Gio & Na


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GIO  &  NA

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Revisione: Ottobre 95


PERSONAGGI

GEDEONE

HALLEY, LA COMETA

VOCE 1

VOCE 2

VOCE 3

GIONA

CLOWN 1

CLOWN 2

NA, LA BALENA

SODOMA UNO

GOMORRA DUE

BERGAMO TRE

CAPITANO ACAB

PIANTA

BRUCO VEGETARIANO

DIO (VOCE FUORI CAMPO)

LADRO

POLITICO

VITTIMA

BOIA

SIGNORINA

TESTO:         Vittorio Chiari


PRIMO TEMPO

(A sipario chiuso e luci sala accese, Gedeone, il conduttore, entra in scena sorridente. Parla come se lo spettacolo fosse appena terminato invitando il pubblico ad applaudire. Con lui apparirà, fedele compagna di viaggio, Halley, la cometa).

GEDEONE: Signori, signore, sono contento che lo spettacolo vi sia enormemente piaciuto. Bello eh?? Spettacoli così non se ne vedono tutti i giorni. Di solito si dice: «Ad ogni morte di vescovo». Io, Gedeone, il più grande di tutti i presentatori, vi dico ancor di più: «Ad ogni apparizione di cometa»!

Halley, vieni!  (Entra in scena Halley)

È giusto quindi ringraziare i nostri attori per la fatica che hanno fatto. Siate generosi di applausi, prego: costano poco e fanno felice la gente.

Ma applaudire non è facile. Ci vuole arte, preparazione, fantasia.

HALLEY: Ad applaudire s'impara e non è mai troppo tardi per imparare!

GEDEONE: Ecco, facciamo insieme una prova d'applauso prova d'autore. Prego. Concentrazione...

Un applauso tiepido (invita il pubblico ad eseguire)

Un caldo applauso (invita il pubblico ad eseguire)

Un caloroso applauso (invita di nuovo il pubblico ad eseguire)

Un'ovazione (invita il pubblico ad eseguire)

Bene, bravi. Naturalmente voi sarete lasciati liberi di applaudire i nostri attori. L'importante che sia un'ovazione, ma di quelle da stadio.

Ecco a voi, in ordine di comparizione...

HALLEY: ...non giudiziaria...

GEDEONE: ...i nostri brillanti attori.  (Gli attori si porteranno sul palco man mano che Gedeone li chiama, con ritmo veloce).

Gio, profeta suo malgrado.

Dio, la «voce» (Poiché Dio sarà in tutto lo spettacolo una voce fuori campo, non comparirà nessuno)

DIO: Embè, le mani non me le battete? Sono io che ho scritto la storia!

GEDEONE: Un applauso per Dio, la «voce».

Acab, capitano di fregata.

i marinai: Sodoma Uno, Gomorra Due, Bergamo Tre...ergastolani.

Na, la balena innamorata.

La pianta che fa ombra.

Il bruco vegetariano.

I clown.

Le voci.

Signore e signori, arrivederci al prossimo anno. Gedeone a Halley si congedano da voi e vi augurano buona serata!

(Tutti escono di scena)


GEDEONE: (Rientrando in scena) Come??? Siete ancora qui??? Non ve ne siete andati??? Dritti, voi: avete mangiato la foglia, eh, bruconi! Va bene, se proprio ci volete vedere, incominciamo...

Inquadriamo la storia.

(Entra un clown con un cartello su cui è scritto: STORIA).

È tratta da un Libro della Bibbia: quello di Giona, Gio per gli amici.

Giona che deve andare a Ninive.

Halley, il mappamondo.

HALLEY: Si, padrone (Entra in scena col «mappamondo»: un palloncino di gomma)

GEDEONE: Ninive era una grande città della... della... Ma dov'è Ninive, Halley?

HALLEY: Qui, padrone! (Indica un punto sul mappamondo, ma lo fa scoppiare). Situazione esplosiva a Ninive, padrone!

GEDEONE: Ninive, più o meno era lì.

(Entrano in scena le voci)

VOCE 1: Era una grande città, Ninive...

VOCE 2: ...città grande dell'Assiria.

VOCE 3: Era là che vivevano i famosi «peccatori» di Ninive.

VOCE 1: Peccatori DOC, marchio garantito.

VOCE 2: In tutte le città non manca mai un tocco di Ninive!

GEDEONE: Bene, signori, è giunto il momento della vostra collaborazione con noi. Abbiamo bisogno di peccatori DOC, per dare il tocco di Ninive al nostro spettacolo. Qualcuno di voi è disposto a salire sul palco? Vi facilitiamo il compito. Halley, la lista!

HALLEY: Si, padrone.  (Porge a Gedeone un foglio di carta)

GEDEONE: (Leggendo il foglio) Abbiamo bisogno di... un ladro, specializzato in furti ai supermercati (dalla platea si alza una comparsa che sale sul palco).

Di un politico corrotto, basta uno a caso... (idem)

Di un boia e la sua vittima... (Dalla platea si alzano delle grida)

VITTIMA: Io non voglio fare la vittima, sempre a me... Voglio fare il boia!

BOIA: Taci e cammina!   (Trascinando la vittima si porta sul palco)

GEDEONE: (Riprendendo la lettura della lista) Dunque, dicevo... del boia... poi, di un figlio di... di un figlio di... eccetera, eccetera. (Guarda un attimo in platea) Ecco, l'eccetera lo faccia lei, signorina... Si accomodi... signorina eccetera... ma che bell'eccetera!

(Una volta saliti sul palco, Gedeone li mette tutti in riga. Entra un clown e dice: "Ciak, si gira")

GEDEONE: Ecco a voi, signori e signore, un vero campionario di peccatori DOC, tocco di Ninive sul nostro spettacolo.

HALLEY: Gedeone, per i peccatori, è il massimo....

GEDEONE: Ora, signori peccatori, tornate ai vostri posti che continuiamo con la storia. Al momento giusto vi chiameremo...

(I peccatori ritornano al loro posto).

VOCE 1: Ninive era una città immersa nel peccato.

VOCE 2: E il Signore, ne ebbe compassione e disse a Giona, figlio di Amittai:

DIO: Giona, vai a Ninive, la grande città e parla chiaro ai suoi abitanti. Io so che è gente perversa!

GEDEONE: E fu così che iniziò la nostra storia, la storia di Gio & Na.

(Si apre il sipario)

A CASA DI GIONA

VOCE 1: Era Giona...

(Entra in scena Giona e si mette a lavare i panni in una tinozza)

GIONA: Gio per gli amici...

VOCE 1: Ti prego di non interrompermi quando racconto! Dicevo... Era Giona un anziano signore,

GIONA: (Interrompendo ancora la voce narrante) Beh, anziano mica tanto. Sono ancora nel pieno...

VOCE 1: Ma insomma...(Rivolta al fondo sala) Regia, se questo qua mi interrompe ancora una volta me ne vado. Sono una voce professionista, io. Ho la mia dignità professionale da difendere. Non posso perdere tempo con dei guastafeste come questo. (Nel frattempo alle sue spalle entrano i due clown che la guardano tra lo sbigottito e il divertito)  Io che ho recitato con tutti i più grandi profeti della storia: Isaia, Geremia, Tobia, Neemia, Sofonia... Zaccariaaa... Malachiaaaa....

CLOWN: Ia...ia...oooo...

VOCE 1: Ci mancavano anche loro.... Sciò, sciò... (I due clown, scacciati in malo modo, escono di scena)

Dicevo... io che ho narrato di tutti i profeti, così educati... così a modo... mi ritrovo con 'sto zoticone...

Va beh, continuiamo... ma i patti sono chiari: se mi interrompe ancora me ne vado! (Rivolta alla regia).

Dicevamo che era Giona un... anziano signore... noto a tutto il mondo per le sue virtù.

VOCE 2: A lui ricorrevano da tutta la regione per chiedere consigli.

GIONA: E lavare panni sporchi, la mia specialità.

VOCE 2: (Scocciata per l'ennesima intromissine di Giona nel discorso) Uffa... Continua... ha proprio la testa di coccio... Guarda che il discorso vale anche per me! Sono anch'io una grande "voce", mica una sciacquetta qualsiasi...

VOCE 3: E Giona era davvero bravo nel lavare i panni degli altri, un po' meno i suoi.

GIONA: Io non ne ho, bisogno. Io sono un giusto.

VOCE 1: Uno dei pochi giusti della regione.

VOCE 2: Fu appunto per questo che un giorno Dio si rivolse a lui.

VOCE 3: Aveva una grande missione da affidargli:

VOCE 1: una missione di pace, di bontà e di misericordia.

VOCE 2: La salvezza...

VOCE 3: ...di Ninive!

GIONA: (Irritato) Ninive, la città del peccato?!? Chi ha osato pronunciare il suo nome in casa mia???

DIO: Giona, sono stato io!

GIONA: Sei tu, Signore? Chiamami pure Gio: tra giusti possiamo permettercelo!

DIO: Gio, presto, raccogli le tue carabattole, fa' le valigie e va' a Ninive!

GIONA: Eh, no, Signore tu non stai ai patti, a Ninive non vado! Figurarsi se vado a Ninive: tutto ma non a Ninive!

(Entra un clown-piccione, svolazzando con una lettera. Dietro di lui, Gedeone)

GEDEONE: Questo è il miglior piccione che abbiamo trovato sul mercato, non c'era di meglio!

CLOWN 1: Gio, Gio, ho un messaggio per te!

GIONA: Un espresso viaggiatore! Deve essere arrivata la mia nomination a cavaliere della Repubblica (Apre la busta e legge). Giona, parti subitissimo per Ninive...

Insisti eh??? ( Rivolto a Dio) Ma a Ninive non ci vado. No, no e poi no!!!

CLOWN 1: Tu devi obbedire!

GIONA: Taci o ti spenno vivo!

CLOWN 1: Alt! Piccione si, ma pirla no! Io sono stato pagato per portare il messaggio, non per essere spennato da te!

(Esce di scena)

CLOWN 2: Postal Market! Scusi, lei è Giona? C'è un pacco per lei.

(Gli lancia un pacco al volo e Giona cade a terra nel prenderlo. Lo apre, estrae un mangianastri. Lo accende.)

DIO: Giona non fare il testone, vai a... (Giona butta il mangianastri nella tinozza) ....Ninive.

GIONA: Ma che giornataccia... Son qua così comodo nella mia casetta, non vedo perchè devo andare in quel postaccio... Per calmarmi mi siedo e guarderò un po'la televisione. Neanche a farlo apposta è l'ora del mio programma preferito: il quiz di Mustafà El Buongiorn...

(Giona, imbufalito, accende la TV)

PRESENTATORE: (Voce fuori campo) Qui Radiotelevisione Sinai. Interrompiamo le trasmissioni per un importante messaggio extraterrestre. Vi preghiamo di rimanere un ascolto...

(Nel video appare il volto di un clown, che legge) Giona, va' a Ninive. Giona, va' a Ninive.

(Giona si avvicina alla TV arrabbiatissimo, prende il clown per un'orecchia e gliela torce. Il clown esce di scena piangendo).

(Squilla il telefono)

GIONA: Pronto, qui Giona. Chi parla?

(Si sente una musica e poi la voce di Dio).

DIO: Giona?

GIONA: Signore?

DIO: Ti decidi o no?

GIONA: Io ho una parola sola!

DIO: Embè?

GIONA: No!

(Squilla di nuovo il telefono. Giona alza e parte subito la musica. Immediatamente abbassa la cornetta).

GIONA: No!

(Squilla ancora il telefono. Musica).

GIONA: (Alzando il ricevitore) Risponde la segreteria telefonica del Cavaliere Giona. Il cavaliere è momentaneamente assente. Se avete qualche messaggio da dare, fatelo dopo il segnale acustico. Din don!

DIO: Giona, lo so che sei lì. Non fare il cretino. Vai dove devi andare! A Ninive!

(Giona abbassa il ricevitore)

GIONA: Eh, no, adesso basta! (Consultando le Pagine Gialle, incomincia a chiamare diverse agenzie di viaggio) Pronto? Agenzia buoni viaggi in Kenya? Si, vorrei un posto per me... Non ci sono più posti? Uno solo? Su volo charter? Mi va bene. Per dove? Per Ninive? Ah, no, lasci stare. (Altro numero) Agenzia "Viaggi sola andata"? Vorrei un posto per le Baleari. Esaurito? Solo per Ninive? Ma è una maledizione... Pronto? Viaggi "Se vi va bene ritornerete?" Yes... Vorrei imparare le lingue. Mi va bene dappertutto! Come? Solo per Ninive? (Mette giù)

Ho capito. M'imbarco, vado in marina: a Rimini, Riccione o Tarsis, ma il più lontano possibile da quel maledetto posto.

GEDEONE: Halley, hai sentito? Il nostro Gio si arruola: va in marina...

HALLEY: Ne vedremo delle belle, Gedeone! I viaggi fantastici del nostro signor Giona. Ma... riuscirà il nostro eroe a ritornare indietro a Rimini?

GEDEONE: Halley, non anticipare i tempi. Creiamo l'atmosfera giusta per questo nostro eroe d'alto mare...

(Musica. Cambio di scena: siamo in una bettola del porto di Giaffa)

NELLA BETTOLA

VOCE 1: Porto di Giaffa. Poche ore dopo. In una bettola del porto.

VOCE 2: E' la bettola dei disperati.

VOCE 3: Dei vecchi lupi di mare, disposti a tutto, per fare denaro.

Ad un tavolo della bettola sono seduti tre marinai. Due di loro stanno giocando a "braccio di ferro".

Bergamo Tre vince.

BERGAMO TRE: Pota... mi sembri un po' rammollito. Dovresti mangiare meno merluzzo...

SODOMA UNO: Ti ho lasciato vincere... altrimenti poi piangi. Questa non è una mano è... un'àncora... Con questa mano, che ha ucciso centinaia di balene, se voglio ti strizzo come una aringa sotto sale...

BERGAMO TRE: Siii... centinaia di balene... al massimo era qualche pescecane... bau, bau...

GOMORRA DUE: O forse pescegatti.... miao, miao...

SODOMA UNO: Non scherzate troppo con me, teste di medusa, perché quelli che l'hanno fatto prima di voi non sono qui più a raccontarlo... non sono tenero come Joe il cambusiere, io...

GOMORRA DUE: A proposito di Joe... è un po' che non lo vedo qui al porto... che sia andato a lavorare alle poste?

SODOMA UNO: Ma quali poste! È quella strega di sua moglie che non lo lascia uscire più di casa, da quando ha saputo che...

BERGAMO TRE: ... ha saputo che???

SODOMA UNO: ... che aveva un debole per Maria trevite... la chiamano così per le sue misure: 130, 240, 350.

BERGAMO TRE: Pota, una vera e propria balena da terraferma...

GOMORRA DUE: Donna cicciuta... sempre piaciuta!

(Entra Giona... con fare da duro)

GIONA: Da bere per tutti, pago io!

SODOMA UNO: Ehi tu, pollo da terraferma, cosa vuoi da noi?

GOMORRA DUE: Per me, è un poliziotto. Guarda che aria da sbirro!

BERGAMO TRE: Chi sei? Come ti chiami? Noi non accettiamo da bere da uno sconosciuto.

GIONA: Io sono un marinaio e desidero imbarcarmi

SODOMA UNO: Per mille cosce di mosche affumicate! Un marinaio, un coso così!

GIONA: Si, e mio chiamo Gio! Gio, il sanguinario! (In quel mentre entra il Capitano e sente le ultime parole)

ACAB: Ehi, tu, gruppo RH positivo!  (Dà un colpo sulla spalla a Giona)

MARINAI: (Alzandosi) Capitano!

ACAB: Riposo, riposo! Dove vorresti andare?

GIONA: In qualsiasi posto, meno che a Ninive... Sono disposto a pagare anche il biglietto, se occorre...

ACAB: La mia nave, la mia gloriosa «Trappola» è diretta a Tarsis, in Spagna, con sosta a Rimini... Abbiamo bisogno di gente dura (colpo sulla spalla a Giona), forte (altro colpo), coraggiosa (idem), con pelo sullo stomaco!

MARINAI: Come noi, capitano! (Presentandosi) Sodoma Uno, Gomorra Due, Bergamo Tre: venti ergastoli in quattro!

GIONA: Io non ho ergastoli, solo una multa per sosta vietata, perché una volta ho lasciato il cammello in mezzo alla piazza, però so lavare bene i panni sporchi alla gente.

ACAB: Perbacco, quello che ci vuole per noi. Arruolato. E adesso beviamo: vino per tutti...

GIONA: Per me un latte alla menta...

VOCE 1: E fu così, con un allegro brindisi, che il nostro Giona si trovò imbarcato sulla «Trappola del mare».

GIONA: Macché Ninive... Rimini! Ombrelloni, spiagge e tanta coca-cola. Una bellissima vacanza! Truccato così il "capo" non mi troverà mai! Gio il sanguinario...

(Giona e i marinai escono di scena)

DIO: Questo lo dici tu, Giona. Ma ride bene chi ride ultimo

(Cambio di scena. Musica, buio)

SULLA NAVE

(Ponte della nave. Si accendono le luci sulla nuova scena)

ACAB: Tutto l'equipaggio a bordo. Sodoma Uno!

SODOMA UNO: Presente!

ACAB: Gomorra Due!

GOMORRA DUE: Presente!

ACAB: Bergamo Tre!

BERGAMO TRE: Presente!

ACAB: Gio!

GIONA: Presente!

ACAB: Alzate le vele, buttate l'ancora!

(Sodoma butta l'ancora verso il pubblico)

MARINAI: Ordine eseguito, ancora buttata!

GEDEONE: (Entrando in scena) Tutto da rifare, Capitano! Così non parte! L'ancora non va buttata, ma levata! Halley

HALLEY: Si, padrone.

GEDEONE: Ritira l'ancora.

SODOMA UNO: Ancora ritirata! (E ributta l'ancora tra il pubblico)

GEDEONE: Ancora va ri.... tirata! Tolta!

SODOMA UNO: Si, capo! Ancora tolta! (Ritira l'ancora e la butta alle proprie spalle)

ACAB: Salpare a dritta!

MARINAI: Eseguito

ACAB: Tenere sottovento!

MARINAI: Tenuto!

ACAB: Avanti tutta! Avanti mezza! Avanti!

MARINAI: Eseguito!

ACAB: Fiocchi, Controfiocchi! Fichi e pappafichi!

MARINAI: Terra in vista, Manovra sbagliata!

VOCE 1: Facendola breve... in soli tre giorni, Acab, la «Trappola» e i suoi marinai riuscirono finalmente ad arrivare in alto mare, uscendo dal porto di Giaffa diretti alla Spagna...

GEDEONE: (Entra con un secchio in mano) Ma la tempesta era in agguato... (Prende il secchio e lo butta addosso ai marinai)

(Rumore di tempesta, lampi e tuoni)

GOMORRA DUE: Capitano, piove! Il vento aumenta! Si scatena il temporale!

ACAB: Tutti sotto coperta! Pardon... sopra coperta! Insomma, ammainate le vele, mano alle pagaie... Lanciare un SOS!

BERGAMO TRE: (Facendo megafono con le mani) SOS! SOS! A tutte le navi nelle vicinanza. Qui la «Trappola»: stiamo imbarcando acqua! SOS!

VOCE RADIO (fuori campo): Bollettino del mare: su tutti i mari, bonaccia, venti calmi, sole splendente...

GOMORRA DUE: Capitano, siamo fregati! La tempesta è solo su di noi!

ACAB: Siamo nelle mani di Dio!

SODOMA UNO: Nettuno, corpo di mille bombe, va' a fare un bagno! (Rivolgendosi verso il fondo del mare)

ACAB: Non bestemmiare Nettuno, ma ognuno di noi invochi il proprio Dio, perché la «Trappola» non affondi: non siamo assicurati!

SODOMA UNO: Nettuno, è vero, ho ucciso mia moglie ma fu per darla in pasto ai pesci: avevano fame!

GOMORRA DUE: Dio del mare, Tritone potente, ho preso l'ergastolo ma sono innocente. io non ho sentito, io non ho visto, io non ho parlato...

BERGAMO TRE: Sirene del mare, giuro su di voi, che se vivo, ogni giorno verrò a portarvi fiori in omaggio e una scatola di "Baci Perugina".

GOMORRA DUE: Capitano, Gio dorme! Che facciamo?

ACAB: Svegliatelo, corpo di mille bombe, stiamo affondando!

(Gli buttano un secchio d'acqua)

GIONA: Che succede? Chi mi ha fatto la doccia?

BERGAMO TRE: Gio, stiamo affondando! Prega il tuo Dio, se ce l'hai, perché ci salvi.

ACAB: Timone  a dritta. Fate presto. Tirate a sorte per sapere chi di noi è causa della tempesta...

HALLEY (Entrando inscena): Ecco i dadi.

(I marinai sorteggiano)

GOMORRA DUE: Capitano, i dadi dicono che Gio è la causa di tutto!

ACAB: Tu, Gio? Cos'hai combinato?

GIONA: È vero! Gettami in mare! Io sono ebreo e mi sono imbarcato per sfuggire al mio Signore, Dio del cielo e della terra. Voleva che andassi a Ninive a portare la sua parola: ma non ci sono andato. Non lo meritano... sono dei peccatori!

ACAB-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- sipario, ma resta chiuso quello in seconda)

VOCE 1: Gettato in mare, Giona colò a picco in un battibaleno. Ti credo, con la testa di coccio che si ritrova... Ma quel caldo pomeriggio d'estate una balena venne a passare da quelle parti. Era una buona balena, un pezzo di pane, dal cuore generoso.

VOCE 2: Nel suo ventre aveva abitato Pinocchio e mastro Geppetto.

VOCE 3: Nel suo ventre verrà ad abitare, per tre giorni e per tre notti, ordine del Signore, il nostro amico Gio.

NEL VENTRE DELLA BALENA

(Si abbassano le luci e si apre il sipario in seconda. Musica di sottofondo: canto melodioso. Si accendono luci tenui. In scena la sagoma di una balena in fondo al mare.)

NA: Ohlalà, devo aver inghiottito un boccone indigesto. Con questi mari inquinati, non si è più tranquilli neanche all'ora dei pasti.

GIONA: Dove sono? Fatemi uscire!

NA: Ehi, chi mi fa il solletico al duodeno?

GIONA: Sono io, Gio, profeta mancato del buon Signore... Ma qui non si vede niente. Sento solo puzza di pesce marcio...

NA: Bada a non offendermi, figliolo, altrimenti ti sbatto fuori. Si può sapere come sei finito laggiù? Chi sei?

GIONA: Sono Gio, l'ebreo, e tu?

NA: Na, Nausicaa per le signore, della famosa famiglia De Cetaceis. Mia mamma si chiamava Moby e mio padre Dik!

GIONA: Piacere! Ma non si può avere un po' di luce? Vorrei cambiarmi.

NA: Guarda tra la quinta e la sesta vertebra: troverai una candela residuo del naufragio della Nina, della Pinta e della Maria... e dietro alla quarta vertebra i fiammiferi.

(Giona prende quanto le ha detto la balena e accende la luce)

NA: Ahi, mi bruci l'intestino cieco!

GIONA: Scusa, Na, ma è la prima volta che faccio naufragio...

NA: C'è sempre una prima volta nella vita, figliolo!

GIONA: Ho fame.

NA: Io ho solo olio di merluzzo, ti va bene?

GIONA: Olio di merluzzo... puah!!! Non mi è mai piaciuto nemmeno da piccolo. Non hai dei "Findus" per caso?

NA: Non mangio surgelati. Piuttosto ti do qualche avannotto di mare. Aspetta, lascia che spalanchi la bocca...

GIONA: Ehi, Na, con calma... aprila solo un pochino... me ne basta uno, grazie!

VOCE 1: Ma anche nel ventre della balena il tempo passa...

VOCE 2: ...un minuto dopo l'altro, come sulla terraferma...

VOCE 3: ...un'ora dopo l'altra, come da noi.

VOCE 1: E dopo ventiquattr'ore, Gio incominciò a star male.

GIONA: Che freddo, Na! Mi vengono i brividi! Troppo umido qua dentro!

NA: Ti capisco, Gio, ma io sono allergica al fuoco. Mi pizzica il piloro e mi viene da starnutire.

GIONA: Sono davvero sfortunato. Questa l'ho voluta proprio io.

NA: Gio.

GIONA: Na, vorrei tanto che tu mi capissi...

NA: Parla Gio, fa conto che io sia la tua dolce mammina e dimmi cosa ti cruccia...

GIO: Na, tu hai un Dio?

NA: Certo, il Dio del cielo e della terra, che ci ha creati al terzo giorno.

GIONA: Al quinto, Na, soltanto al quinto... E' al quinto giorno che Dio disse: «Le acque producano animali che guizzano» e creò i mostri del mare... «E fu sera e fu mattino quinto giorno...».

NA: Gio, starei qui delle ore ad ascoltarti... Mi piaci, quando racconti le favole...

GIONA: Na, non sono favole queste, ma la verità...

NA: Mi piaci lo stesso... Hai una voce... sembri Alberto Lupo...

GIONA: A dire il vero io ho solo sonno.

NA: Posso cantarti una ninna nanna?

GIONA: Oh no! Non riuscirei ad addormentarmi. Hai una cassa sonora che mi fa vibrare tutto...

NA: Gio, prima di chiudere gli occhi, non mi vuoi raccontare quello che ti è successo?

(Musica di sottofondo mentre Giona racconta alla balena la sua vicenda)

VOCE 1: E Giona in brevi e poche parole raccontò tutto...

VOCE 2: ...dicendo di Ninive.

NA: Oh, Ninive, so anch'io dov'è. Lì vicino ci fanno il mercato del pesce. E lì che han venduto mio zio!

GIONA: Ninive è anche la città del peccato: ecco perché non ci sono andato.

NA: Fossi in te, Gio, chiederei scusa al Signore. Chissà che non ti esaudisca e ti perdoni... Hai fatto uno sbaglio davvero grosso: tu non credi agli uomini, tu pensi che non possano cambiare mai.

GIONA: Cosa dovrei fare, allora? Andare a predicare nelle prigioni, nelle strade, nelle bettole... Hanno sbagliato, paghino le conseguenze dei loro sbagli...

NA: Gio, se fossi in te... io lo farei. Parola di balena!

VOCE 3: Erano le sette del mattino, quando Giona, che non era riuscito a prendere sonno tutta la notte, si alzò.

VOCE 1: Le parole di Na, la balena, lo avevano turbato...

VOCE 2: ...scosso...

VOCE 3: ...agitato!

GEDEONE Halley, pronto, prepariamo la scena del pentimento di Giona. Svelta, suona le campane a festa!

HALLEY: Padrone, io non ho le campane, ho solo un cornetto acustico in naftalina...

GEDEONE: Va beh! Allora devo fare affidamento sui nostri tecnici del suono... che Dio mi aiuti... Per favore un suono di campane, grazie...

(Si sente un suono di campane)

GEDEONE: Gio è la tua ora. China la testa e prega il tuo Dio. Se ce la fai, vuol dire che il tuo cuore non si è ancora sclerotizzato. Vieni Halley, lasciamolo solo.

HALLEY: Non posso stare a sentire? Le campane mi piacciono così tanto.

GEDEONE: Vieni Halley, non disturbarlo... ha bisogno di silenzio e concentrazione... con la zucca che si ritrova...

(Gio passeggia avanti e indietro nella pancia della balena)

NA: La vuoi smettere di passeggiare? Mi fai il solletico alla coda.

GIONA: Na, sono nervoso perché non so che cosa dire al mio Signore: ho vergogna!

NA: Incomincia così: Signore, io ti chiamo dalla mia angoscia...

GIONA: ... e tu rispondimi! Ti ho gridato e tu mi hai sentito... Mi hai gettato in fondo al mare ma non mi hai lasciato morire.

NA: Eh, eh, il merito è anche mio, Signore!

GIONA: Pensavo di aver perso per sempre la mia vita ma tu mi hai risposto.

NA: E io ti ho dato alloggio, gratis e senza IVA... che di questi tempi...

GIONA: Io canto lodi a te, o Signore: sei tu che salvi.

NA: Ho capito: se ti fidi solo di lui, io mene vado... Ti abbandono in alto mare!

DIO: Non essere gelosa, Na: tu sei il mio strumento di salvezza. Prendi Gio e portalo alla spiaggia di Giaffa e lascialo là.

NA: Lascialo là, lascialo là... ma da che parte lo faccio uscire?

GIONA: Dalla bocca Na, mi raccomando... non da altri pertugi.

NA: Contento tu...

GIONA: Mi mancherai, Na.

NA: Anche tu Gio.

GIONA: Via... non piangere, Na.

NA: No, non piango, Gio.

(Musica marina. Giona esce dalla balena, nuotando, si volta a salutarla)

VOCE 1: E fu così che dopo tre giorni e tre notti, il nostro eroe si ritrovò al punto di partenza.

GIONA: Ciao, Na arrivederci. Grazie di tutto. Auguri e balene maschie! Ciao, Na... E adesso che faccio?

GEDEONE: Halley, ricordaglielo tu...

HALLEY: Vieni, Gio, andiamo a Ninive...

(Buio. Cambio scena. Le luci si riaccendono su uno scenario che mostra le mura della città di Ninive)


A NINIVE

(Resta ancora chiuso il sipario in seconda)

VOCE 1: E così, quatto quatto, lucco lucco, miccio miccio... il nostro Giona si incamminò verso Ninive, dove arrivò qualche giorno dopo con i piedi che parevano due ferri da stiro...

VOCE 2: Già! Ma Ninive non è un villaggio qualsiasi. Un piccolo borgo con una palma, due case, tre cani... quattro pecore... cinque galline... e sei cammelli...

VOCE 3: Proprio così... Ninive è una grande città... di 120.000 abitanti... animali esclusi... e i cammelli sono un po` di più di sei... ed anche le pecore più di quattro... le galline non so....

E comunque, come tutte le più grandi città bisogna saperla affrontare... non ci si può improvvisare cittadini da un giorno con l'altro... bisogna fare delle prove...

(Le voci escono di scena mentre si apre il sipario in seconda, dietro al quale appare Giona).

GIONA: Andiamo a Ninive! Io ci vado eh? Io ci porto il tuo messaggio.... Voglio vedere che cosa combinerai: sono dei farabutti, dei delinquenti, dei disgraziati, dei... peccatori.

Entro quaranta giorni Ninive sarà distrutta...

(Su questa frase, Giona fa le prove della voce, finché trova il tono giusto. Passeggia avanti e indietro nella parte davanti del palco, proclamando)

Entro quaranta giorni, Ninive sarà distrutta, Parola di Dio. Popolo perverso di Ninive, ascolta: entro quaranta giorni, Ninive sarà distrutta. Fuoco, fiamme! tuoni! Tempeste! Terremoti e maremoti scenderanno su di voi e vi distruggeranno per sempre!

(A queste parole, i peccatori in sala si alzano, ad uno ad uno, e si portano sul palco, pentiti).

LADRO: Io ho sempre rubato! Giuro sull'onore di mia sorella che non ruberò mai più!

POLITICO: Si sono stato disonesto, è vero... Ma siccome lo facevano tutti mi sembrava normale. Cumunque, riparerò al misfatto: renderò il maltolto e costruirò una casa per gli orfanelli...

VITTIMA: Espierò la mia colpa Signore, nel buio della mia cella... ma tu lo sai... sono innocente...

BOIA: Depongo ai tuoi piedi il mio cappio...

SIGNORINA ECCETERA: Lascerò il mio "posto di lavoro" e mi farò suora di clausura...

TUTTI: Perdono! Perdono! Salva la città!

GEDEONE: Anch'io sono un clown fallito: non faccio più ridere da quando lavoro per la televisione, per i soldi...

HALLEY: E io come stella cometa, brillo di meno: ho rubato la speranza agli uomini...

GIONA: Parole, Parole! Dio vi distruggerà. Io non vi perdono! I vostri peccati sono troppi!

(Entra il clown-banditore del Re, con una pergamena in mano. La srotola e legge ad alta voce)

CLOWN 2: Attenzione, attenzione. Ordine del Re e dei suoi comandanti. Per tutti, uomini e bestie, è obbligatorio vestirsi di sacco, cospargere il capo di cenere e chiedere perdono al Dio del cielo e della terra! Ognuno rinunci al suo comportamento perverso, alle proprie cattive azioni. Così forse il Dio degli Ebrei, il Dio di Giona avrà compassione per noi e non moriremo.

Attenzione, attenzione. Ordine del Re e dei suoi comandanti... (Si porta sul fondo della scena ed esce).

GIONA: (Prende in mano un candelotto di dinamite e lo accende) Eh, eh... avete paura adesso, ma prima no! Salterete tutti in aria. Meno quaranta, meno trentacinque, meno trentadue, ventisette, meno tre, due uno... e bum! (Butta il candelotto ma non scoppia niente)

Chi ha tagliato la miccia? Chi ha tolto la polvere da sparo? Chi si oppone alla distruzione di Ninive?

DIO: Ehi, tu, bombarolo da quattro soldi... Non vedi che si sono pentiti delle loro malefatte?

GIONA: Troppo facile: prima fanno il male e poi si pentono e tu li perdoni!

DIO: Giona, Giona...

GIONA: Lo sapevo che sarebbe finita così! Ecco perché volevo andare a Rimini: tu sei un Dio troppo buone e paziente, molto buono e molto paziente... Potevi lasciarmi morire nel ventre della balena! Na, dove sei? Na, torna e sii la mia tomba! Per me è meglio morire che vivere, visto come sono trattati i giusti e gli ingiusti.

DIO: Gio, ti sembra ragionevole prendertela così?

GIO: Non voglio più sentire niente. Me ne vado, me ne vado.

Ninive, città di serie B, che tu possa retrocedere, andare in C, in D... all'inferno. Tu non  mi meriti... puah!!!

GEDEONE: Gio...

GIONA: Lasciami solo, Gedeone. Non voglio vedere nessuno... e tu, stella cometa, vattene lontano che mi dai fastidio con la tua luce.

(Si siede davanti all'albero)

HALLEY: A me queste cose non le dici! Cacciarmi quando tutti vogliono vedermi... Sole, risplendi e brucia la capoccia di questo profeta mancato! Bruciagli quel poco cervello che gli è rimasto!

GEDEONE: Halley, non esagerare. Lascia che sia il Signore a intervenire: lui si che se ne intende!

(Escono tutti tranne Giona.)

GIONA: Che caldo! Ci fosse almeno un po' d'ombra!

(A queste parole, alle spalle di Giona, si alza la pianta).

GIONA: Oh, meraviglia... Grazie... Come ti chiami?

PIANTA: Pianta che fa ombra, delle famiglia delle pioppacee. Cresco a Nord, a Sud, preferibilmente vicino ad un fiume o a delle teste di legno come te. Secondo il grande botanico Linneo, la mia classificazione è incerta. La durata della vita ancora di più. Contento?

GIONA: Oh si, se allunghi un po' di ramo a destra. Grazie! Finalmente un po' di ristoro anche per me. Ninive, addio!  (Si sdraia sotto la pianta e si mette a dormire)

VOCE 1: Ma il buon Dio non la pensava così

VOCE 2: È da tempo che lo diciamo: il nostro Dio è un grande clown, un burlone...

VOCE 3: Ha fantasia da vendere e non si lascia certo abbattere da un Giona qualsiasi.

GEDEONE: Halley, chiama il brucone...

HALLEY: (Fa un fischio ed entra in scena il bruco)

VOCE 1: Era l'alba del giorno dopo, quando Dio mandò un bruco vegetariano ad attaccare la pianta di Giona...

BRUCO: (rivolto al pubblico)  Ssstttt! Non fate la spia!

(Il bruco, con in mano forchetta e coltello, si avvicina pian piano alla pianta e con un balletto alla fine mangia il tronco della pianta, la quale si accascia al suolo)

VOCE 1: E così tra una brucata e l'altra, vien consumandosi la vendetta del grande clown.

VOCE 2: Una vendetta buona, non cattiva, inventata da Dio, il Dio del cielo e della terra, per ammaestrare Giona, le sue sorelle e tutti i piccoli Giona che sarebbero venuti dopo di lui, voi compresi.

VOCE 3: Mandò Dio un vento caldo, caldissimo... (Voce 1 e Voce 2 si portano vicino a Giona e si mettono a soffiare, imitando il vento) ma la grande pianta non dava più la sua ombra.

GIONA: (Svegliandosi) O pianta, fammi ombra! O pianta... Ma dov'è la pianta? (Vede il bruco) Ah, bruco maledetto, me l'hai uccisa... Puzza via!

BRUCO: Chi la fa l'aspetti! (Esce ridendo)

GIONA: È morta! La mia pianta che fa ombra, non c'è più! Per me è meglio morire che vivere!

Signore, fammi morire. Pianta, pianticella del mio giardino, io muoio con te!

DIO: Gio, non mi aspettavo da te un così grande amore per le piante e per la natura. Sei forse iscritto al WWF?

GIONA: Signore, sei ancora tu?

DIO: Questo tuo amore per le piante, rivela in te un animo delicato. Ma rispondimi un po': come mai te la prendi tanto per una pianta che non hai piantato, che non hai curato, e non vuoi che io mi preoccupi di Ninive e dei suoi centoventimila abitanti?

GIONA: Ah, ancora Ninive, scommetto che sono stati loro a mandarmi il brucone vegetariano!

DIO: Gio, Gio, gli abitanti di Ninive non sapevano che cosa fosse il bene e il male, dove fosse la destra e la sinistra, il sopra e il sotto... Di loro ho avuto pena, ma di te...

FINALE

(Entrano in scena tutti i personaggi)

NA: Signore, lascia a noi giudicare. Questa volta ci è facile leggere la storia con i tuoi occhi.

Gio, tu sei un giusto, ma egoista, miope e anche presbite!

ACAB: Tu, sulla mia « Trappola» non metterai più piede! Vergognati! Noi abbiamo pregato Dio e siamo cambiati in meglio.

SODOMA UNO: Io, Sant'Antonio Uno!

GOMORRA DUE: Io, San Domenico Due!

BERGAMO TRE: Io, San Siro Tre!

GIONA: Gedeone, Halley, voi del pubblico che la pensate come me... difendetemi, vi pagherò bene!

GEDEONE: Io non ti conosco!

HALLEY: Io nemmeno.

DIO: Gio, io sono il Dio dei perduti, dei lontani, dei senza speranza... e non il Dio dei giardinieri e delle piante!

GEDEONE: (Gridando) Giona...

TUTTI: ...ritirati!

GIONA: Tutti mi condannate?

DIO: Gio, ti sei condannato da te stesso!

GIONA: Non ho più speranza di essere perdonato?

DIO: Gio, Gio... davvero non ti sei accorto che quando eri nell'angoscia, dentro la pancia della balena, e mi hai invocato io ti ho salvato?

Poi hai avuto il coraggio di indispettirti perché ho usato misericordia e pietà con chi, al pari di te, si è pentito. E pensare che li avevi avvertiti tu...

Ahi, ahi... ho paura che dovrai attendere Gio! Ma non disperare... Prima o poi ci sarà un Giona anche per te!

(Chiude il sipario)

GEDEONE: (Uscendo davanti al sipario) Signori e signore, sono contento che lo spettacolo vi sia piaciuto. Bello eh? Spettacoli così non se ne vedono tutti i giorni. Di solito si dice: se ne vedono «ad ogni morte di vescovo»...

(Sulle parole di Gedeone parte la musica finale, si spengono tutte le luci)

FINE

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