Fiore secco. Nobile chiusino

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Fiore Secco

Fiore Secco

nobile chiusino

Commedia brillante in due atti

Di Fulvio Barni e Maria Letizia Ceccuzzi

La vicenda

Fiore, vivace ed estroso pensionato, è convinto di avere nobili origini. Un giorno sfogliando una rivista legge un annuncio per lui molto interessante: un’associazione di ricerche araldiche si offre per fare indagini genealogiche. Scrive, e allo stesso tempo telefona, alla sede per far sapere che è interessato alla cosa. Lo stesso giorno viene visitato nella sua casa da un rappresentante della società, dove gli illustra vari fascicoli contenenti testimonianze che la sua famiglia appartiene alla nobiltà. Fiore è talmente euforico per queste notizie da non accorgersi che l’agente è lì per truffarlo.

Personaggi in ordine di apparizione:

Fiore: padre di Narciso

Lucio: figlio di Narciso e Patrizia

Olga: moglie di Fiore

Narciso: marito di Patrizia

Un venditore porta a porta

Patrizia: moglie di Narciso

Un Operaio

Un Operaio

Jenny: figlia di Narciso e Patrizia

Un muratore

Un muratore

Nella: un’amica di Olga

Titti: un giovanotto

La scena è vuota. Entra Fiore, ha in mano  un catino e uno strano congegno.

Fiore: Ora voglio vedé’ se anche qui do noia, èh ……. (posa il catino e gira tra le mani il marchingegno) Se funziona, stavolta è la volta che fò i soldi .... (s'inginocchia davanti al catino, immerge l'aggeggio e comincia a soffiare. Dopo qualche attimo entra Olga)

Olga: (urla impaurita) Fioreee ….. Fioreee …….. (lo prende per le spalle e lo tira via) Ma che sei ammattito?

Fiore: (arrabbiato si alza in piedi) Te Olga devi esse’ nata apposta per da noia a la gente, ’n c’è niente da fa’.

Olga: (disperata) Ma perché ti vòi ammazzà’, Fiore?

Fiore: (tranquillo) Ecco, lo senti? ……. Ora dimmi te se ‘un ho ragione quando ti dico che te ‘un capisci tutt’i giorni uguali.

Olga: (agitata) Ma dimmi che è successo ……. Perché t’è venuto a noia a campà’.

Fiore: (con l'atto di darle un manrovescio) A momenti se ‘un ti levi di torno, te lo fò vedé io a chi è venuto a noia a campà’ ……. Ora secondo te m’affogavo ‘n un catino con quattro diti d’acqua dentro?

Olga: (tranquillizzata) Ah, ma allora ‘un ti volevi ammazzà’?

Fiore: No! Stavo per fa’ i caz ……….mia ……. Mmmmmmmm …... Olghina per piacere va’ ‘n cucina ……...  (tra se) mi c’è venuta anche la rima ……. mi c’è venuta.

Olga: (rincuorata) Allora se ‘un ti volevi ammazzà’, dimmi almeno che facevi, dai Fiore.

Fiore: Te lo voglio dì’! Ma proprio per evità’ che tu schianti da la voglia di sapello …… (gli mostra l'attrezzo) Provavo 'sto richiamo pe' pesci che ho 'nventato io.

Olga: (arrabbiata) Un richiamo pe’ pesci? ……… domani piglio subito l’appuntamento col dottore de’ matti, èh ……. E ci vieni senza fa’ storie …… ha capito? (fa per uscire)

Fiore: Chiacchiera meno e porta via ‘l catino piuttosto, che tanto ormai ‘un ci ho più la concentrazione adatta. (Fiore prende una rivista e si siede. Entra Lucio con un libro)

Olga: (arrabbiata) Oh lillo, le cose chiedele per piacere, èh, se no ti do ‘l richiamo pe’ pesci e quello che cerchi. (Olga prende il catino ed esce. Entra Lucio)

Lucio: (con fare svogliato) Bongiorno …..

Fiore: Si, tristezza ……

Lucio: Ti girono? (Lucio si siede davanti ad un tavolo)

Fiore: Mi girono? …... Mi so’ andati ‘n centrifuga. (senza togliere lo sguardo dal giornale)

Èh Lucio, dimmi ‘n po’ ‘na cosa, ma la parola araldica, che significa di preciso?

Lucio: L'araldica è la scienza che si occupa de' titoli cavallereschi, de la nobiltà e de' stemmi gentilizi.

Fiore: Io ci ho capito quant'e prima che te lo domandassi! ... Bisogna che tu me lo spieghi meglio, sa.

Lucio: Ma io nonno ci ho da studià', èh, domall'altro ci ho un'interrogazione......

Fiore: 'Un mi dì' che t'è presa tutta 'nsieme la voglia di studià', perché tanto 'un ci credo.

Lucio: Ma proprio! Lo fò perché 'l mi' babbo m'ha minacciato ..... m'ha detto: se ritorni a casa con un altro voto brutto ti sdogo da le botte .....

Fiore: Doppo ci parlo io col tu' babbo e gli rammento di quando andava a scuola lui e che gli toccò di chiede' 'l rinvio del militare per finì' la terza media..

Fiore: Doppo ci parlo io col tu' babbo e gli rammento di quando andava a scuola lui e che gli toccò di chiede' 'l rinvio del militare per finì' la terza media..

Lucio: Ma possibile?!  A me m'ha sempre raccontato che è arrivato a un passo da la laurea.

Fiore: La laurea, si!.Forse voleva dì' a un passo da la Laura, la figliola di Gigi 'l calzolaio.

Lucio: E che c'entrerebbe 'sta Laura?

Fiore: Tanto ci prese 'na cotta di niente. Gli andava sempre dietro, dietro come un cagnolino senza arrivalla mai

Lucio: Allora po' darsi che abbia capito male io.

Fiore: E ora spieghimi che vòle dì' 'sta cosa che t'ho domandato, su.

Lucio: Ma me lo dici perché t'interessa tanto sapello?

Fiore: Ma perché ieri ho letto 'st'articolo e mi sa che io c'entro qualcosa.

Lucio: C'entri qualcosa con chi?

Fiore: Con quello che c'è scritto qui .... ascolta che dice:"ARA, Associazione Ricerche Araldiche. Volete conoscere le origini della vostra famiglia? Chiedetelo a noi e faremo per voi le dovute ricerche. Anche voi potreste appartenere alla nobiltà, ma forse ne siete all'oscuro. Inviateci il vostro nome, cognome, data di nascita e noi vi spediremo la storia, il titolo nobiliare e lo stemma del vostro casato".

Lucio: Èh, e allora? 'Un è quello che ho t'ho detto io?

Fiore: No che 'un è quello che m'ha' detto te. Te m'ha' detto de' titoli de' cavalli, de' stemmi gentili .....

Lucio: Ascoltimi bene, nonno, quelli che fanno le ricerche araldiche s'interessono di trovà' da dove proviene un certo cognome, se appartiene a famiglie nobili e, se del caso, ci hanno uno stemma gentilizio.

Fiore: Loro lo sapranno se ce l'hanno uno stemma, o 'un fanno le ricerche?

Lucio: Ma chi so' questi che ci dovrebbero avé' uno stemma?

Fiore: Volevo dì' che loro lo sapranno senz'altro se la famiglia, Del caso, ci ha lo stemma.

Lucio: Nonno, io ho detto, (sottolineando) se del caso, che vorrebbe dì', nel caso in cui appartenessero a una famiglia nobile gli cercono lo stemma gentilizio.

Fiore: 'Nsomma mi vorresti dì' che stemmi ce l'hanno le persone gentili e basta? ... Allora io 'n ce l'ho senz'altro, so' più 'gnorante d'un gatto selvatico.

Lucio: Nonno, ma allora sei duro, èh. Gentilizio 'un vòl dì' esse' gentili, vòl dì' appartené' a una certa famiglia. E in special modo a una famiglia nobile.

Fiore: E perché, secondo te io 'un potrei appartené' a una famiglia nobile?

Lucio: Ma me lo dici come fa a appartené' a una famiglia nobile uno che si chiama Fiore di nome e Secco di cognome?

Fiore: Fiore Secco! Preciso! Ma 'un ho capito, però, perché a te ti sembra tanto strano?

Lucio: Ma via nonno, i cognomi delle famiglie nobili so' altri, i Medici, tanto per fa' un esempio, gli Sforza ....

Fiore: Fermiti un attimo e rispondimi... Ha' detto Sforza, ho capito bene?

Lucio: Ha' capito bene, si, ho detto Sforza. Era una famiglia nobile che per parecchio tempo governò Milano.

Fiore: E ora dimmi che ti fa pensà' a te uno che si chiama Giovanni Sforza .

Lucio: A me 'un mi fa pensà' a niente. Mi sembra un nome e un cognome normale.

Fiore: A me 'nvece mi fa pensà' a un cittino stitico a sedè' sopra la tazza del gabinetto mentre la su' mamma gli dice: Giavanni, su, sforza e falla.

Lucio: Ma via, nonno, gli Sforza è sicuro che era una famiglia nobile, la nostra no.

Fiore: Questo lo dici te. Io 'ntanto gli scrivo e gli dico di fa' le ricerche.

Lucio: Ma almeno dimmi che è che te lo fa pensà'.

Fiore: 'Un me lo fa pensà' niente. Me lo sento giù pel filo de la schiena che so' nobile.

Lucio: Fa' come ti pare. (mentre glieli indica) Guarda, qui c'è carta e penna, mettiti a sedé' e scrive.

Fiore: Ma 'un potresti scrive' te mentre io detto?

Lucio: Ovvia, su, dimmi che devo scrive', tanto se no te mica dai pace. (Fiore si alza e passeggia per la stanza)

Fiore: Allora scrive .... cara ARA ...

Lucio: E chi sarebbe 'sta ARA?

Fiore: E che ne so chi è, c'è scritto nel giornale.

Lucio: Fammi vedé' 'sto giornale, per piacere. (Fiore lo prende e glielo mostra)

Fiore: Guarda qui ..... Secondo te che c'è scritto, un asino a buco ritto?

Lucio: Ha' ragione, c'è scritto ARA, ma è 'na sigla e sta per Associazione Ricerche Araldiche.

Fiore: Scrive, camina, che va bene come t'ho detto io.

Lucio: Ma via nonno, ora possibile che a un associazione di ricerche gli scrivi cara.

Fiore: O lillo, guarda che per fa' 'ste ricerche vogliono di spedigli un acconto di dugento euro, dimmi te se 'un è cara.

Lucio: Ho capito, ma cara si scrive a una persona che si prova affetto, mica a un'associazione.

Fiore: Te scrivici cara, che minimo vòl dì' du' cose. Primo che è vero che so' cari e secondo perché lo potrebbero piglià' per un segno d'affetto e magari mi fanno un po' di sconto.

Lucio: Va bene, famo come dici te, tanto 'l nome ci metti 'l tuo, mica 'l mio .. Continua, su.

Fiore: Cara ARA, vengo a te con questa mia per farti sapere....

Lucio: Quanto è bòno 'l cacio co' le pere .... (getta la penna sul tavolo) Mi dispiace nonno, ma io 'na lettera così 'n te la scrivo.

Fiore: E perché 'un la vòi scrive'?

Lucio: Perché appena leggono una lettera che comincia co' 'ste parole si sbudellono da le risate e io mi vergogno anche se 'n fondo c'è 'l tu' nome.

Fiore: E allora dimmi come ci scriveresti, sentiamo ... scienziato.

Lucio: Spettabile associazione ARA, ho letto con molta curiosità ......

Fiore: (alterato) Ma curioso sarai te moccicoso che 'un sei altro (fa l'atto di dargli un manrovescio) Ma senti se si pòle sentì' offende 'l nonno da 'n fregnino che ancora poccia.

Lucio: Ma chi t'offende! Volevo scrive' che ti sei fatto prende' da la curiosità quando hai letto nel giornale ......

Fiore: (fa ancora l'atto di dargli un manrovescio) Mi ridici curioso un'altra volta? ... Guarda che te lo lascio un manrovescio, èh.

Lucio: O allora forza, detta quello che ti pare, che ci scrivo quello che dici te .. Famo a la svelta.

Fiore: Quando si scrive 'na lettera, caro mio, bisogna esse' educati e gentili se no manco ti pigliono in considerazione .. (imperioso) Scrive .. Cara signora ARA ......

Lucio: E se 'nvece fosse signorina?

Fiore: Ma chi dovrebbe esse' signorina?

Lucio: 'Sta ARA che gli scrivi te.

Fiore: Ha' ragione, allora leva signora e lascici ARA e basta ...

Lucio: Fatto ………. cancellato

Fiore: Cara ARA, vorrei fa’ qualche ricerca del nonno del nonno del mi’ nonno, perché mi sa tanto che potrei esse’ nobile ……

Lucio: Nonno, fa' piano se no mica gliela fò a statti dietro èh ...

Fiore: Qualche notizia la potreste chiede' a Bistino del Sodo, che ha conosciuto 'l mi bisnonno Romeo.

Lucio: (incuriosito) 'L tu' bisnonno si chiamava Romeo? ..... E la tu' nonna come si chiamava?

Fiore: La mi’ nonna si chiamava Giulietta.

Lucio: (sorpreso) Ma mica saranno stati quelli che lui gli faceva la serenata sotto la terrazza e poi s’arrampicava su pe’ le  trecce di lei?

Fiore: Potrebbe anche esse’, ma ‘un lo so ……seguita a scrive’, su ……..

Lucio: Potresti fa’ le ricerche se ne la tu’ famiglia c’era qualcuno che sapeva sonà’ ‘l mandolino.

Fiore: Ne la mi’ famiglia, di musicisti, c’era ‘l nonno de la mi’ mamma che sonava le campane del Duomo.

Lucio: Lui ‘un po’ esse’ perché se faceva le serenate co’ le campane l’avrebbero fatto smette a zampate.

Fiore: Ora smette di dì’ le cazzate e scrive, su.

Lucio: O forza, seguita.

Fiore: Quando 'nterrogate Bistino, però, parlatigli davanti all'occhi, sottovoce e lenti, lenti, perché ha quasi cent'anni e è parecchio sordo.

Lucio: (sorpreso) Ma perché, Bistino è capace di legge’ ‘l labiale?

Fiore: E che giornale sarebbe ‘l labiale?

Lucio: Ma il labiale ‘un è un giornale, è quello che capiscono i sordi nel movimento dei labbri: così …… (Lucio parla muovendo soltanto le labbra)

Fiore: Ma se Bistino ‘un sa ne legge’ ne scrive’ ………

Lucio: Lascia sta’ nonno, su, tanto ‘un gliela fò a spiegammi con te ……….

Fiore: Ha' detto proprio bene. Se' te che 'un ti spieghi, mica io che 'n ti capisco, perché io le cose le so.

Lucio: Dimmi 'na cosa, nonno, ma perché 'ste notizie 'un le domandi direttamente da te a Bistino, così risparmi dugento euro e le famo cento per uno.

Fiore: Perché io e Bistino 'un ci si chiappa. Appena ci si vede si comincia subito a leticà'.

Lucio: (al pubblico) Per forza, s'è più 'gnorante d'una capra 'gnorante...... (al nonno) Allora perché 'un gli scrivi 'na lettera ?

Fiore: Ha’ ragione! ……. Doppo che s’è finito di scrive’ questa, si scrive anche a Bistino …………… ( ci ripensa) Èh Lucio, ma lo sai che sei parecchio tonto!

Lucio: Ma ora che t’ho fatto?

Fiore: Che t’ho detto ’n momento fa?

Lucio: Che m’hai detto? ……..

Fiore: Che Bistino ‘un sa legge’! ………. ’sicché che lettera gli scrivemo?

Lucio: Se la farà legge’ …….

Fiore: Falla finita e 'un m'interrompe più, se no che vò' sapé' tra tutt'e due che lettera tiramo fòri  ... Dove s'era arrivati?

Lucio: (legge) Quando lo 'nterrogate, però, parlatigli davanti all'occhi, sottovoce e lenti, lenti, perché Bistino ha quasi cent'anni e è parecchio sordo ...

Fiore: E se tante le volte, cercando qua e la, lo dovessevo trovà' ....

Lucio: Ma ora che ci famo anche le rime?

Fiore: T’avevo detto che ‘un mi dovevi ‘nterrompe’ ……. Scrive …….. Mandatimi anche lo stemma e fatimi sapè’ se so’ conte, oppure duca ………….

Lucio: Così festeggerò con un bel bicchiere di Sambuca.

Fiore: E se ora ‘un la smetti ti dò ‘no scapaccione che ti sotterro ‘n una buca ………..

Lucio: (scocciato) Forza, nonno, dai, finimo di scrive’ ‘sta lettera …..

Fiore: Tante cose care, un bacione e un abbraccio forte forte, da chi sempre vi pensa, vostro Fiore.

Lucio: Secco .... Io 'l cognome ce lo metterei se no a chi le fanno le ricerche.

Fiore: Si, forse è meglio, mettemocelo .. allora, vostro Fiore Secco, via delle Rose 123 Chiusi, Siena.

Lucio: E 'na bella cartolina co' la veduta del Duomo un gliela mandi?

Fiore: Fa' meno 'l coglione... Mica siamo tanto 'n confidenza da mandagli una cartolina. Semmai gliela manderò più qua, quando m' hanno risposto loro, noo.

Lucio: (mette la lettera dentro una busta e la chiude) Però, secondo me, nonno, te ‘un pòi esse’ conte ……….

Fiore: Mi! ... Ma che fai, ci rinsisti? Se ti dico che qualche cosa di nobile ce l'ho, credici, noo.

Lucio: Ma almeno dimmelo perché ti senti di esse’ nobile.

Fiore: Lo sento? L’ho visto per Dio! …… L’altro giorno mi bucai ‘sta pullera (glielo fa vedere) e vidi che 'l sangue che usciva era parecchio scuro.

Lucio: No! ……. T’è sembrato d’avé’ visto ‘l sangue blu?

Fiore: Proprio blu forse ‘un era, ma rosso scuro, senz’altro.

Lucio: Per forza, era sangue pesto.

Fiore: Chiacchiera meno e scrive l’indirizzo, camina ………

Lucio: O dettimelo che lo scrivo, forza.

Fiore: (Fiore prende il giornale e legge) Èh Lucio! Ma ‘sta ditta secondo me mica dev’esse’ italiana, ci ha ‘n indirizzo con una scrittura tanto strana ……… Ascolta bene, èh ……ARA, onalim 63 olegnatnas aiv …… Booh!

Lucio: Dammi 'sto giornale, qua, fammi vedé' a me. (Lucio si accorge che è capovolto) Nonno, i giornali si leggono dal dritto no a capo di sotto.

Fiore: Ora quanto la farai lunga perché t'è riuscito di finì' la terza media a forza di zampatoni. (Lucio scrive l'indirizzo sulla busta)

Lucio: ARA, via Sant'Angelo 36, Milano. (gli porge la busta) Tòh, valla a spedì' subito. Prima gli arriva e prima ti dicono se sei conte o duca. (Fiore fa per uscire poi ci ripensa)

Fiore: Fammi piglià’ anche ‘l numero di telefono, va’, ‘n si sa mai. (Lucio scrive e lo da al nonno) Anzi, oltre che spedigli la lettera gli telefono anche.

Lucio: Pronti ‘l numero di telefono. Serve altro?

Fiore: No, lillo e grazie dell’aiuto …………. Pensa che se io so’ nobile, un giorno te potresti esse’ minimo cavaliere.

Lucio: Si, ma 'l cavallo 'un ce l'ho.

Fiore: Ma semmai 'l cavallo te lo compro io , 'un ti preoccupà'.

Lucio: Però nonno mi devi spiegà’ ‘na cosa, ma se tante volte tu scoprissi che sei nobile, poi a che ti serve.

Fiore: A che mi serve? ……… Intanto fò stampà’ subito i biglietti da visita co’ lo stemma e la scritta: “Fiore secco, conte di Chiusi” …………

Lucio: Si! E vice re di Macciano ………. ma dai, nonno, su …….

Fiore: E poi le mando a tutti i nobili de la zona, perché quando fanno le feste devono invità’ anche me.

Lucio: Ma te non ci sai stà’ in mezzo a loro, ‘un le conosci mica i cerimoniali de la nobiltà’.

Fiore: E che sarebbero ‘ste cerimoniali che ha detto te?

Lucio: Sarebbe come ci si deve comportà’ a un pranzo, per esempio ……. oppure a una festa di beneficenza …….

Fiore: ’Namo, coglione, o come ci si deve comportà a un pranzo? ….. quando t’hanno detto qual è ‘l tu’ posto, ti metti bòno bòno a sedé’ e aspetti che ti portono la robba. Quando te l’hanno portata cominci a mangià’ ……….

Lucio: Noe, nonno, ‘un è semplice come pensi te ……. C’è da fa ‘ il baciamano a le signore, per esempio …….

Fiore: Bacià’ le mani a le signore? …… Capirai! ….. Ma io, se è ‘na bella donna la bacio dappertutto, altro che ne le mani e basta.

Lucio: O va’ a spedì’ ‘sta lettera, su, che quando ci avrai la risposta poi se ne riparla.

Fiore: (mentre esce) Vò, la spedisco e torno.

Lucio: Speriamo che questi de le ricerche araldiche ‘un gli ‘nventino niente di strano perché se no ci sarà da fa’. (dall'altra parte della stanza, fuori scena, si sente chiamare. È Olga, moglie di Fiore)

Olga: Fiore ... Fiore ....

Lucio: È uscito, nonna. È andato a 'mpostà' 'na lettera, ma torna subito. (entra Olga)

Olga: E a chi ha scritto, a la regina d'Inghilterra?

Lucio: Te ci scherzi, ma se da dove ha scritto gli rispondono che è nobile, 'l nonno ci potrebbe anche andà' di persona a trovà' la regina d'Inghilterra.

Olga: (sicura di quello che dice) Io lo dissi subito appena nato che assomigliavi tutto al tu' nonno. Ora che sei cresciuto so' proprio sicura.

Lucio: Lo sai che è vero, nonna, me lo dicono 'n tanti.

Olga: Sembrate du' gocce d'acqua .. (cattivella) Sei coglione uguale, uguale a lui …… Che sarebbe‘sta storia del nobile?

Lucio: Ma dice che l’altro giorno s’è bucato un dito e gli è sembrato d’avè’ visto ‘l colore del sangue che tendeva verso ‘l blu’ e allora ha voluto scrive’ a un’associazione per vedé’ se è nobile.

Olga: (quasi disperata) Oh, Signore gli è partito ‘n altro treno. Da quando è ‘ndato ‘n pensione ‘n ci si chiappa più niente.

Lucio: ‘Un ti preoccupà’, nonna, che questa la cosa si risolve da sola. Gli risponderanno che ‘un hanno trovato niente e tutto finisce lì.

Olga: Speriamo, perché ancora ci ho da ripigliammi di quando qualche mese fa si mise ‘n testa di ammaestrà’ le pulci.

Lucio: Tutti i cani randagi che trovava le portava ‘n casa perché diceva che erono quelli che gli davono la materia prima.

Olga: Appena mettevo i piedi fòri di casa, mi s’accodava dietro ‘na scia di cani che manco ‘na cagnetta ‘n calore ce l’aveva.

Lucio: O quando era convinto che nell’orto di casa nostra ci fosse stato ‘l petrolio?

Olga: Toh! O ‘un ne sbuchicchiò tutto l’orto per cercallo.

Lucio: Ma almeno allora ‘na cosa bòna la fece.

Olga: Questo è vero! Scoprì che la cisterna del gasolio del nostro vicino s’era bucata. (entra Narciso vestito da pescatore con canne e attrezzatura)

Narciso: (severo al figlio) Perché ‘nvece di sta’ a chiacchiere co’ la tu’ nonna ‘un ne studi?

Lucio: O che facevo secondo te?

Narciso: Tutto meno che studià’ …….. Piglia ‘l libro e va’ a legge’ ‘n camera tua, camina.

Lucio: (mentre prende il libro ) A me co’ ‘sto studio m’avete bell’e gonfiato. Ma l’avete capito o no che tanto so’ duro come ‘l travertino di Rapolano (esce)

Narciso: (minaccioso al figlio) Tanto le scuole superiori te le fò finì’ ti ci volesse fino a trent’anni ………. (rientra Lucio)

Lucio: (alla nonna) Ha’ sentito che ha detto? Testimone te, èh.  (al padre) Ora però la smetti co’ la solfa di tutt’i giorni …..Lucio studia, Lucio studia, Lucio studia ……. (mentre esce) Eeeeeeh ... per arrivà' a trent'anni ci ho 'na vita davanti. (esce)

Narciso: Ma perché ‘un mi riesce mai di sta’ zitto? Èh? …….. Se questa ‘un gliela dicevo era meglio, no?

Olga: Perché te se’ come ‘l tu’ babbo, quando date ‘l via a la bocca ‘n vi ricordate mai d’accende’ ‘l cervello.

Narciso: A proposito del babbo, dov’è?

Olga: Ha detto Lucio che andava a la posta

Narciso: Ma come, m’ha fatto preparà’ tutti l’attrezzi per andà’ a pescà’ e poi va via?

Olga: A pescà’? O questa ora come gli sarebbe venuta. Ha sempre detto che stà’ lì co’ la canna ‘n mano gli sembra d’aspettà’ la morte.

Narciso: O che ti devo dì’, ieri m’ha detto: èh Narciso, tanto domani se’ libero, perché ‘n si va a pescà’?

Olga: (sospettosa) ‘Spetta che forse ho capito perché voleva andà’ a pescà’.

Narciso: O dillo anche a me, su, che così ci vò preparato.

Olga: Dianzi, mentre ero di là, sento un gorgoglio strano. Che è, che ‘un è, vengo di qua a vedé’.

Narciso: E che era successo?

Olga: Era ‘l tu’ babbo, ‘n ginocchioni davanti a ‘n catino e col capo dentro l’acqua.

Narciso: ‘Un mi dì’ che si voleva ammazzà’, èh,  perché ‘un ci credo ……… ‘l babbo ci farà morì’ da la passione  tutti avanti a lui.

Olga: Ma proprio! M’ha detto che provava un richiamo pe’ pesci che aveva ‘nventato lui.

Narciso: Io boh! ‘L mi’ babbo è ‘n po’ di tempo che una ne fa e cento ne studia.

Olga: (mentre esce) Tanto che l’aspetti, appena arriva digli che lo voglio.

Narciso: (Sul mobile ci sono tre raccoglitori per i punti che si trovano sulle scatole dei prodotti) Tanto che aspetto lo sai che fò, attacco 'n po' di bollini nell'albumi. (si siede e comincia ad attaccare i bollini) Dunque vediamo .. questi so' tre punti dei dadi da brodo ... E vanno in questo qui .... questi so' du' punti de' pomodori pelati e vanno ... in quest'altro ... (tira fuori qualcosa dalla tasca) Questi, ‘nvece, so’ i punti del benzinaio e vanno in questo qui ………… E questa che è? ……….. Ah! Questa è la multa che ho preso ieri e è meglio che la rimetta ‘n tasca perché se la vede la mi’ moglie dal coglione mi ci rimpaglia. (suonano alla porta) Chi è?

Venditore: (da fuori scena) Un amico!

Narciso: Amico di chi? Mio o de la mi' moglie? (nessuno risponde) Amico mio 'un po' esse' perché se no m'avrebbe detto 'l nome, e se 'nvece fosse amico de la mi' moglie 'un lo direbbe se no chiapperebbe subito 'na scarica di botte .. però ho gia capito chi potrebbe esse', è uno che viene a cercà' di vende' qualcosa o a fa' perde tempo ... (si alza e va ad aprire) Comunque aprimogli lo stesso .. campà' devono campà' anche loro, poracci .. S'accomodi .. che voleva? (entrano in scena. L'ospite ha con se una valigetta e una borsa)

Venditore: (mentre gli da la mano) Russo Felice, molto lieto.

Narciso: Beato lei! A me quando russo la mi' moglie m'arriva certe gomitate ne le costole da levammi 'l respiro.

Venditore: (con aria mesta) Simpatica battuta, ma, purtroppo per me, mi chiamo proprio Russo Felice.

Narciso: E scommetto che fa il venditore di materassi ....... Sarebbe ganzo.

Venditore: No, no, faccio rilevazioni statistiche.

Narciso: Comunque ‘un se la prenda, perché anch’io mi chiamo in un modo un po’ strano.

Venditore: (sorridente e più sollevato) Ah, si? E come si chiama?

Narciso: Mi chiamo Narciso Secco.

Venditore: Che di mestiere non fa il giardiniere, spero.

Narciso: No, ma ci ho un negozio di fiori.

Venditore: (sorpreso) E come gli è venuto 'n mente di aprire un negozio di fiori con un nome così.

Narciso: Ma mica so' stato io a aprillo, èh. È stato 'l mi' pòro nonno.

Venditore: E suo nonno come si chiamava?

Narciso: Si chiamava Pino ....

Venditore: Secco anche lui!

Narciso: Ah, secco, si! Sarà pesato centoventi chili.

Venditore: Secco di cognome, volevo dire ...

Narciso: Certo! Se mi chiamo Secco io e lui era 'l mi' nonno ..

Venditore: Le stavo per dire che io mi occupo di rilevazioni statistiche e sono qui perché volevo sottoporle un questionario.

Narciso: Venga subito al sodo e mi dica a che serve e quanto costa, così ‘un si sta a perde’ perde tempo nessun di due.

Venditore: (ridendo) Ma che vuole che costi un questionario ...

Narciso: A me mi sa che ‘un c’è niente da ride’ …… per vende’ la robba dite tutti che costa poco, poi, doppo che s’è firmato ‘l contratto, t’arrivono ‘na sfilzata di tratte da pagà’.

Venditore: (tira fuori dalla borsa alcuni fogli) Signor Narciso, un questionario non è altro che una serie di domande alle quali deve rispondere, sempre se lei è d'accordo, se no può benissimo rifiutarsi.

Narciso: Dunque …… (enumerando con le dita) Primo, voglio sapè' di che domande si tratta perché io ho studiato poco ..

Venditore: Stia tranquillo che non c’è bisogno di essere laureati per rispondere alle domande che le farò.

Narciso: Secondo, anche se le ‘ndovinassi qualcuna, prima mi deve dì’ a che vi servono e che premio vinco.

Venditore: Guardi che non si tratta di domande di storia o di geografia, sono domande personali che a noi servono per una certa indagine …….. e, purtroppo, non si vince niente.

Narciso: O via, allora cominciamo subito che poi ci ho da finì’ d’attaccà’ ‘n po’ di bollini nell’albumi, su.

Venditore: Si sente rilassato?

Narciso: Se ‘un si da da fa’ tra poco dormo.

Venditore: Prima domanda: pensa che Dio fece bene a creare le donne?

Narciso: Fece bene si! Fu Adamo che sbagliò a spendici poco. Che voleva che gli dasse ’l Padreterno pe’ ‘na costola sola, anche un billo?.

Venditore: Che rapporti ha con le donne?

Narciso: Io ce le vorrei avé’ tanti, ma tanti, tanti che lei ‘un s’immagina manco tanti quanti.

Venditore: Ma ce li ha o no questi rapporti?

Narciso: E ce le vorrei avé’ con tante, tante, ma la questione è che ‘un mi danno retta ……. Di grazia che ogni morte di Papa mi riesce a convince’ la mi’ moglie.

Venditore: Non mi sono spiegato. Volevo dire quali tipi di rapporti ha con loro durante il giorno.

Narciso: Ma è scemo oppure ci fa? .... Ma che so' 'l toro di Pilella? Se gli ho detto che mi capita ogni tanto, ora che fa, mi domanda quante volte lo fò al giorno?

Venditore: Io mi riferivo ad un altro tipo di rapporto ………….

Narciso: Gli potrei raccontà’ com’ho fatto a fregà’ tempo fa la mi’ moglie ………

Venditore: Sentiamo …….

Narciso: Siccome ogni volta che gli chiedo qualcosa a letto lei mi dice sempre che ci ha ‘l mal di testa …..

Venditore: (sconsolato) Purtroppo per noi, le mogli usano spesso questa scusa ………..

Narciso: Allora mi so’ presentato con un bicchiere d’acqua e un cachè ….. L’ho svegliata e gli ho detto: Patrizina, t’ho portato ’l cachè pel mal di testa …….. E lei mi fa: ma io mica ce l’ho ‘l mal di testa ……  Bene, gli fò io, allora stasera ‘un sento rombe, e so’ ‘nfilato giù pel letto ……..

Venditore: Non è neanche questo il tipo di rapporto a cui mi riferivo ……. intendevo una cosa molto più semplice.

Narciso: Ah, forse ho capito, lei si riferisce al metodo Clinton _ Lewinski …… no, no, io so’ pe’ le cose normali ……...

Venditore: Ma no ……. Non mi sono spiegato neanche questa volta……. Passiamo ad un’altra domanda. Secondo lei la biancheria intima che indossa una donna può renderla più attraente o no?

Narciso: Lei vòle dì’ da gnuda?

Venditore: Certamente no! Se è nuda vuol dire che non indossa niente. Mi riferisco quando veste quei bellissimi capi tutti veli e pizzi (ammiccante) che coprono, ma allo stesso tempo lasciano intravedere ……. E quindi immaginare …….

Narciso: Senta, io ‘un so che digli perché ‘un l’ho mai visti. La mi’ moglie a letto ci viene sempre mezza vestita perché è freddolosa. D’inverno, poi, gli ci vòle più a vestissi per venì’ al letto che a spoglisi, sicché …….

Venditore: (apre la valigia) Le voglio far vedere che capi bellissimi ho con me. Tutta roba di prima qualità proveniente dall’Oriente. (tira fuori alcuni capi) Guardi, osservi con attenzione …… Guardi che bella vestaglia ….

Narciso: Vedo, vedo, mica so’ guercio ……..

Venditore: Si tolga questa roba di dosso che gliela faccio provare, su.

Narciso: (imbarazzato) Ma no, ma lasci stà’, su. Tanto mica la devo mette’io ………...

Venditore: Certo che non la deve indossare lei, però può fare un bel regalo a sua moglie.

Narciso: Sie! Che la mi’ moglie mette ‘ste cose. Se gli porto ‘na cosa così c’è caso che m’infama.

Venditore: (con tono ammiccante) E se invece portandole un regalo così bello stasera fosse una di quelle sere che gli capitano ogni morte di Papa?

Narciso: (scatta interessato) Ma quanto costa? Parecchio?

Venditore: Per lei, proprio perché è il primo cliente della giornata …. duecento euro …..

Narciso: Ascolti, venditore di vestaglie, costì. Da’ mi’ amici ho sentito dì’ che verso Perugia, se uno vòle, con cinquanta euro, si va, si fa, e si torna. Faccia ’n po’ du’ conti … (il venditore si toglie la giacca, indossa la vestaglia e pavoneggiandosi si muove per la stanza)

Venditore: Guardi …….. Guardi che seta, che finiture ha questo capo …….. (entra Olga)

Olga: (mentre attraversa la stanza) Èh Narciso, me lo spieghi che amicizie frequenti ora?

Narciso: Ma che ha’ capito, mamma. ‘Sto signore è qui per vende’, èh …….

Olga: Ah, e ci spendi anche i soldi? Bellino, si, proprio bellino.

Narciso: (arrabbiato) Senta, si levi ‘sta cosa di dosso, rimetta dentro tutt’i su’ barattoli e si cavi di torno …….. rausse.

Venditore: Guardi che mutandine, guardi che reggiseno, guardi che reggicalze sexi. Si tolga gli abiti, su, e le indossi vedrà che effetto le faranno. Stasera, sua moglie, non avrà occhi che per lei.

Narciso: Se mi presento vestito così, la mi’ moglie manco ‘n camera mi fa entrà’, altro che discorsi.

Venditore: Ma non deve indossarli lei, santo Dio, deve regalarli a sua moglie.

Narciso: O qua, su, mi dia ‘sta robba …. accident’a lei e a chi ce l’ha portato. Doppo però si leva subito di torno, èh? (esce. Intanto suonano alla porta) (da fuori scena) Vada a vedé’ chi è. Gli dica che arrivo subito. (è Fiore)

Venditore: Buongiorno, si accomodi, desidera? (Fiore entra, si ferma sulla porta e scruta in giro)

Fiore: Scusi, èh, ma mi sa tanto che ho sbagliato portone …….... Io so’ l’inquilino del piano di sopra ……… oppure di quello di sotto,  ancora ’un so’ sicuro …….

Venditore: (ridendo) Non si ricorda più nemmeno dove abita? …….. Andiamo bene!

Fiore: Ma lo sa che dovrebbe esse’ successo? …… Mentre salivo le scale pensavo, e allora, distratto, mi devo esse’ fermato prima ……… o dopo, boh ……. Arrivederci. (Fiore esce)

Venditore: Non è successo nulla, stia tranquillo, arrivederci. (squilla il cellulare, si siede al tavolo e risponde) Pronto? Ah, Stefano, sei tu, dimmi pure … si … si …. si … ho capito. Una persona ha telefonato perché vuole fare ricerche araldiche …. Dammi l’indirizzo che ora ci penso io a spennarlo come un pollo (scrive) Signor Fiore Secco, via delle Rose 123, Chiusi, Siena …. Benissimo, perché mi trovo proprio a Chiusi ……. Ciao, poi ti faccio sapere …... a più tardi. (suonano alla porta. Va ad aprire. È Fiore) Desidera? (Fiore entra prima del venditore)

Fiore: Io ‘n desidero niente, Voglio entrà’ a casa mia e basta.

Venditore: Ma questa non è casa sua, lo ha detto lei poco fa.

Fiore: Me lo ricordo bene, ma manco quella di sopra e quella di sotto erono, e allora so’ ritornato qui perché mi so’ detto: Èh Fiore, dev’esse’ per forza una di ‘ste tre ….. Ora so’ sicuro che è questa.

Venditore: Almeno mi dica chi è che lo annuncio al signor Narciso.

Fiore: Perché, Narciso dov’è?

Venditore: È andato a cambiarsi.

Fiore: Ah, gia, perché si doveva andà’ a pescà’ ………….. Io so’ Fiore Secco, ‘l babbo di Narciso, e questa è casa mia.

Venditore: Va bene, me lo ha gia detto ……. Intanto che aspetta vuole mettersi seduto? (Fiore si siede)  ………. (il venditore con sorpresa ci ripensa) Ha detto di chiamarsi Fiore Secco?

Fiore: Fiore Secco, si. Però ‘un la pigli con me se mi chiamo così, èh, perché io ‘un c’entro niente. (il venditore prende il cellulare, si mette in disparte e parla al telefono. Nel frattempo entra Narciso vestito con i capi di biancheria intima. Fiore si alza e fa per andare via)

Fiore: Ho risbagliato casa ‘n’ altra volta, via. Figuriti se questa po’ esse’ casa mia. (fa per uscire)

Narciso: Babbo! (Fiore si ferma e si gira)

Fiore: (incazzatissimo) Babbo a chi? ….. (va verso di lui e fa l'atto di colpirlo) Oh te, cosino, guarda d’ ‘un offende, èh,  perché te lo dò davero un picchio nel naso.

Narciso: Babbo, ma so’ io, so’ Narciso.

Fiore: Te saresti Narciso? (lo scruta attentamente) ….. Si, forse si, un po’ gli assomigli …... E perché ti saresti conciato così? (entra Olga)

Olga: Ah, s’andà’ bene, ora ci s’è vestito anche lui da donna …….. Fiore, digli qualcosa anche te, che mi sa che a questo gli ha dato di balta ‘l cervello.

Narciso: Ma mamma, volevo fa’ un regalo a la Patrizia ………

Olga: Èh si, gli fai proprio un bel regalo ….. si, si. A me mi sa che da qui ‘n avanti (rimarcando le parole) se ha bisogno di qualcosa,  gli tocca andallo a cercà' da 'n'altra parte. (Olga esce)

Fiore: (con fare paterno) ‘Scoltimi, Narcisino, ma perché ha’ cambiato bottega e ‘un ti servi più ‘n quella dove ti sei servito fino a ieri?

Narciso: Babbo, via, per piacere, ti dico che l’ho provati perché volevo fa’ un regalo a la Patrizia …………

Fiore: Ma se proprio volevi provà’ qualcosa di nòvo, ‘n ti potevi fa’ ‘no spinello …………. O magari ‘na sniffatina piccina, piccina, come fanno tanti ……….

Narciso: Babbo! Ora mi fai arrabbià’ sul serio, èh ……… (entra Patrizia dalla porta esterna con le borse della spesa. Vede Narciso. Lo osserva attentamente)

Patrizia: (a Fiore, con tono di disprezzo) Sbaglio o questo dovrebbe esse' 'l tu' figliolo?

Fiore: Si che ti sbagli! Questo ‘un è ‘l mi figliolo, questo è Narciso, ‘l tu’ marito …..

Narciso: (si rivolge al venditore) Èh venditore di mutande,venga ‘n po’ qua ……..

Venditore: (al telefono) Ciao …. Ciao ….. ora ti devo salutare … (a Narciso) Mi dica ……

Narciso: (con tono severo) Spieghi ‘n po’ per bene a la mi’ moglie e al mi’ babbo perché mi so’ vestito cosi.

Venditore: Sono stato io signora ad insistere perché provasse quei capi. L’intenzione di suo marito era quella di regalarle almeno un coordinato.

Patrizia: (va verso Narciso e lo abbraccia) Narcisino! Sei l’uomo più caro, più bravo, più affascinante che io abbia mai conosciuto …… grazie, grazie ….. Non me lo sarei mai aspettato da te.

Venditore: (solerte e premuroso) Venga, signora, venga a vedere ……. (sottovoce) approfitti della generosità di suo marito. (Patrizia va a guardare da vicino i capi d'abbigliamento)

Narciso: (al pubblico) Ora sta’ a vedé’ quanto mi viene a costà ‘sta sveltina di niente che forse mi toccherà stasera, èh.

Fiore: Èh Narciso, io so’ pronto. Quando hai finito di fa’ ‘l coglione si potrebbe anche andà’ a pesca’.

Narciso: Oh babbo, ma almeno ‘l tempo di cambiammi me lo vorrai da o no?

Fiore: Sie, forse è meglio se ti cambi perché se vieni a pescà’ così ti pigliono per uno (facendogli il verso con il braccio) che chiappa l’anguille …… T’aspetto giù fòri …… (Fiore esce)

Narciso: (a Fiore) Arrivo subito. (alla moglie mentre si toglie la vestaglia) O Patrizina, però guarda d’un ne spende’ ‘n capitale, èh ………...

Patrizia: (risentita) Senti Narciso, èh, doppo che ci siamo sposati ’un m’hai più fatto un regalo serio, ormai ha’ speso la parola e approfitto!

Narciso: (mentre esce) Speriamo che ’ste soldi che mi fa spende’ siono un investimento, ma mi sa tanto che ’l risultato sarà quello che mi riuscirà a strappà’ stasera e basta.

Venditore: Arrivederla signor Narciso e tante grazie per aver risposto alle domande del nostro sondaggio.

Narciso: ‘L sondaggio, si! Semmai mi deve ringrazià’ perché ci so’ cascato come ‘n coglione ………. Arrivederci …………

Venditore: Scelga con attenzione signora, come vede non ha che l’imbarazzo della scelta.

Patrizia: (al venditore) Ma ‘un mi potrebbe consiglià’ qualcosa lei che è esperto?

Venditore: Il mio consiglio signora è di comperare tutta la collezione, (con tono adulatore)avrà così un’ampia scelta e ogni sera potrà presentarsi  diversa a suo marito, in tutta la sua sfolgorante bellezza.

Patrizia: Lei dice bene, ma chi sa quanto costa tutta la collezione.

Venditore: Una sciocchezza signora! …… Una vera sciocchezza …..Se pensa al valore che hanno in se questi capi dovrebbero costare almeno cinquemila euro, ed invece saranno suoi soltanto al misero prezzo di mille.

Patrizia: E chi l’ha persi mille euro? Narciso mica mi ce le spende tutti ‘ste soldi ……..

Venditore: Ma potrà pagarli in dodici comode rate da 90 euro ….. (ruffiano) Lo faccia quest’affare, signora, dia retta a me. La sua bellezza lo merita.

Patrizia: (civetta) Dice davero? ……… Ma anche a rate so’ parecchi soldi lo stesso ….

Venditore: Guardi, (tira fuori un depilatore) proprio perché lei è simpatica, oltre che bella, le voglio fare un regalo. L’ultimo ritrovato per la depilazione femminile.

Patrizia: Ovvia, giù, m’ha convinta. Però mi dovrebbe fa’ un bel pacco regalo così quando torna Narciso gli farà una bòna impressione e ‘un si metterà a discute’.

Venditore: Ma certo signora (tira fuori dalla borsa alcuni fogli di carta da regali),guardi, ho giusto con me della bellissima carta. (suonano alla porta)

Patrizia: Scusi un attimo, èh ……. Chi è?

1° Operaio: Gli s’è riportato l’aspirapolvere che aveva portato a riparà’ …………

Patrizia: Ah, si …. Un momento e arrivo subito ……. (al venditore) leia fa’ il pacco  si può mette’ dietro a quel separè. S’appoggia sopra al tavolino che così ’un gli dà noia nessuno.

Venditore: (mentre prende i suoi bagagli) Va benissimo. Tanto faccio una cosa veloce …… Ah, prima di chiuderlo però volevo farle vedere come funziona il depilatore.

Patrizia: Intanto cominci che poi vengo e me lo spiega (Patrizia va ad aprire la porta) Venite ……… entrate. (entrano due operai che hanno in mano l'aspirapolvere e alcuni pezzi smontati) Ma me lo riportate tutto smontato così? Io 'n so' mica capace di rimontallo, èh.

2° Operaio: (con tono ammiccante) Allora vorrà di che ci penseremo noi a montà’. (mettono i pezzi sopra al tavolo e incominciano a montarli)

Venditore: Signora, ne avrà per molto? Prima di metterlo definitivamente dentro le volevo almeno far vedere come si infila l’accessorio grande.

Patrizia: Arrivo subito ……. (va dal venditore)

1° Operaio: Èh Beppe, ma secondo te di che accessorio parla.

2° Operaio: O che ne so! …. così a tonfo mi viene ’n mente quello che ha pensato te.

Venditore: Allora, guardi come faccio io ……… lo prende da qui, lo mette dritto davanti alla sua fessura e spinge giù forte …… brava …. Così …..

Patrizia: Ma è facilissimo! …… Se devo esse’ sincera, quando ha detto che sopra al prezzo mi dava anche questo, ho pensato che ’un mi sarebbe riuscito a fallo funzionà’.

1° Operaio: Èh Gino, a me mi sa che questa fa la furba. ‘Un sa come funziona ……. saranno più di vent’anni che è sposata. (Patrizia ritorna dagli operai)

Patrizia: Come va? Tribbolate?

2° Operaio: Più che tribbolà’ qui si suda ………. A ghiaccio …..

Patrizia: Infatti, ‘un mi sembra che  ci sia tanto caldo.

1° Operaio: Ma quando si lavora nel laboratorio l’ambiente è più tranquillo.

Venditore: Venga signora che le faccio vedere anche come lo deve tenere perché lo abbia sempre nella giusta posizione ……. (Patrizia ritorna dal venditore)

2° Operaio: Èh Beppe,  ma questo ‘un sarà mica un istruttore di Capra Sucra?

1° Operaio: E che sarebbe ‘l Capra Sucra?

2° Operaio: Ma ‘un so que’ corsi dove t’insegnono le posizioni dell’amore.

1° Operaio: Prima di tutto quello che ha detto te si chiama Kama Sutra e poi che glielo viene a fa qui a casa ‘l corso?

Venditore: Per prima cosa lo prende delicatamente dalla punta e poi con movimenti lenti ma decisi lo passa in tutti i punti che vuole.

Patrizia: Ho capito! Lo prendo da qui, lo stringo forte ……..

Venditore: Ahi …. Ahi …… ma così signora mi fa male. Mi ha preso a contrasto un lembo di pelle …..

Patrizia: Uh, scusi tanto, ma mi so’ lasciata piglià’ da la foga di provallo ….

2° Operaio: Ma te ci credi?

1° Operaio: Ma di che ci devo crede?

2° Operaio: Che ‘un l’ha mai provato?

1° Operaio: Ma forse parlava di quello che ci ha pe’ le mani ora.

2° Operaio: Forse si, ha’ ragione te.

Patrizia: E gia che c’è, perché ’un mi fa vedé’ tutte le posizioni possibili …...

Venditore: Ah, ma ce ne sono un’infinità …….. c’è questa ….…. oppure questa …………. O addirittura così, inclinato in avanti, che forse è la migliore ……..

Patrizia: (come euforica) Oh, si … si …… ah, si, questa, questa …… ha ragione lei …….. questa è la posizione migliore …..

1° Operaio: (fa per andare) Èh Beppe, io ‘n gliela fò più, ora vò la anch’io ………..

2° Operaio: (lo blocca) ‘Sta bòno, coglione. Semmai doppo che ha fatto lui , noo?

1° Operaio: A me m’è capitato di lavorà ne le case mentre c’era la musica a tutto busso, mentre  i cittini belavono ……. ma di assiste a ‘na faccenda così ….. mai.

2° Operaio: (lo blocca mentre tende l'orecchio. Poi sottovoce) Zitto ‘n po’ … (un attimo di silenzio)

1° Operaio: (sottovoce anche lui) Che c’è? ……….. che ha sentito?

2° Operaio: Si so’ zittati ……….. forse hanno fatto ……. (ricominciano a montare i pezzi)

Venditore: Ecco a lei signora, il pacco è pronto. E mi raccomando, ne faccia buon uso.

Patrizia: ‘Un dubiti, seguirò i suoi consigli …………... Ah …. e mi dica ‘na cosa, se dovessi avé’ bisogno di uno di quest’aggeggi più piccini, che fò, prima levo quello più grosso oppure  c’entrono tutt’e due ‘nsieme?

1° Operaio: (a voce alta) Uno per volta! ……. Esagerata! (Patrizia esce)

Patrizia: Diceva a me? ………… Scusi ma ‘un ho sentito bene.

2° Operaio: No, no, diceva a me che volevo ‘nfilà’ per forza tutt’e due ‘ste cosi ne lo stesso buco.

Venditore: (mentre le tende la mano) Signora la saluto …... e non si faccia scrupoli. Se dovesse avere ancora bisogno di me, mi chiami …….. Il pacco gliel’ho lasciato sopra al tavolo.

Patrizia: (mentre lo accompagna alla porta) Grazie infinite …….. è stato proprio un piacere …… (sdolcinata) lei ha veramente della bella roba …….

1° Operaio: Ma che ce l’ha smontabile?

2° Operaio: Ma di che chiacchieri.

1° Operaio: Ha detto che ‘l pacco glielo lasciava sopra al tavolino …………

2° Operaio: Ma di che ti meravigli ormai ……. con tutt’i mezzi che ci so’ oggi.

1° Operaio: Ho capito, ma che ti ci mettono ‘na chiusura lampo se lo vòi smontà’?

2° Operaio: Ma chiacchiera meno che tanto ‘un capisci niente ……. (Patrizia rientra)

Patrizia: Ci avete parecchio ancora? Perché dovrei uscì’.

1° Operaio: Si poteva avé’ finito da ‘n bel pezzo, ma con que’ la musica nell’orecchi si lavora male.

Patrizia: Ma quale musica, eppure l’aradio è spento ………

2° Operaio: Ma, no, è passato uno con camioncino che vendeva la frutta che ci aveva la musica a tutto busso.

Patrizia: Ma io ‘un ho mica sentito niente ………

1° Operaio: (al pubblico) Per forza, era ‘impegnata co’ le posizioni …………

2° Operaio: (mentre si sventola con il fazzoletto) A senti que’ discorsi mi pigliava un caldo …….ma un caldo ……..

1° Operaio: Capirà che a mette tutti ‘st’aggeggi dentro ‘ste buchi piccini ‘un è da tutti …..

Patrizia: Si vede che voi siete poco esperti perché il signore che è andato via lo metteva e lo ricavava in un attimo, così, come se niente fosse.

2° Operaio: Spesso e volentieri capita anche a noi ……

1° Operaio: Più volentieri che spesso ……... ma comunque ‘un ci lamentamo che qualche boccone ogni tanto si mangia anche noi.

2° Operaio: Ovvia, ecco montato l’aspirapolvere, signora. Ora se lo pòle passà’ ‘n do’ vòle.

Patrizia: Grazie, e dite al principale che più tardi passo a pagà’, èh.

1° Operaio: Però, gli volevo dì’ che se avesse bisogno di sapé’ come lo deve chiappà’.

2° Operaio: Oppure quale è ‘l verso giusto per mettelo dentro,

1° Operaio: Ci chiami! ….. Noi siamo sempre a disposizione.

2° Operaio: (indicando il collega) Lui un po’ meno, ma io , ‘un ho problemi.

Patrizia: Ma di che parlate? Io ‘un ho mica capito, èh.

1° Operaio: Ma del tubo dell’aspirapolvere, noo, o di che vòle che si parli ……

2° Operaio: (ammiccante) Scommetto che lei ha pensato subito a que’ la cosina che faceva là dietro con quel signore?

Patrizia: Ah, ora ho capito …… (convinta)  No, no, quella mel’ha ‘nsegnata bene e ormai ho capito come si fa.

1° Operaio: Comunque, se tante volte si dovesse scordà’ di come si fa …….

2° Operaio: Ci chiami pure, che si sa fa’ anche noi quello che faceva lui la dietro, èh (indicando il separè).

1° Operaio: E tutt’insieme gli si da ‘na ripassatina ……. Arrivederci signora. (escono).

Patrizia: Arrivederci ………. (titubante) Io ‘un ho mica capito che volevano dì’ con tutti que’ discorsi ……… Ah! Forse ci so’. Volevano dì’ che se ne ‘ntendono anche loro di depilatori ……… per forza, le riparono. (fa per uscire e sulla porta s'incontra con la figlia)

Jenny: (tutta allegra ed euforica) Mamma, finalmente ci ho una bella notizia per te e pel babbo.

Patrizia: Veloce, però, èh, perché ci ho da uscì’…... tanto sarà senz’altro ‘na strullata come sempre….. su, forza, sentiamo …….

Jenny: (con enfasi) Mamma, mi so’ fidanzata ……………..

Patrizia: ‘N’altra volta? …….. Lo sapevo che ‘un poteva esse’ ‘na cosa seria, via.

Jenny: Ma è vero, ti dico ……….. ‘stavolta è ‘na cosa seria per davero.

Patrizia: Senti Jennina, avrai cambiato cento fidanzati. ‘Sta volta ’un ci credo manco se mi paghi. (fa per uscire poi si ferma)

Jenny: ‘Sta volta è la volta bòna, mamma ……. Ho trovato davero l’ anima gemella.

Patrizia: Ci fosse stato uno che t’andava bene ……… Quello no, perché era brutto, quest’altro no perché era bello, quello no perché era alto, quest’altro no perché era basso …… E deciditi ‘na bòna volta.

Jenny: (con naturalezza) Ormai è deciso, mamma ……….... Si sta gia ‘n casa ‘insieme ………….. Lo vòi sapé’ come si chiama? (entra Olga)

Patrizia: (mentre esce) Me lo dici doppo, ‘ntanto dillo a la tu’ nonna.

Jenny: (le corre incontro) Nonna …… nonna ……... mi so’ fidanzata!

Olga: (anche la nonna è contentissima) Brava, la mi’ cittina ……... So’ proprio contenta …… Come tutte l’altre volte, del resto. (si siede nel divano)

Jenny: (disinvolta) Ci ho pensato parecchio prima di digli di si, ma poi alla fine ho ceduto.

Olga: Praticamente questo l’hai fatto tribbolà’ ‘n po’ più?

Jenny: Perché ‘un ero tanto sicura se fallo o no ‘sto passo.

Olga: O lilla, su ‘st’argomento ‘un è che ci avevi da ‘mparà’ a caminà’, èh. N’ha’ fatti di passi …...

Jenny: Certo! Ma questa ‘un era ‘na decisione da pigliassi così …….. all’allegra.

Olga: Almeno ti sei assicurata che sia una brava persona?

Jenny: Ma che dici nonna, la conosco da tanto tempo ormai.

Olga: E com’è, alta bassa, magra, robustella …….

Jenny: Perché, secondo te l’aspetto è importante?

Olga: No, no,  dicevo così per dì’ ……… eppure lo sai quanto so’ curiosa.

Jenny: L’importante è che è una persona che mi fa girà’ la testa e ogni volta che la vedo mi piglia sempre un tuffo al cuore.

Olga: Allora vòl dì’ che gli vòi bene per davero ……...E io la conosco?

Jenny: Penso di no. L’ho conosciuta all’università’. E ’un è nemmeno italiana, è francese.

Olga: E che gli fa lilla se è francese ……. Quando c’è l’amore c’è tutto, e poi chi è, è.

Jenny: So’ proprio contenta, nonna che mi dici così …… Al giorno d’oggi ‘un è facile trovà’ gente d’una cert’età co’ ‘na mentalità aperta come la tua ……… (la nonna s'intirizzisce e sbianca in volto)

Olga: (con voce tremolante) Jenny …….. Jenny ……….. me lo dici come si chiama ‘l tu’ fidanzato?

Jenny: (rassicurante) Nonna, sta’ tranquilla che ci ha un nome normale …. si chiama Nicole. Ti piace?

Olga: (sempre bloccata) Nicole … Èh, certo ….. Nicole …. (come cosa ovvia) È francese…

Jenny: E tu sentissi come cucina! Tutt’i giorni mi fa’ assaggià’ qualche specialità de la su’ zona.

Olga: (è come assente) Se ‘un mi sbaglio, Nicole, in italiano, sarebbe Nicola, vero?

Jenny: Brava nonna! Nicola, preciso! …..

Olga: (al pubblico) Chissà perché ma m’era venuto pensato a un nome da donna.

Jenny: Co’ la differenza che noi Nicola s’adopra più pe’ maschi, invece in Francia l’adoprono più pe’ le femmine.

Olga: (sospettosa) E com’è che ‘l su’ babbo e la su’ mamma gli hanno messo un nome da femmina?

Jenny: O che discorsi fai, nonna, gli hanno messo un nome da donna, perché Nicole è una femmina

Olga: (s'intirizzisce come un baccalà e parla come fosse in trance) Ah ……… Ah ……… Ah ………. Femmina …….. Francese ………. Nicole ………..

Jenny: (spaventata si avvicina alla nonna) Nonna …….. che hai? …….. ti senti male?

Olga: (sussulta ancora) Ah ……… Ah ……… Ah ………. Femmina …….. Francese ………. Nicole ………..

Jenny: Oddio …… nonna ……… (urla) aiutooooo …… chi c’è ‘n casa? ……… Babbo, mamma, nonno,  Lucio ……… correte che la nonna si sente male ………. (entra Lucio di corsa)

Lucio: Si pòle sapé’ che è successo? ….. Che c’è stata ‘na rapina? …… ‘na strage?

Jenny: Fa’ meno lo scemo, ‘un lo vedi che la nonna si sente male?

Lucio: (si avvicina alla nonna preoccupato) Che ti senti nonna? Si deve chiamà’ ‘l dottore?

Olga: (con voce strozzata) La tu’ sorella s’è fidanzata …….

Lucio: (si allontana per nulla preoccupato) Capirai che novità! …….. e c’è bisogno di fa’ ‘ste scene perché Jenny s’è fidanzata ‘n’altra volta?

Olga: No ……. ma fatti dì’ con chi s’è fidanzata? ….. diglielo Jenny, su …… digli perbenino con chi ti sei fidanzata.

Jenny: Con Nicole ……. E allora? …...‘un capisco perché uno si deve sentì’ male perché mi so’ fidanzata.

Lucio: (prova a ricordare) Nicole ……. Nicole ……. ’un mi sembra di conosce’ nessuno co’ ‘sto nome ……. mica è di qui?

Jenny: No, è francese, ci siamo conosciuti all’università.

Lucio: Ripigliti, nonna, che tanto anche ‘sta volta sarà come tutte quell’altre volte. Tempo ‘n paio di mesi al massimo è tutto finito.

Olga: Ho capito, lillo, ma ‘sto ragazzo che pensi te, ‘un è un ragazzo ……

Lucio: (con tono di severo rimprovero) Lascia sta’ l’òmini sposati, èh, eppure lo sai che la mamma e ‘l babbo ‘un vogliono …….

Jenny: Te ti devi fa’ semplicemente l’affari tua.

Lucio: E ‘nvece no, perché io so’ ‘l tu’ fratello.

Olga: (facendo segno di avvicinarsi) Smettela, Lucio ….  vieni qua, piuttosto, che ti dico ‘na cosa. (Lucio si avvicina e la nonna gli parla vicino ad un orecchio) La tu’ sorella s’è fidanzata co’ ‘na ragazza ………. però fa’ finta che ‘un t’ho detto niente …….. Ha’ capito?

Lucio: Ho capito, si, mica so’ scemo! (a Jenny con fare disinvolto) Allora ti saresti fidanzata co’ ‘na ragazza, èh? (la nonna fa gestacci di disapprovazione)

Jenny: (stizzita) Preciso! Perché, c’è qualcosa che ‘un ti va bene?

Lucio: A me mi va bene tutto, tanto ci devi sta’ te ‘insieme , mica io ………

Jenny: Appunto!

Lucio: Però se fossi te ’un lo farei perché a sentì’ quello che dicono ‘n giro, le donne so’  parecchio noiose e tanto cacaca ……… (la nonna lo interrompe)

Olga: (arrabbiata) Lucio, ritorna qua …… (Lucio si avvicina) Secondo me sei scemo. Dimmi che t’avevo detto.

Lucio: Ma mica gli ho detto che me l’hai detto te, èh!

Olga: Capirai, chi vòi che te l’abbia detto che ancora lei ‘un ha parlato con nessuno di ‘sta cosa.

Lucio: Ma ora mica la vorrai piglià’ con me se s’è fidanzata co’ ‘na donna, èh.

Olga: Certo che te ’un ci hai colpa …... ma almeno digli qualcosa …… fagli ‘na lupata …..

Lucio: (alla nonna) Ma che gli devo dì’ che tanto ‘un capisce manco a chiamalla ……..

Olga: Ma almeno qualcosa ……...

Lucio: (a Jenny con tono di rimprovero) Qualcosa …… (alla nonna) Va bene così o so’ stato troppo esagerato?

Olga: (di schianto) No, se’ stato scemo come ’l tu’ solito …..

Jenny: Però mi meraviglio di te, nonna, pochi attimi fa m’ha’ detto che l’importante era che fosse stata ‘na brava persona ……... poi, chi era, era …….

Olga: È vero lilla, l’ho detto, ma io mi riferivo a una persona normale ………..

Jenny: (arrabbiata) Che vorresti dì’, che Nicole ‘un è una persona normale?

Olga: ’Un è di fòri!  Doppo che ci avrò chiachierato te lo so dì’ …….. Ma comunque ‘un è normale che ‘na donna si fidanzi co’ ‘n’altra donna.

Jenny: Per te ‘un sarà normale, per me si.

Olga: (spassionata) Io pagherei per sapé’ chi t’ha messo nel capo ‘sta cosa.

Lucio: (alla nonna) Ma di quale cosa chiacchieri?

Olga: (a Lucio) Te lo dico sempre che sei scemo o no?

Lucio: Sempre!

Olga: Allora sei scusato! ……… (alza il tono della voce) Ma di che chiacchiererò se finora si parlava de la tu’ sorella che s’è fidanzata co’ ‘na donna.

Lucio: Ma guarda che sei buffa, èh …  Secondo te uno deve capì’ per forza e al primo colpo.

Olga: (con commiserazione) No, lillo, no …. Per forza ‘un viene manco l’aceto …. (alza ancora il tono)‘l guaio è che te ’un capisci mai ……… ha’ capito?

Lucio: (urla) Ho capito!

Olga: (con il gesto di allontanarlo) Leviti, camina, che ‘un è possibile!  (a Jenny) Dunque, di che si diceva che ‘un mi ricordo più?

Lucio: O ‘n si parlava di lei che s’è fidanzata …..

Olga: Ah, gia ……. (a Jenny) Io pagherei per sapé’ chi t’ha messo nel capo ‘sta cosa.

Lucio: Guarda nonna che questo gliel’hai già domandato.

Olga: Ah, si? E  lei che m’ha risposto?

Lucio: Niente, perché l’ho ‘interrotta io.

Olga: (a Lucio) Allora ho ragione o no a ditti che ‘un capisci niente?

Lucio: Si! …. anzi ….. volevo dì’ no.

Olga: Lo vedi che ‘un te la cavi neanche co’ le domande a bruciapelo ……….

Lucio: Ma se mi fai l’imboscate quando ‘un me l’aspetto …….

Olga: (a Jenny) Ti volevo dì’, lilla, che anch’io da giovane ho cambiato parecchi fidanzati, ma gira che ti rigira a la fine so’ cascata sul tu’ nonno.

Jenny: Ma che ci ho colpa io se a me l’òmini ‘un mi piacciono più?

Olga: (fissa Lucio) Da ‘na parte ti potrei anche da’ ragione. Ci so’ certi òmini ‘n giro …..

Lucio: ‘Un guarda’ me, èh, che io ‘un ci ho colpa davero ……..

Olga: E ‘nvece si! Parecchia la colpa è de’ torsi come te se tante donne ‘un s’innamorono più dell’òmini …….

Lucio: (mentre esce)  È meglio se torno a studià’, via, mi sa che guadagno di più.

Olga: Si, forse è meglio. Se non altro ‘un chiappi più del coglione  ……… Allora, che si diceva, lilla?

Jenny: (scocciata) O che si diceva, nonna ….. a me mi sa che ’un sei mica tanto ‘interessata all’argomento ……...

Olga: Ha’ ragione, Jenny, perché a la fine di tutto, poi, m’importa poco de’ gusti che ci hai te. A me m’interessa solo che tu stia bene e che sia felice.

Jenny: (l'abbraccia) Grazie, nonna. Te ‘un te l’immagini nemmeno quanto mi fai contenta.

Olga: Piuttosto ti so’ nel cuore per quando lo dirai al tu’ babbo, o peggio ancora al tu’ nonno.

Jenny: Guarderò di cavammela. Però promettimi che mi darai ‘na mano anche te.

Olga: Va bene, te lo prometto ……….... Però, se devo esse’ sincera mi dispiace, e manco poco, sapè’ che ‘un potrò mai diventà’ bisnonna.

Jenny: Ma che dici, nonna, o ‘un c’è il mi’ fratello!

Olga: E capirai che razza viene fòri ……. Specialmente se si sposasse co’ una brutta ……...

secondo atto

Suonano alla porta. Patrizia va ad aprire. Sono due muratori. Hanno con se gli attrezzi.

Patrizia: (attraversando la scena) Arrivo subito ……… chi è?

Alberto: Siamo Alberto e Angiolino, signora, siamo venuti a attappagli quel buco.

Patrizia: (entrano) Venite, venite. Tanto stamani è la mattinata de’ buchi. Prima di voi ci so’ stati altri, ma quelli mi sa che ‘un so’ tanto bravi perché ‘hanno tribolato parecchio.

Alberto: (convinto) Noi ‘un si tribbola, stia tranquilla. ‘N do’ si passa noi, ‘un ci so’ buchi che rimangono vòti.

Patrizia: Però guardate che più che un buco io direi più che è una tana.

Angiolino: Quello che è, è. Ce la faccia vede’ che poi gli si sa dì’ qualcosa.

Patrizia: Anzi, è senz’altro ‘na tana e parecchio grossa, poi.

Alberto: Lei ce la faccia vedé’ lo stesso che tanto siamo ‘n due e bene o male guarderemo di cavaccela.

Patrizia: Vi dispiace aspettà’ qui du’ minuti che ‘ntanto scanso ‘n po’ di robba ?

Angiolino: (fanno per andare) Ma si viene a aiutagli anche noi signora . Ci mancherebbe.

Patrizia: No, no, per carità che è tutta robba delicata e ‘un vorrei si rompesse. È meglio che faccia da me. (mentre esce) 'Ntanto che aspettate, se volete beve ‘un fate complimenti, sopra al mobile ci so’ i liquori e i bicchieri.

Alberto: (mentre si siede) Angiolino, guarda che robba c’è da beve, forza, fa qualcosa di utile.

Angiolino: O lillo, io ‘l mio lo fò, èh, te piuttosto che vòi sempre la pappa pronta.

Alberto: Co’ la differenza, però, che io so’ ‘l capo e te l’operaio e se ’un ti bastasse io so’ ‘l muratore e te ‘l manovale. (Angiolino va a vedere)

Angiolino: Dunque senti: ci sarebbe ‘l cognacche ……….

Alberto: Ma per carità, ’l cognacche brucia budelli, guarda di qualcos’altro ……..

Angiolino: Ci sarebbe l’ amaro Montenegro………...

Alberto: Ma proprio! Ma ‘un l’ha’ visti tutt’i giorni ‘n televisione? A forza di portà’ ‘n qua e là quel vaso co’ l’aereo m’hanno fatto du’ pallucche che ’un ci ho dove tenelle.

Angiolino: Allora ti va ’na sambuchina co’ la moschina?

Alberto: Si! Vada pe’ la sambuchina co’ la moschina. (Angiolino versa da bere)

Angiolino: Ma la moschina però mi sa che mica c’è. L’ho detto troppo a la svelta.

Alberto: Guardici per bene che c’è ….. Possibile ora che tengono la sambuca senza mosche.

Angiolino: Senti, qui sopra ‘un c’è niente, ‘l caffè lo terranno da ’n’altra parte ……

Alberto: (deciso) A me la sambuca senza mosca‘un mi piace.

Angiolino: O lillo, di sopra, ’n do’ si lavora ho visto che ci so’ i bucaioni, t’andà’ a piglià’ uno di quelli? ………

Alberto: Ma esse’ meno schifoso, per piacere ………

Angiolino: (gli porge da bere) Tòh, chiappa qui e beve ….. Sofisticato ….. (si siede)

Alberto: (dopo bevuto) E come disse quel riccio quando scese da sopra ‘na spazzola, la vita è sempre piena di sorprese …….

Angiolino: Ma ora che c’entrerebbe ‘sto discorso?

Alberto: C’entra, eccome. (come fosse arrabbiato) Ma che si tiene ‘n casa la Sambuca senza tenecci vicino i chicchi del caffè?

Angiolino: Ho capito, ma ora mica vorremo fa’ un scandalo nazionale perché ‘un ci so’ i chicchi del caffè?

Alberto: No, no, chiudemola qui! ……… Èh Angiolino, mica me lo faresti ‘n piacere?

Angiolino: (irritato) ‘Un mi ridì’ d’andà’ a riguardà de’ chicchi del caffè perché ti do ‘n tonfo ne’ denti, èh.

Alberto: Ma proprio! Passimi quel cartoccio che c’è dentro la paiola che ‘ntanto fò colazione.  Mi sa che qui la signora s’attarda.

Angiolino: (soppesandolo) Oh che t’ha dato la tu’ moglie per colazione, un sasso?

Alberto: Dammi qua e fatti l’affari tua. (apre il cartoccio e dentro c'è una scarpa)

Angiolino: Che è cotta al buglione o a la brace?

Alberto: ‘Sta zitto coglione. Ora possibile che mangio le scarpe cotte a colazione?

Angiolino: O te, che ‘un è ‘na bistecca si vede bene, èh ……...

Alberto: Devo avé’ sbagliato cartoccio, questo è quello che avevo preparato per portallo al calzolaio ……….

Angiolino: E ‘nvece gli hai portato la colazione …… poro torso …….

Alberto: Dammi ‘n pezzo de la tua, forza, tanto te meno mangi e meglio è.

Angiolino: Ma che ti dò. Eppure lo sai che io la colazione 'un la porto mai. (suonano)

Alberto: Signora, hanno sonato ……….. (con tono più alto) signora …….. hanno sonato.

Angiolino: (urlando) Signora …...sònono a la porta ……. 

Alberto: Vacci te a aprì’, camina, che la signora mi sa che ’un sente ………..

Angiolino: Ma che so’ ‘l padrone di casa? ……. Vacci te se ci vòi andà’ ………

Alberto: (mentre va ad aprire) Ma me lo dici perché ti porto dietro? Le mosche pe’ la sambuca ‘un le trovi, la colazione ‘un la porti, la porta ‘un la vòi aprì’ ………. Chi è?

Nella: (da fuori scena) So’ la Nella, c’è l’Olga?

Angiolino: No, l’Olga ‘un c’è. Ci so’ io, ti fò lo stesso? …. (entra Alberto seguito da Nella)

Nella: ‘Un c’è per davero l’Olga ?

Alberto: Te la vedi qui ‘n giro?

Nella: (da un'occhiata) Mi sembra di ‘un vedella.

Angiolino: Allora vòle dì’ che ‘un c’è. Ci vòle tanto a capillo?

Nella: Perché ‘n potrebbe esse’ ‘n quell’altre stanze?

Alberto: Se c’era ti s’era detto, noo? …….. Forza Nella, dicci che se’ venuta a fa’, che tanto quando arrivi ne le case te vòl dì’ che c’è ‘na disgrazia ‘n giro.

Angiolino: Racconticelo a la svelta e poi va’ via che noi ci sa da lavorà’, su ……..

Nella: ‘Nfatti vi vedo come lavorate …….

Alberto: (a Nella) ‘Sta volta chi è morto, sentiamo ……………

Nella: Per ora nessuno perché ancora ‘un si sa se è morto.

Angiolino: Ma è uno che deve morì’ per ora, oppure lo cercono per ammazzallo?

Nella: (sottovoce) ‘Un trovono più Fiore. Dice che era a pescà’ con Narciso e a ‘n certo punto è cascato da la barca.

Alberto: (sorpreso) Ma chi Fiore? ……. Fiore Secco? ……. Quello che sta di casa qui?

Nella: Proprio lui! ……. Ero venuta per fa’ le condoglianze all’Olga.

Angiolino: Ma che condoglianze gli vòi fa’ se ha’ detto che ancora ‘un sanno se è morto perché ‘un lo trovono.

Alberto: Te eri venuta ma a sentì’ se c’erono notizie fresche ………. Comunque pòi andà’ perché qui ‘n sa niente nessuno, credici.

Angiolino: Du’ minuti fa s’è parlato co’ la su’ nòra e a noi ‘un ci ha detto niente.

Nella: Allora vorrà dì’ che tornerò più tardi ……. (a disgrazia) Tanto vedrai ….. che se è cascato nell’acqua ……  la fine è quella …….

Alberto: Ma che fai? Gufi? …… (la spinge fuori) Ma va a fa’ ‘na girata per piacere, va’, su.

Nella: (con tono di disgrazia mentre esce) E anche voi, state attenti quando salite su pe’ la scala, che è tanto pericoloso. (i due si girano e si toccano)

Angiolino: (urla) Ci vòi andà’ via per piacere …….

Nella: Le disgrazie capitono anche senza andalle a cercà’ ……. (mentre esce si sente un grande rumore di cose che cadono)

Alberto: (sorpreso) Oh che è tutto ‘sto scarabussolio? …………

Angiolino: Mica sarà cascata la signora?……… (Nella rientra)

Nella: ‘Ndate a vedé che è successo ……. Tante le volte si fosse fatto male qualcuno. (esce)

Alberto: Senz’altro! … Quando arrivi te è meglio se uno si mette fermo e bòno da ‘na parte.

Angiolino: E tanto ‘un giova lo stesso perché c’è caso che ti casca qualcosa nel capo …….

Alberto: Angiolino, ‘namo ’n pò a vedé’ se la signora si fosse fatta male davero. (vanno verso la porta dalla quale è uscita Patrizia. Lei entra zoppicante)

Angiolino: (allarmato) Signora, che è successo, s’è fatta male? (Patrizia va a sedersi)

Alberto: Stava meglio prima, vero?

Patrizia: (dolorante) Avevo bell’e fatto e scendevo da la scala ……… devo avé’ messo male un piede e ’un ci ho trovato lo scalino …. Mi fa ‘n po’ male la caviglia ma ‘un è niente.

Angiolino: (rivolto ad Alberto) È stato l’effetto Nella, ’n c’è niente da fa. Porta più male lei di quando si sente cantà’ la civetta.

Patrizia: Se volete potete andà’, èh, perché ho spostato tutto ………

Alberto: Va bene signora …….. (i due fanno per uscire) E se ha bisogno ci chiami, 'un faccia complimenti.

Patrizia: Avete bevuto?

Angiolino: Certo! La Sambuca …… pensi che lui da quanto gli è piaciuta ci ha mangiato ‘na scarpa.

Alberto: Sta’ zitto scemo e fatti le tua.

Patrizia: Vi dispiace se ’un v’accompagno? Tanto ’l buco lo trovate da voi.

Alberto: Più o meno s’è capito dov’è, ma, certo, se ce lo faceva vedé lei noi s’era più contenti.

Patrizia: Oh ‘namo, su. (tenta di alzarsi dal divano) Aiutatemi però, m’avesse a cède’ la caviglia. (uno per parte l'aiutano ad alzarsi)

Narciso: (da fuori scena con tono alto e agitato) Patrizia …… Patrizia …….ci sei?

Patrizia: Si so’ qui Narciso …... Che vòi?

Narciso: (entra) Patrizia, è successa ‘na disgrazia.

Patrizia: Ma si pòle sapé perché urli così, che t’hanno aizzato i cani?

Narciso: Zittiti Patrizina, che‘un è ‘l momento di scherzà’ ……. E questi perché ti tengono.

Patrizia: So’ du’ muratori. M’aiutono a caminà’ perché mi so’ fatta male a un piede.

Angiolino: Comunque noi col piede ‘un ci s’entra niente, èh …….

Alberto: Noi s’era venuti per attappà’ un buco a la signora.

Narciso: A attappà’ un buco? ……… (alla moglie) che tipo di buco?

Patrizia: Ma so’ quelli che lavorono di sopra che per guastà’ ‘l pavimento hanno sfondato di sotto ……….. ‘un mi dì’ che ‘un lo sapevi, èh.

Narciso: Ah, si, è vero, ora me lo ricordo ………

Patrizia: (ai muratori) Andate da soli, via, fatemi ’sto piacere.

Angiolino: (aiutano Patrizia a rimettersi seduta) Tranquilla signora. Ci si pensa noi.

Alberto: E come ho detto prima, se ci fosse bisogno di noi ci chiami. ’Un faccia complimenti. (i muratori escono)

Patrizia: Ma perché sei agitato così, che è successo?

Narciso: ‘Un si ritrova ‘l mi’ babbo ……….

Patrizia: (con naturalezza) Telefona a “Chi l’ha visto”!

Narciso: Fa’ meno la spiritosa che ‘un è ‘l momento.

Patrizia: O capirai, fosse la prima volta che ‘un si trova. Qualche volta è uscito di casa la mattina e è tornato a notte ………. e spesso che aveva sbevucchiato ……..

Narciso: Patrizia, ‘un so se te lo ricordi, ma io e ‘l mi’ babbo s’era a pescà’ ‘nsieme, èh.

Patrizia: Ma mica mi vorrai fa crede’ che è andato via a piedi da la barca e te ‘un ti sei accorto, èh?

Narciso: (mimando l'atto) Stava a ciondoloni ne la sponda de la barca perché voleva provà’ ‘l richiamo pe’ pesci che aveva ‘nventato, no………

Patrizia: (contenta) E funziona? Guarda che se funziona e lo brevetta ci sarebbe da fa’ soldi, èh.

Narciso: Patrizia, per piacere, mi fai parlà’ o no?

Patrizia: Parla …... parla che t’ascolto …….

Narciso: Gli avrò detto mille volte:  guarda babbo che vai a finì’ nel lago ……. Un paio di volte l’ho anche richiappato pel giubbotto ……..

Patrizia: (disinvolta) Allora ho bell’e capito com’è andata a finì’: a la fine è capoficcato ‘n acqua e è affogato.

Narciso: A me mi sembri scema! ….. ma ‘na cosa così’ si dice con tutta ‘sta disinvoltura?

Patrizia: (cambia tono, ma solo per compiacere il marito diventa apprensiva) Narcisino, ’un mi fa’ ’sta ’n pensiero ……. Mica sarà affogato?

Narciso: Potrebbe esse’, ma ancora ‘un si sa!

Patrizia: Ora, però, se’ te che sembri scemo, èh …….. che vorrebbe dì’, ‘un si sa.

Narciso: Vorrebbe di che ‘un si ritrova e ‘un si po’ sapé’se è affogato o no.

Patrizia: Quanto tempo fa è  è successo?

Narciso: Ma ……. (guarda l'orologio)  Più o meno un’ora fa.

Patrizia: (spicciativa) Allora è affogato senz’altro, ‘l record sott’acqua senza bombole è al massimo quattro minuti.

Narciso: Ecco, lo vedi te come fai a la svelta ……. Per te è bell’e morto.

Patrizia: Scusa Narciso, èh, io potrei capì’ se ‘l tu babbo si fosse perso da un’ora nel bosco, ma dato che s’è perso da ‘n ora sott’acqua, minimo è affogato.

Narciso: Forse ha’ ragione te, a questo ‘un ci avevo pensato ……..

Patrizia: Però, se ‘un mi sbaglio, ‘l tu’ babbo sa notà’.

Narciso: Sa notà’ e bene.

Patrizia: (tranquilla) E allora aspetterei a preoccupammi.

Narciso: Ho chiesto subito aiuto e so’ corsi ‘n tanti, ma guarda di qua, guarda di là ‘un c’è stato verso di ritrovallo.

Patrizia: (con tono accusatorio) E te che eri lì’ perché ‘un ti sei tuffato per aiutallo? …… Perché sei sempre ‘l solito fifone, vero?

Narciso: Prima cosa è sparito subito e ‘un l’ho visto più, seconda cosa, la più ’mportante, te  lo sai bene che io ‘un so’ notà’, èh.

Patrizia: Necessità fa virtù, caro mio ……... Ti tuffavi e così ‘mparavi anche te.

Narciso: E se ‘vece affogavo?

Patrizia: Voleva dì’ che ‘un avevi ‘mparato a notà’! ……….. tanto semplice.

Narciso: Oh ragazzi! Lei le fa tutte facili. Per lei ‘un è mai grigio, o è bianco o è nero.

Patrizia: ‘Nsomma, senza che stai a falla tanto lunga, me lo dici che ti dovrei fa’?

Narciso: O Patrizina, io ‘un mi ci so’ mai ritrovato ne ‘ste cose, ma penso che bisognerebbe preparà un posto dove mettelo per quando lo riportono.

Patrizia: Ma perché ‘un si porta direttamente in chiesa?

Narciso: Te ha’ ragione, ma ho paura che la mi mamma ‘un sarà contenta.

Patrizia: E allora mettemolo qui che è la stanza più grande.

Narciso: Ma come qui, che lo mettemo a sedé nel divano?

Patrizia: Fa meno ‘l coglione …….. ci monteremo quel lettino che ci s’ha di là nel ripostiglio, noo ……

Narciso: (concitato) Ovvia, però damosi da fa che da un momento all’altro potrebbe arrivà’.

Patrizia: Ma chi è che dovrebbe arrivà?

Narciso: Ma come chi? ‘l mi’ babbo, noo.

Patrizia: Allora ‘un è morto?

Narciso: Ma come ‘un è morto, è morto si …….. Anzi, no, ancora ‘un si sa di preciso, te l’ho detto un minuto fa …...

Patrizia: Però calma, èh. ‘Un si famo piglià’ da le frette che tanto se è morto ormai ‘un gli scappa più niente.

Narciso: Senti Patrizina, però pensici te a ‘sta cosa che io devo riandà’giù perché se lo ritrovono devo fa’ ‘l riconoscimento.

Patrizia: Ma perché te lo fanno sceglie’?

Narciso: (arrabbiato) Fammi andà’ via che è meglio, va, se no stamani mi comprometto sul serio (esce).

Patrizia: Va’, va’, che mi fò aiutà da que’ muratori …….. So’ tanto bravi ……. (sdolcinata) Muratoriiii …….. Muratoriiii ……

Alberto: (da fuori scena) Chiamava noi signora?

Patrizia: Mica me la dareste ‘na mano per favore. (i due si fiondano dentro)

Angiolino: A disposizione!

Alberto: Ci dica di che si tratta.

Patrizia: Siccome da un momento all’altro dovrebbero portà’ ‘l mi’ sòcero che forse potrebbe esse’ morto, mica me la dareste ‘na mano a montà’ un letto per metticelo sopra.

Angiolino: (ad Alberto) Allora quello che ha detto la Nella è vero?

Alberto: Sembra di si!

Angiolino: (alla signora) Allora, da dove si famo?

Patrizia: Ne la stanzina accanto a dove lavorate voi c’è un lettino smontato, lo portate qua per piacere?

Alberto: Scusi tanto signora, ma la posso dì’ la mia?

Patrizia: Dica, dica ….. Dica pure ………

Alberto: Ma se ancora ‘un è morto del tutto, perché mentre finisce di fa’ la faccenda‘un lo mette nel divano?

Patrizia: Ha proprio ragione! Anche perché dispettoso com’è che vòle sapé’ se e quando morirà ……. (entra, agitata, Jenny)

Jenny: Mamma, m’hanno detto de la disgrazia del nonno ………

Patrizia: Oddio, disgrazia ….. Bèh …….. Per lui forse, si ……...

Jenny: Ma perché a te ‘un ti dispiace?

Patrizia: Mi dispiace si, che c’entra, ma se devo esse’ sincera, mi dispiaceva di più se succedeva a me. (entra Olga, disperata e piangente si getta nel divano)

Olga: (urla disperata e piangente) Voglio morì' anch'io ...... Dov'è 'l mi' Fiore che voglio andà' da lui ... (Patrizia e Jenny vanno a consolarla. Entra Lucio)

Alberto: Mi sa che mica gli conviene, signora, ancora potrebbe esse’ sott’acqua …….

Olga: (normale) Allora no, per Dio, che ’un mi mòvo da’ dolori all’ossi …….

Angiolino: Ma ci stai zitto, scemo, ma che so’ cose che si dicono ne ‘ste momenti?.

Alberto: Ma cercavo di sdrammatizzà’. (Olga continua a lamentarsi)

Lucio: (alla mamma) Ma si pòle sapé che è successo? Che sarebbero tutti ‘ste berci?

Patrizia: Di preciso ‘un si sa, ma ‘l tu’ nonno Fiore potrebbe esse’ affogato.

Lucio: Nell’acqua?

Patrizia: No, per aria ……...

Lucio: Ma se la cosa ‘un è sicura, c’è bisogno di comincià’ a piange un giorno avanti?

Patrizia: Però se fosse vero andrebbe fatta e quando è fatta è fatta e ’n ci si pensa più.

Olga: (piangente) Fiorellino dell’Olga tua, ‘n do’ sei?

Lucio: Ma ‘ndo vò che sia se dicono che potrebbe esse’ affogato?

Olga: (a Lucio, normale) Ma ci se’ venuto o t’hanno chiamato? ……. Va’ a studià’, camina, che se no bocci anche quest’anno.

Lucio: (bizzoso) E ‘nvece no! Voglio sta’ qui e piango anch’io.

Olga: (normale) E allora piange, ma sta’ zitto che tanto come apri bocca dici  cazzate.

(piangente) ‘L mi’ Fiore ‘un ce l’ho più ……….

Jenny: Su, nonna, ‘un ci fa così, calmiti ………..

Olga: (piangente) Perché mi devo calmà' .... Io voglio andà dietro a lui ... (normale) Quando l’hanno ripescato, però, èh ……..

Patrizia: Su, Olga, pensa che a quest’ora potrebbe esse’ ‘n paradiso …..

Olga: (piangente) Perché ... perché proprio a lui .. era tanto bravo e tanto bòno 'l mi' Fiore ... (normale a Patrizia) Ridimmi ‘n po’ che ha’ detto che ‘un ho capito bene?

Patrizia: Ho detto, pensa che a quest’ora potrebbe esse’ ‘n paradiso …..

Olga: Sie, ‘n paradiso! ……. Mica ce lo vogliono ‘n paraculo ’n quel modo ….. (piangente) Pòro 'l mi' Fiorino ... Piccinino 'l mi' Fiorino ....

Angiolino: Ma su, signora, ‘un si disperi …….. E poi, finché ‘un lo ritrovono ‘un è mica detto che sia morto.

Olga: (incazzata) Èh ci mancherebbe altro che ’un fosse morto, doppo che ha messo ’n subbuglio tutto ’l paese ……….. (entra Nella)

Nella: Ho trovato aperto e allora so’ entrata. (si precipita da Olga) Olghina, che gran disgrazia …..

Olga: (normale) Perché, che è successo? È morto qualcuno? Io ‘n so niente.

Nella: (con naturalezza) No …… che io sappia, no! ……..  Dicevo del tu’ Fiore ……

Olga: Ah, gia …….. (piangente) gli volevo tanto bene ……….. ma glielo volevo tanto, tanto ……. (normale a Nella) I primi anni che ci siamo sposati, però, èh, doppo un po’ meno perché mi faceva sempre ‘ncazzà’………

Nella: (con tono triste) Ti ricordi da ragazza quanti giri facevi per vedé’ se lo ‘ncontravi?

Olga: (piangente) Sta’ zitta Nellina …… sta’ zitta …...

Nella: E ‘nvece lui  era dentro al bar a giocà’ a carte co’ l’amici ……..

Olga: (piangente) Sta’ zitta Nellina …… sta’ zitta …… (incazzata) M’avesse mai pagato ‘n gelato, ‘sta calìa ……………. (disperata) Voglio morì’ anch’io ………..

Patrizia: (alterata) Si, però magari più qua, èh,  .... Prima sistemamo questa di faccenda.

Olga: (piangente) Perché ….. Perché ‘l padreterno ‘un ha preso me ‘nvece di lui ……..

 

Jenny: Èh, nonna,  purtroppo queste so’ cose che ‘un si possono sceglie’ ……. Magari se si potesse sceglie’.

Olga: O sciorna, io dicevo per finta, èh …….. Ho fatto tanto per dì’ qualcosa ……

Nella: Quando du’ persone si so’ volute bene pe’ ‘na vita è meglio che ‘l Padreterno le porti via tutt’e due ‘insieme ………

Olga: (fa il gesto con le braccia) Ma io ti vò nel ……..  Te pensa per te, pensa …….

Angiolino: Almeno speriamo che ‘un abbia sofferto ………..

Olga: Ha sofferto ……… ha sofferto, so’ sicura che ha sofferto …….

Alberto: Ma no, signora, stia tranquilla, secondo me manco s’è accorto di quello che gli succedeva.

Olga: (piangente) S’è accorto, s’è accorto …… con tutta quell’acqua …….. (normale) Se fosse stato vino ‘n c’erono problemi, asciugava ‘l lago…… (piangente) Che gran disgrazia...

Nella: Mi ricordo quando Fiore ti portava a spasso ‘n campagna ne la canna de la bicicletta ………… Te te lo ricordi Olga?

Olga: (alterata) Me lo ricorderò, che dici! Doppo ci avevo le chiappe gonfie pe’ ‘na settimana …… (piangente) ‘Un doveva morì’ lui ….. Dovevo morì’ io …….

Jenny: O calmiti ‘n pochinino nonna, su, se no te mica ci arrivi viva per quando riportono ’l nonno ……

Olga: (normale) Ma perché, pensi che staranno parecchio? ……… (a Patrizia) Oh, ‘un cominciamo èh, che a le nove c’è Beautifull e io ‘un ci so’ per nessuno …. Chi c’è ,c’è

Nella: Senti Olga, s’hanno a dì’ du’ preghierine tanto ci siamo?

Olga: (piangente) Si, si, gli facessero almeno per mandallo ‘n purgatorio …….. (normale) Ma tanto so’ sicura che ’un lo pigliono manco lì!

Nella: Oh attacca Olga, su, che noi ti si viene dietro …….

Olga: No, no, attacca te Nella che s’è più svelta ……….. (tra se)  Mica vorremo sta’ qui tutta la notte, per Dio, èh.

Nella: (tutti gli altri pregano con lei) Padre nostro, che sei nei cieli, Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra ……………….. (gli altri vanno avanti sottovoce con la preghiera)

Olga: (Piangente) Quant’era bravo ‘l mi Fiore, m’ha sempre fatto fa’ tutto quello che volevo  ……… (normale) Meno che mette’ ‘l rossetto e fa’ la permanente …….. ‘sto cretino …….. che a me ‘nvece mi piaceva tanto …… (disperata) Voglio morì’ anch’io ………..

Alberto: (ad Angiolino con la stessa nenia della preghiera) Ma perché noi ‘un si va a finì’ ‘l nostro lavoro ‘nvece di ‘sta qui a perde’ tempo ………….

Angiolino: (come Alberto) Perché si farebbe ‘na figura cacina …. Ormai siamo a ballà’ e ballamo …..

Alberto: A me mi si sarebbero bell’e gonfiati …………

Angiolino: A chi lo dici, io ‘un ci ho più ‘n do’ tenelli ………. (finiscono la preghiera)

Olga: ’L mi’ Fiore ‘un lo rivedo più ….. No, no ….. ‘un ci posso crede’ ……..

Patrizia: (con la stessa nenia della preghiera) Jenny, va’ ‘n cucina a accende’ ’l gas dell’acqua de la pasta …….. Qualcosa bisognerà mangià’ anche oggi ……

Olga: (con la stessa nenia della preghiera) Io la pasta ‘un la voglio, mangio le coratèlle d’agnello che ho comprato ieri sera ……..

Patrizia: E allora accende anche ‘l forno ……

Jenny: (parlano e rispondono con la nenia) Io mangio fòri perchè m’ha ‘nvitato Nicole ….

Patrizia: E chi sarebbe Nicole? ……..

Olga: Sarebbe la su’ fidanzata ……...

Patrizia: Ti sei fidanzata co’ na ragazza? ……..

Jenny: Si, perché ‘un ti va bene? ……

Patrizia: No, no, so’ contenta così ‘un ti nascono i figlioli e almeno si sperge la razza …….. (Jenni esce)

Nella: (con piccoli colpetti sulla spalla a Olga che era assorta)) Olga ……… Olga …….

Olga: (risponde di scatto e Nella si spaventa) Ma si pòle sapé’ che vòi, che ‘un dai mai tregua, noiosa …...

 Nella: Vòi dì’ anche qualche ave Maria?

Olga: Sie, tanto me l’ha fatte dì’ una e via ‘l mi’ pòro Fiore, se le dico ‘n’altre poche vò all’inferno anch’io, dritta come ‘na fucilata … (disperata) Fiore ….. Fiore …… ‘n do’ sei?

Fiore: (da fuori scena) (i presenti si agitano impauriti) Oh ‘n so’ qui ……. Però ‘un comincià’ a esse’ noiosa come ‘l tu’ solito, èh.

Olga: (con voce tremolante) Oddio …. È lo spirito di Fiore ……….. Fiore, sei ‘n paradiso?

Fiore: ‘N Paradiso? Ma fammi ‘l piacere …..  mi sembri Paradiso ……..

Olga: (ai presenti) L’avevo detto o no che ‘un ce lo volevono? …….. Dimmi ‘n do’ sei che voglio venì’ da te …………

Fiore: E a fa’ che che qui manco ci s’entra ‘n due ……….

Olga: (ai presenti) Ma ‘n do’ l’hanno messo, ne lo stanzino de le scope?

Patrizia: No, nel sottoscala ……

Olga: (incazzata) Dell’inferno, speriamo ………. M’ha fatto girà’ tanto i corbelli ……

Nella: (con tono di rimprovero) Olga ….. Oh esse’ ‘n pochinino più cristiana …………...

Olga: (a Nella) Zittiti e fatti l’affari tua, ‘mpicciona. (piangente) Voglio morì’ anch’io e voglio venì’ da te …… (entra Fiore da una porta laterale. Ha un accappatoio bianco addosso e con un asciugamano, sempre bianco, si asciuga la testa)

Fiore: Se vòi morì’, mòre quanto ti pare, però ’un ne sperà’ che ti venga dietro, èh …….…..(i presenti sconvolti scappano da tutte le parti ed escono. Anche Fiore scappa. Dopo poco rientra e si guarda intorno) Ma che hanno visto, 'n fantasma? ....Olga .. Olga ... Eppure m'era sembrata d'avella vista ? .. Boh ... (Olga fa capolino da una porta)

Olga: (con voce tremolante) Fioreeee …..  Fioreeeee ……..

Fiore: Olga, esce fòri e fanne meno che ‘un è ‘l momento di giocà a nasconderella.

Olga: (avanza lentamente) Fiore, dimmi la verità’, sei morto davero o no?

Fiore: Ma te te lo vai a piglià’ ‘n quel posto ‘n do’ ti mando sempre ….. So’ vivo e stò meglio di prima.

Lucio: (da fuori scena) L’acqua com’era, nonno?

Fiore: Molla! …..  (Olga arriva vicino a Fiore e lo tocca)

Olga: A sentitti così sembreresti vivo per davero ……..

Fiore: (si altera) Olga, falla finita. Ti dico che so’ vivo, ‘un so’ morto

Olga: (incazzata) E quell’assicurazione che avevi fatto ‘n caso di morte ’un la sfruttamo mai?

Fiore: Ma che sei rimbecillita?

Olga: Te se’ sempre ‘l solito. ‘N avé’ paura che quando c’è da piglià’ ‘n’occasione al volo te

‘n te n’accorgi mai.

Olga: (al pubblico) Avevo bell’e fatto la bocca di spassammela da qui ‘n avanti ….. No che fin’ora m’ha fatto manca qualcosa, èh, ma ‘nsomma so sicura che avrei goduto ‘n pochinino di più.

Fiore: ’Un chiacchierà’ da sola! Vienimi a da’ i panni puliti piuttosto che quelli che ci avevo so’ tutti fradici …. (Patrizia arriva alle spalle di Fiore)

Patrizia: (urla arrabbiata) ‘Un sarebbe ‘l caso che tu ci dasse ‘na spiegazione, noo?

Fiore: (sussulta impaurito) Aaaaaahhhhh …. Oooohhhhh, ma te mi fai morì’ così, èh ….

Olga: Ma semmai se’ te che ‘un vòi morì’ …..noi, ci s’era bell’e dati pace. (Fiore si gira e si tocca. Entra Nella)

Nella: (con tono di rimprovero a Fiore) Però così ‘un si fa, ricorditelo. S’era bell’e cominciato a dì’ ìl rosario ….

Fiore: Tu avesse sentito che rosario dicevo io mentre notavo per tornà’ a riva ………

Nella: (a Olga arrabbiata indicando Fiore) E se tante le volte dovesse morì’ ‘n’altra volta, ‘un mi sta’ a chiamà’ perché tanto ‘un ci ritorno ….. (Fiore si gira e si tocca. Entrano i muratori)

Alberto: (a Fiore) ‘Un ne stia ‘n pensiero per quello che ha detto la Nella, èh, che tanto prima che lei dovesse morì’ è già qui …….. (Fiore si ritocca)

Nella: Ma ’un ti si secca mai la lingua, maldicente?

Angiolino: (a Patrizia con tono deluso) OhSignora, ‘l buco gliel’attapperemo ‘n’altra volta. ‘Un mi sembra ‘l caso di fallo ora con tutta ‘sta gente nel mezzo.

Patrizia: Si, si …ci tornerete ‘n altra volta quando siamo soli … grazie per ora e arrivederci.

Fiore: (a Patrizia) Ma che buco ti devono attappà’?

Patrizia: E a te che te ne frega! …… dimmi piuttosto perché ci ha fatto fa’ tutto ‘sto trambusto e poi ‘un s’è morto, èh?

Fiore: (Fiore si gira e si ritocca)  Va a finì' che oggi se seguitono co' ste discorsi me le striciolo tutt'e due ...

Patrizia: (a Olga) Io vò da Narciso a digli che smettino di cercallo perché tanto ‘n ce n’è più bisogno. (Patrizia esce)

Fiore: Spettimi Patrizia che mi vesto e vengo anch’io.

Olga: Che vai a vedé’ se trovi qualcuno che ti dà del coglione? …….. ‘sta bòno lì che ti vò a preparà’ i vestiti. (Olga esce)

Patrizia: Asciughiti per bene, piuttosto, se no va a finì’ che pigli ‘na polmonite e doppo mòi davero, èh. (Patrizia esce)

Fiore: Aritonfa co’ ‘sto morì’ …. (fa per girarsi ma ci ripensa)  No! ‘Sta volta le lascio sta’, vada come vada. (Fiore si siede sul divano) (entra Jenny)

Jenny: Nonno, ma me lo spieghi di preciso che sarebbe successo?

Fiore: O che vòi che sia successo, lilla, praticamente niente. Ho capoficcato da la barca e so’ cascato ‘n acqua.

Jenny: Ma ‘n dov’eri andato a finì’che un gli è riuscito a trovatti?

Fiore: O ‘n dove vòi che fossi andato. Quando so’ ritornato a galla ero ‘n po’ lontano da la barca e allora mi so’ detto, fò prima a arrivà ’n terra che a chiamà’ Narciso.

Jenny: Ma ‘l mi’ babbo ‘n t’ha visto che notavi verso riva?

Fiore: Ma che vede ‘l tu’ babbo, manco le miule di passo.

Jenny: Però ci ha’ messo parecchio a arrivà’ a casa, perché?

Fiore: Per forza, prima mi so’ riposato. Notà’ ‘un è mica come caminà’, èh.

Jenny: Senti nonno, ti volevo dì’ ‘na cosa, prima che tu la sappia dall’altri.

Fiore: (sorpreso) S’è ‘ncinta! …..  Te ‘un t’immagini neanche quanto so’ contento …..

Jenni: Macchè ‘n cinta ….. Mi so’ fidanzata …..

Fiore: Questo mi sorprende ‘n po’ meno, perché se ‘un mi sbaglio (pensa) ti dovresti esse’ fidanzata ….. almeno ….. Altre settantacinque volte ……. settantasei con questa.

Jenny: Èh, ma ‘sta volta è la volta bòna, èh. …. Ho trovato la donna de la mi’ vita ……..

Fiore: Ma chi è che s’è fidanzato, te o ‘l tu’ fratello? …….. Ridimmelo’ perché mi sa che ‘un ho capito …..

Jenny: Mi so’ fidanzata io ……. che c’entra ‘l mi’ fratello ……

Fiore: Allora ‘spetta ‘n momento ….. Vediamo se ’sta volta ho capito …... Te ti saresti fidanzata co’ ‘na donna?

Jenny: Si! Ha’ capito benissimo …..

Fiore: (quasi a disgrazia) Oh Gesù, Maria che mi dici …….

Jenny: Perché? Ci trovi qualcosa di strano?

Fiore: No, no, anche io mi so’ sempre fidanzato  co’ le donne ……

Jenny: Meno male! Perché se ‘un mi sbaglio te ti se’ sempre battuto pe’ la parità de’ sessi.

Fiore: Si, ma nel lavoro, però ……..

Jenny: Se parità dev’esse’, dev’esse’ ‘n tutto ……..

Fiore: E a quelli di casa gliel'ha' gia detto?

Jenny: A la mi’ mamma e al mi’ fratello si, al mi’ babbo no ……. E anche la nonna lo sa.

Fiore: E questi che lo sanno che t’hanno detto?

Jenny: ‘L mi’ fratello si fa l’affari sua. A la mi’ nonna ‘un gli ‘mporta niente. La mi’ mamma ’nvece ha detto che così almeno si sperge la razza.

Fiore: Oh, oh ….. io lilla, rimango ……. So’ senza parole ….. ‘un so proprio che ditti ….

Jenny: Tanto vedrai che ci hai poco da dimmi …. Si sta già ‘n casa ‘insieme …….

Fiore: E te che saresti, la moglie o ‘l marito?

Jenny: La moglie nonno. Io so’ e rimango ‘na donna.

Fiore: Ha’ ragione la mi’ cittina, (con tono ironico) peggio è andata a quell’altra che gli toccherà fa’ qualche cambiamento.

Jenny: Ma che cambiamento, rimane tutto così com’è …. Sveglia nonno, siamo nel 2008.

Fiore: Certo che mi rimane ‘n gran dificile ditti di no ……... anche perché a me mi so’ sempre piaciute le ragazze.

Jenny: Infatti la nonna me l’ha detto che da giovane se’ stato ‘n gran donnaiolo.

Fiore: E se ‘un fosse pe’ l’età mi piacerebbero anche ora ……

Jenny: (euforica) Allora quando parlo col mi’ babbo glielo posso dì’ che te se’ d’accordo?

Fiore: Sta’ bòna …. ferma lì …. So’ contento che tu sia contenta, questo si, ma contento de la cosa che m’ha detto, no davero ……… 

Jenny: (supplichevole) Parlimici te col babbo, dai nonno, a te ti da retta, ……

Fiore: Ma manco per idea! Mica voglio esse’ maltrattato, èh ………

Jenny: (contenta) Grazie nonno, (mentre esce) lo sapevo che con te ci potevo contà’.

Fiore: Ditimi voi dove arriveremo se si va avanti di ‘ste passi …… (suonano alla porta)

Arrivo subito ….. (va ad aprire. È il venditore di prima) Guarda chi si rivede …... Venga, s’accomodi ………. (entrano) Che s’è scordato qualcosa?

Venditore: (ha con se una borsa porta documenti e una scatola di cartone) No, no, è tutto a posto ……. Sto solo cercando il signor Fiore Secco …...… Abita qui, vero?

Fiore: Ma ora che fa, si veste da coglione? …… O ‘un gliel’ho detto stamani che ero io Fiore Secco …… si metta a sedé’, su, e mi dica che vòle …. (i due si siedono)

Olga: (da fuori scena) Fiore, i panni l’ho messi sopra al letto. Vestiti, ‘un ci sta’ così’, che per chi ti vede ‘un è per niente ‘un bello spettacolo.

Fiore: Fatti le tua! Noiosa ……..

Venditore: Mi dispiace averlo disturbato, vedo che stava per fare la doccia ….

Fiore: La doccia, si! Ho fatto ma ‘n bel bagno ……... ghiaccio …..

Venditore: Dalla comunicazione telefonica di un collega mi risulta che il signor Fiore Secco ha chiesto all’ azienda A.R.A. di effettuare ricerche storiche sulla sua famiglia.

Fiore: È  vero, ho telefonato stamani. E ho anche scritto, ma ancora la lettera ‘un po’ esse’ arrivata …….

Venditore: Non ha importanza, a noi basta il benestare telefonico per cominciare le ricerche.

Fiore: E l’avete bell’e fatte? … Certo che siete veloci, èh.

Venditore: No, non è proprio così. Ora le spiego: noi facciamo ricerche a prescindere, in modo che quando ci telefonano o ci scrivono, gran parte del materiale è già pronto.

Fiore: Però prima di chiacchierà’ tanto mi cavi ‘na curiosità, ma lei stamani ‘un è venuto qui a vende’ le mutande?

Venditore: Certo, ma quello lo consideri un passatempo, un qualcosa per arrotondare lo stipendio ……. in realtà, sono un ricercatore storico.

Fiore: Allora, se ‘un ho capito male, voi sapete gia tutto o quasi de la mi’ famiglia?

Venditore: Praticamente tutto! (sta mentendo spudoratamente) Mancherebbe soltanto il soprannome di un antenato ……… e il numero civico della via dove abitava lo zio del suo capostipite.

Fiore: Ma che vòle che me ne freghi a me di ‘ste cose. Io voglio sapé’ se so’ conte ……….. o qualcos’altro ……

Venditore: Ora controlliamo …… (tira fuori dalla borsa alcuni fascicoli) Però, dovremo arrivarci per gradi, non pensi che sia così semplice.

Fiore: Allora cominciamo subito, su ………. ‘Na cosa fatta ‘un è più da fassi.

Venditore: Vecchio proverbio cinese?

Fiore: No, giovane detto di Fiore!

Venditore: (prende un fascicolo) Ecco qua, questo, per esempio, è il fascicolo delle origini. Qua dentro c’è scritto dove ha avuto origine la sua famiglia.

Fiore: O cominci a legge’, su, che so’ curioso  ….…..

Venditore: Ah , già, che sbadato ….. (con tono delicato) mi sono dimenticato di dirle che per consultare il fascicolo ……. occorrono cento euro ………

Fiore: (dalla tasca dell'accappatoio tira fuori il portafoglio) Pronti cento euro ……... o che sarà mai se ’na volta uno si vòle cavà’ ‘na soddisfazione …….

Venditore: (mette i soldi in tasca e prende un blocchetto) Certamente! …….. (scrive) regolare ricevutina ….. e consultiamo subito….. (porge a Fiore la ricevuta)

Venditore: (apre il fascicolo e legge) Dunque vediamo …….. La famiglia Secco ha avuto origine nel sud della Valdichiana, il venticinque di luglio, mentre il sole cocènte stava per seccare l’ultimo filo d’erba rimasto. (con tono da dramma) Improvvisamente, un uomo e una donna, soli, in mezzo a tanta desolazione, decisero di fare l’amore …………

Fiore: Ma come, si misero a fallo ‘n mezzo a ‘n campo a lo scoppio di sole?

Venditore: Aspetti, che non è finita …... Dopo nove mesi nacque un bel bambino, al quale, in ricordo di tanta arsura, venne imposto il nome di Secco ………

Fiore: E …. Senta ‘na cosa, lei ha detto il venticinque luglio …. ma di che hanno?

Venditore: L’anno qui non è scritto. Dovremmo trovarlo in quest’altro fascicolo …….. Prepari cento euro che lo cerchiamo. (Fiore tira fuori altri soldi) Regolare ricevutina ….  e consultiamo subito ……...

Fiore: Èh ricercatore storico, mi dica ’n po’ ’na cosa, ma quanto viene a costà’ ’sta ricerca?

Venditore: Quanto vuole!  Lei può  decidere benissimo di fermarsi in qualsiasi momento.

Dunque vediamo…ah, ecco qua … Secondo la testimonianza del frate priore del convento dei cappuccini, che si accorse della presenza dei due amanti, dal via vai dei frati che si alternavano nella cima del campanile, per osservare meglio la scena, era il 1630. Non dice altro.

Fiore: Ho capito, ma per sapé’ ‘l nome di tutti quell’altri parenti giù, giù, per arrivà’ fino a me, quanti fascicoli ci mancono?

Venditore: Controlliamo subito ……. Uno, due, tre, quattro, cinque ………… dieci in tutto.

Fiore: Fregna! ……… Ascolti, famo ’na bella cosa: saltamo tutto e ‘namo subito a quello che c’è scritto se so’ nobile o no ……..

Venditore: Non si puo fare signor Fiore, gliel’ho gia detto, c’è una ferrea procedura da rispettare.

Fiore: Allora ricarichi tutt’i su’ barattoli che la ricerca la finimo qui.

Venditore: Volevo dire che non si potrebbe fare …….. ma in via del tutto eccezionale …... proprio perché lei è un simpaticone ……. Farò uno strappo alla regola.

Fiore: Si, si, ’ntanto cento euro ….. (ripete anche il venditore) Regolare ricevutina,  e consultiamo subito ….. (Fiore paga)

Venditore: Sento con piacere che ha imparato subito la procedura ….

Fiore: O apra ‘sto quaderno e legga, su.

Venditore: (apre il fascicolo e legge) Dunque vediamo ……. La nobilissima famiglia Secco è inserita nell’archivio araldico nazionale tra i casati che possono fregiarsi dello stemma gentilizio. Il Granduca di Toscana, Ferdinando secondo de’ Medici, le conferì’, per quell’ardua impresa compiuta sotto il sole  e senza neanche un goccio d’acqua a disposizione, il titolo di conti.

Fiore: Ma via, su, ora mi vorrebbe fa’ crede’ che le fecero conti perché que’ due fecero l’amore ‘n mezzo a ‘n campo e sotto lo scoppio del sole.

Venditore: Signor Fiore, qui c’è scritto così’, se non ci crede controlli da se  ………

Fiore: Moh! Disse Pio nono, tutto po’ esse’, fòr che l’òmo pregno.

Venditore: A questo punto la ricerca sarebbe terminata, ma se fossi in lei, almeno un’occhiata allo stemma vorrei darla e naturalmente acquistarlo ……

Fiore: O qua, accident’a lei e a chi ce l’ha portato (Fiore paga). cento euro ….. (ripete anche il venditore) Regolare ricevutina,  e consultiamo subito ….. (il venditore scartabella un po' e poi apre un foglio abbastanza grande su cui è disegnato uno stemma)

Venditore: Guardi qua che splendore ….. Pochissime famiglie hanno il privilegio di fregiarsi di uno stemma di sì rara bellezza …..

Fiore: Va bene, va bene, però ‘un la ‘nfiocchetti tanto ……… Faccia ‘n po’ vedé’ che da qui ’un lo distinguo bene ….. (sta per prenderlo ma il venditore lo scansa)

Venditore: Èh, èh, signor Fiore, eppure mi aveva detto di aver capito come funzionava ….

Fiore: (severo) Procedura ferrea! ….. (Fiore paga mentre elenca cantilenando) cento euro …..(ripete anche il venditore) Regolare ricevutina, e lo stemma è mio ….. E fanno cinquecento euro.

Venditore: (il venditore consegna lo stemma. Fiore lo esamina per tutti i lati ma è titubante) Non mi dica che non le piace perché non ci credo, èh …… non può essere.

Fiore: Per esse’ bello è bello, ma un capisco che vòle significà’.

Venditore: Glielo spiego io: queste sono due scope, questo è un rèmo e questo è il motto della sua famiglia in latino, Semper, che in italiano significa, Sempre …….

Fiore: Io ci ho capito quant’e prima ……

Venditore: Stia ben concentrato e risponda alle mie domande. Cosa sono queste?

Fiore: Scope ……. (il venditore indica il remo) Remo ……. Sempre …….

Venditore: Bravo signor Fiore, ha visto che c’è arrivato ………

Fiore: Magari fosse vero! ‘Nvece mi sa che qui sifa’ come quello che andò a tosà’ i maiali:   “ Strilli tanti, ma la lana punta”.

Venditore: E per finire in bellezza, (prende in mano un pacco) fossi lei, non rinuncerei affatto al costume originale che i suoi avi maschi sfoggiavano alle feste di corte.

Fiore: Lo comprerei volentieri, ma mi sa che le feste di corte ormai mica  le fanno più.

Venditore: (gli mostra una foto del modello) Guardi che stoffa, che foggia, che modello.

Fiore: Ho capito, ma mi sa che lei fa ’l furbo, ’un m’ha  risposto a quello che gli ho detto.

Venditore: Ma che cosa dice signor Fiore. Tutta la nobiltà italiana si riunisce almeno tre volte l’anno, e ogni volta  in un castello diverso.

Fiore: E lei dice che da qui ’n avanti chiamono anche me a ‘ste riunioni?

Venditore: Certamente! Il suo nome verrà subito inserito negli elenchi dell’aristocrazia.

Fiore: Famola corta ……... Quanto costa tutto l’almanacco.

Venditore: In via del tutto eccezionale, proprio perché lei è un simpaticone ……….. (Fiore lo interrompe)

Fiore: Ho detto di falla corta ……

Venditore: Trecento euro appena …….. Scudo e spada compresi nel prezzo.

Fiore: Qua, me lo dia, e poi però sparisca subito, èh ..(Fiore paga) Ecco qua trecento euro.

Venditore: (ripete anche Fiore) Regolare ricevutina e il costume è suo ….. (il venditore consegna il pacco)

Fiore: E con questi fanno mille euro, èh.

Venditore: Ottocento, signor Fiore ……… ottocento ………..

Fiore: E quelli che ho spedito stamani col vaglia che erono pampuglie di quercia?

Venditore: (mentre stringe la mano Fiore) Arrivedercisignor Fiore, è stato un piacere fare affari in questa casa.

Fiore: So’ d’accordo con lei! Anche perché ’un è facile trovà’ tutt’i giorni ’na covata di bischeri come ci so’ qui ……… (il venditore esce) (Fiore urla verso le altre stanze) Io ’n ci so’ per nessuno, èh ………. sò ‘n camera a vestimmi. (entra Jenny)

Jenny: Che hai detto nonno che ‘un ho sentito bene?

Fiore: (da fuori scena) Ho detto che ’n ci so’ per nessuno perché vò ‘n camera a vestimmi.

Jenny: Va bene ….. Ho capito …… (entra Narciso)

Narciso: (arrabbiato) Dov’è ‘l tu nonno. M’hanno detto che l’hanno visto entrà’ ‘n casa.

Jenny: Certo che è ‘n casa, perché dove dovrebbe esse’?

Narciso: (arrabbiato) ‘N fondo al lago dovrebbe esse’. Dove s’è cercato fin’ora.

Jenny:  Ma falla finita ……... Che colpa gli vòi da’ di tutta ‘sta storia, di essisi salvato?

Narciso: Ma che c’entra! ……… Anzi, so’ contento che ‘un sia affogato. Solo che poteva anche venì’ a fassi vedé che così ‘un ci si strafialava per cercallo.

Jenny: Secondo me ha fatto la meglio cosa. Che vò’ sapé’ fra tutti che lagna che gli mettevi su …… specialmente te.

Narciso: Che vorresti dì’, che io so’ noioso?

Jenny: Te noioso? ……… nooo? Te se’ come avé’ ‘na manciata di pidocchi ‘n capo, che ti strapperesti tutt’i capelli pur di levatteli di torno …….

Narciso: (fa per andare) Fammi ‘ndà’ via, va, che è meglio. Avessi a fa’ qualche sproposito.

Jenny: Aspetta, babbo, ‘un andà’ via che ti devo di ‘na cosa ………..

Narciso: Oh dimmela a la svelta, su, che ci ho da andà’ da’ carabinieri per testimonià ‘l ritrovamento del tu’ nonno.

Jenny: Mettiti a sedé che mi sa che è meglio …………

Narciso: (si siede) Oh forza, sentiamo che ha’ combinato ‘sta volta ……

Jenny: Mi so’ fidanzata …… (Narciso si alza di scatto e fa per andare)

Narciso: Ma via, su ….. e io chissà che mi credevo …….

Jenny: Guarda che è vero, èh ….

Narciso: Ma di questo so’ convinto ……… te ne ‘ste cose‘un le dici mai le bugie …..

Jenny: E ‘un t’interessa manco sapé’ con chi?

Narciso: Ma che vòi che me ne freghi di sapé’ chi è ………

Jenny: Io, ’nvece,  sarei parecchio curiosa di sapello ……

Narciso: Ma se l’anno scorso c’è stato ’n periodo che ’un facevo pari a conosceli. …… Anzi, se te la devo dì’ tutta, parecchi ‘un ho  manco saputo chi erono.

Jenny: (remissiva) Ma questo di ora è … particolare … si chiama Nicole ……. e è francese.

Narciso: Capirai! Ce l’hai avuto anche uno che si chiamava Sughi Sciapi, e era giapponese.

Jenny: Ughi Sapi, babbo, no Sughi Sciapi …….

Narciso: Si, ‘nsomma ……… quello lì com’ha’ detto te ………

Jenny: (quasi sognasse) Ah ……. ti ricordi com’era maestoso quando veniva a trovammi vestito col kimono da Samurai?

Narciso: Me lo ricorderò, che dici? (mima la scena) Entrava zitto zitto e poi quando m’arriva vicino, alzava la spada e berciava …….. “Banzaiiii”……..

Jenny:  Mi farebbe tanto piacere rivedello …….

Narciso: A me per niente, ‘nvece. Ogni volta che faceva que’ versi, la maggior parte de le volte, mi toccava andà ‘ a cambia le mutande.

Jenny: Questo di ora,  però …… oddio …..  ‘un è proprio tutto …..

Narciso: Ho capito! ’Sta volta ti se’ fidanzata co’ uno scemo ……

Jenny:  Ma che dici, babbo ……..

Narciso: O lilla, l’ha detto te che ‘un è tutto, èh, mica io.

Jenny:  Ma ora, secondo te, possibile che mi fidanzo co’ uno che è scemo?

Narciso: Sie che te ci metteresti parecchio. ‘Na volta mi ricordo che ti mettesti con uno che all’improvviso (mima la scena)  si bloccava e fissava ‘l vòto.

Jenny: Ha’ si, ha’ ragione, me lo ricordo anch’io. Si chiamava Dalai Lula, era Buddista.

Narciso: Chi era era ….. Però ‘un poteva esse’ altro che scemo.

Jenny: Ma proprio! Lula faceva ‘n quel modo perché dopo ‘l tempo de la contemplazione  andava in estasi.

Narciso: A me mi sa che ‘un andava da nessuna parte, perché spesso noi si voleva uscì’  e ’nvece  ci toccava  restà’qui a badallo.

Jenny: E perché lo dovevi badà’? ……. eppure quando c’ero io ‘un ha mai fatto stranezze.

Narciso: (mima la scena) Perché restava per ore ‘ntirizzito come ‘n baccalà e quando si risvegliava …. giù  …… un busso e ‘n terra.

Jenny: Anche questo di ora, a esse’ sinceri, ‘un difetto ce l’avrebbe, ma niente di che, èh.

Narciso: Vediamo ‘n po’ se ‘indovino ….. (pensa a voce alta) dunque ….. un difetto più piccino di scemo ……. potrebbe esse’ un gran coglione …...

Jenny: Dai babbo, smettela …… questo, volevo dì’ che …...un è proprio tutto …..maschio.

Narciso: Oh, almeno ne ’sta specialità sei la prima, èh. Io ‘un l’ho mai sentito dì’ che ‘na donna s’è fidanzata co’ uno (in napoletano mentre si tocca l'orecchio) ‘nu poco ricchione.

Jenny: (stizzosa) Babbo, per piacere, ‘un prende’ ‘n giro quelli che per te so’ diversi.

Narciso: Ma per carità. ‘Un sia mai detto …….. quelli che dici te so’ normali ……

Jenny: Così va gia meglio!

Narciso: So’ io che so’ speciale ….. (con tono di delusione) Peccato, però, che ormai, siamo rimasti tanto pochi.

Jenny: E se ‘nvece ti dicessi che mi so’ fidanzata co’ ‘na donna?

Narciso: (seccamente) Ti direi subito che ‘n capisci niente!

Jenny: (convinta) Allora è bene che tu sappia che mi so’ fidanzata co’ ‘na donna.

Narciso: (seccamente) Allora è bene che tu sappia che ‘n capisci niente davero.

Jenny: Ecco, lo vedi ….. Lo vedi che è vero che ci hai pregiudizi verso l’altre persone.

Narciso: Ma fammi ‘l piacere …… ma che vòi pregiudizià’……….

Jenny: Allora spieghimi a te che te ne viene di male se io mi so’ messa co’ ‘na donna …..

Narciso: Forse niente!  È che ……..  che doppo la gente … sfotte e ride dietro ….

Jenny: E farebbe bene! …... Se avessi ammazzato qualcuno però, o rubbato …… o che ne so che cosa ……… Ho detto bene? (un attimo di silenzio) .... babbo ...ma che ha' perso la lingua?

Narciso: (con tono più sollevato) Senti ‘na cosa, Jennina, ma perché ‘un provi a fatti suora e vai ‘n qualche parte del mondo a aiutà la gente che ha bisogno?

Jenny: E infatti tra quindici giorni io e Nicole si parte  e si và in Brasile con un’associazione di volontariato .

Narciso: Con quell’altri di casa ci hai parlato?

Jenny: Certo che ci ho parlato. C’eri rimasto te e basta.

Narciso: Èh ……. io come i cornuti che so’ sempre l’ultimi a sapello.

Jenny: 'Un le fa' i discorsi .. ancora 'un te l'avevo detto perché 'un c'era stata l'occasione.

Narciso: (al pubblico) Tanto ‘un mi riesce di smontalla, via, ‘un c’è verso. (mentre si alza) Senti Jenny, se ne riparlerà più qua, èh, ora  bisogna vada da ‘ste carabinieri, se no va a finì’ che mi vengono a piglià’ loro col mitra spianato. (entra Lucio)

Lucio: Jenny, ha telefonato ‘l tu’ fidanzato e ha detto di richiamallo subito perché la cosa è parecchio ‘mportante.

Narciso: (a Jenny) Ma come ‘l tu’ fidanzato? Ma quanti ce l’hai, due?

Jenny: (stizzosa) Babbo, in questo momento ci ho Nicole e basta, e lei dice di esse’ il mi’ fidanzato perché io so’ la donna e lei l’òmo. (Jenny esce)

Narciso: A pensacci bene ’un m’è andata poi tanto male.

Lucio: Ah no! E perché?

Narciso: E perché almeno ’un dirò bugie quando co’ la gente parlerò del mi’ genero.

Lucio: Ha’ fatto come quello che si cavò un occhio co’ ‘no stecco e disse che era fortunato.

Narciso: E perché si sentiva fortunato?

Lucio: Perché se lo stecco fosse stato biforcuto, se le sarebbe cavati tutt’e due …... Bòna babbo. (Lucio esce. Entra Patrizia)

Patrizia: (acida) Allora? Dimmi com’è andata a finì’?

Narciso: Ma che discorsi mi fai? Lo sai da te com’è andata a finì’, ‘l mi’ babbo è vivo e l’ha’ visto da te.

Patrizia: Noe, forse ‘un mi so’ spiegata …... voglio sapé’ come sei rimasto con Jenny …… ho sentito che ci parlavi.

Narciso: (scocciato) Oddio Patrizina quando fai così ……. o come so’ rimasto …..  so’ rimasto che io so’ rimasto qui, e lei è andata di là. (Patrizia si siede)

Patrizia: ‘Un lo fa’ lo spiritoso che ‘un c’è bisogno ….... Te l’ha detto o no del fatto che s’ è fidanzata? (si siede anche Narciso)

Narciso: Me l’ha detto, si, e un ci so’ rimasto bene per niente.

Patrizia: E ora secondo te che si fa?

Narciso:  E che si fa! ... boh .... che si fa? ...  (sbotta) Ma che ne so io ……. dillo te che sei la su’ mamma , noo.

Patrizia: Ma perché ‘un lo dici te che s’è ‘l su’ babbo?

Narciso: Va bene, allora lo dico io ……... l’unica cosa che per ora si po’ fa’ è lascià’ che le cose vadano come devono andà’ …...

Patrizia: Lascià’ che le cose vadano come devono andà’? ……… proprio ’na bella soluzione, si, proprio bella.

Narciso: Oh lilla ……. tanto questi so’ siluri che per paralli ’un basterebbe manco avecci le mutande di bandone.

Patrizia: Ma ci pensi a quello che dirà la gente? …….. e al fatto che ‘un diventeremo mai nonni?

Narciso: (meravigliato) Ma la cogliona …….. e di Lucio ti sei scordata?

Patrizia: È vero! Mica m’è venuto ’n mente per niente Lucio ……. speriamo che almeno lui ci dia tanti nipotini ……

Narciso: Tanti! Ora ‘un esagerà, èh ……. Un paio a me mi bastono …… (entra Fiore impugnando una spada, e uno scudo. È vestito con un costume d'epoca.  Arriva fino dietro le spalle dei due)

Fiore: (solenne) È l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende.

Narciso: (nessuno dei due si gira) Èh babbo, ma che si rifamo daccapo col ventennio?

Fiore: Allora devo avé’ sbagliato personaggio …… Forse è questo …… Vile, tu uccidi un òmo morto.

Narciso: E questo, ’nvece chi l’avrebbe detto?

Fiore: Boh! Mi sembra che era uno di Firenze …….

Patrizia: (a Narciso) Mica gli avrà fatto male quel bagno ghiaccio nel lago?

Narciso: Gli potrebbe esse’ venuta la febbre alta.

Fiore: (si sposta dalla parte opposta) Noi faremo squillare le nostre trombe. (si sposta ancora dalla parte opposta) E noi faremo suonare le nostre campane.

Patrizia: Ma perché fa tutti ’ste discorsi?

Narciso: O che ne so io, domandiglielo! (Patrizia si gira)

Patrizia: Narciso ……… forse è meglio se glielo domandi te.

Narciso: (Narciso si gira) (sorpreso).Èh babbo, ma perché ti saresti conciato così?

Patrizia: Sarà perché danno ‘na festa al manicomio?

Fiore: (solenne) Pochi minuti fa, m’è stato comunicato che faccio parte della nobiltà …….. e per l’esattezza sono conte.

Narciso: (disperato) Addio, è partito di capo…... ora vedi ci siamo dati …… (entra Olga)

Olga: Èh Fiore, ma che sei diventato scemo? Ma ‘n do’ l’ha’ trovati ‘ste vestiti?

Fiore: Da qui ‘n avanti io sono per tutti il conte Fiore Secco … prego …… (entra Jenny piangente)

Jenny: Come so’ sfortunata ……... ma perché devono capità tutte a me. (Fiore fa varie prove di galanteria e tira di scherma)

Olga: (Olga l'abbraccia per confortarla) ‘Un ci piange, Jenny, su, che mica è detto che resti per sempre così …... Tra qualche giorno vedrai che gli passa …..

Jenny: So’ sicura di no ………. Ormai ‘un c’è più nessuna speranza …….

Narciso: Eppure, quando tempo fa s’era fissato di esse’ un discendente di Napoleone, nel giro du‘na settimana ‘un era più niente ……..

Jenny: Ma si po’ sapé’ di chi parli?

Olga: Dicevo del tu’ nonno …... che senz’altro gli ha fatto male a restà troppo ‘n acqua ….

Jenny:  Ma io ‘un piango mica  per lui, èh.

Patrizia: E allora si po’ sapé’ che t’è preso tutto ‘nsieme?

Jenny: (piangente) Nicole m’ha lasciata ……... m’ha detto che tra noi è tutto finito …… (esce piangendo)

Olga: Quanto mi dispiace, pòra ragazza, questo ‘un gli ci voleva davero ……

Fiore: (solenne mentre esce) Il conte si ritira nelle sue stanze …. Va a riposare.

Olga: Sie, sie,  va bene ………. va a letto e fasciti i piedi…...

Narciso: È mamma, ma come sarebbe a dì’ ‘un gli ci voleva?  Ma te lo ricordi o no che s’era fidanzata co’ ‘na donna.

Patrizia: Meno male ‘nvece che ‘sta cosa s’è risolta da sola …...Io ‘un sapevo proprio come fa’ …..   (entra un figurino tutto rileccato e ancheggiante. Ha con se un mazzolino di fiori)

Giovanotto: Buongiorno signori. (i presenti osservano muti e allibiti la scena) Scusate se non ho suonato, ma sono arrivato proprio mentre Jenny usciva e allora sono entrato.

Narciso: Guardi che se è venuto per vende’ pòle anche riandà’ via perché noi ‘un si compra niente. Ci s’ha gia tutto.

Giovanotto: Ma io non sono qui per vendere.

Patrizia: E allora che vòle?

Giovanotto: Noi non ci conosciamo, ma mi presento subito: io sono Titti, il ragazzo di vostro figlio Lucio ……..  voi, se non sbaglio, dovreste essere i mie suoceri ……. e lei nonna Olga immagino ……...

Narciso, Patrizia e Olga: Io boh, un lavoro come quest’anno ‘un s’era mai visto.

Fine

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