Gente di mare

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GENTE  DI  MARE

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Titolo

Eventuale sottotitolo

GENTE  DI  MARE

NAVIGANTI

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

30 .05 . 2016

Anno di stesura

2016

Genere

Dramma

Atti

1

Durata (min)

70

Lingua

Italiano

Personaggi maschili

6

Personaggi femminili

2

Minimo attori maschili

6

Minimo attrici femminili

2

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Codice Opera  928321A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINOSSI: La “Yuna Bolinar“ è una merci varie, alla “fonda” nella“rada” di un porto indefinito.  La nave aspetta che il comandante degli ormeggiatori autorizzi i rimorchiatori  ad ormeggiare il “cargo” , per completare le disposizioni di scarico merci . Nell’attesa, alcuni marinai e il nostromo seduti sui cordami del ponte di coperta, parlano tra loro rinnovando ricordi e inevitabili delusioni. Il testo di Angeletti arricchito con adeguate “ terminologie” entra nell’anima dei naviganti e ne trasmette al pubblico le emozioni: dramma psicologico che fa rivivere nello spettatore la solitudine della gente di mare.

SCENE:fondo neutro,pedana in legno che simboleggia il  ponte della nave , candelieri con draglie , cordami ammassati in maniera disordinata che fungono anche da sgabelli, alcuni barili sparsi, un secchio in legno … il cambio scena è simbolico e simbolico è l’incontro del nostromo con moglie e figlia

Luci : riflessi bluastri, che simboleggiano il mare,

Fono:  in sottofondo, continuo frangere di onde e altri rumori del mare

Giuliano Angeletti

Dramma


GENTE DI MARE

eventuale titolo


NAVIGANTI


atto unico

Numero Posizione SIAE 198563

Codice Opera  928321A





personaggi:




IL COMANDANTE

FERRUCCIO (motorista navale)

GIULIO (nostromo)

RAMON (cuoco di bordo)

ORESTE (marinaio di coperta)

MARIO ( elettricista)

SILVIA (moglie di Giulio)

MILENA (Figlia di Giulio)

( il cane Billy)


SCENE:ponte di coperta : possibilmente come descritto sopra


SCENA PRIMA

FERRUCCIO, ORESTE, RAMON , MARIO, GIULIO, IL COMANDANTE

(Ferruccio e Oreste sono seduti sui cordami guardano la costa che rappresenta il pubblico e parlano tra loro )

ORESTE: (rilassato) Finalmente siamo arrivati in rada, ci stiamo accostando siamo ad una ventina di metri da quella porta container, la “ Lexor”però lei dovrebbe scaricare prima di noi

FERRUCCIO:( malinconico) altra gente come noi, disgraziati e forse anche peggio di noi

ORESTE: il mare ci rende simili a bestie

FERRUCCIO: (alterato) Oreste, lascia perdere la filosofia: mi mancava proprio la terraferma,  la terra è bella anche solo vederla …

ORESTE:(ironico ) ma proprio tu adesso mi dici che ami la terraferma: (sorridente)  voi della “ mano nera” amate solo “ la nafta “ e  “ i motori ”  … infatti più delle volte non salite neppure in “coperta” a prendere una boccata d’aria …

FERRUCCIO: ( sorridente)a volte i motori sono più sensibili che… gli animali come te!

ORESTE: l’ho sempre detto che voi motoristi, siete gente strana …

FERRUCCIO: ( con rivalsa )stai zitto : se non altro io mi sono imbarcato per  scelta e non per bisogno e  faccio il lavoro che mi sono scelto, e il giorno che sbarcherò andrò a lavorare in un cantiere dove sono già in parola a fare “ l’installatore di motori  di bordo” mentre tu se sbarchi, non hai neppure una professione, né un foglio di carta da mostrare

ORESTE: ( ribatte ) e allora!  Io se non altro mi vedo il sole e le stelle: mentre tu ! Sapessi che soddisfazione, vivere dentro la “ sala macchine”tutta la vita,in mezzo al rumore e alla nafta ! (ironico) la gente si “picchia” per fare il tuo lavoro

FERRUCCIO:Oreste, non ti dico niente per non rompere l’amicizia, altrimenti mi sentiresti! ( pausa ) E poi te ne approfitti , per il fatto che  tra tutti gli elementi che sono imbarcati nel “ Yuna Bolinar “sei uno dei pochi che si salva (ride)

ORESTE: ( ride) anche tu sei uno dei pochi con cui vado d’accordo.

FERRUCCIO:purtroppo è il mare che ci plasma e ci rende volubili e suscettibili come lui !

(indica un personaggio che sta per entrare in scena) 

ORESTE:Ferruccio: adesso silenzio, ecco lassù il cuoco: viene a godersi il panorama.

( si avvicina ai due il cuoco di bordo, il ragazzo ha con se dei binocoli)

(pausa)

( i tre si guardano, ma non si dicono niente)

ORESTE:(rompe il ghiaccio)  ciao Ramon:cosa c’è per cena stasera, almeno per quelli che non sbarcano!

RAMON: ( alterato ) voi non sapete dire altro: pensate solo a mangiare e basta !

ORESTE: ( non solo a quello ) ( mima con le mani l’organo sessuale femminile )

FERRUCCIO: ( scorbutico) oggi ci siamo svegliati male Ramon

RAMON:( pacato)  questo è solo il mio secondo imbarco: e mi sta prendendo così !Finché sei in mare, non ci pensi:tanto devi navigare e non ci puoi fare niente: ma quando vedo terra,  non resisto e capisco sempre di più che non sono nato per navigare …

FERRUCCIO:Ramon,purtroppo tu sei ancora troppo giovane: troppo giovane per imbarcare e troppo giovane per sbarcare.

RAMON:( alterato) no ! io non voglio fare la vostra fine, io sono cuoco: mi sono diplomato alla scuola alberghiera di Lerici, ed io sono qui solo per “raggranellare” più soldi possibili per aprire un ristorante a Lerici, ma lo sapete che noi Lericini per farsi riconoscere tra i vari “ bordi”  addirittura abbiamo anche un “ fischioconvenzionale ”

ORESTE:prova a fischiare, magari in questo porto trovi qualche tuo paesano!

RAMON:sarà; ma io in due imbarchi, non ho ancora trovato nessuno, anche se la metà “ lericini “ navigano … comunque adesso provo: i marinai della “Lexor ” dovrebbero sentirmi?

FERRUCCIO: fischia: ma mettiti “ sotto vento” si vede gente sul “ cassero” … vedrai che ti sentono

( Ramon si avvicina alle draglie e “ fischia” e ancora “ fischia”)

(silenzio)

RAMON: (deluso) mi sa, che o non mi hanno sentito, o sulla “ Lexor” non è imbarcato nessun lericino

( ad un tratto con il megafono una voce dalla “ Lexor “  rompe in silenzioso ondulare del mare

NAVE LEXOR : ( voce fuori campo con il megafono) “ Nave Lexor “ sono CarloColotto,  il comandante in seconda : volevo sapere chi è quel “ladro” di lericino che è con voi !

( Ramon tutto eccitato risponde )

RAMON: ( grida ) Comandante sono Ramon Giacopello!

NAVE LEXOR : ( voce fuori campo con il megafono) non ti sento bene! Vai a prendere il megafono!

( Ramon di corsa va a prendere il megafono)

ORESTE: se non altro, lui ha trovato un suo paesano da scambiare quattro chiacchiere!

FERRUCCIO: sono contento per  Ramon

( torna Ramon con il megafono)

RAMON: ( con il megafono) Comandante Colotto, io sono il figlio dell’ Ernestina Landini, e di Giuseppe Giacopello

NAVE LEXOR : ( voce fuori campo con il megafono) il vecchio “Beppe”, come stà!

RAMON: ( con il megafono) bene, bene: anche se sono quattro mesi che sono in mare e ne ho ancora per due poi sbarco per quattro e dopo mi rimbarco

NAVE LEXOR : ( voce fuori campo con il megafono) fai anche tu come me sei / quattro: a me invece è capitato più volte di non riuscire neppure a sbarcare: se hai due ore di tempo in serata, cerchiamodi vederci cosìpassiamo un pò di tempo assieme , ceniamo in una locanda del centro e con i piedi per terra e parliamo del nostro paese

RAMON: ( con il megafono) si comandante, appena sbarcato vado a ordinare la spesa dai fornitori e dopo ho un un ritaglio di tempo per me, perché domani pomeriggio salpiamo per Singapore.

NAVE LEXOR : ( voce fuori campo con il megafono)  anche noi salpiamo domani pomeriggio per Barcellona, ci vediamo stasera alle 21, 00 sottobordo della mia nave

RAMON: ( con il megafono) si comandante a più tardi!

NAVE LEXOR : ( voce fuori campo con il megafono)  a più tardi paesano: e poi il fischio del lericino è questo

( il comandante fischia, più volte  e dalla nave  Ramon risponde)

RAMON: (euforico) finalmente ho trovato un mio paesano, pensate per poche ore mi sembrerà di essere tornato a casa. Adesso corro subito a telefonare ai fornitori per il carico viveri, li farò venire  domani mattina verso le nove , a mezzogiorno abbiamo finito, e per le ore sedici siamo pronti per salpare … 

FERRUCCIO: accensione dei motori alle quattordici …e alle sedici si và !

ORESTE: ma che vita è la nostra, adesso tu ti riposi, i motori sono spenti e a me tocca l’ormeggio!

FERRUCCIO: a ognuno il suo!

RAMON: (euforico) adesso vado a prepararvi qualcosa per cena, io  preparo teglie di lasagne al pesto e al ragù … basta che le riscaldate … va bene

( pausa)

E se non va bene, va bene lo stesso: adesso vado su ad avvertire il Comandante, il Secondo, il Direttore e il nostromo …

( esce di scena)

ORESTE: (patetico)  certo, una nave come la nostra:solo sedici persone di equipaggio ufficiali compresi: solo pochi anni fa non era neppure concepibile …

FERRUCCIO: una volta, trenta persone erano il minimo solo per un “cargo” di medie dimensioni, ora è diminuito l’equipaggio e aumentata la tecnologia .

ORESTE: ma è aumentata la “ feccia” una volta, ti ricordi: gli equipaggi erano come una famiglia, c’era il gruppo dei “ genovesi” quasi tutti ufficiali, il gruppo dei “ napoletani” e il gruppo dei “ pugliesi”, a volte  poteva finire , anche alle mani, perché la vita del marinaio non è semplice e a volte saltavano i nervi per delle “ cazzate” ma poi amici come prima, ora … invece

FERRUCCIO:ora ci sono equipaggi di “ pachistani “ “ equadoregni “ e altre razze: tutta gente con il coltello facile: io  ricordo quando ero imbarcato sulla “ Bristol“  un colombiano aveva accoltellato il cuoco perché non gradiva il cibo: Povero Ilario, faceva Vinciguerra di cognome si è preso dieci punti.

( Oreste ride)

ORESTE: ha guadagnato dieci punti, beatoa lui!

FERRUCCIO:c’è poco da ridere ( ride anch’esso) sapessi quanto sangue che ha perso, è persino svenuto: tutti noi pensavamo che morisse.

ORESTE: comunque tra loro due c’era dell’altro, non credo che un marinaio possa accoltellare il cuoco solo perché il mangiare non è di suo gradimento

FERRUCCIO: quello sicuramente, si erano “ accapigliati” subito dal primo giorno di imbarco: comunque il pretesto buono per la rissa è stata una “ peperonata”

ORESTE:ma questo è niente, dovevi esserci sull’ “ Althair “ con un Rumeno talmente “ fatto” di cocaina che è andato in coma; lì si che è dovuto intervenire l’elicottero per poterlo salvare. Ma quando abbiamo consegnato il carico, l’ “ armatore “ ha sbarcato tutti, comandante e secondo compresi : a bordo è intervenuta, la narcotici e con tanto di polizia, siamo andati a fare le analisi tossicologiche, sapessi quanta gente hanno sbarcato

FERRUCCIO:anche tu ?

ORESTE:no, io no! ( pausa ) Le analisi mi hanno trovato limpido come l’acqua di sorgente,  però ho visto come altri, tutto quello che succedeva in quella nave, ma ho fatto finta, ripeto sempre come altri, perché ero intimorito da quei personaggi: per loro bastava poco per piantarti un coltello nella schiena… a me è andata di lusso, io non faccio uso di quelle cose, perché sono rimasto alla vecchia maniera: per ammazzare le giornate dopo il lavoro, meglio di B.V.W ( birra, vino e Bourbon ) non ce né ….

FERRUCCIO:voi di coperta, potete bere quello che volete: io bevo vino solo a tavola e poi solo acqua: tanta acqua, il caldo misto nafta dei motori, ti fa venire un’arsura indescrivibile: non so neppure quanti litri d’acqua bevo durante il giorno , se bevessi super alcolici come te,  salterei in aria come i miei motori …

ORESTE: ti sei fatto vedere poi l’orecchio, per il ronzio che senti ?

FERRUCCIO: si sono andato dall’ otorino, uno bravo : ha lo studio in Via Venti Settembre a Genova: la diagnosi: ho il timpano lesionato: in poche parole, dovrei sbarcare: ma non posso … io non so fare altro

(pausa)

E poi, a casa ho una moglie e un figlio da mantenere all’università … non posso permettermi di sbarcare

ORESTE:tu se non altro hai una famiglia felice, e un figlio che ti da tante soddisfazioni

(entra in scena Mario l’ elettricista di bordo)

MARIO: ( euforico) ragazzi come va, siete in relax

ORESTE: ( sorridente) anche tu, vedo che non ti ammazzi di lavoro, dove vai con i binocoli, senti la mancanza della terraferma , come noi del resto.

( Mario fissa con intensità la costa)

FERRUCCIO: cosa guardi con tanta intensità la costa, non credo che hai affetti che ti legano a questa città

MARIO: (euforico)no, però io conosco una che con  “ centomila Lire “ ti fa di quei servizi che ti fanno stare bene per sei mesi.

ORESTE:ma quando sei sbarcato in questa città, l’ultima volta.

MARIO: ( euforico) quattro anni fa, ma me lo ricordo come fosse ieri

FERRUCCIO: ( perplesso) ma Mario, quattro anni sono tanti, troppi ( pausa) ed è capace anche che quella “ bagascia” non eserciti neppure più o magari ha trovato “ un gonzo “ da sposare e ora fa la donna di famiglia, tutta casa e chiesa

ORESTE: cerca di vivere con i piedi per terra, non ci pensare… magari appena sbarchi, ne trovi un’altra e tutto si mette a posto: le puttane sono tutte uguali e disponibili, basta che paghi

MARIO:ma io voglio “ Margot” io voglio lei, perché è una gran “ fica “ e una gran “ troia “ :  mi ricordo, anche dove abita : perché lei non “ batte il marciapiede “ lei non è come le altre …

FERRUCCIO: ( ironico ) adesso va a finire che è una donna seria…

ORESTE:  Mario non ti fare illusioni, Mario: cerca di vivere la realtà,chissà dov’è quella lì!

MARIO: io appena sbarco, vado a cercarla : ho 10 ore di libertà, le telefono; me la scopo in una camera d’albergo, dormo con lei tutta la notte , in un letto vero … mi sono “ rotto le palle “ di dormire in una cuccetta ed essere continuamente svegliato “ dall’ interfono “ o dal “ frangere delle onde sulla murata “

ORESTE: io ormai a queste cose, ho fatto l’abitudine … io ho il mare dentro …

FERRUCCIO: ormai siamo più o meno più che bestie

MARIO:( alterato) per questo io non voglio fare la vostra fine,voi siete diventati come animali: voi due avete ormai perso ogni parvenza di essere umani, vivete solo di lavoro e basta, mi fate pena …

(prende il binocolo escruta attentamente la costa)

Ecco … la dovrebbe essere quella: lassù in collina, quella gialla …

(anche gli altri due marinai, mimando guardano la collina  )

ORESTE: ma Mario, di case gialle ce ne sono come minino dieci

MARIO: (con il binocolo ) deve essere quella lassù, al centro : perché mi ricordo che non ho fatto tanta strada a piedi, e poi ho preso una scalinata,  ma non ricordo quale, comunque di sicuro la casa era quella, guardate anche voi.

(passa il binocolo ad Oreste )

Vedi quella casa gialla al centro, quella con il giardino!

ORESTE: ( con i binocoli ) io non la vedo e poi non conosco bene questa città!

MARIO:ma come, non la vedi: la vedo bene io ad occhio nudo!

FERRUCCIO: Oreste passa i binocoli

( Oreste passa i binocoli)

ORESTE: tieni, io non riesco ancora a localizzare la casa

FERRUCCIO: ( scruta la costa e la città )

(la scruta di nuovo con accuratezza)

 Mario è per caso quella palazzina gialla, in collina vicino alla scalinata ed ha un piccolo giardino, e dentro il giardino, una vasca con zampillo e pesci rossi

MARIO: si, bravo: ma come fai a vedere , la vista del giardino è semicoperta dal tetto della casa di fronte

( fammi vedere meglio, passami i binocoli )

( Mario prende i binocoli e scruta la costa)

MARIO: (scruta la costa) io vedo la casa, ma il giardino, non riesco a vederlo, e neppure la vasca: ( pausa) ma sono sicuro che c’è ( pausa) me lo ricordo, a meno che!

( pausa)

MARIO: (in maniera bonaria a Ferruccio) “ brutto figlio di puttana” tu : la conosci quella casa!

FERRUCCIO: ( ridendo ) ci sono stato sei anni fa, ma non c’era “ Margot “ c’era una certa “ Yvonne” una rossa tutto pepe

MARIO: ma non sarà per caso la solita persona?

FERRUCCIO: hai una sua foto?

MARIO: ecco la foto,ed è anche seminuda! ( tira fuori la foto dal portafogli)

(nel sentire la parola seminuda, Oreste si alza dai cordami mosso da morbosa curiosità)

MARIO: (soddisfatto) Margot  è una bella “ fica “ una bella e giovane “morona”  , che da due “ tette “ e un “ culo “ da mal di testa: i soldi con lei sono veramente spesi bene!

( gli uomini si passano la foto tra le mani)

ORESTE: ( esterrefatto ) certo che una così non la “ trombi “ nella vita normale …

MARIO: no, allora per togliersi una soddisfazione, tanto vale pagare …

ORESTE: (con la fotoin  mano) una così,  no forse una ancora più “ fica” di questa io me la sono fatta ad Amsterdam, e non l’ho neppure pagata : si era innamorata!

FERRUCCIO: ( ironico ) povera ragazza, non doveva essere troppo in “ bolla” per innamorarti di te!

ORESTE: ( ride) ma cosa dici! Sei esaurito,guarda che io avevo poco più di vent’anni , e a quell’epoca, saltavo come un grillo, e avevo un “ cazzo” più duro del marmo di Carrara: all’epoca non mi spaventava niente: lei si chiamava “ Karen “ e aveva la mia età:

(pausa)

Era bionda con gli occhi azzurri, ed aveva una pelle bianchissima…

 MARIO: (ironico) e magari l’hai fatta innamorare pazzamente in un giorno, e poi il giorno dopo sei salpato, e vai !

ORESTE:(alterato)no, guarda che quando ero  imbarcato della “ Buona Speranza “ abbiamo avuto una “ grave avaria” e la nave ha dovuto attraccare al molo 10 di Amsterdam per più di un mese : e voi provate a vivere un mese in quella splendida città da solo e per un mese …

FERRUCCIO: ci può stare tutto: ( ride ) oggi abbiamo scoperto il lato “ oscuro “ del nostro “ attrezzista”

( tutti ridono )

MARIO: adesso ci dici, come mai non te la sei sposata!

(pausa)

ORESTE: ( triste )  a quel  tempo ero già fidanzato con Paola,  e mi dispiaceva per lei … io mi sono fidanzato  in casa presto, e con le famiglie, avevamo già programmato il matrimonio

(pausa)

Io un mese dopo con la “ Buona Speranza” partii per l’Italia , con “ karen “ nel cuore, senza mai sapere se ho fattola scelta giusta …

(pausa)

FERRUCCIO: secondo me, hai fatto la scelta giusta, hai una moglie che lavora, ed è una donna tranquilla che ti vuole bene : e hai un figlio che sta prendendo il tuo solito cammino, e un giorno diventerà un buon “ direttore di macchina” :  tra quanto comincerà a navigare ?

ORESTE: penso tra tre anni ?

MARIO: ( calmo)  ma non  mi sembri essere, troppo contento !

ORESTE: ( deluso ) mia moglie, povera donna, da quando è stata operata: non se la sente più e  non lo vuole più “ fare” da tanto tempo, si “chiude” in se stessa: ha bisogno continuamente di farmaci, e poi mio figlio che vuole navigare, e io che non posso “ sbarcare “ perché hanno assolutamente bisogno dei mie soldi per vivere: perché purtroppo:  io sono l’unica fonte di reddito che ha la famiglia per sopravvivere

(pausa)

E poi quel “ pazzo “ di mio figlio che vuole navigare a tutti costi come suo padre

(pausa)

Io non volevo che Luciano, facesse la mia stessa vita , questa vita di “merda” fatta di mare, di stelle: di “vomitate” ….  Ho voglia di vivere una vita “ normale “ come vivono tuttiquelli là !

( segna con il dito sulla terraferma)

FERRUCCIO: ( cerca di calmarlo ) dai non prendertela, questa è la nostra vita (pausa) e la tua non è certamente né migliore né peggiore di tante altre … anzi la tua è discretamente normale, ma se vuoi continuare a parlare quì siamo tra amici …

ORESTE: ( deluso ) mi dispiace, ma preferirei … non parlarne …

( pausa)

Anzi, ora me ne vado in “ branda “ ho voglia di stare solo e di riposarmi.

( si alza ed esce di scena )

FERRUCCIO: ( grida) Oreste, ti passo a chiamare più tardi, stasera sbarchiamo per farci almeno una cena decente!

(Oreste non risponde)

FERRUCCIO: ( deluso) il fatto che non  risponda, è normale : è “ incazzato boia “ ma tra un’ oretta gli passa : sono convinto che presto tornerà in formissima.

MARIO: io non pensavo che se la prendesse così ? Mi dispiace, perché è un “ buon diavolo “

FERRUCCIO: (alterato) ti ho detto di non prendertela: ti ci metti anche tu adesso!

MARIO: ( deluso ) ma come siete tutti  “ strani “ su questa nave, se mi  “ gira l’anima “ appena finito il viaggio mi faccio sbarcare e rimbarcare su un’altra “Unità” !

FERRUCCIO: bravofurbo, tu si che sei veramente sveglio: così finisci che ti imbarcano sulla “ Mariposa”  un equipaggio composto da tre italiani e quindici divisi,  tra indiani e filippini: con il cuoco indiano:  capisci che goduria fare un imbarco di sei mesi con un “ equipaggio” simile: con loro devi continuamente “ chinare la testa” : prova a contraddirli, o a lamentarti : lo sai anche tu che quella gente lì: ha “ la lama “ sempre in tasca,  e quando hanno  bevuto, non esitano ad “ usarla “ … e poi tu con il  “ caratterino” che ti ritrovi sai quanti “ punti “ di “ sutura “ guadagni.

MARIO: ( sorridente) ma io, dicevo così tanto per dire: non ci penso proprio ad imbarcarmi in un altro  “ cargo”. Ma  non pensavo assolutamente che quella “ foto “ scatenasse un tale “ putiferio”, se lo sapevo  me ne stavo  zitto …

FERRUCCIO: adesso basta! Probabilmente aveva già “ il cazzo di traverso “ ancora prima che arrivassi tu: Oreste sono due giorni che è “ taciturno “, secondo me deve essere successo  qualcosa a casa sua: ma se non vuole parlarne  sono problemi suoi

(pausa)

Adesso fammi vedere bene quella foto

( Mario, tira fuori la foto dalla tasca )

MARIO: ( la porge a Ferruccio) la conosci?

FERRUCCIO: ( guarda la foto) no, non la conosco: però come ti ho già detto: conosco la casa,  quella lassù sulla salita: ma all’ “epoca” perché sette anni sono un’epoca , c’erano solo due “ bagasce” una rossa e una bionda ed erano entrambe dell’est: polacche, credo: si ricordo io c’ero andato con Martinelli

MARIO: con Martinelli, propriocon lui (ride) io lo ho conosciuto poco: ma non mi sembrava proprio il tipo: dicevano che quando sbarcava, andava a vedere “ le chiese “ e i “ santuari”, dicevano di lui che era un “ tipo strano”

FERRUCCIO: ( calmo ) si aveva la mania della religione: aveva uno  “ stipetto” pieno di “ santini “ e di “ preghiere” : prima di imbarcarsi nel suo paese faceva il “ sacrestano”

MARIO: ( ironico ) un “ basapreti ”

FERRUCCIO: in effetti,nella sua vita , sono convinto che ha baciato  più “ anelli ai vescovi “ che donne, però quel giorno: mi ha meravigliato, da tanto che era “ ingruffato”  ed è stata una sua idea, e praticamente mi ha trascinato.

MARIO: ( ironico ) dai tra poco sbarchiamo, abbiamo poche ore per distrarsi . Vieni con me, andiamo a farci una bella scopata e dopo ci facciamo una cena con i fiocchi .

FERRUCCIO: ti ho detto che ho promesso ad Oreste di andare a cena con lui: ma dimmi della “ bagascia “ hai il numero di telefono

MARIO: ( soddisfatto) si … eccolo ! Ora la chiamo: no non si può, non siamo attraccati: devo andare su dal “ secondo” se mi lascia telefonare..

FERRUCCIO: non ti preoccupare “ il comandante in seconda “ quando si tratta di “ fica “ ti fa telefonare …

MARIO: ( contento) davvero, dovresti vederlo : quando sente parlare di “ topa “ aguzza le orecchie come un volpino , al limite gli lascio il numero di telefono, per sdebitarmi

FERRUCCIO: ( sorridendo ) quello sicuramente: abbiamo un “ secondo  “ arrapato

MARIO: io allora vado , telefono: dopo mi faccio un “ doccione “ megagalattico , mi metto dei vestiti puliti e mi profumo come una “ puttana “ e dopo vado a “ trapanare “ la “ morona”

FERRUCCIO: ( ride ) stai attento che lei non ti “ trapani “ anche i soldi che hai nel portafogli.

MARIO: (ride) guarda che la mia proposta è sempre valida.

FERRUCCIO:no, ormai ho deciso: comunque tienimi informato!

MARIO: certamente, appena ho telefonato, ti faccio sapere!

FERRUCCIO:si, fammi sapere: alla “ topa “ ci tengo anch’io !

( Mario, ride ed esce di scena)

( rimane in scena Ferruccio)

FERRUCCIO: ( tra se e se) i miei motori, sono spenti ed in ordine :

( pausa)

sono una goduria: i ragazzi sono giù che stanno pulendo ed ingrassando

(pausa)

Dopo vado… a controllare quello che hanno fatto, ma non ne hanno bisogno, ho degliallievi che sono speciali

(pausa)

Mi piacela “ sala macchine, mi piace entrare nel cuore dei motori, viverne la potenza… perché la loro forza, è come se fosse  “la mia forza” … e poi … lì, tra l’odore di “ nafta” il rumore assordante e il “ grasso “ io mi sento bene… mi trovo a mio agio:

(pausa)

Tanto che mi ricordo: da ragazzino … quando ero a scuola al “ nautico” e ho dovuto scegliere tra “ la coperta “ e “ la macchina” io ho scelto “ la macchina” … e poi d’estate, durante le vacanze festive… invece di andare a divertirmi, forse perché avevo bisogno di soldi, ho preferito farmi “ il libretto di navigazione” ed ho accettato l’imbarco di tre mesi su un piccolo “ cargo “ il “ Villoso” si me lo ricordo ancora: era una vecchia “ carretta” del mare,  : varata nel 1938,  aveva fatto la guerra, sopravvissuto ai bombardamenti inglesi e poi a quelli tedeschi  ed era ancora  con “ fasciame “ “ chiodato” : il  povero “ Antonio Villoso” era talmente sbilanciato che “ con la stiva ad aria “ navigava “ sbandato” di tre gradi a “ dritta” e di conseguenza quando imbarcava il “carico” doveva essere “ stivato” di conseguenza.

(pausa)

Lo scafo non era “ pinnato” e allora il mare si sentiva davvero: ricordo le “ prime arraccate “i miei primi giorni sono stati tremendi “ il mal di mare non mi dava tregua “ ho vomitato anche gli occhi” ma dopo come tutti i marinai sono finalmente riuscito a dominare anche il mare …

Ilmio primo imbarco: il mio primo motore : mi ricordo che il mio primo maestro era un vecchio maresciallo di marina in pensione  ( pausa )  un vecchio che era tutt’uno con il motore , … un sardo di nome Fadda ,  se ricordo di nome faceva Nicolino, anche se beveva come una spugna e fumava come un turco:

quando c’era qualcosa che non andava non guardava neppure i “ manometri” a lui bastava avvicinarci alla “ camicia” del motore e dal rumore delle “ valvole “ capiva cosa avesse il motore…

era un fenomeno: rimaneva sempre “ sotto coperta” saliva per mangiare un piatto di pasta e dopo invece di prendersi una boccata d’aria, tornava giù in “ mezzo alla merda “ come diceva sempre del “ grasso “ e della “ nafta”  … perché diceva  la “ merda “ e i “ pistoni” sono più sinceri degli uomini …

e io sono cresciuto così , come il vecchio Fadda che amava più i “ motori “ che la gente …

( entra in scena il nostromo con tanto di “ pipa “ in bocca”

( ecco il nostromo )

FERRUCCIO: ( lo chiama) Giulio, Giulio, fermati un poco con noi!

(Giulio il nostromo è abbastanza su con gli anni, il più anziano del “ bordo” )

GIULIO: si, Ferruccio,  ho poco tempo, ma  ho voglia di rilassarmi un pochino …

FERRUCCIO:bene, bene, per te … questo “ attracco” è ottimale: tu abiti proprio qui !

GIULIO: ( calmo) si abito fuori città  e stasera ho la fortuna di andare a dormire a casa…

FERRUCCIO:( sarcastico) te ne vai a “ fare una “ con tua moglie stasera: “ brutto porco”

GIULIO: ( soddisfatto ) si! È il minimo che posso fare, ne ho una voglia: e poi sono contento di vedere e di sentire come sta mia figlia che a scuola non sta andando troppo bene …

FERRUCCIO: si sono cose che succedono, a voi sposati: ( ironico )per il resto, vedo che in famiglia per te, va tutto bene, hai una moglie che accetta la tua vita, e questo è raro!

GIULIO: io non mi lamento, in famiglia sto bene, anzi benissimo, ho una moglie che mi ama e una figlia che stravede per me, anche se non ama la matematica.

FERRUCCIO: sei proprio un uomo fortunato, tua moglie ti telefona continuamente, anche quando siamo in mare aperto, e riesce sempre a dirti che non può vivere senza di te …

GIULIO:( soddisfatto)  è vero, è sempre più innamorata: dovresti vedere , come mi abbraccia e mi stringe forte quando mi vede… mi ama follemente dal primo  giorno che mi ha visto, ed io la amo come la mia vita: ed il fatto del telefonarmi, io le dico sempre: “ tesoro non spendere tutti quei soldi di telefono, sentiamoci, una o due volte la settimana, ma cosa vuoi l’amore,  è l’amore …

(pausa)

FERRUCCIO: nostromo, tu sei un uomo fortunato … io sono single, ma se un giorno dovessi sposarmi, mi piacerebbe avere una donna come la tua.

GIULIO: io,e Samantha: ci siamo conosciuti da ragazzini: abbiamo fatto le scuole Medie insieme, no: scusa io ero in terza media, mentre lei era in prima, è stato come ti ripeto un amore a prima vista:  non mi vergogno di dire : lei è stato il mio unico grande amore … ed anche io per lei: un vero amore senza fine

(pausa)

FERRUCCIO: voi due siete una coppia rara: sietepersone a modo, e il vostro amore è destinato a durare nel tempo.

GIULIO: sai che il 22 maggio, io e Samantha festeggiamo i trent’anni di matrimonio e finalmente questa volta  lo festeggio “ con i piedi per terra” anche se solo per quattro mesi

FERRUCCIO: si giusto, dimenticavo; tu hai il contratto ( sei / due ) : sei mesi di navigazione e due di riposo, io invece ho preferito il ( quattro/ uno) : noi siamo una compagnia di navigazione che ha più contratti di imbarco ( sei/due) ( quattro/uno) ( sei/ quattro) tutti modificabili …

(pausa)

Il mio contratto,sensazione di essere un lavoratore “  quasi normale”

GIULIO: a proposito di “ quasi normali “ ho vistoMario su in “ plancia” che parlava con il “ secondo” era tutto concitato: aveva con se un numero di telefono; ben presto tutta la “ plancia” si è raccolta  vicino a lui e Mario ha cominciato a raccontare delle sue prestazioni sessuali, io ho ascoltato un attimo ma poi sona andato

FERRUCCIO: è Mario che ormai è “ andato” : immagino che il tema era “ la puttana” che vuole andare a trovare: ( sorridente) ormai lo sa tutta la nave, compreso il Giacometto “ l’elettrico”  che non mi sembra neppure poi tanto “ virile”

GIULIO: Giacometto: era quello che a Londra: voleva uscire solo, in quel quartiere, vicino a “Soho” o nome simile … insomma era l’unico marinaio penso di tutta la storia della nostra “ compagnia di navigazione “ che invece di andare per donne preferisce “ gli uomini di colore e “nerbuti”

FERRUCCIO: ognuno ha i gusti che vuole, per il resto è un buon “ marconista” e un ottimo marinaio

GIULIO: anche per me può fare tutto quello che gli pare, e poi con me si è sempre comportato bene , meglio che tante altre “ carogne”

FERRUCCIO: ( curioso) mi stavi raccontando la storia di Mario.

GIULIO: ( guarda se qualcuno possa sentire, poi piano piano racconta) Mario , sentimentalmente è uno sfigato, e la vita lo ha fatto diventare così come è adesso

(pausa)

Sai che Mario, è stato sposato!

FERRUCCIO:( sorpreso) E’ stato sposato, non mi dire!  Sai che non mi sembra il tipo!

GIULIO: si aveva sposato una gran “ fica “ una bionda, molto appariscente, una vera e propria “ cavallona” e lui era “ super innamorato” i primi tempi, la riempiva di attenzioni, di regali: il suo e sua moglie era un rapporto speciale, si amavano veramente, si posso dire che loro “si amavano veramente”

FERRUCCIO: ( sorpreso) ma lei doveva avere “ certi gusti ” perché! Come si fa non solo ad amare, ma solo a stare vicino ad un uomo cosi trasandato. (ad alta voce) non ha un minimo di amor proprio: puzza come una “ latrina” ( ironico) ormai sembra più una “ bestia “ che un uomo

GIULIO: ( calmo ) ma Ferruccio: tu adesso lo vedi così “ trasandato “ e “ puzzolente” ma una volta non era così: sai che quando “ smontava “ dal turno ed eravamo “ attraccati”  lui sbarcava in giacca e cravatta. Pensa che sulla “ Cassiopea “ lo chiamavano “ il marinaio milord”

FERRUCCIO: Sulla “ Cassiopea” : è stato imbarcato sulla “ Cassiopea” ?

GIULIO: perché! Anche tu eri imbarcato sulla “ Cassiopea” ?

FERRUCCIO: no: era imbarcato un mio amico: Mauro Torarelli ,aveva la mia solita mansione

GIULIO: anche lui era uno della “ mano nera”

FERRUCCIO: si era “ motorista” sordo come un “ sasso” : si era lesionato i timpani, a forza di andare tra i motori senza cuffie, però quando non beveva era un vero genio: conosceva a memoria tutti i motori del suo tempo: lui è stato tanti anni sulla “ Cassiopea” : lo sapevi che quel cargo, per un difetto di costruzione, mi sembra mi abbia detto “ allineamento asse “  appena aumentava l’andatura e dava “ forza “ alle macchine, lo scafo era tutta una “ vibrazione” : insomma “ un tremolio “ che ti entrava dentro le ossa , per cui poteva “ solcare “ solo a 10 Nodi … e con un motore e mezzo, perché “ il motore di dritta” andava a “ mezzo servizio” almeno così … mi raccontava “Mauretto”

GIULIO: ma che fine a fatto la “ Cassiopea” ?

FERRUCCIO: Mauretto, l’ha accompagnataal suo ultimo viaggio, e secondo me si è fatto anche un “ pianto” ed era nel 1965 … a quest’ora della “ merci varie “ saranno rimaste solo vecchie foto: e le sue lamiere saranno diventate lamette da barba.

GIULIO: e il tuo amico Mauretto, che fine a fatto!

FERRUCCIO: ora vive facendo il “giro” dei bar : raccontando a tutti quelli che vede , delle sue “ navigazioni” delle sue “ sbronze” dei suoi “ motori” e delle “ puttane “ che si è “ trombato”, e ogni volta, i suoi racconti sono sempre differenti :

( pausa)

Poveracciomi fa pena: ma quando è “ sbarcato” è come se avesse perso la propria identità, senza mare si sente un “ disadattato” … quando sono rientrato a casa per i “ due mesi” di pausa, l’ho trovato seduto, solo : in una panchina del “ molo” era lì che da ore,  fissava il mare e le navi ormeggiate. Eppure appena mi ha visto, mi ha riconosciuto e chiamato:

(pausa)

Mi ha fatto, un immenso piacere incontrarlo; ma: purtroppo… sarà la solitudine, sarà l’età ma è andato “ fuori di  testa” pensa che continuava a parlarmi di navi che ormai non “solcano” neppure più e di “imbarcati” che come minimo sono morti e sepolti da anni … non ci crederai

(pausa)

( malinconico ) ma io mi sono rivisto in lui

GIULIO: ( malinconico) quando il mare ti entra nel sangue, la terraferma

(pausa)

La tanto adorata terraferma, ti respinge … e tu pensi di non farne più parte ..

( pausa )

Questo è il destino di noi naviganti …

FERRUCCIO: è inutile parlarne, parlami piuttosto di Mario: il “ marinaio  milord”

GIULIO: il “ marinaio milord” aveva sposato una donna che in apparenza sembrava una di quelle “ santerelline “tutte casa e chiesa: ma invece era una “ gatta morta “ pensa che si era “ fatta” in tempi non sospetti  quasi tutti gli industriali della città; anzi di uno di loro : che non sto a fare il nome, ma che ora è  un politico di fama era l’amante fissa: il politico le pagava l’affitto dell’appartamentino in “ centro” … poi tutto in un momento: l’ idillio tra loro finisce, probabilmente per colpa di lui: che penso aveva trovato un’altra donna magari più giovane oppure per altre ragioni che nessuno sa … in quel frangente: lei bella “ fica” sola, disperata e senza una casa e uno straccio di lavoro per mantenersi, e lui marinaio : bel “fante” vestito come un “ damerino” e con il “ portafogli “ pieno di “ grano” si incontrano: si frequentano per pochi mesi e decidono improvvisamente di sposarsi .

FERRUCCIO: ( sorpreso e a voce alta ) ma erano due perfetti sconosciuti, solo un pazzo può comportarsi così !

GIULIO:si erano due solitudini che si sono incontrate e si compensavano a vicenda: i due si sono sposati, alla chetichella : certamente contro il parere dei genitori e della sorella di Mario che indagando sul passato della futura sposa hanno cercato invano di farlo desistere : ma lui, non ha voluto sentire ragioni. Allora, i due ormaisposati sono rimasti nell’appartamento che aveva affittato il politico a Sophia , almeno mi sembra si chiami così la ex moglie di Mario, che subito dopo lo sposalizio, circa un mese dopo si è imbarcato.

(pausa)

Ma una “ gatta morta “ rimane sempre una “ gatta morta” e allora la bella Sophia forse per voglia, o per diletto ha ripreso a “ fare “ quello che faceva prima: la “ puttana di alto bordo” continuando nella casa ora intestata a suo marito, a ricevereuomini; facendosi “ lautamente pagare per le prestazioni” , si parlava all’epoca di “ quattrocentomila Lire per notte” quando gli stipendi medi, della gente comune erano di novecento …

FERRUCCIO: e lui non si è mai accorto di niente?

GIULIO: lui, non sospettava niente, perché aveva di suo uno stipendio alto, e mandando a casa tanti soldi : il lusso che aveva sua moglie era come dire “ giustificato”

FERRUCCIO: e come lo ha scoperto!

GIULIO: lei era una donna scaltra, perché esercitava “ la professione” solo quando lui “ navigava” : perché  quando il marito “ sbarcava” , lei era una perfetta donna di casa,  e pensa che andava addirittura in chiesa

FERRUCCIO: ( ironico ) forse, perché la bella Sophia se la “ faceva “ anche con il prete

( entrambi ridono)

GIULIO: questo, non lo so… proprio ? ( ride)

FERRUCCIO: non mi hai ancora detto, come ha fatto a scoprire tutta la “ tresca”

GIULIO: il nostro amico, ha scoperto tutto nel modo più classico , praticamente : è come se io andassi improvvisamente a casa senza avvertire e troverei “il letto caldo”

FERRUCCIO: ma a te, questo non succederà mai: visto il bene che ti vuole la “ tua Samantha

( Giulio ride )

GIULIO: di lei, mi fido talmente tanto: che posso mettere le “ mani sul fuoco”

FERRUCCIO: e allora Mario

GIULIO: ( sorridente) quando Mario è entrato in casa, e ha trovato sua moglie a letto con “ l’uomo di turno” è andato in escandescenza: ha picchiato “ l’amante”: ha picchiato la moglie e ha distrutto mezza casa: totale si è preso : una denuncia per “ lesioni “ dalla moglie e dal suo amante: così si è ritrovato “ senza una casa “ e senza soldi per i danni che ha dovuto pagare: e da quel momento come uomo ha cominciato a “ trascurarsi “ ogni giorno sempre di più : fino a “ lasciarsi andare “ del tutto per ridursi ad un “ relitto umano”

FERRUCCIO: mi dispiace molto, povero Mario.. da “ marinaio milord” a “ relitto umano” ormai poveretto, ha tutto con se : gioco d’azzardo, poca pulizia personale, puttaniere di primo ordine, alcol e magari anche dell’altro.

GIULIO: si purtroppo è proprio così!

( i due marinai si alzano e scrutano il mare, volti verso il pubblico)

GIULIO: ecco i rimorchiatori ci stanno già trainando: presto ormeggeremo: ed io sarò a dormire a casa!

FERRUCCIO:io e Oreste, ci faremo una bella cena, naturalmente nel miglior ristorante della città: dopo telefoniamo a casa …  una passeggiata e poi rientriamo a bordo

GIULIO: serata tranquilla

FERRUCCIO: da pensionati!

( entra in scena Ramon: vestito a tutto punto, in abiti puliti)

RAMON: ( euforico) io sono pronto per sbarcare! Sotto bordo della “ Luxor” mi aspetta il comandante Colotto; un mio paesano, ci facciamo una cena e parliamo di “Lerici” in dialetto: per due ore ci sembrerà di essere a casa.

GIULIO: perché il prossimo imbarco non lo fai con la sua nave

RAMON: ( soddisfatto) sai che ci sto pensando!

GIULIO: io stasera non ci sono: sbarco e mangio a casa, smarcami dalla mensa

FERRUCCIO: io e Oreste, andiamo fuori a cena, smarcaci anche noi

RAMON: io ho preparato “ lasagne al forno” per dodici persone, chi rimane almeno nel mangiare “ gode” basta riscaldarle, ora vado un attimo su in plancia: per mettere al corrente il comandante,  per la cena del “ personale di turno” . se non vi rivedo ci vediamo domani mattina.

(in unisono ) ciao Ramon, buona serata

RAMON: anche a voi a domani

( esce di scena)

GIULIO: Ramon è un “ povero diavolo” è un ragazzo: ma si sta facendo “ il culo “ per farsi “ la pila “ per prendere in gestione un ristorante tra “ Lerici” “ San Terenzo ” e “ Tellaro” e ti dirò secondo la mia opinione, riuscirà nel suo intento

FERRUCCIO: ( euforico)  bene,allora cene gratis per tutti!

GIULIO: Ramon sicuramente: non mi sembra uno dal “ braccino corto”

FERRUCCIO: guarda che i “ liguri” di “ levante” non sono “ tirchi” come quelli di “ ponente” ; sarà l’influenza della Toscana che li rende meno tirchi !

GIULIO: ( ride) loro non dicono che sono “ tirchi “ ma invece “ parsimoniosi”

FERRUCCIO: se non è “ tempesta “ è “ fortunale”

( entrambi ridono)

FERRUCCIO:Giulio, adesso devo proprio andare: vado a farmi una doccia e vestirmi in maniera decente: stasera  a cena  con Oreste: dove mi consigli!

GIULIO:ma volete mangiare “ carne o pesce”

FERRUCCIO: io preferirei pesce

GIULIO: vai al “ ristorante sul molo “ bisognerebbe prenotare, ma per due persone il posto si trova sempre: comunque se trovi difficoltà,ci vai a mio nome e risolvi la situazione

FERRUCCIO: cuoco ex imbarcato anche lui

GIULIO: no, non lui , lui è un ragazzo:” il vecchio” suo padre ha fatto per trent’anni il cuoco di bordo nelle petroliere della “Chevron”

FERRUCCIO: ti ringrazio:  adesso però devo andare

( Ferruccio esce di scena )

( rimane in scena Giulio, si carica la pipa )

GIULIO:( in silenzio guarda la costa)

( Entra in scena Mario pulito ma con i vestiti macchiati)

MARIO: ( concitato) ciao “ nostromo” hai visto Ferruccio

GIULIO: Ferruccio è andato a farsi una doccia , cambiarsi perché sbarca con Oreste e vanno a farsi una cena in centro città

MARIO: ( concitato) io volevo dirgli che non sono riuscito a trovare “ Margot” il numero di telefono che avevo era quello di una famiglia, ho provato più volte ma mi rispondeva sempre la “ famiglia Rossi”

GIULIO: ma Mario, parli ancora di quella “ bagascia” che dicevi al “ secondo “ in “ plancia”

MARIO: “ Margot” non è una vera e propria “ bagascia” per me contava molto.

GIULIO: ma Mario, cerca di ragionare, lei non è una donna normale,  ma una “ troia” che fa dell’amore una professione: sai quanti ne sono passati prima di te e dopo di te

MARIO: ( alterato) fai silenzio, tu non puoi capire, perchései un uomo fortunato: non tutti hanno a casa una moglie e una figlia che l’adorano

GIULIO: cerca di capire “ nostromo” io non sono e non provo invidia per nessuno, e sono contento per te.

( pausa)

Ma voglio vedere se il mondo ti cadesse addosso, stritolato e sputato come è successo a me , come ti saresti comportato

( pausa)

Mi fanno ridere,  i moralisti che sembrano essere tutti concentrati in questa nave

( ad alta voce)

cosa ti credi, io li sento: quando fanno “allusioni” sul mio stato

( a bassa voce)

Li sento quando dicono: “ guarda che fine ha fatto il marinaio milord” oppure “ Mario il barbone” “ Mario l’ubriacone”  “ il giocatore d’azzardo” “ Mario il puttaniere”

( pausa)

Cosa ti credi: io li sento ma faccio finta di niente, altrimenti ci sarebbe da fare “ una rissa “ al giorno, così preferisco fare finta di non sentire e così mi chiudo ancora di più in me stesso

( ad alta voce)

Però ci tengo a precisare  “ che Mario il puttaniere” ha saldato i debiti con tutti i marinai dei questo “ cargo”,  io oggi non ho più debiti con nessuno … Chiaro per tutti!

GIULIO: (calmo) calmati Mario, non urlare: non serve ; ormai lo sanno tutti che non hai più debiti a “ bordo”

MARIO: ( ad alta voce)ma io voglio che lo sappiano  tutti

GIULIO: ma lo sanno già tutti e se non lo  sanno lo dirò io

MARIO: grazie

GIULIO:(cerca di sviare )  era così importante, quella “ Margot” per te?

MARIO: ( con un singulto) tantissimo anche se era una “ puttana”

GIULIO: ( cerca di calmarlo) adesso Mario, vai dal “ secondo” e fatti dare qualche numero di telefono : lui ha un’agenda piena di “ bagasce” anche di questa città, che tra parentesi è la mia città anche se abito in un paese in collina

MARIO: si “ il secondo” mi ha dato un paio di numeri di telefono.

GIULIO: io vado  a casa, faccio un giro di telefonate e sono convinto  che presto ti farò sapere qualcosa di certo sulla tua “ Margot” intanto questa notte cerca di passartela bene e soprattutto  rilassato, però ricorda che non ti prometto niente, adesso rilassati.

MARIO: ( calmo)si, e grazie: sei un amico: io stasera telefono a una di quelle “donnine” che mi ha dato il “ secondo” .. poi non so o mi  fermo a dormire in albergo: oppure, rientro a dormire a “ bordo”, deciderò al momento: per il resto ti ringrazio, cerca di farmi sapere che fine ha fatto “ Margot “

GIULIO: cercherò di fare il possibile

MARIO: grazie Giulio, ora vado in “ cabina” hovoglia di andare in bagno: ci vediamo domani e stasera salutami tua moglie e tua figlia, devono essere due donne stupende.

GIULIO: non stupende, diciamo inimitabili, stai certo presenterò i tuoi saluti con molto piacere, buona serata Mario.

( Mario esce di scena)

( Giulio, con i binocoli scruta la costa e la città)

( entra in scena il Comandante)

COMANDANTE: ( calmo) buon pomeriggio Giulio, vedo che ti stai godendo con i binocoli la tua città

GIULIO: “comandante” , non ti avevo neppure sentito arrivare, hai il passo più “ felpato” di quello di un “lupo”

COMANDANTE: un “ lupo” di mare: a proposito di “ lupo” dopo la morte di “ Gioele”  non abbiamo più un cane a bordo… l’equipaggio e tutti noi ne sentiamo la mancanza

GIULIO: non sembra ma un “ cane” in mare fa fa compagnia…

COMANDANTE:cosa hai da vedere con tanta insistenza, ormai li hai bruciati quei binocoli.

GIULIO: ( segna con il dito indice)vedi quella casa laggiù, vicino al promontorio, quella di colore rosa e sasso

COMANDANTE: purtroppo, non ho la vista di  un’ aquila, e per di più sono anche “ miope”

GIULIO: (passa i binocoli al Comandante) guarda , il promontorio ; parti dal mare e vai su verso l’interno: hai visto la casa rosa, con le mura in sasso

COMANDANTE: ( scruta la costa con i binocoli)  no, non vedo niente di rosa, si adesso vedo  una casa rosa con una parte di muro in sasso, una casa molto bella!

GIULIO: per caso, ha un giardinetto a lato

COMANDANTE: si!

GIULIO: e un tetto con un lucernaio

COMANDANTE: (sempre scrutando la costa) si adesso la vedo bene, ma perché tutto questo interessamento: Giulio, sei in procinto di cambiare casa

( il comandante smette di scrutare l’ “orizzonte” e ripassa il “binocolo” a Giulio che lo rimette dentro la custodia)

GIULIO: Comandante, io ho un rudere in campagna che vorrei riportare per una buona metà a sasso e per l’altra intonacarlo: e quello che ho visto tra facciata e sasso anche i colori mi sembra  in quella casa la situazione migliore

COMANDANTE: in effetti, quella casa ha una facciata  molto bella: però sai com’è … bisogna sentire il parere di Samantha

GIULIO: Samantha… mia moglie! Lei in effetti mi ha sempre dato consigli buoni, io appena arrivato a casa propongo … poi decide lei

COMANDANTE: le donne vogliono sempre avere ragione, però non si può fare a meno di loro

GIULIO: hai proprio ragione

COMANDANTE: Giulio, io ti sono venuto a cercare per dirti di coordinare i procedimenti per lo sbarco del carico  prima di sbarcare e poi per dirti che domani puoi venite a bordo più tardi, verso le 14,00 così ti puoi godere di più la tua bella “ mogliettina” e la tua splendida figlia

GIULIO: grazie Comandante, è sempre un piacere navigare con te

COMANDANTE: il piacere è mio perché siete un  “ ottimo equipaggio”

( il comandante e il nostromo escono di scena)

( buio)

( le luci si riaccendono, la plancia senza aggiungere o togliere oggetti di scena diventa una simbolica casa )

SCENA SECONDA

 GIULIO, SAMANTHA, MILENA , il cane Billy

( le due donne in scena,  sono in piedi ed immobili ed inespressive come fredde statue  )

GIULIO: Samantha, amore mio come stai: ti voglio bene!

( si avvicina alla moglie tenta di abbracciarla, ma lei rimane fredda e impassibile, allora lui si ritrae e torna a distanza )

GIULIO: Milena tesoro mio, fatti abbracciare da papà

( si avvicina alla figlia tenta di abbracciarla, ma lei rimane fredda e impassibile, allora lui si ritrae e torna a distanza )

GIULIO: ( vede il cane) Billy vieni qua da me!

( Billy si avvicina e fa le feste al padrone, Giulio lo accarezza e lo abbraccia)

GIULIO: ( abbracciando il cane) Billy, ti ricordi di me: tu si che mi vuoi bene …

( a moglie e foglia)

 amori miei, sono sbarcato: solo per questa notte,  domani “ salpiamo”  tornerò tra tre mesi …

io sono venuto per stare un poco a casa con voi : sapete ho deciso di ristrutturare il rudere, quello in campagna, quello che vi piaceva tanto!

( le donne sono sempre in piedi, ferme fredde ed immobili come statue)

MILENA: piaceva tanto a me! Ti sei sbagliato: ad ogni modo tu fai pure quello che credi… io non ci metto piede

GIULIO: io sono tornato a casa mia, per stare con voi

SAMANTHA: ( fredda ed insensibile) Giulio, cosa sei tornato a fare a casa, e poi senza avvertire ,  lo sai che oggi come tutti i sabati sera esco con Antonio, andiamo a ballare

MILENA: e io esco con Fabio, non ho tempo di stare con te

SAMANTHA: Giulio visto che rimani a casa da solo, porta “ Billy” a fare i suoi bisogni, io non ho tempo, devo andare a truccarmi !

MILENA: mamma io vado sono in ritardo, esco!

SAMANTHA: Giulio anzi; visto che domani devi “ imbarcarti”, sarai  sicuramente stanco,  se vuoi: ti puoi riposare “ sul divano”  domani mattina portati a bordo anche “ Billy” tanto ormai non lo sopportiamo più

MILENA: si, portatelo via altrimenti io lo porto al canile

GIULIO: (abbassa la testa e con tono sottomesso ) no Billy al canile no!

( buio)

SCENA TERZA

GIULIO, IL COMANDANTE

( ponte di coperta del cargo)

( Giulio, solo con il cane è seduto su  una bitta sul ponte di coperta)

GIULIO: ( accarezza Billy, trattenendo a stento le lacrime) ma guarda come sono ridotto, vai a casa : pensi di trovare almeno un po’ di calore, invece , sembra quasi che dai noia: no, in effetti do noia, e mia moglie, non sono più sicuro che è ancora mia moglie: ha un amante, lo vede da anni : ma almeno un tempo fingeva e non lo diceva come adesso in maniera così spudorata: mia figlia, si passa uomini su uomini. E poi se tu le dici qualcosa: Milena la prende come un’offesa e mi dice “ e tu papà con che coraggio mi dici quello che devo o non devo fare” “ tu  non sei mai stato presente nella mia vita: con che coraggio spudorato vieni a fare il moralista e a farmi la paternale, che esempio dai tu: e che esempio può dare a una famiglia un uomo che non c’è mai quando serve. E lo stesso:  mia moglie, come potevo starle vicino ed amarla se ero a navigare, lei si lamentava che non ero a casa però con i miei soldi facevano entrambe e continuano a farla la bella vita: loro si vestono con i miei soldi solo con vestiti firmati,  per mantenere un certo “ contegno” , loro fanno la “ bella vita “ mentre io sono vestito sempre con il solito giubbotto e i pantaloni lisi: caro “ Billy” mia moglie non vuole separarsi pur avendo un amante fisso solo per le condizioni economiche, altrimenti avrei fatto la fine di “ Mario” se non peggio. Così mi tocca mantenere una moglie che non mi ama, e forse mantenere anche il suo amante e una figlia che mi disprezza: Caro Billy mi sei rimasto solo tu

( ha un singulto e piange)

( arriva il Comandante in abiti borghesi, Giulio cambia atteggiamento e diviene propositivo )

COMANDANTE: ( calmo) Giulio , sei stato un fulmine sei andato a casa e poi sei subito rientrato a bordo sei  proprio un mito in questa nave , e poi vedo che hai portato anche un nuovo amico:  (accarezza il cane ) come ti chiami bello mio

GIULIO: si chiama “ Billy” ed è il mio cane che d’ora in poi mi seguirà sempre, anche in mare ( accarezza il cane)

COMANDANTE:Giulio ma dimmi: come mai sei rientrato così presto, non vai a dormire sul tuo letto: ci sono problemi a casa?

(Giulio, nascondendo il suo stato emotivo è addirittura euforico)

GIULIO: Remo cosa vuoi: mia moglie è dovuta andare a dormire da sua madre; mia suocera,  che non sta troppo bene: mia figlia, sai è andata a studiare a casa di una sua amica

COMANDANTE: come sta tua suocera, spero niente di grave?

GIULIO: ha avuto un mancamento, ma niente di grave per fortuna: ma sai Samantha è giustamente preoccupata e tutte le notti le passa a casa sua

COMANDANTE: e Milena! Mi avevi detto che aveva dei problemi a scuola? E’ riuscita a rimediare?

GIULIO:  si ormai si è portata quasi in pari: perché quando decide di studiare è cocciuta come suo padre!

COMANDANTE: e il cane!

GIULIO: sai  anche tu cosa succede! Lo avevamo preso per fare contente “la bambina” : quando era cucciolo era il “cocco” di tutti poi il tempo passa e mi toccava accudirlo io … così tanto vale che lo porto a bordo con me

 ( al cane)

 “ Billy”: ti presento il Comandante … e questa sarà la tua nuova casa …

(entrambi accarezzano il cane)

Comandante sono rientrato prima per dare una controllata a tutti i cordami e agli “ afferragli “ della “ stiva”

COMANDANTE: (alterato)  perché c’erano dei problemi, o sai cose che non so?

GIULIO: no, tutto a posto: ho controllato solo per scrupolo: domani pomeriggio, siamo pronti per salpare !

COMANDANTE: ( calmo)  Giulio, allora andiamo ti offro una cena in qualche tipico locale del centro storico: conosci qualche posto che ne vale la pena

GIULIO: si c’è un locale che ha aperto un mio amico che era cuoco sulla “ Almare due” possiamo andare anche senza prenotare.

COMANDANTE: (sorridente) se è un tuo amico , sarà sicuramente un pessimo locale !

GUULIO: e “ Billy” ?

COMANDANTE: portiamo anche lui, tanto ormai anche Billy fa parte dell’equipaggio del “ Yuna Bolinar “

SIPARIO

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