Fare a meno di lui? Non è possibile!

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L’AMICO DEGLI AMICI O SINDACO PER FORZA

   FARE A MENO DI LUI?  NON E’ POSSIBILE!

Commedia in 3 Atti

Di Giovanni Agueci

 Descrizione:

Un modesto impiegato statale ha una moglie che vorrebbe vivere da “signora”, ma il magro stipendio che percepisce non lo consente.

Allora, nella speranza di qualche beneficio di carriera, si è iscritto a diversi partiti.

Al momento delle elezioni tutti i partiti ai quali è iscritto lo vogliono candidare al consiglio comunale.

Lui, temendo di essere scoperto, cerca di rifiutare, ma i partiti insistono ed arrivano al punto di presentarsi in delegazione delle coalizioni che, nel frattempo, si sono formate.

I delegati apprezzano la sua  “modestia” tanto che decidono ….

 

CARATTERI:

GIULIO                Protagonista  -

BERENICE          Moglie di Giulio -

DOLORES            Partito Democratico ­-

ELISABETTA      Partito Conservatore -

AMBROGIO        Partito Secessionista -

CLEMENTE        Partito Centrista -

ATTO PRIMO =

Scena: Soggiorno di una casa modesta, ma con qualche pretesa di eleganza. La scena è vuota.

BERENICE: (Entrando con la borsa della spesa, sbuffa)

Ma questa vita è? Ogni giorno è una lotta: fare la spesa cercando di risparmiare, cucinare, rigovernare, affacciarsi per prendere un po’ di fresco… e vedere le signore incappellate che ti passeggiano sotto il balcone! E ti rodi il fegato… E dopo, di nuovo, cucinare, rigovernare,  mettersi al balcone e rodersi alla vista dei signori che vanno al circolo…  Questa non è vita! Ogni giorno gli dico: Giulio perché non ho il cappellino da mostrare al paese passeggiando per il corso? Giulio perché tu non vai mai al circolo a giocare coi signori? Giulio perché non compriamo una  macchina lunga, ma così lunga da fare invidia agli autobus e la domenica ci andiamo a messa e facciamo scoppiare la bile a tutti?  E lui? Come mi risponde lui?  Cara Berenice non possiamo permettercelo… ed io: allora  come facciamo? E lui:  non lo facciamo! E’ vita questa? Come faccio a continuare questa vita? …  Non lo so!

(Si sente bussare)

BERENICE: Chi è?  Avanti!

DOLORES: (Entrando) Buongiorno compagna! È questa l’abitazione del compagno Giulio?

(Si avvicina al divanetto e, non invitata, si siede)

BERENICE: Oh, si, Giulio abita qui.(Con falsa cortesia) Ma si accomodi, si segga comoda…

faccia come se fosse a casa sua… (diventando seria) Ma lei chi è?

DOLORES:  Ma quale lei compagna! Dammi del tu! Io sono la compagna Dolores… e tu?

BERENICE: (Esitante) Io sono Berenice…

DOLORES:  Bene compagna, come ben sai  fra compagni il tu è d’obbligo! Il lei è un retaggio dei

tempi della servitù della gleba quando i padroni sfruttavano a sangue i poveri lavoratori. Ma grazie a Marx, a Lenin e al compagno Leccapedi quei tempi sono definitivamente tramontati compagna!

BERENICE: Marx e Lenin… d’accordo. Ma sto Leccapedi chi è?

DOLORES:  (Quasi inviperita, scattando in piedi) Come chi è il compagno Leccapedi! Che

compagna sei? Non lo sai che è il segretario politico della nostra sottofederazione? Non hai osservato la firma che c’è sulla tessera oltre a quelle del segretario generale, di quello regionale e del provinciale e prima della firma del segretario sezionale?

(Si siede) Non sei una buona osservante compagna! Questo non depone a tuo favore…

BERENICE: (Quasi intimidita) Veramente… io non sono iscritta.

DOLORES:   Male! Bisogna dare forza al partito con l’iscrizione, la propaganda ed il proselitismo!

Come diceva sempre Lenin: L’unione fa la forza! (Resasi conto della gaffe)  Poi quel fascista di Mussolini l’ha copiata… che possa bruciare in eterno nell’inferno dei borghesi e capitalisti!

(Nel frattempo entra Giulio)

DOLORES:   (Continuando) Bisogna partecipare alla vita del partito, elaborare le idee dando

sempre ragione alla segreteria, contribuire alla linea politica eseguendone le direttive senza discutere, raggiungere la piena democrazia seguendo ciecamente il capo!  

GIULIO:        (Con enfasi) Hai ragione compagna! Bisogna credere, obbedire, combattere!

DOLORES:   (Glaciale) Guarda compagno che quello slogan…

GIULIO:        E’ una famosa frase di Marx  compagna! Era così lapidaria che è stata carpita dai

nemici del popolo… che possano in eterno soffrire nello stato capitalista! Ma  piuttosto… a   cosa debbo, emm… dobbiamo il piacere della tua visita compagna?

 

DOLORES:   (Si erge e, con fare solenne) Compagno Giulio, tu sai che il partito con il

comunicato stampa del  marzo scorso, ribadito dalla circolare della federazione provinciale, ha indetto le elezioni per il consiglio comunale e il sindaco della nostra comune. Il partito, a livello locale, deve fornire l’indicazione dei compagni che siano politicamente idonei a formare una lista per nominare i consiglieri. La sezione ha deciso di includere te nella lista che presenteremo alla federazione provinciale che, se approvata dagli organi superiori, servirà  per nominare  i consiglieri scelti dal partito.

BERENICE:  (Gettando le braccia al collo del marito) Che bellezza marito mio! Sono contenta

 per te! Quant’è la paga dei consiglieri?

DOLORES:   (Intervenendo) Che importanza ha il gettone…l’importante è il lavoro politico che

verrà svolto nel consiglio a favore della classe lavoratrice! E poi, gli emolumenti vanno interamente versati nella cassa del partito.

BERENICE:  (Sciogliendosi dall’abbraccio col marito)  Giulio caro… ma tu non hai tempo per

 fare il consigliere vero? (A Dolores) Grazie, non possiamo accettare!

GIULIO:        Compagna, ti ringrazio per l’altissimo onore che mi prospetti e ringrazio ancora di

più il partito per aver pensato a me. Ma non posso accettare: ci sono tanti compagni che hanno lavorato e sofferto per il partito e meglio di me sanno e possono fare i consiglieri comunali!

DOLORES:   Guarda compagno che quando il partito fa una scelta la fa con ponderazione e

ragione di causa! Se ha scelto te il motivo è certamente grave! E poi, per fare il consigliere comunale, bisogna saper leggere e scrivere e tu sei uno dei pochissimi tesserati che hanno questa capacità… 

BERENICE: Mio marito ha già detto che preferisce lasciare spazio ad altri compagni… ed io

penso che bisogna rispettare le decisioni di un uomo! Compagna Dolores, riferisci al partito che Giulio, sia pure a malincuore, non ha accettato la candidatura!

DOLORES:   Io penso che il partito non sarà contento. Ma comunque… riferirò al compagno

Leccapedi...  e neppure lui sicuramente lo sarà. Saluti proletari! (Esce)

GIULIO:       (Sull’uscio) Saluti proletari compagna… ed ancora grazie a te e al partito… 

(A Berenice)  Ma che gentili… mi hanno proposto per consigliere…

BERENICE:  (Indagatrice) Da quando sei iscritto al partito proletario? Per quale motivo? Perché

 non me l’hai detto? Cosa c’è sotto? Rispondi!

GIULIO:        (Impacciato)  Ma sai… sono un impiegato dello stato… e nello stato è sempre

meglio avere amici e protezioni… e poi, la tessera costa solo un euro l’anno! Tu che ne pensi: non è un affare tesserarsi?

BERENICE: E fra tutti i partiti… giusto con quelli dovevi tesserarti? Quelli sono sempre

all’opposizione! Che protezioni speri?

GIULIO:       Vero è che sono sempre all’opposizione… ed è proprio per questo che mi sono

tesserato. Pensa ai partiti al potere quanti tesserati avranno… e quante richieste di conseguenza… mentre l’opposizione ne avrà poche!

BERENICE: Maguarda questo qui! Si crede Machiavelli…

GIULIO:        Non è machiavellismo: è matematica!

BERENICE: Spero che la tua matematica non si riveli una speranza vana…

GIULIO:        Non essere così pessimista… anche ai proletari spetta un osso ogni tanto…

BERENICE: E tu ti accontenteresti di un semplice osso? Tu porteresti a casa un così magro

risultato? Tu vuoi condannare tua moglie ad una vita di stenti e di miseria? Sei un mostro! (piagnucolando) Aveva ragione mammà quando mi diceva di lasciarti e farmi sposare da Annibale…

GIULIO:       Annibale? Quello che è dentro per truffa e concussione?

BERENICE: Si, quello! Almeno sua moglie ogni domenica va in chiesa con un abito nuovo…

GIULIO:       (Con dolcezza) Ma non è mai più elegante di te…

BERENICE:  Si, si! Cerca di sviare il discorso… la verità è che viviamo in miseria!

GIULIO:       Suvvia! In miseria! Diciamo in dignitosa povertà…

BERENICE:  Chiamala come vuoi… è sempre una lotta giornaliera per far figura!

(Si sente bussare)

GIULIO:       Chi è? Avanti…

ELISABETTA: (Entrando) Buon giorno signora. Buon giorno signor Giulio…  posso vero?

                        Grazie! (Si avvicina al salottino ed aspetta di essere invitata a sedere)

BERENICE:  (Spinta dalla innata perfidia delle donne verso le altre donne, non la invita a sedere)

                        Bene! Adesso che è entrata… mi spiega?

ELISABETTA: (Con modi affettati da signora)Oh certo! Lei ha perfettamente ragione! Signor

 Giulio, vuole essere così cortese da  presentarmi alla sua signora? Grazie!

GIULIO:       (Rigido come un pinguino) Signora Elisabetta, questa è mia moglie Berenice.

 Mia cara moglie, questa è la signora Elisabetta. …

BERENICE: (Porgendo la mano quasi per farsela baciare) Molto piacere…

ELISABETTA: (Stringendole la mano, ma con distacco) Il piacere è mio! Bene, adesso che ci

siamo presentate….

BERENICE: Vuol dire che ci conosciamo…

ELISABETTA: Certo… naturalmente…. Sicuro…

BERENICE: (Quasi si fosse accorta in quel momento)  Ma si sieda Elisabetta, la prego!

GIULIO:       Si sieda, Elisabetta… si accomodi!

ELISABETTA: (Sedendo) E’ davvero una bella casa… complimenti!

BERENICE: (Sedendo anche lei)  Grazie, ben gentile… è venuta qui per guardare la mia casa?

ELISABETTA: Effettivamente… avete una magione deliziosa…Piccolina, ma deliziosa! Certo…

ci starete un po’ strettini.  Mi piacciono anche gli arredi: dozzinali, ma di gusto!  Ma

questo, suppongo, non vi impedirà di …

BERENICE: (Interrompendola)  Ma è venuta solo per criticare o anche per conto del catasto?

ELISABETTA: Scusate tanto, avete ragione! Il mio scopo è di natura, diciamo così, politico-

elettorale. Come sicuramente saprete, a breve avremo le elezioni amministrative comunali ed anche il nostro partito ha il piacere, oltre che il dovere, di partecipare! Ergo, dobbiamo predisporre le liste. A questo proposito il gruppo dirigente del  partito, con attenta ed oculata ponderazione,  ha valutato la posizione degli iscritti e, fra questi, ha selezionato una rosa di nomi di candidabili alla carica di consigliere comunale. Bene, bando alle ciance!  In sintesi signor Giulio vengo a proporle di candidarsi nelle nostre liste alla carica di consigliere comunale per il nostro comune nella lista che sta preparando il nostro partito. Che ne pensa?

BERENICE: Penso che mio marito…

GIULIO:       (Intervenendo)  Signora Elisabetta, è per me un grandissimo onore ricevere questa

 proposta e ne sono lusingato! Ringrazio lei ed il partito ma….

ELISABETTA: Ma?

BERENICE:  Ma?

GIULIO:       Non posso accettare!

ELISABETTA: (Spiacevolmente sorpresa) Come non può accettare?  Gli ideali del partito, lo

statuto del partito,  lo scopo del partito, la politica del partito, l’interesse del partito, insomma il partito contava su di lei! Anche perché non sono mica tanti gli iscritti…

GIULIO:       Mi rendo conto! Ma io sono dell’opinione che le risorse del partito ed il materiale

umano a sua disposizione lascino ampie possibilità di scelta per un’eventuale candidatura! Il mio compito sarà di semplice collettore di voti…

BERENICE:  Ma ai collettori di voti cosa spetta?

ELISABETTA: La gratitudine del partito!

BERENICE:  E la gratitudine riempie la pentola?

GIULIO:       Ma che dici cara! La gratitudine riempie l’animo! La gratitudine appaga la mente! La

gratitudine allarga il cuore…

ELISABETTA: Vedo che ho di fronte un vero signore! Vedo che la nobiltà, non solo di animo,

                        alligna nelle sue fibre! Proprio come si conviene ad un rappresentante della società in

                        seno al consesso comunale cui il partito l’aveva destinato! Mi spiace sinceramente di

                        aver ricevuto una risposta negativa all’offerta del partito. Riferirò e, nello stesso

                        tempo, la prego lasciarci un lumicino di speranza!

BERENICE:Si, si Giulio, lasciagliela una speranza… che, come ben sai, non riempie la panza…

GIULIO:       Se vi fa piacere….

ELISABETTA: Bene, la mia missione è fallita, almeno per ora, ma conto su quel lumicino di

                        speranza che mi ha lasciato intravvedere! Sono sicura che, da un esame più freddo e

                        ponderato non potrà che scaturire una piena e completa disponibilità all’adesione alla

                        candidatura! Bene, per adesso vado…  sapete come rintracciarmi… (Si alza ed esce)

GIULIO:       (Accompagnandola)  Solo le montagne non si incontrano….

BERENICE: (Uscita Elisabetta) Perché non hai accettato? Pure questi vogliono che versi la paga

al partito?

GIULIO:        No! Ma penso che vorranno i dodici anni di tessere arretrate che non ho pagato…

BERENICE: Per un euro l’anno…

GIULIO:      Guarda che questi ne vogliono cinquecento l’anno: sono aristocratici.

BERENICE: Io li definirei estorsori…

GIULIO:       Suvvia… non ci pensare più. Quello è un partito che raccoglie a malapena i voti per

far eleggere un consigliere, e tu pensi che concentrerebbero i loro sforzi su di me?

BERENICE: Allora perché ti cercano?

GIULIO:        Per riempire la lista e, nello stesso tempo, raggranellare quei voti che io cercherei,

                        come qualsiasi candidato!

BERENICE: Figli di…  e quelli di prima?

GIULIO:       Per lo stesso motivo!

BERENICE:  Ma allora ti cercano per concludere il numero… bella stima …

GIULIO:        Guarda che, in ogni caso, è un attestato di stima: pensano che potrei raccogliere dei

 consensi…

(Si sente bussare)

AMBROGIO: (Da fuori) E’ la voce della padania libera… posso entrare?

BERENICE: Avanti! (Tra se) sentiamo quale altra proposta …

AMBROGIO: (Entrando)  Che il sole delle alpi illumini la vostra giornata…

BERENICE: La informo che siamo in Sicilia…

GIULIO:        E qui c’è abbastanza luce…

AMBROGIO: Lo so! So benissimo di essere in missione in terra straniera ed ostile! Ma il

segretario federale vuole che la lega si presenti anche in terronia… e mi ha incaricato di formare una lista per il consiglio comunale

BERENICE:  (A Giulio, sorpresa)  Sei tesserato pure con questi?

GIULIO:        (Sottovoce, a Berenice) Poi ti spiego…(Ad Ambrogio) Carissimo… qual buon

vento… non  mi aspettavo di vederti… non ricordavo di aver aderito…

AMBROGIO: Ma come? Cero che sei iscritto: la tua tessera l’ho staccata io! Non fu allora che mi

hai detto che non vedevi l’ora di darti alla politica ed estirpare la mala pianta dei politici romani? Lo sai che ci sono le elezioni ed il nostro senatur ha deciso che qualche bel consigliere comunale ci farebbe proprio comodo…

GIULIO:      Si, ma  io non pensavo che si sarebbe presentata l’occasione così presto.

AMBROGIO: Quando il segretario federale decide la lega si muove… il popolo padano accorre ad

applicare,  approvare ed ascoltare e il dettato del segretario federale!  Ed ogni iscritto, ogni militante, ogni simpatizzante, ogni padano si fa  in quattro per ottenere il bene supremo: la padania ai padani!!

GIULIO:        E se vinciamo le elezioni?

AMBROGIO: Faremo la secessione: la terronia ai terroni! Così se non ce la facciamo di sopra, ce

la facciamo di sotto…

BERENICE: Basta che non la fate in casa mia….

AMBROGIO: Noi la facciamo dove e quando il segretario federale lo decide!

GIULIO:       E se dovesse tardare…

AMBROGIO: Terremo duro!   Ce l’abbiamo duro!

GIULIO:       Comprendo cosa vuol dire soffrire per l’idea…comprendo e condivido…

BERENICE: (A Giulio) Infatti… tu sei già stitico di natura

GIULIO:     (Ad Ambrogio, solenne) Caro compadano, come ha chiaramente illustrato la situazione

la mia compagna di esilio, non posso continuare a tenere duro. Ne va di mezzo la mia salute e, forse, anche la mia integrità. Per cui ti prego informare il segretario generale che propaganderò l’idea fra i terroni, ma non posso accettare la candidatura.

AMBROGIO: Comprendo il tuo dolore… e lo condivido! Ma quando non si può non si può. Ti

terremo presente per altre occasioni e per altri incarichi. Saluti padani! (Esce)

BERENICE:  (Sbalordita) Anche coi leghisti…..

GIULIO:       (Furbescamente) E’ bene tenersi aperte tutte le porte….

BERENICE: Allora dovevi accettare… questi non pretendono che tu versi gli emolumenti al

partito mi pare…

GIULIO:       Secondo te, in Sicilia e con un partito simile, che predica quello che predica, c’è

qualche remota speranza di essere eletto?

BERENICE: D’accordo, ma perché ti sei iscritto? Non lo capisco!

GIULIO:      Si tratta sempre un partito di governo…..

(Si sente bussare)

BERENICE: Chi è? Avanti!

CLEMENTE: (Entrando) Buonasera caro Giulio, buonasera signora. Coma va? Posso permettermi

 di fare un discorsetto al caro amico Giulio?        Si?          Bene!

GIULIO:        Aspetti un momento signor…

CLEMENTE: (Porgendo al mano, come per presentarsi) Clemente, sono Clemente: il sotto vice

segretario aggiunto della sezione del partito dei cittadini del nostro comune! Non ti ricordi di me?

GIULIO:        Veramente no… ma comunque… si accomodi, dica pure…

CLEMENTE: (Sedendosi ) Ma quale si accomodi… ma quale dica! Dammi del tu! Siamo o non

siamo amici di partito? E fra amici ci si da sempre del tu!

BERENICE: (Acida) Stavo appunto invitandola a sedere…

GIULIO:        Ormai l’ha fatto!

CLEMENTE: Ora voi vi state chiedendo: che ci fa qui da noi il vice del partito? Legittima

curiosità! Per cui ora vengo e mi spiego! Voi sicuramente saprete che siamo sotto   elezioni. Si, lo sappiamo direte voi, e con questo? Ora vengo e mi spiego! Quando ci sono le elezioni si presentano le liste! Si, lo sappiamo direte voi, e con questo? Ora vengo e mi spiego! Nelle liste ci sono dei candidati. Si, lo sappiamo direte voi, e con questo? Ora vengo e mi spiego! Per raccogliere…

BERENICE: (Interrompendolo) Si è spiegato perfettamente: sta cercando un candidato!

CLEMENTE: Esatto! Ma come ha fatto a capirlo subito? Lei è una donna eccezionale… quasi

quasi la proposta la farei a lei, ma non posso! E perché non può si chiederà lei? Ora vengo e mi spiego! Per andare in lista si deve essere iscritti al partito da oltre un anno e lei non lo è, Purtroppo! Per cui non posso proporle la candidatura. Mi spiego? Mentre, per suo marito, posso farlo! E perché con lui può si chiederà lei? Ora vengo e mi spiego! Perché il nostro caro ed affezionato amico ed elettore Giulio è iscritto al partito da tanto tempo e quindi, ha le carte in regola per essere candidato! Mi spiego?

BERENICE: Perfettamente!

GIULIO:       Le dirò…. Ti dirò caro Clemente, ho apprezzato tanto la tua venuta e tantissimo le

tue spiegazioni ed anche la proposta di candidarmi al consiglio comunale. Sono grato a te, agli amici ed al partito tutto! Ma, per motivi che ora non posso spiegarti, non posso accettare! Ti prego, cercate qualcuno più disponibile di me. Io non  farò mancare il mio impegno e il mio appoggio. Statene certi!

CLEMENTE: Non vorrai dare questa grande delusione al partito nonché un grande dolore a me

sottoscritto? Noi pensavamo, ed io ero uno di questi, che tu avresti accettato con entusiasmo la candidatura… c’era perfino qualcuno già pensava a quale posizione darti nella lista, mentre altri si occupavano di fabbricarti lo slogan più adatto…

non puoi rinunciare!

GIULIO:        Insisto nel mio atteggiamento: voglio dare spazio ad altri amici!

CLEMENTE: No! Sono io che insisto, insisto fortissimamente! Altrimenti dove lo troviamo un

altro non sputt…  Volevo dire  dovremo ripiegare su qualche d’un altro… che sicuramente non avrà la tua stoffa ed il tuo carisma, la tua presa sul popolo, la tua stima da parte del popolo, la tua fedina immacolata, la tua carenza di precedenti penali! Ripensaci!

BERENICE: Abbiamo già deciso: Non possiamo accettare!

CLEMENTE: Hai qualche questione pendente? Sei ricercato? Hai gabbato il prossimo? Lo sai che

 non sono impedimenti questi…

GIULIO:        No! Niente di tutto questo… è che non mi sento preparato ad affrontare una

campagna elettorale che sarà sicuramente lunga, faticosa, costosa…. Mi mancano le riserve… Certo, se il partito decidesse di aiutarmi… allora… potrei ripensarci!

CLEMENTE: Caro amico, guarda che prima si investe e dopo si incassano i dividendi!

GIULIO:        L’impegno fisico ed intellettuale sarebbe sicuramente massimo per cui a me

                        basterebbe un aiutino economico…  che è ciò che mi manca!

CLEMENTE: (Alzandosi repentinamente) Va bene, ho capito che sei una persona che vuole

                        risultati prima di aver scomputato il suo periodo di gavetta!  Non insisto oltre… con

                        sommo mio dispiacere riferirò al partito: dirò che Giulio non vuole aiutarci a gestire

                        questa comunità, a impegnare e spendere tanti soldi della comunità, a non decidere a

                        chi dare gli appalti… a non ricevere ringraziamenti dagli appaltatori… soffriremo,

                        ma ce ne faremo una ragione! Arrivederci. (Esce)

BERENICE:  Ma di cosa parlava?

GIULIO:       Di… di … giochetti con gli appalti pubblici…  sai, qualche volta capita che chi si

aggiudica un appalto sia così contento che decide di distribuire dei regalini agli amministratori… degli omaggi insomma!

 

BERENICE:  In contanti?

GIULIO:       Spesso si, ma anche in natura tante volte…

BERENICE:  Corri immediatamente a metterti in lista!

GIULIO:       Dopo che  ho rifiutato? Che figura ci faccio?

BERENICE:  Ma che mi importa della figura….  I  regalini!

             TELA    - fine primo Atto –


ATTO SECONDO   Stessa scena del primo atto

BERENICE: (Sola, Sta guardando delle borsette) Questa me l’hanno vista per Natale… quest’altra

per la festa del Santo Patrono… questa la porto ormai da sei mesi…UFFA, come si fa a vivere in un paese come questo se non si hanno a disposizione almeno due dozzine di borsette?  Come si fa ad uscire con un  cappellino che ormai ti hanno visto tutte? Come fai a portare sempre lo stesso paio di guanti? Io mi vergogno…   

GIULIO:      (Entrando) Di cosa ti vergogni?

BERENICE: Mi vergogno ad andare per strada … mi pare che tutti mi guardano e sorridono sotto i

 baffi… non sai che brutta sensazione!

GIULIO:     (Angosciato) Hai fatto qualcosa di male?

BERENICE:  (Inviperita) Ho fatto qualcosa di irreparabile….

GIULIO:     (Quasi svenendo) Quando, come, perché dimmelo, ti prego… non farmi stare in

ansia…

BERENICE:  Non mi ci fare pensare…ti prego! Soffro troppo!

GIULIO:     Confidati, non temere! Dimmelo… lo sai che ti amo e sono pronto ad aiutarti in tutto e

                        per tutto lo sai che non debbono esserci segreti fra di noi! Qualsiasi cosa sia successa

                        l’affronteremo insieme e troveremo la soluzione migliore! Non avere paura! Cosa è

                        successo? Quando è successo? Dove è successo? Perché?

BERENICE: E’ successo tanto tempo fa! E  la colpa e mia e solo mia che non ho voluto ascoltare i

consigli di mia madre… sono stata così sciocca che ho sposato uno spiantato, uno

che mi fa vivere una esistenza grama… uno che mi costringe ad uscire sempre con gli stessi accessori….

GIULIO:      (Con un sospiro di sollievo) Meno male… temevo qualcosa di brutto…

BERENICE: Se tu pensi che la nostra vita NON sia qualcosa di brutto…

GIULIO:      Si, effettivamente… ma ogni tempo viene e passa… vedrai che i tempi miglioreranno.

BERENICE: Certo! Stiamo aspettando la primavera…  Ma fammi il piacere….

(Si sente bussare)

GIULIO:     (Sollevato dall’interruzione)  Avanti : è aperto!

BERENICE: (Acida) Anche perché non c’è niente da rubare…

DOLORES e AMBROGIO  (Entrando) Buon giorno Giulio…. Ci rivediamo

GIULIO:     (Esitante)  Qual buon vento…

DOLORES:  (Con tono declamatorio, quasi da comizio elettorale)Compagno Giulio, sono qui per

la questione delle liste elettorali. Ti ho già spiegato che il partito, come disposto dalla circolare sub-federale a firma del compagno Leccapedi, vincerà le prossime elezioni comunali, per come è prescritto nello statuto del partito! Adeguandosi in ciò alle disposizioni nazionali del comitato centrale, nonché agli ordini dell’internazionale! Compagno, anche nella nostra comune si alza all’orizzonte il sol dell’avvenire! E il partito, ammaestrato dal pensiero del segretario generale, condiviso dal Sub-segretario compagno Leccapedi, ha generosamente e strategicamente deciso di allearsi, per questa competizione, coi ribelli padani! Viva l’internazionale!

AMBROGIO  (Intervenendo) Il segretario generale, che ci ha un cervello che sembra una zucca…

per le proporzioni dico, non per il contenuto! Il segretario dicevo ha pensato che un partito come il nostro, che lotta in terra straniera ed ostile, alleandosi con un altro partito straniero poteva vincere le elezioni! Furbo lui!

DOLORES    (Appassionata) Ti rendi conto di quanto sei fortunato compagno! Il partito ha

stipulato un comintern  coi compagni padani e, dall’esame dei candidabili ci siamo accorti che tu hai la stima di entrambi i partiti…

AMBROGIO  Infatti,  facendo, come dice il senatur,  due più due… abbiamo raggiunto un grande

accordo politico…

DOLORES    … che verrà ratificato dalle segreterie politiche…

AMBROGIO … così con i nostri due ed i loro due…

DOLORES    …riusciremo a formare una lista!

AMBROGIO   Vincente!  (a se stesso) Mi auguro…

GIULIO:      (Sarcastico)Cioè siete riusciti a raccogliere il minimo di candidati per presentare una

 lista…

DOLORES:   (Quasi sottovoce)  Con la tua adesione…

BERENICE:  Cioè sarebbe il quarto… in  modo che possiate giocare la briscola a cinque…

GIULIO:      …..col morto!

AMBROGIO:  Ma de che parlano? Non ghe minga iniziata la lotta per l’indipendenza padana…

DOLORES:    (Scattando in piedi ed agitando il pugno destro) La lotta è una e una sola !

Lunga e dura…  Viva il CHE !

AMBROGIO:  (Scansandosi, quasi temendo di essere picchiato) Ma che c’è? Che l’è questo c’è?

                        (illuminandosi) Ah! L’ho capita… la Dolores cerca qualcuno che….

 DOLORES:    (Scandalizzata) Ma cosa hai capito, caprone, stavo inneggiando a Ernesto Che

Guevara (si stringe le mani al petto) mio eroe… lui sì che sapeva conquistare le compagne con la sua lunga e dura lotta per la justicia y la libertad !!!

AMBROGIO:  (A se stesso) Mah! Questa è una posizione che non conosco…

DOLORES:    (Sempre più inorridita, ad Ambrogio)  Non capisci niente ne di rivoluzione, ne di

politica, ne di donne! Sei proprio un caprone! Anzi caprone e padano!

AMBROGIO: (Come colui che possiede la verità assoluta) Noi della Lega non abbiamo bisogno

di capire la politica! Abbiamo il cerchio magico e siamo soddisfatti! 

DOLORES:    (Trionfante) Ho capito tutto!

AMBROGIO:  Cosa hai capito? Che Giulio accetta o non accetta? Io non l’ho mica compreso…

DOLORES:     Veramente neanche io… (rivolgendosi a Giulio) allora compagno?

GIULIO:       (Con tono declamatorio) Voi, cari compagni e compadani, ormai mi conoscete!

Conoscete la mia pura e sincera fede nell’indipendenza e nella libertà dei popoli, conoscete la mia disponibilità a battermi e lavorare per la riuscita ed il trionfo dell’idea! Sapete che sono disposto a fare il quinto nella briscola… per cui,

(confidenziale) quando troverete il quarto… ne riparleremo!

BERENICE: (Intervenendo) Sapete, anche, che qui troverete sempre la porta aperta…

specialmente se venite ad offrire una possibilità di….

GIULIO:       (Interrompendola) di… di…. di servire il popolo e la causa!

BERENICE: … e di percepire le relative indennità!

DOLORES:     A proposito di indennità. In quota a quale partito lo consideriamo?

AMBROGIO:  Che c’entra parlare di partito… a quale movimento direi io!

BERENICE:   Con il movimento… mi piace di più il movimento!

GIULIO:         Ma che dici? Svergognata!!!!!

BERENICE:   (Confidenzialmente a Giulio)  Non hai capito nulla! Scemo!  Il partito vuole che

versi le indennità….

GIULIO:          Non ci avevo pensato….

BERENICE:     E tu sei sempre così: non pensi mai a nulla! Se non ci fossi io….

GIULIO:          Vivrei libero e felice!

BERENICE:      Cosa hai detto?

GIULIO:          Che grazie a te vivo felice…

DOLORES:   (Intervenendo)Come fate a vivere felici nell’inferno dei capitalisti?? Io non vi

capisco!

AMBROGIO: (Anche lui intervenendo) Come fate a sentirvi felici in esilio lontani dalla patria

 padana? Io non vi comprendo!

AMBROGIO e DOLORES:   (All’unisono) Come fate a sopravvivere qui???

GIULIO:          Sentendoci vicini al…

BERENICE:      Tenendoci lontani dai….

DOLORES:   (Avviandosi alla porta) Bene! Abbiamo preso nota della tua disponibilità e ne faremo

tesoro! Riceverai presto notizie dal partito! (alza il pugno)   Asta la victoria! Siempre! (esce)

AMBROGIO: (Si avvia anche lui alla porta)  Anche la lega ha … ha…  insomma come ha detto

 lei! !  Ci faremo un tesoro!  (mette la mano sul petto)     Oh Mia Bella Madunnina…

GIULIO:          Ma che c’entra?

AMBROGIO: Lei parla sovietico e allora io parlo lumbard… (esce)

BERENICE:    (Quasi inviperita)  Ma perché non hai accettato nemmeno questa volta? Se insistevi

                        un po’ ti esentavano dal versare la quota al partito…

GIULIO:          (Subdolo) Perché avere fretta? Non vedi che sono disperati?  Torneranno,

                        torneranno!

BERENICE:     Speriamo! Quant’è l’indennità di consigliere?

GIULIO:          Mah, non so con esattezza… saranno un cinquantina di euro a seduta….

BERENICE:     Una paga principesca! E quante sedute fate al mese?

GIULIO:          Prima di tutto dovrei essere eletto…

BERENICE:      Ma si, ma si… sarai eletto! E forse farai l’assessore! Quanto guadagna un

 assessore?

GIULIO:          Diciamo quasi un altro stipendio…

BERENICE:     Allora  devi fare l’assessore!

GIULIO:          Come se dipendesse da me…

BERENICE:     Hai appena detto di averli in pugno… se sei così abile e furbo come dici è il

 minimo che puoi ottenere!

GIULIO:         Otterrò mia cara, otterrò!

 

(Si sente bussare)

BERENICE:       Avanti…. È sempre aperto… continua a non esserci niente da rubare…

ELISABETTA e CLEMENTE  (Entrando) Buon giorno, ben ritrovati…

BERENICE:       (Con gentilezza esagerata) Ma prego, accomodatevi…

ELISABETTA:  (Si avvicina al divano, ma rimane in piedi) Noto che l’arredamento…

BERENICE:       Non è cambiato! Ma si segga lo stesso, la prego… il divano sarà pure d’epoca,

ma è solido!

ELISABETTA:  (Sedendosi) E si…i buoni vecchi mobili di un tempo… direi quasi… di antico

                        lignaggio!

CLEMENTE: E si! Non si trova più il legname di una volta…

ELISABETTA:  (Sprezzante) In compenso l’ignoranza abbonda!

GIULIO:          (Rivolgendosi a Clemente) Ma prego caro amico… accomodati!

CLEMENTE: (Dopo aver stretto la mano ai padroni di casa, va a sedersi accanto ad Elisabetta

che, evidentemente, non gradisce la vicinanza)Allora caro amico Giulio… chi non muore si rivede!

BERENICE:   (Sedendo su una sedia) Bene!           Ed allora?            Qual buon vento?

ELISABETTA: (Scostandosi da Clemente, chiaramente per  evitare qualsiasi contatto)

Vi dirò: dopo l’ultima occasione che ho avuto di visitare questa vostra minuscola, ma attraente magione, il quadro politico di questa nostra comunità ha subito una evoluzione ed una accelerazione…

CLEMENTE: (Interrompendola) Cosa è successo direte voi: ora vengo e mi spiego…

ELISABETTA:(Sovrastando con la voce Clemente) Dicevo di una accelerazione in senso

evolutivo del quadro politico locale che ha fatto si …

CLEMENTE: (Reintromettendosi) I nostri partiti si sono contattati…

ELISABETTA: …Abbiamo avuto un  incontro con gli amici del qui presente comune amico

Clemente e da detto meeting  ne è scaturita una diversa strategia….

CLEMENTE: …Che cosa avete deciso direte voi: ora vengo e mi spiego…

ELISABETTA: Le conclusioni che abbiamo raggiunte ci hanno portato a federarci per il

prossimo torneo elettorale…

CLEMENTE:  …mi spiego: I nostri due partiti hanno deciso di presentare un’unica lista…

ELISABETTA: …Ed adesso eccoci qua in delegazione ufficiale…

CLEMENTE:   …Perché siamo qui riuniti mi chiederete voi: ore vengo e mi spiego…

ELISABETTA:… Dopo un accurato screening del materiale umano, il comitato congiunto ci ha

fornita una lista di candidabili…

CLEMENTE: …E noi siamo incaricati  di contattare i candidabili al Consiglio Comunale. Mi

 spiego?

ELISABETTA e CLEMENTE : (All’unisono si alzano) Giulio! Vuoi tu accettare la candidatura

                        nella nostra lista per l’elezione del Consiglio Comunale e rimanere ad essa fedele

                        fino a quando il Consiglio non si scioglierà?

BERENICE: Si! Lo voglio!

     

CLEMENTE : Veramente l’avevamo chiesto a Giulio…

GIULIO :      Ma… veramente…  non vi pare che una così meravigliosa proposta debba essere

 attentamente soppesata prima di venire accettata?

BERENICE:  L’abbiamo soppesata e….

GIULIO :       (Interrompendola) E abbiamo deciso di prenderci un altro po’ di tempo….

BERENICE:   …E presto vi daremo la nostra risposta…

GIULIO :         …Dopo che la notte ci avrà portato consiglio…

BERENICE:   Si! Domani avrete la nostra risposta! Vi diremo in dettaglio quali sono le nostre

 intenzioni e le nostre speranze.

ELISABETTA:  Quella di far trionfare il nostro club?

BERENICE:      Quella di sollevarci un po’!

ELISABETTA:  Nobile intento!

CLEMENTE:    Ora si chiama così??… Fino ad ieri lo chiamavamo: “Meglio un uovo oggi  E una

gallina domani!”

ELISABETTA:   Bene! Abbiamo fatto dei notevoli passi avanti.

CLEMENTE:    Ma la risposta?

ELISABETTA: (Con sussiego) Ma mio caro… non ha capito che debbo ritornare domani per

 raccogliere le volontà del caro Giulio…

CLEMENTE: Ma veramente… non mi pare in punto di morte che deve dettare le sue ultime

 volontà

GIULIO:       (Facendo gli scongiuri) Ma quali ultime volontà…. Ho intenzione di seguire tutti i

 vostri funerali…

BERENICE: Guarda che intendeva la tua decisione di accettare la candidatura…

ELISABETTA: La signora ha centrato perfettamente il problema! Sarà mia cura, dicevo,

raccogliere la sicuramente positiva risposta al quesito testé postogli.

CLEMENTE: (A se stesso) Ma come parla questa qui? Ma come fanno a capirla?

GIULIO:     (Rinfrancato) Ah, meno male…   domani farò la mia dichiarazione!

CLEMENTE: Va benissimo…domani alle otto sarò qui con i documenti da firmare!

ELISABETTA: Veramente, mi scusi, ma il caro amico Giulio ha promesso che darà a me il suo

prezioso, graditissimo assenso! Sarò io ad avere l’onore, oltre che il piacere, di sottoporre alla sua accettazione la documentazione di rito!

CLEMENTE: Ma guarda sta mezza …..   mi vuole fregare il candidato! (rivolgendosi a Giulio)

amico caro con chi è che vuoi firmare tu? Chi è che ti ha introdotto nella vita politica? Chi è che…

BERENICE: (Interrompendolo, quasi offesa) Se mio marito ha detto domani, sarà domani che vi

daremo la risposta …

GIULIO:       E poi, se la lista è comune, perché accanirvi per essere l’una o l’altro per la formalità

 della firma?

CLEMENTE:(A Elisabetta) Ma sei sicura che questo qui ne capisca di politica?

ELISABETTA: Se capisce o meno la politica, in questo momento, non è essenziale. Mentre capire

ed osservare il galateo è sempre indispensabile per chi si picca di considerarsi una persona civile, caro il mio Clemente…

CLEMENTE:(Che non ha capito il rimprovero) E’ quello che dico anch’io… caro Giulio!

ELISABETTA: Se posso citare le scritture… “Non date le perle ai porci” ed io aggiungerei:

(indicando vagamente Clemente)  ne tentate di insegnare il canto agli asini…

BERENICE: (Intervenendo) Credo che la lezione possa concludersi qui! Vi aspettiamo domani…

ELISABETTA: Bene mia cara, vi lasciamo alle vostre riflessioni. A domani! Signor Clemente…

 andiamo! (esce)

CLEMENTE:(Seguendola, rivolgendosi a Giulio e Berenice) Allora a domattina presto… verrò

con i moduli di accettazione. Fatemi trovare le fotocopie dei vostri documenti.

ELISABETTA: (Rientrando) Ah, dimenticavo… i dettagli li metteremo a punto domani prima

 della firma!  Nuovamente… (esce)

CLEMENTE: Ma guarda un po’ questa! È tutta signora, ma appena afferra l’osso non lo molla!

GIULIO:       Praticamente…. Vi batte sul vostro stesso terreno!

CLEMENTE: Hai ragione amico mio! Dovrò inventarmi qualche cosa d’altro. A domani! (esce)

BERENICE:  Uffa! Finalmente! Ma dimmi: perché non hai accettato neanche con questi? Mi pare

che le possibilità di elezioni siano maggiori…

GIULIO:        (Sarcastico) Non sapevo della tua preparazione politico/elettorale…  

Si, effettivamente, questi ultimi dovrebbero avere i voti… ma lasciamoli cuocere un po’: alzeranno il prezzo!

BERENICE:  (Speranzosa) Vuoi dire che ti faranno assessore?

GIULIO:        (Con l’aria di chi la sa lunga, aggiustandosi la cravatta) Perché no!

BERENICE:  E non ti chiederanno il pagamento degli arretrati?

GIULIO:        E’ una delle condizioni che porrò…

BERENICE:  E ti faranno fare tante sedute del Consiglio Comunale?

GIULIO:        Non dipende da me, ma ce la metterò tutta perché siano numerose e che si

 prolunghino oltre la mezzanotte…

BERENICE: Perché? Non mi pare che tu sia nottambulo…

GIULIO:        Se supera la mezzanotte…paga doppia!

BERENICE:  (Buttandogli le braccia al collo) Sei un genio marito mio!

GIULIO:        Modestamente….

BERENICE: Così, finalmente, potrò comperare qualche abito nuovo e andare in giro a farmi

 ammirare…

GIULIO:       ….E darai dei ricevimenti per le persone più in vista del paese…

 

BERENICE: (Cadendo dalle nuvole) Come darò ricevimenti? Con quali soldi? Senza uno straccio

 di cameriera? Ma cosa ti passa per la testa?

GIULIO:       (Allibito) Se dobbiamo entrare nell’alta società…

BERENICE: (Quasi schifata) Perché, secondo te, qui, in questo paese, c’è qualcosa che richiama,

anche lontanamente, un’alta società? O almeno una società?

GIULIO:       (Sempre più allibito) Ma se fino ad ieri ti lamentavi perché non frequento il circolo…

BERENICE:  Fino ad ieri eravamo fuori dal circolo… domani, quando sarai consigliere, saranno

loro a cercarti… e tu farai il difficile

GIULIO:       Fino ad ora hai sognato di poterlo frequentare….

BERENICE:  E, di conseguenza, pagare la quota mensile…

GIULIO:       Certo! Mi pare naturale….

BERENICE:  Mentre, se sono loro a cercarti… 

GIULIO:       Quindi se il piacere di avermi fra i membri fosse loro…

BERENICE: Non possonoche farti socio onorario: quindi…

GIULIO:       (Illuminandosi) Non debbo pagare!

BERENICE: Ed ogni quota risparmiata… un cappellino… una  borsetta… un paio di guanti…

GIULIO:      Sei meglio di Machiavelli….  Organizziamoci!

BERENICE:  Organizziamoci!

           TELA    - fine secondo  Atto –


ATTO TERZO   Stessa scena del primo atto

BERENICE:  (Al telefono) Si? La segreteria dell’ufficio …………..  grazie, sono la moglie di

Giulio……  si, volevo avvisare che oggi mio marito ha un grave impegno…………  no, no… vuole solo un giorno di congedo…..     grazie….    Bene grazie…

(chiude il telefono)   Oggi, finalmente, la mia vita cambierà! Da oggi potrò , ma soprattutto, dovrò fare la signora fra le signore….  Meno male che Giulio ha avuto il lampo di genio di avvicinarsi a tutti i partiti politici… lui me lo aveva detto che sarebbe stato utile, ma io non volevo credergli…ed invece? Aveva ragione!

Naturalmente, dopo, se non lo guidavo io… a quest’ora chissà quali e quante sciocchezze …  questi uomini sono sempre dei bambinoni… hanno sempre bisogno di una donna che li consigli…, li guidi…, li incoraggi…, li comandi… a bacchetta! Del  resto sono e saranno sempre bambinoni  pisciasotto!

GIULIO:      (Entra proveniente dalla camera da letto) Ciao mia bellissima e dolcissima  metà!

                        Dove sono i politici di ieri pomeriggio? Mi avevano dato appuntamento qui per le

otto…

BERENICE: Ma sono appena le otto e cinque… un po’ di pazienza diamine! (sdolcinata) mio

 scaltro maritino… 

GIULIO:    (Gongolante) Hai visto come li ho irretiti…  me li mangerò per colazione!

BERENICE:  Li abbiamo irretiti…

GIULIO:    Si, si, va bene… anche tu hai saputo gestire la cosa… vedrai che mi daranno tutto

                        quello che chiederò! Sento di averli in pugno!

BERENICE: Si, sono d’accordo: li abbiamo nel sacco! Facciamo un piano di azione. Dobbiamo

                        fare in modo che ti nominino assessore… un assessore ha lo stipendio… e poi… può

                        assentarsi dall’ufficio quando vuole!

GIULIO:      Vedo che ti sei fatta una cultura… dove hai imparato?

BERENICE: Ho passato buona parte della notte a cercare notizie su internet…

GIULIO:       Potenza delle nuove tecnologie!

BERENICE: Non è il momento dei complimenti… me ne farai tantissimi quando avrò… avremo

raggiunto il nostro scopo! Facciamo squadra! Non possiamo fallire! Non vogliamo e non possiamo fallire!

GIULIO:       Bene! Vedo che sei decisa! Non falliremo…  falli arrivare che ce li sbaferemo!!!

BERENICE: Si! (porge la mano aperta e alzata) Dammi il cinque! Ne faremo un solo boccone!

GIULIO:       (Battendo la mano di Berenice) Senza sale!

BERENICE: Allora? Chi accenna alle richieste e chi fa il controcanto…

GIULIO:       Io avanzerò le richieste, mi sembra logico

BERENICE: Eio farò qualche difficoltà…

GIULIO:       Così dovranno sbilanciarsi un po’ di più…

BERENICE: Vedrai che li faremo impegnare su tutto…

GIULIO:       Bene! Siamo d’accordo…. (guarda l’orologio) Come mai non sono ancora qui? Sono

le nove meno venti…

BERENICE: Avranno avuto qualche contrattempo… vedrai che non tarderanno.

GIULIO:         Si, d’accordo…  non vorrei che avessero interpretato male la mia resistenza …

BERENICE: Certo che tu… potevi impegnarti già ieri. Ma tu niente!

GIULIO:      (Con aria contrita) L’ho fatto per spuntare delle condizioni migliori…

BERENICE: Comunque… non ti preoccupare… Devono venire a Canossa… quelli senza di te

sono perduti!

GIULIO:     Vedo che hai capito. Sono diventato il loro sogno ed il loro desiderio!

BERENICE: (Sarcastica) Veramente… sto genio della politica! Ma chi ti credi di essere? Cavour?

Talleyrand ?

GIULIO:     (Irritato) Abbiamo la consigliera di stato…Certo, secondo te avrei dovuto accettare

subito! Alle loro condizioni! Così mi arruolavano per un tozzo di pane.  (predicante) Bisogna sfruttare le occasioni quando si presentano!

BERENICE: Appunto! Approfittare quando sono presenti… non dare il tempo di ripensarci!

Io avevo accettato!(quasi urlando) Ma lui no! Lui deve ottenere di più! Lui sa cosa fare! Lui … lui…

GIULIO:   (Con voce alterata)   IO! Io… io  ho finalmente una carta, ma non me la posso giocare

al meglio perché la signora abbocca a qualsiasi amo… come una trota… basta che vede svolazzare la possibilità di qualche euro in più!

BERENICE: Certo che devo afferrare al volo… ho sposato uno spiantato che mi fa fare una vita da

fame! (piagnucolando) Dovevo ascoltare mammina che mi diceva di lasciarti perdere…

GIULIO:      (Irritato) Per favore! Per favore! Non riprendiamo il discorso di Annibale… se sapevo

che ti rivelavi questa  rompi che sei… ti ci avrei portato io, in braccio, a quel coso…

BERENICE: (Piagnucolando sempre più forte) Lo vedi che sei un bruto! Mi vorresti vedere

sposata con un contrabbandiere di cozze… uno che ha l’abbronzatura a scacchi… e questo che mi auguri? Bruto! Bruto! Bruto!  (Piange)

GIULIO:       (Che non sa che pesci pigliare, si avvicina per consolarla) Suvvia cara…

BERENICE:  (Combattiva) Sono cara perché sai di essere in torto!

GIULIO:        (Remissivo) No! Non mi sento in torto… mi dispiace per la situazione che si sta

verificando…  avevamo in mano una bella occasione… e ce lo siamo fatto scappare!

BERENICE:  Ancora insisti?  Te la sei fatta scappare!

GIULIO:        (Conciliante) E va bene, amore mio… vuol dire che non eravamo destinati… se il                       fato vorrà se ne  presenterà qualche altra…

 BERENICE:  E si! Aspettiamo il fato… e aspettiamo e dopo…  spunterà qualche altro inghippo! 

GIULIO:        Ma no! Sono sicuro che a breve il nostro destino cambierà!

(Berenice sta per replicare quando si sente bussare)

AMBROGIO: (Da fuori) Si può? Posso entrare?

BERENICE:  (Asciugandosi le lacrime) Ma si! Avanti… ormai…

AMBROGIO: (Entrando) Come dice sempre il senatur: chi non muore si rivede!

GIULIO:       A rigor di logica… dovrei dirlo io. Ma comunque… qual buon vento…

AMBROGIO: Quale vento? In padania nun c’è mai miga vento.

BERENICE:  Lasciamo stare…  come mai qui?

AMBROGIO:  (Guardansi intorno)  Ma non vedo altri. Cosa l’è successo?

GIULIO:       (Prendendo coraggio) Caro compadano, che bisogno abbiamo degli altri… ormai

siamo agli sgoccioli… possiamo concludere! (con complicità)  Fai sempre una sola  lista con la compagna Dolores?

AMBROGIO: Veramente….  Non proprio!

GIULIO:        (Nervoso) Vuoi dire che avete litigato?

AMBROGIO:  Non esattamente..

GIULIO:        (Allarmato)  Non sarà per mio motivo?

AMBROGIO: (Enigmatico) Un pò si e un pò no…

BERENICE:  (Nervosissima) Non perdiamo tempo! Tira fuori l’accettazione che Giulio la firma!

AMBROGIO:  Non posso… mica le ho portate io le carte…  adesso arrivano!

BERENICE:  (Sempre più nervosa) Ma è tutto a posto? Vero?

GIULIO:        (Anche lui nervosissimo)  Ti prego Berenice! Non lo assillare!

(Nel frattempo si sente bussare)

ELISABETTA: (Da fuori) E’ permesso? Mi è consentito accedere nella vostra dignitosa magione?

BERENICE:  (Afferra Ambrogio per un braccio e lo trascina verso l’altra stanza) Venga caro

 amico, le voglio mostrare la mia collezione di vedute di Milano…

AMBROGIO: (Riluttante, la segue)… ma io lo conosco già Milano  (Escono)

GIULIO:       (Facendosi forza per apparire calmo e disteso)  Prego milady, si accomodi…

ELISABETTA: (Entrando) Felice giornata caro Giulio….  Da solo?

GIULIO:       (Confuso)  Si… cioè no…. Voglio dire…  Berenice…

ELISABETTA: Non intendevo la sua signora…  dicevo: non sono ancora arrivati coi documenti?

GIULIO:      (Sempre confuso) No… non ho ancora visto nessun documento…

ELISABETTA:  Mah! Ci eravamo dati appuntamento qui…  Le dispiace se mi siedo?

GIULIO:        Certo, la prego, si accomodi…

ELISABETTA: (Sedendo su di una sedia, con noncuranza) Passata bene la notte?

GIULIO:         Si… sono stato tutta la notte in…  in….  In distensione!

ELISABETTA: (Ridendo) Si vede benissimo… 

GIULIO:        Ed ora non vedo l’ora di firmare i documenti…

ELISABETTA:  Vuole firmare? Allora sa delle novità

GIULIO:         Certamente!....  Quali novità?

ELISABETTA:  Non l’hanno ancora informata vero?

GIULIO:         No…  ma non penso che ciò sia u n ostacolo…

ELISABETTA:  (Alzandosi)  Forse è meglio che vada a controllare qualcosina… permesso (esce)

GIULIO:         (Tra se) Ma che succede? Mi sento fra i turchi…

BERENICE: (Rientrando, seccatissima) Ma che razza di amici hai?

AMBROGIO: (Rientrando al seguito di Berenice) Se dici di essere una della lega anche tu…

BERENICE:    Voleva assolutamente che cantassimo un coro alpino…

AMBROGIO:  I veri padani sono amanti della montagna…

BERENICE:  … e della grappa

GIULIO:         (Alla moglie) E tu non potevi cantare?

BERENICE:   Certo! L’ho portato via per non farlo vedere… mica per non farlo sentire!

 Un bel coro sarebbe stato meglio di uno squillo di campane…

AMBROGIO:  Ma si! Un coretto alpino è il massimo… dopo un bicchier de vin!

GIULIO:        Mi sa che i bicchieri sono stati più d’uno…

AMBROGIO:  No, no! Solo una mezza dozzina…

BERENICE:   Meno chiacchiere per favore! Cosa bolle in pentola?

AMBROGIO:   Giusto! Non bolle! Non ho ancora messo su il pentolone per la polenta: vado a

farlo subito! Ci vediamo a polenta scodellata. Saluto al senatur…

(fa un accenno di saluto quasi romano ed esce)

BERENICE:   Ma ci hai capito niente?

GIULIO:        Ancora meno di te!

BERENICE:  Cosa può voler dire tutto questo “le sai le novità?”  “non ti hanno ancora avvertito”..

GIULIO:        Che c’è qualcosa che non sappiamo…

BERENICE:   Meraviglioso!! Sei veramente meraviglioso ed unico! … Ma che razza di… Certo

 che c’è qualcosa che ignoriamo!

GIULIO:       Perché? Cosa ho detto io?

 BERENICE:    Lasciamo perdere… per favore, lasciamo perdere…

GIULIO:        Lasciamo perdere cosa? Quando va bene il merito e tuo, se va male… ecco pronto il

                        capro espiatorio! 

BERENICE:    Un capro espiatorio, di solito, è innocente… non mi pare si possa dire lo stesso di

te!

GIULIO:        (Con gli occhi al cielo) Ma perché non l’ho lasciata ad Annibale?

BERENICE:    Almeno quello non si lasciava sfuggire le occasioni…

(Si sente bussare)

DOLORES : (Da fuori) Posso entrare compagni?

BERENICE:    (Fra se e se) Vediamo cos’altro vuole questa… (a voce alta) Avanti! È aperto!

DOLORES : (Entrando) Vedo che sono la prima… (guardando l’orologio) eppure pensavo di

essere in ritardo… vuoi vedere che non hanno capito che il mondo si deve regolare sull’ora di Mosca?

GIULIO:       (Mettendosi le mani in testa) Ma con chi mi aggrego?!?!?

BERENICE:  (Voltandosi per non ridere) Se la classe dirigente è questa…

DOLORES : (Sedendosi) Allora aspettiamo… anche con l’ora capitalista non dovrebbero tardare

 molto…  Appena ci insedieremo alla comune provvederemo anche a questo!

BERENICE:  (Con falsa noncuranza) E tu che ne pensi delle novità?

DOLORES :Penso che i cambiamenti al vertice del comintern, come giustamente sostiene il

Compagno Leccapedi, daranno un ulteriore impulso alla lotta di classe e avvicinano la immancabile vittoria finale della causa dei lavoratori e del popolo!

GIULIO:       (Nervoso) Non intendeva parlare della politica internazionale…

DOLORES : (Profetica) Non dalle beghe locali, ma dalla parola del comintern, ribadita dal

compagno Leccapedi,  viene la politica! Appena saremo al potere rivoluzioneremo

questo angolo di mondo trasformandolo da un covo di serpi capitalistiche in un giardino, baciato dal sol dell’avvenire, di una comune! Viva Lenin, viva Marx, viva l’internazionale, viva viva il compagno Leccapedi!!

BERENICE:  (Nervosa) Non avrete mica interrotti i rapporti coi centristi…

DOLORES : Per adesso no! Ma continuiamo a pensare che un po’ di Siberia…

GIULIO:       Giusto! Il popolo deve essere servito! Dalla migliore coalizione possibile…

DOLORES : (Insinuante ed indagante) Compagno, sei sicuro di aver appreso e capito appieno il

 verbo del Compagno Leccapedi, ribadito dai compagni Stalin, Lenin e Marx?

GIULIO:       Certo! Infatti io sono perfettamente allineato al vangelo del compagno Leccapedi!

DOLORES : E, quindi, ti rendi conto che le alleanze non possono essere che momentanee e

 strumentali…

GIULIO:       (In evidente difficoltà) Si, so, certo… se si sono come una scampagnata… se no

sono… sono…

DOLORES : Ma cosa stai dicendo compagno…? Non hai letto Mao?

(Si sente bussare)

CLEMENTE: (Da fuori) Carissimi amici…posso…

BERENICE:  (Fra se) Uff, che fortuna… (a voce alta) Ma certo! Avanti, avanti…

GIULIO:       (A Berenice, quasi disperato) E adesso?

BERENICE:  (A Giulio) Lascia fare a me… farò in modo che non sospettino l’uno dell’altra!

CLEMENTE: (Entrando) Carissimi…(accorgendosi di Dolores) carissima… vedo che la

compagnia comincia a compattarsi…

BERENICE:  E si, ma per poco, la mia amica stava per lasciarci… (a Dolores sottovoce) Ti prego,

vai a fare un giro…

DOLORES :Perché dovrei uscire? C’eravamo dati appuntamento qui da voi…

GIULIO:       (Esitante) Forse è cambiato qualcosa?

CLEMENTE: (Gioviale) Ma si caro amico! E cosa è cambiato dirai tu? Ora vengo e mi spiego:

                        Come ben sai in politica gli accordi discussi e definiti la sera  possono essere superati

la mattina. Mi spiego?

GIULIO:        Vuoi dire che i discorsi di ieri sera…

CLEMENTE: Certo caro amico! Adesso ti spiego: La notte porta consiglio… e il consiglio ha

                        deciso…

BERENICE:  (Terrorizzata) Di continuare a candidarlo… spero!

(Si sente bussare)

ELISABETTA:  (Da fuori) Eccomi di ritorno! Sono ammessa alla vostra presenza?

BERENICE:  (Rassegnata) Ma si! Prego! La porta è aperta…

ELISABETTA:  (Entrando) Vedo che siamo in buona compagnia, finalmente! Posso sedere?

BERENICE:  (Offrendole una sedia) la prego, si accomodi.

ELISABETTA:  (Sedendo) Ci siamo quasi tutti…

DOLORES : Si, effettivamente… ma non ha importanza! Basta la rappresentanza dei lavoratori!

CLEMENTE: Adesso spiegheremo tutto! Se vogliamo cominciare…

GIULIO:        Quindi non aspettiamo nessuno?

DOLORES : Veramente un altro ci sarebbe…  ma è d’accordo con noi!

BERENICE:  (Confusa e stupita) D’accordo su cosa?

CLEMENTE:  Quale accordo dirai tu? Ora vengo e mi spiego: siamo d’accordo sull’accordo col                     quale ci siamo accordati. Mi spiego? In ogni caso quelli importanti ci siamo tutti…

GIULIO:        Se mi volete usare la cortesia di aggiornarmi…

 

CLEMENTE: Chi vuole cominciare? Esponga lei milady…

ELISABETTA:  Grazie signori. È per me un vero onore…

(Viene interrotta da Ambrogio che entra trafelato)

AMBROGIO:  Scusate il ritardo… ma è appena uscita la padania e non potevo fare a meno di

aggiornarmi sul pensiero e le direttive del senatur…

ELISABETTA: (Fredda) Stavo dicendo che per me è un onore  rappresentarvi , con le debite

eccezioni, quale portavoce della neonata coalizione,  nell’offrire al nostro caro Giulio il frutto del nostro lungo, travagliato, ma alla fine concorde, lavoro…

CLEMENTE:(Interrompendo) Il proponente dell’accordo sono io!

ELISABETTA: (Ancora più fredda) Dal nostro lavoro, dicevo, è scaturita la proposta…

DOLORES : (Interrompendo) Che il compagno Leccapedi ha soppesato, confrontato con le

direttive del partito e adottato!

ELISABETTA: (Sempre più fredda)Che, se il padano non mi interrompe…  andrò ad esprimerle

                        (si ferma un attimo come ad aspettare l’interruzione)…che consiste nel…

BERENICE:   Nel.??

GIULIO:        Nel.??

ELISABETTA: Nel chiederle, caro Giulio, di capeggiare la lista comune di tutti i partiti per le

 prossime elezioni comunali!

BERENICE:   ACCETTO!!!! (si accascia su un divano)

GIULIO:        (Incredulo) Quindi mi candidate a Sindaco?

ELISABETTA: Esattamente, mio caro!

GIULIO:        (Quasi svenendo)  Oh mio Dio…

CLEMENTE: Ricordati che il proponente sono stato io…

DOLORES:  Ti rammento che le coalizioni non sono che una tappa…

AMBROGIO:  Non dimenticarti di leggere la padania dove Calderoli ti spiega come si fanno le

 leggi… è bravo lui!

ELISABETTA: Bene! Vedo che tutti la riconoscono come futuro Sindaco e cominciano a

                        strofinarsi nella speranza di qualche briciola!

GIULIO:       (Commosso) Grazie, grazie a tutti! Visto che tutti avete voluto indicare come

 candidato unico, non posso far altro che accettare! Con infinita riconoscenza!

CLEMENTE: Non ti preoccupare… ti faremo essere riconoscente!!!!

T E L A

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