Fatti, fatture e fattacci

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FATTI, FATTURE E FATTACCI

Commedia brillante in tre atti di

Pino Giambrone

“FATTI, FATTURE E FATTACCI”

Commedia brillante in tre atti di

PINO GIAMBRONE

Personaggi:

ØCOCÒ TUFFU,’ il fattucchiere;

ØANGELINA SALEMI, sua moglie;

ØPIETRO, loro figlio;

ØANNA, loro figlia;

ØDon TANO CARESTA;

ØSASA’, figlio di Don Tano;

ØDonna FILOMENA CASCIOTTA;

ØROSINA, figlia di donna Filomena;

ØCICCA;

ØNIRIA STRANO, marito di Cicca,;

ØNUNZIATINA TIRRAGLIA;

ØCECE’ CULONNA, marito di Nunziatina;

Tutti i diritti riservati – Iscrizione alla S.I.A.E. – Direzione Generale ROMA – sezione D.O.R

Per la rappresentazione, versione in dialetto, in lingua italiana, straniera e varia utilizzazione di brani e riduzione cinematografica, rivolgersi alla S.I.A.E. – Direzione Generale ROMA, o all’Autore, via Roma n. 22  - 93010 – Campofranco (CL)  Tel. 0934/959412 -3385995676

ATTO PRIMO

LA  SCENA

Unica per tutti e tre gli atti. Stanza grande. Di fronte una alcova con dentro situato un letto matrimoniale. Comune a destra dello spettatore. A sinistra porta che si accede in un'altra stanza. La porta sulla destra da direttamente con l’esterno. Al centro della stanza trova posto un tavolo rotondo tutto tarlato con delle sedie col fondo in “zabarra”. Sulla sinistra un tavolo rettangolare poggiato alla parete. Su di esso trovano posto tutti gli occorrenti per il mestiere di lu zi Cocò il fattucchiere – bottiglie, bottigliette, lumini, ampolle, santine appese al muro, alambicchi, erbe di vario genere, ferro di cavallo, corna, trecce d’aglio etcc… Appeso nelle vicinanze un grembiule di colore nero. Quadri e arredi vari. Un séparé. Siamo agli inizi degli anni quaranta.

SCENA PRIMA

Cocò, Angelina, Anna e Pietro

(Seduti vicino al tavolo di centro trovano posto ‘u zi Cocò che con un piatto, contenente un poco d’acqua, poggiato sulla testa della moglie Angelina, che a sua volta lo sorregge, cerca di far passare il mal di testa alla moglie. Accende dei piccoli moccoli e poi coprendoli con un bicchiere ripete la filastrocca rituale. Seduta poco distante Anna che lavora col telaio.)

Cocò               “Ti esorcizzo il  mal di testa
                        Te lo scaccio con veemenza!  
                        La mia mano lo calpesta,
                        il mio dire e la mia scienza! “
Angelina         (con la testa legata) Ah come mi fa male la testa! Come mi batte forte!
Cocò               Stai zitta! Stai zitta! Che ti mordessi una volta  per sempre la lingua! Solo così saremmo tranquilli a non sentirti più lamentarti!Se non l’hai capito affinchè vada in porto  questa mia prestazione devi fare assoluto silenzio! Muta!
                        “Ti esorcizzo il  mal di testa
                        Te lo scaccio con veemenza! 
                        La mia mano lo calpesta,
                        il mio dire e la mia scienza!”
 (breve pausa subito interrotta da Pietro che irrompendo in scena fa cadere il piatto dalle mani di Angelina, bagnandosi)
Pietro              Bbumm!
Cocò                           Che ti venga un accidente! Sei sempre tu, ah! Uno di questi giorni ti rompo la testa!

Angelina         (asciugandosi) Disgraziato ! Mi  sono bagnata tutta! Mi è anche aumentato il mal di testa! Figlio ingrato! Aih, come mi fa male la testa!

Pietro                          (sorridente) Mamma ascolti me invece di papà , vada in cucina e si pigli una pillola per il mal di testa e sono sicuro che le passerà! Lui con questi suoi riti di magia non conclude niente!

Cocò                           (innervosendosi) Guarda che queste magie come dici tu, ti hanno dato la possibilità di mangiare qualche tozzo di pane! Questo pivellino che vuole sindacare sul mio operato! Inetto! (guarda ad Anna che s’è punta con l’ago e succhia il sangue dal dito). Anninè, cosa ti è successo?

Anna               Mi sono punto le dita! Questa persona inutile, di mio fratello, mi ha fatto trasalire!

Cocò                           (a Pietro) Lo vedi cosa hai combinato? Piatto rotto, tua madre ancora con il mal di testa e tua sorella con il dito punto! Quando la cambi questa maledetta testa?
Pietro                          Papà perchè non me la cambia lei con tutte queste magie! Dai pigli una treccia d’aglio (esegue)  e faccia tutti  i dovuti scongiuri, così! (si mette a girare attorno al padre).
Esci sangue dal mio naso,
Sangue pazzo e velenoso
Aglio crudo e vino cotto
Fuggi via in un sol botto!... (viene interrotto dal padre).

Cocò               (pigliando una sedia e tirandogliela) Figlio ingrato, che ti venga un colpo alle mani!

Pietro                          (sorridendo e lasciando andare la treccia d’aglio). Papà non ho paura tanto c’è lei che me li aggiusta con le sue magie! (Esce dalla comune per rientrare subito ripetendo la filastrocca).

Cocò               (alla moglie) Continuiamo?

Angelina         No! Lascia perdere, forse è meglio come dice tuo figlio! Forse è meglio che mi piglio una pillola per il mal di testa!

Cocò                           Guarda “Nemo profeta in patria” Nessuno della famiglia vuole credere al mio operato!

Anna               Papà, come è finita con il lettino? Quanto tempo deve passare ancora?

Cocò               Eh figlia ha più di un mese che ho scritto alla ditta ed ancora non ho notizie!

Anna               Papà io mi sono stancata di dormire con voi nel letto matrimoniale! Ora sono già signorina ora...!

Angelina         (abbracciandola) Per noi sei sempre una bambina! Cocò ti ricordi quando era alta così? (fa il gesto con le dita) con le gambe storte che sembravano due falci! Correvi per la casa che sembravi un topolino! Ti sei messa a camminare all’età di sei mesi, sei mesi!

Cocò               Eh! Nostra figlia ha ragione ! Ora è signorina e quindi vuole dormire sola!

Angelina         Ma dimmi una cosa l’indirizzo a cui hai scritto per comprare il lettino, giusto era? Non vorrei che la lettera si sia persa!

Cocò               Giusto era l’indirizzo! (piglia un ritaglio di giornale e legge) Guarda: Mobilificio Trinacria,   via degli Orti n. 3 Palermo!

Angelina         E cosa c’è scritto in questo pezzo di carta?

Cocò               Ascolta! Qui  manca un pezzo ma si capisce che c’era scritto “lettino”! Perciò “Lettino di legno color noce! Accessoriato con materasso, cuscino e lenzuolo! Di leggera fattura e di facile trasporto grazie alle quattro maniglie situate ai due lati! Di legno stagionato resistente alla usura! Il prezzo compreso il trasporto è di Lire 50! Alle prime richieste verrà regalato un orologio da taschino! Per la richiesta scrivere…!

                        Ha più di un mese che ho scritto alla ditta e sono sicuro che non mancherà molto tempo per arrivare!Hai sentito? Come è resistente! Ha quattro maniglie così noi lo possiamo spostare da una stanza all’altra!

Anna               - (festante)  Che bello, papà, come sono contenta un lettino tutto per me! (bacia il padre).

SCENA SECONDA

Detti e Cicca

(Cicca dal di fuori ad alta voce e bussando alla porta dando l’impressione di volerla abbattere)

Cicca               (d.d.) Don Cocò apra! Io sono Cicca, Cicca, apra! Mi vuole aprire? Che devo buttare giù la porta?

Angelina         Madonna Santa! Cicca è! La cortigiana di Cicca! Per favore dai retta tu a lei! Anna noi ritiriamoci in cucina! (escono dalla sinistra).

Cicca                          (d.d.) Che le venga un accidenti!  Se un terremoto durasse tutto il tempo che sta perdendo lei per aprire la porta , a quest’ora non sarebbe rimasto neanche un comignolo intero! Mi vuole aprire? (bussando energicamente)

Cocò                           (aprendo) Morte subitanea a te e a quelli simili a te! Mi vuoi dare il tempo per aprire la porta?

Cicca                          (entrando, donnone con carattere aggressivo ed invadente, con risvolti umani di indole buona. Grida sempre ad alta voce. Porta con se un bambino) Tu! Guarda che è simpatico! Stavo facendo fuori le ragnatele con tutto questo tempo per aprirmi! Don Cocò mi benedica! Come sta in salute? Non c’è bisogno che mi risponda perché si vede dall’aspetto che sta molto bene! Ha due guance rosse (tocca le guance che sembrano due pomodori! (non da tempo a Cocò di rispondere) Sua moglie dov’è? E i suoi figli? Ragazzi di un carattere d’oro, poi non parliamo di Anna dove la metti sta! E poi mi fa una simpatia...!

Cocò               (interrompendola) Ascolta, Cicca io vado dall’altra parte, in cucina quando finisci di parlare tiri la porta e vai via!

Cicca               Sempre con tono scherzoso! (da una pacca sulle spalle) ! Basta non parlo più! Santa Lucia mi fa saltare la lingua se continuo a parlare! Basta! Muta! (fa il gesto con le dita sulla bocca, poi parlando con la bocca chiusa). Non parlo più...Santa Lucia...!

Cocò               (gridando) Basta! Botta di sangue, ti vuoi zittire! E poi che c’entra Santa Lucia?

Cicca               Appunto! Non parlo più!

Cocò               Oh, finalmente. (sente odore di menta e annusa Cicca) Sento odore di menta, ma da dove proviene? Mi sembra menta! Sono sicuro! Ma da dove proviene questo odore?

Cicca               (ridendo) Si, don Cocò menta è! Guardi qui! (esce da tutte le tasche dei piccoli mazzetti di menta)

Cocò               Ah, per questo che ti hanno affibbiato il sopranome di “  mentuccia “?

Cicca               Se vogliamo essere esatti, questo sopranome me l’hanno affibbiato quanto ero una bambina! Mia madre aveva un giardino e in questo giardino c’era una immensa distesa di menta! Uno spettacolo tutto quel verde e l’intenso odore che si sprigionava! Io ero attirata da una così fatta bellezza sino al punto che mi buttavo in mezzo a quella distesa di menta sino al punto di crogiolarmi e non mi veniva più voglia di uscire e lasciare perdere quella celestiale distesa! C’era una forza così intensa che mi attanagliava legandomi in mezzo al verde! I miei abiti si profumavano tutti di questo intenso profumo! La gente quando mi pigliava in braccio per darmi una carezza o un bacio sentivano questo forte e intenso odore di menta ed esclamavano: Tu, guarda che odore fa Cicca di mentuccia; Tu guarda che odore fa Cicca di mentuccia e mi rimase questo sopranome di mentuccia che mi porto dietro sino adesso!

Cocò               Visto che siamo arrivati alle confidenze , dimmi una cosa perchè a tuo marito Niria Strano gli hanno affibbiato in nomignolo di Sesamo, che anche lui si crogiolava con i semi di sesamo?

Cicca               (ridendo) No! Gli dicono sesamo perchè…! (s’avvicina e gli parla all’orecchio. I due si mettono subito dopo a ridere).

Cocò               Certo che ci vuole una fantasia. Ih, Cicca sei venuta qua sicuramente non per parlare di sopranomi ma di qualche altra cosa!

Cicca               Ascolti, mio marito…!

Cocò               (fa segnale con gli occhi) ……Sesamo?

Cicca               Si lui! Gli è spuntato una verruca sul braccio destro, ora son venuta da lei per chiederle qualche mistura per farla sparire!

Cocò               Semplicissimo! Ascolta! Piglia tre lumache e glieli strofini sulla verruca di tuo marito e mentre fai questa operazione devi ripetere questa giaculatoria:

                        “ Sant’Antoniu degli abbati,

che guarite gli ammalati,

Mio Principe e mio duca,

Fate sparire questa verruca! “.

Cicca               Siete sicuro?

Cocò               Come sicuro, e allora ….! (come per dire che è il suo mestiere).

Cicca               Ma dove trovo in questo periodo le lumache? E’ da più di tre mesi che non piove?

Cocò                           Aspetta , che nell’altra stanza dovrei averne! Ieri un mio cliente che abita nella zona delle Madonne, zona piovosa, mi ha portato una sporta di lumache! Aspetta che vado a pigliarne qualcuna! (esce dalla sinistra).

SCENA TERZA

Detta , Pietro e poi Cocò

Pietro              (entrando dalla comune, notando la presenza di Cicca rimane fermo vicino l’uscio)

                        Che fai tu qui?

Cicca               (remissiva, cambiando completamente atteggiamento) Io…io …son venuta…a si son venuta per chiedere una medicina per mio marito! Poi non capisco questa tua ostinazione di proibirmi di mettere piedi a casa tua! Hai paura che appesto la tua casa?

Pietro              Ti ricordo che tra noi due è tutto finito! Oramai è acqua passata!

Cicca               Acqua passata? Pietro, guarda che io sono capace di spaccarti questa testa  e far uscire fuori tutto questo sangue pazzo che ti circola nel cervello! Prima ti sei divertito e ora…!

Pietro              (gridando) E ora basta!

Cicca               Basta lo devo dire io! Lo dirò io quando dovrà finire questo nostro rapporto! (si avvicina a Pietro e gli afferra il braccio. Pietro ha una reazione brusca e fa cadere per terra a Cicca. Nel frattempo entra Cocò).

Cocò               (vedendo a terra Cicca e guardando il figlio come per dire che è successo). Cosa è successo? ( a Cicca )Che fai tu a terra?

Cicca               (minimizzando e capovolgendo l’accaduto) Niente don Cocò suo figlio vuole scherzare sempre! Mi ha tolto la sedia di dietro ed io sono andata a finire a terra!

Cocò               E tu perché sei rientrato subito??

Pietro              Son venuto a pigliarmi la giacca. Fuori si è levato un vento di tramontana che fa rizzare il pelo! (esce dalla sinistra).

Cocò               Perciò, Cicca qui ci sono le lumache! Lo vedi che hanno fuori le corna! Ebbene sulla verruca glieli devi passare mentre hanno le corna uscite di fuori!

Cicca               E se tornando a casa le corna non son per fuori come devo fare per fargleli spuntare di nuovo?

Cocò               Come? Tu sei specialista per queste cose!

Cicca               (risentita) Cosa vuole insinuare?

Cocò               No! Voglio dire che sei esperta in cucina! Ascolta piglia una foglia di lattuga poggi su di essa le lumache e vedrai che in pochissimo tempo spunteranno loro le corna un palmo e mezzo! Hai capito? Volevo dirti questo! Dopo che le lumache hanno buttato fuori le corna , li passi subito sulla verruca di tuo marito e poi li appendi fuori…!

Cicca               A chi , a mio marito?

Cocò               (ridendo) Sarebbe uno spettacolo divertente , tuo marito appeso fuori! Cosa hai capito? Le lumache devi appendere fuori e li devi appendere in una finestra che da verso il nord! Quando le lumache si sono mummificate,  vedrai che la verruca di tuo marito scomparirà! Hai capito?

Cicca               Ho capito! Ora scappo così più tardi quando rientra mio marito eseguo questa operazione! La saluto don Cocò! Ah, com’era la giaculatoria?

Cocò                           “ Sant’Antoniu degli abbati,

che guarite gli ammalati,

Mio Principe e mio duca,

Fate sparire questa verruca! “.

La devi ripetere tre volte! (Cicca andando via ripete per non dimenticare la giaculatoria).

SCENA QUARTA

Detto, Pietro e poi Angelina

Cocò                           (vedendo entrare a Pietro con la giacca in mano, assume un atteggiamento di rimprovero). Giovanotto! Cosa significa questo fatto?

Pietro                   (sorridendo e facendo finta di non capire). Quale fatto?

Cocò               Quale fatto? Te lo devo indicare con il dito a cosa mi riferisco!Hai capito di cosa parlo?

Pietro                          (sempre con tono scherzoso) Papà è il sangue! Il sangue pazzo che ho nel cervello! Sangue pazzo che mi ha dato le nel momento in cui sono stato concepito! (lo avrà abbracciato).

Cocò                           (respingendolo) E io questo sangue pazzo che ti ho dato nel momento in cui sei stato concepito te lo faccio uscir fuori dal cervello!

Pietro              (c.s.) Forza papà! Incominci adesso! (si mette la giacca sulla testa e girando la scena ripete la solita filastrocca).

Esci sangue dal mio naso
Sangue pazzo e velenoso
Aglio crudo e vino cotto

Fuggi via in un sol botto!

(reazioni a soggetto di Cocò. Entra Angelina ed assiste alla scena. Pietro esce).

Angelina         Sempre azzuffati! Non andate mai d’accordo! Per forza, siete uguali! Voi due non vi potete incontrare neanche davanti la porta della chiesa! Se ne è andata la cortigiana di Cicca? Certo che quando entra nelle case non vuole più uscire questa cortigiana! (bussano alla porta. Sono Filomena Casciotta con la figlia Rosina. Filomena donnone dall’età di 50. Irascibile e permalosa. Molto elegante. La figlia Rosina molto malata, soffre di una malattia. Non sta mai ferma. A chiunque si presenta ripete sempre la stessa frase. Angelina va ad aprire).

SCENA QUINTA

Detti, Filomena e Rosina

Filomena         (tenendo il braccio della figlia Rosina)  Buongiorno, chiedo scusa! Questa è la casa di  don Cocò….. don  Cocò ….!

Cocò               Il fattucchiere! Non abbia paura di pronunciare la mia professione! Lo può gridare a voce alta! Fattucchiere è una mia professione! Si accomodi in che cosa la posso servire? (alla moglie) Angelina piglia due sedie e li fai accomodare (Angelina esegue. Prima porge la sedia a Filomena e poi va per porgere la sedia a Rosina).

Rosina             (avvicinandosi ad Angelina) Molto lieta! (inchino) Sono Rosina! Sono figlia di Nino Lanza e di Filomena Casciotta, la qui presente, che è mamma mia! A servirla!  (l’abbraccia e da un piccolo morso all’orecchio di Angelina, una risata da ebete e ritorna al suo posto. Angelina per educazione smorza il dolore avuto in seguito al morso. Risponde con un buffo inchino).

Filomena         (pigliando per il braccio la figlia e facendola sedere). Siediti sangue della mamma! Stai tranquilla che poi ti vado a comprare le leccornie quelle che piacciono molto a te! Dai siediti! (Rosina si rialza e va verso Cocò).

Rosina                        Molto lieta! (inchino) Sono Rosina, sono figlia di Nino Lanza e di Filomena Casciotta la qui presente che è mamma mia! A servirla!  (abbraccio e morso all’orecchio e breve risata da ebete, poi presa per il braccio dalla mamma si siede. Cocò emette un grido di dolore che smorza subito).

Filomena         Siediti, sangue della mamma, siediti che poi , come ti dicevo, ti compro le leccornie , dai siediti! (Rosina siede. Cocò e Angelina restano allibiti). Perciò don Cocò, crede che abbia gia capito in quale situazione mi trovo!  Ha da più di sei mesi che mia figlia si trova in queste condizioni! A chi incontra ripete sempre la stessa strofa, ma la cosa più grave come lei avrà notato dà dei morsi all’orecchio!

Coco               Più che visto lì abbiamo provato!

Filomena         Come dicevo mi trovo in una situazione disperata! Ho provato diverse volte a rimproverarla ma lei si è disperata battendo la testa nei muri, così la lascio fare!

SCENA SESTA

Detti e Anna

Anna               (spuntando dalla porta di sinistra) Madre, madre!
Cocò               (alla moglie) Falla entrare, falla entrare (ma prima che la moglie si sposta, Rosina di corsa va verso Anna).

Rosina                        Molto lieta! (inchino) Sono Rosina e sono figlia di Nino Lanza e di Filomena Casciotta la qui presente che è mamma mia! A servirla! (abbraccio e morso all’orecchio).

Anna               Aih! Mi ha dato un morso all’orecchio! Madre chi sono queste persone! Ma questa ragazza è un po demente?

Angelina         Non lo so! Cosa vuoi?

Anna               Quanto zucchero devo mettere?

Angelina         Tre cucchiai pieni e poi mescoli tutto!

Anna               (salutando) Buongiorno! Molto lieta (esce).

Filomena         Don Cocò, come le dicevo ha più di sei mesi che mia figlia si comporta in questa maniera! Ho girato i migliori medici della zona e nessuno ha potuto risolvere il caso! Ora sono venuto da lei, l’ultima spiaggia, per sapere se mia figlia ha qualche fattura sul suo corpo!

 Cocò              Cara signora tutto è possibile! Nel mondo c’è gente malvagia e cattiva che non sanno dove sbattere le corna! Fare una fattura su una persona non è difficile e non ci pensano neanche una volta! Ora senza perdere tempo, vediamo se sua figlia è affatturata o no! Se è fattura è roba mia! Angelina vai a pigliare un piatto con un poco d’acqua e un bottiglietta di olio! (la moglie esce per rientrare subito dopo con un piatto contenente un poco d’acqua). Rosina, vieni siediti su questa sedia! (mette una sedia al centro della scena. Poi va a pigliare una bottiglietta con dell’olio) Allora, signora Filomena venga qui! (mette il piatto in testa a Rosina). Ora io  verso alcune gocce di olio in questo piatto che contiene un poco d’acqua, se la goccia dell’olio si allarga vuole dire che sua figlia ha nel corpo una fattura! (versa la goccia di olio nel piatto e tutti e tre in contemporanea fanno un salto indietro gridando: Fattura è!). Fattura è! Fattura è! Non si preoccupi signora Filomena ora ci penso io a toglierla! Questo è il mio mestiere! Sono o non sono Don Cocò Tuffo il mago? Stia tranquilla che tolgo questa fattura come se fosse una spina! Solo che ci vogliono diverse sedute ed alla fine della terapia sua figlia tornerà come prima, anzi meglio di prima! Bisogna incominciare subito! Ci vuole pazienza e fiducia!

Filomena         Ne ho avuto abbastanza pazienza sino a venderla! Basta che mia figlia torna come  prima io pagherei la qualsiasi!

Cocò                           Signora io questo mestiere lo faccio per aiutare il prossimo! Non lo faccio per denaro! Io accetto solamente offerte dalla gente , o in natura o in sordi! Ma solo offerte! Ora dobbiamo incominciare subito! Prima incominciamo più facile viene togliere la fattura, perché non vorrei che la fattura che hanno fatto a sua figlia penetri ancor di più nello stomaco! Bisogna subito intervenire! (fa sedere Filomena in disparte ed aiutato dalla moglie incomincia a svolgere le manzioni di “mago”. Alla moglie non parla ma dialoga con segnali. La scena è muta. Cocò piglia quattro lumini e li dispone agli spigoli di un ipotetico quadrato che circonda la sedia in cui è seduta Rosina. Piglia dei fiammiferi ed accende i lumini. Poi fa segnale alla moglie di pigliare il grembiule appeso alla parete, e lo indossa. Nel grembiule sono appese i seguenti oggetti: corna, grattugi, aglio, sacchetti contenenti erbe etc…Poi presa una incensiere, (una scatola di latta legata da quattro pezzi di spago), accende l’incenso ed incomincia a girare attorno a Rosina, ripetendo la seguente filastrocca, contraffacendo alcune volte la voce. Eventuale sottofondo musicale).

“ Aglia agliola femmina mola,

questa  fattura sicuro che vola.

Corna, bicorna, cornuto cornazza,

questa figliola non fa più la pazza!

Questa grattugia io gratto il male

Il bene trionfa è naturale.

St’ erbe dolci e st’erbe amare  

questa mala ventura deve finire “.

(ogni volta che ripete una strofa, tocca gli oggetti che chiama in causa, appesi nel grembiule. Altre incensate e finisce il rito). Per oggi abbiamo finito signora Filomena. Me la porti domani alla stessa ora!

Filomena         Don Cocò non so come ringraziarla! Mi dica quanto è il disturbo?

Cocò               Gliel’ho detto signora Filomena io lo faccio per aiutare il prossimo e non per soldi! Se lei vuole togliersi l’obbligo la c’è una cassetta , metta qualche offerta! Io a fine settimana la apro quello che trovo mi basta per portare avanti la famiglia!

Filomena         Allora la saluto don Cocò ed anche a lei signora Angelina! Dio ve ne renderà merito per il bene che fate! (alla figlia). Andiamo , sangue della mamma, per oggi abbiamo finito! (Rosina sta per accennare al solito saluto, ma Cocò e Angelina vanno per scappare nell’altra stanza, ma Filomena afferra per un braccio a Rosina e vanno via. Vicino l’uscio Filomena mette un offerta nella cassetta ed escono. Cocò e Angelina si guardano meravigliati e poi in contemporanea imitano il comportamento di Rosina, poi di corsa si precipitano verso la cassetta per constatare l’entità dell’offerta di Filomena. Si azzuffano chi deve guardare per primo. La moglie ha la meglio).

Angelina         Dieci soldi? Si è consumata! Tirchia! L’uomo più soldi ha più tirchio è! I soldi! Maledetto chi li ha inventati! Intanto i soldi sono la potenza dell’essere umano!

Cocò               Si dice: Il gallo senza la cricchia è un gran cappone,

L’uomo senza i soldi è un gran minchione!

(bussano alla porta, è Cicca mentuccia ).

SCENA OTTAVA

Detti e poi Cicca

Cicca                          (d.d.) Don Cocò, oh don  Cocò! Vuole aprire questa porta? (bussa energicamente). Botta di sangue la vuole aprire questa porta?

Angelina         Cicca è! Madonna mia, io scappo! (esce dalla sinistra).

Cocò               (aprendo la porta) Gatta  frettolosa e dammi il tempo di aprire!

Cicca               Don  Cocò sono arrabbiata, sono molto arrabbiata!Maledetto quel giorno che sono andata ad abitare sotto la casa di Nunziatina! La colpa è di mio marito!

Cocò               Calmati, e raccontami cosa ti è successo!

Cicca               Deve sapere che io abito sotto casa , esattamente sotto il piano in cui abita quella disgraziata e cortigiana  di Nunziatina Terraglia, la moglie di Cecè Colonna il venditore di gazzose, ha capito? Perciò questa Nunziatina tutti i giorni mi fa pigliare collere ! Ma io uno di questi giorni salgo sul suo balcone e le rompo le corna!. ! Le rompo le corna a questa malalingua e strippa! Si non solo è malalingua è anche strippa, cioè non può avere figli! Si comporta così perchè è invidiosa di me! Si, invidiosa , invidiosa che io ho cinque figli e lei neanche uno! Perciò, questa malalingua mi fa pigliare ogni giorno collere! Non fa altro che raccogliere tutta l’immondizia di casa sua e buttarla giù dal balcone andando a cadere sui panni che ho steso al balcone! Il mio balcone è diventato un immondezzaio! Ma quello che ha fatto poco fa è indescrivibile! Ha preso un vaso da notte pieno di urina e l’ha buttato giù sotto il mio balcone! Avevo le imposte aperte e tutta quella urina andò a finire dentro la mia casa! La puzza che è venuta fuori era insopportabile!

Cocò               E ora cosa vuoi da me ?

Cicca               Una fattura! Una fattura quanto questa Nunziatina le viene una paralisi, alle mani e a tutto il corpo! Così finisce di fare queste angherie! Don Cocò le ho portato una dozzina di uova! Li mangi con tutta la sua famiglia alla mia salute!

Cocò               (pigliando le uova) Così, una fattura in quattro e quattr’otto? Ma vediamo cosa mi ritrovo tra la mia roba! (si avvicina al tavolo, rovista e piglia una stearina ed un po’ di polverina). Ascolta! Piglia questa candela e la leghi all’estremità di un bastone! Poi pigli questo pezzo di cartone , gli fai un buco e infili il bastone con la candela! Poi attorno a questo pezzo di cartone versi un poco di olio e cospargi su di esso questa polverina! Accendi la candela e vedrai che subito dopo si sprigionerà del fumo! Attenta che questo fumo è pericoloso! Poi sollevi il bastone sino all’altezza del balcone di Nunziatina in maniera che il fumo che si sprigiona vada a finire interammente dentro la sua abitazione! Ti  assicuro che in giro di pochi giorni Nunziatina respirando questo fumo avrà subito una paralisi alle mani e poi su tutto il corpo! Quello che ti raccomando è di avvicinare più possibile il bastone al balcone di Nunziatina!

Cicca               Grazie don Cocò, grazie. ( va per andare ).

Cocò               Mi raccomando, più vicino possibile!

Cicca               Ho capito! (esce).

Cocò               Femmina indiavolata! Ma come fa il marito a vivere con una donna di questo genere? Ma veramente il poveretto è sempre in giro per lavoro! Sta fuori settimane intere! Poi dico una cosa come trova il marito il tempo per fare tutti questi figli? Ma! Cinque figli! (esce dalla sinistra).

SCENA NONA

Cocò, Angelina, Don Tanù e Sasà

(Bussano alla porta è Don Tano Caresta ed il figlio Sasà. Don Tano con baffo all’insù, veste elegante. Quando parla tiene sempre le braccia alzate e ripete sempre l’ultima parola della frase. Il figlio Sasà soffre di una malattia. E’ un esaurimento nervoso. Non sta mai fermo, gira la stanza strofinando le mani ripetendo, senza senso parole che sente nei discorsi degli altri. A chi si presenta gli sorride in faccia e subito dopo infila un dito nell’orecchio. Cocò seguito da Angelina va ad aprire).

Don Tano        Buongiorno! Ho il piacere di parlare con don Cocò, don Cocò Tuffo il fattucchiere? Fattucchiere?

Cocò                           A servirla, Ed io con chi ho il piacere di parlare?

Don Tano        Molto lieto! Io sono don Tano Caresta…!

Cocò               Non si preoccupi che io e mia moglie la qui presente Angelina Salemi non facciamo parola con nessuno! Non si preoccupi che la cosa resta in queste quattro mura!

Don Tano        Che cosa? Cosa?

Cocò               Mi deve scusare ! Poco fa non ha detto che la cosa deve restare tra di noi? Quindi io e mia moglie abbiamo la bocca cucita!

Don Tano        Torno e replico: Di che cosa state parlando! Parlando?

Cocò               Poco fa lei non ha detto che resta..? E quindi la cosa resta tra di noi!

Don Tano        (avendo capito l’equivoco e sorridendo) No! Don Cocò, Caresta è il mio cognome! Io mi chiamo don Tano Caresta e questo alla mia sinistra è mio figlio Sasà!

Cocò               Mi scusi del  “qui pro quò “. Si accomodi ! Angelina piglia due sedie! (in quest’ultimo dialogo, Sasà avrà manifestato la sua malattia con meraviglia di Cocò e di Angelina).

Don Tano        Lo vede come fa mio figlio? Mio figlio! Notte e giorno! Non sta mai fermo! Ha esattamente quattro mesi che si comporta in questa maniera! Maniera! Sono andato dai migliori specialisti e nessuno a trovato la medicina giusta! Giusta! (Sasà si alza ed incomincia a girare la stanza). Non si preoccupi che no le fa del male! (Poi Sasà si avvicina a Cocò, gli sorride e poi gli infila un dito nell’orecchio. Ritorna a sedersi. Reazioni a soggetto di Cocò). Ha visto? Ha questo difetto assieme agli altri, a chi incontra infila il dito nell’orecchio! Ho cercato in tutti i modi di proibirglielo ma la sua reazione è stata terribile! Sbatteva la testa mura, mura! L’ultima volta che l’ho rimproverato si è avventato contro di me mettendomi  le mani al collo, e se non era per la parola magica a quest’ora non ci sarei più!

Cocò               (preoccupato) Non ho capito? E poi cos’è questa parola magica?

Don Tano        Quando lui prende per il collo bisogna gridargli “ Frascadenzio”

Cocò               Come?

Don Tano        Frascadenzio, e lui si blocca! Come se non fosse successo niente! Io per evitare conseguenze più gravi lo lascio fare , non lo contraddico, contraddico! (Sasà si alza e va verso Angelina infilandole il dito. Resta ferma con la paura che le afferri il collo).

Angelina         (al marito a bassa voce) Ho la vaga impressione che oggi diventerò sorda!

Don Tano        Perciò le stavo dicendo… (pigliando per il braccio a Sasà e facendolo sedere) che ho girato i migliori specialisti senza avere un risultato positivo! Positivo! Dopo tutti questi tentativi mi hanno consigliato di venire da lei , chissà mio figlio abbia ricevuto qualche fattura! (nel frattempo Sasà avrà preso una scatola di fiammiferi di legno, ed avrà disposto quattro fiammiferi tra le dita della mano di sinistra. Poi accendendone un quinto fiammifero avrà dato fuoco agli altri, disposti tra le dita, e subito dopo avrà cantato “tanti auguri” cantato per modo di dire, spegnendo i fiammiferi).

Don Tano        Lo vede? Questa è un’altra cosa che ha imparato da poco tempo! Non so come andrà a finire! Solo lei mi può salvare!

Cocò               Caro don Tano, Caresta, che resti qui tra noi se è fattura io posso salvar suo figlio altrimenti…!

Don Tano        E come si fa a vedere se è fattura?

Cocò               Ora vediamo! (dispone come al solito la sedia al centro della scena, su cui fa sedere Sasà, poi fa segnale alla moglie di andare a pigliare il solito piatto). Perciò don Tano Caresta, che resti tra di noi! Ora io metto una goccia di olio in questo piatto contenente un poco d’acqua, se la goccia di olio si allarga vuole dire che è fattura! Altrimenti io non ci posso fare niente! (esegue come da copione, versando la goccia di olio. Indietreggiando Cocò e Angelina, tranne don Tano, gridano:) FATTURA E’!

Angelina         Fattura è! (s’avvicina a Sasà e questi le rovescia il piatto, bagnandola). E ci voleva pure questa lavata di faccia!

Cocò                           Fattura è! Non perdiamo tempo! Incominciamo con la prima seduta, perché caro don Tano le voglio ricordare che per curare suo figlio ci vogliono diverse sedute!

Don Tano        Ho provato di tutto, proviamo anche questa !

Cocò               Forza Angelina! (Angelina e cocò eseguono tutto ciò cha hanno fatto con Rosina, e ripete la solita filastrocca).

“ Aglia agliola maschio mola,

questa  fattura sicuro che vola!

Corna, bicorna, cornuto cornazzo,

questa giovine non fa più il pazzo!

Questa grattugia io gratto il male,

il bene trionfa è naturale!

St’ erbe dolci e st’erbe amare, 

questa mala ventura deve finire “.

                        (Altre incensate e finisci il rito). Don Tano per oggi abbiamo finito ! Me lo porti domani alla stessa ora !

Don Tano        Speriamo!

Cocò               Quale speriamo! Qui ci sono certezze e non  speranze! E’ fattura e io la tolgo come se fosse una spina!

Don Tano        Quant’è il disturbo? Disturbo?

Cocò               Mai Maria! Non lo faccio per denaro! Accetto solamente offerte o in natura o in soldi! Guardi, li c’è una cassetta metta una offerta dentro! Quello che il cuore le suggerisce! Poi io a fine settimana la apro e ciò che trovo mi basta per portare avanti la famiglia!

Don Tano        ( pigliando per un braccio il figlio) Allora la saluto! Baciamo le mani! Andiamo Sasà! (arrivato vicino la porta, mette l’offerta nella cassetta. Cocò e Angelina di corsa vanno a guardare dentro dopo che gli ospiti sono usciti).

Cocò               Dieci soldi? Si sono passati  parola? Gente tirchia!

SCENA DECIMA

Detti e Anna

Anna               (irrompendo in scena) Papà, papà, il lettino sta arrivando! Ho visto dalla finestra delle persone con un carretto che si sono fermati davanti la porta! Scaricavano un pacco grande così! Che bello, il  lettino è arrivato così non dormo più con voi ma sola! (saltellando e canticchiando). Che bello…!

Angelina         Guarda come è felice, sembra una bambina di dieci anni!

Cocò               Andiamo, usciamo ed andiamo a vedere! (escono Cocò e Angelina dalla comune).

Anna               (guardando attraverso la porta aperta) Mih! Quando è grande! Stasera dormo da sola! (rientrando Cocò e Angelina portando di peso il pacco. lo sistemano al centro della scena).

Cocò               Una forbice, un coltello quando taglio questa corda! (Anna esce  per rientrare con in mano un coltello).

Anna               Tenga,  papà. Apra! Non vedo l’ora di vedere questo lettino!

Angelina         Io pure sono ansiosa!

Cocò               Ma state ferme! Me lo fate aprire? (Cocò apre per primo il pacchetto contenente l’orologio da taschino). Questo deve essere l’orologio da taschino che mi hanno regalato! (aprendo) Guarda che bello! (lo mostra agli altri. Poi apre con cura il pacco grande, ma con enorme sconcerto, si accorge che dentro non trova posto un lettino, ma una bara) AH UNA BARA! ( Reazioni a soggetto).

FINE PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

(Stessa scena del primo atto. La bara è stata posta, nella parete frontale, ricoperta con una tovaglia. Appese alla parete aglio, corna etc….)

SCENA PRIMA

Angelina, Nunziatina e Cocò

Angelina         (andando ad aprire la porta comune. E’ Nunziatina che porta una grosso fagotto  -truscia -, tanto da non poter passare attraverso la porta). Vengo, vengo! Una di queste volte mi butteranno giù la porta! Vengo! Tutta colpa di mio marito con questo ridicolo mestiere! (apre la porta)

Nunziatina      (entrando con la grossa truscia, travolgendo Angelina) Botta di sangue e di veleno, ci voleva tanto per aprire la porta? Buongiorno signora Angelina dov’è suo marito?

Angelina         Madonna che furia! Subito glielo chiamo! (esce, e subito rientra col marito).

Cocò               Che c’è con tutta questa furia?

Nunziatina      Guardi qua! E poi mi dice se non ho ragione ad avere tutta questa furia! Guardi qua! (apre la truscia e fa vedere a Cocò e Angelina alcuni indumenti tutti bruciacchiati. Man mano che li piglia li butta in faccia sia a Cocò che ad Angelina). Guardi qua! E anche lei signora Angelina! Guardi cosa mi ha combinato quella cortigiana di Cicca! Botta di sangue e di veleno! Guardate mi ha bruciato tutti gli indumenti di mio marito che io avevo lavato e steso al balcone per asciugarli! Botta di sangue e di veleno! Guardate! Giacca, pantaloni, camice, mutande! (li avrà nel frattempo usciti fuori dalla truscia). E’ rimasto senza niente lo ha lasciato con il culo di fuori! Botta di sangue e di veleno ! E tutta colpa di chi? Tutta colpa sua don Cocò!

Angelina         Di mio marito? Cosa c’entra lui?

Nunziatina      C’entra, c’entra! Botta di sangue e di veleno.

Cocò               Ma spiegatimi, come c’entro io, Botta di sangue e di veleno!

Nunziatina      Ci entrate, ci entrate! Non è stato lei che ha dato la fattura a Cicca per farla contro di me? La candela accesa…il bastone...la polverina! Non è stato lei che ha suggerito tutto questo a Cicca? E quella è stata così obbediente al vostro comando che ha dato fuoco a tutta la roba che io avevo steso sul balcone per farla asciugare! Botta di sangue e di veleno! Non ne posso più con questa donna, non ne posso più! Ogni giorno che passa mi fa sempre star più male! Mi rinfaccia sempre che lei ha cinque figli ed io neanche una! Mi dice sempre che sono strippa, sterile e non posso fare figli! Botta di sangue e di veleno! Ma se non fosse per lo scandalo le farei vedere se sono strippa e no! Ma siccome io sono una donna onesta…per me uno solo è stato e sarà l’amore, mio marito! Mentre lei ne ha avuto amanti a bizzeffe! E ora? E ora le è venuto in testa di farmi una fattura e lei babbalocco le è andato dietro! Botta di sangue e di veleno! E’ una cosa giusta questa? Lasciare mio marito senza più un indumento da indossare! (avrà raccontato il fatto, intercalando ogni tanto un pianto).

Cocò               Ma calmatevi!

Nunziatina      Non mi calmo! Ora lei deve riparare il danno che ha fatto Cicca,  con la sua complicità,  nei miei confronti! Se non lo fa,   racconto tutto a mio marito! Lei lo conosce mio marito? E’ una pasta d’angelo ma quando si innervosisce diventa una furia ! Botta di sangue e di veleno! Quindi caro don Cocò lei ora mi deve preparare una fattura contro di Cicca quando così le viene una paralisi alla lingua e non parla più! Botta di sangue e di veleno! Forza don Cocò!

Cocò   (per togliersela di mezzo ed incoraggiato dalla moglie, si avvicina al tavolo di lavoro e ne inventa una. Piglia una bottiglietta contenente una polverina). Perciò, donna Nunziatina, questa è una polverina potente! Ora ti spiego cosa devi fare! Siccome tu abiti sopra l’abitazione di Cicca, prima che lei si ritira in casa devi versare un po’di questa polverina davanti la porta di ingresso! Così quando lei rientra il suo corpo si imbratterà  di questa polverina!  Questo lavoro lo devi fare fino a quando finisce il contenuto di questa bottiglietta! Mi raccomando poco per volta! All’inizio Cicca avrà un fastidioso prurito su tutto il corpo, poi incomincerà ad avere problemi di linguaggio sino a quando non parlerà più! Devi stare attenta che la polverina la devi mettere sull’uscio della porta un momento prima che Cicca rincasa , perchè  potrebbe verificarsi che ci vadano di mezzo altre persone!

Nunziatina      (esultando) Grazie,  don Cocò! Corro subito! (va per uscire).

Cocò               E queste cose? (riferendosi agli indumenti bruciati).

Nunziatina      Glieli regalo! Botta di sangue e di veleno! (mette in tasca la bottiglietta e subito dopo bussano alla porta. E’ Cicca che grida come al solito). Cicca è, Cicca è. Vada ad aprire! La faccia entrare! Botta di sangue e di veleno!

Cocò               Non sia mai! (Nunziatina  va ad aprire lei la porta).

SCENA SECONDA

Detti e Cicca

Nunziatina      Entra, entra cortigiana, entra che devo dirti una cosa importante! (Cicca entra). Entra! Botta di sangue e di veleno! Lo vedi cosa mi hai combinato? (piglia la roba bruciacchiata e gliela butta in faccia) Questo gesto te lo farò pagare, cortigiana e rovina famiglie! Sei una cosa inutile!

Cicca               (gridando) Dici a me cosa inutile! Perché non ti guardi tu e dici a te stessa di essere una cosa inutile, perché non sei buona neanche a fare figli! Cosa inutile, cosa inutile…tu ci sei! Inutile!

Nunziatina      (toccata nella ferita) Rospo, o rospo non sei tu che canti ma è lo stagno che ti fa cantare! Rospo! (Cicca non potendo sopportare questa affermazione si butta contro Nunziatina. Si azzuffano. Si strappano le vesti, si tirano i capelli. Cocò ed Angelina si trovano coinvolti nella zuffa, ricevendo pugni e calci e poi vengono stramazzati a terra. Cocò si alza e preso un mortaretto lo fa esplodere. Al botto Cicca e Nunziatina si separano).

Cocò               E come è finita! Neanche a casa mia sono il  padrone? Uno sta bene sino a quando lo vogliono gli altri!

Nunziatina      (sconvolta, sedendosi sulla sedia) Come mi sento male, come mi sento male! Il cuore mi fa male! Il cuore! Aiutatemi sto per morire! Datemi aiuto che sto per morire! Mettetemi dentro una bara! Datemi una bara, datemi una bara che sto morendo!

Cocò               (alla moglie) Angelina, aiutami! (vanno a pigliare la bara e l’avvicinano a Nunziatina, ancora coperta con un lenzuolo! Nunziatina incuriosita di quel grosso pacco, smette di lamentarsi). Nunziatina ascolta, questa è una occasione da non perdere! E’ un saldo di fine stagione, anzi di fine vita! Approfittane te la vendo per pochi soldi! (Cocò e Angelina scoprono la bara. Nunziatina nel vederla emette un grido).

Nunziatina      Ah! Botta di sangue e di veleno! Botta di sangue e di veleno! (si alza, scongiuri ed esce di corsa).

Cicca               (che ha assistito alla scena in disparte) Don Cocò e che ci fa con questa bara in casa?

Cocò               Per tenere lontana la morte! Hai visto che effetto ha fatto su Nunziatina? A che era morta a che è scappata via come una lepre!

Angelina         (sistemando la bara con l’aiuto del marito) Cocò, quando è l’ora che la smetti con tutti queste ridicolaggine !Guarda che mi sono stancata! Non ne posso più! In questa casa non ho più pace! E quando la smetti sarà sempre tardi! (esce da sinistra).

Cicca               Don Cocò, le devo confidare una  cosa! Sono incinta!

Cocò               Auguri, prosit e prosit a te e a tuo marito! Auguri per questa gravidanza, sia a te che a tuo marito! Cinque e uno sei!

Cicca               (vicino l’uscita comune) Mio marito? E che c’entra mio marito! (esce).

Cocò               (allibito) Ma! E chi ci capisce cosa! Ma!

SCENA TERZA

Detto e Angelina

Angelina         (entrando dalla sinistra vede il marito che ripete diverse volte “Ma!”) Cosa hai con questo “ Ma”? Ti è andato di volta il cervello?

Cocò               Angelì, ascolta: C’era un padre ed aveva due figlie una zitella e l’altra sposata ! La zitella ha un figlio mentre la sposata neanche uno! Come te lo spieghi il fatto?

Angelina         Ma!

Cocò               Hai visto che lo dici pure tu!

Angelina         (dando una pacca sulle spalle al marito) Sempre tu sei! Ascolta esci e vai a comprare un etto di fegato che lo friggo con delle patate! Così preparo la cena! Sbrigati! (esce).

SCENA QUARTA

Detto e Niria Strano

Niria                (bussando alla porta) Don  Cocò, don Cocò, apra! Io sono Niria, Niria Strano!

Cocò               Niria Strano, (bassa voce)

Niria                (d.d.) Si Niria, Niria Strano, apra! (Cocò apre).

Niria                (entrando) Buongiorno don Cocò, le dovrei parlare a quattr’occhi!

Cocò               Può parlare liberamente siamo solo noi due in questa stanza!

Niria                (questo personaggio ha la caratteristica che quando parla, all’inizio del discorso, sta lontano dall’interlocutore, poi quando deve concludere lo chiama a se con aria misteriosa) E’ venuta mia moglie qua?

Cocò               Si! Poco fa!

Niria                E che cosa è venuta a fare?

Cocò               Perché è venuta?…E’ venuta…! Ah si ecco è venuta per la verruca!

Niria                Quale verruca?

Cocò               La verruca…la verruca! La verruca quel pezzetto di carne che spunta nelle mani …nel braccio…la verruca!

Niria                E che ha una verruca nel braccio mia moglie?

Cocò               No a lei…ma ad una vicina di casa! E’ venuta da me per chiedermi una medicina per  guarire dalle verruche!

Niria                (allontanandosi e poi chiamando Cocò) Don Cocò, io mi sto confidando con lei come se fosse mio padre! Ho un chiodo in testa…!

Cocò               Uno solo?

Niria                Cosa vuol dire?

Cocò               No, niente dicevo così per dare forza al discorso!

Niria                Ho un chiodo in testa che mi sta bucando tutto il cervello! Don Cocò ho la vaga impressione che mia moglie mi tradisce! Lei deve sapere che io sono sempre fuori per lavoro! Resto fuori per mesi interi per guadagnare qualche cosa e sfamare la famiglia! Ora ho anche questo problema mi da l’impressione che mia moglie mi fa le corna con qualche altro! Ma se è vero questa mia supposizione… (mostra un rigonfiamento nella tasca dei pantaloni), veda qua, ho in tasca una cosa che fa verruche , ma verruche fuori norma!

Cocò                           Guarda che ti stai sbagliando! Tua moglie è una donna onesta! Poi questa mistura non ce l’ho pronta la dovrei preparare!

Niria                E a noi cosa ci costa, facciamo questa prova! Se risulta onesta, tutto come prima ! La prepari questa mistura più tardi passo e la vengo a prendere! La prepari, la prepari se no… (esce la pistola dalla tasca).. verruche e che verruche! Esce dalla comune).

Cocò               (avvicinandosi al tavolo di lavoro e preparando la mistura) E’ meglio che gli preparo questa mistura se no…! Cosa gli preparo? Che tipo di mistura? Ora faccio un miscuglio di queste pozioni e così quando Cicca se la piglia si addormenta subito!

SCENA QUINTA

Detta, Anna e Angelina

Anna               Papà, è andato a comprare il fegato?

Cocò               (continuando a preparare la mistura) Forse non ce ne è di bisogno si sta ingrossando il mio che ci possiamo mangiare per più di una settimana!

Angelina         Ancora qui sei? Non l’hai comprato ancora il fegato?

Cocò               Finisco di preparare queste misture e poi esco per andarlo a comprare!

Angelina         E noi con queste inutili misture dobbiamo andare avanti! Dobbiamo campare di aria!.

Cocò               (nervoso) Si! Si con queste misture, hai detto bene! Non lo dimenticare che queste inutili misture, come dici tu, ti hanno sfamato!

Anna               Dai mamma il papà ha ragione! Stia calmo papà, vada a comprare il fegato! Madre, lo lasci fare, andiamo a preparare da mangiare! (escono da sinistra).

Cocò               (finendo di preparare la mistura) Ti rendi conto cosa devo sopportare cornuto e maltrattato!

SCENA SESTA

Detto e poi Cecè Colonna

Cecè                (d.d.) Don Cocò, io sono, Cecè Culonna, (continuando a bussare).

Cocò               Cecè Culonna, aspetta che ti apro!

Cecè                (entrando con una gazzosa in mano) Baciamo le mani don Cocò! Tenga, la beva lei con tutta la sua famiglia! (consegnando la gazzosa) !

Cocò               Sempre magnanimo sei nell’offrire le cose!

Cecè                Mi trovavo solamente questa gazzosa e gliel’ho portata! Don Cocò avrei bisogno della sua consulenza!

Cocò               Forza Cecè, sono qua a tua completa disposizione! Ma sbrigati che ho da fare!

Cecè                Subito parlo don Cocò! Perciò lei deve sapere che io sono più di quattro anni che sono sposato ed ancora non ho avuto figli! Lei lo sa con chi sono sposato? Con Nunziatina Terraglia! La conosce lei?

 Cocò              Certo che la conosco, e come!

Cecè                Allora caro don Cocò mia moglie non mi vuole dare l’erede! Io sto incominciando a impazzire! La notte non dormo più! Poi mia moglie in quest’ultimo periodo è diventata più nervosa, e non ci si può parlare facilmente!

Cocò               Lo so, lo so!

Cecè                Che sa?

Cocò               No, dico lo so! So come vanno a finire queste cose!

Cecè                S’azzuffa sempre con la vicina di casa, la donna che abita sotto il nostro appartamento, Cicca Mentuccia! Non può tollerare che Cicca ha cinque figli e mia moglie neanche uno! Sono sempre azzuffati! Ora io sono venuto da lei per fare restare incinta mia moglie! Tutte le ho provate ed ora provo con lei!

Cocò               ( sorridendo) Con me? Cecè io vecchio sono ! Sono ormai al tramonto! (fa segnale con le dita).

Cecè                Ma cosa ha capito? Voglio dire che le ho provate tutte ora voglio provare con le sue misture! Questo volevo dire! Mia moglie ed io! Don Cocò voglio un maschietto con due occhi celesti,capelli neri! Lo voglio latino, dritto come un palo!

Cocò               Dunque lo vuoi con gli  occhi azzurri….!

Cecè                No, celesti…!

Cocò               Capelli neri…!

Cecè                Si!

Cocò               Aspetta che vado nell’altra stanza!

Cecè                A fare che?

Cocò               Mi è arrivato stamattina , ancora nuovo nuovo!

Cecè                Che cosa?

Cocò               Un bambino! L’ho pronto nell’altra stanza!

Cecè                Ma la finisca di scherzare!

Cocò               Mi devi scusare se tu vieni a casa mia con delle richieste come se andassi in una bottega a comprare dello zucchero!

Cecè                Dai don Cocò, parliamo seriamente! Mi prepari questa mistura!

Cocò               Abbi un po’ di pazienza! Dammi un po’ di tempo così ti preparo questa mistura! Passa più tardi e te la vieni a pigliare!

Cecè                Grazie don Cocò! Con l’emozione mi è seccata la gola!

Cocò               Visto che è in abbondanza la gazzosa che mi hai portato te ne offro un sorso!

Cecè                Sempre con lo scherzo pronto! Guardi, don Cocò che lo voglio maschio questo primo figlio!

Vicu                Acqua e aceto!

Cecè                Che c’entra l’acqua e l’aceto?

Cocò               Se vuoi un figlio maschio prima di andare a letto con tua moglie e fare l’amore , devi farti un bagno con acqua e aceto! Ora vai via che non ho più tempo da perdere! Passa più tardi e ti vieni a pigliare la mistura!

Cecè                Baciamo le mani, don Cocò (va per uscire).

Cocò               Mi raccomando acqua e aceto! (Cecè esce). E prepariamoci questa mistura! (prepara un miscuglio) Ora le preparo un miscuglio così a Nunziatina la faccio stare sveglia cosi avranno molto tempo per fare un figlio!

SCENA SETTIMA

Detto, Angelina e Anna

Angelina         (con la padella tra le mani e la figlia che sbuccia le patate) Cocò, ancora qua sei? Guarda se non esci per andare a comprare il fegato piglio questa padella e te la sbatto in testa! Così invece di fegato mangiamo cervello! Non lo vedi che abbiamo tutto pronto padella e patate manca solamente il fegato! Quando è l’ora che vai a comprare il fegato?

 Cocò              Ci sto andando! Corro subito! Ascolta dovrebbero venire Niria Strano, il marito di Cicca Mentuccia0 e Cecè Colonna, il marito di Nunziatina Terraglia! Questa bottiglietta più grossa la devi dare a Niria Strano mentre questa più stretta a Cecè Colonna! Stai attenta a non sbagliare! Hai capito? (mostra le bottigliette).

Angelina         (irritata) Quando arriva il momento che la smetti con queste stupidaggini e mi vai a comprare il fegato? Non ne posso più di questo tuo modo di fare!

Cocò               Sei sempre la solita! Queste stupidaggini come dici tu, te lo ripeto per l’ennesima volta, ti hanno sfamato una vita intera! Non ne posso più di questo tuo sindacare sul mio operato!

Angelina         Tu non ne puoi più? E cosa dovrei dire io che mi ritrovo in casa una miriade di persone di qualsiasi genere , portando le loro pene nella nostra casa!

Cocò               (avvicinandosi alla porta d’uscita)

                        “ Le donne da venti a trenta, ne tira ne lenta,

da trenta in su, non servite più! ”.

Angelina         (innervosita da questa affermazione) Io non servo più?  (piglia la padella, contenente le patate affettate e gliela tira contro) Disgraziato che ti venga una paralisi nella lingua ! (Cocò esce). Anninè, aiutami a raccogliere queste patate non è che li possiamo buttare! Le laviamo!Disgraziato!

SCENA OTTAVA

Detti e Niria

Niria                (entrando con la porta aperta) Buongiorno, signora Angelina, son venuto a ritirare una cosa che mi aveva preparato suo marito! Cosa sta facendo?

Angelina         Raccolgo patate! Li ho seminate e ora le raccolgo! (si alza da terra, e va a pigliare la bottiglietta. Non ricorda quale doveva consegnare a Niria! Piglia la bottiglietta più stretta)  Mi pare che sia questa! (consegna la bottiglietta sbagliata a Niria).

Niria                Grazie, signora Angelina. Quant’è il  disturbo?

Angelina         Poi parla con mio marito!

Niria                Allora la saluto!  (esce dalla comune).

Angelina         (terminando di raccogliere le patate) Andiamo, Anninè, andiamo in cucina! Certo che in questo mondo esistono persone così dementi che se tu dici loro che  l’asino vola loro ci credono ad occhi chiusi!

SCENA NONA

Dette e Cecè

Angelina         (sentendo bussare) Chi è?

Cecè                (d.d.) Io sono, Cecè Culunna!

Angelina         Il venditore di gazzose?

Cecè                (d.d.) Si, propriamente io!

Angelina         Vengo! (apre la porta)

Cecè                (entrando) Buongiorno, signora Angelina e anche a lei signorina, in questo sacchetto ci sono delle gazzose le beva alla mia salute! Dov’è vostro marito? Mi dovrebbe dare…!

Angelina         Si, aspetti un attimo! (va verso il tavolo e piglia la bottiglietta, rimasta, e la consegna a Cecè). Tenga questa è per lei!

Cecè                Grazie, grazie  di tutto! Mi ringrazi pure vostro marito quando torna ! Baciamo le mani! (esce dalla comune).

Angelina         Questa casa è peggio di una farmacia! Chi entra e chi esce con in mano delle ricette!

Anna               Madre che fa vado a lavare le patate?

Angelina         Si vai a lavarle! (Anna esce, mentre Angelina guarda se sono rimaste altre patate per terra, bussano alla porta. E’ don Tano col suo figlio Sasà).

SCENA DECIMA

Detta, don Tano e Sasà

Angelina         Vediamo chi è che bussa! Casa del sindaco! Chi è?

Don Tano        (d.d.) Don Tano Caresta, sono, in compagnia di mio figlio Sasà!

Angelina         Don Tano Caresta con il figlio! Madonna Santa! E chi  ci bada adesso? Coraggio , tappiamoci le orecchie  e via! (fa il gesto relativo e va ad aprire).

Don Tano        (entrando, tenendo per mano il figlio) Buongiorno, signora Tuffo! Ho portato mio figlio per la solita terapia! Non c’è suo marito? Marito!

Angelina         Si è allontanato un momento, ma penso che  fra poco dovrebbe rientrare!

Don Tano        Ascolti! Siccome io ho un appuntamento a cui non posso mancare, e mio figlio Sasà deve essere sottoposto per la solita terapia, allora che faccio io glielo lascio qua e più tardi lo vengo a ripigliare!

Angelina         (che non vuole rimanere sola con Sasà ) Ma, aspetti almeno qualche minuto perché sono sicura che mio marito rientra da un momento all’altro!.

Don Tano        Non si preoccupi, ho fiducia in suo marito! Io vado che ho premura! (va per uscire e viene fermato da Angelina).

Angelina         Mi dica una cosa qual è quella parola magica che bisogna dirla nel momento in cui suo figlio afferra per il collo e…! (fa segnale mettendosi le mani al collo).

Don Tano        Frascadenzio! Quando lei vede che lui mette le mani al collo deve gridare Frascadenzio! Ha capito? (esce dalla comune).

Angelina         Madonna mia e come faccio adesso sola con lui! Dai Sasà siediti! (piglia una sedia). Siediti! (fa sedere Sasà al centro della scena, mentre lei sta in disparte. A questo punto Sasà si alza ed incomincia a mostrare la sua malattia. Poi si avvicina e le infila il dito nell’orecchio. Angelina sta ferma senza reagire poi notando che Sasà non si allontana, spaventata incomincia a ripetere dapprima a bassa voce, ma poi urlando, la parola magica). Frascadenzio, frascadenzio, dico a te, (gridando) FRASCADENZIO (Sasà ritorna a sedersi). Sto tremando tutta! Tutta colpa di mio marito! (bussano, va ad aprire).

SCENA UNDICESIMA

Detti, Filomena e Rosina

Filomena         (accompagnando per mano Rosina con gli occhi bendati) Buongiorno signora, non c’è suo marito?

Angelina         E’ uscito ma da un momento all’altro rincaserà ! Si accomodi! (insiste per non restare sola). Si sieda, prego , a momenti mio marito rientrerà! Ma mi dica una cosa perché ha bendato gli occhi a sua figlia?

Filomena         (togliendo la benda) Ah cara signora non l’ho potuta frenare , si è comportata come una pazza! Allora sono stata costretta a bendarla! Ascolti signora siccome io ho un appuntamento a cui devo essere presente, lascio mia figlia in sua compagnia così quando torna suo marito le farà la solita terapia! Vado! La lascio ! Poi più tardi passo e la vengo a pigliare!

Angelina         Aspetti un minuto e vedrà che mio marito sarà subito a casa!

Filomena         Non si preoccupi, vado! Arrivederci (esce).

Angelina         (rimasta sola con Sasà e Rosina, piglia una sedia e fa sedere Rosina poco distante da dove e seduto Sasà. Lei piglia posto, come al solito vicino al tavolo, posto tra i due. A questo punto si alza Rosina e va verso Angelina).

Rosina             Molto lieta (inchino)! Sono Rosina, figlia di Nino Lanza e di Filomena Casciotta, la qui… assente, che è mamma mia, a servirla (inchino, e morso all’orecchio. Rosina va a sedersi).

Angelina         (ricevuto il morso, smorza il dolore. Non sa cosa fare. Sasà sta per alzarsi è subito grida la parola “frascadenzio”. Sasà si siede). Mio marito quando ho di bisogno non me lo trovo mai! (la situazione non si sblocca. Angelina tiene a bada i due, come se fossero due cuccioli).

                        “Oh Santi del Paradiso,

levatemi questo peso!

E se tutti non ci  bastate,

chiamo pure le beate!

E se gli uni e le altre non son capaci,

io me ne vado di qua  e non mi dispiace! “

(esce dalla sinistra, lasciando soli i due malati).

Rosina             (spogliandosi del personaggio che sino adesso aveva interpretato il ruolo, e rivolgendosi a Sasà con atto di commiserazione) Tu! Questo ragazzo vero demente è! Io ho fatto e faccio finta, ma costui è più sfortunato di me! Sino ad ora ho recitato e continuo a recitare perché sono stata costretta! Con te mi posso confidare, tanto è come se parlasse a me stessa! La colpa di questa mia recita è di mia madre! Essa è responsabile di tutto! Mi vuole far maritare con il figlio del farmacista, che tutto ha tranne le sembianze di uomo! A me non piace!  Mi vuole costringere con la forza a farmi fidanzata, allora io ho escogitato questa finta malattia per impedire così la sua volontà! Non può comandare il mio cuore! Lei non può forzare i miei sentimenti! Io ho sempre sognato di fidanzarmi con un ragazzo splendido, alto , come te! Guardandoti bene sei un bel ragazzo peccato che soffri di questa malattia! Tu potresti essere il mio ideale di uomo! Peccato! Iddio ti ha voluto punire, ma penso che attraverso questa malattia potrai vedere le cose con un'altra ottica ed essere sempre felice! (si alza e va ad accarezzare Sasà, il quale, preso anche lui da una forza misteriosa, si spoglia dal personaggio, che sino ad ora aveva interpretato, ed afferrando la mano di Rosina, si confida anche lui. Rosina in un primo momento ha paura che Sasà venga assalito dal solito raptus, di cui soffre, ma poi accortasi della sincerità del personaggio si rasserena).

Sasà                Quali dolci parole le mie orecchie hanno percepito! Ha più di quattro mesi che non sento tale dolcezze di parole! Anch’io mi confido con te, anch’io sono vittima della testardaggine di mio padre! Anche lui mi vuole costringere a fidanzarmi con la figlia del notaio che di donna non ha niente! Mio padre dice: non ti preoccupare se non ha sembianze di donna, tanto i soldi coprono tutte le imperfezioni di questo mondo! (tenendole sempre la mano. Sasà seduto e Rosina in piedi). Ed io per evitare che andasse in porto questo fidanzamento ho escogitato questa recita! Fingermi malato così ho bloccato questa sua volontà! Chiudermi in me stesso e che mi sto accorgendo, col passare del tempo,  incomincio a stare bene ! La vita! Cos’è la vita? Non è altro che una continua recita! Recitare davanti alla società! Chi si finge pazzo per dire la verità in faccia! Chi si finge cieco per potere guardare le amarezze della vita! Chi si finge sordo per non ascoltare le disgrazie dell’uomo! E infine chi si finge demente per potere assaporare le cose belle e brutte che ti riserva la vita! (sorpreso). Lo vedi come mi sono liberato da questo cruento peso e mi sono aperto con te! Mi sembra di conoscerti da più di cent’anni! Vuol dire che in me è scattata la molla, molla che ognuno di noi carica ogni giorno ascoltando le tristezze dell’uomo e poi scatta scaricandosi quando si incontra una dona a cui puoi confidare senza remore la tua vita! Una donna che il tuo cuore ha sempre desiderato!  (a questo punto Sasà si sarà alzato ed avvicinato ancora di più a Rosina. Subito dopo appare dalla comune, senza che i due se ne accorgono, Cocò,  incredulo e meravigliato, assiste all’ultima parte del dialogo. Cocò ha capito tutto; sorride in quanto ha risolto il problema dei due malati. Ritorna indietro, per poi rispuntare facendo rumore.)

SCENA DODICESIMA

Detti e Cocò

Rosina             Sono Rosina, (inchino) molto lieta, sono figlia di …!

Cocò                           (interrompendo) Io sono  Cocò…!

Rosina             Sono Rosina figlia…!

Cocò               Torno e replico: Io sono Cocò Tuffu il mago, sono figlio di mio padre e di mia madre, che poveretti non ci sono più! Basta la finite con questa commedia! Ho visto tutto!( i due insistono ancora con la recita) Ho detto basta ! (i due vedendosi scoperti, non sanno come reagire. Piglia la parola Rosina).

Rosina             Don Cocò, mi deve scusare , ma io sono stata costretta a fingermi una malata perché voglio contrastare la volontà di mia madre che mi vuole maritare con il figlio del farmacista! Ma io non lo voglio, non lo amo! Lei non può comandare il mio cuore!

Sasà                (supplicandolo) Don Cocò, pure io sono nelle stesse sue condizioni! Mio padre vuole fidanzarmi con la figlia del notaio…!

 Cocò              E che ha figlie femmine il notaio?

Sasà                Una sola ne ha!

Cocò               Ma dico questa figlia che ha, è femmina?

Sasà                Lo vede che anche lei la pensa come me! Io a questa non la voglio, non la voglio! Ed io per ostacolare tale decisione mi fingo demente!

Cocò               Chi poteva sospettare una situazione del genere? Trovare il bandolo di questa matassa sarebbe stato molto difficile se non…! E bravi, bravi! Ci vuole intelligenza e fantasia! Bravi

Sasà                Don Cocò, per favore ci aiuti!

Rosina             Don  Cocò, solo lei ci può aiutare risolvendo questo problema! ( i due si stringono tra di loro, tenendosi per mano. Cocò s’accorge che fra i due è nato un sentimento d’amore; prima serio e poi sorridendo).

Cocò               Ragazzi!Io vi accontento , però voi dovete fare tutto quello chi vi dirò! Lasciate fare a me! Vi faccio vedere chi è don Cocò Tuffo il mago! Voi continuate a recitare fino a quando ve lo dico io, e così vi risolverò il problema! (i due sorridono, sono felici. Irrompe subito Angelina dalla sinistra. Sasà e Rosina per evitare di essere scoperti, si allontanano tra di loro per ripigliare le parti che sino adesso avevano recitato. Ma tra la contentezza e la preoccupazione, si scambiano le parti).

SCENA TREDICESIMA

Detti e Angelina

Sasà                (va incontro ad Angelina) Sono Rosina, (inchino) sono figlia di Nino Lanza e di Filomena Casciotta, a servirla…! (nel frattempo Rosina avrà girato la scena).

Angelina         Mi voglio fare la croce con la mano sinistra! E che si sono scambiate le parti? (a Cocò che è rimasto sorpreso di questo sviluppo). Cocò, cos’ è questa magheria? Ho la vaga impressione che qui gatta ci cova!

Cocò               Vai nell’altra stanza che poi ti spiego!

Angelina         Hai comprato il fegato?

Cocò               (mettendo la mano in tasca) Eccolo!Vai a friggerlo! (spinge la moglie fuori dalla scena). Ragazzi non vi ho raccomandato altro! Stiamo attenti la prossima volta!(i due sono dispiaciuti).

SCENA QUATTORDICESIMA

Detti e don Tano

Don Tano        (d.d.) Don Cocò, Don Cocò! (Cocò va ad aprire, Sasà e Rosina ripigliano il ruolo di prima). Don Cocò mi deve scusare se ho abusato della sua pazienza, ma avevo un appuntamento e no lo potevo disdire! Allora come è finita? Gliel’ha fatta la terapia? Terapia!

 Cocò              Si! A regola d’arte.

Don Tano        Ih, ce ne sono miglioramenti? Miglioramenti!

Cocò               Passi da gigante, siamo quasi alla fine!  (fa l’occhialino ai due).

Don Tano        Speriamo! Ora me ne vado, ho da fare! Quando ci vediamo per la prossima seduta? Seduta!

Cocò               Domani, domani al solito orario!

Don Tano        (piglia per un braccio Sasà, che nel frattempo avrà ricevuto una strizzata d’occhio da Cocò, ed escono. Prima di uscire infila l’offerta nella cassettina e saluta) Arrivederci a domani (esce).

Cocò               E questa è fatta! Aspettiamo adesso a tua madre! (va verso Rosina che era stata nascosta dietro il separè da Cocò) Rosina, speriamo che tua madre non si dimentica di te!

SCENA QUINDICESIMA

Detti e Filomena

Filomena         (bussando) Don Cocò sono la signora Filomena (Cocò va ad aprire) Buongiorno, sono venuta a pigliare mia figlia! Mi dica don Cocò ne abbiamo miglioramenti?

Cocò               Sbalorditivo! (strizza l’occhio a Rosina) Con la scienza della stregoneria nessuno può competere! Tutto procede a meraviglia !

Filomena         Sono molto contenta e speriamo che le cose riescano bene!

Cocò               Benissimo, riusciranno benissimo!

Filomena         Baciamo le mani don Cocò (afferra per un braccio Rosina). Ci vediamo domani al solito orario! (escono).

Cocò               E questa è pure fatta! Meglio di così non poteva finire! Ci sarà da ridere!

SCENA SEDICESIMA

Detto, Cicca, Angelina e Anna

Cicca               (d.d.) Don Cocò, apra, io sono Cicca..

Cocò               (aprendo) Sempre con la solita premura! Che c’è?

Cicca               Don Cocò, se la vuole vendere quella cosa? (indica la bara).

Cocò               Si! Perché chi se la vuole comprare?

Cicca               E’ morta la signora Lilla delle sanguisughe! Io ho detto ai figli che c’era una occasione di un……(indica la bara) e sarebbero intenzionati a comprarla!

Cocò               Bene! (chiama la moglie e la figlia) Angelina, Anna, venite qua!

Angelina         Cosa sono queste voci?

Anna               Cosa vuole padre?

Cocò               Aiutatemi a pigliare il “lettino” che ho trovato a chi venderlo!

Angelina         E chi se lo compra? Chi e morto?

Cocò               La signora Lilla delle sanguisughe! Dai aiutatemi! (avvicinandosi alla bara). Aiutami pure tu Cicca.

Cicca               Io? Non sia mai!

Cocò               Ascolta Cicca, meglio toccarla da viva che da morta! Fatti coraggio! (Tutti e quattru pigliano la bara, e caricandosela sulle spalle, escono dalla scena).

FINE SECONDO ATTO

ATTO TERZO

( Stessa scena. La bara ha ripreso il suo posto)

SCENA PRIMA

Cocò e Cecè

Cocò               (andando ad aprire) Vengo, vengo (apre è Cecè Culonna). Tu sei Cecè? Cos’hai con questa faccia triste? Ti sei azzuffato con tua moglie?

Cecè                Don Cocò, ha più di una settimana che faccio il bagno con acqua e aceto! Ho consumato una botte di aceto! Quando passo per le vie le persone si girano per la puzza di aceto che fa il mio corpo! Poi la mistura che mo ha preparato non funziona affatto! Mia moglie quando se l’è bevuta si è messa a dormire nottate intere! Con questo andamento come farò ad avere un figlio? (ogni tanto si gratta su tutto il corpo)

Cocò               E’ molto strano ! Avevo preparato con minuzia la mistura!(a se stesso) Vuoi vedere che mia moglie ha scambiato le misture? Quella che doveva dare a Niria è andata a finire a Cecè e viceversa! (bussano alla porta).

SCENA SECONDA

Detti, Nunziatina e Angelina

Cocò               Traffico! (andando ad aprire)Entra Nunziatina che c’è tuo marito!

Nunziatina      (entrando) Lui qua? (al marito) Cosa sei venuto a fare?

Cecè                Niente! Mi ha ordinato una cassetta di gazzose e io glieli ho portate! (si gratta).

Nunziatina      (non accorgendosi che il marito si gratta) Don Cocò, quella  polverina, che mi ha dato per i calli (schiaccia l’occhio), si ricorda? Non fa nessuno effetto! I calli mi fanno sempre male!( allusiva). Neanche un po’  di prurito…niente nulla è cambiato! Lei mi aveva assicurato in che in pochissimo tempo si sarebbe risolto il problema , invece niente! (s’accorge adesso che il marito si gratta) E tu che hai che ti gratti ripetutamente? ( poi riflettendo). Dimmi da quando tempo è che hai questo disturbo?

Cecè                Una settimana! Giorno più giorno meno!

Nunziatina      Cecè, guarda che tu mi nascondi qualche cosa! (incominciando ad alterarsi e gridando). Tu non me la racconti giusta! Tu sei stato in casa di Cicca! Tu sei andato a trovare Cicca!

Cecè                (vedendosi scoperto, almeno, e grattandosi) Ma cosa dici? Chi te l’ha raccontata sta fesseria?

Nunziatina      Il prurito che hai addosso! (gridando). Sei un bugiardo, tu sei stato a trovare Cicca! Sei stato in casa sua!

Cecè                La vuoi smettere? Ti stai inventando tutto!

Nunziatina      Guarda che sono venuto qua, da don Cocò per farmi fare una fattura contro Cicca! Glielo dica lei don Cocò! (Cocò annuisce). Lo vedi? Mi son fatto fare una fattura contro di Cicca per farle venire una paralisi alla lingua! Don Cocò mi ha dato una polverina che io dovevo mettere davanti la porta di Cicca per ottenere il giusto risultato! La reazione di questa polverina in un primo momento era quella di far venire un incessante prurito su tutto il corpo e poi avveniva la paralisi!E così io ho fatto , ho messo la polverina davanti la porta, così quando Cicca entrava in casa si assorbiva questa polverina che io avevo messo sul davanzale della sua porta! Ma a quanto pare ti sei infettato tu di questa mistura! Glielo dica, glielo dica don Cocò!      ( Cocò annuisce).

Cecè                Basta non ne posso più di te! Vero, vero è quello che dici! Sono andato da Cicca e le ho chiesto come si fanno a fare i figli, visto che tu non sei capace a farne neanche uno! Ecco perché ci sono andato!

Nunziatina      Traditore, rovina famiglie! Disonesto, ti sei messo con la sgualdrina di Cicca! Mi sento male, cosa devono sentire le mie orecchie! Mi sento male! Sto morendo! E mi rimprovera anche che non posso avere figli! Da la colpa a me ! Traditore, rovina famiglie! Guarda se non fosse per la gente ti farei vedere io per chi manca! Assassino! Basta, basta non ti voglio vedere più!Mi voglio separare! Come mi sento male!Datemi una sedia! (avrà pronunciato queste ultime frasi con rabbia. Cocò porge una sedia).

Angelina         (entrando) Cosa sono queste voci? (Cocò fa segnale di tacere).

Nunziatina      Sto morendo! Il cuore mi fa male! Mettetemi dentro una bara, datemi una bara che sto morendo!(subito si blocca e lo sguardo va verso la bara. Cambia espressione, guarda Cocò, si ricompone e piglia per un orecchio il marito trascinandoselo fuori). Andiamo, andiamo a casa! A casa faremo i conti! (escono. Nunziatina fa scongiuri verso la bara).

Angelina         Vedo che questo lettino fa dei veri miracoli! E’ entrato in questa casa e non c’è più verso che esca!

Cocò               L’avevo quasi venduta ai figli di donna Lilla , ma ciò non è stato possibile! Donna Lilla era troppo lunga e non ci entrava dentro la bara! Ho detto ai figli di metterla dentro la bara con le ginocchia piegate …le facevo un buon prezzo…niente! Non hanno ceduto alle mie richieste! Non c’è stata volontà da parte loro!(Angelina esce dalla sinistra).

SCENA TERZA

Detto e Anna

Anna               (entrando) Papà, papà guardi cosa ho trovato appese alla finestra della cucina, tre lumache legate con un laccio! (mostra le tre lumache). Chi le avrà messe, padre?

Cocò               (meravigliato) Lo so io chi è stato, lo so io! E’ stato tuo fratello Pietro!

Anna               E per quale motivo le ha appese alla finestra con questa laccio?

Cocò               Così, per passatempo! Tu sai com’è tuo fratello…un po’  pazzo! (entra dalla comune Pietro).

SCENA QUARTA

Detti e Pietro

Cocò               Il cacio nei maccheroni! Vieni che ti devo parlare! (Anna, senza guardare il fratello, esce).

Pietro              Eccomi qua, sono a sua completa disposizione! (piglia una sedia e si siede).

Cocò               Alza la camicia da questo braccio!

Pietro              Cosa? Il braccio? E perché?

Cocò               Ti ho detto di alzare la camicia  ! Non mi contraddire!

Pietro              (scoprendosi il braccio) Eccolo qua!

Cocò               (pigliando il braccio di Pietro, tra le mani, e guardandolo) Qui non c’è niente! Scopri l’altro braccio!

Pietro              (alzandosi e mancando di rispetto al padre) Ma si può sapere cosa sta cercando? Qui non c’è niente...niente ! Cosa cerca?

Cocò               Pietro, se vuoi che non ti rompa le corna, esegui cosa ti dico e scopri subito il braccio!

Pietro              (scoprendosi l’altro braccio) Tenga e guardi! Se vuole posso anche spogliarmi nudo!

Cocò               Non c’è bisogno che ti spogli nudo! Conosco centimetro per centimetro della tua pelle! Ti ricordo che sei mio figlio, io ti ho generato, ti ho visto una infinità di volte nudo! (nel frattempo guarda il braccio e s’accorge del). Pietro, guarda che te lo sto chiedendo con calma! Non mi costringere ad essere cattivo! Cosa ti ho detto l’altro giorno? Ti ho detto che questa storia deve finire! E a quanto pare le cose sono sempre alla stessa maniera!

Pietro              Ma di che cosa parla? Cosa ha visto nel braccio?

Cocò                           Tieni, questo ho visto! (gli butta in faccia le tre lumache). Chi ama donna maritata la sua vita è prestata!

Pietro              Papà lei mi ha cresciuto, mi ha dato una certa educazione e ora sono maturo e spetta a me scegliere e distinguere le cose buone dalle cattive! Ed ora mi lasci andare! Vengo a casa per un poco di tranquillità e invece…ma forse è meglio che torno fuori!-(esce dalla comune).

Cocò               (rattristato dalla risposta del figlio) “Spetta a me scegliere e distinguere le cose buone dalle cattive!”. Ma! (bussano alla porta, Cocò va ad aprire)

SCENA QUINTA

Detto, Cecè e Nunziatina

Cecè                (entrando con in mano una cassa di gazzose, seguito dalla moglie con una pancia finta da far capire di essere incinta) Don Cocò, (posando la cassa), don Cocò, brindiamo con queste gazzose alla salute del mio primo figlio!

Cocò               (sorpreso) Si può sapere cos’è questa carnevalata? Cos’è questa pancia?

Cecè                ( festante) Don Cocò, le comunico che mia moglie è incinta, è arrivata ora ora la risposta da Palermo , dal laboratorio di analisi, che mia moglie è incinta!

Cocò               Sei sicuro?

Nunziatina      Sicurissimo, guardi qua! ( mostra l’esito).

Cocò               E perché questa pancia?

Cecè                Perché? Perché lo deve sapere tutto il paese che mia moglie è incinta! Ora esco da qui e mi faccio il giro di tutto il paese assieme a mia moglie mostrando fiero questa pancia! ( tocca la pancia alla moglie)

Cocò               (sorridendo) Cecè, hai avuto una buona idea! Così la gente vede e crede!.

Cecè                Di fronte all’evidenza dei fatti, ci deve credere per forza! Andiamo mia cara mogliettina, andiamo che c’è preparata una traversata… (alla moglie spiega come deve camminare). Cara moglie pancia in fuori e petto in dentro! (suggerisce alla moglie di mostrare la pancia in maniera spropositata). Don Cocò, apra tutte queste gazzose e le beva alla salute di mio figlio! (escono tutti e due a braccetto. Nunziatina con la pancia in fuori, mentre Cecè con la pancia in dentro).

Cocò               Ma! Più tempo passa e più mi rendo conto che le mie magherie funzionano! Vado nell’altra stanza e vado a dire a mia moglie la novità! (esce dalla sinistra).

SCENA SESTA

Pietro, Cicca, Cocò, Angelina, Niria e Anna

Pietro              (entrando con respiro affannoso, come se avesse corso, si mette con le spalle poggiate alla porta. Dal di fuori si sente bussare energicamente. E’ Cicca) Ti ho detto di finirla!

Cicca               (d.d.) Apri, vigliacco, apri se no butto la porta a terra! Apri! (Pietro apre). Sei un vigliacco! (entrando). Coraggio ne hai da vendere!

Pietro              Quante volte te lo devo ripetere che tra noi due è tutto finito! Come te lo devo fare capire?

Cicca               Certo! Ora che ti sei saziato di me non senti più la voglia! Pietro, guarda che io sono disposta a giocarmi anche l’ultima carta! Tu non mi lasci! (Avrà detto tutto questo con un tono di voce crescendo, a tal punto da richiamare in scena Cocò e Angelina).

Angelina         (entrando) Cosa sono queste voci? Cicca ti senti male? E poi perché gridi contro mio figlio?

Cocò               (intervenendo) Niente sicuramente avrà qualche cosa contro di me e se la piglia con nostro figlio!

Cicca               (guardando in alto) Eh! Ti giuro davanti a Dio, che se tu mi lasci faccio succedere la fine del mondo! Io non ho paura di nessuno!

Angelina         (ignara di tutto) Ma chi è che la deve lasciare? (bussano alla porta. E’ Niria).

Niria                Don Cocò io sono Niria, vuole aprire questa porta?

Cocò               Cicca, calmati che c’è tuo marito (Cicca si calma, mentre Cocò va ad aprire).

Niria                (furioso, tenendo una pistola in tasca) Dov’è mia moglie? Dov’è la traditrice? (scorgendo la moglie) Vile! Con quale coraggio tradisci la fiducia dei tuoi figli innocenti? Vile ma io ti ammazzo! Io ammazzo te e a colui che si è messo con te infangando il mio nome! (A questo punto esce la pistola dalla tasca, Cicca si stringe con Angelina; Pietro in disparte, ma dietro Cicca e Angelina. Cocò va incontro a Niria per dissuaderlo dal gesto che vuole compiere).

Cocò               Finiscila, metti da parte questa pistola! Vuoi per caso rovinarti?

Niria                Più rovinato di come sono! Si tolga!

Cocò               Ma sicuro sei che tua moglie ti tradisce?

Niria                           Sicurissimo! Si ricorda della  mistura che mi aveva preparato l’altro giorno? Ebbene gliel’ho somministrata diverse volte , ma lei non pigliava sonno! Nottate intere sveglio ad aspettare che lei si addormentasse profondamente! Poi una sera, dopo che lei aveva ceduto alla stanchezza si addormentò e in quella notte incominciò ad avere incubi ripetendo delle frasi che non avevano senso, ma a me è bastato per capire che lei mi aveva tradito con un altro uomo!

Cocò               Calmati! (a se stesso) Avevo ragione io! Mia moglie ha scambiato le due misture! Ascolta Niria guarda che tua moglie ti vuole bene! Ma si può sapere cosa ha detto nel sonno tua moglie?

Niria                Spasimava e diceva: Antonio degli abbati …mio principe e duca...!

Cocò               Ma cosa dici? Questa è la filastrocca che le ho insegnato per fare scomparire la verruca! Guarda che tua moglie ti vuol bene!

Niria                Ma quale bene! Io la voglio bene molto sino al punto che ora io l’ammazzo! Ammazzo a lei e a questo Antonio degli abbati! (punta la pistola verso Cicca, Cocò non riesce a toglierla. Cocò va verso il gruppo in cui si trova Cicca e si mette davanti. Niria spara un colpo di pistola e colpisce in pieno petto Cocò, che si accascia a terra. Urla generale. Entra Anna che si mette a piangere nel vedere il padre accasciato a terra. Angelina, Cicca e Pietro soccorrono Cocò. Niria in disparte, con ancora la pistola in mano, è scioccato e si accascia seduto su una sedia piangendo).

Angelina         L’hai ucciso!, assassino, l’hai ucciso! Ma dimmi cosa c’entra mio marito?

 Pietro             Papà, papà ! (piange).

Anna               Papà, come farò senza di lei? Papà! (piange).

Angelina         Marito mio, oh marito mio! Mi hai lasciato sola! (nel frattempo scopre il petto del marito per trovare la ferita dell’arma da fuoco. E’ meravigliata in quanto non trova nessuna ferita) Lo dicevo io, lo dicevo che la bara (indica) doveva servire per noi! La testa mi parlava. Esso è stata la sfortuna di questa casa! (riferendosi alla bara e continuando a cercare la ferita. Cicca è anche lei esterrefatta, piange e non sa reagire). Da quando è entrata in questa casa ci sono state sempre disgrazie!  Come devo fare senza di te, come? (a questo punto Cocò incomincia a dare segni di vita). Madonna del Carmelo vivo è, vivo è!! (Cocò rinviene e fa segnali agli altri di allontanarsi. Si alza e va verso Niria. Questi nel vederlo emette un grido di paura e nello stesso di gioia).

Cocò               Non avere paura che sono ancora vivo!

Angelina         Ma che stregoneria è questa?

Cocò               (altero) Sono o non sono Cocò Tuffo il mago? (a Niria) Ascoltami Niria, guarda che tua moglie non ti ha mai tradito! Ti sei sbagliato di grosso! Tua moglie ti vuol bene sino al punto che ti sta dando il sesto figlio! Se non l’hai capito tua moglie è di nuovo incinta! Ascoltami, piglia tua moglie con il bambino che ha in grembo e te la porti a casa se no… se no io …(fa segno con le dita di morte, rivolgendosi a se stesso)…se no muoio di nuovo e tu vai a finire dentro una cella in galera! (Niria non risponde all’invito di Cocò. Allora Cocò fa capire a Niria, che se non acconsente alla sua richiesta, torna a morire. Esegue con mimica la scena della morte. Poi ad un cenno di Niria, Cocò chiama in causa la moglie Cicca). Vieni Cicca! Fai pace con tuo marito! (la piglia per mano e l’avvicina a Niria). Dai fate pace e tornatevene a casa e pensate per il vostro futuro figlio! (i due si abbracciano e vanno via. Pietro in disparte con gli occhi bassi, non è grado di guardare in faccia il padre).

Angelina         Cocò, ma che magheria  è questa? Vero mago, sei?

Cocò               Femmina incredula (poi sorridendo esce l’orologio dal taschino della giacca). Questa è la magheria il proiettile ha colpito l’orologio e mi ha salvato!

Angelina         Ed io che avevo creduto alle magherie!

Cocò               Perché non è una magheria questa? Ti ricordi come ho ricevuto in regalo l’orologio? E’ stato quando è arrivato in casa nostra il “ lettino”!

Angelina         Ed io dico che da quando è arrivato a casa nostra questo benedetto “ lettino” non c’è stata più pace in questa casa! Le cose sono andate sempre storte! La sfortuna ci ha perseguitati! Sarebbe cosa di toglierlo di mezzo una buona volta!

Cocò               Fai di esso, tutto quello che vuoi!

Angelina         Pietro, Anna, aiutatemi a portarlo fuori nel cortile che ci penso io! ( a Pietro che si è avvicinato) Pietro cosa voleva dire Cicca a proposito di lasciarla?

Cocò               (intervenendo) Niente, cose che non ti  riguardano. Forza! Dai, marciamo, fuori tutti anche con quella cosa! (riferendosi alla bara. I tre portano fuori dalla scena la bara). E anche questa è fatta! La gente viene  da me , mi raccontano i loro fatti chiedendomi delle fatture e poi diventano fattacci!! Ma!

Pietro              (rientrando) Papà, io sto uscendo!

Cocò               Mi raccomando!

Pietro              Non si preoccupi,  papà! (esce).

Cocò               (rimasto solo) Sono sicuro che la lezione l’ha imparata giusta! Ci stavo andando di mezzo io! Ma l’importante che è finita bene! (bussano alla porta).

SCENA SETTIMA

Detto, Don Tano Caresta e Sasà

Cocò               Vengo, vengo! (apre, è don Tano e Sasà). Si accomodi,  don Tano, oggi si conclude l’opera!

Don Tano        (pigliando, come al solito, per un braccio il figlio Sasà) Buongiorno don Cocò! Io stanotte non ho dormito sapendo che questa sarà l’ultima seduta e mio figlio ritornerà come prima! Speriamo...!

Cocò               (con tono di rimprovero) Don Tano! Allora lei non ha fiducia in me? Se ho detto che oggi è l’ultima seduta, vuol dire che io sono sicuro dei miei fatti!  Sono o non sono Cocò Tuffo il mago? (bussano alla porta. E’ Filomena e Rosina).

SCENA OTTAVA

Detti, Filomena, Rosina e Angelina

Filomena         (d.d.) Don Cocò, apra!

Cocò               Subito! (rivolgendosi a don Tano) Questa che sta per entrare è un’altra ammalata! E’ Donna Filomena con la figlia Rosina , anch’essa malata. Ha una malattia che si somiglia molto con quella di suo figlio! Ed anche oggi è l’ultima seduta! Oggi ci siederemo tutti con queste sedute!  (apre ed entrano Filomena e Rosina).

Filomena         (tenendo per mano la figlia) Buongiorno don Cocò….!(si blocca nel vedere gli altri ospiti).

Cocò               (subito) Donna Filomena, buongiorno, le presento  don Tano Caresta con il figlio Sasà, anche lui malato come sua figlia, e sono qui, anche loro, per l’ultima seduta! Sedetevi! (fa sedere i quattro, due da un lato e due dall’altro. Poi chiama la moglie). Angelina, Angelina!

Angelina         (entrando) Cosa vuoi? Se è per le solite stupidaggini:…! (si zittisce vedendo gli ospiti)….Buongiorno! Eccomi marito mio!

Cocò               Angelì, sistema due sedie con le spalle che si toccano! (Angelina esegue). Ragazzi! (rivolgendosi a Sasà e Rosina) sedetevi qua! (li fa sedere al centro della scena, seduti di spalle. Poi va verso il tavolo di lavoro e piglia due bottigliette e le consegna una a don Tano e l’altra a Filomena). Perciò, queste sono due pozioni, una è per lei, e l’altra per lei!

Don Tano        Cos’è questa pozione?

Filomena         Pure a me? Cos’ è!

Cocò               Dentro queste due bottigliette c’è il siero della ragione! Dovete sapere che l’uomo è l’animale più curioso che esiste sulla terra! Quando nasce un figlio, il padre o la madre, non sanno cosa fare per poterlo accontentare! Vorrebbero che il figlio fosse il ragazzo più fortunato di questo mondo! Lo crescono, impartiscono loro una certa educazione,  lo modellano a modo loro! Ma non si rendono conto che il loro figlio è anche un essere umano, con un proprio cervello, con un proprio modo di fare di ragionare,  libero di potere scegliere con le proprie forze! Il padre e la madre sono ciechi di fronte a questa nuova realtà! Vogliono loro comandare a tutti i costi! Ma non sono loro che fanno questa scelta ma la bestia che è in loro! La bestia che offusca la loro ragione sino al punto di commettere degli sbagli! Il figlio cresce e loro subito pronti a comandare, ma non loro, ma la bestia che si sveglia in loro e che vuole comandare a tutti i costi!! E così incominciano le prime risposte negative con la conseguenza di liti, incomprensioni, disobbedienze , scappate di casa ed altre cose! Quando ormai è troppo tardi, quando non c’è più rimedio allora questa bestia si assopisce e si mette da parte subentrando la ragione nella mente dei genitori! Ora in queste due bottigliette c’è il siero della ragione! E’ un sonnifero per la bestia che è in voi! Così voi poterete decidere liberamente senza costrizioni della bestia! Avete dato una sana educazione ai vostri figli, e lasciateli liberi di decidere di assumersi le loro responsabilità! Scegliere anche nel momento giusto la persona che loro amano! Non li obbligate a fare delle scelte che poi vi pentirete amaramente! Io sono sicuro che la malattia che ha sopraffatto i vostri figli è tutta colpa della vostra testardaggine, non tutta ma una parte perchè le fatture hanno completato la loro opera, aggravando ancor più la situazione! (durante questo monologo, don Tano e Filomena avranno ascoltato con apprensione, senza intervenire, mentre Sasà e Rosina avranno recitato la parte a dovere. Angelina avrà acconsentito al discorso del marito). Ora non perdiamo tempo! Angelina piglia la coperta. (Angelina va a pigliare al coperta, mentre Cocò indossa il grembiule. Poi presa la coperta con la collaborazione della moglie, Cocò, copre interamente i due malati ed incomincia a ripetere la formula finale per togliere la fattura (dopo alcune incensate).

                        Sotto quest’ ampia e rossa coperta,

ti piglio, ti giro e ti tengo stretta!

Tra le mie mani  non puoi scappare,

la fine è giunta non puoi ammaliare!

Ti scongiuro e spergiuro col mio nome,

fattura, lascia queste due persone!

(ripete diverse volte questa frase all’unisono con la moglie. Ad un certo punto si solleva la coperta, come se una qualche cosa lasciasse i due “fatturati”). Forza Angelina, è uscita la fattura. Tienila ben stretta con la coperta. (i due avvolgono la “cosa” che s’era sollevata, e Cocò pigliandola in mano la consegna ad Angelina). Tieni Angelina! Dai fuoco! (Angelina esce dalla sinistra. Sasà e Rosina, come se svegliati dopo un lungo letargo, vanno ad abbracciare i loro genitori).

Sasà                Papà! (abbraccia il padre).

Rosina             Mamma! (abbraccia la madre).

Don Tano        Figlio mio! Non mi sembra vero! Vero!

Filomena         Rosina, zucchero mio! Di nuovo tu sei?

Don Tano        Caro don Cocò non so come ringraziarla!

Filomena         Anch’io la ringrazio!

Cocò               A me? Loro dovete ringraziare! (riferendosi a Sasà e Rosina. Don Tano e Filomena quando si accorgono che i due figli sono in atteggiamenti confidenziali, restano perplessi e seccati).

Don Tano        (con aria di rimprovero) Sasà, cos’è questa cosa?

Filomena         (rimproverando) Rosina, zucchero mio, cos’è questa novità? Figlia mia senza chiedermi consiglio? Quando è nato questo vostro amore?

Sasà                E’ nato qui in queste quattro mura! La disgrazia che ci accomunava ci ha fatto conoscere!  Ora caro papà e cara signora Filomena io è Rosina vi chiediamo la vostra benedizione!

Don Tano        (pigliando per un braccio Sasà, e allontanandolo da Rosina) Io non benedico nessuno!

Filomena         E neanche io! (anche lei piglia per un braccio Rosina e avvicinandosela a se).

Cocò               Signora Filomena, don Tano, è il momento di bere un sorso di quel siero, un piccolo sorso e vedrete che la bestia si assopirà! Un sorso del siero della ragione, bevete! Un boccone del siero della ragione…..bevete, dai bevete  (i due eseguono, e subito si placa la loro ira). Avete visto? La “bestia” si è assopita! Accontentiamoli i ragazzi! Si vogliono bene! Lasciamoli liberi di volersi bene! (Sasà e Rosina si avvicinano e si tengono per mano). Guardate, ammirate come sono splendidi, come si amano! Date loro la vostra benedizione!

Don tano         Ma!

Cocò               Senza ma! Diamo questa benedizione!

Filomena         Ma se fosse…!

Cocò               Quale fosse! E’! Forza, donna Filomena, parta lei per prima, faccia lei il primo passo! Dia la sua benedizione! Ora che avete ritrovato di nuovo i vostri figli...dai….!(don Tano e Filomena si guardano in faccia accennando un sorriso, e subito dopo danno il consenso, abbassano la testa.) Finalmente! Dai ragazzi, abbracciatevi (i due si abbracciano). Sono o non sono  Cocò Tuffo il mago?

SCENA DECIMA

Detti, Pietro e Angelina

Pietro              (entrando di corsa) Papà, papà (accorgendosi degli ospiti li saluta) Buongiorno, papà, ci sono delle persone con un carretto qua davanti la porta e mi hanno dato questa lettera ! (consegna al padre la lettera).

Cocò               (leggendo) “Siamo spiacenti dell’errore che abbiamo commesso nello spedire un articolo al posto di un altro. I latori della presente, le consegneranno il lettino, a suo tempo richiesto, consegnando agli stessi il pacco ricevuto precedentemente. Ci scusiamo…..etc…… (festante) Il lettino è arrivato! Allora sbaglio c’è stato, lo dicevo io che c’era stato un errore! (chiamando la moglie). Angelina, Angelina!

Angelina         (entrando) Che vuoi, Cocò?

Cocò               Dov’è la bara?

Angelina         ( toglie il grembiule che indossava il marito e lo indossa lei) L’ho fracassato! L’ho fatto in cento pezzi e l’ho bruciato in un grande falò, sono o non sono la moglie di don Cocò Tuffo il mago?

FINE DELLA COMMEDIA

                       

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