Finire in bellezza

 


Tre atti

di Cecilia Scolari Fedele

Personaggi in ordine di entrata:

IRINA

segretaria di C.M. Lorenzi detto No

CARLO MARIA LORENZI

detto No , ex attore cinematografico

EVA

domestica di don Tino

FRAULEIN HOBST

dentista

FRAULEIN WUNDERLI

sua assistente

VINACCIA

contadino

DON TINO

detto Tinozza

UGO BANDITI

agente pubblicitario

NINO FAUSTINI

regista teatrale

ELEONORA

sua moglie, attrice di prosa

VOCE DEL 1 OPERAIO

VOCE DEL 2 OPERAIO

Febbraio 1979

A Marco


ATTO PRIMO

Grande cucina di una casa contadina. Indispensabile: una stufa con forno. Irina, in piedi sopra una sedia e dando te spalle al pubblico, sta tirando martellate a un chiodo sostenente un quadro con il dipinto rivolto alla parete. Altri quadri saranno alle pareti appesi tutti allo stesso modo. Irina che indosser un camice tutto sporco di pittura, scende dalla sedia e si allontana per controllare se il quadro diritto.

Irina Storto. (Lo raddrizza e lo riguarda.) Ecco. Se non altro, appesi cosi, hanno la luce che va sempre bene. (Riflette.) Ah, il titolo! (Si toglie un lapis di tasca e scrive in basso del quadro un titolo che lo spettatore non dovr poter leggere.)

No (Entra furibondo e con gli abiti in disordine. Tiene fra due dita una pellicola fotografica che fa ballare sotto il naso di Irina.) Guarda, guarda: la vedi questa? Se vero che vi un Dio, mi assiste senz'altro.

Irina Hai bevuto o diventi matto? Dove hai trovato quella pellicola?

No Dove l'ho trovata? Te lo dico subito dove l'ho trovata; nella Kodak di un disgraziato che se ne stava appollaiato sopra una pianta. Alzo per caso gli occhi e mi vedo preso di mira da quel suo arnese maledetto. Ho fatto un balzo. Non sapevo di possedere ancora capacit cos feline!

Irina Piantala di tenermi sulla corda: cosa gli hai fatto?

No Cosa ci siamo fatti, vuoi dire. Graffiava come una donna ed era pi forte di me. Ha avuto anche il coraggio di farmi delle proposte quell'animale! Pensi diceva un attore celebre dimenticato che riappare come un fulmine... in non so che cavolo di rclame. Parlava di un mucchio di soldi. Lei e io: il buum, capisce?continuava a ripetermi. Gliel'ho dato io il buum:gli ho fatto una ganascia cos!

Irina Ma chi era?

No Brava. Domanda intelligente. Non ho pensato di chiedergli il biglietto da visita. Un idiota era! Chi vuoi che fosse!

Irina Va bene: era un idiota. Ma sar stato inviato da qualcuno... Voglio dire che forse non era semplicemente un fotografo...

No Ne so quanto te. In ogni modo l'ho vinta io. (Si avvicina alla stufa e ne apre lo sportello tenendo la pellicola alta fra pollice e indice. Il riflesso della fiamma dovr illuminargli il viso barbuto e la scena dovrebbe ricordare l'abracadabra di un mago.) Rclame e successo, cinema e televisione, celebrit e soldi: tutti cadaveri da bruciare. Anatema anatema: vade retro Satana. Uno due tre (lascia andare la pellicola nel fuoco e battendosi un pugno sul petto) qui non resta che No. (E richiude lo sportello ripulendosi subito con un fazzoletto le due dita che hanno tenuto la pellicola.)

Irina S, non resta che No, povero come Giobbe.

No Cosa brontoli tu?

Irina Io non brontolo. Parlo chiaro e tondo e ti dico che se fossi in te, i soldi, non li brucerei affatto.

No Anch'io, se fossi in te. Ma si da il caso che sono in me e io ti ripeto che se i soldi devono venire ancora da quella parte, li brucio, o, al massimo, posso fare una variante: sputarci sopra. Quello che mi stupisce e mi delude che tu, da qualche tempo, non condivida pi. Ma se a te son bastati dieci anni per dimenticare tutto quel marciume, bada che a me, non baster tutta una vita. Non ti fare nessunissima illusione.

Irina Io non mi faccio illusioni e non ho dimenticato un bel niente del marciume, ma non posso nemmeno trascurare il presente.

No Vale a dire?

Irina Vale a dire che qui, tra poco, si muore di fame.

No Ah s?!! Grazie per il rapporto contabile. Bene. Io ci sto.

Irina Ma io no, se permetti.

No Certo che permetto. Puoi andartene. La gloria ti attende. Tutte le porte si spalancheranno. Figurati il festino della stampa: la segretaria pittrice del grande attore cinematografico che riappare a un tratto. I tuoi quadri riandranno a ruba. Ma lui, lui il grande attore, che fine ha fatto? ti chiederanno da ogni parte. E tu dirai la verit: E' morto di fame, ma pulito.

Irina Potrei dire un'altra verit: morto d'orgoglio.

No La verit sempre solo una, mia cara, checch ne abbiano detto Pirandello e compagni. Non ho mai creduto nella relativit. Uno potr dirmi che questa stufa brutta un altro che bella ma nessuno potr mai dirmi che questa stufa un bue o una cassapanca.

Irina Hai passato met della tua vita a farmi questi discorsi.

No Cosa vuoi dire? Passer l'altra met a rifarti gli stessi discorsi. Se non ti va...

Irina (Insorgendo) Ho capito ho capito ho capito! Tu non hai bisogno di me n di nessuno. Mai avuto bisogno di nessuno. L'hanno capito tutti. Sta tranquillo. E morirai pulito. Pulitissimo. Lavato con Omo. Ma vuoi sapere una cosa? Questa tua gran pulizia, questo tuo gran candore comincia a farmi male agli occhi, come il sole sulla neve.

No Tu non mi hai mai capito Irina.

Irina (Sempre pi esasperata) Sicuro. Non ti ho mai capito. Ho lasciato gli agi per la miseria e mi son venuta a cacciare in questo buco fra quattro contadini ignoranti, ho lasciato una carriera artistica. Guarda (indica i quadri), guarda a cosa arrivo per non ricordarti quel famoso marciume: allo squilibrio arrivo e tutto questo perch non ti ho mai capito!

No Tutto questo perch mi hai amato ma non perch mi hai capito.

Irina (Come se non lo avesse inteso.) Ho dato un calcio perfino a tutta quella moralit che faceva parte della mia educazione mettendomi a vivere con te, ed eccone i risultati; No ti ho mai capito e posso andarmene. Non pretendo niente, ma almeno che tu ti renda conto a cosa ho rinunciato.

No Io mi rendo conto che poter amare un privilegio superiore all'essere amati.

Eva (Da fuori) permesso? (Entra) Buongiorno. Scusate. Avete visto la mia Ciccia?

No Brava Eva. Lei capita a proposito con la sua Ciccia. Dov' il Tinozza? Avrei una certa urgenza di vederlo.

Eva (Irrigidendosi tutta) Il reverendo ha appena finito di dir messa.

No Benone. Allora so dove trovarlo. Come ogni domenica, dopo la messa, va all'osteria a fare il quarto a scopa, il suo secondo rito.

Irina (Per troncare) Eva, vuole un caff?

Eva No grazie. Ho appena fatto colazione. Dunque non l'avete vista la mia Ciccia?

Irina No Eva. Non l'abbiamo vista.

Eva Strano. Nessuno l'ha vista. Manca da ieri sera. Non ha mai passato la notte fuori.

No Doveva pur arrivare una prima volta. Capita a tutte le signorine perbene.

Eva Lei, signor No, ha sempre voglia di scherzare.

No Gi, Specialmente questa mattina.

Eva Vado a fare un altro giro per vedere se ho pi fortuna. Arrivederci. (Esce chiamando.) Ciccia... Ciccia...

No Sono pronto a scommettere l'osso del collo che la Ciccia gliel'hanno messa in salm all'osteria con il Tinozza che deve aver organizzato tutta l'operazione.

Irina E meno male che non gliel'ha detto! Sei insopportabile con quella povera donna. Fai apposta a chiamarlo Tinozza pur sapendo quanto se la prende!

No Vuoi che lo chiami anch'io reverendo dopo tutte le sbornie che abbiamo prese insieme?

Irina Potresti chiamarlo don Tino, come tutti.

No Tutti chi? Come tutte quelle quattro beghine, vuoi dire. Per me e sempre stato il Tinozza e sar sempre il Tinozza. Del resto, lo chiami cos anche tu.

Irina Non davanti a lei.

No Perch sei ipocrita.

Irina No. Perch, a differenza di te, ho rispetto della sensibilit altrui.

(Si sente la frenata di una macchina e sbattere degli sportelli.)

No La giornata continua di bene in meglio. Questa non pu essere che la dentista tedesca con relativa assistente.

Irina Viene di nuovo per l'affitto.

No Hai scoperto l'acqua calda.

Irina Questa volta ci sbatte fuori sul serio. Bisognava assolutamente vendere la Crola.

No Il Tinozza mi aveva promesso un compratore. Per questo volevo vederlo.

Irina Cosa le diciamo?

No E chi lo sa? Vedremo di improvvisare. Eccole; Hansel und Grethel.

Irina (Fra i denti) E sta zitto!

(Entrano Fralein Hobst e Fralein Wunderli, pi che mai tedesche e rigide, vestite male e senza sorriso. Le due dovrebbero tuttavia star attente, anzi, molto attente a non esagerare affinch non diventino personaggi da farsa.)

Fralein

Hobst Puonciorno Frau Irina. Puonciorno Herr No.

Fralein

Wunderli Puonciorno Frau Irina. Puonciorno Herr No,

No Buongiorno a tutt'e due.

Irina Buongiorno signorine. Sedetevi. Vi posso offrire una tazza di caff?

Fralein

Hobst Crazie. Lei sempre molto centile.

Fralein

Wunderli Ciusto. Frau Irina e sempre molto centile.

No Insomma, questo caff, lo volete s o no?

Fralein

Hobst Grazie no. Io, se pefo caff, non posso pi tormire.

No Ah, perch lei ha l'abitudine di dormire di giorno?

Fralein

Hobst Oh no! Ma io anche se pefo caff al mattino, come atesso, non posso pi tormire ti notte.

No Accidenti! A vederla non si direbbe che e cos ipersensibile.

Fralein

Hobst Preco?

Irina (Tagliando) E lei Fralein Wunderli, anche lei niente caff?

Fralein

Wunderli No crazie. Ma io per altri motif ti quelli ti

Fralein

Hobst Io, come si tice questo? Sangue che... (Fa un movimento come di mare mosso agitando la mano al di sopra di un braccio.)

No Sangue che bolle. Strano! Anche di lei si direbbe tutto il contrario.

Irina (A mezza voce) E piantala! (Alle due) Ma almeno accomodatevi.

Fralein

Hobst (Sedendosi) Crazie.

Fralein

Wunderli (Sedendosi) Crazie.

(Lunga pausa piena d imbarazzo.)

No Bella giornata, vero?

Fralein

Hobst S, oh s; molto pella!

Fralein

Wunderli Molto pella, oh s!

No Scommetto che passavate per caso di qui e vi siete dette: andiamo a vedere se quei due godono sempre ottima salute.

Irina Ma no. Le signorine saranno sicuramente andate a messa. Non vero?

Fralein

Hobst Fero. Noi, ogni tomenica veniamo sempre fin quass a sentire ton Tino.

Fralein

Wunderli Fero. R sempre un cran piacere per noi sentire ton Tino.

Fralein

Hobst Fa sempre pretiche merafigliose!

Irina Cos'ha detto oggi, di bello?

Fralein

Hobst Occi ha parlato tel primo miracolo ti Ces: quanto alle nozze ti Canan ha campiate l'acqua in fino.

Fralein

Wunderli Ha parlato cos pene, ma cos pene che pareva proprio ti feterlo quel miracolo!

No E sfido! E' il suo miracolo preferito. Bene. Lasciamo i liquidi per passare al sodo. Suppongo che siate venute per l'affitto.

Fralein

Hobst Questa folta lei si spaglia, Herr No.

No Non mi direte che siete venute per parlarmi della predica di don Tino.

Fralein

Wunderli Fralein Hobst, e fenuta, questa folta per farle una proposta.

Fralein

Hobst S. Ciusto. Una proposta.

No Fra tutt'e due avete deciso di farmi morire dall'ansia. Dica, Fralein Hobst.

Fralein

Hobst Fralein Wunderli: i conti, per fafore.

Fralein

Wunderli (estraendoli dalla borsetta) Tunque: cennaio, fep-praio, marzo, avrile...

No S, venite al punto. Non sciorinatemi ogni volta i mesi e gli anni che non pago. Sappiamo che avete una contabilit ineccepibile. Dunque, avanti con la proposta.

Fralein

Hobst Supito. Io sono tisposta a pertonarle tutti i cinque anni, otto mesi e quattortici ciorni, pi i quattortici ciorni e tre mesi che mancano per arrifare da occi a fine t'anno...

No Insomma: sei anni d'affitto. (Fra s) Oh Dio! Non vorr che la sposi...

Fralein

Hobst A contizione che lei compri la casa. Perch io ho afuto proposte molto molto fantacciose e lei capir, Herr No, ognuno fa il proprio interesse.

Irina (Sbalordita) Ma... ma Fralein Hobst: dove diavolo vuole che andiamo a prendere i soldi?

Fralein

Wunderli Ah questo, Fralein Hobst, non pu saperlo. Questo il fostro proplema.

No Si capisce. Sputi il prezzo e vediamo.

Fralein

Hobst Qual l'ultimo prezzo che afefamo calcolato, Fralein Wunderli?

Fralein

Wunderli (Dopo aver consultate le carte) Tuecentomila.

Fralein

Hobst Prezzo ta amici, naturalmente.

No Oh ma regalata! Fine d'anno ha detto?

Fralein

Hobst Trentun ticempre ti quest'anno Herr No: passeremo a riscuotere. Tuecentomila in contanti. Se lei non paca, il tue cennaio tell'anno prossimo arriferanno operai con macchine per puttar ci la casa. (Si alza.)

Fralein

Wunderli (Si alza.) Tutto questo le sar spetito nero su pian-co per raccomandata. Rifer nei prossimi ciorni.

No (Che gi da un momento ha una fretta palese di mandarle via) S s va bene. (Stringe la mano a tutt'e due e le accompagna all'entrata quasi sospingendole.) Arrivederci, ma non prima della fine d'anno, mi raccomando. Arrivederci solo al trentun dicembre.

Fralein

Hobst Arrifeterci Frau Irina. Arrifeterci Herr No.

Fralein

Wunderli Arrifeterci Frau Irina. Arrifeterci Herr No.

Irina Arrivederci signorine.

No Buona domenica!

(Nella furia di uscire cos, quasi sospinte da No urtano il Vinaccia che sta entrando con una gran tazza della birra piena di grappa. Si sentiranno da fuori le esclamazioni di scuse delle due tedesche.)

Vinaccia (entrando) Boia d'un cane, la mia grappa!

No E bravo Vinaccia! Si pu sapere da quando in qua vai in giro con la grappa nelle tazze della birra?

Vinaccia Appena l'ho provata son stato talmente ansioso di sentire il tuo parere che non ho avuta la pazienza di cercare un'altra bottiglia. Ma come potevo immaginare di andare a sbattere in due pipistrelli cos di buon mattino?

No Com'e riuscita?

Vinaccia Provala. Un nettare; ti dico: un nettare!

Irina Vi spiace se vi lascio alle vostre libagioni e vado a fare una bella passeggiata?

Vinaccia Lei mi offende, Irina. Una grappa cos, bisogna sentirsi onorati solo a guardarla.

Irina (Sedendosi e fissando la grappa deposta sul tavolo) Ecco; mi sento onorata. Va bene cos?

No (Prendendo tre bicchierini) No. Non va bene. Oggi una gran giornata e bisogna festeggiarla tutti insieme. Tu capiti a proposito Vinaccia, Capitano tutti a proposito, questa mattina.

Irina Si pu sapere cosa c' da festeggiare?

No (Versando la grappa) L'ho sempre detto che a te, le pi belle cose sfuggono come l'aria! Prima di tutto l'aver rimesso a posto un ladro di vite private e poi ti sembra niente non rivedere pi per tre mesi e quattordici ciorni quei due spaventapasseri?

Vinaccia Come?! Non verranno pi per tre mesi a riscuotere l'affitto? Cosa succede? emigrano?

Don Tino (Entra. Indossa una tradizionale e sgualcita veste da prete) Salve a tutti.

Vinaccia Ed eccolo qui anche lui. Deve aver sentito l'odore della grappa.

Don Tino Quale grappa? Ma no. Eva mi ha detto che No mi cercava. Se per la capra, il tipo d'accordo. Dice che l'ha vista e che gli piace.

No Ti ringrazio Tinozza, ma non vendo pi la Crola.

Don Tino E perch?

No Perch rimasta la nostra unica ricchezza. Stavo appunto dicendo al Vinaccia che la casa in vendita e che entro la fine dell'anno ci buttano fuori. Ma stavo anche dicendo che bisogna brindare al meraviglioso privilegio di non pi rivedere quelle due befane fino al trentun dicembre.

Don Tino Io non posso brindare...

Vinaccia Hai fatto un voto?

Don Tino No, dicevo: non posso brindare allo stesso privilegio perch le vedo in chiesa tutte le domeniche e mi si piantano regolarmente nel primo banco di destra. Ma per la casa, non ti preoccupare No. In qualche modo vi aiuteremo.

Vinaccia Va senza dirlo che vi aiuteremo. Io, per esempio, Ho due belle stanze con servizi in soffitta che son sempre pronte per degli ospiti che non arrivano mai. Almeno provvisoriamente vi potrebbero servire.

No (Alzando il bicchierino) Grazie. Ma certo: ci arrangeremo. La vita continua ed e tanto bella! Alla salute di tutti noi e alla nostra amicizia.

(Tutti bevono. Irina ha un'improvvisa crisi di tosse.)

Irina Scusate. (Se ne va correndo dalla parte opposta all'entrata.)

Don Tino Sta male?

No No. Piange.

Vinaccia Povera Irina!

No E' una crisi normale. Le passer. (Degustando) Veramente ottima la tua grappa. Bravo Vinaccia!

Vinaccia Cosa ti dicevo? Il segreto sta tutto nel fuoco che deve essere regolato lentissimo. e tu, cosa ne pensi, Tinozza?

Don Tino (Degustando) Ottima... s. Forse un po'... un po'... un po'...

Vinaccia Un po' troppo buona. e l'unico difetto che ha. Non incominciare con le tue solite ricerche del pelo nell'uovo. Una grappa cos, caro il mio Tinozza, non se la sognano nemmeno i tuoi santi in Paradiso.

Don Tino Amen.

No Per, secondo me (riflette degustando) quella dell'anno scorso aveva pi corpo.

Don Tino Ecco: proprio quello che volevo dire. Manca un po'... un po'... di quel tocco che ci sta come il pepe in certe salse.

Vinaccia (esplodendo) Voi non avete pi palato o siete diventati matti tutt'e due, parola d'onore! Confrontare quella dell'anno scorso!! Ma non c'e paragone, vi dico! Non sentite questa com'e... com' piena, quasi mielata con quel gusto dietro che ti assale all'improvviso? No nono, non c'e confronto. Del resto sentite, facciamo una cosa: andiamo subito a controllare sul posto. Ne devo avere ancora un paio di bottiglie.

No Andiamo andiamo, ma vedrai che non mi sbaglio. Io ho il gusto sicuro sulle grappe, l'ho sempre avuto e lo sai...

Don Tino Anch'io, vorrei sbagliarmi, ma non credo... non credo proprio, sai...

(Escono continuando a discutere. Scena vuota per qualche istante, poi entra Irina asciugandosi gli occhi con un fazzoletto.)

Irina (Si siede, continuando a piangere e a tirar su col naso, poi se lo soffia discretamente. Si guarda attorno ed e come se realizzasse a un tratto l'assurdit dei quadri girati verso la parete. Si alza rabbiosamente con tutta un'aria di sfida e va a rigirarli tutti. Sono uno strano miscuglio che potrebbe ricordare vagamente influenze di Klee e Mir.)

Ecco. Basta. Basta! (E si risiede ricominciando a piangere.)

(Dopo un attimo, Ugo Banditi fa capolino dall'entrata. Ha una guancia visibilmente contusa e una mappa sotto il braccio.)

Ugo (Entrando) E' permesso?

Irina (Alzandosi di scatto) Lei... lei e il fotografo di questa mattina?

Ugo Non si allarmi signora. No. Non sono un fotografo. Sono un agente pubblicitario. Permette? Ugo Banditi. (Le stringe quasi di forza la mano che Irina esita a dargli.)

Irina Lei e matto. Non sa quale pericolo sta correndo. Non ne ha avuto abbastanza? Si guardi in uno specchio! Ma lo sa che se insiste, quello l'ammazza?

Ugo S. Me ne sono reso conto. E' una vera bestia.

Irina Come un uomo che stato offeso e deluso al massimo e dunque sparisca immediatamente.

Ugo Non prima di aver parlato con lei perch sono convintissimo che dove non sono arrivato io, ci arriva lei senz'altro.

Irina No, guardi: lei sta buttando il suo tempo e glielo ripeto per l'ultima volta, rischiandosi la pelle. Nessuno arriver mai a fargli riprendere quella strada, nemmeno il Padreterno. Se ne vada: pu tornare da un attimo all'altro.

Ugo Ma no signora. Lei sa benissimo che quando sta con il Vinaccia e il Tinozza a provar grappe, ne hanno almeno per un paio d'ore.

Irina Ma... ma lei, come fa a conoscere cos bene persone e abitudini di questi luoghi? e come ha fatto, prima di tutto, a scoprire dove eravamo finiti?

Ugo Mestiere, cara signora, solo un po' di mestiere. Le sembrer incredibile ma prima di essere agente pubblicitario facevo il detective. Comunque, l'avervi scoperti, stato solo un colpo di fortuna. Sono molto amico del direttore della casa editrice per la quale lavora suo marito.

Irina Se sa tutto dovrebbe sapere anche che non mio marito.

Ugo Infatti lo so, ma quando si vive insieme da tanti anni, penso sia inutile sottilizzare. Mi stupisce che lo faccia lei.

Irina Io sono precisa per natura. Andiamo avanti con il comeci ha scoperti. Stento a credere che il direttore abbia riconosciuto No. Anche perch non l'ha mai visto. Tutti i lavori di traduzione sono sempre andati e venuti per posta.

Ugo Anche questo le sembrer incredibile ma in tutta questa faccenda non ha giuocato che il mio fiuto. Da anni il direttore mi parla di questo Nocome di un fenomeno delle traduzioni. Il fatto che un simile fenomeno vivesse in un paese di cinquanta anime e situato in un punto che fa pensare a una dimenticanza del buon Dio al momento della creazione, mi ha incuriosito fino all'inseguimento della pista. Sono arrivato qui la prima volta, una domenica mattina, come questa. Sono andato in quell'unica bettola per vedere di informarmi. Lui scava a giocare a scopa con il Vinaccia e compagni. L'ho subito riconosciuto nonostante la barba e i dieci anni che non lo avevo pi rivisto sullo schermo, ma ho capito al volo che sarebbe stato inavvicinabile.

Irina E cos, questa mattina, ha tentato di coglierlo a tradimento.

Ugo Signora: parliamoci chiaro. Conosco le vostre condizioni. So perfino che questa casa in vendita per la fine dell'anno: l'interesse non sarebbe solo mio. Le dico di pi; sempre stato il mio attore preferito, mi sono sentito sbalordito e felice di essere stato proprio io a ritrovarlo e in seguito mi sono veramente rattristato scoprendo la sua situazione. Tutto questo per dirle che in questa storia, un gran ruolo lo giuocano anche i miei sentimenti.

Irina (Che fino a questo momento era apparsa tesa, ha una specie di crollo. Sieder indicandogli una sedia.) Si sieda.

Ugo Grazie. (Siede.)

Irina Beninteso non posso prometterle assolutamente niente, ma vediamo di cosa si tratta.

Ugo Un lancio pubblicitario, signora. Un semplice lancio pubblicitario che dovrebbe passare per due minuti alla settimana in televisione. La ditta offre un mucchio di soldi.

Irina Fuori questo lancio.

Ugo (Estraendo dei fogli dalla mappa.) Ecco qua. La ditta quella dei mobili Solare. Vede? Cinepresa su questa sequenza di mobili. Poi, lui verrebbe filmato tre volte: qui, mentre scrive a questa scrivania, qui, mentre legge in questa poltrona e qui mentre fa un pisolino su questo divano. e questo e il testo: (Legge) I mobili Solare non fanno risuscitare i morti ma fanno ricomparire celebrit dimenticate. Infatti: nasce il mobile Solare e anche Carlo Maria Lorenzi riappare!.

Irina (Scoppia in una gran risata) No ma... ma lei si rende conto?! (Si alza facendosi seria di colpo.)

Ugo (Alzandosi) Non male sa? Si vede e si sente di peggio...

Irina (Decisissima e dura) No! Per carit! Se ne vada, la prego. Ha ragione lui. Lasciatelo in pace. Lasciatelo finire in bellezza. (Gli volta le spalle e va a rigirare i dipinti verso la parete.)


ATTO SECONDO

Stessa scena. Son passati pochi giorni. Irina ed Eva sono in scena: laprima, sta impastando del pane; l'altra, seduta, sta lavorando all'uncinetto ma discutendo animatamente.

Eva Domando io se si pu sentir di peggio!

Irina Cosa vuole? La gente ha bisogno di parlare come, di nutrirsi.

Eva S e soprattutto di sparlare. Ma io ho sempre pensato che la gente, almeno in questo paese, fosse buona. Invece, non arriviamo a cinquanta anime e di cattiveria ce n'e per tutta una metropoli.

Irina Cerchi di non pensarci pi e faccia finta di niente, perch se si accorgono che lei se la prende tanto, avranno raggiunto il loro scopo e continueranno.

Eva Ma niente affatto! Voglio andare a fondo della faccenda. Dopo tutto, una gatta grossa com' la Ciccia, non pu essere sparita nell'aria. Fosse finita sotto una macchina, a parte che qui ne passa una al mese, dovevo pur trovarla in qualche fossato. Non vero? Comunque escludo al cento per cento che me l'abbiano mangiata all'osteria. Questa, ripeto, una cattiveria bella e buona della gente. e a proposito di cattiverie, ne ho sentita una anche su di lei, Irina. Ma talmente grossa, talmente grossa che, le giuro, mi ha fatto ridere.

Irina Per favore Eva, non me la dica! Le garantisco che mi interessa molto di pi questo pane che sto impastando, di cosa la gente dice d me.

Eva Ma non si tratta solo di lei, si tratta anche del signor No. Si figuri che la mamma di quell'allievo discolo che continua a essere una grossa spina nel cuore del povero don Tino, mi ha detto l'altro giorno che non siete sposati. Si pu sentir di peggio?!

Irina Ah ma questa non e una cattiveria, Eva. Questa e una verit.

Eva (Lasciando cadere l'uncinetto e restando a bocca aperta.) Cosa?! Non me lo dica nemmeno per scherzo, sa?

Irina Infatti. Glielo dico sul serio.

Eva (Alzandosi e facendosi il segno della croce.) Gesummaria! Ma... ma perch non me lo ha mai detto?

Irina Perch non me lo ha mai chiesto. (E continua tranquilla a impastare il suo pane.)

Eva (Dopo una pausa, sempre in piedi e sbalordita.) E... e... e don Tino... lo sa?

Irina Certo che lo sa.

Eva Io ci resto di stucco. Ma... ma perch quel benedett'uomo non ha mai detto niente nemmeno a me che lo sa quanto so tenere la bocca chiusa?

Irina Non lo so. Provi a chiederglielo.

Eva Ma possibile che non abbia mai nemmeno tentato di... di convincervi a sposarvi?

Irina Forse non si sentito di assumersi tanta responsabilit.

Eva (Braccia al cielo.) E' troppo largo di maniche quel benedetto uomo, troppo largo di maniche; l'ho sempre detto io! Gi pi di una volta si e fatto richiamare all'ordine dai superiori. Ma non intende ragioni e anzi si arrabbia quando, si toccano certi argomenti. (Pausa. Fissa Irina, ancora incredula.) Ma... ma e possibile che non siate sposati?

Irina Senta Eva. Si faccia coraggio. Son cose che capitano in questo mondo. Le assicuro che non siamo una coppia di diavoli personificati anche se viviamo insieme da dieci anni senza essere sposati. Vuole un goccio di grappa, tanto da tirar su il morale?

Eva Per carit! Niente grappa. In questo momento mi farebbe male. Mi... mi sento un nodo qui... (Indica lo stomaco.) Pensare che mi sembravate cos... cos...

Irina ...cos sposati?

Eva Gi! Ma almeno, ce l'avete l'intenzione di sposarvi?

Irina (Che non ne pu pi.) L'abbiamo l'abbiamo, ci sposeremo presto, faremo una gran festa e inviteremo tutto il paese!

Eva No per amor di Dio! Niente scandali. C'e scritto anche nel Vangelo. Nessuno deve sapere. Faremo una cosa tutta segreta. La festa, la facciamo fra di noi, in canonica. Il pranzo ve lo preparo tutto io e anche la torta con scritto evviva gli sposi. Ma tutto fra noi, al massimo, il Vinaccia che un tipo segreto e pu fare da testimonio, Il guaio sar far tacere quella linguaccia di sua moglie. Dio sa cosa bisogner inventare... Ma sposatevi, sposatevi al pi presto per amor di Dio! (Segno della croce.) Gesummaria! Chi l'avrebbe mai detto! Vado subito a parlare a don Tino di queste nozze e di questo pranzo. Va senza dirlo che invitiamo noi: il reverendo ed io. Lei intanto mi prometta che ne parler subito al signor No. Bisogna fissare una data al pi presto possibile. (E' sull'entrata dopo aver raccolto il lavoro all'uncinetto caduto per terra.) Ma lo sa, Irina, che mi sembra ancora incredibile? Vado subito a vedere se trovo don Tino. (Esce.)

No (Entrando dalla parte opposta.) Dico: non potreste abbassare un po' la radio? Ah, se n'e andata? Stando di l par di sentire un codazzo di anatre che starnazzano. Mi sono accorto di tradurre lucciole per lanterne, talmente fate baccano.

Irina Sei il solito esagerato. Io non ho quasi aperto bocca.

No Allora, starnazzava lei per due, la Perpetua!! Con chi ce l'aveva a parte con quelli che sostengono che la gatta e stata mangiata all'osteria?

Irina Con me e con te.

No Senti senti! Cos' questa novit? e perch, di grazia?

Irina Perch le ho appena detto che non siamo sposati.

No Tu!! E come mai?? Proprio tu che ti batti tanto per il rispetto della sensibilit altrui?! Sbalordisco.

Irina C' poco da sbalordire. Io mi batto anche per la verit. Mi ha fatto una domanda diretta e io ho risposto sinceramente. (Comincia a preparare delle pagnotelle da mettere in forno. Lunga pausa.)

No (Come continuando un suo pensiero.) Ma tu, ci terresti?

Irina (Si ferma e lo guarda.) A cosa?

No Come a cosa. Al matrimonio. Di che stiamo parlando?

Irina (Si siede.) No, ti senti bene?

No I o s benissimo, ma tu nonmi hai risposto.

Irina Io... no... s... forse... insomma: non lo so. Chi vi ha mai pensato?

No Io, vi ho pensato. Tante volte, specialmente questi ultimi tempi e anche tu vi hai pensato, eccome! Pensato e ripensato. Non ne abbiamo mai parlato: questa la verit.

Irina Ma prima di tutto, io ho sempre avuto l'impressione che tu non credessi in Dio e che il matrimonio non avesse per te nessun valore.

No Non ho mai saputo io stesso fino a che punto io creda o non creda in Dio, ma ho sempre creduto negli uomini e in certe loro istituzioni. Quella del matrimonio, per esempio, mi sempre sembrata una delle pi sane. Forse perch, a cominciare dalla mia famiglia, non ho avuto attorno che esempi positivi.

Irina Non capisco. Ma allora... perch non mi hai mai chiesto di sposarti?

No E tu, perch non me lo hai mai chiesto?

Irina (E' completamente smarrita.) Ma io... io...

No Ho capito: tu hai scordato di essere un'esponente della parit dei sessi e aspettavi che fosse il povero omiciattolo a chiedere ufficialmente la tua mano. Dieci anni che aspetti. Un bel record per una femminista!

Irina (Alzandosi infuriata.) Senti...

No (Le va vicino dicendole dolcemente.) No cara no. Non arrabbiarti. Scusami. (L'abbraccia.)

Irina Ma... sei proprio sicuro di star bene? Mi fa uno strano effetto vederti cos!

No Coscome?

Irina Cos, senza la tua solita scorza. Cos, buono, anche esteriormente.

No Ti parr strano, ma la reazione che deve aver avuto Eva sapendoci non sposati, mi ha detto in un attimo un sacco di cose sulla semplicit degli esseri umani e l'importanza di non deluderli soprattutto quando si vive in un paese come questo.

Irina Arrivederci se la sentivi fare i progetti per il matrimonio che deve essere, naturalmente, segreto, al fine di evitare lo scandalo, ma il pranzo fatto da lei, in canonica e la torta con evviva gli sposi. Non la finiva pi.

No Eva mi appare a un tratto come il simbolo del paese. (Pausa.) Ma tu ci terresti?

Irina Non so... e cos strano. Forse dovrei soltanto abituarmi all'idea.

No Gi: l'idea. Anche per me e la stessa cosa. Comunque non e detto che si debba fare nei prossimi giorni. Penso che al punto in cui siamo sia solo importante fissare una data, anche a lunga scadenza. Ne hai magari una preferita?

Irina No. Ma aspetta. Metto il pane in forno e vado a prendere l'almanacco. (Esegue ed esce.)

Vinaccia (Entra dopo un attimo con Nino Faustini.) (Quest'ultimo visibilmente fuori dai gangheri.) No, ti presento il signor Faustini, e qui per la capra...

No Piacere. (Al Vinaccia.) Grazie ma ti ho gi detto che non la vendo pi.

Faustini (Fa una risata suo malgrado.) Cos'? Una barzelletta?

No Perch? Le sembro un tipo che racconta barzellette al primo venuto?

Vinaccia No, lascia che ti spieghi. La capra, si era slegata. Accidenti a te che non hai mai saputo far bene i nodi! Io, dal trattore, l'ho vista. Sono sceso subito e l'ho rincorsa. Corri tu che corro anch'io...

Faustini (Che freme, al Vinaccia.) Permette? Finisco io la storia. Non so per quanto tempo questo signore abbia rincorso la capra, ma so che io, arrivando con la mia macchina a velocit piuttosto sostenuta, mi ritrovo all'ultimo momento tutta quanta la strada sbarrata da una corda. Frena tu che freno anch'ioma la capra rimasta stecchita e la macchina disfatta contro una pianta.

Vinaccia Quella tua maledetta capra, scusami No, ma era proprio una gran bestiaccia: non voleva assolutamente attraversare la strada e io tira che ti tiro: macch! Chi va a pensare che proprio in quel momento arriva una macchina? Ne passa una al secolo da queste parti.

No Conclusione?

Faustini Conclusione: io le pago la capra e lei mi paga la macchina perch io non voglio aver niente a che fare con le assicurazioni. Mi hanno appena premiato perch in vent'anni non ho mai fatto un incidente.

No Lei mi paga la capra... (Comincia a ridere.) e io le pago la macchina (Ride come un matto.) Ah questa s che una barzelletta! (Chiama.) Irina! Irina vieni un po' qui a sentire...

Irina (Entrando con l'almanacco.) Ho sentito, ho sentito.. Soltanto, io, non rido affatto.

No (Continuando a ridere.) Ma perch tu sei russa d'origine e si sa che voi russi non avete mai avuto il senso dell'umorismo in venti secoli di storia. Per tu, Vinaccia, che sei nostrano non trovi che vi da morir dal ridere: io gli pago la macchina e lui mi paga la capra... ma ti rendi conto?! (E' piegato in due dal gran ridere.)

Vinaccia (Ridendo male per condiscendenza.) Eh... s... ma io, veramente, mi aspettavo che tu mi facessi fare la fine della capra...

No (Ridendo pi forte.) Ah tu credevi che ti legassi una corda al collo e che stessi ad aspettare un'altra macchina? (E continua a ridere.)

Faustini Senta. D'accordo che il riso fa buon sangue, ma il troppo storpia, inoltre io non ho assolutamente tempo da perdere. Sono anche disposto a pagarle quella capra come se fosse viva...

No E io sono disposto a pagarle quella macchina come se fosse nuova, diciamo, che se una Lamborghini, pretendo uno sconto... (E ride.)

Faustini (Per andarsene.) Bene. Come vuole. Domani avr mie notizie.

No Avete sentito? Sullo stesso tono del: domani vi mander i miei padrini.

Irina (Correndo a trattenere Faustini.) La prego. Non gli dia pi retta. Vediamo di arrivare a un accordo. Si sieda.

Vinaccia Ma certo: si sieda. Un po' di calma, che diamine! Le piace la grappa? Vado a prendergliene una che fa risuscitare i morti.

Faustini S s, mi piace la grappa, ma, se permette, ho altro da pensare.

Don Tino (Cedendo il passo a Eleonora.) Cosa le dicevo, signora? Non potevano essere che qui.

No (A don Tino.) Grazie di essere venuto a farmi le condoglianze per la capra.

Don Tino Sei matto? Son venuto ad accompagnare la signora che non sapeva dove fosse finito suo marito.

Faustini Scusami tanto Eleonora: in tutto quel trambusto, ti avevo proprio dimenticata.

Eleonora Prego caro. Ormai vi ho fatto l'abitudine. Mi dimentichi sui treni come una valigia, nelle banche come una polizza appena versata, nei ristoranti come un tovagliuolo caduto sotto il tavolo. L'unico posto in cui non mi dimentichi e a teatro perch non vi andiamo mai salvo che per lavorarci. e allora, evidentemente, io sul palcoscenico e tu gi a urlarmi contro, devi ricordarti di me per forza.

Faustini Hai ragione, hai ragione. Sono proprio spiacente! Ti sei fatto male?

Eleonora Certo, una gran testata l'ho battuta da qualche parte perch la testa mi fa tutta un gran male... e mi sento tremar le gambe come se fossi centenaria...

Irina La prego: si sieda. Deve essere stato un bello spavento!

Vinaccia Ah, quanto allo spavento, non e mancato per nessuno e io vi ripeto che per farlo passare bisogna berci sopra una buona grappa.

No E dalli con la grappa! A forza di parlarne mi hai convinto ad averne voglia. (Va a prendere dei bicchierini.)

Vinaccia Ma cosa fai? (Gli ferma il braccio.) Vuoi offrircene della tua?

No Come della mia? Io non distillo grappe. La mia sempre la tua.

Don Tino (A No.) Ma non capisci? Tu hai quella dell'anno scorso. Lui vuole offrirci quella di quest'anno: quella famosa, quasi mielata col gusto dietro che ti assale ecc. ecc...

Vinaccia E bravo Tinozza! Tu s che capisci sempre tutto al volo. Non per nulla sei un prete. Vieni che andiamo a prenderla. Ti devo anche parlare...

No E possibilmente, portatela in una bottiglia.

Don Tino E dove vuoi che la portiamo? In un canestro? (Escono.)

No L'ultima volta l'ha portata in una tazza della birra con la scusa di non aver trovata subito una bottiglia cos l'ha poi rovesciata met scontrandosi con le due Germanie. (A Faustini.) Lei proprio non vuol sedere?

Faustini E va bene sediamoci! e aspettiamo la grappa. Tanto, al punto in cui siamo, tutti i miei appuntamenti vanno a farsi benedire. Telefoner. Per fortuna gi stata fatta la prova generale e la prima solo domani sera.

Eleonora Nino... non ti sembra che questo signore assomigli straordinariamente a qualcuno?

Faustini No. Ma sai benissimo che io non sono mai stato fisionomista.

Eleonora Eppure lo sto guardando da quando sono entrata e giurerei di averlo gi visto. Assomiglia...

No (Bruscamente.) Io assomiglio solo a me stesso. Non si affatichi signora. Come va il suo mal di testa? Tu Irina, non avevi una miscela prodigiosa per il mal di testa? erbe... scorze...

Irina Ah s! Vado subito a prenderla. Ma la devo cercare. Non ricordo pi dove l'ho messa... Noi, e talmente raro che abbiamo mal di testa... (Esce.)

Eleonora Siete tutti molto gentili. Grazie,

No Non c'e di che. La gentilezza e una delle pi spiccate caratteristiche degli abitanti di questo paese.

Faustini Lei, qui, non ha telefono, vero?

No Come ha fatto a indovinare?

Faustini Pu indicarmi dove posso trovarne uno? Perch le mie telefonate sono piuttosto urgenti.

No Non ne dubito. Guardi, in paese ve ne sono due; uno all'osteria e uno in canonica. Pu scegliere. Generalmente o l'uno o l'altro funziona.

Faustini Bene. (Estrae un notes e un lapis.) Prima telefonata: a un taxi per venirci a prendere...

No Scusi se la interrompo ma solo per avvertirla che il primo taxi che lei riuscir a trovare, dista almeno centocinquanta chilometri e sar un po' difficilino convincere il taxista a salire fin quass, soprattutto subito.

Faustini Ma vi sar pure un mezzo di trasporto.

No S. Vi una corriera che sale il gioved sera e scende il luned mattina. Oggi e venerd. Faccia il calcolo,

Eleonora Oddio! Ma domani sera abbiamo la prima. Io ho un mucchio di cose da sbrigare. Come si fa?

Faustini Ma insomma non mi dir che non vi e un mezzo per andarsene subito da questo paese.

No Anzi. Pensandoci bene ve ne sono perfino due: le vostre gambe e il trattore del Vinaccia.

Eleonora Si potrebbe telefonare a Mario... o a Stefano... no: Mario e a Parigi in questi giorni, ma Stefano verrebbe senz'altro...

Faustini Ma ti rendi conto dove siamo? Stefano detesta guidare e gi per natura e pi pigro di un pachiderma.

Eleonora Te l'ho sempre detto che imprudente allontanarsi tanto la vigilia di una recita! Ma tu, quando senti appena parlare di un buon ristorante, andresti in capo al mondo, Faustini Guarda cara che qui, i commenti sul latte versato, non aiutano per niente. Bisogna cercare ad ogni costo di risolvere la situazione. (Pausa. Si ricorda a un tratto.) Ma il carro attrezzi! Che bestia a non averci pensato subito! Facciamo salire il carro attrezzi e ce ne andiamo con la macchina rimorchiata. (Si alza.) Vado subito a telefonare.

Eleonora Nino... volevo dirti... non impressionarti, sai, forse non importante... ma ho dimenticato il testo...

Faustini Ma no. Non importante. Vedrai che per questa sera saremo rientrati e lo potrai ripassare tranquillamente.

Eleonora No Nino. Non mi hai capita. Non parlo di averlo dimenticato a casa... l'ho dimenticato... qui (Si tocca tutta la fronte.) qui... qui...

(No a questo punto, viene a mettersi davanti alla stufa, spalle al pubblico e di tanto in tanto si dar una fregatina alle mani tendendole poi alte sopra la stufa come per riscaldarsele.)

Faustini (Le si avvicina.) Come?? Vuoi ripetere per favore?

Eleonora Ti giuro Nino: l'ho dimenticato. E' come se avessi un vuoto immenso.

Faustini Ma non farmi ridere! Non ci mancherebbe altro! E come fai a sapere che l'hai dimenticato? Magari ti sembrer perch non sei in scena, abbiamo avuto questo incidente, ti sei spaventata e sei completamente fuori dall'ambiente e dal personaggio.

Eleonora Non ti illudere Nino. Sono svenuta, dopo aver battuta la testa. Tu non te ne sei accorto perch devi esser sceso subito a litigare con quel signore della grappa. Ma io, appena riaperti gli occhi me ne sono immediatamente resa conto. Non ricordo pi una sola parola.

Faustini (Dopo una pausa di sbalordimento.) Ah questa poi!! Ma ti sei provata a ripassarlo mentalmente?

Eleonora Non solo mentalmente. Sai bene che l'ho sempre con me, il testo. Ho provato a rileggerlo. E' come se lo leggessi per la prima volta.

Faustini Dio santo!

Irina (Entrando con la tisana fumante.) Questa fa miracoli per il mal di testa.

No Brava Irina! Entri sempre a proposito tu.

Eleonora Grazie signora.

Irina (Guardandoli tutti.) Cos'e accaduto?

No Niente. La signora ha dimenticato tutto il suo ruolo.

Faustini E lei, questo lo chiama niente con la prima in cartellone domani sera?

No Gi. Mi scusi. Vivendo in questo paese, tutta la vita assume altre dimensioni.

Eleonora (Guardandolo.) Eppure io giurerei di averlo gi visto... Assomiglia... ma s, pare proprio lui... come si chiamava quel grande attore...

No Signora. Gliel'ho gi detto: non si affatichi. Ognuno di noi ha un sosia a questo mondo, non vedo perch io dovrei fare eccezione.

Faustini (Scattando.) E tra l'altro, lasciatelo dire: il colmo!! Hai dimenticato un ruolo che ti costato tre mesi di studio e sembri pi preoccupata di ricordarti una fisionomia.

(Entrano Vinaccia e don Tino, il Vinaccia con una bottiglia di grappa che tiene alta come una bandiera.)

Vinaccia (A Faustini.) Se lei s'intende di grappe, questa la far tornare in questo paese anche con le due gambe rotte.

Don Tino Ma sapete dove voleva portarla, la grappa, questo matto? In una tazza della birra!

No Sappiamo sappiamo. Non ha il senso dei recipienti.

Vinaccia Non avr il senso dei recipienti ma ho quello dell'ospitalit. Signore e signori: siete tutti invitati a pranzo a casa mia, dove la sposa sta preparando uno spezzatino che sa fare solo lei; una ricetta, pare, che si tramandano da un secolo di madre in figlia.

Don Tino Bene. Beviamoci dunque questo grappino come aperitivo e andiamocene tutti a onorare la sposa e lo spezzatino.

Eleonora (A No che sta mettendo in tavola i bicchierini.) Ahh! Ma si! Ho trovato finalmente! Lo stesso viso, la stessa voce: e tale quale Carlo Maria...

Irina (D un grido correndo ad aprire il forno.) Il mio pane!! Si tutto bruciato!


ATTO TERZO

Stessa scena. E' l'ultimo dell'anno. I quadri che stavano alle pareti, sono in un angolo legati con una corda. Una serie di valigie di ogni grandezza ingombrano la cucina nella quale non sono rimaste che le sedie, il tavolo e la stufa. In mezzo al tavolo, ingombro ancora di bicchieri, bicchierini, bottiglie di vino edi grappe, troneggia un panettone. Seduti attorno ai tavolo stanno: No, don Tino e il Vinaccia. Irina ed Eva si affaccendano attorno alla tavola a tagliar panettone e a servir da bere.

Vinaccia (Alzandosi con un bicchiere pieno.) E adesso, un bel brindisi!

No Ancora? Dev'essere circa il dodicesimo che fai da questa mattina.

Don Tino Lasciaglielo fare. Si contano ormai tre avvenimenti e tanto importanti da meritarsi quattro brindisi l'uno.

Vinaccia Giusto. Tre avvenimenti: (Conta sulle dita.) il vostro matrimonio...

No Scusa: fino a quando vuoi continuare a brindarci sopra? Ti faccio notare che ci siamo sposati gi da dieci giorni.

Vinaccia Cosa c'entra? Non c'era ancora il vino nuovo e quello vecchio si era quasi maderizzato. Mai dimenticare che in questo paese vi sono tre cose che devono sempre essere in perfetta forma e mai mancare al momento buono: la grappa del Vinaccia, il vino del Vinaccia e il Vinaccia stesso. Tinozza: vai avanti con il secondo avvenimento su cui brindare per quattro volte.

Don Tino Sulla partenza di Irina e No e su questo giorno che e l'ultimo dell'anno. Dico bene?

Vinaccia Benissimo. Bravo reverendo! Tu s che sei un amico.

No Grazie, perch, io no?

Vinaccia Tu anche. Ma di un'altra specie.

No Se ti spieghi, magari capisco.

Vinaccia Non e facile ma tenter. Vedi: il Tinozza un contadino come me. Ma cos tutto contadino che nemmeno il seminario riuscito a dividerci perch il Tinozza rimasto tale e quale contadino. Tu invece, sei nato signore e morirai signore.

No E con questo? Fammi il santo piacere di non parlarmi dell'impossibilit di amicizia fra contadini e signori perch e un discorso che non ha valso a farlo reggere nemmeno l'ottobre del 1917.

Vinaccia Io non ti ho parlato di impossibilit: io ti ho parlato di differenza.

No Vinaccia: non dir fesserie! L'amicizia non ha cento facce: se sei amico dello spazzino comunale e del sindaco di Milano, vuoi dirmi che differenza fa?

Vinaccia Che con il sindaco di Milano non posso andare a parlargli del rincaro delle scope di saggina e allo spazzino non posso andare a chiedergli la sua opinione sull'ultimo soprano che ha cantato alla Scala.

No Questo lo dici tu, ma anche ammesso e non concesso ci che dici, vorresti sostenermi che con me, per tornare a noi, non hai mai potuto parlare del rincaro delle scope di saggina?

Vinaccia Ah io s, con te. Ma tu no. Tu non mi vorrai dire adesso che con me, hai potuto parlare dell'ultimo soprano che. ha cantato alla Scala.

No Ma io, da quando ho messo piede in questo paese, sono stato pi sensibile alle suole delle mie pi vecchie scarpe che all'ultimo soprano che ha cantato alla Scala. Questo e il punto. Sono diventato un altro. Sono diventato uno come te e come il Tinozza e questa differenza che tu ora mi fai, sento di non meritarmela.

Don Tino Ma cosa vi piglia a tutt'e due? In dieci anni non vi ho mai sentiti in disaccordo e incominciate proprio oggi che state per lasciarvi?

Vinaccia Ma chi va a sapere che se la piglia cos? Mi dispiace No...

No Anche a me. Ma e colpa mia. Sull'amicizia sono sempre stato un ipersensibile. Poi, l'idea di tornare da dove son venuto, mi mette addosso un nervosismo che sta ormai diventando angoscia. Non fosse per Irina. manderei tutto all'aria.

Irina (Scattando.) Ah no, per favore! Non tirarmi in ballo, sai? Io me ne sarei stata anche qui per sempre. Hai deciso tu con Nino ed Eleonora. Hai fatto tutto tu.

Don Tino E hai fatto bene No. Hai fatto benissimo. Non pentirtene.

Vinaccia Si capisce che hai fatto benissimo. Non vorrei offenderti di nuovo ma non posso far a meno di dirti che sarebbe stato un vero peccato non sfruttare le capacit che hai ancora.

No Un vero peccato, per chi?

Vinaccia Ma per il pubblico, no? Per quel pubblico che ti ha sempre ammirato e che ti aspetta con gioia. Hai pur letto i giornali...

No Il pubblico. Gi. Ma il pubblico non solo quello che pensate voi, quello che applaude e che ti rivuole alla ribalta. Il pubblico ha anche una faccia nascosta e paurosa che pu mostrarti quando meno te l'aspetti. Io l'ho sempre sentito come una gran bestia indomabile che sa farsi amare e detestare al tempo stesso. (Pausa.)

Irina No: scusa se insisto. Non voglio assolutamente sentirti dire che lo hai fatto per me.

No Ma s ma s. Sta tranquilla. Non lo ridir pi.

Irina Perch non vero!

No Va bene. Perch non vero. L'ho fatto solo per me. (Pausa.)

Eva (Tossicchia.) Reverendo: scusi se mi permetto di ricordarle che sono quasi le tre.

Don Tino Ah s? Come passa il tempo!

Eva Non per questo, reverendo, che le ricordo l'ora.

Don Tino Eva: non mi dica che vi un neonato, una coppia di sposi o un morto che mi aspettano anche l'ultimo giorno dell'anno!

Eva Ma no! Non si ricorda, reverendo? Alle tre, cominciano le confessioni.

Don Tino Ah gi! Le confessioni. Me n'ero proprio scordato. (Si alza.)

Vinaccia Io l'ho sempre detto che sei un prete indegno.

Eva (Sobbalzando.) Gesummaria! Non affatto vero. E' il prete pi buono che si possa incontrare. Soltanto, il reverendo, e un po' distratto...

Vinaccia Brava Eva! Lo chiami distratto. Non sa che si incomincia col dimenticare le confessioni e si finisce per non pi dir messa?

Eva Gesummaria, povera me! Mi tocca sentir bestemmiare anche l'ultimo giorno dell'anno!

Don Tino (Al Vinaccia.) Tu, comunque, non ne soffriresti anche se crollasse la chiesa.

Vinaccia Dipende.

Don Tino Adesso non cercare di essere meno anticlericale di quello che sei sempre stato, solo per farmi piacere.

Vinaccia Ah no! Ti sbagli. Dicevo: dipende, se, per esempio, mi crollasse addosso, ne soffrirei.

Don Tino Sai benissimo che soffrirai di tutti i mali, tranne che di questo.

Vinaccia Io non ne sono cos sicuro. Chiss! Forse un giorno, mentre stai predicando, mi scoprirai installato nel banco di destra fra le due tedesche. Guarda: non fosse che per vedere la faccia che faresti, mi sento tentato fin d'adesso.

Don Tino Aspetta almeno a Carnevale.

Vinaccia Perch?

Don Tino Perch a Carnevale ogni scherzo vale.

(Si sente la frenata e lo sbattere degli sportelli di una macchina.)

No Si parla di Carnevale e arrivano le maschere.

Don Tino Ovverosia: Lupus in fabulas.

No (A Irina.) Sei sicura di aver spediti gli arretrati e la raccomandata nella quale dichiariamo di lasciar libera la casa entro questa sera?

Irina Sicura come di essere qui.

Vinaccia Coincidenze. Si vede che tutt'e due abbiamo i riflessi super-sviluppati. (Pausa.)

Eva Scusi reverendo... sono ormai le tre e un quarto...

No E dunque cosa diavolo vogliono ancora queste due?

(La Hobst e la Wunderli sono sulla porta, impellicciate e con due buffi cappellini.)

Fralein

Hobst e

Fralein

Wunderli (Pi o meno insieme.) Permesso? Puonciorno e puon anno a tutti questi signori.

(Tutti i presenti rispondono a soggetto. Pausa.)

Irina Accomodatevi signorine. Possiamo offrirvi una bella fetta di panettone?

Fralein

Hobst No crazie. Panettone contiene uofa. Io non posso perch soffro ti fecato.

No Se ci mandavate due righe in merito potevamo procurarcene uno senza uova.

Fralein

Hobst Oh troppo centile Herr No! Ma io tico solo per me. Fralein Wunderli atora il panettone.

Fralein

Wunderli (Sedendosi.) Fero. (Sognante.) Il panettone mi ricorta sempre la mia infanzia, Natale, i pastori, le cornamuse, la fenuta tel Ges Pampino...

No ...l'asino, il bue, tutto il presepio insomma!

Irina Ma dunque si accomodi Fralein Wunderli; non faccia complimenti. (Le serve una gran fetta di panettone.)

Fralein

Wunderli Grazie. (Mangiando a grandi bocconi.) Mm... Puono... mmm... proprio puono... mmm... eccellente panettone... mmm...

(Tutti, tranne la Hobst che si a sua volta seduta, stanno a guardarla un bel momento, stupiti per l'avidit con cui mangia.)

Vinaccia (Dandosi un pugno sullo stomaco.) Vi sembrer incredibile, ma tutto quel panettone mandato gi cos senza nemmeno un goccio d vino, sta facendo male a me per riflesso.

Irina (Riempiendo un bicchiere.) Oh mi scusi signorina! E' vero. Stavo dimenticando di offrirle da bere.

Fralein

Wunderli (Facendo segno di no e sempre a bocca piena.) Pere, no. crazie. Il mio tottore tice che, per me, il fino feleno.

Irina Nemmeno un goccio? Almeno per l'ultimo dell'anno...

Vinaccia (Prendendole il bicchiere.) Per carit Irina; non insista! Se si va dal medico per seguire alla lettera ci che dice. Altrimenti cosa ci s va a fare? Brava signorina! Resista, resista. Alla sua salute! (Beve d'un fiato.)

Fralein

Wunderli (Che ha smesso un attimo di masticare per stare a guardarlo.) Scommetto che tutto quel fino, mardato ci cos, senza nemmeno un poccone ti panettone, tra poco far cirare la resta a me, per riflesso. (E continua a mangiare.)

Don Tino Avete sentito? E' come essermi portato appresso l'orologio parlante. "Va bene Eva. Andiamo. (E non si muove.)

Eva (A Irina e No.) Vi aspettiamo per il cenone verso le otto. Va bene?

Irina Va bene Eva. Saremo puntuali.

Eva E lei Vinaccia, venga pure pi tardi, con la signora...

Vinaccia Verremo per il brindisi di mezzanotte e vi porteremo poi via Irina e No che ci faranno l'onore di passare l'ultima notte in paese a casa nostra.

No (Alle due tedesche.) Le signorine sono venute per augurarci il buon anno, immagino. (Fa alzare la Wunderli che sta ancora mangiando panettone, le stringe calorosamente la mano e fa altrettanto con la Hobst.) Tante grazie. Molto gentili e buon anno anche a loro.

Fralein

Hobst Crazie. Ma noi, feramente, erafamo fenute anche per la chiave.

Fralein

Wunderli La chiafe ta tare agli operai che topotomani cominceranno a puttar ci la casa.

No Ah gi: la chiave. Ho capito. Irina, hai tu la chiave?

Irina Ma no. L'hai sempre avuta tu.

No Gi. L'ho sempre avuta io. Ma il guaio e che non l'abbiamo mai usata e adesso, cos sui due piedi, non ricordo dove pu essere.

Fralein

Hobst Come!? Lei forrebbe tire che non ha mai chiuso a chiafe quella porta?

No Mai, che io mi ricordi.

Fralein

Wunderli Mai?! Come, nemmeno turante la notte?

No Se vi dico mai. Da quando sono arrivato in questo paese, ho perso il senso della propriet.

Fralein

Hobst Ma noi siamo fenute fin quass per tare la chiafe agli operai!

Fralein

Wunderli L'abbiamo promessa per occi alle cinque precise.

Don Tino A proposito Eva: che ore sono?

Eva Sono quasi le tre e mezza reverendo e la chiesa sar ormai piena di gente che aspetta...

Don Tino Eva: lo sa perch il mondo va cos male? Perch pi nessuno aspetta e tutti corrono dalla mattina alla sera. Li lasci quindi aspettare altrimenti non impareranno mai a fermarsi. Io volevo proporre a No di cercare la chiave con comodo e di portarmela questa sera. Mi incarico io di darla agli operai entro luned mattina. Spero che le signorine si fideranno di me.

Fralein

Wunderli Son cose che non si tiscutono nemmeno, referendo.

Fraulen

Hobst Certo, se s'incarica lei, referendo, per noi e in ortine.

Vinaccia E a me viene un'altra idea. Visto che le signorine hanno la macchina fuori, vorrebbero essere tanto gentili da aiutarci a trasportare tutta questa bella roba a casa mia?

Fraiilem

Hobst (Dando un'occhiata spaventata ai bagagli.) Ma... a tir la ferit...

Fraiilem

Wunderli Feramente noi toppiamo passare...

Vinaccia Appunto, quel che dico: dovete proprio passare davanti a casa mia. Sarebbe assurdo da parte nostra, non approfittare della vostra gentilezza. Non occorre che vi disturbiate poi a scaricare. Vero Tinozza? Fra tutt'e due sar l'affare di un attimo.

Eva Ma il reverendo.,.

Vinaccia Senta Eva. Faccia una bella cosa. Corra in chiesa. Dica che il reverendo sta dando una mano a due amici che partono definitivamente.

Eva Ma con quasi un'ora di ritardo saranno ormai tutti spazientiti...

Vinaccia E lei, l faccia cantare. Una bella cantata tutti insieme. Vedr come si calmano. Lo dice anche il proverbio: Canta che ti passa. Su, coraggio signorine e tante grazie fin da ora.

(Durante l'ultima battuta, mette il pacco dei quadri sotto il braccio della Hobst e le mette in mano una grossa valigia. Con la stessa rapidit, carica anche la Wunderli, una grossa valigia per mano. Gli altri pacchi e valigie, se li riserva per lui, don Tino ed Eva, Tutti salutano a soggetto, salvo le due tedesche che, prese cos alla sprovvista, non hanno pi reazione e vengono sospinte fuori per prime dal Vinaccia che uscir per ultimo dopo aver strizzato l'occhio a Irina e No. Sarebbe bene che questa scena venisse sottolineata da un coro mistico. Per es. una cantata di Bach.)

No (Dopo una pausa, sedendosi stancamente.) Bene. Anche questa fatta.

Irina (Anche lei si e seduta e giocherella con le briciole del panettone.) Vorrei che fosse gi luned sera.

No Io invece vorrei che il tempo si fermasse in questo preciso momento. (Lunga pausa.)

Irina No... perch l'hai fatto?

No Perch mi andava d farlo. Te l'ho gi detto. Non tocchiamo pi questo argomento.

Irina No. Tu l'hai fatto per me.

No E se fosse?

Irina (Vivamente.) Ti ho detto che non voglio.

No Senti cara: piantala. Mio padre era un esperto contabile. Ho sempre detestato la sua professione ma qualcosa mi e rimasto nel sangue di quel suo equilibrio. Ti devo dieci anni di miseria, e cosa vuoi che ti dica: a un tratto non mi va pi di lasciare il conto aperto.

Irina Ti ho seguito e amato spontaneamente e questi dieci anni di miseria, come tu li chiami, non ne sono che la conseguenza logica. Ci siamo anche sposati. Tu non mi devi proprio niente. Se e per me che fai questo ritorno, te lo ripeto: non farlo. Non voglio.

No Lo voglio io, per te. Perch mi rifiuto di credere che potendo scegliere: la villa in collina con personale, e atelier per la tua pittura, la macchina (anche modesta.), i grandi ristoranti, il successo, gli amici (anche se pochi quelli sinceri.) e, ora, il marito tornato celebre; tu preferisci questa bicocca, le entrate delle mie traduzioni e il povero mondo che ci circonda.

Irina Il povero mondo che ci circonda un mondo sano.

No Gi. Ma queste sono parole mie dettate da sentimenti miei, che tu non hai.

Irina Ora mi offendi.

No Mi spiace Irina, ma sai benissimo che sto dicendoti solo la verit.

Irina No. Tu stai facendomi il processo ai sentimenti.

No Ti ricordi quei mercanti d'arte che bazzicavano sempre per casa? Uno pi losco e viscido dell'altro. Tu li invitavi a cena e li intrattenevi per ore intere. Eri sempre allegra con loro e disinvolta come con degli amici. A me, il solo vederli mi faceva accapponar la pelle. Sentivo la loro falsit e disonest nei loro discorsi, nei loro sorrisi, nel modo d guardarmi, di stringermi la mano. ecco. Ti ho dato solo un esempio. Potrei dartene venti. Ma appunto perch tu stavi bene in quel mondo hai tanto pi merito di avermi seguito e aver vissuto in questo.

(Pausa.)

(Si sente fermarsi una macchina e scendere qualcuno.)

Irina Ancora le tedesche?

No No. Non la loro macchina.

Eleonora (Facendo capolino.) Cuc!

Faustini (Entrando.) Buon anno a tutti!

Eleonora (Abbracciando Irina.) Non una bella sorpresa?

Irina E' veramente una bella sorpresa. Come mai?

Faustini (Stringendo la mano a No.) Credevo di trovar qui tutto il quartier generale.

No Non vedi? (Indica la tavola.) Se ne sono appena andati.

Faustini Ah mio caro: gente unica al mondo! Tu sapessi quanto vi ho pensati! Hai ricevuto la mia lettera?

No S grazie. Ma non sono d'accordo per la televisione.

Faustini Vuoi scherzare? Ti ho gi fissato un appuntamento per luned pomeriggio alle quattro.

Irina Volete una fetta di panettone? Purtroppo non abbiamo pi niente altro da offrirvi. Non rimasto che tutto quanto vedete sulla tavola.

Eleonora Ma sulla tavola vi tutto quanto conta in paese: vino del Vinaccia, grappa del Vinaccia, manca solo il Vinaccia stesso.

Faustini Come sta, a proposito?

No Fino a dieci minuti fa era al suo dodicesimo brindisi della giornata e stava benone.

Faustini Sto inquadrandolo in una commedia: ne esce un personaggio che e come un dipinto!

Eleonora A proposito Irina: ti ho trovato una villa con Atelier che una favola. Vero Nino? Ti ho fissato un appuntamento per andarla a vedere marted verso mezzogiorno. Poi mi hanno telefonato quelli della Galleria. Volevano il tuo numero di telefono per contattarti subito. Ho detto che non mi avevi dato nessun ordine di rilasciarlo. E ho promesso che passeremo mercoled in giornata. Ho fatto bene?

Irina Hai fatto benissimo. Grazie.

Faustini Dunque non ci resta che andarcene, perch avrete ormai indovinato che siamo venuti a prendervi.

Eleonora Spero che ci farete l'onore di passare l'ultimo dell'anno e il Capodanno con noi. Non abbiamo riuniti che pochi amici intimi.

No Grazie ma non possibile.

Faustini Non mi dirai che conti di passare l'ultimo dell'anno fra queste quattro mura ormai spoglie come una prigione!

Irina Don Tino ed Eva ci hanno invitati questa sera e il Vinaccia ci tiene estremamente che passiamo il Capodanno da lui. Prenderemo la corriera luned mattina.

No S. E' cos. Abbiamo gi tutto stabilito. Non insistete.

Faustini Ma voi siete matti! L'abbiamo presa noi, quella corriera, ve ne ricorderete e, a parte la levataccia perch scende alle sei, si arriva pronti per farsi rimettere in sesto da un chiropratico.

Eleonora E' stato il mio viaggio pi allucinante. Mancavano solo i briganti sulla strada. Con la giornata che vi aspetta luned, non fate quel viaggio, per amor del cielo! Dateci ascolto: scendete con noi.

No No. Vi ringraziamo ma l'ultima gioia che abbiamo l'occasione di dare a quella povera gente ed e l'ultima gioia che ci verr da loro.

Irina S. La gioia reciproca di stare insieme.

(Le luci si spengono per dare il tempo di sgomberare il tavolo e tutte le sedie, tranne una che rimarr presso la stufa. Si sentir L'Inverno dalle Quattro stagioni di Vivaldi. Poi le luci si riaccenderanno. La scena e vuota ma quasi subito una chiave girer nella toppa. entra No. Apparir invecchiato e stanco. Richiuder a chiave e verr a mettersi seduto davanti alla stufa, spalle al pubblico. Passa un lungo momento mentre la musica continua. No potrebbe anche essersi addormentato: braccia ripiegate sopra la stufa e testa sulle braccia. Da fuori qualcuno tenter di aprire poi: voce di Irina.)

Irina No... No... Rispondimi... So che non puoi essere che qui... Rispondimi... (Batte con i pugni.) No... Aprimi...

No (Stancamente, alzando la testa ma senza muoversi.) No. Vattene.

Irina Guai a te sai! Butto gi la porta. Vado a chiamar gente. Aprimi subito!

No Vattene ti dico o mancherai la corriera. Vattene hai capito? Tu sei ancora in tempo. Io rimango.

Irina Se non mi apri No... (Prende la porta a calci e a pugni: e quasi la crisi isterica.) Se non mi apri, vedrai... vedrai cosa faccio... Aprimi... aprimi immediatamente... (Piange.)

No (Si alza piano, va ad aprire, richiude a chiave e l'intasca.)

Irina (Entra sconvolta e ansante, investendolo.) Sei un mostro, un incosciente, un immaturo come un bambino e un senza cuore, un egoista. Quando mi sono svegliata e non ti ho ritrovato da nessuna parte, sa solo Dio i pensieri che mi sono fatta!

No Non voglio che tu continui a sacrificarti per me. Vattene Irina, vattene. Io non posso. Non posso pi.

Irina Ma che cosa non puoi pi?

No Non posso pi tornare fra quella gente. L'ho creduto. L'ho veramente creduto per un attimo. Ma mi sono sbagliato. Non pi possibile.

Irina Ma ti rendi conto tutto il casino che provocherai?

No Non me ne importa. Ho fissato solo degli appuntamenti Non ho firmato niente. Non me ne importa

Irina Ma ti rendi conto..,

No Zitta!

(Si sentono le voci degli operai che tentano di aprire la porta.)

1 Operaio E'chiusa, naturalmente. Ma non dovevi averla tu, la chiave.

2 Operaio S, ma le due tedesche sono passate sabato per dirmi che me l'avrebbe fatta avere don Tino. E chi lo ha visto don Tino?

1 Operaio Ad ogni modo non urgente. Tanto dobbiamo cominciare dal muro di cinta.

No (Piano.) Cosa stavi dicendo?

Irina (Piano.) Stavo dicendo se ti rendi conto che... (Si ferma.) che ti voglio sempre tanto bene!

(Sul finale della battuta scoppia improvviso e assordante il gran rumore di un martello pneumatico: la scena e le quinte dovrebbero tremare. I due si abbracciano con uno slancio contemporaneo come per difendersene.)

F I N E