Forse mi sveglierò

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Tratto da "Forse stongo durmenne"

Forse mi sveglierò

Commedia in tre atti

di

Salvatore Macri

Autore Posizione SIAE 184727 - Codice Opera SIAE 903728A

mail: macrisa@libero.it - anno 2012

Personaggi:        Vittorio                                             U                   Infermiere

                           Antonio                                             U                   Tecnico e fattorino

                           Maria.                                                        D         Figlia di Matteo

                           Ernesto                                             U                   Figlio di Matteo

                           Federico                                           U                   Figlio di Matteo         

                           Andrea                                             U                   Amico di Maria

                           Angela                                                        D         Moglie di Matteo      

                           Lena                                                                       D         Poliziotta

                           Peppe                                               U                   Fratello di Angela

                           Carlo                                                U                   Amico di Maria

                           Donato                                             U                   Amico di Matteo

                           Roberta                                                      D         Moglie di Vittorio

                           Matteo                                             U                   Marito di Angela

Scena:              Ai giorni nostri, a Caserta. Un soggiorno con sei sedie e un divano, in un angolo un punto cottura, con cucina e rubinetto con chiave d’arresto, frigo e lavatrice; macchinetta da caffè, tazzine, alcuni involti di rustici, una mazza di cotone, piattini di plastica verdi e rossi, bottiglie, di cui tre con tappo rosso, bicchieri, tovaglioli e buste di plastica; un mazzo di fiori, bigliettini, penna, cartelline e 20 fogli A5 tipo “post-it” o con leggero adesivo al retro, con scritto CONGRATULAZIONI LENA!, un carattere per foglio.

                        Porta verso l’esterno a destra, interna a sinistra.


atto primo, scena prima: Matteo, Donato, Angela

Matteo                        (seduto al tavolo) Eccone un altro! Frequenza di sette più uno e di quattro meno uno! (scrive ogni tanto) Infatti… ogni dieci e dodici, i numeri sono quelli… cadenza otto… ricorrente, ogni quarantatré estrazioni… la ruota di Roma sembra un orologio! Basta sapere cosa vuoi trovare, e… se trova!

(bussano)

Angela                         (dall’interno) Matteo, apri tu! Questo è il tecnico lavandaro!

Matteo                        Si dice “…della lavatrice!” Che pazienza!(va ad aprire)

Donato                        Ciao, Matteo, tutto a posto? (entra e si accomoda; rivolto a Matteo) E allora, come vanno i tuoi studi?

Matteo                        (si siede e parla sottovoce) Zitto! Se lo viene a sapere troppa gente, siamo fregati! (con voce normale) No, ancora nessun risultato! (si smentisce con la mimica) I numeri escono sempre a loro piacere! (si avvicina a Donato) Frequenza e cadenze verificate! Si trova! E tu, hai trovato quella roba?

Donato                        Niente! Prima del quaranta non c’è niente! Ho controllato tutti i volumi della biblioteca…

Matteo                        Pure questo hanno fatto a Ferdinando!

Donato                        E chi è Ferdinando, e che ci azzecca?

Matteo                        Come! Ferdinando IV di Borbone e il suo famoso Decreto sull’"Amministrazione de' Regali Lotti"! E’ mai possibile che nessuno abbia registrato i numeri?

Donato                        Può essere, ma sono passati circa duecento anni! E chi vuoi che conservasse queste estrazioni così vecchie?

Matteo                        Peccato! Duecent’anni di estrazioni perse! Abbiamo una statua, con una bella testa ma senza piedi! (si avvicina) Senti… ti dico solo questo… cadenza di sette più uno e di quatto meno uno! Mi capisci? Regolare, preciso, prevedibile, come… le litigate con mia moglie!

Donato                        Senti, io non ci capisco niente, ma possiamo provare? Incominciamo, pure per darti una soddisfazione! Perché non puntiamo sulle estrazioni di sabato?

Matteo                        E’ fuori frequenza! Puntiamo su quella di giovedì prossimo! (prende un bigliettino e scrive) Ecco… tre, trentotto, sessantatré, quarantanove, nove… e punti… dieci euro, solo sulla ruota di Roma!

Donato                        (prende il bigliettino) Hai scritto in una maniera impossibile! Non si capisce niente! Dammi un altro foglietto… (riscrive i numeri e appallottola il bigliettino precedente; non sapendo dove lasciarlo, mentre Matteo prende il portafogli, lo mette sotto un cuscino del divano) Ecco qua… adesso si capisce! Estrazione giovedì trenta aprile… cinque per me e cinque per te … sganciare!

Matteo                        (prende il portafogli dalla tasca posteriore e porge una banconota a Donato) Ecco qua…

Angela                         (dall’interno) Matteo, allora, che fa questo tecnico lavandino? Ha finito?

Matteo                        Eccola! Donato, preparati…! (verso l’interno) Angelina bella… non era il tecnico… era Donato! (si tappa le orecchie)

Angela                         (entra urlando, non completamente vestita, in pantofole, asciugamano sulle spalle ed i capelli cotonati) E non me lo hai detto? Lo vedi che non mi curi proprio? E Donato adesso dov’è? Quando è andato via? E lavandino quando viene? Matteo, tu non sei buono a niente! Hai chiamato l’assistenzialismo? Digli che se non viene subito… (vede Donato, si da una lisciatina ai capelli e cambia tono) Oh, signor Donato…! Ma voi siete ancora appollaiato qui? Come state? Scusate i capelli… l’abbiglianiente… (indica Matteo),ma se quel crapone mi avvisava che c’eravate ancora… io mi rendevo più rappresentabile! Permettete… mi vado a mettere più elecante per onoreggiare la vostra visita! (esce facendo moine)

Donato                        Matteo… Matteo! Se n’è andata…

Matteo                        (si toglie le mani dalle orecchie) Volesse Dio…! Cioè… quella, certe volte ritorna… forse stavolta le basta così…

Donato                        Senti, io vorrei scendere adesso… voglio fare questa puntata… (indica la quinta) però tua moglie si sta rendendo… rappresentabile…! Non vorrei che si offendesse se dopo non mi trova!

Matteo                        No, ma glielo devi dire tu che te ne vai…

Donato                        Ho capito… lo stesso di mia moglie! La saluto di qui… (verso le quinte) Angelina! Angelina…? Io me ne vado…! Scendo! (incerto) Ho da fare! Vado a lavorare! Arrivederci! (pausa; rivolto a Matteo) Ma… mi avrà sentito?

Matteo                        Sicuro! Sta scegliendo come rispondere, non vuole sbagliare!

Angela                         (dall’interno, dopo un’altra pausa) Ciao, Donato!

Donato                        (risollevato) Mi stava facendo sentire male, quel silenzio!

Matteo                        E questo è niente… hai dimenticato il fratello? Vai, ci vediamo dopo!

Donato                        Va bene… arrivederci e in bocca al lupo! (esce)


atto primo, scena seconda: Matteo, Angela, Maria

Angela                         (rientra con un vestito lungo e cappello, borsetta che posa su una sedia e senza scarpe; assume pose da modella) Eccomi qua! Ti piace il vestito? Il visaggio? Il cappellino?

Matteo                        Che bella… dove vai? Devi fare la spesa al mercato?

Angela                         Al mercato ci vai tu, in mezzo a quella gente spuzzolente, con le verdure fraciche! Io non mi ci posso sporcare, con la spesa! Io sono un’artista! Io ho la vernissaggia! Stamattina alla galera d’arte vengono i criticoni dei pittori, e io posso mancare, se no chi si prende… (schiocca le dita, per dire che le manca la parola)

Matteo                        … i pomodori?

Angela                         (inferocita) I promotori te li pigli tu, ci fai un’insalatiera e te la mangi, hai capito? Solo perché ci siamo sposati una sola volta, come ti pigli tutta questa circonferenza? Io lo dico a mio fratello, hai capito? Io vado a ritirare il secondo premio, crapone! E prenderò anche i condimenti del Sindaco! E a Purcellona non ci andrò con te… mi ponteggio chi dico io!

Matteo                        Lascialo anche a me, un poco di condimento del Sindaco… devo condire l’insalatiera…! E vedi se trovi un professore d’italiano per andare a Barcellona… si dice Barcellona! Porcellona significa un’altra cosa!

Angela                         (con aria di sufficienza, esce) Ciao, ci vediamo non so quando!

Matteo                        (tra sé) E invece ci vedremo subito…

Angela                         (rientra inferocita) Tu sei un crapone spuzzolente! Non mi potevi avvisare che stavo nuda, senza scarpe?

Matteo                        La parola caprone l’hai imparata proprio bene, complimenti! Non ti ho avvisato perché sapevo che tornavi subito! Hai dimenticato la borsetta, le chiavi di casa, quella della macchina, le mentine…

Angela                         Mangiati l’insalatiera! Io mangerò il buffet nella galera d’arte con mio fratello, hai capito? (infila le scarpe, prende la borsa, butta dentro alla rinfusa telefonino e chiavi, ed esce)

Matteo                        (le urla dietro) Si dice galleria d’arte! Cerca di ricordarlo! (ritorna al tavolo) Ma come si deve fare con questa matta? Se la portassero in galera assieme al fratello, sarebbe una buona cosa… potrebbero imparare l’italiano entrambi! Hi…! La grande artista! Il secondo premio! Classificata seconda su due concorrenti… e chi sa quant’ è costata l’iscrizione al concorso…! Poveri soldi nostri! Devo proprio cercare di fare una buona vincita… sono cinque numeri, ruota di Roma… se esce la quintina, vinciamo un milione di volte la posta… ma si esce un terno? Giocando pure quello, la vincita diminuirebbe troppo… però sarebbe un peccato… quasi quasi adesso vado a giocarmelo separatamente… (si china sulle carte e scrive) Allora cinque numeri, a tre per vota… se non sbaglio, escono dieci terni! E’ troppo… ci vuole una società… altrimenti non si fa niente!

Maria                          (entra sbadigliando, con una cartellina)‘Avete finito di strillare? Non si dorme in pace, in questa casa…

Matteo                        Bene alzata…! Sono le dieci! Ai miei tempi ci alzavamo prima dell’alba per lavorare!

Maria                          E perciò siete diventati tutti morti di sonno e fradici! (sbadiglia) Noi, invece… (sbadiglia)

Matteo                        Lasciamo perdere…! Vai a vedere la mostra di pittura di tua madre?

Maria                          Che cosa? Quegli sgorbi orribili? No, grazie… e poi non voglio correre rischi… lei sicuro farà un discorso e poi sarebbe capace di chiamarmi… presentarmi come sua figlia… morirei sul colpo! No, no… sono anche impegnata, stamattina vengono i miei amici per una importante riunione! Anzi! Pulisci questa tavola, porta via queste cartacce, a noi serve spazio! (posa la cartellina sul tavolo e comincia ad impilare le altre carte) Tie’… tie’… portale via…

Matteo                        (inorridisce) Fermati! Stai mischiando tutto! Scommetto che tu avresti anche buttato via le estrazioni borboniche!

Maria                          Che sciocchezze dici…  porta via questa roba, vai…  lo studio è libero!

Matteo                        Ah… è libero? Hai tolto i quadri dal tavolo, i pennelli dai vasi, le scarpe dalle sedie, le maglie in giro, il pallone, la chitarra… e tutte quelle buste di patate e tarallucci mezze vuote?

Maria                          No! E quelle non si toccano! Sono le prove fatte per certe dosi… possono servire ancora! Vai, stai solo attento alle bottiglie ed ai bicchieri per terra… e c’è una pedana speciale! Non ti ci accostare! Non mettere i piedi da nessuna parte!

Matteo                        Ho capito… percorso a ostacoli! Vado, vado… guarda che aspettiamo il tecnico della lavatrice, lo ha chiamato tua madre, per la centrifuga che non funziona… non so se l’hanno capita, comunque pensa tu alla porta…

Maria                          Va ben, ma adesso… sciò! Ti chiamerò quando è il momento di pagare! E sveglia quei due ghiri… sono le dieci e stanno ancora dormendo! (strillando) Vattene, va’! Aria! Spazio! Libertà!

Matteo                        Ma ti senti bene? (vedendo la sua faccia) Me ne vado! (prende le sue carte ed esce)


atto primo, scena terza: Maria, Federico, Ernesto, Antonio

Maria                          Aria! Sempre vecchi davanti ai piedi! (strilla verso l’interno) Ohe’, vorreste tirarvi su o vengo io?

Federico                      (entra sbadigliando) Neh, ma perché questa fretta, stamattina?

Maria                          Presto, chiama quel dormiglione di tuo fratello… oggi dobbiamo preparare la festa di Lena!

Federico                      Ma come, oggi? Ma non era il ventisei…? Uh, è oggi! (si siede, poi verso l’interno) Ernesto! Corri qui, c’è la riunione… ci sono già tutti…

Ernesto                        (dall’interno) Ma quando mai! E smettila di dire scemenze! (entra, sbadigliando e si siede) Maria… sai se c’è del caffè?

Maria                          (dolcemente) Bel fratellino… cerca del caffè… (rudemente) La caffettiera è lì, la vedi? Puliscila e fattelo!

Federico                      Pure io, pure io… (sbadiglio)

Maria                          Sentite… sembrate bambini, stamattina! Non perdiamo tempo, abbiamo un sacco di cose da fare! (prende la cartellina, consulta e spunta di volta in volta) Tu…! (indica Federico) Hai messo la sabbia sulle patatine di plastica e sulle pizzette? E tu…! (ad Ernesto) ‘hai messo il sale nel gelato e il peperoncino sulla torta?

Federico                      Si, la sabbia l’ho incollata pure sui tarallucci! Anche le pizzette sono pronte, con il loro strato di colla… quelle buone sono nei piattini verdi… per lei solo quelli rossi!

Ernesto                        Io sul suo gelato ho messo farina mista a sale fino… e anche un pò di magnesia… se riesce a mangiare qualcosa, ne avrà bisogno! La sua fetta di torta è diventata di un bel rosso… pure lei nel piattino rosso, ci sta proprio bene!

Maria                          Perfetto… Io ho messo gli stuzzicadenti nel pesce, ora manca solo il vino con aceto e rabarbaro! Chi sa che bella faccia che fa, quando lo assaggerà…  questo lo doveva fare Andrea… ma non si è visto ancora!

Federico                      Starà lavorando ancora… con le bottigline, tappi e carta stagnola …

Ernesto                        Ah, che bella festa… Ue’! E chi fa le candele esplosive per la torta?

Maria                          Rimbambito! Questo lo avevamo bocciato! Divertirsi, sì, ma niente pericoli, per nessuno! E la pergamena? La dobbiamo proprio fare, per ricordo… di una festa speciale!

Ernesto                        Già, così quando le danno la carta, la incornicerà vicino alle foto!

Federico                      Veramente sarà una festa speciale… chi sa quante risate… anche lei… la roba fa talmente schifo che non rischierà di intossicarsi! E dobbiamo parlare subito con Carlo e Andrea! Siamo senza vino, senza striscione e senza musica! Adesso li chiamo! (mentre prende il telefonino, bussano alla porta)

Maria                          Non correte, vado io! (esce e fa entrare Antonio, con una borsa di ferri)

Antonio                        Scusate, permesso… siete voi che avete un problema alla lavatrice?

Maria                          Si, so che hanno chiamato… si vede che non funziona…

Antonio                        (apre la sua borsa e prende un foglio di carta) Scusate, io ho questa segnalazione di guasto… sto cercando di capire, ma non ci riesco! (indica sulla carta) Questo è il messaggio, come me lo hanno passato: “Lavatoia non funziona perché acciuga bloccata!” Io sono venuto lo stesso… ma se si è bloccato un pesce lì dentro, mi spiegate cosa ne fate della lavatrice, invece di lavare i panni? Poi, io sono un tecnico di lavatrici… non m’intendo di pesci, non è mio mestiere!

Maria                          “Acciuga bloccata…” no, guardate, forse è la centrifuga, quella che “asciuga” che non funziona… io conosco bene chi vi ha chiamato, non sa parlare bene l’italiano… insomma, è già tanto che siete venuto!

Antonio                        Se è così… posso intervenire… dove sta la lavatrice?

Maria                          (indica la zona cucina) In cucina, eccola… attenzione a quel filo d’acqua per terra, non scivolate!

Antonio                        Ah, sono abituato, non preoccupatevi! (va ad armeggiare vicino alla lavatrice)

Maria                          (si siede di nuovo) Allora per gli esplosivi, siamo d’accordo! Quando lei comincerà a fare il discorso, non la interrompiamo subito, pure per farla infervorare e toglierle ogni dubbio…! Poi azioneremo la molla, la pedana le farà perdere l’equilibrio e noi ci precipiteremo su di lei e cominciamo a farle la festa! Le faremo le foto subito, anche se lei non vuole…, prima durante e dopo, e quando tutto sarà finito, mandiamo quella pergamena a casa sua, così la vedranno tutti i parenti!

Antonio                        (segue prima interessato, poi atterrito)

Federico                      (applaude) Bene! Ottimo! Disegnerò io i teschi!

Ernesto                        (applaude insieme con Federico) Ma insieme con il papiello, dovremo mandare anche le foto!

Federico                      Ancora meglio; le fotografie le mandiamo, ma prima le voglio ritoccare un poco… che so… un poco di sangue… così faranno più impressione!

Maria                          La pedana a molla è nello studio, adesso la prendiamo e la proviamo… (si sente un urlo di Matteo fuori scena, ed il tonfo di un corpo che cade) Eppure glielo avevo detto! (si alza ed esce)

Ernesto                        Andiamo a dare una mano, forse si è fatto male! (escono)


atto primo, scena quarta: Maria, Federico, Ernesto, Antonio, Matteo

Antonio                        (rimasto solo, prende il telefono) Lena? Ah, meno male, hai risposto subito… io volevo chiamare la Polizia, ma ho pensato che era meglio parlare prima con te… per una mano, un consiglio! Sto lavorando in una casa, e ho sentito una cosa… stanno preparando un attentato…! Non lo so! C’è una donna che deve fare un discorso, vogliono usare l’esplosivo, la fanno cadere poi le saltano addosso e le fanno la festa…! E poi mandano anche la rivendicazione per posta, con le fotografie del cadavere insanguinato…! Non lo so, non l’hanno detto…! Stanno venendo! Non chiamare, m’inguai! Sembrano bravi ragazzi, ma sono delinquenti spietati! Non si fanno scrupoli, uccidono pure me! No, non ne conosco nessuno! Adesso scendo e ti richiamo!

Maria                          (rientrando) Ma che è? Tu invece di riparare la lavatrice, ti metti al telefono?

Antonio                        (impaurito) No, era una cliente… ma non avete sentito? Non ho perso tempo… stavo dicendole che la richiamo quando avrò finito!

Matteo                        (rientra sorretto da Ernesto ed Antonio) Piano… piano! (si siede)

Maria                          (continuando con Antonio) Io non voglio sentire scemenze! Poco fa hai detto che le segnalazioni ti arrivano scritte… adesso com’è che ti chiamano? Ma tu sei veramente il tecnico che abbiamo chiamato, o sei entrato per spiare la casa?

Matteo                        (nel sentire queste parole, si alza improvvisamente senza bisogno di aiuto, e si avvicina ad Antonio) Bel ragazzo… ma tu fossi venuto a interessarti dei fatti nostri? (minaccioso, con voce sibilante)  Adesso ti dico una cosa… tu o aggiusti la lavatrice, o di qui non te ne vai…  con le tue gambe! E’ chiaro? E per essere ancora più chiaro… (mette la mano nella tasca posteriore)

Antonio                        (spaventato) No, no! Non cacciate niente… vi scongiuro! Io sono veramente il tecnico…! Sono venuto solo per la lavatrice, non sono venuto a spiare! (riprende a lavorare furiosamente, senza perdere una battuta degli altri, facendo scena)

Maria                          (a parte, con Matteo, mentre tornano al tavolo) Ma che volevi fare?

Matteo                        Gli volevo dare la mancia in anticipo per farlo sbrigare prima… (ritorna a sedersi con Maria)

Federico                      Allora, papà, ti sei rimesso?

Matteo                        Si, tutto a posto… ma quella pedana…

Ernesto                        Funziona bene… ma tu non dovevi salirci!

Matteo                        E io non volevo salirci, infatti! Mi sono solo appoggiato, mentre cercavo di scansare tutti questi sacchetti di roba ammuffita… ormai si sta putrefacendo… quello studio, con tutte quelle lenzuola su quegli… aborti, con quella puzza, sembra proprio un obitorio! Quando li buttate? Anzi, torniamo a bomba e facciamo così… (guarda con sospetto Antonio, che lavora) … venite con me, eliminiamo quelle schifezze e pure la mia roba vecchia…  manca il pezzo basilare… è senza piedi! Povero Ferdinando… buttato nell’immondizia! Però per far scomparire tutto, dobbiamo farlo in minuti pezzetti, nessuno deve poter capire o ricostruire… il corpo del reato! Ormai non mi serve più, so tutto a memoria e dobbiamo solo aspettare giovedì… faremo una festa che ricorderanno tutti! Scommetto che se ne parlerà anche sui giornali! Andiamo, una mano per ciascuno…! (si volge ad Antonio) E tu, ricorda! O aggiusti questa cosa o di qui non te ne faremo andare! E’ chiaro? (escono)

Antonio                        (Assentisce spaventato alle parole di Matteo; appena solo, prende il telefono) Lena? Sono Antonio… dopo ti dico, non c’è tempo… la festa a quella donna la fanno giovedì… si, dopo… tu comincia a preparare i rinforzi…! Questa è una casa di delinquenti…! Si parla pure di bombe! Hanno ucciso uno che si chiama Ferdinando, forse gli hanno tagliato i piedi… e che ne so che ne hanno fatto…? Ah, poi l’hanno buttato nella spazzatura…! Hanno qui un obitorio pieno di aborti… ci sono pezzi di cadavere in decomposizione per la casa ed ora stanno facendo scomparire le prove… e pure il piano d’azione… per ora sono quattro… il cervello è un vecchio, ma il capo sembra una donna! Poi ti chiamo, tieniti pronta! (chiude il telefono e si dedica alla lavatrice)

Matteo                        (rientra con un sacchetto) Allora?

Antonio                        Fatto! Adesso la proviamo… (preme un pulsante e si sente il rumore della centrifuga) Ecco! Tutto a posto! (rimette disordinatamente i ferri a posto e si avvia verso l’uscita)          

Matteo                        Ohe! Fermati! Quanto viene la riparazione?

Antonio                        Niente… omaggio personale! (esce)

Maria                          (entra) Ue’, il tecnico se n’è andato?

Matteo                        E non ha voluto denaro… la lavatrice funziona… strano!

Maria                          Senti… non mi piace! Adesso chiamo Lena, per un consiglio, vediamo se sa qualcosa…

Matteo                        Brava, buona idea… fammi sapere, io vado a buttare queste carte… è la prima busta! (esce)

Maria                          (al telefono) Lena? Ue’ ciao, sono Maria… senti… c’è un strano movimento da queste parti… come può essere? E chi te lo ha detto…? Ah, addirittura quattro!… no, noi ne abbiamo visto uno solo… pure una donna! Ma tu vedi!  Ah… fino a giovedì allora siamo tranquilli…? Si, si vieni, ci fai un piacere…  da vicino, certo…! Stasera… verso le otto, a casa mia! Si, va bene! Ciao, ciao!


atto primo, scena quinta: Maria, Federico, Ernesto, Andrea, Carlo

Federico                      (entra) Abbiamo finito…!

Ernesto                        (entra con una cartellina sotto il braccio, che poi depone sul tavolo) Puzzavano pure di muffa! Meno male che ci siamo decisi…

(bussano)

Ernesto                        (apre) Ma che bella compagnia! Entrate, prego, accomodatevi!

(entrano Andrea e Carlo, che portano una cassetta con delle bottigline)

Andrea                        Ehi, non cominciate a protestare, ma ho dovuto usare bottiglie diverse… non le avevo tutte uguali! E non ho trovato il rabarbaro… ho usato un poco più di aceto!

Carlo                           Come pesano… dove le mettiamo?

Maria                          In cucina, lasciatele a terra… nel frigo le metterò io dopo… quali sono quelle truccate?

Andrea                        Sono le tre al di sopra delle altre, hanno anche il tappo rosso…

Carlo                           Quello l’ho fatto io! A tutte e tre! E’ stata una fatica pazzesca… (indica Andrea) Lui le ha solo lavate e riempite, poi le ha tappate… e la passate tutte a me!

Federico                      Poverino… ti sei distrutto, a passare il pennarello!

Carlo                           Non ne parliamo… avessi una merendina?

Andrea                        E io che dovrei mangiare, per la fatica che ho fatto? Un elefante?

Ernesto                        Pure io ho un poco di languorino…

Maria                          Ragazzi, basta! Qui oggi non si mangia, recupererete stasera alle otto! A proposito, ho telefonato alla festeggiata per chiedere di un tipo strano, qui, che non mi piaceva… ohè, lei sapeva già tutto!

Federico                      Sapeva della festa? E come ha fatto?

Maria                          No, quale festa… sapeva di quel tizio… il tecnico della lavatrice… dice che è un tipo pericoloso! Guardate bene in giro… mi ha detto che ce ne sono altri tre… e una è donna…

Andrea                        Ma come, Lena è nostra amica nostra e queste cose non ce le dice? Come facciamo? Sappiamo almeno dove sono?

Ernesto                        Non mettiamola in difficoltà… magari lei vorrebbe dircelo, ma non può…

Maria                          L’unica cosa che sappiamo è che era in questo palazzo, fino a poco fa!

Carlo                           Terrò gli occhi aperti… se vedo qualche faccia nuova, vi chiamo e lo stendiamo!

Federico                      A papà che gli diciamo?

Ernesto                        Niente! Non sappiamo niente… sorvegliamo, se vediamo qualcosa di strano, chiamiamo Lena… e poi lo diciamo pure a lui!

Maria                          Sono d’accordo… ma adesso parliamo dell‘a festa…

Carlo                           Ah, io ho preparato lo striscione, tutti pupazzetti a forma di lettera… indovinate che ho scritto?

Andrea                        E dacci un idea…! “Auguri per la promozione!”, mi sembra lungo… “Brava” è corto… quante lettere sono?

Carlo                           Tre lettere!

Federico                      Come hai fatto a sopravvivere a una fatica del genere?

Andrea                        Tu sei scemo! Tre lettere…!

Ernesto                        Ma che hai scritto?

Carlo                           “BIS”!

Maria                          La colpa è nostra… non ti dovevamo dare questo lavoro… ma è pronto, almeno?

Carlo                           Beh… quasi! Lo devo solo stampare, incollare i fogli tra loro, aggiungere tocchi di colore… è che, mentre lo stavo facendo, si è fatta l’ora di pranzo… e io avevo appetito! Che facevo, dicevo di no quando mi hanno chiamato? E poi ho fatto il riposino… insomma, il tempo è passato velocemente!

Federico                      Insomma non hai fatto niente! E la musica?

Carlo                           Ho pronti amplificatore, mixer, casse, microfoni, tastiera, lettore cd, centotrenta cd originali di tutti i tipi… ah, pure alimentatore, cavi… insomma è tutto pronto… già imballato, si monta in due minuti…

Ernesto                        Meno male… almeno questo lo hai fatto! Sentite, invece di uno striscione io propongo questo… ho preparato delle lettere, da attaccare al muro con un pò di nastro adesivo… guardate, sono qui… vi piace questa frase? Eh? Che ve ne pare?

Tutti                             (fanno girare tra loro i fogli, mischiandoli, mormorando parole di assenso le rimettono nella cartella)

Carlo                           Allora è deciso! Io penserò solo all’impianto! Mi presento stasera alle sette! 

Andrea                        Vengo anche io a darti una mano, dopo… ora mi serve una bella doccia, e poi una dormitina, stanotte si farà tardi! Ah! E il regalo?

Maria                          Pronto ed incartato, le impronte digitale e le firme ci sono… siamo pronti! Ci vediamo alle sette!

Federico                      Anche io mi farò una doccia… ho ancora addosso la puzza dei rifiuti…

Ernesto                        Sbrigati, però… la doccia la voglio fare anche io… prima un riposino,  stamattina mi avete tirato giù dal letto…! (sbadiglia) Chiamami, quando hai finito…! Ciao, ragazzi! (esce)

Andrea                        (rivolto a Carlo) Ce ne andiamo? Tu che fai?

Carlo                           Sì, sì… vengo pure io… voglio vedere se riesco ad arrangiare qualche brano per un pò di… ma il volume lo possiamo tenere su o diamo fastidio?

Federico                      L’unico problema è quella pazza di mia madre! Se sarà in casa e sente la musica, chi la ferma? Viene a ballare e cantare anche lei… vediamo se la possiamo dirottare…

Maria                          E se inventassimo qualcosa… che so… che da qualche parte c’è una manifestazione violenta… in cui si parli di bombe, di un attentato? Quella partirebbe a razzo!

Carlo                           E che andrebbe a fare?

Maria                          Prima di tutto, a sgombrare la piazza, poi cercherà la bomba, poi chiamerà Carabinieri, Polizia e Pompieri… poi…

Federico                      (canzonandola) Hai dimenticato! Sei rimbambita! Hai dimenticato il Pronto soccorso, il servizio ambulanze, la Protezione Civile, la Croce Rossa…

Andrea                        Ma che state dicendo? Chi volete prendere in giro?

Maria                          Nessuno… ti faccio un esempio…, se c’è un incidente qui sotto, la sente tutto il palazzo! Blocca la circolazione, litiga con la gente, telefona, fa le piantine, chiama testimoni… si sta disperando perché non riesce a sapere in anticipo di quegli attentati dei terroristi, in giro per il mondo! Se sapesse qualcosa di un attentato in Italia, per di più da queste parti, chi la potrebbe fermare?

Carlo                           Ci penserò su… pensateci pure voi…

Andrea                        Sicuro… adesso andiamo, ci vedremo stasera alla sette! (si alza ed esce con Carlo)  

Federico                      Alle sette…! Puntualità, prima di tutto…!(verso l’interno) Ernesto… alzati! Ho quasi finito di farmi la doccia! (esce)


atto primo, scena sesta: Matteo, Maria

Matteo                        (entra) Incredibile che si deve fare per rientrare in casa propria! Dicono che puliscono, ma c’è quella melma che scende dalle scale…

Maria                          Ah, ci ha messo tutto questo tempo? Bell’esempio che dai! Adesso vai a buttare il resto… “Chi fa monnezza, la gettasse!”, è una delle tue frasi preferite! Andiamo… correre, correre, che te fa pure bene! Ah… a proposito di stare bene, oggi noi non mangiamo, se ne parla stasera alla festa di Lena! Io vado che ho da fare, se tu vuoi qualcosa, ti fai una bella insalata… e non toccare le porzioni pronte nel frigo e neppure il vino! Mi sono spiegata? (esce)

Matteo                        (rassegnato) Io vorrei capire prima di tutto perché tutti mi vogliono far mangiare insalata, che neppure mi piace! Poi la spazzatura la butterò dopo, ora con quelle scale piene d’acqua e sapone… è pericoloso! Mah… (si siede) quasi quasi non mangio neppure io… stasera saremo in tanti… forse potrei trovare un altro socio… Donato è bravo, con lui si ragiona… ma con chi posso fare un altro accordo, dove troverò una persona come lui? (guardando meglio sul tavolo) Ma questa… fosse la cartellina del tecnico? Se l’ha dimenticata come farà a raggiungere i clienti… (la apre, e rimane sconcertato) No… ma che sono queste lettere? (ne mette alcune sul tavolo e comincia a leggere) “LI NO UN TERZO, CANAGLIA!” Oddio! E che è questa roba? Chi manda queste cose in forma anonima…  come si fa per i ricatti? E come è arrivata, qui? E come fanno a sapere che io volevo mettere un’altra persona? Io mi sento male! Quelli mi minacciano! Mi chiamano “Canaglia”! Forse sto dormendo… (raccoglie i fogli e li mette disordinatamente dentro la cartella)  ma mi sveglierò… sì, sì, sto dormendo… adesso mi vado a mettere sul letto, così quando mi sveglierò, sarà tutto passato…! Sì… sì… aspirina… sciroppo per la tosse…, termometro… che faccio? Che mi prendo? Forse mi sveglierò… (uscendo)


atto primo, scena settima: Angela, Roberta

Angela                         (entrando con Roberta)  Prego, signorina… Acconciatevi al di sopra della seggiola… vi posso soffrire qualche cosa…? (si accomodano)

Roberta                       (con finto accento francese) No, grazie… Io ho mangiato bene al biuffe’, mi sono fatta una bella pansa, oui! Forse se ci fosse una sciartrosa…

Angela                         No, mi dispiace, sciantose non ne abbiamo e poi… come ve la pigliereste? Ma… vi sono veramente piaciute le mie operette?

Roberta                       Veramente giolì! Siete la meglia pitturatrice della exposision! E quanto è belle kuella statua della kallina a tre sampe! Ma parliamo di quella krande occasion adesso, siamo prive’… riservate…! Non ci sono pa’ persone cuviose cuviose… la sciose è importante! Con mon piccolo trucco, voi diventate celebre in tutto mondo! E pensate, non costa neppure tantissimo! Sentite… allora, io faccio grandissimo concorso pittura, affittiamo sale a Niù Yok, Parigi e Rome… però voi pagare affitto, poi biglietti, hotel, mange’ e argiant de posce per voi e per me, io vi faccio la press agent! Io a concorso faccio scrivere solo voi con tanti nomi falsi… poi facciamo articolo, io conosco giornalisti… ed è fatta!

Angela                         Certaniente! Cioè… qualche parola non avere io capito… argiante pesce… pressagente… ma poi me le spifferate meglio quando facciamo contrattempo… ok? Io adesso piglio foglio carta piccolo e tu scrivi… ok?

Roberta                       Va bian! Noi facciamo petit scrittura, e subito avviare operazione… tu dare anticipo, e io partire subito! Garantito che io non aspetto neppure un minuto… Compri’?

Angela                         Ok, ok… pigliare foglietto, scrivere, dare soldi e tu…

Roberta                       E io scappare!

Angela                         Ok, (vede la cartellina) Forse qui essere fogli,… (apre la cartella, ammutolisce, e mette in ordine i fogli, leggendo la frase) Ma che c’è  scritto… e pesche tanta carta… una lettera per foglio… Madonna!

Roberta                       Cosa capitare te?

Angela                         Madonna…! E chi ha scritto? Di chi è questa roba? (sottovoce a Roberta) Intrigazione internazionale! Attentato! Noi impedire! No, no… prima noi sistema questo… Tu letto?

Roberta                       E come faccio se tu… pardon… io non sapere leggere molto storto, pure tue mani sopra….

Angela                         Codice di terroristi, ma chiaro è! “ALLAGA CENTRO UNZIONI!” Dove si fanno unzioni? Dove gente molto scottata…? Ospedale, dove ungono kranti scottati, gente con ustioni! E poi “USTIONI” fa assordanza a “UNZIONI”… prova terminale e decisiva! Significa che vogliono allargare con acva “Centro Kranti Ustionati”…! Attentato ad Ospedale! Ma quale ospedale…? Vieni, cioè… te venire, noi andiamo prima ad ospedale qui, poi altri…ok? Noi fare tutta krante provincia! Tu dare mano… noi chiamare anbulanze…

Roberta                       Chiamare le ambulanze… in ospedale?  E quelle già… pardon… quello posto fisso ambulanze, già lì!

Angela                         Questo vero… essere dottori, acconciaossa, becchini… che fortuna! Mancare solo Polizia e Vigili Fuoco! Però noi non chiamare, questa volta… altra volta molto arrabbiati si sono! (prende la cartellina e stinge la mano di Roberta, cercando di trascinarla fuori) Vieni… pardon… te venire, noi insieme fare molto più casino di io da sola… io chiamare pure mio fratello, insuperabile dimostratore…! Ok?

Roberta                       Ma quale occhei… io non voglio venire!

Angela                         Tu supposta è indispensabile! Io neutralizzo Direttore e guardie con poco di karate’, io essere krante esperta di kvesto, Peppe kon sua abilitudine blocca tutte entrate e uscite tutti reparti, tu impossessi centralino, e passi a me linea… ohe’… non devi strapparlo dal muro… voglio solo microfono… il più imponente che c’è! Bisogna intervenire! Dovere immortale!

Roberta                       Ma io non sapere parlare bene…

Angela                         Tu sei scema? Tu tirare solo pugni e calci a caviglie uomini! Questo molto efficiente è! Tu non dovere parlare, manco canzonare… parlare solo io! Io sapere parlare bene! Io dire a tutti krante perikolo… morte per annegamento a poveri con vesciche già piene di acqua! Kueste parole faranno aprire occhi a tutta la cente! Garantisco! E poi se tu non venire, se non segui me in operazione utilitaria, questo sarà motivo di indipendenza! Ombre fantasmatiche delle vittime con pansa piena d’acqua saranno tra di noi, e non faranno fare a noi krante affare! E vieni, andiamo! (la trascina fuori, mentre Roberta strilla)

Roberta                       Io non volere più affarare! Ci metteranno in galera! Povera me! Ma da chi sono andata…!

fine primo atto


atto secondo, scena prima: Matteo, Donato, Vittorio

(bussano, due volte)

Matteo                        Mai che si potesse dormire in pace… moglie chiassosa, vicini pure, e nessuno risponde alla porta… (apre e fa entrare Donato)

Donato                        Uè, Matteo… ho una novità!

Matteo                        Entra… sediamoci… i ragazzi sono in fase di riposo… e ho sentito mia moglie che è uscita con qualcuno…

Donato                        Ma stavi dormendo pure tu?

Matteo                        Per dare un buon esempio ai miei figli! E poi avevo un sogno in sospeso che dovevo chiudere…

Donato                        Mah… non ti capisco… mi dispiace che ho disturbato ma è urgente! Senti questa novità! Mentre giocavo i nostri numeri, quello dietro di me li ha sentiti e ha cominciato a fare domande… mi ha detto che gli piacevano e dove li avevo presi e se lo accettavo in società… senza limiti di puntate! Gli ho detto che siamo già in due e che dovevo domandare prima a te…

Matteo                        (categorico) Non si può fare! Una terza persona non può entrare! Quelli mi uccidono!

Donato                        E perché? Neppure lo hai visto… ma chi ti dovrebbe uccidere?

Matteo                        (sottovoce) Io ho avuto una minaccia…! Dice “LI NO UN TERZO, CANAGLIA!”… guarda la cartellina… sul tavolo!

Donato                        (cerca inutilmente) Matteo… qui non c’è… ma stavi dormendo?

Matteo                        (sorpreso) Come non c’è niente? Sicuro? (cerca anche lui, sopra e sotto il tavolo e poi si rialza, sollevato) E’ vero…! Non c’è! Allora era proprio un sogno…! Ma com’era reale… meno male che mi sono svegliato!

Donato                        Allora, lo vuoi conoscere, a questo?

Matteo                        Sì, sì… fallo venire! Ma chi è?

Donato                        Si chiama Vittorio… sta aspettando di fuori!

Matteo                        E adesso lo dici? Fallo entrare!

Donato                        (esce e rientra con Vittorio)

Vittorio                        Buon giorno… piacere! Donato mi ha detto che siete già soci… io ho avuto il piacere di sentire i numeri che vi siete giocati… secondo me, non sono numeri improvvisati… io stavo cercando di fare un sistema, ma non ci sono riuscito… i vostri numeri hanno una… musicalità che mi ha colpito! Naturalmente per correttezza, non li ho giocati pure io… ma mi risvegliano un ricordo lontano, come chissà dove li avessi sentiti…

Matteo                        Signor Vittorio, ditemi una cosa… avete per caso le serie di Ferdinando?

Vittorio                        Quelle? E’ impossibile, dove le vorreste trovare? Ho esplorato anche la Biblioteca Nazionale… niente!

Donato                        Ferdinando… sempre lui?

Matteo                        Si, lui… Donato, sono d’accordo! Chi conosce le serie di Ferdinando è una persona seria! Vittorio, diamoci del “tu”… senti… se tu non ci metti il naso… puoi entrare! Il sistema lo maneggio solo io, ma giochiamo alla pari …

Vittorio                        Per cominciare, va bene… ma il sistema lo dovrai spiegare anche a noi… sai com’è… nessuno è eterno… pure tu (fa un gesto per dire che sale in cielo) … da un momento all’altro…

Matteo                        Si, però pure tu, se ti dò il sistema… da un momento all’altro… (fa un gesto per dire che se ne scappa)

Donato                        Ohè! Se vuoi essere socio, il sistema rimane a Matteo… e se muore prematuramente, rimarremo fregati, che vuoi farci?

Matteo                        Ah…, io muoio e… voi ci rimanete fregati?

Donato                        E’ modo di dire! Ma noi pregheremo che tu stia in buona salute per mille anni! Ora basta parlare di morti, però… Vittorio, come mai vuoi giocare con noi? Problemi di soldi?

Vittorio                        Mia moglie è una strega! Quando comincia i suoi capricci, apriti cielo! E il vestitino, e le scarpine, e la gitarella, e la cenetta… le voglio bene, non so dire di no ma per lei non basterebbe la Banca d’Italia! Non lavora, fa affari sballati da tutte le parti, ogni tanto mi sparisce per settimane… una volta addirittura tre mesi… mi telefonava, dicendomi di non preoccuparmi e che avrebbe voluto ritornare a casa, ma era trattenuta…!

Donato                        Ma che fa, praticamente?

Vittorio                        Le pubbliche relazioni! Rappresenta artisti, fa le loro campagne d’immagine, organizza mostre e sfilate, matrimoni e cerimonie! Conosce molta gente, giornalisti, scrittori, pittori… dov’è confusione, lì c’è lei!

Donato                        E non fa soldi, la sua attività non rende?

Vittorio                        Per uno che entra, ne escono due! Io sono coperto dai debiti che fa lei, lavoro come un cane e non ce la faccio! Lavoro all’ospedale come infermiere, quando lei è fuori faccio anche i turni di notte e le sostituzioni! Adesso si è reso disponibile un posticino da centralinista… ho fatto io la domanda per lei… e l’hanno accettata! Domani dovrebbe firmare il contratto ed entrare in servizio, con i miei stessi orari! Sarebbe proprio comodo, devo convincerla ad accettare… non è molto, come stipendio, ma almeno si fermerebbe un poco… avrebbe qualcosa di suo… e io potrei ripianare i debiti! Vedete… io non ho il vizio del gioco… ma se c’è una possibilità così… come me la offrite voi…

Matteo                        Noi neppure vogliamo esagerare… per giovedì abbiamo puntato dieci euro in due e rimarremo a questi livelli! Per te va bene?

Vittorio                        D’accordo… anche se chi ha il sistema decide quanto…

Matteo                        Allora siamo d’accordo! Per conoscerci meglio, domani sera facciamo una cenetta… non vi formalizzate se sarò solo, mia moglie è un’artista… Angelina non ha orari specie se sta completando qualche sua opera e i ragazzi spesso mangiano fuori!

Donato                        Mi piace l’idea! Anche io sarò solo, mia moglie è in giro… ma facciamo roba fredda, senza cucinare! Purché ci sia del buon vino bianco frizzante e molto freddo! Compra tu e poi dividiamo!

Vittorio                        D’accordo, dovrò convincere mia moglie, sperando che non le venga qualche capriccetto… se poi ci fosse anche tua moglie… la signora Angelina, mi pare… credo che si troveranno bene insieme!

Donato                        Allora appuntamento per domani sera! (si alzano)

Matteo                        (mentre li accompagna)  Va bene… domani sera…! Arrivederci!


atto secondo, scena seconda: Matteo, Angela

Angela                         (entra, trafelata, con la solita cartellina sotto il braccio, che posa sul tavolo; Matteo rimane fuori per un istante) Hai finito di saluteggiare? Io non conto più niente, per te? Crapone, ci sei?

Matteo                        (rientra) Cara moglie, che è successo? Come mai così nervosa?

Angela                         Mi hanno demolito un successo internazionale! Hanno arrostito quella grande criticona, quella che mi faceva vincere un premio che nessuno lo sa pensare! Per una volata che non chiamato la Polizia, quelli sono venuti assolutamente! Io, Peppe e quella signora siamo andati all’ospedale, dagli untori degli ustionati, perché li volevano uccidere tutti buttandogli acqua nella pansa! Mentre che stavamo per pigliare a calci i portantini, è uscita la Polizia! E hanno arrostito Roberta per accertaniente! Tu capisci, sicuro un orrore di persona…!

Matteo                        Senti, calmati un poco… quando sei così nervosa, non ti capisco più! Ma come fai a sapere che volevano uccidere i degenti dell’ospedale? E Peppe che fine ha fatto? E chi è questa Roberta?

Angela                         Roberta è la criticona che mi stava facendo il servizio! Peppe sta facendo il girotondo con la macchina… cerca di trovare il pusteggio! Ma adesso è tutto spostato! Prima bisogna sistemare quell’attentato che mi sono trovata dentro alle mani! Quello è importante! Ho intercettato messaggio segreto di complottatori terroristici internazionali! Mi hanno massaggiata con cartoline in questa cartellina! (la indica)

Matteo                        (sconvolto) Un’altra volta lei? E da dove è uscita? No, io sto dormendo di nuovo…! Sembra tutto vero… ma io sto sognando! (sogghigna) Tu che ne pensi, Angelina?

Angela                         Non solo stai dormendo… ma sei un mummio cronistico! Non hai capito, non mi hai perseguitato…!

Matteo                        Ma se sto dormendo… posso fare quello che voglio! Potrei uscire dal balcone, arrampicarmi sulle pareti del palazzo… potrei volare… fare le cose proibite e impossibili… tanto, sto dormendo! Ho trovato…! (da’ un ceffone ad Angela) ...tanto, quando dormo, che mi può fare?

Angela                         (furente, senza parlare, da’ un ceffone a Matteo)

Matteo                        Ho capito… neppure in sogno si può fare… (massaggiandosi la guancia) …però sembra proprio vero! Ora però basta… vado a letto! Forse… mi sveglierò! (esce)


atto secondo, scena terza: Angela, Peppe

(bussano; Angela va ad aprire)

Peppe                          (entrando) Cara suora, il pusteggio era lontano…

Angela                         Vieni, dobbiamo fare piano per liberare Roberta! (si siedono) Prima cosa, dove l’hanno carcerata?

Peppe                          Ma l’arrostita la Polizia! E’ secretata in caserma… là ci sono muraglie con fili spennati e guardoni… rambanti pure con fucili… ci vorrebbe azione di distruzione…

Angela                         Ma noi bombette non ne abbiamo…

Peppe                          Ma che hai capito? Distruzione, come… spassatiempo!

Angela                         Ah… volevi dire distrattone!

Peppe                          Si, quello… che ne dici se buttiamo sotto con la macchina qualche piedone lì davanti?

Angela                         No… non eschino tutti quanti… quelli non sono scemi… no… niente fortezza… sveltezza e furbezza! Ecco!

Peppe                          E come facessimo?

Angela                         Io piglio un vestito, e dico che Roberta si deve cambiare perché… s’ è bagnata… e le viene la febbre terzana! Tu m’accompagni, vestito da donna… entriamo, la faccio cambiare, poi lei esce con me e tu…

Peppe                          E io…?

Angela                         Rimani dentro! Tanto, che devi fare, fuori? Fai un nel piacere tua suora, e quelli quando vedono che tu non sei essa, che possono fare? Ti rilassano…! E’ sicurezza! Basta che parli, si sente che non sei femminile, o se ne accorgono quando ti fanno le fotografie!

Peppe                          (incerto) Mi fotografano… anche le parti… bassotte?

Angela                         No, che centra… pigliano la faccia, però a me, certe volte, i fotografi me le fanno pure… un poco più inferiori… dice che è per completezza!

Peppe                          E poi che mi succede?

Angela                         Niente! Quando hanno visto che tu non sei quella che perseguitano, ti licenziano, e tu torni alla pigione!

Peppe                          E’… sicurezza?

Angela                         Spicciate, fortezza… alzati, fammi vedere… trottola! (Peppe si gira su se stesso) Ho capito!  (esce e ritorna subito con due vestiti da donna, scarpe, borsa e cappellino) Vediamo, metti questa roba… sopra i vestimenti, così ti sfreghi prima!

Peppe                          (esamina gli indumenti) Ma i vestimenti sono due!

Angela                         E uno serve per scambiare Roberta, ti sei scorticato?

Peppe                          Ah, va bene… (infila vestito, prende la borsetta, mette il cappellino, cerca di infilare le scarpe, ma non ci riesce) Questo non c’incentrano!

Angela                         Non fa niente, tu alza il balanzone, muoviti con elleganza come una femmina, alzando i tacchini, e cammina sulle galline, così avrai un comportamento rettilineo!

Peppe                          Sulle galline?

Angela                         Quante storie che stai facedole! E cammina sulle uova… per fare prima, non ho aspettato che le galline le facessero… abbiamo frettezza! Povera Roberta! La torturano, l’appendono al pennone, la fanno spezzatella… e io come faccio per vincere il premio? Corri! Velocipede! (lo spinge fuori ed escono entrambi)


atto secondo, scena terza: Ernesto, Matteo

Ernesto                        (entra sbadigliando) Finalmente silenzio… è capace di non farmi mai dormire in santa pace… e ci si è messo pure mio fratello, mi ha lasciato senza cuscino… (vede la sua cartellina) Ma chi l’ha presa? Mah… adesso le metto, così non si perdono… (si gira intorno, e inizia in silenzio a sistemare i fogli sul muro usando se necessario del nastro adesivo, in modo da formare la frase: “CONGRATULAZIONI LENA!”; alla fine ritocca qualche foglio) Ecco, perfetto…!

Matteo                        (entra, si siede, e non fa caso alla scritta) Ernesto… per caso hai fatto del caffè?

Ernesto                        Io? Noo.. il caffè non fa dormire…

Matteo                        Eh, già… dimenticavo che tu soffri d’insonnia, povero figlio mio…! (vede la cartellina, e si irrigidisce) Ma come, non mi sono svegliato ancora? Ernesto… ma tu la vedi questa cartellina? Ma è proprio una cartellina vera?

Ernesto                        Sicuro, è mia!

Matteo                        Come? (lamentoso) Povero me… ho una spia in casa… il sangue del mio sangue che mi tradisce… che mi ricatta… che mi vuole far morire e vuole anche il riscatto…

Ernesto                        Neh, papà, ma ti senti bene? Stessi ancora dormendo?

Matteo                        (continuando, lamentoso) Io, tradito dall’interno della famiglia… io, che cerco in tutti i modi di non farvi mancare niente…

Ernesto                        E non allungare il brodo…! Stringere…!

Matteo                        Embè, mi sfidi? Vogliamo vedere che sta scritto qui dentro?

Ernesto                        E’ vuota… non c’è scritto niente… vuoi scommettere?

Matteo                        Allora… sì! Io ti faccio leggere che c’è scritto… se perdi… mi fai il caffè!

Ernesto                        E se vinco?

Matteo                        T’aumento la paghetta… a duecento euro al mese…

Ernesto                        Duecento a tutti e tre… si no i miei fratelli mi uccidono… il caffè lo fai tu… e se perdo, porto fuori la spazzatura tutti i giorni!

Matteo                        Ci sto! Leggi! (apre trionfante la cartellina, e la trova vuota) Ma come…

Ernesto                        La macchinetta sta sulla cucina, ma è sporca; oggi è il ventisei… tra cinque giorni… seicento euro a noi tre, e non mi chiamare più per la spazzatura!

Matteo                        Madonna! Come lo hai detto brutto! Ma qui dentro ci stava…

Ernesto                        E adesso sta lì! (indica la parete)

Matteo                        Eh? Ma stava scritto… un’altra cosa… Madonna! Si erano confusi i fogli! Mi stava venendo n’infarto…

Ernesto                        Ma non ti è venuto! Adesso stai benissimo e… un pò di caffè?

Matteo                        Non vale! Non lo faccio! Adesso chiamo il bar!

Ernesto                        Spergiuro! Se perdi una scommessa, devi pagare la posta! Non dare cattivi esempi, hai capito?

Matteo                        Dite sempre questo! Quando metterete su famiglia, i vostri figli sembreranno soldatini di piombo!

Ernesto                        E chi se la vuole fare? Troppa fatica… guarda tu che fine hai fatto! (sbadiglia) Che ne dici di un poco di caffè?

Matteo                        E va bene… (va in zona cucina) Ma qui c’è acqua per terra! Si è rotta nuovamente la lavatrice… si è rotto il tubo e quello scemo non se n’è accorto! Adesso chiamo di nuovo… se mandano lui, gli pago anche la riparazione delle centrifuga… (pulisce e carica la macchinetta e poi chiude la chiave di arresto vicino alla lavatrice) Ecco fatto! Ragazzi, siamo senz’acqua! Ho chiuso la chiave d’arresto… dillo pure agli altri; se vi serve, aprite e poi chiudete… (accende il fuoco sotto la caffettiera) E vai! Quando lo faccio io, esce una crema!

Ernesto                        E allora fallo più spesso…

Matteo                        Devo chiamare l’assistenza… (prende il telefono) Meno male che il numero è rimasto… eccolo! Eh…! Devo parlare distintamente, se no quelli non capiscono… pronto…! (schiaccia un tasto, pausa, poi un altro) Ecco! “In città, Via dei Tigli, 35, interno 35…, grazie!” (schiaccia un altro tasto) “Causa lesione interna non rilevata, abbiamo interrotto alimentazione, con arresto totale acqua potabile, per evitare perdite di liquido; si attende intervento d’urgenza! Ahhh… e pure questa è fatta!


atto secondo, scena Quarta: Ernesto, Matteo, Maria, Federico

Federico                      (entra con Maria) Hmmm… buon odore di caffè!

Maria                          Pure a me, pure a me!

Matteo                        Ma state aspettando dietro l’angolo? E che diamine, fatelo uscire, almeno…! Ecco! (serve il caffè a tavola)

Ernesto                        Ottimo! Ah… papà ha deciso di aumentarci la paghetta… due patate ciascuno, dal prossimo mese!

Maria                          Grazie del caffè e della paghetta! Ci voleva proprio!

Federico                      Pure da parte mia… ti ricambierò… ti comprerò il giornale giovedì, quando ci saranno le estrazioni!

Matteo                        Grazie! Ma non rovinarti, per favore …! Ah! Ho chiamato di nuovo il tecnico della lavatrice… si è rotto il tubo!

Maria                          (vede i cartelli) Ernesto! Che hai fatto? Perché hai messo quei fogli? Se Lena viene prima…

Ernesto                        Hai ragione… non ci avevo pensato… (stacca velocemente i cartelli e li rimette nella cartellina) Scomparsi! E’ ancora presto, però… scendo a far due chiacchiere aspettando le sette… chi vuole venire?

Maria                          No, io no…

Matteo                        Vengo io… no, non in piazza, non ti preoccupare… scendo per portare fuori la spazzatura di stamattina… (entra nelle quinte e prende due sacchetti) Uno però lo potresti portare anche tu…

Ernesto                        Ma tu devi dare l’esempio… e poi hai perso la scommessa… (esce con Matteo)

Maria                          Federico, hai per caso parlato con qualcuno di quella gente…?

Federico                      Niente! Vogliamo richiamare Lena?

Maria                          Chiama tu… io l’ho fatto prima… ricordale di stasera e vedi di entrare in argomento…

Federico                      (telefona) Ok… Lena? Ciao, come stai? Verrai a casa, stasera? Guarda che ti aspettiamo… vorremmo che tu dessi un’occhiata in giro… come… ma che fortuna! …no…! E dille che quello è scemo… stanno ancora ridendo di lui? …Ah… va bene… la conosciamo! Anzi, conosciamo a tutti e due! Come…? Ma siamo sicuri…? Allora ci vediamo… ciao, pure a te, grazie!

Maria                          Scommetto che c’entra quella svitata di nostra madre! Ne ha fatta un’altra?

Federico                      Hanno trovato quella donna! Lei e… naturalmente, nostra madre, hanno fatto una dimostrazione… c’era pure Peppe… la Polizia conosceva quella donna e l’hanno pizzicata… ma il bello è che lo zio s’era vestito da donna… è stato arrestato pure lui perché sembrava un travestito cocainomane! Poi si è scoperto il motivo, si sono messi a ridere tutti ed ora mamma e lo zio sono fuori… hanno rilasciato pure quella donna, sembra che non sia pericolosa, mi ha detto però che la tengono d’occhio!

Maria                          Non capisco… che ci faceva mamma insieme con una pregiudicata… o comunque conosciuta dalla polizia? Non ti ha detto niente di più? Forse si è fatta infinocchiare ancora una volta…

Federico                      Starà tornando a casa in depressione, chiediglielo, ma io non voglio esserci… scendo giù al palazzo, vieni anche tu?

Maria                          Io no… devo farmi il trucco, scegliere il vestito… ho bisogno di tempo…

Matteo                        (rientra) Ecco qua! Tutto a posto?

Federico                      Quasi… hanno arrestato zio Peppe, l’hanno scambiato per un viados… ma poi l’hanno rilasciato! Siccome anche mamma è stata coinvolta, credo che stia tornando a casa… forse con lui…

Matteo                        Io me ne scappo nello studio, non importa se è minato!

Maria                          Aspetta… devi sapere che stamattina abbiamo chiamato Lena per sapere qualcosa di quel cosiddetto tecnico… ci ha accennato che c’era una banda in giro da queste parti, forse ladri, ma la Polizia adesso ha pizzicato il capo… una donna! L’unica cosa che non quadra è che lei stava facendo una dimostrazione con mamma e zio Peppe… ed ora è stata rilasciata… si vede che non sono arrivate denunce!

Matteo                        Quando verrà Lena, ci spiegherà meglio, sono sicuro…

Maria                          Infatti… la banda era di quattro persone… lei l’hanno riconosciuta e la sorvegliano… e gli altri? Dobbiamo stare attenti!

Matteo                        Hai ragione… vado a prendere la mia mazza (esce)

Federico                      Allora io scendo… a dopo! (esce)

Matteo                        Eccola qua! Adesso la nascondo qui… (sotto il divano) così nell’eventualità, potremo difenderci!

Maria                          Va bene, vado a vestirmi! (esce)


atto secondo, scena Quinta: Matteo, Lena, Maria

Matteo                        Mi hanno lasciato solo! Abbandonato tra ladri e assassini! (lamentoso) Un povero padre di famiglia come me, che ha passato quel guaio con la consorte… abbandonato dai figli, nel pericolo totale…! (tende l’orecchio) Niente! Non s’impietosisce! Ma che starà facendo?

Maria                          (si affaccia dalle quinte e poi rientra) Io mi trucco e mi aggiusto un poco i capelli… col mio phon!

Matteo                        Il cannone? E per quanto tempo? Aspetta! Stacco! (va vicino al quadro elettrico e stacca alcuni interruttori, rimanendo in penombra) Dimmi quando finisci, qui sono al buio! (si mette sdraiato sul divano e si rilassa) E’ piacevole, però… concilia il riposo… oggi che giornata piena di novità… e non è finita! Chi sa lei quando finisce col phon… quel cannone è potente, ma non fa molto rumore…! Ahhh! Come si sta bene… che silenzio… che pace… quasi quasi… però… (si leva a metà dal divano e tende l’orecchio nella direzione della porta) Ue’…, ma questo rumore, viene dalla porta… troppo vicino… e questa è la serratura che scatta…! Adesso ti aggiusto io… (si nasconde dietro al divano)

Lena                            (entra, con la pistola puntata, volge le spalle al divano e si muove silenziosamente ispezionando la stanza; si ferma al centro)

Matteo                        (emerge con un sorriso diabolico da dietro al divano, con la mazza in mano, e si porta dietro Lena, colpendola sulla testa e facendola cadere a terra, tramortita) Ti ho preso, disgraziato! (va al quadro e rida’ corrente, facendo reilluminare la scena) Adesso chiamo la Polizia… uh, mamma mia, che ho fatto! E’ Lena! Aiuto, Maria!

Maria                          (accorre e riconosce Lena a terra; guarda la mazza nella mano di Matteo e strilla) Ahh! Assassino! Guarda che hai fatto! Butta via quella cosa…! Povera Lena!Chiama l’ambulanza! (prende il telefono) Federico! Chiama tutti e venite subito su! Lena sta qui, è… svenuta! Correte!

Matteo                        (parla sovrapponendosi a Maria) Si, subito! … Via dei Tigli, 35… interno 35, correte!

Maria                          Tu sei veramente un caprone! Meno male che non vedo sangue!

Matteo                        Ma io che ne sapevo? Lei ha aperto da sola la porta, dall’esterno… è entrata zitta zitta, come fanno i ladri con le chiavi false… ho pensato che fosse uno di loro… (si chinano entrambi su Lena, ancora esanime)


atto secondo, scena sesta: Matteo, Lena, Maria, Federico, Andrea, Carlo

Federico                      (entra di corsa) Che è successo?

Maria                          E’ successo che oltre ad una mamma pazza, abbiamo anche un padre scemo! Guarda qui che ha fatto…! Lena! Mi senti?

Lena                            (apre gli occhi e si alza, malferma, strofinandosi la testa) Chi è stato?

Matteo                        Lena, non so come scusarmi… sono stato io… ma tu sei entrata con un grimaldello… come una ladra… io prima avevo sentito che c’era brutta gente da queste parti… non avrei mai immaginato che fossi tu! Vieni, siediti… vorresti un poco di caffè?

(bussano)

Federico                      (apre e fa entrare Andrea e Carlo)

Andrea                        Lena… meno male… ti sei ripresa!

Carlo                           Maria ci aveva detto che eri svenuta…

Maria                          E che avrei potuto dire, per telefono? Quel… (punta il dito) …non voglio dire che cosa, le ha dato una botta in testa e l’ha tramortita! Per poco non l’uccideva!

Matteo                        L’ho presa per una ladra… oggi mi avete detto quelle cose, a proposito di quella brutta gente in giro, nel palazzo…

Lena                            Basta, va meglio! (si siede) Io ho bussato, sia il citofono che il campanello non funzionavano, fuori la corrente c’era, non era una cosa normale e allora… sono entrata con i miei mezzi…! Ho visto tutte le luci spente… pensavo proprio che c’era un malintenzionato…! La prossima volta starò più attenta! Ah… come fa male! Ma la corrente l’avete tolta voi?

Matteo                        E’ stato per il suo asciugacapelli con il motore atomico… se non spegniamo qualcosa, si stacca l’impianto …

Lena                            E vai a staccare proprio il citofono e il campanello? Quelli non consumano niente! Hi…! La prossima vota, telefono prima… o hai staccato anche quello?

Matteo                        No, no… ma tu guarda… che caso sfortunato… abbi pazienza…

Lena                            Lascia stare la pazienza… dammi un bicchiere d’acqua…! Anzi, no! Accetto il caffè!

Maria                          Una tazzina anche a me!

Federico                      Almeno con il caffè, abbiamo un padre che ci sa fare! Ehi, non ti dimenticare di me, neh?

Andrea                        Ma ce ne fosse un poco pure per me…?

Carlo                           …e per me, che sono digiuno?

Matteo                        Ah… Va bene! Grande successo…! Sono contento che non ti sei fatta troppo male…! (avviandosi verso la cucina) però io ho chiamato pure l’ambulanza! E adesso che gli diciamo?

Maria                          Niente…! Quando verranno, Lena la prende e va in ospedale per un controllo… naturalmente ci vai pure tu…

Federico                      Sì, ma questi sono veloci…! (a Matteo) Forza, non vogliamo perdere il tuo caffè, sbrigati!

Lena                            Hei, io non ti perdono se non ti muovi!

Matteo                        Sarò un razzo! (si dedica all’operazione, aprendo e chiudendo la chiave d’arresto)

Carlo                           Ma con che l’ha colpita?

Federico                      (prende il bastone da terra) Ecco, con questo!

Andrea                        Che diamine… con questo avrebbe potuto… farle molto male!

Maria                          See! Quello non ha muscoli! Pensa e scrive soltanto, e l’unico esercizio che fa è quando butta i sacchetti nella spazzatura…!

Lena                            Io non ho finito il controllo… e mi sento molto meglio… quasi quasi all’ospedale non ci vado…

Carlo                           Senti… adesso questa mazza la prendo io e faccio un giro nel palazzo… tu vai in ospedale e ti fai guardare un pochino… per prudenza… si vede che stai meglio, perciò ci vorrà pure poco… e stai tranquilla che se mi vede un malintenzionato, se ne scappa!

Federico                      Vengo pure io… dopo che ci saremo presi il caffè!

Andrea                        Mi unisco! Voi l’affrontate e io corro a chiamare gente…

Matteo                        (porta il caffè in tavola) Prima a Lena!

Tutti                             (sorbiscono il caffè, approvando con la mimica)

Lena                            Ahhh… Matteo, sei perdonato! Ragazzi, io approfitto… ma non fate sciocchezze… andate sempre in tre, senza separarvi mai! Cinque minuti, un giro su un paio di piani e poi rientrate! Se vedete qualcosa che non va, non intervenite, ma chiamate la Centrale! Fatemi stare tranquilla… ora scendiamo, così l’ambulanza non dovrà attendere…

Matteo                        Pronto… eccomi!

Maria                          Vengo pure io… Prendo le chiavi! (esegue ed escono tutti)


atto secondo, scena settima: Angela, Peppe

Angela                         (entra con Peppe) Ecco, qui possiamo parlare… tu sei uno scempio! Io… io divorzio da te! Non sono più tua suora!

Peppe                          Senti, tutte le volte che chiami, io presenzio, e tutte le dimostrazioni che vuoi, io ci sono, e tutti gli appiccicamienti tuoi, ti dò una mano, ma fare la femmina, non è cosa mia! E poi non te l’ho annegato, mi sono addossato anche i vestimenti… e gli scarpini! Solo che non sapevo che dire…

Angela                         E ti stavi con la bocca chiusa e denti azzeccati! Non può essere che tu vai dal Questore a questionare che ti succede se ti scambi con una galerata!

Peppe                          E già ti ho spiegazzato… quello era vecchio e pelatone, non teneva la divisione, niente cappello! Io l’ho questionato perché pareva un trafficatore!

Angela                         Denti azzeccati! Solo questo dovevi fare… e ti dovevi tirare bene i calzoni e bretelle! Quando il balanzone è sceso e sei caduto sulla scaleggiata, si vedevano troppo bene! E quelli che ridevano, che pareva stessero spaccandosi le panse… assassinio!

Peppe                          Però ce la siamo fatta! Entrati due, usciti tre… come volevi! Pesche non sei cantante?

Angela                         Perché c’è sempre primo problema urgentissimo e utilitario da risolvere, mi serve… ah, eccola! (prende la cartellina) Io devo fotocopiare! Devo dare a Polizia! Loro devono aiutare la nostra azione sanitaria! Facciamo copiatura in studio…

Peppe                          Ma che ci sta scritto?

Angela                         Messaggio terroristico… leggi!

Peppe                          “LAGNANZA TENUI COLORI!” Ma che è?

Angela                         (gli strappa i fogli da mano e legge anche lei) Questa cartellina non è buona! Questa è cartellina sbaragliata…è della criticona della galera d’arte! Io già ho sentito questo fraseggio… è famigliare! Ecco…! Polizia, solo loro possono avere deviato le carte…! Andiamo in  Polizia a pigliare le carte giuste! Io dimostro con fatti e scrittura la grande intrigazione e la vericità dell’attentato all’ospedale! Cammina! (rimette la cartellina sul tavolo e lo piglia per il braccio, trascinandolo fuori)

Peppe                          Io non voglio camminare! Polizia ci schiaffeggia in galera! Povero me! Ma che suora ho avuta…!


atto secondo, scena ottava:  Ernesto, Matteo, Maria, Federico, Andrea, Carlo

Ernesto                        (entrando con Federico, Matteo e Maria) Beh, comunque s’ è ripresa! (si siedono tutti)

Matteo                        Povera Lena… mi dispiace… vuol dire che la festa a sorpresa ce la fate quando ripiglia servizio…

Maria                          Tra una settimana almeno… e dopo che si sarà tolta quel turbante dalla testa!

Federico                      Ehi, io ho appetito…ma non mi va di stare in casa… vado a mangiare fuori…

Ernesto                        Ma come? E tutta quella roba che abbiamo? Rimani… anzi, va’ a chiamare Andrea e Carlo…! Facciamo lo stesso una festicciola… magari invitiamo qualche amico, e perlomeno ci divertiamo, alla salute di Lena!

Federico                      E secondo te, riusciremo a finire tutto?

Maria                          Ci sei tu e ci sta Carlo…  e poi non è detto che dobbiamo prendere tutto…

(bussano)

Matteo                        (va ad aprire) Ehi, ragazzi, venite giusto in tempo… (entrano Andrea e Carlo)

Andrea                        Allora, avete notizie di Lena? Come sta?

Ernesto                        Lena è a casa, con la testa fasciata che sembra un fachiro… ma sta bene, all’ospedale non è uscito niente, e poi ride, scherza… la festa la facciamo quando toglie il copricapo, però, visto che ci siamo, ci divertiamo alla sua salute…

Carlo                           Io ci sto… ma dobbiamo montare l’apparecchiatura…?

Maria                          No, ci mettiamo nello studio… è pulito, c’è il mio piccolo stereo… siamo in pochi…

Andrea                        Allora che aspettiamo…? Incominciamo!

Carlo                           Si, pure perché io vorrei due salatini,  tre o quatto pizzette…

Matteo                        Beata gioventù! Sempre affamata!

Maria                          Allora, ordine e precisione: Ernesto, tu prendi piatti, bicchieri, tovaglie e tovaglioli di carta e le buste di plastica; Federico, tira fuori del frigo pizzette, pesce, torta e una bottiglia di vino buono; Andrea, tu gli dai una mano a portare tutto, e a Carlo facciamo portare patatine, tarallucci e pizzette; prendete solo la roba nei piattini verdi! Non toccate i piatti rossi! Io … faccio strada!

Matteo                        Proprio come i soldatini di piombo… e poi criticano noi (i ragazzi si muovono senza ostacolarsi, ed escono in fila)           Buon appetito! Lo sapevo che era una festicciola tra loro, ma almeno…  

Federico                      (si affaccia dalla quinta) Ah… papà, puoi mangiare qualcosa anche tu, sei autorizzato…! (gesti da parte di Matteo) Però prendi solo i piatti verdi… quelli rossi sono… un poco speciali! Buon appetito! E domani… passa per lo studio, ci saranno i rifiuti da buttare! (esce)

Matteo                        E hanno sempre ragione loro! Meno male che sono autorizzato… a mangiare! E mi è andata bene che stavolta nessuno mi ha parlato d’insalata!

                                   

fine secondo atto


atto terzo, scena prima: Matteo, Antonio

(bussano)

Matteo                        Cominciamo proprio bene la giornata! Buon giorno, famiglia d’insonnoliti! Un momento, un momento...! (va ad aprire e fa entrare Antonio)

Antonio                        Scusate, permesso… sono qui per  la segnalazione di un guasto… (si guarda intorno, guarda bene in faccia a Matteo, e lo riconosce) Ma io qui sono già stato ieri! E’ un errore! Scusate, arrivederci! (fa per andare via)

Matteo                        Ma dove te ne vuoi scappare? (lo prende a forza e lo trascina dentro) Adesso sei qui… e non te ne vai… non ti mollo! Ieri era ieri…, oggi… bisogna fare un’altra… operazione! Hai la mia richiesta?

Antonio                        Si, ma ho letto solo l’indirizzo e l’interno… ho sbagliato! (prende la scheda) Questi appartamenti sono tutti uguali! Io non so niente! Qui non ci volevo venire! E’ un errore! Pietà, sono solo l’assistente tecnico… 

Matteo                        (minaccioso) Ti ho detto che ho chiamato… e che si deve fare un intervento d’urgenza alla povera malata…! Avanti, prendi la scheda e leggi la mia richiesta!

Antonio                        (intimidito) Una malata? (legge la scheda, facendola tremare tra le mani) “Causa lesione interna…”Mamma mia! “…non rilevata, abbiamo interrotto alimentazione, ” Questa è spacciata! “…con arresto totale acqua potabile, ” Ma manco una goccia? “…per evitare perdite di liquido; si attende intervento d’urgenza!”  Ma qui ci vuole un medico, o addirittura un chirurgo! Io non sono capace di fare operazioni di queste! E voi chiamate l’assistenza tecnica per… questo motivo?

Matteo                        E chi dovevo chiamare? L’ospedale? Il veterinario? Io ho chiamato l’assistenza! Sei venuto tu, e tu intervieni!

Antonio                        Voi non vi rendete conto… io me ne vado! (vede che Matteo assume un’espressione torva) …cioè… me ne vado… dopo che…

Matteo                        Hai capito eh? (lo prende e lo porta in zona cucina; durante il tragitto Antonio fa scena) Eccola! (indica la lavatrice)

Antonio                        Si… questa la conosco… me l’ha presentata ieri una signorina… c’era… (lo guarda, incerto) …il gusto era… “l’acciuga bloccata!”

Matteo                        Nella lavatrice? Era bloccata… per un pesce?

Antonio                        Non lo so se è pesce, mammifero, o che roba sia! Io non so niente!

Matteo                        Ma tu l’ha aggiustata e dici che non sai niente? Era solo ieri… ricorda… non hai neppure presentato il conto! Adesso le vorresti cambiare questo tubo che perde? Ho chiuso la chiave d’arresto generale per evitare che scenda l’acqua… e stiamo a secco! Non ci possiamo lavare, non si può cucinare! Ti sbrighi, per piacere?

Antonio                        Ah… ma è questa la malata?

Matteo                        E ti pare che stia bene, una lavatrice, quando perde acqua?

Antonio                        Scusate… avevo capito male…! Subito! (apre la borsa e si mette all’opera)

Matteo                        (mentre Antonio lavora, si va a sedere e parla fra sé) Cose da pazzi… quanta fatica che ci vuole per farsi capire… ah, quant’è bello parlare con gente… sveglia, che ti capiscono anche se non parli… Donato, e pure Vittorio… le serie perse! Speriamo che quei numeri vanno bene… tre, trentotto…

Antonio                        (aprendo la chiave di arresto) Scusate… io ho finito!

Matteo                        Di già?

Antonio                        Eh, era solo una fascetta allentata, le vibrazioni… ne ho messe due, ho serrato bene le viti… è risolto! Guardate… l’acqua è aperta, e gocce non ne cadono!

Matteo                        (si china per controllare) E’ vero! Bravo! Quanto ti debbo, anche per il servizio di ieri?

Antonio                        Niente… una fascetta… e poi ieri era solo un filo staccato… le vibrazioni! Il diritto di chiamata lo pagate sulla bolletta… ah, mi servirebbe una cortesia… se non vi dà fastidio, potrei sentire l’ufficio, per sapere se ci sono chiamate urgenti? Il mio telefono si è scaricato…

Matteo                        Vuoi chiamare il Centro assistenza?

Antonio                        No, no… chiamando quello, vi addebitano il costo… no, dovrei parlare col mio capo… ha un numero diretto! E se me lo fate voi, il numero. io ho le mani sporche, non vorrei macchiare l’apparecchio…

Matteo                        (tira fuori il telefono) Dici…

Antonio                        Tre, trentotto, sessantatre, quarantanove, nove…

Matteo                        Brutto disgraziato! Chi ti ha dato questi numeri?

Antonio                        (impaurito) Il mio capo… ma perché?

Matteo                        Tu sei veramente una spia… adesso ti acconcio io… (prende velocemente la mazza) Ieri ho quasi ucciso una donna, con questa… vieni qua! (insegue Antonio, che nel frattempo scappa)    

Antonio                        (uscendo) Aiuto, è pazzo, mi vuole uccidere…!

Matteo                        (esce inseguendolo con la mazza levata) Ladro di numeri! Spia! Truffatore! Fermati…! Fermatelo…! E’ un ladro…!


atto terzo, scena seconda: Roberta, Matteo, Angela

Roberta                       (si affaccia dall’ingresso) Permesso? C’è chelchen…? Si può…? Si può! (entra e guarda in giro in zona cucina) Vediamo…  niente  calendari… neanche una foto… un mazzo di chiavi… non c’è niente! (guarda sul tavolo, vede la cartellina e la apre) Ah, ecco… hmm… sarà l’opera di un poeta… “IGNORO LUCE INNALZATA!”… che maniera strana di scrivere poesie… una lettera per foglio… che spreco! (alza i cuscini del divano, e trova il bigliettino appallottolato) Ecco… questo è buono! (lo dispiega e legge) Tre, trentotto, sessantatre, quarantanove, nove… Sta scritto male, ma si legge… sembra un numero di telefono incompleto… me lo farò bastare! (lo mette in borsetta) E adesso aria! (esce con le dovute cautele)

Angela                         (entra dopo un istante) Ma dico io, oramai sei stravecchiato… non puoi più correre dietro a chi ha venti anni…

Matteo                        (entra usando la mazza come bastone da un lato, appoggiandosi ad Angela dall’altro e con passo strascicato) Ladro di numeri… un sacco di gente che guardavano… disonesti pure loro! Nessuno mi ha aiutato… io urlavo, e loro… ridevano!

Angela                         (lo porta verso il divano) I nostri vicini sanno del tuo spassatempio! Accovacciati sul divano…

(bussano; Angela molla improvvisamente Matteo, che cade seduto, e va ad aprire)

Matteo                        E meno male che c’era il divano! (mette la mazza sotto il divano) Chi lo sa, forse potrà servire ancora!

Roberta                       (entra) Ma cher ami’! Come stai? 

Angela                         Bellissima! (si scambiano effusioni) Benissimo! Vieni, sediamoci! Ci dobbiamo allineare! (si dirigono al tavolo, ignorando Matteo)

Roberta                       Allineare?

Matteo                        (tossisce, cercando di richiamare l’attenzione di Angela)

Angela                         Sì, allineare… tu dici a me cosa successo, e io dico a te fatti miei! Ok?

Roberta                       Ok! Ma quel… messie’… è kameriere domestiko? Fakkino?

Angela                         Ah, è il crapone di casa…! Pardon! No, quello è mon consorte, est disperazione, campare con lui… ma tanto è… non è pericoloso!

Roberta                       Ah… Compri’!

Matteo                        (ad Angela) Neh, che ne dici di uno straccio di presentazione? Chi è questa signorina?

Angela                         Ma che azzecchi tu? Stai sempre tra i calzini…! Uffa! Questa è quella che mi deve fare il servizio che ti dicevo! Roberta… ha un nome italiano, ma è francese! Invece costui… (indicandolo e facendo oscillare la mano) è mio marito! Va bene adesso, crapon?

Matteo                        (ad Angela, con intenzione) Mi chiamo Matteo! Piacere!

Angela                         Adesso noi andiamo a studiare nello studio! Abbiamo un problema di indagine sullo sventagliamento di ieri e uno di tur internazionale mostruoso delle mie operette… si venisse quel ritardato di mio fratello, fallo venire da noi! (a Roberta) Quello viene sempre in ritardo!

Matteo                        Ah, l’hanno rilasciato già? A proposito… stasera ho la cena con gli amici…! Dopo che avete finito di studiare… venite pure voi a mangiare?

Roberta                       (anticipando Angela) Molta gente? Gioli’! A me piace! Poi io avere pansa vacante!

Angela                         Poi vediamo… pardon! Prima noi studiare tutto piano azion, ok? Poi tu pensi a pansa! Andiamo, studente! (la prende per il braccio ed escono)


atto terzo, scena terza: Matteo, Donato, Vittorio

Matteo                        (rimasto solo) Eravamo a tre… i ragazzi sono a posto… ora siamo cinque… ma ci sarà roba per tutti? Controlliamo! (apre il frigo) Allora… cinque… cinque… cinque… pure cinque bottiglie… sembra fatto apposta! Peccato per i piattini rossi…! Meglio se fossero stati tutti uguali… Federico ha detto che la roba nel rosso era speciale… uh, ci sono pure tre bottiglie col tappo rosso! Devono essere proprio speciali pure quelle! Deciso! Agli altri dò la roba nei piatti verdi e io mi prendo i rossi! Eh, eh…! E se domandano…? Dico che sono conditi più degli altri…! Tutti hanno paura d’ingrassare… così le porzioni speciali me le mangio tutte io! (si frega le mani) Buono sì, scemo no!

(suonano)                    Ue’, un momento! (si reca ad aprire) Oh… venite, venite..

(entrano Donato e Vittorio)

Donato                        Ciao, Matteo… ci siamo incontrati per caso sotto l’ospedale, e Vittorio è venuto con me!

Vittorio                        Buona sera! (porge dei fiori a Matteo) Per la tua gentile signora, scommetto che ha lavorato, per preparare…

Matteo                        Grazie, i fiori le faranno molto piacere, ma lei non ha fatto niente! Modestamente, ho pensato a tutto io, e ho anche porzionato tutto! Così siamo liberi in tutto! Scusate, ma mia moglie viene tra poco, lei e la sua consulente… sono nello studio a finire una cosa …

Donato                        Va bene…! Mentre aspettiamo… un aperitivo?

Matteo                        Come no? Subito! (sistema i fiori e dopo prende una bottiglia dal frigo; apre e versa in due bicchieri di plastica) Ecco qua! Scusate la plastica…  ma dopo almeno non abbiamo la cucina intasata! (Donato e Vittorio prendono i bicchieri e rimangono in attesa)

Donato                        E tu?

Matteo                        Per me… è troppo freddo! Ne prendo un poco da quest’altra bottiglia! (apre una di quelle truccate, e si versa da bere) Ecco qua! Alla salute!

Donato                        Alla salute! (beve)

Vittorio                        Alla salute! E io di salute me ne intendo! (beve) 

Matteo                        Alla salute! (beve e poi rimane bloccato)

Donato                        (gli da’ una pacca sulla spalla, e lo fa deglutire) Bravo! Eccellente! Ha un profumo…

Vittorio                        …Sì, veramente buono… come se fosse…

Matteo                        (facendo delle smorfie) Aceto…?

Donato                        Ma quando mai? Ti senti bene…? Dammi la bottiglia, è sceso veloce… prendilo anche tu!

Vittorio                        Anche a me… se usassero questo, all’ospedale, se ne andrebbero tutti…

Matteo                        …al cimitero?

Vittorio                        Ma quando mai? Guariti, a casa!

Donato                        Non ci tieni compagnia…? Questo fa sangue!

Matteo                        (mentre Donato e Vittorio bevono e si vanno a sedere, tra sé) Questo fa schifo! Chi sa questi che bevono, di solito!

Donato                        Ue’, qui c’è una cartellina… Matteo… fosse il tuo sistema?

Matteo                        No… il mio sistema oramai è al sicuro! (si picchietta sulla testa) Ho dovuto fare questa scelta… ci sono in giro anche i ladri di numeri! Scusate, vado a vedere se le signore hanno finito … (esce)

Vittorio                        Scusa Donato… io sono curioso… (apre la cartellina, legge e rimane fermo)

Donato                        Ohè…! Che ci sta…?

Vittorio                        (pone i fogli di carta in successione) Qui ci sono degli spiriti …

Donato                        (legge)  “CANAGLIA! OZI NEL TURNO”

Vittorio                        Di chi è questa cartellina? Come hanno fatto a sapere…! Io me ne devo andare subito… Donato, scusami con Matteo… io ci tenevo tanto a quest’incontro, ma non ho trovato sostituti… e sono venuto lo stesso! Adesso sono di turno… e m’hanno scoperto! (si alza)

Donato                        (serafico) Ma no, siediti…! Tu stai dormendo! E’ successa la stessa cosa a Matteo… la cartellina è un sogno! Vai a letto, ti svegli e quella non ci sarà più!

Vittorio                        Ma che stai dicendo? Se io stessi dormendo… tu che ci fai nel mio sogno? Io adesso bevo… (esegue) …sento il gusto del vino, la temperatura… sono sveglio!


atto terzo, scena quarta: Matteo, Donato, Vittorio, Roberta, Angela

Matteo                        (entrando con Angela e Roberta) Eccole, hanno finito… ora possiamo mangiare in allegria… Donato, Vittorio… Angela, mia moglie e la sua consulente…

Vittorio                        Forse davvero è un sogno! Donato, hai proprio ragione… Roberta, ma che ci fai, qui? Signora… pure voi… vi ho vista ieri in ospedale… vi hanno rilasciata?

Roberta                       Ma io ti avevo detto… Pardon! Ti avevo enforme’ che avevo una cher amica e cliente da visiter!

Vittorio                        Ma come parli? Donato… tu sei un grande…! Questa non può essere realtà! Io sto dormendo in piedi!

Matteo                        Ma che succede?

Donato                        Ha trovato la tua cartellina!

Matteo                        Ah, non preoccuparti, Vittorio… stai dormendo! Appena ti svegli, quella sparisce!

Vittorio                        Ma io sto diventando pazzo… o i pazzi siete voi… Roberta, tu mi puoi aiutare, fammi capire…

Roberta                       Giame’! Io sono la “press agent” di Angela, hai capito, acconciaossa? Pardon… come si dice in franse’?

Angela                         Povera cara…! Ma ti stanno forse scocciando, questi?

Vittorio                        E vieni qui… fammi vedere se anche tu sei un sogno… (la tira per la borsetta, che cade e si apre)

Roberta                       (si china a raccogliere, aiutata da Vittorio) Tu… tu sei uno…

Vittorio                        …che ha passato un guaio grosso come a una casa! E che è questo…? (legge il bigliettino) Ti segni anche le estrazioni del lotto? Me li ricordo, li ho visti per televisione in ospedale, mi ricordavano un numero di telefono!

Matteo                        Fai vedere… io non ho avuto tempo… (prende il bigliettino e lo legge) Ma quello è il bigliettino che avevo scritto io! (a Roberta) Pure tu sei ladra di numeri? Vittorio… dici che sono usciti?

Donato                        Come? Sono usciti oggi?

Vittorio                        Oggi è sabato… sulla ruota di Roma, se non mi sbaglio… In ordine…! Tre, trentotto, sessantatre, quarantanove e nove!

Matteo                        Madonna santa! (cade svenuto sul divano)

Donato                        San Giuseppe! (cade anche lui svenuto sul divano)

Vittorio                        Ecco… stanno dormendo! Quando si sveglieranno, gli passerà tutto! (si rivolge a Roberta) Io invece mi sono svegliato da solo… dove hai preso quel biglietto? A questo, ti sei ridotta per far colpo ai tuoi clienti? Prendi la roba in casa altrui… quando nessuno ti vede?

Angela                         Già… Roberta… dove lo hai preso… e quando? E pesche lo tenevi costipato così? Aspetta, devo sanare un malato… (da’ un ceffone a Matteo, che si riscuote) Ohè, sveglia!

Donato                        (si riscuote al rumore, vede Matteo risvegliato, con gli occhi sbarrati) Io sono a posto! Mi sono svegliato da solo!

Vittorio                        (a Roberta) E allora? Puoi rispondere anche a me… sopratutto a me… addirittura sei diventata una ladra…

Angela                         Perciò la Polizia ti riconosceva… ieri, quando volevo sventagliare quell’attentato all’ospedale, sono arrivati a direttissimo da te!

Roberta                       Sì, avete ragione… il fatto è che quando uno comincia… a me non piace stare in casa… mi piace uscire, avere un lavoro mio, parlare con la gente…! Vittorio… mi dispiace… devi sapere… quando sono stata tre mesi fuori… ho vergogna… (si nasconde la faccia tra le mani)

Vittorio                        … di dirmi che sei stata in galera? Lo sapevo…! Sono stato informato dalla Polizia… pensavo a un errore, un ingiustizia…! Tu non mi hai mai detto niente… e io non ho voluto mortificarti…! Ma adesso…

Donato                        Adesso… Vittorio ha una sorpresa per te!

Vittorio                        Roberta, domani andiamo insieme al lavoro! T’hanno dato il posto al centralino dell’ospedale… lì potrai parlare con tanta gente e sarai indipendente!

Roberta                       (ancora con la faccia tra le mani, assentisce)

Angela                         Viene, Roberta… vieni a lavarti la faccia… hai visto che ce l’hai fatta? Hai preso possesso del centralino dell’ospedale! Brava! (vedendo che non si muove)  E velocipede! (la prende come al solito per il braccio e la porta fuori)


atto terzo, scena quinta: Matteo, Donato, Vittorio

Donato                        (si rivolge verso Matteo, ancora seduto e silenzioso) Matteo… Matteo! Sveglia…! Siamo rimasti fregati, eh?

Matteo                        (trasognato) Ieri dissi: “I numeri escono come vogliono loro!” Non avrei dovuto dirlo… mi ha portato sfortuna…

Vittorio                        Tu ti devi svegliare, ma sul serio! Hai centrato una quintina sulla ruota giusta! Il tuo sistema è una bomba! Si deve solo perfezionare, sai senz’altro come…

Donato                        Noi ti aspettiamo! E chi ti lascia?

Vittorio                        Pure se non ho più bisogno come prima… siamo sempre soci!

Matteo                        Ma adesso Angela… e tua moglie?

Vittorio                        Falle parlare… Roberta sicuramente si sta sfogando… tra donne è un’altra cosa!

Matteo                        Allora…, facciamole vedere noi che sappiamo fare! Ordine e precisione: Vittorio, tu pigli piatti, bicchieri tovaglie e tovaglioli di carta e le buste di plastica in cucina; Donato, tira fuori dal frigo pizzette, pesce, torta e una bottiglia e vino; io porto patatine, tarallucci e pizzette; cominciamo a preparare la tavola!

(i tre si muovono ostacolandosi continuamente, soprattutto per mettere la tovaglia sotto i cartocci, ma alla fine riescono a sistemare i cartocci sulla tavola)

Matteo                        (durante le fasi di preparazione) Ma come hanno fatto quelli ieri? Erano lo stesso numero… e noi perché non ci troviamo?

Donato                        Finito, ce l’abbiamo fatta! Ora devono solo tornare …


atto terzo, scena sesta: Matteo, Donato, Vittorio, Angela, Roberta

Angela                         (entra con Roberta) Ecchece qua!

Vittorio                        Roberta… come andiamo? Ti senti meglio?

Roberta                       Sì…

Matteo                        Sediamoci! (tutti si siedono) Ah, chi avesse problemi di linea, non prenda i piatti rossi… sono super conditi…

Tutti                             “No, grazie”, “E chi lo vuole?”, “Vattene!”, “Quando mai…!”

Donato                        Scusate… tutto molto bello… a me sta venendo proprio fame…

Vittorio                        Malattia contagiosa …

Matteo                        E allora, avanti…! Patatine, tarallucci e pizzette! (tutti si servono, prendendo i piattini verdi)

Angela                         (gli porge il piattino rosso) E questo per te! Bon petito!

(tutti mangiano, soddisfatti; Matteo ha delle difficoltà di masticazione)

Matteo                        Certo che questo sale è… un poco duretto!

Angela                         E non fare tutto questo rumore a tovaglia… sembri una grattatura!

Donato                        (apre una bottiglia) Allegria! Alla salute di tutti quanti!

Matteo                        (si serve dalla bottiglia truccata) Salute… però questo vino è… un poco forte!

Vittorio                        Roberta, ti piace? Un altro goccio?

Matteo                        Queste patatine sono un poco… salate per me… e pure i tarallucci…

Angela                         Appizzettati, allora! (gli porge una pizzetta, ma mentre egli sta per prenderla, ritira la mano) Ah, già… tu vuoi quelle con più complimenti… (mangia la pizzetta che prima aveva offerta) Buona…! Sofficina e croccante!

Matteo                        (prende una delle sue pizzette e cerca di masticarla) Buona…! Forse però questa… ha una mozzarella… diversa!

Donato                        Dov’è la tua bottiglia? Bevi un poco… mi meraviglia che trovi questo vino qui troppo freddo… scende che è una delizia!

Roberta                       Vittorio… per piacere… un poco pure a me… però quello freddo…

Vittorio                        Subito! (esegue) Angelina, voi?

Angela                         Sì, una goccia…

Matteo                        (prende la sua bottiglia, si versa da bere, e cerca di deglutire, con evidenti sforzi) Ma come sono buone…!

Angela                         Non mi dite che vado espressamente, ma questa roba m’ha fatto svincolare il petito! Matteo, lo vuoi un poco di pisciolino? Tiè! (gli da’ il solito piattino rosso) Con questa porziuncola, io nun ci fabbricasse niente!

Matteo                        Si, è meglio… un poco di pesce… (mangia) ma… m’ha pugnalato!  (estrae uno stuzzicadenti dalla bocca) Ma che razza di pesce è? Questa spina sembra di legno!

Donato                        Eh, sono uscite spine? Il mio filetto è pulitissimo!

Angela                         Neppure io ne ho trovate… Roberta?

Roberta                       Squisito e pulito… proprio buono!

Vittorio                        Evviva il cuoco… o la cuoca… insomma chi l’ha fatto!

Matteo                        Stasera non so che mi sento… non c’è niente che mi piaccia… voglio provare la torta…

Angela                         Ma come sei pressante! …Tiè, piglia questa fetta rossa!

Donato                        Con la torta ci vuole il brindisi…! Brindiamo al lavoro di Roberta, ai successi di Angela e… al sistema di Matteo!

Tutti                             Auguri, auguri…

Vittorio                        Matteo… io sono disponibile se vuoi aiuto per controlli al sistema …

Matteo                        (che ha mangiato il dolce, facendo scena) Stasera veramente non so che mi sento… mi fa male lo stomaco… (si alza e va verso il divano) scusate… mi vorrei stendere… (si butta a corpo morto)

Angela                         Matteo, sei spacciato? (gli va vicino)

Donato                        (corre vicino al divano) Matteo, che ti piglia?

Vittorio                        (corre vicino al divano con Roberta) Matteo, non farci questo scherzo…!

Angela                         (corre vicino al divano e lo scuote) Andiamo, crapone, parla! Come ti senti?

Matteo                        …schifezza! Vampate di caldo… sudo freddo… la bocca amara …!

Angela                         (a Donato) Velocipede… il bicchiere! Facciamolo abbeverare!

Donato                        (prende il bicchiere e lo fa bere, a forza) Piglia questo… non è quello freddo… ti farà bene!

Matteo                        (dopo aver bevuto, sputacchiando, si siede sul divano) Basta! Questa è una schifezza! Ma come fate a bere questa roba? Mamma mia… che arsura…

Angela                         Il gelato! (prende la fetta rossa) Questa è tua… ma andante piano, è freddoloso!

Vittorio                        Angela aspettate… questo è mestiere mio! (prende un cucchiaino e lo imbocca a forza, stringendogli il naso) Fai conto che è medicina! Forza!

Matteo                        (si divincola, ma viene trattenuto da Donato e da Angela; alla fine si rilassa completamente) Basta… adesso forse mi sveglierò… e mi passa… (chiude gli occhi)

Angela                         Matteo, sei spacciato…? Rispondi!

Donato                        Vittorio… mi sa che… rimaniamo fregati!

Vittorio                        Hai visto? Il sistema lo doveva cacciare prima!

Roberta                       Povero cristiano! Ma non si può chiamare un’ambulanza?

Matteo                        (aprendo un occhio, con voce flebile) Non la voglio…! Sto dormendo… forse mi sveglio subito …

Angela                         Ha pallato! Bravo!

Vittorio                        Ma che t’è preso? Dove ti fa male? Andiamo in ospedale… Madonna! Mi sono dimenticato che mi hanno pizzicato fuori, durante il mio turno…! Devo correre…!

Donato                        Ma no, allora stavi dormendo!

Roberta                       Ma hanno telefonato? Vittorio, non capisco… come t’hanno trovato? Sapevano che venivi qua?

Angela                         Roberta è ragionevole! Vitto’, ma come lo sapessi che ti hanno tenagliato?

Vittorio                        Nella cartellina… c’è un messaggio per me…

Matteo                        (si tira un poco su) Vittorio, dammela…

Vittorio                        (esegue) Ma che vuoi fa’?

Matteo                        Attacca le lettere sul muro… vieni… comincia d a questa…

Vittorio                        (esegue e compone le parole “CONGRATULAZIONI LENA!”)  Ma allora si erano mischiate le lettere!

Angela                         Pure io sono stata avvolta…! Allora non era attentamento!

Donato                        Matteo… come va?

Roberta                       Matteo… come vi sentite…?

Matteo                        Come se avessi mangiato una cedrata col cartone piccante, sale, aceto e… sabbia!

Angela                         Povero caprettino mio! Ma quando hai mangiato questa schifezza?


atto terzo, scena sesta: Matteo, Donato, Vittorio, Angela, Roberta, Maria, Federico, Ernesto

(entrano Maria, Federico, Ernesto, cantando “tanti auguri a te”)

Maria                          Uhe’, quanta bella gente… buonasera…

Federico                      Papà, come il solito hai esagerato a mangiare… o è stato il vino?

Ernesto                        Bravo! Hai messo le lettere! Chi ti ha detto che Lena sta venendo?

Matteo                        Lena? Sta venendo?

Federico                      Sì, si sente talmente bene che ha tolto il turbante… l’abbiamo invitata per stasera… insieme agli altri amici… ti fa piacere?

Matteo                        Certo! Però… c’è un problema …

Maria                          Ho capito! Hai bevuto tutto il vino?

Ernesto                        Hai mangiato tutti i dolci?

Federico                      Avessi mangiato tutto il gelato?

Angela                         Ah, ma allora era roba vostra… noi abbiamo fatto una riunione compitale e… ci siamo mangiato tutto …

Maria                          Ma voi vecchi perché non vi state mai fermi? Ecco, noi non siamo liberi di mettere le nostre provviste in frigo! Tu non hai fatto spesa, vedi il frigo pieno, sai che c’è una festa… e che fai?

Federico                      Vi mettete sotto e distruggete… il nostro lavoro!

Ernesto                        Chi rompe, paghi! Abbiamo tempo, per fortuna… si può rimediare!

Angela                         Io posso friggere uova di galline!

Roberta                       Se volete, io sono brava a fare la macedonia

Donato                        Ragazzi, mi dispiace ma eravamo in buona fede… qualche bella pizza vi va bene?

Vittorio                        Io ho una convenzione con una rosticceria e una gelateria… posso chiamare…

Matteo                        No, chiamo io…! Quando viene Lena? Quanti ne siete?

Maria                          Beh, doccia, shampoo, scelta vestito, accessori… due ore! E siamo a sei, ma contane otto!

Federico                      Stai pensando a Carlo, vero?

Matteo                        Allora, ragazzi, che ordino?

Federico                      Quello che hai mangiato… facile, no?

Matteo                        Portatemi un telefono…

Angela                         Io chiamo! Io faccio l’ordinazione!

Maria                          No! Ferma… mando io il messaggio alla rosticceria centrale… con consegna a domicilio…! (si china sul telefono ed opera)

Vittorio                        Scusate… adesso credo che i ragazzi vogliano il loro spazio… io e Roberta ce ne andiamo… domani abbiamo una grande giornata…

Roberta                       Si… Angela… scusa ancora! E grazie a tutti…

Angela                         Bellezza! (scambio di abbracci ed effusioni) Domani sarò in aspettativa… fatti vedere quando esci! Io staziono a pigione, quando vuoi venire, mi trovi qui! Pure con Vittorio… ci facciamo chiacchiere crociate!

Roberta                       Va bene… allora ci vediamo domani! Arrivederci!

Vittorio                        Buonasera a tutti, grazie, Matteo e… non ti dimenticare che siamo sempre soci! Arrivederci a domani!

Ernesto                        (li accompagna) Prego, prego… arrivederci!

Donato                        Matteo, si è fatta ora… vi saluto pure io! Che sfortuna con quei numeri… ma dobbiamo insistere siamo sulla strada giusta… sempre soci! Ciao, ciao Angela, ciao a tutti!

Maria                          Finito! Ho chiesto consegna espresso, tanto non pago io…! (accompagna Donato) Ciao, Donato, buonanotte… (ritornando) Il bagno è prenotato! Mi devo mettere un poco a posto… un’oretta, e poi forse sarà libero! (esce)

Matteo                        Non mettere in moto il cannone!

Ernesto                        Peccato per le porzioni rosse… ora non c’è più tempo per farle! Tu che ne dici, Federico?

Federico                      E chi ce la fa? In due ore… magari un riposino…

Ernesto                        Sono d’accordo! La giornata è stata faticosa e poi stanotte si balla!

Federico                      Davvero! (escono)

Matteo                        E così c’è solo da aspettare la consegna… Angela, si dovrebbe mettere un poco a posto la stanza, sgombrare il tavolo…

Angela                         Eh, si? Hai ragione… fallo tu! Io ho determinato una decisione! Finisco tutte le mie operette incominciate e poi Roberta ed io le andiamo a vendere! Quella conosce molta gentaglia con i soldi! Facciamo affarucci!

Matteo                        Se liberi lo studio scommetto che davvero fai… no, non scommetto…

Angela                         Per la monnezzaglia ci pensi sempre tu, quello è il tuo lavoro! Io mi ritiro con la mia genealogia, e attacco la Carretta!

Matteo                        La carretta? E a quale cavallo?

Angela                         Crapone ignorante! La Carretta è la tartarugola! Vado a finite la mia “Carretta che mangia la propria coda”! Già, ma tu l’arte non sai dove sta a pigione! (esce)


atto terzo, scena settima: Matteo, Antonio

Matteo                        (lamentoso) E mi hanno lasciato solo un’altra volta! Con una stanza da riordinare e i rifiuti da gettare! Un povero padre di una famiglia dispersa, che ha passato quel guaio con la consorte… abbandonato dai figli, tradito dai numeri, dopo che ha mangiato le schifezze… con il pericolo di un’ulcera…

(bussano)

Matteo                        (va ad aprire e fa entrare un fattorino con scatole sovrapposte che gli coprono anche la faccia) Ah, ecco la consegna… venite qua, per favore…

Antonio                        Si, vengo… (si ferma vicino al tavolo ed appoggia la pila di scatole, rimanendo col volto nascosto dietro ad esse) Su ogni scatola è segnato il contenuto…

Matteo                        Allora, verifichiamo… (prende le scatole una alla volta, legge, approva, e comincia a formare un’altra pila; a un certo punto sbircia oltre gli involti e vede Antonio, che non si è ancora reso conto della situazione) Va bene… va bene…va bene… giovanotto, da quanto tempo fate il fattorino? 

Antonio                        Ah, sono quattro mesi…

Matteo                        Che bravo…! Lavorate bene, fino adesso niente errori…! E… guadagnate bene?

Antonio                        Beh, non molto ma mi aiuto con le mance… oggi i soldi sono necessari… ho anche un altro lavoro… e studio!

Matteo                        Ah, siiii?  (prende, non visto da Antonio, la mazza da sotto il divano e se la mette vicino) E io scommetto… sì, scommetto… che indovinerò l’altro lavoro che fai… ci stai a puntare qualcosa?

Antonio                        Io lavoro per pagarmi l’università… oggi se non c’è almeno un buon pezzo di carta che aiuta, lavoro serio non se ne trova, e allora non faccio scommesse…! Il denaro mi serve tutto, fino all’ultimo centesimo!

Matteo                        E io scommetto lo stesso… che tu fai il ladro di numeri! (sposta di scatto le scatole, e scopre la faccia di Antonio)

Antonio                        Forse sto dormendo! Questo è un incubo! Ma così brutto non l’ho mai avuto! (indietreggia verso la porta) Ma perché si somigliano tutti quanti, questi appartamenti? Meglio che faccio un poco di moto… forse mi sveglierò!

Matteo                        (avanza con la mazza levata) Allora, che dici? Ho vinto la scommessa?

Antonio                        (si precipita fuori) Aiuto! E’ pazzo, mi vuole uccidere…!

Matteo                        (esce inseguendolo con la mazza levata) Ladro di numeri! Spia! Fermati…! Fermatelo…! Truffatore…!

fine

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