Giallo mimosa

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FANTASIA TEATRALE di Tisti Marisa

Proposta per la festa della donna

Iscrizione SIAE n.898294A

SINOSSI: Nello spettacolo si alternano momenti di riflessione ad altri comici. Contaminazioni di sketch, poesie e canzoni che sfociano nella coinvolgente comicità di personaggi femminili.

Lettura a cura di tre donne che leggono a turno passandosi un mazzo di mimose

Quasi tutto quello che leggono viene proiettato in modo che tutte le persone presenti possano  leggere,  ascoltare e osservare le immagini. (Si consiglia di preparare un cd personalizzato con foto scelte a seconda dei gusti delle diverse compagnie teatrali)

E’ facoltativo, ma consigliato, l’uso di musica in sottofondo. Durata della rappresentazione dai 35 ai 45 minuti circa.  Destinato soprattutto alle scuole, alle associazioni socio-culturali e ai club.

GIALLO MIMOSA

-In tutto il mondo, o quasi, l’8 marzo si celebra la giornata della donna, vi siete mai chiesti perché? In realtà risulta che l’8 marzo non sia successo proprio nulla in passato che fosse legato al riscatto della dignità e della libertà della donna. E quindi? Siamo forse di fronte ad una bufala o ad una trovata commerciale? No, non è del tutto così.

Come prima cosa è doveroso dire che l’8 marzo è ufficialmente giornata mondiale della donna dal, non lontanissimo, 1975 da quando cioè, l’Onu l’ha riconosciuta proprio nel pieno dei movimenti e delle manifestazioni femministe degli anni settanta. Questa è una festa riconosciuta tale non solo in Italia ma anche in molti paesi dell’est e dell’Africa, in Vietnam, in Cina, a Cuba e, sembrerà incredibile, in Afghanistan (dove le donne pagano un prezzo altissimo per liberarsi dai vincoli del fondamentalismo talebano).

Proiezione immagine donne con il velo ( le foto sono prese da internet o dai giornali)

TUTTE LE FOTO ESPOSTE RIMANGONO SULLO SCHERMO PER 6 SECONDI CIRCA

 

-E’ doveroso specificare che qualcosa nel lontano marzo 1911 successe davvero, la tedesca Clara Eissner Zetkin alla conferenza internazionale delle donne a Copenaghen nel mese di agosto del 1910 la propose come “festa”; nei mesi successivi fino al 19 marzo milioni di persone scesero nelle piazze della Germania, della Svizzera, dell’Austria e della Danimarca per chiedere per le donne il diritto di voto, al lavoro, alla formazioni professionale e anche il diritto di ricoprire incarichi pubblici.

La prima data scelta in realtà, fu il 19 marzo anche perché ricordava la promessa, mai mantenuta, del re di Prussia, fatta nel 1848 (pieno risorgimento), di concedere il voto alle donne. Solo nel 1946 sarà consentito alle donne di votare ed esprimere le proprie scelte. Tuttavia, un tragico episodio si verificò negli Stati Uniti che vide coinvolte oltre un centinaio di lavoratrici donne. Il 25 marzo del 1911 infatti, in una fabbrica di camicie di New York, dove lavoravano operai immigrati  tra cui tante italiane, scoppiò un incendio. Era un sabato pomeriggio e il fuoco, alimentato dalle stoffe, si diffuse con rapidità negli ultimi piani di un grosso edificio di Washington Place, ultimi piani occupati dalla Triangle Waist Company. Le porte erano sbarrate dall’esterno e le scale esterne crollarono sotto il peso delle prime fuggitive che si erano ammassate. Morirono in 146 (di entrambi i sessi un centinaio donne) tante, carbonizzate. I proprietari della fabbrica si misero in salvo, il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari circa per ogni operaio morto e il risarcimento per le famiglie delle vittime, fu di 75 dollari.  Migliaia di persone presero parte ai funerali.  Questo incendio fu il più grave incidente industriale della storia di New York ebbe un forte eco sociale e politico a seguito del quale, vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro. Episodio, tra l’altro, destinato nei decenni successivi a occupare uno spazio sempre maggiore nella mitologia delle origini della festa della donna. Negli anni a seguire i fatti si sovrapposero e anche i tempi e le date infatti, il 25 e 19 marzo finirono con il diventare 8 marzo festa della donna.

Foto delle donne nella fabbrica (presa da Internet o dai giornali)

-Perché  si regala la mimosa alla festa della donna?  La mimosa fiorisce proprio nei primi giorni di marzo ed era il fiore consegnato insieme al mensile “Noi donne” dell’Unione Donne Italiane (UDI) nel 1950.

Foto mimosa

Prima di iniziare il nostro percorso, cerchiamo di capire cosa accadeva nella nostra Italia intorno al 1911, prima di tutto bisogna sapere che nel 1911 è incominciata si è diffusa ed affermata nel nostro paese una corrente migratoria, un vero e proprio “spostarsi” verso i paesi a noi più lontani. L’emigrazione era dovuta al fatto che il suolo italiano era caratterizzato dalla scarsa produttività e inoltre i sistemi utilizzati per la coltivazione erano molto arretrati. I così detti vertici amministrativi, non cercarono neanche di migliorare la situazione, anche perché, continuarono ad esistere proprio grazie all’abuso di vecchie regole di tipo feudale; tutta questa serie di fattori portò la popolazione italiana (soprattutto dell’Italia meridionale) ad un altissimo livello di povertà, dal quale si poteva uscire solo attraverso l’emigrazione (tantissime famiglie andarono proprio in America, tante, tantissime persone a New York dove avvenne il famoso incidente).

Foto donne al lavoro nei campi

Nel frattempo in Italia…

1.Si festeggiò l’Unità d’Italia (50 anni)

2.Fu combattuta la guerra Italo-Turca

Di tante, tantissime donne dobbiamo essere orgogliosi in Italia a partire dal Risorgimento ai giorni nostri, del periodo  Risorgimentale è doveroso ricordarne alcune come Anita Riberio Garibaldi

Foto di Anita Garibaldi

Cristina Trivulzio

Foto di Cristina Trivulzio

Clara Maffei

Foto Clara Maffei

Enrichetta di Lorenzo

Foto Enrichetta di Lorenzo

Jessie White Mario

Foto di Jessie White Mario

A questo punto le tre lettrici applaudono fanno un inchino ed escono di scena lasciando che le immagini delle seguenti donne passino sullo schermo, in sottofondo c’è sempre la musica, ogni immagine è accompagnata da una presentazione fatta a turno dalle tre lettrici (dieci secondi circa a immagine).

1.Sophia Loren – Premio Oscar nel 62 come miglior attrice ne “La ciociara” e nel 1991 alla carriera

2.Anna Magnani – Premio Oscar nel 56 come protagonista ne “La rosa tatuata”

3.Anna Maria Mozzoni – una delle Prime donne ad essersi battuta per i diritti del gentil sesso

4.Una nonna o un gruppo di donne anziane – la nostra storia

5.Chiara Cainero sul podio con la medaglia – olimpiadi Pechino 2008 – tiro a volo specialità skeet

6.Federica Pellegrini sul podio con la medaglia olimpiadi Pechino 08 – oro stile libero

7.Valentina Vezzali sul podio con la medaglia olimpiadi Pechino 08 oro fioretto femminile

8.Giulia Quintavalle sul podio con la medaglia olimpiadi Pechino 08 oro judo

9.Una mamma in ospedale che ha appena partorito – le nostre speranze

10.Oriana Fallaci – giornalista famosa in tutto il mondo

11.Rosaria Capacchione – cronista simbolo della lotta contro la criminalità organizzata

12.Carolina Kostner – pattinatrice artistica su ghiaccio

13.Francesca Schiavone con coppa in mano – prima donna italiana a vincere un Grande Slam

14.Una nursey con bimbe (meglio se di diverse nazionalità) – il nostro domani

15.Sonia Gandhi – politica indiana di origini italiane vedova di Rajiv Gandhi

16.Mina – magia vocale

17.Laura Pausini – voce italiana simbolo nel mondo

18.Mariangela Melato – semplicemente un mito

19.Monica Vitti – semplicemente fantastica

20.Foto di ragazze adolescenti – le nostre speranze per un futuro migliore

21.Rita Levi Montalcini – Premio Nobel 1986 per la medicina

22.Grazia Deledda – Premio Nobel 1926 per la letteratura

23.Emanuela Maccarani – allenatrice della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica

Rientrano le tre lettrici e fanno un applauso rivolto allo schermo prolungandolo  rivolto a tutte le donne non menzionate:

-A tutte le donne che questa sera non abbiamo menzionato e alle nostre donne, alle nonne, alle mamme, alle nostre sorelle, alle nostre nipoti e alle nostre figlie

Si spegne il proiettore e termina la musica rimane al centro del palco solo una delle tre donne

Entra un uomo e spiega che uomini e donne hanno un diverso modo di “comunicare”

-Uomo e donna hanno un diverso modo di esprimersi, ecco un esempio di interpretare l’Italiano:

a questo punto rimangono solo l’uomo e una  delle tre donne al centro e con ironica interpretazione iniziano a recitare

Sulla destra si posiziona l’uomo e sulla sinistra la donna, una voce fuori campo pronuncia

-Questo un esempio dell’Italiano delle donne e degli uomini, iniziamo con l’Italiano delle donne

Inizia la donna risponde l’uomo

SI = NO

No = Si

Forse = No

Mi dispiace = Ti dispiacerà presto

Abbiamo bisogno = Voglio e non provare a contraddirmi

Decidi tu = La decisione giusta dovrebbe essere ormai ovvia

Fai come ti pare = Se sbagli la pagherai in seguito

Dobbiamo parlare = Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa e di farti sentire in colpa

Certo, fallo pure se vuoi = non provarci nemmeno

No, non sono arrabbiata = certo che sono arrabbiata cretino!

Non così, spegni la luce…= non voglio che guardi la mia cellulite

Questa cucina è poco pratica = voglio cambiare tutto l’arredamento di casa

Amore mio mi ami? = sto per chiederti qualcosa di veramente costoso!

Dimmi quanto mi ami = ho fatto qualcosa che non ti piacerà per niente

Ho il sedere grosso = dimmi che sono stupenda

Dobbiamo imparare a comunicare = devi renderti conto che ho sempre ragione!

No, non ho niente davvero… = è solo che sei veramente stronzo!

Voce fuori campo – questo invece l’Italiano degli uomini

Inizia l’uomo e risponde la donna

Ho fame = ho fame

Ho sonno = ho sonno

Sono stanco = sono stanco

Bel vestito! = se sei una bella gnocca vestita, chissà nuda…

A me puoi dirlo, cosa c’è che non va? = contro quale insignificante trauma psicologico stai combattendo?

Sì, mi piace il tuo nuovo taglio di capelli = 50 euro buttati come al solito!

Andiamo al cinema? = mi piacerebbe fare sesso con te

Posso invitarti fuori a cena? = mi piacerebbe fare sesso con te

Posso chiamarti? = mi piacerebbe fare sesso con te

Ti va di ballare con me? = mi piacerebbe fare sesso con te

Sembri tesa, ti faccio un massaggio? = mi piacerebbe toccarti e… fare sesso con te

Cosa c’è che non va? = immagino che di fare sesso questa sera non se ne parla…

Che noia… = facciamo sesso?

Ti amo = va bene l’ho detto, adesso, facciamo sesso

Parliamo = sto cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che sono una persona profonda e forse allora acconsentirai a fare sesso con me

Si invitano i partecipanti all’applauso

A questo punto riprendono le immagini delle  ventitre donne prima menzionate e presentate (se ne possono aggiungere altre a piacere), una delle tre lettrici si posiziona la centro e inizia a presentare Compiuta Donzella

-Quanti di voi hanno sentito parlare di Compiuta Donzella? Purtroppo credo pochi, ebbene, si dice che Compiuta Donzella sia stata una delle prime, se non la prima, donne italiane a prendere la penna con intenti letterari, la cosa straordinaria è che la signora Compiuta Donzella è definita poetessa del Medioevo! Davvero, provate domani a cercare su internet, troverete la sua storia e anche questa poesia

Ornato di Gran Pregio e di Valenza

Ornato di gran pregio e di valenza

E risplendente di loda adornata,

forte mi pregio più, poi v’è in plagenza

d’avermi in vostro core rimembrata

ed invitate a mia poca possenza

per acontarvi, s’eo sono insegnata,

come voi dite c’a(g)io gran sapienza;

ma certo non ne son (tanto) amantata.

Amantata non son como vor®ia

Di gran vertute né di placimento;

ma, qual ch’i sia, ag(g)io buon volere

di sentire con buona cortesia

a ciascun ch’ama sanza fallimento:

ché d’Amor sono e voglio ubidire.

Inchino e applauso

Esce di scena la donna che ha recitato la poesia ed entra un uomo ridendo

-No cari e poveri uomini, non fatevi anzi non facciamoci illusioni, donne così non esistono più!

Come dice l’ultima frase della poetessa Compiuta Donzella? “ché d’Amor sono e voglio ubidire” questo prima del matrimonio…poi, delle belve! Si, si non è questa la sera adatta per sfogarci ma noi lo sappiamo colleghi uomini che sono dolci e servizievoli prima delle nozze poi avviene la trasformazione e mai che questa trasformazione prenda le sembianze di una donna sempre in ordine, sempre carina ed educata nei nostri confronti, sempre disponibile, sempre pronta a cucinare per noi e i nostri amici, muta mai che stia muta! No, appena pronunciato il fatidico sì, torni a casa dopo una dura giornata di lavoro e la trovi con vestaglia e bigodini in testa, pronta ad aggredirti qualsiasi cosa tu dica o faccia, tutte le sere con ciclo e mal di testa, cibi già pronti in padella, parla, quanto parla?! E’ o non è così? Ammettetelo anche se questa sera siamo qui per festeggiarvi. I primi segnali però del loro essere “vipere” li hanno dati subito e quando dico subito intendo subito…

A questo punto appare sullo schermo un filmato, per i  filmati ci sono tre possibilità per le compagnie teatrali:

-Riportare i filmati originali presi da You Tube;

-Recitare gli sketch e riprendersi in modo da riprodurre sullo schermo gli sketch interpretati dagli attori della compagnia teatrale;

-Interpretare in diretta gli sketch (in questo caso bisogna preparare una scenografia semplice e veloce).

La Parodia di Adamo ed Eva interpretata da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello – durata 0:35

Dopo la parodia l’uomo invita compiaciuto all’applauso

-“Iene” da sempre… volete vedere cosa accade una volta sposate?

Sketch “Camera Moderna” Sandra e Raimondo 1975 – durata 2:20

Dopo la parodia l’uomo invita compiaciuto all’applauso

A questo punto entra una donna

-Aspetta solo un momento, anche voi subite delle trasformazioni dopo il matrimonio anzi, mi correggo, ne subite una sola… perché in realtà siete da subito pieni di difetti ma avendo noi il cuore da crocerossine ci illudiamo di cambiarvi, questa è la vostra trasformazione…

Sketch Vianello – Parisi - Mondaini (da stasera niente di nuovo 1981) La Panchina – durata 1:26

Terminato lo sketch la donna invita all’applauso

-Diventate tutti dei tacchini!

Entrano sul palco tutti gli attori che hanno partecipato alla rappresentazione si prendono per mano e recitano a memoria una poesia sulle donne.

DONNA

-Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi,

i giorni si trasformano in anni…

Però ciò che è importante  non cambia;

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.

Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…

Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!!!

MADRE TERESA  DI  CALCUTTA

Per concludere appare sullo schermo il video della canzone “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia

FINE

 

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