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Fuoco

Scritto da

Renato Capoccia

Musiche e testi di

Oreste Capoccia

Per le musiche di scena contattare gli autori al seguente indirizzo mail:

info@aedostudio.it

Personaggi

FLORINDA   

PRUDENZIA  sorella di Florinda

GRAZIA         sorella di Florinda

RUFINO       

PROSPERO Padre di Florinda

FUOCO        Capo dei Briganti

CARONTE   Brigante

VENTRE      Brigante

COMPARONE         Mercante

NICANDRO PRETE Mercante

PALLAVICINO Generale della Guardia Nazionale

TEODATA Anziana del Paese

UMBERTO Soldato

LUCIA Contadina

MATILDE Contadina

BERNARDINO Contadino

ANNIBALE Contadino

CLINO Contadino

SOLDATO

MERCANTE

Corpo di ballo

Crescenzo

Luigi

Pasquale

Antonio                        Contadini

Maria

Carmela

Ninetta

Paolina

Rosa

Maria Antonia

                      

L’intera scena si svolge nell’Estate del 1870 in una località dell’Italia centro-meridionale.

Atto I

Scena I

Campo di lavoro, primo mattino.

Prospero, Florinda, Prudenzia, Grazia, Rufino, Bernardino, Annibale,

Lucia, Matilde e Contadini.

SALTARELLO INIZIALE

Buio - Fermo immagine di tutti gli attori, la musica sale di volume e velocità, contemporaneamente  la scena prenderà vita.     

Ognuno intento nel proprio lavoro.  All’udire la voce del capo-gavetta Prospero, che preannuncia l’ora della colazione, i contadini si riposano (qualcuno si siede, altri si distendono; tirando fuori dalle sacche la colazione iniziano a mangiare, Grazia la porta alla sua famiglia)

Grazia:           Ecco la colazione!

Prospero:       Grazie piccola! (Rivolto alle figlie) Su, mangiate in fretta e di nuovo a lavoro!

Flo e Prud:    Sì papà!

(Prospero e le sue figlie iniziano a mangiare)

Annibale:       Si mangia. Finalmente!

Bernardino:   ( Irriverente, ridendo) Come se c’aspetta un banchetto reale!

Annibale:       (Estraendo la colazione) Vino, noci e pane reale…

Clino:             (Estraendo la sua colazione)’Na misera fetta di pane reale.

Maria:            Non ti lamenta’… ringrazia che ci sta.

Matilde:         Mai nulla che vi sta bene. Mangiate e statevi zitti.

Bernardino:   Agli ordini regina del mio cuore! L’avete sentita? Tutti zitti e mangiate!

Matilde:          E non fa’ il simpatico, tanto lo sai che poi ne riparliamo a casa e facciamo i conti. (Con un sorriso minaccioso)

Bernardino:   Gioca sempre la stessa carta: “ne riparliamo a casa”!

(Gli altri contadini ridono)

Crescenzo:     E poi lo fa veramente?

Bernardino:   E come! Peccato che ci s’annoia dopo un po’ a parla’… una cosa tira l’altra, e…

Rufino:          Ecco spiegato il solenne pancione di Matilde sulle cui grandi imprese potrei stare ore a raccontare.

(I contadini ridono)

Bernardino:   C’hai proprio ragione tene’!

Lucia:             Siete contenti oggi! Ma bravi! Lenti nel lavoro, ma svelti con la lingua.  

Specialmente tu Bernardì, ti diverte porta’ gli affari tuoi in mezzo ai campi, eh? Bravo!

Matilde:          Lascialo di’, lascialo parla’, tanto d’ora in poi questo dovrà fa’… parlare… e da solo!

(Bernardino nega gesticolando)

Lucia:             Tutti uguali, so’ bravi a parlare, ma poi quando si tratta di passare ai fatti…

Contadini:      (Rivolti ad Annibale) Uhhhhhhh…

Annibale:       penso che pure noi ne dobbiamo riparla’ a casa…

Bernardino:   ( Facendo le mosse a Maria Antonia) è bravo a parla’, ma quando si tratta di passa’ ai fatti. ( Fa una smorfia)

(I contadini ridono e le contadine sorridono)

Annibale:       Lo vuoi prova sul tuo grugno?

Bernardino:   Non mi permetterei mai!

Lucia:             E smettetela a fa’ i bambini! Tante parole e poi eccoli: sempre pronti a appiccicarsi.

Crescenzo:     Perché questo è il sesso forte.

Lucia:             “Il sesso forte”! non capisco d’addo è uscito fuori. Solo perché più brutti e più pelosi di noi non credo che vi potete di’ “sesso forte”.

(Le donne e Bernardino ridono)

Bernardino:   Ohi.. ragazzi, qua ci maltrattano! Dobbiamo ribatte’! (Ride)

Crescenzo:     Si! Proprio così! Sesso forte! E a provarlo ci stanno ‘sti muscoli!

Lucia:             Più forti, ma molto, molto meno intelligenti!

Crescenzo:     Che vuoi di’?

Lucia:             No! Niente!

(Tutti sghignazzano)

Bernardino:   Crescè’ non capisci? Ti stanno a fa’ un complimento! Lodano i tuoi muscoli, che                                  purtroppo loro non c’hanno.

Crescenzo:     Beh si, so’ dei gran bei muscoli!

(Tutti continuano a sghignazzare)

Bernardino:   Com’è stato buono Dio con te!!!

Carmela:        non tirare fuori Dio per il vostro riso profano!

Bernardino:   Chiedo Umilmente perdono “suor” Carmela.

Matilde:          E non prende in giro pure Carmela solo perché ha capito più di te l’importanza del nostro Dio.

Lucia:             Non preoccuparti troppo per lei, Carmela capisce e perdona.

Carmela:        E’ Dio che mi da la forza di perdonare.

Maria:            Che Dio possa dare la forza di perdonare sempre, a tutti noi.

Bernardino:   Aaaaamen…

Matilde:         Sempre il solito scemo!

Bernardino:   Dio vede che nel mio cuore ci sta solo bontà. (sorridendo)

Maria:            Basta mo! Mangiate e torniamo al lavoro! Altrimenti ci sarà paga fiacca questo  mese, e potrete saluta’ tutto ‘sto ben di Dio!

Clino:             ‘Na misera fetta di pane reale…

Lucia:             Dagli co’ ‘sta fetta di pane…

Bernardino:   Beh, certo! Il meglio siamo costretti a lasciarlo a voi, noi poveri uomini..

Annibale:       Proprio così, non vi considerate il sesso debole, ma poi pretendete il meglio perché siete donne..

Bernardino:   No, no, no! Non ti scaldare, tanto ormai lo sappiamo che: “ quando si passa  ai

                        fatti…”

Annibale:       Mo è troppo! Vieni a sentirli sulla testa ‘sti fatti!

Prospero:       Statevi Fermi! Anni’, sempre pronto a attacca’ briga e ancora non avete finito la

                        colazione!

Clino:             ‘Na misera fetta di pane reale…….(l’unico a non aver ancora dato un morso al suo  pane)

Prospero:       (Arrabbiato) Forza! Finite subito e di nuovo tutti al lavoro!

Rufino:          (Alzandosi in piedi) Prospero…non ti infuriare.

Prospero:       Rufi’, e capiscimi, possibile che ancora non avete finito?

Rufino:          Ma ti pare che può essere colpa nostra se ancora non abbiamo finito di mangiare?

Prospero:       Eeeeeee… Rufi’, mi stai a prende in giro? Ti pare che non v’ho sentito ride’? E poi,

                        sbaglio o al mio arrivo ho dovuto salva’ il grugno di Bernardino?

Rufino:          Ah…già… ma…Prospero non puoi nemmeno immaginare cos’è accaduto! Raccontarti tutto sarebbe troppo lungo…giusto per darti un’idea…ecco qua: Ho trovato! Ti ricordi due anni fa, la mattina del 7 aprile, alle 10 di sera del 30 febbraio nella locanda del paese che è successo?

Prospero:       Rufi… niente meno due anni fa. E no che non mi ricordo!

Rufino:          Ah… e… mi spiace! Era un esempio perfetto! Allora vediamo… “i fatti non accaduti nel 1628”!!! Bhe, questa te la ricordi!

Prospero:       Rufi’, ma che ne so io che è successo nel 1638!?

Rufino:          No Prospero. 1628, non 38.

Prospero:       Ahhh…ecco perché non riuscivo a capi’!1628, mo è chiaro…Rufì…ma che dovrei ricorda’?

Rufino:          Prospero, e scusa, io ti faccio questi esempi per risparmia’ tempo, ma se non mi dai una mano… proviamone un’altra… (Fa capire al pubblico che sta inventando) Bibbia, Apocalisse, otto.

Prospero:       (Rassegnato) Pure la santa Bibbia.

Rufino:          Neanche qui…

Prospero:       E no Rufi’…cosà dirà mai l’apocalisse?

Carmela:        “Quando l’agnello aprì il settimo…”

Rufino:          Peccato capitale, del sacramento onnipotente eccetera eccetera… (Carmela guarda attonita Rufino) Si grazie Carmela! Sappiamo tutti cosa dice quel passo della bibbia!

(I contadini fanno come per dire “non proprio”) 

                        Vabbè Prospero, tento comunque di farti capire con due parole cos’è successo!

(Prospero annuisce)

Rufino:          Devi sapere che… che se fosse accaduto ciò che io ti stavo, con esempi, facendo notare che è accaduto, sarebbe accaduto un grave accaduto. Non accadendo è stato possibile risolvere il tutto in quattro e quattr’otto, tanto da farti capire che quatto quatto, quattro uomini e quattro donne hanno potuto dare un sospiro di sollievo. (sospira) Per far bene abbiamo fatto ciò che il fattore iniziale imponeva di fare, per non fare accadere il supposto accaduto  e supporre di non dar guai ai nostri vicini fattori. Quindi, perciò, abbiamo ritardato la colazione!

Contadini:     Sì sì! C’ha ragione! Dice Bene! Proprio così!

Prospero:       Vabbè Rufi’ ho capito, c’hai ragione come al solito! Non riesco a capi’ come è possibile che non t’hanno fatto addirittura generale, e non tenente!

                        Eeee…Basta! Finite in fretta e poi subito a lavoro! (Esce)

(Rufino riceve gesti di approvazione da parte dei contadini, si dirige verso le tre sorelle)

Grazia:           (A Florinda) Dai, ti prego!

Florinda:        (Comprensiva) Grazia, per favore,smettila! Sai che ti seguirei volentieri, ma bisogna

                        riprendere il lavoro!

Grazia:           Ti prego…

Florinda:        Domani possiamo andare dove vuoi!

Grazia:           Ti prego…

Florinda:        (sta per cedere) Grazia…

Grazia:           Ti prego…

Prudenzia:     Grazia, smettila, non puoi continuare così, sai benissimo che tra poco cederà alle tue

                        richieste!

Florinda:        Cedo solo se lo voglio…e ora che mi dici così, sai che penso?

Prudenzia:     Posso immaginarlo!  

Florinda:        Che andrò con Grazia!

Prudenzia:     Potevo immaginarlo!

Grazia:           Oh! Grazie Sorellona!

Florinda:        Ma…sai benissimo che per noi due, da sole, è troppo pericoloso entrare nel bosco…(si finge affranta) come possiamo fare?? (Volge lo sguardo verso Prudenzia) …Prudenzia…

Grazia:           (Capisce l’intenzione di Florinda)… Prudenzia…

Prudenzia:     (Fa come a dire, me l’aspettavo) Si?

Florinda:        Sai… dicono che il bosco è pericoloso. Potrebbero esserci i briganti, Fuoco e la sua banda!

Grazia:           Molto pericoloso!

Prudenzia:     Non andateci!

Florinda:        No…dico…se ci fosse l’altra sorella a difendere due povere piccine impaurite…

Grazia:           Molto impaurite!

Prudenzia:     Le due piccine credo siano grandi abbastanza!

Florinda:        Si, ma nel bosco potrebbero perdersi… dovrai tenerle per sempre sulla coscienza!

Grazia:           Per sempre!

Prudenzia:     No Florinda! Non vi seguo! Sai benissimo che papà se la prenderà!

Florinda:        (Fingendosi offesa) Grazia… ma hai sentito? Prudenzia non si cura di noi. Credo che non ci vuole più bene.

Grazia:           (Fingendosi triste) Prudenzia… davvero non ci vuoi più bene?

Prudenzia:     Smettetela tutte e due di fare la commedia! Grazia…ho sempre più il timore che diventerai uguale a Florinda…

Florinda:        Ed è un male?

Prudenzia:     Beh…

Florinda:        (infuriata) questa non dovevi proprio farmela, cara la mia Prudenzia! Non potrò mai perdonarti per un insulto simile!

(Prudenzia sospira)

Florinda:        E’ inutile che fai così! Mi spiace, ma non ti rivolgerò più la parola!

Prudenzia:     Hai ragione scusami! Ma adesso smettila!

Florinda:        No! Le scuse non bastano!

Prudenzia:     Florinda, smettila! Sappiamo tutti che la tua è una farsa! …Florinda…

Grazia:           Credo che questa volta si è arrabbiata per davvero!

Prudenzia:     Florinda…(sospira) e va bene… immagino che per farmi perdonare…

Florinda:        Devi venire con noi!

Prudenzia:     Non mi lasci altra alternativa, quindi…

Grazia:           Si! Verrà anche la nostra sorellona!

Florinda:        Avevi dubitato anche solo un momento della sua bontà?

Prudenzia:     Ricordatevi che potrei sempre ripensarci!

Florinda:        Dobbiamo partire prima che papà torni però, e sperare che non si accorge della nostra assenza!

Rufino:          Avete bisogno di due forti spalle che vi proteggano?

Flo e Prud:    Rufino!

Florinda:        Ci spiavi!

Rufino:          Entravo nel ruolo di “guardia di tre belle fanciulle”, questo non equivale a spiare!

Florinda:        Ci spiavi! E comunque non abbiamo bisogno di alcuna guardia! Quindi torna dagli altri!

Rufino:          Ne siete certe? Pensate a tutti i pericoli che incontrerete!

Florinda:        Rufino, il bosco a quest’ora è sicurissimo!

Prudenzia:     Non era quello che dicevi poco fa!

Florinda:        Tu da che parte stai?

Prudenzia:     Rufino, grazie, ma se vieni pure tu, papà se ne renderebbe sicuramente conto, quindi ti chiedo, se puoi, di rimanere qui, e inventare qualcosa sulla nostra assenza. Pensi di poterlo fare?

Rufino:          Rufino è ai vostri ordini madamigelle! Me la sbrigherò io con il vecchio...

Prudenzia:     Grazie Rufino!

Rufino:          Non c’è di che!

Florinda:        Si va bene. Grazie, grazie(sbrigativa)… ma adesso partiamo!

Grazia:           Dai Prudenzia!

(Florinda e Grazia si avviano)

Prudenzia:     Eccomi!

( Le tre escono, Rufino torna dagli altri)

Prospero:       (Entrando) Su! (batte le mani) al lavoro!

Contadini:     (a soggetto) Pronti! Eccoci! Al lavoro!

(tutti rincominciano da dove avevano interrotto, Prospero non riesce a trovare qualcosa)

Prospero:       Anni’ hai visto la serrecchia mia?

Annibale:       No Prospero, mi spiace.

Prospero:       Bernardi’ hai visto la mia serrecchia grande?

Bernardino:   No Prospero.

Prospero:       Rufino…Rufi’…..

Rufino:          ( immagina  che Prospero si sia già reso conto dell’assenza delle ragazze, scontento non si volta a guardarlo) Si?

Prospero:       Rufi’, visto che prima giravi da ‘ste parti, sai dirmi dov’è la grande? (sventolando la piccola ronca che ha in mano)

Rufino:          (Pensa un attimo, sempre scontento,poi riprende energico) Si Prospero! E’… (rimane fisso per un attimo a guardare il cielo in lontananza) Ma guarda che brutte nuvolacce che si stanno avvicinando! Credo proprio che ci sarà un brutto temporale 

Prospero:       Rufi’! Aspetta un momento, rispondimi prima alla domanda!

Rufino:           Ah giusto…mi avevi fatto una domanda…eeee…con questo caldo si pensa a tutto tranne a quello che si sta facendo. Ad esempio: (Lascia capire che sta inventando) Prima di colazione, forse perché non mi sono mai fermato a riposare, ho iniziato a notare tra i vapori della terra all’orizzonte, delle figure confuse. Ora Prospero capisci che, visto il mio passato…

Prospero:       (Impaziente) Si Rufi’, però…

Rufino:          Lasciami dire. Visto il mio passato, ho subito fiutato il pericolo, ma ho voluto aspettare, per capire meglio la situazione. (fa crescere la suspanse) Le figure si avvicinavano. Quelle figure erano armate! Avevano sui propri stendardi dei gigli d’oro! Quelle figure erano borbonici! Venivano a riprendersi la nostra Italia costruita sulle ceneri dei nostri compagni! Quelle figure erano… dei miraggi… Prospero, puoi immaginare che spavento!

Prospero:       Certo Rufi’, però mo rispondimi!

Rufino:          Ah, (Si batte la testa) Ma certo! Che stupido!Ci sono cascato un’altra volta, ma tu Prospero devi capire a che è dovuto questo mio modo di fare! Devi sapere che…da piccolo…mia madre era agli scappini, il garzone scaprugginava, la fante preparava la bozzima… Allora io mi dicevo “sono un murcido, perfino un po’ gordo”, ma una tale calma, mal rotta da quello zombare o dai radi cuiussi del contadino col terzomo, mi faceva a quei tempi l’effetto di un malagma o di un dropace!

Prospero:       Heeeeem Rufi’, ma che stai a di’? lo sai si o no dove sta?

Rufino:          E… ma tu non l’hai vista?

Prospero:       Rufi’, se l’avevo vista non chiedevo di certo a te…

Rufino:          Naturale! Ma non ti preoccupare, sarà qui in giro.

Prospero:       (Alterandosi) e lo so! Ma a me serve mo!

Rufino:          (Pacato) Ma devi stare più calmo Prospero… conta fino a 10, respira a pieni polmoni quest’aria e vedrai che ti sentirai meglio!

Prospero:       Rufi’ (Cerca di calmarsi, ma non ci riesce) …dimmi dov’è!

Rufino:          Prospero, ma non so, sarà occupata con i suoi bisogni.

Prospero:       “Bisogni”?!

Rufino:          Eh!

Prospero:       (Lo guarda un attimo tra lo sconcertato e l’infuriato) Ma mi stai a prende in giro?

Rufino:          (Stranito) No signor Prospero.

Prospero:       (Cerca di controllarsi) E mi dici che sta facendo “i suoi bisogni”?!

Rufino:          (c.s.) Potrebbe! (guarda Prospero che rimane furioso) Lei dice di no? È per colpa di qualche malattia?

Prospero:       Malattia? Rufi’… ma di chi stai a parla?

Rufino:          Della grande, di chi sennò? Di Prudenzia.

Prospero:       Ah Rufi’… io sto a parla della serrecchia “grande”.

Rufino:          (Rincuorato) Ma Prospero?!? Ma la serrecchia grande sta là! (Indica vicino ai suoi piedi) Ma anche tu spiegati meglio quando parli di qualcosa.

Prospero:       E pure tu hai ragione Rufi’, vabbè, grazie. ( Fa per allontanarsi, si guarda attorno, torna a guardare Rufino) A Rufi’!

(Rufino è ora certo che Prospero si sia accorto della assenza delle figlie)

Mo che mi ci fai pensa’…Prudenzia dove sta? ( si guarda ancora attorno)…E Florinda?...e Grazia?

Rufino:          Dove stanno? Eh… eh…. Prospero! Che storia! devi sapere che…

BUIO

Atto I

Scena 2

Radura Montana ore 12.00

Florinda e Grazia, poi Prudenzia, Fuoco, Caronte e Ventre.

UN TOPINO

La scena è vuota, una musica sale d’intensità, correndo entrano in scena Florinda e Grazia All’entrata di Prudenzia la musica si ferma.

Prudenzia:     Potevate pure aspettarmi dopo avermi costretta a salire con voi.

Florinda:        Ma dai Prudenzia, non prendertela. È che sei così lenta.

Grazia:           Sei molto lenta!

Florinda:        E poi sappiamo che ami guardare le foglie, i fiori, le piante che incontriamo.

Grazia:           Foglie, fiori, piante.

Florinda:        Quindi ti abbiamo aspettato qui.

Grazia:           Ti aspettavamo qui.

Prudenzia:     Va bene, va bene, basta che la smettete. Guardate qua. (Estrae dalla tasca  tre fiori di colore diverso) Non dovevamo scappare dal lavoro per salire qui su, ma siccome è troppo tardi… tanto vale farci belle per i nostri “pretendenti”. Questo fiore celeste è per me: il colore della tranquillità. Non credo sia molto appropriato per voi. (Ridono, Prudenzia si appunta il fiore tra i capelli) Questa gemma rossa è per te Florinda.

Florinda:        Rossa?

Prudenzia:     Certo! Rosso: il colore del fuoco, della passione, simbolo di un’anima irrequieta… come la tua, cara la mia sorellina.

Florinda:        Non so se prendermela o ringraziarti per quello che hai detto.

Prudenzia:     Vieni qui. (Appunta il fiore sui capelli di Florinda)

Florinda:        Grazie!

Grazia:           E per me? Hai anche per me un fiore rosso?

Prudenzia:     No! (Grazia imbronciata incrocia le braccia) Per te c’è questo bocciolo rosa… (Grazia sorride e prende il fiore) un bocciolo che, ahimè, crescendo diventerà sempre più simile al fiore di Florinda.

Grazia:           Grazie sorellona! (Abbraccia Prudenzia che le mette tra i capelli il bocciolo)

Prudenzia:     Ma a quanto pare i nostri spasimanti non si vedono arrivare. Forse saremo belle  solamente per noi.

Florinda:        Ma che vai dicendo? Non hai notato che ci aspettano impazienti?

Prudenzia:     (Ride) Tu, piuttosto, che vai dicendo!

Florinda:        Attendono ansiosi la fine dei nostri preparativi! Eccoci a voi messeri! ( si inchina dinanzi ad un albero)

(Grazia e Prudenzia ridono)

Prudenzia:     (Coprendosi il volto con le mani) Tu sei proprio pazza!

Florinda:        Cosa mi chiede Monsieur Frascoso? …Se le concedo questo ballo?Ohhhh……Ma le pare il caso di chiedere? Siamo qui per questo!...Cosa dice?...Come?...E’ un segreto? Mi dica. (avvicina l’orecchio all’albero; si discosta bruscamente)…Oh… ma lei è proprio uno sporcaccione… Per questa volta la perdono monsieur Frascoso, ma non si permetta mai più….Ma certo! Le concedo comunque questo ballo…Cosa? Oh, si, certo!...un momento. (Si avvicina a Prudenzia e parla come per non farsi sentire) Sorellina, il mio cavaliere, Monsieur Frascoso mi ha chiesto di dirti se hai voglia di far compagnia al suo amico, Monsieur Frondoso, lì nell’angolo, solo soletto. Ne sarebbe estremamente felice.

(Prudenzia che ha riso per tutto il tempo assieme a Grazia, non riesce ad abbandonare la sua ilarità)

Prudenzia:     Se è galante come il tuo Monsieur Frascoso, sarei una matta a non accettare!

(Grazia continua a ridere, Prudenzia e Florinda si avvicinano ai loro uomini)
Florinda:        Prego messeri, queste incantevoli fanciulle sono al vostro servizio! (S’ inchina)

Prudenzia:     E’ un piacere conoscerla Monsieur Frondoso! Oh! Le concedo con piacere questo ballo!

Florinda:        Che le danze abbiano inizio! (Canticchia un valzer, tutte e tre ridono, Florinda e Prudenzia danzano attorno l’albero)

Monsieur! Ma cosa fa?!? Si sta spingendo troppo oltre! Le sue mani sembrano dei rami, dei tentacoli! Ma lei davvero! Davvero! E’ proprio uno sporcaccione!

Prudenzia:     Oh, lei si Monsieur Frondoso che è un vero gentiluomo!...Oh, che parole dolci! Com’è carino!

Grazia:           Anch’io voglio avere un cavaliere!

Prudenzia:     (Prudenzia e Florinda ridono) Hai ragione Grazia!

Florinda:        Ma cosa??? Gli altri cavalieri sono tutti fuggiti! (Sospira) Siamo costrette a lasciarti i nostri. (inchino al suo albero)

Prudenzia:     A dopo caro monsieur Frondoso!

Grazia:           (Sorridendo si avvicina all’albero di Florinda) Tu sei proprio uno sporcaccione! ( Dà un calcio all’albero, dopodiché si avvicina all’altra pianta e le dà una stretta di mano) Piacere monsieur Frondoso! ( Le sorelle ridono, Grazia accenna qualche passo di danza)

Florinda:        (All’improvviso) Prudenzia! Dammi la tua collana!

Prudenzia:     Cosa?

Florinda:        La tua collana! Lasciamela un momento!

Prudenzia:     (Si fa seria) Florinda, non so che ti è passato in mente, ma ti prego, non chiedermi di darti questo gioiello.

Florinda:        Sorellona…un momento. Te la ridò subito. So quanto ci tieni.

Prudenzia:     (Rassegnata) Ma perché devi sempre insistere? Tieni, ma fai attenzione.

Florinda:        Grazie sorellona!

(Florinda,  passando da dietro va a nascondersi nei pressi dell’albero di Prudenzia, intanto Grazia, visibilmente stufa, va verso Prudenzia)

Grazia:           (Sbuffa) Quel Monsieur Frondoso è proprio un pezzo di legno!

(Prudenzia ride)

Grazia:           Ma dov’è Florinda?

Prudenzia:     Vorrei tanto saperlo anch’io!

Florinda:        (Porgendo la collana fa spuntare il braccio da dietro l’alber) Prudenzia, madame. Ho deciso di manifestare i miei sentimenti per voi. (Grazia e Prudenzia ridono) La vostra leggerezza nel ballo, quasi pari a quella della piccola Grazia, la vostra delicatezza, il dolce suono della vostra voce, mi hanno fatto innamorare, hanno chiuso a tripla mandata il mio cuore nel vostro, eccetera eccetera. Questo è il mio pegno d’amore, vi prego di accettarlo, facendo di me in questo modo, l’uomo…albero, più felice di questa terra.

Prudenzia:     Oh, caro il mio monsieur Frondoso, lo dicevo che è davvero un galantuomo. Accetto il pegno d’amore. (si avvicina)

Florinda:       Ma prima… (ritira un poco il braccio) vi chiedo un bacio per rendere valido il nostro legame.

Prudenzia:     (Con disappunto) Oh! Monsieur Frondoso! Forse mi sono sbagliata su di voi! Cosa sono queste richieste? Non sta parlando mica con mia sorella Florinda! (Ride)

Florinda:        Cosa?!? (tira fuori il viso infuriata)

Prudenzia:     Sto scherzando Florinda.

Florinda:        Ripeti quello che hai detto!

Prudenzia:     Dai Florinda, non prendertela!

Florinda:        Ripetilo!

Prudenzia:     Florinda! Ti prendi gioco di tutti, ma ti infuri se gli altri fanno lo stesso con te!

Florinda:        Ah si? E’ così che la pensi? Bene! (Esce di scena)

Grazia:           Credo che si è arrabbiata!

Prudenzia:     Un’altra volta.

Grazia:           Forse, allora, sei tu a farle questo effetto!

Prudenzia:     Ma perché sei sempre e solo dalla parte di Florinda?!

(Grazia alza le spalle, Florinda rientra)

Florinda:        Eccomi qua!

Prudenzia:     Meno male. Pensavo che iniziavi un’altra volta a fare la bambina.

Florinda:        Ma no Prudenzia, stavo scherzando! Secondo te non so accettare un gioco. Bene: cosa vogliamo fare?

Prudenzia:     (Preoccupata) Florinda… la mia collana?

Florinda:        (Si finge sorpresa) Ohhh… la tua collana…(preoccupata) …devo averla persa nel bosco.

Prudenzia:     Florinda non scherzare, dov’è?

Florinda:        Proprio non ricordo.

Prudenzia:     Florinda, scusami per quello che ho detto, ma ti prego non scherzare con quella collana, sai benissimo quanto ci tengo! Io stavo solo giocando, non puoi comportarti così! Fai quello che vuoi, ma dimmi dove hai messo quella collana!

Florinda:        …Non credo! Mi basterà averla nascosta per perdonarti. Grazia, vogliamo fare un gioco?

(Grazia annuisce)

Prudenzia:     Florinda…

Florinda:        Giocheremo ad “Acqua e fuoco”. Prudenzia dovrà cercare e l’oggetto da trovare sarà la sua collana.

Grazia:           Questo gioco mi piace.

Prudenzia:     A me no! Florinda, ti prego…

Florinda:        Sorellona…posso ripensarci e decidere di lasciare la collana dov’è, quindi…

Prudenzia:     Ho capito, ho capito. Non posso far altro che partecipare al gioco.

Florinda:        Esatto. Vogliamo iniziare?

Grazia:           Si, dai, iniziamo! Prudenzia sei pronta?

Prudenzia:     Ho alternative?

Florinda:        Pronti…via! (Prudenzia inizia a cercare, Grazia le salta intorno e ripete tutto ciò che viene detto da Florinda)

Florinda:        Acqua…Acqua…ehi! Non toccare il mio monsieur Frascoso!

Grazia:           Non toccare il suo monsieur Frascoso!

Prudenzia:     No, no.

Florinda:        Acqua…Acqua…

Prudenzia:     Spero che non l’hai sporcata.

Florinda:        Prima la trovi, prima lo scopri.

Grazia:           Trovi..scopri.

(Prudenzia sospira, esce di scena seguita da Grazia)

Florinda:        Acqua… acqua… attenzione, li c’è una buca, potrebbe esserci caduta dentro.

Grazia:           Dentro la buca.

Prudenzia:     Spero che stai scherzando!

Florinda:        Siii… O forse no!

Grazia:           Forse no!

Florinda:        Fuocherello…fuocherello…

Prudenzia:     Ma dove? Per terra o tra le piante?

Florinda:        Fuocherello…fuoco! Fuoco!

Prudenzia:     (Consolata) E’ qui!?!

Florinda:        No, stavo scherzando. Fuocherello…

(A sinistra, tra le fronde degli alberi, appare la figura di Fuoco, si siede e osserva il gioco delle ragazze)

Florinda:        Fuoco! Adesso per davvero!

(Fuoco sorride)

Grazia:           Per davvero!

Prudenzia:     Si, ma dove?

Florinda:        Fuoco! Fuoco!

Prudenzia:     Non mi dire che… Oh, no!

Florinda:        Fuoco! Sta divampando!

Grazia:           Divampa!

Florinda:        Bravissima! l’hai trovata!

Grazia:           Brava!!!  (Applaude)

(Florinda ride, Prudenzia e Grazia rientrano in scena. Prudenzia nell’uscire fuori scena avrà slegato la sua ciocia)

Prudenzia:     Ma come ti è passato in mente di metterla in un nido di tordi? Sei perfida!

Florinda:        (Risata diabolica) Anche più di quanto immagini!

Grazia:           (Si avvicina a Prudenzia e porge la mano) Adesso tocca a me cercare.

Prudenzia:     (Florinda ride) Cosa??? Spero che stai scherzando! (Si mette al collo il gioiello)

Grazia:           Non vale che tu sei stata l’unica a divertirti!

Prudenzia:     Divertirmi? Mi sono tutto, fuorché divertita!

Grazia:           Uffa!

Florinda:        Grazia… Non badare a quella scorbutica di tua sorella! Un nuovo gioco: data l’ora, corsa fino a casa, e chi vince... diventa la nuova proprietaria della collana!

Grazia:           Si!

Prudenzia:     Continui a scherzare?

Florinda:        Mi spiace Prudenzia, dovrai correre per conservarla! Via!

Grazia:           Via! (Grazia e Florinda escono di scena)

Prudenzia:     (Fa un passo svelto e si accorge di avere la ciocia slacciata) Aspettatemi un momento!

Florinda:        (f.c.) Sbrigati pelandrona!

(Prudenzia si inginocchia per allacciare la ciocia, dopo poco Fuoco si alza in piedi ed emette un fischio. Prudenzia si volta, ma non vede nessuno, quindi torna alla sua ciocia. Da fuori scena, sul lato sinistro viene emesso un altro fischio eguale. Prudenzia lascia le stringhe ed esce di scena correndo. Dopo pochi secondi un grido di Prudenzia. Fuoco si porta sul proscenio. Da fuori si odono goffe risate unite alle urla della ragazza.

Entrano in scena Ventre e Caronte portando di forza Prudenzia che si dimena e continua a strillare.)

Ventre:           Chi nasc pecure gli lup se glie magna!(Ride)

Caronte:        (Aggressivo) E basta co sti proverbi! Ecco una delle ragazze che “giocava”! E tu zitta!

Fuoco:            State zitti voi due!

(Silenzio, Fuoco si avvicina, impassibile)

                        Posso? (scosta una ciocca di capelli davanti al viso di Prudenzia, mentre questa trattiene il fiato dal terrore) Che bel viso! E che ci fa una così dolce ragazza, assieme alle sue due amiche, tra i pericoli del bosco? Non è un luogo da frequentare a cuore leggero, questo! Dicono che ci sono dei pericolosi briganti! (Appare un ghigno sul suo volto, Ventre e Caronte ridacchiano, Fuoco si volta) E tu… hai avuto l’onore di incontrarli. (Si volta verso la donna)

Prudenzia:     Vi prego…vi prego…lasciatemi andare…vi prego…

Caronte:        (La scuote) nessuno t’ha chiesto di parla’!

Ventre:           Lasciala dire…è divertente!

Prudenzia:     Vi prego…vi prego…

Fuoco:            “Vi prego…vi prego…” e chi ti sembro la Vergine santissima? (Alza la voce) Smettila di frignare e comportati da donna.

(Prudenzia cerca di calmarsi)

Ventre:           Funziona sempre pe azzittirle. (Ride)

Fuoco:            E tu comportati da uomo.

Ventre:           Si si si.

Fuoco:            Non abbiamo intenzione di torcerti un capello.

Ventre:           Ah no?

Fuoco:            Perché dovremmo? Guardala come trema la povera preda indifesa.

Caronte:        E mo gustiamocela sta bella preda!

Fuoco:            Fermo!

Caronte:        (Irato) Ma…

Fuoco:            Ho promesso che non le torceremo un capello e così sarà! Guarda: sta in silenzio nonostante il terrore che le attanaglia le viscere! Non è ‘na cosa da tutti! Quegli smidollati che ci danno la caccia se la fanno sotto nella sua condizione.

Caronte:        (Tra i denti) Ma capirai anche i nostri bisogni!

(Ventre annuisce, pur non preoccupandosi molto del fatto)

Fuoco:            (Calmo) Basta. Ho detto che non sarà toccata. Purtroppo, capirai che in qualche modo bisogna pur vivere! Noi possiamo dire che…il nostro è un pedaggio! Veniamo pagati per scortare, sani e salvi per le montagne, mercanti e contadini. (ghigno) Peccato, doverli proteggere da noi stessi! “Acqua e Fuoco”, che bel gioco! E come vi divertivate! M’avrebbe fatto piacere giocare co voi, ma in fondo è come se lo avessi fatto.

Ventre:           Urlare “Fuoco! Fuoco!” nelle terre di Fuoco! Che smidollate!

Fuoco:            (Sorride) mi avete chiamato ed io sono arrivato!

Ventre:           Come dice anche il proverbio: meglio non scherzare co’ “Fuoco”!

Caronte:        Che idiota! (Gli tira una sberla, Ventre si azzittisce)

Fuoco:            Acqua, fuocherello, fuoco e poi il tesoro! Una collana, mi sembra! (Prende la collana) Questa collana! Deve avere un grande valore. Non è un gingillo per giochi da ragazzine. Non voglio che la prossima volta rischiate di perderla! Forse è più al sicuro nelle mie mani! Sei così gentile da toglierla da sola? La terrò con la massima cura!

Prudenzia:     Vi prego, non questa collana! È l’unico ricordo di mia madre! (Fuoco è toccato da questa frase, ma non lo dà a vedere) Vi prego, non me la portate via!

Fuoco:                        Silenzio! …Ascoltami. Ho promesso di non torcerti un capello in cambio di una misera collana! Raramente chi mi si trova davanti ha questa fortuna. (Alza la voce) E tu...(La riabbassa) hai il coraggio di chiedermi di lasciarti andare via in questo modo. Bene, lascerò a te la scelta: o la collana, o rimarrà qui con noi una parte di te, molto importante per una donna della tua età!

Caronte:        Adesso iniziamo a ragionare! ( Fa per strapparle il vestito)

Fuoco:                        Lasciala decide’!

(Caronte reprime ancora la sua stizza, Prudenzi, lentamente si toglie la collana, le lacrime le solcano il viso)

                        Lasciatela! (prende la collana) E’ la scelta più saggia… qual è il tuo nome?

Prudenzia:     (Tra i singhiozzi) Prudenzia.

Fuoco:            (La accarezza) Quanta bellezza in un viso puro! (Le dà le spalle) Un tempo forse anche il nostro possedeva questa bellezza! Ma i delitti ti segnano l’animo e il corpo, facendoti diventare una bestia selvaggia. Adesso vai via e non ricapitare da queste parti, perché quel giorno le strette che sentiamo nei lombi non saranno così clementi. Vai via!

(Prudenzia fugge)

Caronte:        (Tra i denti) Perché l’hai lasciata andar via in questo modo?

Fuoco:            L’ho fatto e questo basta!

Caronte:        E a noi non pensi?

(Ventre annuisce, come prima)

Fuoco:            Finiscila! Sta collana per oggi è più che sufficiente. Ne possiamo ricava’ un bel gruzzoletto. Quindi basta con le lagne e torniamo alla grotta! (Esce)

Caronte:        Sta a esagera’! Il brigante galante dei miei stivali! Se solo… ah… lasciamo perde altrimenti…e tu perché non m’hai appoggiato?

Ventre:           A se sta zitte nen ce se remette maie!

Caronte:        Ancora? ( Lo colpisce) ti ci metti pure tu co ‘sti proverbi!

Ventre:           Io credo che Fuoco c’ha ragione. E poi sai pure tu che non conviene metterselo contro! Fuoco veramente è un figlio del demonio!

Caronte:        Lo so sì! Altrimenti… sarebbe già bello che defunto!

Ventre:           (Guarda Caronte in modo interrogativo) vado a chiede a Fuoco che ne pensa di quello che hai detto!

Caronte:        Addò vai imbecille! Statti fermo! (Lo colpisce) Scherzavo! E mo torniamo alla grotta!

BUIO

Atto I

Scena 3

Piazza del  Paese ore 16.00

Florinda, Teodata poi Prudenzia.

(All’apertura del sipario si chiude la porta dell’abitazione delle tre sorelle, Teodata è seduta in un angolo della scena, dove rimarrà immobile in tutte le scene del paese; Florinda è a lato della porta in ansia)

Florinda:        Perché non è ancora tornata? Spero che non le è accaduto nulla! (Un tempo) inizia a fare buio. Il bosco a quest’ora non è sicuro…E se davvero le è successo qualcosa?

(Si volta verso casa indecisa sul da farsi, poi con piglio sicuro si volta verso il bosco quand’è che il viso le si illumina) Prudenzia!

 (Fa un passo verso la sorella e comprende la tragedia)

Prudenzia, cos’è successo? (Prudenzia entra di corsa e si getta tra le braccia di Florinda scoppiando in lacrime)

Shh…  non piangere… sei a casa ora. Non piangere… guardami… è tutto passato.

(Prudenzia accenna un assenso)

Te la senti di raccontarmi che è successo? Se non ci riesci non fa niente, l’importante è che ora sei qui. Vuoi entrare a casa?

Prudenzia:     No…no, aspetta…(Tenta di tranquillizarsi) Fuoco…

Florinda:        (Impallidisce) Fuoco?!

Prudenzia:     (Annuisce) …Fuoco e la sua banda…

Florinda:        Oh, Prudenzia…non dirmi che loro ti hanno…

Prudenzia:     No…no…il Signore ha ascoltato le mie mute preghiere.

Florinda:        (Rincuorata) che sollievo sentire queste parole!

Prudenzia:     Eppure…(Le lacrime ricominciano a sgorgare)

Florinda:        Cosa?

Prudenzia:     La…la…la mia collana…

Florinda:        Ho capito. Calmati ora. E’ tutta colpa mia…

Prudenzia:     Come?

Florinda:        E’ soltanto colpa mia se quei banditi hanno portato via il gioiello di mamma! Se ti aspettavo, se ero stata più responsabile, se non avevo ascoltato Grazia, se…

Prudenzia:     Non serve a nulla prenderti colpe! (accenna un sorriso) E’ più importante che sono a casa, adesso! Mamma non avrebbe esitato un momento nel dare la nostra collana in cambio della vita di sua figlia! Ora starà soffrendo nel vedermi piangere per una…inutile collana (Sorride)

Florinda:        Lo so, ma… so anche quanto ci tenevi!

Pudenzia:       Si, ma non conta nulla! Per alcuni momenti ho creduto che non avrei più visto né mio padre, nè le mie amate sorelline. Ora sono qui e posso abbracciarvi! Stai certa che non scambierei questo con nessun gioiello al mondo. (la abbraccia)

Florinda:        …Ma non è giusto che quei furfanti…

Prudenzia:     (serena) Ti prego Florinda…Basta. Quel che è stato è stato. Ora rientriamo prima che anche Grazia inizia a preoccuparsi!

Florinda:        (Non convinta) Si… Hai ragione…

(Florinda rimane in scena pensierosa, Prudenzia mentre sta per entrare in casa si blocca sul ciglio della porta, si accarezza il collo e scompare. Florinda si volta nel punto in cui la sorella rientra)

Florinda:        …Non è giusto …non è giusto. Uomini senz’anima. Non ne hanno ancora abbastanza di tutti i loro crimini…

NON E’ GIUSTO

Atto I

Scena 4

Piazza del Paese ore 19.00 circa

Florinda, Teodata, Annibale, Bernardino, poi Rufino, Prospero, Prudenzia,  

Lucia, Matilde e Contadini.

 Teodata è in scena, Florinda esce dalla porta di casa e rimane in piedi pensierosa, da uno dei lati del palco appare Annibale

Annibale:                   Flori’! Eccoti finalmente! Buonasera Teodata. Addò siete state? Dove stanno le sorelle? E che fai qui da sola?

Florinda:        Salve Annibale. Penso.

Annibale:       Pensi? E a che pensi?

(Entra Bernardino)

Bernardino:   Ecco qui Florinda! (Rispettoso) Buonasera Teodata. Flori’…ve la siete filata eh? In barba al vecchio Prospero!

Annibale:       E smettila … Florì, che ti tiene in ansia?

Florinda:        (Risoluta) Ho bisogno di parlare a tutte le persone del paese!

Bernardino:   Mi so’ perso qualcosa? Di che stiamo a parla’ se non so’ indiscreto?

Florinda:        (Sorride) ha proprio a che fare con la nostra sparizione.

Bernardino:   Ovvero?

Florinda:        Aspetta che arrivano gli altri.

Bernardino:   Non mi potresti anticipa’ qualcosa?

Annibale:                   Ma perché devi fa sempre l’imbecille? T’ha chiesto d’aspetta’ che arrivano tutti!

Bernardino:   Ma non dico chi sa che!

Annibale:       Bernardì, smettila!

Bernardino:   Beh! Quand’è così …(Sembra aver capito) chiamiamo gli altri! (Gridando inizia a correre da un lato all’altro della scena) Tutti alle armi! I briganti! I briganti si avvicinano! Tutti in piazza! Venite! Tutti! Affrettatevi! I briganti ci attaccano!

(Poco a poco incominciano ad arrivare trafelati i restanti contadini imbracciando i loro attrezzi da lavoro, le donne un poco in disparte creano un piccolo semicerchio e parlottano tra loro preoccupate, Bernardino continua a far accorrere i compaesani)

Contadini:     Dove? Quanti so’? Perché c’attaccano? Gliela facciamo vede’ noi! Le Donne in casa!!

Rufino:          (Preoccupato) Ragioniamo prima di buttarci in qualche stupidaggine!!

(Entra Prospero)

Prospero:       Silenzio! Finitela tutti! Chi ha visto i briganti? (Più di qualcuno indica Bernardino) Addo li hai visti?

Bernardino:   …Veramente …penso… che mi so’ sbagliato!

Contadini:     CHE? COME? CH’E’ FATT’? COMME? SBAGLIATO?

(entra in scena dalla porta di casa anche Prudenzia; Rufino tira un sospiro di sollievo)

Prospero:       Basta! Finitela! (Trattenendo l’ira) Bernardi’, com’è possibile che ti sei sbagliato?

Bernardino:   Forse…ho avuto ’n’allucinazione! (Rincomincia il baccano) però, aspettate. C’è Florinda che vuole parla’ a tutti, quindi è ‘na fortuna che stiamo qua. Prego Flori’! (Tutti si voltano alla ragazza,  Bernardino se la ride)

Florinda:        (Si stacca da Prudenzia) Amici, sono dispiaciuta dello spavento che Bernardino vi ha procurato, ma nonostante questo, devo proprio parlarvi di quei nemici che pochi secondi fa credevate alle porte del paese.

Prospero:       Come sarebbe?

Florinda:        Perdonami papà! So che avrei dovuto consultarti e raccontarti l’accaduto prima di parlare a tutti, ma non ho potuto.

(Tutto il paese pende dalle labbra della ragazza)

Questa mattina siamo fuggite dal campo di lavoro. E’ stata una mia idea…

Prudenzia:     Florin…(Fa per andarle incontro)

Florinda: .      (La blocca con un gesto) Lasciami parlare. Grazia e Prudenzia non hanno fatto altro che seguire me. Già altre volte eravamo andate a giocare sui monti qui vicino, e tutto era tranquillo come al solito. Oggi però quando io e Grazia iniziavamo a scendere, Prudenzia è rimasta indietro. Si sono accorti di questo, proprio…Fuoco e la sua banda. (brusio di preoccupazione) Prudenzia, non è stata toccata. (Prudenzia abbassa lo sguardo) però le hanno portato via il solo gioiello che nostra madre aveva ci aveva lasciato.

Noi non possiamo più permettere che avvengono queste cose! Sono ormai nove anni che l’Italia può dirsi: “unita”! Nonostante questo, i nostri paesi vengono detti nemici dello stato a causa di uomini che dettano legge per mezzo di soprusi ed omicidi! La figura del brigante è nella nostra fantasia il mostro più terribile! Ognuna delle nostre case è stata vittima delle loro violenze! E noi non abbiamo potuto far altro che sopportare in silenzio questo orrore.

Ma oggi il brigantaggio sta morendo! I briganti sono stati braccati nelle loro tane! Sono loro stessi, che sperando nel perdono, si consegnano alla giustizia! Si stanno rivelando per quello che sono: esseri umani come tutti noi! Uomini mossi dalla paure e dal bisogno! Dobbiamo dire basta alla follia che ci ha tenuto sotto il loro giogo per tutti questi anni! I briganti sono in pochi! Noi siamo un intero paese e uniti possiamo scacciarli per sempre! Riprendiamoci le nostre terre e la nostra libertà!

(Attimi di silenzio)

Contadini:     C’HA RAGIONE! BRAVA! CACCIAMO I BRIGANTI! BASTA SOPPORTA’! DAGLI AL BRIGANTE! BEN DETTO FLORI’!

(Rufino, Prospero sono gli unici a non partecipare al momento di euforia)

Prospero:       ‘N’attimo! Fate silenzio! (Tutti si acquietano lentamente e rivolgono la loro attenzione a Prospero) Flori’, hai visto bene a chiedermi scusa per non avermi consultato prima di parla’ a tutti perché non te lo avrei mai permesso.

Florinda:        Papà mi conosci, quindi cerca di capirmi.

Prospero:       Ti capisco! E puoi crede che questo non può che riempirmi di orgoglio! (Si rivolge agli altri) Ogni volta che quelle bestie hanno compiuto qualche impresa delle loro, Florinda è sempre stata la prima tra di noi a fremere al pensiero che continuavano a farla franca senza che nessuno gli si opponeva. E mai come ‘sta volta ha visto giusto nel dire che l’epoca dei briganti sta per finire!

Contadini:     GIUSTO! BRAVO PROSPERO!

Prospero:       Aspettate! L’epoca dei briganti sta per termina’! La guardia nazionale è sul punto di cancella’ forse per sempre il brigantaggio! Ma è proprio per ‘sto motivo che ci dobbiamo chiede se è saggio lanciarsi mo dentro a ‘st’impresa!

Prudenzia:     Florinda…mi spiace dirtelo ma papà ha ragione. Non vale la pena lanciarsi in questa cosa solo per ideali di giustizia. Gli ideali non ci faranno mangiare meglio, dormire più comodi o avere meno freddo! La nostra realtà è il duro lavoro. Se un giorno decidessimo di non lavorare, inseguendo briganti, dovremo farlo sapendo che quella stessa giornata non mangeremo. Quindi, ti prego Florinda: basta! Torna alla ragione!

(Si incomincia a sentire borbottare tra i contadini, che si consultano incerti sul da farsi)

Florinda:        Papà, Prudenzia…capisco quello che dite, ma non posso darvi ragione!

Prospero:       Dovresti! Florì…ci stai a chiede di andare incontro a “briganti”. E non briganti qualunque, ma a Fuoco e alla sua banda! Dovresti sapere meglio di me di ch’è stato capace quell’uomo in questi lunghi anni!

Florinda:        Lo so e appunto per questo non voglio far proseguire oltre i suoi crimini!

Prospero:       Proprio non vuole capi’!

Prudenzia:    Florinda…perché dovremmo riuscire noi in un’impresa che per tutto questo tempo è stata fallita dalla giustizia?

Prospero:       In mezzo a noi ci stanno persone che non hanno mai in vita loro imbracciato un fucile, e tu gli stai a chiede di caccia’ non uomini qualunque, ma briganti!

Florinda:        I briganti “sono” uomini qualunque! E noi siamo in molti, loro in pochi!

Prospero:       Non sai quanti so’, ma anche soltanto Fuoco darebbe filo da torce’ a tutti noi! Conosciamo tutti la sua crudeltà  e nonostante questo ci chiedi di andarlo a cacciare nella sua stessa tana. ‘Sti monti so’ casa sua! Sarebbe da pazzi sfidarlo sapendo ste cose.

Florinda:        Si, ma…è giusto che vengono cacciati!

(I borbottii proseguono)

Prospero:       Ancora con questa giustizia Flori’ smettila!

(Florinda non sa più cosa dire, quindi getta lo sguardo tra i contadini, vede Rufino e riprende forza)

Florinda:        Si ma noi abbiamo dalla nostra parte un tenente garibaldino a guidarci: RUFINO!

(Rufino diventa pallido e strabuzza gli occhi al pubblico, ma subito torna in sé)

Prospero:       Verissimo! E allora aspettiamo che pure lui, avendo un po’ di sale in zucca, dice la sua.

Rufino:          Io credo che…i briganti devono essere cacciati!

(Il borbottio rincomincia più forte di prima)

Florinda:        Oh, grazie Rufino!

Rufino:           Ma…essendo Prospero ben più saggio di me, devo credere di essere in errore e seguire il suo pensiero: non partire!

(Borbottii sempre maggiori, Florinda rimane delusa dalle parole di Rufino)

Rufino:          Flori’…io sarei davvero partito assieme a te!

Florinda:        E allora andiamo noi due, anche da soli, ma è giusto che i briganti vengono puniti!

Rufino:          …Ma…lasciare tutto il paese in ansia…non sarebbe per noi una cosa onorevole.

Prospero:       Basta! Ma lo volete capire che saremo degli incoscienti ad andare? 

TIMORE

Dopo la canzone, si continua a discutere, Florinda entra in casa e dopo pochi secondi  aprendo un’imposta che dà su un corridoio laterale della piazza, furtivamente getta al di là del muro delle armi e delle vivande. Apparirà vestita da uomo e fuggirà verso la montagna per uccidere i Briganti.  

Atto I

Scena 5

Radura Montata 21.00 circa

Caronte, Ventre, poi Florinda e Fuoco.

(Ventre e Caronte sono in scena. Il primo seduto ad intagliare, il secondo disteso. Ventre fischietta)

Caronte:        Sbrigati co’ quel lavoro, che mi sto a stanca di rimane’ qua!

Ventre:           (Guarda Caronte, poi si volta avanti) La caglina fà gli’uove e aglie ualle glie fa male glie cule.

Caronte:        Quanto è vero Dio se non la finisci co sti proverbi, so io che fine ti faccio fa! (Gli tira un ceffone sulla nuca)

Ventre:           (Rassegnato) A chiove e a merì nen ce vò niende.

Caronte:        (Altro schiaffo) Ancora!?!

Ventre:           Chi l’è fatta… (si blocca quando vede Caronte prendere il fucile)

Caronte:        Su… continua. (Ventre rincomincia fischiettare e riprende il lavoro, Caronte lo colpisce con il fucile)

Ma proprio non riesci a parla’ senza mette qualche proverbio inutile?!?

Ventre:           Babbo era il miglior “proverbaio” del paese!

Caronte:        Eh… bella roba! Utile!

Ventre:           Se oggi so tutte ‘ste cose lo devo solo a lui!

Caronte:        (Ironico) Guarda… ringrazialo pe’ tutta la vita! L’avrei proprio voluto conosce! (Alza il fucile, come a dire: per farlo fuori)

Ventre:           Mammà ha sempre detto che siamo due gocce d’acqua!

Caronte:        Ecco, appunto! Tale padre, tale figlio!

Ventre:           …Hai visto?

Caronte:        che?

Ventre:           “Tale padre, tale figlio”…

Caronte:        embè?

Ventre:           come “embè”?“Tale padre, tale figlio”…(Caronte non capisce) ”tale padre, tale figlio”..

Caronte:        (Sbuffa, lo colpisce ripetutamente) embè? Embè? Embè? Che vuoi?

Ventre:           L’hai detto tu! Hai usato pure tu un proverbio… bravo!

Caronte:        (Lo colpisce) Idiota! …sbrigati co’ quello, che c’andiamo a fa’ un giro. Mi so’ stufato di sta’ qua.

(Ventre fischiettando riprende il lavoro, Caronte esce. Entra in scena Florinda, confusa in mezzo al verde, incomincia a preparare il fucile. Entra Fuoco, che senza essere visto, nota movimento tra le piante. Un sorriso diabolico gli attraversa il volto, in fretta esce di scena)

Caronte:        (Rientrando in scena) Imbeci’, ma ti muovi?

(Ventre si alza continuando a fischiettare e a lavorare. Escono di scena. Florinda punta il fucile ma esita, chiude gli occhi per un secondo. Dall’albero sopra di lei una mano le sfila il fucile; si guarda attorno. Fuoco salta alle spalle di Florinda e tenendola per il colletto le punta un coltello alla gola)

Fuoco:            Bene, bene, bene. Abbiamo l’onore di ave’ tra noi un eroe. (Si sposta al centro della scena) Tutto solo per cacciare i temibili briganti! Coraggioso! Andresti premiato! Eppure hai sottovalutato Fuoco e la sua banda e questo è irrispettoso nei miei riguardi. L’unica cosa che mi dispiace è che non avrai abbastanza tempo per pentirti del tuo gesto… figlio d’una cagna!

(Le dà un calcio alla schiena, allontanandola, punta il fucile, il cappello cade dalla testa di

Florinda lasciando liberi i suoi lunghi capelli. Fuoco non comprende. Florinda si volta lentamente

con aria di sfida)

                        Una femmina?! Una femmina. E che femmina! (Ride) Una donna che cerca di caccia’ i briganti. Quando lo racconterò non mi crede nessuno. (Applaude) Meriti un applauso per il coraggio! Ma che è quella faccia? Non ti piace scherzare? Che ragazza seria! (Le gira un poco attorno osservandola) Nonostante si trova davanti al famigerato Fuoco rimane impassibile. Complimenti. (Le accarezza il viso, Florinda lo colpisce)

Florinda:        Uccidimi!

Fuoco:            (Facendo finta di non aver capito) Che hai detto?

Florinda:        Uccidimi!

Fuoco:            (Un tempo) Benissimo. (Punta il fucile su Florinda che chiude gli occhi, ma al momento dello sparo sposta la canna. Fuoco ride. Florinda riapre gli occhi in atteggiamento di sfida)

Florinda:        Ti ho detto di uccidermi!

Fuoco:            Ucciderti… e perché mai? Una così deliziosa ragazza mi può esse più utile da viva che da morta. (Ghigno)

Florinda:        Non mi farò mai toccare da un mostro come te!

Fuoco:            (Sorride) La storia sui briganti che amo più di ogni altra: mostri senza umanità in balia del solo istinto, come le bestie.

Florinda:        Le bestie sono migliori di voi: loro hanno un cuore!

Fuoco:            Ostinata! Eppure hai trovato qualcuno ancora più testardo, che non te la darà vinta facilmente.

Florinda:        …Uccidimi.

Fuoco:            (ammirato) …Da che ricordo tu sei l’unica ad aver mostrato un tale coraggio. Tutti hanno tremato come foglie al vento al passaggio di noi briganti, ed è solo grazie al loro terrore che abbiamo potuto fa’ quello che volevamo. E’ ‘n insulto ritenervi “uomini”. Uomini so’ i briganti! Sanno ciò che vogliono e come prenderlo. Nessuno al di sopra di loro, nemmeno chi si vanta di sta’ seduto su di un trono. Io che vivo per me soltanto so’ ‘n uomo libero! Voi siete schiavi! Apri gli occhi e capisci questo!

Florinda:        …ti ho detto di uccidermi!

Fuoco:                       (malefico) ma se ucciderti , ora, è l’ultima cosa che voglio!

(Entrano in scena Ventre e Caronte correndo e non si accorgono subito di Florinda)

Caronte:        Che è stato quello sparo? Siamo corsi appena l’abbiamo sentito!

Ventre:           non siamo proprio corsi. Diciamo che abbiamo camminato perché lui era stanco…’n’andatura media… corre per corre gli ultimi 10 metri.

(Caronte si volta lentamente a guardare Ventre, il quale capisce)

Ventre:           Però eravamo preoccupati!

Caronte:        Eravamo angosciati, pensavamo t’era successo qualcosa.

Ventre:           Angosciati…(Fa come per dire non proprio, ma è fulminato dallo sguardo di Caronte) …angosciati! (Annuisce)

Fuoco:            Smettetela a fa’ gli imbecilli per lo meno davanti a un prigioniero.

Ventre e Caronte: Prigioniero? (Uno guarda a destra e uno a sinistra di Fuoco)

Caronte:        Bene, bene, bene. ‘Na donna! E’ un periodo di donzelle! Ma questa non sarà fortunata come l’altra!

Fuoco:            Proprio come l’altra, invece, non sarà toccata.

Caronte:        (Irato) Cosa?

Fuoco:            Con lei chiederemo un riscatto. Quindi non voglio che viene toccata!

Caronte:        Ma ti sei impazzito? Ma da quando il riscattato non può esse’ toccato? L’importante è che rimane viva…e t’assicuro che co’ quello che c’ho in testa sarà molto più viva di mo! (fa un passo)

Fuoco:            Fermati bestia! (Caronte si ferma)

Florinda:        Né mi toccherete con un dito, né avrete un soldo dalla mia famiglia! Uccidetemi ora!

Caronte:        Battagliera! Ancora meglio! (Fa un altro passo)

Fuoco:            (Pone davanti Florinda il fucile di questa, che ha avuto per tutta la scena in mano, bloccando il passaggio a Caronte) Rimani dove stai! Questa ragazza non si tocca!

Caronte:        (Irato) Ma mi vuoi spiega’ pe’ quale diavolo di motivo non la possiamo ave’? So’ settimane che non abbiamo donne co’ noi, e mo per due volte non ci permetti di diverti’? ‘na volta posso pure starci… ma no la seconda. Mo spostati e tra un po’ te la riporto più nuova di prima!

Fuoco:            (Sempre più tranquillo) Non t’ho chiesto gentilmente di lasciarla’ sta’… t’ho ordinato di non toccarla!

Caronte:        (Sembra calmarsi) … Ho capito! Giovane…bella! La vuoi tutta per te e non c’hai tutti i torti. Ma pensa pure a noi due. (Ventre annuisce) Dalla a noi solo per oggi e poi potrai tenerla solo e soltanto per te!

Ventre:           Neccone a perùne nen fa male a nesciune

Fuoco:            Non hai capito. Non la tocca nessuno, tantomeno io. Ho deciso così! Quindi mo legatela, bendatela e portatela al covo. (Abbassa la schioppetta)

Caronte:        (Esplode) Ma ti sei rammollito Cristo d’un cane? Dove diavolo è andato a fini’ il grande brigante Domenico Fuoco? Il capo s’è impazzito prendo io il  posto suo e decido che se nessuno di noi deve tene’ la ragazza se la può pure prende il diavolo. (Estrae il fucile e lo punta versa Florinda, che mantiene un cipiglio sicuro)

Fuoco:            Lascia subito quel fucile se non vuoi che le tue interiora vadano a concima’ la terra! Sei stato il primo ad ave’ disobbedito a un mio ordine e, credimi, non la passerai liscia pe’ questo! (Punta il fucile a Caronte)

Caronte:        (Intimorito) Non spari se non vuoi che pure lei va’ all’altro mondo.

Fuoco:            Rimaniamo qui finché uno dei due non cede! Ma credimi, che mai si dirà che Fuoco si è arreso!

Caronte:        Benissimo!

( silenzio in cui si nota la pressione che ha su Caronte la sicurezza di Fuoco)

Caronte:        Tu imbeci’! Tieni Fuoco sotto tiro!

Ventre:           (Rimasto fino ad ora paralizzato, ricorda di avere un fucile) Ah….Si…. (Punta tremante Fuoco)

Fuoco:            Ventre!

(Ventre annuisce, e punta ancora più esitante Caronte)

Caronte:        Idiota! Lo sai pure tu chi c’ha ragione!

(Ventre annuisce, guarda per alcuni attimi alternativamente i due, quasi sul punto di avere una crisi di nervi.)

Ventre:           Posate le armi sennò… (alla fine lo punta alla sua tempia)mi sparo!

Caronte:        Ma come fa a esse’ così imbecille Cristo di un Dio?

(Caronte si distrae guardando Ventre,  Fuoco  punta e spara, facendogli saltare il cappello. Caronte guarda impaurito Fuoco e abbassa l’arma)

Fuoco:            Al prossimo punto più basso… Quindi credi che il vecchio Domenico Fuoco è scomparso? Credi che s’è rammollito? Che è diventato ‘na femminuccia? (Lo lascia e gli dà la schiena) Benissimo, non so’ io a dimostrarti il contrario. A un patto però: che saluti Lucifero da parte mia preparandolo ad accoglie’ tra qualche tempo un diavolo d’eccezione. ( Si volta lo prende infuriato al colletto e gli punta il fucile portandolo ad inginocchiarsi)

(Ventre toglie il fucile dalla tempia e per errore spara)       

Fuoco:            Che Cristo…

 (Ventre fa capire di non essere stata colpa sua)

Caronte:        …Ho capito…c’hai ragione…ti chiedo perdono…

Ventre:           Capo..t’ha chiesto perdono. Non lo puoi lascia’?

Caronte:        So’ stato n’idiota… perdonami…

Ventre:           Capo…t’ha richiesto perdono. Non lo puoi lascia’?

(Fuoco guarda il cielo per l’idiozia di Ventre, abbassa il fucile)

Fuoco:            (Da un calcio a Caronte, mandandolo per terra) Ringrazia a Ventre se potrai ancora racconta’ a qualcuno delle gesta di Domenico Fuoco. Mo alzati e precedetemi nel covo.

Ventre:           (Si avvicina a Caronte porgendogli la mano) Femmene e scheppette, chi nen tè gedizie ce glje mette!

(Caronte lo colpisce alla mano, si alza, lo colpisce alla testa, fa gesto di uscire e vanno via. Fuoco si avvicina a Florinda levando di tasca una stoffa nera)

Fuoco:            Girati!

(Florinda guardandolo in un modo diverso da prima si gira senza dir nulla)

Fuoco:            Sembra che hai messo giudizio!

Florinda:        Sono curiosa!

Fuoco:            Come sarebbe?

Florinda:        …Perché mi hai protetta rischiando di perdere perfino la tua autorità?

(Fuoco le dà una spinta e senza rispondere la porta fuori scena)

Atto I

Scena 6

Piazza del Paese - giorno seguente - primo mattino

Teodata poi Prospero, Prudenzia, Rufino, Bernardino, Annibale, Lucia, Matilde e Contadini.

(In scena c’è solamente Teodata seduta al suo angolo, entra Prospero trafelato)

Prospero:       Teodata l’hai vista torna’?

Teodata:        …

(Prospero riesce di scena; entra per la porta di casa Prudenzia in ansia portando tra le braccia degli abiti femminili)

Prudenzia:     Papà! vieni! Corri!

( entra Prospero)

Prospero:       Che… (Prudenzia gli porge i vestiti) ..Maledizione..(E’ pensieroso, entra di corsa in casa, per riuscire dopo poco) Oh cristo, ha preso il fucile! Mo è sicuro che è salita sulla montagna per da’ la caccia ai briganti.

Bisogna chiama’ gli altri!

Prudenzia:     Che vuoi fare?

Prospero:       Andarla a cerca’! Tutti in piazza! Fate in fretta! Venite! Chiamate gli altri!

(Tra la bolgia generale di mille domande e urla tutti i contadini giungono in scena)

A soggetto:     Ancora una volta? Non sarà ‘n’altro scherzo di Bernardino? No, è Prospero a chiama’! Che vuole? Venite! Sbrigatevi! Ci sta a chiama Prospero!

Prospero:       Non mi voglio perde’ in chiacchiere inutili: Florinda è fuggita. Quelli so’ i vestiti. Si dev’esse’ travestita da uomo, ha preso il mio fucile e è salita sui monti per uccide’ i briganti!

A soggetto:     Che? Da sola? Com’è possibile? I briganti? Fuoco e la banda! Che follia!

Prospero:       Mo… (Tutti si azzittiscono) mo lascio decide’ voi! Ieri so’ stato io a convincervi a non andare sui monti, quindi non sarò di certo io, oggi, a spingervi al contrario!

Prudenzia:      Papà…devi partire subito per cercare Florinda.

Prospero:       Accetto chiunque di voi è disposto a venire con me, al patto che deve partire consapevole del pericolo che può correre. Lascio a voi la parola, ma vi ricordo che ogni ulteriore minuto di ritardo ci allontana dalla speranza di ritrovare Florinda…viva.

(un tempo)

Bernardino:               Ci sta poco da di’: dobbiamo partire! Saremmo dei vigliacchi a non andare! Florinda ha avuto il coraggio di andare da sola! Quindi dobbiamo seguirla!

A soggetto:     SI! Bravo! Ben detto! Dagli al brigante! (Quasi cantato)

Rufino:          Vendichiamo i soprusi, si! Però un attimo Prospero. (Alza il braccio per prendere la parola, poi urlando) State zitti! Prima di partire bisogna organizzarsi e accertarsi della sicurezza del paese in nostra assenza.

Prospero:       Hai ragione Rufì! Le tue conoscenze della battaglia so’ indispensabili in questo momento. Chi ne ha uno raccolga il suo fucile, gli altri, armatevi di ciò che potete! Appena partiti le donne si chiuderanno in casa e non usciranno se non al nostro ritorno.

A soggetto:     Pronti alla caccia! Prendiamo i briganti! Sui monti!

Rufino:          (Demotivato) Morte al brigante! Prospero… (Alza il braccio per prendere la parola, poi urla) State zitti! E’ pericoloso per le donne rimanere qui da sole. Se i briganti scendono per fare razzie non troverebbero nessuno ad opporsi. Uno di noi… deve rimanere a guardia del paese e delle donne!

Prospero:       Non c’è pericolo Rufì. Quei pochi briganti che so’ rimasti non s’azzardano a scende in paese. Bracchiamo noi a loro stavolta!

A soggetto:     Saranno nostri! Fuggi, fuggi brigante! Fuoco al cappio!

Rufino:          Dagli co’ ‘sto brigante! Prospero… (Alza il braccio per prendere la parola, poi urla e la paura gli fa dare un acuto altissimo, isterico) State zitti!  (Tossisce) Capisco che non vuoi chiedermi questo favore perché sai quanto sia grande la mia voglia di combattere e di cacciare e uccidere quegli esseri meschini, ma entrambi sappiamo che la mia presenza e le conoscenze che mi sono fatto da tenente affianco a quel grand’uomo di Garibaldi sono indispensabili qui, a difesa delle nostre madri, moglie e figlie. Mi sacrificherò rimanendo qui, lo farò a cuore pesante, ma lo farò per tutti voi!

Prospero:       Rufì…

Rufino:          No Prospero, capisco i tuoi perché, ma accetto questo incarico così delicato! Non avrei più il coraggio di guardarvi negli occhi se rifiutassi per convenienza. Sarà una grande impresa da poter raccontare in vecchiaia: il prode Rufino da solo contro l’intera banda del feroce brigante Fuoco. Unico a ergersi a difesa delle portatrici di vita: le donne. Ma non guardo ai tanti pericoli! Tornate prima possibile e riportate Florinda con voi!

Prospero:       Rufì… io ti ringrazio… a nome anche di tutto il paese… ma non c’è bisogno che rimani qui. Le donne rimarranno serrate in casa e noi torneremo prima possibile. Potranno sempre richiama’ co’ un segnale l’attenzione delle contrade vicine, ma non ci saranno guai e non c’è tempo per pensare!(Si rabbuia) Dobbiamo andare! Abbiamo già perso troppo tempo. A morte il brigante!!

A soggetto:     Evviva Prospero! Evviva Rufino! Dagli al brigante! Al cappio! Alla forca!

MORTE AI BRIGANTI

Rufino tenta di uscire di andar vie, ma viene riportato dentro da due degli uomini rimasti fuori scena i quali porteranno con loro armi e  fiaccole. Il popolo con armi, bisacce e fiaccole si avvia verso la montagna, le donne iniziano ad uscire di scena, Prudenzia è l’ultima delle donne. Rufino, in coda, sembra seguire gli altri silenziosamente, guarda gli abiti di Florinda a terra. Si volta verso il pubblico, sorride, marcia sul posto.

 

Buio

Atto I

Scena 7

Covo  - pomeriggio

Fuoco, Florinda, Caronte e Ventre.

 (Florinda è in un angolo allungata a terra; Ventre e Caronte sono al lato opposto della grotta, mangiano, Ventre fa per trattenersi due volte quand’è che si lascia andare ad un rutto, Caronte ha la scusa per colpirlo, Florinda si sveglia, ha ancora la benda intorno agli occhi, ma la corda che le legava i polsi è al suo fianco. Si guarda attorno)

Fuoco:            Sveglia finalmente. (Sorride malignamente)

Florinda:        Dove siamo?

Fuoco:            Questa è casa nostra, una delle tante, e da oggi sarà pure la tua prigione.

(Florinda si alza stirandosi e continua a guardarsi attorno)

Florinda:        Però… niente male! Credo che mi abituerò abbastanza velocemente. Certo, si vede che quello che manca è un tocco femminile!

(Fuoco sorride, ma torna subito beffardo)

Fuoco:            Ti toccherà lavorare come una schiava. Spero che ne sei consapevole.

Florinda:        Lavorare non mi spaventa.

(Caronte che dava le spalle si accorge che Florinda si è levata)

Caronte:        La principessa s’è svegliata, finalmente!

Florinda:        Buongiorno anche a te. Buongiorno Ventre… perché mi è sembrato sia questo il tuo nome, giusto? Ventre!

Ventre:           Benedetto Ventre da San Donato a vostra signora! (fa un goffo inchino) lui è Francesco Cocchiara da San Giorgio, detto, non so perché, Caronte, e il nostro capo: Fuoco Domenico infine,  direttamente da S. Pietro infine!

Caronte:        Non solo fa le presentazioni, ci mette pure l’inchino! Ma ci fai o ci sei?

Florinda:        Grazie mille “Benedetto Ventre”!

Ventre:           Di nulla! (un altro goffo inchino, seguito da un altro schiaffo)

Fuoco:            Basta a fa’ il buffone! (Ventre si risiede) Come capirai, questo è quello che rimane della temibile banda del brigante Fuoco! Gli unici tre che ancora hanno l’ardire di affidarsi alla dura vita del brigante! Tutti gli altri, dal primo all’ultimo, hanno ceduto. Stupidi e deboli! Ecco che sono stati quei briganti presi e sconfitti o che si sono dati alla giustizia! Briganti…Se mai potevano essere chiamati così quelle femminucce.

Florinda:        Non credi che abbiano colto nel segno affidandosi alla giustizia? Chiedendo il perdono per i delitti commessi? Loro sono i veri coraggiosi! Sono andati incontro alla legge divina e terrena a testa alta, riconoscendo le proprie colpe! Non voi, che continuate a nascondervi in queste grotte nauseanti per fuggire dal mondo che lì fuori, vi divorerebbe in un solo boccone!

Fuoco:            Ma che vai dicendo? Riattacca con le sue idee malsane! Datele qualche cosa da mangiare! Basta che tiene quella bocca impegnata e ci lascia in pace.

(Caronte le lancia a terra un pezzo di pane raffermo)

Caronte:        Oggi specialità della casa: pane raffermo di ‘na sola settimana!

(Florinda lo raccoglie)

Florinda:        Mhh… ottimo! (Lo mangia, Caronte rimane spiazzato, Fuoco è sempre più divertito dal modo di fare della ragazza)

Caronte:        Dovrà starci tra i piedi a lungo?

Fuoco:            Fino a quando non troviamo la maniera di usarla.

Caronte:        Se tu mi lasci fa’, so io come renderla utile…

Fuoco:            (Guarda Caronte facendolo tacere) Il riscatto non credo ci darebbe molto. I vestiti che indossa non mi fanno spera’ in una famiglia ricca. Dimmi un po’…Che fa tuo padre? (Florinda non risponde) M’hai sentito? Che fa tuo padre? Sto a parla’ co te, ragazza.

Florinda:        Ho la bocca impegnata come mi hai chiesto!

Ventre:           (Come colto da un lampo di genio) Aspettate! Aspettate!

Caronte:        Che vuoi mo?

Ventre:           L’ha chiamata ragazza!

Caronte:        …E quindi? Ti pare ‘n uomo?

Ventre:           Noi ci siamo presentati, ma lei non c’ha detto il nome suo!

Caronte:        (Colpisce Ventre) Prima o poi ti faccio fuori!

Florinda:        Hai ragione Benedetto. Il mio nome è Florinda.

Ventre:           M’ha chiamato Benedetto! (Ride)

Caronte:        Ma che diavolo ti ridi imbecille!

Fuoco:            Sto aspettando una risposta “Florinda”! Che fa tuo padre.

Florinda:        Non ho famiglia!

Fuoco:            E quei vestiti dove li hai presi?

Florinda:        Li ho trovati sul sentiero.

Fuoco:            E il fucile?

Florinda:        Anche!

Fuoco:            …(Sorride) Spero che ti stai divertendo.

Florinda:        Non immagini quanto!

Fuoco:            Oh, invece sì! E non puoi immagina’ quanto mi fa imbestialire!

Florinda:        Ti sbagli! Lo immagino pur’io! (Sorride)

Fuoco:            Ma come Cristo… Hai il coraggio di sfidarmi? Benissimo! Ma forse ancora non sai chi è Domenico Fuoco!

Florinda:        Lo so benissimo! una bestia! Come tutti i briganti che hanno camminato su questa terra!

Fuoco:            Esatto! una bestia famelica! Più rapace di un’aquila, tremendo come un lupo. Come un lupo ho la mia dimora tra le foreste, una buia caverna dove il mio branco risiede. I vostri paesi sono, per noi, greggi indifesi da assalire e depredare. Gli uomini sono i miei agnelli…bestie come me, ma che a me devono sottostare.

(Fuoco fa per andare via)     

Florinda:        Hai dimenticato un piccolo particolare.

Fuoco:            ovvero?

Florinda:        Il lupo… la belva che senti tua…non è soltanto quel portatore di male che tu dici. Il lupo (Sorride) …il lupo è uno dei pochi animali che una volta scelta la sua compagna diventa il suo fedele protettore per tutta la vita. Uno dei pochi animali che dà tutto per la propria famiglia… rischia la propria incolumità… si sacrifica per il suo branco, per gli esseri che ama: il lupo è questo! Un cuore duro e spietato, ma che nasconde al suo interno un amore cocente e… tanta fragilità!

(Fuoco ammutolisce ed esce dalla grotta, Florinda è entrata dentro di lui molto in profondità,)

Caronte:        La situazione si fa interessante! Tra poco esploderà e allora ne vedremo delle belle! Non avremo più bisogno di te, e a quel punto diventerai valvola di sfogo dei nostri istinti più bassi!

Florinda:        (Sorride) si vede che non hai mai capito nulla di lui!

Caronte:        Perché, tu credi d’averlo capito?

Florinda:        Certamente più di te, caro il mio Francesco Cocchiara, detto “Caronte”!

Caronte:        A quanto pare diventi più sfrontata quando Fuoco non ci sta!

Ventre:           Quanne glje uatte nen ce stà glje sorge abballa. (Caronte guarda Ventre con odio)

Florinda:        Nei panni tuoi, Caronte, penserei di più al fatto che tu non riesci a suscitare in me la stessa inquietudine del tuo capo. Ben misero personaggio il braccio destro del leggendario brigante Domenico Fuoco!

Caronte:        Questo è veramente troppo! Hai oltrepassato ogni limite ragazzina! (prende il fucile)

Ventre:           Caro’…

Florinda:        Non hai il coraggio di sparare!

Caronte:        Scommettiamo?

Florinda:        E sei pronto a pagarne le conseguenze?

Ventre:           Chi se fà la mazza ce se vatte!

Caronte:        C’hai ragione…non ci sta bisogno che me la prendo co’ te mo. Ci penserà Fuoco stesso a da’ ‘na giusta cura alla sfrontatezza tua!

Florinda:        Vedremo. Benedetto…

Ventre:           Si?

Florinda:        Come sei diventato brigante?

Ventre:           Brigante?

Florinda:        Si! Volevo sapere che ti ha spinto a diventare brigante.

Ventre:           So’ diventato brigante… perché… perché… non lo ricordo perché…

Florinda:        Come sarebbe, scusa!?

Ventre:           Così…so’ diventato brigante. (Fa spallucce) Pe’ me, pe’ i borboni, pe’ la libertà.

Florinda:        Come? Per te, per i borboni e per la libertà?

Ventre:           Esatto! (Convinto, in piedi) Per me! Per i borboni! Per la libertà!

Caronte:        (Lo colpisce) ma che diavolo stai a di’? Metti assieme tre risposte che non c’hanno niente a che fa’ l’una co’ l’altra!

Ventre:           Ah si?

Caronte:        Certo idiota!

Ventre:           E perché allora?

Caronte:        Ma a me me lo chiedi imbecille che non sei altro?

Florinda:        A quanto pare tu hai le idee più chiare Caronte!

Caronte:        Naturale! So’ brigante pe’ me stesso! Solo il brigante si può considera’ n’uomo vero e… ma perché so’ tenuto a risponderti?

Florinda:        (Scuote la testa) …per te stesso!

(Caronte pensa un secondo e poi inizia a cantare)

CANTO: IL CANTO DEI BRIGANTI

(I tre si accorgono di Fuoco e rimangono in silenzio)

Florinda:        …E tu? Per quale motivo…sei diventato brigante?

Fuoco:            (La guarda freddamente) non so’ tenuto a risponderti.

Florinda:        Mio padre è un contadino. Ho preso a lui questi indumenti e il fucile.

Fuoco:            Il riscatto non ci porterebbe nulla.

Florinda:        Rispondi alla mia domanda ora, dato che io ho risposto alla tua.

Fuoco:            Nessuno te l’ha chiesto!

Florinda:        …Il lupo solitario è tornato! (Fuoco la guarda intensamente)

Fuoco:            Non è mai scomparso!

Florinda:        Per un attimo, però, è stato colpito profondamente!

Fuoco:            Per portare ancora più distruzione su queste terre.

Ventre:           Scusate…ma di che parlate?

(Caronte colpisce Ventre)

Florinda:        Il vostro capo, Benedetto, sta cercando di darmi dimostrazione della sua forza, senza capire che non fa altro che mostrare tutte le sue insicurezze e le sue paure. Le insicurezze di TUTTI i briganti.

Fuoco:                        Tu non lo sai chi sono i briganti! Il coraggio è il loro primo attributo. I briganti hanno venduto sempre cara la pelle; pure davanti alle forze non si sono mai arresi; pure dietro alle sbarre hanno mostrato quanto valgono; nelle prigioni hanno subito preso il comando. Pure i camorristi, dei quali tanto si parla, hanno dovuto sottostare ai loro ordini, e a furia di busse son finiti per tremare come conigli innanzi al coraggio e allo sdegno del brigante, che niente teme, e che pure chiuso tra quattro mura, sa quanto vale. Si sa la vitaccia che ci siamo scelti volentieri, ma perché non rinunceremo mai alla libertà!

Florinda:        Parli di libertà…ciò di cui privi queste terre!

Fuoco:            Questo non è vero!

Florinda:        Cosa??

Fuoco:            Ognuno di voi è libero quanto preferisce e questo dipende se sta dalla nostra o meno.

Florinda:        E questa tu la chiami libertà? O l’appoggio incondizionato o la morte! Questa è libertà?

Fuoco:            Ti sembra che impongo la morte senza prima consigliare l’altra scelta? (Caronte e Ventre ridono, Fuoco sorride)

Florinda:        Sei una bestia senza cuore!

Fuoco:            Fai silenzio, tu non potresti mai capire i nostri ideali!

Florinda:        Parli addirittura d’ideali?

Fuoco:            Libertà! Pace! Parità! Questi so’ i motivi per cui abbiamo iniziato a lottare!

Florinda:        Sei riuscito a nominare perfino la pace! Ma come fai a dire certe? Libertà: è ciò che ogni giorno ci vediamo privare a causa dei vostri delitti! Pace: i vostri fucili non possono portarla! Parità: vi mettete al di sopra di noi con l’uso della forza! Come riesci a parlare di questi valori?

Ventre:           (A bassa voce facendosi sentire solo da Caronte) Predica bene, ma razzola male.

Fuoco:            Siamo stati costretti all’uso della violenza! I Borboni c’hanno sfruttato! I nuovi regnanti volevano la stessa cosa! Che vuoi che interessa a un uomo seduto su di ‘na poltrona d’oro che ci persone che muoiono di fame, che ogni giorno ricevono soprusi a cui non possono da’ risposta? L’unica risposta diventa la violenza!  

Avete preferito da’ fiducia a un re straniero. Se tutti prendevamo i fucili avremmo preso pure la libertà. Siete stati degli stupidi! E noi siamo diventati fuorilegge per colpa vostra! Se c’appoggiavate saremmo stati degli eroi! (Ride) Com’è sottile il confine tra bene e male! Cercavamo in voi degli alleati… ma avete scelto d’esserci nemici.

Florinda:        Forse non ne sei a conoscenza, ma c’è stato un uomo che ha parlato di pace, di amore verso il prossimo!

Fuoco:            Tu credi che ‘ste persone che ci tengono sotto il loro comando pensano ad amarci come a loro stessi?

Florinda:        Rispondi al male con il male! Dove andrebbe a finire il nostro mondo se tutti la pensassero come te?

Fuoco:            Il mondo è questo! Male! Non ci sta modo per il bene di esiste’! E molto presto la vita te lo farà capire.

Florinda:        Accetterò quel che sarà senza scompormi, credendo nel Cristo che ci protegge.

Fuoco:            (Ride) ma aspetta un momento! Parli del bene, dei nostri errori, di ‘na punizione divina, di una giustizia d’animo! (Ironico) Dalle tue parole crederei di ave’ davanti ai miei occhi un messaggero divino…Ma ’sto messaggero divino, sbaglio, o èlo stesso che qualche ora fa c’ha tentato d’uccide? (Un tempo, Fuoco riacquista il suo ghigno, Florinda pensa a ciò che egli dice, Ventre e Caronte sghignazzano)

Ventre:           Predica Bene, ma razzola male.(Fuoco lo colpisce)

Fuoco:            Stavolta Ventre c’ha ragione! E sai perché fai così? Perché sei umana! Sei debole! Non riesci a frena’ gli istinti più bassi che si muovono dentro di te. Questo è l’uomo! Una bestia… e tu ne sei la prova vivente.

Florinda:        Non è così…

Fuoco:            (La aggredisce) E com’è allora? Sei tu ad avermelo fatto capì! In un angelo… si può nasconde’ un diavolo! Tu sei questo! Fallo fiorire! Qui con noi lo puoi fa’! Mo basta! Legatela e portatela fuori. Farà una “passeggiata” con me (Florinda si volta impaurita) Tranquilla… non ti sfiorerò nemmeno con un dito!

Ventre:           (Si avvicina a Florinda con in mano una corda) Predica bene, ma… (Florinda lo colpisce)

BUIO

Atto I

Scena 8

 

Radura Montana  - Ore 22.00

Fuoco, Florinda, poi Prospero, Annibale, Bernardino e Contadini.

(Fuoco entra in scena spingendo Florinda che ha le mani legate)

Fuoco:            Cosa ti succede? Sei ammutolita! (Sorride malvagiamente)

Florinda:        Avevi ragione! Provo vergogna di me stessa.

Fuoco:            E perché mai?

Florinda:        Ho sempre considerato i miei pensieri giusti. E solo ora mi rendo conto della mia meschinità.

Fuoco:            Era ciò che in quel momento volevi! Non devi ave’ paura di quello che senti! Fallo usci’ fuori! Tu mi odi! (La libera e le dà un coltello) sei venuta qua per uccidermi! Fallo! Mo puoi! Uccidimi! Se uccidermi è quello che vuoi non ti devi fermare!

Florinda:        (Guarda il coltello poi Fuoco) E abbassarmi così al tuo livello? Essere un assassino come te?

Fuoco:            Oh no! Tu saresti chiamata “Eroe”! Il sangue dei morti può riempirci di onore o d’infamia… tu saresti fortunata!

Florinda:        Per un mio giudizio, guidato dal solo istinto, un’anima lascerebbe questa terra.

Fuoco:            Nel solo istante in cui diventerai giudice potrai dirti libera, non prima.

Florinda:        (Guarda nuovamente la lama) Sono un essere umano… posso sbagliare. Ma in ogni momento del mio cammino posso decidere di riparare. (Lascia la lama) Il male ci attrae…ma non è mai troppo tardi per pentirsi dei propri errori. Tu parli degli uomini come bestie…ma il nostro cuore batte, sussulta, ha paura, sospira, ama…non siamo bestie! Lo sai, ma fingi di non vederlo. Anche tu hai amato! Lo dicono i tuoi occhi! E allora cerca di far perdonare il tuo male. Fallo per il tuo amore! Fallo per una donna…per un figlio…per una madre! (Fuoco sussulta) E’ lei la tua donna. La persona che per nove mesi è un tutt’uno con noi.. La vita ce la dona per permetterci di amarla, ma quando meno vogliamo ce la toglie. Se desideriamo, però, lei vive negli oggetti che ha sfiorato, che ci ha lasciato: un vestito, un gioiello… qualunque cosa. La sua vita prosegue grazie ai nostri ricordi, non muore mai se non lo si vuole.

Fuoco:            Statti zitta! Non sai quello che dici!

Florinda:        Credo di aver capito che anche tu, come me, hai perso la donna che ti ha creato.

Fuoco:            No! Co’ me Dio è stato ben più crudele! L’ha fatta soffrire per mano di quelli che dicono di battersi per noi. Tramite lei cercavano di colpi’ a me. Uno spaccapietre che tenta di fa’ il lavoro suo, ma non gli viene permesso, vogliono che parte ancora ‘na volta dopo che il suo reggimento s’è dato a Garibaldi, per combatte’ gl’invasori. L’uomo chiede di non partire, la famiglia c’ha bisogno di lui, ma loro non vogliono senti’ spiegazioni. Minacciano, provocano, fino a prende’ la madre e portarla in galera, addò per settimane intere soffre in silenzio per colpa delle febbri che a nessuno interessa di cura’. Questa è la mia storia! Dio non è stato così magnanimo neanche da portarla alla fine dei giorni! L’ha fatta soffri’! E mo continua a farla soffri’ sapendo che suo figlio sta lontano, partito per vendica’ le ingiustizie dei “padroni”, e poco a poco diventato brigante: un vile assassino!

(Un tempo)

Florinda:        Mi spiace per tua madre. (Un tempo) è questo quindi il motivo che ti ha spinto a diventare brigante…perché non cerchi il perdono? Puoi riuscirci, darti alla legge, riconciliarti con Dio e il mondo. Provare compassione.

Fuoco:            Compassione? È una parola che da dieci anni non ho più intesa, ne so che significa. Starei tranquillamente a casa mia, se non fossi stato provocato, offeso, perseguitato, e neanche una voce s’è levata contro i soprusi e le birbanterie che m’hanno fatto, anzi tutti a grida’: dalli, dalli, come se fossi stato un cane rabbioso.

Florinda:        Prova a sentire il bisogno di amare gli altri, e non più a odiarli solamente.

Fuoco:            Gli altri per me hanno da sempre provato odio, è giusto che li ripago con la stessa moneta!

Florinda:        Non tutti! Pensa a tua madre!

Fuoco:            Non continuare a nominarla!

Florinda:        Ai tuoi briganti!

Fuoco:            Loro non provano odio solamente perché la paura è molto più forte!

Florinda:        A me in questo momento!

Fuoco:            Perché pure tu non dovresti odiarmi… dopo quello che t’ho fatto? T’ho catturata, colpita, minacciata… perché non dovresti odiarmi pure tu come tutti?

Florinda:        Ti ho odiato, certo, ma ho capito i miei errori! …Tu …attraverso piccoli gesti…Non mi hai toccato e non hai permesso ad altri di farlo; hai condiviso parte del vostro misero pasto con me… e… non hai permesso che anche un’altra ragazza venisse toccata.

(Fuoco prende dalla tasca la collana di Prudenzia, senza farla vedere la porge a Florinda, lei lo guarda in modo interrogativo, apre la mano sotto il suo pugno. Fuoco poggia sul palmo la collana)

Florinda:        Da quando avevi capito?

Fuoco:            (Le da le spalle) da subito. Mi ricordavo il tuo volto.

Florinda:        Immaginavo che sapevi... Me la stai restituendo? O dovrò ridartela?

Fuoco:            Facci ciò che vuoi!

Florinda:        Provi vergogna della tua bontà?!

Fuoco:            Statti zitta!

(Florinda vede da lontano un uomo che riconosce come uno del suo paese, in un secondo è su Fuoco)

Florinda:        Stai giù e non parlare!

Fuoco:            Cosa diavo…

Florinda:        Shh…. (Si nascondo sotto una roccia)

(Dall’esterno lentamente sale il vociare di una folla in cammino)

GIUSTIZIA DELLA FOLLA

……

(Finito il canto il popolo è uscito di scena, Florinda dà uno schiaffo a Fuoco, un tempo)

Fuoco:            Perché m’hai nascosto?

Florinda:        Non avrei dovuto farlo se questi sono ancora i tuoi pensieri!

Fuoco:            Pensi di potermi cambiare?! Ancora non capisci chi sono! Fuoco è una belva selvaggia…se il mondo fosse di paglia, vi appiccherei fuoco volentieri!

Florinda:        Nascondi davvero bene la tua sensibilità! Fuoco è anche altro! E’ una persona capace di grandi atti di bontà, (Mostra la collana) un uomo che sbaglia, ma che ha dovuto soffrire molto, che ama, ma non è amato…eppure…saprebbe farsi amare!

FUOCO

I due si baciano. Buio

Atto II

Scena 1

 

Piazza del Paese  - Mattino seguente ai primi chiarori dell’alba

Teodata, Florinda poi Rufino, Matilde, Lucia, Prudenzia, Grazia,  Prospero, Annibale Bernardino e Contadini.

 (Florinda è al centro del palco, riversa a terra, coperta da un telo. Al solito posto c’è Teodata che sembra dormire, ma di tanto in tanto spalanca gli occhi. Entra in scena Rufino con indosso gli abiti di Florinda. Cammina furtivamente in modo buffo, passa davanti Teodata, poi Florinda, gli getta un’occhiata, inciampa, scavalca Florinda e arriva sul proscenio)

Rufino:          (In tono femminile) Perché ridete? (Si schiarisce la voce) Perché ridete? E’ per colpa del vestito? Troppo lungo? Lo so, lo so, lo so…ma sono stato obbligato dalle circostanze! Ho voluto fregare tutti e adesso rischio di essere fregato dalla mia stessa fregatura! Voi capite: in un paese del genere, l’istruzione non esiste, si vive per lavorare. C’è buona gente, questo è vero, ma così semplice che con un poco di ingegno puoi far credere loro che un giorno arriveremo sulla luna.

L’ignoranza è ‘na brutta bestia! Anch’io sono come loro, ma ho avuto la fortuna di uscire per del tempo da questo paese e conoscere il mondo che ci circonda. Partito da qua non ero nessuno, ma al mio ritorno nessuno poteva sapere cosa ero stato. A quel tempo un argomento era sulla bocca di tutti: l’ascesa di Garibaldi. Non potevo tornare a casa e dire: Mamma, papà, torno dopo aver lavorato come un mulo da taglialegna, ma senza un soldo in tasca! Che accoglienza avrei potuto ricevere? Allora mi informai meglio su questi famosi mille, inventai una bella storiella come piace fare a me ed entrato a casa dissi: Mamma, papà non ho un soldo in tasca ma ho combattuto per l’Italia! …certo, poi ho anche dovuto spiegare l’Italia cosa fosse, ma questi sono dettagli! La mia storia fatta di tante piccole…(fa il gesto come a dire non proprio piccole) bugie ha incominciato a girare per il paese. In poco tempo tutti a gridare: Rufino il nostro eroe! Il nostro liberatore! ha combattuto fieramente al fianco del grande Garibaldi! Evviva qua, evviva là…ma quando mai? Io che fino a 18 anni avevo paura dell’uomo nero? Ma fatemi il piacere! Però la situazione non era affatto spiacevole! Ricevevo doni, aiuti sul lavoro, le donne poi…(occhiolino) e cosi ancora oggi! E sarebbe stata una pacchia andare avanti così. Poi un giorno Florinda impazzisce e vuole uccidere i briganti. I briganti capite? Fuoco e la sua banda! Va bene, partite, ognuno è responsabile della sua pelle! Uno però se ne esce: “Rufino ci guiderà!” E qui…non sono più d’accordo! Il problema è che insistono e io cosa posso dire? Ho paura? E no! Gira che ti rigira, l’unica soluzione è stata questa! Non la condividete? Fatti vostri! La pelle è la mia e ne faccio ciò che mi pare! (si guarda) e poi mi dona! (fa una piroetta) ora però staranno per tornare e sarebbe un problema se mi trovassero in questa condizione! (scavalca Florinda e vi inciampa; un’idea lo attraversa prende i vestiti poi torna lentamente al centro della scena. Guarda incuriosito cosa c’è per terra, la scopre e ne rimane sbalordito) Florinda è tornata! È qua! Veni…(guarda i vestiti che ha in mano, ricorda cosa stava facendo e di corsa va a cambiarsi)

(Florinda si sveglia, si guarda attorno sperduta)

Florinda:        Come sono arrivata qui? (un tempo, guarda per un attimo Teodata con preoccupazione) Fuoco. (sorride malinconicamente) Ha voluto salvarmi! Questo era l’unico modo per farlo! Nessuno dovrà sapere che sono stata catturata! Nessuno…dovrà sapere nulla! Tutto quello che è accaduto questa notte…dovrà rimanere nel silenzio del mio cuore!

Rufino:          Florinda…

Florinda:        (Si volta di scatto) Rufino!

Rufino:          Che ci fai qui?

Florinda:        Che…io…non ricordo.

Rufino:          Non ricordi niente?

Florinda:       Devo aver sbattuto la testa. Non so come sono arrivata fino a qui.

Rufino:          (Sorride) proprio come immaginavo! Mi spiace che non puoi ricordare…come ti ho tratta in salvo dall’insidiosa selva notturna. (sorride al pubblico)

Florinda:        Cosa? Tu…mi hai salvata?

Rufino:           Proprio così mia cara Florinda!

Florinda:        Oh, grazie Rufino!

Rufino:          Bhè… Florinda non c’è di che…  partito per la montagna per dare la caccia ai Briganti ti ho trovato in una buca scoscesa dove un lupo era pronto ad aggredirti. Una volta difesa e riportata sul sentiero, con non poca fatica, ti ho trasportata fino a qui.(declamatorio)

Florinda:        Oh grazie Rufino… grazie…

Rufino:          Non c’è bisogno che mi ringrazi. Ognuno al mio posto avrebbe fatto lo stesso. Fai conto che non abbia mosso un dito. (Sorride al pubblico)

Florinda:        Oh, no Rufino, non finirò mai di ringraziarti…davvero!

Rufino:          Così mi fai arrossire Florinda! Va bene! Se preferisci, potrai ringraziarmi quando e come vorrai! (sorride al pubblico) Ora però informiamo gli altri del tuo ritorno. Come puoi immaginare eravamo tutti in ansia per la tua scomparsa. Cacciare i briganti  da soli è un’impresa che, perfino io, non intraprenderei con leggerezza. Sei stata fortunata a cadere in quella buca e non aver trovato i briganti… (un pensiero lo attraversa, ma subito lo scaccia) Non sto qui a voler sapere i tuoi perché e i tuoi per come, l’importante è che ora, grazie a me, sei salva. (urlando) Florinda è a casa! (passa casa per casa bussando facendo uscire le donne che a loro volta incominciano a chiamare le altre)

Rufino:          Venite fuori! Florinda è qua! Sta bene! I briganti non le hanno torto un capello!

Donne:           Chi? Florinda? È’ tornata a casa? Com’è possibile? Sono tornati pure i nostri uomini? E’ sana e salva? Ha ucciso i briganti? Com’ha fatto a tornare? (tutte intorno a Florinda, le più giovani la abbracciano) Florinda! Bentornata! Stai bene? Che piacere vederti sana e salva! Ma come hai fatto a tornare? Ci hai fatto stare in pensiero! Temevamo per la tua vita! Gli altri sono partiti per cercarti!

Lucia:             Sei partita per cacciare i briganti? Che t’è accaduto? Come sei tornata?

Florinda:        Io…

Rufino:          Non assillatela dopo la brutta avventura che ha avuto, vi racconterò io come sono andate le cose:

(Parte la melodia della canzone di Rufino, tutte si voltano a guardarlo)

Partiti alla ricerca di Florinda, io, in un estremo atto di coraggio sono rimasto un poco indietro per assicurarmi che vi barricaste in casa e che la vostra incolumità fosse al sicuro. Certo di ciò subito sono partito come un falco che spia dall’alto le montagne. Anche se non rintracciavo gli altri, dovevo trovare Florinda! Ho rischiato più volte di essere visto dai briganti che bivaccavano intorno ai loro nascondigli. Intere schiere di orrendi ceffi pronti ad uccidere me o Florinda se ci avessero intravisto. Il tempo mi era nemico. Un unico pensiero: salvare Florinda! Anche la natura mi era  sfavorevole. Ero quasi sul punto di provare paura quando tra degli enormi rovi l’ho vista: Florinda! Un branco di lupi già assaporava le sue teneri carni. L’ho presa tra le mie braccia e le sono stato a guardia fino all’alba, quando, correndo come un daino l’ho riportata a casa sana e salva!

EVVIVA RUFINO,  prime 2 strofe

(la melodia prosegue, Prudenzia entra in scena e corre ad abbracciare Florinda)

Matilde:          Gli uomini staranno per tornare, andiamogli incontro per avvertirli che Florinda è sana e salva!

Rufino:          Anche loro devono sapere delle grandi gesta del prode Rufino! Vengo con voi!

(Florinda e Prudenzia rompono il loro abbraccio)

Prudenzia:     Temevo il peggio. Sei stata una sconsiderata a partire da sola per cacciare i briganti. Se Rufino non ti avesse salvata, a quest’ora avremmo dovuto piangerti…Irresponsabile! … Non fare mai più una cosa del genere! Ti prego: sei troppo importante! (la riabbraccia)

Florinda:        Perdonami… sono stata una stupida a partire...una sciocca, un’incosciente, una bambina…ma…sono contenta di averlo fatto! (tira fuori la collana) Tieni!

(Prudenzia comprende tutto ciò che è accaduto; entra Grazia)

Grazia:          Florinda, Florinda! Dove sei stata?

Florinda:       Grazia…non e più importante che ora sono qui? Quindi mangia la tua linguetta e abbracciami!

(Tutti entrano in scena, guidati da Prospero seguito da Rufino; il padre corre ad abbracciare Florinda )

Prospero:       Sia ringraziato il cielo! Non avevamo più speranze di trovarti. (la lascia) non azzardarti mai più a fare ‘ste pazzie! Rufi’! Ti devo tutto! Non finirò mai di ringraziarti! Ma che è successo? Perché t’abbiamo perso di vista? E come hai salvato Florinda?

Rufino:          Bhe…

Grazia:          Papà, papà…è stato Rufino a salvare Florinda? Rufino…come l’hai salvata? Dove l’hai trovata?

Rufino:          Allora…devi sapere che…

Grazia:          L’hai trovata nella foresta? Nel bosco?

Rufino:          (sospira) No, aspetta, fammi partire da quan…

Grazia:           Eri tutto solo? O c’era qualcuno con te?

Rufino:           (sorride) …piccolina…fammi raccontare in tranquillità, va be..

Grazia:           E quando sei tornato hai fatto come i principi? L’hai riportata tra le…

Rufino:           Cari amici…non vorrei che pensate che sto qui a vantarmi della mia impresa, eppure se la mia guerra al fianco di Garibaldi è stata un’azione degna di lode, questa non è da meno! Quindi vi racconterò volentieri.

Grazia:           Che bel…

Rufino:          Allora: una volta partiti, sentivo un peso sulla coscienza al pensiero che le nostre donne potevano essere in pericolo, perciò quatto quatto sono tornato indietro. Ho aspettato che tutte si chiudessero a doppia mandata nelle proprie case e sono partito. (ovazione delle donne)

Grazia:            E poi cos’è succ…

Rufino :          Oramai avevo perso le vostre tracce, non mi rimaneva che seguire il mio sentiero. Come un cervo, saltavo da un masso a un altro alla sua ricerca! Le ore passavano e il bosco incominciava a riempirsi dei suoi curiosi lamenti. Anche l’uomo più coraggioso avrebbe provato timore in quella solitudine. Il gufo incominciava la sua nenia di sventura, ma degli altri nemmeno l’ombra. In una piccola radura nascosta da una parete di ossa umane ho intravisto un gruppo …una banda…un gregge…un esercito di briganti! Con il mio fido pugnale ho evitato i loro ripetuti attacchi e sono fuggito. La mia non è stata la fuga di un codardo, ma non avevo tempo per pensare ad altro se non a Florinda. Proseguivo impavido la mia ricerca, fino a che…

Grazia:           Fino a che?

Rufino:          Fino a che…

Grazia:           Fino a che?

Rufino:         Fino a che la luna fa capolino tra le nuvole…

Grazia:           Ohh…

Rufino:          … e in basso, in un enorme dirupo vedo una figura. Occhi demoniaci videro la stessa immagine e tra le loro fauci apparvero sciabole affilate. L’inferno in quel momento si stava raccogliendo in quella radura. Ogni mostro più terrificante danzava davanti ai miei occhi in un sabba demoniaco. Urla, strida, risa, ghigni, colpi di zanne su zanne, guaiti, lamenti e ogni più agghiacciante rumore.

Bestie Tremende! Tutte su Florinda, che già divoravano i suoi abiti e mettevano i loro aguzzi denti nella sua deliziosa carne, e...

Grazia:           (terrorizzata) …e…

Rufino:          E… In un balzo fui su Florinda!

Grazia:           Bravo Ruf…

Rufino:          E rimasi lì a sua guardia, attendendo che la luce del sole avesse cacciato le bestie che ci circondavano. Cosicché, alle prime luci dell’alba ho preso tra le mie possenti braccia la nostra amica, come un principe delle più belle favole, e sono giunto qui. Questa è la storia di Rufino! Di Rufino che salvò Florinda!

(Grazia applaude)

(Riprende il canto. Sul finire tutti escono con Rufino sollevato da terra mentre continuano a lodarlo; restano in scena Florinda e Prudenzia)

PRESAGI

Atto II

Scena 2

Radura Montana  - Qualche giorno dopo - Mattino

Fuoco, Caronte, Ventre, Comparone, Nicandro Prete e  Mercante.

Scena vuota, entrano i tre mercanti trainando un carretto tra canti e risa, Nicandro Prete si osserva intorno preoccupato; da dietro un albero si para loro davanti Fuoco , i mercanti si voltano  e appare Caronte, si voltano indietro e appare Ventre che non riesce ad estrarre l’arma

Mercante:      OH CRISTO!  CRISTO! CRISTO! (tenta di fuggire verso il lato di Caronte, che lo getta a terra)

Caronte:        Addò pensi d’andà? Rimani fermo per terra!

Mercante:      Oh cristo aiutami tu, ti prego, ti prego! (è quasi sul punto di piangere dalla paura)

Fuoco:            …bene, bene, bene. Che piacere avervi tra noi! Spero che non vi dispiace se interrompiamo il vostro tragitto. Sono felice di invitarvi a prende’ un bicchiere di vino alla tavola di Fuoco il brigante! …mi auguro che non volete rifiuta’! Ne rimarrei profondamente ferito! …e voi con me!

Comparone: Bestie maledette!

(Mercante  continua a frignare)

Fuoco:            Ancora con ‘sta storia delle bestie! Adesso da bravi e senza darci fastidio rimanete tranquilli e lasciatevi lega’. E vedete di legarli bene, che non devono scappa come a quell’altra.

(Caronte si avvicina con le funi, mercante che continua a piagnucolare si alza e fa per fuggire verso Ventre che ancora non è riuscito ad estrarre il fucile, perciò quando il mercante è vicino prende un piccolo coltellino e gli fa gesto di tornare al suo posto)

Mercante:      Padre nostro che stai nei cieli, sia fatto santo il tuo nome, venga il tuo regno… (Caronte lo rimanda a terra e lo lega, poi passa agli altri)

N. prete:         Che volete? Prendeteci tutto, ma lasciateci anda’. Ognuno di noi ha dei figli e una moglie che c’aspettano.

Fuoco:            …’na moglie e dei figli…(rimane un attimo pensieroso) e quindi? Credi che a noi ‘sta roba interessa? Figli e mogli? Credi che Fuoco sarebbe quello che è oggi se si faceva inteneri’ da figli e mogli?(a Ventre) Controlla che portano. E tu vedi se c’hanno soldi addosso.

Comparone: Fate schifo! Bestie immonde!

Caronte:        (Mette il coltello sulle labbra di Comparone) non c’ho voglia di senti’ gli insulti tuoi! Quindi o  decidi di sta’ zitto oppure…(fa segno di sgozzare) Vuoi?

Comparone: ( Guarda con odio il brigante e tra i denti) fate schifo!

(Caronte lo colpisce)

N. prete:         Statti zitto!

Ventre:           Nel carretto trasportano soltanto Fagioli, carote, vino, porco e Utensili di Legno.

(Ventre tira fuori una piccola ghigliottina di legno e inizia a giocarci con le carote)

Caronte:        Addosso, solo questo (indicando Nicandro prete) c’aveva qualche soldo!

(Caronte lancia il sacchetto a Fuoco che dà una rapida occhiata alle monete)

Fuoco:            Speravo in qualcosa di meglio! Beh…a quanto pare ci farete compagnia più a lungo di quanto pensavo.

N. prete:         Che vuoi dire?

Fuoco:            Infruttuoso il furto, si passa al riscatto.

(Mercante che tutto il tempo ha continuato a frignare, incomincia a disperarsi, viene colpito da Caronte, ma riprende dopo pochissimo, sottovoce)

Comparone: Preferisco mori’ piuttosto che fa’ ave’ altri soldi a voi luridi schifosi!

N. prete:         Le famiglie nostre non so’ molto ricche, non so’ in grado di paga’ un riscatto.

Fuoco:            Ci riescono, ci riescono. Se proprio non  vogliono gli mandiamo per regalo qualche orecchio, che ne dite? Uno di voi, però, deve porta’ in paese la lettera di riscatto: (alza la voce) quel vigliacco piagnucolante là per terra! (Mercante  riprende a frignare più forte) Non mi importa se è più ricco di voi, basta che mi si toglie davanti, prima che lo faccio fuori per non lo sentì ancora!

Mercante:      (Si blocca, guarda Fuoco) quindi posso anda’ via?

Fuoco:            Allora ci riesci a non frignà!?! (mercante riprende, Fuoco a Caronte) fallo stà zitto!        (A Ventre) vai a prende’ carta, penna e calamaio. (Ventre sta giocando con l’arnese di legno)…ma mi stai a senti? (Caronte in silenzio va dietro Ventre lo colpisce e lo scuote)

Caronte:        Imbecille che non sei altro, ma la finisci co’ le idiozie tue?

Fuoco:            Vamm’ a prende’ carta, penna e calamaio. (scuote la testa) Penso che…per voi due…posso richiede 1500 ducati in tutto.

Comparone: Nessuno dei miei ti darà mai nulla!

N. Prete:        Non riusciranno a mette’ da parte quella somma.

Fuoco:            In un modo o nell’altro ci riescono, e subito!

N.prete:          …Ma devi lasciare qualche giorno di tempo altrimenti non ce la faranno.

Fuoco:            Lunedì prossimo è più che sufficiente.

N. Prete:        Ma il tempo per anda’ e torna’?

Fuoco:            Il compagno vostro piagnucoloso (Caronte lo picchia, rientra Ventre) vedrà di fa’ in fretta.

N. Prete:        Ma se…

Fuoco:            E basta co sti ma! (a Caronte) Fallo sta zitto! (a Ventre) poggiati a qualche parte e inizia a scrive.

(Ventre si guarda attorno per vedere dove poggiarsi, lo fa ad un albero, in piedi)

Caronte:         Cretì e siediti su quella pietra!

Fuoco:            Incomincia a scrive’! Come si chiamano le mogliere? (Ventre inizia a scrivere)

Comparone: Non te lo dico!

Fuoco:            Fai come ti pare. Lo facevo pe’ esse più amichevole co loro. Allora ditemi come vi chiamate voi.

Comparone: Come mia moglie!

Fuoco:            ( A Caronte) inizia a farne fuori uno!

Caronte:        Da chi comincio?

N. Prete:        Io so Nicandro…

Comparone: Statti zitto!

N. Prete:        Preferisci morì? È l’unica soluzione. Io mi chiamo Nicandro Prete e lui Comparone.

Fuoco:            “Nicandro Prete e Comparone”! Allora: Carissime mogliere di Nicandro Prete e Comparone.

Ventre:           Si, si…

Fuoco:            Vi saluto, è Domenico Fuoco che vi scrive.

Ventre:           Aspetta, aspetta…”e Comparone”..

Fuoco:            …Ma che stai a scrive?

Ventre:           Quello che dici!

Fuoco:            …Rileggi.

Ventre:           Tutto?

Fuoco:            ...si.

Ventre:           Ma ci metto tempo.

Fuoco:            Ma come fai a metterci tempo se hai appena iniziato?

Ventre:           Sei tu il capo. Allora: “Come si chiamano le mogliere? Fai come ti pare. Lo facevo per esse più amichevole co loro . Allora ditemi come vi chiamate voi…” Il fatto è che non ho capito se dovevo scrive pure le risposte loro.

Caronte:        Tu sei ‘n idiota! Io senza sapè legge almeno lo capisco quello che devi mette là sopra. (a Fuoco) Io te lo dico sempre che te le devi scrive da solo le lettere. (colpisce Ventre) Sei ‘n idiota! Cancella e ricomincia.

Ventre:           (E’ offeso; a Caronte che gli ha dato la schiena) No! Scrivitella tu!

Caronte:        (irato) mi stai a prende in giro perché non so capace eh? (lo colpisce)

Fuoco:            E finitela a fa i mocciosi. Scrivi, e tu lascialo scrive. Allora: carissime mogliere di Nicandro Prete e Comparone, è Domenico Fuoco che vi scrive…No! Sono Domenico Fuoco

Ventre:           No, sono…

Fuoco:            Senza no!

Ventre:           “…Fuoco senza no”

Fuoco:            …Imbecille rileggi.

Ventre:           Ancora?

Fuoco:            E sì, ancora.

Ventre:           Carissime mogliere di Nicandro, di Prete e di Comparone…

Caronte:        Cretì le mogli so due! Una di Nicandro Prete e una di Comparone!

Fuoco:            Vai avanti.

Ventre:           Nicandro, di Prete e di Comparone..

Caronte:        Sta tutto scemo.

Ventre:           “Vi saluto è Domenico Fuoco che vi scrive: no! Sono Domenico senza no.”

Fuoco:            Ma può esse che ogni volta ci dobbiamo mette n’ora a scrive ‘na lettera di riscatto? Cancella n’altra volta e rinizia. (Ventre cancella con la manica) Carissime femmine di Nicandro Prete e Comparone…

Ventre:           E non lo mandiamo più alle mogli?

Caronte:        (Lo colpisce) cretì! Le femmine so le mogliere!

Fuoco:            Scrivici femmine, mogli, quello che vuoi, ma sbrigati! So’ Domenico Fuoco, Punto.

Ventre:           …Punto.

Fuoco:            Non tardate  a mandarmi…

Ventre:           …“A mandarmi”…

Fuoco:            La somma di ducati 1500

Ventre:           …“somma”…

Fuoco:            Se pure rivolete…

Ventre:           “Rivolete”…

Fuoco:            I vostri mariti…sennò vi prometto che vi mando….

Ventre:           …“Vi mando”…

Fuoco:            La notizia di loro morti

Ventre:           Dei loro morti…non è meglio “dei morti vostri”?

Caronte:        Dei morti vostri, sì!

Fuoco:            E ci è il tempo fino a lunedì…E scrivi presto.

Ventre:           … “Presto”…(Caronte lo colpisce)

Fuoco:                       Punto.

Ventre:           “Punto…due punti…punto e…”

Fuoco:            Ma che stai a dì?

Ventre:           E niente…dicono che è per fa vede che non siamo tirati.

Fuoco:            Punto…va bene così! Fammela firmà.

Comparone: Ah...così va bene? ‘Na lettera creativa. Mo il problema non è se mandano o meno i soldi, ma se capiscono che li devono mandà!

Fuoco:            …Ma c’ha sempre da ridì? E mo lo facciamo azzitti’ noi!

Caronte:        E finalmente mi posso divertì!

Fuoco:            Fermati…statti tranquillo. Lascialo in pace. Benedè, aggiungi 100 ducati a quelli che stiamo a chiede.

Ventre:           Subito. (cancella)

Comparone: Siete dei bastardi…

N. Prete:        Statti zitto se non vuoi peggiora’ ancora la situazione!

Caronte:        Visto? Non gli sta bene! Ma perché non li vogliamo tocca’? Un taglietto? Niente? Ci teniamo ‘n orecchio per ricordo? Tanto ce n’ha due!

Fuoco:            Mo ha capito, tranquillo!

Ventre:           (Che sta contando con le dita una lira alla volta, a Caronte) Vieni qua! (prende le dita a Caronte per contare)

Caronte:        Ma sei idiota? (lo colpisce) 100 ducati in più! 1600 ducati.

Ventre:           1600 ducati in più?

Caronte:        1600 ducati in tutto! (lo colpisce; Ventre scrive)

Ventre:           1600. Fatto!

Fuoco:            A posto. Mo mandiamola e speriamo pe’ voi, che inviano subito ‘sti soldi. Mo ‘chiappa quell’altro e facciamogli capi bene che gli succede se non porta sta lettera a chi deve.

Caronte:         Forza!

Fuoco:            Allora…hai capito che devi fa?

Mercante:      Si, si, si, si…

Fuoco:            Bravo. E che devi fa?

Mercante:      Porta la lettera.

Fuoco:            A chi?

Mercante:      Alle mogli di Comparone e Nicandro.

Fuoco:            Però…non ci pare, ma capisce. Bravo!.pe’ premiarti però ti mandiamo via più fresco.

(Ventre e Caronte scoppiano a ridere; Fuoco fa segno ai due che si avvicinano all’uomo che

incomincia a urlare)

E finiscila! Ti togliamo solo i vestiti…niente di che!

Comparone:  Siete degli schifo..

N. Prete:        Statti zitto.

(i tre briganti lo lasciano con le sole brache; ridono)

Fuoco:            Sei perfetto! Dagli la lettera…e mo puoi anda. Sbrigati! Scappa! Vai col tiro al bersaglio! (sparano in aria; ridono)

BUIO

Atto II

Scena 3

Piazza del Paese  - Mattino

Teodata, Matilde, Lucia, Bernardino, Contadini poi Pallavicino, Umberto,

Guardia, Fuoco e Florinda.

BALLARELLA PAESANA

….

( i Contadini piazzano la loro merce per il giorno di mercato, si crea confusione, ogni mercante urla cosa sta vendendo, le donne passano e guardano, qualcuna tira fuori delle monete, prende della verdura e va via;  Fuoco travestito da contadino vende lumi)

(entra in scena Pallavicino con le due guardie, nessuno dà loro retta; Pallavicino tossisce; confusione; Pallavicino tossisce più forte; confusione; Pallavicino si volta a Umberto, irato annuisce; Umberto prende il fucile e spara in aria; silenzio, tutti osservano le guardie)

Pallavicino:    (A sé) Insulsi cretini! Ascoltatemi e “cercate” di capirmi. Non mi ripeterò. Questo è il manifesto contenente la taglia sulla testa del brigante Fuoco. La taglia è giunta alla somma di 20000 lire che verranno elargite, per chiunque lo catturi vivo o morto, direttamente dal nostro amato re. 10000 lire è la ricompensa per ogni brigante della sua banda preso e riconosciuto come tale. Chiunque venga segnalato per possibile favoreggiamento dei briganti, una volta assicurato il fatto, (a sé) o anche prima, verrà ucciso all’istante. E ora disperdetevi! (riprende in sordina il parlare del popolo;a sé) Miseri pidocchi. (alle altre guardie) Appendete questi manifesti.

(Umberto va verso una parete dove davanti c’è Luigi a un banco di schiena)

Umberto:       Spostati imbecille! (manda Luigi a terra; Luigi si alza e parte con un pugno verso la guardia che, impaurita, si fa schermo con il braccio)

Pallavicino:    Permetti che questi “uomini” ti trattino in codesto modo?

Umberto:       (Si fa forza, dà una spinta ad Luigi per allontanarlo)Spostati e ringrazia che ti lascio in vita nonostante il tuo gesto. La prossima volta non sarai così fortunato! Finirai in galera se ti andrà bene, oppure rimarrai per terra con un buco in fronte.

(Luigi abbassa la fronte e torna al suo lavoro, tutti i contadini sono in soggezione e guardano in cagnesco le guardie)

Pallavicino:    (Alle due guardie) Sentite anche voi il puzzo del brigante? E’ colpa di questa gentaglia se qui i briganti non sono ancora stati presi! Ognuna di queste facce è un loro aiutante, e per questo dovremmo farli fuori tutti adesso! Però, non ho voglia di ascoltare un’altra volta discorsi sul fatto che siamo tutti uomini, tutti uguali, bla bla bla, bla bla bla. Io uguale a questi qui? Che bestemmia! Quindi facciamo riposare i fucili e prendiamo qualcosa da bere, sperando che almeno il vino non faccia schifo. Liberate delle sedie e un tavolino.

Umberto:       (A due uomini seduti a un tavolo) Voi! Alzatevi! (a Teodata) Ehi vecchia, in piedi! sei sorda? Ho detto in piedi! (le si avvicina scuotendola) ti prendi gioco di me?

Bernardino:              Fermati! Non t’accorgi dell’età che c’ha? Te la prendo io ‘na sedia.

Umberto:       E cosa aspetti allora? E portaci anche dei bicchieri e del vino. (si scosta con uno strattone da Teodata)

(Pallavicino e Umberto si siedono; la guardia ha un gesto di affetto per Teodata e si avvicina agli altri)

Pallavicino:    Alla sola idea che dovremo pattugliare questi posti fino alla fine del mese mi si accappona la pelle. Letamai a cielo aperto!

Umberto:       Con un’ infinità di maiali che ci scorazzano.

Pallavicino:    Maiali puzzolenti.

(rientra Bernardino portando ciò che gli era stato chiesto)

Umberto:       Vuoi muoverti? La legge non può stare mica ai tuoi comodi!

Bernardino:   Ho fatto più in fretto che potevo.

Umberto:       Non è abbastanza!

Bernardino:   …Mi dispiace. Hai ragione.

Umberto:       Bravo. Tu sì che capisci come ci si comporta! E adesso vattene!

Pallavicino:    Uno più insignificante dell’altro! Cristo! Il vino è ottimo però! …Stanerò quegli insopportabili briganti dei miei stivali prima del dovuto. Si sono accorti fin troppo tardi che i generali di queste parti sono degli incapaci. Avrebbero potuto rivolgersi a me già da molto tempo! Invece no! Mi tengono come ultima carta da giocare! Ma ora che sono qui non si scherza più! Quel pusillanime di un Fuoco dovrà rendersi conto che non ha più a che fare con degli incompetenti. L’ora di Domenico è vicina, peccato che lui ancora non lo sa!

Umberto:       Sono stati talmente sciocchi da continuare a farselo sfuggire dalle mani fino ad ora.

Pallavicino:    Sono tutti uguali: dei vigliacchi! Questo qui è scappato un po’ più a lungo degli altri solo perché più vigliacco degli altri! Ma basta! Il solo pensiero dei briganti mi sta rovinando quest’ottimo vino.

Umberto:       Avete ragione.

Fuoco:            Volete un lume?

Umberto:       Vecchio, levati dai piedi con il tuo puzzo!

Fuoco:            Un lume soltanto.

Umberto:       Ti ho detto di andartene!

Fuoco:            Potrebbe servirvi per la caccia ai briganti!

Umberto:       (Si alza di scatto) ci prendi in giro? Vuoi vedere cosa succede…

Fuoco:            No, no, no! Senza vole’ ho sentito che parlavate dei briganti. E m’ha incuriosito come li avete chiamati.

Umberto:       A cosa ti riferisci?

Fuoco:            Li avete chiamati vigliacchi.

Umberto:       E quindi?

Fuoco:            Io non credo che so dei vigliacchi.

Pallavicino:    …E cosi credi che non siano dei vigliacchi? Immagino che per te, come per ogni uomo di questo paese e dei paesi intorno siano degli eroi! Degli esempi da seguire, degli…

Fuoco:            No, no, no. Io sto dalla parte vostra! E’ per colpa di quegli assassini che oggi vendo lumi. M’hanno incendiato la casa co’ tutto quello che ci stava dentro. So assassini, ladri, bestie, tutto, ma no vigliacchi. Mi so’ trovato Fuoco davanti mentre casa bruciava, e gli occhi che mi teneva addosso non erano d’un vigliacco. Tutti quelli che l’hanno visto dicono che non si riesce a guardarlo in faccia per più di pochi secondi, e appena distogli lo sguardo, sei morto.

Pallavicino:    …Frottole! Anche Fuoco è un vigliacco, ma se riesce a farvi quest’impressione è solo perché voi siete ancora più vigliacchi di lui. A breve anch’io lo guarderò negli occhi e, impiccato, mi prenderò gioco del temibile brigante.

Fuoco:            Dio volesse che quel momento si sta a avvicina’. Per mo, però, sembra che ancora nessuno riesce a ferma’ lui e la banda. So’ dei vigliacchi, ma intanto il governo non ce la fa a metterli sotto chiave. Fuoco ce ne fa di tutti i colori! E’ l’unico che dopo nove anni continua a sputa’ in faccia agli invasori, che ancora tiene sotto il suo potere tre intere province.

Umberto:       Un brigantuccio come tutti gli altri!

Fuoco:            Io pure penso lo stesso! Si dice, però, che passeggia spesso per le vie di Caserta e di Cassino; che passa le nottate a Venafro, che va, nei giorni di mercato, a Isernia, e la polizia, dico io, dorme o non conosce il proprio mestiere? 

Pallavicino:    Che egli abbia nomea di celebre bandito, è una cosa risaputa e quindi, forse, val bene la sua fama. Ma che rischi di entrare in città non lo posso credere: volesse il cielo si permettesse un gioco simile, perché mi faciliterebbe immensamente la sua cattura. Si arrischi pure! Lo farei soffrire fino a fargli cacciare l’ultima goccia di sangue che ha in corpo. Ma ti ripeto che sono dei vigliacchi in questo, e non andrebbe mai così vicino al pericolo.

Fuoco:            Io così ho sentito, e credo che non s’esagera,  perché tutti dicono che è un ceffo della peggiore specie, e capace di salta’ pure sul groppone del Diavolo.

Palla vicino:   Fino ad oggi ha potuto fare quello che voleva in queste terre, come se fossero sue, perché ancora non gli era stato mandato contro il generale Pallavicino. Il suo tempo sta finendo. Quando sarà morto ai miei piedi verrò a mostrartelo, così mi dirai se ciò che ti dico non è la verità. E ora levati dai piedi e fammi avere un’altra bottiglia di vino.

Umberto:       Hai capito? Sbrigati!

Fuoco:            Ve lo faccio avè subito!

(Entra Florinda)

Capisco tutto quello che fate per noi poveri contadini perciò vi ringrazio.

Umberto:       Bravo, bravo. Smamma ora!

Fuoco:            (si avvicina ad un contadino) Giovano’…mi fai ave’ un pezzetto di carta pe’ appuntarmi ‘na noticina? E se riesci a farmi ave’ pure due bottiglie di vino in fretta ti pagherò bene il dovuto.

Bernardino:   Subito! (prende da un lato carta e penna) Intanto ecco il pezzetto di carta. Corro a prende’ il vino!

(Fuoco scrive qualcosa – ; entra Bernardino con il vino; entra Florinda)

Bernardino:   ecco il vino.

Fuoco:            Grazie, ma non è pe’ me. ‘N ultimo favore, lo porti a quelle guardie, insieme a ‘sto foglietto? Gli dici che mi so’ permesso di prende’ ‘na seconda bottiglia per ringraziarli di quello che fanno pe’ noi ogni giorno per difenderci dai briganti.

Bernardino:   Come vuoi! Basta che il compenso che m’avevi promesso…

Fuoco:            Si, si, si…non ti preoccupa’. Eccolo! (tira fuori dalle tasche un sacchetto)

Bernardino:   Benissimo!

Fuoco:            (A Florinda) signori’, vuoi un lume?

Florinda:        No, grazie non ne ho bisogno.

Fuoco:            Aspetta un secondo. (prende un lume) Tieni.

Florinda:        No, no grazie.

Fuoco:            Accettalo! E’ un regalo.

Florinda:        Oh..no, no! Grazie, ma non posso accettare.

Fuoco:            Devi… non sono io a regalare una luce a te…

Florinda:        …Tu?!

 (Fuoco va via)

Bernardino:   Tenete! Questo è il vino che vi manda quello che vende i lumi. M’ha detto di portarvi ‘na bottiglia in  più per ringraziarvi di quello che fate ogni giorno per noi difendendoci dai briganti, e m’ha lasciato ‘sto biglietto.

Umberto:       Bene! Vai via adesso! Però…non sembrava, ma quel povero vecchio era più intelligente di quanto credessi!

Pallavicino:    Queste sono soddisfazioni. Vedere che anche un povero imbecille capisca la nostra importanza. Prendendolo da giovane, con la giusta educazione, forse sarebbe potuto diventare un buon soldato e non un caprone.

Umberto:       (Apre il biglietto) Sicuramente ci ringrazia anche nel biglietto. Che scrittura barbara! “ Grazie al modo…che difendete…ste terre…noi ci sentiamo sicuri...” all’incirca questo c’è scritto,ci sono ancora vari grazie e poi…una firma…Oh Cristo!

Pallavicino:    Cosa c’è? Continua a leggere!

Umberto:       Veramente…

Pallavicino:    Cosa diavolo ti piglia cretino? Dammi quel foglio e fammi leggere! “grazie di cuore…brigante Domenico Fuoco.” (guarda le altre due guardie; un tempo; si alzano di scatto e mettendo la giacca iniziano a correre verso l’esterno)

Atto II

Scena 4

 

Notte a cavallo del 21-22 Agosto – Feste della Madonna di Canneto

Fuoco, Caronte, Ventre poi Comparone e  Nicando prete.

EVVIVA MARIA

(Sullo sfondo si vede una fiaccolata; si sente da fuori il canto della madonna di Canneto; i briganti, in piedi, lodano la madonna; finito il canto prendono i loro fucili e li scaricano al cielo)

Caronte:        Evviva Maria!

Ventre:           Evviva la madonna nera!

Caronte:        Evviva la vergine madre di Cristo!

Ventre:           Evviva la madonna nera!

Caronte:        Evviva L’immacolata!

Ventre:           Evviva la madonna nera!

Fuoco:            …Pure stavolta abbiamo reso grazie alla madonna!

Caronte:        E pure st’anno stiamo sicuri che la madonna ci protegge!

Ventre:           …Mhh…Tira ca tira…(Caronte da un schiaffo a Ventre)

Caronte:        E basta!

Fuoco:            … La corda si spezza. (un tempo, si guarda la collana, sospira; Ventre e Caronte si guardano interrogativi)

Ma che vi rimanete là impalati? Non è giorno di festa? E allora dobbiamo festeggia’! Rientriamo nel covo, tirate fuori tutte le provviste migliori in onore della madonna! Oggi pure quei due devono riceve ‘na buona razione! E’ la festa della madonna pure per loro! Sbrigatevi, e mi raccomando: il cabernet!

Caronte:        Ci sta quel bel barilotto che non aspetta altro che d’esse aperto!

Ventre:           Evviva la madonna nera! (Caronte gli da uno schiaffo)

Fuoco:            Muovetevi! (Ventre e Caronte vanno via; Fuoco prende nuovamente in mano la collana) Sia fatta la tua volontà. (esce)

CAMBIO SCENA / COVO

(I due mercanti sono legati in un angolo; da un foro appaiono le gambe di Caronte, che agilmente si cala a terra; Si sentono dei rumori e delle esclamazioni di Ventre; appare la testa di Ventre che rimane bloccato; Caronte inizia ad infuriarsi)

Ventre:           …Credo d’esse rimasto bloccato.

Caronte:        Lo credo pur’io, imbecille che non sei altro! Ma quante volte t’ho detto che pe’ non rimane’ bloccato devi scende con le gambe? (lo colpisce ripetutamente sulla testa)

Ventre:           Io…invece…ho sempre detto che…dobbiamo allarga’ il buco!

Caronte:        Cosi che tutti lo riescono a vede’?

Ventre:           …Ma non dico tanto…

Caronte:        Statti zitto e tirati fuori!

Ventre:           Pare semplice!

Caronte:        (Affettuoso) Vuoi ‘na mano?

Ventre:           …Magari…

Caronte:        Ma ti pare?! Subito. (lo prende per i capelli e lo tira) Così va bene?

Ventre:           Vera..ah…verament….è un po’ doloroso…ah!

Caronte:        E mi spiace ma è l’unico modo!

Ventre:           E ho capito però…ah…(Con uno strattone Ventre cade a terra)

Caronte:        Visto che ha funzionato?

Ventre:           Si…ha funzionato…(si massaggia la testa) e i capelli miei me li ridai?

Caronte:        Non fa’ il buffone! (da uno schiaffo a Ventre) Sbrighiamoci a tirà fuori la roba!

Ventre:           E sì, sbrighiamoci.

Caronte:        E voi che vi guardate?

Comparone: Questa è la banda del famigerato Fuoco?

Caronte:        (tira fuori il coltello e lo mette al collo di Comparone) Credi che siamo stati troppo buoni co’ voi fino a mo? Io credo di sì! Ma possiamo rimedia’ subito!

N. Prete:        Ti prego, lascialo stare! Ancora non ha capito con chi ha a che fare!

Caronte:         E vedi di farglielo capi’ in fretta! Oggi lo lascio vivo, perché non devono dì che dei briganti d’onore uccidono durante il giorno della madonna di Canneto, ma da domani che si provasse a arrischia’ un solo respiro di troppo!

N. Prete:        Ma che erano gli spari che si sentivano poco fa?                     

Ventre:           Il nostro omaggio alla Madonna!

Comparone:  Omaggio alla Madonna?                                

Ventre:           Stasera si festeggia la nostra cara madonna nera col cibo migliore.

Caronte:         E col vino migliore!  (Entra Fuoco)

Fuoco:            Ancora armeggiate col cibo? Sbrigatevi! E prendete il vino! (si siede ed inizia a mangiare)

Caronte:        Ecco il vino!

(Fuoco mette da bere in tre bicchieri)

Ventre:           Ecco le ultime cose: salsicce, prosciutto e cacio pecorino.

Ventre:           Evviva la madonna nera! (bevono)

Fuoco:            (A Caronte) Tu prepara le carte che ci facciamo ‘na partita a tressette!

Ventre:           E giochiamo in tre? Ci serve un quarto.

Caronte:        Giochiamo col morto! (un tempo; Caronte e Fuoco si girano ai mercanti e scoppiano a ridere, Ventre sorride) Chi dei due?

Fuoco:            Chi si propone? Nessuno risponde!

Ventre:           (Scoppia a ridere) Mo ho capito! Il morto!

(un tempo; Caronte e Fuoco scoppiano a ridere)

Caronte:        Forza giochiamo! Prendete le carte! E stavolta vedi di non vince’ tu come al solito!

Ventre:           E’ grazie al proverbio.

Caronte:        Sempre co sti proverbi!? Qual è mo?

Ventre:           …Asse e cavezune nen se calane maie!

(Un tempo; ridono; Caronte colpisce Ventre)

Caronte:        Io co’ sto proverbio ci faccio niente!

Fuoco:            Iniziamo. Prendete le carte.

Ventre:           A chi sta la mano?

Caronte:        Sta a te. (lo colpisce)

Ventre:           …Si…allora, allora….allora…allora…

Caronte:        (Colpisce Ventre) e ti vuoi muove?

Ventre:           Allora, allora, allora…(butta una carta mentre gli altri continuano a ridere)

BUIO

(I Briganti continuano a giocare a carte per alcune ore)

Caronte ha il muso e Fuoco ride; i mercanti fingono di dormire

Ventre:           Ve l’avevo detto “Asse e cavezune nen se calane maie”!

Fuoco:            Ce l’aveva detto.

Caronte:        Ma come diavolo fa a vince ogni volta? Tu imbrogli e io lo so! Sei un cane bastardo!

Fuoco:            Il vino inizia a farsi senti’!

Caronte:        (Respira per calmarsi) Ma quale vino? È che quello ci imbroglia ogni volta a tutti e due e non riesco a capi’ come! Il vino invece (Prende due bottiglie accanto a lui e le scuote) è finito e io c’ho ancora la gola secca!

Fuoco:            Prendetene altre due bottiglie!

Ventre:           E ci facciamo ‘n’altra partita a tressette?

Caronte:        Meglio di no se non vuoi fa’ tu il morto a sta partita!

Fuoco:            (Ride) Co’ due bottiglie di vino ci facciamo ‘na mano a passatella!

Caronte:        Oh! Un gioco intelligente!

Ventre:           Basta che non mi tocca fa l’ormo come al solito!

Fuoco:            Tranquillo, vai a prende due bottiglie.

(Ventre si volta, Fuoco e Caronte si guardano e sghignazzano)

Ventre:           Eccolo!

Fuoco:            Buttate per la conta, si parte da me.

Fuoco:            10. Allora: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7…

Caronte:        (A Ventre) Guarda là!!!

Ventre:           Che è?

Fuoco:            (Più veloce) 8, 9, 10. (Nonostante debba uscire lui indica Ventre)

Ventre:           Ma perché esco sempr’io alla conta? Fatemi almeno fa un prima bevuta (fa per attaccarsi alla bottiglia)

Fuoco:            A, a, a, a. Le regole so regole! Devi scegli il sotto!

Ventre:           Ma non è gius..

Caronte:        (Lo colpisce) E sbrigati a sceglie!

Ventre:           (Sospira) Però mi dovete almeno dà l’altra bevuta. (a Caronte) tu sei il sotto. Posso beve?

Caronte:        Ma certo…che no! (ridono)

Ventre:           Così non vale però!

Caronte:        (A Fuoco) Tu sei il padrone!

Fuoco:            Iniziamo…allora, prima di tutto so’ il padrone e mi faccio una bevuta.

Ventre:           Non esagera’ che ti fa male. (Caronte ride e lo colpisce)

Fuoco:            …Poi…’sta bottiglia la diamo a Benedetto!

Ventre:           (Si sfrega le mani; rivolto a Caronte) Posso?

Caronte:        La puoi odora’, guarda’, annusa’, ma poi la passi a me!

Ventre:           No…..ma non puoi fa così però! (Ridono)

Caronte:        La mia bevuta.

Ventre:           (la odora e la guarda; gli altri ridono)…Tiè…

Fuoco:            Tutta d’un fiato!

Ventre:           Che t’ pozza i stort’!

(Caronte mentre beve colpisce Ventre; è ubriaco, scoppia a ridere)

Caronte:        Che mazzata! (ride)

Fuoco:            E’ meglio che Caronte non beve più, quindi sta mezza bottiglia a te. (Ventre)

Ventre:           E finalmente! (a Caronte) posso?

Caronte:        Senza neanche che la guardi e la odori la passi a Fuoco! (ridono; Ventre è infuriato si attacca alla bottiglia; Caronte lo colpisce) Ehhh…le regole!

(Ventre, quasi schifato, fa segno di no con la testa e passa la bottiglia a Fuoco; gli altri ridono)

Fuoco:            Alla santé! (Beve tutto d’un fiato)

Ventre:           Vado a prende altre bottiglie?

Caronte:        E a che serve se tanto noi stiamo ciucchi come alle cocozze! (ride)

Ventre:           Appunto, voi!

Fuoco:            A nanna! e uno di voi che rimane a guardia di quei due.

Caronte:        (Ride) Io…io… casco dal…(si butta per terra e dorme)

(Ventre sposta lo sguardo da Caronte a Fuoco varie volte, quando capisce a chi tocca la guardia finge di dormire)

Fuoco:            (Ride) Non fa l’idiota! Tocca a te la guardia stasera! Fatti prima un giro fuori però.

Ventre:           Non ho bevuto, il danno, e in più mi faccio pure la guardia, la beffa.

Fuoco:            Sbrigati e non frigna’ come al solito.

(Ventre esce; Fuoco perde il sorriso; è pensieroso; cammina per la grotta; prende un pezzo di vetro; si siede davanti al fuoco; guarda la sua collana)

Fuoco: …Florinda…(Scuote la testa)

ULTIMA STROFA DI FUOCO

 (si alza; guarda il pezzo di vetro, lo getta vicino ai mercanti; si butta per terra e dorme; dal foro d’entrata spunta la testa di Ventre)

Ventre:           E mannaggia il diavolo! Pure stavolta!

(Grugnisce fino a quando non si sblocca; si spolvera gli abiti; si guarda attorno e si accorge che tutti dormono; in punta di piedi va verso le bottiglie di vino; inciampa due volte nel tragitto; prende una bottiglia e sempre in silenzio si siede sul proscenio; ridacchia, fa un sorso di vino, ridacchia ancora)

Ventre:           Tutti mi credono fesso…e io lo lascio crede! A passA’ da imbecilli non ci si rimette mai! Ci sta qualcosa di pericoloso da fa: “no quello è scemo, ci rimane secco”. Si deve fa’ qualche lavoro importante: “no quello è scemo, chissà che combina”. Ci sta qualcuno da fa’ fuori per da n’esempio agli altri: “Ma no quello è scemo, non fa male a nessuno”, e tante altre volte che lo scemo la fa sempre franca. Me la so’ studiata bene la parte! Mi chiappo qualche schiaffo ogni tanto…ma per il resto (alza il vino)…chiamatemi fesso! (rincomincia a bere; finito butta la bottiglia a terra; ride) E mo facciamo la guardia! (un tempo; sta per addormentarsi) No, così non va bene! Usiamo uno dei miei favolosi scioglilingua: allora…  Arrete a quiglie palazze ce stà ne cuane pazze, jetta ne tuozze re pane a quiglie puazze cuane… Arrete a quiglie palazze ce stà ne cuane pazze, jetta ne tuozze re pane a quiglie puazze cuane… Arrete a quiglie palazze ce stà ne cuane pazze… (sta per addormentarsi) Arrete a quiglie palazze ce stà ne cuane..Arrete a quiglie palazze ce stà…Arrete a quiglie (ciondola con la testa, fa un rutto, crolla nel sonno)

Comparone: Dormono.

N. Prete:        Ci sta un pezzo di vetro dietro a te.

(Comparone si libera, libera Nicandro Prete, prendono dei massi e uccidono i briganti)

BUIO

Atto II

Scena 5

Piazza del Paese – Primo Mattino

Teodata, Bernardino poi Contadini, Lucia, Matilde, Prospero, Florinda, Prudenzia, Grazia, Rufino, Comparone, N.Prete, Fuoco, Caronte, Ventre, Pallavicino, Umberto e Guardia.

(Qualche contadino è in scena; Bernardino arriva trafelato)

Bernardino:   I briganti! I briganti! Arrivano i Briganti!

A soggetto:     I briganti? C’attaccano? E’ ‘no scherzo? Ancora? Che vogliono?

Crescenzo:     Bernardì, basta co ‘sti scherzi! Non ne possiamo più!

Bernardino:   No, no! Non è uno scherzo! Arrivano i briganti…ma non sulle loro gambe. I briganti so’ stati uccisi!

A soggetto:    Che? Come? Pure questo è ‘no scherzo di Bernardino? Che sai? Racconta! Dicci!

                        Ibriganti so’ morti! Avvertite tutti! Avvertite le guardie! Avvertite Prospero!

Bernardino:   Stanno ad arriva’ su un carretto portato dai due mercanti che erano stati catturati…e so’ morti! Li ho visti e gli so’ andato incontro. So’ stati i mercanti a dirmi di veni’ ad avvertirvi, per farlo sape’ prima possibile alla guardia nazionale. Qualcuno che va a chiama’ Pallone gonfiato o come si chiama!

Crescenzo:     Vado!

Bernardino:   Avete capito? Finalmente i briganti so’ stati uccisi! Chiamate tutti, dobbiamo festeggia!

A soggetto:     (Qualcuno esce per chiamare gli altri) Ma allora è vero! I briganti so’ stati uccisi! Evviva quei mercanti!  Fuoco è morto! La banda di Fuoco è stata cancellata! Evviva!

Prospero:       Che sta a succede? Che urlate tutti quanti? La festa della madonna è finita, ve lo siete dimenticato?

Bernardino:   Prospero, la nostra santa protettrice ha compiuto il miracolo! I briganti so stati uccisi!

Prospero:       Che? I briganti…uccisi?

Bernardino:   Proprio così! Durante la notte i due mercanti che erano stati catturati li hanno fatti fuori e mo stanno a scende in paese coi corpi sopra a un carretto!

Prospero:       E’ vero quello che sta a di’?

A soggetto:     Pare di sì! Dovrebbero arriva’ a momenti! So’ state chiamate pure le guardie!

Prospero:       Allora è la verità. I briganti…uccisi. Finalmente! Bisogna festeggia’ per davvero!

(Entrano Prudenzia, Florinda e Grazia)

Grazia:           Che succede papà?

Prudenzia:     Perché tutti gridano?

Prospero:       Figlie mie, i briganti… so’ stati finalmente uccisi!

Florinda:        I...i...briganti?

Prospero:       Fuoco! Fuoco e la sua banda! Sia lodata Maria!

Prudenzia:     (Volge uno sguardo a Florinda) Non si è salvato nessuno?

Prospero:       Non so niente, ma quelli che li hanno uccisi stanno per arriva’ in paese.

Grazia:           E’ una cosa bella che sono stati uccisi?

Prospero:       (Sorride) bellissima!

Grazia:           Ma non è una cosa brutta uccidere qualcuno?

Prospero:       (Ride) …figlia mia…hai ragione, ma loro erano cattivi e uccidevano tante persone buone. Ora, però, Grazia vai dentro casa. Sembra che i mercanti portano i corpi dei briganti e non voglio che li vedi.

Grazia:           Ma io voglio vedere Fuoco!

Prospero:       Grazia…

Grazia:           Papà…

Prospero:       Florinda, porta dentro casa tua sorella! Flori’, m’ascolti?

Prudenzia:     Tranquillo papà, ci penso io. Dai Grazia, entriamo in casa.

Grazia:           Uffa…

Prudenzia:     Grazia, sei troppo piccola per queste cose.

Grazia:           …Sempre la stessa storia: sei troppo piccola! (sbuffa)

Prudenzia:     Dai, entriamo.

Rufino:          Prospero, ma che succede?

Prospero:       Rufi’, non potresti mai indovina’! La cosa più bella che ti viene in mente?

Rufino:          Prospero…e che ne so?

Prospero:       Dai, spara!

Rufìno:          Lo stato ci regala soldi?

Prospero:       (Ride) no, forse allora è la seconda cosa più bella che poteva succede! I briganti so’ stati uccisi!

Rufino:          Uccisi? I briganti?

Prospero:       Non te l’aspettavi eh? Pensavi che eri l’unico in grado di farli fuori!?! E invece no!

Rufino:          Veramente… si proprio così!

Prospero:       E invece ti sbagliavi! Li hanno uccisi quei due mercanti che erano stati rapiti!

Rufino:          (Sorride con spavalderia) Possono ritenersi fortunati se sono davvero morti, perché stavo covando dentro di me la decisione di andare a cacciarli di persona, e in quel caso avrebbero sofferto atrocemente. Buon per loro che non mi hanno conosciuto!

Prospero:       E potevi pensarci prima! So nove anni che stiamo qua a soffri’. Vabbè ma ormai so morti e bisogna festeggia’. A momenti arrivano in paese.

(Nessuno da retta a Rufino, ma tutti attendono il carro)

Rufino:          Se solo me li fossi trovati davanti avrei potuto dar loro una bella lezione. Ma quei conigli fuggivano quando sentivano arrivare il prode Rufino! Rufino: l’eroe! L’eroe dei due monti! Avrei preso il mio coltello e li avrei sgozzati a uno a uno. (rimane schifato dalla sua stessa immagine) Oppure sarei stato magnanimo e li avrei consegnati alla giustizia affinchè…

(Entrano i mercanti con il carretto; il popolo esplode in urla di gioia, i mercanti vengono acclamati)

A soggetto:     Allora è vero! I briganti so’ stati uccisi! Ello Fuoco! Fuoco è morto! Caronte è morto! Non era ‘n’invenzione! Evviva i due mercanti! Ci avete liberato! Grazie a voi Fuoco non porterà più terrore ai nostri paesi! Evviva! Siamo finalmente al sicuro! I lupi degli Appennini so stati uccisi!

Prospero:       Vi dobbiamo tanto! Grazie a voi i briganti non saranno più il nostro incubo. Vi ringrazio a nome di tutti i paesi della valle e anche oltre.

Comparone: Grazie, non è stato nulla! Davvero!

N. Prete:         Siamo felici di essere stati utili.

Prospero:       Non finiremo mai di ringraziarvi! Pure voi sapete quanta sofferenza c’hanno portato dal giorno dell’unità d’Italia ‘sti uomini!

 (Prudenzia rientra in scena)

A soggetto:     Hanno ucciso i nostri parenti! C’hanno derubato! Hanno violentato le donne! Appiccato fuoco alle proprietà! Per colpa loro lo stato ha punito tutti noi! Mia madre è stata uccisa dal capo, quello schifoso di Fuoco! Bestie! Diavoli! Non erano esseri umani! Non meritano il perdono divino! Andate all’inferno!

(entra Pallavicino seguito dalle guardie; una delle guardie porta ammanettato il contadino che era andato a chiamarli)

Pallavicino:    State zitti plebe! A quanto pare Fuoco e la sua banda sono stati uccisi. Spostatevi! Fatemi guardare! …Chi li ha uccisi?

Comparone: Noi.

Pallavicino:    “Noi”? che diavolo di risposta è “noi”?! dimmi i vostri nomi imbecille!

Comparone: Comparone e Nicandro Prete.

Pallavicino:    Come li avete uccisi?

Comparone: Siamo stati catturati già da più…

Pallavicino:    Ti ho chiesto cos’abbiamo fatto in questi ultimi tempi? Non credo! Ti ho chiesto come li avete uccisi! Rispondi alle domande che ti faccio in maniera adeguata se non vuoi che te la faccia pagare.

N. Prete:        Li abbiamo uccisi mentre dormivano.

Pallavicino:    Bravo! a quanto pare c’è tra di voi qualcuno meno ottuso. (alla guardia) Lascia andare quello! Diceva il vero sull’uccisione dei briganti. (La guardia gli da uno spintone; si avvicina ai corpi) bene, bene, bene…l’impavido Fuoco fatto fuori da due mercantucci. E cosa te ne fai ora dei tuoi travestimenti, eh? Ti credevi furbo eppure…ecco la fine adatta a te. (alza la voce) Ecco qui la fine che uomini ignobili come questi devono fare! Nemici dell’Italia!  Che sia un esempio. Sono stati degli anarchici, dei sovversivi, dei ribelli. Hanno vissuto la loro esistenza da delinquenti e assassini senza che mai un barlume di “giustizia” li riportasse sulla strada della legge, che facesse loro chiedere perdono. Sono stati i demoni delle vostre terre, e questo qui, Fuoco, è stato il vostro belzebù. (si alza un brusio di approvazione dal popolo) Non hanno avuto il perdono terreno e non meriteranno mai nemmeno quello divino. Saranno costretti per l’eternità a pagare con la sofferenza le loro colpe, e nel giorno del giudizio i loro dolori saranno sempre più grandi e strapperanno dalle loro bocche grida di odio e bestemmie contro Dio e sé stessi….

(Lentamente Pallavicino diviene non udibile,  sale la luce su Florinda rimasta sino ad ora in disparte, traspare una certa sofferenza, versa una lacrima, sulle ultime parole del canto guarderà il cielo con un sorriso di speranza)

CANTO:  GLI LUP Sè NAGNATA LA PECORELLA

 ARIA FINALE

BUIO

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