FACCIAMO FINTA CHE
Commedia in tre atti di Agata Bonanno
Personaggi:
Don Cosimo: Parroco di Monteallegro;
Tonino: Sagrestano;
Signora Pina: Moglie del fattore;
Donna Amalia: Parrocchiana;
Lucietta: Figlia di Donna Amalia;
Signorina Concetta: Ostetrica.
PROLOGO
La scena si apre allinterno di una canonica arredata con mobili poveri: un armadio a due ante in noce scuro, un tavolo attorniato da quattro sedie impagliate, un piccolo scrittoio ed un inginocchiatoio volto a guardare un crocifisso. Questa la dimora di don Cosimo, parroco dellunica chiesa di questo ipotetico villaggio; gli fa compagnia e lo collabora nelle funzioni religiose Tonino il sagrestano, un giovanotto di bella presenza, ma con la testa un po vuota; insomma, un sempliciotto.
Questi due personaggi restano immobili ed in penombra nello spazio di tempo in cui la voce narrante presenta brevemente le caratteristiche del luogo ed il contesto in cui si svolge la storia raccontata nella commedia.
Alla fine di questa breve introduzione, la scena sar perfettamente illuminata ed i personaggi prendono vita.
ATTO PRIMO
Voce narrante.
Questa la canonica della chiesa dello Spirito Santo, situata in un piccolo borgo chiamato Monteallegro. Il paese pi vicino, dista la bellezza di 30 km., ma la gente che abita a Monteallegro, 500 anime in tutto, non se ne cura pi di tanto. C tutto ci che occorre come elemento di prima necessit: la drogheria, il tabaccaio, il farmacista, lostetrica e perfino un maestro che tiene lezioni in una classe per conto della Scuola del paese.
C la chiesa, con il suo bravissimo parroco che si chiama don Cosimo. Don Cosimo, nonostante lavvento degli anni 70, con le contestazioni e la rivoluzione dei costumi, si ostina a voler dire messa ancora in latino. Solo durante la predica si rivolge ai fedeli in italiano, ma l effetto limitato in ogni caso perch la maggior
parte di loro lunica lingua che veramente intende il dialetto di Monteallegro.
Ma entriamo nella Canonica e andiamo a conoscere don Cosimo ed il suo sagrestano Tonino.
Don Cosimo (seduto davanti allo scrittoio e intento ad esaminare un quaderno delle spese relative alla canonica)
- Come possibile, leggo e rileggo e questi conti non tornano mai!
Quante candele abbiamo consumato questultimo mese, Tonino ? Ti ho detto tante volte che dobbiamo risparmiare, ma qui lunico che pensa al risparmio sono io . Che ci parlo a fare con te ?
Tonino: (in piedi, mentre ripone i paramenti nellarmadio)
-Don Cosimo, scordate forse che siamo in inverno e in inverno fa scuro molto presto ? Che lo vogliamo tenere al buio Nostro Signore? Abbiate pazienza, possiamo risparmiare sulla spesa ma non sulle candele, anche per i fedeli che mettono le offerte durante la messa, cosa raccontiamo ? Che con quei soldi compriamo la carne per noi ?
Don Cosimo:
-Come si vede che sei ignorante, caro Tonino ! Una cosa amare il signore, ma a che Gli serve tanta luce se Egli stesso luce per gli uomini? Spiego e parlo al muro, tanto non lo capisci lo stesso.
Senti piuttosto, quasi sera, prepara qualcosa per cena; vorrei mangiare un poprima perch alle otto aspetto una persona. Nel frattempo continuo a rivedere questi conti.
Si sente bussare.
Don Cosimo:
- E chi sar a questora, vuoi vedere che hanno anticipato lappuntamento ? Vai ad aprire Tonino !
Tonino si dirige alla porta, la apre e lancia un urlo.
Don Cosimo:
-Tonino che succede ?
Tonino: (gesticolando)
-Non possibile, non possibile !
Don Cosimo:
-Cosa non possibile, si pu sapere che c, Tonino ?
Tonino rientra con un fagotto tra le braccia.
Tonino:
-Ecco cosa c, guardate, guardate cosa hanno lasciato dietro la porta ! Era deposto in una cesta per luva.
Don Cosimo:
-Misericordia ! un bambino ! avr si e no 15 giorni, ma chi ha potuto abbandonare cos un neonato tanto bello e indifeso, guarda come dorme ! (e lo prende in braccio). C una busta attaccata con una spilla al coprifasce, dentro vi una lettera scritta a stampatello . Prendi tu il bimbo Tonino, io leggo la lettera (da il bambino in braccio a Tonino e comincia a leggere) don Cosimo, questo bambino non un figlio del peccato, stato il Signore a donarmelo. Lunico posto che mi venuto in mente per lui questa canonica. Amatelo per favore, fate finta che abbia voluto cos il cielo. Per sempre, grazie.
(Passeggia nervoso per la stanza)
-Ma chi questa pazza, cosa ha voluto dire dicendo che stato il Signore a donarglielo? E io come posso allevare un neonato! E poi, cosa devo dire ai fedeli, come far a spiegare questa situazione ? Faccio finta che abbia voluto cos il cielo?
Nel frattempo il neonato comincia a piangere.
Tonino: (cullando goffamente il bambino)
-Cosa faccio con questo bambino che piange? Tenetelo voi Don Cosimo, io non mi intendo di bambini.
Don Cosimo: ( passeggiando nervosamente avanti e indietro )
-E io , che ho fatto io fino ad ora la balia ? la balia! Ecco la soluzione pi urgente !
Dammi il bambino Tonino, e corri a chiamare la signora Pina, la moglie del fattore .
Sta allattando due gemelli ed anche il bambino del farmacista; sai, sua moglie non ha latte ed in questi casi, ci pensa la balia.
D alla signora Pina che per favore si precipiti in canonica perch devo assolutamente parlarle. Ma fai presto, anzi mettiti le ali.
Tonino:
- Le ali ? io non possiedo un paio di ali, ma perch Voi ce li avete ?
Don Cosimo:
-Ma un modo di dire, sciocco corri !
Tonino esce e don Cosimo passeggia per la stanza col bambino in braccio che piange sempre pi forte.
Don Cosimo: (rivolgendosi al Crocifisso)
-Signore, Tu lo sai che sono stato un buon parroco e ti ho invocato sempre per amore, ma adesso Ti prego fai smettere di piangere questo bambino; sono passati appena 10 minuti da quando urla e gi comincio a dare fuori di testa. Ascoltami Signore, Tu che sei misericordioso fai questo piccolo miracolo.
Come per incanto il bambino s quieta e Don Cosimo lo depone sul lettino.
Don Cosimo
-Sei proprio bello piccolino, lo sai ? Chi ha avuto il coraggio di abbandonarti ? Mah ! Intanto vediamo di risolvere il problema pi urgente che quello della pappa e al resto ci pensiamo dopo. Facciamo finta davvero che sei venuto dal cielo, va bene ?
Poi rivolgendosi ancora al Crocifisso
-Signore io ti ringrazio per lascolto che mi hai dato stasera facendo acquietare questo bimbo. Ma le mamme, mi chiedo, come fanno a non farli piangere ? Si rivolgono a Te come ho fatto io ? Mah ! Mi piace pensare che sia cos !
Bussano alla porta, don Cosimo va ad aprire. E donna Amalia, la persona con cui aveva appuntamento alle 8.
Donna Amalia
-Buona sera don Cosimo, disturbo ? Sono arrivata un po prima delle 8 ; ma sapete, torno adesso dal farmacista ed ho pensato di passare dalla canonica prima di tornare a casa, cos dopo posso dedicarmi a preparare la cena. Anzi se non avete ancora cenato, vorrei avere lonore di avervi ospite a casa mia. La mia casa, purtroppo, da un po di tempo non pi quella di prima. C unatmosfera cos
Si interrompe vedendo il neonato che dorme sul lettino
- E questo bimbo com bello ! E di una vostra parente ? Come si chiama ?-
Don Cosimo
-Donna Amalia, dovete perdonarmi se stasera non potr n ascoltare le ragioni che vi hanno spinto a chiedermi un appuntamento, n tanto meno potr fare onore alla vostra cena. Siete la prima persona oltre a me ed a Tonino, a vedere questa creatura che hanno lasciato dietro la porta mezzora fa. Questo bimbo lo hanno abbandonato e leggete voi stessa la lettera che lo accompagna.
Donna Amalia ( portandosi una mano davanti alla bocca esclama)
- Come si pu abbandonare un angioletto cos ! Ges, Ges !
Poi prende in mano la lettera e la legge.
- Don Cosimo, questo bambino non un figlio del peccato, stato il Signore a donarmelo. Lunico posto che mi venuto in mente per lui questa canonica. Amatelo don Cosimo, fate finta che abbia voluto cos il Cielo. Per sempre , grazie.
E adesso che farete don Cosimo ?
Don Cosimo.
- E che far ? Intanto ho mandato a chiamare con Tonino la signora Pina, la moglie del fattore; sapete, fa da balia e speriamo si possa occupare del piccolo. Anzi dovrebbero essere qui a momenti. Per quanto riguarda il resto ho ancora la testa troppo confusa, ho bisogno di riflettere .
Donna Amalia.
- Perdonatemi voi di essere giunta in un momento cos inopportuno, certo non potevo immaginare ! .Ma che sar, sembra destino che non posso parlarvi serenamente; vedete, un conto la confessione, un altro una conversazione. Scusatemi ancora, trover unaltra occasione e intanto domani verr a messa. Buonasera don Cosimo.
Don Cosimo.
- Suvvia donna Amalia, sono sicuro che questa cosa si risolver presto, io confido molto nellaiuto del Signore, e se il Cielo ha mandato qui questo bambino, il Cielo mi aiuter. Vi aspetto domani sera, vedrete che potremo parlare del vostro problema. Buona sera a voi.
Donna Amalia. (mentre si dirige alla porta)
- Allora a domani don Cosimo, stasera dir una preghiera per voi e per il piccolo che hanno abbandonato.
Don Cosimo rimane ancora solo con il bambino che si sveglia nuovamente.
Don Cosimo. (prendendo in braccio il bambino)
- Stai buono piccolino, saranno qui a momenti e vedrai che presto potrai avere il tuo latte.
Bussano alla porta.
Don Cosimo. (andando ad aprire )
- Finalmente ! Saranno loro ! Oh Tonino ! Benvenuta signora Pina ! -
Signora Pina. ( una robusta e giovane donna )
- Oh Ges ! Che ci fate con un bambino in braccio don Cosimo ?
Don Cosimo.
-Signora Pina, sono nelle vostre mani. Questo bambino lo hanno abbandonato davanti alla porta della canonica con addosso una lettera che dopo vi legger; ma adesso il problema urgente, il piccolo ha fame ed io ho pensato a Voi che allattate i vostri figli e quello del farmacista. Aiutatemi signora Pina, io Vi chiedo di tenere il piccolo in attesa di trovare una soluzione definitiva. Domani durante la messa racconter laccaduto; se la mamma una donna di Monteallegro magari avr una crisi di coscienza e torner a chiedere del piccolo, altrimenti procurer di sensibilizzare i fedeli affinch qualcuno lo prenda in affido.
Signora Pina. (con le lacrime agli occhi)
-Come si pu, come si pu abbandonare un esserino cos ! datemelo, star morendo di fame.
E prendendo a sua volta il piccolo in braccio si gira di fianco al pubblico e di spalle a don Cosimo ed a Tonino, si siede e allatta il bambino; Tonino si volta a guardare stralunato.
Don Cosimo (imbarazzato)
-Tonino, guarda che fai, prendi le chiavi della cinquecento, cos appena il bambino finisce di mangiare, accompagniamo a casa la signora Pina col piccolo.-
Tonino si allontana.
Don Cosimo (parlando a se stesso)
-Ci vorranno pannolini, sciarpe, coprifasce !
Poi avvicinandosi allo scrittoio, apre il cassetto chiuso a chiave, prende una busta e comincia a contare:
-Dieci , venti, trenta, quaranta, cinquanta, sessanta. Signora Pina, prendete queste 60.000 lire intanto, serviranno per le spese pi urgenti; io sar presente ogni giorno. Il Cielo ci aiuter .
Signora Pina. (conservando il denaro nel corpetto).
-A proposito don Cosimo come si chiama questo bambino ?
Don Cosimo.
-Se stato il Cielo a donarlo alla sua mamma e la sua mamma lo ha donato a noi, lo chiameremo Donato, che ne pensate?
Signora Pina
-Mi sembra un bel nome davvero don Cosimo ! Bravo .
Poi tutti insieme, don Cosimo, Tonino, la Signora Pina col piccolo in braccio, escono.
Voce di don Cosimo.
-Presto Tonino, apri la macchina, il piccolo non deve prendere freddo. Stasera tira aria gelata, potrebbe nevicare.
ATTO SECONDO
La scena si apre sul medesimo ambiente nel pomeriggio del giorno successivo. Presenti ancora sulla scena don Cosimo seduto allo scrittoio e Tonino seduto a tavola intento a lucidare un candelabro.
Don Cosimo (con il quaderno delle spese aperto )
- Eh, povero me ! Ieri avevo difficolt a leggere i conti e mi sembrava complicato farli quadrare, oggi mi sembra inutile anche provarci. Nella busta cerano 80 mila lire; sessantamila li ho dati alla signora Pina per le prime spese del bambino, restano 20.000 lire, caro Tonino. Qui bisogna scegliere se usarli per la spesa, per la legna della stufa, per le candele da accendere, per la benzina. Io per sto pensando. Sono al massimo della concentrazione e sai cosa penso di fare ? Tra dieci giorni Natale e
Tonino (interrompendo Don Cosimo).
- A proposito di Natale don Cosimo, domani mattina verr lo zampognaro a suonare per la novena; mettete anche questa spesa nelluso delle 20.000 lire.
Don Cosimo
- Eh gi, i soldi per lo zampognaro, devono uscire anche quelli. Io per stavo pensando ad unaltra cosa. Certo, almeno cento persone la faranno e potremo racimolare la somma di centomila lire.
Tonino
- Spiegatevi, cosa faranno 100 persone?
Don Cosimo;
- Stasera preparer le polizze e domani mattina dopo la novena spiegher ai fedeli che la parrocchia organizza una lotteria di beneficenza per il nostro trovatello e sai cosa diamo a chi vince il primo premio ? Diamo il bambinello donato
Tonino (portandosi le mani davanti alla bocca)
- State scherzando non vero don Cosimo ? Non vorrete mettere in palio il piccolo Donato ?
Don Cosimo (scuotendo la testa)
- Oltre al brutto vizio di non lasciare mai finire la gente di parlare, tu ci sei o ci fai ? Insomma Tonino, secondo te posso usare il bambino come premio della lotteria ? Certo che no, sciocco!
Mi riferivo al bambinello Ges che dieci anni fa la baronessa di Poggiogrande ha lasciato in donazione a questa Chiesa. Te la ricordi? Una vera nobildonna, ricca di beni, ma maggiormente ricca di animo.
Tonino
Non la ricordo molto don Cosimo, io ero un ragazzino. Ma quel bambinello di cera veramente bello e servir per una buona causa; sono sicuro che tutti i fedeli faranno una polizza di mille lire. Non c che dire., siete un genio, don Cosimo ! Io non ci avrei mai pensato.
Si sente bussare.
Don Cosimo (rivolgendosi a Tonino)
- Vai ad aprire, sar donna Amalia. Le ho dato appuntamento per oggi pomeriggio.
Tonino ( aprendo la porta)
- Oh. Buonasera, signorina Concetta, desiderate ?
Voce signorina Concetta ( ostetrica di Monteallegro),
- C don Cosimo ? Avrei bisogno di parlargli.
Don Cosimo (riconoscendo la voce della signorina Concetta)
-Entrate, entrate, signorina Concetta. Qual buon vento ? Accomodatevi prego e scusate se c disordine. Tonino, vai a rimettere a posto il candelabro per favore e prepara un buon caff per la signorina.
Tonino prende il candelabro ed esce.
Don Cosimo
. A che devo lonore della visita signorina Concetta ? Non avevo appuntamento con Voi, ma sembra che mi abbiate letto nel pensiero; ero infatti intenzionato a chiederVi un colloquio al pi presto. Ieri a messa avete sentito quando ho dato la notizia del bambino abbandonato davanti alla porta della canonica. Non mi tenete sulle spine, sapete qualcosa ? D'altronde, chi se non Voi pu sapere delle nascite che avvengono a Monteallegro ? Parlate allora !
Signorina Concetta
- Caro don Cosimo, se sono qui perch dopo la notizia che avete
dato ieri, sento il dovere morale di esservi vicina e perch so di fare parte delle istituzioni importanti di Monte Allegro.
(Sedendosi continua il discorso)
- Questa notte non ho chiuso occhio e nel silenzio ho rivisitato uno per uno i parti avvenuti nellultimo mese. Cinque in tutto, ma credetemi, non sono venuta a capo di niente. Tutti bambini nati da coppie regolari! Regolari, insomma!
Don Cosimo
-Per favore signorina Concetta, parlate pi espressamente,magari
in due riusciamo a trovare il bandolo della matassa.
Signorina Concetta
- Uno il figlio del farmacista e di sua moglie; saprete anche che
lo allatta la signora Pina.
Don Cosimo
-E come non lo so! Quella santa donna si sta occupando anche
del piccolo Donato.
Signorina Concetta
-Ma non sapete il marcio di questa storia, non sapete perch la
moglie del farmacista non ha il latte!
Don Cosimo
-No, questo non lo so!
Signorina Concetta
-La poveretta soffre di bile da quando suo marito ha iniziato una tresca con donna Amalia. La conoscete,no, donna Amalia! Con la scusa della depressione sta sempre infilata in farmacia e dire che non pi tanto giovane, ma agli uomini si sa, le donne mature fanno girare la testa!
Don Cosimo ( coprendosi il volto con le mani )
-Che dite mai, donna Amalia col farmacista? Lei che una donna tutta casa e chiesa?
Signorina Concetta
-Voi siete unanima pura don Cosimo, io invece conosco bene le donne, bene come i loro visceri. La bambina, per esempio, quella che ha avuto venti giorni fa la signora Maria, Dio solo sa se di suo marito. Almeno due o tre potrebbero essere i padri di sua figlia. Una cosa per certa, alla luce del sole sono tutti bambini nati da coppie regolari.
Don Cosimo
-Basta, basta signorina Concetta, non voglio sapere altro! C la confessione per queste cose! E se qualcuno sentir il bisogno di togliersi un peso dal cuore verr a confessarsi.
Signorina Concetta
-In buona sostanza don Cosimo, quello che volevo dirVi che la mamma di questo trovatello non ha sicuramente partorito col mio aiuto, magari non di Monteallegro, oppure ha fatto tutto da sola. Ecco tutto!
Entra Tonino con il caff.
Tonino
-Ecco il caff, quanto zucchero signorina Concetta?
Signorina Concetta
-Due cucchiaini, grazie!
Don Cosimo
-Per me tre cucchiaini! Quanto zucchero servirebbe per addolcire questa amarezza!
Bevono il caff in silenzio, poi.
Signorina Concetta
-Ottimo il caff don Cosimo, squisita sempre la Vostra accoglienza. Per qualsiasi motivo, se avete bisogno di qualcosa o di un consiglio per il bambino, mandatemi a chiamare. Ci conto.
Si avvia alla porta.
Don Cosimo
-Grazie della visita signorina Concetta, terr presente lofferta della Vostra disponibilit. Buona sera e grazie ancora!
(Rimasto solo , mentre Tonino accompagna la signorina alla porta, si siede su una sedia e portandosi una mano alla fronte comincia a parlare fra s酅.)
-Se prima ero preoccupato e confuso, ora sono anche disgustato.
Altro che confessione! Di chi sar il piccolo Donato? E quando verr donna Amalia come far a non far trasparire questo sdegno?
Nellattesa forse sar meglio recitare il rosario.
(Fa appena in tempo a inginocchiarsi davanti al Crocifisso col rosario tra le mani e a iniziare il Padre Nostro che si sente ancora bussare)
Voce di Tonino ( si trova nella stanza accanto )
- Apro io don Cosimo!
Donna Amalia ( imbacuccata per il freddo )
-Buona sera don Cosimo, c un freddo stasera! Questaria gelata penetra nelle ossa e fa venire i brividi. Perdo tempo a comprare tisane in farmacia, non mi danno nessun beneficio!
Don Cosimo ( annuisce scuotendo la testa )
-Che ci volete fare donna Amalia, siamo in pieno inverno e io personalmente sono convinto che meglio di una tisana calda restare a casa davanti a una stufa accesa. In serate come questa, io. quando posso non mi muovo da casa. Ma accomodatevi prego, sedetevi pure,ora dico a Tonino di preparare un caff.
Donna Amalia
- Vi ringrazio don Cosimo, ma non prendo bevande eccitanti, sapete sono sempre in agitazione. Come Vi stavo dicendo ieri sera, a casa mia da diversi mesi c unatmosfera impossibile.; mia figlia Lucietta non la riconosco pi.
Don Cosimo
-Ma chi quella brava figliola che studia al collegio delle Orsoline? Mi pare che a convitto se non ricordo male!
Donna Amalia
-Si don Cosimo, studia dalle Orsoline e torna a casa solo per le vacanze di Natale e Pasqua. E sempre stata una ragazza affettuosa, educata, ma da un po di tempo cambiata. Quando torna a casa non le va bene niente, critica le abitudini della nostra casa, del nostro paese, dice che non siamo adeguati ai cambiamenti sociali. Mio marito se la prende con me; secondo lui la colpa mia che ho deciso di mandarla in collegio per darle unistruzione. Credetemi,Padre, mi sto ammalando di ulcera. ( si mette a piangere )
Don Cosimo
-Certo, siamo nel 1972 , non si pu negare che c una profonda trasformazione, ma i valori donna Amalia, i valori rimangono sempre i pilastri della vita.
Donna Amalia
-Io credo che la ragazza traumatizzata don Cosimo!
Don Cosimo
- Da che cosa donna Amalia?
Donna Amalia
-Vi ricordate del violento terremoto che nel periodo di Pasqua colp il nostro paese?
Don Cosimo
-Me lo ricordo eccome ! Non ero a casa Vostra per benedire la casa quando tutto cominci a tremare? Ricordo che siamo scappati fuori, tutti a correre fino alla piazzetta della chiesa. Avevamo paura anche di entrare in chiesa. Eh. Il terremoto di Pasqua, il pi violento a memoria mia!
Donna Amalia
- Lucietta da quel giorno non pi la stessa! E impaurita. Mi sono accorta di questo cambiamento a giugno quando finita la scuola, tornando a casa, ci ha detto che durante le vacanze estive voleva fare unesperienza nuova, volontariato di assistenza ai vecchietti dellospizio di S. Cecilia. Che dovevamo fare, lha avuta vinta lei; ha trascorso lestate assistendo giorno e notte i vecchietti. Poi ricominciata la scuola, il terzo anno dellistituto magistrale e la comunicazione con noi andata via via peggiorando sempre pi.
Adesso a casa per le vacanze di Natale, ma Vi giuro don Cosimo, una pena per me dirlo, sembra posseduta dal demonio.
Don Cosimo ( facendosi il segno della croce )
-Che dite donna Amalia? Ma avete parlato in questi mesi con le suore del collegio dove abita la ragazza? Non si sono accorte se disturbata?
Donna Amalia
-Labbiamo fatto don Cosimo, ma sembra che nostra figlia in collegio abbia un comportamento impeccabile; una studentessa modello, una ragazza di rari valori, nessun problema!
Don Cosimo
-Certo che un mistero questo!
Donna Amalia ( con le mani giunte )
-Voi dovete venire a casa mia don Cosimo , a completare quella benedizione interrotta dal terremoto. Non posso aspettare la prossima Pasqua! Ecco, era questo che ero venuta a chiederVi ieri sera:
Don Cosimo
-Certo, certo donna Amalia, avreste dovuto parlarmene prima, domani pomeriggio sar a casa vostra, fate in modo che sia in casa anche Lucietta, vedr di parlare con lei e scoprire cosa la tormenta.
Donna Amalia
-Grazie don Cosimo, grazie e scusatemi, sono cos presa dal mio problema che non Vi ho nemmeno chiesto del piccolino trovato ieri. Come sta? Lo avete portato dalla signora Pina?
Don Cosimo
-Si donna Amalia, per ora affidato alla signora Pina, speriamo di trovare presto la sua mamma.
Donna Amalia
-Allora vado don Cosimo, Vi aspetto domani pomeriggio per la benedizione; preparer la ciambella al cioccolato che Vi piace tanto e un pacco-dono per il bambino. Buona sera e ancora grazie.
Don Cosimo ( accompagnandola alla porta )
-Arrivederci e vedrete che si risolver tutto, bisogna avere fede in Dio. ( poi rimasto solo comincia a parlare con se stesso )
Povera donna, ci credo che ha bisogno delle tisane del farmacista, la sua casa un inferno! ( si siede davanti allo scrittoio, la testa fra le mani e si mette a pensare )
Tonino ( rientrando )
-Che Vi siete addormentato don Cosimo? Stasera non andate a trovare il piccolo Donato?
Don Cosimo
-No, non dormo Tonino, stavo pensando al terremoto e alla paura di quel giorno; me lo ha fatto ricordare donna Amalia. Ricordi che eravamo a casa sua durante il giro di benedizione delle case quando tutto cominci a tremare?
Tonino ha una reazione imprevedibile di panico ed esce dalla stanza senza rispondere, quasi scappando.
Don Cosimo
-Ma dove scappi Tonino, sto parlando con te; che succede, sei traumatizzato anche tu dal terremoto?
( si ferma di scatto dandosi una botta sulla fronte , poi passeggiando avanti e indietro ricomincia a parlare da solo )
- Terremoto.PasquaNatale. Pasqua a marzo, natale a dicembre. .Nove mesi, la benedizione e il terremoto. IL trauma di Lucietta e ora anche Tonino? Tonino! ! ! ! Vieni subito qui!
Tonino rientra con lo sguardo fisso a terra.
Don Cosimo ( riprendendo una finta calma )
-Stavo per dirti che domani dobbiamo andare a casa di donna Amalia per la benedizione che non ho potuto completare a Pasqua; donna Amalia mi raccontava che sua figlia Lucietta sembra indemoniata, forse la benedizione servir, tu che pensi?
Tonino ancora senza rispondere cerca nuovamente di scappare, ma don Cosimo lo trattiene per il colletto della giacca.
Don Cosimo ( scuotendolo per il colletto )
- Dimmi Tonino, niente niente centri qualcosa tu con il trauma di Lucietta? Ora che ci penso, durante il terremoto, quando siamo scappati fuori e ci siamo messi a correre, tu doveri? Rispondi Tonino! Non mi fare impazzire!
Tonino ( piagnucolando e coprendosi gli occhi )
-Io non ho fatto niente don Cosimo, lo giuro, successo tutto per caso.
Don Cosimo
-Cosa successo Tonino? !
Tonino
-Quando la terra ha cominciato a tremare mi sono confuso e non ho capito pi nulla. Cera un balcone aperto in fondo al corridoio e sono scappato in direzione di quellapertura perch si intravedeva il giardino; Voi e donna Amalia invece siete usciti in strada. Correndo nel corridoio mi sono scontrato con la signorina Lucietta che scappava per uscire in strada. Con lurto siamo caduti a terra , uno addosso allaltra, la casa sembrava che crollasse e io per la paura sono svenuto.
Don Cosimo
-E poi?
Tonino
-Quando sono rinvenuto la signorina Lucietta mi dava schiaffi sulla faccia e gridava: morto, morto! Stava ancora addosso a me, mi stringeva forte e io non ho capito pi nulla, insomma non sono una statua. Vi giuro don Cosimo, non lho vista bene nemmeno in viso; dopo dieci minuti stavo correndo verso la piazza. Non abbiamo nessuna colpa, stata la paura per il terremoto che ha fatto succedere questa cosa! E stato un caso.
Don Cosimo
-Eh gia! La benedizione durante il terremoto; lo scontro-incontro con Lucietta. E proprio il cielo che ha mandato questo bambino!
Tonino
-Di quale bambino state parlando don Cosimo?
Don Cosimo
-Ma non lhai ancora capito, Tonino, che il piccolo Donato figlio tuo e di Lucietta? La lettera che accompagna il bambino, le date che coincidono, il fatto che realmente successo!
Tonino ( sedendosi su una sedia )
-Donato, mio figlio? Come possibile? Lucietta non lho pi vista da quel giorno, non ho saputo pi niente di lei, nemmeno mi ricordo bene questo fatto di cui parlate.
Don Cosimo
-Ma tu, Lucietta anche se non lhai pi vista, la pensi ogni tanto?
Tonino
-Questo si don Cosimo, lho pensata sempre; per non osavo parlarne nemmeno a Voi, sapete come sono timido!
Don Cosimo
-E come no Tonino, sei unico! Pensa quanti bambini sarebbero nati in questo periodo se tutti i timidi avessero affrontato cos la paura del terremoto.
Tonino
-E allora che devo fare don Cosimo? Devo dirlo alla signorina Lucietta?
Don Cosimo
-Qui caro Tonino dobbiamo evitare che gli prenda un colpo a donna Amalia e a suo marito, per cui agiremo ( e Dio mi perdoni) dastuzia. Domani, quando andiamo a benedire la casa di donna Amalia, tu farai finta di conoscere Lucietta e mostrerai interesse per lei. Poi dopo qualche giorno chiederai ufficialmente la sua mano e io naturalmente ti accompagner.
Tonino ( gli brillano gli occhi )
-Volete dire che sposer Lucietta?
Don Cosimo
-Speriamo Tonino, speriamo! Dovr pensare anche a una tua sistemazione di lavoro decorosa.
Tonino ( quasi ballando per la gioia )
-E quando potr sposarla Lucietta?
Don Cosimo
-Cercheremo di fare tutto nel pi breve tempo possibile. Per al piccolo Donato per il momento nessuna allusione. Quando sarete sposati lo chiederete in affido e poi lo adotterete. Nel frattempo star con la signora Pina che ha pi senno di te e Lucietta messi insieme.
( Sedendosi su una sedia )
- In fondo questo bambino stato davvero mandato dal cielo e il cielo benedir le mie menzogne. Limportante che questa storia finisca bene e per finire bene, dobbiamo fare finta che Donato sia davvero un trovatello. Adesso alzati Tonino e recita il rosario insieme a me; domani una giornata importante e ( allargando le braccia ) che il cielo. ci benedica!
ATTO TERZO
La scena si apre stavolta nel salotto di casa di donna Amalia.Le luci prima soffuse, illuminano pian piano i personaggi presenti sulla scena: donna Amalia, seduta sul divano, mentre lavora a maglia, Lucietta ( vestita con minigonna e stivali ) , intenta a leggere un libro di filosofia.
Donna Amalia
-Lucietta, gioia, ora che ci sono tutti questi giorni di vacanza, perch non allenti lo studio e ti riposi un po? Che dici, domani andiamo in paese e ti compri un vestitino nuovo ? E da un sacco di tempo che io e te non usciamo insieme, ti va?
Lucietta non risponde, poi suona il telefono e si precipita alla cornetta.
Lucietta
-Pronto! Ah ciao Teresa, non mi disturbi, stavo ripassando i capitoli di filosofia che ci hanno assegnato per le vacanze.
Sto bene, davvero e tu? Non vedo lora di ritornare in collegio
( e guardando la madre ) in questa casa si respira veleno! Senti ci vediamo domai, passo io da te, va bene? Ciao, ciao. ( riattacca la cornetta)
Donna Amalia
- Lucietta, ma perch sei cos arrabbiata con noi, cosa ti abbiamo fatto? Adesso Natale, perch dici che in questa casa si respira veleno?
Lucietta ( sbuffa e aprendo il libro legge ad alta voce)
-Cogito Ergo. Sum!
Donna Amalia
-Che dici Lucietta?
Lucietta
-Non dico niente, sto studiando, lasciami in pace!
Donna Amalia
- Eh in pace! Qualche volta ti ci lascio per sempre in pace, perch ti ammazzo, non ti sopporto pi cos figlia mia! Questa modernizzazione non ha fatto altro che rovinare il mondo; quando ero ragazza io, altro che rispondere cosi! Ma che tempi sono questi?
Lucietta ( alzandosi e uscendo dalla stanza)
-Basta, ho capito, vado a studiare di l!
Donna Amalia
-Speriamo che la benedizione scenda su questa casa Signore!
Suona il campanello di casa.
Donna Amalia ( andando ad aprire)
-Speriamo sia don Cosimo. Benvenuto don Cosimo, benvenuto in casa mia, buonasera Tonino, accomodatevi, accomodatevi!
Don Cosimo ( vestito con i paramenti sacri, allargando le braccia)
-La benedizione scenda su questa casa! Guardate donna Amalia, ho portato lacqua benedetta; adesso reciteremo insieme le preghiere.
Donna Amalia
-Aspettate un attimo don Cosimo, torno subito.
Esce dalla stanza e dallaltra parte si sente parlare ad alta voce.
Voce di donna Amalia
-Non fartelo ripetere ancora, vieni in salotto a salutare don Cosimo che venuto a benedire la casa; listruzione, cara signorina, non ti autorizza a comportarti da maleducata, e io alleducazione ci tengo, hai capito? ( urlando)
Voce di Lucietta ( urlando )
- Tu e i tuoi pregiudizi, sono stufa! Non lo capisci che sono cresciuta
e devo decidere da sola ci che giusto? Ahia! ( si sente il rumore di uno schiaffo).
A questo punto don Cosimo passa nella stanza accanto e interviene.
Voce di don Cosimo
-Perdonami figliola se intervengo in questa discussione fra te e tua madre, ma in quanto parroco e inavvertitamente causa prima della vostra disputa, ritengo opportuno ricordarti che , intanto devi comunque ubbidienza a tua madre proprio perch tua madre, in secondo luogo mi costringi a considerarti una gran maleducata che non ha nessuna capacit di decidere cose giuste, quindi ti invito a venire in salotto a perdere cinque minuti del tuo preziosissimo tempo.
Nel frattempo Tonino, rimasto solo in salotto ad ascoltare tutta la discussione, sbalordito dal rimprovero di don Cosimo a Lucietta e anche molto preoccupato.
Tonino ( passeggiando su e gi )
-Ma cosa grida don Cosimo! Vuoi vedere che salta tutto per colpa sua? Certo per che la voce di Lucietta me la ricordavo pi dolce!
Voce di Lucietta
-Mi scusi don Cosimo, ha ragione Lei; ma che a volte provo una rabbia talmente forte contro tutti da non riuscire a controllarmi. Venga, accomodiamoci in salotto.
Voce di donna Amalia
-Sia lodato Ges Cristo!
Entrano in salotto donna Amalia, seguita da don Cosimo e infine da Lucietta. Questultima, entrando, scorge Tonino seduto su una poltrona, si porta una mano alla bocca, lancia un urlo e scappa via dal salotto.
Donna Amalia
-E che le preso nuovamente? Avete visto don Cosimo com strana mia figlia! La dovete benedire, la dovete benedire, il demonio che la comanda!
Don Cosimo
-State calma donna Amalia, possibilmente la ragazza ha ricordato il momento del terremoto, lo ha associato alla mia presenza. Vedrete che ora le passa, stata colta dal panico, semplicemente.
Tonino , che ha intravisto Lucietta solo per qualche istante, prima che fuggisse di nuovo, rimane impalato come un automa, poi , di colpo, scappa anchegli nella direzione di Lucietta.
Donna Amalia ( seriamente frastornata )
- Ma che succede! Dove corre Tonino? C di nuovo il terremoto?
Don Cosimo ( mantenendo la calma )
-No donna Amalia, state tranquilla, non c nessun terremoto, sar che anche Tonino ha ricordato quei terribili momenti ed stato colto dal panico. Questi giovani, sono ..fragili!
(sottovoce) e speriamo che non si sono scontrati nuovamente, altrimenti stavolta nasce per la vendemmia.
Donna Amalia
-Che dite don Cosimo, non riesco a sentirvi.
Don Cosimo
-Niente, niente donna Amalia, dicevo che i giovani di oggi sono bravi a urlare, ma in fin dei conti sono insicuri, ansiosifragili.
Donna Amalia annuisce con la testa. Rientrano prima Tonino, poi Lucietta.
Tonino
-Scusate,per un attimo ho avuto davanti agli occhi la scena del terremoto.
Lucietta
-Scusate, successa la stessa cosa anche a me, ora sto meglio grazie.
Don Cosimo
-La possiamo dare questa benedizione adesso? Siete tutti tranquilli?
(Nel frattempo con un piede gesticola dando piccoli calci a Tonino per dargli il segnale di parlare)
Tonino
-Aspettate don Cosimo, vorrei dire una cosa alla signorina Lucietta.
Don Cosimo
-E sia!
Tonino
-Signorina Lucietta, poco fa quando lho vista entrare in questa stanza, il mio cuore ha avuto un tonfo. E stato un colpo di fulmine. Io vorrei avere il piacere di rivederla, col permesso della sua mamma naturalmente! Spero che anche Lei.
Donna Amalia
-Che ragazzo bene educato che sei Tonino, ti avevo sempre visto nelle vesti di sagrestano, ma vedo che sei un bravo giovane, e anche un bel giovane! E tu Lucietta , non dici niente?
Lucietta ( scoppiando a piangere )
-Io, iosono cos emozionata! S voglio rivederlo anchio!
Don Cosimo
- E chi lo doveva dire donna Amalia guardate che bel pomeriggio questo! Vostra figlia pi serena ed io mi ritrovo a sentire parlare di fidanzamento fra questi due ragazzi. A proposito, lo sapete che Tonino da gennaio comincer a lavorare come postino? C un mio parente alla posta del paese che ha speso una parola per questo giovanotto. Cos lo perdiamo come sagrestano, lo ritroviamo come postino e Voi forse come genero.
Donna Amalia
-Come sono contenta don Cosimo,voglio che benediciate questa casa e questi ragazzi. E proprio vero , il cielo che dispone dei fatti! In un giorno come questo, durante la benedizione, avevo perso mia figlia. Oggi, siete di nuovo qui per benedirci e lho ritrovata! Se avessi saputo Vi avrei chiesto il giorno dopo di ritornare!
Don Cosimo ( mentre Lucietta abbraccia la mamma e si avvicina a Tonino)
- Ogni cosa a suo tempo Donna Amalia! Il cielo sa ci che giusto. E ora facciamo finta che questo tempo non sia trascorso, disponiamoci in atto di preghiera e diamo inizio alla benedizione.
(Mentre don Cosimo compie i gesti della benedizione , si sente in lontananza il suono degli zampognari e lentamente si chiude il sipario)
F I N E
- Questo copione è stato visto:


