Tonnarella, 29 Ottobre 2009
GIRALA COME VUOI NON CAMBIA NIENTE
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Commedia brillante in du atti di: Rocco Chinnici
PERSONAGGI
Alfonso barone
Lucrezia baronessa
Agatina figlia
Calogero maggiordomo
Succchiamiele
Lorena moglie di S.
Lorenzo figlio
Tot fidato di Sucameli
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Capita spesso a chi ha il vizio del gioco delle carte, di perdere quello che in tanti anni, magari con sacrifici, ha accumulato. Ma... quando deve giocarsi la moglie per rifarsi dalla perdita e finire col perdere anche quella, scoprendo anche che... proprio il caso di dire: come piovere sul bagnato.
(Salotto di un vecchio castello del barone Alfonso...)
LUCREZIA
(Vestita come solgono fare quelle donne che vorrebbero imitare la borghesia, con indumenti alla sanfras) Tutto, vengono a prendersi tutto! Si puo sapere come hai potuto far questo? Pure il collier della buonanima di tua madre! La pariurres (errori voluti) di tua nonna, marchesa di Parcovecchio! Come! Una famiglia onorata come la nostra... del casato di Petrosino! E ora, che baronessa sono se non ho pi niente, me lo vuoi dire? Me lo vuoi dire chi ti porta in questo brutto viziaccio di gioco? Ma come, non pensi alla fine che ci hai fatto fare in quattro e quattrotto a me e a tua figlia? Solo la Barona ci rimasta! E fortuna che questa non puoi giocartela!
CALOGERO
(Entrando preoccupato) Signora baronessa, signora baronessa! (Saccorge del barone e si rivolge a lui) Ah, vossignora qui ? Ci sono qui fuori due persone con una faccia che non promette nulla di buono e cercano di vostra signora.
LUCREZIA
Vostra signoria, vostra signora... un tempo!
CALOGERO
Non capisco, signora baronessa, che vuol dire che don Alfonso non pi don Alfonso? (A don Alfonso) E dunque come devo chiamarla dora in avanti? Basta pi barone?
ALFONSO
(Gay. Parler come tale) Calogero, oh Calogero! Finiscila pure tu e vedi un po che vogliono quelle persone.
CALOGERO
Servo di vossignoria, signor barone (esce).
LUCREZIA
Guarda che se sono venuti quelli a ritirare tutto, di loro che tornino unaltra volta; Sta per arrivare nostra figlia dal colleggio e non voglio saccorga di niente.
ALFONSO
Come fa a non accorgersi di niente? Prima o dopo non capira? Non viene a saperlo che vi ho trascinato alla rovina? Non potevano cascarmi le mani quando cominciai a giocare a carte la prima volta!
LUCREZIA
Ah, ora, ora lo dici, ora che hai perso tutto!
CALOGERO
(Rientrando) Uno dei due mha detto di riferirvi di chiamarsi Succchiamiele, (Lucrezia sbalordisce) e vuol parlare a vossignora; cosa mi comanda? Lo faccio accomodare o dico loro di aspettarla nel salone?
LUCREZIA
Oh, signore, quanto siamo caduti in basso! Con che gente abbiamo a che fare! Con quel Succhia sangue! Altro che miele!
ALFONSO
Di loro che entrino. (Calogero esce a chiamarli). Ora ti lamenti pure tu? Ricordi quando te lo tenevi stretto tra le braccia dicendomi che lo facevi per tenerezza che era ammalato poverino, mi dicevi, lo hai dimenticato?
LUCREZIA
Malato, si! Ho sempre desiderato che tu avessi avuto la sua stessa malattia!
ALFONSO
(Facendo un gestaccio) Tieh! Io mi sento sano come un pesce!
LUCREZIA
Eh, poteva succedere che non cera di mezzo il pesce!
CALOGERO
Si accomodino. (Suchiamiele: un uomo malandato con tic nervoso come se ballasse, e sputi facili; mentre laltro il solito brutto ceffo che va a compagnia per riscuotere e minacciare quando occorre).
SUCCCHIAMIELE
Baciao le mani a vossignoria! Signora baronessa! I giorni corrono e vi rendono sempre pi bella! Buon per me! Come ai tempi passati, in ottima forma! (A Tot) E vero, Tot? (Tic e sputi a soggetto).
TOTO
Se lo dice lei.
LUCREZIA
Cosa volete alludere tutti e due?
SUCCCHIAMIELE
Pure suscettibile la baronessa! (In modo che altri non possano sentire) Ch! La signora ha dimenticato i tempi di una volta?
LUCREZIA
(Sempre che gli altri non sentano) La prego di lasciar perdere, e dimenticarveli i tempi di una volta!
SUCCHIAMIELE
Ah, il lei ora mi dai? (A Tot) E diventata signora, ora... (un po dironia) la signora.
LUCREZIA
(Lo strattona un po) Le ho detto di smetterla! E gi che ci siamo le consiglio di darmi del lei.
CALOGERO
(Rientra perch saccorge di qualcosa che non va) Signora Baronessa, tutto... a posto?
LUCREZIA
Si, si, grazie Calogero, vai pure.
SUCHIAMIELE
E diventata combattiva la signora; vero, Tot?
TOTO
Se lo dice lei.
CALOGERO
Questo solo due parole sa dire?
LUCREZIA
Vai, vai tu Calogero, lascia perdere.
CALOGERO
Col vostro comando, signora baronessa (esce).
LUCREZIA
Per farla breve, signor... succhia inchiostro...
SUCCHIAMIELE
Miele, solo miele... (in confidenza) Anche il mio nome, ha gi dimenticato? (Ritornando a parlare normale). Allora mi ascolti (al barone) anche lei. Sono venuto per sapere dove si trova tutto quello che dobbiamo caricare sul carro (tic e sputi).
LUCREZIA
Vuole smetterla con queste porcherie? Ha forse dimenticato di trovarsi al castello del barone Petrosino? (Al marito) E tu non parli? Niente gli dici?
ALFONSO
(Facendo un saltellino molto effeminato e col fazzoletto in mano) Finitela, Succchiamiele!
TOTO
(Lo beffeggia rifacendo il movimento e la voce) Abbassi le mani... (beffeggia, facendo il saltellino, il barone che lo aveva fatto prima) baroncino! Don Eduardo ma dove mi ha portato? Sembra di trovarmi... non riesco a trovare il termine. Questo (al barone), che non si capisce da che lato pende, questaltra (indicando la baronessa) che sembra una matriosca; ma sicuro al castello siamo? Mi pare di stare in una casa dappuntamenti!
LUCREZIA
Ah, no! (Al marito) Cosa spetti a a buttarli fuori? Non hai capito per chi ci hanno preso?
ALFONSO
(Ha paura) Veramente non ho sentito proprio niente.
TOTO
(Facendogli segno col coltello) Ha fatto bene a non capire, carissima... donzelletta!
SUCCHIAMIELE
E allora! (Sputi e tic) Volete dirmi dove si trovano le cose da caricare?
LUCREZIA
Per forza dovete prenderle queste cose? Sono ricordi del vecchio baronato! E poi quel bel collier di mia suocera, la pariurres (errore voluto) della nonna di mio marito...
SUCCHIAMIELE
E finitela di recitare! La barona appartiene a suo marito, signora baronessa! E poi, i debiti di gioco si pagano; non vero Tot?
TOTO
Tutti! Se no... (ad Alfonso facendo segno di tagliargli il coso) zamt! (Alfonso si tocca impaurito e sale sul salottino).
LUCREZIA
...Se no...?
TOTO
Zamt! Che vorrebbe dire tagliargli loggettino al barone.
LUCREZIA
Ah, mi pareva! (Al marito) Su, dai che aspetti? Tanto, per quello che serve... mentre gli oggetti di famiglia hanno unn grandissimo significato. Si, forse meglio fare cos!
SUCCHIAMIELE
Scusate, e io cosa me ne faccio del Tot ha solo voluto dargli un avvertimento. Al barone non piaciuto giocarsi anche il mobilio? Lo ha perso e quindi siamo venuti col carro a ritirarlo.
LUCREZIA
E senta, scusi, si pu sapere a quanto ammonta la perdita in cifre, di mio marito?
SUCCHIAMIELE
Dunque, diciamo che (facendo i calcoli) ad occhio e croce cento milioni tondi tondi.
LUCREZIA
(Sbalordita) Cento... cosa? E dove li prendo tutti questi soldi?
SUCCHIAMIELE
A me? A suo marito ha da chiederlo!
LUCREZIA
(Al marito, inviperita) Ah, se fosse ancora vivo la buonanima di tuo padre! Giocarsi tutti i beni di famiglia alle carte!
SUCCHIAMIELE
Ah perch lei non fa parte dei beni di famiglia?
LUCREZIA
Io? Certo che si! E (imbarazzata) scusate, che centro io?
SUCCHIAMIELE
Perch non glielo ha detto il barone che lei fa parte del pacchetto?
LUCREZIA
Pacchetto! E ch pacchetto di viaggi?
SUCCHIAMIELE
Proprio cos, perch ora, lei, viene con me!
LUCREZIA
(Al marito) Senti, ma
ALFONSO
Ma cara, sono solo tre giorni!
LUCREZIA
(Al marito con veemenza) Tu sei pazzo se credi chio vada con lui! E se voi due non andate subito via da qui vi cavo gli occhi con le mie mani! Sono finiti i tempi di quando Berta fi-la-va! Ora vengo con voi! Se non filate via, chiamo subito le guardie; o che vi pare!
SUCCHIAMIELE
E va bene, lasciamo perdere questo argomento; ma le altre (indicando i soldi) cose le voglio, e subito.
LUCREZIA
Subito, subito! Ora butto il secchio nel pozzo e lo tiro pieno di soldi! Lo volete capire o no che non so proprio dove andarveli a prendere tutti questi soldi?
SUCCHIAMIELE
(Ha unidea) Eppure m balenata in mente unidea, vediamo se vi sta bene... visto che vi difficile trovare i soldi e tenete tanto a queste cose ereditate, sa cosa possiamo fare?
LUCREZIA
Sentiamo, su! Ci dica di questa sua idea!
SUCCHIAMIELE
Tengo un figlio... Lorenzo, di poi che ha visto passare per strada giorni fa vostra figlia ne rimasto innamorato; e..., se voi foste daccordo, potremmo fare questo affare; (sputi e tic).
LUCREZIA
(Decisa e risoluta a non accettare lo scambio, quasi agitata) No, no! proprio questo no! No e poi no!
SUCCHIAMIELE
E va bene, signora, non c motivo di scaldarsi tanto! E che le ho detto? Neanche se le avesse dato un morso una vipera! Ho solo chiesto di fare sposare mio figlio con vostra figlia!
TOTO
(Meravigliato, a Succhiamiele) Che... ha detto, la figlia? Perch, il barone ha una figlia? Davvero? E come, per virt dello Spirito Santo? O che forse s fatto un viaggetto a Lourdes, e (indicandola) questo bel quadro diventata una Madonna?
SUCCHIAMIELE
Madonna, si! E tu chiudi il becco! (A Lucrezia, chera rimasta un po scossa dalla proposta di Succhiamiele) Allora, le stavo dicendo... siccome la vostra figlia unica e il mio pure; vuol dire che ci imparentiamo con questa nobilt e diventiamo pure noi unica famiglia. (Sputi e tis a volont).
LUCREZIA
(Riprendendosi dalla scossa) E certo, cos... se sua moglie e suo figlio avranno pure questo... (facendo il movimento quasi danzante di Succhiamiele) tic, possiamo aprire una scuola di ballo e un porcile.
SUCCHIAMIELE
Continui pure a far la smorfiosa! Vi do solo ventiquattro ore di tempo, pi di questo non posso fare; vossignora mi capisce (fa segno di soldi) gli interessi corrono! (Si congeda) Bacio le mani baronessa; signor barone! (Lucrezia suona la campanella e accorre Calogero).
TOTO
(Ad Alfonso, facendo il segnale di tagliare) E... mi raccomando (ironico) signorinella; se no... zamt! (Alfonso si tocca e risale spaventato sul salottino o divanetto). I miei ossequi (a Lucrezia), signora... miracolta!
SUCCHIAMIELE
(Lo trascina interrompendolo) Su, lascia perdere!. (Calogero accompagna i due fuori).
LUCREZIA
(Al marito) Vedi tu, da baronessa cui mi trovo, con quale casato ho da imparentarmi; e per cosa? Per il gioco delle carte! Mi auguro che tutto questo ti serva quantomeno da insegnamento e abbandoni del tutto questo tuo brutto vizio.
ALFONSO
Quindi, allora con loro che dobbiamo imparentarci?
LUCREZIA
Hai forse unaltra soluzione? E poi... non sei stato tu a portarmi dentro a questa disgrazia? (Pensierosa) E ora, come arriva tua figlia glielo farai tu questo discorso.
ALFONSO
(Scandalizzato) No, no, no, no, no!
LUCREZIA
Si, si, si, si, si! E poi, forse lunica soluzione, non vedi che non abbiamo pi come pagare la servit, a Calogero, come fare un po di spesa... Non t piaciuto giocare a carte tutte le propriet? Smuoviti ora e persuadi tua figlia prima che ci pignorano pure il castello!
CALOGERO
(Preoccupato) Ah, signor barone! Con quei brutti ceffi, ora, ha a che fare? Li ho conosciuti, sa! Guardi che quella non gente che scherza; se la tolga di torno questa rogna! (Si ricorda ch arrivata la figlia) Ah, senta, arrivata la baronessa Agatina, le do una mano a prendere i bagagli dalla carrozza (esce).
ALFONSO
(Preoccupato, guarda la moglie) Gi qui ! E cosa le dico, cosa le dico, ora, alla mia Agatina!
LUCREZIA
Senti, non guardare me! Chi lha fatta la frittata?
AGATINA
(Entra gioiosa) Ciao mamma! (Va ad abbracciare suo padre) Pap! Lasciati abbracciare. Come son contenta di essere finalmente ritornata a casa!
LUCREZIA
(Tra se) Fossi al posto tuo, non lo sarei proprio, e me ne tornerei da dove sono venuta.
AGATINA
(Non capisce) Parli con me, mamma?
LUCREZIA
No, no, con me che parlo!
AGATINA
(Saccorge, guardandoli, che c unaria strana) Sapete che vi vedo... alquanto strani? Forse c qualcosa che... non va?
LUCREZIA
No, no figlia mia, che vai a pensare! Con tuo padre va tutto... benissimo! Eh!!! Liscio come lolio! (Al marito) No? (Alla figlia) Pensa, persino a letto!
AGATINA
A letto... che cosa?
LUCREZIA
(Non sa cosa rispondere e cerca dinventarsi qualcosa) Niente; volevo dire che a letto va pure bene anche se...
AGATINA
Se cosa?
LUCREZIA
Ronfa, si propriu cos, ronfa!
AGATINA
Su, mamma! Io credo che dopo tanti anni ti sarai abituata, a...
LUCREZIA
Abituata, si! Lasciamo perdere e cambiamo discorso!
AGATINA
Sai, pap, c gi la carrozza che cigola, e credo proprio sia arrivata lora di cambiarla.
LUCREZIA
(Esclamando) Oh finalmente! Vedi? Queste si che son belle notizie!
AGATINA
(Non capisce) Eh?
LUCREZIA
No, no! Volevo dire... che queste sono belle notizie nel senso che... insomma, tuo padre ha unaltra bellissima... sorpresa da farti.
AGATINA
(Felicissima) Pap! E non mi dici niente? Su, su, dimmi! Qual questa bella sorpresa?
LUCREZIA
Io ti consiglierei di sedere... prima di ogni cosa, e comoda.
AGATINA
Seduta! E perch?
LUCREZIA
Perch... seduta comoda, la gusti... meglio la sorpresa! Ecco si, proprio cos!
AGATINA
Cos dici? Allora aspetto che mi siedo... anzi mi sdraio comodissima (si stende sul divano del salotto). Cos! Ora, se vuoi, pap, puoi svelarmi la sorpresa.
ALFONSO
Io... veramente... sarei pi contento se fosse la mamma a svelartela.
LUCREZIA
No, no! Non guardare me tho detto, che tu glielo hai fatto il... (ironica) regalo!
ALFONSO
Veramente questo... regalo, lo hai scelto tu!
AGATINA
(Sorpresa) Ah, ma deve essere veramente un bel regalo questo, per litigare su chi deve donarmelo! Su, che importanza ha, se lo avete fatto assieme!
LUCREZIA
Senti, dimmi na cosa, ma tu... sai... ballare?
AGATINA
Ballare? Quanti misteri! E cosa centra il ballo col regalo?
ALFONSO
Centra, centra! Perch... se per caso questo regalo fosse di tuo gradimento, dovresti fare un corso... (fa dei movimenti come quelli che faceva Succhiamiele) di ballo.
LUCREZIA
(Agatina non capisce) Io direi di cominciare dal fidanzato.
AGATINA
(Continua a non capire) Di... che?
LUCREZIA
Agatina, bambiuna mia, dimmi: non che hai gi un fidanzato?
AGATINA
Il fidanzato? Ah, ora capisco! Siccome per ballare bisogna essere in due... voi, con la scusa del ballo, volete sapere se io ho... E... se io fidanzato nix, segno che regalo...
LUCREZIA
(Preoccupata), Che cosa? Quindi lhai gi il fidanzato? (Agatina fa segno di si) No? E questo nix, allora chi ?
AGATINA
Mamma, nix vuol dire no!
LUCREZIA
(Esclamazione di gioia) Vai!!!
AGATINA
(Sbalordita) Oh no! Sono cos confusa che quasi mi gira la testa.
LUCREZIA
Vedi, vedi che ho fatto bene a consigliarti di sedere!
AGATINA
Si, ma... il regalo?
ALFONSO
E... si chiama...
AGATINA
Su, pap, ancora! E, si chiama. Su, come si chiama?
ALFONSO
Succhiamiele!
AGATINA
Oh, finalmente! Succhia miele! Ora comincio a capire! Siccome sapete che a me il miele piace moltissimo, sar sicuramente qualche congegno che lo succhia dal contenitore per amalgamarlo con altri sapori e farmelo gustare meglio!
LUCREZIA
Come si vede, figlia mia, che leggi molti libri di fantascienza. Ma quando mai! Quale congegno e congegno! Il fatto che tuo padre spesso sbaglia a pronunciare le parole; succhia miele non staccato, ma unito. (Al marito) Su, raccontaglielo con parole pi semplici...
ALFONSO
E allora, senti, lo conosci a Succhiamiele? Quello che gioca a carte? Quello che ha un figlio e che stato compagno tuo di scuola?
AGATINA
Il ragazzo playboy?
LUCREZIA
(Non capisce) No, no, non uno straniero!
AGATINA
Straniero chi? Io ho detto playboy, nel senso che come dire donnaiolo, si ecco!
LUCREZIA
Tutto suo padre!
AGATINA
Tutto suo padre che cosa?
LUCREZIA
No, niente, niente!
ALFONSO
E allora, che ne dici, Agatna?
AGATINA
Continuo a non capire! E poi quanti quiz! E cos difficile arrivare al dunque?
LUCREZIA
Forse meglio se tela narro io la storia. Devi sapere che a tuo padre successa una disgrazia, e
AGATINA
(Preoccupata) Una disgrazia? E cosa ti sei fatto pap? E grave? Con chi hai investito?
LUCREZIA
(Alfonso tace; non trova il coraggio per narrare laccaduto) Con un mazzo di carte!
AGATINA
(Non capisce) Eh!
ALFONSO
Ho investito, giocando, contro un mazzo di carte: terreni, mobili, gioielli (quasi che non riesce a trovare pace) i gioelli di famiglia, capisci!
AGATINA
Se ho capito bene, hai perso tutto giocando a carte? (Alfonso fa segno di si). Ma... pap!
LUCREZIA
Hai capito, figlia mia, in che situazione ci siamo venuti a trovare? In poche parole ci siamo trovati in mezzo alla strada; quindi tu
AGATINA
(Interrompendola) Dovrei sposare il figlio di Suchiamiele per evitare la catastrofe! Ho capito bene?
ALFONSO
E lo farai per tuo padre, Agatina, se no siamo rovinati!
AGATINA
A saperlo me ne stavo li, in collegio! Ma cosa credete che sia merce da vendere? Che sono un oggetto da prendere e posare dove si vuole? Io sono un essere umano, e devo decidere io sul mio da farsi! Come faccio a sposare il figlio di Succhiamiele, che tra laltro non conosco e non so nemmeno chi ? So solo per sentito dire che un playboy, e basta.
LUCREZIA
Agatina, cosa credi che il solo amore basti per tirare avanti la famiglia? Ci vogliono i soldi, i soldi ci vogliono, figlia mia! E il (errori voluti) jubox, come dici tu, ne ha tanti di soldi! Certo, hanno quel brutto difetto del (fa un movimento di tic) ballo, per hanno i soldi!
ALFONSO
Pensaci, Agatna, figlia mia. Potresti diventare ricca, comprarti i migliori vestiti, le migliori carrozze! E no questa che cigola tutta!
AGATINA
Io preferisco camminare a piedi, se davvero vuoi proprio saperlo; camminare a piedi anzich prendere uno che non conosco e che non ho mai visto.
CALOGERO
Signora baronessa, signora baronessa! C qui fuori
LUCREZIA
Lufficiale giudiziario ch venuto a pegnorare il castello?
CALOGERO
No, no! C un marocchino uno di colore che insiste davere cose da vendere e cerca di vostra signoria.
LUCREZIA
E tu gli hai aperto il portone? Tho detto cento volte di non aprire a gente che non conosciamo e specie s dicolore; sono appiccicosi e devono vederti sempre qualcosa! Digli che non vogliamo niente.
CALOGERO
E gi da un pezzo che glielo dico, ma lui niente; insiste che vuol parlare con vostra signora. A dire il vero mi ha fatto tenerezza, e...
AGATINA
Lascialo entrare mamma; poverino sicuramente il bisogno induce a fare ci che a volte non vogliamo, e poi se vende oggetti, vuol dire che compreremo qualcosa per aiutarlo.
ALFONSO
Non lhai capito che non teniamo pi nemmeno u centesimo? Come compriamo?
AGATINA
Io, ho qualcosa dei miei risparmi; non che dobbiamo comprare chiss cosa.
LUCREZIA
E va bene, fallo passare.
CALOGERO
Animo nobilissimo la signorina Agatina. (Alla baronessa) Sempre ai suoi ordini (esce).
ALFONSO
Tu sei troppo buona, figlia mia! Vorreste aiutare tutti; ma non tutti sono come pensi tu; capita spesso di prendere grosse cantonate!
CALOGERO
Prego, si accomodi. (Entra un bel giovane di colore, con addosso tanti oggetti da vendere, come usano fare molti immigrati. Parler con laccento marocchino o africano).
MOAMED
Buon giorno gugini! (Cugini; un modi di dire di queste persone).
LUCREZIA
Senti, non cominciamo con lo stringere la parentela, perch fuori dallItalia non abbiamo nessun parente, quindi
MOAMED
Guale lontano, gugina! Io dire cos a tutti, neanche io avere parenti in Italia! Io essere qui perch vendere, lavorare insomma. Avere tredici mogli nello (errore voluti) mio paese! E loro avere tantissima fame!
LUCREZIA
(Sbalordita) Tredici mogli? Allora chissa quanti figli avrai! E dimmi, come fai come si dice col coso (allusiva) lo strumento insomma! Non che tieni la protesi?
AGATINA
(Scandalizzata) Mamma!!!
MOAMED
Io, non gapire protesi! Essere strumento di musica?
LUCREZIA
Di musica, si! E che musica!
MOAMED
(Ad Agatna) Tua nonna essere gugina sgherzosa!
AGATINA
Che nonna e nonna! Ho impressione che lo scherzoso tu sei; questa mia madre !
MOAMED
Tua madre, questa? E quello chi essere?
AGATINA
Mio padre.
ALFONSO
Perch non ci dici quello che devi vender, invece di fare tutte queste domande?
MOAMED
(Meravigliato nel sentirlo parlare gay) Tuo padre hai detto? Allora tu adottata?
LUCREZIA
Senti, neanche i carabinieri tutte queste domande; vuoi dirci invece del motivo per cui ti trovi qui?
MOAMED
Volere vendere a voi qualche cosa: riloggio, goperte, linzuola, collane, bracciali
LUCREZIA
Cosa? Coperte, lenzuola tu parli come se avessi una figlia a sposare!
MOAMED
Allora tu non esserecome dire maritata? Come mai? Tu essere troppo bella!
ALFONSO
E insiste! Ti pare che la finisce ora!
MOAMED
Ghe avere detto! Io fatto solo gomplimento a vostra figlia molto bella!
LUCREZIA
Senti, forse meglio che te ne vai, perch noi non abbiamo proprio niente da comprare.
AGATINA
(Che stava ammirando un braccialetto) Senti
MOAMED
Moamed! Io chiamare Moamed!
AGATINA
Moamed, si. Dimmi, quanto costa questo bel braccialetto?
MOAMED
Solo questo comprare? Io essere venuto qui, perch voi famiglia ricca, baroni, altrolocale! (Altolocata).
AGATINA
(Lo corregge) Altolocata, al-to-lo-ca-ta.
MOAMED
Si, si, cos dire! (Dispiaciuto) Io niente soldi, no, mobile (nobile).
LUCREZIA
Ah, guarda s per questo, neanche noi ne abbiamo pi di mobili.
AGATINA
Mamma, egli voleva dire nobile, no mobile!
MOAMED
Io, non gapire bene vostra lingua. Allora gomprare altre cose? Avere tante mogli da mantenere!
LUCREZIA
Senti, Maometto
MOAMED
Moamed, Moamed!
LUCREZIA
E si, si! Si pu sapere quanti figli hai con tutte queste mogli?
AGATINA
Mamma, lascialo stare poverino! Su, vendimi quel bracciale. Quanto costa?
MOAMED
Tu molto buona, ed io regalartelo il bracciale!
AGATINA
No, no, non sia mai! Come, io voglio aiutarti no, no, no, no!
ALFONSO
Si, si, si, si, si! (Lo guarda attentamente) Sai che sei un bel maschione?
LUCREZIA
Smettila pure tu adesso! Senti Maometto, o come cavolo ti chiami; noialtri, prima, eravamo ricchi! Eravamo mobili come dici tu; ora invece non abbiamo pi nulla. Anzi ho da dirti che siamo caduti in bassa fortuna; capisci perch non possiamo comprare niente e non possiamo aiutarti? Solo mia figlia (indicandola) lei, potrebbe salvare questa barca che tende ad andare a fondo.
AGATINA
Mamma, non insistere! Io non posso sposare chi pare e piace a voi! (Capisce dessersi comportata male) Scusami Moamed. Vedi che i problemi, chi dun verso e chi dallaltro, li abbiamo tutti? Almeno tu hai avuto la fortuna di poterle scegliere tutte queste mogli, mentre io rischio di non avere la fortuna a poterne scegliere nemmeno uno di marito.
MOAMED
A me dispiacere tantissimo guesto tuo dolore; e se tu volere, io sapere gome aiutare.
LUCREZIA
Io ho la strana impressione che tu non sai nemmeno ci che dici, abbiamo da dare tanti di quei soldi per uscire da questa storia che nemmeno lo immagini! E se non li troviamo, mia figlia
AGATINA
Tho detto che non prender mai colui che non conosco! A costo dandarmi a fare monaca di clausura, o pure chiedere lelemosina.
MOAMED
Assai soldi voi dovere dare?
ALFONSO
Cento milioni tondi tondi!
AGATINA
Come hai fatto pap! Come hai potuto giocarti tutti i beni di famiglia?
LUCREZIA
E me? Non si giocato pure me! Non mi vuole con lui il signor Succhiamiele! Ah, ma io una bastonata in testa gli do non appena si permette di chiedermelo ancora; a lui e a te pure!
ALFONSO
E perch non lo spieghi anche a loro che andavi con lui, con Succhiamiele, prima ancora che ti perdessi a carte? Ora, ora parli che ho perso! Dov la differenza, me lo vuoi dire? Per questo io ho rischiato giocandomi te, perch pensavo di non trovare difficolt, anche se perdevo.
AGATINA
(Scandalizzata) Pap! Non starai dicendo sul serio? Quindi, se io non sposo il figlio di Succhiamiele, la mamma dovr anche andare ad abitare con quel signore?
ALFONSO
Tre giorni, solo per tre giorni! Cosa vuoi che siano tre giorni?
LUCREZIA
Tu sei pazzo! Come, io ho fatto tanto per entrare nella retta via, e tu
MOAMED
Forse io vere gapito quale essere problema. Se voi dare a questo Sugghiamiele, gentomilioni, lui non prendere vostri terreni, mobilio, gioielli e tu non obbligata pi andare da lui?
AGATINA
Proprio cos! Ed io essere libera di sposare chi voglio! Ma come si fa?
ALFONSO
Gi, come si fa, se lei non vuol sposare nemmeno suo figlio?
AGATINA
(Preoccupata) Ma come ti permetti, pap, trattarmi cos?
MOAMED
Io potere aiutare; per, (Ad Agatina) tu si, insomma tu dovere diventare mia moglie! Gos io avere pure Gittadinanza Italia e non tornare pi in Maroggo!
LUCREZIA
(Scandalizzata) Patre, figlio e Spirito Santo! Dalla padella alla brace! No, no, no, no, no!
ALFONSO
Quando mai! Il Barone Petrosino col genero nero! Ma nemmeno se
AGATINA
(Quasi piangendo) Pap, un po di rispetto per le persone! La volete smettere di pensare solamente a quello che pi vi comodo? (Quasi piangendo) Non vi passa proprio per la testa di sentire il mio parere; il parere mio, mio, che sono la diretta interessata?
MOAMED
Tu non dovere piangere. Io aiutarti lo stesso; tu essere troppo buona. Io dare a voi soldi, e voi pagare questo signore che voi dire. Tu pensare un pogo di tempo se diventare mia sposa; io sapere aspettare.
LUCREZIA
Io non sto capendo pi niente! Scusa ma non vai vendendo tutte queste cianfrusaglie che tieni al collo per mantenere tutte quelle mogli che hai nel Marocco? Ora che fai con queste mogli, le abbandoni in quattro e quattrotto? E non vengono qui a pestarti?
MOAMED
Questo essere mio problema, e io sapere gome risolvere. Io vendere queste gose per finta, per gapire se potere trovare donna che fare a modo mio garattere diverso di quello di donne del Maroggo! Donna che... piagere insomma. In Maroggo avere grandi pozzi di petrolio! E quelli lasciarli a quelle mie mogli. Ok (ad Agatina) tu dire?
AGATINA
(Emozionata) Lei
MOAMED
Tu, daremi del tu, a me piacere di pi se dopo dovere diventare mia moglie. Io, ora andare la e sistemare tutto; dopo io tornare, portare soldi, e tu dare a me risposta se maritare. Ok?
AGATINA
Ok.
MOAMED
Ghe Allah protegga la vostra famiglia (esce).
LUCREZIA
Solo allah! Ho limpressione che qui bisogna mobilitare tutti i santi del paradiso! (Restano a guardarsi meravigliati) Dico non che sto dormendo e ho fatto un sogno? Io mi auguro di si, perch tu non puoi pensare di sposare uno di quel colore! Cosa dir la gente? La contessa Geltrude e tutti i nobili che sono vicini alla nostra onorata famiglia?
ALFONSO
Ha ragione tua madre a dir questo. Dio ce ne scanzi e liberi, la gente non ci guarder pi in faccia!
AGATINA
E possibile mai che voi pensate ai vostri porci comodi! Agli interessi, a quello che possa pensare la gente: la contessa, ai vostri amici nobili e alla mia vita, a quella non pensate?
LUCREZIA
E appunto a questo che cerco di farti capire e pensare. E poi, potrebbe succedere che un giorno ti stancassi di questo tuo marito nero. E laltra cosa pi importante che se aveste figli, come farei io, quando cominceranno a correre per le stanze, al buio, a trovarli?
ALFONSO
Sai che a questo non avevo ancora pensato? E come cercare dacchiappare una capra al buio!
CALOGERO
Signora baronessa, signora baronessa!
ALFONSO
Oh, Dio! Sentirgli dire a questo Calogero: Signor barone, signor barone! Sempre baronessa, baronessa e baronessa! Il casato, mio , no della baronessa, Calogero!
LUCREZIA
Il casato, si! Ha da vedersi ancora come va a finire.
CALOGERO
(Entra preoccupato) Signora baronessa, c qui fuori quel faccia da forca di Succhiamiele che cerca di lei.
ALFONSO
Di me?
CALOGERO
No, no! Dice che vuole la signora baronessa. Che gli dico?
LUCREZIA
Digli che son fuori con la mia famiglia.
CALOEGERO
E da quando arrivato che glielo dico e lui dice daspettare fuori sino a che vossignoria non rientri.
LUCREZIA
E allora digli di aspettare.
CALOGERO
Il fatto che c pure la moglie e insiste di voler parlare urgentemente con vossignoria dice.
LUCREZIA
Dille allora che aspetti pure lei.
CALOGERO
Sempre ai suoi comandi, signora baronessa (esce).
ALFONSO
Non ho ancora capito bene se questo dice per davvero o continua ancora a prenderci per i fondelli con: ai suoi comandi!
Fine Primo Atto
Secondo Atto
(Scena come prima)
AGATINA
Pu essere, mamma, che si sia reso conto davere sbagliato poco fa, e sono tornati per chiedere scusa?
CALOGERO
E permesso? Li faccio accomodare, vossignora?
LUCREZIA
Si, si, Calogero, falli passare. Quanto sentiamo cosa vuole pure la signora!
LORENA
E permesso? E permesso? (Entra. Vestita anchessa come volere imitare la classe borghese. Ha messo anche un cappellino. In termini popolari ntrusciata) Entra, (al marito), entra! Lo dicevo io che erano dentro! (Calogero esce, e Succhiamiele riprende il suo tic e sputi).
LUCREZIA
Ma lei chi ? Come si permette di dire certe fandonie e di entrare cos e senza essere nemmeno annunciata?
LORENA
Annunziata, si! Annunziata la Madonna stata! E lei non mi sembra per niente una madonna! Baronessa dei miei stivali! Dov, dov il collieur e la parures? (Errori voluti).
ALFONSO
Quelli sono gioielli di mamma e di nonna!
LORENA
E togliti di torno signorinello!
AGATINA
Ed io che pensavo, venivate per chiedere scusa. Sentite, potete tornarvene a casa che a giorni saldiamo il debito.
LORENA
Il debito? Quale debito! Oramai laffare fatto, e tu che sarai sicuramente la baronetta, devi sposare mio figlio per come gi pattuito, o ti piace, o non ti piace!
LUCREZIA
Intanto le dico di prendere suo marito e se lo porti a casa che gi ha infestato tutto e rischia di farmi anche vomitare.
LORENA
La nobildonna ha parlato! (Poi ad Agatina) Hai sentito ci che ti ho detto, carissima baronetta?
AGATINA
Io, non mi prendo un bel niente, e se non andate via subito, faccio chiamare le guardie! Dove credete di trovarvi al porcile?
CALOGERO
(Lucrezia suona la campanella e accorre Calogero) Vossignora ha chiamato?
LUCREZIA
Calogero, prendi la carrozza e corri a chiamare le guardie, vai!
SUCCHIAMIELE
(Lo ferma) Apetta, dove vai! (Alla moglie) Zitta! E vieni a casa pure tu! Che motivo cera di venire subito qua? Torniamo a casa. (A Lucrezia) Non si scomodi a chiamare le guardie, che noi andiamo via subito; (sputi e tic) ma torniamo quanto prima e con mio figlio, e per come eravamo rimasti, senza cambiare nemmeno una virgola, ne pi e nemmeno. A breve ci rivedrete tornare.
LORENA
(Sempre adirata, a Lucrezia) E preparami il collieurs e la parurress, che quando torno li voglio trovare! (Ironica) Sua maest! (Escono).
LUCREZIA
Sci, sci! Andate via, uccellacci di malaugurio e sanguisughe che non siete altro!
ALFONSO
Io sono di l (esce).
LUCREZIA
(Amareggiata) Ma chi mi porta, chi mi porta di mittermi con questo laccio di forca di Succhiamiele, e tradire (alludendo ad Alfonso) quel santuomo!
AGATINA
Di cosa stai parlando?
LUCREZIA
Eh, figlia mia, se sapessi! Se sapessi, che imbroglio! No, no, no! Questo discorso che non pu per nulla andare avanti!
AGATINA
Che c ora, mamma? Perch ti torturi tanto? Lo so, per Moamed. Tu, non devi preoccuparti per me. Io ho invece capito che una brava persona, ed anche un bel giovane. Che importanza pu avere s ha la pelle nera, anche altri popoli hanno la pelle diversa, e allora? Siamo tutti esseri umani, mamma! Che cosa vuoi che sia il colore della pelle? Pu servire solo a distinguerne la razza: nera, gialla, bianca
LUCREZIA
Ma quando mai! Io nun mi riferisco a questo.
AGATINA
E a cosa, allora?
LUCREZIA
(Va ad accertarsi che non venga Alfonso) Senti per un segreto; non voglio che altri vengano a sapere ci che sto per confessarti.
AGATINA
Quanti misteri oggi, mamma. Parla, vuol dire che mi cucir la bocca.
LUCREZIA
Tempo addietro, poco prima di conoscere il barone
AGATINA
Perch dici il barone e no mio padre?
LUCREZIA
Aspetta, aspetta a farmi parlare. Stavo dicendoti, che giorni prima di conoscere il barone, io e Succhiamiele, spesso ci incontravamo ci frequentavamo insomma; e batti oggi e batti domani sai com, il fuoco accanto alla paglia fin che prese ad ardere, e lungo questo ardore, pensando di essere in cinta lo lasciai rifuggiandomi dal barone che mi accolse con tanto affetto. Ai nove mesi sei nata tu che sicuramente sarai frutto di qellultimo incontro con Succhiamiele. Capito ora? Tu non sei figlia legittima del barone.
AGATINA
No mamma, non possibile!
LUCREZIA
E cos, figlia mia.
AGATINA
Allora Succhiamiele
LUCREZIA
(Quasi piangendo) Tuo padre, si! Lui il tuo vero padre; quindi tu non puoi sposarti con suo figlio; perch Lorenzo tuo fratello.
AGATINA
Ma io, a questo pap che mi ha cresciuto gli voglio un bene da morire, come faccio, ora a
LUCREZIA
Perch tu pensi che io non gliene abbia voluto o non gliene voglia? O credi che me lo sia sposato perch doveva riparare leventuale scandalo per la tua attesa? Io gli ho sempre voluto bene; mi ha dato tantissimo onore e benessere solo che dopo gli preso questo brutto vizio di giocare a carte, e
AGATINA
E ha trovato chi lo ha portato sul lastrico.
LUCREZIA
E certo, non potendo pi avere me, tuo padre, cerc di farmela pagare in altro modo, tanto che ha trovato come potermi possedere ancora, come? Convincendo mio marito il barone, non avendo pi che giocarsi, a fargli mettere in gioco il mio corpo; il resto lo sai gi.
AGATINA
Che vigliacco! Ha approfittato del vizio di gioco del barone per Ed io, io che devo fare in tutto questo imbroglio, ora?
LUCREZIA
Tu cosa? Tu non hai da fare nun bel niente, solo quello di non sposarti Lorenzo o meglio tuo fratello; per le altre cose non preoccuparti, nessuno sapr mai niente.
AGATINA
Ma io non volevo sposarlo proprio il figlio di voglio dire questo che tu dici mio fratello; figuriamoci ora! Mamma, ti sembrer strano, pensa pure ci che vuoi, ma io io credo di volere gi bene a Moamed. Mi dava un senso di tranquillit quando parlava, che tu nemmeno immagini. Di poi che andato via, sento un po la sua mancanza, non so cosa mi stia succedendo, ma credo di volergli veramente bene.
LUCREZIA
Figlia mia, te lho appena detto! Lamore come un fuoco, un diavolo che sbuca fuori dalle sterpaglie, e senza che te laspetti arde prendendo il sopravvento.
AGATINA
E mio padre quello che ho sempre conosciuto, insomma? Sei sicura che lui di tutto questo non sappia niente?
LUCREZIA
Penso di no, erano passati solo pochi giorni da poi che ebbi a lasciare Succhiamiele. Anche se tu lo sai il difetto che ha il barone, come si dice un po gay, per non sappiamo se pu anche avere figli. Quando sei nata era felicissimo, e questo gli sempre bastato; convinto che tu sei sua figlia! E tha voluto un bene dellanima.
AGATINA
Anchio gliene voglio tantissimo, mamma, e non lo lascerei per nulla cosa al mondo. Mi fa molta tenerezza, ora, nel sapere che lui pensa chio sia sua figlia. Per, aiutami anche tu a fargli capire che io e Moamed
LUCREZIA
Si, si, non preoccuparti. Promettimi per che questo segreto ce lo porteremo sino alla tomba.
AGATINA
(Abbracciando sua madre) Giuro, mamma. E (Preoccupata) E se la signora, insiste nel voler lasciare le cose per come stanno? Cio che io devo sposare suo figlio? Oh, mamma, come faro, come far?
LUCREZIA
Su, non fare cos! Una soluzione la troveremo; se poi vediamo che non c altra strada, vuol dire che dir tutta la verit.
AGATINA
La verit? E a tuo marito, non pensi a tuo marito e al dolore che gli vieni a cagionare nel non sapersi pi mio padre?
LUCREZIA
E va bene, figlia mia! Cerca per di non farmi confondere pi di quanto non lo sia.
ALFONSO
Lucrezia, Lucrezia! (Entra un po come se avesse trovato una soluzione) Senti, sentite, ho avuto una idea; ho pensato, siccome lo sbaglio lho commesso io e voi non ci entrate niente, mi consegno alle guardie dicendo che i soldi che ho da dare a Succhiamiele sono soldi persi giocando a carte per come sono andate veramente le cose, se la legge dice che giusto pagare, vuol dire che ne sconter anni di carcere; non posso finire di rovinare la mia famiglia compreso il baronato.
LUCREZIA
Ma cosa dici? Da dove li prendi certi discorsi? Hai dimenticato quel losco individuo di Tot? Quello capace di tutto, gente che non scherza, gente pronta a far del male se uno viene meno ai patti. Questa gente vuoi sfidare?
AGATINA
(Va ad abbracciarlo) Ma no, pap! Vedrai che troveremo il da farsi. A costo di
ALFONSO
(La interrompe) Sposare suo figlio? Un altro Succhiamiele? No, no figlia mia, preferisco farmene prigione piuttosto che avere a che fare con questa gentaglia. Non possiamo imparentarci con loro, la nostra una famiglia di nobili. Suo figlio ha lo stesso sangue del padre, capisci che non pu essere?
CALOGERO
Signor Barone, signor Barone! (Entra un po sconvolto) Ci sono ancora i Succhiamiele con Tot che hanno da parlarle con vossignoria. Dicono che a momenti viene pure il figlio il signorino Lorenzo. Volevo pure dirle che Tot ha in mano una grossa corda e che spesso fa roteare, non so cosa voglia dire ma ne capisco le intenzioni. Cosa mi comanda, li faccio passare o corro a chiamare le guardie?
AGATINA
Io ho paura di questo tizio. Non so proprio quale che siano le loro intenzioni. Chiss se non meglio chiamare veramente le guardie.
LUCREZIA
Sentite che facciamo, io mi prendo un bel bastone e lo tengo in mano, pronto per ogni evenienza; tu (alla figlia) prendi la scopa come se dovessi scopare, mentre tu (al marito) prendi il battipanni; se vediamo che animano guerra, ci troviamo gi con le armi in pugno.
CALOGERO
Se signoria vostra mi permette, anchio vorrei
ALFONSO
Tu, prendi una delle lance del salone e ti stai dietro la porta ad origliare; se senti che inizia la battaglia vuol dire che entri in guerra pure tu. Su, andiamo, prepariamoci (prendono tutti quanto detto, tranne Calogero che la prender fuori la lancia).
CALOGERO V.F.S.
Quando vossignoria comanda, li faccio passare.
LUCREZIA
Puoi aprire, Calogero, e mi raccomando, tienti pronto. (Dopo un p aprir la porta ed entreranno i tre).
LORENA
Eccoci qui! (Appena li vede in quella posizione, rimane sbalordita). Ih, che ? Tutti di pulizia questoggi?
TOTO
(Entrando saccorge anchegli dei tre con quegli oggetti in mano) Di lavoro siete? Vi posso (fa roteare la corda battendola forte sul tavolo e che far sussultare i tre) aiutare?
ALFONSO
(Non appena Tot batte forte la corda sul tavololo, Alfonso sussulta facendo cadere il battipanni e sale velocemente sul divano per la paura) Su-succhiamiele, a che serve la corda che in mano lamico suo, Tot?
SUCCHIAMIELE
(Tic e sputi sempre a soggetto) Questo uno strumento che serve a fare aprire le orecchie e capire bene i discorsi difficili.
LORENA
Io direi di cominciare dal collieur e dalla pariurres: dove sono messi? (I tre si guardano stupiti. Silenzio. A Tot) Tot. (Tot batte ancora la corda sul tavolo) E allora?
LUCREZIA
(Vede Alfonso impaurito) Basta, basta! Che ora ve li prendo. E vostro figlio, vostro figlio non viene? Non dobbiamo conoscerlo? Non dobbiamo sapere s in buona salute?
SUCCHIAMIELEI
Non vi preoccupate che a momenti qui, e il matrimonio lo faremo in ventiquattrore.
AGATINA
Che cosa? Cos su due piedi? Senza che io lo conosca? (Spisidda ribatte il nervo. Alfonso, come al solito si spaventa).
LUCREZIA
E finitela con questa lagna di battere!
MOAMED
(Si sentir la voce di Moamed) Gugino Calogero! Cugino Calogero! Gosa fare gon lancia in mano, gombattere?
AGATINA
Mamma, mamma! arrivato Moamed!
LORENA
Chi questo Maometto??
AGATINA
Il mio fidanzato! Adesso pagher quanto vi dobbiamo, e potete tornarvene a casa, senza bisogno di fare scomodare vostro figlio.
LORENA
Che cosa? Scordatelo! Tu mio figlio che devi sposare per come siamo rimasti! Altro che Maometto!
LUCREZIA
E noi dovremmo imparentare con voi? Non sia mai!
CALOGERO
(Preoccupatissimo) Signora baronessa, signora baronessa! E arrivato Maomed! E mi manda ad avvisare signoria vostra che non pu entrare perch nel Marocco stato contagiato da un virus che rischia di portare morte e pestilenza!
LORENA
(Preoccupata anchessa, gli altri hanno paura) Che cosa?! Non ti rischiare a fare entrare Maometto!
AGATINA
(Sta per svenire) Oh, no! (sviene).
LORENA
Non che sia gi morta la prima?
ALFONSO
(Chine su Agatina, le tocca il polso) Oh no! Questa mi sembra bella e gi morta!
SUCCHIAMIELE
Io direi di andare via!
LORENA
Che cosa! Io voglio il collieurs e la parurres prima!
MOAMED
(Entra con in mano un collier che mostra a Lorena) Questo volere voi? Eccolo qua!
LORENA
Non ti avvicinari, sai!
MOAMED
Io ora lanciare questo su di voi, e chi avere fortuna di toccare, morire subito, come fulmine! (Entra Calogero con la lancia in mano).
CALOGERO
Aspetta Moamed. Signora baronessa io metto questa lancia negli ingranggi dietro la porta cos la sbarro e non pu pi iscire anima viva da qui dentro. (Esce di corsa e chiude la porta)
SUCAMELI
Ehi, ehi! Aspetta, aspetta, cosa fai?!
LORENA
Ho la strana impressione di dover fare la fine del topo in gabia! (Al marito) Dove mi hai portato? Il collier, la parurres! (A Tot che era bloccato per la paura) Scappa tu! Che mi stai a guardare in bocca con quella cosa in mano? E corri ad aprire la porta!
MOAMED
(Si para davanti la porta) Da qui non passare nessuno! E ora Gominciare gioco (lo lancia e tutti gireranno attorno al tavolo, alle sedie... di fuggire insomma. Non prende nessuno, e quelli si fermano mezzi morti dalla paura, ma... mentre tirano fiato di sollievo...).
SUCCHIAMIELE
(Sputi e tic a volont) E ora?
MOAMED
Ora avere ancora (prende dalla tasca una parure) questa da tirare.
AGATINA
(Rinvenendo) Dove mi trovo? Che mi sento strana! (Saccorge di Moamed) Moamed! (Gli corre ad abbracciarlo).
LUCREZIA
(La chiama per paura che possa contagiarsi) No! no! Agatina, non lo toccare! (Tot stava per avvicinarsi a Moamed).
MOAMED
(Gli avvicina la parure) Fermo tu! (Spisidda si blocca). Allontanati! Rigomincia il giogo. Pronti...
LORENA
Ma chi me lo ha fatto fare di venire in questo inferno!
MOAMED
Uno... due... su gorrere, gorrere! (Quelli eseguono. Chi scappa sotto il tavolo, chi gira a vanvera...) Due e mezzo; tre! (Ride).
LORENA
(Meravigliata) Ma questa risata mi sembra di conoscerla!
SUCCHIAMIELE
(Anche lui sutupito) Allora non ero solo io a pensare la stessa cosa!
TOTO
Ma certo! Vostro figlio Lorenzo! (Va per avvicinarsi).
MOAMED
Non ti avvicinare!
LORENA
Lorenzo, Lorenzo! Perch ti sei combinato cos? Un colpo mi stavi facendo prendere! Perch, perch?
LORENZO
Come perch, mamma? Io dovevo prima conoscere la famiglia con la quale imparentarmi! Quale ragazza volevate darmi in sposa E Agatina proprio la ragazza che fa per me.
AGATINA
(Svenendo) Oh, no!
ALFONSO
(Accorrendo) E ora! Perch svenuta di nuovo? Agatina, Agatina! Rispondimi!
LORENZO
Ma come, doveva essere contenta e invece.
LUCREZIA
(Sviene anchessa) Tu... tu... oh, no!
LORENA
Oh Madonna! Che sta succedendo? E lei (ad Alfonso che non sa dove correre prima) Lei non sviene?
ALFONSO
Ah, pure! Non vi bastato quanto avete combinato? Vuole pure che Volete ora lasciarci in pace per favore?
LORENA
E il matrimonio?
LORENZO
(Che sera abbassato a soccorrere Agatina) Agatina, Agatina, rispondi!
AGATINA
(Rinvenendo) Che mi sta succedendo? Dove sono? Tu! Oh...
LORENZO
No, no! Aspetta un momento, non svenire ti prego! (Ai genitori) Correte a chiamare un dottore!
SUCCHIAMIELE
(A Tot) Scappa tu! Cosa stai a guardarmi! Vai a chiamare un dotture! (Agatina sviene ancora).
TOTO
La porta sbarrata!
ALFONSO
Calogero, Calogero! Apri la porta, fai presto!
LUCREZIA
(Rinvenendo) Che mi sento strana. Ch successo?
ALFONSO
Veramente proprio quello che vorrei sapere anchio! Calogero, apri tho detto che serve un dottore!
LUCREZIA
No, non occorre il dottore. Ora, a momenti andr meglio. Dov, dov Agatina?
LORENA
Certo che la commedia bene lavete recitata! (A Lorenzo) E tu vatti a lavare, cosa fai ancora imbrattato di colore nero?
LORENZO
Finiscila mamma, che non pi tempo di scherzi questo! (Ad Agatina) Agatna, Agatna, rispondimi!
SUCCHIAMIELE
Cornuto se ne sto capendo una sola parola!
TOTO
Vuole che batti la corda?
SUCCHIAMIELE
La corda, si! Battitela in testa la corda! Non vedi che qui sono pi morti che vivi!
AGATINA
(Rinvenendo) La testa, mi gira la testa.
LUCREZIA
Agatina, Agatina, figlia mia, come ti senti? (Aiutano a sedere Agatina). Ora... basta! E statemi a sentire, tutti e quanti siete. (A Lorenzo) Pure tu, Lorenzo, perch a te di pi che voglio rivolgermi. Agatna... non potr mai essere tua moglie, perch...
LORENZO
Donna Lucrezia, io ad Agatina le voglio bene, e non c niente e nessuno in questo mondo che possa farmi cambiare idea. Non mi interessano i soldi o quello che mio padre dice di volere; io
LORENA
Tuo padre, non io! A me il collier e la parurres devono dare, se no, da qui non mi smuovono nemmeno le cannonate!
LORENZO
Ah si, questo il bene che mi hai voluto da piccolo? Questo lamore che mi hai dato?
CALOGERO
(Si apre la porta) Signor barone, ai suoi comandi!
ALFONSO
Oh, nientemeno! Potevamo morire tutti! Intanto vai a riporre la lancia che gi lo spettacolo finito.
CALOGERO
Sempre ai comandi di vossignora (esce).
SUCCHIAMIELE
Sentite, noi ce ne andiamo, ma torniamo quanto prima; (a Lorenzo) e tu vieni a casa a raccontarci la storia di questo Maometto.
LORENZO
A casa? come! E lascio qui Agatina che sta male? Non sia mai! Io, oramai ne sono innamorato e voi potete dire e fare quanto volete!
LUCREZIA
Senti, Lorenzo, Agatina devi proprio dimenticarla, perch, perch Agatina tua sorella! (Rimangono tutti impietriti a guardarsi).
LORENZO
(Meravigliato) Mia sorella? E come?
AGATINA
Mamma, lascia perdere. (Agli altri) No..., niente, la mamma con questo svenire e rinvenire, sicuramente... avr battuto la testa!
ALFONSO
(Meravigliato, a Lucrezia) Che hai detto? Cos questo discorso di fratello e sorella?
AGATINA
Pap! Non vedi che la mamma pi confusa che persuasa? Sicuramente... farnetica, vaneggia, delira!
LORENA
(Al marito) Cosa ha detto? Frenetico mannaggia alla lira? Allora parlano di soldi! E che vuol dire, che non ce ne danno pi? (Ad Agatina) Senta signorina, non cominciamo a parlare in codice perch non ottiene niente, e da qui non si va via se non chiariamo tutto!
LUCREZIA
Qui non c niente da chiarire... anzi c solo una cosa da chiarire, che Lorenzo e Agatina sono fratello e sorella.
TOTO
Signor Succhiamiele, batto la corda e vediamo se si svegliano?
SUCCHIAMIELE
Senti che fai invece, entra il carro e comincia col caricare il mobilio. (Esce con Calogero).
LORENZO
E invece lui non carica un bel niente!
LORENA
A me basta che date il collieurs e la pariurres!
LUCREZIA
Quindi se io le do queste cose vuol dire che non c pi bisogno che mia figlia si sposi con...
LORENA
Proprio cos, datemi queste benedette cose e noi ce ne andiamo lasciandovi tutto il resto compreso il mobilio; siete contenta?
LORENZO
Senti mamma, per me la baronessa pu darti tutto quello che vuole; la potete girare pure come volete, per me non cambia niente! Io, Agatina, lo stesso la sposo.
LUCREZIA
Tho detto che Agatina devi dimenticarla! Non puoi prenderla in moglie!
ALFONSO
Vuoi spiegarti bene?
AGATINA
Pap, ancora!
LORENA
(Ironica) E certo! Non hai sentito ch tua sorella?
LORENZO
Non scherzare pure tu, mamma!
LUCREZIA
(Al marito) Perdonami Alfonso, se non ti ho mai detto niente; prima che conoscessi te, io...
LORENA
Dico, volete finirla o no di fare queste sceneggiate e mi consegnate il cullieurs e la pariurres? Quanto siete bravi a recitare! Certo che con mio figlio Maometto, ora potete aprire una scuola di teatro! (Ad Alfonso) Senti, tu, signorinello, mi vai a prendere queste cose che ce ne andiamo e finiamo questa commedia? (Ironica) Fratello e sorella! Ma da dove li tira fuori certi discorsi? E come brava a recitare!
LUCREZIA
Le ho appena detto che le cose gliele vado a prendere subito, basta che mi toglie suo figlio di torno.
LORENZO
Per me, tutti e quanti siete, potete recitare sino a domani, una cosa certa che Agatina rester con me!
LUCREZIA
Agatna, e parla tu figlia mia! Diglielo come stanno le cose.
SUCCHIAMIELE
Ah, ma allora non state scherzando! Quindi ho capito bene? Tu (Ad Agatina) sei mia figlia?
ALFONSO
(Silenzio generale) E che ? Nessuno risponde?
LORENA
(Ad Alfonso) Ch anche lei si mette ora a recitare, barone? E non vi vergognate a fare tutte queste sceneggiate per un collieurs e una pariurres?
ALFONSO
Oh Dio, se ne sto capendo una parola di quello che sta succedendo! (Alla moglie) E allora, sono o no fratello e sorella?
LUCREZIA
Si!
LORENA
No!
LUCREZIA
Si, le ho detto!
LORENA
Ed io le torno a dire di no! E finitela ora! E ditemi piuttosto perch non volete che mio figlio prenda in sposa vostra figlia!
LUCREZIA
E come! Non glielho detto!
LORENA
Ah, si! E... chi sarebbe mio marito il padre di vostra figlia?
LUCREZIA
Si, proprio cos! (Alfonso sta per svenire).
ALFONSO
Alorra io... non sono... Oh, no! (Cade a terra, cominciando a tremare tutto).
LORENA
Ecco qua! E ricominciamo con laltro! Lucrezia va aprendere un po daceto).
AGATINA
Pap, pap!
SUCCHIAMIELE
(Tic e sputi a soggetto) Dico, vogliamo andarcene a casa e lasciamo perdere tutto? Mi sembra che stia facendo un sogno. Ma guarda un po per una partita a carte che sorta di manicomio che s venuto a creare!(Ritorna Lucrezia con laceto e glielo mette sotto il naso).
LUCREZIA
Alfonso, Alfonso rispondi! Io sono, Lucrezia.
ALFONSO
(Smettendo di tremare e riprendendosi) Dove sono? Dove mi trovo? Dov, dov Agatina?
AGATINA
Son qui, son qui, pap!
ALFONSO
Lucrezia, cos questo discorso?
LUCREZIA
Io...
LORENA
Ma guardatela! Che faccia da pesce stocco! E che recita! Non le fa pena suo marito? Ma cosa vuol darci a bere? E sua figlia, non le fa tenerezza sua figlia? Ma che cosa vuole macchinare? Questi discorsi da fare sono per un collieurs e una pariurres? Mettere in mezzo mio marito... buonanima, per non pagare un debito!
ALFONSO
Suo... marito... buonanima? (Gli viene di mancare) Oh, no! (Cade a terra e comincia a tremare ancora).
LORENA
Cosa gli preso a questaltro, con questo abbassa ed alza?
LUCREZIA
(Prende il bicchiere e glielo rimette sotto il naso). Alfonso, Alfonsino!
LORENA
Alfonsino, si!
ALFONSO
Dove sono? Ancora dormo?
LORENA
Signor Alfonso, la vuol sentire la storia, si o no? E la smetta di tremare che mi fa impressione!
ALFONSO
Si, si; ma si sbrighi, perch non ne sto capendo pi niente.
LORENA
Vi stavo dicendo della buonanima di mio marito...
ALFONSO
E... allora (indicando Sucameli) lui...
LORENA
Signor Alfonso, non ricominciamo!
ALFONSO
No, no, le stavo chiedendo, allora lui (indicando Succhiamiele) chi ?
LORENA
Mio marito!
ALFONSO
(Come se stesse ancora per svenire) Vo-vostro, ma-ma...
TOTO
(Entra, dando un colpo di corda per fare rumore; sussultano tutti) E allora!
LORENA
(Trasalita) Che venga un colpo a te e a chi ti ha messo quella cosa in mano! Vai via! Via! (Esce).
ALFONSO
Io, oggi le penne lascio!
AGATINA
(A Lorena) Mi dica, non che adesso riprende lei a... recitare?
LORENA
Recitare, si! Stavo dicendo che questo... vero mio marito, ma... il secondo marito! Il primo, e che era il padre di Lorenzo, morto con un incidente quando Lorenzo era ancora in fasce.
LUCREZIA
Allora... (indicando Succhiamiele) lui non il padre di Lorenzo?
LORENA
Quale padre e padre! Questo figlio della buonanima !
LORENZO
Questo non il mio vero padre; ed io non mi chiamo Succhiamiele, ma Genovese, Genovese mi chiamo.
AGATINA
Lorenzo! Lorenzo!
LORENZO
Agatina, Agatina mia!
LORENA
(Pensierosa) E... scusate; se il padre di Lorenzo fosse stato invece lui
LUCREZIA
(Confusa) Lui chi?
AGATINA
Ancora, signora? Non glielho detto che mia madre, pocanzi aveva le traveggole, farneticava...
LORENA
Ci risiamo! E ci scommetto che centrano sempre i soldi.
AGATINA
(Non capisce) I soldi... a chi, a mia madre?
SUCCHIAMIELE
Mi sembra la storia dei tre sordi. Una cosa certa che col barone, a carte, non giocher mai pi!
ALFONSO
Con lei! Io, a carte, non giocher pi con nessuno:, e se proprio mi assale il desiderio, vuol dire che me la far con mia moglie
LUCREZIA
Si!
LORENZO
(Allusivo) Una par-ti-ta.
LORENA
Si, ma... com finita col collieurs e la pariurres?
LORENZO
Mamma! Come? Stai scherzando? Questi sono gioielli di famiglia, e che ora spettano a mia moglie! Perch ora il tempo di sbrigare le carte e ci sposiamo! E vero Agatina?
AGATINA
Proprio cosi! Perch... (indicando Alfonso) Pap non vede lora daccompagnarmi allaltare; vero... pap?
ALFONSO
(Va ad abbracciare Agatina) Certo, figlia mia! (Entrano stanchi Calogero e Tot).
TOTO
Finalmente, abbiamo finito di caricare il carro!
SUCCHIAMIELE
E noialtri siamo pure pronti.
CALOGERO
Signora baronessa, il divano Luigi tredicesimo, pure doveamo caricarlo?
LORENA
Io vi direi di scaricare tutto invece, non vedete come sono abbracciati stretti? (Rimarrano tutti bloccati, tranne Lucrezia che si porta sul proscenio a chiudere la commedia narrando una piccola morale, frutto della messa in scena).
LUCREZIA
Quanta malincona, gioia, e sofferenza; / quanta miseria, imbrogli e mal creanza. / Chi nasce, chi muore... / chi tradisce anche se non vuole. / Vizii e corna a mai finire; / chi piange e chi fa finta di non capire. / Una cosa voglio a tutti ricordare: / se vecchi, noi vogliamo diventare, / i vestiti della pasienza abbiamo da portare. / E ora a gioco finito e senza meraviglia, / domando a tutti: di chi era la figlia? / Di Alfonso, o di Succhiamiele? / Vi salutu e... buoni pensieri.
Fine


