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UNA STRANA SIGNORA

UNA STRANA SIGNORA

DUE ATTI E DUE QUADRI DALLA FAVOLA “AVVENTURA DI UNA SCIMMIETTA PARLANTE”

Spiegazione

Una scimmietta parlante fugge di notte dalla sua gabbia nello zoo. Si mette gli abiti della moglie del guardiano e, andando in giro per la città, capita in una panetteria. Qui la scimmietta si fa dare del pane e se lo mangia seduta sul pavimento, invano sollecitata dalla commessa a pagare. Alla fine la commessa, che crede che la scimmietta sia una donna un po’ strana, chiama la polizia. In questura avviene l’interrogatorio con la strana signora.


Frida

LIBERO ADATTAMENTO DELLA FAVOLA:

“AVVENTURA DI UNA SCIMMIETTA PARLANTE”

a cura di CARMELA BARBATO per l’associazione il COLIBRI’

COMMEDIA IN DUE ATTI E DUE QUADRI

PERSONAGGI

ORSO REGISTA CUCCIOLO D’ORSO ASSISTENTE LEONE LI E YU LE 2 GRU DANIELE L’ELEFANTE NELLO IL CAMMELLO 3 PAPPAGALLI 4 SCIMMIETTE SIMONE IL PADRONE DELLO  ZOO SIGNOR LEO GUARDIANO DELLO ZOO CLIENTE POLIZIOTTO BRUNO POLIZIOTTO BIONDO

SCENARIO

La scena si apre sul giardino di uno zoo. Vi sono alberi sullo sfondo e alcune gabbie di animali. In una gabbia in primo piano ci sono tre simpatiche scimmiotte e in un’altra, da sola, c’è Frida, la scimmietta parlante. Si sentono, vicine e lontane, voci di animali: cinguettii, ruggiti, strani versi.


PRIMO ATTO

ORSO REGISTA (entra, affannato, rivolto ad un ipotetico tecnico posto in fondo alla sala) BONA A PRIMA!....BONA A SECONDA!.... DAMME LE LUCI!.......NON COSì!.....SPARALE AL CENTRO……POSIZIONA LA CAMERA!.....DAMME A UNO SULLE SCIMMIETTE!.... A DUE SU FRIDA!.........NAMOOOOO!!!!!!!!........

CUCCIOLO D’ORSO (portandosi verso le gabbie) CIAK 1! CIAK 2! SI GIRA RAGAZZI……. FRIDA 1!..... VAI ERNESTA………(raggiunge l’oro di lato alla gabbia di Frida)

Occhio di bue sulla gabbia dei leoni

ERNESTA(con atteggiamento flemmatico si incipria le guance) SONO ERNE…….

TUTTE LE SCIMMIE  STA!

ERNESTA QUI DI FIANCO, A ME ACCANTO…. C’E’ IL LEONE!......CHE PIU’ DI TUTTI E’ UN GRAN…….

TUTTE LE SCIMMIE (Guardandosi furbescamente ) ULLALA’!..............

ERNESTA MA CHE COSA AVETE CAPITO….? MARPIO-NE….

TUTTE LE SCIMMIE (ridono a crepapelle)

LEONE (simulando un ruggito) BUONGIOURRRRRR! CHE BELA GIOVNATA VAGAZZI! IL VE DELLA FOVESTA è’ CONTENTO DI AUGUVAVE UN BUON ASCOLTO A TUTTO IL PUBBLICO QUI VACCOLTO . OVSU’ CON CALMA E CON INTENTO NOI VI ANDIAMO A VACCONTAVE DI COSE CHE NON SI PUO’ UDIVE. CEVTO CVEDEVLO E’ IVVEALE MA NOI, LO ANDIAM A VAPPVESENTAVE (RUGGISCE).

TUTTE LE SCIMMIE (applaudono entusiaste)

LEONE OVA AMICI DELLO ZOO, OCCOVVE CHE VI PVESENTIATE UN PO’.

Musica,barrito, entrata in scena di Dante e Nello, danza

ELEFANTE SONO DANTE L’ELEFANTE, INSIEME CON L’AMICO NELLO, CHE SIA CHIARO E’ UN GRAN CAMMELLO, VENGO DAL LONTANO ORIENTE. VIVO QUI DA MOLTO TEMPO…., E NON SON COSI’ CONTENTO.

CAMMELLO SPESSO NOI CI SI TROVA A PENSARE….DI POTER UN DI’ TORNARE….. A VAGARE LIBERI E BELLI NEGLI SPAZI AMPI E NOTI….. DI UNA TERRA ORMAI LONTANA DOVE TUTTI NOI AVEVAM TANA….. SALEM!

ELEFANTE ALEKUM SALEM! (danzando escono di scena; gli animali appaiono entusiasti)

ERNESTA STA’ BBENE!....ANDIAMO AVANTI… A CHI TOCCA RAGAZZI? (si sentono le note della Carmen) UUUU!..... QUELLA SMORFIOSA!.......

GRU (entra in scena impettita simulando il canto) SALVE AMICI LI E YU DELLO ZOO LE UNICHE GRU. CERTO A VOLTE CI SI ANNOIA MA SI SUPERA IL MOMENTO INTONANDO UN GRAN BEL CANTO, IL NOSTRO CANTO VA AD ALLIETARE CHIUNQUE HA VOGLIA DI ASCOLTARE. PER VOI E PER LORO SI INTONERA’ LA CANZONE TURANDOT……. DO RE MI FA SOL LA SI DO RE MI FA SOL LA SI DO (esce di scena)

SCIMMIETTE si tappano le orecchie, fanno cenni di disapprovazione)

ERNESTA GESU’, GESU’, GESU’,…… E QUA NON SE NE PO CCHIU’….. CHE CI VOLETE FARE….. QUESTE SONO UN GUAIO PASSATO…..CORAGGIO ANDIAMO AVANTI….. SU, SU, RAGAZZI UN PO’ DI VITA!........

Alli galli, entrata in scena dei pappagalli

1 PAPPAGALLO SIAM PAPPI

2 PAPP. GILLI

3 PAPP. E GIALLI

1 PAPPAGALLO DELLO ZOO I PAPPAGALLI

2 PAPP. GALLI

3 PAPP.GALLI

1 PAPPAGALLO IO SON PAPPI

2 PAPP.IO GILLI

3 PAPP. IO GIALLI

1 PAPPAGALLO NOI BALLIAM DA MANE A SERA

2 PAPP.SERA

3 PAPP.SERA

1 PAPPAGALLO ANCHE QUI C’E’ LA BUFERA

2 PAPP. FERA

3 PAPP.SERA

2 PAPPAGALLO IO SON GILLI

1 PAPP.IO PAPPI

3 PAPP. IO GIALLI

TUTTI E TRE NOI BALLIAMO L’ALLI GALLI (su trombe cammello ed elefante)

LEONE  CHE BVVVVAVI!

MUCCA PAZZA SONO CAROLAZZA! LA MUCCA…..PAZZA

UN OCCHIO DI BUE SU DI ME

DUE OCCHI DI BUE SU DI ME

TUTTI GLI OCCHI DI BUE SU DI ME…..

MUUU AH! AH! AH! MUUUU

TUTTI : OH! NO!

ORSO( si porta al centro del palcoscenico seguito dall’assistente) OK…..OK……STOPPA….SEMO AR COMPLETO!......FAMO IN FRETTA…….APRI A GABBIETTA……ER MICROFONO A SCIMMIETTA…..CHI E’ DI SCENA…..C’E’ SIMONE……LUI D’O ZOOO E’ ER PADRONE

Escono di scena , entra Simone

SIMONE  DELLO ZOO SONO IL PADRONE, E VI DICO AMICI CARI, CHE L’INTRIGO CUI ASSISTERETE, NON DI POCO CAMBIO’ LE METE DI COLORO CHE NON SAPENDO, GLI ANIMALI VAN CHIUDENDO, DENTRO LE GABBIE BUIE E FREDDE, SENZA AMORE, SENZA NIENTE…. OR NON VOGLIO PIU’ TEDIARVI, LORO, ANDRAN A RALLEGRARVI CON LA STORIA ALLEGRA UN PO’ DI CHI CAMBIARE UN DI’ PROVO’.buio voci di animali

SIGNOR LEO (Entra con un cesto pieno di pane e un altro cesto con noccioline americane. Si avvicina alle varie gabbie e distribuisce pane e noccioline alle scimmiette) PRENDI, TATA’, TI PIACCIONO LE NOCCIOLINE, VERO? PRENDI, GIAGIà, ECCO A TE LALA’ SEMPRE ULTIME E PIPPI E TITUMPA’

Le scimmiette si accalcano alle sbarre della gabbia e ,con strilli e grida di gioia, prendono il pane e le noccioline e si mettono a mangiare voracemente.

FRIDA (dalla sua gabbia chiama gridando) EHI, AMICO, A ME NON DAI NIENTE?

SIGNOR LEO UN PO’ DI PAZIENZA, FRIDA, E ARRIVO. SAI BENISSIMO CHE CE N’E’ PER TUTTI (si avvicina). ECCO QUA, MONELLACCIA. DA QUANDO TI HO INSEGNATO A PARLARE, SEI DIVENTATA PREPOTENTE.

FRIDA PERDONO, PERDONO, NON VOLEVO ESSER SGARBATA. AVEVO PAURA CHE TATA’, GIAGIA’ PIPPI E TITUMPA’ SI MANGIASSERO TUTTO IL PANE.

SIGNOR LEO  ECCO QUA, DUE PANINI E UN SACCHETTO DI NOCCIOLINE. SEI CONTENTA?

FRIDA GRAZIE AMICO. NON C’E’ NIENTE DI Più BUONO DEL PANE (si siede in un angolo e in un secondo divora i due panini, spruzzando bricciole dappertutto).

SIGNOR LEO ME NE DEVO ANDARE UN PO’ PRESTO QUESTA SERA, PERCIO’ TI SALUTO, FRIDA. CI VEDIAMO DOMANI MATTINA.

FRIDA DOVE TE NE VAI, SIGNOR LEO?

SIGNOR LEO VADO AL RISTORANTE CON MIA MOGLIE: E’ IL SUO COMPLEANNO.

FRIDA VA PURE VIA TRANQUILLO, SIGNOR LEO. FARO’ IO LA GUARDIA E CONTROLLERO’ CHE TUTTO, QUESTA NOTTE, VADA BENE.

SIGNOR LEO (ridendo) GUARDA, GUARDA, ADESSO SONO LE SCIMMIETTE CHE FANNO LA GUARDIA ALLO ZOO.

FRIDA E’ PROPRIO COSI’, SIGNOR LEO. NOI SCIMMIE SIAMO CAPACI DI FARE QUALSIASI COSA, SE LO VOGLIAMO.

SIGNOR LEO  A ME BASTA CHE TU TE NE STIA BUONA E CHE NON MI METTA A CANTARE IN PIENA NOTTE, COME HAI FATTO LA SETTIMANA SCORSA.

FRIDA (mettendosi una mano sul cuore) PROMESSO, AMICO, FARO’ LA GUARDIA ALLO ZOO E NON CANTERO’, PAROLA DI FRIDA.

SIGNOR LEO  BRAVA. IO ME NE VADO, BUONANOTTE.

Se ne va. Per un po’ risuonano i suoi passi, poi si sente un rumore di cancello che si chiude e la voce del guardiano lontana.

SIGNOR LEO FATE LE BRAVE, SCIMMIETTE. DOMANI MATTINA VI PORTERO’ LE CARAMELLE

SCIMMIETTE CARAMELLE?!? PUHA!!!!

FRIDA CARAMELLE ? (sputa per terra) NON MI SONO MAI PIACIUTE. PREFERISCO UN CHILO DI PANE.

Si fa silenzio. Le scimmiette Tatà, Giagià e Lalà, dopo avere un pochino giocato a rincorrersi da un lato all’altro della loro gabbia, si stendono per terra vicine e si addormentano.

FRIDA (appoggiata alle sbarre della gabbia guarda lontano) LA’ IN FONDO C’E’ LA CITTA’. MI PIACEREBBE ESSERE UNA RAGAZZA E PASSEGGIARE SUL MARCIAPIEDE E MANGIARE TANTO PANE. MI PIACEREBBE.

cade il silenzio. Si sentono suonare le ore: otto rintocchi. Si fa un po’  buio sulla scena.

FRIDA (guardando le scimmiette addormentate) LE SORELLINE DORMONO, MA COME SI FA A DORMIRE QUANDO SI VORREBBE FARE UNA PASSEGGIATA FUORI DA QUESTA PRIGIONE? (scuote le sbarre della porticina della gabbia e questa inaspettatamente si apre) EHI …..EHI…  PER CENTOMILA BUCCE DI BANANA, PER MILLE DATTERI, PER DIECI NOCI DI COCCO, IL SIGNOR LEO SI E’ DIMENTICATO DI CHIUDERE!

(esce dalla gabbietta e si muove cautamente sul palco. Rivolta al pubblico) SONO LIBERA, FORSE E’ UN SOGNO. (si pizzica, si dà sberle in faccia, fa smorfie e salti).

NON E’ UN SOGNO, NON E’ UN SOGNO, SONO LIBERA, LIBERA , LIBERISSIMA. UNA SCIMMIA LIBERA, UNA SCIMMIETTA LIBERA E PARLANTE (parla agitandosi, gridando, saltando a destra e a sinistra. Poi si ferma pensierosa) CALMA, BISOGNA STARE CALMI (guarda le scimmiette addormentate).

BUONANOTTE! LORO DORMONO, IO VADO A CERCARE DEGLI ABITI DA RAGAZZA (guarda fuori scena, facendosi schermo con la mano). ECCO, IL GUARDIANO E SUA MOGLIE SE NE STANNO ANDANDO, ECCOLI, SALGONO IN MACCHINA. ECCO, AVVIANO IL MOTORE (si sente in lontananza il rumore di un motore appena acceso e subito dopo quello delle ruote della macchina sulla ghiaia) SE NE VANNO, SE NE VANNO. SE NE SONO ANDATI (salta di felicità). SAPETE CHE COSA FA ADESSO UNA SCIMMIETTA PARLANTE? (rivolta al pubblico) VE LO DICO IN UN ORECCHIO (molto sottovoce). ENTRA DALLA FINESTRA DELLA CASA DEL GUARDIANO E SI METTE I VESTITI DELLA MOGLIE DEL GUARDIANO (si ferma, guarda il pubblico pensierosa). NON AVETE SENTITO? VE LO RIPETO (gridando a squarciagola). UNA SCIMMIETTA PARLANTE ENTRA DALLA FINESTRA DELLA CASA DEL GUARDIANO E SI METTE I VESTITI DELLA MOGLIE DEL GUARDIANO.

TATA’, GIAGIA’ E LALA’ si svegliano spaventatissime e corrono alle sbarre della loro gabbietta per vedere che cosa succede, saltando qua e là per capire.

FRIDA ANDATE A DORMIR, BAMBINE, NON E’ SUCCESSO NIENTE. SONO SOLTANTO USCITA MOMENTANEAMENTE DALLA GABBIA. VADO A FARE UNA COMMISSIONE IN  CITTA’

Esce dalla scena e si sente la sua voce che si allontana. TORNO SUBITO, VADO E VENGO.

Si alza una musichetta allegrissima, mentre cala la tela.

SECONDO ATTO

PRIMO QUADRO

Interno di una panetteria. Alle pareti scaffali con ogni tipo di pane. Dietro il banco una giovane commessa sta pesando del apne per un cliente.

COMMESSA (Al cliente) DESIDERA ALTRO, SIGNORE?

CLIENTE IL SUO SORRISO SIGNORINA, OGGI E’ DAVVERO SPLENDIDA

MOGLIE DEL CLIENTE (entra affannata) MARCO SEI PASSATO TU A PRENDERE IL PANE…..DA QUANDO AL BANCO C’E’ LA SIGNORA EMILIA…..A CASA IL PANE NON MANCA MAI (guarda truce il marito)

COMMESSA (ripete nervosa) DESIDERA ALTRO SIGNORE?

CLIENTE  NO GRAZIE (incantato) QUANTO LE DEVO?

COMMESSA (consegnando al cliente il pacco del pane) tre euro: 2.50 per il pane, 0.50 per la focaccia

LA MOGLIE DEL CLIENTE (nervosa gli prende il sacchetto e lo precede. Lui si volta indietro)

CLIENTE (CONSEGNA IL DENARO) GRAZIE SIGNORINA, ARRIVEDERCI (esce dalla porta che non si vede, ma che ha un campanellino che fa dlen dlen quando qualcuno entra o esce)

COMMESSA (guardando fuori) CHE BELLA GIORNATA, OGGI. MI PIACEREBBE TANTO ANDARE IN GIRO PER LA CITTA’

Si sente bussare alla porta del negozio e subito dopo il dlen dlen del campanello.

Accompagnata dalla musichetta allegra che ha chiuso il primo atto entra Frida, vestita da donna: colori vivaci, cappello di paglia con fiori, scarpe alte, gonna lunga, borsetta.

La scimmietta si sforza i comportarsi come una signora, ma ogni tanto cammina a quattro zampe e si tradisce. Mimica che dura qualche secondo, sottolineata dalla musica.

COMMESSA (DOPO AVERLA OSSERVATA, UN PO’ PERPLESSA) BUONGIORNO, SIGNORA, DESIDERA?

FRIDA (si gira incuriosita cercando”signora” alle sue spalle).

COMMESSA SIGNORA, DESIDERA QUALCOSA?

FRIDA (di nuovo si gir cercando in ogni lato del negozio la “signora”).

COMMESSA SIGNORA….MI SENTE?

FRIDA NON LA SENTE…..

COMMESSA CHI?

FRIDA LA SIGNORA….

COMMESSA QUALE SIGNORA?

FRIDA QUELLA CHE NON C’E’

COMMESSA IO NON STO PARLANDO CON LA SIGNORA CHE NON C’E’, MA CON LEI, SIGNORA!

FRIDA (stupitissima, facendo un salto per la meraviglia ) CON ME?

COMMESSA SI, CON LEI.

FRIDA (PAVONEGGIANDOSI) SONO UNA SIGNORA…. SONO UNA SIGNORA….

COMMESSA MI DICA, SIGNORA, DESIDERA QUALCOSA?

FRIDA (appoggiandosi al banco e annusando voluttuosamente il pane ) BUONGIORNO, SIGNORINA. E’ LEI CHE COSA DESIDERA?

COMMESSA IO NIENTE. E’ LEI LA CLIENTE.

FRIDA  LA CLIENTE? MA NON SONO LA SIGNORA?

COMMESSA SI… SI CERTO, LA SIGNORA  CLIENTE.

FRIDA (dandosi un contegno) AH, IO SONO LA SIGNORA CLIENTE. OK, ALLORA CHE COSA DEVO FARE?

COMMESSA (paziente) DEVE DIRMI CHE COSA DESIDERA.

FRIDA (puntandosi un dito sul petto) IO?

COMMESSA SI, LEI?

FRIDA E SE IO DESIDERO, PER ESEMPIO, UN CHILO DI PANE, LEI ME LO DA’?

COMMESSA CERTO SIGNORA, SONO QUI PROPRIO PER QUESTO.

FRIDA CHE GENTILE!  ALLORA CI PROVO…….

COMMESSA CI PROVI , SIGNORA.

FRIDA (drizzandoi sull persona e diventando improvvisamente seri) DESIDERO UN CHILO DI PANE.

COMMESSA (in silenzio pesa il pane, lo mette in un sacchetto di carta e lo porge a Frida).

FRIDAafferra velocissima il sacchetto, si siede al centro del negozio, rovescia i panini sul pavimento e si mette voracemente a mangiarli, spruzzando briciole dappertutto.

COMMESSA (sorpresa e indignata) SIGNORA, SIA GENTILE, NON MI SPORCHI TUTTO IL NEGOZIO. SE NE VADA A CASA SUA A MANGIARE IL PANE.

FRIDA MA IO NON STO SPORCANDO IL NEGOZIO. QUESTO E’ PANE, NON SPORCIZIA. E POI MI LASCI IN PACE, IO MANGIO DOVE VOGLIO (continua a sgranocchiare sbocconcellando i panini). E POI NON DIMENTICHI CHE SONO LA SIGNORA CLIENTE.

COMMESSA SIGNORA, PRENDA ALMENO LO SCONTRINO E  MI  DIA I DUE EURO DEL PANE.

FRIDA (prendendo velocissima lo scontrino e ingoiandolo) CHE COSA SONO I DUE EURO?

COMMESSA E’ LA CIFRA CHE LEI DEVE PAGARE PER IL PANE CHE HA MANGIATO.

FRIDA MA SE L’HO MANGIATO PERCHE’ LO DEVO PAGARE?

COMMESSA PERCHE’ NON L’HA PAGATO PRIMA.

FRIDA AH (senza dire altro si sdraia beatamente in mezzo al negozio con le braccia sotto la testa e canticchia fra i denti una canzoncina. Poi si tira u e di nuovo, rivolta alla commessa dice) IO LA CIFRA NON SO CHE COSA SIA, SIGNORINA, E POI NON CE L’HO.

COMMESSA (prende il telefono e fa un numero) PRONTO, POLIZIA? POTETE MANDARE QUALCUNO ALLA PANETTERIA? C’E’ UNA SIGNORA CHE NON VUOLE PAGARE.

FRIDAcontinua a canticchiare sdraiata in mezzo al negozio.

Si alza di nuovo la musichetta allegra e si chiude il sipario.

secondo quadro

Il sipario si apre quasi subito.

In questura. Due poliziotti seduti stanno interrogando Frida, che è seduta di frinte a loro.

POLIZIOTTO BIONDO CI DICA, CI DICA, SIGNORA….

FRIDA ( RIPETENDO IN MODO DIVERTENTE) CI DICA, CI DICA!

POLIZIOTTO BRUNO CI DICA, CI DICA, SIGNORA….

FRIDA ( RIPETENDO IN MODO DIVERTENTE) CI DICA, CI DICA!

POLIZIOTTO BIONDO SIGNORA, NON CI INTERROMPA. CI DICA, PERCHE’ NON HA VOLUTO PAGARE IL PANE?

FRIDA PERCHE’ L’AVEVO GIA’ MANGIATO.

POLIZIOTTO BRUNO NON E’ UNA BUONA RAGIONE, OGNI COSA HA IL SUO PREZZO!

FRIDA ANCHE IL PANE?

POLIZIOTTO BRUNO CERTO, ANCHE IL PANE.

FRIDA (sorpresissima) MA COME MAI? IL MIO AMICO DELLO ZOO IL PANE ME LO DA’ GRATIS.

POLIZIOTTO BIONDO SIGNORA, ANCH’IO HO DEGLI AMICI CHE MI FANNO DEI REGALI, MA QUANDO ENTRO IN UN NEGOZIO E CHIEDO QUALCOSA DEVO PAGARE.

FRIDA (interessata) E CON CHE COSA PAGA?

POLIZIOTTO BIONDO CON IL DENARO, E’ CHIARO.

FRIDA E DOVE SI PRENDE IL DENARO?

POLIZIOTTO BRUNO (saltando in piedi) SIGNORA, PERBACCO, NON CI PRENDA IN GIRO!

FRIDA (saltando a sua volta in piedi) PERBACCO SARA’ LEI, HA CAPITO, SIGNORA? PERBACCO SARA’ LEI.

POLIZIOTTO BIONDO NON PERDIAMO LA TESTA. DUNQUE, SIGNORA, CI DICA, CI DICA…

FRIDA CI DICA, CI DICA!

POLIZIOTTO BIONDO SIGNORA, CI DICA: QUANTI ANNI HA?

FRIDA CI DICA, CI DICA.

POLIZIOTTO BIONDO COME? QUANTI ANNI HA DETTO?

FRIDA CI DICA, CI DICA.

POLIZIOTTO BIONDO (paziente) BEH, CAMBIERO’ LA DOMANDA. DOVE E’ NATA SIGNORA?

FRIDA (diventando di colpo molto seria e compita) SONO NATA NELLA GIUNGLA.

POLIZIOTTO BRUNO CI FACCIA IL PIACERE DI ESSERE  SINCERA.

FRIDA IL PIACERE VE LO FACCIO: SONO SINCERA.

POLIZIOTTO BIONDO QUINDI DICE DI ESSERE NATA NELLA GIUNGLA…

FRIDA NELLA GIUNGLA , SI’.

POLIZIOTTO BRUNO  IN QUALE GIUNGLA?

FRIDA QUELLA CON GLI ALBERI.

POLIZIOTTO BIONDO SIGNORA , HA MAI VISTO UNA GIUNGLA SENZA ALBERI?

FRIDA (gridando e guardandosi in giro) IO NO, PERDIANA, E LEI?

POLIZIOTTO BRUNO SIGNORA, NON ESISTONO GIUNGLE SENZA ALBERI!

FRIDA E ALLORA PERCHE’, MI DICA PERCHE’, PERDIANA, MI HA CHIESTO SE LE HO VISTE LE GIUNGLE SENZA ALBERI? EH? PERCHE’? MI DICA, MI DICA.

POLIZIOTTO BIONDO (esasperato) NON NE POSSO PIU’, ME NE VADO (esce).

POLIZIOTTO BRUNO ANDIAMO AVANTI, SIGNORA. MI DICA IL NOME DEL SUO PAESE.

FRIDA PAESE?

POLIZIOTTO BRUNO SI’

FRIDA IL NOME?

POLIZIOTTO BRUNO IL NOME, IL NOME,SI’!

FRIDA GIUNGLA!

POLIZIOTTO BRUNO AHHH! MA LA GIUNGLA NON E’ UN PAESE SIGNORA, NON CI FACCIA IMPAZZIRE!

FRIDA (severa, tirandosi su e gesticolando fin sotto il naso del poliziotto) SE LA GIUNGLA NON E’ UN PAESE, PERCHE’ LEI VUOLE A TUTTI I COSTI SAPERE IL NOME DEL PAESE CHE NON E’?

POLIZIOTTO BRUNO (asciugandosi il sudore) CI DICA, SIGNORA…

FRIDA CI DICA, CI DICA.

POLIZIOTTO BRUNO CI DICA, SIGNORA, COME SI CHIAMA?

FRIDA CHI: IO O IL  PAESE?

POLIZIOTTO BRUNO LEI, SIGNORA, LEI COME SI CHIAMA?

FRIDA IO?

POLIZIOTTO BRUNO (stanco) SI’, LEI! LEI!

FRIDA DEVO DIRE IL MIO NOME?

POLIZIOTTO BRUNO SIII!

FRIDA (urlando)SCIMMIA!

POLIZIOTTO BRUNO AIUTATEMI! (sviene)

POLIZIOTTO BIONDO (accorrendo) CHE COSA SUCCEDE?

FRIDA (ridendo a crepapelle e additando il poliziotto svenuto) NON GLI E’ PIACIUTO IL MIO NOME.

POLIZIOTTO BIONDO QUALE NOME, MA QUALE NOME? SE NON HA ANCORA RISPOSTO AD UNA, DICO A UNA DELLE NOSTRE DOMANDE. DOVE CREDE DI ESSERE, DICA, DOVE CREDE DI ESSERE?

FRIDA (guardandosi intorno nella stanza) NON LO SO, E’ LEI CHE MI HA PORTATA QUI.

POLIZIOTTO BIONDO (rassegnato) ANDIAMO AVANTI.  MI DICA IL SUO NOME E SUBITO.

FRIDA L’ HO GIA’ DETTO!

POLIZIOTTO BIONDO NON E’ VERO!

FRIDA E’ VERO!

POLIZIOTTO BIONDO NON E’ VERO, NON E’ VERO!

FRIDA E’ VERO, E’ VERO, E’ VERO!

POLIZIOTTO BIONDO E VA BENE, FACCIAMO FINTA CHE SIA VERO. ALLORA , PER CORTESIA,SIGNORA, SIA GENTILE. MI RIPETA IL SUO NOME.

FRIDA RIPETERLO?

POLIZIOTTO BIONDO SI’ RIPETERLO!

FRIDA QUANTE VOLTE DEVO RIPETERLO?

POLIZIOTTO BIONDO UNA, DUE, TRE VOLTE, CENTO VOLTE! PURCHE’ LO DICA, CAPITO?

FRIDA SI’, HO CAPITO. MA NON GRIDI COSI’,SIGNORE, SEMBRA IMPAZZITO. E’ TUTTO SUDATO E…(guardandolo da vicino negli occhi) HA GLI OCCHI TUTTI ROSSI. MA SI SENTE BENE?

POLIZIOTTO BIONDO STO BENISSIMO. MI DICA IL SUO NOME.

FRIDA ALLORA LO DICO CENTO VOLTE?

POLIZIOTTO BIONDO  FACCIA COME VUOLE MA LO DICA.

FRIDA SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA…

Succede un certo parapiglia. Il poliziotto sviene. Rinviene quello svenuto che prontamente mette le manette alla scimmiotta.

FRIDA AH, CHE RIDERE, CHE COSA SONO QUESTE?

POLIZIOTTO BRUNO SONO MANETTE, SIGNORA, E NON C’ E’ NIENTE DA RIDERE. ANZI, SE FOSSI IN LEI MI METTEREI A  PIANGERE.

FRIDA MA MI FANNO IL SOLLETICO! A LEI VIENE DA PIANGERE QUANDO LE FANNO IL SOLLETICO?

POLIZIOTTO BRUNO BASTA! MA LEI CHI E’, SI PUO’ SAPERE?

FRIDA SONO LA SCIMMIETTA PARLANTE DELLO ZOO.

POLIZIOTTO BRUNO UNA SCIMMIA? MA E’ UNA SCIMMIA! E’ VERO, E’ UNA SCIMMIA!

SIGNOR LEO (entrando di corsa, affannatissimo) ECCOTI QUA, FRIDA, MONELLA. PERCHE’ SEI SCAPPATA?

FRIDA (buttandosi nelle sue braccia) SIGNOR LEO, FINALMENTE! ANDIAMO A  CASA, QUESTI SIGNORI NON STANNO BENE, MI FANNO DOMANDE STRANE.

POLIZIOTTO BRUNO SE LA PORTI VIA, CI HA FATTI  IMPAZZIRE!

SIGNOR LEO ANDIAMO FRIDA, TORNIAMO A  CASA.

Fanno per uscire, mentre i poliziotti si asciugano il sudore. Ma Frida torna precipitosamente indietro.

FRIDA (al poliziotto biondo) SIGNORE, VOGLIO ESSERE GENTILE CON LEI PRIMA DI ANDARMENE.

POLIZIOTTO BIONDO CHE COSA C’E’ ANCORA?

FRIDA LEI MI HA DETTO DI DIRE IL MIO NOME CENTO VOLTE, NON E’ COSI’?

POLIZIOTTO BIONDO SI’ … SI’ E’ COSI’.

FRIDA L’ HO DETTO SOLO SEI VOLTE.

POLIZIOTTO BIONDO NON IMPORTA, SIGNORA…VOLEVO DIRE EHM SIGNORINA…INSOMMA SCIMMIETTA, NON IMPORTA..

FRIDA NO, IMPORTA, VOGLIO ESSERE GENTILE. SE MI ASCOLTA LE DICO IL MIO NOME ANCORA PER NOVANTAQUATTRO VOLTE. (salta sulla scrivania e grida tantissime volte). SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA, SCIMMIA…

I poliziotti svengono di nuovo. Il guardiano cerca disperatamente di farla scendere senza riuscirci.

SIPARIO

FINE

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