Giuda
(la tragedia dellio)
di
Gabriella Schina
(La vicenda si svolge nel post-mortem in una sala di attesa di un aeroporto. Lo spazio ampio, luminoso, con disposti attorno dei sedili, sul fondo unampia vetrata; lungo le pareti corre una balaustra in ferro. Dei monitor ai lati, proiettano incessantemente immagini di via vai di passeggeri. Giuda accasciato da un lato impreca. E' sporco, i capelli arruffati, coperto di polvere, ha addosso un maglione grigio di lana spessa, dei calzoni grigi malandati. Crede di essere solo, ma dalla balaustra, scende le scale Obed che inizia ad avanzare lentamente verso di lui.)
Giuda
El honnem Ani (1)
Tihi muslakh. El asheh (2)
Dabber! Galoh (3)
El! Yighle ragle, yadhay. El, qole Kha
El qatouti (4)
Aem aem
Helami, lam-mah anah. Rahamin holi qol e Kha lekhama.(5)
Perch quella cesta dove mi ponesti madre non affondatachi avrebbe pianto?
Dabar, qolekha tohu-boh ha-elekh?
Binefol yom walayla :maluwan (6)
Ham e Khasseh helqi?(7).
(Obed continua ad avanzare, arriva quasi accanto a Giuda, Giuda ne ha paura e si scosta, Obed si avvicina come per toccarlo)
(1) Oh Dio non si vede niente; (2) Questo buio. Dio questo silenzio; (3)Parla, rivelati; (4) E tu Dio dove sei, mi attendi sono qui; (5)madre, madre mia dove sei, rispondimi vienimi incontro, rispondimi;(6) parla, la tua voce te ne prego, questo buio mi impedisce tutto. E un sogno?(7) cosa mi piomba addosso.
Giuda
Stai lontano, non mi toccare. Sallam, sallam (8)
(Obed tenta nuovamente di toccarlo)
Ti proibisco di toccarmi.
(Obed non risponde ma lo fissa. Giuda devastato da quello che vede)
Ah.una morsauna morsa mi tienela mia vita
gli assalti, nella mischia le acque increspate voglio una parola .no, no, forse meglio che taci, quale altro dolore mi procureresti.
(Giuda si sposta ma Obed gli si pone sempre davanti)
Obed
(Ironico)
Non serve Giuda che ti allontaniAhcol tempocol tempo capirai cosa conviene fare in questo luogo.
Giuda (si guarda attorno angosciato)
Non c niente oltre me(si volta verso Obed con tono rabbioso) Spiegamelo!
Obed (lentamente ma con fare deciso rimette al suo posto una sedia che Giuda involontariamente ha rovesciato)
Qui non puoi pi cambiare nulla.
Giuda
Che vuoi dire? Qui non puoi pi cambiare nulla(sempre pi esasperato) Che cosa vuoi dire?
8) Via, via!
Quando vi deciderete a farmi capire, sono stanconon sento pi i miei piedile mani. Se avessi una corda me li stringerei a sangue per sentirli ancora. (Cerca di stringerseli)
Helani, helani. (9)
Spiegami, oppure vattene.
(Obed lo guarda intensamente ma non risponde, allora Giuda incalza)
Hai capito? Dabber, Galoh.(10)Parla, rivelati.
La senti la mia voce, la senti o mi avete tolto anche questa?
Obed
Hai tutto quello che ti pu servire, tutto quello che tu hai portato Giuda, e nessuno pu spiegarti niente, non ti servirebbe. Qui non puoi cambiare pi nulla.
Giuda
Smettilasmettila di ripeterlomi spiistai qui per spiarmi.
Obed
No, ma non ti lascio Giuda, neanche un attimoe anche se volessi saresti tu stesso ad impedirmelo.
Giuda (la tensione aumenta, cerca di salire le scale, indietreggia, scivola, cade sulle sedie, rovescia un piccolo tavolo)
Ham e khassh helqi?(11)
Non guardarmi, non guardarmimi sento bruciare maledizionela mia testaProva, prova tu a stare al mio posto!
(Entra Ascanio, il servitore di Obed, con un carrello di metallo per le pulizie che stride fastidiosamente ogni volta che lo sposta, rimette in ordine, pulisce, sembra togliere cumuli di immondizia)
Obed
Ci sto!
(9)dolore, dolore;(10)parla, rivelati; (11)cosa mi piomba addosso?
Giuda
Allora aiutami invece di stare l a guardarmi.
(Obed continua a non rispondere)
Ma chi sei? (Obed continua a tacere) Gi gli aguzzini tacciono sempre no?
mi devi delle spiegazionicon quale diritto
Obed (calmo, n ironico)
Credimi Giuda, non il momento di parlare di diritti.
Giuda
Vuoi almeno deciderti a dirmi chi sei perch quando mi guardi.. mi sento correre nelle viscere lingue di fuoco la mia vitascene orribili mi si avventano contro come iene affamate. Ma chi sei?
(Obed non risponde e Giuda esasperato indietreggia come inchiodato da accuse che gli vengono rivolte)
Cosa vuoi da me? Cosa vuoi da me? Ioio non lho tradito, non volevo che morisse
non volevo che morissema non ascoltavaaveva cambiato le nostre vitela mia"Giuda, tu sei il pi forte dei miei discepoli ", diceva mi voleva accanto. (come rivolgendosi a chi non potrebbe crederlo)proprio me. Gli altri sapevano solo seguirlo
(sorridendo ironico, benevolo)parlava con me, ore ed ore, ragionavamo
Obed
Prima dincontrarlo la tua vita era stata una rovina e dopo?
Giuda
Fu lui, fu lui a far precipitare la sua vita.e la mia.
Mi aveva chiamato a s, le sue parole si erano avventate sulla mia anima assetata, come un uccello rapace si era aggrappato al mio cuore.
Lo amavo, certo difficile capirlo. Lo amavo tanto da unirlo alla mia passione, la Giudea, lui e la mia terra, libera.
GiudaGiudacombatteva. Tu sai che cosa voglia dire tener fede ad unidea?
Obed
La fede unideala tua terra Giuda lhai amata
Giuda
non avrei dovuto!
Obed
tanto da accecarti.
Giuda
Sono stanco, non mi interessa la tua verit.
Obed
No, la tua verit. Mi hai chiamato per questo!
Giuda
Io ti ho chiamato? Puoi anche andartene
Perch mi costringi a ricordare, maledetto! Non voglio.lasciami stare, sono fuggito, mi sono ammazzato per non vedere pi niente, per cancellare tutto, e tu mi costringi a ricordare? Adonai! non basta lorrore che ho attraversato (socchiude gli occhi, si sdraia, tormentato da voci)
urlano, zitti, zitti
lho detto io "sangue innocente"Quello che devo fare lo devo fare
presto, lo devo fare presto.(si stringe la testa disperato)
E tu Pietro un bel regalo gli hai fatto scappando Ingrati ingrati io ero lunico tra voi in grado di capire la sua forza ci avete abbandonato.
(piantando furioso gli occhi addosso ad Obed)
Sono costretto a ricordare questo che vuoi?
(Obed non risponde)
Chi c oltre me?
Obed
Tu Giuda, ci sei solo tu qui. Sei solo. Dovresti sentirlo!
(lansia di Giuda comincia a salire, comprende sempre meno).
Giuda
..misericordiaa quale tortura sono condannato
(Una parte della vetrata si apre, entra Pilato su un cenno di Obed)
Pilato
Giuda di Kerioth, figlio di Simone!
Giuda
Pilato!?
Pilato
Finalmente cominci a riconoscere.
Giuda
.(gli va vicino quasi attaccato al volto)
Cosa vuoi tu da me?
Guardami Pilato, guardami bene, non credere che sia cambiato.
Pilato
Ancora per poco giudeo!
Giuda (rivolgendosi ironico ad Obed)
Bene ! Ora non sono pi solo, godo, addirittura, della compagnia del governatore .
(girandosi verso Pilato)
E allora racconta a questo signore quale fu la tua parte in questa storia.
Pilato
Certamente migliore della tua.
Giuda
Migliore perch? Perch hai potuto dire "prendetelo e giudicatelo voi secondo la vostra legge".
Un grande sforzo governatore!
Pilato
Non potevo fare altrimenti
(Pilato fa per andarsene)
Giuda.
No non te ne andare Pilatodevo ricordaretu le senti queste lame che mi trafiggono la testaLe vociascoltami chiamano per nomesenti
(rivolto ad Obed) Perch me lo hai mandato? Che ci devo fare con luila sua unica preoccupazione stata solo quella di salvarsi.
Ha tentato di non macchiarsi di sangue! Era abile a muoversi tra la legge di Roma e i sacerdoti del Tempio. Non stato capace di trovare in lui una verit.
(Rivolto a Pilato)
Non sei riuscito a decidere n per la sua vita, n per la sua morte.
.. non hai dichiarato, proprio tu, pubblicamente, che in lui non trovavi colpe?
Pilato
Si davanti a tutti; per ben tre volte ho detto che era un uomo giusto.
Giuda
Gi un uomo giusto!..( dice a Pilato) e allora lo flagelli e lo crocefiggi?
Pilato, volevi la sua morte, era legittima per la tua sicurezza, per la grande "pax romana". (ironico)
Pilato (risoluto)
Ogni altro romano al mio posto avrebbe agito nello stesso modo!
I rapporti con loriente erano tesi, non facili da gestire.
E poi per un romano, cosa conta la vita di un solo uomo dinanzi allImpero?
Giuda
E tu, sei romano dalla testa ai piedi.
Pilato
Si giudeo da niente, sono romano dalla testa ai piedi.
Giuda
Roma non ha mai conosciuto alcuna esitazione ad eliminare chi poteva mettere in gioco la stabilit dellImpero.
Pilato
Sei stato gonfio dinvidia per la potenza di Roma. Hai sempre immaginato cos il tuo regno giudaico. Non volevi che il tuo Messia si mettesse alla testa della tua gente per ristabilire il trono di Davide? Non forse questo, quello che hai sempre sognato?
Giuda
Lascia stare i miei sogni Pilato, anche perch i tuoi non hai mai saputo sollevarli dalla violenza di Romae Lui, sei tu che lo hai ucciso. E adesso vattene. Levati da davanti ai miei occhi!
(Pilato resta immobile, fermo dinanzi a lui, Giuda lo guarda e incalza urlando. Obed gli fa cenno che deve continuare )
Ora vattene.
Pilato
(continua risoluto)
Furono i tuoi sacerdoticon linganno.
Giuda
(rincalza di fronte alla determinazione di Pilato a parlare)
Ti ho detto di andartenenon mi senti?
(rivolto a Obed)
mandalo via , (esasperato) mandalo via..
(Obed intima a Pilato di procedere)
Pilato
"Meglio un solo uomo che un popoloche un impero" sono state le parole di Caifa.
Giuda (scrollando energicamente la testa, considerando tra s questa realt)
Identiche alle tue Pilato, uguali, "meglio un uomo che un popolo che un impero".
Pilato
E vero, lho fatto flagellare, ma perch ho cercato di placare quelle iene di giudei. Poi la conosci pure tu la legge, chi viene flagellato non condannato a morte.
Ma i tuoi sacerdoti lo volevano morto, lo hanno fatto arrestare e lo hanno consegnato a Roma con unaccusa senza appello: si era fatto re dei giudei.
Io lho detto davanti a tutti chiaramente che lo ritenevo innocente.
era strano, il suo sguardo era strano.
(assorto, ripercorrendo nella sua memoria) Nessuno mi aveva guardato cos sino allora
Giuda
Chi vuoi impietosire procuratore? Lhai ammazzato.
Se potessi farlo ti strozzerei! Ma guardati Pilato, anche qui sei calvo, potente, sfattosei lincarnazione della tua Roma.
Pilato
Quel giorno degli azzimi, davanti alla folla inferocita ho fatto scegliere tra lui e quellassassino di Barabba, per poterne chiedere la liberazione. Io lho difeso fino allultimo, ho tentato. E tu invece Giuda? Lhai tradito coi sommi sacerdoti.
Giuda
Lho consegnato!(per ribadire il senso diverso della parola)
(alzandosi, mostrando la sua figura)
Guardami Pilato, guardami bene.questi occhipossono tradire?D, ti sembro un traditore?
E poi a chi dovevo portarlo se non a loro.
Quanto era necessario fare con Ges non poteva essere deciso da chiunque. Pensavo che potesse spiegareparlare ai sacerdotiche sarebbero giunti ad un accordo.
Poi non potevo pi aspettare, erano anni,. speravo che messo alle strette.il Nazareno
(ricordando)io ti venivo dietro, mi volevi accantospiavo ogni tuo gestospiavo il momento in cui tu potevi essere prontolattesa diventava per me ogni giorno pi pesante.
Pilato
Ma certo non ti aspettavi che i tuoi sacerdoti lo consegnassero a noi.
Giuda
E tu lo mandi ad Erode.
Stringi persino unalleanza con lui, pur di liberartene.
Pilato
Per Lui ho stretto amicizia con quellinfame! Speravo che essendo nato sotto la sua giurisdizione, riuscisse a farlo liberare.
Giuda
Ma Erode fu pi furbo di te, e te lo rimand.
Non ti seguo Pilato, te e i tuoi giochi di palazzoio non ne avevo tempoagivo!
Pilato
Ma per voi, non uno dei crimini pi gravi, consegnare un ebreo ai
nemici oppressori ?
(In silenzio Giuda accusa il colpo, non risponde, si piega su se stesso)
E poi tutto torna Giuda, non detto nelle scritture: "Udrete con i vostri orecchi, ma non comprenderete, guarderete coi vostri occhi, ma non vedrete".
Giuda
Ah finiscilacontinui a volerti discolpare Pilato, ma anche tu governatore non puoi scappare da questa tragedia, la tua responsabilit non stata da poco!
Pilato
la paura, il tuo popolo che continua ad urlare inferocito, i sacerdoti ipocriti tra la folla che fomentano la rabbia, tutto ha agito su me, ma.
(Obed segue il dialogo dai vari punti della scena, sale sulla balaustra, lentamente ne ridiscende, ogni tanto gli altoparlanti mandano degli avvisi incomprensibili)
Giuda
Proprio cos vigliacco!
Va via cane rabbiosomi stai stancando.
(volgendosi ad Obed, girandosi attorno urlando)
E folle, c una giustizia qui? Lasciate che si aggiri riempiendoci del suo fetore!
Pilato
la storia si far beffe di me, il governatore che non ha conosciuto n la forza, n la piet, il governatore che temeva il suo Cesare.
Sono diventato simbolo dignavia io, non certo di tradimento.
Il tuo nome un insulto: Giuda (lo pronuncia con disprezzo, come per mimare linsulto).
(Infastidito per la sorte avuta, ripercorre quei momenti)
Dovevo rimanere l in Giudea ben poco, fu un capriccio di Tiberio ad allontanarmi da Roma.
Giuda
Un capriccio del suo Cesare!. il tuo oscuro passato Pilato,!
Pilato
Non pensavo certo che lumanit si sarebbe ricordata di me per questi eventi.
Questa storia Giuda fu per me un peso, non era certo ci che cercavo. Il tuo Ges, nientaltro che un ciarlatano un problema, come la tua gente.
Giuda
(imperioso, non vuol sentire, incalza contro Pilato)
Gi, il mio popolo, non valeva niente per te, eravamo cenciosi, selvaggi! Una popolazione troppo irrilevante di numero, non bastavamo a saziare la tua ambizione.
(il ricordo si fa pi vivo)
quante croci per Romatroppe i miei fratelliinvocavano piet, piangevano , gli spezzavate le gambemaledettiviolavate la nostra terraDio sa se vi ho combattuti!
Pilato
Scontrosi, ribelli
Giuda
Solo questo ricordi
Ti stancavamo con i nostri usi, cos strani , sopportavi a fatica la nostra religione. Anche al processo, infastidito entravi e uscivi dal Pretorio.
Pilato
Ecco una delle numerose stranezze dei tuoi!
I sacerdoti si sarebbero contaminati entrando in una delle nostre case. Sono stato costretto io, ad andare di persona incontro alla folla che
urlava. Dovevo entrare ed uscire dal Pretorio; i tuoi sacerdoti non si potevano insozzare col suolo pagano. I Giudei avevano trascinato un uomo davanti a me, lo accusavano di cose futili, nascondendo abilmente il vero motivo. Solo alla fine dissero che voleva farsi re.
Il popolo urlava, i sacerdoti si erano infilati tra la folla, aspettando che quei quattro pezzenti esaltati avessero la schiuma alla bocca.
Giuda
E stata una liberazione quando il popolo te lo ha strappato dalle mani.
(ripiegandosi su di s)
Per me una sciagura non previstanon voluta la mia fine.
Pilato
Non volevo noie io!
Giuda
E chi ne vuole!
Pilato
Voi sempre pronti a scrivere a Roma, a lamentarvi; delatori, calunniatori.
Noi romani, quasi ci eravamo abituati ai vostri ridicoli tumulti che si ripetevano continuamente. E i vostri sacerdoti, avidi di dominio, l, a bussare da me per chiedere aiuto per qualche altro sopruso.
Giuda
Saranno stati anche soprusi Pilato, ma per il nostro popolo. Per te non esisteva nulla; noncurante del sacrilegio hai rubato persino i denari del tempio.
Pilato
Mi dai del ladro quando eri tu a rubare dalla borsa degli apostoli, ho usato quei denari per la vostra citt e poi non ho fatto nessun sacrilegio, ho usato quei denari per la vostra citt.
Giuda
Per la tua grandezza Pilato. Guardati adesso.
Pilato
Per la mia grandezza?! Ho sopportato quella permanenza come il peso del vostro caldo. Il mio luogo era Roma.
Giuda
Ma se nemmeno Roma ti volle pi.
La violenza e lorgoglio ti scorrono dentro Pilato.
Io sar anche un traditore, gonfio dinvidia, ma non sono un assassino.
Pilato
Non vuoi sentire ragioni Giuda, la tua vita ti brucia troppo eh !? Ma qui non puoi cambiare nulla.
Giuda
Ela tua vita che trasuda sangue, figlio di cane. Sarebbe stato meglio se non fossi nato.
Pilato
Strana coincidenza Giuda, non sono le parole che il tuo Rabbi ha detto a te?.
Giuda
(Giuda non risponde incassa livido)
Si, lultima volta eravamo insieme per la Pasqua. Mi amava Pilato, sapeva che non avrei mai potuto farcela.
(rivolto a se stesso)Meglio che non fossi mai nato.
( si scaglia di nuovo contro Pilato con pi livore)
Assassino, hai ucciso chi ha osato mettere in dubbio i tuoi natali da plebeo. Se non fosse stato per la protezione di tuo padre adottivo e del Senato non ti saresti potuto salvare. Ti hanno spedito nellisola Aea. Solo tu infame hai potuto sopravvivere in quel luogo.
Obed
Adesso basta Giuda, vai pure Pilato.
(Obed si muove verso Giuda che inveisce contro)
Giuda (rivolto a d Obed)
Non sto facendo quello che devo fare?
(ancora verso Pilato)
Con la tua violenza hai messo in ginocchio lisola in una notte, lhai governata con il terrore e lindifferenza, comela nostra terra.
Pilato
(Pilato si sente richiamato in causa e rincalza)
Giudeo maledetto, vuoi lavare le tue mani lorde di sangue innocente, insozzando le mie!
E poi queste storie non ti devono interessare. Cosa vai cercando per coprire la tua ignominia?
Giuda
La violenza non passa in prescrizione infame! Non sei anche tu, come lui, (indicando Obed) a dirmi che qui, nulla pu mutare?
(quasi in atto di sfida e di esasperazione prende una sedia e la sposta, accorre Ascanio che la rimette a posto)
Pilato
Che vuoi Giuda ora? Che vuoi? Che mi accolli la tua pena? Hai tradito.
Giuda
Maledetto!!
Pilato
Vuoi mandarmi via? E questo che vuoi? Non puoi Giuda. E cos! Qui, non si pu pi cambiare nulla.
Giuda
infameplebeofiglio di cane!
(si scaglia contro Pilato, lo colpisce, ma si rende conto dellimpotenza cade a terra, la vetrata si apre ancora ed entra una donna)
Pilato
Claudia!
(rivolgendosi a Obed)
Perch lhai chiamata, che cosa centra lei in questa storia?
Obed
C entra Pilato, c entra.
Giuda
(Claudia si avvicina lo sorregge, lo fa sedere )
Chi sei.io ti ho gi vistochi sei
La donna non risponde
( Giuda le prende le mani, le riconosce)
sei stata tusei stata tu a trascinarmimi hai lasciato davanti ad una porta, e poi non ricordo pi nulla Avessi per attimo dimenticato la tua compassionetu hai avuto piet, piet di me sarei morto allora(a se stesso, ironico)ma no, non dovevoera troppo prestoavevo un compito da svolgere ancora! Una nobile morte mi aspettava!
Pilato
Che cosa stai farneticando?
Giuda
Avevamo organizzato una rivolta, sapevamo che lui (guardando verso Pilato) non cera, ma qualcuno ci ha tradito, siamo stati colti di sorpresa, Pilato non si era mosso da Gerusalemme; ci hanno ucciso come cani quegli infami sono stato ferito, perdevo sangue, sono caduto, ho perso conoscenza, ricordo solo dei passi che si allontanavano. Sei stata tu, perch mi hai messo in salvo?perch non mi hai lasciato morire.
Pilato
Hai aiutato chi tramava contro di me?!
Claudia
E che dovevo fare, far finta di niente? Dovevo chiudere gli occhi di fronte al dolore, come te? Bastavi gi tu Pilato.
Quella mattina avevo deciso di uscire arrivo sulla piazza e la gente corre, urla, capisco che una rivoltai soldati che mi accompagnano per difendermi cominciano a combattererimango ferma, paralizzata dalla pauranon so pi cosa farelui cade ai miei piedi ferito, non esito un attimo, lo trascino a fatica, lo appoggio ad una porta e fuggocomincio a correrepi forte che possoSolo dopo mi rendo conto di quello che ho fattoper giorni temo che qualcuno mi abbia vistoriconosciuto.
(rivolta a Pilato)
Non avrei saputo giustificarmi allora.
Pilato
Infatti nessuna ragione avrei ascoltato!
Claudia
(rivolta a Pilato)
Ho tentato di salvare anche te, in unaltra occasione
Non mi hai ascoltato.
Pilato
Cosa avrei dovuto ascoltare, un sogno?
Claudia(rivolta a Giuda)
Avevo mandato la mia liberta per dirgli di lasciar andare quelluomo, di non condannarlo.
La notte avevo fatto un sogno strano: ero immersa nella penombra, cera tanta gente, forse pregava, ma io non comprendevo, le parole mi passavano accanto senza che potessi fissarne il senso; poi, come se loscurit si diradasse, si alzarono chiare : "Pat sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mor e fu sepolto".
Sono fuggita spaventata, che centrava il nome di mio marito. Il sogno continuava, mi trovavo in luoghi bui e sempre la gente sussurrava quelle parole tremende per me:"Pat sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mor e fu sepolto". Non capivo il significato di quel sogno, ma ero certa che avrebbe pesato sul suo destino.
Quando ho visto Ges nel Pretorio, ancora ignoravo chi fosse, ho tentato di fermare Pilato, stato inutile, si lasciato trascinare a condannarlo a morte.
Ho saputo dopo che i sacerdoti, lo avevano impaurito rinfacciandogli di agire contro lImperatore.
Quella morte si trasformata in un silenzio e limmagine di quel condannato rimasta tra noi due.
Pilato
E tu che hai fatto tu per spezzare quel silenzio? Ti sei chiusa nella tua solitudine, hai perso anche la tua bellezza. Hai allontanato me e Roma, uscivi solo per frequentare, a mia insaputa, la comunit dei nazareni.
Claudia
La solitudine lho sopportata per anni; mi sono rassegnata alla tua incomprensione linquietudine ha cominciato a salire Ho cercato quello che Roma non poteva pi darmi. E poi cosa potevo dirti, eri cos soddisfatto di te. Quando sei stato richiamato a Roma, tutti i ricordi della Giudea erano svaniti dalla tua mente.
Pilato
Sono stato accolto dallImperatore con tutti gli onori. Anche tu Claudia.
Claudia
Sono stata io a non accogliere pi Romaa Gerusalemme avevo nostalgia di ritornarema poimi ripugnava tuttodi che cosa avrei dovuto essere soddisfatta? Delle feste che si davano? Della violenza che insozzava le strade della citt? Degli orrori dei giochi nellarenache tu amavi? Dei prigionieri trascinati in trionfo e uccisi? Del divertimento davanti al sangue delle belve? Degli ultimi anni di Tiberio un bagno di sangue di Caligola dei tuoi imperatori divorati dallossessione del culto Cesareo tu sembravi non accorgerteneo non volevi. Come potevo gioiredimmelo?ho cominciato a cercare qualcosaltro; a Roma si diffondevano nuovi cultima quando mi sembrava di aver trovatomi accorgevo che non bastava. E stato allora che sono arrivata alla comunit dei nazareni
Pilato
Mia moglie tra i vicoli malfamati della Suburra, pigiata tra la sozzura di quei pezzenti.
Claudia
non avevo mai smesso di pensare a Gerusalemmeimploravo che tu potessi ricordare.
Pilato
E cosa? Non volevo pi ricordare niente di Gerusalemme..
Giuda
Non mi meraviglia!
Pilato (guardando Giuda)
E cos ho fatto!
Se non fosse stato per quella ferita alla spalla, le gocce di sangue sulle manile mani le ho immerse nellacquaquel catino
Claudia
Una seconda volta ti ho avvisato di non macchiarti di sangue, di rifiutare lincarico dellimperatore, di non immischiarti nella persecuzione dei nazareni.
Pilato
Non potevo!
Claudia
Si ripeteva tutto Pilato, tutto. Ho portato la tua colpa su di me per anni. Ho implorato per te il perdono dai cristiani.
Pilato
(Serra i pugni, tra la rabbia e la paura)
Che dovevo fare! Che mi rinfacci. Il tuo sguardo era intollerabile, quello di tutti quegli anni, ha distrutto la nostra vita.
Claudia
Sono corsa alla Suburra, le strade si erano riempite di terrorei tuoi legionari ci avevano portato tutti via.
Solo la morte ha spezzato il silenzio che era piombato su di noiLho cercata per salvarti.
Pilato
LImperatore accanto a me nellarenami aveva traditoun mostro, un mostro! Non potevo credere ai miei occhiti ho visto venire avanti con gli altriuno strazio
dinanzi ai miei occhi.
Da l non ho trovato pi pace.
Claudia
Ognuno nella tragedia fa la sua parte Giuda.
Giuda
(rivolto a se stesso)
Ma io non ho fatto niente fino a che Ges non mi ha detto di agire ed al pi presto.
(rivolgendosi a Dio) E stato lui a consegnarsi io lavevo seguito sempre; in ogni momento io, fedele al mio pensiero credevo potesse diventare il suo.
(Guarda Obed) volevo che la sua forza servisse ai miei scopi che i miei pensieri fossero i suoisbagliavonon parlava della stessa terra lui.
Ma io sono stato fedele. Io e lui in questa tragedia.
Pilato
Fedele! Senza di te non sarebbe morto.
Obed
(Obed guarda verso Pilato e lo blocca)
E ancora presto!
Giuda
Mi chiam "amico" lultima volta che ci parlammo; "amico" perch gli consentivo, io, da inconsapevole vittima, ci che si era prefisso: la volont del padre suo. Qualcuno doveva consegnarlo no? ed io sono stato disposto a farlo.
.non vero, non vero forse?
Pilato
Inconsapevole Giuda? Sapevi benissimo quello che facevi, lo stavi mandando a morte.
Giuda
No, non cos. ( confuso privo di qualsiasi chiarezza)
E stato lui a decidere quando a Getzemani, con spade e bastoni potevano arrestarlo. Se solo avesse voluto!
Pilato
Cosa? Cacciare i romani?
Giuda
(Preso da se stesso, non ascolta pi le parole di Pilato)
Lho seguito sino al buio estremo, saliva al Golgotha tra la folla, strisciavo lungo i muri, sudato, senza capire pi nulla, ero straziato, come lui!
E finalmente tu Dio, ti sei deciso ad oscurare laria.
Io avevo fatto uccidere ingiustamente un uomo, io lo volevo per me, per la mia causa; poi non lho capito pi, vedevo solo che ormai in quei giorni era solo, solo, in lotta lui e il Tempio. E arrivato persino a minacciarne la distruzione.
Pilato
E i sacerdoti decisero la sua morte.
Giuda
No, stato per la resurrezione di Lazzaro, quando ha violato il segreto messianico! Anchio non ne potevo pi, aspettavo che si rivelasse.
Guardando Obed
Tu, tu la sai la ragione di tutto questo! Era tutto stabilito?
(Rivolgendosi a Dio)
Quale stato il tuo disegno? E tu Dio degli uomini, onnipotente giudice, dove sei, guardami, fatti sentire, penserai come tutti che ho intascato trenta denari per consegnare tuo figlio ai soldati. Eh Dio! Come tutti gli uomini che da quel giorno videro il sole! Penserai che Giuda era allettato da quei trenta denari!
Sbagli di grosso Dio degli uomini.
(Interviene Obed e ordina a Giuda di spogliarsi)
Obed
Adesso mi hai stancato Giuda . Con me non si scherza. Spogliati!
(Giuda ride)
Spogliati ti ho detto! Devi essere pronto.
Giuda
(comincia a spogliarsi)
Ah finalmente quello che mi spetta!
Dunque il mio destino era segnato!
Adesso me lo puoi dire. Tu sai molto di pi di quello che io ho fatto.
Obed
Ne puoi esser certo. Ma sei tu Giuda che devi capire che musica .
Giuda
Che ti devo dire di pi di quello che ti ho gi detto? Vuoi che ti dica che volevo una guerra, vuoi che ti dica che volevo un condottiero per cacciare i romani? Vuoi che ti dica che ho sbagliato, che ho tradito?
I trenta denari lho ributtati nel Tempio! Allora non mi conosci, non sai chi Giuda. Giuda non si compra! Quei denari sporchi di sangue neanche i sacerdoti li rivollero. Li ho gettati ai loro piedi. "Sangue innocente!" ho urlato.
Si, il mio regno era la mia terra, il mio popolo; avevo un unico scopo, liberare la Giudea. E lui invece? Non si cur mai dei miei pensieri, urlava, urlava ogni giorno pi forte contro il Tempio.
(Rivolgendosi a Dio)
Non ti vedo Dio, ma so che mi guardi con scherno.
(portandosi le mani alla testa)
Tre anni ho trascorso al suo fianco! Ho servito come tesoriere tra gli apostoli, si , ho persino rubato. Sono stati gli anni pi esaltanti che abbia mai avuto: lannuncio a Cesarea, quando si fatto riconoscere come Messia. E Lazzaro!
Mi aspettavo che Ges fosse venuto a Gerusalemme e avesse mostrato a tutti cosa sapeva fare, niente, non ci ascoltava, non mi ascoltava. Poteva distruggere quegli infami dei Romani, costringere i sacerdoti a riconoscerlo come Messia e il popolo lo avrebbe accettato come suo re.
Ah se solo lavesse voluto!
(rivolto a Dio) Ma a che serve oranoi non eravamo niente per lui, esisteva solo il tuo regno invisibile Dio, tu e lui. (ironico) Gli appartenevi!
Sembrava assorbito completamente dallavvicinarsi della morte. Noi discepoli non capivamo: perch, perch morire quando le cose stavano cambiando? Si lasciato crocifiggere senza dire una parola, e noi tutti abbandonati a noi stessi, dopo averci sconvolto le nostre povere vite e poi...con quale destino?
Ecco chi ha tradito Dio. Lui, non io.
(Obed infuriato comincia ad inveire contro Giuda. Arriva Ascanio, il servo di Obed e comincia a picchiarlo, la scena cade nel disordine, Giuda tenta di trovare riparo sulle scale, Obed lo blocca con la sua presenza e gli scandisce con violenza gli orrori della sua vita)
Obed
In te hanno preso vita le profezie della scritture.
Nascondi la violenza di Caino, la cecit di Edipo, la possibilit che il Christo fosse venduto.
Tua madre Ciborea aveva appreso da un sogno che avresti compiuto il pi grave dei misfatti. Ti ha lasciato al mare in una cesta, sperando che potessi sfuggire al tuo destino.. Ti ha accolto una donna, ti ha allevato come un figlio, le hai ucciso il suo, per gelosia. Sei fuggito a Gerusalemme, hai colpito a morte tuo padre senza sapere chi fosse e hai ricevuto in dono come sposa tua madre Ciborea. Sei scappato quando ti ha raccontato come aveva perso suo figlio, te Giuda. La tua disperazione ti ha portato nella cerchia del Nazareno, che ti ha accolto tra i suoi discepoli. L hai compiuto il terzo e pi grave delitto.
Giuda
(Giuda distrutto , si muove strisciando a terra)
Mia madre non trover mai, ombra abbastanza che la copra dalla vergogna
sono stato scelto per questo orrorenon potevo farcelalo sapevaper questo mi ha abbracciatola forzavoleva darmi la sua forzala morte mi ha devastato
(entra Maria avvicinandosi amorevole a Giuda)
Maria
Perch ti sei ucciso? Perch lhai fatto?figlio, figlio mionon ti ha aiutato nientenon servito laiuto di chi amavila tua voce figlioi tuoi occhici che hai tradito stata la tua vita.
Giuda
Madre!
(stringendosi con rabbia, quasi a trattenere la testa)
O madrela tua piet infinita. Non mi accusi di aver tradito tuo figlio. Parli di me, della mia vita senza pace.
Io, io, mi sento smarrito.
Se vero ci che dici madre, il mio strazio infinito. Parli della vita che ho buttato via. Che mi porto dentro? Quale orrore?
(Giuda straziato dalla consapevolezza che lui e sar fuori dalla salvezza. Ricorda le parole del Nazareno e le ripete a se stesso).
"Amen, amen, io ti dico: a meno che uno non sia nato dallacqua e dallaria, non potr entrare nel regno dei cieli" Eccolo Dio il tuo Giuda, eccolo.
(Maria si avvicina a Giuda, gli prende il polso e gli fa fare dei movimenti nellaria, di apertura, come se suggerisse a Giuda in silenzio le parole da ripetere.
Giuda riprende lentamente, come ascoltando un suggeritore, come un bambino che si affida e comincia a parlare ripetendo, prima dentro di s muovendo solo le labbra, poi con voce appena accennata)
..e dallaria, non potr entrare nel regno dei cieli".
Io che ho fatto? Mi sono gettato sulla vita, lho rincorsa, afferrata, ho cercato, avidamente.
A che vale tutto questo ora che non ce lho, misera; a chi, a chi appartiene ora? Solo il suo pensiero mi stanca.
Non ho posto mai rimedio alla sventura che ho seminato, non la vedevo, io sventurato. Credevo di essere il mondo.
Dio, sei cos lontano dalla terra: io non ho ascoltato che la forza e le mie parole
Maria
(mette una mano davanti alla bocca di Giuda per farlo tacere)
il silenzio Giudaanche io non potevo pi nulla davanti alla morte di mio figlio, le mie parole non potevano nulla davanti al suo dolorenel silenzio, in un abbraccio egli mi ha passato la sua sapienza e si tenuto il suo destino.
Giuda
avevo dentro la morte; per bloccarla sono stato costretto ad urlare pi forte, a distruggermi!
Ero disperato.
Respiravo a fatica e lui, tuo figlio, saliva al Golgotha, non so quanto tempo sia passato, non riuscivo pi a pensare a nulla. Era buio, era tutto buio.
Nulla e nessuno potevano accogliermi.
La visione di tuo figlio morente era conficcata nei miei occhi.
Io Giuda, lorribile traditore muoio impiccato, contemporaneamente a tuo figlio.
Ancora lo vedo quel corpo. Il mio viso sfigurato dalla morte girava ora verso Gerusalemme, ora verso il deserto, gli occhi aperti,
continuavano a fissare il cielo.
Madre, eccolo Giuda, colui che ha consegnato a morte tuo figlio.
Maria
La sventura ha segnato la tua vita, ma mio figlio si impossessato del tuo cuore e lo ha spezzato. Il tuo bacio, stato un amore doloroso Giuda, il segno del tuo rimpianto. Ti ha amato, ti ha accolto con lui conosceva la tua anima dal primo momento. Eri il suo apostolo, ed insieme agli altri eravate tutti un volto dellumanit. La sua misericordia non poteva dimenticarsi di te, del buio della tua anima. E ti prese con s.
Giuda
La tua carit infinita madre! Ora rimpiango la mia vita, rimpiango tuo figlio.
(rivolgendosi a Maria)
Lho fatto uccidere .non sai madre cosa siano stati quei momenti Ero terrorizzatoil mio sangue era diventato acqua.
Quel bocconequel boccone di luce che mi aveva dato alla cena aveva raggiunto il suo scopo: la mia anima si squarciata, le tenebre si sono strappate. Ho vistoho visto il mio cuore, il cuore di Giuda amare tuo figlio, e la testa, la mia testa correre rabbiosa sulla terra. Lorrore ho visto madre. Ho voluto morire con luiho consegnato la mia vita a Dioproprio come ho consegnato tuo figlio inchiodato nel silenzio col suo sangue tra la terra, io appeso a quellalbero, senza versarne una stilla. La terra ne avrebbe avuto orrore.
Se trovassi la chiarezza ogni pena sarebbe pi accettabile ora.
Maria
Non sono io che posso dartela Giuda.
Non alla madre di Christo devi rendere perdono, ma allanima tua. N posso spiegarti di pi.
(La scena la stessa. Si sente un lamento doloroso, soffocato; c una donna a terra, forse appena arrivata. E una donna che proviene dalla seconda met del 1900. Anche i suoi abiti sono dimessi, coperti di polvere, spettinata, i capelli le coprono il volto, si stringe in una giacca per coprirsi dal freddo. Giuda seduto in silenzio, con la testa bassa. Ascanio imperterrito porta avanti il suo compito delle pulizie. Obed tace. )
Simone
Dove sono
(Obed ordina ad Ascanio di andare ad aiutare la donna attanagliata dalla paura )
Maria
(si rivolge a Giuda e poi esce)
Va da lei
Giuda
(Anche Giuda le si avvicina, e le strofina il viso, le pulisce gli occhi.)
Calmati, non aver timore
Simone
(prima tace) Dove sono? Ho pauraho paura
Giuda
(rivolto ad Obed )
Ancora non sa niente?
Obed
Nessuno pu saperlo, se non arriva qui.
Giuda
(ironico verso Obed)
Ma non mi avevi detto che ero solo, che non cera nessuno oltre me?
Obed
Infatti. Eri solo Giuda. Sei stato tu a trovarla. Eri pronto.
Simone
Dove sono? Aiutami ti prego.
(Giuda la alza, la fa mettere seduta, si scosta, lei lo trattiene)
No, non andarerispondimi .
Chi sei? Chi c con te?
(Giuda non risponde)
Chi sei?
Giuda
Sono Giuda.
Simone
Giuda?
Giuda
Si, Giuda il traditore.
Simone
(ritorna immediatamente su s)
Ho freddo, tanto freddo.
Che accade ti pregodimmelo.
Giuda
(Rivolgendosi ad Obed)
Dille qualcosa, aiutala!
Obed
Hai gi dimenticato tutto Giuda?
Giuda
No, non ho dimenticato, qui non si pu cambiare nulla (indicando polemicamente ci che lo circonda) bisogna ricordare tutto, devi incontrare chi ti costringer a farlonon ho dimenticato. Ma almeno aiutala.
Obed
Io sono qui solo per te non posso fare niente per lei.
Simone
Chi lui?
Giuda (Giuda fissa Obed e poi guardandolo per la prima volta pronuncia il nome)
E Obed.
Simone
Giuda stringimi la mano anche se non la sentoanche se non puoi farlo Ho paura, non riconosco niente Perch questo silenzio, che c dietro? Cosa mi deve accadere?
Guardamidimmi, che cosa vedi? I miei capelli come sono i miei occhi che colore hanno?
(Giuda non risponde)
Perch non rispondi, cosa sono diventata?
Giuda!
(Giuda le accarezza il viso)
La testala testa, i pensierinon si fermano
Giuda
Dimmeli.
Simone
Non ricordo nientenon riesco, non riesco si fa tutto cos confusoIo non ricordo, capisci? mai possibile dopo aver vissuto?
Oh Giuda aiutami.
(Giuda le prende le mani, la rassicura)
Giuda
Stai tranquilla. Non dovrai aspettare ancora a lungo.
Obed
Dipender da lei Giuda. Fino a che non si sar messa daccordo con la sua memoria, non potr muoversi di qui.
(Simone si ritrae, ha un moto di terrore)
Giuda (infastidito)
La conosci la piet tu?
Obed
Sei tu che dovevi conoscerla.
(Giuda si volta impotente)
Simone
che ore sono?
(Obed sorride)
Obed
Strana domanda ma comunque tardi.
Simone (guardando Obed impaurita)
Perch mi trovo qui?
Giuda(come se avesse trovato una via di entrata, le stringe forte le mani)
Dove vorresti esseredove? Prova a dimmelo.
Simone
nonon soforse a casada mia madresono passati tre anni
Giuda
Da cosa
(Simone non risponde, Giuda la incalza)Da cosa?
Simone
dalladalla sua morte credonon ricordonon ricordo(accorata)
ma tu ricordi tutto? Dimmi Giudatutto? Tutte le persone che hai incontratoi voltiil colore dei loro occhii salutile stradei profumi
Giuda
Calmati ora e dimmi chi sei.
Simone
non lo souna folleuna qualunquenon lo somi si confonde tutto era bella la sua casa cera tanto sole anche lei era bellafierama morta io lascolto cantare amava cantare
abitavamo in una grande casa, nella citt vecchia, vicino al fiume giocavo a campana sulla terrazza i suoi passi sulla scala di ferro le ho insegnato ad andare in bicicletta sai
La casa era sempre piena di gentela gatta si infilava sotto il lettoio e mia figlia la vestivamo(ricorda)mia figlia
quante paure
Giuda
Che vuoi dire?
Simone
la paura ad attraversare la strada e poi quella di trovarmi nei luoghi chiusi, di uscire da solatengo le mie figlie per mano, strette per il panico che mi prende ad essere tra la genteil cuore mi batte, le luci mi bruciano gli occhi e poi la confusione, le vocile gambe non mi reggono. Arrivo a casa sfinita. Non esco, non esco per quaranta giorniil terrore mi assale. Non ero pazza, Giuda dovevo difenderminon ero pazza, ero lucida, troppo lucida, quello era il dramma
( smarrita angosciata, si stringe una mano al petto)
Mi sento tirare gi, tienimi, non mi lasciare.
Non ce la faccio, non ce la facciocome semprela paura mi assale e non ce la faccio
Giuda
Calmati, qui non puoi non farcela (poi si volta e automaticamente cerca un assenso da Obed) sarai tu a volerlo, a volere
Simone
Non ti capisco Giudaho paura.
Giuda
Lo so.
Simone
Come fai a saperlo?
non la puoi conoscere tu la mia paura
Vuoi sapere come ho vissuto?sospesa tra la vita e il niente, per paura. E questa la mia colpa.
ho freddo, tanto.
(Giuda le accanto cerca di proteggerla. Simone in ansia ripercorre dei ricordi. Si rivolge a Giuda)
Perch questi frammenti della mia vita? Come posso fermarli?
mi chiamanomi chiamano
No lass c troppa stradanon posso farcela troppo altoi sentieri sono troppo stretti e lodore dellerba troppo forte e laria mi ferisce la pelle. Il cuore si ferma prima di cominciare. Capisci Giuda, questa la mia paura; attendere alla finestra che la notte arrivi prestoe che al risveglio la gola mi si stringa gi per la stanchezza. Quante volte, quante volte ho urlato al cielo, in tutti i modi che conoscevo, ho implorato che la morsa che mi teneva lanima potesse sciogliersima potevo solo rassegnarmi. E come ci si rassegna a non vivere nella vita.
(Si guarda attorno, guarda il luogo, ha terrore, si aggrappa a Giuda)
Adesso cosa devo fare?
Giuda
Hai tempo lo capirai(girandosi verso Obed) come lho capito io.
Simone
Con quali forze, con quali?
Giuda
Con quelle che hai, basteranno.
Simone
Non capisci, ho vissuto appena e trattenendo sempre il respiro
Sai tu cosa significa vivere solo nei propri pensieri eh?! Lasciarsene paralizzareurtare contro il limite della propria vita la conosci questa umiliazione? no non la conosci. Lasciami sola, ho bisogno di pace, di silenzio. Ah figlia mia, fuggita da meperch tu volevi vivere, io no.
Io sono stancatanto stancalasciatemi riposare
non sento pi il mio corpo
non voglio pi avere volont ,
non voglio pi sentire nulla
come se fossi sorda, cieca,
non voglio pi aver la forza di legare due pensieri,
anche quelli pi semplici, come il pi piccolo degli idioti,
non voglio conoscere pi n la gioia, n il dolore,
la mia preghiera.
Che tutto mi sia strappato
(rivolta a Dio)
non lasciarmi nulla, prendimi ogni cosa
fammi dimenticare di me.
(Obed guarda Giuda e ride poich il percorso che Simone dovr fare sar esattamente il contrario)
Simone
Perch ride?
Giuda
Non preoccupartene, lascia stare.
Ma dimmi, quale il tuo nome?
Simone
Simone, mi chiamo Simone. (i ricordi cominciano a farsi pi vivi)
Giuda
Perch ce lhai tanto con la tua vita?
Simone
Perch ho avuto coraggio solo a morire. Sono morta su un pezzo di terra di quello stesso fiume che avevo sempre guardato dalla mia casa.
la mia malattia stata lunga e dolorosa . ho perso lentamente il contatto con la terra,con la carne lacerata dalle piaghe. Guardavo attraverso gli occhi socchiusi, non desideravo pi nientese non le parole delle mie figlie, lamore fin troppo semplice di mio marito. Il dolore mi piegava lanima, me la contorceva, la levigava. Non mi lamentavo. "Ne ho abbastanza" gridava una parte di me. Ero divorata dal dolore, ma tacevo. Ero costretta ad un lungo silenzio; intorno a me si affannavano per trattenermi e per curarmi. Io ormai sapevo che sarei andata via. Siamo in due a saperlo, io e mia figlia. Aspettavo il fiume non lho pi rivisto, ma stavo morendo tra le sue braccia
Non ho pi pauracapisci?IoSimone, non ho pi paura. Il coraggio si trasformato in pace. Ho aspettato fino a che le mie figlie non sono state pronte a lasciarmi.
La vita si allentata, sentivo tutto lontanole vocii rumori E quando una voce amica, accanto mi ha detto: "va, va pure, ci penser io a loro, va tranquilla"E stato un attimo
I l coraggio che non ho mai avuto, spero che sia un dono per le mie figlie, Non dimenticatemi.
(scorrono immagini nella sua mente)
Giuda (rivolto ad Obed)
E di me, chi avr memoria? Nei pensieri di chi vivr. Sar per tutti il traditore. Solo Giuda linfame!
Simone
Gi chi avr piet di te?
scusa, scusanon te ne andareti prego
Giuda
No Simone non ti lasciosta tranquillae poi dove potrei andare.
Simone
Avrei voluto avere i tuoi occhi per vedere quello che hai visto.
Giuda
No Simone
Simone
Io ho provato a cercarlo il tuo Ges, mi hanno indicato i luoghi dove potevo trovarlo, ma non lho mai riconosciuto. Ho trovato sempre qualcuno che si metteva davanti a lui: "ne ha il diritto" mi dicevano.
Era l a braccia larghe, perch non si potesse vedere neanche un lembo della veste del Christo e predicava, predicava verit in suo nomema io non lo riconoscevoMia figlia mi guardavache ci facciamo qui? Andiamo via.
Parole sempre pi vuote. Si stringevano mani in segno di pace, i visi erano soddisfatti, preservati dai peccatia me non bastava.
Quanta miseria
"Mio Dio, mio Dio perch mi hai abbandonato", ho chiamato, urlato in tutti i modi che conoscevo e pi il bisogno si faceva grande, pi la mia voce non si faceva capire.
Si Giuda, avrei voluto vedere quello che tu hai visto, tu gli camminavi accanto.
Giuda (scrolla la testa)
Non mi servito.
Simone
La tua consegna fu solo linizio, credimi.
Giuda
Non capisco spiegati.
Simone
infinite morti gli hanno inflitto, giorno dopo giorno. Ci siamo impossessati di Dio e abbiamo alzato recinti, lo abbiamo identificato con i nostri limiti, le nostre vendette, con la nostra meschinit. Gli uomini decretano per lui chi dentro e chi fuori dalla salvezza, la terra fetida della loro bont.
La tua consegna Giuda fu solo linizio!
Giuda
E io devo pagare in eterno per tutti i Giuda che tradiscono, nascosti in ogni angolo, in ogni anfratto; per quelli che sono sempre pronti a succhiare i pensieri, ad appropriarsi delle tue fatiche, veloci a saltare addosso quando si pi stanchi sembra che non abbiano mai dormito per attendere quellattimo sono nascosti tra i compagni, e si mostrano pieni di buoni propositi ma sono pronti a scommettere sulla tua fine, invidiosi anche del silenzio del tuo dolore.
No, no Simoneio non sono uno di loro. La vilt non per me.
Simone
Siamo belve Giuda . Credi che qualcuno abbia pensato a teabbia avuto piet per te in tutti questi anni ? e allora dimmi quale, quale soglia di perdono puoi sperare di varcare tu?
Giuda
(Rivolto ad Obed)
E vero quello che dice ?
(Obed non risponde. Giuda si rivolge a Dio)
Se vero allora guardami Dio, se tu sei il Dio dellamore, come dicono, guardami! Sai cosa stata la mia vita, la mia morte.
Tu lo sai! Io invece non so nulla dei tuoi piani.
Ho vissuto linferno, la mia vita stata linferno. Vengo davanti a te e tu che mi darai? Le fiamme eterne.
E questa donna, che mi dici di Simone? ha vissuto appena, e a che cosa dovr essere condannata?
(rivolto a Simone)
Dimmi, dimmi, quale la tua colpa?
Simone
Lasciami in pace,
Giuda
Dimmeloquale stata la tua colpa?
Simone
Lomissione.
Giuda
(rivolto a Dio)
E a cosa deve essere condannata? Al rimpianto eterno per la sua incapacit a vivere? Dov la tua bont Dio? Dov?
Obed (rivolto a Giuda)
Questo lovvio del giudizio umano. A cosa serve un uomo lo sa solo Dio!
Giuda
Allora mi stai dicendo che tutto stabilito, tutto deciso. Adesso dirai che io ho sbagliato, lo so, che potevo tirarmi indietro, che potevo non consegnarlo ai sacerdoti, hai ragionepotevo non essere io, ma se tutto, tutto era deciso, qualche altro disgraziato avrebbe dovuto farlo.
Tu mi hai dato la libert di sbagliare, solo tu. Ora? Ora che ne faccio di questi errori?
E tu Dio che mi poni dinanzi?
Linfinita responsabilit delle mie azioni. Il peso eterno dei miei peccati, leterno della mia infamia?
E questo il tuo amore infinito? Anchio cos, potrei essere Dio!
(rivolto ad Obed)
E tu, tu che mi hai obbligato a ricordare ogni cosa. A che cosa servito riconsegnarmi i miei errori? Io mi sono ammazzato per questo!
Tu sai dirmi, ora, che ci dobbiamo fare?
(indicando anche Simone)
E dimmi, pensi che se mentre andavo ad impiccarmi avessi incontrato il Christo per lultima volta, me lavrebbe data unaltra possibilit eh? Me lavrebbe data unaltra possibilit?
Obed
(dopo una lunga pausa)
E qui che dovevi arrivare!
Giuda
Allora io voglio usare le mie colpei miei erroriper riprovarci unaltra volta. Io voglio riscattare la mia vita con una seconda volta.
Per cancellare il mio odio, per sciogliere lorgoglioper scontare le mie colpevoglio ancora sentire le mie mani stringere un pugno, ascoltare il rumore della terra arsa sotto i miei piedi, il calore bruciante del sole sulle spalle e accorgermi, accorgermi di tutto questo. Non voglio perdere neanche un attimo.
(rivolto, determinato, verso Dio) E se non bastasse una vita, allora unaltra e unaltra ancora!
Obed
E arrivato il momento che tu vada.
Giuda
E Simone? Avevo promesso di rimanerle accanto
Obed
No Giuda, lei deve rimanere qui altro tempo le necessario. Arriver qualcuno che si prender cura di leicome stato per te. Vai.
Giuda
Puoi almeno dirmi cosa mi aspetta?
(Obed non risponde, lo accompagna in un punto preciso, poi indietreggia)
Obed
Vai, lo capirai soltanto varcando quella soglia.
Giuda
Oh Dio fammi tornare, anche misero, anche vagabondo, anche ciecoaccetter ogni cosama ti prego fammi tornare!
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