzire.

SELTZ L’avevo intuito: raramente mi è capitato un commensale che ordinasse undici bis.

PAULETTE (tossicchia per farsi notare)Buonasera, signori.

KAUFMANN (si volta e la vede. D’istinto si rimette i baffi posticci)Oh, buonasera signorina! Siete ancoraall’opera a quest’ora? Mi compiaccio: siete davvero una lavoratrice indefessa.

SELTZ Avrete presto ben altri motivi per compiacervi della signorina, ministro Kaufmann.(toglie conun colpo netto i baffi dal volto del colonnello, quindi va con circospezione a chiudere la porta)

KAUFMANN Non capisco.

SELTZ Capirete presto.(a Paulette)La recita è finita: siamo tra amici.

PAULETTE (mettendosi sugli attenti)Controspia 4976 a rapporto.

KAUFMANN (stupefatto)Cosa??? Pure lei? Ma possibile che sia circondato da spie e controspie e nonmi accorga di nulla?

SELTZ Non stupitevi, è normale per un ministro. KAUFMANN (guardandolo storto)Che intendete dire?

SELTZ (rimedia)Beh… che è normale che una persona che non fa il nostro mestiere non percepisca chesotto i panni di una giovane camerierina si celi un’informatrice. (cambia discorso. A Paulette) A proposito, hai captato qualcosa?

PAULETTE Più di qualcosa! Oggi in albergo ho intercettato il capo di Tanya!

SELTZ Giaguaro era qui?

KAUFMANN Giaguaro? Ma che, è scappata una bestia dal giardino zoologico?

SELTZ No, si tratta di un grosso capo dello spionaggio, abilissimo nei travestimenti: un vero Fregoli.

PAULETTE Stavolta si fingeva un imbianchino di origini italiane: pessima interpretazione…

SELTZ 4976, sei qui per darmi informazioni, non per fare recensioni teatrali.

PAULETTE L’informazione è una: sono qui due sicari per uccidervi.

KAUFMANN Ah, interessante.(realizza)Cosa??? Ucciderci?? Colonnello, ritiro quel che ho dettopoc’anzi: questo nostro soggiorno parigino non mi piace per niente!

SELTZ Stia sereno, ministro: la notizia è vecchia e superata. Proprio stasera il signor generale mi hacomunicato telefonicamente che i due sicari erano già sul treno per la Germania.


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PAULETTE Sono spiacente di smentire il signor generale, ma non me ne stupisco più di tanto. Questiindividui conoscono tutte le malizie per sfuggire alla cattura. E le due donne in questione devono essere scappate.

KAUFMANN Ah, si tratta di due sicari femmina!

SELTZ Due sicarette!

PAULETTE Già! Ho sentito con queste mie orecchie la signorina Tanya indicare a quelle due il numerodella vostra stanza.

KAUFMANN Hai capito, la doppiogiochista!

SELTZ Ma come hai fatto ad ascoltarle senza farti notare?

PAULETTE Non ero lì presente con loro: avevo nascosto una ricetrasmittente nel vaso di fiori che c’ènella reception. E dalla mia stanzetta, ho ascoltato e registrato tutto il dialogo. Vi interessa la lacca?

KAUFMANN Signorina, le pare il momento di pensare all’acconciatura?

SELTZ Ministro, la lacca è il disco!(a Paulette)Certo che ci interessa, facci ascoltare.

PAULETTE (mette il disco sul grammofono. Riascoltiamo così il dialogo di Tanya con Margot e Jasmine. Altermine dell’ascolto, toglie la puntina)

SELTZ Ottimo lavoro! Brava la nostra marconista!

KAUFMANN Maledetta! Me lo diceva sempre, la mia povera nonna, che le femmine son traditrici!

SELTZ Ah, che ci provino ad entrare qui dentro! Ci penserà la mia cara, vecchia Walthersemiautomatica a ferm… (si tocca la giacca all’altezza della fondina, accorgendosi così di non avere con sé l’arma. Si blocca, impietrito)

KAUFMANN Che succede, colonnello?

SELTZ (impreca tra i denti)Verdammen!

KAUFMANN Ma colonnello! Vi sembra il caso di usare certe parole in presenza di una signora?

SELTZ La giacca con dentro la pistola, mia moglie l’ha portata in lavanderia prima che partissi!

KAUFMANN Volete dire che siete venuto a Parigi disarmato come un normalissimo turista?

(si sente bussare)

PAULETTE C’è qualcuno alla porta.

KAUFMANN Verdammen!

MARGOT (da fuori)C’è nessuno in stanza?

PAULETTE Sono quelle due, riconosco la voce. Fate attenzione: se sono allieve di Giaguaro, devonoessere anche loro abili trasformiste. Non credete a nulla di ciò che diranno o che faranno. Io mi nasconderò nell’armadio, pronta ad intervenire. (e va a chiudersi nell’armadio)

KAUFMANN Prego, colonnello… andate ad aprire

SELTZ Non mi permetterei mai… a voi l’onore!

KAUFMANN Colonnello, aprite! È un ordine!

SELTZ Ma perché proprio io?

KAUFMANN E va bene, facciamo la conta. Pari o dispari?

SELTZ Pari.

SELTZ e KAUFMANN (fanno la conta)Ein Zwei Drei, col-po-se-cco!

KAUFMANN (come un bimbo)Ha ha! Pari! Tocca a te!


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SELTZ E va bene! Mi sacrificherò!(occhi al cielo)Per il bene della grande Germania!(va ad aprire. Si trovanaturalmente davanti JASMINE e MARGOT. Entrambe indossano un soprabito)

MARGOT (ammiccante)Buonasera colonnello!

JASMINE (c.s.)Signor ministro!

MARGOT È tanto che ci aspettate?

SELTZ L’abbiamo saputo poco fa.

MARGOT (a Jasmine)Ah, era una sorpresa…

KAUFMANN Tanto è vero che avevo già un impegno, con permesso.(e fa rapidamente per uscire)

JASMINE (si para davanti a lui e ne blocca l’uscita. Chiude la porta)Ehi, timidone… Dove credi di andare?

SELTZ Ecco, adesso non possiamo più tirarci indietro!

JASMINE E perché mai dovreste tirarvi indietro? Vedrete che sarà un momento indimenticabile!

KAUFMANN E chi se lo scorda più?!

MARGOT Dateci retta: non si è mai lamentato nessuno.

SELTZ Avete capito, signor ministro? Un colpo secco e zac! Sono delle professioniste.

MARGOT Ma come, colonnello, un uomo d’azione come voi… vi facevo più coraggioso!

SELTZ E sia! In guerra ci sta anche questo: tanto vale togliersi il pensiero. Fate il vostro dovere!

MARGOT Oh, e ci voleva tanto? Procediamo! Pronta, Jasmine?(si toglie il cappotto. Notiamo che è vestitain abiti orientali)

JASMINE Prontissima!(c.s.)

MARGOT (mette le mani nella borsa per estrarre qualcosa)

KAUFMANN (abbraccia Seltz, terrorizzato)Ecco, è arrivato il momento… io non lo volevo fare, ilministro! Mamma ha tanto insistito…

SELTZ Viva il Kaiser! Viva la grande Germania!

MARGOT (guardando nella borsa)Oh, eccolo qui! Vi piace l’oriente, signori?

KAUFMANN L’oriente? Lo sapevo io, adesso ci arriva un bel colpo di scimitarra ed è finito tutto. MARGOT No, adesso comincia tutto… Et voilà!(estrae un disco, lo mette sul grammofono)

SELTZ Un disco?

KAUFMANN Un disco?

SELTZ Sarà una bomba a mano sottilissima… la tecnologia ha fatto passi da gigante, ultimamente.(Il disco comincia a suonare, diffondendo una melodia orientale)

SELTZ Una bomba che suona? Ingegnoso…

JASMINE (inizia a muoversi sinuosamente verso

KAUFMANN e SELTZ, che indietreggiano spaventati, finendo seduti sul letto)

MARGOT si mette dietro loro, in piedi, abbracciandoli entrambi. La posa è svenevole, ma impedisce ai dueuomini di muoversi) Adesso rilassatevi: è il momento di non pensare più a niente.

KAUFMANN (rassegnato)Eh già, ormai…

JASMINE (si muove davanti ai due uomini, danzando flessuosa e languida)

KAUFMANN Colonnello?

SELTZ Sì, signor ministro?


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KAUFMANN Vi dirò: se proprio devo morire… vorrà dire che almeno ho chiuso in bellezza!

JASMINE (si leva uno dei veli che ha indosso e ci giochicchia in maniera ammiccante)

KAUFMANN Colonnello, ma siamo proprio sicuri che queste siano…?

SELTZ Signor ministro, che c’è? Non vi fidate dei miei agenti?(ammiccando all’armadio nel quale stachiusa Paulette) Niente di più facile che ora ci soffochino con quel velo!

KAUFMANN Se è per questo, io già non respiro più da un pezzo… DUVAL (apre la porta, d’improvviso)

Tutto si blocca e TUTTI si voltano verso il nuovo arrivato.

DUVAL (fermandosi sulla soglia)Ops, domando perdono. Cercavo madame Tanya, ma vedo che qui nonc’è. Spero di non aver interrotto nulla…

KAUFMANN No, ma… signor capitano, perché ve ne andate? Restate ancora un po’!

SELTZ (a bassa voce)Ma che fate, chiedete aiuto a un francese? Pensavo foste un patriota!

KAUFMANN Ora capisco perché i patrioti sono tutti morti!

SELTZ (sorriso falso)Niente, capitano… vi auguriamo buona notte.

DUVAL Altrettanto, cari signori!(ossequioso, leggero inchino alle fanciulle)Signore!(e chiude la porta)

JASMINE Signori miei, scusate se mi permetto, ma siete troppo imbambolati: cercate di collaborare unpo’!

KAUFMANN E se collaboriamo, che succede?

MARGOT Beh, se collaborate… vi assicuro che non ve ne pentirete: uscirete di qui più sereni e rilassatiche mai.

KAUFMANN Lo sapevo! Basta collaborare e usciremo di qui, capito? Avremo salva la pelle!!

SELTZ Collaborare? Col nemico? Mai!

JASMINE (riprende la sua ammiccante danza)

KAUFMANN Ecco che ricomincia la tortura!

RIBOT (entra, dopo qualche secondo, all’improvviso)Scusate, signori, è questa la stanz…(si blocca perchévede Jasmine che balla. Si mette a braccia conserte ad osservare divertito)

DUVAL (da fuori, strillando)Soldato Ribot!

RIBOT (come ridestato all’improvviso, esce di corsa sbattendo la porta)

JASMINE (continua la sua danza. MARGOT lascia la presa sui due uomini per affiancarla) KAUFMANN È il momento buono: scappiamo!

SELTZ Un colonnello non scappa di fronte alla morte. KAUFMANN Ma un ministro sì!(si alza dal letto e va verso la porta)

SELTZ Aspettate! Non vi abbandono!(si alza, prende il suo giubbotto militare di pelle dall’attaccapanni e losegue)

KAUFMANN (apre la porta, dietro la quale compare

BATTISTON, che nota subito le due ragazze)Ah, ecco dove vi eravate cacciate!

JASMINE E meno male che doveva essere una cosuccia privata…(leva la puntina dal disco. La musicanaturalmente si ferma)

BATTISTON Vi aspettavamo al teatrino! Che ci fate nella stanza di questi due facchini? KAUFMANN Come vi permettete?! Io sono il ministro Kaufmann.


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BATTISTON Un ministro, nel mio albergo?! Ma quale privilegio! A saperlo, vi avrei dato la suiteimperiale. Con un piccolo sovrapprezzo, s’intende.

SELTZ E io sono il colonnello Seltz. Mi par di capire che voi conosciate le due ragazze. BATTISTON Beh, in effetti…

SELTZ A domanda rispondete: le conoscete sì o no?

BATTISTON (tentennante)Dovete sapere che per stasera avevo organizzato…

ENRICHETTA (irrompe nella stanza)Maurice? Che ci fai qui?(osserva la scena. scandalizzata)Ma qui sifanno le orge! Le orge nel mio albergo! Oh, Signore benedetto, ma questa è diventata una tana di viziosi! Maurice, esigo subito una spiegazione!

BATTISTON Vedi, amore…

ENRICHETTA Lascia perdere l’amore e dimmi chi sono queste due donne con così poco pudore e concosì poca stoffa addosso.

KAUFMANN Vostro marito stava appunto per dircelo…

BATTISTON Ecco, posso spiegarti tutto. Queste due fanciulle sono… sono…

ENRICHETTA Avanti, Maurice! Possibile che le parole te le debba sempre cavare di bocca con letenaglie?

BATTISTON Ecco, loro sono…

KAUFMANN Ve lo dico io, madame!

BATTISTON No, vi scongiuro!!!

KAUFMANN Due sicari incaricati di uccidere me e il colonnello!

ENRICHETTA Cosa?

BATTISTON Cosa?????

SELTZ Proprio così, signora! Queste donne si sono furtivamente introdotte nella nostra stanza per farcifuori.

ENRICHETTA È vero, Maurice?

BATTISTON (inventa al momento)Già, certo! Come no! Io l’avevo saputo e sono intervenuto proprioper salvare la vita a questi due valorosi. Saremo anche in guerra coi tedeschi, ma in quest’albergo, finché ci sono io, non muore nessuno! Lo dice anche il regolamento.

JASMINE Ehi, un momento: c’è un equivoco! Noi siamo due…

BATTISTON (imbarazzatissimo, non vuole che sia svelata la verità)Zitte! Non peggiorate la vostraposizione. Se il ministro dice che siete due sicari, vuol dire che lo siete! (sottovoce, alle due) Vi do il doppio del vostro cachet, se non svelate chi siete. Almeno di fronte a mia moglie.

MARGOT Ma siete pazzo? Nemmeno per tutto l’oro del mondo! Qui rischiamo la fucilazione!

SELTZ Avanti, adorabili canaglie: seguiteci fuori dall’albergo.(mima di avere una pistola nella tasca nelgiubbotto) E niente giochetti!

JASMINE e MARGOT (alzano le mani spaventate e si dirigono fuori)

JASMINE Ci fucilerete qui fuori?

BATTISTON No, per carità! Ho appena fatto rifare la murata esterna!

SELTZ Ma quale fucilazione? Siamo tra persone civili, no? Qui fuori ci sono i nostri uomini, che vipreleveranno e vi porteranno davanti al tribunale militare.

MARGOT Colonnello, permetteteci di chiarire l’equivoco…


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BATTISTON (sempre sotto voce)E va bene, vi darò il quadruplo. E testimonierò io al processo! Vedrete,sarete assolte con formula piena.

MARGOT Mi sbagliavo, sai Jasmine? Costui non è come tutti gli altri uomini.

BATTISTON (sorride lusingato)

MARGOT È molto peggio!

BATTISTON (si spegne il sorriso sul suo volto)

SELTZ Avanti, muovetevi.

MARGOT (guardando storto Jasmine)Grand’ufficiali della Repubblica, eh?

JASMINE Sai, Margot? Forse andare al fronte a fare la crocerossina non era poi così male…(esce a manialzate, con MARGOT)

SELTZ (segue a ruota le ragazze. Prima di uscire si volta verso Kaufmann, estrae il dito dalla tasca e ci soffiasopra come fanno i pistoleri)

KAUFMANN (lo spinge fuori)E non fate il dummkopf!(e lo segue, uscendo)

ENRICHETTA Scusa, caro, se per un attimo avevo dubitato di te. Sei un eroe!(e lo bacia in fronte)Tiaspetto di là in camera…

BATTISTON (s’illumina in volto)

ENRICHETTA A dire la compieta.(esce)

BATTISTON (si spegne l’entusiasmo sul suo volto. Rimasto solo, prende il velo dimenticato in camera daJasmine, lo guarda e sospira) Jasmine e Margot… (poi, sconsolato, scuote la testa) Merde! (ed esce dalla stanza a passo deciso)

PAULETTE (ora che la stanza è vuota, esce con circospezione dall’armadio, nota che non c’è nessuno, si stringenelle spalle, si guarda attorno, vede il disco sul piatto del grammofono, rimette la puntina sul disco – che ricomincia a suonare – e va a distendersi su uno dei due letti. Il sipario si chiude)

Scena 2: CORRIDOI DELL’HOTEL SAINT-HONORÈ

La platea fungerà da set per gli immaginari corridoi dell’albergo Saint-Honoré. ENRICHETTA (esce dall’antipalchetto, in camicia da notte castigatissima e scialle)

DUVAL e RIBOT (entrano dal fondo della platea. La scorgono)Madame!(la musica in sottofondo sparisce)

ENRICHETTA Ancora voi????

DUVAL Madame, non obbligateci a rincorrervi per tutto l’albergo.

ENRICHETTA Ma che volete da me? E poi non sta bene che una signora si faccia vedere nei corridoidell’albergo a tarda sera, in compagnia di due uomini.

DUVAL Non è nostra intenzione compromettervi. ENRICHETTA E allora lasciatemi in pace, per favore!

RIBOT Non vi facevo così insensibile, madame: possibile che un corpo così leggiadro nasconda uncuore tanto duro?

ENRICHETTA Via… mi avete fatta arrossire!

DUVAL (le fa il verso)Oh, non sta bene che una signora arrossisca a quest’ora davanti a due uomini!Chissà cosa potrebbero pensare, se vi vedessero…


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ENRICHETTA Oh… accidenti a voi! E sia: Tanya è nella stanza 206, ma vi prego non mi fate fare unafiguraccia col…

DUVAL (da quando ha udito il numero, non sente più nulla. Non sta più nella pelle)206! Il numero che miaprirà le porte del paradiso… Grazie, mio san Pietro! (prende Ribot in disparte) Ribot, intrattieni madame come solo tu sai fare.

RIBOT Non temete: ho un repertorio sconfinato da cui attingere!

DUVAL Ecco, bravo… attingi. Io vado a darmi una rinfrescata. Tanto correre mi ha fatto sudare nonpoco. E non posso presentarmi a Tanya olezzando come il cavallo del generale! (e si allontana, rientrando sul palco)

RIBOT (a Enrichetta)Signora, la vostra bontà d’animo non ha eguali: avete fatto felice un uomo. ENRICHETTA Si fa quel che si può…

RIBOT Volete farne felice un altro?(prendendole le mani passionalmente)

ENRICHETTA (confusa)Ma io…

RIBOT Vediamoci domani. Facciamo al café du Marché?

ENRICHETTA Ma siete pazzo? Ci vedrebbero tutti! Sono una donna molto in vista, in questoquartiere.

RIBOT Suggerite voi il luogo, allora.

ENRICHETTA Nella chiesa di San Vincenzo, dopo la funzione, dietro il confessionale che sta vicinoall’affresco dell’adorazione dei Magi.

RIBOT E io sarò lì, a redimervi! A proposito, a quale messa andate di solito?

ENRICHETTA Beh, di solito… a tutte! A domani, diavolo tentatore!(se ne va, uscendo a fondo platea)

RIBOT (tra sé, un po’ attonito)Diavolo a me? Casomai angelo! Io sono un benefattore del genere umano!Oddio, del genere umano… più che altro, del genere femminile! (e rientra sul palco)

Scena 3: STANZA 206

Stanza molto kitsch, arredata quasi da alcova: un letto, un comodino, un paravento sul quale è adagiato un indumento femminile.

TANYA (in vestaglia, sorseggia beatamente un drink sul letto)Giaguaro non sarà certo uno dal cuore d’oro,ma stavolta mi ha fatto proprio un bel regalo, togliendo di mezzo Seltz e il ministro. Mi mancheranno, come facchini. A quest’ora tutto dovrebbero essersi compiuto. Strano, non ho sentito nulla, e dire che l’omicidio è avvenuto nella stanza accanto. Devono aver usato armi silenziose… Eh, ma l’ho notato subito io, che erano due professioniste! E domani si torna a casa! Lascerò nottetempo l’albergo e domani all’alba il primo treno per la Germania mi porterà verso la salvezza!

SELTZ (entra all’improvviso con KAUFMANN)Tanya, dobbiamo parlarti!

TANYA (caccia un urlo come avesse visto due fantasmi)Ah!(arretra)Ma com’è possibile? Voi… qui!

KAUFMANN Ma che vi prende?

TANYA (arrampicandosi sugli specchi)Beh, non è mai piacevole per una signora, vedere due uominientrare all’improvviso nella sua camera… Potevo essere svestita!

KAUFMANN Non datevi pensiero, madame: non sono mai così fortunato.


35

SELTZ Non immaginerete mai: siamo sfuggiti ad un omicidio.

KAUFMANN Due donne si sono introdotte con l’inganno nella nostra stanza: un agguato in pienaregola!

TANYA (finta tonta)Ma non mi dite…

SELTZ Per fortuna abbiamo consegnato le due quasi-assassine a uomini di fiducia, che le spediranno inGermania.

TANYA (a bassa voce)Accidenti, quelle due stupide si sono fatte fregare…(ad alta voce, sorrisetto dicircostanza) Beh, che mi dovevate dire?

KAUFMANN Il capitano è nei paraggi, sarà qui a momenti. Ha con sé i piani, ne siamo certi: voicercate di fargli togliere subito i vestiti di dosso.

TANYA Signor ministro, volete insegnarmi voi come si fa? KAUFMANN Non sia mai! “Noblesse oblige”, come dicono qui a Paris! SELTZ Vi terremo d’occhio a distanza. TANYA Quanta distanza?

SELTZ Diciamo dal bar.

KAUFMANN Solita birra, colonnello?

SELTZ No, dobbiamo festeggiare lo scampato pericolo… champagne!(e se ne va con KAUFMANN,chiudendo la porta)

TANYA (rimasta sola, si butta nervosamente sul letto, sbattendo il cuscino)Maledizione! Maledizione! Eancora maledizione! E io che pensavo di passare una seratina in santa pace… Invece ora mi toccherà fare gli straordinari con Duval. Aveva ragione, Giaguaro: in servizio 24 ore al giorno.

(si ode bussare)

TANYA Già qui? Neanche il tempo di timbrare il cartellino…(ad alta voce)Un attimo!(si dà unasistemata ai capelli e al vestito, quindi apre la porta, dietro la quale compare

VORONOFF con sorriso estasiato)Mia adorata Tanya!

TANYA (stupita e spaventata, gli chiude la porta in faccia. Tra sé)Ma che ci fa qui, questo? Ma soprattutto:

come faccio a cacciarlo via?

VORONOFF (da dietro la porta)Tanya, apritemi! Sono Nikolaj AleksandrovičVasilij SergeevičVoronoff,dei Voronoff di San Pietroburgo!

TANYA (fa buon viso a cattiva sorte e apre, col migliore dei sorrisi)Barone Voronoff, ma che splendidasorpresa!

VORONOFF Appena ho letto sul giornale che vi esibivate a Parigi, ho preso il mio aeromobile e sonovenuto da voi!

TANYA Avete fatto benissimo! Ma come avete fatto a sapere che mi trovavo qui?

VORONOFF Ho i miei informatori, le mie… spie!(risata grassa e distesa)

TANYA (risatina forzata)

VORONOFF (si fa serio d’improvviso e la stringe a sé)Tanya! Troppe volte mi siete sfuggita. E voi capiteper un Voronoff di San Pietroburgo come sia doloroso vedersi respingere così.

TANYA (cercando di liberarsi dalla morsa)Barone, vi prego! Non è la serata giusta…

VORONOFF Ogni serata è quella giusta, se si tratta di stare con voi, Tanya. Anche se fa troppo freddo,anche se fa troppo caldo, anche se là fuori infuria la guerra, anche se la cena è rimasta sullo stomaco, anche se…


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DUVAL (entra all’improvviso)Tanya, non sapete che fatica…(si blocca quando vede Tanya stretta al barone) TANYA (esterrefatta)Capitano Duval!

VORONOFF (si stacca)Ah, ora capisco! Sono mortificato, madame… Se non posso avere il vostroamore, meglio per me fare ritorno nella steppa a vivere di noia fino alla fine dei miei giorni.

TANYA (senza farsi sentire da Duval)Non è come pensate, barone. Ci sono in ballo i destini di duenazioni europee. Aiutatemi, vi prego!

VORONOFF Farei qualunque cosa voi mi chiediate. Ma poi permettetemi di tornare nella steppa adannoiarmi!

TANYA Va bene, ma ora reggetemi il moccolo.(va da Duval, con solito falso sorriso)Capitano Duval!

DUVAL Tanya, sono profondamente offeso dal vostro comportamento. Prima venite a chiedereprotezione nel mio quartier generale, poi mi invitate nella vostra suite facendomi intendere chissacché, infine vi fate trovare avvinghiata a… a…

VORONOFF Barone Nikolaj AleksandrovičVasilij SergeevičVoronoff!

TANYA Duval, non fate così.. Voi cianciate, cianciate, cianciate… e non vi siete accorto che il barone èqui assieme a sua moglie!

DUVAL (si guarda attorno, non vede nessuno)Sua… moglie?

VORONOFF (afferra al volo il suggerimento)La baronessa Nadia Katiuscia Olga Pavlova. Dei Pavlov diMinsk.

TANYA (a voce bassa)Capitano, non vorrete certo far figure con i russi? Siete pure alleati, su!(guardandoverso il paravento) Baronessa, non allarmatevi, continuate pure a cambiarvi: il capitano Duval è ungalantuomo.

DUVAL (al paravento, fingendo disinvoltura)Sì, sì, fate pure.

TANYA I Voronoff sono in procinto di andare a teatro e la baronessa mi ha chiesto un tailleur inprestito.

VORONOFF Sì, qui vicino danno un’opera di Rossini e volevam…(s’interrompe come avesse uditol’immaginaria moglie parlare, si volta verso il paravento) Come dici cara? Oh, già… di Puccini! Questicompositori italiani, li confondo sempre! (sempre verso il paravento) Va bene, tesoro: vengo subito ad aiutarti! (agli altri due) Vogliate scusarmi. (va dietro il paravento)

DUVAL Tanya? Non riesco ad intendere bene la signora…

TANYA Dovete essere comprensivo, capitano: è russa. Normale che non parli bene la vostra lingua…

VORONOFF (fa spuntare il suo braccio nudo dal paravento)

TANYA Oh, ecco che la baronessa vuol fare la vostra conoscenza. Andate, capitano, andate! Ecomportatevi da galantuomo quale siete!

DUVAL (senza convinzione si avvicina al paravento e fa il baciamano)Enchanté, madame!

TANYA (finge entusiasmo)Ma che bello avere tanti cari amici nella mia suite!

DUVAL Chi se l’aspettava, eh?

VORONOFF (esce dal paravento riallacciandosi il polsino della camicia)Questi abiti moderni sono semprepiù difficili da indossare… mi raccontava Nadia di un episodio che le accaduto con un commesso di boutique. (al paravento) Nadia, vuoi raccontarlo tu?

DUVAL (si sforza di sentire qualcosa)

TANYA e VORONOFF (“ascoltano” attenti, rivolti al paravento, poi scoppiano in una fragorosa risata)

TANYA (spronandolo)Ridacchiate, Duval, su!


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DUVAL (ridacchia forzatamente)

VORONOFF (scuote la testa divertito)Ma che razza di commesso…(guardando Duval, allusivo)Checretino!

DUVAL (smette di ridacchiare)

VORONOFF (al paravento)Nadia, avanti, sbrigati! Altrimenti faremo tardi per lo spettacolo. DUVAL (qualche secondo di silenzio)

TANYA Duval?

DUVAL Sì?

TANYA La baronessa vi ha fatto una domanda.

DUVAL (ormai in crisi di nervi)A me????

TANYA Rispondete, non siate scortese.

DUVAL (abbozza)Beh, sì, ho sempre sognato la carriera militare… TANYA (lo sprona ad andare avanti)

DUVAL (si avvicina al paravento)… mio padre mi vedeva avvocato, ma io mi sento uomo d’azione… TANYA ne approfitta per far uscire VORONOFF, in maniera movimentata ma assolutamente silenziosa

DUVAL (continua colloquiando normalmente, come avesse davvero un interlocutore)… sapeste com’ègratificante comandare un gruppo di valorosi! L’unica cosa di cui mi posso lamentare è la paga. Non pensiate che noi alti graduati si guadagni chissà quale cifra. Siamo dipendenti dello stato, come un qualsiasi impiegato ministeriale, e come tali…

TANYA Capitano?

DUVAL Che c’è?

TANYA I baroni ne sono andati.

DUVAL (dopo qualche secondo di smarrimento)Che classe! Non me ne sono neanche accorto. TANYA Simpatica coppia, non è vero?

DUVAL Sì, specialmente lei…(realizza)Ma allora... siamo veramente soli, ora!

TANYA Solissimi!

DUVAL (l’abbraccia)Perdonatemi per la scenata di poco fa, ma quando v’ho vista tra le braccia di quelbelloccio, mi sono sentito morire.

TANYA Oh, non vale la pena morire per così poco.(lo fa accomodare sul letto)Su, mettetevi comodo.Volete darmi la giacca, capitano?

DUVAL Volentieri…(la leva e la passa a

TANYA, che la fruga cercando i documenti)

DUVAL (va avanti a parlare)Tanya, voi non siete come tutte le altre donne. Io vedo in voi la grazia, labellezza, la passione, il mistero, l’intrigo. Voi sola fate fremere il mio cuore…

TANYA I pantaloni, Duval?

DUVAL (senza batter ciglio, si alza, li cava restando in mutandoni che lo coprono fino alle caviglie e li passa a TANYA, che fruga)

DUVAL (intanto prosegue il suo discorso)So che potrò sembrarvi ridicolo, ma da quando siete piombatanel mio ufficio come un fulmine a ciel sereno, non faccio altro che pensare a voi. E non sapete come mi infiamma il solo pensiero di trovarmi qui, in questa alcova, io e voi… da soli!


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SELTZ e KAUFMANN entrano in scena in maniera rocambolesca: la porta dietro la quale stavano origliando siapre per sbaglio e due piombano a terra.

DUVAL Parbleu! Ma cos’è, questa? Una suite o la hall dell’albergo?

TANYA Colonnello! Siete arrivati troppo presto!

SELTZ (rialzandosi con KAUFMANN)Signor ministro, se vi dico di non spingere ci sarà un perché, no?

DUVAL “Colonnello”? “Ministro”? Ma allora non siete due voyeur!

TANYA No, sono due stupidi!

KAUFMANN Come vi permettete, signorina? Io sono un ministro del Kaiser!

DUVAL (si mette impettito sugli attenti, nonostante sia in mutandoni)Capitano Duval, dell’esercitofrancese.

SELTZ Colonnello Seltz, al servizio dell’impero germanico.

KAUFMANN Allora torniamo più tardi, fate pure con tutto comodo.(i due tedeschi fanno per uscire)

DUVAL Signori!(prende il suo berretto, da esso estrae dei fogli e li passa a Seltz)Penso sia questo, quello checercate.

TANYA (stupita)Ma Duval… Allora, avevate capito tutto.

DUVAL Per quale altro motivo un ministro potrebbe entrare nella camera di una giovane e bellacantante a quest’ora?

KAUFMANN (guardando allusivamente Tanya)Beh…

SELTZ (cambia discorso)Ehm… allora noi andiamo, eh? Grazie tante, Duval!

KAUFMANN E ci saluti il Re di Francia!

DUVAL Ma guardate che la Francia è una repubblica.

KAUFMANN Ah, sì? E da quando?

DUVAL Saranno più di cent’anni!

KAUFMANN Dio, come passa il tempo…(ed esce, con SELTZ)

TANYA Perché l’avete fatto, Duval?

DUVAL Non lo so… un po’ per rispetto della divisa del colonnello, un po’ per la paura. TANYA Paura di essere ucciso?

DUVAL No.

TANYA Paura di essere torturato?

DUVAL Neanche.

TANYA Paura di finire prigioniero di guerra?

DUVAL Paura per voi, Tanya. Ho temuto che quei due potessero farvi del male, o addiritturauccidervi, se non aveste portato a termine la vostra missione. Nonostante tutto, per me, voi restate un angelo dalla voce flautata. E non mi sarei mai perdonato di essere proprio io, la causa di un destino tanto crudele. (e fa per uscire)

TANYA Duval, dove andate?

DUVAL No, non cercate di trattenermi. Sparirò dalla vostra vita così!

TANYA (guardando com’è abbigliato)Così?!


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DUVAL Così come vi sono entrato. Buona fortuna, Tanya! Siete stata di gran lunga la spia piùaffascinante che abbia mai incontrato. Di solito, le spie che incontro io, hanno i baffi… Adieu, mon amour. (esce)

TANYA (rimane perplessa per qualche secondo, finché il sipario si chiude)

Scena 4: PER LE STRADE DI PARIGI

Stavolta la platea funge da set per le strade di Parigi.

STRILLONE (entra da fondo platea con un pacco di giornali in mano. Sventolandone uno, strilla)Edizionestraordinaria! Il nostro esercito sconfitto in Germania! Il capitano Duval destituito per essersi fatto sfuggire i piani di battaglia! Una vergogna per l’intera nazione! Tutti i particolari sulla cacciata del capitano!

DUVAL (nel frattempo, esce dall’antipalchetto, vestito in borghese. Sconsolato, mani in tasca. S’incontra a metàplatea con lo strillone) Ragazzo!

STRILLONE (dà una copia del giornale al capitano)Ecco, monsieur.

DUVAL (si blocca, pensoso)“Monsieur”… da quanto tempo non mi chiamavano così…

STRILLONE L’argent, monsieur.

DUVAL Come dici?

STRILLONE I cinque centesimi.

DUVAL (si ridesta)Oh, già… scusa.(e gli dà una moneta)

STRILLONE Merci!(intasca e fa per andarsene)

DUVAL Ma quale merci? Quelli sono dieci centesimi: dammi il resto, ragazzino.

STRILLONE E il pourboire?

DUVAL (scoppia a urlare)Non mi parlare di pourboire!!!

STRILLONE Pessimo umore, eh? Ho capito: giornataccia. Per non perdere il sorriso, usate il miometodo.

DUVAL Sarebbe?

STRILLONE (con tono suadente)È semplicissimo: qualsiasi cosa sia accaduta, rilassatevi, uscite di casa,fate una bella passeggiata, assaporate l’aria intorno a voi, guardate i colori, ascoltate i rumori e tutti i cattivi pensieri magicamente svaniranno.

DUVAL (riacquista per un attimo un timido sorriso, finché lo

STRILLONE riattacca improvvisamente a strillare)Il capitano Duval radiato dall’esercito francese! E nellepagine culturali, tante divertenti barzellette su Duval! Scoprite che differenza passa tra Duval e un tacchino! Edizione straordinaria… (continuando a strillare, esce a fondo platea)

DUVAL (tra sé)L’aria di Parigi è diventata irrespirabile: l’unica è sparire dalla circolazione. Hanno unbel dire, quelli della stampa. Dovrei scriverlo io, un bell’articolo: “come rovinare la reputazione di un militare in cinque mosse“. Ah, ma quella donna mi deve rendere conto! (controlla il suo orologio) Le dieci! Se mi sbrigo, riesco ancora a prendere l’ultimo treno per Berlino. (stringendo il giornale tra le mai) Questo me lo leggo in viaggio: sono proprio curioso di sapere che differenza c’è tra me e untacchino! (e rientra a passo deciso sul palco)


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Scena 5: STAZIONE DI BERLINO

Si apre il sipario. Siamo nel piazzale della stazione di Berlino. Su una panchina è seduta TANYA. Accanto a lei, un paio di valigie. Il soldato ROTTENBERG, in lontananza, passeggia nervosamente.

ANNUNCIATORE DELLA STAZIONE (sentiamo la sua voce fuori scena)Treno proveniente da Parigidelle ore 15 e 30 in arrivo sul terzo binario. Treno proveniente da Parigi delle ore 15 e 30 in arrivo sul terzo binario.

DUVAL (entra in scena, con una valigetta. Si accorge di Rottenberg e gli si rivolge)Soldato!

ROTTENBERG Che diavolo vuoi, amico?

DUVAL Ma ti sembra il modo di rispondere a un…

ROTTENBERG (a muso duro)A un…???

DUVAL (realizza di non essere più un capo militare. Sconfortato)No, niente, lasciate perdere. Volevo saperese conoscete un alberghetto nei paraggi dove si spende poco.

TANYA (notata la scena)Se volete, posso ospitarvi io per qualche giorno.

DUVAL Tanya!

TANYA Il mondo è piccolo.

DUVAL Specie in tempo di guerra. Comunque no, grazie: l’ultima volta che sono stato vostro ospite, èstata la serata più brutta della mia vita.

TANYA Non umiliatemi ulteriormente, capitano.

DUVAL Il capitano non esiste più, il capitano se n’è andato quella sera. In mutande! Ora c’è solo ilsignor Henri Duval.

TANYA Che farete adesso?

DUVAL Non ci ho ancora ragionato. Per adesso volevo solo andarmene dalla Francia.

TANYA Certo, vi sentivate esposto.

DUVAL Esposto? Braccato, oserei dire: stato, esercito, opinione pubblica, giornali… TANYA Capisco.(ridacchiando)Comunque quella del tacchino non era male…

DUVAL (ridacchia anche lui)Già…

ANNUNCIATORE DELLA STAZIONE (c.s.)Treno speciale militare da Francoforte in arrivo sulbinario centrale, piazzale Ovest. Treno speciale militare da Francoforte in arrivo sul binario centrale, piazzale Ovest.

ROTTENBERG (udito l’annuncio, lascia la scena di gran carriera)

DUVAL (si fa serio)Siete in partenza o in arrivo?

TANYA Nessuna delle due.

DUVAL E allora che fate qui?

TANYA Vi attendevo.

DUVAL Attendevate me?

TANYA Ero certa che sareste venuto a Berlino. Volevo incontrarmi con voi almeno una volta. Quellasera non ho fatto in tempo a ringraziarvi: per salvarmi la vita, avete perduto la vostra.

DUVAL Beh, tutto sommato sono ancora giovane: una vita la posso ancora ricostruire.


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TANYA Se avete bisogno di qualcuno che progetti con voi la ricostruzione… DUVAL (esitante)Siete davvero amabile, ma…

TANYA Rasserenatevi: l’attività spionistica l’ho lasciata. Mi sembra di aver già fatto abbastanza danni. DUVAL (sorride a Tanya e la stringe appassionatamente a sé)

Entrano JASMINE e MARGOT, in manette, con la faccia atterrita. Attraversano a passo lento la scena. Alle loro spalle, ROTTENBERG le tiene sotto scacco col fucile puntato.

ROTTENBERG Avanti, bellezze! Il plotone d’esecuzione non ha tempo da perdere. MARGOT Zoticone, maleducato! Digli qualcosa anche tu, Jasmine!

JASMINE (piagnucolante)Siamo innocenti! Non uccideteci, vi prego! L’abbiamo detto mille volte ancheal giudice militare, che si tratta di un equivoco! (a Margot) Davvero un gran signore, quel Battiston: meno male che doveva venire lui, al processo, a testimoniare a nostro favore.

MARGOT Maledetto! L’unica cosa che è stato capace di fare è stato di mandarci una cartolina dallavilleggiatura: “Saluti da La Rochelle”.

ROTTENBERG Muoversi!(spinge fuori scena le due ragazze ed esce assieme a loro)

DUVAL (che ha osservato la scena, con Tanya)In guerra i primi a morire sono quelli che con la guerra nonc’entrano niente.

TANYA Perdonatemi se lo dico, ma questa grande guerra talvolta mi sembra una gran boiata.

DUVAL Oh, non mi offendo mica. E poi, forse, non ero troppo adatto per la carriera militare.

TANYA E io forse non ero la persona giusta per la carriera spionistica.

DUVAL A proposito… quel vostro caporione?

TANYA Giaguaro? Poveraccio… dovevate vederlo, quando gli ho detto che non avrei piùspioneggiato! Sembrava un bambino a cui avevano rubato la sua bambola preferita.

DUVAL Beh, perdere una bambola come voi farebbe impazzire chiunque!(e la stringe di nuovo a sé) TANYA Ma che fate, capitano? Possono vederci!

DUVAL Avete ragione.(la lascia)Ma vi prego, non chiamatemi più capitano: per voi, d’ora in poi, sonosolo Henri.

TANYA D’accordo…(pronunciandolo in maniera quasi sussurrata)Henri!(si allontana da Duval, va aprendere le valigie, scende dal palco e va in platea)

DUVAL (chiude gli occhi, sospirando estasiato)Promettetemi che lo pronuncerete sempre così, il mionome! (si ridesta) Ma dove andate? (la segue. Fa appena in tempo a scendere dal palco prima che si chiuda il sipario. Raggiunge Tanya. I due attraversano tutta la platea)

TANYA Beh, è quasi ora di cena, no?

DUVAL Giusto! E vi dirò, Tanya, che la gioia di rivedervi mi ha messo addosso un certo appetito…

TANYA Molto bene. Allora si va al Dressler. Ci dovevo già andare qualche giorno fa, ma poi hoavuto… un piccolo contrattempo.

DUVAL Oh, mi dispiace. Nulla di grave, spero.

TANYA Non preoccupatevi: tutto si è concluso nel migliore dei modi(e gli dà una carezza) DUVAL Ma almeno si mangia bene?

TANYA Fidatevi di me: fanno dei matoschen agli spinaci che sono la fine del mondo!(escono, a fondoplatea)


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Scena 6: QUARTIER GENERALE TEDESCO / ESTERNO GIORNO

Si riapre il sipario. Siamo all'esterno del quartier generale tedesco. Vediamo semplicemente un grande muro, scrostato e bucherellato.

SELTZ (entra in scena. Veste di nuovo la divisa militare. Si piazza a lato della scena)

Da fondo platea entrano marciando JASMINE e MARGOT ammanettate. Alle loro spalle, sempre ROTTENBERG col fucile puntato. I tre salgono sul palco.

ROTTENBERG (fa posizionare JASMINE e MARGOT contro il muro. Quindi fa il saluto militare a Seltz)Colonnello!

SELTZ (sarcastico, passeggiando davanti alle due ragazze) Bene, bene bene! Vi aspettavo, pollastrelle!

JASMINE Oh, mi spiace... è tanto che aspettate?

MARGOT Colonnello, ve lo ripeto un'ultima volta: state prendendo un granchio!

SELTZ Che sia l'ultima volta, questo è sicuro.(a Rottenberg, fremente)Quanto aspettavo questomomento! Alla faccia del maggiore Kell! Che si crede quello, che è capace solo lui? (ad alta voce) Plotone, avanti!

Non ne vediamo l'arrivo: al pubblico la presenza del plotone è suggerita solo da un rullo di tamburi e dal rumore degli stivali che marciano fino a raggiungere la posizione. TUTTI in scena seguono con lo sguardo l'arrivo del plotone.

SELTZ (alle due ragazze)Avete diritto a un ultima sigaretta.

JASMINE No, no, per carità! Rovina i polmoni.

SELTZ Bene, allora procediamo. Rottenberg, le bende.

ROTTENBERG (estrae di tasca le bende e si avvicina alle due ragazze per bendarle)

MARGOT (fiera)No, per me niente bende!

JASMINE Oh, neanche per me! Se non vedo quello che succede, non sto tranquilla.

SELTZ Avete del fegato, ragazze.

MARGOT Non è questione di fegato; voglio che vediate bene in faccia lo sguardo di due innocenti chemuoiono per un'ingiustizia.

SELTZ Non è il momento delle polemiche. Plotone, caricat!

(rumore di fucili caricati)

JASMINE (piagnucolante)Addio Margot!

MARGOT Addio Jasmine! Sei stata una cara amica!

JASMINE Ti ho sempre voluto bene!

MARGOT Anch'io Jasmine!

JASMINE Margot?

MARGOT Dimmi, Jasmine!

JASMINE È tutto ieri che ci penso: ti ricordi come si chiamava quell'avvocato di Lione che ti faceva ilfilo?

MARGOT (la guarda incredula)

JASMINE Ma sì... quello con gli occhialini e le orecchie a sventola!


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MARGOT Ma proprio adesso me lo devi chiedere?

JASMINE E se non te lo chiedo adesso...?!

SELTZ Puntat!

(qualche secondo di silenziosa tensione)

GIAGUARO (da fondo platea)Fermi tutti!(attraversa la platea con passo sicuro e deciso. È travestito da kaiser:

indossa un'elegante uniforme, piena di mostrine e decorazioni. Porta anche un paio di baffi posticci)

SELTZ Il Kaiser?! Il Kaiser in persona nel mio quartier generale? Quale onore, eccellenza! GIAGUARO (salito sul palco. A Seltz)Che succede, qui?

SELTZ Un'esecuzione, eccellenza. Stavamo fucilando questi due pericolosi sicari.

GIAGUARO Due pericolosi sicari, eh?

SELTZ Signorsì!

GIAGUARO E li stavate fucilando?

SELTZ Signorsì!

GIAGUARO Pezzo di cretino!

SELTZ Signor...(realizza e si blocca)

GIAGUARO Queste non sono affatto due sicari, ma sono due artiste di prim'ordine! Le conoscopersonalmente: posso garantire sulla loro assoluta innocenza.

SELTZ Beh, se garantite voi...(fa buon viso a cattiva sorte)Ah, ma io sono sempre stato convinto dellaloro innocenza, eh!

GIAGUARO Sì, si, va bene, ma ora bloccate immediatamente l'esecuzione!

SELTZ Sentito, Rottenberg? Togli i due braccialetti alle signorine.

ROTTENBERG toglie le manette a JASMINE e MARGOT

MARGOT Giustizia è fatta!

JASMINE Visto, colonnello, che non siamo due killer?

SELTZ (sottovoce, alle due)Per lo spavento che mi avete fatto pigliare, personalmente vi avrei fucilatovolentieri. Dovete dire grazie al Kaiser!

GIAGUARO Ah! Dite al ministro Kaufmann che aspetto la sua lettera di dimissioni sul mio tavoloentro la mezzanotte.

SELTZ Sarà fatto, non dubitate!

GIAGUARO Molto bene.

SELTZ (scruta perplesso Giaguaro per qualche secondo)Eccellenza, perdonatemi... voi avete per caso unfratello che fa il sarto?

GIAGUARO Ehm..(tossicchia imbarazzato, poi torna nel ruolo)Ma come vi permettete? Lasciatemi solocon le due ragazze, piuttosto.

SELTZ Agli ordini, Eccellenza!(fa con ROTTENBERG il saluto militare rivolto al Kaiser/Giaguaro)Rottenberg, dietro front!

ROTTENBERG (esegue)

SELTZ Avanti... marsch!

ROTTENBERG (esce marciando)


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SELTZ (uscendo alle spalle di ROTTENBERG, borbotta)Vigliacco se mi riesce una volta di far fucilarequalcuno, verdammen!!

JASMINE (va da Giaguaro e lo abbraccia come fanno i bimbi con gli adulti)Grazie, Eccellenza! Grazieinfinite! Non lo dimenticheremo mai!

MARGOT Se possiamo fare qualcosa per voi, non avete che da chiedere.

JASMINE Sì! Potremmo esibirci per voi! Vi piace l'oriente?

GIAGUARO Sono sincero, l'idea mi stuzzica. Ma ho in serbo altri progetti per voi. JASMINE Di qualsiasi cosa si tratti, ne siamo onorate!

MARGOT Vi serberemo gratitudine in eterno, per avere compreso che noi non siamo due sicari!

GIAGUARO Beh, se è per questo...(e si toglie berretto e baffi posticci)neanch'io sono il Kaiser!

MARGOT (stupita, al pari di Jasmine)Ma allora siete un impostore!

GIAGUARO E che vi frega? L'importante è aver portato a casa la pellaccia, no?(fa una carezza a JASMINE che ricambia con un sorriso un po' sciocchino)

MARGOT (rimane invece rigida)No! Esigo di sapere chi siete!

GIAGUARO L'hai detto tu stessa, bambola: sono colui al quale serberete gratitudine in eterno. MARGOT Avanti, che vuoi da noi?

GIAGUARO Voi siete due belle ragazze. E le belle ragazze possono essere molto utili, in una guerracome questa.

JASMINE Ecco! Lo sapevo io, che finivamo a far le crocerossine!

GIAGUARO Vi voglio nel mio gruppo di spie.

JASMINE e MARGOT (scioccate, a voce alta)Spie???

GIAGUARO Sssh! Volete tornare davanti al plotone?

JASMINE No, grazie! Quelle sono esperienze che si fanno una sola volta nella vita.

GIAGUARO Bene. Da questo momento siete ai miei ordini.(e prende le due ragazze sotto le sue braccia) JASMINE Che dici, Margot? Saremo capaci di fare le spie?

GIAGUARO Ma certo che ne siete capaci... ve lo dico io! Voi due avete la faccia da spia!(ed esce con JASMINE e MARGOT, parlottando fittamente con loro)

FINE

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