Finale della superparata

FINALE DELLA SUPERPARATA

Commedia in un atto

di DALIBOR PLICHTA

Traduzione: Pier Francesco Poli

PERSONAGGI

IL TAMBURINO

UNA PERSONA

UNA PERSONA

IL BARBIERE

Commedia formattata da

Nel mezzo della scena, che limitata dal di dietro e dai lati soltanto dall'orizzonte azzurro chiaro di uno spazio sconfinato, c' una sedia girevole da barbiere, ormai piuttosto vecchia. Su di essa, con le spalle rivolte alla platea, sta seduta una figura virile, una Persona. Non lo si pu vedere in faccia. Inoltre porta una maschera. Proprio vicino alla sedia c' in piedi un altro uomo, il Tamburino. vestito un po' come una guardia municipale, solo che ha in testa un berretto da facchino di stazione. Porta il tamburo appeso ad una cinghia e tiene in mano le bacchette. Ha dei guanti bianchi da cameriere. Tutta l'azione si svolge sulla scena come se non ci fosse platea e come se non ci fossero spettatori. Il centro, il senso e il fine di tutta l'azione resta limitato, in maniera fin troppo evidente, dalla scena. Da una scena, tuttavia, che non ha platea, ovverosia da una scena che costituisce da sola la platea. Tutto il movimento mantiene un carattere come di cerimonie che sono altrettanto sufficienti a se stesse. Il che significa che i personaggi parlano anche diversamente da come si parla quando si rivolti ad una platea e che la "veduta centrale" non si identifica sempre con la direzione dello sguardo dello spettatore. Gli attori non si rivolgono mai al pubblico, ma agiscono sempre indipendentemente dallo spettatore. Tra di essi e i pi prossimi testimoni c' una distanza infinita. Il Tamburino in piedi dietro la sedia e guarda ostinatamente il volto della Persona che sta con le spalle voltate al pubblico. Aspetta con impazienza, pronto a suonare il tamburo. Oltre alle bacchette tiene in mano un pezzo di giornale. La Persona non si muove nemmeno e tace.

Tamburino - (dopo un momento di concentrata attesa) Eh, si! Ma ci non poteva esser tutto! Era andata cosi bene e in un sol colpo... crack. Nel momento migliore. Devi cercare di ricordarti ancora qualche cosa! (Aspetta impazientemente)

Persona - (dopo un momento di silenzio, come se si sprofondasse in pensieri del tutto diversi) Chi sono insomma io? Ci capisci qualcosa tu? Io no.

Tamburino - (con fare agitato e irritato passa dall'altra parte della sedia) Sei sempre tu.

Persona - Tutte quelle teste sono io? Sempre?

Tamburino - Proprio cosi.

Persona - E nessun altro?

Tamburino - Nessun altro.

Persona - (in tono gioviale) Sei proprio una bella lenza! Nessun altro!?

Tamburino - Uno dopo l'altro. Sei sempre tu.

Persona - Sei una bella lenza!

Tamburino - (si mette di nuovo, dall'altra parte, in modo da esser di fronte al viso della Persona e di nuovo incalza su di esso) Non potrai tacere in eterno!

Persona - (interrompe il Tamburino, come se non lo avesse sentito, e continua nelle sue meditazioni) Nondimeno mi domando se non un po' strano che tutte quelle teste siano me. E tante volte allo stesso modo! Ho gi detto un'altra volta che comunque strano e oggi lo ripeto che davvero strano. E quella testa, come il dietro, sempre diversa. (Pausa) Ma nello stesso tempo sempre uguale. Quale sono io, secondo te? Il primo?

Tamburino - chiaro, il primo.

Persona - Proprio il primo? Il pi primo?

Tamburino - (vince l'impazienza) Anche.

Persona - E ad un tempo anche il meno primo, non vero?

Tamburino - Il primo e l'ultimo.

Persona - O non sarebbe pi esatto dire "assolutamente il pi ultimo"? Il primo e assolutamente il pi ultimo?

Tamburino - Il primo e assolutamente l'ultimissimo.

Persona - E quindi, in pari tempo, anche l'intermedio, no?

Tamburino - Si capisce, l'intermedio, l'assolutamente intermedio, il pi intermedio... e poi quello che non pi neanche del tutto intermedio. (Un attimo di silenzio)

Persona - E poi?

Tamburino - (in tono molto sorpreso) Come, poi?

Persona - Po-i! E po-i?

Tamburino - (inquieto) Non so se ti capisco bene.

Persona - E po-i? (Trasognatamente) E... p... i?

Tamburino - (di scatto) Non c' nessun poi! C' soltanto ci che stato prima! E non ci sar mai niente di pi e niente di diverso da ci che stato prima! Da ci che stato prima e da ci che ora. Tutto ci che sar ci che stato prima e ci che ora!

Persona - (procedendo nel suo ragionamento) E poi?

Tamburino - Ci che ora! Non c' mai stato nessun poi! Non c' nessun poi! Non ci sar nessun poi! Non ci sar! Non-ci-sa-r-un-po-i! Quando mai potrebbe esserci un poi? Come ti saltata in mente quest'idea? Come puoi parlar cosi? Tu?

Persona - Chiedo solo cosa ci sar poi.

Tamburino - Niente! Niente! Niente!

Persona - E ci sarebbe tutto? (Il Tamburino tace perplesso) Forse anche quello che non ultimo assoluto, no?

Tamburino - (torna presente a se stesso) Certamente.

Persona - E anche il penultimo e il penultimo prima del penultimo?

Tamburino - Anche quello che ancora lontano dal penultimo - (Un attimo di silenzio) Ma. (Con aria di rimprovero) A questi non siamo ancora arrivati.

Persona - Umh!

Tamburino - Siamo sempre al punto di prima. E la cosa dura da un bel po', senza fare neanche un passo avanti. Ancora non ti ricordi?

Persona - (dopo un attimo di riflessione) Come se tu non sapessi che non affatto questione di memoria. A me questa cosa mi deprime, a dirtela in breve. Io di questo passo non posso durare! Non posso far nient'altro!

Tamburino - E da ora in poi dobbiamo soltanto aspettare?

Persona - Non ci si pu far nulla. In circostanze simili nessuno da me pu voler nulla. Finch non ho l'aspetto che si conviene per tale circostanza... Che aspetto avrei se non avessi un aspetto conveniente? Andiamo forse a vendere galline rubate? Stiamo seduti in una taverna a bere birra o facciamo una cosa importante? Stiamo soltanto a cianciare oppure qui si tratta di qualcosa d'importante ed abbiamo una responsabile... responsabilit?

Tamburino - Ma se la cosa dura ormai da tanto?

Persona - Sai altrettanto bene quanto me che non tanto importante quello che uno dice in tale circostanza, quanto l'aspetto che uno ha. Perch allora mi ci costringi in ogni occasione? Ma, a parte tutto, che aspetto ho?

Tamburino - Penso che tu sia soltanto molto modesto. Una testa come te... di' quello che vuoi... Non ti sembra? (Provoca di nuovo la Persona perch dica qualcosa. Agita intanto il pezzo di giornale)

Persona - (cerca prima di dir qualcosa, ma siccome non gli riesce, fa finta di esser scandalizzato) No. Non potrei privarmi del senso dell'inganno, della menzogna, della fregatura, della frode. (Alza gli occhi al cielo) Ma io non ho mancato mai!

Tamburino - No, questo no. Ma ti saranno grati per tutto. Cerca di sputar fuori. Certamente accettano tutto, come sempre. Non dovremmo lasciarli aspettare cosi a lungo, tutti quelli felicemente stanchi, quelli che aspettano impazienti quando incomincer di nuovo, quando vi si dedicheranno. In realt rizzano gli orecchi e respirano col fiato grosso... di brama, di impazienza, di commozione. Non sono avvezzi a rimanere cosi a lungo abbandonati a se stessi, trascurati, senza cure, senza istruzioni, senza attenzioni. Ci non fa mai bene. Dove non c' musica, non si ha voglia di ballare. E una volta che si son seduti...

Persona - Se si deve andare avanti di questo passo, necessario allora andare avanti di questo passo. Il che significa con tutti dovunque, con tutto ci che a ciascuno compete. Non si pu cambiare tutto in una volta! (Guarda con impazienza il cielo, cercando con gli occhi qualcuno)

Tamburino - (guarda anche lui in su, verso il cielo) No. Tutto rimane com'era. (Si volge verso la Persona) mai mutato qualcosa, qualche volta? Non mutato mai niente. Non pu non arrivare.

Persona - (con tono inquieto) Questo non neanche da prendersi in considerazione! un'idea tua!

Tamburino - Non pu non arrivare, visto che ci deve andare avanti. Se deve restare com', come vero che deve. (Alquanto spasmodicamente, persuadendosi da solo) Se ci deve andare avanti, allora deve restare cosi com'! E siccome deve restare cosi com', allora deve andare avanti! Se tutto ci deve durare, deve anche procedere! Se deve procedere avanti, deve anche restare com'! (La Persona tace. Il Tamburino afferra la Persona per le spalle e la scuote. La Persona tace. Il Tamburino con insistenza, rivolgendosi alla Persona) Lo vedrai cosa far di loro, se la son presa cosi a comodo. Ultimamente era proprio lo stesso. Forse ti salter ancora in testa qualcosa? (Lascia andare la Persona, mette in posizione il tamburo e batte qualche colpo su di esso) Dove non c' musica, non si ha voglia di ballare. E una volta che avessero perso l'abitudine, la loro gioia sarebbe finita. Io sono sempre pronto. (Aspetta la reazione della Persona) Posso suonare il tamburo ininterrottamente! (La Persona tace impassibile) Ma devo aver qualcosa per continuare a trasmettere. Altrimenti suona male! E poi nessuno ne trae niente, non serve a niente! E soprattutto: gli manca un senso! Ci sarebbe nell'aria! Nel vuoto! Non sarebbe appeso a nulla! (Agita ancora il vecchio pezzo di giornale e lo stira con aria d'importanza, in modo da potervi leggere) Ne nascerebbe una mia faccenda personale. Assurdit! Autofinalismo! Mero ornamento! Balletto! Ma non per questo che siamo qui. Proviamo intanto un'altra volta. Non possiamo ormai pi lasciarli aspettare soltanto cosi! (La Persona si tiene dinanzi alla faccia uno specchio, guarda per un momento dentro di esso e quindi, con gesto di rifiuto e con aria depressa, scrolla la testa ed abbassa la mano con lo specchio) Dove non c' musica... (Dato che la Persona non reagisce si mette, non senza difficolt, a leggere il giornale) Come pu il credente venire attratto dall'ateismo... (Guarda la Persona per provocarla e quindi grida con tutte le forze) Come pu il corrente venire attratto dall'ateismo, il quale tema una lotta aperta e leale coi credenti per i preziosi valori umani? (Guarda con insistenza la Persona, aspettando che dica qualcosa. La Persona guarda di nuovo languidamente nello specchio, ma non pu spiccicar parola. Gira lo specchio e guarda ancora dentro di esso. Il Tamburino incita la Persona, aspetta, quindi cerca di leggere da un'altra parte del giornale un'altra domanda) Forse i vicini vengono ancora a mondarci il granturco? (Fissa gli occhi sulla Persona) Ancora niente? Nemmeno ora? (La Persona scrolla negativamente la testa. Il Tamburino legge ancora da un altro punto del giornale) ...la lettera del vescovo? (Non piace neanche a lui e quindi va avanti ad alta voce) E chi altri avrebbe potuto dar loro quell'apparato necessario, se non il sistema sofstico? (Aspetta di nuovo che la Persona parli)

Persona - (d in un sospiro quasi impercettibile) Aaah...

Tamburino - (incita la Persona) Allora...? Allora?

Persona - (sempre fiacco e senza espressione) Aaah...

Tamburino - (si precipita bruscamente sulla Persona e legge di nuovo) Non starebbe meglio, piuttosto che trotterellare cosi due per due dietro la bara?

Persona - (guarda di nuovo nello specchio) Aaah... la... aaah... (Scrolla nuovamente la testa scoraggiato)

Tamburino - E perch no? Alla fine sempre andata bene. Andrebbe bene, certo che andrebbe bene! (Scorre di nuovo il giornale) Dove abbiamo ora tra gli avvocati dei tipi come questi dritti in toga?

Persona - (estremamente perplesso) ... aah... lascia... (Riflette con sforzo e cerca l'espressione)

Tamburino - Su! Va benone!

Persona - (prosegue con sforzo) ... lascia... aah... l'ascia...

Tamburino - (lo aiuta a gesti come pu) Su! Ancora un paio di sillabe. Almeno una, una sola!

Persona - Quale potrebbe andare?

Tamburino - Presto, finch ci sei, finch ti riesce!

Persona - (fa un tentativo) Aaah... lascia... l'asccc... (Ascolta la propria voce) Aaah... scia...?

Tamburino - Manca solo qualcosa! Una sillaba sola!

Persona - Ma quale?

Tamburino - Non manca molto. Solo poco, quasi nulla. Ma questo tutto! Fra poco saranno in piedi. Basta aprire la bocca... Prova magari a soffiarti il naso... Sar come sparare ai passeri.

Persona - (dopo un minuto di impotente silenzio esplode) In simili circostanze nessuno pu esigere nulla da me!

Tamburino - (cerca di calmarlo) Stai calmo. Calma. Ti riuscir di nuovo. Loro lo sanno che se non ci fossimo noi, tu e io, qui e dappertutto all'intorno non ci sarebbe che morte, ci sarebbe il deserto e solo un mucchio di...

Persona - Di che?

Tamburino - Di nulla. Il deserto.

Persona - (di nuovo dopo un momento di tormentato silenzio) Non ci mai voluto tanto tempo.

Tamburino - Ma sempre un po'.

Persona - Ma il sole? Che fa il sole? Che ne del sole? Non avevi detto che sta sopra le nostre teste?

Tamburino - Il sole? (Senza nemmeno guardare) Il sole ci sta sulla testa.

Persona - Anche ora?

Tamburino - Si capisce. E dove, allora?

Persona - Lo so. Ma non hai nemmeno guardato.

Tamburino - Perch dovrei guardare in continuazione? Ho guardato di qui. Non poi molto.

Persona - Guarda ancora una volta.

Tamburino - Non ho nessuna intenzione di accertarmene come uno stupido tre volte al giorno.

Persona - Ma mi sembra che oggi... tu non abbia guardato nemmeno una volta.

Tamburino - C' tempo.

Persona - O devo guardar da solo?

Tamburino - (guarda svogliatamente in alto, coprendosi gli occhi) Ce l'abbiamo proprio sulla testa. Lo dico sempre. Tu la fai sempre lunga...

Persona - (malignamente) Allora in questo caso avremmo dovuto gi scoprire quel,.. (Si interrompe e quindi prosegue in tono pi calmo) Dovrebbe esser gi qui da tempo. (Ancora pi calmo) E se non da tempo, allora fra poco. Guarda ancora una volta.

Tamburino - Sono qui per suonare il tamburo e non per torcermi sempre, rovinarmi gli occhi e guardare continuamente in alto e per giunta sempre nello stesso posto.

Persona - Non puoi assicurartene ancora una volta?

Tamburino - In due ore non pu cambiare nulla.

Persona - Magari adesso lo abbiamo sulla testa ancora di pi.

Tamburino - (guarda svogliatamente in alto) Ci sta esattamente sulla testa.

Persona - Ecco, vedi. E proprio come doveva essere. Non strano che il sole ci stia tutto il tempo sulla testa e tuttavia non sia ancora qui?

Tamburino - Non mai accaduto che non sia venuto quando abbiamo sulla testa questa focaccia. Verr anche questa volta. Deve venire anche ora. Qualcosa vedremo. Non mai venuto in ritardo. Perch venuto sempre.

Persona - (guarda in alto) Parli come se fosse al tuo servizio.

Tamburino - (come respingendo un sospetto molesto) Io non lo conosco affatto! Che ti credi?

Persona - Ma se non al tuo servizio, non c' allora nessun motivo perch debba...

Tamburino - La cosa pi sicura sempre quella che si fa senza motivi. Ci che si fa senza motivi ha di per s i motivi pi validi, altrimenti non si farebbe. Se si dovesse risalire ai motivi...

Persona - Ma noi non siamo qui tanto per fare.

Tamburino - No, questo no! Quello che facciamo noi qualcuno lo deve fare. Qualcuno si deve prender la briga di portare la cosa avanti come si deve. Altrimenti si resterebbe sempre allo stesso punto. Proprio per questo noi abbiamo i presupposti migliori, proprio perch tu stai seduto qui.

Persona - vero.

Tamburino - Dal momento che siamo qui. Lo stiamo gi facendo. Nessun altro lo pu fare se gi lo facciamo noi. Anche tutti questi motivi lo dicono chiaro, che non necessario nessun motivo perch venga, che verr anche senza motivi, come sempre. Lo sa anche lui che un motivo non necessario.

Persona - Lo ha detto? Sono parole sue?

Tamburino - No. Ma lo pensa. " un amico. Dice sempre solo cose gentili. attento... non dimentica...

Persona - Parli come se fossi al suo servizio.

Tamburino - (protesta) E sei tu a dirmelo? Neanche io l'ho mai visto da vicino.

Persona - (pensoso) E chi hai servito prima d'ora?

Tamburino - Te! Te, da tempi immemorabili! E come, non ti ricordi che io sono da sempre, in continuazione e costantemente il tuo braccio destro? Eppure dovresti ricordarti che sono sempre stato il tuo braccio destro.

Persona - E ora?

Tamburino - Sempre. Anche ora.

Persona - Uhm.

Tamburino - (fa ruotare con aria confusa la poltrona con la Persona, per cambiare discorso. Per la prima volta si pu vedere la Persona in viso. Porta una maschera con occhi, naso e bocca accentuatamente dipinti) Se permetti ti farei girare un pochino, pu darsi che la cosa ti aiuti.

Persona - (si difende) No! Non voglio! Nessun cambiamento!

Tamburino - Tanto sempre la stessa cosa. Cosi o cosi.

Persona - Non voglio! (il Tamburino gira di nuovo la poltrona nella posizione originaria, ma non completamente) Dove arriverei in questo modo? Dovrei diventar pazzo!

Tamburino - In fin dei conti non c' nessuna differenza.

Persona - Ho bisogno di tranquillit! Se ci deve andare avanti, allora tutto deve restare cosi com'!

Tamburino - Un mutamento assolutamente insignificante che se si vuole non neanche un mutamento...

Persona - Anche il pi piccolo mutamento significa qualcosa di nuovo! Se dovessi vedere ogni momento qualcosa di nuovo, ben presto non saprei pi nulla. Che cosa potrei ricordarmi, dopo?

Tamburino - (corte per scusarsi, pi familiarmente) Tutto ci che nuovo deve tuttavia essere identico, per gran parte, al vecchio, perch sia nuovo. Se no sarebbe qualcos'altro.

Persona - Non muoversi, dico! Neanche un gesto! E o non esattamente com'era? Sono circondato come prima?

Tamburino - chiaro. (Ma cerca ancora di far girare la Persona)

Persona - Del tutto? Alla perfezione? Scommetto che non ci hai azzeccato. Deve essere al cento per cento come era! Me l'hai gi fatto pi di una volta!

Tamburino - Lo al cento per cento.

Persona - Lo dici tu.

Tamburino - Fidati.

Persona - Come faccio a vederlo?

Tamburino - E come non lo vedresti? Non ti puoi sbagliare.

Persona - Lo so anch'io.

Tamburino - (gira ancora la sedia, di nuovo in modo diverso) Allora? Vedi qualcosa?

Persona - No.

Tamburino - Ma si che vedi.

Persona - Ma soltanto perch non ci provo! Soltanto perch non guardo!

Tamburino - Anche se ti facessi prestare gli occhiali oppure il binocolo, sarebbe lo stesso. Non si vede nulla per largo tratto. Assolutamente niente. Niente.

Persona - (con aria soddisfatta) Appunto per questo. Devo avere le idee... chiare. Si potrebbe anche semplicemente imballarli qui, quegli animali, tra un po'. E poi non ci sarebbe niente da fare per noi, neanche se ci ricordassimo di tutto il paternostro. E in nessun posto, in fede mia, si caca cosi bene come qui. (Con ambedue le mani si regge soddisfatto ai bracciuoli della sedia)

Tamburino - Non ti preoccupare, la prendo sul serio quanto te.

Persona - Ti prego! (Si gira da solo sulla sedia dietro al Tamburino) Come fare, allora? Come fare... se devo(cerca l'espressione e poi la dice come una parola sola) ... nondelu-dercompiere? (Pi debolmente) Se non devo... (sbotta) ...de-luderreggere? (Debolmente) Se devo... (con forza) restarper-restare? (Con progressiva gradazione) Non devo neanche vedere che non vedo niente! Appunto cosi come non devo sentire niente, neanche di quello che sento, cosi come non devo neanche sapere che non so niente e aver la sensazione di non sentir niente! (Breve pausa per poter cominciare a graduar di nuovo il suo pessimo pathos oratorio. Si gira anche di nuovo, con la sedia, dietro al Tamburino) Dove mai posso pi averlo, se non qui... dove tutto possibile? Dove possiamo permetterci qualsiasi ghiribizzo? E quando tutto si.,, ogni cosa niente... ci che facciamo... cambia - (di nuovo esprime tutto con una sola parola) ...nel bendiddio... nella benabbondanza... nel... panassicurato... nella pacessalute... nell'onore dio... ro! (Il Tamburino all'improvviso si mette sull'attenti e saluta guardando in alto. Dall'alto cala gi lentamente, di sghembo, con la testa all'ingi come 'gli angeli, nelle immagini gotiche dell'annunciazione, il Barbiere. Indossa un'uniforme da diplomatico rifinita in oro. Il Barbiere scende fino a terra, ma i suoi movimenti rimangono aerei e danzanti. Si inchina, esprime cerimoniosamente il suo rispetto alla Persona. La Persona accoglie tutto ci come se fosse normale, consapevole, ha gi superato il momento di incertezza)

Il Barbiere - (si mette, tra un inchino e l'altro, il bianco grembiale da barbiere e cerca di comportarsi come tale) Abbiamo un aspetto splendido. (Inchino) Sempre pi e sempre in ugual misura. (Ulteriore inchino) Dobbiamo piacere. Sempre pi e sempre in ugual misura. (Inchino) Piaciamo. (Tira fuori una decorazione da cucina molto comune, su cui si vedono scritte come "Non buttar via il pane se sei sazio n i vestiti se fa caldo" e la mette sulle spalle della Persona) Lasciamo star cosi. Lasciar cosi. (Danza intorno alla Persona e gli acconcia la pettinatura) Un tantino a sinistra. Un po' a destra. E un po' all'indietro. Star su da s. Basta cosi. Accorciare ancora un po'. Non molto. Non poco. Dare un colpo, tirare, rilisciare. E lasciar cosi. E poi lasciar cosi. Non toccar pi nulla... un po' di lucido... certo... un po' di lucido... Si... si... Lasciamo star cosi. Lasciar cosi. E poi lasciar cosi? Lasciar cosi. (Toglie dalle spalle alla Persona la decorazione ricamata, spolvera la Persona, danza intorno a lui con cerimoniosi inchini. Indietreggia un po', guarda con aria da intenditore) Lasciar cosi. (Ulteriori inchini. Si toglie il grembiale da barbiere e con un buffo movimento della testa si solleva di nuovo in alto con le gambe in avanti. Il Tamburino saluta di nuovo)

Persona - (con splendido umore) Be'?

Tamburino - Allora? (La Persona afferra lo specchio per potersi guardare) Bisogna dire che non neanche durato tanto. E ora abbiamo dinanzi a noi... (D una rapida occhiata a ci che una volta era un giornale e legge lentamente e con stento) Perch ognuno non potrebbe sacrificare il livello di vita, le vecchie carte, gli stracci?

Persona - (si guarda nello specchio e nella sua voce risuoner ora il tono del Barbiere) Abbiamo un aspetto splendido. Sempre e continuamente migliore. Dobbiamo piacere. Sempre pi e sempre in ugual misura. Lasciamo star cosi.

Tamburino - (con entusiasmo) Oh guarda! Sempre pi e sempre in ugual misura! Lasciamo star cosi (Batte sul tamburo con le bacchette e rulla. Quando cessa, si fa per un momento silenzio e il Tamburino sta attentamente in ascolto. La Persona guarda nello specchio con tanta concentrazione, da sembrar quasi che stia anche lui attentamente in ascolto. Il Tamburino a un tratto rianimato) Fanno un tal chiasso indiavolato che non riuscir neanche a prender la parola. (Calma con un gesto le folle esultanti e cerca di ristabilire il silenzio per poter prender la parola) Questo si che entusiasmo! (Fa capire che in queste condizioni un tentativo vano e che deve capitolare. Si rivolge alla Persona) Dubito che in una situazione cosi ti possa mai riuscire di rivolger loro la parola. Non ha neanche senso andare sul balcone. (Un momento di assoluto silenzio) Questa situazione i nostri organizzatori non la dominano neanche coi cani ammaestrati. Un entusiasmo cosi non ci si fa a contenerlo. Far loro segno di continuare soltanto a stare allegri, a ballare e a cantare. (Fa qualche passo verso un immaginario balcone, fa gesti a folle immaginarie ringraziando e dicendo di stare allegri. Afferra a volo un immaginario mazzo di fiori che gli ha lanciato qualcuno della folla, ringrazia, lo annusa, lo porta alla Persona e glielo mette ai piedi) Le pi belle rose tea che abbiamo mai avuto. (Torna di nuovo verso quell'immaginario mazzo di fiori che ai piedi della Persona, si inginocchia per poterlo annusare ancora una volta e piega nuovamente il suo naso ai piedi della Persona restando per tutto il tempo in estasi) Te lo dicevo che ormai non vedevan l'ora. (Si alza) Se lo concedano pure! Bella giornata! (La Persona non si accorge assolutamente di nulla, tutto concentrato a guardare nello specchio. Il Tamburino scorre di nuovo il suo giornale e legge con enfasi) Non starebbe meglio trotterellare due per due dietro le carra?

Persona - (continua a guardarsi nello specchio e a parlar da solo) Un tantino a sinistra, un po' a destra... e un po' all'indietro. Star su da s.

Tamburino - (in estasi) Star su da s! (Annuisce prontamente in segno di consenso e comincia a suonare il tamburo. Il rullare che fa si trasforma in un rullo da marcia trionfale. Poi il Tamburino si lascia ancora andare a questa musica e intona per di pi "a bocca" una briosa> marcia militare. Inoltre nel bel mezzo della "musica", grida a perdifiato i nomi delle opere) Ottava corazzata! Prima paracadutisti! Cavalleria! (Smette di suonare il tamburo e "organizza una parata") Pifferi! (Comincia a rullare il tamburo e a fischiare marciando all'intorno) .Con me! (Si ferma e fa come se stesse andando dietro a della gente che marcia, gira la testa dietro di loro e commenta il corteo) Ragazzi d'oro. (Saluta, si rivolge alla Persona) Comandanti, la solenne parata conclusa! (La Persona resta indifferente a tutto ci. Il Tamburino torna di nuovo al giornale e legge con marcata energia) Pu il corrente essere attratto dall'ateismo, che teme la lotta aperta col corrente per i valori umani?

Persona - (continua in silenzio il suo soliloquio) Accorciare un po'... non molto... (Come se si ricordasse) ...non poco... (il Tamburino lo incoraggia con un cenno di testa) Dare un colpo... tirare... e lasciar stare. Lasciar stare.

Tamburino - (improvvisamente comincia a suonare il tamburo, poi interrompe e aspetta. Segue un breve momento spiacevole, perch al Tamburino non viene in mente quel che dovrebbe suonare. Quindi fa rullare di nuovo il tamburo e poi aspetta) Oh, che onore! (Pausa) Sono ammutoliti dallo sbalordimento. Assordati. Possono soltanto bisbigliare. Pi di cosi non si pu. Anche questa una bella sensazione. (Percepisce quella sensazione e quindi si rimette a leggere il giornale) Forse i vicini vengono ancora a mondarci il granturco?

Persona - Qui non toccar nulla... un po'... di lucido... si... un po' di lucido... cosi... cosi... Lasciamolo... la... (Cerca di ricordare) ...Lasciar cosi...

Tamburino - (suona il tamburo e fa improvvisamente finta di essere il padron di casa ad un ricevimento) Insistono... (Si rivolge alla Persona) ...che si deve subito brindare con loro. (Si volge verso gli immaginari ospiti) In eterno! In eterno! Non pi Custoza! Non pi Nuova Venezia! In eterno! In eterno! (Si rivolge alla Persona) Chi altri potrebbe darci quell'apertura apprestata... (Nonodimeno non riesce a ricordarselo solo a memoria e allora d rapidamente un'occhiata al suo giornale. Dopo un attimo trova quel che cerca e legge) Chi altri potrebbe dargli quell'apertura aperta se non il sistema sofistico?

Persona - (tace per un momento, quindi volge la testa) No.

Tamburino - (impazientito) Come?

Persona - (incerto) In certo modo diverso.

Tamburino - No. cosi, proprio cosi. (Guarda di nuovo il giornale) Altri all'apertura aperta...

Persona - (interrompe il Tamburino) Lo so che va bene. Ma... tuttavia... ummmh... (Cerca di mettere insieme la parola che manca) Tuttavia... ummmh... cosi... (Con entusiasmo, perch alla fine l'ha trovata) Lasciar cosi!

Tamburino - (contento) Lasciar cosi! (Fa rullare di nuovo il tamburo con entusiasmo. Quando cessa, sta in ascolto) Tutti lo ripetono con te! Eppure un'idea! Si diffonde in tutte le direzioni come l'eco uniforme di centomila voci! (Scandisce) La-sciar co-si, la-sciar co-si, la-sciar co-si! (Suona il tamburo al ritmo di quell'immaginario scandire delle folle. La Persona guarda il Tamburino con aria particolarmente sbigottita. Il Tamburino si ricorda, e d subito un'occhiata al giornale correggendosi) Lettera del vescovo? (La Persona di nuovo mentalmente assente. Il Tamburino incerto, quindi d una rapida occhiata al giornale e si corregge) ...lettera... vescovo? (Aggiunge come per spiegare) Qui era un po' agitata. (La Persona non ha nessuna reazione. Il Tamburino si accerta di nuovo) qui. La domanda. Attendere! C' ancora qualcosa qui nella riga precedente. chiaro. La lettera dell'arcivescovo?

Persona - Come dice dopo?

Tamburino - Pi avanti c' un formulario.

Persona - (adirato, perch il Tamburino non l'ha capito) Io penso a un'altra cosa... Qualcosa come sciare... Com'era?... ar... sci... ar...

Tamburino - (in tono saputo) Ma non tutto.

Persona - Ora mi ricordo. Sci... ar... umh... scia... re...

Tamburino - Io direi che lo vuoi pronunziare tutto insieme. Condensare un po'. Accelerare. evidente che una cosa extra e quanto mai a posto e se dura molto a lungo e quanto pi a lungo, tanto pi va bene. Perch deve sempre durar cosi poco? Ma...

Persona - (perplesso) Che cos'era?

Tamburino - Ti rileggo di nuovo. (La Persona volge la testa. Il Tamburino prova di nuovo) Dove abbiamo ora tra gli avvocati dei tipi come questi ritti in toga? (La Persona non risponde. Il Tamburino ripete impazientemente e con sempre maggior fretta) Dove abbiamo fuora tra gli avvocati dei tipi come questi dritti in toga?

Persona - (del tutto normale e stringendosi continuamente nelle spalle) Che ne so? Quali avvocati?

Tamburino - (fa un gesto come se volesse impedire di rispondere e legge ancora) Dove vanno fuora tra gli avvocati dei tipi come questi zitti in voga?

Persona - (come se fosse meravigliato e avesse riflettuto su questo problema) Aah, si... E quali zitti?

Tamburino - (per la rabbia si prende la testa fra le mani) Perch non mi rispondi?

Persona - E cosa faccio? Mi chiedi degli zitti, si o no? O si tratta d'altro?

Tamburino - (in tono permaloso) Tu non stai all'argomento! Stai deviando! (Cerca di nuovo la sua domanda nel giornale) Chi abbiamo ora tra gli altolocati tipi come questi contrabbandritti?

Persona - Tra gli altolocati? Pensi che ce ne siamo qui? (Si guarda attorno) Ma qui gente simile... (Gira la testa con meraviglia)

Tamburino - Piantala! Allora non sei serio, perdio! Non mi vuoi forse dire che questo un bel discorso? Non puoi aspettarti che io a questo modo ti capisca. un discorso completamente slegato! Non sta proprio in piedi! Cerca di capire. E come ci richiama dovunque la confusione! Si estende sempre oltre! Non ho mai preteso da te che fosse sempre tutto. Ma devi parlare come si deve. Tenerti all'argomento, anche se dirai solo una sillaba. Poi tutto sar chiaro, lo capir anche da poche sillabe se sapr che cosa significa, di che si tratta. Qualcosa mi dir sempre e il resto me lo potr immaginare. Mi senti?

Persona - Come non potrei sentirti?

Tamburino - Ma non puoi introdurre qui una novit come questa, che non ci riguarda, e mettere tutto capovolto in ordine a soqquadro.

Persona - Che vorresti dire?

Tamburino - Che meni il can per l'aia! Perch guasti una cosa che gi sappiamo a mente? Nessuno di noi, n tu n io, possiamo ad un tratto fare un balletto? Lasciar perdere il dove e trascurare il senso comune! Non dir quel che si deve a chi dice qualcosa, parlare a vanvera, senza tener conto delle necessit, senza tener conto degli obblighi, senza tener conto... senza tener conto di nulla!

Persona - Ma dove leggi? (Il Tamburino costernato) Perch non suoni il tamburo!

Tamburino - (si riscuote e scorre il giornale) Forse i vicini vengono ancora a mondarci il granturco?

Persona - Ma va'! Quando stato l'ultima volta? Dicevi il granturco?

Tamburino - Perdio! Cosa ha a che vedere? Tu dimentichi del tutto...

Persona - Allora vengono o non vengono?

Tamburino - Perch continui a divagare? Non divagare! Stai all'argomento! Sono tue invenzioni!

Persona - Cosa mi sarei inventato?

Tamburino - Tu meni il can per l'aia! Perch queste domande inutili?

Persona - Se tu non stessi a dar tante spiegazioni e ti facessi le cose tue! Perch non suoni il tamburo? (Volge lo sguardo al cielo)

Tamburino - Non far domande!

Persona - Perch non devo far domande, perch non suoni il tamburo?

Tamburino - Non devi far domande! Non devi assolutamente far domande di nessun genere. Non tu sei tenuto a far domande, ma io!

Persona - E allora?

Tamburino - Lo vedi! Incominci di nuovo! (In tono autoritario) Le domande le faccio io!

Persona - E perch?

Tamburino - (lo interrompe) Non far l'imbecille! Non una parola di pi! Tu devi soltanto dar le risposte! Devi stare alla parola! Soltanto annunciare... annunciando... e ordinare... ordinando! (La Persona volta le spalle al pubblico e continua a por domande. La sua voce tuttavia non distinta, ragion per cui il Tamburino la copre. Il Tamburino vuole impedire alla Persona di far domande, parla pi forte di lui per coprirne la voce e per di pi inveisce contro di lui. I pensieri e le invettive dal Tamburino rivolte alla Persona fluiscono in una corrente che il Tamburino non sottolinea affatto con l'intonazione della voce, bens stando rivolto verso la Persona e parlando sempre in un'altra direzione) Le nostre possibilit e i nostri privilegi, - (alla Persona) le nostre stupidaggini, (non pi rivolto alla Persona) se volessimo per caso chiamar cosi i nostri doveri, derivano dal fatto... (alla Persona) tu non far domande... tu devi rispondere... alla risata. Ogni domanda... (alla Persona) deve venire, verr... (non rivolto alla Persona) e un'indiscrezione... (alla Persona) superiore alle mie forze! (Rivolto altrove) Tradire un segreto, violare le leggi, minacciare! Ogni domanda l'hai gi sulla punta della lingua? Ci significa che il sostenere un determinato ordine di cose, come se fosse affar tuo, la rivoluzione, la domanda come riferimento all'ignoto, chi degno di questo? La domanda la constatazione di ci che ignoto, quando sappiamo che tutto noto, mettiti piuttosto qualcosa in bocca e con ci si apporta qui un elemento di novit e di modifica, nonostante sappiamo che tutto quanto pi a lungo sciocco qui rimane sempre uguale, solo che dovunque si muta altrove. Su ci si baserebbe il fine e lo stesso principio fondamentale della nostra esistenza la quale deriva, concedimelo, da una ipotesi, da una ipotesi di immutabilit e di riservatezza come di un segno indicatore della graduazione costante del progresso generale, e il perfezionamento un delirio. La paralisi totale del ciclo culminante, in questo non sei solo. (Esaurito da questo sforzo, tace)

Persona - (soffocato dal silenzio che sopraggiunge) E che succede se una volta?

Tamburino - (raccoglie tutte le sue forze per far tacere ad ogni costo la Persona e continua) Crea confusione a te come a me. Ad ambedue! Hai la mano libera soltanto con gli altri! Con tutti gli altri.! Ma tutto finisce qui! Non finisce con me! Tra di noi non c' nessun arbitrio possibile e se ci deve andar a finir bene ti do un calcio in culo, su questo si basa e sar la fine, su questo si regge e cade.

Persona - (approfittando della pausa sopraggiunta, con lo sguardo rivolto in alto) E chi ti ha detto che...

Tamburino - (esaurito, perentorio) Qualcosa succeder! Non cambiar le carte in tavola!

Persona - Cosa vuoi che cambi? Quali dritti? Dove vedi gli altolocati?

Tamburino - Non dire idiozie! Chiudi il becco! Ogni tua domanda un'enorme coglionata!

Persona - E ogni tua risposta non forse un'enorme cazzata? Ma sono mai delle risposte?

Tamburino - Tu se cominci a far domande, lo fai soltanto perch non sai... che non sai nulla... che sei agli estremi!

Persona - Ma cosa vuoi rimediare con queste grida? Non sei capace di rispondermi? (Tutto questo colloquio astioso e violento, pieno di contrasto e di disprezzo si svolto soltanto nell'ambito di un battibecco. N dall'una, n dall'altra parte si giunti a un tentativo di risolvere in qualche modo concretamente la situazione con l'uscir di scena o con qualche altro movimento liberatore)

Tamburino - Io ti piglierei senz'altro a bastonate.

Persona - E tu che faresti, maiale, senza di me?

Tamburino - Quando mai farei qualcosa con te! Non farei niente! Come non faccio niente ora! (Si mette improvvisamente sull'attenti, solleva la testa e saluta. La Persona si sistema sulla sedia con un certo senso di sollievo. Dall'alto cala di nuovo lentamente gi con la testa in basso la figura del Barbiere. Questa volta il Barbiere indossa il suo bianco grembiale. Il Barbiere si avvicina alla Persona e con movimenti danzanti gli dimostra cerimoniosamente il suo rispetto, si inchina. La Persona accoglie tutto ci come se fosse ovvio, si gi ricordato)

Barbiere - (si toglie a forza di inchini il grembiale ed appare nell'uniforme da diplomatico) Abbiamo un aspetto splendido. (Inchino) Sempre pi e sempre in ugual misura. (Inchino) Dobbiamo piacere..Sempre pi e sempre in ugual misura. Piacciamo. (Tira fuori alla fine la decorazione da cucina e la mette sulle spalle alla Persona) Lasciamo star cosi. (Danza intorno alla Persona e lo pettina) Un tantino a sinistra. Un po' a destra. E un po' all'indietro. Star su da s. Basta cosi. Accorciare un po'. Non molto. Non poco. Dare un colpo, tirare, rilisciare. E lasciar stare. E poi lasciar stare. Non toccar pi nulla... un po' di lucido... certo... un po' di lucido. Si... si... Lasciamo star cosi. Lasciar cosi. E poi lasciar cosi? Lasciar cosi. (Toglie dalle spalle alla Persona la decorazione ricamata, spolvera la Persona, danza intorno lui con cerimoniosi inchini. Indietreggia un po', guarda con aria da intenditore. Ulteriori inchini. Si mette il suo grembiale da barbiere e con un buffo movimento della testa si solleva di nuovo in alto con le gambe in avanti. Il Tamburino si inchina profondamente, saluta e si inchina ancora profondamente. La Persona fa con la mano un ceno di saluto al Barbiere che sparisce. Ma solo per un attimo brevissimo, perch se la pone immediatamente sulla pancia che gi si sta comprimendo con la sinistra. Quindi si sprofonda completamente nei suoi pensieri, come se il mondo circostante avesse cessato per lui di esistere)

Tamburino - (non distoglie neanche per un momento lo sguardo dal Barbiere che sta quasi ormai scomparendo del tutto) Allora?

Persona - (tira soltanto un sospiro lungo e soffocato) Ummh...

Tamburino - (allegramente) Va gi bene?

Persona - (ancora tutto concentrato in se stesso) Se va bene? (Lunga pausa. Nel comportamento della Persona si manifesta una grande tensione) Ho dovuto fare un bello sforzo per trattenermi, fino a che non se ne fosse andato! 65

- (Pausa, quindi manifesto sollievo e soddisfazione)

Tamburino - Benone!

Persona - stata un'eternit... Uff... Puah, mi sento meglio! Io effettivamente ho un'indole dura, non sono buono a nulla... Quanto pi duro... Ma in compenso poi...

Tamburino - (guarda ancora dalla parte dove scomparso il Barbiere facendo gesti di saluto) Eppure te l'avevo detto. Avresti gi dovuto saperlo una volta per tutte e non avresti mai dovuto perder la speranza.

Persona - Qui non si tratta di speranza. Superare si deve. Resistere. Questa la difficolt maggiore.

Tamburino - Non che sia mai stata la prima volta.

Persona - Tu fai presto a dirlo. Ma lo sai che cos'?

Tamburino - Lo so che tu sei in questo molto peggiore, che ne hai pi di me. Ma ormai lo dobbiamo in qualche modo... per questo che siamo qui. Soli e lontani dalla gioia della vita comune, in isolamento e in concentrazione. Ma questa la nostra sorte. (La Persona si comprime ora di nuovo il ventre con ambo le mani. Il Tamburino non se ne accorge affatto e si esprime con un sempre maggior pathos) Ci siamo indirizzati! la nostra grande missione, continuamente rinnovata, sempre inevitabile e importuna. Siamo stati posti una volta dinanzi a questo... compito e sentiamo noi stessi il nostro dovere come un'eterna costrizione.

Persona - (accortamente) Io sono un Sisifone nudo e crudo! terribile!

Tamburino - (con slancio) Siamo come dei Sisifoni dei tempi moderni!

Persona - (amaramente) Ci risiamo!

Tamburino - Come dei Sisifoni d'oggi, poich l'era dei miti non finita con la scoperta dell'America, noi accogliamo quest'offerta della Fortuna. Dobbiamo tenerne conto e cosi facciamo. Cosa sono tutte queste difficolt di fronte alla consapevolezza di essersi sempre ingegnati e di ingegnarsi continuamente, di fronte alla consapevolezza che ci ingegneremo anche se sappiamo che in fin dei conti una grazia che ce lo permette qui in solitudine e perch no, senza tener conto delle noie, senza tener conto delle difficolt, dell'avversione, quando il caso di lavorar con tutte le forze, talvolta coi denti serrati e magari con le lacrime agli occhi, sbadatamente e modestamente, senza sperare in una ripercussione pi vasta, nell'apprezzamento e nella gratitudine, senza pubblico e in stretta clausura, come tollera soltanto un'elite, un'elite la quale, di buon grado e senza scrupoli, ha rinunziato ai fratelli, ai compagni e agli amici, ai parenti e in genere a ci di cui aveva bisogno per poter fare come noi, di tutto quello che ci d e ci offre la nostra generosa natura, la cosiddetta frittata! (Il concludersi di questo torrente di parole conduce alla relativa gesticolazione che indica un certo mucchietto. Poi il Tamburino mette di nuovo la mano sotto il berretto, ne tira fuori il vecchio pezzo di giornale e lo stira un po')

Persona - (ha seguito la fine di questo discorso e adesso sta attento alle diverse manipolazioni che l'altro fa col giornale) Cosa fai con quel giornale? Io non lo voglio! sporco!

Tamburino - Ma per me.

Persona - (sorpreso) Anche tu?

Tamburino - Come, anch'io? pur sempre stato il mio lavoro!

Persona - Come?

Tamburino - (legge prontamente dal giornale) Chi altri... potreb... quell'apertura trapanata... se non ordinamento sofstico?

Persona - (si guarda di nuovo allo specchio) Dobbiamo piacere. Sempre pi e sempre in ugual misura. Sempre in ugual misura e sempre di pi... Lasciamo star cosi.

Tamburino - (si preparato nel frattempo a suonare il tamburo) Cosi. (Rulla il tamburo) E ormai possiamo (parla enfaticamente come gli annunziatori che dagli altoparlanti incitano un corteo) riconoscere sui primi cartelli motti e scritte! "Ogni miglioramento della trasmissione pei sobillatori un colpo di cannone!" Urr!

Persona - (parlando per conto suo) Lasciamo star cosi.

Tamburino - "Avantinonunpassoindietro!"

Persona - (tra s) Piacciamo.

Tamburino - Mammina, lasci che quei piccoli vadano pi vicino! Ognuno vuol vedere, ognuno si fa avanti! Ognuno vuol esser presente! E gi ne vengon altri!

Persona - (si guarda nello specchio) Lasciar cosi...

Tamburino - (legge da cartelli immaginari) "Noi siam di nuovo la giovent - la giovent di nuovo nuova!" Si, cosi! "A chi non piace, che si dia pace!" Giusto!

Persona - (continua nel suo soliloquio) Star su da s.

Tamburino - "Viva l'armata boriosa! Viva l'armata... boriosa... gloriosa!" Vengono a ondate una dopo l'altra. "Chi ha qualcosa nella testa oggi qui con noi a far festa!" Urr! (Smette di fare il reporter, ma non ce la fa pi e decide arringare quelle masse marcianti, si avvia verso di loro e dopo un momento di riflessione lancia un grido) Come pu il giacente essere attratto dall'ateismo... il quale teme il corrente? (Breve pausa, poich il Tamburino aspetta l'approvazione. Ma si dimenticato di farla lui. Il silenzio in certo modo lo disturba nel recitare. Ma ben presto si ricorda e si rivolge alla Persona) Ora farai il giuramento solenne. (Si inchina cerimoniosamente) Tutti giurano. Anche tu devi giurare! (Prende la Persona per un braccio) Questa mettila qui, qui. (Mette la destra della Persona sul bracciuolo della sedia e parla ad alta voce) Giuro...

Persona - Su che cosa? Sulla sedia?

Tamburino - Sulla sedia, giuro su... (La Persona non capisce, guarda il posto dove il Tamburino gli ha fatto appoggiare la mano. Il Tamburino glielo spiega) ...giuro sulla sedia; sulla sedia, con la destra....

Persona - Come con la destra? Con la sedia o con la destra?

Tamburino - (tiene la mano della Persona sul bracciuolo della sedia) Ripeti con me. Essi poi ripeteranno con te. Prometti. (Tira per la mano la Persona, perch cominci a parlare)

Persona - Prometti...

Tamburino - Che per quanto sta in me... (Tira per la mano la Persona)

Persona - Che per quanto sta in me...

Tamburino - Sar sempre costantemente e stabilmente e senza interruzione... (Lo tira)

Persona - Sar sempre costantemente e stabilmente e senza interruzione...

Tamburino - Che sar sempre, stabilmente e costantemente... (Lo tira)

Persona - Che sar sempre, stabilmente e costantemente...

Tamburino - Come sono sempre e come e come sono stato in tutte le circostanze e come sempre sar e sono... (Tira per la mano la Persona)

Persona - Come sono sempre e come sono stato in tutte le circostanze e come sempre sar e sono...

Tamburino - Che fedelmente e intrepidamente...

Persona - Che fedelmente e intrepidamente...

Tamburino - ... sar...

Persona - ... sar...

Tamburino - ... sempre...

Persona - ... sempre...

Tamburino - ... e che cercher di essere...

Persona - ... e che cercher di essere...

Tamburino - (volge lo sguardo in alto, lascia andare la mano della Persona e si alza) tutto. Basta.

Persona - Lo direi. Ce n' abbastanza per uno solo. (Il Tamburino si mette sull'attenti e saluta. Dall'alto scende con la testa all'ingi il Barbiere. La persona con aria soddisfatta) Allora? (Il Barbiere si posa e si mette a eseguire le sue cerimonie. La Persona accoglie tutto ci con soddisfazione, come un fatto ovvio)

Barbiere - Abbiamo un aspetto splendido. (Inchino) Sempre pi e sempre in ugual misura. (Inchino) Dobbiamo piacere, Sempre pi e sempre in ugual misura. Piacciamo. (Tira fuori la comune decorazione da cucina e la mette sulle spalle alla Persona) Lasciamo star cosi. Lasciar cosi. (Danza intorno alla Persona e gli aggiusta la capigliatura, lo pettina) Un tantino a sinistra. Un po' a destra. E un po' all'indietro. Star su da s. Basta cosi. Accorciare ancora un po'. Non molto. Non poco. Dare un colpo, tirare, rilisciare. E lasciar cosi. E poi lasciar cosi. Non toccar pi nulla... Un po' di lucido... Certo... Un po' di lucido... Si... Si.... Lasciamo star cosi. Lasciar cosi. E poi lasciar cosi. Lasciar cosi. (Toglie dalle spalle alla Persona la decorazione ricamata, spolvera la Persona, danza intorno a lui con cerimoniosi inchini. Indietreggia un po', guarda con aria da intenditore. Ulteriori inchini. Si toglie il suo grembiale da barbiere e con un buffo movimento della testa si solleva di nuovo in alto con le gambe in avanti. Il Tamburino che ha seguito l'apparizione del Barbiere con un entusiasmo a stento nascosto e dominato, non capace di fare neanche un gesto, quando il Barbiere si allontana di nuovo. tuttora come affascinato)

Persona - (all'opposto in tono del tutto ovvio e senza commuoversi attacca discorso col Barbiere) Abbiamo un aspetto splendido. (Comincia a guardarsi nello specchio)

Tamburino - (si riprende dal suo sbigottimento e nell'entusiasmo fa girare la sedia con la Persona e corre all'intorno completamente fuori di s) Io ci perdo... io ci perdo...

Persona - (non capisce) Non fare il cretino, mi fai cadere! Che sciocchezze fai? Succede qualcosa? Mi senti? Casco gi!

Tamburino - (si ferma infine col fiato grosso) Non mi raccontare che sei completamente in te.

Persona - (con non dissimulata meraviglia) Che successo?

Tamburino - Lo so che tu fai questa parte soltanto per non parlar troppo del nostro successo.

Persona - Di che si tratta?

Tamburino - Sono anch'io tutto scosso per questo motivo. Ne hai la prova. Lo vedi a cosa porta la costanza. L'uomo non pu sottomettersi, non pu lasciarsi prendere dall'abitudine. L'esercizio fa l'esercizio, l'abitudine fa l'abitudine, c' poco da fare L'esercizio fa l'abitudine, l'abitudine fa l'esercizio. (La Persona continua a non capire e non presta neanche molta attenzione a ci, si guarda nello specchio) L'abitudine e l'abitudine riuscir a tutto. Resterai tanto fino a quando non comincerai di nuovo. Dall'inizio fin... all'inizio... e quindi di nuovo.

Persona - forse possibile in altro modo?

Tamburino - No. Ma per la prima volta, per quanto mi ricordo, quindi per la prima volta negli annali e nella storia, possono tutti essere l in fondo in tondo senza paura per la loro danza... (si corregge) ...panza... (si corregge di nuovo) danza senza paura che ci sar quando comincer di nuovo!

Persona - Subito.

Tamburino - Per la prima volta siamo di fronte alla speranza che si ruller ininterrottamente! Ormai ininterrottamente! Da oggi, da questo momento, senza interruzione, di continuo!

Persona - (continua a non capire e a non meravigliarsi) E perch no?

Tamburino - Ormai non ci riguarda pi neanche...

Persona - (conferma) No.

Tamburino - Ora nessuno ci pu sorprendere! Se avessi inclinazione per la storia, allora direi: Mai pi una Nuova Venezia! Mai pi Venezia!

Persona - chiaro.

Tamburino - Ma che fare con la storia? Non roba fatta per noi. E ora oer la prima volta no. Il tempo non ci interessa. Il tempo ormai non ci interessa! Lo sai, si pu dire che ormai un po' ci conosciamo, no? Ma questo, questo non me l'aspettavo da te, anche se so cosa riuscirai a fare.

Persona - (ad un tratto presente a se stesso) Io non ho mai fallito.

Tamburino - (enfaticamente) Mai pi aspettare senza rullare! Mai pi dondolarsi sulla gambe soltanto cosi! (Bacia il suo tamburo. La Persona soddisfatta accenna di si con la testa. Il Tamburino sempre enfaticamente) Tutte le germinazioni future ricorderanno questo istante! E sar contrassegnato in tutti... (Descrive con le mani nell'aria una qualche grossa sostanza) A tutto ci che costituisce la tua mornentaleit si aggiunger ancora questo. E a paragone di questo momentaleo successo, che ha fatto, la tua grandezza, non niente. momentale per sempre.

Persona - (calmo) Perch no?

Tamburino - La gratitudine, l'entusiasmo, l'amore, l'ammirazione, la devozione, la fiducia, l'amore, l'entusiasmo, la fedelt, la gratitudine, l'entusiasmo, la devozione l'ammirazione, l'amore, la gratitudine, l'entusiasmo, la gratitudine, l'amore, la gratitudine, l'amore, la gratitudine, la gratitudine... la gratitudine e la gratitudine non avranno fine.

Persona - Ma non sempre stato cosi?

Tamburino - stato. Ma ora a maggior ragione non avr fine. Sempre a pi forte ragione.

Persona - Eh, si.

Tamburino - Perch siamo entrati in un'epoca nuova. In un'epoca in cui non ci si aspetta pi nulla. In cui non aspettiamo proprio pi nulla. In cui non aspettiamo pi nulla. La nostra pi bella epoca. L'epoca nostra! L'epoca di noi due! L'epoca in cui si rulla ininterrottamente!

Persona - (si guarda di nuovo civettuolmente nello specchio) Abbiamo un aspetto splendido.

Tamburino - Non vero!? Te ne convinci da solo! (La Persona sorride tranquilla e vanitosa. Il Tamburino fruga nel suo berretto e ne pesca il pezzo di giornale) evidente. Tra un po' ricominciamo. (La Persona tossisce con aria d'importanza. Il Tamburino legge dal pezzo di giornale) E chi le potrebbe dare quell'apertura aperta per farci ordine! Il disordine?

Persona - (si guarda nello specchio e parla da solo) Abbiamo un aspetto splendido! Abbiamo un aspetto splendido!

Tamburino - Bravo! Bravo! gi cosi come ti avevo detto! Ora ormai andr sempre ininterrottamente. (Comincia a suonare il tamburo. Il suo rullio si trasforma nel rullo di una marcia funebre. Il Tamburino canterella inoltre un po'. Appena smette, grider pateticamente e con un grande gesto oratorio) Viva, viva, l'hanno presa sul serio!

Persona - (continua per conto suo, senza prestar attenzione al Tamburino) Abbiamo un aspetto splendido.

Tamburino - (di nuovo con entusiasmo) Cosi non fosse! (Legge di nuovo dal giornale) Come pu il corrente essere attratto dall'ateismo, il quale teme la potta persa e i preziosi valori umani?

Persona - (tranquillo) Sempre pi e sempre in ugual misura. Sempre pi e sempre in ugual misura.

Tamburino - (ascolta attentamente ed aspetta) Ancora qualcosa?

Persona - (tranquillo) Sempre pi.

Tamburino - Subito. Sempre pi! (Si mette a suonare il tamburo)

Persona - (nell'attimo in cui il Tamburino cessa di suonare il suo strumento) Sempre pi! Pi sempre!... Sempre sempre! (// Tamburino si mette a suonare il tamburo con entusiasmo instancabile. La Persona nel momento in cui il Tamburino cessa di suonare il suo strumento) Pi pi. (// Tamburino fa rullare di nuovo il tamburo. La persona per tutta risposta a quel rullare) Sempre pi sempre! Pi sempre!

Tamburino - (smette di rullare, guarda la Persona sospettosamente, si rende conto che qualcosa non va e decide quindi di rileggere per apportare le correzioni) Non sosterebbe miglio per trotterellar dietro le carra due per due...

Persona - Lasciar cosi. Lasciar cosi.

Tamburino - Si capisce! Qualcos'altro? Per va bene, no? Io ti ammiro! Questa si chiama esecuzione! (Si mette a rullare. Quando smette, tende l'orecchio al silenzio) Lo senti? Lo senti bene come me? (Suona un po' il tamburo e ascolta di nuovo soddisfatto) Sono in di pi a cantare tutti in una volta. Tutti! Anche quelli che si vergognavano. Ma se devon esser tutti, che sian tutti. (Ascolta ancora per un momento con aria soddisfatta) E in generale non che suoni falso. Si tratta sempre soltanto di scuse. (Ascolta ancora) Me ne accorgo anch'io, che non ho per niente orecchio, che non c' nulla di falso in tutto ci. Non ci sarebbe nessuno che neanche osasse cantare in modo falso, dal momento che cantano tutti.

Persona - (continua a guardarsi nello specchio) Lasciar... lasciar... lasciar...

Tamburino - (si mette di nuovo a leggere con molta enfasi) E chi altri potrebbe dargli quell'apertura aperta... (Perde il filo, ma ricomincia citando a mente) Chi altri, mi domando, chi altri... (Non riesce a continuare, gira il pezzo di giornale) Chi altri? La suocera del vescovo... (Gira il foglio) ...teme la potta persa... pu il corrente essere attratto? (Aspetta che la Persona dica qualcosa. La Persona tace. Il Tamburino per correggersi) Mondare il granturco? (Scorre ancora il giornale) Il granturco. (Aspetta che la Persona parli. La Persona sempre contenta e piena di entusiasmo, ma dietro la sua ostentata sicurezza si sente che c' una testa vuota. Si nota un goffo gesto di impotenza. Come se ingoiasse a vuoto. Comunque fa sempre nuovi tentativi per mostrarsi gioiosamente ottimista e ostentatamente soddisfatta) Forza! Lo vedi che effetto fa l'esercizio e l'esercizio. Lo senti che prodigi faccio io? Basta soltanto non stare a pensarci su! Non lasciar'che si freddi il tamburo, tutto qui. (La Persona non apre bocca. Il Tamburino scuote la Persona per svegliarla) Non una meraviglia quando tutto va cosi? Quando tutti sono felici? Non ti commuove la cosa? (La Persona tace) Una gioia cosi!

Persona - (lentamente) Una gioia tale che io dalla gioia che ho non posso parlare.

Tamburino - Ma va l!

Persona - Se non fosse che tutto andato cosi bene sarebbe andato avanti come fino ad ora. Ma una gioia cosi...

Tamburino - (lo incalza) Ma deve andare avanti! E poi non far tanto il delicato! La cosa va avanti benissimo da s. possibile che non te ne ricordi? (La Persona tace perplessa) Va avanti da s! (La Persona tace ostinatamente) Soltanto non stiamo a pensarci ora che siamo al culmine: io qui la pelle non la lascio freddare. Soltanto cercar di non interrompere, perch poi si mette in moto male. Non abbiamo mai lavorato tanto come ora. Forza! Forse non vuoi aspettare pi....? Pura stravaganza! Superfluit! Tiriamo avanti ininterrottamente! Senza aspettare. Ormai ne siamo gi venuti fuori! Una volta per sempre! Ehi! (Tocca la Persona con un dito) Possiam continuare a rullare! Ininterrottamente! Tanto fino a che non si ricomincia da principio. (Toccandola con un dito costringe la Persona a parlare)

Persona - (lentamente) Lo dico, appunto, che va a meraviglia.

Tamburino - Appunto! Per questo!

Persona - (dopo un momento di silenzio) Davvero non c' niente che vi si possa paragonare. Devo dirti che sono completamente affascinato e tutto fuori di me quando penso a come la cosa va ora. Da s e continuamente. Cosi non era davvero mai stato. E in nessun altro luogo sarebbe mai possibile niente di simile. Qui da noi va. formidabile!

Tamburino - Parole mie. Ma... comecchessia... penso per che potrebbero venir fuori determinate difficolt.

Persona - Cosa mi stai sempre a dipinger le difficolt?

Tamburino - Io non starei ad aspettare e...

Persona - Ma aspetto, forse? Se non importa che aspettiamo, allora non aspetto. Sarei un minchione se aspettassi quando non ci son obbligato. (Pausa) Non importa poi che la cosa proprio non vada avanti. Non deve andare avanti soltanto quando non aspettiamo, soltanto quando il tempo per noi senza importanza.

Tamburino - vero, solo che...

Persona - Quello di ora non si pu neanche dire un aspettare. Forse si capisce da s, no?

Tamburino - Ma quando non suono il tamburo?

Persona - (con una sicurezza ed un entusiasmo sempre pi simulati) Ormai indifferente quello che potrai dire in un tal caso. Dagli il nome che ti pare. Ma non si pu dir che sia un aspettare.

Tamburino - No.

Persona - Non ci impazientiamo, non ci confondiamo, non siamo agli estremi, non siamo finiti e allora? Siamo kaputt? No. E allora? Ne siamo gi venuti fuori. Una volta per sempre.

Tamburino - E che facciamo appunto ora, come facciamo? Come, in che modo?...

Persona - Non c' nessun modo. cosi davvero. A differenza di prima quando talvolta dovevamo aspettare e non si andava avanti, fino a quando non arrivato. (D soltanto un'occhiata in alto e scorge il Barbiere) Ora ciascuno deve veramente tacere, ormai pi nessuno fiater. Non avr quando. Non c' un quando se ora non c' neanche qualcuno che si alzi e che abbia tempo soltanto per sedersi.

Tamburino - appunto questo il vantaggio che si pu rullare sempre.

Persona - (con il massimo entusiasmo, sia pur finto) Ti devo dire, ti devo confessare che sono tutto... (Si impappina, passa al tono normale) ...ammaccato... (Fa pena) al di sopra delle forze umane, star qui sempre seduti, mentre suonano ininterrottamente il tamburo.

Tamburino - L hai l'erba pi morbida che ci sia.

Persona - Non si tratta dell'erba. Te lo dico io, riusciresti piuttosto a star continuamente sdraiato che a far questo.

Tamburino - Perch no? Soltanto come si farebbe dopo?

Persona - (ancora ottimistico) Come sarebbe a dire dopo? (Guarda in alto) L'uomo ha in bocca i denti e la lingua per masticare e non per emettere suoni. Masticare significa dedicarsi alla pappatoria! evidente che ci son anche dei momenti, talvolta, in cui si deve far qualche discorso, il che significa masticare a vuoto. Ma qui siamo avanti come si diceva. (Sta per scendere dalla sedia)

Tamburino - (lo trattiene) Eppure lo sai che non sarebbe solo una caduta. Ti sporcherai tutto il vestito. Come sembrerai?

Persona - (in tono patetico) Siamo tanto avanti oppure non lo siamo?

Tamburino - Ci siamo, ma... (Non lo vuol lasciare andar gi) puzzerai. Non cadere. Andiamo avanti, piuttosto.

Persona - ( molto inquieto, sempre pi inquieto, comincia a gridare come un isterico per vincere l'angoscia) Come, non cadrei?

Tamburino - Piuttosto dovresti scendere, visto che ora procede ininterrottamente e senza arresti...

Persona - Appunto! Se per noi completamente indifferente quando verr, dal momento che resistiamo lo stesso anche senza di lui, cosi posso forse permettermi... (Guarda impazientemente verso il cielo)

Tamburino - Ma perch dovresti cader gi per questo motivo? (Trattiene la Persona sulla sedia)

Persona - Lasciami! Io qui non ce la faccio pi! Lasciami! Cosa vuoi che faccia qui inutile, vano, inattivo... dal momento che non devo aspettare? Eppure siamo pi avanti! Io certo non devo aspettare! (Gli vengon meno i nervi e la voce) Io non star ad aspettare. Non voglio. Nemmeno se... Che dovrei aspettare? Che dovrei aspettare qui? (Salta gi dalla sedia)

Tamburino - Che ti saltato in testa? (Si gira impaurito dietro la Persona. La Persona dopo alcuni passi indecisi resta al suo posto, visto che non sa dove mettersi. D un'occhiata al cielo. Il Tamburino cerca di indurre la Persona a sedersi di nuovo sulla sedia. La Persona si svincola e sparisce lentamente, come dietro l'orizzonte. Il Tamburino non ha il coraggio di allontanarsi dalla poltrona e chiama allora la Persona) Non puoi andargli incontro, non va! Non ti troverebbe! Solo qui potr riconoscerti, e da nessuna altra parte! Solo qui potr sapere che sei tu. (Posa le mani sul fondo della sedia come se qualcun altro minacciasse di sedercisi) Non ci pu succeder nulla. sempre venuto alla fine. Deve continuare tutto come fino ad oggi, come stato sempre. Talvolta venuto un po' prima, e ora verr un po' pi tardi! Ma venuto sempre! Verr presto, il sole ci sta sulla testa! Puoi permetterti tutto! Ma questo no. Soltanto qui non dipende da nulla. In qualsiasi altro posto c' da spianarsi il muso! Non ha senso! sempre venuto da solo e sempre e soltanto qui! Non gli si pu andare incontro! Il modo migliore per andargli incontro di non muoversi dal posto, di restare qui dove ci ha lasciati! Se tu restassi a sedere! La cosa pi importante sedere! Sedere qui! Finch siedi puoi tutto, finch siedi puoi persino non far nulla... Cosi si sopravvive anche all'attesa. (Grida sempre pi, verso una lontananza maggiore. Ma anche in diverse direzioni) Finch siedi puoi aspettare! E tutti aspetteranno te pazientemente! E contenti! Ma anche no! Cosi da te vien fuori... Indietro! Indietro! (Un momento di silenzio, e di nuovo continua con voce gradatamente pi debole, a minor distanza. Cammina intanto in cerchio) Che razza di idea. Dovevi saperlo fin da principio che inutile. E lo stesso non sarebbe servito a niente. Ti riconoscer soltanto qui. Soltanto qui potr sapere che tu sei tu e che noi siamo noi.

(Dall'angolo posteriore a destra contemporaneamente da quello a sinistra emergono e avanzano lentamente due Persone del tutto e perfettamente identiche. Anche i loro movimenti sono identici e sembrano un'immagine riflessa in uno specchio. impossibile definire quale Persona quella originaria e quale quella nuova. Per qualche istante si osservano fissamente, si fissano, poi compiono di nuovo qualche movimento, come se ognuno volesse assicurarsi del suo dirimpettaio e metterlo alla prova. Uno scrollone, un accenno di passo, un sussulto del corpo, della testa, un gesto insolente, la rincorsa per saltare sulla sedia,, un irrigidirsi. Entrambe le Persone parlano contemporaneamente e l'uno ripete le risposte dell'altro)

Persona e Persona - Cosa curiosi?

Cosa cerchi qui?

Cosa dovrei cercare qui?

Il cespuglio sta laggi!

Non so che dovrei fare li.

Il cespuglio non mi interessa.

Lavati l l'intestino!

Vatti ad accovacciare altrove!

Non sono qui per questo.

Vacci tu! Io non ne ho bisogno.

Questo lo dicono tutti.

Ci hai azzeccato.

Non urgente. Ci sei arrivato!

Lo conosciamo questo ritornello!

Fuori il colore!

Il mio colore il dovere!

Ma non qui!

Vai a farti friggere!

Qui! Qui no!

Proprio qui!

Questo il mio posto!

Qui sto seduto io! (Facendo risuonare in coro le loro voci la Persona e la Persona si dividono)

Persona - Qui siedo io!

Persona - Qui siedo io!

Persona - Questo mio dovere!

Persona - Questo mio dovere!

Persona - Come te se ne troverebbero molti!

Persona - Nessuno ti ha chiamato!

Persona - Ti sei autoinvitato!

Persona - Qui per te non c' niente da fare.

Persona - Fossi almeno di qui! Chi sei poi?

Persona - Fai vedere chi sei!

Persona - Non ho a chi. Fallo vedere tu!

Persona - Non ne ho bisogno!

Persona - A te non lo dimostrer certo!

Persona - Son qui proprio per questo!

Persona - Chi ti ha chiamato? Come ti sei intrufolato qui?

Persona - Nessuno sa come ti sei insinuato qui!

Persona - Quando e come?

Persona e Persona - (insieme) A che gioco giochiamo farabutto?

Persona e Persona - (entrambi rivolti al Tamburino, che confuso e stupefatto) Prendilo! (Aizzano il Tamburino come si fa con un cane) Che ti mostri i documenti! (Di nuovo movimenti simmetrici)

Persona - (al Tamburino) Azzardati a dargli ascolto!

Persona - (al Tamburino) Provaci soltanto!

Persona - (al Tamburino) Che solo ti venga in mente!

Persona - (al Tamburino) Azzardati a fare un solo passo. Forse non mi conosci?

Persona - (al Tamburino) Sei cieco o che so io? (Il Tamburino sta sempre incerto e guarda irresoluto ora a destra ora a sinistra: da ambo le parti lo minacciano le Persone, con identici movimenti. Persona e Persona all'improvviso entrambi, contemporaneamente, si gettano sul Tamburino tentando di tirarlo ognuno dalla sua parte)

Persona - (al Tamburino) Vieni qui!

Persona - (al Tamburino) Vieni qui!

Persona - (al Tamburino) Com' che non mi riconosci?

Persona - (alla Persona) Non confondi nessuno. Lo sa lui come stanno le cose.

Persona - (alla Persona) Mi riconosce! Mi riconosce! (Si trascina con la Persona contro il Tamburino e per poco non lo dilaniano)

Persona - (riesce finalmente a trarre a s il Tamburino e lo tira un po' pi lontano, dietro di s)

Persona - (sconfitto, indietreggia un po' e minaccia il Tamburino a una certa distanza) Mascalzone, questa me la pagherai! Dove hai messo gli occhi?

Persona - (dopo aver tratto il Tamburino da Iato si rimbocca subito una manica e mette sotto il naso del Tamburino Io avambraccio scoperto e tatuato) E allora? Cosa vedi? (Agita sotto il naso del Tamburino il suo pugno chiuso. Il Tamburino si inchina compunto e asserisce imbarazzato. La Persona gli mette di nuovo il pugno e l'avambraccio sotto il naso) Forte! (Gli mette il pugno proprio sotto il naso. Il Tamburino incapace di parlare, cade ai piedi della Persona)

Persona - (da una certa distanza osserva impotente) Cosi non confondi nessuno! (Al Tamburino) Vieni qui, animale, che ti rifaccio il muso!

Persona - (ai cui piedi inginocchiato il Tamburino; d un calcio al Tamburino) Sbrigatela tu con lui, che non si metta ad abbaiare. (// Tamburino balza su e si dirige verso l'altra Persona, da principio energicamente, ma poi si fa ad ogni passo pi prudente ed esitante. A met strada si ferma. La Persona verso cui si dirige il Tamburino: gli va incontro e quando si avvicina al Tamburino si rimbocca entrambe le maniche e tende verso di lui gli avambracci tatuati, mettendogli il pugno contro il naso)

Tamburino - (si piega, senza nemmeno guardare il pugno e gli avambracci) evidente, scusa, evidente! (Cade ai piedi della Persona)

Persona - (che rimasta sola) Indietro!

Tamburino - (a terra) E queste scarpe! Come non riconoscerle!

Persona - (rimasto solo, grida rabbiosamente contro il Tamburino e batte i piedi) Cosa gli lecchi i piedi, pidocchioso? Le scarpe ce le ha ogni vagabondo, zoticone!

Persona - (col Tamburino ai piedi) E tu cos'hai?

Persona - Te le far riconoscere, se vuoi!

Persona - Allora fai vedere, son curioso.

Persona - (senza muoversi dal posto, chiama il Tamburino)

- Vieni subito qui! (Il Tamburino resta dov')

Persona - (col Tamburino ai piedi, provoca la Persona) Vieni!

Persona - (irosamente, contro il Tamburino) Vieni qui! Sono forse un fattore decisivo, le scarpe? Le scarpe sono l'ultima cosa!

Persona - Si capisce che le scarpe sono l'ultima cosa. (Al Tamburino inginocchiato) Alzati! (Attira a s il Tamburino, perch lo guardi in faccia, faccia che egli tiene, naturalmente, coperta dalla maschera) La riconosci? quella giusta? o non quella giusta?

Tamburino - Lo . La riconosco. Non possibile sbagliarsi.

Persona - (che se ne sta da sola) Sciocco, che vai cianciando? Non sai che solo una maschera? Un distintivo? Un distintivo di vocazione? Che solo una tessera con cui si dimostra la propria abilit? E che un distintivo cos, una simile tessera, se la pu procurare chi vuole, alla prima cartoleria?

Persona - (in piedi accanto al Tamburino) un dovere e un diritto. una condizione e una prova.

Persona - Una prova di sfacciataggine, una condizione di menzogna, il diritto di un intruso, il dovere di un avventuriero!

Persona - Forse perch di questo puoi vantarti anche tu? Naturalmente. Talvolta si tratta solo di una prova di sfacciataggine, di una condizione di menzogna, del diritto di un intruso, del dovere di un avventuriero...

Persona - ...quando si nasconde dietro a questo...

Persona - ...quando si cela con questo...

Persona - ...avventuriero...

Persona - ...truffatore...

Persona - ...mentitore!

Persona - (vicino a cui sta il Tamburino) Ma il distintivo da solo non indice di autenticit. Dipende da quello che c' sotto.

Persona - (che sta sola) Hai forse un aspetto simile? Vuoi forse spacciarti per quello autentico? (Si toglie rapidamente il naso di carta. Appare il naso vero, inespressivo, informe, un naso da nulla che nel volto quasi scompare) Ah! Ah! Ah!

Persona - (si toglie anche lui il naso di carta, quasi contemporaneamente alla Persona. Ci che appare identico all'aspetto della Persona che si tolta il naso un secondo prima)

- Ah! Ah! Ah!

Persona e Persona - (insieme, dopo un momento di finto stupore scandalizzato) Come? Come?

Persona - Che sfacciataggine!

Persona - Come ti permetti?

Persona - Presentarti cosi sotto le mie sembianze!

Persona - Di che ti meravigli?

Persona - Perch fingi? Sai bene...

Persona e Persona - (insieme) ...mi hai imitato per poterti spacciare per me, per qualcuno che tu non sei. Io non mi spaccio per nessuno. Questo sono io!

Persona - Questo sono io!

Persona - Chi sei si vedr subito.

Persona - Nei nasi in fin dei conti non ci sono mai grandi differenze.

Persona - Ma soltanto uno quello vero.

Persona - Solo che non tutto. Il naso non basta. (Si strappa l'altra parte della maschera, questa volta quella che copre la bocca. Invece della bocca appare una specie di apertura biascicante, informe e incolore. La Persona gode della vittoria) Ah! Ah! Ah! Fatti vedere, adesso! Fatti vedere, ora, chi sei, che roba sei!

Persona - Non ha importanza chi fa prima. (Si toglie anche lui la maschera dalla bocca. Appare un'apertura biascicante identica al cento per cento) Ah! Ah! Ah!

Persona - Sei andato davvero lontano, mascalzone! Dove hai scovato la mia immagine?

Persona - Chi te l'ha venduta?

Persona - (si rivolge al Tamburino) Sei stato tu?

Tamburino - (spaventato) Giuro che non ho mai assistito alla sua vestizione!

Persona - Ma l'ultimo segreto non lo conosci lo stesso.

Persona - Soltanto io... (E si toglie l'ultima parte della maschera, che copriva gli occhi e il cocuzzolo della testa. Appare un cranio nudo, una palla di carne pallida e incolore, su cui non si distingue quasi null'altro che l'apertura biascicante della bocca. Sembra quasi senza occhi, senza naso, senza capelli e senza orecchie)

Persona - Soltanto io! (Si toglie anche lui l'ultima parte della maschera. Appare una testa assolutamente identica)

Persona - Soltanto io!

Persona - Soltanto io!

Persona - Io sol canto!

Persona - Io canto solo!

Persona - Non cantar troppo!

Persona - Canto! Canto io solo!

Persona - (dopo un attimo di silenzio) Allora parla! Arringa!

Persona - Lasciati ascoltare!

Persona - Cosa?

Persona - Lo sai tu.

Persona e Persona - (insieme, al Tamburino) Lascia!

Tamburino - (trae da sotto il berretto il suo pezzo di giornale, e dopo averlo guardato per un momento vi legge a fatica) E che scaltri... quel... apertura coperta... (si corregge) ...chi altri gli potrebbe quell'apertura aperta... dare, se non...? Persona e

Persona - (tacciono)

Persona - Certamente sai...

Persona - Sai certamente...

Persona e Persona - (insieme) ...almeno una parola! (contemporaneamente arlicolano, ma senza voce, la parola merda) Come sei! (Ambedue articolano, ma senza voce, la parola merda. Ambedue intanto si tamburellano la fronte con l'indice, a indicare che l'altro matto)

Persona - Cosa? Non sai pi nemmeno una parola?

Persona - Non sei capace di fare un pronunciamento? Nemmeno una sillaba?

Persona - (giura) Nemmeno una parola.

Persona - Nemmeno una parola di pi. Altrimenti non sarei qui da tanto tempo. Altrimenti forse non sederei qui.

Persona - Perch (si tamburella la testa) per me sempre stato cosi. Sempre! (Indica il Tamburino) Lui lo sa! Tutti lo sanno!

Persona - Mi riconosce da questo. Lui. E gli altri! (La Persona avanza ad arco intorno alla sedia della Persona, mentre l'altra Persona fa con un altro arco la stessa manovra contro la Persona, cosicch l'uno va contro l'altro, ma contemporaneamente l'uno avanza anche davanti all'altro. Il Tamburino approfitta di questa situazione e si piazza in mezzo, vicino alla sedia. Persona e Persona cominciano a inseguirsi, dapprima esitanti, lentamente, a grandi passi, intorno alla sedia. Al tempo stesso l'uno fugge dinanzi all'altro, ma si trovano sempre esattamente di fronte. Si fermano per riprender fiato. Quindi ricominciano in un cerchio un po' pi piccolo. Il Tamburino continua a seguirli entrambi, gira la testa dietro a loro e di nuovo si volta indietro. Persona e Persona si fermano di nuovo, poi prendono a muoversi in direzione opposta. Ora corrono con la testa rivolta in avanti come inseguitori, ora, invece, con la testa rivolta indietro, come inseguiti. Poi corrono entrambi di nuovo all'indietro. Nonostante sia visibile il grande sforzo, continuano, in giri sempre pi piccoli e a velocit sempre maggiore. La situazione del tutto confusa, non possibile stabilire chi l'uno e chi l'altro. Il Tamburino cerca disperatamente di tener dietro a questo inseguimento, si volta qua e l, esegue alcune piroette malriuscite, cosi come gli vengono, senza senso) Persona e

Persona - (osservano l'un l'altro le difficolt di questo inseguimento e, sbuffando e respirando affannosamente, esprimono la loro stizza) Crepa! Crepa! Prima tu! Crepa! Prima tu!

Tamburino - (vacilla, gli gira la testa dal troppo girarsi, ma continua. Grida supplichevolmente "a caso", a nessuno in particolare) Non far lo sciocco! Ti sfinisci! Tanto passi! Non puoi ridurti cosi! Fermati! Tutto ci non ha senso! Non ci sei abituato! Cerca di capire! (Di nuovo vacilla, si toglie dalla spalla il tamburo, cerca di fermarne uno, uno qualsiasi, entrambi, ma invano. Nuove piroette, altre dall'altra parte. Poi alza il braccio e colpisce col tamburo sulla testa il primo che gli capita a tiro. Cade bocconi, perch tutto barcolla insieme con lui e non pu mantenere l'equilibrio. Resta carponi. La Persona colpita dal Tamburino cade. La Persona che gli correva dietro raggiunge il rivale e gli salta prontamente al collo. Poi gli monta sul collo, per sicurezza, anche con l'altro piede. Guarda quindi se la Persona respira ancora. Assicuratosi di no, respira soddisfatto e lentamente, poich molto stanco, passa accanto alla sedia e vi si appoggia. Sotto il Tamburino il terreno ha cessato lentamente di ondeggiare; striscia, ma sempre ancora quasi carponi, verso la Persona distesa e trascina via il cadavere tenendolo per una gamba. Dopo un attimo ritorna, ormai del tutto a posto, forse solo un po' stanco) Ora mi rendo conto - (si rivolge alla Persona) che dopo pranzo non hai affatto ruttato.

Persona - (si rimette lentamente le maschere) Ora mi rendo conto che dopo pranzo... non ho... affatto ruttato.

Tamburino - Neanch'io.

Persona - Che ore saranno?

Tamburino - Difficile dirlo. (Solleva la testa e guarda dritto sopra di s) Abbiamo il sole proprio sulla testa... si... difficile dirlo.

Persona - (continua la sua toeletta) Probabilmente ormai non rutter pi.

Tamburino - Probabilmente no.

Persona - Peccato, perch di solito rutto quasi sempre,

Tamburino - Soltanto quando non rutti, non rutti. Ma oggi non hai ruttato.

Persona - No, oggi no.

Tamburino - Io me ne accorgo sempre quando non rutti. Non sei tu.

Persona - (all'improvviso, inquieto) Come?

Tamburino - No, niente, sei tu, si capisce. Ma non questo.

Persona - (sempre sospettoso) Come sarebbe a dire?

Tamburino - Cio questo, ma nello stesso tempo una cosa particolare.

Persona - Ma io rutter di nuovo,

Tamburino - Lo so. Non saresti tu. E anch'io rutter. Ambedue rutteremo come al solito. Solo che non abbiamo ancora ruttato. chiaro che uno non ci si pu costringere. Ma fa bene ruttare. Questo ruttare non cosi importante quanto il fatto che rutteremo. Perch pi importante ancora di tutto questo ruttare il fatto che si rutta, che si rutta in generale. Che si rutta quando se ne ha voglia. E la voglia vien sempre. La comodit appunto questa, che si pu ruttare dopo qualsiasi cosa. (Esamina il tamburo e comincia a rimetterlo a posto. Breve pausa)

Persona - Ti dir lo stesso che hai occhio. Ed vero.

Tamburino - Quando mi sono accorto che non hai ruttato?

Persona - Anche questo. Anche questo, ma soprattutto ci hai azzeccato in pieno.

Tamburino - Non fa nulla. (Sistema il tamburo, stira su di esso la pelle, lo prova)

Persona - Eppure... In questa confusione... Anche per me stato difficile capire chi sono. (Si accomoda incerto sulla sedia, come se soltanto provasse. Ma forse solo la stanchezza)

Tamburino - Anche tu hai avuto da fare?

Persona - L'hai visto tu stesso. Sembrava del tutto... del tutto simile a me. E non solo. Se non avessi saputo che quello vero ero io e se avessi dovuto riconoscerlo da qualche segno in tutto quel pasticcio, probabilmente non ci sarei riuscito. Riconoscere quello vero fra due identici... quando quello vero sempre soltanto uno....

Tamburino - Appunto.

Persona - Ti dir...

Tamburino - Devi azzeccare quello non giusto, cosi rester quello giusto.

Persona - Allora quello giusto, pensi...

Tamburino - Macch! Al contrario. Se azzeccassi quello giusto allora, probabilmente, resterebbe quello non giusto. Capisci? Tutto sta nell'azzeccare quello non giusto.

Persona - (non capisce) Si, l'importante che hai azzeccato.

Tamburino - Io ci riesco sempre. Distinguo sempre quello non giusto. Poi semplice come comprare un panino. Perch se da due cose uguali togliamo quella non giusta, resta quella giusta.

Persona - Eh, si-

Tamburino - Cio non possibile che, togliendo quella non giusta, resti quella non giusta.

Persona - (concorda con ci) No, non possibile. Quella non giusta non pu restare.

Tamburino - E non nemmeno possibile che togliendo quella giusta resti quella giusta.

Persona - (non capisce) Cosa?

Tamburino - Questo non succeder mai.

Persona - (senza convinzione) Si.

Tamburino - chiaro. (Un momento di silenzio)

Persona - Allora guardami ancora una volta per bene. Con precisione! (Scivola gi dalla sedia per mostrarsi al Tamburino da vicino)

Tamburino - A che scopo? Perch? Resta seduto.

Persona - Nel caso che tu possa sbagliarti.

Tamburino - Me ancora non mi ha truffato nessuno.

Persona - Perch tu mi riconosca sempre con sicurezza.

Tamburino - assolutamente superfluo.

Persona - E concorderemo i segni.

Tamburino - Davvero non vale la pena. Cosi almeno non ho bisogno di ricordare nulla e non posso far confusioni. Davvero non posso confondermi.

Persona - Ricordati che...

Tamburino - La memoria infida. Non serve a nulla. Confonde soltanto. E io non ho la testa a queste cose. Ti prego, non dirmi niente. Per me non ha nessun valore. Contaci.

Persona - Eppure forse te lo ricorderesti. Certamente lo ricorderai.

Tamburino - Penso che dovresti conoscermi, un po', dopo tutto questo tempo.

Persona - Ti dar un ricordo. Pi di un ricordo. Quanti ne vorrai. Perch tu non ti dimentichi di me. Mai. Avvenga quel che avvenga.

Tamburino - Puoi farlo, una buona idea. Ma stai sicuro che io non mi sbaglio, anche se la mia memoria funziona solo al presente. Appunto per il fatto che la mia memoria funziona solo al presente. (Un momento di silenzio) Infine, che senso hanno questi discorsi, quando per largo raggio non c' anima viva? Guarda pure dove vuoi, girati dalla parte che vuoi, da nessuna parte si vede nessuno. Per quanto tu possa guardare non vedrai venirci incontro neppure un'ombra. Ti pare che qualcuno ti venga incontro? Tutta questa lontananza solo deserto. Una terra senza vita. Da ogni parte una palude staganante che tutto ingoia. E su di essa un'aria avvelenata. Non siamo mai arrivati cosi lontano. Qui ormai non arriver pi nulla. Da nessuna parte. Qui non arriva nemmeno il grido pi disperato e penetrante.

Persona - E da qui a l? Anche da qui a l, no?

Tamburino - Chi griderebbe qui? Perch? (Improvvisamente si rende conto di qualcosa) Perdio, anche questa una domanda, non vero? Non una domanda anche questa?

Persona - (si chiude in se stesso) anche questa una domanda.

Tamburino - Lo vedi? E tu non dici niente! E io me n'ero completamente dimenticato! (Spinge di nuovo la Persona sulla sedia e ritira fuori di sotto il berretto il pezzo strappato di giornale, lo scorre e comincia a leggere con difficolt) Perch... un'altra apertura coperta, se non il sistema sofistico? (Guarda la Persona ed aspetta la risposta) Non vero? (La Persona non si muove nemmeno, pensa con sforzo a qualcosa, tace) Certamente tutti aspettano gi con impazienza... (La Persona tace. Il Tamburino legge un'altra frase) Non sarebbe meglio trotterellare cosi due per due dietro la bara? (La Persona tace e si guarda intorno da tutte le parti con aria incerta e indagatrice. Il Tamburino legge) Corse che i micini tengono da noi... (Guarda la Persona) Ancora niente? una volta che hai smesso di sentire, poi davvero c' niente da fare. (La Persona si guarda intorno angosciato) Si, devono aspettare. Aspetteranno fino alla fine. (Guarda in alto) Il sole sta gi di nuovo sulle nostre teste, dovrebbe essere qui.

Persona - Come fai a sapere che siamo cosi lontani che qui non pu ormai arrivare nessuno? Siamo davvero cosi lontani? Quanto siamo lontani? Siamo pi lontani? Oppure siamo lontani come prima? Come siamo stati finora?

Tamburino - Siamo nel punto pi lontano.

Persona - Da quanto tempo?

Tamburino - Da sempre.

Persona - Da quando?

Tamburino - Da che siamo qui.

Persona - Allora non siamo pi lontano!

Tamburino - Siamo sempre pi e pi lontani. Siamo sempre pi e pi lontani il pi lontano. Siamo il pi lontano e sempre pi.

Persona - Ci deve andare avanti di pi. Ancora di pi.

Tamburino - Si capisce. Anche cosi.

Persona - Deve andare avanti! Deve andare avanti, in modo che qualcuno possa arrivare qui. Perch noi siamo l dove siamo stati. E poich siamo l dove siamo stati, pu accadere che qualcuno di nuovo... proprio perch siamo di nuovo l dove siamo stati.

Tamburino - Siamo il pi lontano. Siamo cosi lontani che pi lontani ormai non possibile! Saremo pi lontani il pi lontano. Saremo il pi lontano pi lontani!

Persona - E in questo caso...

Tamburino - Come sarebbe arrivato qui? A che mai sarebbe sopravvissuto?

Persona - Talvolta la cosa va, qualcuno riesce in questo deserto ad essere come a casa. Si pu non affogare nella palude, vi si pu nuotare. Non tutti soffocheranno in questo fetore. Si tratta solo di abitudine e di un po' d'esercizio.

Tamburino - A lungo non reggerebbe, i

Persona - Non deve andar dritto, ma per di dietro, per via indiretta e sar qui prima.

Tamburino - Che ne sai tu di come appare?

Persona - E tu che ne sai?

Tamburino - Te lo sei solo inventato. L'ho realizzato io.

Persona - Ma io son passato anche di qui. Ci son passato!

Tamburino - (indolente) No. Tu sei sempre stato qui. Qui e in nessun altro posto. (Indica la sedia)

Persona - Sono stato qui. Sono stato anche qui. Ma non sono stato soltanto qui. Sono stato anche altrove.

Tamburino - E sei qui, per quanto io mi ricordi. Perch, per quanto io mi ricordi, sono sempre stato con te, e mai con nessun altro. (Sempre con una certa indifferenza) Qualcosa ricordo gi.

Persona - Sono stato anche altrove!

Tamburino - Non sei stato mai in nessun altro posto!

Persona - Ci sono stato! E qui c'erano anche altri! Non soltanto io! Anche altri!

Tamburino - Lo puoi raccontare a chi vuoi, ma non a me. Cosa avrebbero fatto?

Persona - Questo - (Indica a terra) Io non ce l'ho sulla coscienza!

Tamburino - Su che?

Persona - Non lavoro mio!

Tamburino - Si infiltrer.

Persona - Quando?

Tamburino - Si sarebbe infiltrato gi.

Persona - E perch non si ancora infiltrato? (Parla sempre pi angosciato e incalzante)

Tamburino - (con posata indolenza) Ce n' ancora.

Persona - Da quando?

Tamburino - Per si infiltrer.

Persona - Non lavoro...

Tamburino - (sgarbatamente, ha perso la pazienza) E di chi? Non c' stato nessuno qui, prima di te. Ci sei sempre stato' soltanto tu. Per quanto mi ricordi, sempre soltanto tu. Tutti quelli che hanno voluto venire qui - (indica la sedia) marciscono, puzzano e si decompongono qui all'intorno.

Persona - Sono venuto quando il suo tempo era finito, quando ormai qui non aveva pi niente da fare. (// Tamburino rifiuta con un gesto) Non ora. Non ora, certo, non l'ultima volta, ma...

Tamburino - Non possibile che qui ci sia stato qualcuno prima di te. Come pure non possibile che qui ci sia stato ancora qualcuno dopo di te. Poich qui siamo il pi lontano. Tu non ti puoi rendere conto tanto presto che siamo il pi lontano. E proprio perch siamo il pi lontano esistono soltanto le cose che sono. E non c' niente, che non ci sia, che proprio non ci sia, che non ci sia proprio ora. E quel che non ci sar mai. Non pu essere. Siamo il pi lontano. Non c' cambiamento. Un cambiamento non neanche possibile. soltanto e sempre identico. Per questo siamo qui. Perch tutto continui, perch tutto si ripeta. Infatti il ripetersi la condizione del durare. Siamo qui perch tutto sia com', perch tutto proceda e al tempo stesso resti fermo com'. Perch resti fermo com' e proceda simultaneamente.

Persona - Dobbiamo procedere!

Tamburino - Niente ci costringe a questo! Niente ci impedisce di restare dove siamo. Niente ci limita. Siamo cosi lontano. E quanto pi siamo lontano, tanto pi abbiamo le mani libere. Quanto pi riusciamo, tanto pi possiamo fare.

Persona - E se qualcuno...

Tamburino - Siamo cosi lontani, che niente ci pu costringere a far qualcosa, che nessuno ha potere su di noi, che non dobbiamo voltarci a guardare nulla.

Persona - Non dobbiamo, ma...

Tamburino - Non ci neanche permesso, se vogliamo stare cosi lontani. Appunto per questo siamo cosi lontani, soltanto perch siamo cosi lontani che non vediamo nulla e non guardiamo nulla.

Persona - Ma potremmo ancora procedere. Pi lontano.

Tamburino - Non questione di distanza. (Trattiene la Persona)

Persona - E di che?

Tamburino - Non ha nulla in comune con una grande lontananza. Non si tratta di questo. Essere lontano significa non vedere nulla. Essere lontano qualcosa di diverso che essere vicino. Anche quando il non essere vicino qualcosa di simile all'essere lontano. (La Persona si guarda intorno inquieto) Cosa guardi? Che t'interessa? Vuoi forse vedere qualcosa? Per non capirci poi pi nulla? Per distruggerti? questo che cerchi?

Persona - Non cerco niente! (Continua a guardare) Perch dovrei cercar qualcosa?

Tamburino - Dove vuoi arrivare? A cosa? (La Persona continua a guardare. Il Tamburino glielo impedisce) Che razza di idea questa? Lascia stare! Non sarebbe possibile! Cosi non va!

Persona - (cerca di guardare pi lontano in tutte le direzioni) Lasciami stare! Lascia!... Mi sembra... quando tu guardi...

Tamburino - Non mi far vedere nulla!

Persona - ...quando guardi bene...

Tamburino - No!

Persona - Non si infiltrer mai!

Tamburino - Nessuno sa dove siamo, n che siamo noi! Dobbiamo restare cosi lontani! Il pi lontano possibile! Non guardare!

Persona - La cosa deve andare avanti! (E siccome il Tamburino gli impedisce di vedere e di osservare, salta gi dalla sedia)

Tamburino - (lo afferra subito) Ci metteremmo in vista! (La Persona fa due passi, nonostante che il Tamburino lo trattenga) Ci vedrebbero!

Persona - Appunto perch non possano...

Tamburino - Stanno in agguato! Da tutte le parti ci stanno in agguato! (La Persona fa di nuovo alcuni passi. Il Tamburino trascina a terra la Persona e lui stesso si rannicchia in terra e si inginocchia) Non dobbiamo muoverci! Ci vedrebbero! Se la cosa deve procedere, allora non dobbiamo muoverci di qui! (Trascina e getta in ginocchio dinanzi a s la Persona di nuovo verso la sedia e sta attento che anche la Persona cada in ginocchio e non si alzi) Forse ci hanno gi scorti.

Persona - E che fare quando proprio in questa direzione non si vede nessuno?

Tamburino - In nessun posto possiamo essere cosi lontani come qui. (Mentre giunge alla sedia con la Persona, si alza e si guarda le ginocchia, le strofina con le mani, si guarda le mani e poi si sfrega le mani ai calzoni)

Persona - Lo vedi che non si infiltrato. (Anche lui si guarda le ginocchia e le mani e si strofina le mani, nonostante che non si veda nulla n sulle mani, n sulle ginocchia)

Tamburino - Ma si infiltrer. (La Persona cerca di fuggire di nuovo. Il Tamburino si lancia dietro di lui e lo scaraventa di nuovo in terra)

Persona - Cosi l'avremo tra un momento sul grugno!

Tamburino - Perch ora strisci l?

Persona - (mentre inginocchiato in terra mostra al Tamburino la sua faccia, una maschera) Non sono ormai tutto sporco...?

Tamburino - No. Per niente. E io? (Si asciuga rapidamente la faccia)

Persona - Va bene. (Cerca di liberarsi dal Tamburino e di andare avanti)

Tamburino - (lo sbatte a terra e lo tira indietro) Oppure nemmeno ci muoveremo... Nessuno ci deve vedere. Senti? Nessuno ci deve vedere! (Si asciuga di nuovo con impazienza le ginocchia, le mani, le gambe, il volto)

Persona - (poich il Tamburino lo ha buttato a terra) Cosi non facciamo altro che rivoltarci. (Si asciuga con impazienza e con sforzo, bench non si veda nulla) E potremmo essere pi lontani. (Poich non gli riesce di togliersi le macchie, comincia a strofinarsi dappertutto con forzato accanimento)

Tamburino - (comincia anche lui a strofinarsi tutto il corpo e a grattarsi in modo sempre pi nervoso) Dove vuoi... in questo modo...

Persona - (mostra al Tamburino il posto dove appunto si gratta) Vedi!

Tamburino - tutto pulito.

Persona - Ma va l! Ma anche tu sei pulito.

Tamburino - (continua a grattarsi) colpa tua.

Persona - (si gratta) Avremmo dovuto essere, gi da tempo, pi lontani. (Vuole andar via)

Tamburino - Sei impazzito! Perch ci vedessero? (Sbatte la Persona a terra, lo trascina e lo scaraventa all'indietro) Te lo dico io ci vedrebbero. (Si mette di nuovo in ginocchio con la Persona. La Persona angosciata, si guarda intorno ostinatamente e cerca di scivolare dall'altro lato. Il Tamburino si lancia dietro di lui) Non fare l'imbecille! (Lo getta a terra. La Persona prende a calci il Tamburino e rimane l dove il Tamburino lo ha colpito. Il Tamburino agitato e furioso si gratta, a causa del grattarsi non ha ormai pi tempo di dedicarsi alla Persona. La Persona striscia in direzione della platea. Il Tamburino grida dietro di lui) Non far lo scemo! Ti ripeto, non far lo scemo! (La Persona striscia un po' all'indietro, con circospezione. Naturalmente continua a non vedere nulla. Il Tamburino continua ad andare prudentemente dietro alla Persona per tirarlo di nuovo al suo posto. La Persona striscia di nuovo indietro, non vede niente. Ma all'improvviso, quasi si fosse accorto che qualcuno lo ha visto, si racquatta, come se volesse nascondersi) Che c'?

Persona - (non osa nemmeno alzare la testa) Niente!

Tamburino - Ti hanno visto? (Anche lui si acquatta, perch non sia possibile vederlo. Ma mentre cosi acquattato comincia a guardarsi all'intorno con attenzione, se mai lo possano vedere da qualche parte. Il suo sguardo si fissa sul pubblico e il Tamburino ne ha coscienza. Cerca di acquattarsi ancora di pi, di nascondersi dinanzi, ma non ce n' il modo. Si accorge che su di lui si appuntano gli sguardi da sinistra e da destra. Resta in attesa, pieno di terrore. Un momento di reciproco sorvegliarsi. La Persona ha la faccia schiacciata a terra, non osa alzare gli occhi un momento di silenzio. Il Tamburino bisbigliando, alla Persona) Restano a sedere... Non si muovono... Continuano a stare a sedere... Stanno seduti come se nulla fosse avvenuto... Alcuni di essi ridono, persino... Non sembrano cattivi... (Di nuovo un momento di attesa. Quindi il Tamburino rinnega la condotta tenuta sinora, cio si rende conto dell'inutilit di una tale condotta. Comincia a simulare goffamente di non aver mai avuto l'intenzione di nascondersi. Si alza, comincia di nuovo a pulirsi, lo fa in modo superficiale, come se non si trattasse di gran cosa. Poi si rende conto che anche ci proprio inopportuno e comincia a inchinarsi, prima in modo prudente, timido e confuso, ma poi in modo sempre pi deciso. Si rivolge di nuovo con un sussurro alla Persona) Ti dovresti far vedere anche tu. Fatti vedere da loro anche tu. (Saluta di nuovo, si inchina, fa un cenno amichevole e gioviale col capo, saluta con tutte e due le mani, ha sulla faccia un falso cordiale sorriso, si inchina ulteriormente. Quindi indica la Persona e fa un gesto indulgente, come per dire che la Persona troppo modesto. Poi si avvicina alla Persona, che continua a giacere con la faccia a terra. Lo invita a inchinarsi e a salutare la gente, a far loro un cenno. La Persona ne tutta sbigottita, si guarda le mani e tutto il suo aspetto con aria incerta. Il Tamburino le fa cenno con un gesto di non farci caso. Si inchina e saluta col capo il pubblico come un perfetto tribuno del popolo. Invita la Persona a fare lo stesso. La Persona non vuol farlo. Il Tamburino con le mani costringe all'inchino la testa della Persona, quindi prende la mano della persona nella sua e la solleva nel rituale gesto di saluto d'obbligo. La Persona superata l'incertezza ora si appresta lui stesso a questa parte e comincia a battere le mani. Il Tamburino lo asseconda soddisfatto e anche lui batte le mani. Gli inchini, i gesti di saluto e gli applausi durano fino a quando il pubblico preso dall'allegria e comincia ad applaudire. La Persona e il Tamburino si inchinano e ringraziano per l'applauso. Si fanno le reciproche congratulazioni, si stringono la mano e quindi si inchinano di nuovo al pubblico. Il Tamburino indica la sedia con aria consapevole e invita la Persona a mettersi l, come se ci fosse desiderio di tutti. La Persona accoglie tutto ci con gratitudine e inchinandosi se ne torna l con atteggiamento del tutto ovvio, come se ci rispondesse ad una richiesta del pubblico. Si mette a sedere. Si guarda intorno soddisfatto. Si fatto di nuovo silenzio. Il Tamburino se ne torna anche lui alla sedia, si rimette il tamburo a tracolla e impugna le bacchette) Allora? (La Persona si concentra per dir qualcosa, ma non riesce a tirar fuori nulla. Il Tamburino guarda verso il cielo poi volge lo sguardo verso la Persona. Quindi ripiega lentamente il pezzo di giornale. Se la prende comoda. Intanto guarda di nuovo al disopra della sua testa. Tossisce. Guarda di nuovo al disopra della testa) L'avevo pensato.

Barbiere - (lentamente cala dall'alto, nell'uniforme da diplomatico. La" Persona si irrigidisce sulla sedia con aria consapevole. Il Barbiere tocca terra fa un serie di inchini a ritmo di danza e saluta. Tira fuori il suo grembiale da barbiere, se lo mette. Mette sulle spalle della Persona la decorazione da cucina) Abbiamo un aspetto splendido. Sempre e continuamente migliore. Dobbiamo piacere. Sempre pi e sempre in ugual misura. Piacciamo. Lasciamo star cosi. Lasciar cosi. Un tantino a sinistra. Un po' a destra. E un po' all'indietro. Star su da s. Basta cosi. Certamente basta cosi. E lasciar cosi. Lasciar cosi. (La tela cala lentamente. Non appena caduta si leva subito di nuovo. Il Barbiere non c' gi pi. Il Tamburino fa rullare il tamburo. La Persona si guarda nello specchio. Ambedue "lavorano", non fanno attenzione al pubblico. Cala di nuovo la tela. Quando si risolleva il Tamburino guarda fssamente la faccia della Persona e aspetta che la Persona tiri fuori qualche parola. La Persona ci si prova inutilmente, mette degli aaah... aaah... La tela cala lentamente di nuovo. Quando si risolleva, sulla scena ci sono il Tamburino, la {Persona e il Barbiere. Si inchinano al pubblico e salutano cameratescamente)

FINE

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