From Medea




Grazia Verasani

From Medea

atto unico

Copyright 2004-2011Alpha Test S.r.l.

Via Mercalli 14, 20122 Milano (Italy) Tel. 02 58 45 981 - fax 02 58 45 98 96 e-mail: info@sironieditore.it www.sironieditore.it ISBN: 978-88-518-0176-2

prima edizione ebook: giugno 2011

In copertina l'opera Amour 2002 di Silvia Levenson foto di Cristiano Vasalli courtesy Galleria Caterina Tognon


[...] non ha ancora scoperto la paura, e fu per questo che non gli fu possibile capirmi.

Mark Twain, Il diario di Eva



personaggi


ELOISA

VINCENZA

RINA

MARGA



scena prima

Luce.

Marga, una donna di trentatr anni, esile e nervosa, con una coda di capelli scuri e un vestito nero anni Cinquanta,

ferma davanti alla porta chiusa di una stanza. Appoggia a terra una piccola valigia, accende una sigaretta, d una boccata e soffia fuori il fumo.

Buio.


scena seconda

Luce.

Una grande stanza con due letti a castello e quattro comodini, un armadio bianco, un armadietto di ferro, una cassettiera, un tavolo e alcune sedie. Al centro della stanza, sdraiata a terra a pancia in gi, Rina sfoglia una rivista. Ha ventisette anni, i capelli ricci, tinti di biondo e neri alla radice. Su un letto siede Vincenza, una donna in carne sui quarantacinque, che cuce con filo e ago una camicia. Eloisa, un'ex reginetta di bellezza di trentotto anni dall'aria sciupata, le occhiaie violacee e un caschetto di capelli di un rosso sbiadito, seduta con le gambe incrociate sul tavolo: fuma una sigaretta. Le tre donne indossano una divisa color carta da zucchero.

ELOISA oggi che arriva la nuova? Com' che l'hanno chiamata sui giornali?

VINCENZA Togli i piedi dal tavolo, Eloisa.


RINA S, ho capito chi dici, la friulana.

VINCENZA Togli i piedi dal tavolo e spegni la sigaretta. ELOISA Che palle, Vincenza. Cosa preferisci? Un vizio devi lasciarmelo...

VINCENZA I piedi. Leva i piedi.

Eloisa ubbidisce sbuffando.

RINA (sbadiglia) Ho dormito dieci ore filate. Che pacchia...

ELOISA I morti sono fortunati, dormono sempre.

VINCENZA Gi, in buona o cattiva coscienza.

ELOISA (a Rina) Ma il brufolo c' ancora.

RINA Eh, i brufoli. Quelli per colpa del polpettone di ieri, chiss cosa ci hanno messo dentro...

VINCENZA Speriamo che sia una tipa a modo, questa qua.

ELOISA Chi, la friulana? Sar una malata di mente.

Vincenza guarda Eloisa di sbieco, scuotendo la testa.

VINCENZA Le ci vorr il suo tempo.

ELOISA che non ho voglia di ascoltare manfrine.

RINA Chiss se ha la mia et...

ELOISA Perch, ti senti sola? Vuoi una nuova amica? VINCENZA (a Eloisa) Non sono mica tutte come te, che non ne hai nessuna.


ELOISA Sono stanca di donne.

VINCENZA Vorresti un uomo?

ELOISA Eh, magari.

RINA Elo, se fai la brava, a Natale facciamo una colletta e ti regaliamo un vibratore. Eh, che ne dici Vinc?

ELOISA Non scordatevi di metterci dentro le pile.

Rina sogghigna, Vincenza alza le spalle.

ELOISA (spegne la cicca dentro un piattino) troppo facile farsi amica una donna. Se ha passato i quaranta, basta dirle Te ne davo dieci di meno. Ma la vera chicca quando sgrani gli occhi e le dici Ehi, hai fatto un patto col diavolo?. Lei si allarga tutta in un sorriso beota e da quel giorno la mandi a pulire i cessi al posto tuo.

VINCENZA Io ti avrei messo in galera, mica qui a correggerti in campagna.

ELOISA Ah, questa non una galera?

RINA Ehi, Wonder Woman, sei l'unica qui dentro che non

ho mai visto... che so...

ELOISA ...disperata? Perch non sono un'ipocrita. E la tua divisa non la voglio.

RINA uguale alla tua.

ELOISA No, sulla tua c' una esse grande cos.


RINA (si palpa la divisa) Ti sbagli. Non c' nessuna esse.

VINCENZA Rina, lasciala perdere.

ELOISA Ce l'hai anche tu, Vinc, la lettera esse, e ce l'avr anche questa nuova, la friulana.

VINCENZA (con ironia) Beata te che vivi senza zavorre...

ELOISA L'hai detto.

RINA Esse come... cosa?

ELOISA Senso di colpa? Non ti fa vomitare? Tutte queste

parole moderne...

VINCENZA Sta' zitta.

RINA Ma che razza di famiglia hai avuto, Elo?

ELOISA Famiglia, famiglia... La mia famiglia fa schifo, Rina. Tutte le famiglie fanno schifo. Ma non colpa loro se ho infilato la testa di mio figlio in un sacchetto della Coop.

Eloisa lancia a Vincenza uno sguardo di sfida.

ELOISA Giusto, Vinc?

Si apre la porta ed entra Marga. Le tre donne si voltano a guardarla.


Buio.


scena terza

Luce.

Nella stanza, Vincenza e Marga. Vincenza mette in ordine e rif i letti. Marga seduta sulla branda, con la divisa addosso e l'aria assente.

VINCENZA (canta) Io lavoro e penso a te, torno a casa e penso a te, le telefono e intanto penso a te... Non so con chi adesso sei, non so che cosa fai, ma so di certo a cosa stai pensando...

MARGA triste morire a cinquant'anni, quando sei pieno di soldi.

VINCENZA Di chi parli?

MARGA Di Lucio Battisti.

VINCENZA Piace anche a te?

MARGA Piace a tutti, Lucio Battisti.

VINCENZA Vedi che abbiamo qualcosa in comune...


MARGA Ne sai altre?

VINCENZA (riprende a cantare) Prendila cos, non possiamo farne un dramma. Conoscevi gi, mi hai detto, i problemi miei di donna. Certo che lo so, certo che lo so, non ti preoccupare, tanto avr da lavorare, meno bella certo non sarai... (si interrompe) Ci vieni al corso di yoga dell'Antonia?

MARGA No, non mi interessa.

VINCENZA Sbagli. A me lo yoga rilassa, mi manda in pausa il cervello, un po' come il Prozac.

MARGA Preferisco piantare bulbi in giardino.

VINCENZA Allora fallo. una settimana che stai qui e non fai niente. Ti chiami proprio Marga?

MARGA No, Margherita.

VINCENZA Come Rina, che sta per Caterina.

MARGA Da quant' che sei qui?

VINCENZA Quasi sei anni.

MARGA Quando uscirai?

VINCENZA Mah... non so... A volte spero mai.

MARGA Nessuno che ti aspetta, fuori?

VINCENZA Due figli. Stanno con il padre che si risposato. Oh Dio, non so se giusto dire che mi aspettano... Li ho visti poche volte, da quando sono qui.


MARGA E... stai meglio?

VINCENZA In che senso?

MARGA Sei... guarita?

VINCENZA (guarda a terra) Guarita esagerato... Comunque ci si abitua. Ci si abitua a tutto. Prendi uno che resta cieco, prima urla, strepita, poi vive da cieco, punto e basta.

MARGA La fai semplice.

VINCENZA semplice. Una volta che hai deciso di vivere, sopporti qualunque cosa.

Marga studia Vincenza per qualche secondo.

MARGA Hai cercato di ammazzarti?

VINCENZA (annuisce a fatica) Ci ho provato, s... Com' che si chiamava?

Marga indugia a dire il nome, poi come se lo sputasse, ma a bassa voce.

MARGA An... Andrea.

VINCENZA Ci siamo passate tutte quante. Qui abbiamo fatto tutte la stessa cosa.

MARGA Cosa vuoi dire?

VINCENZA Che nessuna giudica l'altra.


Marga si alza e osserva alcune foto appese a una parete,


tra cui un'immagine di Madre Teresa di Calcutta e un poster di Courtney Love.

MARGA E quando una resta sola? Con se stessa, dico. VINCENZA Senti, abituati, qui nessuna ne parla, di quella cosa l. Te la tieni dentro e basta, e sei fortunata quando non ci pensi.

Vincenza si siede al tavolo, a braccia conserte.

VINCENZA Credi in Dio?

MARGA No.

VINCENZA Peccato. Farai il doppio della fatica.

Vincenza si alza stancamente e si avvia verso la porta.

VINCENZA Ci vediamo a pranzo.

Vincenza esce dalla stanza. Marga si ributta sul letto.

Entra Rina.

RINA Ehi, cos non va bene... Tirati su...Vuoi che me ne vada?

Marga non risponde, fissa la rete del letto sopra il suo.

RINA Ti porto dei giornali, dei libri, se vuoi.

MARGA Grazie. Pi tardi.

Rina si siede sulla sponda del letto di Marga.


RINA Hai pianto? Sei bella... Da dove vieni, tu? MARGA Da vicino Udine, in campagna.

RINA Non ci sono mai stata, in quelle zone l. Ma ho un cugino che ci ha fatto il militare.

Rina si alza e preleva da un armadietto una bottiglia piena per met di vino rosso e due bicchieri di carta.

RINA Per le emergenze. Ti piace il vino?

Marga annuisce.

RINA Voi ne avete di buono, eh. Le friulane sono famose per il bere, vero?

MARGA (si solleva sui gomiti) Tutte ubriacone.

RINA Davvero?

MARGA No, scherzavo.

Rina le porge il bicchiere.

RINA Vuoi fare un brindisi?

Marga scuote la testa.

RINA Va bene. Pi avanti.

MARGA S, un'altra volta.

RINA Normale. Ti passato sopra un treno, ragazza.

MARGA Lo guidavo io.

RINA Chiss. Ne sei proprio sicura? (si picchietta la testa)


C' tanta gente qui. Un gran casino...

Rina ride in modo infantile e torna a sedersi sulla sponda del letto di Marga.

RINA Di che segno sei?

MARGA Leone.

RINA Sei nata in estate? Adoro l'estate.

MARGA Il primo di agosto.

RINA Io a dicembre. Sagittario. Nevicava, dice mia madre. Ma da noi nevica sempre, io sono di Moena. Conosci?

MARGA (annuisce) Sarai una brava sciatrice.

RINA Lo ero, da ragazzina. Poi ho cominciato a lavorare in boutique e non ho avuto pi tempo. Il mio ragazzo... lui... be'... fa l'istruttore.

MARGA Hai un ragazzo?

RINA (piega la testa di lato) Sono diciotto mesi che non so

niente di lui, ma di sicuro fa ancora l'istruttore. E tu...

(indica la fede che Marga ha al dito) sei sposata...

MARGA S... No... Non lo so pi.

RINA (annuisce) Cosa ti danno?

MARGA Le solite cose, credo.

RINA E con Scalia ci parli? Ti ci hanno gi mandata?


Marga fa segno di s con la testa.


RINA Per loro siamo noi che dobbiamo buttar fuori. Lo chiamano recupero. Se no, ci mandavano in un carcere vero.

MARGA che io non ho niente da dire.

RINA Qui ce l'abbiamo tutte quel tab. Eh, lo so, non c' nessuno che ti lascia in pace. Dicono che non va bene.

MARGA Che non va bene cosa? RINA (fa spallucce) Dimenticare.

Rina versa a Marga altro vino.

RINA Come ti senti?

MARGA Mi dico che un incubo da cui mi sveglier, poi apro gli occhi ed tutto reale.

RINA Hai presente Eloisa? Lei si ricorda solo quando le fa comodo, e dice che non c'entra niente, che non colpa sua, come se ci fosse stata un'altra al suo posto. Poi cambia versione, cos, a capriccio.

Rina accarezza i capelli di Marga.

RINA Passer. Passa tutto.

MARGA Pi passa il tempo e pi peggio.

RINA Hai delle belle mani.

Marga nasconde le mani nelle tasche della divisa.

RINA Vuoi che ti presti Bal?


Marga guarda Rina senza capire.

RINA Bal, il mio peluche. Era di Maria Sole, mia figlia.

Entra Eloisa.

ELOISA Perch non smetti di scocciarla? Magari ha sonno e non ti vuole tra i piedi...

RINA Eccola, lo Scorpione.

ELOISA Me l'hai detto tu che il segno pi sensuale dello zodiaco.

RINA Non che qui ti serva molto, la sensualit.

ELOISA Se per questo, nemmeno l'oroscopo del giorno...

(stringe i fianchi di Rina da dietro) Non tentarmi, tesoro.

RINA Smettila.

ELOISA (le palpa i seni per gioco) Come facevi ad allattare con queste due prugnette?

RINA (protesta) Io di latte ne avevo.

MARGA (con un filo di voce) Io ne ho ancora.

Rina ed Eloisa fissano Marga.

ELOISA che qui le balie stanno disoccupate. Neonati non ce ne sono. E se ce ne fossero...

Eloisa comincia a ridere, poi si controlla.

ELOISA Scusate. Ero venuta a prendere una cosa... (estrae


un pacchetto di cartine da sotto il cuscino) Me ne vadosubito.

RINA Vengo con te... Marga, hai fame?

Marga scuote la testa.

ELOISA (a Marga) Qui le diete non servono. Vincenza ha messo su sette chili e non si preoccupa, mangia come una scrofa... (rivolta a Rina) Tu invece hai visto troppi telefilm americani, sei sempre l a fare ginnastica.

RINA Be', che male c' a tenersi in forma?

ELOISA S, la forma...

Eloisa esce dalla stanza.

RINA Marga, se hai bisogno, se ti vuoi sfogare... Insomma, per qualsiasi cosa, conta su di me.

MARGA Grazie, Rina.

RINA Ah, senti, tra un po' arriva la tedesca a fare il giro. Se

non ti trova in sala con le altre...

MARGA (si alza dal letto) Va bene, adesso vi raggiungo.

Marga sviene a terra.


Buio.



scena quarta

Penombra.

Rina, Vincenza ed Eloisa sono a letto. Si vede brillare la brace della sigaretta di Eloisa.

ELOISA Si sa qualcosa?

RINA sotto flebo, denutrita.

ELOISA E quand' che la rimandano gi?

RINA Mah, vorranno capire, no?

ELOISA Per me, quella non regge.

VINCENZA Ce la fa, ce la fa.

ELOISA troppo debole.

RINA Elo, mica sono tutte forti come te.

VINCENZA Ma quale forte e forte. Non esistono le persone forti. N qui, n fuori di qui.

ELOISA Parla per te.

VINCENZA (accende l'abat-jour sopra il comodino) Il giorno che ti croller addosso il tuo bel castelletto di bugie...


ELOISA Siete voi che passate il tempo a raccontarvela.

VINCENZA (spegne la luce) Sei un caso disperato.

Silenzio.

ELOISA Mucche... Mucche, mucche, mucche, mucche, mucche, mucche, mucche...

VINCENZA (urla) Spegni quella cazzo di sigaretta, per Dio!

RINA L'hai fatta bestemmiare.

Silenzio.

ELOISA Mucche.

Buio.



scena quinta

Luce.

Marga, sdraiata sul letto, legge un libro. Eloisa gira la manopola di una radiolina in cerca di una stazione che trasmetta musica rock. Vincenza al tavolo: scrive su un quaderno.

MARGA (a Vincenza) Cosa scrivi?

ELOISA Il diario per i suoi figli. Due maschi. Figurati che gli importa a loro di sapere cosa fa qui dentro... E poi lenta, ci mette un quarto d'ora solo per scrivere una frase tipo Vi voglio bene. A casa non scriveva nemmeno l'elenco della spesa e qui s' messa in testa di fare la scrittrice.

Vincenza non fa una piega, guarda il muro in cerca di ispirazione e poi trascrive sul foglio.

MARGA (a Eloisa) Perch non cerchi un radiogiornale?

ELOISA E per sapere cosa? La cronaca morbosa, dovresti saperlo.

MARGA Non so, la politica...


ELOISA Stiamo insieme, ci sopportiamo, questa la politica.

Marga si ributta a leggere.

ELOISA Cosa leggi?

MARGA Il seguito di Donne che amano troppo.

ELOISA Puah, che porcheria. Io di libri non ne leggo, soprattutto se li ha scritti una donna.

MARGA E perch?

ELOISA Troppo cuore, troppi sentimenti. Una donna scrive i fatti suoi come se interessassero a qualcuno, come fa Vincenza.

MARGA Un uomo no?

ELOISA Pu darsi. Ma fa meno la vittima.

MARGA Sar.

ELOISA L'ho letto anch'io un libro, una volta. L'ho trovato nel cassonetto dell'immondizia. Aveva delle pagine strappate. Passavo dalla pagina tredici direttamente alla ventidue. Comunque, con un po' di fantasia mi ci raccapezzavo. Era un bel libro.

MARGA Il titolo?

ELOISA Non me lo ricordo. Era di... di Jack London.

MARGA Uno che beveva forte.


ELOISA Ah s? Quelli s che erano scrittori, tutti alcolizzati. Mica come adesso che fanno i corsi di scrittura creativa e poi vanno in palestra a farsi i muscoli. Ne ho conosciuto uno, di questi scrittorucoli del cazzo. Si alzava tutte le mattine alle otto per mettersi al computer e quando mi scopava diceva che mi puzzava il fiato. Non si era mai fatto una canna in vita sua e pretendeva di scrivere dei libri...

VINCENZA (a Eloisa) Medea lo hai mai letto?

ELOISA E chi sarebbe Medea?

VINCENZA Una che ha fatto fuori i suoi figli.

Eloisa ci pensa su.

ELOISA Ecco, vedi? Le donne sanno solo raccontare queste storie. Drammi interiori, psicologia, utero alla riscossa... E perch li ha uccisi? No, dai, non me ne importa niente. L'avranno fatta incavolare, oppure non aveva istinto materno.

VINCENZA Allora dovresti proprio leggerlo.

ELOISA Guarda che non mi incazzo, lo dovresti sapere che a me scivola tutto.

Vincenza continua a scrivere. Eloisa si appoggia a una parete e si sorregge il mento con una mano.

ELOISA Te la do io l'idea per un romanzo. Ci riflettevo


l'altra notte. Ma ci pensate se Maria, Maria Vergine dico, avesse soffocato nel sonno, annegato in un fiume o preso a pietrate niente po' po' di meno che...

VINCENZA Non dirlo.

ELOISA ... Ges Bambino? Ges Cristo, Dio santo. Proprio lui. Quanti guai gli avrebbe risparmiato? Non sarebbe mica morto sulla croce, coi chiodi dappertutto. Ah no, non avrebbe sofferto, e non se la sarebbe presa con noi per non essere morto, che so?, in una matrimoniale con bagno del Grand Hotel di Rimini, cosa che di gran lunga avrebbe preferito...

Vincenza si alza ed esce dalla stanza sbattendo la porta.

ELOISA Ho esagerato?

MARGA Mi sa di s.

ELOISA Perch avete tutte quante paura della verit?

MARGA La verit come un millepiedi. Hai una sigaretta?

Eloisa lancia a Marga il pacchetto.

MARGA E sai quante zampe ha un millepiedi? Pi di centottanta.

ELOISA Bella metafora. L'hai letta in quel libro di merda?


Entra Rina. Eloisa si siede al tavolo e sfoglia il diario di Vincenza.


MARGA (a Eloisa) Non dovresti leggere quelle cose, sono personali.

RINA (si avvicina al letto) Avete visto Bal?

MARGA Sar sotto il cuscino.

RINA Non c'.

ELOISA Si pisciato addosso e l'ho messo in castigo. RINA Sei una stronza. Dove lo hai messo?

ELOISA (senza distogliere gli occhi dal quaderno di Vincenza) Tranquilla. Era caduto.

RINA (con tono isterico) E adesso dov'?

ELOISA Gliel'ho cantata io la ninna nanna, stanotte. Sar ancora nel mio letto.

Rina cerca l'orsacchiotto di peluche nel letto di Eloisa.

RINA Non c'.

ELOISA Guarda meglio.

RINA Sei una sadica.

Eloisa si alza, apre l'armadietto e tira fuori Bal.

ELOISA Eccolo qua.

Rina tenta, senza riuscirci, di strapparle di mano Bal.

ELOISA (nasconde Bal dietro la schiena) Cos impari a berti tutto il vino della comunit.


RINA L'ho rubato io!

ELOISA Qui tutto di tutte.

RINA Ma non Bal!

ELOISA Io ti ho avvertita.

RINA Se no, che gli fai?

ELOISA Comincio dalle orecchie e passo alla coda. RINA Tu sei da sedia elettrica!

Rina si siede sul letto. Marga le si avvicina per tranquillizzarla.

MARGA (a Rina) Dai, non vedi che scherza?

ELOISA (canticchia) Ninna nanna ninna o questo bimbo a

chi lo do...

Rina comincia a piangere.

ELOISA Perch ti piace tanto, Rina? Perch non strilla?

Perch non si fa la cacca addosso?

Marga strappa Bal dalle mani di Eloisa e lo rende a Rina.

MARGA Levati di torno, Eloisa.

ELOISA (fa un inchino) Ai suoi ordini, madame.

Eloisa si avvicina alla porta. Si volta.

ELOISA (a Rina) Non gli avrei fatto niente. Lo sai che in fondo...


MARGA Sparisci.

Buio.



scena sesta

Luce.

Fuori dalla stanza, Eloisa si appoggia di peso alla porta. Estrae da una tasca della divisa il pacchetto delle sigarette e ne accende una. Si passa una mano tra i capelli. Sospira. Poi si d uno schiaffo.

Buio.



scena settima

Luce.

Vincenza entra nella stanza. Rina si sta soffiando il naso, Marga le seduta accanto.

VINCENZA Che succede? (chiude il suo quaderno ancora aperto sul tavolo) Cos'ha combinato Miss Cinema stavolta?

MARGA Miss Cinema?

VINCENZA S, Eloisa Baratta, eletta Miss Cinema nell'85.

RINA '86.

VINCENZA (a Marga) >Nell'86. Ti stupisci? Bella ancora bella, anche se un po' stagionata.

MARGA E come mai...

VINCENZA Come mai non ha avuto successo? Due anni di

sfilate...

RINA (tira su col naso) Biancheria intima.

VINCENZA Cose regionali, mica Trinit dei Monti. E un paio di particine in qualche film.

RINA Tutte scene di nudo.


VINCENZA Faceva l'amica di Serena Grandi in un giallo di serie B, non mi ricordo il titolo... Dice che ha avuto pi uomini lei di Vivien Leigh, sai l'attrice ninfomane di Via col vento...

MARGA Rossella O'Hara... ninfomane?

VINCENZA L'ho letto da qualche parte. Comunque, Eloisa dice un sacco di bugie.

RINA (si asciuga gli occhi con il fazzoletto) Di uomini ne ha avuti, non c' dubbio. A caterve.

VINCENZA Secondo me, meno di quelli che dichiara.

RINA Prima di Max.

VINCENZA Anche durante e dopo... (rivolta a Marga) Max quello con cui ha fatto il figlio. Un tira e molla continuo.

RINA Un musicista spiantato...

VINCENZA E cocainomane.

RINA E sposato.

VINCENZA Questo era il meno. Quando hanno trovato Lucio, il bambino, lei era in un locale con un vestito di lam e un gin tonic in mano. Non ne sapeva niente, non era stata lei.

RINA Poi ha confessato.

VINCENZA Poi ha ritrattato. Ma la cosa, l, come si


chiama...

RINA La perizia psichiatrica.

VINCENZA S, insomma, parlava chiaro.

RINA Non lo aveva mai voluto, Lucio.

VINCENZA Cos dice... (a Marga) Aveva cinque anni.

RINA Non ha nemmeno una sua foto.

VINCENZA Non tutte, qui, hanno le foto.

RINA Dicono che gli metteva del nastro adesivo sulla bocca.

MARGA Quando piangeva?

VINCENZA No, quando parlava. Non sopportava il tono della voce, diceva che era troppo alto, che le spaccava i timpani. Sai, la voce dei bambini, a quell'et...

MARGA Non ho mai avuto bambini di quell'et.

Vincenza fissa Marga, poi riprende a parlare.

VINCENZA Disse che era stato un incidente, che giocavano con i sacchetti di cellofan in cucina...

RINA Lei pensa ancora a Max.

VINCENZA Ogni tanto lo chiama, ma lui si fatto di nebbia.

MARGA Voi ci credete agli incidenti?

VINCENZA (scrolla le spalle) No.


RINA Siamo tutte matte qua dentro, ma la matta pi matta Trudy. Ha ritagliato con le forbici il cuore di sua figlia e se lo messo in borsa. Voleva venderlo al mercato, in cambio di un paio di bistecche...

VINCENZA L'hanno trovata sporca di sangue, pesava quaranta chili, una gran miseria... Sua madre, quand'era piccola, aveva tentato di strozzarla. Era nel suo dna. (rivolta a Marga) Sei pallida, mangi? Non che sei un po' anemica?

RINA Saranno state tutte queste storie... Stenditi sul letto, Marga.

Marga si adagia sul letto, Rina le d un bacio sulla fronte.

RINA (a Marga Grazie, per prima.

MARGA (a bassa voce) Perch si vuole un figlio?

RINA Io volevo un figlio per sentirmi amata.

VINCENZA Che stronzata.

RINA Allora perch? Perch capita?

VINCENZA ... ... un istinto.

MARGA Un istinto?

VINCENZA (annuisce) Dormi, dai. Ti svegliamo noi quando ora di cena.

Marga chiude gli occhi.

VINCENZA (a Rina) C' del lavoro in lavanderia.


Buio.



scena ottava

Penombra.

Marga alla finestra; dalle inferriate s'intravede un cielo stellato. Eloisa seduta per terra, sotto il tavolo; mangia una mela.

ELOISA Dicono che ho un io esagerato, che sono un'egoista... piacevole sentirsi studiati, alle volte. come avere un occhio di bue puntato su di te. A diciott'anni me lo chiedevo spesso Cosa fai se non diventi famosa, ti ammazzi? . Be', sono qui, sono viva. Successo, insuccesso... non questo che motiva il senso di una vita?

Marga si volta e guarda Eloisa con un mezzo sorriso.

ELOISA Che c'? Io non ho pudore dei miei guai, puoi chiedermi quello che ti pare.

MARGA E se avessi voglia di parlare io?

ELOISA.Fallo. Sono tutta orecchi.

MARGA Sei sicura?

ELOISA Sono una che sa ascoltare. Cosa credi?

MARGA Perch non sei in sala tv con le altre?


ELOISA Mi sembra che non ci sei nemmeno tu.

Marga appoggia i gomiti sul davanzale della finestra.

MARGA (prende fiato) Mio marito un uomo esemplare.

Mia madre lo definisce un brav'uomo...

ELOISA Chiss che noia...

MARGA S, certo, la noia, ma ero contenta di non lavorare. Facevamo una vita tranquilla. C'erano i compleanni da festeggiare, le cene coi parenti... Gi un mal di testa era un evento di cui parlare per ore. Non mi mai mancato niente.

ELOISA Fantastico.

MARGA Il parto stato molto doloroso. Ma avevo fatto qualcosa, un figlio, io che non avevo mai fatto niente. Poi sono cominciate le giornate tra me e quella cosa... Hai una sigaretta? Giuro, domani ti regalo un pacchetto.

ELOISA Non c' problema.

Eloisa appoggia a terra la mela smangiucchiata, esce da sotto il tavolo e offre una sigaretta a Marga, poi si siede ai piedi del tavolo, con la schiena appoggiata a una gamba.

MARGA Dicono che ero depressa da prima. Io non le so queste cose. So solo che non avevo amore. Non ne avevo, per quella cosa, e forse per nessuno. Devi amarlo, mi dicevo, e capire di cosa ha bisogno. Mio marito era fiero di me, mia suocera mi faceva regali, c'era un bel fiocco


azzurro appeso alla porta. Li avevo accontentati tutti. Avevo avuto successo... C' ancora un po' di vino?

ELOISA No, finito. Se vuoi...

MARGA No, meglio cos... Ho smesso di alzarmi di notte se piangeva, restavo nel letto a fissare il muro. Nessuno si accorgeva che ero diventata fredda come ghiaccio... Adesso in paese non parlano d'altro, lo so. Mio marito porta la sua croce senza giudicarmi e pensa che questa sia una disgrazia, di cui Dio mi perdoner. Avr un'altra moglie, prima o poi, e quando penser a nostro figlio si dir che il destino ha voluto cos. Non si porr domande, domande pericolose. Non ha malizia, lui, non l'ho mai sentito parlare male di nessuno. Trova del buono in tutte le persone.

ELOISA Beato lui.

MARGA Le zie facevano scommesse. A chi somiglia questo frugoletto? Tutto suo padre . Certe notti prendevo una candela e lo guardavo mentre dormiva. Da me non aveva preso niente, ma mi dicevo ancora piccolo . Avevo per le mani mio marito bambino, tale e quale a una sua foto del battesimo. Era orgoglioso di avere generato il clone di se stesso. Per lui era questo il senso della vita. E certamente quella cosa avrebbe avuto il suo carattere, gli sarebbe piaciuto aggiustare le cose o andare a pesca, proprio come a lui.


Eloisa si alza, butta il torsolo in un cestino e raggiunge alla finestra Marga, che le volta la schiena.

MARGA Ci sono donne che faticano come muli e che ficcano un figlio nella lavastoviglie come un piatto sporco, ma solo una distrazione, persino banale se non fosse tragica. Io non ero distratta. Ero stanca, s, ma quando successo, in quel momento preciso, ero la bambina che rompe la bambola che non l' mai piaciuta. Mi sono svegliata in una stanza dove mi chiedevano Perch? . Me lo hanno dovuto ripetere un mucchio di volte. Perch perch? chiedevo io. Non ricordavo niente.

Marga alza le spalle.

MARGA Adesso sono qui. Parlo se ho voglia di parlare, sto zitta se ho voglia di tacere. Vi guardo tutte negli occhi, hai notato? Non l'ho mai fatto prima. Sono entrata nel mondo, ci faccio parte, ho il mio bagaglio di dolore. come avere preso un diploma... (si pulisce con forza una lacrima col dorso della mano) pi facile quando la follia ti firma lagiustificazione, quando ti dicono che devi essere curata. Sono arrivata qui e tutt'a un tratto ho cominciato a sentire le cose. Sentire, capisci? Avere dei sentimenti...

ELOISA Ti prego, lascia fuori i sentimenti.

MARGA Perch?


Marga raggiunge il tavolo, spegne la sigaretta nel solito piattino e si siede.

ELOISA Io mi truccavo, mi vestivo... Mi allestivo allo specchio come uno spettacolo e uscivo di casa in piena notte. Lucio mi guardava, nascosto dietro il divano. Rimandavo il giorno in cui sarei stata una madre come si deve.

MARGA Gli volevi bene?

ELOISA Stavo superando la trentina, volevo essere giovane prima di cadere a pezzi.

MARGA Non hai risposto.

ELOISA Si divertiva come un pazzo con me, lo facevo ridere, mi inventavo delle storie. Ma ero sempre fatta di qualcosa. Una volta ho incendiato la spazzatura buttandoci una cicca, un'altra volta sono uscita di casa lasciando il tostapane acceso. Se aveva fame, lo mandavo al bar con diecimila lire.

MARGA Com'era?

ELOISA Aveva gli occhi di Max, suo padre, gialli come quelli di un gatto. Io adoro i gatti, gli animali in genere. Mi fido solo di loro. Forse sono un animale anch'io... Ce l'hai tu l'accendino?


Marga lancia a Eloisa un accendino Bic. Eloisa si accende


una sigaretta.

ELOISA Hai presente quella vignetta dove Charlie Brown e Linus sono in campeggio, davanti a un cielo pieno di stelle, e Linus fa un gran discorso sulle galassie, su ogni galassia che contiene miliardi di stelle, e Charlie Brown alla fine si scoccia e gli dice Mi manca il mio cane ...?

MARGA Bella. Non la conoscevo.

ELOISA Be', mio figlio mi manca. Anche se la prima cosa che ho provato quando mi hanno detto che era morto stato un senso di liberazione.

Marga si tormenta le mani, sfregandole contro la divisa.

ELOISA Mio figlio mi manca, s. Non so dirti se poco o molto ma mi manca. Ho il suo ultimo sguardo fisso nel mio, e basta un flash come questo per affogare tutti i ricordi di prima, quelli delle gite al mare... (tenta un sorriso) solo due in cinque anni, va be'. I bambini muoiono come gli animali, con dignit. Muoiono senza esserne sorpresi.

Marga chiude l'ultimo bottone della divisa, all'altezza del collo.

ELOISA Hai freddo? Vuoi una felpa?

Marga fa cenno di no con la testa.

ELOISA Non so per te, ma essere madre per me era come


costringere una mucca a imparare le tabelline. Non era un personaggio nella mie corde, diciamo cos. Certe mattine mi svegliavo pensando di cambiare. Ho smesso di fumare molte volte, in vita mia, ma ho sempre ricominciato. Non si cambia facilmente una come me.

MARGA (sorride) Hai ragione.

ELOISA Non ho chiesto una foto di mio figlio, quando sono entrata qui. Solo una canna di maria.

Marga soffoca una risata.

ELOISA Adesso mi fumo l'anima, il cuore, i polmoni. Mi fumo la vita e non penso al futuro, a quello non ci penso mai. Forse perch invecchier qui e quando uscir non avr voglia di fare pompini con la dentiera.

Accennano entrambe una risata.

ELOISA Gli uomini, nella mia vita, sono stati un'invasione. E adesso mi riposo. Me lo merito un po' di riposo, no?

MARGA (con dolcezza) Sei tu che parli sempre di sesso.

ELOISA Gi, sparo un mucchio di cazzate. Volevo fare cinema, sai? Be', la mia mancanza di talento non mai stata un problema.

MARGA Io di ambizioni non ne ho mai avute.


Eloisa guarda Marga a lungo, con insistenza.


ELOISA Marga, la tua... insufficienza in amore, chiamiamola cos, uguale alla mia. Ci hanno bocciate, tutto qui. E adesso ci costringono al pedaggio della tristezza. Per il mondo siamo pazze. Mai che pensino che da pazzi mettere al mondo qualcuno! E se passiamo un giorno, un solo giorno senza pensarci...

MARGA Ma qui il mondo lontano. Nessuno ha aspettative su di te!

ELOISA Questo tempo, per me, scena muta. Non mi devo pi dare da fare. Nessuna faccia da allestire. Nessuna crisi perch il rossetto finito.

Eloisa si toglie la divisa e si dirige nuda verso il letto.

ELOISA Ma hai ragione, il mondo lontano.

Buio.



scena nona

Penombra.

Marga, Eloisa, Rina e Vincenza sono a letto.

RINA Buonanotte, Marga.

MARGA 'notte, Rina.

VINCENZA Buonanotte, ragazze.

ELOISA (fuma) 'notte... Rina, ehm, scusa per... per la faccenda di Bal.

Silenzio.

ELOISA Rina?

RINA S, s... ti sento.

ELOISA Allora?

RINA Va bene, accetto le tue scuse. Ma non farlo pi.

ELOISA Promesso.

VINCENZA (a Eloisa) Hai finito? La spegni?

ELOISA (sospira) Sissignora.

Silenzio.


Eloisa lancia un grido. Vincenza accende la luce. Eloisa impegnata a soffiare; ha schiacciato il mozzicone sul copriletto, dove ora si formato un buco nero e rossastro.

ELOISA Accidenti, ho fatto un buco... anche sul lenzuolo!>

VINCENZA Domani le senti...

RINA Mi sa che ti fanno smettere di fumare.

ELOISA Io m'impicco.

VINCENZA Non tutto il male vien per nuocere... Dio, che puzza di bruciato.

Rina comincia a ridere.

ELOISA Viene dal tuo culo, Vinc, mi sa che hai scorreggiato.

Ora ridono tutte.

VINCENZA S, s, vedrai domani... meglio che ti abitui all'idea. No smoking, mia cara. No smoking.

Vincenza spegne la luce.

VINCENZA No smoking.


Buio.



scena decima

Luce.

Nella stanza, Rina, in short neri e canottiera bianca, fa esercizi d'aerobica. Alla radio: un pezzo dance .

Entrano Marga e Vincenza.

VINCENZA (con tono da presentatrice, indicando Rina) Hoc est corpus.

Rina si terge il sudore con un asciugamano e spegne la radio.

RINA Vinc, sai anche il latino?

MARGA Dovrei farlo anch'io un po' di movimento, a volte ho la sensazione di avere solo una testa.

VINCENZA (con ironia) perch sei troppo intelligente, tesoro.

MARGA Eh, imperdonabile per una donna.

VINCENZA Imperdonabile per chiunque.

Marga sorride.

RINA (a Marga Sei cos magra... (a Vincenza) Dovresti


farla tu un po' di ginnastica, con quello che mangi...

VINCENZA Ho la pressione bassa.

RINA Cosa c'entra?

VINCENZA C'entra, c'entra.

MARGA (si butta sul letto) Oggi c' un sacco di lavoro e io sono... esausta.

RINA (recita) Col sorriso sulle labbra e la morte nel cuore, lo spettacolo continua, la vita dell'attore.... Che avete da guardare? una battuta del film di ieri sera.

VINCENZA Ah, Palcoscenico... Mi sono addormentata durante il primo tempo.

RINA Lo so, russavi che sembravi un eurostar!

VINCENZA Ma va', va'... Mi sa che oggi faccio tutto in fretta, cos mi resta un po' di tempo per scrivere.

MARGA (timidamente) Io ho scritto delle poesie, da ragazzina.

RINA E com'erano?

MARGA Ho vinto anche un premio. Un premio piccolo, eh, milioni di anni fa, prima di sposarmi.

RINA Ho letto che anni fa se una donna aveva dei numeri, non so, una sensibilit artistica, cose cos, i parenti la rinchiudevano a forza dentro un manicomio.

VINCENZA (ripiega una maglia) Che sfiga stare in un


manicomio e non avere nemmeno dei numeri...

RINA Ma tu ce li hai, scrivi cos bene...

MARGA (a Vincenza) Dici che potrei leggere qualcosa di tuo?

VINCENZA Un po' mi vergogno. Hai appena detto che sei Emily Dickinson! E poi sono solo cose per i miei figli, se mai le leggeranno.

Entra Eloisa.

VINCENZA (con tono brusco) Cosa c' per pranzo? ELOISA Passato di verdura.

RINA (a Marga) Dovresti leggerli, i diari di Vincenza. Lei scrive con... con trasporto.

ELOISA Con un TIR o una Jaguar?

VINCENZA (con sarcasmo) Ah, che bella battuta.

ELOISA La Gobetti mi ha appena raccontato una barzelletta. Fa cos. Marito e moglie a letto. Lei: Caro, ma se io muoio, tu ti risposi? Lui: Ma cara, cosa vai a pensare? Lei: Come, non ti piaciuto essere sposato con me? Lui: Certo. Lei: Allora ti risposerai? Lui: Va bene, se proprio insisti. Lei: E la farai venire a vivere qui? Lui: Be', direi di s. Lei: E dormir nel mio letto? Lui: Dove vuoi che dorma? Lei: E guider la mia macchina? Lui: No, non ha la patente.


Marga e Rina scoppiano a ridere.


VINCENZA Carina.

ELOISA Carina? da sballo. Ecco, vedi come sei?

VINCENZA Come sono?

ELOISA Acida.

RINA Dai, non litigate anche oggi.

ELOISA che lei deve avere sempre l'ultima parola.

VINCENZA Io? Chi che fa la diva qui dentro? Io no di certo.

ELOISA Eh, quanto risentimento. Ma che ti ho fatto?

VINCENZA (con le mani sui fianchi) Eloisa, la terra gira intorno al sole, non a te.

ELOISA Ah, ho capito. per la faccenda della Stregari. MARGA Quale faccenda?

ELOISA che alla Stregari sto pi simpatica di lei. Perch tra noi c'... c' empatia.

RINA Empatia, cos'? Una malattia?

ELOISA Hai presente quella canzone di Umberto Tozzi...

Gli altri siamo noi? Ecco, quella l'empatia.

VINCENZA (a Eloisa) Gi, una cosa che tu non puoi avere.

ELOISA (con fare teatrale, si siede al tavolo) Mi sottovaluti sempre, ma io non me la prendo. Anzi, sai cosa ti dico? Ci fumo su.


Eloisa si accende una sigaretta.

VINCENZA Empatia ... Lei? Lei che non fa un cazzo dalla mattina alla sera...

ELOISA Non colpa mia se alla Stregari piace giocare a ramino mentre tu vai in cappella a pregare.

VINCENZA Bello guadagnarsi i favori cos.

ELOISA Guarda che ci gioco solo a carte.

VINCENZA Per me puoi anche leccarle la passera dalla mattina alla sera.

Eloisa ride sguaiatamente. Poi estrae un libro dalla tasca della divisa e lo appoggia sul tavolo.

ELOISA Dai, ti ho anche portato il libro che mi avevi chiesto. Bel-Ami... in francese. Sei contenta?

VINCENZA E pensare che prima non dicevo mai parolacce, e sgridavo i miei figli appena ne dicevano una... (sospira) Aide-toi, le ciel t'aidera.

Rina guarda Marga con aria interrogativa.

MARGA (traduce) Aiutati che il ciel t'aiuta... Dovremmo portarci pi libri, qui dentro. E leggerli a voce alta, magari la sera.

VINCENZA Bella idea, Marga... Sapete cosa diceva Cicerone? Una casa senza libri come un corpo


senz'anima.

ELOISA (sfotte Vincenza) La casalinga istruita...

RINA (a Vincenza) un tuo amico Cicerone? Risate.

Buio.



scena undicesima

Luce.

Vincenza ed Eloisa discutono animatamente al centro della stanza. Vincenza agita la piantina che ha in mano. Eloisa ha la faccia sporca di terra. Marga e Rina cercano di dividerle.

VINCENZA (si tocca la fronte) Non leggi cosa c' scritto qui? Non disturbare!

ELOISA No, io ci leggo Occupato, come nei cessi!

VINCENZA Be', stai alla larga lo stesso, potresti ritrovarti piena di merda!

ELOISA Io non ho paura della merda!>

MARGA Dai, Vincenza...

VINCENZA (a Eloisa Tu hai paura di tutto!

MARGA solo una stupida pianta.

RINA Non colpa sua se non ha il pollice verde.

VINCENZA Il pollice verde? L'unico pollice che ha alzato in vita sua stato per fare l'autostop!

ELOISA (a Vincenza) S, per farmi rimorchiare... e scopare!


Do you know scopare? O lo facevi solo quando tuo marito ti centrava coi suoi animaletti? Tre volte, se non sbaglio, o una non la contiamo?

VINCENZA Sei una figlia di puttana!

MARGA Eloisa, basta!

VINCENZA Ci vai pi alla Coop? E quando riempi il sacchetto di surgelati, pensi mai alla faccia di tuo figlio?

MARGA Vincenza, no!

ELOISA Cosa si prova, Vinc, a maneggiare un coltello? Qui sei tu l'esperta. Che strage avresti fatto, eh, se non t'avessero fermata? Quella lama lunga e fredda sul collo di Giuseppe, si chiamava cos, no? Giuseppe? O lo chiamavate Beppe? Pino? Voleva fare il calciatore, da grande? Il portiere o il centrocampista?

Rina scoppia a piangere. Marga d uno schiaffo a Eloisa.

ELOISA (si siede) Ha cominciato lei.

VINCENZA (con un filo di voce) L'aviatore. Voleva fare l'aviatore.

Vincenza esce dalla stanza.

MARGA (a Eloisa) Scusa.

ELOISA (si accende una sigaretta) Non c' di che.

MARGA Vincenza, aspettami!


Esce anche Marga.

Buio.



scena dodicesima

Luce.

Rina siede a gambe incrociate sul letto: ha in mano un foglio e una penna. Marga, seduta al tavolo, sta cucendo un abito.

RINA Non le sopporto quando fanno cos.

MARGA Dura da molto?

RINA Vincenza dell'Ariete e l'Ariete non va d'accordo con lo Scorpione.

MARGA (con tono distratto) Ah.

RINA Mi sa che stanotte Eloisa dorme dalla Stregari.

MARGA No, ho una sorpresa. Una bottiglia di Tocai.

Vedrai che riesco a farle ragionare...

RINA E dov'?

MARGA Nell'armadietto.

RINA Posso berne un po'? Dai, oggi il mio onomastico...

MARGA Sei sicura?

RINA Be', no... Oggi credo sia santa Priscilla.


MARGA (sorride) Solo un bicchiere, per.

Marga si alza, prende il cavatappi da un cassetto, apre la bottiglia e versa il vino in un bicchiere di carta che porge a Rina.

RINA (beve) Tu non ne vuoi?

MARGA Adesso no.

RINA Ti va se ti leggo una lettera?

MARGA Di chi ?

RINA Mia. Devo ancora spedirla.

MARGA E il destinatario?

RINA una lunga storia... Cio no. Va bene, te lo dico, ma tientelo per te.

Marga fa il gesto di cucirsi la bocca.

RINA Ha cominciato a scrivermi un anno fa, dopo avermi vista alla tv. Aveva letto gli articoli. Insomma, sapeva tutto di me. Cio, di quello che mi era capitato.

MARGA Vi siete mai incontrati?

RINA No, sta in Abruzzo... Fa il fontaniere. Vuoi vedere la foto?

Marga annuisce. Rina preleva una busta dal cassetto del comodino, ne estrae una foto e la mostra a Marga.

MARGA Sembra molto giovane...


RINA Gi, un problema?

MARGA Non so. Quanti anni ha?

RINA Diciannove. Otto meno di me.

MARGA Cosa ti scrive?

RINA Be', mi racconta che gioca a biliardo, che vince dei tornei. Scrive cose buffe... tenere... Credo di piacergli fisicamente.

MARGA Le altre lo sanno?

RINA Qualcosa... Scalia dice che non c' niente di male.

Sta andando tutto bene. In fondo lui quello che decide...

MARGA (annuisce) Su, leggi.

Rina si versa un secondo bicchiere, lo beve d'un fiato e comincia a leggere.

RINA Caro Michele, veramente bello quello che mi scrivi. Francamente non so se tra noi potrebbe funzionare, ma hai ragione tu, la vita va vissuta attimo per attimo. Com' che hai scritto? Imprevedibile. Mi piace, la parola giusta. Io non lo sapevo quello che facevo e tu l'hai capito.

bello quando qualcuno ti capisce, quando non c' nessuno che ti vuole imporre la propria volont o puntarti il dito contro. Perch io, Michele, colpevole lo sono, ma sto pagando per questo, non mi tiro indietro. La mia amica Vincenza dice che Dio non ce l'ha con me, che le teste delle


persone sono delle cose molto complicate, che come per i suicidi, fino al giorno prima sembrano tutti allegri, poi scopri che hanno aperto il gas e bum sono saltati in aria. A me piace molto come tu ti esprimi. Il ragazzo che avevo prima era pi grande e da me voleva solo una cosa, che cosa te lo puoi immaginare. Mentre invece tu mi tiri fuori delle belle cose, dolci dolci, che mi mancano molto, da quando non c' pi Maria Sole, mia figlia. E questo mi piace e mi fa pensare che fare l'amore con te come farlo con gli angeli. Non so se lo faremo mai l'amore, io e te. Ma immaginare meglio di niente. E poi io qui faccio progressi, potrei uscire prima di essere rugosa e con le tette mosce, o pessimiste come dice Vincenza, cio che guardano gi...

Marga le sorride.

RINA Faccio molta ginnastica e da sette mesi non ho pi una crisi. Ho messo la tua foto vicino a quella di Maria Sole, che era bionda come te. Spero non ti dispiaccia. Tu li vuoi dei bambini? A me piacerebbe, un giorno. Spero che hai vinto a goriziana, l'altra sera, e che ti sei portato a casa un'altra coppa. Scrivimi per dirmi se un po' presto che io ti chiamo amore o cose cos, in fondo non ci conosciamo, anche se io ho l'impressione di conoscere pi te degli altri, e non che ne ho avuti molti, solo quattro, e con uno c' stato


solo un bacio. Ti aspetto. Io da qui non mi muovo. Baci, Caterina... (a Marga) C ome ti sembra?

Marga alza gli occhi dal vestito che sta cucendo.

MARGA , ... ... deliziosa, Rina. Ecco, s, deliziosa.

Rina si alza e le d un bacio sulla guancia.

RINA Grazie, sei un'amica.

MARGA Ma non sognarci troppo sopra, eh.

RINA Perch? Che male c'?

MARGA Be', quello che potresti fare a te stessa.

RINA (con candore)Non capisco.

MARGA Scusami, non so, parlo per il tuo bene...

RINA (si irrigidisce) Marga, io sono nata in montagna, ma l'unica montagna quella che ho qui... (si preme lo stomaco) E non sai quanto pesa.

MARGA Credimi, lo so.

Rina manda gi un terzo bicchiere di vino.

RINA Non parliamo di questo... (si agita) Io non volevo parlare di questo.

MARGA E non ne parleremo. Allora, Michele... Michele e poi?

RINA (stropiccia il foglio) Ecco, lo sapevo. Ma cosa devo


fare? Non ho ancora trent'anni. Non posso avere degli altri ricordi? Non li posso avere? Devo vivere con quelli che ho? E fanno schifo, quelli che ho.

MARGA Certo che li puoi avere, Rina. sacrosanto, giusto. Accidenti a me e alla mia boccaccia...

RINA Non si rischia pi? Fine dei giochi? Cosa c' davanti? Dimmi? Nessun amore per me? Non me lo merito? Non posso averne pi? (si compatisce) Come se ne avessi avuto... S, che ne ho avuto. Da mia figlia. L'amavo pi di quanto amassi me. Non uscivo mai di casa senza prima controllare che fosse tutto a posto, che il gas fosse spento, che lei stesse bene. E lei stava bene, stava sempre bene. Se c'era una che non stava bene, quella ero io! E quando l'ho spinta sott'acqua, mentre le facevo il bagno, cosa credi? Volevo... s... io volevo... che lei...

Rina comincia a tremare. Marga non sa come calmarla.

MARGA Adesso sta bene, molto meglio di noi. Non devi pi preoccuparti per lei. Rina, tutto finito. Tua figlia sta benissimo...

Rina cade a terra in preda a convulsioni. Marga si alza, lascia cadere il vestito che sta cucendo e corre verso Rina.

MARGA (la scuote) Rina! Rina!


Vincenza spalanca la porta; dietro di lei: Eloisa. Vincenza


si precipita verso Rina.

VINCENZA (a Rina) Tranquilla... Buona... Adesso passa...

ELOISA (a Marga) Era da un po' che non ne aveva. MARGA (in ansia) Che non aveva cosa?

ELOISA Non lo sai? epilettica... (nota la bottiglia di vino sul tavolo) Quanto ha bevuto?

MARGA Non so, un bicchiere, non ci ho fatto caso.

Eloisa scuote la testa.

Buio.



scena tredicesima

Luce.

Nella stanza: Marga e Vincenza.

VINCENZA Non fare cos. Tu non lo sapevi.

MARGA Infatti, potevate dirmelo.

VINCENZA Erano mesi che non succedeva... (sfiora la bottiglia di vino sul tavolo) L'alcol non le fa certo bene.

MARGA (con tono risentito) Ora lo so.

Vincenza fa per lasciare la stanza, poi si blocca e si volta verso Marga.

VINCENZA Ah, senti, a proposito di quello che ha detto Eloisa di me... s, di mio figlio...

MARGA Mi vedi turbata?

VINCENZA No, che...

MARGA Qui ognuna ha la sua storia, giusto? Me lo hai detto tu. E i dettagli non contano.

Vincenza conquista lentamente il centro della stanza.

VINCENZA I dettagli, dici? Mi venuto da ridere quando


ho letto su un giornale Ha assassinato suo.... Assassinare. Io, un'assassina. S, mi veniva da ridere. Sono pazzi, pensavo. Come possono scrivere delle cose del genere? Con che coraggio? Che assurdit! Non ero molto diversa da Eloisa, quando sono entrata qui. Assassine lo erano le altre, forse. Io no. Credo che capiti a tutte. Se no non sopravvivi, non ce la fai.

MARGA Non hai bisogno di dirmi queste cose.

VINCENZA Lo so, ma te le voglio dire lo stesso.

MARGA (con gli occhi rivolti al soffitto) Pensavo... Sai come dicono, no? (emette una risatina nervosa) Sangue del tuo sangue. Basta questo, il sangue, a decidere un legame?

VINCENZA (con tono risoluto) Io ho amato tutti i miei figli nello stesso modo, sangue o non sangue.

MARGA Va bene. Ho gi ascoltato quelle parole. Incapace di intendere e di volere... Raptus... Follia temporanea.... Tu credi in Dio, Vincenza. Io no. L'unico giudice che ho nella mia testa. E, ti assicuro, mi basta.

Vincenza si siede al tavolo, con le mani nelle tasche della divisa e gli occhi stretti come due fessure.

VINCENZA S, io in Dio ci credo, ma da quando sono qui mi calata la vista, ho un ronzio nelle orecchie, i reni che non funzionano bene e il cuore che perde dei colpi. Stai


invecchiando, mi dico. Ma io lo so che il dolore. Un dolore cos forte che ti fa fuori le cellule una a una... Mio marito, al mercato, faceva il galante con tutte le clienti. Ha un banco d'ortofrutta. Mi ero messa in testa che avesse delle amanti, e di sicuro le aveva. dura crescere tre figli da sola, con un uomo che vedi solo la sera, quando ti entra nel letto e tu sei troppo stanca e preghi Dio che non ti metta incinta un'altra volta. Ma quello che pi duro quando nella mente ti ballano i mostri della gelosia, l non puoi combattere, tutta un'ossessione. Dicevo sempre a mia sorella Un giorno impazzir, e lei rideva. Ridevo anch'io. Poi tagliavo le arance per fare una spremuta, per la vitamina C, dato che lui, Giuseppe, tossiva da tre giorni. E c' stato un black out. Come quando riempi d'acqua la vasca per farti il bagno e sei sovrappensiero e l'acqua esce fuori e allaga tutta la casa. Dov'ero io, la vera me, la Vincenza degli altri, in quel momento? Bella domanda. Non mi hanno fatto andare al funerale. Chi vivo vivo. Chi morto morto. Si sta da una parte o dall'altra... No, non cos che funziona. Se ammazzi tuo figlio, i morti sono due.

Vincenza fa per alzarsi.

VINCENZA Adesso siamo qui. Resistiamo tutte. Gi, si tratta solo di resistere.

MARGA Perch non ci facciamo fuori, Vincenza? Siamo


masochiste? Ci piace essere punite? Resistere, perch? Perch di vita ce n' una sola e questa sempre meglio di niente?

VINCENZA (si innervosisce) Alla lunga non mi piacciono, questi discorsi.

MARGA Be', a me cominciano a piacere. Sapessi come mi piace essere sgridata, che buffa sensazione, vedere le reazioni degli altri, vedere che mi vedono, che fanno caso a me! Vedere che ho un presente e che averlo un mio diritto, certo, s, nonostante tutto!

Vincenza appoggia la testa sul tavolo.

VINCENZA Non posso rivederlo, non posso spiegargli...

MARGA S che puoi, tu sei cattolica.

VINCENZA Ma quando la tua creatura quella che...

MARGA Davvero? cos diverso? C' tanta differenza?

VINCENZA S. Una madre...

MARGA Cos' una madre, Vincenza? Una che non pu sbagliare mai? Ho visto gatte pi materne di me. L'istinto, dici tu... Mia madre mi diceva Ti verr naturale appena lo vedrai. Pensavo, Sono tutte uguali le donne, mi verr naturale appena lo vedr... Non andata cos.

VINCENZA Se si potesse ritornare indietro...

MARGA Non si pu.


Vincenza si lascia andare di peso contro lo schienale.

VINCENZA Basta piangersi addosso, questo che vuoi dire? Secondo te, perch ci fanno tanto sgobbare qui dentro? Te lo dico io, per non farci pensare. Perch a pensare troppo...

MARGA No, a pensare male. Noi pensiamo male.

Vincenza annuisce, dondolando la testa e sporgendosi in avanti.

VINCENZA Senti... sei mai stata felice, l, a Martignacco?

MARGA Direi proprio di no. Poi c' gente che sta in mezzo a una guerra, alla fame, alle malattie, e per loro io la conosco, la felicit. Per ti dico, mano sul cuore, che gioie grandi, veramente grandi, non ne ho mai avute. A differenza di te, che ce le hai negli occhi ogni volta che guardi quelle foto, le ho viste, l, nel tuo diario.

Vincenza annuisce di nuovo.

VINCENZA Vuoi leggere le cose che scrivo ai miei figli? MARGA Molto volentieri.


Buio.



scena quattordicesima

Buio.

Musica brasiliana a tutto volume. Voci di donne che cantano e ridono. Rumori di brindisi e taglio della torta. Grida festose di Auguri e Buon compleanno Marga.

Luce.

Davanti alla porta chiusa della stanza: Marga con una coroncina di fiori al collo, Eloisa con una bottiglia di spumante in mano; Vincenza e Rina si appoggiano l'una all'altra ridendo, entrando nella stanza. Indossano tutte e quattro abiti estivi.

RINA Che bella festa...

VINCENZA Ho mangiato troppo. Marga, il tuo mascarpone era una favola.

ELOISA (scola l'ultimo goccio) Solo una bottiglia di Moscato, si sono sprecati... Ne avrei bevuto a fiumi.

RINA (a Marga) Hai notato come ti guardava Scalia? MARGA Colpa del vestito.


VINCENZA Gi, con quelle trasparenze...

RINA (a Marga) Potresti fare la sarta. Un abito cos lo avrei venduto in boutique prima ancora di metterlo in vetrina.

MARGA Se vuoi, te ne faccio uno uguale. Vuoi provarlo? RINA Magari.

Marga si toglie il vestito e lo lancia a Rina. Rina si toglie il suo e indossa l'abito di Marga. Marga resta in sottoveste.

RINA (sfila come una modella) Come sto?

MARGA Sei bellissima.

VINCENZA Ti d un'aria da collegiale.

ELOISA Una collegiale un po' porca.

MARGA Be', che male c'? Tanto qui chi ci vede?

ELOISA Appunto, uno spreco... (sospira) Ah, darei qualunque cosa per un uomo nel letto, stanotte.

RINA (gira su se stessa) Io avrei ballato fino all'alba.

VINCENZA Seora, donde hay musica no puede haber cosa mala.

La faccia di Rina un punto interrogativo.

VINCENZA Dove c' musica... eh, va tutto bene. L'ha detto Don Chisciotte.

RINA Quello dei mulini a vento?

ELOISA E brava Rina, dovresti partecipare a un quiz in tv.


RINA Sai anche lo spagnolo, Vinc?

VINCENZA Un po'. Compravo le cassette e le ascoltavo mentre cucinavo.

Rina si mette a canticchiare La vida loca di Ricky Martin.

RINA Avrei dovuto fare la cantante, altroch.

ELOISA Be', con tutti i cani che cantano, non avresti sfigurato.

VINCENZA (si spoglia e infila un'ampia camicia da notte a fiorellini) Il problema che uno su mille ce la fa.

RINA Uno dei tuoi soliti proverbi?

VINCENZA No, una canzone di Gianni Morandi.

RINA Ah.

MARGA (preleva una busta dal tavolo) arrivata un'altra lettera del tuo biondino?

ELOISA (prende in giro Rina) No!? Il giovane Michele?

RINA (si pavoneggia) S, mi scrive che sono molto intelligente.

ELOISA Allora non ti vuole scopare.

MARGA Ma va'. Rina, non stare ad ascoltarla.

RINA Oh, chissenefrega del sesso. Il mio ex diceva che non ero portata, che sapevo solo aprire le gambe.

ELOISA (ride) E cosa voleva di pi?


RINA Diceva anche che ero troppo gelosa.

MARGA Lo eri?

RINA Gli ho presentato tutte le mie amiche!

ELOISA Che farabutto...

VINCENZA (apre la finestra) Mi sa che viene a piovere.

ELOISA Quando piove, Bukowski dice che Dio sta pisciando.

VINCENZA Ecco, mi mancava.

ELOISA Le fai solo tu le citazioni?

MARGA Niente liti, stasera. il mio compleanno.

ELOISA Tranquilla... (si sdraia sul letto) Chiss con chi

star scopando Max in questo momento...

VINCENZA Certo non con sua moglie.

ELOISA Su questo hai ragione. L'ultima volta che l'ho visto mi ha detto Esco un attimo a comprare le sigarette. Non farai mica come quelli che escono a comprare le sigarette e non tornano pi? gli ho detto io. Si persino messo a ridere, lo stronzo.

Eloisa s'infila sotto le lenzuola con il vestito addosso.

ELOISA Il giorno dopo ho abortito. Be', non era la prima volta. Vedi, Vinc? Tu diresti che sono una pluriassassina.

RINA Non lo volevi proprio, un figlio, eh?


ELOISA Ne avevo gi uno. E poi chi ha voglia di passare i giorni a farsi vomitare addosso le pappette?

Marga tossicchia.

RINA (si toglie l'abito di Marga e indossa un baby doll di nylon) Ho visto una stella cadere, prima, e non ho nemmenoespresso un desiderio.

MARGA Quale avresti espresso?

RINA Be', conoscere Michele... E che mia figlia...

ELOISA (la interrompe bruscamente) Io ne ho uno solo, a parte quello che Max muoia soffrendo, ovviamente. Ridere senza pensare per il resto della vita. Sarebbe bello, no?

MARGA Io vorrei essere senza ossa come una medusa.

Fluttuare e basta.

ELOISA Si sente che facevi la poetessa. MARGA E tu, Vincenza? Niente desideri?

VINCENZA S, una borsa dell'acqua calda. Troppo mascarpone... Chiss perch pi una cosa buona e pi fa male.

ELOISA Si chiama cadere in tentazione. VINCENZA Chiamalo peccato, il mascarpone!

Ridono tutte.

VINCENZA Dai, proviamo a dormire.


Vincenza spegne la luce. Restano in penombra, con la luna oltre la finestra.

ELOISA Vinc.

VINCENZA Eh?

ELOISA Posso fumarmi l'ultima?

VINCENZA Fuma fuma, basta che stai zitta.

RINA E che non mandi a fuoco la stanza.

Eloisa si accende una sigaretta.

ELOISA 'notte, Vinc.

Vincenza non risponde.

ELOISA (alza la voce) 'notte, Vinc.

VINCENZA (taglia corto) 'notte, 'notte.

Silenzio.

ELOISA E se ti dicessi che ti voglio bene, Vinc? VINCENZA Penserei che il massimo del bene per te il minimo per me.

ELOISA Quanto sei contorta...

Silenzio.

ELOISA Be', io te l'ho detto. E davanti a testimoni, per giunta. Avete sentito tutte?


MARGA e RINA (stancamente) S, s...

ELOISA Meglio dirle le cose, prima che sia tardi... (spegne la cicca) 'notte.

MARGA 'notte.

RINA 'notte.

Silenzio.

VINCENZA Elo, guarda che lo apprezzo.

Silenzio.

VINCENZA Sei contenta, eh?

ELOISA Mi sta ridendo il culo.

VINCENZA Pure il mio.

Risatine.

Fuori comincia a piovere.

Buio.



scena quindicesima

Luce.

Marga e Vincenza riordinano la stanza.

VINCENZA Che c'? Hai una faccia...

MARGA Stamattina sono entrata un attimo e qui c'era solo

Eloisa e...

VINCENZA ...e?

MARGA (a disagio) Si stava...

VINCENZA ...si stava?

MARGA Be'...

VINCENZA Ah, ho capito... (ride) E allora? Non una

cosa cos terribile...

MARGA S, lo so ma...

VINCENZA Ti ha messo in imbarazzo?

MARGA S, no... Scusami, torno di l, c' un sacco di roba da stirare.

VINCENZA (la trattiene) Ehi, parliamone. Io ti capisco, sai, a me non... S, io non ci penso pi a quelle cose.


MARGA Io ogni tanto ci penso, ma non le ho mai...

VINCENZA Non ti sei mai... toccata?

MARGA Non... cos.

VINCENZA Io credo che Eloisa tocchi anche in giro, non

so se hai capito...

MARGA ... lesbica?

VINCENZA Certo che no.

MARGA Io la invidio.

VINCENZA Puoi sempre chiederle come si fa.

MARGA (sorride) Meglio di no.

VINCENZA Hai presente Tassi?

MARGA Quello dell'infermeria? Quel tipo basso e...

VINCENZA Peloso. Non granch, vero? Eppure l'ho avuto nei sogni molte notti, al principio. Tutta una cosa romantica... Prima che Eloisa mi dicesse un sei scarso. Anzi no, com' che disse? Un sei meno meno.

MARGA Ma non si pu!

VINCENZA Oh, per Eloisa si pu tutto, non la ferma niente. Ti manca tuo marito, in quel senso?

Marga allarga le braccia.

VINCENZA Eri vergine quando ti sei sposata?

MARGA No, avevo avuto un ragazzo, al liceo. Con lui fare


sesso mi piaceva, anche se...

VINCENZA Anche se?

MARGA Veniva subito.

Ridono, sprimacciando i rispettivi cuscini.

MARGA A lui ogni tanto ci penso, s.

VINCENZA Anch'io penso a un uomo, qualche volta. Uno che conobbi in treno. Andavo a Bari a trovare i miei, e anche lui andava a Bari. Gli raccontai un'altra vita, me ne inventai una su due piedi. Quando vide la fede gli dissi che ero vedova e che mi chiamavo Teresa, un nome che mi sempre piaciuto... (guarda la foto di Madre Teresa appesa al muro) Facemmo l'amore in uno squallido alberghetto delcentro, ma a me sembr l'Excelsior! Avevo il senso di colpa, dopo. Andai anche in chiesa a confessarmi. Ma va be', ero giovane.

MARGA Sei ancora giovane, Vincenza.

VINCENZA Forse, ma non posso prendere un treno.

Ridono di nuovo.

VINCENZA E poi i miei sono morti da un pezzo, non avrei pi motivo di andare a Bari, anzi a Canosa, io sono di l. A mia madre le si spezzato il cuore quando ho fatto quello che ho fatto. Non fai del male a una sola persona, tutta una catena...


MARGA Quando lascerai questo posto dove andrai?

VINCENZA Dipender dai miei figli.

MARGA Sai, io qui mi sento protetta.

VINCENZA Sono in molte a pensarla cos.

MARGA Anche se mi manca il mare. Avevamo una casa a

Grado, ci andavamo in estate...

VINCENZA A me mancano solo i miei figli. Il pi grande gioca a basket, ha gi la fidanzata, e l'altro lavora al mercato con suo padre.

MARGA Ti somigliano?

VINCENZA Molto. Infatti, tendono a ingrassare... (ride) Mi sarebbe piaciuta una femmina, ma non venuta... meglio che vada, se no la Stregari chi la sente?

MARGA Io mi stendo cinque minuti.

VINCENZA Tutto bene?

MARGA S, solo un po' di debolezza.

VINCENZA Devi mangiare di pi. Sei tutta pelle e ossa...

(esce cantando) Che sensazione di leggera follia sta

colorando l'anima mia... qualcuno... staseraarriva

qualcuno...

Entra Eloisa.

ELOISA (riferendosi a Vincenza) Ci ha messo cinque anni


prima di tornare a cantare... Alcune fanno paura, vero? Tutte anime in pena.

MARGA Tu no?

ELOISA (finge di non avere sentito) Mi piace sentirla cantare, anche se conosce solo Battisti... La Lipari qui ha persino preso il diploma. Trudy, be', lei una pazza furiosa... e la Belli, l'hai vista? Non parla mai, non le cavi fuori una parola.

MARGA E quella che grida sempre?

ELOISA Ah, Santina. Una zombie di giorno e di notte... di notte esplode come un petardo. Ma normale... (la sonda) Ti ha dato fastidio vedermi... stamattina?

MARGA Be', immagino che sia normale anche questo. E nessuna qui ha una singola con bagno.

Eloisa ride, poi soppesa le monete che ha in mano.

ELOISA Non c', non c' mai.

MARGA Max?

ELOISA S, Max, o il mostro, come lo chiamo io.

MARGA Ha tutta l'aria di una brutta storia, eh?

ELOISA Brutta... Bella... (alza le spalle) Abbiamo fatto pazzie, insieme, di quelle che si vedono nei film... (sospira) Max stato l'unico al mondo capace di tirare fuori il peggio di me. Non so se capisci cosa voglio dire. S, ci siamo dati il


peggio. Forse questo a legarci.

MARGA E vostro figlio.

ELOISA Max lo voleva. Max voleva tutto. Di figli, ne

aveva gi un paio con sua moglie...

Eloisa si inginocchia davanti alla cassettiera, rovista in un cassetto.

ELOISA Max... L'uomo troppo sbagliato e troppo perfetto. Quello che mi ha spezzato il cuore facendomelo battere pi forte. No, non un controsenso... Hai visto la mia maglia blu?

MARGA Non mi sembra.

ELOISA I dottori ti chiedono com'eri da bambina, com'erano i tuoi genitori... I tuoi com'erano?

MARGA Nella norma, credo.

ELOISA Mio padre mi dava uno schiaffo e subito dopo un bacio. Su una guancia avevo l'impronta delle sue cinque dita e sull'altra un po' di saliva. Andavo a scuola cos, double-face... (ridacchia) Max... Quand'era ubriaco mi insultava e poi finivamo a letto. Dopo, si rivestiva e se ne andava. Mia moglie ti sente quando la tocco mi diceva. Sa che sei nel mio sangue, come un'infezione.

MARGA Tutto a tinte forti, eh?

ELOISA S, l'hai detto. Nessun colore pastello nella mia


vita... (estrae la maglia dal cassetto) Eccola, l'ho trovata... Con Max stata una guerra. Non voleva darmela vinta e io nemmeno. Se mi amava, si sarebbe ucciso pur di non ammetterlo. Ma no, non mi amava. L'amore un'altra cosa.

MARGA E cos' l'amore, Eloisa?

ELOISA (si alza da terra) Quello che una madre prova per un figlio, dicono.

Le cade la maglia di mano e si piega a raccoglierla.

ELOISA Sai, non mi guardava mai negli occhi mentre facevamo l'amore. Gli occhi li chiudeva, o guardava da un'altra parte... Tu l'hai mai avuta una storia cos?

MARGA No, non sono il tipo.

ELOISA Meglio per te. un delirio, una malattia. Un amore insostenibile, questo ha detto Rina quando entrata qui, parlando di sua figlia. Un amore insostenibile... Sembra scema ma non lo , anche se per certe cose rimasta una bambina.

Eloisa si dirige verso la porta.

MARGA Tu hai avuto molti uomini...

ELOISA Nei bar, al buio, neanche li vedevo. Gli uomini ti offrono un drink e non gli basta guardarti il culo mentre vai alla toilette. Ti seguono, si slacciano le braghe e se lo tirano fuori. Ti piace cocca? Ne hai mai visto uno uguale?.


Sembra che ti mettano in mano un biglietto della lotteria! E tu sei troppo ubriaca per pensare che quell'affare sa di piscio e di biancheria sporca.

MARGA Tu li disprezzi, gli uomini, Eloisa. ELOISA Tesoro, non puoi sapere cosa si prova... MARGA So molte altre cose. ELOISA Ad esempio?

MARGA Cosa si prova ad aprire un giornale e a vedere la tua foto in abito da sposa, il tuo nome, la tua et, i nomi dei tuoi parenti, persino il tuo indirizzo di casa.

ELOISA Normale.

MARGA S, normale. Hanno scritto cose tremende su di

me, ci sono andati pesanti, e le parole ricorrenti erano...

ELOISA Le conosco, ho avuto anch'io il mio pezzetto di celebrit.

Marga nasconde la testa sotto il cuscino. Eloisa le si avvicina.

ELOISA Alzati dai, devi distrarti, vieni con me in stireria.

MARGA Distrarmi? Io non voglio distrarmi.

ELOISA (le tende una mano) Su, piccola, muoversi!


Marga si aggrappa al braccio di Eloisa e si solleva a fatica dal letto.


Buio.



scena sedicesima

Luce.

Rina sul letto.

RINA Ciao, Bal, siamo un po' tristi oggi, eh? (accarezza l'orsacchiotto) Michele non ha scritto.

Entra Vincenza con in mano una bottiglia d'acqua.

VINCENZA Sono stanca morta. Dormirei per il resto dei miei giorni.

Rina si tasta la pancia.

VINCENZA Che hai?

RINA Niente.

VINCENZA L'avessi io una pancia cos piatta...

RINA Anche a nove mesi si vedeva appena.

Vincenza innaffia la pianta che tiene sul comodino.

VINCENZA Io, in gravidanza, m'ingrossavo come una balena, avevo dei polpacci gonfi cos, un mal di schiena da girare gobba e adesso ho perso il conto delle smagliature.


Rina ride.

VINCENZA C' poco da ridere.

RINA Tu li hai mai letti quei libri?

VINCENZA Quali libri?

RINA Madri in attesa, robe cos.

VINCENZA Non ho mai letto niente del genere.

RINA Mi ricordo il giorno dell'ecografia, quando ho sentito il battito cardiaco. Che emozione... In autobus, mentre tornavo a casa, guardavo e riguardavo la foto... (socchiude gli occhi) Era cos carina...

VINCENZA (incredula) Non credo si vedesse molto.

RINA Il mio ex voleva che abortissi, ma avevo gi superato il terzo mese.

VINCENZA Se no, lo avresti fatto?

RINA Non so. Ragazza madre ... Ha qualcosa di eroico...

Non ridere.

VINCENZA Che tipo era, il tuo ex?

RINA Aveva un bel sorriso, dei denti bianchissimi. Dovevi vederlo sui campi da sci... Elegante, muscoloso... Di giorno insegnava ai bambini, di notte andava a letto con le madri... turiste di ogni nazionalit. Ma questo l'ho scoperto dopo.

VINCENZA Si sanno sempre dopo, le cose.


RINA Casa sua era piena di medaglie. Ci era nato, con gli sci ai piedi. Sai, mi sentivo una miracolata al pensiero che avesse messo gli occhi su di me, poi ho capito che non ero altro che una delle sue medaglie di bronzo, insomma, di quelle che valgono meno.

VINCENZA Di uomini cos pieno il mondo, Rina.

RINA Deve esserci qualcosa di fallato, in me, come quei vestiti firmati che vendevo a poco... Tu lo amavi, tuo marito, Vinc?

VINCENZA Eccome! Anche se adesso non so pi perch.

RINA Da piccola sognavo di vivere in una baita con un camino sempre acceso, un paio di marmocchi e un ragazzo delle mie parti, un montanaro doc... (ride) di quelli che spalano la neve nel cortile, che sanno aggiustare il lavandino che perde... Poi non so cos' successo. Ci sono cose che d'un colpo ti cambiano la vita. E sei diventata grande, o pazza, ed la stessa cosa. Avrei voluto avere dieci anni per sempre. Fermarmi l, all'infanzia. A volte penso che per questo che non volevo... (s'ingarbuglia) che avrei voluto... s, insomma, che mia figlia non crescesse mai.

VINCENZA Quando dai la vita dai anche la morte, no? Ogni giorno che passa un giorno morto, e ne comincia un altro, e muore pure quello, e si va avanti cos.

RINA Aiuto, Vinc, ma cosa stai dicendo?


VINCENZA S, lo so, sono una persona positiva ( Rina appoggia la testa sul cuscino, ridendo).

VINCENZA Quando avrai la mia et e il bello, se c' stato, tutto alle tue spalle...

RINA Vecchia tu? Mia nonna morta a centoquattro anni e le faceva la corte uno di settantasei. Fumava e beveva grappa da quand'era una ragazzina. Due mariti, sei figli, quattordici nipoti e sette pronipoti.

VINCENZA Hai preso da lei?

RINA Macch. Nessun epilettico in quel ramo, io ho ereditato dalla parte sbagliata... (si imbroncia) Ho avuto delle crisi, quando nata mia figlia. Pensavo che... s... che non... che non avrei...

VINCENZA S, ho capito. tutto chiaro.

RINA (bacia Bal) Ero una bambina solare.

VINCENZA Lo sei ancora, solare.

RINA No, adesso come se piovesse sempre. Tu, Vinc, non piangi quasi mai.

VINCENZA Ho solo un altro modo di piangere. A occhi asciutti.

RINA un peccato. Io quando piango, dopo sto meglio. come quando hai bevuto e ti fai una bella vomitata sul prato.


Vincenza si siede al tavolo e apre il suo quaderno.

RINA Anche Eloisa non piange.

VINCENZA No, io qualche volta l'ho sentita.

RINA Quando si chiude in bagno per ore?

VINCENZA Per lei il pianto come un solitario a carte.

RINA troppo orgogliosa.

VINCENZA Forse giusto cos. Se no, qui, sarebbe una valle di lacrime.

RINA Marga ti piace?

VINCENZA S, anche se a volte un po' strana.

RINA molto equilibrata... Cio, pi di noi.

VINCENZA Mi ricorda mia sorella, di quelle che non

capisci mai fino in fondo, piene di segreti...

RINA Ti manca, tua sorella?

VINCENZA Se non l'avessi scoperta a letto con mio marito, mi mancherebbe di pi.

RINA Che stronza!

VINCENZA No, queste cose capitano sempre in famiglia. E non mi lamento, no, ho sposato l'uomo che volevo, poteva andarmi peggio. Mia sorella soffre molto per la mia situazione.

RINA Ma lui si risposato.


VINCENZA Gli uomini da soli non ci stanno. la loro condanna... o la loro fortuna.

RINA La conosci? Dici che i tuoi figli stanno bene con lei?

Si sono affezionati?

VINCENZA So chi . E be', spero di s, spero che sia una buona madre, per loro.

RINA Sei troppo generosa.

VINCENZA (riflette) Generosa... Mah, Rina. Tu sai come sei? Io sono sei anni che non lo so pi.

RINA Credevo di essere una persona buona.

VINCENZA E lo sei.

RINA Lo sarei, se sparissi dalla faccia della terra. Non questo che tutti si aspettano da una come me?

VINCENZA Non dirlo neanche per scherzo.

RINA Perch, Vincenza? La vita sacra? evidente che io non lo sapevo.

Vincenza sfoglia qualche pagina del diario, poi guarda Rina.

VINCENZA Ho conosciuto un tipo, una volta, che aveva ucciso due persone col camion. C'era nebbia e non le aveva viste, era anche ubriaco. Dovevi vederlo, quando uscito dal carcere... un fantasma. Ma credo sia ancora vivo.

RINA Vivo per modo di dire...


VINCENZA No, guarda, ti sbagli. Io spero che quell'uomo si sia rifatto una vita.

Vincenza comincia a scrivere. Rina si stringe al petto Bal.

RINA Bal sa di mia figlia. Qui c' ancora il suo odore. Sa di talco e di neve fresca.

VINCENZA (allunga un braccio verso di lei) Fammi sentire...

Buio.



scena diciassettesima

Luce.

Rina, Vincenza e Marga riordinano la stanza. Eloisa fuma sul letto.

VINCENZA (a Eloisa) Potresti almeno mettere a posto la tua roba, questa stanza uno schifo!

ELOISA A me piace il disordine, ci vivo bene, il mio...

acquario.

VINCENZA E agli altri pesci non ci pensi? Io sono stanca di vivere nel caos!

ELOISA Curati i nervi, Vinc.

VINCENZA Ah, non farmi ridere.

ELOISA Tante storie per una cicca per terra...

VINCENZA Svuota almeno il posacenere, no? Qui sei tu l'unica tabagista!

ELOISA Anche Marga una tabagista.

VINCENZA Ma se ne fuma solo una ogni tanto...

ELOISA Vuoi farmi rapporto?


VINCENZA A che servirebbe? Lo sanno tutte che sei la cocca della Stregari.

ELOISA Gi, tu non le piaci per niente. Sembra che le vuoi rubare il posto.

VINCENZA Non ci tengo proprio, una nave che affonda... anche grazie a te.

ELOISA Scarica pure sugli altri, sempre. Nevrotica.

VINCENZA Egocentrica.

MARGA Basta, da oggi qui dentro le faccio io le pulizie! Va bene?

VINCENZA (a Eloisa) E non credere di portare qui quel gatto mezzo cieco.

ELOISA La Stregari ha detto che posso tenerlo.

RINA Io sono allergica ai gatti.

VINCENZA Sentito? Rina allergica e a me i gatti non

piacciono. I gatti neri poi...

ELOISA Non vero che portano jella. una diceria.

VINCENZA Non me ne importa un fico secco, qui quella bestiaccia non entra!

MARGA Che male c', Vincenza? solo un gatto...

VINCENZA (a Eloisa) Te lo dico per l'ultima volta. Se vedo quel gatto nero in questa stanza... io lo avveleno!

ELOISA E io brucio i tuoi diari del cazzo!


VINCENZA Sar una bella gara. Vediamo chi la vince, Elo. Hai idea di quanto soffre un gatto avvelenato?

ELOISA Sai che ti dico? Hai vinto. Hai gi vinto. Non costringerei nessuno, e figuriamoci un gatto, che un essere superiore, amato dagli egizi come un dio, a vivere con te!

VINCENZA Brava. Ci siamo capite... (ridacchia) Gli egizi? Quelli erano buoni solo a mummificarsi.

ELOISA Ti auguro di incontrare Osiride nel regno dei morti... A tu per tu!

RINA Chi Osiride?

Eloisa esce dalla stanza sbattendo la porta. Vincenza si butta su una sedia.

VINCENZA Per me pu anche prenderlo quel gatto schifoso. Basta che non dorma sul mio letto. Non voglio passare il tempo a spazzare via i peli oltre la polvere, dato che qui sono io quella che fa tutto!

MARGA Da oggi io e Rina ti diamo il cambio. Giusto, Rina?

RINA S... Ma a me i gatti mi fanno starnutire, mi vengono delle chiazze rosse sulla pelle, come l'orticaria. Non colpa mia se sono allergica!

MARGA Vorr dire che prenderai un po' di cortisone. RINA Come se non prendessi abbastanza porcherie... E se


mi viene una crisi?

MARGA (si spazientisce) Va bene. Allora Eloisa cambier stanza.

VINCENZA (con tono deciso) Questo no. MARGA (sorpresa) Ma se non la sopporti!

Silenzio.

VINCENZA (a Rina) Passami lo straccio che lavo il pavimento.

Buio.



scena diciottesima

Penombra.

Rina, Eloisa e Vincenza dormono. Vincenza russa. Marga seduta sul letto; sente il pianto di un neonato e si preme con forza le mani contro le orecchie.

Buio.



scena diciannovesima

Penombra.

Marga seduta per terra, davanti alla porta chiusa della stanza. Eloisa le si avvicina porgendole un bicchiere d'acqua. Marga beve d'un fiato.

ELOISA Va un po' meglio?

Marga annuisce.

ELOISA Vuoi altra acqua?

MARGA No, grazie. Sono a posto cos.

ELOISA Cos' stato?

MARGA Credevo lo sentiste anche voi.

ELOISA Che cosa?

MARGA Niente. Davvero. Tanto, non lo sento pi.

Eloisa si siede vicino a lei.

ELOISA Soffrivo d'insonnia, una volta.

MARGA L'alcol non ti faceva dormire?

ELOISA Dopo certe sbronze dormivo per giorni, poi mi svegliavo con il mal di testa e riprendevo a bere.


MARGA Qui ti sei disintossicata...

ELOISA Per forza.

Silenzio.

ELOISA Ho letto da qualche parte il tuo caso.

MARGA Il mio caso?

ELOISA Be', un po' simile a quello di Rina.

MARGA Cio?

ELOISA Lo chiamano maternity blues.

MARGA Che nome...

ELOISA Vuoi fumare?

MARGA Non adesso.

Eloisa si accende una Camel.

MARGA Allora... il mio caso?

ELOISA Succede quando una donna depressa, prima e dopo il parto. Non sente pi niente. Un vuoto assoluto. Zero emozioni. Insomma, nessun Hip hip urr, cazzo, sono una madre!. Niente. Solo paura. Una gran paura di non essere all'altezza della situazione. Finisce che non dorme pi, non mangia pi. una persona triste. Pi il bambino piange, pi lei si sente una merda. una che soffre, anche se sembra congelata, e pensa che lui star meglio se... se non dovr soffrire quanto lei.


Silenzio.

MARGA Vuoi dire che non colpa mia ma della depressione?

ELOISA E anche di chi ti stava intorno e non... non ti capiva.

MARGA Il tuo caso diverso?

ELOISA S, diverso.

MARGA Dovevi fare la psicologa.

ELOISA No, sono solo la portavoce delle loro stronzate.

Qualcosa di vero c', ma l'ho semplificato.

MARGA Lo apprezzo molto.

Eloisa sorride debolmente.

MARGA Hai dimenticato di dire una cosa, per.

Eloisa la guarda, in attesa.

MARGA te stessa che fai fuori... in quel momento.

Eloisa schiaccia il mozzicone per terra.

ELOISA Questo lo davo per scontato.

Marga accenna un sorriso, che Eloisa ricambia, poi appoggia la testa sulla sua spalla.


Buio.



scena ventesima

Luce.

Nella stanza, entrano una dopo l'altra Rina, Eloisa, Marga e Vincenza.

RINA (canta) Come saprei amarti io, nessuno saprebbe mai... Come saprei amarti io, ancora non lo sai... Io ci metter tutta l'anima che ho...

ELOISA Dio, come sei stonata...

RINA vero, Marga? Tu te ne intendi, suonavi il piano, no?

MARGA S, da bambina.

ELOISA Cosa suonavi?

MARGA La classica. Il mio brano preferito era Al Chiaro di luna.

ELOISA Lo confondo sempre con Per Elisa.

MARGA Non ero granch, come pianista. Poi sono andata a vivere con mio marito e non c'era posto per un piano, in casa.


Vincenza legge ad alta voce il contenuto di un foglietto,


trovato in una pagina del diario.

VINCENZA Il mio cuore un caff senza zucchero. Il mio cuore una finestra con la zanzariera. Il mio cuore un sasso, ma anche una stella in fondo solo un sasso...

RINA Cos'?

ELOISA (a Vincenza) Ti sei messa a scrivere poesie?

VINCENZA No, di Marga.

Tutte e tre guardano Marga, sul letto, impegnata a leggere il giornale.

RINA gi finita? VINCENZA No. ELOISA Va' avanti. VINCENZA (a Marga) Posso? MARGA (distrattamente) S, s.

VINCENZA (legge) Il mio cuore fa le torte, ma non le mangia nessuno. Il mio cuore magro, ha un buon metabolismo. Il mio cuore non ha un guardaroba, anche se dicono che ha un'alterazione della personalit. Il mio cuore saggio, conosce la fine delle necessit.

Silenzio.

RINA Bella.

ELOISA Mmm...


VINCENZA Quando l'hai scritta?

MARGA Non so, giorni fa.

RINA (si fa aria con una rivista) Non ce la faccio pi, non resisto... Quanti gradi saranno, trentotto?

ELOISA Forse tra mille anni ci metteranno l'aria condizionata.

RINA A me fa venire il mal di gola, l'aria condizionata.

ELOISA Accendi la radio, RINA. Ho voglia di musica leggera.

RINA (ride) Il mio corazon... Non c' una canzone che si chiama cos?

VINCENZA (a Marga) Mi piaciuta quella frase sulle torte che non mangia nessuno. Un po' come le mie... (accenna al foglio che ha in mano) Posso tenerlo?

MARGA S, certo.

Vincenza ripiega il foglio e lo infila tra le pagine del quaderno.

ELOISA Eh, Vinc, non lievitano mai le tue torte.

VINCENZA Ho perso la mano, una volta le facevo buone.

Ai miei figli piacevano.

MARGA Dai, Rina, metti un po' di musica.

ELOISA Anch'io ho scritto una poesia.


RINA Non ci credo.

MARGA Ah, s? Sentiamo.

VINCENZA S, sono curiosa.

ELOISA Si intitola... Il mio culo.

Vincenza, Marga e Rina scoppiano a ridere.

VINCENZA Forza, non vediamo l'ora di sentirla. MARGA Dai, Eloisa, dicci la tua poesia. La sai a memoria?

Eloisa annuisce e si schiarisce la voce.

RINA (fa il tifo) E-lo-i-sa! E-lo-i-sa!

ELOISA (con tono declamatorio) Il mio culo la porta che

apre all'inferno e al paradiso...

VINCENZA Eh, no, o l'inferno o il paradiso.

ELOISA Tutti e due... (tossicchia e riprende) Il mio culo si faceva rullare come un mappamondo... Eh, bei tempi!

RINA (ride) Rollare come una canna, piuttosto.

ELOISA (con enfasi) La colonna dorsale tesa come un arco

e le vertebre scosse come foglioline...

VINCENZA Ammazza, che poesia!

ELOISA Le sentivo fare dlin dlon come le campane...

RINA Chi, le vertebre?

ELOISA Il mio culo, ahim, non ha pi ospiti.


VINCENZA (sghignazza) Ma fa stronzi giganteschi!

ELOISA (a Vincenza) Ma va', non mangio mica quanto te!

RINA Mi sto pisciando addosso.

ELOISA Il mio culo una pesca con il nocciolo al centro...

VINCENZA E con la muffa sopra.

MARGA Basta, basta, sto morendo...

ELOISA (con tono tragico) Il mio culo un'autostrada senza guard rail.

VINCENZA Ma con un autogrill pieno di camionisti!

Ridono tutte. Eloisa si inchina a ricevere gli applausi. Rina accende la radio.

MARGA Erano anni che non ridevo cos...

VINCENZA Mia nonna diceva che ridere lava il sangue.

La radio trasmette Sally di Vasco Rossi.

RINA, ELOISA, MARGA, VINCENZA (cantano) Forse, alla fine di questa triste storia, qualcuno trover il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio, per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l'ultimo...


Buio.



scena ventunesima

Penombra.

Marga, Vincenza, Rina ed Eloisa sono sedute per terra, in fila, fuori dalla stanza.

VINCENZA Tenevo un diario anche da ragazzina, ma mia madre lo leggeva, cos ho smesso di tenerlo. Mia madre non voleva che diventassi grassa. Quando ci mettevamo a tavola, i piatti di tutti erano sempre pieni tranne il mio. Li vedevo abbuffarsi e vedevo mia madre mangiare in cucina, di nascosto, per non darmi il cattivo esempio. Diceva che non avrei trovato un uomo, se fossi diventata grassa. Ero magra, allora. Lo so, non si direbbe. Poi mi sono sposata e ho cominciato a mangiare come mia madre, chiusa in cucina. Lei mangiava fino a scoppiare, e anch'io, uguale. C'era sempre la sua voce nella mia testa e ripeteva Diventerai grassa, non ti vorr nessuno.

MARGA Quando avevo nove anni, mio padre port a casa un cane. Era ancora un cucciolo e ci giocavo in giardino. Un giorno tornai a casa da scuola e lo cercai dappertutto. Niente. Era sparito. Cominciai a piangere. Mio padre mi


spieg che erano venuti a prenderlo dei signori, quelli che glielo avevano dato.

Si erano pentiti e se l'erano ripreso. La sera sentii i miei discutere in salotto. Mio padre diceva che il cane sarebbe potuto restare, che dopotutto non era un grande impegno, ma mia madre disse che no, quel cane era pericoloso, perch io mi c'ero troppo affezionata.

RINA A vederci da fuori, eravamo una bella famiglia... allegra, numerosa. C'era tanta di quella armonia da restarne asfissiati. Sorridevano tutti, in casa mia. L'ansia non entrava, in casa mia. Mio padre e mia madre sono persone pratiche. Gente chiusa, che si tiene tutto dentro e che fuori di marmo. Mai un nervo teso, mai una parola di troppo. Non litigava nessuno, in casa mia. Poi io ebbi la mia prima crisi. Il medico disse epilessia. Ma anche l fu facile, tutti chiusero gli occhi. Mia madre diceva ai miei fratelli Non state a guardarla. Era cos che lei risolveva i problemi.

ELOISA Mio padre mi toccava. Sentivo la sua mano calda nelle mutandine. S, ha allungato le mani, e non solo per picchiarmi. Ma si fermato l. Me ne sono andata prima che potesse succedermi di peggio. Tornava a casa incazzato, per grattacapi sul lavoro o altro, non so, e non riusciva a controllare le mani. A dodici anni, quando ebbi l'influenza e la febbre alta, lui mi spinse dentro, con forza, una supposta. Non parlai per tre giorni.


VINCENZA Non incolpo nessuno di quello che ho fatto.

RINA Non incolpo nessuno di quello che ho fatto.

MARGA Non incolpo nessuno di quello che ho fatto.

Vincenza, Rina e Marga guardano Eloisa. Eloisa, in ombra, tiene lo sguardo a terra.

Buio.



scena ventiduesima

Luce.

Eloisa entra nella stanza con una cartolina in mano.

Vincenza sul letto.

VINCENZA Ti arrivata una cartolina?

ELOISA S, di un tizio che conoscevo, da Bali... Tu sei mai stata all'estero, Vinc?

VINCENZA A Parigi, in luna di miele. Due giorni. ELOISA Solo un weekend?

VINCENZA S, pioveva sempre... E il tuo amico? ELOISA (indica la cartolina) Questo? Un attore di Roma. Non sai quanto mi manca...

VINCENZA Ci sapeva fare? ELOISA Intendevo un'altra cosa. VINCENZA Cosa?

ELOISA Che mi manca... poter recitare.

VINCENZA Ma tu reciti sempre, Eloisa.

ELOISA Vedi? Con te non si pu parlare.


Vincenza afferra una bottiglietta d'acqua ai piedi del letto e d una lunga sorsata.

VINCENZA Sono stanca, Elo. Di cosa vuoi parlare? Di

cinema? Del tuo amico attore? Ci facevi sesso? Ci facevi...

l'amore?

ELOISA A me mi destabilizza, l'amore. VINCENZA Quando l'hai imparata questa parola?

ELOISA Quale? Amore o destabilizza? Oh, Vinc, chissenefrega dell'amore.

VINCENZA Hai ragione. Ci sono gi fin troppe canzoni sull'argomento.

ELOISA A me manca solo una bella scopata... (guarda Vincenza) Lo so, non materia tua.

VINCENZA Sai qual la differenza tra noi?

ELOISA Eh, sentiamo.

VINCENZA Che tu non vuoi capire...

ELOISA Capire, capire... Capire cosa, Vinc? Che viviamo come se fossimo gi morte?

VINCENZA Forse.

ELOISA Sai qual il problema? Tu ti aspetti che il mondo abbia un senso, ma non ce l'ha. Credimi, non ce l'ha.

VINCENZA Parla parla...


ELOISA Sei mai stata in un ospedale? L'hai vista la gente che sta per crepare? Pur di avere un altro giorno di vita, uno solo, farebbe di tutto, qualsiasi cosa.

VINCENZA Mica tutti.

ELOISA cos, cos. Si attaccano alla vita come alla liana di Tarzan, e non la mollano pi. Te lo dico io, Vinc, bisogna vivere nel presente.

VINCENZA Quel che stato stato, eh? Fosse facile...

ELOISA Bisogna cercare un compromesso.

VINCENZA Un compromesso?

ELOISA S, un compromesso, perch non che abbiamo molto tempo. Vinc, la vita una sveltina.

Vincenza abbozza un sorriso, poi beve altra acqua.

VINCENZA Com'eri come attrice?

ELOISA Non valevo niente, se questo che vuoi sentirti dire... Hai mai visto quel film con Al Pacino, Carlito's way?

VINCENZA Credo di no.

ELOISA Peccato, un capolavoro. Be', lei a un certo punto gli dice S, ho avuto un sogno, Charlie. Ma ora sono sveglia.

VINCENZA Ehi, a volte sei realista!

ELOISA Vinc, io ti accetto come sei, e tu accetta me,


fammi il favore.

VINCENZA (ridacchia) Elo, io e te siamo come quelle coppie che vanno avanti per forza di inerzia.

Eloisa nasconde la faccia nel cuscino, ridendo.

VINCENZA Sai cosa sei tu? Uno spirito inquieto. Dai calci persino quando dormi.

ELOISA Dici? (si fa seria) Ma la vera inquietudine l'ho provata quando nato Lucio. L, davvero, me la sono vista brutta. Che faccio? Che gli dico? Perch l'ho ficcato in questo pasticcio?

VINCENZA Be', che c' di strano? Sono le domande che si pongono tutti. Tu rinunceresti a vivere?

Eloisa solleva la coperta fino a coprirsi la testa.

VINCENZA Elo, tu ti farai cremare?

ELOISA (sbuca fuori dalla coperta) Vinc, la menopausa a farti parlare cos?

VINCENZA Non sono ancora in menopausa.


Buio.



scena ventitreesima

Luce.

Rina seduta al tavolo, compone un collage ritagliando articoli e foto da alcune riviste.

Entra Marga, ha l'aria provata.

RINA Sei stata da Scalia, eh? Anch'io ho quella faccia, dopo una seduta. Sai quell'espressione Il sangue non acqua ? L'ho appena letta qui sopra. Io mica lo sento scorrere, il sangue. come se mi avessero fatto un salasso. Sono sicura che se mi tagliassi, non uscirebbe niente.

Marga guarda con preoccupazione le forbici che Rina ha in mano.

MARGA Meglio non farlo, quest'esperimento.

RINA Sai, credo che se fossi libera di fare quello che mi pare, non avrei voglia di fare niente. Un viaggio, che so?, un tuffo in piscina... Niente.

MARGA Non male, qui.

RINA (dopo averci pensato su) S, non male...


Marga si siede sul letto.

MARGA Non mi dispiacerebbe se Eloisa portasse qui quel gatto.

Rina le rivolge un'occhiataccia.

MARGA Scusa, avevo dimenticato la tua allergia.

Silenzio.

RINA L'unica cosa che mi manca sono i tramonti delle mie montagne.

Marga sente le voci di bambini che giocano. Scuote con forza la testa, come per mandarle via. Le voci smettono.

RINA Non che io capisca tutto. A volte penso che... s, mi piacerebbe avere pi esperienza.

MARGA Avrai tempo, quando uscirai di qui.

RINA Mah. Forse Michele un pazzo come me, se no mica mi scriverebbe. Avr una madre, no? Cosa penserebbe sua madre se... se ci fidanzassimo?

MARGA Non lo hai mai visto, non detto che ti piaccia.

RINA Mi sa che hai ragione.

MARGA (sospira) Ama e sarai amato, dicono.

RINA Sar. Io ho amato gente che non mi ricambiava.

MARGA Sai, Rina, dobbiamo smetterla di pensare che


sempre colpa nostra.

RINA Ma a volte lo .

MARGA S, a volte lo .

Marga si alza e si avvicina al tavolo per vedere il collage di Rina.

RINA Hai le mani screpolate. Vuoi un po' di crema?

Marga sente di nuovo le voci di bambini che giocano.

MARGA No.

RINA Sei sicura?

Marga fa cenno di s.

RINA Come vuoi...

Marga si guarda le mani, le sfrega nervosamente contro la divisa, poi le nasconde dietro la schiena. Le voci smettono.

Buio.


scena ventiquattresima

Luce.

Rina, Eloisa e Marga entrano nella stanza.

RINA Mi ha fatto proprio ridere, questo film. Avete visto la Belli? Si stava quasi strozzando dalle risate, lei che sempre catatonica.

ELOISA Che razza di film ci fanno vedere... (storce la bocca) Una moglie per pap!

MARGA A me piaciuta quella scena dove Whoopy Goldberg con... come si chiama l'attore?

ELOISA Ray Liotta, che figo.

MARGA E gli dice Lei ha mai avuto un blocco?. S, per tutta la vita.

RINA (ride) S, per tutta la vita...


Si spogliano e indossano le camicie da notte, a parte Eloisa che resta in maglietta.


MARGA Vincenza dov'?

ELOISA Dove vuoi che sia? A pregare.

MARGA Tu credi, Eloisa?

ELOISA Ti sembro una che crede in qualcosa?

RINA Io se guardo il cielo penso che un giorno ci trover mia figlia. Per forza. La ritrover. Se no, che senso ha tutto questo?

ELOISA Nessuno.

MARGA (guarda Eloisa di traverso) Certo, Rina. La ritroverai.

Entra Vincenza.

ELOISA Com' andata?

VINCENZA Prendi per il culo, Eloisa?

ELOISA Che palle, Vinc. Non ti posso nemmeno chiedere se hai pregato bene?

VINCENZA vero, tu non preghi. Tu non hai niente da farti perdonare. Tu non hai mai fatto del male a nessuno. stato un incidente, no?

ELOISA Infatti, hai detto giusto.

VINCENZA Peccato che nessuno ti abbia creduto.

RINA (cerca di allentare la tensione) cos bello il cielo, certe volte, che sembra impossibile che l non si nasconda


un'altra vita.

VINCENZA Hai ragione, Rina, impossibile.

ELOISA Mi avete proprio rotto. Ho visto mia cugina con un tumore alle ovaie, si era gonfiata come un pallone, soffriva come un cane e le ci sono voluti pi di tre mesi prima di... Sapete cosa vi dico? Chi ha inventato malattie del genere non pu dormire tranquillo. Prega prega, Vinc.

Vincenza prende in mano il suo quaderno e accarezza una foto all'interno.

ELOISA Stai guardando la sua foto, Vinc? MARGA (a Eloisa) Quando fai cos sei... ELOISA Insopportabile?

VINCENZA (ripone la foto) Oh, ma lei non ha ucciso nessuno.

Silenzio.

ELOISA S, l'hai detto.

VINCENZA (si spoglia) Come tutte noi, vero?

ELOISA (a bassa voce); Io sono... a posto.

VINCENZA E io sono Sarah Ferguson.

MARGA E io Bernadette.

RINA E io Cappuccetto rosso.

ELOISA Pensatela come volete.


Vincenza si corica insieme alle altre.

ELOISA Io non ho ucciso nessuno! Vincenza spegne la luce. VINCENZA Buonanotte.

Silenzio.

ELOISA Domani chiedo che mi cambino stanza.

VINCENZA Eh, mica puoi dormire con delle assassine...

ELOISA L'hai detto.

MARGA Hai preso le tue pillole, Rina?

Silenzio.

ELOISA Io non ho ucciso nessuno, nessuno.



scena venticinquesima

Luce.

Vincenza seduta al tavolo, con una busta in mano. Eloisa sul letto. Si sente il rumore della pioggia.

ELOISA Vincenza...

Vincenza come se non la sentisse.

ELOISA Vincenza!

Vincenza solleva il capo e guarda Eloisa.

ELOISA Hai visto com' contenta?

VINCENZA Rina?

ELOISA S, Rina. Il suo ganzo le ha scritto.

VINCENZA Ah.

ELOISA Che hai?

VINCENZA Niente.

ELOISA (indica la busta che Vincenza ha in mano) una lettera dei tuoi figli?


Vincenza fa cenno di no con la testa.


Entra Marga.

MARGA Che malinconia questa pioggia... Chec'?

Cos'avete?

ELOISA (con tono aggressivo) Deve sempre esserci qualcosa?

Marga si siede sul letto sbuffando, apre il cassetto del comodino e ne estrae un pettine.

MARGA (si pettina) Qualche brutta notizia? Vuoi parlarne, Vincenza?

ELOISA Parlare parlare...

MARGA (sulla difensiva) S, parlare.

ELOISA Lo volete capire che non serve a niente? Tu poi...

MARGA Io poi, cosa? Oggi ce l'hai con me?

ELOISA (le fa il verso) Oggi ce l'hai con me? Quella che sa

fare tutto, le poesie, i vestiti, anche suonare il piano...

Marga, ogni giorno di te se ne scopre una nuova. Sei

arrivata qui coi tuoi modini da brava ragazza, vai d'accordo

con tutte, non ti incazzi mai...

MARGA Io almeno non ho mai avuto sogni di gloria.

ELOISA S, la classica acqua cheta...

MARGA Certo non sono un'originale come te.

ELOISA No, guarda, a me non mi freghi. Ce l'hai scritto in


fronte che ti credi un essere superiore.

MARGA (perde le staffe) Vaffanculo, Eloisa. Si vede che oggi non proprio giornata.

ELOISA Gi, non giornata.

Marga richiude il pettine nel cassetto ed esce dalla stanza.

Eloisa si alza e imita la camminata di Marga.

ELOISA (scimmiotta Marga) Vaffanculo, Eloisa.

Eloisa si risiede sul letto.

ELOISA Dicevi, Vinc?

Vincenza continua imperterrita a fissare la busta che ha in mano.

Buio.



scena ventiseiesima

Luce.

Vincenza seduta al tavolo, scrive una lettera. Entra Marga.

MARGA Ah, sei qui.

VINCENZA Mi cercavi?

MARGA No, volevo solo... Niente. Scrivi pure. Ci vediamo dopo.

VINCENZA Ho quasi finito.

Marga esce dalla stanza.

VINCENZA Amori miei, vi ho dato tutto l'amore di cui ero capace, non so se era abbastanza, ma so che era il massimo per me. Forse il mio amore era inadeguato. Forse l'amore a essere cos, inadeguato. Prendermi cura di voi stata la cosa pi bella che mi sia capitata, e adesso mi sembra che siamo stati insieme poco tempo. Mi sforzo di essere come quei personaggi dei libri di cui dicono forte, affronta la sua pena con dignit, ma tutta una finta. Alla tv ieri c'era quella cantante, Cline Dion, che parlava di una persona


cara che le era morta tra le braccia. Anche nei film la gente muore spesso tra le braccia di qualcuno. Nella vita, per, non succede quasi mai. Non credete ai romanzi, amori miei, e non fidatevi di quello che dicono in tv le persone famose. Ci sono appuntamenti, nella vita, di cui sbagliamo il posto o l'orario. Non sempre dipende da noi. Voi sapete che io credo nel destino. Giuseppe mi tiene con s, non mi molla mai. A volte come se non ci fosse mai stato, altre come se non fosse mai andato via. Il suo compleanno quest'anno cadeva nel giorno di Pasqua. No, nessun miracolo, lui non resuscita. Odiatemi per questo, ma lasciatevi amare da me. Non si pu vivere senza chiamare amore qualcuno, e allora io vi chiamo cos, amori miei, e che siate d'accordo o meno non m'importa. So che Dio vi protegge tutti e tre e che un giorno, se Lui vorr, vi riabbraccer. Vincenza.

Vincenza cancella il suo nome sul foglio.

VINCENZA (scrive) La mamma.

Vincenza piega il foglio e lo chiude nel quaderno. Si alza, sfila dall'accappatoio la cintura e l'annoda a mo' di cappio, poi sale sulla sedia e si fa il segno della croce.


Buio.



scena ventissettesima

Penombra.

Eloisa entra nella stanza e vede il corpo di Vincenza penzolare nel vuoto.

ELOISA Vincenza! Vincenza!

Fuori della stanza, appoggiata alla porta, Rina sente le grida di Eloisa.

RINA Elo, che succede? Che ha Vincenza?

ELOISA Rina, non entrare! Rina, hai capito? Resta fuori, non entrare!

Rina comincia a tremare. Marga la raggiunge.

MARGA Rina, che c'? Eloisa!

Marga sta per aprire la porta.

ELOISA Non farla entrare! Non farla entrare!

Marga stringe Rina tra le braccia.

ELOISA Marga, chiama qualcuno!


Buio.



scena ventottesima

Penombra.

Marga seduta per terra, fuori dalla stanza; stringe contro il petto il quaderno di Vincenza.

MARGA Ci sono giorni calmi, qui, silenziosi, dove non ci diciamo niente. Lavoriamo, facciamo quello che ci dicono di fare, ma non riusciamo a parlarci. Siamo afone e dure, certi giorni, con le facce bianche dei sassi e la testa vuota. Ci passiamo vicino quasi con fastidio, con irritazione, coi cinque sensi smorti e una tempesta, dentro, che non esce mai. Ci sono alcune che a vederle cos, fredde come i ghiacciai, sembrano bottiglie lanciate da una nave, ma senza un messaggio arrotolato dentro. Ci sono quelle che gridano, e quelle di cui non ho mai sentito il suono della voce. Ci sono quelle affettuose, che se ti vengono vicino ti scaldano e hanno un buon profumo. Ci sono quelle che non si lavano e che ti passano accanto come correnti fredde, facendoti venire i brividi. Ma tutte, tutte quante, sono le migliori amiche che io abbia mai avuto. Guardo le cosce stanche, le borse sotto gli occhi, le mani... (guarda le sue)


di donne cos fragili da mettermi in soggezione, e penso che non esiste al mondo una roccia che un giorno non si sbricioli, dentro o fuori, sia che si veda sia che non si veda. E mi sorprendo, ancora, di quanto possa essere ostinato e resistente il cuore di una donna.

Buio.



scena ventinovesima

Luce.

Rina, sul letto, sfoglia una rivista. Eloisa innaffia la pianta di Vincenza. Marga in piedi, vicino alla finestra. Rina indossa un pigiama di lana; quello di Eloisa, di taglio maschile, di stoffa lucida. Marga in vestaglia.

MARGA Non nevica pi.

ELOISA Che pace..

RINA Piove?

MARGA Un po'.

ELOISA Si scioglier tutta.

RINA Da piccola mi piaceva mangiarla... (indica la pianta) Cresce bene. Vincenza ne sarebbe contenta.

ELOISA Chi l'avrebbe detto, eh?

MARGA Chiss che fine hanno fatto i suoi diari...

ELOISA Li hanno dati al marito.

MARGA Pensi che i suoi figli li leggeranno?

ELOISA Penso che quei diari, in questo momento, stiano


dentro la loro stufa di casa, al posto della legna.

Silenzio.

RINA Domani giorno di visita.

ELOISA Non illuderti, Rina.

RINA Mi ha detto che verr.

MARGA (a Rina) Almeno tu hai qualcosa di bello a cui pensare prima di dormire.

ELOISA (prende in giro Rina) S, ti vedo, di notte, che baci il cuscino.

RINA Dovrei baciare te? ELOISA (ride) Non ci provare.

RINA Vorrei ossigenarmi i capelli. Metti che domani Michele viene...

ELOISA Se vuoi, ti do una mano.

RINA Lo faresti? Davvero?

ELOISA C' qualcosa che non farei per te? Ti rimbocco persino le coperte!

RINA Hai ragione, ultimamente sei un tesoro.

ELOISA Vacci piano, sono solo un po'...

MARGA Un po' meno stronza.

ELOISA, un po' meno stronza.

Eloisa si corica. Marga si siede sul letto.


MARGA Chiss com' questa siciliana...

ELOISA Che sappiamo di lei?

MARGA L'hanno trovata in stato confusionale sulla ringhiera del terrazzo, ci camminava sopra come uno del circo.

RINA Ha buttato di sotto il bambino, poi voleva buttarsi anche lei. L'ha fermata un vigile del fuoco.

MARGA Dite che la danno a noi, che ce la mettono qui al posto di...

ELOISA Spero di no.

RINA Be', ci vorr del tempo.

MARGA Poi si rassegner.

ELOISA S, del tempo... Sono stanca di tragedie, a me piacevano i musical.

Silenzio.

RINA (si illumina) Eloisa, ci pensavo ieri... Dovresti organizzare una recita, s, uno spettacolo. Farebbe bene a tutte... e tu saresti un'ottima regista.

ELOISA E come lo intitoliamo? Madri alla malora?

RINA Fa pi effetto in un'altra lingua, come fa in inglese?

ELOISA Com' che si chiamava?

MARGA Di chi stai parlando?


ELOISA Di quella di cui parlava sempre Vincenza... MARGA Ah, Medea. Vuoi chiamarlo cos? ELOISA (riflette) No, c' gi. Che senso avrebbe? Silenzio.

RINA Andiamo fuori a pestare la neve? Vi va?

MARGA Nessuno ce lo vieta.

RINA Allora perch non...

ELOISA Fa troppo freddo.

Silenzio.

ELOISA Quando arriva la siciliana?

MARGA Oggi, domani, boh.

RINA Ti ricordi, Marga, quando sei entrata qui? MARGA Mi sembra che sia passato un secolo. Silenzio.

RINA Avete sentito?

MARGA Cosa?

RINA Un rumore.

ELOISA Un rumore come?

RINA Come qualcuno che bussa.

ELOISA Sta' zitta, fammi sentire.


Tutte e tre tendono l'orecchio.

MARGA Io non sento niente. Rina, sei sicura di...? RINA No, nemmeno io. Mi sar sbagliata. MARGA E tu, Eloisa?

Eloisa non risponde.

RINA Eloisa?

ELOISA (con le mani sugli occhi) No, non sento niente.

Buio.



scena trentesima

Penombra.

Una donna, fuori dalla stanza, con una valigia. Solleva il pugno per bussare contro la porta.

FINE



ringraziamenti

Grazie a Elena Battista, la prima a crederci. Grazie alle attrici che hanno dato vita a queste quattro donne, e a quelle che (spero) gliela daranno. Grazie a Sironi Editore per il coraggio. E grazie soprattutto a chi,per pudore e altro, non nomino.


Indice

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personaggi

scena prima

scena seconda

scena terza

scena quarta

scena quinta

scena sesta

scena settima

scena ottava

scena nona

scena decima

scena undicesima

scena dodicesima

scena tredicesima

scena quattordicesima

scena quindicesima

scena sedicesima

scena diciassettesima

scena diciottesima

scena diciannovesima

scena ventesima

scena ventunesima

scena ventiduesima

scena ventitreesima


scena ventiquattresima

scena venticinquesima

scena ventiseiesima

scena ventissettesima

scena ventottesima

scena ventinovesima

scena trentesima

ringraziamenti

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