Farò a modo mio
AUTRICE
GIUSEPPINA CATTANEO
http://giusicopioni.altervista.org/
POSIZIONE S.I.A.E. N 193077
Codice opera Siae 917933A
TITOLO
FAROA MODO MIO
COMMEDIA IN DUE ATTI
Personaggi
GIULI vedova
MARGHERITA amica di Giuli
CATERINA mamma di Giuli
AGATA amica di Giuli
SOFIA amica di Giuli
SILVIA cugina di Sofia
TOMMASO giovane
BASILIO anziano
TRAMA
Il giudizio a priori pervade lintera storia. Attorno al ricordo quindicinale di un marito passato a miglior vita, la moglie, si lascia convincere da amiche prodighe di consigli e cos intraprendere un cambiamento di vita. Ma compiacere le opinioni di tutti impossibile.
ATTO PRIMO
La scena si svolge in casa di Giuli e Caterina. Sul tavolo tazzine da caff.
SCENA I
Caterina, Margherita e Agata
CATERINA. (Guarda lorologio) si fatto tardi, devo andare. Se anche voi ora ... (Indica che devono andarsene. Si alza).
MARGHERITA. Ah, io non devo andare da nessuna parte. A proposito ... e Giuli? (Prender spesso gli oggetti che saranno sul tavolo).
AGATA. Giuli ... Giuli ha preso una bella batosta questa volta. (Ha con s uno specchio e si specchier spesso. Ha con s anche un lucidalabbra che user).
CATERINA. (Al pubblico) mai una volta che se ne vadano di loro spontaneit. Giuli ... sta. (Toglier dalle mani di Margherita ci che prende dal tavolo. Tazzina, piattino, cucchiaino ecc.)
MARGHERITA. dura la vita a volte.
AGATA. Non facile fingere che non sia successo nulla.
CATERINA. Vero, nonostante siano trascorsi tanti anni.
MARGHERITA. Per fortuna siete solo in due.
AGATA. lei che fa scappare tutti gli uomini!
CATERINA. (Al pubblico) in due? Gli uomini?
MARGHERITA. Se io mi trovassi nella sua situazione, faticherei a rassegnarmi, escogiterei un piano per eliminarne almeno una.
AGATA. Le donne, sono molto pi brave dei maschi, si adattano a tutto e non hanno manie di protagonismo.
CATERINA. Io non so che volete dire ma so che mia figlia forte e nonostante tutto, sta andando avanti anche se certe abitudini sono difficili da cambiare.
MARGHERITA. Con persone di fibra forte, ovvio che si diventi forte. Anche se basterebbe una dose sbagliata e tutto si potrebbe risolvere per Giuli.
AGATA. Spero solo che Giuli non cambi, deve perseguire tutti i suoi progetti. Anzi di pi.
CATERINA. (Guarda prima e poi laltra meravigliata) dose sbagliata, progetti? Ma state parlando di Giuli ... mia figlia?
MARGHERITA. E di chi dovrei parlare? Lei non la madre di Giuli? Sua sorella non la zia di Giuli? Dunque ...
CATERINA. E che centra mia sorella ora?
AGATA. Si, proprio di sua figlia sto parlando. Io proseguo nel suo progetto anche a costo di travestirmi da uomo.
CATERINA. Tra ... tra ... travestirsi da uomo? O un uomo vero o nessuno per mia figlia.
MARGHERITA. Un aiuto le potrebbe essere utile sicuramente, perch no un sicario. Che sia maschio o femmina non ha importanza, il travestimento io non lo vedrei per cos necessario.
AGATA. E come faccio luomo se non mi travesto?!
CATERINA. Nessuna donna travestita, ho detto!
MARGHERITA. Si, sono daccordo, ma che qualcuno laiuti a liberarsi di questi due pesi! Io preferirei fosse un uomo, gli uomini sono pi diretti.
AGATA. Vi ho appena detto che di uomini non ce ne sono!
CATERINA. Uomini ... donne ... travestimenti! Cosa centra Giuli in tutto questo? Di che diavolo state parlando?!
MARGHERITA. (In contemporanea con Agata) sto parlando del fatto che Giuli deve badare a due persone anzianissime, te e sua zia, nonch tua sorella.
AGATA. (In contemporanea con Margherita) sto parlando del fatto che Giuli dirige una compagnia teatrale senza uomini e perci di sole donne.
CATERINA. Una alla volta per favore, altrimenti non capisco.
MARGHERITA. (Cerca di mettersi daccordo a gesti con Agata su chi deve parlare per prima ma non riesce. In contemporanea con Agata) sto parlando del fatto che Giuli deve badare a due persone molto anziane, tu e sua zia, nonch tua sorella.
AGATA. (Cerca di mettersi daccordo a gesti con Agata su chi deve parlare per prima ma non riesce. In contemporanea con Margherita) sto parlando del fatto che Giuli ha una compagnia teatrale senza uomini e perci di sole donne.
MARGHERITA. (Le prende il lucidalabbra e lo fa cadere di proposito per avere cos la precedenza).
AGATA. (Si abbassa a prenderlo).
MARGHERITA. Sto parlando del fatto che Giuli deve badare a due persone molto anziane, tu e sua zia, nonch tua sorella. Invece di godersi la vita costretta a occuparsi di voi e a farvi da badante. Avete tutte e due tanti problemi di salute, mai possibile che la scampate sempre?
AGATA. Che dici!? Giuli ha una compagnia teatrale senza uomini. Una compagnia di solo donne! questo che la preoccupa. Lei deve capire che il teatro teatro, con uomini o senza uomini. Il teatro non maschio e nemmeno femmina, teatro e basta.
CATERINA. Ed io vi sto ancora ad ascoltare. (Si alza) Giuli ha il solito problema, quello di sempre.
MARGHERITA. Ah, voi due allora non centrate. Sempre il solito problema ...
AGATA. Ah, il teatro non centra allora. Sempre il solito problema ... (guarda lorologio). Devo andare a sistemarmi perch si sta facendo tardi. Ho un appuntamento. (Vede uno spillo per terra e si abbassa a prenderlo) oh, uno spillo! Sapete che vuol dire trovare uno spillo per terra?
MARGHERITA. (Risentita) vuol dire che se ora Caterina gira in casa a piedi nudi, non si far male, ecco che vuol dire.
AGATA. La fortuna mi sorrider. Oggi sar felice. Alla faccia di quel Saturno! Ciao ragazze. (Esce a destra).
SCENA II
Caterina, Margherita e Giuli
GIULI. (Entra in scena da sinistra vestita di nero).
MARGHERITA. Ciao Giuli. Amica, devo regalarti una scatola di spilli da spargere per casa. Che te ne pare Caterina?
CATERINA. Io ... io ... devo andare a trovare mia sorella. (Esce a destra di fretta).
MARGHERITA. Ricordati di togliere le scarpe quando arrivi!
GIULI. E perch dovrebbe togliersi le scarpe?
MARGHERITA. Perch ti voglio aiutare cara Giuli.
GIULI. Aiutare?
MARGHERITA. Un giorno ti spiegher, ma non oggi. Oggi parliamo del tuo problema.
GIULI. Io non ho nessun problema.
MARGHERITA. Si che ce lhai. Noi siamo amiche ormai di vecchia data e penso che possa permettermi di dirti quello che penso e tu questa volta mi devi ascoltare.
GIULI. Immagino tu mi voglia consigliare di come sbarazzarmi di mia madre e di mia zia, lo fai sempre. Sono stanca dei tuoi consigli, come per esempio quello di convincerle a suicidarsi. O come quella volta che mi volevi accompagnare in montagna per poi dopo abbandonarle in un bosco.
MARGHERITA. Questa volta non riguarda loro ma te.
GIULI. Che cosho che non va? Io sto bene come sempre anche se un periodo particolare della mia vita dove tutto mi gira un po storto, ma so che mi riprender.
MARGHERITA. Eh lo so ... Saturno ...
GIULI. Saturno? E chi sarebbe questo Saturno?
MARGHERITA. Ah non lo so, ne parlava Agata. Penso sia qualcuno che porti sfortuna. Giuli, credo che sia giunto il momento di abbandonare il lutto, cominciando dagli abiti.
GIULI. Non credo sia ancora il momento.
MARGHERITA. Giuli, Giuli, capisco che tu voglia bene a tuo marito, e che lo porterai sempre nel tuo cuore, ma ora devi ricominciare a vivere.
GIULI. Non posso Margherita, non sono nemmeno trascorsi quindi anni da quando se ne andato.
MARGHERITA. Quindici anni Giuli! E ti sembrano pochi?
GIULI. Non quindici, per lesattezza quattordici anni, otto mesi e sei giorni.
MARGHERITA. (Ironica) ah beh, allora tutto cambia! Giuli, tu devi ritrovare quella luce che avevi e che tuo marito ti ha portato via quando se n andato ... o su o gi.
GIULI. Non posso, mi sembrerebbe di tradirlo.
MARGHERITA. Tradire un marito morto? Morto da ben quindici anni?
GIULI. (Sta per intervenire).
MARGHERITA. (La precede) quattordici anni, otto mesi e sei giorni. Nellantichit il lutto per il marito si doveva portare al massimo per due anni.
GIULI. Adesso non siamo nellantichit.
MARGHERITA. Il lutto al giorno doggi non si mette nemmeno pi.
GIULI. Ma io non so se ... (viene interrotta).
MARGHERITA. Devi stare tranquilla, se tu togliessi il lutto, nessuno penserebbe mai che ti sei dimenticata di tuo marito. Nessuno penserebbe mai che non lo hai pi nel tuo cuore.
GIULI. Tu dici?
MARGHERITA. Dico s. Giuli, ora che tu indossi qualcosa di normale.
GIULI. Tu dici?
MARGHERITA. Dico di s. Su, va a cambiarti.
GIULI. Sei proprio sicura che non debba aspettare ancora qualche anno?
MARGHERITA. No Giuli, un po di colore te lo sei meritato in tutto questo tempo.
GIULI. Allora ... vado a cambiarmi?
MARGHERITA. Vai.
GIULI. Io sto andando.
MARGHERITA. Vai, vai.
GIULI. Sono andata.
MARGHERITA. Vai!
GIULI. (Esce a sinistra).
MARGHERITA. Quindici anni! Dico io, com possibile indossare abiti neri per quindici anni. Ho provato pi volte a farla ragione, ma non c mai stato verso. Speriamo di esserci riuscita oggi e che non ritorni vestita di nero.
SCENA III
Margherita e Sofia
SOFIA. (Mentre sta entrando. Ha con s il cordless) Giuli, lho fatto anche oggi. Ah, ciao Margherita. Giuli non c?
MARGHERITA. di l. E cos ... lo hai fatto anche oggi.
SOFIA. Eh s, adoro farlo.
MARGHERITA. E ... non per essere invadente, ma quella cosa che hai fatto... quand che la fai?
SOFIA. Sempre. O tutte le volte che capita.
MARGHERITA. Ah. E quante volte ... a settimana?
SOFIA. A settimana? Al giorno vorrai dire. Dipende da chi mi chiama.
MARGHERITA. Ah, ti chiamano. Perci ... pi di uno.
SOFIA. Uno o una, dipende da chi trovo.
MARGHERITA. (Sempre pi sgomenta) uno o una? (Fra se) Signore, ti prego, aiutala a trovare la retta via.
SOFIA. Lo sai che a me piace recitare, fingo sempre.
MARGHERITA. Come? Fingi? Ma se devi fingere, perch lo fai.
SOFIA. questo il bello!
MARGHERITA. Io non ti capisco. Presumo che anche ora aspetti ... le chiamate. (Indica il cordless).
SOFIA. Si. Questo il mio strumento di lavoro.
MARGHERITA. Oddio! (Prendendo coraggio) Sofia, la devi smettere di fare certe cose. Cio volevo dire, di dire certe cose, cio di fare quelle cose che fai, ci potrebbe essere qualche bambino in sala.
SOFIA. Perch? Che ho detto di male? Non credo che sia peccato ... (viene interrotta).
MARGHERITA. Sofia sei disgustosa.
SOFIA. Disgustosa?
MARGHERITA. Si, disgustosa. Tutti ti hanno sentito dire che tu ... che tu ... (prova ribrezzo).
SOFIA. ... che io rispondo alle chiamate pubblicitarie delle compagnie telefoniche e recito. Allinizio quando mi chiamavano rispondevo: non mi interessa, mi trovo bene con la mia compagnia telefonica, mi stanno chiamando e cos chiudevo la comunicazione. Poi quando la cosa cominciava a diventare stressante ho trovato questa soluzione: mi diverto chiacchierando con loro inventando cose assurde. Pensa che poco fa ho detto ad un operatore che ero lamante dellintestatario del telefono a cui rispondevo e che lui mi stava lasciando e perci non potevo attivare la loro compagnia telefonica.
MARGHERITA. Tu ... tu ... reciti ... e basta?!
SOFIA. Si certo. Perch che credevi facessi?
MARGHERITA. Io? Niente, niente.
SOFIA. Recitando al telefono, mi esercito per le prove di teatro.
MARGHERITA. Ah gi che tu fai parte della compagnia di sole donne che Giuli dirige.
SOFIA. E con questo che vuoi dire? Sono molto orgogliosa di farne parte.
MARGHERITA. Immagino.
SOFIA. Perch quel tono? I Legnanesi non sono tutti uomini? E nessuno di loro dice nulla, anzi.
MARGHERITA. Vuoi mettere i Legnanesi e voi?
SOFIA. Ogni compagnia recita per come pu. E comunque non sto parlando di come recitano ma del fatto che anche loro hanno attori di un solo sesso e nessuno ha niente da dire.
MARGHERITA. Ma i Legnanesi sono famosi.
SOFIA. Ah, bene, i Legnanesi possono essere uomini perch sono famosi mentre noi non possiamo essere donne perch non siamo praticamente nessuno?
MARGHERITA. E poi loro hanno una lunga storia.
SCENA IV
Margherita, Sofia e Giuli
GIULI. (Entra da sinistra tutta vestita di bianco e con i capelli sciolti) ciao ragazze.
SOFIA. (Non la guarda e continua a parlare con Margherita) ciao. Anche noi abbiamo una storia, non lunga, per il momento, ma la stiamo costruendo.
MARGHERITA. Ciao. (La guarda e poi si rigira a guardala. Meravigliata, al pubblico) vestita tutta di bianco! Ed ha i capelli sciolti! (A Giuli) Giuli!
SOFIA. (Si gira verso Giuli ma non la riconosce) non arriva Giuli?
MARGHERITA. qui davanti a noi.
SOFIA. (La guarda in silenzio).
MARGHERITA. lei ... con qualche cambiamento.
GIULI. Vi piace il mio nuovo look?
SOFIA. Tu ... tu ... tu sei Giuli?! Giuli la mia vicina? Quella Giuli che sempre vestita di nero a cui io racconto tutta la mia vita?
MARGHERITA. Si, lei. Tu le racconti tutta la tua vita?
GIULI. Si, sono io.
SOFIA. E ... perch ti sei cambiata? Ti sei gi dimenticata di tuo marito?
GIULI. (Si rattrista) no, non cos. (A Margherita) te lo avevo detto che potevano pensare cos di me.
SOFIA. Non hai pi nel cuore quel santuomo di tuo marito?
MARGHERITA. (Cercando di rassicurare Giuli e di far ragionare Sofia) Sofia non voleva dire quello, voleva solo dire che il tuo un grande cambiamento ed era ora che avvenisse.
GIULI. Davvero?
SOFIA. No! Volevo dire quello che ho detto! Giuli, tuo marito morto solo da quindici anni, te ne rendi conto?
GIULI. (Si rattrista).
MARGHERITA. (Cerando di aiutare Giuli) si Sofia, ma per Giuli sono trascorsi talmente piano questi anni che come se fossero stati... venticinque!
GIULI. Si, proprio cos.
SOFIA. Io non capisco come ti sia venuta questa idea. (Piano a Margherita) non che sei stata tu a consigliarla?
MARGHERITA. (Piano a Sofia, mentendo) io? Stai scherzando? Non ho aperto bocca.
GIULI. Forse dovrei andare a cambiarmi ...
SOFIA. Ecco, brava.
MARGHERITA. Ma no, stai bene cos.
SOFIA. Scusa, ma io mi dissocio. Se proprio volevi toglierti il lutto, avresti potuto indossare un blu scuro-scuro ... non so ... un marrone testa di moro scurissimo oppure ... un grigio antracite. Ma solo se proprio volevi cambiare abbigliamento!
MARGHERITA. Qualche fiorellino o qualche riga ... no ?!
SOFIA. Margherita, il lutto lutto.
MARGHERITA. Capisco.
GIULI. Voi due mi confondete, ora non so che fare.
SOFIA. Semplice, vai a cambiarti e rimettiti il nero. Mia madre ha tolto il nero dopo trentanni. E io non volevo che lo togliesse nemmeno allora.
MARGHERITA. Giuli, non darle retta, sta recitando come fa nella tua compagnia.
GIULI. Forse per dovrei cambiarmi.
SOFIA. Si, vai a cambiarti.
GIULI. Forse potrei indossare un abito rosso.
MARGHERITA. Rosso? Ma stai scherzando? Il rosso troppo vistoso per una che vuole uscire dal lutto.
SOFIA. (Ironica) il bianco si e il rosso no Margherita? Vai a cambiarti Giuli.
GIULI. (Esce a sinistra).
SOFIA. SUONO DI CORDLESS. Mi chiamano! Vuoi che ti dia prova della mia bravura di recitazione?
MARGHERITA. No, grazie.
SOFIA. Allora vado nella mia dimora. (Mentre sta uscendo) pronto? Oh, buongiorno, mi dica.
MARGHERITA. (Guarda lorologio) forse dovrei andare anchio, si fatto tardi.
SCENA V
Margherita e Agata
AGATA. (Entra di corsa) Giuli! Margherita! successa una disgrazia.
MARGHERITA. morta la madre di Giuli e sua zia?
AGATA. (Preoccupata) no, sono io che sto male.
MARGHERITA. Oh mi dispiace! E cosa ti senti?
AGATA. Ho prurito alla mano destra!
MARGHERITA. Cosa? Tu hai prurito alla mano destra? E questa sarebbe una disgrazia?
AGATA. Si certo! Non sarebbe stata una disgrazia se il prurito invece fosse stato alla mano sinistra.
MARGHERITA. (La guarda) ma fammi il piacere! (Si avvia per uscire).
AGATA. una disgrazia ti dico! Prurito alla mano destra vuol dire che dovr dare soldi a qualcuno. Capisci?
MARGHERITA. (Si ferma).
AGATA. Se invece era la mano sinistra, voleva dire che i soldi erano in arrivo.
MARGHERITA. (Pensa) tu mi hai restituito i soldi che ti ho prestato il mese scorso?
AGATA. (Mentendo) si certo. Te li ho riportati il giorno dopo.
MARGHERITA. Ne sei sicura? Io non ricordo.
AGATA. Non un problema mio allora. (Mentendo) e comunque i soldi che dovr dare saranno solo spiccioli perch il prurito se ne sta andando.
SCENA VI
Margherita, Agata, Caterina e Sofia
CATERINA. (Entra da destra) ma voi due non avete una casa?
SOFIA. (Entra da destra) lho fatto di nuovo. Dovevate vedere come sono stata brava!
CATERINA. Ma voi tre non avete una casa?
MARGHERITA. E tu, con tutti gli incidenti stradali che succedono al giorno doggi possibile che mai una buona volta tocchi a te?
CATERINA. (La guarda storto).
MARGHERITA. Vado, vado. (Esce dimenticando la sua borsa).
AGATA. E cosa avresti fatto?
SOFIA. Recitato al telefono come sempre.
SCENA VII
Agata, Caterina, Sofia e Giuli
GIULI. (Entra in scena da sinistra ed vestita di nero, ma con una minigonna e con una maglietta aderente e scollata) ciao.
AGATA. Ciao Giuli. Ti si sono ristretti gli abiti?
CATERINA. Come diavolo ti sei conciata?! Vai subito a cambiarti.
AGATA. Avete cambiato lavatrice? Ditemi la marca che cos non lacquister mai.
CATERINA. Vai subito a cambiarti! Stai mostrando troppa ... roba.
SOFIA. E perch dovrebbe andare a cambiarsi? A me piace come vestita.
AGATA. Anche a me piace.
GIULI. Mamma, sono anni che insisti che mi cambi dabito ed ora che lo faccio non ti va bene.
CATERINA. Ma vestita cos, sembri ... sembri ...
SOFIA. Stia attenta a quello che dice perch come vede io ho lo stesso stile.
AGATA. Giuli, finalmente sei dei nostri.
CATERINA. Io ... io ... io con voi tre non parlo pi! Vi siete messe daccordo per mettermi in minoranza.
GIULI. Ma no mamma, non fare cos.
CATERINA. Non aprir pi bocca! (Si chiude la bocca).
SOFIA. Se ha qualche problema signora Caterina, le faccio conoscere uno psicologo che ho conosciuto al telefono, lui potr aiutarla a superare questa sua paura degli abiti, la potrebbe anche aiutare a superare la paura del buio, delle altezze e degli elefanti.
TUTTE LA GUARDANO
AGATA. Sono contenta Giuli che tu stia superando il tuo problema.
GIULI. (Si abbassa a raccogliere qualcosa).
AGATA. Che hai trovato?
GIULI. Che strano, un bottone per terra.
AGATA. Un bottone, che fortuna! Se si trova un bottone per terra, vuol dire che presto avrai un incontro damicizia o ... damore.
SOFIA. Io non ho mai trovato un bottone per terra e come sai sono piena di uomini.
AGATA. Si, piena di uomini che poi non senti pi. Se tu avessi invece trovato per terra un bottone ...
SOFIA. Adesso gli uomini si trovano per terra. Caterina, tu dove hai trovato tu marito?
CATERINA. (Non risponde e indica che lo fa volutamente).
GIULI. Dai mamma, rispondi.
CATERINA. (Non risponde).
SOFIA. Non sei capace di parlare con la bocca chiusa?
AGATA. un po difficile sai? Anche se a me piacerebbe parlare con la bocca chiusa.
SOFIA. Tu dovresti fare tutto con la bocca chiusa! Scherzo Agata! Comunque ragazze, non ho trovato nessun bottone per terra ma cinque anni fa ho avuto un incontro.
GIULI. Davvero?
AGATA. (Al pubblico) se vero poi non se ne fatto nulla perch molto singola.
GIULI. E com? bello?
SOFIA. Aveva una villa sul Lago Maggiore, una a Roma e una a Venezia.
AGATA. Si, ma era carino?
SOFIA. (Affrettandosi) e una a Nizza.
CATERINA. (Ride).
SOFIA. Ma tu non facevi la muta? Prosegui.
CATERINA. (Mimando che lei in casa sua fa e non fa quello che vuole perch appunto casa sua).
GIULI. Mamma, non fare cos. Se devi dire qualcosa dillo e basta.
SOFIA. Cosa vuoi che dica? Che ha un corteggiatore? Alla sua et? (Ironica) col carattere che si ritrova non uno ma due corteggiatori!
AGATA. A proposito di corteggiatori ... tu Giuli, non per essere curiosa ... in questi anni di vedovanza, non ti mai capitato che qualcuno ... dellaltro sesso ti abbia rivolto attenzioni?
CATERINA. (Guarda Agata risentita).
AGATA. Ho detto dellaltro sesso. Oppure, non so ... tu ti sei interessata ... a qualcuno.
SOFIA. Cosa le vai a chiedere? Sono cose molto riservate e tanto intime. Mi meraviglio di te Agata, fare certe domande cos ... cos ... delicate. Dovresti usare un po pi di tatto quando si toccano certi argomenti. Non avrei mai pensato che potessi arrivare a tanto. (A Giuli) Giuli, allora, c o non c qualcuno che ti ha fatto la corte?
AGATA. (Al pubblico) e io sarei quella senza tatto!
GIULI. Ecco ... a dir la verit ... s, qualcuno c stato.
CATERINA. Cosa? Hai tradito tuo marito?
SOFIA. (Al pubblico) il risveglio dei morti viventi!
GIULI. No mamma, tranquilla, io li ho respinti tutti, dal primo allultimo.
AGATA. (Al pubblico) avete sentito? Tutti, dal primo allultimo. Uau!
CATERINA. Brava Giuli, hai rispettato il tuo Edoardo con un comportamento lodevole.
SOFIA. Certo che se fosse successo a me, un pensierone lo avrei fatto.
AGATA. Che pensierone vuoi aver fatto che non ti sei nemmeno mai sposata!
SOFIA. E con questo? Se io fossi rimasta vedova, in quindici anni sicuramente un pensiero su qualcun altro lo avrei fatto. Non lho fatto su nessuno perch non sono rimasta vedova.
GIULI. Mi state dicendo che forse dovrei trovarmi ... qualcuno?
CATERINA. No. ancora presto.
SOFIA. Certamente! E non ci sarebbe nulla di male!
AGATA. Specialmente dopo quindici anni.
CATERINA. Io non sono per nulla... (viene interrotta).
SOFIA. Caterina, silenzio!
SOFIA. Giuli, hai il diritto di ricominciare a vivere sentimentalmente.
GIULI. Dici davvero?
AGATA. Sei stata troppo in letargo ed ora di risvegliarti.
GIULI. Voi pensate davvero che io ... che io ...
CATERINA. Io non sono daccordo ... (viene di nuovo interrotta).
AGATA- SOFIA. Silenzio!
GIULI. Allora io posso ...
AGATA-SOFIA. (Indicano s con la testa).
CATERINA. (In contemporanea, indica no con la testa).
GIULI. Sono davvero contenta, non so come ringraziarvi per quello che state facendo per me. Siete veramente due amiche preziose.
CATERINA. Io non sono daccordo e non condivido niente.
SOFIA. Tu non sei mai daccordo su nulla!
AGATA. Infatti, non ti piace nemmeno come vestita!
CATERINA. Non vero, il vestito bianco a me piaceva.
AGATA. Il vestito bianco?
SOFIA. Si, prima di vestirsi cos, aveva indossato un vestito bianco.
AGATA. Beh, e che c di male indossare il bianco? giunto il momento che si vesta come lei vuole e come la moda comanda.
SOFIA. Ma figurati! Una che viene da un lutto ora si veste di bianco!
GIULI. Intanto che voi continuate a litigare sul colore dellabito che dovr indossare, io vado a fare una commissione. Mamma tu che fai? Vieni?
CATERINA. Verrei volentieri, ti accompagno ma dopo aver chiuso casa. (Guarda le due e indica con la testa luscita e perci che se ne devono andare).
SOFIA. Ma perch la dovrebbe chiudere? Non siamo qui noi a farle da guardia? Andate, andate pure, rimaniamo qui noi.
CATERINA. (Indica sempre con la testa luscita e perci che se ne devono andare).
AGATA. Giuli, credo che tua madre stia poco bene.
SOFIA. Credo abbia un tic nervoso oppure ha una paresi alla parte superiore del collo.
CATERINA. Non ho nessun tic nervoso e nessuna paresi vorrei solo che ve ne andaste da casa con la porta chiusa a chiave.
AGATA. Se solo quello che la preoccupa, la chiudiamo a chiave noi la porta dopo che ve ne sarete andate.
GIULI. Andiamo mamma? (La spinge verso la porta duscita).
CATERINA. Ma io ...
SOFIA. Andate, andate.
AGATA. Chiudiamo noi.
GIULI. Ciao ragazze. (Felicissima) grazie per tutto. Per fortuna ho voi. (Esce con la madre).
SOFIA. Come facile far felici le persone.
AGATA. Vero, ci vuole proprio poco. Dai, facciamo felice Caterina chiudendo la porta a chiave.
SOFIA. Caterina ... quella, la rovina di sua figlia.
AGATA. (Si avvicina alla porta di destra per chiuderla).
SCENA VIII
Agata, Sofia e Margherita
MARGHERITA. (Entra da destra) aveste visto comera felice? Cosa avete dato a Giuli? Posso averlo anchio?
SOFIA. Niente, le abbiamo solo dato dei consigli.
MARGHERITA. Spero che non siano stati sullabbigliamento, vestita cos mi sembrava fuori luogo per una vedova di solo quindici anni.
AGATA. Non sarai anche tu retrograda come Caterina ora.
MARGHERITA. Io non ho nulla a che fare con i pensieri di Caterina anche se devo dire che labbigliamento di Giuli mostrava un po troppa ... roba.
SOFIA. (Ironica) risposta come quella che ha dato Caterina.
MARGHERITA. Io intendo altro da ci che Caterina ha detto. E poi non citiamo Caterina perch io non condivido la sua scelta di vita.
AGATA. E cio?
CATERINA. La sua scelta di continuare a vivere.
SOFIA. Immaginavo. Ma non ha avuto dei problemi di salute lanno scorso?
MARGHERITA. Si, aveva avuto un qualcosa al cuore, unaltra volta la polmonite, unaltra volta una paresi ma purtroppo i medici lhanno sempre salvata.
AGATA. Ah, questi medici, sono troppo ligi al lavoro.
MARGHERITA. Infatti, infatti. Ma dico io, i medici fanno tanti di quegli sbagli, ma perch mai uno con lei?
AGATA. Non parlate di medici per favore. La settimana scorsa sono andata dal medico per un controllo di routine e appena mi vede mi chiede: Signora Agata, come sta? Al che mi sono arrabbiata e gli ho detto: mi scusi dottore, ma io sono venuta qui appunto per saperlo da lei!
SOFIA. Non ci sono pi vie di mezzo, o sono troppo bravi o si affidano ai pazienti.
MARGHERITA. Io spesso mi rodo il fegato per questo.
AGATA. Perch i medici non hanno vie di mezzo?
MARGERITA. No, ma perch Giuli ogni qualvolta che sua mamma e la zia stanno male, lei si deve sacrificare.
SOFIA. Daltronde, lei lunica figlia e lunica nipote.
AGATA. Nella mia famiglia invece noi siamo in tre sorelle, abitavamo tutte nel condominio dove abitano mia madre e mio padre, ma io come ben sapete da alcuni anni mi sono trasferita nel vostro paese e nel vostro condominio e cos facendo mi sono tolta il problema di seguire costantemente i miei genitori quando sono ammalati.
SOFIA. In che senso?
AGATA. Nel senso che quando stanno male, li aiutano le mie sorelle che abitano vicine. Io poi non ho la patente.
MARGHERITA. Veramente furba.
SOFIA. E cos tu puoi condurre tranquillamente la vita come vuoi senza nessun problema.
AGATA. stata una scelta dettata anche dal cielo.
MARGHERITA. Dal cielo?
AGATA. Si, il mio oroscopo mi chiedeva costantemente di allontanarmi dai problemi e io lho fatto. Si trattava della mia salute.
SOFIA. Ovvio. E quando c di mezzo la salute, non si pu guardare in faccia a nessuno. Figuriamoci che quando io ho dei problemi, non riesco nemmeno a mangiare.
MARGHERITA. Se avessi smesso di mangiare tutte le volte che ho avuto dei problemi, sarei morta di fame anni fa.
AGATA. Ah gi che tu Margerita, sei divorziata. Vero?
MARGHERITA. Si, ma non capisco che centra.
SOFIA. Scusa se te lo chiedo, ma anche tu sei una di quelle donne separate che tiene nel portafoglio la foto dellex marito?
MARGHEITA. Tranquilla, non cos. Ne ho avuti tanti di ex mariti che non fanno portafogli cos grandi.
AGATA. Davvero?
SOFIA. Non che ci stai prendendo in giro? Io sapevo di un marito.
MARGHERITA. Ne ho avuti tre!
AGATA. Tre? Accipicchia!
SOFIA. Li avrai fatti scappare dopo aver saputo le tue idee su come uccidere le persone anziane.
SCENA IX
Agata, Sofia, Margherita, Giuli e Tommaso
GIULI. (Entra da sinistra sotto braccio ad un ragazzo molto giovane che trasporta un sacchetto. Sono molto intimi) grazie per avermi accompagnato Tommaso.
TOMMASO. stato un enorme piacere per me accompagnare una donna cos bella e meravigliosa come te Giuli. E sono stato fortunato quando tua mamma si dileguata.
GIULI. Grazie, sei troppo carino e troppo gentile. Quando si tratta di scegliere lintimo, lei fa sempre cos.
TOMMASO. Ma il destino ha voluto che ci fossi ad aiutati a sceglierlo.
GIULI. E anche di questo ti ringrazio.
TOMMASO. Vuoi che ti aiuti a sistemare ci che hai acquistato?
GIULI. Davvero lo faresti?
TOMMASO. Si, certo.
GIULI. Sei un amore Tommaso.
TOMMASO. Per te questo ed altro.
GIULI. Vieni, andiamo di l.
TOMMASO. Dove vuoi tu, anche sulla luna. (Escono a sinistra).
MARGHERITA. Li avete ... visti anche voi?
AGATA. Giuli ... con un ... con un ...
SOFIA. Ragazzino ...
MARGHERITA. Cose dellaltro mondo! Non vedova che da poco tempo e cosa fa? Si trova subito un compagno!
AGATA. E che compagno! Giuli ha la nostra et e io non avrei ...
SOFIA. La tua et.
MARGHERITA. La vostra et. Avete visto? Ha la vostra et e frequenta un ragazzino!
AGATA. Che vorresti dire?
SOFIA. Che noi non potremmo frequentare dei ragazzini?
MARGHERITA. Non sto parlando di voi, ma di Giuli. Ma perch non se ne sta a casa a leggere un libro ... sullosteoporosi?! Quel moccioso poi, avr s e no diciotto anni. Il fatto che frequenti un altro uomo gi scandaloso di suo, ma che frequenti un bambino di un vergognoso inimmaginabile.
AGATA. (Non dice nulla).
SOFIA. (Non dice nulla).
MARGHERITA. Voi non dite nulla?
AGATA. Che dobbiamo dire?
SOFIA. Contenta lei ...
MARGHERITA. Come? Giuli esce con un poppante e voi non lo trovate scandaloso?
AGATA. Scandaloso ... dopo tutto ... che fa di male?
SOFIA. Infatti, che male fa?
MARGHERITA. Fa male a se stessa! Io ... io ... ma possibile che voi non diciate nulla? Non mi meraviglio che siate state voi a consigliarla.
AGATA. SOFIA. Noi? Stai scherzando? Non ho aperto bocca.
SIPARIO
ATTO SECONDO
SCENA I
Margherita, Sofia
MARGHERITA. Persino quando Caterina lo ha saputo si infuriata, lho sentita urlare persino dal mio appartamento. Si, ma non abbastanza per rimanerci secca. Dal giorno che Giuli si presentata con quel ... bambinetto non mi sono pi fatta vedere in questa casa. E me ne andr presto.
SOFIA. Ecco perch Caterina questa settimana era sempre allegra, non cera chi la gufava!
MARGHERITA. Oh smettila, piuttosto non capisco come hai potuto rimanere indifferente a quello che successo.
SCENA II
Margherita, Sofia e Agata
AGATA. (Entra in scena da destra indossando un cappello) chi si rivede! Sei tornata appena hai saputo che Giuli non si vede pi col ragazzino?
SOFIA. (Piano) perch glielo hai detto, avrei voluto farla penare un po.
MARGHERITA. Ah davvero? Non si vede pi? Era ora che ritornasse in s.
SOFIA. (Posa il cappello sul divano).
AGATA. Non farlo! Porta sfortuna! (Glielo toglie e lo appoggia sul tavolo).
SOFIA. Agata, ancora con queste superstizioni! Smettila una buona volta.
MARGHERITA. Silvia.
AGATA. Silvia? Chi Silvia?
SOFIA. Dici spesso nomi di donna a caso?
MARGHERITA. Silvia mia cugina e mi ha raccontato che una volta, dopo aver appoggiato il cappello sul divano, le sono successe un sacco di disgrazie.
AGATA. Davvero? E che le successo?
SOFIA. Come minino le si sar rotta ununghia.
AGATA. (Si accorge di ununghia spezzata e cerca di toglierla).
MARGHERITA. Ununghia? Stai scherzando? Due unghie le si sono spezzate.
AGATA. (Si accorge di avere unaltra unghia spezzata).
MARGHERITA. Senza parlare del raffreddore che le venuto e le rimasto per ben due mesi.
AGATA. (Inizia a starnutire).
SOFIA. Due mesi? Che voglia! Io lho avuto per due settimane e non ti dico il fastidio che mi ha recato.
MARGHERITA. Due mesi il raffreddore e poi una tosse persistente per altri due mesi.
AGATA. (Tossisce).
SOFIA. Tutto bene Agata?
AGATA. Si, si, tutto bene.
MARGHERITA. Dopo la tosse le venuto un mal di schiena che le ha impedito addirittura di stare in piedi.
AGATA. (Mette una mano sulla schiena e sembra non stare in piedi, si vede costretta a sedersi).
SOFIA. Il mal di schiena! Brutta compagnia il mal di schiena!
MARGHERITA. Bruttissima compagnia se accompagnato da un mal di testa atroce.
AGATA. (Porta una mano alla testa perch le iniziato un forte mal di testa).
SOFIA. Anche il mal di testa? Sfortunata questa tua cugina. E tutto questo perch ha appoggiato il cappello sul divano?
MARGHERITA. No, perch lo ha tolto.
SOFIA. Ma tu prima hai detto che le sono successe le disgrazie dopo aver appoggiato il cappello sul divano.
MARGHERITA. Scusa, volevo dire, dopo averlo tolto dal divano.
SOFIA. Agata, tu tutto bene?
AGATA. (Fingendo) si, si tutto bene.
SOFIA. Sei sicura?
AGATA. Se ti dico di s, vuol dire di s.
SOFIA. E poi come andata a finire con tua cugina?
MARGHERITA. Bene. Dopo aver gettato il cappello nellimmondizia, tutti i suoi mali son svaniti.
AGATA. (Si alza, e senza dare troppo nellocchio, va a prendere il cappello e lo getta fuori scena. Comincia a stare meglio).
SOFIA. Davvero? Non mi dirai che allora devo cominciare a credere alle superstizioni di Agata.
SCENA III
Margherita, Sofia, Agata e Giuli
GIULI. (Entra da destra con un bellissimo mazzo di fiori freschi. vestita normale).
AGATA. Ciao Giuli. Ho saputo che la simpatia ... non c pi (allude al ragazzino che ha frequentato).
GIULI. Non vero.
SOFIA. Non vero? Non puoi negare levidenza. Non te lho detto ma io ero daccordo con te.
GIULI. Levidenza? Tu Sofia, sei daccordo che io non abbia pi simpatia per Agata? E perch?
MARGHERITA. Simpatia per Agata? Tu non hai pi simpatia per Agata?
GIULI. No, io ho ancora la simpatia per Agata, lei che mi ha appena detto che la mia simpatia per lei non c pi.
AGATA. Non ho detto la mia di simpatia ma la simpatia che tu avevi e che ora ho sentito non avere pi per unaltra persona che tu trovavi ... simpatica.
SOFIA. Che gioco stiamo giocando? Al Guinness dei primati dello scioglilingua pi lungo del mondo?
GIULI. Ah, non so voi, ma io non ho idea di cosa stiate parlando, torno tranquillamente ora dal fioraio dove ho appena comprato questi fiori da portare al cimiteri a mio marito.
MARGHERITA. Molto belli quei fiori per tuo marito.
GIULI. Ad Edoardo sono sempre piaciuti i fiori belli. E il fiore pi bello in assoluto che esisteva su questa terra, lha colto lui. (Indicando se stessa).
AGATA. Mi dispiace doverti deludere Giuli, ma il fiore pi bello lha colto mio marito.
SOFIA. (Ironica) e dove lavrebbe trovato? In un campo di ortiche?
AGATA. Questa la dimostrazione che tu Sofia di floricoltura non ne sai nulla dato che nessuno ti ha colto.
SOFIA. Sicuramente io non sar unintenditrice di floricoltura come dici tu, ma nemmeno tuo marito se ne intendeva di fiori se ha sposato te.
MARGHERITA. Posso prendere parola anchio che di fiori me ne intendo e dato che mi chiamo Margherita? Io non so voi che ne pensiate, per, Giuli, ti parlo da amica, dopo quindici anni ... quasi quindici anni di lutto, a mio avviso, sprecato portare al cimitero ancora fiori cos costosi. Ricorda che il bene lo si pu mostrare anche con poco.
AGATA. Anchio sono daccordo con Margherita, fiori cos ricercati si mettono ad un caro appena defunto.
SOFIA. A me non dispiacerebbe se qualcuno mi mettesse ancora fiori cos belli dopo quindici anni dalla mia morte.
MARGHERITA. Tu muori e poi vediamo se tuo marito dopo quindici anni ti porta ancora fiori al cimitero.
AGATA. Giuli, quindici an ... tanti anni di fiori bellissimi penso possano bastare.
GIULI. Dite davvero?
SOFIA. Io non sono per nulla convinta che quindici anni siano sufficienti per cambiare tipo di fiori.
MARGHERITA. Sono sufficienti e bastano.
GIULI. Voi mi state dicendo che se dovessi cambiare tipo di fiori, mio marito non si offenderebbe?
AGATA. Penso proprio che non si potr offendere. (Piano al pubblico) e se si dovesse offendere chi lo potr sentire lamentarsi?
GIULI. Mi avete convinta, vado subito a cambiarli. (Esce a destra).
SOFIA. Io quando morir, lascer scritto di avere sempre fiori molto belli.
MARGHERITA. Allora ti conviene trovare qualcuno che non sia virtuale (mima le telefonate) o altrimenti i fiori molto belli te li puoi scordare.
SOFIA. Voi non preoccupatevi del mio stato civile, sto cercando la persona adatta a me. Io non mi accontento come voi avete fatto.
AGATA. E con questo che vorresti dire?
MARGHERITA. Agata, sta sicuramente parlando di te. Di me non penso proprio stia parlando, dato che se io ha cambiato tanti mariti era proprio perch non mi accontentavo.
AGATA. Io non mi sono accontentata, ho scelto il meglio del meglio.
SOFIA. Quel citrullo di tuo marito, sarebbe il meglio? Hai sentito Margherita?
MARGHERITA. Ho sentito e non commento sul citrullo.
AGATA. (Triste) non cos. Mi avete offeso.
SOFIA. (Piano a Margherita) si offesa.
MARGHERITA. (Piano a Sofia) si offesa s. Dovevi proprio dirgli che suo marito era un citrullo? Non potevi dirle che era un ... orso?
SOFIA. Eh, non cho pensato.
MARGHERITA. Ora bisognerebbe consolarla ...
SOFIA. Io non lo farei, ma se proprio si deve, fallo tu.
MARGHERITA. Io? No, non me la sento.
SOFIA. Le amiche si aiutano nel momento del bisogno e dato che tu sei sua amica ...
MARGHERITA. Vero. Inizia tu ad aiutarla.
SOFIA. No, io non me la sento.
MARGHERITA. Qualcuno lo deve fare.
SOFIA. Pari o dispari?
MARGHERITA. Dispari.
SOFIA. Bim, bum bam. (Indicano con le dita dei numeri). Quattro. Ho vinto io e perci tocca a te consolarla.
MARGHERITA. Sempre la solita fortunata. Agata, non fare cos, lo sai che Sofia stava scherzando.
AGATA. Sono tanta arrabbiata con tutte e due.
SOFIA. Agata, ma tu non sai che se una persona arrabbiata con due sue amiche e non le perdona, questa ... questa ... perde tutti i capelli?
AGATA. Ah s? E come fai tu a saperlo? Te lhanno suggerito gli operatori delle compagnie telefoniche?
SOFIA. E se anche fosse? Pensi di sapere tutto tu sulle superstizioni?
AGATA. Da quando tu sei superstiziosa? Da quando stai scegliendo il meglio ... per telefono?
SOFIA. Al telefono io mi esercito per la recitazione e basta. E tu allora, hai scelto tuo marito dopo una seduta spiritica?
MARGHERITA. Ragazze smettetela. Ora ci calmiamo tutte con un bel caff che ora vado a preparare a casa mia. Ok? Siamo amiche da tempo e non credo sia il caso di buttare unamicizia per delle incomprensioni.
AGATA. Niente incomprensioni, ho capito tutto perfettamente.
SOFIA. Agata, si stava scherzando.
AGATA. Non mi sembrava.
SOFIA. E io allora cosa dovrei dire che mi prendi in giro perch recito al telefono?
MARGHERITA. Dai ragazze, smettetela. Allora, vi preparo il solito caff?
AGATA. No io no.
SOFIA. Io si, anche se questoggi lo voglio bello forte.
MARGHERITA. Agata, invece?
AGATA. Da qualche giorno bevo soltanto caff dorzo.
MARGHERITA. Davvero?
AGATA. Si, ultimamente bevo solo caff dorzo perch a volte mi viene la tachicardia e non so il perch.
SOFIA. (Meravigliata) bevi il caff dorzo?
MARGHERITA. Mamma mia che schifezza.
SOFIA. Ma non sai che il caff dorzo acqua sporca?
MARGHERITA. Acqua sporca? Fa proprio venire il voltastomaco.
AGATA. Non ho pi cos voglia di caff.
SOFIA. E fai bene.
MARGHERITA. Io non capisco come le persone riescano a berlo.
SOFIA. Ah, nemmeno io.
SCENA IV
Margherita, Sofia, Agata e Silvia
SILVIA. (Entra in scena da destra) permesso. Ciao Margherita. Sono stata da te e mi han detto che ti avrei trovata qui da Giuli.
MARGHERITA. Ciao Silvia. Ragazze vi presento Silvia mia cugina. Silvia stata compagna di scuola di Giuli alle superiori.
AGATA. Silvia? Quella Silvia che ha avuto tante disgrazie a causa del cappello?
SOFIA. Piacere Silvia, io sono Sofia, unamica di Margherita e di Giuli.
MARGHERITA. E lei Agata, nostra amica molto, ma molto superstiziosa.
AGATA. Molto superstiziosa ... ma quanto basta.
SILVIA. A volte anchio sono superstiziosa e questo non un buon periodo per me.
AGATA. Anche tu a causa di ... Saturno?
SILVIA. Esatto, proprio grazie a Saturno che si messo di traverso.
AGATA. l e non si sposta nemmeno di un centimetro!
MARGHERITA. sempre il Saturno dellaltra volta?
AGATA. Eh s, di Saturno ce n solo uno per fortuna.
SILVIA. Chiamala fortuna.
AGATA. Infatti.
SCENA V
Margherita, Sofia, Agata, Silvia e Giuli
GIULI. (Entra in scena da destra con un mazzo di fiori finti) ciao ragazze. Ciao Silvia! Che piacere vederti.
SILVIA. Ciao Giuli. Che cambiamento hai avuto (parla del vestito) e devo dire che sembri pi giovane della tua et.
SOFIA. Tutte noi dimostriamo meno anni della nostra et.
GIULI. Grazie. E tutto questo lo devo alle mie amiche che stanno cercando in tutti i modi di portarmi alla realt.
SILVIA. E io sono contenta di questo. E quei bei fiori che hai con te fanno parte della terapia vero? Staranno a meraviglia su questa tavola.
GIULI. No Silvia, questi sono i fiori da portare al cimitero a mio marito.
AGATA. SOFIA. SILVIA. Al cimitero?
GIULI. Si, mi avevate detto che ormai potevo smettere di portare fiori belli e cos io ho pensato bene di portare questi fiori di plastica.
MARGHERITA. E io sono perfettamente daccordo, sono dei fiori bellissimi!
AGATA. Di plastica?
SOFIA. Come puoi portare dei semplici e miseri fiori di plastica a tuo marito?
SILVIA. quello che dico anchio. Giuli, scusa, ma non condivido la tua scelta.
AGATA. Fiori di plastica, malattia in vista. Iella, via di qua!
MARGHERITA. Cosa sento? Eravate voi che dicevate che il lutto lo poteva togliere, vero? E perch i fiori freschi no? Aprite la mente ragazze.
SOFIA. La tua mente proprio spalancata, anzi, non ci sono pareti. Diciamo che non c proprio niente. Tu? Tu saresti capace di portare fiori di plastica ad un caro anche dopo un mese dal funerale.
MARGHERITA. Giuli, questa potrebbe essere unidea per il funerale di tua madre e di tua zia, tutti fiori in plastica. Ovviamente non li compri, te le fai prestare dal fiorista e poi li restituisci cos almeno limiti le spese.
GIULI. Mi state confondendo.
MARGHERITA. Avete visto, la state confondendo.
AGATA. Noi non confondiamo nessuno, risaputo che i fiori di plastica portano sfortuna.
SILVIA. Eccome se portano sfortuna.
SOFIA. Al di l della sfortuna ma non stanno bene dei fiori di plastica al cimitero.
MARGHERITA. Oh, ma smettetela di raccontare stupidate. Se li vendono i fiori di plastica, da qualche parte si potranno mettere pure dico io.
SCENA VI
Margherita, Sofia, Agata, Silvia, Giuli e Caterina
CATERINA. (Entra in scena da destra e sente ci che Giuli dice).
GIULI. Il fatto che, s, ho pensato di portare questi fiori in plastica ... ma per il momento. Sono andata dalle pompe funebri e ho chiesto di cambiare la lapide di Edoardo e di incidere su quella nuova dei fiori belli e perci di togliere il vaso.
CATERINA. Cosa hai fatto? Hai fatto togliere il vaso di fiori? Che ti salta in mente?
MARGHERITA. Giuli, su questo devo dissentire pure io.
AGATA. Io invece approvo. Sono poi tutti soldi risparmiati. Non sapete che in un anno si possono anche risparmiare cinquecento euro?
SOFIA. Si risparmia anche lacqua.
CATERINA. Smettetela! Lacqua poi quella del cimitero e per Giuli non c risparmio.
MARGHERITA. Mi dispiace solo di una cosa in questo momento, sono daccordo con tua madre. E questo mi scoccia da morire. A proposito di morire, Caterina, a quanti anni morta tua madre?
CATERINA. Cosa centra questo argomento ora?
MARGHERITA. Pi in argomento di questo, non si pu. Allora?
CATERINA. (Scocciata) mia madre morta a sessantanni.
MARGHERITA. Ma perch tu non le somigli?
CATERINA. (La guarda storto) Giuli, non sono per niente contenta di quello che hai fatto.
GIULI. mai possibile che qualsiasi cosa faccia non vada mai bene?
AGATA. Non vero, a me piace quando ti vesti di bianco.
SOFIA. Oddio, non farmi ricordare comera vestita quel giorno.
GIULI. Visto?
MARGHERITA. A me piacciono i fiori in plastica.
SILVIA. Se si parla di fiori ci vogliono freschi, non in plastica.
GIULI. Ma vi rendete conto che io non so pi che devo fare? Una mi consiglia una cosa ma non va bene allaltra, unaltra mi consiglia unaltra cosa e non va bene allaltra ancora.
CATERINA. C solo una cosa da fare, ritorna a portare il lutto per tutto e cos accontenterai tutte.
MARGHERITA. Io non sarei contenta che Giuli riportasse il lutto.
AGATA. Io sarei contenta solo se ... (viene interrotta).
GIULI. Basta! Sono giorni che mi state facendo impazzire. Far quello che voglio a modo mio! (Esce di scena a destra).
MARGHERITA. Siete contente? Lavete fatta arrabbiare.
CATERINA. Contente? tutta colpa tua se ridotta cos!
MARGHERITA. Colpa mia? Colpa mia? Se non sbaglio eravamo un po tutte daccordo che si togliesse il lutto dopo tanto tempo che lo portava.
AGATA. Si, ma sei tu quella che glielo ha detto.
SOFIA. Vero.
SILVIA. Io sono qui da poco e non so come sono andate le cose.
MARGHERITA. Allora te lo dico io come sono andate le cose. Ho cercato di aiutare il destino di Giuli dandole consigli che lei ha accettato, ma purtroppo non coincidevano con i gusti di tutte queste brave persone.
CATERINA. E ti sembrano bei consigli da dare a Giuli come quelli di sbarazzarsi di me?
AGATA. E anche di tua sorella, Caterina.
CATERINA. Grazie, Agata.
AGATA. Figurati.
SILVIA. Forse Giuli ha let in cui dovrebbe scegliere da sola quello che vuole.
MARGHERITA. Forse. Per se non le dicevamo di togliere il lutto, sarebbe ancora ferma alla morte di suo marito.
SILVIA. Su questo penso che abbiate fatto bene, per ora sarebbe giusto che decida lei stessa come, quando e perch fare ci che vuole.
AGATA. Effettivamente Silvia non ha tutti i torti. Si tratta pur sempre della sua vita.
SOFIA. Io faccio sempre e solo ci che voglio.
MARGHERITA. Pensandoci bene, qualche consiglio glielo abbiamo dato e perci ora dovrebbe essere in grado di fare di testa sua.
CATERINA. In verit, forse, non avete tutti i torti. Penso di aver esagerato a volte. Ma solo in poche volte. Anche se entrasse vestita di ... verde bandiera, vedr di non commentare e accettare ci che mia figlia ha deciso della sua vita.
AGATA. Vero. Anche se entrasse con due fiori giganti di plastica, non far parola e accetter senza nessuna lamentela. la vita di Giuli e lei deve fare ci che vuole. Lei come tutte le persone di questa terra.
SOFIA. E io far lo stesso, nessun commento o giudizio. Se Giuli sta iniziando una nuova vita la deve fare per come le piace.
MARGHERITA. Penso davvero che sia la cosa pi giusta e rispettosa da fare per Giuli. Volerle bene e starle accanto in ogni sua scelta, bella o brutta che a noi sembra. Tutto il mondo dovrebbe imparare a farsi i fatti propri.
SILVIA. Brave, cos che ci si comporta.
SCENA VI
Margherita, Sofia, Agata, Silvia, Giuli, Caterina e Basilio
GIULI. (Entra da destra con un signore parecchio anziano) grazie Basilio per avermi accompagnato, sei un uomo da sposare.
AGATA. Oh Signur!
BASILIO. Grazie Giuli, lo sai che per te ho un debole e farei questo ed altro.
SOFIA. (Alle amiche piano) Giuli impazzita!
GIULI. Lo so Basilio e io ne approfitto.
MARGHERITA. Giuli e un ... un ... non riesco nemmeno a dirlo.
GIULI. Non te ne andrai subito voglio sperare.
SILVIA. Per me non fa nulla di male.
BASILIO. Oh no, se vuoi, mi trattengo anche tutta la notte.
CATERINA. Mia figlia non sa vivere, non sa scegliere, la devo fermare assolutamente.
GIULI. Birichino, non esagerare, andiamoci piano piano. Inizia ad aiutarmi a sistemare la spesa per il momento, poi vedr se trattenerti.
BASILIO. Ti aiuter io a trovare una scusa per trattenermi. (Escono a sinistra).
AGATA. Ma li avete visti? Cos giovane ... mettersi con un vecchio!
SOFIA. Giuli ha perso la ragione. Potrebbe essere ... suo nonno! possibile che sia cos senza ... testa?
MARGHERITA. Tutta sua madre purtroppo. Se non li avessi visti, non ci crederei.
CATERINA. Mia figlia fuori di senno, qualcuno la deve fermare.
SILVIA. Perch tutti questi commenti? Non avevamo detto che Giuli poteva e aveva il diritto di fare della sua vita ci che vuole? E poi, scusate, vedova da tanto di quel tempo che pure lei ha il diritto di rifarsi una vita e di avere qualcuno accanto. Quello che per certo, che avrebbe potuto trovarsi una persona un po pi giovane. Perch non scegliere un diciottenne? Dopotutto ancora una bella donna e giovane. Non vi sembra?
SIPARIO