Ges della speranza
Dramma in tre atti
Di
Antonio Sapienza
Novembre 82/marzo 83
Personaggi:
Narratore;
Ges;
Coro: formato da un minimo di cinque attori, fino ad un massimo di dieci, di entrambi i sessi.
Questo spettacolo dovr svolgersi, preferibilmente, allinterno di una chiesa. Gli attori che formeranno il Coro indosseranno abiti moderni, possibilmente jeans, o gonne a tre quarti per le ragazze, e camicioni di vari colori a seconda dei personaggi che essi interpretano: gialli, quando fanno i discepoli, marrone per Giuseppe, azzurro per Maria, neri per i Farisei, rosse per gli altri personaggi, per poi uscire di scena e cambiare camicione, a seconda dellesigenza delle scene successive. Il solo Ges indosser un camicione bianco, tranne nella scena della crocefissione che sar a dorso nudo. La scenografia sar scarna, simbolica, svelta. Le musiche e, soprattutto le luci, dovranno essere particolarmente curate, perch concorreranno a sorreggere la messa in scena dellopera, creando latmosfera spirituale adeguata.
La regia disporr delle battute previste per il Coro, liberamente, assegnandole secondo le esigenze dello spettacolo.
Atto I
Sulla scena, a sinistra verr posto un leggio. Al centro ci saranno uno sgabello e un tavolino, coperto con una tovaglia, che nasconder un cestino (la futura mangiatoia) contenente, mimetizzato, un faretto bianco. Le luci saranno quelle di servizio. In scena ci sar un ragazzo del coro che sta mettendo alcuni oggetti sul tavolino, tra i quali una pergamena arrotolata. Entra il Narratore col copione in mano, dirigendosi verso il leggio, dove lo porr.
Narratore Hai invitato le ricoverate del vicino Asilo?-
Ragazzo del Coro - Lho fatto ma non voglio assistere allo spettacolo.-
Narratore- Possibile? Ma glielhai spiegato bene di che si tratta?-
Ragazzo del Coro - Proprio bene bene, forse no. Ma sono di l. Se vuoi ci vuoi parlare tu?-
Narratore- Falle passare, per favore.-
Ragazzo del Coro - Non vorrebbero entrare comunque, ci riprovo. (si avvia verso la quinta di destra)
Entrano gli attori del coro, indossano vestiti moderni. Il Narratore gli si fa incontro.
Narratore Buongiorno mie signore, siamo dellAssociazione Artistica, e tra poco reciteremo anche per voi ricoverate di questo istituto-
Una signora del coro - (interrompendolo) ospizio-
Narratore- Asilo, gentilissima signora, Asilo. ( con un piccolo inchino, poi rivolto a tutte) E comunque vorremmo darvi qualche minuto di serenit, di svago e di meditazione. Vedete, si tratta di uno spettacolo particolare. Lo abbiamo preparato ispirandoci e traendolo dal Vangelo di Nostro Signore. Saremmo lieti se voleste assistere alla rappresentazione insomma, per farci da claque (risolino)-
Signora - Non ci interessa.-
Ragazzo del coro- Ma si tratta della vita di Ges -
Signora - La cosa non ci interessa.-(gelida).
Narratore- Gentile signora, le garantisco che questo non il solito mattone. E uno spettacolo fluido, sintetico, ricco di simbolismi, basato su un treppiedi: recitazione, musica e luci. Vedr, sar una rappresentazione gradevole. In fondo la storia la conosciamo; solo che noi la presentiamo in forma diversa, pi rispondente ai gusti odierni, agli spettatori moderni, forse pi esigenti. Per esempio ci siamo permessi certe licenze- come dire?- poetiche: abbiamo inserito una parte dellenciclica sul lavoro di Giovanni Paolo II; abbiamo immaginato un incontro tra Caifa e Ges risorto; e abbiamo messo in bocca una profezia a Maria. Insomma, nel nostro piccolo, abbiamo tentato dattualizzarlo, per una meditazione nuova- nostra per primi; e anche, se ci concesso, per cercare di dare un pi chiaro senso alla nostra vita.
La prego di credermi, abbiamo avuto gi dei riconoscimenti pi che lusinghieri.-
Signora - E perch dovremmo vederlo proprio noi?-
Narratore Perch? Perch perch gradevole, edificante, , insomma, una forma di preghiera, ecco.-
Signora - Qui non c niente di gradevole, n di edificante. Qui non vuole pregare nessuno.-
Ragazzo del coro - Ma il Vangelo-
Narratore - sia pure in forma teatrale.-
Signora - Signore, cosa vuol dire Vangelo? Cosa vuol dire Cristo?, cosa vuol dire essere cristiani?
Io sono agnostica, ormai, a causa delle delusioni dellesistenza e anche dellinterpretazione del cristianesimo di certi cosiddetti cristiani.
Ipocriti tutti!
Lei mi vede qui, in questo luogo che condivido con queste sfortunate compagne povere creature ebbene, provi ad immaginare lei, voi, ( indica la sala) ancora nel pieno del vigore intellettuale e creativo, affossato in questo stavo per dire lazzaretto, ma sarei stata ingiusta verso le religiose che pazientemente ci accudiscono. Allora meglio dire: in questo ricovero per vecchi ancora un lapsus- volevo dire geriatrico pi elegante abbandonato dai suoi congiunti si, va bene le brevi e rade visite lasciato in mezzo alla sofferenza e, qualche volta, alla disperazione o alla pazzia delle compagne pi sfortunate; pensato come un oggetto ingombrante; con la sola visione della libert attraverso la morte. Morte che avviene in forma riservata, silenziosamente, di notte, dalla porta di servizio, per non disturbare gli ospiti e questo disagio, questa sofferenza, questo patire, questo morire! di tutti noi! giorno dopo giorno, monotono, incessante, senza scampo ineluttabile- causato e aggravato almeno nella sua gran parte dallegoistica organizzazione della cosiddetta societ cristiana, che di noi, proprio come il vostro Pilato, se ne lava le mani.
Basta! qui c solo disperazione! Qui la speranza non esiste!-
Narratore Mi perdoni, signora, forse ho usato argomenti non adatti alla sua preparazione e al vostro increscioso stato, ma sa, per mettere in scena questo spettacolo abbiamo lavorato sodo, tutte le sere, per tre mesi; ci siamo autotassati e recitiamo in giro gratuitamente, con passione e con molta umilt perch siamo consapevoli dei nostri limiti umani e artistici.
Vede, tutto ci stato fatto come dicevo prima - soltanto alla scopo di tentare senza voler essere saccenti, n presuntuosi- di portare allascolto e alla meditazione sia dei cuori semplici, che delle menti pi indottrinate, insomma di tutti, noi compresi, linsegnamento di Nostro Signore, e, soprattutto, s possibile, una piccolissima briciola di speranza. Ma, purtroppo, leggo sul vostro volto, ci che pu essere, e veramente lo : una vita senza speranza. E questo ci addolora.-
Signora.- Mi dispiace per voi, ma proprio cos.-
Narratore- Capisco. Senta, se proprio proprio lei non vuol venire, permette alle sue compagne dintervenire-
Signora Loro sono libere di fare ci che vogliono.-
Narratore Gi, gi, naturalmente. Signora, questo incontro con voi, per noi, unamara esperienza e ci fa sentire in colpa; ma, nello stesso tempo, prendendone atto, ci ammaestra, ci da pi forza e ci induce a perseverare forse anche insistentemente, fastidiosamente nel nostro impegno come dire? Missionario? Ma si, diciamolo pure una buona volta: missionario. E chiss, forse, se non riusciremo a muovere qualche foglia.
Comunque, la ringraziamo per la sua pazienza, e se eventualmente dovesse cambiare opinione, grazie per averci ascoltato.
Regia, siamo pronti.(esce)-
Buio in scena, buio sul palco
Con una musica adatta e con un effetto di luci, ha inizio lo spettacolo ha inizio.
Luce solo sul leggio.
Entra il narratore.
Narratore: - Duemilaottocento anni fa, in Giudea, sotto il regno di Manasse, Isaia, figlio di Amoz, costituito Profeta dal Signore, cos parl al popolo: Ascolta Israele: E forse poco per voi stancare gli uomini che volete stancare Dio? Il Signore stesso vi dar un segno: ecco, la vergine che concepir e dar alla luce un figlio e gli porr nome Emmanuele.
Sopra di lui si poser lo spirito del Signore. Egli non giudicher secondo le apparenze, ma secondo giustizia.
Il virgulto di Iesse si alzer come uno stendardo per i popoli, le genti lo ricercheranno e la sua dimora sar la gloria.
Oracolo del Signore. - (dopo una lunga pausa durante la quale si udr una musica appropriata, riprender)-
Ottocento anni dopo, in una casa di Nazaret, in Galilea.-
Il narratore esce lentamente di scena, e, sempre con la musica, entra in scena da destra Maria. Ella porta un foulard in testa e in mano regge una lucerna accesa che le illumina il viso. Dopo pochi passi ella si volger verso la quinta da dove entrata.
Coro Maria Buonanotte madre.-
Coro - Buonanotte Maria.-
Maria si avvia verso il centro della scena dove si trova il tavolino, quindi poggia la lucerna sul piano, si toglie il foulard dalla testa poggiandoselo sulle spalle, prende il rotolo, si inginocchia e legge la preghiera. ( fine della musica)
Coro Maria Ascolta Israele: Il Signore Dio nostro lunico Signore. E tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta le tue forze. Amen.- (si alza).
Una luce improvvisa, proveniente da destra, alta, investe Maria, che si alza, si gira allarmata e fa un piccolo passo indietro. Poi inizia una musica con la quale ella dialoga: Infatti quando parlalangelo la musica sostenuta e la luce viva; mentre quando parla Maria, la luce debole e la musica va in sottofondo. Il brano musicale consigliato : Shine on your grazy diamone dei Pink Floyd.
Coro Maria Chi sei Signore?-
Musica
Coro Maria Come pu accadere ci, se non conosco uomo?-
Musica, intanto Maria si copre il capo col foulard, poi si avvicina alla luce, al centro della scena si inginocchia e china la testa in segno daccettazione; quindi alza il viso verso la luce in segno di adorazione.
Coro Maria - Ecco lancella del Signore, che mi accada secondo la Sua Parola.-
Maria poi china la testa, mentre finiscono, lentamente, gli effetti di luce e la musica. Quindi inizier il tumulto dellanimo della Vergine. Si sentir, prima in lontananza, poi sempre pi vicino e pi forte, la musica di un temporale. ( si consiglia Grof, brano In the Trail) Le luci di sfondo lampeggeranno simulando il chiarore dei fulmini, le luci poste sotto il tavolo lampeggiando rappresenteranno il tumulto nellanimo di Maria. Quando si sentir il tuono pi forte, ella si contrarr maggiormente: sar il momento del concepimento. Detto temporale durer ancora pochi secondi, poi, pian piano, si attenuer, fino a cessare del tutto.
Anche Maria, si calmer e lentamente si alzer, e guarder verso il cielo. Le luci di scena resteranno deboli, mentre si udr una voce solista femminile che intoner il Magnificat a bocca chiusa.
Coro Maria Lanima mia magnifica il Signore,
e lo spirito mio gioisce
in Dio, mio Salvatore!
Perch ha rivolto i suoi sguardi
allumilt della sua serva.
Ed ecco che fin dora tutte le generazioni
mi chiameranno beata;
poich grandi cose ha fatto in me lOnnipotente
e Santo il Suo nome
e la Sua misericordia si stender
su tutti gli uomini
di et in et.
La solista, a questo punto, alzer il canto e dir anche le parole. Poi riprendendolo a bocca chiusa, lentamente lo finir, mentre le luci si abbasseranno del tutto. Entra il narratore che si porter al leggio, e, intanto che legger le sue battute, entrer il Coro che si piazzer dalla parte opposta della scena.
Narratore In quel tempo fu emanato un editto da Cesare Augusto, per il censimento di tutto lImpero. In Giudea, secondo luso, gli israeliti si facevano censire nella localit di origine della propria famiglia. Giuseppe, della casa e della famiglia di Davide, condusse Maria sua sposa, per volere di Dio, a Betleem. Tutto questo perch si compisse la profezia di Michea: E tu Betleem non sei certo minore fra le citt di Giuda, perch da te uscir un capo che guider il mio popolo.-
Intanto sar entrato in scena Giuseppe che si affianca a Maria, che ha raccolto un involto, in raccoglimento.
Coro - Intanto si compivano i giorni.-
Canto o musica di trasferimento ( consigliato il brano il brano Sunrise di Grof).
Narratore - Giunti a Betleem, Giuseppe, figura di uomo giusto, lavoratore e povero, immerso in un mondo egoista e venale, in ansia per Maria, prima con fiducia, poi con amarezza, vaglia gli uomini.-
Coro - Intanto si compivano i giorni.-
Coro Giuseppe Potente di prego, uomo ricco ascolta: sono povero, disperato, cerco aiuto. Dove si sgraver la mia donna?-
Coro - Lindifferenza brucia, sconcerta la venalit, dispersi gli uomini buoni. A chi gridare la sua angoscia?-
Coro - Intanto si compivano i giorni.-
Coro - Sono servo, come te povero, non temo la frusta. Porta la tua sposa nella stalla del mio padrone. No, non ringraziarmi, ti prego, il cuore duro della mia gente mi vergogna. Che il Dio, nostro Signore ci salvi.-
Coro Giuseppe- La pace sia con te, donna. Vieni Maria.-
Coro - Intanto si compivano i giorni.-
Giuseppe e Maria si avviano verso il centro della scena, vicino al tavolino. Maria si siede nello sgabello e posa linvolto che reggeva sulle ginocchia. Giuseppe, lentamente, alza la tovaglia che copriva il tavolino e scopre la piccola mangiatoia. ( musica adatta).
Coro - Intanto si compivano i giorni! (gridato)-
Maria si pone in ginocchio vicino alla mangiatoia, poggiando linvolto al suo fianco. Giuseppe resta in piedi.
Coro - Soffre, ha dolore, lacerata nelle carni.-
La battuta verr ripetuta varie volte, lultima gridata. Buio per alcuni secondi, quindi il faretto posto dentro la mangiatoia, e rivolto verso il pubblico, si accende. Giuseppe si inginocchia.
Coro - Ecco vi porto una lieta novella: E nato a Betleem, il Salvatore, Cristo Ges!-
Il faretto pian piano aumenter lintensit luminosa, in sintonia con linnalzarsi di un canto o di una musica adatta, simboleggiando la diffusione della Parola. Quando le luci e il canto si attenueranno, Giuseppe prender il bastone precedentemente lasciato dietro il tavolino, si alzer e guarder la mangiatoia, mentre Maria si risieder nello sgabello, e contempleranno il bambinello. Poi anche il faretto lentamente si abbasser.
Narratore - In principio era il Verbo
E il Verbo era presso Dio,
e l Verbo era Dio.
In Lui la vita,
e la vita la luce degli uomini.-
Coro Maria Il Signore ha compiuto un prodigio con suo braccio,
ha disperso quei che si sentivano orgogliosi
ha rovesciato i potenti dai loro troni,
ed ha esaltato gli umili.
Ha saziato di beni gli affamati,
e rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso i poveri infelici,
e se ricordato della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri- in eterno.-
Coro Giuseppe Amen.
Il Coro intoner un canto ( Maria, tu che nel silenzio ecc. ecc.- oppure musica adatta)
Narratore In quel tempo tre saggi visitarono il Salvatore.
Il coro si avviciner alla mangiatoia, tre del quali porteranno dei doni: la prima, una ragazza una rosa, un altro un ramoscello dulivo e un altro di mimosa.
Coro - Salute a voi, un presagio ci ha condotti qui per rendere omaggio allAtteso, al Re dei Re.-
Coro - Portiamo intenzioni damore, pace e giustizia. Cerchiamo certezza.-
Il coro lascia i dono ai piedi della mangiatoia, quindi tutti si mettono in raccoglimento, mentre parte un canto o una dolce musica adatta. Durata venti, trenta secondi, poi fine.
Coro - Per noi tempo di ripartire. Proteggete il piccolo Re dei Re, perch la violenza si abbatter sulla terra, e molti innocenti piangeranno.-
Il coro riprende il proprio posto, mentre parte una musica di guerra (si suggerisce il brano della sinfonia di Ciajkoschy 1815)
Maria e Giuseppe si allarmano, e si guardano attorno smarriti.
Coro - No! Figlio, figlio! ( la battuta dovr essere gridata da una ragazza)-
Maria si getta sulla mangiatoia e la copre col suo corpo, mentre Giuseppe impugna il bastone. Un giovane del coro gli si affianca impugnando un bastone pi piccolo: Stefano il primo martire.
Coro - Giuseppe, conta su di me!-
I due uomini sono vicinissimi, e impugnando i loro bastoni li incroceranno formando una croce, che verr violentemente illuminata da un faretto rosso, mentre le altre luci saranno state precedentemente abbassate. Pochi secondi e poi inizier ad affievolirsi la musica di guerra, fino a cessare del tutto. Maria e Giuseppe si saranno rasserenati.
Coro Giuseppe Grazie Stefano.
Coro - La voce di colui che grida nel deserto vi ha ammoniti: raddrizzate le vie del Signore ha detto, pentitevi! Ha gridato.-
Coro - Pentitevi uomini, pentitevi di Hiroshima, di Auschwitz, del Viet-nam, di Kabul, di Beiruth.
Pentitevi di Bologna, e di tutti gli attentati terroristici, di Barchelet, di
Dalla Chiesa e del Belice.
Pentitevi degli sfruttati, degli oppressi, dei torturati, degli affamati.
Pentitevi degli scomparsi, degli emarginati, dei drogati, dei giovani ingannati.
Pentitevi!-
Dal coro si staccano tre uomini e si dirigono verso la mangiatoia, inginocchiandosi in raccoglimento: essi potrebbero indossare i costumi di operaio, di soldato, di borghese.
Coro - E il Verbo si fatto carne,
e abit tra noi
pieno di grazie e verit.-
Riprende la luce del faretto ad illuminare il pubblico, le altre luci si affievoliscono, mentre il coro inizia un canto di gloria o parte una musica adatta (possibilmente quella di inizio).
Pochi secondi, poi tutto cessa. Buio
Fine primo atto.
Atto II
Musica di apertura, poco dopo entra il Narratore e si pone davanti al leggio.
Narratore Intanto Ges cresceva e diventava forte, pieno di saggezza e la grazia di Dio era su di Lui.
Entra in scena il coro, che si siede centro della scena, poi ciascuno dei componenti, a piacimento, fa latto di lavorare. Le battute, come si disse, saranno distribuite dalla regia.
Coro Uffa, sono stanco, per adesso basta.
- Hai ragione, basta.-
- Va bene, riposiamoci. (qualcuno si alza e si sgranchisce le gambe)-
Avete visto Ges?-
- Si, con Giuseppe, stanno lavorando come matti, debbono consegnare in giornata.-(entra un altro componente del coro, tiene in mano dei rotoli).
- Salute, avete gi finito di lavorare?-
- No, ci riposiamo ma coshai in mano?-
- Sono dei rotoli, e sono scritti, sai?-
- Cosa c scritto?-
- E chi lo sa, io non so leggere questa scrittura.-
- Dove li hai presi? Chi te li ha dati?-
- Non li ho rubati. Me li ha dati un vecchio saggio. Ha voluto ricompensarmi per lacqua che gli ho preso alla fonte, almeno cos credo-
- Fai vederema sono scritti in latino.-
- Ora che ci penso, quel vecchio non mi sembrato un giudeo. Leggili tu che conosci quella lingua.-
- Sai bene che la conosco appena, comunque ci provo. Luomo immagine di Dio, tra laltro, per il mandato ricevuto dal suo creatore di soggiogare, di dominare la terra. Per questo riflette lazione del Creatore.
Luomo destinato ed chiamato al lavoro. Ma il lavoro per luomo, mai luomo per il lavoro. Mai trattare luomo come strumento di produzione.
Deve irrompere tra gli uomini del lavoro un grande slancio di solidariet contro il lavoro inumano, che grida vendetta al cospetto del Cielo. Tale solidariet deve essere sempre presente l dove lo richiedono la degradazione, lo sfruttamento dei lavoratori e le crescenti fasce di miseria e di fame.
I mezzi di produzione devono servire per il lavoro, non per lo sfruttamento del lavoro. Essi non possono essere posseduti contro il lavoro, perch servono per il lavoro affinch si possa realizzare il primo principio di quellordine che la destinazione universale dei beni e il diritto al loro uso comune. Il resto illeggibile io non ci ho capito un granch, e voi?-
- Mi sembra una profezia. Che sia un Profeta colui che te lha data?-
- Lspetto lo aveva-
- Mah, sar, comunque eccoti i tuoi rotoli, forse qualche scriba potr capirne il significato.
per me oscuro.-
- Sai cosa faccio? Li conserver, chiss, forse i nostri figli ci capiranno qualcosa.-
- Forse. Salute a te. (rivolto agli altri) Che ne dite? Riprendiamo?-
- Riprendiamo.-
Riprendono il lavoro, breve stacco musicale, poi entra il Narratore e il coro prende la sua posizione.
Narratore Giovanni, figlio di Zaccaria e di Elisabetta, ha reso testimonianza a Ges, il Cristo.
Coro - Era prima di me
Esultai nel seno di mia madre
Quando lo riconobbi nel seno della sua.
Sentii vicina la salvezza degli uomini.
Il mio mandato mi pressava.
Purificai nel deserto
Il corpo e lo spirito,
divennero sano luno, forte laltro.
Poi ho gridato,
Per la certezza che cera in me,
lapprossimarsi del Suo Regno.
E venuto dopo, era prima.
Io con lacqua caler,
Lui con fuoco crescer.
Narratore Da Mos fu data la Legge; da Ges Cristo, la grazia, la verit, la speranza.
Coro - Che ne dici del prodigio fatto da Ges a Cana? Sei pile dacqua cambiate in vino, e vino
Pi buono di quello bevuto prima.-
- Il vino che porta Ges, dicono che sia il vino del nuovo Regno.-
- Ne ho sentito parlare di questo nuovo Regno,ma che cos?-
- Chiedilo a Lui, sta proprio arrivando adesso.-
- Ges. Ges abbiamo sentito parlare di un nuovo Regno, ma che cos, spiegacelo, ti prego, dacci la speranza.-
Ges, entrando, si siede in uno sgabello, in mezzo al coro, il quale si pone a semicerchio attorno a lui.
Ges - Il Regno dei Cieli simile a un chicco di senape che un uomo prese e semin nel suo
campo; certamente il pi piccolo di tutti i semi, ma, cresciuto che sia, il maggiore dei
legumi e diventa albero. Verr il giorno, anzi arrivato, il cui il Padre mio aprir le porte
del Regno e non tutti coloro che avranno gridato Signore, Signore, entreranno in esso. Vi
entreranno solo coloro che avranno fatto la volont dl Padre mio. Ad essi dir: Entrate figli
benedetti, prendete possesso del Regno preparato per voi fin dalla creazione; perch ebbi
fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere, fui senza casa e mi albergaste,
ero nudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, carcerato e mi trattaste umanamente.-
Ragazzo del Coro (agli altri) Faremo dunque questo al Padre suo?-
Coro - Lo faremo tutte le volte che aiuteremo i nostri fratelli in angustie, tutte le volte che
tenderemo la mano al vicino, tutte le volte che il bene passer attraverso noi per
posarsi sul nostro prossimo.-
Coro - Ma chi il mio prossimo?-
Ges - Ascolta: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e si imbatt nei rapinatori, i quali
lo spogliarono, lo caricarono di percosse, poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
Ora un sacerdote, a caso, scendeva per la medesima strada, lo vide, ma pass oltre. Come
pure un notabile del popolo, sopraggiunto in quel luogo, tir innanzi.
Ma un contadino che tornava dal mercato, gli and vicino, e nel vederlo, si mosse a piet.
Gli fasci le sue ferite, versandovi olio e vino; poi lo condusse allalbergo ed ebbe cura di
lui. Il giorno dopo, prese due denari e li diede allalbergatore, dicendogli: Abbi cura di lui,
e quando spenderai in pi, io te li restituir al mio ritorno.
Quale di questi tre ti sembra sia stato il prossimo, per quel uomo che si imbatt nei
Malfattori?-
Coro - Ma quello che ebbe compassione di lui!-
Ges - Bravo, e tu pure fai lo stesso.-
Coro - Maestro, che debbo fare per ottenere la vita eterna?-
Ges - Tu sai i comandamenti?-
Coro - Si, e li ho osservati fin dallinfanzia.-
Ges - Allora ti manca una sola cosa: vendi tutto ci che possiedi e distribuiscilo ai poveri, poi
seguimi.- (Il ragazzo del coro, lentamente si alza, seguito dallo sguardo di Ges, e si
allontana, voltandosi di tanto in tanto a guardare il gruppo. Ges sospira poi riprende)
E pi facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco o un potente entri
Nel Regno di Dio.-
Coro - Ges, come possiamo parlare al Padre tuo? E dove?-
Ges - Ovunque vi troviate, dite cos (alza gli occhi in cielo):
Padre nostro che sei nei cieli
Sia santificato il tuo nome.
Venga il tuo Regno,
sia fatta la tua volont
come in cielo cos in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
E rimetti i nostri debiti,
come noi li rimettiamo
ai nostri debitori.
E non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.(pausa)
In verit vi dico:
Beati i poveri in spirito,
perch di essi il Regno dei Cieli;
Beati gli afflitti, i miti, i misericordiosi,
beati i puri di cuore, i pacificatori,
gli assetati di giustizia,
perch saranno chiamati Figli di Dio.
Beati quelli che sono perseguitati
Per causa della giustizia,
perch per essi il Regno dei Cieli.
Beati quando vi oltraggeranno per cagione mia-
Ges viene interrotto perch uno del Coro entra rumorosamente, trascinando una donna che piange,
e gettandola per terra.
Coro - Maestro, questa donna stata sorpresa in flagrante adulterio. Tu che ne dici?-
Ges - Cosa dice la legge di Mos?-
Coro - Che sia lapidata!-
Ges - ( guardandoli uno per uno in viso) Ma io vi dico: chi senza peccato scagli la prima pietra.(
Luomo, lentamente, si ritrae, a malavoglia, poi lascia cadere un sasso che aveva in mano,
infine quasi scontroso, si siede insieme agli altri. Ges, che era rimasto chino, ad osservare
il suolo, alza lo sguardo sulla donna che era rimasta per terra, dolcemente con una mano la
fa rialzare, ma lei rimane in ginocchio presso di lui) Nessuno ti ha condannato, donna?-
Coro - Nessuno, Signore.-
Ges - Nemmeno io ti condanno. Vai, e dora in avanti non peccare pi.( la donna va con gli altri
del Coro. Ges fa una pausa, poi come se volesse liberarsi da un peso, continua)
Vi stato detto: non uccidere! Ma io vi dico: chiunque va in collera col suo fratello sar
condannato in giudizio. Se dunque stai presentando unofferta allAltare, ma l ti ricordi
che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta dinanzi allAltare, e v a
riconciliarti con tuo fratello.
Vi stato detto: non commettere adulterio! Ma io vi dico: chiunque avr guardato una
donna per desiderarla, ha gi commesso adulterio con lei.
Vi stato detto: Occhio per occhio, dente per dente! Ma io vi dico:se uno ti percuote la
guancia destra, porgigli anche la sinistra.
Infine vi dico: amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano, affinch siate
figli del Padre vostro che nei Cieli. Perch se voi amate quelli che vi amano, cosa fate
di pi rispetto ai pagani? Fate elemosina riservatamente, pregate chiusi nelle vostre stanze.
Non giudicate, non attaccatevi ai beni terreni, perch che vale ad un uomo conquistare tutto
Il mondo e poi perdere lanima?
Perch vedi la pagliuzza nellocchio di tuo fratello e non vedi la trave nel tuo occhio?
Guardatevi dai falsi profeti
Ges si interrompe come se avesse captato un segnale per lui, si alza, si pone al centro della scena con le spalle rivolte al pubblico, assume poi una posa raccolta, gambe leggermente divaricate. Il coro v ai margini della scena, al buio. Luci in penombra su Ges, musica adatta, poi il coro intona un canto lamentoso, di lutto. Dopo qualche second, dal coro si staccano due ragazze che, correndo, fanno dei cerchi attorno a Ges, infine, dopo tre, quattro giri, si pongono ai suoi piedi, una adestra, laltra a sinistra, mormorando lamentose, infine parlano:
Coro - Lazzaro morto.-
Coro - Il tuo amico morto.
Coro - Perch indugiasti?-
Coso - Se fossi venuto prima, egli sarebbe qui.-
Coro - Tu dici: dorme! Ma gi puzza!
Coro - Dici: abbiate fede, ma le forti prove la carne non sopporta.-
Coro - Ti prego, dacci coraggio, forza, fiducia
Coro - per credere, incondizionatamente, in Te.-
Inizio di strani giochi di luce e di musiche misteriose (provare un coro a bocca chiusa).
Ges - Lazzaro!-
Dallo sfondo, con luci molto basse, uscir uno del coro che avanzer con una certa fatica, le due donne del coro si alzeranno e gli correranno incontro festose, quindi labbracceranno e laccarezzeranno. Poi, pian piano, si attenueranno tutti i fenomeni di luce e di musica.
Ges - Padre, ti ringrazio, sapevo che mi avresti esaudito. Ma lho fatto per loro, affinch
credano.-
I tre escono di scena, da sinistra, e, mentre vanno, Lazzaro si gira e fa un breve saluto con la mano a Ges, il quale gli risponde allo stesso modo, quindi si risiede nello sgabello.
Il coro riprender il posto che aveva sul palco, prima di questa scena. Rientrano i tre, con passo baldanzoso.
Coro - Gli scribi! I farisei!-
Coro - Lorgoglio, la superbia, la cupidigia, linvidia, vi accompagnano.
Il vostro sentiero conduce alla morte.-
- Pastori di greggi a Dio consacrate, mutati in lupi affamati, suggete il latte delle pecore,
tosate i montoni.
Sgozzate lAgnello!
- Stolti! Il fuoco della giustizia gi arde, grande il crogiolo, eterna la pena.
I tempi gi sono!-
Ges - Guardatevi dal lievito dei farisei che dipocrisia. Non vi niente di nascosto che non
che non debba essere scoperto, e nulla di segreto che non debba essere conosciuto.
Perci tutto quello che voi avete detto nelle tenebre, sar udito alla luce.
Coro - Maestro, ordina a mio fratello di dividere con me leredit.-
Ges - Uomo, chi mi ha costituito spartitore tra di voi? (poi rivolto agli altri) Guardatevi di star
lontano da ogni avarizia. Non preoccupatevi di cosa mangerete domani, perch la vita val
di pi del nutrimento. Non accumulate tesori in terra che i ladri, la ruggine e la tignola
portano via, ma accumulate un tesoro inesauribile: il Cielo. Ricordatevi che nessuno pu
seguire Dio e mammona.-
Coro - Parli bene Maestro. Ma dicci giusto pagare il tributo a Cesare? (sferzante).-
Ges - Ipocriti! Mostratemi la moneta del tributo! (viene data una moneta che Ges esamina
Lungamente, quasi soppesandola) Ditemi, di chi questa immagine?-
Coro - Ma di Cesare-
Ges - (quasi rassegnato) Rendete, dunque, a Cesare quello che di Cesare, (pi dolce) e a Dio
Quello che di Dio.-
Coro - Maestro, sappiamo che sei uomo di pace, perch dunque hai cacciato i mercanti dal
Tempio?-
Ges - (quasi sentenzioso, alzando la mano) Sta scritto: La casa mia sar chiamata Casa di
Preghiera ( quasi disgustato) Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri! (quindi si alza e
da questo momento, fino alla fine della tirata, si aggirer sulla scena, puntando or luno,
or laltro i componenti del Coro). In verit vi dico: Sulla Cattedra di Mos si sono assisi gli
scribi e i Farisei. Fate dunque e osservate tutto ci che vi dicono, ma non agite secondo le
loro opere, perch dicono e non fanno.
Infatti legano gravi pesi e lo caricano sulle spalle degli altri; ma essi non li vogliono
muovere nemmeno con un dito.
Fanno poi tutte le loro azioni per essere vedute dagli altri uomini. Vogliono essere salutati
Nelle piazze ed essere chiamati maestri.
( rivolgendosi a turno a quei del coro che fungevano da Farisei)
Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti! Che pagate la decima della menta e del comino, ma
trascurate cose pi essenziali della legge: la giustizia, la misericordia e la fedelt. Guide
cieche, scolate il moscerino e inghiottite il cammello!
Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! Che pulite di fuori il bicchiere e il piatto, mentre il di
dentro pieno di rapina e dimmondizia.
Guai a voi Scribi e Farisei ipocriti! Perch siete simili a sepolcri imbiancati, i quali visti di
fuori appaiono splenditi, ma dentro son pieni di ossa puzzolenti.
Guai a voi Scribi e Farisei ipocriti, che fabbricate sepolcri ai Profeti e ornate le tombe ai
Giusti, che i vostri padri misero a morte.
Serpenti, razza di vipere! Come scamperete al fuoco delle geenna? Perci, ecco, io vi
mando Profeti e Savi e Scribi, ma voi di questi, alcuni li ucciderete e li metterete in
croce, altri li flagellerete nelle vostre Sinagoghe, e li perseguiterete di citt in citt,
affinch ricada su di voi tutti il sangue sparso sulla terra; dal sangue del giusto Abele
fino a quello di Zaccaria, ucciso tra il Tempio e lAltare.
Ecco, la vostra casa vi sar lasciate deserta e del Tempio non rimarr pietra sopra pietra,
finch non diciate: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!-
Coro - Ges fa che nel tuo Regno io e mio fratello sediamo uno alla tua destra e uno alla tua
sinistra.-
Ges - ( con tono di ammaestramento) Il posto che occuperete sta gi scritto in Cielo. Ora
Ascoltami: Quando sei invitato ad un banchetto, non metterti al primo posto, perch non ci
sia un altro invitato pi ragguardevole di te, e colui che ti ha invitato te e lui venga a dirti:
cedigli il posto! Invece quando sei invitato va a metterti allultimo posto, perch venendo
colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa avanti. Allora avrai onore di fronte a tutti i
commensali. Perch chi si esalta sar umiliato, e chi si umilia sar esaltato.-
Coro - Maestro, quante volte bisogna perdonare chi ti ha offeso?-
Ges - Settanta volte sette. E bisogna perdonare sempre chi si pente. Ascolta: Un uomo aveva due figli. Il pi giovane disse: Padre, dammi la mia parte di patrimonio, e avutola la sperper in vino e vizi. Rimasto povero, pens di tornare al padre, sperando lo prendesse come servo. Il padre, invece, non appena lo vide lo abbracci e lo perdon, e, per festeggiare levento, scann il vitello pi grasso. Laltro figlio veduto ci, si adombr e protest; ma il padre, accarezzandolo, gli disse: Figlio, quello che mio un giorno sar tuo, ma ora bisognava fare festa, perch tuo fratello era morto ed tornato in vita, era perduto ed stato ritrovato.
In verit vi dico: c gioia davanti agli Angeli di Dio per un peccatore che si pente e si converte.
Cambio di scena, le luci calano, musica misteriosa appropriata per iniziare la scena della trasfigurazione. Ges, lentamente si porta verso il fondo del palco.
Ges - Pietro, Giacomo, Giovanni, venite con me. ( i tre lo seguono silenziosamente)-
Le luci riprendono, saranno luci vivissime su Ges che dovr spendere, i discepoli saranno in penombra.
Coro - Signore, quanto bello stare qui. Se vuoi, ci accampiamo su questo monte.-
Ges - (ispirato) Mos, Elia-
Coro - Maestro cosa accade?-
Ges - Non abbiate paura, pregate il Padre vostro che nei Cieli.
Coro - Signore, che meraviglia, Ti sei trasfigurato...-
Ges - Tacete, non temete, e non dite a nessuno ci che avete visto e udito.-
La musica si fa sempre pi dolce, i colori pi vivi. Ges alza le braccia al cielo, poi si gira, allarga le braccia come per accogliere fra le sue braccia tutto il pubblico presente nel suo petto e offrirlo al Padre. Poi lentamente gli effetti finiscono. Penombra, poi buio. Entra il Narratore, luci sul leggio.
Narratore In quel tempo, nel cenacolo preparato per la sua Pasqua, Ges prese il pane e il vino e li diede ai suoi discepoli.
Ges - (illuminato dallocchio di bue, prendendo il pane) Prendete e mangiatene tutti, questo il
mio corpo, fate questo in memoria di me. (poi prende il calice) Questo vino il mio sangue
per la nuova alleanza, sparso per voi, bevetene tutti. ( fine occhio di bue, penombra)
Coro - Il suo sangue non scorrer mai! Io lo difender! Morir per lui!-
Coro - Attento uomo, prima che il gallo canti, tu lavrai rinnegato tre volte.-
Il Coro sparpagliato sulla scena, luci su chi parla, mentre si alternano nelle battute, indicando Ges
Coro - Ha manifestato il Padre.
Ardentemente ha predicato il suo Regno.
Le strade di Giudea, di Samaria, di Galilea, bevvero il suo sudore.
Povero tra poveri, temuto dai sacerdoti, tollerato dai potenti, i ricchi ha sferzato.
Solo damore parl alle mutevoli folle.
Il tempo concluso.
Morire duro, saper di morire atroce, morire giovane assurdo!
Langoscia sappressa, suda sangue, agonizza!
Uomini, deboli uomini, svegliatevi, confortatelo, aiutatelo,
Dio non pu!-
Ges, in ginocchio al centro della scena, col le braccia si abbraccia per confortarsi, come se avesse freddo ( musica patetica e luci adatte, poi la musica cala).
Ges - Lanima mia triste fino alla morte. Lo spirito pronto, ma la carne debole.
Padre (prima lamentoso, poi fortemente gridato) Padre! Se vuoi allontana da me questo calice, per non la mia, ma la tua volont sia fatta.-
Ges con la testa china, si concentra nella preghiera. Le luci calano.
Coro - Lora giunta!
Coro - Ecco il Figlio delluomo sta per essere consegnato nelle mani dei peccatori.-
Coro - Eccoli, arrivano!
Entrano in scena tutti i componenti del Coro e circondano Ges. Musica e luci adatte, poi tutto si attenua fino al buio.
Fine secondo atto.
Atto III
Riprendono le luci e la musica. Luce sul leggio. Entra il Narratore.
Narratore Ges fu preso e condotto prima davanti al Sinedrio, poi dal Procuratore romano Ponzio Pilato.
Buio sul leggio. Sulla scena in penombra entra Ges con le mani legati dietro la schiena. Sono evidenti in lui i segni della sofferenza. Le luci rosse, lentamente illuminano Ges, fino ad essere violente. La musica incalzante, tra una battuta e laltra, quando interviene il Coro, mentre suadente quando parla la Coscienza. In scena compaiono tre personaggi: uno a destra, uno al centro e uno a sinistra, sempre dietro Ges: sono Caifa, Pilato ed Erode. Il Coro quasi tra le quinte. La Coscienza si porr accanto al leggio e verr illuminata, quanto interviene, da una luce gialla. Ges resta immobile al centro della scena.
Coro Caifa E bene che un solo uomo muoia per il popolo.-
Coro - Hai tagliato lorecchia a Malco!-
Coro - Volevi distruggere il Tempio.-
Coro - Hai scacciato i mercanti
Coro - Non hai rispettato il sabato!-
Coro Caifa Parla! Hai sentito le accuse? Cosa hai insegnato al popolo? Qual la tua
Dottrina?-
Ges - Io ho parlato in pubblico, di fronte a tutti. Essi sanno cosa ho detto.-
Coro - Insolente! Cos si risponde al sommo sacerdote?-
Ges - Se ho parlato male, dimostrami dov il male.-
Coro Caifa Se tu sei il Cristo, dillo di fronte a tutto il Sinedrio.-
Ges - Se ve lo dico, voi non mi crederete. Ma dora in poi il Figlio delluomo sar assiso
Alla destra di Dio.-
Coro Caifa Dunque sei il figlio del Dio vivente?-
Ges - Tu lo dici.-
Coro Caifa Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo di testimonianze?Che ve ne pare?-
Coro - E reo di morte!-
Coro - Morte, morte, morte!-
Coro Caifa Conducetelo da Pilato.-
Coro - Procuratore, condanna questimpostore.-
Coro Pilato (infastidito) Questuomo galileo, portatelo da Erode.-
Coro Erode (cerimonioso) Quale onoreil famoso Ges, il profeta dei miracoli. Allora
fammi un prodigio. Muta questacqua in vino. Oppureoppure queste pietre in
in pani magari moltiplica questi pesci. Anzi no, una cosa pi divertente: Ferma
il sole! (finta meraviglia) Non lo fai? O non sai farlo? Oppure non puoi farlo?
Parla, (rivolto al coro) perch non parla?
Va bene, ho capito, ho capito. Servi, dategli un mantello, un bellissimo mantello
degno del suo rango di Re degli imbroglioni, e(furioso) mandate via questo
povero pazzo, datelo a Pilato!-
Coro Coscienza ( Indossa un piccolo mantello bianco. Fermo di scena degli altri attori. La
attrice entrando in scena, prima si porter nei pressi del leggio, quando si
rivolger genericamente a tutti; poi, lentamente, si sposter alle spalle del
personaggio al quale si riferisce. Su di essa ci sar una luce gialla).
Uomini, uomini, uomini, poveri uomini, miserabili uomini (poi stancamente)
stolti uomini. Piccoli moscerini impettiti che volete misurarvi con laquila.
Dove sono, dunque i vostri artigli? Dov il rostro? Dov la vostra acuta
vista? Da quali grandi altezze discendete?
Nulla avete, ma grandi vi sentite. (ironica) Su, portatelo da Caifa, tetro
interprete e parziale difensore dellortodossia della legge; oppure da Erode,
viscida serpe lussuriosa, che ha scambiato il Cristo per un saltimbanco; o
da Pilato, vile procuratore e pessimo filosofo.
E voi, sacerdoti tutti, immondi coccodrilli pieni di rapina e di cupidigia,
ditemi, qual il metro della vostra giustizia? ( sdegnata) E tu popolo
hai gi dimenticato che lhai osannato come figlio di Davide, e ora
lo rinneghi e lo condanni? Cos corta la tua memoria?
Guardate: i moscerini si sono eretti a giudici e condannano laquila!
Per te Pilato, che non sai, questo solamente un altro uomo da giudicare,
unaltra fastidiosissima incombenza, un altro fastidioso giudizio richiestoti da
questi superstiziosi giudei. Dimmi, quanti uomini hai giudicato fino al
presente? Mille? Diecimila? E quanti ne hai fatto fustigare? E quanti nei hai
consegnato al carnefice? Tu, Ponzio Pilato, figlio di un liberto, sei il molosso
al servizio di pochi uomini pervertiti che per denaro, ambizione, sete di
potere vendetta, opprimono altri uomini. Tu applichi la giustizia di Roma,
ma essa giustizia anche per gli altri? Non ne sei sicuro, vero?, ma continui
a giudicare solo per assecondare la tua ambizione: diventare Governatore. E
per questa hai venduto la tua dignit, gli amici, il popolo i giusti!-
Coro Pilato (a Ges, fine fermo di scena) Come ti chiami? Che mestiere fai? Dove abiti?-
Coro - E un malfattore.-
Coro - Condannalo a morte!-
Coro - Voleva distruggere il Tempio.-
Coro - Sobillava il popolo contro Roma!-
Coro Coscienza (c.s.) Tu sai che queste accuse sono false. Per face ci che loro affermano doveva
disporre di una Legione che non avrebbe permesso che il suo capo fosse
dato in mano ai Giudei.-
Coro Pilato - Io io non trovo colpa in lui. Lo far solo fustigare.-
Coro - Crocifiggilo, crocifiggilo, crocifiggilo!-
Coro Pilato - Prendetelo e fatelo voi ( infastidito).-
Coro - A noi non permesso.-
Coro - Negava il tributo a Cesare!-
Coro - Si proclamato Re!-
Coro Pilato - ( interessato) Senti, senti, sei tu Re?-
Ges - Sono Re, non di questo mondo, ma del Regno della Verit.-
Coro Pilato ( con sopportazione e poi come assorto nei pensieri) Ci risiamo, la veritma
cos la Verit?-
Coro Coscienza (c.s.) Sei cieco, non vuoi vedere.
Cavalchi la storia,
il tuo nome immortali
sigillando un volere
non tuo.
Sprazzi dintuito
ti abbagliano.
sei tormentato da dubbi,
dal profondo salgono ansie.
Ma queste e quelle
Saranno fugate in
Gallia,
dove placherai il tuo
spirito
e, meditando sui fatti di
Giudea,
capirai, infine, cos la
Verit.-
Coro Pilato Per la vostra pasqua vi libero il vostro re.-
Coro - Non lui, libera Barabba!
Coro Pilato - Barabba? Un assassino?-
Coro - Barabba, barabba, Barabba!-
Coro Pilato Un giusto muore e un assassino vive?-
Coro - Barabba, Barabba, Barabba!-
Coro Caifa - Pilato, il popolo vuole Barabba! Condanna costui!-
Coro Pilato ( avvicinandosi a Ges) Ascolta Profeta, quel tuo Regno, lo sai, non verr mai,
mai! Perch i Caifa, i Barabba, gli straccioni di sempre, i ladri ben vestiti, i
giudici corrotti, (piano) i procuratori vigliacchi, lo impediranno. Rassegnati!
Che speranza hai? Niente, neanche un briciolo. (pausa)
Quindi difenditi adesso! - perch stai per morire.-
Ges - Lo so e per questo sono venuto al mondo. Morir Pilato, ma in verit ti dico: il cielo
e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno mai!-
Coro Pilato E il vostro uomo? (come per dire: ma non vedere che inoffensivo).-
Coro - Crocifiggilo, crocifiggilo, crocifiggilo!-
Coro Pilato Ioiosono innocente del sangue di questo Giusto.-
Coro - Il suo sangue ricada su di noi, e sui nostri figli!-
Coro Pilato ( gridato, sofferto, strappato) E vostro!-
Le luci impazziranno, poi si faranno tetre, una musica ossessioner la scena. Dopo pochi secondi ci sar buio. Quindi entrer il Mattatore.
Narratore E Ponzio Pilato lo condann alla crocefissione. Il luogo stabilito per lesecuzione si chiamava Golgota o Calvario, che era una collinetta a forma di teschio alle porte di Gerusalemme. Ges vi giunse portando sulle spalle la sua croce. Era lora sesta, e sulla terra
Si scatenava un forte temporale.
Parte la musica del temporale che quella gi usata per il tumulto di Maria allannunciazione.
Esce il Narratore, entra il Coro e Ges. Egli salir sulla sgabello portando un grosso ramo spoglio che si metter sul dorso, tra capo e collo, al quale appogger le braccia, simulando la crocefissione. Il coro far lopportuna controscena. Luci adeguate.
Ges - Padre, perdona loro perch non sanno quel che fanno.-
Coro Coscienza Lora sesta lo trov crocifisso.
Uniscrizione lo schermiva:
Re dei Giudei, diceva,
ma figlio delluomo fu.
La folla loltraggiava
I sacerdoti nel delirio del vilipendio gridavano:
Sei leletto di Dio, hai confidato in Lui, hai salvato gli altri,
salva te stesso!
I soldati, ciechi molossi,
tragicamente lo beffeggiavano:
Scendi dalla croce, re dei giudei.
Ma figlio delluomo fu,
Salvatore sar.-
Ges - Mio Dio, mio Dio, perch mhai abbandonato?-
Coro Coscienza Lora nona sappressa
La morte vicina
I tempi conclusi.
Figlio delluomo fu,
Salvatore sar,
Dio !
Ges - Tutto compiuto. -
Coro Coscienza Guizzi di verit sul Golgota
Scrosciano su uomini induriti.
Carnefici, boia impietosi,
soldati esecutori,
coscienti
di una colpa non voluta
pentiti, angosciati,
atterriti!
A Dio chiedono:
Piet!-
Il temporale cresce dintensit, le saette sfrecciano, Ges soffre, ma non si lamenta. Quando finir la battuta seguente, una saetta e un forte tuono segneranno il momento della morte:
Ges - Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito ( china il capo sul petto: morto).-
I fenomeni di luce lentamente si attenuano, e la musica del temporale finisce sostituita da una musica lamentosa per circa 30, poi, gradatamente finiscono tutti i fenomeni. Buio.
Quando le luci, penombra, in scena ci sar Ges, come in attesa, seduto nello sgabello. Entra Caifa, che si comporta come se controllasse la sepoltura di Ges.
Coro Caifa E stato saggio far custodire il sepolcro di quel falso Messia, fino al terzo giorno,
affinch non vadano i suoi discepoli a rubarne il corpo, e poi dicano al popolo che
risuscitato dai morti. Questultima impostura sarebbe peggiore della prima.
Dunque, vediamo: guardie messe, posto vigilato, sepolcro sigillato. Bene, bene.
Ma ma dove sono le guardie?-
Ges - Vecchio, chi cerchi?-
Coro Caifa (sobbalzando) Chi sei? Sei forse lortolano di Giuseppe? ( intanto si avvicina a
Ges) Dimmi allora, hai visto le guardie? Dove sono andate? (pian piano si fa
Pi luce)-
Ges - Sono fuggite.-
Coro Caifa Fuggite? E perch? ( si avvicina e riconosce Ges) Ma tu ma tusei il no,
sei la sua ombra!-
Ges - No, non sono unombra. Guarda (si alza e solleva lo sgabello).-
Coro Caifa Ma certo, Nazareno, dovevo immaginarlo, tu non sei mai morto. Impostore!
Certamente, Pilato ti voleva salvare, bene, vedo che c riuscito! Ah, Pilato, sei
una tragedia per il popolo di Giuda. Sei disposto a tutto pur di nuocerci.-
Coro Coscienza ( c.s.) Caifa, Caifa, guarda il Nazareno, guarda le sue membra segnate
Dal martirio.
E non credi.
Hai visto il petto squarciato, constatato il fermo del cuore, presenziato alla
Sua morte.
E non credi.
Era stato annunciato, ha fatto prodigi, predicato lamore, risuscitato!
E non credi.-
Ges - Caifa, perch ancora non vuoi credere? Cos duro il tuo cuore? Ho annunciato il
Regno di Dio, ho predicato la lieta novella. Ma per te, per voi, furono parole vane;
mentre, esortandovi a cambiare i vostri cuori, erano la salvezza. Non ricordi
Ezechiele?( citando) Ed io vi toglier il cuore di pietra dalla vostra carne e porro in voi
il mio spirito.-
Coro Caifa Noi sappiamo che deve venire prima Elia, poi il Messia. Dunque dov Elia?-
Ges - Elia gi venuto. Era il Battista che Erode ha decapitato. Poi venuto il Cristo, il
Figlio di Davide. Infatti, Davide stesso dice nei salmi: Il Signore disse al mio
Signore: siedi alla mia destra.
Ora se Davide lo chiama Signore, in che modo allora Gli figlio?-
Coro Caifa Tu conosci bene le scritture e parli con autorit. Dimmi allora: sai che da secoli
nel nostro popolo sono sorti falsi messia che hanno portato lutto e distruzione.
Nessuno ha dato la libert e la prosperit ad Israele. Tu non sei come loro forse?
Hai liberato il tuo popolo dai romani? Lo hai reso ricco e potente? No! Allora
La morte come impostore e bestemmiatore stata la tua giusta condanna.-
Ges - Sei sordo, cieco e stolto. Tu non sai che quello che onore fra gli uomini abominio
davanti a Dio?
Molti Profeti e molti Re hanno desiderato vedere quello che vedi tu, e sentire quello
che tu senti.
In verit ti dico: Gerusalemme subir un grande castigo, essa sar calpestata dai
Gentili finch i loro tempi non siano compiuti.
Nei giorni che solo il Padre conosce, verr il Giudice. Allora le Potenze dei cieli
saranno sconvolte, sulla terra le Nazioni si troveranno in angoscia e il mare si far
spaventoso.
Quando cominceranno queste cose, guardate il alto, vedrete il Figlio delluomo
venire su una nube con potenza e gloria, e la redenzione sar finalmente vicina.-
Alla fine della tirata, si far di nuovo buio. Ges esce di scena, mentre Caifa resta perplesso.
Riprendono le luci, Caifa sempre in scena, entra il Coro.
Coro Caifa (scuotendo il capo) E stata una visione-
Coro - Caifa, che fai qui? ( vedendolo sconvolto) Coshai? Cosa successo?-
Coro Caifa Forse risolto.-
Coro - Risorto chi? (prendono coscienza) Il Nazareno?-
Coro Caifa . Si.-
Coro - Ma che dici Caifa. Ges morto e seppellito l, nel sepolcro. Noi stessi labbiamo
sigillato con la pietra. Sei forse impazzito?-
Coro Caifa Vi dico che risorto! Lho visto! Era vivo! Guardate la pietra.-
Coro - ( con spregio) Demenza senile, visioni, nientaltro che visioni. Si, la pietra non
e pi al suo posto, ma sono stati i suoi discepoli a rapirlo mentre le guardie dormivano. Anzi, andiamo a cercarle e bastoniamole. (escono)-
Coro Caifa (rimasto solo in scena) Non pu essere, certamente stata una visone, forse ho avuto un malessere. Ges morto! Basta! (pausa) Ma la pietra stata ribaltata nonostante la presenza della guardieil sepolcro vuotocosa pu essere successo? Ma certo: hanno ragione i miei amici, debbono avere ragione. Quei cialtroni si saranno addormentati (con sofferenza).
Certo cos. cos! (come a convincere se stesso).
Cos devessere! (gridato) Cos devessere, (sussurrato) Mio Dio cos devessere! (coprendosi il viso).-
La scena lentamente si fa buia, Caifa esce. Riprende la luce con una musica che dovr, nel suo procedere, simboleggiare la Resurrezione di Ges. Entra in scena il Coro.
Coro - Maria, dov tuo figlio?-
Coro - Sappiamo che lhanno preso!-
Coro - Lhanno portato al Sinedrio o al Pretorio?-
Coro Maria Prima da Caifa, poi da Pilato.-
Coro - Lhannoassassinato?-
Ragazzo del Coro - Insultato, frustato e appeso alla croce. Come un agnello fu portato al macello.-
Coro Maria Denunciato con false accuse, con falsa piet frustato, con falsa giustizia
Crocifisso.-
Ragazzo del Coro - Sanguinante, da tutti abbandonato, fu solo nellangustia. Soltanto un soldato ha avuto
piet di Lui.
Poi il tetano lha logorato, ha tramato la terra, si squarciato il velo.
La natura ha preso il lutto, quando, perdonato i colpevoli, spirato.
Caifa, sacerdoti! Perch non strappaste le vesti?-
Coro Maria Un uomo buono lha posto nel suo podere. Con profumi, lacrime e baci
stato composto e il sepolcro poi sigillato.-
Coro - Dicci dov, porteremo mirra e alo per Lui.-
Coro Maria Il sepolcro ormai vuoto. Come Lui aveva profetato, il terzo giorno risorto.-
Ragazzo del Coro - I sapienti sono stati confusi, i poveri hanno esultato,-
Coro Maria Ha cos compiuto la pienezza dei tempi: E tornato al Padre.-
Coro - Noi sappiamo che ritorner!-
Ragazzo del Coro - Si, ritorner, ma trover la Fede sulla terra?
Coro Maria Si, la trover. Per dopo che luomo, con rivoluzioni, terrorismo e guerre avr
fatto molte vittime innocenti; dopo che avr inventato le armi pi micidiali e ad
esse rinunciato; quando non dir pi: questo mio! Quando amer laltro; dopo
che in pace si sar lanciato nello Spazio.
Proprio in quei giorni, nellarmonia del Cosmo, legger:
IO SONO LA PAROLA
E TU CHI SEI ?
Solo allora sar abbattuto lultimo ostacolo fra luomo e Cristo: la superbia!
Solo allora Cristo torner e trover la Fede sulla terra.
Vivete questa speranza, fratelli, e non vi perderete- mai!
La musica sale dintensit, entra Ges, ponendosi al centro del Coro. Quando la musica
arriver al punto pi alto, il Coro si inginocchier e Ges alzer le braccia al cielo per
simboleggiare la Resurrezione del Cristo. Poi fine musica ed effetti di luce. Buio.
Riprende la luce sul leggio. Entra il Narratore che si dirige verso il leggio.
Si accende la luce di servizio, il Narratore entra e si dirige verso il leggio per prendere il
copione e si accorge che la Signora presente a destra della scena.
Narratore Signora, lei qui? Allora ha visto lo spettacolo? Le piaciuto (intanto va verso il
centro del palco, mentre la signora avanza a sua volta. Entra tutto il Coro)-
Coro signora Si, mi piaciuto. Molto originale. Bella la profezia di Maria. Insomma
buono questo vostro Ges della speranza.-
Narratore Grazie, detto da lei questo ci conforta.-
Coro signora Oddio, e perch?-
Ragazzo del Coro - Perch per noi, in questo momento, lei il nostro miglior critico.-
Coro signora Ragazzi, ragazzi, voi mi volete proprio lusingare.-
Narratore E la verit, signora-
Coro Signora (con un certo imbarazzo) Verrete verrete nuovamente a trovarci?-
Narratore Ci pu contare!-
Coro signora Promesso?-
Coro e Narratore- Promesso.-
Musica finale, fermo di scena. Poi buio.
Fine.


