Farmacia di turno

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FARMACIA DI TURNO

FARMACIA DI TURNO

Personaggi

Teodoro

Saverio

I° Cliente

Carmela

Rafilina

La scena rappresenta l’interno di una farmacia..

TEODORO                 -           (Viene da destra) Carissimo Saverio.

SAVERIO                  -           Buonasera dottore.

TEODORO                 -           Come va? Posso farvi compagnia? Ancora non conosco molte persone qua in paese.

SAVERIO                  -           Prego, accomodatevi. Lì sulla sedia c’è anche il giornale, se volete darci un’occhiata.

TEODORO                 -           Grazie. Stamattina non avevo ancora avuto il tempo di leggerlo.

Entra la prima cliente.

I°CLIENTE    -           Buongiorno. Mi da un purgante per il bambino.

SAVERIO                  -           Quanti anni ha?

I°CLIENTE    -           Due e mezzo.

SAVERIO                  -           Gli dia queste bustine in due dita d’acqua.

I°CLIENTE    -           Ma ha anche tre linee di febbre.

SAVERIO                  -           Gli dia una di queste bustine in due dita d’acqua. Se non passa tornate qua...che poi se è il caso gli daremo uno dei nostri preparati naturali. Ventimila.

I°CLIENTE    -           Tenete. (Mette i soldi sul bancone)

SAVERIO                  -           Alla cassa!...alla cassa!...Non vedete che c’è la cassa?!

I° CLIENTE   -           Ma io ho sempre pagato qua.

SAVERIO                  -           Prima...ma adesso è n’altra cosa!...Adesso abbiamo la cassa. Tutte le farmacie che si rispettano hanno la cassa, e noi non siamo certo da meno. Prego, alla cassa.

I° CLIENTE   -           E va bene. (Va alla cassa, non c’è nessuno, allora chiama a voce alta) Cassa!

SAVERIO                  -           (Con un balzo) Eccomi! Cos’ha comprato?

I° CLIENTE   -           (Un pò stizzita) Queste!

SAVERIO                  -           Vediamo...Ventimila, grazie. Cassa...ventimila...(fa suonare il campanello della cassa)

La signora paga ed esce.

TEODORO                 -           Ah, a proposito signor Saverio, vedo qua sul giornale la reclame di un vostro preparato: Sterminio...di che si tratta?

SAVERIO                  -           E’ una mia invenzione, veleno per topi...Sterminio...un paio di volte che si mette ed è la distruzione completa!...E’ a base di arsenico.

TEODORO                 -           Ah sì?...Fantastico! Saverio datemene una scatola che nel mio ambulatorio ho scoperto che c’è qualche topolino che gira libero.

SAVERIO                  -           Ma non vi conviene spendere trentasettemila lire, dottore. Per voi faremo un trattamento speciale: vi do due cartine di arsenico...lo potrete preparare voi stesso...Così ne preparerete la quantità che vi serve.

TEODORO                 -           E come si prepara?

SAVERIO                  -           Con una patata riscaldata...si impasta con un pò di zucchero. Ora vi preparo le cartine.

TEODORO                 -           Grazie tanto...siete troppo buono!...

Entra la seconda cliente. Il dottore, vedendola, ha un sussulto e subito fa capire di esserne invaghito, mostrandosi molto galante.

CARMELA    -           Buonasera...Ho questa ricetta...

SAVERIO                  -           Mi dia pure....Aspirina...che c’è...tua zia sta di nuovo male?

CARMELA    -           E che ne so...S’è messa a letto con la febbre...se me la prepara, avrei un pò di fretta...

SAVERIO                  -           Adesso lo faccio...c’è da preparare il preparato...lo posso preparare?

CARMELA    -           Allora intanto vado ad imbucare questa lettera e poi torno.

SAVERIO                  -           Ecco, brava, vai ad imbucare la lettera che io preparo il preparato e quando torni io ti ho preparato il preparato e tu preparerai i soldi. Ciao.

Carmela esce.

TEODORO                 -           Ma quella non è la giovane Carmela, la nipote...

SAVERIO                  -           ...di sua zia, sì.

TEODORO                 -           Ma come mai viene fin qua, dato che abita dall’altro capo del paese?

SAVERIO                  -           E dove deve andare? Oggi le altre farmacie sono chiuse...la mia è di turno. Ma perché...voi già la conoscete?

TEODORO                 -           Ehm..no...l’ho veduta in paese...passando...distrattamente...

SAVERIO                  -           Distrattamente?

TEODORO                 -           Sì...per caso.

Rientra Carmela.

CARMELA    -           Allora questa ricetta è pronta?

SAVERIO                  -           E’ pronta, è pronta. Tenete. Sono dodicimila lire.

CARMELA    -           Subito. (Fruga nella borsetta, poi si rende conto di non avere il portafoglio) Oh Dio..!..il portafoglio..!..L’ho dimenticato nell’altra borsetta..!..e adesso come faccio?!...

SAVERIO                  -           Già!..Adesso come facciamo?!

TEODORO                 -           Mi permetta signorina...non vorrei offenderla...offro volentieri io...

CARMELA    -           Oh no...non permetto...(Intanto prende dal bancone il pacchettino rosso).

TEODORO                 -           Non posso avere questo onore?...

CARMELA    -           Beh, ma io faccio solo una corsa a casa per prendere il portafogli e ritorno subito...

SAVERIO                  -           Abbia pure quest’onore!

TEODORO                 -           Ma certo, sistemo tutto io con l’amico farmacista.

CARMELA    -           Ma io non credo...

TEODORO                 -           Ma sì, ma sì...lasci a me quest’onore...

SAVERIO                  -           Ma sì...lo lasci a lui...

TEODORO                 -           (Avviandosi con la ragazza verso la porta) Ora vada pure a casa, e quando vuole mi venga a trovare al mio ambulatorio, anche per un semplice controllino.

CARMELA    -           (Sulla porta) Beh, grazie, passerò al più presto al suo ambulatorio per saldare il mio debito. (esce)

TEODORO                 -           (Salutandola con la mano sta per uscire anche lui)

SAVERIO                  -           Ehi...dottore...non vuole più avere l’onore?...dodicimila...

TEODORO                 -           Ah!..già!...Quanto avete detto?

SAVERIO                  -           Dodicimila lire. Alla cassa. (Schizza alla cassa e fa suonare il campanello) Cassa dodicimila.

TEODORO                 -           Ci sarebbe una piccola difficoltà...non ho un soldo per pagarla.

SAVERIO                  -           Come?! Ma...prima si mette a fare lo splendido per pagare, e poi..!?...E mi ha anche fatto suonare il campanello!

TEODORO                 -           Ma non potevo certo fare una brutta figura...comunque glieli restituirò quanto prima. E poi, Saverio, se non ci si aiuta fra di noi, fra medico e farmacista...Se posso rendermi utile in qualche modo?

SAVERIO                  -           Beh...dato che ho suonato il campanello...Ecco, a dir la verità...un favore potrebbe farmelo...

TEODORO                 -           Dica pure.

SAVERIO                  -           Si tratta di mia moglie.

TEODORO                 -           E’ ammalata?

SAVERIO                  -           Nossignore...sta benissimo.

TEODORO                 -           E allora?

SAVERIO                  -           Quella si è fissata d’essere ammalata e dice che deve morire!

TEODORO                 -           Beh...caro amico, questo è certo...Prima o poi tutti quanti dobbiamo morire...prima o poi...!...

SAVERIO                  -           Sì ma quella lo ripete sempre...continuamente!...Abbiamo già sentito il parere di molti dottori...tutti quelli che sono stati qui prima di lei...e adesso s’è intestardita che vuole il consiglio di un luminare...di una scienziato...io non so più dove portarla...Allora se lei volesse...

TEODORO                 -           Ma io non sono certo il tipo di dottore che vostra moglie vuole...

SAVERIO                  -           A questo penserò io. Quando verrà voi accoglietela con un pò di cerimonie...vi date un pò di arie...la stupite con qualche parolona scientifica...Impersonificatevi nella sua infermezza!...Ora la vado a chiamare, aspettatemi qui. (esce)

TEODORO                 -           (Rimasto solo, è nervoso) E adesso come faccio?!...Quella vuole un luminare!!..E io non sono nemmeno dottore! Per poter terminare gli studi mi sono dovuto comprare qualche documentino...qualche regalino qua e là...un diplomino fatto in casa...e poi ho cercato un paesino un pò sperduto per poter esercitare senza tanti problemi e avere almeno di che tirare avanti per pagarmi l’università!...E adesso questa qui che vuole il luminare!!...Fortuna che in tasca ho ancora alcune di queste ricette che mi aveva procurato un mio compagno di studi...Ma come faccio a sapere se sono adatte a questa signora?...Beh, mi affiderò al mio fiuto...Se la malattia mi sembrerà grave le darò una ricetta lunga, se invece mi parrà un male da poco gliene darò una corta!

SAVERIO                  -           (Entrando) Rafilina...Rafilina...Introduciti...(Verso il dottore) Mamma mia com’è nervosa!!...Rafilina...avanzati...Niente, non vuole entrare...aspettiamo che si decida...

TEODORO                 -           Magari io torno domani.

SAVERIO                  -           Zitto..zitto...s’è mossa...s’è decisa...mi raccomando...paroloni...siate importante...siate luminario!!...

RAFILINA                 -           (Entrando)  Buonasera!...

SAVERIO                  -           Siete fortunato...v’ha detto buonasera...Rafilina, qui c’è il medico che ti deve constatare...E’ una celebrità...E’ un grande scienziato!...

RAFILINA                 -           Chi? Questo qua?! Mah?...Certo che si fosse trattato di spendere per abbellire la tua farmacia...avresti fatto perfino l’elemosina....mentre per tua moglie...gravemente ammalata...non si possono spendere nemmeno cinquanta lire, e mi devo accontentare di un medico qualunque...

SAVERIO                  -           Ma no, non dire così...A volte l’abito non fa il monaco...

TEODORO                 -           Prego signora, accomodatevi. Che malattia avete?

RAFILINA                 -           E che ne so io?

TEODORO                 -           E volete che lo sappia io?

RAFILINA                 -           Non siete voi il medico?

TEODORO                 -           Ah, già!

SAVERIO                  -           L’illustrissimo professore voleva sapere che sintomi avverti?

TEODORO                 -           Già, volevo sapere se avete avvertito qualcuno, di questa vostra visita?

RAFILINA                 -           No. E’ lui che ha insistito!

TEODORO                 -           E’ meglio che non si sappia in giro che siete venuta da me. Sedetevi. (Rafilina si siede e comincia a slacciarsi le scarpe) Aspettate...Le scarpe che c’entrano?...Semmai sbottonatevi un poco la camicetta...

RAFILINA                 -           Ecco! Hai visto! M’hai fatto pure cambiare le calze!

TEODORO                 -           Cosa pensava...d’andare a comprarsi un paio di scarpe?

SAVERIO                  -           E va beh...Poi quando torniamo a casa ti rimetti quelle bucate!...

TEODORO                 -           Dunque, che vi sentite?

RAFILINA                 -           Che mi sento? Lo so solo io...solo io lo so...

TEODORO                 -           Adesso però lo devo sapere anch’io. Innanzi tutto, quanti anni avete?

RAFILINA                 -           Venti.

TEODORO                 -           Dite la verità.

RAFILINA                 -           Ventidue.

TEODORO                 -           Tutta la verità.

RAFILINA                 -           Ventiquattro.

TEODORO                 -           Nient’altro che la verità.

RAFILINA                 -           Quarantadue.

TEODORO                 -           Ora ci siamo. Allora, quali sono i sintomi?

RAFILINA                 -           Ecco qua: comincia al mattino, io mi sento una pena dentro allo stomaco, una languidezza, fame, va...e devo mangiare qualcosa se non non mi passa.

TEODORO                 -           E poi?

RAFILINA                 -           Non passa un paio d’ore...Un’altra volta pena e languidezza...e se non mangio un’altra volta...non si calma...

TEODORO                 -           E poi?

RAFILINA                 -           La sera, una fame, una fame...!...Non c’è mangiare che mi basti...

TEODORO                 -           E poi?

RAFILINA                 -           La notte...dopo che ho mangiato e bevuto, m’addormento...e mi sogno che mangio...un’altra volta.

SAVERIO                  -           Voi che avete tutta la scienza in testa, mi dovete cos’è?

TEODORO                 -           Cos’è?! E’ stomaco sfondato! La g’ha la lova!! Ora vediamo...(Osserva le spalle ed il petto) Sbottonatevi!

SAVERIO                  -           Oh oh oh!!...adagio...guardiamo bene dove mettiamo le mani...

TEODORO                 -           Eh...ma io devo visitarla...

RAFILINA                 -           Non dategli retta, dottore...visitate...visitate pure...

SAVERIO                  -           Ma come...questo ti sta palpando bello bello...

RAFILINA                 -           Ma sta un pò zitto! Guarda un pò se è questo il momento...!!..

TEODORO                 -           Dica trentatré.

SAVERIO                  -           Hai sentito, digli trentatré.

RAFILINA                 -           Schiatta! Non lo voglio dire!

TEODORO                 -           Oh, sentite, io non ho tempo da perdere...queste sono bambinate...!..Dica trentatré.

RAFILINA                 -           Non lo voglio dire!

SAVERIO                  -           Abbiate pazienza dottore, non è cattiva...questa è la malattia...Adesso ci penso io...mettete pure l’orecchio...(Teodoro esegue) ...Adesso lo dico io trentatré...

TEODORO                 -           Ma cosa dite!!?? Va bene, ho capito...E’ roba da poco...E’ un poco di esaurimento nervoso...Una buona cura ricostituente vi guarirà completamente...

SAVERIO                  -           Però...proprio come ha detto l’altro dottore, Balanzoni.

TEODORO                 -           (Estrae alcune ricette, le valuta a peso, poi) Io direi...sì, questa dovrebbe andare bene...siete anche fortunata...cercate soprattutto di essere calma.

RAFILINA                 -           Come ha detto Balanzoni.

TEODORO                 -           Molto riposo...

RAFILINA                 -           Come ha detto Balanzoni.

TEODORO                 -           Niente caffè...niente eccitanti...riposo...E adesso mi dovete pagare. (Pausa) Questo non l’ha detto Balanzoni?

SAVERIO                  -           Eh...stiamo forse scappando? Hai visto?!...Per i tuoi capricci se ne va un’altra manciata di soldi. (Lo paga con pochi soldi) Tenete pure il resto.

TEODORO                 -           Ma voi state scherzando!...Ma come...Saverio...cinque mila lire?!

SAVERIO                  -           Ma perché, volete forse di più? Abbiate pazienza, voi avete detto esattamente quello che già m’aveva detto Balanzoni...tale e quale...

TEODORO                 -           Ma se la malattia è quella, mica la posso cambiare! Nevrastenia acuta!...

SAVERIO                  -           Ah...mò c’ha aggiunto questa parola, questa non l’aveva ancora detta nessuno...nevrastenia acuta! E’ una parola nuova...vi siete impegnato...e va beh...seimila lire ve le siete guadagnate, tenete. Vieni, Rafi. (escono)

TEODORO                 -           Ma cose da pazzi!! Una visita completa, accurata, approfondita...una ricetta nuova, che forse poteva andare bene anche per una malattia più grave...consumata invece per un pò d'esaurimento...e tutto per seimila misere lire...!!...Ma io ci sputo sopra a seimila lire!!...(Fa per sputare, poi però si ferma, valuta un pò meglio, le soppesa, si guarda attorno, e con molta indifferenza le fa scivolare in tasca, uscendo a sua volta).         

           

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