GIUOCHI DI SOCIETA
Un atto
Di CESARE MAZZONI
PERSONAGGI
CICI
MARGA
RITA
TERTULLIANO
TRISTANO
LEV
ALCUNI VILLEGGIANTI
Commedia formattata da
Due camere di un ottimo albergo montano, divise da un tramezzo con porta comunicante. In fondo gli ingressi. La camera di destra di Tertulliano, quella di sinistra di Cic. Sera. Tertulliano nella sua camera seduto presso un tavolo ove scrive rischiarato dalla luce di un paralume. Una pausa. Si odono delle voci confuse nel corridoio dell'albergo. Si spalanca la porta di sinistra e si vede Cic che invano si affanna a respingere un gruppo di amici.
Cic - Calma, calma! Indietro, suvvia! Quattro testimoni soltanto voglio! Silenzio!
Alcune voci - (confusamente) Piano! Ha ragione la signorina... Zitti, zitti! Ssss!
Tristano - (canticchiando) Zitti, zitti, piano, piano!
Cic - Non cos! Su, da bravi, entrate! (Entrano Tristano, Leo, Marga e Rita) Voi, no! (Voci di protesta di altri amici che appena s'intravvedono nella luce tenue del corridoio. Cic chiude loro la porta in faccia) Oh! E voi silenzio!
Tristano - Signorina Cic, saremo bravi e disciplinatissimi.
Cic - Zitti... (Corre alla porta comunicante, toglie dalla maniglia un berretto sportivo che nascondeva il buco della serratura e si china a spiare).
Tristano - (sottovoce) Ecco la donna, signori miei!
Cic - (torna nel mezzo) Scrive, scrive sempre...
Marga - Sar un letterato.
Rita - O un innamorato inconsolabile. (E tutt'e due vanno ad osservare dal buco).
Tristano - Anch'io vorrei scrivere sempre...
Cic - Cosa?
Tristano - Degli chques.
Cic - Per chi?
Tristano - Per me, s'intende.
Cic - (rivolta alle amiche che continuano a spiare) Suvvia, basta, Rita, Marga!
Tristano - Marga... Rita, un fiore conteso da due donne! quasi come il pomo... Marga (riavvicinandosi) ... d'Adamo?
Tristano - (ridendo) No, d'Eva! Leo (immusonito) Sciocca, di Paride.
Marga - Perch sciocca? Io non ho studiato la storia egiziana! (Si ride un po' troppo forte).
Cic - Per carit, state zitti! Sarebbe meglio che tornaste abbasso.
Rita - Ah, no, vogliamo assistere...
Marga - Dobbiamo essere testimoni!
Rita - ... perch ci vogliamo divertire, non vero signor Tristano?
Tristano - Questa la penitenza inflittale, signorina.
Leo - A me questa penitenza troppo ardita sembra una vera sconvenienza.
Marga - Perch? Non c' niente di male.
Leo - Sta zitta, tu, Marga! Non si sa con chi si ha da fare.
Tristano - Ma la signorina Cic sar sola in apparenza. Non ci siamo qua noi?
Rita - giusto.
Leo - E io vi dico che non si sa come andr a finire!
Cic - Signor Leo, non ci vedo proprio alcun male.
Tristano - A me ieri non m'affibbiarono la penitenza di entrare nella camera di quella quarantenne signorina incartapecorita? Che accoglienza! (Ridono).
Leo - Ma tu sei un uomo!
Cic - E io una donna. Bella scoperta. E con ci? Che c' di male? Quando quel signore sapr che stato uno scherzo imposto dai compagni d'albergo per penitenza ad un giuoco di societ, non potr che riderne e noi forse troveremo un amico di pi per i nostri divertimenti. A volte ci si annoia tanto in questo albergo di montagna!
Tristano - Sar un amico poco loquace.
Rita - Che razza di uomo! Non parla mai!
Marga - Si pu ben dire che ancora non abbiamo sentito la sua voce.
Tristano - C' il compenso con la vostra lingua! (Ridono).
Cic - Smettetela una buona volta!
Tristano - Signorina Cic, pi difficile ridurre al silenzio una donna che una gallina. (Fa il gesto di tirare il collo ad un pollo. Proteste). Silenzio, per bacco!
Cic - Incominci a star buono lei! (Si ride e poi tacciono) Oh! Ora statemi a sentire. Ho bisogno della massima calma. A dirvi la verit ho accettato di eseguire questa penitenza solo perch in societ bisogna saperci stare con spirito. Ha capito, signor Leo?
Tristano - Ben detto! (A Leo che vorrebbe interloquire) E tu silenzio!
Cic - Vi confesso per che ancora non ho trovato una scusa per entrare.
Marga - Cosa ci vuole? Bussi, entri e quando sei l...
Cic - E quando saresti l rimarresti come un'oca!
Tristano - Impossibile.
Marga - Bravo, signor Tristano!
Tristano - Impossibile perch non lo pu essere due volte. (Tutti ridono. Marga gli fa una brutta smorfia e gli volta le spalle).
Cic - Suvvia, non fate chiasso! Chi mi consiglia una buona scusa?
Tristano - Nessuno. Lei dovr fare da s e restare nella camera per mezz'ora precisa. Queste sono le condizioni che la Signoria Vostra ha gi accettate per ricevere in restituzione questo suo prezioso braccialetto. (Lo mostra).
Leo - Mezz'ora mi sembra troppo! una vera esagerazione. Gi, se la signorina Cic mi desse un tantino ascolto non dovrebbe accettare una penitenza cos azzardata e di cattivo gusto.
Marga - Mio fratello al posto del Padrone delle ferriere vorrebbe trovarcisi lui.
Leo - Marga, smettila! Io non ha mai nascosto la mia simpatia per la signorina Cic... (Cic finge di non sentire e parla sottovoce con Tristano) ed naturale che mi dispiaccia vederla fare uno scherzo che non serio e che comunque non adatto per una signorina per bene. D'altra parte non nascondo che se al posto del barbuto ed antipatico signore ci fossi io saprei comportarmi con spirito.
Tristano - Spirito? Chi, tu? Oggi sei tu che sembri in vena di esagerare. Dimmi: non sarebbe meglio che te ne tornassi in sala per attendere con gli altri l'esito della penitenza?
Leo - Chi te l'ha suggerito, lei?
Cic - Nooooo...
Tristano - Macch!
Leo - Ebbene io di qui non mi muovo. Voglio sentire ci che si dice dall'altra parte!
Tristano - Sta bene. Rimani, ma sta zitto e non fare il guastafeste.
Rita - (a Cic) Dunque, non vai?
Marga - Cic, si fa tardi. Il tempo stringe.
Tristano - Beato lui!
Cic - Subito, care. Ora finger di mandarvi via, giacch il Padrone delle ferriere non pu non averci sentito. Voi mi saluterete e fingerete di allontanarvi per il corridoio; poi ritornerete qui in punta di piedi. Esigo per, qualunque cosa si dica o accada, il massimo silenzio! Se no faccio un patatrac generale. Avete capito?
Rita e Marga - Noi non parleremo.
Tristano - Io rimarr in un silenzio tombale. (Fa gli scongiuri).
Leo - Stia pur tranquilla. Ma se quel tale le mancasse di rispetto...
Cic - Penserei a metterlo a posto. Di lei non c' davvero bisogno.
Marga - Hai pensato la scusa?
Cic - Quasi.
Tristano - Ah, la signorina Cic una donna di grandi risorse.
Marga - (a Rita) Non ti sei accorta che Cic ha un piacere matto di fare questa ardita penitenza ?! Chiss che c' sotto !
Cic - Cos'hai da borbottare? (Forte) Allora, amici miei, a rivederci a domani per l'escursione al monte della Colletta.
Tristano - (id.) Me ne facessero una a me!
Marga - Di che cosa?
Tristano - Di colletta! (Tutti ridono, meno Leo).
Tutti - Buona notte, buon riposo! (S'incamminano vociando).
Tristano - Andare a letto cos presto!
Cic - Sono cos stanca! Buona notte!
Leo - Signorina Cic, non mi faccia impazzire!
Cic - (sorridendo) Mi crede cos fatale? Buona notte! (Lo spinge fuori, poi finge di chiudere la porta e torna di corsa a guardare attraverso il buco della serratura. Tertulliano sempre di fronte al tavolo intento al suo lavoro che ha interrotto solo qualche volta infastidito dalle voci confuse della camera accanto. Rientrano i quattro amici silenziosamente. Tristano va vicino a Cic e le stringe la mano come per farle coraggio. Gli altri sorridono. Dopo una pausa Cic si pone a canticchiare una bella romanza in voga, camminando per la camera come se si affaccendasse dietro a qualche cosa. Quando Cic smette, i presenti fingono di battere le mani. Tristano le stringe di nuovo la mano).
Tristano - (sottovoce) Evviva la sirena! Ed ora? (Cic raccomanda con i gesti il pi assoluto silenzio. Pausa. Ad un tratto si decide, s'appressa alla porta comunicante, ricopre di nuovo il buco della serratura, e bussa due colpi sul legno con le nocche delle dita. Tertulliano, che si era rimesso a scrivere, alza la testa, guarda incuriosito e tace. Cic ribussa pi forte, ma Valtro non risponde).
Cic - Non c' nessuno in. codesta camera?
Tertulliano - Ci sono io. Perch?
Cic - Scusi, chi lei?
Tertulliano - Un bel giovane.
Cic - Chi?
Tertulliano - Un bel giovane. Non le basta? (Cic fa una gustosa risata e gli altri, che non le possono fare eco, ridono silenziosamente. Leo mostra il pugno) Cosa c' da rdere?
Cic - Rido perch lei deve essere un bel tipo. Insomma si pu sapere chi lei?
Tertulliano - Guardi dal buco della serratura.
Cic - Oh! Per chi mi ha preso, per una cameriera? Eppoi il buco otturato.
Tertulliano - Allora non so che farci.
Cic - Scusi, come si chiama?
Tertulliano - Io non mi chiamo mai. Infine che cosa vuole da me? Si sbrighi perch io non ho tempo da perdere.
Cic - (scoraggiata) Com' gentile! Mi perdoni, signor coso! (Pausa).
Tertulliano - S offesa? Me ne dispiace... per lei... perch ha una gran bella vocina. Del Testo mi scusi: ho un brutto carattere.
Cic - Me ne accorgo. Ed io che volevo chiederle un favore...
Tertulliano - Chieda pure, ma faccia presto.
Cic - Lei per non si scomodi. Permette che venga un minuto nella sua camera?
Tertulliano - Quanti anni ha?
Cic - Oh! Ventitr, signor coso! (Marga mostra la sua faccia incredula).
Tertulliano - Esatti?
Cic - Ma s! Perch? Che originale!
Tertulliano - Data l'et denunciata venga pure. Le dir io se mi ha detta una bugia.
Cic - Le pare... "Vengo subito. Passo dall'altra parte perch qui chiuso. (Si volge verso i compagni come per, dire: Cosa gli dir?).
Leo - (pianissimo) Ha visto? Non mi ha vo luto dar retta! Ma ci sono qua io e se quel signore...
Tristano - (c. s.) Smettila che comprometti ogni cosa. La signorina Cic ha delle inesaurbili risorse.
Rita - (id.) Come mi diverto! Hai sentito che bella voce calda!
Marga - (id., a Rita) A me Cic non la d a bere! Guarda come si prepara! (Infatti Cic si nel frattempo posta dinanzi allo specchio per incipiarsi e rimirarsi).
Cic - (pianissimo) Silenzio, per carit! (A Tristano) Mi raccomando a lei. Ha sentito che tipo! (Spegne la luce centrale).
Tristano - (id.) Non dubiti, far il secondino! (Le stringe la mano. Cic esce. Rita e Marga si precipitano per accaparrarsi alternativamente il limitato campo di osservazione dal buco della serratura. Leo mostra un vivo disagio. Alla porta di destra si bussa).
Tertulliano - S'accomodi pure. Un istante e sono con lei. (Non la guarda e continua a scrivere. Cic rimane disorientata nel non vedersi degnata neppure da uno sguardo di curiosit ed presa da inconsueta soggezione. Resta in piedi e non sa che contegno prendere. Nella camera di sinistra si commenta sottovoce con la massima curiosit. Tertulliano, che forse ha udito qualche rumore, senza voltarsi) C' qualcuno nella sua camera?
Cic - No. Perch?
Tertulliano - Mi sembra di avere udito delle voci.
Cic - Saranno nell'altra camera. I miei amici un pezzo che se ne sono andati. (Pausa).
Tertulliano - Cosa stavate complottando?
Cic - Ha sentito?
Tertulliano - No. Delle voci confuse.
Cic - Si combinata una gita per domani. (Pausa. Tristano impone con i gesti di non dire pi una parola e di rimanere immobili).
Tertulliano - Ecco fatto. Lei non sa, dunque, chi sono?
Cic - Infatti...
Tertulliano - Se le dicessi che non lo so neppure io, ci crederebbe?
Cic - (gi rinfrancata) Oh, no!
Tertulliano - Eppure... (Si volta) Guarda, guarda: lei?!
Cic - (meravigliata della sorpresa) Oh! (Nell'altra camera si commenter a soggetto con gesti, con l'espressione del viso e con parole che non si odono il dialogo che si svolge fra i due).
Tertulliano - Lei, proprio lei, la mia vicina di camera?
Cic - S, io; perch?
Tertulliano - Piacere, piacere di conoscerla. Felicissimo. Ma s'accomodi, perdoni la mia scortesia, indulga verso di me che sono un vero screanzato... (Cic sorride incerta e si mette a sedere). Felicissimo di conoscere la signorina Cecilia Sandri di Eugenio...
Cic - Come sa?...
Tertulliano - Non si meravigli. Io so tutto. Continuo: et ventitr anni - che bugiarda! - ventitr anni pi tre che si dimenticata di averli vissuti. Non protesti, perch le d ragione. Infatti i primi tre anni di vita normalmente non si ricordano.
Cic - Ma non vero!
Tertulliano - Io non faccio l'inventore. L'ho sentito affermare dalla lingua maligna che possiede quella brutta signorina che risponde al nome di... di...
Cic - Se una lingua maligna non una buona...
Tertulliano - ...di Marga! La signorina Margarina! (Marga diventa verde).
Cic - Non pu essere!
Tertulliano - Ma niente di grave. Lo scalo di tre anni rientra nelle possibilit della sua bellezza e del suo aspetto freschissimo. Non si impressioni, non il caso. Tornando a lei so che ella di professione possidente. proprio una bella professione! I miei rallegramenti per i suoi genitori che dal niente hanno saputo raggranellarle un cos bel patrimonio.
Cic - (non sapendo che dire) tutto qui?
Tertulliano - Oh, no! Io so tutto. Conosco il suo bel caratterino, le sue inclinazioni, i suoi capricci, i suoi amori...
Cic - (impressionata) Non le sembra di esagerare?
Tertulliano - Affatto. Parlo di amori leciti: basta dare a questa parola una buona elasticit e io in merito sono animato dalla migliore volont!
Cic - (si alza) Io...
Tertulliano - S'offende? Una signorina di spirito come lei? Mi meraviglio. Sembrerebbe che io l'avessi toccata sul vivo. Mentre io non l'ho ancora toccata. Sono a due metri di distanza. Non s'accorge che io scherzo? Via, s'accomodi.
Cic - (ubbidisce) Ma scusi, chi lei? Come pretende di sapere?
Tertulliano - Pensano le sue care amiche ad informare tutto l'albergo. Bruttine anzichen e pettegole, le sue eccellenti amiche.
Cic - Cosa si sono permesse di dire a lei?
Tertulliano - A me niente. Io non parlo con nessuno. Stando zitto ascolto e apprendo. D'altronde non si preoccupi: parlano male di lei perch non c' un cane che gironzi attorno a loro. Lei, invece, diciamo la verit, la regina della villeggiatura.
Cic - (compiaciuta) Esagerato!
Tertulliano - C' quel Leo, il fratello della Margarina: si mostra cos innamorato che qualsiasi altra donna si sarebbe mossa a compassione. Invece lei...
Cic - Invece io?
Tertulliano - Oh, per lei ci vuol ben altro che quel cosino scontroso, piagnucoloso e buffo! (Leo mostra i pugni).
Cic - Parli pi piano. Se la sentissero?
Tertulliano - Non me ne farei niente. Io ho la lingua pulita e libera.
Cic - (sorridendo) Me ne accorgo! Ma parla male di tutti i miei amici.
Tertulliano - Non vero. C', ad esempio, quel Tristano che un bravo ed allegro giovanottone. (Tristano si stringe le mani).
Cic - Ha ragione.
Tertulliano - Vede, dunque? Io sono fatto cos.
Cic - (per cambiare tema) Mi vuol togliere una curiosit?
Tertulliano - Sentiamo, signorina Cecilia.
Cic - Perch non parla mai con nessuno? Mentre mi sembra che di chiacchiera ne abbia da vendere...
Tertulliano - Perch sono qui per riposarmi.
Cic - (mostrando col gesto le carte sul tavolo) Mi sembra che...
Tertulliano - Per vivere, signorina bella! Mentre le chiacchiere non mi servirebbero a nulla. Ne faccio tante in citt!
Cic - Che professione?
Tertulliano - Mah!... Lo... scocciagente, le va?
Cic - (ridendo) Che originale! (Pausa).
Tertulliano - E ora, signorina, se mi vuole dire qual' il favore che da me desidera... Poi gliene chieder uno io.
Cic - Dica lei prima. M'incuriosisce.
Tertulliano - Allora vuol sapere perch l'ho accolta con festa quando ho visto chi era? Sa perch ero cos bene informato sulla sua persona?
Cic - Non saprei...
Tertulliano - Ci pensi.
Cic - Forse... forse per una istintiva... simpatia.
Tertulliano - Come si conosce bene! Simpatica s, anzi simpaticissima; c' per dell'altro...
Cic - Dica.
Tertulliano - Non facile.
Cic - (ironica) Poverino! timido?
Tertulliano - Molto. Se ne sar gi accorta! (Cic ride). Ecco: perch non lascia in pace quel povero pianoforte della sala grande? Disgraziato! Che male le ha fatto? Quando lui soffre, soffro anch'io e non riesco a lavorare.
Cic - (mortificata) Suono cos male?
Tertulliano - Tutt'altro! Anzi benissimo il... grammofono; ma il piano, non s'offenda...
Cic - Si vede che di musica lei non se ne intende. L'altro ieri c'era anche un critico musicale di fama...
Tertulliano - Oh, senti, senti! Come si chiama?
Cic - Non so. Ha parlato con me mezz'ora e anche pi e non si presentato. (Con intenzione) Ora che ci ripenso: che villano, eh?!
Tertulliano - Brava, spiritosa. Toccato. S, s, il colpo arrivato a destinazione. Vuole che usi la formalit di presentarmi? (Cidi annuisce). Ma il mio nome gi lo sapr. Glielo avr detto l'albergatore...
Cic - Proprio no. Anzi sul suo conto ha mantenuto uno strano segreto. Perch?
Tertulliano - Ecco un albergatore da inscriversi all'ordine del giorno! (Ride).
Cic - Ma ancora non l'ha detto il suo nome.
Tertulliano - L'accontento: Tertulliano Pancrazi.
Cic - (delusa) Oh, che nome!
Tertulliano - Non s'impressioni per cos poco! il nome che segnato al bureau dell'albergo. Le generalit le ho date, per, glielo dico in confidenza - e domani non lo vada a riferire a tutto l'albergo - le ho date false.
Cic - (preoccupata) False? (Nell'altra stanza si commenta variamente e con grande agitazione da parte di Leo e di Marga).
Tertulliano - S, false, o meglio, quasi false. Ma non ci stia a pensare sopra perch la cosa non ha importanza. Non sono un ricercato dalla polizia. Sono per un... pregiudicato. Purtroppo! Sono stato condannato una volta...
Cic - Oh, Dio, condannato! (Si alza).
Tertulliano - (ride forte) Ha paura? Condannato per un duello; cosa credeva?
Cic - Ah, be'! (Torna a sedere) Che originale! Ma la devo credere? Un duello?
Tertulliano - S, al secondo o al terzo sangue, non ricordo bene...
Cic - Per chi?
Tertulliano - Per una donna.
Cic - (ammirata) Oh, complimenti! rimasto ferito?
Tertulliano - Io no. Non mi sono mica battuto.
Cic - Lei mi prende in giro!
Tertulliano - Non mi permetterei. Al duello ero semplicemente un padrino.
Cic - (delusa) Nient'altro?
Tertulliano - Eh, altroch: mi sono beccato tre giorni di prigione, la condizionale e la non iscrizione nel casellario. Le pare niente?
Cic - Ma io non mi spiego le generalit false.
Tertulliano - Cosa le interessa? Se non le dicevo che erano false, lei mi credeva. Dunque ammiri la mia sincerit.
Cic - E allora non mi spiego la scelta di un cos brutto nome. Perch non si chiamato Filippo?
Tertulliano - Filippo?
Cic - Qui in albergo lo chiamano tutti per il Padrone delle ferriere e anche Filippo Derblay.
Tertulliano - (sorride) Sono un personaggio romantico!
Cic - Ma quando ci si fa chiamare Trer....
Tertulliano - Tertulliano Pancrazi, per servirla !
Cic - Tertulliano, casca ogni poesia.
Tertulliano - un nome storico.
Cic - Sar...
Tertulliano - Lo . Il mio illustre... antenato era un padre della Chiesa, nato a Cartagine e autore...
Cic - Ci non toglie che lei si dovesse chiamare Filippo.
Tertulliano - Faccia pure.
Cic - Filippo Derblay: il mio ideale di giovinetta inesperta!
Tertulliano - Quanti lustri fa?
Cic - Che spirito! Non scherzi. Sa che avr letto il Padrone delle ferriere quindici volte?! Alla notte me lo sognavo! (Con enfasi) Oh, Filippo! (Cambiando tono) Tertulliano! Che delusione!
Tertulliano - Ma sa che un bel tipo lei! (Ridono. Pausa). Ebbene il favore che voleva da me qual'?
Cic - Me lo ha gi fatto.
Tertulliano - Bene. E sarebbe?
Cic - La rottura del ghiaccio. Un capriccio di donna. Me lo perdona? Ho voluto conoscerla perch mi sembrato un tipo interessante.
Tertulliano - Grazie.
Cic - S, le dico la verit, molto interessante e ora lo diventato anche di pi perch mi si rivela con una vita un po' misteriosa. Ep-poi quella barba nera, cos eccezionale in un uomo giovane come lei.
Tertulliano - Grazie.
Cic - Sembra quasi quasi che voglia nascondere il proprio sembiante. E quel silenzio forzato a table d'hotel
Tertulliano - Ma le ho detto il perch.
Cic - E chi la crede?
Tertulliano - Io non so che farci. In conclusione lei sarebbe venuta a disturb... cio ad onorarmi con una sua visita serale, quasi notturna, solo per la rottura del ghiaccio. Non ne teme le conseguenze?
Cic - Quali?
Tertulliano - Oppure le desidera?
Cic - Oh! che dice mai! Per chi mi ha preso?
Tertulliano - Io non l'ho ancora presa, signorina Cecilia.
Cic - Credo che aspetter un bel pezzo! Mi chiami Cic.
Tertulliano - Gi, vero. Sapevo anche il suo diminuitivo, caro il mio passerotto: Cic, Cic, Cic! buffo.
Cic - sempre meglio di Tertulliano. Che nome da calendario!
Tertulliano - Infatti: 27 aprile, San Tertulliano Vescovo! Ed ora, a parte gli scherzi, mi dica la vera ragione della sua presenza qui.
Cic - Gliel'ho detta.
Tertulliano - Non era una bugia?
Cic - Le assicuro...
Tertulliano - Ne sono proprio lusingato. (Le si siede accanto). Dunque, le piaccio?
Cic - Adesso non cammini troppo. Mi sarebbe piaciuto di pi se si fosse chiamato Filippo e se fosse stato ingegnere.
Tertulliano - Mi chiami pure Filippo! Fa lo stesso. Un nome pi o un nome meno si vive egualmente.
Cic - Permette che le tiri la barba?
Tertulliano - Faccia pure. (Cic tira un po' troppo forte). Ahi! Piano!
Cic - Scusi, sa. Mi venuto l'improvviso sospetto che fosse posticcia. Che sciocca!
Tertulliano - (ride e Cic gli fa eco) Sa, piuttosto, signorina, che lei mi piace assai, assai. Lo sapeva, eh? (Sottovoce) Se la bocca rimaneva muta c'erano gli occhi che parlavano.
Cic - (piano) vero. Non sono poi tanto oca. Come mi guardava fingendo di leggere il giornale !
Tertulliano - E dire che non sapevo di averla vicina di camera. La ringrazio proprio della sua visita.
(Quando il colloquio si abbassato di tono Leo non ha potuto pi resistere. Si avvicinato al telefono posto sul comodino e ha preso in mano il microfono. Poi forse riflettendo che la propria voce si sarebbe udita nell'altra stanza esce precipitosamente. Gli altri non riuscendo a capire che cosa avesse intenzione di fare non sono riusciti a fermarlo. Commenti vari).
Cic - Veramente l'ha gradita?
Tertulliano - Immensamente, signorina Cic. un piacevolissimo inizio...
Cic - Parli pi piano.
Tertulliano - Perch?
Cic - Perch potrebbero sentirci.
Tertulliano - Chi?
Cic - Mah, non so... (Trillo del telefono).
Tertulliano - Il telefono? (Tristano ha capito e mormora: Adesso s che viene il bello! . Marga aggiunge: Invece mi pare che sia ora di finirla. Quella civetta!...). E chi mi vuole a quest'ora? Con permesso. Pronto. Con chi parlo? Piacere. Desidera? (Pausa lunga). Grazie dell'informazione., S, non dubiti, Le dar una ricca mancia per il bel servizio! ( disorientato).
Cic - (se ne accorge) Oh Dio! La polizia!
Tertulliano - (rude) Macch polizia! Signorina Cic, sar vero o non sar vero?
Cic - Cosa? (Leo rientra).
Tristano - Stupido, cosa hai fatto?
Leo - ora di finire questa sconcezza!
Tertulliano - (che ha udito delle voci e del rumore nella stanza accanto) proprio vero.
Cic - Insomma, chi era, non si pu sapere?
Tertulliano - S. Un imbecille da una parte e un idiota dall'altra. Ma non ci stiamo a pensare, Cic! (Ride, poi improvvisamente) Cic, passerotto mio, sei una gran bella figliola!
Cic - Del tu?!
Tertulliano - Ti meravigli? Non t'ho detto che mi piaci? Non ne sei convinta? (L'accarezza) Non ci credi?
Cic - No, stia buono! (Tertulliano insiste). Stia fermo!
Tertulliano - Che bel viso che hai! Che bella bocca! Come si fa a resistere? (La bacia con forza sulla bocca).
Cic - (d un grido e con violenza si distacca) Che brutale! Oh! Un bacio con la barba!
Tertulliano - Saporito, eh? Un bacio senza barba come un brodo senza sale. un proverbio turco. (Ride).
Cic - Che maniere! (Va per uscire).
Tertulliano - Grazie della tua visita, Cic. (La porta di fondo si apre, aperta da Leo che Tristano e Rita non sono stati capaci di trattenere nell'altra camera. Marga ha invece aizzato il fratello. Dietro Leo entrano gli altri e in seguito alcuni ospiti dell'albergo) Oh, signor padrone, s'accomodi, non faccia complimenti! Viene a prendere la mancia?
Cic - Cosa succede?
Leo - (a Tertulliano) Lei, signore, uno screanzato.
Tertulliano - Pu darsi. Ma lei un violatore di domicili!
Cic - (a Leo) Ma cosa vuole, lei?
Leo - (non le d retta) ...e oltre ad essere uno screanzato, un bruto, un... un...
Tertulliano - Su, coraggio, faccia lei!
Leo - Insomma lei mi deve delle riparazioni!
Tertulliano - Cosa fa, il ciabattino? Tacchi, mezze suole...
Leo - Non faccia dello spirito fuori luogo. Lei mi dar soddisfazione.
Tristano - (intervenendo) Adesso, Leo, non esagerare.
Leo - Che c'entri tu?
Marga - Ha ragione mio fratello.
Rita - Non per il caso...
Voci - Insomma cosa succede? Che accade?
Marga - Gliela dar io la margarina a quel signore, se non ci pensa mio fratello!
Rita - Non te ne curare. Un uomo che d false generalit!
Marga - Bisogner fare avvisare la polizia! un pregiudicato.
Tristano - (gridando) Basta! La smettete o non la smettete? Le donne complicano sempre le cose.
Leo - C' poco da complicare.
Tertulliano - Infatti. E cos semplice.
Tristano - Andiamo via, Leo!
Tertulliano - Ecco, giusto! Credo sarebbe il caso che usciste tutti quanti! (Indicando Leo) Il signore non ha affatto capito che la bilancia ha i piatti alla stessa altezza. Mi stato fatto uno scherzo ed io appena l'ho saputo ho risposto con un altro.
Tristano - cosi chiaro!
Cic - Chi lo ha informato?
Tristano - Leo, col telefono.
Cic - (a Leo) Sciocco! (Agli altri, felice della soluzione) Allora non ho pi ragione di offendermi. Se era uno scherzo...
Leo - (meravigliato, sdegnato) No?! Non si offende? Ma io sono qui per difendere il suo onore !
Cic - Si calmi. So difenderlo da me.
Tristano - Ma scusa, chi sei tu?
Leo - Io... io sono un... idiota, ma c' qualcuno (guarda Tertulliano) che me la pagher. (A Cic) E sa lei chi ? una... Ah, che rabbia! (Esce furioso),
Tertulliano - Correte, dategli da bere, se no diventa idrofobo!
Marga - Mio fratello ha ragione. (A Cic) Se non ti reputi offesa dal contegno spinto ed equivoco di quel pregiudicato...
Tertulliano - Ma la faccia finita, ridicola!
Marga - (non lo degna d'uno sguardo) ...vuol dire che sei quella... che ha detto mio fratello. (Andandosene) Santo Cielo, che amicizie abbiamo fatto quest'anno! (Via).
Tristano - E due che se ne vanno!
Rita - (a Cic) Ho capito, sai? Ho mangiato la foglia. Altro che penitenza! Auguri! (E se ne va sogghignando).
Tristano - E tre! (Va alla porta, respinge gli altri curiosi e la richiude, poi torna sul davanti).
Cic - Che stupidi! Proprio stupidi! Non hanno capito nulla invece! (Lacrima).
Tristano - Mi perdoni, signore, perch la colpa di tutto ci, ricade su me. Sono stato io ad organizzare la penitenza in un giuoco di societ. Non avevo previsto certi sviluppi inopportuni.
Tertulliano - Stupidaggini. Non vale la pena di parlarne.
Tristano - (a Cic) Eccole il braccialetto in restituzione. Oh, cosa c'? Piange?
Cic - Oh, niente di grave. (Si asciuga gli occhi. A Tertulliano) Sono dispiacentissima dell'accaduto.
Tertulliano - (sempre gentile, ma un po' freddo) Io, no. Anzi mi servito per fare la loro gradita conoscenza.
Tristano - Grazie. Onorarissimo. (Presentandosi) Tristano Romualdi.
Tertulliano - Tertulliano Pancrazi.
Tristano - Falso o vero?
Tertulliano - (sorridendo) Ha sentito an che lei? Falso per il mondo, vero per l'ana grafe. (Tristano e Cic lo guardano interrogativamente). Il mondo mi conosce sotto uno pseudonimo letterario.
Cic - Ce lo dica, ce lo dica!
Tertulliano - Subito. Per lei Filippo Der-blay.
Cic - Oh, scherza sempre!
Tertulliano - E per lei... (Glielo dice all' orecchio).
Tristano - Davvero? Quale onore!
Cic - Non si pu sapere?
Tertulliano - No.
Tristano - Segreto di stato.
Tertulliano - (a Tristano) La prego di dimenticare le idiozie di poco fa.
Tristano - Non dubiti, signor...
Cic - (ansiosa) Signor...
Tristano - ...Tertulliano.
Cic - Quanto mistero! Ma non me ne importa nulla, sa! Buona notte!
Tristano - (a Tertulliano) Di nuovo, onora-tissimo...
Tertulliano - Non esageri. Buon riposo.
Tristano - Grazie. Altrettanto.
Tertulliano - Oh, io ho molto da scrivere! (Usciti i due si accende una sigaretta e si mette a passeggiare distratto).
Cic - (rientra nella sua camera. Tristano rimane sul vano) No, di sotto non vengo pi. Dica loro che mi hanno offesa. Io di l non facevo che una parte, come se fossi un'attrice in palcoscenico e bisognava accettare tutto sotto questo aspetto.
Tristano - L'ho sempre detto che lei ha delle grandi inesauribili risorse! Non dubiti. Mi verrebbe per voglia di inferocire tutte le donne presenti in albergo contro di lei. Basterebbe una parola...
Cic - Quale?
Tristano - Dire chi lui. Morirebbero dall'invidia!
Cic - Insomma, chi ?
Tristano - Filippo Derblay.
Cic - Auffa! Cattivo! Serpente! (E gli chiude la porta in faccia).
(Dopo aver posto il chiavistello all'ingresso Cic corre all'osservatorio e si china a guardare. Tertulliano passeggia indeciso. Cic d una scrollata di spalle e si avvicina al letto. Dietro un paravento si spoglia, fa una rapida toilette notturna; indi s'infila sotto le lenzuola. Accnde la lampada del comodino e spegne la luce centrale. Anche Tertulliano ha creduto opportuno ad un tratto imitare, senza volerlo, la vicina di camera. Quasi contemporaneamente si trovano nella medesima posizione orizzontale, vicinissimi perch fra i due letti non vi che lo spessore del muro. Pausa. Cic con un gomito d un colpo al muro).
Tertulliano - (alza la testa, sorride, poi con voce burbera) Daccapo? Siamo daccapo?
Cic - (forte) Scusi, signore!
Tertulliano - Incominciamo con un altro giuoco di societ?
Cic - Ho urtato un gomito contro il muro e ho preso la scossa elettrica! Che male! Non le mai successo a lei?
Tertulliano - Cosa? Non si capisce bene. (Si alza) Venga qui vicino alla porta.
Cic - (si precipita) Eccomi. Ero a letto.
Tertulliano - Anch'io.
Cic - Come, non doveva scrivere?
Tertulliano - Me ne andata via la voglia.
Cic - La colpa mia. Mi ha veramente perdonata?
Tertulliano - Se le dicessi di no?
Cic - Le confesserei una cosa.
Tertulliano - Dica.
Cic - Ho il coraggio di dirglielo, sa perch? Perch in questo momento ho l'impressione di essere in un confessionale. Di qui la penitente
e cappuccino!
Tertulliano - Non facciamo scherzi! Ma mi dica...
Cic - Mi creder?
Tertulliano - Far il possibile.
Cic - Ebbene le confesso che ho accettato la penitenza solamente perch si trattava di venire da lei.
Tertulliano - Davvero?
Cic - S; glielo giuro.
Tertulliano - carino quanto mi dice, ma come posso fare a fidarmi? Chi c' in camera?
Cic - Io soltanto.
Tertulliano - Mi faccia vedere dal buco.
Cic - Guardi pure.
Tertulliano - Non vedo nulla. Accenda la luce.
Cic - Subito. (Corre ad eseguire).
Tertulliano - (riesce a vederla nel costume notturno) Dianzi diceva che era otturato. Altro! Si vede...
Cic - Oh, Dio, non ci pensavo! (Corre a tappare con la mano il buco rivelatore). Non ha visto mica nulla?
Tertuli ,iano - No. Non ho visto nessuna penitente. Ho soltanto ammirato una stupenda visione... (Cic si abbassa anche lei e guarda dal buco).
Cic - Sfacciato. E poi?
Tertulliano - Eppoi vedo un occhio nero, scintillante, che mi ride e che non mi d troppo affidamento.
Cic - Io vedo il suo. un occhio indiscreto.
Tertulliano - Ma veramente sola? Io ancora non ne sono perfettamente sicuro.
Cic - un bel tipo! Se sono in camicia da notte!
Tertulliano - Ho visto, Cic. Cosa vuol dire? Le camicie da notte rivestono le donne assai pi che i vestiti da passeggio, che i costumi da bagno.
Cic - Ma...
Tertulliano - (incalzante) Non si potrebbe vedere meglio?
Cic - Impossibile.
Tertulliano - Non pensi male. Si tratterebbe di contraccambiarle la visita, cio la... penitenza. Se vuole proprio fare la pace con me...
Cic - Mancano i testimoni.
Tertulliano - Non ce n' bisogno. Dunque, siamo d'accordo. Vengo ad accertarmi di persona.
Cic - Ecco... Ma passando per il corridoio impossibile: troppo pericoloso. Di qui...
Tertulliano - Di'qui? Vuole che apra la porta?
Cic - No, per carit. matto?
Tertulliano - Lo so, Cic. (Toglie il chiavistello e prova a girare la maniglia).
Cic - (d un piccolo grido) Che stupida! Non c' la chiave.
Tertulliano - Potrei procurarla.
Cic - Impossibile: ce l'ho io. Ah, mi scappata!
Tertulliano - Questa bella. Ce l'ha lei?
Cic - L'ho trovata per caso ieri dentro al cassetto del tavolino.
Tertulliano - Allora siamo a cavallo!
Cic - Non le apro, perch non sta bene.
Tertulliano - Chi non sta bene? Il cavallo?
Cic - ... e io ho paura.
Tertulliano - Di chi? Di me?
Cic - No. Di tutto.
Tertulliano - Apra, Cic bella.
Cic - Mi promette di sar buono?
Tertulliano - S, s, Cic.
Cic - E mi dir chi ?
Tertulliano - S, Cic.
Cic - E mi lascer domani suonare il piano?
Tertulliano - S, Cic, le batter le mani ad ogni pezzo.
Cic - E creder che ho ventitr anni?
Tertulliano - S, Cic. Macch ventitr: ventuno, diciannove... Chi ha mai detto il contrario?
Cic - Impertinente! E ora aspetti un istante. Ma faccia il bravo, mi raccomando.
Tertulliano - Oh, cos va bene. (Ambedue corrono a rimirarsi allo specchio. Cic s'infila una vestaglia). Ci siamo?
Cic - Un momento. (Pausa). Eccomi. (Rispegne la luce centrale, poi apre la porta).
Tertulliano - Oh, Cic!
Cic - Vede bene che sono sola. Ora parli piano e stia buono.
Tertulliano - (la prende per le mani e allargandole le braccia la contempla) Che bella creatura! Ma che deliziosa penitenza! (Le bacia le mani).
Cic - Uh, mi pare che incominci male!
Tertulliano - Ha ragione. La colpa non mia: di quel bacio di prima che ne chiama violentemente degli altri. Sa che i baci sono come le ciliege, uno tira l'altro... (E la bacia in bocca).
Cic - (si d per vinta) Che brutto tipo! Oh, che effetto strano mi fanno i baci con la barba!
Tertulliano - Ecco una primizia sulla quale non contavo.
Cic - Ora mi dica chi ...
Tertulliano - In questo istante sono l'amore.
Cic - (scherzosa con abbandono) Un amore con la barba, Tertull... Oh, che nome impossibile! Io voglio sapere l'altro.
Tertulliano - Il Padrone delle ferriere. Me l'hai detto tu. Chiamami Filippo. cos bello illudersi... sognare...
Cic - Si, Filippo! (Tertulliano diventa sempre pi ardito) Stia buono! Oh, ci ha preso gusto? Ecco a che cosa conducono i giuochi di societ.
Tertulliano - S, Cic, s, Cic, facciamo il giuoco in societ. Per la penitenza poi c' sempre tempo...
Cic - (con energia, ma sottovoce) Le dico di star fermo. Ci sono delle voci nel corridoio? Se ci sorprendessero? Ha chiuso il chiavistello della sua camera?
Tertulliano - Non ricordo...
Cic - Vada ad assicurarsene.
Tertulliano - (felice) Subito! (Rientra alla svelta nella sua camera. Cic allora richiude precipitosamente la porta comunicante e d un giro di chiave. Fra se: T'insegner io non dirmi il nome! . Quando Tertulliano se ne accorge troppo tardi). Perch questo scherzo? un tradimento, Cic!
Cic - No. ora di andare a nanna. Abbiamo gi troppo esagerato.
Tertulliano - Un altro bacio, solo, solo...
Cic - No. Finirebbe male!
Tertulliano - Macch, finirebbe benissimo! Glielo garantisco! (Deluso) Questa sgarbera proprio non me l'aspettavo.
Cic - Perch parla cos? Su, via, non s'arrabbi. Ma proprio innamorato?
Tertulliano - Innamorato? Innamoratissimo, pazzo di te, del tuo profumo...
Cic - Mi fa assai piacere, sa? Ha visto che cosa ha saputo fare una donna in mezz'ora?
Tertulliano - S, hai ragione, ma tu non hai ancora visto cosa sa fare un uomo in... molto meno!
Cic - (ridendo) Uh, che sfacciato! Buona notte !
Tertulliano - (rassegnato) Sar per un'altra volta. Buona notte!
FINE


