Gian Burrasca

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CERCASI EREDE

GIAN BURRASCA

COMMEDIA IN DUE ATTI (libero adattamento)

Tratto dal libro “Il Giornalino di Gian Burrasca”

di

VAMBA

Personaggi:

Giannino Stoppani, Gian Burrasca

Il Babbo di Gian Burrasca

La Madre di Gian Burrasca

Ada, la sorella maggiore

Luisa, sorella

Virginia, sorella minore

La Zia Bettina, zitella di campagna

Caterina, la cameriera

Adolfo Capitani, pretendente di Ada

Il Dottor Collalto, fidanzato e poi marito di Luisa

Bice, Genoveffa, Adalgisa, tre amiche pettegole delle sorelle

Ugo Fabiani ed Eugenio Tinti, due amici delle sorelle.

Il Signor Stanislao, Direttore del Collegio Pierpaoli

La Signora Gertrude, Direttrice del Collegio Pierpaoli (moglie Stanislao)

Tito Barozzo, collegiale

Carlo Pezzi, collegiale

Mario Michelozzi, collegiale

Nino L’Untone, Il Cuoco del Collegio Pierpaoli

Lo Sguattero di cucina del collegio Pierpaoli

Gedeone - Il Bidello

SIGLA INIZIALE :

Sottofondo di “Viva la pappa col pomodoro” (R. Pavone)

PRIMO ATTO

La scena:

Soggiorno di una casa della media borghesia d’inizio XX secolo.  Sulla destra l'uscita verso l'esterno, sulla sinistra l'uscita verso la camera di Gian Burrasca, al centro uscita verso le stanze padronali. Alcune poltrone, una scrivania, una libreria con mobile bar, un caminetto ed una specchiera con attaccapanni..

SCENA I

(A sipario chiuso)

Giannino - (voce fuori campo) Cari bambini oggi vi voglio raccontare la mia storia, quella di Giannino Stoppani, un bambino di 100 anni fa, che però si comporta né più né meno come ciascuno di voi; e come voi è talmente monello e combina talmente tante marachelle da essersi meritato il soprannome di Gian Burrasca.

Oggi è il mio compleanno……

(si apre il sipario con Babbo, Mamma, Ada, Virginia, Luisa e Giannino in scena).

Mamma, Ada, Virginia, Luisa – (cantano insieme): Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Giannino, tanti auguri a te !!

Babbo – (con aria solenne e marziale porge a Giannino un pacco regalo)  Ecco Giannino, un regalo utile per un quasi giovanotto che magari un giorno diventerà un bravo ufficiale dell’esercito italiano.

Giannino -  (apre il pacco che contiene una pistola a pallini e  con aria rapita) Graaazie Babbo, è bellissima!!

Babbo – (serio) Ma mi raccomando, usala soltanto nel giardino e lontano da qualsiasi altra persona. Potrebbe essere molto pericolosa…!!

Ada – (dandogli un pacco regalo) Auguri Giannino !!

Giannino – (apre il pacco con entusiasmo ma poi, visto il vestitino  a quadrettini ivi contenuto, con sorriso di circostanza) Grazie Ada, è molto elegante (smorfia verso il pubblico).

Virginia – (sorridente porge un altro incarto) Un pensierino per il mio caro fratellino, ma quando lo userai cerca di stare … ben sveglio !!!

Giannino -  (apre e gioioso) Evviva, una canna da pescaaaa!! Stai certa Virginia che non dormirò di certo ma prenderò certi pesci da fare spavento !! (rivolto al pubblico finge di provare la canna da pesca) Io vado matto per la pesca.

Luisa – (altro pacco regalo contenente un astuccio con tutto l’occorrente per scrivere ed un lapis rosso e blu) Tanti Auguri ometto !!

Giannino – (apre e, data un occhiata sufficiente all’astuccio, gira e rigira con entusiasmo il lapis tra le mani) Che bello, grazie Luisa !!

Mamma – (con molta tenerezza e dolcezza porge il pacco contenente un diario per le memorie) Ecco, per il mio piccolo tesoro un pensierino che potrà esserti utile oggi e quando sarai cresciuto.

Giannino – (apre ed entusiasta abbraccia la mamma affettuosamente) Un diario per poterci scrivere i miei pensieri e tutto quello che mi succede…. (rivolto al pubblico con fare birichino) come quelli dove le mie sorelle danno i voti ed i giudizi ai loro spasimanti. (poi rivolto alla mamma) Mamma, è veramente un regalo bellissimo, il migliore di tutti.

Babbo – (solenne) Giannino,si è fatto tardi, sono le otto e trenta ed è ora che tu vada a dormire. Buonanotte.

Giannino – (ubbidiente si avvia verso sinistra) Buonanotte a tutti. (si rivolge al pubblico sbuffando ed esce a sinistra).

Babbo – (deciso) Luisa, Virginia, ho visto un poco di disordine nelle vostre stanze, forse fareste meglio ad andare a sistemare prima di coricarvi !!

Luisa e Virginia – (in coro, timorose) Si, babbo, subito !! (si alzano ed escono dal centro).

Babbo – Beh, vado in camera a leggere un po’ il giornale; e voi non fate tardi, eh !! (esce dal centro).

(Ada e la Mamma restano sedute sul divano, Giannino entra di nascosto con diario e lapis, si nasconde dietro di loro e comincia ad annotare tutto)

Mamma – (si alza e si dirige vero l’uscita di centro, poi melliflua ad Ada) Domani sera verrà a trovarci il Signor Capitani, sai è molto ricco ed è un buon partito, forse potresti farci un pensierino nel caso ti chiedesse di sposarlo….!! (ed esce)

Ada – (piagnucolosa) Ma mamma ..!!

(al pubblico, con enfasi)

Oh, se quel vecchiaccio bavoso del De Capitani non tornasse più!! Non mi piace, non mi piace, e non mi piacerà mai, mai, mai !! E’ grasso, ha due mani grandi e rosse e col babbo non sa parlare d’altro che di vino, olio, campi di contadini e bestie. E poi, l’avessi almeno visto una volta vestito come si deve…!! Ieri sera, mentre l’accompagnavo alla porta, ed eravamo soli nell’ingresso, voleva baciarmi la mano; ma io sono stata pronta a scappare così è rimasto con un palmo di naso. Ed io dovrei sposarlo? Non è questa una crudeltà??

(sognante)

Invece io amo il mio caro Alberto De Renzis. Che peccato che Alberto sia solo un misero impiegatuccio….

(piagnucolosa)

Che delusione è la vita, come sono infelice !!!

(esce dal centro singhiozzando e Giannino sbuca fuori da dietro il divano con aria furbetta ed esce a sinistra; si spengono le luci)

SCENA II

(Sul divano, la mamma, Ada e Giannino con in mano il suo diario; in piedi il De Capitani;su di un altro divano Luisa ed il Dottor Collalto chiacchiere varie tra tutti)

Giannino – (indicando il De Capitani al pubblico) Hanno proprio ragione le mie sorelle a prenderlo in giro, è proprio “un COSO” brutto, grosso, grosso e rosso.

De Capitani – (tronfio) Cosa legge di bello il nostro Giannino ? (prende di mano a Giannino il diario e si mette a leggere ad alta voce) Vediamo un po’….

Mercoledì 20 Settembre 1897; Caro diario oggi è stato il mio compleanno ed o (ammiccando a Giannino), è l’acca è andata al mercato Giannino??

(Tutti ridono)

Dicevamo… ho festeggiato con la mia famiglia.

Alla fine della serata, quando tutti sono andati a letto, sono sceso in salotto ed ho sentito Ada disperata che diceva:

 “Oh, se quel vecchiaccio bavoso del De Capitani non tornasse più!! Non mi piace, non mi piace, e non mi piacerà mai, mai, mai !!

Ada – (urlando e cercando di strappare il diario dalle mani del De Capitani): Nooo, datemi il diario, non è vero, sono solo le fantasie di un ragazzino, datemi quel diario….

De Capitani – (con frenesia e partecipazione)

“E’ grasso, ha due mani grandi e rosse e col babbo non sa parlare d’altro che di vino, olio, campi di contadini e bestie. E poi, l’avessi almeno visto una volta vestito come si deve…!! Ieri sera, mentre l’accompagnavo alla porta, ed eravamo soli nell’ingresso, voleva baciarmi la mano; ma io sono stata pronta a scappare così è rimasto con un palmo di naso. Ed io dovrei sposarlo? Non è questa una crudeltà??”

(poi, rivolto a Giannino) Perché hai scritto tutte queste sciocchezze??

Giannino – (candido) Non possono essere sciocchezze, le ha dette la mia sorella maggiore che ha più giudizio di me e quindi sa bene quello che dice !!

(il De Capitani si alza con furore e, senza dire niente e senza salutare prende il cappello dall’attaccapanni ed esce da destra)

Giannino – Bella educazione !!

(Ada scoppia a piangere disperatamente)

Mamma – (furiosa a Giannino) Ma cosa ti è saltato in mente di scrivere quelle sciocchezze, per colpa tua è andato a monte un matrimonio che, per i tempi che corrono, sarebbe stato una gran fortuna;

(Ada mentre piange si rivolge al pubblico e fa un gesto di sufficienza)

un marito come il De Capitani, con un patrimonio di 20.000 lire, non si trova tutti i giorni!!

E adesso la tua povera sorella Ada sarà costretta a restare zitella tutta la vita come la Zia Bettina!!

(Ada scoppia a piangere più forte e più disperata scuotendo la testa)

Giannino – (candido ma sull’orlo delle lacrime) Ma io che ne sapevo, voi mi insegnate a non dire mai bugie e adesso… vai a fare del bene alle sorelle maggiori..!!!

Mamma – (arrabbiata) Basta, hai già detto abbastanza, vai dritto in camera tua e non fiatare più.

(Giannino esce da sinistra e la mamma si siede sul divano a consolare Ada poi esce dal centro mentre Giannino rientra da sinistra e si nasconde dietro il divano sul quale Luisa ed il Collalto hanno assistito alla scena in silenzio)

Collalto – (sottovoce a Luisa) Ci vorrà almeno un anno. Sai, il dottor Baldi comincia a diventare vecchio e mi ha promesso di prendermi come suo aiuto. Ti spiace dover aspettare amor mio ?

Luisa – (soave ma sempre sottovoce) Oh no, e a te, caro ? (ridono entrambi)

Collalto – Ma non lo dire ancora a nessuno. Prima di dichiararci fidanzati in pubblico voglio avere una posizione sicura…

Luisa – Oh, ti pare ? sarebbe una sciocchezza.. (si alza, attraversa il salotto e si va a sedere su di un altro divano)

(Suona il campanello e Caterina entra da destra seguita da Bice, Genoveffa ed Adalgisa; saluti a soggetto tra tutti i presenti)

Mamma – (Entra da sinistra trafelata urlando) Giannino non è nel suo letto, è scappato…

Giannino – (uscendo da dietro il divano, urlando) UHAAA!!!

(Collalto salta sul divano e si spaventa a morte, le donne presenti urlano altrettanto spaventate)

Mamma – (piagnucolante) Giannino, Giannino, mi farai ammalare !!

Luisa – (con fare stupito) Come ! Sei stato tutto questo tempo dietro il divano ?

Giannino – (baldanzoso) Certo: mi predicate sempre di dire la verità; e allora perché voi (indica Luisa e Collalto) non dite alle vostre amiche che siete promessi sposi ?

(Le amiche si guardano stupite ed ammiccano tra loro con risolini di compiacimento)

Bice, Adalgisa e Genoveffa – (in coro) Oh, Luisa che bella notizia. Complimenti, congratulazioni !!!

Luisa –( prende per un braccio Giannino cercando di strattonarlo verso l’uscita di sinistra ma senza riuscirci) Non è vero, sono tutte fandonie !!

Giannino – (urlando e tirando dalla parte opposta a Luisa) Lasciai, lasciami, sono capace di camminare da solo. (con fare provocatorio) Eh allora perché ti sei alzata immediatamente dal divano quando hai sentito il campanello ?? Collalto….

Luisa – (trascinando Giannino in un angolo della stanza vicino all’uscita di sinistra e singhiozzando) Avrei una gran voglia di darti uno scapaccione… Collalto non te lo perdonerà mai !!

Giannino – (tenero) Non piangere sorellina mia, ti pare che me ne sarei uscito così se sapevo che il dottore è tanto fifone?

Mamma – (avvicinandosi ai due) Caterina, per favore riporta a letto Giannino e bada bene di non lasciarlo fino a che non si sarà ben addormentato !!

Caterina – (ossequiosa) Si signora, lo consideri già fatto !! (prende Giannino per una manica e lo porta fuori da sinistra; si spengono le luci)

SCENA III

(In salotto Ada, Virginia, Luisa e la Mamma )

Ada – Dai mamma, non puoi negarcelo.

Luisa – Dopotutto lo hanno fatto anche le altre nostre amiche.

Virginia - .. e poi pensa che invidia i vicini quando vedranno arrivare tutti gli invitati !!

Luisa – Sarà una serata magnifica, musica  e divertimento sano e poi (guarda Virginia e le strizza l’occhiolino) magari potremmo trovare un pretendente per Ada !!

Ada – (piagnucolosa) Magari …!!

Mamma – (pensierosa ma accondiscendente) E sia ! Ma solo per questa volta, eh !!

Ada, Luisa e Virginia – (l’abbracciano felici) Grazie Mamma, sei la migliore mamma del mondo!!!

(La mamma esce da destra e le ragazze si siedono sul divano discutendo animatamente con un foglio ed una penna in mano mentre Giannino entra in punta di piedi da sinistra succhiando un lecca-lecca e, non visto, si nasconde ancora dietro al divano)

Ada – Allora chi invitiamo ?

Luisa – Beh, Collalto, ovviamente, Carlo Nelli, Pietrino Masi…

Virginia – Ugo Bellini, Gino Viani…

Ada – Bice, Adalgisa, Genoveffa…

Luisa – L’importante è che Giannino se ne stia in camera sua altrimenti chissà che guai sarebbe capace di combinare!!

Giannino – (al pubblico) Che sorelle ingrate..! (sghignazzando perfidamente) Ma non sanno che ieri ho consegnato a ciascuno dei loro amici i ritratti disegnati da Luisa sui quali Virginia ed Ada avevano aggiunto commenti poco carini !

(in quel mentre suona il campanello e Caterina attraversa la stanza da sinistra avviandosi all’uscita di destra)

Ada – Chi può essere a quest’ora ??

Luisa – E che scampanellata ..!!

Virginia – (sprezzante) Non può essere che un contadino !

Ada – (altezzosa) Certo una persona senza educazione !

Caterina – (entra da destra, pettegola) Ah, signorine che sorpresa! E’ venuta a trovarvi vostra Zia Bettina.

(La zia Bettina entra insieme alla mamma)

Ada, Luisa e Virginia (sbuffano e fanno una smorfia al pubblico e poi false) – Zia Bettina, ma che bella sorpresa !!

(Si siedono sul divano)

Mamma – Allora Bettina, come va laggiù da voi in campagna? Come si prevede il raccolto per quest’anno ??

Zia Bettina – (avvicinandosi con fare curioso al tavolo dove sono rimasti il foglio degli invitati e la penna) Sì, non dovrebbe essere male quest’anno; dopotutto l’inverno è stato fin troppo piovoso ed umido.. (si tocca la schiena con fare dolorante)

Virginia – (prendendo velocemente foglio e penna dal tavolino) Ada, Luisa, andiamo a far preparare la stanza alla zia Bettina; a più tardi zia.

(le sorelle si avviano verso l’uscita di sinistra ma si fermano in un angolo; Giannino le segue di nascosto)

Ada – (piagnucolosa) Ah, brutta vecchiaccia!

Luisa – (ironica) E figuriamoci se non si tratterrà quando saprà della festa; anzi sarà contentissima di sfoggiare il suo vestito di seta verde, i suoi guanti gialli e la cuffietta lilla in testa !!

Virginia – (disperata) Ci farà arrossire! Io mi vergogno di presentare una zia così ridicola e zoticona !!

Ada – (Acida; al pubblico) La Zia Bettina è ricca sfondata, ma è così all’antica che pare uscita dall’arca di Noè. Con la differenza che gli animali uscirono dall’arca tutti a coppie mentre la zia Bettina ne è uscita sola dato che non ha mai trovato un cane di marito!!

(le sorelle escono da sinistra)

Giannino – (al pubblico) Povere sorelline, hanno ragione !! Dopo avere fatto il massimo perché la festa riesca bene… Sarebbe un vero peccato che una vecchia così ridicola compromettesse tutto! (pausa con espressione di riflessione poi, deciso) Bisogna salvare la situazione, qualcuno si deve sacrificare per la loro felicità ! E poi, dopo lo scherzetto dei ritratti devo proprio ricompensarle con una buona azione…!

Caterina – (entra dal centro e si rivolge alla mamma) Signora Stoppani, potrebbe per cortesia venire un attimo in cucina, dovrei mostrarle una cosa.

Mamma – (alla zia Bettina) Perdonami un istante Bettina, torno subito. (esce dal centro con Caterina)

Giannino – (si avvicina alla zia con fare furbetto) Buon giorno zia Bettina, come sta ?

Zia Bettina – (baciandolo) Ciao Giannino, come ti sei fatto grande sembri già un ometto, quanti anni hai adesso?

Giannino – Nove, appena compiuti !

Zia Bettina – Bene, è cosa c’è di nuovo qui in casa Stoppani ?

Giannino – (serio) Zia Bettina, vuole fare un grosso regalo alle sue nipoti ?

Zia Bettina – (stupita) Cosa dici?

Giannino –  Le dico che se vuol proprio fare contente le sue nipoti dovrebbe fare il piacere di andarsene prima della festa da ballo; capirà, lei è troppo vecchia e poi si veste in modo troppo ridicolo per queste feste; è naturale che non ce la vogliano. Però non dica che gliel’ho detto io, ma dia retta a me, torni a casa  e le sue nipoti gliene saranno grate.

(nel frattempo entrano dal centro la mamma ed il babbo e da sinistra Ada, Luisa e Caterina)

Mamma – Eccomi di ritorno Bettina!

Babbo – Ciao Bettina!

Ada – Zia la tua camera è pronta se vuoi portare su il tuo bagaglio..!

Zia Bettina – (inviperita) Non porto proprio su un bel niente, anzi (calcando il tono) questa vecchia che veste in modo ridicolo se ne va immediatamente fuori da questa casa! (acida ed ironica) non vorrei proprio rovinarvi la festa da ballo con la mia presenza !

Giuro che non metterò mai più piede in casa Stoppani, dovessi campare cento anni! (si avvia verso l’uscita di destra).

(Si ferma prima dell’uscita e si rivolge al babbo) E tu dovresti vergognarti a dare le feste da ballo con i quattrini presi in prestito dagli altri ! (esce senza salutare sbattendo la porta).

(tutti si guardano prima sbalorditi, poi vedono Giannino)

Babbo, Mamma, Ada, Luisa, Virginia – (in coro) Gianninooo!!

(il babbo afferra Giannino, si siede sul divano, lo mette prono sulle sue ginocchia e, con un battipanni preso dall’attaccapanni, incomincia a sculacciarlo; si spengono le luci)

SCENA IV

(Caterina entra ed esce addobbando il salotto con vasi di fiori, vassoi di dolci e bibite)

Ada - (vestita per l’occasione) Caterina, il vassoio dei dolci dovresti metterlo un po’ più a destra.

Caterina – Sì, signorina Ada.

Luisa – (vestita a festa) Caterina, i fiori devono stare al centro della tavola.

Caterina – (sbuffando verso il pubblico) Sì, signorina Luisa.

Virginia – (altrettanto elegante) Caterina, hai spolverato i bicchieri ?

Caterina – (con ampi gesti di disappunto verso il pubblico) Sì signorina Virginia, due volte…!! Ma adesso signorine vogliate scusarmi, devo andare in cucina a vedere se è tutto a posto.. (esce alzando le mani al cielo e sbuffando sonoramente).

(Ada, Luisa e Virginia la guardano uscire e si guardano con fare interrogativo)

(Suona il campanello e Caterina attraversa la stanza di corsa verso l’uscita di destra)

Caterina – Signorine, sono arrivate le vostre amiche, le signorine Bice, Adalgisa e Genoveffa (entrano vestite in modo un po’ vistoso)

Ada, Luisa e Virginia – (sorridendo tra loro ed ammiccando verso le amiche) Care amiche, che piacere; (saluti a soggetto) accomodatevi e servitevi pure. Abbiamo invitato i più bei ragazzi del paese, ci divertiremo tantissimo.

(Si siedono,  l’orologio suona le 9 e mezza)

Bice – Chi avete invitato?

Ada – Collalto, ovviamente (e fa una smorfia verso Luisa mentre le amiche fanno un risolino), poi Carlo Nelli….

Genoveffa – Oh, quello del negozio di vestiti ?

Luisa – Sì , proprio lui; poi Pietrino Masi il farmacista.

Adalgisa – (ridacchiando) Chi? Quello brutto con i capelli rossi sempre spettinati e la faccia piena di brufoli ?

Ada – (con fare rassegnato) Però è comunque un buon partito..!

Bice – (si rivolge a Luisa con fare provocatorio) Ma non aveva chiesto la tua mano ?

Luisa – (con ampi gesti di disgusto) Fossi matta !!

Virginia – E poi Ugo Bellini….

Genoveffa – Ah, quel giovane avvocato che quando parla sembra che la voce venga dalla suola delle scarpe tanto è piena ? (e mentre dice ciò imita la voce poi ride sguaiatamente)

(L’orologio suona le 10)

Ada – (preoccupata) Ma non arriva nessuno ?

Virginia – (con fare civettuolo) Ah, dimenticavo; abbiamo invitato anche Ugo Fabiani ed Eugenio Tinti.

Adalgisa – (sognante) Ah, che bei pezzi di figlioli !!

Luisa – (molto preoccupata) Ma cosa aspettano ? Di solito sono tutti così puntuali, non sarà successo qualcosa di grave…

Ada – (si avvicina al grammofono) Cominciamo a mettere un po’ di musica ed a scaldarci tra di noi (parte una polca che le ragazze ballano sgraziatamente a coppie).

(Suona il campanello, Caterina sta per attraversare la stanza ma viene fermata platealmente da Ada mentre le altre ragazze mostrano segni di compiacimento tirando sospiri di sollievo)

Ada – (ansiosa ed eccitata) Lascia Caterina, vado io..!! (si precipita verso l’uscita di destra)

(Torna con una faccia trista ed una  busta in mano).

Virginia – (prende la busta) Forse qualcuno che si scusa di non poter venire ? (apre e ne esce una foto ed un biglietto che  legge) “bel coraggio invitare alla vostra festa chi definite IL RITRATTO DI UN CIUCHINO !!” firmato Carlo Nelli.

 Luisa – (tremante, le strappa di mano la foto) Ma che significa tutto questo…??

(suona il campanello ancora ed Ada si riprecipita all’uscita di destra rientrando ancor più contrita con un’altra busta che porge a Luisa)

Luisa – (prende la busta, la apre e legge sempre più tremante) “dato che sono un VECCHIO BAVOSO, la vostra festa fatevela da sole!!”; (lascia cadere la busta e la foto, accenna ad uno svenimento e viene sorretta da Bice che la fa sedere sul divano)

(Intanto Adalgisa e Genoveffa si guardano con fare divertito e fanno gesti di compiacimento per questi inconvenienti che alterano la festa)

Suona ancora il campanello e le sorelle atterrite si guardano senza muoversi; il campanello suona un’altra volta.

Virginia – (urla isterica)Caterinaaa , la porta !!

Caterina – (entra di corsa trafelata con uno straccio in mano e si dirige verso l’uscita di destra)

Entra seguita dal Collalto, Ugo Fabiani, ed Eugenio Tinti.

Ada – (visibilmente soddisfatta) Buonasera e benvenuti !!

Luisa – (un po’ seccata al Collalto) Pensavamo non arrivaste più !!

Virginia – (sorridente) Eugenio, Ugo, che piacere siate venuti ..!!

Eugenio – Beh, dopo quello che avete scritto sulla mia foto, (al pubblico con fare presuntuoso: “Bello, bellissimo, troppo bello per questa terra”) non avrei rinunciato  a questa festa per niente al mondo !

Ugo – Anche per me vale lo stesso, dato che mi ritenete “UN CARO RAGAZZO”

Ada – Ma adesso non perdiamoci in ciance, forza divertiamoci e voi amici approfittate pure del buffet senza pudori ..!!

(Si avvia al grammofono e parte una mazurca che viene ballata goffamente a coppie; da sinistra entra nel frattempo Giannino che comincia a girovagare tra le coppie che ballano con fare furbetto e poi si avvicina al tavolo dei dolci e delle bibite cominciando a sbocconcellare e bere)

Nel frattempo Luisa ed il Collalto chiacchierano seduti in disparte

Luisa – (contrita) E’ stato uno scherzo indegno! Grazie a quelle pettegole (ed indica Bice, Genoveffa ed Adalgisa) domani saremo certo sulle bocche di tutti e tutto il paese riderà di noi. Ah, se potessi almeno avere la soddisfazione di sapere chi è stato!! Come mi vorrei vendicare..

Collalto – (guardando intensamente Giannino che passa in quel momento davanti a loro masticando un pasticcino, lo prende per un braccio e lo tiene a se) Forse Giannino te lo potrebbe dire, vero ??

Giannino – (innocente a bocca piena) Dire cosa ?

Collalto – (inquisitorio) Dire chi ha preso i ritratti dalla camera di Luisa!

Giannino – (deglutisce sonoramente, poi con voce tremante) Forse.. forse sarà stato Morino….

Luisa – (alterata) Come? Come? Il gatto ???

Giannino – (sempre più tremante) Già. L’altra settimana gli ho dato due o tre fotografie perché si divertisse a masticarle. Può darsi che le abbia portate fuori e le abbia lasciate per strada….

Luisa – (urlando e rincorrendo Giannino che scappa verso l’uscita di sinistra non prima di essere passato dal tavolo ed avere preso una manciata di dolci) Allora le hai prese tu, disgraziato !! Vieni qui che ti insegno io a non mettere le mani nelle cose altrui…!!

Giannino scappa inseguito da Luisa ed escono entrambi da sinistra; si spengono le luci.

SCENA V

Giannino – (Voce fuori campo a luci spente) Basta, non ne posso più, scappo di casa.

(“occhio di bue” inquadra Giannino che, furtivo con le scarpe in mano, attraversa il palco da sinistra ed esce a destra; si accendono le luci)

(La zia Bettina entra in scena portando con se un vaso contenente una piantina striminzita che appoggia sul tavolo; suona il campanello)

Zia Bettina – (stupita) Oh, perbacco chi può essere a quest’ora, non aspettavo nessuno!! (esce da destra)

Zia Bettina – (fuori scena – urlando) Mio Dio, ma chi sei ? un diavolo uscito dal camino di Belzebù !!!

(entra seguita da Giannino con la faccia sporca di fuliggine)

Giannino – (contrito) Zia, sa che a lei dico sempre la verità; sono scappato di casa; sono salito sul primo treno che partiva dalla stazione ma ho dovuto viaggiare vicino al fumaiolo per non essere scoperto dal controllore….!

Zia Bettina – (stupita) Scappato di casa ? Ma con che coraggio hai abbandonato il tuo babbo, la tua mamma e le tue.. (si ferma e fa una smorfia poi, acida) è naturale, quelle ragazze farebbero perdere la pazienza ad un santo..!! Va beh, lasciamo perdere..!  Su figliolo vai a lavarti che sembri un pezzo di carbonella, poi mi racconterai tutto..!

(Giannino esce dal centro mentre la Zia Bettina rassetta un po’ la stanza; dopo qualche minuto esce anche lei dal centro e rientra poco dopo seguita da Giannino in pigiama)

Zia Bettina – (accarezzando il ragazzo) Ma tu hai la febbre !! Su vai a dormire che ti farà bene.

Giannino – Ma no, Zia. Sto benissimo, ho solo tanta fame !!

Zia Bettina – (seria) No, no mio caro! La mia nonna Gelsomina, che era tanto saggia, diceva sempre che per scacciare la febbre non c’è niente di meglio che un bel digiuno, un buon bicchiere di olio di ricino ed una nottata sotto le coperte..!!

Giannino – (disgustato) Bleah !! No, no!! Piuttosto che l’olio di ricino preferisco andare subito a letto !! (e scappa di corsa fuori da sinistra).

(Si spengono le luci e si riaccendono subito dopo poco)

Giannino in pigiama entra furtivo nella sala, armeggia intorno al vaso e si nasconde dietro al tavolo. Entra la Zia Bettina e si avvia verso il vaso.

Zia Bettina – (amorevole) Eccomi bello mio, ora ti do da bere! Bravo mio caro come sei cresciuto. (esce dal centro)

Giannino – ( facendo l’occhiolino al pubblico) Adesso ci divertiamo un po’. Attenti allo scherzetto..!! (e spinge un poco in alto il bastoncino che ha legato alla piantina)

Zia Bettina – (rientra dal centro con in mano un annaffiatoio e versa l’acqua nel vaso) Oh, mio caro, come stai ? Oh poverino, guarda hai una fogliolina rotta… sarà stato qualche gattaccio. Aspetta, aspetta, ora prendo le forbicine e te la tolgo altrimenti secca e ti fa male alla salute..!! (esce dal centro)

Giannino fa una risatina sardonica  verso il pubblico e spinge ancora un pochino in su il bastoncino

Zia Bettina – (rientra con in mano delle forbici da giardiniere) Eccomi qui, adesso ti …. (si ferma con fare stupito) ma sai che mi sembri cresciuto ?

Giannino trattiene visibilmente le risate

Zia Bettina – Sì, sì, sei proprio cresciuto, e sai perché? E’ l’acqua fresca e limpida che ti do tutte le mattine. Ora vado a prendertene dell’altra così crescerai di più..!! (esce ancora dal centro con in mano l’annaffiatoio)

Giannino – (facendo il verso alla Zia Bettina) Oh, mio caro come sei cresciuto; ora ti do l’acqua fresca e limpida… (poi sghignazzando rumorosamente) adesso ti faccio crescere un po’ io..!! (e spinge ancora un po’ in su il bastoncino)

Zia Bettina – (entra dal centro con in mano l’annaffiatoio) Uh, il mio dittamo ( lascia cadere per terra l’annaffiatoio e con voce tremante). Ma questo è un miracolo ! Ferdinando mio, Ferdinando adorato! Forse il tuo spirito è entrato in questa pianta che mi regalasti per il mio venticinquesimo compleanno?

Giannino comincia a ridere sottovoce e spinge ancora più in su il bastoncino

Zia Bettina – (guarda il dittamo che cresce a dismisura e urla) Uh, oh, ah !! (il vaso cade e la zia Bettina guarda dietro il tavolo e vede Giannino che scoppia in una fragorosa risata) Ah, disgraziato è un'altra delle tue burle. Come ti sei permesso ?? (prende una scopa da un angolo e comincia ad inseguire Giannino per la stanza)

Zia Bettina – (arrabbiatissima) Canaglia, questa è l’ultima che fai, appena arriva il tuo babbo a prenderti gliele racconto tutte…

Giannino – (urlando) Non volevo, zia!! Che ne sapevo io che nel dittamo c’era l’anima di quel signor Ferdinando..!!

Zia Bettina – (si blocca e balbettando) Zitto, zitto !! Se mi prometti di non dire niente a nessuno cercherò di farti perdonare dal tuo babbo.

Giannino – (serio) Prometto, prometto.

Suona il campanello e la zia Bettina esce da destra rientrando con il babbo.

Giannino – (si getta di corsa tra le braccia del babbo) Babbo, babbo !!

Babbo – (serio ma dolce) Cattivo, tu non puoi figurarti quanto ci hai fatto soffrire tutti quanti.

Zia Bettina – (seria) Questo disgraziato ha incominciato a farmi disperare già di prima mattina…

Giannino - (innocente) Ma cosa ho fatto dopotutto, ho soltanto fatto cadere il vaso di dittamo ma non sapevo che dentro c’era lo spirito di quel signor Ferdinando …!!

Zia Bettina – (gli tappa la bocca e urlando) Basta !! Vattene e non ritornare più in questa casa, hai capito ??

Babbo – (ridendo sotto i baffi ma cercando di darsi un contegno) Vai fuori e aspettami sulla carrozza, con te faremo i conti più tardi!

Giannino esce da destra

Babbo – (mellifluo) Bettina, sai Luisa ed il dottor Collalto sono fidanzati da tempo ed avrebbero voluto sposarsi il prossimo anno ma il Collalto ha vinto un concorso per un posto di assistente primario a Roma così ora sono costretti a sposarsi il prossimo mese. Ci terrebbe moltissimo che tu partecipassi alla cerimonia e mi ha quindi pregato di chiederti di accettare le sue scuse per quanto successo alla festa.

Zia Bettina – (commossa) E sia! non sarebbe né giusto né serio, per un pettegolezzo riportato da un ragazzo, mancare ad una festa di famiglia così importante. Vedrò cosa posso fare…!!

Babbo – Allora ci conto, ci vediamo fra un mese esatto!!

Esce da destra e si spengono le luci.

SCENA VI

Caterina si affaccenda nell’addobbare la casa con fiori, dolci e bibite.

Entra da sinistra Luisa abbracciata a Giannino.

Luisa – (dolce) Eccoti un bello scudo d’argento, carro fratellino (lo bacia sulla fronte). Mi raccomando fai il bravo e cerca di non combinare le tue solite sciocchezze. In casa c’è un tale trambusto per preparare il matrimonio che nessuno può badare a te..!!

Giannino – (felice) Grazie Luisa !! Te lo prometto farò il bravo e festeggerò con te il tuo matrimonio !!

Luisa esce dal centro.

Giannino – (al pubblico) Ho già in mente una bellissima idea su come utilizzare al meglio questo scudo d’argento. Comprerò dei fuochi d’artificio così potremo festeggiare il matrimonio di Luisa in modo veramente degno!! (esce da sinistra).

Entrano da destra la mamma e la Zia Bettina con Virginia ed Ada. Le due ragazze si siedono sul divano e le due donne si mettono in un angolo chiacchierando tra loro del più e del meno; da sinistra entra Giannino che si nasconde dietro il divano dove sono sedute le sorelle.

Virginia – (pettegola) E’ la solita cafona campagnola !!

Ada – (seccata) Quella vecchia dispettosa si è voluta vendicare dell’altra volta che venne da noi!!

Virginia – Povera Luisa, si aspettava da lei in regalo quel paio di diamanti che ebbe in eredità dalla povera nonna …

Ada – Ed invece le ha regalato quella ridicola coperta da letto di lana gialla e celeste (acida) che ha fatto con le sue mani..!!

Virginia – Per fortuna che gli altri invitati hanno fatto regali bellissimi!

Si alzano ed escono dal centro seguite dalla mamma mentre la zia Bettina si siede sul divano e Giannino le si siede accanto.

Giannino – (innocente) Cara zia, vuole un buon consiglio? Riporti via quella copertaccia di lana che ha regalato a Luisa e le regali invece quei diamanti sui quali mia sorella aveva messo gli occhi; si farà così più onore e mia sorella non la considererà più una vecchia dispettosa.

Zia Bettina – (trattenendo l’ira) Hai ragione, credo di avere sbagliato; accetterò il tuo consiglio..!

Entrano dal centro la mamma ed il babbo mentre Giannino si nasconde di soppiatto dietro al solito divano.

Zia Bettina – (seria) Ho deciso di prendere il treno che parte tra mezz’ora, me ne torno a casa!

Mamma – (stupita) Ma, ma da dove viene questa decisione improvvisa?

Babbo – (altrettanto stupito) Bettina, dimmi francamente, qualcuno ti ha mancato di rispetto ?

Zia Bettina – (acida) Al contrario, vado via proprio perché mi si rispetta troppo; e per favore dì a Luisa di rimandarmi quella coperta che ho avuto la stupidaggine di farle con le mie mani.

Esce da destra mentre il babbo e la mamma si guardano stupiti ed escono dal centro.

Giannino – (al pubblico) Stavolta la zia Bettina si è comportata bene. Ha capito di avere sbagliato ed è corsa subito a casa a prendere i diamanti per Luisa. E tutto questo per merito mio!! Ecco cosa vuol dire essere un buon fratello.

Esce da sinistra; si spengono le luci e si riaccendono dopo poco con il sottofondo della marcia nuziale.

Da destra entrano alla spicciolata prima Luisa, con in mano il bouquet,  sottobraccio al Collalto, il babbo, la mamma, Ada e Virginia. Dal centro entra Carolina e da sinistra Giannino.

Mamma – (commossa) Che bella cerimonia!!

Virginia – Ho pianto tutto il tempo..!

Carolina – (ossequiosa) Come è bella signorina Luisa, anzi Signora Collalto !!

Babbo – (serio) Su, non perdiamoci in smancerie, serviamoci e festeggiamo questa nuova coppia!!

Prendono tutti in mano i calici

Babbo – (solenne) Voglio brindare alla felicità di Luisa e Giorgio augurando loro una vita lunga, prosperosa e feconda !! Sperando che i bambini che sicuramente avranno la fortuna di mettere al mondo non siano scapestrati come il loro futuro zio Giannino !!!

Tutti scoppiano in risate mentre Giannino fa le linguacce alle spalle del babbo ed esce da sinistra.

Mamma – (felice) Forza, approfittiamo di tutte queste leccornie..!!

Intanto Giannino entra da sinistra con in mano alcuni petardi ed un accendino e si mette alle spalle del Collalto e ne accende uno che esplode fragorosamente.

Giannino – (urlando) Viva gli sposi !!

Tutti urlano spaventati mentre il Collalto sviene. Luisa ed il babbo accorrono intorno a lui.

Luisa – (spaventata) Giorgio, Giorgio!! Dimmi qualcosa, caro. (si volta verso il babbo piangendo) E’ morto !!

Babbo – (spaventato ma serio) Ma che morto, è soltanto svenuto non vedi che respira ?

Mamma – (urlando) Giannino ma sei impazzito, ti sembra questo il modo di scherzare ??

Babbo – (urlando) Basta Giannino, questa è la goccia che fa traboccare il vaso !! la prossima settimana ti porto al collegio Pierpaoli.

Si spengono le luci e si chiude il sipario.

FINE DEL PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

La scena:

Il palco sarà diviso in due ambienti irregolari;

Il più grande sarà la direzione: una poltrona, una scrivania, un tavolino con tre sedie, una libreria, un quadro sulla parete di fondo rappresentante un viso austero di uomo del 1800; Sulla destra l'uscita verso l’esterno, al centro l’uscita verso la camera della Direttrice, sulla sinistra l’ingresso al refettorio che sarà creato mediante  un divisorio.

 L’ambiente più piccolo sarà il refettorio: molto spartano con tavolata e sedie (eventualmente una finestra sulla parete di fondo); al centro l’uscita verso le stanze dei convittori, a sinistra l’uscita verso le cucine.

SCENA I

Si apre il sipario; in scena il Sig. Stanislao (il Direttore), la Sig.ra Gertrude (la Direttrice), il Babbo e Giannino già vestito con la divisa del collegio.

Direttore – (con fare solenne) Vedrà sig. Stoppani, non si pentirà assolutamente della Sua scelta, il collegio Pierpaoli…

Direttrice – (interrompendo il marito con tono seccato ma altrettanto solenne) ..ha un’ onorata tradizione centennale (calcando le parola e guardando Giannino con sguardo truce) nell’educazione  di ragazzini, ehm diciamo, un po’ vivaci.

Direttore – Il fondatore, il professor..

Direttrice – (interrompendo il marito con tono ancor più seccato e facendolo notare con ampi gesti) … il professor Pierpaolo Pierpaoli, del quale (calcando il tono) io ho l’onore di essere la nipote, è stato un benemerito dell’insegnamento…

(intanto Giannino comincia a sbuffare sonoramente)

ed ha ottenuto un riconoscimento ufficiale “nientepopodimenochè” dal Re Vittorio Emanuele II in persona !!!

Direttore – (al babbo) Quando lo verrà a prendere alla fine dell’anno scolastico, sicuramente troverà un ragazzo diverso da quello che lascia oggi.

(Giannino annuisce in modo ironico facendo ampi gesti al pubblico)

Babbo – (rivolgendosi a Giannino con tono austero) Beh, me lo auguro. Adesso è ora che vada, mi raccomando Giannino…!!!

(esce da destra salutando Direttore e Direttrice e lasciando Giannino solo con i due)

Direttrice – (con tono perfido ma perentorio) Bene, piccola canaglia, adesso sei sotto le mie grinfie e voglio proprio vedere se non riuscirò a far sparire quel risolino irriverente dalla tua faccia;

Direttore – (altrettanto perfido) ..tanto per cominciare starai a pane e acqua per due giorni come, diciamo, regalo di benvenuto..!!

Giannino – (in tono di sfida) Bel regalo, ne facevo anche a meno!

Direttrice – (urlando) Come osi, piccolo impertinente (fa per alzare una mano verso Giannino).

Direttore – (interviene fermandola  poi, ironico) No, Gertrude! Sai benissimo che con la dolcezza si ottiene tutto, vero? (poi, sempre ironico a Giannino) E adesso caro il mio signorino, se vuole accomodarsi le mostriamo …il resto dell’albergo (ride sonoramente e gli indica l’uscita a sinistra verso il refettorio)

Giannino esce a sinistra seguito dal Direttore mentre la direttrice esce da destra

Direttore – (sempre ironico) Questa è la sala da pranzo dove potrà gustare i manicaretti preparati (enfatico) dal nostro “Chef” Nino L’Untone, che proviene dalle migliori scuole di cucina del Corno d’Africa.

(Giannino fa le linguacce alle spalle del direttore e poi si volta verso il pubblico e mostra una faccia schifata).

Direttore – (gli indica l’uscita di centro del refettorio, sempre ironico) … e da quella parte ci sarà la sua “suite  reale”, una bella camerata con 10 letti.!

Giannino – (falsamente timido) E il bagno ?

Direttore – (sgarbato) Nel corridoio tra le camerate ovviamente ! (ironico) Cosa voleva il signorino ? Anche due ancelle che le facessero il bagnetto e le lavassero la schiena con oli profumati?? (perentorio) Adesso basta perdere tempo con te, su forza siediti qui ed aspetta qualche minuto che fra poco si cena, MARCH !! (esce da destra verso il suo studio e prosegue verso l’uscita di centro)

(Giannino si siede sulla  sedia indicatagli e si guarda intorno spaesato, poi iniziano ad entrare gli altri collegiali alla spicciolata).

Barozzo – (si siede vicino a Giannino) Ciao, mi chiamo Tito Barozzo e sono uno dei grandi, tu devi essere probabilmente il nuovo arrivato, vero?

Giannino – Sì, io sono Giannino Stoppani.

Barozzo – (indicando il Michelozzi ed il Pezzi che si sono seduti di fronte a loro) .. lui è Mario Michelozzi e lui è Carlo Pezzi. (saluti a soggetto)

Michelozzi – Come mai sei finito qui?

Giannino – E’ una storia lunga, se cominciassi a raccontartela finirei con la barba bianca ed il bastone..!

Cuoco – (entra da sinistra suonando una campanella seguito dallo sguattero che porta in mano un pentolone) Silenzio, ragazzi, silenzio !!

E voilà il mio famosissimo (simulando un accento francese) “consommè du ris à la parisienne” !! Vi ho già raccontato di quella volta che lo preparai per Putipù il gran capo della tribù degli zulù..?? Un successone, si leccò anche… i capelli !

Sguattero – Ma se mi ha detto che era calvo..!! (il cuoco gli da un ceffone) Ahi, mi scusi..!

Pezzi – (con fare schifato) Non fare caso al nome, è soltanto una semplicissima minestra di riso.

Giannino – (felice) Meno male! Il direttore mi aveva detto che avrei dovuto stare due giorni a pane ed acqua… e poi, il riso mi piace moltissimo..!!

Barozzo – (scoppia in una risata) fra una settimana non dirai più così..!! Qui il suo (imita il cuoco che nel frattempo ha incominciato a servire una brodaglia mista a poco riso nei piatti di ciascuno) “consommè” di riso è servito tutti i giorni due volte al giorno.

Direttrice – (entrando dal lato destro del refettorio insieme al direttore provenienti dal loro studio) Silenzio, razza di piccoli delinquenti, mangiate in silenzio !! (e comincia a girare intorno al tavolo con aria truce).

Direttore – Tutti fermi, tutti zitti e guai se vedo muovere un solo muscolo che non sia tra quelli della bocca ! (guardando i ragazzi gira in senso contrario a quello della moglie e finisce per scontrarsi frontalmente con la stessa che lo fulmina con uno sguardo).

Direttrice – Su adesso che avete finito (indica due dei ragazzi seduti al tavolo) raccogliete i piatti e dateli allo sguattero di cucina che ben sa dove portarli (fa un cenno di intesa al cuoco).

Direttore – (indica tutti) Voialtri, tutti nelle vostre camere ed infilatevi subito a letto, MARCH! E badate bene di non fare i furbi perché passeremo personalmente a controllare e se qualcuno sgarra… finisce ai lavori forzati in cucina per una settimana!!

(Il cuoco e lo sguattero escono da sinistra mentre il direttore e la direttrice escono da destra, entrano nello studio ed escono dal centro).

Mentre Barozzo, Pezzi e Michelozzi temporeggiano facendosi cenni d’intesa, Giannino e gli altri ragazzi escono alla spicciolata dal centro.

Allora Barozzo, Pezzi e Michelozzi si siedono intorno al tavolo ed estraggono un mazzo di carte da gioco ed alcune fiches;

Giannino – (rientrando e rivolgendosi ai tre) Ho visto che tardavate intenzionalmente e mi chiedevo il perché….

I tre, impacciati, cercano senza successo di nascondere carte e fiches…

Pezzi – (minaccioso) Perché sei tornato qui ??

Giannino – (spavaldo) Oh, bella ! Son venuto per giocare anch’io.

Barozzo – (autoritario) No, No !! Non è avvezzo, ne parlerebbe e tutto sarebbe scoperto..

Giannino – Va bene, allora starò a vedere.

MIchelozzi -  (minaccioso) Bada bene però, guai se…

Giannino – (interrompendolo con spavalderia) Per tua regola, (calcando le parole) Giannino Stoppani non ha mai fatto la spia, e ne ha anche pagato le conseguenze (indica vistosamente il sedere).

Barozzo – (condiscendente) E sia, allora giochiamo..

Iniziano a spartirsi le fiches e le carte quando si sente un rumore a destra nell’ufficio del direttore ed i ragazzi più grandi raccolgono alla rinfusa carte e fiches dimenticandone qualcuna sul tavolo e scappano dal centro mentre Giannino spaesato cerca di uscire da destra (verso la direzione) e si scontra con il direttore che sta entrando in pigiama..

Direttore – (prende Giannino per un braccio e, sorpreso) Che cosa succede qua? (Guarda sul tavolo e vede le fiches) Ah ah, si gioca d’azzardo eh? (guardando truce Giannino) Vergogna, alla tua età !!

Ma non puoi certo giocare da solo, vero ?? Chi c’era qui con te ?

Giannino – (finto tonto) Non lo so, io ero sceso per cercare un poco d’acqua da bere…

Direttore – (sempre più arrabbiato) Ma chi credi di prendere in giro, piccola vipera; se ho visto con i miei occhi alcune ombre uscire di corsa dalla stanza..

Giannino – (candidamente) Boh, saranno stati dei fantasmi…

Direttore – (urlando) Ah ! sangue di drago! tu ardisci rispondere così al direttore ? Vediamo se un paio di giorni di digiuno e di lavori forzati in cucina ti scioglieranno la lingua. Adesso vai a dormire e domattina presentati qui dopo l’ora di colazione e mettiti a disposizione del cuoco; via, MARSH !!

Il direttore rientra a destra in direzione ed esce dal centro mentre Giannino esce dal centro; si spengono le luci.

SCENA II

Si accendono le luci e Giannino è seduto su di una sedia del refettorio tutto solo.

Giannino – (al pubblico, triste) Non è per i lavori forzati in cucina, tanto un modo per scansarli lo trovo, ma per il digiuno dato che oggi è venerdì ed il venerdì ci servono la minestra di magro che è tanto buona, così saporita che .. mi viene già l’acquolina in bocca!

Si sentono dei rumori e Giannino si nasconde sotto il tavolo mentre da sinistra entrano il cuoco e lo sguattero.

Cuoco – Il direttore mi ha detto che questa mattina avremmo avuto uno di quei marmocchi a darci una mano a sbrigare i lavori pesanti; ma dove si sarà cacciato..!!

Sguattero – (con aria felice)Vuole dire che per oggi non dovrò più spazzare e lavare il pavimento, apparecchiare e sparecchiare, lavare le pentole e pulire il bagno ??

Giannino da sotto il tavolo fa gestacci all’indirizzo dei due.

Cuoco – Magari, se riusciamo ad infinocchiarlo, non solo per oggi ma per molti giorni, caro mio! (ride sonoramente). E poi oggi proprio no. Devi aiutarmi a preparare la minestra di magro. Sai che è la preferita di quei mocciosi e quindi dobbiamo fare in modo che ne sia all’altezza (ride ancora più sguaiatamente).

Sguattero – Beh, mi dica cosa debbo fare.

Cuoco – Hai messo tutti i piatti sporchi della settimana dove ti avevo detto?

Sguattero – Certamente, sono lì sull’asse come da suoi ordini..

Cuoco – Bene! Ora dovrai sciacquarli tutti energicamente nell’acqua bollente di quel pentolone che c’è in cucina per togliere bene tutto l’unto…

Sguattero – Sarà fatto, e poi ?

Cuoco – E poi, (perfido) ne uscirà un brodo da leccarsi i baffi.. (poi, al pubblico) e che brodo, capirai ci sono dentro tutti i sapori delle pietanze servite dalla Domenica al Giovedì (e ride sonoramente)

Sguattero – (con faccia schifata) ..ma io i baffi con quella cosa lì non ce li voglio mica leccare.

Cuoco – (mollandogli uno schiaffo sulla testa) Oh grullo !! ti pare che noi si mangi quella robaccia? Il personale di cucina mangia la minestra speciale che si fa per il Direttore e la Direttrice.

Lo sguattero tira un sospiro di sollievo mentre Giannino da sotto il tavolo fa dei gesti di disgusto verso il pubblico.

Cuoco – Adesso andiamo che il pane è già affettato ed il soffritto è pronto. (allo sguattero) E mi raccomando, impara il mestiere e.. mosca; ti ho già insegnato che quello che succede in cucina, lì deve restare…!

Sguattero – Certo Signor Nino L’Untone !!

Fanno per uscire da sinistra quando Giannino esce fuori da sotto il tavolo.

Giannino – (prendendo in mano la scarpa e gettandola verso il cuoco, urlando) Schifosi, metteteci anche questa nella minestra di magro così sarà più saporita..!

Cuoco – (spaventato, urla) Ah! Da dove salti fuori tu! Chi, Chi sei ?

Giannino – (urlando) Ho sentito tutto! La tua ricetta, caro cuoco dei miei stivali, finirà dritta sul tavolo del direttore e della direttrice..!! Disgraziato ..(e solleva una sedia come per tirarla al cuoco)

Il cuoco e lo sguattero stupiti e spaventati scappano ed escono da sinistra mentre da destra (dal suo studio) entra la direttrice.

Direttrice – Cosa sta succedendo qui ? Chi urla ? Cosa fai con quella sedia!!

Giannino – Sono io che urlo, e questa sedia volevo tirarla al cuoco ed al suo sguattero quando ho scoperto come fanno la minestra di magro !!

Direttrice – (con fare mellifluo) Dai, metti giù quella sedia ! stavo giusto venendo a dirti che ti esoneravo dal castigo perché oggi potessi gustare la minestra di magro che vi piace tanto.. Ma, cosa volevi dire di quella ricetta??

Giannino – (arrabbiato) Volevo dire che non la voglio mangiare più; piuttosto datemi la minestra di riso anche di venerdì oppure la pietanza speciale che mangiate lei ed il direttore;

Direttrice – (fingendosi sorpresa) Ma che dici? Non capisco…

Giannino – Dico che la minestra di magro viene fatta con l’acqua nella quale vengono lavati i piatti di tutta la settimana…

Direttrice – (seria) Se è vero, quello che dici è molto grave; pensaci bene, vorrebbe dire far perdere il lavoro a due persone…

Giannino – (serio) Lo dico e lo confermo!

Direttrice – Allora andiamo a fare rapporto al Direttore!!

Entrano a destra nello studio dove, alla scrivania, è seduto il direttore e Giannino viene fatto sedere su di una sedia.

Direttrice – (solenne) Stanislao, il Signorino Stoppani intende fare rapporto al cuoco ed allo sguattero in quanto dice che la minestra di magro del venerdì è fatta con la sciacquatura dei piatti di tutta la settimana!

Direttore – (falsamente sorpreso) E’ incredibile! Se fosse vero li licenzio in tronco tutti e due. (urlando) Gedeone!

Bidello – (entra di corsa da destra e si mette sull’attenti) Comandi Signor Direttore.

Direttore – (urlando) Fate venire qui il cuoco e lo sguattero immediatamente, MARCH!!!

Il bidello esce da sinistra, attraversa di corsa il refettorio ed esce da sinistra verso la cucina; ne esce poco dopo seguito dal cuoco e dallo sguattero e si precipitano tutti nello studio.

Direttore – Gedeone, puoi andare adesso, MARCH !!

Bidello – (inchinandosi vistosamente) Sì signor direttore, obbedisco!!

Ed esce da destra.

Direttore – (al cuoco, serio con fare accusatorio) E’ vero, come dice il qui presente Signorino Stoppani, che la minestra di magro viene preparata con la sciacquatura dei piatti di tutta la settimana?

Cuoco – (ilare) Mi scusi signor direttore, ma le pare possibile che Nino L’Untone, cuoco diplomato nelle migliori scuole del corno d’Africa, faccia tutto questo??

Deve sapere che io ho l’abitudine di fare qualche scherzetto agli sguatteri soprattutto se nuovi del mestiere come questo qui. Gliene racconto di cotte e di crude e quanto detto dal Signorino Stoppani è proprio una di queste burle.

Direttore – (serio) Va bene, ma il mio dovere mi impone di fare un’ispezione in cucina. Lei Stoppani rimanga qua, e voi due precedetemi, MARCH !!

Escono da destra, attraversano il refettorio, escono da sinistra e rientrano dopo poco nello studio.

Direttore – (a Giannino, bonario) Tu hai fatto bene a riferirmi ciò che hai sentito ma fortunatamente la cosa sta come ha raccontato il Cuoco, è tutto a posto puoi mangiare la tua bella minestra di magro. Vai e cerca di essere buono!

E accompagna Giannino alla porta che conduce al refettorio dove i ragazzi erano già seduti in attesa della cena.

Giannino si siede al suo solito posto vicino al Barozzo.

Barozzo – (felice) Bravo Stoppani, sei stato grande ieri. Grazie !!

Entrano da sinistra  il Cuoco che suona la solita campanella e lo sguattero con il solito pentolone ed i ragazzi fanno un grido di gioia.

Tutti – Evviva la Minestra di magro alla Casalinga !!

Da destra entrano il Direttore e la Direttrice che cominciano a girare per i tavoli mentre i ragazzi mangiano ed osservano con fare inquisitorio Giannino ed i suoi vicini.

Direttore – (indicando due ragazzi) Adesso che avete finito di mangiare, forza sparecchiate mentre per gli altri mezz’ora di ricreazione, MARCH!!.

Esce da destra con la Direttrice mentre il cuoco e lo sguattero escono da sinistra. I ragazzi in gruppetti cominciano a chiacchierare.

Pezzi – (a Giannino) Stoppani, sei stato forte.

Michelozzi – Meriti di entrare nella nostra Società Segreta “Uno per tutti e tutti per uno”.

Barozzo – Ma come mai sei uscito dalla direzione poco fa?

Giannino – Ho raccontato al direttore di avere sentito il cuoco dire che la minestra di magro è fatta con la sciacquatura dei piatti di tutta la settimana; il direttore ha interrogato il cuoco in mia presenza, lui ha detto che era soltanto uno scherzo fatto allo sguattero; poi, dopo un’ispezione in cucina, mi ha detto che era tutto a posto e che la minestra era genuina.

Barozzo – Uhm, mi puzza un po’ la cosa. Sembra quasi una bella messinscena, con finto interrogatorio ed ispezione farsa per convincere un povero ragazzino a credere nella verità preconfezionata.

Michelozzi – Credo che Barozzo abbia ragione.

Pezzi – Ho un’idea, facciamo in modo di mettere dell’anilina che colorerà l’acqua di un bel rosso vivo così da farci immediatamente capire se la base della minestra viene dalla sciacquatura dei piatti. Ne bastano pochi granelli nei piatti di ogni giorno e l’acqua sembrerà.. vino!

Michelozzi – Ho visto l’anilina nel laboratorio di chimica ; farò in modo di prenderne un po’ e da domani ognuno di noi ne metterà un granello in ogni piatto di pietanze in umido.

Barozzo – Va bene. Poi venerdì ne vedremo delle belle. A domani. “Uno per tutti …

Giannino, Pezzi e Michelozzi – (insieme) …tutti per uno”.

Suona la campanella della lezione ed escono tutti dal centro. Si spengono le luci.

SCENA III

Si accendono le luci soffuse; nello studio della direzione seduti intorno al tavolino ci sono  la Direttrice, il Direttore ed il cuoco con una candela in mezzo al tavolino; si tengono le mani.

Cuoco – (con fare solenne) Eccolo, ora viene..!!

Direttrice – (eccitata) Lo spirito dello Zio Pierpaolo Pierpaoli, viene a farci visita!!

Cuoco – (sempre più solenne) E’ lui, ora viene !

Il tavolino si muove visibilmente.

Direttrice – ( emozionata) Si, è qui.

Cuoco – Parlo con lo spirito del professor Pierpaolo Pierpaoli ?

Si sentono due colpi sul tavolino.

Cuoco – E’ proprio lui!

Direttore – (al cuoco) Domandagli se posso rivolgergli la parola..

Direttrice – (seccata) Niente affatto! Se qui c’è qualcuno che ha il diritto di parlare con lo spirito del professore sono io, sua nipote diretta; tu non sei neanche un suo parente alla lontana…

(al cuoco) Chiedigli se vuole parlare con me.

Cuoco – (tetro) Oh, spirito del professor Pierpaolo Pierpaoli, vuole parlare con sua nipote Gertrude?

Il tavolo si muove visibilmente.

Cuoco – (timidamente) Ha detto di no !

Direttore – (con tono trionfante) Hai visto ?

Direttrice – (inviperita) Sei un perfetto imbecille !!

Direttore – (con un fil di voce) Ma Gertrude, ti prego di moderarti….almeno in presenza del cuoco …almeno in presenza dello spirito del compianto professore Pierpaolo Pierpaoli!!

Giannino – (da dietro il quadro con voce tetra) Ah !

I tre si voltano verso il quadro tremanti di paura poi..

Cuoco – (perentorio) Sei ancora tu spirito di Pierpaolo Pierpaoli? Ripondi !

Giannino – (sibilando) Sssssss ….

Cuoco – Ti è concesso di parlare direttamente con noi ?

Giannino – (con voce alterata) Giovedì … a mezzanotte !!

Direttore – Si vede che in questi giorni gli è vietato di parlare con noi..!

Cuoco – (con voce grave) Allora a Giovedì notte! (poi saluta ed esce da sinistra verso la cucina).

Direttore – (alla moglie, dolcemente) Gertrude.. Gertrude… Cercherai di moderarti? Si, vero? Non mi dirai più quella brutta parola?..

Direttrice – (a denti stretti) Non te lo dirò più… per rispettare il desiderio di quell’anima santa di mio zio. Ma anche senza dirtelo, credimi, rimarrai quel perfetto  imbecille che sei…!!!

Si spengono le luci per riaccendersi immediatamente poco dopo con Giannino, Barozzo, Pezzi e Michelozzi in refettorio.

Giannino – (eccitato) La notte scorsa ho scoperto una cosa incredibile !! Vi ricordate che vi avevo accennato al fatto che il mio armadietto e ricavato in un’intercapedine del muro? Bene, ieri sera stavo aggiustando un po’ le mie cose quando al di là del muro ho sentito dei rumori…

Pezzi – (eccitato) E allora? Dai racconta…!

Giannino – Mi sono avvicinato ed ho scoperto che i mattoni della parete erano friabili così li ho tolti e mi sono trovato davanti una tela che ho riconosciuto essere un quadro!!

Michelozzi – (eccitato) Un quadro ?? Ma dove si trova questo quadro??

Giannino –  Il quadro deve essere quello della direzione perché ad un certo punto ho intravisto al di là il Direttore, la Direttrice ed il Cuoco che, seduti al tavolino, facevano una seduta spiritica!!

Michelozzi, Pezzi e Barozzo – (all’unisono e strabiliati) Una seduta spiritica !!!

Giannino – Sì, il cuoco era il medium. Hanno cercato di evocare lo spirito del professor Pierpaolo Pierpaoli. Però ad un certo punto, e qui viene il bello, la Direttrice ha dato sonoramente dell’imbecille a suo marito e io, che non riuscivo più a trattenermi dal ridere, ho emesso un suono.

Pezzi – (spaventato) Ma sei matto ?? Ti hanno scoperto??

Giannino – (baldanzoso) Per niente, anzi ho fatto loro credere di essere l’incarnazione dello spirito del professore nel quadro ed ho dato loro appuntamento per Giovedì notte..!!

Barozzo – (pensieroso) Uhm, penso che forse potremmo prenderci una bella rivincita su quei tre per tutte le angherie a cui ci sottopongono!!

Michelozzi, tu non sei per caso amico del garzone che fa manutenzioni per il collegio ?

Michelozzi – Certo, eh allora?

Barozzo – Dovresti chiedergli se può aprire due piccoli forellini negli occhi del quadro entro Giovedì; poi vi spiegherò il mio piano…!

Pezzi – A proposito di piano, io ed il Michelozzi abbiamo eseguito il piano “riso in ammollo”..!

Giannino – (sbalordito) “Riso in ammollo” ???

Michelozzi – (esultante) Sì, abbiamo versato un barilotto del petrolio che si usa per la stufa del riscaldamento nelle riserve di riso del collegio così adesso il cuoco sarà costretto a preparare qualcosa di diverso dal suo (imita l’accento simil francese del cuoco) “consommé du ris à la parisienne”! (tutti e quattro ridono sonoramente)

Barozzo – Beh, è quasi ora di pranzo! Vediamo cosa ci serviranno!!

Entrano da sinistra  il Cuoco che suona la campanella e lo sguattero con il solito pentolone .Iniziano a servire una brodaglia rosso fuoco

Cuoco – Ragazzi vi annuncio che a partire da oggi non avrete più il piacere di mangiare il mio famoso (facendo sempre l’accento francese) “consommé du ris à la parisienne”…

Ragazzi – (in coro) Niente più riso ??

Cuoco – Sì, il Direttore e la Direttrice hanno pensato che troppo riso vi avrebbe fatto venire… gli occhi a mandorla e quindi mi hanno chiesto di inventare qualcosa di più…mediterraneo! Così eccovi una squisitissima “pappa col pomodoro” !!

Ragazzi - (in coro) “Pappa col pomodoro” ???

Cuoco – Proprio così..

Ragazzi – (si alzano tutti in piedi e cantano “viva la pappa col pomodoro” di Rita Pavone)

Direttrice – (entrando da destra insieme al direttore; urla) Silenziooo!! Ma che cos’è tutto questo caos?? E’ possibile che non sappiate mangiare in silenzio ??

Direttore – Silenzio, Tutti fermi, tutti zitti e guai se vedo muovere un solo muscolo che non sia tra quelli della bocca !

I ragazzi si zittiscono e cominciano a mangiare con avidità.

Direttrice – (indicando Giannino ed il Pezzi) Voi due, raccogliete i piatti e dateli allo sguattero; gli altri tutti in camera che è ora; buonanotte!

Esce da destra con il direttore e si siedono nello studio; i ragazzi escono tutti dal centro mentre nel frattempo Giannino e Pezzi estraggono di tasca un sacchettino dal quale estraggono alcuni granelli che spargono vistosamente nei piatti prima di consegnarli allo sguattero; poi escono dal centro e lo sguattero da sinistra .

Direttore – (con tono sommesso) Ma cara Gertrude, certo che quest’affare del petrolio nelle riserve di riso è veramente inesplicabile..

La direttrice non risponde, si alza e cammina nervosamente nella stanza.

Direttore –  Possibile che si annidi tra i collegiali un tipo così audace da compiere un fatto simile? Ad ogni modo farò di tutto per scoprirlo e poi..

Direttrice – (stizzita) E poi cosa? Non scoprirai niente perché sei un imbecille!! Ed esce dal centro seguita dal Direttore.

Direttore – (supplicante) Ma Gertrude…. cara…!!!

Si spengono le luci.

SCENA IV

Si accendono le luci soffuse; entrano da destra nello studio della direzione la Direttrice, il Direttore ed il cuoco con una candela in mano; si siedono al tavolino e  si prendono le mani.

Direttore – (guardando al ritratto) Mi pare che stasera abbia gli occhi più neri…

La direttrice lo fulmina con lo sguardo, apre la bocca come per dire qualcosa ma poi guarda il quadro, abbassa la testa,  tace e si concentra come gli altri; l’orologio suona la mezzanotte…

Cuoco -  (solenne) Pierpaolo Pierpaoli !

Il tavolino si muove.

Direttrice – (eccitata) C’è !!

Cuoco – Puoi parlare?

E tutti e tre guardano ansiosi il quadro.

Giannino – (sibilando) Sssssss….

Cuoco – Dove sei ?

Giannino – (con voce cavernosa) In Purgatorio…

Direttrice – (triste) Ah zio! Lei che era così buono e virtuoso..! E per quali peccati ?

Giannino – (sempre con voce cavernosa) Per uno solo..!

Direttrice – E quale ?

Giannino – (con voce più alta e con tono adirato) Quello di avere lasciato il mio istituto a persone indegne di dirigerlo..

Direttrice – (costernata) Ah zio.. adorato zio.. Si degni di dirci i nostri torti e noi li ripareremo…

Giannino – (con voce grave) Li sapete!

Direttrice – Ma ce li dica, per piacere ce li dica…!

Giannino tace.

Direttrice – (incalzante) Zio? Zio?  Perché non risponde più ? E’ così sdegnato con noi? (poi, al cuoco) Che se ne sia andato via?

Cuoco – (sempre solenne) Pierpaolo Pierpaoli! Ci sei sempre?

Giannino – (sibilando) Sssssss….

Cuoco – C’è sempre ma se non risponde a certe domande significa che bisogna fargliene delle altre.

Direttrice – (supplicante) Ah zio, zio, abbia pietà di noi poveri peccatori e ci dica come potremo riparare ai nostri torti.

Giannino – (con voce grave) Aprite la porta, spegnete la candela ed aspettatemi in ginocchio perché io possa venire a voi…

Il cuoco si alza, esce a destra, apre la porta poi rientra, spegne la candela (la stanza rimane in penombra e la scena è illuminata solo dall’”occhio di bue”) e si inginocchia per terra con la testa bassa insieme agli altri due. Si sente aprire la porta e poi richiuderla a chiave. Entrano alcuni ragazzi coperti con dei lenzuoli, armati di bastoni ed incominciano a picchiare i tre.

Direttrice – Ah! Gli spiriti! Pietà !!

Direttore – Pietà !! Pietà !! Basta siamo pentiti!!!

Cuoco – Aiuto, Soccorso!!

Poi i tre si accasciano al suolo privi di sensi mentre i ragazzi si danno pacche sulle spalle e fanno gesti di giubilo al pubblico. Poi escono da destra.

Poco dopo appaiono Barozzo e Giannino in refettorio; Barozzo ha uno zaino in spalla e Giannino un mazzo di chiavi in mano (occhio di bue si punta su di loro);

Giannino – (triste) Allora sei proprio deciso?

Barozzo – Sì Stoppani, tu hai una famiglia che ti vuole bene e che, vedrai, prima o poi ti valuterà per quel bravo ragazzo che sei ma io…, io non ho nessuno. Ho un tutore che non sa neanche se esisto e che, soprattutto non si affannerà certo a cercarmi…!

Giannino – (emozionato) Povero Tito..!!

Si abbracciano.

Barozzo – (solenne) E’ ora che io vada. Ciao Stoppani ! “Uno per tutti…

Giannino – (singhiozzando) “..tutti per uno”!

Escono dal centro. (occhio di bue ritorna sullo studio)

Direttrice – (Riprendendos; lamentosa) Pietà, perdono, mi pento di tutto! Misericordia dell’anima mia…!!

Cuoco – (tremante) Pierpaolo Pierpaoli, possiamo riaccendere la luce?

Giannino – (sibilando) Sssssss….

Il cuoco si alza, inciampa, si rialza ed accende la luce che illumina una stanza a soqquadro con sedie rovesciate, il tavolino per terra in un angolo. La direttrice è seduta per terra con i capelli tutti arruffati. Il direttore non c’è più.

Direttrice – (implorante verso il quadro) Ah, zio! Siamo indegni di gestire questo suo collegio al quale dedicò tutta la sua vita..!

Ha fatto bene a punirci mandandoci gli spiriti a castigare le nostre colpe. E se ci vuole dare altri castighi faccia pure..! Ma le prometto che d’ora in avanti non saremo più egoisti, avari e prepotenti, vero Stanislao?

Si guarda intorno per la stanza poi spaventata..

Stanislao, oh per Giove, Stanislao, Stanislaooo!

Cuoco – (guardando il ritratto) Pierpaolo Pierpaoli, gli spiriti punitori hanno forse portato il nostro povero Direttore all’inferno??

Giannino tace.

Cuoco – (guardando ancora  il ritratto) Pierpaolo Pierpaoli, se ci sei dacci un segno…!!

Nessun cenno, solo silenzio.

Cuoco – (rivolto alla direttrice) Non c’è più.

Direttrice – (con un gran sospiro) Ma Stanislao, Stanislao dove sei??

Direttore – (con voce sottile, esce da sinistra con l’occhio destro visibilmente nero ed i capelli arruffati) Sono qui..!

La Direttrice ed il cuoco scoppiano a ridere e così Giannino da dietro il quadro. Il Direttore volge uno sguardo truce verso il quadro. Si spengono le luci.

SCENA V

Si accendono le luci; i ragazzi sono seduti ai tavoli, il posto del Barozzo è visibilmente vuoto; entra il cuoco da sinistra suonando la campana seguito dallo sguattero con il solito pentolone. Da destra entrano la direttrice con evidenti cerotti sulla faccia ed il direttore con una benda da pirata suo occhio nero; i ragazzi si danno di gomito e trattengono le risate.

Cuoco – (con malcelato imbarazzo) Ecco qui ragazzi la vostra minestra preferita !! Oggi è venerdì e quindi, voilà la “minestra di magro alla casalinga”.

Incomincia a servire nei piatti ed i ragazzi sgranano gli occhi stupiti..

Ragazzi – (all’unisono) Oooh!  Ma è rossa !!

Direttore – (sorridendo; con voce sicura) Per forza ci sono dentro le barbabietole rosse, non le vedete??

Michelozzi – (a Giannino) E’ vero, ci sono le barbabietole dentro, quel cuoco è proprio una volpe..! E adesso che si fa’ ??

Giannino – (serio) Si fa così !! (si alza e con tono perentorio) Ragazzi, nessuno mangi questa minestra rossa… E’ avvelenata!

Tutti lasciano cadere i cucchiai, qualcuno sputa nel piatto la minestra appena sorbita e guardano verso Giannino.

Direttrice – (prende per un braccio Giannino, lo scuote ed urla)  Che cosa stai dicendo ??

Giannino – (urlando) Dico che non sono le barbabietole a tingere la minestra ma è l’anilina che ci ho messo io!

Direttrice – (visibilmente alterata) Tu!...tu!....tu! Ma sei pazzo ??

Giannino – No, non sono pazzo! E ripeto che questa minestra è rossa a causa dell’anilina che ho messo ogni giorno nei piatti che venivano sparecchiati…! Anzi voi (ed indica il cuoco, la direttrice ed il direttore) dovreste arrossire come la minestra per quello che osate farci mangiare..!!

Direttrice – (sempre più sconvolta) Tu!...tu! Proprio tu!... (lo strattona per il braccio) In Direzione, bisogna che tutto venga spiegato !!

Giannino tirato dalla direttrice seguiti dal Direttore, escono verso destra per entrare in Direzione. I due adulti si siedono al di là del tavolo e lasciano Giannino in piedi di fronte a loro. I ragazzi vocianti escono dal centro. Mentre il cuoco e lo sguattero si guardano allibiti ed incominciano a sparecchiare, poi escono da sinistra.

Direttore – (inquisitorio) Dunque, dunque..! Credo che prima di parlare della minestra di magro dovremo chiarire alcuni altri episodi, vero??

Giannino non risponde e si guarda intorno..

Direttore – E’ inutile che fingi indifferenza, tanto so io come farti parlare. Non vorrei essere costretto a farlo ma se mi ci obblighi….

Giannino – (al pubblico, ironico) Che paura!!

Direttore – Tu, Giovanni Stoppani, ieri notte sei uscito dalla camerata intorno a mezzanotte e sei rientrato dopo circa un quarto d’ora, vero?

Giannino continua la sua scena muta guardando i libri sugli scaffali.

Direttrice – (alterata) Sta parlando con te, piccola canaglia! Allora, è vero o no?

Giannino ancora in silenzio.

Direttrice – (si avvicina all’orecchio di Giannino e urla) Ehi, dico! Rispondi! Dimmi dove sei stato e cosa hai fatto in quel quarto d’ora!

Giannino si gira verso il pubblico e fa una smorfia, poi ancora dalla parte opposta e continua a guardare i libri.

Direttore – (fuori di se) Hai capito che devi rispondere mascalzoncello!

Direttrice – (rivolgendosi al direttore) Lascia fare a me, tu non otterrai niente perché tanto sei sempre il solito imb.. (si blocca a metà frase e poi si gira verso Giannino) Ah, non rispondi eh? Non vuoi raccontarci le tue prodezze, vero? Chi è dunque che ha fatto scappare l’altra notte il tuo caro amico Barozzo ? Fortunatamente c’è stato chi ti ha visto ed ha parlato…

Direttore – (interrompendo la direttrice) Credevi di passarla liscia eh? Sei tu che con le tue perfide invenzioni e con le tue vili calunnie ci hai messo il collegio sottosopra fin dal primo momento..! Ma basta, sai? Anche senza interrogarti ci sono talmente tante prove e testimonianze sul tuo conto che abbiamo già avvertito tuo padre di venirti a prendere; anzi, a quest’ora dovrebbe già essere per strada.

Direttrice – E se non ti vorrà tenere in casa ti metterà in prigione che è il solo posto degno di un briccone come te !!

Comunque sappiamo tutto!! Dovresti solo dirci dove è andato il Barozzo!

Giannino – (al pubblico con un sorrisetto furbo) Se anche lo sapessi proprio non te lo direi..!!

Direttrice – (fuori di sé, urlando) Rispondi, brigante, assassino !! Gedeoneee!!

Entra da destra il bidello tutto trafelato.

Bidello – (ossequioso)  Comandi signora direttrice !

Direttrice – Porta via questo demonio e fagli preparare la sua roba che se Dio vuole fra poco ce lo leveremo di torno!

Bidello – (scatta sull’attenti) Come lei ordina, signore direttrice! (prende Giannino per un braccio) Andiamo..!!

Escono da sinistra, attraversano il  refettorio ed escono dal centro mentre la direttrice sprofonda nella poltrona con le mani sulla faccia ed il direttore fa altrettanto seduto sulla sua sedia. Poco dopo Giannino ed il bidello escono dal centro e si fermano nel refettorio. Giannino ha in mano uno zaino (o una valigia di cartone).

Bidello – (sarcastico) Stai qui che fra poco arriverà tuo padre e se Dio vuole si riavrà un po’ di pace in questo collegio!

Giannino – (sprezzante) Imbecille! Più del signor Stanislao che è tutto dire!!

Bidello – Ripetilo..!!

Giannino – Imbecille !!

Bidello – (fa come per mollargli un ceffone ma si ferma) Non so cosa mi trattiene..!!

Esce dal centro mordendosi vistosamente le dita di una mano.

Giannino – (grida) Se vuoi che te lo ridica ancora non fare complimenti, hai capito?? (scoppia in una risata un po’ sforzata e poi siede su di una sedia)

Entrano dal centro Michelozzi e Pezzi e si siedono accanto a Giannino.

Michelozzi – Stoppani, abbiamo sentito che ti mandano via. Ci dispiace molto perché perdiamo un amico ma siamo comunque contenti per te che te ne vai da questa gabbia di matti. Perciò ti volevamo salutare.

Pezzi – Allora buona fortuna e chissà magari un giorno..!

Giannino – Perché no ?? Il mondo è talmente piccolo…

Si stringono la mano tutti e tre

Giannino – “Uno per tutti…

Pezzi e Michelozzi – “…tutti per uno!  (escono dal centro)

Entra dal centro il bidello.

Bidello – (altezzoso) Preparati Stoppani che è appena arrivato tuo padre e sta per andare in direzione a parlare con il Direttore.

Esce facendo una smorfia a Giannino che lo guarda con sufficienza.

Giannino – (al pubblico) Sicuramente il Direttore si guarderà bene dal raccontare a mio padre le storie della minestra di magro e della seduta spiritica, quasi quasi mi viene voglia di andare in direzione e spifferargli tutto in faccia, sai che ridere??

No, forse è meglio lasciare perdere perché la mia storia fino ad ora mi ha insegnato che i piccini, di fronte ai grandi hanno sempre torto, anche quando hanno ragione!!!

Entra dal centro il padre con fare austero.

Babbo – (serio) Andiamo !! …E non ti dico altro..!!

Giannino si alza con la testa bassa ed accenna ad incamminarsi verso l’uscita di centro dalla quale escono di corsa la Mamma ed Ada che lo abbracciano piangendo di gioia.

Mamma e Ada – Oh, Giannino quanto ci sei mancato..!!

Giannino – (sincero) Anche voi, moltissimo !!

Mamma – (dolce) Però adesso ci prometti che farai sempre il bravo e che cercherai di non combinare più marachelle??

Ada – (altrettanto dolce) Ci addolorerebbe moltissimo vederti rinchiuso in una casa di correzione. E poi sai che disonore sarebbe per te e per la nostra famiglia..!!

Giannino – (solenne, alza la mano destra) Ve lo prometto!! E prometto anche che non saranno le solite “promesse da marinaio” (poi rivolto al pubblico).

Dopotutto è così bello sapere di avere una famiglia che ci vuole bene anche se siamo un po’ monelli e soprattutto che è disposta a perdonarci quasi tutte le nostre marachelle, vero bambini??

L’importante però è cercare di non …combinarle troppo grosse!!!

Ciao a tutti!!

(Si spengono le luci e si chiude il sipario).

FINE

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