Giufà ovvero l’arte di Michelasso

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GIUFA'

OVVERO

L’ARTE DI

MICHELASSO

(Mangiare, bere e andare a spasso)

Commedia brillante di

Pasquale Calvino e Santina Titty Giannino

(Posizione SIAE di Calvino: n. 180531 e di Giannino: n 216044)

Email: calvinopasquale@gmail.com

(8uomini+8donne-doppia scena ABB- 2 o 3 atti)

Versione liberamente ispirata alla traduzione in italiano di:

“L’arte di Giufa'”

di Nino Martoglio (1870-1921)

di Santina Titti Giannino(2014)


PERSONAGGI

1m-PEPÈ MOSCARDINO (Giufà)

1f-MIMÌ, sua moglie

2m-LIBERINO, suo cognato

2f-LA SIGNORA RACHELE, sua suocera

3m- DIRETTORE

4m- CACIOTTA, diva

5m-IL CONTE BICIACCATO, grande regista

5m-ROMEO, usciere

6m-SCIURTINISI, attore

3f- L’ALMAROSA (detta Palmarosa, pallida e rosa), attrice

4f- LA GIANFRÈ (detta FEFE’), attrice

5f-LA TUPPINI, attrice

6f- LA CIOLLI, attrice

7m-L'AVVOCATO SBENTA

8m- PINETTI, direttore di scena

7f- UNA SERVA DI MOSCARDINO

8f- L'AGENTE INGLESE (non parla)

(la scena si svolge ai giorni nostri in una grande città…. )

ATTO I

Tinello in casa Moscardino - Comune in fondo, uscio sulla sinistra e uscio sulla destra - Una tavola in centro, una credenza, un buffet, un divano, una piccola scrivania da signora; tutto mobilio comune, ma nuovo, e ben tenuto. Ci può essere un piccolo cagnolino accarezzato da qualcuno di


famiglia e/o un grande televisore acceso a voce bassa per non disturbare lo scrittore… secondo le scelte del regista.

SCENA I

Donna Rachele, Mimì e Liberino.

MIMI’,  (al  pubblico  spolverando  nervosamente  un  mobile)  Questa  è  la  casa  di  un  grande

scrittore…un   grandissimo…    uomo   di   lettere!   Qui...    in    questa   casa..    scrive    un    grande

commediografo.. drammaturgo! Che ne fai di  Moliere.. Shakespeare.. Pirandello.. Eduardo ( fa una

smorfia)…li supera tutti! A breve l’ Italia.. dopoDarioFo…avrà un altro Nobel… noi di famigliaavremo l’onore di avere un Nobel in casa!!! Che onore, che grande onore! Che gioia! Io ho la fortuna sfacciata di essere la sorella del genio teatrale! Tu poi hai avuto un onore, una fortuna, una gioia ancora più grande: sei nientepopodimeno che la madre del GENIO!

LIBERINO- (è seduto alla scrivania con dei grossi tappi alle orecchie e, con aria da ispirato,pensa, poi scrive, ripensa e riscrive).

MIMÌ- (si va a sedere sul divanetto ed è irrequieta: batte nervosamente un piedino ben calzato perterra, facendo quasi tremare il pavimento e disturbando Liberino).

DONNA RACHELE- (dandosi da fare, guarda infastidita un po' la figlia, un po' il figlio, mentrecopre, con salviette, la fruttiera, il cestino del pane e un coperto sulla tavola apparecchiata) LIBERINO- Mimi, vedi di smettere! Le parole con i tappi si attutiscono ma i tacchi miinnervosiscono… non mi stai facendo combinare niente!

MIMÌ - (seccata)Uh.. vedi che danno facciamo al mondo intero! Rimaniamo senza Nobel! DONNA RACHELE - Perché sei così odiosa con tuo fratello? MIMI- Che gli sto facendo?

LIBERINO- Il tuo parlare… le tue parole già mi disturbano... perché creo e sono assorto.. ma tuinoltre batti il piede a terra... fai tremare tutto e mi innervosisci impedendomi completamente di

concentrarmi.. di scrivere! L’artista deve trovarsi in uno stato di grande serenità, tranquillità, dolcezza, benessere… per creare capolavori che durino nel tempo…classici come quelli di Moliere, Shakespeare, Feydeau, Pirandello, Eduardo! Se tu batti io mi deconcentro… la fantasia ha bisogno di quiete, serenità, appagamento…non di scarpe che battono…

MIMÌ- Non batto più... scusa!(innervosita e a voce alta)…In questa casa siamo schiavi…nonpossiamo nemmeno battere…i piedi per terra…

DONNA RACHELE- Calmati.. calmati Mimì che stai facendo finire il mondo!

MIMÌ- Sono le cinque capisci? E ancora non torna! E neanche donna Rosa!(indicando il fratello)

E questo rompe!

DONNA RACHELE - Ma cosa vai pensando, che gli poteva succedere, cretina e stupida che nonsei altro! Tuo marito si sarà fermato da qualche parte! I n qualche caffè…

MIMÌ- Ma che dici?! Lui quando esce... quella volta ogni tanto.. dopo una mezz'oretta ritorna!Mamma, se sapessi quante brutte cose mi viene da pensare! Non è mai successa una cosa del genere…!

DONNA RACHELE- (alla figlia)E questo è stato il male, figlia mia! Per due anni e mezzosempre cucito alle tue sottane, si sa! Ora che si stacca per un paio d'ore, ti sembra la fine del mondo!


LIBERINO- (si toglie i tappi)Se sapeste che gioia provo… mi è venuto uno stupendoorgasmo…creativo…se sapeste cosa mi sta venendo fuori!!!

DONNA RACHELE- Cosa ti è venuto fuori, figlio?

MIMÌ- (ironica)  … Sangue dal naso o ti sono uscite le meningi dalle orecchie per il troppo sforzo

di concentrazione artistica?!

LIBERINO - Quanto sei spiritosa e maleducata!

DONNA RACHELE - Beh calmati Liberino! E tu Mimì, sta un momento tranquilla! MIMÌ- (scattando)Ma per davvero dici mamma? Perché parli così? Perché dovrei stare tranquilla?Pepè esce alle nove di mattina.. non torna per pranzo... alle tre mando Donna Rosa per cercarlo.. sono le cinque e non si vede né l'uno né l'altra.. ed io devo stare tranquilla? e ascoltare gli orgasmi creativi di quel defi…

DONNA RACHELE- Tranquilla, tranquilla, sissignore, perché a dispiacerti, a stare in ansia, non ciguadagni nulla! E stai zitta un attimo, voglio sentire quello che ha fatto tuo fratello: parla Liberino, cosa ti è venuto fuori? Una cosa buona o cattiva?

LIBERINO - (si alza col suo quaderno in mano)Buonissima…meravigliosa…stupenda! Mi èvenuto fuori, nonostante i tacchi, un capolavoro, parola d'onore! DONNA RACHELE- Ascolta, ascoltalo anche tu Mimì, che ti svaghi!

MIMÌ- E come?

LIBERINO- (enfatico legge)-Guarda che impronta positiva, che fascinazione ha preso ora il

dramma "Atto sesto. La scena rappresenta la piazza del paesello, in ripida discesa verso il vallone.

Tre vicoli in fondo e due per ogni fianco. Animatissimo via vai di villani, a piedi e a cavallo,

carrette e carrette   che si intersecano…” Attenta, mamma!.. "Dal Nord della piazza scende, a buon

trotto, su una giumenta baia, bardata, don Calcedonio, avvolto nel suo tabarro, e i ferri della bestia

stridono sull'acciottolato: tric, trac, tric, trac, tric, trac, trie, traec......Guarda che impronta positiva

ha preso ora il dramma! "Raimondo Ferace, avvolto nel suo pastrano, è nascosto dietro il primo vicolo di destra, con le mani in tasca”…

DONNA RACHELE- Maria Santissima, e che fa ora?

LIBERINO - ..... e al momento opportuno si svela, corre in piazza, afferra la giumenta di don

Calcedonio per la briglia, la ferma col suo braccio poderoso e apostrofa il cavaliere: “Ad armi pari, don Calcedonio, vi lascio la scelta, se non siete codardo smontate di sella e venite meco all'agone, per la prova suprema!”

DONNA RACHELE- Madonna mia, s'ammazzano! MIMÌ- ( fa gesti e sbuffa di noia e di commiserazione).

LIBERINO- E qui sta il bello, che non si ammazzano! Senti, senti: "Don Calcedonio resta per unpo' indeciso, perplesso, poi riprende il suo spirito e il sopravvento, trae di tasca l'acciarino e un sigaro, batte il ferro sulla pietra e alla scintilla che ne sprigiona accende il sigaro; poi, freddo, calmo, risponde al rivale: - Ferro contro ferro, caro signore, io gioco coi miei pari, per quelli che: non mi valgono non scendo d'arcione. - Sprona la giumenta e riprende la sua via, a trotto misurato, baldo e sicuro, senza neanche voltarsi indietro, e sempre fumando a larghe boccate: pof, pof, pof, poI, pof, pof, pof, pof, pof ..

DONNA RACHELE- Oh, che fierezza!... Che nobiltà! ... LIBERINO- Aspetta, che non è finito!... "Sulla scena restano Raimondo Ferace, avvilito, e il fumodel sigaro, che sale, sale, sale, in larghe spire ... " - Sipario - Largo al pubblico! Applausi interminabili… ! Neanche Eduardo ne ebbe tanti alla fine della prima di “Napoli milionaria”!


MIMÌ- Anche le giumente in palcoscenico? Perché non ci metti pure un bell’elefante?! DONNA RACHELE- Mimì, perché sei così maligna?

LIBERINO - E’ l’invidia… lasciala parlare! Non sono cose che le competono! Chi con gallinapratica… convien che razzoli! Chi frequenta un asino, che sensibilità d'arte può avere? Bisognerebbe frequentare solo persone d’animo nobile, artisti... mai ciucci, asini ignoranti e presuntuosi! Fattela con chi sa più di te e facci le spese! Chi invece pratica gli asini…se li sposa!

MIMÌ- …Ah! Se non fosse per quest'asino che dici tu, a cominciare da te, caro autoreteatrale…tragediografo… drammaturgo... non si mangerebbe in questa casa!

LIBERINO - Nuoti nella volgarità !

MIMÌ - E tu nell'incoscienza! Ti ritieni un genio incompreso…sei saccente, presuntuoso eignorante…i veri artisti sono sempre insoddisfatti del loro lavoro…sono umili…

DONNA RACHELE - Va beh.. state calmi.. finitela voi due! LIBERINO - Ti fai convinta, cara mammina, in quale ambiente sono costretto a creare?... In qualeatmosfera sono obbligato a vivere e pensare?... Si può parlare d'arte in questa casa?... Si può discutere.. di cose elevate? Può un artista creare in queste condizioni? Ibsen quando scrisse “Casa di bambola” si trovava all’ Hotel Luna di Amalfi…mandatemi anche a me lì e vedrete se non scrivo qualcosa che superi anche “Casa di bambola”!

DONNA RACHELE - (severa)… Hai ragione, figlio mio! Un poco di pazienza! Non appena saràpossibile ti mandiamo in un bel posto…così superi il tuo Ibsen…così scriverai cose artistiche più elevate! (fa cenni alla figlia di zittirsi)

MIMÌ- (e invece irata)Ma l'arte e le cose elevate quali sono, mamma... queste stupidaggini chescrive lui? Con la scena di tutti quei vicoli in discesa, dove i carretti vanno e vengono e i ferri dei cavalli fanno tric trac sull'acciottolato del palcoscenico? Non ha proprio il senso del palcoscenico…potrebbe scrivere per il cinema o la televisione… (ride istericamente) Così si vedrebbe in primo piano il fumo che sale, sale in larghe spire!!! I cavalli…gli elefanti.... ! E tu vai

in estasi ascoltando queste idiozie! Ti sembrano cose serie queste? LIBERINO- E già, di cosa seria in questa casa non c'è che quel Giufà di tuo marito!

MIMÌ- Certo! E se tu, invece di scrivere queste porcherie e far andare Donna Rosa per cercarlo, cifossi andato tu, avresti fatto una cosa molto più utile! DONNA RACHELE- Mimì, smettila!

MIMÌ- Vorrei vedere se, Dio non voglia, fosse successo qualcosa, che fareste tutti?

LIBERINO- Chi con pollame pratica… conviene che razzoli-mi ripeto ma giova ripetere…i latinidicevano: “Reperita iovattt o io vant…”.. (al posto di Repetita iuvant) - E mi duole di averti fatto l'onore di adoperare la tua scrivania (uscendo, per la destra)! Non sei più una Pagliuca, cara mia!

...non sei la sorella di un grande artista…di un AUTORE TEATRALE…!

DONNA RACHELE - (avvilita…si mette le mani nei capelli)

SCENA II

(Donna Rachele e Mimì, poi la Serva)

DONNA RACHELE- (resta per un po' a guardare la figlia in cagnesco, poi)…Figlia mia, non tiriconosco più! Hai ragione di essere inquieta, non dico no, ma cosa c'entriamo noi che ti stiamo servendo come una madonna?


MIMÌ -    Che ci entrate? Come, che ci entrate? E chi cavolo dovrebbe entrarci....? Mi avete fatto

diventare una zanzara, una vespa, con quel povero disgraziato di mio marito, non gli ho dato pace e sono arrivata al punto di cacciarlo di casa! (vedendo che donna Rachele fa segni di diniego) Tu per prima mamma! In continuazione: “ Tuo marito non fa niente, è un buono a nulla, sempre attaccato alle tue sottane, e non ti lascia mai libera! Tuo marito spreca quei quattro soldi che gli da suo padre.. e se mai doveste avere dei figli.. morirebbero tutti di fame!” E sono ormai due mesi che non gli do tregua: “trovati un impiego, fa qualcosa, datti da fare, vedi di farti assumere da qualche parte! Non fare l’arte di Michelasso, che mangia beve e va a spasso…e non fa un … (c)asso” E ora per darsi da fare, per fare un… non torna più!

DONNA RACHELE- E tu... invece di essere contenta che tuo marito cerca lavoro.... !

MIMÌ- Mamma, ma che lo fai apposta? Perché cerca lavoro tuo figlio che veramente mangia bevee va a spasso e per di più mangia e beve con i soldi di mio suocero…Tuo figlio fa la vera arte di MICHELASSO…mangia, beve e va a spasso…ma fa lo scrittore…cioè niente! Perché non lo dici a lui, a tuo figlio di trovarsi un lavoro…E io di cosa dovrei essere contenta? Dovrei essere contenta che mio marito non torna più? Senza sapere cosa ha fatto o non ha fatto, dove ha perso tempo, cosa gli è successo?

DONNA RACHELE- Non ti spaventare, che nessuno te lo ruba! MIMÌ- Perché.. cos'è.. un delinquente, un mostro? Ha ucciso qualcuno? Ha rubato ? Quando me loavete dato come marito era la simpatia in persona... ora non va più bene, non è vero?

DONNA RACHELE- Ora si è dimostrato un pesce lesso.. morto… ecco!

MIMÌ- (irritata)Mamma... vedi che se comincio a parlare...

DONNA RACHELE- E allora, se dovessi parlare, cosa potresti dire? MIMÌ- Dovrei dire che Pepè non avrebbe bisogno di darsi da fare per trovare un lavoro se nondovesse mantenere i cavalli nella stalla! Perché quello che riscuote di rendita dal padre, per me e lui sarebbe sufficiente per poter vivere noi due, marito e moglie, comodamente e felicemente .. e senza far nulla!

DONNA RACHELE- Ah, i cavalli nella stalla siamo io e tuo fratello, vero? MIMÌ- Già! E cosa fate? Quello il commediografo... spreca e imbratta carta... e tu la signorasempre scontenta!

DONNA RACHELE- Bei sentimenti ti sei fatta! Per cui sei contro il sangue tuo ed a favore diquello estraneo?

MIMÌ- Mamma, Pepè è mio marito, me lo hai consigliato tu, me lo sono sposato e ora gli vogliobene! E quando vedo che voi due invece di baciare la terra dove mio marito cammina, per tutto ciò che fa per voi… sparlate continuamente su di lui… giorno e notte.. ecco mi ribello, mi è permesso?! Sono gonfia, gonfia come un pallone che sta per esplodere…

DONNA RACHELE- Me ne sono accorta! Hai tirato fuori il marcio che avevi dentro! Ma io sperodi togliertelo presto, questo disturbo! Liberino, col talento che ha, con la cultura che si è fatto da solo, non passerà molto tempo che comincerà a guadagnare, e come! E allora...

MIMÌ- Già, farà soldi a palate! Specialmente con questa commedia che sta scrivendo ora!(ironica)E’ un vero capolavoro! Moliere, Eduardo, Pirandello e tanti altri, dall’alto dei cieli, sono invidiosi di ciò che sta scrivendo tuo figlio…Si è fatto la cultura da solo!!!…ma chi è Giacomo Leopardi che studiava notte e giorno???…Mio fratello Liberino gli fa un baffo alla poca cultura di un Giacomo Leopardi…non lo vede proprio! Ma non fatemi ridere a crepapelle..ah ah ah!


DONNA RACHELE- Hai dimostrato sentimento bassi, figlia.. dei vili interessi materiali! Haragione tuo fratello: non sei più una donna di casa Pagliuca! Quando mai in casa nostra si è usato rinfacciare qualcosa? Quando mai si è calcolato il vile e sporco denaro?

MIMI- Ma quando mai ne abbiamo avuto? Per grazia di Dio siamo sempre stati sull'orlo dellamiseria…Non abbiamo mai avuto il problema, lo strazio di come investire gli ingenti guadagni fatti, l’immenso danaro ricevuto…

DONNA RACHELE- Spero che non passi molto tempo che ce ne sarà così tanto di danaro dapoterlo regalare... buttare!

MIMÌ- Sicuro, e intanto spilucchiamo quello che abbiamo.. cioè.. che ha Pepè.. e in più sparliamodi lui, lo assilliamo perché non fa niente e lo facciamo scappare di casa!

DONNA RACHELE- ... Ma guarda un po' che tragedia!(si ode il campanello dell'ingresso, va perla comune, poi, dall'interno). Oh,cara Donna Rosa… c'è Donna Rosa!

MIMÌ- (forte, premurosa)Sola?

DONNA RACHELE- (c. s.)Sola!

SCENA III

(Donna Rosa e detti.)

MIMÌ- (andando incontro a donna Rosa, che entra, preceduta da donna Rachele)Non l'avetevisto?

DONNA ROSA- (afflitta)Niente, signora e se mi crede, non ho più la forza di stare in piedi! L'hocercato per mare e per terra, di porta in porta!

MIMÌ- Gesù! E che gli sarà successo? E’ grave? E’morto?

DONNA ROSA- Niente, signora, non stia in pensiero, perché l'hanno visto!

MIMÌ- E allora ne avete notizie?

DONNA ROSA- Sissignora, è stato visto da quello della salumeria, quello che sta nel Corso, mihanno detto che lo hanno visto stamattina che correva! DONNA RACHELE- E perché correva? L'inseguivano?

MIMÌ- (agitata)Perchél’inseguivano?Cosa ha fatto?  Ma perché lo inseguivano?

DONNA  ROSA-    No,   al   contrario,   dicono   che   era   lui   a   inseguire…inseguiva     correndo

un'automobile!

MIMÌ- Inseguiva un'automobile?

DONNA ROSA- Sissignore!

SCENA IV

(Liberino e detti)

LIBERINO- (rientrando dalla destra)Mamma, esco!

MIMÌ- (a donna Rosa)… Ma che mi state dicendo? Cosa vi vogliono far credere?(guarda ilfratello in cagnesco, mentre questi calza i guanti, poi, rivolta alla madre) Ti persuadi? Liberinoesce! Io ho un fratello? Io non ho nessuno! (al fratello) Tu esci, vero? E io resto sulle spine, senza sapere dov'è mio marito, che dicono l'abbiano visto che inseguiva un'automobile! (a donna Rosa) Ma perché faceva sta corsa dietro un’automobile? Che gli è successo? Si sarà impazzito?

DONNA ROSA- Signora mia, così mi hanno detto e così vi dico!


LIBERINO- (ridendo)Ah, ah! Doveva essere buffo tuo marito che correva per il corso appresso adun'automobile!

MIMÌ- Tu non ti vedi quanto sei pulcinella, è vero? Perché non pensi che se mai gli è successoqualcosa, rimaniamo tutti con una mano davanti ed una dietro... senza più niente, compreso te, illustre drammaturgo e tragediografo! Non si mangia più…!

LIBERINO- Ti compatisco!...(ha finito di calzare i guanti)Ora m'informo, d'accordo? Era questoquello che volevi? (sì riode il campanello dell'ingresso). MIMÌ- (scattando)Eccolo, di sicuro sarà lui!(corre verso la comune).

DONNA RACHELE- (trattenendola)Dove vai Mimì? Fai andare donna Rosa! Se non fosse lui,vorresti aprire la porta tu così combinata?

MIMÌ- (scostando la madre e andando)E' lui, è lui! Vuoi che non sappia, dopo tre anni, comesuona mio marito? (va via. Donna Rosa lo segue e non ritorna. Si ode il parlare delle due donne e di Pepè, nell'interno).

SCENA V

(Pepè e detti.)

MIMÌ- (rientrando, con Pepè, tutto impolverato, rosso in viso)…Ma che ti è successo? Perché tornia quest'ora? Dove sei stato?

PEPÈ- (senza rispondere e senza togliersi il grande cappello tosto, si butta a sedere sul divanetto,stanco morto).

MIMÌ- (osservandolo bene)Madonna mia, come sei stanco e sudato! Ma cosa ti è successo? Chehai fatto?

(non ottiene alcuna risposta e corre a prendere un asciugamani, mentre Liberino, osservando il cognato, ride, ride).

DONNA RACHELE- Togliti sto cappellaccio, in casa!(cerca di levarglielo).

PEPÈ- (scostandola, premuroso)No…No, che prendo freddo! MIMÌ- (mentre gli asciuga il sudore, coll'asciugamani, e lo spolvera)-Con questo caldo? E' tuttochiuso! (fa per levargli il cappello, a sua volta).

PEPÈ- (scostandola e calcandosi il cappello sulle orecchie con difficoltà, come se incontrasseostacolo) Prendo freddo , ho detto! Non mi fate parlare…non posso...ho il fiatone…il cuore fa 200battiti…

MIMÌ- Dicono che ti hanno visto sul corso che inseguivi un'auto? Dimmi la verità oh?!(lo guardanegli occhi)... perché ti sei ridotto come un pagliaccio!?LIBERINO- Sembra che hai fatto la corsa degli ubriachi!

PEPÈ- (guarda prima Liberino, poi Mimì, facendo un sorriso mezzo idiota e mezzo malizioso). MIMÌ- Ridi, ma non mi rispondi! Va a sederti a tavola, la debolezza è tale che non hai manco laforza di parlare! Mangia qualcosa…

PEPÈ- Non mangio!

DONNA RACHELE- Non mangi? Dopo tante ore che non tocchi neanche acqua? PEPÈ- Non mi va…

MIMÌ- E che gli è preso, che ha avuto? Ma insomma si può sapere cosa ti è successo? Senzamentirmi. Ti sto guardando nelle palle…degli occhi!


PEPÈ- (dopo breve silenzio, col solito sorriso idiota)Ce la faccio! E' molto facile che entro! DONNA RACHELE - (con gioia)Davvero? Sentiamo, sentiamo!?(a Mimì)Lo vedi, tu ch'eritutta preoccupata! Senza uscire di casa, sto poveretto, dove doveva entrare? (nel significato di essere assunto) (a Pepè) E bravo! E dov'è che ti assumono? Dove entri? Al comune?LIBERINO- (sardonico)O nella scuola?

PEPÈ- No.

LIBERINO - E allora dove, nei carburanti?(idem) MIMÌ- Senti, nei carburanti ci potresti entrare tu, come uno stoppino , che poi gli diamo fuoco esolo così può salire in alto come vuoi tu!

LIBERINO- Perché parli con me: la mammavorrebbe farlo entrare nel settore dell’impiegosicuro…per tutta la vita! Io per me, a Pepè lo metterei nello zucchero…come la frutta candita! Un cedro, un mandarini… un’arancia candita!

DONNA RACHELE – (Mentre Pepè guarda Liberino con occhio torvo)Quanto siete insulsi tutti e

due! In qualche negozio?

PEPÈ- No.

DONNA RACHELE – (impaziente)E allora dove?

PEPÈ - Nella fabbrica artistica!

MIMÌ- Mobili, falegnameria? ...

DONNA RACHELE - Fabbrica di mandolini? …

LIBERINO - Niente, lo indovino io: Ceramiche artistiche…quelle di Caltagirone o ti trasferisci aVietri sul mare?

PEPÈ- (seccato)No, artistica d'arte, caro cognato…non artigianato… Fabbrica d’arte…arte conl’A maiuscola…

LIBERINO - (incredulo)Tu?

PEPÈ- Perché, non ti sembro adatto?

MIMÌ- Ma insomma, che fabbrica è?

PEPÈ- Di televisione!

LIBERINO - Sicula TV?

PEPÈ- Precisamente.

DONNA RACHELE - Ma che puzza di colla, ma da dove viene?

MIMÌ - Voglio sentire mamma, lascialo parlare!

LIBERINO-Un momento, allora … industriale... non artistica! PEPÈ- Perché, la televisione non è arte? Non si recita…non si fanno gli sceneggiati… il teatrotelevisivo …

LIBERINO -(sprezzante e sentenzioso)E prendono te per fare il teatro televisivo? O anche glisceneggiati?

DONNA RACHELE- Liberino, lascialo parlare!

MIMÌ- (annusando)Vero è, mamma, c'è puzza di colla e di trementina. L'hai portata tu, Pepè?

LIBERINO - E lasciatelo parlare! Tutte le puzze state sentendo ora?             Parlate, illustre cognato!

Regista, attore, autore televisivo o cosa?

PEPÈ- Tu me lo dici per prendermi in giro, ma non passerà molto che dovrai dirlo sul serio!

LIBERINO- Guarda che piglio, che atteggiamento da vincitore che ha preso Giufà! MIMÌ- Liberino ti prego chiamalo col suo nome!(a Pepè)Fammi sentire, Pepè... vero è che haipreso un altro stile! Racconta!


PEPÈ - (con leggero affanno)Stamattina, uscendo di casa per la centesima volta per darmi da fare etrovare un posto dove sistemarmi (a Rachele) Per non fare l’arte di Michelasso, come dice vostra figlia, i piedi mi hanno portato sul lungomare. Ero talmente di malumore, e ripetevo a me stesso “Pepè, datti da fare! Pepè non fare il pesce lesso! Pepè vedi di trovare un posto, un lavoro!(sempre a Rachele) Come dice vostra figlia. E siccome: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare… a parlare siamo tutti bravi, ma fare è tutta un'altra cosa, restavo lì fermo, come un fanale spento! Dove potevo entrare? Alla Pescheria, oppure alla Villa… che sono sempre aperti! (risa di Liberino, frenate dalle donne). Per far qualcosa, dopo un pezzo, mi sono avvicinato ad una bancarella di fichid'india e me sono fatto sbucciare uno rosso, uno giallo e l’altro bianco, li ho mangiati … Ma la mente non si apriva!

LIBERINO- Sfido io, solo tappare si poteva! Sono astringenti…curano le diarree… MIMÌ- Liberino, ti ho detto di non fare lo spiritoso!

PEPÈ- E dopo, mi sono incamminato lungo il Corso, per qualche ora, niente! E allora sonoritornato alla bancarella: altri tre fichi d'india…!

MIMÌ - Bravo! Per questo non hai più appetito, sfido io!

LIBERINO - Lascia parlare Giufà, che è interessante!

PEPÈ- Ora vedrai cosa ha saputo fare Giufà! Ero occupato…coi fichi d'india, e siccome quello cheli vendeva era svelto nello sbucciarli , ne avevo una in bocca, una in una mano e uno nell'altra, e lui mi invitava ancora a mangiarne…. allora arriva di corsa un'automobile, e si ferma di botto proprio

dove ero io... una signora elegantissima, che stava in auto insieme ad un signore, comincia una lotta con quest'ultimo che la tratteneva, poi si divincola, salta fuori dall'auto e in battibaleno scavalca il parapetto e si butta a mare tutta vestita!

DONNA RACHELE -Gesù, Gesù…

MIMÌ- E perché??... Che diceva a quel signore mentre lottavano? Ora ti chiamano a testimoniare!

LIBERINO- (sorridendo)Zitti, ignoranti, lasciatelo parlare! PEPÈ- Niente, non diceva niente, non parlavano.. scena muta! Io a dir la verità, mi sono preso unospavento tale che mi è venuta la tosse, e quel fico d'india mi è andato di traverso e soffocandomi l'ho sputato fuori sporcando la mia camicia ..e colpendo un tizio che aveva uno strano aggeggio in mano…! Ho saputo poi che lo strumento misurava la luce….

LIBERINO- (guardando le donne, che restano stupite)Non avete capito niente! … Io tutto ho

capito!

PEPÈ- Vediamo!

LIBERINO - Quelli dell'automobile giravano una scena con la telecamera, e quel signore era ilregista che dava lo stop alla macchina (a Pepè, che assente) E la telecamera? PEPÈ- L'ho vista dopo che era piazzata sul marciapiedi di fronte!

MIMÌ- Ma quella signora che si è buttata in mare? PEPÈ- Uomo era, uomo vestito da donna! Ma tanto perfetto che sembrava donna sul serio! LIBERINO - Controfigura.

MIMÌ- (a Pepè)E tu?

PEPÈ- Io, dopo aver sputato il fico addosso a quel signore, mi sono spaventato! E infatti quello,con gli occhi di fuori e una specie di frustino che teneva in mano, alzandolo in aria, si era avvicinato per colpirmi, ma, guardandomi in faccia gli è venuto anche da ridere… mi metto a ridere pure io e lui e mi dice : ha ragione lei! E siamo rimasti mezz'ora a ridere, io e lui. Mezz'ora di seguito...! MIMÌ- (seccata e ironica)Oh che bella avventura! ...


PEPÈ- Aspetta che ora viene il bello, cara moglie! In quel momento ho sentito che mi si aprival'intelletto, mi faccio coraggio, e mi faccio avanti bello e pronto e dico: “Scusa, per entrare in televisione, ci vogliono esami? Lui mi guarda un po', pensa e poi dice: E si, sa correre lei?” Io? Ho risposto, per correre sono un fulmine! … “Bene! il primo esame è quello che lei deve correre fino allo stabilimento, appresso alla nostra vettura, senza perderla di vista, se vincerà questa prova, le faremo un provino e se il provino riuscirà lei sarà scritturato…”

MIMÌ- (indignata)E non ti sei reso conto che ti prendeva in giro?

PEPÈ-  A chi? Ma stai zitta! Appena furono tutti in auto, una bella  macchina scoperta, mi sistemo

la giacca, e mi ci metto dietro che sembravo un levriero! Passando dal Corso, quelli in auto a ridere,

a dirmi parole curiose, chi  per farmi scoraggiare, chi mi incitava… ma io, testa bassa, concentrato a

correre, non guardavo nessuno e correvo, correvo, correvo dietro all’auto… Si può dire che siamo

arrivati agli studi televisivi insieme! E qui, giù applausi! Quelli dell'automobile sono scesi, dagli

studi ne sono usciti altri: “Bene, bravo , lei è telegenico! Lei è gagliardo, lei è magnifico!” Quindi è

venuto quel signore a cui avevo sputato, e mi ha fatto truccare! Dopo esser stato truccato, hanno

messo  una telecamera dentro un teatro  e quello mi ha detto: “Scusi, lei  ha moglie?” - Sì. - “Ha la

suocera?” — Sì. - “Sta bene?”… benissimo ...

MIMÌ- (affranta)Dio, dio, che vergogna! …

DONNA RACHELE- Come si è fatto prendere in giro, sto Giufà per davvero! PEPÈ- (continua il racconto) “Sta bene, allora faccia una scena a piacere, fingendo di litigare consua suocera…di trattarla male…”

DONNA RACHELE- E tu l' hai fatta?

PEPÈ- E si capisce! Mi veniva così facile! Risate mamma, Mimì.. si sono fatti così tante risate, che

ancora si tengono la pancia, tutti quanti! Dice che sono un attore comico nato! (può accennare alla

scena provata)

MIMÌ- Si è vero! Sei un vero Giufà nato e cresciuto e pasciuto…come le capre!

DONNA RACHELE- (sconsolata, si segna)Oh che razza di imbecille! PEPÈ- Si sono fatti dare il nome, il cognome, la paternità, l'indirizzo e lo stato di famiglia e mihanno detto: - “torni dopodomani. Lei è facile che entri con due-tre milioni di lire al mese”.

MIMÌ- Dove?

PEPÈ- In televisione…

MIMÌ- E com'è che non ti convinci che ti hanno preso in giro? Dov'è che vuoi tornare? Dove?

Perché anche solo se ci provi, ti faccio vedere io!

PEPÈ- La risposta devo prendermela, si o no?

DONNA RACHELE- Ma quale risposta, Giufa! Com'è che non capisci che ti hanno preso per ifondelli?... Solo uno scherzo di cattivo gusto, da mascalzoni! …

PEPÈ- Scherzo? Qui sbaglio c'è! Io dopodomani ci vado! MIMÌ- Ti dico di non provarci nemmeno Pepè! Non ti azzardare perché altrimenti stavolta cisepariamo per sempre! Ascolta quello che ti dico.. e tu sai che io sono donna di parola!

PEPÈ- (irato)Ah si?... Prima mi punzecchi per darmi una mossa e quando me la sono data stamossa e riesco in qualcosa, mi vuoi far tornare indietro? E che ti sembra che sono Giufà sul serio? Uno sciocco passaguai! Badate che io sono buono e caro, ma se mi fate venire la mosca al naso!

MIMÌ- Lo vedi mamma? Lo vedi come si ribella? Lo vedi come è diventato?(a Pepè)Senti, se faista cosa, che torni là, preparati a stare solo perché io me ne vado! (andando via per la sinistra) E se


a voi non piace, statevene con lui, ma io me ne vado! Tanto, ora che me lo avete cambiato, mio marito non è più lui! Ve lo regalo! (via).

DONNA RACHELE- (seguendo la figlia)Mimì, ma che ti prede? Sempre con me? La colpa èsempre tutta mia? (scompare anch’essa).

SCENA VI

Pepè e Liberino.

PEPÈ- (si accascia un 'altra volta sul divano).

LIBERINO- (dopo breve silenzio)Ma tu sul serio hai la speranza di entrare nella Tv? PEPÈ- Speranza? Ma a me sembra certezza! Ma se tua sorella fa così!

LIBERINO- Scusa... e  nella Tv, che tu sappia, hanno un  autore  fisso.... Un soggettista...uno

sceneggiatore… Uno che scrive i testi, i copioni?…

PEPÈ- Che ne so? So soltanto che è un paese! Grande, pieno di gente, pieno di bellimbusti e belledonne che a guardarli ti gira magari la testa!

LIBERINO- Ascolta me, dopodomani, quando ci torni… PEPÈ- Chi è che ci torna?

LIBERINO- Tu.

PEPÈ- Ma non vedi che storie hanno fatto Mimì e tua madre?

LIBERINO- E tu dai retta alle donne? Allora davvero sei un Giufà qualunque? Trattandosi di affari

e del tuo avvenire, tira dritto e lascia che gli altri parlino quanto gli pare! Poi si persuaderanno a

cose fatte!

PEPÈ- Allora tu dici di ritornarci?

LIBERINO- Certamente, ed io ti accompagno!

PEPÈ- Perché?

LIBERINO- Te lo dico in confidenza, voglio tentare di entrarci come soggettista , sceneggiatore,

autore…per ideare programmi, scrivere insomma!

PEPÈ- Tu?

LIBERINO- Perché, non ti sembro adatto?

PEPÈ- (melenso)L'uomo di genio saresti tu?

LIBERlNO- Perché? Non posso esserlo?

PEPÈ- Perché no! Tutto puoi essere tu!

LIBERINO- (che capisce la canzonatura)Senti…Senti, ma quanto sei cretino eantipatico!

PEPÈ- Senti, mentre siamo soli, vieni qua, aiutami a togliere sto cappello!

LIBERINO- (incuriosito)E da solo non puoi togliertelo?

PEPÈ- (facendo sforzi per staccarsi di testa il cappello)Ah i!... ah i!... ahi!... che ne so, credo chesi sia attaccato ai capelli! Fai piano! Ahi! (all'udire questi ahi, tornano in scena Mimì e donna Rachele, e si fermano, non viste, ad osservare, presso l'uscio).

LIBERINO- Ma come diavolo sei combinato?(nota la madre e la sorella e con un ultimo sforzo,stacca il cappello di testa a Pepè, il quale fa un ultimo urlo di dolore e appare coi capelli tutti impiastrati e incollati a foggia di corna irte).

MIMÌ e donna Rachele, a vederlo così, cacciano un grido di spavento e di collera, mentre Liberino' ride, ride.


PEPÈ- (Dopo la prima sorpresa e dopo che gli s'è calmato il dolore alla testa per lo strappoviolento, sedendosi) Ho dimenticato di chiedere come si toglie sta colla che mi hanno messo neicapelli! Che diamine! Ma che colla è , Liberino? Sembrano pietre! LIBERINO- (osservandolo bene)Ma quale colla? Questo cemento armato è!

MIMÌ- (furibonda)Ecco da dove veniva sta puzza di colla e trementina! E che ti hanno fatto in

testa?

PEPÈ- Mi hanno truccato!

MIMÌ- Hai capito mamma? Hai capito cosa succede per colpa tua…, per causa tua? Lo staivedendo cosa hanno fatto di mio marito? Gliela hai vista la testa? Quest’orrore, lo vedi?… PEPÈ- Per finzione stupida… Per finzione! …

MIMÌ-  Vattene,  non  ti  avvicinare,  mi  fai  schifo!  Tutto  sudicio…            tutto  impiastrato,    tutto

manomesso e puzzolente! ...

PEPÈ- (c. s.) Trucco. È trucco!

MIMÌ- Stammi lontano ti ho detto! Non ti azzardare di avvicinarti per almeno una settimana! Anzi,per quindici giorni.. per un mese! (torna nella sua camera, mentre Pepè vorrebbe scongiurarla a non compiere la minaccia)

PEPÈ- (dopo aver guardato con aria melensa Liberino, che ride)Ora ti persuadi? Non possoandare da nessuna parte…

FINE PRIMO ATTO

ATTO II

Salone di direzione della Tv. ~ Comune a destra, due usci in fondo e uscio a sinistra. - Una scrivania, divano, poltrone, sedie, molti cuscini e soprammobili, ricchi tappeti, molti quadri e ritratti in cornice alle pareti, sia di singoli artisti che di gruppi. Ambiente ricco, anzi di lusso, se non di molto gusto.

SCENA 1


(Pepè e Liberino)

(sono seduti su un canapè, in attesa. Pepè porta sempre il suo cappello in testa).

LIBERINO- Allora, stai attento a non fare pasticci. O entriamo tutte e due o nessuno!

PEPÈ- A te non interessa altro, e io invece il pensiero ce l'ho sempre da un'altra parte!

LIBERINO- Non pensarci e non fare il bambino! Prima gli affari e poi le donne.

PEPÈ- Ma tu ci pensi che sono due notti che non riesco ad entrare in camera mia?.. Tu ridi, e

intanto la cosa non può durare così! Specialmente dopo aver mangiato, a stare da solo mi fa

impressione! Poi ho le mie esigenze maritali…

LIBERINO- Non pensarci…Togliti il cappello che entra gente!

PEPÈ- ( Liberino cerca di toglierlo)Ma non lo sai che non posso toglierlo! E non è che si è potutocapire come si toglie sto trucco da sti capelli!

SCENA II-

(La Sparapaoli, Caciotta, il Conte, l'Avvocato e detti.)

(I nuovi venuti, carichi di ori e di gioielli, fuor che l'avvocato, sono di una eleganza smodata e pacchiana. Essi entrano, con affettata disinvoltura, dalla comune. Al loro apparire, Pepè e Liberino si alzano e si inchinano, ma non sono degnati neanche d'un cenno del capo, anzi guardati con disprezzo e con sospetto. Mentre Pepè e il cognato tornano a sedere, mortificati, il conte invita gli altri a sedere su un canapè e indica all'avvocato).

IL CONTE- Veda, quell'uscio di fondo, a sinistra, conduce al teatro, per l'interno, e quello a destrain sartoria. Per quell'altro si va in direzione e alla sala di visione RVM ... Le piace, lo studio?

L' AVVOCATO -Oh, resto ammiratissimo!…

LA SPARAPAOLI - Quindi non è scontento di averci passato un pochino del suo tempo? .. L'AVVOCATO -(che non può trattenere un sorrisetto)Oh, tutt'altro, e poi mi reputo più fortunatoancora per averlo passato in compagnia di tre celebrità mondiali… CACIOTTA - Troppo buono.

L'AVVOCATO -La verità, signori… La signorina, non è forse la nuova Lorendello schermo? … LA SPARAPAOLI- (indignata)Ah, caro signore, questo no!... Lei ripete le parole pubblicate dauno stupido giornalista , il quale, se non ci ho dato querela, è per non avere problemi e non espormi in una pubblica aula di tribunale, dove la gente, trattandosi di me, ci starebbe così (segno espressivo della mano per indicare gran folla) La Stone ha venduto milioni di biglietti ma col mio prossimofilm non si conteranno…vedrete supereremo La Stone … Quindi la prego di non fare paragoni. Ognuno al suo posto! …

L'AVVOCATO - Chiedo scusa, non credevo di arrecarle offesa! ...

CACIOTTA -  Eh,  caro  avvocato,  come  fa  lei,  a  confondere  la  Loren,  la  Stone...  con  una

Sparapaoli?

L'AVVOCATO-    (col   solito   sorrisetto)    Già...   cosa   vuole,   l'ignoranza   delle   cose    d'arte!...

Comprendo di averla detta grossa! ... E chiedo scusa... Non me ne voglia, signorina...

LA SPARAPAOLI - Non fa niente, perdonato!(gli tende la mano carica di gioielli e l'avvocato labacia).


L'AVVOCATO - Scusi, ora, mi informi d'una cosa: che vuol dire, a busta chiusa? ...

IL CONTE - Ah, vuol dire, senza neanche esaminarle, senza discuterle. Il compratore o l'agenteprende la copia di un soggetto, e dice: Lavora la Sparapaoli?… C’è Caciotta?…o lavora La Loren, la Stone?

CACIOTTA - La messa in scena è del conte Biciaccato?...(Lungo questa conversazione Pepè eLiberino si scambiano sottovoce le loro impressioni. che sono di ammirazione e di stupore, o si danno dei pizzichi per richiamare l'attenzione l'uno dell’altro).

L'AVVOCATO - Oh, il cavaliere Buonafede ha fatto le cose in grande ...

IL CONTE -Sì, non c'è che dire... Peccato che non è un uomo d’ingegno!... All'infuori dei suoi

milioni ...

L'AVVOCATO - Ma mi pare che abbia già avuta la mano felice, scritturando per la sua casa tre

elementi della loro forza...

LA SPARAPAOLI - Specialmente il conte! IL CONTE - No, specialmente lei e Caciotta! CACIOTTA - Ma dica specialmente lei e la Sparapaoli! ...

L'AVVOCATO - No, specialmente tutti e tre, lasciate che salvi io tutte le modestie!

LA SPARAPAOLI - Si, ma vede, non è il cavaliere, che fa le scritture, è il direttore generale, unuomo molto furbo e introduttivo, che ti fa sempre contento e gabbato.

PEPÈ -(si alza e benché Liberino lo tiri per la giacca, domanda al conte)Scusi, ci si può parlarecon questo direttore generale?

IL CONTE -(lo osserva, poi, altezzoso)Lo domandi all'usciere.

LA SPARAPAOLI -  Lo chiamo io…(preme il bottone del campanello elettrico).

SCENA III

(Romeo e detti)

ROMEO -(si presenta, in berretto gallonato, sulla comune)Che comandate?

LA SPARAPAOLI -(gli fa cenno di avvicinarsi, poi, piano)Chi sono quei due imbecilli laggiù?

ROMEO -(piano)Non lo so signorina, non posso dirlo, perché non li ho visti entrare!

CACIOTTA - (c. s.) E come mai   si trovano qui?

ROMEO -   (avvicinandosi a Pepè e Liberino) Non lo so, non dico una bugia! Ma lasci fare a me

che ora domando! Scusate.. voi chi siete?

PEPÈ - Io sono quello di ieri!

ROMEO - Ed io sono quello della settimana di Pasqua! Ma che mi viene a dire?  Chi state

cercando?

PEPÈ- Cerchiamo il direttore generale.

LIBERINO - Abbiamo appuntamento.

ROMEO - Bene, allora trasferitevi nella sala d'aspetto, di là, ditemi i vostri nomi e cognomi e

quando  arriva  il  vostro  turno  entrate!  Qui  non  si  può  stare!  (Pepè  e  Liberino  si  alzano,  a

malincuore, e se ne vanno via per la comune, non senza aver guardato in cagnesco la Sparapaoli e

Caciotta).

SCENA IV


(Detti, meno Pepè e Liberino.)

LA SPARAPAOLI -(riprendendo il discorso)Veda, noi tre siamo qua per un boccon di pane!... Ci

ha saputo prendere così bene...

L'AVVOCATO - Davvero? ..

CACIOTTA - Eh, quando si dice che una Sparapaoli qua prende quattro milioni almese! … LA SPARAPAOLI - E un Caciotta tre milioni!

L'AVVOCATO –Davvero!…. Caspita !... Davvero, per un bocconedi pane !… Eh, dati i vostri

meriti, la vostra statura artistica, morale, intellettuale…! ...

SCENA V

(Il Direttore Generale e detti.)

IL DIRETTORE -(apparendo dalla sinistra)Signori, se vogliono passare in sala, siamo pronti.

L'AVVOCATO -(alzandosi)Allora... io li saluto.

LA SPARAPAOLI - No, avvocato, venga anche lei... Signor direttore,  le presento l'avvocato

Muto, nostro buon amico e ammiratore.

L'AVVOCATO - Soprattutto ammiratore ...

IL DIRETTORE - Tanto piacere.

CACIOTTA - Lei permette, è vero, che assista anche lui?

IL DIRETTORE - ... Senta ... in linea eccezionale, eccezionalissima.

L'AVVOCATO - Ma se disturbo, non faccia complimenti ...

IL DIRETTORE - No... non parli di disturbo... Ci raccomandiamo alla sua discrezione, ecco!...

Veda, avvocato, si tratta della prima visione di un nuovissimo sceneggiato  per il quale l'aspettativa

ècolossale!...  Sarà  il  più  grande  avvenimento  d'arte  del  giorno!..E’  stato  scritto  dal  grande

Padelli(nome a piacere)…vi agiscono, vi recitano la Sparapaoli, Caciotta e sei leoni, e il lavoro è messo in scena dal regista conte Biciaccato... Tutti i re dell’arte, insomma ...

L'AVVOCATO - E degli animali. IL CONTE - Come dice?

L'AVVOCATO - Il signor direttore ha detto che vi agiscono anche dei leoni, quindi anche i re deglianimali.

IL CONTE -(persuaso)Già, perfettamente.

IL DIRETTORE - Perciò siamo molto riservati, temiamo delle sorprese, delle imitazioni di altretv. Sa, in televisione la concorrenza è terribile, si rubano le idee, che è un piacere … si rubano i format…

L'AVVOCATO - Senta, sulla mia discrezione può contare ...

IL DIRETTORE - Lo credo bene... Favorisca, avvocato.

L'AVVOCATO - Prego(fa passare prima la Sparapaoli, poi, andando appresso a lei)E chi èl'autore del dramma? ...

IL DIRETTORE -Le ho già detto Padelli….Il capo contabile del cavaliere! ...

IL CONTE - Sa, ha fatto un capo lavoro! ...

L'AVVOCATO - Sfido, trattandosi d'un capo…contabile!...(tutti scompaiono per la sinistra).


SCENA VI (Pepè, Liberino e Sciurtinisi)

PEPÈ-(dopo breve scena vuota, si spalanca, sotto forte spinta, la comune, e rientra Pepè, seguitoda Liberino, trascinandosi Sciurtinisi) -Venite qua! Non siete stato voi che mi avete truccato la testaieri? (si toglie il cappello) Guardate come sono rimasto! Non c'è sapone che tenga, non passa con niente! Come si può togliere questa schifezza che mi aveste messo? SCIURTINISI -(ridendo)Calma, non mi tirate la giacca che si scuce!

PEPÈ - Se non state attento e non parlate vi scucio la pancia! Ve lo ripeto, come si toglie? SCIURTINISI - Con l'acqua ragia, acqua calda e sapone!

SCENA VII

(Romeo e detti)

ROMEO -(rientra, furioso, dalla comune)Signori, siete pregati di non stare qua! Ve l'ho già detto,

in sala d'aspetto!

SCIURTINISI - Tranquillo, sono con me!

ROMEO - Signor Sciurtinisi, mi dispiace, ma io ho ordini che qui non devono stare estranei! SCIURTINISI - Bene. Ora io ordine te ne do un altro: prendimi dell'acqua ragia, fammi faredell'acqua bollente, e portami tutto in camerino, su forza, vai!

ROMEO - Signor Sciurtinisi, mi meraviglio di lei, artista di primo livello, che davanti a questisignori mi mortifica! Io sono addetto alla direzione generale e queste incombenze non mi appartengono!

PEPÈ - Ma insomma, avete avvertito questo direttore generale che io sono qui? Vi siete preso ilnome? Fate qualcosa!

ROMEO - Signori, attualmente non posso riferire perché il direttore generale è in sala riunioni e

non si può entrare! Intanto ritorno ad esortarvi di andare di là perché ripeto qui non si può stare!

SCIURTINISI - Sta bene, ma sbrigami queste faccende che ti ho detto e quando tutto è pronto

avvertimi!

ROMEO- Non posso!

SCENA VIII

( L'Almarosa, la Gianfre, la Tuppini, la Ciolli e detti.)

(Le quattro ragazze entrano dall'uscio di fondo a sinistra, tutte accaldate, in costume greco, assai discinto, e si abbandonano a sedere una qua, una là, in pose assai lascive, scoprendosi assai generosamente. Pepè guarda, come un ubriaco, i loro seni, le loro spalle, le loro braccia nude e comincia a contorcersi sulla sedia, provocando la curiosità e le risate delle ragazze).

ROMEO -(si mette le mani ai capelli)Ecco! Vi rendete conto del cattivo esempio che date?(alle

ragazze) Signorina Gianfrè, signorina Ciolli, signorine artiste, siete pregate di alzarvi e di andare

nei vostri camerini!

L'ALMAROSA - I camerini?... Esposti a ponente e senza persiane, senza bagni?! ... Sei matto!

LA CIOLLI - Quelli non sono camerini, sono bugigattoli!

LA GIANFRÈ -Crematoi!... Ma che siamo, delle bestie? …


ROMEO - Allora vadano in sala d'aspetto, lì c'è una bella ventilazione!

LA TUPPINI-Già… c'è una corrente d'aria!I condizionatori perché non funzionano?

L'ALMAROSA -(alzandosi e accostandosi al canapè dov'è seduto Pepè)E poi, esposte alla

curiosità di tutti… (a Pepè, che si scosta timido ma con l'occhio fisso sulle nudità della ragazza)

No, restate pure.

PEPÈ -(incoraggiato)Lei è una prima donna?

L'ALMA ROSA -  (ridendo,  gli  si  butta  addosso)  Oh,  guarda,  Gianfrè!…  Prima  donna  !...

(Dandogli un buffettino e parlandogli col tu) Quanto sei caro!PEPÈ -Guarda questa! Com’è bella!(comincia a strofinarsi anch'egli, non senza guardareLiberino, che lo mette in soggezione).

LIBERINO -(accostandosi alla Ciolli, galante)Posso ricevere l'onore di sederle accanto? …

LA CIOLLI -(alla Gianfrè)E guarda quest'altro, quant'è birichino! (a Liberino) L'onore è mio, sifaccia più vicino.

SCIURTINISI -(allacciando alla vita la Tuppini e trascinandola a sedere presso di sè)Vieni qua,

Tuppini ...

LA TUPPINI - Che vuoi, Sciurtinisi? ...

SCIURTINISI - L'amor tuo, crudele!

LA GIANFRÈ -(stendendosi lunga su un divano)Oh Dio, svengo! ... ROMEO -(che ha visto e udito, smaniando e fuori di sé)…Vi fate convinti? Signori mieicontegno! Signori miei decenza! Ve lo ridico con le buone: uscite, che qui no si può stare! Volete costringermi a fare rapporto al capo del personale artistico? Guardate che lo faccio! LA GIANFRÈ -(con mollezza)E che dirai, nel rapporto?

ROMEO - Che dirò? Dirò che la Tizia, la Filana e la Sempronia, nome cognome e paternità, sonoentrate di prepotenza e insieme con persone di sesso opposto, compresi due estranei, si sono abbandonate ad atti... inconsapevoli! (Grande risata di tutti).

SCIURTINISI -(si alza, prende Romeo per le spalle e a viva forza lo caccia via)… Ma vai via,va!

SCENA IX

(Detti, meno Romeo)

L'ALMA ROSA -(ha tolto il cappello a Pepè e gli ha scoperto i capelli impiastrati e duri)Uh,poverino, che malattia hai, nei capelli?

PEPÈ - Non è una malattia, è colla!(guarda Sciurtinisi in cagnesco), L'ALMAROSA - E che sei venuto a fare, qui, vuoi entrare in televisione? ... PEPÈ - Spero.

LA GIANFRÈ -(corre a sederglisi accanto dall'altro lato)Oh bravo! E che sai fare?(gli prendeuna mano e se la mette in grembo tra le sue).

PEPÈ - Guarda questa!(estasiato)Che bella!(sente caldo, smania, si alza)Con permesso!(siasciuga il sudore, poi risiede) So fare qualunque cosa! Ehm... qualcosina…

L'ALMAROSA - Sai ballare?

PEPÈ - Come no!

L'ALMAROSA - Il tango? ...


PEPÈ – Uhh! Il tanco, la tanca, il tinco tanco... la tarantella…il tuka tuka… tutto…ogni cosa! ...

LA GIANFRÈ - E come ti chiami? ..

PEPÈ - Pepè.

LA GIANFRÈ -Oh, guarda, Pepè!… Pepè come? ..

PEPÈ - Moscardino.

LA GIANFRÈ -Oh, guarda, Moscardino! ...Allora sei un polpo con otto tentacoli…

PEPÈ – (piano)Liberino, la testa mi dice che mi stanno prendendo in giro sul serio! Ce neandiamo!

LIBERINO -(che fila con la Ciolli ed è in estasi)Che dici, sei pazzo? Quale andare via!? Proprio

ora che siamo al momento conclusivo…

L'ALMAROSA -Come, te ne vuoi andare? … Ma che dici?

LA GIANFRÈ -Scherza!… E dimmi un po', se ti prenderanno, come ti farai chiamare in arte, col

tuo nome o con un nome di battaglia?

LIBERINO - Di battaglia, di battaglia! ...

LA GIANFRÈ - Allora te lo trovo io: Giambolì...

L'ALMA ROSA -Ma che Giambolì... Fatti chiamare Bebè ...Mon Bebè… PEPÈ - Bebè o Pepè non sono uguali?

LA CIOLLI - Lasciali parlare questi! Il vero nome per te sai qual è? Giufà!

TUTTI -Bello!... Buono!... Giufà!... Giufà!… Carino!...

PEPÈ - E non è possibile!

LA CIOLLI -…Perchè?

PEPÈ - Perchè Giufà mi chiamano in famiglia!

LA TUPPINI-Anzi… è meglio!

LA CIOLLI - Giufà, Giufà, viva Giufà!…

TUTTI- Viva Giufà!...

LA GIANFRÈ - Adesso dammi la prova che sai ballare... Sciurtinisi, ti metti un po' al piano e suoniun tango? …

SCIURTINISI -(andando al piano)Andiamo…Si, dai forza!(Qui L'autore lascia all'interprete disvolgere una scenetta di ballo, a soggetto, con varie ballerine. Applausi, acclamazioni e gelosie tra le ballerine stesse. Abbracci e relative controscene. Nel colmo del brio si ode il fischietto che richiama le artiste nel teatro di posa, e subito dopo rientra Romeo).

PEPÈ -Il tram, il tram…

SCENA X

(Romeo e detti)

ROMEO -(rientra mentre ancora si balla, e si fa chiasso)Ma che succede? Non l'avete sentito ilfischietto del direttore di scena, signorine? Fuori, fuori, andate in teatro! (le spinge tutte verso l'uscio di fondo a sinistra, poi, rivolto a Pepè e Liberino) E voi siete pregati, torno a ripeterlo, diaspettare in sala d'aspetto. Signor Sciortinisi, quello che desiderava è pronto!

SCIURTlNISI -(a Pepè)Venite, che vi lavo la testa!(passa per la comune, Pepè e Liberino loseguono).

ROMEO -(rimasto solo si dà a rassettare il salone, lasciato in disordine, mormorando)Gente piùostinata e sfrontata di questa non l'ho mai vista, accidenti! Guarda un po' che caos che hanno fatto


(si ode la voce del direttore generale che torna) – Eccolo qua il direttore! Sarei stato contento sefosse uscito un attimo prima! (va a mettersi presso la porta di sinistra, in attesa rispettosa).

SCENA XI

(Il Direttore, il Conte, Cacioppo e Romeo, poi Pinetti.)

IL DIRETTORE -(rientra, coi suddetti, dalla sinistra, esaltato)Straordinario!... Grande!Immenso!... lrresistibile !... Ma chi è? .. Dov'è?... Chi l'ha fatto, questo provino?

IL CONTE - Non saprei, ma siccome è in coda alla cassetta, si fa presto a saperlo!(a Romeo)Va achiamare subito Pinetti, e digli che lo attendiamo qui! (Romeo va di corsa).

IL DIRETTORE - Oh, guarda, nell'entusiasmo, abbiamo lasciato l'agente inglese solo, in sala

riunioni! ...

CACIOTTA - Non è solo, direttore, sono rimasti con lui la Sparapaoli e il signor avvocato.

IL CONTE - Ha inteso?... Ha detto che per uno sceneggiato con quest'attore, lui parteciperà con il51%...

IL DIRETTORE - Lo credo bene! ...

ROMEO -(tornando)Ecco il signor Pinetti.

PINETTI -(entrando)Agli ordini, signor direttore ...

IL CONTE - Senta, ha girato lei l'ultima scena del video che stavamo esaminando? PINETTI - Sissignore.

IL DIRETIORE - Benissimo... E' stato lei che ha fatto girare quel provino in coda?

PINETTI -(mortificato)Come, non l'hanno staccato? …Questa è una birbonata che m'hanno fatto

giù, al montaggio...

IL CONTE - Ma non se la prenda, va benone!

PINETTI- Veda, signor direttore, ho incontrato un tipo buffo, che diceva di volere entrare in

televisione ...

IL DIRETTORE - Ah, disse così?

PINETTI - Sissignore... Gli artisti ci si divertirono un mondo, lo fecero correre e saltare, poi lo

truccarono, e siccome mi restava nel nastro un poco di spazio, ne ho approfittato per farne un

provino, un gioco, uno scherzo; ma tutto avrei immaginato all'infuori che lo lasciassero attaccato

alle riprese ...

IL DIRETTORE - Ma se le diciamo che va benone!... Anzi le farò dare una gratificazione... E midica un po', sa lei, come si chiama questo tale? ...

PINETTI - Sissignore, ho preso nome, cognome e indirizzo(toglie di tasca un taccuino e legge),Giuseppe Moscardino, via Sorge, numero tre.

IL DIRETTORE - Bisogna mandarlo a chiamare subito! Se questo ha intenzione di entrare intelevisione, c'è pericolo che se lo prendano altri!

ROMEO -(col suo taccuino aperto)Scusi signor Pinetti, come ha detto che si chiama? PINETTI - Giuseppe Moscardino.

ROMEO - Guarda che combinazione! E' stato tanto qui che stava facendo la muffa! IL DIRETTORE - Chi, questo Moscardino? ...

ROMEO - Le dico che era qua fino a un minuto fa! E deve essere ancora qua nel camerino delsignor Sciortinesi, che si è fatto portare acqua ragia e acqua bollente per sbrogliargli i capelli che ce li ha tutti impastati e duri come stoppa incollata!


PINETTI - Difatti, gli ho detto di tornare tra due giorni... Poi l'avevo dimenticato. Sa, si trattavad'uno scherzo!...

IL DIRETTORE – Benissimo!(a Romeo)Corri a cercarlo e fallo venir qui(Romeo va, a Pinetti)Chi lo ha diretto? …

PINETTI - Nessuno, ha fatto da sé!

IL DIRETTORE -(al Conte)Perbacco !... E' un grande attore nato!...(a Pinetti)Vada, vada in salariunioni anche lei, Pinetti. Lo vada ad ammirare... Ha scoperto un tesoro!... Bravo! ...questo può diventare un grande comico…un secondo Totò…

PINETTI -(andando in sala di proiezione)Lei crede??!!! Sa, era un gioco… io non ci ho messomalizia... (esce).

SCENA XII

(Il Direttore e il Conte, poi Pepè e Liberino.)

IL DIRETTORE. - Cosa crede che gli si possa offrire, Conte?

IL CONTE - Eh, come primo ingresso... un milione di lire al mese ...

IL DIRETTORE - Poche, poche!... Bisogna dargli almeno due milioni lire, per metterlo subito in

condizioni di benessere e affezionarlo alla casa!

IL CONTE - Lei gli metta una penale forte!

IL DIRETTORE -Ma che penale!… Le penali, caro Conte, sono una garanzia per gli artisti, nonper le case... Quando le hanno mancato ai patti, lei cosa prende dagli artisti ? ...

ROMEO -(entra primo, si mette sulla soglia della comune, e, col berretto in mano, rigido erispettoso) Signor Direttore, ecco il signor Moscardino!

PEPÈ-(entra col cappello in mano e i capelli tutti lavati, umidi e prolissi, fa un inchino e attende,Liberino lo segue).

IL DIRETTORE - Lei è il signor Giuseppe Moscardino?

PEPÈ – Sissignore!

IL DIRETTORE -(additando Liberino)E il signore? ...

LIBERINO - Sono suo cognato... Sa, siamo indivisibili!

PEPÈ - Sissignori, è la moglie di mio fratello... cioè, il fratello di mia moglie!

IL DIRETTORE -(che osservando Pepè, non può frenare un sorriso di ilarità e di contentezza)Benissimo, seggano, prego... E lei vorrebbe lavorare in televisione?

PEPÈ - Se posso ricevere tanto onore(Liberino gli tira la giacca)... ma se non posso....

IL DIRETTORE -Sicuro, che può... Eh, dica: non ha mai posato? … PEPÈ- Si, ogni tanto ho riposato, mica posso stare sempre in piedi?

IL DIRETTORE - No, intendo dire, non ha mai agito sotto l'obiettivo di una telecamera? PEPÈ - Ecco, veda, il mio obiettivo sarebbe quello di entrare qui(Liberino gli tira la giacca)... Mase non può essere....

LIBERINO -(venendogli in aiuto)No, signor direttore, non ha posato altro che per quel provinodell'altro ieri!

IL DIRETTORE- Benissimo, allora lei è vergine!

PEPÈ - No, senta, qui c'è un  equivoco!

IL DIRETTORE - Come sarebbe a dire?

PEPÈ - Ammogliato sono!


IL DIRETTORE - Ma si, si!

PEPÈ -(seccato)Guarda questo!(con malizia, additando Liberino)Non è che siamo cognatiperché lui ha sposato mia sorella, ma perché io ho sposato sua sorella, capisce? ...

IL DIRETTORE - Meglio così! Ecco, veda, noi siamo disposti ad assumerla nella nostra famiglia,però, siccome lei è vergine... di televisione intendo... e deve imparare a nostre spese, vogliamo garantirci le spalle per quando sarà provetto e quindi non combineremo niente se lei non firmerà con noi un contratto lungo ... Per esempio, di tre anni! PEPÈ - Anche quattro(Liberino gli tira la giacca.)... Cioè... faccia lei.

IL DIRETTORE - Vada per cinque... Nei primi tempi, naturalmente, non prenderà uno stipendioforte ... Noi non possiamo offrirle più di un milione e mezzo di lire al mese.

PEPÈ -(che non crede alla sue orecchie)Quanto ha detto?

IL DIRETTORE -(interpretando che gli sembran poche)Più trecento di indennità ...

PEPÈ- (resta muto e sbalordito).

IL CONTE - Beh, direttore, invece di un milione e ottocento faccia due milioni in totale! PEPÈ -(serio)Ma chi?... Ma cosa? Lo sta dicendo sul serio?

IL DIRETTORE - Senta...io dico l‘ultima, ma purché lei non osservi piùniente! Per primi dueanni le daremo due milioni di lire al mese, negli anni successivi tre milioni. Sta bene? … Adesso passeremo in amministrazione, faremo scrivere le due copie del contratto e le firmeremo!

PEPÈ -(come trasognato)Se lei è serio! Se vuole così…

LIBERINO -(scattando)Ma quale firmare, cosa firmi, ti sei scordato di tutto?

PEPÈ- Non devo firmare?

IL DIRETTORE - Perché non dovrebbe firmare?... Non è libero di farlo? .. LIBERINO - Eh, veda, mio cognato ha una famiglia... anche per un riguardo verso la famiglia,prima di firmare, deve consultarsi con essa, o almeno con un membro di essa! IL DIRETTORE - Benissimo, c'è lei, qui, che è un membro della famiglia ...

PEPÈ -(come ricordandosi, si batte forte la fronte)-Ah scusa Liberino, l'avevo dimenticato! Vedasignor direttore, non posso firmare io solo, perché tra me e mio cognato c'è una convenzione, che avevo scordato.. cioè, non è una convenzione, non c'è niente, ma lui dice: o entriamo tutti e due o niente!

LIBERINO - Bravo! Mi fai passare per un sensale qualunque che approfitta di una situazione percrearsi uno stato !

IL DIRETTORE - Ma no, non dica questo... Senta, io, se vuole, la scritturo volentieri, sa. E' un belgiovanotto, elegante, bella testa, occhio mobile! ... LIBERINO - No, sa, io non posso entrare come attore...

IL DIRETTORE -Perché, scusi?… Può guadagnarsi benissimo cinque, seicentomila lire al mese! LIBERINO - No, veda, sarebbe per me una diminutio capitus capitis... io faccio lo scrittore, sonoun autore teatrale, un drammaturgo…ho scritto più di dieci drammi... Il mio posto qui, se mai, sarebbe quello di autore, sceneggiatore, soggettista…insomma scrittore…

PEPÈ - Ah sa signor direttore, non lo faccio per vantarlo, ma mio cognato, lo sa, scrive drammi chefanno cadere muri! E' un grande tram miere…un dram miere forte!

IL DIRETTORE -Beh, beh, ci accorderemo…un milione e mezzo per lo scrittore…va bene? LIBERINO -Ok…per i primi due anni…

PEPÈ - E allora io firmo!


IL DIRETTORE - Benissimo. Passiamo in sala, le farò vedere sè stesso sullo schermo, lapresenterò al nostro grande agente inglese e poi passeremo a fare il contratto (battendo una mano sulla spalla di Liberino) anzi 'i contratti, sta bene?… Favoriscano! (si avvia, seguito da tutti, verso la sala di projezione).

PEPÈ -(rimasto in coda con Liberino, per la contentezza se lo abbraccia, poi, al direttore)Sa, inarte non mi voglio chiamare col mio nome, Ho già scelto un nome di battaglia: Giufà!

LIBERINO - Ed io pure: Liberto….drammaturgia di Liberto…un nome solo come EDUARDO…

IL DIRETTORE -Evviva!…

IL CONTE - Bella scelta, bravo! ...(tutti passano in sala di proiezione).

SCENA XIII

(Romeo, l'Almarosa, la Ciolli, la Gianfrè, Sciurtinisi e la Tuppini.)

ROMEO -(ha appena fatti gli ultimi inchini ai partenti, che corre all'uscio che porta in teatro, dal

quale tornano i suddetti) Passate dall'esterno che sta tornando il direttore generale con quei signori

di poco fa!

L'ALMAROSA -(senza dargli retta)Di' un po' li hanno scritturati? ...

ROMEO -E che specie di scrittura! A quello con la testa incollata due mlioni di lire al mese!

LA GIANFRÈ - Davvero? ...

ROMEO - Eccome! E bisogna vedere che riguardi ha nei suoi confronti il direttore generale!

L'ALMAROSA - Caro il mio Giufà!...

LA GIANFRÈ -Tuo? … Guarda che sfacciata!…La vedremo! ...

SCIURTINISI - E dimmi una cosa e all'altro quanto? ROMEO - Un milione e mezzo lire, ma come autore, ideatore, soggettista, sceneggiatore, insommadeve scrivere… scrittore! Ma stiamo zitti che sta tornando tutta la direzione! (Tutti escono per la comune, prime l'Almarosa e la Gianfrè, che continuano a litigarsi Giufà, poi Sciurtinisi con la Tuppini, ultima la Ciolli).

LA CIOLLI -(fermandosi, prima di uscire)Ora io, caro Romeo, tutte queste arie che hannol'Almarosa e la Gianfrè, io non ce l'ho e mi accontento di quello che ho…un milione… dico giusto?

!

ROMEO -(offeso)Ma lei non ha parenti intimi per raccontar loro queste cose private?

LA CIOLLI- Perchè, ti ho offeso?

ROMEO - Certo! Non son cose da dire in mia presenza!(la Ciolli esce ed egli torna indietro ad

attendere, con la consueta rigidezza, il direttore e gli altri, che tornano in scena).

SCENA XIV

(Il Direttore, il Conte, la Sparapaoli, Caciotta, l'Avvocato, Pinetti, Pepè, Liberino, l'Agente

inglese e Romeo.)

(Pepè esce a braccio della Sparapaoli, che gli fa un mondo di smorfie, Caciotta parla con Pinetti, che gli racconta come scoprì Giufà, Liberino ha sotto il braccio il conte, e gli racconta la trama di un grande soggetto che ha ideato, il direttore parla animatamente con l'agente inglese. Tutti passano di là della scena, per la destra, meno Pepè e la Sparapaoli, che si indugiano e restano soli).


SCENA XV

(Pepè e la Sparapaoli)

LA SPARAPAOLI- Straordinario, caro mio!... Ma come riesce lei, ad essere Così espressivo?... Mi ha fatto nascere la voglia di fare una scena con lei... Che ne pensa, riuscirei?

PEPÈ -(dandosi delle arie)E sa, a seconda dei casi! Può darsi che viene bene, come può darsi dino!

LA SPARAPAOLI -(trascinandolo presso il canapè)Sediamo un po', le dispiace di star solo con

me, un momentino?

PEPÈ - (sedendo) Faccia lei! ...

LA SPARAPAOLI -(prendendogli una mano)Grazie! ... E sarebbe disposto a posare con me?..Eh?.. (lo guarda negli occhi, con malizia e finto desiderio) In una scena d'amore, eh?

PEPÈ -(contorcendosi)Faccia lei...(Mentre si guardano, si sorridono e Pepè si abbandona quasisul seno della diva)

Cala la tela

(oppure buio e dopo il cambiamento del calendario si riaccendono lentamente le luci)

ATTO III

(La stessa scena del secondo atto. Un anno dopo).

SCENA I

Il Direttore e la Sparapaoli

LA SPARAPAOLI -(sta semisdraiata in un canapè, ascoltando il direttore generale, che le parlastando seduto alla scrivania).

IL DIRETTORE - Cara signorina, non è mancanza di fiducia nella sua arte, sempre grande, nèmancanza di volontà. Il suo contratto scade, tutti i mercati ora sono chiusi, lo sceneggiato drammatico non va più e la gente, troppo preoccupata per conto suo, non vuole affliggersi ancora di più con i drammi, vuole ridere e svagarsi con le commedie brillanti. Il consiglio d'amministrazione ha deciso di limitare la sua produzione alle commedie e alle farse di Giufà... Quando riprenderemo il lavoro in grande stile, lei sarà la prima ad essere richiamata. Per adesso ...

LA SPARAPAOLI - Già, già... ho capito. E poi, non creda che io sarei rimasta con lo stessostipendio che mi davate!

IL DIRETTORE -In tal caso nessun rimorso da parte nostra, e se crede può pure: dichiarare che èlei, che ci abbandona, e noi non le daremo una smentita. Va bene?

LA SPARAPAOLI – Benissimo! Ma... non per entrare nelle faccende della Società: di Giufà, sonosicuri? ...

IL DIRETTORE - Che intende dire?


LA SPARAPAOLI - Sono sicuri che Giufà resterà alla Sicula TV ?

IL DIRETTORE –Giufà è qui da noi da oltre un anno e ha con noi un contratto che gli scade fraalcuni anni!

LA SPARAPAOLI -(alzandosi)Ah, bene, bene, allora possono dormire sonni tranquilli... Arivederla, direttore! (gli tende la mano).

IL DIRETTORE -(baciandogliela)Senza rancore. La vedrò ancora?

LA SPARAPAOLI -Eh, prima di tutto ho ancora da finire il mese ...

IL DIRETTORE - Questo non vuoi dire... lei è libera fin da questo momento!

LA SPARAPAOLI - E poi, verrò a trovarla spesso... Non vorrà chiudermi le porte in faccia, spero! IL DIRETTORE - Ma le pare!... Lei qui sarà sempre la padrona, libera di andare e venire, a piacersuo.

LA SPARAPAOLI - Grazie!... A rivederci, commendatore!...(fa un inchino ed esce).

SCENA II

(Il Direttore e Romeo, poi Liberino)

IL DIRETTORE -(rimasto solo, suona il campanello elettrico) ROMEO -(sulla soglia della comune)A suoi ordini, signor commendatore!

IL DIRETTORE -Prega il signor Liberino Pagliuca di venire qui un momento(Romeo va via. Ildirettore prende da una cartiera un copione e lo esamina, sfogliandolo e tentennando il capo) LIBERINO -(entrando)Signor direttore ...

IL DIRETTORE - Caro Pagliuca, sarà una fatalità, ma è un anno che lei sta qui e la Società non haancora potuto trar profitto dai suoi talenti... Questo è il suo ultimo copione. Il macchinone non sarebbe ideato male, ma non se ne può fare alcun conto perché lei vi ha scaraventato un anacronismo che farebbe saltare in aria anche il nostro bidello! LIBERINO - Un anacronismo?…

IL DIRETTORE -Sicuro!… Ai tempi di re Nasone il telegrafo era ancora in mente dei, e lei mi fabattere un telegramma al complice del falso principe, dall'America in Europa!... Mi dispiace, perché sarebbe ora che lei giustificasse lo stipendio che le diamo (si alza) Se lo rilegga, si metta a questo tavolo, e veda se c'è modo di riparare! (lo lascia mortificato, e va per la sinistra)

SCENA III

(Liberino e Pepè)

LIBERINO -(si mette a sfogliare il copione e a pensare, quando sopraggiunge, dalla comune,Pepè, elegantissimo, in abito sportivo)

PEPÈ - Oh uomo di ingegno! Che stai facendo?

LIBERINO -(lo guarda in cagnesco, poi lasciando da parte il copione, si scosta dalla scrivania,gli si avvicina e, torvo, gli dice) Bravo! Visto che sei qua, siediti, che devo parlarti!PEPÈ - Cos'è? Discorso serio?

LIBERINO – Serissimo!

PEPÈ - E allora facciamo più tardi, perché sono di scena e ancora devo vestirmi!


LIBERINO - Non importa, siediti! Un divo come te si può fare aspettare!..(Pepè siede, controvoglia) Io non ti parlo come cognato, perché mia sorella, il marito, se lo deve guardare da sé, e senon se lo sa guardare, peggio per lei!

PEPÈ - Benissimo, mi piace perché ti dimostriuna persona ragionevole e posata… LIBERINO -Io ti parlo come Liberino Pagliuca! PEPÈ - Si, ma non così serio che mi fai spaventare!

LIBERINO - Smetti di fare Giufà, che non siamo in teatro! Mi sembra di averti pregato, tempo fa,che se te la spassavi con tutte le donne dello stabilimento, non mi importava niente: ma ti ho messo una condizione sopra una sola, che mi appartiene... la Ciolli! PEPÈ -Ah.. E che sono stato io?

bLIBERINO - Cosa? Allora è vero?

PEPÈ - Si, è vero, non sono stato io.. sul mio onore, non mi passava affatto per la testa!

LIBERINO -(verde di collera)E se pure fosse stata lei, questa gran miserabile, tu, per mio

rispetto, la dovevi mettere a posto!

SCENA IV

(Romeo e detti.)

ROMEO -(sulla soglia della comune)Signor Giufà, cioè scusi, signor Moscardino, l'aspettano inteatro, però subito, perché se non ci va all'istante, dicono, che cambia la luce e devono cambiare scena!

PEPÈ -(a Liberino)Non te l'avevo detto io? Devi farmi fare per forza una brutta figura!(andandoper l'uscio di fondo a destra) Non pensarci più, Liberino... sono storie vecchie! (va via). LIBERINO -(mordendosi le dita, sottovoce)Vigliacco! Ti assicuro che non finisce così!

ROMEO -(piano, accostandosi a Liberino)Signore, c'è vostra madre… LIBERINO - Mia madre?

ROMEO - Si, mi ha detto di dirglielo di nascosto! LIBERINO - E cosa è venuta a fare qua? Dov'è? ROMEO - Di là, in sala d'aspetto!

LIBERINO -Falla passare…

ROMEO -Sissignore…(va via, e torna, poco dopo, seguito da Donna Rachele, entrata la quale, siriallontana, chiudendo l'uscio).

SCENA V

(Donna Rachele e Liberino.)

LIBERINO - Cosa sei venuta a fare qui, mamma? DONNA RACHELE -Sono venuta per parlarti… LIBERINO -Qui… e in questo momento che ho tanto da fare? DONNA RACHELE - Non sono cose da ridere, Liberino! LIBERINO - Cosa è successo?

DONNA RACHELE - Dimmi una cosa: com'è che tu, fratello di Mimì, non tieni conto della

condotta di tuo cognato, qui dentro?

LIBERINO - Perché lo dici? Sai qualcosa?


DONNA RACHELE - Stamattina, dopo che voi eravate usciti, è arrivata una lettera anonima, dovesi diceva che qui Pepè se la fa con una…. E allora Mimì, povera figlia, ha cominciato a riflettere e

si è ricordata della freddezza di suo marito, che non fa più i suoi doveri di marito… di tante piccole cose che confermano il fatto…e e sta facendo peggio di una pazza… di una isterica pazza… LIBERINO - (che ha subito maturata nel pensiero l'idea di vendicarsi del cognato) Ha ragione,povera figlia!

DONNA RACHELE - Ah, allora lo sai pure tu? E non parlavi? E non dicevi niente? Ma chefratello sei? E' dunque certa la cosa, tiene “l'amica”!

LlBERINO - Una? Due, sei, cento!

DONNA RACHELE - Gesù! E che è diventato un arabo? Un gran sultano? Un califfo? LIBERINO -(prendendola per un braccio, piano)Non ne risparmia una!

DONNA RACHELE -(piano, prendendolo per un braccio, alla sua volta)Si, una la risparmia,una sola.. sua moglie! Povera figlia, me lo ha detto a stento!

SCENA VI

(Pepè e detti.)

PEPÈ -(in costume da romano antico, spunta in scena dalla destra di fondo e, vedendo la suocera,

fa per tornare indietro, di corsa; ma Donna Rachele lo afferra, lesta, e lo fa tornare indietro) Vieni

qua, dove vai?

PEPÈ - Un momento che sono di scena! Ma chi l'ha portata da queste parti?

DONNA RACHELE - Chi mi porta? I piedi miei mi hanno portato e il cuore di madre, mascalzone

che non sei altro!

PEPÈ - Un momento, ora torno!

DONNA RAClIELE -(afferrandolo e costringendolo a sedere)Siediti subito ...(gli siede accanto,poi, piano, tenendolo per un braccio). … Oh, non fare lo scemo con me, che qua finisce male!...Tutradisci tua moglie!

PEPÈ -(come se si trattasse d'altri, con la stessa intonazione)Ora?

DONNA RALHELE - Che vuol dire ora? Lo dici come se si parlasse di qualcun altro! Tu tradiscitua moglie, mascalzone, sappiamo tutto, e non puoi negarlo! Guarda che ti arriccia il naso e la gamba trema… non dire menzogne che si capisce! Tu tradisci tua moglie non negare che è peggio per te! Lo sappiamo da centomila indizi, dalla tua freddezza! PEPÈ - Ma chi? Ma se io le voglio bene più dell'anima mia! Se l'ho caricata di gioielli!

DONNA RACHELE - Sì, ma stai trascurando altri doveri coniugali! ...non fare il cretino che tucapisci cosa voglio dire…

PEPÈ - Eh cara mamma, cosa crede che siano sempre quei tempi in cui non avevo altri pensieri?

…Ora lavoro... lavoro di un lavoro pesante, che leva il fiato! Guarda questa poi!? Prima mia moglie si lamentava per troppo sesso, ora per il motivo opposto! Come la fai la fai…con le donne la sbagli sempre…Ditemi come bisogna comportarsi per non sbagliare???

DONNA RACHELE - Da gentiluomo bisogna comportarsi e non eccedere né in un senso nénell’altro… Gentiluomini bisogna essere!

PEPÈ - Guarda dove deve infilare ora la gentilomineria! Allora, suo marito, mammà, negli ultimianni della sua vita che era un farabutto?


DONNA RACHELE - Non nominare la sant'anima, sei pregato, perché è stato un maritoesemplare! Lui voleva fare l’amore ma non poteva…Tu invece no… E lo so io, tu trascuri tua moglie perché ti prodighi con le altre! E ti ripeto che sappiamo tutto!

PEPÈ -(dopo breve silenzio, lungo il quale guarda Liberino in cagnesco)Ma guarda un po' questa!

DONNA RACHELE -  Pepè,  guardami  negli  occhi!  Lo  sai  che  ti  stimo  perchè  non  sai  dire

menzogne! Dimmi la verità, non negare!

PEPÈ - No, non nego! Ma che è colpa mia?

LIBERINO - Guarda che discorso da Giufà! Che significa che non è colpa tua?

DONNA RACHELE - E di chi è allora?

PEPÈ – Ehhh .. sono le ore calde!

DONNA RACHELE - Cosa? Che c'entrano le ore calde? PEPÈ - Se sapessi che effetto mi fanno! Nelle ore calde non sono più io! Se Mimì fosse qua! MaMimì è lontana!

DONNA RACHELE - Guarda che sfacciato!

PEPÈ - Qua c'è tanta grazia di Dio a portata di mano!

DONNA RACHELE - Signore, sono allibita! Grazia di Dio me la chiama! Ma con che faccia parlicosì?

LIBERINO -Faccia d'imbecille, di Giufà… che faccia dovrebbe avere? PEPÈ -(a Rachele)Poi sono loro che mi provocano…mi seducono! Se io rifiutassi farei una bruttafigura…La farei fare anche a mia moglie…a tutta la famiglia…direbbero Pepè non è uomo….Allora io mi sacrifico, le accontento anche se poi , subito dopo, mi pento….Lo giuro sul

mio onore che dopo me ne pento! Dico sempre: Chi me l’ha fatto fare? Ah se potessi tornare indietro...dopo mi sento sempre depresso…mi pento di aver ceduto…

DONNA RACHELE -  Mangia e si pente!  Giufà sei cretino e combini solo guai! Gesù, Gesu '...(a

Liberino) Ma io penso e dico, che significa, a portata di mano? Ma che stabilimento è questo?

PEPÈ -Ma che stabilimento deve essere…Di televisione!...

DONNA RACHELE - Sono esterrefatta nel sentirti parlare così! Ma che sei diventato? PEPÈ - Niente, non si persuade, perché non lo ha mai provato! Vorrei vedere lei, dopo che esce dalteatro di posa, sotto tutto quel sole, con tutto quel caldo, congestionata, ardente.. si trova in mezzo a tante donne … tutte seducenti…tutte o quasi disponibili…

DONNA RACHELE - Basta, basta, non fare descrizioni, e non fare paragoni irriverenti con me!Aveva ragione mia figlia che gli abbiamo fatto perdere il marito, nel momento in cui lo abbiamo spronato a far qualcosa! Ma chi poteva immaginare una cosa di queste? Sembrava una talpa prima e ora...è diventato uno sporco mandrillo…

SCENA VII

(Il direttore generale e detti)

IL DIRETTORE -(rientrando e vedendo la signora Rachele, resta per un po' interdetto, poi)

Scusi, signora, desidera di me? ...

LIBERINO -(pronto)Il signor direttore generale, mia madre.

IL  DIRETTORE  -  (galante)  Ah,  la  madre  di  Pagliuca...  dunque,        la   suocera   fortunata  di

Moscardino ...

DONNA RACHELE - Non tanto fortunata, signor direttore ...


PEPÈ - Ecco, vede, commendatore ... il Signore manda il biscotto a chi non ha denti!

DONNA RACHELE -(lo guarda con occhio torvo).

PEPÈ -(fa delle mosse da guerriero, per farla ridere, ma non vi riesce).

DONNA RACHELE - Liberino, guarda che fai, vai a chiamare tua sorella, e falla venire qui. Ma

prima informala di tutto!

PEPÈ - Ma che si è impazzita?(a Liberino)Non muoverti eh?

DONNA RACHELE -(a Liberino)Vai e lascialo parlare! Lei permette, è vero, direttore, chefaccia venire mia figlia? Ha il desiderio di visitare lo stabilimento!

PEPÈ- Non si può... E' vero, direttore? ..(a donna Rachele)Non lo ha letto lei fuori il cartellogrande che dice: E' proibito l'ingresso alle persone non addette ai lavori? ...

IL DIRETTORE - Ma sì, ma sì, venga pure, la sua figliuola, sarò lieto di conoscerla! LIBERINO - Con permesso, allora, signor direttore ...

IL DIRETTORE - Vada, vada pure(a Rachele, mentre Liberino esce)S'accomodi, signora... E'venuta anche lei per visitare lo stabilimento? …

DONNA RACHELE - No, veramente son venuta per tutt'altro scopo, e mentre ho la fortuna di

trovarmi con lei, le vorrei fare certe domande.

IL DIRETTORE - Dica, dica pure.

DONNA RACHELE -(a Pepè)Te ne puoi andare tu se hai da fare!

PEPÈ - No,ancora non è ora…

DONNA RACHELE - Come? Prima avevi tanta fretta!

PEPÈ - Se non prima suona il fischietto che segnala che bisogna andare in teatro, è inutile andarci!

IL DIRETTORE - Beh, Moscardino, ma se la signora vuole restare sola con me ...

PEPÈ - E non sta bene…

DONNA RACHELE - Che dici? ...

PEPÈ - Non sta bene!(piano a Donna Rachele)Mi ascolti, guardi che il commendatore è selvatico!Ha inteso?

DONNA RACHELE -(segnandosi)Gesù e Maria!... vattene ti ho detto! PEPÈ - No, non vado via! In mancanza di suo marito, che è morto, di suo figlio, che è fuori, ilrappresentante del decoro della famiglia sono io, e non mi muovo! Soli, a tutte e due, non vi lascio! E so io il perché!

IL DIRETTORE -(ridendo)Che matto!… Lo lasci stare, signora! ...

DONNA RACHELE - Matto? Matto? Matto mascalzone però! Ma il collo ora te lo aggiusto io,Giufà! Mi dica una cosa, signor direttore: Quante donne ci sono nello stabilimento?

IL DIRETTORE -Eh, tra quelle fesse…ehm.. fisse e le avventizie, le dattilografe, le impiegatealla contabilità, le addette alle riprese video, le giornaliste, le attrici, le ballerine... saranno in tutto un centinaio ...

DONNA RACHELE -(che intanto ha guardato Pepè con occhi di fuoco, mentre questi fa i solitigesti da guerriero, come ripassandosi la parte) Caspita! Un reggimento ce n'è!

IL DIRETTORE - Un momento: ho dimenticato quelle addette al montaggio!

DONNA RACHELE -Come? …

IL DIRETTORE- Al montaggio!

PEPÈ - Si, ma questo è un reparto speciale..

DONNA RACHELE - Ah, reparto speciale! Sfacciato!

IL DIRETTORE - Tutti sono reparti speciali, in televisione! ...


DONNA RACHELE -Si.. si.. come no! E mi dica un'altra cosa, scusi: con quali criteri le ingaggialei?

IL DIRETTORE - Perché mi fa tutte queste domande, signora? Vuole metter su una nuovatelevisione?

DONNA RACHELE -Io?… Scusi, per chi mi ha preso, lei?… IL DIRETTORE - Non ho avuto intenzione di offenderla!

DONNA RACHELE - Ci faccio queste domande perché mi sono convinta che il suo non è unostabilimento...un luogo di lavoro…

IL DIRETTORE – Ah no? E che è, scusi? ...

DONNA RACHELE -E' l'harem di sto scimmione di mio genero! E lei lascia fare! … IL DIRETTORE -Senta signora, per la partita donne, io non ho occhi!…

DONNA RACHELE - Bravo!... Bella moralità! ...

IL DIRETTORE - Eh, signora mia, se si dovesse cercare la moralità in televisione, si starebbe

freschi! ...

DONNA RACHELE –Allora la televisione è una porcheria, caro signore! ... E se io avessi saputoquesto non avrei acconsentito mai a …a fare entrare tanto mio figlio…quanto mio genero!

IL DIRETTORE - Senta, quanto a suo figlio, non si offenda, ma se non lo avesse fatto entrare qui

mi avrebbe fatto un regalo!

PEPÈ - Oh.. l'asino!

IL DIRETTORE - Quanto a suo genero, si becca milioni di lire al mese, che non li ha unministro... (ironico) .. un povero ministro o politico in genere che lavora dal mattino alla sera per far star bene gli italiani…un povero ministro guadagna meno…molta gloria e pochi soldi…

PEPE’-(non capisce l’ironia)Si, ma i ministri e i politici hanno altre entrate….quelle furtive…

IL DIRETTORE  -(non badando a ciò che ha detto Pepè)… E l'appetito viene mangiando, non è

vero Moscardino?

PEPÈ - Parola d'onore! Quando sono qua ho molto appetito!

DONNA RACHELE -(al genero)Sfacciato!(al Direttore)Ho capito, lei è un cinico, checorrompe la gioventù (si ode un fischietto dall'interno)!

IL DIRETTORE -Quale gioventù, signora, scusi ?….Tanto suo figlio che suo genero sono uomini

adulti!... Che mi va contando, lei?

DONNA RACHELE - Ad ogni modo questo scandalo deve finire, e deve tornare la pace nellefamiglie oneste !

IL DIRETTORE - Signora, se avessi potuto prevedere che lo scopo della sua visita era quello didirmi delle male parole!

DONNA RACHELE - Dal momento che lei mi provoca! ...

IL DIRETTORE - Io?... Ma se non ho fattoche rispondere alle sue domande! …

DONNA RACHELE - Si, ma mi ha risposto dicendomi cose orribili, con una bellasfacciataggine!(si riode il fischietto)

IL DIRETTORE - Moscardino, vada, non ode il fischietto? ...

DONNA RACHELE - Vada, vada! Dov'è che devi andare?(facendosi verso l’uscio che mette nelteatro e guardando) Gesù, Gesù!... Guarda che vergogna, quante femmine nude!IL DIRETTORE - Ma che nude, sono vestite alla romana! ...

PEPÈ -(facendosi presso l'uscio, tutto arzillo, dopo d'essersi aggiustato l'elmo)Per favore, mi lascipassare!


DONNA RACHELE - Dove? Dove dovresti andare? In mezzo a queste? Tu pazzo sei! IL DIRETTORE - Signora, lo lasci lavorare. Deve finire la scena comica! ...

DONNA RACHELE - Mi sa proprio che oggi finisce a scena tragica! Con queste svergognate devifare la scena?

PEPÈ - No, sono solo.. quelle sono là per guardare! DONNA RACHELE - E per guardare se ne stanno nude?

PEPÈ - Non sono nude, sono in costume antico, col quale hanno fatto una scena in un altro teatro eora si divertono a guardare me!

DONNA RACHELE - Allora se possono guardare loro, posso guardare pure io! Passa di là... PEPÈ -(al direttore)Può entrare?

IL DIRETTORE - Si diverta!... Ma mi raccomando, Moscardino, non facciamo storie. Qui silavora, non si fanno pettegolezzi!

PEPÈ -(alla suocera)Può passare!

DONNA RACHELE -(prima di entrare di là, al direttore)Lei ha una gran facciatosta!..(all'usciere che rientra in quel punto, imperiosamente) Appena arriva mia figlia, chiamatemi, avete capito?(passa di là, Pepè la segue, gesticolando)

SCENA VIII

(Romeo e il direttore, poi il Conte)

ROMEO - Vede, signor direttore? Mi sta succedendo che mi comanda anche la scopa qui dentro!Se lei permette, mi faccio fare un berretto dove scrivo questo: usciere addetto personalissimo del solo direttore generale…

IL DIRETTORE -(sorridendo)Andiamo, andiamo, Romeo, non dire sciocchezze. Perché seivenuto?

ROMEO -Il signor Conte Biciaccato desidera sapere se può parlare con lei cinque minuti… IL DIRETTORE - Digli che venga pure, ma non più di cinque minuti!

ROMEO -(va via e torna di lì a poco con il conte, al quale dice)Desidera altro?

IL CONTE - Niente, grazie!(Romeo va via, il conte siede presso la scrivania).

IL DIRETTORE - Dica, conte!

IL CONTE - Ella sa, signor direttore, quanto io mi senta legato alla Sicula Tv e quanto amore abbiasempre messo nel disimpegno del mio ufficio!

IL DIRETTORE -Scusi, conte, le ho fatto dire che ho pochi minuti da perdere, quindi non facciapreamboli, venga subito al punto. Che deve dirmi?

IL CONTE - Ecco, signor commendatore: io noto, con dolore, che lei si lascia scappar via imigliori elementi. Sei mesi fa ci piantava Caciotta per lavorare in un’altra emittente...

IL DIRETTORE - Ha fatto questo magno affare! La società è fallita dopo quattro mesi e lui è aspasso da due mesi e mezzo!

IL CONTE - Oggi se ne va la Sparapaoli... Ma dica un po', lei, chi ci resta? Una casa come lanostra che vantava le prime firme del mondo!

IL DIRETTORE - Ci resta Giufà, che basta e soverchia !... Sa, lei, che di questi tempi le comicatedi Giufà vanno più e meglio della lira sterlina? Ecco chi non bisogna lasciarsi scappare, a costo di qualunque aumento e di qualunque sacrificio!


IL CONTE  - Si, ma lei non pretenderà che io resti direttore artistico alla Sicula Tv per mettere in

scena le comiche di Giufà, dopo i trionfi del come si chiama…non mi ricordo…e poi c’è lo strabiliante successo dei “Canali del delitto”! Cosa si direbbe nel mondo?

IL DIRETTORE - Senta il mondo ha ben altro da pensare ...Il problema è la disoccupazione che

aumenta di giorno in giorno!

IL CONTE - No, no, commendatore, son parole ...

IL DIRETTORE - Son fatti, mio caro...

IL CONTE - No, veda, così, io, francamente ...

IL DIRETTORE - Concluda...

IL CONTE - Non posso restare qui, ecco... Per il mio decoro, il mio nome, l'occhio del mondo ...

IL DIRETTORE - Signor conte, io non voglio costringerla a sacrificarsi per noi! Faccia pure il suo

vantaggio, e amici lo stesso! (gli tende la mano)

IL CONTE - Allora lei è deciso a fare a meno di un primo attore ed anche di una prima attrice? ...

IL DIRETTORE - Sì, caro conte, gliel'ho detto: mi basta Giufà ...

IL CONTE - E di Giufà è sicuro, lei?...

IL DIRETTORE - Curioso! ... La stessa domanda mi è stata fatta un'altra volta, da un'altra

persona. C'è un'intesa tra voi forse?

IL CONTE - Che intesa... se non so nemmeno chi sia questa persona che lei dice?... La domanda,

scusi, è legittima. Le tv si fanno tale concorrenza ...

IL DIRETTORE - A questo lasci che provveda io. Ha da dirmi altro? ...

IL CONTE - Nulla, signor direttore. Dal primo del mese entrante m'intendo sciolto d'ogni impegno

con lei.

IL DIRETTORE - Anche da oggi, se vuole, senza complimenti!

IL CONTE -(livido di bile)Grazie, commendatore, arrivederla!(fa un inchino e va via, per lacomune).

SCENA IX

(Il direttore e Romeo, poi Pepè)

IL DIRETTORE -(andato via il conte, suona il campanello e si presenta Romeo, al quale dice)Chiamami Moscardino, e fallo venire qua subito.

ROMEO - Sissignore(va per l'uscio del teatro)…Sissignore! PEPÈ -(rientrando dal medesimo)Comandi, signor Direttore, IL DIRETTORE - Ha finito?

PEPÈ - Non ancora! Ho da fare l'ultima scena quando Orazio Cicloide..

IL DIRETTORE - Coclite.

PEPÈ -Ah…ah, già, quando Orazio Ciclone... Ciclo..timico…Ciclo Coppola, o come si chiamalui, è sopra il ponte e dice: Orazio sol contro Toscana tutta! ... Qui…arriva la bomba col gas asfissiante, Orazio si tappa il naso, si getta nel fiume, a pesce, ed esce vestito da pescespada!

IL DIRETTORE - Senta, Giufà, cioè, Moscardino, io l'ho fatta chiamare perché desidero da lei unadichiarazione franca e leale. A proposito, dov'è sua suocera?...

PEPÈ - Ah! L'ho lasciata nell'osservatorio! Si è seduta sopra una catasta di scudi di latta, dietro unafinestra del teatro, da dove si vede la scena esterna, e non mi leva più gli occhi di dosso! Dica, direttore!


IL DIRETTORE - So che lei non è capace di dire bugie ... PEPÈ - No sa, non lo faccio apposta, io le vorrei dire come lei e come tutti, ma non mi riesce..perché quando mento, vede, questi peli del naso si arricciano e la gamba destra si muove da sola… e non mi riesce.. mi tradisco subito! Io lo so, e allora, invece di fare due cattive figure, ne faccio una sola e dico la verità!

IL DIRETTORE - Benissimo. Allora mi dica perché se ne vuole andare.

PEPÈ - Chi.. io? Ma chi glielo ha detto?

IL DIRETTORE - Lo so.

PEPÈ - Quando mai, non è vero! Mi hanno contattato per andarmene.. dicono che da un'altra parte

mi darebbero quattro milioni di lire al mese, ma io non ci vado!

IL DIRETTORE - Chi le ha parlato? ...

PEPÈ -(pianissimo)La Sparapaoli(accostandoglisi, scemo)Sa, signor direttore, è innamorata di

me !...

IL DIRETTORE - Oh, guarda! ...

PEPÈ -Ppuh!… Dice che è disposta a fare cose da pazzi… Mi fa anche i massaggi!…Li chiama

massaggi erotici...

IL DIRETTORE - Lo credo. Ma vedrà che anche il conte Biciaciato si innamorerà di lei; se nonoggi, domani.

PEPÈ - No, No, e che me ne faccio? Il conte glielo lascio a lei! IL DIRETTORE - Grazie!... Perciò lei non va in un'altra casa ... PEPÈ - Affatto!

IL DIRETTORE - Sinceramente?

PEPÈ - Sincerissimamente! Se lei guarda i peli del mio naso  vedrà che sono lisci come l'olio! La

gamba è ferma…

IL DIRETTORE - E se venisse il conte, a offrirle quattro o cinque milioni di lire al mese, perandare con lui in un'altra casa?

PEPÈ - Niente, non attacca, non ci vado! Ma lei però mi deve aiutare con mia moglie especialmente con mia suocera!

IL DIRETTORE - Questo si sa. Non solo, ma per premiarla della sua fedeltà le aumento subito lostipendio e la porto io, da tre milioni a quattro milioni e cinquecento al mese! PEPÈ - Grazie, lei si vuole proprio disturbare! Allora per farle vedere.. faccia cinquemilioni!

IL DIRETTORE - ... E, vada per cinquemilioni!

SCENA X

(Romeo e detti, poi voce di donna Rachele)

ROMEO -(dall'uscio che dà nel teatro)Ah, lei è qui, signor Moscardino?

IL DIRETTORE - Perché, chi lo desidera?

ROMEO - E che ne so, signor direttore! Mi scusi.. la signora Rachele Sautamitria, cioè la suocera

del signor Giufà, cos'è, un altro direttore generale?

IL DIRETTORE -(sorridendo)Perché dite questo? …

ROMEO - Perché mi comanda con un'imponenza! Ora sta facendo come una pazza che vuole perforza suo genero, vivo o morto! Mi scusi signor Moscardino, ma sua suocera è troppo... troppo rompi…balle! Neanche se lei fosse alle sue dipendenze!


DONNA RACHELE -(dall'interno, irritata, sempre più avvicinandosi)Pepè, usciere! Ma dove èandato quell'altro imbecille che gli ho mandato dietro!

ROMEO -Ecco, lo vede? Qui è signora, qui è.. sta venendo!  Ma lei… mi chiami col mio nome e

cognome!

PEPÈ - Va bene direttore, vado via. Noi siamo rimasti a cinque milioni!

IL DIRETTORE - Si, ma torni subito ... Questo che diciamo si deve mettere in carta, e lei devefirmare i nuovi patti.

PEPÈ - Che bisogno c'è, direttore!? Le ho dato la mia parola che non vado in nessun'altra casa ebasta!

IL DIRETTORE - Ma il contratto bisogna sempre rinnovarlo ... e firmarlo!

DONNA RACHELE -(c.s.)Ma insomma, dov'è questo Giufà?

PEPÈ -(muovendosi verso l'uscio che dà nel teatro)Mi faccia andare, altrimenti fa un'altrascenata.. la sta sentendo?

IL DIRETTORE - Appena avrà finito, venga di là, in direzione! PEPÈ - Subito! Faccio quest'altra fatica, poi un piccolo massaggio e torno qua! Andiamo viaRomeo, vah!

ROMEO -(seguendolo)Prego passi!(gli fa largo, poi, rivolto al direttore)E' inutile, se non mi famettere quella scritta nel berretto, finisce male! Anche per il decoro dello stabilimento! Si dice usciere particolare.. ma poi che particolarità ho se chiunque arriva mi comanda a bacchetta? (va via) IL DIRETTORE -(recandosi per la sinistra, nel gabinetto di direzione)Sta bene, Romeo, hocapito! (esce).

SCENA XI

(Liberino e Mimì)

( dopo brevissima scena vuota, dalla comune rientra Liberino, seguito da Mimì).

LIBERINO - E dove sono?

MIMÌ - Che se ne siano andati?

LIBERINO - Come se ne sono andati? Ma se la mamma aspetta me! Siediti che qua devono

tornare!

MIMÌ -(osservando le fotografie)Guarda che porcherie! Quante donne nude! E mio marito inmezzo a queste? Ah, ci ha colpa mia madre! Ed io che gli davo pure ascolto! Fagli dare una smossa.. Fagli dare una smossa.. eccome! Si è smosso bene il mascalzone! LIBERINO - Va bene, ora stai calma e pensa a fare la persona seria, senza pazzie e svenimenti!

Bella, energica e decisa!

MIMÌ - Io mi vergogno persino di aver messo piede qui dentro!... Che bolgia! ...

LIBERINO - Ora ci sei e non parliamone più! Insomma che hai deciso?

MIMÌ - Non te l'ho detto? O esce lui da qua o vado via io di casa! LIBERINO - Benissimo! Lui, lui deve andare via.. il galletto! Ma bada, non è che poi te ne penti emolli tutto, perché se no è meglio che non fai o dici niente!

MIMÌ - Chi io? Se sapessi quanto sono decisa! Se c'è qualcuno che temo, quello francamente sei

tu!

LIBERINO - Io? E cosa c'entro io?


MIMÌ - Lo vedi? Se non vuoi entrarci … è meglio che non dico niente!

LIBERINO - Ma che hai sentito dire?

MIMÌ - Che sento dire? Andando via da qui Pepè, soldi non ne guadagnerà più! E ritornando a

vivere con quella sua  piccola rendita.. i soldi che gli da il padre che per noi sarebbero sufficienti...

ma non per la mamma… se non ci pensi tu..

LIBERINO -Ah!… Ah.. dici bene! Questa è una cosa grave!

MIMÌ - Ecco, lo vedi? Se hai questa buona volontà, stiamo freschi! Sei sempre quel Liberinoegoista e presuntuoso! Quando non guadagnavi la mamma diceva sempre: vedrete vedrete quando guadagnerà Liberino... ora guadagni, ma al primo accenno di fare un sacrificio, ti tiri indietro! Oh che bel fratello che ho.. che cuore grande e generoso!

LIBERINO - Oh.. ma che ti sembra quanto guadagno io?! In ogni caso quando sarànecessario…vedremo…(udendo il passo del direttore) E' arrivato il commendatore…

SCENA XII

(Il Direttore e detti)

IL DIRETTORE -(entrando e vedendo Mimì)La signora Moscardino?

LIBERINO - Sissignore, mia sorella.

IL DIRETTORE -(si inchina)Sono lieto di conoscerla! Ma suo fratello e la sua signora madrepotevano risparmiarle questa sorpresa e questa corsa, stamattina... Sa, si tratta di sciocchezze ...

MIMÌ - Ah, lei le chiama sciocchezze, è vero? ... lo, invece, le chiamo d'un'altra maniera: corna.. enon me le tengo, sa!… Non me le tengo! Sono venuta qua per questo! LIBERINO -(sottovoce)Brava Mimì… energica! …

IL DIRETTORE -(sorridendo)Se crede che io possa esserle utile in qualsiasi maniera, non midispensi. Ma prima di prendere qualunque risoluzione, ci rifletta, signora. Lei è ancora così giovane, una bambina... ed io' ho l'esperienza dei miei capelli grigi.

MIMÌ - Lei è un uomo d'affari e antepone a qualunque sentimento gli interessi; io sono donna eantepongo a qualunque interesse le ragioni del cuore! Non andremo d'accordo!

SCENA XIII

(Detti, poi Donna Rachele, Pepè e Romeo, voce della Sparapaoli)

(si ode, dietro le quinte, un grido di donna Rachele, poi uno della Sparapaoli, e ne segue il rumore d'un tafferuglio).

ROMEO -(dall'interno)Signora, signora ma che fa? Così lei è un carabiniere non una signora! LA SPARAPAOLI – (c.s.)Le dò querela!... Le dò querela!... Io non so chi sia lei, ed io sono laSparapaoli! ...

DONNA RACHELE – (c.s.)Lei è una sgual…una cretina qualunque… ROMEO – (c.s.)Signori prego, non creiamo confusione!

PEPÈ – (c.s.)Ahi!… Ahi!…E come così mentre sono nudo?

DONNA RACHELE – (c.s.)Entra disgraziato, entra!

MIMÌ -(alzandosi)Che succede?


IL DIRETTORE -(id.)Ohdavvero, che accade? …(forte)Romeo!...(preme il bottone delcampanello).

ROMEO - Signor Moscardino, signore! Pensiamo al decoro dello stabilimento!(forte)Arrivanosignor direttore! Avanti, stanno passando tutti in direzione!

DONNA RACHELE - Si e cammina, svergognato…

MIMÌ -(andando incontro alla madre, che torna in scena, trascinandosi Pepè in accappatoio aspugna) Mamma, ma cosa è stato?

DONNA RACHELE - Usciamo, usciamo, figlia mia, andiamo via! Non ti fermare neanche unminuto di più in questo posto innominabile! In questo lupanare…

IL DIRETTORE - Ma che avviene, signora? Che le è accaduto?... Moscardino, parli lei! ...

PEPÈ -(tenendosi la testa)Aspetti un poco…Aspetti un attimo signor direttore.. il tempo diaggiustarmi le ossa che mi dà l'impressione siano ammaccate! DONNA RACHELE - Mi dispiace di non averlo ammazzato!

MIMÌ - Ma perché, mammà, che ha fatto?

PEPÈ - Niente, cosa doveva fare? Chissà che gli è  passato per la testa!

DONNA RACHELE - Sfacciato.. niente eh? L'ho colto in flagrante con quella Spara fesserie o

Sparapaoli della prima donna! Si erano chiusi nel camerino davanti ai miei occhi! Svergognati!

MIMÌ - A questo punto?

LIBERINO - Con la Sparapaoli?! ...

DONNA RACHELE - Eccome! Ho spalancato la porta con una spallata, e li ho trovati insieme, luicosì conciato, quasi nudo e lei che lo accarezzava…lo strofinava.. strofinava!

PEPÈ - Ma mi stava facendo solo un massaggio! Parola d'onore Mimì!(Mimì si scosta come perschifo)…guardami, guardami nel naso.. liscio come appena molato…la gamba ferma… Signordirettore, glielo dica lei.. è vero ciò che io gli ho detto un momento fa, che dopo la scena del tuffo nel fiume, mi sarei fatto fare un massaggio?

IL DIRETTORE - Ah, questo posso testimoniarlo io ...

DONNA RACHELE - Lei è bravo a coprirlo, signor direttore, le faccio le mie congratulazioni! Ma

lei sappia, che non sta parlando con un'imbecille!

MIMÌ -(a Pepè)Brutto scimmione stupido e imbecille, non ti azzardare a parlarmi più!

LIBERINO - Almeno per rispetto della mamma che era qui, maiale che non sei altro!

DONNA RACHELE -Andiamo via da questo postribolo… …

MIMÌ -Postribolo, Postaccio… Bolgia!

DONNA RACHELE - Ma gliel'ho date di brutto a quella svergognata!

IL DIRETTORE  -  (alzando  le  braccia  in  aria)  Per  carità,  signori,  per  carità,  correranno  i

pompieri! ....

MIMÌ - Oh che giornata! Che cose accadono qua dentro! E dov'è ora sta svergognata?

IL DIRETTORE -(a Mimì)Si calmi, signora, si calmi, e si accomodi, sono qua per darle tutte lesoddisfazioni …

MIMÌ -(risoluta)Qua la soddisfazione è una sola!

IL DIRETTORE - Mandar via la Sparapaoli... Ebbene, le dò parola di onore che da domani non

farà più parte del nostro personale artistico!

MIMÌ -(c. s.)No, No, nient'affatto! Se la tenga, la sua Sparapaoli!  Deve mandar via mio marito ...

IL DIRETTORE - Ma che dice, lei?

PEPÈ - Ma che dice, lei?


MIMÌ - Oh, Giufà!...(lo minaccia)E se non lo licenzia lei lo facciamo andare via noi!

DONNA RACHELE -Ah…Si capisce!

IL DIRETTORE - Ma loro scherzano!... Lo sanno che poco fa l'ho portato da tre milioni a cinque

milioni di lire al mese? ..

PEPÈ - Sul mio onore, oh? Anzi sul suo onore; testimonio io!

MIMÌ - Non m'importa niente!

IL DIRETTORE -(a donna Rachele, che tace e riflette)Signora, parli lei!

DONNA RACHELE - Caro signore... caro signore, a me preme la tranquillità di mia figlia, più diqualunque altro tesoro! Capisco i cinque milioni di lire … ma intanto...

IL DIRETTORE - E lei non parla, signor Pagliuca? ..

LIBERINO - Che vuole che le dica? ... Anch'io, tra la salute di mia sorella e l'interesse materiale ...

IL DIRETTORE -Materiale soltanto? … E l'arte? ... Dove la mette, lei, artista, l'arte? ..(a Mimì)E

lei, signora, che deve avere un'anima d'artista? ... Giufà, oramai non appartiene più a se stesso, o a

lei, o a me!... Appartiene all'arte mondiale!...

PEPÈ - Alla storia! Come Orazio Coppola!Colchite…coclita!

IL DIRETTORE -Egli non è più padrone di ritirarsi!…(a Mimì)Cosa crede, signora, che unartista della celebrità di suo marito, possa dare, da un momento all'altro, un addio all'arte, così, per una gelosia di donna?... Ah no ... Ah no! ... Lei si sbaglia! ...Sarà famoso come Totò, come Chaplin…

MIMÌ -(seccata)Ma che Totò e Totò… Ma che arte e arte! Quale sarebbe l'arte, quella di farglifare le uova come una gallina? Quella di farlo saltare da una finestra dritto come un cetriolo e farlo atterrare a terra spiaccicato come una lasagna? Quello di farlo correre e farlo inseguire da tutti? Questa è solo una porcheria non arte! Pepè deve lasciare sto mestieraccio schifoso altrimenti io e mia madre , qui, facciamo uno scandalo al giorno! Ha capito!??

IL DIRETTORE -(cambiando tattica)E sta bene, signora, non si scalmani tanto...Non siinnervosisca troppo…Le fa male…vengono gli infarti…gli aneurismi, gli ictus…La calma è la virtù dei forti… Lo manderemo via…non si preoccupi…

DONNA RACHELE – Bravo!

MIMÌ - Benissimo!

LIBERINO -E' l'unica soluzione, creda …

PEPÈ - Si, perché poi a te... ti tiene

LIBERINO - Perché?

IL DIRETTORE - Eh, mio caro, il perché dovrebbe capirlo da sè... Via Caciotta, via la Sparapaoli,via Giufà... io chiudo lo stabilimento! ...

DONNA RACHELE -Benissimo, chiuda! Così sì leva lo scandalo dal paese!…

LIBERINO - Un momento, mamma! Chiuda, chiuda! E se chiude, io, come resto? Con una manoavanti e l’altra dietro…Chi mi paga lo stipendio? Come resto io? ROMEO - Come restiamo tutti!

DONNA RACHELE- ... Già, questo è vero.. come restiamo?

MIMÌ -(dopo averli guardati negli occhi, irritata)Ecco, si capisce, come rimanete tu e lui? Perché

io resterei molto meglio! Ma ecco che per colpa vostra, sempre… io devo subire tutte le umiliazioni

e tutti gli strazi!…

PEPÈ - Ma che significa stupida, non ci sono io?


MIMÌ - Io devo essere la vittima della famiglia! Ero vittima da zitella, mi sono sposata per

emanciparmi e sono sempre allo stesso punto! (parlando si atteggia a vittima, con gesti larghi e

tragicomici. Pepè si alza per guardarla, sorpreso, il direttore la segue con vivo interesse)… E

bravo, signore, lei ha trovato la molla per aprire il cuore dei miei parenti e schierarli dalla parte sua!

Ora sono sola contro tutti!

PEPÈ - Come Orazio Coppola.. l'ho fatto or ora! Ma tu in fiume non ti ci butti!

MIMÌ - Pepè deve restare qui perché se va via lui, lei licenzia anche mio fratello!

IL DIRETTORE - Signora mia, che me ne farei? ...

MIMÌ - E già!...(a Liberino)… Allora tu, per perdere il posto, mi devi costringere a perdere miomarito!

LIBERINO - Lo sai che sei strana! E se perdo lo stipendio mensile da un momento all'altro? Edopo che faccio? Che facciamo io e questa povera donna vedova di tua madre?

DONNA RACHELE - Dice giusto, figlia mia! Le cose bisogna rifletterle tutte e perbene!(rivoltaverso Pepè, minacciosa) Ah, boja! ...

MIMÌ - Ecco, vede, signore? ... Ha udito? ... Fino a quando ero io, che perdevo cinque milioni dilire al mese, andava bene tutto, ma quando invece sono loro che perdono lo stipendio, casca il mondo!... Che ne pensa? … Che ne dice? ...

IL DIRETTORE -(con volto illuminato, raggiante)Dico, cara signora, che lei è straordinaria!...

Oh, che rivelazione!... Che gesto!... Che maschera!… MIMÌ -Ma che dice?

IL DIRETTORE- Dico che ho trovato il mezzo di salvare ogni cosa!(tutti lo guardanomeravigliati) Suo marito è un libertino, è vero! ...

DONNA RACHELE – Uno... stallone... fetente! ...uno sporco maiale…uno schifoso seduttore..pensa solo a una cosa…come tutti o quasi gli uomini…un lurido topo… uno sporco mandrillo … e basta!

IL DIRETTORE -(nel senso di esagerato)Un mandrillo!...

MIMÌ - Un porco zozzo! ...

IL DIRETTORE – (c.s.)Un porco!

PEPÈ -Direttore .. che fa? Ripete?

IL DIRETTORE - Stia zitto! ...(alle donne)Però non può e non deve lasciare l'arte, perchésarebbe un suicidio e una sventura per la famiglia. Suo marito, dunque, deve restare qua ... Ma deve essere sorvegliato... E sa da chi? ...

LIBERINO -Da me!

PEPÈ - Stai zitto, asino e idiota!

MIMÌ - Già, come l'hai sorvegliato fino ad oggi!

IL DIRETTORE -Niente affatto, signora: da lei!… Da lei che deve stare sempre qui... E con qualeveste? ... Con quella di prima donna assoluta; perché mi ha palesato delle attitudini superbe... Lei, tra un paio d'anni, darà le pacche a tutte le Dive del teatro di posa! PEPÈ - Ma che fa scherza, commendatore?

IL DIRETTORE- Tanto vero che non scherzo ch'io offro subito alla sua signora una scrittura conun milione e mezzo di lire al mese! Non abbiamo che d'andar di là, redigere il contratto e firmarlo! PEPÈ- Ma mi sta dando i numeri, direttore?(guarda Mimì, che resta perplessa, e anche Rachele eLiberino la guardano, da trasognati).


DONNA RACHELE -(dopo breve silenzio)Figlia mia, lasciamo stare i milioni, che non son          da

buttare.. ma il vantaggio di stare sempre accanto a tuo marito e di non fargli fare più lo stro…il

galletto, c'è!

LIBERINO - Quello di non farmi licenziare, c'è anche?

MIMÌ - Ed io, proprio io, devo occuparmi di tv? Dopo aver capito che razza di porcheria sia? Dopoaverla chiamata bolgia?

DONNA RACHELE - Va bene, un conto sono le parole che si dicono nella collera, un conto è larealtà! Dopo tutto.. è un'arte!

LIBERINO -E che arte!... Arte !…

DONNA RACHELE -C’è il fior fiore della società!

LIBERINO - E soddisfazioni da re! ...

PEPÈ - Si, come quelle che hai avuto tu!

IL DIRETIORE - Dunque è deciso? ... Facciamo la scrittura? ...

MIMÌ - (guarda la madre, come ad interrogarla).

DONNA RACHELE -Ma si…Ma si figlia mia!

MIMÌ -E tu,…E poi tu come resti? Da sola in casa, dalla mattina alla sera?

DONNA RACHELE -(enfatica, dopo breve riflessione)Senta, signor direttore: dal momento chelei è così provvidenziale, che con quest'arte nobile e sublime della televisione sa scoprire tanti geni nascosti o incompresi, perché non completa l'opera e scrittura anche me? … Leverà un'anima buona dalla solitudine! ...sono disposta anche a mansioni umili…

IL DIRETTORE -Beh... vedremo di contentare anche lei!…(preme il bottone del campanello).

SCENA XIV

(Romeo e detti)

ROMEO -(sulla soglia)Comandi?

IL DIRETTORE - C'è Pinetti?

ROMEO - Sissignore, è di là!

IL DIRETTORE - Digli che si prepari a fare un bel provino alla signora!(accenna a donna

Rachele).

ROMEO – Fatto!

IL DIRETTORE - Che, il provino?

ROMEO – Sissignori!

IL DIRETTORE -Ma che dici? … Dove, come, quando? …

ROMEO - Poc'anzi, signor direttore.. quando c'è stato tutto quel subbuglio, quando la signora hadato colpi all'impazzata, il signor Pinetti si trovava con la telecamera e ne ha girati alcuni minuti e ne è venuta fuori una scena davvero comica…vuole vederla?

DONNA RACHELE - Che è stato? Come? Io sono stata ripresa? ROMEO - A lei sola? A tutti.. ci sono anche io. Ma lei è venuta super...Che mimica, chegestualità…manco se fosse uscita dalla Accademia di Arte drammatica…dall’ACTOR STUDIO….!!!

IL DIRETTORE - Ma dove l'hai vista? ...

ROMEO -In sala…


IL DIRETTORE -Com’è andata? ...

ROMEO -    Benissimo…Se lei     vedesse, signor direttore, resterebbe meravigliato! Se la signora

facesse l'attrice non ce ne sarebbe un'altra uguale…rassomiglia a quell’attrice comica (napoletana)

…come si chiama? Lo tengo sulla punta della lingua il nome…(Titina De Filippo, Sofia Loren, Tina

Pica o altra a piacere)

DONNA RACHELE -(sorride e si segna, tutti la guardano meravigliati).

IL DIRETTORE - Signora mia, se è così la scritturo con doppio piacere ...

MIMÌ - Mammà, e tu farai l'attrice?

DONNA RACHELE - Figlia mia, che cosa non sa fare una madre, per amore delle sue creature?...

(al direttore) E di stipendio…. quanto mi dà lei?

IL DIRETTORE - Su ciò ci accorderemo. Contenti tutti vi voglio! Vedrete come si starà bene qui...E Lei, Moscardino, non parla?

PEPÈ - Eccome se parlo... io sono Giufà e vero? E lei(il direttore)è un uomo esperto, lei(guardala suocera) è una donna scaltra e io sono Giufà, tu sei intelligente (Liberino) ed io sono Giufà…LIBERINO -Prosegui e concludi, io sono intelligente e tu sei Giufà…(a parte)un cretino checombina solo guai…

PEPÈ - No, hai sbagliato: io sono Giufà e tu sei Pulcinella! Ora Giufà vi lascerà a bocca aperta..direttore io me ne vado via da qui!

IL DIRETTORE -(meravigliato)Se ne va? … Come, ora che s'è accomodata ogni cosa? .. PEPÈ - E per questo me ne vado

IL DIRETTORE - E il contratto? ...

PEPÈ- Pago la penale.

IL DIRETTORE - E la parola datami?…

PEPÈ - Cosa le ho detto io? Che non sarei andato in nessun altra TV e non ci andrò!

IL DIRETTORE - E dove va, allora?

PEPÈ - A casa mia.. mi faccio una Tvper conto mio… IL DIRETTORE - Dice sul serio?

PEPÈ - E si capisce! Caro direttore ora mi avete fatto riflettere ed ho capito tutto.. il conte mi vuolecon lui.. la Sparapaoli mi vuole con lei e mi fa mille smancerie, lei mi aumenta lo stipendio senza che io abbia chiesto nulla, si prende mio cognato che è scemo, mia moglie, mia suocera, e tutto sto peso… perché? Perché la pezza è lunga! Ma siccome ho capito che la pezza sono io, me ne vado e vado a tagliare per me stesso. A mia moglie, a mia suocera e pure quello scemo di mio cognato e pure lei se vuole, vi scritturo io e fondo la MoscardinoTV…

ROMEO - Ed io anche signor Moscardino?

PEPÈ - Anche tu! E ti faccio pure un bel berretto proprio come lo vuoi tu!

IL DIRETTORE -(dopo averlo guardato per un bel po’ con intenzione)Ah... e lei era lo scemo !...

Lei era il Giufà? …lei è un falso cretino….

PEPÈ - E Giufà è proprio così, che sembra scemo e poi invece è furbo! Dunque.. la società èfatta? Non mancano che i capitali .. ma vedrete che con questo marchio si troveranno subito, basta un fischio!

MIMÌ- Sono sbalordita ! E tu saresti mio marito? Non ti riconosco più! Guarda che malizia! DONNA RACHELE - Non ti dicevo io di fargli dare una mossa?

IL DIRETTORE - E se è così, Moscardino, 'le spiace che i capitali li metta io? … Vuole diventaremio socio d'industria? ... Le garantisco, entro un paio d'anni, mezzo miliardo d 'utili!


DONNA RACHELE - Resto a bocca aperta!

PEPÈ -(piano)Dio voglia!(forte)Ecco, lei ora parla assennato! Qua c'è la mano! Oggi è nata la

Moscardino TELEVISION la tv POLPO con otto tentacoli…

TUTTI - E viva la Moscardino Tv! Evviva i polpi e i moscardini!!!

SIPARIO

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