Marcello FiorentinoGiuda

- Anno 1988 -

GIUDA

(Inchiesta sullapostolo che trad Ges)

Thriller

storico politico - religioso

in quattro parti

(Di cui un prologo ed un epilogo)

Tratto dallomonimo libro di

PIETRO ZULLINO

Rizzoli Editore Prima Edizione 1988

Sceneggiatura e adattamento teatrale di

MARCELLO FIORENTINO

DEPOSITO S.I.A.E.

1In copertina: Giotto - Il bacio di Giuda - 1303-1305 - Cappella degli Scrovegni - Padova.


Tratto dal libro di1Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda


Dedicato ai miei amici di teatro

Roberto

Enrico

Walter

Federico

Stefano

ea

Don Franco


Tratto dal libro di2Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

PRESENTAZIONE DEL TESTO ORIGINALE

La favola di Giuda che pentito corre ad impiccarsi (creata dal Vangelo di Matteo) trov grande accoglienza presso i cristiani del I secolo e si radic nella tradizione ecclesiastica con la forza di un capitolo di fede. Ma era gi con testata ab antiquo dagli Atti degli Apostoli, dove si pu leggere a chiare lettere che il cassiere e faccendiere di Ges fu massacrato per vendetta mentre cercava di godersi al meglio i danari lucrati col tradimento.

Muovendo da questa insanabile contraddizione delle Scritture, sollecitando i testi con astuzia, sfruttando leffetto incrociato di notizie anche nuove e curiose, ricavate dalle fonti pi diverse, Pietro Zullino tesse da par suo la trama duna sorprendente ma non arbitraria detectjve story, sullo sfondo di una Gerusalemme sconvolta dalle fazioni e minacciata di genocidio dai capi dellantisemitismo romano.

Chi uccise Giuda Iscariota? A quale scopo? E perch gli evangelisti tentarono disperatamente di negare che si tratt di un omicid io? Zullino conduce linchiesta con taglio ironico e dissacratore, batte ogni pista e, formulando unipotesi finale imbarazzante (a met strada fra linsupponibile e il rigorosament e dimostrato), giunge allidentificazione dellassassino: ma, subito dopo, consiglia di archiviare per sempre linsolito caso, perch mai come allora la realt stata pi strana della fantasia.

Tratto dalla presentazione del libro a fronte.


Tratto dal libro di3Pietro Zullino


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PERSONAGGI

Coro - Zaccheo

Professore - Inquirente - Giuda

Marcello - Giovanni

Roberto Matteo - Alessandro

Enrico - Luca - Erode

Walter Marco - Pilato

Federico - Pietro

Stefano Tommaso - Caifa

Don Franco - Ges


Tratto dal libro di4Pietro Zullino


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NOTE PRELIMINARI

Nella terza parte possibile avere tre diverse soluzioni:

1.Con gli stessi attori seguire la proposta gi indic ata nellelenco personaggi.

2.Con gli stessi attori cambiare le parti.

3.Utilizzare attori nuovi.


Tratto dal libro di5Pietro Zullino


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PRIMA PARTE

Prologo

"... Giuda Iscariota, and dai sommi sacerdoti e di sse:

Quanto mi volete dare perch io ve lo consegni?

E quelli gli fissarono trenta monete d'argento.

Da quel momento

cercava l'occasione propizia per consegnarlo"

(Matteo 26, 14-16).

IL PATTO

2 In questa pagina: Duccio di Boninsegna - Patto di Giuda - retro della Maest - 1308-1311 - Museo dell'Opera del Duomo - Siena.


Tratto dal libro di6Pietro Zullino


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Prima Parte

PROLOGO

Verit o Menzogna

(Il sipario chiuso e le luci sono totalmente spente. Ad un certo punto si accende un faro e, seduto su di una sedia, compare il narratore con una certaria da intellettuale conoscitore di storia. Questi rester per tutto il corso della battuta seduto. Uscir

dopo che si sar spento il faro stesso lasciando la sedia al suo posto; questa verr subito recuperata da uno dei nuovi attori entranti nella seconda parte).

CORO - Come fosse morto Giuda, lo rivel Pietro 40 gior ni dopo la tragedia sul Golgotha,alla met di Maggio dellanno 30. Sentiamo dunque c osa disse Pietro davanti 120 persone delle quali nessuna contest la notizia ( prende un libro e legge). Liscariota ha fatto in tempo a spendere i famosi 30 denari dargento nellacquisto di un podere alla periferia di Gerusalemme; ma poi, su quello stesso terreno stato ritrovato morto, col ventre aperto e le budella sparpagliate al suolo3. (Richiude libro) Allo stupore subentra dunque un oscuro disagio. La storia di Giuda che pentito corre ad impiccarsi creata dal Vangelo di Matteo, viene subito contestata dagli Atti degli Apostoli. Dunque, Giuda si uccise o fu ucciso? E se la soluzione reale fosse la seconda? Giuda simboleggia laspetto pi tragico della condizione umana, predestinazione immotivata a compiere il male, linutilit del pentimento, limpossibilit di espi are un peccato troppo grande e quindi il lancinante desiderio della morte come liberazione. Personaggio formidabile ed inquietante, di orrida grandezza questo Giuda, che pu per allo stesso modo costringerci a non rifiutare pi il vero per linverosimile; che ci costringer ora, ad accertarne lomicidio, se omicidio vi fu, e ricercarne il colpevole ed il mandante.

(Il coro esce al buio quindi si apre il sipario. Allo stesso tempo si illumina il palco. Subito dopo entrano in scena disordinatamente i primi 5 attori. Sono studenti universitari della facolt di Lettere. Hanno laria di essere stati ch iamati da professore che entra dal lato opposto subito dopo. Sono tutti vestiti con abiti moderni. La scenografia scarna ricorda la biblioteca della stessa Universit. Il fondo della scena completamente buio e non vi sono pareti delimitanti larea in cui avverr lazione s cenica).

Il sipario resta aperto

Fine della prima parte

3ATTI 1,18 18Giuda compr un pezzo di terra con i proventi del s uo delitto e poi precipitando in avanti sisquarci in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere.


Tratto dal libro di7Pietro Zullino


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SECONDA PARTE

LIstruttoria

Di poco era di me la carne nuda

chella mi fece intrar dentro a quel muro

per trarne un spirto del cerchio di Giuda.

Quello il pi basso loco e il pi oscuro

e il pi lontan dal ciel che tutto gira:

ben so il cammin, per ti fa sicuro.

Dante A. lnf. IX 25,30

IL BACIO

4In questa pagina: Duccio di Boninsegna - Il bacio di Giuda (o La cattura di Cristo) - Museo dell'Opera del Duomo - Siena.


Tratto dal libro di8Pietro Zullino


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Seconda Parte

LISTRUTTORIA

Luccisione del cassiere

Et effusa sunt omnia viscera eius5

Scena Prima

PROFESSORE - Ebbene ragazzi? Che ne pensate degli appunti che ho raccolto sullamorte di Giuda? Domani al congresso dovr introdurr e i lavori sugli avvenimenti conclusivi della sua vita e vorrei un vostro parere.

MARCELLO - (Pausa) Mi sembra troppo azzardata la tesi di omicidio da lei propostaprofessore.

ROBERTO - Priva di logica.

ENRICO - Troppo fantasiosa. E ci resta difficile credere che fu anche vittima di unamacchinazione arguta, politica, e che quindi non trad Ges. certo che....

PROFESSORE - .... Calma, calma ragazzi. Vi ho insegnato ad avere ottimo spirito critico

ma avete demolito il mio lavoro con troppa fretta ed audacia. Vediamo dunque cosa non va. (Pausa) Tu, Federico? Cosa puoi dirci?

FEDERICO il primo capitolo che non convince sulla morte d i Giuda e poi trascina ilresto. Lei (sfoglia gli appunti e legge) menziona gli Atti 1, 18 mettendo in dubbio la tesi del suicidio. Eppure, non si nasconde un velo di mistero nella frase di Pietro; senta cosa dice: Giuda compr un pezzo di terra con i provent i del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarci in mezzo e si sparsero fuori tut te le sue viscere. Il precipitare in....

PROFESSORE - ....Il precipitare in avanti non per ora, rilevante ai fini del giudizio

finale. Ci che importante che fu ritrovato squartato. E un suicida pu al limite soltanto impiccarsi. Quindi si tratta di omicidio.

MARCELLO - Ma professore. Il corpo di Giuda, potrebbe essere stato martoriato dopo lamorte per suicidio, cos, come atto di sfregio, di castigo. Dunque, se lei pone il dubbio sul suicidio, noi lo porremo per lomicidio. E poi qui si va contro un testo sacro. (apre il Vangelo e legge) Matteo 27, 5 ci dice Ed egli gettate le monete dargento nel Tempio siallontan e and ad impiccarsi. Si tratta dunque d i rinnegare la testimonianza di Matteo e noi non ce la sentiamo di accettare la sua idea che resta solo una opinione.

PROFESSORE - (Pausa) Bene, poich solo una obiettiva analisi istologica potrebbe darciinformazioni sulla successione degli eventi e cio dirci se la causa di morte fu dovuta allimpiccagione o allo squartamento 6 e non potendo disporre di tale reperto istologico, rimetteremo tutto in discussione partendo per dall a mia.... come dire teoria, e

cercheremo concretamente di trovare la verit. Prov iamo cos ad indagare su questo caso inscenando un dramma storico...

ROBERTO - ....Un dramma storico? E come?

PROFESSORE - Semplice. Ognuno di noi interpreter un personaggioe dar la sua testimonianza.

ENRICO - Conoscendola bene professore mi sembra una strana idea. E poi seguiamo giun corso di Storia del Teatro e ci basta; ed ora dovremmo recitare anche con lei?

5ATTI 1,15-19 15In quei giorni Pietro si alz in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circacentoventi) e disse: 16"Fratelli, era necessario che si adempisse ci che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Ges. 17Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. 18Giuda compr un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarci in mezzo e si sparsero fuori tutte l e sue viscere. 19La cosa divenuta cos nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno stato chiamato nella loro lingua Akeldam, cio Campo di sangue.

6N.d.A. Dott. Angelo Bruno. Medico legale presso lUniversit di Ferrara.


Tratto dal libro di9Pietro Zullino


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PROFESSORE - Ma perch no? Voi studenti dite sempre che le nostre lezioni sono cosnoiose! Fate conto ora di essere con me in aula, pronti a seguire il mio corso di Storia Ebraica (pausa). Io interpreter il ruolo di un magistrato inquir ente, mentre voi altri quello di.... un personaggio dellepoca o pi personaggi, cominciando dai 4 evangelisti e

Pietro.

FEDERICO - Professore, si ricorda che il mese scorso la professoressa del corso di teatroha allestito proprio la Passione di Cristo.

PROFESSORE - Si, vero!! E con questo?

MARCELLO - (Imbronciato) E con questo il nostro caro Federico ha avuto la brillanteidea di usare i costumi. Ridicolo!

FEDERICO - Perch ridicolo! E poi useremo solo qualche elemento di identificazione. MARCELLO - Cos qualcuno entrando in biblioteca ci vede, e pensa che siamo

ammattiti!

PROFESSORE - Su, ldea mi sembra simpatica. Andate a prendere questi costumi.

(Roberto ed Enrico escono).

MARCELLO - (Poco convinto) Io interpreter Giovanni di Zebedeo.

WALTER - A me sembra che Marco sia un bel personaggio.

FEDERICO - Io sar Pietro.

PROFESSORE - Allora ragazzi, ci siete, li avete trovati questi benedetti costumi?

ROBERTO - (Fuori scena) Si professore, ora arriviamo! (I due rientrano con un cassone)

Come pesa accidenti!

ENRICO Dai, dai sbrigati, posalo l.

ROBERTO - Penso che Matteo mi si addica professore.

ENRICO - Io sar Pietro allora.

PROFESSORE - No, Pietro lo ha gi scelto Federico.

ENRICO - Come sempre arrivo in ritardo, che parte rimasta professore?

PROFESSORE - Luca.

ENRICO - Luca? Si, forse meglio, meno responsabilit.

PROFESSORE - Bene, allora possiamo cominciare.

FEDERICO - Cosa dobbiamo fare?

MARCELLO - (Ironico) Nasconderci!

PROFESSORE - Marcello! Sii serio.

MARCELLO - Pi serio di cos!

(Durante la pausa cambiano le luci presenti sottolineando un cambiamento di atmosfera. Da ora il professore assumer il ruolo di un inquir ente mentre i ragazzi saranno rispettivamente:

MARCELLO - Giovanni,

ROBERTO - Matteo,

ENRICO - Luca,

WALTER - Marco,

FEDERICO - Pietro).

Sospetti sugli Apostoli

Una autem sabbati, cum adhuc tenebrae essent7

Scena Seconda

INQUIRENTE - Pietro! Nella tua frase c un velo di mistero. Cosa intendevi dire ai tuoi120 seguaci in quel lontano Maggio dellanno 30 dopo Cristo?

7 Gv. 20,1 1Nel giorno dopo il sabato, Maria di Mgdala si rec al sepolcro di buon mattino, quand'era ancorabuio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.


Tratto dal libro di10Pietro Zullino


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PIETRO - Semplicemente e con rammarico, che Giuda fu ritrovato col ventre squartatolegato ad un albero.

INQUIRENTE - Tu Matteo, eri presente a quella assemblea plenaria? MATTEO - Si, io ero presente. Dovevamo eleggere il sostituto di Giuda Iscariota. INQUIRENTE - Tu scrivi (leggendo) Ed egli, scagliati i pezzi dargento nel Santuario, si

allontan e and ad impiccarsi. 8 (Pausa) Perch dunque tanto puntiglio nel demolire la tesi del possibile omicidio? Perch volerla ad ogni costo sostituire con quella dun suicidio? Ti rendi conto che con gli Atti degli Apostoli vi una evidente contraddizione?

MATTEO - Io, li per li, accettai la posizione di Pietro. Non volevo creare contrasti in unmomento cos delicato ma avevo una mia idea. Nessuno aveva potuto uccidere Giuda perch Giuda si era ucciso da se sopraffatto dal rimorso. Nessuno aveva potuto sorprenderlo mentre si godeva il podere di Halcdama, perch questi non fu mai suo.

INQUIRENTE - Voi tre invece, non menzionate la morte di Giuda. Eppure tutti e treconoscevate il Vangelo di Matteo, che il pi antico, sia la testimonianza di Pietro, che lo precede di 20 anni. Avreste potuto scegliere una delle due versioni. Invece avete preferito tacere.

LUCA - Il nostro silenzio non fu casuale. Eravamo profondamente imbarazzati. Quando siparlava di Giuda, noi si doveva sempre tribolare per dare adeguate risposte.

GIOVANNI - Ci ponevano quesiti terribili.

INQUIRENTE - Terribili...appunto. Per esempio....come mai quella notte, sapendo che

Giuda andava a tradire Ges non lo fermaste? Eppure vi sarebbe stato facile. Eravate in 11 contro uno. Perch non lo fermaste? (Pausa) Nessuno risponde? Non facile vero? (Sfoglia il Vangelo) Matteo scrive (leggendo) E mentre mangiavano, Ges disse Amen amen, uno di voi Mi tradisce. Molto rattristati i discepoli presero a chiedergli lun dopo laltro Sono forse io Signore?. Ed Egli rispose Colui che ha messo con me la mano nel piatto, colui quello che Mi tradisce.... e Giuda prese a dire Sono forse io

Maestro? Egli rispose Tu lhai detto 9. Dunque, cosa accadde Pietro? Voi sapevate che Giuda era il traditore.

PIETRO - No! Matteo ricorda male e si sbagliato: nessuno aveva fermato Giuda perchnessuno aveva capito che il traditore fosse lui; Ges, questo vero, aveva accennato ad un tradimento ma senza chiamare per nome il responsabile. Quindi dissi di rispondere cos ai fedeli che avessero chiesto una giustificazione.

10

MARCO - Io, nella mia versione dei fattinon nomino Giuda.

11

LUCA - Ed io anche.

MARCO - Tu Pietro, mi riferisti che voi apostoli non chiedeste spiegazioni a Ges; viinterrogaste fra voi, ed il problema non fu risolto. Per questo non nomino Giuda.

PIETRO - Nostro Signore non fu abbastanza esplicito.

INQUIRENTE - Tu Marco, ad un certo punto scrivi (leggendo) Ma Egli rispose loroUno dei 12 che mette con me la mano nel medesimo p iatto 12.

MARCO - Certamente.

8Mt. 27,5 5Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontan e and ad impiccarsi.

9Mt. 26, 21.25 21Mentre mangiavano disse: "In verit io vi dico, uno di voi mi tradir".22Ed essi, addoloratiprofondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?". 23Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradir. 24Il Figlio dell'uomo se ne va, come scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!". 25Giuda, il traditore, disse: "Rabb, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".

10Mc. 14, 18.20 18Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Ges disse: "In verit vi dico, uno di voi,coluiche mangia con me, mi tradir".19Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: "Sono forseio?". 20Ed egli disse loro: "Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto.

11Lc. 22, 21.23 21"Ma ecco, la mano di chi mi tradisce con me, sulla tavola.22Il Figlio dell'uomo se ne va,secondo quanto stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale tradito!". 23Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ci.

12Mc. 14, 20 20Ed egli disse loro: "Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto.


Tratto dal libro di11Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

INQUIRENTE - Ma cos fai emergere un raffinato equivoco; un sottile ricatto ai danni diGiovanni che non era mai stato simpatico a te Pietro, e a te Marco, seguace di Pietro.

GIOVANNI - vero! Mi hanno sempre detestato.

Scena Terza

(Un cambio di luci generale fa intendere che si usciti dal clima precedente per ritornare alla polemica in biblioteca).

FEDERICO - Detestato, detestato una parola pesante professor e. Non credo che Pietropossa mai essere arrivato a detestare qualcuno. Marcello esagera in questa sua interpretazione.

MARCELLO - E perch no? Non era forse anche lui un uomo come utti gli altri? Nonpenserete forse che i santi siano tali solo perchnon hanno mai peccato?!

PROFESSORE - Certamente ragazzi, certamente. Ma non scaldiamoci tanto. E tuMarcello, limitati a deporre e dicci come andarono i fatti.

MARCELLO -Va bene, va bene.

Scena Quarta

(Le luci ricompongono latmosfera che si era creata con gli apostoli.

Quindi riprende il discorso Giovanni)

GIOVANNI - Secondo luso ebraico fu messo in tavola un piatto per ogni tre commensali.Si mangiava sdraiati su divani; ciascun commensale, poggiando sul gomito sinistro ed allungando il braccio destro, intingeva il pane e le erbe amare nel piatto che poteva raggiungere pi facilmente e che conteneva la salsa pasquale. Ges, io e Giuda intingevamo nello stesso piatto. Ma io non pensavo di tradirlo!

INQUIRENTE- Nessuno afferma questo, mentre credo di poter trarre unaltraconclusione. Dunque: secondo Matteo, il traditore era noto a tutti ed era lIscariota, ma nessuno si mosse. Per Luca il nome non noto, quindi nessuno poteva agire. Marco, mette nei pasticci Giovanni perch Ges avrebbe potuto benissimo riferirsi a lui; ma Giovanni naturalmente non fu il traditore; mentre ammette di aver cenato accanto a Ges

eGiuda. GIOVANNI - Si.

INQUIRENTE - Tu Giovanni, affermi invece, nella tua versione dei fatti, che gli apostolinon avevano potuto sapere.13 cos?

GIOVANNI - Si. Lasserzione di Pietro resta valida. Ma soltanto io, fui in grado dicomprendere il significato di quel boccone di pane. E lo fui perch ebbi per tutta la sera un colloquio privilegiato col Maestro, uno scambio di idee confidenziali dal quale (rivolto a Pietro e Matteo) voialtri rimaneste esclusi.14

13Gv. 13, 22 22I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.

14Gv. 13, 21.30 21Dette queste cose, Ges si commosse profondamente e dichiar: "In verit, in verit vidico: uno di voi mi tradir". 22I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. 23Ora uno dei discepoli, quello che Ges amava, si trovava a tavola al fianco di Ges. 24Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "D, chi colui a cui si riferisce?". 25Ed egli reclinandosi cos sul petto di Ges, gli disse: "Signore, chi ?". 26Rispose allora Ges: " colui per il quale intinger un boccone e glielo dar". E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. 27E allora, dopo quel boccone, satana entr in lui. Ges quindi gli disse: "Quello che devi fare fallo al pi presto". 28Nessuno dei commensali cap perch gli aveva detto questo; 29alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Ges gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. 30Preso il boccone, egli subito usc. Ed era notte.


Tratto dal libro di12Pietro Zullino


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INQUIRENTE - Quindi quella notte, solo tu arrivasti a sapere che Giuda avrebbe tradito.Almeno tu lo sapevi! E perch allora non hai dato allarme, perch non lo hai fermato?

PIETRO - Tu lo sapevi. Tu lo sapevi. Avevi capito. E non lo hai fermato! Non haiinformato nessuno!

GIOVANNI - Ma io....

PIETRO - No. Tu dovevi come sempre dimostrare la tua superiorit. Tu dovevi essere ilsolo, il privilegiato, ma ora come vedi, ti sei tradito....

GIOVANNI - ....No, no....

PIETRO - E Lui morto. (Pausa) Per causa tua!

GIOVANNI - No, no....io avrei voluto.., ma il Signore me lo proib. Tu stesso fosti

richiamato dal Maestro quando dicesti che nellora delle Sue sofferenze Lo avresti difeso. Egli voleva che si adempissero le Scritture e che Giuda Iscariota tradisse, tant che glielo ordin Lui. Ci che devi fare, fallo pr esto. E voi altri non eravate allaltezza di sapere.

PIETRO- No infatti, pensavamo che gli avesse ordinato qualcosa di normaleamministrazione: un acquisto. Dopotutto lui teneva la cassa. Ma tu sapevi. Tu sapevi....

INQUIRENTE - ... Io direi invece che tutti voi lasciaste uscire Giuda perch avevatepaura. Lo lasciaste uscire tranquillamente perch speravate, consegnandolo a Caifa, di salvare voi stessi. Ed eccovi qui ora. Poi, bisognava rimuovere lincertezza sulla morte di Giuda. Ed ogni discorso sul delitto vi riportava inesorabilmente alla questione del movente. Per la pace del popolo cristiano, era meglio la versione del suicidio.

(Entra un nuovo studente che si va a sedere dopo aver cercato dei libri. Reagisce con ilarit nel notare gente in costume in biblioteca. Poi si siede e comincia a studiare)

INQUIRENTE - Giuda fu ucciso e da pi persone. Per sospendere ad un ramo il corpo diuno sventrato, occorrono almeno quattro braccia, e poi, diciamolo con franchezza, la ritualit dellesecuzione, fa pensare ad un omicidi o dimostrativo, esemplare, ad un fanatismo tipico dei gruppi estremisti. Lipotesi pi ovvia quella di un regolamento di conti.

Scena Quinta

PROFESSORE - (Rivolto al nuovo entrato) Disturbiamo parlando a voce alta? STEFANO - No professore, sto traducendo dal Greco e poi orario di chiusura per la

biblioteca quindi non potrei rimproverarle nulla.

PROFESSORE - Ah bene, bene, fa sempre piacere vedere studiare ad unora cos tarda.

Ai miei tempi, ricordo, studiavo almeno dodici ore al giorno.

STEFANO - Beh, i tempi non sono certo cambiati!

PROFESSORE - Studi, studi. Bene ragazzi, dove eravamo rimasti?

MARCELLO - Al regolamento di conti.

PROFESSORE - Ah si certo!

INQUIRENTE - Ad un regolamento di conti architettato....dal gruppo cristiano (dissenso

a soggetto dei presenti). Dal vostro gruppo visto che Giuda aveva venduto Ges. Ed eccoil movente: la vendetta. (Aumenta a soggetto il dissenso dei presenti) Voi siete i primi indiziati. Tu Giovanni pi di tutti perch tu, hai anche ammesso pocanzi di essere stato il prediletto di Ges. Vantando un amore pi grande ed essendo un uomo come tutti gli altri puoi essere stato preso dallira in un momento fugace ma reale. E tu Pietro, perch conosciamo la tua imperiosa irruenza ed avventatezza. Lo dimostrasti con il servo Malco ricordi?

(A questo punto le luci riportano latmosfera presente dellUniversit)


Tratto dal libro di13Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

ROBERTO - Io mi rifiuto di proseguire. E poi insistiamo! Ma....ammesso che vi sia stato

lo squartamento....questi potrebbe essere stato perpetrato dopo il suicidio.

WALTER - E assurdo professore.

ENRICO - Lei vuole aprire una pista cristiana.

FEDERICO - Pensare a Pietro come ad un debole durante il processo di Ges eraammissibile. Dopotutto la sua immagine si riscatt poi con la stessa morte in croce. Ma lidea che possa essere un assassino, no...!

MARCELLO - E Giovanni poi?!...

PROFESSORE - Sentite ragazzi. Voi siete pi giovani. Vi comprendo. Capisco lavostra....come dire....delusione nel sentirmi parlare cos ma, noi che siamo pi esperti.

MARCELLO - E rieccoci!

PROFESSORE - Si Marcello, lesperienza. Io ho parlato semplicemente di indiziati e voisubito mi avete accusato come se avessi leso le vostre coscienze. Restate. E non abbiate paura dindagare e cercare la verit. La Fede va qu otidianamente messa in crisi altrimenti non cresce. Resta l, ferma, nel grande cassetto della pigrizia (pausa) allora? Volete proseguire?

MARCELLO - Si, certo. Va bene anche per voi? (Tutti rispondono positivamente asoggetto quindi si ricompongono sedendosi disordinatamente) Ma con maggioreobiettivit professore!

PROFESSORE - Bene. Riprendiamo allora da dove stato interrotto. Cerchiamo almenodi trovare un alibi per tutti voi.

(Le luci creano la stessa atmosfera inquietante di una istruttoria).

INQUIRENTE - Vediamo di stabilire ora quando, esattamente, stato ucciso o si ucciseGiuda. Un medico legale avrebbe constatato che la morte risaliva alle prime ore del giorno 16 del mese di Nisan. Su questo sarete anche voi daccordo! Per evitare complicazioni inutili, in questa indagine useremo il nostro calendario e diremo che Ges mor alle ore 15.00 del 7 Aprile dellanno 30. Dire mo che questo giorno era un Venerd. E chiameremo 9 Aprile il giorno in cui Cristo, allalba, resuscit; fermo restando che per Israele non si chiamava Domenica e non era giorno festivo. Controlliamo allora la posizione di voi Apostoli relativamente a Venerd pomeriggio, Sabato e Domenica. Pietro, dimmi dove eravate.

PIETRO - Tra le 12.00 e le 15.00 eravamo sul Golgotha, a vedere se Ges moriva o ilPadre Lo avrebbe salvato. Ci tenevamo un p lontani . Impauriti, sbigottiti. Il pi prossimo alla croce era Giovanni. Il Maestro gli parlava e lui guardava Maria. Al calar del sole, tra le urla di dolore delle donne, deponevamo Ges nel Sepolcro.

INQUIRENTE - Ma col calar del sole sopraggiunse anche il Sabato ebraico.

MATTEO - Si, e per questo rimanemmo riuniti e nascosti nella casa di Marco. Doveavevamo cenato con il Maestro per lultima volta.

INQUIRENTE - E poi? Cosa accadde?

MATTEO - Piangevamo. Recriminavamo. Discutevamo con viva emozione laccaduto.

Pietro in un angolo, versava in uno stato di prostrazione totale.

INQUIRENTE - E Domenica mattina?

GIOVANNI - Verso le 6.00 le donne vanno al Sepolcro e lo trovano vuoto. Poi tornanoindietro a dare lallarme.

INQUIRENTE - Andaste tutti insieme a controllare?

PIETRO - No. andammo solo io e Giovanni. Constatammo la Resurrezione e rientrammoa casa di Marco.

GIOVANNI - Cominciammo a discutere tutti animatamente quando ci apparve il Signore.

Ma a parte Giuda.....


Tratto dal libro di14Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

INQUIRENTE - .....A parte Giuda?

GIOVANNI - (A se stesso) Tommaso non cera!!! (Agli altri) Tommaso non cera!!15

Scena Sesta

STEFANO - Invece io cero. (Segue uno sbigottimento generale seguito da un cambio diluci).

PROFESSORE - Ah! Vedo con piacere che vuol partecipare anche lei a questa animataconversazione. Lei chi sarebbe?

STEFANO - Mi chiamo Stefano e sono al IV anno di Lettere. Non ho potuto fare a menodi ascoltare e allora.....

WALTER - .....E allora venuto a complicare le indagini.

STEFANO - No, no. Vorrei a questo punto dare solo un modesto contributo. Enrico,

.....dopotutto ho recitato con voi un mese fa proprio la Passione! Te ne sei dimenticato!

PROFESSORE - Lei non ha seguito il mio corso per.

STEFANO - No. Se devo essere sincero non ho molto interesse per la sua materia edopotutto un esame complementare.

PROFESSORE - Si, certo. Capisco. Che parte interpretava se non sono troppo indiscreto?

STEFANO - Caifa e Tommaso..... appunto.

PROFESSORE - Quindi conoscer molto bene questi due personaggi?

STEFANO - Non posso lamentarmi. Li ho studiati a fondo.

PROFESSORE - Ah, bene, bene. Allora vorr unirsi alla compagnia!

STEFANO - Ma...veramente stavo traducendo una versione......

PROFESSORE - .....Su, per ora lasci stare la sua versione e venga qui con noi.

STEFANO - Mah, la discussione sembra interessante. Perch no, posso prendere il mioCostume?

PROFESSORE - Si, certamente. (Stefano cerca qualche indumento che lo caratterizzi)Bene, allora riprendiamo.

INQUIRENTE - (Rivolto a Stefano che si accinge a prendere le vesti di Tommaso). Ilpunto nodale questo. Per non sapere nulla, perchtu Tommaso....

PROFESSORE - Oh!! Mi scusi! Posso darle del tu? Vede, in genere instauro un rapportomolto confidenziale con gli studenti che collaborano con me agli studi di ricerca. E come avr potuto notare noi....

STEFANO - .....Si professore, certamente, comprendo e non ho nulla in contrario.

PROFESSORE - Bene, allora stavamo dicendo? Ah si!!

Scena Settima

(Durante una breve pausa di riflessione cambiano le luci).

INQUIRENTE - Tu non hai creduto alla Resurrezione e devi cos essere rimasto senzacontatti col gruppo, per lintera giornata di Domenica. I tuoi compagni sono in agitazione fin dalle 6.00 del mattino ma tu, giunta la sera, caschi dalle nuvole, e la Resurrezione ti suona come un fatto nuovo ed incredibile. Allora mi domando: dove sei stato? Che cosa

15Gv. 20, 19.24 19La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte delluogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges, si ferm in mezzo a loro e diss e: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostr loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Ges disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". 22Dopo aver detto questo, alit su di loro e disse: "Ricevete l o Spirito Santo; 23a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi". 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Ddimo, non era con loro quando venne Ges.


Tratto dal libro di15Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

hai fatto? Puoi produrre un alibi? Ti rendi conto che la tua assenza sospetta? E la tua ignoranza sullevento miracoloso ancora pi sospetta!? Aiutaci tu Giovanni. Cosa accadde in quella circostanza?

GIOVANNI - Quella Domenica ci fu del trambusto in citt. La no tizia di quel Sepolcrovuoto pass di bocca in bocca, provoc un andirivie ni di guardie.

MATTEO - I sacerdoti del Tempio si riunirono durgenza e decisero daccusarci di avertrafugato il corpo di Ges.

INQUIRENTE - Tommaso. Tu sembri dunque riemergere dallignoto dopo cena secondola versione di Giovanni16 quindi non sai nulla di tutto ci. Devi allora spi egarci dove eri. Forse fuori Gerusalemme. Ma solo nei sobborghi, visto che sei rientrato per dormire, (Pausa) Ora ti chiedo..., sei stato ad Halcdama?

TOMMASO - No!! Giovanni ha torto. In nessun momento mi allontanai da Gerusalemme.Io ero in casa di Marco con tutti gli altri quando Ges apparve. E noi eravamo in undici. Anche Marco lo afferma. Sentite cosa scrive, (leggendo da un libro): Infine apparve agli undici mentre erano a tavola, e rimprover la loro incredulit e la loro durezza di cuore per non aver creduto a quelli che Lo avevano visto resuscitato.17 Dunque fummo tutti increduli per la testimonianza delle donne e per lapparizione poi, ed eravamo in undici.

INQUIRENTE - Ho capito, si rende inevitabile un confronto allora. Un confronto diretto.

Comincia tu Giovanni.

GIOVANNI - Le apparizioni di Ges in casa di Marco furono 2: la prima si verificDomenica 9 Aprile e la seconda 8 giorni dopo cio Luned 17 Aprile. Alla seconda Tommaso cera ma alla prima no. E mi sembra strano che non ricordi. Il 17 Aprile pot vedere anche le ferite del Maestro che non aveva potuto vedere la prima volta18. Nessuno di noi seppe mai dove era stato.

TOMMASO - Tu vuoi scagionarti dalle accuse mosse a tuo carico prima. verolepisodio delle mani e del costato, ma si verific Domenica 9 Aprile, e non Luned 17. E quella fu lunica volta che vedemmo Ges Risorto. 19 Rammento che quella stessa notte, come hanno pure scritto Luca e Marco, formammo un piccolo corteo e accompagnammo il Maestro fino a Bethania. Ricordi? L Ges ci benedisse e ascese al cielo. Noi Lo adorammo e ce ne tornammo in gran giubilo a Gerusalemme.

INQUIRENTE - Matteo. Secondo la tua versione invece, Ges Risorto, apparso aGerusalemme al Sepolcro vuoto alle 6 di Domenica mattina. E solo l. vero?

MATTEO - Si.

16Gv. 20, 19.24 19La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte delluogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges, si ferm in mezzo a loro e diss e: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostr loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Ges disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". 22Dopo aver detto questo, alit su di loro e disse: "Ricevete l o Spirito Santo; 23a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi". 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Ddimo, non era con loro quando venne Ges.

17Mc. 16, 14 14Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimprover per la loro incredulit edurezza di cuore, perch non avevano creduto a queli che lo avevano visto risuscitato.

18Gv. 20, 26.28 6Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. VenneGes, a porte chiuse, si ferm in mezzo a loro e di sse: "Pace a voi!". 27Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere pi incredulo ma credente!". 28Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!".

19Lc. 24, 33.36 33E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undicie gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: "Davvero il Signore risorto ed apparso a Simone". 35Essi poi riferirono ci che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 36Mentre essi parlavano di queste cose, Ges in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".


Tratto dal libro di16Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

INQUIRENTE - Il Maestro disse alle donne di andare in Galilea perch voi Lo avresteincontrato l!?20 Allora non accadde proprio nulla quella sera in casa di Marco? Ges non venne n Domenica n otto giorni pi tardi. E voi artistep subito per la Galilea.

MATTEO - Si. Del resto non vi era pi motivo di trattenersi in citt altri otto giorni. E poianche Giovanni parla di un trasferimento in Galilea.

GIOVANNI - vero. Andammo in Galilea, ma senza fretta. Prima ci furono le visitazioniin casa di Marco e lepisodio di Tommaso. Affermare che Ges apparve soltanto alle pie donne presso il Sepolcro semplicemente grottesco. Matteo, come al solito, parla senza riflettere, mentre Luca e Marco danno ragione a me.

LUCA - Insomma....sono vere le apparizioni di Ges. Ma noi non andammo in Galilea. E

non si capisce perch Matteo tiri fuori questa storia. La verit che Ges vi ordin di restare a Gerusalemme. Pietro, tu sei la fonte pi autorevole e antica. Allora si dia retta a Pietro. Tu hai dettato allestensore degli Atti. E cosa dici? Che voi rimaneste a Gerusalemme e Ges vi apparve per quaranta giorni parlando di cose del Regno. Poi vi comand di allontanarvi e di aspettare la promessa del Padre.21

Scena Ottava

(Dalla platea si alza un uomo, un prete di mezza et, allincirca come il professore. uno studioso di Storia Ebraica. Pacatamente interrompe il diverbio mentre quasi

parallelamente vi un cambio di luci sul palco. Il prete resta in penombra).

DON FRANCO - Signori, signori!! State creando una tal confusione in tutta questa storia!State addirittura perdendo di vista il motivo cruciale della vicenda e cio: Giuda. Cercare un alibi per questi personaggi, cos, in questo modo, grottesco. Ognuno di loro avr scritto ci che ricordava o ci che gli sembrava pi importante. Ed ora, in questa interessante discussione ovvio che i ragazzi insistano ognuno sulla propria parte, ostinatamente e...senza alcuno sbocco, legati appunto alle Scritture.

PROFESSORE - Lei chi sarebbe scusi? Ci perdoni sa, ma da qui non la vediamo bene. DON FRANCO - Mi chiamo Franco. Don Franco. Sono un....prete. E se permette vorrei

appunto dirle .

PROFESSORE - Prego, prego.

DON FRANCO - Son venuto qui, nella vostra bellissima Universit per sentire la suarelazione di domattina. Ma penso che torner a casa questa sera stessa prendendo il primo treno.

PROFESSORE - La pista cristiana non le garba forse? Si sente offeso perch lei comedire un prete?

DON FRANCO - Ma niente affatto! Definirei piuttosto il lavoro di ricerca equivoco elicenzioso. Addirittura limitato. Questo per non p erch io mi senta un prete, bens perch io mi sento un uomo, e un uomo alla ricercadella verit.

PROFESSORE - Allora, venga qui da noi e ci aiuti a renderlo meno..... come ha detto

prego?

DON FRANCO - Equivoco e licenzioso.

PROFESSORE - Ecco appunto, meno equivoco e licenzioso, meno limitato. Cosi potremoconoscere la verit con il suo aiuto. Prego Don Fra nco, salga.

20 Mt. 28,10 10Allora Ges disse loro: "Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano inGalilea e l mi vedranno".

21Atti 1, 3.5 3Egli si mostr ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quarantagiorni e parlando del regno di Dio. 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordin loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni".


Tratto dal libro di17Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

DON FRANCO - (Si dirige verso il palco e quando sui gradini comincia la sua battuta)Il fatto che vi ostinate su questa strada senza produrre risultati efficaci. Tutto qui. State brancolando nel buio pi assoluto. Per Luca e Marco, in quella Domenica del 9 Aprile, tutti avrebbero un alibi dacciaio perch rimasero tutti in casa di Marco, fino a sera, e solo Pietro e Giovanni per poco tempo, andarono al Sepolcro. Ma per Matteo, il quale nega lapparizione domenicale e per il quale tutti andarono in Galilea, lalibi non funziona pi perch gli undici, nel lasciare la cit, avrebbero potuto passare per Halcdama e uccidere Giuda. Giovanni poi, offre un alibi solo per dieci ma non per Tommaso. Evidentemente, da quanto ho potuto capire, Tommaso e Giuda appartenevano ad unala politicamente e filosoficamente opposta a quella di Giovanni, il quale aveva tutto linteresse a scrivere ai posteri male dei due. Insomma! Fra alibi e moventi tutto sembra, a parer mio, produrre solo fumo.

PROFESSORE - Lei cosa proporrebbe allora? Noi stiamo valutando delle testimonianze apartire dai 4 Vangeli.

DON FRANCO - Ed qui lerrore grave! I 4 Vangeli sono una fonte di insegnamento dalquale noi dobbiamo attingere il Messaggio Salvifico di Dio per far crescere la nostra Fede. Non sono una fonte di diritto da cui carpire delle prove daccusa contro gli stessi estensori!! E poi, anche volendo usare queste fonti, vi sarebbero altri indiziati. Io, che pur sono anni che racconto questa storia alla gente, ai fedeli, devo ammettere di essere stato trascinato dallidea di un Giuda ucciso, e perch no, anche vittima di un possibile gioco politico. Ma per gli apostoli non si possono muovere fondate accuse. Abbiamo per ora solo lelemento psicologico del reato, il movente, e cio la vendetta.

MARCELLO - Io proporrei di ascoltare altri testimoni per giungere solo alla fine allaprova di omicidio, che naturalmente professore, per ora resta ancora solo una ipotesi.

DON FRANCO - Cerchiamo cos altri indiziati con i relativi moventi. Non mi dicaprofessore che la sua relazione era tutta qui!? Altrimenti dovr insistere sul giudizio negativo che si tratta di un lavoro limitato, molto limitato.

PROFESSORE - A dir la verit a questo punto avrei proposto altre strade allassemblea, echiaramente, sarei inevitabilmente giunto a Pilato, Caifa ed Erode: i tre massimi personaggi della vicenda.

DON FRANCO - Bene.

Possibili mandanti

Fur erat, et, loculos habens, ea, quae mittebantur, portabat.22

Scena Nona

PROFESSORE - Noi allora proveremo a cercare altri possibili assassini, visto che ineffetti, la pista cristiana , stando alle testimonianze, si esaurita e non trova sbocco. In effetti, se vero che Giuda fu vittima di una macchinazione politica, ovvio che gli assassini e i mandanti potrebbero non aver niente a che fare col gruppo cristiano. Piuttosto, potrebbero aver pilotato le varie correnti del gruppo cristiano a loro esclusivo interesse. E queste correnti, se cos si pu dire, erano addirittura tre: una capeggiata da Giovanni il quale voleva spingere il Maestro contro il Tempio, una capeggiata da Giuda che, al contrario, voleva unalleanza forte fra il Tempio e Ges, quindi era fermo sostenitore della lotta contro i Romani, ed unaltra ancora, capeggiata da Pietro. Questultima, era la pi moderata e come vedremo, perder peso durante gli avvenimenti conclusivi lasciando Giovanni e Giuda alle prese con le decisioni importanti.

STEFANO - vero professore.

22Gv. 12, 6 6Questo egli disse non perch gl'importasse dei poveri, ma perch era ladro e, siccome teneva lacassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.


Tratto dal libro di18Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

WALTER - Si, potrebbero essere stati dunque dei killers mandati da ambienti che dopoaver giocato un ruolo nella vicenda di Ges hanno ritenuto necessario chiudere la bocca ad un uomo, ad un complice forse, che sapeva troppe cose: Giuda.

MARCELLO - Certo, ammettiamolo pure. Ma da dove cominciare? Lei ha parlato diErode, Caifa e Pilato. Come collegare allora i tre a tutto questo? Infondo, bande organizzate capaci di colpire nellombra, a Gerusalemme ve ne erano parecchie! Gli Zeloti contro i Romani, i mercenari di Erode contro gli Ebrei, gli stessi soldati di Pilato camuffati da banditi. E indagare sul loro conto pu risultare una impresa disperata.

STEFANO - Caspita! Di bene in meglio. Ora diventa pi divertente. Si continua con lostesso sistema? Vero professore? Io Enrico e Walter eravamo appunto......

PROFESSORE - ..... Si lo so. Lo so. Ho seguito la recita!

STEFANO - Lo dice con un tono!!Come se.....

PROFESSORE - ..... Come se voi recitaste allo zoo.... Bene, allora vuol proseguire lei le

indagini Don Franco?

DON FRANCO - Io?

PROFESSORE - Certo, lei. Dicevo appunto se le farebbe piacere proseguire le indagini, operlomeno aiutarci in un qualche modo. Cos vedr c he non poi cos semplice dirigere la situazione! Su, lasci perdere il suo treno.

DON FRANCO - Resterei volentieri ma ho anche una certa fame e vorrei andare amangiare.

PROFESSORE - Ma se per questo, il problema presto risolto. Per queste cose csempre Roberto. Roberto? Vai nellaula di fianco e fatti dare gli spuntini che avevano preparato per noi.

ROBERTO - Corro professore.23(Esce)

PROFESSORE - (Rivolto a Don Franco) Allora....a lei le indagini.

DON FRANCO - Grazie.

Indagini su Erode Antipa

Et quaerebat videre eum.24

Scena Decima

(Nel frattempo, Stefano, Walter ed Enrico cercano qualche costume per identificarsi. Si liberano delle vesti di Tommaso, Marco e Luca e, rispettivamente si trasformano in Caifa, Pilato ed Erode. Ora, in scena, a parte Roberto che veste sempre gli abiti di Matteo, vi sono il professore e Don Franco, Stefano nelle vesti di Caifa; Walter in quelle di Pilato; Enrico in quelle di Erode. Federico continua ad essere Pietro e Marcello continua ad interpretare Giovanni. Vi un improvviso cambio di luci).

DON FRANCO La storia di Antipa abbastanza amara. Nel 28 and a Roma per uno diquei viaggi dossequio allimperatore. Formalmente si trattava per lui di rendere omaggio a Tiberio, che per gi viveva a Capri. Erode raggi unse Roma dove pot parlare con Seiano, Prefetto del Pretorio ed in pratica primo ministro di Tiberio e vero padrone di Roma.

PROFESSORE Gi, e noi conosciamo gli obiettivi di Erode Ant ipa: ritornare sul tronodi Gerusalemme, che fu di suo padre Erode il Grande, e di l regnare su un Israele sempre vassallo di Roma, ma riunificato. Con Seiano parl di questo e ottenne probabilmente qualche generica assicurazione. Il tempio, contrario a tale monarchia, non era daccordo.

23N.d.A. In effetti Roberto, uno degli amici a cui ho dedicato il testo, ha sempre apprezzato molto il cibo.Qui si voluto forzare e creare una situazione scenica ironica su di lui.

24Lc. 9, 9 9Ma Erode diceva: "Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi dunque costui, del quale sento dire talicose?". E cercava di vederlo.


Tratto dal libro di19Pietro Zullino


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DON FRANCO Poi, commise lerrore di prendere in moglie la bella Erodiade, gi consorte del fratello. Dunque, non ne ricav che fa stidi. Sappiamo che il Tetrarca di Galilea non aspett certamente lultimo momento per accorgersi di Ges. Vero Erode?

ENRICO - Ah, si si. Ma un attimo che non trovo il cappello.

DON FRANCO - Su, lasciate stare i costumi per ora.

ENRICO - Ah, eccolo!!

(Nel frattempo distrattamente si ricompone ammirando le vesti e mettendo a posto il vestito. Gli altri due, allo stesso modo si riordinano e poi vanno a sedere).

PROFESSORE - Avete finito? ENRICO - Oh!! Si professore, mi scusi. PROFESSORE - Bene, procediamo. A lei Don Franco.

Scena Undicesima

DON FRANCO - Dicevo appunto che lei non aspett molto ad interes sarsi di Ges e delSuo gruppo.

ERODE - Si, ne seguivo la figura e lopera con estrema attenzione. Tentai pure di farlovenire a corte.25

DON FRANCO Perch?

ERODE - Pensavo che Ges potesse essere unaltra torpedine che Caifa voleva scagliarmiaddosso come il Battista. Gli mandai cos degli emissari.

DON FRANCO - A quale scopo?

ERODE - Per tentare di sondarlo e capire se era dalla stessa parte del Battista o se avevaaltre intenzioni.

DON FRANCO - Naturalmente Ges non venne.

ERODE - No.

DON FRANCO - E lei?

ERODE - Io non insistetti quando mi accorsi che non ce laveva con me e con Erodiade.Tuttavia non cessai di vigilare. Lo feci seguire dalle mie spie. Volevo sapere tutto: dove stava, dove pensava di recarsi, che cosa diceva.

DON FRANCO - E che rapporti otteneva?

ERODE - Agli inizi dellanno 29 cominciai ad ottenere dei rapporti non solo convincenti erassicuranti ma addirittura sorprendenti.

DON FRANCO - Perch sorprendenti?

ERODE - Ges, per la prima volta, rivolgeva un opera di conversione e di salvezza a nonEbrei.

(si alza e si dirige verso una grande carta politica e geografica che illustra la situazione della Palestina ai tempi di Ges. Quindi, indica col dito i luoghi ed i percorsi che il gruppo cristiano ha attraversato)

Secondo i rapporti avuti, and a Tiro e Sidone. A C afarnao guarisce il servo di un centurione italico pagano. Parla con i Samaritani. Cos capii che Ges sarebbe arrivato fatalmente a scontrarsi con il Tempio e con Caifa.

DON FRANCO - Lei dunque voleva pilotarlo?

ERODE - Si. (Sempre indicando con un dito sulla carta) Pensai bene di intimargli dilasciare la Galilea e le altre province del Tetrarcato, poste sotto la mia giurisdizione. A

25Lc. 9, 9 9Ma Erode diceva: "Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi dunque costui, del quale sento dire talicose?". E cercava di vederlo.


Tratto dal libro di20Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

quel punto, non poteva che andare dove desiderava Lui e dove desideravo io. E cio...... a

Gerusalemme.

DON FRANCO - (Si dirige verso il proscenio rivolto al pubblico) Dunque, la polemicacon i Farisei nelle varie Sinagoghe che il Nazareno va visitando appena allinizio. Eppure Erode ha lintelligenza di capire che essa porter ad un contrasto netto e mortale, non appena la provocazione itinerante di Ges si sar lasciata alle spalle il clero accomodante e bonaccione di provincia per puntare sulla citt e sul Tempio.

MARCELLO - E allora? Cosa centra Giuda in tutto questo?

DON FRANCO - Ci pensi un attimo e vada a leggere Giovanni 4, 46.5326e poi Luca 8,1.327 (Marcello cerca i due passi del Vangelo e li legge tra se) Cosa nota?

MARCELLO - Qui parla di un certo Chuza e di sua moglie Giovanna.28

DON FRANCO - Quindi (Indicando Erode) Lo vuole dire lei?

ERODE - Chuza era il mio intendente d palazzo.

DON FRANCO - (Indicando il testo) E Ges salv suo figlio in quella circostanza. PROFESSORE - Chuza quindi si fece cristiano e sua moglie si mise al seguito e al

servizio di Ges.

DON FRANCO - Certo, dice bene professore!

PROFESSORE - Ma perch non ci ho pensato prima? Che stupido!! vero!! Unacircostanza fortunata. Una coincidenza felice; forse troppo penseranno i sospettosi. Comunque adesso c un legame organico tra Erode ed il gruppo di Ges. (Entra Roberto con le vivande) E Giuda Iscariota .

ROBERTO - (Rompendo il clima teso instauratosi) Eccomi con gli spuntini (Posa due sacchetti sulla scrivania)

FEDERICO - (Gli indica di far silenzio) Scccc.

PROFESSORE - (Continuando senza interruzione e sovrapponendosi alle due battuteprecedenti) Giuda, il cassiere, poich riceveva denaro da Giovanna, quindi del marito, sitrovava ad incamerare soldi che, gira e rigira, erano di Erode, cio, per un Giudeo quale lui fu, osservantissimo, fedele al Tempio, soldi di Satana. E soldi di Satana due volte: perch Erode Antipa, oltre ad essere il nemico del Tempio e lalleato dei Romani, fu anche il noto assassino del primo maestro di Giuda, e cio Giovanni il Battezzatore. (Cambiando drasticamente il tono) .

Scena Dodicesima

PROFESSORE - Ah! Roberto. Finalmente hai portato gli spuntini per Don Franco. (Sidirige verso la scrivania e rovista nel primo sacchetto dove non vi sono le bevande) E dabere? Non cera niente?

26Gv. 4, 46.53 46And dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era unfunzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafrnao. 47Costui, udito che Ges era venuto dalla Giudea in Galilea, si rec da lui e lo preg di scendere a gu arire suo figlio poich stava per morire.48Ges gli disse: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete". 49Ma il funzionario del re insistette: "Signore, scendi prima che il mio bambino muoia". 50Ges gli risponde: "V, tuo figlio vive". Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Ges e si mise in cammino. 51Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: "Tuo figlio vive!". 52S'inform poi a che ora avesse cominciato a star me glio. Gli dissero: "Ieri, un'ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato". 53Il padre riconobbe che proprio in quell'ora Ges gli aveva detto: "Tuo figlio vive" e credette lui con tutta la sua famiglia.

27Lc. 8, 1. 3 1In seguito egli se ne andava per le citt e i villa ggi, predicando e annunziando la buona novelladel regno di Dio. 2C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermit: Maria di Mgdala, dalla quale erano usci ti sette demni, 3Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

28N.d.A. O Cusa, come da Lc. 8. 1,3. (Nota 27).


Tratto dal libro di21Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

ROBERTO - (Prende dallaltro sacchetto dei bicchieri di plastica, piatti e una bottiglia divino) Wuall!! Vino. ( Ne osserva letichetta ) Annata non delle migliori ma tutto quelche ho potuto rimediare.

STEFANO - Dove lo hai trafugato?

ROBERTO - Francesca ha festeggiato ieri il suo compleanno ed avanzata questabottiglia. (Nel frattempo tutti si avvicinano alla scrivania. Dal sacchetto con le vivande cominciano ad essere presi e distribuiti i primi panini gi confezionati ) L, dovrebberoesserci anche qualche fetta di torta e pasticcini. (Stappa la bottiglia e serve da bere).

PROFESSORE - Piano, piano ragazzi, non ubriachiamoci. Abbiamo ancora bisogno ditestimonianze. (Vede Walter che gi beve avidamente ). E tu non esagerare come al solito pi degli altri nel bere, non acqua.29 (Walter, preso alla sprovvista, si rovescia un p di vino addosso) Prego Don Franco, prenda (gli porge un bicchiere di vino). Non deimigliori servizi, spero che ci scuser.

DON FRANCO - Non si preoccupi, grazie. PROFESSORE - Ora si pu riprendere. (Pausa) Dicevamo? MARCELLO - Che Giuda manovrava denaro di Erode.

PROFESSORE - Certo! E quindi era in un certo senso, sconcertato da quanto avveniva.Cosa ne pensate allora? Dimmi Stefano?

STEFANO - Per me sarebbe utile sapere dagli Apostoli se effettivamente lui cominciava acoltivare in cuor suo dellodio per Ges o solo disapprovazione.

FEDERICO - Oppure poteva essere solo confuso e per questo, distaccandosi dal gruppointero, potrebbe aver creato quella scissione di cui si parlato prima.

MARCELLO - E trascinando infine se stesso ed i suoi seguaci in una approssimativaazione politica, rest fra lincudine ed il martell o.

ROBERTO - (Masticando rumorosamente) E cos non ci resta che smascherare questi dueultimi anelli di congiunzione del carro.

PROFESSORE - Si, ma necessario fare tanto chiasso?

ROBERTO - Ah!! Mi scusi professore?

ENRICO - Sembra che non abbia mai visto cibo.

PROFESSORE - Don Franco, le sembra una ipotesi accettabile?

DON FRANCO - Certo! Accettabile dir poco; io direi addirittura molto credibile efacilmente accertabile. Cominciamo a chiedere agli Apostoli.

(Un cambio di luci trasforma latmosfera che si era creata precedentemente in scena).

Scena Tredicesima

INQUIRENTE - Pietro, come vi sembrava il comportamento di Giuda in seguito agliavvenimenti annunciati?

PIETRO - Penso che Giuda rimanesse traumatizzato nel constatare un cos radicalecomportamento del Maestro.

DON FRANCO - Lo pensa o era cos?

PIETRO - Si, si lo era. E proprio la questione dei denari sporchi fece traboccare il vaso.Noi ricevevamo del denaro non solo da Giovanna, quindi denaro di Erode, ma anche dal Pubblicano Zaccheo, un Pubblicano capite? Un uomo che era al servizio di Pilato.

DON FRANCO - Cosa accadde allora?

PIETRO - (Si alza e si avvicina alla grande cartina della Palestina indicando di volta involta i luoghi e gli spostamenti effettuati dal gruppo di Ges) A Cafarnao scoppi unalite e ne segu una rivolta di alcuni discepoli, capeggiati appunto da Giuda, il Maestro

29N.d.A. In effetti Walter, uno degli amici a cui ho dedicato il testo, sempre stato astemio. Qui si volutforzare e creare una battuta ironica.


Tratto dal libro di22Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

aveva deciso di lasciare la provincia e di portare la Sua Parola a Gerusalemme. Avremmo dovuto lasciare la Galilea per giungere, attraverso la Samara, in Giudea. Avrebbe quindi lanciato una sfida alle Istituzioni religiose ed in vista di un cos grosso impegno era opportuno che noi avessimo le idee chiare sui contenuti della nuova Fede.

DON FRANCO - E voi? Avevate le idee chiare?

PIETRO - Fu un disastro. Noi eravamo ancora legati ad una concezione arcaica e riduttivadel Messianismo. Pensavamo che il Salvatore promesso dalle Scritture sarebbe stato un altro Mos, mezzo condottiero e mezzo mago; trascinatore irresistibile e sapiente legislatore, capace di restituirci libert e potenz a.

DON FRANCO - Dunque?

PIETRO - Dunque cosa?

DON FRANCO - Ci chiediamo come la prese Giuda.

PIETRO - Giuda Giuda era solo pi preparato di noi. Non era un provinciale, un semplice pescatore e soprattutto, essendo di Gerusalemme, conosceva bene la situazione politica. O forse cos.... sembrava a noi.

GIOVANNI - Io non appoggiai la linea di Giuda il quale, era ben evidente, voleva lanostra sottomissione al Tempio per poi creare una rivolta contro i Romani. Rivolta ben inteso, non solo violenta.

INQUIRENTE - Ma insomma, a vostro parere Giuda trad Ges? (Guarda Matteo).

MATTEO - (Dopo un lungo profondo silenzio) Si. (Guarda Giovanni).

GIOVANNI - (Senza alcuna esitazione) Si, senza dubbio. (Guarda Pietro ma questi nonrisponde).

INQUIRENTE - E tu, Pietro? Non dici nulla? (Pausa) Eppure, tu che cos da vicino haiseguito tutta la vicenda, dovresti avere la risposta. (Pietro ora con lo sguardo assente).

MATTEO - (Si avvicina a Pietro ponendo la mano sulla sua spalla) Pietro!? Pietro!!?? PIETRO - (Contravvenendo ora alle regole del gioco - inchiesta e vivendo profondamente

e isolatamente il monologo) Ma cosa volete che ne sappia io!? Quelli furono momentidrammatici per noi. Eravamo tutti impauriti, si s i... impauriti. Avete mai provato a sentire il freddo della paura? orribile. E se ti prende non ti fa pensare. Noi eravamo terrorizzati, incapaci di comprendere e reagire, di volere, di percepire il pi piccolo segnale dellamore di Ges. Parole....parole. Fra noi non cerano che parole. E mentre

noi si discuteva sullamore, il Maestro viveva lam ore; e mentre noi si discuteva sul dolore o meglio, si escogitava il modo di evitarlo, Cristo viveva il dolore; e mentre noi ci si insultava creando la divisione, Lui ci riuniva. vero no? vero. E voi pretendete che io sappia dirvi se Giuda lo trad o no! Si... certo....io lo vidi quella notte nel Getsemani

baciare il Maestro; lo vidi insieme alle guardie del Tempio portarselo via; io lo vidi in preda ad una forte, insoddisfatta, terribile, inquietudine. E allora? Che cosa pretendete da me? Che vi risponda? Io, piccolo, inutile, sciagurato venne della terra. Io non pensavo a Giuda, ma a quella Sua debole voce. Stanotte diverr motivo di inciampo per tutti voi Motivo dinciampo.... motivo dinciampo. E subito d opo, quasi ad ottenere leffetto

terribile di quelle parole: Percuoter il Pastore, ed il gregge sar disperso. Ma noi eravamo gi un gregge disperso. Simone, Simone, ec co; Satana vi ha cercato per vagliarvi come frumento!! Tutto sembrava irreale e noi eravamo scossi dalla tentazione proprio come il grano nel vaglio. Signore, con Te sono pronto ad andare in prigione e fino alla morte. Anche se tutti dovessero scandalizzarsi di Te, io non mi scandalizzer...

mai... mai.30 Sembrerebbe assurdo, ma spesso cadiamo proprio in quei peccati di cui ci crediamo incapaci, mentre evitiamo pi facilmente le colpe nelle quali temiamo di

30Lc. 22, 31.34 31Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;32ma io ho pregatoper te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli". 33E Pietro gli disse: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte". 34Gli rispose: "Pietro, io ti dico: non canter oggi il gallo prima che tu per tre volte av rai negato di conoscermi".


Tratto dal libro di23Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

incorrere. La coscienza della nostra debolezza e la umana natura ci mettono in guardia e ci spingono a ricorrere alla preghiera, perch ci rendono consapevoli che siamo tanto pi forti, quanto pi ci sentiamo deboli e che, al contrario, non siamo mai cos deboli come quando crediamo di poter fare affidamento sulle nostre forze.31 Ed io mi sentivo sicuro, inespugnabile come una fortezza perch amavo alla follia Ges. Sentivo di appartenergli per la vita e per la morte. Ero pronto a gridargli tutto il mio affetto perch Lui era il mio amico pi caro. E allora, qui vi dico: qui, ora; che io Lho tradito, io; che noi tutti Lo tradiamo, Lo scherniamo, Lo crocifiggiamo giorno per giorno, attimo dopo attimo. Tutti siamo fragili. Sono forse io, Maestro? Signore, sono io. Si mio Dio. Sono io (scoppia a piangere) perch io Ti ho tradito.

MATTEO - (Raggiunge Pietro, quindi lo sorregge) Su, su Pietro. Non vero quel chedici.

PIETRO - vero e tu lo sai.

MATTEO - Andiamo a sedere.

(Sempre sorreggendo Pietro lo accompagna a sedere sul fondo della scena. Nel frattempo Don Franco va verso il professore che avanza sul proscenio. Vi un cambio di luci).

Scena Quattordicesima

DON FRANCO - I ragazzi sono esausti, e stanno entrando nella parte con troppa tensione.

Finiranno per non riconoscere pi il limite tra la finzione e la realt in questa inchiesta.

PROFESSORE - Si, ha perfettamente ragione ma a questo punto dobbiamo concludere.

DON FRANCO - Sentiamo almeno cosa hanno da dire loro.

PROFESSORE - Certo.

DON FRANCO - (Si volta rivolgendosi agli studenti) Sentite. Abbiamo pensato chesarebbe opportuno chiedere a voi ragazzi se volete smettere per questa sera oppure andare fino infondo. (Pausa) Voi che ne dite?

MARCELLO - A questo punto noi che interpretiamo gli Apostoli abbiamo il diritto disapere cosa c stato dietro tutto questo. Abbiamo subto le pi ingiuste accuse: ci avete paragonato a dei comuni malfattori.

ROBERTO - Certo! Vogliamo sapere che cosa hanno da dirci Caifa e Pilato. Dopotuttoanche loro hanno a che vedere con linchiesta. Tutto il nostro sforzo altrimenti risulterebbe vano. Sempre che Federico lo desideri (Federico ancora agitato per il suo monologo isolato in un angolo sul fondo). Federico? Che dici?

FEDERICO - (Pausa) Ricercare la Verit non mai andare contro chi la Verit.

ROBERTO - Avete sentito? Anche Federico con noi.

STEFANO - Ed anche io Roberto. La mia testimonianza contro Erode e Pilato sar moltoimportante.

WALTER - Non dubitare, non dubitare. Avrai risposte adeguate.

STEFANO - Ti aspetto al varco. Il tuo personaggio infondo molto scomodo. Piscomodo di quello interpretato da Enrico. E te ne renderai presto conto.

WALTER - Staremo a vedere.

PROFESSORE - (Interrompendo la discussione) Certo, certo, abbiamo capito. Visto DonFranco? Ostinati come dei muli. E gi pronti per t ultimo atto.

DON FRANCO - Procedete dunque professore. (Vi un cambio di luci).

Rapporto su Pilato

Dopodich provoc un altro tumulto.32

31N.d.A. SantAgostino: Le Confessioni

32G. Fl., Bell., II, 9,4


Tratto dal libro di24Pietro Zullino


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Scena Quindicesima

PROFESSORE - (Si dirige sul proscenio rivolgendosi al pubblico) Amici, guardiamocidal collocare questa vicenda in una specie di acquario perfettamente isolato, nel quale i pesciolini, cio i personaggi, si aggirano come dei nomadi, come degli esseri autosufficienti, senza rapporti di dipendenza o di necessit con luniverso circostante. Abbiamo infatti gi capito come il gruppo cristiano avesse un ben preciso rapporto di dipendenza con Erode poich, se pur indirettamente, ne riceveva dei sussidi. Dunque, vediamo ora quale era la posizione di Pilato: quella vera naturalmente, e che rapporto di dipendenza aveva con tutti gli altri protagonisti. Infatti, la storia narrata, ci d limpressione che Pilato non sia stato un cattivo, ma un debole. E Pilato sembrerebbe un debole perch ha paura dellimperatore Tiberio.

ROBERTO - Ma professore, nellanno 30, dellimperatore non ha paura proprio nessuno.Tiberio poco pi di un ectoplasma a Capri, mentre, il potere concreto a Roma, esercitato dal Prefetto del Pretorio. Questo lo abbiamo gi ribadito!

PROFESSORE - Bravo Roberto. Hai buona memoria. LEtrusco Elio Seiano. ROBERTO - E come sapr, Pilato in Giudea, si attiene scrupolo samente alle direttive del

suo protettore e padrone Seiano e, in particolare, lo asseconda nella sua fissazione principale:1antisemitismo.

PROFESSORE - Certo. Questo non lo avevamo invece ancora accennato.

MARCELLO - (A Roberto) Ma come sai queste cose? ROBERTO - (Silenziosamente a Marcello) Ho dato lesame appena una settimana fa! MARCELLO - (Silenziosamente a Roberto) Ah! Ho capito: memoria fresca. PROFESSORE - E mai possibile che tu Marcello, devi sempre interrompere!? Piuttosto,

dimmi a tuo parere, che linea di condotta avrebbe adottato Pilato.

MARCELLO - Oh santo cielo! Penso.... penso che se questo Elio Seiano, a quel tempo

potentissimo alla corte dellimperatore, applic il suo massimo impegno alla completa distruzione del popolo giudaico, Pilato di conseguenza avrebbe cercato di provocare il popolo per indurlo a reagire e intervenire con le armi.

PROFESSORE - Ce labbiamo fatta, vero Marcello?

MARCELLO - Un p a fatica.

PROFESSORE - Un p a fatica ma ci siamo arrivati. Se dunque Pila to in un primo tempocerca di salvare Ges, non lo fa perch insegue ideali di giustizia, ma perch Ges rappresenta per lui unaltra possibilit di contrad dire, indispettire e provocare il Sinedrio, cio obbedire alle direttive di fondo che Seiano gli ha impartite: creare le condizioni per uno scontro finale tra Roma e Gerusalemme e arrivare al genocidio degli Ebrei e alla diaspora cui si giunger nellanno 70. Ma andiamo c on ordine.

Scena Sedicesima

INQUIRENTE - (A Pilato) In che anno ottenesti la nomina a Procuratore di Giudea? PILATO - Nellanno 26.

INQUIRENTE - Spiegaci la tua posizione politica e militare, Pilato. E facci capire sequanto stato detto vero.

(Pilato Si alza e si dirige verso la cartina della Palestina. Prende il grande foglio, lo gira mostrando una nuova cartina con la divisione politico-amministrativa di tutto il territorio siro-egizziano)

PILATO - La Giudea, a quei tempi, dipendeva dalla provincia di Siria. Io ero unfunzionario di seconda classe; come dire una sorta di Viceprefetto in subordine al Prefetto di Siria, che stava ad Antiochia.

INQUIRENTE - Non saresti mai diventato un prefetto. Vero? (Pausa) vero?


Tratto dal libro di25Pietro Zullino


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PILATO - (Titubante) Si.

INQUIRENTE - Perch? (Pausa) Perch?

PILATO - (Di getto, quasi a sfogarsi, irritato) Perch ad impedirmi il passaggio di gradoera la mia bassa estrazione sociale.

INQUIRENTE- Bene! Infatti le prefetture erano di norma affidate ad elementidellaristocrazia senatoria; ai rampolli delle grandi famiglie. vero si o no?

PILATO - Si, come dice lei!!

INQUIRENTE - Perfetto. (Rivolto agli altri) Pilato era di famiglia, diremmo noi,borghese. E per questo motivo, poteva arrivare, come massimo, al grado di Procuratore, cio di Viceprefetto alle dipendenze di un Prefetto. Vero Roberto?

ROBERTO - Verissimo.

INQUIRENTE - A parte la Prefettura del Pretorio, fresca invenzione di Seiano, cera unasola alta carica. Quale? Ce lo vuoi dire tu Pilato?

PILATO - (Sempre accanto alla grande cartina) Il solo importante Governatorato chepoteva essere tenuto da un funzionario di famiglia non nobile era (lo indica col dito) la Prefettura dEgitto.

INQUIRENTE - E tu, volevi naturalmente quel posto.

PILATO - Beh!!

INQUIRENTE - Lo desideravi pi di qualsiasi altra cosa al mondo. Avresti occupato ilquarto posto nella gerarchia imperiale ed Alessandria ti avrebbe reso anche ricchissimo.

PILATO - No.... no.... non vero.

INQUIRENTE - Certo che vero. Ma per conquistare la sede di Alessandria bisognavaessere nelle grazie di chi da Roma decideva le promozioni: Elio Seiano. E quando a Roma lui cadde tu inesorabilmente lo seguisti.

PILATO - Ma Elio Seiano.....

INQUIRENTE - ..... Ti usava mio caro Pilato. E credi che poi ti avrebbe dato tutto quello

che desideravi? Povero sciocco!! Saresti diventato troppo potente.... e tu, sapevi molte

cose della sua politica in Oriente.

PILATO - No, non and in questo modo.

INQUIRENTE - No? Vorresti negare e lavarti le mani ora? Non puoi. Per molti secoli seistato difeso. Ma come si potuto definirti solo un debole?

Scena Diciassettesima

CAIFA - Ha ragione professore! Infondo, i suoi continui tentativi di indispettirci non eranoun capriccio, bens il frutto di una ben precisa intesa con Seiano.

PILATO - Quelle non erano provocazioni. Era il principio che lautorit imperiale dovevaessere rispettata pi del vostro Dio.

CAIFA - Certo che lo erano! Desideravi una nostra esplicita ribellione. Ci avrebbeofferto alle legioni di stanza in Siria un valido pretesto per intervenire su Gerusalemme, distruggendo il Tempio ed il mio popolo.

PILATO - Taci.

CAIFA - Tu sapevi che poi Seiano ti avrebbe proposto per Alessandria perch tu potessicolpire poi il nostro centro economico, le nostre banche, le nostre imprese commerciali.

PILATO - Taci.

CAIFA - Io non taccio. Ora che posso parlare liberamente parler. Confermo tutto quelloche qui stato dedotto. Ti ho sopportato per anni ma adesso non pi. Hai forse dimenticato i vessilli con leffige dellimperatore sugli spalti della Fortezza Antonia? E quando facesti costruire lacquedotto pretendendo il pagamento delle spese da parte del Tempio?

PILATO - E non era forse giusto?


Tratto dal libro di26Pietro Zullino


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CAIFA - Giusto?! Giusto dice lui!! I soldi del Tempio bastavano appena per lordinariaamministrazione.

PILATO - Ma voi avreste consumato la maggior parte dellacqua.

CAIFA - Noi?

PILATO - Certamente. Voi!

CAIFA -Ma non affatto vero.

PILATO - Vero. Verissimo. Voi ebrei......

Scena Diciottesima

DON FRANCO - (Cambiano le luci) Signori, signori! (Una pausa di silenzio profondo)Mi sembra che ora stiate esagerando. Tutto questo esula da quellobiettivo che ci eravamo preposti. Il suo atteggiamento, mio caro Pilato, la prova di una posizione antisemita esasperata. un peccato, un vero peccat o. E lei Caifa, non creda di essere migliore. Anche lei us Ges e Giuda contro Pilato. (Pausa) Professore, cos non arriveremo mai alla verit.

PROFESSORE - Perch no? Ha detto invece molto bene Don Franco. (Rivolto alpubblico) La verit sul delitto di Halcdama solo apparentemente lontana. Ora hannopreso consistenza altre due piste. Quella di Erode Antipa, Tetrarca di Galilea, e laltra di Pilato. In effetti, nulla per ora mette in relazione questi due alti personaggi con la morte di Giuda. Ma una relazione indiretta c. evident e che entrambi stanno fabbricando un ponte per farvi passare sopra il treno di Ges. Dallaltra parte del ponte c, fermo, il treno di Caifa. La ferrovia naturalmente ad un solo binario, perci il disastro inevitabile; il treno di Ges piomber addosso a qu ello di Caifa. Vi saranno solo due morti. Ormai i giochi sono fatti. Lasciamo che sia dunque lautore di questa incredibile rappresentazione a guidarci. Lui certamente ora sa. Avr seguito serie indagini, come noi qui, ora, su questo palco. E sar giunto finalmente ad una conclusione o alla archiviazione del caso. Lasciamoci cos trasportare dalle sue parole, dalle pagine di un copione scritto con la speranza di conoscere la verit. E non meravigliamoci se scopriremo che mai come allora la realt stata pi strana della fantasia.

(A questo punto si spengono le luci lasciando il palco in un buio totale. Subito dopo si riaccendono focalizzando in controluce tutti i personaggi immobili sul palco. Quindi si chiude il sipario).

Si chiude il sipario

Fine della seconda parte


Tratto dal libro di27Pietro Zullino


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INTERVALLO

(Dietro si cambia la scenografia che rispecchier i n linea di principio lo stile precedente: pochi oggetti utili e fondale completamente buio; nessuna parete laterale. Vi saranno ben 5 zone sceniche che per semplicit verranno contras segnate con le lettere A B C D E. Le prime 3 saranno su1 palco vero e proprio e le ultime 2 pi avanti, sui lati destro e sinistro; magari fuori, sullavansipario. Di volta in volta, le zone interessate allazione scenica saranno illuminate).


Tratto dal libro di28Pietro Zullino


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TERZA PARTE

Gli ultimi eventi

Perch non vi sulla terra

Malvagit per quanto trista,

che non le arrechi anche qualche bene.

W. Shakespeare, Romeo e Giulietta

I TRENTA DENARI

33In questa pagina: Giotto - Giuda riceve i trenta denari - 1303-1305 - Cappella degli Scrovegni - Padova.


Tratto dal libro di29Pietro Zullino


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Terza Parte

GLI ULTIMI EVENTI

La posizione di Giovanni

Et audientes Decem coeperunt indignari de Iacobo et Ioanne34

Siamo ora ai tempi di Ges, e gli attori che interpretavano in fase istruttoria i vari personaggi, continuano nelle stesse parti. In pi vi sono 4 personaggi e cio Zaccheo, Giuda, Ges e Alessandro. Avremo quindi le combinazioni seguenti:

Coro - Zaccheo

Professore - Giuda

Don Franco - Ges

Marcello - Giovanni

Roberto - Alessandro

Enrico - Erode

Walter - Pilato

Federico - Pietro

Stefano - Caifa.

Come suggerito nella nota iniziate per e possibile ricorrere anche alle altre due soluzioni. Gli attori avranno ora dei veri costumi. Si apre lentamente il sipario.

Scena Prima

In un punto A del palco

G i o v an n i e P i et ro

(I due personaggi sono gi presenti. Si accendono l e luci in questo punto. Compare una scenografia scarna ma evidente: una tavola bassa imbandita con cuscini attorno e piatti e cibo di varia natura).

GIOVANNI - Dobbiamo tornare a Gerusalemme. Ed in forma pubblica.

PIETRO - No. Per ora rischioso. Se in Dicembre abbiamo a malapena salvato la pelledalla furia dei lapidatori, stavolta, ci puoi scommettere, ci aspetteranno al varco. Io dico di no.

GIOVANNI - Tu ora non puoi pi decidere. Lintero gruppo, sotto la tua guida, andatoin crisi. Pietro, ascoltami, non riesci pi a garantire la compattezza di noi tutti, e poi anche il Maestro ha ormai deciso di tornare.

PIETRO - Chi dovrebbe allora prendere il mio posto? Forse tu? Lo leggo nei tuoi occhi.

Si....tu hai gi deciso.

GIOVANNI - Non dire sciocchezze.

PIETRO - Hai forse dimenticato Bethania?

GIOVANNI - No, non lho dimenticata.

PIETRO - E allora? L eravate presenti solo in 4. Il gruppo era gi spaccato allora: econtinuerebbe ad esserlo adesso. Ascolta Giovanni, la tua guida porter ancora pi divisioni.

GIOVANNI - A Bethania, dopo la morte di Lazzaro, non siete venuti per paura di unarresto. Ma come vedi noi siamo ancora qui. Non c di che preoccuparsi.

PIETRO - Tu vuoi la rovina di tutti.

GIOVANNI - Desidero solo portare le nuove idee del Maestro al Tempio. La nostraproposta capisci?

PIETRO - Tu vuoi uno scontro diretto. Ma pura follia.

34Mc. 10, 41 41All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni.


Tratto dal libro di30Pietro Zullino


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GIOVANNI- Chiamala come vuoi, certamente non possiamo sottometterci comevorrebbe Giuda. Noi non siamo contro i Romani, hai visto benissimo come il Maestro ce lo ha pi volte ricordato.

PIETRO - Si, hai ragione, ma non dobbiamo neppure contraddire il Sinedrio. GIOVANNI - E la nostra nuova Fede che cambier il mondo e noi non dobbiamo temere

di perire per essa.

PIETRO - Ma Giuda sa tutto. E potrebbe fare un passo sconsiderato, capisci? troppolegato al Tempio!

GIOVANNI - Giuda non far nulla perch star attento.

(Si spengono le luci. I due escono).

Lagenda di Caifa

Non in die festo, ne forte tumultus fieret in populo35

Scena Seconda

In un punto B del palco

A l es s an d ro e C ai fa

(I due sono gi in scena. Si accendono le luci in q uesto punto. Caifa seduto su una specie di trono mentre Alessandro in piedi accanto a lui. Accanto al trono vi pure una piccola scrivania con seggiola e documenti).

ALESSANDRO - Rabbi. Lala oltranzista dei Farisei chiede una riunione straordinaria delSinedrio. Che facciamo? A Bethania questo Lazzaro ha portato dei disordini. E quel Ges torna a crescere. Se Lo lasciamo ancora libero di agire, gli andranno appresso tutti quanti. Egli ci lancia ormai una sfida frontale. Scoppieranno dei disordini, col rischio che Pilato chieda a Seiano lintervento delle legioni di Siria.

CAIFA - E che cosa si aspetta che faccia il Sinedrio?

ALESSANDRO - Che tu faccia morire questo Ges.

CAIFA - Stupidi. Stupidi. Se credono che facendo morire per il popolo un uomo solo nonperir anche lintera nazione, dimostrano di non sa pere e non riflettono.36

ALESSANDRO - Ma questo Ges.......

CAIFA - ......Il vero problema non Ges. Il vero problema, come sempre Pilato. Se

Ges fosse solo, a scacciarlo basterebbe unaltra sassaiola, come in Dicembre. Ma questa volta, probabilmente non solo.

ALESSANDRO - Ma se gli stessi Apostoli sembrano ora divisi. Non vedo proprio.....

CAIFA - .....Dietro questo Ges ci sono i calcoli di Erode e Pilato. Costoro ce Lo

indirizzeranno contro perch vogliono lo spegnimento, la paralisi, la chiusura del Tempio.

ALESSANDRO - La chiusura del Tempio? Ma rabbi?

CAIFA - Si vede mio caro Alessandro che sei ancora inesperto!! Poi metterebbero le manisul gettito fiscale attualmente assorbito da noi. E non dobbiamo essere proprio noi, con un impulso irragionevole, a scatenare tutto questo. Al contrario, dobbiamo dimostrare che il loro gioco non funziona e quando verr il mo mento propizio, giocare noi la carta vincente. Perch Alessandro, noi usciremo illesi da questa storia proprio perch abbiamo la carta vincente.

(Si spengono totalmente le luci in questa zona ed i due escono).

Scena Terza

Nel punto A del palco

35Mt. 26, 5 5Ma dicevano: "Non durante la festa, perch non avvengano tumulti fra il popolo".

36Gv. 12, 49.50 49Perch io non ho parlato da me, ma il Padre che miha mandato, egli stesso mi ha ordinatoche cosa devo dire e annunziare. 50E io so che il suo comandamento vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me".


Tratto dal libro di31Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

G es , G i u d a, G i o v a n n i e P i et ro

(Ges seduto ed in penombra; poco distante dai tre Apostoli che discutono in piedi) PIETRO - Ci pervenuto lordine di Erode. Dobbiamo lasciare il Tetrarcato, GIOVANNI - Questo significa andare a Gerusalemme. PIETRO - Certo. Altrimenti saremo tutti arrestati qui.

GIOVANNI - Bene. Ora sfideremo apertamente il Tempio.

GIUDA - Noi non sfideremo nessuno.

GIOVANNI - Questo lo dici tu.

GIUDA - Ma tutto questo assurdo. Moriremo tutti. Appena un anno fa eravamo tuttidaccordo che le forze del male erano le stesse dei nemici di Israele: i Romani, i loro complici e servi, i mercenari di Siria e Samara.

GIOVANNI - Lo stesso Maestro ci ha dimostrato che i nemici sono nel Tempio. Caifa,il Sinedrio. E noi andremo l.

GIUDA - (Afferrandolo per un braccio) Tu non farai nulla. Nulla per influenzare ilMaestro.

PIETRO - (Rivolto a Giovanni) Forse ha ragione lui.

GIUDA - Che cosa volete saperne voi di Gerusalemme? Credete che il Tempio non sia ingrado di opporsi alla tempesta che volete scatenare? Il vostro non che un ingenuo entusiasmo. E soli non riuscirete contro le Istituzioni. Ci spazzerebbero via come foglie al vento.

PIETRO - (Mentre Giuda si dirige nella penombra accanto a Ges) Io non capisco pinulla Giovanni!! E se sbagliassi tu?

GIOVANNI - Tu non hai mai capito. Lui ti ha scelto come capo e tu non sei stato neppurecapace di comprendere ci che Lui desiderava da te (Esce velocemente).

PIETRO - (Seguendolo) Giovanni, Giovanni dimmi (Esce).

GIUDA - Maestro. In questi momenti cos difficili vorrei poterti aiutare. So che prima opoi arriveresti a scontrarti con Caifa. Allora ho pensato di farti convocare da lui. O pi semplicemente di farti invitare, magari a cena, a casa sua per avviare un dialogo. Si, un dialogo. Che ne dici? So che Tu sei sempre stato aperto a queste cose. Solo cos potrai rompere la tensione creata fra noi e raffreddare le teste calde. Capisci? Se Giovanni continua cos, andremo a finire male, molto male; dunque, lascia che sia io Signore a condurre la trattativa e non Giovanni.

GES -Tra voi non pu regnare la legge che regna nel mon do. Tra voi, chi vuol farsi grande ed essere il primo, sia invece lultimo ed il servo di tutti. Guardate Me; mi chiamate Signore, eppure non sono venuto per farmi servire, ma per servire, e dare la Mia vita per il bene di molti. (Si spengono le luci ed i due escono).

Ruolo di Zaccheo

Ecce homo devorator et bibens vinum, amicus publicanorum et peccatorum37

Scena Quarta

In un punto C del palco

P i l at o e Za cch eo

(Questa scena presenta una seggiola per Pilato e poco distante una sua scrivania con registri e altro materiale di varia natura. Zaccheo gi in scena con Pilato quando si

accendono le luci su di loro)

ZACCHEO - Procuratore! PILATO - Ebbene? Sono stati a casa tua Zaccheo?

ZACCHEO - Certo Procuratore! Cerano tutti. Ges e gli altri suoi seguaci.

PILATO - Come ti sono sembrati?

37Lc. 7, 34 34 venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e v oi dite: Ecco un mangione e un beone,amico dei pubblicani e dei peccatori.


Tratto dal libro di32Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

ZACCHEO - Ges un uomo tranquillo ma si scontrer col Tempio. utile a questopunto indurre gli Zeloti ad agire. Cos vi saranno i disordini che tu vuoi far accadere.

PILATO - Ma sono tutti daccordo con questo loro Maestro?

ZACCHEO - I pi non comprendono nulla di ci che sta per acc adere. Solo due di lorosono pi attenti. Giovanni di Zebedeo e un certo Giuda detto lIscariota. Per quel Giovanni non ci sono problemi: dalla nostra parte, anche se in definitiva non se ne rende conto neppure lui. Giuda che mi preoccupa.

PILATO - Credi che abbia capito qualcosa?

ZACCHEO - Non credo, ma pur sempre bene controllarlo perch fermamente deciso acalmare le acque e a non creare contrasti con Caifa. Pare addirittura che abbia organizzato una cena di dialogo fra il suo Maestro e Caifa. E poi odia a morte noi Pubblicani. Potrebbe essere pericoloso per questo. Quando poi gli ho dato del denaro per la loro sussistenza sembrava sprigionare fuoco.

PILATO - Se comprende che colpendo il Tempio aumenteremo i profitti..... certo, fallo

sorvegliare.

ZACCHEO - (Fa un inchino) Bene. (Si spengono le luci e i due escono).

Scena Quinta

Nel punto B del palco

A l es s an d ro e C ai fa . P o i G i u d a .

( gi in scena con Caifa quando si accendono te luc i)

ALESSANDRO - Rabbi. C un certo Giuda che chiede di parlare con voi. Gli ho dettoche ormai sera inoltrata e che impossibile aver una udienza.

CAIFA - (Pensoso) No. No. Fallo passare invece. (Alessandro esce dalla zona di luce perrientrarvi subito dopo con Giuda).

GIUDA - Rabbi. Vi ringrazio per aver accolto la mia richiesta di udienza.

CAIFA - Dimmi ragazzo. cos importante quel che vuoi dir mi?

GIUDA - Conoscete certamente il mio Maestro!? Ges. Sono venuto per implorarvi Rabbidi concedergli un dialogo aperto. Per recuperarlo alla patria e sottrarlo alla nefasta influenza dei Romani. Cos avevo pensato che lo si potrebbe invitare a cena. Chiarire gli equivoci.

CAIFA - Oggi Domenica mio caro Giuda e sino a Gioved sar occupatissimo per laPasqua. No, no, impossibile. Sino a Gioved non potr esserti di aiuto. Dunque vedremo di combinare Gioved sera.

GIUDA - Ma Rabbi, assolutamente importante per me.......

CAIFA - .......Ad ogni buon fine, resta in contatto con il mio segretario Alessandro. Per ora

attendi fuori. Ti richiamer lui ( Giuda fa un inchino e saluta uscendo). ALESSANDRO - Rabbi!! Di questo Giuda infondo non sappiamo nulla. Sappiamo solo

che insieme al gruppo che oggi trionfalmente entrato in Gerusalemme. Sappiamo solo che il popolo con loro. E qui al Tempio c venuto da solo o lo ha mandato qualcuno? E se fosse una spia di Pilato?

CAIFA - Potrebbe essere. Per questo ho preso tempo. Lui vuole che discuta col suo Gesma non sa che il Sinedrio Lo vuole morto. Staremo a vedere le prossime mosse e di conseguenza agiremo.

ALESSANDRO - Ad ogni buon conto, per assicurarci che non ci crei problemi, dovremoadottare qualche precauzione.

CAIFA - (Pensoso) Si, qualche precauzione.

ALESSANDRO - Lo obbligheremo ad accettare 30 denari dargento al solo scopo dipoterlo iscrivere come informatore sul libro-paga del Tempio. Naturalmente gli faremo firmare una ricevuta. Risulter come pagamento da n oi effettuato ad una spia. Avremo cos un valido documento in mano. I servizi segreti di Pilato allora sapranno che Giuda


Tratto dal libro di33Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

al nostro servizio. Quando Giuda si render conto di essere stato registrato con nome e cognome non si metter certo a fare il doppio gio co. Naturalmente diremo a Giuda che questo denaro indispensabile per avere un altro colloquio. E lui abboccher. Statene certo.

CAIFA - Certo, certo. Ma io non voglio sapere queste cose. Sono faccende troppo sporche.Sbrigate tutto voi e che io non figuri nel piano. (Esce mentre Alessandro si inchina leggermente).

ALESSANDRO - (Mentre Caifa esce) Certamente. (Si volta) Tu! Vieni avanti! (EntraGiuda dalla parte opposta nel punto di luce) Sei fortunato ragazzo. Il Rabbi statobenevolo con te. Tuttavia abbiamo pensato di farti versare del denaro.

GIUDA - Del denaro? E per quale motivo?

ALESSANDRO - Se vuoi avere un nuovo colloquio devi versare del denaro. illasciapassare necessario per ottenere ludienza. ( Si diede)

GIUDA - Ma io.....

ALESSANDRO - Certo....certo. Non vi alcun problema per questo. solo una formalit.

Infondo sono solo 30 pezzi dargento. Li verseremo noi per te. Quando tornerai per il colloquio ci darai i 30 pezzi e noi ti restituiremo la ricevuta., perch ovviamente una ricevuta ce la devi almeno firmare. Per te sta bene?

GIUDA - Se deve per forza essere cos.

ALESSANDRO - Certo!! la normale prassi. (Si china e conta il denaro, quindi lo mettein una borsa). Eccoti i denari. E ora firma qui (Giuda prende la borsa e poi firma).Ricorda, senza i soldi non rivedresti Caifa. Mi raccomando, puoi andare ora. (Giuda resta perplesso) Che cosa aspetti? Vai ti ho detto.

GIUDA - Certo....certo. (Esce)

Scena Sesta

Nel punto B del palco

A l es s an d ro e C ai fa

(Da/la parte opposta rientra Caifa)

CAIFA - andato?

ALESSANDRO - Si.

CAIFA - Ecco uno che si crede vivo, ma gi morto.

ALESSANDRO - Cosa dite?

CAIFA - Pensavo.... pensavo a questo Giuda. Ora tra due forze. Come prigioniero fra gli

ingranaggi d una...terribile....macchina....di morte. Pensa. Lui crede che noi ci

limiteremo a discutere ma il Sinedrio preme troppo; dovremo imbastire un vero e proprio processo. In effetti, questo Giuda utile a Pilato. Lui vuole che Ges venga portato da noi; tanto pi che se poi venisse riconosciuto colpevole di bestemmia, il Sinedrio dovrebbe condannarlo a morte e questa sentenza dovrebbe essere convalidata da Pilato. E credi che Lo farebbe uccidere? No. Lo rimanderebbe libero coprendoci di ridicolo. E Ges continuerebbe a creare scompiglio a nostro discapito.

ALESSANDRO - Perch allora non processare subito il Nazareno?

CAIFA - Calma....calma....dopo la Pasqua vi sar pi calma e meno folla. (Al pubblico)

Dio mi perdoni ci che sto per fare. ( Si spengono le luci in questo punto)

Dinamica dellUltima Cena

Facta est autem et contentio inter eos, quis eorum videretur esse maior.38

Scena Settima

Nel punto A del palco

38Lc. 22, 24 24Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il pi grande.


Tratto dal libro di34Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

G es , P i et ro , G i o v a n n i e G i u d a

(Tutti sono a tavola e nel seguente ordine da sinistra a destra guardando dalla parte del pubblico: Giuda - Giovanni - Ges - Pietro. Pietro mangia un p pi in disparte non ascoltando il dialogo. Si accendono le luci in questa zona)

GIUDA - Rabb, le previsioni e le ipotesi che possono fare gli uomini, in questa storia noncontano. Ne hai avuto la prova. Conta solo la volont del Padre Tuo. Abbandonati con fiducia al Padre Tuo, ed Egli non abbandoner Te. C e lo hai detto tante volte Tu: Quando sarete trascinati davanti ai tribunali delluomo a causa Mia, non vi preoccupate di quel che dovrete dire: il Padre vostro vi ispirer. Riconosci dunque con umilt i Tuoi errori e sii di nuovo ci che devi essere, il Messi a di Israele. V al Tempio come alla Tua casa, non come ad una fortezza da abbattere. Considera Caifa un alleato, non un nemico. Convincerai il Sinedrio e ne uscirai vincitore da questa storia. Se non andrai, tutti quanti siamo qui ora, siamo perduti!! (Intinge nello stesso piatto di Ges mentre Giovanni osserva).

GES- No. Giuda. Andr al Tempio ma non ora con te.

Scena Ottava

In tre diversi punti A B C del palco

G i u d a, p o i C ai fa, p o i P i l at o

Nella zona A

In co n t ro s ce n a G es G i o v an n i e P i et ro . P o i gl i s t es s i

(Giuda si allontana, ed in preda ad una tensione emotiva molto forte, avanza verso la ribalta. Ora, Ges e gli atri restano in penombra, mentre, si illumina pi forte la parte dove c Giuda).

GIUDA - Come ha fatto a non avvisarmi prima delle Sue vere intenzioni? A pochecentinaia di passi da qui c il palazzo di Caifa, nel cui atrio staziona gi il picchetto predisposto per laccompagnamento del Maestro; Caifa sar di sopra, a cena con i familiari in attesa di notizie. (Guarda i denari) Mi hanno teso una trappola (getta via le monete). Penseranno tutti che sono una spia; tutti.

(Si spengono le luci su di lui lasciando sempre in penombra Ges e gli altri mentre si accendono su Caifa, che precedentemente era gi ent rato e si era andato a sedere sul suo trono, nel punto B)

CAIFA - QuellIscariota ancora non si fa vedere; evidentemente era solo un provocatore alservizio di Pilato; bene, abbiamo fatto bene ad iscriverlo sul nostro libro - paga.

(Su di lui si spengono le luci quindi esce. Nel punto C, compare accanto alla scrivania, Pilato)

PILATO - Caifa non procede allarresto, il mio piano quasi certamente saltato, domanichieder a Zaccheo dinformarsi se quellIscariota che doveva combinare lincontro non si sia per caso venduto al Tempio.

(Su di lui si spengono le luci. Ges con Giovanni e Pietro sono ancora in penombra. Si accendono le luci su Giuda il quale sempre poco distante dalla tavola ma si aggirer sconvolto)

GIUDA - Una spia! Penseranno che sono una....spia!! In questa citt nevrotica e cattiva si

muore per molto meno. Ecco. Il Maestro sta spezzando il pane (Ges esegue), dice che

il Suo Corpo, invita gli Apostoli a mangiare. Fa girare un calice (Ges esegue) di vino, dice che il Suo Sangue.


Tratto dal libro di35Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

GES- Bevetene tutti, questo il Mio sangue...... mangiatene tutti, questo il Mio Corpo.

Fare questo in memoria di Me......

GIUDA - ..... E parla. Il Maestro parla, parla. E non si accorge che mi tradisce. Mi

tradisce. Spiegami Rabb, Tu che sai tutto, perch Ti ho regalato due anni della mia vita e perch Ti ho seguito come un cane fedele in ogni Tua follia. Prima di Cafarnao e dopo. Quando dicevi di essere il Messia dIsraele e anche quando hai detto di essere il Salvatore del mondo. Spiegami perch ero con Te senza discutere; in mezzo ai peccatori, alle meretrici, agli idolatri, e a mensa nelle case dei Pubblicani di Roma e delle prostitute. Spiegami perch ho dovuto maneggiare i soldi di Erode e quelli di Zaccheo. Spiegami, Ti prego, perch ho rischiato con Te il linciaggio sotto il portico di Salomone. E perch ho sopportato prima i comandi diun analfabeta come Pietro e poi larroganza di Giovanni. Perch ho sacrificato a Te la mia intelligenza e poi sono divenuto un..... 1osco..... faccendiere, esponendo la mia testa davanti a Caifa e Pilato

per salvare la Tua. Spiegamelo, perch io non lo sopi. Dal momento che stasera mi hai calcolato meno di niente, non lo so pi. So soltanto che la Tua ingratitudine ha schiacciato la mia malattia, la mia brama di servirti ma.... ora, ora..... ho riacquistato la

vista grazie al Tuo sputo, Rabbi, ed ora vedo che per salvare Te stesso non esiti a passare sul mio cadavere. No, non cos Maestro. Non cos. Troppo comodo. E ora ricordo: stasera abbiamo un appuntamento davanti a casa di Caifa. Perch io non voglio ritrovarmi nella schiena il pugnale di un sicario o di un Siriano, e quindi noi allappuntamento ci andremo. ( Si spengono le luci su di lui mentre esce di scena).

GES- (Sempre in penombra con Pietro e Giovanni) Amen, amen. Uno di voi mi tradisce. Mi rinnegate. Mi abbandonate.

GIOVANNI - No Maestro, siamo qu con Te.

PIETRO - Nessuno Ti rinnega. Io comunque non Ti lascer solo , dovessi morire; anche setutti quanti Ti abbandonassero.

GES -Tu, Pietro? Tu mi rinnegherai non una, ma tre volte. (Si spengono totalmente le luci).

Scena Nona

Nel punto B del palco

A l es s an d ro e C ai fa . P o i G i u d a .

ALESSANDRO - ( gia in scena con Caifa) Maestro. Giuda arrivato ma......

CAIFA - .....Ma?

ALESSANDRO - solo.

CAIFA - Avrei dovuto prevederlo prima.

ALESSANDRO - Lo faccio passare?

CAIFA - Si, e subito. (Alessandro esce) Molto intelligente il Nazareno. Ha scoperto lecarte. Ora non potr pi tenere il Sinedrio. Pensav o di imbastire in tutta calma questo confronto e invece (Entrano Giuda ed Alessandro) Allora? Dov questo tuo Ges? Non doveva venire a cena a casa mia? Il drappello per accompagnarlo gi pronto.

GIUDA - Perdona Rabb ma non voluto venire!

CAIFA - Cosa?!

GIUDA - Ges non intende presentarsi.

CAIFA - Audace questo Nazareno. Non stare ai patti. E tu Giuda? Pensavo solo ad unconfronto qui, ora, ma, pensandoci bene, questo suo atto sa di ribellione. Non ha voluto sottomettersi alla mia autorit, vero? ( Giuda tace) Ora, e lo dico con gran dolore, dovremo imbastire un vero processo e tu.... tu farai da testimone. A sua difesa.

GIUDA - (Sbigottito) Ma io .....

CAIFA - ..... Tu farai cos.


Tratto dal libro di36Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

ALESSANDRO - Sai benissimo che ora sei iscritto al registro. Ricordi? Sei una nostraspia ora.

GIUDA - (Sconsolato) Certo.

CAIFA - Alessandro. Predisponi il corteo. E tu dimmi dove sono ora.

GIUDA - A casa di Marco. Ora saranno sul retro, nellorto.

ALESSANDRO - Il Getsemani Rabb.

CAIFA - Va. Indicherai ad Alessandro chi fra gli uomini presenti. (Esce Giuda)

Scena Decima

Nel punto B del palco

A l es s an d ro e C ai fa

ALESSANDRO - Rabbi, ma Giuda, testimoniando a Sua difesa non favorir Pilato? CAIFA - No. La sua testimonianza diventer la nostra arma v incente perch prover che

questo Ges il Figlio di Dio e che si proclamat Re. Ma il Rabb sospetta qualche cosa per non voler venire. Ha capito che il trucco non si vede ma deve pur esserci e, dopo il Suo sostanziale insuccesso della predicazione in citt, teme che Pilato non rischierebbe pi di tanto per salvarlo. Ora ho solo una giornata di tempo. Non posso lasciar cadere tutto laffare, perch mi sono impegnato col Sinedrio: e se Ges non si presenta, dobbiamo prenderlo con le cattive. Se per Lo arrestiamo Lui sicuramente non parla e tanto meno confessa. Gi Lo vedo, che s i chiude nel mutismo pi assoluto. Allora non abbiamo scelta, il processo dobbiamo farlo subito. Non si pu aspettare due giorni che trascorra il Sabato, perch fra due giorni Pilato potrebbe aver lasciato Gerusalemme per Cesarea ed io ho invece bisogno di averlo qui ora. Se dovessi mandargli un Ges condannato fino a Cesarea avrei senzaltro perso la partita.. Ora va.

(In questo punto si spengono le luci. I due nel frattempo restano nella zona. Ges li raggiunge sempre al buio.)

Scena Undicesima

In un punto D

G i u d a

(Compare quando su di lui si accendono le luci. d i lato, vicino alla tela del sipario)

GIUDA - Mio Dio. Mio Dio. Chi sei Tu? Tu che apri i cieli se Lo desideri e dai la pioggiaai giusti e agli ingiusti. Perch io. Io che ti ho amato sino ad essere pronto a dare la vita; ora.... ora ho paura. Ho paura. Non servir p i nessuno, non testimonier per

nessuno. Voglio la mia dignit di uomo libero. Una vita nuova, lontano da questi posti maledetti e con un nome nuovo. Si.... si un nome nuovo, un volto nuovo un cuore

nuovo. Per scordare il male ricevuto, gli inganni, le beffe, le umiliazioni. E devo fuggire subito, ora, o avr alle calcagna gli sgher ri di Pilato, di Erode, di Zaccheo se Ges non avr la mia testimonianza a difesa, o gli Zeloti e gli sgherri di Caifa se Ges si salver. Ma per fortuna ho ancora un amico...Tom maso. (In questo punto si spengono le luci e lui esce).

Ken Dibbarta

Ut dicas nobis si tu es Christus filius Dei.39

Scena Dodicesima

Nel punto B del palco

C ai fa e G es . P o i A l es s an d ro

39Mt. 26, 63 63Ma Ges taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, perchci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".


Tratto dal libro di37Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

CAIFA - ( gi in scena con Ges. Su di loro si accendono leluci). Sei accusato di turbarecon il Tuo insegnamento, la pace religiosa e civile del nostro paese. Di sobillare gli animi contro questa santa istituzione. Di esserti proclamato Messia dIsraele e Figlio di Dio. Di profetare la distruzione di questa citt e in particolare la rovina di questo tempio. Come Ti difendi? (Pausa) Rispondi (pausa). Ges di Nazareth, siamo in attesa delle Tue risposte (pausa. Entra Alessandro). Novit?

ALESSANDRO - Niente Abet. Lhanno cercato a casa dei suoi parenti, negli alberghi e inogni bettola. Ma niente.

CAIFA - Ci serve Alessandro. La nostra accusa non potrebbe reggere a lungo anche con itestimoni che chiameremo. Ci serve nel modo pi assoluto. Dobbiamo almeno sapere dov.

ALESSANDRO - Forse lhanno ucciso Abet.

CAIFA - Oppure andato a nascondersi. In questo caso dobbiamo ritrovarlo. (Pausa)Voglio parlare con Giovanni di Zebedeo.

ALESSANDRO - qui fuori, tra la gente in attesa.

CAIFA - Pi tardi avvertilo. Appena questa farsa finita voglio vederlo. A casa mia.Diciamo tra unora. ( Rivolto ora a Ges) Ges Nazareno. Hai sentito di che Ti si accusa ed hai capito che a Tuo carico ce n abbastanza per infliggerti, se non la morte, quanto meno il supplizio delle 39 nerbate. Per, se quanti siamo qui dentro, siamo uomini, non andiamo in cerca di una verit processu ale fragile e sospetta, ma della pura e semplice verit. Ebbene, io adesso Ti far una do manda alla quale, ne sono certo, risponderai, e risponderai secondo verit Ges Naza reno, perch quanto io, sommo sacerdote e profeta ufficiale dIsraele, sto per chiederti, non Te lo chiedo secondo una formula qualsiasi, ma nel sacro nome del Dio Vivente (Si alza dai trono) Rabb, io Ti scongiuro per il Dio Vivente di dirci....se Tu sei....il Cristo e se Tu sei il Figlio di Dio.

(Lungo silenzio).

GES - Tu lhai detto. Lo sono (Caifa inorridito di risiede ponendo le mani sul volto). ALESSANDRO - (Rivolto al pubblico e urlando) Lo avete sentito. Ha bestemmiato. Che

bisogno abbiamo pi di testimoni.

(In questo punto si spengono rapidamente le luci. Alessandro e Ges escono di scena).

Scomparsa di un teste chiave

Quaerebat falsum testimonium et non invenerunt.40

Scena Tredicesima

In un punto E

C ai fa e G i o v an n i

(Questa zona sulla destra guardando dalla platea,e pi precisamente sullavansipario. Giovanni, quando in tale punto si accendono le luci, gi presente. Caifa lo raggiunge entrando nel cono illuminato)

CAIFA - Ragazzo. Dove andato a finire Giuda Iscariota?

GIOVANNI - Vorremmo saperlo anche noi.

CAIFA - Ha tradito il vostro Maestro, ma poi ha tradito anche me. Tu hai cercato unaspiegazione ed ora lhai avuta. Ti contenti di quanto dico? O credi di aver diritto a qualche altra spiegazione?

GIOVANNI - Mi contento Abet.

CAIFA - Giuda deve tornare al mio cospetto. Assolutamente.

GIOVANNI - Abet, io non so dove sia. Nemmeno Pietro sa dove sia bench non si riescaa trovare nemmeno lui. Dieci di noi non sanno dove sia, ma lundicesimo, il suo intimo

40Mt. 26, 59 59I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Ges, percondannarlo a morte;


Tratto dal libro di38Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

amico, potrebbe saperlo. Se tu lo facessi pedinare, potresti scoprire dove Giuda si nascosto.

CAIFA - Dunque, dimmi il nome di questo undicesimo. GIOVANNI - Tommaso. Vuoi che lo descriva a Malco?

CAIFA - ( distratto quindi riprende) Dicevi? Oh si, certo. Vedi cosa succede ragazzoquando c troppa confusione? Ho tolto ludienza senza nemmeno intonare lo Scem Israel. Jahveh dovr perdonarmi anche questa. ( Si spengono le luci e i due escono).

Scena Quattordicesima

Nel punto C del palco

P i l at o ed A l es s an d r o

(Quando si accendono le luci in questo punto Pilato ed Alessandro sono gi sul palco.

Pilato ha in mano un documento di accusa riguardante Ges).

ALESSANDRO - Preside. Se il Nazareno non fosse un malfattore, non te lo avremmoconsegnato.

PILATO- Un malfattore? (Legge il documento) Capo primo. Qui dite che un bestemmiatore, perch si proclamato Figlio di Dio. Benissimo. Allora punitelo in base alla vostra legge, perch la nostra non contempla reati di questo tipo.

ALESSANDRO - Preside, noi non possiamo eseguire sentenze capitali.

PILATO - Lo so, e allora infliggetegli il supplizio delle 39 nerbate. Le verghe sono peggiodella morte (si va a sedere alla scrivania e con calma continua a studiare il documento).

ALESSANDRO - (A se stesso e rivolto al pubblico) Certo: cos, se Lo uccidiamo noi conle frustate ne facciamo un mezzo martire e se non Lo uccidiamo il problema resta, anzi si aggrava. Tr poco dir: lasciatelo a me, che ve Lo flagello io e cos ce Lo lascia ancora vivo. (A Pilato) C altro Preside, che giustifica la condanna a morte. Leggi pi sotto.

PILATO - Sto leggendo. Capo secondo. Questo Nazareno avrebbe sobillato il popolocontro Roma, affermando che non si debbono pagare le tasse a Cesare. Beh, ve lo dico chiaro: a me risulta proprio il contrario. Su questo punto ho un rapporto del Tribuno. Lui ha detto: date a Cesare quel che di Cesare e a Dio quel che di Dio. Eh no, qui

visbagliate. Mi dispiace. Vi sbagliate. ALESSANDRO - Leggi pi sotto.

PILATO - Certo, certo. Capo terzo. Si proclamato Unto di Dio, risollevatore e Salvatoredel vostro popolo. Ma io domando a voi: Lo ? Se mi rispondete si mi allarmo, riconosco che un nemico di Roma e Lo condanno a morte, senza nemmeno domandami il perch a voi sia rimasto cos antipatico. Perci rispondetemi: questo Ges il Messia?

ALESSANDRO - No, naturalmente non Lo .

PILATO - Non Lo . Quindi si tratta di un fabulatore, di un povero pazzo. Gli diamo le 39nerbate e Lo rimandiamo a casa.

ALESSANDRO - Preside, la questione non cos semplice. PILATO - Ah no?

ALESSANDRO - Vorremmo che tu Lo interrogassi. Vedi, lui si proclama Mashiah in unmodo tutto speciale, che viola la vostra Lex Maiestatis e offende Cesare. Lui non dice: sono il Liberatore del popolo ebreo, fatemi Re. Lui dice: sono gi Re dIsraele. Si autoproclamato. i Suoi seguaci Lo hanno proclamato. Quindi tu preside, devi intervenire. Cesare stato offeso, anche se quel ciurmatore non dovesse mai intraprendere una lotta di liberazione.

PILATO - Capisco. Lo interrogher. Intanto voi sapete dirmi dove si autoproclamatoRe? Quando, davanti a chi? Potete produrre qualche testimonio?


Tratto dal libro di39Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

ALESSANDRO - Si, Preside. Abbiamo testimoni certi e irrefutabili, uno lo teniamoaddirittura nascosto, perch corre pericolo di vita. Ges Nazareno predica lavvento di un nuovo Regno nel quale Lui sar Monarca e i 12 de i suoi pi stretti seguaci governeranno le 12 trib dIsraele. Ed stato acclamato Re circa un anno fa sulle sponde del lago di Tiberiade, in Galilea.

PILATO - In Galilea eh? Bene, fatemelo vedere questo Ges (Alessandro esce). Questastoria che si fatto Re una complicazione; probabilmente linsidia di Caifa che io mi aspettavo. Ma se si tratta solo di questo, ho vinto. La contromossa di una facilit estrema. Caifa vedr.

Scena Quindicesima

Nel punto C del palco

P i l at o e G es

(Entra Ges solo)

PILATO (Dopo averlo attentamente osservato) E allora? Dimmi, Tu sei Re? (Pausalunga) Rabbi, parliamoci chiaro, io ho il potere di farti uccidere oppure di rimandarti acasa. Perci rispondi: sei Re?

GES- Lo dici da solo, o altri te lo hanno detto di Me?

PILATO - Nazareno, che facciamo? Ci prendiamo in giro? Sono forse Giudeo, che vadodicendo che Tu sei Re? la Tua gente che Ti muove queste accuse. Allora io apro listruttoria e Ti domando: sei Re?

GES- (Pausa) Tu lhai detto.

PILATO - E Tu sei pazzo. (Al pubblico) Questo mentecatto scherza col fuoco. (Di nuovoa Ges) Se mi dai una risposta simile, Ti debbo crocifiggere, lo sai questo, vero?

GES -Tu non avresti nessun potere su di Me, se non ti fosse dato dallalto. Comunque chi Mi ha messo nelle tue mani pi colpevole dite.

PILATO - Molte grazie. Sei gentile. Ora, prima che Tu mi fornisca la risposta da mettere averbale, Ti ragguaglio circa la situazione in cui Ti trovi. Se mi dici che sei Figlio di Dio, resta valida la sentenza del Sinedrio, solo che io posso commutare la pena di morte nella minor pena delle 39 nerbate; e le 39 nerbate Te le faccio infliggere qu, dai miei uomini, dimodoch siano leggere e Tu possa uscirne vivo. Ma se Tu mi dici che sei Re e che, in qualche luogo o momento, tale Ti hanno acclamato, la cosa cambia aspetto. Io debbo prenderti e farti un processo in base alla legge romana. E Tu rischi molto, perch a quanto pare i Giudei dispongono di testimoni irrefutabili a Tuo carico. Anzi, uno lo tengono nascosto per paura che venga ammazzato. (A se stesso) Chiss chi

.(A Ges) Dunque? Attendo una Tua risposta definitiva. GES - Il Mio Regno non di questo mondo.

PILATO - Ah, meno male.

GES - Se il Mio Regno fosse di questo mondo, non credi che i Miei sudditi a questorastarebbero combattendo per liberarmi? Invece il Mio Regno non di questo mondo.

PILATO - Un buon argomento. Cos va meglio. Ti prendi sul serio, non sei proprio pazzo.Allora, parlami un p di questo Tuo Regno.

GES - Il Mio Regno risiede nel cuore degli uomini. Questa la verit. PILATO - Bravo. E adesso spiegami che cos la Verit.

GES - Io sono la Via, la Vita, la Verit PILATO - (Seccato) Si....si....va bene. Sei Galileo? GES - Si. Di Nazareth.

PILATO - Queste Tue dottrine le hai insegnate principalmente in Galilea? GES - Si.

PILATO - Ti mai successo di essere stato acclamato re in Galilea? Dove? Quando? Dachi?


Tratto dal libro di40Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

GES- Sulle sponde del lago di Tiberiade, dopo una moltiplicazione di pani con cui ho sfamato 5000 persone.41 Ma io fuggii sui monti.

PILATO - Va bene Nazareno. Esiste un episodio specifico, ed probabilmente a questoche fanno riferimento i misteriosi testimoni di Caifa. Loro sostengono che la proclamazione avvenuta, mentre Tu affermi di esserti sottratto con la fuga ad una cerimonia cos assurda. Per fortuna abbiamo una possibilit concreta di accertare il vero. Mi spiego. Se Ti sei proclamato Re ed hai aspirato seriamente a sederti su qualche trono, nessuno pu saperlo meglio del Tuo d iretto concorrente, per il trono dIsraele: Erode Antipa Tetrarca di Galilea. Solo lui potrebbe accusarti in modo circostanziato e fondato. Dunque io adesso Ti mando da Erode Antipa, e stiamo a vedere. Se anche lui Ti accusa, io Ti processo in base alla legge romana, e Ti condanno in base alla legge romana. Se lui Ti discolpa, nessuna testimonianza prodotta da Caifa potr mai convincermi che Ti sei proclamato Re ( esce Ges). Questa volta Caifa non potr nulla.. Erode scagioner questo Poveraccio e tra due ore circa gli far dare 39 finte nerbate, rimandandolo in piazza come nuovo. Domani Sabato, dopodomani qualcuno cercher di ammazzarlo, scoppieranno incid enti, la situazione precipiter. Bisogner chiamare rinforzi dalla Siria. Sullaffar e, Caifa perder la faccia, il prestigio, la poltrona. Perch questo Tempio noi lo vogliamo chiudere e lo chiuderemo.42

Scena Sedicesima

Nello stesso punto C del palco

P i l at o , A l es s an d ro e Za cch eo

(Alla fine della battuta di Pilato si giunge al buio totale. Sul fondo nel frattempo compare unombra che rappresenta la fustigazione di Ges. fondamentale che non si veda alcuna corona di spine sul capo del Condannato poich Gesnon ancora stato riconosciuto Re da Pilato, tanto meno da Erode. La forma del flagello quella di una colonna bassa eretta, sulla quale addossato il corpo di Ges.43 Quando si riaccendono le luci, nel punto C compaiono Pilato e Zaccheo. Sul fondo, in penombra, Ges continua ad essere fustigato a conclusione delle 39 nerbate).

PILATO - Bene, tutto procede bene. Ora Lo far liberare. (Compare Alessandro) Sieteancora qui voi? Tutto ormai finito. Erode non vi ha trovato alcuna colpa in Lui. Stavo appunto mandando una relazione a Caifa.

ALESSANDRO - Leggete Preside. Vi prego. (Gli porge una pergamena)

PILATO - (Trasale) Che cosa questa storia?

ALESSANDRO - Abbiamo serie prove, decisive, della sua combutta con Seiano per ilmassacro degli Ebrei.

41Gv. 6, 14.15 14Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominci a dire: "Questi davvero ilprofeta che deve venire nel mondo!". 15Ma Ges, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritir di nuovo sulla montagna, tutto solo.

42Lc. 23, 13.26 13Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorit e il popolo,14disse: "Mi avete portatoquest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'hoesaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; 15e neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. 16Perci, dopo averlo severamente castigato, lo rilas cer". 17. 18Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "A morte costui! Dacci libero Barabba!". 19Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in citt e per omicidio. 20Pilato parl loro di nuovo, volendo rilasciare Ges . 21Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". 22Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigher severamente e poi lo rilascer". 23Essi per insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. 24Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. 25Rilasci colui che era stato messo in carcere per s ommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandon Ges alla loro v olont. 26Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirne che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Ges.

43N.d.A. Enzo Liberti. Ho dipinto la Passione. Maggio 1988. Pgg. 56 - 57


Tratto dal libro di41Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

PILATO - (Si sente perduto) Il sommo sacerdote abbia la bont di farmi sapere in che

consistono queste prove.

ALESSANDRO - Noi abbiamo in nostro potere una persona che ti accusa di meneantiebraiche e che gli Ebrei alessandrini sarebbero felici di ascoltare. Tanto pi che il capo di Alessandria si trova qui a Gerusalemme per la Pasqua. Sai bene che il suo rifiuto preventivo alla tua candidatura per lEgitto sarebbe per te fatale.

PILATO - Avete in vostro potere chi? Fuori il nome.

ALESSANDRO - Giuda Iscariota, il cassiere di Ges. Egli pu te stimoniare che la settadi cui fa parte, ha ricevuto finanziamenti da Erode tramite la moglie di Chuza, e da te personalmente tramite il Pubblicano Zaccheo (lo indica con il braccio); e che quei denari sono serviti per montare una campagna di aggressione contro il Tempio. Se scoppia questo scandalo, credi tu di conservare molte possibilit di guadagnarti la sede di Alessandria?

PILATO - Ma non vero. Se Zaccheo ha fatto qualcosa, lha fatto di testa sua (a Zaccheo)diglielo .

ALESSANDRO - Ma con i soldi di Roma e con una parte dei proventi del gettito fiscaledi questanno. Sono cose che non si fanno senza un autorizzazione del Governatore, ti sembra?

PILATO - Io non centro. Nessuno di noi centra e questo..... questo testimone un

impostore.

ALESSANDRO - Questo ci che affermi tu, non quello che Giuda dice di poter provareagli Israeliti di Alessandria, i quali, come ti ho gi ricordato, si opporrebbero alla tua nomina in via pregiudiziale. Ed in questo caso, neppure Seiano potrebbe aiutarti. (Pilato e Zaccheo lasciano un p in disparte Alessan dro).

PILATO - una schifosa situazione. Ora bisogna decidere in fretta.

ZACCHEO - Non vorrete lasciar crocifiggere Ges?

PILATO - Ma non ho scelta. Questi lo vogliono morto.

ZACCHEO - un uomo giusto. Lo conosco bene.

PILATO - Questo non ha molta importanza ora. Capisci che siamo ad un punto senzasbocco.

ZACCHEO - Preside, Ges gi stato frustato e quindi non pu pi essere crocifisso. Non

possibile violare in modo cos evidente e scandaloso una delle leggi fondamentali della giustizia di Roma.44

PILATO - Lo so benissimo che non possibile flagellare un condannato a morte. ZACCHEO - Tuttavia Preside, potrebbe andare incontro a serie grane se si rendesse

responsabile di una violazione procedurale cos palese.

PILATO - Ma nessuno riferir al Prefetto. Anzi, avvisa ilTribuno di questa storia, dobbiamo manomettere gli atti processuali e farla finita. E va bene, affare fatto.

Vita contro vita

Dicit eis Pilatus: regem vestrum crucifigam?45

Scena Diciassettesima

Nello stesso punto C del palco

A l es s an d ro e P i l at o

(Esce Zaccheo. Pilato si rivolge ora ad Alessandro

che era rimasto in disparte ed in attesa)

ALESSANDRO - Vale a dire?

44N.d.A. Si tratta della Lex Porcia, secondo la quale un uomo, dopo la fustigazione tramite le 39 nerbate, nonpoteva pi essere condannato a morte.

45Gv. 19, 15 15Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Metter in croce il vostrore?". Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare".


Tratto dal libro di42Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

PILATO - La testa del Nazareno contro quella dellIscariota.

ALESSANDRO - Ah no, Preside, Il Tempio non tratta simili sporchi affari. E se Caifasapesse della tua proposta ne sarebbe indignato. Ma io, a titolo personale, posso darti un buon consiglio. Lascia che le cose seguano un certo loro corso. Mentre metti a morte il Nazareno, libera Barabba, lo Zelota.

PILATO - Barabba? Mai. un nemico di Roma. Un terrorista ; e poi che centra? ALESSANDRO - Barabba uno che odia Giuda Iscariota e i tipi come lui, che prima

maneggiano i soldi di Satana a danno dIsraele, e poi fanno i pentiti.

PILATO - No, troppo labile. una ipotesi che non mi garanti sce nulla.

ALESSANDRO - Allora, mettiamola cos: Barabba sa gi che tu lo l iberi perch vuoi chevada ad uccidere il tuo accusatore. (Si spengono totalmente le lisci in questo punto. Alessandro esce).

Il sipario resta aperto.

Fine della terza parte


Tratto dal libro di43Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

QUARTA PARTE

Epilogo

Gitt l'infame prezzo, e disperato l'albero ascese il venditor di Cristo; strinse il laccio, e col corpo abbandonato dall'irto ramo penzolar fu visto.

Cigolava lo spirito serrato dentro la strozza in suon rabbioso e tristo.

E Ges bestemmiava e il suo peccato che'empiea l'Averno di cotanto acquisto.

Sbocc dal varco alfin con un ruggito. Allor Giusti zia l'afferr, e sul monte nel sangue di Ges tingendo il dito, scrisse con quello al maladetto in fronte sentenza d'immortal pianto infinito, e lo piomb sd egnosa in Acheronte.

Sulla morte di Giuda (1788)

di Vincenzo Monti

RESTITUZIONE

E MORTE

46 In questa pagina: Ges davanti a Pilato e pentimento di Giuda. Tavola XIII del Codex Purpureus Rossanensis. (Codice Purpureo di Rossano) Fine del V - inizio del VI secolo.


Tratto dal libro di44Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

Quarta Parte

EPILOGO

Soluzione ed archiviazione

In diebus illis exurgens Petrus in medio fratrum dixit.47

Nello stesso punto C del palco

P i l at o ed E ro d e

Nel punto D a parte

Il C o ro

(Quando si riaccendono le luci compaiono Pilato ed Erode in penombra che parlano in controscena. Nel punto D, pi illuminato, appare il coro. In un altra zona compaiono

come unombra le tre croci sul Golgotha).

CORO - Pilato aveva un solo modo per scusarsi con Erode, visto che oramai avevaincastrato pure lui con la proposta di scagionare Ges: raccontare la verit. Una verit poco gradevole, anche per lo stesso Erode. Caifa si era rivelato per lennesima volta pi furbo e li aveva incastrati tutti e due, Procuratore e Tetrarca, perch poteva ricattarli entrambi attraverso Giuda Iscariota finito nelle sue mani.

(In questo punto si spengono le luci ed il narratore esce mentre si ravvivano nel punto C dove sono presenti Erode e Pilato).

PILATO - Per sfuggire al ricatto vi una sola possibilit.

ERODE - E quale?

PILATO - Le cose sono adesso a questo punto: Barabba, lo Zelota dal coltello facile, libero sotto condizione, sa che deve uccidere Giuda e pare che sia gi sulle sue tracce. Qualcuno, ma non si sa ancora chi, lo sta guidando fino al luogo dove il cassiere ha trovato rifugio e si nasconde. Io ho gi preso le m ie precauzioni; perch tu non prendi le tue? Ovviamente, non potevo far seguire Barabba dai soldati: la faccenda troppo delicata, troppo personale. Domani vedono che quello fa la pelle a Giuda e mangiano la foglia: il Preside dicono, ci ha ordinato di ammazzare Barabba e noi lo accontentiamo, ma adesso deve pagare il nostro silenzio. No, troppo rischioso. Sai la truppa com. Sono Siriani. Gentaccia. Allora mi sono rivolto a Zaccheo. I pubblicani, lo capisci, in questa storia ci stanno dentro fino al collo. Hanno un interesse diretto alla soppressione delliscariota: primo perch quello scappato con i loro soldi; secondo perch il cassiere conosce i retroscena di tutta la vicenda e domani potrebbe testimoniare che loffensiva cristiana contro il Tempio stata organizzata da Zaccheo. Cos, da oggi, dietro Barabba si muovono come ombre i seguaci di Zaccheo. Persone fidate e di grande esperienza. Uccideranno Barabba un minuto dopo che Barabba avr ucciso Giuda. E ci prenderanno anche gusto, dal momento che Barabba uno Zelota. Sarai daccordo con me che Barabba va soppresso. Anzitutto perch sa come stanno le cose e pu diventare a sua volta un ricattatore. Ma poi pe rch la sua liberazione un fatto ignominioso. Quelluomo un terrorista, un brigante. Ha ucciso uno dei nostri. Io lo avevo gi condannato alla croce. Non pu, non deve sperare di farla franca. Ne va del prestigio di Roma.

ERODE - Chi dice che Barabba andr veramente ad ammazzar e Giuda? Se io fossi in lui,a questora avrei lasciato Gerusalemme in tutta fretta.

PILATO - Non so. Caifa forse ha la risposta. Comunque c troppo odio. Questoindividuo per uno Zelota un traditore, servo dei servi di Roma, collaborazionista pentito solo per tornaconto e per paura.

47Atti. 1, 15 15In quei giorni Pietro si alz in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circacentoventi) e disse:


Tratto dal libro di45Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

ERODE - Il piano sembra buono ma non perfetto. Hai trascurato lultimo anello dellacatena, forse il pi importante. Qualcuno, non oggi che Pasqua e non domani che Sabato, ma sicuramente a partire dallalba del primo giorno dopo il Sabato, guider Barabba fino al nascondiglio di Giuda. Chi? Chi quest uomo?

PILATO - Hai ragione. Non ci avevo pensato. Lo far scoprire .

ERODE - No, lo far scoprire io con due dei miei miglior i Tedeschi.

PILATO - Bene, se vuoi cos. (Si spengono le luci, scompaiono entrambi nel buio e purele tre croci sul fondo).

CORO - Domenica mattina 9 Aprile, allalba, Barabba giguardava la casa in cui dormivano i seguaci di Ges. Dalla sera precedente aveva riconosciuto con laiuto di una guardia templare, colui che doveva involontariamente portarlo fino al nascondiglio di Giuda iscariota: Tommaso, detto il Doppio. Ver so le 6 e mezza sgattaiol fuori, circospetto. Era una bellissima giornata di primavera. Gerusalemme, uscita dai frastornamenti della Pasqua, cominciava una vita nuova, una nuova settimana. Le botteghe riaprivano. Le strade erano piene di bancarelle. Odore di frittura, di bollitura, di pane appena sfornato. Tommaso passeggi per pi di due ore: Barabba dietro. Tommaso sembrava di ottimo umore. Ogni tanto comprava qualcosa e la metteva in una sporta. Il pedinamento era facile. E rest tale anche quando Tommaso lasci la strada principale per un viottolo. Saranno state le 9 e mezza quando, lasciato anche il viottolo, cominci ad inerpicarsi lungo un fianco d ella collinetta che a partire da quel giorno si sarebbe chiamata Halcdama. Ad un certo punto scomparve in un folto di alberi. E quando ne usc, correva alla disperata. Si precipit dalla collina ed inforc il viottolo in senso inverso. Barabba, stupefatto, usc dai cespugli e cominci a salire verso il podere. Improvvisamente si accorse di essere seguito. Gli uomini di Caifa e quelli di Erode salivano verso il campo da un lato. Due o tre uomini di Zaccheo dallaltro. Non si cap pi niente e colto dal pani co si dilegu.

(Si spengono le luci su di lui. Si accendono le luci nel punto C dove compaiono ancora Erode e Pilato. Il coro esce per poi tornare con la sedia usata inizialmente ed il libro).

ERODE - Quel Tommaso non stato di sicuro. Quel maiale crepato almeno due oreprima. Tanto meno pu essere stato Barabba. Lo hann o visto? No. Dunque!

PILATO - Da se non si ucciso.

ERODE - Mi sembra chiaro. Cos Davide faceva morire i traditori dIsraele.

PILATO - Far frugare la casa e gli anfratti intorno. Far c ercare tutti i valori: monete,lingotti, titoli, gioielli, tutto quanto. roba no stra.

ERODE - C un problema.

PILATO - Quale?

ERODE - (Gli porge delle penne) I miei uomini hanno trovato questa roba. Deve averlastrappata dagli abiti dellassassino mentre tentava di difendersi!

PILATO Piume! Sembrano piume.

ERODE - Gi. Piume.

PILATO - Piume sofficissime, leggerissime. Quasi impalpabili. Di qualche uccello strano,molto raro.

(Si accendono le luci sul narratore che ora seduto con un libro fra le mani nella zona D.

Sul fondo compaiono in controluce tutti i personaggi immobili.

Nella zona A: Ges Pietro e Giovanni.

Nella zona B: Alessandro e Caifa.

Nella zona C: Pilato ed Erode.

Nella zona E: Giuda).


Tratto dal libro di46Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

CORO - La verit sulla morte di Giuda cari amici, fu ri velata da Pietro a Gerusalemmecirca sei settimane dopo la crocifissione di Ges, presente Matteo. Era in corso la prima assemblea plenaria dei cristiani. Bisognava eleggere il dodicesimo Apostolo in sostituzione di Giuda Iscariota che, appunto, era morto. Una faccenda delicata. Pietro volle procedere con ordine. Anzitutto comunic form almente il decesso di Giuda. I Discepoli, come si sa, dopo la catastrofe del Golgotha si erano dispersi. Molti erano andati ad incontrare Ges Risorto in Galilea, avevano udito le Sue ultime istruzioni e visto la Sua Ascensione al Cielo. Altri erano semplicemente scappati da Gerusalemme per paura. Tutti poi avevano fatto ritorno in citt , ma alla spicciolata, e poteva dunque esserci ancora qualcuno al buio di eventi capitali. Se un ignaro cera, il Papa lo inform: ( Leggendo il libro) Che Giuda sia morto questo risaputo. Domandatelo a chi volete, tutta Gerusalemme ve lo dir. Col prezzo de l tradimento acquist un podere. Ma poi, finito a testa in gi. E quel posto adesso si chiama Halcdama ossia: Campo del Sangue.

(Si spengono del tutto le luci e si chiude il sipario velocemente)

FINE

Marcello Fiorentino

4 Settembre 1988

48In questa pagina: Maestro del Crocefisso di Trevi (II quarto del sec. XIV) Tempera su tavola - Pinacoteca Musei Vaticani.


Tratto dal libro di47Pietro Zullino


Marcello FiorentinoGiuda

49In questa pagina conclusiva: La cattura di Ges. Chiesa della SS. Trinit (Sec. XI) - Momo (Novara ). La chiesa sorge poco lontano da Momo lungo l'antico tracciato della via "Francisca" che da Novara, attraverso Borgomanero e il lago d'Orta, portava ai valichi alpini dell'Ossola, importante percorso dei pellegrini che si recavano in vista alla Sede di Pietro.


Tratto dal libro di48Pietro Zullino

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